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Archeo n. 386, Aprile 2017

Page 1

RAMESSE II

MARZABOTTO

TAVOLE IGUVINE

ARCHAEOLOGY & ME

ANTICHE MINIERE SPECIALE DOMUS AUREA

IL MESSAGGIO DELLE TAVOLE IGUVINE

DOMUS AUREA

COSÌ RINASCE LA REGGIA DI NERONE

EMILIA-ROMAGNA

SCOPERTE A MARZABOTTO

UNO SGUARDO NUOVO SUL PASSATO

MOSTRE

www.archeo.it

IN EDICOLA L’ 8 APRILE 2017

eo .it

DO S M PEC US IA LE A ww UR w. EA a rc h

2017

Mens. Anno XXXIII n. 386 aprile 2017 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

ARCHEO 386 APRILE

ITALIA PREROMANA

€ 5,90


EDITORIALE

RINASCITA «Dove si va per la Domus Aurea? Ma vale la pena visitarla?». Domande che ci sentiamo spesso rivolgere dai turisti che passeggiano per i vialetti del Colle Oppio, il grande parco prospiciente il Colosseo, scandito da alberi di alto fusto e dalle magnifiche e imponenti rovine delle Terme di Tito e di Traiano. Oggi, questa meravigliosa area appare malconcia e – privata delle piú elementari cure che meriterebbe un luogo tanto centrale e rilevante – assai poco presentabile: specialmente a quei visitatori – stranieri e non – che obbligatoriamente l’attraversano, dopo aver ammirato la celeberrima michelangiolesca statua del Mosé nella vicina chiesa di S. Pietro in Vincoli, in direzione del Colosseo e, appunto, della mitica residenza di Nerone. In netto contrasto con la trascuratezza che offende le bellezze del Parco del Colle Oppio, fervono invece i lavori di restauro della sottostante reggia di Nerone, progettati dagli archeologi della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma. Un’attività non immediatamente visibile, perché i resti del palazzo neroniano sono oggi nascosti sotto i giardini. Sette anni fa – era il marzo del 2010 – le infiltrazioni d’acqua causarono lo sprofondamento di una porzione di questa superficie, posta in corrispondenza del soffitto delle gallerie traianee, rendendo cosí drammaticamente evidente lo stretto rapporto tra il Parco e il monumento che esso ricopre (vedi la foto in questa pagina). Fu allora che venne posto con urgenza il problema di come salvaguardare il complesso archeologico, rispettando, al contempo, il contesto naturalistico e monumentale del giardino. Dei restauri della Domus Aurea riferiamo nello Speciale di questo numero. È il racconto di un’impresa formidabile – svolta nel silenzio dei sotterranei e, in superficie, sotto la protezione di un grande tendone bianco – narrata dagli stessi protagonisti di questa straordinaria avventura scientifica e culturale. Dei cui risultati beneficeremo tutti noi, appassionati di antichità (insieme – sperabilmente – ai bistrattati giardini del Colle Oppio). Andreas M. Steiner


SOMMARIO EDITORIALE

Rinascita 3 di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

8

SCAVI La statua colossale di un faraone è stata riportata alla luce alla periferia del Cairo, nell’area un tempo occupata dalla città di Eliopoli. E ora si indaga per accertarne l’identità 8 ALL’OMBRA DEL VULCANO La Casa della Venere in bikini: un gioiello da riscoprire 12 A TUTTO CAMPO A dieci anni dalla scomparsa, l’Università di Siena ricorda Riccardo Francovich con una mostra e un ricco calendario di eventi collaterali 16

MOSTRE Il Museo «Claudio Faina» e l’Archeologico Nazionale di Orvieto rievocano le scoperte compiute nel territorio nella seconda metà dell’Ottocento, prima fra tutte quella della Tomba del Guerriero 18 PAROLA D’ARCHEOLOGO Il parziale recupero del carico di una delle navi greche affondate nelle acque di Gela nel VI secolo a.C. ha restituito, per la prima volta al mondo, numerosi lingotti del prezioso oricalco 20 MUSEI Il riallestimento della collezione di materiali egiziani dell’Università di Pavia è stato l’occasione per ricostruire l’identikit di una mummia donata all’ateneo lombardo nel 1824 24

32

SCAVI

Marzabotto

Cosí reale, cosí virtuale

32

testi di Giuseppe Sassatelli, Elisabetta Govi, Andrea Gaucci e Simone Garagnani, con contributi di Malik Franzoia, Bojana Gruška e Giacomo Mancuso

STORIA

Tavole di civiltà

44

di Federico Fioravanti e Augusto Ancillotti

MOSTRE

Uno sguardo nuovo sul passato

60

incontro con Maria Pia Guermandi, a cura di Andreas M. Steiner

In copertina la sala della Domus Aurea che ospitava il gruppo del Laocoonte nella ricostruzione immaginata dall’architetto francese Georges Chedanne (1861-1940).

Anno XXXIII, n. 386 - aprile 2017 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Direttore responsabile: Pietro Boroli Direttore editoriale: Andreas M. Steiner a.m.steiner@mywaymedia.it Realizzazione editoriale: Timeline Publishing S.r.l. Piazza Sallustio, 24 – 00187 Roma Redazione: Stefano Mammini stefano.mammini@mywaymedia.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) lorella.cecilia@mywaymedia.it Impaginazione: Davide Tesei Amministrazione: Roberto Sperti

amministrazione@timelinepublishing.it

Comitato Scientifico Internazionale

Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, enceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale

Hanno collaborato a questo numero: Augusto Ancillotti è stato professore ordinario di glottologia all’Università degli Studi di Perugia. Vincenzo Angeloro è ingegnere idraulico. Andrea Augenti è professore di archeologia medievale all’Università di Bologna. Maria Bartoli è restauratrice della SSCol (Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma). Giovanna Bianchi è professore associato di archeologia cristiana e medievale all’Università di Siena. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Raffaele Carlani è architetto. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Alessandro D’Alessio è archeologo, responsabile scientifico della Domus Aurea per la SSCol. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Federico Fioravanti è giornalista. Malik Franzoia è laureato con diploma di specializzazione in beni archeologici. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Andrea Gaucci è assegnista di ricerca in archeologia all’Università di Bologna. Simone Garagnani è assegnista di ricerca in ingegneria edile/architettura all’Università di Bologna. Elisabetta Govi è professoressa ordinaria di etruscologia e antichità italiche all’Università di Bologna. Bojana Gruška è dottoranda in archeologia presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino. Maria Pia Guermandi è curatore della mostra «Archaeology&ME». Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Sabina Malgora è direttore del Centro Ricerche Mummy Project. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Giacomo Mancuso è dottorando in archeologia presso «Sapienza» Università di Roma. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto della Soprintendenza Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Sandro Massa è fisico, esperto di conservazione e sicurezza dei beni culturali. Maurizio Pesce è responsabile tecnico della Domus Aurea per SSCol. Flavio Russo è ingegnere, storico e scrittore, collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Giuseppe Sassatelli è professore ordinario di etruscologia e antichità italiche all’Università di Bologna. Elisabetta Segala è archeologa della SSCol. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Gabriella Strano è architetto paesaggista della SSCol. Marco Valenti è professore associato di archeologia cristiana e medievale all’Università di Siena. Illustrazioni e immagini: DeA Picture Library: pp. 49, 57 (basso, a destra); G. Dagli Orti: copertina e pp. 48 (basso), 74 (basso); A. Dagli Orti: pp. 44 (primo piano), 47, 58; G. Roli: p. 54; Archivio J. Lange: p. 55 (basso); L. Balbo: p. 70 (alto e p. 71, centro); M. Carrieri: p. 72 (alto); A. Vergani: p. 105 – ANSA: p. 3 – Getty Images: Anadolu Agency: pp. 8/9 – Cortesia Università di Lipsia: Dietrich Raue: p. 10 (alto) – Doc. red.: pp. 10 (basso), 18 (sinistra) 46/47, 50 (alto), 53 (sinistra), 57 (basso, a sinistra), 77, 100 (alto), 102, 108-111 – Cortesia Soprintendenza Pompei: pp. 12-13 – Cortesia Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone: p. 14 – Cortesia degli autori: pp. 18 (destra), 24 (sinistra), 34, 35 (centro e basso), 36, 43 (basso), 46, 48 (alto), 70/71, 71 (alto), 72 (basso), 73; fotografia di R. Trojanis e S. Bernardoni: pp. 32/33; elaborazioni di S. Garagnani: pp. 35 (alto), 37, 40, 41, 42 (alto e basso); esecuzione di M. Dubbini: p. 38 (alto); esecuzione di A.M. Manferdini,


LA METALLURGIA/3

Quasi una lunga marcia 70 di Flavio Russo

76

Rubriche

SPECIALE

IL MESTIERE DELL’ARCHEOLOGO Il vero volto del destino

Domus Aurea

100

di Daniele Manacorda

Rinasce la reggia di Nerone

LIBRI

SCAVARE IL MEDIOEVO

100

Se due denti vi sembran pochi...

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

di Romolo A. Staccioli

di Francesca Ceci

Il principio di tutti i segni

S. Garagnani: p. 39 (centro); elaborazione di G. Mancuso: pp. 40/41, 43 (alto); elaborazione di M. Franzoia: p. 42 (centro) – Cortesia Soprintendenza del Mare, Palermo: Salvo Emma: pp. 20 (alto e centro), 21 (centro e basso), 22; GUE: p. 20 (basso); Richard Lundgren: p. 21 (alto) – Cortesia Studio Alquati, Milano: pp. 24 (destra), 25 – Da: Edoardo Brizio, Relazione sugli scavi eseguiti a Marzabotto presso Bologna dal novembre 1888 a tutto maggio 1889, in Monumenti Antichi dei Lincei 1, 1889: pp. 38/39 – Marka: Adam Eastland: p. 44 (sfondo) – Shutterstock: pp. 50 (basso), 74 (alto) – Archivi Alinari, Firenze: J. Bedmar/Iberfoto: p. 52 – Mondadori Portfolio: Leemage: p. 53 (destra); AKG Images: p. 100 (basso), 101 – Cortesia Ufficio Stampa: pp. 60/61, 62 (destra), 63, 64 (alto), 65 (basso), 66, 67 (basso), 68 (sinistra), 69 (alto) – Andreas M. Steiner: pp. 62 (sinistra), 64 (centro e basso), 65 (alto e centro), 67 (alto e centro), 68 (sinistra), 69 (basso) – Erich Lessing Archive/ Magnum/Contrasto: p. 75 – Cortesia Archivio SSCol (Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma: © Eugenio Monti e Roberto Galasso: pp. 76/77, 78-83, 85-98 – Bridgeman Images: pp. 84, 104, 106 – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 33, 55, 56, 57 (alto). Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Editore: My Way Media S.r.l. Presidente: Federico Curti Amministratore delegato: Stefano Bisatti Coordinatore editoriale: Alessandra Villa Concessionaria per la pubblicità extra settore: Lapis Srl Viale Monte Nero, 56 - 20135 Milano tel. 02 56567415 - 02 36741429 e-mail: info@lapisadv.it Pubblicità di settore: Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com tel. 335 8437534 Direzione, sede legale e operativa Via Gustavo Fara 35 - 20124 Milano tel. 02 00696.352

112

108

di Andrea Augenti

QUANDO L’ANTICA ROMA...

...celebrava la festa delle prostitute 104

76

di Alessandro D’Alessio, Elisabetta Segala, Gabriella Strano, Vincenzo Angeloro, Maurizio Pesce, Maria Bartoli, Sandro Massa e Raffaele Carlani

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Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa: NIIAG Spa - Via Zanica, 92 - 24126 Bergamo Abbonamenti: Direct Channel srl - Via Pindaro, 17 - 20128 Milano Per abbonarsi con un click: www.miabbono.com Per informazioni, problemi di ricezione della rivista contattare: E-mail: abbonamenti@directchannel.it Telefono: 02 89708270 [lun-ven 9/13 - 14/18 ] Posta: Miabbono.com c/o Direct Channel Srl - Via Pindaro, 17 - 20128 Milano Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 E-mail: collez@mondadori.it Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti casella postale 1879, 20101 Milano Informativa ai sensi dell’art. 13, D. lgs. 196/2003. I suoi dati saranno trattati, manualmente ed elettronicamente da My Way Media Srl – titolare del trattamento – al fine di gestire il Suo rapporto di abbonamento. Inoltre, solo se ha espresso il suo consenso all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento, My Way Media Srl potrà utilizzare i suoi dati per finalità di marketing, attività promozionali, offerte commerciali, analisi statistiche e ricerche di mercato. Responsabile del trattamento è: My Way Media Srl, via Roberto Lepetit 8/10 - 20124 Milano – la quale, appositamente autorizzata, si avvale di Direct Channel Srl, Via Pindaro 17, 20144 Milano. Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti all’elaborazione dati, al confezionamento e spedizione del materiale editoriale e promozionale, al servizio di call center, alla gestione amministrativa degli abbonamenti ed alle transazioni e pagamenti connessi. Ai sensi dell’art. 7 d. lgs, 196/2003 potrà esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i suoi dati od opporsi al loro utilizzo per fini di comunicazione commerciale interattiva, rivolgendosi a My Way Media Srl. Al titolare potrà rivolgersi per ottenere l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili.


n otiz iari o SCOPERTE Egitto

UNA STATUA PER DUE?

L’

area di El Matariya, alla periferia settentrionale del Cairo, è stata teatro di una scoperta che ha entusiasmato il mondo dell’archeologia. In questa zona, che oggi accoglie quartieri residenziali densamente popolati, sorgeva in epoca antica Eliopoli, principale centro di culto del Sole nelle sue varie manifestazioni divine (Atum, Ra). La città venne abbandonata e saccheggiata in età greco-romana – dopo che, con l’avvento della dinastia dei Tolomei (305 a.C.), Alessandria le subentrò per importanza – e nel corso del Medioevo, quando ciò che rimaneva dei suoi templi e monumenti venne smantellato e riutilizzato per le necessità edilizie del Cairo. Il solo monumento ancora visibile nella sua posizione originale è il grande obelisco el-Misalla, che faceva parte del grande tempio di Ra-Atum costruito per volere di Sesostri I (XII dinastia, 1964-1929 a.C.). Tuttavia, nelle aree libere da costruzioni, gli archeologi continuano a scavare, alla ricerca di testimonianze che potrebbero essere ancora sepolte nel sottosuolo. E proprio nel corso di indagini condotte in prossimità di un tempio fondato da Ramesse II (XIX dinastia, 1279-1212 a.C.), sono stati di recente rinvenuti i frammenti di due statue, una delle quali, di dimensioni colossali, era stata attribuita inizialmente allo stesso faraone. La scoperta si deve alla missione congiunta tedescoegiziana che, dal 2012, porta avanti le ricerche sul sito.

8 archeo

Il team tedesco è diretto da Dietrich Raue dell’Università di Lipsia, mentre l’équipe del Ministero per le Antichità è guidata da Aiman Ashmawi. La sorpresa è stata notevole, poiché l’area, già setacciata in passato, non aveva restituito risultati particolari, a eccezione dei piedistalli di alcune statue in basalto. In quest’occasione sono stati invece recuperati la testa, il torso e altri frammenti di una statua colossale in quarzite, la cui altezza originale è stata stimata in 9 m e la parte superiore di una seconda statua in pietra calcarea, a grandezza naturale (80 cm circa di altezza) attribuita al nipote di Ramesse II, Seti II (XIX dinastia, 1201-1196 a.C.). I frammenti sono stati estratti dal fossato nel quale si trovavano, completamente immersi nell’acqua, a pochi metri dagli edifici moderni. Il primo a essere recuperato è stato il frammento della testa colossale, prelevato con la benna di un escavatore. A questo proposito, non sono mancate le critiche di chi ha messo in dubbio l’opportunità dell’uso di queste attrezzature, giudicate inadatte per la sicurezza dei reperti, accusando la missione di aver danneggiato e frantumato i reperti durante il recupero. Illazioni e polemiche sono state prontamente sopite dal Ministero per le Antichità e dalla missione archeologica, che hanno ribadito sia l’adeguatezza dei mezzi pesanti di fronte a situazioni come questa, sia il fatto che tutto si è svolto sotto l’attento monitoraggio di archeologi,


Il Cairo. Un momento delle operazioni di recupero dei frammenti della statua colossale, che vengono liberati dal fango in cui erano sepolti.

archeo 9


SCAVI • MARZABOTTO

MARZABOTTO COSÍ REALE, COSÍ VIRTUALE NUOVE E IMPORTANTI SCOPERTE E UN PROGETTO DI RICOSTRUZIONE VIRTUALE CAMBIANO IL VOLTO DELLA CITTÀ CHE GLI ETRUSCHI CHIAMAVANO KAINUA di Giuseppe Sassatelli, Elisabetta Govi, Andrea Gaucci e Simone Garagnani, con contributi di Malik Franzoia, Bojana Gruška e Giacomo Mancuso

D

opo la straordinar ia scoperta del tempio votato a Tinia (vedi «Archeo» n. 357, novembre 2014), le ultime indagini condotte a Marzabotto, la Kainua degli Etruschi, hanno portato a ulteriori e importanti acquisizioni: è stato infatti scavato un nuovo tempio tuscanico dedicato a Uni, che cambia ancora 32 a r c h e o

il volto della città, e sono state recuperate alcune iscrizioni etrusche legate alla sfera del sacro e della politica. Oltre allo scavo e allo studio dei materiali, le ricerche comprendono la ricostruzione della città secondo le tecnologie piú innovative, perché ricostruire significa porsi domande scientifiche e, al contempo, rispondere all’e-

sigenza di visualizzare ciò che non si conserva piú. Questo approccio non solo va incontro alla necessità di conoscenza dei non addetti ai lavori e alla imprescindibile missione della divulgazione, ma impone anche un percorso di analisi scientifica ampio e integrato, che ha portato l’équipe della cattedra di Etruscologia dell’Università di


Piacenza

Adige

Po

Po

Parma Ferrara Reggio nell’Emila

A p p e n n i n o

Bologna Ravenna

T La Spezia Massa

Mar Ligure

Mare Adriatico

Modena

o

Marzabotto

Faenza

s c o E m i l i a n o

Forlí Cesena

Rimini

Arno

Veduta da sud-est dell’area archeologica della città etrusca di Kainua. Si individuano i tracciati delle strade principali (le cosiddette plateiai) e gli isolati interessati dalle indagini archeologiche.

Bologna ad avviare proficue collaborazioni con altre discipline. In primo luogo, le bioarcheologie per lo studio dei resti zoologici e botanici, finalizzato alla ricostruzione del paesaggio e del sistema di sussistenza. E poi il dialogo con competenze non strettamente archeologiche, come quella ingegneristica per la ricostruzione degli edifici, quella informatica per il trattamento dei dati di scavo, quella chimica per le analisi mineralogiche sui materiali. Da questo approccio nasce il Kainua Project che, giunto al suo terzo anno, si conclude con un convegno internazionale (18-21 aprile), che sarà un’importante occasione di confronto tra archeologi e colleghi di altre discipline oltre che un punto di partenza per una nuova politica di comunicazione dei risultati della ricerca. G.S. Le ricerche a Marzabotto sono condotte dalla Sezione di Archeologia del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara e con il Polo Museale dell’Emilia Romagna. a r c h e o 33


UNO

SGUARDO NUOVO SUL PASSATO UNA MOSTRA ALLESTITA AL MUSEO NAZIONALE ROMANO DI PALAZZO MASSIMO AFFRONTA, CON TONO VIVACE E TUTT’ALTRO CHE «ANTICO», ALCUNI QUESITI FONDAMENTALI DELLA NOSTRA DISCIPLINA: CHE COS’È L’ARCHEOLOGIA? COME È PERCEPITA DAI NOSTRI CONCITTADINI? QUALE RUOLO PUÒ SVOLGERE NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA? incontro con Maria Pia Guermandi, a cura di Andreas M. Steiner 60 a r c h e o


N

Sulle due pagine: Ara Pacis (Roma) allo specchio, fotografia digitale di Niccolò Manassero. In alto: Trasmettere la storia, fotografia digitale di Remi Anglade. Sopra il titolo: Maria Pia Guermandi.

ell’ultimo ventennio del secolo scorso, l’immagine pubblica dell’archeologia ha vissuto una straordinaria diffusione, grazie ai quattro film (seguiti da una serie televisiva e da numerosi videogiochi) incentrati sulla figura di Indiana Jones. Un’immagine di allegra e avventurosa fantasia, alla quale hanno attinto taluni «seri» archeologi di professione, adottando anch’essi il celebre copricapo, inverosimilmente incollato alla testa di Harrison Ford persino durante le piú sfrenate cavalcate attraverso il Wadi Rum. Oggi – come leggiamo sul pannello introduttivo della mostra «Archaeology&ME» – la figura ideata dal produttore George Lucas e mirabilmente diretta da Steven Spielberg «non sembra piú incarnare il prototipo ideale dell’archeologo, il rimando alla scoperta, al tesoro, all’avventura, appare una dimensione del tutto residuale». Un prototipo – aggiungiamo noi – tragicamente soppiantato dalla figura – non fittiva, ma reale – dell’archeologo Khaled Al-Asaad, il «guardiano di Palmira», assassinato nell’estate del 2015 dagli sgherri del sedicente Stato Islamico. Un cambiamento di percezione inatteso e drastico, drammaticamente attuale e persino rivolto al futuro (cosa ne sarà delle neo-rovine di Palmira?), che a r c h e o 61


SPECIALE • DOMUS AUREA

DOMUS AUREA

RINASCE LA REGGIA DI

NERONE

SUL PADIGLIONE DEL COLLE OPPIO, UNICO MA SPLENDIDO SUPERSTITE DELLA CELEBRE RESIDENZA IMPERIALE, È IN CORSO UN GRANDE INTERVENTO DI RESTAURO CHE SI AVVALE DI SOLUZIONI TECNOLOGICHE D’AVANGUARDIA. INOLTRE, LA VISITA DEI MAGNIFICI AMBIENTI AFFRESCATI SI È ARRICCHITA DI UNA SUGGESTIVA INSTALLAZIONE MULTIMEDIALE di Alessandro D’Alessio, Elisabetta Segala, Gabriella Strano, Vincenzo Angeloro, Maurizio Pesce, Maria Bartoli, Sandro Massa e Raffaele Carlani

Ipotesi ricostruttiva del vestibolo della Domus Aurea, con, in primo piano, la celebre Sala della Volta Dorata, e, sullo sfondo, il Colosso dorato di Nerone e il Tempio di Giove Capitolino. 76 a r c h e o


I

l terribile incendio che nel 64 d.C. devastò dieci delle 14 regioni in cui era divisa la città di Roma, consentí a Nerone di espropriare un’area vasta circa 80 ettari e di edificare il nuovo palazzo, la Domus Aurea «che si estendeva dal Palatino fino all’Esquilino» (Svetonio, Nerone, 31). Per avere un’idea della sua estensione e della sua magnificenza, si può continuare con la descrizione tramandata da Svetonio: «Una statua colossale alta 120 piedi, immagine di Nerone, poteva entrare nel vestibolo della casa; l’ampiezza di questa era tale da includere tre portici lunghi un miglio e uno stagno, anzi quasi un mare, circondato da edifici grandi come intere città. Alle spalle ville con campi, vigneti e pascoli, boschi pieni di ogni genere di animali domestici e selvatici. Nelle altre parti tutto era coperto d’oro, ornato di gemme e di conchiglie. Le sale da pranzo avevano soffitti coperti da lastre di avorio, mobili e forate in modo da permettere la caduta di fiori e profumi. La piú importante di esse era circolare e ruotava continuamente, giorno e notte, come il mondo. I bagni A destra: ritratto in marmo dell’imperatore Nerone (37-68 d.C.). XVII sec. Roma, Musei Capitolini.

a r c h e o 77


SPECIALE • DOMUS AUREA

IL PERCORSO MULTIMEDIALE di Raffaele Carlani

L’

applicazione della tecnologia della realtà virtuale per la ricostruzione dei monumenti antichi, offre una nuova incredibile opportunità per facilitare e restituire la loro rappresentazione architettonica complessiva. L’impiego di visori bioculari, che coprono l’intero campo visivo di chi li indossa, consente di svincolare la percezione delle «ricostruzioni» dalla dimensione del «media» (schermo, proiezione, monitor) e di immergere il visitatore in uno spazio virtuale metricamente e prospetticamente piú consono. La tecnologia utilizzata, con motori di rendering real time di ultima generazione, permette di simulare il corretto comportamento della luce e di come essa viene riflessa o rifratta dalle superfici materiche. L’armonia di questo binomio, come sapientemente espresso da Le Corbusier, è uno degli aspetti cruciali dell’architettura: «L’Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce». Una simile tecnologia appare particolarmente appropriata per la Domus Aurea: monumento nel quale la capacità di riuscire a veicolare la luce negli spazi interni costituisce un aspetto architettonico fondamentale.

UNA RICERCA MINUZIOSA La ricostruzione del modello della Domus Aurea si basa sulla ricerca scientifica che il Progetto Katatexilux porta avanti da ormai 15 anni. Ogni singola scelta ricostruttiva è frutto di un percorso analitico vagliato e verificato, utilizzando la modellistica informatica. Le ricostruzioni non sono rappresentazioni del monumento, ma una delle simulazioni: meta-oggetti con i quali è possibile ese96 a r c h e o


Sulle due pagine: un gruppo di visitatori assiste al video-racconto allestito lungo la Galleria traianea d’accesso alla Domus Aurea. Nella pagina accanto, in basso: ipotesi ricostruttiva della volta della Sala della Volta Dorata, basata sulle testimonianze documentarie del XVIII sec.

guire verifiche e analisi estremamente precise. Il processo di ricostruzione scientifica prende avvio dalle informazioni certe (rilievi, dati di scavo, analisi stratigrafiche disponibili, ecc.) per poi procedere con considerazioni anche ipotetiche, ma che seguono comunque un procedimento analitico e filologico (comparazione analogica, analisi delle fonti scritte, ecc.). Per la realizzazione del modello tridimensionale utilizzato è stato eseguito un nuovo rilievo fotografico degli ambienti interessati dell’installazione. Grazie a questi scatti è stato possibile ottenere, utilizzando la fotogrammetria automatizzata, una rappresentazione tridimensionale metricamente accurata e formalmente rappresentativa dell’ambiente allo stato attuale. Su questa base è stata sviluppata l’intera narrazione che sottende all’applicazione: lo sforzo

è stato quello di porre i visitatori nella condizione di perfetta coerenza tra la «realtà virtuale» dello spazio e la sua «realtà reale». Inizialmente un video racconto di grande formato (19 x 3,3 m), con immagini ricostruttive in 3D degli ambienti originari, introduce al percorso di visita.Vengono illustrate la storia del monumento – dall’edificio neroniano ai mutamenti voluti da Traiano – e la riscoperta rinascimentale, fino ai tempi piú recenti quando, durante la seconda guerra mondiale, le gallerie sono state utilizzate come rifugio per gli sfollati. A seguire, i visitatori, accompagnati da guide, raggiungono una seconda installazione nella Sala della Volta Dorata. Qui una serie di postazioni consentono a ciascun visitatore di utilizzare in maniera autonoma i visori bioculari: un’esperienza immersiva e inedita dello a r c h e o 97


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