materiale definitivo è la natura stessa. Il design contemporaneo non la imita, ma ne estrae l’essenza”
Cover by Katz
BRANDS
ABK Group
Biopietra
Iris Ceramica Group
Saint-Gobain
Schlüter-Systems ARDOGRES®
Mapei
Kerakoll
Danilo Ramazzotti Italianhousefloor
130 (OneThirty)
IAMMI
Connubia
Chroma Composites NOT COMPROMISED MycoWorks Winetage
Vetriceramici
Wall&decò Abet Laminati
Ceramiche Marca Corona
S.Anselmo
Cercol
PEOPLE
LLDS
c+d Studio
Antonio Di Maro
GStudio Architetti
CRA-Carlo Ratti Associati
Luigi Guardiani
Carlana Mezzalira Pentimalli
Rizoma Architetture
Comfort Hub
Laura Verdi HUB48
Roberta Studio
OTTO Studio
Eclettico Design Lombardini22 the ne[s]t
GLA – Genius Loci Architettura ovre.design® NOA
Alessia Galimberti & Partners
Studio Svetti Architecture
NS STUDIO
CURA Architekten
Dario Castellino
GEZA Architettura
Mallol Arquitectos
Studio Ricciardi Architetti
Green Building Projects
Officina Abitare
Paola Orlandi
Chiangmai Life Architects
Sanjay Puri Architects
ph. Tom Ross
NORTHCOTE HOUSE
Il progetto di LLDS si ispira alle tradizionali case a schiera di epoca vittoriana per costruire una nuova unità abitativa dalla pianta compatta e ottimizzata, con tetto-giardino, spazi fluidi e materiali sostenibili.
ARCHITETTURA E NEUROSCIENZE
di Sabrina Tassini
Se guardassimo alla sostenibilità come argomento unicamente connesso all’impiego di sistemi a basso impatto, fermandoci ai tecnicismi della sfera puramente ambientale, rischieremmo una miopia concettuale priva di respiro olistico, incapace di cogliere la complessità dei fattori che definiscono oggi la bontà del costruito. Allargando il campo visivo oltre i margini dell’assodato, ecco emergere prospettive che amplificano il potenziale della materia, estendendola al miglioramento della qualità della vita delle persone e all’accrescimento dell’equilibrio sensoriale, cognitivo ed emotivo all’interno degli spazi abitati.
Con Antonio Di Maro, architetto e tra i principali divulgatori italiani di neuroarchitettura, approfondiamo le radici e gli sviluppi di un approccio che riporta l’uomo al centro, in una dimensione dell’abitare in cui scienza e progettazione convergono.
Partiamo dagli albori, come nasce la sua vocazione per la neuroarchitettura e in cosa consiste nello specifico?
Nel 2011, poco dopo la laurea, partecipai a un corso post-universitario in cui si cominciava a parlare del legame tra cervello umano e ambiente costruito. Ricordo una neurologa raccontare come alcuni elementi architettonici potessero generare una sensazione di discomfort in chi li esperiva. All’epoca il termine “neuroarchitettura” non era ancora diffuso, ma quell’incontro fu per me una rivelazione.
Credo che la mia sensibilità verso questo tema derivi anche dalle mie origini: sono cresciuto in un piccolo paese di campagna, nella provincia di Napoli, immerso nella natura. Quel legame profondo con gli elementi naturali ha sempre rafforzato in me la consapevolezza di quanto l’uomo, nella sua essenza, sia così biologicamente connesso con l’ecosistema.
La nostra mente si è evoluta per millenni in relazione a paesaggi naturali, fino a quando, con la seconda rivoluzione industriale di fine Ottocento, abbiamo cominciato a permanere in ambienti sempre più chiusi e lontani da quel contesto originario. È in questo periodo che l’essere umano, grazie all’elettricità e alla lampadina, ha sperimentato la possibilità di vivere anche di notte, alterando profondamente il ciclo circadiano - il meccanismo biologico che regola
ph. Melania Delle Grave, Agnese Bedini, DSL Studio
Quisimangia
La nuova mensa Mutti firmata dallo studio CRA-Carlo Ratti Associati è uno spazio in cui riconnettersi con la natura grazie ad un design all’avanguardia e scelte materiche originali, come il pavimento realizzato con bucce di pomodoro, scarto di lavorazione aziendale.
VILLA APOLLONIA
Fermo
Una residenza contemporanea in bioedilizia con rivestimenti esterni a basso impatto ambientale e struttura prefabbricata in legno, affacciata sui Monti Sibillini.
ph. Flavio Ricci ENG
Rimini
Una struttura ricettiva fondata sui principi della sostenibilità con camere a tema e spazi comuni progettati da tredici studi di architettura, nel segno del recupero e dei materiali innovativi.
Ci troviamo nel paesaggio montano della Georgia, precisamente nel piccolo villaggio di Tvaladi, nel circondario di Kaspi non lontano dalla capitale Tbilisi, zona in cui i progettisti di NS STUDIO hanno firmato una residenza privata che offre un esempio sobrio ed elegante di architettura contemporanea che dialoga con la tradizione costruttiva locale. In un contesto naturale ancora intatto, questo accorto progetto residenziale stabilisce infatti un legame forte con il territorio, integrando forme moderne e materiali antichi in una sintesi armoniosa e sostenibile.
La casa, sviluppata su un unico livello, combina l’essenzialità del linguaggio architettonico contemporaneo con la solidità di una facciata in pietra, ancorando l’edificio al contesto storico e culturale dell’area. Le grandi aperture vetrate e i volumi aperti proiettano gli spazi interni
verso l’esterno, creando una continuità visiva e materica con il paesaggio circostante. L’uso diffuso di pietra e legno, dentro e fuori l’edificio, rafforza questa connessione, dando forma a un’architettura silenziosa ma fortemente radicata.
MATERIALI E CONNESSIONE CON LA NATURA
Elemento centrale del progetto è la scelta di una palette materica naturale, capace di valorizzare l’ambiente senza alterarlo.
La pietra locale, impiegata per le murature esterne e in parte anche per i rivestimenti interni, conferisce all’abitazione una presenza solida e rassicurante. Il legno, utilizzato per dettagli architettonici, arredi e finiture, apporta invece calore, leggerezza e un senso di continuità con la natura. Tutti i materiali sono lasciati il più possibile allo stato grezzo, senza lavorazioni
superflue, per preservarne la matericità e ridurre al minimo l’impatto ambientale della costruzione.
Le ampie vetrate inserite nella facciata permettono alla luce naturale di attraversare lo spazio, amplificando il dialogo tra interno ed esterno e contribuendo alla qualità bioclimatica dell’edificio. Questa apertura visiva diventa anche una scelta poetica, restituendo alla casa il ritmo lento e i colori del paesaggio georgiano. All’interno, l’atmosfera è definita da un equilibrio sapiente tra superfici grezze e dettagli più rifiniti.
Le finiture, selezionate con attenzione per la loro texture e capacità di interazione con la luce, spaziano da materiali a vista a elementi più levigati, generando una sensazione di coerenza senza rinunciare alla varietà tonale e tattile.
ph. Mauricio Carvajal
Bäcker
PANAMA CITY
Terra cruda non trattata e legno di provenienza locale sono i capisaldi materici di un panificio che reinterpreta la tradizione per assecondare le esigenze contemporanee.
Nel cuore delle risaie che circondano Chiang Mai, nel nord della Thailandia, la scuola di cucina Zabb e Lee accoglie visitatori da tutto il mondo desiderosi di apprendere i segreti della tradizione culinaria thai. Nata nel centro storico della città per iniziativa di una giovane coppia del posto, l’attività ha conosciuto una rapida crescita, spingendo i fondatori ad aprire una sede satellite immersa nella natura. Qui, per mantenere il legame con il paesaggio circostante, hanno affidato allo studio Chiangmai Life Architects il compito di progettare e costruire i padiglioni – le tradizionali sala – interamente in bambù locale.
Il successo è stato immediato: il connubio tra estetica naturale, funzionalità e un aspetto di grande appeal ha conquistato i visitatori, portando alla realizzazione non di uno ma di ben tre padiglioni. L’ultimo, soprannominato “il Toro” per la sua silhouette dinamica, è stato edificato nell’area più stretta della proprietà, tra un grande albero e uno stagno. Una posizione difficile da valorizzare, ma trasformata in punto di forza grazie a un progetto architettonico audace.
La struttura è pensata per rispondere in modo pratico alle esigenze didattiche della scuola: al suo interno ospita dieci postazioni per la preparazione dei
piatti, dieci per la cottura e un ampio tavolo conviviale. Per ottimizzare lo spazio ridotto, i progettisti hanno adottato una pianta a U che amplia l’area coperta e consente una visuale aperta sia sul fronte dell’edificio, visibile da ogni angolo della proprietà, sia sul retro, che si affaccia sulle risaie.
Ma è nella forma che l’architettura raggiunge la sua massima espressività: lasciando fluire le linee naturali del bambù, il progetto ha assunto la sagoma stilizzata di una testa di toro con corna rivolte verso l’alto. Queste diventano ingressi accoglienti, che introducono due ambienti a cupola collegati da uno spazio longitudinale, definendo tre zone distinte per le attività di preparazione, cottura e degustazione.
Le cupole sono costruite con archi incrociati di bambù legato in fasci, una tecnica che conferisce all’interno una percezione di ampiezza sorprendente rispetto all’esterno.
Il colore naturale del materiale, unito all’andamento fluido delle strutture e a un’illuminazione accuratamente studiata per le ore serali, crea un’atmosfera calda e avvolgente, in perfetto equilibrio con il paesaggio rurale.
L’impiego del bambù, che durante la crescita assorbe anidride carbonica, garantisce infine un’impronta ecologica nulla o addirittura negativa, rendendo il progetto un esempio virtuoso di sostenibilità architettonica.
IL BAMBÙ PER LA COOKING SCHOOL
La scelta del bambù per la realizzazione delle sale didattiche della scuola Zabb e Lee non è soltanto estetica o simbolica: è una decisione progettuale profondamente radicata nella filosofia di Chiangmai Life Architects, che
Velwood | ABET LAMINATI
Situata nell’arida regione desertica di Nokha, nel Rajasthan, Narsighar House, progettata da Sanjay Puri Architects, incarna i principi architettonici tradizionali che hanno modellato per secoli il costruito in questa peculiare area dell’India. Come le abitazioni storiche della regione, Narsighar vanta così cortili interni per garantire il raffrescamento passivo, adotta spesse mura in pietra per resistere al calore e le tipiche schermature perforate jali per mitigare l’effetto del sole rovente. Tratti questi, che impreziositi da finestre ad arco, decorazioni litiche, sontuosi pergolati e intricati lavori artigianali di intarsio, non intendono solamente omaggiare le tipiche connotazioni edili del Rajasthan bensì apportare anche vantaggi all’edificio in termini di funzionalità, impatto sull’ambiente, comfort abitativo e performanza strutturale.
DIALOGO TRA INTERNO ED ESTERNO
La nuova finitura Velwood di Abet Laminati conferma l’impegno dell’azienda nella ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per le superfici d’arredo. Il suo nome racchiude l’essenza stessa del progetto: la morbidezza del velluto si fonde con la matericità del legno, dando vita a un laminato decorativo dal forte impatto sensoriale.
Sviluppata su un’ampia metratura, la casa è caratterizzata da una serie di giardini che collegano armoniosamente gli spazi interni con l’esterno. In questo modo, ogni zona abitata si affaccia su outdoor aperti ma riparati e protetti da pannelli in pietra traforata che, oltre a ridurre il calore, difendono anche l’abitazione dalle frequenti tempeste di sabbia.
Ogni volume è stato progettato individualmente, creando una composizione dinamica e articolata. Un ampio portico d’ingresso conduce a un cortile soleggiato, collegato a sua volta a un porticato in pietra om-
Velwood nasce dall’esigenza di coniugare performance funzionali ed estetica avanzata: la texture superficiale richiama infatti la profondità materica del legno naturale, arricchita da una sensazione tattile morbida e vellutata. Il risultato è una finitura ad alta definizione, in grado di generare riflessi e variazioni cromatiche assimilabili all’effetto del tranciato laccato, mantenendo le caratteristiche tecniche del laminato decorativo.
KERAKOLL COLORS un progetto cromatico tra estetica,
sostenibilità e design
Lontano dall’essere mero dettaglio estetico, il colore è linguaggio creativo che trasforma lo spazio in esperienza, accompagna la vita quotidiana e rappresenta un segno distintivo nel design contemporaneo. Con questa consapevolezza Kerakoll, brand di riferimento per le resine e i materiali decorativi, inaugura un nuovo capitolo cromatico presentando Kerakoll Colors, un progetto inedito che mette al centro la forza del colore con una collezione di pitture, smalti, rivestimenti, resine decorative e tecniche, vernici, stucchi e sigillanti, coordinati in un’unica palette di 1.500 tonalità per interni ed esterni.
La proposta intende porsi come strumento di progettazione integrato e sofisticato in cui convergono raffinatezza, funzionalità e sostenibilità. Un’evoluzione che raccoglie l’eredità delle precedenti collezioni Warm e Color Collection per ridefinire l’uso del colore nell’architettura, volgendolo in vero e proprio elemento progettuale in grado di contribuire all’armonia visiva degli ambienti che veste.
Diverse sono le gamme di cui si compone l’offerta Kerakoll Colors: alcune già lanciate - come Color Collection, con le sue resine tecniche e decorative, i micro-film e i parquet, e Color Fill per la stuccatura e la sigillatura decorativa - e altre concepite esclusivamente per questa nuova fase, come Color Interior e Color Exterior per la decorazione di interni ed esterni.
Concepito come un grande contenitore cromatico, Kerakoll Colors prevede 8 Color
Chart selezionate con cura in base ai trend attuali della progettazione: Neutral, Blue, Green, Brown, Yellow, Terracotta, Magenta e Purple sono pensate per creare abbinamenti contemporanei e di forte impatto, moltiplicando così le possibilità di scelta all’interno di una stessa colorazione.
ECO&INNOVATION
DUE SICILIE
Frammenti materici
Debonademeo Studio realizza in collaborazione con Chroma Composites la collezione di vasi e tavolini bassi “Due Sicilie” per la nuova serie Chroma® Objects, una linea inedita di oggetti e arredi in tiratura limitata, realizzati con la materia Chroma® e declinati dalla visione di 12 designer.
Il duo di designer ha attinto ispirazione dai motivi decorativi di origine ancestrale che rivestono i pavimenti, le pareti, gli elementi architettonici, le superfici tessili di chiese, palazzi, piazze e terrazze del Sud Italia. Un alfabeto iconografico reinterpretato, realizzato sotto forma di oggetti e complementi d’arredo.
Le geometrie e i cromatismi mediterranei si fondono alla materia donando vitalità a manufatti caratterizzati da forme essenziali pensate per adattarsi a tutti gli ambienti domestici e non solo.
Nella materia Chroma® sono inseriti, come un prezioso intarsio, frammenti geometrici di travertino di diverse forme e dimensioni, così da creare pattern evocativi ma estremamente leggeri e armonici. Chroma® è un materiale nato dalla fusione tra materiali compositi e frammenti di materiali di recupero dall’alto valore estetico e simbolico.
Attraverso il processo Mersus®, matrici composite si fondono con frammenti di metallo, legno, marmo o pietre preziose, generando vasi e tavolini dalle diverse fogge e colori, unicum originali e dall’inedita irripetibile estetica.
ph. Serena Eller Vainicher /Eller Studio
Un tavolo “surrealista” in reishi™
La collezione di arredi ideata da Studio TOOJ come esplorazione surrealista della percezione e della materialità si caratterizza per l’anima innovativa e sostenibile data dal rivestimento in Reishi™, il biomateriale ricavato dal micelio proposto da MycoWorks. Spicca per personalità il tavolo angolare a parete DUK, pensato per sfidare il confine tra illusione e realtà: a prima vista sembra un semplice elemento drappeggiato in un angolo, ma ad una osservazione più attenta si rivela vero e proprio piano d’appoggio a metà tra arte e funzionalità. La texture organica del materiale e le sue sottili variazioni esaltano la forma scultorea del tavolo conferendogli inoltre un carattere ecologico. Reishi™ rappresenta infatti una nuova categoria di materiali: naturale, privo di plastica e di origine non animale, disponibile su scala industriale.
ph. Pol Rebaque, courtesy MycoWorks Creative Studio
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