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Trimestrale di EDILIZIA BIO-ENERGIA ALTERNATIVA-ECOLOGIA Anno II, Numero 7 | 2012 www.tekneco.it 4,90 euro

Edilizia bio

Energia alternativa

Ecologia

Progetti

L’obiettivo è realizzare edifici efficienti, ma sempre low-cost

Solare termico: ancora un mercato tra luci e ombre

Anche le marine e i porti puntano sulla sostenibilità ambientale

Cafè Architettura Francesco Pagnello Alfio Zappalà

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P. 46

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PRIMO PIANO

il Sole problematico


PORTA LE TUE MISURAZIONI FUORI DALL’OMBRA Il Kit di estensione SunEye consente di effettuare misurazioni precise fino a un’altezza di 5,4 m da terra

Valutazione dell’esposizione solare del sito e stima sulla produzione di energia

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Tekneco Numero 07 | 2012

Editoriale

di Luigi Dell’Olio

Per il mercato delle energie rinnovabili si è aperta l’era post-incentivi. Mentre andiamo in stampa, prendono corpo le voci relative alla prossima pubblicazione del Quinto Conto Energia, da più parti visto come l’ultimo atto dell’impegno pubblico in favore del fotovoltaico. Al momento mancano stime sul calo degli incentivi, ma la sensazione diffusa è di una stangata in arrivo. E pensare che il Quarto Conto Energia ha appena un anno di vita….ed era stato progettato per restare in vigore fino al 2016. E che dire di altri comparti come l’eolico e il solare termico, ancora in attesa dei prospettati chiarimenti normativi sempre sul tema degli incentivi? Lasciando stare le considerazioni sui danni prodotti dalla schizofrenia del legislatore (tema a noi molto caro, ma ormai ampiamente dibattuto), agli operatori del settore non resta che attrezzarsi per i prossimi anni. Il calo delle materie prime rende il futuro meno nero di quanto potesse apparire solo qualche mese fa e l’Italia da sempre sa mostrare il suo volto migliore quando fronteggia le difficoltà. In questo numero facciamo una carrellata delle ultime novità del genio italico, indicando anche gli scenari possibili sul fronte dell’integrazione edilizia, secondo una logica capace di tenere insieme il rispetto dell’ambiente e la riduzione dei consumi energetici.


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Tekneco Numero 07 | 2012

Sommario

Primo Piano Il sole problematico

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di Sergio Ferraris Coperture per il futuro

Edilizia Bio 22 26 27 30 32 34 40

Obiettivo edifici efficienti di Roberta Pizzolante Parola d’ordine: sostenibilità di Alessandro Bellantuono Isolamento termico in edilizia: novità di mercato e resa di Alessandro Bellantuono Le virtù dei sistemi a cappotto di Bianca Matteucci Materiali isolanti innovativi: alternative efficaci alle soluzioni tradizionali, novità di mercato e resa di Gianfranco Marino Progetto Val d’Oca Wine center Studio CafèArchitettura Progetto TrentoTrieste13 Studio Laboratorio di Architettura

Ecologia 64 68 70

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Energia alternativa 46

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In copertina: Illustrazione di Matteo Astolfi e Pietro Buffa

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Solare termico: luci e ombre di un settore in crescita di Luisa Pianzola Microeolico, l’energia elettrica fatta in casa di Roberta Pizzolante Il lampione del futuro si accende con una telefonata di Daniela Uva Rinnovabili, scenario e incentivi nei Paesi UE: la Germania di Andrea Ballocchi Minieolico: Geatecno distribuisce la turbina eolica di Gaia Wind a cura di Geatecno Progetto Energia dal sole - l’esperienza del Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari di Francesco Pagnello

Marine e porti che portano sostenibilita di Anna Simone Gli spazi di mercato delle vernici bio di Ivana Fasciano Doha, così nasce la nuova capitale green del Medio Oriente a cura della Redazione Progetto Terrazzamenti in pietra e sinuosi conetti inattivi di Alfio Zappalà, architetto

Overview 06 08

Londra 2012 medaglia d’oro della sostenibilità? di Camilla Mastellari Tocco di vento: sulle ali dell’eolico di Giovanna Lodato

Rubriche 01 04 11 71 76 78 80

Editoriale — di Luigi Dell’Olio Fotonotizia Mr. Green — di Luca Conti La nota — di Danilo Bonato Agenda Green — a cura di Anna Simone Libri — a cura di Anna Simone Ultima parola — di Pierluigi Fanghella


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Fotonotizia

“Wind Matters”, fotografia di Clara Ridomi, giovane studentessa di Conegliano (Tv), vincitrice del concorso “Fotografa l’energia del vento: afferra l’inafferrabile”, ideato e organizzato da Aper GrandEolico, gruppo di lavoro nato nel 2010 in seno ad Apers (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili). Il concorso lanciava la sfida di immortalare con un click la potenza evocativa del vento e dell’energia da esso generata.


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Overview

www.tekneco.it/7011 Le novità in tema di tema di fotovoltaico presentate a Ecobuild, nell’analisi di Tekneco

SPORT & AMBIENTE

Londra 2012 medaglia d’oro della sostenibilità? I giochi olimpici di questa estate saranno un test per le tecnologie verdi, in una città che su molti temi legati alla sostenibilità ha fatto da battistrada. Un progetto costruito negli anni e fondato su cinque linee guida strategiche: cambiamento climatico, gestione degli sprechi, biodiversità, inclusione sociale e healthly living

di Camilla Mastellari

P

rimeggiare nella sfida olimpica della prossima estate è più che un imperativo per l’intera squadra britannica di Londra 2012. Una determinazione destinata a crescere man mano che ci si avvicina ai nastri di partenza. Ma c’è un’altra medaglia che il comitato organizzatore vuole vincere a tutti i costi: quella della sostenibilità.A poche settimane dalla cerimonia d’inizio della trentesima edizione, i responsabili dell’evento continuano a lavorare incessantemente per lasciare in eredità alla città un “blueprint for change”, un progetto in grado di trasformare la capitale britannica in un modello di efficienza che sia d’ispirazione per tutte le 204 nazioni rappresentate ai Giochi. L’ambizioso piano si fonda su cinque linee guida strategiche: cambiamento climatico, gestione degli sprechi, biodiversità, inclusione sociale e healthly living. “Sono orgoglioso che la sostenibilità sia una parte importante del nostro modo di fare business - ha dichiarato il responsabile del comitato per le Olimpiadi, Paul Deighton - Il lavoro che è stato fatto per integrare il concetto di sostenibilità ad alimentazione, logistica, cerimonie, tecnologia e gestione degli eventi ha evidenziato opportunità mai realizzate prima in un contesto olimpico o paralimpico”. Per mettersi “in gioco” Londra ha speso quasi 9,3 miliardi di sterline. Una cifra che in parte è servita a finanziare sistemi per la misurazione del carbonio e tecniche costruttive a basse emissioni di Co₂, ma anche tecnologie di co-generazione energetica e contatori elettrici intelligenti. Tutto questo per ridurre i costi pubblici e aumentare la diffusione

delle energie rinnovabili. Così, le forniture di carburante ‘verde’ stimoleranno lo sviluppo di nuovi ed efficaci sistemi di riscaldamento e illuminazione; i sistemi ad energia eolica, solare e da biocarburanti, sviluppati ad hoc per le Olimpiadi, potranno essere replicati anche in altri Paesi e adottati in modo permanente. Mai come prima, i giochi olimpici della prossima estate hanno rappresentato un banco di prova per la capacità di risposta delle nuove tecnologie a un cambiamento su scala globale del nostro stile di vita, in un mondo che dovrebbe raggiungere i nove miliardi di abitanti entro la metà del 21esimo secolo. Ecco, nel concreto, le principali iniziative messe in atto dal sindaco Boris Johnson per lasciare un’impronta verde sulla sua città. Prima, durante e soprattutto dopo le Olimpiadi. Architettura green Chi avrà la fortuna

di visitare Londra questa estate potrà godere di strutture avveniristiche, firmate da alcuni tra i migliori progettisti contemporanei. Tutti gli edifici sorti per le Olimpiadi sono sottoposti a scrupolose valutazioni in termini di sostenibilità e approvvigionamento energetico.A partire dal Parco Olimpico, disegnato allo scopo di riqualificare il tessuto urbano intorno alla periferia est di Londra, una zona fortemente disagiata e ad alto tasso di disoccupazione. Fin dall’inizio del progetto, il parco ha stabilito nuovi standard ecologici, includendo materiali di scarto e sistemi di logistica e trasporto a basso impatto ambientale, su rotaia e via acqua. Ridurre gli sprechi ha rappresentato un altro importante tas-

sello nel puzzle dell’edilizia sostenibile. “Gli organizzatori sono riusciti a riciclare il 97% dei materiali utilizzati in loco” ha affermato Darryl Newport, Direttore del Sustainability Institute Research dell’Università di East London. In particolare, il Velodromo è il luogo più efficiente presente all’intero del parco. Costruito al 100 per cento con legname proveniente da fonti sostenibili, è la pista ciclabile più veloce al mondo. Le sue prestazioni di efficienza energetica sono state raggiunte utilizzando un design compatto che consente di ottimizzare l’illuminazione e la ventilazione naturali. I consumi di acqua potabile sono stati abbassati del 70% grazie all’installazione di sistemi di raccolta delle acque piovane e servizi sanitari più efficienti. Anche la Handball Arena rispetta standard di eccellenza: i 3.000 metri quadrati di rame che la rivestono sono ricavati per il 65% da scarti di produzione. Infine, la Basketball Arena è dotata di 12.000 sedili progettati per poter essere smontati e successivamente rimpiegati ai Giochi di Rio de Janeiro del 2016. Mobilità sostenibile Per facilitare gli spo-

stamenti dentro e fuori il villaggio olimpico, gli atleti avranno a disposizione una flotta di 5.000 mezzi ibridi; 120 punti di rifornimento saranno installati da Charge Point Service intorno allo stadio e in altre aree strategiche della città. Una volta conclusi i Giochi, le stazioni di ricarica andranno ad ampliare la preesistente rete cittadina che, secondo il piano di sviluppo urbano, dovrebbe toccare le 1.300 colonnine entro il 2013. Anche gli inconfondibili taxi neri londinesi si tinge-


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Tekneco Numero 07 | 2012

97%

▶ I materiali riciclati usati dal comitato Olimpico in loco

I dati delle olimpiadi Sondaggio condotto da General Electric su 4.000 cittadini UK

Luci e ombre delle passate edizioni

Brasile

Spese

Mln di dollari

Introiti

25% 25%

17%

12%

Crede che le tecnologie impiegate saranno estendibili ad altri ambiti

12%

Crede che le Olimpiadi siano un motore positivo

5%

Crede che i Giochi migliorino le credenziali verdi del proprio Paese

Barcellona 1992 Atlanta1996

1.943 1.896

Sydney 2000

2.599 1.293

Atene 2004 Pechino 2008

11.992

2.065

2.230

6.966 10.252

SENZA DATI

Fonte: GE Report “From stadium to street. What could we learn from the staging of the Games?”

ranno di verde in occasione delle Olimpiadi grazie al progetto “Zero Emission London Taxi Commercialisation” per il quale il governo britannico ha stanziato 23 milioni di sterline. Kit Malthouse, vice sindaco di Londra, ha assicurato che i nuovi cab avranno prezzi accessibili e tempi di rifornimento rapidi. Grazie alla tecnologia “fuel cell” che utilizza celle combustibili a idrogeno e trazione elettrica, i taxi saranno in grado di percor-

rere oltre 400 chilometri con un pieno e potranno ricaricarsi più rapidamente che con le batterie al litio. Obiettivo finale: ridurre le emissioni del 10 per cento. L’approccio ‘green’ riguarderà anche la rete di trasporti pubblici: nuovi autobus ibridi contribuiranno a trasferimenti più silenziosi e puliti. Il villaggio sarà accessibile attraverso dieci linee ferroviarie in grado di trasportare 240 mila passeggeri all’ora. Otto aree pedonali e sva-

Il parere dei cittadini

Cosa ci insegnano i Giochi?

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General Electric, sponsor e partner di Londra 2012, nel rapporto “Dallo stadio alla strada: cosa possono imparare i Paesi ospitanti dalle Olimpiadi?” ha raccolto i pareri di alcuni esperti nei settori dello sviluppo sostenibile, della sanità, dell’energia, dell’architettura e della tecnologia circa le ricadute ‘green’ dei Giochi sulla città. Il report propone, tra le altre cose, un interessante sondaggio condotto fra 4.000 cittadini di Londra e Rio de Janeiro (prossima sede dei Giochi) per coglierne le aspettative in termini di sviluppo sostenibile. Meno di un quinto dei brasiliani (17%) e appena il 5% degli inglesi crede che le Olimpiadi miglioreranno le credenziali verdi dei rispettivi paesi o saranno in grado di ridurre i danni ambientali. Solo il 12% dei britannici – e il 25% dei brasiliani – è convinto che le tecnologie d’avanguardia impiegate per le Olimpiadi saranno estese alla società nel suo complesso. Percentuali che mostrano un indubbio scetticismo, forse collegato ai molti insuccessi precedenti. C’è però un dato insperatamente positivo: poco più di un terzo degli inglesi intervistati afferma che l’impegno per un Olimpiade ‘green’ li ha spinti a riconsiderare il proprio comportamento quotidiano e ad adottare stili di vita più sostenibili. Più in generale, il 61% dei cittadini del Regno Unito e il 76% degli intervistati in Brasile considera le Olimpiadi un motore positivo per la crescita.

riati chilometri di piste ciclabili completano il progetto di una mobilità a impatto zero. Luce e acqua contro gli sprechi La ri-

duzione della domanda idrica e l’aumento dell’efficienza energetica sono elementi essenziali per produrre un cambiamento climatico virtuoso e duraturo. Londra 2012 ha lavorato in questa direzione includendo entrambi gli obiettivi nella sua strategia. In particolare, l’Olympic Delivery Authority si è posta come scopo quello di tagliare del 40% i consumi di acqua potabile. Ciò è stato ottenuto attraverso l’uso di tubature efficienti, la raccolta di acqua piovana e la creazione della più grande rete di acqua non potabile riciclata del Regno Unito. Tutte le strutture olimpioniche sono raggiunte da questa rete ad eccezione del Aquatics Centre, che però dispone di una fornitura sufficiente di acqua depurata per i servizi igienici. Molte le iniziative anche per abbattere gli sprechi di energia. Una per tutte quella che ha per protagonista il Tower Bridge, tra i monumenti più iconici di Londra. Il ponte sfoggerà alla prossime Olimpiadi un nuovo sistema di illuminazione a led sviluppato dalla General Electric. Edf Energy fornirà elettricità utilizzando fonti a basse emissioni, con un risparmio di energia stimato fino al 40% ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/701


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Overview

TOCCO DI VENTO: SULLE ALI DELL’EOLICO Via col vento. È il caso di dirlo per Tocco da Casauria, piccolo Comune del pescarese, che dall’Appennino balza sulla prima pagina del New York Times. È la storia di un’Italia che fa notizia e che, grazie alle fonti rinnovabili, vanta un surplus di energia e ha messo in moto un filone verde legato alle best practies

di Giovanna Lodato

«L’Italia è uno scenario improbabile per una Il paese, infatti, si stende lungo un pendio rivoluzione rinnovabile». Suona come una nella valle del fiume Pescara, ai piedi del sentenza senza possibilità di appello il giu- Morrone e tra le Gole di Popoli. Una posiziodizio che scorre lungo le righe del New York ne ideale per l’eolico, con il vento in poppa, Times. Eppure il più importante quotidiano che ha permesso l’avvio «di un equilibrio degli States – e forse del mondo – una chance possibile», secondo lo stesso primo cittadino sembra volerla dare al Bel Paese. Nella stessa che ha condotto Tocco agli onori della cronaca. È l’equilibrio possibipenisola più volte bacchetle tra sviluppo delle enertata dall’Unione Europea Con i proventi generati delle gie rinnovabili e tutela del per le inadempienze nel- pale, è stata potenziata la paesaggio. Oggi il parco le direttive sull’ambien- raccolta differenziata porta ospita una significativa te, dove l’energia costa a porta, che costituisce la soluzione in assoluto coltivazione di ulivi, della cara, fa clamore una storia migliore sul fronte della tutela tipica qualità toccolana, come quella di Tocco da ambientale destinata alla produzione Casauria, capace di trardi olio di oliva secondo i re dall’eolico il volàno per progetti di ampio respiro in termini di effi- dettami dell’agricoltura biologica. Facendo un passo indietro bisogna arricienza energetica. È così che il piccolo borgo vare al 1992 per vedere qui l’inaugurazione si ritrova sulla prima pagina del NYT. L’avventura del minuscolo centro nel di quello che sarà il primo Parco Eolico in Parco Nazionale della Majella, 2.800 anime, Italia. Da allora molto è cambiato e in terinizia nel lontano 1989. «All’epoca l’Europa mini tecnologici che logistici: con i primi e l’Enea hanno deciso di avviare una spe- due aerogeneratori installati, da 200 kW ciarimentazione nel nostro territorio, vista la scuno, si riusciva a coprire solo il 25% della sua particolare posizione nelle gole», spie- domanda di elettricità del Comune. Così le ga Riziero Zaccagnini, sindaco dimissio- vecchie pale - che tra l’altro provocavano un nario nel 2011 e oggi consigliere comunale. notevole inquinamento acustico nell’area

– vennero sostituite nel 2007 con aerogeneratori di ultima generazione (modello E48 della Enercon). Nel 2009 si arriva all’ampliamento del parco, con l’installazione di altre 2 pale eoliche, ciascuna della potenza di 800 kW e che riescono a garantire una produzione annua di 7.200 MWh. Una soglia energetica che non solo supera le percentuali richieste dal Protocollo di Kyoto ma copre il fabbisogno di circa 2000 nuclei familiari, ovvero più del 30% dell’elettricità consumata dal Comune di Tocco. È qui che si innesta la logica del processo virtuoso: a fronte di un surplus nella produzione di energia, il Comune riesce a portare in cassa centinaia di migliaia di euro. «È durata oltre un anno la trattiva con l’azienda Fera, proprietaria dei quattro aerogeneratori ma anche dei terreni sui quali sorgono due di essi», spiega l’allora sindaco Zaccagnini. Inizia così il viaggio del “Piccolo Comune” 100% rinnovabile che, nel 2010, si aggiudica il premio buone pratiche di Legambiente. L’associazione ambientalista, oltre a premiare l’eccedenza di energia prodotta, è la prima a segnalare nel rapporto “Comuni rinnovabili 2010” come «le royalties provenienti


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7.200 MWh

▶ La potenza delle due nuove pale eoliche

Vista delle pale eoliche attive nel Comune, che è stato citato come esempio virtuoso dal New York Times

I cittadini da allora non hanno più pagato i costi per le lampade votive dei cari estinti.

Riziero Zaccagnini

dall’eolico, circa 113 mila euro l’anno, hanno permesso al Comune di acquistare e finanziare la ristrutturazione dello storico castello. Inoltre a Gennaio 2010 è stato approvato il nuovo Regolamento per l’Edilizia Sostenibile che introduce obblighi per l’isolamento termico e orientamento dei nuovi edifici, per la riduzione dei consumi idrici nonché introduce una serie di incentivi a favore dell’installazione delle fonti da energia rinnovabile». Con le nuove entrate diventa possibile abolire le imposte locali, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, potenziare la pulizia delle strade e avviare lavori di ammodernamento degli edifici pubblici. Come nel caso dell’installazioni dei pannelli fotovoltaici per l’illuminazione del centro sportivo e del cimitero. «Tra le altre cose – commenta Riziero Zaccagnini –, i cittadini da allora non hanno più pagato i costi per le lampade votive dei cari estinti. Un piccolo contributo è vero, di circa 20 euro l’anno, ma significativo delle potenzialità di iniziative come questa, tese all’efficienza energetica del Paese a partire da strutture pubbliche». Infatti, con un’amministrazione che dà il

buon esempio, è cresciuta in maniera esponenziale la presenza di pannelli fotovoltaici nel territorio, con privati che hanno potuto beneficiare dei nuovi sgravi fiscali previsti dal regolamento comunale. Dal 2008 ad oggi

Dove si trova Fa parte della Comunità montana della Maiella e del Morrone, in provincia di Pescara.

Pescara Lazio

Tocco da Casauria Abruzzo Molise

sono stati installati 21 impianti con una potenza di 127 Kw (dati GSE). Ma le iniziative virtuose non si fermano al settore dell’energia. «Con i proventi delle pale – chiarisce Zaccagnini -, si è potuto procedere al potenziamento della raccolta differenziata


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Overview

www.comuniricicloni.it Il sito dei “Comuni Ricicloni”, che si distinguono per un uso sostenibile dei rifiuti

65%

di categoria, ed è primo nella provincia di ambientale contenuto», chiarisce il consiPescara e secondo nella regione Abruzzo. Un gliere Zaccagnini. In particolare nell’articolo processo virtuoso che promette di non arre- n.80 del regolamento edilizio si precisa che starsi nemmeno con il cambio della giunta: «Il Comune promuove la Bioarchitettura e «L’amministrazione comunale ha incre- sostiene la realizzazione di opere di Edilizia ▶ Quota di raccolta differenziata nel comune mentato l’energia alternativa; ha aderito al biocompatibile, riconoscendone valore di Patto dei Sindaci per raggiungere e superare utilità sociale/salutistica. A tal fine si stabiporta a porta, avviata già dall’ammi- l’obiettivo europeo di riduzione del 20% del- lisce che gli oneri concessori, in quanto al nistrazione precedente. Oltre all’estensio- le emissioni di CO₂ entro il 2020; ha appro- contributo relativo al Costo di Costruzione, ne perimetrale dei servizi, è stato possibile vato in Consiglio comunale il Seap “Piani di saranno abbattuti proporzionalmente dare il via a nuove tipologie di raccolta, come azione per l’energia sostenibile”, con l’inten- all’incremento di costo effettivo determiquella degli oli esausti sia vegetali che ani- zione di ridurre l’emissione di CO₂ e anche nato dall’utilizzo dei materiali e delle tecniche costruttive indicate mali e del polistirolo. Allo stesso modo ai di rispettare le regole per le al comma precedente (compiccoli alunni della scuola materna è stato costruzioni bio-edilizie», fa Tocca da Casauria ha aderito ma 1, ndr). La valutazione distribuito il Memo-riciclo, una piccola gui- sapere l’attuale primo cit- al Patto dei Sindaci, che dell’entità della riduzione, da per insegnare il rispetto dell’ambiente tadino Luciano Lattanzio. punta a ridurre del 20% le che in ogni caso non pofin dalla prima infanzia e sostenere le fami- «Da gennaio 2012 – precisa emissioni di CO₂ entro il 2020 trà superare il 60% dell’imglie nelle buone pratiche di tutti i giorni». ancora il primo cittadino Incentivi che hanno permesso di raggiun- -, il nuovo regolamento per l’edilizia soste- porto “a regime”, sarà effettuata dall’Ufficio gere il 65% di Rd nel 2010 (percentuale che nibile ha portato alla costruzione di circa Tecnico Comunale in sede di rilascio della oggi si assesta attorno al 66,5%) e far scatta- una decina di fabbricati con un consumo Concessione edilizia». È così che Tocco da Casauria arriva anche re ancora l’attenzione degli ambientalisti. minimo di energia». I benefici economici In “Comuni Ricicloni 2010”, il rapporto sulla sono pertanto distribuiti, con le dovute pro- ad ospitare un laboratorio di progettaziogestione dei rifiuti e la raccolta differenziata porzioni, «in base all’utilizzo di fonti rin- ne en plein air. Giorgio Cota, docente oggi in Italia di Legambiente, Tocco da Casauria novabili, all’impiego di materiali legati alla in pensione di Tecnica e Pianificazione conquista il 57esimo posto nella graduatoria bioedilizia, che raggiungono un impatto Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Università dell’Aquila, decide di dedicare alla realtà toccolana il programma di studi 2010/2011. «È importante per gli studenti – commenmodello ta il professore - entrare in contatto con gli aspetti concreti che un progettista si trova ad affrontare. Per questo – continua – si è lavorato per redigere un piano regolatore per Tocco da Casauria che tenesse conto di tutti gli aspetti e le problematiche tecnoloCome evolvono le smart city nel mondo, in Europa e in Italia: tra caratteristiche gici ed economici, con la presentazione di comuni, esempi virtuosi e investimenti importanti. Tekneco Web ha dedicato un approalcune proposte strategiche da attuare sul fondimento al tema, che sta attirando investimenti miliardari con l’obiettivo di ridurre le territorio». Cota non si esime dal sollecitare inefficienze nei sistemi di trasporto, fornitura dei servizi pubblici e produzione di enerl’amministrazione tutta a cogliere ancora gia. Una sfida che tiene insieme questioni etiche (la tutela dell’ambiente) ed economiche l’onda mediatica lanciata sul Paese: «Tocco (la possibilità di ridurre in maniera strutturale i consumi) e che coinvolge tanto i soggetti si è trovata a ricevere l’attenzione dei media. pubblici, quanto quelli privati. Un’opportunità che sarebbe irragionevole Gli esempi più interessanti, a cominciare da Amsterdam (Olanda), dove la compagnia non cogliere». Gli fa eco Riziero Zaccagnini, Onze Energie promuove una forma collaborativa di approvvigionamento energetico per i già impegnato nell’idea di realizzare una residenti, che aderendo al programma con una quota di soli 50 euro possono acquistare “pala eolica pubblica”: «Il nostro paese non è energia verde prodotta attraverso pale eoliche poste nelle zone vicine. Una soluzione all’avanguardia come altri e più noti comuche garantisce un notevole risparmio economico e un coinvolgimento diretto nelle scelte ni “verdi”. Però un passo avanti lo si è fatto decisionali del consorzio locale, che punta a rifornire il 20% delle abitazioni della zona in una zona dell’Abruzzo come questa, loncon energia verde. Una panoramica delle soluzioni adottate a: Paredes (Portogallo), tana dalle tecnologie, dove fino a non molto Aarhus (Danimarca), Curitiba (Brasile); Houston, Portland e Seattle (Usa); Reykjavik tempo soltanto una era la soluzione possibi(Islanda), Helsinki (Finlandia), Monterrey (Messico); Gent (Belgio) e Tallin (Estonia). le per costruire: il cemento».◆ Intanto, in Italia il ministro dell’Istruzione e Ricerca, Francesco Profumo, ha annunciato

Le città intelligenti

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che a breve saranno avviati due bandi per le città intelligenti, per un totale di un miliardo di euro. Somme che serviranno a mettere in rete i progetti per le città intelligenti e per partecipare ai bandi europei che stanziano a loro volta 14 miliardi da spendere nei prossimi anni.

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Mr. Green

di Luca Conti

GREEN STARTUP

I

foto: mag3 7 3 7 flickr

segnali che il pianeta Terra ci offre in termini di dati sugli eventi climatici, sulla temperatura del globo, sul consumo di energia e di risorse, sul numero di abitanti, sull’estinzione delle specie non sono incoraggianti, ma non per questo la speranza di una inversione di tendenza è venuta meno. Se vogliamo essere ottimisti, non possiamo non scommettere almeno qualche fiche sulla tecnologia e sull’innovazione, come anche Tekneco evidenzia nelle sue pagine. Non ho mai creduto che la tecnologia, da sola, abbia il potere di salvarci, ma senza dubbio può essere l’elemento, insieme al fattore economico, a fare la differenza. In questa direzione dovremmo tutti avere una antenna rivolta al mondo delle startup - imprese giovani, snelle, dinamiche, ad alto tasso di innovazione - che operano nell’area della sostenibilità, guidate da un obiettivo di profitto, come logico che sia, coniugato allo stesso tempo con una coscienza di imprenditoria sociale. Può sembrare superficialmente una contraddizione in termini ma a mio avviso è l’unica via d’uscita in un mondo nel quale proprio il profitto è il responsabile numero uno dello squilibrio che dobbiamo riequilibrare quanto prima. La diffusione di massa di connessioni a internet e il calo costante della tecnologia hanno permesso in varie aree geografiche del mondo di raggiungere una massa critica di utenti per far sì che servizi web evoluti potessero nascere ed espandersi. Il car sharing negli Usa è una realtà in costante espansione, grazie a Zipcar, attività in decine di città negli Usa, in Canada e Regno Unito. Perché Zipcar ha successo dove altri hanno fallito? Perché ha saputo raggiungere la massa critica grazie ad un servizio facile da usare, economico e competitivo

con il costo della manuenzione di una automobile in una grande città. Altre startup come la francese Blablacar vogliono coprire la disponibilità di posti passeggero nei viaggi di tutti i giorni, specialmente per andare al lavoro, monetizzando un posto libero, riducendo le emissioni atmosferiche allo stesso tempo. Il risparmio energetico sembra essere il filone più promettente grazie al vantaggio economico direttamente collegato. A volte basta un po più di consapevolezza, sfruttando tecnologia che abbiamo già in tasca e che usiamo quasi soltanto per scopi ludici. Il Mit insieme a Sncf (le ferrovie francesi), sta sperimentando una applicazione per smartphone. Frutto del lavoro del laboratorio Senseable City diretto da Carlo Ratti, CO₂GO sfrutta i sensori di uno smartphone per dedurre il mezzo di trasporto che l’utente sta utilizzando, calcolando allo stesso tempo le emissioni equivalenti. In questo modo le alternative relative agli spostamenti in città si possono misurare anche in termini di CO₂, promuovendo quindi azioni più responsabili. Senza dover ricorrere a tecnologie futuribili come fusione fredda o celle a combustibili, forse la soluzione al cambiamento dei nostri comportamenti poco sostenibili è già nella nostra tasca e non ce ne siamo ancora resi conto? La coppia di telefoni intelligenti e applicazioni mobili è destinata a sorprenderci molto presto, prima di quanto ci aspettiamo. ◆

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Primo piano

Un campo fotovoltaico sperimentale dei laboratori Sandia. Foto: Randy Montoya


IL SOLE PROBLEMATICO L’anno passato per il fotovoltaico è stato complesso, grande sviluppo, ma anche grande incertezza.

di Sergio Ferraris


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Primo piano

B

oom o bolla speculativa. Questa potrebbe mercato che non permette alle aziende di crescere essere la domanda da porsi di fronte ai dati con la tranquillità necessaria. E in questo quadro 2011 del fotovoltaico italiano che ha visto di riferimento, infine, appaiono più che credibiuna vera e propria “corsa” all’allaccio con li gli obiettivi delle modifiche del Pan che fissano una potenza installata senza precedenti. I nume- un target di 16 GWp entro il 2016, stima in realtà ri sono impressionanti. A fine 2011, infatti, erano prudenziale, perché non sono pochi gli analisti che oltre 330 mila gli impianti installati per 12,8 GWp danno come ragionevole uno sviluppo di 2,5 GWp di capacità cumulata, dei quali ben 9 GWp di nuo- l’anno per i prossimi cinque anni. va capacità connessa nell’anno appena trascorso, contro gli 8 GWp di fotovoltaico previsti al 2020 del Produzione problematica Piano d’azione nazionale per l’energie rinnovabili Grande espansione nel 2011 quindi, ma non senza (Pan) consegnato a Bruxelles a metà anno. Dati a problemi. Verso la fine del 2011, infatti, si sono preparte, però, è necessario ragionare a fondo su que- sentate diverse problematicità nel settore fotovolsto fenomeno perché in realtà è il prodotto non taico specialmente sul lato produzione. tanto di un improvviso quanto beIl forte surplus produttivo e il nefico sviluppo del settore in tercrollo verticale dei prezzi sicuramini lineari, ma piuttosto il risul- Il Decreto “Salva mente saranno due fatti che ci actato di un continuo stop and go sul per tutto il 2012 Alcoa” ha prodotto compagneranno fronte normativo e degli incentivi, con effetti che già sono evidenti. confusione che ha reso il mercato, da solo 3,7 GWp Molti operatori asiatici stanno susecondo molti analisti, instabile e di installazioni. bendo contrazioni di fatturato e alsoggetto a cambiamenti repentini. cuni persino delle perdite, mentre Il Decreto “Salva Alcoa” che da solo grandi nomi sia statunitensi, sia ha prodotto 3,7 GWp d’installazioni, la repentina europei hanno aperto procedure d’insolvenza. La sostituzione del Terzo Conto Energia con il Quarto produzione di celle fotovoltaiche nel 2011 è oscillanel giro di pochi mesi - caso abbastanza unico in ta tra i 28 e i 35 GWp, un incremento del 37% rispetEuropa - hanno creato un quadro d’incertezza che to al 2010. Al 2015 la stima è che si arrivi a 113 GWp ha sconvolto il mercato del fotovoltaico, favorendo di capacità produttiva, con la Cina che in pole posile incongruità e innescando la corsa all’installa- tion toccherebbe il 50.7%, seguita da Taiwan con il zione, portando a questo risultato, numericamen- 15,2%, l’Europa con il 7,6% e il Giappone con il 6,3%. te rilevante, ma in uno scenario d’incertezze di Ma è necessario prestare attenzione al fatto che le

Un ricercatore dei laboratori Sandia con un prototipo di cellula fotovoltaica a concentrazione. Foto: Randy Montoya

330mila ▶ impianti installati a fine 2011

I mercati nel mondo Nuova capacità connessa nel 2011 dei 16 mercati mondiali Cina 350

MW

USA 350 Giappone 350 Belgio 550

UK 700

Germania 7.500

Slovacchia 350

Francia 1.500

Spagna 400

Fonte: Market Report 2011 (Epia/Aper)

Grecia 350

Spagna 1% UK 3% Australia 3%

Australia 350

Giappone 4%

Canada 350

Ucraina 350 Altri 900

Resto del mondo 9%

Belgio 2%

Australia 350

India 350 Italia 9.000

I primi dieci mercati mondiali, i quali rappresentano complessivamente il 90% dell’intera crescita fotovoltaica

Italia 33%

Francia 5% USA 6% Cina 7%

Germania 27%


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Tekneco Numero 07 | 2012

Pan Il Piano di Azione Nazionale sulle energie rinnovabili indica gli obiettivi di medio periodo sul fronte delle fonti di produzione energetica pulite

I mercati italiani Totale installato in Italia al 31 gennaio 2012

Produzione fotovoltaica 2007- 2011

MW

GWh

1,3% I Conto Energia 163,8 MW

12% III Conto Energia 1.530 MW

10.000 8.000 6.000

Totale 12.757 MW 33,3% IV Conto Energia 4.245 MW

Fonte: GSE (2011)

4.000 2.000 0 53,4% II Conto Energia 6.818 MW

2007

2008

2009

2010

2011

celle fotovoltaiche non sono l’unico elemento che concorre a realizzarne la catena del valore, poiché per l’industria fotovoltaica sono importanti sia la parte a monte della filiera, sia quella a valle. Sotto a questo profilo è indicativa l’esperienza tedesca nella quale a fronte dell’importazione del 66% delle celle si registra un 60% del valore aggiunto degli impianti che rimane in Germania. «La nostra risposta al mercato che diventa più problematico si chiama innovazione. - ci dice Carmine Dimasi, amministratore e fondatore di EOSolare azienda attiva nel solare fotovoltaico e termico dal 1998, con sede in provincia di Matera - Stiamo puntando sia sull’integrazione architettonica totale, sia sui pannelli fotovoltaici classici, sia sui sistemi ibridi che uniscono il fotovoltaico e il termico, grazie alla collaborazione di molteplici aziende italiane . In questa maniera abbiamo messo a punto sistemi per rispondere al Titolo terzo del Quarto Conto Energia. L’innovazione è la chiave per riuscire a battere la forte concorrenza da parte delle aziende asiatiche, in un mercato dove è il prezzo a farla da padrone e nel quale a nulla sono serviti gli incentivi per il “Made in Europe” visto che le imprese extra Ue sono riuscite trovare degli escamotage per scavalcare questo aspetto del Conto Energia.


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Primo piano

Dal nuovo pannello ibrido ci aspettiamo parecchio. I test di mercato che abbiamo fatto hanno avuto risposte molto incoraggianti, con oltre 600 richieste d’informazione. Del resto il prodotto godrà dell’incentivo più alto per il fotovoltaico, 0,418 euro per kWh prodotto, godrà della detraibilità del 55% dell’Irpef e dovrebbe avere l’accessibilità al Conto Energia Termico quando quest’incentivazione andrà a regime. Il tutto a un costo indicativo di 12.000 euro più Iva per 3 kWp fotovoltaici, inverter, gruppo di svuotamento e set di montaggio compresi. Inoltre sul fotovoltaico tradizionale abbiamo dovuto adeguarci alla diminuzione dei prezzi che si sono quasi dimezzati ora siamo al di sotto dell’euro per Wp, sia per il policristallino, sia per il monocristallino. Il mercato, inoltre, è cambiato a livello strutturale e si

sta andando, per quanto ci riguarda, più sui piccoli impianti che sulle coperture industriali perché l’investimento iniziale su queste soluzioni è alto e non è sostenibile in molti casi visto il momento di crisi. E se a tutto ciò aggiungiamo i ritardi con i quali il Gse paga gli incentivi, che in alcuni casi arrivano a sei mesi e più creando problemi ai flussi di cassa, ci si può rendere conto di quanto sia grave la stretta di liquidità». Cristallino superstar

Il silicio cristallino, oggi, possiede ancora l’80% del mercato all’interno di questa tecnologia sono le celle policristalline a fare la parte del leone con un buon 50% di percentuale. Per quanto riguarda la produzione del silicio di

Dal nuovo pannello ibrido ci aspettiamo parecchio. I test hanno dato risultati molto incoraggianti

Carmine Dimasi

Un impianto fotovoltaico su copertura. Si punta sulle soluzioni ibride per rilanciare il mercato, che intanto si appresta a fare i conti con la prossima fine degli incentivi. Foto: Sandia


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Tekneco Numero 07 | 2012

— Il silicio è il semiconduttore più utilizzato per la realizzazione di celle e moduli fotovoltaici. Nell’industria solare sono due le tipologie maggiormente utilizzate Silicio monocristallino, in cui ogni cella è realizzata a partire da un wafer la cui struttura cristallina è omogenea (monocristallo). Hanno efficienza dell’ordine del 16-17%. Sono tendenzialmente costosi, dato che vengono tagliati da lingotti cilindrici, è difficile ricoprire con essi superfici stese senza sprecare materiale o spazio. Silicio policristallino, in cui il wafer non è strutturalmente omogeneo ma organizzato in grani localmente ordinati (policristallo). Con il policristallino si possono produrre celle più economiche, ma meno efficienti (15-16%), il cui vantaggio risiede nella facilità con cui è possibile tagliarli in forme adatte ad essere unite in moduli.

grado solare oggi siamo distanti anni luce dalla nelle due linee non sono destinati alla commerciasituazione di alcuni anni fa quando a causa dello lizzazione ma saranno utilizzati per la realizzazioshortage e della forte richiesta si era toccato il pic- ne dei campi fotovoltaici che l’azienda ha in proco di 500 dollari al kg nel 2008, dinamica che ave- getto in Italia, in Bulgaria, in Romania, in USA, in va viso un brusco calo già alla fine del 2009 con 55 Malesia e in Sud Africa. dollari al kg, prezzo che è ancora sceso a dicembre 2011 toccando i 30 dollari al kg. Si tratta di un prez- Aspettando la Grid Parity zo che potrebbe subire qualche modesto ritocco «Bisogna sfruttare al massimo le opportunità all’insù vista la situazione in trasformazione della che il sistema delle incentivazioni ci riserva oggi realtà produttiva del silicio di grado solare in Cina. per arrivare alla Grid Parity con prodotti e tecA inizio del 2011, infatti, il Governo cinese ha irri- nologie innovative e a prezzi bassi - ci dice Luca gidito le norme per la produzione del silicio poli- Bernardini, Responsabile della Divisione b.Power cristallino e le fabbriche devono essere in grado di di Baraclit, azienda italiana attiva nel settore dei raggiungere degli standard industriali, ambientali prefabbricati in cemento ad uso industriale e finanziari e produttivi ben precisi. Pena la chiusu- commerciale. - Per questo motivo abbiamo firra. Il consumo energetico massimo per la produ- mato un accordo con United Solar Ovonic, leader zione di un chilogrammo di silicio policristallino, nella produzione di laminati fotovoltaici flessibili, per esempio, è stato fissato, per solarizzare l’enorme paalla fine del 2011, a 60 kWh. trimonio di edifici Baraclit Ma non si punta solo all’effi- Si punta sulla riduzione preesistenti che avevamo cocienza produttiva per ridurre struito con il sistema di “codella quantità di silicio i costi. Molti produttori punpertura piana”. Potremo così tano anche sulla riduzione nelle celle passando dai adottare la tecnologia in tridella quantità di silicio nelle 7-8 grammi per Wp a 5-6 pla giunzione silicio amorfo celle passando dai 7-8 gramdi Unisolar per la valorizzami per Wp a 5-6 grammi, opzione e il rifacimento delle pure investendo sulla produzione di pannelli thin vecchie coperture in cemento-amianto offrendo film. Su questa tecnologia puntano centinaia di soluzioni allineate ai requisiti del Titolo III del aziende nel mondo e la produzione che utilizza IV Conto Energia “Impianti Fotovoltaici Integrati questa tecnologia è passata da stabilimenti della con Caratteristiche Innovative”. Le esigenze dei taglia media di 100 MWp l’anno degli anni passati tetti prefabbricati più datati, come limiti sul caria quelli odierni della capacità sempre più spesso di co statico, profilo curvilineo quasi piano, necessità oltre 1 GWp l’anno. E proprio sul thin film, in Italia, di bonifica e riqualificazione integrale del manto, punta il gruppo Moncada che ha recentemente an- trovano perfetta soddisfazione nei laminati fotovoltaici Unisolar in termini di leggerezza, flessibilità, maggior resa alle basse pendenze e una vera integrazione con il nuovo manto di copertura che non altera né l’estetica, né la funzionalità del tetto». Per quanto riguarda le tecnologie utilizzate in un prossimo futuro nel fotovoltaico la più diffusa per i prossimi dieci anni continuerà a essere il si▶ Dollari al Kg. Il picco di prezzo raggiunto licio cristallino, ma il settore potrebbe presentare dal silicio nel 2008 anche più di una sorpresa con alternative efficienti ed economiche quali i film sottili CIGS, oppure, in nunciato la piena produttività per le sue due linee futuro un poco più lontano visto che siamo a liveldi produzione, della capacità totale di 100 MWp, lo di ricerca applicata sull’industrializzazione del realizzate con un investimento di 100 milioni di prodotto, il solare fotovoltaico organico che potrebeuro e un punto di break even stimato in cinque be aprire una serie di applicazioni finora inedite, anni, localizzate nello stabilimento siciliano di come quelle delle facciate fotovoltaiche semitraCampofranco nella provincia di Caltanissetta. «Si sparenti degli edifici, tecnologia nella quale l’Itatratta di un risultato che ha tre valenze. - afferma lia è a buon punto visto che al Chose, il Polo Solare Salvatore Moncada, presidente di Moncada Energy Organico della Regione Lazio sono a buon punto Group – La prima è quella di aver portato in Italia per quanto riguarda la preindustrializzazione di una tecnologia produttiva d’avanguardia, la se- queste celle. ◆ conda è quella di aver concentrato know how nel nostro paese, mentre la terza è quella di essere riusciti ad abbassare il costo alla produzione del watt LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: di picco a 45 centesimi di euro». I pannelli prodotti www.tekneco.it/704

500


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Primo piano

COPERTURE PER IL FUTURO Con il blocco degli impianti a terra il fotovoltaico si sposta sulle coperture. Con luci e ombre

di Sergio Ferraris

C

on il sostanziale blocco dei grandi im- competenze specifiche. «Gli impianti sui tetti per pianti a terra il futuro del fotovoltaico si noi non sono una novità imposta dalla normatisposta sui tetti sia domestici, sia, e spe- va dell’ultimo anno. - ci spiega Giuseppe Bratta, cialmente, su quelli industriali che con- socio di Geatecno, azienda attiva dalle Marche in sentono la realizzazione di impianti di medie di- giù, con base in Puglia dove nel lontano 2006 ha mensioni in presenza di un quadro autorizzativo realizzato i primi cinque impianti della Regione di gran lunga semplificato rispetto a quelli a ter- e che su 700 impianti ne ha realizzati il 100% su coperture dei quali due terzi su ra, visto che sono sufficienti tre aziende - L’impianto su copertipologie d’autorizzazione che I requisiti essenziali sono durano in media quattro mesi. la localizzazione, l’orientamento, tura necessita di più competenze rispetto a quelli a terra e per E le potenzialità delle coperture la tariffa degli incentivi, età questa ragione il futuro sarà di non sono indifferenti visto che e condizioni dell’edificio quelle ditte che sapranno offrilo 0,04% dei tetti disponibili tra domestico, terziario e industriale, pari a 131 km² re, in maniera competente e strutturata dei serpotrebbero ospitare qualcosa come 28,8 GWp. Il vizi ai clienti, specialmente per ciò che riguarda tutto in zone, come quelle direzionali, commer- il post vendita. A questo proposito noi ci caratterizziamo nell’ofciali e industriali, dove non si avrebbero fenomeni come l’impatto paesaggistico del fotovoltaico, frire, oltre a tutto il resto, un sistema di monitodove è quasi sempre disponibile una buona capa- raggio e telecontrollo proprietario in grado di tenere sotto osservazione ogni singolo componente cità di rete ed è possibile spesso l’autoconsumo. Per quanto riguarda gli impianti di medie di- dell’impianto, allertando sia noi, sia il cliente in mensioni i requisiti essenziali sono la localizzazione, l’orientamento, la tariffa degli incentivi, età e condizioni dell’edificio, la facilità di realizzazione dell’impianto e della sua connessione e Lo studio la potenza installabile. Tutti parametri che sono facilmente identificabili a un primo sopralluogo e che consentono una definizione abbastanza precisa delle potenzialità di un tetto già dall’analisi preliminare. Trattandosi di impianti poco standardizzati, ogni tetto ha la propria storia, è neIn Italia nel 2010, l’occupazione nel settore delle fonti rinnovabili ha toccato cessario che chi realizza l’installazione possieda secondo diverse analisi le 130 mila unità. Secondo Energy Strategy Group, il setun know how specifico per queste realizzazioni. tore del fotovoltaico ha visto complessivamente impegnati circa 55.000 addetti, Il peso dei pannelli, il sistema di connessione, i mentre per l’IEA Wind il numero di lavoratori operanti nel settore dell’eolico è di locali tecnici per gli inverter, l’allaccio alla rete, 18.000. Per quanto riguarda il futuro al 2020 dove, secondo gli studi considerati, l’impermeabilizzazione efficace del tetto e, nel si prevede il raddoppio degli operatori che lavoreranno nelle rinnovabili e quindi si caso sia presente, la rimozione dell’amianto - che prevede l’impiego di circa 240 mila unità. prevede un interessante aumento dell’incentivo - sono tutte questioni sulle quali sono necessarie

Occupazione rinnovabile

_


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Tekneco Numero 07 | 2012

55mila

▶ i lavoratori delle rinnovabili

Un impianto ibrido, fotovoltaico/termico, installato sulla copertura di un albergo in provincia di Matera, realizzato con pannelli di Eosolare. Foto: Eosolare

il fatturato

Un settore in crescita

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caso di anomalie. In futuro ci saranno spazi notevoli per chi saprà lavorare e non speculare sotto al profilo finanziario, anche se già vediamo l’arrembaggio ai tetti da parte dei fondi finanziari, sempre con una logica speculativa». Altra questione è quella della differenza di potenzialità del fotovoltaico tra nord e sud. Il settentrione, infatti, dispone di un gran numero di coperture “appetibili” al fotovoltaico sul tetto, di una buona rete elettrica ma di un basso tasso d’insolazione, mentre il meridione al contrario ha un ottimo tasso d’insolazione, ma una minore disponibilità di grandi superfici e una rete elettrica complessivamente meno efficiente. «La vera differenza per quanto riguarda gli impianti su copertura tra sud e nord non è dovuta a questioni come le reti o la differenza d’insolazione, ma dall’accesso al credito che al meridione è molto più problematico. - prosegue Bratta Provano ciò i dati regionali. La Puglia, infatti, se da un lato è la prima Regione per produzione d’elettricità da fotovoltaico, è solo la quinta per numerosità degli impianti, con la Lombardia che è in testa, a riprova del ruolo determinante che ha l’accesso al credito per il fotovoltaico». Si tratta, con ogni probabilità

Il volume d’affari del fotovoltaico in Italia nel 2010 è cresciuto. I produttori di silicio e wafer hanno registrato, con circa 3 mld di €, un aumento del 240% rispetto al 2009; crescita dovuta soprattutto al decremento del prezzo medio del silicio di circa il 4-5%. In netta crescita anche il volume d’affari dei produttori di celle e moduli che, con i suoi 6,3 mld di €, ha avuto un incremento del 125% rispetto all’anno precedente. Sono cresciuti anche i settori relativi alla componentistica, come, inverter, cavetteria e componenti elettriche, che hanno registrato una crescita del 150%. Infine il settore dei distributori e degli installatori registrano un volume d’affari pari al totale del mercato (14,5 mld di €). Bisogna però considerare l’indotto generato dalla filiera del fotovoltaico. Si è registrato, infatti, un aumento degli investimenti nella richiesta di macchine e tecnologie di processo (stringitrici, laminatrici, macchine per l’assemblaggio) per un equivalente di oltre 120 mld di €. Non bisogna trascurare anche i finanziamenti erogati dalle banche o dalle società di leasing per sostenere la realizzazione degli impianti fotovoltaici che ammontano nel 2010 a circa 1,7 mld di € e i premi assicurativi per la copertura di tali impianti che corrispondo a circa 32 mln di €. (Fonte: Aper)


20

Primo piano

di un problema di più generale di accesso al credito da parte delle aziende del meridione visto che il modello economico degli impianti su copertura è sostanzialmente pari a quello dei sistemi a terra, con l’aggiunta, inoltre di un incentivo estremamente interessante per ciò che riguarda la rimozione dell’amianto. «Come Gruppo Unendo Energia ci stiamo spostando, per tutto il 2012 e oltre,su investimenti a tetto inferiori al megawatt su coperture industriali o comunali con impianti fotovoltaici che rimangono, dopo il blocco degli impianti a terra, un’opportunità d’ investimento. - ci dice il Dott. Fabio Pisani, Direttore commerciale Renergies Italia - nel 2013 il mercato supponiamo si sposterà sui piccoli impianti tra i 3 e 20 kWp per le utenze domestiche e tra i 200-300 kWp per le aziende destinate all’autoconsumo. Noi come gruppo Unendo Energia pensiamo di arrivare a installare circa 6 MWp nel 2012 di impianti fotovoltaici di nostra proprietà che si vanno ad

aggiungere al nostro parco di impianti fotovoltaici di 10 MWp e di parchi eolici da 36 MWp, contiamo pertanto di proseguire su questa linea anche per il 2013. Per il secondo semestre del 2013 in alcune zone d’Italia si dovrebbe arrivare alla Grid Parity, fatto che modificherà la realtà di mercato anche se è difficile dire con precisione in quale direzione. Di sicuro punteremo sulla produzione di moduli d’alta qualità e con un notevole tasso d’innovazione - abbiamo una serie di brevetti in fase di sviluppo - sia perché riteniamo assolutamente inutile inseguire i gruppo asiatici sul terreno del prezzo, sia perché siamo fermamente convinti che l’assistenza post vendita sia una forte leva di mercato». ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/705

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Edilizia Bio Obiettivo edifici efficienti Gli interventi di riqualificazione energetica sono strategici per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Ue

Parola d’ordine: sostenibilità Carrellata dei principali concorsi pubblici che riguardano i temi della sostenibilità

Le virtù dei sistemi a cappotto I risparmi in bolletta e gli altri vantaggi che si possono conseguire in termini di consumo e di isolamento

Materiali isolanti innovativi Una guida aggiornata con le principali alternative alle soluzioni costruttive tradizionali

Val d’Oca Wine Center La sostenibilita si fa spazio in cantina, tra estetica e integrazione con l’ambiente

TrentoTrieste13 Una casa progettata con l’obiettivo di risparmiare energia e salvaguardare l’ambiente

— 22

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PROGETTO

PROGETTO


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Edilizia Bio

L’ingresso del parco scientificotecnologico Kilometro Rosso, situato a 3 km dal centro di Bergamo

Obiettivo edifici efficienti Gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sono strategici per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Ue. Ma non solo: possono dare respiro a un mercato in crisi ed essere un driver di crescita per le aziende di Roberta Pizzolante

F

inestre a doppi vetri, pompe di calore, teleriscaldamento, fonti rinnovabili. La strada verso l’efficienza energetica italiana passa da queste soluzioni. In una parola, dalla riqualificazione degli edifici. Tutti gli interventi destinati ad abbattere i consumi di case, uffici e scuole e migliorarne le prestazioni energetiche sono infatti considerati strategici per raggiungere gli obiettivi minimi del “Pacchetto 20-20-20” fissati

dall’Unione Europea: meno il 20% di emissioni di anidride carbonica, più 20% di usi finali di energia da fonti rinnovabili e più 20% di efficienza energetica entro il 2020. Ma la strada maestra tracciata da Bruxelles non è solo un’occasione per l’ambiente. Secondo un’indagine commissionata da Ros, presentata in occasione della Fiera Expoedilizia 2012 e condotta su un campione di 301 imprese di costruzioni, per lo più piccole, molte aziende

vedono nella riqualificazione e nell’efficientamento energetico un driver di crescita per uscire dalla crisi. Il 67,8% degli intervistati ha dichiarato di aver eseguito nel 2011 interventi di riqualificazione o ristrutturazione per i propri clienti apportando migliorie con la coibentazione (55,5%), la sostituzione di infissi (29,2%) e l’installazione di pannelli fotovoltaici o solari termici (23,6%). Un enorme potenziale di efficienza

In Europa il settore dell’edilizia è responsabile per circa un terzo dei consumi energetici totali. Il problema tocca in modo particolare l’Italia dove il 70% degli edifici è poco performante dal punto di vista energetico perché costruito prima del 1980. Secondo i dati 2010 dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), il settore civile rappresenta circa il 40% del fabbisogno energetico nazionale e registra una crescita dei consumi progressiva: una abitazione italiana tipo esprime prestazioni molto basse con consumi annui, in termini di uso finale, che variano da 160 kWh per m² anno a oltre 230 kWh per m²/anno, a fronte di consumi inferiori


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Tekneco Numero 07 | 2012

20-20-20 Nome dato al piano dell’Ue per arrivare al 2020 con il 20% di Co2 in meno e il 20% in più di energia da fonti rinnovabili ed efficienza energetica.

tra il 30-60% a livello europeo. Ciò determina emissione di gas serra annuali decisamente superiori alla media europea. Secondo i dati del Rapporto annuale sull’Efficienza Energetica (Raee) 2010 dell’Enea, in termini di impieghi finali gli usi civili (residenziale e terziario) incidono sul totale dei consumi italiani per il 35% (+4,1 rispetto al 2004) contro il 23% dell’industria, il 31% dei trasporti e il 2% dell’agricoltura. Per questo l’Ue si è fatta promotrice di programmi, progetti e Direttive, come la 91/2002/ CE (Energy Performance of Buildings Directive), la 32/2006/CE e la 31/2010/CE, che definiscono strumenti, criteri e soluzioni sull’efficienza energetica degli edifici esistenti e nuovi del settore civile. In particolare, con la direttiva del 2010, con il Piano europeo di efficienza energetica e con una nuova direttiva in cantiere, l’Ue impegna gli Stati membri a portare gli edifici a “consumi quasi zero” (Nearly Energy Zero Building), iniziando a dare il buon esempio con le proprietà pubbliche. Parliamo di un patrimonio immobiliare vastissimo, da cui possono derivare non solo enormi risparmi energetici ma anche opportunità di crescita per il mercato. Ne è convinto Angelo Artale, Direttore Generale della Finco, la Federazione nazionale di settore di Confindustria che rappresenta le industrie dei prodotti-impianti-servizi ed opere specializzate per le costruzioni: “La presenza di misure di efficienza energetica obbligatorie per il settore pubblico servirà da volano per promuovere nel lungo termine la domanda di prodotti e servizi energetici efficienti, garantendo ai fornitori la possibilità di aumentare e programmare i propri investimenti”.

anche sull’industria italiana di componenti e materiali ad alta prestazione”, spiega l’architetto Gaetano Fasano dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica (Utte) dell’Enea. Con la Manovra Salva Italia questo incentivo previsto dalla Finanziaria 2007, che riconosce detrazione d’imposta del 55% per 10 anni sul reddito delle persone fisiche (Irpef) o delle società (Ires) per le spese sostenute per lavori di adeguamento dei vecchi edifici (installazione di pannelli solari per produrre acqua calda, interventi sull’involucro, climatizzazione con caldaie a condensazione, pompe di calore o con impianti geotermici) è stato prorogato fino al 31 gennaio 2012. “È una misura importante perché dopo i primi anni di rodaggio l’utente ha cominciato a utilizzarla”, spiega Fasano. “I dati Enea parlano di oltre 400 mila domande inoltrate nel 2010 a fronte delle circa 230 mila degli anni 2007-2009”. Le ricadute positive si sono viste anche sul fronte del mercato: “Il 2011 è stato un anno difficile per le aziende serramentistiche che continueranno a risentire della contrazione degli investimenti almeno fino

I risparmi Andamento del risparmio energetico 20072009 dovuto alle detrazioni fiscali del 55% Valle D’Aosta Piemonte Lombardia

Friuli Veneto

Le norme e gli incentivi

Per sfruttare appieno il treno dell’efficienza i soggetti della filiera, aziende comprese, devono destreggiarsi nel complesso e variegato quadro normativo che coinvolge Stato, Regioni e Comuni. In Italia l’efficienza energetica degli edifici è regolata dal Dlgs 192/05 e successive modificazioni, che ha recepito la 91/2002/CE, a cui si aggiungono il Dlgs 115/08 sui servizi energetici e il Dlgs 28/2011 sulle fonti rinnovabili. Negli ultimi anni un forte impulso è venuto dal sistema degli incentivi. “Lo dimostrano gli ottimi risultati ottenuti con la detrazione del 55% sul raggiungimento degli obiettivi di riduzione previsti dal Piano d’azione per l’efficienza energetica, che ha dato respiro a un mercato in crisi incidendo non solo sul comparto costruzioni ma

Trenitno

Emilia Romagna

Liguria

Marche

Toscana Umbria Sardegna

Abruzzo Molise

Lazio

Puglia

Campania Basilicata

GWh 500-1100 200-500 100-200 50-100 0-50

Fonte: Enea

Calabria Sicilia

Chi ben costruisce è a metà dell’opera

_

Se è vero che intervenire sugli edifici ne migliora l’efficienza, ancor meglio è agire a monte. Secondo il Rapporto Onre (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico), presentato da Legambiente e Cresme, sono 855 i Comuni che hanno modificato i propri regolamenti edilizi inserendo nuovi criteri e obiettivi energetico ambientali per migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito. Nel 2010 erano 705 i regolamenti sostenibili. Lo studio ha preso in esame una serie di parametri, tra cui l’isolamento termico e acustico, le fonti rinnovabili, l’orientamento e la schermatura degli edifici, i materiali, le prestazioni dei serramenti, la contabilizzazione del calore e la certificazione energetica. Dall’analisi emerge che i regolamenti sostenibili sono diffusi in tutte le regioni italiane, soprattutto al nord: è la Lombardia ad avere più comuni virtuosi (227), seguita da Emilia-Romagna (121), Veneto (87) e Piemonte (68). Tra le norme regionali più avanzate, quelle della province autonome di Trento e Bolzano, dove si è stabilito che per tutte le nuove costruzioni la classe B deve essere quella minima obbligatoria. L’Emilia Romagna, invece, ha anticipato gli obblighi di sviluppo delle energie rinnovabili previsti dal Decreto 28/2011 per soddisfare una percentuale crescente dei fabbisogni di riscaldamento, raffrescamento, elettricità. Sulla base di queste esperienze virtuose Legambiente ha stilato il “Regolamento edilizio d’Italia”, che racchiude le migliori norme edilizie e invita gli altri comuni a dotarsene. Per fare qualche esempio, la casa ideale applicherà le regole per l’isolamento termico di Collegno e Oristano, monterà i serramenti come richiesto a Bassano del Grappa e integrerà le fonti rinnovabili come in Emilia Romagna, a Lignano Sabbiadoro o a Monopoli.


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Edilizia Bio

al primo semestre del 2012”, aggiunge Angelo Artale della Finco. “Nonostante ciò si può affermare che le detrazioni fiscali del 55% hanno determinato, negli ultimi cinque anni, un reale sostegno a tale mercato in Italia. La consapevolezza della committenza, sia essa rappresentata da progettisti o da consumatori finali, ha compiuto un notevole processo di maturazione. Ha indotto una propensione all’acquisto di prodotti performanti che ha sostenuto una domanda altrimenti fiacca, determinando, per il comparto del serramento metallico, un rafforzamento dell’offerta di prodotti ad alto valore aggiunto”. Se si vanno a guardare gli incentivi a favore anche del settore pubblico troviamo il meccanismo dei Certificati bianchi (o Titoli di efficienza energetica), che attestano la riduzione dei consumi di energia primaria derivanti da misure e interventi di efficienza energetica. Proprio gli enti pubblici, in particolare quelli locali, secondo quanto emerso da un convegno organizzato a fine 2011 dal Tavolo Epbd2 con Enea e Federcasa, stanno subendo gli effetti della crisi e non hanno sufficienti mezzi per intervenire sul loro patrimonio immobiliare. “Bisogna agevolare le Pubbliche amministrazioni indicando chiaramente i soggetti da coinvolgere, come

le ESCo, i finanziamenti disponibili, gli standard e le procedure da utilizzare per i capitolati e bandi di gara, le formule di garanzia. In tal senso la definizione di contratti con garanzia dei risultati, gli Energy Performance Contract, rappresenta un importante strumento per garantire al mercato l’efficacia degli interventi su cui ci si dovrà impegnare”, aggiunge Fasano. Una boccata di ossigeno per queste realtà è arrivata con il Fondo Kyoto, che promuove investimenti sia pubblici che privati: sono 600 i milioni di euro che saranno distribuiti con la modalità del fondo rotativo, attraverso finanziamenti al tasso dello 0,50% annuo, per interventi di efficienza energetica, diffusione di mini impianti per la produzione di elettricità, calore e freddo, impiego di rinnovabili e promozione di nuove tecnologie. Altre novità verranno anche dal decreto “Conto Energia Termico”, annuncia Fasano: “Dovrebbe essere emanato tra pochi mesi e darà la possibilità ai privati e agli enti pubblici di accedere ad agevolazioni abbastanza vicine al 55%, con interventi più incidenti a livello di involucri, impianti, componenti e con maggior attenzione alle prestazioni estive degli edifici. Ci dovremo aspettare poi il decreto ‘Sistema Casa Qualità’, attualmente in fase di affinamento presso l’VIII Commissione del Senato,

che riguarda l’efficienza energetico ambientale degli edifici e farà riferimento ai disposti legislativi sulla Certificazione Energetica, per cui nel rilascio dei certificati in fase di interventi sul sistema edificio impianto e nuove realizzazioni andrà tenuto conto anche dell’impatto degli interventi sull’ambiente”. Insomma, il quadro delle norme e degli incentivi è ampio e complesso e ad esso vanno poi ad aggiungersi le normative di ogni singola Regione. Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte e Puglia, per esempio, hanno recepito il Dlgs 192/05 stabilendo propri criteri, procedure, bandi e agevolazioni per l’efficienza energetica degli edifici pub-

55% ▶ La detrazione va in scadenza a fine anno

blici e privati. Ma se da un lato questo adeguamento regionale rappresenta un fatto positivo, dall’altro rischia di generare molta confusione. “Sarebbe auspicabile un’armonizzazione tra i disposti di legge, uniformità

applicazioni

Il fotovoltaico per l’agricoltura

_

Anche il settore agricolo può dare una mano nella corsa all’obiettivo del 20% di energia da fonti rinnovabili fissato al 2020. Ideal Energy Group ha realizzato Energy Greenhouse, la serra fotovoltaica che permette di coniugare la produzione agricola con quella di energia pulita. Dotata di una struttura in acciaio modulare brevettata e garantita per 25 anni, la serra è stata studiata per resistere a terremoti, venti e carico neve, per ottenere la migliore illuminazione del terreno coperto e la perfetta integrazione e resa dell’impianto fotovoltaico. La struttura può rimanere aperta o essere tamponata con pannelli in policarbonato o vetri, a seconda delle coltivazioni realizzate, per ottenere la cosiddetta “serra calda”, dotata anche di impianto di riscaldamento interno e di illuminazione, che sfrutta l’energia elettrica prodotta dall’impianto. I serramenti sono apribili ad anta scorrevole orizzontale per evitare di fare ombra sui pannelli posizionati sul tetto, che vengono scelti di volta in volta a seconda del tipo di struttura da realizzare, dell’esposizione e del tipo di coltivazione.

Consigliati sono i Moduli Q Solar senza cornice in alluminio o semitrasparenti, per garantire una maggiore trasparenza e luminosità all’interno della serra. La struttura base, inoltre, può essere integrata con vari optional e a livello impiantistico la serra può essere dotata di riscaldamento elettrico a pavimento, di un sistema di ventilazione meccanica controllata e di un sistema di illuminazione a Led. Oltre alla possibilità di coltivare il terreno sottostante e di autoprodurre l’energia elettrica per la propria attività, l’installazione è interessante anche dal punto di vista economico. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha stabilito che l’imprenditore che installa sul proprio terreno un impianto fotovoltaico, di 200 kWp o maggiore se ne ha diritto, potrà per legge mettere a reddito agrario i proventi relativi all’incentivo previsto dal Conto Energia. Ciò significa che la tariffa incentivante è detassata e ciò consente di dimezzare i tempi di ammortamento dell’impianto e di ottenere un maggior profitto dalla vendita di energia nei venti anni di contributo GSE.


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Tekneco Numero 07 | 2012

www.tekneco.it/7061 L’ambito oggettivo e quello soggettivo delle detrazioni per l’efficienza energetica

Impieghi finali di energia per settore Mtep 150 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0

2%

Bunkeraggi Usi non energetici Agricoltura Usi civili Trasporti Industria

3% 6% 35% 23%

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

31%

Fonte: Istat 2010 e elaborazione Enea su dati Mse

di trattamento tra i cittadini e gli enti pubblici per dare al mercato regole certe e univoche, altrimenti per le aziende del settore diventa difficile operare”, conclude Fasano. Un’opportunità di mercato

Dal canto loro gli operatori non hanno dubbi, la riqualificazione è un’occasione importante per il mercato. “Lo dimostra la crescente richiesta ed interesse, soprattutto da parte dei privati, nel voler ristrutturare edifici già esistenti a cominciare dalla sostituzione di vecchi infissi con quelli da noi proposti ad alta efficienza energetica e con l’applicazione di materiali isolanti alla struttura per rendere l’involucro altamente efficiente”, spiega Marco Signorini, amministratore di Ideal Energy Group, azienda marchigiana che mette a disposizione dei professionisti del settore e del mercato edile residenziale e pubblico soluzioni per migliorare la qualità degli edifici. “Questo consente di ridurre in modo drastico i consumi, dal 50 al 70%, e di ottenere una migliore efficienza energetica con forte risparmio sulle bollette e un aumento del valore dell’edificio anche in vista di una probabile vendita, per la quale è obbligatorio produrre la certificazione energetica”. Signorini riconosce anche il ruolo degli sgravi fiscali come traino del mercato e segnala una maggior attenzione sul tema, “tanto da rilevare nel caso della nostra azienda un aumento della richiesta da parte dei clienti di

costruire secondo le regole della bioedilizia e della bioarchitettura. La nostra azienda offre anche servizi di consulenza sulle modalità di applicazione di questi interventi. Infatti la riqualificazione energetica di un edificio non si ferma alle migliorie apportate all’involucro edilizio, ma vanno studiati e riprogettati anche gli impianti da integrare o sostituire a quelli esistenti cercando di evitare opere troppo costose ed invasive”. Anche secondo Davide Colombo, responsabile Marketing operativo domotica e terziario di BTicino, tra i leader mondiali sul mercato delle apparecchiature elettriche in bassa tensione per installazioni in ambito civile, industriale e terziario, la riqualificazione è un’occasione di business, a condizione però che “ci sia maggior informazione verso i cittadini e gli enti pubblici, chiamati a svolgere gli interventi”, spiega Colombo. “Tanti edifici non sono dotati di infissi a doppio vetro, hanno caldaie e generatori di calore obsoleti e nessun sistema di regolazione del riscaldamento né di controllo dell’illuminazione. Se pensiamo ai grandi uffici, per esempio, regolare il riscaldamento in modo automatico consentirebbe un risparmio del 20-30% di energia”. In questo senso vanno i dispositivi di BTicino. Il sistema di termoregolazione, attraverso sonde regolabili in ogni stanza, permette di gestire in modo intelligente il profilo ottimale di temperatura in ogni ambiente, ricreando le

massime condizioni di comfort senza spreco di energia ed evitando di riscaldare o raffrescare inutilmente zone che non si abitano. I touchscreen permettono la visualizzazione dei consumi (elettricità, acqua e gas) e della produzione di energia e di acqua calda ottenute con impianti a pannelli fotovoltaici, tutte informazioni utili per ridurre gli sprechi. Molto importante è la parte di lighting managing. L’azienda ha installato un centinaio di sistemi per il controllo dell’illuminazione in edifici di medie e grandi dimensioni come palazzi, uffici, centri commerciali, scuole. “Secondo un nostro studio, il ritorno della spesa per l’installazione dei sensori per il controllo dell’illuminazione viene ammortizzato nel giro di 3/4 anni e consente di abbattere di molto i consumi”, continua Colombo. “In fatto di illuminazione, però, la normativa sul risparmio energetico delega alle singole Regioni. Per esempio, Lombardia ed Emilia Romagna hanno legiferato a riguardo, includendo il controllo dell’illuminazione nella certificazione energetica. Ma questa mancanza di uniformità crea difficoltà alle aziende che possono comunicare con i consumatori in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale”. ◆

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Concorsi

goo.gl/ioxpO goo.gl/TLe3v Gli indirizzi web dove trovare maggiori informazioni sui due concorsi

Parola d’ordine: sostenibilità di Alessandro Bellantuono

Dal panorama dei concorsi in svolgimento ne citiamo alcuni tra i più interessanti dal punto di vista dell’approccio sostenibile

C

on i tempi che corrono i concorsi indetti dalle amministrazioni sono diminuiti sensibilmente ed allo stesso tempo l’attenzione per l’ambiente e per i consumi dei manufatti edilizi è quasi sempre inclusa tra i fattori che assegnano punteggio. Ma tra i bandi di concorso ancora in atto durante l’uscita di questo numero di Tekneco ve ne sono un paio da tener in considerazione per motivi diversi.

del segno architettonico” volgendo lo sforzo aldilà del mero rispetto delle leggi e del classamento energetico previsto. Il concorso è organizzato in modo che i progetti debbano superare 2 fasi per aggiudicarsi la vittoria: nella prima essi verranno valutati in base a nove obiettivi di qualità, tra i quali spiccano contesto e architettura percettiva, progettazione bioclimatica, compatibilità dei materiali costruttivi, qualità bioecologica dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento etc., ognuno dei quali assegna un punteggio; per accedere alla fase successiva i progetti dovranno ottenere il primo è il concorso di idee “Architetture residenziali per la Sostenibilità”, indetto dalla Facoltà di Architettura ed Ingegneria un punteggio di almeno 8 punti su 24 assegnabili. Nella seconda fase invece, la valutazione verterà sulla qualità fordi Parma, che in associazione con l’impresa Allodi srl ha indetto male del manufatto architettonico nella un concorso per studenti delle facoltà di quale la giuria premierà i primi tre classifiArchitettura ed Ingegneria italiane, dottocati con un premio di 2500 € al primo, 1500 € randi di ricerca e neolaureati da non più di L’Ordine degli Architetti di al secondo e 1000 € al terzo. due anni. Il tema è la progettazione di opeMonza premia i progetti Tutti i progetti che supereranno la prire di edilizia residenziale di nuova realizma fase, è qui vi è la cosa interessante, zazione o interventi di riqualificazione di edificati e non che hanno verranno inseriti in un archivio informaedifici esistenti “ che rivestano un signifi- rivolto la loro ricerca “alla tico consultabile on-line denominato “oscato concreto in termini di sostenibilità, servatorio delle architetture sostenibicon particolare riferimento alla cosiddetta qualità ambientale , alla li”, il quale come si legge nel comunicato casa a bolletta zero”. Particolare attenzione compatibilità bioecologica dell’ordine “intende essere strumento di deve essere data all’utilizzo di fonti enerdivulgazione ed allo stesso tempo rappregetiche rinnovabili ed all’uso di tecnologie e alla crescita qualitativa del sentazione di un territorio in evoluzione.” dell’involucro che prevedano l’utilizzo di segno architettonico” Data di consegna: 27 Aprile 2012. tecniche e materiali locali, in modo da diminuire l’impatto ambientale del trasporto Analoghe iniziative sono state già portate avanti da diversi ordidegli stessi. Sarà interessante vedere cosa produrranno queste giovani menti in modo da capire sia a che punto la buona pratica della ni provinciali, ma sarebbe davvero interessante se la cosa prendesse progettazione sostenibile abbia attecchito nelle facoltà italiane sia una piega nazionale, magari con un database suddiviso per regioni il modo di coniugare queste pratiche con della buona architettura. nel quale fossero inseriti tutti i progetti più meritevoli in modo da essere da guida ed esempio per progettisti e studenti, sempre nell’otData di consegna: 10 settembre 2012. tica di una crescita generale della qualità architettonica e del rispetto dell’ambiente. ◆ il secondo, “Architetture Sostenibili: innovazione tecnica e qualità formale” promosso dall’ Ordine degli Architetti, P.P.C. della Provincia di Monza e Brianza, si propone di premiare quei progetti, edificati e non, i quali abbiano rivolto la loro ricerca “alla qualità am- LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: bientale , alla compatibilità bioecologica ed alla crescita qualitativa www.tekneco.it/707


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Tekneco Numero 07 | 2012

Edilizia Bio

Posa in opera del sistema Plastbau in un edificio a Brescia

Isolamento termico in edilizia: novità di mercato e resa Panoramica su tecniche e prodotti che nell’ambito della progettazione dell’involucro edilizio favoriscono un isolamento termico ottimale

di Alessandro Bellantuono

I

n edilizia la scelta di materiali sempre più performanti permette di raggiungere risultati di isolamento termico ed acustico sempre più convincenti ed efficaci, perciò l’opportuna scelta di componenti altamente prestazionali contribuisce in maniera decisiva alle performance dell’involucro edilizio. Nelle righe che seguono elenchiamo i materiali con le migliori prestazioni tra quelli apparsi sul mercato

negli ultimi mesi, con la consapevolezza che l’analisi non può che essere parziale, a fronte della continua evoluzione dell’offerta. ISOLANTI TERMICI

Tra le ultime novità presentate al Klimahouse 2012 troviamo il Ventirock Duo, pannello rigido in lana di roccia a doppia densità per sistemi a facciata ventilata ideato dalla Rockwool; questo pannello


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Edilizia Bio

I blocchi in laterizio della Wienerberger, all’avanguardia sia dal punto di vista delle prestazioni che del sistema di montaggio

Esempio di un solaio armato e gettato in opera con il sistema Plastbau

oltre alle consuete caratteristiche di isolamento termico, λD = 0,035 W/mK, ed acustico dei pannelli in lana di roccia, presenta la particolarità di avere una crosta superficiale di densità maggiore, in modo da resistere alle intemperie che, in collaborazione con la parte inferiore più flessibile, ρ= 40 Kg/m³, asseconda la posa in opera: su queste due peculiarità si basa la forza di questo nuovo prodotto già utilizzato in alcune applicazioni di facciata in Spagna. Sempre dalla Rockwool citiamo il nuovo materiale isolante Aerowool, in esposizione anch’esso al Klimahouse 2012 , un composto di lana di roccia e aerogel che permette di ottenere dei risultati ottimali dal punto di vista dell’isolamento termico con un λD =

0,019 W/mK che trova difficilmente eguali tra gli isolanti attualmente in produzione. Le caratteristiche dell’Aerowool vengono sfruttate per la realizzazione del pannello Aerorock ID-VP, il quale è composto da un pannello rigido di Aerowool e da una lastra di gessofibra da 10 mm con l’interposizione di una barriera al vapore. Questo prodotto è stato pensato per l’isolamento dall’interno di pareti perimetrali poiché permette di ottenere risultati ottimi pur lavorando con spessori risibili. Aziende come la Poliespanso invece, hanno deciso di affiancare alla loro produzione di lastre in EPS per tutti i tipi di coibentazione, un nuovo sistema in grado di abbattere il rischio di ponti termici dovuti

all’applicazione di isolanti su strutture realizzate in tempi diversi. IL SISTEMA PLASTBAU

Esso consiste in pannelli cassero in polistirene per il getto di setti portanti in CLS e pannelli-cassero autoportanti, a geometria variabile e a coibentazione termica incorporata, per la formazione dei solai da armare e gettare in opera. Con questa tecnologia si permette di programmare in linea di produzione gli spessori degli elementi per predeterminare il coefficiente di isolamento termico e gli spessori strutturali richiesti dal calcolo statico, per ogni singolo elemento. In questo modo oltre a semplificare ed unificare le fasi di cantiere si permette di


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0,18 W/m2K

▶ La trasmittanza termica di Porotherm Plan A+

annullare la presenza di ponti termici. Le rese in termini di trasmittanza sono notevoli, basti pensare che il Muro Plastbau 3 ha trasmittanza termica da U=0,29 a U=0,11 W/m²k a seconda degli spessori dei casseri isolanti e della struttura grezza, mentre il Solaio Plastbau Metal ha trasmittanza termica da U 0,59 a U 0,16 W/m²k.

Spaccato della finestra AWS 90.SI+ dal quale si notano i listelli di materiale plastico e il riempimento in schiuma polietilene a celle chiuse, essenziali per il comportamento termico dell’infisso

BLOCCHI IN LATERIZIO

Se per ottenere buoni risultati di isolamento si vogliono utilizzare tecniche più tradizionali e quindi blocchi in laterizio la Wienerberger offre sempre soluzioni tecnologiche di alto livello. Prodotti quali il Porotherm Plan A+ o il Porotherm Plus rappresentano punte di eccellenza in questo settore grazie all’unione delle proprietà dei tradizionali blocchi Porotherm con materiali isolanti quali la perlite e la lana di roccia. Il Porotherm Plan A+ infatti, realizzato in- materiale isolante interamente riciclato. serendo all’interno dei fori la lana di rocL’alluminio viene ricavato dalla ri-estrucia permette, per il blocco da 42,5 cm, di sione degli scarti di normali profili, l’eps è arrivare a dei valori veramente eccezio- ricavato da residui di prima lavorazione, lanali di trasmittanza termica, U= 0,18 W/ stre recuperate o sfridi di cantiere, succesm²K, seppur ottenuti con l’utilizzo di mal- sivamente rilavorati e rinsaldati insieme; ta speciale prodotta dalla stessa azienda l’eps riciclato è il primo con marcatura CE ed per i ricorsi orizzontali; è quindi conforme alla sempre prendendo in Un buon isolamento normativa di riferimenconsiderazione il blocto UNI EN 13163. La sua deve passare anche co da 42,5 cm, citiamo conduttività termica, il Porotherm Plus, rea- attraverso la scelta degli λD = 0,032 W/mK, risullizzato inserendo all’in- infissi giusti, tenendo ta addirittura inferiore terno della foratura la a quella di alcuni mateperlite, la quale riesce conto soprattutto della riali non riciclati. a far scendere il valore resa termiche Il Presystem Naturæ della trasmittanza terinvece è il primo momica ad un U= 0,16 W/ noblocco termoisolante m²K, ancor più performante del precedente per la chiusura del foro finestra costruito citato. In entrambi i casi la particolare for- con materiali naturali. È composto da fima dei blocchi permette un incastro tra di bra di cemento e fibra di legno certificata essi che evita il giunto di malta verticale, Natureplus, il marchio europeo di qualità diminuendo ancor più le dispersioni che dei materiali sostenibili per il costruire e solitamente si possono avere in questo tipo l’abitare sani. La fibra di legno garantisce di realizzazioni. isolamento termoacustico e comfort climatico offrendo diversi vantaggi dati sia da una conduttività termica pari a λD = 0,04 MONOBLOCCHI ECOSOSTENIBILI Una delle novità presenti a Klimahouse W/mK, sia dalla matrice fibrosa del mate2012 è la nuova linea di monoblocchi eco- riale stesso il quale smorza naturalmente sostenibili per la chiusura del foro finestra l’onda sonora; contribuisce all’effetto fono esposta dall’ Alpac. In particolare si tratta isolante la presenza di strati di diversa dendel nuovo Presystem iGreen, realizzato con sità all’interno della sezione, mentre la sua materiale isolante interamente riciclato traspirabilità mette al riparo da pericolosi e del Presystem Naturæ, innovativo mo- fenomeni di condensa. noblocco in fibra di legno naturale certificato Natureplus. Il Presystem iGreen è un FINESTRE IN ALLUMINIO PER CASE PASSIVE monoblocco termoisolante costruito con Un buon isolamento passa anche attraverso

la scelta degli infissi giusti: in questo campo la Schuco può vantare una serie di prodotti di primissimo piano tra i quali vi è la finestra AWS 90.SI⁺. Essa rappresenta in questo momento “il nuovo standard di isolamento termico per finestre in alluminio” per case passive, in quanto i tecnici della Schuco sono riusciti ad ottenere comportamenti dell’infisso metallico assimilabili a quelli di un serramento in legno o PVC . La finestra AWS 90.SI⁺ infatti con una sezione minima di 90mm, riesce ad ottenere una trasmittanza U = 0,8 grazie ad un doppio vetrocamera che raggiunge un Ug = 0,6 W/m²K ed un isolamento termico dell’infisso in alluminio che raggiunge Uf = 1 W/ m²K. Quest’ultimo risultato è ottenuto grazie al collegamento dei semiprofili esterno ed interno in alluminio con listelli di materiale plastico da 5 cm circa, riempiti con schiuma in polietilene a celle chiuse, che riduce in questo modo i moti di convezione dell’aria aumentando di conseguenza l’ isolamento termico. In ultima analisi quindi, questo serramento grazie alle sue caratteristiche termiche ed estetiche permette di far convivere allo stesso tempo esigenze di sostenibilità ed architettoniche rappresentando al momento, un prodotto di punta all’interno del panorama degli infissi in alluminio. ◆

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45%

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▶ Riduzione delle bollette con il cappotto termico

Xenergy, di Dow Edilizia, racchiude una gamma di prodotti definiti da lastre grigie in polistirene estruso, in grado di garantire un miglioramento fino al 20% della conduttività termica. www.dowedilizia.it

di Bianca Matteucci

Le virtù dei sistemi a cappotto Contenimento dei consumi energetici, fino al 45% di risparmio in bolletta, uso di soluzioni edili avveniristiche e nessun sacrificio sulla metratura disponibile: sono questi i vantaggi di un isolamento completo sull’involucro esterno tramite cappotto

“S

i abita in modo ecologico e sostenibile quando è presente un ottimo isolamento dal caldo e dal freddo, in grado di ridurre i consumi, facendo risparmiare denaro agli abitanti ed energia alla casa. È così che si assicura un basso impatto ambientale pur offrendo un habitat confortevole e salubre: da oltre 30 anni il cappotto termico si dimostra la soluzione maggiormente utilizzata, più facilmente ammortizzabile nei costi e più efficace per il rispetto dei requisiti energetici sempre più stringenti imposti dalle normative”, questa la posizione di Cortexa, Consorzio per la cultura del sistema a cappotto (www. cortexa.it), nato da poco con l’obiettivo di sottolineare l’importanza e le potenzialità di questa fondamentale soluzione edile. È ormai noto, infatti, che il primo passo per rendere un involucro edilizio efficiente non sono solamente gli impianti di cui dispone, seppur di ultima generazione e in grado di coprire i settori del solare, del fotovoltaico o del geotermico; senza un corretto

isolamento, l’energia prodotta da questi sistemi verrebbe dissipata irragionevolmente, vanificando gli importanti investimenti richiesti per la loro installazione. Il mercato dell’edilizia propone numerose soluzioni per l’isolamento degli edifici, spaziando fra singoli pannelli, in grado di tamponare esigenze delimitate, o progetti più complessi, in grado di dare soluzioni all’intero involucro edilizio. È questo il caso del cappotto termico, soluzione il cui nome è evocativo: l’edificio viene protetto attraverso un vero e proprio cappotto, composto da una successione di elementi e materiali ad hoc. Il sistema a cappotto viene usato come soluzione applicata dall’esterno, di facciate nuove o soggette a importanti interventi di ristrutturazione, e ha lo scopo di ottimizzare la prestazione termica dell’edificio, risolvendo soprattutto l’annoso problema dei ponti termici, di quei punti, cioè, in cui la discontinuità costruttiva, conseguente all’eterogeneità dei materiali edili o a specifiche geometrie di progetto, interrompe l’involucro favorendo la dispersione di calore,

in inverno, o di aria climatizzata, in estate. Semplificando, l’isolamento a cappotto è dato dall’applicazione sull’intera superficie esterna verticale di pannelli isolanti, coperti da uno spessore di finitura e si compone di una successione di prodotti, fra cui i pannelli isolanti, la malta adesiva per il loro fissaggio, materiali termoisolanti, le malte e le reti di armatura, gli intonaci e i rivestimenti, gli elementi per il fissaggio e i prodotti per la sigillatura dei giunti. I Vantaggi Un cappotto termico progettato a regola d’arte riesce a trasformare un involucro edilizio energivoro in una casa passiva dove, cioè, non sia nemmeno necessaria la presenza di impianti di riscaldamento o raffrescamento, perché il comportamento termico dell’ambiente è costante ed è dato dalla somma degli apporti legati soprattutto all’irraggiamento solare. Un buon cappotto termico, quindi, garantisce il risparmio di risorse, con conseguenze positive sia sul bilancio ambientale, perché si contiene l’uso di


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Basf presenta un polistirene espadibile per la realizzazione di materiali isolanti; per le sue caratteristiche tecniche, consente l’uso di un minor quantitativo di materiale, pur confermando alti valori isolanti. www.basf.it

combustibili fossili, sia sulle bollette, poiché ad un minor uso dei sistemi di riscaldamento corrisponde un chiaro risparmio economico. Alcuni numeri: la presenza di un cappotto termico è in grado di ridurre le bollette di almeno il 45% e l’investimento economico previsto per l’installazione di un isolamento a cappotto è dunque ammortizzabile in 3/5 anni (fonte Cortexa). Non ultimo, un corretto isolamento è garanzia di benessere abitativo e comfort termoigrometrico, diventato alleato irrinunciabile nella lotta contro l’inquinamento indoor. Nel dettaglio, un ambiente si può definire confortevole quando la temperatura dell’aria interna è molto simile a quella delle superfici interne; l’uso di un sistema di isolamento esterno favorisce questo comportamento, perché i pannelli posti sui prospetti si comportano non solo come isolanti, ma anche come filtro e la temperatura che giunge agli ambienti interni è già mediata dal passaggio di strato. Si tratta di caratteristiche importanti non solo per la salubrità dell’insieme, ma anche perché l’uso di tecnologie edili legate all’isolamento permettono all’immobile di raggiungere le più alte classi di certificazione energetica, comprendendo sia quelle obbligatorie che quelle volontarie, e ne aumentano, quindi, il valore sul mercato immobiliare, oltre ad allinearle con le normative europee più avanzate. Un ulteriore vantaggio, di grande interesse sia per architetti che per committenti, riguarda il fatto che operando sulle superfici

esterne, gli strati in aggiunta non sottraggono superficie residenziale e permettono di usufruire della massima metratura disponibile. Le Fasi In occasione dell’ultima edizione del Made, appuntamento fieristico internazionale dedicato all’edilizia, è stato presentato un “Manuale per l’applicazione del Sistema a Cappotto”, nato in collaborazione con l’EAE (European Association for ETICS, External Thermal Insulation Composite System, www.ea-etics.eu), in cui si segnalano i cardini principali per la posa in opera del sistema. A seguire, la successione delle fasi: —— preparazione del sottofondo, dalla pulizia al consolidamento; —— applicazione della malta di incollaggio sui pannelli isolanti, con tecniche di distribuzione “perimetro punto”; —— posa delle lastre isolanti dal basso verso l’alto e a giunti sfalsati con l’obiettivo di eliminare i ponti termici; —— scelta del tipo di tassello; —— preparazione dei dettagli costruttivi usando paraspigoli o profili ad hoc ed evitando l’uso di elementi in lamiera zincata e preverniciata; —— applicazione della malta di armatura su tutta la superficie delle lastre isolanti di uno spessore adeguato per ospitare la rete di armatura; —— applicazione del rivestimento di finitura,

in grado di proteggere l’intero sistema e, contemporaneamente, rispondere ad esigenze architettoniche e stilistiche. Il mercato attualmente offre diverse linee di prodotti per la realizzazione di un corretto cappotto termico, spaziando sia fra i materiali legati all’edilizia tradizionale, sia fra nuove proposte green, un settore in rapida ascesa, dove le proposte comprendono soluzioni basate esclusivamente su materiali biologici, con le relative certificazioni sia di prodotto che legate alla filiera produttiva. Un vantaggio che, venendo ad affiancarsi a tecniche già legate alla sostenibilità ambientale, accrescono ulteriormente il valore dell’insieme e raggiungono i massimi livelli di eco-compatibilità, permettendo al singolo progetto di ottenere, ad esempio, la certificazione CasaClima Nature, di recente introduzione e pensata per valutare e certificare un edificio non solo dal punto di vista della verificazione energetica ma anche degli impatti sull’ambiente e sulla salute dell’uomo (www. agenziacasaclima.it). Questa certificazione, infatti, introduce una valutazione sull’ecocompatibilità dei materiali e dei sistemi impiegati nella costruzione, basandosi su criteri scientifici oggettivi e trasparenti. ◆

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Edilizia Bio

Materiali isolanti innovativi: alternative efficaci alle soluzioni tradizionali, novità di mercato e resa

Ingrandimento (150:1) del materiale isolante Styrodur® C (XPS) della ditta BASF (Foto: Basf — ­ Flickr)

di Gianfranco Marino Consulente Energetico CasaClima Presidente CasaClima Network Puglia

I

l mercato dei materiali isolanti offre una vasta scelta, che spesso costringe gli addetti ad essere a lungo indecisi sul prodotto da preferire ad un altro. Se si considera che tutti i materiali isolanti presentano dei pregi in relazione alle diverse applicazioni, ne consegue che tali scelte, naturalmente, sono intimamente connesse all’utilizzo che di un determinato materiale si intende fare. Alcuni presentano valori più elevati di conducibilità, altri sono ottenuti da prodotti di origine naturale, altri ancora sono insensibili all’umidità ed all’acqua. Poiché nella costruzione di un singolo edificio diversi sono i materiali a cui si ricorre, la scelta di uno specifico materiale è condizionata da differenti fattori, come l’uso a cui l’edificio stesso è destinato, quindi il tipo di costruzione che si intende realizzare, non da ultime le preferenze del progettista e del committente. L’innovazione tecnologica svolge un ruolo determinante nello sviluppo dei materiali, soprattutto perché si possono ottenere valori di conduttività termica estremamente prestanti con ridottissimi spessori. Tra questi materiali ci sono i Vip Vacuum Insulation Panels (pannelli isolanti sotto vuoto), il cui principio di base è analogo ai thermos: le capacità termoisolanti di

un materiale possono essere incrementate in modo sensibile sostituendo l’aria ferma racchiusa fra i pori e creando un sottovuoto. Anche se poco diffusi per i costi elevati, sono i materiali più performanti sulla scena attuale. In effetti, grazie al sottovuoto che si crea, questi pannelli possono raggiungere valori di conduttività termica molto bassi, addirittura circa 7≈10 volte migliori rispetto ad un normale materiale termoisolante (Conduttività termica λ: 0,0045 ≈ 0,0080 W/mK). Le proprietà termiche di tali pannelli isolanti sottovuoto derivano dall’impiego di gas rarefatti: un involucro ermetico in alluminio racchiude e sigilla una schiuma di acido silicico, priva di aria. Molto innovativi sono anche gli isolanti sottili multiriflettenti, complessi tecnici multistrato costituiti dall’assemblaggio di film riflettenti metallici alternati con strati di separazione (ovatta, schiuma, lana di pecora). Dal punto di vista termico, la loro principale caratteristica è la capacità di limitare il trasferimento di energia, in primo luogo per irraggiamento, ma poi anche per convezione, conduzione e cambio di stato. Gli isolanti multiriflettenti, progettati scientificamente e messi a punto in laboratorio, sono il frutto della combinazione di

numerose componenti, come le proprietà intrinseche di ognuno di essi e il posizionamento degli stessi in funzione della resa termica e dell’applicazione (coperture, sottotetti, muri e pavimenti). Un’altra possibilità consiste nell’utilizzo di isolanti nano tecnologici a base di aerogel e diverse sono le aziende che si sono dedicate allo sviluppo e all’ampliamento di tali soluzioni applicative in ambito edilizio. I pannelli che ricorrono a questo tipo di tecnologia nascono con l’intento di velocizzare e semplificare le fasi iniziali di preparazione del materiale isolante prima della posa sulla struttura edilizia. In tal modo la parte più impegnativa dell’installazione, ossia la preparazione del materiale di posa, viene eliminata drasticamente mediante un prodotto già prefinito e pronto per l’utilizzo. Ne consegue che l’applicazione di pannelli isolanti a base di aerogel in campo edilizio risulta facilitata e garantisce diversi vantaggi rispetto alle tradizionali tipologie di isolanti termici, in particolare nella riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente, soprattutto nel caso di edifici che sorgono in centri storici o sottoposti a tutela dei beni culturali, dove non è sempre possibile intervenire con un sistema di


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www.tekneco.it Tekneco offre una nuova opportunità di visibilità agli studi di progettazione. Inviate alla redazione (progetti@tekneco.it) i progetti sviluppati in tema di architettura sostenibile ed efficienza energetica

I progetti sul sito Casa MEG Fedro Architetti Associati Geometrie semplici e razionali caratterizzano questo edificio unifamiliare sviluppato su due livelli. Il primo incassato nella duna di arena ed il secondo, a sbalzo sul primo, protetto dal tetto giardino.

VAI SU: www.tekneco.it/711

Casanova EA8 Laboratorio di Architettura Quartiere che sorgerà nella periferia ovest di Bolzano, a nord del fiume Isarco, ai piedi del Castel Firmiano. Intervento che mira a creare nuclei residenziali con una piccola corte verde.

isolamento termico sull’esterno. E a questo delicato tipo di contesto si addice particolarmente il sistema di isolamento termico per interni prodotto dall’azienda tedesca Sto, con lastra isolante in aerogel che presenta valori di conduttività termica 0,016 W/(mK). La nuova lastra isolante per interni StoAevero, oltre a far registrare i più bassi valori di conduttività termica tra i materiali solidi, possiede una straordinaria maneggevolezza che ne facilita l’utilizzo in cantiere. Inoltre, la bassa conduttività termica consente di ridurre al minimo quella perdita fisiologica di spazio abitativo, che deriva dall’applicazione di isolamento termico all’interno degli edifici, in particolare in prossimità di finestre o di radiatori, dove la lastra isolante per interni garantisce ottime performance con spessori a partire già da 10 mm. Infine va ricordato che, prima della scelta di qualsiasi materiale isolante, l’utilizzatore deve avvalersi di prodotti con effettive prestazioni dichiarate e certificate, così come previsto dalla normativa di riferimento. ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/710

— L’architetto Marino collabora con Tekneco nella selezione dei progetti che giungono in redazione a seguito della Call4Project. Su questo numero abbiamo voluto dedicare spazio a due progetti di forte impianto. Qui a fianco una veloce carrellata su alcuni progetti degni di menzione che potete ritrovare anche sul nostro sito: www.tekneco.it

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www.tekneco.it/712

Brennone 21 Laboratorio di Architettura Il recupero carbon zero dell’edilizia storica, grazie alla scelta di tecniche costruttive che combinano tradizione e innovazione, come gli isolanti con elevato livello coibente e gli infissi in legno a doppia camera.

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www.tekneco.it/713

Casa Passiva Caceffo Davide Scannavini Architetto Edificio ubicato a Riva del Garda, con un consumo per il riscaldamento invernale di 8,7 kWh/mq anno. Una soluzione ottenuta tramite interventi innovativi di coibentazione, ai quali si aggiunge un impianto solare termico. VAI SU:

www.tekneco.it/714


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In alto la pianta dell’area interessata dall’intervento. In basso una veduta dell’ingresso


Progetto

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Val D’oca Wine Center Cantina produttori di Valdobbiadene studio: CafèArchitettura

L’intervento, nato da un concorso d’idee proposto nel 2006 e rivolto a studenti e neolaureati in Architettura, si propone come un nuovo luogo nevralgico all’interno del complesso aziendale esistente, aggiungendo agli ambiti produttivi una nuova interfaccia tra produttore e consumatore, uno spazio dedicato alla commercializzazione e alla degustazione del prodotto.

I dati del progetto VENETO Valdobbiadene Treviso Padova

Committente Val d’Oca s.r.l. Progettista D. Busato, R. Masiero, M. Pellizzari, C. Santinello

Una pelle metallica forata caratterizza il progetto del Wine Center: elemento duttile e complesso dai molteplici aspetti, questo rivestimento attribuisce un nuovo volto alle cantine Valdoca. Nell’area vitivinicola di Valdobbiadene, contraddistinta da un sistema collinare irregolare, dove le vigne ricoprono con continuità tutti gli spazi di terra disponibili, il progetto diviene un esempio inedito di integrazione tra esigenze funzionali e una forte componente paesaggistica. L’intervento si propone come nuovo luogo nevralgico all’interno del complesso aziendale esistente, aggiungendo agli ambiti produttivi una nuova interfaccia tra produttore e consumatore, uno spazio dedicato alla commercializzazione e degustazione del prodotto. Una pelle come organismo

La pelle intesa come involucro di un organismo edilizio complesso è l’icona vincente nella quale l’azienda ha visto riflessa la propria immagine. Nato da un concorso d’idee proposto nel 2006 e rivolto a studenti e neolaureati in Architettura, il Wine Center rispecchia, nella sua realizzazione, le necessità e gli obiettivi del committente coniugate alle idee di giovani professionisti. L’idea di realizzare un guscio multifunzionale e ad alto rendimento energetico ha permesso comunque di integrare esigenze funzionali e di rappresentanza in sinergia

con il paesaggio naturale ed urbano esistente. Il progetto pertanto non viene inteso solo come edificio, ma anche come luogo urbano, un elemento per trasformare e sviluppare contemporaneamente le logiche di mercato e di fruizione strettamente connesse all’attività produttiva.

Consulente Energetico Geom. Andrea Flora Ubicazione Valdobbiadene (Tv) Tipologia intervento

Una pelle come membrana

L’intervento si colloca in una posizione marginale, rispetto al complesso produttivo esistente. Nuovo accesso ed insegna sulla strada, il Wine Center propone un’inedita interfaccia tra pubblico e privato, tra produttore e consumatore. Il rapporto tra queste parti e il contesto si esplicita nella realizzazione di un luogo dal forte carattere urbano, punto di incontro tra diverse realtà, un segno che accoglie ed unisce invece che dividere. La parete, che rappresenta la pelle dell’edificio, diventa un simbolo, una linea: parte da una altezza di circa tre metri nel punto più vicino all’edificio esistente, si snoda lungo la strada provinciale marcando un nuovo limite, si piega a formare una piazza, si alza e si ispessisce, si fora, per evidenziare accessi e visuali. L’edificio si sviluppa su tre piani di cui uno interrato adibito a magazzino e locale tecnico.

Nuova costruzione Destinazione d’Uso Commerciale - Showroom Anno di realizzazione 2011 prestazioni energetiche Classe energetica: A+ A

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Indice termico invernale: 4,37 kWh/mca Indice di emissioni di CO₂: 0,98 kWh/mca Protocollo di Certificazione Sacert Contatti CafèArchitettura Via Santuario 92, Abano Terme (PD)

Una Pelle come interfaccia

tel./fax 049.8669872

La contro-facciata è una quinta scenografica dal profilo dinamico, un segno distintivo

email info@cafearchitettura.it www.cafearchitettura.it

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della mimesi col sistema collinare esistente. Il suo sviluppo articolato offre diversi tipi di affaccio, prediligendo vedute sui vigneti e sul contesto urbano. Grazie anche alla partecipazione della comunità locale, il progetto pone le basi per fondersi con il contesto esistente, inserendosi in una realtà urbana consolidata. Un suolo continuo in ghiaino lavato funge da piazzale di collegamento con i percorsi ciclo-pedonali esistenti e si propone come luogo di rappresentanza e di riconoscimento della cittadinanza. Un sistema di accessi che conduce ad ambiti differenziati ed un terrapieno inclinato che funge contemporaneamente da aiuola, seduta e rastrelliera, offrono la possibilità di incontrare in questa nuova piazza non solo chi compra o lavora nell’edificio ma anche turisti e passanti. Una pelle tecnologica

La contro-facciata metallica in alluminio verniciato rappresenta l’elemento in cui il progetto si identifica nell’immaginario comune: ricoprendo i prospetti in modo omogeneo, fondendoli in un’unica superficie


Progetto

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Alcuni particolari che mettono in luce le caratteristiche dell’intervento realizzato nella cantina In basso i prospetti

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Giochi di luce e ombre all’esterno del complesso edilizio, a evidenziare l’integrazione con l’ambiente naturale

continua. Sia i pannelli verticali della facciata che quelli orizzontali delle pensiline, sono sostenuti da una sotto-struttura composta da profili metallici fissati direttamente alle pareti in calcestruzzo armato attraverso giunti a taglio termico. Questa pelle coniuga sia aspetti tecnici che estetici: al contatto con il suolo presenta una foratura ermetica, che si dilata salendo in copertura, in un continuo gioco di luci ed ombre. Un sistema di luci a led consente di retro-illuminare la facciata, accentuando l’idea di leggerezza e di movimento della foratura. Il consumo energetico per questa tipologia di fari non supera i 650 Watt per illuminare l’intero fronte dell’edificio. Una Eco-pelle

La particolare attenzione all’ambiente è sottolineata dall’integrazione della nuova struttura con il paesaggio circostante e dall’utilizzo di impianti e tecnologie che assicurano un minor consumo energetico. Tutto l’involucro perimetrale dell’edificio è stato isolato termicamente, con un sistema a cappotto interno ed esterno, ponendo particolare attenzione alla eliminazione dei ponti termici. La scelta di utilizzare serramenti in alluminio a taglio termico e a triplo vetro basso emissivo ha permesso di massimizzare i fabbisogni nel periodo invernale e minimizzare

gli apporti di calore nel periodo estivo. Un sistema radiante a pavimento suddiviso in macroaree singolarmente regolate, garantisce un miglioramento del comfort termico percepito e permette di raffrescare e riscaldare l’intero edificio.Un impianto fotovoltaico in guaina di silicio amorfo integrato nella copertura produce circa 17 kWp con una potenza di picco superiore a 18 kWp: i moduli si plasmano alla struttura senza essere percepiti da occhio esterno e risultano pertanto meno impattanti rispetto all’ambiente circostante. Quattro pompe di calore geotermiche a flusso refrigerante variabile garantiscono i fabbisogni della climatizzazione e di acqua calda sanitaria. La certificazione energetica è stata implementata con la procedura Classenergia Sacert raggiungendo la Classe Energetica “A+”. Una descrizione dell’intervento per quanto attenta ed esauriente non può spiegare il piacere e il grado di accoglienza offerti al fruitore/visitatore. Solo un’esperienza diretta infatti consente di completare questo percorso conoscitivo alla scoperta di tutto ciò che si cela sotto questa pelle architettonica. ◆

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Progetto

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17 kWp ▶ La produzione dell’impianto fotovoltaico

La pianta offre un’indicazione sull’ubicazione delle sale all’interno dell’edificio


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Un particolare della facciata


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TrentoTrieste13: un edificio per uffici a zero emissioni studio: Laboratorio di Architettura

Villa urbana in classe A. Una casa progettata e realizzata per risparmiare energia e salvaguardare l’ambiente. Progettata secondo le ultime normative antisismiche, è caratterizzata da un sistema a secco a blocchi-casseri in legno mineralizzato

I dati del progetto EMILIA ROMAGNA Reggio Emilia Bologna

Committente TIL Trasporti integrati e logistica S.r.l Progettista Andrea Rinaldi, Roberta Casarini, Stefano Veroni Consulente Energetico Tecnostudio Impianti

La densità urbana è sempre associata a una idea negativa di metropoli contemporanea come sinonimo di congestione, caos, pessima qualità di vita. Utilizzata correttamente può invece generare efficienza, qualità, piacere. Lavorare con la densità, infatti, vuol dire non consumare altro territorio, utilizzare al meglio le risorse esistenti, pensare lo spazio che viviamo come frammento di un insieme più grande. Possiamo quindi densificare la città, raggruppandola per ambiti (low carbon zone) e promuovere un suo ridisegno collegato ad elevati standard di efficienza energetica: ridurre le distanze, le esigenze di mobilità veicolare, recuperare gli spazi inutilizzati, ripensare i paesaggi urbani, ridurre l’impatto energetico nell’ambiente. Densità urbana può quindi divenire sinonimo di crescita economica e sostenibilità ambientale se pensiamo a nuove zone dove la densificazione è permessa solamente a zero emissioni. Ne beneficia il cittadino che aumenta il valore del suo immobile e la qualità di vita. Ne beneficia la comunità che vive una città riqualificata senza ingenti investimenti. Ne beneficia il territorio risparmiato, l’ambiente più sano. Ne beneficia l’imprenditore e l’intero ciclo

economico che viene rivitalizzato. Il progetto dell’ampliamento della sede amministrativa di Trasporti Integrati & Logistisca di Reggio Emilia, società a pubblico capitale che si occupa di mobilità sostenibile, rappresenta un primo esempio di sperimentazione sul rapporto tra architettura, densità ed energia. L’edificio si colloca in un contesto urbano consolidato, un’area ferroviaria di interesse locale ai margini della città storica di Reggio Emilia. Un’area interstiziale in pieno luogo urbano, spazi dai limiti indefiniti, qualità dei luoghi di scarso valore. Densificare parte di quell’area migliorandone l’immagine, recuperando il luogo, dal punto di vista urbano ed energetico è l’obiettivo del progetto. L’edificio ha dimensioni molto limitate (circa 350 mq di superficie complessiva) ed è condizionato dai confini di proprietà che definiscono un lotto stretto e lungo, adiacente alla sede esistente ricavata nel 2003 dalla ristrutturazione di una obsoleta officina per autobus. L’immagine complessiva è di un edificio snello e leggero nel suo rivestimento vitreo, che cela un altro volume sotto il terreno. L’edificio risulta infatti dalla composizione di due volumi principali: un

Ubicazione Viale Trento Trieste 15, Reggio Emilia Tipologia intervento Nuova costruzione Destinazione d’Uso Uffici Anno di realizzazione 2009 prestazioni energetiche Classe energetica: A+ A

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Indice termico invernale: 21,42 KW /mqa Indice di emissioni di CO₂: 17.600 kg/anno Protocollo di Certificazione CasaClima Contatti Laboratorio di Architettura Via Porta Brennone, 21 42121 Reggio Emilia tel./fax 0522 432545 email laboratorio@labarch.it www.labarch.it

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compatto corpo a torre di dimensioni ridotte (ml 8x6 circa) disposto su tre livelli fuori terra oltre ad una terrazza, a struttura intelaiata in calcestruzzo armato e parete di tamponamento a secco. Le ridotte dimensioni consentono una distribuzione molto semplice e non ostacolano l’illuminazione degli spazi dell’edificio esistente: un ridotto collegamento a ponte integra, funzionalmente e compositivamente, il nuovo con l’esistente. La compattezza dell’edificio è alleggerita percettivamente da una facciata ventilata in vetro di colore bianco e porzioni satinate, alternata alle aperture trasparenti. La snellezza della torre è accentuata dalla terrazza schermata all’ultimo livello che ospita i terminali impiantistici e le fonti energetiche alternative quali i pannelli solari e fotovoltaici. Un lungo volume ipogeo articolato dalla presenza di un patio che permette l’illuminazione naturale dei locali. L’articolazione del volume, che aumenta la superficie disperdente generando potenzialmente maggiori consumi energetici, è bilanciata dalla presenza del terreno che riduce le dispersioni termiche. Allo stesso modo, nel corso dell'estate, la massa del terreno - unita alla copertura verde che è destinata a parcheggio - permette un ottimo comportamento termico. Al piano interrato trovano posto i servizi, un foyer ed una sala per piccole conferenze da circa 45 posti: le porzioni aperte sul patio inondano con ampi squarci di luce gli spazi dell'edificio, integrando l'ambiente esterno con quello interno, in una logica integrata. La posizione delle aperture, dalla forma stretta e allungata e disposte su più lati per ogni locale, è volta ad aumentare la percezione della qualità dello spazio, pur nelle sue ridotte dimensioni: la concentrazione a nord-ovest e la limitazione a sud riduce il surriscaldamento estivo. Gli spazi interni risultano semplici nei dettagli: in ambienti di ridotte dimensioni occorre togliere invece che aggiungere. Pavimenti in legno di faggio industriale, serramenti in larice, pareti e soffitti bianchi e lisci nella loro finitura a gesso. Compatto fuori terra e articolato nella parte ipogea diviene quindi la soluzione compositiva per la realizzazione di un edificio passivo, nel difficile contesto urbano. Infatti pur con rapporto complessivo S/V di 0,82, non ottimale per un edificio passivo, si stima un fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione di 3,7 kWh/m³anno, pari all’88% in meno di quanto previsto dalla vigente normativa (DL 311/06). L’elevato isolamento termico

Una vista del nuovo complesso, che mette in luce l’effetto creato dal sole sulla struttura. Sotto la sezione


Progetto

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Prospetto Ovest

In alto, i differenti prospetti del nuovo edificio. In basso, foto storico del luogo oggetto dell’intervento

15,6 t ▶ Il risparmio di CO2 emessa nell’ambiente ogni anno

Prospetto Nord

dell’involucro unito ad un impianto a ventilazione meccanica controllata e recuperatore di calore con batteria di riscaldamento/raffrescamento alimentata da pompa di calore elettrica, consente di evitare un impianto di riscaldamento tradizionale. In inverno le unità ventilanti terminali funzioneranno in free-cooling una volta raggiunta la temperatura ambiente richiesta: il recuperatore continuerà ad immettere aria esterna a temperatura più elevata, migliorando sensibilmente la qualità dell’aria per gli utenti e risparmiando energia. D’estate la porzione critica diviene la torre: la parete ventilata unita alla retrostante chiusura opaca, che pur nella sua leggerezza, permette un’ottimo sfasamento, pari a 12,2 ore e attenuazione dell’onda termica. Un ulteriore accumulo di calore è permesso dalla forte inerzia

dei solai in calcestruzzo pieno. Il funzionamento in free-cooling notturno del recuperatore di calore, consente di abbassare naturalmente la temperatura dei locali. Una soluzione innovativa che permette di limitare decisamente l'impiego della climatizzazione. I fabbisogni di acqua calda sanitaria (ridotti per un ufficio) sono garantiti dai pannelli solari sottovuoto. Il fabbisogno di energia elettrica per la climatizzazione invernale ed estiva sono interamente coperti dall’impianto fotovoltaico installato in copertura, consentendo emissioni di gas climalteranti pari a zero ed un risparmio complessivo di 15,6 tonnellate all’anno di CO2. Nel rispetto della conservazione dell’ambiente, delle risorse naturali, del benessere delle persone, della qualità del paesaggio urbano, del risparmio del territorio.


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I numeri del progetto

Il progetto è stato avviato nel 2007, con l’apertura al pubblico avvenuta solo due anni dopo. Complessivamente la struttura occupa 359 mq, di cui 260,9 mq di superficie utile. La temperatura esterna media nel periodo di riscaldamento ammonta a +6,5°C, mentre la temperatura esterna minima di progetto a -5°C. Questa situazione porta a una media di 183 giorni nell’impiego del sistema di riscaldamento (per generare calore viene usata una pompa di calore elettrica condensata ad aria) durante il periodo invernale. L’impianto fotovoltaico ha una potenza di 2,2 kWp, con una stima di produzione di 2389 kWhe/anno. L’impianto solare termico, invece, copre una superficie di 1,8 mq e presenta una quota di utilizzo del 75%. Complessivamente l’opera è costata 606.600 euro, pari a 1.429 euro/mq (1.675 euro/mq considerando il dato netto). ◆

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Numerosi elementi naturali si integrano all’interno della struttura. In basso le planimetrie dei due piani


Energia alternativa Solare termico: luci e ombre di un settore in crescita Le condizioni per lo sviluppo non mancano, ma il quadro legislativo resta confuso

Microeolico, l’energia elettrica fatta in casa Perché gli impianti al di sotto dei 5 kW, collocabili anche in giardino, faticano ancora a decollare nella Penisola

Il lampione del futuro si accende con una telefonata Dalle città alle imprese le parole d’ordine in tema di illuminazione sono risparmio e sostenibilità

Rinnovabili, scenario e incentivi nei Paesi UE: la Germania Il quadro normativo che ha permesso al Paese di raggiungere la leadership mondiale del fotovoltaico

PROGETTO Energia dal sole - l’esperienza del Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari Così le rinnovabili hanno permesso di abbattere i costi

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Energia alternativa

Solare termico: luci e ombre di un settore in crescita Il sole non ci manca. L’industria, con le sue grandi, medie e piccole imprese, ha raggiunto un livello di eccellenza e il nostro mercato è secondo in Europa, dopo la Germania. Per il solare termico, in Italia, i margini di sviluppo ci sono, ed elevati. Ma un quadro legislativo inadeguato, per ora, lo penalizza

di Luisa Pianzola

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e è vero che, in Europa, quello della sostenibilità è un motore che sta dando prezioso ossigeno a un mercato in grave crisi e che settori come quelli della bioarchitettura, della bioedilizia e delle energie rinnovabili sono in forte crescita, è anche vero che le criticità, sulla scena italiana, non mancano. E riguardano, in particolare, il comparto del solare termico che, pur produttivamente maturo e con grandi margini di sviluppo, a livello normativo non sta ricevendo la giusta spinta (migliore è la situazione per il fotovoltaico) per esprimere al meglio le proprie potenzialità. Vediamo perché. Prospettive di sviluppo per il mercato

In Italia il comparto del solare termico è all’avanguardia, le aziende stanno proponendo sistemi altamente avanzati (tra le soluzioni più innovative, sistemi ibridi che producono energia e calore, abbinano il solare termico alle pompe di calore, sfruttano in sinergia fonti di energia tradizionali e rinnovabili) e una filiera produttiva tutta nazionale sta creando ricchezza e occupazione sul territorio tanto che, come ha rilevato Robin Welling (presidente dell’European Solar Thermal Industry Federation)

alla Conferenza dell’Industria Solare svoltasi a Roma nel febbraio 2012, per ogni euro investito in termini di incentivi nel solare termico si ha un ritorno locale di 1,40 euro. Sergio D’Alessandris, presidente di Assolterm, spiega così la diffusione del solare termico nostrano: «Nel 2010 il mercato italiano si è attestato sui 490 mila metri quadrati, rappresentando il secondo mer- quadrati) per la produzione di acs (acqua cato europeo dopo la Germania. Per quanto calda sanitaria) in residenze unifamiliari. riguarda la capacità totale installata, abbia- Se si guarda però ai fabbisogni complessivi mo raggiunto i 2,7 milioni di metri quadrati a livello nazionale per la produzione di acs, installati, pari a quasi 2 GWth. Se però con- ci si accorge che il mercato è tutt’altro che sideriamo l’installato pro capite, il panora- saturato. A fronte, infatti, dei consumi di ma cambia completamente perché la den- acs nel residenziale pari a 2,36 Mtep (Fonte: sità di impianti solari termici installati ad Enea, 2009), in Italia attualmente sono inoggi in Italia si aggira intorno a 0,04 m²/abi- stallati complessivamente 0,2 Mtep di pantante, al di sotto della media europea (0,06 nelli solari termici. Se pensiamo poi che il m²/abitante)». Il settore, quindi, presenta un solare termico è la tecnologia più adatta a grosso potenziale di crescita e applicazio- coprire i fabbisogni di acs nella nostre case ne ancora tutto da sviluppare. Per quanto in termini di efficienza, praticità ed economicità, è evidente che riguarda le potenziail potenziale da coprilità dei diversi ambiti Nel 2010 il mercato italiano si è re con il solare termico di utilizzo, vanno fatte attestato sui 490 mila metri quadrati, anche per la sola acs alcune considerazioni. piazzandosi al secondo posto in L’applicazione più dif- Europa dopo la Germania. Per quanto è ancora molto elevariguarda la capacità totale installata, to: per averne un’idea, fusa (75-80%) riguarda abbiamo raggiunto i 2,7 milioni di se nel 2020 arrivassiimpianti di piccola di- metri quadrati installati mo a produrre, come mensione (2-4-6 metri


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Sviluppato con tecnologia laser, il nuovo impianto termico Euro Laser, di Wagner & Co Solar Italia, garantisce elevata resa solare, integrazione della caldaia esistente con il nuovo impianto solare e manutenzione semplificata (nella foto, installazione ad incasso).

Super Solar ha messo a punto un sistema solare termico a circolazione naturale particolarmente resistente e duraturo, in grado, grazie alla qualità dei materiali impiegati, di produrre acqua calda sanitaria fino a 25 anni

A Cattolica (Rimini), l’Hotel Tiffany’s con l’impianto solare termico su tetto ha installato 64 m2 di collettori, per una copertura solare del 61%, accompagnato da un volume di accumulo di 3.000 litri. Il risparmio di gas metano previsto in un anno è di 6.625,2 m3, mentre la riduzione delle emissioni di CO2 è di 14.009,83 kg

previsto nel Paner, 1,6 Mtep con il solare termico, passeremmo dal coprire l’8% dei consumi di acs nel residenziale a coprirne ben il 66%. Ma questa è solo una delle possibili applicazioni. Una tecnologia che è andata notevolmente sviluppandosi negli ultimi anni è quella degli impianti combinati che nelle abitazioni, oltre a coprire quelli di acs, soddisfano anche una quota dei fabbisogni di riscaldamento. I cosiddetti “combisystems” oggi rappresentano circa il 10-15% del mercato e sono in continua crescita. Considerando che l’indicazione tracciata dalle direttive europee è quella di andare verso standard energetici degli edifici sempre più elevati, in case ben isolate e con sistemi di riscaldamento a pannelli radianti il solare termico può arrivare a coprire frazioni ben significative (60%) dei fabbisogni di riscaldamento. Il mercato inoltre si sta rivolgendo sempre più alle utenze

collettive residenziali e commerciali come condomini, hotel, centri sportivi, carceri, case di cura. Questa tendenza sta portando all’incremento di impianti di medio-grandi dimensioni con una maggiore necessità di progettazione ad hoc. Ciò significa che le aziende si stanno attrezzando sempre di più per produrre pannelli e componentistica su misura per grandi impianti, a volte seguendo tutta la fase di progettazione fino al cantiere. Le altre applicazioni del solare termico che hanno ancora una scarsa diffusione, ma che stanno mostrando di avere sbocchi interessanti, sono le applicazioni industriali (calore di processo), il raffrescamento (solar cooling) e gli impianti di teleriscaldamento che già oggi, in paesi molto meno soleggiati del nostro, sono una realtà. Per quanto riguarda il solar cooling, che potrebbe rispondere alle esigenze


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Energia alternativa

Riunendo fonti di energia tradizionali (energia elettrica, gas) e rinnovabili (solare termico/aria), i nuovi sistemi ibridi integrati CSI, di Baxi, basati sulla caldaia a condensazione in integrazione con solare termico e pompe di calore, consentono di realizzare un impianto che si autoregola sfruttando di volta in volta la fonte energetica più performante

crescenti di climatizzazione estiva e alla necessità di ridurre i picchi stagionali di consumi elettrici, è già oggi una realtà per impianti di grandi dimensioni nell’industria e nelle utenze collettive ma in futuro, magari con l’aiuto di incentivi ad hoc, dovrà affrontare la sfida dei sistemi ad uso domestico che ad oggi risultano ancora poco sostenibili dal punto di vista economico. L’industria sta lavorando molto sulla qualità dei pannelli e sulle loro performance e, sempre di più, sull’integrazione architettonica e impiantistica. Il nostro mercato è oggi al secondo posto in Europa e vantiamo un’industria meccanica e termoidraulica (con grandi aziende e piccole e medie imprese specializzate nel solare) che ha fatto notevolissimi progressi, crea occupazione e ricchezza in Italia e ha concentrato molti dei suoi sforzi nella qualità dei prodotti e dei processi produttivi, nella professionalizzazione dei servizi e nell’innovazione tecnologica. Ma, come detto, per problemi legislativi di varia natura (su tutti, le detrazioni fiscali del 55% - ad oggi unico vero incentivo per

il comparto - con un tempo di recupero, 10 anni, troppo lungo), lo sviluppo è rallentato. E tutto questo a fronte di obiettivi certi previsti dal Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili (Paner) che fissa per il solare termico un traguardo di 1,6 Mtep al 2020. Ciò corrisponde, ipotizzando un valore ragionevole per la producibilità media di un collettore solare, a un parco installato di circa 26 milioni di m². Raggiungere questo risultato significa passare in 10 anni da 0,04 m²/abitante a 0,4 m²/abitante. E non si tratta, secondo Assolterm, di un obiettivo particolarmente ambizioso: con un quadro legislativo adeguato (e un meccanismo di incentivazione davvero appetibile per l’utente finale), considerando il livello di irraggiamento del nostro territorio potremmo tranquillamente raggiungere nel 2020 1 m²/abitante per soddisfare le sole necessità di produzione di acqua calda sanitaria. La nostra industria, infatti, presenta già oggi un potenziale di produzione annua di pannelli solari termici di 1 GWth (pari a 1,4 milioni di metri quadrati). Se a questo aggiungiamo gli ingenti fabbisogni termici di

Il Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili (Paner) che fissa per il solare termico un traguardo di 1,6 Mtep al 2020. Questo corrisponde a un parco installato di circa 26 milioni di metri quadrati


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Tekneco Numero 07 | 2012

Il solare termico in Europa Variazione 2009/2010 Capacità installata kW GB 18,1% 401.254 6.5 kWth Irlanda -22,7% 92.042 20.6 kWth

Potenza per 1.000 pers. Olanda -9,8% 313.317 18.9 kWth

Portogallo 4,9% 470.888 44.3 kWth

in % sul totale del mercato europeo

Svezia -2,9% 226.615 24.3 kWth

Lettonia* 1.358 0.6 kWth

Rep. Ceca 66,4% 215.863 20.5 kWth Polonia 1,1% Germania 459.123 -28,8% 12 kWth 9.676.800 118.3 kWth Austria -21,4% 2.685.556 320.7 kWth

Francia -3,4% 1.101.730 17.5 kWth

Slovenia -13,6% 122.710 59.9 kWth

Svizzera -3,9% 626.844 80.5 kWth Spagna -13,9% 1.474.806 32.1 kWth

Estonia* 2.044 1.5 kWth

Finlandia* 23.046 4.3 kWth

Danimarca 6,6% 367 602 66.4 kWth

Belgio -24,5% 229.703 21.2 kWth

Lussemburgo* 22.120 44.1 kWth

Capacità installata

Italia 3,2% 1.870.211 31 kWth

Lituania* 1.680 0.5 kWth Slovacchia 11,1% 85.225 15.7 kWth Ungheria -4,5% 104 870 10.5 kWth

Grecia 3,9% 2.858.940 252.9 kWth

Romania* 73 290 3.4 kWth Bulgaria* 73 710 9.7 kWth

Cipro -11,5% 500.515 632.2 kWth

Danimarca 2% Rep. Ceca 2%

Altri 6%

Gran Bretagna 4% Svizzera 4% Polonia 4% Portogallo 5% Grecia 6%

Germania 31%

Italia 13%

Francia 7% Austria 8%

Spagna 9%

Nuove installazioni per anno Ue27+Svizzera kWth

km2

3.500.000

5.000

2.500.000

4.000

1.500.000

3.000

500.000

1.000 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010

* Stima ESTIF Fonte: European Solar Thermal Industry Federation

comparti come il residenziale, il terziario e l’industriale, si capisce come il potenziale del settore sia molto alto a fronte di costi decisamente contenuti. Ma molto occorre ancora fare. Inadeguatezza del quadro normativo

Come emerso dalla Conferenza dell’Industria Solare, 2012, per gli incentivi, e in particolare per il solare termico, è urgente un quadro chiaro, affidabile e di lungo periodo. Quella che manca è una regia complessiva che permetta di supportare il settore senza un eccessivo sforzo finanziario da parte dello Stato. Gli strumenti ci sono ma non vengono implementati in modo efficace. «Le detrazioni fiscali del 55% su 10 anni e con orizzonte temporale che non supera mai l’anno non sono più appetibili per l’utente finale» ha dichiarato Sergio D’Alessandris. Le detrazioni fiscali sono state un ottimo strumento e potrebbero esserlo ancora, ma non è più pensabile avere un incentivo che, da una parte, si rinnova di anno in anno privando l’industria di un adeguato orizzonte

temporale per poter programmare gli in- annullamento, dell’impatto positivo del vestimenti e, dall’altra, impone all’utente Conto energia sul settore. E la stessa sorte è finale un recupero del 55% dell’investimen- capitata al Fondo Rotativo per Kyoto. Atteso to iniziale in un decennio. Perché lo stru- da anni, questo finanziamento a tasso agemento della detrazione fiscale funzioni in volato per la realizzazione di impianti a modo efficace come incentivo all’acquisto, i fonti rinnovabili, per il solo solare termico, tempi di recupero devono essere più brevi inspiegabilmente, prevede finanziamenti o, almeno, permettere una maggiore flessi- destinati esclusivamente a soggetti pubblici. bilità. Inoltre, il cosiddetto Conto energia Ancora una volta, privati, cittadini e imprese termico, di cui si parla da più di un anno e ne sono esclusi. Va detto tra l’altro che dopo che l’industria del solare, insieme agli al- la raggiunta intesa sul burden sharing, antri settori del comparto delle rinnovabili, che gli amministratori regionali attendono da tempo chiede a gran voce, non è anco- di avere una situazione ben definita in Italia, ra partito (il decreto attuativo previsto dal soprattutto per quanto riguarda gli incentiDecreto 28 doveva essere pubblicato entro vi. Il settore, quindi, non può più aspettare. fine settembre dell’anno scorso). L’ultima Il 2020 è dietro l’angolo e gli obiettivi delineati nel Paner sono raggiungibili, bozza circolata, oltre ad avere ma solo a patto che si metta in tariffe molto basse che coprocampo un sistema integrato ed no assai meno del 55% coperto LEGGI questo articolo anche efficace di misure che non posdalle detrazioni fiscali, si rivolge sul sito sono e non devono essere viste solo ai soggetti pubblici. Quindi, di Tekneco: come un mero costo, ma come se la bozza verrà confermata, i l’unica concreta possibilità per privati (che siano cittadini, imottenere risultati soddisfacenti prese o Esco) non potranno actekneco.it/717 sia dal punto di vista economico cedere al conto energia, con una che ambientale. ◆ conseguente riduzione, se non


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Energia alternativa

Microeolico, l’energia elettrica fatta in casa

Una turbina Deltatronic

Nonostante l’enorme potenziale, l’eolico di piccola taglia è ancora poco sfruttato in Italia, complici la presenza di una normativa frammentaria e la maggiore attenzione verso le rinnovabili più ‘famose’. Le caratteristiche principali del settore e i nodi da sciogliere per favorirne uno sviluppo sostenibile

di Roberta Pizzolante

N

on capita spesso di vederli in giro ma in un futuro l’energia eolica potrebbe avere la loro faccia, ovvero “micro”. Impianti di piccola taglia installati sui tetti, nei giardini, sui balconi e collegati a reti locali a bassa tensione o in siti isolati, dove l’allacciamento alla rete elettrica non è praticabile o sarebbe troppo costoso. Insomma, “turbine eoliche domestiche” in grado di rendere autosufficienti dal punto di vista energetico le nostre case. Con il vantaggio, rispetto ai grandi parchi eolici, di un ridotto impatto estetico e ambientale, bassa rumorosità e una buona integrazione architettonica. Definire il microeolico non è semplice. Generalmente con questo termine si indicano gli impianti sotto i 5 kW per distinguerli dai loro fratelli maggiori, il cosiddetto minieolico, con potenze entro i 200 kW. «Non esiste una classificazione universalmente condivisa. Per esempio, secondo la normativa internazionale IEC 61400-2 tutte le macchine con area spazzata minore di 200 m², pari ad una potenza di circa 100 kW,

rientrano nel minieolico», spiega Luciano Pirazzi, segretario scientifico dell’Associazione Nazionale Energia dal Vento (Anev). «Anche nella normativa italiana gli aerogeneratori di piccolissima taglia, ma non inferiori a 1 kW, sono accomunati a quelli di piccola taglia entro i 200 kW e ricevono le stesse incentivazioni». Utilizzi e incentivi

Secondo i dati Anev, in Italia, sia pure a notevole distanza rispetto agli Usa e al Regno Unito, il ricorso a macchine di piccola taglia tra 1 e 20 kW ha subito una accelerazione nell’ultimo triennio. «Il microeolico entro i 5 kW si applica per lo più a livello residenziale, sui tetti o nei giardini delle case. Particolarmente adatti al contesto urbano sono i generatori ad asse verticale, che si integrano meglio su edifici e condomini e hanno una maggiore resistenza alle variazioni di velocità e direzione dei venti e alla loro turbolenza», spiega Pirazzi. «Per esigenze specifiche, come quelle di una piccola azienda o una fattoria, si tende ad installare


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I primi 10 comuni del mini eolico modello

PR

Comune

kW

TA

Lizzano

180

PD

Villa Estense

150

TA

Crispiano

120

PU

Peglio

110

LU

Careggine

100

UD

Verzegnis

100

SO

Albosaggia

100

PI

Peccioli

100

LI

Piombino

100

LI

Collesalvetti

80

Come soffia il vento

_

Secondo il Rapporto Comuni Rinnovabili 2011 di Legambiente, gli impianti con meno di 200 kW sono diffusi in 123 comuni italiani, per una potenza complessiva di 4,2 MW. Di questi, 50 sono comuni del Sud, 27 del Centro e 46 del Nord Italia. Al primo posto per potenza installata c’è Lizzano (Ta), con più impianti dislocati per 180 kW, seguito da Villa Estense (Pd) con 150 kW e Crispiano (Ta) con 120 kW. Tra le buone pratiche con l’eolico di piccola taglia, il rapporto cita quella del complesso turistico “Le Selve” nel comune di Castel del Rio (Bo), dove è stato installato un impianto da 6 kW in grado di produrre circa 5.700 kWh anno e di coprire il 50% del fabbisogno elettrico del complesso turistico. Nel Comune di Sassello (Sv), invece, per soddisfare il fabbisogno energetico del B&B “Villa Bergami” è stata installata una pala da 3,7 kW che produce circa 3 mila kWh annui. Esperienza simile è quella di Verzegnis (Pd), dove in località Sella Chianzutan è stato installato un impianto da 2,5 kW nella sede della riserva di caccia, che oltre a compensare i consumi del rifugio ha anche funzione di sensibilizzazione per la comunità e le scuole.

Fonte: Rapp. Comuni Rinnovabili 2011 di Legambiente

impianti mini sino a 200 kW, in grado di produrre quantitativi superiori di energia». I vantaggi sono diversi. «L’elettricità viene prodotta e consumata in loco e questo evita la dispersione di energia dovuta al trasporto e migliora la funzionalità della rete elettrica in bassa e/o media tensione», aggiunge Pirazzi, che sottolinea il ritorno dell’investimento. «Un impianto da 3 kW, per esempio, a seconda della ventosità e ipotizzando che

lavori per 2.000 ore equivalenti, cioè alla sua potenza nominale, produrrà 6.000 kWh, corrispondenti a circa il doppio del consumo medio annuo di una famiglia italiana. Il tutto a fronte di una spesa che si aggira intorno ai 3.000-3.500 euro per kW di potenza, circa 10.000 euro per l’impianto considerato». Da valutare bene però la ventosità del sito scelto, fattore decisivo per un recupero dell’investimento in pochi anni.

modello

L’identikit

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Gli impianti microeolici possono avere una sola pala o più pale. I più diffusi sono ad asse orizzontale ma si stanno facendo strada anche quelli ad asse verticale. A seconda degli scopi possono essere stand-alone (off-grid) o connessi alla rete (gridconnected): quando sono destinati all’alimentazione di utenze isolate, come un rifugio alpino, devono essere collegati a batterie, per la connessione alla rete invece serve un inverter. Per dare idea dell’ingombro, un generatore da 500 W ha il diametro del rotore di circa 1 metro e una torre di altezza che varia da qualche metro a 10, un modello da 3 kW invece ha un diametro del rotore di 3-5 metri e una torre di altezza variabile da 5 a 15 metri. Il costo diminuisce al crescere della potenza installata: si va dai circa 2-2.500 €/ kW per impianti tra 10 e 20 kW per arrivare a circa 4-5.000 €/kW per impianti da pochi kW ad alcune centinaia di Watt.

Gioca a favore dei microaerogeneratori anche la facilità di installazione. Per le dimensioni ridotte e la minore invasività, questi impianti godono di una procedura semplificata e fino a 60 kW basta una semplice comunicazione per installarli. Interessanti anche gli incentivi: le macchine entro i 200 kW di potenza accedono alla Tariffa fissa onnicomprensiva di 30 cent/€ per ogni kWh prodotto per un periodo di 15 anni. Poi c’è lo scambio sul posto: in caso di allacciamento alla rete elettrica il proprietario può cedere l’energia prodotta in eccesso e prelevarla dalla rete quando necessario ricevendo un rimborso dal Gestore Servizi Elettrici (Gse) in base all’energia scambiata. «Questi fattori hanno contribuito a rivitalizzare un segmento di mercato che non riusciva a decollare, anche se la crisi finanziaria ha parzialmente frenato gli entusiasmi. Altro effetto positivo della disciplina incentivante è dato dall’aumento di costruttori e distributori del settore, che genera una maggiore ricerca di competitività nei prodotti offerti a tutto vantaggio dell’utente che deve richiedere comunque a sua salvaguardia tutte le possibili garanzie di sicurezza, affidabilità e prestazioni», aggiunge Pirazzi. Un potenziale non sfruttato

Ma se da un lato il microeolico sembra avere tutte le carte in regola per contribuire


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Energia alternativa

alla sfida della generazione elettrica distribuita e all’affrancamento dalle fonti fossili, dall’altro non mancano alcune criticità. Secondo i dati Anev, il numero di aerogeneratori di piccola taglia, installati e in esercizio, è ancora piuttosto modesto, a livello di alcune centinaia. Colpa anche della mancanza di uniformità nelle normative regionali che definiscono i parametri per la loro localizzazione, spiega Pirazzi: «Ogni regione pone delle restrizioni diverse, per esempio la Sicilia impone un limite di 15 metri di altezza per gli impianti. Questa frammentazione impedisce una migliore penetrazione della tecnologia nonostante l’interesse dei consumatori e quello dei produttori, che offrono sempre maggiori innovazioni». Che il mercato sia vivace non c’è dubbio, come testimonia per esempio l’esperienza della Deltatronic International Srl, azienda elettronica alle porte di Torino che da sei anni è sbarcata nell’eolico e produce microaerogeneratori ad asse orizzontale da 1,5 kW, da 3 kW e da 5 kW. «In Italia lo sviluppo del microeolico non è paragonabile al

fotovoltaico, anche se i costi si equivalgono e l’eolico ha una resa più alta dovuta al fatto che il vento soffia in tutte le ore», spiega Luca Bongiovanni, responsabile tecnico e marketing dell’azienda, che annovera tra i suoi clienti Enel.si, Leroy Merlin e Fiamm Spa. «Abbiamo fatto 10-15 installazioni, al sud e al centro nord, ma la maggior parte dei prodotti li vendiamo all’estero. Ciò si spiega con una certa diffidenza verso gli incentivi, a causa alle difficoltà nello stilare piani precisi sull’investimento dovute al fatto che, a differenza del grande eolico per cui avvengono lunghe campagne anemometriche, qui si deve essere più sbrigativi e lavorare su medie presunte e talvolta poco precise». Ma un ruolo ce l’ha anche la crisi: «Abbiamo fatto grandi investimenti negli ultimi due anni per essere all’avanguardia con le nostre turbine ad orientamento automatico e basso numero di giri, 400 al minuto, nonostante i costi della materia prima siano raddoppiati. Anche questo non aiuta la penetrazione dell’eolico di piccola taglia perché mantiene alti i prezzi finali».

Attiva sul fronte della ricerca e sviluppo è anche la Tozzi Nord, che di recente ha progettato un prototipo di turbina da 1,5 kW. «Registriamo un’elevata richiesta di microeolico per applicazioni urbane, tuttavia la tariffa incentivante consente un investimento più redditizio con turbine di potenza maggiore», spiega Marco Alessandra, dell’Ufficio Comunicazione della Tozzi Nord. «Il nostro aerogeneratore ad asse orizzontale TN535 da 10 kW, progettato per installazioni in agriturismi, aziende agricole, centri commerciali, camping, piccole e medie imprese e pubbliche amministrazioni, è in grado di offrire elevate capacità di produzione energetica anche in siti con bassi regimi di vento, 35.000 kWh ad una ventosità di 5 m/s. Abbiamo effettuato oltre 50 installazioni in Italia e in Europa per oltre 1 milione di ore di funzionamento». ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/718

modello

Il minieolico di Energy Resources

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L’eolico evolve verso impianti di piccola taglia

Dalle mini turbine fino ai grandi parchi eolici. Per Energy Resources Holding, con sede a Jesi (An), il futuro dell’energia passa per le fonti rinnovabili. Per questo l’azienda è impegnata nella realizzazione di impianti di vario tipo, tra cui anche micro e minieolico, con un servizio che comprende analisi di fattibilità, progettazione, installazione, collaudo e monitoraggio. “Abbiamo installato una turbina ad asse verticale da 1 kW, prodotta dalla Pramac e firmata dal designer Philippe Starck, che contribuisce a produrre l’energia elettrica che illumina una parte del nostro edificio”, spiega Marco Rocchetti, del settore ricerca e sviluppo di Energy Resources. Oltre alle micro turbine la società marchigiana offre soluzioni fino a 60 kW. “In un’azienda in provincia di Pesaro abbiamo installato un impianto da 20 kW, prodotto da Bluminipower”, continua Rocchetti. “Questi tagli sono più diffusi, grazie anche alla facilità di installazione che entro i 60 kW prevede una semplice Dia”. Fondamentale è valutare però l’idoneità del sito, sia per i vincoli paesaggistici e normativi sia per la ventosità. La società, infatti, prima di ogni installazione svolge uno studio anemometrico di un anno per stimare la turbina più conveniente. “In Puglia, per esempio, la situazione del vento è favorevole. Diverso è nel centro Italia, specie lungo la costa, dove la ventosità è bassa. Qui, nonostante la riduzione dei prezzi, non c’è stato un grosso aumento di installazioni minieoliche”, spiega Rocchetti, che crede nella sfida della generazione distribuita di energia, a patto che sia fatta con criterio e includa anche altre fonti rinnovabili. “L’integrazione di un sistema micro e minieolico con altre fonti, come il solare, è consigliata dove il vento non è elevatissimo o per utenze isolate che vogliono la totale autosufficienza energetica. In questo modo si sopperisce con il sole all’aleatorietà del vento e si sfrutta invece quest’ultimo di notte, quando manca la radiazione solare”, conclude Rocchetti.


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Energia alternativa

foto: e-eva-a, www.sxc.hu

Il lampione del futuro si accende con una telefonata

di Daniela Uva

Dalle città alle imprese del terziario, le parole d’ordine in tema di illuminazione sono risparmio e sostenibilità. Ecco i nuovissimi impianti intelligenti

L

ampioni che si accendono con un sms. Pali della luce totalmente green, che oltre che illuminare forniscono servizi di pubblica utilità. E ancora computer ultra sofisticati che permettono a negozi e supermercati – nonché a uffici e ad altri luoghi pubblici – di non sprecare neanche un euro in energia poco utile. Sono le ultimissime novità offerte dal mercato dell’illuminazione intelligente. L’unica in grado di mettere d’accordo efficienza, risparmio e sostenibilità da un punto di vista ambientale. Le aziende leader nel settore in questi ultimi mesi hanno sviluppato sistemi tecnologicamente molto avanzati, che a fronte di un investimento iniziale non trascurabile, riescono a garantire risparmi notevolissimi nel lungo periodo. A strizzare l’occhio a questi nuovi sistemi di illuminazione non sono solo i privati, ma anche le amministrazioni di molte città. E così dai piccoli paesi di provincia ai grandi capoluoghi, si stanno moltiplicando i progetti per trasformare la

tradizionale illuminazione pubblica in un sistema intelligente. Il più innovativo si chiama “Dibawatt”, ed è stato messo a punto dai ricercatori di Sorgenia. Permette di “telecomandare” l’illuminazione pubblica con una semplice telefonata. Il sistema è semplice quanto ingegnoso: a ogni lampione è associato un numero di telefono al quale possono essere indirizzate sia chiamate sia sms. Questi dati vengono elaborati da un’interfaccia Gprs-Gsm collegata al dispositivo, e così attivano diverse funzioni del lampione: accensione e spegnimento, riduzione o aumento del flusso luminoso. Il gestore dell’impianto di pubblica illuminazione non deve fare altro che selezionare il numero telefonico del lampione, inviare un certo numero di squilli, a seconda del comando che vuole attivare, e riagganciare. La chiamata è completamente gratuita e permette di gestire in modo intelligente ed ecologico i punti luce delle strade. In Italia si tratta ancora di un progetto pioniere, anche


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Energia alternativa Paolo Perino, amministratore delegato e direttore generale BTicino

se in moltissime città sono pronti pia- installazione che si aggira su circa 300 euro ni strategici per trasformarlo in realtà. Ma per ogni palo, che però viene ripagato con ci sono luoghi, in Germania, dove i lampio- i risparmi energetici nell’arco di 5 o 6 anni. ni on demand esistono già da tempo. È il caso E poi c’è Genova, dove con il progetto euroDorentrup e Lemgo, dove ad accendere i lam- peo “Illuminate” si intende dare luce a luopioni stradali sono gli stessi cittadini, che ghi di pregio e attrazioni turistiche – come devono inviare un sms al costo di 50 centesi- per esempio il porto antico o l’acquario – in mi. Il messaggio viene inviato a un compu- modo efficiente e meno costoso. Lo studio ter centrale in grado di organizzare le infor- prevede di mettere in pratica la tecnologia mazioni. Grazie a un accordo con Comune, d’illuminazione Ssl integrata e controllata da sistemi intelligenti la via indicata viene quali software, che conaccesa per 15 minuti, il Risparmiare, inquinare meno sentono di variare colotempo necessario per e rispettare le normative europee: re e intensità della luce, percorrerla. E poi si spe- sono i tre obiettivi principali dei nuovi anche attraverso un degne automaticamente. sistemi di illuminazione intelligente. Che sono guardati con grande sign innovativo e graProprio su questa stra- interesse sia dalle amministrazioni devole. Secondo le preda, nel nostro Paese, pubbliche sia dalle aziende private del visioni, un sistema di si sta muovendo il settore terziario questo genere potrebComune di Napoli, che be garantire risparmi ha preparato un progetto per trasformare i lampioni della città che oscillano fra il 20 e il 40 per cento ogni in veri e propri computer super tecnologici. anno. Ma non sono solo le città a puntare su Oltre che fornire l’illuminazione alle strade risparmio e sostenibilità. Queste esigenze – con intervalli e grado di intensità commi- sono avvertite anche dai privati, soprattutsurati alle reali esigenze – i nuovi sistemi di to nel campo del terziario. Per motivi norilluminazione sono in grado di fornire altri mativi, economici e ambientali. “Il mondo servizi: videosorveglianza, connettività wifi, è soggetto a cambiamenti rapidi e profonpunto sos di soccorso e sensore di rileva- di: le conferenze di Kyoto, Copenhagen e il mento per dissesti ambientali e idrogeolo- Piano energetico nazionale hanno messo gici. Il Comune ha preventivato un costo di in evidenza la necessità di contrastare il

riscaldamento climatico, ridurre gli sprechi e produrre energia in modo alternativo – conferma Paolo Perino, amministratore delegato di BTicino -. La direttiva della Regione Lombardia nell’analisi dell’edificio terziario considera, per esempio, l’eventuale presenza di sistemi di controllo per il mantenimento dei valori costanti di illuminamento, per l’ottimizzazione della luce naturale e per il controllo della presenza. Nello schema di calcolo, l’inserimento di questi dispositivi contribuisce a diminuire i consumi dell’energia impiegata per l’illuminazione. Per questo abbiamo messo a punto soluzioni dedicate al terziario che consentono di automatizzare le buone pratiche sui posti di lavoro e di risparmiare quindi denaro ed energia”. Il sistema più innovativo, in questa direzione, è il “Lighting management”, sviluppato proprio dai ricercatori di BTicino. Si tratta di un sistema di gestione intelligente dell’illuminazione dedicato a uffici,

40% ▶ Possibili risparmi in termini di consumi, utilizzando sistemi intelligenti

normativa

Cresce lo smaltimento degli Aee

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La sempre maggior diffusione nelle nostre case, come nell’ambito produttivo e lavorativo, di attrezzature e strumenti elettrici ed elettronici, oltre a fornire un importante contributo al miglioramento della qualità della vita, comporta precisi impegni per garantire un corretto smaltimento di questi rifiuti. In materia di Apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) l’Unione europea ha definito una normativa specifica, che disciplina la gestione dei rifiuti. Ne sono nate tre direttive: 2002/95/Ce, 2002/96/Ce e 2003/108/Ce che sono state recepite in Italia, congiuntamente, dal Decreto Legislativo 151 del 25 luglio 2005. È previsto che dal 18 giugno 2010 tutti i cittadini possono consegnare gratuitamente ai negozianti l’apparecchiatura non più funzionante da sostituire, comprese le lampade fluorescenti esauste, quando ne acquisteranno una nuova equivalente. Della raccolta e del trattamento di questi materiali si occupa Ecolamp, un consorzio costituito nell’ottobre del 2004 dalle principali aziende nazionali e internazionali del settore illuminotecnico.

Nel corso del 2011, in tutta Italia, Ecolamp ha raccolto oltre 1.460 tonnellate di sorgenti luminose nelle circa 1.650 Isole ecologiche e i 25 Collection point presenti sul territorio nazionale e grazie al servizio di ritiro gratuito Extralamp, dedicato agli operatori professionali. Un risultato che supera di circa 200 tonnellate la raccolta del 2010 e, addirittura, di oltre 600 il dato relativo al 2009. In particolare, dal 2010 al 2011 il consorzio ha registrato un incremento pari a circa il 75 per cento nella raccolta nei Collection point, quella ottenuta grazie alla collaborazione dei professionisti del settore illuminotecnico e degli installatori di materiale elettrico, che hanno consegnato le lampade esauste direttamente e in maniera gratuita presso i centri di raccolta del Consorzio, presenti in tutta Italia. La quantità di lampade a basso consumo raccolte da Ecolamp ha permesso di recuperare quasi 120 tonnellate tra mercurio e altri materiali tossici sottratti alla dispersione nell’ambiente, 1.200 tonnellate di vetro, 19 tonnellate di plastiche e 79 di metalli.


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L’ultimissima novità di Sorgenia è il sistema “Dibawatt”, che permette di telecomandare l’illuminazione pubblica con una semplice telefonata

I sistemi più innovativi, in tema di illuminazione pubblica, permettono di accendere i pali della luce attraverso una telefonata o l’invio di un sms. L’ultima novità è stata introdotta da Sorgenia

attività commerciali, strutture scolastiche e aree di passaggio. È in grado di ridurre i consumi e i costi di gestione, ed è sostenibile dal punto di vista ambientale, oltre che sicuro e conforme alle direttive europee. Il sistema permette, infatti, di attivare l’accensione automatica dei corpi illuminanti in modo intelligente, così fornisce la luce necessaria al momento giusto e nell’ambiente. Garantendo un risparmio che può arrivare al 75 per cento. Il segreto è tutto in un software, che attraverso il monitor di un computer permette di dialogare con i sistemi di illuminazione, per accendere le fonti di luce e regolare la loro intensità in base alle reali esigenze del momento. Senza sprechi di energia e denaro. E con sensibili riduzioni per ciò che riguarda l’emissione di Co₂. E siamo solo all’inizio, perché nelle intenzioni degli addetti ai lavori, il mercato dell’illuminazione intelligente è destinato a una notevole espansione, sia in termini di ricerca sia in termini di investimenti. “La strategicità di questo settore è confermata dal fatto che numerose norme ne regolamentano le prestazioni in termini di sicurezza, funzionalità illuminotecnica ed efficienza energetica – afferma Adriano Maroni, amministratore delegato di Sorgenia Menowatt -. Basta citare, per esempio, il Piano di azione per l’efficienza energetica 2011 (Paee), sviluppato dal ministero delle Sviluppo economico e presentato dall’Italia alla Commissione europea che prevede, specificatamente per

la pubblica illuminazione, ambiziosi obiettivi di risparmio energetico”. I numeri sostengono questa attesa: nel 2010 il risparmio energetico ottenuto ammonta a 462 GWh/ anno, la previsione per il 2016 è di 1.290 GWh/anno. Mentre la prospettiva di risparmio in termini di emissioni, sempre per il 2016, è di 0,57 Mt Co₂. “Anche le recenti direttive del ministero dell’Ambiente in tema di acquisti verdi spingono le amministrazioni pubbliche periferiche a dotarsi di soluzioni tecniche in grado di rendere gli impianti più efficienti possibile – concludono da Sorgenia -. Lo dimostrano alcuni importanti passi avanti nell’innalzamento del livello tecnologico degli impianti. Per esempio la sostituzione delle lampade ai vapori di mercurio con lampade ai vapori di sodio o ioduri metallici (più performanti  da un punto di vista sia  illuminotecnico sia energetico, l’introduzione degli alimentatori elettronici in sostituzione di quelli magnetici. E ancora l’utilizzo dei sistemi Led e l’approccio del concetto Smart City, a partire dagli impianti di pubblica illuminazione, che potrebbe portare al processo di ammodernamento di oltre 12 milioni di punti luce”.◆

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Energia alternativa

Rinnovabili, scenario e incentivi nei Paesi Ue: la Germania Con questo numero partiamo a illustrare lo stato dell’arte delle energie rinnovabili, compresi gli incentivi statali stanziati e le opportunità che si aprono alle aziende investitrici, nei diversi Paesi dell’Unione europea. Partiamo dalla Germania, il primo a “credere” nelle potenzialità delle fonti energetiche alternative ai combustibili fossili e quella che proprio in questi giorni ha ritoccato pesantemente le tariffe incentivanti nel settore del fotovoltaico, di cui la nazione tedesca è leader in Europa

di Andrea Ballocchi

L’interno del Reichsteig nella capitale tedesca (foto: Wolfgang Staudt, Flickr)

I

l 2011 si è rivelato un anno decisamente interessante per le rinnovabili, con un andamento in crescita in diversi settori interessati. La capacità aggiuntiva fotovoltaica installata nel 2011 è stimata a circa 7.500 MW; la potenza eolica installata nel 2011 è stimata a circa 2.000 MW. Nel settore del biogas (nell’ambito del settore della biomassa), la capacità installata nel 2011 è aumentate del 490 MW a 2780 MW, secondo le stime della Fachverband Biogas, l’associazione industriale leader nel settore. Nel complesso, la quota di elettricità da fonti rinnovabili nel mix elettrico tedesco è salito a circa il 20% nel 2011. Se l’anno in corso si è rivelato decisamente brillante, le previsioni lo sono altrettanto: da quanto ci è stato fatto sapere dall’Agenzia tedesca per le fonti rinnovabili (Agentur für Erneuerbare Energien e.V.), “secondo la Federazione per le Energie Rinnovabili

(BEE) e l’Agenzia delle Energie Rinnovabili (AEE), era previsto un forte aumento nell’uso delle energie rinnovabili già nel 2009, tanto che è prevista una quota del 47% di elettricità da fonti rinnovabili nel 2020”. Per quanto riguarda invece quota di energie rinnovabili nel mercato del termico e dei trasporti, la stessa Agenzia fa sapere che, sempre in base alle previsioni BEE e AEE, “è stato previsto un incremento al 25% entro il 2020. La quota di energie rinnovabili nel settore dei trasporti su strada è stata prevista in aumento del 22% (compresi i biocarburanti e le e-mobilità). La quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia è stata poi prevista a salire al 28% entro il 2020 (era 10,9% nel 2010)”. In base alle stime fatte, la Germania dovrebbe arrivare nel 2050 a centrare obiettivi che parlano di una quota energetica costituita dalle rinnovabili al 60% e addirittura all’80% per la generazione di energia elettrica.

In Germaniat l’elettricità da fonti rinnovabili è supportata tramite il sistema feed-in tariff (il più diffuso in Europa). I criteri di ammissibilità e i livelli tariffari sono contenuti nella legge Act on Granting Priority to Renewable Energy Sources (EEG). Secondo questa legge, gli operatori di sistemi energetici rinnovabili hanno il diritto di essere pagati dal gestore della rete per l’energia elettrica immessa nella rete stessa. L’EEG ha anche introdotto il cosiddetto premio di mercato e il premio di flessibilità per gli operatori di sistema che vendono direttamente la loro elettricità da fonti rinnovabili. Fotovoltaico, tra record e tagli agli incentivi

La Germania è il mercato più sviluppato in Europa nel comparto del fotovoltaico in ogni segmento di mercato (tetti residenziale, tetti commerciale, impianti a terra). In


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www.renewables-in-germany.de L’indirizzo per trovare tutte le informazioni sulle energie rinnovabili in Germania

Il mix elettrico in Germania nel 2010 Le rinnovabili assicurano il 16,8% del consumo nazionale Energia nucleare 22%

Energie rinnovabili 16,8% (101,7 TWh)

Biogas 13%

Fotovoltaico 2% (12,0 TWh) Idroelettrico 3,3% (19,7 TWh)

Totale 605 TWh

Biomasse 5,5% (33,5 TWh)

Lignite 23%

Eolico 6,0% (36,5 TWh)

Carbone 19%

Altro 6% Fonte: AGEB, AGEE-Stat (Aggiornamento 08/2011)

Capacità installata

Incentivi

in MW

in centesimi di euro/kWh (variazione rispetto a vecchia tariffa) Eolico

27.209

Geotermia

7.500

sotto i 10 kW

19,5 (-20%)

Fotovoltaico

7.320

da 10 kW a 1 MW

16,5 (-29%)

Biomasse

5.014

da 1 MW a 10 MW

13,5 (-26%)

Idroelettrico

4.395

sopra i 10 MW

0

Totale

un recente rapporto intitolato PV Legal la dell’Economia, Philipp Rösler, hanno preGermania mostra una relativa rapidità nei sentato nuovi piani per ridurre gli incentivi tempi di sviluppo di un progetto per l’in- al fotovoltaico dal 20 al 30% circa. Nel 2011 stallazione di impianti fotovoltaici: i tempi con 7.500 MW la Germania ha raggiunto il di attesa di un progetto per la realizzazione record nel numero di impianti fotovoltaici di un impianto variano dalle 6 settimane installati in un solo anno ed è proprio per per impianti fotovoltaici su tetto a caratte- questi numeri che Ambiente ed Economia hanno annunciato i re residenziale alle tagli che dovrebbe17 settimane per im- La Germania e il mercato più sviluppato in ro essere addirittura pianti fotovoltaici Europa nel comparto del fotovoltaico in anticipati al 9 marsu tetto a caratte- ogni segmento di mercato, dal residenziale zo per contrastare i re commerciale. Per al commerciale, agli impianti a terra. Anche se la recente riduzione degli progetti dell’“ultimo quanto riguarda gli incentivi pubblici mette a rischio il primato minuto”. impianti fotovoltai- conquistato negli anni Saranno ridotte a ci industriali a terra tre le categorie di imi tempi sono decisapianto che riceveranno le nuove tariffe: gli mente più lunghi: 80 settimane. Un settore quindi vivace, che potrebbe però impianti fino a 10 kW per cui si partirà da risentire dalle recenti decisioni del Governo. 19,5 centesimi di euro per kWh, con un deInfatti, a fine febbraio,il Segretario per cremento del 20% rispetto all’attuale tariffa; l’Ambiente, Norbert Röttgen, e Segretario gli impianti tra 10 kW e 1.000 kW per cui si

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partirà da 16,5 centesimi di euro per kWh, con una diminuzione del 25-29% rispetto alle tariffe odierne; infine gli impianti tra 1 MW e 10 MW ai quali spetteranno 13,5 centesimi di euro per kWh, ossia il 26%in meno. Gli impianti sopra i 10 MW non riceveranno più incentivi. Inoltre gli impianti residenziali fino a 10 kW di potenza riceveranno l’incentivo per l’85% dell’energia prodotta; tutti gli altri impianti riceveranno la tariffa per il 90% dell’energia generata. Il restante 10-15% potrà essere venduto alla rete. La notizia ha avuto i suoi effetti: nell’immediato ha fatto calare in borsa il valore delle aziende produttrici di impianti, con variazioni tra il -3,2% e il -12,8%. ◆ LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/720


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Energia alternativa

www.geatecno.it eolico@geatecno.it I riferimenti dell'azienda

a cura di Geatecno

Minieolico: Geatecno distribuisce la turbina eolica di Gaia Wind di Fabio Capezzuto Direttore Tecnico Geatecno Srl

N

egli ultimi anni, grazie alla crescente attenzione verso le energie rinnovabili e agli incentivi statali che ne sostengono la diffusione, il minieolico si conferma una più che valida opportunità tecnico-economica. Geatecno, società leader nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti fotovoltaici strutturali nel meridione, da marzo 2012 è distributrice della turbina eolica di potenza nominale di 11 kW del produttore scozzese Gaia Wind. Un’attenta ricerca di mercato ed una approfondita analisi comparativa di aerogeneratori di pari taglia ha condotto alla scelta della macchina di Gaia Wind per le eccellenti prestazioni realizzabili in siti a ventosità media annua ordinaria. Trattasi di una turbina bipala ad asse orizzontale interamente prodotta nello stabilimento di Glasgow (UK) dalla principale peculiarità, unica al mondo, di avere una “storia” operativa di venti anni circa. Proprio questa caratteristica assicura grande affidabilità nel tempo nelle più disparate condizioni metereologiche, specie in quelle più proibitive dove tutti gli elementi costruttivi sono particolarmente sollecitati. Pur potendo, quindi, operare in sicurezza in situazioni estreme, la turbina è progettata per un funzionamento ottimale in condizioni di ventosità moderata (3-6 m/s), condizioni tipiche del territorio italiano, in cui si realizzano risultati di produzione energetica eccellenti, da leader della categoria e in molti

casi migliori di aerogeneratori di maggior potenza nominale. La chiave di tali performance risiede nella dimensione del rotore e nella conseguente “area spazzata” che, per una turbina di soli 11 kW di potenza di targa, costituisce un record assoluto. Il diametro del rotore è infatti di 13 m e l’area spazzata è di 133 m²; giusto per un confronto, una tipica turbina da 30 kW di potenza nominale ha un diametro di quasi 12 m e un’area spazzata di circa 110 m². Ciò significa che l’aerogeneratore di Gaia Wind è in grado di “estrarre” dal vento più energia, essendo questa proporzionale all’area del disco rotorico. Costruttivamente la turbina è estremamente semplice ed è volutamente realizzata con componenti standard reperibili con facilità sul mercato; vincente la scelta di impiegare un generatore asincrono trifase che, con un’adeguata elettronica di controllo direttamente derivata da macchine di taglia superiore, impone al rotore una velocità costante di 56 rpm indipendente dall’intensità del vento. Tale caratteristica garantisce, rispetto ad altre macchine, maggior sicurezza meccanica e minor rumore oltre ad evitare la necessità di impiego di un gruppo di conversione (inverter) con l’evidente vantaggio di rinunciare alle intrinseche perdite di efficienza. Le prestazioni della turbina sono di indiscusso rilievo: in siti con ventosità media di soli 4 m/s l’energia prodotta annualmente è già di oltre 16.000 kWh, a 5 m/s di oltre

Un impianto eolico in funzione


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11 kW

▶ Potenza nominale turbina eolica

Curva caratteristica di potenza della turbina Gaia-Wind da 11 kW 12

Velocità del vento Potenza kW (m/s)

10

Potenza kW

8 6 4 2 0 2

3

4

5

6

7

8

9

3

0.0

4

1.1

5

2.8

6

5.0

7

7.3

8

8.9

9

10.4

10

11.4

10

Velocità del vento metri/secondo

27.500 kWh, a 6 m/s di quasi 38.000 kWh ed a 7 m/s di oltre 46.500 kWh. I precedenti dati sono, caso quasi unico per una turbina di 11 kW, doppiamente certificati ad opera dell’istituto inglese MCS (Microgeneration Certification Scheme) ed anche dallo statunitense NREL (National Renewable Energy Laboratory). Ciò assicura, nella logica dell’attuale programma nazionale di incentivazione (tariffa omnicomprensiva), che il potenziale acquirente abbia assoluta certezza del rientro dell’investimento oltre a quella della bancabilità dello stesso. Ad ulteriore avallo, ogni aerogeneratore è dotato di un efficiente e sofisticato sistema di monitoraggio e telecontrollo, accessibile via web da personal computer e da smartphone che sovraintende al corretto e sicuro funzionamento in ogni possibile condizione. La garanzia, poi, è di ben 5 anni sulla macchina e sull’installazione. Tutto questo ha convinto Geatecno a diventare partner dell’azienda scozzese con il ruolo di distributore per l’Italia, in un percorso assolutamente in linea con la filosofia aziendale che ne vede l’impegno nella promozione e diffusione di tutte le energie rinnovabili. ◆

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Una prospettiva dei pannelli fotovoltaici collocati all'interno della struttura

Prospettiva dall'alto dell'impianto per la produzione di energia dal sole


Progetto

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Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari Il contributo delle rinnovabili al taglio dei consumi progetto di: Francesco Pagnello

La struttura ubicata a Gagliano del Capo (Lecce), con oltre mezzo secolo di vita, è stata oggetto di numerosi interventi per produrre energia da fonti pulite. Attualmente sono in esercizio due impianti fotovoltaici e due solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. I visitatori possono seguire l’evoluzione degli impianti, vale a dire l’energia prodotta e le emissioni inquinanti evitate, consultando tre grandi display collocati all’ingresso della struttura

I dati del progetto

Bari Brindisi

PUGLIA Taranto

Lecce

Gagliano del Capo Committente: Provincia della Natività B.M.V. Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari Istituto Socio Medico Psico Pedagogico Progettista: Ing. Francesco Pagnello Ubicazione: Piazzetta Padri Trinitari, Gagliano del Capo (LE) impianto fotovoltaico: fv-trinitari 1 Potenza di picco: 47,19 kWp

Il Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari a Gagliano del Capo (LE), si occupa dal 1958 del recupero della disabilità, dalle più lievi, ma tali da compromettere lo sviluppo armonico della personalità, alle più gravi e complesse e rappresenta una tra le prime realtà nel Salento, in cui le tecnologie per lo sfruttamento dell’energia solare hanno trovato applicazione pratica. Attualmente sono in esercizio due impianti fotovoltaici e due impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. il primo impianto

Il primo impianto fotovoltaico ha una potenza di picco di 47,19 kWp ed è in esercizio dalla fine di dicembre del 2007, è connesso in regime di Ritiro Dedicato e gode dell'incentivazione statale del c.d. 1° Conto Energia. È costituito essenzialmente da 286 moduli fotovoltaici in silicio policristallino da 165 Wp posati sul lastricato solare dell’edificio e da un inverter centralizzato. Nei quattro anni

di funzionamento l’impianto non ha presentato particolari problemi di funzionamento tanto che la produzione totale ammonta a circa 267.000 kWh perfettamente in linea a quanto previsto inizialmente.

Azimut: 20∞ Est Angolo di Tilt: 30∞ 286 moduli BPSolar 3165N in silicio policristallino 26 stringhe 1.100 m2 circa di superficie occupata 1 Inverter centralizzato FONIUS IG 500

il secondo impianto

Alla luce dei risultati conseguiti dal primo impianto, il Centro di Riabilitazione decide di installare un secondo impianto da 19,32 kWp che entra in esercizio nel mese di settembre 2009, connesso in regime di Scambio Sul Posto ed incentivato dal c.d. 2° Conto Energia. Questo impianto è costituito da 92 moduli fotovoltaici in silicio policristallino da 210 Wp posati in parte sul lastricato solare ed in parte su una tettoia e da tre inverter. La produzione totale attuale ammonta a circa 64.000 kWh, che sono stati quasi tutti consumati al volo dalla struttura. L’utilizzo dell’energia solare per la produzione di acqua calda sanitaria nel Centro di Raibilitazione ha una storia ancora più

Anno di installazione: 2007 Impianto Fotovoltaico: Fv-Trinitari 2 Potenza di picco: 19,32 kWp Azimut: 30∞ Est Angolo di Tilt: 30∞ 92 moduli EVERGREEN ES-A 210 in silicio policristallino 6 stringhe 2 Inverter FONIUS IG plus 70-2 1 Inverter FONIUS IG 60 HV Anno di installazione: 2009 Contatti Francesco Pagnello Via R. Caputo n° 15 Tricase (LE) tel/fax: 0833.543803 email: ingpagnello@gmail.com


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Il sistema utilizzato nel complesso salentino

lunga, infatti i primi collettori solari furono installati già negli anni novanta. Tra il 2006 ed il 2007 furono installati due nuovi impianti solari termici più efficienti dei precedenti, in grado di coprire circa l’80% del fabbisogno di acqua calda sanitaria.. Il più grande dei due impianti è costituito essenzialmente da 24 collettori vetrati piani, un volano termico da 3000 litri ed un bollitore solare da 1000 litri. L’impianto è del tipo low-flow e tutti i parametri di funzionamento sono costantemente registrati. All’ingresso del Centro di Riabilitazione sono installati tre grandi display per informare i fruitori in merito alla produzione di energia elettrica e termica in atto ed alla quantità di CO2 che tali impianti stanno evitando di immettere in atmosfera. Il Centro ha partecipato a diverse iniziative nazionali di sensibilizzazione per l’utilizzo delle fonti rinnovabili tramite visite guidate agli impianti e conferenze a tema. ◆

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Una vista dall’alto, che mette in luce il ruolo svolto dai pannelli fotovoltaici


Ecologia Marine e porti che portano sostenibilità Alla scoperta delle ultime innovazioni tecnologiche all’insegna della tutela ambientale

Gli spazi di mercato delle vernici bio Cresce l’attenzione verso gli elementi di finitura rispettosi dell’ambiente. Le novità più interessanti

Doha, così nasce la nuova capitale green del Medio Oriente Le principali innovazioni che si promettono di trasformare la capitale

La penuria di risorse mette a rischio il futuro Attenzione a non sprecare le materie prime decisive per la nostra vita. Così si mette al rischio il futuro

PROGETTO Terrazzamenti in pietra e sinuosi conetti inattivi Valorizzazione del percorso naturale all’interno del parco Monte Troina

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Ecologia

Marine e porti che portano sostenibilità di Anna Simone

Sono numerose le tecnologie che si possono mettere in campo per concretizzare il concetto di “green port”. Migliorando il profilo ambientale ed energetico dei porti nostrani, lo sviluppo si sposa con la sostenibilità portuale. Per soluzioni esperte nella gestione integrata dell’ambiente, della sicurezza e dell’etica delle marine è stato lanciato eNavis

I

l mondo dei porti e delle marine sta diventando sostenibile su tutta la costa nazionale. Flotte, strutture e infrastrutture riducono l’impatto ambientale sfruttando le tecnologie e la bioedilizia, sia nei casi di riqualificazione che di costruzioni ex novo. Green port Tecnologie di risparmio ener-

getico capaci di garantire standard illuminotecnici molto elevati, gestione sostenibile del parco mezzi, capacità di far fronte a una corretta gestione dei sedimenti contaminati, e sistemi di recupero energetico. Ecco le principali azioni da intraprendere per rendere green la logistica di un porto commerciale. A queste vanno aggiunte le iniziative legate alla risoluzione della problematica “qualità dell’aria e

polveri nei porti”. Emanuele Zanotto di eAmbiente, società di consulenza e ingegneria ambientale, spiega che: «l’European Sea Ports Organisation individua ogni quattro anni le criticità ambientali per i porti, e negli ultimi anni la questione della qualità dell’aria e polveri è molto sentita. I grandi porti si stanno così organizzando per individuare “come” far arrivare energia elettrica alle navi. Per il momento il porto di Civitavecchia ha un’iniziativa molto avviata, il porto di Genova ne ha una in via di definizione, mentre il porto di Venezia ha un progetto di fattibilità piuttosto spinto». L’obiettivo è quello di riuscire a collegare le navi alla corrente elettrica e alimentarle da terra, annullando i problemi di inquinamento dell’aria per la cittadinanza.

Tra i green port nostrani in cima alla lista ci sono il porto di Venezia che sta investendo molto sulla sostenibilità ambientale, per costruire una matrice delle compatibilità tra il comparto marittimo, la laguna e la città di Venezia. Segue quello di Genova dove in accordo con la provincia si è messo a punto un piano strategico per la gestione dell’energia del porto, infine, green è quello di Livorno che

software

eNavis

_

È un software gestionale pensato da eAmbiente, per supportare gli operatori nell’amministrazione di porti turisti e cantieri nautici. Prevede la compilazione di una checklist (per valutare la conformità ambientale, di sicurezza ed etica) manualmente, oppure con l’ausilio del web 2.0 e di strumenti informatici. Compilando il modello in formato elettronico, si ottengono i risultati sulle proprie prestazioni ambientali. Con la versione “light” del software c’è un accesso gratuito al questionario di prova con un numero contenuto di domande; con quella “premium” si ha accesso al questionario

completo con l’ottenimento del grado di conformità agli standard, e relativo report finale di compatibilità ambientale del porto. Sono comprese nel pacchetto della seconda versione, consulenza su tematiche ambientali e giuridiche. Il programma presenta i seguenti vantaggi: tramite la checklist volontaria si comprende la propria compliance ambientale, si ottempera allo scadenzario degli obblighi legislativi, si ha assistenza tecnico legale e un quadro degli indici di performance ambientale e gestionale, inoltre l’aggiornamento dei contenuti è costante.


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Il nodo dei costi In tempi di crisi, la sfida si gioca sulla capacità di realizzare soluzioni in grado di assicurare risparmi strutturali

Particolare tipo di edificio, porto turistico di Formia. Foto: Studio ZeroCinqueArchitetture

marina di formia

L’energia dal mare

_

ha investito nei sistemi di gestione ambientale, nelle situazioni legate al rumore, nelle questioni legate alla formazione dei propri terminalisti in campo ambientale. Marine green I tradizionali porti turistici,

a cui sono collegati anche i cantieri navali, quando hanno una connotazione sostenibile? «Le marine – afferma Zanotto- sono strutture che nella parte dedicata ai servizi per le imbarcazioni per essere green, possono dotarsi ad esempio di tecnologie per il ritiro delle acque nere e di sentina, oppure torri a led per l’illuminazione e così via, mentre nell’area dedicata al servizio a terra per i passeggeri, tendono a investire in energie rinnovabili e, in generale, a utilizzare i criteri della bioedilizia. A riguardo cito un progetto, sviluppato nella tesi del master “Architettura della nave e dello yacht” dove sono stati definiti gli aspetti architettonici e tecnologici di un porto turistico eco-sostenibile, basato sui principi della bioarchitettura, del rispetto ambientale e dell’uso delle energie rinnovabili».

eNavis All’interno dei porti turistici green

si inserisce il progetto eNavis ideato dalla società eAmbiente. Come illustra Zanotto

«due sono le questioni che stiamo portando avanti con questo progetto, pensato per aiutare le darsene a raggiungere una conformità legale nel campo ambientale e della sicurezza, e di conseguenza incrementare le stesse performance ambientali». Una qualsiasi marina è un’attività industriale - commerciale che deve rispettare le norme sull’ambiente e sulla sicurezza. Per ottemperare a ciò potrebbe dotarsi di sistemi di gestione ambientale o sistemi certificati, ma questo implicherebbe investimenti in personale o in competenze. «Senza tralasciare – spiega Zanotto- che spesso nelle marine lavorano solo pochi operai, quindi non si dispone di risorse finanziare o umane per investire. La nostra intenzione è andare verso tali realtà e fornire un prodotto di semplice utilizzo che si basa su delle check list, rese disponibili sul web, tramite cui la darsena turistica verifica la sua conformità legale (ad esempio autorizzazione agli scarichi, gestione dei rifiuti, gestione delle acque di lavaggio delle carene, impianti antincendio). Garantendo obblighi legali le performance ambientali aumentano perché vengono anche restituite delle informazioni su come risolvere i problemi.».

Il progetto definitivo del nuovo porto turistico di Formia “Marina di Cicerone”, prevede uno dei cassoni frangiflutti della diga sud attrezzato con un sistema di sfruttamento dell’energia del moto ondoso. Il dispositivo, Rewec 3, è costituito da specifici cassoni che contengono una “parte attiva” lato mare, in grado di assorbire l’energia delle onde per convertirla in energia elettrica attraverso delle turbine self rectifying. Il cassone Rewec3 non presenta particolari complessità costruttive rispetto a quelle di una classica diga foranea a parete verticale. Sopra la camera di assorbimento, ad esempio, è progettata una passeggiata, in continuità con quanto previsto per l’intera diga di sopraflutto.

Marina Chiara

Porto turistico a emissione zero

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Sul fiume Magra, in provincia di La Spezia, è stata progettata una Marina a impatto zero. Il valore nullo nel bilancio complessivo delle emissioni è dato dagli interventi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili quali fotovoltaico, solare termico e minieolico. I fabbricati adottano i criteri del risparmio energetico e della raccolta delle acque, il sistema di mobilità è sostenibile, i rifiuti vengono differenziati e il raffrescamento è ottenuto con il microclima e le colture arboree.


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Ecologia

Darsene turistiche sostenibili

Un esempio di marina green è quella di Riva Imperiale, porto turistico per 650 posti barca a Fiumicino (attualmente in corso l’iter approvativo), progettato secondo le linee guida della sostenibilità. “Sul versante eco sistemico - spiega lo studio Ragazzi and Partners - non sono compromessi i beni primari come il suolo, l’acqua, l’aria, la flora, la fauna, il patrimonio storico-naturalistico e la

trieste

Il porto punta sul verde

_

“Rilancio sostenibile delle aree del porto di Trieste” è questo il nome del protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Ambiente e l’Autorità portuale di Trieste. Un’intesa in cinque punti base che interviene sulle aree di Campo Marzio, Arsenale San Marco, piattaforma logistica e Servola, ex Esso ed ex raffineria Aquila, perché “aggiudicarsi un ruolo di hub nello scenario dei flussi di traffico internazionale non permette ulteriori ritardi nelle scelte di potenziamento infrastrutturale – spiega l’accordo- pena la marginalità di Trieste e dell’Italia nei confronti degli altri Paesi europei”. Del resto il porto di Trieste rappresenta l’infrastruttura di accesso e collegamento al mare dei due grandi corridoi di scorrimento “Baltic-Adriatic Corridor e il “Mediterranean Corridor”. Le iniziative programmatiche e gli interventi sono finalizzati a favorire il trasferimento dei flussi del trasporto merci su modalità a basso impatto (direttrici marittimo-fluviali e ferroviarie), e l’articolazione del nuovo Piano Regolatore Portuale prevede uno sviluppo complessivo dell’impianto attraverso una riconfigurazione del lay-out del comparto industriale e commerciale, in linea con gli standard funzionali internazionali, consentendo un graduale ampliamento delle aree del porto e una conseguente collocazione sul mercato dei grandi investitori, interessati a forme di investimento a medio e lungo termine.

600 zona costiera. Il verde ossigenante è pensato come elemento connotativo e connettivo tra il vicino Parco del litorale e il nuovo porto”. Il verde è previsto lungo i moli principali, nelle zone di connessione tra le tre piazze dei servizi a terra, sui tetti a terrazza, lungo la riva del canale di separazione del porto turistico dal Parco del litorale, nel viale d’accesso al porto, nei parcheggi pubblici adiacenti agli edifici del water-front. Saranno adottati sistemi costruttivi a basso impatto energetico e gestionale, e sistemi energetici tecnologicamente evoluti per minimizzare l’uso di energia non rinnovabile. Nello specifico, illustrano dallo Studio di architettura “produzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici e micro turbine eoliche, tetti verdi, reti duali con utilizzo di acqua del bacino naturale esistente per i wc, riscaldamento e raffrescamento con pompe di calore (zero emissione CO₂ in loco), raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione, raccolta dei rifiuti centralizzata con sistema di aspirazione meccanico, rete fognaria con sistema a depressione per la raccolta dei liquami provenienti dalle imbarcazioni (acque nere e di sentina) e dai locali servizi a terra, recupero dei grassi, degli oli, dei carburanti e sostanze varie provenienti dalle attività cantieristiche”. L’interazione , tra il tessuto sociale e il porto turistico, secondo il progetto, è garantita dall’attività cantieristica, per l’aspetto occupazionale, e dall’attrazione che svolgeranno le funzioni innestate nel water-front

▶ Le imbarcazioni che troveranno spazio al porto di Marina di Cicerona

per il territorio del Comune di Fiumicino, e per gli utenti del vicino aeroporto, dei cittadini romani e dei turisti delle navi da crociera del porto commerciale. Tra i materiali eco sostenibili previsti “il progetto mira non solo a realizzare edifici con materiali ecolabel – sottolineano dallo studio Ragazzi and Partnersa basso consumo energetico (classe A) ma si pone l’obiettivo di ottenere la certificazione ambientale Leed Silver dell’intero intervento” Marina di Cicerone Sempre al centro Italia,

a Formia, è in fase di realizzazione un altro porto turistico green, Marina di Cicerone, progettato dallo studio Zero Cinque Architetture. Offre ormeggio a una flotta di circa 600 imbarcazioni di dimensioni medio grandi, inclusi i posti di transito. Tutti gli edifici, le strutture del porto, gli impianti, sono progettati per avere un ridotto consumo energetico. La coibentazione termica delle strutture edilizie, l’eliminazione dei ponti termici, i fattori solari ottimizzati per la gestione del flusso solare dai vetri, sono alcuni degli interventi previsti sugli involucri degli edifici. Nell’ambito del risparmio delle risorse idriche viene limitato il fabbisogno di acqua potabile, attraverso un impianto di dissalazione marina e utilizzando, per l’innaffiamento delle aree verdi e per gli scarichi dei water dei servizi igienici, acqua non potabile recuperata dalle acque meteoriche integrate dalla rete comunale di acqua industriale presente in zona. Uno dei


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www.tekneco.it/7231 Porto di Ancona: un’area in degrado che rinasce grazie alle rinnovabili

Riva Imperiale

Tutt’uno con l’ambiente circostante

_

cassoni frangiflutti della diga sud è attrezzato con un sistema brevettato di sfruttamento dell’energia del moto ondoso (Rewec3). Il layout della configurazione degli edifici a terra ha una serie di interruzioni e tagli fisici, che permettono la valorizzazione delle visuali libere dalla città verso il mare. Le strutture hanno delle altezze medie per ridurre gli ingombri e favorire gli effetti positivi dell’orientamento solare e delle ventilazioni naturali. Il porto Marina di Cicerone include la bonifica

di un attiguo piazzale e la sua parziale riconversione a spazio pubblico, in modo tale da fungere di elemento di collegamento tra il tessuto urbano e il nuovo porto. Perché investire in una marina green

«La darsena sostenibile rappresenta un valore aggiunto che viene dato a chi fruisce della struttura, che diventa qualitativamente superiore per l’elemento verde, a differenza dei green port, invece, dove la sostenibilità è legata all’immagine che vuole crearsi (attenzione alla sicurezza, all’ambiente, all’inserimento nel territorio)», spiega Zanotto. Per le darsene non esistono certificazioni di struttura green, vi è la Bandiera blu rilasciata da un organismo indipendente norvegese con la quale le marine si possono fregiarsi di una gestione dell’attività compatibile con l’ambiente. « La base è la conformità legale della bandiera blu – aggiunge Zanotto- il passo successivo è il riutilizzo delle tecnologie o la riprogettazione della darsena con la forte attenzione legata alla riduzione degli impatti». Ostacoli alle marine green Secondo Zanotto «il maggior ostacolo è legato agli investimenti. Se si realizza una marina ex novo, non si può trascendere da una progettazione attenta all’ambiente e questo va a incidere un 15-20 % per cento in più per la progettazione e realizzazione. Ma i costi sono diversi se si deve affrontare un revamping». Per il futuro Zanotto non intravede miglioramenti, anzi un calo delle entrate e di conseguenza una mancanza di fondi

Il nuovo porto turistico è stato denominato “Riva Imperiale” in ricordo degli antichi e non lontani porti di Claudio e Traiano. Le opere a terra del porto turistico si inseriscono in un contesto ambientale sensibile. “Dal punto di vista morfologico il lay-out urbanistico-ambientale – spiegano dallo studio di architettura Ragazzi and Partners- tende a proporre forme curve ad andamento ondulato quasi sinusoidale per articolare sul piano spazio-ambiente il water-front di 800 metri circa, senza rigidità e senza riferimenti alla tradizionale griglia urbana ippodamica”. Il motivo dominante del porto turistico è rappresentato dalla presenza del verde, piuttosto inusuale nei porti turistici e commerciali. L’ambiente disegnato, inoltre, sarà in sintonia con le sensazioni emotive legate al mondo della vacanza e del tempo libero. I colori, materiali, le forme, le presenze arboree, insieme alle componenti del town-scape, saranno utilizzati in modo interrelato con l’ambiente naturalistico circostante per gestire l’impatto visivo, visto sia a orizzonte normale, che dall’alto.

per investimenti strutturali nelle marine. «Ad esempio con il decreto Salva Italia è stata introdotta una nuova tassa governativa che ha aumentato la quota di stazionamento delle barche, così si stanno registrando delle tendenze di migrazione verso i porti che offrono dei grossi risparmi. Sul fronte dell’alto adriatico, stanno andando verso la Croazia, la Slovenia, mentre nel sud Italia ci si sposta verso i porti del nord Africa». ◆

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Ecologia

Gli spazi di mercato delle vernici bio Cresce l’attenzione verso gli elementi di finitura rispettosi dell’ambiente, che oggi sono disponibili in quantità tali da soddisfare i diversi gusti dei consumatori e a prezzi sensibilmente più contenuti rispetto a qualche anno fa. Per chi vuole fare una scelta etica, che si rivela profittevole anche in termini di business

di Ivana Fasciano

L

e problematiche legate alla qualità dell’aria ed all’inquinamento non sono solo relative all’ambito urbano, ma riguardano da vicino la vita quotidiana di ciascuno, in particolare per gli ambienti indoor. Da tempo vengono condotti studi sulla relazione tra ambiente costruito e salute degli abitanti: un ruolo importante è giocato dai materiali utilizzati per la costruzione di strutture e finiture, che - completando i vari elementi - sono a diretto contatto con gli abitanti della casa. Le emissioni nocive derivano da solventi, residui di materiali grezzi o alterazioni durante il processo di fabbricazione e dagli additivi. A seconda della volatilità delle varie sostanze, gli inquinanti vengono rilasciati più o meno velocemente nel corso del tempo. Inquinanti tipici sono i composti organici volatili (VOC), le cui principali fonti di emissione sono vernici, colle, adesivi, solventi. Tecniche naturali tradizionali

Metodi naturali per la realizzazione di finiture edilizie venivano adottati sin dai tempi degli antichi Romani, i primi a miscelare la calce utilizzando materiali di origine naturale, in modo simile a quanto accade oggi nel più ispirato senso di produzione di sostanze green.

Una tecnica naturale tradizionale, ed ancora molto diffusa è la tempera, costituita da impasto di gesso e collanti vegetali, come la caseina; per gli effetti di colore vengono mescolate al gesso le terre naturali (terra di Siena, ocra). Se non è impastata in maniera adeguata, la tempera si sfalda; inoltre non resiste all’umidità e non è lavabile. La pittura a calce si compone con calce ed acqua, cui viene aggiunto lino cotto o latte magro per renderla lavabile. La sua naturalità rende possibile la traspirazione, l’igiene, la resistenza all’umidità. Per gli interni viene utilizzata con l’aggiunta di un po’ di gesso, per un effetto maggiormente coprente. Il marmorino è una pittura naturale decorativa che permette la realizzazione di una parete lucida con un effetto molto simile allo stucco veneziano. Realizzato attraverso un impasto di grassello di calce, minerali, polvere di marmo ed altri pigmenti inorganici, è traspirante, impermeabile, e lavabile. Le vernici ecocompatibili

La bioedilizia considera materiali che durante tutte le fasi del ciclo di vita, dalla produzione all’uso, dalla manutenzione allo smaltimento, creino meno danni possibili all’ecosistema ambientale. Le vernici biocompatibili sono interamente naturali, o a

base essenzialmente naturale: le basi possono essere oli, resine naturali, solventi a basso impatto ambientale, mentre per legno e pietra si preferiscono cere ed oli naturali. Le pitture biocompatibili a base naturale sono a base di calce, silicati naturali, colla vegetale, caseina; si tratta di sostanze traspiranti, interamente di origine naturale. Gli intonaci naturali sono a base di calce, consigliati per la qualità e naturalità intrinseca del materiale, oltre che per le caratteristiche meccaniche, per la traspirabilità, per la regolazione igrometrica e per la lunga durata. I componenti delle vernici e delle pitture ecologiche sono costituiti da materie prime rinnovabili, non dannose, le cui trasformazioni avvengono in maniera naturale, senza alcun processo indotto di natura chimica. Così allergie, problemi delle vie respiratorie, ed effetti nocivi noti o ignoti vengono evitati completamente grazie alle sostanze naturali, che contribuiscono alla traspirabilità delle superfici, ed offrono colori molto stabili e vivi grazie ai pigmenti naturali che ne caratterizzano la colorazione. Le vernici naturali, realizzate con sistemi che per la produzione utilizzano bassi consumi energetici, sono interamente biodegradabili. Un’interessante applicazione di queste


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Tekneco Numero 07 | 2012

La vasta gamma di colorazioni proposte per le vernici ecocompatibili

soluzioni

Componenti delle vernici

_

vernici, è stata promossa dalla Total per realizzare la prima stazione di servizio eco-attiva, attraverso l’utilizzo delle “vernici fotocatalitiche”, cosiddette in quanto attraverso il processo della fotocatalisi (simile alla fotosintesi clorofilliana) assorbono sostanze nocive, riducendone la presenza nell’ambiente circostante.

La grande varietà di toni consente la scelta all’interno di una vasta gamma cromatica, evitando l’appiattimento dei colori acrilici tradizionali. Il capitolo dei costi

I costi per le vernici ecologiche variano notevolmente, oscillando tra il 15% ed il 40% in più delle vernici comuni di qualità. La differenza di prezzo è dovuta all’uso di maCaratteristiche tecniche Si considerano ecocompatibili le vernici terie prime non molto diffuse per usi induprive di sostanze volatili nocive o irritanti, striali, e ad un impiego molto limitato di adatte per gli interni delle stanze a maggio- queste vernici: i Paesi europei che maggiorre frequentazione, come anche delle camere mente le utilizzano sono Germania e Paesi di bambini o di soggetti allergici o sensibili Scandinavi. Le etichette devono presentare la massima ad agenti chimici. Grazie alla loro composizione, favorisco- trasparenza a riguardo della vita del prodotno la traspirazione naturale della superficie to. Il marchio di qualità ecologica Ecolabel trattata, e ciò facilita il riequilibrio di umi- dell’Unione Europea certifica e garantisce dità tra interno ed esterno, consentendo la l’uso limitato di sostanze dannose ed il basso contenuto di solventi. Si consiglia infatti prevenzione delle muffe. La resa e la copertura delle vernici naturali di acquistare prodotti con tale certificazioè talvolta migliore delle sintetiche, grazie ai ne, che garantisce di investire nella qualità componenti naturali ed ai pigmenti colora- e protezione della salute. ◆ ti. Tra lo strato di finitura e la struttura sottostante, per la presenza di leganti naturali, si determina un composto molto resistente e solido tra il muro e la vernice, che ha la capacità di veicolare molte sostanze mi- LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: nerali dello stesso, come avviene in natura. www.tekneco.it/724

Una miscela pittorica è composta da vari elementi, tra cui i principali sono: 1. Leganti: definiscono le principali caratteristiche di un tipo di vernice; i più diffusi sono le resine polimeriche sintetiche con molecole complesse (resine acriliche, vinilversatati, alchiliche, epossidiche e così via). Queste sostanze sintetiche in genere determinano un distaccamento o sollevamenti di alcune parti, che oltre a creare problemi estetici, emettono sostanze nocive per la salute dell’uomo. 2. Cariche: permettono di rinforzare lo strato pittorico, generalmente inerti; costituiscono fino al 60% della miscela pittorica. Più o meno invariate nel tempo, tra le principali ricordiamo: carbonati di calcio amorfi e cristallini, talchi, mica, argille, gesso, polveri di marmo, quarziti, sabbia. 3. Pigmenti: rendono possibile la colorazione di una miscela pittorica , che senza di essi sarebbe neutra. Nelle vernici ordinariamente in commercio vengono utilizzati ossidi di ferro, zinco, titanio. 4. Solventi e diluenti: sono sostanze volatili. In pittura acrilica o vinilica o in quelle con resine amminoplastiche, con poliesteri o poliuretani, i solventi organici più usati sono Idrocarburi Alifatici ed Aromatici, Alcoli, Chetoni, Acetati e Glicoli: sono caratterizzati da un’alta volatilità. 5. Coadiuvanti: componenti secondari che permettono di stabilizzare ulteriormente le miscele pittoriche; di varia natura, reagiscono ciascuno in modo differente a seconda dell’effetto desiderato.


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Ecologia

Doha, così nasce la nuova capitale green del Medio Oriente

La capitale del Qatar è al centro di un forte processo di ammodernamento che punta a massimizzare l’impiego delle fonti naturali, combinandolo con le ultime innovazioni in campo tecnologico. L’obiettivo è ridurre di un terzo i consumi energetici, ottenendo la certificazione Leed per tutti gli edifici, alcuni addirittura fino alla classe Platinum

Vista di Doha, capitale del Qatar che sta avviando un processo di riqualificazione in chiave green. (foto: Armando Torrealba — Flickr)

Q

uando si associa l’immobiliare al Medio Oriente, il pensiero va immediatamente a Dubai, simbolo degli eccessi che hanno portato al gonfiarsi di una bolla speculativa, che è poi scoppiata in maniera fragorosa, lasciando ferite che si fatica ancora a rimarginare. Proprio gli errori passati servono però da ammonimento per i Paesi vicini impegnati in grandi progetti di modernizzazione. A cominciare da Doha, capitale del Qatar, al centro di un processo di trasformazione improntato alla sostenibilità con una doppia chiave di volta: il rispetto dell’ambiente da una parte, la lotta agli sprechi evitando voli pindarici. Le autorità locali si sono date un obiettivo molto ambizioso: ridurre i consumi energetici di almeno un terzo nei prossimi 15 anni. Per farlo, si punterà ad agire in maniera integrata su varie direttrici: innanzitutto gli scarti dell’acqua verranno convogliati in appositi canali per essere poi impiegati nell’irrigazione dei campi (particolarmente abbondanti nella cittadina), con l’opera che sarà completata attraverso sistemi di desalinizzazione progettati in collaborazione con aziende occidentali. Interventi radicali sono previsti anche sul fronte dell’edilizia: tutte le nuove costruzioni saranno realizzate secondo i parametri

della certificazione Leed – fino ad arrivare alla classe Platinum, che è la più elevata, in almeno il 20% dei casi -, mentre si interverrà sull’esistente per ridurre i consumi energetici e massimizzare il contributo degli elementi naturali (irraggiamento in primis). L’energia solare – che di certo non fa difetto nell’intera area – verrà impiegata anche per alimentare i sistemi di climatizzazione, presenti in quasi due-terzi delle abitazioni. In questo sforzo, una mano arriverà dalle vecchie progettazioni, che già prevedono per le arterie stradali una disposizione tale da catturare il massimo del vento proveniente dal Golfo. Complessivamente, le autorità statali hanno messo sul piatto l’equivalente di 5,5 miliardi di dollari, necessari per realizzare almeno l’80% delle iniziative, con l’auspicio di completare l’opera attraverso accordi con i privati, interessati probabilmente allo sfruttamento di alcuni diritti di immagine. Proprio l’impegno pubblico, in un periodo in cui la maggior parte delle economie occidentali tende a ridurre al minimo questa voce, potrà fare la differenza nella vivibilità di medio termine della città. ◆ LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/725


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La nota

di Danilo Bonato direttore generale ReMedia

La penuria di risorse mette a rischio il futuro

I

l tema della crisi energetica è sulla bocca di tutti, ma nel dibat- spazzatura all’anno in cui si può trovare di tutto: rifiuti industriatito su un futuro più sostenibile si tende spesso a trascurare una li, materiali da costruzione, imballaggi, automobili, pneumatici, seconda dimensione importantissima, quella dei flussi di mate- carta, rottami ferrosi e rifiuti organici. Le azioni di maggior pregio riali, le cosiddette “risorse”, che sono seriamente a rischio. Negli per affrontare il problema dei rifiuti sono relative alla loro prevenultimi 30 anni ne è stato consumato un terzo di quelle messe a di- zione. Ma, nonostante tutto i rifiuti continuano ad aumentare: ad sposizione dalla Terra e la responsabilità è soprattutto dei Paesi più oggi quasi la metà dei rifiuti urbani prodotti dai cittadini dell’Unioricchi, dove i materiali sfruttati dal metabolismo industriale am- ne Europea è smaltito in discarica, il 18% è incenerito e solo il 33% montano ad almeno 400 tonnellate pro capite l’anno. Purtroppo, viene riciclato o utilizzato per la creazione di compost. Per invertiquando finisce il ciclo di vita utile dei prodotti, la maggior parte dei re la tendenza e arrestare il degrado dei sistemi naturali, la politica ambientale europea intende andare al di là materiali di cui sono fatti finisce disperso della semplice regolamentazione dell’inquicome rifiuti in discariche o sotto forma di namento e del controllo delle emissioni ininquinamento. L’Unione Europea ha messo quinanti e dei rifiuti. In pratica la strategia a punto una strategia per trasformarsi in L’Ue ha riconosciuto che il europea vuole incentivare nuove possibiliuna società capace di utilizzare con mag- ritmo attuale di consumo tà di gestione dei rifiuti tese a diminuire le gior efficienza e cura le risorse naturali, midelle risorse e la pressione quantità smaltite nelle discariche, a recupenimizzando i rifiuti generati dalle attività produttive ed umane. Sono tre i capisaldi: ambientale ad esso associata rare una maggiore quantità di compost ed energia dai rifiuti e a migliorare quantitacambiare i modelli di consumo, sviluppare non sono più sostenibili tivamente e qualitativamente il riciclaggio. la società del riciclo, avere un accesso effiQuesto approccio permette di considerare i ciente alle materie prime strategiche. Per quanto riguarda il primo punto, l’Ue ha riconosciuto che il rit- rifiuti non solo come una fonte d’inquinamento da ridurre ma somo attuale di consumo delle risorse e la pressione ambientale ad prattutto come una potenziale risorsa da sfruttare. I principali beesso associata non sono più sostenibili. Si è finalmente capito che nefici attesi dalla strategia europea sui rifiuti sono un migliore rapmalgrado i progressi tecnici, la crescita del consumo di risorse ha porto costo-efficacia nella loro gestione, una diminuzione dei costi e superato i progressi compiuti sul piano ambientale o gli incrementi degli ostacoli alle attività di riciclaggio e una riduzione dell’inquinadi produttività conseguibili. L’Unione Europea ha definito una stra- mento provocato dai rifiuti, in particolare le emissioni di gas serra. In ultima analisi quindi, questo serramento grazie alle sue carattetegia sui consumi rivolta a tutti i settori industriali, che punta a migliorare il rendimento delle risorse, ridurne l’impatto sull’ambiente ristiche termiche ed estetiche permette di far convivere allo stesso e sostituire quelle troppo inquinanti con soluzioni alternative. Per tempo esigenze di sostenibilità ed architettoniche rappresentando ottenere questi obiettivi è necessario ridurre le pressioni ambientali al momento, un prodotto di punta all’interno del panorama degli inin ogni fase del ciclo di vita delle risorse, che comprende l’estrazio- fissi in alluminio. ◆ ne, la raccolta, l’utilizzo e lo smaltimento finale. La riuscita di tale strategia richiede l’applicazione di specifici strumenti istituiti nel quadro della normativa comunitaria in vigore, come la diffusione delle migliori tecniche disponibili o l’eco-progettazione dei prodotti. LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: Il Vecchio Continente è invaso da due miliardi di tonnellate di www.tekneco.it/726


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Vista panoramica dalla parte sommitale del Monte Troina

Installazione lungo il percorso arte-natura


Progetto

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Terrazzamenti in pietra e sinuosi conetti inattivi Progetto per la valorizzazione del percorso naturale all’interno del parco Monte Troina studio: Arch. Alfio Zappalà

Il progetto in terra etnea prevede il recupero dell’antica trazzera di accesso e di alcuni manufatti, la creazione di un’area attrezzata e la sistemazione delle vecchie “rasule” esistenti. L’obiettivo è di creare un sistema di percorsi tematici tra arte e natura.

I dati del progetto

Palermo

Messina Pedara Catania

SICILIA

Pedara è uno dei centri dell’ultima fascia urbana attorno all’Etna, sul versante sud; centri che rimasti fuori dalla conurbazione metropolitana, sono l’ultimo baluardo verso le ricchezze naturalistiche del vulcano. Il territorio etneo, si contraddistingue per i suoi continui mutamenti e per la lotta titanica intrapresa dall’uomo, per poter convivere sui fianchi del gigante, fino a ricavare dal fuoco stesso, la materia prima necessaria per la realizzazione dei manufatti: la pietra lavica. Il manto di neve che man mano si arrende sotto i raggi del sole, disvela il volto scuro di lava dell’Etna (la “montagna” come amano chiamarla i catanesi), adornata in questo periodo da zagare e ginestre. Ma è sicuramente l’autunno il momento in cui la campagna intorno all’Etna mostra il suo abito migliore, con nuovi colori e profumi intensissimi. In questo periodo il miracolo della vendemmia si ripete sempre uguale da millenni; in ritardo rispetto al resto della Sicilia, ma ugualmente intenso si diffonde, dai palmenti in pietra lavica, l’odore acre e pungente della fermentazione dei mosti (si produce principalmente Etna rosso d.o.c.) facendo rivivere le atmosfere raccontate da scrittori quali Giovanni Verga, Vitaliano Brancati ed Ercole Patti. La percezione che si ha percorrendo quest’area etnea è quello di attraversare centri storici vivi,

ben conservati e ricchi di tradizione; di avvicinarsi con discrezione al gigante Etna senza abusare delle sue bellezze.La creazione del Parco dell’Etna nel marzo del 1987 (primo parco in Sicilia) è stato uno strumento utile per mantenere lontano lo spettro della speculazione edilizia e promuovere uno sviluppo sostenibile. Adesso occorre fare un passo avanti e capire che la logica di un perimetro tracciato su carta, o della semplice conservazione, non sono sufficienti ad innescare processi virtuosi di valorizzazione. È necessario che il concetto di salvaguardia e di valorizzazione, venga esteso al “Paesaggio”, inteso come una parte omogenea di territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni. Una corretta valorizzazione del Paesaggio è quella che basandosi su una tutela “attiva”, senza rinunciare a possibili trasformazioni, con un approccio sostenibile, conserva l’identità di un luogo. Se il grigio della pietra lavica caratterizza il cromatismo del territorio sulle pendici dell’Etna, i conetti vulcanici ne caratterizzano morfologicamente il paesaggio. Il Monte Troina è un grande polmone verde attorno al quale si adagia il centro urbano di Pedara; in passato quasi interamente ricoperto di vigneti, nonostante la particolare orografia ne rendesse difficile la coltivazione.

Committente Comune di Pedara (CT) Progettista Arch. Alfio Zappalà Consulente STORICO-PAESAGGISTICO Monoarchitetti s.t.a. Consulente STRUTTURALE Fabrizio Scicali COLLABORATORI M. E. Francucci, L. Pedilarco, D. A. Napoli Ubicazione Pedara (CT) Tipologia intervento Architettura e paesaggio Anno di progettazione 2011 Contatti Studio Arch. Alfio Zappalà Corso C. Colombo 11/G Trecastagni (CT) tel./fax 0957.808367 – 347.6782381 email arch.alfiozappala@virgilio.it


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PROFILO PERCORSO PRINCIPALE scala 1:200

600.9

Il percorso principale d’accesso alla zona sommitale A lato: L’architettura dei terrazzamenti

3

dai tipici muri a secco in pietra lavica, si raggiunge la parte sommitale, oggi quasi interamente abbandonata, dalla quale si può ammirare un panorama mozzafiato. L’amministrazione di Pedara, guidata dal sindaco Anthony Barbagallo, con questo piccolo intervento vuole innescare un processo di valorizzazione di quest’area, mantenendo un’integrazione tra aree private coltivate e aree da fruire per un turismo di carattere naturalistico, un punto di osservazione privilegiato sul paesaggio etneo, terminale di un sistema di percorsi pedonali che partono dal vicino centro storico. La realizzazione di

Negli ultimi anni è stato oggetto di promettenti interventi di recupero da parte di alcuni proprietari dei terreni situati principalmente nella parte più bassa , che hanno reimpiantato grandi vigneti con il pregio di ridare anima all’architettura dei terrazzamenti. Verso la metà del secolo scorso sul lato nord è stata realizzata una scalinata che porta ad un piazzale con cappella votiva, tradizionalmente chiamata “Calvario”, dove ogni anno si realizzano rappresentazioni legate ai riti pasquali. Percorrendo l’antica trazzera che, partendo nei pressi della scalinata, risale il crinale del conetto delimitata 3

6

AREA REIMPIANTO VIGNETO E/O INSTALLAZIONE LAND ART

1

PUNTO DI OSSERVAZIONE

AREA ATTREZZATA

2

PICCOLO RIFUGIO

TERRAZZAMENTI

3

PUNTO PANORAMICO

RASULA

4

COLLINETTA CON ULIVI

PERCORSO PRINCIPALE

5

GINESTRE

6

INSTALLAZIONE 3

3

6

un’area verde attrezzata in un contesto naturale di tale pregio ambientale è un’opportunità per la comunità pedarese di dotarsi di servizi di respiro sovra-locale che attraggano nuovi flussi turistici durante tutto l’arco dell’anno. Il progetto prevede il recupero e la messa in sicurezza dell’antica trazzera di accesso, il collegamento con la scalinata esistente, il recupero di alcuni manufatti, la creazione di un’area attrezzata e la sistemazione delle vecchie “rasule” esistenti. L’obiettivo è quello di creare un sistema di percorsi tematici: il percorso arte-natura che tocca i punti più interessanti dal punto


Progetto

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615.0

611.3

di vista naturalistico-paesaggistico e alcuni spazi con installazioni artistiche anche temporanee; il percorso ludico-sportivo, che attraversa la piccola area attrezzata con giochi e percorso-vita. Nella trazzera di accesso sono previste: il consolidamento ed il rifacimento dei muri esistenti in pietra lavica; la realizzazione di una cordonata per mitigare l’attuale eccesiva pendenza nella parte iniziale; la stabilizzazione del fondo naturale; la realizzazione di una staccionata in legno di larice. Nella parte sommitale all’esterno del piccolo fabbricato, è prevista la realizzazione di una

L’area attrezzata ed il percorso ludico-sportivo

pergola in legno che tratteggia il profilo originario dei volumi. L’area limitrofa potrà in futuro essere destinata al reimpianto di un vigneto didattico da far adottare ai ragazzi delle scuole ed una parte potrà essere destinata a installazioni di land-art. Lungo le vecchie rasule esistenti sono previsti la manutenzione previo discerbamento e la stabilizzazione di alcuni tratti del tracciato. La piccola area attrezzata è ubicata dietro il piazzale della scalinata, adiacente ad un’interessante sistema di terrazzamenti con alberi di ulivo del quale è prevista la semplice manutenzione. L’area è attraversata dal

percorso sportivo ed è attrezzata con percorso-vita e giochi per bambini integrati con il contesto naturalistico. Ispirandosi ai principi di sostenibilità economica ed ambientale, si vuole creare un luogo da “vivere”, nel quale i potenziali fruitori siano veri protagonisti; l’auspicio è anche quello di riappropiarsi del godimento del paesaggio da un punto di vista inedito, un palcoscenico naturale sul versante jonico-etneo. ◆ LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/727

La cordonata del percorso principale e il piccolo fabbricato in cima al Monte


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Agenda Green

Aprile — Giugno a cura di Anna Simone

20-24 aprile 2012 Rimini Fiera Technodomus, Salone internazionale dell’industria del legno per l’edilizia e il mobile www.technodomus.it

FIERE 18-21 aprile 2012 Verona Fiere Metef - Foundeq www.metef.com

Nona edizione dell’Expo Internazionale dei metalli, dedicato all’industria dell’alluminio e della fonderia. Evento di rilievo per l’industria metallurgica internazionale,

Fiera di Rimini

dedicato a materie prime, macchine, impianti, tecnologie, attrezzature, prodotti e applicazioni per l’alluminio e la fonderia. Sono attese 28 delegazioni ufficiali da 22 Paesi del mondo. Tra gli eventi paralleli numerosi i convegni tra cui segnaliamo gli interventi sulla sostenibilità della filiera dell’alluminio e la sostenibilità del packaging in alluminio.

18-21 aprile 2012 Verona Fiere Metal riciclo – Recomat 2012 www.metalriciclo.com www.recomatexpo.com

Metalriciclo e Recomat sono i due eventi in contemporanea dedicati interamente alla gestione, al recupero e al riciclaggio di rifiuti industriali di natura metallica, ferrosa e non solo. Da questa edizione l’appuntamento con l’industria del riciclo si sposta a Verona, dove in parallelo si svolge l’Expo Internazionale dei metalli. Particolare attenzione è riservata, oltre alle tematiche del riciclaggio e della riqualificazione, alla salvaguardia ambientale e all’efficienza energetica. Gli operatori del settore, presenti in fiera presenteranno le soluzioni e le novità tecnologiche più all’avanguardia per il recupero e riciclo dei materiali industriali, le fasi di stoccaggio e bonifica, oltre al raccoglimento e allo smaltimento.

9-11 maggio 2012 Verona Fiere Solarexpo wwww.solarexpo.com

La Fiera di Verona ospita la la tredicesima edizione della manifestazione di riferimento per il fotovoltaico in Italia (con focus specifici anche sulle altre fonti rinnovabili).

foto: ntr2 3 , flickr

Fiera di Verona

Terza edizione del Salone internazionale dell’industria del legno per l’edilizia e il mobile, con l’esposizione di macchinari, software, utensili e macchinari utilizzati per la produzione di serramenti, di mobili e nell’edilizia in legno. Le principali aree tematiche sono: tecnologie per la lavorazione del legno, tecnologie per la finitura e tecnologie per la lavorazione di alluminio e pvc. Tra gli eventi collaterali alla fiera, degni di nota il convegno CasaEnergypiù, su edifici prefabbricati in legno con bilancio energetico positivo a prova di sisma, e il convegno La mia nuova casa, organizzato dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, su risparmio, semplicità e velocità delle case in legno.


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Un appuntamento che vede la partecipazione della redazione di Tekneco (Padiglione Galleria 10-11, stand. 1.9), impegnata a intervistare i protagonisti del mercato e a seguire i convegni tematici. In parallelo è in programma Greenbuilding, salone dedicato all’evoluzione della bioedilizia nel mercato italiano e in quelli internazionali.

8-12 maggio 2012 Fiera Milano Plast www.plastonline.org

atmosfera durante il processo produttivo ed esteri plastificanti da fonti rinnovabili. 9-12 maggio 2012 Fiera Milano Xylexpo www.xylexpo.com

Fiera biennale mondiale sulle tecnologie, i macchinari, i prodotti per la trasformazione del legno, la lavorazione del legno, i derivati del legno e delle forniture per l’industria del mobile. La vetrina espositiva è per impianti per segherie, sistemi informatici, macchine per la lavorazione del legno, linee per la produzione di mobili, sistemi di incollaggio, impianti d’aspirazione, impianti per la finitura, riciclaggio dell’energia, sistemi di incollaggio. Interessanti gli approfondimenti su essicazione del legno, biomasse, imballaggi in legno e nuovi sistemi di incollaggio strutturale. 24-26 maggio 2012 Lingotto fiere Torino Energethica www.energethica.it

Fiera internazionale dedicata all’intera filiera di macchine, attrezzature, stampi, materie prime, materiali rigenerati, compositi, semilavorati e prodotti finiti per l’industria delle materie plastiche e della gomma. I congressi e i seminari tecnici in calendario approfondiranno le tematiche green del settore collegate agli imballaggi in polimeri biodegradabili, plastiche intelligenti, sostenibilità e qualità del pvc, nano materiali, innovazioni nella verniciatura dei materiali plastici, tecnologie per limitare le emissioni in

Evento nazionale sulle tecnologie e le soluzioni di risparmio energetico e sui metodi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Energethica si propone come punto d’ incontro tra ricerca, amministrazioni e aziende, che

San Pietroburgo

esponendo prodotti, progetti e soluzioni innovative, entrano in contatto con visitatori interessati a materiali, tecnologie e tecniche in chiave sostenibile. I principali focus della mostra sono Smart City & Industry, telegestione, condominio efficiente, bicishow.

di quest’anno sarà affiancata dalla una mostra Vetrina dell’Innovazione, dedicata a una selezione delle novità delle aziende espositrici e curata da una speciale commissione tecnico – scientifica di esperti delle aziende di gestione dei servizi idrici.

23-24 maggio 2012 Ferrara fiere Accadueo

4-6 giugno 2012 San Pietroburgo, Russia Ros Gas Expo 2012

www.accadueo.com

www.en.farexpo.ru

Mostra internazionale delle tecnologie per il trattamento e la distribuzione dell’ acqua potabile e il trattamento delle acque reflue. Palcoscenico per valorizzare l’innovazione tecnologica, le novità, le invenzioni, dei produttori che esporranno durante la manifestazione. L’edizione

16 esima esposizione internazionale sull’industria e le tecnologie del gas. Il ciclo di conferenze prevede tavole rotonde e seminari, per i dirigenti delle principali imprese del gas naturale, dell’ ingegneria energetica e delle costruzioni come occasione di confronto sui principali problemi collegati al settore del gas. In contemporanea al Ros Gas Expo si svolge la fiera specializzata in caldaie, boiler e bruciatori, e la fiera sul risparmio energetico e le tecnologie innovative, per offrire ai visitatori soluzioni sull’intera gamma di questioni relative alla distribuzione e al consumo di gas.

Accadueo, Ferrara


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Libri Guarda tutti i nostri libri su Anobii: www.anobii.com/ tekneco/books

a cura di Anna Simone

❶ Green Building Economy giuliano dall’ò Edizioni Ambiente Euro 28,00 – Pagine 336 Il volume rappresenta il primo rapporto su edilizia, efficienza e energie rinnovabili in Italia. Del settore edile della green economy, si approfondisce il quadro normativo europeo e nazionale, il mercato delle costruzioni, e i cambiamenti in atto sul piano ambientale e della qualità energetica. La seconda parte del libro indaga sulle tecnologie, sui sistemi e sui servizi per l’efficienza energetica dell’involucro edilizio, dei serramenti, degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e di illuminazione, con il contribuito delle informazioni di enti, associazioni di produttori e prestatori di servizi dell’edilizia, appartenenti al mondo della sostenibilità. Nella parte finale si analizzano le strade adottate dall’Italia per accelerare il cambiamento della Green building economy, confrontandole con le proposte di Confindustria e con quelle emerse dal tavolo Epbd 2, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

❷ Toxicitaly antonio pergolizzi Edizioni Castelvecchi Euro 14,00 – Pagine 186 “I mercanti dei veleni” sono il filo conduttore del capitalismo? Pergolizzi esamina

l’intrecciarsi di sviluppo economico, gestione illegale dei rifiuti ed ecomafie, che nel nostro Paese assumono spesso un’unica identità. Delinquenti ma anche tipologie di imprenditori che frequentano i salotti bene della politica, conoscono le leggi e i modi per violarle, conoscono le strade, i terreni, i fiumi e le cave dei paesi, più adatti per essere avvelenati con rifiuti tossici. Il libro-inchiesta mette nero su bianco le condizioni che hanno permesso il mercato illegale e il business delle ecomafie, conosciuto ma volutamente ignorato a più livelli perché «parlare di gestione criminale dei rifiuti tossici, e anche radioattivi, significa parlare del lato oscuro del capitalismo occidentale. L’altra faccia della medaglia che nessun libro racconterà mai».

❸ Architettura sostenibile isabella goldman e antonella cicalò Edizioni Fag Euro 27,00 – Pagine 272 La riflessione di partenza è semplice: fino a pochi decenni fa gli impianti di riscaldamento e condizionamento non esistevano. Eppure, gli uomini costruivano grandi opere architettoniche basandosi su saperi tramandati dal passato, che si arricchivano con il passare delle generazioni, e che attualmente trovano nuove opportunità di applicazione nelle moderne tecnologie. L’architettura di oggi non può non tener conto degli insegnamenti della Storia e della Natura perché

sono alla base del concetto di green building, del resto l’architettura del futuro sarà unidirezionale, ovvero economica, ecologica ed estetica.

❹ 2030 La tempesta perfetta gianluca comin e donato speroni Edizioni Rizzoli 18,50 Euro – Pagine 235 I dati di un documento pubblicato dal governo inglese prevedono “una tempesta perfetta” nei prossimi venti anni. Un mix di cambiamenti climatici, difficoltà energetiche, carenza di acqua e di cibo, in un panorama demografico con più di otto miliardi di individui nel 2030, e un contesto politico internazionale piuttosto debole. “Ce la faremo”? È questo il quesito, aperto, di Comin e Speroni perché «in tutta onestà non siamo in grado di prevederlo: le incognite sono tante». Gli autori esaminano le scelte politiche, le risposte dei cittadini, delle imprese e delle organizzazioni sociali. La speranza si concretizza nei comportamenti individuali virtuosi, nelle città che investono per diventare smart city, nelle imprese che credono nella “responsabilità sociale” e iniziano a collaborare con il mondo del no profit. Tutto questo ha un fertile terreno comune quello della comunicazione globale che, seminando messaggi di responsabilità individuale per la salvezza del pianeta, farà nascere una civiltà ”new global”.


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Aziende citate

A Allodi www.impresaallodi.it Alpac www.alpac.it

I 26 29

17 31 25

35 Cantine Valdoca www.valdoca.com 11 Co2Go senseable.mit.edu/co2go 30 Cortexa www.cortexa.it D 52 Deltatronic Int. www.deltatronic.it 30 Dow Edilizia www.building.dow.com E 64 7 8 52 15

F

Moncada Energy Group 17 www.moncadaenergy.it P 28

G

41 52

COLLABORATORI

Andrea Ballocchi, Alessandro Bellantuono, Ivana Fasciano, Sergio Ferraris, Giovanna Lodato, Camilla Mastellari, Bianca Matteucci, Luisa Pianzola, Roberta Pizzolante, Anna Simone, Daniela Uva REALIZZAZIONE PIATTAFORMA WEB

Ingegni Multimediali, Lecce

PROGETTO GRAFICO

Matteo Astolfi e Pietro Buffa STAMPA

Arti Grafiche Boccia, Salerno TIRATURA

20.000 copie 15.000 copie postalizzate ingegneri/ architetti / geometri / studi di progettazione nazionali / aziende di settore / richieste di abbonamento dirette; 5.000 copie distribuite all’interno di fiere nazionali di settore REDAZIONE

35

telefono: 0832 396996 e-mail: redazione@tekneco.it PUBBLICITà

telefono: 0832 396996 e-mail: commerciale@tekneco.it

W

Zipcar www.zipcar.com

EDIRE S.r.l. Sede: via E. Estrafallaces 16, 73100 Lecce Tel. e fax 0832 396996 Società editrice iscritta al ROC con n. 14747

DISTRIBUZIONE

T

29

ONLINE

Visita il sito di Tekneco all’indirizzo www.tekneco.it e cerca Tekneco sui maggiori social network.

Z 58

Tekneco è una testata giornalistica trimestrale registrata presso il Tribunale di Lecce con n. 1061 del 9 Giugno 2010

Emmealcubo, Termoli (Cb)

29 Shucho www.schueco.com 55 Sorgenia Menowatt www.sorgeniamenowatt.it 32 Sto www.stoitalia.it

Wienerberger www.wienergberger.it

Edilizia bio - Energia alternativa - Ecologia aprile / maggio / giugno 2012

SOCIAL MEDIA AND DIGITAL PR

S

Vald’Oca www.valdoca.com

A pagina 55 del numero 6 abbiamo omesso di indicare il credito della foto. Ce ne scusiamo e provvediamo: si tratta di Bisol Group

Luigi Dell’Olio (direttore@tekneco.it)

71 ReMedia www.consorzioremedia.it 20 Renergies Italia www.renergiesitalia.it 27 Rockwool www.rockwool.it 22 Ros www.ros-fiere.it

Til www.til.it Tozzi Nord www.tozzinord.it

ERRATA CORRIGE

DIRETTORE RESPONSABILE

R

V

24 Federcasa www.federcasa.it 52 Fiamm www.fiamm.it 23 Finco www.confindustriafinco.it

Gaia Wind www.gaiawind.it Geatecno www.geatecno.it General Electric www.ge.com

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Poliespanso www.poliespanso.it

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eAmbiente www.eambiente.it Edf Energy www.edfenergy.com Enercon www.enercon.de Energy Resources www.energyresources.it EOSolare www.eosolare.com

L Leroy Merlin www.leroymerlin.it

B Baraclit www.baraclit.it Basf www.basf.it BTicino www.bticino.it

24 Ideal Energy Group www.gruppoidealenergy.it

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Creative Commons

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Ultima parola

Pierluigi Fanghella e Reinhold Marsoner, direttore di Fiera Bolzano a Klimahouse Puglia 2012

di Pierluigi Fanghella Editore di Tekneco

Cercherò di essere ottimista. Questo è l’obiettivo che mi sono fissato prima di scrivere il mio intervento su questo numero di Tekneco dedicato all’Energia. Ottimista, nonostante le ultime notizie, non proprio favorevoli, inerenti i rincari per le tariffe di energia elettrica e gas e l’annuncio del Quinto Conto Energia. “Per il gas si registra un aumento del 1,8% e per l’elettricità del 5,8%, con una maggiore spesa della famiglia tipo, rispettivamente di 22 euro e di 27 euro su base annua” è quanto leggo nel comunicato stampa, emesso il 30 marzo, dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Un aumento di prezzo dovuto principalmente all’incremento smisurato e squilibrato del costo del petrolio. E, ancora, l’imminente Quinto Conto Energia che, per il Ministro Clini, “deve portare a una riduzione degli incentivi tenendo conto dei prezzi attuali dei moduli fotovoltaici e dell’esigenza di non superare il limite stabilito di 7 miliardi l’anno” e che, secondo quanto egli stesso ribadisce nel comunicato

pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente, favorirà gli impianti di piccole dimensioni, rappresentando “un forte fattore di crescita” ed un sostegno “agli investimenti nelle zone industriali dismesse, per avviare una nuova industrializzazione sostenibile in aree strategiche per il nostro sviluppo.” A questo punto, non ci rimane che ben sperare nella promozione della produzione di energia a basso impatto ambientale e, da parte nostra, continuare ad incoraggiare la sensibilizzazione e la comunicazione della sostenibilità insieme a coloro che sono fautori di questo modo di vivere. Un ringraziamento lo devo proprio a questi ultimi ed, in particolare, agli amici dello staff di Fiera Bolzano che hanno organizzato la 1a edizione, appena conclusa, di Klimahouse Puglia. “Grazie” per l’intuizione lungimirante che li ha portati a scegliere la nostra terra, ripagata da un fortissimo interesse dei pugliesi verso tutti i temi riguardanti la sostenibilità. ◆


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