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Trimestrale di EDILIZIA BIO-ENERGIA ALTERNATIVA-ECOLOGIA Anno II, Numero 6 | 2012 www.tekneco.it 4,90 euro

Edilizia bio

Energia alternativa

Ecologia

Progetti

Alla scoperta del social housing per rispondere all’emergenza abitativa

Le opportunità del minieolico, settore che cresce del 20% l’anno

Eppur si muove. Le auto elettriche hanno inserito la marcia

Francesco Longano Silvia Pietta Alfio Zappalà

P. 22

P. 50

P. 62

P. 32

PRIMO PIANO

La NUOVA VITA DEI BORGHI ANTICHI


29 - 31 marzo 2012 | Cittadella Mediterranea della Scienza, Bari www.klimahouse-puglia.it Mostra-Convegno sull’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia gio-sab: 10.00-20.00

2012

KLIMAHOUSE PUGLIA

plus MOSTRA-CONVEGNO CON

Stand Espositivi RICCO

Programma Congressuale Visite Guidate a CaseClima

Workshops


Tekneco Numero 06 | 2012

1

Lettera al lettore

di Pierluigi Fanghella — Editore

Caro lettore, ci ritroviamo qui, all’inizio del nuovo anno e sulle prime pagine del numero 6 di Tekneco. Ho voluto essere io ad accoglierti per augurarti buon 2012 con noi e per annunciarti che, leggendo, riconoscerai “tante buone nuove” per la nostra testata. Dico nostra perchè credo, fermamente, che ogni persona che lavora a questo progetto lo arricchisca e lo renda speciale grazie alla passione, la professionalità e la dedizione con cui ci si accosta. C’è un taglio editoriale nuovo e perfezionato nel 2012 di Tekneco, grazie ai tanti consigli e suggerimenti ricevuti da tutti coloro che abbiamo incontrato sulle pagine, sul web, in fiera e in ogni momento di questo primo anno di attività. Se, con orgoglio e gioia, ti do il benvenuto sul numero 6/2012, lo devo a tutti coloro che ci hanno creduto e mi hanno coadiuvato in questa impresa che, ti posso garantire, è gratificante, ma molto ardua (tra questi, le tante aziende che ci hanno supportato e si sono ritrovate nel nostro modo di comunicare). Punteremo sulle vostre idee e sui vostri progetti a cui vogliamo dare ampio spazio, perchè concretizzano il vostro ingegno e danno a noi l’opportunità di farci Eco della vostra esperienza fatta di tecnica, scienza e arte. La ratio più profonda della rivista stessa e del suo nome. Voglio ringraziare e augurare occasioni di crescita a tutti e vorrei che tu, caro lettore, che ci segui fin dall’inizio, mi accompagnassi in questo. Forse, il tuo incoraggiamento è lo sprone più bello e importante per ciascuno di noi, me compreso. Che ci siano Tante Buone Nuove anche per te!


Informazione pubblicitaria

A KLIMAHOUSE 2012, CON IL RICCO PROGRAMMA DI ENERTOUR

Dal 25 al 28 gennaio, in occasione della settima edizione di Klimahouse, in mostra alcuni dei più recenti progetti ad alta efficienza energetica dell’Alto Adige. Il programma di Enertour prevede visite tecniche a 14 edifici CasaClima in quattro giorni: dal residenziale in fase di cantiere a quello ristrutturato, dall’edificio commerciale in legno al grattacielo CasaClima

Tra gli edifici visitabili, la nuova sede commerciale di LignoAlp, marchio di costruzioni in legno su misura dell’azienda Damiani-Holz&Ko. L’edificio, certificato CasaClima Nature, è situato a Bressanone. I movimenti ondulati della facciata e i motivi a quadri e a nido d’ape degli interni della costruzione, evidenziano in modo giocoso la grande flessibilità nell’utilizzo del legno. Il dinamismo, che caratterizza l’edificio progettato dallo studio Modus architects di Bressanone, è conferito dalle proprio dalle ampie onde dei prospetti rivestiti in lamelle di legno ed è sottolineato dall’incidenza della luce naturale nelle diverse ore del giorno. L’intero edificio è realizzato in legno, eccetto per il basamento in cemento armato su cui poggia. Per la realizzazione della struttura sono state utilizzate diverse tipologie costruttive: un sistema a telaio con pareti composte per le pareti esterne portanti e legno multistrato a strati incrociati per le pareti interne. L’eco-compatibilità dei materiali e dei processi legati alla

costruzione fanno dell’edificio una CasaClima Nature. Un alto standard di sostenibilità è stato raggiunto anche dal punto di vista energetico: l’edificio vanta un indice termico inferiore ai 15 kWh/m²a, classificandosi come CasaClima Oro. Questo è il risultato di un ottimo involucro esterno abbinato a finestre a triplo vetro, ad una forma compatta dell’edificio e all’impiego della ventilazione controllata con recupero di calore. Per raffrescare e riscaldare gli uffici è stato adottato un impianto radiante a pavimento, mentre nei magazzini del piano interrato sono installati radiatori. L’intero fabbisogno di calore del nuovo edificio viene prodotto da un preesistente impianto di cogenerazione ad oli vegetali, situato nell’area aziendale. Tale impianto viene anche sfruttato per il raffrescamento del nuovo edificio, grazie ad un assorbitore, che viene raffreddato mediante una torre adiabatica, soluzione che rispetto all’uso delle tradizionali torri evaporative consente un risparmio d’acqua del 95%. Anche nella progettazione del sistema energetico, curata dallo studio Energytech di Bolzano, sono ben riconoscibili quei tratti di innovazione, efficienza e sostenibilità che caratterizzano l’intero edificio.

Tutte le informazioni sono disponibili su Internet all’indirizzo www.klimahouse.it


Tekneco Numero 06 | 2012

Sommario

Primo Piano La nuova vita

12

dei borghi antichi di Bianca Matteucci

16

Bellezza a misura d’uomo

18

Missione possibile: la rinascita dei borghi

19

Ragione e sentimento per recuperi ecosostenibili

Edilizia Bio 22 28 30

Alla scoperta del social housing per rispondere all’emergenza abitativa di Bianca Matteucci Un progetto due punti di vista di Bianca Matteucci Involucro edilizio. Criteri fondamentali per una corretta progettazione di Gianfranco Marino

Ecologia 62 67 68

Progetti 70 32

37 42

Anche la Puglia scopre il legno per abitare la sostenibilità Francesco Longano, architetto Uno spazio per ogni età alle porte di Milano Silvia Pietta, architetto Lo spirito delle corti lombarde in classe energetica A Alfio Zappalà, architetto

Energia alternativa 50 53 54 55

In copertina: Illustrazione di Matteo Astolfi e Pietro Buffa

56 57

La giovane industria del minieolico di Anna Simone Le paure che le grosse pale portano con sè di Anna Simone Ingegneri da laboratorio cercasi in Toscana di Camilla Galli Micichè La convenienza del made in Ue di Nadia Tadioli Enfinity “regala” capannoni agli agricoltori di M. Cristina Ceresa Case history Renergies Italia

72

Eppur si muovono le quattro ruote elettriche di Gabriele Cavallaro Il Dinosauro si illumina di meno, ma meglio di Paolo Galli Tra i colori di Eon spicca il verde di M. Cristina Ceresa Il moto mondiale scopre l’ambiente di Nadia Tadioli Case history Energia&Ambiente Ranieri

Overview 03

06 08

L’efficienza energetica negli edifici: quali le soluzioni tecnologiche più convenienti? di M. Alberti, D. Chiaroni e F. Frattini Stress da pendolarismo: le città cercano soluzioni di Nadia Tadioli Un viaggio nelle buone pratiche della Pubblica amministrazione di Nadia Tadioli

Rubriche 01 74 78 80

Lettera al lettore — di Pierluigi Fanghella Agenda — a cura di Nadia Tadioli Libri — a cura di Anna Simone Editoriale — di Luigi Dell’Olio


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Tekneco Numero 06 | 2012

Overview

piani operativi

foto: matthias guntrum, flickr

L’efficienza energetica negli edifici: quali le soluzioni tecnologiche più convenienti?

di Marco Alberti, Davide Chiaroni e Federico Frattini Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano

Nel nostro Paese i consumi annui che possono essere fatti risalire agli edifici rappresentano circa il 36% del consumo energetico complessivo italiano che è pari a 133 Mtep, percentuale solo leggermente inferiore alla media europea (circa il 40%). In compenso, però, l’Italia è al primo posto in Europa per quanto riguarda la percentuale di emissioni di CO₂ (17,5% sul totale europeo) imputabile agli usi energetici nel comparto abitativo. Dei circa 13,7 mln di edifici esistenti in Italia, 12,1 mln sono adibiti a uso residenziale e i restanti 1,6 mln a uso non residenziale. Quasi il 70% di questi edifici è stato realizzato prima che venisse introdotta qualsiasi norma sull’efficienza energetica in edilizia, ossia prima del 1976. Giova ricordare, da ultimo, che la riduzione dei consumi energetici è ancora più importante se si tiene conto che l’Italia si contraddistingue in Europa per l’elevata dipendenza energetica (l’85% del fabbisogno è importato).

I

l Piano e la bozza di Direttiva Europea sull’efficienza energetica presentata dalla Commissione Europea nel mese di Giugno 2011 definiscono con chiarezza l’intenzione delle istituzioni comunitarie di attribuire agli interventi di efficienza energetica negli edifici, tanto fabbricati residenziali quanto non residenziali, un ruolo fondamentale nel raggiungere gli obiettivi del “Pacchetto 20-20-20”. Analizzando le tecnologie impiantistiche (sistemi di illuminazione, elettrodomestici, tecnologie efficienti per la produzione di energia termica e sistemi di building automation), quelle che interessano la struttura

dell’edificio (sostanzialmente chiusure trasparenti e strutture opache, oltre alle soluzioni per la progettazione energeticamente efficiente degli edifici) e le tecnologie per la generazione in loco di energia (impianti fotovoltaici, eolici, i sistemi solari termici e le caldaie a biomassa solida) si arriva a conclusioni interessanti che permettono di distinguere le tecnologie in tre categorie: 1. le tecnologie per cui la convenienza “assoluta” (ovvero senza alcuna incentivazione) si ha già oggi in qualsiasi contesto di adozione. Fra queste spiccano le tecnologie per l’illuminazione, che si accompagnano in questa


6

Overview

Energy & Strategy Group censisce gli operatori e le iniziative imprenditoriali nel settore delle rinnovabili in Italia

Cosa conviene di più Quadro globale della convenienza economica delle soluzioni di efficienza energetica per gli edifici in ambito residenziale

Risparmio elettrico

Nuovo [TWh]

Risparmio termico Produzione da rinnovabili (valore relativo alla produzione, non al risparmio)

Chiusure vetrate 0,22 TWh Elettrodomestici del lavaggio 0,11 TWh

400%

350%

300%

Elettrodomestici del lavaggio 0,08 TWh

250%

200%

Caldaia biomassa Solare termico 12,00 TWh 1,80 TWh

150%

Elettrodomestici del freddo 0,25 TWh Chiusure vetrate 1,94 TWh

100%

Elettrodomestici del freddo 0,11 TWh Pompa di calore Building 0,67 TWh automation 0,08 TWhel + Caldaia condensazione 0,52TWhth 1,30 TWh Illuminazione 0,49 TWh

50%

-50%

Minieolico 0,01 TWh

Building Fotovoltaico automation 0,99 TWh 0,02 TWhel + 0,02TWhth

-100% Pompa di calore 1,00 TWh

-150%

Convenienza “assoluta” investimento

Caldaia condensazione 1,94 TWh Illuminazione 4,26 TWh

Pareti 4,32 TWh

Coperture/Suolo 8,82 TWh Esistente [TWh]

categoria alle soluzioni per il fabbisogno termico degli edifici: le caldaie a condensazione, le pompe di calore, i sistemi di isolamento delle coperture e del suolo e, forse un po’ sorprendentemente, le caldaie a biomassa (che con 12 TWh di energia termica prodotta annualmente e una convenienza “assoluta” di -1% rappresentano uno dei principali contributori) evidentemente “premiate” dal rendimento energetico che è più elevato per le fonti termiche rispetto a quelle elettriche. Per tutte queste tecnologie, anche in assenza di forme di incentivazione, sussiste una convenienza “assoluta” nell’effettuare l’investimento che varia dal punto percentuale delle caldaie a biomassa al caso limite dell’illuminazione per i nuovi edifici (-106%); 2. le tecnologie che risultano convenienti soltanto se adottate congiuntamente alla realizzazione di un nuovo edificio. Rientrano in questa categoria, andando a ritroso da quelle più convenienti, le soluzioni di building

automation (che consentono di risparmiare quasi il 50% del costo dell’energia rispetto alla soluzione “tradizionale”), gli elettrodomestici del freddo e le chiusure vetrate; 3. le tecnologie per cui, indipendentemente dal contesto di riferimento, non vi è la convenienza “assoluta” dell’investimento. In questa categoria rientrano le restanti tecnologie di generazione energetica da fonti rinnovabili e le soluzioni di efficienza energetica relative agli elettrodomestici del lavaggio. In particolare per questi ultimi il costo di investimento e gestione delle soluzioni energeticamente più efficienLEGGI questo articolo anche ti è abbondantemente sul sito oltre il doppio rispetdi Tekneco: to all’effetto di risparmio sull’acquisto di energia, precisamente tekneco.it/601 il 350% per gli edifici esistenti e il 141% per

quelli di nuova realizzazione. Per completezza vanno inserite in questa categoria (anche se riferite ovviamente solo agli edifici esistenti) le soluzioni per l’efficienza energetica relative all’adozione del cappotto e isolamento delle pareti, che sono prossime alla soglia di convenienza assoluta, ed anzi proprio per questo, aiutate da un sistema di incentivazione quale quello della detrazione Irpef al 55%, rappresentano le tecnologie di questa categoria ad aver dato sino ad ora uno dei maggiori contributi (4,32 TWh termici) in termini di riduzione dei consumi. RESIDENZIALE

Qui risiede la larghissima parte del potenziale di intervento. Il 73% degli oltre 148 TWh elettrici complessivamente risparmiabili e l’88% dei quasi 654 TWh termici che possono essere il risultato di interventi di riduzione dei consumi sono da imputarsi agli edifici residenziali. Il ruolo degli edifici non residenziali (e fra


7

Tekneco Numero 06 | 2012

Dove si risparmia Quadro globale del potenziale di risparmio/produzione delle soluzioni di efficienza energetica per gli edifici

70%

Risparmio elettrico Risparmio termico Produzione da rinnovabili (valore relativo alla produzione, non al risparmio)

Illuminazione 8,3 TWh

60%

Potenziale atteso/teorico

50% Caldaia condensazione 18,6 TWh 40% Coperture/Suolo 18,6 TWh

Elettrodomestici 2,1 TWh

Pompa di calore 31,7 TWh

30%

Fotovoltaico 8,1 TWh

Pareti 9,7 TWh

20%

Solare termico 5,4 TWh

Chiusure vetrate 5,1 TWh

10%

Eolico 1,9 TWh

0% 0 0

Caldaia biomassa 23 TWh

50

Building automation 1,2 TWhel + 5,9 TWhth TWhth 100

25

questi in particolare vanno segnalate le scuole-università, gli uffici e gli edifici industriali) è nonostante tutto relativamente marginale, soprattutto per quanto riguarda gli impieghi termici, mentre in relazione al consumo elettrico è possibile accreditare ai building non utilizzati a fini abitativi il 27% dei teorici risparmi. Se si trasformano i TWh elettrici e termici in Tep, il potenziale teorico derivante dall’adozione di soluzioni di efficientamento energetico in Italia da qui al 2016 (senza tener conto di quanto già è stato fatto sino al 2011) è pari complessivamente a circa 44 mln

36% del consumo energetico complessivo italiano è attribuibile agli edifici

150 50

Tep. Un valore, quindi, ben più elevato (circa 3 volte tanto) dei circa 16 mln tep che l’Italia si è posta come obiettivo nel Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica (Paee) che è stato approvato nel 2011. E’ evidente che in questo squilibrio vi sia anche da considerare il “punto di partenza”, ossia la relativa “arretratezza” del nostro parco edilizio che offre quindi enormi spazi di miglioramento, ma è anche altrettanto evidente come il puntare sull’efficienza energetica possa rappresentare una leva poderosa per un “rinnovamento accelerato” che rimetta l’Italia, anche da questo punto di vista, al passo con l’Europa. ACCENDIAMO DI MENO

Ben diversa la situazione se si guarda alle stime di penetrazione. Per quanto riguarda i consumi elettrici la riduzione che si ritiene possa essere ragionevolmente acquisita da qui al 2016 attraverso l’adozione di soluzioni di efficientamento energetico è pari a 21,6 TWh, ossia solo poco più del 14% del

200 75

250

TWhel

100

potenziale teorico; il risparmio energetico invece imputabile ad azioni di efficientamento dei consumi termici, sul medesimo orizzonte e con le medesime ipotesi del precedente, può essere ragionevolmente stimato in 118 TWh termici, circa il 18% (ossia appena più significativo del caso elettrico) del potenziale teorico. Se si “traducono” i dati di penetrazione del mercato si ottiene un potenziale di risparmio ragionevolmente acquisibile da qui al 2016 pari a 9,9 mln Tep, a cui vanno aggiunti 3,8 mln Tep già risultanti dalla base attualmente “installata”. In altre parole, significa che l’impatto dell’adozione delle tecnologie per l’efficienza energetica entro il 2016 sarà, secondo le nostre stime, ragionevolmente superiore (13,7 mln Tep) rispetto ai 10,8 mln Ttep che era stabilito inizialmente nel Paee approvato nel 2007. Se si proietta, poi, il risparmio acquisibile entro il 2016 sull’orizzonte al 2020 si ottiene un valore pari a 21,5 mln Tep, oltre il 30% in più rispetto al valore soglia definito nel Paee. ◆


8

Overview

NEL MONDO

STRESS DA PENDOLARISMO: LE CITTÀ CERCANO SOLUZIONI

27

Montreal

Toronto

34

Una ricerca realizzata da Ibm si concentra sulle condizioni dei pendolari nelle maggiori città del mondo: meno ingorghi ma più malattie nel 2011. Problemi che si risolvono con trasporto pubblico e soluzioni tecnologiche per gestire il traffico

21

25

Los Angeles

Chicago

28

New York

108

Città del Messico

di Nadia Tadioli

42

Buenos Aires

A

nche se il traffico è diventato più sopportabile nell’ultimo anno, le lamentele degli automobilisti non fanno che aumentare. È il risultato apparentemente paradossale del quarto Commuter Pain Study, l’indagine realizzata da Ibm, che ha indagato le vicissitudini dei pendolari, intervistando oltre 8.000 persone in 20 città del mondo. Ne emerge che i forti investimenti infrastrutturali nei paesi in rapida crescita stanno dando buoni risultati. A Bangalore, Nuova Delhi, Pechino e Shenzhen si registra un miglioramento delle condizioni del traffico negli ultimi tre anni. Nello stesso tempo però gli intervistati segnalano un impatto negativo su livelli di stress, salute fisica e produttività: l’86% degli intervistati a Pechino, l’87% a Shenzhen e il 70% a Nuova Delhi hanno elencato il traffico tra gli inibitori chiave del rendimento a scuola o al lavoro. La Cina e l’India sono anche i Paesi dove si sono registrati i maggiori problemi di respirazione. Più del 60% degli automobilisti a

Città del Messico, Shenzhen, Nuova Delhi e 41% aiuterebbe a ridurre la congestione del Pechino affermano di aver deciso di non fare traffico. Dalle parole alla pratica: a Nairobi un viaggio in macchina nell’ultimo mese il 70% ha usato i mezzi pubblici più spesso per il traffico previsto. E il problema non è nell’ultimo anno, mentre a New York la percircoscritto a queste nazioni: il 69% di tutti centuale di quelli che usano la macchina per gli intervistati dice che il traffico ha influi- andare a scuola o al lavoro è scesa al 59%, rispetto al 90% del 2010. to negativamente sulA livello mondiale però la salute, circa il 42% I più sfortunati sono gli automobilisti di solo il 35% delle persoha riferito un aumento Nairobi, Città del Messico, Johannesburg, ne ha cambiato il mezdello stress, mentre il Pechino, Bangalore e Mosca zo di trasporto, ma il 35% una crescita della che trascorrono in media più di 36 minuti per arrivare al lavoro. I kenioti sono anche 45% di chi l’ha fatto, ha rabbia. Anche a Milano i più sereni: il 48% non pensa optato per i mezzi pubil 27% del campione so- che il traffico danneggi la salute blici. Città del Messico, stiene che nel 2011 il Shenzhen, Buenos Aires traffico sia migliorato, contro il 7% del 2010, ma anche qui si sono al- e Pechino sono le città più virtuose, perché zati i livelli di stress: il 61% lo sottolinea, con- è nei Paesi emergenti che si nota il maggiotro il 37% dell’anno precedente. E anche il 61% re interesse ad abbandonare la macchina. dei milanesi ritiene che questo abbia inciso D’altra parte sono anche le città dove gli ingorghi sono più feroci, con ritardi di circa due negativamente sul suo lavoro. Per sottrarsi agli ingorghi e alla ricerca di ore. A Mosca, circa tre automobilisti su dieci un parcheggio in tutto il mondo si riscopre (29%) affermano di essere rimasti bloccati per il trasporto pubblico, che nell'opinione del più di tre ore. Fortunati sono gli abitanti di


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Tekneco 06 | 2012

Punti di vista: gli italiani vogliono che i trasporti pubblici migliorino (lo chiede il 43%), che costino meno (46%) e che le strade siano più pulite (35%) Fonte: sondaggio Siemens/Panorama

Il disagio

Il parcheggio

— Il Commuter Pain Index è un indice che classifica il tributo emotivo ed economico del pendolarismo nelle diverse città. Tiene conto di diversi fattori dal tempo di spostamento, al

23

Londra

livello di stress, agli ingorghi. Se gli abitanti di Montreal, Londra e Chicago siedono sugli allori, per quelli di Città del Messico, Shenzhen, Pechino, Nairobi mettersi in macchina equivale a una

discesa all’inferno. Anche a Milano, posizionata nella parte alta della classifica, muoversi non è uno scherzo. Il 27% dei milanesi sostiene però che il traffico sia migliorato nell'ultimo anno.

26

Stoccolma

95

65

31

Mosca

Parigi

Pechino

72

Nuova Deli

28

— Gli automobilisti alle prese con il parcheggio hanno vita facile in alcune città come Chicago e Los Angeles, attività che diventa un incubo a New Delhi o a Pechino. Milano è nella parte calda della classifica, ma se la cava meglio di Parigi e Mosca.

53

Milano

95

Madrid

Shenzen

140

Nuova Deli Bangalore

138

Pechino

124

Mosca

122

Shenzen

122

Parigi

122

Milano

117

Nairobi

111 104

Madrid

99

Singapore

97

Città del Messico

88

Nairobi

75

Bangalore

Johannesburg

87

Johannesburg

44

Singapore

83

90

Stoccolma Londra

86

New York

85

Montreal

85

Buenos Aires

80

Toronto

77

Los Angeles Chicago

61 51

Fonte: IBM

foto: yumievriwan, flickr

Stoccolma, Singapore, Madrid e Buenos Aires che hanno trascorso meno di 30 minuti imbottigliati nel traffico. La soluzione che soprattutto città come Los Angeles, Chicago, Mosca e Bangalore indicano per ridurre lo stress è la disponibilità di informazioni più accurate e tempestive sulle condizioni stradali. «Per migliorare il flusso e la congestione del traffico, le città devono andare oltre il conoscere e reagire – ha spiegato Viinodh Swaminathan, director of Intelligent transportation systems, Ibm - devono trovare i modi per prevedere ed evitare le situazioni che causano ingorghi che potrebbero trasformare il mondo in un unico gigante parcheggio». ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/602


10

Overview

Ecomondo

Viaggio nelle buone pratiche della Pubblica amministrazione Le interviste, che Tekneco ha realizzato in diretta durante la fiera di Ecomondo, mostrano un’Italia virtuosa e una collezione di brillanti iniziative sul territorio

di Nadia Tadioli

A

ssessori, sindaci, presidenti di Provincia e di Regione. La pubblica amministrazione italiana che ha qualcosa da dire in materia di buone pratiche ambientali ed efficienza energetica è sfilata davanti alle telecamere di Tekneco, nei quattro giorni dello scorso Ecomondo. Il quadro che ne è emerso è quello di un’Italia virtuosa, che dribbla le ristrettezze economiche con creatività, dando vita a progetti green, che tutelano il territorio e migliorano la vita dei cittadini. A partire da Francesca Zaccariotto, presidente della provincia di Venezia, che ha imposto ai Comuni di fare, in concomitanza con il Piano di assetto del territorio (Pat), anche il piano delle acque. «Aspetto che ha permesso a quella di Venezia di essere l’unica provincia italiana in grado di gestire le emergenze – spiega Zaccariotto – cosa particolarmente importante visti i disastri di questo autunno. Perché oggi parlare di ambiente significa agire anche in maniera preventiva, prendendo in considerazione il territorio nella sua globalità». Quando invece il territorio è già stato contaminato, la collaborazione fra pubblico e privato è spesso un’ottima strada per uscirne, come spiega Franco Gaspari, presidente Restart, un insieme di 40 imprese che con il progetto Ascoli 21 ha in cantiere la riqualificazione dei 28 ettari contaminati che una volta ospitavano il sito produttivo della Ssgl Carbon. Ora è stata aperta la conferenza dei

servizi e il Comune di Ascoli sta ridefinenedo tivi green. In ogni bando innestiamo punteggi la destinazione urbanistica del sito. aggiuntivi per chi sviluppa azioni green». A brillare sono spesso le piccole realtà, come Maria Lusia Coppola, assessore ricerca e a Soliera, in provincia di Modena. Il Comune sviluppo della regione Veneto, ci parla invece usa solo energia verde fornita da Energia del progetto Pandora: è arrivato alla fase finaVeneto, e ora ha cofinanziato un impianto le la progettazione di un edificio ecosostenidi cogenerazione da biomasse di legno pres- bile elaborato dal Vaga. È una sorta di show so la Chimar che diventa autosufficente. Il room dell’innovazione che diventerà la sede contributo è pubblico. Il risultato è l’abbat- delle imprese del futuro. timento della CO₂ che andrebbe a pesare sul Prato, da sempre capitale degli “stracciaroPaese. A parlarene alle camere di tekneco è li”, cioè del recupero dei tessuti usati, ha instata Caterina Bagni, assessore all’ambien- vece imboccato con decisione la strada del te di questo Paese distretto produttida 15mila anime che Sono le piccole città ad avere le soluzioni vo ecologico. Lo teha recenetemente più interessanti. È quanto è emerso dalle stimonia Antonio aperto un bando per interviste di Tekneco alla fiera riminese Rancati, vice prel’affitto dei tetti de- di Ecomondo sidente dell’Asm di gli edifici pubblici Prato, l’ex municirimanenti (già produce 20 kW). Il progetto è palizzata. «L’accordo fra Asm, azienda delle finanziato dal bando Eu Elena con il sostegno acque e Consorzio produttivo prevede la dedell’agenzia per l’energia di Modena. purazione dell’acqua utilizzata, e non è poca, il suo recupero e il riciclo. Noi stiamo provvedendo a un digestore anaerobico e impianto Il pubblico al servizio del privato Al di là degli stereotipi esiste anche una pub- per oli esausti, così che il distretto produttivo blica amministrazione che riesce a far da vo- diventi totalmente autosufficiente e complelano all’economia green. «La sfida è lavorare to di impianto fotovoltaico sulla discarica». per inserire nei processi industriali la green economy: 2mila imprese in Regione stanno Educarli da piccoli già lavorando in questa direzione – racconta I bambini di oggi sono gli adulti di domani, Giancarlo Muzzarelli, assessore attività pro- così Gianluca Festa, vice sindaco e assessoduttive e piano energetico Emilia Romagna -. re all’Ambiente del comune di Avellino, dove Stiamo cercando di costruire nuove regole: dal ormai la raccolta differenziata sfiora il 70%, 2014 sul nostro territorio si costruirà solo in ha pensato a un parco giochi ecologico coclasse A. Creiamo tecnopoli e distretti produt- struito con materiali riciclati. Sorge accan-


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Tekneco Numero 06 | 2012

www.livestream.com/tekneco Ai Comuni verdi d’Italia Tekneco riserverà sempre più visibilità: segnalateci i progetti che la vostra amministrazione ha implementato. Ne daremo risalto

to alla piattaforma ecologica, ma è sicuro e accogliente. La particolarità è che i bambini potranno entrare solo portando con sé una borsa di imballaggi da riciclare. Quello che si dice educare divertendo. Pietro La Corazza, presidente della provincia di Potenza, ha invece pensato a teen ager a cui si indirizza nel progetto Scuola Sicura, che si prefiggere di mettere in sicurezza le scuole rendendole contemporaneamente sostenibili. Alcuni edifici si sono dotati di pannelli solari, ma si sperimenta anche il compostaggio nelle scuole di agraria e in altri istituti tecnici o licei è di turno la geotermia o il minieolico. Impianti spiegati agli studenti che dove possibile sono anche coinvolti attivamente per imparare l’importanza dell’ambiente e delle energie rinnovabili. Una delle province più virtuose è senza dubbio quella di Modena LEGGI questo articolo anche dove il 40% del fabbisul sito sogno energetico delle di Tekneco: scuole arriva dagli impianti fotovoltaici installati su otto edifici tekneco.it/603 scolastici. Si tratta di una confe-

derazione, o meglio di un club che riunisce 21 comuni. Supporta nell’adesione al patto dei Sindaci e nella realizzazione dei piani operativi. “Le ristrettezze economiche di questo momento storico – ha spiegato Stefano Vaccari, assessore all’ambiente della provincia di Modena - vengono aggirate dalla capacità di collaborare e mettere a fattor comune le risorse e le esperienze, favorendo processi di ottimizzazione”. I risultati si vedono: questa provincia è risultata una delle più innovative e prolifiche in materia di progetti green. E l’assessore all’Ambiente del comune di Modena, Simona Arletti, ci racconta dell’operazione Sole per Tutti, di cui il comune si è fatto promotore e coordinatore, per la ristrutturazione di una scuola per cui non esistevano fondi. È stata costituita una cooperativa ad azionariato popolare, coinvolgendo le famiglie degli scolari e Banca Etica, diventati imprenditori. Con i fondi raccolti è stato realizzato un impianto fotovoltaico sul tetto, nuovo e coibentato, che provvede anche a fornire energia alla scuola. Mobilità verde

Sul fronte dei trasporti la realizzazione più interessante è probabilmente quella del comune

di Vicenza, che con la società Veloce ha trovato il modo di rendere più snello il traffico in città, centralizzando la consegna delle merci nel centro cittadino. La società è nata per opera del comune di Vicenza, con la collaborazione di altri quattro comuni limitrofi, della multi utility Aim e delle associazioni dei commercianti. «I camion in arrivo si fermano in un’area dedicata poco fuori la città – racconta Marco dalla Pozza, assessore all’ambiente del comune di Vicenza -. Qui le merci vengono trasportate su un mezzo elettrico che provvede alla consegna nelle singole aziende. Un’iniziativa molto simile è quella del comune di Padova, con la differenza che a trasportare le merci sono mezzi a metano. E non è tutto, la città veneta ha dichiarato guerra allo smog anche con una tramvia intelligente, con un sistema di car sharing e presto anche di bike sharing. Anche il piccolo comune di Castellarano (Re), che assomma circa 15.000 abitanti, ha dato il via a un progetto di car pooling e di car sharing. Ma per vincere il premio di comune a cinque stelle le iniziative sono state molte, anche nel campo dell’energia. Interessante è il bando lanciato sulla rete di illuminazione che deve essere efficientata. ◆


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Primo piano

La nuova vita dei borghi antichi Mentre ogni anno si consumano 50.000 ettari di territorio in nuove costruzioni, migliaia di antichi borghi e centri storici rischiano l’abbandono e il più competo degrado. Tante le realtà che però si stanno muovendo: dal forum promosso da Slow Food, a Legambiente, a Borghi. Bandi, concorsi, premi, censimento e ora anche una proposta di legge

foto: david zellaby, flickr

di Bianca Matteucci


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Tekneco Numero 06 | 2012

“ È giunto il momento di fare una campagna comune, di presidiare il territorio in maniera capillare a livello locale, di amplificare l’urlo di milioni di italiani che sono stufi di vedersi distruggere paesaggi e luoghi del cuore ”

Carlo Petrini, Slow Food

«O

peratori professionali e investitori sia italiani che esteri sono sempre più attratti da un patrimonio unico al mondo e che può costituire un’inimitabile risorsa del nostro Made in Italy oltre che un asset fondamentale per favorire la ripartenza di processi di sviluppo nel nostro Paese, soprattutto nelle aree più interne e disagiate», così Michele Esposto, presidente di Borghi, sottolinea le potenzialità dei centri storici italiani. Borghi è una realtà che diverse organizzazioni e associazioni hanno cercato di valorizzare attraverso selezioni, bandi, concorsi e premi, nati per portare alla luce le caratteristiche virtuose della frammentata provincia italiana, con l’obiettivo di stimolarne la tutela e il recupero, soprattutto in un momento in cui le nuove edificazioni sono ferme e il settore dell’edilizia si è concentrato sulla ristrutturazione. L’ultimo movimento, in ordine di tempo, che si propone di difendere il territorio italiano è il forum Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori, nato su impulso dell’associazione Slow Food e del Movimento Stop al Consumo di Territorio e sostenuto da oltre 350 associazioni e comitati locali. Carlo Petrini, presidente di Slow Food e tra i primi aderenti al Forum, sottolinea la necessità di proteggere l’esistente frenando le nuove costruzioni: «Dal 1950 a oggi, l’Italia ha perso milioni di ettari della sua superficie


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Primo piano

cassinetta di lugagnano

Stop alla cementificazione

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Cassinetta Lugagnano. Qui il fabbisogno abitativo è stato risolto recuperando gli edifici e le strutture produttive esistenti

libera. È giunto il momento di fare una campagna comune, di presidiare il territorio in maniera capillare a livello locale, di amplificare l’urlo di milioni di italiani che sono stufi di vedersi distruggere paesaggi e luoghi del cuore». Anche Legambiente si è occupata del consumo del territorio e, attraverso analisi puntuali, ha stimato che la superficie cementificata in Italia, oggetto di continue speculazioni, risulta il 7,6% del territorio nazionale, con un incremento di circa 50.000 ettari l’anno. Dal censimento alla proposta di legge

Per sottolineare la necessità di tutelare l’esistente e frenare le nuove costruzioni, fra i piani concreti del Forum c’è l’idea di elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare per fermare il consumo di suoli fertili e di proporre un censimento, in tutti i Comuni italiani, degli immobili sfitti e non utilizzati. Un metodo che consentirebbe di tutelare l’integrità del paesaggio, principale garanzia per il futuro del Paese, favorendo il turismo, l’agricoltura, la biodiversità naturale, la salubrità dei siti e, non ultima, la tutela del

A 26 chilometri dal centro di Milano, i 1800 abitanti di Cassinetta di Lugagnano possono ritenersi fortunati. Il comune, è un esempio di buona pianificazione e di tutela dell’esistente: Qui, nel 2007, è stato definitivamente approvato un Pgt a crescita zero, un piano, cioè, che non prevede nuovi insediamenti edilizi e punta a recuperare l’esistente. «L’idea è nata dalla presa d’atto di quello che sta succedendo in tutto il Paese: attraverso la cementificazione si sta consumando il territorio. Nel frattempo però si contano otto milioni di case vuote», conferma Domenico Finiguerra, sindaco illuminato che, attraverso assemblee pubbliche, ha coinvolto la comunità nelle scelte strategiche. Il piano è seguito a un’analisi demografica che ha calcolato il fabbisogno abitativo di Cassinetta fino al 2015, calcolando al 3,6% l’incremento della popolazione e aggiungendo la domanda fisiologica di nuove residenze. Si è deciso di soddisfare i bisogni attraverso il recupero degli edifici, il completamento di progetti già in atto, la saturazione delle aree già edificate e la riconversione di aree produttive, destinando una quota del 20% all’edilizia convenzionata e del 5% all’edilizia a canone sociale. «Gli interventi di riqualificazione dell’esistente sono stati seguiti da privati - precisa Finiguerra - che hanno ristrutturato immobili dismessi, tra cui una villa del Settecento, seguendo i criteri imposti dall’amministrazione comunale, fra cui il piano colore».

Per limitare la cementificazione è allo studio una proposta di legge di iniziativa popolare che fermi il consumo di suolo e realizzi un censimento degli immobili sfitti. Un miglior utilizzo dell’esistente consentirebbe di conservare il paesaggio

patrimonio storico e architettonico italiano. «Esiste nel nostro Paese un patrimonio sconfinato di piccoli borghi localizzato più o meno diffusamente lungo tutta la penisola. Molto spesso si tratta di un patrimonio in stato di completo abbandono e degrado che necessita pertanto di interventi di ristrutturazione importanti - sottolinea Michele Esposto -. Nel Sud esistono le situazioni più problematiche, ma anche quelle che potrebbero rivelarsi ottime opportunità di investimento considerando che in un operazione di valorizzazione l’acquisizione del patrimonio, sia esso pubblico che privato, potrebbe avvenire con un impegno di risorse molto modesto. Parliamo anche di contesti dove il costo di acquisto degli immobili da ristrutturare può variare tra i 20 e i 50 euro a mq.

Incidono naturalmente in queste operazioni i costi di ristrutturazione che stimiamo possano variare tra i 1000 ed i 1500 euro/mq. Chiaramente in molti casi si tratta di beni di cui si fa anche fatica a recuperare i proprietari, spesso emigrati all’estero. Molti di questi borghi infatti sono stati abbandonati negli anni o a causa delle difficoltà economiche della popolazione o a causa di eventi drammatici come terremoti, alluvioni, frane, che hanno portato molto spesso alla ricostruzione a poca distanza di nuovi centri urbani, con il completo abbandono dei vecchi borghi che quindi diventano fonte di pericoli per la pubblica incolumità.» L’attenzione verso i borghi storici italiani sta crescendo; se ne parla nelle manifestazioni fieristiche di maggior richiamo e vengono organizzati convegni e manifestazioni che cercano di stimolare l’interesse del grande pubblico. È il caso dell’associazione dei Comuni Virtuosi dove chi aderisce opera «a difesa dell’ambiente per migliorare la qualità della vita e tutelare i Beni Comuni, intesi come beni naturali e relazionali indisponibili che appartengono all’umanità».


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Castellarano

Un Comune a cinque stelle

La Rocca di Castellarano è valorizzata dal piano colore del Centro Storico

Castellarano, in provincia di Reggio Emilia, ha deliberato un vero e proprio “Piano Colore del Centro Storico di Castellarano”. E questo si inserisce perfettamente nelle politiche di salvaguardia e di sviluppo ecosostenibile del comune. «In particolare - racconta il sindaco GianLuca Rivi - stiamo puntando molto alla tecnologia fotovoltaica, già utilizzata nel nuovo polo scolastico, inaugurato nel settembre del 2010. Da un punto di vista ambientale ma anche economico, il polo di Tressano è stato concepito fin dai progetti preliminari per ottimizzare i costi di gestione seguendo una precisa politica di risparmio energetico.» È in fase di realizzazione poi, nella ex discarica comunale di Rio Riazzone, un parco fotovoltaico della potenza di un megawatt. L’impianto, non porterà solo benefici alle casse del Comune, ma permetterà anche a ogni cittadino che ne farà richiesta, di acquistare i chilowatt che desidera, superando quei problemi che spesso, vuoi per logistica, vuoi per convivenza con altri condomini, impediscono di poter usufruire di questa tecnologia verde. «Il territorio è un bene di tutti e - conclude il sindaco- per il bene dei giovani d’oggi, che rappresentano il nostro futuro, non possiamo continuare a “maltrattarlo”. Noi, a Castellarano, continueremo a proteggerlo nel miglior modo possibile».

L’Associazione ogni anno stila una classifica dei Comuni a 5 Stelle, considerando cinque criteri: gestione del territorio, impronta ecologica, gestione dei rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita. L’ultima edizione ha visto come vincitore assoluto il centro di Castellarano (vedi box) in provincia di Reggio Emilia. Fra i promotori più attivi in questo settore vi è anche Legambiente, che, per esempio, redige ogni anno il Rapporto Comuni Rinnovabili, in grado di fotografare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie rinnovabili a partire dai centri urbani, attraverso un esame di parametri e politiche applicate dalla amministrazioni. Lo scopo è sottolineare le politiche verdi che, oltre a riqualificare i centri storici, dimostrano che l’uso di fonti energetiche rinnovabili contribuiscono in modo importante al bilancio energetico, costituendo un’alternativa concreta alle fonti fossili e consentendo alle amministrazioni comunali di risparmiare risorse da investire in altri settori più deboli. ◆ LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/604

prato allo stelvio

Dove l’autonomia energetica sta già diventando una realtà

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Riflettori puntati anche su Prato allo Stelvio, piccolo Comune in provincia di Bolzano, dove l’applicazione di tecnologie di ultima generazione legate alle fonti rinnovabili hanno accompagnato l’amministrazione verso la valorizzazione del centro storico. «L’energia elettrica e il teleriscaldamento vengono gestiti da una cooperativa energetica locale, l’E-Werk Prad, e il processo di riqualificazione verso l’autonomia energetica è cominciato negli anni Ottanta», sottolinea il sindaco Hubbert Pingera. Prato allo Stelvio può vantare 1.100 mq di pannelli solari termici e 5,6 MW di sistemi fotovoltaici distribuiti in 99 impianti e, grazie al suo articolato e integrato sistema di impianti in grado di sfruttare le fonti rinnovabili, risponde al 100% alle richieste energetiche. La particolarità del sistema, che ha portato vincere il Campionato Solare, è lo sviluppo di un sistema energetico locale, basato su un mix di fonti rinnovabili in grado di garantire la copertura del 100% dei fabbisogni elettrici e termici di tutte le utenze del Comune. «Dall’inizio del processo ad oggi, l’E-Werk Prad ha investito circa 35 milioni di euro - spiega Pingera - cifre consistenti che però non hanno tolto attenzione al recupero del centro storico». Valorizzare l’esistente, integrando nuove tecnologie è una strategia vincente, come prova il Campione Solare Prato allo Stelvio, trasformato in modello da replicare.

foto: antonio trogu, flickr

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Primo piano

Bellezza a misura d’uomo

foto: giorgio majno

Intervista a Costanza Pratesi, responsabile ufficio ambiente e paesaggi del Fai, che spiega come riqualificare borghi e centri storici senza farne dei musei. E auspica sgravi fiscali per chi recupera e la nascita di un nuovo mecenatismo

Villa Necchi del Fai a Milano ha ora un impianto di riscaldamento basato su pompe di calore

L’

inchiesta di Tekneco, che vi presentiamo in queste pagine, mira a dimostrare le buone pratiche per intervenire sui centri storici e sui borghi, valorizzando il patrimonio italiano artistico e culturale e utilizzando principi di edilizia sostenibile. Eppure, non basta. La verità è che il “recupero” non va vissuto solo a livello architettonico o culturale. Ma anche sociale. Ci tiene a sottolinearlo Costanza Pratesi, responsabile ufficio ambiente e paesaggi del Fai (Fondo ambiente italiano). La preoccupazione è sotto gli occhi di tutti: centri storici sempre meno alla portata della vita quotidiana.

E borghi svuotati. Le cause? Indubbiamente mancanza di fondi. A monte mancano i finaneconomiche, ma anche di stili di vita e di bi- ziamenti che permettono la supervisione glosogni “diversi”. Tendenze che bloccano un bale del territorio. Esempio sono le scarse for“pieno” recupero di quelle aree di cui l’Italia ze che la sovraintendenza alle Belle Arti riesce a oggi a mettere in campo. «Ma dovrebbe andare ancora più fiera. come puoi conoscere il territorio «Purtroppo si tende a una muse- denuncia la responsabile del Fai alizzazione del centro o del borLEGGI questo articolo anche - quando non si hanno neppure i go, creando luoghi che tendono a sul sito fondi per girare sul territorio?». farsi vedere, ma non farsi vivere» di Tekneco: E allora come approcciare la ridenuncia la Pratesi, che continua qualificazione: meglio un approcaffermando come la pubblica amcio conservativo o rigenerativo? ministrazione abbia «perso il contekneco.it/605 A questa domanda la Pratesi è trollo del territorio». Ma ancora diretta: «Noi del Fai non siamo una volta gioca brutti scherzi la


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palazzo ricordi

L’architettura storica diventa green e si certifica

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così ortodossi da dire che tutto deve essere mantenuto. La stratificazione storica è un valore e deve emergere. Fa parte del fascino del territorio. Penso, per esempio, all’archeologia industriale che dà valore identitario per chi quei luoghi ha vissuto. Così penso che la giusta strada sia il dialogo con quello che c’era prima e ciò che si può fare oggi. Ma assolutamente sono contro quei progetti belli ma che starebbero bene ovunque». UNA DOTE POCO ITALIANA

Programmare, pianificare, riflettere prima di agire. Più volte la rappresentante del Fai parla di una capacità organizzativa che «manca alla mentalità italiana». Bisogna evitare «che le città si espandano senza controllo e senza motivo. Bisogna ascoltare i cittadini che si stanno organizzando che si muovono e si attivano in comitati. È un diritto, questo, che va riconosciuto. Ascoltare la loro posizione è capire come i cittadini vivono i loro spazi». È in questo modo che pubblico e privato, inteso anche come addetti ai lavori, si possono incontrare o come dice la Pratesi possono “partecipare”. Gli strumenti ci sono. A partire dalla valutazione ambientale strategica. «Non è, comunque, facile lavorare con le amministrazioni. E le aziende tendono troppo a lavorare di lobby. È fondamentale, invece, la trasparenza». Intanto, sarebbe buona cosa recuperare una figura ora in estinzione: quella del mecenate. Oggi, come ieri ce n’è un enorme bisogno in Italia: dove il patrimonio è immenso e troppo

poche sono le risorse dedicate. E forse si posso scoprire strade nuove. Un esempio lampante è la ristrutturazione della Villa dei Vescovi dove Fai e Vimar hanno lavorato fianco a fianco (vedi box a pagina 19). Non più solo donazione per restaurare, ma anche partecipazione all’intera opera. Certo i benefici fiscali aiuterebbero di molto: «ma la normativa italiana - si rammarica la Pratesi - non è particolarmente brillante. Addirittura il Fai paga l’Iva. Eppure, le buone pratiche non manca-

no, basterebbe seguire l’esempio anglosassone, che invece prevede un percorso di facilitazioni fiscali». Dove intervenire presto e bene è l’ultima domanda che poniamo alla Pratesi. La risposta anche in questo caso è schietta: «Su tutti i centri storici conviene accendere subito i riflettori». L’appello ha anche un senso pratico: ricostruire e rimodernare significa sviluppare un economia sostenibile. Ancora una volta per il bene italiano. ◆ —M. Cristina Ceresa

Fai e Vimar, azienda specializzata in domotica, hanno collaborato strettamente per ristrutturare Villa dei Vescovi

foto: giorgio majno

foto: paolo vandrasch

Un intervento eccellente nel centro di Milano: si tratta del restauro dell’ottocentesco Palazzo Ricordi, fra il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele. Nel 2009 il committente, Antonello Manuli, ha avviato il programma di ristrutturazione dell’intero edificio, applicando criteri green. A certificare il percorso progettuale, Green Building Council, che con il protocollo Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) ha stabilito il percorso virtuoso e che ha conferito la precertificazione a livello Gold. Il gruppo di lavoro nominato da Antonello Manuli, coordinato da Marzia Fumagalli, con Carlotta Cocco supervisore delle procedure Leed, è composto da Aldo Parisotto, da Esa Engineering e da Favero &Milan Ingegneria.


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Primo piano

BIO Michele Esposto, presidente di Borghi, la realtà che si occupa di stimolare la tutela e il recupero di antichi borghi e centri storici

foto: maurizio montanaro, flickr

Missione possibile: la rinascita dei borghi

I Sassi di Matera, dove Borghi ha dato vita a un albergo diffuso

Intervista a Michele Esposto, presidente di Borghi, una società che ha fatto del rilancio dei paesini in decadenza la propria missione e ora, con il progetto Casa 21, questa edilizia diventa anche green

Un nome un destino: Borghi, la società che ha fatto del rilancio del patrimonio storico del territorio la propria attività è impegnata in progetti nelle zone più interessanti d’Italia, da Pienza, ai Sassi di Matera. Si è dotata di un comitato tecnico scientifico composto da Università, associazioni ambientaliste e di categoria, da Legambiente a Federcostruzioni al Touring Club e al Cresme. Michele Esposto, presidente di Borghi, spiega le strategie per fare del recupero un business. Sviluppo locale e valorizzazione dei borghi, la vostra società opera in questo ambito. Attraverso quali attività? Borghi svolge attività di consulenza e assistenza tecnica e finanziaria per enti e amministrazioni pubbliche che desiderano sviluppare progetti di recupero di borghi storici e piccoli comuni. Ma lavoriamo anche con i

privati per favorire l’incontro di domanda ed offerta. Assistiamo gli operatori nella ricerca di finanziamento, nella definizione del progetto (borghi a finalità turistiche ma anche produttive o legati al mondo dell’arte e della creatività) fino alla promozione e commercializzazione dell’opera finita. Qual è l’attuale situazione dei piccoli borghi italiani e come vengono percepiti? Gli italiani e i tour operator esteri, percepiscono il borgo come qualcosa di antico, autentico, legato a stili di vita ormai dimenticati e con la possibilità di instaurare contatti e relazioni veri con i residenti. Lo rivela una recente indagine Doxa su un campione di oltre 2000 persone, che peraltro sottolinea come ci sia la predisposizione ad acquistare prodotti, enogastronomici o artigianali del territorio. Le mete per il momento sono decise soprattutto sulla base del passaparola. Vengono preferite formule di ricettività innovative, come l’albergo diffuso, con camere, appartamentini e strutture per i pasti distribuiti in tutto il borgo. Una potenzialità di business che investitori e amministratori cominciano a percepire. Attualmente quali interventi specifici state promuovendo? Il borgo di Postignano in Umbria è da poco

tornato a vivere grazie alla collaborazione con imprenditori privati che ne faranno un luogo turistico destinato a un target del Nord Europa. Seguiamo le attività della società Sextantio, che ha recuperato il borgo di Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo, diventato un albergo diffuso, e ha realizzato un’iniziativa analoga nei Sassi di Matera. Stiamo anche cercando investitori interessati per conto del Comune di Laino, in provincia di Cosenza. Il vostro approccio segue una filosofia green? Cerchiamo soprattutto di recuperare patrimonio esistente, valorizzando i materiali e le tecniche locali di costruzione così come il restauro di mobili e arredi. L’incontro con l’architetto Simone Seddio e la società Pigreco Progetti ha dato il via al progetto Casa 21, basato sulla sostenibilità ambientale e sulla responsabilità sociale dell’impresa. Il caso pilota sarà in Val d’Orcia, a Pienza, ma l’obiettivo è quello di realizzare una vera e propria rete di referenti territoriali che possano sviluppare interventi con gli standard Casa 21 in tutto il nostro Paese. ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/606


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Ragione e sentimento per recuperi ecocompatibili I casi in cui tecnologia, sensibilità e rispetto per l’ambiente si danno la mano non mancano. Se il caso di Villa Vescovi ci parla della domotica, Palazzo delle anime racconta di come si sconfigge uno dei principali nemici degli edifici antichi: l’umidità. Il caso di Torcello infine mostra come combattere la salsedine e ridare smalto a costruzioni storiche con materiali biologici

domotica

contro l’umidità

intonaci

Villa dei Vescovi, rinasce grazie al Fai e a Vimar

Palazzo delle Anime, rinascita nelle Langhe

Isola di Torcello, le facciate sgargianti sono anche bio

La collaborazione fra Fai, Fondo Ambiente Italiano, e Vimar, ha portato alla conclusione delle opere di restauro per la storica Villa dei Vescovi, dimora del XVI secolo in provincia di Padova. Sono stati necessari quattro anni di lavori per trasformare un edificio in parte dismesso in un nuovo simbolo del territorio veneto. Vimar si è occupata dell’installazione del sistema domotico By-me, che ha consentito di aggiornare il sistema impiantistico pur nel pieno rispetto dei vincoli architettonici e normativi di un bene tutelato dalle Belle Arti. Illuminazione, clima, risparmio energetico vengono coordinate dall’impianto domotico.

“Il Palazzo delle Anime”, luogo di ritiro e di esercizi spirituali, costruito nel 1765 a Cherasco, un piccolo centro storico nella regione piemontese delle Langhe, è stato di recente sottoposto a un progetto di risanamento. Obiettivo principale è stato tutelare l’esistente combattendo l’umidità, colpevole di aver determinato il degrado degli intonaci, dei rivestimenti e delle pitture. Per dare nuovo valore al Palazzo (oggi sede dell’hotel Il Campanile della Veglia), sono stati utilizzati i prodotti del Sistema Risanamento di Fassa Bortolo e la Linea Restauro Ex Novo, a base di calce NHL 3,5, una bio-finitura particolarmente adatta in questo caso per le sue proprietà traspiranti.

Le facciate restaurate a colori sgargianti che hanno tornato a vivacizzare l’isola di Torcello, a Venezia, devono il loro aspetto a Vimak Bio. Prodotto da Villaga Calce è un intonaco di fondo premiscelato a base calce idraulica naturale destinato alla bioedilizia. Il prodotto è certificato biologico da Aiab-Icea per la sostenibilità dei suoi componenti. È stato scelto per la sua permeabilità al vapore, per l’elevata elasticità e adesività, caratteristiche di base che ne hanno agevolato l’applicazione sui prospetti dei palazzi storici. È stato infatti impiegato come intonaco grezzo di fondo su murature in laterizi, forati, mattoni pieni e pietra naturale.

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Edilizia Bio Alla scoperta del social housing Modelli architettonici sostenibili anche sul fronte “sociale” dove i prezzi calmierati riescono fare rima con la bioarchitettura

Involucri edilizi efficienti Sulla base della certificazione Casa Clima, ecco un dettagliato vademecum per dare vita a una corretta progettazione

PROGETTO Costruire in legno anche in Puglia Lo studio Longano ha utilizzato accanto agli ulivi del giardino, abete e larice, per costruire una villa sorta su un vecchio fabbricato

PROGETTO Centro integrativo intergenerazionale Alle porte di Milano un edificio bio disegna spazi ecosostenibili di aggregazione per giovani e anziani

PROGETTO Le corti lombarde rivivono in classe A Il social housing, che non rinuncia alla qualità e alla sostenibilità, grazie alla tecnologia

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Progetto Casa 100k di Mca, Mario Cucinella Architects (http://mcarchitectsgate.it)


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Edilizia Bio

ALLA SCOPERTA DEL SOCIAL HOUSING PER RISPONDERE ALL’EMERGENZA ABITATIVA di Bianca Riccardi

La congiuntura economica negativa ha obbligato il mondo dell’edilizia a trovare modelli architettonici innovativi, in grado di rispondere alla domanda di nuove costruzioni ma a costi contenuti. Prezzi calmierati, bioarchitettura ed elevate classi energetiche sono il filo conduttore degli edifici che verranno

“I

n Lombardia lo scenario nel periodo 2010-2019 vedrà 935.000 nuove famiglie alla ricerca di alloggio. Poco più del 40% sarà in grado di avere accesso al libero mercato, un altro 42,5% si dovrà orientare all’affitto o ai programmi di edilizia agevolata, mentre circa 162.000 saranno quelle che probabilmente saranno costrette a rivolgersi al segmento sociale, pari al 17,5% del totale”. Questi i numeri raccolti da Eire (Expo Italia Real Estate), in grado di quantificare le necessità abitative della cosiddetta fascia grigia, occupata da chi non riesce ad accedere al mercato della compravendita ma nemmeno all’edilizia popolare, perché non sufficientemente “povero”. L’edilizia convenzionata di nuova generazione, il Social housing, si rivolge, infatti, a chi vive la ricerca di casa come un’emergenza abitativa. Si tratta delle famiglie monoparentali, anziani, single o i 7 milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni che, non potendo acquistare una casa, restano in famiglia, o spendono una media di 600/700 euro per l’affitto di un appartamento. La congiuntura economica negativa, responsabile dell’emergenza abitativa, ha obbligato il mondo dell’edilizia, in crisi da anni, a trovare soluzioni intelligenti, fra cui la ricerca di modelli architettonici innovativi, in grado di rispondere alla domanda di nuove costruzioni ma a costi contenuti. «Il costo medio calcolato sugli 82 progetti avviati che abbiamo analizzato - spiega Angela Airoldi, professore al CERTeT-Bocconi e responsabile del monitoraggio permanente dell’Eire - è di 1.109 euro

al metro quadrato (minimo rilevato: 600 euro/mq, massimo rilevato: 1.959 euro/mq) e per i canoni di locazione il costo medio minimo, calcolato su 16 progetti, è di 74,40 euro/mq anno, mentre 80,41 euro/mq anno è il costo medio massimo». Se le grandi città, Milano su tutte, sono le vere protagoniste di questa rivoluzione nel mondo dell’edilizia, la richiesta di esempi di Social housing si sta moltiplicando a macchia d’olio e sta coinvolgendo quasi tutte le regioni italiane. Secondo il recente monitoraggio dell’Eire, che ha coinvolto 157 progetti, il maggior numero di esempi si concentra in Lombardia (32,3%), seguita da Umbria (17,7%) e da Piemonte (11,4); a seguire, Emilia Romagna, Toscana e Veneto. Un panorama ampio, dunque, che coinvolge anche grandi firme dell’architettura che, in stretto dialogo con imprese costruttrici e committenti, propone soluzioni avveniristiche dove, oltre ai prezzi calmierati, il principio progettuale imprescindibile è il rispetto dei criteri legati alla bioarchitettura. È il caso, per esempio, del progetto Casa 100k: 100 metri quadrati a 100.000 euro e zero emissioni di Le grandi città, Milano su tutte, sono le vere protagoniste di questa rivoluzione dell'abitare. in Lombardia si concentrano il 32,3% degli esempi concreti, regione seguita dall'Umbria con il 17,7% e al terzo posto dal Piemonte con con l'11,4%


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Edilizia Bio

CO₂, una soluzione ecologica a basso impatto economico ideata dall’architetto Mario Cucinella in collaborazione con Italcementi Group per rispondere a tre presupposti fondamentali: il primo di carattere economico, il secondo di carattere sociale e il terzo di tipo energetico. O è il caso del progetto Social Houses Motta di Livenza, disegnato da Matteo Thun per l’Ater, Azienda territoriale per l’edilizia residenziale di Treviso; in questo caso gli appartamenti sono costati 995 euro al metro quadro e per la realizzazione dell’intero stabile sono state applicate tecnologie edili legate alla prefabbricazione e utilizzati esclusivamente materiali green. Il mondo dell’architettura e il conseguente comparto dell’edilizia seguono le richieste del mercato che vanno unicamente verso manufatti a costi contenuti e qualità, ambientale ed energetica, certa. Le idee si moltiplicano e vengono raccolte sia dalle amministrazioni pubbliche già in grado di realizzarle, sia da concorsi internazionali che intendono sviluppare il tema per trovare soluzioni replicabili, da usare come matrici o da interpretare come modelli comuni. Gli appuntamenti di maggior richiamo nel mon-

do dell’edilizia, dall’ultima edizione del Made, Milano Architettura Design Edilizia, a quella di Urbanpromo, evento bolognese di riferimento per i temi della rigenerazione urbana e del marketing territoriale, vedono il Social housing come protagonista assoluto. Nel dettaglio, il capoluogo lombardo è stato il centro nevralgico e logistico delle ultime proposte in questo ambito e, se la mostra Social Home Design, in calendario alla fiera di Rho, si è concentrata su quattro installazioni espositive realizzate da prestigiose firme dell’architettura e del design, tra cui Luca Scacchetti e Marco Piva, proponendosi come laboratorio di idee, l’evento ospitato in Triennale è sceso in dettagli più concreti e ha proposto 122 progetti concreti, realizzabili. housing Contest, progetti green e low cost

Definire un catalogo di progetti “chiavi in mano”: questo l’obiettivo di “Housing Contest, Repertorio di progetti per edifici residenziali a elevate prestazioni e basso costo”. Il concorso, a matrice lombarda, i cui risultati sono stati esposti nelle sale della Triennale lo scorso autunno, è stato promosso

LA TORRE "SOCIALE" — Anche Wood Beton ha partecipato al "Bando Europeo per la formazione di un Repertorio di Progetti per Edifici Residenziali ad alte prestazioni e basso costo" indetto lo scorso autunno da Assimpredil Ance, FederlegnoArredo, In/Arch Sezione Lombarda e l'Ordine degli Architetti Ppc. di Milano, in collaborazione con il Comune di Milano, nell'ambito di Housing Contest (www.housingcontest.com). Due i progetti ai quali ha partecipato Wood Beton: uno per un edificio a torre di 12 piani e uno per un edificio in linea di 5 piani.


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850

▶ I professionisti che hanno partecipato all'Housing Contest

Alcuni tra i progetti premiati con le 4 stelle: ① Sonia Calzoni; ② Studio Oneworks ③ Gritti Architetti; ④ Emilio Battisti

no aperto un dialogo puntuale per rispondere alla domanda di “Housing Contest, repertorio su ogni dettaglio costruttivo, un’edilizia sobria e sostenibile di progetti per edifici residenziali per collegare fin dai primi passi attraverso la presentazione di a elevate prestazioni e basso costo.” Il bando del Comune la fase dei rendering progettuaprogetti reali, concreti e condi Milano sull'edilizia sociale ha li ai dettagli esecutivi. Il banfrontabili fra loro. Il raffronto accettato 122 proposte do, promosso dal Assimpredil è stato possibile grazie ai vinAnce, FederlegnoArredo, In/ coli comuni a ciascun candidato: ogni progetto doveva essere corredato da un Arch sezione Lombardia, Ordine degli Architetti business plan puntuale e rispondere a criteri co- Pianificatori Paesaggisti Conservatori della struttivi precisi, legati al risparmio energetico e Provincia di Milano e Comune di Milano, è stato al contenimento dell’impatto ambientale, ma non raccolto da quasi 160 gruppi di lavoro e, fra questi, solo. I partecipanti dovevano rispettare, fra gli al- hanno superato lo sbarramento 122 progetti, di cui tri obblighi, le norme tecniche del regolamento 27 hanno ottenuto quattro stelle, il massimo punedilizio milanese e il limite di costo di 1.600 euro teggio. Una giuria tecnica, presieduta da Pierluigi per metro quadrato di superficie netta (senza ac- Nicolin, architetto e presidente della commissiocessi, parti comuni, parcheggi e vani tecnici). Nel ne Paesaggio del Comune di Milano, ha premiato regolamento, anche le dimensioni prestabilite, ciascun progetto con le stelle, da una a quattro, l’obbligo verso la flessibilità tipologica degli allog- valutandone l’estetica e la capacità di rispondere gi, le performance acustiche di alto livello e la de- adeguatamente ai vincoli. finizione al dettaglio, fino agli allestimenti legati all’interior design. I numeri e le tipologie abitative Ulteriore garanzia di fattibilità di ciascuna pro- Hanno partecipato al bando imprese e progettiposta è stata la collaborazione, imposta dal regola- sti provenienti da tutta Italia e dall’estero; nello mento, fra i progettisti e i le imprese edili, che han- specifico, per la redazione delle 122 proposte


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Edilizia Bio

normativa

Come cambia l’edilizia

_

L’articolo 11 del decreto legge 112/08 e il d.pcm 16/7/2009 introducono i contenuti fondamentali di un nuovo piano nazionale di edilizia abitativa, innovando in modo significativo l’approccio al finanziamento dell’edilizia residenziale sociale. Nell’ambito delle sei linee di intervento individuate dal piano (art. 1 c. 1 del d.pcm), infatti, viene prevista la possibilità di utilizzare i fondi immobiliari chiusi come strumento per finanziare la realizzazione di alloggi sociali, come definiti dal d.m. 22 aprile 2008. Tali fondi immobiliari potranno essere costituiti mediante la partecipazione di soggetti pubblici e privati e potranno articolarsi in un “Sistema Integrato di Fondi” (Sif), costituito da un “fondo nazionale” e da una serie di “fondi locali”. In altri termini, gli interventi di edilizia privata sociale potranno essere implementati e realizzati

sul territorio mediante lo sviluppo di fondi locali, a loro volta partecipati dal fondo nazionale. d.l. 25 giugno 2008 art. 11 Piano Casa — Categorie sociali svantaggiate Prevede l’utilizzo di fondi immobiliari chiusi come strumento attuativo del Piano. Individua le categorie sociali svantaggiate cui è destinata l’offerta di alloggi sociali: —— Nuclei familiari a basso reddito, anche mono-parentali o mono-reddito —— Giovani coppie a basso reddito —— Anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate —— Studenti fuori sede —— Soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio —— Soggetti in possesso dei requisiti di cui all’art. 1 della Legge n. 9 del 2007

—— Immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale o da almeno cinque anni nella medesima Regione d.m. 22 aprile 2008 Definizione di Alloggio Sociale Sono alloggi sociali le case e i servizi destinati ad individui e nuclei familiari svantaggiati che non sono in grado di accedere ad alloggi nel libero mercato. Rientrano in questa definizione gli alloggi realizzati o recuperati, da operatori pubblici e privati, anche con il ricorso ad agevolazioni e contributi pubblici, destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni ai canoni concordati ed anche alla proprietà a prezzi convenzionati (ambito dell’edilizia privata sociale). info: www.cdpisgr.it


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Social housing è un trend in ascesa, protagonista assoluto degli appuntamenti di maggior richiamo nel mondo dell'edilizia

Alcuni tra i progetti premiati con le 4 stelle: ⑤ Prr Architetti ⑥ Marco Visentin ⑦ Epsus Musa ⑧ Emilio Pizzi

comprese nella selezione finale, hanno collaborato 75 imprese e 104 progettisti. Considerando i numerosi soggetti coinvolti, si stima che abbiano partecipato 850 professionisti. Gli esempi di Social housing premiati sono riconducibili a due tipologie compositive principali: gli edifici a torre e quelli a stecca; i primi si sviluppano in altezza, con elementi distributivi verticali, e sono particolarmente adatti dove l’elevato Stabilito in 1.600 euro al mq valore dei suoli sugil limite massimo di spesa, gerisca il massimo il progetto più competitivo sfruttamento dello è risultato essere quello spazio disponibile. dello studio Prr Architetti Gli edifici “a stecca”, con soli 1.215 euro al mq o in linea, hanno l’asse longitudinale rettilineo e sono, dunque, caratterizzati da aggregazioni lineari di unità immobiliari accorpate secondo una densità conseguente alle necessità progettuali e alla dimensione del sito di progetto. In occasione dell’Housing Contest, fra i 27 progetti premiati con 4 stelle, 11 erano a torre e 16 in linea. Numerose le soluzioni costruttive presentate: dalle strutture in legno, alla prefabbricazione in altri materiali, ogni tipologia edile ha risposto in maniera efficace alla domanda legate alle prestazioni energetiche e al contenimento dei prezzi. Il livello di definizione di ciascun progetto ha permesso di

indicare con precisione anche i tempi di costruzione, che variano fra gli otto mesi proposti dal progetto disegnato da Silvia Pinazza, ingegnere, e seguito da Carena, Spav Prefabbricati e Nuova Itl Italconsult Lavori, ai 24 mesi richiesti a diverse proposte. Nella scheda di ciascun progetto vi è indicato anche il costo della Superficie Lorda di Pavimento (SLP), la sommatoria, cioè, fra tutte le superfici coperte comprese entro il profilo esterno delle pareti perimetrali ai vari piani e soppalchi di interpiano, sia fuoriterra che in sottofondo. Stabilito in 1.600 euro il limite massimo di spesa, il progetto più competitivo è quello proposto dai progettisti dello studio Prr Architetti che hanno collaborato con Soceca Costruzioni e hanno proposto una Slp di 1.215 euro per metro quadrato. Tutti i progetti rispettano le più alte classi energetiche di riferimento, variando fra B e A+, le uniche categorie ammissibili per rispettare le prestazioni energetiche richieste. ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/607


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Edilizia Bio

FACCIA A FACCIA

Un progetto due punti di vista Uno dei pregi dell’Housing contest è stato quello di fare lavorare a stretto contatto architetti e aziende fornitrici e costruttrici. Abbiamo messo a confronto l’esperienza del progettista Alfio Zappalà (capogruppo del team formato da Mariarosa Fontana, Giuseppe Parito e Fabrizio Scicali) e di Domenico Sambataro, responsabile commerciale di Bioisotherm, azienda fornitrice dei sistemi costruttivi Argisol

alla nostra esigenza di avere un involucro rigido e all'interno più libertà progettuale, abbiamo apprezzato la possibilità di avere in un unico elemento struttura, tamponamento e isolamento termico, tra l'altro a costi inferiori perché la facilità di montaggio riduce i tempi di realizzazione e in generale un miglioramento delle operazioni di cantiere anche rispetto alla sicurezza. DS Tra l'azienda e lo studio di progettazione, al momento della promulgazione del bando, esisteva già una collaborazione per alcuni cantieri in essere e la tematica stessa del bando sembrava fatta su misura per l’adozione di Argisol e Termosolaio.

— Standard energetici nell'Housing contest. Quali le difficoltà incontrate durante il percorso progettuale?

— Come è stato coordinato il rapporto fra committente, architetti e azienda?

ALFIO ZAPPALÀ L'involucro rappresenta il primo elemento di disper-

AZ Uno degli obiettivi del bando era l'utilizzo di un sistema prefab-

sione in termini di energia e di costi, da subito abbiamo scelto di lavorare su un volume compatto e omogeneo, ridotto al minimo, con conseguenti problemi legati al rispetto delle caratteristiche dimensionali delle tipologie d'alloggio richieste e al raggiungimento della massima flessibilità interna. La volontà di una sperimentazione compositiva e tipologica compatibile con il sistema costruttivo adottato è stata limitata dalla richiesta esplicita della tipologia in linea e vincolata dalle attuali normative dell'edilizia residenziale pubblica e del regolamento di Milano. DOMENICO SAMBATARO Bioisotherm promuove da circa trent’anni il sistema costruttivi Argisol ed è alla continua ricerca di progettisti all’avanguardia: l’Housing contest è stata una ottima occasione per collaborare e mettere a prova le reciproche esperienze finalizzate alla realizzazione di un progetto rispondente alle caratteristiche richieste dal concorso. — Come avete affrontato e risolto l'obiettivo principale del concorso: rispettare i vincoli severi su budget e standard legati alla sostenibilità ambientale? AZ Progettare facendo delle scelte che andavano verificate continua-

mente, un sistema complesso forma-involucro e integrazione degli impianti. La scelta iniziale della forma compatta ha garantito un'efficiente risposta dell'involucro; si sono ridotti gli spazi distributivi e il numero degli elementi di collegamento verticale a favore della qualità degli "spazi sociali" posti al piano terra. DS Abbiamo messo a disposizione dello studio le nostre esperienze e lo studio, con la sua professionalità, ha lavorato sulla ricerca delle soluzioni tecniche ed architettoniche adeguate allo svolgimento del tema. — Come è stato scelto il sistema costruttivo principale? AZ Abbiamo utilizzato il sistema Bioisotherm perché rispondeva

bricato e/o tradizionale evoluto a elevato standard prestazionale, è stato abbastanza facile convincere i committenti della validità del sistema Bioisotherm. DS Il bando richiedeva l’adozione di un sistema costruttivo evoluto, l’esperienza e la validità degli argomenti hanno trovato un committente favorevole. — Il progetto presentato in occasione del Housign Contest è replicabile? AZ Il progetto è stato determinato e vincolato dai requisiti del ban-

do, più che un modello abbiamo sviluppato un metodo.

DS Gli standard usati e la versatilità sia del sistema costruttivo ci

consentono di allargare al massimo l'applicazione del progetto. — Qual è stata la sfida più difficile per raggiungere la classe energetica A e contenere i costi?

AZ Lavorare con un involucro rigido e chiuso pur mantenendo la flessibilità interna, rinunciando alla frammentazione dei volumi e lavorando sulla skin del sistema di logge. Tema comune a molti dei progetti partecipanti, non a caso forse i progetti emergenti sono stati quelli che hanno parzialmente tradito alcuni requisiti del bando. DS Il sistema costruttivo di Bioisotherm ha le caratteristiche di base ottimali per consentire una facile realizzazione di un involucro da classe A. I vincoli progettuali imposti dal concorso hanno messo a dura prova la professionalità dei progettisti. ◆ LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/608


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Edilizia Bio

Involucro edilizio efficiente Criteri fondamentali per una corretta progettazione

Non esiste il migliore materiale isolante ma il più adatto a un uso specifico (foto: Emily Geoff — flickr)

di Gianfranco Marino Consulente Energetico CasaClima Presidente CasaClima Network Puglia

P

iù volte, da diverso tempo, si è cercato di trovare una risposta adeguata circa il modus operandi necessario a realizzare edifici ad alta efficienza energetica, sottolineando, nel contempo, come fosse fondamentale ricorrere a un approccio rigoroso finalizzato a perseguire elevati standard di qualità. Pertanto, è indubbio, che, a una corretta progettazione, debba far seguito una altrettanto corretta esecuzione, senza dimenticare il ruolo importante del “controllo” delle due fasi che, in tal modo, vengono messe in stretta relazione e sinergia. Ne consegue che il primo importante step sia quello di pensare, in fase di progettazione a un involucro edilizio che tenga conto di vari aspetti quali per esempio: il corretto orientamento dell’edificio all’interno del lotto, o la ricerca del miglior rapporto S/V, o infine il raggiungimento della maggior compattezza possibile. L’orientamento dell’edificio, infatti, svolge un ruolo importante sia per il comportamento invernale sia estivo. Nello specifico, relativamente al comportamento invernale, si possono ottenere degli apprezzabili guadagni termici, mentre relativamente a quello estivo,

è opportuno evitare una eccessiva esposizione ai raggi solari delle facciate. Tutto ciò, naturalmente, è intimamente connesso al contesto in cui il nostro intervento deve inserirsi. Da un efficace rapporto di forma (S/V) e da una maggior compattezza derivano, invece, dei vantaggi dal punto di vista energetico: minore è la superficie a contatto con le condizioni climatiche esterne, minori sono, infatti, le dispersioni nel periodo freddo, soprattutto a causa dei ponti termici eventualmente presenti sull’edificio. Una volta risolti, in fase preliminare, questi aspetti bisogna analizzare il comportamento termico delle murature relativamente, in via prioritaria, al posizionamento dello strato isolante. L’isolamento termico dell’involucro edilizio rappresenta, del resto, lo strumento principale attraverso cui ridurre, in modo significativo, le dispersioni energetiche dell’edificio stesso. L’isolamento termico, infatti, permette di minimizzare il transito dei flussi di calore dall’interno verso l’esterno nel periodo invernale e dall’esterno verso l’interno nel periodo estivo: ne consegue che tutto ciò ci consente di limitare il dispendio di energia e di conser-

vare la temperatura interna su livelli di benessere ambientale adeguati. Se ci chiediamo dove sia meglio posizionare lo strato coibente, viene spontaneo rispondere che la scelta ottimale sia la superficie esterna. È questa senza dubbio la posizione più idonea per collocare lo strato isolante in quanto consente di ridurre al minimo il problema dei ponti termici evitando, di conseguenza, il rischio che si verifichino fenomeni di condense interne. Tuttavia, è opportuno osservare, che, se realizzare involucri edilizi che adottano quale principio di coibentazione termica quello del “sistema a cappotto” risulta abbastanza agevole per gli edifici di nuova costruzione, non lo è, invece, per quelli già esistenti, che necessitano di interventi più complessi e calibrati. Ingente è, oggi, la quantità di materiali che il mercato dell’edilizia ci mette a disposizione, ma, come più volte sottolineato, non esiste, in assoluto, il migliore materiale isolante, esiste, al contrario, la migliore scelta di esso in funzione del suo utilizzo ed in relazione degli obiettivi da perseguire.Da non trascurare, poi, l’altro aspetto fondamentale, ossia risolvere correttamente e concretamen-


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www.tekneco.it Tekneco offre una nuova opportunità di visibilità agli studi di progettazione. Inviate alla redazione (progetti@tekneco.it) i progetti sviluppati in tema di architettura sostenibile ed efficienza energetica

I progetti sul sito Abitare nel parco Davide Prandin Architetto Palazzina che si è guadagnata la Classe A grazie a un sistema di facciata che agevola il controllo della radiazione solare; realizzati efficacemente Teleriscaldamento e pannelli fotovoltaici; previste anche le serre bioclimatiche. VAI SU: www.tekneco.it/p601

Ampliamento scuola materna di Molare Settanta7 Aspetti tecnici e "ludici" si sposano in questo edificio destinato ad un’utenza scolastica infantile. L’ampliamento previsto dal progetto riguarda una superficie coperta di circa cento metri quadri. VAI SU: www.tekneco.it/p602

te il problema dei ponti termici sia dal punto di vista progettuale che realizzativo. Applicare in maniera corretta “sistemi di isolamento termico a cappotto” ci permette, al contempo, sia di evitare che si verifichino incresciosi inconvenienti dovuti a difetti di posa, sia che il produttore, che ci ha fornito il “sistema”, non riconosca, in seguito, le relative garanzie connesse ai medesimi difetti. Pertanto, è opportuno seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dal produttore mediante il manuale di posa che, generalmente, il produttore stesso mette a disposizioni di progettisti e posatori. Oltre ai diversi manuali in circolazione, è attualmente disponibile il Manuale di Posa, messo a disposizione dal Consorzio Cortexa (www.cortexa.it) che ingloba al suo interno i maggiori produttori di sistemi di isolamento termico a cappotto, che fornisce indicazioni date in maniera univoca e coordinata per una corretta posa del capotto termico. ◆ LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/609

— L’architetto Marino collabora con Tekneco nella selezione dei progetti che giungono in redazione a seguito della Call4Project. Su questo numero abbiamo voluto dedicare spazio a due progetti di forte impianto. Qui a fianco una veloce carrellata su alcuni progetti degni di menzione che potete ritrovare anche sul nostro sito: www.tekneco.it

Ecobuilding 1 Studio tecnico Soldini & Tartaro Il fabbricato sorgerà nel Comune di Gravina in Puglia e sarà realizzato in linea con le norme previste nella Legge regionale n.14/2009 in attuazione del cosiddetto “Piano Casa”, utilizzando la premialità prevista nell’art.4 VAI SU: www.tekneco.it/p603

Scuola Secondaria di Secondo Grado Giovanni Agliardi Architetto Nuovo fabbricato con standard ‘’passivhaus’’ per una superficie coperta di mq. 1.756,55 e un volume di mc. 19.822,32: Scelte progettuali consapevoli in ambito di efficienza energetica dell’immobile (involucro e impianti). VAI SU: www.tekneco.it/p604


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Casa Longano, tappa del tour Klimahouse Puglia 30 marzo 2012, ore 14.00 - 17.00 www.fierabolzano.it/klimahousepuglia/ tour-programma.htm


Progetto

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Anche la Puglia scopre il legno per abitare la sostenibilità CasaClima a Monopoli studio: Francesco Longano

Lo spunto per utilizzare il legno è venuto dal desiderio di intervenire sul territorio in funzione dell’uomo e della natura, di concretizzare l'ideale di un più corretto ed equilibrato costruire. Nell'utilizzo di questo materiale rinnovabile, lo studio Longano è stato aiutato dalla società Rubner di Bolzano, partner di questa esperienza progettuale. L’estraneità del materiale alla tradizione locale ha portato a una scelta architettonica, che combina con essenzialità la vista del legno esterno ad ampie parti intonacate e tinteggiate di bianco

I dati del progetto

Bari

PUGLIA

Monopoli Brindisi

Taranto

Committente

I.L. Immobiliare Longano sas Progettista

Francesco Longano

Il progetto ha interessato il recupero di un vecchio fabbricato preesistente, sito nella immediata periferia di Monopoli, in provincia di Bari. L'edificio è stato interamente demolito e ricostruito, utilizzando essenzialmente criteri e materiali di bioedilizia, che hanno portato a ottenere un prodotto finale di classe energetica A, certificata da CasaClima. Progettualmente si è mirato a risolvere il più possibile gli aspetti relativi al “benessere dell’utilizzatore”, tenendo presente l’obiettivo della riduzione significativa dei consumi energetici “riscoprendo” valori ed esperienze del passato in una visuale ecologica e quindi globale, rivivendo quei legami esistenziali e viscerali tra l’uomo e il legno. Il raggiungimento dell’efficienza energetica per la classificazione in classe A, non ha comportato nella sostanza alcun impedimento nelle scelte stilistiche e formali della progettazione architettonica in quanto, insieme alla società Rubner, si è collaborato per una qualità sia architettonica (aspetto formale) sia tecnica (sostenibilità ed efficienza energetica). La ristrutturazione ha portato, in un lotto di circa 2.000 metri quadri complessivi, alla realizzazione di tre unità residenziali a schiera indipendenti, per un totale di circa 270 mq lordi, a cui si aggiungono più di 170 mq per

annessi locali garage, aree per giardini pertinenziali e superfici esterne destinate all'uso collettivo. La progettazione, per un ottimale isolamento termico in un clima mediterraneo, ha richiesto particolare attenzione nella scelta dei materiali di bio-edilizia e delle tecniche per le opportune coibentazioni sia delle pareti verticali che delle coperture. Sostanzialmente le pareti perimetrali sono composte, partendo dall’esterno, per le parti intonacate, da tinteggiatura, intonaco, pannelli isolanti termici e acustici, elementi porta intonaco in fibra di legno, perlinatura grezza, tessuto traspirante, coibentazione termo acustica in canapa, listelli di assestamento, freno al vapore e barriera vento, travi in legno lamellare di abete, completata da tinteggiatura interna bianca. Il tetto, aerato, è costituito da trave di colmo con relativi puntoni semplici e puntoni aria, perlinatura, teli isolanti, listelli e contro listelli, isolamento in fibra di legno per uno spessore totale di 21 centimetri, perlinatura grezza, guaina impermeabile rinforzata, contro-listelli e listelli per tegole di cotto di colore grigio con grondaia e scossalina di finitura esterna in alluminio. All’interno è stato realizzato un pavimento in listoni di larice levigati dello spessore

Consulente Energetico

geom. Antonella De Marco Ubicazione

Via Santa Margherita, 14 Monopoli (Ba) Tipologia intervento

Nuova costruzione

Destinazione d’Uso

Edilizia privata

Anno di realizzazione

2008

prestazioni energetiche

Classe energetica: A+ A

B

C

D

E

F

G

Indice termico invernale: 24 kWh/mqa Indice di emissioni di CO₂: 4,8 kg/mqa Protocollo di Certificazione

CasaClima

Contatti nome Studio di Architettura referente Francesco Longano email francolongano@libero.it


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di 2,4 centimetri, con sottostante coibentazione termo acustica in canapa, listelli, tessuto protettivo in materiale isolante elasticizzato, su basamento strutturale in cls armato, aerato tramite igloo con bocchette di areazione esterne. Gli infissi esterni sono in legno d’abete massiccio rinforzato per il processo di assestamento della parete con mostre a profilo parapioggia in alluminio e guarnizioni in gomma. Sono stati usati vetri isolanti a camera d’aria dello spessore di 1,8 centimetri. Un sistema di veneziane in lamelle orientabili Griesser, interamente metalliche e comandate elettricamente, provvede alla schermatura solare. Le porte interne sono in legno con telaio d'abete massiccio tinteggiate a poro aperto e di colore bianco. Di particolare interesse l’impianto elettrico gestito interamente da un sistema di domotica centralizzata e pannelli solari per la produzione di acqua sanitaria. altrettanto interessante è l’impianto di climatizzazione caldo-freddo realizzato con sistema a irraggiamento a soffitto (sistema integrabile dal solare termico e dal fotovoltaico), realizzato con superfici di cartongesso a soffitto che


Progetto

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Il legno è protagonista sia all'esterno che all'interno. Abete e larice i prediletti

Prospetto Ovest

Prospetto Est

Prospetto Sud

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Il sistema di riscaldamento e raffrescamento radiante a soffitto garantisce un confort elevato

2.000m

2

▶ Il lotto complessivo destinato alla ristrutturazione

si scaldano in inverno e si raffrescano in funzionamento invernale raggiungibile con estate, coadiuvate, durante il periodo estivo, temperature dell’aria ambiente inferiori di da un sistema in grado di deumidificare, inte- 2-3°C. L'impianto offre un maggiore confort rispetto ai sistemi radianti a pavimento e anche grare e rinnovare l’aria degli ambienti. Un insieme di accorgimenti che garanti- rispetto ai tradizionali sistemi a termoconvescono un alto confort abitativo sia in estate zione. Risulta molto flessibile nella messa a reche in inverno, grazie al funzionamento ba- gime degli ambienti, grazie alla ridotta inerzia sato sul principio di irraggiamento del calore, termica del sistema: la velocità nel raggiungemeno “artificioso” dei sistemi a circolazione re le condizioni di confort sono paragonabili al ventilconvettore, senza però l'ind’aria (ventilconvettore, termosigombro di apparecchiature (calofoni ecc.). La scelta impiantistica riferi). Perfino la climatizzazione è per la climatizzazione invernale LEGGI questo progetto anche quasi invisibile. Il sistema garaned estiva garantisce una interessul sito tisce anche la massima salubrità, sante economia di utilizzo, posdi Tekneco: data la scarsità di aria in movisibile grazie alle basse temperamento in estate, e la totale assenza ture di esercizio invernali e alle in inverno. Si evita così di sollevanon troppo basse temperature in tekneco.it/p605 re e respirare polveri, aumentando esercizio estivo, oltre alla tempel'igiene dell'abitazione. ◆ ratura di confort ambientale in


Progetto

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Uno spazio per ogni età alle porte di Milano Centro di integrazione intergenerazionale studio: Silvia Pietta

Una nuova costruzione, progettata dall’architetto Pietta, che ha come destinazione un centro culturale e ricreativo (scuola di danza, musica e sede associazione anziani) è stata progettata all’insegna della sostenibilità ambientale. MaterialI ecologici per “far star bene” e cura all’orientamento dell’edificio, per sfruttare appieno le potenzialità degli assi cardinali. Buon uso delle tecnologie rinnovabili. Pompe geotermiche native e predisposizione al fotovoltaico

I dati del progetto

LOMBARDIA Milano Basiglio

Lodi Pavia

Committente

Comune di Basiglio Progettista

Nel progetto del Centro di Integrazione Intergenerazionale di Basiglio si è cercato di perseguire due obiettivi: la volontà di creare un luogo di incontro tra generazioni e interessi culturali differenti, unita alla ricerca tecnologica per creare una struttura a basso impatto ambientale e il più possibile autonoma dal punto di vista energetico. La disposizione delle funzioni, la tipologia delle aperture, l’orientamento, la collocazione dell’edificio all’interno del lotto e i materiali scelti seguono i principi propri della bioedilizia, un approccio progettuale e costruttivo orientato all’abitare sano in armonia con l’ambiente per il recupero dell’equilibrio tra la civiltà e la natura: le scelte progettuali sono state quindi definite secondo un principio generale basato sull’attenzione sia verso l’ambiente che verso il benessere psicofisico dei fruitori del centro. Particolare attenzione è stata data all’orientamento dell’edificio rispetto agli assi cardinali, con il conseguente studio delle aperture vetrate e dei sistemi di oscuramento per ogni prospetto. Esternamente l’edificio appare integrato nell’ambiente e rivela a prima vista il principio progettuale generatore: vari volumi di forma regolare e ben definita, sfalsati tra di loro, con altezze e profondità diverse, uniti al centro da un volume vetrato che rappresenta il cuore fisico e simbolico della costruzione.

La disposizione dei volumi rispetto al patio centrale crea delle fughe prospettiche percepibili sia dall’interno che dall’esterno, rendendo diretto il rapporto visivo tra lo spazio confinato più intimo dell’edificio e l’ambiente circostante. L’edificio comprende al suo interno diverse funzioni di interesse sociale: una scuola di musica, costituita da 4 aule (2 aule per lezioni teoriche e pratiche, 1 aula coro ed una sala prove), una scuola di danza (2 sale per corsi collettivi e relativi spogliatoi), la sede associazione anziani, un ampio spazio ricreativo multifunzionale ed un’area ristoro. Al centro delle quattro aree funzionali si trova un patio interno, coperto da un lucernario vetrato: questo spazio diventa il punto di aggregazione. DESCRIZIONE DEL SISTEMA COSTRUTTIVO

Il sistema costruttivo scelto è un sistema modulare di elementi componibili standard in legno massello, prodotti industrialmente: si tratta di mattoni in legno strutturali composti da cinque strati di legno massello incollati in posizione sfalsata, tale stratificazione consente di ottenere massima stabilità dimensionale che, una volta montati, a secco e a incastro, risultano solidali fra loro e formano un blocco statico unico. L’accoppiamento dei singoli moduli è realizzato con uno speciale sistema

Silvia Pietta

Consulente Energetico

ing. Guglielmo Cetrone Ubicazione

via Roma, Basiglio (Mi) Tipologia intervento

Nuova costruzione

Destinazione d’Uso

Edilizia pubblica

Anno di realizzazione

2008

prestazioni energetiche

Classe energetica: A+ A

B

C

D

E

F

G

Indice termico invernale: 35 kWh/mqa Indice di emissioni di CO₂: 0 kg/mqa Protocollo di Certificazione

CasaClima

Contatti nome Silvia Pietta Architetto referente Silvia Pietta email silviapietta@silviapiettastudio.it web www.silviapiettastudio.it


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a incastro che garantisce la perfetta chiusura a filo non solo negli angoli, ma anche a livello dei tramezzi. Appositi elementi di chiusura, travi e architravi per i diversi tipi di aperture completano la costruzione del muro. L’isolamento termico e acustico è garantito grazie al successivo riempimento delle intercapedini del mattone con materiali isolanti sfusi, ad esempio il granulato composto da trucioli di legno ricoperti di argilla come l’isoterraton, che permettono di realizzare una efficace coibentazione termica e acustica; un’ulteriore coibentazione esterna, eseguita con pannelli in fibra di legno, contribuisce alla diminuzione del consumo energetico dell’edificio e al raggiungimento dei parametri standard richiesti dalla legge. Anche la posa degli impianti risulta semplificata, vengono stesi tubi flessibili e guaine corrugate per il passaggio degli impianti all’interno delle intercapedini in modo da risultare perfettamente integrati con la struttura senza la necessità di ulteriori lavorazioni. Nel caso del Centro di Integrazione le pareti strutturali sono posizionate su un solaio realizzato con tavole d’abete accostate in verticale unite con perni in legno di faggio, collocato a sua volta su una platea in calcestruzzo armato a travi rovesce: le linee principali dell’impianto di riscaldamento, di adduzione acqua

sanitaria e di scarico sono collocate nell’intercapedine tra platea e solaio. Anche il solaio di copertura è realizzato con la stessa tecnica del primo solaio e le pendenze per lo scolo delle acque meteoriche sono realizzate mediante una struttura di travetti di legno, isolata con fiocchi di cellulosa e ricoperta da uno strato di ghiaia di 5 cm. Grazie all’utilizzo del legno massello a secco e ai materiali coibentanti naturali come sughero, legno e terra cruda, le pareti risultano completamente traspiranti: rispetto a quelle tradizionali hanno un diverso comportamento relativo all’umidità, infatti grazie a questi materiali naturali si crea una naturale compensazione del clima sia estivo che invernale, mediante lo scambio termico che, attraverso i pori del legno, regola la temperatura e l’umidità dell’aria. La tipologia costruttiva si indirizza verso un concetto costruttivo di prefabbricazione; i vantaggi di tale impostazione, sperimentata in numerose realizzazioni, consistono non solo in un elevato grado di controllo del prodotto finito, attuato con una progettazione esecutiva, sia architettonica che strutturale, molto accurata, ma anche nella riduzione delle tempistiche di cantiere ed una minor manutenzione nel corso degli anni, con benefici sui costi finali di gestione. L’assemblaggio a secco

L’edificio è costituito da volumi di forma regolare e ben definita, sfalsati tra di loro, con altezze e profondità diverse


Progetto

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A destra: Sul lato nord le aperture si riducono per evitare dispersioni di calore Sotto: Il pergolato a Sud lascia passare la luce d’inverno e protegge dal sole in estate

50 kW ▶ È la potenza dell’impianto geotermico

degli elementi in cantiere e le ridottissime iuta. Per una buona manutenzione dei pannelcasistiche di interventi improvvisati in ope- li è proibito bucare forare o tassellare le pareti ra sono garanzia di tempi di montaggio certi con il sistema di riscaldamento a pannelli al e buona qualità del prodotto finale; non solo: di sotto dei 2,1 m, un eventuale foro danneggeil tutto è caratterizzato anche da un bassissi- rebbe irrimediabilmente il funzionamento del mo contenuto di colle e una grande traspira- riscaldamento; è possibile invece farlo su tutte bilità delle pareti. Il riscaldamento del Centro le altre pareti prime di rivestimento in argilla. di Integrazione è posato prevalentemente a Per la manutenzione delle superfici d’argilla parete: l’elemento radiante è costituito da un ricordarsi di non bagnarle con acqua abbonpannello di argilla con un circuito termico in- dante potrebbero crearsi crepe e sfarinamento tegrato. Questa tipologia unisce una serie di dell’intonaco.Ad esclusioni delle parti con levantaggi: ambiente sano e confortevole grazie gno a vista, per la finitura delle pareti interne alle proprietà termo igrometriche dell’argilla, è stato scelto l’intonaco d’argilla, che agisce da circolazione dell’acqua a bassa temperatura legante e allo stesso tempo dona colore gracon conseguente risparmio di costi energetici, zie ai suoi delicati cambiamenti cromatici: compatibilità con l’ambiente e totale riciclabi- all’interno dell’impasto sono state inserite filità. I sistemi che lavorano secondo il principio bre vegetali di diverso tipo (granulati mineradell’irraggiamento, come questo, non provoca- li, madreperla, sabbie cristalline, fibre vegetali no movimenti d’aria: il calore viene trasmesso come paglia, erba, sisal e fiori) per conferire direttamente tramite onde (radiazione) ter- alla superficie texture differenti nei vari ambienti. Per l’isolamento all’interno miche, un processo assimilabile del mattone di legno è stato scelto alla trasmissione di calore proun materiale sano e naturale, in vocata dal sole. Per compensare LEGGI questo progetto anche quanto composto esclusivamente lo spessore tra parete in legno e sul sito da trucioli di legno, puliti e non pannello radiante in argilla è stadi Tekneco: trattati, che sono rivestiti da un ta usata una lastra posata a secco velo d’argilla; la combinazione dei composta da: terra cruda per codue materiali, con le stesse caratstruzioni, argilla, additivi vegetali tekneco.it/p606 teristiche termo igrometriche, ate minerali leggeri, fibre naturali, tua un’azione di regolazione paglia, canna palustre e tessuto di


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Il patio interno, coperto da un lucernario vetrato, diventa il punto di aggregazione

dell’umidità e della temperatura negli interni, sia in estate che in inverno, assorbendo l’eccedenza di umidità nell’aria e rilasciandola in caso di necessità. Dopo essere stato insufflato all’interno della parete in mattoni, la miscela fine di argilla e trucioli di legno diventa un isolamento omogeneo che riempie ogni spazio senza lasciare fughe o vuoti. Rivestimenti orizzontali

Per l’isolamento a pavimento sono stati utilizzati pannelli in fibra di legno : materiale riciclabile , anticalpestio, eccellente isolante termico e regolatore di umidità. Per assicurare la rigidezza e la complanarità dei sottofondi sono state applicate sopra i pannelli in fibra di legno due lastre, composte da due materiali naturali, gesso e fibra di cellulosa, ottenute da carta riciclata selezionata e sminuzzata hanno un’elevata stabilità, ottima resistenza meccanica e ottime caratteristiche di resistenza al fuoco. Possono essere utilizzate sia a parete che a pavimento, perché conferiscono rigidezza e complanarità ai sottofondi.Nelle aule di danza e nella sala attività ricreative sono state posate tavole di rovere flottanti su foglio di sughero, a incastro, prefinite e stratificate e con finitura ad olio che garantiscono un ambiente naturale e il rispetto per l’ambiente. Per la maggior parte delle superfici è stato utilizzato

il linoleum.Questo materiale è fornito in lastre prefinite con un supporto di sughero, trattate in superficie con materiali naturali come ad esempio olio e cera d’api. Il linoleum è costituito da un impasto omogeneo di olio di lino, resine mineralizzate e resine vegetali, mescolate a inerti come la farina di legno e di sughero.

cappello

mod. doppio

ILLUMINAZIONE

Per l’illuminazione dei disimpegni che portano all’atrio centrale, è stato utilizzato il sistema di illuminazione diurna attraverso diffusori di luce naturale. La lente della calotta captatrice cattura la luce respingendo i fasci di luce troppo intensi delle ore centrali della giornata garantendo così un’illuminazione costante per tutto il giorno: alla calotta captatrice posizionata sulla copertura, si aggancia il tubo riflettente che permette di trasferire la luce solare proveniente da essa all’interno del locale. La luce incanalata nel tubo riflettente è diffusa nell’ambiente con l’ausilio di lenti ottiche.

mod. triplo

mod. quadruplo

RIVESTIMENTI VERTICALI ESTERNI

Ancora legno, ovvero un pannello di legno, per la copertura esterna che per la sua capacità di assorbenza è in grado di catturare il calore e di trattenerlo a lungo e contribuisce come pochi altri materiali da costruzione al

zoccolo

mod. singolo


Progetto

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A sinistra: ❶ Intonaco argilla/legno ❷ Intonaco argilla/intonaco calce

Sotto: l’intonaco d’argilla agisce da legante e dona eleganti cromie naturali, sul soffitto è stato mescolato a paglia

mantenimento di un piacevole tepore negli ambienti. Il pannello in fibra di legno è stato applicato come cappotto esterno all’edificio, contribuisce a perfezionare le prestazioni del tamponamento e a migliorare ulteriormente le caratteristiche energetiche dell’edificio. Per poter realizzare l’intonacatura sul cappotto, è stata utilizzata una struttura composta da canne palustri naturali idonea per tutti gli intonaci a base di terra cruda e di calce. La struttura tiene legate tra loro le canne con filo di ferro zincato, e vengono posate distanziate tra loro ogni 20 cm trasversalmente rispetto al mattone modulare in legno. La finitura a intonaco viene applicata senza inumidire la superficie e utilizzando una malta non troppo solida. Per l’intonacatura di alcune pareti dell’esterno il bio-intonaco a base di calce per esterni ad effetto graffiato, è una malta secca a base di calce naturale, che ha come legante idraulico polvere di marmo e sabbie classificate. Per tutte le altre pareti esterne è stato usato il rivestimento in doghe di legno di larice alte 12 cm e 2,5 di spessore. Per il trattamento superficiale del legno è stata scelta una velatura colorata naturale. Per una buona manutenzione ordinaria del rivestimento esterno in legno, è bene che ogni anno si effettui un controllo sullo stato delle superfici prestando attenzione alle pareti più

esposte a sole, vento e acqua.Per una buona manutenzione della pavimentazione esterna in legno invece, è necessario semplicemente pulire periodicamente la superficie senza usare prodotti chimici aggressivi che potrebbero rovinare e macchiare le doghe in legno. IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE

Il Centro di Integrazione Intergenerazionale, nel suo complesso, è da considerarsi una struttura a basso impatto ambientale. L’impianto geotermico di 50 kW, accoppiato agli scambiatori di calore, che saranno alimentati da un sistema fotovoltaico, di prossima realizzazione, posto sulla copertura, permetterà all’edificio di essere totalmente autonomo per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico. Per la climatizzazione invernale degli ambienti si sfrutta la temperatura del sottosuolo, che risulta praticamente costante durante l’anno, permettendo all’impianto di produrre acqua calda a 45°C. Nel periodo estivo l’impianto funziona in modalità natural cooling, ovvero l’acqua del circuito geotermico, raffreddata dal terreno viene utilizzata direttamente nell’impianto a pannelli radianti senza la necessità di far funzionare la pompa di calore conseguendo un ulteriore importante risparmio di energia elettrica. ◆


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Progetto

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Lo spirito delle corti lombarde torna a vivere in classe energetica A Social housing a Milano di arch. A. Zappalà (capogruppo), ing. F. Scicali, arch. M. Fontana, arch. G. Parito

Un’edilizia a costi contenuti che non rinuncia alla qualità e soprattutto alla sostenibilità. La proposta, che ha partecipato all’Housing Contest indetto dal comune di Milano, ha il cuore in una ritrovata socialità dei residenti, che si ispira apertamente allo stile di vita comunitario delle tradizionali corti lombarde. La tecnologia è concentrata nel migliorare la sicurezza e la qualità dell’abitare, ma soprattutto nel ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale dell’edificio. Così i pannelli frangisole in cima all’edificio sono in realtà moduli fotovoltaici, che consentono un notevole risparmio energetico. La geotermia è utilizzata a sua volta per il riscaldamento e il raffrescamento degli appartamenti. Il sistema Argisol infine ha permesso un’estrema flessibilità nella disposizione interna degli spazi

I dati del progetto

LOMBARDIA Milano

Bergamo

Lodi

Committente

Tau Costruzioni; Futura Costruzioni Progettisti

Alfio Zappalà (capogruppo), F. Scicali, M. Fontana, G. Parito

Nel tessuto disgregato delle frange periurbane delle grandi città, la qualità dei nuovi insediamenti si gioca fondamentalmente nella capacità di organizzare lo spazio residenziale in modo da favorire le relazioni. L’edificio, presentato all’Housing Contest organizzato dal comune di Milano, è immaginato per un lotto in prevalenza pianeggiante, situato nelle aree agricole e naturali che circondano il capoluogo lombardo. È orientato nel suo sviluppo principale sull’asse nord-sud, occupa un lato di un isolato e delimita con altri edifici un’area attrezzata pedonale, che reinterpreta in chiave contemporanea le corti tipiche dell’identità milanese, caratterizzate da spazi interni molto adatti alla socializzazione di vicinato. Il linguaggio architettonico è invece in continuità con gli esempi di edilizia residenziale, che anche di recente hanno caratterizzato Milano. Il piano terra è in gran parte lasciato a loggiato aperto ed è concepito come l’estensione al coperto della piazza pedonale, su cui si affacciano tutti i servizi collettivi, la sala riunioni, la sala fitness, la lavanderia condominiale, il club e alcuni locali potenzialmente adatti per piccole attività commerciali. Ne risulta un sistema aperto alla città, ma allo stesso tempo un sistema privato tra le residenze, in con-

tatto con il parco adiacente, elemento che facilita la socializzazione e migliora la qualità della vita. L’edificio si sviluppa su 6 livelli fuori terra, dei quali 5 per gli alloggi e un piano interrato destinato ai box e alle cantine. Il prospetto ovest si affaccia sulla strada di penetrazione al comparto, dalla quale è separato da una fascia di verde che funge da filtro. Su questo lato sono ubicati gli ingressi carrabili al piano interrato e le gallerie pedonali di ingresso al piano terra che conducono al loggiato e ai corpi scala. L’orientamento, la forma del volume edilizio, l’involucro iperisolato, le prestazioni dei serramenti, assieme alle soluzioni tecniche e impiantistiche adottate hanno l’obiettivo di ottimizzare l’efficienza energetica e delle prestazioni acustiche, nonché minimizzare l’inquinamento, nell’ottica complessiva della sostenibilità ambientale. Cercando di rispettare i suggerimenti del bando dell’Housing Contest, si è fatta la scelta di progettare un corpo edilizio il più possibile lineare e compatto, caratterizzato da un sistema modulare in acciaio che lo avvolge sul lato ovest e sulla copertura, diventando ora loggia, ora pergolato di coronamento. In particolare sulla copertura, il pergolato in acciaio, diventa anche struttura por-

CoLLABoRATORI

M. G. Cuvato, A.Gurrieri, D. Napoli, L.Pedilarco, C. Romano, S. Catena (consulente energetico) Ubicazione

Milano

Tipologia intervento

Nuova costruzione

Destinazione d’Uso

Edilizia privata

prestazioni energetiche

Classe energetica: A+ A

B

C

D

E

F

G

Indice termico invernale: 15,63 kWh/mqa Indice di emissioni di CO₂: 3,11 kg/mqa Protocollo di Certificazione

CENED

Contatti referente Alfio Zappalà indirizzo Corso C. Colombo 11/G

Trecastagni (CT)

email arch.alfiozappala@virgilio.it TEL./FAX 095.7808367


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I percorsi pedonali collegano i servizi in comune dell’abitazione, dal centro fitness alla lavanderia

tante sospesa per i pannelli fotovoltaici. Quattro corpi scala con ascensore collegano i vari piani, terrazza compresa. Ogni piano destinato alle residenze comprende 1.000 metri quadri di slp e si articola in vari tagli di alloggi per garantire le percentuali richieste dal bando. È stato utilizzato il sistema strutturale Argisol come esempio di sistema tradizionale evoluto, dividendo il corpo edilizio in quattro parti giuntate e riducendo al minimo la presenza di pilastri intermedi. Ciò ha permesso di ottenere una’ampia

flessibilità, sia aggregativa tra i vari tagli e sia distributiva all’interno degli alloggi. Per garantire che tutti gli alloggi fossero forniti di logge, nel prospetto est sono state ricavate scavando il volume nella trama del prospetto. Si è cercato di ottenere la maggior parte degli appartamenti con il doppio affaccio, per favorire un’idonea ventilazione naturale. Nel piano interrato sono ubicati i box auto e le cantine, di conseguenza si estende oltre l’ingombro dell’edificio, con una parte coperta a giardino pensile. Il verde della piaz-

BIOISOTHERM

Termosolaio

Termosolaio è un pannello cassero per la formazione di solai in cemento armato da calpestio e di copertura con isolamento termico variabile.

Caratteristiche tecniche Gli elementi del cassero sono in poliestere espanso ad alta densità, costituiti da due lastre isolanti (a spessore variabile) nelle quali sono ancorati dei lamierini zincati. Il riempimento in calcestruzzo e l’inserimento dell’armatura metallica completa il sistema, che garantisce strutture perfette sia sul

piano tecnico sia per quanto riguarda il confort abitativo.

Caratteristiche prestazionali Il materiale isolante impiegato (eps) garantisce un elevato isolamento termico costante nel tempo. —— spessore sottotravetto isolante: 4÷8 cm —— larghezza totale del pannello: 60 cm —— larghezza totale del travetto: 11 cm —— valori di trasmittanza termica U possono variare aumentando lo spessore del sottotravetto isolante (0,35÷0,16 W/mq K)


Progetto

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Tekneco Numero 06 | 2012

BIOISOTHERM

Argisol

Argisol è un sistema di costruzione costituito da un programma completo di casseri isolanti a perdere con i quali si ottengono pareti portanti antisismiche in calcestruzzo, isolate internamente ed esternamente; finalizzate ad ottenere edifici in classe A nel rispetto dell’ambiente.

Caratteristiche tecniche

za può così arrivare a ridosso del prospetto e addirittura arrampicarsi attraverso i corpi scala sino alla terrazza. Le scelte strutturali

Per la realizzazione del progetto è stato previsto l’impiego predominante di casseri in polistirene rinforzato, all’interno dei quali è stato previsto l’impiego di calcestruzzo armato classe 25/30 (Rck 300), con configurazione assimilabile a pareti debolmente armate previste dalla vigente normativa. In particolare per il calcolo dell’intero edificio, è stato considerato un coefficiente di struttura q=1; ciò equivale a dire che la verifica delle membrature è stata effettuata in campo elastico, quindi con grandi risorse da parte dei materiali impiegati. D’altra parte l’impiego dei casseri Argisol prodotti da Bioisotherm consentono rapidità d’esecuzione e soprattutto una coibentazione all’altezza della classe energetica A. Anche dal punto di vista della normativa vigente, questa tecnologia consente di raggiungere ottime prestazioni strutturali, senza penalizzare le scelte architettoniche adottate. Per ridurre al massimo i ponti termici, oltre che per motivi architettonici, il corpo dei ballatoi esterni è in acciaio zincato a vi-

88 kWp ▶ La potenza complessiva prodotta dai pannelli fotovoltaici sulla copertura

sta (ancorato alla struttura Argisol) sormontato da un tavolato ligneo di 4 centimetri di spessore. Sul’imponente pensilina in copertura, elemento architettonico caratterizzante l’edificio, si trovano i pannelli fotovoltaici. L’applicazione di un impianto di trattamento dell’aria primaria favorisce anche l’installazione di un impianto di climatizzazione estiva, combinandosi alla perfezione con i pannelli radianti a pavimento.

I pannelli cassero sono costituiti da un elemento in polistirene espanso che al suo interno ha due tralicci atti a garantire l’autoportanza del cassero durante il getto del cls, con al centro un incavo per la formazione dei travetti in c.a. strutturali. Il fondello dell’incavo è a spessore variabile ed evita il ponte termico.

Le scelte impiantistiche

—— 30-35-40cm per pareti in c.a. da 16,5cm —— 35-40-45cm per pareti in c.a. da 21,5cm

L’orientamento Nord-Sud dell’edificio ha lo scopo di massimizzare l’irraggiamento solare e l’illuminazione naturale, favorendo allo stesso tempo la ventilazione naturale. Il fabbricato ospita 75 alloggi in classe energetica A (standard ufficiale Cened della Regione Lombardia). Elemento architettonico caratterizzante l’edificio è un’imponente pensilina in copertura, sulla quale sono collocati i pannelli fotovoltaici, che fungono anche da frangisoleper gli ultimi piani. Il risparmio energetico e il contenimento delle emissioni inquinanti è stato raggiunto puntando sulle prestazioni energetiche dell’involucro, graziea una mirata scelta dei materiali, allaforma compatta dell’edificio e al vantaggiosoorientamento. Dell’involucro sono stateottimizzate in particolare le caratteristichetermofisiche degli elementi. La trasmittanzadelle murature di tamponamento ha raggiunto valori molto ridotti grazie al doppio isolamento: i muri perimetrali prevedonopareti in muratura portante in clsarmato gettato in casseri a perdere con doppia lastra in polistirene, per uno spesso-

Caratteristiche prestazionali Spessore totale parete grezza:

Proprietà termiche: U da 0,32 a 0,17 (W/mqK) a seconda dell’isolamento scelto: —— isolamento in eps interno da 6.2cm ed esterno variabile di 7,3-12,3-17,3cm per pareti in c.a. da 16,5cm e 21,5cm

Isolamento acustico parete grezza esente di finiture: Rw=48 dB; con applicazione di un pannello fonoassorbente da un solo lato Rw=53dB.

Proprietà igrometriche: Nessuna formazione di condensa alle condizioni +20°C/50% umidità relativa int.; -10°C/80% umidità relativa est. Contatti

Bioisotherm srl - V.le Repubblica, 8/c 35030 Selvazzano Dentro (Pd) tel: 049.8687216 — fax: 049.8684624 e-mail: info@bioisotherm.it web: www.bioisotherm.it


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i costruttori

Cappello Costruzioni arriva a Milano

Con una storia più che trentennale, Cappello Costruzioni è una società ragusana che costruisce e vende immobili. Storicamente l’azienda opera nella provincia di Ragusa, lavorando su progetti in conto proprio e su commessa, puntando, nel caso di iniziativa propria, su aree a vocazione commerciale. Oggi, invece, considerata la crisi economica e finanziaria, l’impresa sta riconsiderando la propria posizione strategica e ricollocando l’attività su nuovi mercati. “L’impegno delle nostre imprese nella realizzazione delle costruzioni si concretizza già in fase progettuale nella ricerca di scelte e soluzioni tecniche innovative e moderne nell’assoluto rispetto del patrimonio naturale e culturale del territorio”, sostiene Cappello Costruzioni. “L’apporto dell’impresa nella fase progettuale si concretizza, anche quando i lavori vengono semplicemente commissionati chiavi in mano, fornendo allo staff tecnico suggerimenti e punti di vista tecnico operativo frutto di esperienza”. L’organizzazione del lavoro può contare su un nocciolo duro di maestranze qualificate, supportate costantemente da uno staff tecnico e amministrativo che riesce a seguire il progetto nel suo complesso: dagli approvvigionamenti dei materiali alle indicazioni tecniche da osservare nell’esecuzione dei lavori passando per gli adempimenti amministrativi, assicurando un rapporto diretto e continuo con il cliente. Cappello Costruzioni ha puntato sulla qualità del prodotto, senza per questo trascurare la leva del prezzo, dotandosi di un sistema di qualità certificato e verificato periodicamente da Bureau Veritas.

Contatti

Gruppo Cappello Costruzioni zona artigianale 97015 Modica (Rg) tel: 0932.761845 fax: 0932.453971 e-mail: cappellocostruzioni@tin.it web: www.cappellocostruzioni.it

L’edificio si sviluppa su 6 livelli fuori terra, 5 per gli alloggi e uno interrato destinato ai box e alle cantine


Progetto

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Tekneco Numero 06 | 2012 Il piano terra è in gran parte un loggiato aperto, un’estensione della piazza su cui si affacciano i servizi collettivi

i costruttori

Futura e i suoi servizi

re di 39 cm e trasmittanze pari a 0,22 W/ ro del calore. L’aria immessa negli alloggi avrà m²K. Le caratteristiche costruttive consento- il fondamentale compito di regolare del grado no l’eliminazione dei ponti termici. Gli infissi, di umidità in estate per evitare la formazione realizzati con telaio in legno e doppivetri bas- di condensa sulle superfici fredde. L’impianto soemissivi 8-16-4 mm, arrivano a valori di 1,6 centralizzato produrrà anche l’acqua calda W/m²K, inferiori ai limiti di legge. Le ottime sanitaria per tutte le unita immobiliari del prestazioni dell’involucro vengono esaltate modulo abitativo verticale. Sulla copertura dalle scelte impiantistiche ed, in particolare, dell’edificio saranno collocati pannelli fotodall’utilizzo di fonti energetiche rinnovabi- voltaici per una potenza complessiva di circa li (solare fotovoltaico; scambio geotermico a 88 kWp, che si potranno avvalere del Conto bassa entalpia) e dall’uso di pompe di calore Energia e ridurranno significativamente i ad alta efficienza, con recupero di calore . È consumi e i costi energetici. L’impianto geostata prevista la realizzazione di un impianto termico invece consente di sfruttare il calore centralizzato per ognuno dei quattro modu- del sottosuolo per cederlo agli ambienti da li verticali, che costituiscono l’intero fabbri- climatizzare, utilizzando pompe di calore recato, collegati al sistema di riscaldamento e versibili, che si attestano su Cop pari anche a 5,0. Le sonde geotermiche, che raffrescamento a pavimento che arrivano fino a 120 metri di proutilizza pannelli radianti. Ogni fondità, massimizzano il rendiunità abitativa è dotata di conLEGGI questo progetto anche mento delle pompe di calore, in tabilizzatore di calore per detersul sito quanto scambiano energia con il minare la ripartizione dei singoli di Tekneco: terreno in profondità, caratterizconsumi energetici. L’obiettivo zato da una temperatura pressodi migliorare la qualità dell’aria, ché costantenell’arco dell’anno. ridurre l’inquinamento indoor e tekneco.it/p607 L’impianto sarà dotato di serbaincrementare ulteriormente l’eftoio inerziale da 2.000 litri per acficienza energetica, ha consigliato qua calda e refrigerata e produrrà di adottare un sistema di ventilazione meccanica con recupero di calore, carat- anche l’acqua calda sanitaria per tutte le uniteristica che favorisce anche l’installazione di ta immobiliaridel modulo abitativo verticale. un impianto di climatizzazione estiva, combi- Fra i requisiti più significativi adottati per nandosi alla perfezione con i pannelli radian- la sicurezza antincendio dei 76 box e del piati a pavimento. L’Uta sarà collocata in coper- no interrato spicca la compartimentazione tura e dotata di batteria fredda, batteria calda dell’intera autorimessa con strutture Rei 120; e batteria di post-riscaldamento. L’aria tratta- i filtri a prova di fumo a protezione dei vani ta dalla Uta sarà distribuita nei singoli alloggi scala; l’impianto idrico antincendio con vasca attraverso canalizzazioni principali tipo san- di alimentazione da 22.000 litri; la realizzaziodwich con canalizzazione di ripresa e recupe- ne di vie di esodo. ◆

Futura Costruzioni è un’impresa edile specializzata nella costruzione di immobili per civile abitazione, uffici, locali commerciali, ma anche in ristrutturazioni e restauri. L’impresa, ha sempre scelto di operare nell’ambito della provincia ragusana, visto che la sede è a Modica, ma si occupa anche di appalti pubblici. Dispone di attrezzature proprie che le consentono di lavorare agevolmente, avvalendosi di una solida esperienza, nonché della collaborazione di professionisti esperti. Pertanto, l’azienda mette a servizio della clientela diversi servizi, quali: lavori di pavimentazione, impianti elettrici e idrici, applicazione di rivestimenti. Molto curato dalla Futura Costruzioni è il rapporto col cliente, che viene seguito passo dopo passo, dalla fase di progettazione, alla fase di consegna dell’immobile, fornendo suggerimenti e portando sempre estrema attenzione alle sue necessità ad esigenze. L’attenzione alla qualità è testimoniata anche dalla certificazione Iso 9001 e dall’attestazione Cqop-Soa di costruttori qualificati per opere pubbliche.

Contatti

Futura Costruzioni Via Vanella 155 n.55 97015 Modica (Rg) tel: 0932.754747 mobile: 335.27557 e-mail: futuracostruzioni1@virgilio.it


Informazione pubblicitaria

ECOTOUR 2011 Il 24 novembre scorso si è concluso con la tappa di Udine il ciclo di convegni organizzati da Profila, divisione marketing e comunicazione del Gruppo USG, che ha visto al centro degli eventi le tematiche del risparmio energetico nell’ambito dell’edilizia

Il Tour, inaugurato a Padova a marzo, ha toccato anche Verona, Bologna e Belluno, coinvolgendo centinaia di professionisti del settore in una serie di eventi, che sono stati in grado di offrire interessanti opportunità di approfondimento e di riflessione su tematiche di stretta attualità per l’edilizia, che risulta essere uno dei settori maggiormente responsabili dell'inquinamento del pianeta. Senza dubbio, un fattore di elevato spessore per l’Ecotour 2011 è stato il patrocinio degli Ordini e Collegi professionali delle diverse città coinvolte, nonché il supporto ed il patrocinio dell’Agenzia Casa Clima della provincia di Bolzano, che ha visto come relatori d’eccezione anche due personaggi d’eccellenza, il direttore dell’Agenzia stessa, dott. Norbert Lantschner e il dott. Ulrich Klammsteiner, i quali hanno avuto modo di illustrare di volta in volta ai presenti i principi secondo i quali opera l’agenzia sottolineando l’importanza di progettare e costruire secondo i criteri dell'efficienza energica e

della sostenibilità. Altro ospite di rilievo è stato il professor Franco Laner, docente presso l’Università IUAV di Venezia. Tema discusso dal professore è stato l’importanza della scelta del legno quale materiale da costruzione particolarmente vantaggioso e versatile, ma sopratutto eccezionalmente sostenibile. Con il supporto di relatori tecnici inviati dalle aziende sponsor che hanno sostenuto la manifestazione, sono stati trattati di volta in volta argomenti come la termografia, le facciate ventilate, i serramenti, le coperture, la ventilazione controllata, le pompe di calore e tutto ciò che concorre a rendere un edificio energeticamente efficiente e sostenibile. “Non ci rivolgiamo solo agli addetti ai lavori - spiega Sandro Gennaro, presidente del Gruppo USG cui fa capo Lumar Biohaus più volte main sponsor nell'ambito dell'Ecotour - ma intendiamo dare risposte chiare ed esaustive a tutti coloro che sono interessati a saperne di più sui nuovi sistemi costruttivi, che riducono l’impatto con l’ambiente abbassando notevolmente i consumi energetici. E proprio il legno, materiale antico ma oggi più che mai al centro dell'interesse nel mercato edilizio, può essere la leva per dare impulso al mercato delle costruzioni grazie alle sue caratteristiche di naturalità, calore, isolamento, antisismicità e, naturalmente, estetica”. Il prossimo appuntamento è fissato per febbraio 2012 con la prima tappa dell'Ecotour 2012 che si terrà a Bergamo. Il calendario degli eventi è consultabile sui siti www.profila.net e www.biohaus.it dove è anche possibile registrarsi per la partecipazione che, come sempre, è gratuita.

Tutte le informazioni sono disponibili su Internet all’indirizzo www.klimahouse.it


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A dispetto di una normativa ancora frammentaria e di una rete elettrica non sempre all’altezza, l’energia del vento in formato mini cresce al ritmo del 20% l’anno. Forte del minore impatto ambientale rispetto ai fratelli maggiori

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a strada per l’energia minieolica italiana non è in discesa anche se la tecnologia è molto promettente. E tutto sommato il mercato può definirsi di nuova generazione. Esso è costituito per lo più da piccole aziende, sia nostrane che straniere, che operano nella produzione dei componenti, nella realizzazione e nell’installazione di impianti minieolici fino a una potenza di 60 kW. Secondo un recente monitoraggio del Campo eolico sperimentale di Trento, nel nostro Paese ci sono mini impianti installati per circa due megawatt, mentre la crescita anno su anno è circa del 20%. A livello mondiale, invece, basandosi su una ricerca che ha preso in esame turbine di capacità inferiore ai 100 kW, l’agenzia di business information Global Data, prevede che il settore toccherà i 3,7 Gw entro il 2020. La rete elettrica ci mette lo zampino

«C’è carenza di reti elettriche nazionali intelligenti ossia capaci non solo di fornire energia, ma anche di riceverne l’immissione da parte dei piccoli impianti come quelli del minieolico da 60 kw. A volte i costi di connessione sono così alti da renderla di fatto impossibile». Sottolinea Vito Tripaldi, amministratore unico di New Tech Service, azienda che si occupa di consulenza nel

settore dell’energia da fonti rinnovabili. Sulla stessa scia si pone Salvatore La Grassa, amministratore di T.r. Energia: «L’adeguamento della rete Enel è un problema. Sovente quando si deve realizzare una connessione elettrica perché si sta installando un impianto mini eolico in un azienda agricola che non ha l’allaccio alla rete elettrica tradizionale, i tempi diventano talmente lunghi da sfinire lo stesso imprenditore. Se la rete Enel è distante un centinaio di metri si può aspettare fino a 7 mesi». Antonio Palombella, project manager di Jonica Impianti, spiega che «la rete elettrica Enel spesso va in saturazione e non riesce a dare disponibilità per l’allaccio. In alcune zone del paese non sempre il gestore accetta di allacciare anche pochi kW, sia per difficoltà tecniche di rete, sia per gli scarsi investimenti che si fanno per rinnovare la rete». Fabio Capezzuto, direttore tecnico di Geatecno, non riscontra, invece, queste difficoltà «L’allaccio alla rete Enel può esser satura per le grandi installazioni ma per la nostra macchina, che ha una potenza di 5 kw, non ci sono difficoltà». Normativa frammentaria

A livello nazionale ci sono linee guida ma spesso le regioni hanno emesso normative diversificate che non tengono conto della


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3,7 GW

▶ è l'energia che verrà dal minieolico nel 2020

realtà tecnologica o della stessa normativa Sicilia, Umbria e Sardegna. La più dinamica al nazionale. «In alcune regioni abbiamo tipo- momento è stata la Puglia, anche se ha comlogie, molto differenti rispetto a quelle confi- messo qualche errore». nanti - commenta La Grassa- . Per esempio in Sicilia c’è il limite di 15 metri di altezza dal Le macchine del mini eolico suolo. Con questo vincolo possiamo installa- Secondo Tripaldi l’investitore appare un po’ re un impianto per alimentare un’abitazione bloccato dal fatto che «I produttori di mini privata, ma per un’azienda agricola sarebbe eolico sono solo all’inizio, dunque pochi haninsufficiente. Basterebbe poter arrivare a 20 no una storia così importante da poter documetri per risolvere il problema». Vito Tripaldi mentare il comportamento delle macchine cita il caso della Puglia che «ha fissato il li- nell’arco di 20 anni. Quelli con una tradizione mite dell’altezza della macchina a 30 metri, sono tutti esteri, principalmente canadesi opma spesso i produttori pure nord europei, initaliani hanno bisogno di In alcune zone del Paese non sempre vece gi italiani hanno 36 metri. La normativa di il gestore accetta di allacciare macchine istallate di riferimento non è chia- un impianto di pochi kW, sia per recente e di cui non si ra perché ogni regione difficoltà tecniche, sia perchè la rete, può garantire l’affidatroppo vecchia, spesso va in saturazione ha le sue regole che non bilità a lungo termine». tengono conto di quello Tuttavia la situazione che c’è sul mercato». Per è in evoluzione, grazie Fabio Capezzuto, invece, «Quando si parla di anche all’innovazione tecnologica: «I nostri piccole macchine non si hanno difficoltà a impianti sono sostenibili soprattutto da un rispettare le linee guida. Il nostro rotore è di punto di vista economico - spiega Capezzuto 3,74 m e può essere installato su pali di varie - perché hanno caratteristiche tecniche inaltezze (normalmente di circa 11 metri) quin- novative. La nostra azienda installa turbine di si arriva a 15 metri totali». Per l’ingegner ad asse verticale, in grado di avviarsi anche Palombella «Le linee guida nazionali sono con venti molto bassi. A questo bisogna agabbastanza chiare, anche se poi si scontrano giungere il meccanismo di incentivazione con gli specifici orientamenti regionali. Tra che dura 15 anni e riconosce 30 centesimi di le regioni che presentano più vincoli ci sono euro per ogni kW ora. Se consideriamo il

Nasce il Cpem

Consorzio dei produttori di energia dal minieolico

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Geatecno L'azienda installa le turbine della società canadese Vbine Energy

Il Cpem si è costituito la scorsa estate per iniziativa di una ventina di aziende agricole del foggiano. Nicola Danza, vicepresidente del Consorzio, spiega che le finalità sono: «Tutelare gli interessi dei produttori di energia da impianti minieolici e, in generale, di tutti i produttori di energia nella forma di generazione distribuita, in quanto modello di produzione da privilegiare; promuovere la conoscenza e la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili; tutelare e valorizzare la natura e l’ambiente». A Foggia è stata aperta la sede principale, mentre a Torino quella secondaria. Il presidente del Consorzio è Carlo Buonfrate. «Nei prossimi mesi - spiega Danza - si conta di raggiungere il centinaio di iscritti. Le aziende, interessate a entrare nel Consorzio, devono fare specifica richiesta. L’iscrizione, la partecipazione alle attività, ai forum, ai convegni e così via, saranno facilitati dall’imminente presenza online del sito www.cpem.eu». Il Cpem da poco ha anche aderito all’Aper (Associazione produttori energia da fonti rinnovabili) per farsi portavoce dei piccoli produttori, eliminando la disparità di trattamento fiscale delle imprese agricole rispetto al fotovoltaico, facilitando l’iter autorizzativo e di connessione alla rete e semplificando l’accesso al credito.


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Energia alternativa minieolico

costo della macchina e gli incentivi, il ritorno dell’investimento è molto veloce, nella peggiore delle ipotesi sono sei anni». Che il minieolico abbia, rispetto al fratello maggiore, un basso impatto visivo è una realtà su cui concordano tutti. Sono macchine che possono essere nascoste dall’altezza degli alberi o dai casolari, risolvendo molte problematiche. Per installare un impianto di questo tipo è necessario presentare la Scia (segnalazione che certifica l’inizio attività) al Comune di competenza. I costi sono accattivanti: si

parte dai 23 mila euro in su, in base al tipo di turbine installate. L’inquinamento acustico appare ridotto negli impianti di ultima generazione, per esempio nel caso della Geatecno, a soli 5 metri di distanza dall’impianto, si percepisce rumore pari a 66 db, equivalente al suono di una conversazione tra due persone. Di conseguenza ci sono meno problematiche per l’avifauna sia perché le pale prendono meno spazio, sia perché generano meno frastuono acustico rispetto all’eolico tradizionale. ◆

60kW Produzione massima

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/610

Jonica Impianti

Geatecno

T.r. Energia

Creatività minieolica

Andare controvento

Turbine a due pale

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Jonica Impianti è specializzata nel minieolico e progetta, fabbrica e vende i propri impianti. I prodotti sono progettati per la generazione distribuita con connessioni a reti Bt e installazioni in aree marginali. Le turbine eoliche sono ad asse orizzontale e si posizionano con rotore di fronte al vento (up-wind) grazie al sistema di imbardata: hanno timone di coda passivo nel modello Jimp25 e cuscinetto magnetico attivo nel modello Jimp60. Con una potenza nominale fino a 25 kW, Jimp25 pesa 800 chili, ha un diametro del rotore di 10,8 metri, mentre l’altezza della torre oscilla tra i 24 e i 30 metri e la velocità di rotazione non supera 176 giri rpm (giri al minuto). Jimp60, invece, ha una potenza nominale fino a 60 kW e una velocità di rotazione che non supera i 100 rpm. Il diametro del rotore è di 18 metri, l’altezza della torre di 36 metri e pesa di 6.500 chili.

Geatecno installa turbine eoliche ad asse verticale della canadese Vbine Energy, coperte da quattro brevetti internazionali. La potenza della turbina è di 5 kW, costruita in acciaio inox e ad azionamento diretto, cosa che permette un efficace trasferimento all’alternatore dell’energia cinetica raccolta dalle pale. La disposizione a gruppi di tre, su due piani simmetrici rispetto al centro di rotazione, riduce le perdite aerodinamiche controvento. Le pale ruotano con vento proveniente da qualunque direzione e la turbina si mette in rotazione autonomamente con appena 1.2 m/s (regime di brezza). La velocità nominale di funzionamento a piena potenza (5kW) è di 120 giri al minuto, mentre il particolare design delle pale permette di non superare velocità di rotazione eccessive (massimo 150 rpm).

T.r. Energia utilizza turbine bipala di Gaia-Wind con una potenza nominale di 11 kW. Ha un basso numero di giri al secondo e 56 rotazioni al minuto, indipendentemente dalla velocità del vento, conservando una bassa velocità periferica del rotore a vantaggio della silenziosità. Le turbine utilizzano un generatore asincrono trifase che evita l’installazione di un inverter che andrebbe ad aumentare le perdite di resa. La turbina a due pale garantisce una minore resistenza al vento, rispetto alle classiche turbine tripala. Gaia-Wind continua a girare anche quando il vento scende al di sotto di 3 m/s. L’azienda fornisce un sistema di monitoraggio da remoto su ogni turbina venduta, che consente di attivare, spegnere o resettare eventuali anomalie di funzionamento, tramite un normale computer di controllo a distanza con connessione mobile.


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Le paure che le grosse pale portano con sé di Anna Simone

Sono soprattutto i danni all’avifauna a spaventare gli ambientalisti che chiedono regole certe e analisi di impatto ambientale precise per ogni sito destinato ad accogliere un impianto eolico

Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo  di Greenpeace Italia

I

n Italia la diffusione degli impianti eo- siglato con Anev, oltre a parchi, riserve e i lici industriali è in crescita ha raggiun- Sic (siti di importanza comunitaria), si escluto nel 2010 una potenza installata pari dono anche le aree di nidificazione dei rapaa 5.757 Mw e una produzione di 8.400 ci e i corridoi interessati da flussi di avifauna GWh (dati Anev-Terna). Nonostante i buo- costanti». ni risultati, tuttavia, non si placa la querelle fra detrattori e sostenitori dell’eolico. «Tutti Cosa non convince dovrebbero cercare di mantenere il discorso «Gli studi per valutare gli impatti di un sotto un profilo tecnico - spiega Tommaso impianto eolico sull’avifauna, non possoCampedelli, consulente in ambito zoologico no essere standard - conviene Campedelli - e questo è vero sia per gli ambientalisti che, - perché devono tenere in considerazione a volte, appena c’è una pala eolica iniziano a lo specifico contesto territoriale e il tipo di parlare di sterminio, sia per gli imprendito- impianto che si vuole installare ». ri che, in genere, tendono a ridimensionare Per muoversi esistono ovviamente delle lii potenziali impatti, e sia per coloro che ve- nee guida generali. «È indispensabile condurdono le energie pulite come qualcosa da fare re uno studio di campo considerando una susempre e comunque. Serve una maggiore re- perficie abbastanza ampia - spiega  Bragonzi golamentazione o l’eolico rischia di diventare -  da considerare eventuali variazioni nei un problema». Tutti però continuano a rite- comportamenti delle specie. È raccomandanerlo una risorsa, purché che ci siano rigo- bile considerare un’area con un perimetro rose valutazioni di impatto ambientale. «Gli equidistante almeno 10 km lineari dagli imimpianti eolici industriali hanno un impat- pianti, considerando anche le infrastrutture to sulla fauna - sostiene Sara Bragonzi, con- collegate (strade di servizio o aree di manotent e community manager di Wwf Italia - e vra). Quindi l’unità minima da sottoporre a per questo il Wwf Italia ritiene realizzabile indagini ha una superficie di almeno 100 km l’insediamento di impianti eolici, nelle aree quadrati». Lo stesso  Campedelli  commenta non precluse,  solo in presenza di un’analisi «Sarebbe importante avere delle basi univodegli impatti sulla biodiversità di quel par- che per avere un quadro di certezza e stabiticolare impianto, redatto in maniera rigo- lire delle aree dove l’eolico è possibile e dove rosa e approvato da un organo competente no. Se le regioni avessero uno strumento di e autorevole». Riempire la Penisola di pan- questo tipo, tutto risulterebbe più semplice. I nelli fotovoltaici o impianti eolici solo per- dati andrebbero poi pubblicati e fatti circolaché non inquinano sarebbe quindi un grosso re, attraverso momenti di scambio con gli aderrore. «Anche per una fonte detti ai lavori». Andrebbe in querinnovabile, sin dalla prosta direzione la partenza, a giugno gettazione  va considerato 2012, dell’Osservatorio nazionale LEGGI questo articolo anche e minimizzato il potensu eolico e avifauna, che intende sul sito ziale impatto ambientale, rafforzare la tutela dell’ambiendi Tekneco: in particolare sull’avifaute e lo sviluppo di impianti eolici na - sottolinea  Giuseppe nelle aree compatibili. Studi e riOnufrio, direttore esecucerche verranno messi a dispositekneco.it/611 tivo di Greenpeace Italia -. zione di tutti per contribuire alla Nel protocollo ambientale diffusione delle informazioni. ◆


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Energia alternativa BIO Averaldo Farri laureato in filosofia è consigliere delegato di Power One Italia

mondo del lavoro

Ingegneri da laboratorio cercasi in Toscana Alla Power One di Terranova Bracciolini si aprono le porte a 150 tecnici. La selezione è in corsa

di Camilla Galli Macricé

P

ronti ad assumere giovani qualifica- mostrare buona personalità e idee chiare sul ti, ma nessuna segretaria. «Qui alla loro futuro e su ciò che vogliono (o vorrebPower One di Terranova Bracciolini bero) fare. Ci piacciono persone che abbiano non c’è un’impiegata. Facciamo tutto una buona mentalità imprenditoriale e che noi – spiega Averaldo Farri, consigliere dele- siano motivate dalla innovazione. Sono imgato di questa azienda che produce inverter portanti la loro cultura generale e il curricu-: abbiamo ottimizzato il processo produttivo, lum studiorom e cerchiamo sempre di capiognuno di noi deve dare un valore aggiunto. re quale sia il loro grado di adattabilità e di Per prenotare un aereo non ho bisogno di una flessibilità. segretaria, ci penso io». Farri ritiene che questo CG Sul campo cosa dovranno dimostrare di sia uno dei segreti del successo di Power One, sapere fare? realtà di matrice statunitense che nel nostro AF Il loro compito sarà quello di progettaPaese ha una capacità produttiva di oltre 4.5 re nuovi prodotti, ma anche di aggiornare e GigaWatt annui. E dalla fabbrica migliorare quelli esistenti, di stuitaliana nel cuore della Toscana è diare i prodotti della concorrenza nato l’inverter più grande al mone derivarne idee e spunti per i proLEGGI questo articolo anche do capace di illuminare 100 campi dotti futuri della nostra società. sul sito da calcio (1,4 MW). Vero è che stiaCG Parliamo di remunerazione di Tekneco: mo parlando di un’azienda amerie di contratto... cana che investe nella ricerca 3,5 AF Il guadagno è in linea con il 6° per cento del fatturato pari a 18 tekneco.it/612 livello Ccnl del settore metalmecmilioni di euro (fatturato annuo canico. Dopo un certo numero di 585 milioni di euro) che non lesimesi di anzianità esiste anche na sulle assunzioni tanto che agli un piano di bonus variabili e che attuali 200 ingegneri ne stanno selezionando vengono elargiti sulla base di target specifici altri 150 da inserire nei prossimi due anni. A che vengono assegnati di volta in volta. questo proposito abbiamo cercato di capire CG Quale sarà la sede di lavoro per i nuovi con Farri che tipo di figure da inserire in or- assunti? ganico stanno ancora ricercando: «in genere AF La sede di lavoro principale Terranuova selezioniamo persone laureate in ingegneria Bracciolini (AR), sede italiana della nostra soelettronica o elettrica.Abbiamo anche qualche cietà. Ci sono ampie opportunità per viaggiaingegnere meccanico ma è più raro. La specia- re in giro per tutto il mondo e anche di passalizzazione che ricerchiamo di più è quella in re periodi, anche lunghi, nelle altre sedi della elettronica analogica. Molto importante è an- società in Usa e Cina. che la specializzazione in software». CG E se uno di questi ingegneri avesse un Camilla Galli Dal punto di vista attitudinale, brevetto nel cassetto? invece, chi tendete a preferire? AF Noi siamo sempre disponibili a verificare Averaldo Farri Per quello che riguarda le ca- i brevetti tecnici e tecnologici e lo facciamo ratteristiche psicologiche, le persone devono con molto interesse. ◆

laboratorio

Test in “camera”

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Un laboratorio distribuito su due piani con una superficie di 1.672 metri quadrati: questo è il nuovo centro dove faranno ricerca i nuovi assunti e che avranno l’ebrezza di provare una camera climatica per testare e verifica le condizioni climatiche più estreme: Temperatura di prova T°C da -45°C a 60°C, Umidità 30% - 95%, Capacità termica 48 kW, Carico statico Max distribuito uniformemente distribuito 2500 Kg/mq.

Brevetto americano ma con produzione locale. In Italia Power One produce 4,5 GWh


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La convenienza del made in Ue In base al 4° Conto energia gli impianti prodotti nell’Unione europea, per almeno il 60%, godono di una tariffa incentivata del 10%. Molti i produttori che si sono certificati per offrire una maggiore remuneratività dell’impianto

di Nadia Tadioli

F

ra gli aspetti positivi del 4° Conto energia spiccano, insieme alla promozione degli impianti integrati su edifici, la realizzazione in aree industriali, miniere o discariche, la rimozione delle coperture in eternit, le tariffe incrementate per gli impianti “europei”. O meglio per quegli impianti i cui prodotti (moduli, inverter in primis) siano almeno per il 60% uscite da fabbriche Ue. Non è stato facile capire come quantificare questa percentuale, fino a quando l’estate scorsa il Gse ha pubblicato sul proprio sito le regole applicative del 4° Conto energia facendo un po’ di chiarezza. Nel frattempo in questi mesi si è assistito alla corsa della verifica dei moduli, la cosiddetta Factory Inspector, un certificato rilasciato da un ente abilitato a livello europeo nel settore fotovoltaico. In particolare, l’ispezione controlla la conformità dei moduli che si trovano in fabbrica al modulo di prova e la qualità del prodotto oltre alle certificazioni Iso 9001, Iso 14001 e Iso 16001. Nel dettaglio questo significa che per i mo-

duli, devono essere state effettuate almeno le lavorazioni di stringatura delle celle, l’assemblaggio, la laminazione e i test elettrici all’interno del sito di produzione ubicato in un Paese dell’Unione Europea. Gli inverter, per essere considerati fabbricati nell’Unione Europea, devono avere avuto all’interno del sito produttivo europeo la progettazione, l’assemblaggio e i test di misura e collaudo. Per le strutture e altri componenti, infine, si deve dimostrare, attraverso un’idonea documentazione la provenienza dall’interno dell’Unione Europea della fornitura. Da allora è stato un fiorire di Made in Ue, sono molte infatti le imprese europee che hanno deciso di approfittare di questa opportunità, che si sta rivelando un sostegno concreto per le aziende. L’ombra lunga della Cina

«La pressione sui prezzi dei moduli è estremamente alta – spiega Nicola Baggio, product manager di Solon - alla base degli attuali valori di mercato ci sono delle offerte palesemente sottocosto dei maggiori player cinesi che stanno di fatto attuando una politica di dumping. Per questo le principali aziende produttrici europee stanno chiedendo che le autorità comunitarie e nazionali vigilino in modo più attento e fissino regole chiare

Solarch

Al Solarexpo, focus sugli incentivi

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Quasi una fiera nella fiera Solarch, occupa un intero padiglione proprio all’ingresso di Solarexpo, la fiera veronese dedicata alle energie solari in calendario dal 9 al 12 maggio. Protagonista è l’architettura solare integrata e in mostra si potranno conoscere le soluzioni più innovative. Lanciato dalla direzione scientifica della fiera quando ancora il conto energia non prevedeva incentivi privilegiati per il solare integrato in architettura, Solarch è diventato la risposta espositiva e di mercato alle indicazioni contenute nel 4° Conto energia sul “fotovoltaico integrato con caratteristiche innovative”. L’iniziativa ha anche un sito dedicato: www.sol-arch.eu.


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Energia alternativa

Soleg

Certificazione sì, ma non solo

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Poteva dare una mano la “postilla” del 4° Conto energia alla voce incentivo se il pannello è fabbricato nell’Unione europea. E, invece, c’è stata e c’è ancora tanta confusione. «Direi che è in linea con la poca trasparenza che caratterizza il 4° conto energia. Poca trasparenza e troppa “carta”», racconta a Tekneco Christian Plich, amministratore delegato di Soleg Italia, azienda tedesca che installa fotovoltaico di tutte le misure e che ha una rosa di fornitori sia Ue che extra Ue, ma pur sempre europei come la norvegese Its. E anche cinesi. Anche questo in un certosenso è ottimizzare e Soleg sembra essere molto capace nel farlo: «Acquistiamo a livello di gruppo (Soleg è presente in sette nazioni europee - ndr) per avere sempre disponibilità di prodotto e purtroppo devo dire che solo in Italia abbiamo certi vincoli». Al di là dell’aspetto marketing della certificazione Plich chiede ai produttori di fotovoltaico innovazione. Soprattutto a favore del miglioramento dell’impatto ambientale. «Vedo che molte realtà si stanno muovendo in questo senso: penso alla ricerca che sta portando avanti Its Solar o Sovello nel riciclo di celle». — m.c.cer

per evitare questo fenomeno che rischia di far collassare l’industria fotovoltaica che si è sviluppata in Europa negli ultimi 5 anni». Ecco perché per molte aziende questa tariffa incentivante non sarebbe sufficiente. Come sottolinea la presa di posizione di Ifi (l’associazione Industrie fotovoltaiche italiane) che chiede sia introdotta una legislazione anti dumping che fissi una tassazione alle importazioni nel caso non siano soddisfatti gli standard di produzione e qualità italiani o europei. «Il problema è – sottolinea un portavoce dell’Ifi - che a fronte di un mercato europeo che ha assorbito una capacità produttiva di 14,3 GW, le industrie europee sono state in grado di produrre solo 2,6 GW, nonostante il potenziale produttivo sia di 7,5 GW. E questo perché il mercato europeo ha assorbito una gran parte della produzione cinese, stimata in una quota dell’82%. Una situazione riconducibile sostanzialmente a una politica aggressiva di aiuti statali e finanziari alle imprese asiatiche». «Relativamente al premio previsto dall’art. 14 del DM 05.05.2011, per la produzione di componenti europei - rincara Baggio - sarebbe auspicabile avere quanto prima una regola certa e univoca che obblighi alla produzione del modulo e della cella (entrambi) in Europa. Permettere l’accesso al premio per l’utilizzo di sedicenti wafer di origine norvegese su moduli cinesi, pare del tutto non verificabile sul piano tecnico in quanto i wafer non sono dotati di un numero seriale che ne consenta la tracciabilità».

Competitività made in Europe

La certificazione europea di almeno qualche linea di prodotto è da allora diventato un must, ma evidentemente da sola non basta, ogni azienda affina le armi per guadagnare quote di mercato: innovazione e tecnologia sono la strada maestra, anche per abbassare i costi. Un ruolo importante però lo svolge anche l’aspetto

estetico e ai particolari. «Bisol Group punta su una tecnologia molto avanzata – spiega Uroš Merc, presidente e Ceo di Bisol Group - i test di prestazione eseguiti da Photon dimostrano che i moduli Bisol sono fra i migliori disponibili sul mercato mondiale, in quanto garantiscono la più alta resa energetica e quindi un maggiore ritorno sull’investimento». E visto che la qualità da sola non basta i moduli fotovoltaici ad alta potenza di uscita sono etichettati “Made in Europe”, con materiali testati e certificati. «Anche l’aspetto estetico è un driver di mercato importante – continua il manager - così tutti i moduli sono disponibili con cornice nera o argento e back sheet bianco oppure nero. Un’altra opzione consiste nell’utilizzare un modulo con back sheet trasparente che permette il passaggio della luce». Attenzione estrema anche ai sistemi di montaggio con il sistema click: ganci di montaggio, adatti a diversi tipi di tetti, sottostrutture triangolari di alluminio e supporti di plastica polietilene. Ma soprattutto la crescita dipende dalla riduzione dei costi di produzione, attraverso l’implementazione di miglioramenti tecnologici, lo sviluppo di nuovi prodotti, e l’aumento del livello di produttività. ◆ LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/613

Prodotto che cerchi, certificazione che trovi Azienda

Dove produce

Prodotti certificati

Ente certificatore

Conergy

Frankfurt Oder (GE)

moduli, inverter e strutture (intera gamma)

TÜV

Innotech Solar

Glava (SV)

Pannelli policristallini ITS Economy NEW

TÜV

Isofoton

Malaga (SP)

Tutta la gamma di moduli Fv

TÜV Rheinland

Power One

Terranuova Bracciolini (Ar)

Inverter

TÜV

Siel

Trezzano Rosa (Mi)

Inverter

TÜV Rheinland

Solon

Carmignano di Brenta (Pd), Berlino e Greifswald (GE)

Tutta la gamma di moduli FV

TÜV Rheinland

Solsonica

Cittaducale (Ri)

Tutta la gamma di moduli Fv

TÜV InterCert

Sovello

Thalheim (GE)

Tutti i moduli delle serie X e T

TÜV

Zytech Solar

La Muela (SP)

Pannelli Fv

Icim, TÜV Nord

Tabella non esaustiva elaborata sulle ultime novità di prodotto


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Energia alternativa

BIO Francesco Zorgno è amministratore delegato di Enfinity Italia. L'azienda nasce nel 2005 in Belgio. A oggi è presente in 13 nazioni e impiega 250 professionisti

Enfinity “regala” capannoni agli agricoltori

foto: carlo columba, flickr

di M.Cristina Ceresa

Mille i metri quadri “precostruiti” di cui l’azienda belga si tiene solo il diritto di superfice del tetto. Ma solo se le aziende agricole sono del Mezzogiorno

«R

egaliamo capannoni agli agricoltori del Sud». Così esordisce Francesco Zorgno, amministratore delegato di Enfinity Italia. Friulano d’origine, Zorgno sta organizzando, una catena del valore (costruttore edile in primis) per arrivare nel Mezzogiorno. Intende infatti costruire nell’arco temporale del 2012, cento capannoni agricoli di misure standard; regalare la struttura agli agricoltori e, quindi, tenersi per sé il tetto. Che ovviamente andrà a ricoprire di moduli fotovoltaici per produrre energia. Tanta quanta il Sole del Sud Italia può garantire a questa azienda di matrice belga. Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia sono le

zone dove Zorgno assicura di potersi permet- caso delle cessioni del diritto di superficie tere di costruire e regalare il capannone da standard. Vero è che i proprietari dei capannoni samille metri quadri e 100 kW di potenza senza «far tirare fuori un euro all’agricoltore. Dal ranno tenuti a conservare gli stessi in buono Centro in sù, invece, se il business plan pia- stato, occupandosi di un eventuale manutencesse a un’azienda agricola sarà necessario zione e vigilanza. Ma a quel punto l’azienda agricola avrà a tutti gli effetti un magazzino un contributo alle spese di costruzione». Il progetto prende il nome di Agrished e sul in più dove sistemare attrezzature, macchicampo non c’è solo Enfinity, ma anche la so- nari, raccolto... Ma non c’è solo il mondo agricolo nelle mire cietà Infin, della famiglia Pacorini, che si sta occupando di trovare aziende agricole inte- di Enfinity. Anzi, se fino a ieri la filiale italiana ressate al progetto, ma anche di avviare le au- puntava ai grandi parchi fotovoltaici su tetti, torizzazioni che, si sa, sono diverse in ogni re- oggi, ovvero per tutto il 2012, l’opzione sono i gione italiana. Assieme le due realtà saranno tetti retail. «È qui che ci aspettiamo le migliori di fatto le proprietarie del tetto. Solo del tetto soddisfazioni visto come stato concepito l’ultimo Conto energia». E ancora una volta Enfinity del capannone, però. si adegua e cambia interlocutori, Ma in sintesi come avviene il rivolgendosi ad amministratori di business? Zorgno entra nel detcondomini, Aler municipali, contaglio dicendo che le aziende LEGGI questo articolo anche sorzi, architetti. L’unico must che agricole cedono il diritto di susul sito rimane è “l’affitto del tetto”. Quella perficie di questi capannoni alla di Tekneco: formula non si cambia. Quindi, si società creata ad hoc da Enfinity faccia avanti chi pensa che il tetto e da Infin che rimane a tutti gli del proprio palazzo possa passare effetti proprietaria dell’impianto tekneco.it/614 da costo passivo a voce attiva del fotovoltaico. Di fatto nulla di nuoproprio bilancio. ◆ vo: ovvero si procederà come nel


Case history

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tonnellate di CO2 risparmiate

Azienda

Renergies Italia Opera

Nuovo impianto fotovoltaico per la sede di Corridonia Luogo

Corridonia (Mc) Data

Novembre 2011 Contatti

Renergies Italia S.p.A. Via della Tecnologia, 15 62014 Corridonia (MC) Tel 0733.5131 fax 0733.513500 e-mail commerciale@renergiesitalia.it Web www.renergiesitalia.it

Renergies Italia, leader nella progettazione e produzione di moduli fotovoltaici, sta utilizzando energia rinnovabile: l’azienda ha infatti attivato un nuovo impianto di produzione, che trova posto direttamente sui tetti del proprio stabilimento, presso la sede di Corridonia (Mc). Alcuni dettagli tecnici: l’impianto produce a regime 243.000 kW/h che equivalgono a 198,5 kWp: secondo i risultati di un’analisi interna consentirà di risparmiare oltre 131 tonnellate di CO₂. La struttura è stata realizzata da Tecnoelettrica S.r.l., società con sede a Jesi, con l’ausilio di 8 installatori professionisti: ha richiesto 30 giorni di lavorazione ed è stata attivata il 30 settembre scorso. L’impianto impiega 882 moduli policristallini Renergies Italia da 225W ciascuno, installati con una inclinazione di 22° e copre in totale una superficie di 1.700 mq. Adotta inoltre tre inverter CL60 Fronius, azienda con cui Renergies Italia ha in attivo una partnership commerciale oltre che una collaborazione tecnica di lungo periodo. «Siamo orgogliosi di aver incrementato il nostro livello di eco-compatibilità sviluppando un impianto che contribuisce alla produzione di energia pulita», ha dichiarato Stefano Carrieri, direttore commerciale di Renergies Italia. «La mission della nostra

azienda è infatti quella di fornire ai propri clienti moduli fotovoltaici di grande qualità, con cui produrre energia pulita, a basso costo e nel massimo rispetto per l’ambiente. Un valore di primaria importanza che possiamo da oggi applicare per la nostra attività e sin dalla fase produttiva». I moduli fotovoltaici di Renergies Italia sono in grado di coniugare efficienza energetica e ricercatezza architettonica attraverso soluzioni differenziate, quali sistemi a inseguimento e integrati: possono essere utilizzati sia in impianti connessi alla rete elettrica (grid connected) sia in impianti isolati (stand alone). Per realizzare i suoi moduli fotovoltaici, Renergies Italia si avvale di macchinari di ultima generazione, come l’innovativo sistema di test a elettroluminescenza oltre che il Gel Content Test (test di controllo dell’Eva). Il processo di produzione, dall’assemblaggio celle, alla laminazione fino ai collaudi elettrici finali, avviene senza alcuna manipolazione da parte del personale permettendo di ottenere prodotti “Made in Italy” garantiti 14 anni a elevate prestazioni e ottimo rendimento. Lo stesso livello di qualità ed efficienza riservati al cliente è ora a disposizione dello stabilimento produttivo di Renergies Italia:


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Informazione aziendale

www.tekneco.it/ren220p Segui il link per approfondire la scheda prodotto del modulo fotovoltaico REN 220P di Renergies Italia

scheda tecnica

REN 220P

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Il Modulo Fotovoltaico Renergies Italia REN 220P viene prodotto con celle in silicio policristallino da 156x156 mm a elevata efficienza (15,5%-17,5%) che consentono potenze fino a 250Wp. Tutti i pannelli Renergies Italia sono sottoposti a controlli di tipo ottico, meccanico ed elettrico durante ogni fase di produzione. I vetri temperati prismatici antiriflesso, il solido telaio in alluminio anodizzato e l’elevata qualità e monitoraggio dei materiali impiegati rendono i moduli Renergies altamente efficienti ed affidabili

L’impianto sul tetto dello stabilimento Renergies Italia produce a regime 243.000 kW/h con una potenza di 198,5 kW

Caratteristiche fisiche Modulo

Caratteristiche fisiche Cella

Dimensioni

1640x987x40

Dimensioni

156x156 mm

Peso Kg

21

Tecnologia

Silicio policristallino

Fronte

Vetro prismatico temperato 4mm

Layout (n° celle)

60 (10x6)

Inglobante

EVA

Efficienza celle

15,5% -17,5%

Back sheet

PET/Tedlar (TPT)

Cornice

Alluminio anodizzato

Connettori/cavi

Multicontact MC4/lunghezza 1200 mm

Diodi Bypass

3x2/3 smd.

Scatola di giunzione

Multicontact/Yamaichi PV-JB/ S22-1AKE/ 4SOL/ 100/3XSQ-8A

Efficienza modulo

13,591%

l’azienda può così garantire da oggi un processo produttivo alimentato da una fonte rinnovabile e pulita come quella del sole. La Società

Renergies Italia, società del Gruppo Afin, è un’azienda italiana leader nel panorama industriale per la produzione di moduli fotovoltaici in silicio monocristallino e policristallino che opera dal 2005 nel settore dell’energia e del risparmio energetico. Oggi Renergies Italia ha una capacità produttiva di circa 45 MW grazie all’espansione che ha avuto trasferendosi presso la nuova sede di Corridonia che ospita la produzione con tre linee produttive, il magazzino per lo stoccaggio della merce oltre che gli

uffici commerciali per un totale di oltre 80 dipendenti. Le certificazioni

Forte di un sistema di gestione aziendale certificato da TÜV Italia e conforme alle ultime normative internazionali, tra cui ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 1800, Renergies Italia ha conseguito questi standard in anticipo rispetto ai termini previsti dal DM 5 Maggio 2011. La certificazione Factory Inspection in particolare, ha attestato la conformità dello stabilimento di Corridonia ai requisiti indicati dal DM 5 Maggio 2011: secondo questo decreto (paragrafo 4.5.1.), gli impianti i cui costi di investimento siano riconducibili per alme-

no il 60% a una produzione europea, beneficiano di incentivi maggiorati del 10% rispetto alle tariffe standard. Di fatto, presso gli stabilimenti produttivi di Renergies Italia vengono condotte e portate a termine molte fra le più importanti operazioni richieste dalla normativa, tra cui le lavorazioni di stringatura celle, assemblaggio, laminazione, collaudo e test elettrici. Gli accertamenti tecnici per la certificazione sono stati condotti da ICIM S.p.A., unico ente italiano accreditato IE CEE (Conformity Testing and Certification of Electrical Equipment). ◆ LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/615


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Ecologia Eppur si muovono le quattro ruote elettriche Opinioni, consigli e rassegna di prodotti legati alla mobilità sostenibile

Il dinosauro si illumina meno, ma meglio La stazione romana di Termini gestisce ora l’illuminazione in maniera efficiente

Tra i colori di Eon spicca il verde Reportage dedicato all’Utility tedesca che spicca per una serie di iniziative ambientali. In nome di un futuro sempre più green

Il moto mondiale scopre l’ambiente Yamaha vanta la certificazione Iso 14001. Anche quando è in pieno motor racing

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Ecologia


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Eppur si muovono le quattro ruote elettriche Ancora lentamente, ma il mercato dei veicoli green sta percorrendo la sua strada con determinazione. Ecco gli incentivi e le ultime evoluzioni tecnologiche che potrebbero dare lo sprint ai nuovi motori

di Gabriele Cavallaro

I

l settore della mobilità è responsabile di all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile circa un terzo delle emissioni climalte- in aree urbane”. Il progetto, che prevede un investimento ranti e inquinanti prodotte dall’uomo. Per fortuna le nuove tecnologie basate complessivo di tre milioni di euro, si concensull’utilizzo di veicoli elettrici consentono di tra sullo sviluppo tecnologico e operativo delridurre l’impatto di circa la metà, di migliora- la mobilità individuale elettrica, facendo leva re la qualità dell’aria e di abbattere la rumo- sulla piattaforma sviluppata per “e-mobility rosità, soprattutto nelle città. Il campionario Italy”, che prevede la realizzazione e la speriè variegato, tra personal mover, biciclette a mentazione nelle città di Milano, Pisa e Roma pedalata assistita, scooter con batterie agli di una infrastruttura di ricarica innovativa e ioni di litio o city car elettriche e termiche. il coinvolgimento di reali utilizzatori di veiDunque per chi, come i manager di azien- coli elettrici. Oltre a una simulazione della de, amministrazioni locali ed enti pubblici, sperimentazione nella città di Lecce e test su viaggia spesso per lavoro ci sono numerose prototipi a trazione ibrida plug-in. Non più opportunità per abbracciare questa filoso- tardi della scorsa estate, invece, una propofia. In alcuni paesi europei il messaggio pare sta di legge ha istituito un fondo nazionale essere già stato recepito, basti fare l’esempio di incentivazione per lo sviluppo della mobidella Svizzera, dove da cinque anni le poste lità elettrica, con una dotazione annua di 60 locali sono dotate di un’ecoflotta di scooter milioni per il periodo 2011-2015, che prevede elettrici, targati Oxygen, prodotti proprio in l’erogazione di un bonus di 5.000 euro per Italia. Ma cosa frena il proliferare della gre- l’acquisto di un veicolo elettrico, oltre a sovvenzioni per il ricambio del parco en mobility anche da noi? Spesso circolante degli enti locali, il tutto le barriere culturali anche perché, finanziato con un prelievo di 1,5 a ben guardare, gli incentivi non LEGGI questo articolo anche centesimi di euro sulle bottiglie di mancano. È recente l’istituzione sul sito plastica. di Prime, progetto cofinanziato di Tekneco: per 1.325.800 euro dal ministero dell’Ambiente nell’ambito del Un mercato che non accelera “Bando per il finanziamento di tekneco.it/616 Nonostante i finanziamenti, gli progetti di ricerca finalizzati a inoperatori di mercato dipingono un terventi di efficienza energetica e quadro ancora nebuloso per


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Ecologia

infrastrutture

Il futuro della mobilità secondo Anie

Dany (Belumbury) È disponibile in versione elettrica e termica e può ospitare 4 persone. Secondo l’azienda può essere ricaricata semplicemente nella presa di corrente di casa, oltre che nelle postazioni sulle strade. Il costo di una ricarica è di 2,20 euro e si può percorrere fino a 170 km. Va a una velocità massima di 85 km/h ed è venduta a un prezzo di lancio di 22.950 euro, o di 18.000 con noleggio batterie.

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Una roadmap per costruire un settore europeo dei trasporti competitivo e che si ponga obiettivi ambiziosi soprattutto in tema di sostenibilità. È questa la strada che l’Unione Europea ha voluto tracciare attraverso la strategia “Trasporti 2050”, importante piano di sviluppo che mira a ridurre del 60%, nell’arco di una quarantina d’anni, le emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili impiegati proprio nei trasporti. Se ne è discusso al convegno organizzato da Anie a Milano, in collaborazione con Anfia, Cei e Cei-Cives. Perché è proprio nel trasporto su strada che derivano le quote più significative di emissioni antropogeniche di gas serra nell’Ue, per quanto riguarda il settore dei trasporti. Ottenere questo obiettivo non è poi così arduo: basta abbracciare la filosofia del veicolo elettrico o quanto meno ibrido. E per far sì che questo accada, numerosi soggetti coinvolti nella filiera, dai produttori agli organismi di formazione, si stanno impegnando fortemente nella definizione di standard tecnico–formativi e di sistemi infrastrutturali condivisi. In Europa, come detto, emissioni di CO2 l’input è già partito: con il mandato Ec M/468 del da trasporti giugno 2010 si è innescato un percorso legislativo, entro il 2050 che potesse far chiarezza su temi quali la presenza delle stazioni pubbliche ma anche private di ricarica per i veicoli elettrici, sulla messa in sicurezza delle stesse o sugli incentivi economici e le agevolazioni tributarie per l’acquisto di veicoli elettrici. Con alcune specifiche interessanti che riguardano le aziende o le pubbliche amministrazioni, magari abbattendo l’iva per i soggetti di natura giuridica o abolendo la tassa di immatricolazione come già accade in altri Paesi dell’Unione. Gli intenti di numerosi attori inseriti all’interno della filiera automotive sono chiari: avviare il mercato, convincere il consumatore, muovere la domanda. E proprio la normativa gioca secondo Anie un ruolo di primo piano. Non detta solo le regole in cui operano tutti gli attori della filiera, ma fornisce impulso allo stesso sviluppo del mercato, consentendo determinatezza e chiarezza su standard e processi. Importanti sono pertanto le implicazioni che ne derivano per permettere un’effettiva implementazione di progetti industriali che consentano la concreta diffusione dei veicoli elettrici. La sfida alla futuro della mobilità sostenibile è già stata lanciata. —g.c.

-60% Mitsubishi i-MiEV (E-move.me) È una soluzione di alta gamma, con una dotazione di serie di tutto rispetto a partire dagli air-bag, dall’Abs e dal display digitale. Con un prezzo a partire da 36.800 euro, un autonomia di 145 chilometri, una velocità massima di 130 km/h, ha una ripresa che la porta in poco meno di 16 secondi da 0 a 100 chilometri all’ora. Ospita 4 persone e usa batterie agli ioni di litio.

Tazzari Zero (Tazzari Group) In tre versioni differenti, questo veicolo 100% made in Italy spicca per la linea fumettistica. La dotazione di serie è ricca, il resto lo fanno le batterie agli ioni di litio. E grazie al peso contenuto (542 chili) permette uno scatto da 0 a 100 km/h in 5 secondi e velocità massima di 100 km/h. L’autonomia è di 140 km e fare il pieno richiede nove ore di ricarica. Costa 20.300 euro.

quanto riguarda l’Italia. «Da quando, quattro anni fa, abbiamo iniziato a produrre veicoli elettrici Germania, Olanda e Austria sono i nostri clienti migliori - racconta Charlie Kong, sales manager del gruppo cinese Mtl Company -. Le prospettive di crescita del mercato sono positive, per l’Italia la progressione degli indici di vendita andrà ancora a rilento, ma crediamo si possa lavorare per avvicinarsi

quanto meno ai livelli di altri Paesi dell’UE». Anche da un marchio storico come Garelli che fa del made in Italy una bandiera da oltre un secolo, arrivano segnali timidi, ma non scoraggianti. «Il mercato degli scooter elettrici da noi è ancora in attesa, forse perché in passato sono stati proposti veicoli non particolarmente rispondenti alle esigenze del consumatore finale. Oggi le soluzioni sono


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Il progetto E-moving, vede Renault impegnata insieme ad A2a ad installare 270 colonnine di ricarica fra Milano e Brescia

Xò e (Garelli) Si tratta di uno scooter che arriverà sul mercato italiano entro l’estate 2012. È dotato di motore a propulsione elettrica e di un generatore endotermico opzionale per la ricarica. Vanta un’autonomia compresa tra i 50 e i 100 Km, con consumi pari a 0,50 euro per 80 Km e tempi di ricarica in circa due ore e mezza. Il prezzo di lancio sarà intorno ai 3.700 euro.

nettamente diverse: uno scooter elettrico ha la stessa personalità e la stessa architettura di un veicolo a benzina. Con la differenza che i costi di gestione sono nettamente abbattuti e si può avere accesso ad aree urbane a traffico limitato senza alcun problema», spiega Giuseppe Bernicchia, technical manager dell’azienda. Tra i motivi della diffidenza verso i veicoli elettrici, emerge certamente il costo iniziale. «La tecnologia è ancora sofisticata e il lavoro sulle omologazioni per rispettare gli standard imposti è molto intenso - chiosa Bernicchia - senza dimenticare la carenza di strutture di ricarica». Basti pensare, infatti, che l’unica città veramente vicina alle esigenze della green mobility è Firenze con circa 130 colonnine, mentre a Milano sono solo 46. Un numero destinato ad aumentare rapidamente, perché il progetto E-moving, avviato da Renault in partnership con il fornitore di energia A2a, prevede l’incremento delle infrastrutture sino a 270 elementi tra il capoluogo lombardo e Brescia. Ma anche altre amministrazioni, a poco a poco, stanno abbracciando i vantaggi della mobilità a impatto zero. «A Verona, nei pressi dell’Arena, abbiamo installato una pensilina fotovoltaica che funziona da centrale di ricarica mobile per gli scooter» racconta Everaldo Volpato, technical manager della tedesca E-tropolis .

Palma d’oro a Firenze con circa 130 colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, mentre a Milano sono solo 46. Un numero però destinato ad aumentare rapidamente

Sedurre il consumatore

Un vero e proprio cultore del cambiamento all’insegna dei veicoli elettrici è Thierry Boch, ideatore del neo nato marchio E-move. me e ceo di E-holding, il primo orientato ai privati, il secondo al business to business. Il brand produce veicoli elettrici dedicati alla mobilità urbana, dagli scooter alle city car. «Il nostro obiettivo è quello di provare a sedurre il pubblico, specie quella fetta dotata di una spiccata sensibilità verso l’ambiente e la qualità della vita in generale, portandolo a identificarsi nel ruolo degli early adopter, cioè coloro che per primi godono della possibilità di potersi muovere fra le bellezze dei centri storici anche e soprattutto per lavoro» Quindi anche per il manager francese, il terreno maggiormente fertile sarà quello aziendale. «Esistono già realtà particolarmente dotate di un forte senso di social responsability - continua Boch - che contemplano un bilancio di sostenibilità a fine anno o che fanno grandi sforzi per incentivare

Ec 03 (Yamaha) Modello dal peso ridotto, 56 kg in totale, questo scooter elettrico può essere portato a casa o in ufficio, a seconda degli usi ed è pratico perché può essere ricaricato con una presa di corrente domestica. La batteria agli ioni di litio, però, prevede 7 ore per la ricarica. L’orientamento è quello di sfruttare la ricarica nelle ore notturne. Il modello, iva inclusa, costa 2.490 euro.

Cargo Scooter (Oxygen) Nella versione Top ha una capacità di carico fino a 90 kg, un’autonomia di 120 km e un prezzo di 6.950 euro; in quella “civile”, senza portapacchi, ha 2 posti, autonomia di 60 Kmcosto di 4.495 euro. Presente il sistema di ricarica delle batterie in frenata, utile per aumentare l’autonomia effettiva. Per entrambi i modelli è previsto un consumo stimato in 0,40 euro per 100 Km.


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Ecologia

sondaggio

La bicicletta è una moda ed è già mezzo di locomozione per 5 milioni di italiani Energy 3 (Olympia) Dotata di batterie Li-Po da 25.2V/14AH, che garantiscono performance di rilievo rispetto alle più comuni Li-Ion o alle Ni-Cd, questo modello vanta un telaio in alluminio, ruote da 700c con cuscinetti e cerchi in lega. Le batterie, in piena carica e in condizioni di massima efficienza, consentono di percorrere fino a 45 km in autonomia. Costo abbordabile da 1.150 euro.

City Pearl (Italwin) E’ un modello decisamente sportivo, la batteria al litio è in grado di erogare fino a 15 ampère di corrente senza significativi cali di tensione, per una velocità massima assistita pari a 25 km/h e un’autonomia con assistenza elettrica compresa tra i 35 ed i 60 km. Si ricarica in 6 ore totali e può anche essere trasportata, visto che pesa 24 Kg. Prezzo: 2.200 euro.

Smart eBike (Smart) La bicicletta elettrica secondo Smart, ha un design che ricorda la city car è del gruppo Mercedes-Benz. Sfrutta una batteria alloggiata in un vano di plastica per aiutare la pedalata e dichiara un peso di 22 chili. Basata su un telaio realizzato in lega di alluminio, ha un’autonomia variabile dai 30 ai 90 chilometri. Il costo è di circa 2.900 euro.

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C’è già chi la chiama “veloruzione”, sottolineando quella sorta di rivoluzione che l’uso delle biciclette sta portando con sé, modificando gli stili di vita degli italiani (soprattutto al Nord). Lo sancisce un recente sondaggio firmato Legambiente-Ipr Marketing: in meno di 10 anni, gli abituali utilizzatori delle due ruote sono passati dal 2,9% della popolazione adulta, agli attuali 9 per cento. Cui si può sommare un altro buon 14% (dato netto , elaborato sulla base di circa mille interviste), di chi dichiara di utilizzare la bici almeno una o due volte la settimana. Le cifre sono interessanti perchè stanno stimolando anche una piccola imprenditoria legata alle due ruote. Da non sottovalutare, infatti, il target di riferimento che, stando ai dati di questa ricerca, è valutabile attorno ai 5 milioni di utenti avvezzi al movimento su due ruote. E di fatti le città si adattano: non tanto nel costruire piste ciclabili, si potrebbe forse dire, piuttosto nell’ospitare piccoli ma attrezzati negozi che diventano punti di riferimento per i ciclisti urbani. E oltre alla veloruzione si può anche parlare di moda: annessi e connessi al tema, tutta una serie di oggettisica/attrezzatura che rendono il ciclista urbano di oggi un professionista super equipaggiato: dalla bici pieghevole, ai caschetti tecnici alle catene anti infrazione. Segno, anche, che la bicicletta è stata sdoganata da chi supponeva che fosse un mezzo di locomozione per meno abbienti. “Vorrei la bici, ma non oso perchè insicura” è la motivazione più frequentemente addotta da chi non la usa. Percorsi più protetti sono nei sogni del 43% degli intervistati da Ipr Marketing; la riduzione del traffico su quattro ruote è la richiesta di un altro buon 42%, mentre il 19% reclama più spazi sicuri in città per poter parcheggiare, visto il crescente problema dei furti. Ma è ancora una volta la sfera servizi a dover essere attenta al tema “due ruote”. Per essere più pratici i ciclisti di oggi chiedono di poter salire con la bici su treni e bus (13%): quando si riuscirà a esaudire questi “sogni”? — m.c.cer

i comportamenti propri e dei propri manager verso la riduzione dell’inquinamento ambientale. Per questo uno degli obiettivi che ci poniamo è quello di proporci nei confronti di queste realtà, come dei veri e propri personal mobility manager: studiamo soluzioni per la realizzazione di punti di ricarica dedicati presso abitazioni o in azienda, per l’installazione di impianti che generano energia da fonti rinnovabili. Il tutto con focus dedicato a chi si muove nei centri urbani per lavoro. È lì che ci sono i problemi più grossi da affrontare ed è da lì che deve partire l’input decisivo per dare il via al cambiamento». Ancora più particolare il discorso che riguarda le auto elettriche. Le case produttrici stanno svolgendo un lavoro immane di promozione dei prodotti, le risposte sono però ancora poco significative. Tra queste si possono citare FoxilFree, azienda mantovana che ha aperto da pochissimo in Europa

una concessionaria di soli veicoli elettrici e che propone una speciale pensilina fotovoltaica per ricaricare le auto grazie all’energia del sole. Così come fa anche Belumbury: «Per molte amministrazioni locali, coinvolte nella crisi economica di questi tempi, non è semplice dirottare fondi ed intenzioni verso progetti di mobilità ad impatto zero. Qualche sforzo è stato profuso, ma si tratta solo di punte di iceberg - dice Nando Bianchi, auto motive sector manager dell’azienda -. E poi è inutile negarlo: prima delle auto elettriche ci sono grandissimi interessi e pressioni politiche che frenano il mercato. D’altronde l’e-car è stata brevettata addirittura prima del motore a scoppio (pare tra il 1832 ed il 1839, quando l’imprenditore scozzese Robert Anderson inventò la prima carrozza elettrica, nella sua forma più rudimentale —ndr). Se si fosse voluto privilegiare questo tipo di mercato, sarebbe già successo da tempo». ◆


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Record Con oltre 1.600 lampade, Roma Termini è diventata la stazione italiana con il maggior numero di punti luce telecontrollati

Il Dinosauro si illumina meno, ma meglio

Completato il sistema di controllo della luminosità dell’atrio della stazione Termini che calcola già i risparmi

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/617

O

ltre 150 milioni di frequentatori Termini è diventata la stazione italiana con il ogni anno, una metratura di di- maggior numero di punti luce telecontrollati. Umpi, realizzatrice del sistema di gestione mensioni davvero rilevanti con la necessità di essere illuminata per del Dinosauro, è una realtà tutta italiana, spela maggior parte della giornata, senza sosta: cializzata nella progettazione e realizzaziostiamo parlando della stazione ferroviaria di ne dei cosiddetti sistemi intelligenti, per la Roma Termini, il più importante scalo ferro- telegestione degli impianti d’illuminazione viario della città di Roma, il maggiore d’Italia esterna sia pubblica che privata. Particolare è e il secondo d’Europa. Ma in un simile con- il sistema di autocontrollo creato che non netesto è possibile avere cura dell’efficienza cessita di smantellare la rete elettrica già esienergetica dal punto di vista dell’illumina- stente. L’utilizzo delle onde convogliate (Plc: Power line commuzione? A quanto pare nication) permetsì. Basta frequentare Il sistema di autocontrollo Minos te al sistema Minos il “Dinosauro”, l’am- comunica con il singolo lampione sfruttando di comunicare con pio atrio all’ingresso la rete elettrica esistente, senza richiedere il singolo lampione della stazione, per nuovi e costosi cablaggi sfruttando la rete rendersene conto. A seconda della luce esterna, infatti, questo im- elettrica esistente, senza dover aggiungere menso spazio frontale, illuminato da più di nuovi e costosi cablaggi. Il sistema può deci1.600 lampade, grazie all’utilizzo del sistema dere così in modo flessibile, in quale zona e Minos realizzato da Umpi, si regola automa- in quale orario inviare al punto luce comandi di accensione, spegnimento o riduzione del ticamente evitando gli sprechi. Il Dinosauro, grazie agli appositi sensori flusso luminoso, oltre a ricevere le informadella piattaforma tecnologica utilizzata, po- zioni sullo stato e il malfunzionamento della trà regolare la sua luminosità sulla base del lampada. Facendo i conti in tasca: con Minos grado di luce presente all’esterno, gestendone i risparmi per le amministrazioni pubbliche accensione e spegnimento, in modo da otti- si attestano sul 45% per il consumo energetico e il 35% per i costi di manutenzione. Un mizzare il consumo energetico. Il record è già battuto: la stazione di Roma altro bel primato. ◆

foto: richard, flickr

di Paolo Galli


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Ecologia

Tra i colori di Eon spicca il verde

La centrale di Fiume Santo (SS)

L’utility tedesca presente in Italia dal 2000 mostra una strategia sempre più green. E non solo per come produce energia. Forte anche l’impegno nell’e-moving

di M.Cristina Ceresa

H

anno il logo rosso, rosso, ma l’animo stati addirittura rinvenuti resti dell’era paè verde, come l’energia sempre più leolitica, che la Sardegna si rifornisce per il green che vanno a vendere ai loro 40% del suo fabbisogno. E, attraverso la linea clienti. Eppure i colori di Eon, utili- Sapei, il resto va al “continente”. Una “sicuty tedesca in Italia dal 2000 non si fermano rezza” in caso di black out di altre centrali. qui. C’è l’azzurro, come l’aria mossa dalle pale Vero è che stupisce come accanto ai campi eoliche dei loro campi, producendo 0,3 GW di solari ed eolici possano sopravvivere anche le energia. C’è il blu delle centrali idroelettriche centrali che lavorano il carbone proveniente da tutto il mondo (il (0,5 GW). E c’è il vercarbone italiano non de del primo bosco Ogni albero piantato, durante la propria vita, può essere utilizzato firmato da Eon (in contribuirà a compensare 400 chilogrammi perché ha un tasso provincia di Milano), di CO2. Allo stato attuale, il Bosco Eon troppo alto di zolfo). e il giallo dell’energia ha già una capacità di compensazione di 800 tonnellate di CO2 Marco Bertolino solare prodotta in è il capo centraItalia (17 MW). le di Fiume Santo. Certo, non manca Romano, qui vive anche il “nero” del carbone che Eon utilizza per produrre ener- con la sua famiglia, segno che non ha affatgia. Perché Eon in Italia di termoelettrico ne to paura che il carbone possa inquinare l’aria produce per ben 5,6 GW. Ma una visita alla che anche i suoi bimbi respirano. Vero è che, centrale sarda di Fiume Santo (982 MW) di- lo lascia intendere chiaramente, il carbone mostra come i processi per abbattere l’in- non è il futuro. E difatti sotto la sua guida si quinamento siano efficienti ed evoluti. È da sta realizzando un interessante esperimento questo sito che occupa 152 ettari, dove sono di uso delle biomasse, in parziale sostituzione

Miguel Antoñanzas, presidente e ad di Eon Italia


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6,4 GW Gli impianti

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Produzione convenzionale e da fonti rinnovabili Livorno Ferraris2 805 MW

Tavazzano 1.440 MW

Ostiglia 1.450 MW

Intanto in Sicilia Impianti termoelettrici Impianti idroelettrici Parchi eolici Parchi solari

Costa de’ Nobili 2,7 MW Terni 531 MW

Frugarolo 2,8 MW Poggi Alti 20 MW Fiume Santo 1,4 MW

Monte Cute 44 MW Nepi 4 MW

Fiume Santo 981 MW Fiume Santo 23 18 MW

Florinas 20 MW

Fiume Santo 53 11,2 MW

Civitella 6,1 MW Iardino 14 MW Alcamo 32 MW

Trapani 169 MW 1 Partecipata Eon al 50% 2 Partecipata Eon al 75% 3 In costruzione

Trapani 32 MW

Vizzini 24 MW

▶ di capacità installata in Italia

M.A.Severino 44 MW Scandale1 814 MW Piano di Corda 44 MW Serra Pelata 54 MW

La centrale elettrica di Trapani di Eon subirà un intervento sostanziale con il rinnovo delle due unità alimentate a gas. L’up grade dovrebbe concludersi entro il 2013 e il partner tecnologico scelto è Ge che implementerà turbine 9E a tecnologia Dry Low NOx. Si parla di aumentare gli attuali 85 e 89 MW per arrivare a circa 218 MW totali. Aumenta la potenza ma dimuiscono le emissioni di CO2: Eon parla di utilizzo minore di combustibile del 32% cifra che riflette l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. L’operazione avverrà mentre la centrale rimarrà in funzione. Must run è lo slogan che significa mantenere in equlibrio la produzione di energia elettrica in Sicilia, ma anche non impattare sull’economia - soprattutto del lavoro - della zona. Il costo dell’operazione è oltre 60 milioni di euro. Che per l’indotto potrebbe voler dire far calare una decina di milioni di euro sul territorio.

Fonte: Eon Italia

della materia prima fossile, su un’unità della centrale. E tutto questo avviene dopo aver raggiunto pienamente la certificazione Emas. Il Gruppo non nasconde il proprio impegno per la protezione del clima, prevedendo di dimezzare le emissioni di anidride carbonica derivanti dalle proprie attività di produzione entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, dieci anni in anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto. Per realizzare i propri obiettivi Eon ha previsto investimenti complessivi per 20 miliardi di euro nel triennio al 2013, di cui il 15% sarà destinato alle rinnovabili. Anche i clienti sono green

Con il recente lancio dell’offerta “Gas Verde” chi sotto scrive un contratto di fornitura di gas con Eon avrà l’opportunità di piantare un albero nell’omonimo Bosco alle porte di Milano. L’iniziativa è stata inaugurata lo scorso autunno, quando Miguel Antoñanzas, presidente e amministratore delegato di Eon Italia, vanga in mano, ha piantato alle porte di Milano il primo albero all’interno di un

parco di 7 ettari nei comuni di Giussago e Lacchiarella. L’intervento, realizzato in collaborazione con AzzeroCO₂, osserva i criteri del codice etico del Comitato Parchi per Kyoto ed è volto a favorire la biodiversità, la diversificazione del paesaggio e la compensazione di CO₂. L’ iniziativa è parte di una strategia di sostenibilità ambientale e posizionamento verde del Gruppo Eon chiamata Cleaner & Better Energy e che recentemente si è allargata anche alla mobilità sostenibile. In Germania è stato recentemente avviato un progetto pilota che prevede l’utilizzo di 20 veicoli elettrici Audi A1 e-tron nella città di Monaco. Verso l’e-moving

Diverse sono le finalità, tra cui, spicca, lo studio del funzionamento dell’infrastruttura di rete e del trasferimento dei dati tra gli utenti, i veicoli e le stazioni di ricarica. Perché questa è la vera tendenza green delle utility: traghettare la mobilità dal passato legato al motore a scoppio, al futuro che collima con i motori elettrici. La sperimentazione portata avanti

da Eon prevede stazioni di ricarica pubbliche vicino a grandi nuclei con punti di ricarica presso parcheggi multi-piano nei centri cittadini, dove gli utenti utilizzano i loro ticket di parcheggio per rifornire la propria auto, pagando l’elettricità insieme alla quota del parcheggio. Allo studio per un futuro ormai alle porte: diverse soluzioni commerciali per la ricarica, come per esempio la “charging box” alimentata a energia verde per privati; sistemi di sicurezza dei sistemi utilizzati dai clienti, dal momento che non tutte le prese e i cavi elettrici sono in grado di reggere i carichi di elettricità richiesti per la ricarica di veicoli elettrici. Ma pare che non sia fantascienza neppure la ricarica senza fili. E pensare che abbiamo ancora sotto gli occhi il vecchio mondo dei tralicci. ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/618


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Ecologia

IL MOTO MONDIALE SCOPRE Lâ&#x20AC;&#x2122;AMBIENTE Yamaha Motor Racing è la prima azienda del settore ad aver ottenuto la certificazione Iso 14001, grazie alla supervisione di Airbank, che li ha seguiti nel percorso con tecnologie ad hoc

di Nadia Tadioli

Marco Riva (il quarto da sinistra), general manager di Yamaha Motor Racing, mostra la certificazione Iso 14001


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80%

▶ La quantità di materiale riciclato in alcuni prodotti Yamaha

«L

a politica ambientale non è un lusso che solo pochi si possono permettere. Diventa un vantaggio competitivo se da costo la trasformo in investimento, in creazione di valore». Le parole di Gloria Mazzoni, general manager di Airbank, chiariscono bene lo spirito con cui l’azienda ha accettato la sfida di aiutare Yamaha Motor Racing a ottenere la certificazione Iso 14001. Essendo stata la prima società di moto mondiale a muoversi in questa direzione non esisteva uno storico a cui affidarsi, tutto ha dovuto essere messo a punto da zero. «Il sistema di gestione ambientale che ha portato all’ottenimento della certificazione Iso 14001 - spiega Marco Riva, general manager di Yamaha Motor Racing - è la naturale conseguenza di un grande sforzo teso all’analisi delle problematiche relative a salute, sicurezza e ambiente. Da ciò è risultata la necessità di formalizzare e organizzare alcuni comportamenti e processi. La certificazione Iso14001 è un sistema di gestione flessibile, efficace ed efficiente che ha come principio il miglioramento continuo (“kaizen” in giapponese) che si sposa perfettamente con l’attività sportiva e, nel nostro caso, le gare MotoGP». Rivolgersi ad Airbank è stata un’evoluzione naturale, essendo da tempo fornitore e partner di Yamaha Motor Racing. «È un socio competente e propositivo che ci ha accompagnato - spiega Riva - durante la fase di costruzione e formalizzazione del sistema di gestione, individuando, insieme a Dario Carrettoni, nostro consulente, le attrezzature più idonee alla gestione dei materiali pericolosi e al trattamento dei rifiuti prodotti, sia in sede che in pista». La strada per la certificazione

Il percorso è iniziato dall’analisi dei processi interni, evidenziando le situazioni critiche. Le misure adottate per ottenere la certificazione sono state diverse: scooter elettrici per muoversi all’interno del circuito, vasche di contenimento per il trasporto di serbatoi, container ad hoc per lo stoccaggio di materiali pericolosi, kit di pronto intervento in caso di sversamento di inquinanti. «Abbiamo iniziato un percorso di circa un anno di preparazione del team - racconta Gloria Mazzoni - per educare e responsabilizzare il personale Yamaha ad adottare nuove procedure e misure che da un lato consentissero il normale svolgimento della loro attività (nei box, su pista, nell’hospitality, in azienda) e dall’altro potessero tutelare l’ambiente e la sicurezza delle persone». Speciali fogli assorbenti, già utilizzati da

il management di Airbank, al centro Gloria Mazzoni, general manager della società

Airbank per salvare il fiume Lambro dalla fuo- tà quotidiane e automatizzare il rispetto di riuscita di petrolio, e tappeti copritombino, procedure all’inizio potevano sembrare una che evitano nelle aree di gara la dispersione di perdita di tempo, ma si è capito con il tempo benzine e materiali inquinanti, sono state le quanto fossero importanti per evitare alcuni principali soluzioni tecnologiche. Sono stati errori. Una cosa è certa: Yamaha Motor Racing predisposti anche speciali bidoni per la raccol- nel suo settore è stata la First Mover e questo ta differenziata dei rifiuti nell’area dell’ospita- le consentirà un vantaggio competitivo durality e la raccolta differenziata si è estesa ai box, turo. perché presto tutti saranno obbligati a con i contenitori di rifiuti speciali per pile e rispettare certe normative». Il processo iniziato batterie esauste, mentre continuerà con l’appliapposite pompe rotati- Vasche di contenimento per il trasporto cazione di nuove proceve estraggono in modo di serbatoi, container ad hoc dure, per seguire l’evosicuro i carburanti dai per i materiali pericolosi, kit di pronto luzione delle normative fusti. Infine specifici si- intervento in caso di sversamento sono le principali misure adottate ambientali, come vuole stemi di contenimento la certificazione e come hanno garantito il trasporto sicuro di fusti e cisterne che contengo- secondo Favero è tradizione di Yamaha. «Nei no oli, benzine, spray e prodotti chimici, che primi anni 2000 erano già numerosissimi i sono poi stoccati in speciali container, ideati siti produttivi certificati Iso 14001 o in linea appositamente da Airbank per la salute del con lo standard – conclude il manager – e i prodotti Yamaha sono progettati utilizzando Yamaha Team. «La difficoltà maggiore però – continua la materiali riciclabili con una percentuale vicimanager di Airbank – è stata trasmettere alle na all’80 per cento». ◆ persone il reale valore di questa certificazione che rappresenta un piccolo passo verso un grande impegno, quello di rispettare il nostro LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: pianeta. Modificare alcune fasi delle attivi- www.tekneco.it/619


Case history

azienda

Energia&Ambiente Ranieri opera

Isolamento termico - Impermeabilizzazione Impianto fotovoltaico innovativo luogo

Bari data

Ottobre 2010 contatti

Energia&Ambiente – Gruppo Ranieri Gruppo Ranieri Via Vincenzo Sassanelli, 46/A Bari tel e fax: 080 5026746 / 080 5621737 e-mail: grupporanieri@libero.it web: www.grupporanieri.it

Dalla collaborazione tra Nuova PugliAsfalti e Energia&Ambiente, del Gruppo Ranieri, e Powerage S.r.l. nasce l’opera realizzata a Bari, sulla copertura condominiale di un edificio di pregio storico, sito nel centro murattiano ottocentesco, che coniuga l’alta tecnologia di un intervento di efficientamento energetico innovativo con la particolare attenzione di un’opera integrata e non invasiva. I nuovi scenari in ambito edilizio incoraggiano a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’impatto che le modalità di progettazione e costruzione degli edifici hanno sulla qualità di vita dei cittadini. Favorire e accelerare la diffusione di una cultura dell’edilizia sostenibile, fornendo prodotti e soluzioni, oltre che parametri di confronto chiari per gli operatori del settore e i possibili committenti, è l’obiettivo del Gruppo Ranieri. Il 2012 sarà l’anno degli impianti fotovoltaici a film sottile. La progressiva attenzione e cura da parte di privati,

aziende e Amministrazioni per i centri storici delle nostre città sta indirizzando le politiche edilizie verso interventi a impatto ambientale e architettonico minimo, che rispettino il singolo manufatto edilizio, già esso stesso di valore storico, oltre che l’ambiente costruito in cui esso si inserisce e cui collabora a livello visivo, in termini di omogeneità e integrazione. La prima problematica dell’edilizia storica su cui prevedere un impianto fotovoltaico, consistente nell’annullamento dell’impatto visivo, mediante una completa integrazione architettonica, è un parametro fondamentale che connota gli impianti a film sottile su guaina fotovoltaica. Questione non trascurabile, inoltre, risulta la necessità di garantire il rispetto delle strutture storiche dal punto di vista statico: i solai di copertura, non essendo stati progettati per sopportare sovraccarichi ulteriori, come quelli derivanti dai telai di supporto dei tra-


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Informazione aziendale

L’opera completata, la fase dell’ Isolamento termico e la posa in opera dei pannelli fotovoltaici innovativi a film sottile

4kW La potenza installata

il gruppo ranieri

La storia

_

Il Gruppo Ranieri, che ha sede a Bari con le aziende Energia&Ambiente e Nuova PugliAsfalti, opera da sessant’anni in edilizia come riferimento per il Sud Italia, facendo di impermeabilizzazioni e fotovoltaico innovativo i suoi settori di punta. Energia&Ambiente, ultima nata, è specializzata nell’installazione di impianti fotovoltaici architettonicamente integrati. Usando materiali e tecniche innovativi, come il film sottile di silicio amorfo a tripla giunzione, si supera la tecnologia dei vecchi pannelli, garantendo impianti fotovoltaici innovativi e perfettamente integrati, che ottengono i massimi incentivi previsti dal IV Conto Energia. Energia&Ambiente sceglie Nuova PugliAsfalti come partner per impermeabilizzazioni, coibentazioni e opere di bonifica d’amianto; affida, invece, il lavoro di ricerca e progettazione al team di tecnici della Powerage S.r.l., che valutano la fattibilità economica, ambientale e i risvolti manutentivi del progetto, offrendo al cliente una soluzione completa.

dizionali pannelli fotovoltaici in silicio cristallino, e dell’effetto vela provocato dagli stessi, diventano superficie idonea per l’installazione dei pannelli a film sottile, il cui peso è pressoché nullo, pari a 7 kg/mq. VIRTÚ DEL FILM SOTTILE Calpestabile, poiché interamente integrato sulle superfici su cui è installato; annullamento effetto vela, in ragione dell’aderenza alle superfici di supporto;a nnullamento danni all’impermeabilizzazione: ordinariamente dovuti alla perforazione per l’ancoraggio dei telai di supporto dei pannelli tradizionali, non necessari per i pannelli in film sottile; impatto visivo nullo, data la completa integrazione architettonica; sicurezza: non è soggetto a furti, poiché ancorato al tetto in modo solidale; applicazione No Flame, senza il pericoloso utilizzo di fiamma per la messa in opera dei pannelli e del supporto impermeabile; sovraccarico nullo sulla struttura di copertu-

ra, dovuto al peso trascurabile dei pannelli; doppio vantaggio: impermeabilizzazione delle superfici su cui viene istallato, oltre che produzione di energia; massimo livello incentivi del IV Conto Energia riconosciuto in ragione dell’innovatività del prodotto; biocompatibile: azzeramento costi di smaltimento, grazie alla possibilità di sovrapporre nuovi strati di film sottile al termine della vita utile degli impianti. Versatilità di utilizzo (applicazioni sia per piccoli impianti condominiali di abitazioni civili, sia per grandi impianti su stabilimenti industriali), Durevolezza, Tolleranza agli ombreggiamenti e Elevate prestazioni anche ad alte temperature fanno di questa tecnologia la scelta strategica di Energia&Ambiente. ◆

LEGGI questo articolo anche sul sito di Tekneco: www.tekneco.it/620


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Appuntamenti

20-22 marzo 2012 Londra, Regno Unito Ecobuild UK www.italchamind.org.uk www.ecobuild.co.uk

Ecobuild è un evento di rilevanza mondiale nel settore dell’edilizia ecosostenibile. In questo contesto la Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito, rappresentante ufficiale ed esclusiva di Ecobuild in Italia, ha creato un padiglione tutto italiano, con tariffe scontate e l’organizzazione di seminari e conferenze. 22-25 marzo Fiera di Roma Expoedilizia www.expo-edilizia.it

FIERE 26-29 gennaio 2012 Fiera di Bolzano Klimahouse www.fierabolzano.it/klimahouse

In questa mostra c’è tutta la sapienza dell’Alto Adige in materia di efficienza energetica e sostenibilità edilizia. Circa 300 aziende presenteranno sistemi, necessità e vantaggi del risparmio energetico.Grazie al progetto CasaClima (in vigore da 2002), che già anticipa le richieste delle direttive Europee, il consumatore si può informare sul consumo energetico dell’edificio. Sono ormai oltre 270 i progettisti certificati “CasaClima” e oltre 500 le ditte artigianali edili specializzate e certificate. 24-26 febbraio 2012 Polo espositivo di Villa Erba (Co) Como CasaClima: Costruire Oggi www.comocasaclima.com

Torna il Salone dedicato alla bioedilizia e al risparmio energetico con il contorno di convegni, wor-

kshop e dimostrazioni pratiche sui temi dell’edilizia ecocompatibile e del risparmio energetico. Anche la seconda edizione potrà contare sulla collaborazione dell’Agenzia CasaClima di Bolzano, e sulla partecipazione di Ance Como e degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Como. Circa un centinaio gli espositori, a misura di operatori professionali, istituzioni e visitatori privati. 15-18 marzo 2012 Riga, Lettonia House I 2012

in Est Europa. Alla passata edizione con più di 40.000 visitatori, hanno esposto 350 aziende provenienti dal baltico, dall’Est e Nord Europa ma anche da Spagna, Irlanda, Austria e Stati Uniti. È un mercato che si sta sviluppando ed è interessato ai prodotti italiani.

Fiera Professionale per l’edilizia e l’architettura, è un evento di riferimento per il comparto delle costruzioni di Centro e Sud Italia. È una vetrina sul mondo dell’edilizia rappresentata da 9 aree tematiche, dai serramenti alle rinnovabili. Interessante il focus sul recupero di materiali inerti.

18-21 marzo 2012 Dammam, Arabia Saudita Buildex, The Saudi Arabia International Building & Construction Exhibition www.saudibuildex.com

www.rigaexpo.lv www.italianfairservice.com

House I è la più grande fiera dell’edilizia dei paesi baltici e una delle fiere più importanti

La manifestazione costituisce da anni una delle realtà di spicco del settore delle costruzioni, in un paese dalla grande crescita edilizia. In mostra materiali, manufatti e tecnologie. Accoglie espositori e visitatori da tutto il mondo, un pubblico specializzato, costituito da progettisti, imprese di produzione, rivenditori, ingegneri. A questi si affiancheranno tecnici, professionisti e amministrazioni pubbliche.

28-31 marzo 2012 Fiera di Ferrara Salone dell’arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali www.salonedelrestauro.com

Il Salone dell’arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali si presenta con un’edizione rinnovata che ha il focus nella sostenibilità, anche nel


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settore del recupero dei beni culturali: materiali e tecnologie per rendere più salubri gli spazi abitativi e di lavoro e risparmio energetico nei luoghi d’arte. 29-31 marzo2012 Fiere di Parma Mecspe, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione www.senaf.it/MECSPE

La fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione, organizzata da Senaf, fa di ricerca e innovazione i temi portanti dell’offerta espositiva e dei convegni. Promuove le eccellenze del made in Italy e delle aziende che non hanno mai smesso di investire in ricerca e sviluppo. 9-12 aprile Shanghai, China Expo Build China ed Ecobuild China www.expobuild.com www.italchamind.org.uk

La grande kermesse cinese si arricchisce quest’anno del contri-

buto di Ecobuild, la fiera inglese dedicata all’ediliza sostenibile. Il motivo di questa partnership è presto detto: la Cina è già oggi il maggiore mercato mondiale delle costruzioni. Ha generato un fatturato di 1200 miliardi di dollari nel 2011 e dovrebbe crescere fino ai 1700 miliardi del 2015, mentre il mercato dell’edilizia sostenibile cresce al ritmo del 38% l’anno. Expo Build, arricchito da Ecobuild, è l’occasione per approcciare le opportunità cinesi e conoscere le più recenti tecniche in materia di costruzioni. Anche in questo caso la camera di Commercio Italiana per il Regno Unito, sta organizzando un padiglione italiano per facilitare la partecipazione delle aziende nostrane, supportato dalle camere di commercio italiane a Shanghai. 24-28 aprile 2012 Belgrado, Serbia Seebbe - Building Trade South East Europe Belgrade Exhibition fairsystem@fairsystem.it

È l’evento di riferimento nell’area Balcanica per il settore edile, a cui le aziende italiane sono invitate a partecipare sia come visitatori che come espositori, magari all’interno dell’Isola Italia, un’area appositamente dedicata. Sarà così possibile accedere alle opportunità offerte

dal mercato edilizio dell’intera regione balcanica. Già oggi l’Italia è fra i maggiori partner commerciali della Serbia per un valore pari a 1.207 milioni di Euro.

9-11 maggio Fiera di Verona SolarExpo e Greenbuilding www.solarexpo.com

La tredicesima edizione di Solarexpo, mostra convegno su energie rinnovabili e generazione distribuita, sarà ancora più internazionale della precedente. Nel 2011 gli espositori esteri erano già il 40%, sui 14.000 totali. In concomitanza si terrà Greenbuilding dedicata ai temi dell’edilizia sostenibile.

www.mcexpocomfort.it

Mce è impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili. La valorizzazione energetica nel senso più ampio di innovazione e ricerca è il driver della prossima edizione che si presenta con oltre 1.600 le aziende espositrici dirette (+14% estere). “Zero Energy 2020: Verso l’Integrazione” questo il file rouge della proposta congressuale. 18-22 giugno Milano EU BC&E, Conferenza ed Esposizione europea sulla biomassa www.conference-biomass.com

Conferenze, mostre - convegno, convegni, seminari 1-3 marzo 2012 Tortona, Parco Scientifico e Tecnologico Mostra Convegno Agroenergia www.agroenergia.eu

Un particolare della locandina di Expo Build China

27-30 marzo 2012 Fiera Milano Mce – Mostra Convegno Expocomfort

La tre giorni piemontese caratterizzata da lavori, esposizione e visite agli impianti di produzione di energia, prevede un ricco programma di conferenze all’interno della manifestazione. Sono in calendario interventi di ospiti di alto profilo e qualificate partecipazioni di imprese specializzate.

La Conferenza ed Esposizione europea sulla biomassa, è un appuntamento centrale per il settore, organizzato in 5 giornate. Quasi 1.000 le presentazioni sui temi del mercato e della fornitura. Si parlerà della conversione delle biomasse in calore, elettricità e prodotti derivati; dei combustibili derivati dalle biomasse; delle politiche e della sostenibilità. L’area espositiva, annessa alla conferenza, avrà nell’edizione del 2012 maggiore spazio rispetto al passato.


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MWh/anno

GEATECNO

LE ECCELLENZE DI PUGLIA IN SINERGIA PER Lâ&#x20AC;&#x2122;AMBIENTE di Fabio Capezzuto Direttore Tecnico Geatecno

1,2

Produzione energetica attesa


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Tekneco Numero 06 | 2012

Potenza istantanea totale

4VD00030 Sezione fotovoltaica n.5 Pn 74,88kWp "Cofra srl" Barletta In esercizio dal 26.10.2011 — Periodo: 10.12.2011 45.000 40.000 35.000 30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0

contatti

Geatecno Srl Modugno Zona Artigianale - Bari Via dei vetrai, 3 T. 800 589643 Web: www.geatecno.it E-mail: consulenza@geatecno.it

A sinistra e in alto Panoramica dell'impianto fotovoltaico e dettaglio del telecontrollo

Geatecno, azienda pugliese leader nel fotovoltaico strutturale con oltre seicento impianti realizzati su coperture di unità produttive, ha recentemente terminato l'installazione di un impianto fotovoltaico della potenza di 912,48 kWp sugli edifici della Cofra Srl a Barletta (BAT), primaria azienda nella produzione di calzature ed abbigliamento di sicurezza. L’impianto fotovoltaico, entrato in esercizio il 26 ottobre scorso, ha richiesto un’attenta ed accurata progettazione sia per la numerosità sia per la varietà delle superfici interessate. La potenza totale, infatti, è stata suddivisa su cinque stabili dell’insediamento produttivo con caratteristiche costruttive ed orientamento differenti. Due delle cinque sezioni, inoltre, sono state installate su nuove coperture realizzate in sostituzione delle preesistenti in amianto. Al fine di assicurare la massima resa energetica, evitando perdite di trasporto nei conduttori, si è scelto di collegare ciascuna sezione dell’impianto fotovoltaico con il rispettivo edificio sottostante direttamente in bassa tensione. Questa soluzione ha permesso, inoltre, di contabilizzare separatamente l’energia prodotta e di usufruire delle differenti tariffe incentivanti previste dal 4° conto energia in funzione della tipologia di installazione, incrementando così anche la resa economica dell’investimento. Per ottimizzare ulteriormente le prestazioni si è optato, nonostante le dimensioni dell’impianto, per una soluzione di conversione di tipo distribuito: sono stati, infatti, installati 69 inverter di stringa con potenze nominali di 10 e 12,5 kW, posizionati nelle immediate vicinanze dei sottocampi di pertinenza. I moduli fotovoltaici, nel numero di 3.802 e di potenza nominale di 240 Wp ciascuno, sono stati selezionati tra i migliori presenti sul mercato europeo e sono realizzati con celle in silicio policristallino, particolarmente indicate per le loro performance alle latitudini

meridionali. La superficie netta dei moduli è pari a circa 6.200 mq su un’area totale dello stabilimento di circa 15.000 mq, mentre la porzione di amianto bonificata è pari a circa 6.000 mq. La produzione energetica annua attesa, stimata in via cautelativa in circa 1,2 MWh/ anno è calcolata come somma delle produzioni energetiche attese delle cinque sezioni dell’impianto: si raggiunge, quindi, una producibilità annua per kWp installato di circa 1315 kWh/kWp, dato di tutto rispetto in relazione all’orientamento ed all’inclinazione delle superfici impegnate. Altrettanto importante il dato ambientale: oltre 600 tonnellate/ anno di emissioni di CO₂ (anidride carbonica) evitate che corrispondono ad più di 230 TEP/anno (tonnellate equivalenti di petrolio/ anno) risparmiate. L’incentivo derivante dal 4° conto energia, calcolato come media ponderata degli incentivi delle singole sezioni, si attesta a circa 0,327 €/kWh, cui va sommato il prezzo dell’energia autoconsumata o immessa in rete, pari in media a circa 0,09 €/kWh. Annualmente, quindi, il beneficio economico totale raggiunge circa 500.000 €, valore che consente il rientro economico dell’investimento in circa 5 anni. Geatecno ha, inoltre, dotato l’impianto di un sofisticato sistema di monitoraggio e telecontrollo che consente di verificare in real time tutti i parametri di funzionamento, confrontandoli istantaneamente con quelli attesi. Tutti i valori sono visualizzati su un monitor installato presso la Cofra ed accessibili sul web da computer, tablet o smartphone tramite una semplice ed intuitiva piattaforma appositamente sviluppata. In caso di anomalia il sistema provvede automaticamente ad inviare la segnalazione (mail ed sms) al responsabile dell’impianto ed ai tecnici della Geatecno per un immediato intervento.


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Libri

Guarda tutti i nostri libri su Anobii: www.anobii.com/ tekneco/books

a cura di Anna Simone

❹ ❶

❸ ❷

❶ Occhio allo spreco

❸ Fotovoltaico

Consumare meno (tutti) per vivere meglio (tutti), come si potrebbe mai fare? Lo spiega Cristina Gabetti nel suo libro, ricco di spunti per attuare semplici ma fondamentali cambiamenti nelle nostre abitudini quotidiane. Nel testo abbondano, inoltre, le segnalazioni di indirizzi Web per chi volesse approfondire le tematiche affrontate.

Il testo affronta tutti gli aspetti fondamentali del fotovoltaico e del “conto energia” italiano. Dedica spazio al Gestore dei Servizi energetici e all’evoluzione della normativa in materia di edilizia sostenibile, la sola in grado progettare e ristrutturare edifici che non disperdano energia. Analizza gli aspetti procedurali e normativi del dimensionamento degli impianti, fornendo al lettore gli elementi indispensabili per operare una corretta valutazione economica-finanziaria. Sono riportati tre esempi di studio, su progettazione di edifici con impianto fotovoltaico annesso, in cui emerge l’idea di come progettare un impianto quantificando correttamente costi e benefici.

cristina gabetti Edizioni Bur Biblioteca Universale Rizzoli Euro 8,90 – Pagine 237

❷ Vivi con stile

andrea poggio Edizioni Terre di Mezzo Euro 10,00 – Pagine 177 In circa 200 pagine troviamo esattamente 160 consigli per migliorare la qualità della vita. Piccoli accorgimenti per ridurre il proprio impatto ambientale partendo dalla scelta degli elettrodomestici, del detersivo, dell’impianto di riscaldamento e dei pannelli solari. Ambiente e conto in banca ringrazieranno. La firma di questo libro si deve ad Andrea Poggio, volto storico di Legambiente che a Ecomondo ha rilasciato un’intervista a Tekneco (vedi video su www.tekneco.it).

claudio camilleri Edizioni Geva Euro 24,00 – Pagine 176

❹ ItaliArchitettura

luigi prestinenza puglisi e renzo piano Edizioni Utet Scienze Tecniche Euro 50,00 – Pagine 120 Il volume raccoglie i dodici progetti vincitori del Premio bandito dalla Fondazione

Renzo Piano e dall’Associazione Italiana di Architettura e Critica. Si tratta di un repertorio di studi e opere realizzate da progettisti italiani under 40, che riporta fedelmente dettagli e particolari costruttivi in scala, iconografia e tecnica di alto livello qualitativo. Le valutazioni di Renzo Piano, architetto di fama internazionale, fanno da collante e completano l’opera.

❺ Energia e vita domestica

luigi bruzzi e simona verità Euro 15,00 – Pagine 103 Edizioni Clueb La società moderna si fonda su un uso intensivo e irresponsabile delle fonti energetiche, la maggior parte delle quali provengono da fonti fossili destinate a esaurirsi in tempi relativamente brevi. Urge modificare lo stile di vita adeguandolo a un equilibrato utilizzo dell’energia elettrica. Quindi, dopo aver letto questo libro, non possiamo più stare a guardare. Il risparmio energetico inizia nelle nostre case con il ricorso alle tecnologie ad alta efficienza e alle fonti energetiche rinnovabili. Allo stesso tempo è rilevante mettere in atto dei comportamenti corretti che permettano di ridurre gli sprechi e i consumi di energia.


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Aziende citate

A Airbank www.airbank.it Asm Prato www.asmprato.it Ater pag www.atertv.it

G 70, 71 10 24

B Belumbury 64, 66 www.belumbury.it Bisol pag 56 www.bisol.it Bioisotherm 28, 44, 45 www.bioisotherm.it Borghi 13, 18 www.iborghisrl.it C Carena 27 www.carenacostruzioni.com Cappello Costruzioni 46 www.cappellocostruzioni.it Conergy 56 www.conergy.it D Doxa pag 18 www.doxa.it

Garelli pag 64, 65 64, 65 www.garelli.it Geatecno 50, 51, 52 www.geatecno.it Green Building Council 17 www.gbcitalia.org Griesser 34 www.griesser.ch I Ibm www.ibm.com Innotech Solar www.innotechsolar.com Isofoton www.isofoton.it Italcementi group www.italcementi.it Italwin www.italwin.it

8 56 56 24 66

J Jonica Impianti www.jimp.it

50, 51, 52

E E-move.me 64 www.e-move.me 10 Energia Veneto www.pmienergiaveneto.it 57 Enfinity www.enfinity.it 65 E-holding www.e-holding.biz 68, 69 Eon www.eon.it 17 Esa Engineering www.esa-engineering.it 65 E-tropolis pag www.e-tropolis.de 15 E-Werk Prad www.e-werk-prad.it F 19 Fassa Bortolo www.fassabortolo.com Favero & Milan Ingegneria 17 www.favero-milan.com 47 Futura Costruzioni futuracostruzioni1@virgilio.it

Mtl Company www.mtl-inst.com

64

N Nuova Itl www.italconsultlavori.it

27

O Olimpia www.olympiacicli.it Oxygen www.oxygenworld.it

66 63, 65

27

56

EDIRE S.r.l. Sede: via E. Estrafallaces 16, 73100 Lecce Tel. e fax 0832 396996 Società editrice iscritta al ROC con n. 14747

27

DIRETTORE RESPONSABILE

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Luigi Dell’Olio (direttore@tekneco.it) COLLABORATORI

REALIZZAZIONE PIATTAFORMA WEB

Ingegni Multimediali, Lecce Emmealcubo, Termoli (Cb)

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PROGETTO GRAFICO

Matteo Astolfi e Pietro Buffa STAMPA

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Arti Grafiche Boccia, Salerno 19

TIRATURA

20.000 copie 17, 19

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DISTRIBUZIONE

15.000 copie postalizzate ingegneri/ architetti / geometri / studi di progettazione nazionali / aziende di settore / richieste di abbonamento dirette; 5.000 copie distribuite all’interno di fiere nazionali di settore REDAZIONE

Y

telefono: 0832 396996 e-mail: redazione@tekneco.it PUBBLICITà

telefono: 0832 396996 e-mail: commerciale@tekneco.it

Z Zytech Solar www.zytech.es

Gabriele Cavallaro, M. Cristina Ceresa, Paolo Galli, Camilla Galli Macricè, Bianca Matteucci, Anna Simone, Nadia Tadioli

SOCIAL MEDIA AND DIGITAL PR

U

Wood Beton www.woodbeton.it

Tekneco è una testata giornalistica trimestrale registrata presso il Tribunale di Lecce con n. 1061 del 9 Giugno 2010

55, 56

64 Tazzari Group www.tazzari.com 50, 51, 52 T.R.Energia www.trenergiasrl.it

Villaga Calce www.villagacalce.it Vimar pag www.vimar.eu

Edilizia bio - Energia alternativa - Ecologia gennaio / febbraio / marzo 2012

65, 66

65, 70, 71 Yamaha www.yamaha-motor.it

18 Pigreco Progetti www.pigrecoprogetti.it 54, 56 Power One www.power-one.com

56 ONLINE

65

Visita il sito di Tekneco all’indirizzo www.tekneco.it e cerca Tekneco sui maggiori social network.

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Creative Commons

R

S Sextantio www.sextantio.it

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W

P

Renault www.renault.it Rubner www.rubner.com

66

T

Umpi www.umpi.it

M 18

Siel www.siel.com Siemens www.siemens.it Smart www.it.smart.com Soceca Costruzioni www.soceca.it Solon pag www.solon.com Solsonica www.solsonica.com Sovello www.sovello.com Spav Prefabbricati www.spav.it

18

Se non diversamente specificato, i contenuti di Tekneco e Tekneco.it sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5.


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Editoriale

di Luigi Dell’Olio

La sostenibilità scaccia la crisi. A essere ottimisti in questo periodo si rischia di apparire fuori luogo. Eppure, in uno scenario caratterizzato dal pessimismo generale, la sostenibilità si appresta a vivere un anno di forte crescita a livello globale. L’architettura e l’edilizia bio stanno ormai uscendo da una dimensione di nicchia e si apprestano a giocare ad armi pari sul fronte dei prezzi con i sistemi di costruzione tradizionali. Complici la diffusione di standard internazionali che aiutano a fare chiarezza nel mercato e il rinnovato impegno dei Governi, che hanno sostanzialmente risparmiato questi settori dai tagli previsti per altre voci. Notizie positive arrivano sul fronte delle energie alternative, che finalmente possono fare i conti con normative incentivanti stabili, ponendo così fine a una lunga fase di incertezza, che tanto ha penalizzato gli investimenti. I progressi sul fronte dell’efficienza fanno il resto, rendendo l’Italia uno dei principali candidati al raggiungimento della grid parity. I passi in avanti compiuti dai paesi emergenti sulle questioni ambientali, dalla lotta ai gas serra agli incentivi per l’industria “green”, completano un mosaico che fa da base per uno sviluppo di medio periodo certamente più sostenibile rispetto alle stagioni che ci lasciamo alle spalle. Ne trarranno sicuramente beneficio quegli imprenditori lungimiranti che hanno affrontato la crisi rinnovandosi e investendo nel green business.


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