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il poligrafico 146/2013

ITALIANO

N. 146/2013 Giugno - Luglio - Zeta’s srl 20137 Milano via Kolbe 8 - Euro 9,90 - CMP Milano Roserio

Stampa e nuovi media nell’era digitale

Etichette senza confini incontro con luciano cillario di eurostampa - a pag. 26

L’EVOLUZIONE DEL PACKAGING LE PRINCIPALI SOLUZIONI DI STAMPA DIGITALE - a pag. 40

Fotografia del cambiamento resoconto da grafitalia e converflex - a pag. 30


Sommario piombi In primo piano Mondadori scommette sulla carta stampata . . . . . . . . . . . . 14 Heidelberg e KBA verso un accordo? 14 Riorganizzazione in Seregni . . . . . . 15 Nuova proprietà per Lüscher . . . . . . 16 Aziende grafiche italiane . . . . . . 18 Fornitori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Istituzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 INTERVISTE L’industria grafica: un futuro da reinventare Luciano Cillario (Eurostampa) . . . . . 26 TECNOLOGIE Il sistema H-UV di Komori . . . . . . . . La stampa digitale per il packaging . Dentro la... Ricoh Pro C5110S . . . . News dai fornitori . . . . . . . . . . . . . .

36 40 46 48

EVENTI Grafitalia e Converflex: fotografia del cambiamento . . . . . . 30 spazio Ecologia Oscar dell’Imballaggio . . . . . . . . . . 54 spazio Etichette Il settore vini&liquori . . . . . . . . . . . . 62

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Da Grafitalia e Converflex la fotografia del cambiamento in atto nel comparto grafico

uomini&aziende Minimegaprint . . . . . . . . . . . . . . . . 51 Artegrafica . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59 RUBRICHE I nomi di questo numero . . . . . . . . . . 6 L’opinione di... Alberto Sironi Snelli e belli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 L’opinione di... Emanuele Posenato Aggregazioni, internazionalizzazione 11

Organo Ufficiale ITALIA

associazione tecnici arti grafiche italia

EURO GRAPHIC PRESS

40

Il Poligrafico è la rivista italiana del Gruppo Eurographic Press www.eurographicpress.com

Rassegna tecnologica di soluzioni di stampa digitale per il mondo del packaging


il poligrafico

tutto il numero

in un minuto

Stampa e nuovi media nell’era digitale

aziende fiori all’occhiello

Grafitalia e converflex 2013 La molteplicità di commenti e interpretazioni a proposito delle fiere appena concluse rispecchia fedelmente la confusione del momento: il mondo della stampa sta cambiando, ma si possono solo fare delle ipotesi sulla fisionomia che assumerà. A pag. 30

26

“L’industria grafica, un futuro da reinventare”: Luciano Cillario di Eurostampa

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Carrellata dei vincitori dell’Oscar dell’Imballaggio

Le etichette autoadesive sviluppate per un settore esigente come quello dei vini & liquori

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speciale packaging Una escursione alla scoperta delle novità su macchine e prodotti di un settore sempre vivace, la cui vena evolutiva più consistente è rappresentata dalla stampa digitale. A pag. 40 incontro con... EURoSTAMPA La stampa di etichette è il cuore del successo di questa azienda del Cuneese, che ha saputo mantenere salde radici nel territorio e nel contempo aprirsi oltre confine, in America e in Scozia, nel settore degli “spirits”. A pag. 26 oscar imballaggio Sono stati per lo più di natura ecologica i parametri utilizzati per scegliere i vincitori di questo prestigioso award. Dal food al beverage, dalla detergenza al trasporto, i packaging premiati dalla giuria sono stati giudicati i migliori in termini di utilizzo di materiale riciclato, risparmio di materia prima, ottimizzazione della logistica, facilitazione del riciclo. A pag. 54 spazio etichette Il settore degli alcolici dagli anni ‘70 continua a essere da stimolo per ricerche e innovazioni nella stampa delle etichette: impermeabili, resistenti, preziose, trasparenti, dorate, in rilievo, tutto si fa per presentare il contenuto in modo sempre più accattivante ed efficace. A pag. 62


I nomi di questo numero Persone e aziende citate con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono all’inserzione pubblicitaria Accademia Poligrafico 20 Acqua S. Benedetto 56 Adige Comm. Carta 55 Agfa 41 Altavia 20 Andersen 32 Antonuzzo Alessandro 24 Artegrafica 59 Assografici 24 B+B 35 Bano Walter 25 Barilla 56 32 Baruffi Renato Bassanello Alberto 33 Berner Peter 16 49 Biancardi Matteo Biancavilla Marco 51 36 Bianchi Silvano BIG Paper Italia 55 Bobst 18,68 14 Bolza S. Klaus Bompan 12,13,22, 34,44,48 Bompan Rachele 34 15 Bonanno Daniele Bressan Dino 18 Burgo 33 Buzzavo Leonardo 18 Cairo Urbano 14 Camoni Juri 24

6

Camporese 53,65 Camulus 15 Canon 25,33 44 Canon Océ Caporaso Giorgio 22 Cartonif. Fiorentino 56 Cassina Edoardo 18 Castellano Claudio 49 Castelli Bolis Polig. 36 Centrexpo 32 Ciemme 24 Cillario Gianfranco 28 Cillario Gianmario 28 28 Cillario Giuseppe Cillario Luciano 27 Conai 54 Converflex 30 32 Corbella Guido Crotti Francesco 32 Da Pozzo Giovanni 11 Datacolor 22 DB Ing. dell’Immagine 51 DeAlessandri Stefano 24 Dei Rossi Davide 18 Demarinis Riccardo 51 Deutsche Messe 33 Donati Paolo 20 Durst 22,33,49,52 Easydot 8 Edigit 7

EFI 47 Eikon 28 Elcograf 14 Elica 55 Emmemme 15 Engico 35 Epson 42 Esposito Teresa 25 Eurostampa 16,27 Exaprint Italia 34 Fag Arti Grafiche 56 Fanchin Alessio 24 Faservice 33 Fedrigoni 24 Fespa 33 FIEG 24 Finat 62 45 Finotti Edoardo Fujifilm 33,44,45 Gamper Christoph 22 49 Ghetti Daniele Giunti 16 Goglio 56 Goss 21,48 GPN 67 Grafiche Mercurio 2,21 Grafitalia 30 Graphicom gruppo 59 Gruppo Cordenons 24 34 Guidotti Filippo

GVE 14 Heidelberg 14,18 Heliograph Holding 16 Henkel Italia 55 HP 22,27,28,32,42,52 Hunkeler 44 ICE 32 Igb 18 Ipack-Ima 32 Ipagsa 10 Ist. It. Imballaggio 54 KBA 14,20,59 Kiian 19 Kodak 18,22,33,43,57 Komori 23,36 Konica Minolta 33 33 Kroma Serigrafia Kurz 43 La Stamperia 20 Landa Benny 42 Legatoria Camisana 59 Legatoria Industriale 16 LEGO 24 Librizzi Francesco 20 Linzbach Gerold 14 Logics Sistemi 22,35 Lüscher 16 Luxoro 43 Macchingraf 3,18,45 Manroland 14


Marulli Christian 24 Mastagni Andrea 15 Mastagni Riccardo 15 Mastagni Stefano 15 14 Mauri Ernesto Meana Luca 24 Mediagraf 18 Melastampi 32 Mercurio Diodato 21 Meroni Nicola 15 MGraf 15 Milani Grafiche 36 Mimaki 22,34,44,48 Minimegaprint 51 Miyakoshi 15 45 Model AG Mondadori 14 Monzese Carta 61 Moore Graham 46 New Age 48 Nielsen 21 Nuova Cesat 16 Nuova Gidue 20 Nuova Sebe 15 OcĂŠ 25,33 Olivotto Giovanni 24 Ondulkart 49 P.E.T. Engineering 55 Perucchini Alessandro 32 Petrini Elisa 60 24 PGM Legatoria Piock Richard 22 Pira International 41 Pixartprinting 18,35 Popolizio Pasquale 18 18 Potti Gianni Pozzoli 36 14 Pozzoni gruppo PressUp 38,39 Print Out 49 Print Power 24 Printgraf 49 Pusterla 1880 24,56 Q&B Grafiche 33 Rashid Karim 22 Razza Pasquale 36 Redaelli Matteo 35

Ricoh 20,33,46 Rifa Etichette 24 Rigamonti Matteo 18 Rizzoli 14 Roland DG 45 Ronchi Edo 54 Ronzoni Maurizio 25 20 Rotograf Varese Rotomail 24 Sabbioni Grafiche 18 Saica 55 Sajeva Angelo 14 Sakata INX 35 20 Sarfatti Ivan Schillemans Marc 32 Schreier Bernhard 14 Scodix 45 Sepad 15 Seregni gruppo 15 15 Seregni Umberto SmartColor 25 49 Star Grafic Stiav 16 Stiem 15 Studio Xilox 6 Sun Chemical 17,48 50 Taga Italia Tecserviceurope 22 Ulmex 49 Uteco 44,61 Varigrafica Alto Lazio 36 Verallia Saint Gobain 56 Vimer Ind. Graf. It. 20 Viscom 33 Wifag-Polytype 16 Xerox 33 Zanchini Domenico 49 Zenti Stefano 25 Zund 22,35,45 ZundLAB 22,35

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Opinioni

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Gestione aziendale

Snelli e belli per essere vincenti Alberto Sironi

IPI 146/13

Un tempo, quando un bambino era “un po’ in carne” tutti gli dicevano: “che bel ragazzino: è il ritratto della salute!”. Se invece era magro veniva poco apprezzato. Oggi invece il primo viene valutato “un po’ obeso” e il secondo come “giusto”: sono quindi cambiati i criteri di giudizio, si è modificata la cultura, soprattutto quella sanitaria, compresi gli approcci immediati che dipendono dalla mentalità corrente. La stessa situazione vale anche per le fabbriche: prima una realtà di grandi dimensioni e strutturata veniva vista come una “bella azienda”, oggi è guardata con sospetto, la si giudica una realtà “pesante”, con alti costi di gestione, ci si domanda come potrà resistere nella competizione odierna. Ora la considerazione dominante quindi è che snello significa vincente, o almeno in grado di gareggiare, ma che cosa significa essere “lean”? A un corso di problem solving creativo, mi insegnarono che per definire un concetto complesso può essere utile partire dallo stabilire con precisione che cosa quello sicuramente non è e risultare snelli non può confondersi con l’essere destrutturati, disorganizzati, approssimativi, in eterna rincorsa dei problemi, incapaci o inadeguati nel risolverli. Snelli non significa neppure per forza piccoli, perché anche una struttura di grandi dimensioni può (anche se con più fatica) essere lean, esattamente come un “omone” che risulta asciutto ma pure massiccio. Così non dobbiamo nemmeno pensare che l’unico modo per essere snelli sia quello di applicare le tecniche di Lean Production, che vanno tanto di moda specialmente negli ambienti associativi, le quali corrispondono a modalità di gestione specifiche con approcci rigorosi e di alto livello. In realtà un’organizzazione snella si caratterizza principalmente per quattro aspetti: - essere efficienti: saper condurre le proprie operation potendole impostare e prevedere con buona sicurezza, ottenendone i risultati desiderati in termini di prestazioni e senza sprechi; - essere efficaci: saper rispondere alle sollecitazioni in modo immediato e con risultati soddisfacenti per il Cliente; - essere veloci: saper viaggiare al ritmo che ci impone il mercato, anticipandone le esigenze e riducendo i costi previsti per le varie attività; - essere lineari: saper lavorare per processi, evitando la frammentazione delle troppe fasi ridondanti, in cui più addetti fanno la stessa cosa in momenti diversi. Ognuna di queste descrizioni ci riporta a requisiti che verrebbe naturale tradurre istintivamente con l’essere snelli. Vorrei fermare l’attenzione in particolare sull’ultima caratteristica, quella della linearità, sul cui terreno si gioca una fetta importante delle sfide attualmente in corso, perché in questo periodo di crisi più di un’azienda si sta interrogando su quale sia l’assetto ottimale, soprattutto nei propri uffici, per rispondere al meglio alle nuove esigenze di mercato e contenimento costi. In tal senso, ridurre e semplificare le fasi di lavorazione rappresenta sicuramente una via percorribile e sensata per guadagnare in competitività, revisionando con logica e spirito innovativo flussi e responsabilità che si pensavano immodificabili sino a poco tempo prima.

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Opinioni

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Market & Trend

Aggregazioni e internazionalizzazione Emanuele Posenato Temi del momento, vengono considerati da economisti e opinion maker fra i più promettenti percorsi di sviluppo per le imprese. Anche per il nostro comparto?

IPI 146/13

eposenato@gmail.com @eposenato

“L’internazionalizzazione e le aggregazioni sono due capisaldi imprescindibili per la crescita del nostro sistema produttivo”, ha commentato il presidente Unioncamere FVG Giovanni Da Pozzo nel corso del Connecting Event tenutosi a Udine qualche settimana fa. E proseguiva: “È sul mercato globale che le nostre imprese devono ormai confrontarsi. Le reti fra imprese consentono di ottenere l’internazionalizzazione preservando le singole identità aziendali”. Proviamo a costruire alcune considerazioni. L’internazionalizzazione per le aziende grafico-cartotecniche di medie e piccole dimensioni, salvo rare eccezioni, si è concretizzata esclusivamente in attività di esportazione nei mercati vicini (Germania, Francia, Inghilterra...) di servizi o prodotti stampati a valore aggiunto. Servizi di fotolito evoluta, di premedia e crossmedia, stampati librari e paralibrari nobilitati, packaging per i settori luxury suscitano ancora interesse e hanno mercato. Viceversa, prodotti di tipo generalista, le “commodity”, a basso valore aggiunto, indifferenziabili, trovano adeguate risposte altrove. Pensare di affrontare il mercato internazionale esclusivamente con la leva del prezzo oggi ha poco senso. Costerebbe troppo. Varcare i confini richiede infatti competenze linguistiche, conoscenza delle dinamiche commerciali degli specifici mercati, organizzazione logistica, risorse economiche per lo startup commerciale, risorse finanziarie a sostegno del business. Difficile disporne per una media azienda oggi. In tal senso coniugare percorsi di internazionalizzazione con il tema delle aggregazioni può risultare vincente. Le aggregazioni aziendali possono costruirsi su rapporti informali, contrattuali o addirittura patrimoniali. L’impressione è che non si stia cogliendo l’opportunità offerta dalle aggregazioni basate sui cosiddetti rapporti informali che la legge ha recentemente normato attraverso le “reti d’impresa”, per certi versi ancora incompleta e acerba. Sono sostanzialmente aggregazioni “de facto”, non strutturate, prive di quei vincoli che spesso inibiscono sul nascere le potenziali e auspicabili sinergie produttive e/o commerciali che si potrebbero invece dimostrare virtuose nel medio termine. Possono costituire il preambolo a differenti e successive forme aggregative più strutturate. Seguiamo con interesse alcune esperienze embrionali in proposito. Nel caparbio e virtuoso Abruzzo un raggruppamento temporaneo d’imprese ha già dato vita a una newco fortemente orientata all’erogazione al territorio di servizi crossmediali multicanale, in affiancamento ai tradizionali servizi a stampa. Nell’orgogliosa Emilia, invece, sono ben otto le aziende, eterogenee per dimensioni e fra loro complementari, che da qualche mese si sono costituite in rete, per pianificare un’azione concertata su alcuni mercati esteri. Per ora si ragiona di strategie, si pianificano investimenti commerciali, si programma la partecipazione ad alcune importanti fiere e si preparano gli strumenti di presentazione adeguati. Insomma… ci si prova.

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Mimaki è specializzata nella creazione esclusiva di macchine per la stampa digitale inkjet di grande formato, settore nel quale è leader assoluto. Dispone della gamma più vasta del mercato, che solo nel 2012 si è arricchita con 12 nuovi prodotti. Una scelta di competenza e professionalità che permette a Mimaki di concentrare le proprie risorse nello sviluppo incessante di innovazione, con una versatilità così elevata da soddisfare tutte le esigenze e proiettarsi verso nuove opportunità di business. Dalla segnaletica per esterno e billboard alla decorazione di interni e l’arredamento, dal packaging e le etichette ai gadget promozionali e l’abbigliamento. Mimaki ha costantemente visto accrescere la propria reputazione e importanza fino a diventare oggi un’azienda globale con importanti sedi operative in Asia e nel Pacifico, Stati Uniti e Europa.

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NOVITÀ


PIOMBI

LE NOTIZIE DI ATTUALITÀ DEL POLIGRAFICO IN PRIMO PIANO I più rilevanti fatti del mese

AZIENDE GRAFICHE Accordi societari, installazioni, persone... FORNITORI Cosa accade nelle società fornitrici EVENTI Congressi, seminari, mostre, inaugurazioni

Mondadori scommette sulla carta stampata

n Sarà anche aggredita dalla

concorrenza del digitale, ma la cara, vecchia carta stampata con cui si mandano in edicola giornali e magazine non è ancora tramontata. Anzi, rappresenta ancora il cuore dei ricavi e dei profitti dei principali gruppi editoriali italiani. A cominciare da Mondadori. Una scommessa, quella del “print”, alla quale crede con forza Ernesto Mauri (nella foto), ad del Gruppo di Segrate. E così, dopo il restyling di successo del settimanale Chi, la Mondadori ha presentato i suoi “nuovi” femminili. Ovvero, con quella che Mauri definisce un’iniziativa senza precedenti nel panorama italiano dei magazine, il rinno-

vamento in contemporanea di tre testate: Grazia, Donna Moderna e TuStyle. «Siamo particolarmente orgogliosi di aver portato a compimento questo piano che coinvolge tre testate del nostro sistema di femminili, segmento in cui siamo leader di mercato con una quota superiore al 50%», ha spiegato Mauri. «La forza dell’innovazione e la qualità del prodotto hanno raccolto il consenso degli inserzionisti (150 clienti, di cui 42 nuovi) con un incremento del 29% delle pagine. Questo significa che il mercato pubblicitario risponde alla bontà dei progetti anche in un periodo di crisi degli investimenti, periodo che

sta proseguendo anche nel 2013». La speranza, aggiunge Angelo Sajeva, presidente e ad di Mondadori Pubblicità, è che la fiducia dei consumatori migliori in virtù anche dell’insediamento del nuovo Governo. Quanto ai risultati di Mondadori, l’obiettivo resta il ritorno alla redditività dell’area Periodici Italia grazie alla riduzione dei costi e allo sviluppo e rafforzamento dei brand. Ma il recupero della redditività passa anche dalle commesse di

Heidelberg e KBA verso un accordo di partnership? Siamo alla vigilia di uno storico accordo nel settore della stampa offset?

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La domanda nasce spontanea in considerazione di alcune indiscrezioni pubblicate dalla stampa tedesca e riprese dal sito Graphiline.com, a proposito di un possibile accordo di collaborazione tra due leader del settore, Heidelberg e KBA. Otto mesi dopo aver preso le redini di Heidelberg, andando ad occupare la poltrona di Bernhard Schreier, Gerold Linzbach si è espresso chiaramente a favore di eventuali partnership nel settore. Al tempo stesso, il CEO di KBA, Klaus Bolza Schünemann, pur avendo respinto qualsiasi ipotesi di fusione, che in ogni caso verrebbe bloccata dall’antitrust europeo, si è dimostrato favorevole all’idea di una collaborazione con il “concorrente” tedesco. Il primo step di questo accordo potrebbe riguardare la strategia di acquisti congiunti, una modalità già adottata, ad esempio, nel

settore automobilistico. Quest’anno Heidelberg dovrebbe tornare in attivo dopo cinque anni di perdite, grazie anche a una pesante ristrutturazione che è stata portata a termine. Due anni fa il presidente di Heidelberg aveva interrotto le negoziazioni con manroland, ex numero due del settore, dopo che il produttore tedesco si era visto costretto a scorporare le attività delle offset a foglio da quelle a bobina per far fronte alla crisi. L’assorbimento di un’azienda già in difficoltà avrebbe, peraltro, minacciato seriamente la continuità della stessa Heidelberg. Dal canto suo, KBA sta chiudendo i bilanci in profitto dal 2008, pur subendo le difficili condizioni del mercato.

stampa. E così Mauri punta a rivedere nei prossimi mesi gli accordi con il Gruppo Pozzoni che nel 2008 aveva acquisito proprio dall’azienda di Segrate la Mondadori Printing di Verona, portando il controllo al 100% nel gennaio del 2012. Operazione propedeutica a una riorganizzazione produttiva del gruppo di Cisano Bergamasco che ha visto il concentramento delle attività di stampa (comprese quella della ex Mondadori Printing) in Elcograf che dalla sede legale di Verona coordina tutti gli stabilimenti (quindi anche Cles per i libri, Pomezia, Pozzo d’Adda, Madone e Melzo, questi ultimi ex Datamill ed ex Sorin) che danno lavoro a oltre 1.100 dipendenti con 11 rotative rotocalco, 14 roto-offset, 3 impianti flessografici e 11 macchine a foglio. Un Gruppo che, se si escludono Rizzoli e Guido Veneziani Editore, praticamente è il punto di riferimento per tutta l’editoria italiana. Con Mondadori, gli accordi sottoscritti al momento dell’acquisizione della Printing prevedevano la continuità dei contratti fino al 2016. A Segrate, però, vorrebbero ridiscuterli prima cercando nei prossimi mesi di abbassare i costi di stampa e, spiega lo stesso Mauri, avvicinarli a quelli di altri clienti di Pozzoni, come Urbano Cairo. Una richiesta legittima che non vedrebbe pregiudiziali da parte del gruppo di Cisano Bergamasco. Parlarne si può, poi bisognerà vedere come e quando si troverà un accordo. Achille Perego

IPI 146/13

L’ad Ernesto Mauri punta a rivedere gli accordi con il Gruppo Pozzoni al fine di abbassare i costi di stampa.


PIOMBI

PrimoPiano

Altra riorganizzazione al Gruppo Seregni

Possibile il raggruppamento delle attività in un unico polo produttivo.  La crisi, in particolare quella della stampa dei quotidiani, sta nuovamente colpendo il Gruppo Seregni che, dalla scomparsa (gennaio 2009) del suo fondatore, Umberto Seregni, ha vissuto anni abbastanza travagliati. A marzo 2011 il Gruppo era stato ceduto dal fondo di private equity Camulus (che aveva rilevato il controllo) alla famiglia Mastagni che, tramite la holding Mca, controllava la Cartiera Verde Romanello con sede a Basaldella di Campoformido, in provincia di Udine, messa poi in liquidazione. L’arrivo dei Mastagni (tre fratelli: Andrea, Stefano e Riccardo) aveva comportato una profonda ristrutturazione. La partecipazione nel nuovo centro stampa francese era stata

ceduta agli editori di Le Figaro mentre erano state mantenute (e rafforzate con l’investimento in una nuova rotativa) le commesse in Polonia. In Italia il Gruppo aveva quindi cessato l’attività a Macomer in Sardegna e mantenuto gli impianti per la stampa di quotidiani, fogli locali, commerciale e riviste per la Gdo nell’area milanese (Paderno e Cernusco sul Naviglio), a Padova (Sepad) e alla Stiem di Fisciano (Salerno). Dal 2011, ricorda Daniele Bonanno della Fistel-Cisl, c’è stato un processo di riorganizzazione societaria e aziendale e un forte ricorso alla cassa integrazione. La catena del Gruppo è stata accorciata. Alla famiglia Mastagni fanno riferimento lo stabilimento di Cernusco sul

Naviglio e quello di Padova (ex Sepad) e le attività di stampa di Paderno Dugnano (ex Nuova Same, Sies e Fingraf) confluite nella nuova holding Nuova Sebe. La riorganizzazione, con nuova cassa, mobilità e prepensionamenti tra Milano e Padova, aveva portato a ridurre a circa 140 i dipendenti dell’area milanese dove, aggiunge sempre il sindacalista, la proprietà aveva mantenuto gli impegni investendo in due nuove torri per rotative provenienti dalla Spagna. L’aggravarsi della situazione del mercato, però, ha costretto la proprietà ad aprire, in sede nazionale, una nuova vertenza con i sindacati (in corso in questo periodo) per un ulteriore ristrutturazione

aziendale che, conclude Bonanno, potrebbe comportare il raggruppamento delle attività in un unico polo produttivo nel Milanese (unendo quelli di Cernusco, dove si stampano prodotti editoriali-commerciali e quello di Paderno dedicato alla stampa dei quotidiani, dal Giorno al Giornale) e una nuova serie di esuberi, gestibili con i fondi previsti dalla legge per l’editoria. A meno che le voci ricorrenti del mancato rinnovo della commessa di stampa (in scadenza a fine anno) del Giornale siano reali. In questo caso la situazione del Gruppo Seregni diventerebbe più problematica e il numero degli esuberi (non ancora quantificato) sarebbe destinato purtroppo ad aumentare. A.P.

Miyakoshi rappresentata in Italia da MGraf La neonata società si apre così alla stampa delle etichette. Un paio di mesi fa una notizia sul nostro sito stampamedia.net informava della nascita di MGraf e chiudeva annunciando la definizione a breve di nuove alleanze. Oggi la prima di queste si è concretizzata e apre alla neonata Società l’interessante mondo della stampa di etichette. Infatti la MGraf è il nuovo rappresentante in esclusiva per l’Italia della Miyakoshi, dopo aver raggiunto una partnership con la Emmemme di Bollate, fondata da Nicola Meroni, da anni punto riferimento del marchio Miyakoshi in Italia. MGraf si occuperà, in collaborazione con Emmemme, anche dell’assistenza e della fornitura dei pezzi di ricambio alla clientela italiana. Miyakoshi Printing Machinery, dopo essersi guadagnata un posto da leader nel mondo delle macchine per moduli continui, si è affermata anche nel mondo

delle macchine per etichette, sviluppando da oltre dieci anni anche macchine digitali inkjet. L’azienda giapponese realizza macchine rotative, semi-rotative e rotative sleeve che saranno presto presentate in Europa con sistemi di essiccazione Led-UV. Tutte queste macchine offrono una serie completa di processi in linea come verniciatura flexo, fustellatura, laminazione a caldo e a freddo, stampa a rilievo, serigrafia, uscita a foglio e altro. La qualità di stampa della Miyakoshi, grazie a un gruppo stampa assimilabile a quello delle macchine a foglio con 4 rulli inchiostratori, ha permesso all’azienda nipponica di fornire macchine a stampatori, come quelli di etichette da vino, che non accettano compromessi riguardo la qualità di stampa. In Italia vi sono già 5 macchine semirotative installate della serie MLP, che permettono un cambio

formato automatico da 5 a 14 pollici. Inoltre, Miyakoshi Printing Machinery ha sviluppato una macchina per la cartotecnica per stampare e fustellare da bobina contenitori per liquidi e astucci in cartoncino teso fino a 0,6 mm. LMiyakoshi sarà presente al LabelExpo di Bruxelles il prossimo settembre con le ultime tecnologie sia offset che digitali.

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PIOMBI IN BREVE La crisi colpisce le aziende toscane

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La crisi del settore grafico, e in particolare dell’editoria scolastica e dei giornali, si sta facendo sentire con forza anche in Toscana. Se grandi gruppi editoriali come la Giunti di Firenze la stanno affrontando con piani di ristrutturazione, ci sono anche case editrici che portano i libri in Tribunale e aziende grafiche che, di riflesso, soffrono. Come la Stiav e la Legatoria Industriale di Calenzano che nei primi mesi dell’anno hanno portato i libri in Tribunale ed è già stata emessa la sentenza di fallimento. La Stiav - Stabilimento Tipolitografico Industriale Attilio Vallecchi, storica azienda di stampa toscana fondata nel 1920 - operava in particolare nella stampa di libri scolastici. La crisi, come detto, della stampa dei libri scolastici insieme con la classica stretta creditizia delle banche e quindi le difficoltà finanziarie hanno messo in ginocchio Stiav e Legatoria Industriale che non sono riuscite a evitare il fallimento. Per i circa quindici dipendenti della Legatoria si è ricorsi alla cassa in deroga e alla Aspi (la nuova indennità di disoccupazione), mentre per i più di 20 dipendenti della Stiev si è riusciti ad attivare la procedura di mobilità. Tempi difficili anche per la cooperativa Nuova Cesat di Firenze. In questo caso i problemi hanno una duplice natura. Da una parte si sente la crisi del settore dei quotidiani locali e dall’altra, dato che la Nuova Cesat stampava i giornali entrati nell’inchiesta aperta per finanziamenti pubblici illeciti e truffa aggravata allo Stato, la Magistratura ha messo sotto sequestro preventivo i conti correnti bancari e aziendali. In più la Cooperativa ha sofferto in questi ultimi mesi i ritardi dei pagamenti di alcuni editori. Nata nel 1986 e operativa dal 1987, Nuova Cesat ha oggi una trentina di dipendenti e, con due rotative per giornali, stampa soprattutto pubblicazioni locali. A.P.

PrimoPiano

Lüscher continua con una nuova proprietà n Risale a poco più di un mese fa la notizia riguardante la procedura di fallimento avviata dalla svizzera Lüscher AG Maschinenbau di Gretzenbach, noto produttore di sistemi CtP, a causa di un indebitamento eccessivo. Una procedura che avrebbe messo a rischio una sessantina di dipendenti. In realtà questa vicenda ha avuto un epilogo più positivo del previsto: la svizzera Wifag-Polytype Holding e la tedesca Heliograph Holding hanno rilevato congiuntamente tutte le proprietà intellettuali, i prodotti , gli asset, i loghi e una parte dei dipendenti dai precedenti proprietari XPose Holding e Lüscher AG Maschinenbau. In virtù di questo accordo, nasce sulle ceneri della “vecchia” Lüscher una nuova azienda che ha una ragione sociale molto simile, ossia Lüscher Technologies, e che nei prossimi mesi trasferirà tutte le attività e l’organizzazione della precedente azienda nella nuova sede di Bleienbach, sempre in Svizzera. Questo consentirà alla “nuova” Lüscher di avvalersi di tutte le possibili sinergie in campo amministrativo, logistico e produttivo utilizzando l’infrastrut-

tura e il supporto di Daetwyler Graphics AG (una filiale del gruppo Heliograph). La nuova azienda continuerà a produrre i modelli XPose!, MultiDX!, XDrum! e JetScreen e a fornire assistenza a tutti i clienti. I servizi di vendita e assistenza verranno gestiti da Wifag-Polytype Group e da Heliograph Group nei rispettivi segmenti di mercato. In altre parole, Lüscher Technologies avrà accesso a due reti di vendita non in concorrenza tra loro composte da più di 20 organizzazioni di vendita e assistenza in tutto il mondo. A queste si aggiungeranno i distributori esistenti di Lüscher. Alla guida della nuova società è stato nominato Peter Berner (ex CTO di Lüscher AG ).

Eurostampa investe in due nuove HP Indigo Industria Grafica Eurostampa (vedi intervista di copertina) ha investito nel digitale acquistando due nuove HP Indigo WS6600, una per l’headquarter nel Cuneese, a Bene Vagienna, e l’altra per lo stabilimento americano di Eurostampa North America. Questa è già stata installata nello stabilimento di Cincinnati (Ohio, Nord America). La prima, il cui contratto è stato firmato durante l’ultima Grafitalia, arriverà a breve a Bene Vagienna. Sono le due nuove HP Indigo WS6600 per la stampa digitale a 7 colori a bobina di etichette autoadesive che andranno ad ampliare le possibilità di stampa dell’azienda che, con l’introduzione del “digitale”, integra le già molteplici tipologie di stampa offset, flexo e serigrafica, disponibili per le etichette sia in “carta e colla” che autoadesive. Dopo aver cominciato come tipografia commerciale, l’azienda cuneese si è presto specializzata nella stampa di etichette diventando leader nel settore del vino e degli spirits per marchi del calibro di Diageo, Bacardi-Martini, Beam Global, Pernod Ricard, Campari, Moet-Chandon, Gaja, Antinori, Zonin. Di rilievo anche la presenza nel settore food, con clienti di spicco come Ferrero, Saclà, Lindt e Kraft. L’investimento nelle due nuove HP Indigo, top di gamma per velocità e qualità di stampa digitale a bobina di etichette, rappresenta per Eurostampa un passaggio che va ad ampliare e completare la sua capacità produttiva e l’offerta commerciale. In particolare, spiegano a Bene Vagienna, le due nuove macchine consentono una maggiore flessibilità di lavorazione, facilità d’uso, accorciamento dei tempi di produzione e consegna, con break-even raggiungibile anche a basse tirature. Il settaggio delle macchine, inoltre, permette fuori linea tutte le lavorazioni aggiuntive, necessarie per impreziosire l’etichetta e raggiungere gli elevati standard qualitativi che Eurostampa è riuscita a ottenere negli anni. A.P.


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Le nuove opportunità professionali del digitale

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Con la tavola rotonda “Professioni digitali: nuove opportunità” è stata inaugurata ufficialmente l’edizione 2013 della Cà Foscari Digital Week, la tre giorni promossa dall’Università Cà Foscari. Un ricco programma di incontri, tavole rotonde, percorsi tematici ed eventi che trasformano Venezia nella Laguna dell’innovazione. Leonardo Buzzavo – docente Università Cà Foscari e direttore Digital Week - ha ufficialmente dato il via all’evento moderando la tavola rotonda dedicata alle nuove professionalità legate al mondo del digitale. Nella prestigiosa cornice della suggestiva Sala Baratto affacciata sul Canal Grande, Buzzavo ha coordinato gli interventi di quattro speaker con esperienze eterogenee invitati a portare la propria testimonianza: Edoardo Cassina (Nokia), Pasquale Popolizio (IWA Italy), Gianni Potti (Confindustria Servizi Innovativi Veneto) e Matteo Rigamonti, presidente Pixartprinting. Diversi gli spunti interessanti emersi durante il dibattito: il concetto di liquidità della rete che fa evolvere l’obsoleta figura del webmaster in nuove professionalità più specifiche come il community manager, il reputation manager, il sentimentanalyst, l’advocacy manager, il digital strategic manager e il mediatore culturale, professioni che uniscono il sapere umanistico alla conoscenza tecnologica del mondo digitale; l’importanza del cv digitale che oggi sempre più viene analizzato da chi opera nel recruitment; il digitale non come punto di arrivo ma come mezzo per raggiungere obiettivi. Un concetto che sta alla base del business model di Pixartprinting, che proprio con internet ha reinventato il modo di vendere il prodotto stampato. Un sapere che ha messo a disposizione degli organizzatori della Digital Week, incaricandosi di realizzare i tool di comunicazione dell’evento: dalle locandine ai pouf, dai totem alle T-shirt dello staff.

Kodak Prosper S20 in Mediagraf < Da qualche anno Mediagraf

ha iniziato una collaborazione con l’Università di Parma, con la quale ha cercato di incentivare l’utilizzo del volantino, un mezzo di comunicazione che viene distribuito in miliardi di copie in Italia. Consapevole del fatto che il volantino non può più essere una forma di comunicazione di massa, ma deve essere personalizzato, l’azienda veneta si è messa subito alla ricerca di una tecnologia in grado di soddisfare questa esigenza del marketing. E la risposta, dopo un tentativo poco felice di personalizzare gli stampati fuori linea, è stato il sistema Kodak Prosper S20 Imprinting System, che combina la stampa roto-offset con dati variabili al 100% su pagina parziale. Basato sulla tecnologia Kodak Stream Inkjet, tale sistema ha un’ampiezza di stampa di 10,6 cm con velocità fino a 600 m/min e risoluzione di 600x300 dpi. L’area di stampa può essere messa in orizzontale o in verticale. In questo

modo l’integrazione tra la velocità e l’efficienza della stampa roto-offset e la personalizzazione digitale a dati variabili è perfetta. Il sistema utilizza inchiostri a base di pigmenti che offrono eccellenti livelli di persistenza, neri intensi e notevole resistenza ai graffi e all’acqua su un’ampia gamma di supporti commerciali. «Il sistema è entrato in produzione lo scorso gennaio installato su una KBA Compacta 618 e il bilancio è assolutamente positivo», spiega Davide Dei Rossi, direttore Attività industriali di Mediagraf.

Grafiche Sabbioni investe nel packaging con Macchingraf La storica azienda grafica di Trestina (PG) ha concentrato con ottimi risultati gli investimenti nel dopo stampa dedicato al packaging. La nuova fustellatrice automatica Heidelberg Varimatrix 105 CS installata da Macchingraf ha garantito la possibilità di realizzare internamente all’azienda le lavorazioni che, effettuate fino all’installazione della nuova macchina con l’ausilio di terzisti, generavano problematiche relative a costi e tempistiche di realizzazione e di controllo della qualità del prodotto finito. La fustellatrice dotata di estrattore permette di trattare materiali da carta a 80 g a cartone ondulato B fino a 4 mm spessore, con velocità fino a 7.500 fogli/h. Anche gli avviamenti per nuove lavorazioni e per le ripetitive sono un altro punto di forza di questa macchina, progettata per rispondere alle nuove esigenze dell’industria cartotecnica che ha visto ridurre e frammentare le tirature. Dotata di telai a serraggio rapido, sistemi di centratura micrometrica per l’estrazione, consente in pochi minuti di iniziare la lavorazione in modo efficace e affidabile. Grafiche Sabbioni è riuscita in questo modo a compensare la flessione legata al tradizionale settore commerciale.

Prima Expercut 106 PER di “nuova generazione” a Igb Da quando nel dicembre scorso è entrata in produzione la nuova versione della Expercut 106 PER (v. IPI n. 145) con separazione delle pose, non è più necessario dividere i fustellati a mano. Dino Bressan, fondatore di Igb, racconta: «Utilizziamo fustellatrici Bobst da oltre trent’anni e siamo stati testimoni diretti dei loro costanti progressi tecnologici, essenziali per un’azienda come la nostra, desiderosa di offrire massima qualità a prezzi accessibili. L’investimento in questa nuova macchina Bobst ci ha consentito di incrementare la nostra capacità produttiva, grazie a prestazioni di fustellatura elevate, continuità operativa e riduzione degli interventi manuali, senza compromettere gli elevati livelli di qualità richiesti dai nostri clienti». Igb produce scatole pieghevoli e confezioni blister per aziende dei settori farmaceutico, cosmetico, alimentare e dolciario di lusso in Italia settentrionale e Svizzera, in particolare nel Canton Ticino, dove è leader del mercato. IPI 146/13

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Due KBA Rapida per Vimer  L’anno 2013 è un anno molto particolare

Altavia presenta “13 esterni con vista” Sono in mostra a Milano fino al 31 luglio, negli spazi Altavia (Alzaia Naviglio Pavese 78/3) le immagini di Ivan Sarfatti. 13 vedute di due luoghi emblematici di Milano, lo Stadio Meazza e la Galleria Vittorio Emanuele. Ivan Sarfatti, milanese, è fotografo d’aria capace di dare logica a uno spazio. E se l’aria appare più vasta e incircoscrivibile, lui riesce a darle una dimensione architettonica, perché classico, simmetrico ed elegante è il suo sguardo riordinatore. La mostra, promossa da L’Arte del Vivere con Lentezza ONLUS è stata inaugurata il 13 maggio in occasione della Giornata Mondiale della Lentezza. L’allestimento è curato dall’architetto Francesco Librizzi.

Accademia del Poligrafico: i prossimi corsi Giovedì 4 luglio ISO 50001: l’efficienza energetica tra prestazione e costi Giovedì 11 luglio La vendita B2B in tempi di social marketing Giovedì 18 luglio Flessografia: qualità e produttività partono dal controllo delle variabili

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Per maggiori informazioni: segreteria@accademia delpoligrafico.it tel.: 02.75291028 www.stampamedia.net/it/ accademia/info

per Vimer Industrie Grafiche Italiane di San Giustino, in Umbria. L’azienda familiare che oggi è una tra le più note cartotecniche europee per Packaging & Store Design, festeggia ben tre anniversari: 40 anni Vimer Italia, 20 anni Vimer Francia e 10 anni Vimer Gran Bretagna. Per l’anno del giubileo Vimer nell’estate del 2012 ha scelto di investire in una Rapida 106 a sette colori con doppia torre di verniciatura e in una Rapida 162a grande formato di KBA con sei gruppi stampa e torre di verniciatura. Insieme alla Rapida 105-6-L-TT-L installata alla fine del 2005, in produzione in azienda ci sono ora tre Rapida. Grazie alla moderna tecnologia offerta, è possibile proporre a noti clienti dei settori della cosmetica, farmaceuti-

ca, Food & Beverage soluzioni efficienti per le loro strategie di marketing. Vimer è certificata ISO 9001, FSC, PEFC e Imprim’Vert e con un team di 140 dipendenti realizza un fatturato pari a 16 milioni di euro. Con l’investimento nella nuova Rapida 106-7-LTTL CX ALV3 e la Rapida 162a-6+L CX ALV 2, Vimer ha accelerato la modernizzazione della sua capacità di stampa. La Rapida di medio formato dispone di DriveTronic SIS (immissione senza squadra a trazione), cambio lastra completamente automatico, sistemi di lavaggio CleanTronic Synchro, oltre al nuovo pulpito ErgoTronic KBA e la più moderna tecnica di misurazione per il controllo qualità (QualiTronic ColorControl, DensiTronic Professional). Anche la KBA di grande formato possiede un alto grado di automazione per il massimo confort di utilizzo.

La Stamperia sceglie il colore di Ricoh L’offerta proposta dall’azienda spazia dalla produzione di documenti di marketing quali cataloghi, volantini, pieghevoli o di altri documenti relativi all’attività dei clienti alla proposta di un’intera linea di cancelleria personalizzata, fino ad arrivare alla stampa di calendari artistici grazie ad accordi esclusivi con pittori contemporanei. Paolo Donati, titolare di La Stamperia, è molto attento allo sviluppo di nuovi servizi e applicazioni per offrire valore aggiunto ai propri clienti e acquisirne di nuovi. Il colore è al centro dell’evoluzione del business ed è per questo che l’azienda ha deciso di investire in una soluzione Ricoh, già partner dello stampatore. Ricoh Pro C651EX è particolarmente apprezzata da La Stamperia per la tecnologia all’avanguardia VCSEL (Vertical Cavity Surface-Emitting Laser) che consente di stampare con una risoluzione di 1200 x 4800 dpi. La soluzione offre qualità dell’immagine e uniformità del risultato su tutte le stampe, mentre grazie al registro meccanico è possibile produrre lavori in fronte e retro con una precisione tipica del mondo offset.

Rotograf Varese investe nella Digital Flexo di Nuova Gidue L’etichettificio italiano Rotograf Varese ha recentemente installato la nuova Master M5™ dotata dell’innovativa tecnologia “Digital Flexo™”. Rotograf Varese è un’azienda storica nel panorama italiano, specializzata nella produzione di etichette autoadesive per l’industria vinicola. Oggi, con la nuova macchina Gidue, l’azienda punta a entrare nel mercato dell’imballaggio delle bevande e a rinforzare il mercato delle etichette. La configurazione scelta è una Master M5™ 370 mm 7 colori UV Flexo servo-motorizzata, dotata di Print Tutor™, stampa oro a freddo, unità Combo Coupon per la produzione di etichette multi pagina di grandi dimensioni e Metronome, controllo per fustellatura semi-rotativa che permette la regolazione digitale della lunghezza del processo di fustellatura. IPI 146/13

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Lunga vita al volantino promozionale È quanto emerge da una ricerca condotta da Grafiche Mercurio.

< Secondo una ricerca condotta

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dall’Università di Padova, in collaborazione con la Nielsen, in Italia ne vengono prodotti ben 12 miliardi di pezzi, mentre per stampa e consegna si spende circa 1 miliardo di euro. Si parla dei volantini promozionali della GDO che, ogni giorno, invadono le nostre cassette della posta. Ma nell’epoca della digitalizzazione, che ormai ci fa arrivare le proposte direttamente sui nostri smartphone, e del consumatore che pretende di essere riconosciuto, coccolato e appagato, il classico volantino è una formula ancora al passo con i tempi o va ripensata? Dalla ricerca condotta da Grafiche Mercurio, una tra le realtà industriali più importanti e competitive nel settore delle arti grafiche, su un campione di circa 1.500 intervistati emerge che i volantini promozionali sono ancora il primo canale d’informazione utilizzato dai consumatori per determinare i loro acquisti nei punti

vendita della Moderna Distribuzione. Circa il 70% di essi indica questo mezzo di comunicazione come principale fonte consultata prima di recarsi presso supermercati; un’influenza di gran lunga superiore rispetto a quella esercitata dalla pubblicità tradizionale su Tv (12 %), web (8%), stampa (4%) e radio (1%). In particolare, è interessante notare come i volantini promozionali abbiano un ruolo chiave, specialmente negli acquisti non food effettuati presso le grandi superfici di vendita. Il volantino, infatti, è la principale fonte di informazione e confronto del bene da acquistare, dai componenti di elettronica (consumer, informatica, telefonia) fino alla biancheria. Inoltre, emerge dalla ricerca che l’attuale formula (grafica e contenuti) non entusiasma particolarmente gli intervistati: il gradimento, infatti, è espresso soprattutto in termini di “abbastanza” (48,80%) e “così così” (31,50%), mentre la percentuale dei

Diodato Mercurio, amministratore unico di Grafiche Mercurio.

detrattori non supera il 14%. «Il volantino entra nelle case di tutti noi, in quanto potenziali consumatori e, per risultare veramente efficace dev’essere fatto bene: i contenuti, prima di tutto, devono essere chiari, comprensibili e completi; le immagini, poi, devono rappresentare fedelmente i prodotti reali. Per ottenere dei risultati coerenti, occorre coinvolgere tutti gli attori del processo di realizzazione del volantino», osserva Diodato Mercurio, amministratore unico di Grafiche Mercurio.

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Mimaki SB300 certificata ECO-passport Centexbel ha assegnato la certificazione ECO-passport alla serie di inchiostri sublimatici SB300 di Mimaki, azienda rappresentata in esclusiva in Italia da Bompan. La certificazione, che decreta la conformità con l’Oeko-Tex Standard 100 e il sistema di certificazione ECO-passport, assicura agli utenti che gli inchiostri non sono nocivi se entrano in contatto con la pelle. Si tratta di una certificazione molto importante per i produttori tessili, specialmente coloro che creano prodotti destinati a entrare a contatto con la pelle umana.

Zund ritaglia i “sogni di cartone” Zund ritaglia i “sogni di cartone” dell’architetto e designer Giorgio Caporaso. La tecnologia “made in Switzerland”, distribuita in Italia da ZundLAB e Logics Sistemi, firma il taglio e la finitura della Ecodesign Collection by Lessmore protagonista della mostra “Sogni di cartone – La sostenibile leggerezza del design”. Alla prima personale dell’architetto Caporaso, allestita nella suggestiva cornice di Villa Recalcati (Varese), in esposizione la ricercata linea di mobili e complementi d’arredo in cartone e altri materiali riciclabili, progettati per dare risposte green ai bisogni della vita contemporanea, portando una bellezza ecosostenibile in eco-case, eco-uffici, eco-hotel e in tutti gli spazi del vivere quotidiano. Una nuova frontiera dell’abitare alla cui realizzazione contribuisce anche Zund.

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Gamper nuovo ad di Durst  Christoph Gamper è il nuovo ammini-

stratore delegato di Durst Phototechnik e delle sue controllate. Il conferimento ufficiale del nuovo incarico è avvenuto lo scorso 2 maggio, in concomitanza con l’inizio del nuovo anno fiscale della multinazionale leader mondiale nella produzione di sistemi inkjet industriali, con headquarter e sito produttivo a Bressanone. La Casa madre gestisce la società di ricerca e produzione Durst Phototechnik Digital Technology con sede a Lienz (Austria). Il Gruppo opera a livello mondiale con uffici di vendita in America, Europa, Asia e India. Il cambiamento di generazione ai vertici di Durst Phototechnik è stato pianificato in anticipo. Già amministratore delegato designato da luglio 2011 e vicepresidente esecutivo, Gamper è stato responsabile dei segmenti industriali di Durst Phototechnik e dell’organiz-

zazione e lo sviluppo della nuova divisione tessile. Gamper succede a Richard Piock, alla guida di Durst Phototechnik per oltre vent’anni durante i quali ha svolto un ruolo determinante nell’evoluzione del business fino al conseguimento della leadership mondiale nelle tecnologie inkjet industriali. Piock proseguirà l’attività in Durst con il ruolo di presidente e membro del Consiglio di amministrazione. Christoph Gamper è nato nel 1970. Cresciuto in Alto Adige, ha acquisito le basi della gestione aziendale presso il Management Center Innsbruck (MCI). Prima del suo ingresso in Durst, Gamper è stato ad europeo e poi vicepresidente di Datacolor. A Zurigo e New York è stato responsabile dello sviluppo di attività commerciali europee della società.

Kodak vende due divisioni al KPP Eastman Kodak ha annunciato di voler vendere due divisioni al proprio fondo pensionistico inglese Kodak Pension Plan (KPP) in modo da accelerare l’uscita dal Chapter 11. Si tratta della divisione Personalized Imaging, che include i chioschi di stampa e la maggior parte dei prodotti per il mercato consumer, e la divisione Document Imaging. L’annuncio arriva ad appena due settimane di distanza dall’annuncio di una possibile cessione da parte di Kodak della divisione Document Imaging al produttore di attrezzature per ufficio Brother Industries. Un’opzione che a questo punto decade. KPP, che con 2,8 miliardi di dollari è il principale creditore di Kodak, acquisirà le due divisioni per un totale di 650 milioni di dollari e questa operazione consentirà finalmente alla multinazionale americana di uscire dal Chapter 11, dopo esservi entrata nel gennaio 2012. Naturalmente l’accordo sarà soggetto all’approvazione della US Bankruptcy Court.

Il bar di un hotel rinasce anche grazie al Latex di HP HP ha annunciato un nuovo progetto di collaborazione con il designer di fama mondiale Karim Rashid, che si è affidato alla tecnologia di stampa HP Latex per dare vita alle sue idee creative in un affascinante progetto d’interni per il Nhow Bar di via Tortona a Milano. Il Nhow Hotel, parte della catena alberghiera spagnola NH Hoteles, è situato nel cuore del quadrilatero della moda milanese ed è rinomato per l’elegante design minimalista e la straordinaria architettura. «Quando si lavora alla ristrutturazione di un bar o di un ristorante, la rapidità è un fattore determinante, perché luoghi come questi non possono permettersi di restare chiusi per lunghi periodi», spiega Rashid. «La mia esperienza con le tecnologie HP Latex mi ha insegnato che gli elementi decorativi possono essere prodotti rapidamente e con stampe prive di odore». Grazie alle soluzioni di stampa HP per grandi formati, fra cui una HP Designjet L28500, Rashid ha creato uno stile grafico ricco di vitalità per il progetto di ristrutturazione. Il risultato si rispecchia in un’area bar di 50 m2 dal look completamente rinnovato e otto tavoli decorati da una grafica a colori molto vivaci, realizzata con una HP Scitex FB500, oltre a due specchi che presentano fantastici disegni stampati con HP Latex su film trasparente autoadesivo. L’intero allestimento grafico è stato stampato in Germania da Tecserviceurope. IPI 146/13

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La carta è un mezzo vincente  Print Power ha preso parte

alla 26ma edizione del GrandPrix Advertising Strategies presentata da Piero Chiambretti e Federica Fontana al Teatro Nazionale di Milano. Nella sezione del Premio Speciale Print Power, Stefano De Alessandri, vicepresidente FIEG, ha premiato North Sails per la campagna di comunicazione Tigers che vede la carta protagonista in sinergia con altri media. Tigers è in distribuzione gratuita presso i negozi monomarca North Sails e in abbinamento con il settimanale Vanity Fair, pensato per comunicare direttamente con il target di riferimento (uomini tra i 25 e i 44 anni). “Nella comunicazione mul-

timediale la stampa mostra qualità esclusive, capaci di offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente ed efficace”. La capacità della comunicazione su carta di catturare l’attenzione del consumatore costituisce quindi un elemento di sicura attrattiva per gli inserzionisti. Basti pensare ai direct mail e door-drop presso i punti vendita, tramite call centre o attraverso il web. La pubblicità su giornali e periodici offre la medesima interattività, grazie all’ausilio di codici QR, realtà aumentata e Near-Field Communication (NFC). Un’integrazione digitale che è ormai cruciale per il successo di ogni campagna di comunicazione e che offre all’inserzionista un

ampio ventaglio di strumenti per interagire con la propria clientela. Per comunicare queste qualità esclusive Print Power ha scelto di distribuire ai partecipanti al GrandPrix un mezzo cartaceo che le sintetizza e le riassume: una cartolina pubblicitaria - a tiratura limitata e riservata al GrandPrix - ideata e realizzata da Ambient Media (www. ambient-media.it) per Print Power su carta offerta da Fedrigoni, che gioca sul tema della “Carta Vincente”, riproducendo da un lato le carte vincenti per definizione - i quattro assi - e dall’altro i punti di forza della

carta come mezzo di comunicazione riproponendo head-line e body-copy della campagna Print Power “Io sono la forza della comunicazione”. La cartolina viene così conservata, mostrata e regalata, propagando il suo messaggio in modo virale, perfettamente integrata col digitale grazie a QR code e realtà aumentata, ponte ideale fra l’offline e l’online. Su carta Gruppo Cordenons - e stampato da CIEMME - verrà inoltre realizzato un volume dedicato al 26° Grand Prix che sarà inviato a una lista selezionata di personaggi dello spettacolo. Anche gli inviti su carta del GrandPrix sono stati affidati alla carta del Gruppo Cordenons.

Rinnovo cariche per i Giovani Imprenditori di Assografici

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A margine del meeting “Insieme per crescere”, incentrato sul tema delle reti d’impresa quale utile strumento per consentire alle piccole e medie aziende di crescere e globalizzarsi, si è svolta l’annuale Assemblea dei Soci del GGI di Assografici che ha, tra l’altro, provveduto al rinnovo delle cariche. Il nuovo presidente del Gruppo, che guiderà i Giovani Imprenditori di Assografici per il prossimo biennio, è Christian Marulli, socio e consigliere di Amministrazione della CIEMME. Affiancherà il presidente una squadra di Consiglieri composta dai “veterani” Juri Camoni (Legatoria PGM), Alessio Fanchin (Rifa Etichette), Luca Meana (Pusterla 1880) e Giovanni Olivotto (LEGO), nonché da un nuovo ingresso nella persona di Alessandro Antonuzzo (Rotomail).


PIOMBI Le strategie Canon dall’office al grande formato

< Canon Italia ha aperto le porte del suo rinnovato showroom a

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Cernusco sul Naviglio (MI), ex sede di Océ Italia, presentando le proprie strategie per il futuro. L’attuale offerta del produttore spazia dall’office alla stampa a getto di inchiostro di grande formato, passando dal production printing ad alti volumi. La strategia condivisa da tutte le business unit dell’azienda è espandere la propria leadership conquistando nuove quote nei mercati di riferimento, grazie a un portafoglio di soluzioni e servizi senza precedenti. Il 2013 è stato infatti definito l’anno della crescita, che si otterrà con l’ottimizzazione del potenziale delle sinergie tra Canon e Océ finalizzato a individuare le aree di business più profittevoli e i relativi clienti a più alto potenziale. A presiedere il primo evento ufficiale, presso la sede di Canon Italia, in seguito all’integrazione di Océ nel Gruppo Canon, è stato Stefano Zenti, amministratore delegato di Canon Italia. «L’Italia è uno dei Paesi che ha completato per prima il processo di integrazione con Océ e oggi possiamo dirci pronti per mettere in atto tutte le strategie di consolidamento e di ampliamento della nostra leadership nei mercati in cui operiamo», ha affermato Zenti. «Una delle più importanti finalità strategiche dell’integrazione tra Canon e Océ è coniugare i rispettivi know-how e la capacità di sviluppo con l’obiettivo di diventare leader nell’innovazione e nella ricerca». Teresa Esposito, marketing e pre-sales director Business Imaging Group, ha offerto una panoramica generale sul production printing, con un approfondimento sul document and print management nell’office. Walter Bano, Wide Format channel director, ha presentato i nuovi modelli di business che la gamma di soluzioni per la stampa di grande formato Canon è in grado di offrire. Per Maurizio Ronzoni, Business Services & Commercial Print channels director, le strategie Canon per il 2013 prevedono il consolidamento della propria leadership nel segmento Production Printing sulla base dell’attuale portafoglio di soluzioni e servizi più completo in assoluto. L’offerta Canon per la stampa inkjet di produzione è vasta, potendo offrire una soluzione adatta a ogni esigenza di produttività e di applicazione.


Interviste Luciano Cillario

Lâ&#x20AC;&#x2122;incontro di questo mese è con unâ&#x20AC;&#x2122;azienda leader nella stampa di etichette. Cento milioni di ricavi, di cui il 70% generato dal business oltre confine e stabilimenti produttivi in Italia, Scozia e America.

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“La nostra crescita non è votata a logiche finanziarie, ma alla capacità di far bene le etichette nel mondo”.

31 - L’industria grafica, un futuro da reinventare Intervista con Luciano Cillario, presidente di Eurostampa

etichette senza

confini

di ACHILLE PEREGO

Dalla classica, piccola tipografia generalista a uno dei gruppi leader in Italia e all’estero nella stampa di etichette, in particolare nel settore degli spirits, del vino e del food. In quasi 50 anni d’attività (li compirà nel 2016), quella che all’inizio (fondata da Luciano Cillario e dai suoi fratelli) era la Litografia Salmourese, oggi anche nel nome, Eurostampa (preso con preveggenza già nel 1969) identifica un gruppo da oltre 100 milioni di euro di ricavi che ha saputo mantenere salde radici nel nostro Paese (a Bene Vagienna, nel Cuneese) ma anche guardare oltre confine (dove realizza il 70% dei ricavi) con l’espansione produttiva prima in America e poi in Scozia, patrie di quel whisky sulle cui bottiglie più prestigiose è incollata un’etichetta Eurostampa. Ma come è avvenuta la specializzazione nella stampa di etichette e come si è realizzata la crescita dell’azienda? Negli anni l’azienda ha sempre avuto una sua evoluzione, dettata dalle leggi di mercato e da una nostra grande forza di volontà nell’innovare e offrire sempre un maggior valore aggiunto ai nostri clienti. Da una tipologia di stampa mista dei primi anni di vita dell’azienda si è passati a una specializzazione di sole etichette in carta e colla per poi avviare una seconda fase di maggiore concentrazione nella stampa di etichette per liquori & vini e cioccolato, che ci ha portato a diversificare, aggiungendo prima l’autoadesivo per arrivare al digitale. Quanto è stato importante internazionalizzarsi e aprire sedi produttive in Usa e Scozia? Si è trattato di una scelta che abbiamo fatto per poter meglio interagire a livello globale, soprattutto con le più grandi multinazionali che presentano stabilimenti produttivi dislocati in più parti del mondo. Inoltre, questa scelta ci ha permesso di raggiungere con più facilità mercati in espansione come quello americano, soprattutto nel settore degli spirits. Ovviamente oggi, servendo più mercati e producendo in più nazioni, possiamo bilanciare la forte crisi che da alcuni anni ha colpito l’Italia e più in generale alcuni Paesi europei.

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aziende fiori all’occhiello

L’azienda Avete ulteriori programmi di internazionalizzazione? Eurostampa è da sempre attenta alle evoluzioni dei mercati e alle possibili nuove opportunità di lavoro e a produrre in aree sempre più vicine ai nostri clienti o potenziali, in varie parti del mondo. Attualmente c’è una forte attenzione per il mercato del vino nell’area della California, che sta facendo registrare significativi volumi di produzione, e all’area dell’Est asiatico (India) dove grandi aziende stanno investendo fortemente nella qualità dei loro prodotti. Qual è la situazione del mercato delle etichette? La crisi si sta facendo sentire anche qui? Stiamo assistendo a uno spostamento della domanda di etichette prodotte in carta e colla alla tecnologia del PSL e pensiamo che in un futuro prossimo ci saranno ulteriori spostamenti verso il digitale. La crisi si sente maggiormente in Italia e sulle linee di prodotto carta e colla, mentre per il PSL (Pressure Sensitive Label, etichette autoadesive, ndr) stiamo riscontrando grandi soddisfazioni dimostrate dai numeri di quest’anno: per il sito produttivo italiano abbiamo acquistato tre linee per il PSL e una per il digitale. In America abbiamo investito in una nuova linea per il PSL e in una digitale. Infine, in Scozia abbiamo installato una macchina per la stampa di etichette carta e colla e una linea per il PSL. Complessivamente abbiamo investito nell’ultimo anno oltre 12 milioni. Qual è il vostro target di produzione e di clientela? Negli anni abbiamo organizzato le nostre aziende per essere in grado di soddisfare sempre più rapidamente le richieste dei nostri clienti (oltre 300 a livello di gruppo). Ogni giorno viene cambiato il piano di produzione, una volta al mattino e una al pomeriggio. Questo nostro modello si sta dimostrando vincente e ci permette di vedere piccoli benefici ma costanti nel tempo. Oggi, inoltre, le nostre risorse sono fortemente orientate al sito produttivo scozzese che fa parte dell’acquisizione fatta nel 2011. Abbiamo iniziato a investire molte risorse finanziarie per nuovi macchinari, un nuovo layout di produzione e soprattutto nel tramandare da subito il “sapere” che è presente a Bene Vagienna e a Cincinnati. Questo comporterà un processo di almeno 3/5 anni nel trasferire svariate persone in Scozia in modo da portare gli stessi standard qualitativi e di lavoro che abbiamo in Italia e in America. Per quanto riguarda, infine, gli obiettivi sulla nostra clientela, sono soprattutto due: consolidare i nostri clienti attuali senza perderli e crescere nei mercati di Russia, Inghilterra, Francia, California e India con i clienti che sono nelle categorie di prodotto per noi strategiche. Perché avete deciso di investire nelle nuove HP Indigo? L’investimento nel mondo digitale è un passo strategico essenziale per Eurostampa, con l’obiettivo di essere maggiormente competitivi rispetto a mercati remunerativi e dinamici ma che, al tempo stesso, richiedono tecniche di stampa sempre più moderne. In quest’ottica abbiamo seguito da anni il mondo del digitale confrontando dati, IPI 146/13

Fondata da Luciano Cillario, insieme con i fratelli Giuseppe e Gianfranco, a Salmour nel 1966, oggi l’Industria Grafica Eurostampa è un gruppo internazionalizzato con oltre 580 persone, un fatturato che si aggira sui 100 milioni di euro (il 70% all’estero) e più di 12 miliardi di etichette prodotte all’anno. Da sempre azienda familiare, con Luciano (presidente) lavorano i figli Gianmario (ad e direttore generale), Giuseppe (ad e direttore commerciale) e Gianfranco (CEO di Eurostampa North America). Eurostampa conta tre stabilimenti produttivi nel mondo (l’headquarter a Bene Vagienna, Cincinnati e Glasgow), sette uffici commerciali all’estero (Barcellona, Parigi, Mosca, Francoforte, Sofia, Mexico City, Goha India) e una società di marketing, Eikon Srl. Dopo aver cominciato come tipografia commerciale, l’azienda cuneese si è presto specializzata nella stampa di etichette diventando leader nel settore del vino e degli spirits per aziende del calibro di Diageo, Bacardi-Martini, Beam Global, Pernod Ricard, Campari, Moet-Chandon, Gaja, Antinori, Zonin. Di rilievo anche la presenza nel settore food, con clienti come Ferrero, Saclà, Lindt, Kraft. Sempre pronta a puntare sulle nuove tecnologie, recentemente Eurostampa ha investito nel digitale acquistando due HP Indigo WS6600, una per Bene Vagienna e l’altra per lo stabilimento americano. La prima, il cui contratto è stato firmato in Grafitalia, sta arrivando in questi giorni; la seconda è già stata installata a Cincinnati (Ohio). Le due nuove WS6600 per la stampa digitale a 7 colori a bobina di etichette autoadesive andranno ad ampliare le possibilità di stampa dell’azienda che, con l’introduzione del “digitale”, integra le già molteplici tipologie di stampa offset, flexo e serigrafica, disponibili per le etichette sia in “carta e colla” sia autoadesive.


aziende fiori all’occhiello

Tre stabilimenti nel mondo Oggi Eurostampa conta su tre sedi produttive: a Bene Vagienna (Cuneo), nella foto, a Glasgow (Scozia), e a Cincinnati in Ohio (USA). Nella pagina a fronte, Luciano Cillario con i figli Gianmario, Giuseppe e Gianfranco.

facendo prove e tutto questo ha fatto sì che la decisione si focalizzasse su quella che riteniamo essere la migliore macchina da stampa digitale attualmente disponibile sul mercato, la HP Indigo WS6600, che è in grado di garantire gli standard qualitativi che oggi Eurostampa può offrire, con una riproduzione dei colori Pantone pressoché identica a quella delle nostre macchine offset. Quali sono le vostre innovazioni tecnologiche (presenti e future) nella stampa di etichette? Dal punto di vista del prodotto, la ricerca parte anzitutto dall’analisi del mercato, con un’attenzione particolare per i nuovi materiali disponibili (carte, film, inchiostri, lamine ecc.). Del resto, il futuro dell’etichetta è sempre più legato alla comunicazione, all’interazione con il consumatore finale e all’impatto visivo che deve creare durante la fase di acquisto. In quest’ambito stiamo sviluppando e proponendo interessanti novità che vanno dalle tecnologie Nfc applicate all’etichetta, per arrivare ad effetti ottici particolari (come il tridimensionale e il lenticolare), senza dimenticare l’aspetto dell’anticontraffazione e l’ecologia, che potrà darci dei bei benefici nel lungo periodo. Come vede in generale il settore delle arti grafiche italiane? Nel nostro settore è iniziato da qualche anno il processo di concentrazione delle aziende. Questo porta a cambiamenti drastici che fanno sì che le aziende vengano assorbite da altre oppure cessino l’attività. Sicuramente per quelle aziende che hanno saputo diversificare, si prospetta un futuro meno difficile rispetto a quelle realtà che hanno solo investito su clienti italiani e non in tecnologie e nei processi di stampa sempre all’avanguardia. Chi stampa etichette non sente la concorrenza e, diciamo così, la “fine” della carta attaccata dal digitale, come il comparto editoriale-commerciale, cosa ne pensa? La concorrenza è reale e si fa sentire molto. Quello che ci aiuta molto e ci fa crescere è avere siti produttivi che servono mercati diversi. Quanto all’aspetto del digitale, come fine della carta nel settore delle etichette, al momento non vedo grandi correlazioni con il mondo dell’editoria, in quanto posso capire che un libro possa essere letto sull’iPad o tramite un computer, ma per i nostri prodotti la situazione è completamente diversa.

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Quanto ritiene importanti le strategie di aggregazioni e di acquisizioni? In futuro pensate anche voi a eventuali acquisizioni? Pensiamo sia importante continuare a crescere, ma ci teniamo a sottolineare che la nostra crescita non è votata alle logiche finanziarie ma alla sola capacità di fare bene le etichette nel mondo. Ovviamente non vogliamo fermarci qui, il nostro Dna del voler fare sempre meglio e di più, fa sì che siamo sempre in contatto con varie aziende per poter valutare nuove sinergie.

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Fieredisettore Grafitalia/Converflex 2013

Fotografia del cambiamento Pareri contrastanti sull’edizione che si è appena conclusa. Soddisfatti, tuttavia, gli espositori. Un’edizione che non è facile da definire quella appena conclusa delle manifestazioni Grafitalia e Converflex. Iniziata con una predominante connotazione di negatività – mancata presenza di importanti player sul fronte degli espositori, meno di due padiglioni per le due fiere, scarsa affluenza di visitatori nei primi giorni –, si è poi conclusa con il sorriso sulle labbra della maggioranza dei presenti.

a cura della redazione

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Quello che conta non è il numero dei visitatori ma la qualità dei contatti, dicono gli espositori; in fiera non ci veniamo per trovare le novità ma per cercare spunti che ci aiutino a capire qual è il trend di evoluzione del settore, sostengono i visitatori. E queste due esigenze, evidentemente, Grafitalia e Converflex hanno saputo soddisfarle. Certo la totale assenza del mondo offset in Grafitalia ha pesato non poco, soprattutto perché al visitatore poco attento – ma siamo sicuri che non fossero molti – il panorama espositivo avrebbe potuto dare una visione distorta del settore della stampa: solo e soltanto stampa digitale. Ora, senza nulla voler togliere a questo sistema che continua a innovarsi tecnologicamente – a Grafitalia è anche stata lanciata un’anteprima mondiale (v. pag. 46 di questo numero) – ed è scelto da un crescente numero di aziende di stampa per le interessanti applicazioni che consente di ottenere, è risaputo che la quota di mercato coperta dalla stampa digitale è ben al di sotto del 5%. Quanto a Converflex, fiera di riferimento per il settore della stampa di imballaggi che, come è noto, soffre molto meno della stampa commerciale ed editoriale, girando fra gli stand decisamente meno affollati rispetto a quelli di Grafitalia, pareva che la situazione del mercato fosse diametralmente opposta a quella che è nella realtà. Che dire? Di sicuro la considerazione che valeva qualche anno fa “le fiere sono lo specchio del settore cui riferiscono” non è più valida oggi. Semmai, quello che possiamo affermare è che questa edizione di Grafi-


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fiere fiere grafitalia/converflex grafitalia/converflex

la prima hp indigo 50x70 in italia ad andersen

L’annuncio è stato dato da HP il primo giorno di Grafitalia: la prima HP Indigo 10000 – proprio quella esposta in fiera – verrà installata a breve presso la Andersen Pubblicità e Marketing di Boca (Novara) e, secondo le previsioni, sarà operativa verso inizio luglio. Nata come agenzia di marketing e design, Andersen ha introdotto le prime macchine da stampa digitale nel 2000 per ampliare la gamma di servizi offerti. Da allora l’azienda ha allargato la sua base clienti, estendendola dal settore della grande distribuzione organizzata (GDO) alle agenzie pubblicitarie e creative, editori e fornitori di servizi di stampa.

talia/Converflex ha rispecchiato il momento di grande trasformazione – e quindi di confusione – che sta attraversando il settore della stampa e l’intero comparto della comunicazione. Ci rendiamo tutti conto che il nostro mondo sta cambiando ma non sappiamo ancora quale sarà la fisionomia che assumerà. E una cosa pericolosa e assolutamente da evitare in questa fase è farsi prendere dal pessimismo, vedere le prospettive più nere di quanto siano. I segnali che la carta stampata è insostituibile in moltissime applicazioni si moltiplicano.

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Nella foto, da sinistra: Renato Baruffi (ad Andersen) con Francesco Crotti e Marc Schillemans di HP.

I numeri della manifestazione

Sono stati oltre 18.000 i visitatori di Grafitalia e Converflex. A livello internazionale sono intervenute delegazioni estere con operatori provenienti da 9 Paesi, selezionate dal “Buyers programme” realizzato in collaborazione con l’Agenzia ICE e il Ministero dello Sviluppo economico. «La sensazione è che, dopo aver toccato il fondo, Grafitalia possa segnare un inizio di risalita, certamente lenta ed estremamente ardua», sottolinea Guido Corbella, amministratore delegato di Centrexpo. «Abbiamo avuto segnali di fiducia da parte degli espositori, superiori alle attese. Le macchine per stampa, grafica e cartotecnica rappresentano un fiore all’occhiello nel sistema produttivo italiano, riconosciuto anche dalle delegazioni estere in visita in quei giorni. Molti espositori, particolarmente nel comparto della stampa digitale, ci hanno segnalato di aver concluso trattative e di aver arricchito la loro agenda di contatti. Siamo soddisfatti poiché crediamo sia questo il fine ultimo di una manifestazione fieristica. Migliora anche la qualità del profilo del visitatore professionale che ha dimostrato un interesse concreto nell’investire sull’innovazione, unico elemento in grado di mantenere la competitività sul mercato. Tale volontà di investire e innovare non trova però seguito nella liquidità, frenata dalla situazione congiunturale ancora molto infelice». Il forte cambiamento in atto, soprattutto nel mondo della carta stampata, lascia tuttavia gli operatori leggermente disorientati rispetto alle tecnologie su cui investire. Grafitalia e Converflex danno appuntamento al 2015 Dalla prossima edizione le due manifestazioni affiancheranno, svolgendosi in contemporanea, Ipack-Ima, grande fiera leader in Europa con riconosciuto richiamo internazionale dedicata alle tecnologie di processo e packaging, e Intralogistica Italia, prima edizione della mostra dedicata ai sistemi integrati per la movimentazione industriale, gestione

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Andersen era alla ricerca di una macchina in grado di soddisfare l’attuale fabbisogno di produzione, ma anche di consentire un’ulteriore espansione futura dell’azienda. «La nostra esigenza era aumentare la produttività garantendo ai nostri clienti gli stessi standard qualitativi a cui li abbiamo abituati», ha spiegato Alessandro Perucchini, responsabile commerciale di Andersen. «Sapevamo che HP stava sviluppando un nuovo sistema di stampa progettato per migliorare la produttività e quando abbiamo visto la HP Indigo 10000 abbiamo capito che era la soluzione ideale per soddisfare i nostri criteri di produzione». La nuova macchina – che offre un formato 750x530 mm e una velocità di stampa massima di 3.450 fogli l’ora (4/0) – andrà ad affiancare la HP Indigo 7500 Digital Press e le due HP Indigo 5000 già installate in azienda. In ragione della sua produttività e versatilità, la nuova HP Indigo 10000, una volta installata, sarà dedicata soprattutto alla produzione web-to-print attraverso Melastampi (Print-It-4-Me), una piattaforma che offre servizi di stampa B2B. «La qualità eccellente e i costi finali sono estremamente competitivi. Il sistema peraltro è semplice da utilizzare e consente di passare facilmente da un supporto di stampa all’altro», ha concluso Perucchini.


Bhagavad Gita, famosa opera della letteratura religiosa indiana, sullo stand di Fujifilm. Lo stampato è stato realizzato da Faservice, la prima azienda in Italia ad aver installato una Fujifilm Jet Press 720, macchina inkjet a foglio formato 50x70 cm.

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durst ufficializza due vendite

del magazzino, movimentazione e stoccaggio materiali, organizzata da Deutsche Messe in collaborazione con Ipack-Ima SpA. Le quattro fiere, che avranno luogo a Fiera Milano Rho dal 19 al 23 maggio 2015, saranno destinate a diventare il punto d’incontro e di riferimento per visitatori e buyer del mondo della stampa, del converting, dell’imballaggio e della gestione dei flussi logistici di merci e materiali all’interno dell’azienda e saranno in grado di attirare oltre 2.500 espositori e più di 100.000 visitatori. Questa sinergia fra comparti industriali darà la possibilità di creare nuovi settori di sbocco e far convergere nel quartiere fieristico un vasto pubblico aumentando così le opportunità di business: un’occasione resa ancora più importante dalla concomitanza con Expo 2015.

Burgo Digi e la stampa digitale

La nuova gamma di carte Burgo Digi, pensata per garantire anche nel settore della stampa digitale a toner la qualità e i valori delle carte patinate Burgo, è stata l’unica scelta da Konica Minolta per tutte le dimostrazioni effettuate sulle proprie diverse stampanti durante Grafitalia. La nuova generazione di carte di alta gamma Experia Digi e Respecta 100 Digi FSC® 100% recycled racchiude l’esperienza e l’attenzione per la qualità Burgo e garantisce sempre le migliori performance, con resa cromatica fedele e perfetta macchinabilità. Disponibili nelle grammature da 90 a 350 con finiture Gloss e Silk, le Burgo Digi sono state studiate e ottimizzate per la tecnologia Indigo e per tutte le principali macchine da stampa digitale a toner, tra cui Xerox, Kodak, Ricoh, Océ, Canon, Konica Minolta.

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Fujifilm al servizio degli stampatori

Da Brillia HD PRO-T3 e XMF Print Centre all’elevata qualità di Jet Press 720, fino al wide format di Acuity LED e della piattaforma Onset, Fujifilm ha offerto in Grafitalia soluzioni per tutte le esigenze. Numerosi i prodotti portati in scena alla kermesse milanese, a confermare l’ampiezza della gamma e l’attenzione alle molteplici necessità degli stampatori. I riflettori nel campo della prestampa sono stati puntati su Brillia HD PRO-T3, lastra processless che elimina la sviluppatrice, i prodotti chimici, la gomma e l’acqua. Ciò si traduce in un’ottimizzazione della produzione e dell’efficienza, con conseguente riduzione dei costi e dell’impatto ambientale. Nel campo del commercial printing il focus era sulle opportunità offerte dalla famiglia di macchine per stampa digitale ad alta produttività Jet Press, che consente di riprodurre qualsiasi tiratura garantendo elevata qualità e costi competitivi. In particolare, Jet Press 720 è in

In Grafitalia Durst si è presentata con soluzioni progettate per rispondere alle esigenze dell’industria: aziende offset, cartotecniche e scatolifici. Sul palcoscenico della kermesse milanese Rho P10 PAC, che grazie al sistema di carico e scarico automatizza il processo con livelli di eccellenza qualitativa paragonabili agli standard offset. Altro protagonista era Omega 1, garanzia di qualità Fine Art, esempio di compattezza e versatilità grazie al passaggio rapido da flatbed a roll-to-roll. «Il digitale in generale fino a qualche tempo fa non era ancora pronto per soddisfare esigenze industriali. Oggi la situazione è radicalmente cambiata, quantomeno per quanto riguarda la gamma di prodotti Durst», ha commentato Alberto Bassanello (in foto), direttore vendite Italia di Durst. «Un risultato raggiunto grazie all’analisi delle esigenze produttive raccolte nel corso degli ultimi anni nei diversi settori e trasformate dal nostro reparto R&D in tecnologie innovative. Ne è un esempio la rivoluzionaria tecnologia P10, grazie alla quale abbiamo chiuso nel 2012 un anno record». Durante i giorni della manifestazione Durst ha ufficializzato due vendite: Rho P10 PAC è stata acquistata dall’azienda di Città di Castello Kroma Serigrafia; Omega 1 Plus, invece, andrà ad arricchire il parco macchine della padovana Q&B Grafiche. «Se le due vendite messe a segno confermano un trend positivo per la tecnologia Durst, di contro abbiamo purtroppo registrato una certa latitanza in fiera delle aziende cartotecniche, target al quale rivolgiamo la nostra attenzione con prodotti performanti come Rho P10 PAC esposto a Grafitalia, ma anche come la serie Rho 1000, protagonista a Fespa con grandi novità», ha detto Bassanello a chiusura della manifestazione. Buoni i riscontri tra gli operatori del mondo off-set in generale. Riguardo alle modalità organizzative e al format di Grafitalia Bassanello ha precisato: «La maggior parte degli espositori di questa manifestazione si ritroverà tra un mese a Fespa e in autunno a Viscom. A mio avviso un lasso di tempo troppo breve per permettere ad aziende produttrici di poter presentare ad ogni evento novità davvero rilevanti. Il tutto a scapito non solo di noi espositori ma anche delle stesse manifestazioni che rischiano di perdere appeal, richiamando un pubblico sempre più contenuto. In quest’ottica abbiamo accolto positivamente l’annuncio dell’accorpamento di Grafitalia con Ipack-Ima previsto nel 2015. Riteniamo sia un primo passo verso un necessario rinnovamento strutturale di alcuni eventi fieristici».

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fiere grafitalia/converflex

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«Nell’ottica di continuare a far conoscere e diffondere la filosofia rivoluzionaria di Exaprint abbiamo deciso di partecipare con il nostro coloratissimo stand a Grafitalia», ha spiegato Filippo Guidotti, direttore generale di Exaprint Italia. «Il bilancio è sicuramente più che positivo sia in termini di quantità di contatti che di qualità. Anche questa volta, infatti, la particolarità del nostro business ha decisamente attirato l’attenzione dei visitatori durante l’intero arco della durata della fiera. C’è stato però un approccio decisamente diverso rispetto al Viscom, dove presentavamo per la prima volta l’azienda sul mercato italiano. A Grafitalia si sono infatti avvicendati allo stand sia i nostri ormai abituali clienti, che volevano conoscerci di persona per scambiare idee e pareri, sia persone che hanno visto le nostre pubblicità sulle principali riviste di settore ma che ancora non conoscevano da vicino la nostra realtà. Ancora una volta il nostro “kit rivenditore” ha riscosso un enorme successo, nell’arco dei 5 giorni della fiera ne abbiamo distribuiti più di 500! Senza contare tutte le campionature relative a prodotti nuovi che abbiamo recentemente inserito a catalogo, quali per esempio la tela fustellata in kapatex e soprattutto i biglietti con vernice 3D che hanno letteralmente “fatto impazzire” i visitatori di Grafitalia. Devo dire che rispetto al Viscom in questi cinque giorni di fiera siamo riusciti a dedicare più tempo al cliente riuscendo anche a farlo navigare sulla nostra piattaforma e cercando di entrare nei dettagli spiegando bene il funzionamento del sito. Inoltre abbiamo notato come ormai anche i “vecchi tipografi” solitamente un po’ scettici abbiano compreso le potenzialità del web to print e abbiano capito e apprezzato la filosofia di Exaprint che si propone come partner e non come concorrente. Arrivederci dunque al Viscom di ottobre».

con mimaki nuove applicazioni per nuovi business

«La stampa digitale costituisce ormai parte integrante e portante nello sviluppo dell’industria della stampa. Da anni Bompan è impegnata a promuovere la diffusione dei prodotti Mimaki presso un bacino di utenti sempre più esteso e ritiene Grafitalia un’utile piattaforma per proseguire il dialogo, in particolare con quegli stampatori commerciali e cartotecniche che non hanno ancora colto il business digitale». Così Rachele Bompan, marketing manager di Bompan, ha commentato la partecipazione a Grafitalia dell’importatore esclusivo per l’Italia dei prodotti Mimaki. «Mostrare come le tecnologie Mimaki possano avere un impatto positivo su differenti contesti produttivi e fornire la consulenza necessaria alle aziende che vogliono intraprendere una strada innovativa nel campo della comunicazione visiva è l’obiettivo ultimo della nostra presenza in fiera».

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La “prima volta” di Exaprint

grado di stampare su carta patinata offset standard e carta non patinata che può essere trattata come un foglio offset, e quindi passare direttamente al sistema di finitura. Ciò amplia notevolmente il ventaglio di supporti stampabili e permette di trarre vantaggio dalla versatilità e personalizzazione tipica della tecnologia digitale. Fujifilm ha attirato l’attenzione dei visitatori sulle possibilità applicative raggiungibili attraverso l’unione di stampa digitale e nobilitazioni successive, quali verniciatura, rilievi ed effetti speciali. Faservice, l’azienda che ha recentemente installato la prima Jet Press 720 in Italia, si è fatta portavoce di questo messaggio e ha mostrato in fiera alcuni esempi a sostegno dell’eccellenza e unicità della stampa. Consapevole della crescente diffusione del print-on-demand e della necessità di rendere i servizi stampati accessibili a un’ampia fascia di utenti, Fujifilm ha illustrato inoltre le funzionalità di XMF PrintCentre V3, l’avanzata release del sistema web-to-print che consente di creare portali dedicati alla vendita di prodotti stampati e gestirne l’intero processo, dall’acquisto alla produzione. Sul versante del grande formato di fascia media, sempre più appetibile per gli stampatori commerciali che intendono allargare la gamma dei propri servizi, il centro della scena lo ha occupato Acuity LED 1600, il sistema inkjet UV che può stampare su materiali rigidi e flessibili creando applicazioni innovative per il sign & display e il packaging in basse tirature. Accanto a questo, Acuity Advance Select, la soluzione di stampa ibrida con otto canali di inchiostro in grado di stampare con l’inchiostro trasparente “effetto vernice” in un unico passaggio. Infine, per quanto riguarda la stampa wide format ad elevata produttività, è stato possibile conoscere le performance della gamma di stampanti Inca Onset, in particolare di Inca Onset S40i, la tecnologia flatbed UV che può produrre POP & display di qualità a costi contenuti e ad una velocità di 470 m2/ora.


“Il nostro mondo sta cambiando, ma non sappiamo ancora quale fisionomia assumerà”.

Riflettori puntati in primo luogo sulla gamma di stampanti UV LED, che consentono di realizzare molteplici applicazioni, sia nel mercato della grafica che in quello promozionale e della stampa industriale. A chi vuole avvicinarsi a questa tecnologia, Bompan propone la soluzione da tavolo Mimaki UJF-3042HG, un sistema in formato A3 ideale per la personalizzazione di gadget di ogni sorta (cover di smartphone, accendini, penne, agende e astucci ecc.), così come per la decorazione di tappi per bottiglie e packaging di svariate forme e materiali.

Bilancio positivo per Zund

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Supera le aspettative il bilancio di Zund a Grafitalia & Converflex 2013. Significativa l’affluenza di clienti e prospect presso lo stand presieduto da ZundLAB e Logics Sistemi, team italiano dell’azienda svizzera. Protagonisti dello spazio espositivo il nuovo Tandem Vacuum System, la versione 2.0 del software proprietario Zund Cut Center arricchito di funzioni esclusive per l’ottimizzazione del workflow, e Impact, il software di progettazione dedicato agli specialisti del packaging. Ininterrotta, allo stand, la realizzazione di esclusive applicazioni in cartone tagliate e cordonate con Zund S3 e stampate con la tecnologia UV di Durst Rho P10 e con tecnologia waterbased 100% ecologica di Engico Aqua 250 e inchiostri Sakata INX. Sul fronte del digitale gli operatori del settore hanno potuto apprezzare le offerte Zund. Altrettanto interessanti i contatti sviluppati con aziende del settore tipografico/offset in cerca di opportunità di rilancio, aumento dei servizi e delle applicazioni e differenziazione dai competitor. Allo stand Zund era in scena il “digital box making” che ha attirato la comunità cartotecnica alla scoperta di nuove opportunità tecnologiche, applicative e di business. «Anche se è ancora allo stato embrionale, l’adozione di piattaforme di progettazione, prototipazione e produzione digitale presso scatolifici e aziende cartotecniche è certamente in crescita», ha commentato Matteo Redaelli, amministratore delegato di Logics Sistemi.

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“l’invasione” pixartprinting

Grande curiosità a Grafitalia per la partecipazione di una folta rappresentanza di Pixartprinting. Sabato 11 maggio, infatti, ben 100 dei collaboratori Pixartprinting sono giunti da Quarto d’Altino in quel di Milano per visitare la kermesse. Impossibile non notarli: un gruppo compatto, effervescente, ben riconoscibile con T-shirt brandizzate. Immancabile la visita agli stand dei partner produttivi. Prima tappa lo spazio espositivo di Durst, dove lo staff Pixartprinting ha letteralmente accerchiato la P10, tecnologia che per il leader del web to print ha sicuramente un ruolo strategico e grazie alla quale sta ampliando la gamma prodotti con nuove applicazioni. Tutto all’insegna dell’eccellenza qualitativa (grazie alla goccia di 10 picolitri) e della massima personalizzazione. L’applauso spontaneo e reciproco tra lo staff Pixartprinting e il management Durst non poteva passare inosservato. È stata poi la volta dei sistemi di finitura, con una tappa allo stand Zund e successivamente all’area espositiva B+B. Spazio anche al piccolo formato: HP infatti ha organizzato per il gruppo Pixartprinting – che ben conosce la tecnologia Indigo forte di un installato che ad oggi conta 8 sistemi 7600 – una dimostrazione guidata della nuova HP Indigo 10000 Digital Press. Non è una novità per Pixartprinting quella di visitare le manifestazioni fieristiche europee, anche se spesso l’azienda viene scelta dai produttori per presentazioni in anteprima assoluta, quando i nuovi sistemi sono ancora ufficialmente top secret. Certamente inedita la formula della presenza scelta per Grafitalia: cogliere l’opportunità della fiera per fare squadra… anche se “solo” con circa un terzo dell’organico che ad oggi conta 270 dipendenti. Che aspettarsi dunque per la prossima Viscom Italia in ottobre?

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tecnologie stampa offset

Silvano Bianchi e Pasquale Razza, di Komori Italia, testimoniano il successo dell’innovativo sistema H-UV, dando particolare rilievo alle installazioni italiane.

Il sistema H-UV di Komori

Essiccazione immediata di Cristina Rossi

macchine installate in italia • Novembre 2011 Castelli Bolis: GL 1040P (10 colori convertibile), cambio lastre automatico F-APC, controllo di qualità e registro PDC-SX, essiccazione H-UV prima della voltura e in uscita, 5 interdeck. • Giugno 2012 Grafiche Milani: GL 540H + C (5 colori + verniciatore), cambio lastre automatico F-APC, possibilità di verniciatura in linea H-UV o acrilica, controllo di qualità e registro PDC-SX, wall screen KID, forno IR ed essiccazione H-UV in uscita, 3 interdeck. • Luglio 2012 Grafiche Milani: GL 840P (8 colori convertibile), cambio lastre automatico F-APC, controllo di qualità e registro PDC-SX, wall screen KID, essiccazione H-UV prima della voltura e in uscita, 2 interdeck. • Luglio 2012 Varigrafica Alto Lazio: GL 840P (8 colori convertibile), cambio lastre simultaneo sincronizzato A-APC, controllo di qualità e registro PDC-SX, wall screen KID, essiccazione H-UV prima della voltura e in uscita. • Gennaio 2013 Pozzoli: GL 1040P+C (10 colori convertibile + verniciatore), cambio lastre simultaneo sincronizzato A-APC, controllo di qualità e registro PDC-SX, wall screen KID, essiccazione prima della voltura con dry unit con doppia lampada, essiccazione H-UV in uscita, 6 interdeck.

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innovativa tecnologia: Castelli Bolis Poligrafiche di Cenate Sotto (BG), Grafiche Milani di Segrate (MI) con due macchine, Varigrafica Alto Lazio di Nepi (VT) e Pozzoli di Inzago (MI). In particolare, la macchina installata da Pozzoli è quella con la configurazione più complessa tra tutte quelle vendute ad oggi nel mondo: si tratta di una 10 colori convertibile con spalmatore. «Le motivazioni che inizialmente hanno spinto le aziende grafiche a investire nell’H-UV erano asciugatura immediata dello stampato con conseguente velocità di realizzazione delle lavorazioni classiche del dopo stampa e assenza di odore», spiegano Silvano Bianchi e Pasquale Razza, rispettivamente ad e direttore commerciale di

Komori Italia. «Poi, da quando sono partite le prime installazioni in Europa e in USA, è emerso che l’H-UV presenta anche altri vantaggi legati al valore aggiunto dello stampato finale, tanto che è incrementata la vendita di macchine lunghe e macchine con il verniciatore, ossia macchine in grado di assicurare una stampa di alta qualità su qualsiasi tipo di supporto in un unico passaggio e in tempi più rapidi. In Italia abbiamo venduto macchine con configurazioni importanti, mentre all’estero sono state consegnate sia 50x70 sia 70x100 a 4 e 5 colori senza spalmatore, visto che uno dei vantaggi dell’H-UV è poter stampare piccole tirature a 4 colori girando subito il foglio per la stampa in volta, grazie

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L’innovativo sistema di essiccazione ultrarapida H-UV inventato da Komori e introdotto ufficialmente sul mercato giapponese nel 2009 e in quello europeo a metà 2011, dopo una promozione avviata a fine 2010, ad oggi conta 40 macchine installate in Europa, di cui 12 con una configurazione minima a 8 colori con voltura e 25 con lo spalmatore. La Francia è al primo posto delle installazioni di H-UV in Europa, con il 50% del mercato. In Italia sono quattro le aziende che hanno investito in questa


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quali auto, gioielli e orologi di prestigio. Pur garantendo una qualità di stampa eccellente, questa tecnologia comporta per gli stampatori anche degli svantaggi, come ad esempio l’eccessivo consumo elettrico delle lampade UV, con la conseguente necessità di raffreddare la zona della macchina che le ospita, e la quantità di ozono generata dall’ampio spettro di emissione che rende necessaria un’adeguata ventilazione dell’ambiente. Il sistema H-UV rappresenta dunque una soluzione ottimale perché supera questi inconvenienti. Inoltre, la quantità di calore emesso è minima, rendendo l’H-UV adatto anche alla stampa su materiali sensibili al calore e su carta leggera. E l’impatto visivo è ancora più spettacolare di quanto la tradizionale stampa UV possa offrire. Rispetto agli inchiostri UV convenzionali, infatti, gli inchiostri H-UV offrono una gamma cromatica significativamente più ampia oltre a una maggiore brillantezza. Rispetto alle macchine UV, quelle configurate con il sistema H-UV sono meno ingombranti e dall’impatto ambientale minimo. Non producendo ozono, inoltre, non richiedono l’installazione di condotti di ventilazione e il consumo elettrico e la quantità di calore generato sono soltanto circa un quarto di quelli della stampa UV.

alla rapida essiccazione degli inchiostri e senza ulteriori tempi d’attesa per la confezione». Tra i progetti futuri anche quello di abbinare il concetto dell’H-UV alle rotative e alla macchina digitale inkjet di Komori presentata alla scorsa Drupa e disponibile per la commercializzazione a partire dalla metà dell’anno prossimo. «Un paio di settimane fa il più importante web-to-print giapponese ha ordinato sette rotative a 16 pagine con tecnologia H-UV», racconta Bianchi. «Non dimentichiamo poi che il 60% delle macchine da stampa vendute da Komori in Giappone integra la tecnologia H-UV. Nonostante, infatti, questa tecnologia comporti un investimento iniziale leggermente più elevato (+15% su una

8 colori rispetto a una offset convenzionale, ndr), i benefici qualitativi ed economici sono garantiti. Tra questi: un consumo energetico inferiore, un consumo d’inchiostro inferiore del 30%, un minor consumo di carta legato a meno scarti in seguito a una maggiore stabilità della macchina, nessun utilizzo di antiscartino, minori tempi di fermo macchina, un minor consumo della carta anche in confezione e l’apertura a varie nicchie di mercato molto promettenti, come ad esempio quella del packaging».

I vantaggi dell’H-UV La stampa offset con inchiostri e vernici UV è sempre stata il metodo prescelto per la stampa di cataloghi di beni di lusso,

sempi di applicazioni Uno dei settori in cui la tecnologia H-UV sta portando grandi benefici in termini di qualità di stampa, tempi di produzione e costi ridotti è sicuramente quello del packaging.

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Una rassegna tecnologica delle principali soluzioni di stampa digitale di piccolo e grande formato per il mondo del packaging.


tecnologie packaging

l’evoluzione

del

Packaging Il divenire digitale di un settore ricco di prospettive

Il digitale sta prendendo sempre più piede, raggiungendo quote di mercato prima detenute da altre tecnologie di stampa. E il fenomeno è destinato ad accentuarsi, come emerge da una ricerca commissionata da Agfa alla società Pira che analizza la situazione digitale-offset nel periodo 20102015 a livello mondiale. Due i dati più significativi: il valore degli investimenti in macchine digitali dovrebbe salire dal 9% del 2010 al 20% nel 2015, e tenuto conto del costo molto più contenuto degli impianti digitali rispetto a quelli offset, ciò significa una quota di mercato ben più ampia. Secondo dato, la quantità di carta stampata: si passerà dallo 0,4% all’1,7% (che non è poco se si considera che il digitale resta la tecnologia per eccellenza per le basse tirature), anche se il valore della carta stampata in digitale sarà senz’altro più alto (manca purtroppo il dato). Concludendo, l’offset tiene, ma il digitale cresce a gran velocità e prende piede anche in un settore come quello del packaging. Ecco le novità riguardanti macchine e prodotti.

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di LORENZO CAPITANI

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tecnologie packaging

Landa W5.

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EPSON La soluzione proposta per la stampa di packaging è la Stylus Pro WT7900 che, grazie alla combinazione tra un inchiostro bianco acquo-

Retrostampa con bianco su cristallo acrilico colato trasparente applicato su scatola in legno personalizzata, eseguita da Gruppo Emmeci con una Durst Rho 600.

so e una nuova pellicola trasparente, ideale per packaging ed etichettatura, riesce a stabilire nuovi standard in termini di qualità di stampa e precisione dei colori, ponendosi come innovativa soluzione per le prove colore e la stampa digitale di qualità in genere. Il bianco, aggiunto all’ampia gamma di inchiostri UltraChrome HDR, infatti, consente di rendere più nitidi i messaggi sul packaging con impatto ambientale ridotto, mentre l’opzionale SpectorProofer, montato su un carrello indipendente, offre calibrazione e controllo in linea; la testina MicroPiezo TFP consente un output preciso con velocità elevate. Altre caratteristiche che rendono la Stylus Pro WT7900 una macchina di alte prestazioni sono la semplicità di manutenzione e la completa integrazione all’interno di un flusso di lavoro semplificato.

LANDA Sarà una “rivoluzione annunciata” (annunciata a Drupa 2012, per la precisione) che coinvolgerà anche il mondo packaging, quella di Benny Landa e della sua nanografia. Ricordiamo che l’innovativo procedimento promette la possibilità di stampare con qualità eccelsa, costi ridotti, bassissimo impatto ambientale, su tutti i supporti. Come può essere possibile tutto ciò? Grazie alle nanogocce di inchiostro (per intenderci, una nanogoccia sta a un punto offset come una pallina da golf a una circonferenza di 4 km di diametro!). I 4 colori, uno dopo l’altro,

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Epson Stylus Pro WT7900.

HP Iniziamo con HP che, nell’aprile 2013, ha presentato al pubblico l’upgrade della sua Scitex FB7600, la stampante di grande formato ora disponibile con nuove opzioni di inchiostro e nuovi supporti: i fornitori di servizi di stampa potranno così offrire ai clienti applicazioni più versatili e di maggior valore, con maggiore ritorno sull’investimento. Nello specifico, il pack Enhanced Color disponibile per la 7600 e la 7500 comprende gli inchiostri HP FB225 Arancione e Light Black, con un notevole ampliamento del gamut. L’Enhanced Color Pack (o programma ottimizzazione colore) è un sistema modulare disponibile con configurazione a sei, sette o otto colori; l’Arancione offre una gamma di tinte vivaci, permette una resa più realistica degli incarnati, migliori abbinamenti dei colori dei brand con massima fedeltà e coerenza con la stampa analogica. Il Light Black, invece, crea grigi solidi più morbidi e toni neutri migliori. Entrambi rispondono agli standard di sicurezza Greenguard Children & School Certified e ai criteri AgBB. Inoltre, oggi è possibile ottenere nuovi effetti metallizzati, indicati per la prototipizzazione del packaging, grazie al software Color-Logic, da usarsi su supporti approvati da HP per inchiostri metallici. Oltre ad agire sul fronte inchiostri, HP ha infatti stretto nuove alleanze con fornitori di supporti per ampliarne la gamma e sviluppare congiuntamente supporti strutturati con tecnologia ColorPRO, progettati, cioè, per potenziare le prestazioni di stampa delle HP Latex. Alla scorsa Drupa, HP aveva presentato in anteprima altri due modelli indirizzati al mondo del packaging, basati su tecnologia elettrofotografica: HP Indigo 20000 e HP Indigo 30000, della stessa famiglia HP Indigo 10000 a foglio 50x70 per stampa commerciale ed editoriale. Con la HP Indigo 20000 a bobina, HP si indirizza al segmento della stampa di imballaggi flessibili e delle etichette, mentre la HP Indigo 30000, altro sistema a foglio, offre la stessa velocità della 10000 ma è in grado di gestire astucci pieghevoli con spessore fino a 600 micron.


tecnologie packaging

Immagine stampata con Kodak NexPress Gold Dry Ink.

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vengono stampati su un belt in temperatura che asciuga l’inchiostro, a base acqua, istantaneamente. Il film così ottenuto è trasferito sul supporto, in fogli o a bobina; l’inchiostro non penetra nelle fibre della carta, ci si appoggia sopra, perché è già asciutto, non c’è effetto di capillarità: i colori restano vividi, non c’è deformazione, il registro è perfetto. I supporti spaziano dalla carta al PVC e la produttività è quella di una macchina a foglio o a bobina a banda stretta, con l’intento di coprire quel gap del mercato che tuttora esiste tra le tirature troppo alte per andare in digitale e troppo basse per l’offset. Di tutto questo ancora non si è visto nulla, o quasi, ma ormai ci siamo: tra fine 2013 e i primi mesi del 2014 è prevista la consegna delle prime unità beta alle aziende grafiche che le hanno prenotate. Tra i diversi modelli, particolarmente adatto al settore packaging la S10 a foglio, per cartoncino pieghevole, patinato, riciclato, persino metallizzato, e le W5 e W10 per packaging flessibile a bobina. I vantaggi promessi da Landa per i produttori di packaging sono velocità ed efficienza di produzione, con riduzione degli scarti e della messa in macchina, redditività delle basse tirature, personalizzazione della singola copia, stampabilità senza problemi anche su supporti difficili come plastiche e shrink, alluminio, cellophane... Il tutto con la possibilità di usare fino a 8 colori, CMYK, bianco e colori spot compresi, con un ineguagliato costo di gestione.

KURZ Oltre alla nanografia di Landa, c’è un’altra novità presentata alla scorsa Drupa che sta per entrare sul mercato: a settembre, infatti, è previsto il lancio commerciale del Digital Metal di Kurz, distribuito in Italia da Luxoro, che permette di ottenere l’effetto di preziosità tipico del foil, a caldo o a freddo, con la tecnologia digitale. E per di più, con la tradizionale qualità dei nastri

Kurz. Il sistema permette di avere una stampa metallizzata, anche con mezzitoni, nastri olografici e ad effetto di diffrazione della luce, sovrastampabile come il cold foil (e con la ricca gamma cromatica che ne deriva), e senza la pressione inevitabile con i cliché del Nobilitazione di un’etichetta Champagne realizzata caldo. In pratica, tramite una stampante digi- di con il Digital Metal di Kurz. tale si stampa in nero la silhouette della forma da laminare, quindi su di essa viene accoppiata a registro perfetto la lamina, che torna ancora una volta nella stampante digitale per essere sovrastampata. Il lavoro appare preciso anche su grafismi molto fini, la lucentezza notevole, l’aderenza perfetta su un’ampia gamma di supporti: una tecnologia ideale per le piccole tirature, economicamente competitiva anche per singole campionature, senza i lunghi avviamenti del caldo o la necessità di macchine con cold foil.

KODAK Se si pensa alle nobilitazioni digitali degli stampati, settore in forte crescita anche per il packaging, è impossibile non pensare a Kodak Nexpress che, oltre ad avere moduli per la verniciatura UV in linea, sta per commercializzare alcuni inchiostri con effetti davvero “speciali”, metallizzati e perlescenti. Gold Dry Ink consente infatti di creare varie tonalità di color oro in combinazione con la quadricromia, mentre l’inchiostro perlescente conferisce un effetto metallico ai colori. Stampati raffinati si ottengono con l’inchiostro Light Black che conferisce maggiore omogeneità ai toni della pelle mantenendo al tempo stesso dettagli finissimi. Inoltre con il software Kodak Nexpress Intel-

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Fuij Acuity Advance Select.

Scodix Sense Serie S.

Roland VersaCAMM.

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BOMPAN/MIMAKI Le tecnologie Mimaki per la stampa inkjet offrono la possibilità di creare pezzi anche unici a prezzi competitivi. Un esempio è l’offerta per il settore vinicolo, uno dei più vitali dell’economia made in Italy. Oltre alle tradizionali etichette, le bottiglie possono avere oggi confezioni pregiate, ma anche tappi e accessori. Capsule in litolatta per vini, tappi in sughero e plastica per alcolici e olii, astucci in legno, cartone, plexiglass, alluminio, cavatappi e gadget: ogni fornitura è personalizzabile per il singolo cliente. Un altro settore di applicazione è quello cosmetico, che fa del packaging un importante veicolo promozionale e comunicativo e che sempre più vuole tirature ridotte per campagne o eventi mirati. Per le aziende che desiderano esplorare le vie del digitale, sperimentando la produzione di scatole e confezioni in pochi pezzi, la serie di stampanti flatbed UV-LED da tavolo entrylevel Mimaki UJF-3042HG e UJF-3042FX

per stampa diretta in formato A3 rappresenta la scelta ideale, mentre per realtà industriali più ambiziose, oltre a tutte le soluzioni intermedie, c’è la top di gamma JFX500-2131 con un piano di stampa 2x3 m e in grado di utilizzare i nuovi LUS-150, inchiostri UV LED flessibili al 150% che accelerano i tempi di asciugatura, riducendo l’effetto sticky tipico dell’inchiostro flessibile. Tali inchiostri si aggiungono a quelli rigidi LH-100, che presentano un’ottima resistenza chimica e al graffio e offrono eccellente riproduzione delle immagini. Plastica, legno, vetro, metallo e materiali compositi, solo per fare alcuni esempi, possono essere personalizzati per creare pack di altissima qualità.

CANON Le soluzioni Océ-Canon utilizzabili per l’ambito packaging sono la nuova ColorStream 3900, una linea di produzione a bobina integrabile con accessori Hunkeler e Horizon per la finitura, e soprattutto le flatbed della serie Arizona, la 318GLW e la 480XT, con inchiostri a polimerizzazione UV più bianco e vernice, per applicazioni grafiche di altissima qualità. Per le lavorazioni successive sono disponibili i tavoli di finitura digitale Océ Procut di Canon, che effettuano tagli, scontorni, fresature e molte altre lavorazioni, permettendo di nobilitare materiali grezzi di diverso tipo. FUJIFILM Il “gioiello” è la nuova Acuity Advance Select, presentata lo scorso autunno, con un sistema di inchiostro a ben otto canali, utilizzabile, oltre che per la quadricromia, per il bianco e la vernice trasparente, il che consente di stampare su un’ampia gamma di supporti non bianchi, anche nella configurazione bianco+bianco, per migliorare la densità del fondo con un unico passaggio. Inoltre il raddoppio del ciano e del

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Mimaki JFX500-2131.

ligent Calibration System (ICS) si migliora la qualità delle immagini, la flessibilità e la velocità di produzione; l’opzione Intelligent Color garantisce la corrispondenza esatta dei colori Pantone PMS, Pantone Goe o dei colori personalizzati. L’opzione Intelligent Coating permette invece di verniciare anche con riserva per creare effetti grafici speciali oppure filigrane anti-contraffazione, mentre l’Intelligent Glossing crea una superficie resistente all’acqua. In occasione della recente Grafitalia, Kodak e Uteco hanno mostrato nel corso di un’open house il risultato di un progetto congiunto nell’ambito della stampa ibrida. Su una macchina flexo Onyx 810 EB2 sono state montate due teste inkjet Kodak Prosper, il modello S20, per la sovrastampa di lavori su carte uso mano e patinate, ma grazie a un primer anche su supporti flessibili e film plastici per applicazioni di packaging.


tecnologie packaging

magenta migliora ulteriormente la qualità del risultato, a una velocità di stampa invidiabile. Come le altre Acuity, anche la Select permette la stampa sia flatbed che roll. Accanto a questa, l’Acuity LED 1600, che supporta gli inchiostri UV con fonte luminosa a LED di lunga durata e basso consumo, anch’essa a otto canali.

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SCODIX/MACCHINGRAF Anche Macchingraf si è lanciata nell’ambito del digitale e l’ha fatto con la partnership, annunciata di recente, con l’israeliana Scodix, produttrice di stampanti digitali ad alte prestazioni che consentono nobilitazioni di grande effetto, tanto da aver fatto parlare di “serigrafia digitale”. La serie S, infatti, è in grado di riprodurre grafismi raffinati con una vernice alta fino a 700 micron: gli effetti sono spettacolari e, unendo l’effetto tattile a quello visivo della lucentezza, imitano alla perfezione superfici come la pelle di pitone, le paillette, i palloni da basket… Simile anche la tecnologia Scodix Inkjet-Braille, che riproduce caratteri braille, ma anche forme geometriche e formule scientifiche, con rilievi perfettamente percepibili, uniformi e stabili nello spessore. Ma ancora più spettacolare è la Scodix Rainbow Station, che con una sola passata attraverso una stampante a getto d’inchiostro UV consente effetti di glitter su superfici di diversa tipologia, stampate in offset, laminate, stampate in digitale, con inchiostri colorati o trasparenti. L’asciugatura UV, particolarmente rapida, impedisce che la vernice spanda a tutto vantaggio della precisione e della qualità del lavoro finale. ROLAND Con le sue periferiche di stampa e taglio della serie VersaUV, anche Roland offre la possibilità di realizzare piccole tirature di packaging o prototipi di elevata qualità, con prezzi bassi, ai quali si possono aggiungere spettacolari effetti di tridimensionalità con le verniciature combinate con quadricromia e bianco. Due le tipologie: il packaging in carta e cartoncino, anche su carte speciali, con tre tipi di verniciatura e fustellatura digitale integrata; il packaging flessibile in polietilene e polipropilene, soprattutto per il settore alimentare. Inoltre la Roland Color System Library permette un controllo totale sulla riproduzione delle tinte Pantone sui differenti materiali. Con gli inchiostri ECO SOL MAX poi si possono realizzare anche dettagli metallici, oro e argento, senza far ricorso alla serigrafia, anche per il singolo prototipo.

case history

case history: Model AG e Fujifilm Model AG è una delle principali aziende grafiche svizzere, leader nel settore imballaggio in cartone e cartone ondulato per clienti come Unilever, L’Oréal, Nestlé, Kraft, con un settore di ricerca e sviluppo all’avanguardia, l’Innovation and Competence Center. Dieci anni fa l’ICC ha iniziato a valutare la stampa digitale, riconoscendone il ruolo emergente. Nel 2008 Model ha installato il primo dispositivo a getto d’inchiostro, una flatbed entry level. Da allora ha seguito attentamente lo sviluppo del settore individuando infine l’anno scorso nella Inca Onset S40 di Fujifilm la macchina ideale per soddisfare gli elevati standard qualitativi richiesti dal settore del packaging e costruendo di conseguenza un nuovo reparto dedicato al digitale comprendente un plotter di taglio Zund. Attaulmente Model AG è beta tester per i nuovi inchiostri Uvijet OC di Fuji per le applicazioni su cartone ondulato e ha inoltre lanciato Model Pack Shop, una piattaforma di e-commerce webto-print che consente ai clienti di inviare ordini ripetitivi in modo rapido ed efficiente, semplicemente digitalizzando i codici QR presenti sulle scatole o sugli espositori già forniti. Edoardo Finotti, responsabile dell’ICC, sintetizza così l’esperienza fatta finora: «Per noi, il digitale è il futuro. Oggi la stampa digitale rappresenta una piccola parte del nostro business, tuttavia siamo fiduciosi che le tecnologie digitali si diffonderanno poiché sono eccellenti soluzioni che ci consentono di essere competitivi in un mercato che si evolve rapidamente».

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dentro la macchina stampa digitale

Ricoh Pro™ C5110S e C5100S

Flessibilità ed elevata qualità

Output

Il bypass da 250 fogli consente la produzione di banner mentre altre opzioni di finitura, dal finisher booklet all’unità multipiega, ampliano le applicazioni realizzabili in linea.

2 Alimentazione

Sono disponibili due vassoi ad alta capacità opzionali, formato A4 da 4.400 fogli oppure f.to 330,3x487,7 mm da 2.000 fogli.

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2 Grazie al nuovo toner, il gamut colore dei modelli Pro C5110S e Pro C5100S è ampliato del 10%. Il toner è stato inoltre studiato per ridurre al minimo la temperatura di fusione, limitando così l’impatto ambientale e garantendo una maggiore produttività grazie a un tempo di riscaldamento più breve. I modelli Pro C5110S e Pro C5100S sono dotati di una nuova tecnologia di trasferimento del toner che consente di ottenere un’elevata qualità dell’immagine su supporti texture anche di grammature elevate. La flessibilità nella gestione dei supporti è una caratteristica fondamentale di questi modelli ed è resa possibile dalla nuova unità di fusione che integra le informazioni provenienti dalla media library per combinare in modo ottimale tempera-

tura e pressione su ciascun supporto. Questa tecnologia è ideale per la stampa di prodotti per i quali solitamente si usa l’offset, come ad esempio le buste, in cui il bilanciamento di pressione e temperatura è fondamentale per ottenere risultati ottimali. «La possibilità di stampare su buste e altri prodotti missioncritical con un sistema di stampa a colori digitale di light production rappresenta un vantaggio significativo per i clienti», spiega Moore. La flessibilità nella gestione dei supporti è inoltre comprovata dalla possibilità di gestire il formato banner fino a 1.260 mm, ampliando così la gamma di applicazioni possibili. I sistemi Pro C5110S e Pro C5100S si integrano con il portfolio software Ricoh TotalFlow. Sono dotati inoltre

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■ Ricoh ha recentemente ampliato la gamma di soluzioni per la stampa di produzione a foglio singolo con due nuovi modelli full-colour: Ricoh Pro™ C5110S e Ricoh Pro™ C5100S. I nuovi modelli di fascia entrylevel sono la scelta ideale per i centri stampa aziendali (CRD) e per i fornitori di servizi di stampa alla ricerca di una soluzione best-in class. Con una velocità di 80 ppm (Ricoh Pro C5110S) e 65 ppm (Ricoh Pro C5100S), i sistemi possono essere utilizzati per la produzione di mailing, brochure, volantini, leaflet, collateral e altri documenti in cui il colore di qualità rappresenta un elemento differenziante. Il nuovo toner, studiato appositamente per questi modelli, consente di gestire una vasta gamma di supporti. Grazie all’ingombro ridotto le soluzioni possono essere posizionate anche in uno spazio limitato. «La nuova offerta completa il portfolio di soluzioni a foglio singolo full-colour composto da Ricoh Pro™ C901 Graphic Arts +, Pro™ C751 e Pro™ C651, offrendo interessanti opportunità per coloro che sono alla ricerca di soluzioni flessibili, affidabili e produttive a fronte di un investimento contenuto», commenta Graham Moore, Director Business Development, Production Printing Group EMEA di Ricoh.


dentro la macchina stampa digitale

Il lancio in anteprima mondiale di questi due nuovi modelli Light Production è avvenuto in occasione della scorsa Grafitalia.

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della nuova piattaforma FS100 di EFI Fiery di ultima generazione. La gamma offre un colour management professionale e un’elevata velocità di rasterizzazione per una maggiore produttività, anche grazie alla media library ampliata per l’archiviazione e l’utilizzo dei dati relativi a una vasta gamma di supporti. Numerose opzioni di finitura quali piegatura, pinzatura e booklet finishing aumentano la flessibilità del sistema. I nuovi sistemi sono ottimizzati per offrire maggiore produttività e tempi brevi di ripristino. Infatti, qualora si renda necessario un intervento, l’operatore è supportato da indicatori a LED sulle parti interessate che si illuminano in caso di inceppamento, nonché da

istruzioni animate visibili a pannello. Inoltre le periferiche sono dotate delle unità ORU per un rapido ripristino delle funzio-

nalità. La sostituzione dei toner senza interrompere la stampa permette di mantenere costanti i livelli di produttività. «La capacità di gestire diverse applicazioni di stampa, in modo rapido e con massimo uptime, è fondamentale per soddisfare le esigenze dei clienti nel contesto dinamico del mercato attuale», spiega ancora Graham Moore. «Questo è stato un elemento fondamentale nella progettazione e nello sviluppo dei sistemi Ricoh Pro C5110S e Ricoh Pro C5100S che consentiranno alle aziende e ai fornitori di servizi di stampa di essere competitivi proponendo una più ampia gamma di servizi».

3 Tecnologia VCSEL

La tecnologia a raggi laser VCSEL (Vertical Cavity Surface Emitting Laser) consente di ottenere una risoluzione di stampa pari a 4800x1200 dpi.

4 Pannello di controllo

Indicatori luminosi a LED e animazioni consultabili dal pannello guidano l’operatore nella rimozione degli inceppamenti.

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NEWS

notizie dalle aziende stampa offset

Da Goss, una nuova rotativa per le nuove esigenze delle lastre è un elemento fondamentale nella logica di ottimizzazione dei costi, con un forte impatto sul numero degli operatori, sugli scarti in avviamento e sui tempi di produzione della rotativa. Le lastre rimosse possono anche essere riutilizzate rendendo questa tecnologia ideale per piccoli lotti di produzione ripetitiva di libri e altre pubblicazioni. La rotativa è multishaftless e ogni cilindro e gruppo colore viene gestito in totale indipendenza. Questi vantaggi possono essere ulteriormente incrementati con il sistema opzionale d’inchiostrazione digitale Goss DigiRail. Grazie ai vantaggi di qualità di stampa

delle torri compatte, la Magnum Compact con design a singola larghezza e un’altezza di 2,2 m fornisce inoltre evidenti vantaggi di funzionamento, consentendo uno svolgimento senza interruzioni delle fasi di prestampa, stampa e finissaggio. Anche la manutenzione è semplificata: l’apertura delle unità inchiostranti permette un accesso semplice ai cilindri caucciù, ai rulli in gomma e ai condotti di passaggio dell’inchiostro per pulizia e impostazione. Riducendo i tempi di preparazione di quasi il 90%, anche produzioni a tiratura ridotta e basse foliazioni possono essere economicamente vantaggiose. I gruppi piega che possono lavorare

Le matrici possono essere cambiate mentre la rotativa è in funzione e il ciclo completo di rimozione delle vecchie lastre e caricamento delle nuove richiede meno di 30 secondi.

New Age, tel. 051.6569352 Servizio lettori n. 1

inchiostri

stampa digitale grande formato

L’offerta Sun Chemical per la stampa digitale

Nuovo inchiostro Latex LX101 da Mimaki

Sun Chemical presenta in Fespa il suo ampio portafoglio di inchiostri pensati per il settore della stampa digitale. Riflettori puntati in particolare su Streamline TX, nuovo inchiostro per tessuti a sublimazione per stampa diretta su supporti in poliestere per prodotti quali bandiere, banner e insegne flessibili. Streamline Optima HPQ è un inchiostro a base solvente per stampanti di grande formato, che vanta una gamma cromatica più ampia, con prestazioni di stampa migliorate. Presenti inoltre le gamme di inchiostri a base solvente Streamline ESL HPQ e Ultima HPQ. La lunga tradizione di Sun Chemical in qualità di leader nel settore inkjet consente la produzione di prodotti aftermarket solidi e di alta qualità dotati di ottime proprietà fisiche e cromatiche.

Mimaki ha annunciato la disponibilità di un nuovo inchiostro Latex per le proprie stampanti inkjet Latex JV400-130/160LX. I nuovi LX101, presentati in anteprima a Fespa, offrono, grazie alla stampa in esacromia con arancione e verde, una riproduzione più precisa dei colori corporate e, con l’utilizzo di un inchiostro nero a maggiore densità, garantiscono dettagli più nitidi e pieni. Gli inchiostri arancione e verde riproducono vivaci colori pastello, ideali per poster colorati e POP. La resa dei colori spot è così ottimizzata, elemento, questo, particolarmente importante per la produzione di prototipi per il packaging. Ora è possibile realizzare proofing attendibili e riproduzioni fotografiche autentiche. Quanto all’inchiostro nero, con l’incremento della densità è possibile ottenere dettagli più nitidi e densi. La maggiore lucidità degli inchiostri LX101 consente di creare colori più vivaci, così le immagini stampate sono più simili a una fotografia rispetto a quelle stampate con un qualsiasi altro inchiostro Latex attualmente disponibile.

Sun Chemical, tel. 02.95790668

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fino a 16 bande di carta permettono di ottenere un’ampia gamma di prodotti, mentre le opzioni di quarto di piega o doppio parallelo aggiungono la flessibilità di formato per libri, riviste semi commerciali, direct mail e letteratura accademica. Le opzioni heatset e UV possono infine offrire un alto valore aggiunto.

Servizio lettori n. 2

Bompan, tel. 0331.81971 Servizio lettori n. 3

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Da 500 copie a 250 mila e oltre. Questo è il range di competitività della nuova rotativa che grazie all’impiego di innovative tecnologie di automazione viene presentata dal costruttore, Goss International, come la prima rotativa progettata ad hoc sulle mutate esigenze del mercato della carta stampata. Cambio automatico delle lastre, cicli di stampa flessibili e altezza compatta (2,2 m) sono i tre elementi che caratterizzano la nuova Goss Magnum Compact 2x1 che si rivolge al mercato della stampa dei quotidiani, dei libri e dell’ampia gamma di prodotti semi-commerciali. Il cambio automatico


NEWS

notizie dalle aziende stampa digitale grande formato

L’Usato Gold di Durst per tutte le esigenze

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va incontro alle esigenze di molte aziende. Tra queste vi sono sicuramente realtà di piccole o medie dimensioni che hanno sempre visto nelle soluzioni dell’azienda altoatesina un punto d’arrivo. È, ad esempio, il caso di Print Out, azienda romana specializzata in stampa digitale e allestimenti grafici. «Per noi Durst è sempre stato un marchio di riferimento», dice l’amministratore Claudio Castellano. «Da quando abbiamo avviato l’attività, acquistare un sistema Durst è sempre stato un sogno nel cassetto. Oggi finalmente siamo riusciti a realizzarlo. Siamo pienamente soddisfatti della nostra Rho 700 e ripeteremmo sicuramente l’esperienza dell’Usato Gold di Durst». Ma c’è anche chi vuole

entrare nel mondo del digitale e lo fa in punta di piedi, scegliendo proprio l’usato. Per Ondulkart l’obiettivo era di testare le potenzialità di questa tecnologia per la realizzazione di piccole tirature e di prodotti altamente personalizzati. «La cartotecnica digitale? Ci siamo più volte interrogati sulla validità di questo concetto», dichiara Matteo Biancardi, responsabile commerciale cartotecnica di Ondulkart. «Poi abbiamo deciso di provare e lo abbiamo fatto affidandoci al leader del settore. Dallo scorso anno abbiamo adottato un Usato Gold di Durst, una Rho 750 versione PAC». Inoltre, c’è il cliente affezionato Durst che già conosce la formula dell’Usato Gold, la apprezza e ne appro-

fitta per rinnovare di continuo il proprio parco macchine. È il caso di Star Grafic, specializzata in stampa digitale di grande formato, produzione di pannelli sinottici e oggetti di design, che con l’acquisto del sistema usato Rho 750 HS PAC arriva a quota quattro Durst. D

Da sempre i sistemi di stampa Durst rappresentano il punto di riferimento per chi vuole soluzioni all’avanguardia tecnologica, aggiornabili nel tempo, capaci di crescere assieme alle esigenze del cliente. Qualità e affidabilità sono valori imprescindibili anche per l’usato che l’azienda altoatesina definisce a buona ragione “Usato Gold”. Prima di essere commercializzati, tutti i sistemi usati di Durst vengono completamente rigenerati e sottoposti, in base al programma “Quality Plus”, a severi controlli. Testine rinnovate, lavate e regolate a computer, nastro di trasporto, lampade UV, filtri d’aria e serbatoi degli inchiostri tutti nuovi, sistema operativo aggiornato all’ultima versione. Con l’Usato Gold, Durst

omenico Zanchini (a sinistra), titolare di Star Grafic, col suo collaboratore Daniele Ghetti. In alto, Claudio Castellano di Print Out.

Durst Phototechnik, tel. 0472.810211 Servizio lettori n. 4

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Via Benigno Crespi, 30 - 20159 Milano Tel. 0269006395 - fax 0269006395 - info@taga.it

o t a n r o i g g a e r e s s e d e e r e c s o n ? A I L Vuoi co A T I A G A T i d à t i v i t t a e l T sul I . A G A T . W W W o t i s visita il

NALI O I Z A N R E T ATTIVITÀ IN ECNICI T I T A T I M O C I DOCUM.ENT ..

Nata nel 1983, TAGA Italia si propone gli stessi scopi dell’omonima Associazione internazionale (TECHNICAL ASSOCIATION of the GRAPHIC ARTS) ed in particolare: •

1. promuovere e incoraggiare la ricerca nel settore, prestampa e stampa

2. migliorare la preparazione degli operatori, capireparto, direttori tecnici

3. diffondere la conoscenza tecnica nelle Arti Grafiche

4. organizzare meeting e curare pubblicazioni di settore, sia scientifiche che divulgative

5. tenere i contatti internazionali con TAGA USA e le associazioni tecniche di altri Paesi

6. far conoscere all’estero le esperienze e le tecnologie sviluppate in Italia

7. far conoscere in Italia studi e ricerche svolti all’estero

per avere accesso a tutti i documenti e ai test con soli 50 Euro! Informati telefonando alla Segreteria (02.69006395 solo mattina). Organi ufficiali: Il Poligrafico Italiano Rassegna Grafica.

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Prototipo presentato in collaborazione con Gamma

uomini&aziende stampa

Minimegaprint

Nuove sfide e nuovi traguardi per il web to print “Training on line” È composto da una serie di video tutorial facilmente fruibili che accompagnano l’utente nella preparazione del file di stampa, in modo da renderlo più “confidente” verso queste tecniche di lavorazione.

Si parla spesso della concorrenza che il wtp fa alla stampa tradizionale, ma ci può essere una chiave di lettura diversa, fatta di sinergie e complementarietà.

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Incontro con Marco Biancavilla, che, dopo una lunga esperienza nella stampa tradizionale, è oggi con Minimegaprint un operatore di spicco nel mondo del web to print. ■ «Io e il mio socio, Riccardo Demarinis, abbiamo iniziato diversi anni fa a lavorare per l’azienda della mia famiglia, DB Ingegneria dell’Immagine, presente da oltre 40 anni nel mercato della stampa serigrafica di grande formato. La nostra esperienza in azienda è stata assolutamente gratificante: grandi progetti, grandi clienti, tecnologie al top, ma il mercato in mutazione ci ha dato lo stimolo per affrontare nuove sfide e porci nuovi traguardi, ancora più ambiziosi. Il mondo del web esercitava un’attrazione irresistibile. L’opportunità di incrementare il business “sfruttando” l’esperienza di DB per conquistare un mercato molto più vasto, di innovare i processi, di ampliare l’offerta, di offrire nuovi servizi anche ai clienti tradizionali ci ha convinto a fare il grande passo verso il web to print. Nonostante ci ritenessimo sufficientemente preparati e con un’ottima struttura alle spalle, abbiamo dovuto creare “un’azienda nell’azienda”, richiedendo importanti investimenti in termini di tempo e risorse. Innanzitutto volevamo conferire al nuovo business un’identità propria, diversa da DB e con un preciso posizionamento nel mondo della stampa on line. Il web to print è visto come la banalizzazione del lavoro di stampa? Solo prodotti standard e servizi omologati? Ebbene, noi avremmo offerto il valore aggiunto. Per concretizzare il nostro progetto abbiamo dovuto rivedere in chiave moderna i metodi di lavoro tradizionali, inserendoli nel contesto di un workflow automatizzato. Abbiamo quindi creato cinque stazioni di lavoro – web, customer service, prestampa, produzione, logistica – definendo per ciascuna stazione delle procedure operative ad elevato livello di informatizzazione. Un esempio? Il configuratore di prodotto, un sistema che assiste il cliente nella definizione del lavoro di stampa e nel calcolo del suo prezzo in base

Marco Biancavilla è ingegnere, con un passato di consulenza internazionale in ambito IT.

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Prototipo presentato in collaborazione con Gamma

uomini&aziende stampa

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È il workflow la vera “star” in aggiunta alle tecnologie di stampa al top: tre HP Indigo per il piccolo formato, un vasto parco macchine per il grande formato – dove spicca l’eccellenza qualitativa della tecnologia Durst – e tutti i sistemi di finishing e confezione.

all’applicazione di logiche complesse. Il configuratore elabora le stesse valutazioni che gli esperti dell’area commerciale e tecnica effettuano nella fase di fattibilità di un prodotto, prendendo in esame fino a 15 parametri associati alle scelte di configurazione del cliente, tra cui carta e plastificazione. Abbiamo poi progettato un software gestionale che condensa le logiche con cui il direttore di ogni settore produttivo (piccolo formato, grande formato) a partire da un prodotto completamente configurato definisce la sequenza degli step di produzione e ne controlla l’esecuzione nei tempi richiesti dal cliente. Ogni commessa è identificata da un barcode, che viene generato all’acquisizione del file trasmesso dal cliente. Il barcode riporta tutte le caratteristiche del prodotto scelto, le varie parti da produrre e assemblare, e tutti i “cambi di residenza” da una stazione di lavoro all’altra, per tutto l’arco di vita del prodotto. Abbiamo dotato ogni stazione di lavoro di un totem informatico attraverso cui l’operatore verifica gli ordini. Anche il movimento del materiale, dei semilavorati, dei prodotti e degli imballi è costantemente sotto controllo attraverso i codici a barre. Dopo un anno di lavoro sul workflow, abbiamo potuto dedicarci al valore aggiunto: perché non sfruttare il know-how di DB per offrire nobilitazioni serigrafiche sugli stampati di piccolo formato? Un primo step di questo percorso di “formazione” sono i video tutorial, “training on line” facilmente fruibili che accompagnano l’utente nella preparazione del file di stampa. E come mostrare ai potenziali clienti gli straordinari risultati che si possono ottenere applicando le nobilitazioni? Come accompagnarli in un percorso sensoriale possibile solo con i nostri effetti tattili e visivi e le nostre essenze profumate? Il campionario delle nobilitazioni serigrafiche è un altro step di questo processo, uno strumento di lavoro che gli utenti possono richiedere gratuitamente nel sito. Un altro asset della nostra volontà di differenziazione trova origine in una delle nostre principali expertise: la stampa di grande formato. Abbiamo deciso di arricchire la nostra offerta on line con un plus che negli anni si è dimostrato fondamentale nella stampa tradizionale: il servizio customizzato. Ed ecco la soluzione che abbiamo messo a punto: offrire alle aziende un servizio chiavi in mano per i prodotti di grande formato, con installazione e montaggio degli stampati ovunque in Italia, grazie a partnership con allestitori locali costruite nel tempo da DB. Questo per noi è il valore aggiunto: rendere l’esperienza di stampa sul web più raffinata, più ricca, più umanizzata, assolutamente più personale. Dopo un anno di attività posso dire che l’obiettivo è pienamente raggiunto: DB Ingegneria dell’Immagine e Minimegaprint si sono integrate perfettamente. Se Minimegaprint è nata grazie all’esperienza di DB, quest’ultima ha beneficiato dell’innovazione portata da Minimegaprint nei processi organizzativi e gestionali. Il risultato è che oggi serviamo un parco clienti più ampio e diversificato, che la nostra organizzazione è più efficiente – grazie alle sinergie tra stampa tradizionale e web – e che siamo riusciti a incrementare il nostro business in un contesto economico non certo facile!».


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SpazioEcologia Stampa sostenibile

Un Oscar dedicato all’ambiente

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Gli interventi ambientali, realizzati nella fase di progettazione degli imballaggi, sono stati illustrati in occasione della premiazione del 14 maggio a Milano. La giuria, presieduta da Edo Ronchi, ha valutato gli imballaggi a concorso in base a precisi criteri, quali il risparmio di materia prima (diminuzione di grammatura, spessore e dimensioni di una o più componenti del sistema imballo), l’utilizzo di materiale riciclato, l’ottimizzazione della logistica (azioni innovative che migliorino immagazzinamento ed esposizione, ottimizzino carichi sui pallet e sui mezzi di trasporto e perfezionino il rapporto tra imballaggio primario, secondario e terziario, riducendone, inoltre, l’impatto rispetto alle emissioni in atmosfera). E come ultimo criterio è stata considerata la facilitazione dell’attività di riciclo, che si esprime attraverso azioni come la realizzazione di imballaggi monomateriali, la semplificazione componentistica e l’eliminazione di sostanze non ecocompatibili. I packaging che hanno sommato il maggior numero di azioni sono stati eletti vincitori. Anche nell’attribuzione dei premi speciali Quality Design, Tecnologia e Comunicazione, la giuria ha ritenuto che i packaging prescelti dovessero essere stati progettati tenendo conto di azioni di prevenzione.

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L’edizione 2013 dell’Oscar dell’Imballaggio – la quarta organizzata dall’Istituto Italiano Imballaggio in collaborazione con CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi – ha visto otto packaging sul podio.


“L’Italia è tra i dieci Paesi con una produzione di packaging più elevata” I vincitori spaziano dal food e beverage, settori sempre preponderanti tra le nuove soluzioni presentate al concorso, alla detergenza, al trasporto e movimentazione. La massiccia presenza di packaging per prodotti alimentari e bevande si spiega facilmente considerando che oltre il 70% del packaging prodotto in Italia viene utilizzato complessivamente in questi due settori. L’Italia, con un fatturato di circa 28,6 miliardi di euro nel 2011, rappresenta il 6% della produzione mondiale, collocandosi tra i dieci paesi maggiori produttori di packaging.

And the winner is... BIG PAPER GREEN – Packaging per prodotti alimentari Incarto richiudibile per affettati, realizzato dalla collaborazione tra Adige Commerciale Carta e BIG Paper Italia. Il packaging è realizzato interamente in cellulosa rigenerata e film biodegradabile e compostabile. Motivazione della giuria: Risparmio di materia prima, utilizzo di materiale riciclato e facilitazione dell’attività di riciclo sono i principi che hanno ispirato la progettazione della confezione per affettati Big Paper Green, costituita da carta 100% riciclata e film biodegradabile e compostabile. La confezione è richiudibile. 5LW – Packaging per bevande Bottiglia da 5 litri dal peso di soli 60,4 grammi e il 50% di PET riciclato, realizzato da P.E.T. Engineering. Motivazione della giuria: L’innovazione combinata della progettazione della preforma e del disegno della bottiglia permette un risparmio di 17,6 g di PET per ciascun contenitore, quasi il 22,5% rispetto alla media del peso dei contenitori cinque litri attualmente in commercio. 5WL è prodotto con il 50% di PET riciclato. €CO GENERAL – Packaging per la detergenza Flacone per detersivo a marchio General di Henkel Italia, dalla forma semplificata, che mantiene stabilità e handling per il consumatore. Motivazione della giuria: Per aver prodotto un flacone che rispetta i quattro requisiti previsti: minor quantità di materiale, uso del riciclato, ricadute sulla logistica e facilitazione delle attività di riciclo.

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SKIN PACK – Packaging per trasporto e movimentazione Dalla collaborazione tra il fornitore Saica SpA e il produttore di cappe Elica SpA nasce il delivery system che elimina le protezioni in polistirolo, a fronte di una riprogettazione dell’imballo in cartone, con appositi rinforzi laterali. Motivazione della giuria: Un’adeguata progettazione della scatola in cartone ondulato, con particolari rinforzi laterali, ha permesso di eliminare le protezioni in polistirolo espanso, a favore di un semplice involucro protettivo. Meno materiale, materie prime seconde e ricadute positive in termini di logistica sono le conseguenze, con una riduzione del volume d’ingombro imballo del 32% e una saturazione dei mezzi di trasporto maggiore del 36%.

I vincitori spaziano dal food e beverage alla detergenza e al trasporto.


VINCITORI SEZIONI SPECIALI LINEA READY MEALS – Quality Design Realizzato da Barilla per il mercato estero, è un sistema di confezionamento composto da due vaschette separate, per pasta e sugo, monomateriale, e da un cartoncino esterno. Motivazione della giuria: Il packaging della linea “Ready Meals” di Barilla esprime qualità di dettaglio e offre plus di servizio al consumatore. Il sistema di vaschette a incastro consente di mantenere separati la pasta e il sugo durante la vita di scaffale. Una volta aperta la confezione, è molto agevole condire la pietanza, separando le vaschette con un semplice gesto. La fascia di cartoncino esterno riporta con chiarezza le informazioni riferite al prodotto e le istruzioni per il suo consumo. GREEN SYSTEM – Tecnologia (ex aequo) Goglio ha realizzato uno stand up interamente biodegradabile per prodotti granulari come il caffè. Biopolimero, biovalvola e bioadesivi sono i componenti del pack. Motivazione della giuria: Packaging per caffè interamente costituito solo da materiali e componenti biodegradabili. Biolaminato, e valvola potranno essere gettati congiuntamente nel bidone dell’umido e si biodegraderanno nell’arco di circa 180 giorni. ECOVÀ – Tecnologia (ex aequo) Gamma di bottiglie fortemente sgrammate con inalterate prestazioni tecniche, realizzata da Verallia Saint Gobain. Motivazione della giuria: La gamma di bottiglie è realizzata con l’85% di vetro riciclato e vanta una riduzione del peso dei contenitori dal 10% al 30%, con un risparmio di circa 20.000 tonnellate di materia prima all’anno. PROGETTO ECO GREEN – Comunicazione Progetto di compensazione della CO₂ prodotta dalla linea di produzione, chiaramente comunicata sulle etichette e il fardello da sei bottiglie. Il progetto prevede anche l’utilizzo di PET riciclato su alcune tipologie di bottiglie. Motivazione della giuria: La linea “Eco Green” di Acqua Minerale San Benedetto è caratterizzata da una forte identità “verde”, che differenzia il prodotto e lo rende riconoscibile a scaffale e una comunicazione che contribuisce a sensibilizzare i consumatori verso le questioni ambientali. I messaggi veicolati dal fardello e dal sistema di etichette valorizzano tutti gli interventi che l’azienda mette in campo per una maggiore sostenibilità degli imballaggi utilizzati, dalla compensazione del 100% delle emissioni di CO₂ all’utilizzo fino al 30% di RPET sul formato da litro.

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Tra i finalisti, vi erano anche altre aziende di prestigio come Pusterla 1880, Fag Arti Grafiche e Cartonificio Fiorentino.


inkjet Trarre vantaggio comunicazione d’ImpREsA

kodak

da nuove opportunità Con i sistemi inkjet Kodak Prosper S - Series Imprinting la stampa flexo ibrida è una realtà

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Nel corso di Converflex 2013, Kodak e Uteco hanno presentato una soluzione veramente innovativa presso la sede di Uteco Group a Verona: la dimostrazione live che anche la stampa flexo può essere personalizzata con la stampa digitale inkjet con immagini, codici a barre, lotterie, cartine stradali, codici QR. Sulla macchina da stampa flexo Onyx 810 EB2 di Uteco sono state installate due teste Kodak Prosper S20, che stampano in nero più un colore. Le teste sono collocate dopo la stampa flexo e possono essere spostate lungo la larghezza della bobina, in base al punto dove si vuole effettuare la stampa a dati o immagini variabili. La velocità di stampa è di 600 mpm, in linea con la velocità produttiva della macchina da stampa flexo di Uteco. Il sistema inkjet Kodak stampa a una risoluzione di 600x300 dpi, la larghezza di stampa è di 10,56 cm e utilizza inchiostri pigmentati o ad acqua. Le teste usano la tecnologia Kodak Stream Inkjet, che consente di stampare immagini di alta qualità e di lunga durata non solo su carte uso mano e patinate, comprese le carte patinate lucide, ma, grazie a un primer, anche su supporti flessibili e film plastici. La tecnologia Stream Inkjet utilizza un flusso continuo di inchiostro che viene erogato dagli ugelli della testa di stampa. Questo

flusso viene scomposto in singole goccioline che vengono a loro volta sparate ad alta velocità con un livello molto alto di precisione. Combinando la stampa flexo con dati variabili al 100% su pagina parziale si possono perciò ottenere applicazioni personalizzate di alto valore anche nel settore degli imballaggi. Una gamma completa Il sistema di stampa S20 fa parte di un gruppo completo di soluzioni di stampa inkjet che comprende i sistemi Kodak Prosper S5, S10, S20 e S30, con una velocità fino a 914

mpm. Queste soluzioni consentono di creare un business più produttivo e redditizio e ottenere un vantaggio competitivo immediato. http://graphics.kodak.it/IT/ it/default.htm

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Segue le evoluzioni del settore sia dal punto di vista del mercato che da quello delle tecnologie.

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Prototipo presentato in collaborazione con Gamma

uomini&aziende stampa offset

Artegrafica

Un’azienda a prova di standard Non solo tecnologia Anche la specifica competenza tecnica del personale consente di realizzare qualsiasi progetto editoriale, dal più semplice al più complesso, con risultati sempre conformi alle aspettative.

Il gruppo Graphicom è specializzato nella produzione di libri illustrati di ogni tipo: volumi cartonati e spiralati, punti metallici e brossure, calendari e agende, edizioni speciali e prodotti rifiniti anche manualmente. Gli uffici di Vicenza seguono le vendite e governano le fasi di produzione e invio a destino per tutti i mercati esteri, effettuando contemporaneamente il controllo di qualità lungo tutto il processo produttivo che si svolge presso lo stabilimento di Verona di Artegrafica, che dispone di attrezzature di ultima generazione per la prestampa e la gestione del colore e macchine da stampa offset a foglio di grande formato KBA 5 colori, con o senza spalmatore, e medio formato 6 colori con spalmatore. Le lavorazioni di confezione sono effettuate presso la Legatoria Camisana, sempre parte del gruppo, a Santa Maria di Camisano (VI), attrezzata con tecnologie che, se pur altamente automatizzate, sono dotate di grande flessibilità nella gestione dei processi. Nella maggior parte dei casi Artegrafica riceve file di lavori già preparati dai clienti attraverso print buyer o agenzie grafiche specializzate nelle lavorazioni di creazione e prestampa. Per tutte le lavorazioni interne e nei rapporti con l’esterno lo stabilimento opera nel rispetto delle norme ISO della serie 12647, salvo nel caso di clienti che seguono altre specifiche per i quali vengono definite apposite modalità di intervento e trasformazione che garantiscono comunque il raggiungimento del risultato richiesto. Gli illuminanti e gli strumenti dei punti di controllo lungo tutta la filiera sono conformi a ISO 13655 e ISO 3664 mentre per gli inchiostri di scala viene rispettata la ISO 2846-1. Per la corretta gestione del colore viene data particolare importanza al controllo del sistema stampa; le procedure di check-up e di manutenzione delle macchine e i costanti controlli di produzione sono essenziali per garantire la stabilità del processo e la ripetibilità dei risultati nelle condizioni di lavoro previste per i diversi prodotti. Ciò consente di ottenere una risposta delle macchine da stampa di alto profilo sia nelle fasi di av-

Parte del gruppo Graphicom, l’azienda con sede a Verona dispone di attrezzature per prestampa e stampa di ultima generazione.

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di ELISA PETRINI

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Prototipo presentato in collaborazione con Gamma

uomini&aziende stampa offset L’eccellenza come standard Questo principio viene interpretato utilizzando tutto il buon senso, la passione e un’allenata naturalezza nel tradurre le difficoltà in opportunità e con ciò che nel Veneto si identifica come “buon gusto”.

Elisa Petrini è una studentessa di Lingue e Culture per l’Editoria presso l’università di Verona, corso di laurea che prevede lo svolgimento di un tirocinio in un’azienda operante nel settore delle arti grafiche. Nel corso di tale tirocinio, presso lo stabilimento Artegrafica di Verona, Elisa Petrini ha potuto analizzare il ciclo completo delle lavorazioni, dal momento progettuale alla realizzazione del prodotto finito. In particolare si è interessata al sistema di comunicazione tra le diverse parti della filiera produttiva per verificare come l’idea del cliente, in genere prettamente astratta e concettuale, possa essere trasformata in un prodotto concreto e accettato, sia in termini qualitativi che economici, attraverso un processo industriale.

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l’auTricE

viamento sia in quelle di produzione rispettando i valori e le tolleranze precedentemente stabilite. Dalla stampa di apposite forme test complete di color chart (IT8.7) si ricavano i set di dati di caratterizzazione che identificano le tipologie di prodotto nelle diverse condizioni di stampa (supporto, inchiostri, lineatura di retino, lastre ecc.), effettuando gli eventuali aggiustamenti per raggiungere e mantenere gli standard prefissati oppure ottimizzando condizioni di lavoro personalizzate. Attraverso l’uso dei dati di caratterizzazione e/o dei profili ICC corrispondenti e garantendo la stabilità del processo è possibile avere un dialogo chiaro con i responsabili delle lavorazioni a monte e ricevere file e prove colore approvate realmente conformi alle condizioni reali di lavorazione e quindi in grado di fornire il prodotto voluto nei tempi e ai costi stabiliti. In questo modo il progetto “concettuale” approvato dal cliente anche nella forma di prova contrattuale e calibrata in funzione della reale condizione di stampa, si completa dei valori di specifica, parametri, valori e tolleranze, che diventano un vero sistema di comunicazione che ne permette l’inserimento in un ciclo produttivo industriale. Attualmente il 90% circa dei file – 70% tipo FOGRA39 e 20% tipo FOGRA47(29) – ha le caratteristiche prestabilite nel senso che, come prescritto dalla normativa ISO, è lavorato in funzione della condizione di stampa prevista che è quella verificata e assicurata in azienda. Questo materiale è normalmente accompagnato da regolari prove contrattuali munite delle apposite targhe di validazione che consente di verificarne la conformità alle condizioni di stampa stabilite. Il rimanente 10% è costituito da materiale lavorato per carte patinate ma che si richiede di stamparlo su carte calandrate o uso mano o del tutto speciali per cui si deve intervenire sui file modificandoli per adeguarli alla nuova condizione di stampa. Nella stessa percentuale è compreso anche materiale che necessita di ulteriori lavorazioni supplementari, variazione del total ink, cambio lineatura, colori fuori scala ecc., non previste in partenza. Quando sono necessarie modifiche, e in genere per tutti i lavori anomali, si eseguono prove di controllo conformi alle condizioni di stampa reale che servono per evidenziare i problemi prima della messa in macchina e come guida per i necessari interventi concordati con il cliente. Il Gruppo è certificato FSC, ISO 14001 e sta per essere certificato Carbon Trust, ma un “codice etico volontario” che influenza profondamente l’attività aziendale è sintetizzabile con le parole “we print the impossible”. Questo slogan vuole evidenziare come accanto al linguaggio e al pragmatismo che derivano dal rispetto delle Norme e delle Specifiche internazionali, l’Azienda sia in grado di offrire un capitale di idee e di esperienze professionali indispensabili per soddisfare le richieste di una clientela sempre più esigente.


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SpazioEtichette Attività FINAT

Un settore “apripista” Credo che noi del campo delle etichette autoadesive dovremmo dedicare un bel brindisi ai distillatori di whisky e brandy europei. È stato infatti uno dei primi settori chiave a comprendere le potenzialità della nostra tecnologia di etichettatura e ad adottarla.

di JULES LEJEUNE*

Immagino di esprimere un pensiero condiviso dicendo che non c’è niente di meglio di una bella etichetta dorata, con una goffratura particolare e una forma elaborata e complessa, per promuovere le straordinarie capacità dell’etichettatura autoadesiva. Infatti, insieme a quella dei prodotti farmaceutici, l’etichettatura di whisky e brandy negli anni Settanta ha rappresentato il trampolino di lancio per i nostri progressi per le applicazioni nel settore delle bevande. Oggi, oltre a ottimi whisky e cognac, le etichette autoadesive impreziosiscono anche le bottiglie dei superalcolici incolore e una vasta gamma di vini di tutti i tipi: dalle preziose bottiglie d’annata ai marchi dei supermercati. l’etichetta autoadesiva

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Le etichette autoadesive vengono ottenute da un accoppiato in tre parti quasi infinitamente variabile composto da un frontale (l’etichetta stam-


“L’effetto ‘no label look’ ha conquistato i produttori di gin, vodka e altri superalcolici incolore”

etichette attività finat

Dopo il debutto degli anni ‘70 nell’ambito di whisky e brandy, l’etichetta autoadesiva si è affermata anche nel mercato dei vini. pata), uno strato adesivo e una carta di supporto o un release liner. Questo materiale per etichette viene combinato con le capacità delle moderne macchine da stampa a banda stretta, che utilizzano tutti i processi di stampa nonché l’offset digitale, il getto d’inchiostro e il trasferimento termico, per codici a barre e autenticazione. Infine, le etichette autoadesive vengono applicate alle bottiglie con un’etichettatrice estremamente precisa. Perfino le etichette multiple (per il lato frontale, il retro e il collo della bottiglia), se stampate insieme utilizzando un liner unico, possono essere applicate con un solo passaggio in macchina. L’effetto “no label look”

Dopo il successo ottenuto con gli alcolici “dorati”, l’introduzione di una pellicola in plastica trasparente autoadesiva, che è possibile rivestire in materiale adesivo, stampare e applicare a bottiglie in vetro trasparente, creando così quello che chiamiamo l’effetto “no label look”, ha conquistato i produttori di gin, vodka e altri superalcolici incolore. Per questi si è presentata la possibilità di aggiungere all’etichetta diversi messaggi (ad esempio, con design e testo fronte e retro) visibili girando la bottiglia. Le pellicole in plastica trasparente, con il loro “no label look” sono ormai uno standard per i superalcolici incolore. Vino: un mondo di opzioni di etichettatura

A completare il quadro, recentemente l’etichetta autoadesiva si è affermata nel mercato dei vini. L’enorme varietà di scelta in quanto a superfici e adesivi rende facile per gli stampatori di etichette autoadesive creare soluzioni in grado di soddisfare tutte le esigenze, sia per l’aspetto sia per la funzionalità. Se un’etichetta in carta con effetto antico con una bella texture è necessaria per un prezioso vino Riserva, la tecnologia delle etichette autoadesive può fornirla persino a basse tirature. Ma non solo: l’etichetta (fornita sul suo release liner protettivo) può essere rivestita con un adesivo in grado di durare a lungo senza la formazione di macchie e resistere all’infiltrazione di umidità o funghi che può verificarsi durante l’invecchiamento in cantina. Oggi i produttori di materiali per etichette autoadesive hanno sviluppato con attenzione vaste gamme di speciali supporti in carta per soddisfare le esigenze e i requisiti specifici dei produttori di vini. Queste includono superfici ruvide, lisce e metallizzate, nonché carte riciclate ecologiche e soluzioni speciali come quelle ottenute dal riciclo delle fibre della canna da zucchero dopo l’estrazione dello zucchero. Immersione nel cestello del ghiaccio

Le etichette per i vini bianchi e rosé, da servire freddi, spesso devono resistere a prolungate immersioni in cestelli del ghiaccio, senza disaccoppiarsi. A tale scopo sono disponibili etichette in carta autoadesiva dotate di barriere integrate che proteggono il marchio della bottiglia fino all’ultima goccia. E ovviamente anche l’etichetta con pellicola in plastica trasparente fa la sua parte in questo. La sua superficie di stampa impermea-

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etichette attività finat

bile offre alle belle etichette dei vini bianchi un ottimo complemento ed eccezionali prestazioni nel cestello del ghiaccio. Le etichette in pellicola resistenti all’acqua (bianche, trasparenti e metallizzate) sono inoltre ideali per i vini destinati alla conservazione in cantina, abbinate a un adesivo a lunga durata. Il vostro partner di fiducia

L’accesso ai tanti vantaggi di questi materiali intelligenti dipende molto dalla collaborazione con stampatori di etichette esperti che lavorano con i fornitori di materiali come i membri di FINAT. Con un’approfondita conoscenza dei materiali disponibili e del tipo di applicazione del prodotto, uno stampatore di etichette autoadesive può avvalersi dell’eccezionale versatilità delle macchine da stampa a banda stretta per soddisfare varie funzionalità. Innanzitutto, può offrire un prodotto senza confronti dal punto di vista estetico, utilizzando fino a 16 colori. Si aggiungono poi ulteriori caratteristiche come la laminazione, gli inchiostri termocromatici, la goffratura/degoffratura e le vernici tattili. Ma non è tutto. Specialmente per le preziose bottiglie Riserva, gli stampatori di etichette autoadesive sono in grado di offrire tutta una serie di soluzioni di autenticazione visibili e invisibili applicabili al momento della stampa dell’etichetta (e perfino sotto la superficie della stessa) in grado di contrastare con successo la contraffazione. Questa funzionalità si è dimostrata preziosa, non solo per i vini ma per tutte le bevande alcoliche. È inoltre possibile realizzare edizioni limitate di vini e superalcolici, fino alla personalizzazione della singola bottiglia. Alcuni produttori preferiscono acquistare quantità prestampate della loro etichetta “generica”. Questa viene poi sovrastampata in sede con piccole stampanti da tavolo, che aggiungono le informazioni sulla varietà e l’anno di imbottigliamento. Applicazione automatica delle etichette

L’applicazione automatica di etichette autoadesive ricorre all’uso di apparecchiature automatiche dal costo piuttosto contenuto che è possibile allestire lungo la linea di imbottigliamento o a lato della stessa (in sede o in aziende condivise che si occupano del confezionamento). Le etichette vengono trasportate in modalità continua sui relativi release liner dal rullo non stampato, lungo l’intero processo di stampa/imaging e taglio per la forma finale. Il rullo riavvolto di etichette pronte sui relativi supporti protettivi passa poi al punto di applicazione sulla linea di imballaggio. Questo metodo fa sì che il posizionamento dell’etichetta sulla bottiglia sia controllato con tale precisione da offrire un risultato finale molto soddisfacente, e senza delaminazione né formazione di bolle. Le aziende europee associate di FINAT (e le associazioni corrispondenti in tutto il mondo) coprono l’intera catena del valore dell’etichetta autoadesiva, dalla fornitura delle materie prime all’applicazione delle etichette. Con almeno 40 anni di esperienza nella fornitura di etichette per bevande e con una tecnologia in continua espansione che unisce funzionalità ed estetica, crediamo di poter offrire una risposta alle specifiche esigenze di ogni segmento: vini da cantina o da supermercato; gin, vodka, rum bianco e altri diffusi superalcolici incolore; e, ovviamente, i nostri classici “dorati”, ovvero whisky, brandy e rum. *direttore generale di FINAT

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Il Poligrafico, n. 146, Giugno - Luglio 2013  

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