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il poligrafico 129/2011

O N A I L A T I

N. 129/2011 Novembre - Zeta’s srl 20137 Milano via Kolbe 8 - Poste Italiane spa - Spediz. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n°46) art.1 comma 1 LO/MI - Euro 9,90

il poligrafico Stampa e nuovi media nell’era digitale

La sfida: restare ottimisti Incontro con Silvio Broggi di Poligrafici Printing - a pag. 34

I dati di mercato

Da Assografici la radiografia del settore grafico e cartotecnico - a pag. 26

speciale laminazione Moduli in linea e foil: aggiornamenti - a pag. 46

In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi


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Sommario piombi In primo piano Accordo tra due Gruppi nordamericani 8 Pozzoni rileva Capriolo-Venturini . . . . 9 Agem in affitto alla Pfi . . . . . . . . . . . 11 Fornitori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12 Aziende grafiche italiane . . . . . . 14 Eventi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16 Istituzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 mercati Dai dati Assografici, la radiografia del settore grafico e cartotecnico . . 26 INTERVISTE L’industria grafica, un futuro da reinventare: Silvio Broggi (Poligrafici Printing) . . . 34 TECNOLOGIE Kodak Prinergy Rules-Based Automation . . . . . . . . . . . . . . . . . . Aspettando Drupa 2012: il digitale per il packaging . . . . . . . . Nobilitazione: laminazione in linea . . Dentro la macchina: Ricoh Pro C651EX, Pro C751EX, C751 . . News dai fornitori . . . . . . . . . . . . . . Punch Graphix per le etichette . . . . News Carta&Supporti . . . . . . . . . . .

38 41 46 56 58 63 76

EVENTI 5° Forum ANES . . . . . . . . . . . . . . . 68 Due giorni con l’Unione . . . . . . . . . . 72 Converting Road Show 2011 . . . . . 78

46

Laminazione in linea, una nobilitazione che aggiunge luce ed eleganza allo stampato

78

Converting Road Show 2011 a Verona, “piccole fiere crescono”

spazio ecologia Percorso grafico per lo “sviluppo sostenibile” . . . . . . . . . . . 70 News dalle aziende . . . . . . . . . . . . 71 RUBRICHE I nomi di questo numero . . . . . . . . . . 6 Spazio Cultura . . . . . . . . . . . . . . . . 23 Tipi da museo: torchio manuale in ghisa . . . . . . . . . 82

41

PENSIERI D’AUTORE Alberto Sironi Aziende di successo . . . . . . . . . . . 66

Organo Ufficiale ITALIA

associazione tecnici arti grafiche italia

EURO GRAPHIC PRESS

Il Poligrafico è la rivista italiana del Gruppo Eurographic Press www.eurographicpress.com

Con la tecnologia digitale, in vista un futuro “più veloce” per il packaging


il poligrafico

tutto il numero

in un minuto

Stampa e nuovi media nell’era digitale

aziende fiori all’occhiello

laminazione in linea Il crescente numero di moduli di laminazione in linea installati in Italia dimostra la validità di questa tecnologia nel processo di nobilitazione dello stampato. Dedichiamo questo speciale a un aggiornamento tecnologico sui moduli di laminazione e i foil. A pag. 46

34

“L’industria grafica, un futuro da reinventare”: Silvio Broggi di Poligrafici Printing

26

Dai dati di Assografici, la radiografia del settore grafico e cartotecnico italiano

72

La necessità di un “cambio di passo” l’argomento trattato all’annuale convegno dell’Unione Grafici

stampa digitale e packaging Inauguriamo in questo numero una serie di articoli redatti da giornalisti internazionali su argomenti tecnici specifici, alla vigilia della prossima Drupa. Il ruolo di apripista all’inglese Gareth Ward che parla delle potenzialità del digitale nel packaging. A pag. 41 5° forum Anes Il tema del cambiamento al centro del convegno dell’Associazione Editori Tecnici Professionali Specializzati. Come ha sottolineato Alessandro Cederle, presidente, dopo l’avvento dei new media urge un rinnovamento del business editoriale. A pag. 68 incontro con silvio broggi Quest’anno chiudiamo il nostro ciclo di interviste con Silvio Broggi, recentemente entrato nel CdA di Poligrafici Printing, la holding che raggruppa le attività nel settore stampa del gruppo Monrif-Poligrafici Editoriale. A pag. 34 due giorni con l’unione “Imparare dagli altri attraverso un sano confronto” il leitmotiv della XII edizione dell’evento organizzato dall’Unione Industriali Grafici Cartotecnici di Milano che quest’anno ha accolto i partecipanti nell’incantevole cornice del Golfo del Tigullio. A pag. 72 dentro la macchina... Sotto la lente d’ingrandimento tre nuovi modelli Ricoh per stampa digitale a colori light production. Tra le novità principali un toner chimico a polimeri con particelle ultra-sottili per qualità di stampa più uniforme e una nuova tecnologia laser. A pag. 56

I nostri collaboratori Davide Biancorosso, Luca Brentegani, Claudio Della Rossa, Achille Perego, Michele Pingitore, Alberto Sironi


I nomi di questo numero Persone e aziende citate con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono all’inserzione pubblicitaria A

Abril gruppo 8 Acimga 28 Acushnet 43 Agem 11 Agfa Graphics 16,81 AIMSC 24,82 AltaEco 16 Ambrosi Sandro 49 Amilcare Pizzi 9 ANES 68 Antica Stamperia Fabiani 82 Antonini Mauro 50 Api Foils Italia 51 Archimedia 59 Arctic Paper 76 Arjowiggins 76 Art Relation 24 23 Assoc. Studi Grafici Assgraf 74 Associazione Culturale Archeoclub 82 Assocarta 26 Assografici 16,26,72 Audino Paolo 81

B

Bar-Shany Alon 41 basysPrint 63 BeeGraphic 79 Beltrami Alessandro 18 Benedetti Stefano 74 Benkovich Nick 38 Bertieri Raffaello 23 16 Biancorosso Davide 16 Bigini Stefania Bobst 15 Bodoni Giovanni Battista 23 Bompan 58 Branzaglia Carlo 16 Broggi Silvio 34 Burgo Group 20,71,77

C

6

C.A.T. Corsini Camis Camoni Juri Camporese Macchine Grafiche

79 79 73 61

Candon Noel 44 26 Capodieci Piero 16 Capriati Massimo Capriolo-Venturini 9 18 Carnelli Carlo 73 Caroni Marcello Cazelles 74 68 Cederle Alessandro Centro Stampa Poligrafici 36 CEPE 18 8,16 Cerutti Giancarlo Cerutti gruppo 8,14 36 Chemco Italia 72 Cherubini Federico Chesapeake 42 23 Chiabrando Mauro Chiappini Rudy 23 73 Coffrets Création Colorgraf 74 78 Conselvan Sante 74 Cortese Erminio 14 Costanzo Rino Coutagne Denis 23 16 Covini Claudio Creo 8 64 CS Labels

D

D.M.C. 16 Dacica Teca 73 23 De Pasquale Andrea Di Pietrantonio Giacinto 24 8 Diffusioni Grafiche 23 Dradi Massimo Drupa 2012 41 Duplo 14,74 Durst Phototechnik 71

E

Edigit ELM Recycling ERA EskoArtwork Eurograf Eurografica

F

Fabiani Giancarlo Fabiani Nicola

11,74,79 81 16 44 49,51,53 49 82 82

Fabrica 76 Favini 76 Federgrafica 26 Fedrigoni 71,74,77 68 Ferrari Cristina 16 Ferraris Giorgio 16 FESPA Digital Fidocart 81 12 Fiedler Hanno Finat 18 12 Finkbeiner Gerd 21 Franch Massimo Franch Mauro 21 Fujifilm 12,17,58,74,84

G

G. Canale & C. 36 Galleria Nuages 20 Gama 79 81 Garosci Claudio 51 Gaviglio Marco GEON 64 18 Gerboni Emilio Giachetti 8 Giammusso 11 GMDE 14 Goldprint 42 69 Google Italy Goss 11 GPN 83 Grafica Editoriale Printing 36 16 Grafiche dell’Artiere Greco Antonio 69 Gregori Carlo 50 77 Guandong Italia

H

Harmsworth Quays Printing 14 Heidelberg 8,11,14, 36,41,50 Highcon 44 Horizon 14 HP 41,59 16 Huber Group

I

I&C Ikea

78 14

Il Giornale di Sicilia Il Sole 24 Ore gruppo Industrialbox Int. Senefelder Foundat. Irongate Isae ISRA Vision Istituto Rizzoli Istat Italica

14 69 50 12 42 28 79 72 27 79

K

Kama 44 KBA 8,9,13,14,37,49,51,74 Kodak 12,38,43 Komori 21,49,51,75 Kurz 25,51,58

L

La Fotocromo Emiliana 14 Labelexpo 12,18,63,78 18 Lanfossi Luigi 12 Lange Martin Legamatic 73 18 Lejeune Jules Lithosol 2 Litover 10 Logica 21,60 Lüscher 79 Luxoro 25,51,58

M

MA.RO Grafica ins. Macchingraf 45,50 MACtac 63 manroland 7,12,14,49,74 20 Mariniello Cecco 74 Marinoni David Maruzzi Stefano 69 73 Meana Giuseppe Mec Pac 73 43 Mediaware Digital Microsoft 43,69 Miller 8 Mimaki 58 48 Minarini Marisa Mitsubishi 49,74 9,16 Mondadori Printing Monrif-Poligrafici Edit. 34


Odyssey Digital Printing 43 Oliver Francois 8

Pirrone 73 69 Pissimiglia Roberto Pixartprinting 17,32,33 Plenz Stephan 41 34 Poligrafici Printing Porchez Jean Francois 76 Pozzoni Cristina 9 9 Pozzoni gruppo Prati 12 PressUp 54,55 41 Print Business PrintersParts 79 Printexx 14 Printgraf 74 Printgraph 22 63 Punch Graphix 73 Pusterla 1880 73 Pusterla Alessandro

P

Q

Monti Adalberto 16 Montuoro Francesca 73 Monzese Carta 40 11 Morelli Enrico Moss 64 M端ller Martini 41 Museo Bodoniano Parma 23

N

Nardini Sergio Natali Nicola Nitschke Joachim Nuova Cartalanga Nuova L.&C. Graph

16 36 51 8 81

O

Paarl Media Paladini Paoli Lorenzo Papergraf Parla Donato Pazzi Roberto Pfi PGM Legatoria Pianigiani Luca Picchio Mario Piersantini Egiziano Piersantini Michele Pinton Chiara

8 14 68 21 11 49 11 73 18 12 82 82 16

Q.I. Press Controls Quad/Graphics Quadracci Joel Quintarelli Stefano

R

14 8 8 69

Rall Markus 12 Razza Pasquale 51 RE 79 reflexparis 76 Reggiroli Marco Oreste 16 Ricoh 3,14,24,56 17 Rigamonti Matteo

Rima System Roland DG Mid Europe Roto Alba Rotoform Rotopress Ryobi

81 12 14 17 37 48

S

Samor 48,60 Santegoeds Koen 14 Sappi 31 74 SAS Italia Schobertechnologies 25 Sciacca Paolo 81 Screen 60 Scuola Grafica S. Zeno 16 Sitma 62 Skira 23 Sottocorno Riccardo 51 StampaQua 14 11 Stark Druck 44 Stoffels Jef 42 Stora Enso Strategic Management Partners 68 44 Sun Chemical

T

T.S.B. Tacconi Paolo TAGA Italia Tapecon Tephor

14 69 16,18 64 74

77 ThomasManss & Co Tic Tac 65,67 8 Tipografia Casalese Tokelove Simon 42 Transcontinental 8 74,79 Tresu Italia 23 Trevisani Piero

U

Ulmex 74 Unione Industriali Grafici Cartotecnici Milano 23,72 UPM 17,18 Uteco 79

V

Vanhanen Jussi Vercelli Maurizio Viappiani Renzo Villani Massimo Vinfoil Visconti Federico Vitelli Sergio

W

Walker Kurt Weymans Filip Williams Peter

18 9 72 72 51 72 36 18 42,63 57

X-Z

Xeikon 42,63 Xerox 14,19,42,44 Zwang David 18

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PIOMBI

LE NOTIZIE DI ATTUALITÀ DEL POLIGRAFICO IN PRIMO PIANO I più rilevanti fatti del mese

AZIENDE GRAFICHE Accordi societari, installazioni, persone... FORNITORI Cosa accade nelle società fornitrici EVENTI Congressi, seminari, mostre, inaugurazioni

Scambio di stabilimenti tra due grandi Gruppi L’americana Quad/Graphics rileverà i siti produttivi messicani della Transcontinental e cederà in cambio i propri stabilimenti canadesi, ad eccezione di quello di Vancouver Quad/Graphics in Canada, pari a circa 1.500 posti di lavoro e un fatturato 2011 stimato attorno ai 310 milioni di dollari. In base ai termini dell’accordo, Transcontinental vi trasferirà le proprie attività di stampa dei libri in bianco e nero destinati al mercato americano (che rappresenta un giro d’affari di 25 milioni di dollari). Nel comunicato stampa diffuso a metà luglio, Francois Oliver, presidente e CEO di Transcontinental, spiega che questo accordo «permetterà di consolidare il Gruppo sul mercato canadese, in seguito a vari investimenti che sono stati fatti

Tipografia Casalese subentra a Diffusioni Grafiche Con l’affitto di un ramo d’azienda

8

I tempi sono difficili per tutti e specialmente per le aziende dichiarate fallite. Ma in più di un caso si sta rivelando vincente la formula dell’affitto del ramo d’azienda. Come è successo alla storica Diffusioni Grafiche di Villanova Monferrato (AL). Azienda che faceva capo alla famiglia Giachetti ed è stata dichiarata fallita nel marzo del 2010. Affidata al curatore fallimentare, quattro mesi dopo, a luglio, è stata data in affitto, in sede d’asta del Tribunale, a una nuova società, la Tipografia Casalese. Prima del fallimento, Diffusioni Grafiche contava su un centinaio di dipendenti e un parco macchine composto da una rotativa Heidelberg Harris Mercury, ritirata dalla Nuova Cartalanga, che si occupa del mercato dell’usato, e un’altra rotativa KBA a 32 pagine, smantellata e rottamata. Oggi la Casalese continua a produrre con circa 25 dipendenti, una rotativa Heidelberg web 16 pagine, una piana 70x100 a 4 colori Miller, un reparto di prestampa con due CtP Creo e linee di piega, punto metallico e cellofanatura, stampando soprattutto riviste, periodici e prodotti commerciali per l’area piemontese, lombarda e ligure.

Joel Quadracci, presidente e CEO di Quad/Graphics, e Francois Oliver (a sinistra), presidente e CEO di Transcontinental.

negli ultimi anni, per un totale di 700 milioni di dollari». A sua volta Joel Quadracci, presidente e CEO di Quad/ Graphics, sottolinea che il suo

Gruppo rafforzerà la propria presenza in Messico. Intende al tempo stesso aumentare la propria capacità di esportazione vero i Paesi dell’America Latina.

Cerutti vende un’Aurora in Sudafrica Dopo il brasiliano Gruppo Abril, anche il sudafricano Gruppo Paarl Media ha scelto di installare una rotativa rotocalco di nuova generazione Cerutti Aurora. Presentata al mercato circa 18 mesi fa, la serie Aurora è stata progettata dalla Società di Casale con l’obiettivo di fornire al mondo della comunicazione stampata nuovi strumenti che ne aumentino la competitività: agli editori versus i nuovi media elettronici, agli stampatori rotocalco versus gli stampatori offset con rotative ad alta paginazione. Nel comunicato congiunto emesso da Cerutti e da Paarl – con 10 stabilimenti è il maggiore gruppo di stampa in Sudafrica – si sottolineano alcuni dei motivi che hanno determinato la scelta: Aurora, rispetto a una rotativa di pari formato della generazione precedente, garantisce un incremento del 21% della produttività arrivando a un output di 3,5 milioni di pagine/ ora, il consumo di energia è ridotto del 12%, gli scarti sono inferiori del 33% e i tempi per i cambi lavoro sono abbattuti del 50%. La rotativa che ha richiesto un investimento di 150 milioni di rand (circa 14 milioni di euro) entrerà in produzione nel settembre del 2012.

In foto, Giancarlo Cerutti.

IPI 110/09

n Dopo lunghe trattative, due grandi Gruppi di stampa nordamericani hanno deciso di procedere a una ripartizione dei loro stabilimenti produttivi. In seguito a un accordo firmato nel mese di luglio, infatti, Quad/Graphics rileverà i siti produttivi messicani della Transcontinental e cederà in cambio i propri stabilimenti canadesi (ad eccezione di quello di Vancouver). La canadese Transcontinental impiega circa 900 persone suddivise in quattro stabilimenti in Messico e realizza un fatturato di circa 70 milioni di dollari. Rileverà sette stabilimenti di


PIOMBI

PrimoPiano

Il Gruppo Pozzoni rileva Capriolo-Venturini Un’operazione che potrà consentire al gruppo bergamasco di espandere la propria attività nel direct marketing  Il mercato della stampa vive un periodo di crisi ma ci sono realtà che continuano a crescere e a investire. Anche nell’acquisizione di nuove aziende. E la realtà più attiva in Italia (ma si potrebbe dire in Europa) su questo fronte è la Pozzoni di Cisano Bergamasco. Il gruppo che fa capo alla famiglia Pozzoni e che rappresenta il terzo colosso europeo nel settore della grafica editoriale con (dati 2010) circa 415 milioni di euro di ricavi, 14 stabilimenti (tra cui quelli veronesi rilevati con l’acquisizione di Mondadori Printing) e circa 2mila dipendenti, ha messo a segno un’altra acquisizione. Non quella della storica Amilcare Pizzi (i rumors corsi sul mercato sono stati smentiti da Cristina Pozzoni)

ma della Capriolo-Venturini. L’accordo, che prevede l’affitto del ramo d’azienda con la proposta d’acquisto nell’ambito di un concordato preventivo, è stato accolto dal Tribunale di Milano. Si tratta della seconda proposta fatta da Pozzoni perché la prima era scaduta, per lungaggini burocratiche del Tribunale, lo scorso luglio. L’intesa, come spiegano i sindacati, prevede all’atto della formalizzazione dell’acquisto (successiva all’espletamento delle condizioni previste dal concordato e dall’accordo quindi con i creditori) l’assunzione di 60 degli attuali 127 dipendenti della CaprioloVenturini, messa in liquidazione. Tutti i 127 dipendenti per il periodo dell’affitto sono

trasferiti alla Pozzoni che potrà utilizzare la cassa straordinaria a rotazione per 12 mesi e anticiperà la Cigs. La prima proposta prevedeva 90 assunzioni ma nel frattempo le condizioni di mercato sono cambiate, anche se da parte della Pozzoni c’è l’impegno, come ha spiegato Maurizio Vercelli, direttore delle risorse umane e legali del gruppo bergamasco, di valutare se, con la ripresa dell’attività, si recupererà una produttività in grado di consentire incrementi occupazionali. La Capriolo-Venturini era nata dall’integrazione tra la Capriolo di Caleppio di Settala e la Venturini di San Martino in Rio, in provincia di Reggio Emilia, per creare un polo di stampa nel direct marketing.

Nel 2010 aveva realizzato 36 milioni di euro di ricavi ma anche, per le difficoltà del mercato, la diminuzione dei margini operativi e gli oneri finanziari, 4,87 milioni di perdite. E così si era arrivati alla dolorosa messa in liquidazione. Per il gruppo Pozzoni l’acquisizione della Capriolo-Venturini rappresenta un’opportunità per rafforzare ed espandere l’attività nel direct marketing dove è già presente con la Pozzoni Direct Marketing e per questo verrà avviata una graduale integrazione. Che, guardando alla crescita in questi anni del gruppo bergamasco e all’operazione Mondadori Printing, c’è da scommettere che avrà successo... A.P.

KBA trae profitto dai mercati di nicchia Nel 3° trimestre ordini per 472,8 milioni di euro Anche se il terzo trimestre di quest’anno ha visto un rallentamento nel settore progettazione macchine speciali, KBA ha beneficiato della forte presenza nei mercati di nicchia, come stampa di sicurezza, decorazione del metallo e codificazione industriale, dove la domanda regge nonostante le intemperie del mercato. Nel terzo trimestre il gruppo ha registrato nuovi ordini per un valore di 472,8 milioni di euro, il più alto livello raggiunto dal 2006, considerato anno record. La raccolta di ordini nei primi 9 mesi dell’anno ha raggiunto 1.155,7 milioni, con una crescita del 15,4% rispetto al 2010. Il totale di ordini inevasi ha superato per la prima volta dall’estate 2008 il tetto di 800 milioni, arrivando a 810,8. Tuttavia, il fatturato per i primi 9 mesi è aumentato solo di 1,8%, arrivando a 785,7 milioni (2010: 772,1). I ritardi nelle consegne e i tagli ap-

portati agli stabilimenti per la produzione di rotooffset, in seguito al sottoutilizzo della capacità produttiva, ha portato a una perdita prima delle tasse di 15,6 milioni nel terzo trimestre e 26,6 nei primi 9 mesi. Il gruppo ha riportato una perdita netta di 32,5 milioni, che corrisponde a guadagni per azione pari a -1,97 euro. Nello specifico delle singole divisioni, il totale volume degli ordini in ingresso per le offset a foglio è stato solo del 2,2% superiore rispetto all’anno scorso, arrivando a 472 milioni (2010: 462). Questo andamento è in contrasto con il brillante business nei mercati di nicchia, che hanno innalzato il volume dei nuovi ordini di offset a bobina e macchine speciali del 26,8%, totalizzando 683,7 milioni di ordini (2010: 539,2). Le vendite delle offset a foglio,

tuttavia, sono aumentate del 14,9%, arrivando a 397,4 milioni, mentre le vendite di offset a bobina e macchine speciali sono diminuite dell’8,9% arrivando a 388,3 milioni (2010: 426,1), a causa soprattutto dei ritardi nelle consegne. Ma nonostante la perdita di fatturato, la divisione KBA delle offset a bobina e delle macchine speciali ha riportato un modesto profitto per i primi 9 mesi dell’anno. Le previsioni per l’ultimo trimestre 2011 sono all’insegna dell’ottimismo. Il management ritiene che un aumento nelle vendite dei prodotti a elevato margine consentirà di registrare una moderata crescita nelle vendite del gruppo prevista già in primavera.

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PIOMBI

PrimoPiano

Agem “in affitto” alla Pfi L’azienda di Caltanissetta prosegue così l’attività dopo il fallimento nel 2008  Una storia lunga, travagliata, costellata (ancora oggi) da cause e ricorsi ma che sembra avere trovato almeno per ora un epilogo positivo. La Agem di Caltanissetta, messa in fallimento nel 2008 e affidata al curatore fallimentare, dal 17 ottobre è stata affidata, con la classica formula dell’affitto del ramo d’azienda per un anno alla Pfi, sempre di Caltanissetta. Pfi, che fa capo alla famiglia Giammusso, è un’azienda che opera nel settore della refrigerazione industriale. Per diversificare la sua attività, spiega il direttore di stabilimento della ex Agem (diventata ora Pfi) Donato Parla, ha deciso di proporre al Tribunale l’affitto dell’azienda grafica siciliana. E ne ha ottenuto la gestione mentre prosegue la battaglia

legale condotta dal fondatore della Agem, l’editore Enrico Morelli. In attesa di capire come evolveranno le cause in corso, Agem (oggi Pfi) continua la sua attività con 21 dei precedenti 28 dipendenti, riassunti dalla nuova proprietà e un fatturato che si aggira attorno ai 6 milioni di euro, in gran parte generato dalla stampa di prodotti per la Gdo. Oltre alle due rotative, spiega sempre Donato Parla, la ex Agem può contare su una piana 72x102 a cinque colori Heidelberg Speedmaster, un reparto di prestampa con CtP e un’attrezzata legatoria. E in un panorama non certo facile per il mercato grafico, conclude il direttore di stabilimento, si conferma come una delle più attive imprese grafiche siciliane. A.P.

Seconda Goss 96 pagine a Stark Druck Il primo stampatore tedesco a installare una rotativa da 96 pagine ha scelto nuovamente Goss per l’acquisto della seconda. Si tratta di Stark Druck, un gruppo leader in Europa che offre servizi di stampa offset a foglio e bobina, stampa digitale, finishing e servizi multimediali e Intranet, che installerà la seconda Sunday 5000 a quattro unità e larghezza di banda di 2860 mm nello stabilimento di Pforzheim, in Germania, verso la metà del 2012. La prima 96 pagine Goss è entrata in produzione all’inizio di quest’anno, andando ad affiancarsi a due Goss Sunday 4000 da 48 pagine short-grain. Stark Druck ha scelto il cambio lastre completamente automatico Goss Autoplate e il sistema d’inchiostrazione Goss DigiRail per le sue due Sunday 5000. Goss fornirà un giuntabobine Contiweb FD, un forno Ecoset e un sistema Goss Web Center per la gestione del workflow automatizzata.


PIOMBI

IN BREVE

Markus Rall lascia manroland

Roland DG festeggia due volte

 Markus Rall, membro del Consiglio ese-

Lo scorso ottobre Roland ha celebrato i trent’anni di Roland DG Corporation, fondata nel 1981 ad Hamamatsu, in Giappone. L’anniversario cade nello stesso anno in cui Roland DG Mid Europe festeggia i suoi vent’anni di presenza in Italia. «I trent’anni di Roland DG Corporation e i vent’anni della Roland in Italia» ha affermato Mario Picchio, presidente di Roland DG Mid Europe, «sono traguardi che riempiono di orgoglio non solo noi di Roland ma tutti quelli che ogni mattina cominciano a lavorare con una nostra periferica. È il segno che le scelte e i valori che proponiamo vanno nella direzione giusta e sono utili per i nostri utenti».

Prati: vendute 21 macchine durante Labelexpo Grande successo di vendite e visite sullo stand Prati a Labelexpo. Le macchine vendute sono andate a etichettifici e aziende di converting in Italia, Francia, Austria, Germania, Tunisia, Medio Oriente, India, Sud Africa e USA e hanno riguardato principalmente il tavolo di controllo Saturn e il sistema modulare di converting Vegaplus. Grande interesse anche per Pharmacheck, sistema specializzato nel controllo totale delle etichette per il settore farmaceutico, e il nuovo sistema Digitplus per finitura, sovrastampa, fustella laser di etichette stampate in digitale.

cutivo e responsabile delle divisioni Sheetfed Printing Systems e Production in manroland, ha deciso di lasciare l’azienda in ottobre per dedicarsi a nuove opportunità di carriera. Sarà sostituito nei suoi incarichi dal CEO Gerd Finkbeiner. Rall era entrato in manroland nel 1995 e dieci anni dopo era stato nominato membro del Consiglio esecutivo. Sotto la sua guida la divisione delle offset a foglio negli ultimi anni aveva portato a termine con successo le necessarie misure di ristrutturazione. «Ci dispiace che Markus Rall lasci la nostra società e lo ringraziamo per la sua ottima collaborazione per tanti anni», ha dichiarato Hanno Fiedler, presidente del Consiglio di supervisione di manroland.

Markus Rall (a sinistra), executive board chairman della International Senefelder Foundation, insieme a Martin Lange, rieletto presidente dell’Advisory Board.

Premio speciale a uno stabilimento Fujifilm Fujifilm Europe ha annunciato che Fujifilm Speciality Ink Systems Limited (FSIS), che opera in Gran Bretagna, ha recentemente vinto il “Best Process Plant Award” nel concorso 2011 Best Factory Awards organizzato dalla Cranfield School of Management e dalla rivista Works Management Magazine. Lo stabilimento produce inchiostri per la serigrafia e per i sistemi di stampa digitale e inchiostri UV per i settori serigrafico e del grande formato. I finalisti del premio vengono selezionati dopo un approfondito esame documentale della loro attività seguito da un’ispezione del sito produttivo. I vincitori di quest’anno sono stati annunciati durante un evento tenutosi a settembre al Park Lane Hotel di Londra alla presenza di 350 invitati. FSIS è stato candidato insieme ad altri 14 finalisti e ha vinto il Best Process Plant Award che è uno dei quattro principali riconoscimenti del settore. I giudici della Cranfield School of Management hanno commentato come FSIS abbia gestito la transizione dalla produzione degli inchiostri serigrafici a quella per la stampa digitale e come sono drasticamente cambiate, di conseguenza, anche le specifiche qualitative.

Kodak: crescono le vendite Prosper ma i risultati sono sotto le aspettative I risultati conseguiti da Kodak nel terzo trimestre di quest’anno sono tutt’altro che rassicuranti: una perdita di 222 milioni di dollari, con un calo di fatturato del 17% rispetto allo stesso periodo del 2010, nonostante le vendite della Prosper siano salite del 40%. I risultati hanno deluso la maggior parte degli analisti, che prevedevano un fatturato di 1,65 miliardi di dollari per il 3° trimestre anziché quello registrato pari a 1,46 miliardi. Anche se è bene ricordare che nel terzo trimestre 2010 ben 210 milioni erano entrati in cassa grazie alla vendita di brevetti non fondamentali per il core business di Kodak. Sembra che anche quest’anno la multinazionale stia considerando la possibilità di vendere circa 1.100 brevetti legati al digital imaging, che dovrebbero fruttare entrate per circa 3 miliardi di dollari. La stampa commerciale sembra essere uno dei mercati più promettenti per Kodak, che ha riportato alcuni successi di vendita nel 3° trimestre nelle divisioni Consumer & Commercial Inkjet, Workflow Software & Services e Packaging Solutions, che hanno visto un aumento del fatturato del 13%, alimentato da una crescita del 44% nelle stampanti e inchiostri inkjet per il mercato consumer e dell’89% nell’ambito Packaging Solutions.

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Printexx migliora i cataloghi con Ricoh Fondata nel 1982, Printexx realizza etichette, cartellini e accessori per il settore abbigliamento e calzature, occupandosi non solo della produzione ma anche della creatività. La società ha fatto dell’innovazione made in Italy il proprio elemento distintivo. Questo è dimostrato dall’ampia gamma delle tecniche di stampa e dei materiali utilizzati, come anche dalla possibilità di personalizzazione che l’azienda garantisce. Tra le soluzioni di stampa installate vi sono macchine per grande formato, rotative per etichette, macchine serigrafiche piane. Printexx necessitava di una soluzione di stampa che le consentisse di esprimere ulteriormente la propria creatività e di aumentare la soddisfazione dei clienti. Ha scelto così la Ricoh Pro C901 Graphics Arts Edition (la prima in Italia), valutandola per la velocità e la qualità di stampa garantite. Il sistema viene utilizzato principalmente per la produzione di cataloghi e di materiale commerciale relativo all’offerta.

StampaQua offre web-to-print grazie anche a Xerox

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StampaQua è un’azienda web-to-print che utilizza tecnologia Xerox per rispondere alle richieste di stampa digitale inviate dalla clientela tramite il sito www.stampaqua.it, mentre in caso di tirature più elevate fa ricorso alla offset con macchine manroland e Heidelberg. In particolare ha installato due macchine da stampa digitale Xerox: una DocuColor 5000 e una DocuColor 7000. Inoltre offre un servizio di rifinitura della massima qualità: taglio e cordonatura con una Duplo DC 645e, rilegatura a punto metallico con Duplo System 5000, brossura con Horizon. Ma la novità qui è costituita dalla possibilità di rilegatura a dorso quadro, che trasforma semplici cataloghi e opuscoli come libri con dorso brossurato, ma con costi inferiori.

Nuova Rapida 162 per Fotocromo Emiliana  Una nuova grande formato di Koenig &

Bauer è stata recentemente consegnata a La Fotocromo Emiliana, azienda della famiglia Paladini di Castel San Pietro Terme (BO). La nuova Rapida 162a - cinque gruppi stampa più torre di verniciatura e uscita prolungata - andrà ad affiancare altri due impianti KBA del formato 120x162 cm, entrati in funzione negli anni scorsi, rispettivamente nel 2000 e nel 2006. Questo impianto, particolarmente versatile, è equipaggiato con specifica predisposizione per stampa di carta leggera (fino a 40 g/m²) e con il pacchetto CX per la stampa di cartone, per grammature superiori a 450 g/m², spessore superiore a 1,2 mm e per microonde, che comprende guidafogli speciali per materiale pesante, dispositivo non stop e controllo passaggio fogli, incluso aspiratori di

sollevamento. La dotazione altamente high-tech comprende inoltre l’apparecchio di refrigerazione combinato per unità di inchiostrazione e di bagnatura, il cambio lastra completamente automatico (incluso piegalastre pneumatico), i dispositivi per svolgere parallelamente le operazioni di lavaggio combinato per caucciù, rulli e cilindri stampa e lo stato dell’arte dei sistemi di controllo della qualità che consentono di elevare a livelli di eccellenza lo standard produttivo. La Fotocromo Emiliana, certificata FSC e particolarmente attenta alla tutela dell’ambiente (infatti ha un impianto fotovoltaico installato da 506 Kw e stampa completamente senza alcool), ha scelto per la Rapida il nuovo forno IR/aria calda di KBA Varidry Blue che, grazie alla riconduzione dell’aria insatura, contribuisce alla riduzione del calore prodotto e dell’aria di scarico: oltre al risparmio energetico si riducono le emissioni di CO2 nell’ambiente.

Ikea: Roto Alba n.1 al mondo per qualità di stampa Tra gli addetti ai lavori è considerato il riconoscimento più significativo. È l’Ikea Award, il premio che annualmente il colosso svedese mette in palio tra le industrie grafiche che, nel mondo, contribuiscono a realizzare i milioni di copie del suo catalogo generale. È il più significativo perché, a differenza di altri premi, gli stampatori si devono confrontare sullo stesso identico prodotto che scaturisce da originali che sono per tutti gli stessi. «È un premio alla nostra organizzazione e alle nostre maestranze», ha detto Rino Costanzo, direttore generale della Società di Alba (Cn), «del quale siamo molto orgogliosi perché gli altri competitor sono aziende di stampa che hanno già dovuto passare una selezione per ottenere l’accreditamento di Ikea». Dei 208 milioni di copie, Roto Alba ne ha stampato circa il 10%, il Gruppo T.S.B., del quale lo stampatore italiano fa parte, ha realizzato il 25% delle copie.

Il Giornale di Sicilia primo a installare un sistema di controllo mRC+ su una Cerutti Il Giornale di Sicilia è un giornale nazionale italiano stampato a Palermo di cui ogni giorno vengono stampate circa 100.000 copie suddivise in un numero di edizioni variabile da sette a undici. L’editore, che stampa solo i propri prodotti, su una rotativa flessografica Cerutti Flexi G22D, ha deciso di aggiornare la rotativa con un sistema mRC+ di Q.I. Press Controls con marche di registro per il controllo automatico del registro colore e del registro di taglio. L’investimento è stato determinato dal bisogno di stampare pagine panoramiche senza le marche posizionate nella piega della pagina. Con le sue marche di registro da 0,6x0,6 mm, sviluppate specificamente per macchine da stampa flessografiche, il sistema mRC+ assicura la possibilità di utilizzare la massima area di stampa disponibile. Una visita presso un cliente che già utilizza questo tipo di marche, Harmsworth Quays Printing di Londra, ha convinto il Giornale di Sicilia che Q.I. Press Controls e GMDE, agente per il mercato italiano, fossero i partner ideali per questa nuova impresa. «Con il sistema mRC+ il Giornale di Sicilia beneficerà di un processo di produzione più preciso e rapido. La visita ha mostrato che le nostre marche restano intatte e presentano una buona qualità anche dopo 80.000 copie», ha spiegato Koen Santegoeds, responsabile vendite di Q.I. Press Controls. «La possibilità di lavorare con tecnici italiani, grazie al supporto di GMDE, ha aumentato la fiducia del cliente nel progetto, così come la nostra offerta di formazione completa e un servizio affidabile di post-vendita». IPI 129/11

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expertfold 80/110

Senza limiti Non ci sono praticamente limiti a ciò che si può fare con una delle piegaincollatrici più flessibili del mercato. Oltre ad offrire la possibilità di piegare e incollare più di 3.000 tipi di confezioni, EXPERTFOLD è la piattaforma ideale per eseguire altri processi in linea come generare la goffratura Braille grazie al rivoluzionario sistema BOBST ACCUBRAILLE, o garantire la precisione dei punti Braille mediante BRAILLE-SCAN. Con le innumerevoli possibilità offerte da EXPERTFOLD, l’immaginazione non ha più confini. EXPERTFOLD : Versatilità pura.

B O B S T G R O U P . C O M


Barcellona ospiterà la prossima FESPA Digital La fiera si svolgerà dal 21 al 24 febbraio 2012 a Barcellona, seconda città della Spagna e capitale della Catalogna. Famosa per la sua eredità artistica e architettonica, Barcellona è una vera e propria calamita culturale ed è una città ospite ideale per la manifestazione. Oltre a essere famosa per la sua grande cultura, Barcellona è uno degli importanti centri commerciali e industriali della Spagna. Tra le sue industrie figurano quella tessile, manifatturiera e logicamente quella del turismo.

Il mondo della rotocalco si è riunito a Monaco La conferenza annuale di ERA – European Rotogravure Association – si è tenuta dal 17 al 18 ottobre a Monaco per discutere di un importante tema: “La stampa nel mondo dei media diversificato”. Il neoeletto presidente Giorgio Ferraris di Mondadori Printing ha dato il benvenuto a un centinaio di delegati che rappresentavano le più importatati aziende di stampa rotocalco di tutta Europa e oltreoceano, oltre ad alcuni stampatori roto-offset e fornitori, come Giancarlo Cerutti, che ha riportato i successi di vendita della macchina Aurora. «La carta continuerà a essere un insostituibile supporto della comunicazione televisiva e Internet», ha dichiarato ottimista Ferraris. «Nonostante la grande popolarità dei media digitali, le riviste stampate rimarranno la principale fonte di guadagno degli editori, anche perché non è ancora stato sviluppato un modello di successo per le riviste su Internet».

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Partito da Verona il progetto “Io stampo sostenibile - Scuole”  Si è concluso a Verona presso

la Scuola Grafica Cartaria San Zeno, con esito davvero positivo, il primo incontro del progetto “Io stampo sostenibile – Scuole”. L’evento, promosso da AltaEco, realtà imprenditoriale specializzata nell’offrire alle aziende modelli di business sostenibile, si è svolto in partnership con Assografici, Associazione nazionale di categoria, e due aziende di prestigio quali Agfa Graphics e Huber Group, operanti rispettivamente nella produzione di sistemi prestampa e di stampa digitale e inchiostri dedicati alle arti grafiche. L’incontro, rivolto agli allievi e insegnanti della Scuola, ha avuto come scopo quello di trattare e diffondere il tema della sostenibilità nella comunicazione stampata. Alla base del progetto vi è l’obiettivo, condiviso da parte di tutti i promotori, di fornire una panoramica sulla realtà delle imprese in relazione alla tematica ambientale, nonché evidenziarne i risvolti positivi, sia sociali che economici, che la messa in atto di pratiche sostenibili può generare. A introdurre l’iniziativa e a delineare quindi le linee guida di “Io stampo sostenibile – Scuole”, è stato Claudio Covini, direttore di Assografici, mentre Agfa Graphics e Huber Group hanno offerto agli studenti un punto di vista più tecnico rispetto alla loro esperienza sulla tematica sostenibile che stanno implemen-

Tavolo dei relatori. Da sinistra: Chiara Pinton (Huber Italia), Massimo Capriati (AltaEco), Marco Oreste Reggiroli (Agfa Graphics), Claudio Covini (Assografici).

tando nello specifico all’interno dei loro settori produttivi. L’intervento di AltaEco, nella persona e nelle parole dell’amministratore delegato Massimo Capriati, ha perseguito un duplice obiettivo: da un lato, illustrare in modo semplice e chiaro ai ragazzi il significato dell’espressione “sviluppo sostenibile” nelle imprese e, dall’altro, fornire loro una visione più ampia del concetto di sostenibilità intesa come strumento creativo, innovativo, etico, sociale ed economico da far coesistere con la competenza tecnica. Capriati, in particolare, ha inteso svincolare lo sviluppo sostenibile dalla relazione univoca di azione filantropica a favore solo dell’ambiente, focalizzando l’attenzione su una visione strategica d’impresa che si concretizza attraverso l’equilibrio e la condivisione di tre elementi portanti: ecologia, economia e sociale. L’evento “Io stampo sostenibile – Scuole” sarà riproposto prossimamente attraverso altri due appuntamenti nelle città di Torino e Milano.

La comunicazione che fa bene all’ambiente “La comunicazione che fa bene all’ambiente” è certamente un argomento coinvolgente, in modo particolare se si tratta di un seminario che Grafiche dell’Artiere ha organizzato allo scopo di coinvolgere clienti, agenzie pubblicitarie e collaboratori. Coordinato e moderato da Carlo Branzaglia (D.M.C.), il tema specifico è stato: “Progettare e realizzare una comunicazione a basso impatto per soddisfare le esigenze dei consumatori sempre più sensibili alle tematiche ambientali”. L’argomento ambiente è stato affrontato e spiegato in modo chiaro e dettagliato da Davide Biancorosso, consulente ambientale e consigliere di TAGA Italia. Porsi come obiettivo l’utilizzo di nuovi supporti e materiali che salvaguardano l’ambiente significa anche conoscerne le caratteristiche e, di conseguenza, avere la certezza che per essere stampati in modo ottimale devono essere testati e verificati, al fine di conoscere preventivamente il risultato di stampa. Un esempio concreto è rappresentato dal calendario che oramai da anni Grafiche dell’Artiere propone e che ora è considerato uno stampato da collezione, realizzato con differenti supporti e con l’utilizzo di diversi sistemi di stampa. A Sergio Nardini, consulente di supporti cartacei, il compito di illustrare le sempre più numerose richieste di tipologie di supporto con queste caratteristiche di salvaguardia dell’ambiente. A Stefania Bigini, progettista grafica, il compito di illustrare la propria esperienza in California (USA) presso uno studio grafico: ha sottolineato come negli USA esiste una consolidata attenzione all’ambiente, sia nell’utilizzo dei materiali che nel loro smaltimento, tutto questo non solo nella progettazione grafica, ma nell’intero il ciclo di lavorazione dello stampato. Ad Adalberto Monti, vicepresidente di TAGA Italia, il compito di spiegare come il rapporto carta/inchiostro/macchina da stampa stia alla base del controllo qualitativo dello stampato e al raggiungimento ottimale di stampa. IPI 129/11

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Pixartprinting “mi piace” anche su Facebook

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< Pixartprinting sbarca

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ufficialmente su Facebook con l’inaugurazione, avvenuta il 28 settembre, della pagina Pixartprinting.it, frutto di una precisa strategia che prevede promozioni esclusive per gli utenti FB, news corporate e di prodotto nella sezione “Note”, sondaggi interattivi, video, tutorial e ancora tante idee in cantiere, tutte studiate in un’ottica di servizio al cliente. La pagina Facebook di Pixartprinting vuole diventare un luogo di incontro con gli operatori, un nuovo canale di comunicazione che incentiva il dialogo in forma amichevole per confrontarsi e migliorarsi. «Ammetto di non essere un “facebookiano” e di aver avuto alcune perplessità prima di decidermi a fare questo passo», commenta Matteo Rigamonti,

CEO di Pixartprinting. «I miei collaboratori erano tutti favorevoli e insieme abbiamo quindi deciso di mettere a punto una strategia social, investendo tempo e risorse e assumendo personale dedicato esclusivamente a questo progetto». Attiva da poco più di un mese, facebook.com/pixartprinting.it ha già riscosso molti consensi, collezionando oltre 3.300 “mi piace”, con un trend di crescita di circa 100 “like” al giorno. Un successo che deriva dall’impo-

stazione editoriale della pagina che incentiva l’interattività e offre promozioni esclusive, tra cui la “Prova gratis” che permette di ricevere un prodotto omaggio. «Un mese è poco per poter fare un bilancio» dice Rigamonti «ma per come stanno rispondendo gli utenti, sono ottimista. Chiaramente siamo preparati a ricevere sia complimenti che critiche. Ma questo è lo spirito che anima il mezzo: la libertà di espressione».

l lenticolare di Rotoform diventa digitale grazie a Fujifilm Storica e affermata tipografia commerciale situata a sud di Roma, Rotoform ha recentemente arricchito il suo nutrito parco macchine con l’inserimento di un sistema di stampa digitale di grande formato Fujifilm Acuity Advance HS HD3545W per incrementare lo sviluppo di applicazioni lenticolari. Rotoform ha abbracciato la tecnologia lenticolare tre anni fa, inizialmente solo tramite l’utilizzo di macchine da stampa offset UV e ora anche con il wide format UV firmato Fujifilm, con il quale l’azienda può adesso stampare su supporti cartacei e materie plastiche.

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TAGA Day tra editoria digitale e norme ISO Il 26 ottobre scorso si è svolto il TAGA Day 2011, organizzato dall’associazione Tecnici Arti Grafiche, che quest’anno nel corso del suo incontro annuale ha affrontato tre importanti temi: l’editoria digitale, il formato PDF e le norme ISO. «Conoscere significa dominare», ha detto Luigi Lanfossi, presidente TAGA uscente, nel dare il benvenuto alla platea. Emilio Gerboni, presidente onorario, ha poi illustrato le attività del 2011, sottolineando il delicato momento economico che sta attraversando anche l’Associazione, che per la prima volta quest’anno non ha potuto inviare i propri delegati alla conferenza TAGA USA. In compenso due consiglieri TAGA, Alessandro Beltrami e Carlo Carnelli, hanno partecipato al meeting del TC 130, il comitato tecnico internazionale che si riunisce con l’obiettivo di confrontarsi sulle norme ISO. Quest’anno un’attenzione particolare è stata riservata alle norme relative alla stampa digitale per la produzione di stampati commerciali e alla stampa digitale di grande formato.

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Decisamente accattivante la presentazione di Luca Pianigiani sull’editoria digitale, che ha creato un po’ di scompiglio nel pubblico con affermazioni del tipo: «La carta non funzionerà laddove ci sarà un mezzo digitale che sarà più efficace». Quest’anno TAGA Italia ha ospitato la riunione del Gruppo di Ghent che si occupa di studiare e definire specifiche e modelli d’uso del formato PDF, e aveva guest speaker David Zwang (nella foto), presidente del Gruppo.

Finat: specializzarsi, fare network e riciclare  Finat, associazione interna-

zionale del settore delle etichette autoadesive, traccia il bilancio di un’edizione Labelexpo 2011 di grande successo, che ha inoltre segnato il ventesimo anniversario della partnership tra Labelexpo e Finat. «Si è trattato della migliore edizione in assoluto, sotto ogni aspetto», non ha dubbi Kurt Walker, presidente di Finat. «Ho ricevuto feedback estremamente positivi sia dagli espositori sia dai visitatori. Le aziende hanno dimostrato che le tecnologie come la stampa digitale possono creare mercati potenziali in nuovi segmenti. Labelexpo ha inoltre rivelato le continue iniziative avviate per rendere la produzione più ecologica e sostenibile, cosa che a sua volta può generare maggiori opportunità commerciali e servizi a valore aggiunto».

«Jussi Vanhanen, presidente di UPM Raflatac, ha lanciato un appello al settore delle etichette autoadesive durante la sessione di apertura di Labelexpo di quest’anno», ha spiegato Jules Lejeune, amministratore delegato di Finat. «I produttori di etichette sono stati incoraggiati a sfruttare al massimo le possibilità delle etichette autoadesive. Per quanto riguarda il riciclo», ha proseguito Lejeune, «Finat ha recentemente introdotto l’iniziativa per il riciclo dei supporti staccabili (Finat Release Liner Recycling Programme). Lo scopo è aiutare i soci a esplorare e sfruttare soluzioni di riciclo comuni. «Poiché il congresso Finat 2012 si terrà ad Atene, abbiamo notato un forte interesse delle aziende greche ad aderire all’Associazione», ha concluso Lejeune. «Ci aspettiamo l’arrivo di almeno cinque nuovi soci in seguito a Labelexpo».

CEPE: continua nel 2012 l’aumento dei prezzi delle materie prime degli inchiostri I produttori di pitture e vernici e di inchiostri che hanno partecipato alla recente conferenza annuale del CEPE (Associazione Europea dei produttori di pitture, vernici e inchiostri ), sono stati informati sui possibili trend europei dei prezzi delle materie prime dei propri prodotti. Con il rallentamento dell’economia, alcuni produttori auspicavano che i prezzi delle materie prime e la loro disponibilità potessero migliorare. Secondo questi esperti, invece, anche a fronte di un rallentamento della domanda nell’UE, i prezzi delle materie prime dei prodotti vernicianti e degli inchiostri, nei prossimi anni prevedibilmente continueranno a crescere. Il prezzo del biossido di titanio, il pigmento bianco che è una delle materie più pregiate nella formulazione di pitture e vernici e di inchiostri, ha subìto un aumento di oltre il 60-70% tra l’inizio del 2010 e la fine del 2011, ossia un aumento medio di oltre il 30% annuo. Questa situazione è il risultato di due fattori che perdureranno per tutto il 2012 e oltre: un saldo domanda/offerta molto sbilanciato come conseguenza delle interruzioni di produzione e di nessun nuovo investimento dal 2000 al 2010, con un’accelerazione delle chiusure di impianti dopo la crisi mondiale del 2008/2009, seguita da un rimbalzo della domanda nei paesi emergenti, soprattutto in Asia; il secondo fattore è legato al forte aumento (oltre 20%) dei prezzi del minerale (ilmenite) da cui si ricava il TiO2. Infatti, le storiche fonti di approvvigionamento di questa materia prima si stanno esaurendo e - complici i deficitari investimenti per trovare nuove miniere - è prevedibile che la fornitura di ilmenite risulterà molto scarsa durante il prossimo anno. Pertanto, salvo che un profondo scenario di recessione a livello mondiale cambi l’intero quadro, continueranno a scaricarsi forti tensioni sui produttori di vernici e inchiostri. L’intensità di queste tensioni, è stato detto, dipenderà dalla velocità e dalla forza della crescita o del rallentamento dell’economia mondiale. Una decelerazione della crescita, nonché l’introduzione di nuove formulazioni che prevedono la parziale sostituzione di TiO2, potrebbero in qualche modo riallineare lo squilibrio domanda/offerta. IPI 129/11

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Calendari 2011 “Fuori dal tempo”

Cecco Mariniello interpreta il calendario Burgo internet e i tablet. «Quello che Mariniello ci offre», ha commentato lo scrittore e poeta Fernando Bandini, «è l’immagine del tempo come cadenza segreta, nascosta nell’intimità del nostro essere: l’azzurro d’acque contemplato attraverso i vetri o dalle quinte di un terrazzo è il contenitore silenzioso e arcano degli eventi che caratterizzano la nostra esistenza». Ma il vero soggetto dei dipinti è la memoria: «La memoria è fuori dal tempo», ha dichiarato Mariniello, «si perde e poi si incrocia con il mito e l’invenzione». Titti Cocola

La carta Tavole: Burgo Respecta 100 satin da 250 g, una carta patinata per stampe di pregio certificata FSC prodotta con un contenuto del 100% di fibre riciclate e studiata per valorizzare al massimo la comunicazione ambientale. Copertine: Prisma Silk 2SC da 500 g, cartoncino patinato di pura cellulosa certificato FSC mixed credit. La produzione Tavole: Cecco Mariniello. Testo di presentazione: Fernando Bandini. Redazione: Divisione Marketing Burgo Group. Impaginazione: elyron.it - Torino. Selezione e stampa in 4-cromia con vernice serigrafica in copertina: CDM Servizio Grafico - Torino.

La tavola di Novembre-Dicembre; in alto, Marzo-Aprile. IPI 129/11

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n Ormai è una consuetudine. Una bella consuetudine. L’appuntamento con la presentazione del calendario Burgo è sempre un’occasione preziosa per fermarsi – e di questi tempi non è davvero poco – e ragionare sull’arte, sulla carta in una sorta di salotto intimo che è la Galleria Nuages di Milano accolti dall’ottima padrona di casa, Cristina Taverna. Quest’anno la scelta di Burgo è caduta su Cecco Mariniello al quale è stato affidato il quattordicesimo calendario del gruppo cartario: nuovo nel formato – quadrato – e nella grafica che riporta in primo piano le date, solitamente sacrificate nei cosiddetti calendari artistici. Mariniello che da trent’anni collabora con la stampa quotidiana e periodica come illustratore con i principali editori italiani e diverse case editrici straniere per cui realizza libri per ragazzi, ha prodotto sei dipinti a olio. Una scelta in controtendenza rispetto al passato considerato che i suoi predecessori, tra gli ultimi ricordiamo Moebius, Griffa, Munoz, Loustal, Pericoli, avevano preferito l’acquerello o la tempera. Come d’abitudine la proprietà ha lasciato libero l’artista di interpretare a suo modo la visione del trascorrere e del mutare dell’anno. “Fuori dal tempo”, questo il titolo del calendario, mantiene come sempre un forte legame con la carta grazie alla presenza di un libro, presente in ogni tavola, sfogliato da alcune donne. Immerse nella lettura o perse nei propri pensieri, danno l’impressione di creature non terrestri (“con ombre talvolta inesistenti o quasi impercettibili”) che emanano un senso di calma in netta contrapposizione – come sottolineato da Girolamo Marchi, ad del gruppo veneto – con la lettura rapida e frenetica a cui ci costringono


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Una Lithrone S840HP per Papergraf < Dopo aver raccolto nel

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1996 il testimone dall’azienda di famiglia Tipolito Franch, erede a sua volta della tipografia Boaro fondata a Piazzola sul Brenta (PD) in data antecedente alla Prima Guerra Mondiale, Papergraf è rinomata per l’eccellente qualità di stampa dei suoi prodotti. Caratteristica ampiamente riconosciuta da un ventaglio di clienti sia in Italia che all’estero (Francia e Russia) che si rivolgono a Papergraf per la stampa di prestigiosi volumi d’arte e monografie che fanno gran sfoggio di nobilitazioni: stampa a caldo, lavorazioni a sbalzo, vernici selettive, carte speciali ed eleganti soluzioni di legatoria e confezionamento. Un segmento di attività che, insieme alle altre due specializzazioni dell’azienda costituite da lavori commerciali ed etichette in-mould (business quest’ultimo creato in joint venture con 4LABEL di Milano), genera un volume d’affari di oltre 9 milioni di euro all’anno. A capo dell’azienda, costituita da una quarantina

di dipendenti, ci sono i fratelli Massimo e Mauro Franch, soci di maggioranza oltre al papà Leopoldo che ricopre la carica di amministratore unico. La necessità di rispondere a una clientela estremamente esigente, ha portato Papergraf a porre sempre grande a attenzione agli investimenti, valutando di volta in volta le tecnologie che meglio potevano ottimizzare i processi produttivi. Come nel caso della decisione presa nel 2007 di installare una nuova Komori Lithrone S840HP, a otto colori con voltura 4+4 nel formato 72x103 cm. «Abbiamo sempre puntato sulla qualità», spiega Massimo Franch, «e questo ci ha permesso di fidelizzare clienti che operano nel campo dell’arte e dell’editoria di volumi religiosi. Circa tre anni fa ci siamo resi conto che con la nostra macchina da stampa, una Komori a 4 colori, non eravamo più competitivi e ci siamo orientati verso la sua sostituzione. La scelta è caduta sempre sulla tecnologia Komori della quale in particolare stiamo apprezzando la ripetitività

di stampa, peculiarità importante per noi che ci troviamo frequentemente a ristampare lavori in tirature limitate». La nuova Komori ha consentito inoltre di snellire i flussi di lavoro, grazie al collegamento alla prestampa PCC 2.2x, al cambio lastre completamente automatico e ad altre funzioni tra cui il preset formati e spessori, stacco macinazioni. «Quello che ci

Leopoldo Franch con i figli Massimo e Mauro.

ha colpito favorevolmente è la qualità di stampa in linea a 8 colori e l’avviamento completo in pochissimi minuti», conclude Franch. «L’ottima qualità è garantita anche in presenza di grammature leggere, tipiche dei volumi di carattere religioso per i quali siamo conosciuti sul mercato». V.P.

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Spaziocultura Cézanne. Les atéliers du Midi

La sua produzione si divide tra attività en plein air e lavoro in studio  Giovedì 20 ottobre, nella prestigiosa sede del Palazzo Reale, ha aperto al pubblico la prima mostra milanese dedicata al genio di Paul Cézanne, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e Skira, che presenta circa 40 opere provenienti dai maggiori musei del mondo. Grandissimo pittore, tenace e solitario, Paul Cézanne fu innovatore del suo tempo svincolando l’arte dalla necessità della figurazione e inventando un linguaggio riconoscibile e fortemente espressivo che trasforma la visione oggettiva in pittura armonica ed essenziale. Poco compresa dai contemporanei, l’arte di Cézanne esercitò invece una fondamentale influenza sui movimenti artistici immediatamente successivi come il cubismo e il surrealismo. Intitolata “Cézanne. Les atéliers du Midi”, l’esposizione curata da Rudy Chiappini in collaborazione con Denis Coutagne e con un comitato scientifico di cui fa parte anche Philippe Cézanne, pronipote dell’artista, è focalizzata sull’attività di Cézanne in Provenza nei celebri atélier di Aix-en-Provence e di altri luoghi da lui amati, in un ampio arco di tempo che spazia dal 1859 al 1906. La produzione di Cézanne si divide tra attività en plein air e lavoro in studio; agli splendidi paesaggi, inizialmente vicini allo

stile impressionista poi superato visualmente e formalmente, si alternano le celebri nature morte, esempio estremo di ricerca di essenzialità e sintesi tra colore e volume e i bellissimi ritratti di amici, familiari e gente comune. Interessanti per comprendere gli esordi dell’artista sono le opere d’apres, ossia “alla maniera di”, dove il giovane Cézanne si misura con i grandi maestri come Rubens, Caravaggio, Courbet, Delacroix. La parte finale della mostra è dedicata agli ultimi straordinari lavori dei primi anni del Novecento. Giulietta Ciacchi

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Raffaello Bertieri alla Braidense La mostra Nova Ex Antiquiis (3 ottobre - 16 dicembre) alla Biblioteca Nazionale Braidense, in Brera, è il tributo dato dalla città di Milano al grande tipografo, editore, disegnatore di caratteri e studioso di tipografia Raffaello Bertieri (1875– 1941). La mostra è stata organizzata dalla Associazione Studi Grafici in collaborazione con il Museo Bodoniano di Parma e la rivista Charta, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’Unione Industriali Grafici (GCT) di Milano, per celebrare il 70° della morte di Bertieri per molti anni, fino alla scomparsa, direttore ed editore della rivista Il Risorgimento Grafico, “rivista tecnica illustrata delle industrie grafiche e affini”. Bertieri, autodidatta, dovette interrompere gli

studi dopo la terza elementare per lavorare come garzone prima alla carbonaia del padre, quindi in una libreria, dove assorbì l’amore per il libro e la stampa. Uomo di grande cultura, fu studioso di Giovanni Battista Bodoni e proprio il Museo Bodoniano di Parma ne conserva una gran quantità di carte ricevute in dono nel 1972 dalla vedova di Piero Trevisani (1886-1969), suo allievo e amico, ma anche acquisite con grande previdenza dall’attuale direttore della Biblioteca Palatina e del Museo stesso, Andrea De Pasquale. La mostra è stata allestita da Massimo Dradi e Mauro Chiabrando, grazie anche al contributo di vari collezionisti di lettere, ex libris, documenti e libri editi da Raffaello Bertieri. Marco Picasso

La rivista mensile “Il Risorgimento Grafico” è stata pubblicata dal 1902 al 1941.

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Spaziocultura Seconda edizione Premio Ricoh

Aperte le iscrizioni al concorso nazionale per giovani artisti contemporanei

 Sono aperte le iscrizioni per partecipare al Pre-

mio Ricoh, organizzato da Ricoh Italia e Art Relation con il patrocinio dell’assessorato alle Politiche giovanili della Provincia di Milano e del Comune di Vimodrone. I giovani dovranno esprimere e interpretare i “valori” Ricoh riassumibili in “sforzo verso l’innovazione”, “semplificazione della vita e del lavoro”, “attenzione all’ambiente e ai principi della responsabilità sociale”, e avranno la facoltà di inserire questi valori nel contesto del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Questi concetti non devono necessariamente tradursi a livello artistico in modo simbolico o didascalico, ma rappresentano un puro spunto creativo, lasciando all’artista piena libertà espressiva. Le opere dovranno avere un connotato innovativo ed essere realizzate attraverso le principali modalità espressive dell’arte contemporanea: pittura, disegno, grafica, digital art, fotografia, video art, scultura, installazione. I partecipanti al concorso devono essere nati dal 1971 in poi e frequentare, aver frequentato o essere iscritti a un’Accademia o Scuola d’Arte italiana. La partecipazione è gratuita. La data ultima per l’iscrizione è il 12 dicembre 2011.

Sono previste 3 categorie (arte/disegno/grafica, fotografia/video art/digital art, sculture/installazioni) per ognuna delle quali sarà indicato un vincitore a cui si aggiunge un vincitore assoluto. I 4 vincitori saranno premiati con una statuetta simbolo del premio. Come per la precedente edizione, Ricoh acquisterà l’opera del vincitore assoluto per 1.500 euro e quelle dei 3 vincitori di categoria per 1.000 euro cadauno. Per informazioni scrivere a: info@artrelation.it tel. 028361578 – 3663007627.

Le opere finaliste saranno giudicate da una giuria presieduta dal prof. Giacinto di Pietrantonio, tra i più autorevoli esperti d’arte a livello internazionale, e sarà composta da esponenti del mondo dell’arte, della comunicazione, della business community e delle istituzioni.

Nasce a Fabriano il Museo della Civiltà della scrittura  L’Associazione dei Musei della Stampa e della Carta – AIMSC, che associa 16

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Il “Museo della Civiltà della scrittura” è situato in un monastero restaurato nel centro storico di Fabriano.

musei e numerosi soci individuali, lo scorso 8 ottobre ha tenuto a Fabriano l’ottavo Congresso Nazionale, organizzato nell’ambito delle tre giornate di eventi all’insegna della “Carta e Stampa, eccellenze a contatto”. Culmine della manifestazione è stata l’inaugurazione della nuova sezione museale dedicata alla “Civiltà della scrittura” che occupa i locali di un vecchio monastero, recentemente restaurato. In questo angolo caratteristico della Fabriano antica, la passione delle istituzioni del territorio, di docenti e di esperti ha compiuto il miracolo di dar vita a un museo dedicato all’evoluzione della scrittura e della stampa attraverso i secoli in cui i visitatori possono prendere confidenza con una raccolta di macchine e attrezzature antiche che sono state riportate a nuova vita attraverso un attento e non invasivo lavoro di restauro. All’interno della collezione si segnala la più antica Linotype importata in Italia, un Modello 1, che è stata utilizzata dal quotidiano Il Tempo di Roma sino alla fine degli anni Sessanta, un torchio in legno, diversi torchi meccanici e pedaline della metà dell’Ottocento, una macchina da stampa pianocilindrica, macchine e attrezzature per la preparazione delle forme e dei cilindri di stampa.


Guida alla stampa a caldo e a freddo È dedicata agli esperti del settore e a chi vuole diventarlo  Kurz, il produttore di foglie per stampa a

IPI 129/11

www.ilpoligrafico.it

caldo e freddo, ha pubblicato Hot Stamping and Cold Foil Transfer – A Comprehensive Guide for the Graphics Industry, indirizzata a tutti coloro che utilizzano, o sono interessati a farlo, queste tecniche di decorazione. Nata come punto di riferimento per gli esperti del settore, è un’utile guida anche per chi si è da poco avvicinato a queste tecnologie. Il contenuto della pubblicazione non si limita a fornire suggerimenti a operatori, stampatori e direttori di produzione, ma è anche una grande fonte di ispirazione per designer ed esperti di marketing. La sezione relativa alla stampa a caldo offre approfondimenti in merito alla storia, alla produzione e alle varie applicazioni delle foglie per stampa a caldo, nonché un’analisi sull’uso delle foglie per stampa a caldo nell’ambito della protezione e decorazione del marchio. Inoltre, un’esaustiva panoramica di tutti gli aspetti di questa tecnica

di decorazione permette di spaziare dalla scelta dell’effetto desiderato e dalla creazione dei cliché al settaggio e preparazione del lavoro in macchina, fino ad arrivare alla selezione della foglia più adatta. La sezione relativa alla stampa a freddo comprende le linee guida sugli effetti esistenti, oltre ad alcune indicazioni relative alla preparazione dell’artwork, e informazioni sull’utilizzo delle foglie per stampa a freddo in processi di stampa a bobina e a foglio. Vengono spiegate le tecniche di trasferimento per entrambe le procedure, le tipologie di macchinari esistenti, i materiali adatti a essere decorati con queste tecniche, nonché gli adesivi da utilizzare. Un capitolo sulla decorazione UV completa la sezione. Da notare che, nonostante l’ampiezza delle informazioni tecniche fornite, la guida è ricca di numerose e belle illustrazioni che stimolano l’interesse del lettore per le tecnologie di decorazione. Sono infatti mostrati i vari effetti che esplorano l’estetica della decorazione in un’ottica totalmente nuova. La guida può essere acquistata direttamente da Luxoro, distributore esclusivo per l’Italia del gruppo Kurz, prezzo € 39 + Iva.

25


PIOMBI

“Abbiamo di fronte un quadro di mutamenti profondi, destinati a modificare l’economia e i suoi equilibri”.

associazioni dati di mercato

Piero Capodieci

Una radiografia del settore grafico e cartotecnico In occasione dell’ultima riunione di Federgrafica, prima della pausa estiva, Assografici ha fornito interessanti dati contenuti nel “Compendio statistico. Edizione 2011”. A questi si aggiungono le riflessioni espresse nella medesima occasione dal presidente uscente Piero Capodieci.

■ La rilevazione, l’elabora-

zione e la diffusione di dati statistici sui settori rappresentati, grafico e cartotecnico trasformatore, costituiscono parte integrante dell’attività di Assografici, che assume rilievo per le imprese e per quanti operano nei mercati e va incontro alle esigenze crescenti tanto degli associati quanto delle istituzioni, delle scuole professionali a indirizzo grafico, di alcune università e centri ricerca. Questo compendio ha quindi lo scopo di fornire informazioni settoriali che riflettono l’impianto delle statistiche prodotte dall’Istat, nonché alcuni elementi del cospicuo materiale raccolto dai Gruppi Nazionali di Specializzazione. «Fino al 2009 la nostra filiera

L’osservazione dei dati denota un diverso andamento tra settore cartario/cartotecnico e industria grafica, dove il secondo, pur avendo attraversato anni di difficoltà (2008-2009), si è ripreso nel 2010, mentre per il segmento della stampa il 2010 è stato un anno di sofferenza soprattutto a causa di una sempre maggiore concorrenza da parte dei new media.

aveva dimostrato una buona continuità sia nella crescita che nel mantenimento dell’occupazione», aveva detto Piero Capodieci nel discorso di commiato dalla carica di presidente di Assografici. «Ora tutto è rimesso in discussione: alla crisi generale e globale che produce minori investimenti in comunicazione e pubblicità si aggiunge l’attacco contemporaneo dei nuovi mezzi digitali che tendono a sostituire pezzi importanti del prodotto cartaceo. Non intendo qui produrre e commentare dati, vorrei solo condividere con voi alcune riflessioni. La prima riguarda il cambiamento globale, come ormai tutti definiscono la crisi. È inutile negare che il mondo occidentale sta vivendo un cambiamento straordinario. Ci

troviamo di fronte a un quadro di mutamenti molto profondi, destinati a modificare l’economia e i suoi equilibri e ad intervenire sui consumi come li abbiamo conosciuti negli ultimi due decenni. Il mondo si è diviso: da una parte i cosiddetti paesi in via di sviluppo, dall’altra, pure con differenze specifiche, i cosiddetti paesi avanzati. I primi sono usciti decisamente dalla crisi con tassi di crescita tra il 7 e il 9%, portando la crescita mondiale al 4,5%. Non si tratta solo dei BRIC, ma anche di paesi come il Vietnam e l’Indonesia. Dall’altra gli USA crescono intorno al 3% ma grazie a una politica di easy money che non lascia tranquilli sull’evoluzione futura; l’Europa cresce poco, con l’eccezione della Germania

che ha un modello basato sulle esportazioni e con l’Italia sempre sotto la media, penalizzata da tanti fattori purtroppo, a tutti noti. Le aziende rappresentate da Acimga hanno ben presenti questi due mondi e si stanno sempre più mettendo in grado di sfruttare i mercati che crescono e hanno bisogno di tecnologia. Non è un caso infatti che nel 2010 abbiamo recuperato gran parte delle perdite del 2009. Ma alla divisione si aggiunge come elemento strutturale, almeno per il prossimo decennio, l’instabilità, provocata dalle rivolte scoppiate nel Nord Africa e nel Medio Oriente, dall’incidente nucleare giapponese, dai debiti sovrani e dalla crisi greca, cui si sta aggiungendo l’instabilità politica italiana».

FATTURATO - VALORI Settori

2006

2007

2008

2009

2010

Industria della carta e della cartotecnica trasformazione Industria cartaria fatturato in milioni di euro

7.250

7.660

7.145

6.005

6.850

2,6

5,7

-6,7

-16,0

14,1

6.637

7.161

7.082

6.197

6.780

3,0

7,9

-1,1

-12,5

9,4

11.806

11.676

11.069

9.265

9.098

-0,5

-1,1

-5,2

-16,3

-1,8

variazioni percentuali Industria cartotecnica trasformatrice fatturato in milioni di euro variazioni percentuali Stampa Industria grafica fatturato in milioni di euro variazioni percentuali

IPI 129/11

26

Fonti: Assocarta e stime di Assografici


PIOMBI

aziende fiori all’occhiello

PRODUZIONE - INDICI SETTORIALI (2005=100) Questa tabella riconferma gli andamenti emersi dalla precedente tabella relativa ai fatturati, dove le situazioni peggiori nell’ultimo anno riguardano la stampa dei libri (che patisce sempre più la concorrenza cinese), dei dizionari, delle enciclopedie e dei quotidiani.

Settori

2006

2007

2008

2009

2010

102,3

104,9

97,9

87,5

89,8

2,3

2,5

-6,7

-10,6

2,6

100,0

105,5

105,0

100,1

106,7

0,0

5,5

-0,5

-4,7

6,6

103,3

103,5

92,5

83,5

89,3

3,3

0,2

-10,6

-9,7

6,9

92,6

102,6

102,5

98,9

103,1

-7,4

10,8

-0,1

-3,5

4,2

107,5

110,9

90,6

77,3

82,6

7,5

3,2

-18,3

-14,7

6,9

95,7

88,5

87,2

74,8

71,4

-4,3

-7,5

-1,5

-14,2

-4,5

113,1

127,1

136,6

125,7

124,1

13,1

12,4

7,5

-8,0

-1,3

104,7

104,2

105,9

102,0

123,7

4,7

-0,5

1,6

-3,7

21,3

94,8

92,3

95,0

85,4

85,2

-5,2

-2,6

2,9

-10,1

-0,2

103,4

107,8

102,5

87,3

83,9

3,4

4,3

-4,9

-14,8

-3,9

95,2

88,6

86,5

77,4

76,3

-4,8

-6,9

-2,4

-10,5

-1,4

103,1

98,6

87,2

76,6

65,5

3,1

-4,4

-11,6

-12,2

-14,5

92,4

91,2

98,8

89,2

90,9

-7,6

-1,3

8,3

-9,7

1,9

100,1

93,2

85,3

79,1

78,5

0,1

-6,9

-8,5

-7,3

-0,8

Fabbricazione articoli di carta e cartone numeri indici variazioni percentuali Astucci e scatole pieghevoli numeri indici variazioni percentuali Sacchi di carta a grande contenuto numeri indici variazioni percentuali Imballaggi flessibili numeri indici variazioni percentuali Carte e cartoni ondulati numeri indici variazioni percentuali Articoli igienici e sanitari numeri indici variazioni percentuali Buste da lettera commerciali a sacchetto numeri indici variazioni percentuali Carte trattate per usi industriali numeri indici variazioni percentuali

Stampa e attività dei servizi connessi alla stampa numeri indici variazioni percentuali Giornali quotidiani numeri indici variazioni percentuali Riviste e pubblicazioni periodiche numeri indici variazioni percentuali Libri, dizionari, enciclopedie e simili numeri indici variazioni percentuali Stampati pubblicitari e commerciali numeri indici variazioni percentuali Modulistica per l’amministrazione numeri indici variazioni percentuali

IPI 129/11

Fonte: Istat

27


associazioni dati di mercato

Il grado di utilizzo degli impianti fornisce un’idea di quanto le aziende stanno producendo. Questi valori hanno una diretta correlazione con la tabella “Consumo di carte e cartoni” che trovate in basso.

GRADO DI UTILIZZO DEGLI IMPIANTI (%) Settori

2006

2007

2008

2009

2010

77,1

76,1

73,6

67,2

70,4

0,4

-1,3

-3,2

-8,8

4,8

Industria grafica ed editoriale valori percentuali variazioni percentuali

Industria pasta e carta e trasformazione carta e cartone valori percentuali variazioni percentuali

78,6

79,1

77,7

74,7

75,8

1,2

0,6

-1,9

-3,8

1,5

Fonte: Isae

Il “consumo apparente di macchinari” indica il valore degli investimenti in strumenti produttivi. Tiene conto sia delle attrezzature prodotte in Italia sia di quelle importate. Non tiene conto del mercato dell’usato.

Questi dati, ancor più di quelli relativi al consumo dei macchinari, testimoniano quanto le aziende grafiche stanno lavorando.

CONSUMO APPARENTE DI MACCHINARI (Produzione+Importazioni-Esportazioni)

Settori

2006

2007

2008

2009

2010

Macchinari per stampa e trasformazione migliaia di euro

1.209.605 1.181.780 1.110.952 850.627 892.199

variazioni percentuali

7,3

-2,3

-6,0

-23,4

4,9

Fonte: Acimga

CONSUMO APPARENTE DI CARTE E CARTONI (Produzione+Importazioni-Esportazioni)

Settori

2006

2007

2008

2009

2010

11.768

12.017

11.126

9.859

10.679

0,3

2,1

-7,4

-11,4

8,3

860

876

803

687

805

5,2

1,9

-8,4

-14,4

17,2

3.731

3.890

3.521

3.038

3.232

-3,8

4,3

-9,5

-13,7

6,4

Totale carte e cartoni .000 di tonnellate variazioni percentuali Carta da giornali .000 di tonnellate variazioni percentuali Carta da scrivere e da stampa .000 di tonnellate variazioni percentuali

Carte per uso domestico, igienico e sanitario .000 di tonnellate

745

789

787

755

649

variazioni percentuali

-3,0

5,9

-0,2

-4,1

-14,0

5.893

5.917

5.564

5.003

5.571

2,7

0,4

-6,0

-10,1

11,4

539

545

451

376

422

1,0

1,0

-17,3

-16,5

12,0

Carte e cartoni per imballaggio .000 di tonnellate variazioni percentuali Altre carte e cartoni .000 di tonnellate variazioni percentuali

IPI 129/11

28

Fonte: Assocarta


associazioni dati di mercato

La tabella indica i Paesi di provenienza e di destinazione dei prodotti grafici ed editoriali, nonché di quelli della cartotecnica e della trasformazione.

COMMERCIO CON L’ESTERO PER SETTORE

Settori

2006

2007

2008

2009

2010

Prodotti grafici ed editoriali Importazioni (cap. 49 Nomenclatura Doganale §) valore in migliaia di euro

603.517 605.780 571.465 551.764 566.229

variazioni percentuali

7,8

0,4

-5,7

-3,4

2,6

Principali paesi di provenienza (quota % calcolata su dati in valore) Germania

24,0

23,9

25,3

27,1

28,9

Regno Unito

16,6

16,5

16,5

15,3

15,3

5,7

7,0

8,9

8,8

10,8

10,3

10,7

9,5

9,0

9,6

Paesi Bassi

9,5

9,7

7,6

7,9

7,7

Paesi UE 27

80,0

77,9

76,0

75,9

76,4

Cina Francia

Esportazioni (cap. 49 Nomenclatura Doganale §) valore in migliaia di euro

1.432.762 1.418.854 1.534.872 1.224.455 1.348.120

variazioni percentuali

6,3

-1,0

8,2

-20,2

10,1

Principali paesi di destinazione (quota % calcolata su dati in valore) Francia

30,5

31,6

33,8

36,2

35,3

Germania

12,5

11,4

11,0

10,8

11,1

Regno Unito

11,1

12,4

11,3

9,8

9,3

Svizzera

7,7

6,5

7,2

6,5

6,4

Stati Uniti

6,6

6,2

5,2

4,1

4,5

75,3

77,2

78,3

79,4

76,8

Paesi UE 27

Prodotti della cartotecnica e della trasformazione Importazioni (cap. 48 Nomenclatura Doganale *) valore in migliaia di euro

700.693 792.355 796.594 719.407 838.454

variazioni percentuali

6,3

13,1

0,5

-9,7

16,5

25,0

26,7

27,1

23,4

Principali paesi di provenienza (quota % calcolata su dati in valore) Germania

25,0

Cina

8,4

9,8

11,3

10,9

12,7

14,1

15,1

13,1

10,7

10,2

Paesi Bassi

9,8

8,7

8,6

8,1

8,4

Regno Unito

6,9

7,5

6,9

7,1

6,6

Paesi UE 27

82,9

82,0

79,4

79,9

77,7

Francia

Esportazioni (cap. 48 Nomenclatura Doganale *) valore in migliaia di euro variazioni percentuali

2.380.536 2.533.147 2.512.883 2.288.224 2.534.096 3,2

6,4

-0,8

-8,9

10,7

Principali paesi di destinazione (quota % calcolata su dati in valore) Francia

22,2

22,5

21,5

22,9

23,1

Germania

19,0

17,8

17,3

16,8

15,9

Regno Unito

6,2

6,1

5,6

5,6

6,4

Svizzera

4,7

5,2

5,7

5,8

5,6

Spagna

6,2

5,6

5,6

5,5

5,3

78,9

78,6

77,0

77,9

76,9

Paesi UE 27 Fonte: Istat

IPI 129/11

§ Voci doganali 49.01, 49.02, 49.03, 49.04, 49.05, 49.07, 49.08, 49.09, 49.10, 49.11 * Voci doganali 48.14, 48.17, 48.18, 48.19, 48.20, 48.21, 48.22, 48.23

29


Quest’ultima tabella illustra l’andamento delle aziende grafiche e cartotecniche dal 2002 al 2008 in base alla classe di addetti.

IMPRESE E ADDETTI PER CLASSE DI ADDETTI Settori

2002

INDUSTRIA CARTOTECNICA Imprese fino a 9 addetti 2.832 da 10 a 19 addetti 767 da 20 a 49 addetti 429 da 50 a 249 addetti 167 25 da 250 e oltre 4.220 Totale variazioni percentuali .. Addetti fino a 9 addetti 9.427 da 10 a 19 addetti 10.282 da 20 a 49 addetti 12.950 da 50 a 249 addetti 17.156 13.541 da 250 e oltre Totale 63.356 variazioni percentuali .. di cui dipendenti fino a 9 addetti 5.345 da 10 a 19 addetti 8.976 da 20 a 49 addetti 12.209 da 50 a 249 addetti 16.905 13.509 da 250 e oltre Totale 56.944 variazioni percentuali ..

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2.692 807 433 177 26 4.135 -2,0

2.614 783 421 182 25 4.025 -2,7

2.590 779 411 171 25 3.976 -1,2

2.575 745 415 184 24 3.943 -0,8

2.496 757 409 187 24 3.873 -1,8

2.439 766 410 190 19 3.824 -1,3

9.255 10.918 12.641 16.929 13.947 63.690 0,5

9.114 9.001 8.990 10.535 10.589 10.099 12.644 12.343 12.150 17.980 17.330 18.178 14.131 13.626 13.033 64.404 62.889 62.450 1,1 -2,4 -0,7

8.571 10.171 12.294 18.257 13.014 62.307 -0,2

8.634 10.357 12.153 18.753 11.924 61.821 -0,8

5.231 9.487 11.673 16.700 13.913 57.004 0,1

5.478 5.147 4.864 9.164 9.107 8.783 12.006 11.685 11.450 17.720 17.072 17.913 14.106 13.601 12.987 58.474 56.612 55.997 2,6 -3,2 -1,1

4.612 8.726 11.756 18.003 12.988 56.085 0,2

5.323 9.199 11.534 18.479 11.884 56.419 0,6

INDUSTRIA GRAFICA Imprese fino a 9 addetti 17.440 16.764 16.572 16.452 16.310 16.055 15.210 da 10 a 19 addetti 1.862 1.900 1.841 1.891 1.852 1.834 1.782 da 20 a 49 addetti 727 704 716 711 702 682 654 da 50 a 249 addetti 225 229 211 200 189 193 173 15 16 15 18 16 18 18 da 250 e oltre Totale 20.269 19.613 19.355 19.272 19.069 18.782 17.837 variazioni percentuali .. -3,2 -1,3 -0,4 -1,1 -1,5 -5,0 Addetti fino a 9 addetti 47.760 46.731 46.254 45.646 45.208 44.438 42.306 da 10 a 19 addetti 25.050 25.391 24.778 25.157 24.702 24.486 23.568 da 20 a 49 addetti 20.906 20.325 20.790 20.912 20.491 20.091 *35.199 da 50 a 249 addetti 20.832 20.761 19.993 18.534 17.619 17.492 10.087 10.012 9.931 10.544 9.763 9.991 10.184 da 250 e oltre Totale 124.635 123.220 121.746 120.793 117.783 116.498 111.257 variazioni percentuali .. -1,1 -1,2 -0,8 -2,5 -1,1 -4,5 di cui dipendenti: fino a 9 addetti 23.645 23.626 21.858 21.129 23.310 21.929 20.617 da 10 a 19 addetti 20.243 21.704 21.268 21.646 20.602 21.889 20.011 da 20 a 49 addetti 19.510 19.194 19.706 19.677 19.212 18.878 *33.478 da 50 a 249 addetti 20.230 20.409 19.749 18.282 17.380 17.255 10.052 9.976 9.860 10.462 9.736 9.936 10.153 da 250 e oltre Totale 93.680 94.909 92.441 91.196 90.240 89.887 84.259 .. 1,3 -2,6 -1,3 -1,0 -0,4 -6,3 variazioni percentuali Fonte: Istat *Valore relativo alla nuova classe di rilevazione “da 20 a 249 addetti” IPI 129/11

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Smetti di nasconderti, diventa famoso

Step out of the shadows and demonstrate your talent Esci tuo talento e la tua esperienza and dall’ombra, expertise fai to vedere a widerilaudience? a un pubblico più vasto. Dopo tutto, non vorresti assaporare il riconoscimento e l’ammirazione dei tuoi colleghi stampatori? Non ti piacerebbe acquisire nuovi clienti e spianare la strada per costruire un business più esteso e più redditizio? Partecipa al concorso Sappi European Printers of the Year 2012 e avrai la possibilità di ottenere tutto questo. E dal 1985 che il concorso Sappi Printers of the Year è riconosciuto per essere la celebrazione dell’eccellenza della stampa a livello mondiale. Ci sono 11 categorie tra cui scegliere e partecipare è davvero facile. Basta scaricare il modulo di iscrizione che troverete sul sito www.sappi.com/PrintersOfTheYear, e inviare il tuo lavoro più bello stampato su carta Sappi. La partecipazione è libera e non c’è limite al numero di stampati che si possono inviare. Se decidi subito di partecipare i tuoi lavori saranno inclusi nella prossima fase di raccolta il 30 novembre. Ma avrai ancora molto tempo per inviare altri prodotti stampati fino al 31 gennaio 2012. Perciò non indugiare oltre. Iscriviti subito, e preparati a goderti le luci della ribalta nel 2012.


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Interviste Silvio Broggi

Questâ&#x20AC;&#x2122;anno chiudiamo il nostro ciclo di interviste con Silvio Broggi, recentemente entrato nel CdA di Poligrafici Printing, la holding che raggruppa le attivitĂ nel settore stampa del gruppo MonrifPoligrafici Editoriale.

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“L’isolamento che da sempre caratterizza i rapporti fra aziende grafiche ci rende molto vulnerabili”

18 - L’industria grafica, un futuro da reinventare Intervista con Silvio Broggi, consigliere delegato di Poligrafici Printing

la sfida:

restare ottimisti Il settore delle arti grafiche sta attraversando, oltre alla crisi congiunturale, anche una crisi strutturale che sta mettendo in discussione un pianeta, quello della comunicazione stampata, che, a differenza di altre realtà, negli ultimi decenni è rimasto immobile, non si è evoluto come avrebbe potuto. È d’accordo con questa affermazione e quali sono le sue riflessioni al riguardo? Ricordo che negli anni ‘90 stampavamo i fascicoli “I dinosauri” che si potevamo leggere con gli occhiali bicolore per avere l’effetto 3D. Da allora l’unica novità - se non mi sono perso qualcosa - mi sembra solo l’introduzione dei codici QR. Certamente un po’ poco.

di ACHILLE PEREGO

L’instabilità causata dalla recessione può essere utile al settore perché stimola l’innovazione, sia sul piano delle strategie aziendali sia dal punto di vista tecnologico. Più la situazione è incerta, maggiore è la propensione a rischiare, a cercare nuovi scenari. Quale evoluzione prevede per l’industria grafica nei prossimi cinque anni? Cinque anni sono un’enormità e i piani quinquennali mi hanno sempre lasciato perplesso. È comunque più che probabile una concentrazione di poli di stampa che consentano importanti economie di scala necessarie alla competitività. Penso quindi che questa evoluzione, oltre che probabile, sarebbe certamente auspicabile. La scommessa per gli stampatori sta nel realizzare mezzi di comunicazione non “dedicati” a un supporto, bensì flessibili e adattabili a più canali. In che modo l’azienda grafica dovrà evolvere per trasformarsi da fornitore di prodotto a partner nelle strategie di comunicazione del cliente? A Milano si dice “Ofelè fa’ el to mesté” (Pasticciere, fai il tuo mestiere). Ho citato questo proverbio per dire che ritengo che si debbano trasformare le arti grafiche in industria grafica e quindi che sia necessario cercare di fare bene un’attività, ottimizzarla e renderla competitiva, ma non inventarsi flessibilità che, se non rappresentano il core business, alla fine possono essere estremamente costose e quindi non aprire quei mercati sperati. Quali tipi di servizi dovrà fornire lo stampatore al proprio cliente, oltre alla semplice

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Nato a Novara nel 1962, diploma di liceo scientifico e laurea in Scienze dell’Informazione all’Università di Milano, sposato dal 1987, tre figli, Silvio Broggi è arrivato in Poligrafici Printing nel 2008 come direttore tecnico e di produzione e nell’aprile di quest’anno, con il rinnovo del Consiglio d’amministrazione (che vede Nicola Natali presidente), è stato eletto nel board della società insieme con l’amministratore indipendente Sergio Vitelli e svolge le funzioni di consigliere delegato. Prima di approdare al gruppo Poligrafici Printing, ha percorso una lunga e importante carriera prima in Heidelberg Harris come project manager e responsabile dei sistemi Cad/Cam, poi dal 1989 al 1994 alla Chemco Italia (dove è diventato direttore Sales and marketing) e quindi dal 1994 al 2008 ha lavorato, svolgendo numerosi incarichi (direttore tecnico e di produzione, membro del cda) nel gruppo torinese G. Canale & C. Poligrafici Printing è il polo industriale del gruppo media Poligrafici-Monrif di Bologna che opera principalmente nel settore editoria quotidiani (QN, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione), periodici (Superprint Editoriale), editoria on-line (Monrif.Net) e pubblicità ed eventi (Spe). Custodisce una lunga storia cominciata nel 1885 insieme con le prime edizioni del Resto del Carlino e oggi (con il controllo del Centro Stampa Poligrafici e di Grafica Editoriale Printing, rotative roto-offset con e senza forno operative fino a 24 ore al giorno localizzate nei centri stampa di Bologna, Firenze e Milano) è una delle principali realtà italiane del settore grafico, dalla stampa dei quotidiani a quella per conto terzi di periodici, libri, pieghevoli, Gdo, free-press, brochure, cataloghi e altri stampati di alta qualità. Quotata alla Borsa di Milano dal marzo 2010 (segmento Aim), Poligrafici Printing ha realizzato nel primo semestre del 2011 ricavi consolidati per 32,5 milioni e un margine operativo lordo consolidato di 3,7 milioni.

produzione di stampati? La gestione dei magazzini carta? La gestione dei database? All’interno dei vincoli di quanto spiegavo prima, il cliente ha il diritto di chiederci qualsiasi cosa. Il nostro dovere è quello di soddisfarlo, garantendo serietà e professionalità. È certo che le aziende che riescono a suggerire al cliente opzioni differenti o che lo accompagnano in soluzioni più innovative hanno un valore aggiunto superiore. Quali tipologie di stampati stanno risentendo maggiormente della crisi? Direi l’editoria sul magazine, anche se non mi pare che ci sia un gran fermento negli altri settori. I colleghi del packaging mi odieranno... ma ho l’impressione che abbiano sofferto un po’ meno la crisi rispetto agli altri. Il mercato degli stampati promozionali per la grande distribuzione è tra quelli che hanno risentito meno della crisi. Il problema è che se la domanda resiste, l’offerta è sempre più alta, tanto da determinare una guerra fratricida sui prezzi che ha quasi azzerato la marginalità delle imprese. Concorda con questa analisi? Sì, certo. Non dimentichiamo però che come Paese siamo ancora a livelli non paragonabili a Francia, Germania e Inghilterra. Se lei prende un quotidiano straniero ha una tale quantità di folder di Gdo o di inserti promozionali che in Italia non si vedono. È significativo che in Germania, mi pare, stiano investendo nuovamente in rotative. Quali saranno, secondo lei, le tecnologie vincenti per il prossimo futuro? Probabilmente la gestione del dato variabile sulle rotative tradizionali. Lo stampato deve evolversi e agganciare il mondo del web. Con l’evoluzione degli smartphone questo processo sarà ineluttabile. Che cosa pensa delle tecnologie di stampa inkjet ad alta produttività che si stanno affacciando sul mercato e che entreranno in competizione con la stampa offset per applicazioni quali il book-on-demand, transpromo ma anche quotidiani, riviste e cataloghi vari? Mi sembrano estremamente interessanti, anche se temo un po’ l’effetto “vassallo”. Ho l’impressione che si rimanga molto legati al fornitore non solo per la tecnologia, l’assistenza e quant’altro, ma pure per i consumabili, magari pure per la tipologia di carta o primer di preinchiostrazione. Spero però che questa fase possa venire superata, come è già avvenuto nelle attrezzature per ufficio dove inchiostri, carta e accessori vengono messi a disposizione degli utilizzatori da fornitori “generici”, svincolati quindi dalle case madri. Quanto è importante una corretta gestione delle risorse umane dentro un’azienda e che vantaggi può comportare un passaggio generazionale ben riuscito? Un clima serio, ma sereno, è fondamentale. In azienda si sta più che da qualsiasi parte, con i colleghi si trascorre un’infinità di tempo, per cui avere un buon rapporto e un piacevole ambiente è importante. Purtroppo la continua crisi che ammorba da anni il nostro settore ha reso

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IL PERSONAGGIO


aziende fiori all’occhiello

sempre più difficile avere delle politiche di crescita positive. In Poligrafici Printing, però, ho avuto la fortuna di trovare un gruppo di persone estremamente competenti e motivate e un sindacato con il quale si può discutere e progredire insieme. L’internazionalizzazione è secondo lei un elemento da “coltivare” da parte delle aziende grafiche italiane, forse ancora eccessivamente dipendenti dal mercato locale? Certamente. L’Italia è sempre stata un leader della grafica. Per anni abbiamo esportato nel Regno Unito, in Germania e in Francia. Non vedo perché non si debba ritornare a occupare il nostro posto sulla scena internazionale. Abbiamo sicuramente le competenze, la capacità e i mezzi per farlo. Che cosa pensa delle aggregazioni? L’unione fa la forza? Penso che Poligrafici Printing sia, in questo senso, un esempio. Siamo soci della Rotopress di Loreto, con i quali abbiamo un ottimo rapporto sia commerciale sia tecnico. Lavoriamo molto bene insieme ed è nostra intenzione presentarci sempre più come un unico Gruppo. Quanto ho in precedenza detto circa la concentrazione di industrie avvalora il concetto che “l’unione fa la forza”.

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Che tipo di sfide e rischi sta affrontando la sua azienda per continuare a essere competitiva su un piano nazionale ma anche internazionale? Einstein diceva: Meglio essere ottimisti e avere torto piuttosto che pessimisti e avere ragione. Forse oggi la sfida è riuscire a mantenere un certo ottimismo che non sia ottuso e becero ma riesca a trasmettere la passione e la voglia di lavorare bene. È difficile, ma credo sia un po’ la chiave di volta per proseguire. Sui rischi invece vorrei spendere due parole. L’isolamento che da sempre caratterizza i rapporti fra aziende grafiche ci rende molto vulnerabili ed esposti ai possibili raggiri di clienti diciamo “birichini”. La possibilità di scambiarsi qualche informazione con una semplice telefonata sarebbe un passo avanti che potrebbe aiutare tutta la categoria. Come si sta muovendo la sua società dal punto di vista degli investimenti tecnologici e del riposizionamento sul mercato? Abbiamo appena installato su una roto-offset KBA un forno da oltre 11 metri di lunghezza per poter stampare con 2 bobine da 1500 cm tutte le possibili combinazioni fino a segnature da 112 pagine: praticamente l’impianto roto-offset heatset più grande d’Europa. Durante l’estate abbiamo definito l’ordine per l’acquisto di una nuova KBA Commander CT che verrà installata l’anno prossimo. È un importante investimento che consentirà di ottimizzare e sfruttare tutti gli impianti e il nuovo immobile dove è già installata la Commander T e le quattro torri Colora coldset. La Commander CT è predisposta per potere, in un secondo tempo, venire ampliata da altre torri coldset per eventualmente produrre i quotidiani in configurazione classica durante la notte. Si tratta dunque di investimenti non fine a se stessi, ma con interessanti prospettive per il futuro dove potremo concentrare tutta la produzione in un unico e modernissimo sito produttivo.

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tecnologie software di automazione

Kodak Prinergy Rules-Based Automation

Ottimizzare la produttività di nICK BENKoViCH

Director of Integrated Solutions and Technologies, Kodak Unified Workflow Solutions.

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azioni che hanno come presupposto delle condizioni. Queste stabiliscono ciò che succederà successivamente senza bisogno di alcun intervento manuale. Il vantaggio è che la regola può essere ereditata da un lavoro all’altro, per tipologie di lavori ripetitivi come le edizioni mensili delle riviste che hanno in comune gli stessi processi. L’applicazione delle regole segue un percorso lineare. Dopo l’evento iniziale, le condizioni vengono lette e le azioni eseguite sulla base dell’evento precedente e ripetute fino all’evento successivo. È possibile collegare vari

passaggi per creare un flusso di lavoro fluido e lineare. La scelta delle regole giuste Fornito con 25 regole utilizzabili dalla maggior parte delle aziende, il software di automazione Prinergy RulesBased Automation è come il kit di costruzioni Lego®. Fornito inizialmente con opzioni semplici, il set può essere usato per progettare nuove regole più complicate, personalizzate in base alle specifiche esigenze di un’azienda. I clienti possono imparare a creare le proprie regole personalizzate

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Nick Benkovich,

Il software di automazione Kodak Prinergy Rules-Based Automation rappresenta una delle basi fondanti di un’azienda moderna, integrabile nel processo di produzione con l’obiettivo di ottimizzare la produttività. Fortunatamente per gli stampatori i risultati sono immediatamente visibili in alcune aziende che hanno registrato profitti a fronte degli investimenti realizzati in meno di 6 settimane. Il sistema consente di creare cicli di automazione molto sofisticati in base ai quali le decisioni e i flussi di produzione possono essere determinati da input e risultati dei processi. Queste “regole” possono essere assegnate a fasi specifiche di una lavorazione, a un cliente, a un intero sistema o a un tipo di lavoro. È inoltre possibile usare fattori quali il tipo di imposizione richiesto, il sistema di riproduzione o la gestione del colore richiesta. L’automazione basata sulle regole è un contesto di logica condizionale che consente di definire i rapporti tra i diversi eventi e le diverse azioni nell’ambito di un sistema. Sono centinaia le fasi che possono essere automatizzate e centinaia le diverse modalità di automazione. Un evento, come un file in arrivo, l’interazione con il sistema MIS o un file PDF o PostScript collocato in una cartella, determinerà delle


tecnologie software di automazione

Il successo non è una conquista che si realizza da un giorno all’altro... Le aziende che registrano una crescita continua sono quelle sviluppatesi da basi solide e stabili, in grado di adeguarsi con flessibilità alle richieste del mercato.

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Offset o digitale? A seconda della tiratura, i file seguono due percorsi diversi all’interno del workflow.

oppure rivolgersi a Kodak che mette a disposizione le proprie conoscenze. L’unico limite che questo strumento flessibile pone è l’immaginazione. Ma prima di dedicarsi alla progettazione di regole più complesse, i clienti potrebbero scoprire che quelle offerte da Kodak sono già sufficienti a fornire la giusta risposta alle loro esigenze. Ad esempio, una delle più diffuse è la regola di archiviazione. Una volta che un lavoro è stato completato, viene automaticamente archiviato, eliminato dal sistema per liberare spazio e un messaggio e-mail viene inviato a chi deve essere informato. Poi vi è l’argomento costi da considerare. Che cosa potrebbe fare l’operatore, di solito incaricato di quell’attività, del tempo libero in più che ne ricava? Altre regole di uso comune automatizzano i processi ordinari avvisando gli operatori solo quando si verificano errori nei file; i file elaborati correttamente vengono avviati prontamente alla produzione JIT su una macchina da stampa digitale o offset in base a parametri pre-

determinati, come ad esempio la lunghezza della tiratura o il numero di pagine. I vantaggi delle regole L’obiettivo è lo stesso per tutte le regole: eliminare i punti di intervento manuale per ridurre le probabilità di errore e il rischio di ulteriori costi non previsti. L’automazione è particolarmente utile nel caso di attività altamente ripetitive. In un ambiente in cui il prezzo è l’unico elemento distintivo, solo un più alto livello di efficienza e l’applicazione di rigorose procedure aziendali possono contribuire a offrire un servizio a valore aggiunto capace di fidelizzare i clienti. Le regole di automazione restituiscono il controllo. Ad esempio, un lavoro è in attesa di essere approvato, la creazione delle prove colore impiega del tempo. Con le regole di automazione il sistema monitora automaticamente lo stato di approvazione di una pagina, sezione o intero lavoro e, una volta ricevuta l’approvazione da parte del cliente tramite InSite Prepress Portal, le prove

colore possono essere generate e gli utenti possono ricevere le dovute notifiche relative allo stato e alla creazione delle prove colore. Dal punto di vista del cliente, il valore del software di automazione Prinergy Rules-Based Automation risiede nella capacità di automatizzare numerose e lunghe attività ripetitive. Consente di: • inviare e-mail; • programmare attività; • prendere decisioni sulla base dell’input; • interagire automaticamente con altri prodotti, di Kodak e altri produttori; • eseguire un programma specifico; • leggere, elaborare e operare sui file XML. Ridurre i costi Anche se una maggiore efficienza e la riduzione degli errori contribuiscono a migliorare la redditività di un’azienda, è necessario anche considerare l’importanza dell’impatto del costo della manodopera. Una maggiore automazione riduce l’intervento umano e consente

al personale di dedicarsi ad altre mansioni, incrementando la redditività dell’azienda. Le dimensioni non contano Il fatturato di un’azienda che si occupa di stampa è irrilevante, in quanto il software di automazione Prinergy Rules-Based Automation è in grado di snellire i processi delle aziende di qualsiasi dimensione. Le regole di automazione hanno aiutato anche società con un fatturato di 4 milioni di dollari a realizzare risparmi con vantaggi concreti e misurabili da un giorno all’altro. In sviluppo continuo In un mercato caratterizzato da rapidi cambiamenti, è importante avere la flessibilità necessaria per adattarsi alle diverse situazioni. Questo è il motivo per cui Kodak è sempre attenta a sviluppare e ad aggiungere nuove regole nei sistemi di gestione del flusso di lavoro Kodak Prinergy per snellire il ciclo di produzione dalla ricezione del file fino al prodotto finale.

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Abbiamo la carta che vuoi.

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Con il digitale futuro più veloce per il packaging di GARETH WARD

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Quando Heidelberg dice che la stampa digitale sul packaging evidenzierà, in un prossimo futuro, tassi di crescita a due cifre, gli stampatori dovrebbero ascoltare molto attentamente. E Heidelberg non è la sola a pensarla così. La prospettiva di stampare su imballaggi di qualsiasi tipo con macchine da stampa digitali riesce ad affascinare tutti i produttori di macchinari da stampa. Se la stampa digitale su carta è stata ben recepita e si sta sviluppando ancora in maniera stabile, la stampa digitale sugli imballaggi si trova ancora all’inizio del suo percorso. E nel packaging non si corre il rischio che la stampa venga soppiantata dai media elettronici. Sinora la stampa digitale ha ignorato il packaging espandendosi invece nella stampa dell’editoria. Nell’arco dei prossimi anni tutto questo cambierà, in quanto l’esistente tecnologia elettrofotografica si scontrerà con i sistemi a getto d’inchiostro per guadagnare quote di mercato in un settore in cui le basse tirature e la produzione just-in-time assumeranno sempre più un ruolo predominante. Le posizioni che prenderanno i singoli fornitori appariranno chiare solo alla prossima edizione di Drupa 2012. I metodi tradizionali della produzione del packaging producono una grandissima

Marketing moderno vuol dire espansione del brand, promozioni sul pack e unire il packaging a eventi, con l’unico obiettivo di incrementare i fatturati e di ampliare i rapporti con la clientela, in modo tale da offrire agli stampatori in grado di soddisfare queste esigenze nuove opportunità di business. quantità di rifiuti, in quanto fino a un 20% il materiale stampato può diventare obsoleto prima ancora di essere utilizzato. Frequenti promozioni pubblicitarie e cicli di vita di prodotto più corti contribuiscono solamente ad acuire il problema se le aziende non possono ordinare just-intime oppure nelle immediate vicinanze dove vengono impiegate: entrambe le esigenze favoriscono, quindi, il metodo di produzione digitale. Inoltre, la personalizzazione offre la possibilità alle aziende di usufruire di questo strumento per fidelizzare i clienti o per identificare le applicazioni farmaceutiche. La strategia di Heidelberg si basa sullo sviluppo di macchinari e linee di stampa per la tecnologia a getto d’inchiostro, già osservati in anteprima a Interpack. In quest’ambito, infatti, il membro del consiglio di amministrazione Stephan Plenz ha dichiarato: «La stampa digitale del packaging vedrà più che triplicare i propri

numeri nei prossimi 4 anni e pensiamo che i tassi di crescita cresceranno ulteriormente in futuro. Grazie alla sua versatilità nella scelta dei supporti e al fatto di poterla integrare direttamente nelle linee di packaging, la stampa a getto di inchiostro UV sta acquisendo rapidamente rilevanza».

Volumi di mercato Alon Bar-Shany, vicepresidente e direttore generale della divisione Indigo di HP, ritiene che la stampa digitale degli imballaggi possa raggiungere la stessa quota di mercato del 10% già detenuta per le etichette. Le macchine da stampa della serie Indigo della HP vengono già utilizzate per la stampa del packaging flessibile e del cartone. Questo sviluppo è però ancora agli albori. Nel 2009, il mercato mondiale di film, di cartoni e di etichette stampati in digitale ha raggiunto un volume di soli 2,5 miliardi di euro, di cui la fetta maggiore è spettata

Gareth Ward è direttore editoriale di Print Business alle etichette. Attualmente il mercato mondiale di packaging viene stimato in 429 miliardi di dollari e in 5 anni dovrebbe varcare la soglia dei 500 miliardi. La parte del leone la faranno gli imballaggi di carta e a base di carta con oltre il 40% del mercato mondiale di packaging. L’esigenza di avere una qualità più elevata e una bassa tiratura di packaging flessibile ha indotto il produttore Müller Martini a fare un mix: la sua macchina da stampa offset a bobina VSOP è in grado di stampare su film tramite l’indurimento a raggi di elettroni per soddisfare la domanda di tempi di consegna più brevi rispetto a quelli realizzabili con i macchinari tradizionali in rotocalco e flexo. Certo è, però, che tutto l’interesse, sia dei produttori che degli stampatori, si rivolge al

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packaging e che non è oggetto di attenzione da parte di gruppi multinazionali. In questo caso si profila un’opportunità, per gli stampatori commerciali e digitali, di poter ampliare l’offerta abbinando stampa di imballaggi e stampa commerciale per la stessa azienda.

Praline su ordinazione In questo segmento, la società britannica di stampa digitale e marketing Irongate, che utilizza macchine Xerox, sta riscuotendo notevole successo. Grazie alla collaborazione con il produttore di dolciumi Thorntons, ha lanciato un portale web-to-print: sul sito di Thorntons il cliente può personalizzare la scatola di praline da regalare selezionando i gusti e lo stile e caricare l’immagine con il proprio messaggio personale. Questo tipo di offerta si è rivelata un successo incredibile. Prima di Natale sono state vendute ogni settimana circa

3.500 scatole, nella settimana di S. Valentino 1.000. L’azione pubblicitaria “Create voi stessi la scatola da regalare” è una parte importante dell’offerta e-commerce della Thorntons. Xeikon è il fornitore leader di stampa digitale per packaging e crede che i dolci si adattino perfettamente a questo tipo di stampa. «Con questo tipo di iniziativa, le pasticcerie sono in grado di creare le scatole che raffigurano il logo del loro negozio e che si possono stampare per la Festa della Mamma, per Pasqua e per altre occasioni speciali. Siccome vendono un prodotto speciale, il prezzo in

questo caso gioca un ruolo di secondo piano», sostiene Filip Weymans, Business Development Manager. A Drupa 2008, Xeikon mostrò le sue tecnologie abbinate a una linea di rifinitura creata da Stora Enso per la produzione in linea di packaging di cd e dvd. Sebbene il prodotto, presentato nello stesso periodo in cui si faceva sentire il calo delle vendite di cd, fosse destinato a scarso successo, Stora Enso ha con-

stampa digitale. Quindi, una serie di stampatori di scatole farmaceutiche ha installato queste macchine. Purtroppo, ben presto è emerso che non era stata fornita loro la giusta qualità dei colori e che la risoluzione della stampa era inferiore a quella di cui avevano bisogno, necessaria per stampare testi e loghi bombati; un’operazione, questa, che la stampa offset non ha alcun problema a produrre.

tinuato a commercializzare la linea di prodotto Gallop anche se in collaborazione con Xerox. Un impianto è stato installato presso Goldprint in Belgio, stampatore specializzato nelle applicazioni farmaceutiche. «Le confezioni farmaceutiche sono un motore importante che traina la stampa digitale del packaging», aggiunge Filip Weymans, «in questo contesto, anche le modifiche legislative rivestono un ruolo importante costringendo le aziende a produrre basse tirature». Le applicazioni farmaceutiche sono sempre state in cima alla lista dei candidati che intendono effettuare il passaggio alla

Il progetto continua In quest’ambito si registra un rinnovato interesse nella stampa digitale. «Chesapeake è stato uno dei primi a lanciare tecnologie e metodi alternativi quando le tirature e i volumi di ordini arretravano», sostiene Simon Tokelove, direttore Asset Management presso il produttore di imballaggi in cartone Chesapeake. «La stampa digitale sta sfidando la stampa convenzionale in certe applicazioni, risulta però limitata in termini di formato, produttività e opzioni di finitura. Adottare la tecnologia digitale per il

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potenziale offerto dalla stampa digitale. Se ancora fino a qualche anno fa la qualità costituiva un problema, ora le cose stanno cambiando rapidamente e oggi non rappresenta più un ostacolo. Rimane però ancora difficile fornire una soluzione completa e finita, soprattutto per il segmento della rifinitura dove l’innovazione è ancora necessaria. Il problema più grande consiste nel fatto che la maggior parte degli imballaggi in cartone e film vengono prodotti in quantità notevoli, in quanto la produzione di generi alimentari o di beni confezionati è un aspetto economico che varia in funzione della quantità e dei grandi volumi di produzione. La concorrenza spietata nelle economie di scala mature per cercare di ottenere l’attenzione dei consumatori, costringe i produttori di articoli di largo consumo a utilizzare più promozioni sul pack e più versioni speciali, inducendoli a sviluppare sempre più i mercati di nicchia e portare più velocemente prodotti sul mercato. Tutto questo si traduce in piccole tirature e tempi di consegna più brevi, ovvero le stesse esigenze che hanno arricchito e fatto espandere il mercato della stampa digitale in altri settori dell’industria della stampa. Se ora si prende ancora in considerazione l’esigenza di abbattere la sovrapproduzione, sia per ragioni di abbassamento dei costi sia per ridurre l’impatto ambientale, allora la stampa digitale del packaging sembra vantaggiosa. La stessa curva a campana si può applicare alla stampa digitale nei mercati di prova e nella fase di lancio del prodotto, per cedere il passo alla produzione convenzionale col crescere dei volumi e poi ritornare alla stampa digitale nel lungo termine. Con l’arrivo dei piccoli produttori locali e artigianali di bevande, mobili, dolci e prodotti simili, nasce una nuova tipologia di azienda che acquista il


packaging diventa un fenomeno sempre più tangibile, in quanto i produttori offrono migliori formati di macchinari e una più elevata produttività di stampa. Una più ampia approvazione presuppone, tuttavia, ulteriori evoluzioni delle tecnologie di finitura così come un nuovo concept nel supply chain. Per le etichette abbiamo già investito nei sistemi digitali e stiamo ora studiando attentamente applicazioni di fine linea. Per questo

Uno dei clienti più importanti, che ha compiuto questo passo in avanti, è Odyssey Digital Printing con sede a Tulsa (Oklahoma - Usa). Xeikon ha indirizzato il gruppo americano Acushnet verso questa azienda quando chiese informazioni su come poter stampare in piccole quantità il packaging di palline da golf. Ogni custodia contiene 3 palline e 8 anni fa si potevano ordinare solamente in partite da 1.000 pezzi in su. Ma con il passaggio alla stampa digitale

tutto è cambiato: qualsiasi campo da golf può ordinare adesso le palline che portano il suo nome e vendere palline che portano i loghi delle gare oppure degli eventi di golf aziendali. «Questa è esattamente l’applicazione che uno stampatore creativo può sviluppare per il mercato del packaging».

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per la catena di distribuzione pensiamo di poter offrire ai nostri clienti, entro un anno, soluzioni digitali di imballaggi in cartone completamente integrati». Secondo quanto afferma Weymans, la breccia si è aperta grazie a una migliore risoluzione di stampa. Nel caso di Xeikon si è passati da 800 a 1200 dpi, in modo tale da riprodurre le sottili bombature dei testi e dei loghi aziendali.

Gli stampatori di packaging tradizionale non sono abituati a lavorare con piccole tirature come quelle che offre la stampa digitale e questo offre opportunità per gli esordienti. Uno di questi è Mediaware Digital, in Irlanda, che impiega una Xerox collegata a una linea di finitura Gallop di Stora Enso. La società produce packaging personalizzato per Microsoft, ovvero riporta il nome del cliente su

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certi limiti dato che la dimensione limitata del formato è uno dei principali motivi per cui la stampa digitale non ha conquistato maggiori quote sul mercato del packaging. Questo per le macchine Xeikon a bobina non costituisce tuttavia un problema. Lo stesso vale per le HP Indigo a bobina, che hanno riscosso un notevole successo nella stampa di etichette e che l’azienda conta di ripetere ora con la stampa di imballaggi di cartone e flessibili. La tecnologia ElectroInk di HP ha dimostrato di saper gestire una vasta gamma di supporti con la macchina da stampa per etichette alimentata a bobina. «Vediamo possibilità per le applicazioni farmaceutiche, per i mercati delle prove di stampa e nel marketing di eventi dove occorrono versioni speciali delle confezioni e soluzioni studiate appositamente per il cliente», spiega Alon BarShany. «Crediamo che il formato sia abbastanza largo per la maggior parte delle applicazioni e quindi vediamo una vera opportunità. La stampa digitale si trova ora, a nostro avviso, dove si trovavano le etichette alcuni anni fa».

La richiesta di finitura Al tempo stesso, HP sta studiando come mettere a disposizione i larghi forma-

ti ai quali gli stampatori di packaging flessibile sono abituati. L’azienda sta stringendo rapporti di partnership con società in grado di fornire soluzioni di finitura. Bar-Shany cita il produttore tedesco Kama che offre sistemi di finitura B3 di veloce configurazione e che ha adattato i moduli di finitura alla stampa digitale. Tuttavia, di fronte alla concorrenza, la stampa digitale di packaging deve ricorrere ai sistemi innovativi di finitura e a post-lavorazioni. In questo contesto va citato l’esempio di un’azienda start-up israeliana, Highcon, che sotto lo slogan “direct to pack” offre una nuova soluzione. Sebbene finora non siano stati diffusi dati precisi, tutto quello che ci è dato sapere è che il sistema dovrebbe lavorare senza fustelle convenzionali e senza tempi di preparazione macchina ed è un tipo di tecnologia per la post-lavorazione del cartoncino. Altri lavorano con laser per ritagliarsi spazi in frazioni di secondo. Nonostante questo, la prestazione del laser deve essere adattata allo spessore del cartone e alla potenza del laser. Il potenziale di mercato porterà avanti lo sviluppo. «Una soluzione per la produzione digitale del packaging deve essere molto più del mero processo di stampa», sostiene Alon Bar-Shany. Jef Stoffels, direttore del Corporate Marketing presso EskoArtwork, sarebbe

d’accordo. I tavoli da taglio digitale Kongsberg dell’azienda vengono spesso abbinati a macchine da stampa digitali della linea di lavorazione digitale del cartone, disposti in configurazioni in linea oppure near line. «Il disegno del packaging può essere trasmesso al tavolo di taglio e svolgere il processo in automatico da un pallet di alimentazione posto su un lato fino alla consegna sull’altro. Questo funziona già e si potrà fare se l’industria passerà a formati più grandi». «Quando si tratta di applicare contenuti variabili su una scatola standard, una linea come la Gallop di Stora Enso è l’ideale. Tuttavia, se un’azienda produce molti formati diversi, la finitura digitale è indispensabile. Questo esiste già per il settore del cartone ondulato, dove si ritagliano forme pressoché uniche per i display POS e dove i costi e la quantità dello stampato non permetterebbero di produrre una fustella». In questo caso l’inkjet inizia ad assumere un ruolo di primo piano in cui si possono utilizzare tirature più basse di imballaggi secondari per unire i messaggi promozionali agli eventi. Sun Chemical utilizza un sistema di stampa inkjet a passaggio singolo in sostituzione della stampa flessografica sul cartone ondulato in beta test, augurandosi di poter concludere prossimamente questa fase >segue a pag. 81 di sviluppo. IPI 129/11

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ogni cartone e stampa solamente dopo aver ricevuto la conferma di un acquisto online. «Microsoft aveva un problema nella sua catena di distribuzione», spiega il direttore Noel Candon. «Ora consegnano solo dietro ordinazione e noi stampiamo su richiesta. La qualità è elevata e uniforme, migliore di quella dell’offset e non ha dato alcun problema nonostante abbiamo già stampato migliaia di scatole». La produzione digitale, dice Candon, consente ai suoi clienti di penetrare in mercati da cui prima erano stati esclusi a causa delle quantità minime richieste dagli stampatori tradizionali: «Uno dei nostri clienti non aveva mai venduto prima al di fuori della Svizzera. Oggi stampiamo per lui su macchine digitali articoli in 22 lingue. I paesi più piccoli aderenti all’Unione Europea vogliono leggere le scritte sul packaging nella loro lingua: un cartone stampato in russo non viene accettato dai Paesi dell’Europa dell’Est. La tecnologia digitale ci consente di stampare in 28 lingue della Unione Europea, anche in lingue come il catalano in Spagna, e di considerare i dati che cambiano a seconda del contenuto». L’iGen4 di Xerox stampa 2.200 fogli all’ora con circa 6 cartoni per foglio. Questa è una capacità produttiva appropriata, fermo restando che la grandezza del prodotto rimanga entro


Guarda alla Stampa con una Luce Nuova La Nuova Generazione: Speedmaster CX 102

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Nobilitazione Laminazione in linea

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La laminazione a freddo è senza dubbio una tecnologia che sta prendendo sempre piĂš piede nella nobilitazione dello stampato. Lo dimostra il crescente numero di installazioni di moduli di laminazione in linea su macchine offset in Italia: dai nove censiti dal Poligrafico a settembre 2008 ai 19 rilevati questâ&#x20AC;&#x2122;anno. Nelle pagine seguenti aggiormenti tecnologici su macchine e foil.


stampa nobilitazione

Aggiungere

luce & eleganza allo stampato La laminazione a freddo, o “cold foil”, è una tecnica di stampa che permette di sfruttare la tecnologia della offset per trasferire un film metallico direttamente su un supporto senza l’utilizzo di clichè, calore e pressione, ma solo con l’utilizzo di una lastra e di una colla specifica. Derivata da una tecnica similare, già da anni utilizzata in flessografia, ha debuttato a Drupa 2008 e trova oggi applicazione soprattutto nel campo del packaging (in particolare per quei settori, come dolciario o moda, ad alto valore aggiunto), dell’editoria commerciale, di cards e figurine. In cosa consiste? L’idea è semplice quanto efficace: direttamente a bordo della macchina da stampa, normalmente una 70x100, è montato un doppio gruppo supplementare composto da un applicatore di colla con sistema di macinazione identico a quello dell’inchiostro e da un sistema svolgitore-avvolgitore del film metallico. Il primo, mediante una lastra offset regolarmente incisa, stende sul supporto da stampare la colla, disegnando il grafismo.

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di LORENZO CAPITANI

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stampa nobilitazione

Da sinistra: offset 5 colori 50x70 Ryobi 755 con laminazione in linea; InlinerFoiler Prindor su una manroland 700; Foilstar su una Heidelberg Speedmaster; Cold Foil di Eurograf su una Mitsubishi.

l’assenza di stress termico per la carta e, non ultimo, il costo ben più accessibile della lastra contro quello del clichè. Inoltre la possibilità di sovrastampare il grafismo metallico applicato a freddo consente effetti cromatici nuovi e affascinanti, con risultati luminosi e persino tridimensionali.

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Il secondo, mediante un gruppo di pressione tra caucciù e cilindro stampa, permette alla lamina di aderire al supporto nelle zone “inchiostrate” dalla colla. L’eccesso di film viene “strappato via” e riavvolto. Il tutto mentre la macchina gira regolarmente. In questo modo è possibile laminare con riserva, a registro o stampare grafismi anche retinati. Le macchine con laminatore a freddo devono avere almeno 6 gruppi stampa: quelli per la quadricromia e due dedicati al cold foil (colla+lamina); spesso, per la tipologia di prodotti cui è destinata questa tecnologia, sono macchine importanti, anche con 8 torri e sistemi di verniciatura. Praticamente tutti i produttori di macchine offrono questa tecnologia e in linea di massima si possono distinguere due concezioni operative: montare il gruppo laminatore subito dopo il mettifoglio oppure subito prima dell’uscita. La prima risulta più versatile perché si applica subito la lamina e successivamente si stampa la cromia. Numerosi sono i vantaggi della laminazione a freddo: la lavorazione contestuale alla stampa, la velocità di produzione, il registro perfetto,

Come dicevamo, si tratta di una tecnologia giovane, eppure alla prova dei fatti, a tre anni dalla sua presentazione, il cold foil si dimostra già maturo. Marisa Minarini, responsabile della divisione macchine di Samor, che commercializza in Italia i prodotti Ryobi, nota come ci sia un ampliamento delle possibilità di utilizzo di questa tecnologia: «Se inizialmente il sistema UV in linea per la laminazione a freddo e applicazione ologrammi poteva essere montato solo sulla Ryobi 755 (f.to 50x70), ora è possibile montare lo stesso sistema anche sulle Ryobi serie 920 (f.to 92x64) e 1050 (f.to 70x100)». Quali le specificità del sistema Ryobi? «Il sistema è molto versatile e consente, in un unico passaggio in linea, di ottenere due funzioni, la personalizzazione per calco oppure la laminazione. Nel primo caso, dopo la fase di stampa e di spalmatura della vernice UV, si sovrastampa la trama a rilievo e i motivi olografici del film; successivamente la superficie viene asciugata dalle lampade UV per produrre l’effetto olografico. Nel secondo caso, invece, dopo la fase di stampa e di applicazione della colla, utilizzando l’unità colore oppure l’unità di verniciatura, viene applicato il foil sulla superficie stampata. La lampada UV fissa la lamina allo stampato. Quando la colla viene applicata, utilizzando l’unità di verniciatura, la laminazione si ancora al supporto con maggiore forza adesiva. In entrambi i casi il sistema viene montato in uscita e l’ambito nel quale è più utilizzato sono i bollini di sicurezza anticontraffazione».

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cold foil in uscita: La scelta di Ryobi


stampa nobilitazione

la laminazione in linea “made in italy”

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Ridurre gli sprechi di lamina: la ricerca di manroland

manroland offre un sistema denominato InlineFoiler Prindor, installato nel 90% dei casi sui primi gruppi stampa della macchina, attualmente sui formati 70x100 e 50x70. La gamma dei supporti è molto ampia, dal cartone alla carta leggera, così come i settori che vanno dal packaging di lusso alle etichette. «I vantaggi sono molteplici: dal registro perfetto alla possibilità di ottenere grafismi fini (caratteri fino a corpo 3, retinature dal 40 al 70% e lineature fino a 60 lpi). Inoltre non è necessario creare un letto di bianco sulla lamina, ad esempio per la leggibilità dei codici a barre», spiega Roberto Pazzi di manroland. «Nonostante ciò, non è una tecnologia molto richiesta. Questo non tanto per il costo dell’installazione in sé, quanto della lavorazione che incide sull’effort finale dello stampato, soprattutto per l’alto spreco di materiale dovuto al gap del cilindro». Non è un caso, infatti, che gli sforzi dei produttori stiano andando proprio in questa direzione: manroland stessa ha presentato il sistema Indexing che, grazie a un sistema di frizioni, consente al nastro di recuperare il gap con un risparmio di materiale di circa il 18%. Inoltre il sistema Multi Reel consente di utilizzare contemporaneamente, su diverse porzioni del foglio, fino a cinque nastri diversi, ottimizzando così la coprenza delle aree sulle quali è realmente necessario il foil, senza sprechi, e dando la possibilità anche di usare più nastri con diversi colori o texture.

Tutta italiana, fin dal nome, è la soluzione Italian Cold Foil by Eurograf Made in Italy: un dispositivo estremamente versatile che, con le sue due torri (ma oggi esiste anche un sistema più “compatto” con una torre sola) si può applicare sia su macchine nuove che già in essere, di ogni marca formato, fino ai 160 cm. «Fino a oggi, in Italia», racconta il titolare Sandro Ambrosi, «abbiamo quattro installazioni: una su Komori, una su Mitsubishi e due su KBA, compresa la grande KBA 162 dello stabilimento Eurografica di Macomer (NU), la più grande installazione al mondo di sistema cold foil. Ciò significa che abbiamo un’esperienza estremamente variegata (i nostri clienti non solo utilizzano macchine diverse, ma si rivolgono anche a settori diversi, dalla stampa UV alla cartotecnica) ed essendo una realtà di piccole dimensioni riusciamo a seguire ogni singola installazione con un servizio personalizzato che controlla tutte le fasi del processo». Versatilità e flessibilità sono le parole chiave dell’Italian Cold Foil, ma soprattutto innovazione, che in questi tempi significa ridurre gli sprechi. A questo tendono il sistema Foilstop, che ferma il consumo di nastro durante la fase di avviamento, e il più recente Foil Save che, a differenza di similari soluzioni di altri produttori, non utilizza i “rulli ballerini” ma un software di controllo sull’asse di sbobinatura e ribobinatura in modo da poter riutilizzare il foil che non è stato applicato. Alla laminazione a freddo è possibile abbinare, al termine della stampa e con un dispositivo sempre in linea, l’applicazione di un film olografico, ottenendo una nobilitazione di grande pregio che personalizza lo stampato e svolge una funzione a,nticontraffazione. Grazie al sistema Italian Cold Foil applicato su una KBA 105-2 è stato stampato il prezioso volume Pulchritudinis che riproduce, su carta pergamenata, le più belle pagine miniate dei codici conservati alla Biblioteca Capitolare di Verona (vedi foto).

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stampa nobilitazione La raffinata linea Tuscan Soul Home Collection è stampata a 4 colori e cold foil argento; interni sagomati in cartotecnica.

In basso: gli astucci Salvatore Ferragamo realizzati da Industrialbox per Ferragamo Parfums sono in cartoncino Algro Design, stampati a 5+1 colori, cold foil oro e argento e rilievo nella scritta.

Prima in Italia a installare, nel marzo 2007, un sistema cold foil, Industrialbox di Argelato (BO) ha montato il modulo Foilstar su una Heidelberg CD 74 7 colori bivalente + vernice (convenzionale e UV) con sistema di voltura 2+5, e utilizza la laminazione a freddo soprattutto nel packaging, business principale dell’azienda. Forte ormai di una lunga esperienza (è stato tra l’altro beta tester di Heidelberg per un anno), il titolare Carlo Gregori è la persona adatta per fare il punto sull’utilizzo di questa tecnologia. È una nobilitazione richiesta dai clienti o siete voi a proporla? Come viene utilizzata dai creativi? A volte ci viene espressamente richiesta, altre volte siamo noi a proporla dopo aver visionato la grafica del lavoro. Viene usata sia come alternativa al caldo sia come soluzione ad alcuni problemi perché consente l’eliminazione dei clichè e la riduzione dei passaggi di stampa, il che significa minor tempo, minori scarti, minori costi. Inoltre consente la sovrastampa del film con effetti particolari non raggiungibili con la stampa a caldo.

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Incide molto sul costo finale dello stampato? Cosa pensa dei sistemi di recupero del foil messi recentemente a punto dai produttori? Saranno la via per espandere l’uso di questa tecnologia? Se consideriamo il risultato finale e lo con-

frontiamo con altre lavorazioni, l’incidenza sul costo non è molta. Sicuramente quando il sistema di recupero sarà definitivamente collaudato, la stampa con il foil a freddo sarà molto competitiva oltre che di grande impatto. Ormai avete una discreta esperienza di questa tecnologia: un bilancio di pregi e difetti? Ad esclusione delle scritte semplici, che restano prerogativa della stampa a caldo, noi non vediamo difetti in questa tecnologia: è veloce, immediata, discretamente economica per il risultato che dà, non ha costi accessori di attrezzature perché basta una semplice lastra per stampare, oltre naturalmente a una buona esperienza. Noi che la utilizziamo e ci crediamo dal 2007 siamo assolutamente certi dei suoi vantaggi. E sono sicuro che anche il mercato si convincerà sempre di più, anche perché oggi il cliente chiede la riduzione dei costi senza per altro rinunciare alle nobilitazioni: il futuro sarà forse proprio nell’avere tutte le nobilitazioni in linea, come succede nel settore delle etichette.

Heidelberg, leader del mercato

Con oltre 50 installazioni nei formati 50x70 e 70x100, di cui ben 14 in Italia, dalla sua introduzione nel mercato (Ipex 2006) il sistema Foilstar di Heidelberg si conferma il leader della tecnologia del cold foil. «Possiamo affermare senza timore di smentita», dice Mauro Antonini, responsabile vendite di Macchingraf «che la laminazione a freddo è una delle vere novità nel settore offset a foglio e Heidelberg ha investito molte risorse per sviluppare e rendere appetibile al mercato questa tecnologia. Il mercato italiano è il primo mondiale per numero di installazioni, una dimostrazione di come nonostante la crisi, nonostante la difficoltà nel fare nuovi investimenti, la laminazione a freddo abbia avuto grande appeal sulla creatività della clientela italiana». Il Foilstar può essere applicato in linea su un’unità di stampa delle macchine Heidelberg Speedmaster CD 74 e XL 75, Speedmaster CD 102 e XL 105 e Speedmaster CX 102. La lamina è applicata con un alto livello di precisione anche per elementi sottili quali testi, linee, retini e aree solide grazie a un solo passaggio. «Questa tecnologia risulta molto competitiva per tirature brevi e cambi lavoro frequenti grazie all’elevata produttività della macchina da stampa. La possibilità di variare la larghezza e il numero delle bobine, da una a sei, permette di definire con precisione il consumo di lamina». Il Foilstar non necessita di inchiostri o soluzioni di lavaggio specifici e può essere utilizzato con inchiostri convenzionali e UV. Per ridurre il consumo del nastro, Heidelberg ha sviluppato il sistema Foilstar Index che permette di recuperare parte del foil inutilizzato. «Alcuni rulli, detti “dancers”, lavorano direttamente con un software installato nel computer a bordo macchina», continua Antonini. «Programmando la superfice da laminare e la distanza dall’inizio stampa si gestisce in modo automatico il recupero di lamina: il materiale viene fermato dopo ogni zona laminata mentre le bobine di alimentazione e riavvolgimento continuano a lavorare consentendo ai dancers di accumulare la lamina, rilasciandola successivamente. Il calcolo del risparmio è presto fatto. Dalla circonferen-

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tre domande a carlo gregori, presidente industrialbox


stampa nobilitazione

za del caucciù si sottrae la dimensione della superficie da laminare: quello che ne risulta è il risparmio effettivo di lamina». Su una XL 105 un risparmio di 630 mm corrisponde a circa 9 cent al foglio calcolato su un costo al m2 di 0,25 euro.

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KBA: partnership con Eurograf e Vinfoil

KBA non produce un sistema proprio ma monta dispositivi Eurograf (vedi pag. 49) e Vinfoil, un sistema che consente avviamenti rapidissimi, aspira gli sfridi e recupera la lamina già utilizzata, oltre a utilizzare colori del nastro diversi. Questi sistemi sono installabili sui formati 50x70, 70x100 e anche sul grande formato. Joachim Nitschke, amministratore delegato di KBA Italia, spiega: «Distinguiamo le installazioni in due tipi: macchine bicolore destinate solo alla laminazione oppure macchine con più gruppi stampa con dispositivo di laminazione applicato al secondo gruppo. Entrambe le soluzioni hanno dei vantaggi: nel caso di una macchina dedicata i pro sono sicuramente avviamenti più rapidi, stampa più pulita e in generale migliore gestione; su una macchina, invece, con più gruppi stampa e dispositivo di laminazione, il vantaggio sta nell’avere, in un unico passaggio, sia la stampa in più colori che la laminazione. Per contro gli avviamenti sono più lunghi ed è maggiore il rischio di sporco». Quale che sia la configurazione scelta, anche per KBA il cold foil ha avuto senz’altro successo, nonostante la crisi mondiale; c’è però un problema che si apre per il futuro: sempre Nitschke infatti racconta come «in base alle recenti normative europee il foil è considerato rifiuto speciale e il suo smaltimento alquanto laborioso. Ciò non potrà non avere dei risvolti importanti sulla commerciabilità di questo prodotto in futuro. Si apriranno possibilità per soluzioni alternative. Esistono già, per esempio, delle vernici il cui risultato di applicazione è simile a quello ottenuto con la laminazione a freddo. Noi personalmente continuiamo con la commercializzazione e la ricerca per questo prodotto ma teniamo aperte altre possibilità».

Komori, novità in vista

Cold Foil System è la soluzione proposta da Komori e presentata per la prima volta all’ultima edizione della Drupa su una Lithrone SX29 a sei colori con un formato leggermente maggiorato rispetto al normale 50x70 (pari infatti a 61x75 cm), che garantisce un’area massima di stampa pari a 58,5x74 cm. Il primo gruppo stampa provvede all’applicazione della colla, mentre il secondo alla stesura della lamina. Nel modello esposto a Drupa seguivano i cinque gruppi stampa, un gruppo di verniciatura UV, la stampa in rilievo/ cordonatura e un sistema di raffreddamento per ridurre la temperatura sulla resa bancale. «Attualmente in Italia non abbiamo ancora installato macchine Komori con il nostro modulo di laminazione», spiega Pasquale Razza, direttore commerciale di Komori Italia, «ma sicuramente è una tecnologia che desta sempre maggiore interesse. A questo proposito la nostra Casa madre giapponese proporrà interessanti novità a breve, ma non posso ancora svelare niente».

I nastri: Luxoro e Api Foils

I produttori di nastri per laminazione a freddo sono gli stessi che offrono i nastri per il caldo. «In entrambi i casi», racconta Marco Gaviglio, business manager di Luxoro, distributore italiano di Kurz, «il supporto è in poliestere. La principale differenza è che nelle lamine a freddo non si applica alcun primer aggrappante sul film perché viene spalmato dalla macchina da stampa direttamente sul materiale base». Anche i costi sono simili, ma il paragone è improprio: se infatti, come osserva Riccardo Sottocorno, amministratore delegato di Api Foils Italia, «tra un foil per stampa a caldo dei più economici e uno per laminazione a freddo ci sono minime differenze, a vantaggio del caldo, va però considerato che per ottenere lo stesso effetto del foil a freddo bisognerebbe usare nastri più cari e ulteriori nobilitazioni costose». In effetti, nonostante ci sia interesse per la laminazione a freddo, non tutti gli stampatori ne hanno compreso le potenzialità e si fermano a un confronto con la stampa a caldo. Nota Gaviglio: «C’è ancora disinformazione su questa tecnologia, spesso il cliente fi-

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stampa nobilitazione

19 macchine in italia con laminazione in linea

2 manroland Grafiche Trotta Perugia – Corciano (PG) Tipolito Boschetti – San Bonifacio (VR) 1 Komori Guatteri & Visual Project – Fraticello di Gattatico (RE) 2 KBA Eurografica – Macomer (NU) Litografia Andretta – Massanzago (PD)

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nale va subito alla valutazione del costo e non delle possibilità decorative. Lo paragona al caldo, ma non è un’alternativa più o meno economica alla stampa a caldo, semmai, in certe lavorazioni, si può paragonare alla laminazione a tavola piena o all’uso di colori metallizzati». Puntualizza Sottocorno: «La tecnologia del foil è stata sviluppata non per cambiare o sostituire l’hot stamping, ma per ampliare le possibilità di nobilitazione con effetti metallici o olografici su prodotti che, per motivi tecnici o economici, non potevano considerare la stampa a caldo nel proprio processo di produzione. Nel settore delle etichette autoadesive si è passati spesso dal caldo al cold foil per motivi di velocità e sinergie con un inevitabile risparmio. La differenza vera si ha quando occorre sovrastampare in linea perché queste macchine

hanno solitamente i gruppi stampa a caldo al termine della linea di stampa, inoltre per tirature minime il costo dei clichè incide in modo sostanziale». C’è una grande ricerca sul settore: Api Foils offre al mercato fin dal 2009 un unico prodotto adatto a essere sovrastampato in offset con metodo convenzionale e UV, e anche Kurz, giunta alla quarta generazione di nastri per laminazione a freddo, è oggi in grado di rispondere con un’unica lamina alla domanda di nastri per stampa offset tradizionale o UV. Tale ricerca corrisponde a un ampliamento del mercato, anche se l’aumento dei prezzi delle materie prime ha frenato l’auspicabile discesa dei prezzi del foil. Tuttavia non c’è un catalogo così vasto: la gamma Api Foils, ad esempio, è limitata all’argento lucido e a due tonalità di oro lucido, «in quanto tutte le altre tonalità sono meglio ottenibili con processo di sovrastampa con inchiostri UV o tradizionali. Esiste poi la gamma dei nastri olografici prodotti su specifica richiesta», conferma Sottocorno. Discorso simile per Luxoro: «Non c’è un vero catalogo come per il caldo» precisa Gaviglio «ma abbiamo un pantonario nel quale presentiamo la lamina argento sovrastampata con diverse tinte, retini, sfumature. Di fatto non c’è necessità di avere colorazioni diverse. Abbiamo invece i disegni olografici: i 4-5 standard in catalogo e la possibilità di fornire disegni su richiesta del cliente. Tutti i disegni disponibili per il caldo si possono fare anche per il freddo».

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14 Heidelberg Stampa commerciale Nastro e Nastro – Germignaga (VA) Nava – Milano Lediberg – San Paolo d’Argon (BG) Tipografia Valdostana – Aosta Tipografia Monti – Cisterna di Latina (LT) Grafical – Marano di Valpolicella (VR) Grafiche Siz – Zevio (VR) Etichette Grafiche Record – Milano Grafiche Mercurio – Angri (SA) Packaging Industrialbox – Argelato (BO) Serrani Ind. Grafica Cartotecnica – Guidonia Montecelio (Roma) Litostampa – Montechiarugolo (PR) AG Reggiane – Cavriago (RE) Nuceria Adesivi – Nocera Superiore (SA)


Italian COLD FOIL by EuroGraf, made in Italy® Vantaggi del nostro COLD FOIL 1 Applicabile su ogni macchina offset a foglio (anche bicolore). 2 La più grande installazione al mondo su KBA 162. 3 No rulli ballerini per controllo tensione, ma software appropriato. 4 Con l’opzione “FOIL SAVE”, prodotto unico di EuroGraf, esiste la concreta possibilità di “riutilizzare” il foil, quindi costi MINORI e guadagni MAGGIORI. BASTA SPRECHI !! 5 Nessuno spreco di foil in avviamento (FOIL STOP). 6 Grande esperienza applicativa. 7 Flessibilità: soluzione a 1 torre e a 2 torri, UV e IR. 8 Possibilità di utilizzare più bobine.

Motivi di acquisto del nostro COLD FOIL 1 Si ottiene uno stampato UNICO sul mercato, con elevato Valore Aggiunto e per essere più avanti dei concorrenti. 2 Strumento INNOVATIVO per la ricerca di nuovi clienti. 3 Rafforza la fedeltà con i Vostri clienti storici. 4 Perfetto nelle brevi e medie tirature. 5 Molto attraente nelle diverse forme di packaging. 6 Anche a retino e grandi effetti cromatici con la sovrastampa. 7 Il costo aggiuntivo del foil è “irrilevante rispetto all’originalità e alla qualità del foglio finito”. 8 Possibilità di sviluppo con l’applicazione del film olografico (HOLOGRAPHIC FILM APPLICATION o CAST and CURE).

EuroGraf Tecnologia per la Stampa s.r.l. – Via dei Carracci, 10 – 20149 Milano Tel. 02 48014653 Fax 02 48014659 info@eurografsrl.com


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Ricoh Pro™ C651EX, Pro™ C751EX, Pro C751™

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Dotato di particelle ultra-sottili con un basso punto di fusione, questo toner consente di ottenere una finitura più regolare e uniforme.

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5 Varie opzioni per il finishing Le attività di Ricerca e Sviluppo si sono focalizzate sulla gestione dei supporti per dare ai clienti la possibilità di offrire servizi di stampa avanzati su un’ampia varietà di media. Le numerose opzioni disponibili consentono flessibilità e personalizzazione del sistema; tra le principali: nuova unità multipiega, rilegatore a spirali, svariate tipologie di pinzature, impilatore ad alta capacità e GBC StreamPunch. La nuova gamma integra i punti di forza già disponibili su Ricoh Pro C901 Graphic Arts Edition: l’elevata produttività (stampa alla velocità nominale su tutti i supporti fino a 220 g/m2); il toner chimico PxP per stampe simili all’offset; l’ampia libreria di supporti con oltre 150 profili testati al momento del lancio, personalizzabile in autonomia dal cliente.

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Ricoh Europe ha presentato tre nuovi modelli per la stampa digitale a colori light production: Ricoh Pro C651EX, Pro C751EX (dotati anche di scanner) e Ricoh Pro C751 (in versione stampante). Questi sistemi rappresentano la soluzione ideale per chi opera nella stampa digitale e per i centri stampa aziendali e si contraddistinguono per la qualità dell’output. Tecnologia VCSEL (Vertical La gamma è dotata di una Cavity Surface-Emitting Laser) nuova tecnologia laser denomiRisultati di qualità eccezionale e nata VCSEL (Vertical Cavity un registro perfetto (risoluzione 1.200x4.800 dpi). Tecnologia che Surface Emitting Laser) che garantisce risultati ottimali in offre particolari vantaggi nella termini di produttività, definiriproduzione di linee diagonali zione e precisione del registro, sottili e ottimizza la gestione del operando a 1.200x4.800 registro fronte-retro. dpi. Questa tecnologia offre particolari vantaggi nella riproduzione di linee diagonali sottili e ottimizza la gestione del registro fronte-retro. È l’unica soluzione nel mercato della stampa di produzione a foglio singolo con un sistema di raffreddamento a liquido che ottimizza la produttività mantenendo sotto controllo la temperatura. È garantito inoltre il controllo attivo della densità del toner Unità ORU che assicura qualità costanti L’operatore può sostituire i anche in alte tirature. Le unità componenti principali senza intervento dell’assistenza tecnica, ORU (Operator Replaceable Unit) massimizzano la proa garanzia di una maggiore duttività del sistema; è inoltre continuità operativa. possibile sostituire il toner durante la stampa eliminando la necessità di interrompere la produzione.

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La gamma è dotata di una nuova tecnologia laser denominata VCSEL che garantisce risultati ottimali in termini di produttività, definizione e precisione del registro.

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Permette di stampare senza interruzioni con risultati ottimali.

del cliente. Inoltre, i dispositivi sono stati progettati per essere connessi con le nuove soluzioni TotalFlow di Ricoh. Peter Williams, Executive Vice President, Ricoh Production Printing Business Group di Ricoh Europe, commenta: «Il nostro top di gamma Ricoh Pro C901 Graphic Arts Edition è sempre più un punto di riferimento per i fornitori di servizi di stampa.

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Tra le principali: nuove unità multipiega, rilegatore a spirali, svariate tipologie di pinzature e impilatore.

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4 Le applicazioni I nuovi modelli Ricoh Pro C651EX, 751EX e 751 sono ideali per la produzione di libretti e manuali, mailing, report, photobook, brochure e cataloghi e per applicazioni di book on demand. Dotati del nuovo controller EFI E41A, sono ideali per tutti gli ambienti produttivi integrandosi facilmente nei flussi di lavoro

Il lancio di questa nuova gamma amplia l’offerta Ricoh per rispondere alle esigenze del mercato light production consentendo agli operatori del settore di sviluppare il business. Questa serie rappresenta un’innovazione senza precedenti nel mondo della stampa e darà un grande contributo all’evoluzione del mercato».

Notevole versatilità dei supporti di stampa

Grazie alla nuova unità di fusione e al percorso carta progettato per supportare fino a 220 g/m², il sistema è ideale per un’ampia gamma di applicazioni.

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NEWS

notizie dalle aziende

lastre ctp

Fujifilm presenta la “processless” Brillia HD PRO-T3

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rizzata da tre tecnologie progettate per ottimizzare i risultati. La prima è la nuova speciale tecnologia Multi Grain (MGV). Questo nuovo processo di “micro-granitura”, applicato al supporto alluminio, garantisce la più ampia latitudine nel bilanciamento acqua/ inchiostro durante la stampa. La seconda tecnologia è costituita dall’esclusivo rivestimento “multi-layer” di Fujifilm che offre differenti funzionalità tra gli strati ultrasottili. Uno strato superiore controlla la diffusione dell’ossigeno assicurando la migliore stabilità e durata della lastra mentre lo strato fotosensibile apporta una elevata sensibilità e

produttività. Per finire, Brillia HD PRO-T3 è dotata della esclusiva tecnologia “Fine Particle Dispersion” (FPD) di Fujifilm che migliora drasticamente i risultati di stampa. La combinazione di que-

ste tecnologie consente una più ampia tolleranza nelle differenti condizioni di stampa. La Brillia HD PRO-T3 è già disponibile.

Brillia HD PRO-T3 è dotata dell’esclusiva tecnologia “Fine Particle Dispersion” (FPD) di Fujifilm che migliora i risultati di stampa.

Fujifilm Italia, tel. 02.929741 Servizio lettori n. 1

UV lED

anticontraffazione

Da Mimaki una nuova flatbed da tavolo

Le proposte di Kurz al 5° Kazachok Licensing Forum

Dopo il grande successo di UJF-3042, la prima flatbed da tavolo UV LED, Bompan presenta la seconda generazione UJF-3042FX. Il suo segreto è quello di poter montare 3 differenti inchiostri a seconda delle caratteristiche del supporto da stampare e delle lavorazioni successive (nuovo inchiostro LF-140 con elasticità del 140%, flessibile LF-200 con elasticità del 200% in aggiunta al rigido LH-100, cartucce da 220 o 600 ml). Ma la vera rivoluzione è che UJF-3042FX gestisce in contemporanea senza alcuno spreco di tempo esacromia, bianco, vernice lucida o opaca e anche il primer. Quest’ultimo utile solo su quei materiali che ancora oggi in digitale ne richiedono l’applicazione come l’alluminio anodizzato, il plexiglass e il vetro.

Luxoro, distributore esclusivo per l’Italia del gruppo Kurz, ha partecipato al 5° Kazachok Licensing Forum, uno dei principali eventi annuali riguardanti il licensing. In questo ambito l’azienda, leader nella fornitura di lamine per stampa a caldo e a freddo e nella sicurezza, ha proposto soluzioni olografiche integrate per la lotta alla contraffazione e al mercato parallelo. Luxoro è in grado di soddisfare ogni esigenza: materiali olografici irremovibili per pendenti e cartellini e soluzioni olografiche brevettate per etichette in tessuto.

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Bompan, Tel. 0331.81971 Servizio lettori n. 2

IPI 129/11

Fujifilm Europe annuncia il lancio della lastra da stampa Brillia HD PROT3, basata sulla nuova, esclusiva tecnologia Fine Particle Dispersion (FPD) che migliora ulteriormente i risultati di stampa. Si tratta di una lastra “processless” che elimina la sviluppatrice, i prodotti chimici, la gomma e l’acqua. Brillia HD PRO-T3 è anche l’unica, tra le lastre che non utilizzano prodotti chimici, che non riduce la produttività del CtP senza compromettere la qualità di scrittura, permettendo la riproduzione di retini da 1% a 99% e della retinatura FM 20µm. L’ultima versione di questa innovativa lastra “processless” è caratte-


NEWS

notizie dalle aziende grande formato

Ampliata la famiglia HP con tecnologia Latex

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lizzano i nuovi inchiostri HP 792 Latex Designjet, che producono neri intensi e stampe lucide su striscioni e vinile autoadesivo e sono compatibili con oltre 500 supporti. I nuovi dispositivi producono un output con risoluzione di 1200 dpi con permanenza di esposizione in esterno fino a tre anni senza laminazione o fino a cinque anni con laminazione per stampe durature di alta qualità. L’output, inoltre, si asciuga all’interno della stampante, aumentando la produttività per i lavori

di stampa fronte-retro e consentendo di passare immediatamente alla fase di finissaggio o all’utilizzo. Il sistema di stampa HP Designjet L26500 è disponibile a partire

da novembre, mentre il modello HP Designjet L28500 sarà disponibile a partire dal 20 gennaio del 2012. C

HP ha presentato due sistemi di stampa HP Designjet in grado di gestire una gamma più ampia di applicazioni di cartellonistica per interni ed esterni e dotate di maggiore versatilità rispetto agli inchiostri a solventi ed eco-solventi. La HP Designjet L28500 da 264 cm è fino al 70 per cento più veloce rispetto alla HP Designjet L25500, mentre la HP Designjet L26500 da 154,94 cm è ideale per i clienti che si affacciano per la prima volta sul mercato della segnaletica su supporti morbidi. Entrambi i sistemi uti-

HP, Tel. 0292121

Servizio lettori n. 4

ompatibili con oltre 500 supporti, tra cui il nuovo materiale per striscioni rinforzati HP HDPE fronte-retro, gli inchiostri HP Latex forniscono prestazioni costanti e affidabili.

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NEWS

notizie dalle aziende

ctp flexo

Screen PlateRite FX1200 per imballaggi flessibili, cartoni e ondulato

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lastra che ha reso la gamma PlateRite di Screen leader mondiale nel segmento della offset, il PlateRite FX1200 offre una notevole qualità di stampa con una riproduzione tonale di livello superiore, dalle alte luci fino alle ombre. L’elevata produttività fino a 4 m2/h (flexo 3,3 m2/h a 4800 dpi) e di 6,3 m2/h (letterpress) garantisce che il volume produttivo del PlateRite FX1200 sia sempre pari alla sua qualità anche negli ambienti di produzione più impegnativi. Un output a 4800 dpi e lineature di retino fino a 200 lpi vengono ottenuti in modo preciso e affidabile grazie a una testa di incisione e relativa ottica di nuova concezione, che utilizza 64 diodi laser ad alta potenza ed elevato tempo di vita, dotati di una modalità di backup per garantire la

continuità della produzione anche nell’eventualità di un guasto al laser. Questa risoluzione, la più alta disponibile sul mercato, migliora in modo significativo la morbidezza di curve e diagonali, e la riproduzione di linee sottili e testo piccolo risulta perfetta con il PlateRite FX1200. Le gradazioni appaiono morbide, soprattutto nelle alte luci. Questo risultato viene

ulteriormente migliorato dalla tecnologia Screen FlexoDot, che offre la possibilità di scegliere la dimensione minima del puntino nelle mezzetinte e la sua forma, consentendo un migliore controllo tonale e una immagine più nitida nelle alte luci stampate.

Il PlateRite FX1200 offre un’ottima qualità di stampa con una riproduzione tonale di livello superiore, dalle alte luci fino alle ombre.

Samor Italia, Tel. 0832.623168 Servizio lettori n. 5

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Il nuovo PlateRite FX1200 utilizza la comprovata tecnologia di incisione termica di Screen, che consente di raggiungere un output di 4800 dpi per produzione di alta qualità di imballaggi flessibili, cartoni e imballaggio in ondulato. Terzo modello nella gamma flexo e letterpress di Screen, il PlateRite FX1200 va ad aggiungersi ai modelli FX870II e FX1524, e supporta tutte le tipologie di lastre in formati da 100x100 mm fino a 1200x1067 mm (47,2x42 pollici). Il sistema può anche essere aggiornato in sito alla FX1524 con dimensioni maggiori, pari a 1524x1067 mm (60x42 pollici), fornendo un percorso di crescita verso lavori di formato maggiore. Grazie alla tecnologia laser e di carico/scarico


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Prototipo presentato in collaborazione con Gamma

tecnologie etichette

Punch Graphix

Sistemi innovativi in aiuto alle aziende Allo stand di Labelexpo La nuova Xeikon 3500 con il modulo di verniciatura DCoat500 integrato è ideale per la produzione di etichette e packaging.

Xeikon e basysPrint, che fanno parte del Gruppo Punch Graphix, hanno illustrato a un gruppo selezionato di giornalisti, prima dell’apertura di Labelexpo Europe, strategie e soluzioni innovative sviluppate in questi anni grazie ai risultati positivi. Nonostante le difficoltà del periodo, il Gruppo ha registrato un raddoppio delle vendite dal 2008 e un incremento globale del 22% nel 2010, con un utile del 4,6% al netto delle tasse e reinvestimenti. In fiera poi − nell’area dove dimostrazioni dal vivo di stampa digitale di imballaggi consentivano di scoprire in che modo le macchine da stampa a banda stretta e media possono essere impiegate per la stampa di imballaggi a basse tirature, astucci pieghevoli e POS/ POP − davano dimostrazione di quanto annunciato. La serie 3000 di Xeikon, che appartiene alla categoria della stampa industriale − etichette e packaging − si arricchisce ora della Xeikon 3500 con la soluzione DCoat500 integrata, diventando una linea di trasformazione versatile per la produzione di etichette e per il packaging. Grazie a una banda larga 500 mm, è la prima macchina digitale che si pone nel mercato dell’alta produttività, mentre la DCoat500 completa le soluzioni di finitura esistenti (DCoat330, UCoat500 e miniDCoat330). In base alle necessità produttive dell’utilizzatore, la Dcoat500, in linea o fuori linea, esegue la finitura applicando una vernice UV o la plastificazione. Dcoat500 integra inoltre una stazione di fustellatura in grado di funzionare come rotativa o semirotativa e comprende anche funzionalità di taglio e riavvolgimento. Per incrementare ulteriormente la produttività, Xeikon ha sviluppato l’ultima generazione di front-end Varilane, per la preparazione del file di stampa, che riassume in sé le caratteristiche di quelli che lo hanno preceduto dal 2004 in avanti in un’unica soluzione, riuscendo a far risparmiare fino al 30% del supporto grazie alla disposizione ottimale delle etichette anche di forme diverse. Grazie alla collaborazione con MACtac, la Xeikon 3500 permette la stampa dei nuovi supporti in polietilene estruso Cast PE 85 per i settori dell’igiene e della cosmetica. Questo si affianca ad altri nuovi materiali, Herma Naturflex e Primecoat S9500, biodegradabili e compostabili, che stanno già riscuotendo interesse. E a proposito di sostenibilità, in fiera Filip Weymans, Business Development Manager Labels & Packaging di Xeikon, ha letteralmente mangiato il toner secco per dimostrarne l’assoluta compatibilità con l’industria alimentare.

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di MARCO F. PICASSO

Macchine da stampa a banda larga, linee per trasformazione e decorazione, software integrato Xeikon e CtP multifunzione basysPrint: le soluzioni innovative di casa Punch Graphix comprendono anche la sede con R&D e stabilimenti produttivi per macchine da stampa, CtP e toner secco per stampa digitale.

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Prototipo presentato in collaborazione con Gamma

tecnologie etichette

Applicazioni Philip Weymans, Business Development Manager Labels&Packaging di Xeikon, mostra alcuni esempi di applicazione realizzati con Xeikon 3300 e 3500.

PERCHé DIGITALE? 3 TESTIMONIANZE Tre clienti provenienti da tre angoli estremi del mondo − Nuova Zelanda, USA, Gran Bretagna − hanno illustrato le loro esperienze positive grazie alla stampa digitale. GEON, il più importante stampatore con 25 stabilimenti in Australia e Nuova Zelanda, ha brevemente raccontato quanto accaduto al sito produttivo di Christchurch, una delle maggiori città nell’Isola del Sud, che produce 9 milioni di etichette alla settimana. Colpita da un violento terremoto che ha danneggiato stabilimento e macchine, e lasciato la città senza energia per una settimana, è stata in grado, appena ristabilite le condizioni per la ripresa dell’attività, di ripristinare lo stock di etichette grazie alla rapidità di messa a punto della Xeikon. La statunitense Tapecon, un colosso che copre praticamente tutti i settori dell’industria, è passata al digitale a cominciare dalla fine degli anni ’90 con il trasferimento termico, seguito a partire dal 2004 con l’acquisto delle macchine sia a bobina sia in piano di grande formato. Xeikon 3300 è entrata nel 2009 e da allora ha sostenuto i tre maggiori clienti per un fatturato di 830.000 dollari. Particolare il caso della inglese CS Labels Ltd, in origine piccola azienda familiare dedicata per l’85% alle decorazioni serigrafiche e per il resto alla stampa flexo. Con la concorrenza cinese subì un vero tracollo fino al rischio chiusura nel 2007. Presa la decisione di cambiare radicalmente strategia, abbandonava la serigrafia passando completamente al digitale con una Xeikon 330, seguita da una seconda nel 2008, entrambe sostituite nel 2009 e 2010 con le nuove 3030 e con l’aggiunta della Xeikon 3300 nel 2011. Il risultato è stato un incremento degli utili del 30% dal 2007, un aumento di dipendenti da 10 a 23, e la possibilità di riportare in Inghilterra la produzione di oggetti decorati, estendendo il mercato anche a nuovi prodotti, come ad esempio i laminati per pavimentazioni.

CtP tuttofare Interessante il nuovo UV-Setter 851x di basysPrint in luce UV nei formati 450x e 850x per lastre offset, lastre di verniciatura con riserva, cliché in magnesio o in rame, telai serigrafici e fustelle flessibili, che si propone come una soluzione di grande versatilità per convertitori che intendono produrre in casa le proprie matrici di stampa. Come mostrato in fiera, la produttività del platesetter UV-offset è di 120 lastre/h (470x650 mm). La novità consiste, tra l’altro, nella possibilità di collegamento remoto via smartphone. La versione manuale può essere trasformata in semi-automatica e completamente automatica e multi-cassetti per ospitare contemporaneamente matrici delle diverse tecnologie di stampa. Da evidenziare anche il basso consumo di energia. IPI 129/11

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Trasferimento termico Assieme al partner Moss, leader nelle tecnologie di decorazione contenitori, Xeikon ha ora aggiunto al proprio repertorio la possibilità di stampa diretta per la decorazione di una vasta gamma di contenitori in plastica, tappi in alluminio, flaconi e articoli simili, mediante l’applicatore Digitube. Nella prima fase del processo, la Xeikon 3500 stampa il numero di etichette a trasferimento termico necessarie per la decorazione; poi la bobina di decalcomanie stampate viene inserita nell’applicatore Moss, che applica l’etichetta sul contenitore con processo di trasferimento termico. Il risultato è una decorazione di qualità resistente ai graffi e all’acqua.


opinioni gestione aziendale

Alberto Sironi

Aziende di successo Come si incrocia il nostro mercato con le aziende, o meglio quali caratteristiche deve sviluppare un’impresa per evolvere in modo tale da abbinare felicemente la propria mission e le sue capacità con uno specifico settore di stampa?

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Prima di rispondere, è necessario suddividere il mercato non per categorie di prodotti o tecnologie, bensì più in generale, per macro aree. Ne consegue una visione semplificata che comprende 3 principali tipologie: il grande settore della comunicazione stampata standard (giornali, riviste, libri, cataloghi, pubblicità ecc.), la cartotecnica (packaging, espositori, etichette), le nicchie merceologiche o costituite per prodotti speciali. Ognuno di questi ha opportune differenziazioni essendo vastissimi, ma con alcune regole fisse all’interno: prezzo basso e velocità per la comunicazione stampata standard, malizia del mestiere per la cartotecnica, estrema specializzazione sui mercati per le nicchie. Vediamo quali modelli di aziende di stampa potrebbero risultare vincenti in futuro e incrociamole con i tre settori. Primo modello: le industrie della comunicazione integrate e verticali, tese nello sfruttare a pieno la tecnologia e in grado di acquisire la necessaria mole di lavoro per l’adeguata capacità produttiva e l’abilità nei canali di vendita. Concentrate nel produrre prodotti standard nel rispetto dei tempi e con l’attenzione primaria al contenimento dei costi. Baseranno la loro fortuna pricipalmente sull’informatizzazione e automatizzazione di tutti i processi. Secondo modello: le aziende di servizi, che sapranno “comprare i problemi del cliente” ed essere camaleontiche nella propria multifunzionalità, personalizzando la proposta in relazione all’interlocutore. Saranno concentrate sulle relazioni e nell’abilità al problem solving, su cui baseranno il proprio successo insieme alla rete di fornitori selezionati a disposizione. Svilupperanno nuove proposte in ambiti di pre (multicanalità, DAM) o post (logistica e catena distributiva) produzione. Terzo modello: i laboratori della qualità e della tecnica, che potranno far leva su esperienza e conoscenze di applicazione dei processi speciali. Saranno concentrate, come già lo sono, su creatività e nobilitazione, per fornire prodotti che altri non sono in grado di eseguire. Baseranno il proprio business sulle nicchie interessate all’alta qualità o a prodotti particolari di alto valore aggiunto. Quarto modello: l’azienda mista, che cioè riuscirà a coniugare più di una tipologia di approccio al mercato per risultare vincente, abbinando ad esempio l’industria ai servizi multifunzionali, o tecniche speciali e personalizzazione alla logistica. Il primo modello si posiziona bene nel mercato della comunicazione stampata ma anche sul packaging di elevati volumi; il secondo modello più alla comunicazione ma anche alle nicchie, per le quali sembra perfetto il terzo modello, applicabile però anche alla cartotecnica. Infine l’azienda mista è chiaramente trasversale. Prossimamente ci occuperemo di un percorso virtuoso comune alle aziende dei diversi modelli/settori, da intraprendere per costruire il proprio successo.


eventi editoria

ANES

Il mestiere degli editori Il tema del cambiamento al centro del 5° Forum degli Editori Tecnici Professionali Specializzati In apertura Cristina Ferrari, segretario generale della ANES, ha sottolineato il ruolo dell’Associazione come luogo di confronto, formazione e apprendimento per i 236 editori soci, un ruolo di grande importanza in un momento in cui l’affermazione di Internet ha messo in moto una serie di trasformazioni dei processi e del profilo delle aziende editoriali.

Cristina Ferrari, segretario generale ANES, sottolinea il ruolo dell’Associazione come luogo di confronto, formazione e apprendimento per i soci.

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«Il nostro mestiere si trasforma e adotta formati e modalità diversi», ha esordito Alessandro Cederle, presidente di ANES, «ma mentre tutto cambia, il valore del nostro ruolo di mediatore all’interno dei mercati è sempre lo stesso e si riconferma nel mutare delle formule e dei media». Il presidente ha proseguito mettendo l’accento sull’urgenza del rinnovamento del business editoriale, perché il cambiamento innescato dai new media è inarrestabile e non più rimandabile. Ovviamente il percorso non è facile, né esistono facili ricette; ANES perciò si sta muovendo a sostegno dei soci in diverse direzioni e attraverso una serie di attività e servizi quali i corsi di formazione, l’allestimento di una directory fornitori, l’impegno presso le istituzioni governative sul fronte delle tariffe postali, la distribuzione in edicola, il CSST, convenzioni e offerte speciali. «Perché il cambiamento è possibile, ma nessuna azienda può affrontarlo da sola». Lorenzo Paoli, Senior Manager Strategic Management Partners, ha presentato i risultati di un’indagine esclusiva condotta tra gli associati ANES da cui emerge che attualmente il 76% dei ricavi deriva dalla carta e dall’adv nel 66% dei casi. Se è vero che entro 3-5 anni si prevede il decremento del ruolo della carta, non si pensa cambierà il modello di business che – affermano gli editori ANES – continuerà a essere basato sulla vendita di pubblicità. Il 54% delle aziende ANES sostiene di avere una conoscenza di Internet alta o molto alta, il 71% ha un sito, ma il 55% lo aggiorna solo settimanalmente, mensilmente o addirittura con meno frequenza, in base alla periodicità dei prodotti cartacei. Sembra quindi, nella maggior parte dei casi, che l’utilizzo del web da parte degli editori specializzati sia concentrato sulla messa online delle riviste: pdf per il 73%, flip per il 54%, newsletter e dem per il 78%. Il 54% dei siti degli intervistati è ottimizzato per i motori di ricerca, ma il 56% non ha ancora adottato modelli di social networking e web 2.0, anche se il 90% ritiene lo si debba fare. Ancora limitata è la percentuale (17%) dei siti


“Il cambiamento è possibile, ma nessuna azienda può affrontarlo da sola”.

eventi editoria

Alessandro Cederle

Alessandro Cederle, presidente ANES: “Mentre tutto cambia, il valore del nostro ruolo di mediatori all’interno dei mercati rimane sempre lo stesso”.

Lorenzo Paoli

Antonio Greco

Roberto Pissimiglia

ottimizzati per i vari device (tablet, smartphone ecc.), benché l’84% dei soci sia consapevole del loro grande sviluppo entro 3-5 anni. Infine, il 56% riconosce che la rete di vendita fatica ad assimilare Internet e il 29% vende prevalentemente banner. Una fotografia in movimento, dunque, di una realtà in rapida trasformazione. Nella tavola rotonda coordinata da Stefano Quintarelli, direttore Area Digital Gruppo Sole 24 Ore, Stefano Maruzzi (Country Director Google Italy) ha affermato che dallo scorso settembre le connessioni a Internet in Italia sono aumentate di molto, soprattutto per mezzo dei device mobili. Google riceve dall’Italia 4 miliardi di interrogazioni al mese. C’è tanto contenuto sul web ed è questo che spinge gli utenti a fare uso di Internet. Cresce anche il tempo speso online mentre in termini di ricavi pubblicitari se la tv resta il primo media per spending (dati 2010) e i quotidiani sono in calo, Internet ha raggiunto il miliardo di euro e nel 2012 ci sarà il sorpasso degli investimenti pubblicitari online rispetto alla carta. «Se una volta c’erano le media company», ha concluso Maruzzi, «oggi l’aumento della competizione e l’assenza di barriere all’ingresso ha cambiato lo scenario dell’offerta di contenuti: occorre certamente rivedere il business model, ma anche le caratteristiche del prodotto, insistere sulle tecnologie e far pagare i contenuti». Non concordava completamente Paolo Tacconi, Executive Producer MSN Western Europe - Microsoft, affermando che al momento la maggior parte dei ricavi provengono ancora dall’advertising, dal search e dal display. Poiché la caratteristica del mercato italiano è la polverizzazione dell’apparato produttivo, per non duplicare gli sforzi ha suggerito agli editori di unire le risorse nell’affrontare il cambiamento e ha sottolineato il valore dell’aggregazione. Ha chiuso i lavori del mattino Alessandro Cederle, sottolineando che l’approccio verticale dell’editoria tecnica e professionale permette agli editori di sviluppare una sorta di “intimità” con i propri clienti e lettori, e questo rappresenta un enorme vantaggio rispetto all’informazione generalista nel passaggio dai modelli offline a quelli online. Occorre però rischiare e non aspettarsi di monetizzare subito per il solo fatto di aver investito in tecnologia. Il pomeriggio è stato dedicato alla presentazione delle attività, dei progetti e dei servizi di ANES a supporto del cambiamento. «ANES si sta trasformando da semplice associazione a fornitore di servizi di consulenza», ha esordito il vicepresidente Antonio Greco presentando il programma dei corsi di formazione che l’Associazione proporrà a partire dal 2012. Si tratta di una prima serie di corsi che risponde ai bisogni formativi emersi da un’inchiesta tra i soci e decisamente orientati all’ambito dei new media: il 64% è interessato alla riqualificazione della forza vendita, mentre il web marketing, il web content e il social media sono necessità espresse rispettivamente dal 40%, il 28% e il 20% degli editori. Roberto Pissimiglia, in qualità di vicepresidente, ha ricordato come nell’era della rivoluzione digitale tutto ruoti attorno ai contenuti e ha evidenziato ancora una volta il ruolo fondamentale di ANES nel sostenere gli editori soci proprio nella valorizzazione dei contenuti, la cui diffusione e fruizione è stata profondamente modificata dall’avvento delle piattaforme digitali. >segue a pag. 81

Claudio Garosci

Paolo Sciacca

Paolo Audino

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SpazioEcologia Stampa sostenibile

Percorso grafico per lo “sviluppo sostenibile” Sulle tematiche dello “sviluppo sostenibile” si è scritto e letto molto. Tutti oggi conosciamo quale sfida comporti ridisegnare il nostro intero stile di vita modificando abitudini e schemi mentali oramai fortemente radicati in noi per crescere cercando di soddisfare i nostri bisogni senza compromettere la possibilità che le generazioni future possano soddisfare i loro.

di DAVIDE BIANCOROSSO

Oltre all’ambiente, uno sviluppo sostenibile deve considerare gli aspetti sociali, economici e istituzionali, ossia variabili strettamente interconnesse tra loro. Si può quindi parlare di “sviluppo sostenibile” quanto si trova un punto di equilibrio che soddisfi tutte le quattro aree.

Dall’ambiente alla sostenibilità

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Parlare di sostenibilità impiegando solo tematiche ambientali è sbagliato e riduttivo; allo stesso modo promuovere la più completa e stringente certificazione ambientale non basta per testimoniare il proprio impegno verso uno sviluppo sostenibile. Modello cui tante aziende grafiche oggi fanno, in alcuni casi erroneamente, riferimento. La strada verso uno sviluppo sostenibile può essere lunga, difficile e piena di insidie; ad ogni modo mai uguale e mai banale. Ogni azienda deve trovare la sua declinazione di sostenibilità e nel tempo cercare di raggiungerla, sviluppando un modello credibile e naturalmente perseguibile.


“Lo sviluppo sostenibile è la via per garantire miglior qualità di vita per le generazioni presenti e future” Iniziare con il sociale...

to integrato fedrigoni

rappor

Se da qualche parte si deve iniziare, meglio farlo dagli aspetti concreti e tangibili. La conformità al Decreto Legislativo 81/08 e alle sue successive modifiche e integrazioni è la base iniziale da cui partire per parlare di “sostenibilità sociale”. Si può poi perseguire una certificazione HOSAS 18001 e quindi proseguire con attività sul territorio a testimonianza del proprio impegno prima di tutto nel salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori in primis e poi di altre parti interessate come la cittadinanza. Lo sviluppo sociale deve quindi essere inteso come la capacità di garantire una condizione di benessere, in termini di sicurezza, salute e istruzione, equamente distribuita per classi e generi.

...Proseguire con l’ambiente L’altro aspetto sicuramente tangibile è rappresentato dal rispetto del Decreto Legislativo 152/2006 e s.m.i. riguardante le norme in materia ambientale. Qui risultano molto utili la certificazione ISO 14001 e la Registrazione EMAS, ma anche la recente ISO 50001 in materia di gestione energetica. Le certificazioni FSC e PEFC, seppur molto più limitate, nascondono al loro interno sia l’aspetto etico sia quello ambientale e, siccome si applicano alla materia prima impiegata dalle aziende di stampa, sono solitamente considerate il primo gradino della scala che può portare all’idea di sviluppo sostenibile. Inoltre queste due certificazioni, essendo di portata limitata, non hanno forti impatti sulla struttura organizzativa di un’azienda e possono essere ottenute nel breve periodo. Le certificazioni di sistema di gestione ambientale sono invece più complesse e richiedono solitamente una revisione di tutti processi e dell’intera struttura aziendale; tipicamente possono essere implementate nel medio periodo, ovvero da 6 a 18 mesi in base alle dimensioni e alla complessità dell’organizzazione che si vuole certificare. Lo sviluppo ambientale deve essere quindi inteso come la capacità di mantenere inalterata la qualità e riproducibilità delle risorse naturali.

Sostenibilità economica e sociale Oltre a questi due aspetti, per parlare di sviluppo sostenibile non bisogna dimenticarsi della sostenibilità economica, ovvero della capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione, e di sostenibilità sociale, cioè della capacità di assicurare condizioni di stabilità, democrazia, partecipazione, giustizia. Solo quando tutti questi aspetti sono valutati e in una qualche forma soddisfatti, un’azienda può definirsi sostenibile.

Pensare in termini di sviluppo sostenibile Detto in questi termini si comprende che per parlare di sviluppo sostenibile le certificazioni possono essere un valido aiuto, un utile strumento, ma non possono certamente essere confuse con lo scopo. In fin dei conti uno sviluppo sostenibile può essere la via per “garantire una migliore qualità della vita per tutte le generazioni presenti e future”.

Ad attestare l’attenzione di Fedrigoni alla conservazione di beni naturali c’è il processo di certificazione dei sistemi gestionali per la qualità, l’ambiente, la sicurezza e salute sui luoghi di lavoro (UNI EN ISO 900, ISO 1400, BSI–OHSAS 18001). La totalità delle carte del Gruppo è in linea con gli standard del Forest Stewardship Council (FSC) e il sistema di carte ecologiche Freelife vanta il restrittivo marchio europeo Ecolabel. Da tempo l’Azienda si impegna ad acquistare materie prime fibrose unicamente da fornitori che praticano gestioni forestali sostenibili, realizzando cellulose TCF o ECF. Scelta riconosciuta da FSC nella certificazione CQ – CoC-015523.

Certificazione ambientale a durst

Durst Phototechnik ha ricevuto la certificazione ISO 14001:2004 per il suo sistema di gestione ambientale da Quality Austria. L’azienda rispetta i 16 principi enunciati nell’ICC Charter per lo sviluppo sostenibile a lungo termine, così come i principi della “Agenda 21” e della “Convenzione alpina”, entrambi importanti per la regione Tirolo. Durst considera la salvaguardia dell’ambiente e la necessità di condurre l’attività in maniera eco sostenibile la principale priorità della sua policy, cercando di ottenere performance ambientali sempre migliori nell’ambito di tutta la forza lavoro.

“White is paper, green is the issue”

Pubblicato e disponibile nell’area media del sito il Rapporto Ambientale 2010 di Burgo Group. Il titolo-concept è White is the paper, Green is the Issue, il bianco della carta e il verde della sfida ambientale. Colori testimonial di un sistema che ha nella carta il proprio core business e nella sostenibilità in tutte le fasi del processo un impegno concreto. Il Rapporto Ambientale 2010 illustra i programmi dell’obiettivo sostenibilità per il triennio 2010-2012, una serie di interventi mirati alla riduzione dell’impatto sul territorio, all’impiego efficiente di risorse naturali e all’applicazione di sistemi internazionali per la gestione ambientale e della sicurezza.

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eventi convegni

“Due giorni con l’Unione”

Cambio di passo necessario Questo l’argomento di fondo che ha caratterizzato la “due giorni” di quest’anno in Liguria “Imparare dagli altri attraverso un sano confronto” potrebbe essere il leitmotiv della dodicesima edizione dell’evento organizzato dall’Unione Industriali Grafici Cartotecnici di Milano, che quest’anno, grazie al contributo di ben tredici sponsor, ha accolto quasi un centinaio di partecipanti nell’incantevole cornice del Golfo del Tigullio.

di CRISTINA ROSSI

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A fare gli onori di casa, nell’elegante Excelsior Palace Hotel di Rapallo, Massimo Villani, direttore dell’Unione, che ha dato il benvenuto ai partecipanti, Federico Cherubini, presidente uscente, che ha fornito i dati dell’Osservatorio Assografici relativi all’industria grafica, e Renzo Viappiani, presidente dell’ITS Angelo Rizzoli, che ha sottolineato l’importanza di un’adeguata formazione nelle scuole, illustrando il nuovo corso universitario biennale che andrà a formare la figura professionale del Tecnico Superiore per la grafica, la multicanalità, gli strumenti e i sistemi di comunicazione. “Perché la nicchia soffre. Perché la crescita premia” era il titolo del convegno, coordinato da Federico Visconti, professore ordinario di Economia aziendale (Università Valle d’Aosta) e direttore Divisione Corporate Custom Programs alla SDA Bocconi School of Management. «Il nostro quadro di riferimento», ha spiegato Visconti, «è rappresentato da un alto tasso di mortalità delle imprese, un grado di utilizzo della capacità produttiva attorno al 70% e un frequente ricorso alla cassa integrazione. Il settore delle arti grafiche, come altri comparti industriali, sta vivendo un momento estremamente difficile e delicato, in cui la redditività del capitale investito è sempre più povera. La domanda da porsi in questo momento è: a quali condizioni le aziende riescono a stare sul mercato e quando è meglio che lo abbandonino del tutto?». Secondo Visconti la difficile situazione economica e strutturale impone la necessità di “ripulire” il mercato attraverso una selezione delle aziende, in modo da costruire nuovi equilibri settoriali. In particolare, le aziende, soprattutto quelle medio-piccole che in questo momento sono in difficoltà, dovrebbero prendere in considerazione possibili sinergie con altre aziende, a livello di accordi o anche fusioni. «Il fattore dimensione è importante. Quando si hanno le spalle più larghe si negozia meglio il rapporto con le banche e con i produttori di materie prime e inoltre è più facile diversificare il proprio business».


Massimo Villani, direttore dell’Unione Industriali Grafici e Cartotecnici di Milano.

I testimonial Da sinistra, Federico Visconti modera la tavola rotonda che ha visto protagonisti Juri Camoni, Francesca Montuoro, Marcello Caroni e Giuseppe Meana.

eventi convegni

Quattro aziende, quattro esempi di cambiamento

A confermare la tesi del prof. Visconti sono intervenuti quattro “testimonial” – Pusterla 1980, Mec Pac, Pirrone e Legatoria PGM – che hanno illustrato ai presenti il percorso di evoluzione intrapreso, attraverso acquisizioni di società e investimenti tecnologici, al fine di mantenere la propria competitività in un mercato messo a dura prova dalla crisi economica e strutturale. Nata nel 1985 come azienda specializzata nella confezione di libri cartonati con dorso quadro senza capitello, nel corso degli anni Legatoria PGM ha abbandonato la propria specializzazione, estendendo le lavorazioni a tutti i libri cartonati. «Nel 2005 abbiamo effettuato un investimento per aggredire il mercato della brossura e del soft cover e nello stesso anno sono entrato in azienda, affiancando mio padre, dopo aver conseguito una laurea in economia aziendale», ha raccontato Juri Camoni, figlio del fondatore dell’azienda. «Oggi la società ha acquisito un’azienda concorrente, la ex Legamatic, ed è attiva a 360° nel mondo della legatoria e questo ci ha consentito di fare massa critica». Sul mercato da 75 anni, Pirrone è specializzata nella trasformazione di carte termiche. «Inizialmente ci siamo concentrati sulla produzione di carte termiche per il mercato ospedaliero», ha detto Francesca Montuoro, ad dell’azienda, «ma poi abbiamo diversificato il business creando delle divisioni, dove il core business è rimasto quello delle carte termiche ma in mercati diversi, come quello dei ticket per vari utilizzi, per parcheggi, cinema, teatri ecc. Il nostro cambio di passo ha comportato dunque l’abbandono del monoprodotto e la vendita all’utenza finale del mercato. Un altro passo importante è stato l’ingresso nel mercato spagnolo attraverso l’acquisizione di un’azienda». «Mec Pac nasce nel 1965 come distributore commerciale di una multinazionale americana, gestita da mio padre come secondo lavoro», ha raccontato Marcello Caroni. «All’inizio degli anni Novanta, dopo essermi laureato in Economia aziendale in Bocconi, entro in azienda che nel frattempo si trasforma da distributore in trasformatore di materie plastiche e film per imballaggio. L’acquisizione di un’azienda ci consente, infatti, di entrare in un settore diverso, nel quale nell’arco di 10 anni effettuiamo degli investimenti fino a diventare dei veri e propri converter. Recentemente abbiamo rilevato un’azienda simile alla nostra che operava nel mercato francese. Oggi fatturiamo 8 milioni di euro, un bel percorso di crescita se pensiamo che negli anni Novanta eravamo partiti da circa 2 milioni». L’ultimo testimonial è l’architetto Giuseppe Meana, a capo di una delle cartotecniche più affermate in Italia e ora anche in Francia: Pusterla 1880. Fondata nel 1880 da Alessandro Pusterla, l’azienda era specializzata inizialmente nella produzione di scatole e astucci per l’industria farmaceutica. Nel 1920 muore il fondatore senza lasciare eredi e due anni dopo il nonno di Giuseppe Meana compra la società e continua a produrre scatole per l’industria farmaceutica. Nel 1970 l’azienda smette di produrre per il farmaceutico e migra verso il settore dei beni di lusso – cosmetica, profumeria, liquori e altri oggetti raffinati – realizzando astucci pieghevoli e scatole rivestite. Seguono l’acquisizione nel ’99 di Coffrets Création, in Francia, l’apertura in Romania nel 2004 di Dacica Teca, che produce cofanet-

Presidente e guest speaker Federico Visconti e, sopra, Federico Cherubini che a metà dell’anno prossimo concluderà il suo mandato come presidente dell’Unione.

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eventi convegni

“Le aziende medio-piccole in difficoltà dovrebbero considerare possibili sinergie con altre aziende”.

Federico Visconti

ti confezionati a mano, e l’acquisizione nel 2009 di Cazelles, specializzata nelle scatole di lusso. Nel 2010 viene acquisita Tephor vicino a Parigi specializzata in termoformati in plastica. Oggi Pusterla 1880 fattura 37 milioni con 240 persone. «Le quattro aziende testimonial hanno operato un cambio di passo, determinato dall’ambizione dell’imprenditore», ha osservato Federico Visconti. Ma qual è stato il fattore rilevante che ha portato a questo cambio di passo? La saturazione degli impianti e la forma mentis degli imprenditori, ha risposto Juri Camoni. La constatazione che non era possibile fossilizzarsi su un unico business, ha detto Francesca Montuoro. La spinta alla crescita e la fragilità insita nel fatto di essere distributori, ha affermato Marcello Caroni. Il tentativo di uscire da una nicchia e dal nostro Paese, la volontà di entrare in nuovi mercati con volumi diversi e uno standard qualitativo più alto, ha detto Giuseppe Meana. «Siamo in un momento in cui le aziende si trovano a intraprendere processi decisionali sempre più sofisticati», ha spiegato Visconti. «Ieri la diversificazione aziendale avveniva attraverso l’investimento in nuove attrezzature; oggi si è più favorevoli, quando possibile, all’acquisizione di aziende». La parola agli sponsor

Nel pomeriggio la parola è stata data ai fornitori, ossia gli sponsor, che hanno toccato vari temi interessanti. Tra i produttori di macchine da stampa offset – KBA, manroland e Assgraf, distributore di Mitsubishi – la constatazione comune che da un lato la tendenza è quella di produrre macchine sempre più avanzate dal punto di vista tecnologico e con una capacità produttiva sempre più elevata e, dall’altro, i mercati dei Paesi industrializzati (Europa occidentale, Stati Uniti ecc.) sono sempre più saturi e quindi una buona fetta della produzione è destinata ai Paesi emergenti, come Cina, India, America Latina, Europa orientale… «I numeri Assgraf si stanno spostando sulle macchine usate, perché i clienti non riescono ad avere i finanziamenti necessari per investire nelle macchine nuove», ha dichiarato David Marinoni di Assgraf. Le difficoltà vengono denunciate anche dai produttori di carta. «Dal 2004 il settore è in crisi e molte cartiere hanno chiuso i battenti», ha detto Stefano Benedetti di Fedrigoni. Meno funesti i toni utilizzati da Erminio Cortese della Colorgraf, produttore italiano di inchiostri: «Quest’anno abbiamo festeggiato i nostri primi 60 anni ampliando la serie di produzione dei nostri inchiostri. Siamo stati i primi in Italia a credere 40 anni fa negli inchiostri UV e oggi siamo leader in questo ambito». Tra gli altri sponsor: Tresu Italia, Fujifilm, Duplo, Edigit, SAS Italia.

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NEWS

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La campagna per il rilancio della gamma di carte Conqueror, concepita e realizzata dall’agenzia reflexparis con la collaborazione del noto designer e tipografo Jean François Porchez, si è aggiudicata un altro importante riconoscimento. “It’s Not What You Say, It’s How You Say It” è stata premiata a Parigi in occasione del Grand Prix Stratégies du Design con L’Editorial Design Award. La campagna ruota attorno al lancio di nuove finiture, colori e servizi inediti dedicati ai designer. Storico brand delle carte creative di Arjowiggins, Conqueror è la prima sul mercato a disporre di una gamma riciclata certificata FSC. www.conqueror.com

Carta

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&Supporti

premi

Alla campagna Conqueror l’Editorial Design

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Nella Munken Agenda 2012, alla terza edizione, Arctic Paper ha posto l’attenzione su come la passione per la carta accomuni i cartai della fabbrica di Munkedal con i designer e gli stampatori di tutta Europa. L’Agenda fonde infatti le attività quotidiane svolte in cartiera con quelle svolte dagli stampatori e dai designer, perché siano tutti protagonisti della creazione delle carte da design di Munken. Una delle iniziative in corso è la trasmissione, sul sito, del secondo video attraverso il quale si può fare una pausa-caffè virtuale con uno degli esperti della cartiera di Munkedals. Il video fornisce nozioni su produzione e uso della carta, distinzione tra le carte e temi tecnici. Anche l’agenda del 2012 è stampata su sei differenti qualità della linea Munken. www.arcticpaper.com/munkenshop

2

vOLumI

Manifesto Icograda su carta Favini

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AgendE

Munken 2012, passione per la carta

IPI 129/11

Sarà presentato a Taipei, all’International Design Alliance (IDA), il volume Icograda Design Education Manifesto 2011, curato da Fabrica e stampato su carta Shiro Echo di Favini 100% riciclata, certificata FSC e prodotta con Energia Pura. La pubblicazione è stata concepita come uno strumento geo-locazionale. Grazie al suo particolare design a forma di freccia, può essere utilizzata come un indicatore geografico. Puntando la bussola indicata a lato di ogni contributo verso il nord di Taipei, il libro indica la provenienza dei vari designer che vi hanno collaborato. www.favini.it


4

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patinate

Tecnoplus, affidabile e scattante

remi

L’IF Communication Design all’Hotel Book Fedrigoni

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suPporti

IPI 129/11

Green-line, la linea verde di Guandong

NEWS

“Nessuno metterebbe una sola parola sulla carta se avesse il coraggio di vivere ciò in cui crede”. Henry Miller

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Burgo Group ha presentato Tecnoplus, carta patinata per stampe di pregio di lavori commerciali, periodici di alta gamma, inserti, brochure, libri, calendari in offset e rotooffset. Spessore e rigidità sono stati ottimizzati per garantire un’ottima macchinabilità. Grazie poi all’elevata opacità e, soprattutto alla tinta più fredda, i colori sono più vivi, contrastati, brillanti e le immagini sono riprodotte con precisione in ogni dettaglio. Con Tecnoplus migliora anche il servizio: grazie al nuovo magazzino prodotti finiti i formati standard sono disponibili per consegne tempestive. Tecnoplus è disponibile anche con certificazione PEFC e FSC (Ecotecnoplus). www.burgopapers.com

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Oltre al Red Dot Award communication design 2011, l’Hotel Book Fedrigoni, realizzato dall’agenzia grafica ThomasManss & Co, si è aggiudicato un altro prestigioso premio e sarà riconosciuto con il rinomato marchio iF. I partecipanti sono stati valutati in base a criteri come target audience, contenuti, qualità del design e creatività, pertinenza alla sfera di riferimento del cliente, rapporto costo/efficacia, originalità e innovazione. Un libro lussuoso a edizione limitata che racconta a hotelier e designer quanto carta, tecniche di stampa e design possano migliorare il volto di un hotel e influire sulla percezione degli ospiti. www.fedrigonicartiere.com

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Guandong ha presentato in occasione di Viscom un altro tassello che va ad aggiungersi alla linea “Green Life for Digital Media”, supporti contraddistinti da riciclabilità e particolare attenzione all’ambiente. Oltre alla speciale linea eco-canvas cotone e poliestere matt e gloss per ottenere la massima resa di stampa con inchiostri dye pigment, latex e UV Curable (260 e 360 g) e Full Plastic 100% poliestere (160, 180 e 215 my) utilizzabile anche come backlit e adatto a qualsiasi tipo di stampa, si sono aggiunti due nuovi prodotti: Rafia Interhoven HD-PE da 175 g, banner intrecciato con finitura matt a elevata resistenza e leggerezza e, disponibile da gennaio, PE Banner, supporto al 100% di poliolefina con finitura matt resistente alle sollecitazioni meccaniche. www.guandong.it 77


eventi imballaggio

Converting Road Show 2011

Piccole fiere crescono Una ventina di fornitori in una piccola fiera dedicata a un mercato di nicchia molto promettente. Dopo la fase sperimentale del 2010, Verona sancisce il successo di un’idea vincente: un evento a carattere locale, praticamente un’open house collettiva, per mettere in evidenza macchine e strumentazione accessoria all’industria del packaging e converting.

di MARCO F. PICASSO

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La prima volta, quasi in sordina in un capannone in provincia di Alessandria: era nata dall’idea di alcune società di organizzare un’open house che raggruppasse alcune tipologie ad ampio raggio nel mondo del converting. La buona risposta e l’appoggio di altre aziende hanno suggerito il salto a Verona Fiere dove si è superata la soglia delle 20 aziende partecipanti con un buon numero di visitatori, tutti su appuntamento, provenienti da varie regioni. Sante Conselvan, uno dei promotori dell’iniziativa, ci spiega i concetti che stanno alla base del Road Show: «Il mercato del packaging è in lenta ma costante crescita, ma è soprattutto il concetto di packaging che evolve. Dopo il primo livello, che è quello destinato a contenere, proteggere e trasportare, si è passati negli scorsi anni al secondo livello, legato alla diffusione della grande distribuzione». Infatti, come ben sappiamo, è da tempo riconosciuta l’importanza che contenitori, scatole, buste, etichette hanno sulle vendite: il cosiddetto “marketing da scaffale”. Ma oggi, come chiarisce Conselvan, che con la I&C raggruppa diverse aziende per le quali organizza il marketing e lo start-up, siamo passati al terzo livello. «Oggi l’attenzione del consumatore è rivolta all’ambiente, inteso anche come necessità di risparmio e riutilizzo». E non è un caso che su questi aspetti le esigenze del consumatore collimino con quelle del produttore. Riduzione degli spessori dei film − come abbiamo visto al recente Labelexpo −, confezioni che possano richiudersi e quindi mantenere più a lungo il prodotto, confezioni monoprodotto comunque contenute in confezioni più grandi. Questo, ad esempio, porta a maggior produzione di imballi, per cui è necessario ridurre il materiale utilizzato e, in particolare, gli sfridi. «Da qui» prosegue Conselvan «si passa di conseguenza a un nuovo concetto produttivo: il convertitore si trova di fronte alla necessità di ridurre al minimo, se non di eliminare, qualsiasi errore o imprecisione di stampa − registro, alline-


“Il mercato del packaging è in crescita, ma è soprattutto il concetto di packaging a evolvere”.

Sante Conselvan

eventi imballaggio

amento, presenza di sporchi o graffi − ed è quindi alla ricerca di una tecnologia che permetta di ridurre i tempi e ottimizzare la produzione, che comunque deve essere di qualità». Questo Converting Road Show dà quindi una risposta: non esposizione di attrezzature, ma di tutto quanto possa contribuire a ottimizzare le sue macchine e la gestione aziendale. Si parte quindi dalla prestampa, come dimostrava la presenza di Edigit con i suoi software gestionali mirati al packaging, alle etichette e alla cartotecnica. A complemento di questa, BeeGraphic presentava la suite di strumenti PaSharp nella versione 4.1 di Founder per il trapping, la resa e ripetizione dei pattern di packaging, riducendo i tempi di lavorazione, gli errori e permettendo il risparmio di materiale in stampa, e Lüscher il suo CtP multifunzione in grado di preparare sulla stessa macchina matrici flexo, per verniciatura, letterpress e offset. Sempre da BeeGraphic interessante una stampante inkjet coreana ma con inchiostri italiani, prodotti da Italica di Belluno, per le prove colore per litolatta. La stessa stampante può produrre piccoli quantitativi di oggetti decorati in metallo o in plastica, dai pad per pc alle cartucce metalliche per spumanti. Da segnalare la presenza di una novità per le rotative a banda stretta da parte di RE, che proponeva un nuovo re-allineatore del nastro da inserire come modulo sia dopo lo svolgitore prima della stampa, sia dopo la stampa prima dell’eventuale goffratura, stampa a caldo e fustellatura. Inoltre la Uteco, che proponeva Thermilox, un nuovo anilox termoregolato sulla manica, specifico per stampa UV e EB, in modo da evitare dispersione di energia, mantenendo l’inchiostro sempre alla temperatura ideale. Analogamente ai sistemi di racla della Tresu e i vari sistemi di taglio automatico presentati da varie aziende, o i monta cliché Camis o i viscosimetri Gama presentati da I&C. Dominante era la presenza di sistemi di ispezione, ormai diventati necessità inderogabile nella stampa da bobina. I sistemi di ISRA Vision permettono un’ispezione globale di eventuali difetti in tempo reale adatti agli imballaggi flessibili, ai cartoni pieghevoli, alla stampa di etichette, controllando colore, registro, macchie e sporchi, abrasioni e altri difetti; questi sistemi erano mostrati su una delle poche macchine presenti, uno stacker C.A.T. Corsini (Costruzione Automazioni Tecnologiche) che può funzionare in linea e in diversi formati, destinato soprattutto al mercato del tabacco in cui è richiesta un’ulteriore ispezione per evitare la consegna di materiale stampato con difetti dovuti a sporchi o graffi prodotti nella fase di taglio. >segue a pag. 81

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Colophon Il Poligrafico Italiano n.129

uscita 18 novembre 2011

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Hanno collaborato a questo numero Davide Biancorosso, Lorenzo Capitani, Achille Perego, Marco F. Picasso, Alberto Sironi, Gareth Ward Progetto grafico e impaginazione Cristina Mascherpa, Chiara Arrigoni Redazione Zeta’s srl - via Kolbe 8, 20137 Milano, tel. 027529101, fax 0275291039 poligrafico@ilpoligrafico.it www.stampamedia.net Ufficio libri e abbonamenti tel. 0275291028 fax 0275291032 abbonamenti@ilpoligrafico.it Stampa Grafiche Parole Nuove - Brugherio (MB) Carta GardaMatt Art 100 g/m2 prodotta da Cartiere del Garda SpA certificata ISO 14001 - Registrata EMAS fornita da Monzese Carta Copertina Carta: GardaCover Hi-Fi 215 g/m2 prodotta da Cartiere del Garda SpA Plastificazione + verniciatura UV: Litover - Monza - Tel. 039.2148328 www.litover.com

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g Se ue segue dalle pagine precedenti digitale (segue da pag. 44)

Anche Agfa è alla ricerca di applicazioni packaging per la sua macchina inkjet. Alla prossima Drupa, molte delle linee di sviluppo finora separate verranno presentate insieme in vista delle possibilità affascinanti e lucrative che offre l’evoluzione della stampa di packaging. in futuro basse tirature

Lo sviluppo sta andando verso tirature di produzione sempre più basse. Questo risponde sia al fabbisogno dei reparti di marketing di produttori di beni di consumo sia alla responsabilità sociale di queste aziende: bassa tiratura produce meno rifiuti quindi minor impatto ambientale. I consumatori di Paesi piccoli non gradiscono la stessa confezione dei clienti del Nordamerica, vogliono acquistare prodotti le cui scritte compaiano nella loro lingua e le immagini siano in sintonia con il loro stile di vita. Tutti questi fattori rafforzano la tendenza di una catena di distribuzione più stretta e tirature più basse. Le tecnologie digitali sono posizionate in maniera ottimale per soddisfare questo tipo di richieste. Ma proprio da sole non sono: anche altre tecnologie e metodi di produzione sono in grado di fornire tirature di produzione più basse. Una cosa è chiara: di fronte alla trasformazione del business del packaging, le vecchie macchine da stampa e il vecchio stile di management si dimostreranno insufficienti.

IPI 129/11

aneS (segue da pag. 69)

Ha poi presentato l’importante esperienza dei gruppi di lavoro di ANES, illustrata nei dettagli dai loro rappresentanti. Claudio Garosci, per il Gruppo di lavoro Marketing e Comunicazione, ha fatto il punto sull’organizzazione della “Directory Fornitori”, un archivio di fornitori certificati a disposizione dei soci e al tempo stesso una vetrina dei soci aggregati che offrono servizi. Paolo Sciacca, Online e New Media, ha illustrato l’iniziativa “I tè di

ANES”, brevi momenti di formazione e informazione a partecipazione gratuita, a carattere informale e dal taglio fortemente pratico; i primi appuntamenti dedicati a e-mail marketing, SEM e SEO hanno conosciuto una grande partecipazione. Il prossimo appuntamento sarà a metà novembre sui flip magazine, mentre si progettano format a distanza per favorire la partecipazione degli editori distribuiti sul territorio. Infine Paolo Audino, presidente CSST, dopo aver presentato le attività e il posizionamento della certificazione per l’editoria specializzata e tecnica – sia cartacea, sia online – insistendo sul valore del servizio per gli editori e per gli investitori, ha illustrato nei modi e nei tempi il nuovo progetto finalizzato alla promozione della certificazione e all’adeguamento dei suoi strumenti operativi ai nuovi scenari di mercato. road show (segue da pag. 79)

Un nuovo sistema di ispezione per rotocalco, flessografia, rotooffset e per rotative a banda stretta era proposto da Nuova L.&C. Graph, sul mercato anche con altra strumentazione di controllo, che ha aggiornato la sua linea con lampade a Led. «Oggi, e sempre più nel futuro», afferma Conselvan, «la stampa del packaging, specialmente per il film flessibile, necessita di controlli sofisticati durante tutte le fasi di produzione, tanto da essere paragonati all’elettronica in Formula 1, in cui non solo i rendimenti del motore, ma anche temperatura, consumo gomme e carburante devono essere costantemente monitorati per assicurare la vittoria...». Per quanto riguarda strettamente l’ambiente, oltre ad alcuni fornitori di sistemi per il recupero solventi, da segnalare il servizio di recupero e smaltimento di Fidocart con sistemi della tedesca ELM Recycling per la conversione del macero di carta e plastica in combustibili pregiati.


Tipi da museo

Torchio manuale in ghisa

82

Rubrica curata da Marco F. Picasso, fondatore, insieme a Egiziano e Michele Piersantini, della Associazione AIMSC (che riunisce i musei italiani della stampa e della carta).

 Presso l’Antica Stamperia Fabiani si trova, insieme a una raccolta di antiche macchine da stampa, questo torchio manuale in ghisa con base a crociera di legno modello Stanhope, prodotto da Amos Dell’Orto a Monza nel 1841, che risulta il più antico del genere censito in Italia. L’attuale “Antica Stamperia Fabiani”, ubicata nei locali di un antico monastero in Vicolo del Forno, fu fondata da Nicola Fabiani, capostipite della famiglia di stampatori in Petritoli (AP), borgo medievale sulle colline della Val d’Aso nelle Marche, alla fine del 1800 rilevando la già esistente Tipografia “Aldo Manuzio”.

La stamperia è oggi un museo tipografico con laboratorio didattico, secondo il progetto per gli studenti “Dal manoscritto al… computer”, curato da Giancarlo Fabiani, pronipote del fondatore, e l’Associazione Culturale Archeoclub d’Italia sede di Petritoli.

antica Stamperia fabiani Indirizzo: Vicolo del Forno 3 - Petritoli (Ascoli Piceno) Contatti: tel. 0734.658213 - 339.7030530 stampatore8151@alice.it www.anticastamperiafabiani.it Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (gradita una telefonata preventiva). IPI 129/11

Quinta tappa dell’itinerario dedicato ai musei italiani della stampa e della carta dove sono conservate quelle macchine che oggi fanno parte del patrimonio archeologico-industriale del nostro Paese.


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Il Poligrafico, n. 129, Novembre 2011  

Stampa e nuovi media nell'era digitale.

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