Il Brivido Sportivo Stadio Fiorentina-Lecce del 30.11.2019

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Occorre ripartire pedalando forte

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editoriale

Le ultime 2 sconfitte hanno tolto certezze e adesso sono tutti sotto osservazione Ma abbiamo vissuto momenti peggiori Per uscirne serve una Fiorentina tarantolata

Federico Chiesa in panchina al Bentegodi • Mario Tenerani

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ora? Bisogna ripartire. Già, ma come? La Fiorentina di oggi ha perso quelle certezze che l’avevano contraddistinta dopo un avvio balbettante ed è ripiombata nei dubbi. Cagliari e Verona sono state un vento cattivo che ha spazzato via quel poco che la squadra era stata brava a costruire. Non si può neppure, però, buttare tutto via. Non si può pensare che sia davvero tutto sbagliato e magari tutto da rifare come diceva l’immenso Gino Bartali. Per Montella c’è un gran lavoro da svolgere e l’impressione è che questo sia da realizzarsi soprattutto sul piano psicologico. La tattica si può aggiustare anche in campo quando la partita ha preso una piega sbagliata, la testa no. Su quella si deve agire durante la settimana, allenamento dopo allenamento. Badelj ha detto che il gruppo dopo la gara torna nello spogliatoio come svuotato. Dichiarazione sulla quale varrebbe la pena di riflettere. Momento difficile per i viola, per carità, ma non impossibile. A queste latitudini abbiamo vissuto frangenti peggiori.

BS|30 novembre 2019

Montella deve fare un grande lavoro sul piano psicologico Tutti sotto osservazione. Rocco è tornato, avrebbe preferito trascorrere un 70esimo diverso, molto più bello. A proposito, auguri presidente, avanti così. Commisso ha occhi grandi che sanno cogliere anche le sfumature. In questi giorni si renderà conto di quello che sta accadendo nella Fiorentina e poi trarrà le conclusioni del caso. Intanto sarebbe opportuno che i viola tornassero a vincere. Arriva il Lecce che oltre ad un gioco ha dimostrato di avere un carattere. Lunedì scorso ha riacciuffato in extremis la partita col Cagliari. Liverani è un ex, non avvelenato, ma con tanta voglia di far bene davanti ai suoi ex tifosi. L’allenatore romano però di fronte troverà una Fiorentina tarantolata. E’ chiedere troppo? Vincenzo Montella a Verona

Direttore responsabile Mario Tenerani Tutti i diritti riservati: vietata la riproduzione, anche solo parziale, di contenuti e foto di questa pubblicazione

Caporedattore Tommaso Borghini Chiuso in redazione il 27/11/2019 alle ore 13

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Redazione redazione@brividosportivo.it Grafica e impaginazione Rossana De Nicola e Alexandra Barbieri grafica@brividosportivo.it

Stampa Baroni e Gori Foto Massimo Sestini Foto storiche archivio Paolo Melani

Hanno collaborato Alessandro Rialti, Giacomo Brunetti, Francesca Bandinelli, Giacomo Cialdi, Ruben Lopes Pegna, Daniele Taiuti, Lucia Petraroli


BS| 30 novembre 2019

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Buon compleanno

Arrivato nel giugno scorso ha cambiato molte cose Il Centro Sportivo è già in cantiere Ora occorre migliorare la rosa

Tanti auguri presidente Rocco! Lunedì scorso Commisso ha compiuto 70 anni un traguardo prestigioso della vita tagliato da numero uno della Fiorentina La squadra ha l’obbligo di regalargli la vittoria

• Tommaso Borghini

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vederlo verrebbe da dire: 70 anni e non sentirli! Lunedì scorso (25 novembre) Rocco Commisso ha tagliato un traguardo di quelli davvero prestigiosi. Eppure per come interpreta la vita, sempre all’insegna dell’intraprendenza e del dinamismo, il presidente viola sembra ancora un ragazzino. Dorme pochissimo e lavora tantissimo, all’insegna del suo motto fast, fast, fast! Senz’altro avrebbe voluto festeggiare il compleanno in modo diverso, con una Fiorentina molto diversa rispetto a quella arrendevole e abulica vista nelle ultime due disastrose trasferte di Cagliari e Verona. Fortunatamente, con Rocco alla guida, la parola progetto non è più una favoletta raccontata per prendere tempo e tirare avanti, ma è tornata ad assumere un significato serio e realistico e il futuro viola sarà presto “assai” migliore rispetto a quello attuale. Serve solo ancora un po’ di pazienza, ma non troppa… perché come dice il presidente “non ci possiamo permettere di perdere tempo”. Questo vale per la questione stadio, ma soprattutto per la competitività della squadra che, ne siamo sicuri, verrà alzata già nel corso del prossimo mercato di gennaio. Nel frattempo Rocco è tornato a Firenze per la presentazione del progetto della nuova “Casa viola” che avrà sede a Bagno a Ripoli. Il Centro Sportivo era una delle priorità ed è stata risolta in tempi brevissimi,

Il presidente viola Rocco Commisso

pensando che l’ex ragazzino partito ad appena 12 anni da Marina di Gioiosa Ionica per realizzare il suo sogno americano, è diventato presidente della Fiorentina soltanto dal 6 giugno scorso. In pochi mesi ha fatto compiere passi da gigante al club, almeno sotto il profilo immobiliare, ed è entrato di prepotenza nel cuore di tutti i tifosi, diventando un fiorentino d’adozione.

Inoltre ha recentemente dichiarato che non venderà mai la Fiorentina. Un regalo per Firenze, in attesa del regalo da parte della squadra, atteso senza possibilità di ulteriori appelli, nella partita del Franchi contro il Lecce. Rocco, che sarà allo stadio, come minimo, si merita questa soddisfazione. Nel frattempo, noi del Brivido Sportivo gli facciamo i migliori auguri. Buon compleanno di cuore presidente Rocco!

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BS| 30 novembre 2019

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Viola Amore Mio

“Ribery è straordinario perché fa ancora la differenza” • Tommaso Borghini

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gni volta che lo vedi all’Artemio Franchi, la mente vola a quella storica tripletta rifilata alla Juventus il 20 ottobre del 2013. Giuseppe “Pepito” Rossi è stato un calciatore molto sfortunato, ma è riuscito ugualmente a entrare nella storia di Firenze e della Fiorentina, toccando vette altissime, culminate con i tre gol segnati alla Juve. Un breve, ma intenso periodo di prodezze e di gol, stroncato da quel maledetto infortunio subito nel derby toscano con il Livorno, un incidente (l’ennesimo al ginocchio) che ha segnato l’inzio del suo (secondo) interminabile calvario. Così, quando è sbucato dall’ingresso della Tribuna d’Onore dello stadio viola, in un piovoso sabato pomeriggio di novembre, mentre la Fiorentina disputava l’amichevole contro la Virtus Entella, i tifosi lo hanno subito riconosciuto e applaudito a scena aperta, tributandogli un coro che segnò il suo periodo d’oro fiorentino: “Il Fenomeno! Il Fenomeno!”. Pepito, era insieme alla moglie, e ha alzato il braccio per salutare con gli occhi che gli brillavano. Poi, nell’intervallo del match, si è soffermato a parlare di Firenze e della Fiorentina, entrambe punti fermi nel suo cuore di uomo e di calciatore. Giuseppe Rossi, a cosa è dovuta la sua visita a sorpresa allo stadio Franchi? “Sono venuto a Firenze per il week end con mia moglie e non potevo non venire a vedere la Fiorentina… dentro di me c’è ancora molto di viola”.

Pepito Rossi: “Firenze nel cuore”

L’ex viola, al Franchi per il test con l’Entella, è stato accolto con il coro ‘Il Fenomeno’: “I tifosi mi hanno fatto venire la pelle d’oca Serve pazienza, ma la Fiorentina tornerà grande” Ha sentito quel coro che gli è stato tributato all’ingresso? “Certo che l’ho sentito e mi ha fatto venire la pelle d’oca, così come me la faceva venire quando giocavo in maglia viola. E’ fantastico e mi ricorda gli anni bellissimi che ho trascorso a Firenze”.

Che ne pensa del campione francese? “Ribery è un giocatore straordinario. Non lo scopro certo io e la cosa bella è che fa ancora la differenza in campo. E’ bello che sia alla Fiorentina e che i miei vecchi tifosi se lo possano godere”.

Adesso il “suo” coro i tifosi lo dedicano anche a un altro grandissimo calciatore: Franck Ribery.

Giuseppe Rossi festeggia la storica tripletta alla Juve

La Fiorentina di Montella, il suo ex allenatore, le piace? “Sì, è una bella squadra. Montella ha sempre avuto un bello stile di gioco. Adesso sta attraversando un periodo difficile perché è un anno di ricostruzione e ci vorrà tempo per arrivare a certi livelli. Ma ci stanno provando e credo che presto ci riusciranno”. Rocco Commisso viene, come lei, dagli Stati Uniti. Come vede la nuova proprietà “italo-americana”? “E’ una proprietà seria e ambiziosa e sono sicuro che porterà la Fiorentina molto in alto.


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BS| 30 novembre 2019 Voa Voa Amici di Sofia

IL FUTURO CHE VOGLIAMO

Pepito al Franchi durante il test con l'Entella

“La proprietà italo-americana farà bene perché seria e ambiziosa” Ho conosciuto qui a Firenze il figlio di Commisso mentre Joe Barone lo conoscevo già. Ripeto, ci vorrà un po’ di tempo, ma arriveranno grandi risultati”. Qual è il suo sogno nel cassetto? “Voglio tornare a giocare. Sto molto bene e per adesso mi sto allenando con giocatori di livello. Mi sento di poter dare ancora tanto, poi vedremo quel che succederà”. Cosa vuol dire ai tifosi viola? “Sono sempre straordinari. Li saluto tutti e so che non si sono dimenticati di quel famoso 20 ottobre...”. E’ proprio vero Pepito… a queste latitudini quella partita e quella tripletta alla Juve se la ricordano tutti e la ricorderanno per sempre.

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occe di Speranza” è la raccolta fondi che ha l’obiettivo di sconfiggere la malattia che ha ucciso Sofia. Sì perché la MLD (Leucodistrofia Metacromatica) è letale se diagnosticata dopo la comparsa dei sintomi, ma diventa curabile se il bambino viene trattato con la Terapia Genica di Telethon prima dell’esordio dei sintomi. Per questo l’associazione Voa Voa ha avviato, ad un anno dalla morte di Sofia, la campagna di crowdfunding che intende finanziare al centro regionale di Screening neonatale presso l’ospedale Pediatrico Meyer, uno dei primi progetti al mondo di diagnosi precoce della malattia. Occorrono 450.000€ per avviare il progetto pilota triennale di Screening su più di 75.000 bambini (sono circa 25.000 i nuovi nati in Toscana ogni anno). Attualmente nella nostra regione, grazie allo Screening Neonatale, siamo in grado di ottenere dall’analisi di una goccia di sangue prelevata

dal tallone del bambino appena nato, il sospetto diagnostico per 45 patologie rare. L’obiettivo di Gocce di Speranza è aggiungere a questo numero anche la Leucodistrofia Metacromatica, per evitare che uccida ancora. Per Natale Voa Voa devolverà a Gocce di Speranza i proventi dalla vendita degli squisiti panettoni artigianali classici, mandorlati o al cioccolato prodotti dallo storico forno imprunetano Zini. Acquistando uno dei nostri panettoni finanzierai il test per un bambino. Per informarsi su come e contribuire invitiamo tutti a visitare www.goccedisperanza.it, il sito ideato da Voa Voa Onlus per la Campagna, oppure informarsi su www.facebook.com/voavoaonlus/ sui prossimi eventi a cui contribuire.


BS| 30 novembre 2019

Servono anima e voglia di battersi

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Lente d’ingrandimento

Ribery, Chiesa e compagni devono rimboccarsi le maniche perché la Fiorentina non può più commettere passi falsi Altrimenti la classifica si farebbe davvero insidiosa E tutto sarebbe rimesso in discussione, tecnico compreso

Da Verona è uscito fuori un altro disastro che ha fatto male ai tifosi • alessandro rialti

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vvertimento per tutta la squadra viola, se non gioca una grande gara con il Lecce, se non riesce a battere la squadra di Liverani, peggio ancora se dovesse continuare a perdere, il «dissanguamento» potrebbe portare al limite del collasso. La classifica si è fatta, di colpo, molto insidiosa. Pensare in grande non si può più. Anche chi sta in basso continua a lottare con il coltello fra i denti e adesso la Fiorentina ha l’obbligo di muovere la classifica. Tutti, da Ribery a Chiesa, devono rimboccarsi le maniche e provare a riportare la squadra sulla strada maestra. Che tutti ripensino a un anno fa, quando la Fiorentina di Pioli pareva a un passo dalla zona europea salvo poi iniziare una serie negativa che dopo l’addio del tecnico diventò disastrosa. Occhio, i tanti giovani viola potrebbero cadere nel baratro della paura. Ecco i rischi immensi della gara con il Lecce. I tifosi sono usciti raggelati dalla trasferta di Verona dopo quella di Cagliari. Erano andati in migliaia convinti di assistere a una rinascita. Niente, altro disastro. Ora sono tutti sul filo, se si spezza precipitano.

Vlahovic, Ribery e Badelj sul campo del Bentegodi di Verona

Per primo ovviamente l’allenatore. Montella è in cima alle discussioni che si sono sentite in città. Con il Lecce è indispensabile che si veda finalmente una squadra, con un’anima e con immensa voglia di battersi. E non sarà facile,

perché Liverani è bravo e non regalerà assolutamente niente. Un altro errore e scoppierà la preoccupazione generale e tutto potrebbe tornare in bilico. Nessun dubbio: la Fiorentina non può più sbagliare.

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Bonan: “Chiesa ha bisogno di Ribery”

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Parola all’esperto

Il giornalista di Sky: “Il francese lo ha fatto crescere Quando manca lui, Federico vuol fare tutto da solo Per il mercato di gennaio Florenzi sarebbe un gran colpo E servirebbe anche un centrale difensivo bravo a impostare” • Lucia Petraroli

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Il giornalista di Sky Alessandro Bonan

lessandro Bonan oggi è uno dei giornalisti di punta del panorama sportivo italiano. Volto noto di Sky Sport e conduttore di celebri trasmissioni quali “Calciomercato l’originale” e “Sky Calcio Show”, ma anche scrittore e occasionalmente paroliere e cantante per le sigle dei suoi programmi. E forse non tutti sanno che il successo di Bonan, nativo di Pistoia, è partito dalle emittenti televisive toscane nelle quali ha condotto trasmissioni sulla nostra Fiorentina, squadra per la quale prova da sempre una naturale simpatia. Con lui, a margine della presentazione del libro di Filippo Luti su Giancarlo Antognoni “Volevo fare il Calciatore”, abbiamo parlato dell’attualità e delle prospettive della squadra di Vincenzo Montella.

BS| 30 novembre 2019

Alessandro Bonan, parliamo del nuovo libro su Giancarlo Antognoni, uno spaccato nuovo della vita del Capitano viola... “Tutti conoscono la vita di Giancarlo dal 1972 in poi, cioè da quando è arrivato alla Fiorentina. Questo nuovo libro, invece, tratta dei suoi primi passi in Umbria e ad Asti. E’ bello conoscere le sue origini e scoprire che anche lui, da sempre considerato un ragazzo pacato e tranquillo, faceva scherzi ai compagni. M’incuriosiva molto questo libro e sono contento di averlo letto e presentato”. Cosa pensa del paragone, molto in voga, tra Antognoni e il giovane Castrovilli? “Castrovilli, per indole, può ricordare Giancarlo, ma per caratteristiche direi di no. Ha una frequenza di gioco differente, è diverso. Antognoni aveva quella falcata lunga ed elegante... Forse il giovane viola mi ricorda più Claudio Merlo”.

“Vlahovic ha dimostrato che a questa squadra serve un centravanti” Col Parma si era già vista una flessione, accentuata poi dalla sconfitta di Cagliari. Mi sembra ci siano difficoltà nell’approccio alla partita. Precedentemente aveva un’ idea di gioco migliore, nonostante l’assenza di un centravanti. La squalifica di Ribery è stata determinante in senso negativo. Vlahovic è stata l’unica luce nel buio di Cagliari, ha fatto due bei gol, si è fatto trovare all’altezza della situazione. Credo che abbia dimostrato che questa squadra ha bisogno di un centravanti”. Cosa dovrà fare la società viola sul mercato di gennaio? “So che la Fiorentina andrà sul mercato e farà acquisti importanti. Tra i nomi seguiti c’è sicuramente quello di Florenzi che, se recuperato fisicamente, sarebbe un grande acquisto. Se poi Montella continuerà a giocare con 3 centrali, avrà bisogno anche di un nuovo difensore forte e capace d’impostare il gioco”.

Come giudica il momento di Federico Chiesa? “Mi sembra che abbia qualche problemino fisico che influisca sulla sua forma. Mi pare anche che in campo abbia bisogno di un partner come Ribery. L’ho visto molto cresciuto da quando ha giocato insieme al francese, anche a livello tattico. Franck è diventato una guida per lui. Quando Ribery è mancato, invece, mi è sembrato che avesse troppa voglia di fare tutto da solo. Comunque resta un ottimo giocatore, un grandissimo talento. Spero rimanga a Firenze a lungo”. Come si sente di commentare quest’inizio di stagione della Fiorentina? “La Fiorentina è stata troppo altalenante, alternando belle gare a decisi passi indietro.

Bonan nel corso della presentazione del libro "Volevo fare il calciatore" sulla vita del giovane Antognoni

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BS| 30 novembre 2019

“Mondo è sempre qua e tifa viola”

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Il personaggio

“La sua emozione più grande quando lo chiamarono ad allenare la Fiorentina”

Clara Mondonico: “La Fondazione tiene in vita la passione e le idee portate avanti da papà Firenze e i tifosi viola mi sono rimasti accanto E sarà bellissimo vederlo entrare nella Hall of Fame” • Giacomo Brunetti

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l Mondo è uno di quegli amori che Firenze ha consumato a modo suo. Emiliano Mondonico era entrato nel cuore dei tifosi ancor prima di riportare la Fiorentina in Serie A. E quando se n’è andato, ha colpito tutti. Dal 2019 farà parte dell’Hall of Fame viola, e a parlarcene è la figlia Clara. Clara Mondonico, suo padre è entrato nella Hall of Fame della Fiorentina. “L’ho saputo con anticipo, ovviamente. C’era il sentore già dallo scorso anno. L’emozione è tanta: per un fiorentino, entrare nella Hall of Fame della Fiorentina è un sogno”. Un premio che suggella ancor più il rapporto con Firenze. “I tifosi della Fiorentina lo ricorderebbero a prescindere, ma è un bellissimo riconoscimento. Una stupenda serata, circondata da amici. Dopo la scomparsa di mio padre ho fatto una selezione naturale: quando accadono certe cose arrivano tutti, ma poi devi vedere chi rimane. I ragazzi del Museo Fiorentina e i tifosi sono rimasti”.

Aveva gli occhi lucidi, l’ho abbracciato e aveva ancora l’accappatoio dopo il bagno negli spogliatoi”. Il ricordo, invece? “Quando la Fiorentina lo contattò eravamo a casa insieme: io e lui. Mi chiama e mi dice: ‘Prepariamo la valigia, devo andare a Firenze. Forse firmo per la Fiorentina’. Ancora adesso dall’emozione del momento non so dire cosa gli misi dentro”. Parallelamente al ricordo e al riconoscimento del Museo Fiorentina, prosegue la Fondazione. “Come dico sempre, è nata da un egoismo buono. Non potevo permettere che finisse tutto quel giorno. Non era giusto. Teneva tanto a questi ragazzi. Una persona famosa, sebbene non si ritenesse tale, poteva fregarsene: invece era sempre a disposizione dei bambini. È stato un insegnamento, aveva tanta voglia anche quando non stava bene. Non potevo lasciare che finisse tutto. E penso sempre che lui sia qua”.

Che legame ha con la Fiorentina? “Ho un bellissimo ricordo della città e della tifoseria. Ancora prima della risalita con papà, gli volevano bene. Mi diceva che ero la sua ultras, e la mia squadra era lui. Vedere il calore della gente per lui era motivo d’orgoglio. Non capita a tanti di essere osannato dove non sei mai stato. Quando lo incontravano per strada erano sempre baci e abbracci. Il 7Bello, lo scorso anno, mi ha regalato una stella”.

Emiliano Mondonico

Il momento più bello da vivere nella sua esperienza in viola? “La sera della promozione. Papà era matto ed era contentissimo.

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Ritorno 19/04/2020

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4^ giornata

Andata 22/09/2019

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Andata

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Atalanta-Fiorentina

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Brescia-JUVENTUS

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Juventus

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Torino

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Milan

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3

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14 13

4

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Verona-Udinese

Lazio

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Parma-Sassuolo

6

Atalanta

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6

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Sampdoria

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3

3

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SAMPDORIA-Torino

0-2

Roma-Atalanta

7

Napoli

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Lecce

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2

5

6

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Parma

18 13

5

3

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Genoa

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Cagliari-Bologna

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JUVENTUS-Genoa

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Lazio-torino

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Milan-Spal

2-1

Verona-Brescia

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Napoli-Atalanta

2-2

Lecce-Sassuolo

0-1

Parma-Verona

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Milan-Lazio

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Roma-Napoli

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Sassuolo-Fiorentina

0-1

Spal-SAMPDORIA

0-4

Udinese-Roma

0-1

Torino-JUVENTUS

16^ giornata

Ritorno 03/05/2020

Andata

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Spal

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4

5

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Brescia

7

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2

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Atalanta-Cagliari

Brescia-Inter

15/12/2019

5

05/04/2020

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Andata

Ritorno

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Classifica Marcatori

Andata

Verona

Ritorno 10/05/2020

Andata

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

NOME Immobile Lukaku Muriel Berardi Joao Pedro Belotti Caputo Correa Dzeko Zapata Martinez

18^ giornata

05/01/2020

SQUADRA Lazio Inter Atalanta Sassuolo Cagliari Torino Sassuolo Lazio Roma Atalanta Inter

Ritorno 17/05/2020

RETI 15 10 8 7 7 7 6 6 6 6 6

RIGORI 5 3 3 0 2 4 0 0 0 0 2

19^ giornata

Andata 12/01/2020

Ritorno 24/05/2020

Bologna-Atalanta

Atalanta-Milan

Atalanta-Parma

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Brescia-Lecce

Fiorentina-Roma

Bologna-Fiorentina

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Inter-Atalanta

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Parma-Lecce

JUVENTUS-Udinese

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ASSALTO AI SALENTINI

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BS|30 novembre 2019 Probabili formazioni

FIORENTINA – LECCE Stadio Artemio Franchi, 30.11.2019, ore 20.45 Vlahovic

L

a Fiorentina torna allo stadio Franchi dopo tre settimane e due sconfitte consecutive. Naturale che per i viola ci sia l’obbligo di conquistare la vittoria contro il Lecce dell’ex Fabio Liverani. Vincenzo Montella, al momento della chiusura del nostro giornale, non aveva la certezza di poter disporre di Chiesa, ancora alle prese con i guai fisici che gli hanno impedito di scendere in campo a Verona. Ma se il figlio d’arte viola dovesse recuperare è probabile che venga impiegato in posizione più arretrata rispetto al solito, sulla fascia destra. Pesante, invece, l’assenza di Pezzella (operato per ridurre la frattura allo zigomo) in difesa. Al suo posto potrebbe esserci Ceccherini, a completare il reparto con Milenkovic e Caceres. A metà campo, oltre al già citato Chiesa, torneranno dalle squalifiche Castrovilli e Pulgar. Con loro Badelj nei panni di regista e Dalbert sulla corsia mancina. In attacco Ribery e Vlahovic con il brasiliano Pedro scalpitante e pronto a entrare in corsa.

Dalbert

Pulgar

Ribery Badelj

Caceres

Castrovilli

69 Dragowski

Chiesa

Ceccherini Dragowski

FIORENTINA 3-5-2 25 Chiesa 8 Castrovilli 5 Badelj 78 Pulgar 29 Dalbert

4 Milenkovic 17 Ceccherini 22 Caceres

7 Ribery 28 Vlahovic

Milenkovic

Allenatore: Montella

A Disposizione: 1 Terracciano, 32 Rasmussen, 23 Venuti, 21 Lirola, 6 Ranieri, 15 Cristoforo, 24 Benassi, 27  Zurkowski, 16 Eysseric, 11 Sottil, 18 Ghezzal, 10 Boateng.

LECCE 4-3-1-2 21 Gabriel 29 Rispoli 5 Lucioni 13 Rossettini 27 Calderoni

4 Petriccione 77 Tachtsidis 23 Tabanelli 8 Mancosu 17 Farias 19 La Mantia

Farias La Mantia

Mancosu Tachtsidis

Tabanelli Calderoni

Rossettini

Petriccione Lucioni

Rispoli

Gabriel

Allenatore: Liverani

A Disposizione: 22  Vigorito, 6  Benzar, 2  Riccardi, 39  Dell’Orco, 3  Vera, 25  Gallo, 85  Imbula, 11  Shakhov, 32 Lo Faso, 20 Dubickas, 35 Rimoli .

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BS| 30 novembre 2019

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Il doppio ex

“L’Europa? La Fiorentina deve provarci fino in fondo”

Maspero: “Prevedo spettacolo”

L’ex centrocampista: “Viola favoriti ma il Lecce di Liverani gioca bene Sarà una partita aperta e divertente Vincerà chi non sbaglia l’approccio”

Cosa ne pensa del lavoro di Montella? Perché una parte di tifoseria è tutt'altro che • Giacomo Cialdi soddisfatta del suo operato... a Fiorentina ha voglia di vincere di «È normale che sia così, l'alfronte al proprio pubblico, dopo che lenatore è il primo a pagare nelle ultime due apparizioni al Franchi gli errori. Purtroppo in Itaè arrivato soltanto un punto – sconfitta con lia il destino di un mister la Lazio, pareggio col Parma – e l'ultima vitè legato al risultato e non toria casalinga risale al 6 ottobre contro l'Ual lavoro quotidiano, alla o dinese. Di fronte a Montella e ai suoi ragazzi, er crescita del gruppo. MonMasp Riccardo ola però, c'è una vecchia conoscenza della Viola, tella sta lavorando bene, aglia vi m in ovvero Fabio Liverani, attualmente allenatore sta facendo crescere la del Lecce. Per parlare delle due squadre e della Fiorentina sia dal punto di sfida di oggi, il Brivido Sportivo ha intervistato vista individuale che collettivo. Dobbiamo aver in esclusiva Riccardo Maspero, ex centrocampista con pazienza e dargli fiducia». un passato a Firenze e a Lecce. Nelle ultime settimane sono piovute molte criMaspero, che giudizio ha della Fiorentina di quest'antiche anche su Federico Chiesa, che in Nazionale no? Cosa l'ha impressionata maggiormente? invece ha fatto benissimo. Come si spiega questa «La Viola è un'ottima squadra, ci sono tanti talenti differenza di rendimento? che, nonostante la giovane età, si stanno imponendo «Chiesa è un ragazzo giovane e molto talentuoso, nel nostro campionato. Un esempio su tutti Castrovilcredo debba essere incoraggiato e non discusso. li, che mi ha impressionato per la qualità e la personaCi sta di avere un periodo poco fortunato, di avere lità con le quali ha esordito in Serie A. Nel complesso poca lucidità... capita anche ai più grandi. Penso che Montella ha a disposizione un'ottima rosa, ha valide abbia passato un'estate davvero turbolenta per fatti alternative e sta trovando la quadratura del cerchio. A "fuori-campo" e adesso stia pagando questa tensioCagliari è stata una batosta dura da digerire per i tifone. Il fatto che in Nazionale abbia fatto molto bene si, me ne rendo conto, ma dobbiamo metterci in testa può dipendere anche dal fatto che gli avversari erano che se puntiamo sui giovani certe battute d'arresto tutt'altro che irresistibili. Comunque, sono certo si rici stanno. Anzi, sono necessarie per crescere. Quindi prenderà e tornerà sui livelli che lo hanno consacrato dico alla tifoseria di lasciar sbagliare questi ragazzi, come uno dei migliori talenti del nostro calcio. Ha solo perché sicuramente daranno delle soddisfazioni». bisogno di serenità».

L

Sonetti: “Serve più peso in attacco”

Il tecnico toscano, ex allenatore del Lecce: “La squadra viola è buona, ma va migliorata se si vuole puntare davvero a qualcosa Occhio all’entusiasmo dei giallorossi” • Daniele Taiuti

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Nedo Sonetti, più di mille panchine da professionista

oscana terra di campanili, di rivalità storicamente accese fra le varie città, per i più svariati motivi non ultimo quello calcistico. La Fiorentina non è immune da questo: sono molte le tifoserie dell’ex Granducato che aspettano, purtroppo adesso possono fare solo questo visto che l’unica rappresentanza pallonara regionale in Serie A è garantita dalla squadra viola, per confrontarsi con lei e soprattutto batterla. La Viola altresì parallelamente a una marcata rivalità, accende anche delle forti passioni all’interno dei confini regionali e non solo, perché è la squadra toscana più blasonata. Fra i mister corregionali sono molti fra i quali si nasconde, o si nascondeva, il sogno un giorno di poterla allenare. Utilizzando la forma passata in questo senso, verrebbe da dire purtroppo vista la qualità espressa nel suo percorso di allenatore, non si può non citare Nedo Sonetti, che da sempre vede la Fiorentina di buon occhio. Toscano di scoglio, natio di Piombino, Nedo come l’altro piombinese illustre Aldo Agroppi ex tecnico viola, è un personaggio dalla bat-

Maspero con la casacca del Lecce

Che squadra è, invece, il Lecce di Liverani? «È una squadra che ha incontrato un po' di difficoltà all'inizio, come tutte quelle che si trovano a dover prendere dimestichezza con una nuova realtà, ma tutto sommato sta facendo bene. Il lavoro dell'allenatore è ottimo e il gruppo mi sembra buono. Ho l'impressione che stiano scoprendo adesso i propri limiti e le proprie qualità. Sono convinto ci siano margini per crescere ancora». Che gara pensa vedremo al Franchi? «La Viola parte ovviamente con il favore dei pronostici, ha tutto per vincere e farà il possibile per conquistare i tre punti. I ragazzi di Liverani, però, possono dar fastidio alla Fiorentina, specie se l'approccio non sarà dei migliori. Penso assisteremo ad una bella gara, divertente e non scontata come qualcuno crede». I tifosi viola sognano il ritorno in Europa, anche se la società ha più volte ribadito che è un anno di transizione, quelli giallorossi invece la salvezza: crede riusciranno le due squadre a raggiungere questi obiettivi? «Me lo auguro davvero, essendo affezionato sia a Firenze che a Lecce. La Fiorentina ha tutte le carte in regola per lottare fino alla fine per un posto in Europa, e secondo me ce la farà, contando anche su qualche passo falso delle avversarie; i salentini dovranno conquistarsi la permanenza in Serie A con le unghie e con i denti, non sarà per niente facile, ma se riescono a trovare un po' di continuità di rendimento possono senz'altro farcela. Faccio il tifo per entrambe!».

La lavagna tattica

“Castrovilli mi ricorda Bulgarelli perché è bravo nelle due fasi” tuta tagliente, una delle qualità che gli ha sempre permesso di creare una certa empatia coi propri calciatori. Questa insieme alle fini competenze in ambito calcistico ha consentito a Sonetti di fare una carriera di tutto rispetto, comprensiva di cinque promozioni nella massima serie ottenute con Atalanta, Udinese, Ascoli, Lecce e Brescia a cavallo fra anni 80 e 2000. Parliamo con lui del match in arrivo e dell’attualità di casa viola. Nedo Sonetti, gli sbalzi di rendimento della Fiorentina, anche all’interno della stessa partita, sono frutto della giovane età del gruppo o di alcune lacune tecniche? “Non c’è dubbio che la gioventù possa recare aspetti positivi ma anche negativi; la squadra è buona ma se vuole puntare a qualcosa di più deve essere potenziata in tutti i settori”. Qual è la situazione di gioco in cui la squadra di Montella deve affinarsi maggiormente? “Là davanti si potrebbe migliorare qualcosa, anche in termini di peso specifico. Non ne gioverebbe soltanto l’attacco ma anche gli altri reparti”.

Castrovilli si è imposto all’attenzione generale: chi le ricorda? “Il rendimento del calciatore gigliato è sotto gli occhi tutti; per caratteristiche lo avvicino a Bulgarelli, perchè ha gamba e tecnica ed è abile in tutte e due le fasi”. Nel calcio esistono i cosiddetti anni di transizione? “Sono espressioni che fanno sorridere, lasciano il tempo che trovano. È importante porsi un obiettivo. Tuttavia è doveroso dare tempo e fiducia alla nuova società per costruire qualcosa di importante”. Quali sono i maggiori pericoli che il Lecce dell’ex Liverani può recare alla Fiorentina? “Il Lecce, società a cui sono legato anche per la promozione in A ottenuta nel 99, è una squadra ben allenata che manifesta ottime idee di gioco. La sua principale arma però è l’entusiasmo. La Viola quindi dovrà avere un migliore approccio alla partita rispetto ad alcune recenti uscite, se non vuole avere brutte sorprese”.


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BS| 30 novembre 2019

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Brividi Sportivi

Sul campo c’è la partita con l’Inter Un dettaglio che non importa a nessuno

Cesare Prandelli saluta commosso i tifosi

Quel giorno che Cesare cambiò Firenze 2 dicembre 2007: Prandelli torna al Franchi dopo la morte della moglie Manuela Il silenzio dei tifosi viola è commovente E piovono rose bianche dal cielo Lo striscione de

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i solito, parlando di partite fondamentali e decisive nella storia della Fiorentina, si citano delle vittorie. Talvolta tuttavia, vi è un’eccezione che conferma la regola. E’ questo il caso, infatti nella storia recente della squadra viola c’è un episodio, una gara che segnò una sconfitta sul campo, ma che fu memorabile sul piano morale, della cultura e del costume sia cittadino che di tutto questo particolare Paese senza memoria e che applaude in chiesa. E’ questo il caso: il 26 Novembre 2007 venne a mancare Manuela Prandelli, la moglie del tecnico viola Cesare Prandelli, uomo stimatissimo e amato dalla città di Firenze. Il 2 Dicembre c’è la partita, al Franchi arriva l’Inter. I tifosi sugli spalti, sono lì per la partita, ma anche per salutare ed abbracciare il loro Cesare. Mancano 2 minuti alle 15, la telecamera va sul primo piano, poi allarga in piano americano, Cesare si gira, a terra c’è una rosa bianca. Con lui si china un signore anziano, un addetto al campo, la raccoglie e gliela porge. L’immagine stringe sul fiore, poi traballa, è Cesare che ne raccoglie un altro. E un altro. Piovono fiori dal cielo. Mentre uno sconosciuto azzarda e si fa incontro, in quel momento incarna il più spontaneo desiderio di tutto lo stadio, stringe la mano a Cesare, lo abbraccia. La camera allarga e abbraccia lo stadio, il sonoro si svuota. C’è solo silenzio. Un’assenza che spoglia, che leva la pelle. Le due squadre sono schierate a centrocampo. Lui è davanti alla sua panchina, a braccia conserte. La schiena tesa. La testa appena reclinata a nascondere il volto. Gli occhi chiusi s’intravedono. Prega. Attorno, ovunque l’aria è immobile. Il silenzio totale. Solo una volta scoccati i sessanta secondi, arriva l’applauso forte e liberatorio che, come la pioggia dopo la peste nei ‘ Promessi Sposi’, lava via tutto, porta via il dolore. Il giornalista Umberto Folena, tifoso viola, l’indomani scriverà sul quotidiano L’

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Avvenire: ‘chi frequenta il tifo viola, anche solo su internet, sa che la proposta di un minuto che fosse di silenzio vero, era stata dibattuta, non senza qualche polemica, per una settimana intera’. Quel silenzio è impressionante. Chi era dentro lo stadio non lo scorderà più. E’ un minuto intero. Il lutto non è più una scenografia, non è una recita collettiva, una sequenza di una fiction dove la nostra parte è quella di battere le mani, di applaudire la morte. Ognuno è costretto ad ascoltare se stesso. Non siamo finiti dentro il lutto di Cesare: siamo immersi nel nostro dolore. Partecipiamo a quello di Cesare, lo consoliamo, lo guardiamo trattenere il pianto sperando che ci consoli. ‘Lo ricorderemo a lungo’ , dice il telecronista Sky sorpreso anche lui. La partita è un accidente, non c’entra col resto. La Fiorentina non gioca, Ibrahimovic sì, l’Inter si limita a vincerla. Ma davvero poco importa. Pochissimo. Perché di quel giorno restano il ricordo e l’esempio. L’insegnamento. Su fiorentina.it, un tifoso, Enzo, scrisse: ’Cesare hai cambiato Firenze, sì, in silenzio l’hai cambiata’. Perché il silenzio a Firenze non si addice. Ma quel giorno di dicembre sì.

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BS| 30 novembre 2019

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Appunti di viaggio

Dettava i tempi col sinistro vellutato Ma sbagliò anche un rigore decisivo

Liverani nei panni di allenatore del Lecce • FRANCESCA BANDINELLI

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a allenatore si è conquistato tutto a Lecce, portando il club prima in Serie B e poi addirittura in A. Tanto da essere considerato tra i papabili nuovi allenatori della Fiorentina al posto di Pioli, prima che il terremoto delle sue dimissioni costringessero la vecchia proprietà a correre ai ripari. Fabio Liverani torna al Franchi, stavolta però da avversario. Doppio. Sì, perché dopo essere stato il fosforo della Viola da giocatore oltre che l’uomo che dettava i tempi con un sinistro vellutato, adesso, proverà ad insidiare le certezze tattiche di una delle sue pagine passate. Quel che fin qui ha colpito è stata la mentalità “operaia” della sua squadra, che guida continuativamente dal settembre 2017, quando è

Liverani, il ritorno dell’ex

Era il metronomo di una Fiorentina europea Da allenatore a Lecce ha trovato il riscatto portando i giallorossi dalla C fino in serie A E la sua squadra fa punti soprattutto in trasferta subentrato a Roberto Rizzo. Una squadra che corre, che “bada al sodo”, ma che al tempo stesso lascia un retrogusto di bello negli occhi, per i movimenti diventati ormai sincronizzati e per la capacità di non arrendersi mai, fotografia esatta del Liverani giocatore. Ha visto costruire una rosa con una età media ben più alta rispetto a quella della Fiorentina (26,7 contro 25) ed ha avuto la pazienza di saperla risollevare nei momenti complicati, a cominciare dal ko interno nella sfida tra neo promosse alla prima di campionato. Per altro, paradossalmente, Liverani in questo campionato ha mostrato avere meno freni in trasferta più che in casa. Sono 8 i punti conquistati lontano dal proprio pubblico nelle 7 sfide disputate fin qui, ovvero quanto la Fiorentina è stata capace di racimolare al Franchi, dove l’ultima squadra a passare è stata la Lazio, nella gara dalle mille polemiche arbitrali. E stavolta, per Ribery & Co. servirà lo scatto anche per evitare il tornare a galla di vecchi fantasmi, come quando nella stagione 2008/09, la squadra che fino a quel momento non aveva mai perso in casa (la Fiorentina appunto) e quella che non aveva mai vinto in trasferta (il Lecce) rovesciarono ogni prospettiva e si scambiarono lo scettro, coi viola costretti a scivolare via da un quarto posto conquistato prima della sosta invernale. Stavolta, però, la storia dovrà essere diversa. Dopo che altri ex, finiti a giocare in altri club, si sono fatti “mattatori” del proprio passato, stavolta tocca a Chiesa e compagni dimostrare di saper ricostruire attorno al Franchi un fortino inespugnabile. Allo stadio ci sarà pure il patron, Rocco Commisso, che dopo aver festeggiato il primo successo dal vivo a Reggio Emilia, adesso, punta fare il bis finalmente in casa e non si potranno tradire le aspettative.

Anche perché è adesso che, insieme al DG Barone e al DS Pradé sarà pianificata una buona fetta di futuro, a cominciare dal mercato di gennaio. Il tutto dopo aver tolto i veli al progetto del centro sportivo che tra due anni sarà inaugurato a Bagno a Ripoli. Serve il riscatto della squadra, subito. Anche contro Liverani, che da giocatore ha giocato la semifinale dell’allora Coppa Uefa contro i Rangers, sbagliando un rigore (il terzo, seguito a ruota dall’errore, fatale, di Christian Vieri) e cancellando il sogno di una finale mai raggiunta nella storia del post fallimento.

Natale a Campo di marte

domeNiCa 8 diCembre 2019, dalle 8:00 alle 20:00

Fabio Liverani in maglia viola


Juve-Fiorentina, l’ora del “Classico”

| 21 | BS| 30 novembre 2019 Brivido in rosa

Le viola di Cincotta sfidano la capolista bianconera per un duello diventato cult anche del calcio femminile • Brunella Ciullini

C’

è chi l’ha ormai definito il ‘Classico’ del calcio femminile italiano. E non è certo un’esagerazione. Perché la sfida fra la Fiorentina e la Juventus (che andrà in scena a Torino questa sera, sabato 30 novembre, match-clou dell’ottava giornata di campionato) è diventata un appuntamento imprescindibile e appassionante per capire quanto sia cresciuto il movimento nel nostro Paese e quanto le due squadre stiano rappresentando il modello più vincente: Milan e Roma, pur realtà consolidate, paiono ancora un tantino lontano almeno dal punto di vista dell’esperienza, della solidità della rosa e dell’organizzazione. Come già nel calcio maschile, anche in questo caso la rivalità è arrivata ad alti livelli senza però mai scadere nell’eccesso. Di sicuro Juventus-Fiorentina rappresenta il meglio del meglio del pallone rosa, basta vedere le giocatrici in organico, moltissime di riconosciute qualità tecniche e tattiche a iniziare dalle capitane Sara Gama e Alia Guagni (punti di riferimento in Nazionale di Milena Bertolini e fra le protagoniste assolute dell’esaltante Mondiale disputato in Francia la scorsa estate) e proseguendo con le attaccanti Cristiana Girelli e Ilaria Mauro. La differenza sta in panchina visto che su quella viola siede ormai da alcune stagioni Antonio Cincotta (ancora nel club viola, da quando ha deciso di entrare nel calcio femminile, non ha mai allenato una donna) e su quella bianconera Rita Guarino, alle loro spalle lavorano società che hanno da subito creduto nel movimento, in primis la Fiorentina che ha fatto letteralmente da apripista quattro anni fa sotto l’allora gestione dei Della Valle e conquistando in un colpo solo scudetto e Coppa Italia: ora con la nuova proprietà targata Commisso l’intenzione è continuare a investire e a crescere, il magnate italo-americano anche di recente ha ribadito di crederci molto e non

a caso ogni volta che viene a Firenze ha sempre trovato l’occasione di seguire da vicino le partite delle giocatrici viola, compresa la finale di Supercoppa persa a Cesena contro la Juve un mese fa. L’ingresso nella Serie A femminile della squadra bianconera ha accresciuto, come è ovvio, la competitività e negli ultimi anni, sulla scia di quella formata da Ronaldo, Bonucci, Dybala, Higuain, ha cominciato a fare man bassa di vittorie: due titoli consecutivi, altrettante Coppe Italia e appunto la Supercoppa (unico trofeo che ancora le mancava) lo scorso ottobre come detto proprio contro la formazione viola che sognava di regalare a Commisso il primo trofeo della sua gestione. Così non è stato e la delusione è stata tanta, non paragonabile però con quella che Guagni & c. hanno provato nel campionato passato quando dettero vita all’ennesimo duello emozionante con la Juve. Duello che si decise sul filo di lana, all’ultima giornata, quando le bianconere riuscirono a portarsi a casa lo scudetto con appena un punto di vantaggio. Una ferita che nel clan viola neppure la Supercoppa 2018-19 strappata alle storiche rivali grazie a un gol di Mauro è riuscita a suturare. E’ stato quello l’ultimo trofeo messo in bacheca dalla Fiorentina prima del dominio della squadra bianconera che si presenteSara Gama rà alla sfida di stasera da capoli-

Tatiana Bonetti

sta dopo aver travolto la Roma con 4 gol in trasferta domenica scorsa… E sempre le bianconere e le viola la passata stagione si sono confrontate, il 24 marzo 2019, in una partita che è già passata alla storia per l’attenzione mediatica, il clima adrenalinico, il temperamento e la qualità del gioco e soprattutto il numero-record di spettatori: ben 39.000. Tutti radunati all’Allianz Stadium, sul prato calpestato di solito da Ronaldo e compagni. Tutti sugli spalti per seguire la sfida più attesa, Juventus-Fiorentina, ormai un cult.


BS| 30 novembre 2019

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Brivido nella storia

Tutti gli ex della partita

Molti giocatori, in varie epoche hanno vestito di viola e giallorosso Ripercorriamone la storia stilando anche la top 11

Oggi Venuti e Babacar Ieri Merlo, Di Chiara, Mazinho, Carobbi e Osvaldo • Ruben Lopes Pegna

N

on è una partita come tutte le altre quella di oggi per il difensore della Fiorentina Lorenzo Venuti che nella passata stagione, con 32 presenze e 1 gol, ha contribuito alla promozione in serie A del Lecce dell'ex Fabio Liverani (64 gare in campionato e un gol a Firenze tra il 2006/07 e il 2007/08). Sono tre nel Lecce gli ex giocatori viola: Babacar che nella Fiorentina ha giocato 99 partite di campionato tra il 2009/10 e il gennaio 2018 segnando 27 gol, Lo Faso che disputato 2 gare nel 2017/18 e Petriccione che ha militato nelle formazioni giovanili senza debuttare mai in prima squadra. QUATTRO PROTAGONISTI DEL CAMPIONATO DI C2 Hanno giocato anche nel Lecce quattro giocatori che contribuirono alla vittoria della Fiorentina (allora Florentia Viola) nel torneo di C2 nella stagione 2002/03. Si tratta della mezzala Maspero, del terzino sinistro Traversa, del difensore centrale Baronchelli e del terzino e centrocampista Ariatti che è stato anche capitano dei viola in serie A. E in Salento ha allenato Cavasin, l'allenatore di quella storica promozione. LA MEZZALA DELLO SCUDETTO Claudio Merlo, il centrocampista viola che si laureò campione d'Italia con la Fiorentina nel 1968/69, vincendo inoltre a Firenze due Coppe Italia, nel 1965/66 e nel 1974/75, una Mitropa Cup nel 1966 e una Coppa di Lega italoinglese nel 1975, concluse la sua carriera nel Lecce. I PROTAGONISTI DELLA PROMOZIONE IN SERIE A Hanno militato anche nella formazione salentina 6 giocatori che hanno contribuito al ritorno della serie

Mazinho

A della Fiorentina nel 2003/04 dopo lo spareggio con il Perugia: il centrocampista Piangerelli, il difensore centrale Viali, l'ala destra Camorani oltre ad Ariatti, Maspero e Baronchelli, già protagonisti nel vittorioso campionato di C2. LA COPPA ITALIA DEL 1995/96 Nella Fiorentina di Claudio Ranieri che si aggiudicò il trofeo, battendo l'Atalanta giocarono i due difensori centrali Malusci e Padalino che hanno militato anche nel Lecce. GLI ATTACCANTI Sono numerosi quelli che hanno giocato sia nella Fiorentina che nel Lecce. Oltre al già citato Babacar, ricordiamo Muriel, Osvaldo, Miccoli, Bojinov, Bresciani, Seferovic, Cacia e Castillo. I RIMPIANTI Ci sono diversi ex giocatori del Lecce che nella Fiorentina avevano fatto molto bene ma che sono stati purtroppo ceduti nel momento migliore della loro carriera. Ricordiamo in particolare Cuadrado, Di Chiara e Carobbi (che comunque poi tornò dal Milan).

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IL BRASILIANO Iomar do Nascimento, noto come Mazinho, arrivò a Firenze nel 1991, dopo un’ottima stagione nelle file del Lecce. Centrocampista versatile, capace di giocare anche da esterno, non riuscì però a ripetere le buone prestazioni offerte in Salento e rimase in viola solo una stagione. Oggi fa il procuratore e i suoi due figli, Thiago e Rafinha, giocano rispettivamente nel Bayern Monaco e nel Celta Vigo. GLI ALTRI Una citazione va anche a Prestanti, Munari, Cimarelli, Bagnato, Obodo, Bruno, Valdes, Verga, Zagano, Rosati e Donadel. ALLENATORI Hanno guidato le due squadre numerosi tecnici: Prandelli, Mazzone, Bersellini, Cavasin, Delio Rossi, Gregucci. CORVINO L'ex direttore sportivo viola (fino a giugno di quest'anno) aveva a lungo lavorato anche nel Lecce. LA FORMAZIONE DEI DOPPI EX L'abbiamo schierata con il 4-2-3-1. Rosati; Mazinho, Malusci, Padalino, Carobbi; Merlo, Donadel; Cuadrado, Muriel, Di Chiara; Osvaldo. Allenatore: Prandelli.

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