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Anno XIII n.1 | Gennaio-Marzo 2018

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Comacchio Preview Intermat: specialità italiane

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Intermat 2018

Con la conferma della crescita dell’industria della costruzione, Intermat 2018 (23 - 28 aprile) presenta i suoi ​​nuovi eventi speciali per conoscere le sfide del futuro


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Sommario 02/04/18 19:15

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Spedizione Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in Abbonamento Postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 CN/FC/AUT.0025

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Periodicità Sono previsti 4 numeri/anno, di cui 3 parzialmente in lingua inglese

Con la conferma della crescita dell’industria della costruzione, Intermat 2018 (23 - 28 aprile) presenta i suoi nuovi eventi speciali per conoscere le sfide del futuro

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Preview fiera > Intermat 2018 di Manuela Cortesi

Focus azienda > Epiroc Da Atlas Copco a Epiroc: un’impresa da titani

Intermat: una grande promessa

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di Manuela Cortesi

p. 42

L’intervista > Riccardo Viaggi Insieme, come in un cantiere

di Manuela Cortesi e Simone Mimuli

p. 14

Focus azienda > BAUER Macchine Italia Tecnologia a portata di tutti

di Miriam Spada

p. 18

di Manuela Cortesi

Piastre speciali Sirive® per la chiodatura con autoperforanti in contesti storici

di Alberto Bisson

Speciale calcestruzzo > CIFA CIFA: 90 anni di innovazione

Tecnologia > Autoperforanti Sirive

p. 24

p. 48

Speciale calcestruzzo > Buzzi Unicem Il calcestruzzo secondo Unical Spa

di Fabio Bellantoni

p. 52

Preview Intermat > Comacchio Preview Intermat > Marini Fayat

Specialità italiane

di Marianna Senni

p. 26

Marini nell’era digitale

di Manuela Cortesi

p. 56

Focus macchina > Fraste Viaggio in Turchia

di Miriam Spada

p. 30

Focus cantiere > Keller fondazioni Jet grouting per esperti

Visto in fiera > Marini Quarries Group Il partner ideale

di Sandro Tozzi

p. 34

Focus macchina > Soilmec SR-65 EVO

di Umberto Piagnoni

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Intermat 2018

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2018 marks ADRIATECH’S 30th Anniversary since the company was established. Today Adriatech offers a stronger array of products, tools, equipment, and only the best quality for drilling activity

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su PF, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della casa editrice SCI media srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. SCI media srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto a SCI media srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore.

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Hanno collaborato a questo numero: Fabio Bellantoni, Alberto Bisson, Vincenza Camaggi, Porfirio Ferrari, Emanuele Giovannini, Simone Mimuli, Alessandro Monteferrante, Umberto Piagnoni, Marianna Senni, Sandro Tozzi

News > Le brevi a cura della redazione

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Direttore editoriale Manuela Cortesi – manuela.cortesi@scimedia.it

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Comacchio Preview Intermat: specialità italiane

SCI media Ti aspettiamo a INTERMAT! n.1 | Gennaio-Marzo 2018

Direttore responsabile Emanuele Giovannini - emanuele.giovannini@scimedia.it

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Anno XIII n. 1 | gennaio-marzo 2018

Editoriale di Manuela Cortesi

Anno XIII n.1 | Gennaio-Marzo 2018

p. 38

di Ing. Alessandro Monteferrante p. 60


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Editoriale

Chi guida?

T

utti concordi: la ripresa del mercato c’è, ricordiamocelo mentre passeggeremo tra gli stand dell’Intermat. Lo conferma anche il CECE* (in questo numero un’intervista esclusiva al Segretario Riccardo Viaggi), che ha registrato una crescita del settore per tutto il 2017, un trend che pare confermato anche quest’anno. Anche noi ultimi d’Europa, italiani e spagnoli, mostriamo segni di ripresa economica, anche se certo il divario tra Nord e Sud non si può nascondere sotto il tappeto: la verità è che noi ancora arranchiamo, mentre chi guida l’Europa sono i grandi mercati del Nord e dell’Ovest, per i quali «il settore è già vicino ai livelli storici». Il 2017 è stato un buon anno per tutto il comparto, in particolare per il noleggio e il minerario, ambito quest’ultimo stimolato dai bassi tassi di interesse che hanno favorito gli investimenti. Il dato veramente positivo è la previsione per il 2018 dei soggetti coinvolti: secondo il CECE, il 70% dei costruttori di macchine movimento terra si sta predisponendo a un’ulteriore crescita

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delle vendite, così come i produttori di attrezzature. Unica nota stonata i produttori di attrezzature per il calcestruzzo, meno ottimisti dei colleghi del movimento terra (solo il 40% prevede un aumento delle vendite). Ma c’è un elemento segnalato dal CECE come freno alla vendita delle macchine in uno dei mercati trainanti: in Europa occidentale mancano gli operatori. Scopro che a Las Vegas c’è un parco divertimenti: si chiama Dig This, da un’idea di tale Ed Mumm, neozelandese di nascita. Aperto ai maggiori di 14 anni, si tratta di un’area attrezzata con ruspe, caterpillar e bulldozer. Per i bambini sopra gli otto anni, una sezione dedicata con i mini-cingolati e i mini-escavatori. Puoi scavare buche, guidare una ruspa, distruggere un’auto: 45 minuti costano 650 dollari, mentre 90 minuti alla guida di un bulldozer ne costano 269. Quando si dice che chi ha il pane non ha i denti.◀ *fonte: CECE, 15 March 2018 - CECE Press release - European construction equipment industry withstands uncertainties.


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News > Le brevi

mcT

A Roma è di scena mcT Petrolchimico Il 15 maggio in mostra le soluzioni per il settore Il prossimo 15 maggio, dopo i successi di Milano, arriva anche a Roma nella nuova location dell’Auditorium del Massimo mcT Tecnologie per il Petrolchimico, l’evento verticale di riferimento per i professionisti impegnati nel settore del petrolchimico e dell’industria di processo. mcT Petrolchimico è diventato negli anni uno degli eventi più seguiti dai professionisti del comparto e l’appuntamento romano concretizza le richieste dei player del settore, interessati a sviluppare nuovi contatti e business nell’importante mercato dell’Italia centro-meridionale. Le trasformazioni che l’industria 4.0 sta veicolando riguardano naturalmente anche il settore dell’Oil&Gas –pensiamo alla gestione dei big data e alle tecnologie che diventano sempre più “smart” e consentono di rendere più snelli ed efficienti i sistemi produttivi.

mcT Petrolchimico, anche nell’importante piazza romana, è la giusta occasione per aggiornarsi e per fare il punto sulle nuove soluzioni e le nuove tecnologie d’avanguardia, con l’obiettivo di presentare e discutere i casi reali grazie ai contributi di massimi esperti, associazioni e big player del settore che offriranno scambi di esperienze e best practice. La giornata sarà aperta dall’importante sessione congressuale incentrata sulle tematiche dell’Oil&Gas in chiave sviluppo 4.0, con attenzione all’efficienza, alla sicurezza e alle energie rinnovabili per favorire l’innovazione degli impianti di produzione. La formula mcT, organizzata da EIOM in collaborazione con AIS/ISA Italy Section delegazione zonale di Roma (Associazione Italiana Strumentisti), e il patrocinio di ANIPLA (Associazione Nazionale Italiana per lʼAutomazione), oltre alla sessione

Caterpillar

Caterpillar entra nel mercato dei generatori domestici e per esterni con i modelli portatili delle serie a Inverter e RP Caterpillar sta entrando nel mercato dei generatori domestici e per esterni con la presentazione dei modelli portatili Cat ® serie RP e Cat INV2000 a inverter. Progettata per garantire elettricità affidabile e conveniente ad appaltatori e consumatori residenziali, la serie RP include tre modelli standard (RP2500, RP3100

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e RP4400) con potenze comprese tra 2,5 e 4,4 kW. Con potenze nominali rispettivamente di 1.800 watt e massimo 2.000 watt, il primo modello Cat INV2000 a inverter vanta caratteristiche di usabilità per il consumatore, quali un interruttore di avviamento semplice, nonché presta-

plenaria mattutina, prevede una ricca area espositiva, in cui saranno presenti i protagonisti del settore, e una serie di workshop tecnico-applicativi curati dalle stesse aziende partecipanti, così da consentire agli operatori presenti di approfondire in modo specifico soluzioni, tecnologie e casi applicativi legati al mondo Petrolchimico e dell’Oil&Gas. Tra le aziende che hanno già confermato la loro partecipazione alla giornata ricordiamo i Platinum Sponsor, quali Cristanini, Group ATP, Roncarati e Sick. mcT Tecnologie per il Petrolchimico vi aspetta a Roma il prossimo 15 maggio, il programma dell’evento a partecipazione gratuita, sarà presto disponibile sul sito dove gli operatori interessati potranno preregistrarsi per accedere gratuitamente alla manifestazione e alle mostre in contemporanea, partecipare a convegni e workshop, usufruire dellʼofferta dei servizi collegati.

zioni professionali e caratteristiche di sicurezza che lo rendono un generatore versatile sia per uso professionale sia per usi ricreativi. Caterpillar offrirà un kit parallelo che consentirà agli utenti di collegare due unità INV2000 per raddoppiare la potenza erogata. Gli ingegneri Caterpillar hanno dedicato molto tempo ai collaudi e alla ricerca per identificare il design e le funzioni di usabilità che i clienti apprezzano maggiormente in un generatore portatile. Costruite in base agli stessi criteri di robustezza delle macchine Cat, le serie RP e INV2000 forniscono una potenza di riserva affidabile sia agli appaltatori sia ai clienti residenziali.


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Serie RP: robusta e sicura Con un design compatto, fino a 10,1 cm più corto rispetto ai modelli della concorrenza, e un centro di gravità basso, la serie RP integra tutto ciò che è necessario per azionare il generatore in un pannello di controllo facilmente accessibile illuminato a LED. Un display multifunzione consente agli utenti di selezionare le ore di funzionamento totali, quelle della sessione corrente, la tensione e il tempo di funzionamento per monitorare facilmente le prestazioni del generatore e stabilire quando è il momento di rifornire l’unità o di eseguirne la manutenzione. Estremamente maneggevole, il generatore Cat della serie RP offre inoltre durevolezza e solidità grazie al telaio in acciaio e alla gabbia antiurto per proteggere i componenti del generatore da eventuali danni.

Generatore a inverter dalle prestazioni costanti e semplice da utilizzare Con una potenza sufficiente per le attività di campeggio e per alimentare utensili elettrici di piccole-medie dimensioni, il nuovo generatore INV2000 fornisce energia elettrica costante (con una distorsione armonica totale <3%) per alimentare in maniera sicura la maggior parte dei componenti elettronici sensibili. Con livelli bassissimi di rumorosità (59-69 dB), l’inverter produce un rumore bianco quasi assente nella maggior parte degli ambienti. Con un peso di appena 22,2 kg, il modello compatto INV2000 è facilmente trasportabile e pratico da riporre. I comandi intuitivi, compresi l’interruttore di avviamento facile con gas integrato, le uscite di potenza multiple e

le spie di funzionamento, sono situati centralmente sul pannello anteriore. L’esclusiva illuminazione a LED del pannello di controllo rende particolarmente comodo l’utilizzo notturno. Oltre alle due uscite da 230 V 13 A, questo generatore presenta due porte USB integrate per la ricarica di componenti elettronici sensibili come ad esempio telefoni, tablet e altoparlanti Bluetooth. L’unità dispone inoltre di una presa per la ricarica delle batterie da 12 V e un cavo per la ricarica semplice di batterie automobilistiche. La modalità Engine Smart Control dell’unità regola la potenza per controllare automaticamente il consumo di combustibile e il rumore in base al carico, offrendo agli utenti un massimo di 6 ore di funzionamento continuo con un pieno di combustibile.

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Preview fiere > Intermat 2018

Intermat: una grande promessa Con la conferma della crescita dell’industria della costruzione, Intermat 2018 presenta i suoi ​​nuovi eventi speciali per conoscere le sfide del futuro di Manuela Cortesi

T IN SINTESI INTERMAT Dove Quando Frequenza Settori Espositori Superficie Visitatori Sito internet

Fiera internazionale per l’edilizia e le infrastrutture Parigi - Francia 23 - 28 aprile 2018 Triennale Movimento terra e demolizione; strade, minerario e fondazioni; edifici e settore del calcestruzzo; sollevamento, movimentazione e trasporto 1.500 300.000 m2 200.000 https://paris.intermatconstruction.com/

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utti gli indicatori sono positivi per l’edizione 2018 di Intermat: il mercato mondiale delle costruzioni registrerà infatti una crescita media annua del 3,9% da oggi al 2030 (Global Construction 2030, n.d.r). In Francia, anche per il 2017 si prevede un ulteriore miglioramento, con una crescita del 3,4% nel settore edilizio e dell’1,7% nei lavori pubblici (fonte: Source: French Building Federation - FFB e French Public Works Federation - FNTP, n.d.r.). Queste le salutari premesse per l’edizione oramai prossima di Intermat, la fiera internazionale per l’edilizia e le infrastrutture, che si terrà dal 23 al 28 aprile 2018 a Parigi. Intermat promette di essere un luogo d’incontro privilegiato per gli operatori del mercato dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) come imprenditori edili, produttori e fornitori di attrezza-


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Preview fiere > Intermat 2018

ture che potranno sfruttare l’ccasione per discutere su come sviluppare al meglio i loro progetti e contribuire in qualche modo allo sviluppo economico delle proprie aree di provenienza. Intermat ha confermato così, ancora una volta, il suo status di fiera di riferimento per i settori delle costruzioni e delle infrastrutture, rispondendo alle sfide di tutte le parti interessate in questo ecosistema. Ai 1.500 espositori e ai 183.000 visitatori provenienti da 167 Paesi verrà offerto l’accesso all’innovazione, conferenze didattiche, opportunità di networking, analisi di mercato e approfondimenti sul “potenziale dei grandi progetti di costruzione”.

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«Il settore delle costruzioni e delle infrastrutture è un fattore chiave per lo sviluppo delle regioni e il loro appeal per quanto riguarda la mobilità, l’alloggio, l’energia e l’occupazione. In considerazione dei profondi cambiamenti economici, sociali e ambientali che stanno attualmente accadendo, Intermat accompagna gli operatori del settore in questa trasformazione con nuovi strumenti e contenuti ad alto valore aggiunto. Ciò ha portato la fiera ad adottare una nuova organizzazione dei settori, concentrandosi sulle innovazioni tecnologiche», ha spiegato Isabelle Alfano, direttore di Intermat.

Una nuova veste Intermat ha infatti rivisitato la propria organizzazione per soddisfare al meglio le richieste di espositori e visitatori per una presentazione più chiara delle attrezzature, delle soluzioni e delle tecniche del settore, in modo che la visita sia il più possibile soddisfacente. Lo spettacolo è ora organizzato in quattro centri di competenza: ▶▶ movimento terra e demolizione; ▶▶ strade, minerario e fondazioni; ▶▶ edifici e settore del calcestruzzo; ▶▶ sollevamento, ▶▶ movimentazione e trasporto.


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Petrolchimico Alimentare Petrolchimico Oltre al consolidato appuntamento di Milano, nel 2018 mcT Petrolchimico si rivolge anche al centro-sud intercettando la richiesta del mercato e con un ricco programma formativo in un evento dedicato ai professionisti dell’industria petrolchimica e dell’energia. In una sola giornata si approfondiscono temi quali: strumentazione e controllo, sistemi di automazione, calore ed energia, laboratorio di analisi, trattamento acqua/aria/scarichi industriali, manutenzione degli impianti, controllo accessi, safety & security.

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L’ingresso è gratuito per gli operatori preregistrati. Il programma prevede: ✔ tre convegni plenari ✔ una parte espositiva con le aziende leader di settore ✔ workshop e corsi di formazione ✔ coffee-break e light buffet offerti dagli sponsor ✔ in esclusiva gratuitamente tutti i contenuti in PDF

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Preview fiere > Intermat 2018

Lancio dell’Osservatorio delle costruzioni in collaborazione con Business France L’Osservatorio Intermat è nato dal desiderio di stabilire legami più solidi con il mercato e di fornire ai produttori di attrezzature per l’edilizia ricerche strategiche su 12 paesi dell’area EMEA, scelti con cura per i livelli di investimento pianificati in infrastrutture e edifici. L’obiettivo dell’Osservatorio è offrire informazioni approfondite sulle opportunità di mercato per i produttori di apparecchiature presenti nei quattro poli di competenza della fiera. Per ciascun paese esaminato, l’Osservatorio analizzerà i suoi piani di investimento nazionali, le principali sfide per

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sette settori applicativi, le principali importazioni ed esportazioni di macchine movimento terra e le marche straniere già presenti sul mercato. L’Osservatorio offrirà un’analisi esclusiva dei principali progetti di costruzione in corso e previsti per il futuro fino al 2025-2030 e dei principali attori del mercato coinvolti in questi progetti.

Tre villaggi tematici per promuovere le innovazioni tecnologiche del settore Rispondendo alle sfide della digitalizzazione nell’edilizia e nelle opere pubbliche e offrendone una vasta gamma, Intermat 2018 mostrerà l’innovazione tecnologica del settore creando aree funzionali dedicate: il villaggio Start-

up by Eurovia, il villaggio Demolition & Recycling e il villaggio Building Smart. In ogni zona verranno tenute lezioni e conferenze su argomenti di attualità, offrendo una piattaforma per lo scambio e la condivisione di informazioni tra professionisti. «La missione di Intermat 2018 è quindi quella di fornire a tutti i professionisti della costruzione un mix di ingredienti per migliorare la loro efficienza insieme a fonti di innovazione e ispirazione per realizzare i progetti del futuro. Questa edizione presenta un programma esaustivo appositamente progettato per identificare i principali progetti di costruzione nella regione EMEA, offrendo accesso a regioni ad alto potenziale e in via di sviluppo e consentendo alle aziende di far cre-


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World Of Concrete Europe

La seconda edizione del World Of Concrete Europe, la fiera internazionale della Filiera Calcestruzzo, si terrà dal 23 al 28 aprile 2018 presso il Quartiere delle Esposizioni di Paris Nord Villepinte, in concomitanza con Intermat. La Filiera Calcestruzzo contribuisce alle nuove sfide collettive di una società in piena evoluzione. Evoluzio-

scere la propria attività e aumentare la visibilità verso un ecosistema qualificato e diversificato», conclude Isabelle Alfano. Con l’obiettivo di affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione del settore dell’edilizia e dei lavori pubblici e di proporre una gamma più ampia di soluzioni, Intermat 2018 ha scelto di dare risalto alle nuove tecnologie sviluppate dalle aziende. Per la prima volta, start-up, PMI e grandi aziende presenteranno le loro nuove soluzioni e prodotti su spazi dedicati: i tre villaggi, appunto. Una serie di conferenze e tavole rotonde sui temi di attualità del mercato saranno anche all’ordine del giorno di ciascuna zona tematica per incoraggiare lo scambio e la condivisione tra professionisti.◀

Start-up Village by Eurovia con 13 start-up che offrono prodotti e soluzioni innovative selezionate

Il Building Smart Village, con aziende dei settori Building Smart e BIM. - Funzionamento automatico delle macchine movimento terra - Tecnologia di automazione e robotica - Cabina BIM - Costruzione sistemi di gestione dei dati - Design digitale e produzione robotizzata - Strumenti digitali sul luogo di lavoro - Monitoraggio del movimento terra mediante rilievi 3D aerei

ne della demografia, dei cambiamenti climatici e dello sviluppo urbano... Il calcestruzzo, il materiale più utilizzato al mondo, è al centro delle risposte alle nuove sfide del settore delle costruzioni. Per soddisfare le esigenze del mercato, WOC Europe offre a produttori, consulenti e utilizzatori una visione globale dell’intero settore, con una panoramica delle ultime tendenze della tecnologia del calcestruzzo, attraverso le sue aree espositive, un’area dimostrazioni o il suo ciclo di conferenze specifiche.

INTERMAT village focus 3 theme villages

Demolition & Recycling Village con le aziende che lavorano nella demolizione e nel riciclaggio

PF > n. 1 gennaio-marzo 2018   13


L’intervista > Riccardo Viaggi

Insieme, come in un cantiere Abbiamo intervistato Riccardo Viaggi (Segretario Generale CECE) per parlare degli obiettivi della sua organizzazione, della situazione del mercato, della Brexit e del settore costruzioni. E sono emerse importanti novità, come il manifesto politico CECE per le elezioni del 2019 di Manuela Cortesi e Simone Mimuli

R

iccardo Viaggi – Segretario Generale del CECE (Committee fo European Construction Equipment), è giovane, emiliano e davvero carismatico. Ha le idee chiare e parlando con lui si rivela un trasporto appassionato per il settore costruzioni. Riccardo Viaggi ha infatti una visione davvero lucida del mercato, delle tematiche più attuali del settore e dell’organizzazione che sta guidando da oramai quasi un

è un’organizzazione riconosciuta a livello europeo che rappresenta e promuove il settore dei macchinari da costruzione. Lavora a contatto diretto con le imprese e con le associazioni nazionali, sottoponendo i loro interessi alle istituzioni Europee.

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anno: ci tiene a confrontarsi con i players internazionali e vuole un rapporto diretto con stampa e mezzi di comunicazione in modo che CECE venga percepita finalmente nella pienezza del proprio potenziale. Ma non è finita qui: il Segretario sta lavorando affinché il settore costruzioni abbia finalmente, a livello politico, la dignità che merita.

Signor Viaggi, lei, da relativamente poco tempo, è stato eletto segretario generale del CECE. Cosa significa questa carica per lei? Come sta andando questa nuova avventura finora? Posso dire di essere molto soddisfatto e confermare che tutto procede bene. L’incarico che mi è stato affidato significa per me un bel passaggio di carriera, che mi motiva e al tempo stesso mi frutta grandi soddisfazioni. Questo nuovo ruolo comporta anche delle responsabilità, non solo in qualità di referente delle imprese ma anche come responsabile di una piccola struttura qui a Bruxelles, dove lavoriamo in cinque.

Il CECE è per definizione un’organizzazione altamente internazionale. Lei è italiano, i suoi colleghi invece di che nazionalità sono? Il CECE è appunto per natura un’organizzazione europea e il nostro team, nella sua multiculturalità, è lo specchio della nostra organizzazione. Il gruppo è composto da una ragazza polacca, due belgi, due tedeschi e una spagnola. Fino all’anno scorso avevamo anche un’altra collega italiana.

Qual è stato il percorso che l’ha portata a ricoprire questa carica? Il mio percorso è iniziato subito dopo l’università, grazie a uno stage. Per due anni sono stato project manager all’EBC (European Builders Confede-


preview

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Una nuova comunicazione

La nuova veste del sito CECE (www.cece.eu), parte della strategia comunicativa

ration), dove mi occupavo di progetti finanziati dall’Unione Europea. A ventotto anni mi sono ritrovato Segretario Generale dell’organizzazione, carica che poi ho ricoperto per otto anni. Poi nove mesi fa è arrivato l’incarico al CECE. Sicuramente quella attuale è un’esperienza diversa rispetto alla precedente: CECE è un’organizzazione più di livello industriale che ha a che fare con grandi imprese manifatturiere, mentre all’EBC rappresentavo artigiani e piccole e medie imprese del settore delle costruzioni, una realtà dunque per certi versi differente. In comune però sempre le costruzioni: è questo il settore in cui sono nato e cresciuto dal punto di vista professionale.

Secondo lei, il fatto che il CECE abbia puntato su una personalità giovane come la sua sottende una voglia di rinnovamento o un messaggio che si vuole dare al settore? Personalmente credo di no, nel senso che non penso ci sia un messaggio particolare rivolto al settore. Per la nostra mentalità di matrice italiana, essere segretario generale di un’associazione di categoria a trentasette anni è considerato “prematuro”, mentre per molti altri Paesi non è così. Vero è che il CECE, puntando su di me, ha compiuto una scelta differente rispetto a quelle fatte

per i segretari passati, sicuramente figure con molta più esperienza ma magari con un tipo di dinamismo diverso. Onore ai miei predecessori: l’organizzazione che ho trovato era molto solida e ben strutturata, ma credo non fosse sufficientemente proiettata verso l’esterno, soprattutto verso i decisori politici di Bruxelles, dal Parlamento Europeo agli alti funzionari. Era necessario sfruttare al meglio le nostre potenzialità per mostrare un’immagine del settore all’avanguardia, che vede l’Europa leader grazie a tante piccole e medie imprese ma anche grazie a brand di livello mondiale: il nostro è un settore dove l’impronta manifatturiera è ancora molto importante. Avendo lavorato nel settore delle costruzioni per diversi anni, avevo notato che il CECE non esprimeva al massimo queste potenzialità: vi era una mancanza di coscienza di sé e dei rappresentanti stessi. Credo che il consiglio di amministrazione abbia preso atto di questo e abbia deciso di provare a dare una svolta selezionando me, questo sì.

Mi pare di capire che lei voglia rilanciare l’immagine del CECE, in che modo si sta muovendo per farlo? Durante quest’anno, in accordo con il consiglio di amministrazione, abbiamo cercato di modificare il profilo esterno.

Il sito internet è stato rilanciato, si è investito sui social media e sono state create delle partnership con la stampa di Bruxelles, mentre devo dire che la stampa di settore aveva già un’ottima considerazione di CECE.

Motori: cosa ne pensa delle normative europee, considerato l’atteggiamento americano a riguardo e i possibili problemi e costi che potrebbero nascere per i costruttori in relazione ai mercati di Paesi emergenti come India ed Africa, avendo questi normative molto diverse? È chiaro che il rischio di regolamentare in modo stringente un solo mercato come quello dell’Unione Europea e di non poter proporre e insistere per una convergenza normativa con mercati come quello statunitense o asiatico è di lasciare l’Europa con un problema di concorrenza globale. Tuttavia questo non deve diventare un pretesto per criticare la normativa europea in quanto tale. Sicuramente, il tema sta sollevando grandi preoccupazioni e investimenti tra le imprese costruttrici di motori, che in parte rappresentiamo anche noi. Lo sottolineo ancora: è importante che attraverso i nostri rapporti e le nostre imprese di livello globale portiamo avanti un progetto di convergenza delle

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L’intervista > Riccardo Viaggi

regolamentazioni, in modo tale da non rimanere gli unici ad avere una normativa troppo stringente e non esacerbare concorrenze asimmetriche. Il nostro obiettivo è anche di sensibilizzare il consumatore finale sul valore che queste regolamentazioni portano in termini di sostenibilità ed efficienza, in modo che questi cambiamenti siano percepiti correttamente. Più che appoggiarci a strategie come incentivi o rottamazioni, cerchiamo di raggiungere questo obiettivo collaborando con gli esponenti europei dei nostri utilizzatori. Sarei falso a dire che le imprese sono entusiaste di Stage V, tuttavia si rendono conto che l’evoluzione e i cambiamenti sono presenti e palpabili rispetto alle normative precedenti. L’unico modo di dialogare è, lo ripeto, la collaborazione con i rappresentanti degli utilizzatori, ed è ciò che proveremo a fare durante il nostro congresso di ottobre a Roma, dove parleremo di sostenibilità ma anche di digitalizzazione delle macchine e di sicurezza.

Nel 2017 il Regno Unito ha deciso di uscire dall’UE. Brexit comprometterà anche la partecipazione inglese al CECE? 16  PF > n. 1 gennaio-marzo 2018

La risposta che mi sento di darle è un no. In realtà non abbiamo ancora ufficialmente affrontato l’argomento, ma in virtù di quanto le ho detto in precedenza riguardo alla convergenza di interessi e alla necessità di far parte di un mercato ampio e importante come quello europeo, credo che l’associazione britannica sarà più interessata a continuare un rapporto di collaborazione e di stretto contatto con le altre associazioni europee. È vero che alcuni imprenditori hanno dichiaratamente sostenuto e finanziato Brexit, tuttavia posso dire con sicurezza che l’associazione inglese si manterrà legata al CECE, anche solo per motivi di natura informativa e per, appunto, temi quali le regolamentazioni europee.

Quali sono gli obiettivi del CECE e quali sono quelli che Riccardo Viaggi vuole portare a termine per l’associazione? L’obiettivo che mi sta più a cuore è un maggior riconoscimento politico del nostro settore, sfruttando il momento politico più importante e ipoteticamente ricettivo, che è quello delle elezioni europee a maggio 2019. Per la prima volta, nei prossimi mesi, il CECE redigerà un manifesto politico da sottoporre ai can-

didati e ai partiti. Per fare degli esempi concreti, alcune delle nostre richieste all’Unione Europea saranno: maggiore sostegno della politica industriale, ricerca nella digitalizzazione delle costruzioni, politiche infrastrutturali serie, politiche di formazione professionale e universitaria. Dobbiamo e vogliamo trovare dei punti su cui posizionare CECE, possibilmente non da soli, e punteremo ad invertire la tendenza alla disaggregazione del settore delle costruzioni. Proprio come in un cantiere, in questo settore è più facile trovare delle divergenze piuttosto che i punti che ci accomunano, e, in questo caso, un punto che ci accomuna è la volontà di trovare maggiore risonanza politica. Infatti, in questo senso, il settore delle costruzioni gode attualmente di scarsa rilevanza, di gran lunga inferiore a settori socialmente meno importanti, come ad esempio quello bancario, quello automobilistico o quello chimico. Questi rappresentano una parte più ridotta del mercato occupazionale e occupano una fetta molto inferiore di PIL europeo.

Dal 23 al 28 aprile ci sarà la fiera Intermat a Parigi. C’è un gran fermento per questa fiera, cosa si aspetta?


preview

L’infografica del settore delle costruzioni fornita dal CECE

offre una visione completa del settore delle macchine per le costruzioni in Europa e il suo contributo alla salvaguardia della base industriale europea, alla creazione di posti di lavoro e alla crescita economica

Riccardo Viaggi e Birgit Sippel, Membro del Parlamento Europeo e Responsabile per il regolamento sulla e-Privacy

Personalmente sento tanto entusiasmo soprattutto per quanto riguarda il mercato francese. Questo non significa che Intermat sia una fiera prettamente francese, anzi, si configura come una fiera internazionale, non solo perché include altri Paesi francofoni ma perché interessa l’Africa e, a quanto sto verificando, il Medioriente. Noi la consideriamo una fiera molto importante, alla quale parteciperemo, io compreso, con uno stand durante tutto l’arco della settimana. Per noi significa un’occasione irripetibile, soprattutto per quanto detto in precedenza: avremo la possibilità di invitare, coinvolgere e confrontarci con degli esponenti politici che devono conoscere meglio il nostro settore. Quale occasione migliore che farlo attraverso una fiera ricca di tecnologie interessanti e sbalorditive? Per questi motivi noi del CECE abbiamo investito su Intermat con una fitta agenda di incontri, pubblici e interni, con responsabili funzionariali della Commissione Europea e responsabili politici dell’Unione Europea.◀

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Focus azienda > BAUER Macchine Italia

18â&#x20AC;&#x192; PF > n. 1 gennaio-marzo 2018


www. scimag.news

Tecnologia a portata di tutti Bauer Macchine Italia festeggia i 10 anni di attività. Un percorso di crescita che ha fatto conoscere e toccare con mano alle imprese di fondazioni italiane l’innovazione e la carica tecnologica di Bauer, attraverso un approccio familiare ma altamente professionale di Miriam Spada

P

artiamo dai numeri. Il Gruppo Bauer è composto da 11.000 dipendenti, dei quali solo 4.000 tedeschi, la maggioranza raccoglie infatti la cultura e le esperienze di tutto il mondo. Di conseguenza ogni collaboratore, ma anche ogni operatore, in Bauer può trovare una parte di sé, della propria filosofia e del proprio modo di pensare. Nello specifico, in Italia Bauer, con la consociata TracMec, ha circa 70 dipendenti e conosce molto bene i problemi, le difficoltà e i pregi del nostro Paese. L’approccio di BMI (Bauer Macchine Italia) con i clienti è una logica conseguenza di tutto questo: è costruttivo, collaborativo, semplice e spontaneo. Questo modo di porsi, unito all’indiscussa qualità delle macchine, ha scandito una crescita continua che, ne siamo certi, proseguirà anche nei prossimi anni.

Il progetto e il suo sviluppo La nascita di BMI è legata al suo attuale Amministratore Delegato. 45 anni, due figli, una laurea in ingegneria meccanica conseguita a Trieste, appassionato di montagna, di cinema e di buoni libri, Alberto Dalle Coste incontrando Bauer ha avuto la possibilità di coniugare la propria formazione con la passione per il settore delle costruzioni e dell’edilizia. Inizialmente dislo-

BAUER BG39

Al lavoro

MC96 con BC35 in cantiere a Monaco

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Focus azienda > BAUER Macchine Italia

In cantiere a Monaco

BG24 e fresa CBC30 ribassata

Klemm KR802 3S

In opera in un cantiere a Bibione

Klemm KR702 2R Unâ&#x20AC;&#x2122;altra Klemm a Bibione

20â&#x20AC;&#x192; PF > n. 1 gennaio-marzo 2018


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Cristina Baraccani

Carmen Lippi

Responsabile amministrativa

Alberto Dalle Coste

Managing Director di Bauer Macchine Italia

cato in Germania come responsabile per il mercato italiano, verso la fine del 2007, a fronte dell’incremento di interesse per Bauer in Italia, è stato incaricato di costituire una società nel Bel Paese per agevolare l’assistenza tecnica, per fornire un punto d’appoggio sul territorio e per facilitare il processo di vendita e noleggio delle più diverse attrezzature. Partendo da questi servizi, fondamentali per affrontare le emergenze e le problematiche di cantiere quotidiane, in questi anni BMI è cresciuta sotto tutti i punti di vista: nei ricavi, nel personale, nella presenza sul territorio, nella capacità di rispondere con professionalità e tempestività a ogni richiesta. Come sottolinea Alberto Dalle Coste: «BMI si è scoperta azienda con un suo knowhow. Le competenze sono cresciute più del fatturato e del numero delle persone, tanto che i clienti riconoscono BMI come un punto di riferimento tecnico e non più solo come il braccio lungo di Bauer Maschinen.» Prova di questo è che «i nostri tecnici risolvono i proble-

mi senza il supporto della casa madre e sono sempre più richiesti nei cantieri, anche nei casi più complessi, al posto dei tecnici tedeschi».

Bauer Macchine Italia oggi Oggi, oltre all’attività di vendita e di noleggio, BMI si occupa di revisioni complete delle macchine, di revisioni di rotary e di riduttori di fresa; è in grado di riparare e revisionare le aste kelly di perforazione, gli utensili e non ha paura di eseguire anche importanti modifiche ai macchinari, fatto salvo il supporto progettuale obbligatorio dalla Germania. Meccanica di precisione, competenze nella saldatura, idraulica e meccatronica, sono capacità che si sommano al ben noto supporto tecnico nello studio dei cantieri, nell’analisi geotecnica e nelle metodologie in cui Bauer vanta molti primati. Recentemente la struttura è stata rafforzata per seguire anche il mercato delle consociate KLEMM, MAT ed RTG per citarne alcune. «Dieci anni fa», conclude Dalle Coste, «sognavo un’azienda come la BMI di oggi. Il sogno si è avverato e questo

è il mio più grande motivo d’orgoglio. I fatturati contano, ma conta ancor di più creare una squadra ben integrata, collaborativa, efficiente e competente. Orgoglio nel lavoro per un responsabile di un’azienda è rendersi conto che i propri collaboratori crescono con la società, creando famiglie e portando a termine i loro progetti di vita». Di seguito alcune testimonianze che, oltre a confermare le parole di Alberto Dalle Coste, offrono il sapore di una realtà vissuta dall’interno. Con tanta passione.

Carmen Lippi, responsabile amministrativa Ragioniera, 50 anni, romana ma bolognese d’adozione con l’hobby del cinema e della lettura, Carmen Lippi ha visto nascere Bauer Macchine Italia: «L’impatto è stato forte, nonostante gli anni di esperienza non avevo mai lavorato in un’azienda figlia di una multinazionale. La cosa che mi preoccupava di più era che fosse stata appena costituita e fossimo solo in quattro per organizzare tutto e farla partire. È stato bello vederla crescere e diventare un punto

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Focus azienda > BAUER Macchine Italia

BG30

In azione a Genova

di riferimento per i clienti italiani e sono molto orgogliosa di aver contribuito, nel mio piccolo, al suo successo». Carmen è un’autentica testimone che ha visto il «farsi azienda, soprattutto grazie a un Ufficio Commerciale che ha sempre curato e supportato i clienti già acquisiti - oltre che essere alla costante ricerca di nuovi clienti e nuove opportunità - e a un reparto Service molto preparato tecnicamente, cresciuto tantissimo insieme alla fiducia delle imprese. Molti dei nostri clienti che lavorano o hanno branch all’estero infatti preferiscono collaborare con BMI piuttosto che con la filiale locale del Gruppo Bauer. E il fatto che da 4 dipendenti siamo arrivati a 15 la dice lunga sulla crescita dell’azienda». Ma quello che davvero conquista è l’atmosfera che si respira in BMI. Continua Carmen Lippi: «In Bauer ho trovato un clima familiare, costruttivo e collaborativo. Sarà che sono qui dagli esordi, o anche che nel corso degli anni siamo stati fortunati a trovare colleghi con lo stesso spirito, ma mi sento come in famiglia. Nonostante siamo sempre di

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Giulio Tarsitano

Reparto supply chain con gestione logistica e magazzino

corsa e il lavoro sia sempre tanto, lavorare qui è un piacere e una sfida continua».

Giulio Tarsitano, reparto supply chain con gestione logistica e magazzino Giulio, perito industriale specializzato in elettrotecnica e automazioni, unisce la passione per la musica e gli

acquari alle competenze in ambito sollevamento, trasporti eccezionali e gestionali. «Sin dal mio ingresso in Bauer Macchine Italia ho capito di essere arrivato in una grande azienda, ma anche in una grande famiglia, dove professionalità e rapporti umani convivono perfettamente. Ho visto nascere BMI vivendone le continue evoluzioni. Ogni giorno c’è una nuova sfida da intraprendere e nuove competenze da assimilare».

Saverio Santucci, service manager Ingegnere meccanico e geometra, Saverio Santucci, 53 anni, è in Bauer Macchine Italia da solo un anno ma, da autentico appassionato del settore edile e meccanico, rappresenta, anche per il ruolo ricoperto in BMI, una


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sa pochissimo tempo. Infine è molto apprezzato ed utile l’ambiente misto: la personalità maschile e quella femminile si arricchiscono a vicenda per cui i risultati ottenuti sono superiori a quelli che si avrebbero in ambienti di lavoro mono genere».◀

Saverio Santucci

Service manager

figura chiave per il successo della società italiana. Cinque figli, amante del bricolage, della mountain bike e del ballo, è nelle fondazioni speciali dal 1992 ed è approdato in Bauer quasi per caso, raccogliendo la sfida proposta da Alberto Dalle Coste. «Il dovermi rimettere in gioco a 50 anni mi ha fatto riflettere molto. Sono una persona profondamente curiosa che ha bisogno di continui stimoli per rimanere desta. Non riesco a rassegnarmi alla routine e nonostante i 100 km al giorno di trasferta, ho accettato la sfida». Il Service è il dipartimento - in cui oltre Saverio operano un’assistente, Cristina, e quattro meccanici - che fa assistenza ai clienti in cantiere e in officina e si occupa anche della revisione delle più differenti attrezzature Bauer. In questo primo anno Santucci ha potuto apprezzare «il clima cordiale e collaborativo, non solo da parte del team italiano, ma anche per quanto concerne i colleghi tedeschi. Il rapporto quotidiano con loro mi ha svelato che, in realtà, i tedeschi non sono freddi come vengono spesso descritti. Sono ragazzi volenterosi che ci sostengono nei momenti difficili e intensi. Altro aspetto estremamente importante in BMI è una catena decisionale cortissima. Dall’insorgere di un problema alla sua risoluzione pas-

INFO BAUER Macchine Italia S.r.l. Strada Statale 610 Selice 10/C 40027 Mordano (BO) Italia Tel. +39 0542 1895011 bauer-macchine@bauer-italia.it www.bauer-italia.it

BG36

In cantiere a Melendugno

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Tecnologia > Autoperforanti Sirive

Piastre speciali Sirive® per la chiodatura con autoperforanti in contesti storici Una modalità di intervento rapida, poco invasiva ed economica di Alberto Bisson

Piastre “Palladio”

a Vicenza nel contesto storico di Villa Almerico Capra

N

el contesto attuale, la ristrutturazione e il consolidamento di opere di sostegno storiche rappresenta un campo di intervento di sempre maggior interesse. Spesso tali opere necessitano di un consolidamento per continuare a garantirne la funzionalità nel tempo. La chiodatura di muri e opere di sostegno storiche con barre autoperforanti Sirive® costituisce una modalità di intervento rapida, poco invasiva ed economica adatta a tale scopo. Le opere di rinforzo in contesti storici, oltre a garantire il miglioramento della stabilità strutturale e geotecnica e del livello di sicurezza, sono chiamate pe-

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rò in generale ad essere anche, e il più possibile, integrate dal punto di vista architettonico e paesaggistico negli ambienti in cui si trovano. Questa necessità per Sirive® è diventata opportunità, con lo sviluppo di piastre speciali per la ripartizione dei carichi sulla struttura da consolidare che si integrino alla perfezione nel contesto architettonico nel quale sono installate.

Il rinforzo di opere di sostegno storiche con barre autoperforanti Quando un muro di sostegno storico presenta nel tempo i primi segni di instabilità, risulta conveniente consoli-

dare la struttura per garantirne la sicurezza, e un intervento di chiodatura con barre autoperforanti Sirive® risulta un’ottima soluzione. L’intervento prevede l’installazione di barre autoperforanti in acciaio con delle piastre di opportune forme e dimensioni che collegano le barre alla struttura esistente: la stabilità è garantita dagli ancoraggi, mentre le piastre hanno la funzione di collegare le barre al muro esistente e ripartire la forza resistente sull’intera struttura.

Un’integrazione perfetta anche in contesti storici Sirive® ha voluto prestare sempre maggiore attenzione nel tempo alle dimen-


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sioni e alla forma delle piastre di ripartizione, che sono state oggetto negli ultimi anni di particolari analisi e studi, con l’obiettivo di integrare le piastre perfettamente nei contesti architettonici storici, come ad esempio i muri in pietra “a secco”. Uno degli sviluppi più recenti è costituito dalla piastra “Palladio”, nome che Sirive® ha voluto dedicare ad uno dei più grandi architetti italiani di sempre, che a Vicenza ha lasciato le sue opere più famose nel mondo. Ed è proprio a Vicenza, sui muri di sostegno tra villa Valmarana ai Nani e la famosissima Villa Almerico Capra detta “la Rotonda”, che la piastra “Palladio” è stata installata per la prima volta, con il benestare della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio. La classica forma cosiddetta “a chiave” infatti si integra perfettamente nel contesto storico e architettonico, garantendo un eccellente impatto paesaggistico oltre alla già nota funzionalità della tecnica autoperforante. Va evidenziato inoltre che un intervento di rinforzo con barre autoperforanti è l’ideale per il consolidamento di muri storici, in quanto la chiodatura è un sistema passivo che non prevede l’applicazione di una pretesatura alle barre, evitando il rischio di possibili crolli, rotture o punzonamento del muro già instabile. Le barre autoperforanti assorbono gli sforzi di trazione e taglio, aumentando la resistenza dell’opera

Particolari delle piastre speciali Sirive® di ripartizione di varie forme e dimensioni, zincate o verniciate, in funzione dei diversi contesti architettonici di inserimento

e dell’ammasso di terreno retrostante, senza gravare su di essa. Le piastre hanno semplicemente il compito di collegamento e ripartizione dell’effetto stabilizzante sulla struttura. Se necessario o richiesto, è possibile iniettare speciali miscele cementizie a pressione controllata, con l’obiettivo di consolidare anche la parte a tergo del muro, riempiendo eventuali vuoti presenti. Oltre alla piastra “Palladio”, Sirive® ha sviluppato anche piastre di altre forme, come ad esempio le piastre a stella, a raggi, a croce, con forme che si integrano perfettamente anche in contesti sto-

rici, richiamando le vecchie “chiavi”. Sirive® è inoltre in grado di offrire un supporto personalizzato a enti, progettisti e imprese, fornendo su richiesta piastre anche di specifica forma ad hoc non prevista nello standard di produzione. Da rilevare infine che la tecnica di chiodatura passiva con barre autoperforanti Sirive® è stata validata nel 2013 dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova in accordo con le prescrizioni contenute nella norma UNI EN 14490:2010, sia dal punto di vista della resistenza strutturale sia della durabilità.◀

Lo studio completo è liberamente scaricabile dal sito www.sirive.it

Schema tipo di muro storico in in pietra, rinforzato con barre autoperforanti Sirive® e piastre speciali

INFO Autoperforanti Sirive® Via Fogazzaro, 71 36073 Cornedo Vicentino (VI) Italy Tel. +39 0445 953513 www.sirive.it

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Preview Intermat > Comacchio

Specialità italiane

Stand

5A E 081 5B EXT 008

Tutto pronto alla Comacchio per l’edizione 2018 di Intermat dove in particolare saranno esposti i modelli CH 450, MC 15 P e MC 9 di Marianna Senni

P

er dare ai visitatori un’idea della varietà e della versatilità della gamma Comacchio, l’azienda trevigiana porterà a Parigi una selezione diversificata di modelli che spaziano dalle perforatrici compatte per sondaggi geognostici, come la GEO 305, a macchine per la perforazione di grande diametro come la CH 450.

CH 450 «La CH 450 è una macchina multiuso che può essere fornita in varie configurazioni, in grado di soddisfare al meglio le esigenze del cliente in base alla tecnologia di perforazione implementata. A Intermat esporremo una CH 450 in una speciale configurazione CFA, sviluppata per la realizzazione di pali a elica continua fino a un diametro di 1000

Open House di Comacchio Si è svolto lo scorso 12-13 ottobre l’Open House di Comacchio che ha riunito presso gli stabilimenti dell’impresa trevigiana oltre 500 operatori del settore, molti dei quali provenienti dall’estero. In mostra sia la CH 450, nelle sue varie configurazioni (con pull down ad argano – WPD, con pull down a cilindro – CPD, nonché la versione dedicata per pali – CFA), sia la CH 650, nuovo modello della categoria di peso delle 70 t, lanciato in primavera al Conexpo/Con-Agg e presentato durante l’Open House in configurazione WPD. L’esposizione delle macchine è stata arricchita da dimostrazioni pratiche che si sono svolte in una Demo area. L’evento è culminato con la consegna della macchina matricola 3000 alla ditta URI di Trento, specializzata nel noleggio di macchine e attrezzature per il settore della perforazione.

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La CH 650 in mostra all’Open House


preview CH 450 in configurazione WPD

all’opera sulla demo area durante l’Open House di Comacchio lo scorso ottobre. A Parigi lo stesso modello verrà esposto in una speciale configurazione CFA

CH 450 DATI TECNICI mm e fino a 24 m di profondità», dichiarano dall’azienda. La CH 450 si presenta come la soluzione ideale per lavorazioni rapide, che richiedono tempi velocissimi di allestimento in cantiere. La macchina è infatti totalmente automontante e nella versione BP (Bored Piles) può essere trasportata in un unico pezzo con il kelly montato. Una volta sul posto, la macchina viene semplicemente scaricata dal carrellone e messa in funzione senza l’ausilio di attrezzature esterne (gru di servizio). La manovra di sollevamento del mast richiede pochi minuti e può essere eseguita in completa sicurezza. La CH 450 può essere fornita con due versioni di carro allargabile (2550 – 4000 mm o 2950 – 4200 mm, rispettivamente con suole da 600 o 800 mm), che grazie anche al passo maggiorato

Potenza di taratura Coppia nominale max Argano principale Peso CPD (Pull Down a cilindro) Peso WPD (Pull Down ad argano)

201 kW/ 2000 rpm 190 kNm 160 KN 43100 kg 44800 kg

270 HP/2000 rpm 140,000 lbf*ft 35,970 lbs 95,000 lbs 98,800 lbs

240 kN

53,950 lbs

226 kN

50,800 lbs

1000 mm 18 + 6 = 24 m

3' 3" 59’ 1” + 19‘ 8" = 78’ 9”

WPD (Pull Down ad argano) Forza max. di tiro CPD (Pull Down a cilindro) Forza max. di tiro CFA T4 XL Diametro max Profondità max permette di aumentare la stabilità, ridurre la pressione al suolo e coprire un raggio di lavoro superiore. La CH 450 è stata progettata come macchina multipurpose in grado di coprire un vasto spettro di lavorazioni che includono i pali trivellati con aste kelly, i pali ad elica continua (CFA), i micropali, i pali costipati (displacement piles)

e il soil mixing. La macchina può essere fornita sia in versione CPD (con pull down a cilindro), sia in versione WPD (con argano di pull down) e può montare aste kelly con lunghezza massima di 12,5 – 13,5 m (CPD-WPD) e con un diametro esterno variabile, incluse aste HD (heavy duty) e XHD (extra heavy duty). La testa di rotazione ad alta coppia e

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Preview Intermat > Comacchio

alto numero di giri è dotata di un sistema di controllo e monitoraggio dei parametri di perforazione e delle prestazioni, gestito da un software di progettazione esclusiva Comacchio e dotato di schermo touch screen da 12”. Il diametro massimo in CPD è di 1.500/2.000 mm, mentre in versione WPD è di 1.300/2.000 mm (con/senza tubi di rivestimento). Il raggio di perforazione va da un minimo di 3.000 mm a un massimo di 3.800 mm. La profondità massima raggiungibile con asta telescopica automontante in configurazione WPD è di 62,9 m con asta a frizione, che diventano 50,4 m con asta telescopica a bloccaggio. Il peso operativo senza utensile è pari a 43.100 kg in CPD e 44.800 kg in WPD. Nella versione CFA, la CH 450 può essere utilizzata con eliche da 1.000 mm di diametro fino a 17 m di lunghezza, che possono essere aumentati a 22,5 con l’apposita prolunga, ma è prevista

anche una versione speciale per CFA che permette di raggiungere i 24 metri di profondità. Quest’ultima sarà in mostra a Parigi. «La nostra esposizione di macchine per il segmento delle fondazioni includerà anche diverse unità della nostra linea di prodotti MC, progettati per le applicazioni di piccolo e medio diametro come micropali, ancoraggi e jet grouting. Insieme ad alcuni prodotti ben noti, come la MC 8, i visitatori potranno vedere due modelli che recentemente si sono aggiunti a questa line-up, ovvero la MC 15 P e la MC 9», continuano alla Commacchio.

La nuova MC 15 P La MC 15 P (dove “P” sta per “Power Plus”) è stata concepita come la versione “heavy-duty” della MC 15. Partendo dal progetto della MC 15, una macchina per opere di ingegneria civile che coniuga dimensioni compatte e ele-

MC 15 P DATI TECNICI Potenza motore Larghezza max. Peso Corsa mast Forza di spinta Forza di tiro Coppia rotary max. Serraggio morse max.

168 kW (255 HP) 2.300 mm 16.000 - 17.000 kg 4.000 - 7.000 mm 8.000 daN 8.000 daN 3.200 daNm 520 mm

7.5 ft 35,000 - 37,500 lbs 13.1 - 22.9 ft 18,000 lbs 18,000 lbs 23,600 lb*ft 20.5 in

vata produttività, lo sviluppo della MC 15 P ha permesso di raggiungere un livello di prestazioni più elevato grazie alla motorizzazione di classe superiore in grado di erogare fino a 168 kW (225 CV) di potenza. In questo modo la MC 15 P si posiziona di fatto al vertice del suo segmento di peso (15-16 ton). La MC 15 P è una macchina “multipurpose”, in grado di eseguire qualsiasi tipo di lavorazione nell’ambito delle fondazioni e consolidamenti, dal micropalo al jet grouting, senza dimenticare ancoraggi e chiodature. La macchina è equipaggiata con un mast da 8000 daN di tiro/spinta, con una corsa che può variare, in base all’allestimento, dai 4.000 ai 7.000 mm. Una caratteristica distintiva della MC 15 P è la varietà di movimenti e inclinazioni del mast che la macchina può raggiungere grazie al sistema brevettato di articolazione dell’antenna, caratteristica che ne consente l’utilizzo anche in spazi molto ristretti. Grazie all’impiego di circuiti idraulici modulari di concezione avanzata e alla motorizzazione particolarmente potente, la MC 15 P può montare una vasta scelta di teste di rotazione (in grado di fornire fino a 3200 daNm di coppia effettiva), martelli idraulici, teste virbo, pompe acqua e fango, argani e caricatori per aste di perforazione, e si presta in maniera flessibile a un ampio spettro di applicazioni che utilizzano tecniche a rotazione e roto-percussione. Le maggiori prestazioni del motore la rendono particolarmente adatta all’impiego di tecniche di perforazione con rivestimento, in particolare con sistemi a doppia testa. La macchina può essere dotata di comandi idraulici proporzionali servo-assistiti o dell’innovativo sistema di ra-

MC 15 P

in grado di eseguire qualsiasi tipo di lavorazione nell’ambito delle fondazioni e consolidamento

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preview MC 9

MC 9 DATI TECNICI Potenza motore Larghezza carro Peso Corsa mast Forza di spinta Forza di tiro Coppia rotary Giri rotary Forza di battuta Frequenza di battuta

100 kW (134 HP) 1.800 - 2.600 mm 9.500 kg 3.400 mm 2.500 daN 2.500 daN 440 daNm 400 rpm 320 Nm 2500 - 4000 min-1

diocomando Comacchio, che permette di controllare a distanza tutte le funzioni della macchina, dalla traslazione al posizionamento, all’utilizzo di caricatori per aste. Come tutte le perforatrici a marchio Comacchio, la MC 15 P può essere personalizzata in base alle esigenze di ogni singolo cliente. La MC 15 P nella versione “HighTech Line” che sarà esposta a Intermat sarà equipaggiata con motore Cummins QSB 6.7 conforme alle più recenti normative europee e nordamericane sulle emissioni (EU Stage IIIB / US EPA Tier 4 interim). Inoltre, la macchina che vedremo a Parigi sarà dotata di una serie di componenti e dispositivi che garantiscono livelli più elevati di produttività e sicurezza in cantiere, in particolare un nuovo tipo di caricatore a 10 aste che permette di gestire attrezzature fino a 3 m di lunghezza e 114 mm di diametro, il tutto nel rispetto della nuova normativa europea EN 16228.

5.9 - 8.5 ft 21,000 lbs 11.1 ft 5,620 lbs 5,620 lbs 3,245 lb*ft 236 lb*ft

MC 9 Ridotta negli ingombri ma non nelle prestazioni, la nuova perforatrice Comacchio MC 9 è stata progettata con particolare attenzione ai lavori di consolidamento dei terreni con l’utilizzo di sistemi a barre autoperforanti, ma non si limita a questo tipo di interventi. La macchina consente infatti di affrontare un più ampio spettro di lavori con tecnica di perforazione a rotazione e rotopercussione ed è specialmente indicata per interventi in condizioni di spazi difficilmente raggiungibili. Dotata di motore Deutz di nuova generazione da 100 kW (EU Stage IV – US Tier 4 Final) la MC 9 è una perforatrice idraulica di taglia medio-piccola che può essere equipaggiata con una vasta scelta di teste di rotazione o martelli idraulici, che le permettono di adattarsi in maniera ottimale alle caratteristiche del suolo e agli specifici requisiti di progetto.

Il sistema di articolazione del mast comprende un doppio braccio con funzione “long reach” e due ralle, in grado di supportare una grande varietà di movimenti e inclinazioni, permettendo così un posizionamento sul foro rapido e preciso, anche in condizioni di spazi ristretti e di difficile accesso. Grazie al suo carro cingolato allargabile (1800 – 2600 mm), la MC 9 offre una grande stabilità in fase di movimentazione sul cantiere e in fase di perforazione, consentendo l’accesso attraverso passaggi ristretti e garantendo nel contempo ingombri ridotti in fase di trasporto. Le caratteristiche standard della nuova MC 9 comprendono anche l’innovativo sistema di radiocomando Comacchio, che permette di controllare a distanza tutte le funzioni della macchina, con conseguenti vantaggi in termini di produttività e sicurezza sul cantiere. «La nostra gamma di perforatrici per le indagini del suolo sarà rappresentata dalla GEO 305, una delle nostre macchine più note in questo segmento, che può essere utilizzata per una varietà di tecniche di perforazione, dai carotaggi alle prove in situ, nelle più svariate condizioni di terreno. La sua struttura robusta, il mast da 5 tonnellate di tiro/ spinta e il motore da 55 kW ne fanno uno strumento in grado di conciliare elevate prestazioni e dimensioni compatte. Tutte le perforatrici Comacchio in esposizione saranno equipaggiate con motori di nuova generazione conformi ai più elevati standard ambientali, nonché con dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa EN 16228», concludono i responsabili dell’azienda trevigiana. ◀

INFO Comacchio S.r.l. Via Callalta, 24/B 31039 Riese Pio X (TV) - Italia Tel. +39 0423 7585 www.comacchio.com

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Focus macchina > Fraste

Viaggio in Turchia Grande successo per le macchine perforatrici FRASTE in Turchia negli ultimi tre anni: tredici macchine perforatrici consegnate a due Ministeri Governativi Turchi a seguito dell’aggiudicazione di due Gare d’Appalto Internazionali di Miriam Spada

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F

raste ha consegnato tredici macchine perforatrici per pozzi d’acqua di drenaggio di grande diametro in Turchia durante il 2016 e il 2017.... ed altre due macchine perforatrici saranno consegnate nel 2018! Il primo importante Contratto è stato firmato nel 2015 tra Fraste ed il Dipartimento di Produzione di Elettricità (EUAS) del Governo Turco, per la fornitura di due macchine perforatrici montate su camion Iveco 6x6, per perforazione a grande diametro con cir-

colazione inversa di fango per lavori in miniere di carbone a cielo aperto. Il primo gruppo prevedeva la fornitura di dieci macchine perforatrici per pozzi - Fraste FS 400 - montate su camion Iveco a tre assi, per una profondità di 450 m. La macchina perforatrice Fraste FS 400 azionata da motore del camion (PTO), profondità 200 m con diametro 24” e circolazione inversa del fango. La macchina è equipaggiata di un sistema che permette di perforare grandi diametri senza un eccessivo dispen-

dio di energia per la risalita dei detriti. Il secondo importante contratto è stato firmato alla fine del 2015 con “Direzione Generale dei Lavori Pubblici Idraulici (DSI)” Turca per la fornitura di undici macchine perforatrici per pozzi d’acqua divisa in due gruppi. Questo secondo gruppo prevedeva la fornitura di una macchina perforatrice per pozzi - Fraste FS 500 - montata su camion Iveco a quattro assi, per 700 m di profondità. La particolarità innovativa ed il punto di forza di queste macchine è il “Remote Surveillance System”, un sistema molto interessante e all’avanguardia, composto da dispositivi digitali montati sulle macchine. Questo sistema permette di inviare in tempo reale tutti i dati di perforazione e produzione delle macchine direttamente al quartier generale del Ministero tramite un sistema GPS, dando modo al Cliente di avere un controllo costante e diretto della produttività di ciascuna macchina, oltre che tutti i parametri per registrare la geologia del sottosuolo nelle varie zone del Paese. Tutte le consegne sono state accompagnate da un training completo specializzato realizzato da tecnici Fraste altamente qualificati, dando assistenza e supporto durante l’avviamento delle macchine perforatrici a livello tecnico, teorico e pratico. Queste importanti forniture sono state portate a termine grazie alla grande assistenza professionale e collaborazione del nostro Dealer Turco - la so-

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Focus macchina > Fraste

cietà DIZEL TURBO LTD. - una perfetta trait d’union tra Fraste ed i Ministeri Turchi, seguendo tutte le fasi di spedizione / commissioning e training delle macchine perforatrici presso il cantiere dei Clienti. DIZEL TURBO LTD. ha fornito ai Clienti un’accurata assistenza commerciale e tecnica grazie al suo personale altamente qualificato e con esperienza, ampliando il raggio d’azione di Fraste in Turchia.

Il risultato di questa collaborazione di successo tra Fraste e Dizel Turbo è l’aggiudicazione di un’ulteriore fornitura nel 2018 di due macchine perforatrici al Ministero Turco DSI. Fraste ha dimostrato ancora una volta il suo grande impegno in termini di qualità, affidabilità, produttività e sicurezza grazie alla sua grande esperienza nel fornire macchine perforatrici e servizi post-vendita ... dal 1964!

FRASTE FS 400 UNITà DI POTENZA Motore a bordo P.T.O.

260÷563 Kw -

354÷755 Hp -

7000 mm 25000 daN 19000 daN 40 m/min 40 m/min

23 ft 56200 lbf 42712 lbf 131 ft/min 131 ft/min

Coppia massima 2/4 velocità rotopercussione

3400 daNm

25077 ft lbf

Velocità massima 2/4 velocità rotopercussione

160 RPM

160 RPM

80÷4520 mm 33000 daN 8600 daNm

3 3/16”÷20” 74186 lbf 63430 ft lbf

ANTENNA Corsa testa di rotazione Tiro Spinta Velocità di estrazione Velocità di avanzamento TESTA ROTANTE

MORSA Morsa di bloccaggio Forza di chiusura Coppia svitamento

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FRASTE FS 400 Una potente, versatile ed affidabile perforatrice montata su autotelaio, carro cingolato o rimorchio, per pozzi acquiferi, esplorazioni del sottosuolo e minerarie, geotermia, sismica, carotaggi. FRASTE FS 400, una perforatrice di alta qualità, costruita secondo i criteri previsti dai più alti standard di certificazione internazionali, che offre prestazioni straordinarie e competitività professionale in ogni lavoro, con il massimo fattore di sicurezza. Comprende l’esclusivo ed originale sistema di caricamento aste di perforazione “Fraste” completamente oleodinamico ed una vasta selezione di componenti ed accessori per fornire un’ampia gamma di soluzioni operative: perforazione a circolazione diretta e inversa di fluidi, perforazione ad aria con martello fondo foro, perforazione a secco con aste ad elica continua. Optional Fraste FS 400 ▶▶ Pompa a pistoni ▶▶ Compressore ▶▶ Verricello ▶▶ Pompa centrifuga ▶▶ Pompa aspirazione ▶▶ Pompa triplex a pistoni ▶▶ Pompa schiuma ▶▶ Pompa lavaggio ▶▶ Lubrificatore di linea ▶▶ Generatore-saldatrice ▶▶ Gabbia di sicurezza ▶▶ Radiocomando


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FRASTE FS 500 Perforatrice potente, di elevate prestazioni ed altamente affidabile. Progettata per l’uso nelle più diverse applicazioni - perforazione a circolazione diretta e inversa di fluidi, ad aria con martello fondo foro, a secco con aste ad elica continua - per pozzi acquiferi, esplorazione mineraria, geotermia, sismica, carotaggio. Tiro max. 40 ton - coppia max 3500 daNm. Montaggio su autotelaio a tre o quattro assi, carro cingolato, semirimorchio. La FS 500 dispone di una vasta gamma di accessori ed attrezzature per ogni tipo di lavoro e cantiere, fra cui l’originale sistema Fraste di caricamento automatico delle aste di perforazione. Optional Fraste FS 500 ▶▶ Pompa a pistoni ▶▶ Compressore ▶▶ Verricello ▶▶ Pompa centrifuga ▶▶ Pompa aspirazione ▶▶ Pompa triplex a pistoni ▶▶ Pompa schiuma ▶▶ Pompa lavaggio ▶▶ Lubrificatore di linea ▶▶ Generatore-saldatrice ▶▶ Gabbia di sicurezza ▶▶ Radiocomando◀

INFO FRASTE S.p.A. Via Molino di Sopra, 71 37054 Nogara (VR) Italy TEL. +39 0442 510233 fraste@fraste.com www.fraste.com

FRASTE FS 500 UNITà DI POTENZA Motore a bordo P.T.O.

260÷563 Kw -

354÷755 Hp -

7000 mm-8500 mm 40000 daN 25000 daN 30 m/min 30 m/min

23 ft-28 ft 89923 lbf 56202 lbf 98 ft/min 98 ft/min

Coppia massima 3 velocità rotopercussione

4320 daNm

31862 ft lbf

Velocità massima 3 velocità rotopercussione

350 RPM

350 RPM

80÷520 mm 34000 daN 11000 daNm

3 3/16"÷21" 76435 lbf 81131 ft lbf

ANTENNA Corsa testa di rotazione Tiro Spinta Velocità di estrazione Velocità di avanzamento TESTA ROTANTE

MORSA Morsa di bloccaggio Forza di chiusura Coppia svitamento

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Visto in fiera > Marini Quarries Group

M

arini è leader mondiale nella produzione di macchine ed attrezzature per la perforazione e per il taglio a filo diamantato in cave di granito e marmo e nella produzione di macchine per applicazioni nell’ambito dell’ingegneria civile. Il know-how acquisito in 40 anni di crescita professionale, insieme all’ampia rete di assistenza fornita, rendono Marini Quarries Group il partner ideale in grado di fornire, in qualsiasi parte del globo, una singola macchina o un intero impianto. La Marini Quarries Group lavora in una moderna struttura industriale in Val d’Ossola, nei pressi della rete autostradale e poco lontano dal confine svizzero. L’ideale posizione geografica ha senza dubbio contribuito al successo dell’azienda, permettendo di verificare l’efficacia e l’affidabilità dei prodotti nelle vicine cave ossolane di marmi, serizzi e graniti, coadiuvati da validi esperti locali.

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Il partner ideale Al Baumaschinen Messe Marini Quarries Group ha presentato la slitta idraulica CID500 che può essere applicata sulle macchine Marini di Sandro Tozzi

Una panoramica del quartier generale di Marini Quarries Group a Villadossola


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Nella progettazione e realizzazione delle attrezzature Marini, il dinamismo e la collaborazione sono elementi fondamentali che da sempre permettono la realizzazione di prodotti di alta qualità. Marini Quarries Group progetta e costruisce anche macchine per applicazioni nell’ambito dell’ingegneria civile che, per caratteristica comune e prerogativa di progetto, sono compatte, leggere, versatili ed ergonomiche, in grado quindi di adattarsi alle più svariate esigenze di lavoro. Le unità da perforazione sono utilizzate per operazioni di consolidamento, ancoraggio, installazione di para-massi, para-

valanghe, etc. Le unità da taglio con filo diamantato trovano applicazione in opere di demolizione controllata di cementi armati e di rocce di vario tipo. Le macchine Marini Quarries Group per l’ingegneria civile sono ideali per lavori in contesti urbani, reti autostradali, ferrotranviarie e nella protezione civile.

Visto al Baumaschinen Messe Al Baumaschinen Messe, che si è svolta a Berna dal 21 al 24 marzo, Marini Quarries Group ha presentato la nuova slitta idraulica da perforazione CID500 (forza tiro e spinta 6 ton) che

potrà essere applicata sulle macchine Marini mod. MR-C 50 e MR-C 90 e sulle applicazioni per escavatori mod. MR-A 500.

MR-C 80 e MR-C 85 Le MR-C 80 e MR-C 85 sono perforatrici idrauliche cingolate con centrale idraulica integrata da 107 HP per ancoraggi e consolidamenti con aste autoperforanti e con martelli fondo foro. Completamente radiocomandate, queste perforatrici sono leggere e adatte alla perforazione in qualsiasi direzione di tutti i tipi di materiale. Le MR-C 80 e MR-C 85 sono la soluzione ideale per i cantieri più gravosi.

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Visto in fiera > Marini Quarries Group

Caratteristiche tecniche MR-C 80 e MR-C 85 ▶▶ Slitta da perforazione idraulica con forza tiro/spinta fino a 4000daN ▶▶ Corsa utile di perforazione 3600 mm ▶▶ Martello idraulico a rotopercussione per messa in opera di barre autoperforanti o all’utilizzo di martello fondo foro ▶▶ Braccio articolato a 2/3 sezioni (3/4 snodi) ▶▶ Torretta rotante 360° continuo ▶▶ Sottocarro cingolato a careggiata variabile 2200 – 2700mm ▶▶ Compressore aria a bordo macchina: 2000 lpm – 7 bar ▶▶ Aspiratore delle polveri a bordo macchina, con sistema automatico di pulizia filtri.

La MR-C 85 non teme niente

La MR-C 80 all’opera

Con slitta CID 120 e martello rotopercussione MA200 ID

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Eccola mentre esegue una perforazione in una posizione particolare


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La nuova arrivata: MR-C 90 La MR-C 90 è una perforatrice cingolata con centrale integrata da 107/115 HP per l’esecuzione di micropali, ancoraggi e consolidamenti con aste auto-perforanti. La macchina è in grado di operare tutti i sistemi di perforazione del tipo a rotazione e rotopercussione, martelli fondo foro e attrezzature per il carotaggio. Completamente radiocomandata è la soluzione più versatile per la perforazione più impegnativa nelle opere specializzate di ingegneria civile.

Caratteristiche tecniche della MR-C 90 ▶▶ Slitta da perforazione idraulica con forza tiro/spinta fino a 6000 daN ▶▶ Corsa utile di perforazione: 3600 mm ▶▶ Martello idraulico a rotopercussione per messa in opera di barre autoperforanti o all’utilizzo di martello fondo foro ▶▶ Torretta rotante 360° continuo ▶▶ Sottocarro cingolato a careggiata variabile 2400-2900mm ▶▶ Braccio articolato a 2 sezioni (3 snodi) ▶▶ Compressore aria a bordo macchina: 2000 lpm – 7 bar ▶▶ Aspiratore delle polveri a bordo, con sistema automatico di pulizia filtri.◀

INFO Marini Quarries Group Via Beura, 44 28844 Villadossola Verbano-Cusio-Ossola (VB) Italy Tel. +39 0324 575106 www.mariniqg.it

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Focus macchina > Soilmec SR-65 EVO

SR-65 EVO: stile italiano, design europeo Seguendo le linee guida della filosofia progettuale della nuova “blue line” Soilmec, la nuova SR-65 Evolution strizza l’occhio al mercato europeo di Umberto Piagnoni

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G

eometrie compatte, strutture semplificate e svariate soluzioni tecniche: la SR-65 EVO offre il meglio delle sue prestazioni nelle tecnologie del palo trivellato incamiciato ed elica continua. Con un peso totale di 65 tonnellate, la nuova perforatrice di casa Soilmec è stata pensata per la facilità di montaggio e la rapida messa in opera in cantiere, infatti è trasportabile completa di asta telescopica kelly direttamente installata sull’antenna. È alimentata da un motore Diesel Cummins QSL9 in grado di erogare una potenza di 261 kW che all’occorrenza può essere settato per offrire un surplus di potenza fino a 283 kW consentendo alla perforatrice di poter affrontare facilmente anche le situazioni più impegnative. Una cura particolare è stata messa nella progettazione della tavola rotary e del sistema di tiro spinta disponibile sia in versione a cilindro sia ad argano. La testa di rotazione è piatta, compatta e leggera con un valore di coppia massima di ben 258,5 kNm che le permette di poter lavorare con ottimi risultati anche in presenza di rocce e terreni molto compatti. Inoltre per il sistema di scarico dei detriti è disponibile sia il sistema Soilmec spin-off, che sfrutta l’energia cinetica di un’elevatissima velocità di rotazione (fino a 135 rpm, ineguagliabile utilizzando la trivella), sia il nuovo sistema “click-click”, apprezzato quando si utilizza il bucket specialmente in terreni molto coesi. Il sistema di tiro spinta a cilindro, con una forza di estrazione di 280 kN, è dotato di un doppio posizionamento sull’antenna di perforazione per-

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Focus macchina > Soilmec SR-65 EVO

SR-65 EVO

Al lavoro in cantiere nel febbraio scorso a Praga

SR-65 EVO DATI TECNICI Motore diesel Peso Argano principale Min. peso di trasporto Coppia Massima CCS - Sistema tiro/spinta a cilindro WCS - Sistema tiro/spinta ad argano

kW t kN t kNm kN kN

261/283 65 220 49 258,5 280/140 330/330

mm m

3000 77,9

mm m

1200 25,9

LDP - PALO GRANDE DIAMETRO Diametro massimo (LDP) Profondità massima (LDP) CFA - ELICA CONTINUA Diametro massimo (CFA) Profondità massima (CFA)

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mettendo di utilizzare tutta la corsa disponibile sia utilizzando utensili di grande diametro (lavorando quindi sotto la parte inferiore dell’antenna), sia utilizzando lunghe camicie di rivestimento. La perforatrice può a scelta esser equipaggiata con il sistema ad argano in grado di offrire una corsa di oltre 16 metri e soprattutto una forza di tiro spinta di ben 330 kN, perfetta per poter eseguire pali incamiciati direttamente con la rotary. Il design della macchina è solido e allo stesso tempo compatto, con un raggio di coda di solamente 3.750 mm, e consente alla SR-65 EVO di poter montare aste kelly telescopiche di 16,5 m (lunghezza nominale per sfilo) per una profondità massima di scavo di 77,9 m con aste a frizione e 62,5 m con aste a bloccaggio meccanico. Nella versione per elica continua è possibile installare una batteria di eliche di 18 m di lunghezza (punta esclusa), che unitamente ad un cannotto di estensione di 7 m consentono di eseguire pali fino a una profondità massima di 25,9 m. Stefano Cordella, Direttore Commerciale, ha dichiarato: «La SR-65 EVO è unica nel suo segmento: Soilmec è riuscita a coniugare al massimo trasportabilità, potenza e versatilità. La macchina può essere spostata con il kelly ancora montato: così, quando arriva sul luogo di lavoro, è operativa in meno di 30 minuti.» Davvero un vantaggio in termini di produttività oraria. «L’albero modulare progettato per questa unità consente di impostare la macchina in configurazione LHR semplicemente rimuovendo l’elemento superiore, riducendo così l’altezza complessiva a soli 8,5 m.» Conclude Cordella: «Soilmec ritiene che la SR-65 EVO sia la migliore risposta per tutti coloro che sono alla ricerca di prestazioni e versatilità.»


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All’opera Il primo esemplare di SR65 EVO ha ricevuto il suo battesimo di fuoco nel febbraio scorso a Praga. Grazie alla collaborazione con Intermarket, partner di Soilmec in Repubblica Ceca, è stato possibile mettere alla prova del cantiere la perforatrice. Dislocato nel quartiere di Praga 8, un’area in forte espansione della capitale Cecoslovacca, il progetto prevede la realizzazione di pali di fondazione per la costruzione di un edificio di 10 piani a uso commerciale.

I pali, di diametro 900 mm, sono stati eseguiti con la tecnologia del palo incamiciato trivellato sino ad una profondità di 13 m utilizzando aste kelly di diametro 406 mm e camicie di rivestimento a doppia parete. La macchina è arrivata in cantiere trasportata compresa di asta kelly e dall’arrivo del camion del trasporto in cantiere al primo scavo sono trascorsi solamente i 30 minuti previsti. La produzione in cantiere è stata buona, due pali al giorno per un turno di otto ore in un terreno composto da argille compatte con la presenza di strati molto solidi intercalati da ghiaie e trovanti. Particolarmente apprezzate sono state l’ergonomia garantita dalla spaziosa cabina con porta scorrevole, la silenziosità della macchina (105 db(A) garantiti), la stabilità della macchina durante le fasi di infissione ed estrazione della camicia di rivestimento e le numerose soluzioni tecnologiche installate, dal rientro automatico al centro foro al sistema “start & slow” del motore Diesel in grado di contenere consumi ed emissioni.◀

Adattabile e competitiva

La SR-65 EVO è ricca di soluzioni ed accorgimenti tecnici in grado di renderla adattabile e competitiva in ogni situazione. Il design della tavola rotary e del guida aste, insieme ad un piccolo kit meccanico per la testata, consentono alla perforatrice di variare il suo interasse di scavo da 780 a 1030 mm consentendo alla SR-65 EVO di mantenere un’estrema compattezza in trasporto e, all’occorrenza, di poter esser settata per lavorare con utensili di grandissimo diametro

INFO Soilmec S.p.A. Via Dismano, 5819 47522 Cesena (FC) - Italia Tel: +39 0547 319111 www.soilmec.com

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Focus azienda > Epiroc

Da Atlas Copco a Epiroc:

un’impresa da titani

Un evento dedicato alla nascita del nuovo brand Epiroc, lo spin-off di Atlas Copco dedicato alle attività minerarie, e poco dopo l’acquisizione della Renegade Drilling: aria di novità in casa Atlas Copco, a partire dalla première che sarà presentata a Intermat 2018 di Manuela Cortesi

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L’

aspettativa era tanta per l’evento organizzato da Epiroc Italia l’11 dicembre scorso per presentare ufficialmente alla stampa il nuovo brand. Infatti la Divisione Ingegneria Civile, Cave e Miniere di Atlas Copco si è trasformata in una nuova società: Epiroc Italia srl. Ma facciamo un passo indietro. Sono innumerevoli le cose accadute ad Atlas Copco durante il 2017. Intanto la cessione della sua divisione di macchine per le costruzioni stradali, con marchio Dynapac, al Gruppo Fayat. Mentre, verso la fine dell’anno, la notizia

della vendita del settore che si occupa di calcestruzzo e compattazione di Atlas Copco alla divisione costruzioni del Gruppo Husqvarna. E poi l’annuncio dello split: la Divisione Ingegneria Civile, Cave e Miniere è stata separata dal settore industriale di Atlas Copco dando il via al nuovo marchio, Epiroc, in attività già dall’ottobre 2017 in Italia, che sarà quotato ufficialmente in borsa dal secondo trimestre 2018. Anno, il 2018, che Atlas ha iniziato col botto. È infatti di inizio gennaio la notizia di un’altra acquisizione, di interesse per la neonata Epiroc: l’acquisto della Renegade Drilling, realtà sudafricana forte nella produzione di accessori e componenti impiegati nell’esplorazione mineraria quali aste di perforazione, punte ecc. Atlas Copco è un nome che certo non lascia indifferenti. Una storia che ha inizio nel lontano 1873 dalla volontà della famiglia Wallenberg e che attualmente è una realtà che fattura 12 miliardi di euro, e conta 44mila dipendenti distribuiti in oltre 180 paesi, registrando nel 2017 il 30% in più a livello azionario rispetto all’anno precedente. Insomma un’impresa che va bene e che pare veleggiare lontano dal brutto ricordo della crisi economica. Ma allora perché questo spin-off?

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Focus azienda > Epiroc

Epiroc: la storia del brand

Il logo richiama le E di Epiroc e parallelamente una figura 3D che si dipana a tunnel. Il nome, chiaramente grecizzante, è la somma del prefisso epi- [dal gr. epí “sopra, in, di più”] e del termine –roc, che richiama la roccia. Bellissima la suggestione richiamata da Edoardo Angelucci, che contrappone Atlas “Atlante”, il titano, a Epiroc “Epimeteo”, suo fratello nella mitologia classica.

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All’incontro prende la parola Edoardo Angelucci, Amministratore delegato di Epiroc Italia: «Prima con Atlas Copco e d’ora in poi come Epiroc la nostra divisione ha saputo dimostrare le sue abilità e i risultati si vedono: supply chain applicata con forza e soprattutto la capacità di dare valore a tutto quello che facciamo.» Angelucci non nasconde che un anno fa – correva il 16 gennaio 2017, la notizia della scissione fu una sorta di piccolo terremoto. L’azienda era in crescita: perché cambiare? Squadra che vince, dice il detto, non si cambia. Angelucci spiega che quello che può sembrare una mossa incomprensibile sia in realtà frutto di una lungimiranza notevolissima da parte della dirigenza. La questione è mantenere nel tempo il valore per gli azionisti, la sfida è questa. «Anche perché ammettiamolo: si trattava di due drivers davvero diversi, e nel mining siamo leader.» Forse è proprio questo il punto: il settore industriale è molto cresciuto anche grazie a una serie di acquisizioni, che paiono interessare ora anche il settore mining – vedi la Renegade.

Christian Maggioni

Regional Business Line Manager HAT (Hydraulic Attachment Tools)

United in performance Innovare, insieme: questo è il messaggio che trapela da tutti gli interventi. Perché per crescere bisogna saper fare passi in avanti e aver tanta voglia di fare, di rimettersi in gioco. Senza nascondere che dietro alle difficoltà di una rinascita si intravedono già alcuni importanti vantaggi. Christian Maggioni, Regional Business Line Manager HAT (Hydraulic Attachment Tools), spiega ai giornalisti come la ven-

dita per esempio, prima dello spin-off, riguardasse potenzialmente una varietà infinita di articoli. Ora la nuova organizzazione permette ai commerciali di focalizzarsi meglio su determinati prodotti. Mentre distribuzione e service restano gli stessi di sempre. Gli obiettivi Epiroc per il futuro? Digitalizzare, come d’altronde ha già mostrato di voler fare in ottobre, quando ha annunciato la collaborazione con Saab e Combitech nell’ottica di innovare ulteriormente le proprie soluzioni digitali e di automazione. E crescere, ovviamente. In fondo Epiroc porta il nome di un titano: i presupposti per una crescita, etimologici e non, ci sono tutti

INFO EPIROC ITALIA srl

part of the Atlas Copco Group Via G. Galilei, 40 20092 Cinisello Balsamo (MI) Telefono: 02 660 6731 Web: www.epiroc.com

In sede

All’evento dedicato alla stampa, i giornalisti hanno potuto scoprire cosa si cela dietro al nuovo brand Epiroc

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Preview Intermat > Epiroc

Epiroc a Intermat 2018 Dal 23 al 28 aprile 2018 Epiroc France parteciperà a Intermat, l’esposizione internazionale delle costruzioni e delle infrastrutture, dove il marchio Epiroc verrà ufficialmente lanciato sul mercato francese. La gamma di prodotti in esposizione a Intermat si concentrerà su macchine e attrezzature della perforazione sotterranea per cave e miniere, per perforazioni di superficie ed esplorazione, utensili di perforazione di roccia, strumenti di collegamento idraulico e divisioni di servizi di scavo minerario e di scavo di roccia. Vediamone insieme una panoramica. Cave e Miniere ▶▶ Meyco ME5 - Pompa per lo spritzbeton, la migliore macchina per la tua applicazione. Le pompe per lo spritzbeton mobili Atlas Copco sono la scelta ideale per progetti di tunneling civile con aperture mediograndi.

▶▶ Ventilatori Serpent - Efficienti e affidabili. Disponibili con silenziatore standard o super silenziato e in nove diverse dimensioni e diverse configurazioni di sistema. ▶▶ Unigrout Flex M - Sistema di stuccatura flessibile e affidabile. Un sistema completo e compatto facile da spostare e utilizzare. ▶▶ Simulatore Boomer E2 - Per applicazioni di perforazione in galleria. seguendo i piani di progettazione della macchina reale. Tutti i programmi e i controlli sono dei veri e propri componenti della macchina, il che vi darà l’esatta sensazione di utilizzare un’attrezzatura Atlas Copco originale. Per creare un campo visivo realistico e un’esperienza più coinvolgente, il simulatore di Atlas Copco sfrutta la stessa cabina presente sulle apparecchiature reali. All’interno della cabina, vi è un sistema di schermi a LED, su cui viene visualizzata la simulazione in tempo reale.

Foratura di superficie ed esplorazione

▶▶ SmartROC C50 - Carro di perforazione di superficie per coltivazione selettiva, cave di inerti e di calcare. Efficiente e produttivo che coniuga le elevate velocità di penetrazione della perforazione con martello fuori foro con la qualità superiore dei fori tipica della perforazione fondo foro. ▶▶ FlexiROC T20R - Multiuso, senza compromessi: è un carro di perforazione di superficie per lavori nel settore delle costruzioni e la lavorazione di pietre ornamentali. Il suo punto di forza è la potenza di perforazione pura da 14 kW. ▶▶ Speedcut 100 Hp - Macchina da taglio a filo diamantato per marmo, granito, calcare e arenaria. È in grado di tagliare sia in verticale sia in orizzontale. Il volano principale della macchina SpeedCut può essere ruotato a 320°.

Stand 5A E 115 5A D 125

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preview Utensili perforatori da Roccia Martello Secoroc COP W4, Powerbit (nuova gamma di punte per perforazione di superficie con martello fuori foro), punte pilota Symmetrix ed Elemex migliora i lavori di perforazione in tutte le condizioni del terreno e molto altro. Strumenti di collegamento idraulico Tubi flessibili per demolitori idraulici quali SB SB202, SB1102, MB 1200 Dust, HB 3600, HB 7000. Attacchi idraulici per pinze (MG 400), per polverizzatori (BP 3050) e molto altro.

Anteprima mondiale: il sistema IPS brevettato porta le prestazioni dei demolitori idraulici ad un livello superiore

zioni. Esso fa sì che il demolitore idraulico si avvii sempre in modalità AutoStart. Quando la pressione di contatto tra scalpello e materiale aumenta e AutoControl passa dalla modalità corsa breve a quella corsa lunga del pistone, il sistema IPS assume automaticamente la modalità AutoStop. A perforazione completata del materiale, il demolitore si spegne automaticamente per evitare i colpi a vuoto.

tomatizzata, il sistema IPS non richiede alcun intervento da parte dell’operatore e dunque non ci sono interruzioni del lavoro. Il sistema assicura un posizionamento più accurato e notevolmente più veloce del demolitore, grazie all’effetto di centraggio ed evita i colpi a vuoto che spesso danneggiano l’utensile. Ciò elimina inoltre le sollecitazioni meccaniche sulla macchina portante e prolunga la vita utile di tutti i componenti soggetti all’usura.

Lavoro più semplice e veloce con meno usura e più produttività

Il sistema IPS rende il lavoro ancora più semplice adattando automaticamente il comportamento operativo del demolitore a qualsiasi condizione di lavoro. La produttività aumenta in quanto, con la sua funzionalità completamente au-

Demolitori idraulici pesanti con IPS Le versioni HB 2000, HB 2500, HB 3100, HB 3600 e HB 4700 di Atlas Copco sono dotate del sistema IPS. Nel corso del 2018 anche tutti gli altri martelli demolitori Epiroc della serie pesante saranno dotati di questo unico sistema.◀

Epiroc a Intermat con un’anteprima mondiale nella tecnologia dei martelli idraulici. I demolitori idraulici pesanti sono da oggi dotati del sistema IPS (Intelligent Protection System). Coniugando tra loro in modo perfetto le famose funzioni AutoControl e StartSelect di Epiroc, questo sistema completamente automatizzato offre un funzionamento più semplice, più efficiente e più redditivo che mai. AutoControl e StartSelect sono funzioni famose che contraddistinguono da anni i demolitori idraulici di Epiroc. AutoControl ottimizza le prestazioni del demolitore regolando automaticamente la lunghezza della corsa del pistone. Il sistema StartSelect offre la commutazione manuale tra due modalità: la modalità AutoStart consente il facile posizionamento all’inizio del ciclo di lavoro, mentre nella modalità AutoStop il demolitore si arresta automaticamente per evitare i colpi a vuoto alla fine del ciclo di lavoro. IPS: nessuna commutazione manuale Il sistema IPS di Epiroc è il risultato della sapiente fusione di queste fun-

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Speciale calcestruzzo > CIFA

CIFA: 90 anni di innovazione CIFA ha scovato la strada per arrivare al cuore della Francia e a Intermat presenterà 5 delle sue macchine

Stand E6 E 056

di Manuela Cortesi

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I rinnovamento di CIFA continua giorno dopo giorno. Un nuovo impianto commerciale, sviluppatosi per meglio seguire le richieste e le complessità del mercato italiano, e una continua ricerca mirata alla qualità, sempre finalizzata al cliente: ecco come CIFA riesce, dopo

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ben novant’anni, a confermare la sua leadership nel mercato delle macchine per calcestruzzo. Nel 2018 CIFA celebrerà infatti il suo 90° anniversario “Driven by Innovation”. E di innovazioni CIFA ne ha vissute parecchie, a partire dalla rivoluzione Carbotech del 2010 - l’impiego della fibra di car-

bonio per il braccio delle pompe autocarrate. Nel 2013 CIFA ha introdotto la tecnologia ibrida per le autobetoniere presentando Energya E9, che è cresciuta fino a diventare una vera e propria serie di macchine ibride con la presentazione nel 2016 della pompa Shotcrete CSSE.


preview

CIFA nutre un cauto ma sereno ottimismo nei confronti del mercato francese: «Certo la Francia rappresenta una sfida per certi versi difficile, ma per CIFA è il terzo player europeo per importanza. CIFA vanta ottime macchine ben rifinite e questo è chiaramente percepito. Come per l’Italia, indispensabile è stato individuare quale fosse il crocevia giusto: per noi si è rivelata vincente l’Alta Savoia. Inoltre è stato importante trovare il giusto manager: fondamentale per Cifa l’incontro con Xavier Jean, che ha saputo apprezzare e valorizzare le potenzialità delle nostre macchine.» CIFA sarà presente a Intermat 2018 in un’area esterna di ben 754 m2. Cinque principalmente i modelli che CIFA esporrà in fiera. ▶▶ Per le pompe autocarrate, la K40H della Carbotech series (una novità per il mercato francese). La pompa più lunga disponibile sul mercato, montata su 3 assi, con un peso inferiore a 26.000 kg su strada;

▶▶ L’autobetoniera Energya E9; ▶▶ L’autobetoniera modello SLA 12 ST su semirimorchio (dedicato specificamente al mercato francese). ▶▶ Per le autobetonpompe, il modello Magnum MK28L con un nuovo sistema di gestione della macchina Easytronic con LSC (Light Stability Control) e reggitubi in alluminio. ▶▶ Un’autobetonpompa modello Magnum MK25H Carbotech. Dotato di sistema di gestione della macchina Smartronic con LSC (Light Stability Control) e portatubi in alluminio. CIFA conferma il suo ruolo innovativo nelle macchine per calcestruzzo presentando gli ultimi aggiornamenti per queste categorie di prodotti.

Pompe autocarrate Per questa gamma, CIFA continua con l’implementazione della strategia di prodotto che enfatizza la diversificazione basata su tre linee: Carbotech, Ste-

K40H

Una novità per il mercato francese, con braccio B5HRZ 40/36, 5 elementi, ripiegamento a “RZ”

eltech, Classic. Tre diverse configurazioni per soddisfare al meglio le diverse esigenze di ogni area e ogni azienda. Il top della gamma è disponibile con la serie Carbotech che comprende una serie di modelli con configurazione completa anche nella versione standard, gestione elettronica a 360° con controllo sul gruppo pompante, parametri di stabilizzazione e funzionamento, bracci di distribuzione in fibra di carbonio a garantire robustezza, leggerezza e minori oscillazioni durante le fasi di lavoro. Le garanzie estese e una serie di servizi “premium” sono inclusi nella gamma Carbotech. Le pompe Carbotech vanno da 40 a 80 metri di lunghezza del braccio.

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Speciale calcestruzzo > CIFA

La serie Steeltech offre la possibilità di allestire una vasta gamma di accessori e attrezzature opzionali sul prodotto configurabile. Con particolare attenzione al peso totale nei limiti europei, questa è la gamma con la maggior disponibilità di modelli e variazioni di configurazione. Le pompe Steeltech vanno da 20 a 58 metri di lunghezza del braccio. La gamma Classic comprende un prodotto affidabile, facile da usare, molto standardizzato, in un colore e una configurazione standard senza accessori o accessori opzionali disponibili. La garanzia fornita è di 12 mesi dalla consegna. Questa gamma è disponibile in un numero limitato di modelli in alcuni mercati selezionati, che non richiedono alcuna diversificazione della configurazione del prodotto. Le pompe classiche vanno da 36 a 56 m di lunghezza del braccio.

SLA 12 ST

Il nuovo modello che sfrutta l’installazione del semirimorchio

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K40H Carbotech Si tratta di un nuovo modello che stabilisce un nuovo record di mercato per il braccio più lungo montabile su camion a 3 assi entro 26.000 kg di peso. Grazie all’utilizzo di fibra di carbonio per parte del braccio, la K40H ha un braccio di distribuzione RZ a 5 sezioni con una lunghezza di 40 metri. La macchina è completamente equipaggiata con il sistema di gestione della macchina Smartronic Gold che include ASC (Advanced Stability Control, un’esclusivo CIFA) e un’unità di pompaggio 1608 EC con gestione elettronica, 160 m3/h di capacità e 80 bar di pressione massima sul calcestruzzo.

Autobetoniera Energya E9 CIFA attualmente produce l’autobetoniera Energya E9, che consente eccezionali livelli di ecocompatibilità e risparmi ecologici. Energya E9 è la betoniera ibrida progettata nella cura e nel rispetto dell’ambiente.

La particolarità di questo veicolo è che il tamburo viene mosso da un motore elettrico, alimentato da un gruppo di batterie al litio intelligente e all’avanguardia, che si ricarica sia durante il trasporto su strada che durante i periodi di carico o di fermo. Questo sistema garantisce quindi una riduzione del consumo fino al 30%, una maggiore attenzione all’ambiente grazie all’abbattimento delle emissioni di CO2 e alla riduzione del rumore fino a 10 dB. Energya E9 è la soluzione ideale per i getti in spazi chiusi, dove è essenziale l’utilizzo di un motore elettrico, così come nei centri cittadini dove è importante ridurre i rumori e le emissioni inquinanti per migliorare la qualità dell’aria. Nuovo design e prestazioni, sotto il segno dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, il miscelatore per camion Energya è stato progettato nei modelli E8 ed E9, con una capacità di carico rispettivamente di 8 e 9 m³. Molte unità stanno già operando con successo in Francia e in molti altri Paesi.


preview SLA 12 ST su semirimorchio L’autobetonieria specificatamente concepita per il mercato francese, la SLA 12 ST monta un grande tamburo da 12 chilogrammi, azionato da un motore ausiliario installato su un semirimorchio montato per soddisfare le normative stradali francesi. Si tratta di un nuovo modello che sfrutta l’installazione del semirimorchio: carico utile e flessibilità massimi in modo che un trattore possa essere accoppiato con diversi rimorchi (per esempio i dumper).

Autobetonpompa MK28L

in fibra di carbonio) e sistema di ripiegatura a “Z” montata su quattro assi con un peso massimo di 32 tonnellate con 5 metri cubi di cemento. Le tubazioni sono da 100 mm e il tamburo ha una capacità nominale di 7 m3 che sviluppa un volume geometrico di 12,8 m3 ed è realizzato in acciaio ultra resistente con 300 HB di durezza. L’unità di pompaggio a circuito chiuso 607 CC EPC è azionata elettronicamente: estremamente fluida, consente un getto lineare senza vibrazioni, riduce i consumi e la rumorosità, riducendo le vibrazioni durante il pompaggio.

La MK25H, con le sue due sezioni in carbonio, soddisfa i requisiti delle severe normative che fissano i limiti di peso per questo tipo di macchine, consentendo ai clienti di effettuare ogni viaggio trasportando più calcestruzzo, con effetti immediati sulla produttività in cantiere e ritorno sull’investimento. Il braccio può essere aperto in soli 5,2 m di altezza e raggiunge oltre 24 m, con un’apertura orizzontale di oltre 20 m.◀

MK28L

CIFA, leader indiscusso del mercato per le autobetonpompe, continua nell’evoluzione della serie Magnum. Presso lo stand CIFA sarà presentata MK28L con aggiornamenti nel sistema di gestione della macchina, utilizzando Easytronic con LSC (Light Stability Control), una soluzione affidabile per lavorare in sicurezza quando i 4 stabilizzatori della macchina non possono essere estesi completamente, limitando l’area di lavoro sicura. Inoltre il prodotto sarà equipaggiato con il portatubi in alluminio, consentendo agli operatori di riporre facilmente e in sicurezza molti tubi sulle sponde laterali.

Autobetonpompa MK25H Carbotech La nuova MK25H, ammiraglia della gamma, sta riscuotendo un successo clamoroso in tutta Europa e vanta una serie di brevetti e novità esclusive che non hanno mancato di stupire i clienti. Gli ultimi aggiornamenti riguardano l’elettronica avanzata dedicata alla gestione della macchina: il sistema Smartronic con un’interfaccia grafica intuitiva che consente di familiarizzare immediatamente con ogni aspetto della macchina. MK25H è un’autobetonpompa con braccio a quattro sezioni (le ultime due

CIFA CIFA è un produttore di macchinari e attrezzature per il calcestruzzo, leader nel mercato italiano e uno dei principali attori a livello globale. Parte del gruppo industriale cinese Zoomlion dal 2008, CIFA è un’azienda altamente internazionale con reti di vendita e supporto in tutti i continenti e in grado di offrire ai clienti non solo una gamma di prodotti affidabili e di qualità, ma anche un supporto

finanziario tramite Zoomlion Capital Financial Services. CIFA France si trova in Savoia, in un luogo logisticamente strategico per le merci che viaggiano tra la Francia e l’Italia. In Francia, la filiale del gruppo è composta da oltre una dozzina di persone che si occupano di vendita, assistenza, supporto tecnico e pezzi di ricambio per la Francia continentale e le aree correlate.

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Speciale calcestruzzo > Buzzi Unicem

Il calcestruzzo secondo Unical Spa Unical Spa studia direttamente col cliente il calcestruzzo maggiormente idoneo al loro contesto fra tutti i prodotti di gamma specifici per pali trivellati a elica continua (pali CFA) di Fabio Bellantoni - Direzione Esercizio e Nuovi Impianti, Unical spa

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www. scimag.news

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pali trivellati ad elica continua sono una tecnologia che ha preso piede in Italia negli ultimi 10-15 anni. Il classico modo di operare (scavo, eventuale utilizzo di fanghi bentonitici, disposizione della gabbia di armatura, riempimento con calcestruzzo) lascia, oggi, sempre più spesso, il passo ad una sequenza di operazioni in continuum che generalmente consente l’esecuzione di un palo di medie dimensioni in 30-40 minuti totali fra scavo, riempimento di calcestruzzo

contemporaneo all’estrazione della trivella e successiva collocazione finale della gabbia. I vantaggi operativi ed economici sono evidenti e sensibili specialmente quando i pali da realizzare sono molteplici. È in queste situazioni che la forte diminuzione nei tempi di realizzazione del singolo palo si traduce in sensibile diminuzione dei costi grazie alla ripetitività delle operazioni. A questo si aggiunge, e non è poco, che il tutto può avvenire senza utilizzo

di fanghi bentonitici con conseguenti vantaggi ancora una volta economici, ma anche ambientali e logistici. I pali trivellati ad elica continua vengono spesso realizzati in cantieri per opere infrastrutturali (strade, ferrovie ecc.) dove, specialmente se i lavori sono di ampliamento della rete esistente, gli spazi a disposizione possono essere ristretti ed anche la semplice collocazione delle vasche per i fanghi bentonitici o il recupero post-utilizzo degli stessi fanghi possono essere problematiche.

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Speciale calcestruzzo > Buzzi Unicem

Con la tecnologia dei pali trivellati ad elica continua ovviamente tali situazioni vengono risolte a monte. Classe di resistenza e classe d’esposizione che verranno richiesti per il calcestruzzo del palo non cambiano in base alla modalità operativa prescelta: pali eseguiti in modo tradizionale e pali CFA avranno generalmente le stesse prescrizioni di resistenza ed esposizione. Viceversa, per quanto riguarda la fluidità del materiale, le richieste saranno radicalmente diverse a seconda del tipo di messa in opera. Per pali eseguiti in modo tradizionale solitamente si consiglia una classe di consistenza fluida o molto fluida in modo tale da poter ben riempire i vuoti dello scavo, ovviamente irregolare, e ottenere una buona aderenza fra calcestruzzo e gabbia di armatura. In un contesto dove la vibrazione del materiale appena gettato viene spesso eseguita in modo frettoloso e carente, utilizzare calcestruzzi con consisten-

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ze molto fluide (S5) permette di limitarne le conseguenze negative e ottenere in opera resistenze finali più vicine a quelle che verranno raggiunte dai corrispondenti provini cubici, vibrati e maturati accuratamente. Ciononostante, purtroppo, va registrato come, ancora oggi, per motivi unicamente economici, vengano richieste anche classi di consistenza assolutamente inadeguate (S3 o inferiori) per pali tradizionali. Queste prescrizioni/richieste non consentiranno di raggiungere un buon livello di riempimento dello scavo e neanche una buona collaborazione acciaio-calcestruzzo. Inoltre la resistenza in opera sarà considerevolmente inferiore rispetto a quella del corrispondente provino. Del resto tutto ciò che viene gettato in un palo resta normalmente sotterrato e quindi lontano dalla vista di controllori e direttori dei lavori che altrimenti potrebbero notare, anche a posteriori, le conseguenze di una cattiva esecuzione.

Passare alla tecnologia dei pali CFA risolve indirettamente anche gran parte di questi problemi. La fluidità del calcestruzzo deve essere elevatissima per permettere la discesa della gabbia di armatura al suo interno e quindi la capacità di riempire i vuoti, di ottenere una buona aderenza acciaio-calcestruzzo e il massimo sfruttamento delle potenzialità meccaniche del materiale fornito (resistenza) sono sicuramente molto più garantite rispetto al caso precedente. L’errore che molti commettono è però quello di pensare che, per permettere la discesa della gabbia, sia sufficiente l’utilizzo di un calcestruzzo molto fluido ovvero che la fluidità sia l’unica vera leva del materiale sulla quale agire per permettere la discesa della gabbia. In realtà, il motivo per il quale una gabbia non scende oppure resta parzialmente emersa dallo scavo, è raramente quello della scarsa fluidità del materiale.


www. scimag.news

▶▶ presenza di terreni instabili o di infiltrazioni d’acqua. Contesti molto semplici nei quali il terreno abbia una buona stabilità, non ci sia presenza di acqua e la profondità di scavo non sia elevata, possono, a volte, essere gestiti anche semplicemente con calcestruzzi altamente fluidi ma, in generale, il materiale necessario a garantire la discesa della gabbia è un calcestruzzo autocompattante (di solito almeno con classe di spandimento SF2) e con un grado di viscosità diverso in base alla minore o maggiore complessità della situazione. Per questo motivo è concettualmente sbagliato utilizzare lo stesso prodotto tanto per pali alti 10 metri quanto per quelli 20 metri oppure tanto per pali in terreni asciutti quanto per pali in presenza di acqua. Unical Spa consiglia da anni ai propri clienti l’utilizzo non di semplici calcestruzzi autocompattanti ma di prodotti appositamente studiati per la realizzazione di pali CFA, andando ad individuare, direttamente col cliente, il calcestruzzo maggiormente idoneo al loro contesto fra tutti i prodotti di questa gamma di prodotti specifici. La causa dell’arresto risiede molto più frequentemente nella migrazione interna degli aggregati all’interno del calcestruzzo fresco che porta a concentrare, per gravità, gli aggregati grossi (ghiaie e pietrischi) verso la base del palo. La gabbia riuscirà, solitamente, ad avanzare inizialmente perché, nella parte alta del palo, si troverà ad attraversare un calcestruzzo con grande concentrazione di malta (cemento, sabbie, acqua, additivi e aggiunte) che non opporrà grande resistenza. Viceversa, procedendo verso il basso, l’aumento di concentrazione di aggregati grossi ne provocherà, ad un certo punto, l’arresto.

L’effetto di questa tendenza alla separazione del materiale viene chiamato “segregazione del calcestruzzo” e ha come risultato, non un tutto dove i vari componenti siano omogeneamente distribuiti, bensì un calcestruzzo con zone con maggiore presenza dei cosiddetti aggregati grossi e altre con maggiore presenza di quelli fini. La segregazione del calcestruzzo in un palo ha più cause possibili: ▶▶ calcestruzzo altamente fluido ma con una fluidità ottenuta con alti dosaggi di acqua; ▶▶ calcestruzzo con indebite aggiunte d’acqua (anche in cantiere); ▶▶ pali molto profondi;

Nel solo 2017 Unical ha fornito più di 80.000 m3 di calcestruzzo solo per la realizzazione di pali CFA grazie appunto alla propria gamma di prodotti dedicati a questa specifica applicazione.◀

INFO Buzzi Unicem SpA

via Luigi Buzzi, 6 15033 Casale Monferrato (AL) Tel. +39 0142 416-111 Fax +39 0142 416-464 info@buzziunicem.it www.buzziunicem.it

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Preview Intermat > Marini

Marini nellâ&#x20AC;&#x2122;era digitale ProfessionalitĂ , attenzione alle richieste del cliente e sviluppi in ottica circular economy: da Marini a Intermat ci sono gli ingredienti per un grande successo, e ad accogliere i visitatori una straordinaria sorpresa di Manuela Cortesi

56â&#x20AC;&#x192; PF > n. 1 gennaio-marzo 2018


preview

Fayat Road Equipment La Divisione Fayat Road Equipment accompagna i suoi clienti in tutto il mondo grazie a soluzioni innovative e durature per la costruzione, la manutenzione e il rifacimento stradale. Fayat è lo specialista dei macchinari stradali. I marchi Fayat rispondono all’insieme dei bisogni a livello mondiale, nel pieno rispetto delle specificità locali delle diverse aree geografiche, che si tratti di specificità normative, di sicurezza o ambientali.

Stand 5A C 151

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ell’era della globalizzazione e della continua ricerca di standardizzare il prodotto, Marini è coerente con la sua storia e la sua strategia controcorrente. L’azienda ci tiene a soddisfare ogni specifica richiesta, infatti lo staff di Marini al Pre-Intermat di gennaio ha dichiarato: «la forza Marini è saper rispondere alle specifiche richieste del cliente. Standardizzare non sempre funziona: ecco perché ogni impianto Ma-

▶▶ MARINI, MARINI-ERMONT, SAE

Impianti di produzione: conglomerati a caldo e a freddo, conglomerati tiepidi, impianti per emulsioni e per leganti, cisterne di stoccaggio.

▶▶ BOMAG e DYNAPAC

Macchinari stradali: rulli compressori, finitrici e fresatrici stradai, riciclatori/stabilizzatori e attrezzature leggere. Questi marchi offrono una vasta gamma di prodotti e un’accresciuta capacità innovativa. A Intermat 2018, Dynapac non esporrà i suoi prodotti.

rini diventa in qualche modo un prodotto unico, personale ed esclusivo, progettato per soddisfare tutte le esigenze di ogni singolo nostro cliente in termini di flessibilità operativa, prestazioni dell’impianto e, perché no… con il design Italiano che contraddistingue tutti i nostri impianti. Il nostro staff è preparato a seguire l’impianto durante tutta la sua vita: è in questo la nostra forza.» Questo però non significa affatto rimanere ancorati a vecchi schemi metodologici o a non captare i cambiamenti in atto, a partire dalle tecnologie. «Marini allo stand Intermat offrirà un’esperienza unica: la possibilità di vivere l’impianto Top Tower 3000 P stando comodamente seduti in poltrona. Dal marketing sino all’ecologia, Marini è sempre attenta a quanto la tecnologia possa offrire per migliorare il nostro lavoro.» Dunque Marini sarà controcorrente anche nella presenza fieristica: senza esporre impianti, ma con un video 360° da vivere in maniera immersiva: un modo geniale per visitare l’impianto tramite la Virtual Reality, per immer-

▶▶ BREINING e SECMAIR

I macchinari per la manutenzione stradale, con la più completa gamma di macchinari proposti per gli strati di usura in materiale bituminoso colato a freddo, passando dalla sigillatura delle fessure stradali fino alla riparazione delle buche.

▶▶ MATHIEU, RAVO e SCARAB

Spazzatrici e macchinari di manutenzione urbana.

▶▶ CHARLATTE

Per la manutenzione aeroportuale.

gersi nell’esperienza del cantiere senza muoversi dallo stand.

Top Tower 3000 P Top Tower 3000 P, è dotato di accorgimenti di ultima generazione rispondenti alle richieste di ecologia, sicurezza, riciclaggio, ovvero totalmente in linea con la circular economy. Ecologia ▶ Armonizzazione con l’ambiente circostante grazie alla riduzione del impatto acustico e visivo; ▶ Emissioni gassose ridotte ed ampio rispetto dei più severi limiti di legge; ▶ Gestione e trattamento brevettato delle emissioni convogliate attraverso un tunnel di contenimento allo scarico del mixer e del silo di deposito. Riciclaggio Negli anni, si è verificato un crescente interesse nell’impiego del riciclaggio. Anche Marini ha accolto la sfida per un riutilizzo del materiale, in particolare focalizzandosi in maniera professionale per:

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Preview Intermat > Marini

Marini offre 4 diverse soluzioni di riciclaggio Sistema

di dosaggio tramite anello di

riciclaggio

Soluzione standard: fino al 35% Essiccatore speciale Marini serie EvoDRYER: oltre il 35% ▶ Posizione dell’anello di riciclaggio dopo la fiamma ▶ Le emissioni di VOC provenienti dal riscaldamento del RAP sono bruciate dalla fiamma Sistema di dosaggio nel mescolatore: fino al 40% ▶ Introduzione graduale del RAP direttamente nel mescolatore con una speciale linea di alimentazione ▶ Permette la vagliatura degli aggregati vergini con l’utilizzo di RAP ▶ Riutilizzo delle materie prime: si registra una mancanza di aggregati a causa della diminuzione delle cave attive a livello nazionale ed internazionale: il reimpiego è dunque una soluzione al problema. ▶ Risparmio energetico: il consumo di energia è ridotto per una minore estra-

Intermat Innovation Awards 2018 per TRX 100% 58  PF > n. 1 gennaio-marzo 2018

zione degli aggregati, trasporto sui veicoli e rallentamenti del traffico e tutto l’ambiente quindi ne è positivamente coinvolto. ▶ Riciclaggio bitume: non solo gli aggregati vengono riutilizzati, ma soprattutto il legante bituminoso contenuto nel fresato.

Sistema combinato anello + mescolatore: fino al 60% Una combinazione delle due tecnologie descritte in precedenza rappresenta la migliore soluzione tecnica in termini di flessibilità nell’utilizzo e prestazioni del RAP.

MARINI-ERMONT, in collaborazione con EUROVIA, ha concepito il primo impianto di asfalto continuo mobile al mondo, in grado di riciclare fino al 100% di aggregati di asfalto. Per questa innovazione, COMPEXPOSIUM / INTERMAT ha assegnato a MARINI-ERMONT il premio “ATTREZZATURE & MACCHINARI”

nel gruppo di esperti “Strade, minerali e fondazioni” RX 100% diventa lo strumento multiuso per i siti di costruzione stradale del futuro. Viene utilizzato per riciclare dallo 0 al 100% di aggregati di asfalto, oltre a vaste gamme di produzione e di temperatura. Estremamente mobile, TRX 100% può essere implementato rapidamente, molto vicino ai siti di costruzione stradale. La maggior parte della fornitura, ad esempio gli aggregati di asfalto, può provenire da materiali di fresatura prodotti dal sito, proteggere parzialmente o integralmente le risorse naturali e ridurre al minimo la logistica dei trasporti, insieme all’impronta di carbonio del sito. Tecnologia brevettata TRX 100% , basata sull’asciugatura di aggregati di asfalto a bassa temperatura, riutilizza e preserva il legante degli aggregati di asfalto. Tempi di miscelazione più lunghi, uniti a un sistema di riscaldamento unico, garantiscono la produzione di asfalto “riciclato” e il riutilizzo di tutto il vecchio legante. TRX 100% diventa la soluzione di riciclaggio mobile più efficiente e più verde al mondo.


preview

raccolti e trattati attraverso opportuni sistemi di abbattimento. Nuovamente, questi processi hanno il fine di ridurre le emissioni inquinanti.

Tamburo parallelo: fino al 90% Sono disponibili diverse proposte, dalle tecnologie più tradizionali alle più recenti installazioni l’impiego di un generatore di aria calda.

Captazione fumi Gli stabilimenti di produzione di conglomerato hanno un impatto sull’atmosfera sotto forma di due tipologie di emissioni: 1. Emissioni convogliate: sono causate dalle fasi produttive di essiccazione e mescolamento. Sono inoltre caratterizzati da punti di emissione definiti e con valori limite che dipendono dalla tecnologia di produzione di conglomerati bituminoso; 2. Emissioni diffuse: sono invece generate durante le fasi di carico/scarico materiali e durante altre fasi secondarie al funzionamento dell’impianto. Mancano di uno specifico punto di misurazione ma possono essere ridotte adottando particolari soluzione di abbattimento. Al fine di ridurre maggiormente le emissioni diffuse si può intervenire attraverso l’applicazione di sistemi di aspirazione. Le emissioni diffuse, così divenute convogliate, vengono immes-

se nel camino, che rappresenta l’unico punto di emissione del cantiere. L’aspirazione affinché sia efficace deve avvenire contemporaneamente alla generazione dei fumi e quanto più vicino rispetto ai punti di emissione, prestando attenzione a confinare la zona di aspirazione proteggendola da correnti di aria esterna. I vapori fuoriuscenti dalle cisterne del bitume e quelli generati durante lo scarico delle autobotti possono essere

Sistema di pulizia e trattamento fumi Soluzione tecnica in grado di abbattere le emissioni inquinanti e gli odori prodotti dall’impianto grazie all’installazione di un sistema di captazione emissioni diffuse allo scarico camion, skip e mescolatore e di un filtro disoleatore. Si può infine introdurre anche una ulteriore fase che consiste nel trattamento termico dei fumi attraverso l’immissione in prossimità della zona più calda dell’impianto, ovvero il bruciatore del cilindro essiccatore. La soluzione tecnica proposta da Marini è coperta da un brevetto internazionale e vanta risultati sorprendenti, non per niente il sistema è denominato ZEROVOC.◀

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Focus cantiere > Keller fondazioni srl

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ent’anni di presenza in Italia festeggiati nel 2017 da Keller Fondazioni Srl, divisione italiana del Gruppo KELLER Plc. Tante sono state in questi anni le soluzioni innovative, proposte e realizzate, per la risoluzione delle più complesse problematiche geotecniche, in particolare nell’ambito dei lavori in aree fortemente urbanizzate. Nella città di Verona, dove il Gruppo ha sede in Italia, svariate sono state le applicazioni della tecnologia Jet Grouting per la realizzazione di scavi profondi in adiacenza a manufatti esistenti e in condizioni operative molto complesse.

Jet grouting per esperti Il parcheggio interrato Lungadige Capuleti a Verona di Ing. Alessandro Monteferrante (Keller Fondazioni Srl)

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www. scimag.news

Fig. 1

Fig. 4

Fig. 2

Fig. 3

La posizione del cantiere

Planimetria schematica

Il muro scaligero messo a giorno

La pozione planimetrica del muro

Parcheggio Lungadige Capuleti a Verona Ultima in ordine cronologico la positiva esperienza portata termine, nell’ambito dei lavori propedeutici alla realizzazione del nuovo parcheggio interrato “Lungadige Capuleti” in centro a Verona, in stretta adiacenza al Fiume Adige (Fig.1). La sagoma planimetrica del parcheggio, per ragioni di compatibilità con le preesistenze, presentava una geometria nastriforme con una lunghezza complessiva di circa 165m ed una larghezza variabile, molto ridotta, mediamente pari a circa 20m (Fig.2). La realizzazione dell’opera, che prevedeva tre livelli interrati, necessitava di uno scavo di profondità pari a circa 11m rispetto all’esistente quota stradale. Il progetto, nella versione iniziale, prevedeva la realizzazione delle opere di sostegno laterali previo classici

diaframmi in c.a. A valle dell’esecuzione delle paratie, le fasi di scavo furono immediatamente interrotte causa ritrovamento, all’interno dell’area di cantiere, di una struttura muraria storica, risalente al periodo Scaligero (1300 c.a.) di notevole dimensioni. Il setto murario, di spessore pari a 70-80cm circa, per uno sviluppo longitudinale pari a 150m, correva parallelamente ai diaframmi lungo il fronte prospicente il fiume Adige (Fig.3-4). Per assicurare la conservazione della struttura muraria, ma, al contempo, garantire le distanze minime per il parcheggio, fu necessaria una complessa modifica al progetto con la necessità di realizzare l’opera di sostegno provvisionale in completa sottofondazione al setto murario.

a) L’assetto geologico Il parcheggio si sviluppa in stretta adiacenza all’alveo del fiume Adige, in zona centrale a Verona. L’attuale quota locale delle arterie stradali risulta di conseguenza notevolmente superiore al livello originale a seguito di svariate azioni antropiche che si sono susseguite nei secoli per il rafforzamento degli argini fluviali. Le indagini geognostiche hanno confermato questo assetto; terreni di riporto, prevalentemente ghiaiosi, caratterizzano il sito fino alle profondità di circa 7m dal piano stradale seguiti, più in profondità da ghiaie in matrice sabbiosa, debolmente limosa, con presenza di ciottoli. Alla profondità di circa 20m dal piano stradale si riscontra una lente di argille grigio scure di consistenza solida e spessore pari a 1,5 m circa.

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Focus cantiere > Keller fondazioni srl

Fig. 6

i lavori e il telaio di protezione del muro

b) La soluzione jet grouting Sulla base di numerose positive esperienze eseguite da Keller su lavori similari, in collaborazione con i Progettisti e con la Committenza, fu scelta una soluzione per la realizzazione del setto di contenimento previo compenetrazione di colonne Jet Grouting di grande diametro da eseguire attraverso perforazioni sub verticali in adiacenza al manufatto da preservare (Fig.5). I diametri massimi delle colonne hanno raggiunto anche i 200cm. Vista la particolare tipologia dell’opera su cui andare ad intervenire, si trattava comunque di un’applicazione che nascondeva diverse possibili insidie e rischi di possibili danneggiamenti che potevano essere arrecati nelle fasi di realizzazione dei consolidamenti. Come ben noto la tecnologia è caratterizzata dall’iniezione di miscele cementizie ad altissime pressioni. La Keller, già esecutrice di numerose opere similari nel comune di Verona, venne incaricata dalla Committenza per la realizzazione dei lavori. Alla Keller fu chiesto fin da subito un ruolo di collaborazione al team di Progetto al fine di fornire indicazioni utili per garantire la fattibilità della soluzione e minimizzarne i rischi. Di concerto con la Committenza, Progettisti e D.L. sono state pianificate le seguenti azione preventive: ▶▶ Predisposizione di un telaio metallico continuo di protezione e irrigidimento del muro (Fig.6);

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Fig. 5

Sezione tipo dell’intervento

Fig. 7

Sonda Keller KB05

▶▶ Protezione del muro da eventuale proiezione di boiacca cementizia previo Interposizione di teli plastici; ▶▶ Monitoraggio topografico continuo di precisione per rilevare gli eventuali sollevamenti o cedimenti subiti dalla struttura muraria a seguito dei consolidamenti; ▶▶ Monitoraggio visivo continuo della struttura muraria per verificare il comportamento. A queste logiche azioni di tipo preventivo è stata affiancata una pianificazione di dettaglio delle attività specialistiche con particolare attenzione alla scelta delle macchine operatrici e, soprattut-

to, di operatori esperti. è fondamentale infatti che le operazioni vengano eseguite da tecnici che conoscano in dettaglio la tecnologia, la macchina operatrice e che assicurino un’attenzione continua a ciò che accade nel corso delle operazioni. In tal senso il team di cantiere è stato pianificato in modo da assicurare sempre al perforatore, in cabina di macchina, l’assistenza di altri tecnici esperti a terra aventi principalmente il compito di monitorare l’opera in continuo, gestire al meglio i reflui cementizi e procedere, eventualmente, al lavaggio immediato della struttura muraria in caso di proiezioni incontrollate.


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Fig. 9

Sistema biofiuldo

Fig. 8

Fig. 10

Panoramica dei lavori

Metodo ACI Keller per la verifica del diametro

I lavori I consolidamenti sono stati eseguiti con sonda Keller tipo KB5, macchina che assicura il giusto rapporto tra capacità di perforazione e ingombri disponibili (Fig.7). Preliminarmente ai lavori è stata pianificata ed eseguita una fase di taratura dei parametri esecutivi previo formazione di alcune colonne prova in cui sono state messe in campo anche tecnologie innovative per il controllo del raggiungimento del diametro, aspetto di fondamentale importanza assieme alla delle proprietà meccaniche raggiunte. Il metodo ACI (Acoustic Column Ispector) permette, grazie all’utilizzo di speciali sensori di tipo acustico, il controllo in tempo reale del raggiungimento del diametro con la profondità e quindi permette la corretta taratura dei parametri anche in caso di terreni stratificati (Fig.8). Le colonne sono state eseguite con metodologia bi-fluido schematizzata in Fig.9. A valle delle fasi iniziali di taratura i consolidamenti in corrispondenza del muro sono stati eseguiti (Fig.10), in un solo mese di lavoro, senza causare alcuna lesione alla struttura muraria. Grazie all’attenta gestione dei principali parametri di trattamento e ad una corretta pianificazione delle attività, le deformazioni rilevate nel corso delle operazioni si sono rilevate infatti praticamente trascurabili. Le colonne sono state eseguite su più fasi, verificando

nel corso delle operazioni la compatibilità delle sequenze scelte con le reazioni sulla struttura muraria

Il completamento dei lavori Le successive fasi di scavo hanno confermato l’ottima riuscita dei lavori, riscontrando l’adeguato contatto dei consolidamenti con il basamento del muro e il raggiungimento delle caratteristiche geometriche e meccaniche previste a progetto. Gli scavi, eseguiti con contestuale regolarizzazione della paratia, sono stati portati a termine senza problemi raggiungendo la quota di fondo scavo di progetto (Fig.11). I lavori sono stati poi completati con successo con il completamento dell’opera interrata, oggi in esercizio, in cui la struttura muraria di epoca Scaligera è stata adeguatamente valorizzata a livello architettonico, ben visibile al primo livello interrato (Fig.12). L’applicazione ha mostrato ancora una volta le potenzialità e la versatilità della tecnologia per la risoluzione di complesse problematiche di ingegneria geotecnica in ambito urbano (Fig.13). In presenza di terreni aventi caratteristiche idonee, il jet grouting può essere una carta vincente se applicata con l’adeguato know-how, mettendo in campo attrezzature adeguate e, soprattutto, operatori esperti che garantiscano, in tempo reale, il controllo delle operazioni.◀

Fig. 11

Il cantiere al completamento degli scavi

Fig. 12

Il muro Scaligero a struttura ultimata

Fig. 13

Lavori in adiacenza a edifici storici

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PF n.1 | Gennaio - Marzo 2018  

PF Rivista Italiana delle Perforazioni e Fondazioni Numero 1 Gennaio - Marzo 2018

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