Rivista Sanitas 2/19

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Organismo in avaria

Gli effetti dello stress sulla nostra salute e come gestirli

18 __ Ridurre lo spreco alimentare

20 __ Rimedi fai da te contro l’allergia solare

23 __ Scienziati sviluppano protesi in grado di provare sensazioni


SENZA MEZZI TERMINI

«Tutti dicono che fare yoga rilassi. Chissà perché? A me i bastoncini d’incenso fanno imbufalire!» F. M. da Berna

Nell’ultimo decennio, il nostro modo di vivere e lavorare insieme è cambiato. Avete una domanda al riguardo? Scriveteci! redaktion@sanitas.com

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Oooomm. Inspirate profondamente. E poi espirate. Chiudete gli occhi e rilassatevi. per l’amor del cielo aprite le finestre Non a tutti piace il profumo dolciastro dei bastoncini d’incenso e la sensazione di trovarsi in un centro di meditazione indiano. Ovvio. Ma vi sembra un motivo valido per perdere le staffe Siete forse stressati Tesi La buona notizia è che lo oga non è l’unica attività che aiuta a smaltire lo stress. Trovate un modo vostro per rilassarvi. Il movimento di qualsiasi tipo è il miglior rimedio contro lo stress. Chi si muove, migliora la consapevolezza del proprio corpo e l’autostima, rafforza il sistema immunitario, riduce pressioni e tensioni e dorme meglio. E riesce a pensare in modo pi lucido, visto che l’attività fisica incrementa l’afflusso di sangue al cervello. Inoltre, è stato provato che il movimento ha un effetto antidepressivo lo sport infatti stimola la produ zione di endorfine, dette anche ormoni della felicità . Anche facendo oga. rima di contraddirmi fate un bel respiro. Va meglio Lo oga non si concentra solo sul movimento, ma anche sulla respirazione. Bastano pochi esercizi di respirazione per rilassarsi. Un piccolo consiglio se volete comunque provare a fare oga, cer cate uno studio senza bastoncini d’incenso.

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EDITORIALE / INDICE

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18 Care lettrici cari lett ri l’equilibrio tra vita professionale e vita privata dei collaboratori è una tematica che sta molto a cuore a Sanitas. Poiché chi è soddisfatto ed equilibrato si ammala di meno e svolge il suo lavoro con maggiore entusiasmo. Dopo una fase di stress è importante prendersi del tempo per ricaricare le batterie. Come? Non esiste una soluzione che vada bene per tutti. Nel mio caso, il sistema migliore è un’uscita in famiglia o un giro in mountain bike. Spesso però sottovalutiamo o ignoriamo i sintomi dello stress, come l’insonnia o il mal di schiena fino a quando il corpo dice basta . proprio quello che è accaduto a Pascal Brotzer. Il 30enne ha lavorato giorno e notte per realizzare il suo progetto, scordandosi addirittura di mangiare. A un certo punto l’organismo ha dato forfait. Le conseguenze? Collasso e burnout. Per sapere come è andata a finire e come sta oggi, leggete l’articolo in questo numero della rivista. Le malattie dovute allo stress costano miliardi di franchi all’economia svizzera. E le relative conseguenze possono durare una vita. Per questo motivo Sanitas ha deciso di dedicare un intero dossier alla tematica stress e rilassamento. In collaborazione con edbase, vi offriamo sulla nostra nuova piattaforma servizi che hanno lo scopo di preservare e migliorare la vostra salute, anche in relazione allo stress.

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Senza mezzi termini L’angolo della notizia

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DOSSIER STRESS E RILASSAMENTO Lo stress costante è un rischio per la salute. Tuttavia, ciò che causa stress a una persona, non preoccupa minimamente un’altra. Ma perché? Fuori equilibrio Tre persone si raccontano e ci raccontano come lo stress ha cambiato le loro vite «Non dobbiamo stigmatizzare lo stress» Ulrike Ehlert, professoressa di psicologia e psicoterapia clinica, spiega come superare lo stress n grafica: in che modo il nostro corpo reagisce allo stress Sotto stress? iccoli trucchi dal grande effetto

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Convivere oggi: perché un 21enne molla gli studi per dedicarsi alla verdura Rimedi fai da te: quali aiutano contro l’allergia solare Un oggetto, una storia: a chi appartiene questo portabagagli? Sviluppare il domani: quando il corpo si fonde con la tecnica Sani ed Elina: alla Festa federale di lotta svizzera assicura lari

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Copertina: Paolo Dutto

Andreas Schönenberger CEO, Sanitas

COLOFONE Editore Sanitas Assicurazione malattia, Jägergasse 0844 150 150, 0844 150 150 Zurigo, sanitas.com/larivista | Contatto redaktion@sanitas.com, telefono 08 150 150 Responsabile generale Claudia Sebald | Redazione Michael Suter (caporedattore), Helwi Braunmiller, Julie Freudiger, Clau Isenring, Ruth Jahn Traduzioni Servizio traduzioni Sanitas Art Direction Franzis a Neugebauer, zis a.graphics Litografia nc ag | Stampa Swissprinters, s issprinters.ch re iti oto rafici tutte le immagini non altrimenti contrassegnate sono proprietà di Sanitas o di cui Sanitas detiene la licenza Tiratura complessiva ca. 60 000 11 anno la rivista viene stampata su carta ecologica FSC Pubblicazione l’anno in I, , F Il prossimo numero uscirà a settembre 2019.

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L’ANGOLO L’ N L DELLA ELL NOTIZIA N TIZI

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A voi la parola «Ho letto con grande interesse un articolo sul tema desiderio di maternità nell’ultimo numero de La Rivista Sanitas. Grazie all’aiuto del bracciale Ava tengo ora tra le braccia il nostro piccolo miracolo.» B. J.

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cio federale per la salute

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DOSSIER STRESS E RILASSAMENTO

Riduciamo lo stress È stile di vita, spirito della nostra epoca ci rende vivi e ci distrugge allo stesso tempo: l’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS ha dichiarato lo stress come uno dei più grandi rischi per la salute del 21° secolo. Ipertensione, burnout, blackout: in Svizzera, un giovane su due e un lavoratore su quattro si sentono sovraccaricati. La vita è diventata più frenetica. a il modo in cui affrontiamo lo stress è nelle nostre mani.

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Sibylle Stillhart, 45 anni, è una giornalista freelance, autrice e madre di tre figli.


DOSSIER STRESS E RILASSAMENTO

Solo quando il corpo e la psiche si ribellano con tutte le loro forze, si rivela l’impatto dello stress. Tre persone si raccontano e ci raccontano come lo stress ha cambiato le loro vite. Testo Helwi Braunmiller, Julie Freudiger

Foto Kostas Maros

Fuori equilibrio «Per me la fonte dello stress era la ancanza i te o «Oggi, per le donne il lavoro e la famiglia sono facilmente conciliabili, tutto può funzionare bene e filare liscio come l’olio ero certa che anche per me sarebbe stato lo stesso. Però le mie giornate erano frenetiche e faticose: di notte, mio marito e io venivamo svegliati dai nostri figli, fino a volte. La mattina presto mi alzavo per preparare la colazione, vestivo i miei figli, partivo di corsa per il nido e lasciavo l i miei figli, spesso in lacrime perché a loro non piaceva andarci. Arrivavo al lavoro sudata e stressata, spesso ero l’ultima. Lavoravo anche durante la pausa pranzo per andare, sempre di fretta, a prendere i miei figli dal nido. Fare la spesa, preparare la cena, mettere i bimbi a letto, pulire, lavare tutto di fretta e furia. Poi tutto si ripeteva: le notti, le giornate. Non mi restava nemmeno un minuto per me stessa ed ero troppo esausta per le cose che mi avrebbero fatto bene. Mio marito aiutava dove poteva e aveva persino ridotto il suo grado occupazionale all’85 percento. Ma poiché lavorava in un’altra città perdeva molto tempo facendo avanti e indietro e di conseguenza ero io a occuparmi della maggior parte delle faccende domestiche. Questo era qualcosa che nella pianificazione della mia vita non avevo considerato: nonostante tutto l’amore, i figli causano tanto lavoro e in casa c’è molto più da fare di prima. Inoltre, ero divisa tra le aspettative del mio datore di lavoro e le esigenze dei miei figli io stessa non ero pi rilevante. Quando dissi alla mia ginecologa

Siete stressati? Maggiori informazioni sul tema «stress» sanitas co stress-it

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che ero esausta, lei annuì consapevolmente e mi disse: «Si licenzi.» Ero un po’ indignata: io una casalinga? Sono una persona normale, sopporto lo stress come chiunque altro! Ma allora perch sono talmente distrutta Fino ad allora non mi ero mai permessa di mettere in dubbio la conciliabilità di lavoro e famiglia. Inoltre: le persone credono che più tempo si passi in ufficio pi si renda sul lavoro. questo le mamme non se lo possono permettere.Il consiglio del medico non mi si toglieva dalla testa. E quando iniziai a non andare d’accordo con il mio nuovo capo decisi di licenziarmi. Che sollievo! Oggi lavoro come giornalista free lance e ho appena pubblicato il mio secondo libro. A volte lavorare da casa può essere solitario e il budget familiare ne può risentire, ma non c’è pi quella concorrenza che c’è sul posto di lavoro e che ti costa tanta energia. Invece, adesso, lavoro con persone bendisposte nei miei confronti. Anche oggi mi capita spesso di essere esausta, ma sono pi essibile. osso prendermi il tempo di ricaricare le batterie. Spesso bastano due, tre ore a settimana. Ho ripreso a nuotare, faccio yoga o mi incontro con un’amica a pranzo. la nostra famiglia è cresciuta nuovamente. Ho sempre sognato di avere un terzo figlio. In passato questo sogno non si sarebbe mai avverato semplicemente non avrei avuto la forza.»

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r no ietzi er, 58 anni, è un insegnante di yoga di fama internazionale e ha introdotto in Svizzera l’ shtanga inyasa oga.

PD Dr. med. risto e nert e icina interna enerale e car iolo ia e icina ello s ort S el ec enter i Medbase «Si stima che in Svizzera una persona su quattro abbia una pressione sanguigna elevata, spesso senza saperlo o sentirlo. Ciò può essere problematico poiché a lungo termine una pressione elevata mette a dura prova i vasi sanguigni fino a causare l’infarto o l’ictus. Lo stress permanente può essere causa di ipertensione: alcuni ormoni dello stress, le catecolamine, causano la contrazione dei muscoli dei vasi sanguigni. Questo fa aumentare la resistenza dei vasi e, quindi, la pressione arteriosa. Inoltre, le persone che soffrono di ipertensione reagiscono in modo più sensibile agli ormoni dello stress: è un circolo vizioso. Tuttavia, il rapporto tra stress e ipertensione non è ancora stato studiato in modo esaustivo.

i ortante con assione

c e lo accia

«Quando avevo 19 anni, il mio medico mi consigliò di cambiare lavoro. Mi disse che non aveva mai incontrato qualcuno della mia età con i nervi così strapazzati. All’epoca lavoravo come commerciante di valuta. Dopo un anno trascorso nel mercato valutario tremavo in tutto il corpo, non riuscivo a dormire, non potevo staccare la spina. Seguii il suo consiglio, mi licenziai e partii zaino in spalla. Il mio viaggio mi condusse nel cuore dei boschi d’America, in India, nel Nepal, in Tibet, nei monasteri buddhisti dello Sri Lan a e urma e, infine, in Irlanda. L iniziai a insegnare oga in poco tempo i miei corsi furono frequentati da circa mille persone a settimana. Tra i miei studenti figuravano artisti di fama mondiale come Sting e ono degli U2. Non mi sentivo stressato, perché quello che facevo lo facevo con dedizione e gioia. Dopo 17 anni tornai in Svizzera. E anche qui, i miei corsi di yoga furono molto richiesti. Quando dopo anni intensi mi accorsi che non stavo insegnando più con la stessa passione, seppi cosa fare: vendetti il mio studio e mi concessi una pausa. Ma quando un anno più tardi misi in piedi una formazione di yoga di quattro anni e mezzo, andai ben oltre i miei limiti. Avevo sottovalutato il lavoro: scrivere le dispense, pianificare il corso, coordinare gli RIVISTA SANITAS 2 / 2019

studenti, i docenti ospiti e le sale. Spesso lavoravo fino alle tre di notte, dormivo fino alle quattro e poi mi alzavo per fare yoga. Non avevo del tempo libero, ero spesso raffreddato, il mio corpo non aveva più energie. Questa volta, però, non avevo più la possibilità di mollare tutto e partire, avevo un contratto quinquennale con i miei studenti. Oggi ho ritrovato l’equilibrio tra lavoro e vita privata, e la formazione e l’insegnamento una volta a settimana sono più un piacere che un dovere. Faccio ciò che mi rende felice e gestisco il carico in modo consapevole. Oggi non pratico più tanto lo yoga sul materassino, ma lo faccio nella vita quotidiana poiché lo yoga ci consente di fare un passo indietro e osservare noi stessi da fuori. Cosa succede se agisco e non reagisco? È per questo che voglio formare le persone: in modo che siano in grado di aiutare se stessi e gli altri a condurre una vita sensata. La sfida pi grande è applicare lo oga nella vita quotidiana.

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DOSSIER STRESS E RILASSAMENTO

l ri o asso le istanze

ren ere

«Pressione al petto, capogiri, sintomi del mal d’amore, ma 1000 volte più forti: già la mattina mi accorsi che c’era qualcosa che non andava. Per strada scoppiai a piangere senza motivo. Non capivo cosa mi stava succedendo, impaurito andai dai miei genitori. Mia madre mi disse di restare fino a domenica. Quando realizzai che avrei avuto tre giorni liberi, crollai a terra svenuto: non riuscivo più a parlare o a camminare. Sindrome da burnout a 2 anni. Il medico commentò così il mio quadro ematologico: «O ha appena corso una maratona o continua a superare i suoi limiti da molto tempo. Riesce a riposare la notte?» Erano due anni che lavoravo non-stop, senza ferie o fine settimana liberi. ltre al mio posto a tempo pieno, avevo fatto nascere una rivista di surfing e creato e sviluppato aveup, un progetto che mi stava veramente a cuore. È capitato che scordassi di mangiare per due giorni. Ero sempre dell’avviso che lo stress «facesse parte del gioco». Se volevo portare a termine il progetto da 30 milioni che mi appassionava e che sentivo mio, non potevo fare diversamente. Unico problema il mio cervello

camente e mentalmente a Zurigo. Mi incontro di nuovo con vecchi amici e adesso ho tempo per una ragazza. Una volta al giorno faccio esercizi di meditazione e attenzione verso me stesso che mi calmano. E poi un piccolo cambiamento: adesso uso un’agenda cartacea vecchio stile. Quando non ho posto per aggiungere altri appuntamenti significa che la mia giornata è piena.

Misurate lo stress

Quanto siete stressati? Volete ridurre lo stress? Oppure migliorare il vostro rendimento? Con il controllo dello stress rilevate la vostra frequenza cardiaca durante 72 ore. In uesto modo potrete individuare le situazioni di stress con l’obiettivo di affrontarle in modo sensato, riducendo sul lungo termine il vostro livello di stress. I risultati vengono discussi con un medico o un chinesiologo presso il Chec up Center di edbase. Iscrivetevi ora su sanitas co c ec stress

ascal rotzer, 30 anni, è la mente e il fondatore di waveup, un parco per il tempo libero che verrà costruito a egensdorf.

«È capitato che scordassi di mangiare per due giorni.» ascal rotzer

non si fermava mai. Soprattutto non riuscivo più a gestire le aspettative che aumentavano di giorno in giorno. Aspettative che mi ero posto da solo. A darmi il colpo di grazia, però, fu il costante dover convincere volontari e partner a non mollare. Alla fine delle riunioni mi sentivo uno straccio. Riconducevo i sintomi da sovraccarico come i capogiri, il tremore, i disturbi della vista a un calo di zuccheri. Dopo il burnout dell’anno scorso era chiaro: non voglio mai più rivivere qualcosa di simile. Di mia spontanea volontà chiesi di essere ricoverato in una clinica psichiatrica per 12 settimane. i sono reso conto che non potevo cambiare il lavoro, ma il modo in cui lavoravo. Il primo passo è prendere le distanze. Traslocai a San Gallo per lasciare il lavoro fisiRIVISTA SANITAS 2 / 2019

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Stressati in tutto e per tutto? Rinunciare a voler essere perfetti, fare uso di autopersuasione e non demonizzare lo stress, questi sono i consigli della ricercatrice sullo stress Ulrike Ehlert. Un colloquio sul nostro stress quotidiano e su come, forse, possiamo cercare di non prenderlo troppo sul serio. Intervista Ruth Jahn

Foto Filipa Peixeiro

«Non dobbiamo stigmatizzare lo stress!» Lo stress che proviamo quando diamo una presentazione davanti a 300 persone è diverso da quello che erce ia uan accia la fila al su er ercat c n n str figli che iagnuc la? In linea di massima, lo stress è qualcosa di molto individuale. Ciò che causa stress a una persona, non preoccupa minimamente un’altra. Comunque sia, poco importa se sono le urla di un bambino o l’emozione di stare davanti a un pubblico a causare lo stress il corpo reagisce allo stesso modo. Crescono i livelli di noradrenalina e adrenalina nonché quelli dell’ormone dello stress, il cortisolo; la respirazione e il battito cardiaco aumentano. Questa reazione è più accentuata in alcune persone che in altre. Le cause sono da ricercare nella genetica, ma non solo, anche fattori come l’educazione hanno la loro importanza. Come facciamo ad accorgerci di pretendere troppo da noi stessi a lungo andare? Ci sono due segnali inconfondibili il cattivo sonno e la maggiore irritabilità. Imparare a prenderli sul serio è il primo passo per affrontare lo stress e prevenirne le conseguenze come il burnout, le depressioni, le malattie del sistema cardiocircolatorio o i dolori.

Ulrike Ehlert è professoressa di psicologia e psicoterapia clinica presso l’Università di Zurigo. Lo stress, le depressioni, l’invecchiare in salute e la salute delle donne e degli uomini fanno parte del suo ambito di ricerca. Ha 59 anni, è vedova, e ha due figli adulti. Abita nella regione di Zurigo insieme al suo partner.

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zione edonistica delle emozioni. Questo approccio può essere appreso.» Basta pensare positivo? Beh, sarebbe comunque già un passo nella direzione giusta. Quando vi trovate difronte a nuove sfide richiamate alla memoria le vittorie del passato oppure ostacoli che siete riusciti a superare! Decidete voi stessi quanto una cosa sia importante. Chiedetevi quante cose dipendono da questa situazione che tanto mi stressa (per me e per le altre persone che mi circondano) Il benessere dei miei figli, del mio partner o il mio lavoro robabilmente no. Quindi potete affrontare il problema in modo rilassato. Inoltre, aiuta molto se ci si rende conto che non sempre è necessario fornire una performance eccellente. Molte persone cercano di far fronte allo stress meditando o con lo yoga. Questi esercizi aiutano a in uenzare in modo positivo la reazione del corpo allo stress. Inspirando ed espirando con calma si segnala al cervello adesso ho tempo di respirare in tutta tranquillità. Di conseguenza, il corpo emette meno ormoni dello stress e la tensione diminuisce. Tuttavia, il rilassamento progressivo dei muscoli, l’allenamento autogeno ecc. funzionano soltanto se vengono eseguiti regolarmente.»

Quando si consiglia di chiedere aiuto? E da chi bisogna recarsi? In linea di massima, all’inizio cerchiamo di ridurre lo stress da soli. Ma quando ci rendiamo conto che tutto sta diventando troppo per noi, e i nostri colleghi, amici o familiari ci chiedono quando il nostro stato inizierà a migliorare, allora è necessario cercare un aiuto esterno. Inizialmente può essere il nostro medico di famiglia a offrire una prima assistenza. opodich può essere indicata una visita presso uno psicoterapista.

Esiste un metodo di rilassamento che batte tutti gli altri? Sì, quello che più fa al caso di ognuno di noi e che ci piace! Ad esempio darsi al giardinaggio o cucinare. Ognuno deve scoprirlo da sé. Alcuni studi hanno dimostrato che fare sport, un’alimentazione sana e sonno a sufficienza aiutano a gestire meglio lo stress.

È possibile imparare a non essere troppo soggetti allo stress? Di questo sono convinta! Prima riusciamo a superare i momenti di umore negativi e mantenere il più a lungo possibile uno stato positivo prima saremo in grado di controllare lo stress. Gli psicologi parlano di una regola-

È auspicabile una vita priva di stress? Certo che no. Non dobbiamo stigmatizzare lo stress, poiché una dose moderata rende la vita più emozionante! Che vita triste e noiosa sarebbe se fossimo tutti perennemente rilassati. enso che, alla fine, l’assenza totale di stress sarebbe fonte di stress a sua volta.

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DOSSIER STRESS E RILASSAMENTO

Ridurre lo stress Semplice guida per l’allenamento autogeno e il rilassamento progressivo dei muscoli sanitas.com/ rilassamento

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Gli organi sensoriali assorbono costantemente le informazioni, le trasformano in segnali biologici e le trasmettono al cervello.

La corteccia cerebrale analizza la situazione attuale e la confronta con esperienze precedenti. Nel giro di poche frazioni di secondo determina se sussiste un pericolo. Se questo è il caso, lo segnala all’amigdala (una ghiandola del cervello). Questa parte del cervello riveste un ruolo principale nelle reazioni allo stress. Una volta attivata, scatena sensazioni come la paura o la rabbia.

L’organismo reagisce rilasciando la noradrenalina, un neurotrasmettitore.

La noradrenalina stimola il midollo surrenale e aumenta la produzione di adrenalina. Gli ormoni dello stress, noradrenalina e adrenalina, mettono il corpo in allerta in modo che produca energia. Allo stesso tempo, sopprime funzioni che non sono necessarie in quel momento.

Attacco o fuga? Le cause dello stress La casella della posta elettronica straborda, l’agenda è piena. Ciò può causare stress, ma non rappresenta certo un pericolo di vita. Ciò nonostante lo stress quotidiano scatena a livello fisico le stesse reazioni come al tempo delle pietre, quando si trattava di lottare per la sopravvivenza. Nel giro di pochi secondi il corpo è pronto ad attaccare o a fuggire. Testo Julie Freudiger

n o rafica Franziska Neugebauer

Stress e mancanza di tempo sono al quarto posto delle cause dell’obesità.

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Quasi un lavoratore su quattro in Svizzera soffre di stress.


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Lo stress costa ai datori di lavoro ben 6,5 miliardi di franchi all’anno.

Il cuore batte più forte e veloce, aumenta la circolazione sanguigna e quindi la prestazione. La pressione sale. A lungo termine questo può danneggiare il cuore.

Aumenta la circolazione sanguigna e quindi l’apporto di energia al cervello. Ma in caso di stress continuo, il suo rendimento diminuisce nuovamente.

I muscoli della schiena, della nuca e delle spalle si contraggono e i ri essi motori si accelerano. Questa tensione costante può causare dolori.

Il fegato rilascia più zuccheri nel sangue in modo che il cervello riceva sufficiente energia.

La produzione di energia genera calore, che il corpo rilascia: alle mani, sulla fronte e sotto le ascelle si forma del sudore.

Fonti: «Job Stress Index 2018», Promozione Salute Svizzera / «Gelassen und sicher im Stress», Gert Kaluza, Springer Verlag 2012 / Società Svizzera di Nutrizione / Dr. med. Angelica Ramseier

I bronchi si espandono, la respirazione diventa rapida e piatta. L’organismo si concentra sull’inalazione in modo che aumenti l’apporto di ossigeno.

La digestione e l’attività dello stomaco sono inibiti. Minzione frequente e disturbi intestinali. A lungo termine, viene in uenzata la regolazione dell’organismo stesso, le ulcere dello stomaco e i problemi digestivi aumentano.

Gli organi genitali sono meno irrorati di sangue e il rilascio di ormoni sessuali è ridotto. Di conseguenza, i testicoli producono meno spermatozoi e il ciclo femminile è disturbato.

enefici ello stress Lo stress non è di per sé negativo: lo stress «positivo», il cosiddetto eustress, attiva brevemente le stesse reazioni di stress, ma scatena sensazioni positive. L’eustress che viene prodotto per esempio quando si fa sport o ci si innamora, ha un effetto vitalizzante, rinvigorente e motivante. Grazie a questi momenti di felicità le persone sono più soddisfatte e concentrate. Il boreout, la costante noia e insoddisfazione sul lavoro ha sintomi simili a quelli del burnout: depressioni, stati di a izione, mancanza di energia, insonnia o problemi di stomaco.

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La quota delle persone esaurite in Svizzera è del 30%.

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DOSSIER STRESS E RILASSAMENTO

Ore 12:00 Il pranzo con un conoscente salta per mancanza di tempo. La maggior parte delle persone stressate trascurano i contatti sociali. Prendetevi il tempo I contatti sociali riducono in modo tangibile il livello di stress. Ore 10:30 alanghe di e mail, il capo vi sta con il fiato sul collo, le scadenze si avvicinano. Stress espirate profondamente, inspirate contando fino a uattro ed espirate contando fino a sei. Cercate di non ostinarvi: uale sarebbe la peggiore conseguenza se non svolgete un compito in modo pi che perfetto al 150%?

Ore 00:00 o il lsante a sa Siete istr tti a non ri scite a a or entar i ro ate n eto o i rilassa ento a atto a oi co e il rilassa ento scolare ro ressi o secon o aco sen l allena ento a to eno o esercizi i consa e olezza iate azienza esti esercizi e ono essere a resi

Ore 22:00 on siete so is atti ella iornata Secon o no st io le eleate esi enze erso se stessi sono la secon a ca sa i stress i re ente l eno il ostro atto i consola accarezzare li aniali a assa la ressione arteriosa

Ore 21:00 ro o tar i er lo s ort in ece are e cos ene in anto in enza il cortisolo in o o ositi o li s ort i a atti sono elli c e anno s are c e tol ono il fiato Secon o no st io l allena ento scolare non ai ta a sono necessari in ti i s ort tre olte alla setti ana er ottenere e etti is ra ili si a lica il rinci io el ierti ento lasciate la ressione a casa

re 8:00 Tre pendolari su quattro che hanno un tragitto casa lavoro di 40 minuti e oltre sono innervositi. Prendete il treno invece della macchina, il tempo trascorso nei mezzi pubblici si pu utilizzare piĂš liberamente. sufruitene consapevolmente per ascoltare musica, leggere o per guardare fuori dal finestrino.

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Restate calmi, respirate profondamente! Testo Helwi Braunmiller

Illustrazione Franziska Neugebauer

Ore 19:30 Troppo stanchi per cucinare, scegliete un piatto pronto. Lo stress col isce i fianc i l cortisolo in isce s l eta olis o e facilita il deposito di grassi. Inoltre le persone stressate ass ono i car oi rati e i rassi ren ete i te o er an iare in o o e ili rato anno ene contro lo stress er ese io le noci lo zenzero i ceci o lo o rt

Ore 6:30 Dormito abbastanza? I problemi di sonno sono spesso sintomo di stress. llo stesso tempo dormire a su cienza ( 8 ore a notte) rende pi resistenti allo stress. Bandite cellulari e tablet dalla stanza da letto e utilizzate olio essenziale di lavanda che ha un effetto positivo sul sonno.

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re 1 :00 Dovreste essere produttivi e invece avete la mente appannata. n eccesso di cortisolo, l’ormone dello stress, peggiora la memoria, la capacità di parlare e pensare e a lungo termine pu incentivare addirittura l’ lzheimer. Fate sempre delle brevi pause, idealmente cin ue minuti ogni 90 minuti.


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CONVIVERE OGGI

Cosa passa per la testa dei giovani tra i 1 e i 25 anni Cosa li sprona A quest’età si trovano davanti a molte decisioni, questo vale anche per Dominik Waser. Ha mollato gli studi per dedicarsi con anima e cuore alla verdura che non corrisponde alla norma. Testo: Julie Freudiger

Foto: p.g.c.

Dal coraggio ai fatti A

rriva qualche minuto in anticipo. Un’ultima occhiata al telefonino, decine di e-mail sono in attesa di risposta. «Al momento lavoro ininterrottamente», commenta Dominik Waser e sembra comunque rilassato. Si capisce che non sta nella pelle per il suo progetto. Insieme al suo partner in affari artin Schiller, il 21enne l’anno scorso ha fondato l’associazione Grassrooted. Lo scopo: tematizzare lo spreco di generi alimentari nell’agricoltura e presentare alternative. Di fatto ben due terzi della nostra verdura finisce nel sacco della spazzatura, di cui circa 300 000 tonnellate nell’agricoltura, perché la verdura o la frutta non rispecchiano la norma. Una cosa che infastidisce molto Dominik: «Non è possibile che buttiamo alimenti intatti che sono stati prodotti secondo le costose condizioni di lavoro svizzere!» Azioni per vendere tonnellate di verdura eccedente, uno stand al mercato, fiere, or shop, cooperazioni con commercianti all’ingrosso e contadini, un negozio a Zurigo: «Abbiamo tante idee! Avremmo lavoro per dieci persone», spiega Dominik. Giardiniere di mestiere, al momento ha interrotto gli studi in ingegneria ambientale.

«Qui dobbiamo fare qualcosa!» artin e omini si sono conosciuti durante lo studio. Entrambi si sono chiesti: riusciamo a far tornare nel processo di vendita la verdura che non corrisponde alla norma? Per pura curiosità, nell’estate 201 hanno contattato alcuni contadini. Ricevettero l’informazione che 30 tonnellate di pomodori rischiavano di finire negli impianti di biogas in quanto non

Dominik Waser, cofondatore di Grassrooted si impegna con tutte le sue forze per ridurre lo spreco alimentare

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CONVIVERE OGGI

rispecchiavano i criteri di conservazione dei grossisti. Dominik ricorda: «Ci siamo detti: qui dobbiamo fare qualcosa!» In un baleno pubblicarono un formulario sul loro sito appena lanciato e sul loro profilo Faceboo . L’azione divenne virale. I media nazionali si occuparono dell’azione, il telefono dei due attivisti iniziò a squillare ininterrottamente, e-mail arrivavano a valanga. In Svizzera era scoppiata la febbre dei pomodori. Entro quattro giorni tutti i pomodori erano riservati. Da questo momento Dominik sapeva: ne vale la pena, la gente condivide le nostre idee.

Cosa sprona i 19-25enni Più temi sui giovani adulti sanitas.com/ diventare-adulti

Credere nel cambiamento Al salvataggio dei pomodori seguirono altre azioni. Grassrooted continuò a rivolgersi a produttori, contadini, commercianti e proprietari di negozi per trovare soluzioni per un’agricoltura sostenibile. Per esempio riuscirono a convincere un noto producente di succhi a elaborare diverse tonnellate di carote. L’ortaggio era troppo grande per l’imballaggio e il

«Abbiamo tante idee! Avremmo lavoro per dieci persone!»

L’idea di Grassrooted è ben vista da gran parte della popolazione. Molti giovani aiutanti sostengono i fondatori dell’associazione nella vendita di verdura che altrimenti finirebbe negli impianti di biogas.

Dominik Waser

contadino avrebbe dovuto lasciare marcire l’intero raccolto. «Non possiamo risolvere il problema dall’oggi al domani. a noi giovani abbiamo la libertà di crederci. »

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RIMEDI FAI DA TE

Quando il sole porta prurito! Testo Michael Suter

Illustrazione Franziska Neugebauer

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inalmente estate! È ora di vestirsi più leggeri e di abbronzarsi. Ma non tutti possono godersi il sole allo stesso modo. Soprattutto per le donne, i giovani e le persone con la pelle chiara i raggi solari possono portare a reazioni cutanee. Nella maggior parte dei casi si tratta di allergia al sole, detta anche dermatite polimorfa solare. Dopo pochi giorni o ore dall’esposizione solare le zone della pelle interessate iniziano a prudere. A volte si ha anche un senso di bruciore. Rossori cutanei, bollicine o macchie rosse compaiono soprattutto su braccia e petto, raramente sul viso. Curarsi da sé Se dovesse accadere, nonostante tutte le precauzioni, i seguenti prodotti casalinghi possono essere d’aiuto.

– Spalmate del gel di aloe vera freddo* direttamente sulla pelle lesionata per ridurre il dolore e il prurito. Utilizzatelo fino a quando i sintomi iniziano a scomparire. La miglior cosa è prevenire Ombra, maniche lunghe o pantaloni lunghi nonché crema solare con alto fattore di protezione (da 30 a 50) sono la migliore difesa. Il sole non va evitato solo durante le ore di pranzo, ma soprattutto anche quando si utilizzano profumi o prodotti cosmetici profumati, come l’olio essenziale di bergamotto. I principi attivi, in combinazione con i raggi solari, per alcune persone danno una reazione fototossica. In alcuni casi di allergia solare aiuta la terapia della luce (fototerapia) prima della prima abbronzatura.

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– Il latte ha un effetto calmante sulla pelle. er esempio potete appoggiare sulla parte interessata un panno imbevuto di latte freddo. In seguito lavate con acqua fredda. – Mettete una garza fredda sulla parte interessata. Aiuta ad alleviare il prurito e la reazione allergica. – Anche uno strato di quar freddo dal frigo è un aiuto per la pelle irritata. – I cetrioli aiutano per diversi tipi di problemi cutanei. Spalmate una purea di cetrioli fredda sulla zona interessata. Riduce l’estensione della reazione e allevia il bruciore. – Imbevete una garza con del tè nero (senza aggiunta di aroma) e appoggiatela sulla parte interessata. * I prodotti devono essere freddi ma non ghiacciati. Vale per tutti i rimedi qui riportati.

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Dr. med. Paola Maltagliati-Holzner, specialista in dermatologia presso Medgate «I rimedi casalinghi possono aiutare ad alleviare un’allergia solare. Tuttavia, dato che oltre alla dermatite polimorfa solare esistono anche altre cause per reazioni cutanee in seguito all’esposizione solare, è importante farsi visitare dal medico di famiglia o da un dermatologo.»


UN OGGETTO, UNA STORIA

Chi è alla guida di questa macchina? Dimmi cos’hai nel bagagliaio e ti dirò chi sei. A quale collaboratrice Sanitas apparterranno questi oggetti? La soluzione alla pagina seguente.

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UN OGGETTO, UNA STORIA

Il passaggio al Servizio esterno non era programmato: Yvonne Etter è consulente specialistica presso Sanitas e fa la spola tra vari luoghi di lavoro, scuderie e altre strutture sportive. Testo Michael Suter Foto Karin Heer

«No alla noia!»

Il punto di forza della consulente specialistica Yvonne Etter è trovare soluzioni assicurative su misura, ma il suo punto debole sono i dolciumi, non riesce proprio a farne a ameno.

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«Yvonne puoi occuparti tu del colloquio?», echeggia dalla cornetta. Yvonne è perplessa. Le consulenze esterne sono normalmente compito del responsabile Agenzia, ma aveva appena dato le sue dimissioni e non c’era ancora nessun successore. «Perché no?», si dice l’allora venticinquenne dopo un breve momento di esitazione e acconsente. Yvonne sorride compiaciuta mentre racconta come 20 anni fa, presso il Servizio interno di EGK Cassa della salute, ha scoperto la sua passione per il Servizio esterno. Dopo l’impiego presso EGK e un breve periodo presso un’altra assicurazione malattia, nel 2016 ha iniziato a lavorare come consulente specialistica presso Sanitas. Ha una postazione fissa presso l’Agenzia generale elvetia a Frauenfeld e si occupa di tutte le questioni inerenti all’assicurazione malattia. Oltre ai clienti privati, assiste anche i grandi clienti e fa quindi la spola tra la Sede principale di Sanitas a Zurigo, l’Helvetia in Turgovia e varie sedi dei clienti. «Nessun giorno è uguale all’altro», racconta entusiasta la quarantasettenne. «Per chi adora gli orari irregolari e il contatto diretto con le persone questo lavoro è perfetto.» Se ci sono dei lati negativi? Ma certo. Ad esempio quando qualcuno non viene ammesso nell’assicurazione. Questi sono i colloqui pi difficili. poi si aggiunge la lotta quotidiana di Yvonne con la tecnica. «Io rompo sempre tutto. Quelli dell’helpdesk mi conoscono oramai. Ed ho già perso a dir poco 100 cose.» Ecco perché oltre all’agenda digitale tiene anche un’agenda cartacea. Per la sua work-life-balance nel suo tempo libero Yvonne si dedica ai suoi cavalli da competizione Darwin e Darling. Un amore che dura già da molti anni e richiede molto tempo. Ai concorsi di dressage, Yvonne ha già vinto molti premi. «Il dressage richiede un alto livello di perfezione e tanta autodisciplina, come il mio lavoro.» Oltre ai suoi stivali da cavallerizza, Yvonne indossa regolarmente anche le sue scarpe da corsa fosforescenti oppure si dedica al nuoto. «Ho bisogno di svolgere molte attività diverse e mi piace provare cose nuove.» Il suo prossimo obiettivo: fare surf alle Hawaii.

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SVILUPPARE IL DOMANI

G Quando il corpo si fonde con la tecnica e semplifica la vita di tutti i giorni delle persone con mobilità ridotta, allora ci hanno messo mano i ricercatori di sistemi sensomotori del Politecnico federale di Zurigo. La loro visione: protesi sensibili al tatto. Testo Clau Eisenring Foto Filipa Peixeiro

Quando il corpo si fonde con la tecnica Gli esoscheletri o le protesi che conferiscono capacità sovrumane esistono soltanto nei film , tiene subito a precisare obert iener, professore presso il Politecnico federale. Secondo l’esperto di robotica, il supereroe che attraversa per giorni il deserto senza stancarsi mai apparterrà ancora per molto al genere fantastico. Non da ultimo, perché dopo mezz’ora le batterie sarebbero esaurite. Gambe passive, braccia attive Le gambe artificiali, ad esempio, si muovono solo passivamente oscillando ad ogni movimento della persona che le porta. «Persino le RIVISTA SANITAS 2 / 2019

Esoscheletro Speranza per le persone affette da paralisi o malattie muscolari sanitas.com/ esoscheletro

protesi futuristiche nello sport agonistico si basano soltanto su una semplice e robusta tecnica composta da molle elastiche ultraleggere , sottolinea obert iener. Andando in salita o salendo le scale questo principio passivo costituisce tuttavia un handicap, perché in questi casi il ginocchio artificiale dovrebbe poter produrre forza. «Esistono già protesi attive per il ginocchio , spiega iener, ma costano intorno agli 0 000 franchi e la tecnica non è ancora abbastanza sviluppata. evono diventare ancora pi affidabili e pi semplici da gestire per poter evitare cadute e lesioni nella vita quotidiana. Le protesi per gli arti >

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SVILUPPARE IL DOMANI

Donazione PluSport Come Norbert Strittmatter ha ottenuto una nuova protesi grazie alle donazioni dei nostri clienti. sanitas.com/donazione

La giusta protesi passo per passo: nel laboratorio di Balgrist Tec a Zurigo si producono protesi di gambe vendute poi in tutta Europa.

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Protesi attive per il ginocchio, in grado di produrre forza, al momento costano intorno agli 80 000 franchi. Inoltre, la tecnica non è ancora abbastanza sviluppata.

Sapere cosa fa la protesi I comandi del cervello raggiungono pertanto già la protesi. In direzione contraria, la comunicazione dalla protesi al cervello risulta invece pi difficile. In altre parole, chi non vede la propria protesi non sa se la mano artificiale sta formando un pugno o è aperta. Una sfida per iener e il suo team In laboratorio sperimentiamo con protesi ed esoscheletri che segnalano il movimento sulla pelle o addirittura nel corpo. In questo modo si sente il movimento.

«Ci vorrà ancora molto tempo prima che un pianista con la protesi alla mano riuscirà a suonare Bach. Ma ci stiamo lavorando.»

caratteristiche morbide, grezze o fini di una superficie. Gli impulsi elettrici provenienti dalle punte delle dita artificiali devono cos stimolare i nervi nel modo giusto, altrimenti già accendere un fiammifero diventerebbe un compito titanico perché la forza delle dita non potrebbe essere dosata correttamente. obert iener non demorde Ci vorrà ancora molto tempo prima che un pianista con la protesi alla mano riuscirà a suonare Bach. a ci stiamo lavorando.

Foto: p.g.c.

superiori sono invece già oggi molto più hightech. a una parte perch con le braccia e le mani si eseguono movimenti più complessi per cui serve una propria forza motrice. all’altra però anche perch è meno grande il rischio di farsi male. Se la mano artificiale fa cadere un bicchiere di vetro, non è tanto pericoloso come una caduta per colpa di una protesi inaffidabile al ginocchio , illustra iener la differenza. sistono infatti già oggi protesi per le braccia dotate di molti motori in grado di muovere il polso e le dita singolarmente. Tramite il collegamento di elettrodi viene misurata la tensione dei muscoli nel moncone e tradotta in movimento della protesi.

obert iener Il professor Robert Riener (50) dirige il laboratorio per sistemi sensomotori presso il Politecnico federale di Zurigo nonché il gruppo di robotica di riabilitazione presso la clinica universitaria Balgrist. Con il suo team sviluppa tecnologie volte a semplificare la vita di persone con disabilità. Insieme al Politecnico federale di Zurigo, nel 2016 ha lanciato il Cybathlon (cybathlon.com) dove le persone con disabilità motoria possono misurarsi in varie discipline con l’aiuto di supporti tecnici all’avanguardia.

Sensazioni artificiali A proposito di sensazioni un altro campo di ricerca si dedica alle protesi delle dita ad alta tecnologia in grado di trasmettere ai nervi le RIVISTA SANITAS 2 / 2019

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SANI ED ELINA

Concorso

Chi finisce nella segatura? Sani ed lina osservano affascinati come due uomini robusti tentano di portare l’avversario con le spalle a terra. artecipate al nostro concorso e vincete con un pizzico di fortuna uno zaino dello shop della Festa federale di lotta svizzera e giochi alpestri

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Colorate l’immagine e inviateci uno scanning a redaktion@sanitas.com. re oppure o spedite l’immagine per posta p a: Sanitas, redazione rivista v per i clienti, Jägergasse 3, casella ca postale, 8021 Zurigo. Indicate d in ogni caso il vostro indirizzo ri e numero di telefono. Il termine te di spedizione è il 22 luglio lu 2019. I vvincitori saranno informati per iscritto. Non N si tiene corrispondenza in merito al co concorso. Sono esclusi le vie legali e il pagamento in contanti. pag


L’ASSICURABOLARIO

Dental

Periodo di carenza È chiamato periodo di carenza il tempo che le persone assicurate devono attendere dopo la stipulazione dell’assicurazione complementare fino al versamento di una prestazione. Viene applicato per questioni come la maternità o le cure dentarie, o quando deve essere assicurata una prestazione che sarà richiesta in un prossimo futuro. Ad esempio, se una persona assicurata desidera passare al reparto privato direttamente prima di una degenza ospedaliera pianificata. Il periodo di carenza serve a prevenire gli abusi. Con un’assicurazione le persone si proteggono da eventuali danni. Senza periodo di carenza chiunque potrebbe stipulare un’assicurazione dentaria anche se è già stato preso appuntamento dal dentista per una cura importante. Tali casi comporterebbero costi elevati. Il periodo di carenza serve quindi a proteggere l’assicurato e l’assicurazione.

Partecipazione ai costi Le persone assicurate partecipano ai costi delle loro cure. Questo è ciò che la legge prescrive in Svizzera. La cosiddetta partecipazione ai costi è costituita da varie componenti: un importo fisso annuo selezionabile (franchigia), l’aliquota percentuale prevista dalla legge e, in caso di degenza ospedaliera, il contributo alle spese ospedaliere. La partecipazione ai costi vale per ogni anno civile. Le prestazioni dell’assicurazione base sono a carico dell’assicurato stesso fino al raggiungimento della franchigia prescelta (300, 500, 1000, 1500, 2000, 2500 franchi). In seguito, l’assicurato paga solo il 10% delle spese di cura, al massimo 700 franchi. L’assicurazione si occuperà del resto. In caso di maternità, non è prevista alcuna partecipazione ai costi. Lo stesso vale per gli infortuni se la persona assicurata è assicurata tramite il datore di lavoro (LAINF).

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L’assicurazione per cure dentarie per un sorriso spensierato Le cure dentarie possono rivelarsi costose. Perché l’assicurazione base copre solo poche cure a causa di malattia. Con l’assicurazione complementare Dental siete liberi da qualsiasi pensiero. Copre l’80% di tutti i costi, come i trattamenti ortodontici e chirurgici e le misure di prevenzione. Per Dental vale un periodo di carenza di 6 mesi. Ulteriori informazioni su sanitas.com/denti

Premi Premio è il nome che viene dato alla somma che una persona assicurata paga per avere la protezione assicurativa. Già in estate le casse malati devono chiedere l’approvazione dei premi dell’assicurazione base per l’anno successivo all’Ufficio federale di sanità pubblica. A tal fine devono effettuare una valutazione dell’esercizio finanziario futuro e formulare ipotesi, ad esempio sul numero di persone assicurate e sui costi sanitari previsti. Al termine di questo complesso processo, saranno annunciati i premi per l’anno successivo. Le casse malati offrono diversi modelli di assicurazione con cui gli assicurati possono risparmiare sui premi.

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