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UNITÀ 2 • Il tardoantico Capitolo 4 L’impero al tempo di Diocleziano

4.3 La tetrarchia e le riforme di Diocleziano

LESSICO

Augusto, cesare

L’appellativo di augusto fu utilizzato per primo da Ottaviano, che lo assunse nel 27 a.C. Il titolo di cesare, con cui venivano chiamati tutti gli imperatori romani, deriva proprio da Giulio Cesare, che può essere considerato il primo “signore di Roma”. In questo periodo i due termini designano rispettivamente i due imperatori (augusti) e i loro colleghi e successori (cesari). Limitanei Con il termine ci si riferisce ai soldati stanziati alle frontiere dell’impero con il compito preciso di difenderle dai barbari.

DIOCLEZIANO E LA DIVISIONE DELL’IMPERO

Diocleziano (284-305) associò a sé il comando supremo altri imperatori per controllare il territorio dell’impero e per evitare il caos alla morte dell’imperatore per la successione. Nel 286 divise l’impero, tenendo per sé l’Oriente e affidando a Massimiano l’Occidente. Creò così una diarchia (“governo di due”). Nel 293 decise che ciascuno dei due augusti, per non lasciare mai vacante la sede imperiale, dovesse scegliere un “vice” come successore designato, col titolo di cesare, col quale spartire le proprie province. Istituì quindi una tetrarchia (“governo di quattro”), riportando il criterio di successione basato sulla scelta del migliore.

LE RIFORME DI DIOCLEZIANO

Diocleziano adottò altre importanti riforme in numerosi campi. Ö Riforma amministrativa L’impero, pur rimanendo un’unica istituzione, fu diviso in 4 prefetture (Gallie, Italia, Illirico, Oriente), ciascuna affidata a un tetrarca. Le prefetture erano suddivise in 12 diocesi, affidate a un comandante per la difesa militare e a un vicario per l’amministrazione civile. Le diocesi erano a loro volta ripartite in province, più piccole e raddoppiate di numero. Furono scelte 4 capitali delle prefetture, Treviri, Milano, Sirmio e Nicomedia, in località strategiche per il controllo delle frontiere. Così si accentuò il declino di Roma come capitale, e l’Italia perse la sua posizione di privilegio. Ö Rafforzamento del potere dell’imperatore Diocleziano giunse alla piena sacralizzazione della figura dell’imperatore: non princeps, “il primo tra pari grado”, ma dominus, signore dell’impero. L’imperatore divenne un monarca assoluto: le sue decisioni non necessitavano più dell’approvazione di nessun organo istituzionale, e i senatori persero quindi ogni prerogativa. Ö Riforma militare Diocleziano rafforzò il confine (limes) con fortificazioni più numerose e solide, le quali necessitavano di un numero minore di soldati fissi, i limitanei. Raddoppiò invece il numero dei soldati, e istituì i comitati, grandi eserciti mobili che venivano spostati in supporto agli eserciti fissi di frontiera. In questo modo Diocleziano ebbe un maggior controllo delle truppe, mentre eliminò il rischio che i comandanti gestissero o rovesciassero il potere dell’imperatore. Ö Riforma economica Diocleziano individuò nuove entrate fisse per lo Stato. Adottò un nuovo sistema fiscale basato sulla reale capacità lavorativa di ciascuna famiglia, facendo pagare di più a chi possedeva di più. Cercò poi di contenere l’inflazione e l’innalzamento dei prezzi stabilendo che l’annona militare, per il sostentamento dell’esercito, fosse pagata solo in natura. Inoltre nel 301 emanò l’editto sui prezzi, cercando di calmierare i prezzi, cioè stabilire un prezzo massimo per ogni prodotto. Ö Riforma sociale Per evitare che i contadini si impoverissero e si trasferissero in città, Diocleziano

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