Cover for Capitolo 10 Gli arabi e l’ascesa dell’islam

2 minute read

Capitolo 10 Gli arabi e l’ascesa dell’islam

10 GLI ARABI E L’ASCESA DELL’ISLAM

10.1 L’Arabia preislamica

LESSICO

Beduini Dall’arabo “abitanti del deserto”, erano le popolazioni arabe nomadi che vivevano allevando animali capaci di resistere alla scarsa disponibilità di acqua, come cammelli arabi (dromedari), montoni e capre. Semitico Relativo a un gruppo di lingue, quali babilonese, assiro, ebraico, aramaico, arabo e altre, parlate da popolazioni antiche e moderne dell’Asia sud-occidentale e dell’Africa settentrionale.

Animismo Insieme di culti fondati sull’attribuzione di poteri soprannaturali a cose, fenomeni naturali e luoghi.

LA PENISOLA ARABICA TRA POPOLAZIONI NOMADI E PISTE CAROVANIERE

La penisola arabica è delimitata dal golfo Persico, dall’oceano Indiano e dal mar Rosso, ed è in prevalenza desertica e arida. Agli inizi del Settimo secolo l’agricoltura era limitata alle oasi e alla parte meridionale della Penisola. Vi erano poche città ed erano prevalentemente abitate dai beduini. Le città sorgevano lungo le piste carovaniere, cioè le rotte commerciali lungo le quali carovane di mercanti si spostavano dalla Cina e dall’India verso il Mediterraneo, o sulle coste lungo le rotte marittime. Nelle rotte commerciali erano trasportate merci esotiche e di lusso come spezie, profumi, pietre preziose e seta. Nelle città infatti il potere e la ricchezza erano concentrati nelle mani dei mercanti.

LA SOCIETÀ ARABA E I SUOI TRATTI COMUNI

Politicamente la penisola arabica era molto frammentata, cioè era priva di uno Stato organizzato e centralizzato che unisse l’intero territorio. La struttura sociale degli arabi, sia nomadi sia sedentari, era organizzata in tribù e clan legati fra di loro da vincoli familiari. Nonostante ciò, vi erano molti tratti comuni nelle diverse popolazioni della Penisola: Ö le tribù di arabi meridionali e le tribù di arabi settentrionali si ritenevano discendenti da due distinti antenati comuni, cioè Qahtan e ‘Adnan; Ö la lingua comune, semitica, consentiva agli arabi di comunicare facilmente tra loro, al di sopra dei molti dialetti tribali; Ö le tribù avevano credenze politeiste animiste abbastanza simili tra loro e adoravano per lo più divinità astrali e oggetti sacri come pietre o piante; Ö i beduini e i mercanti erano complementari, cioè avevano bisogno gli uni degli altri per sopravvivere dal momento che i beduini nomadi controllavano le vie carovaniere che i mercanti dovevano percorrere nei loro commerci.

IL SANTUARIO PIÙ IMPORTANTE: LA MECCA

Il principale luogo di culto di tutta l’Arabia era la città della Mecca, dove ogni anno convergevano folle di pellegrini per adorare la cosiddetta Pietra nera, un frammento di meteorite all’interno di una costruzione cubica, la Ka’ba.

La Mecca era anche un importante centro commerciale, dove durante le feste religiose si organizzavano le fiere, grandi mercati che attiravano popolazioni da tutta la penisola arabica. In questo luogo sacro le tribù arabe potevano incontrarsi, parlare la stessa lingua e condividere i riti, e quindi consolidare la loro identità etnica comune. Alla Mecca giungevano anche mercanti ebrei e cristiani, la cui presenza favoriva la circolazione di religioni e culture diverse.

Fu così che a partire dal Settimo secolo l’Arabia si trasformò da realtà frammentata, dal punto di vista sia politico sia religioso, in potente Stato unito nel segno dell’islam, la religione monoteista nata proprio alla Mecca.

This article is from: