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I Severi e la crisi del Terzo secolo

3.2 Gli anni dell’anarchia militare

LA CRISI DELLO STATO

Alla fine della dinastia dei Severi iniziò per l’impero una fase burrascosa, durata circa un cinquantennio (238-284), definita anarchia militare, in cui vi fu una grave crisi istituzionale per: Ö la mancanza di un potere centrale forte che fece crollare la dignità imperiale; Ö la continua lotta tra legioni e comandanti militari per controllare il potere; Ö la crisi economica dovuta allo spopolamento delle campagne e all’impoverimento della popolazione, che rendeva sempre più difficile governare il territorio imperiale. In questo periodo gli imperatori si succedettero a ritmo frenetico, e molti di essi venivano nominati e presto deposti, rimanendo in carica solo pochi anni. Alcuni imperatori erano di origini modeste e addirittura barbare, come Massimino il Trace (235-238) il quale non si recò mai a Roma, scatenando l’insofferenza del senato.

Un generale di stirpe germanica, Postumo, forte dell’appoggio dell’esercito giunse addirittura a costituire, dal 259 al 268, un impero autonomo nelle Gallie, esteso anche alla penisola Iberica, alla Britannia e a gran parte della Germania.

In questo periodo l’unità dell’impero iniziò a dare segni di cedimento. Infatti si accentuarono le distanze da un lato tra l’Occidente e Roma, dove il senato era di fatto esautorato, dall’altro tra l’Oriente e le province orientali. Questa separazione fra Occidente e Oriente fu sancita dall’imperatore Valeriano (253260) il quale divise l’impero (253) riservando per sé l’Oriente e dando l’Occidente al figlio Gallieno (253-268).

UN’EMERGENZA MILITARE CONTINUA

In quest’epoca di grande instabilità tenere sotto controllo la pressione delle popolazioni barbare, che erano stanziate lungo le frontiere dell’impero, divenne un problema molto serio. In particolare: Ö i goti riuscirono a varcare il limes tramite numerose incursioni, anche se furono fermati dall’imperatore Decio (249-251), che morì in battaglia, e da Claudio il

Gotico (268-270) dopo il pagamento di una somma in denaro; Ö gli alamanni penetrarono fino nella penisola italica; Ö i sasanidi conseguirono numerose vittorie contro i romani; Ö la regina Zenobia del regno di Palmira rivendicò l’indipendenza da Roma e si alleò con i sasanidi contro l’impero romano. A causa delle lotte interne e della pressione dei nemici esterni alle frontiere, vi era una situazione di continua emergenza militare. L’impero fu perciò costretto ad attuare alcune riforme, quali: Ö accrescere l’esercito con reclutamenti forzati di contadini e di mercenari di origine barbara; Ö impedire ai senatori di ricoprire posizioni di comando nell’esercito per evitare che accedessero al comando dell’impero tramite sommosse militari. Questo ultimo provvedimento portò alla separazione delle cariche civili da quelle militari e favorì le carriere dei militari di professione, sempre più spesso reclutati fra i barbari.

LESSICO

Anarchia Dal greco an, “senza”, e archè, “governo, comando”, indica una condizione di assenza di governo, oppure mancanza di leggi. Crisi Con questa parola si intende un periodo, più o meno lungo, caratterizzato da difficoltà e da profonde trasformazioni.

Barbaro Nel mondo greco il barbaro era semplicemente colui che parlava una lingua diversa dal greco e che quindi risultava incomprensibile ai greci. Per i romani i barbari erano tutte quelle popolazioni, germaniche e non, che vivevano oltre il confine (limes) dell’impero romano, e con tradizioni, lingue e culti differenti.

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