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TRENTINI

MONDO

nel

MENSILE DELL’ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO onlus ADERENTE ALLA F.U.S.I.E

3/2014

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Trento - Taxe Percue

anno 57°

Il Circolo trentino di Santa Teresa (Espirito Santo - Brasile) è un protagonista della vita sociale e culturale della città.


CIRCOLI, DELEGAZIONI E FEDERAZIONI/COORDINAMENTI DI CIRCOLI dell’Associazione Trentini nel Mondo - onlus

Coordinamenti Argentina, Brasile e Germania

Federazioni Australia, Benelux, Brasile, ITTONA (Canada e Stati Uniti), Svizzera Argentina - 55 circoli - 1 delegazione Alta Gracia, Avellaneda, Azul, Bahia Blanca, Bariloche, Buenos Aires, Catamarca, Chajarì, Chilecito, Colonia Tirolesa, Concepción del Uruguay, Concordia, Cordoba, Cordoba Sud, Corrientes, Corzuela, Cruz del Eje, Formosa, General Roca, General San Martín, La Carlotta, La Plata, La Toma, Lanteri, Las Breñas, Machagai Plaza, Makallè, Malabrigo, Mar del Plata, Mendoza, Olavarria, Pampa del Infierno, Presidente Roque Sáenz Peña, Puerto Tirol, Quitilipi, Reconquista, Resistencia, Río Cuarto, Romang, Rosario, Salta, Sampacho, San José (Depto. Colon), San Nicolas de los Arroyos, Santa Fé, Santa Rosa de la Pampa, Tandil, Tucuman, Venado Tuerto, Viedma, Villa Carlos Paz, Villa General Belgrano, Villa Ocampo, Villa Regina, Zárate - Comodoro Rivadavia Australia - 8 circoli - 2 delegazioni Adelaide, Canberra, Mackay, Melbourne, Myrtleford, Perth, Sydney, Wollongong - Tasmania, Townsville Belgio - 4 circoli - 1 delegazione Bruxelles, Charleroi, La Louviére, Liegi – Limburgo Bolivia La Paz

- 1 circolo

Bosnia - 3 circoli Sarajevo, Stivor, Tuzla Brasile -

Canada - 5 circoli Alberta, Montreal, Toronto, Vancouver, Windsor & Detroit Cile - 3 circoli Copiapò, La Serena, Santiago Colombia Bogotá

- 1 circolo

Danimarca Copenaghen

- 1 circolo

Messico - 13 circoli - 1 delegazione Aguas Calientes, Citlatepetl, Città del Messico, Colonia Manuel Gonzalez, Colonia Manuel Diez Gutierrez, Cordoba, Huatusco, Monterrey, Puebla, San Luis de Potosí, Tijuana, Veracruz, Xalapa - Cuernavaca Paraguay - 10 circoli Asunción, Atyrà, Caacupé, Caaguazù, Concepción, Fernando de la Mora, Lambaré, Luque, Paso Barreto, San Pedro Ycuamandiyù

Ex emigrati - 3 circoli Australia, Stivor (BIH), Svizzera

Peru Lima

Francia - 3 circoli Grenoble, Lorena, Parigi

Portogallo Portogallo

Germania - 7 circoli - 1 delegazione Colonia, Dortmund, Friedrichshafen, Monaco, Norimberga, Reno Neckar, Stoccarda – Berlino

Romania Romania

Gran Bretagna - 1 circolo - 1 delegazione Londra - Manchester Italia - 13 circoli Biella; Borgosesia; Brescia; Bresciani amici del Trentino; Como; Famiglia Trentina di Roma; Friuli; Milano; Pontino; Predazzani nel Mondo; Roma; Società Americana di Storo; Trieste Lussemburgo Lussemburgo

- 1 circolo

57 circoli

Ascurra, Belo Horizonte, Bento Gonçalves, Blumenau, Brusque, Caxias do Sul, Colatina, Coronel Pilar, Corupà, Curitiba, Divino di Laranjeiras, Encantado, Erexim, Florianopolis, Garibaldi, Gasparin, Gramado, Guaramirim, Indaial, Jahú, Jaraguà do Sul, Joinville, Jundiaì, Laurentino, Luzerna, Nereu Ramos, Nova Brescia, Nova Trento, Ouro Fino, Passo Fundo, Pedrinhas Paulista, Piracicaba, Porto Alegre, Presidente Getulio, Rio de Janeiro, Rio do Oeste, Rio do Sul, Rio dos Cedros, Rodeio, Salete, Salvador, São Paulo, Sananduva, Santa María, Santa Olímpia, Santa Teresa, Santa Tereza do Rio Taquarì, São Bento do Sul, São João Batista, São Sepe, São Valentim do Sul, Taiò, Tapejara, Trentin, Três de Maio, Tucunduva, Venda Nova do Emigrante, Veranòpolis, Vitoria, Xanxerè

L’elenco è consultabile (completo con indirizzi e nomi dei presidenti) sul nostro sito internet: www.trentininelmondo.it

- 1 circolo

Serbia Indija

- 1 circolo

- 1 circolo

- 1 circolo

Stati Uniti - 21 circoli Alliance, Chicago, Cleveland, Denver, Hazleton, Milwaukee, Minnesota, New England, New York, Norway, Ogden, Pittsburgh, Readsboro, San Francisco, Solvay, South Alabama, South East Pennsylvania, Southern California, Washington, Wyoming Sud Africa - 2 delegazioni Pretoria, Cape Town Svizzera - 8 circoli Amriswil, Basilea, Sciaffusa, Ticino, Winterthur, Zofingen, Zug, Zurigo Uruguay - 5 circoli Carmelo, Cerro Largo, Colonia del Sacramento, Montevideo, Rivera (S. Ana do Livramento - BR) Venezuela Caracas

- 1 circolo


EDITORIALE

Pagine 2-3 AGENDA Pagine 4-6 ATTUALITÀ Pagine 7-11 GENTE E FATTI Pagine 12-13 UN «QUADERNO» SULLA GRANDE GUERRA PER GLI EMIGRATI TRENTINI Pagine 14-18 CIRCOLI (Tasmania, Canberra, Zofingen, ex Emigrati in Svizzera, Santa Teresa, Caxias do Sul, Rodeio, Ouro Fino)

Pagina 19 DALLE VALLI Pagina 20 PRODOTTI: OLIO D’OLIVA TRENTINO Pagine 28-29 CROMATISMO: AMBIENTE E PAESAGGI DEL TRENTINO Pagina 24 ABBONAMENTI

ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO O.n.l.u.s. Presidente Alberto Tafner

Direttore Anna Lanfranchi

TRENTINI NEL MONDO Mensile dell’Associazione Trentini nel Mondo aderente alla F.U.S.I.E Direzione, amministrazione e redazione

Via Malfatti, 21 - 38122 TRENTO Tel. 0461/234379 - Fax 0461/230840 sito: www.trentininelmondo.it e-mail:info@trentininelmondo.it Direttore responsabile Maurizio Tomasi Comitato editoriale G. Bacca, M. Bazzocco, A. Bazzanella, F. Casagrande, B. Cesconi, C. Ciola, M. Dallapè, P. Dalla Valle, A. Degaudenz, C. Donei, P. Duranti, E. Formilan, B. Fronza, L. Imperadori, A. Lanfranchi, E. Lorenzini, G. Michelon, G. Molon, A. Piccolotto, L. Pontalti, F. Pisoni, S. Regazzola, G. Sbetti, A. Tafner, M. Viola Hanno collaborato: R. Barchiesi - S. Corradini - G. Degasperi F. Bocchetti - M. Gadotti Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 62 - 6 febbraio 1958 STAMPA: Grafiche Dalpiaz srl Ravina di Trento (TN) Quote di adesione: Italia: Euro 20,00; Europa; Euro 20,00 Sud America: Euro 20,00; Nord America e Australia: Euro 25,00 Socio - Euro 55,00 Conto corrente postale n. 12509386 N. 3 MARZO 2014 Stampato il 2 aprile 2014

In copertina: la «Festa dell’immigrante italiano» a Santa Teresa (ES - Brasile).

UNA RIFLESSIONE ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI DI MAGGIO PER IL RINNOVO DEL PARLAMENTO

Quest’Europa ancora incompiuta ha dato molto ai suoi cittadini 500 milioni di cittadini di 28 Stati nazionali sono chiamati a rinnovare il loro Parlamento unitario ed a legittimare l’autorità di chi a loro nome guiderà le sorti dell’Unione Europea nei prossimi cinque anni. Tra il 22 e il 25 maggio prossimo (in Italia sarà domenica 25) i cittadini emetteranno con il loro voto un giudizio su ciò che l’Unione Europea ha saputo realizzare •nora e con•deranno ai loro rappresentanti progetti e speranze per il futuro. Voterà chi nell’Europa ha sempre creduto e per essa ha sognato e lavorato •n dalla sua nascita, chi è sempre stato tiepido e chi incomincia ora con grandi aspettative a farne parte. Gli italiani e, ancor più, gli italiani emigrati •gurano fra i primi di questa classificazione perché da sempre europeisti convinti e membri fondatori dell’Unione. Ora però, anche se per decenni hanno guidato il processo di crescita e trasmesso entusiasmo, molti italiani sembrano aver perso slancio e •ducia. Da convinti assertori della costruzione europea molti si sono convertiti in euroscettici. Da operatori che ricercavano all’interno delle strutture europee la soluzione dei problemi ed il superamento delle dif•coltà che le trasformazioni necessariamente innescavano, sono passati nel numero di chi ora propone l’abbandono dell’impresa. Si è fatta strada ed ha anche preso piede, la convinzione che la soluzione alle nostre dif•coltà si trovi più facilmente fuori dell’Unione che al suo interno. Molti credono che la soluzione dei problemi che ci af•iggono non possa venir dall’Unione perché anch’essa è stata la causa degli stessi. E fra i responsabili della crisi nei nostri Paesi molti pongono al primo posto l’adozione dell’Euro e la politica monetaria e ne propongono l’abolizione. Indicano come rimedio l’uscita dalla zona euro e il ritorno alle vecchie monete nazionali. Il clima in cui si svolge la competizione elettorale è molto pesante. È diffusa la sensazione di muoversi al buio. La crisi

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SOMMARIO

L’Europa ha preservato i Paesi aderenti da derive nazionaliste e da populismi perniciosi, ha imposto politiche sociali comuni anche se in nome della non distorsione della concorrenza. Ha costretto i partner al confronto ed alla collaborazione, ha creato spazi di libera circolazione delle persone, dei beni, dei capitali e dei servizi, ha offerto strumenti per non subire in toto i riflessi negativi della globalizzazione, ha cambiato i cittadini che si possono sentire a casa loro in ognuno dei 28 stati che la compongono. Ha rappresentato e rappresenta una difesa per i più deboli e un baluardo contro i sempre incombenti pericoli di guerra al suo interno e fuori dei suoi confini economica e sociale, che più o meno ha colpito tutti, ha generato esasperazioni e disorientamenti. Sono scomparse o ridimensionate le forze politiche tradizionali che rappresentava punti di riferimento per elaborazione culturale e raccolta di consensi. I vecchi equilibri economici e sociali sono venuti meno ed i nuovi non sono ancora sorti o non si sono imposti. L’Europa sognata dai fondatori è rimasta incompiuta e quella realizzata palesa molti squilibri e non è entrata come doveva nel cuore della gente. Forse anche perché non ha saputo raccontarsi. Risulta dif•cile districarsi fra la congerie di informazioni che ci sommergono ogni giorno da migliaia di fonti di cui non riusciamo ad accertare l’origine e la fondatezza. Per tentare di uscire

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da questo tunnel è necessario ricuperare un po’ di lucidità, un po’ di capacità critica e un po’ di coraggio. L’Europa ci ha dato molto di più di quanto non si pensi. Ha preservato i Paesi aderenti da derive nazionaliste e da populismi perniciosi, ha imposto politiche sociali comuni anche se in nome della non distorsione della concorrenza. Ha costretto i partner al confronto ed alla collaborazione, ha creato spazi di libera circolazione delle persone, dei beni, dei capitali e dei servizi, ha offerto strumenti per non subire in toto i ri•essi negativi della globalizzazione, ha cambiato i cittadini che si possono sentire a casa loro in ognuno dei 28 stati che la compongono. Anche se non ha q CONTINUA A PAG. 2 3 - 2014


AGENDA I FUNERALI DEL MISSIONARIO SCALABRINIANO SI SONO SVOLTI A BASILEA IL 25 MARZO IN UNA CHIESA GREMITA DI ITALIANI

La Trentini nel mondo partecipa al cordoglio per la scomparsa di padre Graziano Tassello «Ricordiamo con ammirazione la sua dedizione per lo studio dell’emigrazione, la sua capacità di analisi del fenomeno, la sua generosità nel mettere a disposizione le sue competenze ed esprimiamo ancora una volta gratitudine per le ri!essioni che padre Tassello più volte aveva offerto alla nostra attenzione, in occasione degli incontri promossi dalla nostra associazione in Svizzera»: con queste parole - in un messaggio inviato alla congregazione degli Scalabriniani - la Trentini nel mondo ha espresso il suo cordoglio per la prematura scomparsa di padre Giovanni Graziano Tassello, avvenuta il 24 marzo scorso. «La notizia - prosegue il messaggio dell’Associazione - ci ha colto di sorpresa e sgomentato. Ci legava un profondo affetto e una sincera reciproca stima, un grande rispetto per l’emigrazione e per i suoi protagonisti e una totale condivisione dei valori ai quali ispirare la vita di ogni giorno nel rapporto con i migranti». Padre Tassello era stato un fraterno amico di Rino Zandonai. In un articolo pubblicato sul Corriere degli italiani a pochi giorni dalla tragica scomparsa di Zandonai sul volo Rio de Janeiro - Parigi precipitato nell’Oceano Atlantico, nel ricordarlo padre Tassello lo de"niva così: «L’e-

L’Associazione ricorda «con ammirazione la sua dedizione per lo studio dell’emigrazione, la sua capacità di analisi del fenomeno, la sua generosità nel mettere a disposizione le sue competenze» Padre Graziano Tassello, missionario scalabriniano e profondo studioso e amico delle comunità italiane emigrate, dal 1998 al 2014 ha diretto il Centro studi e ricerche per l’emigrazione (CSERPE) di Basilea ed ha svolto il suo ministero sacerdotale presso la Missione Cattolica di Lingua Italiana di Allschwil-Leimental.Aveva compiuto la sua formazione teologica a New York dal 1962 al 1966 ed era stato ordinato sacerdote il 12 giugno 1966. Ha svolto attività missionaria tra gli emigrati in Australia a Sydney e Adelaide dal 1966 al 1971 e, dopo avere assolto vari corsi di studio, ha iniziato a lavorare come ricercatore presso il Centro Studi Emigrazione di Roma, assumendone la direzione nel 1986. Ha diretto la rivista “Dossier Europa Emigrazione” dal 1986 al 1995 e la rivista “Studi Emigrazione” dal 1995 al 1998. Dal

1989 al 1998 è stato Consigliere nella Direzione Generale della Congregazione dei Missionari Scalabriniani e dal 2005 al 2008 Consigliere nella Direzione della Regione Europa e Africa. Dal 1991 •no a oggi ha fatto parte del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, di cui era presidente della Commissione Scuola e Cultura. Ha scritto numerosi libri e saggi sul fenomeno delle migrazioni e sulla pastorale migratoria.

migrazione perde un leader. Rino Zandonai credeva veramente nell’emigrazione, credeva nei

fatti, credeva nella solidarietà. Detestava la retorica e le parole inconcludenti. Motore trainan-

te di molteplici iniziative nel campo della solidarietà fraterna, era l’uomo delle azioni positive, degli impegni da condividere, dei sogni da realizzare, soprattutto con i giovani». Franco Narducci, presidente dell’Unaie, ha partecipato ai funerali, che si sono svolti il 25 marzo a Basilea (Svizzera). Al termine della cerimonia, celebrata dal Vescovo in una chiesa gremita di connazionali, Narducci ha preso la parola e ha ricordato la passione di padre Tassello in campo migratorio, le sue analisi sui bisogni emergenti delle comunità italiane all’estero e in particolare dei nuovi emigrati che lasciano l’Italia. Padre Tassello è stato poi definito «una persona che per tantissimi è stata un punto di riferimento fondamentale nella complessa e spesso dif"cile lotta per preservare quei valori italiani e quella identità culturale che elevano una comunità a popolo e le trasmettono quel giusto orgoglio di appartenere ad una nazione». «Tutti noi - ha concluso Narducci - ereditiamo l’esempio che ci deve vedere impegnati a portare avanti nel quotidiano la dedizione al mondo delle migrazioni, una passione permeata di intelligenza per la tutela dei diritti non solo degli italiani all’estero ma di tutti i migranti».

Quest’Europa ancora incompiuta ha dato molto ai suoi cittadini saputo contenere del tutto gli interessi e gli egoismi degli stati nazionali ha rappresentato e rappresenta una difesa per i più deboli e un baluardo contro i sempre incombenti pericoli di guerra al suo interno e fuori dei suoi con•ni. Ha operato ed opera per correggere i limiti ed i difetti del sistema Euro e delle strutture che lo governano. È ancora il momento di investire sull’Europa anche per modi•carne la caratterizzazione mercantilista e correggere con la legittimazione che deriva dal voto popolare l’impostazione dirigista e il predominio che alcuni Paesi esercitano sugli altri. Gli astensionismi annunciati rendono più dif•cile correggere le politiche di rigore dei bilancio e perseguire un reale riequilibrio

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economico e sociale; aumentano il de•cit di legittimazione democratica, fanno crescere il peso delle burocrazie comunitarie e indeboliscono il ruolo e il peso dell’Europa sulla scacchiera mondiale. Normalmente gli

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euroscettici e coloro che fanno professione di disimpegno portano nel loro bagaglio venature di nazionalismo e sono mossi da egoismi di parte e da scarso spirito di accoglienza nei confronti degli stranieri. La nostra storia ci impone strade diverse convinti anche che una lettura corretta della situazione geopolitica e delle dinamiche in essere a livello mondiale ed europeo impongono a chi ricopre responsabilità pubbliche di individuare e di indicare nella costruzione dell’Europa il nostro futuro. È ancora il momento di lavorare per un’Europa dei cittadini e dei popoli senza negare le nazioni e le identità etniche. È necessario però puntare sui partiti e sui candidati che si ispirano a questa visione. Ferruccio Pisoni Past president della Trentini nel mondo ed ex parlamentare europeo


AGENDA DAL 26 FEBBRAIO AL 10 MARZO L’ASSOCIAZIONE HA COORDINATO E CONDOTTO UNA FITTA SERIE DI INIZIATIVE IN BRASILE

La Trentini nel mondo «soggetto facilitatore» per promuovere contatti sociali ed economici È stato veramente un tour de force o, per dirla alla brasiliana, un «roteiro cansativo», quello compiuto tra il 26 febbraio e il 10 marzo in Brasile per la Trentini nel Mondo da Cesare Ciola, membro di giunta dell’Associazione. Tremila chilometri di spostamenti terrestri, partendo dalla comunità di Vanini, nel Rio Grande do Sul, dove c’è stato l’incontro con il sindaco Alceu Castelli e la sua giunta, per passare poi in Santa Catarina, a Zortea con il Prefeito Paulo Francescki e a São Miguel do Oeste, ai con•ni con l’Argentina, dove - assieme alla Coordinatrice di Santa Catarina Simone Sehnem - è stato fondato un nuovo Circolo Trentino, pre-

L’incontro con la deputata Renata Bueno (quarta da destra), eletta nella Circoscrizione Estero. In alto a destra la riunione a Florianopolis e, a sinistra, l’incontro con alcuni Circoli del Rio Grande do Sul, insieme al Coro Soldanella di Brentonico, che in quei giorni era impegnato in una trasferta.

sieduto da Darcì Zanotelli. Particolarmente intensa la prima settimana di marzo, assieme ad una delegazione di imprenditori trentini coordinati da Mauro Dallapè (anch’egli consigliere

della Trentini nel mondo) e dall’Associazione Artigiani: Bento Gonçalves, Garibaldi, Farroupilha, Gramado e Caxias do Sul sono state le tappe che hanno consentito alla delegazione

I LAVORI SI SVOLGERANNO PRESSO LA SEDE DI VIA MALFATTI

Tre «trentinimessicani» protagonisti al «Trento Film Festival» «Messico e Trentino, terre comunicanti» è il titolo dell’incontro in programma sabato 26 aprile alle ore 11.00, presso la sala conferenze della Fondazione Caritro, in via Garibaldi a Trento. L’iniziativa, promossa in collaborazione con la Trentini nel mondo, è inserita nel programma del «Trento Film Festival», giunto alla sua 62a edizione e che quest’anno punta la sua attenzione sulla produzione cinematogra•ca messicana. Protagonisti dell’incontro saranno Jorge Lazzeri, Claudia Zilli e Sergio Pederzini, tutti

di conoscere l’economia della Serra Gaucha, dove sono stati seguiti da Cesar Prezzi, Edmar Mattuella, Eduardo Slomp, Diolinda Valentini e Elisete Bertollo. È seguito il trasferimento a Florianopolis (Santa Catarina) da Laercio Moser che aveva preparato molti contatti, poi a Rio do Sul con Iracema Moser e quindi Curitiba (Paranà), assieme a Ivanor Minatti. Nel prossimo numero del giornale dedicheremo lo spazio che la cronaca di questo viaggio richiede, trattandosi anche di un’iniziativa che ha visto ancora una volta la Trentini nel Mondo svolgere il ruolo di soggetto facilitatore di tanti contatti anche nel campo dell’economia e del sociale.

L’assemblea dell’Associazione convocata per lunedì 28 aprile

discendenti di trentini emigrati in Messico sul •nire dell’Ottocento. Nati oltre oceano, ora vivono, lavorano e studiano a Trento. Dialogando con il pubblico, racconteranno la loro esperienza e il loro rapporto con il Messico e con il Trentino. L’incontro sarà aperto dall’introduzione di Renzo Tommasi, studioso dell’emigrazione trentina in Messico. Moderatore sarà Maurizio Tomasi, direttore del periodico “Trentini nel mondo”. È stata confermata anche la partecipazione di Marisela Morales, Console generale del Messico.

L’assemblea annuale ordinaria dell’Associazione Trentini nel mondo onlus, è stata convocata dal presidente Alberto Tafner per lunedì 28 aprile 2014, presso la sede dell’Associazione in via Malfatti 21 a Trento, con inizio alle ore 17.30. Questi sono i punti all’ordine del giorno: lettura ed approvazione del verbale seduta precedente; relazione del Presidente; presentazione del bilancio consuntivo 2013 (con relazione al bilancio, relazione dei Revisori dei Conti e approvazione); varie ed eventuali (nella foto, un momento dell’assemblea 2013).

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ATTUALITÀ TRIESTE HA OSPITATO L’ASSEMBLEA DELL’UNAIE, UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI DI IMMIGRAZIONE ED EMIGRAZIONE

Narducci: «Per far ripartire l’Italia in crisi sarà decisiva la nostra memoria storica» L’Associazione dei Giuliani nel Mondo e l’UNAIE, la più grande organizzazione degli italiani all’estero, hanno vissuto due intense giornate di lavoro e di celebrazioni il 14 e 15 marzo, ospiti di una Trieste calda e accogliente che, una volta di più, si è rivelata degno capoluogo della Regione Friuli Venezia Giulia. Nella città giuliana tutte le associazioni aderenti all’UNAIE, grazie all’impeccabile regia di Fabio Ziberna, si sono volute stringere intorno alla loro consorella per la ricorrenza del 60° anniversario della prima partenza dal porto triestino della nave Castel Verde, che salpò il 15 marzo 1954, con a bordo 650 emigrati giuliani diretti in Australia. La partenza da Trieste – una delle capitali morali dell’esodo italiano – fu la prima di una lunga serie d’imbarchi giuliani che, •no al 1961, hanno trasportato circa 22.000 emigranti nelle varie parti del mondo, in gran parte triestini (quasi un decimo della popolazione dell’epoca); e di questi ben 9.000 si diressero verso il quinto continente. La cerimonia di commemorazione – svoltasi alla presenza delle massime autorità istituzionali

Punto focale e nodale dell’assemblea sono state le modifiche allo Statuto, approvate all’unanimità, che puntano a rendere l’Unaie una struttura non di mera rappresentanza, ma soprattutto operativa e di servizio in favore delle Associazione aderenti

Franco Narducci, presidente dell’UNAIE, mentre tiene il suo discorso nella sala del Consiglio comunale di Trieste, gremita (foto a destra) per la commemorazione del 60° anniversario dell’emigrazione giuliana verso l’Australia.

e civili, in testa il sindaco della città e l’assessore regionale alla Cultura, nonché dei rappresentanti di enti ed associazioni attive nel volontariato – si è tenuta nella Sala del Consiglio comunale e, dopo un intervento del Presidente dei Giuliani, Dario Locchi, ha conosciuto elevate punte di commozione nel collegamento in diretta con la presidente della Federazione dei Circoli Giuliani in Australia, Adriana Douglas, e

con la riproposizione di un brano tratto da un articolo di Giani Stuparich (“Da Trieste si emigra”) in cui il giornalista riporta una delle partenze nel 1955. Negli stessi giorni si è svolta l’assemblea straordinaria dell’UNAIE i cui lavori hanno registrato la partecipazione attiva e propositiva di ben 33 associazioni provinciali e regionali aderenti all’Unione: per la Trentini nel mondo hanno partecipato il vice

presidente Aldo Degaudenz e il past-president, Ferruccio Pisoni. I lavori, tenutisi nella sede dell’IRCI (Istituto Regionale delle Comunità Istriane), coordinati dal presidente onorario del sodalizio Dario Rinaldi, si sono aperti con la relazione del Presidente Nazionale dell’UNAIE, Franco Narducci, contenente una serie di considerazioni e indicazioni sui temi più attuali dell’associazionismo italiano nel mondo,

dell’Euroregione Trentino, Alto Adige, Tirolo, che il fotografo Albert Ceolan ha fissato nella mostra “Terra in montanis” e il variopinto mondo degli artisti del Messico, paese ospite di questa edizione del Festival, proposto negli spazi di Torre Mirana.

E ancora, gli originalissimi approfondimenti tra gli spartiti musicali ispirati dalle vette e i libri fotogra•ci, dall’800 ai giorni nostri, dedicati alla scoperta del nostro pianeta, tra misteriose montagne, terre inesplorate e popoli lontani.

Anche per questa 62a edizione il Trento Film Festival propone un viaggio tra le arti visive assolutamente originale e inedito. Le due foto a colori di questo articolo (Castel Thun su questa pagina e Catinaccio su quella a •anco), fanno parte della mostra

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ostre storiche, artistiche e fotogra•che arricchiscono il programma del 62° Trento Film Festival, offrendo un vero e proprio itinerario a tappe che, grazie ai differenti linguaggi dell’arte, racconterà montagne, paesi lontani e vicini e molto altro ancora e condurrà alla scoperta degli spazi urbani più insoliti e suggestivi del centro storico di Trento. Sono in totale dodici le mostre inserite nel programma del Festival. I temi delle esposizioni sono i più diversi. Dalle prime esplorazioni alpinistiche delle montagne trentine all’immaginario dolomitico dell’artista Lalla Ramazzotti Morassutti. E poi i percorsi culturali comuni, le diversità, il fascino del paesaggio alpino all’interno

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ATTUALITÀ

chiamato oggi più che mai a essere protagonista di importanti appuntamenti come l’Expo 2015, la cui chiave di lettura sta soprattutto nel rilancio dell’economia italiana nel mercato globale. In questo modo, ha osservato Narducci, l’UNAIE si propone di svolgere un ruolo di leadership nel promuovere politiche e interventi legislativi a favore delle comunità italiane all’estero, oggi non percepite come una risorsa per il paese, proprio a causa della scarsa visibilità istituzionale. In questo senso si è rivolto alle istituzioni perché, come è capitato in altri momenti storici di particolare dif•coltà, si faccia appello all’Italia allargata per aiutare il paese a riprendersi il più presto possibile. «La nostra memoria storica sarà decisiva per far ripartire un’Italia in crisi», ha affermato Narducci. Questo, dunque, il ruolo dell’UNAIE, che è emerso dal dibattito nel corso del quale sono inter-

L’appuntamento si è svolto in concomitanza con le celebrazioni per la ricorrenza del 60° anniversario della prima partenza dal porto triestino della nave Castel Verde, che salpò il 15 marzo 1954, con a bordo 650 emigrati giuliani diretti in Australia venuti i più autorevoli e storici esponenti di essa, dai Senatori Toros e Degaudenz agli Onorevoli De Poli e Pisoni, oltre che l’Avvocato Azzia e ai presidenti delle associazioni regionali e provinciali. Tutti hanno esortato la classe dirigente dell’UNAIE e le associazioni degli italiani nel mondo ad adoperarsi nel paese

e nei confronti della sua classe politica perché guardi ai problemi in profondità e in una prospettiva futura che metta al centro i problemi del paese e delle giovani generazioni. Punto focale e nodale della riunione sono state le modi•che allo Statuto – illustrate dal Vicepresidente Vicario, Aldo Aledda,

e approvate all’unanimità dai pr presenti. Con questa nuova impo postazione dell’organizzazione s’ s’intende valorizzare maggiorme mente la missione fondamentale dell’UNAIE, rafforzandone l’ l’aspetto del “service” al •ne di re rendere l’Unione stessa una struttu tura non di mera rappresentanza, ma soprattutto operativa e di servizio rispetto e in favore delle Associazione aderenti. Oltre ai lavori assembleari, i partecipanti UNAIE hanno presenziato all’apertura della Mostra sull’emigrazione giuliana in Australia, la visita al Palazzo già sede del Lloyd Austriaco di Navigazione e poi Lloyd Triestino ed ora del Governo regionale, ed in•ne hanno assistito alla deposizione della corona d’alloro - a nome dell’Associazione Giuliani nel Mondo e dell’UNAIE - presso la targa marmorea posta (nel 1990) sulla facciata dalla Stazione Marittima a ricordo degli emigrati giuliani.

IL PROGRAMMA DEL «TRENTO FILM FESTIVAL» PROPONE UNA SERIE DI ESPOSIZIONI STORICHE, ARTISTICHE, FOTOGRAFICHE

Mostre per viaggiare nel tempo e nello spazio «Albert Ceolan. Terra in montanis», che sarà ospitata nella Sala delle Marangonerie al Castello del Buonconsiglio, dal 18 aprile al 31 agosto, dedicata ai paesaggi delle regioni che costituivano il Tirolo storico. Per secoli il Tirolo è stato un po’ il cuore dell’Europa, poi è stato diviso. Ma questa terra ha continuato a trovare irresistibili punti d’incontro; l’orgoglio della gente, l’amore per la natura, la difesa dell’ambiente, una vita semplice da proteggere sono gli aspetti di questa “terra tra i monti” che il fotografo Albert Ceolan ho voluto raccontare attraverso questa mostra fotogra•ca af•nché si realizzi il sogno di molti; quello di vivere in un paese senza con•ni, dove ciascuno possa vi-

vere le proprie radici e le proprie convinzioni a fianco dell’altro senza turbare l’altrui libertà ed essere turbato nella propria.

L’alttra immaginre, quella in bianco e nero, appartiene invece alla mostra «Spartiti delle montagne. Copertine di musica», in

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programm dal 24 aprile al 18 maggio a Palazzo Roccabruna, a Trento e proviene da una collezione unica e di grande interesse, appartenente al Museo Nazionale della Montagna di Torino. La mostra propone spartiti con le loro variopinte copertine recuperati da un remoto passato attingendo a collezioni di tutto il mondo. Le illustrazioni sono divise per tematiche e non sembrano appartenere a spartiti musicali ma richiamano alla mente litografie, vignette e manifesti riguardanti la montagna. Come le locandine, anche le copertine illustrate degli spartiti avevano il compito di attirare l’occhio del futuro acquirente e incantarlo, anticipando il senso del brano musicale. 3 - 2014


ATTUALITÀ PRESENTATO IL «RAPPORTO» PREDISPOSTO DAL SERVIZIO FORESTE E FAUNA DELLA PROVINCIA

In Trentino insieme all’orso vivono lince, lupo e sciacallo Il 2013 ha segnato, per la prima volta dalla fine del progetto di reintroduzione dell’orso, un’inversione di tendenza nel trend, finora positivo, della popolazione di plantigradi. L’anno appena concluso ha però anche confermato e rafforzato i numeri che fanno del «progetto orso» un’attività condotta con grande impegno: 12 anni di monitoraggio genetico, oltre 5.600 campioni raccolti e analizzati, sono alcuni dei dati più significativi di un progetto per certi versi unico in Europa ORSO. Il numero minimo di animali considerati presenti a •ne 2013 è pari a 40, di cui 18 maschi, 20 femmine e 2 indeterminati (di questi esemplari uno è una femmina adulta di cui manca l’identi•cazione genetica), 22 gli adulti (9 maschi e 13 femmine), 14 i giovani (9 maschi e 4 femmine) e 3 i cuccioli (2 femmine e 1 indeterminato); la popolazione stimata nel 2013 è compresa fra 40 e 49 esemplari, mentre nel 2012 era stimata fra 43 e 48 esemplari. Il dato di consistenza minima evidenzia per la prima volta un’inversione di tendenza nel trend della popolazione, anche se il dato demogra•co è ancora insuf•ciente per affermare che si è di fronte ad un reale cambiamento. Nel 2013 è stata accertata la LUPO. Per il quarto anno consecutivo è stato possibile documentare la presenza del lupo sul territorio provinciale. Sono stati almeno cinque i lupi che hanno gravitato in Trentino e/o in territori immediatamente limitro•. Confermata la presenza del lupo maschio in alta val di Non, rilevato per la prima volta in Trentino nell’aprile 2010. Le novità più interessanti per il 2013 riguardano però il settore meridionale: un giovane lupo maschio radiocollarato in Slovenia, è arrivato sui Monti Lessini nella zona con•nante con la provincia di Verona nel 2012, dopo uno formidabile spostamento di oltre mille chilometri, dove era presente un altro esemplare di lupo femmina. La coppia ha dato alla luce i suoi primi cuccioli nella primavera 2013 e in agosto è stato possibile documentare la presenza di almeno due cuccioli. 3 - 2014

presenza di due cucciolate nel gruppo del Brenta per un totale di tre cuccioli, sebbene un’ulteriore cucciolata potrebbe essere stata presente nel gruppo del Brenta.

La popolazione di orso bruno che gravita in Trentino e nelle regioni adiacenti si è distribuita nel 2013 su un area teorica di 14.572 km quadrati. Il territo-

rio stabilmente occupato dalle femmine è più contenuto (919 km quadrati) rispetto a quello dei maschi. Va segnalato che nel 2013 nessun orso si è avvicinato ai centri abitati. Nel 2013 sono stati attribuiti all’orso 173 danni e sono stati complessivamente liquidati 128.218,65 euro; la maggior parte dei danni sono attribuibili a soli quattro esemplari. Nel corso del 2013 la squadra di emergenza è invece stata attivata trentuno volte. L’attività della squadra si è limitata prevalentemente al presidio e all’informazione della popolazione e solo in dieci casi ha avuto un contatto visivo con l’orso. Infine nel corso del 2013 si sono registrati tre casi di investimenti stradali, nei comuni di San Lorenzo, Cis e Andalo. Negli ultimi decenni si è assistito ad un ampliamento del suo areale, che si ritiene sia stato favorito dalla diminuzione della presenza del lupo.

Alla •ne di dicembre è stata effettuata la prima ripresa con fototrappola di tutto il branco, composto di quattro esemplari. Si tratta del primo branco accertato sulle Alpi orientali, dopo oltre un secolo e mezzo di assenza dal territorio.

SCIACALLO DORATO. A partire dal 2012 si è registrato un nuovo arrivo faunistico per il Trentino, lo sciacallo dorato: nel gennaio 2013 un esemplare è stato ripreso con una fototrappola in val di Non. Si tratta delle prime immagini di un esemplare in vita di sciacallo mai registrate in Trentino. Lo sciacallo dorato proviene dall’Europa sud-orientale, la sua diffusione è stata limitata, si ritiene da ragioni climatiche e dalla competizione con il lupo, alle porzioni più aride e steppiche della penisola balcanica.

LINCE. L’unico esemplare di lince certamente presente in provincia di Trento a partire dal 2008, il maschio denominato «B132», proviene dalla piccola popolazione svizzera del Canton San Gallo. L’ultima cattura in ordine di tempo (la terza) per sostituire il radiocollare è stata

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nel febbraio 2012. La lince ha trascorso tutto l’anno fra la Val Daone e le Giudicarie, !no ai con!ni con la provincia di Brescia, è rimasta dunque nella nuova area che aveva raggiunto nel corso del 2012. Il monitoraggio delle prede ha consentito di individuarne sei, tutti caprioli.


GENTE E FATTI LUI È NATO A TRENTO, LEI A VERACRUZ, SI SONO SPOSATI NEL 2008 E LAVORANO INSIEME NEL LORO LOCALE

In Messico si respira «aria trentina» nella nuova pizzeria di Luca e Fedora L’indirizzo è Isabela la Catolica 1022, nella città di Veracruz in Messico; l’insegna all’ingresso dice «Pizza piccola Italia» e se si entra si può mangiare con vista sulla piazza del Duomo di Trento... fedelmente dipinta su una parete del locale. A portare in Messico uno degli scorci più caratteristici di Trento, la sua città natale, è stato Luca Seresin, 32 anni compiuti a •ne gennaio: suo padre è originario di Padova, la mamma, Annamaria Bonapace, è invece di Riva del Garda. Dal giugno 2008 Luca vive in Messico e il 12 luglio di quello stesso anno si è sposato con Fedora Conzatti Rotonda, •glia di Ruben Conzatti Alverdi, presidente del Circolo trentino di Veracruz (Fedora e Ruben sono con lui nella foto).

L’incontro fra Luca e Fedora era avvenuto nel 2006, durante una vacanza di Fedora in Trentino. Quell’amicizia si è ben presto trasformata in amore e quando i contatti via internet e i viaggi

in Messico non bastavano più ad entrambi, Luca ha deciso di trasferirsi. Adesso lavorano insieme nella pizzeria, aperta nel 2011, che •no a qualche anno fa si trovava

in un’altra parte della città. Luca e Fedora hanno deciso di investire i loro guadagni comperando il terreno nella zona fra Veracruz e Boca del Rio, dove ora c’è la nuova pizzeria, che hanno costruito insieme e nella quale hanno voluto mettere ben in evidenza le loro origini trentine, delle quali sono tutti e due molto orgogliosi. Luca parla ormai molto bene lo spagnolo, grazie anche agli insegnamenti di Fedora. Tutti e due, ovviamente, frequentano il Circolo trentino e partecipano alla sua attività. Luca è tornato in Trentino nel novembre del 2013, dopo cinque anni di assenza, per fare visita ai parenti.

IL VIDEO, SULLA DIPENDENZA DAL GIOCO D’AZZARDO, ERA STATO PRESENTATO AL CONCORSO INTERNAZIONALE «ALBEROANDRONICO»

Premiato a Roma un «corto» di Lucio Gardin L’autore trentino Lucio Gardin (al centro nella foto) è stato premiato per il cortometraggio sulla ludopatia “Diario di una Trappola”, presentato al “Premio internazionale alberoAndronico”. La premiazione si è svolta a Roma, in Campidoglio, sede del Comune di Roma. Il concorso internazionale, arrivato alla settima edizione, è rivolto a opere letterarie, narrativa, poesia, musica e cortometraggi, la sezione all’interno della quale Lucio Gardin ha conquistato il riconoscimento. Con “Diario di una trappola”, realizzato con Fondazione Caritro e Provincia Autonoma di Trento, Lucio Gardin era già arrivato in •nale al Festival Internazionale “Il Corto.it” di Roma, al Festival Internazionale “Cortocinema” di Pistoia e al Festival “Ambiente in

corto” di Frosinone. Ora un nuovo riconoscimento, con un tema non certo facile. Il cortometraggio, da poco trasmesso da Rai 3 a diffusione regionale e di prossima

programmazione su Sky Cinema, sarà proiettato il giorno 14 maggio presso l’auditorium di Paderno Dugnano (MI) in un convegno nazionale sul gioco d’azzardo. L’impegno sociale dell’autore trentino non si esaurisce qui: “Grazie alla sensibilità di Fondazione Caritro stiamo lavorando a un progetto che sarà coprodotto da Rai su un altro tema delicato, quello dell’anoressia. Perché sono convinto che si possono trattare anche gli argomenti più drammatici con la leggerezza del sorriso, basta farlo con sensibilità”. E per il futuro Lucio Gardin vorrebbe realizzare un lungometraggio che promuova il Trentino.

Per vedere il cortometraggio: www.youtube.com/watch?v=EEy6Q5gL3Xw

Anche Fabian Nardelli nel 2013 ha visitato l’Associazione Nel precedente numero abbiamo pubblicato l’inserto intitolato «2013 un anno di incontri», con le foto delle persone che l’anno scorso avevano fatto visita all’Associazione. L’immagine a destra completa la rassegna fotogra•ca degli incontri avvenuti nel 2013. Insieme al direttore e al presidente della Trentini nel mondo, Anna Lanfranchi e Alberto Tafner, c’è Fabian Nardelli (al centro), presidente del Circolo Trentino di Avellaneda (Argentina), originario di Sopramonte, che nel 2013 è arrivato per la prima volta in Trentino e ha fatto visita alla Trentini nel mondo.

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GENTE E FATTI DOPO UN MESE DI SPERIMENTAZIONE È STATO FATTO UN BILANCIO POSITIVO DELI RISULTATI OTTENUTI CON L’INIZIATIVA

Una casa per cinque anziane e una badante, a Trento un progetto innovativo unico in Italia Grande emozione lunedì 24 marzo a Trento per l’inaugurazione della casa anziani della Vela gestita dalla cooperativa sociale Sad. Si tratta del frutto di un progetto innovativo unico in Italia, che riunisce sotto lo stesso tetto (in una casa singola composta da tre appartamenti, una grande terrazza e un giardino), cinque signore anziane, quattro studenti universitari e una badante (che si alterna con una seconda durante il riposo della prima). Obiettivo: fornire una soluzione di socialità e convivenza agli anziani che allunghi il tempo di indipendenza, allontanando la prospettiva della casa di riposo. Il tutto con costi accessibili (af•tto, vitto, bollette e spese del servizio di assistenza vengono divise per cinque) e con l’aiuto degli studenti universitari che abitano all’ultimo piano, che fanno compagnia, organizzano le feste di compleanno e aiutano nella cura dell’orto a titolo di volontariato.

«Abbiamo cercato di riscostruire qui una piccola comunità che si aiuta – ha spiegato la presidente della Sad Daniela Bottura – e che non vuole stare sola. La solitudine degli anziani anticipa il loro invecchiamento e per questo la coabitazione offre opportunità di salute oltre che di cura». Dopo una certa età, infatti, anche i vecchietti più arzilli e autosufficienti cominciano ad avere paura di restare in casa da

soli. I loro •gli e parenti iniziano a temere le conseguenze delle piccole sbadataggini domestiche (gas acceso, scale…), delle dimenticanze rispetto alle terapie farmaceutiche e così via. Per molti la casa di riposo rappresenta una soluzione non adeguata, ma il costo di una badante risulta troppo oneroso. La casa è composta da tre appartamenti di cui due dedicati agli anziani e uno agli studenti.

In quelli per gli anziani ci sono cinque camere e quattro bagni e numerosi spazi comuni. Una soluzione abitativa condivisa che ha consentito di accogliere un gruppo di cinque anziane parzialmente autonome. Esse possono uscire liberamente, organizzare del tempo da passare insieme, gite, attività, •no alla condivisione del menù che la badante poi cucina per tutte. Dopo il primo mese di sperimentazione, inoltre, si è registrato anche un ulteriore beneficio trasversale, questa volta non previsto nella fase di progettazione. I famigliari diventano risorsa oltre che per il proprio famigliare anche per la piccola comunità: infatti fanno compagnia anche alle altre ospiti, e propongono attività piacevoli (la preparazione della pasta fatta in casa, per esempio, o piccole passeggiate) che vengono condivise con chi lo desidera. Dirce Pradella

Il Gruppo giovani brasiliani piange Andreza Il Gruppo Giovani Trentini Brasiliani ha sofferto una grave perdita quest’anno. L’amica e componente del Gruppo, Andreza Cristina Frainer, è morta il 4 marzo, in un incidente automobilistico. Andreza era •glia di Ademar e Zulma Frainer ed era la madre di Alan Grava Junior. La sua famiglia discende da immigrati provenienti da Roncegno Terme (Trento). Come suo padre, che è un grande esponente della cultura trentina a Rodeio e componente del Circolo trentino, lei si è dedicata alla diffusione della cultura trentina. È stata membro del consiglio del Circolo Trentino di Ascurra per diversi anni e in seguito ha fatto parte anche al Circolo Trentino di Rodeio. Dal 2009, ha cominciato a partecipare alle attività del Gruppo Giovani Trentini Brasiliani, diventando uno dei componenti più presenti ed entusiasti. I membri del Gruppo Giovani Trentini Brasiliani si sono mobilitati per rendere l’ultimo omaggio a Andreza durante la Messa nel settimo giorno della sua scomparsa. Sono stati ricordati tutti i momenti trascorsi insieme, il lavoro per prepare i Giochi o gli incontri culturali,

i festeggiamenti e i viaggi fatti insieme. Il Gruppo si unisce alla famiglia di Andreza in questo momento di dolore e di perdita e dice addio a Andreza con gratitudine e riconoscenza.

Nella foto, scattata in occasione di un incontro del Gruppo, Giovani a Bento Gonçalves (Rio Grande do Sul, Brasile) Andreza è la sesta da sinistra.

Cordoglio a Liegi per la scomparsa di Ruggero Pasquazzo Il 3 gennaio scorso è scomparso Ruggero Pasquazzo, era il fratello di Giuseppe Pasquazzo, presidente fondatore del Circolo Trentino di Liegi. Nato a Liegi (Belgio) il 25 giugno 1939, è morto a Muster-Bilzen (Belgio). Ha vissuto nel Trentino dal 1940 al 1950 a Ivano Fracena, paesello al quale si era affezionato, dove trascorreva molto volentieri le sue vacanze estive assieme alla sua cara moglie Madeleine. Amava le montagne e i canti di montagna trentini, tanto che durante la sua breve malattia ha dato precise 3 - 2014

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disposizioni sulla sua sepoltura con rito civile, durante la quale ha voluto che venissero proiettate le immagini del suo caro Trentino e come accompagnamento musicale venisse intonata «La Montanara». Al suo funerale seguito da moltissima gente, erano presenti tutti i paesani di Ivano Fracena emigrati in Belgio. Assiduo frequentatore di tutte le manifestazioni del Circolo trentino di Liegi, sarà ricordato per la sua bontà di cuore, la sua disponibilità verso il prossimo, per la sua gentilezza, era persona stimata e amata da tutti.


GENTE E FATTI VIVE A SHEPPTON (PENNSYLVANIA - STATI UNITI): SUO PADRE EMIGRÒ DALLA VAL DI NON

Centesima «candelina» per Maria Fellin Bicking Nata il 2 marzo 1914 a Sheppton, in Pennsylvania (Stati Uniti) Marian Fellin Bicking ha compiuto cento anni. Fu suo padre Simone Fellin, nato nel 1888 a Revò in Val di Non, ad emigrare dal Trentino con destinazione gli Stati Uniti, dove ha

sposato Sadie Fellin: pur avendo lo stesso cognome non erano imparentati. Sadie era nata negli Stati Uniti nel 1897. Come molti emigrati giunti in Pennsylvania dal Trentino, anche il papà di Marian trovò lavoro nelle miniere di carbone.

NATA NELL’OHIO (STATI UNITI) È FIGLIA DI EMIGRATI TRENTINI PARTITI DALLA VAL DI NON, IL PAPÀ DA CLES E LA MAMMA DA CLOZ

Pia Gabos il 21 marzo ha compiuto 104 anni Da Rina Valentini, di Tuenno, abbiamo ricevuto la lettera pubblicata qui di seguito. Anche se con un po’ di ritardo vorrei far arrivare alla mia carissima cognata Pia Gabos, tramite il vostro giornale, gli auguri speciali per il suo centoquattresimo compleanno: Pia è nata il 21 marzo 1910. Amici trentini aiutatemi a spegnere queste 104 candeline e farle arrivare in coro gli auguri più sentiti, più veri, così speciali. Serena, consapevole del traguardo raggiunto, continua a ringraziare il signore, tramite la Santa Messa quotidiana, con il rosario sempre fra le mani. Brava cuoca, fa gustare a famigliari e amici i piatti tipici trentini. Tutte le settimane la chiamo al telefono per avere sue notizie e il primo pensiero che mi dice: «che contenta sentire la tua voce, grazie Rina». Poi mi dice che la trattano come una regina, che tutte le

attenzioni sono rivolte a lei, che l’affetto e l’amore non hanno misura. Mia cara Pia, come desidererei esserti accanto, abbracciarti e farti sentire tutto il mio affetto, la mia riconoscenza, l’amicizia che sento per te. L’esempio di vita che hai trasmesso a tutti noi, non potrà mai essere dimenticato ma messo in pratica, con la certezza di non sbagliare. Sensibilissima ai problemi del prossimo sofferente, hai fatto del tuo meglio per sanare quelle ferite. Grazie mia cara cognata, mamma, sorella, amica. Ora ti trovi in Florida con Mary e Albert, oltre che bello, il clima è molto favorevole per te, così starai meglio che a Chicago. Pia carissima ti giungano questi auguri speciali, anche se l’oceano fra noi ci separa ma non potrà mai separare l’amore che ci unisce. Rina Valentini

Auguri al trentino DOC Guido Boccher Guido Boccher è un fedele lettore della nostra rivista. Vive in Francia dal 1947 e il 16 aprile compie 88 anni. La •glia Mirella ci ha inviato una lettera da pubblicare sul giornale, per fare gli auguri al papà, che lei de•nisce «un trentino DOC», anche attraverso le colonne del nostro giornale. Ben volentieri esaudiamo questa richiesta e anche la redazione del giornale si unisce al coro di auguri per il compleanno di Guido. Ecco il messaggio inviato da Mirella Boccher e •rmato anche da Malou, Eric dai rispettivi coniugi, dai nipotini Thibaut, Greta, Mathilda, Lisa e Leonardo.

«Caro papà, solo l’emigrante della tua epoca (che ha raggiunto l’estero percorrendo la strada parte in treno e parte a piedi senza un contratto di lavoro allo sbaraglio) ha conosciuto le dif•coltà •siche, economiche e il sacri•cio di vivere lontano dagli affetti. Con la salute, forza di volontà ce l’hai fatta da solo poi hai fatto venire da Roncegno (TN) la mamma e avete vissuto degnamente creando una bellissima famiglia. Ci hai trasmesso amore e conserviamo un vero grande bell’esempio di vita e di onestà. Ti auguriamo un buon compleanno e ancora grazie di cuore».

Ascolta la trasmissione

Trentino nel mondo in onda il giovedì dopo il giornale radio delle ore 13.00 venerdì alle ore 18.05.

Visita il sito: www.radioitaliatrentinoaltoadige.it

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GENTE E FATTI L’«ETÀ CHIMICA» DEL PRODOTTO È STATA OGGETTO DI UNA RICERCA CONDOTTA IN TRENTINO

Il vino conservato in casa invecchia più rapidamente Che il vino si conservasse meglio in cantina piuttosto che in appartamento già si sapeva. Ma ora dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige arriva un’importante conferma scienti•ca che spiega perché e quanto l’età chimica cambia nei diversi ambienti facendo scoprire inaspettate reazioni e nuovi composti. Stando alla ricerca, intitolata «L’in!uenza della conservazione sull’età chimica dei vini rossi» e pubblicata all’inizio di marzo sulla rivista «Metabolomics», nella tipica conservazione domestica l’età chimica del vino accelera di ben quattro volte: molte decine di composti cambiano concentrazione partecipando a reazioni indotte dalla temperatura. In particolare la conservazione domestica induce la formazione di composti, mai osservati prima, che nascono dall’unione tra i tannini e l’anidride solforosa, e una classe di pigmenti del vino, denominata «pinotine», che fa evolvere il colore del vino verso toni più aranciati. Aumentandone, appunto, l’età chimica.

La ricerca, svolta all’interno del progetto «Qualità alimentare e funzionale - Qualifu» •nanziato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha permesso di seguire per due anni l’evoluzione di 400 bottiglie di Sangiovese, vino tipicamente da invecchiamento, conservato in vetro scuro con tappo di sughero naturale. Duecento bottiglie sono state collocate nella cantina aziendale della Fondazione Mach, ad una temperatura costante tra i 15 e i 17 gradi e con umidità del

70 per cento; le altre duecento sono state collocate in condizioni simulanti la conservazione domestica, al buio, con una temperatura oscillante, secondo le stagioni, tra 20 e 27 gradi. I vini sono stati campionati ogni sei mesi. La ricerca è stata condotta dai ricercatori Panagiotis Arapitsas, Daniele Perenzoni e Andrea Angeli, e da Giuseppe Speri, nell’ambito della sua tesi sperimentale in Viticoltura ed Enologia. «Sei mesi in appartamento

fanno raggiungere al vino una età chimica che corrisponde ad un af•namento di due anni nelle condizioni ideali di cantina» spiega Fulvio Mattivi (nella foto sopra), coordinatore del Dipartimento qualità alimentare e nutrizione, e autore della pubblicazione. «Produttori, ristoratori, enoteche e distributori dovrebbero veri•care se i loro locali siano idonei alla conservazione ottimale dei vini, specie nei mesi caldi, e in caso contrario valutare quale sia la conservazione massima da non superare, se queste condizioni ideali non possono essere assicurate. Bastano infatti pochi gradi in più per rendere un locale non idoneo ad una conservazione prolungata». Silvia Ceschini

CONTADINO E VETERANO DELL’ESERCITO HA CONTRIBUITO A MANTENERE VIVE CULTURA E TRADIZIONI TRENTINE IN BRASILE

La vita di Lino Vicenzi di Rio dos Cedros raccontata in un libro curato dal figlio Rio dos Cedros (Santa Catarina - Brasile) è una città ricca di fatti straordinari e di storie che sorprendono coloro che la studiano e le approfondiscono. Molti cittadini di Rio dos Cedros sono stati persone di grande rilevanza, con importanti testimonianze e storie da condividere. Tra questi «•gli» di Rio dos Cedros alcuni si distinguono in modo particolare e lasciano un segno indelebile, come nel caso di Lino Vicenzi. Lino Vicenzi è la «sintesi» della storia di tutta la città. Nato a Rio dos Cedros, nella comunità di Caravaggio, nipote d’emigrati trentini, ha lavorato gran parte della sua vita in agricoltura. Da

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adulto è entrato nell’esercito e ha fatto parte delle forze della FEB (Força Expedicionária Brasileira) durante la Seconda Guerra Mondiale. È stato sul suolo italiano, dove ha visto da vicino gli orrori della guerra. È sopravvissuto e ritornato a Rio dos Cedros come un eroe. Ha lavorato di nuovo in campagna e poi nel commercio. È stato uno dei membri più attivi della sua comunità, sia in chiesa, nelle associazioni, nei gruppi culturali. Dopo essere andato in pensione, tiene numerose conferenze nelle quali racconta sia le esperienze che ha vissuto in guerra sia la storia di Rio dos Cedros, della quale è un testimone chiave. Attraverso

le sue attività in cori e gruppi, gruppi ha contribuito a mantenere viva

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la più antica e autentica cultura trentina della città. Ora, grazie all’aiuto di suo •glio, José Vicenzi Neto, che ha trascritto ed organizzato i testi, Lino ha potuto mettere in un libro tutta la sua vita e la sua storia, che si intreccia con la storia di Rio dos Cedros, del Brasile e del mondo. In un linguaggio semplice e diretto, egli descrive gli eventi dei quali è stato un protagonista attivo, con momenti di dramma e di gioia, di frustrazione e di successo. La lettura di questo libro è vivamente consigliata a tutti coloro che sono interessati alla storia e alla cultura. Andrey José Taffner Fraga


GENTE E FATTI «ARTE E PERSUASIONE», CON CIRCA SETTANTA OPERE, È STATA INAUGURATA IL 7 MARZO E PROSEGUIRÀ FINO AL 29 SETTEMBRE

Al Museo Diocesano una mostra che indaga il ruolo dell’arte dopo il Concilio di Trento È stata inaugurata venerdì 7 marzo presso il Museo Diocesano Tridentino in piazza Duomo a Trento la mostra «Arte e persuasione. La strategia delle immagini dopo il Concilio di Trento», che ripercorre due secoli di arte in Trentino e mette a fuoco le principali funzioni assunte dalle immagini sacre, alle quali veniva assegnato il compito di informare, convincere, catturare l’attenzione e commuovere. L’esposizione analizza, per la prima volta, il rapporto tra le decisioni assunte dal Concilio in materia di immagini sacre e le arti •gurative in uno speci•co contesto territoriale: rimarrà aperta fino al 29 settembre 2014, è stata curata da Domizio Cattoi e Domenica Primerano e presenta una settantina di opere, molte delle quali mai esposte prima, provenienti da numerose chiese del Trentino, da importanti musei del territorio e da altre istituzioni pubbliche italiane. Un’ulteriore novità della mostra è data dal fatto che la selezione delle opere è stata operata sulla base della ricca documentazione

i frutti dell’intensa stagione di restauri che nell’arco dell’ultimo ventennio ha coinvolto responsabili di istituzioni e parrocchie, liberi professionisti e restauratori in un capillare percorso di conservazione e valorizzazione

del patrimonio culturale trentino, costantemente sostenuto e guidato dalle strutture di tutela provinciale. Più di metà delle 34 opere provenienti da chiese, canoniche ed edi•ci conventuali sono state oggetto di restauri a partire dagli anni Novanta del secolo scorso. È il caso, tra gli altri, della seicentesca Pala d’altare del Suffragio proveniente dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Condino, che grazie al recente intervento ha recuperato l’antico splendore dei colori, già offuscati dal tempo. Per l’occasione della mostra, inoltre, è stato autorizzato e seguito il restauro della Adorazione eucaristica di Paolo Naurizio dalla chiesa di Santo Stefano di Roncone. L’esposizione è promossa dal Museo Diocesano Tridentino in collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici, artistici, librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento e con il Dipartimento di Lettere e Filoso•a dell’Università di Trento.

inculcare continuamente la neccessità di provvedere in tempo per questa benedetta vecchiaia. Ci sono troppi casi di gente che conosco che soppravivono con pochi interessi bancari (erosi ormai dall’in!azione) e con l’aiuto di associazioni locali. Parlando con loro non si può fare a meno di sentire una stretta al cuore, per un incerto futuro e per le poche speranze di un domani migliore. Fra le lacrime chiedevano cosa avrebbero dovuto fare. Abbiamo parlato con i manager delle banche, che pietosamente hanno aumentato il tasso di interesse di mezzo punto. Una miseria. Ci

si sente inadeguati e senza vere risposte. Il Sud Africa è terra di contrasti, milionari e povertà. Fra qualche mese vi saranno le nuove elezioni presidenziali e i candidati si battono senza riserve e grati"cano tutti con le solite promesse di una vita migliore, rivolgendosi a milioni di persone esacerbate ormai di aspettare promesse che mai si realizzano. Chiedono lavoro, abitazioni, di ridurre il crimine, educazione, ospedali, assistenza in vari settori e questa è appena la punta dell’iceberg. Diego Chistè

L’esposizione ripercorre due secoli di arte in Trentino e mette a fuoco le principali funzioni assunte dalle immagini sacre, alle quali era assegnato il compito di informare, catturare l’attenzione e commuovere

La seicentesca Pala d’altare del Suffragio proveniente dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Condino, prima (a sinistra) e dopo il restauro.

raccolta durante l’attività di inventariazione informatizzata dei beni artistici e storici dell’Arcidiocesi di Trento, promossa a livello nazionale dalla Conferenza Episcopale Italiana. L’iniziativa, inoltre, raccoglie LETTERA DAL SUD AFRICA

Ringrazio per il notiziario che mi trasporta in vicissitudini personali. Leggo quanti compatrioti che, con ostinata perseveranza, hanno vinto la povertà, non solo, ma hanno raggiunto mete eccelse. Non parlo solo di pecunia ma anche della stima di se stessi, che in fondo è la vera ricchezza. A parte il fatto che la vera ricchezza non è di chi ce l’ha, ma di chi se la può gustare. Più gli anni passano e meno faccio caso a quello che la gente dice, ma a quello che fa. Anche qui in Sud Africa molti italiani sono esempi da emulare, e si sono guadagnati il rispetto

La vera ricchezza è la stima di se stessi della comunità. Purtroppo c’è anche il rovescio della medaglia di tanta gente che all’arrivo della terza età sono nullatenenti e senza un’adeguata assistenza sociale. La vecchiaia è arrivata quasi di sorpresa. Credo che sarebbe doveroso

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EDITO

Un «quaderno» sulla Grande Guer In vista della ricorrenza dei cento anni dallo scoppio del primo conflitto mondiale in terra trentina e delle iniziative di commemorazione in programma nel 2014, l’Uf•cio emigrazione della Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e l’Accademia della Montagna di Trento, ha af•dato ad Alberto Bregani un progetto fotogra•co, da realizzarsi tra il 2013 e il 2014. Nella serata di presentazione del «quaderno», Cesare Cornella, direttore dell’Uf•cio emigrazione, ha proposto una sua riflessione sulla Grande Guerra in Trentino. Qui di seguito ne pubblichiamo alcuni stralci. Per il Trentino, la Grande Guerra è stata inizialmente un’assenza. Dall’agosto 1914 al maggio dell’anno successivo, i mariti, fratelli, •gli partivano, col preavviso di poche ore, per terre lontane - Serbia, Volinia, Galizia, Bucovina - nomi che diverranno, ahimè, familiari. Dal maggio 1915 la guerra si è fatta presenza, incistandosi nel nostro suolo. Le guerre creano profughi, e i profughi assomigliano agli emigrati di necessità. Il con•itto cauterizzò le ferite, arrestando forzosamente le uscite verso l’estero, uscite che ripresero con vigore dopo il ’18. Tra le due guerre, e soprattutto prima dell’avvento della cortina di ferro fascista, in trentamila circa se ne andarono de•nitivamente dalla loro terra, portandosi appresso le loro memorie, segnate dalla guerra vissuta. Per incredibile che possa sembrare, la guerra richiamò emi3 - 2014

Il progetto prevede di ripercorrere alcuni dei tratti più signi•cativi del «Sentiero della Pace», il tracciato di oltre 520 chilometri che collega i punti più importanti della Grande Guerra sul fronte del Trentino - dal Passo del Tonale alla Marmolada, dalle rive del Garda Trentino fino agli oltre 3.400 metri del Corno di Cavento, nel Gruppo dell’Adamello - per una campagna fotogra•ca, rigorosamente in bianconero e su pellicola, che rac-

grati: tornarono, si arruolarono, combatterono con onore, non di rado su opposti fronti. Talvolta erano fratelli. Per alcune diaspore, quelli della Grande Guerra furono echi lontani, quasi inudibili. Dei trentini emigrati in Brasile negli anni Settanta dell’Ottocento è stato detto che avranno anche avuto a che fare con un ambiente per loro marziano, ma che tutto sommato sono stati risparmiati loro due conflitti mondiali – e il pieno impatto della Spagnola. Oggi, i loro discendenti gioiscono come bambini quando toccano la neve, la stessa neve che compare nelle fotogra•e di Alberto Bregani.

conti «con sguardo contemporaneo ed evocativo, intimista e personale, le vestigia della Grande Guerra». Dopo aver scelto i sentieri da percorrere, Alberto Bregani è stato lungo trincee, forti•cazioni, sentieri, attraverso altipiani, ferrate, in mezzo ai ghiacciai. Il risultato di questo lavoro è stato presentato il 27 marzo a Rovereto, in una serata nella sala conferenze del Mart, con la partecipazione dell’au-

1914, i T 1915, la g

La guerra genera un dolore persistente, che percola giù fra le generazioni. Mio padre a due

anni ha perso il suo, caduto in Galizia, ed è morto a più di novant’anni senza avere mai smesso di sentirsi un orfano, come orfani si sentivano il fratello, emigrato in Colorado, e la sorella, emigrata in Belgio. La perdita è avvertita ovunque vi sia una famiglia di discendenza trentina. Un nesso di comprensione reciproca lega l’emigrazione e la guerra a partire dalle mani-

www.soloilvento.it «Solo il Vento. Sul Sentiero della Pace e dintorni, a cento anni dalla Grande Guerra in Trentino» è il titolo sia del progetto af•fato al fotografo di montagna Alberto Bregani, sia di un «blog» dove è possibile seguire tutte la fasi del progetto, da quelle già realizzate a quelle in programma nel corso del 2014. Il blog è realizzato e curato dallo stesso Bregani, che così spiega l’origine del titolo: «.Sui sentieri e gli altipiani, lungo le alte creste della Grande Guerra, per percorsi che furono di uomini valorosi, non avrò altro compagno che il Vento. Per trincee, montagne e ghiacciai, solo il vento e la sua voce. Unico, perenne custode di ciò che fu. Ascoltarlo mi sarà prezioso».

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ORIA

rra dedicato agli emigrati trentini tore delle foto, di Camillo Zadra (direttore del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto), di Sergio Bettotti (dirigente del Dipartimento cultura, turismo, promozione e sport della Provincia) e di Cesare Cornella (direttore dell’Uf!cio emigrazione). Per la Trentini nel mondo era presente il vice presidente, Aldo Degaudenz, che ha espresso l’apprezzamento dell’Associazione per la pubblicazione destinata ad essere

inviata agli emigrati trentini e ai loro discendenti. Le quaranta pagine del «quaderno» che si intitola «1914-2014 Centenario Grande Guerra» ospitano innanzi tutto un saluto (in italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese) di Ugo Rossi, presidente della Provincia Autonoma di Trento (e assessore all’emigrazione), un sintetico inquadramento storico del periodo bellico, una breve presentazione del

Trentini in guerra guerra in Trentino festazione esteriori. Guardate le foto di gruppo! Soldati e emigranti cercano entrambi conforto nella vicinanza fisica, ben al di là dell’invito del fotografo a stringersi. Ai nostri emigrati, agli assenti legati al Trentino da un legame che comprendere non può chi non lo prova, abbiamo dedicato un quaderno e, per illustrarlo, abbiamo pensato allo sguardo paziente

di Bregani. Immagini - inedite - che non sappiamo de•nire in anticipo ma che riconosciamo quando le vediamo. Io sono della generazione che può vantare una qualche connessione con gli uomini della Grande Guerra, come il veterano Alfonso Tomasi, di San Lorenzo in Banale. Me lo ricordo. Era stato maestro di scuola, uomo autorevole e che incuteva una certa

Cosa fare per riceverlo I «trentini nel mondo» interessati a ricevere una copia cartacea de del «quaderno», al quale è anche allegato un segnalibro dedicato all’ all’anno 1914 (nelle foto qui a centro pagina), possono richiederla all’ all’Uf!cio emigrazione della Provincia di Trento. La richiesta, co completa di indirizzo postale del mittente, va spedita a: Uf!cio Emigrazione, Via Jacopo Aconcio, 5 - 38122 Trento. Per le richieEm ste via e-mail, l’indirizzo è: uf!cio.emigrazione@provincia.tn.it È anche possibile scaricare una versione in formato PDF del «quaderno» dal sito www.mondotrentino.net (il link per il de «download» è presente sulla homepage, in basso a destra, sotto «d l’immagine di copertina del quaderno). l’im

Sentiero della pace» e del Museo della guerra di Rovereto, e undici itinerari che si sviluppano in alcuni luoghi che sono stati teatro di scontri. Ogni itinerario è corredato da una fotogra!a scattata da Alberto Bregani; il testo è anche in inglese. Per documentare tutto il progetto (la parte !n qui realizzata e quella in programma per il 2014) è stato creato un apposito sito (vedi articolo qui sotto) che si può visitare all’indirizzo www.soloilvento.it

soggezione. Camminava molto, era facile incontrarlo sulle strade di campagna, procedeva col passo svelto e lo sguardo dritto. Col senno di poi avrei potuto fermarlo e dirgli, “Mi racconti” ma naturalmente non l’ho mai fatto. Dalle sue memorie emerge però un ragazzo spaventato, di diciotto anni appena nelle sue parole, convocato a Stenico per l’ammasso dei coscritti il 20 maggio 1915 e rimandato a casa per passarvi l’ultima notte, una notte che “nel cuore era nera e spaventosa.” Del fratello maggiore, inviato sul fronte orientale, non si avevano notizie dall’autunno precedente, l’autunno di passione 1914. Si temeva il peggio – se ne era quasi certi, a ragione come si vide poi. Ebbene, “alle 3 e un quarto del mattino mia mamma mi svegliò perché andassi in guerra.” Il distillato tossico della guerra. Tomasi lo ricorda, e ce lo ricorda. Se il passato insegna qualcosa al presente, i torti che oggi vengono fatti alle donne per come la vedo io vengono fatti a una povera donna la quale, novantanove anni fa, sveglia come fosse oggi il suo •gliolo nel cuore di una notte di primavera - e lo sveglia per mandarlo in guerra. Cesare Cornella

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L’autore delle foto Alberto Bregani Alberto Bregani, 1962, cresciuto a Cortina d’Ampezzo, è •glio d’arte - il padre Giancarlo fu alpinista, scrittore, documentarista con premi cinematografci e letterari all’attivo - è membro accademico dal 2005 del prestigioso G.I.S.M., Gruppo italiano scrittori di montagna. Ha al suo attivo mostre in molte città italiane ed europee, è considerato attualmente tra i più puri e validi interpreti della fotogra•a di paesaggio in bianconero, è seguitissimo online e sui social media con oltre 25mila fan su Facebook. Nel suo blog «Montagna e Fotogra•a» condivide i segreti del suo «camminar fotografando», raccontandoli anche attraverso video che realizza durante le sessioni fotogra•che. 3 - 2014


CIRCOLI PER IL PRANZO OGNI FAMIGLIA ERA STATA INVITATA A PORTARE QUALCHE SPECIALITÀ DELLA CUCINA TRADIZIONALE TRENTINA

Incontro nel parco per i Trentini di Tasmania Da qualche anno si è ripreso ad organizzare un incontro fra Trentini e loro famiglie di Hobart in Tasmania. Anche quest’anno in una splendida domenica di •ne estate, nel Tolosa Park di Glenorchy, si sono incontrate varie famiglie trentine, quasi tutte provenienti da Vermiglio in Val di Sole, con i loro •gli e nipoti – in tutto circa trenta persone. L’iniziativa, come negli altri anni, è stata animata da Christine Delpero, •glia di Vitale e Ines. Ogni famiglia è stata invitata a portare qualche cosa della cucina trentina, mentre Roberto Callegari si è offerto di fare la polenta – che poi si è moltiplicata in due… molto gustose con lo spezzatino di cervo della Tasmania. Christine Delpero è la terza da sinistra in prima •la. In ginocchio davanti da sinistra: Padre Bertagnolli, Sandra Delp ero, Roberto Callegari (con il prezio-

so strumento di lavoro!) e Vitale Delpero. Prima dell’incontro sociale, Padre Bertagnolli ha celebrato la S. Messa nella cappella del «Do-

minic College» dei Salesiani (che con•na con il Parco), ricordando così tutti quelli che ci hanno preceduto nella vita eterna a Hobart e in Italia.

Dalla lontana Tasmania giunga attraverso il giornale un saluto all’Associazione e a tutti i Trentini in giro per il mondo! P. F. Bertagnolli

Cordoglio per la scomparsa di Giovanni Parmesan Il 25 settembre scorso a Myrtleford (Australia) è morto Giovanni (Gianni) Parmesan, che fu presidente del locale Circolo trentino dal 1995 al 1998. Lascia la moglie Elsa, sposata nel 1960, cinque •glie (Nadia, Marina, Julie, Cristina e Melissa), e nove nipoti (Simon, Brendan, Nicole, Cristyn, Justin, Jason, Jake, Rebecca e Damien). Gianni era nato il 1° gennaio 1934 a Obra di Vallarsa, quarto •glio di Vigilio e Rosina. Emigrò in Australia all’età di vent’anni, sbarcando a Melbourne. Il suo primo impiego fu come boscaiolo, poi lavorò nella coltivazione del tabacco. Ma ecco come lui stesso ha racconta la sua vita, nel secondo volume della trilogia «Tanti volti, un’unica comunità» (pagine 209-210), edito dalla Trentini nel mondo in occasione del suo 50° di fondazione. «Dopo aver passato 22 anni a coltivare

tabacco, dato che la famiglia chiedeva qualche cosa di meglio che vivere in campagna, abbiamo comperato una casa in paese e io ho trovato lavoro nel commercio del latte. La

Tesseramento con crostoli per il Circolo di Canberra Dall’Australia è arrivata una breve notizia, che testimonia però l’attaccamento degli emigrati trentini alle tradizioni della loro terra d’origine. I soci del Circolo trentino di Canberra si sono riuniti per il rinnovo del tesseramento, presso l’Italo-Australian Club. E poiché la giornata era durante il periodo di Carnevale le due socie, Concetta Bontempelli e Maria Zanetti hanno preparato due vassoi di buonissimi crostoli. 3 - 2014

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mattina presto rifornivo i negozi del paese e alla sera portavo il latte nelle case per le famiglie. Ho fatto questo lavoro per 25 anni, poi ho venduto l’attività e mi sono pensionato. Ho costruito una nuova casa su un ettaro e mezzo di terreno e ora passo il tempo curando l’orto e allevando galline. Da quando è nato il Circolo Trentino di Myrtleford, io, Elsa e le •glie lo abbiamo sempre frequentato. A casa abbiamo sempre parlato italiano o dialetto e così anche le •glie sono cresciute con un grande attaccamento al Trentino. Io per molti anni sono stato consigliere del Circolo e anche Presidente e Vice Presidente. Attualmente faccio parte del Gruppo Folcloristico Trentino di Myrtleford». Gianni è tornato nella sua amata Obra quattro volte: nel 1966, nel 1978, nel 1985 e nel 2002 (quando è stata scattata la foto pubblicata qui a •anco).


CIRCOLI

Al pranzo sociale del Circolo di Zofingen piatti tradizionali, musica, canti e risate Più di 140 persone, tra soci parenti e amici si sono ritrovati il 9 febbraio 2014, nella sala parrocchiale di Zo•ngen (Svizzera) per il pranzo sociale del Circolo Trentino. A quanto pare la cucina di Irene sembra piacere molto e riesce ad attirare sempre più persone. Ogni anno aumenta infatti il numero dei partecipanti, tra i quali abbiamo acquisito molti nuovi soci. Quest’anno un gran numero di giovanissi-

mi, •gli dei componenti del direttivo, hanno dato una mano ai loro genitori, aiutando a servire il pranzo composto da insalata, polenta con spezzatino e formaggio. Il tutto innaf•ato da un buon bicchiere di Marzemino. Dopo il pranzo, il pubblico e stato intrattenuto dal duo, «Luca e Annalisa». Luca, •glio di Marisa Rado, la nostravicepresidente, con la sua bella e calda voce ha intonato un repertorio di canzoni italiane. E non pochi hanno

cantato insieme al duo. Non poteva mancare la tradizionale tombola con molti ricchi premi. La festa si è conclusa nel tardo pomeriggio tra canti, chiacchiere e risate con l’augurio di rivedersi presto. Il prosimo appuntamento è previsto per il 29 giugno, quando ci si ritroverà per la grigliata. Markus Schlatter Presidente del Circolo

SONO STATI OLTRE CENTO I SOCI CHE HANNO PARTECIPATO AL TRADIZIONALE E ATTESO APPUNTAMENTO DI FINE ANNO

Natale insieme per gli ex emigrati in Svizzera Domenica 1 dicembre 2013 più di cento soci del Circolo ex emigrati in Svizzera si sono ritrovati per consumare il tradizionale pranzo natalizio presso l’albergo ristorante Everest a Trento e concludere un intenso anno di attività. Questa occasione di svago è particolarmente cara ai nostri soci che vi partecipano sempre con forte entusiasmo. Stare insieme a tavola, gustare un ottimo menù, fare quattro chiacchiere e poi smaltire le calorie con l’allegra •sarmonica di Matteo sono cose da non dover perdere. Quest’anno sono stati nostri graditi ospiti il vice presidente della Trentini nel mondo, Aldo

Degaudenz (al centro della foto, accosciato) con la sua gentile consorte, Rosaria. A loro il nostro ringraziamento per aver trascorso con noi una bella domenica di festa e per averci regalato tanti scatti memorabili, a testimonian-

za del lungo legame di amicizia che lega noi del Circolo e l’Associazione. Non per ultimo un sincero ringraziamento a Roberto Vettorazzi per il suo impareggiabile contributo al nostro Circolo, ma

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un bacio ed un immenso “grazie” sono rivolti anche a Orlando, Vittorio, Davide, Wilma, Armando, Silvana, Concetta, Sandro e Marco, mitiche colonne del nostro Circolo. Ilaria 3 - 2014


CIRCOLI PROMUOVE LA «FESTA DELL’IMMIGRANTE ITALIANO» E COLLABORA ALL’ORGANIZZAZIONE DI ALTRI IMPORTANTI MANIFESTAZIONI

Il Circolo di Santa Teresa, protagonista della vita sociale e culturale della città

Luigi Fiorini e Fabio Berlanda a Rango, quando si sono incontrati la prima volta. Nell’altra pagina, di nuovo insieme nella famosa «stube del Gigi».

Gli emigrati, una volta entrati in possesso dello loro porzioni di terreno (25 ettari ogni famiglia, tramite sorteggio), hanno aperto le strade di accesso, costruito casette di legno coperte da foglie di palma e hanno iniziato a coltivare caffè, cereali e ortaggi. Virgilio Lamber (un leader nella comunità) avviò anche la sericoltura, ma la sua iniziativa non ebbe successo. Oggi, con crescente sviluppo e buone prospettive, a Santa Tertesa c’è una forte vitivinicoltura. Il Circolo trentino di Santa Teresa è stato fondato il 28 luglio

1987, con l’obiettivo di rafforzare i legami tra i discendenti degli italiani, attraverso iniziative culturali e sociali: con la sua attività mantiene vive le radici dell’immigrazione italiana, in forma di incontri, canzoni, danze ed altre attività, come l’insegnamento della lingua italiana. Il Circolo dispone di una sede (ceduta dal governo) con una stanza per i componenti della banda musicale, del coro di adulto, del coro infantile e del gruppo di ballo. Nella sede ci sono anche una biblioteca, l’uf•cio della segreteria e quello per gli incontri

socio-culturali. Le diverse attività svolte dal Circolo non si limitano al livello comune ma hanno valenza e richiamo per tutta la provincia dello Stato dello Spirito Santo. Siamo impegnati anche nel collaborare alla realizzazione del «Cammino dell’Immigrante», un appuntamento che si svolge ogni anno il primo maggio: migliaia di persone percorrono a piedi circa ventinove chilometri, ricordando il tragitto che i nostri colonizzatori hanno fatto per arrivare a Santa Teresa. Ogni anno, dal 1991, il Circolo

Foto ImaginAir

La storia del comune di Santa Teresa (Espirito Santo - Brasile) riconosciuto come la prima comunità fondata dagli immigranti italiani, ebbe inizio nel 1874, quando il 31 di maggio arrivarono le sessanta famiglie che avevano attraversato l’oceano a bordo nella nave Rivadavia, con destinazione Santa Teresa. I primi emigrati ad arrivare a Santa Teresa furono: Paolo Casotti, Francesco Bassetti, Bernardo Comper, Lazaro Tonini, Annibale Lazzari, Giuseppe Paoli, Daniele Palaoro e Abramo Zurlo. Tutti insieme, dal porto di Vitoria, in canoa a remi, sono saliti lungo il •ume Santa Maria, •no ad arrivare al Porto di Cachoeiro, distante circa 60 chilometri, e dopo quattro giorni, con i loro bagagli, attrezzi e bambini al collo, lungo sentieri nella foresta vergine, dopo circa 29 chilometri raggiunsero il posto di destinazione. La distribuzione degli appezzamenti di terra avvenne il 26 giugno 1875, che si considera la data di fondazione di Santa Teresa. Le correnti migratorie continuarono •no al 1895 e la fondazione uf•ciale del Comune risale al 22 febbraio 1891.

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CIRCOLI Giuseppe Filippi, di Charleroi (Belgio) racconta come senza volerlo è stato il tramite che ha fatto nascere una nuova amicizia fra due persone che hanno in comune una storia di emigrazione e un grande spirito di accoglirenza e ospitalità

realizza a Santa Teresa la «Festa dell’immigrante Italiano» in commemorazione dell’arrivo dei nostri eroi: per l’occasione la città viene tutta addobbata con i colori della bandiera italiana. Qui di seguito ricordiamo i principali appuntamenti della Festa. Il primo Venerdi, c’è l’elezione della ragazza Italo-Teresense (foto in alto). Il primo Sabato, al mattino, la Banda del Circolo Trentino, con al seguito un corteo formato da molte persone, percorre le vie del centro storico e commerciale della città, con musica, molta allegria; durante la s•lata vengono offerti polenta, formaggio e vino della regione. La prima Domenica c’è la

Messa celebrata in italiano, con la partecipazione del Coro di adulti e infantile del Circolo Trentino. Il 26 giugno, solenne seduta del Consiglio Comunale in omaggio all’emigrazione e in seguito in piazza, taglio della torta per celebrare la giornata festiva. Nel secondo Sabato c’è il momento più spettacolare della Festa: “La Carrettella del Vin” (foto qui a destra). Si tratta di una s•lata di auto antiche con persone vestite con costumi tipici che ricordano le nostre origini: anche in questo caso durante la manifestazione si canta e c’è la distribuzione di vino, formaggio, polenta, “luganega” e altri prodotti tipici. Fernando Humberto Preti presidente Circolo trentino

L’Ambasciatore d’Italia in visita a Caxias do Sul In occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario del Monumento all’Immigrante, l’Ambasciatore d’Italia a Porto Alegre (Rio Grande do Sul - Brasile) Raffaele Trombeta, si è recato a Caxias do Sul (foto a sinistra). A Caxias è stato accolto anche da alcuni rappresentanti del Circolo trentino della città. Nell’altra foto (da sinistra) ci sono: Augusto Vaccaro, Console a Porto Alegre; Alceu Barbosa Velho, Sindaco di Caxias do Sul; Elisete Bertollo, Coordinatrice dei Circoli trentini

del Rio Grande do Sul; Caroline B.Alexandrino, Segretaria del Circolo Trentino Di Caxias do

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Sul; l’Ambasciatore d’Italia, Raffaele Trombeta, con la moglie Victoria. 3 - 2014


CIRCOLI È stata un’elezione nel segno del cambiamento, con l’ingresso di giovani soci, uno dei quali è stato indicato per ricoprire la carica di presidente. È stato un rinnovamento voluto e incoraggiato dai «veterani» del Circolo

Il Circolo di Rodeio ha un nuovo presidente: l’assemblea ha eletto Thiago Testoni, 25 anni Il Circolo Trentino di Rodeio (Santa Catarina - Brasile) ha recentemente eletto il suo nuovo direttivo, che rimarrà in carica •no al 2016. È stata un’elezione nel segno del cambiamento, che ha portato all’ingresso di giovani soci, uno dei quali è stato indicato per ricoprire la carica di presidente. È stato un processo di rinnovamento promosso e incoraggiato dai «veterani» del Circolo, che con la loro presenza intendono continuare a lavorare con i giovani, con l’intento di trasmettere le loro conoscenze. Nel dare il suo saluto al direttivo, il nuovo presidente, Thiago Testoni, 25 anni, ha ringraziato per il sostegno e la •ducia di tutti e ha dichiarato che il nuovo direttivo opererà con l’obiettivo di «dare continuità al lavoro svolto dal Circolo, per preservare la cultura trentina a Rodeio, diventando quindi, un punto di riferimento per l’attività e la collaborazione di altri Circoli Trentini. Onorerà conquiste già realizzate e lotterà per nuovi progetti da realizzare». Testoni ha poi ricordato l’importanza della partecipazione dei giovani, ma ha sottolineato che la

I COMPONENTI E LE CARICHE DEL NUOVO DIRETTIVO Presidente: Thiago Testoni; Vicepresidente: Bernardete Zircke; 1º Segretario: Josimar Tais; 2º Segretario: Isaías Girardi; 1ª Tesoriere: Isabel Cristofolini Tomelin; 2º Tesoriere: Felício Moser; Direttore delle relazioni pubbliche: Paola Zircke; Direttore Sociale: Mirtes Teresinha Rigo da Cruz; Direttore Artistico: Iracema Moser Cani; Direttore del Patrimonio: Adimir José Tomelin; Comitato di revisione effettivo: Arcanjo Cristofolini, Cecilia Venturi e Jhonatan Bonaventura; Supplenti: Euclides Moser, Fabricio Amarildo Martins e Geraldino José Ochner. collaborazione e gli insegnamenti di coloro che sono presenti nel Circolo da più tempo, saranno preziosi per favorire il successo delavoro del nuovo direttivo. Per Mirtes Teresinha Rigo da

Cruz, la presidente uscente, l’elezione dei nuovi rappresentanti ha portato alla creazione di un gruppo dirigente nel quale convivono «il dinamismo dei giovani e la saggezza e l’esperienza dei

veterani». Mirtes ha anche sottolineato che «la conoscenza deve essere trasmessa ai giovani per continuare la storia». Iracema Moser Cani, Coordinatrice dei Circoli Trentini del Brasile, si è congratulata con il direttivo: «Questo nostro Circolo - ha affermato - è visto come un punto di riferimento, un sostegno, è un Circolo basato sull’amicizia, è una famiglia. Quando c’è qualcosa da affrontare diventiamo ancora più forti». Ha concluso il suo intervento con un invito: «tutti noi dobbiamo camminare insieme e agire con etica, con •ducia reciproca e non dobbiamo mai perdere di vista lo scopo per cui il Circolo è stato fondato». Il nuovo Direttivo si è impegnato a organizzare gli eventi tradizionali insieme al Gruppo Folk Trentino di Rodeio: la rappresentazione teatrale di Pasqua (O Milagre do Calvário); la sesta edizione della Magnalonga; l’esibizione del Gruppo Folk Trentino di Rodeio in luglio; «La Sagra» in settembre. Queste e tutte le altre attività avranno lo scopo di rafforzare i legami culturali tra la comunità e il Circolo Trentino.

Dimas Bolognani, di Ouro Fino è diventato cittadino italiano «Felice della vita»: così, in un messaggio inviato alla Trentini nel mondo, Paulo Henrique Chistè (primo a sinistra nella foto), presidente del Circolo trentino di Ouro Fino (Minas Gerais - Brasile) de•nisce Dimas Bolognani (secondo da sinistra nella foto) che nel mese di febbraio ha ricevuto la notizia che era stata accolta la sua richiesta di ottenere la cittadinanza italiana, in 3 - 2014

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base alla legge 379/2000. Con lui hanno ottenuto la cittadinanza anche la •glia Lais Ceccon Bolognani e il •glio Caio Ceccon Bolognani (nella foto). Dimas è pronipote di Carlo Bolognani, originario di Vigo Cavedine. Dimas ha espresso la sua gratitudine al presidente del Circolo trentino di Ouro Fino, alla Trentini nel mondo e alla Provincia Autonoma di Trento.


DALLE VALLI LA POPOLARE TRASMISSIONE VA IN ONDA DA CINQUE ANNI SU RADIO ANAUNIA E SI PUÒ ASCOLTARE ANCHE VIA INTERNET

Il dialetto noneso arriva in tutto il mondo con il programma «Doi ciacole dre al Nos» Radio Anaunia (emittente gestita da una società cooperativa) trasmette da Cles dal 1978, 24 ore su 24. Musica, notizie aggiornate, programmi culturali, programmi di intrattenimento. Oltre alle frequenze FM Radio Anaunia può essere ascoltata in tutto il mondo via web collegandosi al sito: www.radioanaunia.it «Doi ciacole dre al Nos» è una trasmissione settimanale in onda su Radio Anaunia da cinque anni, in lingua dialettale delle valli del Noce, condotta da Fabio Pinter, dalla moglie Dolores Keller (entrambi di Coredo) e da Giuliana Finandri (di Campodenno). È un programma di piacevole

intrattenimento in allegra compagnia dei conduttori e degli ospiti che si avvicendano ogni

settimana con testimonianze culturali, di musica locale, poesie, storie locali.

È una trasmissione che risulta essere particolarmente gradita anche ai «nonesi» e trentini in giro per il mondo che la possono ascoltare in internet all’indirizzo www.radioanaunia.it Il gradimento da parte dei «nonesi nel mondo» è stato più volte manifestato con lettere, cartoline, messaggi di posta elettronica, ma anche «in diretta». È infatti possibile parlare con i conduttori telefonando durante la trasmissione, che va in onda ogni martedì con inizio alla ore 20.30. Chiunque volesse contattare Fabio, Dolores e Giuliana, può farlo telefonando al seguente numero: 0039 0463 730002.

IL 19 FEBBRAIO SCORSO IL VENTO DI SCIROCCO HA PORTATO FIN SULLE ALPI LA SABBIA DEI DESERTI COLORANDO LA NEVE

Pioggia «africana» sul Trentino La “pioggia colorata”, ovvero sporca di sabbia, che il 19 febbraio è caduta su tutto il Trentino è un fenomeno non raro: è stato però inconsueto il fatto che abbia interessato anche il fondovalle e la città. A portare la sabbia africana oltre il Mediterraneo !no al centro Europa ci ha pensato lo Scirocco, che in quei giorni sof!ava da sud. «Le particelle di sabbia portate dai venti - ha spiegato Alberto Trenti di Meteo Trentino - rimangono sospese e poi cadono con le piogge, un fenomeno abbastanza frequente e normale, visibile in particolare in montagna dove c’è la neve. A volte queste formazioni si hanno anche in assenza di piogge. In montagna assistiamo quasi tutti gli anni a fenomeni di questo tipo, in Trentino è accaduto anche lo scorso anno e tre anni fa, un po’ più raro è vederlo in città». In città la pioggia “sabbiosa” ha lasciato una patina giallastra su strade e automobili, mentre in quota il fenomeno è stato più marcato ma ad intermittenza. Le nevicate del 19 febbraio hanno infatti assunto, con un andamento alternato e a macchia di leopardo, una colorazione rossastra, seguita da neve bianca, da altra neve rossa in tarda mattinata e poi nuovamente bianca, un’alternanza che si spiega con l’arrivo a

Nella figura qui sopra a sinistra, diramata da Meteo Trentino, è riportata una composizione di canali infrarossi del satellite Meteosat-9: il flusso di sabbia sahariana è evidenziata in rosa acceso. I colori non corrispondono a quelli reali ma sono utilizzati per evidenziare diverse caratteristiche delle nubi: in rosso scuro le nubi con elevato spessore, in nero le nubi alte e sottili e in giallo le nubi basse. In alto a destra un’immagine tratta da una delle webcam sparse sul territorio provinciale, nella quale si vede la coltre bianca di neve con sfumature marroncine e aranciate, più tipiche del Sahara che non delle Alpi.

ondate delle nubi cariche di polveri di sabbia. La sabbia che arriva dai deserti africani non è per altro l’unica causa dei fenomeni di arrossamento della neve in quota. Talvolta accade che siano invece delle alghe verdi, in arrivo da nord, a causare l’arrossamento. Ciò accade quando una particolare alga (Clamydomonas nivalis) trasportata dai venti polari in primavera, deposita le spore: la leg-

gera umidità creata in super!cie dall’azione dei raggi solari è sfruttata dalle spore per il proprio ciclo vitale dando origine, durante tale processo biologico, alla produzione di sostanze di colore rosso che hanno la funzione di proteggere le spore stesse dai raggi ultravioletti. Ecco perché, in tali circostanze, la neve assume una colorazione rossa, un fenomeno che in Trentino si è potuto notare l’ultima volta nella primavera del 2009.

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PRODOTTI

Dagli olivi coltivati nel Basso Sarca un olio armonico, delicato e vivace L’olivo è una specie arborea tipicamente mediterranea che al 46° grado di latitudine - corrispondente al lago di Garda - raggiunge uno dei limiti più a nord nel nostro emisfero. Grazie al clima mite la coltivazione dell’olivo nel Basso Sarca (in Trentino) e nella zona del Garda rappresenta un unicum in Italia e in Europa. L’olio extravergine di oliva prodotto in Trentino è un olio dalla pregevole armonia: equilibrato nelle note amare e piccanti, pieno ed intenso nel profumo, vivace nei sentori di mandorla e carciofo, una specialità capace di riscuotere entusiastici apprezzamenti sia fra i consumatori che fra gli esperti La super•cie coltivata interessa soprattutto i comuni di Arco, Riva del Garda, Tenno e Dro, variando dai 70 agli 850 m di quota. La varietà prevalente è quella dell’olivo Casaliva o Gargnà, la cui caratteristica consiste nella colorazione dell’oliva che non diventa mai completamente nera neppure quando è matura. La raccolta è ancora per lo più a mano e avviene da novembre a gennaio, quando il frutto non ha ancora raggiunto la completa maturazione. La molitura segue di pochi giorni la raccolta: un tempo con macine di pietra, oggi con moderni frangitori. In entrambi

i casi l’estrazione avviene senza l’uso di sostanze chimiche e con una temperatura costante. L’olio così ottenuto viene •ltrato prima dell’imbottigliamento: ha un colore verde foglia, con ri•essi dorati e un sapore leggermente fruttato con una presenza equilibrata di amaro e piccante. Il marchio D.O.P., di cui alcuni di questi oli possono fregiarsi, garantisce il legame con il luogo di produzione: in questo caso l’area del “Garda” e la sottozona “Trentino”. Un rigido disciplinare di produzione detta le regole per l’ottenimento delle olive e per la spremitura •ssando i caratteri di tipicità ed i parametri analitici e sensoriali che ne garantiscono la qualità. La denominazione di origine protetta è concessa esclusivamente agli oli extravergini di qualità superiore prodotti nel pieno rispetto delle tradizioni e della tipicità della zona di origine. A differenza di quelli provenienti dall’Italia centrale e meridionale, spesso caratterizzati da una esuberante personalità, l’olio extravergine del nostro territorio - ottenuto, come già detto, per lo più da oliveti della zona del Garda, Basso Sarca e Santa Massenza - si distingue per un gusto delicato che lo rende

capace di esaltare i sapori di una grande varietà di piatti. Un tempo gli avanzi della spremitura delle olive venivano

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impastati insieme al lievito e la farina, e talvolta al vino e allo zucchero, nella preparazione del tipico pan de molche.


CROMATISMO IN UN AMBITO GEOGRAFICO RISTRETTO, CONVIVONO AMBIENTI DI ALTA MONTAGNA, DI COLLINA, DI CAMPAGNA, DI CITTÀ

Sono la natura e la mano dell’uomo a dare vita ai panorami del Trentino In un ambito geografico ristretto, il Trentino dispiega una grande varietà di paesaggi: naturali, rurali e urbani ovvero di alta montagna, di collina o altopiano e di fondovalle (1). Secondo una de•nizione data dalla convenzione europea sottoscritta il 20 ottobre 2000 a Firenze, il termine paesaggio designa “una parte del territorio, così come viene percepita dalle popolazioni, il cui carattere è il risultato dell’azione di fattori naturali e umani e delle loro interrelazioni ”. La piacevolezza del paesaggio è dunque una questione di percezione soggettiva, di una visione cioè in•uenzata dal sapere e dai canoni estetici dominanti in una data epoca. Così, ad esempio, nei secoli passati le montagne suscitavano sentimenti di paura per gli orridi anfratti e gli inaccessibili dirupi, mentre oggi affascinano per lo slancio e la tacita s•da delle vette. Si pensi che le Dolomiti, solo a •ne Settecento, vennero, per così dire, scoperte come luo-

Quando tra l’uomo e il territorio si instaura un legame rispettoso dei ritmi, dei cicli, delle forze e delle risorse del suolo e delle acque, appare un paesaggio senza fratture, dove cioè gli elementi esistenti in natura e quelli artificiali si richiamano nelle forme e nei materiali e formano insieme un quadro armonico ghi di interesse prima scienti•co e poi turistico. La bellezza di un paesaggio è però anche una questione di rapporto oggettivo tra le componenti •siche e quelle antropiche del territorio, che assume un aspetto di maggiore o minore “naturalità” in corrispondenza al minore o maggiore grado di pressione umana su di esso. Tuttavia, quando tra l’uomo e il territorio si instaura un legame rispettoso dei ritmi, dei cicli, delle forze e delle risorse del suolo e

delle acque, allora appare un paesaggio senza fratture, dove cioè gli elementi esistenti in natura e quelli arti•ciali creati dall’uomo si richiamano nelle forme e nei materiali e formano insieme un quadro armonico. LE FORME. Tra la montagna e i suoi abitanti esiste una evidente reciproca in•uenza . Spesso gli scenari naturali sembrano assorbire le costruzioni umane, come avviene con i dossi collinari di Castello di Fiemme e di Beseno che integrano nel loro

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pro•lo, alla stregua di corona, l’uno una chiesa e l’altro un castello-fortezza o come, ancora, succede con gli edi•ci di sasso di rifugi che, nel gruppo del Brenta e non solo, si mimetizzano con l’ambiente pietroso circostante Del resto la Natura, dietro l’apparente aspetto di casualità e improvvisazione, suggerisce forme regolari e geometriche non solo negli involucri delle pigne o nelle cupole dei formicai nei boschi, ma anche negli strati paralleli tipici delle rocce sedimentarie, nelle cenge innevate che tagliano di netto in orizzontale i massicci montuosi, nei conoidi alluvionali che si dispiegano a ventaglio, nelle rocce calcaree scanalate a pettine dal dilavamento delle acque. Vi sono poi singolari architetture geologiche quali, ad esempio , in territorio trentino : le piramidi di terra di Segonzano, l’imponente fungo in pietra di Albaredo, l’arco roccioso detto ‘ponte dell’orco’ in val Bronzale sopra Ospedaletto, le levigate pareti concave delle marmitte dei giganti di Vezzano e di Nago. q CONTINUA A PAG. 22

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DALLE VALLI

q CONTINUA DA PAG. 21 E là dove si raccolgono le acque discese da monti disposti a teatro e dove in passato scivolavano lenti ghiacciai, le valli sono modellate a “U”, come nel caso esemplare della conca delle Levade nell’alta val di Fumo. In bassa quota lo sbocco delle valli sul piano procede, a volte, per salti. Lo si vede nella bassa valle di Gresta, là dove essa digrada per successivi pianori orografici costituenti aree ben esposte e sfruttate per insediamenti e coltivazioni. I contadini da sempre hanno in-

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fatti accompagnato l’andamento favorevole dei terreni e, imitandone le migliori conformazioni, hanno a loro volta creato dei terrazzamenti che , in Trentino, conferiscono una peculiare •sionomia al paesaggio agrario specie nella valle di Cembra tutta ornata da centinaia di ettari di vigneti discendenti di gradone in gradone •no al corso dell’Avisio . Ma terrazzamenti, detti anche fratte o collette, abbondano in tutta la provincia : molti spesso coltivati a frutteto e, nell’ Alto Garda, a oliveto; molti abbandonati con i paramenti di sostegno

(muri a secco) in rovina. Una caratteristica del paesaggio agrario è quella di far apparire come spontaneo il disegno regolare dei campi coltivati, i cui con•ni sono segnalati da siepi, corsi d’acqua, •lari di piante o semplicemente dal cambio di coltura. Nella visione dall’alto su molte campagne delle vallate trentine l’occhio scorre piacevolmente dalle partiture dei campi in basso verso il manto dei pendii a prato •no alle fasce verde scuro dei boschi. È una serena fusione di forme tra i terreni ‘domati’ dall’ agricoltura e quelli ancora

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‘selvaggi’ . Ma disegni geometrici sono anche de•niti dalle bordure di cespugli di bosso e dalle teorie di cipressi che costeggiano sentieri e viali di parchi e giardini. In altri casi la vegetazione è modellata in strutture architettoniche come, ad esempio, nei roccoli per l’uccellagione , di cui esiste un mirabile esempio a Faedo in località Sauch (foto qui sotto). I MATERIALI. Paesaggio non è solo il panorama che guardiamo, ma il come lo vediamo e il sentimento di armonia o di distonia che ci ispira. In questo


CROMATISMO

Nel paesaggio montano le baite, le stalle delle malghe, i mulini e le segherie si inseriscono senza alcun conflitto con l’intorno ambientale grazie anche alla mediazione dei materiali impiegati: pietre vive e legno sotto forma di tronchi, assi e pali. Il risultato per chi guarda è di pacifica convivenza e di indisturbata continuità con il paesaggio naturale senso la consonanza delle forme e dei materiali favorisce il connubio tra ambiente e insediamenti umani. Nel paesaggio montano le baite, le stalle delle malghe, i mulini e le segherie si inseriscono senza alcun conflitto con l’intorno ambientale grazie anche alla mediazione dei materiali impiegati : pietre vive e legno sotto forma di tronchi, assi e pali. Tutto ciò è frutto della sedimentata conoscenza delle esigenze e delle condizioni poste dall’ habitat di

residenza : una comprensione che guida nella scelta dei luoghi dove edi•care, ma orienta pure alle modalità costruttive preferibili. Il risultato per chi guarda è di paci•ca convivenza e di indisturbata continuità con il paesaggio naturale. Altrettanto può dirsi, solo in pochi casi, nei confronti di interventi edilizi contemporanei. Alcune casupole immerse nei prati di montagna coniugano con i radi alberi e i massi erranti i tetti di scandole o quelli con lastre in pietra, quali si vedono

nella Lessinia o sull’altipiano di Brentonico. Le tradizionali palizzate o staccionate in legno e le recinzioni in pietra emergono come elementi in perfetta sintonia con l’ambiente tanto quanto l’acciottolato dei sentieri pavimentati per facilitare la discesa del legname. I covoni di fieno o di grano saraceno sparsi nei campi segnalavano un tempo, attraverso il cambiamento di forma di una stessa pianta, la simbiosi di natura e cultura.

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Allo stesso esito mira la manifestazione internazionale di arte contemporanea Arte Sella (2) attraverso la trasmutazione di elementi naturali, come tronchi, rami, foglie e sassi, in costruzioni arti•ciali: è la metamorfosi di essenze, colori , consistenze e volumi presenti in natura in creazioni di fantasia, ma del tutto coerenti con l’ambiente. Luciano Pontalti (1) vedi: www.paesaggio trentino.it (2) vedi: www.artesella.it

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CALENDARIO 1 marzo A São Miguel do Oeste (BR): inaugurazione nuovo Circolo Trentino C.T. Stivor (BIH): sfilata di carnevale

7 aprile Presso la scuola media di Telve, lezione sull’emigrazione trentina

C.T. Puerto Tirol (AR): riunione mensile

8 aprile C.T. Denver-Colorado (USA): riunione mensile

6 marzo C.T. Brusque (BR): Inizio corsi d’italiano

12 aprile A Trento, incontro di coordinamento dell’Europa

8 marzo C.T. Denver-Colorado (USA): Torneo di bocce “Tirolesi-Trentini”

18 aprile C.T. Rodeio (BR): spettacolo teatrale “O milagro do Calvario”

9 marzo C.T. Windsor&Detroit (USA): assemblea generale

26 aprile C.T. La Louviere (BE): cena sociale

C.T. Ticino (CH): festa dei crauti

Trento, Sala della Fondazione Caritro, ore 11.00 “Messico e Trentino: terre comunicanti” incontro-dibattito inserito nel programma di Trento Film Festival

A Laurentino (BR): 1° riunione del Gruppo Giovani Trentini Brasiliani di SC e PR 10 marzo C.T. Rodeio (BR): riunione mensile 12 marzo C.T. Denver-Colorado (USA): riunione mensile 14 marzo C.T. Charleroi (BE): festa della Donna

27 aprile C.T. Windsor&Detroit (USA): torneo di bocce C.T. Charleroi (BE): giornata della gioventù trentina C.T. Minnesota (USA): “Vince Gentilini Polenta Feed” 28 aprile Assemblea dell’Associazione Trentini nel Mondo onlus

C.T. Rodeio e gruppo Folck Trentino (BR): sfilata 77° anniversario di emancipazione politica di Rodeio

1 - 4 maggio Incontro dei Circoli trentini di Europa a Tuzla (BIH)

15 marzo

4 maggio C.T. Charleroi (BE):partecipa a MAI’tissage, incontro interculturale organizzato da CPAS di Chatelet e l’amministrazione comunale

C.T. Montevideo (UY): inizio corsi di italiano 20 marzo A Florianopolis (BR): incontro dei coordinatori del Brasile C.T. Curitiba (BR): riunione sociale 22 marzo A Buenos Aires (AR): incontro dei coordinatori dell’Argentina C.T. Porto Alegre (BR): inizio corsi d’italiano 23 marzo A Buenos Aires, incontro dei coordinatori del Cile, Paraguay e Uruguay C.T. Londra (GB): Santa Messa e pranzo AGM 24 marzo C.T. Gasparin (BR): pranzo sociale 26 marzo Presso l’Istituto San Michele all’Adige lezione sull’emigrazione trentina 29 marzo C.T. Toronto (CA): cena mensile 30 marzo C.T. Charleroi (BE): pranzo della primavera trentina 5 aprile C.T. Norimberga (DE): presentazione dei “prodotti e sapori trentini” da parte del Gruppo giovani e volontari di Trento 6 aprile C.T. Monaco di Baviera (DE): concerto Coro Cima Vezzena di Levico Terme C.T. Cordoba (AR): pranzo sociale

9-17 maggio C.T. La Louviere (BE): viaggio alla scoperta del Trentino 10 maggio C.T. La Louviere (BE): concerto coro Stelutis 14 maggio C.T. Denver-Colorado (USA): riunione mensile 16-22 maggio Gruppo del C.T. Minnesota in visita in Trentino 17-18 maggio C.T. Rodeio (BR): porte aperte al Museo di usi e costumi della gente trentina nell’ambito della 12a settimana nazionale dei Musei 18 maggio C.T. Londra (GB): Chelsea Literary Walk 1 giugno Trento, Sala Depero, ore 11.00: incontro con João Pedro Stedile e Franco Marini nell’ambito dell’edizione 2014 del Festival dell’Economia 5-12 luglio Soggiorno per famiglie a Candriai organizzato dal Gruppo giovani/volontari di Trento 11-13 luglio In Primiero; Festa Provinciale dell’Emigrazione 18-20 luglio A Odgen – Utah (USA), Convention ITTONA


Foto di Luciano Imperadori

Blu di primavera nel Gruppo del Brenta.

Rivista marzo 2014  

Mensile dell'Associazione Trentini nel Mondo del mese di marzo 2014

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