MENSILE DELL'ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO DEL MESE DI NOVEMBRE-DICEMBRE 2022

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Poste Italiane s.p.a.Spedizione in Abbonamento postaleD.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB TrentoTaxe Percue A Cordoba (Argentina) è stata inaugurata la nuova sede della Trentini nel mondo per il Sud America e dal 24 al 26 novembre si è svolto l'incontro con i Coordinatori. 11-12/2022 anno 65° MENSILE DELL’ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO ADERENTE ALLA F.U.S.I.E

DI

dell’Associazione Trentini nel Mondo

Argentina - 48 circoli - 1 delegazione Avellaneda, Azul, Bahia Blanca, Bariloche, Buenos Aires, Chajarì, Chilecito, Colonia Tirolesa, Concepción del Uruguay, Concordia, Cordoba, Corrientes, Corzuela, Formosa, General Roca, General San Martín, La Plata, Lanteri, Las Breñas, Machagai Plaza, Makallè, Malabrigo, Mar del Plata, Mendoza, Olavarria, Pampa del Infierno, Presidente Roque Sáenz Peña, Puerto Tirol, Quitilipi, Reconquista, Resistencia, Río Cuarto, Romang, Rosario, Salta, San Jaime, Sampacho, San José (Depto. Colon), San Nicolas de los Arroyos, Santa Fé, Santa Rosa de la Pampa, Tandil, Tucuman, Viedma, Villa General Belgrano, Villa Ocampo, Villa Regina, Zárate - Comodoro Rivadavia

Australia - 8 circoli - 2 delegazioni Adelaide, Canberra, Mackay, Melbourne, Myrtleford, Perth, Sydney, WollongongTasmania, Townsville

Belgio - 4 circoliCentre & Borinage, Charleroi, La Louviére, Liegi

Bolivia - 1 circolo La Paz

Bosnia - 4 circoli

Banja Luka, Sarajevo, Stivor, Tuzla

Canada - 5 circoli

Alberta, Montreal, Toronto, Vancouver, Windsor & Detroit

Brasile - 60 circoli

Cile - 3 circoli

Copiapò, La Serena, Santiago

Colombia - 1 circolo Bogotá

Danimarca - 1 circolo Copenhagen

Ex emigrati - 4 circoli

Australia, Società Americana di Storo, Stivor (BIH), Svizzera

Francia - 2 circoli Grenoble, Lorena

Germania - 3 circoli - 3 delegazioni Colonia, Dortmund, Stoccarda – Berlino, Monaco, Norimberga

Gran Bretagna - 2 circoli Londra, Trentini UK-Irlanda

Italia - 12 circoli

Biella; Borgosesia; Brescia; Bresciani amici del Trentino; Como; Famiglia Trentina di Roma; Friuli; Milano; Pontino; Predazzani nel Mondo; Roma; Trieste

Lussemburgo - 1 circolo Lussemburgo

Ascurra, Balneário Camboriú, Belo Horizonte, Bento Gonçalves, Blumenau, Brusque, Caxias do Sul, Colatina, Coronel Pilar, Corupà, Curitiba, Divino di Laranjeiras, Encantado, Erexim, Florianopolis, Garibaldi, Gasparin, Gramado, Guaramirim, Guabiruba, Indaial, Jahú, Jaraguà do Sul, Joinville, Jundiaì, Laurentino, Londrina, Luzerna, Nereu Ramos, Nova Trento, Ouro Fino, Pedrinhas Paulista, Piracicaba, Porto Alegre, Presidente Getulio, Rio de Janeiro, Rio do Oeste, Rio do Sul, Rio dos Cedros, Rodeio, Salete, Salvador, São Paulo, Sananduva, Santa María, Santa Olímpia, Santa Teresa, Santa Tereza do Rio Taquarì, São Bento do Sul, São João Batista, São Miguel do Oeste,São Sepe, São Valentim do Sul, Taiò, Tapejara, Três de Maio, Tucunduva, Venda Nova do Imigrante, Vitoria, Xanxerè

Federazioni ITTONA (Canada e Stati Uniti)

Messico - 13 circoli

Aguas Calientes, Citlatepetl, Città del Messico, Colonia Manuel Gonzalez, Colonia Diez Gutierrez, Cordoba, Huatusco, Monterrey, Puebla, San Luis de Potosí, Tijuana, Veracruz, Xalapa

Paraguay - 11 circoli

Asunción, Atyrà, Caacupé, Caaguazù, Ciudad del Este, Concepción, Fernando de la Mora, Lambaré, Luque, Paso Barreto, San Pedro Ycuamandiyù

Peru - 1 circolo Lima

Portogallo - 1 circolo Lisbona

Romania - 1 circolo Romania

Serbia - 1 circolo Indija

Stati Uniti - 21 circoli

Alliance, Chicago, Cleveland, Denver& Colorado, Hazleton, Milwaukee, Minnesota, New England, New York, Norway, Ogden, Pittsburgh, Readsboro, San Francisco, Seattle, Solvay, South Alabama, South East Pennsylvania, Seattle, Southern California, Washington, Wyoming

Sud Africa - 2 delegazioni Pretoria, Cape Town

Svizzera - 6 circoli - 1 delegazione Amriswil, Basilea, Ticino, Winterthur, Zofingen

Uruguay - 5 circoli

Carmelo, Cerro Largo, Colonia del Sacramento, Montevideo, Rivera - Sant'Ana do Livramento (UY- BR)

Venezuela - 1 circolo Caracas

CIRCOLI, DELEGAZIONI
FEDERAZIONI/COORDINAMENTI
E
CIRCOLI
02 11/12 - 2022
Coordinamenti Argentina, Australia, Benelux, Bosnia, Brasile, Canada, Cile, Europa, Messico, Paraguay, Stati Uniti e Uruguay

Pagina 2 AGENDA

Pagine 3-6 INCONTRO CON I COORDINATORI ED INAUGURAZIONE SEDE DI CORDOBA

Pagine 7-11 CONVEGNO EZA-UNAIE

Pagina 12 FROM HOME TO HOME

Pagina 13 60 ANNI D'EUROPA

Pagine 14-19 GENTE E FATTI Pagine 20-25 CIRCOLI Pagine 26-28 DAL TRENTINO

ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO

Presidente Direttore Armando Maistri Francesco Bocchetti

TRENTINI NEL MONDO Mensile dell’Associazione Trentini nel Mondo aderente alla F.U.S.I.E

Direzione, amministrazione e redazione Via Malfatti, 21 - 38122 TRENTO Tel. 0461/234379 - Fax 0461/230840 sito: www.trentininelmondo.it e-mail:info@trentininelmondo.it

Direttore responsabile Maurizio Tomasi

Comitato editoriale

M. Anderle, G. Bacca, C. Barbacovi, B. Cesconi, A. Chemotti, A. Degaudenz, S. Giordani, H. La Nave, A. Leonardi, B. Fronza, E. Lenzi, A. Maistri, P. Rizzolli, V. Rodaro, P. Rossi, M. Setti, A. Tafner, R. Tommasi, V. Triches

Hanno collaborato: R. Barchiesi - S. Corradini G. Degasperi - F. Bocchetti - I. Turco M. Grazzi - G. Todeschini - A. Liber

Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 62 - 6 febbraio 1958

STAMPA: Grafiche Dalpiaz srl Ravina di Trento (TN)

Per ricevere il giornale: Dal 2020 il giornale dell’Associazione ha cambiato il rapporto con i propri lettori: non più solo abbonati ma soci della Trentini nel mondo. A pagina 29 il modulo per la richiesta di adesione in qualità di socio.

N. 11/12 - 2022 - Stampato il 27 DICEMBRE 2022

Le affermazioni e le opinioni espresse negli articoli firmati rispecchiano le posizioni degli autori.

La Trentini nel mondo è proiettata nel futuro

L’epoca che stiamo attraversando è connotata da profondi mutamenti che coinvolgono l’esistenza delle persone e delle organizzazioni.

L’ambiente, l’istruzione, la cultura, la biodiversità sono beni comuni globali. Per questo dobbiamo immaginare per il futuro istituzioni e sistemi che ci permettano di valorizzarli, di riconoscere le nostre interdipendenze e rendere forti le nostre società. I “beni comuni” aprono uno spazio tra il mercato e lo Stato, tra il privato e il pubblico.

Guerra, inquinamento - che genera il riscaldamento globale - crisi economica e energetica, sono lì a dimostrare che la terra sta via via diventando un posto sempre meno sicuro, sempre più pericoloso per chi ci vive.

«Il mondo ha scelto lo schema di Caino e la guerra è mettere in atto il "cainismo’" cioè uccidere il fratello» dice papa Francesco. Sono forse parole nel deserto? Eppure ha chiamato alla Via Crucis una donna ucraina e una russa, per indicare la via del negoziato, del cessate il fuoco e della pace.

Nello scorso novembre ci siamo incontrati, a Cordoba in Argentina, con i nostri coordinatori (nella foto). Li ho definiti “task force”, cioè un gruppo preparato e performante, tale da portare avanti con forza e capacità gli scopi della Trentini nel Mondo.

Voglio qui ringraziare formalmente questi nostri volontari speciali e anche scusarmi per eventuali incomprensioni. Noi tutti siamo un gruppo coeso.

Il volontariato è per noi non solo un simbolo di partecipazione, ma un’abitudine al lavoro evoluto, un supporto fondamentale all’azione organizzata, oltre che un’occasione, singolare e

La nostra rete globale ha una potenzialità enorme non solo nelle relazioni di tipo culturale (storia, arte, musica, scuola, università, cucina, ecc.), ma anche nelle relazioni economiche e commerciali

collettiva, di crescita e maturità. Se poi questo ha una dimensione globale, come nel caso nostro - visto che l’articolazione della nostra Associazione si avvale di oltre duecento Circoli in quattro continenti nel mondo - si comprende quale sia la capacità, oltre che le potenzialità di questa enorme rete, che si basa, voglio ripeterlo forte, in gran parte sull’opera volontaria.

Da oltre 65 anni la Trentini nel Mondo garantisce un’azione a dir poco formidabile.

La considerazione della memoria, intesa come insieme di elementi e avvenimenti via via succedutisi nella storia, non è un mero esercizio di rimpianto e nostalgia dei “bei tempi passati”, bensì un modello su cui si basano sia il presente che il futuro.

Se talvolta la tendenza è quella di dimenticare, spesso diventato un uso corrente degli ultimi tempi, la memoria, per la Trentini nel

Mondo, è un oggettivo punto di partenza da agire e sviluppare nel presente.

La memoria serve dunque per non incorrere negli errori del passato, ma serve anche per veicolare - pensiamo alle nuove generazioni - un’identità singolare come quella trentino-tirolese, che si differenzia da altre situazioni regionali, non fosse altro che per il forte senso di autonomia, della quale è senza dubbio alcuno fortemente pervasa.

La Trentini nel Mondo, proiettata nel futuro, continua e valuta il recupero della memoria quale driver per il futuro, da trasmettere alle nuove generazioni, in modo tale che non restino intrappolate in una quotidianità senza passato e ostaggio di un futuro senza prospettive.

Siamo una Comunità globale molto complessa, per diversità

IN QUESTO NUMERO
CONTINUA A PAGINA 2 1 11/12 - 2022 editoriale

La Trentini nel mondo è ora ETS, «Ente del Terzo Settore»

“Associazione Trentini nel mondo ETS”, cioè Ente del Terzo Settore: è questa la nuova denominazione della Trentini nel mondo, dopo la modifica statutaria approvata dall'assemblea straordinaria che si è svolta il 5 dicembre, con la presenza del notaio Armando Romano. Nulla cambia rispetto a «Principi e finalità» fissati dall'articolo 3.

Un'altra modifica approvata dall'assemblea, riguarda invece l'articolo 6, relativo ai soci. Il nuovo testo prevede che «possono aderire all’Associazione i Circoli Trentini, gli enti e le associazioni

con sede all’estero che condividono spirito e finalità dell’associazione e ne affiancano in qualsi-

asi modo l’attività, e aderiscono all’associazione nelle modalità previste dallo Statuto e dal Re-

golamento. I soci esteri devono essere organismi che operano nei rispettivi paesi di residenza senza scopo di lucro e rispettare i principi di democraticità, uguaglianza di trattamento e non discriminazione».

Alla messa di Natale ricordato Bruno Fronza

«Per Bruno Fronza, perché il suo operato continui a portare frutto e possa essere d’esempio affinché tanti altri si donino al prossimo con amore gratuito, e per tutti gli altri defunti che hanno contribuito alla nascita e crescita di questa Associazione»: è il testo di una delle preghiere proposte durante la messa di Natale della Trentini nel mondo, celebrata il 20 dicembre da mons. Luigi Bressan, presso la chiesa di Santa Chiara a Trento.

Un'altra preghiera è stata rivolta per i migranti in pericolo, «per coloro che fuggono, per quanti si affidano a viaggi pericolosi e incerti», perché siano sostenuti nelle difficoltà, protetti nel bisogno e aiutati a trovare un luogo accogliente al termine del loro percorso.

La Trentini nel mondo è proiettata nel futuro

culturali, ambientali, economiche; tale da rendere molto difficile il necessario lavoro di collegamento e coordinamento.

I Trentini sono una Comunità che per dimensione supera di quattro-cinque volte quella del Trentino, quindi una grande comunità. La Trentini del Mondo vive da molto e vivrà ancora per molto tempo, perché è una rete che mette in relazione tante diversità, anzi si alimenta proprio di questo, si nutre

cioè di tante storie e realtà diverse.

I rapporti con la struttura diplomatica, in tante regioni del mondo, riconoscono un ruolo assolutamente positivo e non semplicemente sostituibile al nostro operare, ai nostri sforzi.

Azioni rivolte a diversi settori hanno messo in moto relazioni anche relative all’interscambio commerciale. Quindi partiamo dalla consapevolezza che i soldi pubblici, serviti a finanziare progetti della Trentini nel Mondo, hanno portato un ritorno anche economico, in una logica di reciprocità, che è per noi abituale.

La nostra rete globale ha una potenzialità enorme non solo nelle relazioni di tipo culturale (storia, arte, musica, scuola, università, cucina, ecc.), ma anche nelle relazioni economiche e commerciali.

Siamo qui a dire ancora che è nell’interesse di tutti che portiamo avanti, fino dal 1957, i valori e le azioni sostanziali della Trentini nel Mondo.

Questo è il mio augurio non solo per il prossimo anno, ma per i lunghi anni a venire.

2 11/12 - 2022 agenda

Dall'incontro con i Coordinatori nuova linfa per l'Associazione

Nei giorni 24-25-26 novembre 2022 si è svolto a Cordoba (Argentina) il seminario di formazione e programmazione dei coordinatori dei Circoli Trentini. Hanno partecipato i coordinatori di Argentina (Rafael Acuña, Oscar Menapace, Francisco Canepele, Rodolfo Veronesi); Bosnia (Franjo Rover); Brasile (Simone Sehnem, Andrey Taffner, João Felix Andreis, Eraldo Stenico); Canada (Ivo Finotti); Cile (Gianna Campestrini).

Per l’Associazione erano presenti: Armando Maistri (Presidente), Vittorino Rodaro (Vicepresidente), Francesco Bocchetti (direttore), Rosanna Barchiesi (vicedirettore), Sabina Corradini (amministrazione), Roberto Paolazzi (Sudamerica).

Hanno partecipato in video collegamento: Frederic Spagnoli (Nuova emigrazione), Michael Pancheri (Stati Uniti) mentre Monica Fadanelli (Messico) ha inviato un contributo video.

Giovedì 24 novembre i lavori dell’incontro sono iniziati con la presentazione da parte

del direttore dell'Associazione degli obbiettivi e della filosofia del seminario: è stata fatta una sintesi di cosa è l’associazione, presentando il nuovo statuto e approfondimenti sulla legge provinciale 12/2000 «Interventi a favore dei trentini emigrati all’estero e dei loro discendenti».

Nel pomeriggio i coordinatori dell’Argentina ci hanno presentato alcune esperienze interessanti maturate in quest’anno (corso online di gelateria artigianale italiana, Cattedra Italica a Mar del Plata, progetto borse di studio friulane per il collegio Paolo Diacono e i gruppi giovani del nord Santa Fé).

Hanno preso poi la parola i Consultori della Provincia Autonoma di Trento per l’Argentina, invitati per l’occasione: Francisco Nardelli (sud), Mariano Roca (centro), Gustavo Cristofolini (nord), i quali dopo essersi presentati, hanno illustrato quali sono i compiti previsti dal loro incarico.

In serata è stata inaugurata la nuova Sede

dell’Associazione a Cordoba (articolo sulla pagina seguente).

Venerdì 25 al mattino sono ripresi i lavori di programmazione dell’attività per il prossimo anno e, con i partecipanti suddivisi in gruppi, sono state approfondite alcune tematiche come: l’incontro regionale dei trentini di Brasile sud, Argentina Centro, Uruguay; Convention ITTONA in Italia; attività per gli insegnanti di italiano in Brasile e attività per i giovani in Argentina.

Nella mattinata di sabato 26 novembre, l’Associazione ha presentato i bandi di prossima uscita: Bando attività ordinaria dei circoli; Bando lavoro nelle Sedi dei Circoli; Bando lingua italiana per i discendenti di trentini ICON e Bando premio di studio.

C’è stato poi tempo per ascoltare i coordinatori, che hanno presentato nuove idee da proporre sia all’Associazione ed anche ai Circoli. L’incontro si è concluso con grande soddisfazione e con nuova linfa per il lavoro futuro.

3 11/12 - 2022 agenda

Inaugurata la sede a Cordoba

Nella serata di giovedì 24 novembre è stata inaugurata la nuova Sede dell’Associazione a Cordoba (Argentina); sede che è stata trasferita da Resistencia (Provincia del Chaco) dove ha operato dal 1994 al 2019.

All’apertura formale della nuova sede in Calle Jacinto Rios erano presenti: la Console Generale d’Italia, Giulia Campeggio, la dirigente scolastica del Consolato, Alessandra Sistopaoli, il presidente della Camera di

Commercio Italiana a Cordoba, Edoardo Francanzani, Il Decano della Facultad Ciencias Agrarias dell’Università di Cordoba, Jorge Dutto, i Coordinatori, i Consultori, rappresentanti dei CT di Colonia Tirolesa, Cordoba e Sampacho, le Assistenti sociali, Itatí Cáceres e Susana Serasio, e tanti altri ospiti rappresentanti di diverse associazioni e istituzioni locali. Durante l’inaugurazione è stata letta la lettera (pubblicata sulla pagina a fianco) inviata dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti e dall'assessore provinciale all'emigrazione, Mattia Gottardi. Anche il Governatore di Cordoba, Juan Schiaretti, ha inviato un suo messaggio di saluto.

A seguire c'è stato un momento conviviale presso la sede del

L'Associazione ospite del Consolato Generale

L'intera delegazione trentina il 23 novembre ha partecipato, su invito della Console Generale

al cocktail e concerto di fine anno organizzato dal Consolato, con la presenza delle cantanti italiane Carmen Consoli (a sinistra nella foto) e

Rei. L'evento si è svolto presso la hall centrale dell’Università Nacional de Cordoba.

Il concerto era inserito nella campagna «Orange the World» per la prevenzione e l’eliminazione della violenza contro le donne.

Circolo Trentino di Cordoba, situata non lontano dalla nuova sede, con uno spettacolo di tango e l'esibizione delle sorelle di origine trentina Giuliana e Gina Benvenuti, socie del circolo di Resistencia.

d’Italia a Cordoba, Giulia Campeggio, Marina
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Egregio signor Presidente Maistri, con grande piacere abbiamo ricevuto l'invito a partecipare all'inaugurazione della sede dell'Associazione in Sudamerica.

Pur non potendo presenziare a questo speciale evento, per impegni istituzionali connessi ai lavori del Consiglio e della Giunta provinciale, Le chiediamo di estendere questo nostro saluto a tutti i partecipanti all'atto inaugurale che si terrà a Cordoba il 24 novembre prossimo.

Desideriamo rivolgere a Lei, all'Associazione ed a tutti gli attori che a diverso titolo hanno contribuito al conseguimento di questo obiettivo, un plauso da parte di tutto il Governo provinciale di Trento.

Il trasferimento della sede dalla città di Resistencia alla capitale della provincia di Cordoba, grazie alla centrale e strategica posizione geografica e per le caratteristiche da Lei rappresentate, potrà offrire un ambiente idoneo allo sviluppo di sinergie operative sempre più connesse alle esigenze di una comunità trentina in continua crescita.

Una realtà che, sulla base di un reciproco interesse con il Trentino, opera a favore di una ampia rete collettiva trentina presente, come sappiamo, non solo in Argentina ma in più Paesi dell'America latina. Una realtà inoltre la cui nascita e articolazione è sempre stata fortemente accompagnata e sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento, che oggi come ieri segue con attenzione e con vivo spirito sussidiario quanto il mondo dell'associazionismo in emigrazione può rappresentare, in termini di costruzione di rapporti socioculturali ed economici, in vari ambiti, nei territori dove siano presenti comunità trentine e italiane.

Nel desiderio di unirci alla collettività, alle Autorità ed ai rappresentanti degli organismi diplomatici italiani che interverranno all'evento, riteniamo

Trasformare le sfide in opportunità di crescita comune

Il testo della lettera inviata alla Trentini nel mondo dal presidente della Giunta provinciale di Trento, Fugatti, e dall'assessore provinciale all'emigrazione, Gottardi, per l'inaugurazione della sede a Cordoba

per coloro che sono dovuti partire e che con spirito di sacrificio e coraggio hanno saputo sfidare le difficoltà. La loro esperienza rappresenta un’eredità preziosa per le giovani generazioni. Si tratta di un grande tesoro costituito dalla capacità di adattamento ad una nuova situazione, dall’impegno nel preservare la lingua e la cultura italiana assieme all'apprendimento della lingua e cultura del Paese di accoglienza, dalla conservazione della storia e delle proprie tradizioni, dalla capacità di confrontarsi con stili alternativi di vita, lavoro, convivenza.

L’auspicio è che proprio le nuove generazioni, che rappresentano modelli di multiculturalità, siano coinvolte attivamente nel processo partecipativo di confronto e scambio, teso a promuovere, mantenere e consolidare ogni possibile relazione culturale tra il Trentino e le comunità dove queste generazioni sono nate e cresciute.

«Il trasferimento della sede alla capitale della provincia di Cordoba, potrà offrire un ambiente idoneo allo sviluppo di sinergie operative sempre più connesse alle esigenze di una comunità trentina in continua crescita»

importante e doveroso sottolineare l’importanza di collaborare pur nella diversità di ruoli tra associazionismo e istituzioni.

La vostra attività rappresenta per noi uno stimolo costante a riflettere ed a fare memoria delle complesse e dinamiche vicende migratorie che hanno segnato la storia della nostra comunità trentina e non solo, considerando che il fenomeno ha coinvolto, seppur in epoche distinte, praticamente tutte le Regioni italiane.

La Provincia autonoma di Trento è costantemente impegnata sia sul fronte politico che

tecnico, in un costante confronto e dialogo con le altre regioni sui tavoli nazionali; anche attraverso la partecipazione, anche in forma di uditore, alle riunioni consultive del Consiglio Generale degli Italiani all'estero che interessano temi comuni.

Ci piace immaginare che proprio nel profilo di ciascun emigrato trentino sia racchiuso il più autentico significato di resilienza - inteso come capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo problematico. Esprimiamo il più vivo sentimento di profonda stima e riconoscenza

Ci preme infine ricordare in questa occasione la vicinanza che la Provincia manifesta anche attraverso i propri Consultori. Sono, è bene ricordarlo, figure di riferimento istituzionale che, ancorché a titolo di volontariato, si impegnano a facilitare e promuovere proficue e costanti relazioni tra il Trentino e le comunità trentine all’estero. Nella loro attività, dialogo e interazione con la rete delle realtà associative restano imprescindibili, così come è importante la ricerca di connessione con giovani che vivono esperienze di nuova mobilità internazionale e percorsi di interscambio.

Il nostro augurio è dunque quello di proseguire il cammino collettivo sapendo accogliere le nuove sfide che ci attendono per trasformarle, anche presso la sede di Cordoba, in stimolanti opportunità di crescita comune.

Presidente Provincia autonoma di Trento Mattia Gottardi Assessore provinciale all'emigrazione

Entrambe le foto: Paolo Pedrotti Archivio Ufficio Stampa PAT 5 11/12 - 2022 agenda

agenda

I Circoli argentini sono impegnati a creare nuovi spazi di socialità ed integrazione

Dal 23 al 26 novembre ho avuto l’opportunità e il privilegio di partecipare, in qualità di vicepresidente dell’Associazione Trentini nel Mondo, all’incontro con oltre una ventina di Coordinatori (erano stati invitati tutti) dei Circoli trentini sparsi in quattro continenti. Era la prima volta che mettevo piede in un Paese importante dell’America latina, l’Argentina, a Cordoba, una città di un milione e mezzo di abitanti.

Gli incontri con i Coordinatori hanno cadenza triennale e l’appuntamento di Cordoba ha rappresentato in un certo qual modo la ripartenza, in presenza, di una metodologia di ascolto e di confronto fra la struttura operativa e la governance dell’Associazione con i testimoni della varietà e della ricchezza associativa dei Circoli trentini sparsi nel mondo. Un appuntamento meticolosamente preparato dallo staff di direzione che ha toccato gli aspetti più importanti dell’organizzazione, dalle modifiche statutarie ai rapporti con gli enti pubblici, dalla legge provinciale sull’emigrazione alla presenza all’estero e al ruolo del Coordinatore. Con un focus particolare sull’attività programmatoria dell’Associazione per il 2023.

Particolarmente interessante ed emotivamente coinvolgente è stato per me l’ascolto delle attività messe in atto dai circoli dell’Argentina. Cito qui il Circolo trentino di Avellaneda che ha avviato progetti giovanili in ambito scolastico coinvolgendo l’Associazione Friulani nel mondo e, con una scuola superiore locale, l’Istituto Paolo Diacono di Cividale del Friuli con il supporto delle amministrazioni locali interessate argentine e friulane. Progetto sostenuto dall’Unione europea.

Oppure l’attività del Circolo

trentino di Avellaneda che negli ultimi dieci anni ha registrato la partecipazione di 150 giovani ad attività formative e realizzato laboratori per bambini e ragazzi da 4 a 15 anni, sempre in collaborazione con l’amministrazione locale e l’Associazione Friulani nel mondo. Oppure il progetto cattedra aperta «Villa Regina, Italia

in Patagonia» che intende promuovere e valorizzare le grandi opere e le attività culturali, sociali, economiche e produttive create dagli immigrati italiani. È un progetto proposto e organizzato dall’Università nazionale di Rio Negro che è stato dichiarato d’interesse dal Consiglio comunale della città al quale partecipa

anche il circolo trentino locale.

Mi limito a questi esempi di buone pratiche dove emerge il protagonismo della presenza trentina nelle comunità locali, con ottimi livelli di integrazione e di capacità collaborativa. È stato bello constatare, almeno da parte mia, come l’essere trentini e nello stesso tempo argentini siano due aspetti che rafforzano e arricchiscono la personalità delle persone che ho avuto modo di incontrare.

L’inaugurazione della nuova sede della Trentini nel mondo per l’America Latina a Cordoba è stata un’ulteriore occasione per constatare l’interesse e l’ammirazione che l’impegno della nostra Associazione e dei suoi volontari destano presso il Consolato generale di Cordoba. A Cordoba la natura sta fiorendo, è primavera. Ma io ho scoperto anche la primavera nei nostri Circoli e nei loro responsabili, nella loro voglia di mettersi in gioco, nella volontà di creare spazi accoglienti per i giovani, nella determinazione a creare nuovi spazi di socialità e di integrazione. È una sfida che provoca direzione e governance della nostra Associazione. Sapremo coglierla?

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2022
«È stato bello constatare come l’essere trentini e nello stesso tempo argentini siano due aspetti che rafforzano e arricchiscono la personalità delle persone che ho avuto modo di incontrare»
6 11/12 - 2022

La «democrazia climatica» si crea con la collaborazione fra le nazioni

Il convegno dal titolo “Green Deal: sarà una transizione sostenibile?” è stato organizzato dall’Associazione Trentini nel Mondo ODV per conto e in nome di UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati), e sovvenzionato dalla Commissione Europea e dall’EZA (Europaeisches Zentrum fuer Arbeitnehmerfragen).

Ha avuto luogo presso il Grand Hotel Imperial di Levico Terme (Trento – Italia), dal pomeriggio di venerdì 4 novembre al pranzo di domenica 6 novembre 2022.

Il convegno ha visto la partecipazione di più di ottanta persone in presenza tra partecipanti, organizzatori, relatori e ospiti. Il giornalista Maurizio Tomasi, direttore del periodico «Trentini nel mondo» è stato il moderatore dell'intero convegno.

Erano presenti i rappresentanti delle seguenti organizzazioni di EZA: UNAIE, CEAT, LDF, FIDESTRA, KAB Aachen, SAUATT, Union of the Independent Albania Trade Union, Vost Volya, Fundacja Nowy Staw Europejski Dom Spotka, FCG/OZA, KOK, EZA MCL, Open Education Center.

Erano inoltre presenti esponenti e rappresentanti politici della Provincia Autonoma di

7 convegno EZA-UNAIE

Trento e della Regione Trentino Alto Adige-Südtirol, Università di Trento, Istituto Geografico Università della Ruhr, Rede IN-

DUCAR, IUCN, Università Abat Oliba di Barcellona, European Anti Poverty Network, Università di Potsdam, UIL FEDEAL Tren-

tino, Fondazione Edmund Mach. Quest’anno il convegno è stato organizzato in collaborazione con il PICM.

Il convegno si è articolato in quattro sessioni, riportate in sintesi nelle pagine che seguono:

1. Introduzione al cambiamento climatico e al Green Deal (pomeriggio venerdì 4 novembre).

2. Verso un Green Deal sociale (mattina sabato 5 novembre).

3. Educare alla sostenibilità (pomeriggio sabato 5 novembre).

4. Politiche della transizione energetica (mattina domenica 6 novembre).

Al termine di ogni relazione il pubblico ha potuto condividere riflessioni e domande: la tematica proposta ha suscitato molto interesse.

DA PAGINA 8 A PAGINA 11

Sintesi delle quattro sessioni in cui si è articolato il convegno e delle conclusioni
Tutte le foto: Alice Liber 11/12 - 2022

1. Cambiamento climatico e Green Deal

La prima parte del seminario è stata dedicata a fornire ai partecipanti una panoramica generale sulla sfida del cambiamento climatico e del significato di Green Deal a livello europeo.

Ad aprire il seminario è stato Rudi Bressa (giornalista ambientale), a cui è stato affidato il compito di introdurre l’argomento del cambiamento climatico in quanto sfida globale.

È poi intervenuto Agostino Cavazza (direttore Fondazione Edmund Mach), che ha discusso il ruolo dell’acqua come bene prezioso ed insostituibile, soprattutto per l’agricoltura. Ha inoltre enumerato le varie soluzioni che recentemente sono state messe in atto per proteggere le piante e i raccolti, attraverso la digitalizzazione. Il terzo relatore del pomeriggio è stato Blal Adem Esmail (ricercatore Istituto Geografico di Bochum) la cui ricerca si concentra sulle

Nature-Based Solutions (NBS), che possono aiutare nell’attuazione del Green Deal europeo. Esse si basano sui naturali ecosistemi, necessitano di una buo-

na pianificazione, e sono al servizio della sostenibilità. Nelle grandi città, che hanno numerosi impatti che hanno rilevanti impatti negativi sull’ambiente,

le NBS possono essere messe in atto portando a buoni risultati.

Ha concluso la sessione Gabriele Mylonas (sindacalista UIL FENEAL), parlando del ruolo che il settore edile può avere nel Green Deal, attuando il cosiddetto Green Building con la costruzione di edifici sostenibili e il riutilizzo di quelli già esistenti, attraverso la formazione degli operai.

CONCLUSIONI PRIMA SESSIONE. Si è sottolineato come il Green Deal sia una delle soluzioni per contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico, e che l’Europa deve saper dialogare con i gruppi locali per mettere in campo le giuste azioni. Particolare attenzione va posta ai pilastri di questa transizione: crescita, inclusione e sostenibilità, soprattutto nelle città che sono essenziali alla vita dell’uomo, sono il centro dell’interazione sociale, della conoscenza e dell’innovazione.

8 11/12 - 2022 convegno EZA-UNAIE
Il cambiamento dei nostri stili di vita «può portare ad una riduzione del 40-70% delle emissioni di gas serra entro il 2050» (Priyadarshi Shukla Ipcc)

2. Verso un Green Deal sociale

La mattina si è focalizzata sull’argomento chiave del seminario: non vi è Green Deal senza Social Deal. Edith Pichler (professoressa Università di Potsdam) ha sottolineato come spesso le soluzioni green per l’ambiente e l’economia vengano sfruttate a discapito dei lavoratori. Se non ben gestito, il Green Deal potrebbe accentuare le differenze sociali, e i più poveri accusati di essere insensibili alle tematiche ambientali.

Lisa Casali (biologa e divulgatrice ambientale) ha sottolineato come le aziende debbano sentirsi responsabili per l’inquinamento

che provocano, anche se spesso sono prive di un’assicurazione che risponda in caso di danni ambientali.

È seguito l’intervento di Giulio Galdi (ricercatore Università di Trento), il quale attraverso casi studio e statistiche ha spiegato le dinamiche di acquisto ed utilizzo di gas ed energia elettrica, suggerendo alcune soluzioni alla penuria e all’alto costo di queste materie. Sabrina Iannazzone (policy officer EAPN) ha affrontato il tema della povertà energetica, e della povertà in Europa, che potrebbe accentuarsi se la politica non affronta il problema.

Per terminare la sessione, è intervenuto Tommaso Demozzi (junior policy assistant IUCN) che ha spiegato come entro il 2050 il 90% dei suoli sarà degradato se non si interviene ora. Questo numero è allarmante se si pensa che il 95% del nostro cibo deriva dal suolo.

CONCLUSIONI SECONDA SESSIONE. Va valutata l’intera catena del valore di un prodotto o un servizio, quando si procede ad una sua riorganizzazione, e i lavoratori sono parte di questa. La riallocazione delle risorse umane non è da darsi per scontata. La giustizia sociale dovrebbe

concentrarsi su come distribuire equamente le risorse poiché prendersi cura della natura è una questione di smart business.

9 11/12 - 2022 convegno EZA-UNAIE

3. Educare alla sostenibilità

La terza sessione del sabato pomeriggio è stata dedicata all’educazione ambientale delle fasce più giovani della popolazione. Sfortunatamente la presentazione a programma di Annika Breuer (Machs Moeglich) è stata cancellata.

Ha preso la parola quindi Gustavo Briz (amministratore Rede Inducar) che ha presentato i vari progetti della sua associazione in Portogallo, nonché un esempio concreto di collettività partecipativa nella riqualificazione e mantenimento dell’ecosistema del fiume Douro.

In seguito sono intervenuti José Garcia (docente Istituto Mare Nostrum) e Lia Di Menco (docente Istituto Superiore Tomaso Catullo) che hanno il-

lustrato il percorso affrontato con i ragazzi in età adolescenziale collaborando tra scuole in vari paesi dell’area europea. I giovani sono stati coinvolti nella realizzazione di progetti di

architettura sostenibile. Hanno avuto inoltre l’occasione di scambiare buone pratiche di sostenibilità ecologica.

CONCLUSIONI TERZA SESSIONE. I più giovani sono la

chiave del cambiamento e spesso le nuove generazioni sono le più sensibili al tema della sostenibilità. Il confronto tra culture diverse è arricchente, ognuno può prendere il meglio dall’altra.

È stato un convegno internazionale

Come sempre, i convegni EZA-UNAIE sono caratterizzati da una presenza internazionale. A Levico i partecipanti provenivano dai seguenti Paesi: Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Lituania, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Ucraina.

Il convegno è iniziato con i saluti delle autorità, a cominciare dal co-presidente di EZA, Piergiorgio Sciacqua (nella foto qui a fianco).

Hanno poi preso la parola, Armando Maistri (Presidente Trentini nel Mondo), Rafael Rodriguez Ponga (Presidente PICM - Piattaforma Internazionale per la Cooperazione e la Migrazione), Denis Paoli ed Alex Marini

(Consiglieri della Provincia Autonoma di Trento, componenti della Conferenza dei Consultori), Francesco Bocchetti (Direttore Trentini nel Mondo). Un messaggio del presidente dell'Unaie, Oscar De Bona, è stato letto dal moderatore del convegno.

Nei vari interventi che hanno preceduto l'avvio dei lavori, non sono mancate osservazioni sulla situazione climatica e sulla centralità della persona nelle scelte politiche ed economiche. Nel suo discorso Piergiorgio Sciacqua ha anche fatto riferimento ai valori che hanno ispirato l'attività politica di Alcide De Gasperi ed al suo impegno per la costruzione di un'Europa Unita.

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4. Politiche della transizione energetica e conclusioni del convegno

L’ultima sessione ha avuto luogo la domenica mattina e si è focalizzata sulla transizione energetica. Il primo relatore ad intervenire è stato Jean-Luc Di Paola Galloni (vice presidente Valeo) che ha introdotto il tema della mobilità elettrica illustrandone i principali aspetti positivi e le ricadute sull’ambiente. Ha poi sottolineato l’importanza del riciclaggio delle materie prime, soprattutto quelle presenti in scarsa quantità (es. litio, chip).

Il secondo relatore Luca Urpi (geoscienziato al CDS di Zurigo) purtroppo non è potuto essere presente.

Successivamente ha preso la parola Alessandro Mini (professore presso l’Università Abat Oliba di Barcellona) che ha evidenziato le ricadute sulla popolazione delle decisioni prese a livello ambientale, e sottolineato la necessità di una giurisdizione universale in materia.

Vittorino Rodaro (UNAIE – vicepresidente della Trentini nel Mondo) ha portato a tutta l’assemblea le conclusioni, l’analisi e gli spunti di particolare attenzione emersi dai tre giorni di convegno. Nel suo discorso, nel quale ha ripercorso i principali contenuti delle relazioni presentate al convegno, ha osservato come una collaborazione tra paesi, soprattutto a livello europeo, sarebbe auspicabile nell’ottica di obiettivi comuni.

In questo periodo storico è necessario mettere in atto una de-

mocrazia climatica, in cui tutti si sentano chiamati in causa. Va fatta pressione sui politici che

ci rappresentano, poiché sono loro che prendono le decisioni. I consumi dell’energia an-

drebbero ridotti drasticamente, ma spesso il dibattito è incentrato su come aumentare la produzione di energia ad un contestuale aumento del fabbisogno. Certo è che le rinunce da parte della collettività saranno moltissime, ma varieranno molto anche in base alla parte del mondo in cui viviamo.

È fondamentale che si pretenda dall’Unione Europea una regolamentazione che tenga conto dei diritti degli individui, soprattutto delle fasce più deboli. E non si parla solo di agricoltori, ma anche di tutti quei lavoratori del terziario che lavorano nei settori meno innovativi (pulizie, colf, etc.).

È emerso come spesso le imprese non siano consapevoli delle conseguenze delle loro azioni, che spesso sfociano in veri e propri pericoli che deve pagare l’intera collettività. Dovrebbe invece vigere la regola del “chi rompe paga”. È importante avere una visione comune e generale degli obiettivi che si vogliono raggiungere, senza mai lasciare un singolo individuo fuori. Con la logica della difesa degli interessi particolari non si va da nessuna parte.

Sia in Provincia di Trento che in tutta Europa, coloro che hanno partecipato al convegno potranno portare le proposte e le problematiche all’attenzione di politici e organizzazioni che lavorano per le comunità. Ognuno dei partecipanti può contribuire al dialogo sociale.

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F R O M H O M

T O H O M E

O R I E D I E M I G R A Z I O N E

D A L 1 8 7 0

Sempre con il dizionario in

mano

# A U S T R A L I A # E M I G R A Z I O N E S T O R I C A # 1 9 4 0 - 1 9 7 0

Valerio è nato a Pergine nel 1922 ed è emigrato in Australia nel 1952. Lavorava alla Caproni di Gardolo, ma alla fine della guerra non c’era più niente, non c’era lavoro, non c’erano soldi. Andava a suonare qua e là (sapeva suonare il sassofono e il clarinetto) e in questo modo guadagnava qualcosa. Poi un giorno, andando in giro per Trento, ha visto un manifesto che invitava ad emigrare in Australia e così si è presentato alla Camera del Lavoro e ha richiesto i documenti necessari.

Sbarcato a Melbourne, è stato subito portato nel campo di Bonegilla, dove è rimasto tre mesi. Insieme con lui c’erano parecchi altri trentini: ricorda Giacomoni di Povo, i fratelli Pedri di Cembra, Franco Bond del Primiero e altri ancora della Val di Non, della Val di Fiemme, di Lavis. Un giorno gli hanno chiesto se voleva andare a lavorare a Port Kembla; non sapeva nemmeno dove fosse, ma ha accettato. E così è arrivato a Wollongong, dove ha lavorato per 35 anni nelle acciaierie.

Nel 1935 si è sposato per procura con Graziella, una ragazza del suo stesso paese che già conosceva prima di partire. Graziella ricorda in particolare i problemi legati alla lingua. Nei primi tempi era sempre con il dizionario in mano, ma questo non bastava ad evitare le difficoltà.

Valerio ricorda il clima di amicizia fra i trentini e la passione per la musica che li aveva anche portati a mettere su un’orchestrina.

Per conoscere tante altre storie di Trentini in Australia

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https://daltrentinoalmondo.wordpress.com

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L’Italia e il futuro dell’Unione Europea

Il titolo su questa pagina è lo stesso di un dibattito che si è tenuto a fine novembre presso l’università di Oxford nel Regno Unito. Timoty Garton Ash, docente di relazioni internazionali al St. Antony’s College (nelle foto, l'annuncio apparso sul sito del College e il suo stemma) ha chiamato al confronto Giuliano Amato, già primo ministro e presidente della Corte costituzionale e Maurizio Molinari, direttore di Repubblica. Giuliano Amato ha esordito ricordando che l’Europa ha dato una risposta unitaria e convincente alla crisi provocata dalla pandemia con un comune programma di vaccinazione e aiuti economici ai paesi membri più colpiti dal Covid.

«Next Generation Eu», il piano di resilienza e ripresa europeo approvato dalle istituzioni europee nel 2020 con 750 miliardi di euro (di cui 360 miliardi di prestiti e 390 miliardi di sovvenzioni) accompagnato da un bilancio europeo pluriennale di 1074 miliardi per il periodo 2021-2027, rappresenta uno sforzo finanziario notevole, con una parziale apertura a una condivisione comune del debito dei Paesi membri, condizionata a ineludibili programmi di riforme.

Amato osserva, tuttavia, che l’atmosfera oggi è completamente diversa. La guerra in Ucraina e le sue conseguenze hanno creato nuove divergenze, con Paesi determinati ad assistere militarmente Kiev e a mantenere le sanzioni contro la Russia, altri più vicini a Mosca in nome di ragioni politiche ed energetiche. Sostiene Amato che le soluzioni a queste divergenze esistono, ma sono estremamente complesse per le contraddizioni tra chi vuole continuare ad allargare l’Unione e

chi è contrario, fra chi vuole una confederazione con pochi legami e chi spinge a una maggiore integrazione a partire da una politica fiscale comune.

Bisogna utilizzare opzioni multiple conclude Amato, ossia tenere insieme le esigenze dell’Eurozona, di un patto di difesa, di una politica comune sull’immigrazione attraverso gruppi di Stati con diversi livelli i integrazione.

Secondo il direttore di Repubblica, la Russia rappresenta un grosso problema per la coalizione di governo a guida Meloni perché la premier si dichiara apertamente schierata con l’Occidente e con la Nato, mentre Salvini e Berlusconi non sono propensi a sostenere un ulteriore invio di armi all’Ucraina e ad aumentare le sanzioni alla Russia. L’Italia è diventata così il campo di bat-

La guerra in Ucraina e le sue conseguenze hanno creato nuove divergenze, con Paesi determinati ad assistere militarmente Kiev ed a mantenere le sanzioni contro la Russia, altri più vicini a Mosca in nome di ragioni politiche ed energetiche

taglia della guerra ibrida che la Russia sta combattendo contro l’Occidente. Molinari sostiene che l’obiettivo di Mosca non è spingere il nostro Paese a uscire all’Unione e dalla Nato, bensì di promuovere instabilità votando, ad esempio, contro le direttive Ue sulla Russia, come fanno regolarmente Ungheria e Grecia. Con la differenza che l’Italia è un

membro fondatore dell’Unione e un suo no peserebbe molto di più.

Con la caduta del governo Draghi che aveva avviato assieme al presidente francese Macron iniziative specifiche per cambiare la fonte energetica dell’Europa facendola partire da Sud (Nord Africa e Mediterraneo), Putin ha potuto continuare ad alimentare instabilità in Europa, in particolare nel Mediterraneo. Il generale libico Haftar ha concesso basi militari alla Russia: sarà per caso che i barconi dei migranti partano sempre più spesso dalle coste libiche dove si trovano i mercenari russi del gruppo Wagner?

Se la vittoria elettorale di Giorgia Meloni è ascrivibile allo scontento della classe media e alla crescita impressionante delle diseguaglianze, la non soluzione dei problemi che stanno alla base di questo scontento, aumenterà l’opportunità di strumentalizzare la nostra instabilità da parte delle autocrazie come la Russia e la Cina.

Di fronte alle contraddizioni e alla complessità dei problemi, dal seminario di Oxford giunge la proposta di delineare opzioni multiple per arrivare a una soluzione e fronteggiare le minacce. Avendo, tuttavia la consapevolezza, come sostiene Sergio Fabbrini sul Sole 24 Ore di domenica 4 dicembre, che “sarebbe un errore pensare di uscire da questa crisi massimizzando il proprio interesse nazionale a scapito dell’interesse dei propri vicini, perseguendo strategie unilaterali o promuovendo accordi bilaterali, perché ciò accentuerebbe la crisi invece di risolverla”. La crisi è comune e va affrontata con una logica comune.

9
13 11/12 - 2022 60 anni d’Europa

Giuseppina Piasente in Alvarez nasce a Pieve Tesino il 14 marzo 1934, undicesima di tredici figli, sei maschi e sette femmine, al punto che la mamma viene premiata da Benito Mussolini, con medaglia al valore, per aver avuto famiglia numerosa.

Terminate le scuole elementari inizia le scuole medie che suo malgrado deve interrompere al secondo anno. La casa di famiglia va a fuoco e tutti debbono andare a lavorare per aiutare.

Lei trova lavoro inizialmente come barista a Venezia, dove poi continua a lavorare anche in ambiti diversi per altri otto anni. Torna poi a casa, per far felice la mamma che non aveva nessuna figlia vicina ed apre un bar con uno dei fratelli.

Durante l’estate poi decide di fare una piccola vacanza e andare a trovare gli amici a Venezia, in treno. Salendo non trova posto perché pieno di pendolari ma un giovane gentile le offre da sedere spostando alcuni bagagli. Si chiama Byron Alvarez, è un giovane americano in vacanza e subito nasce una simpatia. Dopo aver cenato assieme si ripromettono di rimanere in contatto, cosa che riescono a fare anche tramite l’aiuto di padre Efrem Trettel, un frate Francescano trentino residente a San Francisco, dove an-

Giuseppina, da 62 anni sempre orgogliosa delle

Leonardo da Vinci.

Durante i primi due anni di vita nella sua nuova patria a San Francisco, Giuseppina non si sente molto felice, anche se dice di esserlo: non riesce ad ambientarsi, ha difficoltà a comunicare e stringere amicizie. Il tutto cambia dopo tre anni ed una sua visita in Italia, che la rende consapevole di quanto fossero cambiate le cose nella sua vita.

che il giovane Byron abita.

Dopo un romantico scambio di lettere, nel 1959 padre Efrem arriva a Pieve Tesino con l’anello di fidanzamento. La mamma di Giuseppina dà con serenità il suo consenso alle nozze e i due ragazzi si sposano il 6 giugno dell’anno successivo a Pieve Tesino (foto qui sopra). Il loro viaggio di nozze in Italia dura tre mesi, ma si prolunga ancora di un bel po’ perché tornano verso gli Stati Uniti via mare, approfittando del primo viaggio con passeggeri del transatlantico

NELLE FOTO: (in alto a centro pagina in senso orario) una foto scattata in occasione di uno dei primi picnic organizzati dal Circolo di San Francisco preso la Hacienda Winery a Sonoma. Dietro: Vittorio Matuella, Byron Alvarez (marito di Giuseppina), il presidente Vittorio Eccher, Luigi Matuella, Frank Cazzoli, Giacinto (Gino) Galliani, Antonio Vitlacil, il cognato di padre Efrem Trettel e sua sorella Alma,

E poi, con l’arrivo di Anna Maria, la sua prima figlia, le cose cominciano ad andare sempre meglio. Sfruttando l’insegnamento avuto alla scuola di costumista, Giuseppina si mette a fare la sarta, lavoro che continua anche dopo la nascita di Leo e Raymond, ma che smette quando nel 1972 arriva anche Peter. A questo punto, con quattro figli a cui badare, Giuseppina decide di fare la mamma a tempo pieno.

Ciò non impedisce a Giuseppina, donna molto forte ed intraprendente, di trovare il tempo per dedicarsi anche un po’ alle

in visita dal Trentino. In prima fila: Marco Guerra, Mary, Laura Floriani Vitlacil, Giuseppina Piasente Alvarez, la sorella gemella di Ester Matuella Eccher, le gemelle Rosanne e Janet Guerra, Vittoria Piasente Guerra (sorella di Giuseppina), Ester Matuella Eccher (moglie del presidente Vittorio).

- La riunione dei tre Circoli della Costa Ovest;

- Giuseppina con padre Efrem Trettel;

sue radici trentine, tanto da essere una socia fondatrice del Circolo Trentino di San Francisco, che nasce il 9 febbraio 1980 durante una visita dell’allora presidente dell’Associazione Trentini nel Mondo, dottor Bruno Fronza. Ne è la prima segretaria per poi diventarne Presidente nel 1986, succedendo a Vittorio Eccher.

Il logo originale del Circolo di San Francisco (in alto a sinistra)con una stella alpina, le Dolomiti e il Golden Gate Bridge - è stato creato dal marito di Giuseppina, che era un tipografo, che ha messo su carta l'abilità artistica del

- con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella;

- Giuseppina in una foto scattata nel 2019 con due coscritte del Circolo, Laura Floriani Vitlacil (al centro) e Gemma Angeli Zueck, nate nel 1934;

- Giuseppina con il secondo marito, Tom Pendergast;

- le targhe della macchina di Giuseppina (Pieve Tesino) e del figlio Raymond Alvarez jr. (P. Tesino).

14 11/12 - 2022 gente e fatti

anni a San Francisco, delle sue radici tesine

a Luca Dorigatti. La sua nomina a presidente è stata, a suo dire, una conseguenza naturale del suo coinvolgimento con il Circolo, e la sua missione sin dall’inizio è stata di rimanere in contatto sia con la comunità trentina locale che con la madre terra.

denza di Giuseppina, Sonoma, trenta minuti a Nord di San Francisco. Tale cittadina era anche luogo di residenza di Jack London, considerato il padre dei Socialisti Americani e del quale Pertini era ammiratore.

figlio Byron Raymond Alvarez, Jr. A seguito della morte dell’amato Byron, nel 1987, lascia l’incarico a Ralph Job, che la sostituisce sino al 1991.

Giuseppina si è risposata il 2 giugno 2016 con Tom Pendergast con rito civile e il 20 luglio 2019 con cerimonia cattolica presso la chiesa di San Leone Magno a Sonoma, la città dove abita. Giuseppina torna a ricoprire il ruolo di presidente del Circolo, sino allo scorso maggio 2022, circa 35 anni in tutto, quando lascia

Durante la sua presidenza la comunità trentina di San Francisco ha conosciuto un cambiamento drastico legato alla grande trasformazione conosciuta dalla zona nella quale opera, con nuovi soci arrivati grazie ad impiego in ambito tecnologico. Nonostante ciò Giuseppina è sempre riuscita a tenere fede alle aspettative dei tanti trentini in visita e di coloro che volevano essere coinvolti in prima persona con il Circolo.

Alcuni eventi che l’hanno particolarmente soddisfatta sono stati la visita dell’allora Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, che volle andare in visita nella cittadina di resi-

Altro evento che ricorda con piacere è stato la Convention ITTONA (la federazione dei Circoli trentini del Nord America) a Trento nel 2002, per poi averlo in California nel 2004 con una vasta partecipazione; come anche la riunione dei tre Circoli di allora della costa Ovest, San Francisco, Southern California e Tijuana, in Messico, a Hearst Castle, in California, sulla costa a ridosso dell’oceano Pacifico (foto in alto su questa pagina). E l'incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 18 ottobre 2019 presso il Consolato Generale d'Italia a San Francisco.

Forse però la cosa che rende più orgogliosa Giuseppina è la

consapevolezza di essere stata la guida di un gruppo nel quale la convivialità, la serenità e la grande amicizia non sono mai venuti a mancare, sempre consapevoli ed orgogliosi delle origini trentine e pronti ad accogliere sia nuovi soci che visitatori.

Nonostante siano 62 anni che risiede negli USA riceve ancora il bollettino cartaceo sia di Pieve che di Castel Tesino, cosa che la fa sentire ancora molto legata alle terre di origine, pur non avendo più fratelli né sorelle ancora in vita in Italia. Molti i nipoti con i quali mantiene i contatti e appena possibile già sta programmando un viaggio in Trentino.

Giuseppina nelle sue note a fondo del passaggio di consegne a Luca Dorigatti si augura che il Circolo rimanga meta per i Trentini ed i loro valori, mantenendo la nostra cultura e alimentando amicizie sincere che leghino tutti coloro che desiderassero farne parte.

Questo articolo è stato realizzato con la collaborazione di Dan Aspromonte (segretario del Circolo trentino di San Francisco), di Luca Dorigatti (presidente del Circolo) e di Giovanna Eghenter.

15 11/12 - 2022 gente e fatti

I 120 anni della coltelleria

In Bindergasse 14 a Norimberga (Germania) c'è la coltelleria Chesi: negozio aperto 120 anni fa da Paolo Chesi, un moleta emigrato da Spiazzo Rendena. L'attività è ora portata avanti dal nipote che porta il suo stesso nome, Paolo, insieme con la moglie Antonella Collini ed il loro figlio Raffaele (foto sulla pagina a fianco).

Per il 120° anniversario la Camera di commercio della cit-

«Il maestro delle

Quando Paolo Chesi parla di un parco giochi, allude a qualcosa che è molto lontano dall’immagine che ne abbiamo noi: un posto colmo d’innumerevoli coltelli, forbici e lame.

Con Paolo Chesi siamo già alla terza generazione di arrotini presenti a Norimberga. “Sono cresciuto qui, con la polvere e l’odore che mi hanno segnato per sempre”, racconta, e il suo sguardo scorre sugli attrezzi e i macchinari che riempiono il retrobottega. “L’officina è stata per me il mio parco giochi”.

120 anni fa il nonno di Paolo proveniente dalla val Rendena, aprì a Norimberga la coltelleria Chesi nella Bindergasse in pieno centro storico, vicino al castello e alla piazza del mercato. Molte altre famiglie provenienti dalla stessa zona si stabilirono a Norimberga per esercitare l’arte dell’arrotino, ma ciò che distingue la coltelleria Chesi è che dal 1902 è rimasta l’unica impresa a conduzione familiare.

Nell’azienda di famiglia è coinvolta attivamente Antonella, moglie di Paolo, insieme alla figlia Silvia e al figlio Raffaele. Infatti, il lavoro non manca: sempre più persone si rivolgono a loro per affilare coltelli, forbici e rasoi, affidandosi all’esperienza del professionista, oltre che per fare acquisti scegliendo fra un’ampia gamma di prodotti.

In un’ora Paolo riesce ad affilare al massimo dai 15 ai 20 coltelli, dipende dal tipo e dal loro stato. Nonostante le lame taglienti, lavora a mani nude. “Con guanti di protezione non è possibile lavorare, bisogna “sentire” quello che si maneggia”, dice.

Di lunedì il negozio è chiuso, si lavora alacremente in officina.

16 11/12 - 2022 gente e fatti

tà ha conferito al negozio un attestato di merito, che è stato consegnato da Alexander Fortunato (foto in basso a sinistra sulla pagina a fianco). All'importante ricorrenza nella sua edizione del 29 novembre il quotidiano «Nürnberger Nachrichten» ha dedicato un articolo intitolato «Der Meister der scharfen Klinge» (Il maestro delle lame affilate) del quale pubblichiamo alcuni stralci tradotti in italiano.

coltelleria Chesi a Norimberga delle lame affilate»

Raffaele racconta che ciononostante, vedendo che all’interno c’è qualcuno, ogni tanto qualcuno batte sui vetri, anzi sempre, aggiunge la sorella Silvia.

In estate Raffaele ha portato a termine il suo percorso professionale come Mastro e ora lavora a tempo pieno con il padre. Dal 1989 in Germania non si parla più di formazione come arrotino, oggi si parla della professione di meccanico di precisione di ferramenta. La scuola dove Raffaele ha appreso il mestiere si trova a Bad Neustadt an der Saale, ed è l’unica scuola esistente su tutto il territorio tedescofono che prepari a questa professione con specializzazione in utensili da taglio.

Paolo Chesi non pensa ancora ad andare in pensione, il lavoro gli piace e c’è ancora bisogno di lui. Inoltre il fatto che suo figlio abbia scelto la sua stessa professione e che un domani continuerà a portare avanti l’azienda di famiglia, lo rende oltremodo felice e orgoglioso.

Oltre al lavoro in officina, Paolo si dedica pure alla vendita consigliando la clientela. Nel negozio si trova tutto ciò che può tagliare: dai classici coltelli da cucina ai set per il manicure, forbici per la toeletta dei cani o coltelli da barca, fino a delle autentiche rarità come coltelli da tasca con manico in osso di giraffa o in legno di noce di cocco. Ma in mezzo a tutti questi oggetti taglienti è possibile trovare anche qualcosa di adatto alle mani dei più piccini: piccoli coltelli in tutti i colori con una lama poco tagliente e la punta arrotondata, così da permettere ai più piccini di cimentarsi nell’uso del coltello senza farsi del male.

17 11/12 - 2022 gente e fatti

«La rosa bianca di Sophie», una storia che è bene far conoscere ai giovani

Su invito dell’associazione italo-tedesca di Unna, città non lontana da Dortmund, domenica 20 novembre ci siamo ritrovati alla presentazione del libro per ragazzi dagli 11 ai 14 anni (ma non solo!) «La rosa bianca di Sophie».

«Quanto coraggio si può avere a 21 anni? Quanto può essere grande il desiderio di giustizia di una ragazza piccola e minuta ma dal cuore intrepido?»

Queste sono le domande che il nostro vecchio amico e autore del libro Giuseppe Assandri, s’è posto quando si è confrontato con la storia di Sophie Scholl.

Sophie Scholl è stata un’attivista tedesca nel gruppo studentesco di resistenza alla dittatura nazista “Weiße Rose”. Per questo i giudici nazisti la condannarono a morte per decapitazione insieme a suo fratello maggiore Hans, esecuzione che ebbe luogo lo stesso giorno della sentenza, il 22 febbraio 1943.

Giuseppe Assandri vive a Torino e per diversi anni ha prestato servizio presso il nostro Consolato di Dortmund come dirigente scolastico.

Nel corso della presentazione sono stati letti alcuni testi del libro, sia in italiano che in tedesco, ottenendo gran apprezzamento da parte del pubblico presente.

Assandri ha presentato il libro presso varie scuole in Italia e sono stati quindi letti anche alcuni temi scritti dagli studenti sull’argomento, fra cui alcuni del Liceo linguistico di Trento che è intitolato a Sophie Scholl.

«La storia della “Weiße Rose” mi ha sempre affascinato - ha raccontato Giuseppe Assandri - e a un certo punto mi sono convinto che dovevo raccontarla, per i ragazzi di oggi che di quella storia e della resistenza al nazismo sanno ben poco».

A quel punto era tutto chiaro: avrebbe scritto un libro adatto ai giovani lettori.

Nella stesura l’autore s’è attenuto scrupolosamente ai fatti storici, ma al contempo vi ha me-

scolato elementi fittizi. «In alcuni passaggi mi chiedevo cosa pensasse in quel momento Sophie, quali fossero i suoi sentimenti. E quindi li ho inseriti nel testo».

Tuttavia questo libro è la vera storia di Sophie Scholl e de "La rosa bianca", un gruppo di giovani che si sono ribellati al nazismo e in nome della libertà, della giustizia e della fratellanza tra i popoli hanno alzato la testa quando tutti si giravano dall’altra parte.

Sophie e gli altri membri de “La rosa bianca”, attraverso la distribuzione di volantini e la diffusione delle idee, hanno cercato di risvegliare il popolo tedesco e incitarlo a liberarsi dalle catene del nazismo.

Questo libro non parla di eroi senza macchia e senza paura, ma di giovani capaci di dire no anche a costo della vita, perché come dirà Sophie dopo essere stata arrestata: «Come possiamo aspettarci che la giustizia prevalga quando non c'è quasi nessuno disposto a dare se stesso per una giusta causa?»

Il libro “La rosa bianca di Sophie”, è uscito nelle librerie lo scorso anno nella collana Narrativa San Paolo Ragazzi, Edizioni San Paolo.

Agnese e Walter per il Circolo trentino di Dortmund

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Nella foto in basso: l'autore del libro Giuseppe Assandri (a destra) e la chitarrista e (a sinistra in piedi) le lettrici Susanne Roters e Clelia Tolot. Seduta la moderatrice Elisa Occhipinti.

Ricordato padre Benigno Zilli Manica nel sesto anniversario della scomparsa

Il 24 novembre 2022 è stato commemorato il sesto anniversario della morte del sacerdote, filosofo, ricercatore e scrittore José Benigno Zilli Manica, che fu pioniere nella ricerca sull'immigrazione italiana e trentina in Messico.

Fin da piccolo José Benigno Zilli era molto curioso e irrequieto; sua nonna Maria Toss gli diede un documento scritto in italiano dove apparivano il nome e la firma di un medico austriaco e tedesco: era il suo certificato di vaccinazione, datato Borgo Sacco, Rovereto, 1879. Così decise che un giorno sarebbe andato a Rovereto e lo fece quando era studente di teologia a Roma.

Arrivato in Trentino, andò in parrocchia dove gli dissero che non c'era l'archivio perché tutto era stato distrutto dalla guerra, ma che nella zona tutti si chiamavano Manica. Allo stesso tempo, ricevette una lettera che diceva «Abbiamo saputo che stai

cercando i tuoi parenti, noi siamo i tuoi parenti e abbiamo lettere e una foto dal Messico».

In un anno sabbatico, durante la sua attività come docente presso l'Universidad Veracruzana, nel 1979 scrive il libro «Italiani in Messico».

Il suo secondo libro intitolato «Arrivano i coloni» si basa sui documenti rinvenuti presso l'emeroteca della Biblioteca comunale di Trento. Tornato a Trento per studiare la storia di un grup-

po di emigrati, pubblicata nel libro «1924: quelli dell'Estanzuela», gli viene presentato «l'uomo del castello», Renzo Tommasi, con il quale collabora per effettuare una ricerca sulla componente più antica della Colonia Manuel González, quella tirolese.

Per commemorare il suo lavoro insieme a Renzo Tommasi nella ricerca sull'immigrazione italiana in Messico, in onore di padre José Benigno Zilli Manica è stata celebrata una santa messa ed il Circolo Trentino di Xalapa ha deposto una corona nel luogo che custodisce le sue ceneri.

Nel pomeriggio del 30 novembre scorso (foto in alto a destra), presso la Facoltà di Filosofia dell'Universidad Veracruzana, dove padre Benigno è stato professore e direttore, si è tenuta una conferenza intitolata «Parliamo di Zilli» con la partecipazione di relatori quali Lic. Denis Hailet Ríos Del Valle, Dr. Ruben Sampieri Cabala, PhD. Claudia Zilli Ramírez e gli storici Renzo Tommasi ed Oscar Zueck, durante la quale sono stati raccontati aneddoti sulla vita e sul lavoro di padre Benigno Zilli Manica.

Gisela Hernández Sánchez

Oggi noi, discendenti trentini e italiani in Messico, vogliamo dire «GRAZIE PADRE ZILLI, PER AVERCI DATO UN'IDENTITÀ».
19 11/12 - 2022 gente e fatti

Celebrati in Messico i 141 anni

Colonia Manuel González, Zentla, Veracruz, Messico. Mercoledì 19 ottobre, alle 10:30, nella parrocchia “San José” si è svolta una messa di ringraziamento, presieduta da padre José Jorge Galán Piña, della città di Córdoba, Veracruz, in lingua italiana, accompagnato da tre suore che hanno cantato il coro, la lettura e il salmo

in italiano. È stata una messa molto emozionante, che ha catturato l'attenzione di grandi e piccini perché per la prima volta era in italiano.

Al termine della messa, gli studenti di varie scuole del comune di Zentla e il grande pubblico si sono riuniti nella piazza principale della Colonia Manuel González,

dove si è svolto un evento di cultura infantile chiamato «Migrazione italiana in Messico», con il quale una compagnia teatrale ha messo in scena la storia citata nel titolo dello spettacolo.

Successivamente, è iniziata con una seduta pubblica del consiglio, durante la quale il Sindaco di Zentla Dr. Rafael López

20 11/12 - 2022 circoli

anni dell'arrivo degli italiani

Hernández, sindacato unico C. Yenivet Munguía Luna e consigliere unico C. Aidé Hernández Figueroa, hanno approvato un accordo in base al quale viene istituito il 3 dicembre di ogni anno come il giorno in cui l'autorità municipale commemora la fondazione della Colonia Manuel González.

Miriam Mánica, socia del Circolo trentino di Colonia Manuel González, è stata l'anello di congiunzione tra il Comune di Zentla e lo scrittore e storico Francisco Fontano Patán, che attraverso un video ha raccontato tutto quello che hanno vissuto i nostri migranti quando sono arrivati in Messico nel 1881. Successivamente, ci siamo recati presso il busto del generale Manuel González Flores, dove è stata deposta una grande corona di fiori, per commemorare che proprio durante il periodo nel quale il generale era al governo, avvenne l'arrivo dei migranti italiani in Messico, motivo per cui fu usato il suo nome per chiamare la Colonia degli Italiani come "Colonia Manuel González".

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di

Zentla Dr. Rafael López Hernández, il console onorario d'Italia per Veracruz Emilio Zilli, il Consultore della provincia di Trento Eduardo Zueck González, la coordinatrice dei Circoli trentini in Messico Mónica del Carmen Fadanelli Figueroa, i presidenti dei Circoli trentini di Córdoba, Jaime Crivelli Espinoza e di Veracruz, Rubén Conzatti, il presidente della Famiglia trentina in Messico Rigoberto Córdoba, oltre alla presenza di tanti conoscenti e amici tra cui i sindaci dei comuni limitrofi come Huatusco, Fortin, Comapa e Chocaman.

Nella piazza principale si è gustato il tradizionale barbecue accompagnato da riso, salsa, tortillas e birra. Mentre i partecipanti mangiavano, un gruppo di balletto folcloristico si è esibito in diverse danze tipiche, che hanno catturato l'attenzione di tutto il pubblico.

La festa si è svolta con serenità e concordia, speriamo che il prossimo anno possa ripetersi ancora.

21 11/12 - 2022 circoli

Clima familiare all'incontro di Natale del Circolo trentino di Città del Messico

Dopo tre anni di assenza a causa delle misure sanitarie per prevenire la diffusione del COVID, finalmente i soci del Circolo trentino di Città del Messico hanno avuto un piacevole incontro prenatalizio domenica 27 novembre 2022.

L'incontro, organizzato dalla presidente Silvia Zueck e dalla segretaria Lilia Zueck, si è svolto nel capoluogo federale presso la sede dell'Istituto di Cultura di Coahuila, uno degli stati messicani nei quali alla fine dell'Ottocento emigrò un importante gruppo della cittadina di Brez, in Val di Non.

Uno degli obiettivi del Circolo trentino di Città del Messico è attrarre le nuove generazioni e per questo nel grande patio è stato messo a disposizione un biliardino, in modo che i bambini e le bambine arrivati con i loro genitori potessero divertirsi.

I partecipanti all'incontro hanno discusso su un tema molto importante: rafforzare i rapporti tra le diverse associazioni. Nel suo intervento, Antonio Mariniello ha affermato che l'ente del quale è vice presidente, il COM.IT.ES (Comitato degli italiani al'estero), è un organo di rappresentanza degli italiani presso le autorità diplomatiche e che una delle sue missioni è quella di promuovere la cultura italiana in Messico.

Hanno poi preso la parola Eduardo Zueck, consultore della Provincia Autonoma di Trento per il Messico ed Erika Berra, della Società Piemontese del Messico.

Ognuno dei presenti ha poi avuto modo di fare riferimento alle proprie radici trentine, come ad esempio i componenti della famiglia Gomez Conzatti, che hanno descritto gli importanti contributi allo studio della botanica del loro antenato, il celebre Cassiano Conzatti.

Miguel Salgado ha dedicato alcune commoventi parole a sua madre, la nostra amata Laura Versini.

In un altro momento, i cugini Ruffini e Zueck, discendenti degli abitanti del paese di Brez, hanno raccontato divertenti storie di famiglia che hanno riportato all'i-

nizio del '900.

Ana Paula, la figlia di Sergio Zueck ha reso noto che seguirà il corso di italiano online rivolto ai discendenti di trentini emigrati, sul quale erano state date informazioni nell'ultimo bollettino del Circolo.

Alejandro Fadanelli ed Elizabeth Peláez hanno sottolineato l'importanza di trasmettere la loro storia e identità culturale ai loro figli e nipoti.

Il socio più giovane e simpatico del Circolo è Maria Elena Eccher, originaria di Calliano, insegnante di lingua italiana presso la Società Dante Allighieri di Città

del Messico. Con lei abbiamo potuto scambiare informazioni sulle differenze culturali tra Trentino e Città del Messico, oltre che sul traffico automobilistico e sulla cura degli orsi che vivono allo stato selvatico.

Mentre un selezionato repertorio di musica italiana faceva da sottofondo, abbiamo gustato un menu preparato dallo chef Stefano, che prevedeva un'autentica focaccia tagliata a fette quadrate ed una pizza artigianale cotta in un forno a legna, che abbiamo dovuto condividere con uno scoiattolo affamato che ha suscitato la gioia di tutte le famiglie.

Gli adulti hanno potuto degustare un vino messicano prodotto da una cantina di origini trentine, mentre ai bambini è stata fornita acqua di mandarino di stagione.

L'incontro, durante il quale si è parlato delle nostre aspettative e di progetti per il futuro, si è svolto in un clima familiare e si è concluso con l'augurio di salute e benessere per il prossimo anno.

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NELLE FOTO: in alto a destra, la presidente del Circolo, Silvia Zueck. A centro pagina (da sinistra in senso orario): il vice presidente del Comites Antonio Mariniello, Manuel Salgado, Rossana Ruffini, Maria Elena Eccher ed Alejandro Fadanelli.

Barbabietola ingrediente principale della «Settimana della cucina italiana»

Come già negli anni scorsi, anche in occasione della settima edizione della «Settimana della cucina nel mondo» il Circolo Trentino di Colonia del Sacramento (Uruguay) ha aderito all'iniziativa, organizzando dimostrazioni di cucina presso l'Istituto Ospitalità e Gastronomia di Colonia.

Rispettando il tema di quest'anno, «Convivenza, sostenibilità ed innovazione. Gli ingredienti della cucina italiana per la salute e la tutela del pianeta», le preparazioni sono state realizzate con la barbabietola, evidenziando i benefici di questo ortaggio per la nostra salute e insegnando che tutto può essere utilizzato, otte-

nendo ottimi risultati e praticamente senza sprechi.

In questa occasione l'attività è stata svolta dallo chef José Oradini in rappresentanza dell'Istituto. da Mónica Calvi del Circolo trenti-

no di Montevideo e da María Bernardi presidente del Circolo trentino di Colonia del Sacramento, tutti discendenti di trentini.

Alle dimostrazioni hanno partecipato di persona e virtualmen-

te amici e discendenti trentini: un'adesione che incoraggia a continuare a lavorare per diffondere la nostra cultura gastronomica.

Sono state realizzate le seguenti ricette: gambi di barbabietola sott'aceto, carpaccio di barbabietola, Risotto alla barbabietola, frittata di barbabietola, brownie alla barbabietola e cioccolato bianco.

Rivolgo un ringraziamento alla direttrice dell'Istituto Ospitalità e Gastronomia di Colonia, Gladys Mayer ed ai funzionari dell'Istituto, Mónica, José, Fernando e a tutti i partecipanti, che ci hanno seguito di persona e virtualmente.

La Famiglia Bellunese di Trento è tornata a ritrovarsi

Finalmente dopo la pandemia la Famiglia Bellunese è tornata di nuovo a riunirsi. Lo ha fatto l'11 settembre quando ha organizzato un ritrovo al quale hanno partecipato amici e simpatizzanti, presso la Baita degli Alpini sull’altopiano di Tenna.

Con piacere abbiamo avuto la partecipazione della Famiglia Bellunese di Padova

con il suo presidente Ivano Foc. I commenti raccolti fra i partecipanti al termine di una giornata in cui il tempo è volato, sono stati tutti di soddisfazione.

Poi il 18 dicembre c'è stato il pranzo natalizio, presso l'hotel Everest di Trento.

Dopo queste due festose occasioni, la Famiglia Bellunese di Trento spera di tornare a

rivivere come agli albori momenti in compagnia con entusiasmo ed euforia, soprattutto nel 2023, nel quale ricorre il quarantesimo di fondazione.

Porgo a tutti i lettori della rivista gli auguri di buon anno da parte dell’esercito bellunese Trentino!

23 11/12 - 2022 circoli

Camminata naturalistica ed astronomica nel Sauerland dove il paesaggio è mutato

Il nostro amico abruzzese Sandro vive da 40 anni nella verde regione del Sauerland in Vestfalia. Dopo innumerevoli escursioni, camminate e giri in mountainbike, si può dire che conosca questa zona meglio delle sue tasche. Ma all’improvviso non riconosce più il “suo” Sauerland e le ragioni di ciò ce le spiega in occasione di una camminata vicino al paesino di Meinkenbracht, circa a metà strada fra le città di Sundern e Meschede. Da lì una strada di campagna in leggera salita ci ha portati sopra il paesino con una bella vista sulle cime circostanti, Omert, Dümberg e Großes Sonnenstück.

La nostra guida ci racconta che fino a pochi mesi prima il sentiero si snodava attraverso un fitto bosco, nascondendo alla vista i monti citati. Ora invece sia a destra che a sinistra sono stati abbattuti gli alberi. La causa di ciò è dovuta a un piccolo coleottero, il bostrico, che aggredisce in prevalenza l’abete rosso. Questo coleottero si sviluppa sotto la corteccia e scava complessi sistemi di gallerie che vanno a interrompere il flusso della linfa, causando la morte delle piante in breve tempo.

Le piante cadute a terra costituiscono un’importante fonte di cibo per il coleottero il che ne favorisce la diffusione. Pertanto i tronchi vanno scortecciati entro breve tempo onde limitare il

danno e poter ancora utilizzare il legname. Ai lati dei sentieri vediamo cataste di tronchi in attesa di venir trasportati. Il problema dell’infestazione si è ulteriormente aggravato a causa del lungo periodo caldo e senza piogge che caratterizza anche questa parte di Germania, non immune dai cambiamenti climatici in corso.

Con l’abbattimento degli alberi per il “sauerländer“ Sandro si sono aperti ampi panorami sulla valle e sulle cime circostanti. «In 40 anni che vivo qui, non ho mai visto questi panorami», così racconta la nostra guida.

Il pensiero va ai nostri boschi in Trentino che soffrono per la stessa situazione. Molti degli

abeti che avevano resistito alla tempesta Vaia nell’ottobre del 2018, hanno subito uno stress tale che indeboliti non riescono più a difendersi dall’infestazione del bostrico che in condizioni normali svolge un ruolo importante in natura, aggredendo le piante deboli o giunte alla fine del loro ciclo vitale.

Proseguiamo la camminata intorno al monte Remberg, la cui cima che supera di poco 565 metri è avvolta nella nebbia. Per affrontare le temperature leggermente sotto lo zero eravamo tutti ben equipaggiati con giacche a vento, sciarpe e guanti, ma ciò nonostante abbiamo fatto una breve pausa per riscaldarci con bevande calde. Non solo tè, ma

anche la nostra grappa trentina. Così rifocillati ci siamo avviati verso il punto di partenza.

Il sentiero si snodava in parte sulla "Planetenweg" (il sentiero dei pianeti) a margine dello "Sternendorf" (il villaggio delle stelle) Meinkenbracht. Sui tabelloni collocati lungo il percorso si potevano leggere interessanti informazioni sulla volta celeste. Entrati nel paesino, Sandro ci ha raccontato una cosa curiosa: fino ad alcuni anni fa i pochi abitanti si ritrovavano ogni anno per festeggiare e ballare, e siccome allora i contadini della zona coltivavano in particolare le rape, la serata di ballo si chiamava “Il ballo delle rape”. Ora la tradizione non esiste più, anche perché i più hanno abbandonato il paese.

La nostra camminata è stata premiata con una sosta all’"Holländischer Hof", così chiamato in onore ai tanti turisti olandesi che nella stagione invernale arrivano dalla vicina Olanda per sciare. Qui abbiamo pranzato con piatti della cucina tipica tedesca: spezzatino di cervo, Spätzle al formaggio, salsicce e “Grünkohl”, un tipo di cavolo verde, riccio, molto diffuso in Vestfalia… ma di rape sul menù non c’era traccia…, il tutto accompagnato dall’ottima birra che viene prodotta nella vicina Grevenstein.

Agnese e Walter per il Circolo trentino di Dortmund

24 11/12 - 2022 circoli

Festa al Circolo di Charleroi per le nozze d'oro di due coppie

Al Circolo trentino di Charleroi (Belgio) è oramai una tradizione ben consolidata di festeggiare ogni anno le coppie dei soci che varcano la soglia dei cinquant’anni di matrimonio. È dunque così che domenica 13 novembre, il comitato del Circolo di Charleroi ed un numeroso gruppo di soci hanno accolto le due coppie giubilari dell’anno.

Graziella Romano e suo marito Louis-Gérard Marlier, simpatizzanti del Circolo al quale hanno aderito recentemente, e l’instancabile coppia che da anni si dedica all’animazione del loro caro Circolo, Ginette Laurent ed il nostro segretario Giuseppe Filippi, che per una volta, sono stati invitati a rimanere seduti

durante tutto il pomeriggio di festa organizzato per loro.

A introdurre i festeggiamenti è comunque stato Giuseppe Filippi, che ha tenuto a presentare ai soci presenti la coppia che condivideva gli onori della festicciola, insistendo che, guarda caso, le due coppie si erano sposate lo stesso giorno del lontano settembre 1972. Poi, la presidente, Annie Giovanazzi, si è congratulata con i festeggiati ed ha approfittato dell’occasione per rivolgere, con un particolare accento di riconoscenza, un sincero grazie per la stragrande disponobilità della coppia “segretaria” del Circolo, perché

- come ha detto - «sono così inseparabili che fanno tutto insieme…». Affermazione alla quale si è aggiunta quella di un'amica, che ha detto: «è vero... non si dice mai Ginette o Giuseppe, ma Ginette e Giuseppe».

Prima di brindare alla salute delle due felici coppie, non è naturalmente mancato il regalino ricordo con il bel mazzo di fiori per le signore e il vino, trentino naturalmente, per i signori. A conclusione della “parte accademica” della serata, Giuseppe Filippi, sempre lui, ha ringraziato i soci presenti per le loro gentili attenzioni e soprattutto la simpatica ed imponente delegazione di Cisani del Belgio (discendenti del paesino noneso di Cis), convenuta per l’occasione.

Ricordando che fu un emigrato di quel paese, suo zio Albino Dalpiaz, a dare i natali al Circolo, più di sessanta anni fa, sostenuto giustamente da diversi paesani di Cis, pure loro emigrati nella regione di Charleroi. Ha pure ringraziato Alessandro Bonmassar e la consorte, pure lui figlio di uno dei fondatori del circolo, e attualmente presidente del Circolo trentino CentreBorinage

La serata è proseguita - come da tradizione nella "locanda" del Circolo - nel solito clima di amicizia e di fratellanza, condividendo ricordi ed anedotti, in particolare legati alla vita delle due coppie, alle quali auguriamo logicamente e sinceramente ancora molti anni di vita comune.

25 11/12 - 2022 circoli
Da sinistra: Giuseppe Filippi e Ginette Laurent; Louis-Gérard Marlier e Graziella Romano.

Trento, città dipinta

Trento è una delle più belle città d'arte d'Italia e uno dei suoi caratteri distintivi è d'essere una "città dipinta": sulle facciate di case e palazzi conserva ancora numerose antiche decorazioni ad affresco, in particolare in piazza Duomo e via Belenzani. Se non s'interviene tempestivamente con cure e restauri, nel giro di qualche decennio delle decorazioni pittoriche che oggi si possono ammirare potremmo vedere a fatica le ombre e i resti, o non vederle più.

Nel 1988 uscì «I luochi della luna», un libro dedicato alle case affrescate che richiamò l'attenzione su questo straordinario patrimonio artistico. Quegli anni furono una stagione felice per la valorizzazione e il restauro delle facciate dipinte, seguiti purtroppo da un forte calo dell'attenzione di Provincia e Comune verso queste opere esposte all'inquinamento atmosferico e agli eventi climatici: mancarono adeguate manutenzioni, sia dei proprietari, sia dell'ente pubblico responsabile della tutela.

26 11/12 - 2022 dal Trentino

dipinta

Di fronte agli stanziamenti sempre più insufficienti, la sezione trentina di Italia Nostra, lanciò un allarme per la salvezza di questo prezioso "bene comune". Sei anni fa prese avvio uno studio generale, il cui esito si compendia nella pubblicazione di Trento città dipinta, un libro contenente il censimento completo delle opere, strumento indispensabile per la loro conservazione e valorizzazione.

Il libro è il risultato d'un ampio lavoro di gruppo, che ha coinvolto giovani studiosi insieme a esperti della materia e della storia della città, ed è edito a cura di Ezio Chini, storico dell'arte, Salvatore Ferrari, storico dell'arte ed esperto nella cura e nella valorizzazione del patrimonio culturale, e di Beppo Toffolon, architetto, ex presidente della sezione trentina di Italia Nostra, predecessore dell'attuale presidente Manuela Baldracchi.

ALTRE INFORMAZIONI

Trento è una vera città d'arte, tra le più ricche d'attrattive storiche e culturali nell'Italia del nord. Le Guide del Touring Club

Italiano la definiscono «città di nobile e severo aspetto, ricca di ricordi romani e di superbi monumenti romanici e della Rinascenza»; ne esaltano l'«immagine urbana di severa bellezza nelle architetture medievali e rinascimentali con un fondo tra il veneto e il nordico peculiarmente declinato». Le case dipinte sono sempre state un suo elemento caratteristico.

L'uso di dipingere le facciate s'ispirava agli esempi dell'area veneta, specie nei secoli XV e XVI, a Venezia, Verona, Treviso, Feltre e in molti centri minori. Il Cinquecento fu il secolo d'oro, quando le facciate più importan-

ti vennero decorate in occasione del Concilio (1545-1563). Ed erano numerose, come testimoniano i viaggiatori che descrissero la città: nel 1614 Pierre Le Monnier osservava che c'erano "belle case, la maggior parte delle quali dipinte con figure diverse, storie e stemmi", mentre nel 1673 Michelangelo Mariani descriveva diciassette facciate decorate, scelte fra le principali.

Questi decori murali sono oggi in stato di conservazione insoddisfacente, spesso precario. I restauri del secolo scorso devono essere rinnovati: le opere di manutenzione sono urgenti e indifferibili, testimonianze im-

perdibili della storia e dell'arte richiedono nuove cure.

Questa pubblicazione, promossa dalla Sezione trentina di Italia Nostra, contiene nuove indagini storiche e archivistiche sui principali palazzi e un completo censimento delle decorazioni realizzate fra l'età medioevale e quella contemporanea: uno strumento indispensabile per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione.

I testi di trentatré esperti e specialisti sono accompagnati da un ampio e affascinante apparato fotografico.

Il volume sarà in vendita nelle librerie di Trento al prezzo di 33 euro.

Italia Nostra ha pubblicato un libro dedicato ai decori murali esterni, dal Medioevo ai nostri giorni
27 11/12 - 2022 dal Trentino

Vicende inedite e ricordi del passato nella «Strenna trentina 2023»

Come da tradizione, dal mese di dicembre è nelle edicole e nelle librerie Strenna Trentina 2023, il popolare almanacco sempre atteso dai lettori. A testimonianza del cammino centenario pubblica in appendice la riproduzione di tutte le oltre cento copertine, curata dal bibliotecario Alessandro Osele. Particolarmente significativa è la copertina scelta quest’anno, incentrata sull’ormai famoso «Drago Vaia» scolpito nel legno a Lavarone come simbolo dell’emergenza climatica. A Vaia è dedicato il racconto di una nonna a una nipotina, scritto da Monica Zorzi; dopo la tragedia di quest’estate in Marmolada molti articoli puntano sul delicato rapporto con la natura: piani forestali, ecomusei, grandi carnivori…

Ritorna la rubrica “Cose di cinquant’anni fa” con la memoria del suo storico curatore mons. Armando Costa. Altri tre personaggi trentini morti quest’anno sono ricordati in questa Strenna: Luciano Imperadori, Piero Cavagna e Roberto Moggio.

Nella presentazione, il 3 dicembre al Polo culturale Vigilianum, si sono ringraziati per

il loro prezioso apporto i cento collaboratori della rivista presieduta da Marco Zeni e presentata dal direttore Diego Andreatta e dal coordinatore di redazione Enrico Agostini.

Raccontano vicende inedite e ricordi spesso nostalgici di un passato più o meno recente nelle valli trentine; oltre alle opinioni sull’attualità (politica, Covid, guerra) abbondano le curiosità storiche, le illustrazioni di dipinti, le biografie di personaggi più o meno noti.

Alberto Folgheraiter commenta la nomina di don Ivan Maffeis ad arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Ennio Lappi narra di una famiglia di acrobati partita da Stenico e esibitasi con grande successo in Francia e Algeria. Il maxi-concerto del 20 maggio di Vasco Rossi, uno degli eventi clou dell’anno, ha suggerito i ricordi di precedenti musicali trentini avvenuti nel 1981 (i Pooh e Ray Charles al Briamasco) e nel 2009 (i “Bastard” star di X Factor).

Per lo sport troviamo il centenario dello stadio Briamasco di Trento e la scuola cembrana di curling, vittoriosa alle Olimpiadi, mentre Giacomo Santini ricorda gli inizi della Rai a Trento. Come sempre, completano e valorizzano Strenna Trentina 2023 diverse poesie, la maggior parte in dialetto, scelte da Fabrizio da Trieste.

Record storico del fatturato per il «Gruppo Mezzacorona»

Pur in un contesto generale complicato da numerosi fattori, che hanno messo in seria difficoltà tutta l’economia e quindi anche il settore vitivinicolo, nel 2022 il Gruppo Mezzacorona ha ottenuto risultati eccellenti, come evidenziato dal presidente Luca Rigotti e dal direttore generale Francesco Giovannini nel presentare il bilancio annuale, chiuso con 213 milioni di Euro di fatturato e 67 milioni di Euro liquidati ai soci. I dati sono stati forniti in occasione dell'assemblea, che si è svolta il 17 dicembre scorso.

Per il «Gruppo Mezzacorona», che opera nel settore vitivinicolo e frutticolo ed ha sede a Mezzocorona, l'export verso 69 paesi del mondo è superiore all’80% delle vendite: gli Stati Uniti rappresentano il mercato più importante e strategico per il Gruppo. Forte anche la presenza in Germania: seguono Olanda, Austria e Svizzera, Scandinavia, Regno Unito, Canada, Belgio, Europa dell’Est, l’Estremo

Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina) ma anche mercati nuovi come l’Australia, Israele, il Sud America, i Caraibi ed il Vietnam.

Il Gruppo, che dà lavoro a 491 collaboratori, è focalizzato nel suo ruolo di azienda agricola diffusa di territorio, basata sul lavoro e sull’opera attenta dei viticoltori soci, costantemente orientata alla qualità e alla tutela ambientale. In questo contesto, molto importante è stato anche l’ottenimento per il settimo anno consecutivo della Certificazione della produzione dei soci secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata (SQNPI) e della Certificazione dei vini, a conferma dei grandi risultati sulla strada della sostenibilità ottenuti dal Gruppo Mezzacorona.

In assemblea è stata anche presentata la quarta edizione del «Bilancio di sostenibilità», nel quale sono state puntualmente rendicontate le buone pratiche sostenibili aziendali.

28 11/12 - 2022 dal Trentino

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Distinti saluti.

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(*) Disponibili sul sito www.trentininelmondo.it

Un

momento del suggestivo spettacolo che si è svolto nel centro storico di Trento in occasione dell'accensione dell'albero di Natale in piazza Duomo.
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