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TRENTINI

MONDO

nel

MENSILE DELL’ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO onlus ADERENTE ALLA F.U.S.I.E

11-12/2014

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Trento - Taxe Percue

anno 57°

La Banda del Circolo trentino di Santa Teresa (Espirito Santo - Brasile) ha festeggiato il suo 40° anniversario di fondazione.


CIRCOLI, DELEGAZIONI E FEDERAZIONI/COORDINAMENTI DI CIRCOLI dell’Associazione Trentini nel Mondo - onlus

Coordinamenti Argentina, Australia, Benelux, Bosnia, Brasile, Canada, Cile, Germania, Messico, Paraguay e Uruguay Argentina - 57 circoli - 1 delegazione Alta Gracia, Avellaneda, Azul, Bahia Blanca, Bariloche, Buenos Aires, Catamarca, Chajarì, Chilecito, Colonia Tirolesa, Concepción del Uruguay, Concordia, Cordoba, Cordoba Sud, Corrientes, Corzuela, Cruz del Eje, Formosa, General Roca, General San Martín, La Carlotta, La Plata, La Toma, Lanteri, Las Breñas, Machagai Plaza, Makallè, Malabrigo, Malagueño, Mar del Plata, Mendoza, Olavarria, Pampa del Infierno, Presidente Roque Sáenz Peña, Puerto Tirol, Quitilipi, Reconquista, Resistencia, Río Cuarto, Romang, Rosario, Salta, San Jaime, Sampacho, San José (Depto. Colon), San Nicolas de los Arroyos, Santa Fé, Santa Rosa de la Pampa, Tandil, Tucuman, Venado Tuerto, Viedma, Villa Carlos Paz, Villa General Belgrano, Villa Ocampo, Villa Regina, Zárate - Comodoro Rivadavia Australia - 8 circoli - 2 delegazioni Adelaide, Canberra, Mackay, Melbourne, Myrtleford, Perth, Sydney, Wollongong - Tasmania, Townsville Belgio - 4 circoli - 1 delegazione Bruxelles, Charleroi, La Louviére, Liegi – Limburgo Bolivia La Paz

- 1 circolo

Bosnia - 3 circoli Sarajevo, Stivor, Tuzla Brasile -

Canada - 5 circoli Alberta, Montreal, Toronto, Vancouver, Windsor & Detroit Cile - 3 circoli Copiapò, La Serena, Santiago Colombia Bogotá

- 1 circolo

Danimarca Copenaghen

- 1 circolo

Federazioni ITTONA (Canada e Stati Uniti) Messico - 13 circoli - 1 delegazione Aguas Calientes, Citlatepetl, Città del Messico, Colonia Manuel Gonzalez, Colonia Manuel Diez Gutierrez, Cordoba, Huatusco, Monterrey, Puebla, San Luis de Potosí, Tijuana, Veracruz, Xalapa - Cuernavaca Paraguay - 10 circoli Asunción, Atyrà, Caacupé, Caaguazù, Concepción, Fernando de la Mora, Lambaré, Luque, Paso Barreto, San Pedro Ycuamandiyù

Ex emigrati - 3 circoli Australia, Stivor (BIH), Svizzera

Peru Lima

Francia - 3 circoli Grenoble, Lorena, Parigi

Portogallo Portogallo

Germania - 7 circoli - 1 delegazione Colonia, Dortmund, Friedrichshafen, Monaco, Norimberga, Reno Neckar, Stoccarda – Berlino

Romania Romania

Gran Bretagna - 1 circolo - 1 delegazione Londra - Manchester Italia - 13 circoli Biella; Borgosesia; Brescia; Bresciani amici del Trentino; Como; Famiglia Trentina di Roma; Friuli; Milano; Pontino; Predazzani nel Mondo; Roma; Società Americana di Storo; Trieste Lussemburgo Lussemburgo

- 1 circolo

62 circoli

Ascurra, Belo Horizonte, Bento Gonçalves, Blumenau, Brusque, Caxias do Sul, Colatina, Coronel Pilar, Corupà, Curitiba, Divino di Laranjeiras, Encantado, Erexim, Florianopolis, Garibaldi, Gasparin, Gramado, Guaramirim, Indaial, Jahú, Jaraguà do Sul, Joinville, Jundiaì, Laurentino, Londrina, Luzerna, Nereu Ramos, Nova Brescia, Nova Trento, Ouro Fino, Passo Fundo, Pedrinhas Paulista, Piracicaba, Porto Alegre, Presidente Getulio, Rio de Janeiro, Rio do Oeste, Rio do Sul, Rio dos Cedros, Rodeio, Salete, Salvador, São Paulo, Sananduva, Santa María, Santa Olímpia, Santa Teresa, Santa Tereza do Rio Taquarì, São Bento do Sul, São João Batista, Sao Miguel do Oeste,São Sepe, São Valentim do Sul, Taiò, Tapejara, Trentin, Três de Maio, Tucunduva, Venda Nova do Emigrante, Veranòpolis, Vitoria, Xanxerè

L’elenco è consultabile (completo con indirizzi e nomi dei presidenti) sul nostro sito internet: www.trentininelmondo.it

- 1 circolo

Serbia Indija

- 1 circolo

- 1 circolo

- 1 circolo

Stati Uniti - 21 circoli Alliance, Chicago, Cleveland, Denver, Hazleton, Milwaukee, Minnesota, New England, New York, Norway, Ogden, Pittsburgh, Readsboro, San Francisco, Solvay, South Alabama, South East Pennsylvania, Southern California, Washington, Wyoming Sud Africa - 2 delegazioni Pretoria, Cape Town Svizzera - 8 circoli Amriswil, Basilea, Sciaffusa, Ticino, Winterthur, Zofingen, Zug, Zurigo Uruguay - 5 circoli Carmelo, Cerro Largo, Colonia del Sacramento, Montevideo, Rivera (S. Ana do Livramento - BR) Venezuela Caracas

- 1 circolo


EDITORIALE SOMMARIO Pagine 2-4 AGENDA Pagine 5-7 RINNOVO DEI COMITES, L’APPELLO DELL’UNAIE Pagine 6-7 ATTUALITÀ Pagine 8-10 GENTE E FATTI Pagine 11-14 PROFILI: ALCIDE DE GASPERI A 60 ANNI DALLA SCOMPARSA Pagine 15-21 CIRCOLI (Montevideo, Carmelo, Bento Gonçalves, São Valentin do Sul, Garibaldi, San Nicolas de los Arroyos, Huatusco, Canberra, Sydney, Como/Lecco, Basilea, Dortmund, Toronto, S. Francisco) Pagine 22-23 DALLE VALLI Pagina 24 ABBONAMENTI

ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO O.n.l.u.s. Presidente Alberto Tafner

Direttore Anna Lanfranchi

TRENTINI NEL MONDO Mensile dell’Associazione Trentini nel Mondo aderente alla F.U.S.I.E Direzione, amministrazione e redazione

Via Malfatti, 21 - 38122 TRENTO Tel. 0461/234379 - Fax 0461/230840 sito: www.trentininelmondo.it e-mail:info@trentininelmondo.it Direttore responsabile Maurizio Tomasi Comitato editoriale G. Bacca, M. Bazzocco, A. Bazzanella, F. Casagrande, B. Cesconi, C. Ciola, M. Dallapè, P. Dalla Valle, A. Degaudenz, C. Donei, P. Duranti, E. Formilan, B. Fronza, L. Imperadori, A. Lanfranchi, E. Lorenzini, G. Michelon, A. Piccolotto, L. Pontalti, F. Pisoni, S. Regazzola, G. Sbetti, A. Tafner, M. Viola Hanno collaborato: R. Barchiesi - S. Corradini - G. Degasperi F. Bocchetti - E. Caldonazzi Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 62 - 6 febbraio 1958 STAMPA: Grafiche Dalpiaz srl Ravina di Trento (TN) Quote di adesione: Italia: Euro 20,00; Europa; Euro 20,00 Sud America: Euro 20,00; Nord America e Australia: Euro 25,00 Socio - Euro 55,00 Conto corrente postale n. 12509386 N. 11/12 NOVEMBRE-DICEMBRE 2014 Stampato il 23 DICEMBRE 2014

In copertina: la Banda del Circolo trentino di Santa Teresa (Espirito Santo - Brasile).

NELL’EPOCA DEI PIÙ AVANZATI SISTEMI DI COMUNICAZIONE SEMBRA DOMINARE L’INCOMUNICABILITÀ

Con speranza, sulla strada dell’incontro e del dialogo Siamo arrivati a cavallo tra il 2014 e il 2015 e ogni anno che passa ci troviamo a pensare...«beh dai !!... anche questa volta, bene o male ce la siamo cavata e il prossimo anno non potrà che andare meglio». Lo pensiamo un po’ tutti perché ognuno di noi porta questa speranza dentro il cuore in quanto, come ha scritto anticamente Talete nelle «Massime dei 7 Saggi», «la speranza è il solo bene che è comune a tutti gli uomini e anche coloro che non hanno più nulla, la possiedono ancora». La speranza però non è una cosa che va presa alla leggera, ma va usata con cautela e con misura, come fosse una medicina che, come spesso avviene per i vari medicamenti, contengono delle rischiose controindicazioni. Ad esempio Papa Francesco ha definito la speranza come la più umile delle virtù teologali, ma ha anche detto che «la speranza è un rischio. È una virtù rischiosa che non deve diventare un’illusione». In effetti a vedere tutte le efferatezze che stanno succedendo ogni giorno intorno a noi e che non risparmiano nemmeno le donne ed i bambini, la speranza viene messa davvero a dura prova, nonostante questo sentimento sia radicato profondamente nell’animo degli uomini. Oggi, a distanza di oltre duemila anni. Risulta quindi più che mai utile seguire l’indicazione suggerita da Aristotele quando definì «la speranza come un sogno ad occhi aperti». Anche per il 2015 dunque possiamo continuare a sognare, tenendo però gli occhi ben aperti per non dover sopportare passivamente tutto quello che di brutto ci può capitare addosso. È quindi possibile coltivare la speranza, impegnandoci però a capire il motivo per cui l’uomo si sta progressivamente imbarbarendo, diventando sempre più egoista, razzista e indifferente verso il prossimo. È quindi necessario sforzarsi - ognuno come può - per ridare la possibilità di sperare anche a quelle persone che ormai l’hanno persa. È quindi doveroso che ognuno

Parlare con un po’ più di rispetto delle idee altrui e incontrarsi con la voglia di capire l’altro (di qualsiasi razza, credo o provenienza sia) oggi diventa sempre più difficile e questo contribuisce ad accrescere la diffidenza, la solitudine e le paure di noi – uomini e donne - ci assumiamo le nostre responsabilità, senza giocare il gioco dello «scarica barile» sempre più in voga, a partire da chi detiene le maggiori responsabilità pubbliche. La speranza però è un fiore delicato che ha bisogno di cure costanti per crescere sano e forte e la terapia più semplice ed efficace sta nella partecipazione e nella parola. Sembra quasi un paradosso, ma nell’epoca dominata dai sistemi più avanzati della comunicazione, pare che le persone non siano più capaci di incontrarsi e di comunicare tra loro. Basta fare una semplice prova: guardarsi attorno quando si è in pizzeria o quando si viaggia in autobus o si sta sul treno. Non sarà difficile constatare che ognuno cerca di rimanere isolato nella propria bolla personale usando i telefonini come difesa, le cuffiette nelle orecchie come rifugio o i computer come barriera per isolarsi dagli altri. È anche vero che il più delle

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volte è preferibile chiudersi in se stessi per non dover subire certi discorsi infarciti di luoghi comuni e di frasi fatte che ormai sembrano dominare il pensiero comune. Però dobbiamo anche sapere che facendo in questo modo è come ammettere che hanno ragione loro e torto quelli che cercano ancora di percorrere la pur faticosa strada dell’incontro e del dialogo tra le persone. Parlare con un po’ più di rispetto delle idee altrui e incontrarsi con la voglia di capire l’altro (di qualsiasi razza, credo o provenienza sia) oggi diventa sempre più difficile e questo contribuisce ad accrescere la diffidenza, la solitudine e le paure. «Non c’è speranza senza paura e paura senza speranza» ha saggiamente detto Papa Paolo Giovanni II qualche anno fa e noi, che di paura ormai ne abbiamo fin troppa, dobbiamo partire proprio da questa per trasformarla in speranza. Alberto Tafner 11/12 - 2014


AGENDA L’AUSPICIO È STATO ESPRESSO DURANTE LA MESSA DI NATALE DELLA TRENTINI NEL MONDO

Una terra accogliente e giusta per i migranti di tutto il mondo È stato mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento, a celebrare la messa di Natale, che il 17 dicembre ha riunito nella chiesa di Santa Chiara a Trento personale, consiglieri, soci e simpatizzanti della Trentini nel mondo. Durante il rito religioso è stato rivolto un pensiero ai migranti di tutto il mondo, specialmente a quanti ancora oggi affrontano viaggi pericolosi e difficili alla ricerca di una vita dignitosa. Per loro la Trentini nel mondo ha espresso l’auspicio che «al termine di tante sofferenze possano finalmente incontrare una terra accogliente e giusta». Nel suo intervento al termine

della messa, il presidente della Trentini nel mondo, Alberto Tafner - anticipando le riflessioni al centro dell’editoriale di questo numero, pubblicato a pagina 1 -

ha invitato a «coltivare la speranza» e ad impegnarsi nel contempo «a capire il motivo per cui l’uomo si sta progressivamente imbarbarendo, diventando sempre più

egoista, razzista e indifferente verso il prossimo». La messa è stata accompagnata da brani musicali eseguiti da Lisa Anegg (sassofono), Nicolò Anegg (sassofono), Alessandro Rizzoli (clarinetto) e Davide Dauriz (clarinetto basso), studenti del Conservatorio di Trento (nella foto qui a fianco). Dopo la messa, c’è stato il tradizionale brindisi e scambio di auguri presso la sede dell’Associazione.

dei «padri» dell’Arizona. Dell’emigrazione trentina in Messico hanno invece parlato due ospiti in studio (nella foto, da sinistra): lo storico Renzo Tommasi e Sergio Pederzini,

discendente di emigrati trentini, che ora studia presso l’Università di Trento. È possibile rivedere la registrazione della trasmissione sul sito internet www.raitalia.it

A «Community», su Rai Italia, si è parlato di Padre Kino e di emigrazione in Messico «Community» è un programma quotidiano in onda su Rai Italia (visibile in tutto il mondo, eccetto l’Europa, per chi è abbonato), condotto in studio da Benedetta Rinaldi, con i personaggi, le storie, gli eventi, i filmati delle comunità italiane in tutto il mondo. Nella puntata del 28 novembre si è parlato di Padre Kino e di emigrazione trentina in Messico. La figura e l’opera di padre Eusebio Chini, conosciuto come

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Padre Kino, gesuita, missionario e geografo in Messico e Arizona, nato a Segno in Val di Non, e vissuto fra 1600 e 1700, sono state raccontate in un servizio filmato che ha come protagonsiti l’arcivescovo di Trento, mons. Luigi Bressan, e Alberto Chini, Presidente dell’Associazione culturale Padre Eusebio Francesco Chini. Nel famedio di Washington (USA) c’è una statua di padre Kino, perché è considerato uno

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AGENDA LA DOTTORESSA MAURIZIA ZADRA È STATA RICEVUTA NELLA SEDE DI VIA MALFATTI A TRENTO DAI VERTICI DELL’ASSOCIAZIONE

La Trentini nel mondo ha dato il suo benvenuto alla nuova dirigente del Servizio emigrazione Su invito del presidente Alberto Tafner, la nuova dirigente del Servizio emigrazione e solidarietà internazionale della Provincia Autonoma di Trento, dottoressa Maurizia Zadra, ha fatto visita alla sede della Associazione Trentini nel Mondo in Via Malfatti 21 a Trento. Ad accoglierla erano presenti lo stesso presidente Alberto Tafner, il vice presidente Aldo Degaudenz e la direttrice Anna Lanfranchi. Durante l’incontro è stata illustrata la complessa attività della Associazione alla quale aderiscono 244 tra Circoli all’estero, delegazioni, Circoli di ex emigranti e Circoli in Italia, che operano in vari continenti, esclusa l’Asia.

L’ampia e articolata organizzazione viene seguita da Coordinatori, nominati nel corso del 2014, che hanno il compito di occuparsi dei Circoli che si trovano all’interno di un’a-

rea geografica omogenea. Obiettivo della Trentini nel Mondo, è stato sottolineato, è quello di promuovere rapporti in rete tra tutti i Circoli, proseguendo nell’azione intrapresa da alcuni anni, volta a favorire un ruolo sempre più attivo e propositivo da parte dei Circoli sia nella gestione delle iniziative sul posto come anche nei contatti con la sede centrale dell’Associazione a Trento. La dottoressa Zadra ha espresso il proprio apprezzamento per l’organizzazione e la operatività della Trentini nel Mondo. A questo primo incontro ne è seguito un altro il 18 dicembre, sempre presso la sede dell’Associazione, al quale hanno partecipato il presidente Alberto Tafner e il direttore Anna Lanfranchi.

INIZIATIVA DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI DI CLES IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE

Pompieri da tutto il mondo per il calendario del 2015 Quando qualche mese fa alla Trentini nel mondo è stato chiesto di collaborare alla realizzazione del calendario 2015 dei Pompieri volontari di Cles, la proposta è stata accolta con soddifazione ed entusiamo. E con soddisfazione ed entusiasmo hanno risposto anche i Circoli contattati dall’Associazione, ai quali era stato chiesto di attivarsi per inviare fotografie dei vigili del fuoco che operano nelle loro città. Il risultato di questa singolare iniziativa nata da un’idea di Danilo Canini (nella foto la «copertina» del calendario) è stato presentato a Cles il 12 dicembre scorso, nel corso di un incontro alla presenza del comandante dei pompieri, Gualtiero Ravanelli, della sindaca di Cles, Maria Pia Flaim, del presidente della Tren-

Da sinistra, il comandante dei pompieri volontari di Cles, Gualtiero Ravanelli, e il presidente della Trentini nel mondo, Alberto Tafner.

tini nel mondo, Alberto Tafner, e del direttore dell’Associazione, Anna Lanfranchi. I Circoli che hanno inviato le foto sono quelli di Xalapa e

Huatusco (Messico), Santa Maria, Blumenau, Gramado, Bento Gonçalves, Garibaldi, Rio dos Cedros (Brasile), Sampacho, Bariloche e Villa Regina (Argentina).

Attraverso la vendita del calendario, che sarà distribuito a 2.300 famiglie, si vogliono raccogliere fondi per l’acquisto di un nuovo mezzo di servizio.

Auguri «poliglotti» dai Circoli trentini L’immagine qui a fianco, nella quale si vedono alcuni soci del Circolo trentino di Florianopolis (Brasile), è tratta dal video che il Gruppo giovani e volontariato della Trentini nel mondo ha realizzato con i messaggi di buon Natale e buon anno inviati da ventidue Circoli trentini nel mondo. Più precisamente, si tratta di sei Circoli brasiliani, tre del

Messico e dell’Uruguay, due dell’Australia e dell’Argentina: singoli video provengono poi da Svizzera, Belgio, Romania, Gran Bretagna, Stati Uniti e dalla Società americana di Storo. Chi volesse vedere il «prodotto finale» di questa iniziativa e ascoltare così gli auguri videoregistrati in più lingue, può trovare il filmato all’indirizzo riportato qui sotto:

www.youtube.com/watch?=v=H70Qe8cReLg&sns=sms 3

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AGENDA

«La Festa della signora polenta» in versione inglese e spagnola È un libro che può piacere sicuramente ai bambini ma anche agli adulti, che nel leggerlo possono scoprire molte interessanti informazioni sui prodotti tipici del Trentino: questa l’opinione di Stefania De Carli, autrice de «La festa della signora Polenta», espressa nell’intervista andata in onda nella puntata del 18 dicembre della trasmissione «Trentino nel mondo», l’appuntamento settimanale curato dalla Trentini nel mondo sull’emittente Radio Italia Anni 60 e che si può riascoltare grazie all’archivio disponibile sul sito internet della radio (al quale si accede anche grazie a un banner presente sulla home page

Per iniziativa della Trentini nel mondo e della casa editrice trentina «Curcu & Genovese», sono state realizzate le versioni digitali in lingua inglese e spagnola del libro «La festa della signora Polenta», scritto da Stefania De Carli (nelle foto qui sopra le copertine delle tre edizioni disponibili). Per l’acquisto si deve visitare il sito internet www.curcuegenovese.it sel sito della Trentini nel mondo). Ecco, in sintesi, la trama del libro. Un giorno la signora Polenta decise di dare una grande festa per rivedere i suoi amici. I biglietti d’invito arrivarono in tutte le valli del Trentino, anche

le più lontane. E così, in mezzo ad una grande ed allegra confusione, giungono all’appuntamento la famiglia dei Formaggi, quelle delle Verdure e della Frutta Fresca, i Salumi, i Vini, le Acque minerali e persino la Grappa, ma anche il

delicato signor Olio, il Miele di montagna, le signorine Trote e un agile Salmerino. Per l’originale banchetto si preparano con cura Canederli e Strangolapreti, Gnocchi e Crauti, Strudel, Torta di mele e di fregolòti. Fondamentale anche il contributo dell’esperto signor Coltelli, dell’ingegner Sbucciaverdure, dei fratelli Cavatappi e di molti altri personaggi, che in queste pagine si animano, parlano e danno vita ad una divertente kermesse. Le illustrazioni della storia sono state realizzate dai bambini delle classi quarte delle Scuole Elementari di Pomarolo.

IL TESTO DELL’INTRODUZIONE ALLE EDIZIONI DIGITALI, FIRMATO DAL PRESIDENTE DELLA TRENTINI NEL MONDO, ALBERTO TAFNER

Polenta significa tradizione, cultura, comunione Se si dovesse usare una metafora ardita, si potrebbe dire che il cuore dei trentini emigrati è fatto di polenta. Intendendo con questo non certo l’impasto di acqua e granoturco che ha consentito la sopravvivenza di intere generazioni, ma l’immagine che la polenta rappresenta per i molti trentini che, volenti o nolenti, sono andati a cercare fortuna lontano. Di polenta come simbolo di unione familiare sono pieni i racconti fatti attorno al focolare, quando ancora non imperava la dittatura individualista e solitaria della televisione. Di polenta come fonte di sopravvivenza narravano le persone scampate all’orrore delle guerre, delle carestie e delle calamità naturali che hanno devastato periodicamente il Trentino. Di polenta come sintesi di una storia antica intrecciata di stenti e di orgogliosa dignità umana come riportano le cronache del tempo. Si può dire dunque, con affetto e un pizzico 11/12 - 2014

di fierezza, che la polenta può ben rappresentare il cuore e lo spirito di una civiltà cresciuta nel rispetto di un passato mai dimenticato. Un passato che non è solo nostalgia e rimpianto, ma rispetto e difesa di alcuni valori fondanti come la solidarietà sociale, l’amicizia tra le persone e il rispetto reciproco. Ancora oggi nelle feste e negli incontri che

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ogni anno gli oltre 200 Circoli della Trentini nel Mondo organizzano per rinsaldare un mai dimenticato spirito di appartenenza alla propria terra d’origine, il momento più solenne è costituito dalla distribuzione di dorate e profumate fette di polenta appena cucinata. In queste ricorrenze si intrecciano I ricordi personali con i sogni collettivi, si raccontano episodi realmente vissuti e fantasie che hanno aiutato a vivere e andare avanti, si parla del passato e del futuro come un insieme unico capace di fondersi nel fumo che sale dalla polenta appena scodellata. In queste occasioni girare la polenta nel paiolo appeso sopra il fuoco significa ripetere un rito antico che accomuna le persone e le rende simili. Uomini e donne, giovani e vecchi si riconoscono e si identificano in quel gesto solenne sospeso nel tempo, che significa tradizione, cultura e comunione. In sostanza , in quel gesto viene messo il cuore: un cuore fatto di polenta.


ATTUALITÀ IN UNA NOTA IL PRESIDENTE FRANCO NARDUCCI FA IL PUNTO SU UNA SCADENZA CHE RIVESTE GRANDE RILEVANZA

L’UNAIE invita gli italiani all’estero a votare per il rinnovo dei Comites «Senza un forte impegno dell’associazionismo italiano all’estero la partecipazione al voto per il rinnovo dei Comites non raggiungerà una percentuale accettabile, tale da legittimare la rappresentatività che si richiede a un organismo di rappresentanza democratica». Con questa sottolineatura, Franco Narducci rivolge il caldo appello del Consiglio Direttivo alle associazioni regionali e provinciali che compongono l’Unaie (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati), affinché venga colta l’opportunità del rinvio delle elezioni decisa dal Governo e gli aventi diritto si iscrivano all’elenco elettorale presso l’Ufficio consolare competente. Come noto, le elezioni si dovevano tenere il 19 dicembre 2014 con una particolarità nuova sancita dal decreto legge d’indizione (convertito in legge n. 141 del 1° ottobre 2014): riceveranno il plico elettorale soltanto gli aventi diritto che si saranno registrati negli elenchi elettorali presso le sedi consolari di riferimento. Trenta giorni prima delle lezioni, ovvero il 19 novembre 2014, scadeva il termine per iscriversi nel predetto elenco elettorale. Un scadenza ridottissima, tale da far presumere una scarsissima partecipazione elettorale dei nostri connazionali emigrati. All’approssimarsi della scadenza del 19 novembre, infatti, gli elettori che avevano richiesto l’ammissione al voto erano circa il 2 per cento degli aventi diritto. SI È RISCHIATO UN FLOP COLOSSALE

Per non incorrere in un flop di colossali dimensioni, il Consiglio die Ministri italiano ha quindi deciso di spostare al 17 aprile 2015 la data delle elezioni per dare più tempo ai nostri connazionali di manifestare la loro volontà di partecipare alle elezioni per il rinnovo dei Comites, posticipando al 18 marzo 2015 la scadenza per iscriversi all’elenco elettorale. La ristrettezza di tempo determinata dalla votazione fissata al 19 dicembre 2014 ha, peral-

Poiché soltanto gli aventi diritto che si saranno registrati negli elenchi elettorali presso le sedi consolari di riferimento riceveranno il plico elettorale, va compiuto ogni sforzo per informare su questa nuova disposizione prevista dalla legge 141, in modo da favorire l’iscrizione agli elenchi elettorali e conseguentemente una buona partecipazione al voto

dimenticano in fretta e dunque quelle dell’allora Sottosegretario Mantica, che aveva dato avvio allo sfacelo dei Comites, così come dei suoi successori, sono da tempo scomparse dal radar. Per non parlare delle responsabilità di alcuni parlamentari eletti all’estero, che nel 2011 bloccarono, di fatto, con la complicità dei soliti funzionari di partito, l’iter di approvazione della legge di riforma dei Comites e negli ultimi mesi hanno rinfocolato le polemiche, dimenticando il ruolo (negativo) che hanno avuto nell’intera vicenda: grazie a loro voteremo senza riforme, con un sistema criticato da tutti e con tre anni di ritardo. I COMITES SONO UN PUNTO DI RIFERIMENTO

tro, provocato anche vistose défaillance per quanto concerne la presentazione delle liste: in ventiquattro sedi consolari non è stata presentata nemmeno una lista di candidati, debitamente sottoscritta dal numero di elettori richiesto dalla legge. Al momento in cui scriviamo, gli uffici del Ministero degli esteri stanno approfondendo le modalità con cui si potrebbe risolvere il problema, ma presumibilmente la decisione che sarà adottata, in un modo o nell’altro, non mancherà di innescare nuove polemiche. La riapertura dei termini per la presentazione delle liste, infatti, è caldeggiata da coloro che non avevano raccolto in tempo utile le sottoscrizioni richieste ed è av-

versata da coloro che, con grande impegno, avevano presentato la lista entro il 19 ottobre 2014. Il problema principale da risolvere, a nostro parere, è quello delle sedi consolari in cui non è stata presentata alcuna lista, sedi che non possono essere abbandonate sic et simpliciter. Come UNAIE abbiamo espresso a suo tempo le nostre critiche, senza infingimenti, all’azione del Governo e del Parlamento per come è stata gestita l’intera vicenda del rinnovo dei Comites. Errori che si sono sommati a quelli precedenti dei continui rinvii delle elezioni (i Comites dovevano essere rinnovati a scadenza naturale nel 2009). In politica le responsabilità si

Nel rinnovare l’appello rivolto in particolare al mondo dell’associazionismo a cogliere l’opportunità offerta dal rinvio delle elezioni al 15 aprile 2015, si ribadisce che le comunità italiane emigrate devono difendere la credibilità dei Comites, che in molti paesi e in molte situazioni locali costituiscono un esercizio fondamentale della democrazia e della partecipazione 5

Anche se il quadro descritto non è incoraggiante, le comunità italiane emigrate devono difendere la credibilità dei Comites sapendo - afferma il Consiglio Direttivo dell’Unaie, rilanciando il messaggio diramato in precedenti occasioni - «che essi costituiscono in molti Paesi e in molte situazioni locali un esercizio fondamentale della democrazia e della partecipazione, un valore che bisogna difendere soprattutto guardando ad una situazione di prospettiva che vede lo Stato italiano arretrare su ogni fronte riguardante le comunità all’estero, mentre, di converso, assistiamo ad un flusso crescente di “nuovi italiani” che arrivano, cosa impensabile fino a qualche anno fa. Nuovi italiani emigrati che hanno bisogno di punti di riferimento e strutture di sostegno; e i COMITES rappresentano, nonostante il pesante taglio numerico imposto dal Governo, un organismo di interlocuzione con le autorità locali e una rete territoriale che deve e può essere preservata». Questa preoccupazione deve spingere tutto il mondo dell’associazionismo all’estero a compiere ogni sforzo per favorire l’iscrizione agli elenchi elettorali e conseguentemente una buona partecipazione al voto. 11/12 - 2014


ATTUALITÀ UNA NOTA DEL GIORNALISTA PAOLO MAGAGNOTTI, CHE INSEGNA ALL’«UNIVERSITÀ STATALE DELL’OVEST» A TIMISOARA

Da Paolo Magagnotti, ex consigliere della Trentini nel mondo, giornalista, dal 2005 docente all’Università statale dell’Ovest di Timisoara (Romania), dove attualmente insegna due materie in lingua tedesca (Istituzioni Europee e Sociologia delle Relazioni Internazionali) e una in inglese (Spazio Pubblico Europeo e Media), abbiamo ricevuto l’articolo che pubblichiamo qui di seguito. Venticinque anni fa iniziava in Romania la rivoluzione che in pochi giorni portò alla fine del regime totalitario di Nicolae Ceausescu ed all’avvio del processo che portò il Paese alla libertà nella democrazia. Gli eventi presero avvio a Timisoara, capoluogo della regione storica del Banat, fra il 15 ed il 16 dicembre 1989, con i primi morti il giorno 17. La scintilla fu determinata dall’intervento della polizia per arrestare l’imbarazzante pastore della “Chiesa Riformata” (protestante) nato in Transilvania con origini ungheresi Laszlo Tokes. Dopo che il giorno 15 il religioso, molto scomodo sia alla sua gerarchia sia al potere politico, si era espresso per l’ennesima volta contro il regime, il giorno 16 la polizia venne per arrestarlo. Ben presto in “piazza Maia”, dove egli abitava, si riunirono in sua difesa molte persone di diversa fede. Con la tensione in crescendo, dopo un po’ si unì alla folla sempre più numerosa il poeta Ion Monoran ed il suo grido “Jos Ceausescu” (Abbasso Ceausescu) si trasformò in un coro che ben presto coinvolse la popolazione

Le foto sono di Adrian Piclisan

Romania, a venticinque anni dalla rivoluzione prosegue il processo di sviluppo democratico

La situazione attuale del paese, membro dell’Unione Europea dal 2007, è segnata da una forte emigrazione

Le madri delle vittime della rivoluzione del 1989 (a livello nazionale furono complessivamente 1.166), rendono omaggio ai loro defunti.

della capitale Bucarest e di altri centri del Paese. Il giorno 16 dicembre è considerato data ufficiale dell’avvio della rivoluzione romena. Nelle prime ore del mattino successivo la polizia riuscì ad arrestare e potare via Laszlo Tokes, mentre prendeva sempre più consistenza una decisa operazione della polizia segreta “Securitate” e dell’esercito, con spari e primi morti di una enorme folla che nel frattempo si era addensata nella

centralissima piazza Opera, ora piazza della Vittoria. Con tanta gente sempre presente in piazza continuarono gli spari che dopo pochi giorni uccisero 93 persone. Quaranta salme vennero portate velocemente a Bucarest e bruciate nel “Crematoriul Cenusa”, un grande crematorio costruito negli anni Venti. Le onde radiofoniche di “Voice of America” e “ Radio Europa Libera” ricevute nel Paese portarono ad un enorme folla che a Bucarest chiedeva la fine di

Opportunità anche per il Trentino Klaus Iohannis, presidente della repubblica in carica dal 22 dicembre, e Victor Ponta, attuale primo ministro, sono due personalità che per ragioni anagrafiche e biografie personali sono totalmente svincolate dal periodo storico che ha preceduto la rivoluzione che nel 1989 ha portato alla caduta del regime di Ceausescu: per Maurizio Passerotti, console onorario della Romania in Trentino Alto Adige, questo ha un grande significato per la Romania, paese per il quale si aprono ulteriori buone prospettive di sviluppo in uno scenario sempre più 11/12 - 2014

aperto alle relazioni internazionali, nelle quali anche il Trentino imprenditoriale può giocare la sua parte, cogliendo le opportunità offerte da un paese che geograficamente si trova in posizione strategica, al centro dei mercati europei (includendo la Russia). Tra l’altro i rapporti fra Trentino e Romania sono già avviati: oltre confine sono presenti ditte e professionisti inseriti nel tessuto economico romeno, mentre sul territorio provinciale gli oltre dodicimila romeni residenti rappresentano la comunità straniera più numerosa.

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Ceausescu, mentre anche altre piazze del Paese si riempivano con la stessa richiesta e gli spari governativi contro i manifestanti continuavano a fare vittime e feriti. Alla fine della rivoluzione si conteranno complessivamente a livello nazionale 1.166 morti e innumerevoli feriti (sui numeri esatti vi è qualche discordanza). Il 22 dicembre Ceausescu con la moglie Elena, anima grigia del regime, fugge in elicottero, e grazie anche ad un stratagemma del pilota i due vengono presto arrestati dalla polizia. Dopo un sommario processo da parte di un tribunale militare speciale lui e la moglie vengono condannati a morte e il 25 dicembre sono fucilati. La vita politica del Paese continua sotto la guida di un “Fronte di Salvezza Nazionale” presieduta da Ion Iliescu, già membro del Comitato centrale del Partito Comunista, emarginato da Ceausescu e che sarà in seguito presidente della Repubblica. Il venticinquesimo anniversario della rivoluzione verrà ricordato in tutto il Paese, soprattutto a Timisoara, con manifestazioni di carattere storico, politico e culturale. Dal 1989 la Romania è impegnata in un processo di sviluppo democratico segnato purtroppo da una forte emigrazione, con le università chiamate a dare un contributo di idee e riflessione per la crescita del Paese, che dal 2007 è membro dell’Unione Europea ed è fortemente orientato verso crescenti ancoraggi internazionali. Paolo Magagnotti


ATTUALITÀ LA MINISTRA DELLA CULTURA HA FIRMATO IL DOCUMENTO CHE ATTUA QUANTO STABILITO DA UN DECRETO EMESSO NEL 2010

Il «Talian» è diventato ufficialmente «riferimento culturale brasiliano» Come ampiamente annunciato nelle scorse settimane, il Talian, lingua degli immigrati italiani/ trentini e dei loro discendenti sviluppatasi in Brasile, è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale Nazionale. In occasione della riunione tenutasi il 9 settembre 2014, l’IPHAN (Istituto del Patrimonio Storico e Artistico Nazionale) ha inserito il Talian e altre lingue nell’INLD (Inventario Nazionale della Diversità Linguistica). Il 10 novembre, il Talian ha ottenuto la certificazione ufficiale come riferimento culturale brasiliano. Come spiega il Prof. Dott. José Curi (nativo di Rio dos Cedros), il Talian è una koiné, cioè una lingua comune oriunda che collega diversi dialetti di origine latina, come il trentino-tirolese, il veneto, il lombardo, ecc., e che ha subito influenze da parte della lingua portoghese in seguito all’arrivo degli immigranti in Brasile. A Rio dos Cedros (nella foto in basso la casa della famiglia Dallagnolo, un esempio di casa tipica coloniale della città), così come in tante altre città di origine trentina e italiana, il Talian è ampiamente parlato nelle strade della città, negli esercizi commerciali e, soprattutto, nelle famiglie. Infatti, in molte case, il Talian è la lingua “ufficiale”, poiché si ricorre al portoghese solo quando strettamente necessario. Diversi ricercatori si sono dedicati allo studio del Talian e del dialetto trentino a Rio dos Cedros. Il primo in assoluto è stato Mario Bonatti, nativo di Rio dos Cedros, grande studioso della storia, della cultura e del dialetto

trentino. Nel 1974 ha pubblicato la sua ricerca intitolata “Aculturação linguística numa colônia de imigrantes italianos de S. Catarina” (Facoltà Salesiana, São Paulo, 1974), prima pubblicazione sul dialetto trentino di Rio dos Cedros, ed è stato uno dei primi in alizzato Brasile ad aver analizzato il dialetto trentino. Questo libro è stato pubblicato anche in Italia, col il titolo “Acculturazione linguistica. Il dialetto delle colonie trentine in Brasile” (S. Michele all’Adige, Trento, 1978). In se gui t o, i l Prof. Dott. Joséé o Curi ha pubblicato i dialetto, di l un libro di raccontii in “Raconti de Rio Cedro” (Casa editrice della UFSC, Florianópolis/SC, 1984) e il libro di poesie in dialetti “Resta Quà con Noialtri” (Cada editrice della UFSC, Florianópolis/SC, 1987). Per

mezzo dei racconti e delle poesie scritti in dialetto, lo scrittore ha voluto illustrare in questi libri lo stile di vita e le tradizioni dei colonizzatori trentini e dei loro discendenti a Rio dos Cedros. L’autore ha inoltre pubblicato lo studio “A influência do Talian na ffala catarinense” (“L’influenza dell dell’italiano nella par parlata catarinense” se”, pubblicato in due capitoli all all’interno della riv rivista Blumenau em Cadernos, ed edizioni di magggio/giugno 2005 e luglio/agosto 22005), e il libro ddi grammatica “El Talian – la língua dos imigrantes iitalianos li dde S Santa Catarina” (“El Talian – la lingua degli immigrati italiani di Santa Catarina”, Editore Garapuvu, Florianópolis/ SC, 2009). Come gli scrittori, anche i gruppi tradizionali di Rio dos

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Cedros mantengono vivo il dialetto trentino, come il Gruppo Folkloristico Compagni Trentini (ex-gruppo Santa Notte), il coro del Circolo Trentino e il Gruppo Folkloristico Colibri, i quali si esibiscono proponendo diverse canzoni del dialetto riocedrense. Inoltre, altri gruppi si sono riuniti per incidere un disco, intitolato “Amici Cantori del Folclore Italiano di Rio Cedro”, contenente il repertorio completo dei gruppi che nel passato, durante le feste natalizie, andavano di casa in casa intonando canzoni tradizionali e portando il presepe. Infine, anche il Circolo Trentino di Rio dos Cedros e il Gruppo Giovane Tosarami hanno contribuito a conservare e proteggere il dialetto trentino con la celebrazione di messe in dialetto, in collaborazione con Giuliano Berti (di Nereu Ramos, Jaraguá do Sul) e la Parrocchia dell’Immacolata Concezione di Rio dos Cedros. Il riconoscimento del Talian come patrimonio nazionale sarà sicuramente un incentivo per lo sviluppo di questa lingua e per le persone che si dedicano alla sua conservazione. È importante ricordare che Santa Caterina, insieme ad altri Stati, aveva già riconosciuto il Talian come patrimonio storico e culturale. (Legge Statale n.14.951/2009). Coloro che desiderano saperne di più sul dialetto parlato a Rio dos Cedros, oppure scaricare materiale in dialetto (foglietti liturgici e racconti), possono accedere al menù “Il Nostro Dialetto” nel sito del Circolo Trentino di Rio dos Cedros. Andrey José Taffner Fraga

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GENTE E FATTI PADRE GUSTAVO BRAIDOT È SACERDOTE PRESSO LA DIOCESI DI RECONQUISTA (ARGENTINA)

CIRCOLO DI SANTA OLIMPIA

Per la prima volta a Tenna e Flavon alla scoperta delle origini trentine Padre Gustavo Braidot, sacerdote della Diocesi di Reconquista nella provincia di Santa Fe (Argentina), in settembre è stato in Trentino per la prima volta a conoscere i luoghi da dove sono emigrati i suoi nonni. Si trovava in Italia per un dottorato in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e ha colto l’occasione per coronare un suo sogno. Gustavo è discende di Antonio Magnago di Tenna (Valsugana) e di Pietro Menapace di Flavon (Val di Non). Il vicepresidente della Trentini nel mondo, Aldo Degaudenz (con lui nella foto scattata nella «Sala Rino Zandonai» nella sede dell’Associazione), lo ha accompagnato a conoscere il paese di Tenna, dove hanno incontrato il sindaco Antonio Valentini e don Silvio Pradel, parroco del paese, che ha mostrato a padre Gustavo i registri di nascita dei suoi avi. La giornata si è poi conclusa con un’escursione nella zona delle Dolomiti. Il giorno successivo in compagnia di Bruno Mochen, padre Gustavo ha incontrato l’assessore alla cultura del Comune di Flavon, Albino Tolotti, e il parroco Don Alessio. Gustavo è rimasto molto affascinato dai luoghi visitati e sicuramente i ricordi rimarranno a lungo ben presenti nel suo cuore. Al suo rientro in Argentina, ha inviato una lettera alla Trentini nel mondo, che pubblichiamo integralmente qui di seguito.

Premiato l’impegno nella difesa ambientale

«Voglio ringraziare soprattutto la Trentini nel Mondo per avermi messo in collegamento con i paesi da dove sono partiti i miei nonni. Ringrazio particolarmente Rosanna, che ha curato i contatti; Aldo, che mi ha portato a Tenna e mi ha fatto conoscere un po’ della regione, che è molto bella. Mentre passeggiavamo, mi sono venute in mente le storie che mia madre ci raccontava prima di andare a dormire e che la sua nonna raccontava loro. Grazie inoltre ad Antonio, sindaco di Tenna e a don Silvio per la disponibilità; a Bruno che mi ha portato a Flavon e al Santuario di San Romedio; ad Alvino che mi ha mostrato il villaggio, e a Clara, che sarebbe come mia nonna; a don Alessio che mi ha mostrato la chiesa e libri.

La mia bisnonna Maria, diceva sempre che le mancavano le mele di Flavon: io ho avuto il piacere di mangiarne una colta direttamente dall’albero (era un desiderio che avevo da tempo). Mi scuso se ho dimenticato qualcuno e per il mio italiano. Sono molto grato a tutti: per me questo viaggio in Trentino è stato molto importante. Come ho già detto personalmente a Rosanna e Aldo, prendo l’occasione per ringraziare nuovamente l’Associazione Trentini nel mondo, per l’aiuto ricevuto negli anni della crisi del 2001 in Argentina, destinato a mio nipote Luciano, che aveva seri problemi di salute. Prego che Dio vi benedica e benedica questa organizzazione che fa tanto bene».

PRESIDENTE DEL CIRCOLO TRENTINO DI SEATTLE (USA) È ORIGINARIA DELL’ALTIPIANO DI PINÉ

Mary Beth, esperta di spiritualità alpina Mary Beth Moser, accompagnata dal marito Richard Rotruck, nelle settimane scorse ha fatto visita alla

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sede dell’Associazione. Mary Beth è l’attuale presidente del CircoloTrentino di Seattle negli Stati Uniti: i suoi nonni sono emigrati da Faida di Pinè, Bedollo, Val di Sole e Salorno. Il marito Richard è invece americano di origini tedesche ma anche trentino di adozione. Si trovavano in Trentino in vacanza, dove tornano spesso molto volentieri. Mary Beth è molto legata alle sue origini trentine e ha realizzato una ricerca di dottorato dal titolo: «The everyday spirituality of women in the italian Alps».

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Il Circolo trentino di Santa Olimpia, nello stato di San Paolo (Brasile), ha recentemente ricevuto un premio dal Consiglio comunale per il suo impegno nella difesa dell’ambiente, per un’iniziativa che è stata fatta in collaborazione con la facoltà di agraria Luiz de Queiroz. Con l’intento di abbellire il rione di Santa Olimpia e di creare un ambiente che somigliasse a quello trentino, il Circolo ha promosso un progetto che ha portato alla messa a dimora di cinquecento piantine di ipé, un albero che è stato scelto per il suo aspetto, molto simile a quello degli alberi che si trovano in Trentino. Quando il progetto di abbellimento di Santa Olimpia sarà portato a completamento, saranno ben ottocento gli alberi piantati nelle vie del rione. Il concorso è giunto alla sua sedicesima edizione. Il progetto del Circolo si è classificato al terzo posto. Il premio (nella foto qui sotto) è stato ritirato da Ivan Correr, vice presidente del Circolo.


GENTE E FATTI DURANTE LA CELEBRAZIONE, CHE SI È SVOLTA IL 16 NOVEMBRE, SONO STATI CONSEGNATI QUATTRO NUOVI STRUMENTI

Festa in piazza per il 40°di fondazione della Banda del Circolo di Santa Teresa Era il 15 luglio 1974 quando a Santa Teresa (Espirito Santo -Brasile) venne fondata, con il nome di «Società Musicale Teresense» una nuova banda musicale. I componenti erano venticinque e il maestro era José Fernandes de Miranda. Pochi mesi dopo, nella notte di Capodanno del 1975, la Banda si esibisce per la prima volta in pubblico, in occasione

dell’apertura delle celebrazioni per il primo centenario della fondazione di Santa Teresa. Quando poi il 27 luglio 1987 viene costituito il Circolo trentino di Santa Teresa, il gruppo diventa parte integrante del Circolo ed assume il nome di «Banda do Circolo Trentino» di Santa Teresa. Il 16 novembre 2014, di fronte alla Chiesa

I MUSICISTI FONDATORI

di Santa Teresa, la Banda ha festeggiato i 40 anni di attività, con un’esibizione durante la quale sono stati suonati anche i quattro nuovi strumenti musicali, consegnati dal Segretario della Cultura dello Stato di Espirito Santo. Durante la giornata è stato reso un doveroso omaggio ai musicisti fondatori e agli attuali componenti. I MUSICISTI ATTUALI

MAESTRO José Fernandes de Miranda

MAESTRO Marcos Antonio Avancini Foeger

BANDISTI Adilson Jorge Marrochi Aécio Gasperazzo Alcione Silva Américo Loss Antonio Carlos Salviato Darci José Fontana Dauri Domingos Fontana Dejany Paula Barretto Denis Geraldo Merlo Erildo Zamprogno Fernando Pedro Vasconcelos Flávio de Oliveira Jorge Gasperazzo José Édson Totola José Joaquim Aliprandi Lindoro Corbellari Lucimar Augusto Totola Madson José Pizziolo Marcos Antonio Avancini Foeger Mauri José Fontana Paulo Gasperazzo Paulo Sérgio Salviato Sérgio Luiz Corbellari Silvio Carlos Salviato Valdério Anselmo Reisen

BANDISTI Acácio Bausen Ademir Antonio Lauretth Ademir Marcos Bellumat Alexsander A. Bortolini Altieres Paiva dos Santos Dândria Loss Daniel Pereira Djeiny Frohlich Loss Duadson Marrochi Edimar Rébuli da Silva Eduardo Tregnago Fernando Antonio Romagna Franciane Ribeiro Gilmar Transpadini Ivanete Santiago Jaci Barcelos Subtil Jorge Gasperazzo José Carlos Liques Pereira Loren Cristina Bellumat Aguiar Marcelo Frederico Guetler Mayara Oliveira de Castro Rafael Vago Merlo Rayane Loss Rita de Cássia Veiga Ulberg Valdemar Transpadini

Le foto sono di Rodrigo Calazans Verly

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GENTE E FATTI ISTITUITO DALLA FONDAZIONE CASSA RURALE DI TRENTO È DESTINATO A CHI SI DISTINGUE IN ATTIVITÀ A SFONDO SOCIALE

«Premio Zanlucchi» assegnato a Gino Comelli Nei suoi 97 anni di vita Ernesto Zanlucchi – scomparso l’anno scorso - ha scritto la storia dell’aeronautica italiana e trentina. Pilota di “caccia” durante la seconda guerra mondiale, poi nella pattuglia acrobatica, fu verso la fine degli anni Cinquanta il primo pilota di elicottero a fare servizio di soccorso in montagna. Con lui nacque il soccorso alpino. Porta il suo nome il Premio, istituito per iniziativa dei familiari d’intesa con la Fondazione Cassa Rurale di Trento, destinato a chi si è distinto in attività a sfondo sociale. La scelta della prima edizione del Premio è caduta su Gino Comelli, friulano di nascita e fassano di adozione, fondatore dell’ Union Aiut Alpin Dolomites. Una vita dedicata al soccorso in montagna. A consegnare il premio, ieri sera alla sala della Cooperazione,

CHI È GINO COMELLI

la presidente della Fondazione Rossana Gramegna (con lui nella foto), alla presenza della figlia di Zanlucchi, Anna, che insieme alla moglie Lidia Gius ha voluto celebrato in questo modo la memoria del leggendario pilota trentino. Con loro anche una delegazione del Soccorso Alpino Trentino guidata dal presidente Adriano

Alimonta, che ha testimoniato l’amicizia con Comelli, e anche le difficoltà di chi è impegnato a salvare vite umane sulle nostre montagne. In sala una buona rappresentanza degli oltre quattrocento nuovi soci ammessi quest’anno nella compagine della Cassa Rurale. Uff. St. Cooperazione Trentina

Nato a Palmanova (provincia di Udine) l’8 maggio del 1954, fassano di adozione, ha cominciato fin da giovane a coltivare la passione per la montagna. Nel 1973 prende parte a una spedizione in Groenlandia. Entrato nel Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato di Moena, diventa guida alpina e maestro di sci. Nel 1980 entra a far parte del Gruppo Guide Ciamorces della Val di Fassa, come soccorritore. Nel 1982 diventa Istruttore delle Guide e, dieci anni dopo, Istruttore del Soccorso ed Elisoccorritore. Nel luglio del 1990 alla nascita dell’Union Aiut Alpin Dolomites, viene eletto presidente. Nel 2000 ottiene il brevetto di vericellista.

Cinquant’anni di sacerdozio per padre Valdir Padre Valdir Vicentini, di Santa Catarina (Brasile), nei giorni 28 e 29 giugno 2014 ha celebrato il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale e prima Messa. Nato a Botuverá (vicino a Brusque) il 16 luglio 1937, è nipote di Cesare Vicentini, emigrato da Pomarolo nel 1875. Sacerdote della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (Padri Dehoniani), è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1964 presso la Chiesa Parrocchiale di São Luiz Gonzaga, a Brusque, dall’allora Arcivescovo di Florianópolis Mons. Joaquim Domingues de Oliveira. Il giorno successivo, ha celebrato la sua prima Messa nella

Chiesa Parrocchiale di San Giuseppe, nella sua terra natale, 50 anni fa. Nel corso di questi cinque decenni, ha lavorato in diversi stati del Brasile: San Paolo, Minas Gerais, Maranhão, Paraná e sopratutto a Santa Catarina. Fu maestro, superiore di comunità religiosa, parroco e cooperatore. Attualmente risiede nel Seminario di São José a Rio Negrinho, nello Stato di Santa Catarina. Padre Valdir Vicentini è una persona molto cordiale e di piacevole convivenza, sempre di un prezioso zelo pastorale. Obbedì all’ordine del Maestro: “Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi mando” (Gio 15, 14).

Grumes piange la scomparsa della maestra Rosetta Il 3 novembre a Grumes si è concluso il cammino di Rosa Pedot, la maestra. Nata a Fontoy in Lorena (Francia) nel 1928 da Emilio Pedot e Ottilia Pojer emigrati da Grumes. Rosa, che in paese è sempre stata chiamata Rosetta (o Maestra Rosetta) ha avuto per tutta la vita un filo di collegamento con il mondo dell’emigrazione. Il papà è morto nel 1929 a seguito di un incidente in miniera che lo aveva dapprima menomato nel fisico e quindi portato alla morte. La madre, sola con altri due figli piccoli, si è vista 11/12 - 2014

costretta ad affidare la piccola Rosa ad una sorella a Grumes. E a Grumes Rosa è cresciuta con gli zii che sono diventati i suoi genitori pur mantenendo un legame fortissimo prima con genitori e fratelli in Francia e poi con i numerosi nipoti e pronipoti. Divenuta maestra Rosetta ha vissuto la sua vita dedicandosi alla sua missione di educatrice, vivendo

il suo ruolo con piena dedizione e intensità. Nelle sue aule sono passate intere generazioni di scolari. Sempre presente nella vita sociale del paese con iniziative sociali, culturali, assistenziali, è stata di sprone e di aiuto per dar spazio ad idee e progetti che rendessero viva e vitale la comunità. Attivissima, Presente ovunque ci fosse bisogno di

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sostegno ed incoraggiamenti, ha fondato e presieduto per un decennio il Gruppo Anziani infondendo vitalità ed entusiasmo. La sua vicenda personale, i suoi legami stretti con la comunità di Fontoy l’hanno portata ad essere per tanti un riferimento per tenere i rapporti col paese, per conoscere le vicende che interessavano reciprocamente i grumaiseri e i “francesi”. Con la Rosetta se ne è andata una parte di storia del paese ed il filo che unisce Grumes a Fontoy si è ulteriormente assottigliato. Pio Rizzolli


PROFILI A sessant’anni dalla sua scomparsa, il ricordo di un uomo, un trentino, che è stato il vero protagonista della ricostruzione dell’Italia devastata dalla guerra e uno dei padri fondatori dell’Unione Europea

È un esempio da imitare da ciascuno di noi, e in particolare dai parlamentari di oggi, per serietà, rispetto dei principi della democrazia e testimonianza di vita personale corretta e irreprensibile

Il 19 agosto 2014 si è celebrato, nella Chiesa di Borgo Valsugana, il 60° anniversario della morte di Alcide De Gasperi, avvenuta nella sua casa in Val di Sella il 19 agosto 1954. L’occasione ci stimola per ricordare l’uomo, il trentino, che è stato il vero protagonista della ricostruzione di un’Italia devastata dalla seconda guerra mondiale e uno dei padri dell’Unione Europea. Alcide De Gasperi, figlio di Amedeo, capo della gendarmeria a Pieve Tesino, e di Maria Morandini di Predazzo, nasce proprio a Pieve il 3 aprile 1881. Nella casa natale, oggi, è presente il MUSEO CASA DEGASPERI, che, per la completezza della documentazione e per il moderno allestimento, merita una visita da parte di chiunque voglia conoscere la vita del grande statista. Dopo Alcide, la famiglia aumenterà con la nascita di Mario, Marcella e Augusto. Lasciato il

lavoro, il senso del dovere e l’attaccamento alla famiglia. Alla conclusione degli studi superiori presso il Liceo Prati di Trento, nel 1900 si iscrive all’Università di Vienna nella facoltà di lettere e filosofia. Partecipa attivamente alla AUCT (Associazione Universitari Cattolici Trentini) di cui diviene, prima segretario e poi, nel 1902, presidente all’età di 21 anni. Diventa amico di don Celestino Endrici, futuro vescovo di Trento, che lo aiuterà molto negli anni di detenzione e di disoccupazione durante il periodo fascista. Durante gli studi universitari si dedica ai problemi sociali ed economici dei braccianti e degli operai che vivono pesanti e mal retribuiti orari di lavoro. Organizza conferenze culturali in varie località, stimola la nascita di organizzazioni sindacali tra gli operai trentini in Vorarlberg,

Terra, casa, lavoro sono «diritti sacri»

Alcide De Gasperi una grande figura paese di Pieve Tesino per seguire i trasferimenti del padre, vive a Grigno (dove inizia le scuole elementari), a Civezzano e a Trento.

La famiglia De Gasperi agli inizi del ’900: da sinistra: Marcella, Alcide, la madre Maria Morandini, Mario, il padre Amedeo, Augusto.

La vita in famiglia è improntata ad una grande religiosità ed al rispetto dei valori tradizionali come l’impegno, l’onestà, il

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Alcide De Gasperi insieme alla moglie Francesca Romani: la foto è stata scattata nel 1953 a Castelgandolfo.

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PRO NELLE FOTO A FIANCO. Le figlie di De Gasperi (dall’alto in basso): Maria Romana, Lucia, Cecilia e Paola. De Gasperi nel 1949 in visita al cantiere della diga idroelettrica di S. Giustina in Val di Non; al Congresso degbli Stati Uniti; con Adenauer nel 1953 a Roma mentre firmano accordi culturali Italia-Germania. IN BASSO: In comizio a Trento il 4 aprile 1948 e mentre firma la Costituzione il 27 dicembre 1947.

 CONTINUA DA PAG. 11 promuove un pesante sciopero tra i segantini della Val di Fiemme fino ad ottenere una riduzione del lavoro da 14 a 12 ore giornaliere. Tempra il suo carattere forte e determinato e abbraccia il cattolicesimo sociale dell’enciclica Rerum Novarum del papa Leone XIII. Significativo il suo intervento nella assemblea AUCT in cui viene eletto presidente, diretto agli studenti universitari del tempo: “A quei signorini universitari che se ne stanno......epicureamente lontani dal popolo e s’avvezzano per tempo al caffè, donde c’è venuta borghesia parassitaria, vorrei ripetere oggi questa parola. .... in questo riguardo, il periodo universitario è fatale; o si esce democratici o aristocratici già fatti. O che da giovani ci si avvezza a ridurre il mondo ai giornali che si leggono e ai membri della propria classe, e allora il giovane, divenuto dottore, avvocato, non discenderà tra le grandi masse popolari, come fratello ai fratelli, ma come rappresentante di quella borghesia che si attirò nei tempi nostri tanti odi e maledizioni; o che si vede già da giovani oltre la barriera borghese venire una moltitudine di gente che

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Nel 1911 all’età di 30 anni, viene eletto Deputato a Vienna con il 75% dei voti nel collegio di Fiemme, Fassa, Primiero e Civezzano. Non è un irredentista per il passaggio dal Trentino all’Italia; si batte, invece per la concessione dell’autonomia vuole passare e si comprende la giustezza della tendenza e allora si stende al di là la mano; vi fate a loro compagno e considerate tutta la vita come una faticosa erta, su cui dovete salire, voi e il popolo, a una meta comune....Questo spirito democratico che ci anima, non è, o signori, una concessione alle tendenze di oggi, ma frutto di quel cristianesimo compreso socialmente, praticato dentro e fuori dell’uomo in tutta la vita pubblica...”. Si laurea nel 1905 in filologia moderna e viene chiamato dal nuovo vescovo Celestino Endrici, a dirigere, primo direttore laico, il giornale “La Voce Cattolica” che, nel 1906 cambia nome e si chiama “Il Trentino”; il giornale sospenderà la pubblicazione nel 1915 per la mancanza di libertà di opinione in seguito all’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria Ungheria. Nel 1909 viene eletto Consigliere Comunale a Trento e, nel

1911 all’età di 30 anni, viene eletto Deputato a Vienna con il 75% dei voti nel collegio di Fiemme, Fassa, Primiero e Civezzano. Non è un irredentista per il passaggio dal Trentino all’Italia; si batte, invece, con grande impegno, per la concessione della autonomia al Trentino, zona sottosviluppata e non tenuta in adeguata considerazione in un Tirolo, con grande prevalenza di lingua e tradizioni tedesche, poco sensibile alle necessità della comunità italiana. All’inizio della prima guerra mondiale si schiera per la neutralità italiana in quanto consapevole che il Trentino, in caso di guerra, diventerebbe terra di scontri e quindi di distruzioni, e tragedie senza fine; Il Trentino è comunque interessato dagli eventi bellici in quanto 60.000 giovani trentini sono reclutati nell’esercito austro-ungarico e trasferiti sui confini della Galizia per combattere contro la Russia;

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12.000 di essi non torneranno più in patria. La neutralità viene interrotta nel maggio del 1915 quando l’Italia dichiara guerra all’impero Austro-Ungarico. Comincia una nuova fase di ulteriori grandi dolori per il Trentino: dalle zone interessate dalle operazioni belliche sono deportate 70.000 persone nei campi di concentramento di Austria, Moravia, Boemia, ecc...; 1.754 persone ritenute politicamente pericolose sono segregate a Katzenau (anche il vescovo di Trento Endrici sarà internato ad Heiligenkreuz); 35.000 persone vengono internate in Italia, 757 irredentisti si trasferiscono in Italia; in pratica oltre il 50% della popolazione trentina (compresi vecchi e bambini)


OFILI

sono deportati; devono lasciare tutto con un preavviso di poche ore. Alcide De Gasperi segue la pesante condizione dei profughi e si batte con il governo di Vienna per venire incontro alle loro più elementari necessità. Al termine della grande guerra, con il passaggio del Trentino all’Italia, De Gasperi riapre la pubblicazione del giornale con il titolo “Il nuovo Trentino”. Suo constante impegno è quello di veder riconosciuta, anche in Italia, l’autonomia del Trentino come territorio caratterizzato da tradizioni, cultura, e realtà amministrative peculiari rispetto al governo centralista dello Stato italiano. Nel maggio 1921 si svolgono le elezioni per il Parlamento Italiano alle quali è ammessa

È vittima di pesanti attacchi dai fascisti che lo accusano di «austriacantismo», viene arrestato con la falsa accusa di tentato espatrio, processato e condannato a quattro anni di reclusione (due dei quali condonati) e a una forte multa anche la Regione Trentino-Alto Adige dopo la adesione all’Italia, formalizzata con la pace di S. Germano. Per il Trentino vengono eletti Degasperi, Grandi, Carbonari, Tamanini e Pietro Romani, di cui sposa la sorella Francesca il 14 giugno 1922 a Borgo Valsugana. Egli viene subito eletto, in Parlamento, presidente del gruppo del Partito Popolare, fondato da Don Sturzo nel 1919. Sono anni in cui la debolezza dei governi del dopoguerra favoriscono lo sviluppo del partito fascista, con le violenze e prevaricazioni da parte di gruppi di agitatori che operano in tutta Italia compresa la regione TrentinoAlto Adige. Proprio in regione era stato presente, per otto mesi nel 1909, Benito Mussolini come segretario della Camera del Lavoro e direttore del giornale l’Avvenire del lavoratore.; si era ripetutamente scontrato con Alcide De Gasperi,

e non solo con lui; era poi stato espulso dal Trentino come persona non gradita. La marcia su Roma dei fascisti dell’ottobre del 1922, apre la stagione della dittatura fascista, con tutte le conseguenze che la storia ci ha consegnato. Il Partito Popolare, di cui fa parte anche Alcide De Gasperi, partecipa, per un breve periodo, al governo guidato da Benito Mussolini, nel tentativo di ricondurre il fascismo nell’ambito delle regole democratiche e per il superamento delle violenze e delle continue sopraffazioni. Nel 1924, in seguito alla uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti che aveva denunciato le illegalità fasciste, diversi deputati, compreso De Gasperi, abbandonano per protesta l’aula parlamentare ed avviene la rottura con il fascismo. Alcide De Gasperi, vittima di pesanti attacchi dai fascisti che lo accusano di “austriacantismo”, si

dimette dalle cariche che ricopre nel Partito Popolare, per non comprometterne l’attività, e dalla direzione de Il nuovo Trentino la cui sede, a Trento, viene in quei giorni devastata dalle camicie nere. De Gasperi, che nel frattempo ha perso anche l’indennità di parlamentare, viene arrestato, una prima volta a Borgo Valsugana (novembre 1926) e poi rilasciato, e una seconda volta a Firenze, nel marzo 1927, con la falsa accusa di tentato espatrio. Viene processato e condannato a quattro anni di reclusione (due dei quali condonati) e una forte multa. Nel luglio 1928, per interessamento del vescovo Endrici, può lasciare il carcere con l’impegno di non lasciare Roma. Inizia, così, la ricerca di un lavoro che gli consenta di mantenere la famiglia che, oltre alla moglie Francesca, è cresciuta con la nascita di due figlie: Maria Romana e Lucia (che diventerà suora), alle quali si aggiungeranno, in seguito Cecilia e Paola. Lavora privatamente come traduttore e viene anche aiutato economicamente da alcuni amici. Finalmente, nel 1929, è assunto come impiegato alla biblioteca vaticana (a 48 anni di età) nella quale lavorerà per circa 15 anni. Il lavoro nella biblioteca vaticana gli consente di conoscere la realtà politica, economica, sociale e religiosa a livello mondiale, di scrivere (sotto vari pseudonimi) opere di carattere storico e culturale, in particolare sulle vicende del movimento cattolico in Europa, di elaborare idee e programmi per il recupero della democrazia in vista della fine della dittatura fascista, e di tenere i contatti con le poche persone che non hanno  CONTINUA A PAG. 14

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PROFILI

 CONTINUA DA PAG. 13 perso la volontà della rinascita. È un periodo particolarmente fecondo per quanto riguarda la preparazione personale e per la elaborazione di idee ricostruttive di un’Italia in ginocchio. Alla caduta del fascismo, dopo il 25 luglio 1943, è pronto per tornare alla politica attiva: fa parte del Comitato antifascista a nome del rinato partito cattolico, la Democrazia Cristiana. Nel giugno 1944 è nominato ministro senza portafoglio nel primo governo Bonomi e, il 12 dicembre, ministro degli Esteri nel secondo governo Bonomi. Alla liberazione dell’Italia dal fascismo (25 aprile 1945) diventa ministro degli Esteri nel governo Parri e, il 10 dicembre dello stesso anno, diventa presidente del Consiglio; è il primo presidente cattolico dall’Unità d’Italia (dal 1861). Governerà ininterrottamente, anche se con governi con composizione diversa, fino al settembre 1953. Durante la sua presidenza in Italia si realizza una profonda trasformazione che consentirà di uscire da situazioni drammatiche legate al pericolo di guerra civile, favorita da un’economia disastrata, da gravissime carenze di infrastrutture, da fabbriche e

È il 10 dicembre 1945 quando diventa presidente del Consiglio dei ministri, carica che ricopre fino al settembre 1953. L’epoca degasperiana è il periodo delle grandi riforme che trasformano l’Italia: il passaggio dalla monarchia alla repubblica, la preparazione e l’approvazione della nuova Costituzione Italiana, la collocazione politica dell’Italia nell’Europa occidentale e l’amicizia con gli Stati Uniti abitazioni distrutte, da disoccupazione dilagante, da una credibilità internazionale praticamente inesistente, da una situazione talmente pesante da mettere in pericolo le stesse istituzioni dello Stato. Alcide De Gasperi affronta la difficile realtà con metodo rigoroso, con convinzione nella democrazia, con grande personalità incardinata su un carattere asciutto, profondamente onesto e rispettoso delle opinioni di tutti, con un modo di parlare schietto, senza fronzoli e/o frasi ampollose e inconcludenti, con una testimonianza di vita sobria, legata alla famiglia ed ai valori cristiani che lo hanno sempre sostenuto e che lo sosterranno per tutta la vita. L’epoca degasperiana è l’e-

NELLE FOTO. In alto a sinistra, la casa natale di Alcide De Gasperi a Pieve Tesino, oggi museo; a destra, la casa estiva in Val di Sella dove morì De Gasperi il 19

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poca delle grandi riforme che trasformano l’Italia: il passaggio dalla monarchia alla repubblica, la preparazione e l’approvazione della nuova Costituzione Italiana, la collocazione politica dell’Italia nell’Europa occidentale e l’amicizia con gli Stati Uniti. Nella legislatura dal 1948 (anno in cui la Democrazia Cristiana ottiene la maggioranza assoluta in Parlamento) al 1953 il Parlamento italiano approva 2316 leggi e si realizzano numerose riforme come: la riforma della casa, la riforma dell’agricoltura, la riforma fiscale, l’istituzione della Cassa per il Mezzogiorno, la costituzione dell’ENI, l’attuazione dei programmi previsti dal piano Marshall, l’adesione dell’Italia al Patto Atlantico, l’esecuzione

delle clausole previste dal Trattato di pace, la riorganizzazione delle Forze Armate, l’avvio della costruzione dell’Unione Europea. Nella XVI legislatura (2008 2013), invece, in Italia si sono approvate solo 391 leggi, nessuna delle quali riguarda la approvazione delle riforme che, da oltre 20 anni sono all’evidenza di tutti i partiti e che sono sollecitate anche dalla Unione Europea. Alcide De Gasperi è, oggi, rivalutato anche da partiti che, fino a qualche decennio fa, lo criticavano in maniera pesante. Alcide De Gasperi viene considerato il vero ricostruttore dell’Italia e uno dei promotori dell’Unione Europea assieme ad Adenauer, Monnet e Schuman. Noi, ricordando la grande figura del trentino Alcide De Gasperi, vorremmo che, oggi, in Parlamento si potessero approvare quelle riforme che tutti auspicano, ma che non si realizzano per la presenza di contrapposizioni partitiche ed interessi particolari, spesso di carattere personale. Alcide De Gasperi è un esempio da imitare da ciascuno di noi, e in particolare dai parlamentari di oggi, per serietà, rispetto dei principi della democrazia e testimonianza di vita personale corretta e irreprensibile. Aldo Degaudenz

agosto 1954. Qui sopra, parenti e autorità alla messa celebrata il 19 agosto 2014 a Borgo Valsugana dall’Arcivescovo di Trento, mons. Luigi Bressan.

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CIRCOLI L’EVENTO, CHE SI È SVOLTO NELLA CITTÀ URUGUAYANA IL 7 NOVEMBRE, HA CONCLUSO L’ATTIVITÀ PROGRAMMATA NEL 2014

Alla festa del Circolo trentino di Carmelo anche un gruppo arrivato da Montevideo Il 7 novembre, presso il Club Unión della città di Carmelo (Uruguay), si è tenuta la «festa» che ha concluso l’attività 2014 del Circolo Trentino di Carmelo. All’evento, curato dalla presidente Teresa Gazza (nella foto in basso insieme a Jorge Zas) e dal direttivo, si è registrata una buona affluenza di soci, ai quali si sono aggiunti ventisette soci del Circolo Trentino di Montevideo (Uruguay), una presenza che ha permesso al nostro Circolo di riunirsi al suo «gemello» durante i festeggiamenti, contribuendo alla conoscenza reciproca e all’integrazione di entrambe le istituzioni. La festa è stata organizzata in modo impeccabile. In occasione della cena comu-

nitaria, il coro del Circolo Trentino di Carmelo (foto qui sotto) si è esibito presentando un repertorio molto vasto, riscuotendo grande successo tra i presenti. La professoressa di lingua italiana e il suo gruppo di alunni hanno presentato il loro lavoro sui detti popolari italiani e gli equivalenti in spagnolo. Una coppia di giovani si è esibita in modo eccellente in alcune

danze creole, tra cui il malambo, stuzzicando continuamente l’attenzione del pubblico presente. Il giorno seguente, i visitatori di Montevideo si sono recati alla sede del Circolo Trentino di Carmelo, presso cui sono stati ricevuti dalle autorità del Circolo. È stato un incontro molto positivo, che darà sicuramente inizio a una nuova forma di lavoro, più conforme al mondo contempora-

neo e ai tempi che corrono. Questa visita a Carmelo dei soci del Circolo di Montevideo è stata organizzata al fine di promuovere l’interazione e l’intensificazione dei contatti fra i Circoli dell’Uruguay, nello spirito di collaborazione sollecitato dall’Associazione Trentini nel Mondo all’incontro dei Coordinatori, tenutosi nel marzo 2014. Durante l’incontro è stato anche ricordato che nel 2016 sarà proprio Carmelo la sede dell’«Incontro Nazionale Trentino dell’Uruguay», che quest’anno si è tenuto a Rivera- Livramento e che l’anno prossimo sarà organizzato a Colonia del Sacramento. Jorge Zás Fernández Coordinatore Circoli Uruguay

Auguri di Buon Anno a tutti i nostri lettori Nella fotografia, il presepio allestito da padre Pedro Wolcan Olano, nella parrocchia di Carmelo (Uruguay), con statuine realizzate da Giuseppe Mich, artigiano di Tesero, in val di Fiemme, il paese da cui sono partiti gli avi di padre Pedro. Approfittiamo di questa bella immagine, per augurare Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti i nostri fedeli lettori.

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CIRCOLI LA TRASFERTA RIENTRAVA FRA LE INIZIATIVE PROMOSSE PER CELEBRARE IL VENTICINQUESIMO ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE

Il Circolo di Bento Gonçalves ha fatto visita al Circolo trentino di São Valentin do Sul In occasione del 25° anniversario della sua fondazione, il Circolo Trentino di Bento Gonçalves (Rio Grande do Sul - Brasile) il 4 dicembre ha visitato il Circolo Trentino di São Valentin do Sul, presso cui sono state esposte le foto d’epoca dei primi immigrati di Bento, che avevano successivamente colonizzato anche São Valentin do Sul (foto qui a fianco). La città conta circa duemila abitanti, la maggior parte dei quali discende da italiani; durante l’incontro, siamo stati ricevuti dalla segretaria per l’istruzione e la cultura, Bruna Luiza Benvegnú, dal sindaco, Gilman Nichele

e dal presidente del Circolo, Ildo Ambrosi. In occasione della «VI Notte Artistica e Culturale» delle scuole di São Valentin do Sul, sono stati presentati i lavori sviluppati con la collaborazione dei giovani

di questa meravigliosa città, la recita natalizia e, infine, c’è stata l’esibizione del Coro del Circolo Trentino di São Valentin do Sul. Il Circolo Trentino di São Valentin do Sul intende avviare un progetto di gemellaggio e durante

l’incontro con il sindaco Nichele, quest’ultimo ha proposto a Ildo Ambrosi e al Circolo Trentino di São Valentin do Sul di avviare le iniziative necessarie per dare vita a un gemellaggio, attraverso il quale rafforzare il legame con le radici culturali in Trentino e favorire un avvicinamento dei giovani alla cultura italiana. Per dare un aiuto concrerto, il Circolo Trentino di Bento Gonçalves si è offerto di fornire le liste con i nomi degli immigrati trentini che ora risiedono a São Valentin do Sul e delle loro città di origine in Trentino, per concretizzare un futuro gemellaggio. Sandro Giordani

Cordoglio a Garibaldi per la scomparsa di Dovilio Mattuella All’età di 95 anni, Dovilio Mattuella ci ha lasciati il 7 agosto di quest’anno. È stato sepolto nel cimitero pubblico della città di Garibaldi (Rio Grande do Sul - Brasile). Dovilio era nato il 19 luglio 1919 a Coronel Pilar, figlio di Quinto Mattuella ed Emilia Zanatta. Lascia la moglie Norma Brigolin Mattuella, con cui era sposato da 64 anni, sette figli e dodici nipoti. Durante tutta la sua straordinaria vita, ha lasciato innumerevoli esempi di bontà. Era molto amato e stimato da tutti. È sempre stato un uomo corretto, un cittadino esemplare, un eccellente compagno, marito e padre, attento a tutti i comandamenti cristiani. Riusciva a far coesistere l’aspetto individuale e ciò che è collettivo, partecipando attivamente ai progetti comunitari della parrocchia, del sindacato e delle cooperative agricole. Sebbene fosse figlio di un piccolo agricoltore, con i limiti scolari dell’epoca, mostrava 11/12 - 2014

una grande intelligenza e godeva un’eccellente preparazione fisica. Si è poi distinto per la straordinaria abilità di muratore nel decennio del 1940, poiché ha contribuito notevolmente

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alla realizzazione di opere magnifiche, tra cui chiese e capitelli, che rimangono tuttora strutture imponenti e solide. A fronte dell’importanza delle sue opere e del suo impegno nella conservazione dell’identità culturale, nel 2012, su iniziativa del vice sindaco Francisco Tedesco, ha ricevuto la massima onorificenza concessa dal Comune di Garibaldi, l’«Ordem do mérito do imigrante - Giuseppe Garibaldi» (Ordine al Merito dell’Immigrante). Sebbene fosse orgoglioso di essere un gaúcho e un brasiliano, non dimenticò mai le sue origini italiane. Per rendere omaggio al suo avo Giuseppe Mattuella, immigrato di Trento giunto nel dicembre 1875, Dovilio ha richiesto (tramite la legge 379/2000), ottenendolo, il riconoscimento della cittadinanza italiana, trasmessa ai suoi successori. Dovilio se n’è andato come cittadino brasiliano e italiano, con la serenità dei giusti. Edi Debenetti Mattuella


CIRCOLI

Cultura, tradizioni e artigianato del Trentino in bella mostra a San Nicolás de los Arroyos Il Circolo trentino di San Nicolás de los Arroyos (Argentina) ha partecipato alla “Mostra artigianale, culturale e tradizionale” che si è svolta dal 24 al 26 ottobre 2014 (nella foto in alto a sinistra, l’ingresso dell’edificio che l’ha ospitata). Nello spazio riservato al Circolo sono stati esposti foto e libri sul Trentino, una riproduzione della situla risalente al IV secolo rinvenuta in Trentino (la situla è

un contenitore in bronzo, un piccolo secchiello, che veniva utilizzato per il vino), una grappa tradizionale trentina e alcuni oggetti in ferro battuto. Particolare visibilità è stata data a una fotografia scattata alla delegazione del Circolo che ha partecipato alla sfilata nazionale civico-militare del 9 luglio 2014, che si svolge ogni anno per celebrare la «Giornata dell’ Indipendenza argentina»,

con la presenza di rappresentanze delle collettività di origine straniera che vivono in Argentina. Nella foto si vede una giovane discendente trentina che indossa il costume tradizionale della zona del Tesino. Nella foto in alto al centro, il presidente del Circolo, Enrique Balestra, e la segretaria Elisa Moscon, con alcuni soci del Circolo, appartenenti alle famiglie Balestra, Pola, Moscon, Prezzi.

Corso di cucina di successo a Huatusco Invio alcune foto scattate durante il corso di cucina italiana che è stato organizzato dal Circolo trentino di Huatusco (Messico), tenuto da Marisa Masé (prima a sinistra in piedi nella foto qui sopra), al quale hanno partecipato discendenti di emigrati trentini.

Il corso si è svolto nell’arco di due mesi e si è concluso il 15 agosto con un pranzo. Per noi è stata un’iniziativa molto proficua che ci ha consentito di conoscere qualcosa in più sulle nostre radici. Ana Maria Canton Jauregui

Ascolta la trasmissione

Trentino nel mondo in onda il giovedì dopo il giornale radio delle ore 13.00 venerdì alle ore 18.05.

Visita il sito: www.radioitaliatrentinoaltoadige.it

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CIRCOLI

Dante Cologna è stato eletto nuovo presidente del Circolo trentino di Queanbeyan/Canberra La morte del nostro presidente Enrico Beltrami ha lasciato un vuoto nel nostro Circolo di Queanbeyan/Canberra (Australia). Sabato 6 dicembre 2014 il comitato direttivo si è riunito per eleggere il nuovo presidente. Frank Beltrami, figlio di Enrico, è sempre stato socio del nostro Circolo e sarebbe stato il presidente ideale ma, a causa di impegni di lavoro e di famiglia, ha declinato la proposta. Dopo breve colloquio, Dante Cologna (foto a

centro pagina) ha accettato di essere il nuovo presidente. Dante è socio del nostro Circolo fin dalla sua fondazione ed è sempre stato un attivo membro. Nelle altre due immagini, una foto di gruppo scattata in occasione della riunione del direttivo del Circolo e un primo piano di Concetta Bontempelli che mostra orgogliosa un vassoio di crostoli fatti da lei e da Maria Zanetti per l’ occasione Agnese Terzi, Segretaria

Il Circolo di Sydney ha perso due soci fedeli Domenica 20 luglio la comunità trentina di Sydney (Australia) si è radunata, come fa tutti gli anni, presso il Club Marconi per celebrare la festa del Patrono di Trento, San Vigilio. Nella fila davanti all’altare c’era una sedia vuota. Qualche giorno prima era venuta a mancare improvvisamente Berta Cunico, una dei soci fondatori del Circolo Trentino di Sydney. Berta era nata a Volano nel 1924 ed era emigrata a Sydney insieme alla madre Germana e la sorella Mirta, su richiamo del padre Massimiliano Aloisi, nel 1930. A Volano Berta aveva frequentato l’asilo e aveva imparato «Le Trentinelle passano», che anche in età matura ricordava perfettamente e cantava volentieri alle feste. La insegnò anche ai figli e ai nipoti, che l’hanno cantata sulla tomba della mamma/nonna! Negli anni del dopoguerra, mentre aiutava il padre nel negozio di alimentari italiani nel sobborgo di Dee Why a nord di Sydney, conobbe il futuro marito 11/12 - 2014

Antonio Cunico, vicentino, con il quale ebbe poi cinque figli. Sia il padre Max sia la figlia Berta hanno scritto e pubblicato la loro storia di emigrazione, che è stata molto apprezzata dai discendenti, parenti e amici. Berta era conosciuta fra i Trentini per il suo amore e talento musicale: era grande amica di Luciano Pavarotti, con il quale manteneva un rapporto di corrispondenza quando il tenore era in vita. I figli e numerosi nipoti e pronipoti la ricordano come un’ottima cuoca, scrittrice, pittrice, ricamatrice… ma soprattutto per il suo grande amore e la sua generosità di mamma e nonna. Il funerale è stato celebrato da Padre Bertagnolli, con grande partecipazione di familiari e amici. Erano presenti anche molti trentini con la bandiera del Circolo. Ai figli Gino, Antonio, Nicola, Nita e Loretta, e alle loro famiglie vanno le condoglianze della comunità trentina di Sydney e dell’Associazione Trentini nel Mondo.

A poche settimane dalla scomparsa improvvisa di Berta Cunico, il Circolo trentino di Sydney ha perso un altro suo fedele socio, Giordano Tamanini, deceduto il 20 agosto 2014, all’età di 86 anni. Nato in Val Passiria da genitori di Trento, aveva frequentato le scuole elementari a Taio (Val di Non). In seguito, la famiglia si trasferì a Cles, dove risiedono tuttora alcuni fratelli. Uno di questi, Padre Lino, è nell’Ordine dei Camilliani. Giordano si è sempre ritenuto «noneso DOC». Negli anni ’50, Giordano scelse la strada dell’emigrazione e arrivò in Australia, dove lavorò prima in Queensland come tagliatore di canna da zucchero e poi alla costruzione del grandioso complesso idro-elettrico delle Snowy Mountains. Al suo ritorno a Cles nel 1963 conobbe Annamaria Tolotti, con la quale si sposò. Dall’unione nacquero due figli, Nadia e Stefano. Tuttavia il suo sogno era l’Australia, nazione che accolse lui e la sua famiglia nel 1971, che

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abita ancora a nord di Sydney. Giordano ottenne un buon lavoro presso il Dipartimento delle Opere pubbliche di Sydney e lì rimase fino alla pensione: Annamaria, invece, ebbe la possibilità di esercitare la sua professione di sarta specializzata. Giordano era amico di Giulio Larcher (compagno di scuola a Taio), presidente fondatore del Circolo trentino di Sydney. La famiglia Tamanini ha sempre partecipato alle feste dei trentini di Sydney e alle Conventions dei Trentini in Australia. Nel mese di settembre 2013, Giordano e Annamaria hanno celebrato le nozze d’oro con i trentini che partecipavano alla Convention dei Circoli che si è tenuta a Sydney. Al funerale, celebrato da Padre Bertagnolli, erano presenti vari trentini con la bandiera dell’Associazione Trentini di Sydney. Ad Annamaria, ai figli, ai fratelli e alla sorella di Giordano vanno le condoglianze dei Trentini di Sydney e dell’Associazione Trentini nel Mondo.


CIRCOLI IL TRADIZIONALE INCONTRO DI FINE ANNO PER LO SCAMBIO DEGLI AUGURI SI È TENUTO SABATO 7 DICEMBRE AD ERBA

Trentini di Como e Lecco, Natale insieme Il periodo natalizio è l’occasione più sentita per favorire l’incontro dei trentini residenti nelle province di Como e Lecco. Sabato 7 dicembre infatti il Circolo Trentino si è riunito in Erba, presso la parrocchia di S. Maurizio, per festeggiare, secondo le tradizioni trentine, S. Lucia e il Santo Natale. È stata un’occasione, per i conterranei e amici, di incontrarsi per vivere una giornata tutti insieme nel segno dell’amicizia fraterna e del piacere dello stare insieme trentino, partecipando con solidarietà alle vicissitudini di ciascuno di noi. Le due solennità dicembrine ci portano a ricordare la nostra fanciullezza in Trentino, quando aspettavamo Santa Lucia per i doni che essa generosamente ci portava, assecondando i nostri desideri, ed aspettavamo il Natale per dedicarci a preparare il

francescano presepe con sempre maggior originalità e il nordico abete, il tannenbaum, addobbato con oggetti natalizi, mele, regali e luminarie. Quest’anno è coinciso con il 40° anniversario di fondazione del Circolo trentino di Como e Lecco e la ricorrenza è stata

vissuta da tutti noi con ancora maggior gioia nel vedere la partecipazione al nostro pranzo di un rappresentante della Trentini nel Mondo, nella persona di Aldo Degaudenz, vice presidente dell’Associazione - al quale va il mio affettuoso ringraziamento - che ci ha consegnato una targa

ricordo; è un gentile pensiero che ci fa sentire vicini al Trentino e ai trentini nel mondo. Alla gioia per il regalo da Trento si è poi aggiunto il gradimento per le copie della «Strenna trentina», portata da Trento sempre da Degaudenz, e per l’iscrizione al nostro Circolo di un nuovo socio: l’on. Renzo Pigni, già sindaco di Como. Vorrei infine, con gli auguri di fine anno, ringraziare di nuovo tutti i trentini presenti all’incontro, particolarmente coloro che si sono prodigati per la buona riuscita della giornata, cioè Luigi Moser (segretario-tesoriere), Pia Pellegrini (vicepresidente), Osvaldo Amistadi, primo consigliere e le consigliere Bruna Moser, Grazia Nardon, Anna Svaldi. Guido Endrizzi Presidente Circolo trentino di Como-Lecco

Castagnata con tombola per il Circolo di Basilea «La nostra castagnata d’autunno con tombola ha avuto successo ed è stata ben frequentata: i Trentini erano pochi ma sono arrivati molti simpatizzanti del Circolo, che da tempo partecipano con piacere ed affetto alle nostre iniziative: e non possiamo che esserne contenti». È con queste parole di soddisfazione che Giuliano Morandini, presidente del

Circolo trentino di Basilea (Svizzera) commenta l’andamento di uno dei tradizionali appuntamenti, previsti dal calendario di attività del Circolo. Morandini è il primo a destra nella foto in alto, insieme a Sandra e Paola, durante l’estrazione dei numeri per la tombola. Nella foto qui a fianco, l’equipe che ha lavorato all’organizzazione dell’evento.

sede in via Malfatti, 21 - 38122 TRENTO - tel. 0461 234379 - fax 0461 230840

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CIRCOLI

Podio tutto trentino al torneo di bocce organizzato dal Circolo di Dortmund La polenta? Versare la farina di mais in una pentola, aggiungere acqua e sale, e poi cuocere girando con energia e perseveranza. Il gioco è fatto! Ma cosa mai c’è da raccontare sulla polenta? Un sacco! Per lo meno in quella radiosa giornata di settembre in cui circa trenta persone tra trentini e simpatizzanti si sono ritrovati a tavola in una soleggiata terrazza nel Sauerland. Qui Lamberto Canal ha servito la polenta appena scaldata sul grill, accompagnata dal formaggio tipico di Moena, il “Puzzone” e dalle salsicce, pure nostrane, grigliate a regola d’arte dall’amico tedesco/ argentino Manfred, sempre disponibile a dare una mano. Molto apprezzati anche gli strudel e gli ottimi vini. Ma la polenta «è molto di più di una semplice pietanza» fa sapere Lamberto di Moena, «la polenta è un pezzo di terra natia, non per niente noi siamo detti polentoni!» Questo sono in grado di confermarlo. Infatti ricordo ancora oggi come nostro nonno, venuto in Germania dal piccolo paese di Sasso, vicino ad Asiago, sorprendeva noi, allora bambini, con un piatto di polenta. In quel tempo, anni sessanta, nei supermercati

tedeschi non si trovavano ancora tanti prodotti italiani e quando per vie contorte finalmente la farina di polenta veniva consegnata, quello era un giorno di festa. Il nonno restava a lungo presso i fornelli a girare la polenta fino ad avere le braccia doloranti. Poi la morbida massa giallo-oro veniva capovolta come una torta e la nonna entrava in azione e con un filo tagliava le fette di polenta a cui si accompagnava lo spezzatino. Indimenticabile! In quella giornata nel Sauer-

land è andata in maniera diversa. Cinzia, Marzia e Agnese avevano portato la polenta già cotta e le fette dovevano essere messe solo brevemente sul grill. Che la polenta sia d’obbligo per un trentino sono tutti d’accordo. E tuttavia polenta non è uguale a polenta. C’è la polenta concia, a cui viene mischiato del formaggio o la polenta taragna, che può essere fatta con la farina di grano saraceno e ancora la polenta con pezzetti di lardo o con le patate ecc. A Venezia la polenta è bianca e

morbida. Spesso è accompagnata dai gamberetti grigi della laguna, le schie o dalle alici fritte. Come si vede la polenta non è solo farina e acqua ma molto di più e se ne potrebbe parlare per ore. Detto questo, non bisogna dimenticare il torneo di bocce, gioco che ormai per tradizione è la vera occasione dell’incontro. Stavolta sono stati i trentini a dividersi i primi posti in classifica. Vincitore assoluto è Anchise (da Trento), mentre al secondo posto si è piazzato Rudy (da Riva del Garda) e al terzo Marzia (da Sorte/Moena). Il premio di consolazione è andato ad Annegret da Ravenna, che di passaggio a Dortmund ha voluto prender parte alla nostra manifestazione assieme al marito Massimo. Dopo il torneo abbiamo fatto una lunga passeggiata sulle colline del Sauerland, come sempre sotto la guida di Sandro Caccio. Anche il torneo di bocce si è svolto nella sua bella casa. Grazie infinite, Sandro. Abbiamo quindi concluso la giornata in un locale tipico della zona dove abbiamo cenato e festeggiato il bel traguardo degli 80 anni della nostra socia Giannina (da Bolzano). Walter Bau

Lutto nel Circolo di Chicago per la perdita di Lino Franch Il 29 luglio scorso, circondato dai suoi cari nella sua casa, se n’è andato Lino Franch, un prezioso membro della nostra grande comunità trentina di Chicago (Stati Uniti). Lino e Maria, sua moglie da 62 anni, erano membri di lunga data del Club Alpino trentino di Chicago. 11/12 - 2014

Membri impegnati, amavano sia le loro radici sia il paese di adozione, oltre alla loro famiglia e agli amici. Lino era stato consigliere del Circolo. Egli e la moglie erano considerati due preziosi membri, sempre pronti a offrire il loro aiuto, se necessario. Ci mancherà molto.

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Ci mancheranno soprattutto il suo sorriso e i suoi occhi, che brillavano quando gli veniva chiesto di raccontare una storia, poiché era sicuro che avrebbe fatto sorridere chiunque attorno a lui. Il Direttivo del Circolo trentino di Chicago


CIRCOLI NELL’ULTIMO NUMERO DELLA NEWSLETTER SI ANNUCIA ANCHE LA DATA DEI FESTEGGIAMENTI PER L’IMPORTANTE TRAGUARDO

A Toronto il 7 febbraio 2015 si festeggerà il cinquantesimo anniversario del Circolo L’edizione «novembre-dicembre 2014» di «Notizie dalla baita», la newsletter del Circolo Trentino di Toronto (Canada), si apre con un messaggio da parte del presidente del Circolo, David Corazza, nel quale, dopo aver rivolto sentite condoglianze alla famiglia Zeni per la perdita di Dario Zeni, ex-presidente e fondatore del Circolo, augura poi a tutti i lettori un gioioso Natale e ricorda che il prossimo anno si celebrerà il 50° anniversario del Circolo, agognato traguardo e simbolo della collaborazione e del lavoro della comunità trentina all’estero. Nelle nove pagine della newletter si parla della partecipazione di una folta delegazione del Circolo alla festa per l’85° anniversario del Circolo Trentino di Solvay (stato di New York -USA), che si è svolta il 18 ottobre: l’evento è stata un’occasione per onorare i defunti e trascorrere una giornata all’insegna della tradizione trentina, soprattutto gastronomica. Altro momento di convivialità di cui si parla nella newsletter è la tradizionale «Cena de la Val de Gresta», tenutasi il 27 settembre presso la sede del Circolo, durante la quale i partecipanti hanno potuto gustare molte prelibatezze trentine, tra cui polenta, crauti, grana, ecc. Altro evento di grande rilevanza è stato l’arrivo a Toronto di un gruppo di trentini della Val di Non. I componenti, accolti dalla

comunità nonesa d’oltreoceano, si sono sentiti «a casa» grazie alla polenta, al vino, alla grappa e alle targhe delle automobili con la scritta «Val di Non» e a tanti ricordi ben custoditi, che hanno dimostrato il profondo attaccamento degli emigrati trentini alle loro origini. Inoltre, il Circolo ha avuto il piacere di accogliere Valentina Dapor, studentessa di Rovereto, durante il picnic della comunità. L’anno scorso, la famiglia di Valentina haveva ospitato in Trentino Henri Rabalais,

che aveva partecipante al Programma di interscambio giovanile, promosso dalla Provincia Autonoma di Trento, che permette a giovani discendenti di trentini emigrati di tornare nella «madrepatria» per visitare luoghi di interesse culturale e storico. Nella sezione «anagrafica» della newsletter vengono annunciate le nascite di Isabella Chiara (26 ottobre), figlia di Richard e Deanna De Marchi, di Charlotte Rose (18 settembre), nipote di Fatima e Adriano Marchetti e di Georgia Rose (02 settembre), figlia di Micheal e Amanda-Lee Marchetti. Calorosi auguri di buin compleannoi sono rivolti all’ottantenne Paolo Tanel (Spormaggiore) e ad Adelina Arnoldo (Revò), che il 13 dicembre ha compiuto cento anni. Per quanto riguarda i matrimoni, c’è stato il 25 ottobre quello fra Alessia Marchetti e Matthew Annibale e vengono ricordati gli anniversari delle coppie Natalia e Franco Prevedel (45 anni), Luciana e Joe Marchetti (40 anni) e Teresa e Rino Filippi (50 anni). Dario Zeni, Daniela Lorenzoni, Joan Marchetti, Gina Delpero, Silvia Martini e Grace Marcolini, sono le persone scomparse ricordate nella newletter. Tra gli appuntamnenti in programma all’inizio del prossimo anno, vengono citati la Giornata dei canederli (il 17 gennaio) e le celebrazioni per il 50° anniversario (7 febbraio).

Nuovi soci nel Circolo trentino di San Francisco I nuovi membri Greg Genetti e sua moglie hanno partecipato al nostro raduno di settembre. Greg è il titolare a Campbell di un’azienda CPA (Certified Public Accountant, vale a dire uno studio di commercialisti certificati presente negli Stati Uniti, n.d.r.) La famiglia Genetti è originaria di Castelfondo, in Val di Non. Inizialmente, i Genetti emigrarono a Hazleton, in Pennsylvania, dove trovarono una grande comunità di trentini, impiegati nell’industria mineraria locale. Hazleton ha sempre avuto un Circolo Trentino molto attivo, tanto che il primo convegno tra le comunità trentine negli Stati Uniti e in Canada (ITTONA) si è tenuo proprio in questa città. La location per il raduno di settembre è stata messa a disposizione proprio dalla Genetti Inn & Suites.

Due notizie tratte dall’ultima newsletter del Circolo di San Francisco (USA)

Al nostro evento, Greg ha avuto il piacere di incontrare Max Cologna, la cui famiglia proviene anch’essa da Castelfondo, e Gemma Angeli Zueck, il cui fratello, Padre Angeli, celebra la messa domenicale a Castelfondo. Speriamo di poter condividere altri piacevoli momenti con Greg, Mary e i tanti altri Genetti nella Bay Area.

Maria Mortati è stata nella nostra mailing list per un po’ di tempo, ma l’evento di settembre è stato il primo al quale ha partecipato, accompagnata dal marito, Mark Glusker. Maria è calabrese da parte del padre, originario di una cittadina fondata dagli Arbereshe, comunità albanese fuggita dall’Impero Ottomano tra il XV e il XIX secolo e stabilitasi in diverse zone dell’Italia meridionale. Ai giorni nostri, la lingua e la cultura Arbreshe sono presenti in alcune città del Sud Italia; tuttavia, esistono alcune comunità Arbreshe in California, ad esempio a Sacramento, dove è presente un circolo Arbereshe. Maria è trentina da parte di madre, appartenente alla famiglia Polli della Val Rendena, e visita

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spesso i suoi parenti in Trentino. Gli avi di Maria erano arrotini (moletas) di professione, come molti abitanti della Val Rendena. La famiglia Polli emigrò in ogni dove, sfruttando questa particolare abilità. Anche Maria viaggia dovunque, ma in qualità di exhibit developer in ambito museale e designer. Per ulteriori informazioni sulla carriera professionale di Mari, è possibile visitare il suo sito web http://mortati.com/bio/ e il blog http://elasticmuseum.org 11/12 - 2014


DALLE VALLI «RADICI: DALLA TERRA AL FUTURO» ERA IL TEMA DEL PROGETTO CULTURALE PROMOSSO NEL CORSO DEL 2014

Da Grumes idee per un nuovo modo di recuperare e vivere la montagna Siamo alle porte dell’inverno ed è ora di bilanci, anche per quanto riguarda le attività estive messe in campo a Grumes, dinamico e fantasioso paesino della Valle di Cembra, che da qualche anno a questa parte sta affermandosi come fucina di idee e laboratorio per un nuovo modo di recuperare e vivere la montagna. Il progetto 2014 aveva un tema forte, strettamente connesso alla politica di valorizzazione delle peculiarità locali: «RADICI» intese sia nel senso materiale vegetale, dentro la terra legate al progetto di recupero di una nuova agricoltura della montagna, ma anche storico, culturale, espressione e sedimento dell’identità della comunità. Già titolo e sottotitolo «Radici: dalla terra al futuro» evidenziano che non ci si è voluto solo scavare nella polvere del tempo ma con tutto un programma di iniziative ed eventi lavorare su più fronti per cercare di riscoprire e reinterpretare tali temi e darne una visione per il domani delle nuove generazioni. Radici è al plurale, perché sono tante, diverse, ciascuna con una propria linea di scavo ed indagi-

ne, ma legate sinergicamente alla ricerca nei profondi del proprio «humus»di linfa ed energie per far crescere la pianta, alimentarla e farla protagonista del proprio territorio e del paesaggio, tout court. Ecco quindi lo spazio per le due mostre allestite a Grumes presso la struttura delle Are: una fotografica esaltante la natura del territorio italiano attraverso gli alberi curata da Tiziano Fratus «HOMORADIX»e in abbinamento ad altrettante foto del nostro territorio, l’altra, storica: «RADICI: dalla terra al futuro»

curata da Roberto Bazzanella, Pio Rizzolli e Paolo Piffer per raccontare il passato agricolo dei nostri paesi, del paesaggio culturale di Grumes, ma anche dell’intera Valle di Cembra, fatto di terrazzamenti, di agricoltura eroica volta a dare il pane quotidiano alle nostre comunità attraverso i volti dei nostri avi, gli strumenti logorati dal lavoro, le foto di paesaggi un tempo molto più vissuti di oggi. I quadri finali ed il senso dell’ esposizione stavano nel presentare le esperienze nascenti, le possibilità di sviluppo nuovo e

innovativo dell’agricoltura attraverso piccole e grandi aziende che hanno cominciato a lavorare a Grumes, a recuperare ettari di montagna abbandonata in un secolo di emigrazioni. Recuperare le energie della terra e le radici culturali di una comunità che è vissuta per secoli in simbiosi con il proprio territorio. Accanto a questi tutta la serie degli appuntamenti di intrattenimento estivi: la cena in piazza animata dal Gruppo folkloristico di Caldonazzo con la rappresentazione dei «Vecchi mestieri», i concerti organizzati dai giovani come il Raduno Rock o dal Coro «Gh’era ‘Na Volta», la festa alpina… ecc.. Tutti appuntamenti che testimoniano l’apertura culturale del paese di Grumes la vitale collaborazione di tutte le forze presenti in paese all’organizzazione, ma anche il successo di un pubblico sempre più vasto ed interessato ai temi proposti e alle modalità di presentarli. Le Radici della musica sono state messe alla ribalta dall’amplio successo di due seguitissimi concerti di musica folk: i Silene e i Dia Duit, e dal concerto di Marco Ravasio che partendo dalle radici della musica è arrivato

Inaugurata a Croviana nuova rimessa per treni e autobus della «Trento-Malé» 50 anni e non li dimostra: parliamo della Trento-Malé, nata come tramvia extraurbana addirittura oltre cento anni fa - all’epoca era la più lunga via elettrificata dell’Impero austroungarico - e poi «rinata» come ferrovia il 13 dicembre del 1964. Un’opera per certi versi controcorrente, inaugurata in pieno boom dell’automobile, che ha anticipato la sensibilità attuale per la mobilità sostenibile. Un’opera ancora oggi preziosa, nel quadro di un sistema di trasporti pubblici integrato ed efficiente, nell’interesse tanto della città capoluogo quanto delle valli. Un’opera che oggi si inserisce armoniosamente «nel conteso dei trasporti pubblici su ferro e su gomma del Trentino», come ha ricordato la presidente di Trentino Trasporti Monica Baggia e che «apporta un valore 11/12 - 2014

aggiunto alla valle», come ha sottolineato la sindaca di Croviana Laura Ricci. In occasione di questo importante cinquantenario Trentino trasporti e Trentino trasporti esercizio hanno inaugurato il 13 dicembre la nuova rimessa dei treni e degli autobus nel comune di Croviana, in Val di Sole. L’opera nasce dall’esigenza di dare una collocazione adeguata ai mezzi, circolanti sia su gomma che su ferro, del trasporto pubblico locale che gravitano sul bacino della valle di Sole. Il nuovo fabbricato, capace di ospitare al coperto 28 autobus e 8 treni, è strutturato

inoltre per consentire il lavaggio dei bus e per far fronte alle necessità di servizio del personale viaggiante con una serie di locali accessori, compresa una foresteria. Alla cerimonia hanno preso parte anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, l’assessore provinciale alle infrastrutture Mauro Gilmozzi, con il collega alla coesione territoriale Carlo Daldoss. In mattinata, invece, presso la stazione di Trento della linea, è stata inaugurata una piccola mostra dedicata al cinquant’anni della ferrovia. Ufficio Stampa PAT

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DALLE VALLI

fino ai giorni nostri accompagnato «solo»dal suo violoncello. E quanto la musica sia radicata nell’animo popolare lo hanno testimoniato le centinaia e centinaia di spettatori intervenuti al Rifugio Potzmauer all’appuntamento de «I suoni delle Dolomiti» con Mark Harris e al 5° festival della Fisarmonica con la presenza di innumerevoli artisti anche di fama internazionale come Marco Lo Russo. Le Radici sono un tema stimolante e aperto a vari ambiti della cultura, della vita, dell’economia, del paesaggio, della storia. Le radici non si vedono, sono nascoste dentro le «terre», non fanno rumore, lavorano in silenzio ed in ogni situazione, hanno il colore del buio; ma ci sono e tengono in piedi l’albero, la comunità, sono la storia della sua crescita, danno vigore e direzione al suo futuro.

Le foglie cadono ad ogni stagione le radici lavorano sempre e danno senso e sapori alla vita quotidiana. Temi che vanno dalla filosofia alla poesia, dal paesaggio al cibo, dalla geografia alla storia. E su queste tematiche il progetto di Grumes ha proposto non un convegno specifico per addetti, ma una serie di serate/ incontri con hanno personaggi ed interpreti della cultura del calibro di Don Marcello Farina, filosofo, Annibale Salsa, antropologo e Presidente emerito del CAI, Alberto di Gioia, ricercatore del Politecnico di Torino, Sergio Valentini, ristoratore e già presidente di Slow Food Trentino Alto Adige, Walter Nicoletti, giornalista, Franco De Battaglia, storico, giornalista e cultore della nostra civiltà alpina. Incontri seguitissimi che hanno dato modo di approfondire e diffondere la

percezione dell’importanza delle radici e dell’essere radicati, specialmente oggi nel mondo della globalizzazione che sta cancellando riferimenti, identità e radici. A tutto questo hanno fatto da contorno escursioni sul «Sentiero dei vecchi Mestieri», vero e proprio museo all’aperto che documenta le radici della cultura contadina dell’Alta Val di Cembra e sulla fitta rete dei sentieri tracciati in secoli di utilizzo delle risorse forestali. Una per tutte va citato l’evento de «I Colori del Bosco»di fine ottobre che ha visto la partecipazione di un centinaio di «escursionisti»entusiasti di luoghi, boschi, colori e persone che hanno animato l’evento. La chiusura del progetto vede per il periodo Natalizio diversi importanti appuntamenti: uno il 20 dicembre la presentazione

del libro «Stelle, Gelindi, tre Re. Tradizione orale e fonti scritte nei canti di questua natalizioepifanici dell’arco alpino dalla Controriforma alla globalizzazione» di Renato Morelli. Appuntamento che porrà in evidenza come Grumes sia stato una delle culle della tradizione dei canti natalizi della «Stella». A questo seguirà il giorno 21 un concerto del coro «Croz Corona»mentre per l’Epifania 2015 è previsto lo spettacolo finale del progetto «Ci sarà…una volta» con protagonista recitante la comunità di Grumes sotto la direzione di Tommaso Pasquini. Un progetto innovativo che vuole andare alle radici dell’essere, del vivere e del sentirsi comunità. Quest’anno il tema prescelto è la scuola, che purtroppo in autunno ha chiuso una storia di oltre 150 anni. Pio Rizzolli

Taglio del nastro per la rinnovata sede della Famiglia Cooperativa di Cavedine Nel pomeriggio di sabato 6 dicembre la comunità di Cavedine si è data appuntamento nel cuore della località in via monsignor Francesco Negri, che, da oltre un secolo (l’anno di fondazione è il 1899), ospita la sede della Famiglia cooperativa, della quale mons. Francesco Negri fu il primo presidente. L’occasione del ritrovo era l’inaugurazione della sede della Famiglia cooperativa al termine dei lavori di ristrutturazione ««durati il tempo necessario per riconsegnare ai consumatori un negozio più bello - ha affermato il presidente Gianluca Caldera - più ricco nell’assortimento, dotato di maggiore funzionalità

per soci, clienti e per chi è a loro servizio. Sono stati tre mesi di lavoro intenso e siamo davvero riusciti a coronare un sogno. Abbiamo fornito alla nostra gente un servizio sempre più a loro misura per far capire che, la cooperativa, è ognuno di noi». All’evento ha partecipato un

pubblico numeroso, l’assessore provinciale alla cooperazione Tiziano Mellarini, il senatore Franco Panizza, il presidente della Comunità di Valle Luca Sommadossi e rappresentanti della Cooperazione trentina. La Famiglia Cooperativa della Valle di Cavedine, oltre al

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negozio di Cavedine, ha punti vendita a Brusino, Lasino, Vigo Cavedine, Baselga del Bondone, Drena e Padergnone. I soci sono 1143. Il consulente di direzione è Palmo Peterlini, a capo di uno staff di diciotto collaboratori. Il fatturato è di poco inferiore ai tre milioni e mezzo di euro. 11/12 - 2014


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CALENDARIO 20-30 novembre C.T. Bento Gonçalves (BR): mostra fotografica “Giorno Nazionale dell’Italia” nella casa delle Arti 21-23 novembre Gruppo Giovani Trentini Brasiliani di SC e PR (BR): gita di fine anno alle città di Orleans, Urussanga e Nova Veneza (SC)

13 dicembre C.T. Montevideo (UY): festa di fine anno C.T. Santa Teresa (BR): Assemblea generale e elezioni comitato direttivo (BR) riunione del Gruppo Giovani Trentini Brasiliani di SC e PR 14 dicembre C.T. Charleroi (BE): pranzo dei pensionati trentini

23 novembre C.T. Monaco di Baviera (DE): 50° anniversario

C.T. Denver – Colorado (USA): trentini Christmas Brunch

C.T. Colonia Tirolesa (AR): 1° fiera familiare trentina

C.T. San Francisco (USA): pranzo di Natale

C.T. Curitiba (BR): 9° Camminata della natura a Piraquara

C.T. Cordoba (AR): pranzo di fine anno

C.T. Rosario (AR): pranzo 68° anniversario

C.T. Buenos Aires (AR): pranzo di fine anno

24 novembre C.T. Florianopolis (BR) 15° anniversario di fondazione 27 novembre Nella sede del Consiglio Provinciale - Sala Aurora presentazione del volume “Bambini proibiti. Storie di famiglie italiane in Svizzera tra clandestinità e separazione” C.T. Buenos Aires (AR): The delle signore 28 novembre C.T. Toronto (CA): assemblea generale C.T. Jaraguà do Sul (BR): cena di fine anno 29 novembre C.T. Londra (GB): Cena annuale danzante C.T. Toronto (CA): cena dei cacciatori C.T. Buenos Aires (AR) cena di fine anno organizzata dal Gruppo giovani del Circolo 30 novembre C.T. Basilea (CH): pranzo sociale Circolo Ex emigrati trentini in Svizzera (IT): pranzo sociale C.T. Curitiba (BR): 3° pedalata della natura a Piraquara 2 dicembre C.T. Rodeio (BR): canti di Natale con la partecipazione dei seguenti cori: Circolo Trentino di Rodeio, São Francisco de Assis, Colégio São Paulo, João Jesus de Paula, Fundação Cultural de Timbó 6 dicembre C.T. Minnesota (USA): festa di Natale C.T. Bento Gonçalves (BR): 25° anniversario

C.T. Denver – Colorado (USA): Pranzo di Natale Bresciani amici del Trentino (IT): Santa Messa e pranzo di Natale 17 dicembre Associazione Trentini nel Mondo (IT): Incontro di Natale 20 – 22 dicembre C.T. di La Louviere (BE): gita ai Mercatini di Natale in Alsazia 21 dicembre C.T. Brescia (IT): pranzo di Natale e Assemblea elettiva 4 gennaio C.T. New England (USA): Festa di Natale 6 gennaio Gruppo donne del Circolo Trentino di Toronto (CA): lotteria in sostegno delle seguenti fondazioni: Kidney Fondation of Canada e Sick Kids Hospital Camp Oki 11 gennaio C.T. Charleroi (BE): 3° gran premio “Rino Zandonai” di Pirlo, auguri e tesseramenti 14 gennaio C.T. Denver– Colorado (USA): incontro mensile 17 gennaio C.T. Toronto (CA): cena di canederli 18 gennaio Giornata Mondiale delle Migrazioni a Mori 24 gennaio Incontro di programmazione dell’Associazione Trentini nel Mondo

C.T. Città di Messico (MX): brindisi di Natale

7-11 febbraio Viaggio del Presidente e Direttore in Canada e Stati Uniti con la visita dei seguenti circoli: Toronto, Montreal, Solvay, Readsboro, New York e New England

7 dicembre C.T. Como e Lecco (IT): 40° anniversario e festa di Natale

7 febbraio C.T. Toronto (CA): 50° anniversario di fondazione

C.T. Canberra (AUS): assemblea con rinnovo del direttivo

C.T. San Francisco (USA): festa di Natale C.T. Toronto (CA): festa di Natale per i bambini

8 febbraio C.T. Zofingen (CH): pranzo sociale

C.T. Denver – Colorado (USA): Annual Christmas Party

C.T. Charleroi (BE): festa dei popi trentini

C.T. Montreal (CA): Festa di Babbo Natale


Anche la terza edizione di «Mérica Mérica - MagnaBento» ha avuto successo (articolo a pagina 23). Foto di Ugo Fanti

Mensile dell'Associazione Trentini nel mondo Nov - Dic 2014  
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