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TRENTINI

MONDO

nel

MENSILE DELL’ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO onlus ADERENTE ALLA F.U.S.I.E

4/2016

Foto Leandro Fidelis

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Trento - Taxe Percue

anno 59°

Alcuni soci del Circolo trentino di Venda Nova (Brasile) ai fornelli in occasione della visita del vicepresidente della Trentini nel mondo.


CIRCOLI, DELEGAZIONI E FEDERAZIONI/COORDINAMENTI DI CIRCOLI dell’Associazione Trentini nel Mondo - onlus

Coordinamenti Argentina, Australia, Benelux, Bosnia, Brasile, Canada, Cile, Germania, Messico, Paraguay e Uruguay Argentina - 57 circoli - 1 delegazione Alta Gracia, Avellaneda, Azul, Bahia Blanca, Bariloche, Buenos Aires, Catamarca, Chajarì, Chilecito, Colonia Tirolesa, Concepción del Uruguay, Concordia, Cordoba, Cordoba Sud, Corrientes, Corzuela, Cruz del Eje, Formosa, General Roca, General San Martín, La Carlotta, La Plata, La Toma, Lanteri, Las Breñas, Machagai Plaza, Makallè, Malabrigo, Malagueño, Mar del Plata, Mendoza, Olavarria, Pampa del Infierno, Presidente Roque Sáenz Peña, Puerto Tirol, Quitilipi, Reconquista, Resistencia, Río Cuarto, Romang, Rosario, Salta, San Jaime, Sampacho, San José (Depto. Colon), San Nicolas de los Arroyos, Santa Fé, Santa Rosa de la Pampa, Tandil, Tucuman, Venado Tuerto, Viedma, Villa Carlos Paz, Villa General Belgrano, Villa Ocampo, Villa Regina, Zárate - Comodoro Rivadavia Australia - 8 circoli - 2 delegazioni Adelaide, Canberra, Mackay, Melbourne, Myrtleford, Perth, Sydney, Wollongong - Tasmania, Townsville Belgio - 4 circoli - 1 delegazione Bruxelles, Charleroi, La Louviére, Liegi – Limburgo Bolivia La Paz

- 1 circolo

Bosnia - 3 circoli Sarajevo, Stivor, Tuzla Brasile -

Canada - 5 circoli Alberta, Montreal, Toronto, Vancouver, Windsor & Detroit Cile - 3 circoli Copiapò, La Serena, Santiago Colombia Bogotá

- 1 circolo

Danimarca Copenaghen

- 1 circolo

Federazioni ITTONA (Canada e Stati Uniti) Messico - 13 circoli - 1 delegazione Aguas Calientes, Citlatepetl, Città del Messico, Colonia Manuel Gonzalez, Colonia Manuel Diez Gutierrez, Cordoba, Huatusco, Monterrey, Puebla, San Luis de Potosí, Tijuana, Veracruz, Xalapa - Cuernavaca Paraguay - 10 circoli Asunción, Atyrà, Caacupé, Caaguazù, Concepción, Fernando de la Mora, Lambaré, Luque, Paso Barreto, San Pedro Ycuamandiyù

Ex emigrati - 3 circoli Australia, Stivor (BIH), Svizzera

Peru Lima

Francia - 3 circoli Grenoble, Lorena, Parigi

Portogallo Portogallo

Germania - 7 circoli - 1 delegazione Colonia, Dortmund, Friedrichshafen, Monaco, Norimberga, Reno Neckar, Stoccarda – Berlino

Romania Romania

Gran Bretagna - 1 circolo - 1 delegazione Londra - Manchester Italia - 13 circoli Biella; Borgosesia; Brescia; Bresciani amici del Trentino; Como; Famiglia Trentina di Roma; Friuli; Milano; Pontino; Predazzani nel Mondo; Roma; Società Americana di Storo; Trieste Lussemburgo Lussemburgo

- 1 circolo

62 circoli

Ascurra, Belo Horizonte, Bento Gonçalves, Blumenau, Brusque, Caxias do Sul, Colatina, Coronel Pilar, Corupà, Curitiba, Divino di Laranjeiras, Encantado, Erexim, Florianopolis, Garibaldi, Gasparin, Gramado, Guaramirim, Indaial, Jahú, Jaraguà do Sul, Joinville, Jundiaì, Laurentino, Londrina, Luzerna, Nereu Ramos, Nova Brescia, Nova Trento, Ouro Fino, Passo Fundo, Pedrinhas Paulista, Piracicaba, Porto Alegre, Presidente Getulio, Rio de Janeiro, Rio do Oeste, Rio do Sul, Rio dos Cedros, Rodeio, Salete, Salvador, São Paulo, Sananduva, Santa María, Santa Olímpia, Santa Teresa, Santa Tereza do Rio Taquarì, São Bento do Sul, São João Batista, Sao Miguel do Oeste,São Sepe, São Valentim do Sul, Taiò, Tapejara, Trentin, Três de Maio, Tucunduva, Venda Nova do Emigrante, Veranòpolis, Vitoria, Xanxerè

L’elenco è consultabile (completo con indirizzi e nomi dei presidenti) sul nostro sito internet: www.trentininelmondo.it

- 1 circolo

Serbia Indija

- 1 circolo

- 1 circolo

- 1 circolo

Stati Uniti - 21 circoli Alliance, Chicago, Cleveland, Denver, Hazleton, Milwaukee, Minnesota, New England, New York, Norway, Ogden, Pittsburgh, Readsboro, San Francisco, Solvay, South Alabama, South East Pennsylvania, Southern California, Washington, Wyoming Sud Africa - 2 delegazioni Pretoria, Cape Town Svizzera - 8 circoli Amriswil, Basilea, Sciaffusa, Ticino, Winterthur, Zofingen, Zug, Zurigo Uruguay - 5 circoli Carmelo, Cerro Largo, Colonia del Sacramento, Montevideo, Rivera (S. Ana do Livramento - BR) Venezuela Caracas

- 1 circolo


EDITORIALE SOMMARIO Pagina 2-3 LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE ALL’ASSEMBLEA Pagina 4 CRONACA DELL’ASSEMBLEA Pagina 5 AGENDA Pagine 6-7 INTERVISTA A MONS. BRESSAN ARCIVESCOVO EMERITO Pagine 8-9 ATTUALITÀ Pagine 10-11 GENTE E FATTI Pagine 12-13 GIOVANI OLTRECONFINE: MATTEO GIOVANNINI (CINA) Pagine 14-19 CIRCOLI (Espirito Santo, Ouro Fino, Caxias do Sul, Buenos Aires, Dortmund, Basilea, Londra) Pagine 20-22 GIOVANI IN AUSTRALIA Pagina 23 TRENTINO SUPER

ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO O.n.l.u.s. Presidente Alberto Tafner

Direttore Anna Lanfranchi

TRENTINI NEL MONDO Mensile dell’Associazione Trentini nel Mondo aderente alla F.U.S.I.E Direzione, amministrazione e redazione

Via Malfatti, 21 - 38122 TRENTO Tel. 0461/234379 - Fax 0461/230840 sito: www.trentininelmondo.it e-mail:info@trentininelmondo.it Direttore responsabile Maurizio Tomasi Comitato editoriale G. Bacca, C. Barbacovi, F. Casagrande, B. Cesconi, C. Ciola, M. Dallapè, P. Dalla Valle, A. Degaudenz, E. Formilan, B. Fronza, L. Imperadori, A. Lanfranchi, E. Lorenzini, A. Maistri, S.Margheri, G. Michelon, N. Paulus, L. Pontalti, F. Pisoni, S. Regazzola, V. Rodaro, P. Rossi, G. Sbetti, A. Tafner, D. Zatelli, G. Zorzi Hanno collaborato: R. Barchiesi - S. Corradini - G. Degasperi F. Bocchetti Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 62 - 6 febbraio 1958 STAMPA: Grafiche Dalpiaz srl Ravina di Trento (TN) Quote di adesione: Italia: Euro 20,00; Europa; Euro 20,00 Sud America: Euro 20,00; Nord America e Australia: Euro 25,00 Socio - Euro 30,00 Conto corrente postale n. 12509386 N. 4 APRILE 2016 Stampato il 9 maggio 2016

In copertina: alcuni soci del Circolo di Venda Nova do Imigrante (Brasile).

IL TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE PRESENTATA ALL’ASSEMBLEA DAL PRESIDENTE TAFNER

L’Associazione deve fare sintesi fra vecchia e nuova emigrazione Ci troviamo qui oggi nella sede della Trentini nel Mondo ( oltre che – spero – per la passione e l’interesse che tutti noi abbiamo nei confronti della nostra Associazione) per assolvere in particolare alla disposizione statutaria che stabilisce la presentazione all’Assemblea del bilancio consuntivo, prima dell’invio ai competenti organi provinciali. L’intervento principale della mattinata spetterà dunque a chi questo bilancio l’ha elaborato e che potrà illustrarlo con molta maggiore puntualità e competenza di come potrei fare io. Sull’argomento posso solo anticipare come il 2015, dal punto di vista amministrativo, si sia chiuso con un leggero segno negativo che verrà coperto prelevando la cifra dal Fondo di riserva esistente. Tale leggero segno negativo (che non è strutturale in quanto lo scorso anno, ad esempio, il bilancio risultava con un altrettanto leggero segno positivo) è dovuto a diversi motivi tra i quali la diminuzione della quota associativa (da 55 a 30 euro), dalla diminuzione dei contributi della Provincia e di altri Enti oltre che dalla diminuzione degli abbonamenti al giornale. L’ articolata attività svolta dalla nostra Associazione non può però venir descritta solamente attraverso l’essenzialità dei conti in quanto ogni azione, ogni intervento ed ogni passo che la Trentini nel Mondo muove, comporta una partecipazione umana che va ben oltre il pur complesso e organizzato susseguirsi dei numeri. Chi opera nel mondo del volontariato lo sa, così come sa quanto sia complicato oggi traghettare una fase storica difficile come quella che stiamo attraversando, segnata fortemente dall’insicurezza dei rapporti umani, da una notevole incapacità politica e un diffuso disinteresse che rendono estremamente fragile, confusa e problematica qualsiasi gestione. Oggi chi, come noi, opera nel mondo del volontariato è costretto ad agire all’interno di una situazione generale caratterizzata da un egoistico e prepotente esercizio delle risorse economiche... una situazione dominata dal culto

Oggi la Trentini nel Mondo si trova a dover affrontare una situazione che si articola su due diversi tipi di emigrazione: quella rappresentata dai discendenti dei trentini che hanno lasciato la loro terra parecchi anni fa e quella che vede i trentini di oggi andarsene con un bagaglio di conoscenza e di tecnica ben diverso da quello che avevano i loro predecessori del potere e del denaro… una situazione contraddistinta da una situazione complessiva talmente intricata e instabile da rendere quasi impraticabile ogni seria programmazione. Inoltre la gestione della Trentini nel Mondo si presenta ulteriormente complessa in quanto la propria attività si svolge prevalentemente in Paesi e in territori molto diversi tra loro e che presentano al loro interno norme, abitudini e comportamenti spesso difformi da quelli usati abitualmente da noi. È una situazione, questa, che spesso non viene presa in considerazione da chi dall’esterno – come è successo - pretende di capire e di leggere il lavoro della Trentini nel Mondo comparandola a una qualsiasi altra “normale” attività... non è così! La Trentini nel Mondo opera da oltre mezzo secolo in un contesto internazionalmente molto complesso e spesso molto disagiato e non è sufficiente sfiorare per qualche ora questa realtà per avere poi la presunzione – come è successo - di aver capito tutto. Noi stessi, all’interno dell’Associazione,

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ci sforziamo ancora oggi di capire come evolve il mondo dell’emigrazione inserito in una società sempre più disorientata e insicura. E questo lo facciamo per mantenere alta la dignità del nostro impegno (che fortunatamente non è legato a qualche manciata di voti) e continuiamo a farlo perché crediamo che il nostro ruolo possa essere ancora importante in una situazione nazionale e internazionale sempre più imprevedibile e traballante. Oggi dunque la Trentini nel Mondo si trova a dover affrontare una situazione che si articola sostanzialmente su due diversi tipi di emigrazione: quella rappresentata dai discendenti dei trentini che hanno lasciato la loro terra parecchi anni fa e quella che vede i trentini di oggi andarsene con un bagaglio di conoscenza e di tecnica ben diverso da quello che avevano i loro predecessori. Uno dei compiti più complicati che dobbiamo affrontare è proprio quello di coniugare queste due realtà, cercando di farle interagire e renderle entrambe utili all’in CONTINUA A PAG. 2 4 - 2016


EDITORIALE

L’Associazione deve fare sintesi fra vecchia e nuova emigrazione  CONTINUA DA PAG. 1 tera Comunità Trentina. Se nel primo caso possiamo fare capo ai numerosi Circoli che svolgono principalmente un’ attività di recupero della memoria e delle tradizioni legate alla nostalgia e che testimoniano un attaccamento alla propria terra d’origine; dall’altra parte abbiamo una situazione molto più fluida che fa riferimento ad una cultura più individualista, globalizzata e tecnologica. Non dobbiamo aver paura di queste diversità così come non dobbiamo respingere a priori ne l’una ne l’altra posizione, ma dobbiamo insistere per capire e interpretare entrambe le posizioni, cercando di ampliare la nostra visione e provando a conciliare i vari elementi che le compongono. La Trentini nel Mondo - in definitiva - deve essere capace di fare sintesi e diventare così il punto catalizzatore di tutti quei trentini che – indipendentemente dal luogo in cui si trovano – si sentono di voler far parte integrante di una Comunità che li rappresenti universalmente. UNA PERSONA AL GIORNO LASCIA IL TRENTINO

Per arrivare a questo traguardo si deve ovviamente percorrere ancora parecchia strada che, fortunatamente però, non si presenta tutta in salita. Infatti esistono già dei formidabili strumenti di connessione fra trentini rappresentati dai Circoli, per cui basta imparare ad utilizzarli al meglio, aggiornandoli alle necessità attuali e mettendoli in rete su una base di idee e di prospettive condivise. Contestualmente è poi necessario attivare un dialogo sempre più concreto con le nuove generazioni che, anche se oggi non trovano interessante frequentare le attività un po’ datate dei Circoli, domani potrebbero tornare ad essere degli interessanti poli di attrazione. È in questa direzione che la Trentini nel Mondo ha ritenuto di doversi muovere negli ultimi anni, lavorando per tenere il passo con i vorticosi cambiamenti e arrivando così all’alba del sessantesimo compleanno con 4 - 2016

un capitale di relazioni umane, di conoscenze, di esperienze, oltre che di presenze sul territorio, che pochi possono vantare. Sarebbe svantaggioso per tutti – però - se questo capitale andasse disperso per non aver capito che in tutti questi anni il modo di vedere le cose è profondamente cambiato e per non essere stati capaci di adeguarci ai mutamenti in corso. D’altra parte è più che evidente di come siano sostanzialmente cambiati, a partire dal 1957 anno di fondazione della Trentini nel Mondo, i metodi ed i modi di rapportarsi con il mondo politico ed il potere gestionale più in generale. Non per questo comunque ci si deve abbandonare a quell’indifferenza e a quel disinteresse che oggi sembrano guidare le azioni di molte persone... e tanto meno sarebbe dignitoso farlo di fronte ad un ritorno sempre più evidente dell’emigrazione. I più recenti dati ISTAT calcolano che in Trentino vi sia almeno una persona al giorno che varca il confine per cercare altrove un futuro migliore: sono giovani in cerca di lavoro qualificato; imprenditori in cerca di nuovi mercati; adulti espulsi dal mondo del lavoro e anziani che stentano a vivere con la pensione . Questa nuova forma di espatrio moderno non è ovviamente paragonabile al movimento migratorio che ha segnato la storia del Trentino a partire dalla fine dell’800 ma, al di là dell’etichetta linguistica che gli si vuol appiccicare (fuga di cervelli, master formativi, stage e corsi di specializzazione ecc.) al fondo rimane pur sempre un unico protagonista: la persona…….. Uomini o donne che - ieri come oggi – sono costretti a tagliare

le proprie radici, abbandonare i propri affetti, separarsi dalle abitudini e dalle tradizioni per affrontare un futuro pieno di incognite e di rischi. Ieri come oggi dunque la Trentini nel Mondo ha il medesimo punto di partenza, anche se questo “punto” si trova ad operare in contesti molto diversi. DIVERSIFICARE LE STRATEGIE

Per semplificare ulteriormente, potremo dire che la Trentini nel Mondo si trova oggi a dover affrontare due diverse realtà del mondo dell’emigrazione: - la prima è quella rappresentata da una situazione consolidata nel tempo e che si potrebbe identificare con i discendenti della “vecchia emigrazione” che hanno nei Circoli i loro punti di riferimento - la seconda è quella rappresentata dai trentini che si trovano ad operare in un contesto multinazionale inserito in un mondo sempre più globalizzato e con punti di riferimento indefiniti. Per far fronte a questa situazione è necessario anzitutto diversificare le strategie d’intervento a seconda degli interlocutori, delle aree geografiche, delle situazioni economiche e culturali che si vanno a riscontrare nei vari Paesi. Una volta definito questo quadro generale si possono individuare alcune linee d’azione che si diversificano a seconda che ci si rapporti con i “vecchi” o con i “nuovi” emigranti. Nel primo caso si intendono i discendenti di terza o quarta generazione degli emigranti trentini... quei trentini cioè che ormai si riconoscono nel luogo dove risiedono, che risultano

Entrambe le linee d’azione per rapportarsi con i «vecchi» e i «nuovi» migranti però devono partire da un minimo comun denominatore, come la difesa e la custodia di quei principi di quella cultura e di quei valori che hanno fatto la storia del Trentino e inoltre devono convergere verso il comune obiettivo di realizzare una grande, coesa e solidale Comunità Trentina 2

ormai perfettamente integrati, ma che conservano abitudini e tradizioni legate a comportamenti e ricordi legati ai nonni... anche se in realtà non sempre corrispondono al Trentino attuale. Nel secondo caso si intendono tutti quei trentini che oggi viaggiano per affari, per studio o per lavoro in un mondo sempre più globalizzato ed interconnesso e che si potrebbero definire come rappresentanti del Trentino del 21° secolo e comunque figli di “un’emigrazione digitale”. Entrambe le linee d’azione però devono partire da un minimo comun denominatore come la difesa e la custodia di quei principi di quella cultura e di quei valori che hanno fatto la storia del Trentino e inoltre devono convergere verso il comune obiettivo di realizzare una grande, coesa e solidale Comunità Trentina. UN UTILE PROCESSO DI RINNOVAMENTO

Se questa risulta una visione condivisa, l’Associazione deve adeguare la propria mission alle esigenze delle diverse situazioni, diversificando – lì dove si rende necessario - il proprio modo di agire e per fare questo fortunatamente non partiamo da zero. Anzi possiamo contare su una base di pratica e di esperienza che costituiscono la vera ricchezza della Trentini nel Mondo e che si esprime particolarmente attraverso l’intreccio delle relazioni con i vari Circoli. È grazie a questa base di partenza che si può pensare di portare a compimento quel processo di rinnovamento utile alla realizzazione di un sistema in grado di mettere in rete tutte le potenzialità e le conoscenze dei vari Circoli Trentini. È dando efficacia a questo sistema reticolare che i Circoli e l’Associazione potranno identificarsi e riconoscersi nella Trentini nel


EDITORIALE LE DUE «REALTÀ» DEL MONDO DELL’EMIGRAZIONE OGGI E IL RUOLO DELL’ASSOCIAZIONE La prima è quella rappresentata da una situazione consolidata nel tempo e che si potrebbe identificare con i discendenti della “vecchia emigrazione” che hanno nei Circoli i loro punti di riferimento

La seconda è quella rappresentata dai trentini che si trovano ad operare in un contesto multinazionale inserito in un mondo sempre più globalizzato e con punti di riferimento indefiniti.

La Trentini nel Mondo deve essere capace di fare sintesi e diventare il punto catalizzatore di tutti quei trentini che – indipendentemente dal luogo in cui si trovano – si sentono di voler far parte integrante di una Comunità che li rappresenti universalmente. Per arrivare a questo traguardo è necessario diversificare le strategie d’intervento a seconda degli interlocutori, delle aree geografiche, delle situazioni economiche e culturali che si riscontrano nei vari Paesi Mondo in modo da farlo rimanere un valido e utile polo di attrazione di i trentini anche nel futuro e – perché no ! – farlo diventare anche per tutti coloro che vedono nel Trentino un modello utile da seguire. 18 COORDINATORI E 37 CIRCOLI SOCI

La riuscita di questo progetto però dipende molto dalla volontà e dalla capacità di cambiamento che sapremo esprimere, a partire dai trentini che abitano in Trentino per arrivare a quelli che il Trentino l’hanno conosciuto solo attraverso i racconti dei nonni o attraverso Internet... e per compiere questo ulteriore passo è necessario fare ancora un ulteriore salto di qualità. Accanto alla solidarietà e alla difesa dei rapporti di amicizia e di fraternità con i Circoli, è necessario promuovere un coinvolgimento ancora più diretto dei Circoli e questo lo si può ottenere soprattutto spronandoli a diventare ufficialmente Soci della Trentini nel Mondo. Anche per favorire questo processo si è proceduto tra l’altro alla nomina di 18 Coordinatori distribuiti nei vari Paesi del mondo con il mandato di “facilitare” questo cammino, stimolando i contatti tra i Circoli e favorendone i reciproci rapporti con l’Associazione. Grazie a queste nuove figure e con l’aiuto prezioso dell’ Ufficio

Mondo negli ultimi tempi è diventata sede dei Consolati onorari della Polonia e della Romania ed è stata scelta come punto di appoggio per il Consolato Generale Itinerante dell’Argentina e del Cile. Inoltre è stato instaurato un contatto collaborativo con il Consolato della Russia e del Brasile. Un’altra strada aperta nel campo dell’internazionalizzazione è quella costruita da un Gruppo di Lavoro formatosi spontaneamente all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione, che elabora e propone idee e progetti finalizzati al rinnovamento dell’azione della Trentini nel Mondo. Al momento attuale sono state individuate alcune linee guida da percorrere e tra queste – ad esempio – c’è quella di dare uno spazio sul nostro giornale alle eccellenze fra aziende trentine nel mondo.

e dei Volontari e sotto la guida della Giunta e del Consiglio, si può dire che i primi risultati ormai si cominciano a vedere. A tutt’oggi i Circoli che hanno perfezionato la loro adesione alla Trentini nel Mondo in qualità di Soci sono 37 e già sono nate alcune collaborazioni internazionali. In particolare l’azione congiunta dell’Associazione con alcuni Circoli del Brasile ha favorito l’incontro di alcuni artigiani e di alcuni piccoli imprenditori del Trentino con i loro omologhi risiedenti in Sud America per esplorare possibilità di partnership e di collaborazione. A metà maggio inoltre, si svolgerà a Montevideo un incontro “autoconvocato” dei Circoli dell’Uruguay, assieme a quelli della zona Centro Argentina e dello Stato di Rio Grande do Sul del Brasile a cui parteciperanno anche rappresentanti dell’Associazione di Trento: un appuntamento, questo, che assume particolare importanza, in quanto segna una svolta sostanziale nell’apertura dei rapporti effettivi tra i Circoli Trentini e tra questi e la Trentini nel Mondo. Ma questa comunque non è la sola strada imboccata dall’Associazione nel più vasto campo dell’internazionalizzazione. Una di queste strade, ad esempio, è quella che porta l’Associazione ad aprirsi alle Istituzioni diplomatiche riconosciute ufficialmente dalla Farnesina. La Trentini nel

NON È CAMBIATO LO SPIRITO DI FONDO

Portare avanti tutto questo complesso di attività non è comunque un’impresa facile, in quanto si incontrano enormi complicazioni di tipo burocratico, economico, gestionale per non parlare di quelle che derivano dalla difficoltà di adeguare una mentalità strutturata su un modello culturale e socio/ economico legato ad un momento storico ben diverso da quello che stiamo attraversando. In questo momento di transizione, così

come nel corso della ricerca di un equilibrio tra il “vecchio” ed il “nuovo”, è possibile che si siano verificati dei piccoli strappi nella tela delle abitudini e delle pratiche consolidate. Sicuramente però non si può dire che sia cambiato lo spirito di fondo che anima la nostra attività, così come non è cambiata l’etica sulla quale poggia l’azione complessiva della Trentini nel Mondo. Concludo questa relazione senza soffermarmi ad elencare voce per voce tutto il lavoro svolto nel corso dell’anno, in quanto lo si può desumere dalla nota integrativa al bilancio. Ciò non mi esime però dal ringraziare davvero tutti quelli che hanno contribuito con il loro entusiasmo, le loro idee ed il loro tempo a portare avanti, in tutti questi anni l’attività della Trentini nel Mondo e fra tutti un grazie sincero va a Francesco Bocchetti che da qualche mese svolge la funzione di direttore dell’associazione; allo staff composto da Sabina, Rosasnna, e Giada; al direttore del giornale Maurizio Tomasi; ai Giovani e ai Volontari tutti. Il prossimo anno festeggeremo i 60 anni della Trentini nel Mondo: un’Associazione che è orgogliosa di poter rappresentare ancora oggi in tutto il mondo, con dignità e fierezza, i trentini ed il Trentino... e che ha tutte le intenzioni di continuare a farlo ancora per tanti anni. Alberto Tafner

I Coordinatori dei Circoli trentini nella sala del Consiglio comunale di Levico Terme durante la riunione conclusiva del seminario che si è svolto nel luglio 2015.

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AGENDA

L’assemblea ha approvato il bilancio e condiviso la relazione del presidente Q

uella del passato e quella contemporanea sono due emigrazioni che vanno entrambe seguite, continuando a coltivare i rapporti con gli «emigrati storici» e i loro discendenti e impegnandosi a dare risposte alle esigenze di chi lascia il Trentino al giorno d’oggi: su questa indicazione contenuta nella relazione del presidente Tafner all’assemblea del 16 aprile (della quale alle pagine 1-3 è riportato il testo integrale) i consiglieri e gli ospiti presenti che hanno preso la parola hanno manifestato una generale condivisione. Il primo intervento dopo la lettura della relazione è stato del sen. Franco Panizza, che si è complimentato per l’attività svolta dalla Trentini nel mondo e ha richiamato la necessità di adeguare strumenti e sensibilità, anche se questo cambio d’approccio potrà non essere indolore. Anche per la consigliera provinciale Lucia Maestri, componente della Conferenza dei Consultori all’estero - che ha elogiato l’impegno profuso dalla Trentini nel mondo per mantenere e consolidare la rete dei Circoli trentini - l’evoluzione indicata nella relazione del presidente Tafner è importante e va perseguita. Il saluto all’assemblea del presidente della giunta provinciale (e assessore all’emigrazione) Ugo

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Uno scorcio della sala durante l’assemblea. Nel dibattito seguito alla relazione del presidente ci sono stati gli interventi di (in alto da sinistra), Franco Panizza, Lucia Maestri, Sergio Bettotti, Maurizio Passerotti, Mauro Dallapè, Cesare Ciola, (in basso da sinistra) Paolo Magagnotti, Bruno Fronza, Armando Maistri, Matteo Bazzocco, Nello Fava e Renzo Tommasi.

Rossi, è stato portato da Sergio Bettotti, dirigente generale della Provincia. Bettotti ha definito quella storica e quella di oggi due emigrazioni «con cromosomi diversi»: ma pur nella loro diversità entrambe rappresentano per la nostra provincia «un valore aggiunto» e possono aiutare lo sviluppo del Trentino e favorire la sua presenza sugli scenari internazionali. Il vicepresidente della Trentini nel mondo, Cesare Ciola, nel suo intervento ha tra l’altro riferito della sua recente trasferta nello stato di Espirito Santo (Brasile), dove ha trovato una comunità trentina vivace e dinamica e orgogliosa delle sue radici (alle pagine

14-16 è pubblicato un ampio resoconto del «viaggio lampo» effettuato da Ciola). Tra i trentini dell’Espirito Santo ci sono anche imprenditori di successo, come i fratelli Casotti originari di Terlago (titolari di un’attività con oltre mille dipendenti) o Otacilio José Coser, originario di Aldeno (a capo di un gruppo finanziario di livello internazionale), che si sono dichiarati disponibili a collaborare per tessere nuovi rapporti con la terra di origine. Nel corso del dibattito seguito alla relazione del presidente sono intervenuti anche Maurizio Passerotti (socio della Trentini nel mondo e Console onorario di Romania), Mauro Dallapè, Paolo

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Magagnotti, Bruno Fronza (presidente onorario dell’Associazione, che ha richiamato l’attenzione su alcune questioni pensionistiche che riguardano trentini in Argentina e Venezuela), Armando Maistri, Matteo Bazzocco, Nello Fava (presidente della Società Museo Civico di Rovereto) e Renzo Tommasi. I dati del bilancio 2015 (con entrate per 2.252.290,32 Euro e uscite per 2.264.934,05, che chiude quindi con un disavanzo di esercizio di 12.643,73Euro) sono stati illustrati dal vicedirettore dell’Associazione, Francesco Bocchetti, e poi dal membro del Collegio dei revisori dei conti, Danilo Zatelli.


AGENDA ALL’APPUNTAMENTO, CHE SI SVOLGE OGNI TRE ANNI, HA PARTECIPATO IL PRESIDENTE DELLA TRENTINI NEL MONDO, TAFNER

Dal 22 al 24 aprile Myrtleford ha ospitato la Convention dei Circoli trentini d’Australia «Crescere il nostro futuro insieme» è il motto scelto per la dodicesima Convention dei Circoli trentini dell’Australia, che si è svolta dal 22 al 24 aprile a Myrtleford. Il motto è raffigurato nel logo della manifestazione (foto qui sotto), nel quale le tre figure rappresentano tre generazioni unite dal legame familiare e da quello con la terra di origine. Per la Trentini nel mondo alla Convention ha partecipato il presidente dell’Associazione, Alberto Tafner, insieme a Giada Degasperi. Come ha affermato nell’intervista andata in onda il 5 maggio nella rubrica radiofonica «Trentino nel mondo», per Tafner la Convention è stata «emozionante, bella ed arricchente» perché i trentini dell’Australia hanno dimostrato di avere nel cuore il Trentino e di avere

Foto Ufficio Stampa PAT

interesse storico, momenti di incontro per tutti i partecipanti, fra i quali la cena di gala conclusiva, alla quale ha preso parte anche una delegazione della Provincia Autonoma di Trento, guidata dalla consigliera Lucia Maestri in rappresentanza del presidente della giunta provinciale Ugo Rossi, trattenuto a Trento da impegni istituzionali. La Convention è coincisa con altre due significative ricorrenze:

voglia di mantenere legami forti e vivaci con la terra da cui sono emigrati o da cui sono partiti i loro genitori e nonni. Il programma della Convention prevedeva una riunione dei presidenti degli otto Circoli trentini dell’Australia, visite a luoghi di

il cinquantesimo di fondazione del Circolo trentino di Myrtleford (che ha ospitato l’evento) e il cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di padre Ferruccio «Frank» Bertagnolli, guida spirituale dell’intera comunità trentina dell’Australia e della Tasmania. «Ringrazio e prego per tutti ndicoloro che hanno condiita viso il viaggio della vita offerta in servizio ai ia giovani, alla famiglia o salesiana e al popolo o di Dio», ha scritto padre Bertagnolli sul biglietto preparato per ricordare la riccorrenza. Un’ampia cronaca della Convenel tion sarà pubblicata nel prossimo numero del giornale.

«Giovani oltreconfine» una rubrica aperta al contributo di tutti. Gli articoli vanno inviati all’indirizzo e e-mail della redazione Prosegue anche in questo numero (alle pagine 12- 13) la rubrica «Giovani oltreconfine», che ha preso il via nel numero di gennaio, con la quale vogliamo approfondire «dall’interno» la conoscenza della nuova emigrazione dall’Italia, legata alla mobilità giovanile. Abbiamo usato il termine «dall’interno» perché saranno alcuni giovani trentini che hanno fatto la scelta di trasferirsi all’estero, a raccontare in prima persona le loro esperienze,

le motivazioni e le aspettative. I contributi finora pubblicati sono quelli di Clio Zancanella (a Parigi), Valeria Pontalti (Guatemala), Camilla Bernardi (Vietnam) e, su questo numero, di Matteo Giovannini (Cina). La rubrica è aperta al contributo di tutti coloro che hanno voglia di raccontare la propria esperienza: testi e fotografie per la rubrica vanno spediti all’indirizzo e-mail della redazione.

redazione@trentininelmondo.it

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INTERVISTA

«Guardate avanti con fiducia e coraggio come hanno fatto i nostri progenitori» «H

Nostra intervista a mons. Luigi Bressan, Arcivescovo emerito di Trento, che nel corso del suo ministero iniziato il 30 maggio 1999 e concluso il 3 aprile 2016, è sempre stato molto vicino agli emigrati trentini e all’Associazione tino (che ha poi cessato la sua attività alla fine degli anni 90): «mi hanno assegnato la tessera numero 1, che conservo ancora e che considero un onore». Fin dall’inizio del suo ministero come arcivescovo di Trento ha sempre prestato grande attenzione agli emigrati trentini ed ha avuto modo di visitarli: che ricordo ha di quegli incontri? Non provengo da una famiglia

che ha conosciuto l’emigrazione ma il mio incarico di cappellano a Besenello dopo la mia ordinazione a sacerdote nel 1964, mi ha fatto scoprire la grande emigrazione verso il Brasile della fine dell’Ottocento, quando un terzo degli abitanti del paese era partito. Quelli della mia presenza a Besenello erano anche anni in cui l’emigrazione dal Trentino era ancora forte e infatti ho poi incontrato molti

Foto Corrado Poli

o sempre pensato che gli emigrati trentini e i loro discendenti sono parte integrante della comunità trentina»: inizia con questa affermazione la chiacchierata con mons. Luigi Bressan, che dopo quasi diciassette anni alla guida della Diocesi di Trento dal 3 aprile (data di ordinazione del nuovo Vescovo, Lauro Tisi) è Arcivescovo emerito. Nato a Sarche il 9 febbraio 1940, diventa sacerdote nel 1964 e prima di ritornare a Trento il 30 maggio 1999 come Arcivescovo, i suoi incarichi come Nunzio apostolico lo hanno portato in Corea, Costa d’Avorio, Brasile, Pakistan, Thailandia e Sud Est Asiatico. Per conto della Segreteria di Stato del Vaticano si è occupato di rapporti con gli organismi internazionali ed è stato inviato della Santa Sede presso l’ONU a Ginevra e presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo. Nel 1982, durante la sua permanenza a Ginevra ha contribuito alla fondazione del Circolo tren-

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trentini in Germania e Svizzera. Quando sono ritornato a Trento come Arcivescovo, dopo il periodo nel Sud Est Asiatico dove invece i trentini erano rari, ho pensato che della grande famiglia trentina fanno parte anche coloro che sono emigrati e ho cercato di seguirli, di incontrarli, in Europa, in Sud America, in Nord America e in Australia. Dappertutto ho trovato comunità vivaci, che hanno saputo mantenere e tramandare i valori tipici della nostra terra, come l’attaccamento alla famiglia, la solidarietà, la moderazione, la tenacia, la serietà dell’impegno, una fraternità spontanea, la voglia di lavorare insieme, lo spirito di volontariato, che ha radici antichissime nella nostra terra e che il cristianesimo ha contribuito a consolidare: mi auguro che tutto questo possa continuare ancora. C’è qualcuno o qualche episodio di cui conserva un ricordo particolare? Sono tante le persone e tanti gli


INTERVISTA

episodi. Fra i sacerdoti ricordo in particolare padre Efrem Trettel, negli Stati Uniti, e padre Ferruccio “Frank” Bertagnolli in Australia. E poi i vari presidenti dei Circoli, e i soci stessi dei Circoli, che con generosità e sacrificio si mettono a disposizione. Ricordo la gioia delle persone di tutte le età nell’incontrare il Vescovo di Trento, la terra dei loro padri. Ricordo la loro religiosità e la loro fede, manifestate con una partecipazione massiccia alle messe che ho celebrato. Lei è sempre stato molto vicino alla Trentini nel mondo e ha partecipato a molti momenti significativi, come le Feste dell’emigrazione, gli incontri di Natale promossi dall’Associazione, le Convention in Australia e in Nord America. Tra i molti meriti della Trentini nel mondo c’è quello di farci riflettere sul fatto che non siamo soli al mondo, che il mondo non finisce dove la montagna sbarra il nostro orizzonte. Custodendo la memoria e mantenendo vivi i rapporti con le comunità trentine nel mondo, l’Associazione ci ricorda che le situazioni cambiano, che anche dalla nostra splendida terra le persone sono dovute emigrare per sfuggire dalla miseria e cercare nuove opportunità in altri paesi, che dobbiamo essere pronti ad affrontare le sfide che ci sono e che verranno. I miei rapporti con la Trentini nel mondo sono sempre stati ottimi. Nutro una grande ammirazione per il fondatore e presidente onorario della Trentini nel mondo, Bruno Fronza. Con il past-president Ferruccio Pisoni siamo cresciuti insieme, siamo legati da una profonda amicizia e abbiamo avuto anche occasione

NELLE FOTO (da pagina 6 in basso a sinistra e in senso orario). Mons. Bressan nel Duomo di Trento in occasione della messa per il 50° di fondazione della Trentini nel mondo, nel novembrev 2007; a Mahovljani (Bosnia Erzegovina) per l’inaugurazione del monumento agli emigrati trentini nel 2013; sul pulpito durante una messa di Natale dell’Associazione; davanti al Santuario di Santa Paulina a Nova Trento (Brasile) nell’ottobre 2015; la lamina di rame donata ai partecipanti alla Convention ITTONA (la federazione dei Circoli trentini del Nord America) che si è svolta nel 2002 a Trento; sull’altare in Duomo al termine della messa per la Convention ITTONA a Trento; in Minnesota per la Convention ITTONA del 2012; durante l’intervista pubblicata su queste pagine.

È stato indubbiamente una manifestazione che rimarrà nella memoria della città e di coloro che vi hanno partecipato. Ricordo che le bandiere dei Circoli hanno aperto la processione che nel giorno di San Vigilio attraversa la città per arrivare in Duomo. Con la loro presenza gli emigrati trentini del Nord America hanno portato grande vivacità alle celebrazioni vigiliane. E poi in quella occasione ho avuto l’opportunità di fare loro un dono del tutto

di ritrovarci nelle istituzioni europee. Con l’attuale presidente, Alberto Tafner, c’è sempre stata una buona cordialità. Tra i momenti più significativi che ha condiviso con la Trentini nel mondo, merita una citazione la Convention dei Circoli trentini del Nord America che si è svolta a Trento nel 2002, che rappresenta la realizzazione di un sogno per gli emigrati trentini negli Stati Uniti e nel Canada.

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particolare, che non si rilla peterà nella n storia. In quei mesi si stava c a m biando il tetto della cattedrale,, sostituendo ra in rame la copertura rame. Il metallo rimosso è stato messo a disposizione per realizzare delle lastre sulle quali è stato impresso uno scorcio del Duomo e della piazza con la Fontana del Nettuno (oltre al logo della Regione): ogni partecipante alla Convention è così tornato a casa con questo oggetto, e sicuramente lo conservano ancora con grande affetto come ricordo di un evento unico e indimenticabile. Come Vescovo emerito, quale messaggio vuole inviare agli emigrati trentini e ai loro discendenti? Se avrò salute cercherò di seguire ancora questo mondo in comunione con il vescovo attuale. Intanto auguro a tutti grande fraternità e li ringrazio per il loro esempio e per il loro incoraggiamento a guardare avanti. L’augurio è di continuare a saper guardare avanti con fiducia e con tenacia, come ci hanno insegnato i nostri genitori, che sia nelle nostre valli che nei paesi di emigrazione hanno saputo lottare con fatica, senza pretese di grandezza, che non hanno mai abbassato le braccia di fronte alle difficoltà. La fede cristiana aiuta a darci coraggio. Nella Bibbia il Signore esorta 364 volte a “non avere paura”: i giorni dell’anno sono 365 ma qualcosina dobbiamo farlo anche noi... Maurizio Tomasi 4 - 2016


ATTUALITÀ ANCHE LA TRENTINI NEL MONDO HA PARTECIPATO AI LAVORI DELLA PRIMA ASSEMBLEA CONGRESSUALE DEL 29 APRILE

Eletto il direttivo del «FAIM», «Forum delle associazioni italiane nel mondo» D

a qualche anno le associazioni più rappresentative dell’emigrazione italiana nel mondo, avvertono una crisi di identità e di consenso a causa dei nuovi problemi che si manifestano nella attuale emigrazione, in buona parte giovanile, che non trovano adeguate risposte, e a causa della scarsa considerazione di cui godono all’interno delle istituzioni rappresentative degli emigranti (vedi Comites e CGIE) e dello stesso mondo politico attuale (parlamentari eletti nella circoscrizione estero e dello stesso governo italiano). A queste difficoltà si aggiunge la crisi economica che, da anni ormai, condiziona pesantemente le politiche nazionali, con negative ripercussioni per il mondo dell’emigrazione che vede progressivamente ridursi le rappresentanze istituzionali all’estero (vedi il ridimensionamento dei consolati) e i fondi destinati a sostenere iniziative di carattere culturale e sociale che tanta importanza rivestono sia nella salvaguardia dei rapporti con gli italiani residenti all’estero, sia per favorire lo sviluppo degli stessi interessi economici dell’Italia. Un aspetto preoccupante è rappresentato dal fatto che la maggioranza dei politici italiani non conosce a fondo la realtà degli italiani nel mondo, ne sottovaluta le potenzialità e con-

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Il nuovo organismo nasce dalla sentita necessità di studiare strategie e programmi in grado di “ridare fiato” ad una realtà che, da sempre, si è fatta carico dei molteplici problemi individuali e collettivi emergenti nel mondo dell’emigrazione sidera, pertanto, gli interventi in emigrazione investimenti inutili ed improduttivi. Sulla base delle considerazioni sopra riportate è emersa, fin dal 2014, l’esigenza di promuovere l’organizzazione dei cosiddetti Stati Generali delle Associazioni degli Italiani nel Mondo per fare il punto sulla situazione complessiva di disagio, se non di

emarginazione, che investe l’associazionismo in emigrazione, per individuarne le cause e per studiare strategie e programmi in grado di “ridare fiato” ad una realtà che, da sempre, si è fatta carico dei molteplici problemi individuali e collettivi emergenti nel mondo dell’emigrazione. Fu elaborato un Manifesto degli Stati Generali dell’associazio-

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nismo degli italiani nel mondo con il quale, definite le criticità che investono attualmente le associazioni e riconosciuta l’importanza della loro presenza nelle comunità in Italia ed all’estero, si propone la creazione di un Forum permanente che, nel rispetto delle singole specificità e in autonomia dalle forze politiche, consenta di raggiungere una forte unità di tutto il mondo associativo degli italiani all’estero, tenendo insieme pluralismo, autonomia e rappresentanza. Al manifesto hanno aderito ben 90 associazioni tra cui le principali federazioni nazionali e regionali con presenze in Europa, America del Nord e del Sud, Africa ed Australia in rappresentanza di oltre 1.500 realtà territoriali. Al manifesto hanno aderito anche l’Associazione Trentini nel Mondo e l’UNAIE (Unione Nazionale delle Associazione degli Immigrati ed Emigrati) di cui è stata socio fondatore, nel 1966, la stessa Trentini nel Mondo. L’Assemblea degli Stati Generali, svoltasi nei giorni 3 e 4


ATTUALITÀ

Il messaggio del Capo dello Stato Questo il testo del messaggio inviato da Sergio Mattarella all’assemblea congressuale del Faim. Desidero formulare i miei saluti ai partecipanti e agli organizzatori della prima Assemblea Congressuale del Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo. L’associazionismo ha storicamente svolto un cruciale ruolo di protezione, sostegno e assistenza ai milioni di cittadini italiani che si sono stabiliti all’estero e che hanno arricchito, con il loro lavoro e le loro esperienze, i Paesi che li hanno accolti. Le associazioni italiane hanno così contribuito a luglio 2015, aveva nominato un Comitato Organizzatore incaricato di preparare un documento su Principi, scopi e finalità del Forum e di elaborare uno Statuto da proporre ad una successiva Assemblea fondativa del FAIM (Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo). Il Comitato ha concluso i lavori il 4 dicembre 2015 con un corposo documento denominato «Atto Costitutivo e linee di progettualità per la prima Assemblea Congressuale del FAIM», nel quale, dopo una premessa metodologica, propone: Principi, scopi e finalità del FAIM; Lo Statuto in sintesi; Linee di progettualità per la prima Assemblea Congressuale; Sostenibilità e progettualità; Sintesi del Percorso di avvicinamento al FAIM. L’Assemblea Congressuale del FAIM si è svolta a Roma lo scorso 29 aprile, sotto la presidenza

rafforzare il legame con la madrepatria, difendendo l’identità culturale di quanti hanno scelto la via dell’emigrazione e concorrendo a diffondere la nostra lingua e cultura. Confido che la costituzione del Forum e le conclusioni dell’odierna assemblea permetteranno di imprimere un rinnovato slancio alle attività delle associazioni italiane nel mondo, nella consapevolezza che il loro operato, in una congiuntura storica come quella attuale, sia quanto mai importante. Con questo auspicio, rinnovo a tutti i partecipanti all’assemblea i miei migliori auguri.

I numerosi interventi hanno evidenziato la opportunità della costituzione del FAIM e ne hanno delineato gli obiettivi operativi alla luce delle varie problematiche, sensibilità ed esperienze maturate nei diversi continenti in cui si è sviluppata la presenza degli italiani dell’on. Franco Narducci, presidente dell’UNAIE, ex segretario del CGIE ed ex parlamentare. Per la Trentini nel Mondo era presente il consigliere Aldo Degaudenz, che fu anche presidente dell’UNAIE negli anni 1994-1997. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato all’assemblea congressuale un significativo messaggio (vedi testo qui sopra). Un altro messaggio è stato inviato anche dal segretario generale del nuovo CGIE recentemente insediato, Michele Schiavone,

con la firma anche di Maria Chiara Prodi, della VII Commissione del CGIE. I lavori sono stati introdotti da una relazione del Comitato di Coordinamento, affidata a Pietro Lunetto, della Comune del Belgio, dal significativo titolo: «La Repubblica di tutti gli italiani: Costituzione, diritti e lavoro dell’Italia migrante». I numerosi interventi hanno evidenziato la opportunità, se non addirittura la necessità, della costituzione del FAIM e ne hanno delineato gli obiettivi operativi alla luce delle varie problema-

tiche, sensibilità ed esperienze maturate nei diversi continenti in cui si è sviluppata la presenza degli italiani. A conclusione del lungo dibattito sono stati approvati l’Atto Costitutivo del FAIM, lo Statuto e le linee programmatiche. È stato, infine, eletto il Consiglio Direttivo del FAIM formato dai rappresentanti di 19 associazioni con sede operativa in Italia e 16 associazioni con sede operativa all’estero (Argentina, Brasile, Uruguay, Germania, Spagna, Francia, Belgio, Svizzera, Grecia, USA, Canada, Australia e Lussemburgo). Nel Consiglio Direttivo è presente Franco Narducci, presidente dell’UNAIE, anche in rappresentanza della Trentini nel Mondo. L’approfondimento dei vari temi sarà oggetto di un successivo Aldo Degaudenz commento.

IL PROF. CARLO CASONATO DELL’UNIVERSITÀ DI TRENTO HA TENUTO ALCUNE RELAZIONI SU INVITO DELL’UNIVERSIDAD DEL DESAROLLO

Missione in Cile per parlare di bioetica A fine marzo, il prof. Carlo Casonato, responsabile del progetto BioDiritto e delegato del rettore dell’Università di Trento nel CESP (Centro di Studio e Ricerca sulla Sanità Pubblica), è stato invitato in Cile dalla Universidad del Desarrollo. Il paese latinoamericano è in questo periodo alle prese con l’aggiornamento della normativa in una serie di tematiche, dalla ricerca di base a quella clinica, fino all’utilizzo di cellule staminali. La richiesta fatta a Casonato è stata quindi quella di illustrare in prospettiva comparata la normativa italiana ed europea in tema di brevettabilità dell’embrione umano, in modo tale da porre le basi per le modifiche legislative

ritenute più opportune. Oltre a svolgere una serie di relazioni sul tema della brevettabilità dell’embrione, presso le università di Santiago e di Concepción, il professore dell’U-

niversità di Trento, anche in qualità di componente del Comitato Nazionale per la Bioetica italiano (CNB), è stato invitato dal Consejo Nacional de Innovación para el Desarrollo ad incontrare

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il presidente della Comisión de trabajo para es estudio del marco regulatorio de la investigacion biomédica, prof. Alexis Kalergis, per illustrare la composizione, le funzioni ed il ruolo del CNB. Il prof. Casonato ha inoltre firmato (nella foto) l’adesione all’International Network of Biolaw, coordinato dal prof. Alberto Lecaros Urzúa, che già vede la partecipazione di protagonisti del settore del calibro di Tom Beauchamp, James Childress, Peter Singer e Peter Kemp. La collaborazione con la Universidad del Desarrollo è destinata a rafforzarsi anche grazie alla promozione di una politica di scambio di docenti che potrà coinvolgere numerosi ricercatori. 4 - 2016


GENTE E FATTI NATA A LEVICO VIVE A MILANO DOVE SI ERA SPOSATA CON UN COMPAESANO

Auguri ad Emma Dal Marco per il suo 106° compleanno Emma Dal Marco, trentina che vive a Milano, ha compiuto 106 anni. È nata a Levico Terme l’11 aprile 1910, figlia di Fedele e Ortensia Slomp, e da giovane è vissuta nel paese natale e poi si è trasferita per un certo periodo a Padova. Nel 1935 nella chiesa di S. Maria Segreta a Milano, ha sposato il suo compaesano Umberto Occoffer, che per ragioni di lavoro risiedeva nel capoluogo lombardo ed in quel periodo con altri famigliari erano presenti nel Circolo Trentino.

Da questa unione sono nati due figli, Giorgio e Maria Teresa, e successivamente nasceranno cinque nipoti e sette pronipoti. Emma vive di ricordi e di quanto con il marito hanno potuto realizzare. Purtroppo per lei è difficile dimenticare le situazioni tristi come le due guerre e l’esilio in Moravia nel 1915 ma ringrazia il Creatore di averle dato la forza di poter affrontare tali difficoltà ed arrivare a 106 anni. Tiene costanti contatti e relazioni con le persone che le sono vicine e segue con par-

ticolare attenzione, e senso critico, le attuali nostre giornaliere confuse vicende. Giovanni Petrolli

I DATI DELL’INVERNO HANNO FATTO REGISTTRARE UN AUMENTO SIA NEGLI ARRIVI (+6%) CHE NELLA PRESENZE (+5%)

Cinque milioni di euro per promuovere la prossima stagione estiva trentina U

n’estate ricca di eventi, tra sport, cultura, enogastronomia, proposte di scoperta tra laghi e Dolomiti a piedi o in bici, sicuramente tra le più “vivaci” dell’arco alpino. Ha usato proprio questo aggettivo Maurizio Rossini, amministratore unico di Trentino Marketing, presentando insieme all’Assessore al turismo Michele Dallapiccola, davanti ai numerosi rappresentanti dei territori e degli operatori intervenuti, la corposa campagna di iniziative di marketing e comunicazione della prossima stagione estiva, un investimento di oltre 5 milioni di euro. In apertura sono stati invece forniti i primi dati relativi alla stagione invernale e la prima stima fornita dall’Istituto di Statistica della Provincia autonoma di Trento per il solo settore alberghiero evidenzia infatti un +6% negli arrivi e un +5% di presenze

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rispetto alla precedente stagione. «Ancor più soddisfacente, ha precisato Maurizio Rossini, la lettura dei dati riferita ai mercati, che evidenziano una crescita a doppia cifra negli arrivi dei turisti

italiani con un +10,7% (+9,6% nelle presenze) e una crescita generalizzata dei principali mercati stranieri di riferimento, dalla Germania all’Inghilterra, ad eccezione di Russia per il perdurare

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ddella difficile situazione interna.» «I numeri in positivo, ha aggiunto l’assessore al turismo M Michele Dallapiccola, aiutano a migliorare la redditività delle aziende del settore turistico, di quanto lo capiremo confrontanddoci direttamente con le diverse ccategorie. Condizioni anomale ccome quelle registrate lo scorso inverno finiscono per essere uno stimolo a fare sempre meglio attraverso una ancora maggiore ddiversificazione, cogliendo maggari nuove opportunità date dai tterritori e non ancora valorizzate» E parlando del piano di promozzione dell’estate, l’assessore Dallapiccola ha sottolineato come «esso scaturisca da un rapporto costante con il territorio e proprio da questo confronto aperto nasce quell’atteggiamento propositivo che aiuta nella soluzione dei problemi». (Ufficio Stampa PAT)


GENTE E FATTI IL CICLO DI APPUNTAMENTI È INDIRIZZATO AI RAGAZZI FRA I 14 E I 29 ANNI DEI COMUNI DI BRESIMO, CIS, LIVO E RUMO

Anche la Trentini nel mondo tra gli ospiti degli incontri «L’immigrazione ieri e oggi» «La terra di emigrazione non ha nulla della terra promessa. Nulla dell’Eden. Essa ha per i nostri padri un gusto amaro, il gusto della solitudine, il gusto del pane altrui... quello che si inghiotte e non scende... perché bagnato di lacrime»: questo concetto ha fatto molto riflettere i ragazzi che il 26 febbraio scorso hanno partecipato a Cis alla serata che si è svolta presso la sala consigliare del Municipio, con la partecipazione di Pio Dalla Valle, consigliere dell’Associazione Trentini nel mondo, e di Cecilia Nubola, ricercatrice FBK-Isig (Istituto Storico Italo-germanico) e responsabile del «Gruppo 150 - Trento Amnesty International». La serata era uno degli appuntamenti previsti all’interno del percorso riguardante «L’immigrazione Ieri e Oggi» che coinvolge un bel gruppo di ragazzi di età fra i 14 ed i 29 anni, realizzati grazie all’opportunità fornita dalla Provincia Autonoma di Trento, tramite le Politiche Giovanili a mezzo del Piano Giovani di

Zona “Fuori dal Comune”; i ragazzi sono residenti nei paesi di Bresimo, Cis, Livo e Rumo e grazie ai loro Assessori Comunali con delega alle Politiche Giovanili Arnoldi Nicola (Bresimo), Claudia Ravanelli (Cis), Oskar Kollmann (Livo) e Giorgia Fanti (Rumo) stanno affrontando un tema di estrema attualità e di continua discussione su tutte le testate giornalistiche.

Nel suo intervento (foto qui sopra) Pio Dalla Valle, esperto storico solandro, ha portato la propria esperienza di socio e collaboratore dell’Associazione Trentini nel Mondo ed ha presentato una sintesi delle fasi storiche che hanno visto muoversi dalle proprie terre molti trentini, per cercare in un momento di crisi di trovare una soluzione al problema della fame, e per trovare all’este-

ro uno sbocco lavorativo, tale da permettere la sopravvivenza della propria famiglia. Cecilia Nubola ha fornito ulteriori notizie storiche, ha spiegato la differenza fra immigrato, profugo, rifugiato politico e varie altre tipologie, fra giudizi e pregiudizi delle persone che si trovano a dover affrontare i numerosi sbarchi di quest’ultimo periodo, sulle coste italiane.

Luca Oliver nuovo presidente delle ACLI Luca Oliver (nella foto), 40 anni, commercialista, aclista di lungo corso è il nuovo Presidente delle Acli trentine. È stato eletto all’unanimità dal Consiglio provinciale del movimento che si è riunito il 30 aprile, a due settimane dallo svolgimento del 26° congresso. Luca Oliver è entrato nelle Acli nei primi anni duemila per svolgere il servizio civile ed ha proseguito la sua militanza come presidente del CTA (Centro Turistico Acli) e come Presidente del Patronato. Fra le priorità definite da Oliver nel suo discorso di “investitura” c’è innanzitutto la riforma del movimento aclista che dovrà strutturarsi nei prossimi anni come una vera e propria organizzazione unitaria superando la situazione attuale caratterizzata dalla sommatoria di servizi e Circoli. Un’organizzazione sociale unitaria è la strada maestra, secondo

Oliver, per affrontare la crisi economica attuale prefigurando nuovi servizi, ad iniziare dai più deboli e dai giovani lavoratori non rappresentati per giungere ad un sistema coeso, in grado di accompagnare il cittadino per tutta la vita. In secondo luogo il mandato di Oliver punterà allo sviluppo del sistema associativo a partire da un rafforzamento dei Circoli territoriali, intesi come nodi nevralgici di un nuovo sviluppo locale, unito ad una nuova fraternità e da un senso cristiano orientato sulle orme di papa Francesco. Il terzo anello del programma dei prossimi quattro anni si caratterizzerà infine per l’impegno della formazione rivolta sia ai cittadini e al bene comune, sia alla riorganizzazione del sistema aclista al fine di sviluppare un nuovo gruppo dirigente, radicato nel territorio e nel mondo del lavoro. Accanto ad Oliver la Presidenza

aclista (organo esecutivo del movimento) è così composta: Flavio Berloffa, Gabriele Bertotti, Cristian Bosio (vicepresidente),

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Andrea Lepore, Donatella Lucian (vicepresidente), Walter Nicoletti (vicepresidente vicario), Augusto Tait, Alessandro Vaccari. Entrano nella Presidenza senza diritto di voto: Matteo Iob di Gioventù aclista, Claudio Barbacovi Segretario Fap Federazione Anziani e Pensionati, un rappresentante Coordinamento Donne e Us Acli. La Presidenza si avvarrà delle seguenti deleghe con presenza in Presidenza su invito: Michele Mariotto (responsabile Area Organizzazione Sociale Unitaria), Joseph Valer (sviluppo e promozione dell’Associazione), Piergiorgio Bortolotti (lotta alle povertà), Gianluigi Bozza (Area ricerca e sviluppo), Walter Nicoletti (responsabile comunicazione, ufficio stampa e formazione), Fabio Pizzi (coordinamento formazione nelle scuole e gestione comunicazione social), Luisa Masera (Presidente Consiglio provinciale Acli). 4 - 2016


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uando ripenso alla decisione di cambiare vita e di trasferirmi in Cina credo sia stato il momento più importante della mia vita fino ad ora perché ha comportato un netto taglio con il passato e un distaccamento dalle mie radici e dalle mie consuetudini. La famiglia ha sicuramente giocato un ruolo decisivo nel sostenermi e supportarmi moralmente nell’affrontare un percorso non usuale per noi italiani ma che rappresenta un must nel mondo globalizzato di oggi.

In Cina l’ambiente di lavoro con persone positive orient

IN ITALIA, INCERTEZZA E SCARSO DECISIONISMO

Se devo però evidenziare il fattore determinante nella direzione del mio percorso devo ammettere che la situazione economica del mio Paese, caratterizzata da forte incertezza e scarso decisionismo, e l’atmosfera poco incentivante nei confronti dei giovani e del futuro hanno assolutamente accompagnato le mie scelte. Dopo anni di esperienza in primarie aziende italiane sentivo che avevo bisogno di altro, di confrontarmi con qualcosa di più grande e stimolante. Avevo in pratica bisogno di mettermi in gioco e il solo modo che avevo era di andare all’estero. Non mi sono però accontentato di recarmi in un contesto “facile e sicuro” come la maggior parte dei miei connazionali (Spagna, Francia o Regno Unito). Ho deciso di mettermi in gioco in un ambiente radicalmente differente per cercare attraverso questa esperienza di ricavare il massimo sotto ogni punto di vista. Ogni giorno qui significa mettersi in gioco e avere a che fare con un alto livello di pressione e con una dinamicità a noi sconosciute. Significa anche avere a che fare con un Paese ancora in via di sviluppo

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Non vedo me stesso altrove per il breve o medio periodo ma nell’ottica di un progetto di lungo periodo l’ideale per me sarebbe di valorizzare questa esperienza «sul territorio» per sviluppare opportunità di business tra Italia e Cina dove a volte mancano cose che noi diamo per scontate ma che portano a sviluppare un forte spirito di adattamento. Il mio percorso è stato abbastanza lineare per molti anni prima del

grande salto. Ho sempre creduto che la formazione scolastica italiana per la completezza e i valori trasmessi, sia tra le migliori e mi rendo conto ancora oggi della solidità del mio background costruito in anni di sacrificio sui banchi scolastici prima nella mia città e poi a Milano. Dopo la maturità scientifica presso il Liceo Leonardo Da Vinci di Trento mi sono trasferito a Milano per proseguire con gli studi universitari. Questi sono stati anni importanti perché hanno coinciso con la prima vera esperienza di indipendenza lontano da casa e con un rigoroso percorso formativo. Conseguita nel 2005 la laurea in economia e commercio a pieni voti presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore ho deciso di continuare con un anno di perfezionamento completando un master in management multimediale tenuto da Università IULM e Mediaset. Questo anno è stato importante perché a differenza dell’università dove gli insegnamenti sono puramente teorici il master dava più spazio all’applicazione pratica dei concetti acquisiti sui banchi creando di fatto un ponte tra formazione scolastica e lavoro. A quel punto ho iniziato il percorso lavorativo prima in Mediaset e poi in Mondadori. Devo ringraziare alcune persone che sono state mentori per me durante questi primi anni di lavoro consigliandomi in diverse occasioni.

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Matteo Giovannini, nato a T del 2015 lavora con il titolo di del distretto finanziario di Pe Leasing», il business operante il più grande istituto di credi in economia e commercio all’U Cuore a Milano, ha consegu multimediale. Ha lavorato p Nel 2013 frequenta per un a in Cina e nel 2014 partecipa in Business Administration pr durante il quale gli viene

L’impatto con la realtà cinese per il totale disorientamento culturale. Ritrovarsi a vivere in un altro Paese è una sfida il carattere e, nel mio caso, p di tolleranza superior è diverso e di chi si compo


o è dinamico e coinvolgente tate al lavoro e al sacrificio

Trento nel 1980, dall’ottobre «Senior Manager» negli uffici echino, per «ICBC Financial nel leasing della banca ICBC, ito al mondo. Dopo la laurea Università Cattolica del Sacro uito il master in management per Mediaset e Mondadori. anno l’Università di Dalian a a un programma di Master resso l’Università di Pechino, e fatta l’offerta di lavoro

e è stato inizialmente difficile non tanto linguistico quanto e in condizioni di minoranza a a volte dura ma che forgia porta a sviluppare un livello re nei confronti di chi orta in maniera differente

Queste esperienze professionali mi hanno dato molto dal punto di vista degli «hard skills» ma sentivo di avere la necessità di sviluppare anche i «soft skills» e di confrontarmi con realtà più dinamiche e su scala internazionale. Lo studio delle lingue è stato lo strumento con cui ho iniziato a rendere concreta quella che fino ad allora era solo un’idea. Inglese, spagnolo e cinese attraverso corsi serali dopo il lavoro e viaggi studio durante le ferie estive, sono state la fase preparatoria al successivo slancio del percorso professionale. Il momento cruciale è arrivato quando, durante lo studio del cinese, mi sono accorto per caso del bando dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano per una borsa di studio della durata di un anno, nel 2013. Inviata prontamente la domanda, ho ottenuto il riconoscimento. LA CINA È UN PAESE PIENO DI PARADOSSI

L’esperienza presso una università di Dalian, località affacciata sul mare nel nord est della Cina, è stata per un verso formativa e per un altro anche funzionale per il fatto che mi ha dato la possibilità, essendo fisicamente sul territorio, di recarmi nel 2014 a Pechino per le selezioni a un programma MBA (Master in Business Administration) della Peking University. L’ammissione al programma ha prolungato il mio percorso cinese e consentito di dare più concretezza al mio progetto di carriera fuori confine.

La decisione di trasferirmi in Cina ha comportato un netto taglio con il passato e un distaccamento dalle mie radici e dalle mie consuetudini. Ho deciso di mettermi in gioco in un ambiente radicalmente differente per cercare attraverso questa esperienza di ricavare il massimo sotto ogni punto di vista Ancora prima di finire l’MBA ho affrontato e superato le selezioni (test e interviste in inglese e cinese) e quindi ottenuto un’offerta di lavoro da parte di ICBC Financial Leasing, il business operante nel leasing della banca ICBC, il più grande istituto di credito al mondo. Mi trovo cosi ora a lavorare con il titolo di Senior Manager negli uffici del distretto finanziario di Pechino della medesima società. L’impatto con la realtà cinese è stato inizialmente difficile per il totale disorientamento non tanto linguistico quanto culturale. Ritrovarsi a vivere in condizioni di minoranza in un altro Paese è una sfida a volte dura ma che forgia il carattere e, nel mio caso, porta a sviluppare un livello di tolleranza superiore nei confronti di chi è diverso e di chi si comporta in maniera differente. Ho iniziato l’esperienza in azienda con un po’ di timore dovuto alle “leggende” sui ritmi di lavoro in Cina. Dopo poco tempo ho realizzato che ci si può anche trovare dalla parte opposta del globo ma la vita d’ufficio è per certi versi simile a quella che vivevo a Milano. L’ambiente è dinamico e coinvolgente e le persone positive e orientate al lavoro e al sacrificio. La cosa che ho potuto notare è la forte spinta alla competitività

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che i colleghi cinesi dimostrano tra di loro, anche nello stesso dipartimento o team, e credo che sia il risultato del percorso formativo che hanno dovuto affrontare fin dagli anni scolastici quando ogni alunno viene messo pubblicamente in competizione con gli altri e gli viene chiesto di primeggiare sempre. La Cina di oggi è un Paese in forte evoluzione e piena di paradossi. Le persone sono tendenzialmente orientate al risparmio (sul cibo o sull’abitazione dove vivere per esempio) ma non si tirano indietro se una spesa può comportare un miglioramento della propria immagine nei confronti del contesto sociale in cui vivono (un nuovo iPhone o un abito firmato per esempio). VIVO A PECHINO E MI SENTO PRIVILEGIATO

Vivere in una grande metropoli come Pechino offre indubbie opportunità e mi sento privilegiato di potermi trovare in una situazione unica rispetto a qualunque altro non cinese per il fatto di avere avuto accesso prima alla migliore università del Paese, un sogno per molti cinesi, e poi in una azienda ambita da molti. D’altro canto esistono anche degli svantaggi nel vivere qui, che possono essere ricondotti all’elevato livello di inquinamento, al traffico costante, alla qualità del cibo non sempre adeguata. Per quanto mi riguarda non vedo me stesso altrove per il breve o medio periodo ma nell’ottica di un progetto di lungo periodo l’ideale per me sarebbe di valorizzare questa esperienza “sul territorio” per sviluppare opportunità di business tra Italia e Cina. Il nostro Paese necessita di un forte rapporto con l’ex Celeste Impero e troppo spesso chi dovrebbe occuparsi di stabilire comunicazioni e opportunità di business non ha il background adeguato e questo porta al sopra avanzamento di altre economie come Germania e Francia a discapito della nostra. Comprendere la Cina significa capirne la cultura e la storia, non solamente la lingua, perché da questi aspetti derivano l’orientamento al business del Paese e le politiche espansionistiche verso una nuova Via della Seta.

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CIRCOLI DIARIO DEL VIAGGIO COMPIUTO DAL VICEPRESIDENTE DELLA TRENTINI NEL MONDO, CESARE CIOLA, DALL’8 AL 12 APRILE

«Visita lampo» nell’Espirito Santo, una terra in cui ci si sente a casa

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n altro Trentino fuori dal Trentino, una Valsugana (anzi due) fuori dalla Valsugana: può essere riassunta così la mia prima esperienza nello stato di Espirito Santo, a nord di Rio de Janeiro, a cui ho dedicato gran parte della mia «visita lampo» in Brasile nello scorso mese di aprile. In quattro giorni di visita in questa «terra del caffè», un po’ dimenticata perché in disparte rispetto ai normali viaggi tra i nostri conterranei nel paese verde-oro, mi sono davvero e piacevolmente sentito a casa, tra discendenti di nostri conterranei cresciuti parlando in dialetto trentino prima di apprendere il portoghese, ma non per questo estranei alla società civile brasiliana, anzi protagonisti di questa. Da decenni quando parliamo dei trentini in Brasile pensiamo agli stati del sud (Paranà, Santa Catarina e Rio Grande do Sul), dimenticando che è nel piccolo stato di Espirito Santo che – assieme a Padre Domenico Martinelli, originario di Centa San Nicolò - sono sbarcati i primi emigranti, portati a partire dal 1874 dalle navi La Sofia, Las Palmas e Estrela, tanto che oggi è di discendenza italiana ben il 70 per cento della popolazione capixaba.

«Accanto alle nostre comunità già organizzate nei Circoli, ve ne sono anche varie altre con le quali finora non siamo entrati in contatto: questo significa che in Espirito Santo, dove a partire dal 1874 sono sbarcati i primi emigranti, dovremo tornarci presto, per implementare relazioni nel segno della storia, della memoria, della cultura, ma anche dell’economia con i discendenti dei nostri emigrati che ora possono dialogare con noi nel segno della reciprocità» di Guarulhos (São Paulo), per prendere l’aereo che alle 8.45 (in anticipo sull’orario previsto) atterra a Vitoria, la bella e vivibile capitale di Espirito Santo. Ad accogliermi ci sono Leandro Fidelis (Coordinatore dei Circoli Trentini di Espirito Santo, Rio de Janeiro e Salvador de Bahia), José Renato Margon (Presidente del Circolo di Vitoria e consigliere Comites), Antonio Angelo Zurlo

e Thiago Vicente Roldi (Circolo di Santa Teresa). Con loro vado ad un primo incontro alla sede del Circolo Trentino, dove si aggrega anche João Otavio De Carli, consigliere Comites e Presidente dei Veronesi nel Mondo di Espirito Santo. Sono molto soddisfatti per la mia visita: mi ricordano che l’ultimo della Trentini nel Mondo ad arrivare quassù in visita è stato il

Venerdì 8 aprile Partito la sera prima da Verona e passando per Roma, all’alba di venerdì 8 aprile ero all’aeroporto

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Qui sopra i labari di alcune famiglie di Venda Nova. In basso a sinistra, la Pedra Azul (Rota do Lagarto) e a destra il vicepresidente della Trentini nel mondo, Cesare Ciola (a destra nella foto) nell’Arquivio Publico a Vitoria insieme a (da destra) Cilmar Franceschetto, José Renato Margon, Fernanda Coutiñho Lenzi e Antonio Angelo Zurlo.

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compianto Rino Zandonai. Segue una visita all’Arquivio Publico do Estado do Espirito Santo, dove incontro Cilmar Franceschetto (Direttore Tecnico) e Fernanda Coutiñho Lenzi (Revista Insieme), entrambi consiglieri del Comites. Dopo avere apprezzato questa inestimabile fonte di informazioni che custodisce in originale documenti di secoli di storia di Espirito Santo, mi presentano «Casa d’Italia», un progetto ambizioso per riunire sotto lo stesso tetto le varie entità dei nostri connazionali. Nel pomeriggio visitiamo la città ed il convento di Peñha (punto panoramico sulla città), per poi trasferirci a Serra e visitare la Biancogres della famiglia Casotti, originaria di Terlago. Questa azienda produce gres porcellanato dando lavoro ad un migliaio di dipendenti e può essere considerata un’eccellenza trentina, considerato l’orgoglio dei titolari nel ricordarci il legame con il paese da cui i nonni sono partiti in cerca di fortuna. Con Thiago Vicente Roldi e Antonio Angelo Zurlo, percorriamo gli 80 chilometri tra le montagne che ci separano da Santa Teresa: poco prima di arrivare mi complimento con Zurlo, quando mi mostra un appezzamento di 80 ettari di «Mata Atlantica» (foresta vergine) che ha acquistato per destinarlo alla comunità. A Santa Teresa, la prima città fondata nel 1874 dagli emigrati italiani in Espirito Santo, è in programma il ricevimento alla sede del Circolo Trentino, dove


CIRCOLI

Da qui sotto (e in senso orario) tre foto scattate a Santa Tersa: l’incontro presso la Vinicola Tomazelli (il terzo da destra è il sindaco della città Claumir Antonio Zamprogno); il presidente del Circolo, Renato Corri, davanti alla chiesa con un Montibeller originario di Roncegno e Antonio Angelo Zurlo; la foto storica di Caoria nella Casa do Lambert, che ospita un museo dell’immigrazione. In alto a destra, Cesare Ciola con il sindaco dio Venda Nova, Dalton Perin.

trovo il Presidente Renato Corti, il Prefeito (Sindaco) Claumir Antonio Zamprogno, il Direttivo ed il Coro del Circolo. Con loro segue la cena in un ristorante italiano, prima di poter finalmente riposare in un posto bellissimo in mezzo ai boschi, nella Pousada Paradiso di Zilma Eugenia Loss, i cui antenati sono arrivati qui da Caoria. Sabato 9 aprile Assieme a Renato Corti, ad Antonio Angelo Zurlo (fondatore del Circolo Trentino 27 anni fa) ed al Sindaco visito alcune realtà di questa cittadina italiana (23 mila abitanti su 695 chilometri quadrati): la sensazione di essere in Trentino è intensa, in una comunità dove ci sono Valsugana vecchia e Valsugana nuova, e dove l’evento più importante (che coinvolge 20 mila persone) è la «Festa Trentina». Se poi la prima persona che incontriamo davanti alla chiesa è un Montibeller, la Valsugana si sente veramente. Visitiamo la Vinicola Tomazelli (origine Strigno e Novaledo / Margon), la Cantina Mattiello,

la «Casa do Lambert» (una casa /museo dei fratelli Lamber) ed il Museo Melo Leitão, per poi pranzare assieme nella Rua do Lazer, in un locale con lo chef Fabrizio Broseghini… Nel pomeriggio un paio di ore di macchina per trasferirci a Venda Nova do Imigrante, assieme a Thiago Vicente Roldi, a Renato Corti ed a Antonio Angelo Zurlo. All’Alpes Hotel ci accolgono il Coordinatore Leandro Fidelis, il Presidente del Circolo Lazaro Trabach Boone e la ex Glaucia Feitoza Altoe. Troviamo il tempo per visitare la città e le strutture della «Festa della Polenta», tre giorni di festa che ogni anno ad ottobre coinvolgono decine di migliaia di persone. In serata segue la cena con il

La visita alla «Biancogres» della famiglia Casotti originaria di Terlago, che produce gres porcellanato dando lavoro ad un migliaio di dipendenti.

Direttivo del Circolo Trentino, con il quale festeggiamo il loro 25° anniversario di fondazione. Se a Santa Teresa sembrava di essere in Valsugana, qui è Levico Terme. Su 188 chilometri quadrati ci sono 23.500 abitanti, tra di loro vari i cognomi di origine levicense: Vittorazzi (e Vettorazzi), Magnago, Passamani, Gaigher, Piazzarollo, Bernabè, Avancini, Libardi… Domenica 10 aprile La giornata è con Leandro Fidelis e Miguel Feitoza: dopo un collegamento radio «ao vivo» con il programma «Taliani Bona Gente» del Rio Grande do Sul,

visitiamo alcune strutture del percorso agrituristico, punti vendita di prodotti locali, prima di incontrare nel momento di festa dopo la S.Messa il Prefeito (Sindaco) Dalton Perin, il Presidente dei Trevisani nel Mondo e tante persone del Circolo Trentino. A mezzogiorno ci trasferiamo alla Fazenda do Centro, dove troviamo Maria José Vittorazzi (scrittrice e collaboratrice del Circolo Trentino) e numerose altre famiglie di origine levicense; salgo sul palco come ospite d’onore al 4° Encontro de Cavalheiros, Amazonas e Carros de Boi da Cavalgada da Amizade. Nel primo pomeriggio rientriamo a Venda Nova per partire per Colatina, passando dalla Rota do Lagarto - con la meravigliosa «Pedra Azul» - e dalla città di Vitoria, dove lascio Miguel e Leandro e trovo ad aspettarmi per la seconda parte del tragitto Diego Casteluber Bassetti. Dopo 4 ore di macchina (da Venda Nova), alle 19 siamo a Colatina, dove ci aspettano il Presidente del Circolo Trentino Armindo Bassetti e tutto il Diret CONTINUA A PAG. 2

Alla Fazenda do Centro vicino a Venda Nova, con Maria José Vittorazzi (prima a sinistra) e alcuni componenti del Circolo trentino.

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CIRCOLI

Qui sotto, nella sede di «Meridiano Caffè» a Colatina; a sinistra, nella sede di Adecol, struttura assistenziale per ciechi, con José Lasaro Tonini (con la bandiera) e il presidente del Circolo, Armindo Bassetti (primo a destra); qui sopra, la consegna a Lazaro Trabach Boone della targa per il 25° anniversario del Circolo di Venda Nova; a destra, una confezione di caffè «TRENTINO» a Santa Teresa.

 CONTINUA A PAG. 2 tivo. Un salto in hotel e poi via a cena con loro, in questa città di 120 mila abitanti sparsi su un vasto territorio di 1.417 chilometri quadrati (un quarto del Trentino!), attraversata dal Rio Doce con le acque ancora rossastre per il disastro ambientale avvenuto qualche mese fa a monte, in Minas Gerais. Lunedì 11 aprile Con il Presidente Bassetti, il suo vice José Lasaro Tonini e Eliezio Sandrini visitiamo la sede di ADECOL, Associação de Pessoas com Deficiencia de Colatina: struttura che si occupa di ciechi e di ipovedenti beneficiaria a suo tempo di un piccolo progetto finanziato dalla nostra Provincia tramite la Trentini nel Mondo, di cui si ricordano e ringraziano. La giornata prosegue con una veloce visita alla città e poi ad alcune aziende, come Meridiano Caffè di Cleverson Pancieri e Bass

Loc. In serata sono invitato alla riunione del Lions C l u b , dove presento la storia e l’attività della Trentini nel Mondo, prima di partecipare alla cena con il Direttivo del Circolo. Martedì 12 aprile L’appuntamento per la partenza è alle 7, con Edeomir Ferrari che arriva puntualissimo e mi accompagna a Vitoria, dove arriviamo verso le 9,30. Il Presidente del Circolo Trentino José Renato Margon ha messo in agenda un incontro con una persona speciale, altra eccellenza trentina: si tratta di Otacilio José Coser Filho, iscritto all’AIRE di Aldeno ed a capo della Coimex, un grande gruppo familiare

con sedi a Vitoria e São Paulo, nata 66 anni fa e che dal commercio di caffè è passata ad occuparsi anche di importazione di macchine, di gas naturale e di carburanti, di trasporti e tanto altro, in Brasile, in altri stati sudamericani ed in Portogallo. C’è tempo - sempre presso la sede del Circolo Trentino - per un breve colloquio anche con il Console italiano a Vitoria Roger Gaggiato. Alle 11,30 è il momento dei saluti, dell’arrivederci in Espirito Santo: dobbiamo raggiungere il vicino aeroporto, dove alle 12,25 decollo con un volo TAM per São Paulo. Lì, dopo un’ora e mezzo di volo, il tempo di raggiungere l’hotel e di seguito una prima visita alla Fiera FEICON che si tiene nel Centro de Exposições di Anhembì, il più grande dell’America La-

tina, lasciando l’approfondimento all’intero giorno seguente. A questa fiera - la più grande del settore a livello continentale - sono presenti aziende di tutto il mondo, per presentare le loro tecnologie ed attrezzature per le costruzioni: per noi è importante per capire dove e come il Trentino può essere presente con la sua volontà / esigenza di internazionalizzazione. In Espirito Santo sono stati quattro giorni molto intensi, ma ho voluto che fosse così per incontrare tutte le nostre comunità organizzate, apprendendo che ve ne sono anche varie altre con le quali finora non siamo entrati in contatto: significa che dovremo tornarci presto, per implementare relazioni nel segno della storia, della memoria, della cultura, ma anche dell’economia per favorire la nascita di rapporti tra il Trentino ed i territori dove operano i discendenti di coloro che il Trentino lo avevano lasciato e che ora possono dialogare con noi alla pari, nel segno della reciprocità. Cesare Ciola

Qui sopra (da sinistra) Otacilio José Coser Filho, José Renato Margon, Cesare Ciola e Roger Gaggiato, console italiano a Vitoria. A sinistra, il coordinatore dei Circoli trentini Leandro Fidelis (quarto da sinistra), mentre aiuta a preparare la cena per gli ospiti trentini a Venda Nova.

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CIRCOLI GRAZIE ALL’EVENTO È STATA RACCOLTA UNA SOMMA CONSEGNATA ALL’APAE, ENTE CHE SI OCCUPA DI ASSISTENZA AI DISABILI

«2a Festa della polenta» ad Ouro Fino Promossa dal Circolo trentino di Ouro Fino (Minas Gerais - Brasile) e dal Rotary Club della stessa città, il 9 apriler presso il Centro culturale, si è svolta la «2a Festa della Polenta». Iniziata verso le 12.30 è proseguita fino alle 18.00 con molta musica, buon vino, pane italiano, melanzane, pasta e, ovviamente, polenta, in un clima molto familiare. La presidente del Rotary Club di Ouro Fino, Telma Monteiro Mattos, ha dichiarato la sua soddisfazione per la grande partecipazione avuta dall’evento, al quale erano presenti oltre trecento persone. Anche il presidente del Circolo trentino, Paulo Henrique Chiste Silva, è stato molto contento del successo avuto dalla «Festa», che ha definito «meravigliosa». L’evento era in particolare dedicato a rendere omaggio a tre famiglie - Munhoz Mendonça e

Baganha - presenti con molti loro rappresentanti. Telma Monteiro Mattos ha detto che nel 2017 saranno omaggiate le famiglie discendenti da Benedito de Oliveira Gouvêa (famiglia Gouvêa), José Faria, (famiglia Faria) e Orlando Zerbinatti (famiglia Zerbinatti). Prima dei saluti finali Paulo Henrique Chiste Silva ha annunciato che nel 2017, oltre ai piatti previsti dal menù di quest’anno, ci sarà anche una pietanza titpica trentina: i canederli. La «Festa della polenta» è stato anche un evento nel segno della solidarietà: Circolo trentino e RFotary Club hanno infatti raccolto e consegnato all’APAE (ente che si occupa di assistenzaa ai soggetti disabili) una significativa somma. (Le foto pubblicate sono di Vicente Morolli).

Circolo di Caxias do Sul alla ribalta in patria e in Italia Le foto pubblicate qui sopra sono state inviate da João Felix Andreis, presidente del Circolo trentino di Caxias do Sul (Rio Grande do Sul - Brasile) e sono state scattate il 29 marzo, in occasione del «Festival di gnocchi», un appuntamentio giunto alla quinta edizione, conosciouto anche come «Gnocchi della fortuna». La foto qui a fianco è stata invece fatta pochi giorni prima, il 24

marzo, nella «Sala Rino Zandonai» nella sede della Trentini nel mondo: il primo a sinistra è João Pedro Zuffo, vice presidente del Circolo trentino di Caxias do Sul, che si trovava in Italia insieme alla moglie Lissandra (terza da sinistra). Ad accoglierli hanno trovato (da sinistra) il presidente dell’Associazione, Alberto Tafner, il vice prsidente Cesare Ciola e il consigliere Armando Maistri.

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CIRCOLI

Asado criollo per il primo pranzo del 2016 nella sede del Circolo di Buenos Aires Domenica 13 marzo c’è stato il primo pranzo dell’anno nel nostro caro Circolo. Siccome fa ancora caldo la pietanza come menù è stato proposto uno squisito «barbecue» o «asado criollo» accompagnato da una varietà d’insalate, tutto preparato con molta dedizione dai nostri cari componenti del Consiglio amministrativo. Sia le donne che gli uomini hanno lavorato insieme con molta sintonia e collaborazione. E il risultato è stato ottimo! Siamo stati accompagnati da numerosi commensali che, anno dopo anno, seguono con entusiasmo i nostri pranzi mensili. È stata una bella domenica di sole, quasi di fine estate con un autunno ancora caldo, propizia per pranzare insieme, ritrovarsi con gli amici,

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chiacchierare e ridere mentre si gode di un ricco menu.

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Abbiamo avuto anche gente nuova, tra cui un giovane altoatesino di Bolzano, Mauro Bottaro, che è stato accolto con molta simpatia da tutti. Verso la fine è stato servito il «vin brulé» e contemporaneamente c’è stato il sorteggio della lotteria, per l’assegnazione di diversi premi. I pranzi presso il Circolo vengono organizzati da marzo a dicembre ogni seconda domenica del mese. Il denaro che viene raccolto con i pranzi e con la lotteria, è utilizzato per mantenere la «nostra seconda casa» tanto bella quanto sia possibile. Grazie a tutti cari amici. Delfina Marta Turrina


CIRCOLI

Applausi londinesi per il Coro Presanella Il Coro Presanella di Pinzolo ha appena concluso un tour di successo a Londra, visitando molti luoghi rappresentativi ed esibendosi per la comunità trentina. Durante la visita del coro, il Circolo Trentino è stato felice di ospitare due eventi ai quali hanno partecipato molti membri del Circolo Trentino di Londra, della London Grinders Association e amici della comunità italiana di Londra. Sabato sera (16 aprile), il Coro ha cantato durante la Santa Messa presso la bellissima Chiesa Italiana di St. Peter e poi ha partecipato al buffet offerto dal Circolo. È stata una bellissima serata, il Coro è stato meraviglioso ed è stata una sorpresa sentirli cantare le canzoni dei nostri bellissimi monti trentini. Il giorno successivo (domenica 17 aprile), il Coro si è trasferito a South London dove si è esibito presso il Centro Scalabriniano, prima

durante la Messa e poi in un concerto all’ora di pranzo seguito da 150 persone. Il capo del coro, Luca Cereghini, era assistito da due signore, che hanno raccontato la storia di alcune canzoni di montagna in italiano e inglese. Il Coro ha omaggiato le Associazioni e le due chiese con alcuni regali come ricordo della visita. Il Coro ha offerto a tutti quelli che hanno partecipato un concerto veramente magico, con i loro bellissimi canti e la professionalità apprezzata da tutti. Al Coro Presanella vanno i nostri vivi ringraziamenti e un messaggioo: abbiamo apprezzato molto sentirvi cantare e ci siamo divertiti in vostra compagnia – tornate presto. Tonia Collini O’Donnell Circolo Trentino di Londra

ORGANIZZATA DAL CIRCOLO DI DORTMUND HA AVUTO FRA I PARTECIPANTI ANCHE IL CONSOLE E LA PRESIDENTE DEL COMITES

Una piacevole «Passeggiata di primavera» Sabato 9 aprile il Circolo di Dortmund (Germania) ha organizzato la consueta «Passeggiata di Primavera» nella regione dello Sauerland, a sud di Dortmund. Niente di speciale, una gita come tante e come tanti fanno. Ma la nostra è stata particolare. Abbiamo voluto in questo modo festeggiare la visita di Mirta Zamboni, socia super-attiva del Circolo di Norimberga, che più volte aveva manifestato il desiderio di conoscere la regione dove svolgiamo le nostre attività. Ma non solo Mirta ci ha onorato con la sua presenza. Alla nostra passeggiata hanno partecipato

anche Daniela e Walter, venuti appositamente da Berlino dove

si sono trasferiti lo scorso anno e reduci da un viaggio in Italia che

li ha portati fra l’altro nel nostro Trentino. E non è finita: vi hanno presso parte anche il nostro Console, dott. Alfredo Casciello, e la Presidente del Comites, Marilena Rossi. Il tempo è stato dalla nostra e il percorso, scelto dal nostro presidente Lamberto, alla portata di tutti e molto ricco di bei scorci. Pertanto tutti soddisfatti, come di consuetudine, prima di far ritorno a casa, ci siamo rifocillati in un locale tipico della zona. Dal Circolo di Dortmund un saluto a tutti gli amici trentini nel mondo!

A Basilea, cena e balli con molti amici e simpatizzanti Il 6 dicembre 2015, giorno di San Nicolò ci siamo incontrati per il pranzo di Natale del Circolo Trentini di Basilea (Svizzera). Come sempre, hanno partecipato Trentini, amici e simpatizzanti con la voglia di ritrovarsi e stare in buona compagnia. A festeggiare

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con noi c’era anche una simpatica famiglia da Wehr (Germania). Ringraziamo in particolare Manuela e Fausto Biasioli che hanno organizzato la musica e ci hanno fatto cantare e ballare, rallegrando il nostro incontro e facendoci sentire più giovani. Katia Morandini 4 - 2016


DOSSIER PRESENTATA A ROMA UN’APPROFONDITA RICERCA SULLA MOBILITÀ GIOVANILE DALL’ITALIA

L’emigrazione verso l’Australia sotto la lente d’ingrandimento «Giovani italiani in Australia. Un “viaggio” da temporaneo a permanente» è il titolo della ricerca della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana (Editrice Tau) presentata il 19 aprile a Roma. Il lavoro - del quale è parte integrante un video di 35 minuti - è frutto di due anni di studio, analisi e ricerca. Prima opera nel suo genere, fornisce un’analisi dettagliata del fenomeno migratorio

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l volume è uno studio approfondito dei flussi migratori italiani in Australia, attraverso l’analisi e le modalità d’uso, da parte dei cittadini italiani, dei visti temporanei a loro accessibili fra cui i visti vacanza-lavoro, i visti studenteschi e i visti di sponsorizzazione lavorativa. Analizzando i dati forniti dalle fonti ufficiali, fra cui il Dipartimento d’Immigrazione australiano, relativi a coloro che sono in possesso di permessi di residenza temporanei e studiando i cambiamenti dei visti richiesti dai cittadini italiani che si trovano sul territorio australiano, gli autori hanno dimostrato come i giovani italiani che si trasferiscono in Australia lo fanno, in molti casi, con l’idea iniziale di rimanervi per un breve periodo, salvo poi cambiare prospettiva e cercare strade alternative per realizzare una migrazione definitiva, raggiungendo il traguardo della residenza permanente, che apre poi le porte alla possibilità di ottenere

italiano in Australia: partendo dai dati statistici che illustrano i flussi migratori dall’Italia all’Australia nell’ultimo decennio, gli autori - Michele Grigoletti e Silvia Pianelli - hanno approfondito la grandezza e la complessità degli eventi in atto e, attraverso le storie dei protagonisti, hanno portato alla luce i motivi, i pensieri, i sogni, le speranze e le paure che caratterizzano il recente fenomeno migratorio.

Lo studio, promosso dalla Fondazione Migrantes, indaga i motivi, i pensieri, i sogni, le speranze e le paure che caratterizzano il recente fenomeno

Da sinistra: Michele Grigoletti (autore), Matteo Maffesanti (regista del video reportage), Silvia Pianelli (autrice), Camilla Pivato (una delle protagoniste del video) e mons. Gian Carlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes.

la cittadinanza australiana. Un percorso pianificato nei dettagli, fra leggi che regolano il rilascio e la possibilità di richiesta dei visti, per ottenere la

propria permanenza in Australia, nonostante la rigidità dei visti stessi, che spesso obbligano a fare compromessi o a ritornare sui banchi di scuola.

Questo fenomeno non si limita a coinvolgere i giovani di età compresa fra i 18 e i 30 anni, che spesso partono con il ben noto visto vacanza-lavoro, ma coinvolge anche famiglie e chi ha più di 30 anni, tutti alla ricerca di un futuro diverso, a loro parere migliore, per se stessi e i propri figli. Residenti temporanei, residenti permanenti e nuovi cittadini australiani: l’emigrazione italiana attuale ha creato gruppi ben distinti, numerosi, con esigenze e caratteristiche diverse da quelle già presenti nel territorio. A storie di successo e di integrazione, si affiancano vicende di sfruttamento e solitudine che trovano, in questo volume, spazio per un’analisi di ampio raggio che ha messo in luce le vere difficoltà d’integrazione. COME GIUDICANO L’ITALIA E L’AUSTRALIA

Chi sono i protagonisti del volume? Si tratta di giovani

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO È AVVENUTA A ROMA IL 19 APRILE

Ai giovani non va rubata la speranza «Papa Francesco sprona i giovani a non lasciarsi rubare la speranza e questo è un volume di speranza e di entusiasmo, di giovani che amano l’Italia, ma che descrivono minuziosamente gli errori compiuti, le cose che non vanno: ed è da quegli errori che bisogna ripartire mettendo al centro le loro esigenze»: con queste parole mons. Guerino di Tora, della Fondazione Migrantes, ha aperto gli interventi in occasione della presentazione del volume «Giovani italiani in Australia», avvenuta il 19 aprile a Roma. Durante la presentazione, mode4 - 2016

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rata da Enzo Romeo (caporedattore del TG2) hanno poi preso la parola gli autori del libro Michele Grigoletti e Silvia Pianelli; il curatore del video-reportage «88 giorni nelle farm australiane» (del quale è stato proiettato un estratto), Matteo Maffesanti; il sen. Francesco Giacobbe e l’on. Marco fedi (parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero); l’ambasciatrice Cristina Ravaglia, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri; mons. Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes.


DOSSIER

Nel biennio 2014-2015 raggiunto e superato il numero degli italiani emigrati nel 1950-1951 La ricerca ha messo in risalto che l’arrivo di italiani in Australia supera da tre anni lo storico flusso migratorio degli inizi degli anni Cinquanta, con più di 24.000 nuove presenze suddivise in residenti temporanei, residenti permanenti e nuovi cittadini australiani. Ai 14.138 giovani italiani arrivati in Australia, nel 2014-15, con un visto Working Holiday, si ag-giungono i 5.602 giovani italiani titolari del visto Student e i 2.105 professionisti del visto Skilled Work, solo per elencare la tipologia dei visti più numerosi. forti, tenaci, coraggiosi, pronti a mettersi alla prova, consapevoli di cosa significa fare sacrifici e compromessi, umili ma decisi. Contrariamente allo stereotipo spesso presentato dai media italiani, la ricerca restituisce un’immagine completamente diversa: non si tratta di “bamboccioni”, né di persone che disprezzano opportunità di lavoro che non rispettino le proprie qualifiche, soprattutto in un paese straniero, dove sembra quasi un passaggio obbligato l’accettazione di lavori umili e con paghe relativamente basse. I giovani che emigrano in Australia, al contrario, conoscono e apprezzano i valori della cultura italiana: la famiglia, ad esempio, considerata un punto di riferimento imprescindibile, un sostegno costante nei momenti di difficoltà. Essi amano l’Italia e la cultura italiana, amano il cibo e le tradizioni che li sostengono in quanto radici profonde della loro identità. Rifiutano con forza (e con rabbia) gli aspetti attualmente negativi dell’Italia: la percepiscono come un Paese vecchio, stanco, incapace di mostrare dinamicità in un mondo in continuo cambiamento; un Paese ingiusto, incapace di offrire possibilità o di applicare la tanto desiderata meritocrazia, soprattutto in ambito lavorativo. Vedono l’Australia come il luogo in cui il lavoratore, di qualunque nazionalità, viene rispettato e pagato il giusto, anche se giovanissimo e alla prima esperienza. La “terra dei canguri” è un Paese dinamico, meritocratico, che offre possibilità, ma che non regala niente perché il prezzo da pagare è alto e richiede sacrifici, costanza, perseveranza e tanti compromessi.

Ai dati dei cittadini italiani arrivati in Australia con un visto temporaneo, vanno aggiunti i 1.355 cittadini italiani che hanno ottenuto la residenza permanente e gli 824 cittadini italiani che hanno acquisito la cittadinanza australiana, per un totale (parziale) di 24.024 giovani italiani solo negli ultimi dodici mesi. Un moderno fenomeno migratorio che, quindi, nel 2014-15 ha raggiunto e superato il numero di italiani emigrati in Australia nel 1950-51 i quali, secondo le statistiche del Department of Immigration, furono 19.007.

IL “VIAGGIO” COME RISCOPERTA DI SÉ

Il “viaggio” dei giovani italiani in Australia non è solo da intendersi in senso etimologico come viaticus, spostamento da un luogo all’altro, ma diventa una vera e propria metafora che porta alla scoperta di se stessi, dei propri limiti e delle proprie capacità. Un viaggio alla scoperta di luoghi unici e magnifici che l’Australia offre e un “viaggio” alla scoperta del proprio valore personale che, per tante circostanze, il vivere in

Italia aveva cancellato e offuscato. Un cammino concreto che crea le condizioni di un “viaggio” metaforico, interiore. Una crescita personale, una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé, un percorso realizzato tra alti e bassi e da momenti di gioia e momenti di totale sconforto e sensazione di non potercela fare. DALLA TEMPORANEITÀ ALLA PERMANENZA

La recente emigrazione italiana in Australia ha una caratteristica

A storie di successo e di integrazione, si affiancano vicende di sfruttamento e solitudine che nel volume trovano spazio per un’analisi di ampio raggio che ha messo in luce le vere difficoltà d’integrazione

molto particolare: il tentativo, continuo, incessante di prolungare la propria permanenza nel Paese. Un tentativo che, quando il percorso migratorio si conclude in maniera positiva, porta all’ottenimento della residenza permanente che permette di accedere alla cittadinanza australiana. Un percorso che mira a cambiare la propria condizione di migranti da “temporanea”, definita dalla durata del visto stesso (una situazione instabile, precaria, difficile da gestire proprio per i limiti temporali che impediscono la pianificazione e la realizzazione di progetti a lungo termine), a “permanente”, indefinita, illimitata. Una migrazione a due fasi, dunque, che inizia con l’arrivo in Australia per mezzo di un visto temporaneo e si completa, dopo un periodo medio-lungo, con l’ottenimento della residenza permanente. La condizione di prolungata temporaneità dei nuovi migranti, con il passaggio da un visto temporaneo all’altro, è un fenomeno del tutto nuovo nella storia della migrazione in Australia e per questo risulta di difficile comprensione. I dati degli ultimi anni relativi agli arrivi di italiani in Australia mostrano chiaramente che essi non vogliono rientrare nel Belpaese, ma sono disposti a fare sacrifici e compromessi – come la richiesta del rinnovo di un altro visto temporaneo qualora non fosse possibile accedere subito ad un visto permanente – pur di prolungare la propria permanenza in Australia. Sono moltissimi i giovani che, alla scadenza del visto vacanza-lavoro, richiedono un visto studente, una o più volte, oppure cercano di ottenere  CONTINUA A PAG. 22

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DOSSIER

 CONTINUA DA PAG. 21 un visto di sponsorizzazione lavorativa. Tra le motivazioni principali che spiegano questa tendenza vi sono le migliori condizioni lavorative ed economiche, le maggiori opportunità di lavoro, le positive aspettative future per se stessi e la propria famiglia, ma anche più semplicemente lo stile di vita, il clima, le spiagge e l’espressione di una socialità completamente diversa rispetto a quella italiana, un vero e proprio “innamoramento” dopo il primo periodo di soggiorno. LA RICERCA DÀ VOCE AI PROTAGONISTI

La ricerca e il video-reportage (ne parliamo qui sotto) hanno

voluto dare voce a un mondo giovanile ancora poco conosciuto. Giovani che hanno scoperto una grande duttilità al cambiamento, con una capacità di reinventarsi e una predisposizione alla trasformazione. Ragazzi maturi che, in Australia, stanno scoprendo

la possibilità di sviluppare pienamente le loro capacità. Le interviste sono parte fondamentale e integrante di questo volume, perché i giovani che stanno vivendo l’esperienza migratoria hanno la necessità di raccontarla, di descriverla per aiutare amici e famigliari, e in generale gli italiani, a comprendere che partire comporta tanti sacrifici e compromessi, e per dir loro che, nonostante la propria scelta, hanno l’Italia nel cuore. Storie toccanti, simili, ma uniche. Sono le storie dei nuovi giovani italiani in Australia, di chi ancora non sa dire se in Australia ci rimarrà “tutta la vita”, forse perché sono tre parole che spaventano, ma di chi comunque sta camminando lentamente – più o meno consapevolmente – verso uno status di nuovo cittadino australiano.

Venti giovani si raccontano davanti alla telecamera La ricerca è completata da un video-reportage (contenuto nel volume) della durata di 35 minuti, intitolato «88 giorni nelle farm australiane», che testimonia l’esperienza di vita e di lavoro di molti giovani italiani, di età compresa tra i 18 e i 30 no per anni, che ogni anno lasciano l’Italia e viaggiano ella l’Australia seguendone le stagioni della raccolta della li, frutta e della verdura, lavorando la terra in zone rurali, lontane dalle principali città. Il video-reportage è stato registrato nelle cittadine di Griffith, nel Nuovo Galles del Sud, durante la stagione della raccolta delle zucche e delle angurie, del riso e del cotone; e a Shepparton, Tatura e Murchison, nel Victoria, durante la stagione della raccolta delle mele, delle pere e dei pomodori. Queste zone sono accomunate tra asi loro dalla presenza di una storica comunità italiana, stabilitasi

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negli ann anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. Negli ultimi anni, le città di Griffith e Shepparton sono diventate se sempre più conosciute e una tappa quasi obbligatoria per molti dei giovani italiani alla ricerca di farms dove poter lavorare. Sulla base di centinaia di interviste raccolte, e dopo aver individuato i concetti e le parole chiave, nel video-reportage vengono evidenziati i concetti fondamentali raccontati in prima persona da venti testimoni privilegiati. Il video-reportage è una testimonianza visiva del dello spaccato giovanile, mostra e chiarisce come mai i giovani hanno fatto questa scelta, dove e con chi vivono, cosa pensano del proprio futuro e cosa si aspettano dall’Australia. L’anteprima è anche disponibile sul sito www.88giorni.it

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LE ANALISI SCIENTIFICHE SARANNO SVOLTE DALLA FONDAZIONE MACH, DAL MUSE E DALL’UNIVERSITÀ DI INNSBRUCK

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na carota di ghiaccio, della lunghezza di 45 metri, è stata prelevata a fine aprile. La profondità raggiunta nel carotaggio dai ricercatori del progetto POLLiCE mette a disposizione delle analisi uno scrigno di informazioni che non ha eguali. Obiettivo dell’operazione - svoltasi durante la notte a una temperatura inferiore a -10°C con l’utilizzo di una carotatrice di origine svizzera - era prelevare una carota di ghiaccio di 40 m al fine di analizzarne la componente vegetale e leggere l’evoluzione del clima del XX secolo nell’intorno dell’Adamello. A darsi appuntamento per eseguire il carotaggio a Pian di Neve, sul Ghiacciaio dell’Adamello a 3.100 metri di quota, sono stati Antonella Cristofori e Cristiano Vernesi della Fondazione Edmund Mach, Elena Bertoni del MUSE, Daniela Festi dell’Università di Innsbruck, assieme ai tecnici addetti alla perforazione Marco Filippazzi e Stefano Banfi dell’Università di Milano Bicocca, Fabrizio Frascati e Saverio Panichi di ENEA Brasimone, coordinati da Valter Maggi dell’Università di Milano Bicocca. Il progetto è finanziato dall’Assessorato provinciale alle infrastrutture e all’ambiente attraverso il “Fondo per lo sviluppo sostenibile e per la lotta ai cambiamenti climatici” e vede l’appoggio del Servizio geologico Provincia Autonoma di Trento. Le analisi. La parola passa ora alle analisi che saranno svolte dalla Fondazione Edmund

Dallo studio del ghiacciaio dell’Adamello una miniera di informazioni su vegetazione ed evoluzione del clima A Pian di Neve, a 3.100 metri di quota, è stata prelevata una carota di ghiaccio di oltre 40 metri nell’ambito del progetto denominato «POLLiCE» Mach e dalle Università di Innsbruck e Milano, mentre il MUSE, forte di un’esperienza maturata a partire dal 2006 nell’analisi dei bilanci di massa dei ghiacciai trentini, elaborerà i dati glaciologici. Il polline ritrovato potrà stabilire una cronologia stagionale e annuale del ghiaccio e fornire informazioni sulla composizione della vegetazione del passato. Le piante, infatti, rilasciano una grande quantità di pollini nell’atmosfera. Trasportati dalle correnti atmosferiche, i granuli si depositano sulla superficie del ghiacciaio, in corrispondenza

di specifici momenti di fioritura. Ogni granulo di polline verrà analizzato sia per forma e dimensione (metodo morfologico tradizionale) che attraverso il DNA (approccio innovativo di metabarcoding del DNA), risalendo quindi alla tipologia di pianta che lo ha rilasciato. Attraverso il cambiamento delle specie vegetali presenti nell’intorno dell’Adamello, sarà così possibile leggere l’evoluzione del clima. Ma non è tutto. In questa seconda fase, infatti, oltre all’analisi della componente biologica vegetale, verranno ricostruite la composizione chimica dell’atmosfera e la sua variazione nel tempo, con particolare attenzione alle emissioni antropiche che raggiungono l’arco alpino e vengono intrappolate nelle precipitazioni nevose. Tra queste solfati, cloruri, nitrati, ma anche polveri carboniose provenienti dalla combustione di carburanti fossili e sostanze organiche emesse dalle attività industriali che caratterizzano le aree fortemente antropizzate (come la Pianura Padana) e che circondano il massiccio dell’Adamello. Il sito di perforazione. Il sito di perforazione è il luogo glacializzato più esteso e profondo in Italia: il Ghiacciaio dell’Adamello, quasi 17 km quadrati di superficie e una profondità massima di 270 metri, spessore stimato da recenti studi geofisici effettuati dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste.

Il progetto «POLLiCE» Dall’inglese pollen, polline, e ice, ghiaccio, POLLiCE è un progetto di ricerca che parte dall’esperienza di un gruppo della Fondazione Edmund Mach che, dal 1988, studia i pollini nelle aree alpine. La ricerca ha per obiettivo l’analisi dei ghiacciai, ottenuta incrociando indagini biologiche, glaciologiche e chimiche, finalizzate alle ricostruzioni climatiche e all’individuazione di eventuali inquinanti Il prossimo appuntamento del progetto POLLiCE è fissato per l’inverno 2017, con il tentativo di estrazione della carota di ghiaccio italiana più lunga mai ottenuta, che arriverà a toccare la base del Ghiacciaio dell’Adamello a 270 metri di profondità con l’obiettivo di ricostruire la storia climatica e vegetazionale degli ultimi mille anni.

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CALENDARIO 1 aprile C.T. Jaragua do Sul (BR): cena italiana 2 aprile C.T. Toronto (CA): cena sociale “polenta, baccala e bragaldi” 2-9-16 e 30 aprile C.T. Santa Olimpia (BR): corso di cucina trentina

13-15 maggio A Montevideo (UY), incontro Regionale dei Circoli Trentini dell’Uruguay, Zona centro dell’Argentina e Stato del Rio Grande do Sul del Brasile 16 – 22 maggio C.T. Bento Gonçalves (BR): Sagra Trentina, settimana della cultura e dell’arte italiana

17 maggio 7-15 aprile C.T. Londra (GB): Visita guidata al Music Halls of Highbury Il Vicepresidente Cesare Ciola visita i circoli trentini dello 21 maggio Spirito Santo (CT Vitoria, CT Santa Teresa, CT Venda Nova C.T. Jahu (BR):cena 12° anniversario del Circolo do Imigrante e CT Colatina) C.T. Piracicaba (BR): 22° cena italiana 9 aprile C.T. Ouro Fino (BR): Festa della Polenta 22 maggio C.T. La Lorena (FR): Festa della Polenta Ad Ascurra (BR) 2° riunione Gruppo giovani trentini brasiliani (BR) C.T. Myrtleford (AUS): partecipazione a “La Fiera Myrtleford” con Tastes of Trentino C.T. Toronto (CA): partecipazione alla serata raccolta Fondi “Dio ama quelli che donano con gioia” 25-30 maggio Negli Stati Uniti Blueprint 2016: Together Trentini, 10 aprile seminario giovani trentini degli Stati Uniti e Canada C.T. Denver – Colorado (USA): riunione mensile C.T. Buenos Aires (AR): pranzo sociale 3 giugno C.T. Cordoba (AR): pranzo inizio attività del circolo A Marcinelle (BE): posizionamento della targa C.T. Montreal (CA): Assemblea sociale commemorativa in onore ai caduti della tragedia di Marcinelle e a ricordo di Rino Zandonai C.T. Villa Regina (AR): pranzo sociale 14 aprile C.T. Villa Regina (AR): inizio corsi d’Italiano

4 giugno A Charleroi (BE): Santa Messa in ricordo di Rino Zandonai

15 aprile A Storo conferenza sull’Associazionismo della migrazione trentina nell’ambito del progetto “Back to our future”

5 giugno C.T. Rodeio (BR): Magnalonga

16 aprile Associazione Trentini nel Mondo onlus (IT): Assemblea Ordinaria C.T. San Francisco (USA): Incontro di primavera al Museo Italo Americano con un evento dedicato al famoso alpinista trentino Bruno Detassis C.T. Gramado (BR): presentazione del coro del CT Gramado nella Festa della Colonia 17 aprile C.T. Charleroi (BE): cena primavera trentina 22 - 24 aprile Convention Circoli Trentini dell’Australia a Myrtleford (VIC) 23 aprile C.T. Denver – Colorado (USA): Torneo di Bocce “Busnardo Memorial” 24 aprile C.T. Villa Regina (AR): 2° Incontro “Italia e le sue Regioni paesaggi, storia e musica”: Friuli Venezia Giulia; Umbria e Basilicata

26 giugno Circolo Ex emigrati trentini in Svizzera: gita al Lago Maggiore e Isole Borromee C.T. Denver – Colorado (USA): Polenta Picnic 2 luglio C.T. Taio (BR): 26° Festa del vino artigianale 15-17 Luglio Ad Aldeno Festa provinciale dell’emigrazione 17 luglio C.T. Londra (GB): processione St. Peter’s Italian Church 24 luglio C.T. Toronto (CA): picnic annuale 3-7 agosto Negli Stati Uniti, nel Southern California, Convention Ittona (circoli Trentini degli Stati Uniti e Canada) 8 agosto A Rovereto, Incontro d’estate dei Circoli Trentini d’Italia e d’Europa e Giornata del lavoro

29 aprile C.T. Jaraguà do Sul (BR): cena italiana in omaggio alle mamme

20 agosto C.T. La Plata (AR): Santa Messa in ricordo dei defunti trentini in occasione dell’ 80 anniversario del Circolo

30 aprile C.T. Gramado (BR): presentazione del coro del CT Gramado nella Festa della Colonia C.T. Buenos Aires (AR): Assemblea elettiva

21 agosto 30° Anniversario Circolo Ex emigrati Trentini in Svizzera C.T. La Plata (AR): pranzo 80° anniversario del Circolo

1 maggio C.T. Liegi (BE): passeggiata in famiglia

14-16 ottobre Convegno EZA C.T. Londra (GB): gita a Chatswort&The Peak Distric

5-7 maggio C.T. Zofingen (CH): gita in Trentino per festeggiare il 45° anniversario del circolo

12 novembre C.T. Liegi (BE): Castagnata


Foto Ugo Fanti

Aprile 2016  

Mensile dell'Associazione Trentini nel Mondo del mese di aprile

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