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Ottobre

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2016 N° 67

Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n. 46) art 1, comma 1, LO/CO N. 64 - Maggio 2015

“GESÙ: RE D’AMORE”

ATTIRERÒ TUTTI A ME Carissimi, dopo una estate che speriamo abbia dato un po’ di respiro e di riposo a tutti, abbiamo ripreso il nostro cammino di “Famiglia di Maria”, sempre guidata e sostenuta da “Radio Mater”, la Radio della “Maternità di Maria”, che fa sentire il “Suo cuore” vicino al “nostro”.

E abbiamo vissuto, in unità di cuore e di preghiera, le belle “ricorrenze liturgiche” che la Chiesa ci mette nel cuore in nome di Gesù, rivelatore del Padre e Redentore di tutti. • La Festa dell’Assunta, che ci fa guardare a Maria, in Cielo in anima e corpo, per sentirLa come Mamma che ci aiuta a vivere


Padre Pio e che l’hanno reso un “crocifisso vivente”. E dopo lo sguar do alle “ricorrenze” che abbiamo vissuto, il cuore va verso quello che ci aspetta.

‘‘GESU’: RE D’AMORE’’, ATTIRERÒ TUTTI A ME

• Il mese di Ottobre che deve legarci ancor più a Maria, con il “Rosario”, fatto diventare una preghiera tra le più care e che dà tanta gioia e confidenza in Lei, meditando tutti i “Misteri” della Redenzione.

Papa Francesco all’incontro intrareligioso di Assisi 2016

santamente come Lei, la vita... per raggiungerLa un giorno in Cielo. • La Natività di Maria, che dà gioia all’umanità perché, voluta da Gesù come Madre, ci dice che la Redenzione è vicina. • L’Esaltazione della Croce, che ci rivela l’amore di Gesù che accetta dolore e morte per la nostra salvezza e ci invita ad offrire con amore le immancabili sofferenze della vita. • L’Addolorata, che ci dice quanto ci abbia amato Maria, soffrendo col Suo Gesù, per strapparci dal male e vivere quella “vita divina” che la Redenzione offre a tutti gli uomini di “buona volontà”. E come non ricordare Assisi, con Papa Francesco e tanti rappresentanti delle varie Religioni in preghiera per la pace? PACE! Fondamentale perché: • ogni cuore sia in pace con Dio, volontariamente rifiuti di allontanarsi da Lui, a causa del peccato; • ogni famiglia viva quella concordia e quell’amore che tutti unisce, per essere veramente famiglia secondo Dio; • ogni Comunità Religiosa viva in quella fede e carità che fa

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davvero dei “chiamati”... delle vite e dei cuori consacrati e innamorati di Gesù e della Santità”. • tutta la Chiesa, perché accolga e viva quel “Pace a voi” che Gesù Risorto ha augurato e donato agli Apostoli la sera di Pasqua. • tutta l’umanità, perché cessi ovunque quella “guerra a pezzi”, come la chiama Papa Francesco, e la violenza, le stragi e le uccisioni, lascino il posto alla pace, all’amore, alla solidarietà, alla fraternità e all’accoglienza che ci fanno sentire tutti creati da Dio, redenti da Gesù e fratelli tra di noi.

• La Festa di Cristo Re”, che deve portare Gesù “Re d’amore” a vivere nei nostri cuori e nelle nostre famiglie, in questo “Progetto della Mamma qui”.... che stiamo vivendo insieme, in tutte le realtà ecclesiali e in tutta l’umanità. E poi, il “Nuovo Anno Liturgico” che inizia col tempo di “Avvento” che ci porterà alla gioia di un altro Natale. Sapremo vivere interiormente, in maniera profonda, queste “grazie del Cielo” per essere santi, come Gesù ci vuole? Miei cari, Vi benedico con tutto il cuore, pregando ogni giorno per tutti, perché questo avvenga in tutte le nostre vite. Don Mario

• Ed è anche bello rivivere in cuore la memoria di Padre Pio, Santo e “copia di Cristo”, che invita anche noi a diventare come Lui, tutto rapito in Gesù • con la preghiera, che ci rende “intimi di Gesù” ogni giorno, • con l’amore all’Eucarestia, guardando alla Messa che celebrava Padre Pio, sentendosi crocifisso con Gesù • con la frequenza alla Confessione, pensando a quante anime ha portato a c onve r s ione ne l s uo confessionale, • con l’offerta del nostro soffrire, pensando alle “Stigmate” che Gesù ha inferto sul corpo di

Statua di Padre Pio in Cappellina


Insieme a tanti media, anche Radio Mater ha sentito battere in diretta questo grande cuore. Sabato 17 settembre ho avuto la bellissima opportunità di essere presente al Congresso Eucaristico Nazionale di Genova con il giornalista Enrico Viganò. Insieme a lui e a suor Federica abbiamo curato vari collegamenti durante la giornata, per rendere gli ascoltatori partecipi di questo grande evento ecclesiale, che ora vi racconto così.

La motovedetta della Guardia Costiera CP288 nel Porto Antico di Genova, attraccata a Calata Falcone-Borsellino. Sul ponte principale, un grande ostensorio con il SS. Sacramento. Il porto invaso da migliaia di persone. Il cielo che minaccia tempesta, eppure si contiene e sembra unirsi al silenzio intenso che pervade il porto. Forse è questa l’immagine più significativa del 26° Congresso Eucaristico Nazionale, che si è tenuto a Genova dal 15 al 18 settembre, dal titolo “L’Eucaristia sorgente della missione. Nella tua Misericordia a tutti sei venuto incontro”. Il Concilio Vaticano II ha proclamato che il Sacrifico eucaristico è “fonte e apice di tutta la vita cristiana”, e in questi giorni di preghiera e meditazione della Parola abbiamo potuto davvero riscoprire il rapporto intimo che lega la Chiesa e l’Eucaristia. Eucaristia celebrata ed Eucaristia vissuta: questa la chiave di lettura che ha dato l’Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Cardinal Angelo Bagnasco. Eucaristia celebrata nelle numerose messe, nei tanti momenti di adorazione, anche notturna, in Cattedrale e nello splendido progetto “Chiese aperte”, una vera e propria mappa donata

La processione eucaristica per le vie della città di Genova

Il card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI

ai partecipanti con l’invito a percorrere i carruggi genovesi seguendo alcune aree tematiche come “Le chiese e il mare”, “Genova e Maria”, e molti altri. La sintesi perfetta tra il pellegrinaggio, così prezioso in questo anno giubilare, e la bellezza storico-artistica dell’arte cristiana. Non solo Eucaristia celebrata, ma anche Eucaristia vissuta, con il mandato del card. Bagnasco “Siate messaggeri di misericordia” ai delegati che, nella giornata di venerdì, hanno visitato 46 luoghi simbolo della secolare storia di carità dell’arcidiocesi ligure. Sì, perché Genova è una città aperta e ricca di opere di carità da sempre. Basti pensare all’ospedale Galliera, edificato a Genova nel 1877 grazie all’impegno (morale ed economico) della marchesa Maria Brignole Sale, animata dal desiderio di “assistere i poveri infermi”. Oppure alla mensa dei poveri gestita dalle Figlie della Santa Bracelli, conosciute anche come Suore Brignoline, mensa istituita alla fine dell’800 nello spirito di Virginia Centurione Bracelli, figlia del Doge Giorgio Centurione. E ancora, l’Istituto delle Suore Bonaerensi di San Giuseppe, dove ogni giorno le suore si prendono cura delle ragazze madri accolte nella casa famiglia.

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Il cuore della Chiesa batte a Genova

Il cuore della Chiesa batte a Genova


basilica di Santa Maria delle Vigne: il termine “uscire”, sono parole di Mons. Anselmi, non è nato oggi, bensì nel momento stesso della Creazione. Dio esce da se stesso prima creando l’uomo, e poi mandando suo Figlio. L’amore trabocca, non può rimanere ingabbiato. Ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia riceviamo la stessa missione di Gesù: uscire, irradiare l’amore del Padre nel mondo e portare a tutti gli uomini e le donne di buona volontà la gioia del Vangelo. L’arrivo della processione alla Cattedrale San Lorenzo di Genova

Sono solo alcuni dei 46 centri nei quali le opere di misericordia diventano fatti reali, concreti, quotidiani.

La misericordia, la carità, la Chiesa “in uscita”: questi i temi che hanno animato le catechesi di sabato pomeriggio, tenutesi in otto basiliche della città. Ho seguito la catechesi di Mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova, nella luminosa

Genova, davanti al Santissimo che ha attraversato le sue strade, si è fermata e ha pregato in silenzio. Anche il cielo ha atteso l’ingresso del Santissimo in Cattedrale per scatenare la tempesta a lungo trattenuta. Proprio da questa bella e tormentata città di mare è partito un invito alla missione, missione che deve essere ecclesiale, cioè condivisa, testimoniata insieme. Non sempre lo Spirito Santo concede di vedere i frutti delle nostre preghiere. Ma nessuna preghiera fatta con fede resterà inascoltata. Giacomo Bertoni

Il cuore della Chiesa batte a Genova

Recitiamo e viviamo la preghiera di papa Francesco per il Congresso Eucaristico Nazionale di Genova dello scorso settembre: ciascuno di noi abbia il coraggio di testimoniare che l’Eucaristia è la sorgente della missione! O Dio, Padre buono,

la gioia di vivere gli uni accanto agli altri

con viscere di misericordia

nel vincolo della carità

sempre ti chini su di noi

e nella dolcezza della pace.

piccoli e poveri,

Desiderosi di essere da Te accolti

viandanti sulle strade del mondo,

al banchetto del tuo Regno di eterno splendore,

e ci doni, in Cristo tuo Figlio

donaci la gioia di avanzare nel cammino della fede,

nato dalla Vergine Maria,

uniti in Cristo, nostro amato Salvatore.

la Parola che è lampada

Amen.

ai nostri passi e il Pane che ci fortifica lungo il cammino della vita. Ti preghiamo: fa’ che, nutriti al convito eucaristico, trasformati e sospinti dall’Amore, andiamo incontro a tutti con cuore libero e sguardo fiducioso perché coloro che Ti cercano possano trovare una porta aperta, una casa ospitale, una parola di speranza. Fa’ che possiamo gustare

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Grazie, Signore...”Nella Tua misericordia a tutti sei venuto incontro!” Alleluia!


In questo articolo Don Donato Vicini, conduttore di “Cuore a Cuore, dialoghiamo nella fede”, si presenta. Nato nel 1971 e ordinato sacerdote nel 2001 dal card. Martini, viene destinato ad Oggiono (LC) come assistente dell’Oratorio S. Filippo Neri. Nel 2007 il card. Tettamanzi lo nomina responsabile della pastorale giovanile di Lesmo, Gerno e Peregallo. E’ a Lesmo, come potrete leggere nel suo articolo, che don Donato incontra Radio Mater. Attualmente è vicario della Comunità Pastorale San Pietro di Verona a Seveso.

“Cuore a cuore…” per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo ed amato don Mario – ha purtroppo mandato tutto all’aria, lasciando nella tristezza soprattutto i giovani. Don Mario, che ha una fede grandissima, mi ha detto di non disperare e di sperare nella Divina Provvidenza. Alcuni mesi dopo lo stesso don Mario mi ha proposto di tenere due ore di trasmissione in diretta alla quarta Domenica del mese; due ore in cui ascolto le domande, le riflessioni, le confidenze degli ascoltatori e prego con loro e per loro. Da qui è nata la mia attuale collaborazione con Radio Mater di cui ringrazio ancora la santissima Trinità e la Vergine Madre, don Mario Galbiati, Enrico Viganò, Giovanna, Mario e quanti hanno avuto fiducia in me. Il mio grazie è ovviamente a tutti gli ascoltatori che scelgono di passare con me quelle due veloci ore, nelle quali “Cuore a cuore, dialoghiamo nella fede”:

Don Donato Vicini a Radio Mater

questo è il titolo della rubrica. Per me è un appuntamento bello, che mi colma di gioia, ma soprattutto mi arricchisce il cuore perché mi concede di ascoltare dei fratelli e delle sorelle che, affidandosi a Dio, chiedono anche il mio aiuto. Carissimi amici di Radio Mater, come scrive san Paolo Apostolo, “Pregate per me affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, per il quale sono ambasciatore, e affinché io possa annunciarlo con quel coraggio con il quale devo parlare” (cfr. Ef 6,1920) nella speranza che io “circondato da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che mi assedia, corra con perseveranza nella corsa che mi sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, Colui che dà origine alla fede e la porta a compimento” (cfr. Eb 12,1-2). Grazie di cuore! Dio vi benedica! Vicini don Donato

Don Donato Vicini intervista Don Mario

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‘‘Cuore a cuore...’’

La collaborazione con Radio Mater è iniziata, possiamo dire così, quando ero responsabile dell’Unità di Pastorale Giovanile San Filippo Neri nella Comunità Pastorale di Camparada, Gerno, Lesmo e Peregallo in provincia di Monza Brianza, nella Diocesi di Milano. Una sera abbiamo guidato, su invito di don Mario, la serata dei “Giovani con Maria”, serata che ha avuto molto successo ed è piaciuta sia ai giovani di Lesmo che agli ascoltatori. Da qui don Mario mi ha chiesto di tenere una volta al mese, per tutto l’anno pastorale, con i giovani dell’Unità di Pastorale Giovanile San Filippo Neri la serata alla radio. Con la collaborazione e l’approvazione dei giovani abbiamo stilato il calendario dei sabati sera che avremmo passato a Radio Mater. Tutto era pronto per partire ma “un temporale umano” – come direbbe il nostro carissimo


“Insieme, per meditare i Quattro Misteri del Santo Rosario” Carissimi, col mese di ottobre, durante il Santo Rosario delle ore 20.00, “Il Rosario della Famiglia”, per dare gioia alla Mamma, che ha suggerito al mio cuore alcune meditazioni dei misteri, ogni sera, le reciteremo insieme. Ecco perché mi hanno chiesto di pubblicarle, al fine di permettere anche a voi, da casa, di potervi unire.

Le proponiamo in versi, come verranno poi cantate anche in Cappellina. Accogliamole, meditiamole e viviamole. Grazie di cuore! Don Mario

‘‘Insieme, per meditare i Quattro Misteri del Santo Rosario’’

Misteri della Gioia 1 - L’Annunciazione dell’Angelo a Maria Mentre in preghiera Tu sei, o Maria, l’Angiol ti annuncia il Mistero Divin: “Tu sarai Madre del Figlio di Dio, di tutti gli uomini il Salvator”

2 - La visita di Maria a Santa Elisabetta Spinta dal cuore Tu vai a Ain-Karim da Elisabetta a servir con amor: Lei e il suo bimbo riempi di gioia e il tuo “Magnificat” alzi al Signor.

3 - La Nascita di Gesù a Betlemme Cantano gli Angeli “Gloria e Pace” sul tuo Bambino che nasce a Betlem, Pastori e Magi gli portano doni: nasce degli uomini il Redentor.

Misteri della Luce

4 - La Presentazione di Gesù al Tempio 1 - Il Battesimo di Gesù Con San Giuseppe presenti nel Tempio, al Divin Padre il suo Figlio Gesù: e Simeone rivela al tuo cuore che una spada lo trapasserà.

5 - Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio Quanto dolore col Santo tuo Sposo sentisti in cuore perdendo Gesù: che gioia invece allor quando nel Tempio Tu lo ritrovi a parlar coi Dottor.

Mentre Giovanni battezza al Giordano chiede il Battesimo anche Gesù: scende lo Spirito come Colomba e il Padre dice: “Mio Figlio sei Tu”.

2 - Il Miracolo di Cana Tu, cara Mamma, presente alle nozze, vedi col cuore che manca il vin: chiedi al tuo Figlio il primo miracol, Gesù t’ascolta e dell’acqua fà vin.

3 - L’Annuncio del Regno Gesù a tutti il suo annuncio proclama: “Cambiate vita e credete al Vangel” e da quel giorno il “Regno di Dio” entra nel mondo e conquista i cuor.

4 - La Trasfigurazione “Bello è, Signore, restare sul Tabor a contemplare il Divino Fulgor...” ma ai tuoi Apostoli, Tu, Gesù, dici: “Venite tutti al Calvario con me”.

5 - L’istituzione della Santissima Eucarestia Per eternar la tua Morte in Croce compi il più grande miracol d’amor: prendi, o Gesù, un pò di pane e di vino e li trasformi per sempre in Te.

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Misteri del Dolore 1 - Preghiera e Agonia di Gesù nel Getzemani Là nel Getzemani chiedi al Padre che passi il calice del tuo dolor, ma ubbidiente al Suo volere preghi e soffri per noi peccator.

Sei, o Gesù, con un bacio tradito e catturato come un malfattor; sei processato con vera ingiustizia e flagellato con barbaro cuor.

3 - La Coronazione di Spine e le Offese Quando Ti metton le spine sul capo quanto dolore Tu soffri, o Gesù: sputi e schiaffi e offese sopporti tutto offrendo con grande umiltà.

4 - La condanna a Morte e la “Via Crucis” Sei condannato vilmente alla Croce, ma Tu l’abbracci con grande amor: la “Via Crucis” Ti porta al Calvario, sei crocifisso in un grande dolor.

5 - La Morte in Croce di Gesù Mentre, o Gesù, sei morente in Croce, fai la tua Mamma anche Mamma per noi: e implorando dal Padre il perdono, per noi consegni la vita al Suo cuor.

Misteri della Gloria 1 - La Resurrezione di Gesù

E’ la Domenica, giorno di Dio e Tu risorgi e rivivi, o Gesù: è la tua Pasqua, la Risurrezione, che un dì il tuo amor anche a noi donerà.

2 - L’ascensione di Gesù al cielo A tutti chiedi: “Andate nel mondo a predicare e a battezzar”... e in uno stuolo di Angeli ascendi a prepararci un posto in Ciel.

3 - La Discesa dello Spirito Santo

A Pentecoste in Cenacol gli Apostoli stan con Te, Mamma, in preghiera e amor: scende lo Spirito e li fà santi e fà sbocciar la tua Chiesa, o Gesù.

4 - L’Assunzione di Maria in cielo Compiuta, o Mamma, la tua missione, Gesù Ti vuole per sempre con Lui: in corpo e anima assunta in Cielo, Madre e Regina ci aiuti lassù.

5 - La Glorificazione di Maria in cielo Del Sommo Dio Tu Figlia, Tu Madre, Tu Sposa sei nella gloria del Ciel: Donna vestita di Sole e di Stelle, portaci un giorno in Cielo con Te.

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‘‘Insieme, per meditare i Quattro Misteri del Santo Rosario’’

2 - T r a d i m e n t o - Processi e Flagellazione di Gesù


Don Mario: “Abbiate la stessa pazienza con gli ascoltatori che Maria...”

LE MANI INVISIBILI DEGLI ADDETTI ALLA REGIA DI RADIO MATER

Don Mario: “Abbiate la stessa pazienza con gli ascoltatori che Maria ha ogni giorno con voi”. “Futuro regista!”. Riecheggiano ancora nella mia mente quelle due parole dopo ben dieci anni. E ancora sorrido, come sorrisi quando Don Mario le pronunciò. Il mio era però un sorriso quasi a voler dire: “Ma certo come no! Io so a malapena sostituire le batterie scariche ad un telecomando”. Ricordo benissimo che mi trovavo in Cappellina, nella vecchia Cappellina che ha riunito negli anni tanti cuori: erano lì presenti molti volontari per una riunione d’inizio anno sociale, ci si passava il microfono presentandoci e dicendo quali compiti si svolgevano per Radio Mater. Io davo una mano per effettuare i collegamenti durante la Santa Messa da alcune parrocchie la domenica ma, sostanzialmente, aiutavo nel portare la strumentazione necessaria. Tutto il resto per me non erano “spie” ma “lucine rosse”, non erano “cursori” ma “levette”, non era “audio” ma “rumore”, non erano “livelli” ma “volumi”. Insomma, nulla faceva presagire a ciò che Don Mario, ispirato evidentemente da Maria, stava a suo modo profetizzando, a conti fatti ero un bell’asino! Da lì a poco Maria decide che di quest’asino doveva servirsene e, più precisamente ogni martedì sera. Ecco allora che, per chissà

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Annarita e Angelo

cosa farà mai Dio con un asino intero!”, così diceva il Santo Curato d’Ars. Proprio vero!

Gianluca al mixer negli studi di Radio Mater

quale misterioso disegno, la persona che all’epoca recitava il rosario proprio il martedì, deve rinunciarvi per motivi personali. Io rispondo con uno dei tanti “eccomi” che da quel giorno seguirono. Dopo un po’ di pratica comincio a comprendere che la strumentazione, che ormai ho imparato a chiamare “mixer”, non fa più tanto paura, soprattutto se cursori, livelli, microfoni, spie ecc. non sono io a toccarli o, meglio, se prima del mio turno di addetto alla regia mi soffermo davanti al Tabernacolo mettendo tutte le mie paure lì: “Signore, anche questa sera pensa tu alla regia”, questa è diventata ormai una giaculatoria ogni volta. Ed è così che le dita di noi registi vengono guidate dallo Spirito Santo. Ognuno di noi si ritrova a svolgere questo importante compito di volontariato, dopo ore spesso pesanti di lavoro, eppure ogni volta si arriva alla fine della serata senza che la stanchezza si faccia sentire, oppure, e ancora oggi mi sorprendo, si scelgono basi musicali decise in un istante, che sono proprio quelle adatte per quel particolare momento che sta andando in onda. Si sceglie qualche minuto prima una musica e all’ultimo momento “qualcuno” pare sussurrarti: “Non quella ma l’altra”. “Che

E’ bello servire Maria nella radio della sua maternità in questo modo. Vorrei quin-di che gli ascoltatori non pensassero che siamo dei supereroi, siamo anche noi dei “pellegrini” con il proprio bagaglio di difficoltà quotidiane, di insicurezze e timidezza. Certo anche timidezza! Non è semplice parlare a un microfono sapendo che dall’altra parte ci sono moltissime persone che ti stanno ad ascoltare ma, anche qui, lasciamo che sia la nostra Mamma a stare seduta accanto a noi al mixer “guardandoci” con sguardo materno e “suggerendoci” le parole da dire, perché il nostro caro Don Mario ci ha sempre detto:“Abbiate la stessa pazienza con gli ascoltatori che Maria ha ogni giorno con voi”.

Davide

Vorrei approfittare di questa occasione per rivolgermi agli ascoltatori che ogni giorno riescono ad intervenire in diretta durante la preghiera o nelle varie trasmissioni che riempiono il palinsesto giornaliero di Radio Mater per dar loro alcuni consigli. Innanzitutto non vi è alcuna preferenza nel mandare in onda la telefonata di un ascoltatore piuttosto che quella di un altro. Semplicemente vi sono ascoltatori che sono più veloci di altri nel comporre il numero


di telefono della diretta, ecco perché può essere molto utile utilizzare gli sms (3317914523) oppure se utilizzate internet potete inviare mail durante la trasmissione che state ascoltando. (diretta@radiomater.org). Radio Mater è una radio che vuole fare famiglia e, pertanto, è importante saper accogliere sia le persone che sentono la necessità di telefonare più spesso, ma è altrettanto importante lasciare il giusto spazio anche a coloro che vorrebbero intervenire ma non vi riescono. Altro consiglio è di ricordarsi che “entrando” in diretta telefonica è necessario abbassare o, meglio, spegnere la propria radio evitando così il “ritorno”, ossia che la voce che esce dalle casse del vostro apparecchio radio ritorni poi attraverso il telefono

Giovanna

Pino

Alessandro

in questo momento che nel momento in cui il Signore ci chiamerà a sé. Ecco perché una semplice “e” diviene fondamentale. Termino, a nome di tutti gli altri registi, ringraziando Maria per questo servizio che ci permette di svolgere e prego insieme a voi che Don Mario, indicando altri giovani, possa ripetere: “Futuro regista!”. Gianluca

Elisabetta

Quante famiglie vengono in Cappellina o chiamano Radio Mater per chiedere preghiere per i loro figli morti in giovane età! Ci è sembrato quindi doveroso inserire nel palinsesto una nuova trasmissione proprio per aiutare i tanti genitori in lutto. E’ nata così la rubrica: “Filo diretto con i nostri angeli”, condotta dal Gruppo “GAM -Maria porta del Cielo” di Alba, che potete seguire il quarto sabato di ogni mese, alle ore 14. Qui di seguito riportiamo una testimonianza, quella di Margherita e Roberto Marelli di Cantù che undici anni fa hanno perso Paolo, il loro figlio di 18 anni.

“Paolo è vivo in un mondo che a noi non è dato di conoscere bene per ora, ma è vivo!”

Il 2 ottobre del 2005, Festa degli Angeli Custodi, a Imbersago, in provincia di Lecco, proprio all’ombra del Santuario della Madonna del Bosco, imperversava un uragano. Stava per terminare

una gara di ciclismo e tra quei corridori c’era anche nostro figlio, Paolo. A detta di molti, quella gara andava sospesa perché troppo pericolosa per il maltempo. Ma l’ordine di sospensione non venne

mai. Paolo scivolò con la sua bicicletta, proprio nei pressi dell’arrivo e per lui non ci fu più nulla da fare. Da quel 2 ottobre, quanti “perché” hanno occupato la nostra mente. Perché proprio lui?

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Don Mario: ‘‘Abbiate la stessa...’’

Liliana e Massimo

Da ultimo, ma non per questo meno importante, nella recita del Santo Rosario chiediamo agli ascoltatori di pregare più lentamente per potersi così unire anche ai sofferenti che pregano con maggiore fatica e, soprattutto, di fare attenzione alle parole della seconda parte dell’Ave Maria come presentate dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Notiamo spesso un errore nel dire: “Adesso nell’ora della nostra morte” anziché: “Adesso e nell’ora della nostra morte”. Se riflettiamo sulle parole di questa bellissima preghiera dobbiamo comprendere che stiamo chiedendo alla Vergine Maria di pregare per noi sia

“Paolo è vivo in un mondo che a noi...’’

creando una voce duplicata ed incomprensibile. Lo stesso problema si riscontra utilizzando dei vivavoce.


“Paolo è vivo in un mondo che a noi non è dato di conoscere bene per...’’

c’è un disastro, una disgrazia e qualcosa di devastante. Del dolore per una morte così innaturale, può facilmente essere intuita la durezza, la gravità e il senso di devastazione che può creare in chi lo vive sulla propria pelle e davanti a questa prova è lecito vacillare, vivere lo sconforto totale e anche il senso di smarrimento che ti toglie la possibilità di pensare al futuro. È una prova che ti toglie la voglia di vivere. Paolo Marelli

Perché non hanno fermato la gara? Perché gli Angeli Custodi non sono intervenuti? Perché la Madonna che anche quella mattina aveva invocato col papà in auto mentre si recavano alla gara, non lo ha protetto? Perché…? Perché…? PERCHE’!?! La nostra vita, che in quella data aveva 26 anni di matrimonio e che era stata coronata con la nascita di tre figli maschi, ci aveva dato tante soddisfazioni, ma anche qualche preoccupazione per la loro educazione. Da quel 2 ottobre la nostra vita subisce un trauma che lascia una ferita che non si cicatrizzerà mai completamente, la cicatrice rimarrà per sempre e sarà sempre molto sensibile. Molti genitori che subiscono il lutto per la morte di un figlio, smettono di vivere e si lasciano sopravvivere per il resto dei loro giorni. È un dolore che oltre alla sofferenza, ti lascia un senso di colpa per essere sopravvissuto a tuo figlio, è innaturale che sia un padre o una madre ad accompagnare al camposanto il figlio, dovrebbe SEMPRE essere il contrario. Quando la natura commette questo … errore e ad andarsene è il figlio prima dei genitori, come per ogni evento in cui la natura va contro le leggi della normalità,

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Quando muore un figlio, anche noi genitori, smettiamo di respirare con lui e nel momento in cui cessa di battere il suo cuore anche il tuo ha un arresto, poi però, anche se non lo vogliamo, noi riprendiamo a respirare e per noi la vita non è finita ma continua. Purtroppo continua …anche se nulla è più come prima. Cambia il parametro con cui guardi e vedi le cose e la vita stessa è ora diversa e ti è sconosciuta e tu per vivere di nuovo devi imparare a riconoscerla anche nelle piccole cose quotidiane. Nulla ha più senso anche il prenderti cura della tua persona e non riesci ad accettare perché tu devi vivere e per lui è tutto finito.

Ma allora come si può fare per rialzarsi, per riaffrontare di nuovo la vita e per continuare a vivere e non solo a sopravvivere? Ci deve essere una rinascita? Noi abbiamo sempre saputo che Paolo era tolto ai nostri occhi come corpo ma lui era sempre vivo. Era ed è vivo in una realtà che a noi purtroppo non è dato di conoscere bene, ma è vivo. Questa certezza è stata la base della nostra rinascita, del poterci riprendere. Non è solo una speranza. È una certezza perché Gesù stesso attraverso la sua resurrezione ha vinto la morte per sempre. Sapevamo e sappiamo che Paolo stava e sta bene, che per lui non c’è più nulla da chiedere al Signore perché ha già tutto il bene possibile e vive nell’Amore. Maria è sempre con lui e se ne prende cura, lei che si, è la Madonna, è “M(i) a-donna” e una Mamma, è la mia Mamma…

Non trovi il senso di dovere pensare al quotidiano e di vedere le cose e gli eventi come indispensabili, è tutto relativo ora. Il dolore ha distrutto te e tutta la vita che è in te e intorno a te. Tutto è crollato ed esistono solo macerie. Verrebbe da pensare che per un genitore che vede morire un figlio debba esistere solo il desiderio di morire anche lui, e per un po’ di tempo questo pensiero non è sconosciuto. Arriva ogni tanto alla mente ma non come pensiero suicida, semplicemente perché non si ha più voglia di vivere e pensare alla morte non spaventa nemmeno, è quasi naturale.

Se un genitore che soffre per il lutto di un figlio percepisce che il figlio non è morto per sempre ma è solo tolto momentaneamente ai suoi occhi e che un giorno si ritroveranno per vivere di nuovo insieme, ecco che comincia a mettere una buona base di partenza per ricostruire la sua vita futura. Non è poco,


assegnato il compito di essere MADRE dell’umanità.

Noi dobbiamo tornare a vivere non solo per tenere vivo il ricordo del figlio che manca, ma per noi stessi, perché faremmo un torto grandissimo a chi non c’è più se sciupassimo l’opportunità che ancora abbiamo di vivere.

Chi vuole vivere solo crogiolandosi nel dolore, in realtà rifiuta la vita e il primo a rammaricarsene è proprio il figlio che è morto. Lui che ora vive la Vita Eterna e conosce la Sapienza, sa che la vita non va sciupata nemmeno per una sofferenza grande, e che si deve essere così forti e saggi da “usare” la sofferenza e il dolore perché diventino germogli di vita.

Noi dobbiamo vivere non solo “nel ricordo” del figlio, ma perché è giusto che la nostra vita sia vissuta in pienezza e non solo nel lutto per il ricordo di nostro figlio. Ci vogliono coraggio, forza e volontà ma è l’unica strada che ci porta a vivere di nuovo e non a trascinare la nostra esistenza. Molte volte ho sentito raccontare da fratelli sopravvissuti alla morte di un fratello, che la madre o padre fino all’ultimo respiro, pur non essendo completamente lucidi avevano sulle labbra il nome dei figlio venuto a mancare. Non si dimentica un figlio, non lo si dimentica più ma il volere riempire la nostra vita solo di quel figlio non è bene e non ci permette di gustare di nuovo la vita.

Anche Maria dopo la morte del figlio non si è isolata a piangere ma è stata nel Cenacolo con gli Apostoli e ha ricevuto dal Figlio agonizzante in croce una missione che poi ha fatto sua: le è stato

Eccoci, Mamma! n° 67 Ottobre 2016

Comunità di Maria ONLUS • C.F. 93012890138 • Casella Postale n. 84 - 22031 Albavilla (CO) Registro stampa: Tribunale di Como n. 1/96 dell’8/1/1996 • Lett. in famiglia “Pro Manoscritto” di Comunità di Maria Onlus, Albavilla (Como) • A. 2005 Direttore Responsabile: Enrico Viganò. Impaginazione e Grafica: Roberto Bonfanti Stampa: Grafiche Artigianelli s.p.a. Brescia • via Ferri, 73 - 25123 Brescia.

È la storia del chicco di grano che muore per donare vita, Gesù stesso ce lo ha raccontato e sappiamo che Lui ci ha sempre detto la Verità. Maria, Donna e Madre ci è di esempio: me lo ricordo spesso ricordando le parole che papa Francesco ci ha detto dopo aver ascoltato il nostro dolore e avere pregato imponendomi le mani e guardandomi dritto negli occhi come farebbe un padre. “Ricorda – queste sono state le sue parole - che i tuoi sentimenti sono gli stessi che ha vissuto Maria. Ricordalo!” Io con semplicità e le lacrime agli occhi gli ho risposto che se non avessi avuto il suo esempio non ce l’avrei mai fatta. Maria è quell’unione tra l’umano e lo spirituale che può fare la differenza per noi genitori in lutto che abbiamo il cuore un

po’ in terra e un po’ in cielo. Maria è l’arcobaleno a cui pensare e a cui volgere lo sguardo durante e dopo la tempesta. In una poesia di Bernanos, il poeta dice che anche Dio, con tutta la sua energia, forza e potenza, anche Lui davanti a un genitore che piange il figlio morto si commuove e anche se sa che tutto è parte di un Disegno d’Amore ed è per il bene di chi lo vive, non può fare a meno di chiedere perdono perché intuisce che accettare questo Disegno è molto faticoso e richiede grande forza e fede. Momenti di sconforto, nonostante la certezza che Paolo è vivo e sta vivendo la sua Vita Eterna, ce ne sono ed è in quei momenti che pensiamo all’arcobaleno che ci ha regalato subito dopo il suo funerale e che era il segno che gli avevamo chiesto per avere conferma che fosse in Paradiso. Gli avevamo chiesto un segno grande, ma grande, altrimenti non lo avremmo creduto e in natura crediamo che l’arcobaleno sia una delle maggiori manifestazioni che ci possano essere. Lui è morto per il “diluvio” che quel giorno ha accompagnato tutta la gara e il segno è stato l’arcobaleno che dice che Dio ricostruisce una alleanza nuova con l’uomo e con questo segno indica l’unione tra cielo e terra. È importante per noi cristiani credere che l’ultima parola per l’uomo non è morte ma resurrezione, è questo che rende ancora vivibile l’esistenza a chi subisce una perdita forte. Paolo non è più con noi e a noi manca molto, ma abbiamo la certezza e non solo la speranza che Paolo vive e sta bene perché è nell’Amore e nella Pace. Margherita e Roberto Marelli

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“Paolo è vivo in un mondo che a noi non è dato di conoscere bene per...’’

non è per nulla poco anzi, già questo è un miracolo.


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