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Novembre

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2019 N° 73

Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n. 46) art 1, comma 1, LO/CO N. 64 - Maggio 2015

“Lasciamo parlare il cuore” E il cuore, miei cari, supplica di essere rivestito di santità e di amore! Si, Signore, non abbandonarci alla nostra solitudine, non lasciarci nel pianto, mentre volgiamo lo sguardo su questo nostro mondo, asciuga le nostre lacrime, mentre suffraghiamo i nostri cari defunti, non lasciare che l’indifferenza ci porti ad un “altro Natale”! La Mamma ci dice: Figli, non lasciatevi allontanare dalla gioia vera. L’amore di Dio è entrato

nella storia, l’ha riempita di luce e di speranza!

Ci las c iamo guidar e e illuminare da Dio?

Tornate all’Amore, tornate ad amarvi, custodite il progetto di Dio!

Desideriamo un cuore puro, per camminare nella via dell’amore, della verità, della libertà?

”Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio” (1Gv.4,7) Chiediamoci, allora miei cari, conosciamo l’Amore? Sappiamo amare? Ascoltiamo e meditiamo la Parola di Dio?

Chi sono i poveri, gli altri... per noi? Quale ricchezza desideriamo? e qual’ è la meta della nostra vita? “Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come un bronzo che risuona o come un cembalo che tintinna.


E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e se possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.” (1 Cor.13, 1-2 / 4-7) Oh, Signore, donami la pazienza, allontana da me le parole e le azioni che feriscono.

Illumina i nostri cuori perché sappiamo testimoniare la stupenda missione d’amore a cui siamo chiamati: • ascoltare il pianto della vita: • che non è sin dall’inizio accolta e accompagnata, • che è ferita e urla in tanti bambini che non conoscono la gioia di una famiglia, • che geme in tante creature a cui nessuno ha insegnato a pregare e ad amare,

Apri il mio cuore a Te e ai bisogni di chi mi sta accanto.

• che lascia smarriti tanti giovani che non vedono la strada da percorrere e non conoscono il senso della vita, della fedeltà, dei veri valori.

Aiutami ad amare per primo e gratuitamente, chiedendo perdono, ammettendo lo sbaglio, scusando i torti.

Che vede i cuori immergersi nell’indifferenza, nell’egoismo e non sanno più commuoversi e donarsi.

Aiutami a camminare sempre nella carità!

Miei cari, come famiglia di Radio Mater supplichiamo Dio di donarci un cuore di carne, capace di amare, pregare, gioire, piangere, accogliere, condividere e cantare e danzare a Lui, nostro Signore e nostro Dio.

Guida, Signore, i miei passi verso di Te, che sei Via, Verità e Vita. Si, Mamma, per vivere tutto questo, accoglici: ci accandoniamo a Te e ti consacriamo la nostra vita, la nostra famiglia, Radio Mater.

‘‘Lasciamo parlare il cuore’’

Rivestici, o nostro Dio, di santità e di Amore e donaci di “andare e diffonderci” ovunque una persona vive, soffre e spera in un futuro più giusto, più bello.

Ottienici di benedire il Signore, di seguirLo e supplicare che effonda sempre su di noi lo Spirito Santo, perché il nostro cuore si converta e “trabocchi” di fede e di carità. Benedici, Mamma, la famiglia di Radio Mater, conservala sempre riunita nel tuo nome, affinché, nella diversità, non soffochi mai la “gioia dell’unità in Dio.” Siamo tuoi figli, cara Mamma, abbiamo accolto a Lourdes, nello stupore, il misterioso progetto di Radio Mater, affinché la preghiera torni nelle nostre case e ognuno accolga l’amore di Dio, la Sua Parola, la Sua Chiesa, la Sua Misericordia, il Suo perdono, per riscoprire, esultando, che siamo Suoi figli, tanto amati, tanto attesi! 2

S. Madre Teresa di Calcutta ripeteva insistentemente: “E’ necessario riportare la preghiera dentro la famiglia. Quando una famiglia prega, non crolla: la famiglia che prega sta in piedi!”

l’abbraccio della Santa Madre Chiesa, ricevuto durante la visita in Albavilla della C.E.I. e del nostro Arcivescovo. Infine, con ciascuno di voi, ringrazio il Santo Padre per la nomina cardinalizia dell’amato Mons. Matteo Zuppi. Che stupore Mamma avere saputo che, come per la nascita di Radio Mater, proprio a Lourdes ne ha ricevuto notizia. Che gioia sentirsi chiamati a servire in umiltà la “comunione”. Augur i, Eminenza, la Misericordia e l’amore di Dio siano sempre la misura del Suo e nostro donarci! Accogliamo, Eminenza, il Suo dolce invito: “Il cuore è quello che dà vita e, per il cristiano, il riferimento unico devono essere sempre e solo: IL CUORE DI GESÙ e IL CUORE DI MARIA” Per questo Radio Mater è: “la radio che porta la Chiesa in casa e che tutti riunisce nell’amore, come una sola famiglia”. Vi benedico, miei cari, con tutto il cuore, ringraziandovi per questi primi venticinque anni di Radio Mat e r e affidando, a ciascuno e a tutti, la sua continuazione nel bene e nella Verità. Grazie! don Mario

Coraggio, carissimi, il Natale è alle porte: viviamo la gioia di accogliere Gesù bambino, viviamo la “festa della salvezza, viviamo la festa della famiglia, di DIO CON NOI! Immergiamoci nel “SI’” di Gesù e di Maria, nella vera vita spesa nell’amore, nella gioia, nella libertà, nel servizio, nella carità. ALLORA IL NOSTRO CUORE, PIENO DI DIO, PIENO D’AMORE, CANTERÀ LA VERA BELLEZZA, ABBR ACCI ANDO DIO E I FRATELLI. E, commosso, offro a Dio l a n o s t r a e s ul t anz a p e r

Madre Teresa: “Ogni opera d’amore fatta con il cuore avvicina a Dio.”


Il neo-cardinale Matteo Maria Zuppi, già conduttore di Radio Mater, saluta don Mario e gli ascoltatori di Radio Mater e ci ricorda che ...

Per Radio Mater è un grande gioia e commozione sapere che un proprio conduttore, che ci ha parlato per oltre tre anni di perdono, di misericordia e accoglienza, don Matteo Zuppi, sia ora arcivescovo di Bologna e recentemente anche cardinale. La chiamavamo al telefono negli anni in cui era parroco della parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela in Roma, qualche giorno prima della trasmissione “Tu solo hai parole di vita eterna” che teneva a Radio Mater il quarto lunedì del mese alle ore 9,30. “Don Matteo, lunedì prossimo tocca a lei. “Sì, certamente, ci sono”. Oppure: “Dobbiamo registrare perché a quell’ora sarò in viaggio”. Per noi di Radio Mater la parola di “don Matteo” era attesa e importante e non potevamo perderla”. E così ci si organizzava per registrare. Anche a nome del nostro don Mario, la ringraziamo, Eminenza,

per la collaborazione con Radio Mater. Collaborazione che non è cessata ora da Arcivescovo e cardinale. Infatti, il suo ufficio stampa conduce a Radio Mater la rubrica: “Dodici Porte” in onda il 3° mercoledì del mese, alle ore 17.30.

Nato a Roma nel 1955, quinto di sei figli del giornalista Enrico e di Carla Fumagalli, nipote del cardinale Carlo Confalonieri, da studente al liceo Virgilio Matteo Zuppi incontra Andrea Riccardi, il fondatore di Sant’Egidio e inizia a frequentare la Comunità e a collaborare alle attività al servizio degli ultimi da essa promosse. A ventidue anni, dopo la laurea in Lettere e filosofia all’Università La Sapienza, entra in seminario. Viene ordinato nel 1981 e subito nominato vicario del parroco della basilica di Santa Maria in Trastevere, monsignor Vincenzo Paglia. Con Riccardi svolge un

ruolo di mediazione in Mozambico nel processo che ha portato alla pace dopo oltre diciassette anni di sanguinosa guerra civile.

Quando nel 2000 Mons. Paglia viene eletto vescovo, don Matteo diviene parroco. Dal 2000 al 2012 è assistente ecclesiastico generale della Comunità Sant’Egidio. Nel 2010 è parroco dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, una delle comunità più difficili della diocesi. Qui Radio Mater conosce “don Matteo”, a cui chiede di collaborare. Accetta. Il 31 gennaio 2012 diventa vescovo ausiliare di Roma. Il 27 ottobre 2015 Papa Francesco lo nomina arcivescovo di Bologna. E il 5 ottobre 2019 nella basilica di San Pietro in Vaticano è creato cardinale presbitero del titolo di Sant’Egidio in Trastevere.

don Matteo Zuppi al tavolo della Farnesina nel 1992 per concludere gli accordi di pace nel Mozambico

Eminenza, noi aspettavamo il suo appuntamento mensile: Tu solo hai parole di vita. Lei, a Radio Mater - ma non solo - ha iniziato a parlare di misericordia, di poveri, di dialogo, di accoglienza prima che salisse al soglio pontificio papa Francesco: è stato quasi un precursore dell’attuale papato!

Il Card. Zuppi sorride e poi aggiunge “Saluto innanzitutto don Mario, i volontari e tutti gli ascoltatori della radio e devo confessare che anch’io aspettavo di fare la trasmissione a Radio Mater: abbiamo trattato tanti argomenti importanti. Però che io sia stato precursore di papa Francesco, no, direi proprio di no. Chiunque prende in mano

il Vangelo e lo legge, e poi lo legge agli altri, non può non parlare di poveri, di misericordia, di attenzione al prossimo.

E’ il messaggio del Vangelo. E tutti i Vescovi di Roma, pur con sottolineature diverse, hanno sempre indicato questo. Basti pensare che Giovanni Paolo II ha voluto che la misericordia diventasse una devozione e una festa per tutta la Chiesa. Deve essere sempre il Vangelo che parla agli uomini” Quando papa Francesco ha annunciato la sua nomina a cardinale, lei si trovava a Lourdes, dove stava guidando il pellegrinaggio regionale promosso dall’Unitalsi. Una chiamata del Successore di Pietro proprio mentre lei era nel Santuario dell’Immacolata, dove ogni anno si recano migliaia di ammalati.

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‘‘Solo il cuore di Gesù e il cuore di Maria devono essere gli unici...’’

“Solo il cuore di Gesù e il cuore di Maria devono essere gli unici nostri riferimenti”


Come ha letto questa “coincidenza”?

‘‘Solo il cuore di Gesù e il cuore di Maria devono essere gli unici...’’

E cosa significa per lei questa nomina?

Debbo fare una piccola correzione. Non c’è stata nessuna chiamata. Come tutte le nomine cardinalizie di papa Francesco, me compreso, l’interessato lo viene a sapere dopo. Io ero a Lourdes con l’Unitalsi e stavo per cominciare una riunione, quando ho notato che in tanti mi chiamavano sul cellulare. Io ovviamente non rispondevo. Ero in riunione. Poi mi sono deciso a rispondere. E lì ho sentito dirmi: guarda che il papa ti ha fatto cardinale. Il fatto che questa nomina sia arrivata mentre ero a Lourdes è stata per me una grande consolazione, ma ha lasciato ugualmente in me tanta inquietudine conoscendo la pochezza della mia persona. La fiducia che papa Francesco ha riposto in me, mi impone il

a chiare lettere che non esiste la libertà di morire: decidere di morire “è” non libertà. Oggi sembra che si dia più aiuti a chi vuole morire che a chi vuole vivere! E a tal proposito cosa ne pensa dell’ultima sentenza della Corte Costituzionale? Aspetto di leggere le indicazioni contenute nella sentenza quando saranno rese note. Purtroppo siamo arrivati alla sentenza della Consulta perché la politica non ha legiferato. Bisogna che la politica svolga il suo ruolo e non lo lasci alla magistratura. Secondo alcune indagini scientifiche, l’Italia è il paese in cui ancora il 40 per cento dei pazienti non gode delle cure palliative. I malati non vengono aiutati nella sofferenza. Quindi il vero problema è questo: occorre dare la libertà di essere curati e di poter guarire. “Comunicare il Vangelo e vivere itinerari di iniziazione cristiana, è il senso della nostra vocazione e della nostra santità”, ha scritto nel programma per il prossimo anno pastorale 2019-2020. La Parola di Dio deve essere conosciuta da tutti. Per questo il Papa ha istituito “La Domenica della Parola”? Sono due indicazioni complementari. Se noi non abbiamo nel cuore il Vangelo non comunichiamo niente. Gesù ci ha affidato il Vangelo perché cambiasse la nostra vita, rispondesse alla nostra sete di futuro, non solo, ma anche perché noi diventassimo pozzo di acqua per i tanti che hanno sete. Il Vangelo non è mai un fatto individuale, ma ci viene consegnato perché noi lo viviamo e lo portiamo ad altri. Ed è questa la preoccupazione che anima le nostre comunità della diocesi per l’anno in corso. Ed è questo anche il motivo per cui papa Francesco ha istituito la Giornata della Parola nella terza domenica del Tempo ordinario: occorre che comunichiamo quanto abbiamo ascoltato. Ma se non si ascolta, non possiamo comunicare.

Cardinale Matteo Maria Zuppi (foto Romano Siciliani)

dovere di corrispondere. Lo stare a Lourdes, dove viene venerata la Vergine, Madre della Chiesa mi ha dato una prima grande consolazione e mi ha aiutato a rispondere anche alla sua domanda che, tra l’altro, anch’io mi sono posto: quale è il senso della mia nomina? Il senso è quello della comunione. Sono stato chiamato ad aiutare colui (il papa) che presiede nella comunione, ad esercitare questo servizio. C’è sempre chi semina la zizzania nel campo e la Chiesa deve come una madre difendere la comunione tra i suoi figli. Credo che debba essere questo il servizio di Pietro. I cardinali aiutano il successore di Pietro in questo compito importante: chiunque offende la comunione offende lo Spirito Santo, perché lo Spirito Santo è comunione. Recentemente nel Workshop sugli stati vegetativi, svoltosi a Bologna, ha detto 4

A proposito di comunicazione, oggi siamo tutti comunicatori, e non solo i giornalisti: sono moltissimi coloro che utilizzano i social e internet, ma non sempre in modo positivo. Come relazionarci con questi strumenti? Ricordandosi che sono strumenti. Ma se la comunicazione è piegata alla logica dello strumento, allora noi finiamo per essere utilizzati dagli strumenti. Questo è il pericolo. Poi occorre anche tanto discernimento, tanto buon senso. Tante volte perdiamo il buon senso. Per un like in più, un amico in più, ci lasciamo prendere la mano da discussioni inutili, che fanno male. Forse se facessimo un po’ di digiuno da questo modo di chattare, faremmo una comunicazione più seria. Vorrei ricordare, infine, che è il cuore quello che dà vita e per il cristiano il riferimento unico devono essere sempre e solo il cuore di Gesù e il cuore di Maria. Enrico Viganò


Il nostro Gianluca Pedrali ha consegnato personalmente al Santo Padre il libro “Radio Mater, sempre a servizio della Chiesa”, pubblicato in ricordo del Venticinquesimo della nostra radio.

Papa Francesco: «Radio Mater? Oh… la radio della Madonna. Grazie per i sacrifici che fate. Grazie e continuate a comunicare il Vangelo senza paura. Abbiate fiducia!».

Tutto ha avuto inizio la mattina del 20 agosto, (quando, grazie all’intervento premuroso del Comandante della Gendarmeria vaticana abbiamo avuto il permesso di entrare dalla Porta del Perugino in modo diretto) con la Messa in Santa Marta e poi la colazione in Casa Santa Marta. Lì ci ha accolti il Direttore Generale mons. Battista Ricca al quale abbiamo detto tutto il bene che Radio Mater dona a chiunque l’ascolti. Poi è iniziata la mia “peregrinazione” fra i sacri palazzi. Innanzitutto mi sono recato presso il Governatorato per consegnare al cardinale Angelo Comastri la prima copia del libro sul Venticinquesimo, accompagnato da una lettera personale di don Mario. Poi, dopo una bella passeggiata nei giardini vaticani, mi sono

recato in Segretaria di Stato ed ho consegnato il secondo libro per il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato (che ci aveva inviato lo scorso 24 febbraio un messaggio augurale e la benedizione apostolica del Santo Padre) ed, infine, alla Prefettura ho lasciato la copia per mons. Georg Gänswein, segretario di papa Benedetto XVI e Prefetto, e quella per il papa emerito Benedetto XVI. Ho chiesto notizie sulla sua salute e mi è stato riferito che, pur con tutti gli acciacchi della sua veneranda età, sta bene. Il giorno successivo, nuovamente passando dalla Porta del Perugino, ci siamo recati in aula san Paolo VI. Ecco lì la sorpresona inaspettata: mentre stiamo camminando tranquilli, abbiamo visto dei gendarmi che ci facevano dei segni ma non capivamo. Ad un tratto chi ci è passato davanti Il Santo Padre. Era tutto assorto. Sembrava che nulla lo disturbasse in questa sua concentrazione. Lo abbiamo salutato e lui ci ha guardati negli occhi e ci ha detto: «Buon giorno. State bene? Ci vediamo dopo» ed

Papa Francesco riceve da Gianluca Pedrali “Eccoci Mamma” e il libro del 25° di Radio Mater

è entrato in Casa Santa Marta. La giornata prometteva bene! Eccoci in aula Paolo VI. In prima fila, al posto numero 8. Tutto è pronto: il libro per il Papa e il nuovo numero di “Eccoci Mamma”, la rivista di Radio Mater. Il Santo Padre ha offerto a tutti i partecipanti una riflessione meravigliosa. L’autenticità di un cristiano si vede dalle tasche: se si dona agli altri e non si accumula per sé, allora c’è autentica conversione. «La comunità cristiana - osserva il Papa - nasce dall’effusione sovrabbondante dello Spirito Santo e cresce grazie al fermento della condivisione tra i fratelli e le sorelle in Cristo. C’è un dinamismo di solidarietà che edifica la Chiesa come famiglia di Dio, dove risulta centrale l’esperienza della koinonia, parola greca che vuol dire ‘mettere in comune, essere come una comunità, non isolati, mettere in comune, partecipare, non isolarsi condividere, comunicare, partecipare». Il Papa fa l’esempio del volontariato: «Quanti cristiani in Italia fanno il volontariato! Questo è bellissimo, è comunione e condividere con chi ha bisogno. Così è il volontariato, le visite ai 5

‘‘Radio Mater? Oh’’ la radio della Madonna...

Tutto è andato per il meglio. Missione compiuta. Ma quale vi chiederete? Quella di andare da Papa Francesco e di consegnargli il libro “Radio Mater, sempre a servizio della Chiesa”, pubblicato in ricordo del Venticinquesimo della nostra radio.


Il Cardinale: ‘‘Il Signore benedica...’’ / ‘‘Radio Mater? La radio della Madonna...’’

malati: sempre condividere e non cercare solo il proprio interesse!». Durante l’udienza, a metà circa della catechesi, una bambina è salita sul palco e si è messa a correre, a più riprese per tutta la durata dell’udienza, passando davanti al Papa, quasi per renderlo partecipe della sua particolare “coreografia”. Mentre si vedeva un gran movimento per cercare di bloccarla, il Papa ha detto: «Lasciala tranquilla, Dio parla con i bambini». Poi, rivolgendosi in modo diretto ai pellegrini ha detto, e qui ha sorpreso tutti i presenti: «Tutti abbiamo visto questa ragazza, è tanto bella. Poverina, è vittima di una malattia e non sa cosa fa. Ma io vi faccio una domanda, e ognuno risponda nel suo cuore: ho pregato per lei, vedendola? Ho pregato perché il Signore la guarisca, la custodisca? Ho pregato per la sua famiglia?

Sempre quando vediamo una persona sofferente dobbiamo pregare. Io ho pregato per questa persona che ho visto, che si vede che soffre?».

Queste sue ultime parole mi hanno fatto intendere che, in qualche ritaglio del suo prezioso tempo, papa Francesco ascolta Radio Mater.

Papa Francesco è così: sta’ con chi è solo, con chi non ha voce, con chi soffre, con chi è ultimo secondo quanto dice Gesù.

Uscito dall’udienza, subito ho mandato ad Enrico e Giovanna questo messaggio petrino. Mia grande sorpresa è avere ricevuto la telefonata di don Mario al quale ho riferito il messaggio. Piangeva, era contento era agitato (mi sarebbe piaciuto vedere il suo viso). Poi, come è suo solito, non so quante volte abbia ripetuto la parola GRAZIE.

Poi è sceso e ha salutato i fedeli. Lì ho potuto consegnare il libro “Radio Mater, sempre a servizio della Chiesa” e “Eccoci Mamma”, accompagnati da una lettera personale di don Mario. Papa Francesco prendendoli in mano ha detto: «Radio Mater? Oh…la radio della Madonna. Grazie per i sacrifici che fate. Grazie e continuate a comunicare il Vangelo senza paura. Pregate per me e la Chiesa». Allora io ho detto: «In radio lo si fa sempre Santità» e Lui:«Lo so, abbiate fiducia!».

Questa “consegna impossibile” è riuscita perché da lassù qualcuno l’ha voluta e sostenuta e ha aperto tutte le strade e conoscenze. Il GRAZIE va a Lei e a tutta la famiglia di Radio Mater. A TUTTI. Gianluca Pedrali

Ci hanno scritto Benedetto XVI e il card. Ravasi, “ascoltatore occasionale, ma affettuoso” di Radio Mater.

Il Cardinale: “Il Signore benedica lei don Mario e la sua opera che ha su di sé l’ombra luminosa di Maria”

Ci hanno scritto Benedetto XVI, il papa emerito e il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura per ringraziarci del libro “Radio Mater, sempre a servizio della Chiesa”. Il libro, pubblicato per ricordare i primi 25 anni di vita di Radio Mater, è stato recapitato al papa emerito Benedetto XVI da Gianluca Pedrali il 20 agosto scorso, mentre al card. Ravasi da Rossella durante il periodo di vacanze che da anni il cardinale trascorre a Civenna (Como). Pedrali ha consegnato personalmente il libro anche a Papa Francesco al termine dell’udienza del 21 agosto, come pure al Segretario di Stato card. Pietro Parolin, al card. Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro e a mons. Georg Gänswein, segretario particolare del papa emerito e prefetto della Casa Pontificia. Papa Benedetto come ringraziamento ha inviato il suo libro: “Le omelie di Pentling”, con la dedica scritta di proprio pugno: “Per don Mario Galbiati con la mia benedizione”. Il volume contiene una raccolta di omelie inedite di Joseph Ratzinger, in tutto dieci omelie pronunciate durante i periodi estivi presso la chiesetta di San Giovanni a Pentling, paesino alle porte di Ratisbona, città natale di papa Ratzinger. Esse rispecchiano i temi 6

Benedetto XVI Papa emerito - card. Gianfranco Ravasi

principali della riflessione teologica e pastorale del Papa emerito. Anche mons. Georg Gänswein, ha ringraziato per il libro del 25mo di Radio Mater, inviando i suoi saluti personali. Molto sentita e profonda è la risposta del card. Ravasi, che definisce la lettera di don Mario “così affettuosa” e il libro “molto suggestivo”. “Per me – si legge - è stata l’occasione per


proteggeva il popolo di Dio in marcia. Con un grande augurio (da parte di un ascoltatore occasionale come sono io, ma affettuoso) e con un abbraccio”. Parole incoraggianti quelle del cardinal Ravasi, che ci spronano ancora di più alla responsabilità nella conduzione dei programmi radiofonici, sapendo che tra i nostri ascoltatori ci sono anche prelati illustri come il card. Ravasi e soprattutto il Santo Padre. Come già abbiamo scritto in un altro articolo di questo numero di “Eccoci Mamma”, nel dialogo

intercorso tra papa Francesco e Gianluca Pedrali al momento della consegna del libro, il papa ha detto: «Radio Mater? Oh… la radio della Madonna. Grazie per i sacrifici che fate. Grazie e continuate a comunicare il Vangelo senza paura. Pregate per me e la Chiesa». «In radio lo si fa sempre Santità» ha ribattuto Gianluca. E il papa:«Lo so, abbiate fiducia». Queste sue ultime parole ci fanno intendere che, in qualche ritaglio del suo prezioso tempo, il Santo Padre ascolta Radio Mater. E. Vig.

le lettere di Benedetto XVI, Papa emerito, del card. Ravasi e di mons. Georg Gänswein

Mara della Preghiera notturna il prossimo 4 marzo festeggia vent’anni di volontariato in Radio Mater. Chi di noi non ha mai sentito la voce di Mara in vent’anni di “Preghiera Notturna”. Grazie Mara! Tutti gli ascoltatori ti dicono anche loro “Grazie”!

La preghiera notturna? E’ la mia vita! Sono Mara, volontaria, il prossimo 4 marzo festeggio vent’anni di servizio in Radio Mater, vent’anni di cammino sotto la guida di Don Mario al servizio della Mamma Celeste che mi ha chiamata ad una missione particolare: la preghiera notturna. In tutti questi anni non ho mai temuto viaggiare di notte alla guida della mia auto

per recarmi alla Cappellina di Maria in Albavilla perché so che vado ad incontrare Gesù. Ogni notte accetto le difficoltà che mi si presentano: il buio, il maltempo, il freddo o il caldo, la stanchezza, i dolori, le preoccupazioni, … ho sempre portato tutto nel mio cuore per affidarlo a Dio per le mani di

Maria. E’ vero, è un sacrificio e costa fatica, ma lo offro con così tanto amore che non solo non mi pesa, ma nel tempo è diventato la mia stessa vita! Mentre prego coi fedeli, pian piano nel mio cuore arriva la pace e alla fine di ogni servizio posso dire di essere felice. 7

La preghiera notturna? E’ la mia vita! / ‘‘Il Signore benedica, Lei don Mario...’’

incrociare idealmente tante persone e luoghi che facevano parte del mio orizzonte quando vivevo nella diocesi di Milano. Ma soprattutto c’è la bella testimonianza della Sua creatività pastorale appassionata che ha in “Radio Mater” la sua espressione significativa. Esemplare – continua il card. Ravasi - è stato il Suo coraggio di ricostruire con gioia un’esperienza di comunicazione della fede, anche dopo i momenti oscuri e difficili. Il Signore benedica, perciò, Lei e la sua opera che ha su di sé l’ombra luminosa di Maria, come nella nube dell’Esodo che


‘‘Papà non ti preoccupare per me, mi raccomando...’’ / La preghiera notturna...

C’è una particolare preghiera che occupa un posto speciale nel mio cuore: La preghiera a Maria che scioglie i nodi. Ad un certo punto del mio cammino di fede e di missione radiofonica, ho sentito forte il richiamo a recitare questo particolare rosario la notte, insieme agli ascoltatori di Radio Mater, e nel

2008 ho dato inizio alla recita del rosario quando ancora non era così diffuso. Oggi provo una grande gioia quando penso che questa preghiera è davvero tanto apprezzata e ricercata dai fedeli in tutto il mondo e soprattutto amata dal Santo Padre Francesco tanto che è recitata anche in alcune reti televisive. Sono

felice e orgogliosa di essere stata una pioniera a Radio Mater contribuendo alla diffusione di questo rosario. Ringrazio il Signore e la Mamma Celeste per avermi chiamata a questo particolare servizio. La preghiera notturna? E’ la mia vita! Mara

Vogliamo proporvi la storia di Moreno e del figlio Loris, raccontata durante la trasmissione “Filo diretto con i nostri Angeli” di sabato 28 settembre scorso, presentata dal GAM di Alba.

Loris: “Papà non ti preoccupare per me, mi raccomando. Ora devi pensare a mamma e a Mattia, io sto’ bene qui, con Gesù e Maria” Cari ascoltatori di Radio Mater, benedicendo il buon Dio e la Mamma Celeste di poter far parte di questa meravigliosa Famiglia, con il presente articolo, desideriamo riprendere e condividere la trasmissione “Filo diretto con i nostri Angeli” di sabato 28 settembre scorso, presentato dal gruppo GAM di Alba (CN) “Maria Porta del Cielo”.

Ma nel mese di febbraio del 2016 comincia a stare male e di lì a poco gli viene diagnosticato un Glioblastoma cerebrale: una forma di tumore dei più aggressivi. In quattro mesi e undici giorni, il 30 giugno 2016, dall’ospedale Regina Margherita di Torino, Loris è salito tra le braccia del Padre.

La testimonianza sotto riportata è del giovane Ora corre e gioca nelle foreste del Paradiso. Un papà di Loris Rigato, un bimbo nato ad Asti il 16 tenero bambino, piccolo di età ma decisamente gennaio dell’anno 2006, da mamma Antonella forte e grande dentro. “La mia tigre”, come lo e papà Moreno. Trascorre un’infanzia serena chiamava suo papà Moreno. nella sua famiglia che lo ricopre di affetto e di Ecco il suo racconto: attenzioni, ampiamente ricambiate. “Verso la fine di maggio 2019, anni, finché arrivò a circa un pian piano si allontanavano insieme, io li vedevo sempre ho avuto un brutto incidente metro e mi disse: più piccoli e anche la luce si stradale e tanti erano i traumi «Papà non ti preoccupare, subiti che in ospedale hanno faceva sempre più tenue fino non ti preoccupare per me, mi a scomparire del tutto. dovuto mettermi in coma raccomando. Ora devi pensare farmacologico. a mamma e a Mattia, io sto’ Con questa visione desidero In quell’arco di tempo c’era bene qui, non ti preoccupare testimoniare che, da quando nostro dentro di me un buio totale e mi raccomando!» figlio Loris è volato in cielo, il 30 ancora oggi non ho memoria giugno 2016, insieme a mia moglie dell’incidente e del ricovero. Solo Antonella e al piccolo fratellino una cosa ricordo molto bene. Mattia, abbiamo attraversato dei momenti molto difficili e dolorosi Improvvisamente vidi una dove, anche la fede, soprattutto luce in lontananza avvicinarsi la mia, è stata messa a dura progressivamente che si faceva prova. Non sapevo più a chi e sempre più grande, quasi da a che cosa credere e spesso mi abbagliarmi. Poi iniziai a vedere chiedevo dove fosse Loris e ciò mi le sagome di tre persone che, più provocava tormento nell’anima. si avvicinavano, più riconoscevo Non accettavo la perdita di nostro tra loro il volto di Gesù, quello figlio; invece quest’esperienza mi della Madonna e in mezzo a ha cambiato dentro. Ora riesco Loris loro nostro figlio Loris. a ringraziare Dio per questa mia Poi, guardandomi per qualche Si fermarono circa una decina di conversione e ho capito che Lui secondo negli occhi, con il suo metri da me, sempre circondati non ha fatto altro che prendersi consueto sorriso bellissimo, alzò di quella luce che irradiavano, cura di Loris, anzi lo ringrazio la mano per salutarmi dicendomi: mentre Loris continuò ad per avermi fatto sperimentare «Ciao, papà!» avvicinarsi con il suo fare che ora lui è felice in Paradiso”. Subito dopo si voltò raggiunscherzoso da bambino di 10 Con affetto gendo Gesù e Maria. Mentre Rigato Moreno. 8


Cenacolo Mariano

Riflessioni e invocazioni, scaturite dal cuore sacerdotale di don Mario e recitate ogni notte nella Cappellina di Maria, alle ore 02:30, nell’ambito della “Preghiera Notturna”. Ti lodiamo,Signore, innanzitutto come Creatore, Creatore di tutto e di tutti e Creatore della vita di ognuno di noi. Grazie, o Signore, del dono della vita. Fa che sappiamo spenderla, col tuo aiuto, solo per la tua gloria, per la nostra santificazione e per il bene dei nostri fratelli.

2) Peccato Originale

Sperimentando in noi le tristi conseguenze del peccato originale, ti chiediamo perdono, o Signore,dei peccati, dei difetti e delle omissioni di tutta la nostra vita. E se abbiamo recato dispiacere al tuo cuore, che tanto ci ama, Signore, perdonaci e perdona a tutta l’umanità peccatrice.

3) Appare Maria

Grazie, o Signore, di non averci abbandonato ai nostri peccati, che ci avrebbero per sempre tenuti lontano da Te in una infelicità terrena ed eterna. Grazie perchè hai promesso e donato Maria, la Madre Immacolata del tuo Figlio, Dio fatto uomo per la nostra salvezza. Grazie Signore, per averci donato Maria, l’Aurora che ha portato nel mondo il Sole Divino: Gesù.

4) Annunciazione Incarnazione - Natale

Ti lodiamo,o Signore, perchè, quando giunse la pienezza dei tempi, hai mandato il tuo Angelo ad annunziare a Maria il tuo disegno di amore: il tuo Verbo le chiedeva di accoglierlo per diventare Uomo ed essere così, come Dio e Uomo, Redentore degli uomini. E Lei si apre al soffio dello Spirito Santo che la fa Vergine Madre di Dio. Grazie, Mamma, del tuo “Sì” per il quale “il Verbo si è fatto Carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. E grazie per aver donato al mondo, nella povertà di Betlemme, il tuo Gesù, perchè diventasse, come per Te, il “tutto” anche della nostra vita.

5) Sacra Famiglia

Gesù, Giuseppe, Maria, vi contempliamo con gioia nell’umile casetta di Nazareth, Famiglia Sacra, tutta amore, tutta raccoglimento, tutta preghiera, tutta lavoro. Guardate con amore a tutte le nostre famiglie: • a quelle già buone, perchè lo siano sempre più • a quelle in crisi, perchè perseverino nella grazia del loro Matrimonio, senza rotture, divisioni, divorzio • a quelle disfatte, perchè trovino la forza della riconciliazione • a quelle che soffrono, perchè si affidino al vostro aiuto, tutto offrendo con amore. Gesù, Giuseppe, Maria, che tutti i papà, le mamme, i figli siano come voi

6) Gesù Evangelizzatore

Ti ringraziamo, Gesù, per esserti fatto, con la tua parola e i tuoi esempi, Vangelo di vita per noi. Fa che accogliamo e viviamo il tuo Vangelo, lo preghiamo, lo meditiamo, così che diventi anche nostra vita come strada alla santità, come cammino verso il cielo, come fonte di gioia da annunciare a tutti, perchè tanti altri cuori ti possano accogliere e vivere di Te.

7) Passione e Morte in Croce

Ti adoriamo, o Gesù Crocifisso e morto per nostro amore. Grazie per averci strappato il peccato dal cuore, pagando Tu, col dono della tua vita, le nostre offese e ribellioni al Padre tuo, ridiventato per la tua Redenzione, Padre nostro misericordioso e pieno d’amore, fino a rifarci in Te Suoi figli. Imprimiti, o Divín Crocifisso, nei nostri cuori, per fare anche della nostra vita un dono d’amore, pur nel dolore di ogni croce che Tu ci chiedi di portare. Sii Tu, con la tua e nostra Mamma, il Divin Cireneo che ci aiuta e ci soccorre. 9

Cenacolo Mariano

1) Creazione


8) Risurrezione

Come è bello, o Gesù, gioire con Te per la tua Risurrezione. Ti contempliamo Risorto accanto alla tua Mamma... ai tuoi discepoli... a tutta la tua Chiesa nel corso dei secoli. Donaci davvero, o Gesù, di essere tutti “vite nascoste con Te, o Cristo, in Dio”, fino alle gioie purissime della tua dolcissima intimità.

9) Ascensione

Ti contempliamo, o Gesù, mentre, compiuta sulla terra la tua missione di Redentore degli uomini, ritorni al tuo Cielo da cui eri venuto. Grazie, perchè il tuo Cielo, l’hai riaperto anche per noi... lo dici Tu stesso: “Vado a prepararvi un posto in Cielo...” Aiutaci, o Gesù, a vivere nella ricerca delle “cose di lassù”, fino a quando ci troveremo tutti con Te in Paradiso, dopo averti sentito e vissuto nel piccolo cielo del nostro cuore. Mamma, accompagnaci Tu sulla strada della virtù qui in terra, per raggiungerti un giorno nella gioia senza fine.

Cenacolo Mariano

10) Pentecoste

E’ bello, Spirito Santo, sentirci qui in Cenacolo con Maria e tra di noi e coloro che ci seguono dalle case, come nel Cenacolo di Pentecoste, perchè Tu possa effonderti su di noi, come facesti allora con gli Apostoli. Ti imploriamo con tutto il cuore Spirito Santo: • scendi su di noi, come allora • rinnova, ancora una volta, la Tua Pentecoste • creaci cuori nuovi, purificati dal male e santificati dal Tuo fuoco divino • formaci, come allora, Apostoli di Verità e di Amore, per consumare tutta la nostra vita, per glorificare la Santissima Trinità. 10

11) Chiesa

Maria, Madre della Chiesa del Tuo Gesù, nata dal Suo Cuore squarciato e dallo Spirito Santo della Pentecoste, aiutaci a sentirci anche noi tutti Chiesa assieme al Papa, ai nostri Vescovi e ai nostri Sacerdoti. Fa che amiamo la Chiesa come continuatrice della missione salvifica del Tuo Gesù e sia gioia per noi collaborare, come Chiesa e nella Chiesa, qui e ovunque, per portare il Tuo Gesù a tanti cuori e tanti cuori al Tuo Gesù: • con la preghiera • con la sofferenza • e, se possiamo, anche con l’aiuto della nostra piccola carità che completi la Sua Redenzione.

12) Eucaristia

O Gesù, Divina Eucaristia, ti ringraziamo per averci donato, nel Tuo amore Infinito questo sacramento, per mezzo del quale: • ti offri ogni volta come Vittima del Calvario e Risorto di Pasqua, nella Santa Messa • vieni nel nostro cuore con la Comunione per farci vivere di Te. • sei sempre presente nei Tabernacoli, per ricevere le nostre adorazioni e accompagnarci, durante tutta la nostra vita, nella lotta contro il male e nell’impegno del bene, per sostenerci nelle immancabili sofferenze. Vieni, o Gesù: I nostri cuori sono aperti per glorificarti, adorarti, lodarti, perchè Tu sei il Signore il nostro Dio. Vieni e aiuta noi e coloro che ci seguono dalle case “a fare dolcissima intimità d’amore e di vita con Te”. La TUA GRAZIA ci faccia crescere in virtù e santità. Grazie, Così sia.


Don Mario: “Avvenire è il giornale che ci spiega come guardare con gli occhi di Gesù la realtà di oggi”. “Leggiamo insieme Avvenire”, la rubrica che ogni giorno a Radio Mater presenta la rassegna stampa del quotidiano dei cattolici, ha compiuto il 7 ottobre scorso, dieci anni di vita. La rubrica è stata voluta da don Mario. “Quando il Cielo mi ha suggerito di fondare le due radio ho sentito che la Chiesa doveva avere le porte aperte, anzi spalancate nelle mie radio. E una realtà ecclesiale se vuole essere tale, non può esistere senza abbeverarsi all’acqua della Parola di Dio, che noi possiamo attingere solo dagli strumenti di comunicazione della Chiesa. Avvenire è il “pozzo” della Chiesa italiana, è il giornale che ci disseta con gli insegnamenti del Papa e dei nostri vescovi, che ci spiega come guardare con gli occhi di Gesù la realtà di oggi”. Così don Mario spiega il suo forte legame da sempre con Avvenire. Nei primi anni di Radio Maria fu lui stesso a condurre ogni giorno la rassegna stampa di Avvenire e solamente di Avvenire. E così poi continuò con Radio Mater. Il sopraggiungere della malattia e della dialisi lo costrinsero ad interrompere la rubrica. Nel maggio del 2009, intervenendo in radio durante un’intervista a Francesco Ognibene sull’importanza dei media cattolici, don Mario proponeva, di realizzare in Radio Mater uno spazio quotidiano per la rassegna stampa di Avvenire. Alcuni giornalisti collaboratori della radio raccoglievano l’invito di don Mario e il 7 ottobre dello stesso

Alcuni volontari con don Mario

anno, festa della Madonna del Rosario, nasceva “Leggiamo insieme Avvenire”. “La scelta del 7 ottobre non è stato casuale – spiega don Mario -. La finalità di Avvenire e di Radio Mater sono le stesse: portare la Chiesa in casa e riunire tutti nell’amore come una sola famiglia. E qual è il collante di una famiglia se non il Rosario?”. Per questo anniversario, è intervenuto in radio anche il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio per ringraziare la redazione di Radio Mater formata da P. Ennio Bianchi, Gianluca Savoldi, Francesco Vitale, Marina Di Giorgi, Enrico Viganò e Francesco Ugolini - per il servizio che da dieci anni offre ad Avvenire. Chi volesse ascoltare l’intervista, può trovarla nel sito della radio. E.Vig.

Raffaele Pettenuzzo è filosofo, teologo, sacerdote della diocesi di Benevento e Parroco a Paupisi , autore di moltissimi libri, insegna all’Angelicum di Roma. A Radio Mater conduce la trasmissione: “Rinvigoriti nello spirito” ogni 1° venerdì del mese alle ore 17:30.

La santità: vivere lo spirito di verità in me.

Il Primo di Novembre la Chiesa Cattolica celebra la Festa di Tutti i Santi e vorrei, insieme agli ascoltatori di Radio Mater, approfondire il grande e meraviglioso mistero della santità. La santità, credo, serva ad ognuno di noi per vivere la pace di Dio dentro di me, perché, se non avviene in me la trasformazione, da un cuore di pietra in un cuore che ama Gesù, non potrò mai giungere a vedere un giorno il Suo Volto Glorioso e Splendente. I Santi si rivolgono a noi tutti, ci supplicano, nella loro

trasfigurazione celestiale, di lasciare il peccato, perché esso non mi dà mai Luce come sole, ma sarà sempre in me tenebre oscure, invece la pace che viene dalla santità mi dà una Luce che irradia tutto e tutti, e questo mi porterà a contemplare, come è avvenuto ai Santi,  di cui il Primo Novembre  celebriamo la Festa, la luminosità che Gesù irradia. Mio caro fratello e sorella, pensa spesso al Tabor, ma per arrivare a questo Gesù ha dovuto percorrere prima il deserto.

don Raffaele Pettenuzzo

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La santità: vivere lo spirito di verità in me. / ‘’Avvenire è il giornale che ci...’’

“Leggiamo insieme Avvenire” ha compiuto dieci anni di vita. Il grazie del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.


Preghiera alle anime sante del... / La santità: vivere lo spirito di verità in me.

Gesù ha fatto penitenze e invita tutti noi a farle. Cosa è la penitenza? Essa serve a purificare come purifica la sabbia del deserto e, nell’aridità del deserto, si ha desiderio di acqua, così tutti quelli che fanno penitenza sentono il desiderio di acqua viva  ed è “quell’acqua che spegne ogni sete” come quella che Gesù promise alla samaritana: “Ti darò dell’acqua viva”.

La Festa di Tutti i Santi, insieme alla Commemorazione delle care Anime dei defunti, il Secondo Novembre, ci conducano a un periodo di purificazione. Perfezionati ogni giorno sempre di più.

Ama senza stancarti mai, staccati sempre più dalle vanità e ricchezze di questa terra; nessun tesoro equivale al grande Amore di Gesù per te. Soltanto così si può festeggiare la Festa di Tutti i Santi e La Festa di Tutti i Santi è, la Commemorazione delle allora, per me l’occasione di care Anime dei defunti, una profonda meditazione, il migliorando un po’ di più a desiderio vivo di aspettare la confronto degli anni scorsi. morte come rinascita della vita Tu sai che ogni piccolo sforzo e, per chi segue questo cammino di perfezionamento, fatto per spirituale, un giorno vivrà cose Amore di Gesù, è tanto grande che mai occhio vide né udito sentì.  per Lui e per te; e, giorno dopo Molte volte il Maligno annulla nella giorno, tu vivrai con il desiderio mia mente che possa esistere una che Gesù viva in te, così tu vita, una vita che, in confronto diventi perfetto nell’Amore: a questa terrena,  è una goccia “Siate perfetti come è il Padre d’acqua nell’immensità del mare. nei Cieli e diventate santi”. Dio Padre ci ha creati per uno La santità non è opera di mano scopo ben preciso, che è la felicità. di un dotto, ma di grazia che Ma il peccato ci svia con- viene dallo Spirito Santo. tinuamente, per cui la Sua «I Santi non sono coloro che non Misericordia ci invita ogni sbagliano» ma «coloro che hanno giorno a chiedere perdono, e scelto di mettersi alla sequela ad aspettare il giudizio finale. dello Spirito di Verità» – per Prefiggiti la meta della felicità!... fare ordine dentro di me e tirare per arrivare ad essa devi accettare fuori,  dalla mia interiorità,  la la sofferenza su questa terra,  per vera immagine di Gesù, che amore di Dio e dei fratelli.

mi rende unico e irripetibile agli occhi del Padre celeste. Non temere, caro amico di Radio Mater, di scendere nella sofferenza. Anche se al momento il dolore della purificazione ti sembra insormontabile, dopo però lascia un frutto di pace e di consolazione, che lenisce il tuo cuore ferito e ti porta a pregustare le delizie del Paradiso, perché ti riconcilia con lo Spirito di Gesù e ti introduce nel riposo del Suo amabilissimo Cuore. Papa Francesco nell’Udienza Generale del 25 settembre 2019 ha detto:  «I martiri non sono santini, ma uomini e donne in carne e ossa che – come dice l’Apocalisse – “hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel Sangue dell’Agnello” (7,14). Essi sono i veri vincitori». Guardando, dunque, ai martiri di ieri e di oggi, impariamo – così come ci indica il Papa – «a vivere una vita piena, accogliendo il martirio della fedeltà quotidiana al Vangelo e della conformazione a Cristo». Allora ti esorto, caro fratello e sorella di Radio Mater, a chiedere sempre lo Spirito Santo, perché Esso rinnova! … fatti rinnovare giorno dopo giorno e “ Santo”  si può …! don Raffaele Pettenuzzo

Preghiera alle anime sante del Purgatorio

O Anime care, preziosissime Anime Sante del Purgatorio,che ci avete preceduto nell’incontro con lo sposo Gesù... noi, cittadini del Cielo ma ancora pellegrini su questa terra, quali poveri viandanti alla ricerca della via del nostro ritorno alla Patria Celeste, invochiamo umilmente la vostra potentissima intercessione, unita all’intercessione dei Santi e delle schiere Angeliche. Affinché sia innalzato e abbondantemente riparato il Sacratissimo Cuore di Gesù dalle continue offese, che riceve dall’ingratitudine umana,  noi vi supplichiamo di impetrare Grazia presso il Trono del Padre Celeste, perché riversi abbondantemente, su ciascuno di noi, potentissime EFFUSIONI DEL SUO SANTO SPIRITO. Possa il fuoco purificatore dello Spirito Santo incendiare le nostre vite e trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne, che batta all’unisono con il Cuore di Gesù. Amen. 12


Gli ascoltatori ci scrivono...

Un’ascoltatrice, che preferisce l’anonimato, per la terribile esperienza degli anni giovanili, scrive:

“Grazie a don Mario, sono riuscita a perdonare e mettere tutta la mia vita nel grembo della Mamma Celeste”. Carissima Famiglia di RADIO MATER, buongiorno nella pace del Signore.

Credetemi, non dico questo per vittimismo, infatti ciò non mi porterebbe a nulla, ma DIO SA!

Avrei una supplica da farvi: potete accogliere la mia richiesta di preghiera?

Cause e conseguenze, avevano fatto di me una ribelle! Cresciuta a pane, collegi e castighi.

Uniamoci alle preghiere di don Mario e come un’unica famiglia, aiutiamoci a supplicare la conversione dei cuori e in particolare il mio e quello di mio figlio.

Ricordo le botte che prendevo in collegio e questo perché bagnavo il letto. Mi mettevano in testa le lenzuola, ancora bagnate, e attorno avevo i compagni che mi schernivano, che mi sputavano addosso e altro, che preferisco non riportare!

Sono certa che Dio toccherà e trasformerà i nostri cuori perché Dio è fedele! Io credo in LUI, e pur essendo consapevole che ci ama nonostante la nostra stoltezza - soffro molto nel vedere che mio figlio si professa convinto ateo..., secondo me, per farmi dispetto!! A causa di un incidente è stato in coma e la vita per lui non è facile! Credo che, come me, abbia sofferto moltissimo. Volgendo lo sguardo al passato, ritengo di aver fallito come madre, se pur sono altrettanto sicura che ho fatto quanto potevo ed ero in grado di fare a 17anni, quando lo portavo in grembo. Ero in pratica una adolescente, in più sola!! Una vita crudele la mia e immersa nella sofferenza.

Botte con la cintura dalla parte della fibbia. Che tragici anni! Dio sa che è tutto vero. Quante volte parlando a Gesù ho chiesto: perché??? E, nel contempo, dicevo e dico: so Gesù quanto soffrivi mentre ti frustavano, so cosa provavi mentre ti schernivano, so cosa provavi mentre ti sputavano addosso! Per fortuna oggi i collegi non sono più così e coloro che mi hanno fatto del male, non vivono più. Ma non posso negare che ho imparato dalla vita a vedere anche tante cose buone e ringrazio Dio per questo. Direi che sono proprio un’anima ferita, ma Dio mi ha sempre sostenuta! Forse a motivo di tanta sofferenza?

Quando, dopo una violenza, mi sono accorta di essere in gravidanza, la preghiera mi ha dato la forza di pensare a questa piccola creatura e, nonostante tutto, di volerla portare alla luce. Non è stato facile credete perché, quando lo guardavo con gli occhi umani, vedevo solo la violenza del concepimento ma, allo stesso tempo, con gli occhi del cuore, vedevo una minuscola creatura, parte di me, il quale, come essere umano e indifeso, aveva il diritto di vivere e ricevere e donare amore. Sentivo così sempre più crescere, nella preghiera, per lui e grazie a lui un grande amore materno. Ora, grazie a don Mario, sono riuscita a perdonare e mettere tutta la mia vita nel grembo della Mamma Celeste. A Lei chiedo che faccia da madre anche a mio figlio, che lo protegga e lo aiuti in salute, e in ogni suo bisogno. Ringrazio e benedico il Signore per il dono di Radio Mater e la gioia di essere ogni giorno ricordati nella celebrazione della Santa Messa e nella consacrazione alla Mamma. Grazie don Mario, Grazie famiglia di Radio Mater! Lettera firmata

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‘‘Grazie a don Mario, sono riuscita a perdonare e mettere tutta la mia...’’

La famiglia di Radio Mater


Lettera a Gesù:

Caro Gesù, vieni nelle nostre case quando vuoi e se trovi chiuso butta giù la porta e spalanca il nostro cuore. Caro Gesù, ti chiedo scusa se ti do del “TU” ma... sai...da più di duemila anni che entri nelle nostre case in modo singolare e in silenzio che, sei uno dei nostri. Ti conosco orami da tanti anni, da quando, ancora in tenera età, mi hanno portato nella tua casa: un edificio enorme e pieno di gente. Persone che cantavano, si salutavano e si volevano bene. Poi sono cresciuto e mi hai messo accanto esempi da imitare: i miei genitori, i miei famigliari, i catechisti, i sacerdoti, le suore e semplice gente che si sentiva FAMIGLIA e COMUNITA’.

Caro Gesù, vieni nelle nostre case quando ...

Quanto tempo è passato da allora. Che bello quando, da ragazzino, si andava in oratorio (unico centro di aggregazione e di crescita nell’amore fraterno) per divertirsi con quel poco che si aveva. Ed il “don” faceva di tutto perrendere quel poco… MOLTO e per tutti! I nostri “don” facevano miracoli…, quasi come facevi tu! E che bello il catechismo: avevamo dei papà e mamme di famiglie, delle suore e delle persone dedicate all’educazione che ci volevano davvero bene. Ci insegnavano la preghiera e il dialogo con te. Si parlava, discuteva, gioiva, litigava, ma sempre si CRESCEVA INSIEME. Tutto per amore tuo. Si scendeva in strada ed in cortile a giocare tutti insieme. Tutti senza distinzione. Che bei tempi. Ma sai, ora non è più così. Ora c’è WhatsApp e internet per comunicare. Non occorre più guardare le persone negli occhi e nel cuore per parlare perché è più facile e più comodo. Non fissare più gli occhi nell’altro è una scelta moderna, a passo con i tempi, non c’è il problema di vedere l’altro. Poi c’è internet che ci mette a contatto con tutti e con tutto. Basta un “clik” e siamo nel mondo. Non ci occorre più il catechista, il genitore, l’educatore, l’insegnante per sapere qualcosa. Il “clik” ci dà tutto e offre tutto: moda, denaro, cose tabù, alcool, divertimento, svago. Sai, caro Gesù, ora i ragazzi hanno tutto: cellulari all’ultima moda, vestiti griffati, soldi in tasca, divertimento. Tutto subito senza sacrificio come una volta. A cosa serve il sacrificio? Solo a soffrire: è meglio e più comodo dare tutto..., non sei d’accordo? Poi anche la famiglia è cambiata: ora non ci si sposa più in chiesa, si va a convivere così, se ci sono problemi, si torna a casa e ognuno per la sua strada. Questa è la libertà? In Matteo ( 6.19-21) ci aiuti a capire che siamo sulla strada sbagliata perché affermi: «Non

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accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.» Quanto è vero, Gesù. Abbiamo accumulato tesori privi di importanza e di preziosità ai tuoi occhi. Abbiamo accumulato ricchezze prive d’amore e di carità; prive di ascolto e comprensione; prive di dialogo e accoglienza; prive di ascolto e di condivisione. Abbiamo messo al centro il nostro IO anziché il NOI. Abbiamo pensato solo a noi stessi dimenticandoci del povero, del misero, del profugo, dell’abbandonato, del vicino di casa, del senza tetto, del disoccupato che ci CHIEDEVANO AIUTO. Abbiamo chiuso il nostro cuore. Caro Gesù, aiutaci a riscoprire la bellezza del Vangelo che non invecchia mai. Aiutaci a portare sempre l’esempio con le opere e non solo con le parole. Aiutaci a essere saldi nei valori che la Chiesa e la tua Parola ci hanno insegnato senza vergogna o paura. A credere che la famiglia è una sola, come Dio l’ha costituita sin dal principio. Aiutaci a non dare tutto e subito ai nostri ragazzi, ma capiscano e sperimentino il sacrificio e l’attesa per capire quanto sia prezioso il dono che si vuole ricevere. Aiutaci a ritornare a Te, anche se il mondo non ti vuole più ed essere cristiani discrimina e ci rende “diversi” agli occhi di tutti. Aiutaci a essere sempre lampade accese. Sempre. Grazie Gesù, e nelle nostre case vieni quando vuoi e se trovi chiuso e non riusciamo più a trovare la chiave per aprirti perché siamo troppo accecati dalla luce del male e dell’egoismo, butta giù la porta e spalanca il nostro cuore. Gianluca.


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Giornalino 73 - Eccoci Mamma! Novembre 2019  

Eccoci Mamma! Giornalino informativo a cura della Comunità di Maria ONLUS per Radio Mater

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