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Sped. Abb. postale comma 20/B - Filiale di Roma Legge 23/12/’96 - Viale Filippo Tommaso Marinetti, 221 00143 Roma

Anno 2 - n° 44

2 DICEMBRE 2010 1 EURo

771593 630059 9

ISSN 1593-6309

80044

IL SETTIMAnALE DI A, B, LEGA PRo, D, CALCIo FEMMInILE E CALCIo A 5

L ’ a t t es a è f in it a : P r o fe s s i on e C al c i o T v o g n i g io r n o d a ll e 1 9 . 3 0 a l l e 21 . 3 0 e l a d o m e n i c a dal le 14 al le 18 s u B LU SK Y 92 6


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Numero 44 2 dicembre 2010

Editoriale

Wil iam Punghellini risponde a Gino Tapinassi di Massimiliano Giacomini

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OMA - Dopo la pubblicazione a pagamento della lettera di Gino Tapinassi riceviamo e pubblichiamo (come abbiamo già fatto anche sul nostro sito www.professionecalcio.eu) una nota dell’ex presidente del Comitato Interregionale William Punghellini, che pubblichiamo integralmente: “Con riferimento a quanto riportato e pubblicato a pagamento nella “lettera aperta” a firma del sig. Gino Tapinassi nel sito di Professione Calcio in data 25.11.2010, mi corre l’obbligo di chiedere puntuale rettifica di quanto asserito dallo stesso, nei riguardi dello scrivente, poiché il contenuto, non corrispondendo alla realtà dei fatti, è lesivo della mia reputazione, con aspetti diffamatori. Non volendo scendere in una per me facile polemica (e non solo) con l’autore, che ho avuto l’opportunità di conoscere molto bene quando frequentava abbastanza assiduamente il Comitato Interregionale, mi limito per ora a precisare che lo scrivente non “ha lasciato un ingente disavanzo di bilancio” nel settore, poiché la “libera e originale” rivisitazione dello stesso da parte dello staff Commissariale, non è mai stato certificato dai Revisori dei Conti, che non hanno ritenuto legittima la trascrizione del bilancio stesso, con tanto di contestazione scritta. Poiché i Revisori dei Conti (tuttora nel pieno delle loro funzioni) sono professionisti indiscutibili, il censore avrebbe dovuto documentarsi meglio (o avere migliori e più corretti informatori) prima di lanciare gravi e immotivate accuse di gestione allegra del Comitato Interregionale. A tal

riguardo mi corre altresì l’obbligo di metterlo a conoscenza che in otto anni di responsabilità di questo settore avrò certamente commesso anche degli errori ma credo di aver avuto anche qualche merito, primo tra tutti di aver distribuito alle Società tra contributi, benefit e materiale sportivo oltre venti milioni di euro. Personalmente posso affermare di essere entrato “ricco” nel mondo federale e di esserne uscito povero, poiché ho sacrificato un posto di lavoro (con qualifica dirigenziale lautamente remunerata), affetti famigliari, consistenti risorse economiche e la salute, con grandi sacrifici e onestà intellettuale. Non sono mai ricorso ad amici o a influenze politiche per far carriera, ne sono mai ricorso all’anonimato o ad altri mezzi per distruggere potenziali rivali. Ho sempre cercato di lavorare preferendo la politica del confronto e del democratico dissenso quando occorreva, con lealtà e rispetto dei valori. Quando ho sbagliato, ho pagato in prima persona, anche se non lo ritenevo giusto e ho accettato serenamente decisioni che chiaramente erano ispirate da atteggiamenti discriminatori senza precedenti. Ho sempre subito tutto con signorilità, fiero di essere un uomo libero che non ha mai praticato la politica del “salta fossi”, non ricorrendo mai a iniziative di vario genere che potevano ribaltare completamente i giudizi a mio carico. Ho rifiutato una carriera parlamentare che mi era stata offerta in due occasioni per coerenza ideologica, coerenza che ho confermato non intraprendendo iniziative penali, civili e amministrative che mi avrebbero certamente portato notevoli benefici personali ed economici. A tal riguardo mi corre anche l’obbligo di segnalare che le mie scelte

ideologiche scellerate, mi hanno poi costretto a pagare un’ingente cifra economica di contributi volontari, per maturare il diritto alla pensione, poiché nel periodo d’impegno federale naturalmente ho percepito unicamente la diaria giornaliera prevista dalla LND, senza contributi previdenziali. Non voglio entrare in questa sede nel merito della mia inibizione sportiva, poiché i fatti e la storia stabiliranno la vera verità, mi preme solo precisare invece che lo scrivente non è stato assunto dalla Federcalcio s.r.l., come sostiene il sig. Tapinassi, ma ha solo un incarico a tempo determinato di collaborazione conferitomi non solo dal Presidente Federale ma dall’intero Consiglio d’Amministrazione dello stesso Ente. Vorrei infine puntualizzare che l’autore della lettera aperta, nel distanziarsi da altri Dirigenti Federali come lui, si autocelebra con un’elencazione di meriti che in alcuni casi contengono anche imprecisioni. Prima tra tutte” l’abolizione della tassa di pubblicità negli stadi con numero inferiore a cinquemila” che ha precisi padrini nella persona del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati – on. Giancarlo Giorgetti – unitamente allo scrivente e al dott. Edmondo Caira (su incarico del Presidente della LND Carlo Tavecchio), tutto questo naturalmente documentabile non a parole. Io credo quindi che ognuno sia libero di seguire una sua linea deontologica, ma non dovrebbe mai arrogarsi il diritto di dare lezioni di moralità al prossimo, anche perché si corre sempre il rischio di vedersi sbobinare qualche memoria che potrebbe rappresentare una diversa realtà e lettura. Quando uno esce da un ambiente dopo averci lavorato con tanto entusiasmo e grandi risultati

gli si dovrebbe quantomeno un doveroso rispetto, ma quando anche questo viene a mancare, diventa obbligatorio percorrere strade legali, per ottenere il ristabilimento della verità. La legge in questo è molto chiara, mettendo sullo stesso piano chi diffama ma anche per chi si rende complice, senza prenderne le distanze. Per questo sono molto amareggiato nel leggere parole fuori posto, pubblicate su un importante veicolo comunicativo che non dovrebbe scivolare nel pettegolezzo. Sono percorsi che per indole non è mio costume intraprendere, ma sono scelte obbligate quando si superano certi limiti, soprattutto quando una persona ha costruito la sua vita su canali ben precisi con un curriculum, se volete modesto, ma certamente senza atti di cui si deve vergognare”. Segue Curriculm che potete leggere sul nostro sito. Gentile presidente William Punghellini (l’ho sempre chiamata così e non smetterò di certo ora), leggo con piacere la sua lettera, che ho già provveduto a far pubblicare anche sul nostro sito, ma quando lei afferma che: "[…] La legge in questo è molto chiara, mettendo sullo stesso piano chi diffama ma anche per chi si rende complice, senza prenderne le distanze. Per questo sono molto amareggiato nel leggere parole fuori posto, pubblicate su un importante veicolo comunicativo che non dovrebbe scivolare nel pettegolezzo", credo che si sia perso alcuni passaggi chiave e, come il Tapinassi che lei afferma di doversi documentare meglio, così io le dico che anche lei avrebbe dovuto e potuto documentarsi meglio sulla linea editoriale scelta dal nostro giornale, che tutto fa tranne che scendere nel pette-

golezzo. Punto Primo) In questi mesi abbiamo spiegato più e più volte, anche con interviste mirate a portare alla luce la verità, che lo del Comitato stato Interregionale prima del Commissariamento, basta leggere il nostro giornale e/o sito, aveva al suo interno valutazioni di bilancio insostenibili, come ci è stato spiegato anche dal presidente Carlo Tavecchio (come può bene vedere sul N°28 del 22 Luglio 2010). Tutto questo perché a noi interessa solo la verità, ma come sosteneva Voltaire: “Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee”. Per questo non censuriamo e non censureremo mai il pensiero di nessuno. Punto Secondo) Lo spazio dove abbiamo pubblicato la lettera è a pagamento e tra poche ore uscirà anche su altri giornali nazionali: questo per rammentarle che l'editoria e la stampa offrono anche queste opportunità. Punto Terzo) Siamo stati gli unici ed i primi a darle i giusti meriti, e infatti sul numero 13 dell’8 aprile 2010 del nostro settimanale può leggere queste parole: “Alcune volte ci vengono in mente le battaglie contro l’Assocalciatori di un ex presidente del mondo dell’Interregionale e un po’ di rimpianto per non averle “sposate” forse lo avvertiranno anche altri”. Questo parlando dell’abolizione del vincolo tanto voluta dall’AIC. Noi c’eravamo sentiti già alcuni mesi fa e io le ho spiegato che “Professione Calcio” era pronta ad ascoltarla, come abbiamo sempre fatto. Io non dimentico che lei è stato sempre al nostro fianco così come noi lo siamo stati con lei ogni volta che ritenevamo giusto il suo operato e l’abbiamo criticata ogni volta che credevamo sbagliasse.


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Voci dal Palazzo

La FIGC, Torquemada e i sepolcri imbiancati “Il presidente Abete si è dimostrato ancora una volta il difensore del rigore e della moralità: ha assunto in Federcalcio due rampolli, figli di amici degli amici, senza uno straccio di concorso, senza una parvenza di selezione per puro diritto dinastico o ius principis... di Robin Hood

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siedono in delicatissimi organi tecnici quali l’AIA - Settore Arbitrale, ogni riferimento al sig. Braschi non è puramente casuale. In questa Federcalcio dai “Sepolcri imbiancati”, per prendere a prestito un

Esecutivo del Settore Tecnico federale di Coverciano di cui lo stesso Baggio è presidente. Non sarà forse per erogare i 300mila Euro che dovevano pervenire a Baggio anche in maniera indiretta, di cui si è tanto parlato e che mai nessuno ha smentito ufficialmente? Ad un consigliere federale che allibito chiedeva spiegazioni su questo argomento, il paladino della legalità rispondeva pressappoco così: “È una mia decisione me ne assumo tutta la paternità”. Tutto questo ci fa venire alla mente un episodio della Spagna durante il periodo della Santa Inquisizione. Alla morte del Frate domenicano Torquemada, difensore della fede, propugnatore della moralità e della castità, aprendo i cassetti nascosti della sua scrivania furono scoperti i disegni e le vignette più pornografiche che la Spagna di quel tempo potesse avere. Ogni riferimento è o non è puramente casuale? Ai nostri amati e fedeli lettori le valutazioni del caso.

OMA - Ancora una volta il presidente Abete si è dimostrato, come più volte si è autoproclamato, il difensore del rigore,della moralità, del rispetto delle regole, ha assunto in Federcalcio due rampolli illi ha figli di amici degli amici, imo, tal Tanz ento r p l .a .. senza uno straccio di concoruadram segnato l’inq mandato a so, senza alcuna parvenza di ha selezione, e per diritto dinaC2, l’altro lo Club Italia. stico o ius principis. Ad uno, il “soffrire” al ituati, leggiovane Tanzilli, ha addirittuab Ma ci siamo ra segnato l’inquadramento di ontrollorigasi casi di c iti-squaliC2, l’altro lo ha mandato a sofib frire, si fa per dire, nel Club controllati e in delicati... i Italia, ossia le squadre ficati in post Nazionali… Alla faccia della trasparenza. Nella gestione “Abetiana” siamo in presenza passo delle Sacre Scritture di una Federcalcio senza regole: i si è svolto l’ennesimo Consiglio controllori fanno i controllati ed Federale, a nostro avviso, illegittiogni riferimento ai Signori Ulivieri mo. Illegittimo perché da mesi si e Nicchi non è puramente casuale. decide in assenza permanente dei Gli inibiti e gli squalirappresentanti della Lega ficati per frode Nazionale Professionisti di Milano, sportiva che per protesta nei confronti di cotanto presidente, non partecipano da mesi ai rlare della cisione e me ...per non pa ne, ex pro- lavori del massimo organo ...è una mia de tro paternità. della FIGC. Cosa fa il CONI la o m u s s a nomina di Pe aggio. Non ne nire fa fronte a tutto questo, esto ci fa ve curatore di B erogare i u q o t t u considerato che avrebbe il T ir frate domen sarà forse pe er Baggio il compito di Istituto di e t n e m a ll p a o 300mila Euro ra indiret- Vigilanza sull’operato delle ada, paladin m e u q r o T o ie n Federazioni? Ed ecco l’ulti- ca anche in man iesto spie, c he p oi s i à t li a r o m h ma dimostrazione di rigore c a a ll de ta? A chi h ltore della rispo- e legalità posta in essere dal u a c h e r ro e s st s o e N ì r s c op gazioni, il nostro eroe: ha inserito il ” sto così... pornografia Signor Petrone, procuratore dell’ex giocatore Roberto Baggio nel Comitato


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Rubrica

La neve blocca (il) Bologna. Che sia un oscuro presagio? di Mauro Gasperini

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OMA - Siamo alla grande ammucchiata, sia in testa che in coda. Le inseguitrici, tranne l'Inter e Palermo non hanno saputo approfittare del pareggio della capolista Milan in casa della Sampdoria orfana di Cassano. La Roma toppa clamorosamente a Palermo (squadra di giovani talenti) e frena il suo inseguimento, la Juve pareggia con la Fiorentina capace di difendersi per tutti i 90 minuti. I bianconeri senza un bomber di razza, vanificano il gran lavoro del centrocampo, nel quale è un po' mancato Aquilani, reduce da infortunio e con Krasic non al meglio della forma. Delude il Napoli, messo sotto da una tripletta del cannoniere Di Natale che sta rivivendo una seconda stagione al top. I partenopei sono squadra troppo altalenante, guidata unicamente dall'estro delle tre punte. La neve l'ha fatta da padrona: non si è giocato a Bologna (nel dramma anche per problematiche

societarie), mentre a Brescia si è giocato in una situazione da tregenda (scontato lo 0-0 in quelle condizioni). L'Inter ha rialzato la cresta, ma non inganni il robusto punteggio (5-2) ottenuto contro un Parma sprecone che ha oltretutto causato due autoreti. In coda brutti momenti per De Canio, sfiduciato in diretta TV dal Presidente Semeraro, barcolla quella di Iachini (in ambedue i casi si parla del solito Papadopulo). L'emergente Giampaolo (uno della novelle vague insieme ad Allegri) ha fermato la Lazio, che comincia a mostrare lo stress di un campionato per ora tirato al massimo, comunque al di la di ogni più rosea previsione. E venerdì, in occasione dell'anticipo Lazio-Inter ne sapremo qualcosa di più. In coda, scialbo ed inutile pareggio tra il Bari ed il Cesena, due tra le maggiori candidate alla retrocessione, a mio modesto parere. Ora siamo curiosi di sapere quanto influiranno sui muscoli dei giocatori impegnati in Coppa il freddo e la neve (per esempio, in Polonia, dove giocherà la

Juventus, si prevede una temperatura intorno ai meno 10°: folle decidere di giocare alle 20.45). Questa settimana, visto che il nostro giornale si occupa anche di dilettanti, mi piace portare all'attenzione degli addetti un allenatore giovane ed emergente quale è Roberto Bacci, ex Lazio Torino e Verona che, con un manipolo di ragazzini, sta facendo faville nel Baldaccio Bruni, squadra di Eccellenza in quel di Anghiari. Il giovane mister, al suo debutto dopo una esperienza nella Berretti dell'Arezzo sta facendo felici dirigenti e tifosi di un piccolo e storico paese (luogo di una battaglia famosa tra fiorentini ed aretini). Ebbene Bacci, che proviene da una scuola calcio tra le più famose in Toscana, ed ha avuto come maestri Zoff, Zeman, Cagni e Serse Cosmi, è in rampa di lancio e presto lo vedremo su panchine più prestigiose, ovviamente dopo aver dato ad Anghiari il sogno della serie D, non auspicata ma possibile. Alla prossima, dal vostro Mauro Gasperini


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Classifica bwin

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Il novara esce indenne da Siena di Flavio Grisoli

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OMA - Il big match della diciassettesima giornata della Serie bwin vedeva in programma la sfida al vertice fra Siena e Novara. Grande partita quella fra bianconeri e biancoblu, con i padroni di casa che hanno menato le danze quasi per tutto l’incontro, ma il Novara non ha mai dato l’impressione di capitolare. Larrondo spezza l’equilibrio del match, e tutto lascia presagire ad un pomeriggio dal sapore di rimonta in salsa senese. Ma al 92’, il subentrato Emmanuel Gigliotti (Gigliottì, come da pronuncia francese, ma le origine italiche sono palesi) di testa in tuffo insacca e finalizza una perfetta azione tutta di prima della formazione di Tesser, che così può tirare un sospiro di sollievo e mantenere inalterato il distacco dagli inseguitori, sebbene questi ultimi abbiano una gara da recuperare. Troppo importante, sia per il morale che per la classifica, uscire con almeno un punto dall’“Artemio FranchiMontepaschi Arena” di Siena, e il Novara ci è riuscito in pieno. Chapeau. Nell’anticipo del venerdì, a Bergamo il colpaccio lo fa il Livorno, grazie ad una doppietta di Pagano che stende un’Atalanta in disordine e con un Colantuono sempre più in bilico e contestato dalla piazza. Chi la panchina invece l’ha persa sono Fabio Viviani del Portogruaro e Leonardo Menichini da Crotone. Se per il primo, con i granata ultimi in classifica, il cambio poteva essere preventivabile (anche se la rosa messa a disposizione del tecnico ex Sambonifacese è poco competitiva, se vogliamo utilizzare un velato eufemismo), per il secondo l’esonero appare come Classifica Novara Siena Atalanta Reggina Livorno Varese Empoli Torino Padova Pescara Crotone Vicenza Modena Cittadella Grosseto Frosinone Triestina Ascoli -3 Sassuolo Piacenza Albinoleffe Portogruaro

P 37 32 30 28 27 26 25 25 24 22 22 22 20 19 18 17 17 16 16 16 16 14

G 17 16 17 16 17 17 17 17 17 16 17 16 16 16 17 16 17 17 17 17 16 17

V 11 9 9 8 7 6 5 7 6 6 5 7 4 5 4 4 3 4 4 3 4 3

N 4 5 3 4 6 8 10 4 6 4 7 1 7 3 6 5 8 7 4 7 4 5

S 2 2 5 4 4 3 2 6 5 6 5 8 5 8 7 7 6 6 9 7 8 9

GF 34 27 21 23 26 19 19 21 29 20 17 19 18 19 17 16 13 18 17 20 18 14

una scelta inspiegabile. In quanto inspiegabile, ingiusto. I due pagano le sconfitte contro Pescara e Vicenza, ma il Crotone viaggia a metà classifica con lo sguardo rivolto sempre verso l’alto e mai verso il basso, e con la zona play-off a soli cinque punti. Vedere che poi il posto di Menichini lo prende Eugenio Corini (alla prima esperienza assoluta in panchina, aveva però iniziato la stagione con il Portogruaro, salvo dimettersi ancora prima dell’inizio del ritiro precampionato), allora i dubbi su questo allontanamento del tecnico ex Lumezzane aumentano a dismisura. Misteri del calcio. Nella vittoria del Pescara sul malcapitato “Porto” grande prestazione di Cascione, che si erge a gran maestro del centrocampo e sfodera una doppietta da applausi; nell’affermazione esterna del Vicenza allo “Scida” di Crotone, Abbruscato apre le marcature ed è sempre pericoloso. L’Empoli sembra aver perso lo smalto, e ora perde anche con il Sassuolo di Gregucci, che passa al “Castellani”, incassa e ringrazia. Noselli è sempre il solito rapace, ma la rete che vale tre punti di platino la mette a referto Quadrini, con una punizione dai 25 metri di rara bellezza, a coronamento di una prestazione super. Il Varese terribile di mister Sannino espugna il campo del Padova in pieno recupero grazie a capitan Carrozza.Vedere la squadra del tecnico campano così in alto in classifica è davvero significativo. Piacenza e Torino si dividono la posta senza troppi affanni né drammi, con Cacia che segna la sua rete numero nove in stagione, utile a rimanere agganciati al trenino delle disperate. Del quale fanno parte ancora Grosseto e Triestina, che si sono scontrate al “Nereo GS 13 15 15 18 19 13 12 21 22 20 18 23 22 23 22 23 20 21 22 26 27 28

17^ GIoRnATA

26-27-29.11.10

0-2 Atalanta-Livorno 1-2 Crotone-Vicenza 0-1 Empoli-Sassuolo 1-1 Frosinone-Ascoli 2-3 Padova-Varese 4-2 Pescara-Portogruaro 1-1 Piacenza-Torino 1-1 Siena-Novara 0-1 Triestina-Grosseto 1-1 Modena-Cittadella Reggina-Albinoleffe (8/12)

18^ GIoRnATA

Rocco”. Dopo l’incredibile risultato contro l’Albinoleffe, la squadra di Moriero mostra i denti e agguanta una vittoria a dir poco fondamentale. Caridi ancora in evidenza con un gol e una prestazione sopra le righe. ModenaCittadella termina con un gol per parte, mentre Reggina-Albinoleffe si recupera il giorno dell’Immacolata. La prossima giornata offre altre sfide da leccarsi i baffi:Torino-Siena è un’ottima chance per Lerda per togliersi qualche fantasma dalle spalle;Varese-Reggina per decretare chi ha il miglior gioco della Serie bwin.

LA TOP 11 Allenatore: Gregucci (Sassuolo) De Lucia (Livorno) Knezevic (Livorno)

Del Grosso (Siena)

Sabato (Triestina)

Cascione (Pescara) Pagano (Livorno)

Carrozza (Varese)

Quadrini (Sassuolo)

Bellucci (Modena) Caridi (Grosseto)

4-5.12.10

Albinoleffe-Empoli Ascoli-Padova Cittadella-Triestina Grosseto-Modena Livorno-Pescara Novara-Crotone Portogruaro-Atalanta Sassuolo-Piacenza Varese-Reggina Torino-Siena (5/12) Vicenza-Frosinone (5/12)

MARCAToRI

14 Gol: Succi (Padova, 5r) 11 Gol: Bertani, Gonzalez (Novara) 10 Gol: Bonazzoli (Reggina) Coralli (Empoli, 3r)

Terranova (Frosinone)

Davide Succi (Foto Archivio)


Intervista

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Intervista al tecnico del Padova, formazione dall’attacco micidiale

Calori: “Bene così, ma l’obiet ivo è migliorarsi”

Con l’ex trainer del Portogruaro analizziamo questo inizio di stagione dei patavini che hanno in Succi una punta micidiale, ma la difesa subisce ancora troppe disattenzioni di Flavio Grisoli

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elemento su cui dobbiamo lavorare. Per fare un campionato importante necessariamente dobbiamo migliorarci in tutte le zone del campo. Con il presidente e con il direttore Foschi, comunque, stiamo individuando dove e come intervenire. Mancano ancora quattro giornate all’apertura del mercato invernale, quindi è ancora presto, e non voglio offendere nessuno». Cosa serve, allora, a questo Padova per ambire alle posizioni utili per i playoff? «Si può migliorare la nostra situazione se si riesce ad inserire in un impianto comunque ben collaudato degli elementi di provata esperienza. Comunque vorrei sottolineare - prosegue Calori che questa squadra è praticamente la stessa della scorsa stagione, con le aggiunte di Succi e Crespo». Un’aggiunta come Succi però non è di poco conto…«Uno come Succi serve tantissimo. Si è calato alla perfezione nella nostra realtà con tanto entusiasmo e tanta voglia. Il nostro assetto tattico offensivo, con due punte e una mezzapunta a supporto, lo aiuta tantissimo nello sviluppare le sue qualità». Mister Calori, come molti sapranno, lo

OMA - Il Padova di mister Calori è sicuramente, fra quelle squadre maggiormente accreditate per la zona alta della classifica, la formazione che esprime il miglior calcio della Serie bwin. Un calcio offensivo e sempre propositivo, mai volto al mantenimento del risultato, ma sempre alla ricerca del gol. Predisposizione, che se da un lato garantisce gol e spettacolo, dall’altra riserva qualche risultato spiacevole ai sostenitore veneti. Testimonianza di quanto si afferma, il saldo gol fatti-gol subìti dei biancorossi: 29 le reti messe a segno da Succi&co. a fronte di 22 incassate. Per una squadra che ambisce alla zona play-off, sicuramente la zona difensiva è l’aspetto che va maggiormente curato da parte del tecnico ex Portogruaro: «Ne siamo consapevoli. Comunque, al di là di questo, è un periodo che stiamo giocando bene, salvo poi alla prima occasione ci fanno gol. Bisogna lavorare sulla concentrazione, sulla mentalità vincente. Dei periodi, poi, nel calcio ci sono sempre. L’importante è mantenere lo spirito di sempre». Per quanto riguarda l’attenzione in fase difensiva, impossibile non ricordare al tecnico la gara appena giocata all’“Euganeo” contro il Varese, con gli ospiti sotto di due gol che alla fine hanno vinto la gara: «Sì, purtroppo è un nostro limite, sul quale stiamo lavorando. Globalmente la squadra c’è e sta crescendo, ma chiaramente qualcosa da migliorare c’è sempre». Inutile dire che la fase offensiva è il fiore all’occhiello del Padova, e mister Calori ne va fiero: «Siamo andati in gol con otto giocatori e in casa segniamo quasi tre gol a partita. Pecchiamo di attenzione, però ci vuole tempo». Tempo, però tante dirigenze di tempo non ne hanno e non ne danno: il presidente Cestaro, dopo la sconfitta contro il Varese si è lamentato della eccessiva permeabilità difensiva della sua squadra: «Il presidente ha detto così? - Sorride Alessandro Calori (Foto Sito Ufficiale) Calori - Anche io mi arrabbio, è un

scorso anno ha condotto il Portogruaro ad una incredibile promozione. Insieme ai granata ha raggiunto la cadetteria anche il Novara. Ora, a distanza di meno di sei mesi, una è ultima in classifica (e ha appena esonerato Viviani), l’altra è capolista solitaria. Come è possibile? «Possibile, perché dietro a queste due squadre ci sono due assetti societari diversi, totalmente diversi. Il Novara è una grande realtà, stanno facendo benissimo, e c’è un gruppo di giocatori che sono cresciuti con Tesser, anche quando allenava da altre parti. Il mister sta facendo un grandissimo lavoro. Questo è molto importante, oltre ad una società tranquilla e che sappia gestire e programmare per bene. A Portogruaro - prosegue il tecnico del Padova, da giocatore bandiera dell’Udinese - si è fatto qualcosa di incredibile e fuori dal comune. Non parlo di miracoli, perché quelli li fa qualcun altro. Forse c’è una mentalità diversa. Aver raggiunto la Serie bwin battendo la concorrenza di Pescara e Verona è stato un lavoro meraviglioso, con 12 vittorie fuori c a s a . Programmare info@professionecalcio.net per fare il salto Reg. del Tribunale di Roma n° 1/2009 di qualità è davvero duro. Il Portogruaro è arrivato in Serie AMMINISTRAZIONE: Via F.T. Marinetti 221 bwin con soli 4 Tel/Fax 06 5000975 anni di profes00143 Roma sionismo alle DIRETTORE RESpONSABILE spalle. Non dico Massimiliano Giacomini direttore@professionecalcio.net che sia un caso, CApOREDATTORE per carità, non Luigi Cardarelli l.cardarelli@professionecalcio.net voglio accusare REDATTORE nessuno. Però Flavio Grisoli f.grisoli@professionecalcio.net rimanerci in SEGRETARIA DI REDAZIONE questa categoGerarda Lomonaco ria è un altro gerarda.lomonaco@professionecalcio.net editore@professionecalcio.net discorso. Io gli redazione@professionecalcio.net auguro di salmarketing@professionecalcio.net varsi di tutto IMpAGINAZIONE E GRAFICA cuore, perché sono rimasto affettivamente STAMpA Global Stampa legato a quella Via Angelo della Pergola, 5 00176 Roma piazza».


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Classifiche

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Le Classifiche

1^ DIVISIONE GIRONE A Classifica Sorrento 26 Gubbio 25 Spal -1 24 24 Alessandria Reggiana 22 Salernitana -2 22 Spezia 22 Sudtirol 20 Bassano 19 Lumezzane -1 19 Cremonese 19 Pergocrema 17 Pavia 16 Como 16 Ravenna 15 Verona 15 Monza 14 Paganese 11

Classifica Nocerina 32 Benevento 28 Atletico Roma 28 Foggia -1 23 Taranto 22 Siracusa 21 Lanciano 21 Juve Stabia 20 Gela 19 Cosenza 19 Lucchese 17 Andria 17 Viareggio 16 Ternana 16 Foligno -1 15 Pisa 15 Barletta 15 Cavese -5 11

MARCAToRI 11 Gol: Paulinho (Sorrento, 3r) 9 Gol: Cipriani (Spal)

15^ GIoRnATA 28.11.10 Alessandria-Monza 0-0 2-1 Como-Salernitana Cremonese-Pergocrema 1-1 Gubbio-Sorrento sos Ravenna-Spal rin Reggiana-Bassano 0-1 Spezia-Paganese 1-0 0-0 Sudtirol-Lumezzane Verona-Pavia 0-0 16^ GIoRnATA 05.12.10 Bassano-Cremonese Lumezzane-Verona Monza-Como Paganese-Gubbio Pavia-Sudtirol Perogcrema-Ravenna Salernitana-Reggiana Sorrento-Spezia Spal-Alessandria

2^ DIVISIONE GIRONE A Classifica Pro Patria 31 Tritium 27 Pro Vercelli 26 Feralpisalò 23 Lecco 23 Savona 21 Sambonifacese 20 Canavese -2 16 Valenzana 15 Montichiari 14 -1 Rodengo S. 12 Renate 12 Mezzocorona 11 Sacilese 11 Virtus Entella 11 Casale 7 Sanremese 6

1^ DIVISIONE GIRONE B

MARCAToRI 13 Gol: Ripa (Pro Patria, 3r) 9 Gol: Fabbro (Lecco, 2r)

14^ GIoRnATA

28.11.10

Casale-Entella Lecco-Sacilese Pro Patria-Feralpisalò Pro Vercelli-Sanremese R.Saiano-Mezzocorona Sambonifacese-Tritium Savona-Montichiari Valenzana-Canavese

rin 1-0 3-2 1-0 sos 2-5 1-1 rin

15^ GIoRnATA 05.12.10 Canavese-Rodengo Saiano Entella-Sambonifacese Feralpisalò-Savona Mezzocorona-Pro Vercelli Montichiari-Casale Sacilese-Renate Sanremese-Pro Patria Tritium-Valenzana Riposa: Lecco

2^ DIVISIONE GIRONE B Classifica Carpi 29 Carrarese 25 San Marino 20 Giacomense 19 L’Aquila 17 Chieti 16 Poggibonsi 15 Bellaria 15 Prato 14 Gavorrano 14 Crociati N. 13 Sangio -4 10 Celano 10 Giulianova 9 Fano 8 -5 Villacidrese 7

7 Gol: Pietranera (Crociati N., 3r) 6 Gol: 4 calciatori

12^ GIoRnATA

13^ GIoRnATA

10 Gol: Ciofani (Atl.Roma, 2r) Sau (Foggia) 8 Gol: Ciano (Cavese 2r)

15^ GIoRnATA 28.11.10 Andria-Pisa 3-0 Atl.Roma-Ternana 0-0 Foggia-Benevento 2-1 0-1 Foligno-Nocerina Gela-Barletta 0-1 Juve Stabia-Cavese 2-1 Lanciano-Lucchese 0-0 Siracusa-Taranto 1-0 Viareggio-Cosenza 1-1 16^ GIoRnATA 05.12.10 Barletta-Lanciano Benevento-Foligno Cavese-Andria Cosenza-Atl.Roma Lucchese-Juve Stabia Nocerina-Gela Pisa-Viareggio Taranto-Foggia (06/12) Ternana-Siracusa

2^ DIVISIONE GIRONE C

MARCAToRI

28.11.10

Bellaria-Villacidrese Crociati-Poggibonsi Fano-Chieti Giulianova-Gavorrano L’Aquila-Celano Prato-Giacomense San Marino-Carpi Sangio-Carrarese

MARCAToRI

1-0 rin rin 1-0 0-0 0-2 0-1 1-5

05.12.10

Carpi-Fano Carrarese-Bellaria Celano-Prato Chieti-Crociati Noceto Gavorrano-San Marino Giacomense-Giulianova Poggibonsi-L’Aquila Villacidrese-Sangiovannese

Classifica Latina 26 Trapani 25 Neapolis 22 Pomezia 22 Avellino 21 Melfi 18 Lamezia 17 Brindisi 17 Matera 17 Aversa N. 17 Milazzo 17 Fondi 14 Campobasso 10 Vibonese 9 Isola Liri 5 -1 Catanzaro 2

MARCAToRI 8 Gol: Guazzo (Melfi, 3r) 7 Gol: Mangiapane (Lamezia, 4r) Perroni (Trapani, 1r)

12^ GIoRnATA

28.11.10

Avellino-Lamezia Catanzaro-Campobasso Fondi-Trapani Latina-Neapolis Matera-Pomezia Melfi-Isola Liri Milazzo-Brindisi Vibonese-Aversa N. 13^ GIoRnATA

3-1 1-2 1-3 0-0 2-2 4-1 2-0 1-1

05.12.10

Aversa N.-Matera Brindisi-Latina Campobasso-Fondi Isola Liri-Catanzaro Lamezia-Milazzo Neapolis-Melfi Pomezia-Vibonese Trapani-Avellino


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Sorrento il protagonista

Paulinho, ‘o guaglione brasiliano di Alessandro Zoppo

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OMA - Paulo Sérgio Betanin, in arte Paulinho. Nella vita un unico compito: segnare. Come quei predestinati, nati per questo, con una rete gonfiata nel sangue. Come una seconda pelle, il gol come una scorza che ci si porta addosso. Bomber brasiliano con passaporto italiano, dal 2009 è il nuovo idolo dei tifosi del Sorrento. In Campania ha trovato la propria dimensione: ventisei gol realizzati negli ultimi due anni, attuale capocannoniere del Girone A della Prima Divisione di Lega Pro con undici reti in tredici partite. Uno score davvero impressionante. Frutto dell’impegno e della dedizione. E di un ambiente particolare come quello di Sorrento, società piccola e confortevole, nata soltanto nel 1945 e dopo il dominio in C2 dell’anno 2006-2007 da oltre tre anni stabilmente in C1 (oggi Prima Divisione). Riavvolgendo il nastro della sua carriera, si comincia dai campetti di Caxias do Sul (città fondata nel 1890 da immigranti italiani originari del Veneto, sarà stato un segno?). Qui indossa la maglia dell’Esporte Clube Juventude, con la quale vince un campionato Under 23 e approda a suon di gol alla Nazionale Under 20 allenata da Branco. Del calciatore carioca negli anni in Italia tra Brescia e Genoa, ne abbiamo apprezzato il tiro potentissimo e le micidiali punizioni calciate con il piede mancino piuttosto che le doti difensive. Sarà per questa influenza che Paulinho ha imparato ad usare il sinistro come un vero e proprio dono di Dio. Nel 2004 sbarca al Livorno del presidente Aldo Spinelli, dove in tre anni gioca molto segnando poco. Vive tutte le evoluzioni tecniche che si succedono sulla panchina della formazione toscana: Franco Colomba, Roberto Donadoni, Carletto Mazzone, Daniele Arrigoni (con il quale gioca anche in Coppa Uefa), Nando Orsi, Leonardo

Acori, Gennaro Ruotolo. Tanti allenatori, ognuno gli lascia qualcosa di prezioso. Tuttavia nella città toscana qualcosa non funziona, difficile per un diciottenne l’impatto con la Serie A italiana.Tanto che si muove verso la Maremma e passa al Grosseto, altra stagione sfortunata prima di ritornare nella società amaranto. Nel corso degli anni incrocia giocatori importanti come Marco Amelia, Alessandro Grandoni, Fabio Galante, Igor Protti, Cristiano Lucarelli, Alessandro Diamanti, Ciccio Tavano. Dal luglio 2009 è girato in prestito al Sorrento, palcoscenico definitivo della sua consacrazione. Sarà perché il mare e il sole (o di più, il calore umano) hanno allontanato la “saudade” e la nostalgia del Brasile? Il merito ovvio - è anche di una società seria, dalla progettualità certa, e di un gruppo di giocatori affiatati guidati da un allenatore di grande esperienza, Giovanni Simonelli. Il control-

Paulinho, punta di diamante del Sorrento (Foto Archivio)

lo di palla cristallino, il dribbling fulminante, la velocità che non ti aspetti, l’ispirazione che ti fredda e che nel calcio diventa “senso del gol”, la precisione chirurgica sui calci piazzati, il tiro dalla distanza che non lascia scampo e si insacca beffardo alle spalle dei portieri. Questo il concentrato di qualità che il ragazzo brasiliano, calciatore timido e riservato nato a São Domingos do Sul il 10 gennaio 1986, mette in mostra ogni domenica. La lunga marcia verso la vetta della classifica cannonieri comincia alla terza giornata contro la Reggiana: suo è il gol decisivo del 4-3 che suggella la rimonta dei rossoneri. I rimpianti li alimenta il momentaneo vantaggio in casa del Bassano Virtus, che alla fine si impone per 2-1. Non c’è tempo per le recriminazioni perché la Lega Pro è lunga e densa di partite e il girone A è ostico ed equilibrato: una doppietta nel 3-2 rifilato al Ravenna caccia subito i malumori. Da qui in poi inizia la scalata: realizza freddo e impassibile i rigori dell’1-1 e del 3-3 nei pareggi a Monza e Alessandria; segna due reti fondamentali nelle delicate sfide interne contro la Spal (diretta concorrente nella corsa promozione) e contro la Paganese nel sentito derby campano; continua la striscia positiva segnando a raffica con Lumezzane e Sud Tirol. Con Gaetano Pignalosa, Massimiliano Carlini e Horacio Erpen forma un reparto offensivo davvero niente male. Il recupero in casa del Gubbio e la partita interna di domenica contro lo Spezia saranno banchi di prova decisivi. Il Sorrento di mister Simonelli sogna in grande, partita dopo partita. Una buona squadra che aspira ad essere ottima. Memorie in bianco e nero dell’unico campionato di Serie B disputato nel 1971-72. Un desiderio che sta diventando sempre più realtà grazie ai gol di Paulo Sérgio Betanin, in arte Paulinho. Sul golfo conosciuto ancora meglio come “’o guaglione brasiliano”.


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Pisa il nuovo tecnico

Dopo un avvio di campionato al di sotto delle aspettative, i nerazzurri cambiano

Pisa: via Cuoghi, ecco Leonardo Semplici Il tecnico che ha portato il Figline Valdarno in Prima Divisione promette il massimo impegno: “Essere qui è motivo di grande orgoglio. Lavoreremo sodo per riprenderci” ma anche giovane, infatti Semplici ha 43 piede giusto anche se il anni e ha compiuto una vera tempo è poco ma ci OMA - Leonardo Semplici è il e propria scalata impegneremo molto». nuovo allenatore del Pisa. con il Figline Leonardo Semplici, ori. Esonerato invece il mister Valdarno ginario di Firenze, a feb“Sono sereno to Stefano Cuoghi dopo l’ennesima traghetbraio di quest’anno ha Per il momen nei sconfitta in campionato, nonotando la ricevuto il premio della a m non parlo, stante la scorsa stagione era squadra “Panchina d’Argento” ni prossimi gior e” stato l’artefice della promodella procome miglior tecnico dir a d e s o c zione dei nero blu tra i provincia di della Seconda ò r v a fessionisti. Il Pisa in questa Firenze dalle Divisione per la stahi stagione ha ottenuto solo categorie gione 2008/2009 Stefano Cuog due vittorie e staziona al dilettantistiterminata con la penultimo posto che fino vittoria del camdella classifica del alla Prima pionato a Figline. Aveva iniziato lo scorso girone B della Divisione in soli tre camcampionato con l’Arezzo subendo poi un P r i m a pionati. «Ci sarà da lavoraclamoroso esonero alla quattordicesima Divisione. Ora re molto. Poi sono sicuro giornata con gli amaranto terzi in classifica spetta a che ci sarà un organico a cinque punti dalla prima. Abbiamo interSemplici risolmolto più sereno e pellato in merito all’esonero anche il diretlevare la squatranquillo. Lavoreremo to interessato, Stefano Cuoghi, che dra Toscana da sodo per capire i mostrandosi tranquillo nonostante la deciquesta situaziomotivi e le cause di sione della società, ha dichiarato: «Per il ne, raggiunto questo momento momento non posso dire nulla, ho delle cose telefonicamente difficile. Parlerò con i da sistemare a Pisa, poi avrò qualcosina da si è detto fiero di ragazzi per sentire dire in merito a qualcuno». Cuoghi aveva allenare in una le motivazioni e vinto lo scorso campionato di Serie D prasocietà come intervenire». L’incarico ticamente senza mai perdere una gara, e la quella pisana: ricevuto dal mister non è società della Torre pendente aveva ottenu«Sono molto contensemplice soprattutto perto il ripescaggio in Prima Divisione questa to. Per me è motivo di ché la classifica alla terzultiestate, approfittando delle tantissime defeorgoglio essere a Pisa. ma partita del girone d’anzioni. Forse però si sarebbe dovuto operaLa squadra è impordata è già ben definita, ma i re in maniera diversa in sede di mercato. tante. E voglio ringrasuoi obiettivi sono chiari: Questi errori talvolta si pagano caramente, ziare i presidenti che «Il mio obiettivo è uscire dal e ora siamo sicuri che la dirigenza toscana mi hanno scelto». Piero penultimo posto e dalla metterà a disposizione del nuovo tecnico, Camilli e Carlo zona play-out. I mezzi ci le cui qualità non si discutono, una rosa Il nuovo tecnico del Pisa Battini puntano su un sono, la squadra c’è. Ora molto più competitiva a partire dalla ripreLeonardo Semplici (Foto Archivio) tecnico d’esperienza l’importante è partire con il sa, a gennaio. di Sara Sbaffi

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Radiopoker

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Impazza il Poker anche in radio dalla Redazione

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OMA - Cari lettori, permettetemi di presentarvi la nostra azienda ed il nostro lavoro. Radio-Poker è un network multimediale sul poker sportivo, comprendente portale Web, Radio FM e Tv satellitare. Il portale web www.radiopoker.it è un contenitore di notizie e curiosità sul poker sportivo, dove ci sono inoltre rubriche di strategia ed informazione. Sull’onda del crescente successo di questa passione, abbiamo creato un programma radiofonico, “RadioPoker On Air”, in onda su Retesport (105.6 MHz FM) tutti i lunedì e giovedì dalle 20.00 alle 22.00 condotto da Claudio Mariani con la partecipazione di Luca Fallica. Il programma, inoltre, è disponibile su SKY (canale 9600), in diretta rispetto alla trasmissione radiofonica e vi è la possibilità di ascoltare la trasmissione in diretta streaming dal sito radiopoker.it o dal sito

www.retesport.it. Ben presto il format di RadioPoker è diventato un vero e proprio punto di riferimento di molti appassionati di poker, grazie alle interviste ai personaggi più famosi del mondo del poker nonché i giocatori più vincenti della storia italiana ed internazionale: siamo anche stati gli uni-ci ad intervistare in esclusiva Gus Hansen, intervista disponibile sul sito radiopo-ker.it.Viste le tante richieste da parte degli ascoltatori, abbiamo ideato un campiona-to di Poker Texas Hold’em con la diretta radiofonica, dove i protagonisti sono gli a-mici all’ascolto. Grazie a questa iniziativa e a tante altre come la rubrica “Poker Quiz” dove i radioascoltatori intervengono e rispondono a domande sul TH, hanno la possibilità di vincere molti premi in gadget ed in bonus conto gioco. Ci piacerebbe conoscere la vostra opinione sul nostro lavoro, con la speranza di poter contare su di voi per far crescere la nostra community di amici

ed appassionati di poker. A questo proposito, vorrei invitarvi a visitare il portale web (www.radiopoker.it), in particolare sulla sezione "Chi siamo", dove troverete la nostra presentazione video. Vi invito, altresì, a seguire la trasmissione “RadioPoker On Air”, ricordandovi che va in onda tutti i lunedì e giovedì dalle 20.00 alle 22.00 su Retesport (105.6 MHz FM - SKY canale 9600). Per poter partecipare ai nostri tornei che si svolgono tutti i lunedì e giovedì dalle 21.30 con buy-in di €5 e la domenica alle 22.00 con buy-in da €10 su partypoker.it basta aprire un conto di gioco su partypoker.it direttamente da www.radiopoker.it ed inserire il codice bonus “radio poker”, andare sulla lobby dei tornei e cercare i tornei chiamati appunto radiopoker e per iscriversi inserire la password che è “radio”. I vincitori della classifica mensile vinceranno una maglia ed un cappello ufficiali della As Roma autografati da Francesco Totti. Non mi resta che augurarvi un “Nice Hand” a tutti e al grido del motto di RadioPo-ker: “Siete tutti under the gun”, vi lancio una sfida sportiva sui tavoli di partypoker.it durante RadioPoker On Air”. Non mancate, vi aspetto. Claudio Mariani info@radiopoker.it


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Tritium il protagonista

Intervista all’esperto attaccante della Tritium, la squadra rivelazione del girone A

Lenzoni: “Possiamo dire la nostra”

La punta, classe 1978, ha saltato l’ultimo impegno con la Sambo: “Ho una sublussazione alla spalla, spero di recuperare per la Valenzana. La Tritium? Se la giocherà con tutte” co per la squadra milanese: «Abbiamo avuto un inizio incerto, perché il livello è più alto e ci OMA - La Tritium Calcio, seconda sono più giovani di valore rispetto alla serie D, in classifica a 27 punti, è la vera outma ora siamo più consapevoli dei nostri sider del campionato 2010/2011 mezzi». La Tritium per il momento vola della Lega Pro Seconda Divisione girone A. basso e fa sapere dalla voce di Lenzoni che: Dopo aver vinto il Campionato di serie D «L’obiettivo della stalo scorso anno con un ampio margine sulla gione è la salvezza, seconda, sta macinando risultati anche perché siamo una nella categoria superiore meritando neopromossa. ampiamente la posizione in classifica Naturalmente dietro la Pro Patria capolista. Nicola vogliamo fare più punti Lenzoni, bomber della squadra di possibile, pensando Trezzo sull’Adda, commenta la domenica dopo domenica, come vittoria con la Sambonifacese dice il nostro mister. Poi, una volta in trasferta per 5 a 2: «È raggiunta la salvezza, stabiliremo stata una vittoria sofferta, un nuovo traguardo. Per quanto mi ma per come si era riguarda, voglio fare bene con la messa la partita è squadra e giocare soprattutto per il col(Foto Archivio) andata veramente lettivo e non per me stesso». bene. Noi andiamo a giocare sia in L’attaccante trasferta sia in casa con la voglia di biancoazfare risultato». L’attaccante, però, zurro, da non era disponibile per la partita a due stacausa di un infortunio: «Ho riportato una gioni alla sublussazione alla spalla e non so Tr i t i u m , ancora se sarò disponibile per la chiarisce quando c’è prossima partita, stiamo ancora stato il salto di qualità valutando con il medico e il che ha permesso fisioterapista. Spero di l’ascesa della squadra: esserci». Il giocatore, «Il campionato dello classe 1978, commenta scorso anno è stato la partenza della stagione per la Tritium: «Il lungo, ma dopo le prime nostro avvio di campionato è stato positivo, sei partite abbiamo cominanche se all’inizio dovevamo comprendere ciato ad avere la consapevbene come si giocava in Lega Pro. Avevamo un olezza di essere una po’ di timore degli avversari, ma quando abbisquadra forte, infatti abbiamo capito che avevamo le carte in regola per amo poi chiuso il campigiocarci la nostra permanenza in questa cateonato con un grosso goria, abbiamo cominciato ad esprimere il nosvantaggio sulla secontro calcio e a giocare bene». Il passaggio dalla da (25, per l’esattezza: la Tritium chiuse la serie D alla Lega Pro non è stato traumatistagione a 80 punti e l’AlzanoCene, secon-

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di Fabiola Rieti

do, finì la stagione regolare a 55)». Nicola Lenzoni spiega come si preparano ai match con l’allenatore Stefano Vecchi: «Il mister è molto meticoloso e studia bene l’avversario. Il martedì il nostro allenamento consiste solo in una seduta atletica, ma dal mercoledì alla domenica l’allenatore ci dà input e nozioni sulle squadre che affronteremo». La squadra di Trezzo sull’Adda incontrerà nel prossimo match la Valenzana: «Ora chi viene a giocare contro di noi, spesso propone un gioco più attendista, puntando magari anche ad un pareggio. La Valenzana è una squadra con buoni giocatori che fa da tanti anni la categoria, viaggia in una posizione di medio-bassa classifica, ma si sono sempre salvati. Noi, però, cercheremo di far valere il fattore campo e di giocarci la partita». La Valenzana arriverà un po’ più riposata visto che la partita con la Canavese è stata rinviata causa maltempo, ma secondo Lenzoni non è un fattore che può influire: «A distanza di una settimana non è determinante, se avessimo giocato di mercoledì sarebbe stato diverso». La Tritium ha l’attacco più prolifico dietro la capolista Pro Patria: «I molti goal - dice Lenzoni - non sono sempre garanzia di vittoria, perché le vittorie nascono anche dalla forza della difesa e del centrocampo. Nel nostro gruppo ci sono parecchi giocatori che giocano insieme da molti anni e quindi conoscono i pregi e difetti del compagno». Tra le squadre del girone A la più forte, secondo Nicola Lenzoni, è la Pro Patria perché: «Ha giocatori importanti ed è la più attrezzata, ma anche la Pro Vercelli è un’ottima squadra». In conclusione, l’attaccante della Tritium commenta le penalizzazioni: «Per alcune squadre i punti in meno influiranno molto, perché l’accesso ai play-out o play-off può risolversi nel giro di pochi punti, ed è lì che la penalizzazione può essere determinante».


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Gavorrano Il personaggio

Bettini: “Per i play-off ci siamo anche noi” Per il difensore del Gavorrano, che i compagni chiamano “The Wall” come Samuel dell’Inter, l’obiettivo dei rossoblu non è solamente la salvezza

B

di Antonio Marotta

AGNO DI GAVORRANO - La sconfitta contro il Giulianova avrà fatto storcere il naso a qualcuno, perché arrivata contro il fanalino di coda del girone B, ma Riccardo Bettini, neo acquisto della società del presidente Matteini, lo aveva predetto: «Non guardiamo la classifica, contro gli abruzzesi sarà una gara dura, dove il fattore campo si farà sentire senz’altro, visto che i giallorossi vogliono rispondere alla crisi societaria che stanno attraversando con i risultati». E così è stato, i padroni di casa hanno vinto 1-0 con la rete di Margarita al 19’ del primo tempo, confermando la sterilità di risultati fuori casi dei grossetani. Questa volta, però, l’Abruzzo ha portato male ai rossoblu, dopo che avevano ottenuto l’unica vittoria lontano da casa a Chieti. La sconfitta in terra teramana, comunque, non pregiudica una classifica che è positiva, con i tre punti di distacco dalla zona play-off e i quattro di vantaggio dai play-out. Ma al difensore rossoblu sta un po’ stretta e si aspetta di più dalle prossime gare. «La qualità in squadra c’è e secondo me meritiamo di più, ma ci assumiamo le nostre responsabilità di alcune partite sbagliate sperando di poter rimediare al più presto». E già domenica ci sarà una ghiotta occasione, anche se l’impegno non sarà dei più semplici, per la formazione di mister Magrini, contro la terza forza del campionato, San Marino. «Ci sarà sicuramente voglia di riscatto, ma sappiamo che il match contro i biancoazzurri sarà ancora più duro di quello di domenica scorsa. Loro hanno un parco attaccanti da invidiare e perciò, a partire da noi difensori, bisognerà metterci tutto l’impegno possibile per ricavare almeno un punto dalla sfida. Certo - continua l’ex difensore di Figline e Giulianova - avendo potuto giocare sul

nostro campo sarebbe stata un’altra partita, ma cercheremo di metterli in difficoltà anche al “Santa Lucia” di Venturina a Livorno». Fino a questo momento, comunque, la formazione grossetana non ha demeritato contro le grandi, nonostante le sconfitte per 1-0 a Carpi e 3-1 a Carrara, perciò Bettini spera che alla terza occasione arrivi un buon risultato: «Col Carpi, che non è prima per caso, abbiamo disputato un’ottima partita nella prima di campionato in casa loro, perciò credo che col San Marino potremo fare bene. Se giochiamo con maggiore determinazione rispetto alla gara di domenica scorsa possiamo metterli in difficoltà». La squadra di mister Petrone arriverà in Toscana con la voglia di vincere e di rimanere attaccata alla vetta, dopo la sconfitta con il Carpi di domenica, perciò si prevede un match infuocato tra due compagini che vogliono la vittoria a tutti i costi. Bettini,

Riccardo Bettini (Foto Sito Ufficiale)

che ha trovato al Gavorrano un ambiente perfetto, grazie anche a molti suoi ex compagni di squadra, ha avuto una lunga e importante carriera, toccando tutti gli angoli dell’Italia e spiega così le differenze che ci sono da città a città: «Ho giocato a Foggia, Alzano, Ancona, Pisa, Legnano, Roma (alla Cisco), Giulianova e Figline, ma come vivono il calcio al Sud è incredibile. È passionale, con tifosi caldi e vicini alla squadra. Forse - continua il difensore centrale rossoblu - l’unica città in cui ho trovato le stesse caratteristiche è stata Pisa. In altri posti c’è meno apprensione per una squadra di calcio». Quest’estate è approdato a Bagno di Gavorrano, dove c’è voglia di crescere e di scalare la classifica, elementi che hanno spinto il difensore a scegliere questa squadra: «La società ha un progetto e pensa in grande e questo entusiasmo è importante ai fini dei risultati perché ti caricano e ti spronano a vincere. Speriamo di raggiungere gli obiettivi stagionali, che per la società rimane la salvezza, ma noi giocatori siamo convinti che può arrivare anche qualcosa in più e vivendo di partita in partita i play-off sono raggiungibili». Il ruolo del difensore gli calza a pennello, vista la sua somiglianza con Walter Samuel “The Wall” dell’Inter: «Mi dicono che ho le sue stesse caratteristiche, anche se io non mi ci rivedo. Preferisco giocare centralmente, anche se a inizio carriera mi hanno spostato sulla destra, ruolo che a me non piace tanto». Infine Bettini dà il suo pronostico per il campionato: «Il Carpi mi ha impressionato più delle altre, perciò credo sia la favorita, mentre Carrarese e San Marino hanno qualcosa in più delle altre squadre, ma sono inferiori agli emiliani». Personalmente il difensore rossoblu spera di contribuire a un buon campionato del Gavorrano e di giocare il più possibile, ma precisa: «Il mio obiettivo principale è quello della squadra».


Aversa Normanna Il personaggio

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Ercolano, cuore e grinta per la Normanna Il neo attaccante granata è convinto che l’Aversa abbia tutte le carte in regola per disputare una stagione importante, anche con tanti giovani in campo pionato è ancora tortuoso, ma tra le avversarie del girone la più temuta dalOMA - I giovani sono l’obiettivo l'attaccante è stata quella affrontata nelprimario dell’Aversa Normanna, l’ultimo match, ossia quello contro la la loro valorizzazione è una Vibonese di domenica, finita con uno 1-1 certezza che il direttore sportivo Enzo al quale ha partecipato nonostante l’inDe Vito vuole raggiungere in tempi non fortunio di qualche giorno fa avvenuto molto lunghi. Un progetto che consolidurante l'allenamento contro il Venefro dando i rapporti con squadre della Serie che gli aveva causato un problema musA come Roma e Napoli, rappresenta la colare: «La Vibonese è la squadra che ho punta di forza di un gruppo già ben contemuto di più, poi per le future avversarie solidato che con la grande voglia di bisogna vedere partita per partita, anche se emergere in questo campionato, si sta la salvezza penso che sia nel vero impegno buttando a capofitto nel cercare e naturalmente bisogna di salire i gradini della classifica aspettare e vedere come e della vittoria. A credere nel andranno le varie partite». valore del suo gruppo è anche il Riepilogando un po' il pasneo-attaccante ventottenne sato dell'Aversa Normanna, Sergio Ercolano, nato a Pianura bisogna ricordare che la in provincia di Napoli ed entrasquadra è riuscita a realizto a far parte della compagine zare i sogni della città e normanna in questa stagione: «È della tifoseria normanna una squadra composta da molti nella stagione 2007/2008 giovani che alterna partite buone entrando per la prima volta e partite meno buone. Il cammino nel calcio professionistico è ancora lungo, ma con altri con la promozione in Serie allenamenti e voglia di fare che C2. Un trionfo che ha porsicuramente abbiamo, possiamo tato anche alla conquista fare tanto». Ercolano che ha del titolo di “Campioni iniziato a muovere i primi passi d'Italia” con la vittoria della nel calcio a soli 7-8 anni, Coppa Italia Dilettanti: «Io Sergio Ercolano con il presidente dell’Aversa Normanna Giovanni Spezzaferri ammette di aver trovato delle posso dire poco di questa vitil giorno della sua presentazione (Foto Archivio) differenze e più entusiasmo toria perché non l'ho vissuta. grande voglia di fare e di dimostrare il loro nell'Aversa Normanna rispetto al Fa parte del passato, ma certo è un risultatalento. Però devo dire che l'Avellino da gentrascorso nella sua ultima squadra, il to di prestigio anche se ora bisogna pensare naio farà un campionato a sé vista la supePerugia: «Ho trovato differenze di entusiasal futuro». In conclusione, abbiamo capito riorità che la contraddistingue». La voglia e mo e di voglia di giocare a calcio rispetto al che l'elemento chiave della compagine la passione certo non mancano, ma è lo Perugia. Inoltre c'è un ambiente più pulito e normanna sono i giovani e sul settore stesso giocatore a dire che c'è ancora si è tutti più uniti nel cercare di dare il masgiovanile anche Ercolano dice la sua: simo in ogni partita». In ogni carriera qualcosa da migliorare e che potrebbe «Soprattutto ai livelli di Lega Pro è fondacalcistica si vuole far propria ogni maglia portare a quel salto di qualità in più: mentale, calcolando che quest'anno sono per la quale si gioca, ma c'è sempre quel«Manca un po' di convinzione e di cattiveria fallite venti squadre e l'anno scorso altre la che in ogni modo rimane nel cuore e nel quotidiano. Io penso, però, che con la venti. Quella di valorizzare i giovani è una che si ricorda con maggiore entusiasmo. bravura dell'allenatore Giuseppe Ferazzoli, si politica che stanno adottando molte società Anche nel passato dell'attaccante granapuò fare un ottimo lavoro e raggiungere e facendoli giocare anche in casa si cerca di ta c'è una, anzi due squadre che ripordegli ottimi risultati». Il cammino nel camfar quadrare i conti». di Luana Rocca

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tano ad un periodo indimenticabile: «Mi sono trovato molto bene a Cava de’Tirreni e a Sapri, perché si era creato quel feeling tra l'ambiente e la squadra che ti faceva stare bene. Inoltre la partita che mi ha emozionato di più è proprio l'ultima che ho giocato nella Cavese grazie alla quale ho vinto anche un campionato». E appunto parlando di campionato, cosa ne pensa di quello che sta giocando ora? «È un campionato equilibrato anche perché molte squadre vengono dalla Serie D e sono formate soprattutto da giovani che hanno una


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Trenitalia Tessera del tifoso

Comincia il nostro viaggio nell’analisi di questo nuovo strumento a disposizione dei supporter: qualcosa da demonizzare o da provare e migliorare?

La “Tessera del Tifoso”: una doverosa premessa R

di Flavio Grisoli

OMA - Primo appuntamento con la “Tessera del Tifoso” e l’importante partnership firmata dalla Lega Pro con Trenitalia per agevolare le trasferte dei tifosi. In questo numero, quantomeno nell’intento di chiarire una volta per tutte quali siano i reali intenti di chi ha introdotto questo nuovo strumento, abbiamo deciso di riportare le linee guida del Ministero dell’Interno all’atto dell’introduzione della “Tessera”. Inutile sottolineare e ricordare i fortissimi scontri, anche politici, che si sono verificati sulla bontà o meno di questo provvedimento, le proteste degli ultrà e delle frange più oltranziste delle curve. Il discorso, alla base di tutto questo, è semplice: nessuno vorrebbe limitare o quantomeno porre dei paletti all’ingresso negli stadi, ma ad un certo punto lo Stato deve far valere i suoi princìpi, che sono quelli della legittimità e della sovranità. Se il popolo non rispetta questi princìpi, infrangendo la legge (id est: devastando gli stadi, uccidendo poliziotti e chi più ne ha, più ne metta), lo Stato deve porre rimedio. Il rimedio, al momento, è questo. Migliorabile, per carità, ma qualsiasi cosa per essere migliorata deve essere anche provata. Sulla carta, è tutto buono e tutto cattivo. Proprio per questo, partendo dalle carte e dalle norme, andiamo ad elencare gli elementi e le peculiarità di questa “Tessera del Tifoso”. Nelle prossime settimane, andremo ad affrontare sempre più approfonditamente la tematica, con interviste e inchieste. Come promesso, riportiamo dalla sezione dedicata del Ministero dell’Interno (www.osservatoriosport.interno.it) le linee guida della “Tessera del Tifoso”. “La "Tessera del Tifoso" è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio. Il progetto lanc i a t o dall'Osservatorio si

pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”. La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa. • È uno strumento nuovo delle Società sportive che serve a valorizzare il rapporto trasparente ed aperto con i propri tifosi che diventano i veri protagonisti dell’evento sportivo. • È valida in tutti gli stadi senza distinzione tra i vari campionati nazionali. • Rientra tra le agevolazioni di cui all’art. 8 del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, ed è rilasciata nel rispetto delle procedure previste dal D.M. del 15 agosto 2009. • Possono richiedere ed ottenere la Tessera del Tifoso tutti i supporter che ne facciano richiesta ad una qualsiasi Società sportiva. I più appassionati potranno avere anche Tessere del Tifoso di differenti squadre. • La Tessera del Tifoso non potrà essere temporaneamente rilasciata alle persone attualmente sottoposte a DASPO ovvero ad una delle misure previste dalla legge 27/12/56 n.1423 (c.d. misure di prevenzione); coloro che siano stati condannanti, anche in primo grado, per reati c.d. da stadio. • In caso di intervenuta assoluzione o revisione del provvedimento del DASPO, i motivi ostativi sono da considerare immediatamente decaduti, salvo la vigenza di altre misure di prevenzione anche non connesse. • L’accertamento dei motivi ostativi avviene con le modalità previste dal Decreto del Ministro dell’Interno del 15 agosto 2009, comprese le disposizioni in materia di tutela del diritto alla protezione dei dati personali. • In caso i motivi ostativi di cui sopra intervengano in un momento successivo al

rilascio, la Tessera verrà comunque invalidata. Questi i cosiddetti “paletti” che il Viminale ha posto per il rilascio della Tessera. Sul sito della Lega Pro (www.lega-pro.com), nella sezione dedicata, sono elencati tutti i vantaggi che con la sottoscrizione della Tessera è possibile ottenere. Per motivi di brevità, elenchiamo i più significativi: Avere la garanzia di poter seguire sempre la propria squadra del cuore anche in trasferta e anche in presenza di limitazioni o restrizioni da parte dell’Osservatorio o delle Questure di riferimento per le partite considerate rischiose; Godere del privilegio di far parte di un Club esclusivo, appagando in tal modo il bisogno di appartenenza; Rafforzare il suo rapporto con la società, attraverso lo scambio di informazioni, idee e condivisione di progetti utili per la community; Ottenere una carta di pagamento ricaricabile Visa con un proprio IBAN senza essere vincolati ad un conto corrente bancario; consente di ricevere bonifici, accrediti di stipendio e trasferire in real time denaro da una carta all’altra (card to card); Sostituire il denaro contante: la tessera rappresenta un borsellino elettronico che consente di fare operazioni di varia natura, acquisti online, prelevare contanti, trasferire denaro, ricaricare il telefonino ecc. I detrattori sostengono che sia solamente, da un lato un modo per le Questure di “schedare” i tifosi, dall’altro una trovata pubblicitaria. Ma se non si ha nulla da nascondere, che problemi ci sono nel sottoscriverla?


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Villafranca Vr Il personaggio

Peresson: “Sui giovani non servono regole” Incontro con il numero uno del Villafranca Verona, con il quale analizziamo il momento della squadra e la gestione dei giovani nell’Interregionale di Piero Barbaro

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ILLAFRANCA DI VERONA – Come ripartire da un grave infortunio per riproporsi ad alti livelli? Quant’è difficile per un portiere rientrare nel “giro”? Questo è quello che si è chiesto Tommaso Peresson, classe ’82, portiere e custode della porta del Villafranca, impegnato nel girone B di Serie D. L’estremo difensore di Pordenone fa il grande salto nella Lega Pro proprio con la squadra della sua città, salvo continuare la sua esperienza da professionista con il Cittadella e il Bassano Virtus. Poi un infortunio lo costringe a riprendere dopo «Sei mesi e quindici giorni», puntualizza lui stesso ed ecco il ritorno al calcio giocato tra le fila del Villafranca nel gennaio del 2009, a metà stagione. Ora è il numero uno indiscutibile della sua squadra e cerca di aiutare i propri compagni in qualsiasi modo, anche andando nelle aree avversarie. È quello che è successo nell’ultima partita casalinga contro la Colognese finita 4-4: gli ospiti segnano il gol dell’ultimo vantaggio al 42’st e lui sull’ultimo calcio d’angolo decide di andare a saltare in area: «A dir la verità in area non ci sono arrivato completamente però sono riuscito a creare quell’attimo di panico e di confusione che ha distratto i giocatori del Colognese. Il corner è stato battuto prima che io arrivassi e così siamo riusciti in extremis a pareggiare grazie ad un colpo di testa di Sabatini per il 4 a 4. Per coloro che l’hanno vista sarà stata sicuramente una bella partita ma vista da dentro posso solo dire che sono stati compiuti parecchi errori». Dopo questa partita piena di gol, la sconfitta in trasferta di domenica contro l’Alzano Cene per 3-1, che comunque non rovina il buon momento che sta attraversando la squadra veneta, a detta del portiere di Pordenone: «Stiamo attraversando un buon momento, abbiamo raccolto una buona serie di risultati positivi prima di questa sconfitta, facciamo tanti gol ma ne

prendiamo anche qualcuno di troppo». E se si parla di gol evitabili sono proprio questi a mandare in bestia gli estremi difensori: «Eh sì, quando prendiamo gol che si potrebbero evitare, un po’ stupidi, dispiace e non poco». Non potrebbe essere altrimenti con una squadra costruita con molta gente giovane: «Io ho quasi 28 anni e posso considerarmi il giocatore più anziano della squadra, è quasi naturale, bisogna metterle in conto delle ingenuità per la mancata esperienza acquisita sul campo». La discussione non può che spostarsi sulle regole che da qualche anno limitano o obbligano le società a schierare in campo un prestabilito numero di giocatori giovani. Vince chi ha i migliori giovani o chi ha la giusta espe-

Tommaso Peresson (Foto Archivio)

rienza nei punti cardine del campo? «Io darei molta importanza almeno a quei due o tre elementi d’esperienza che devono costituire la colonna della squadra. Per costruire una buona squadra penserei prima a dei giocatori “vecchi” che riescano a dare la giusta quadratura alla squadra. E poi penso che queste regole lasciano il tempo che trovano, se sei giovane giochi e sei bravo in Serie D ci giochi eccome. Non serve una regola a mio modo di vedere, servono di più gli stimoli a fare bene. Se sei forte gli altri non si possono mettere una benda sugli occhi e far finta di non vederti». Da estremo difensore, Peresson non può che essere contrario all’uso di giovani portieri lanciati come titolari solo per risparmiare un posto ad un giocatore d’esperienza in mezzo al campo: «Succede spesso di trovare giovani ragazzini in campo o in porta o magari sugli esterni schierati come terzini. Io la reputo anche una scelta piuttosto pericolosa visto che il portiere ha un solo cambio a disposizione e quindi non si potrebbe rimediare più di tanto ad un’eventuale giornata storta. E poi penso che non sia questo il modo per far crescere dei giovani portieri, è sicuramente una cosa negativa che non vedo di buon occhio». A livello personale l’esperienza al Villafranca per Peresson è sicuramente un nuovo trampolino di rilancio per tornare a giocare in Lega Pro. Non lo dice apertamente ma, a quasi 28 anni, questa sembra essere l’aspirazione di un progetto a breve scadenza: «Sono al secondo anno qui al Villafranca, sono arrivato a gennaio dell’anno scorso. Questo è un bel posto, tranquillo, non c’è assolutamente pressione, c’è Verona che è molto vicina (una quindicina di chilometri di Via Mantovana da percorrere) e poi c’è una società che è ben condotta con questa organizzazione a livello familiare dove si conta quasi più alla persona che sei che alle tue doti agonistiche. Mi trovo molto bene qui ma di aspirazioni ce ne sono sempre molte. Quest’anno voglio aiutare i miei compagni a salvarsi senza soffrire e poi se si riesce a tornare in Lega Pro sarò contento».


Opitergina Il personaggio

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L’attaccante di peso della società di Oderzo sta vivendo un ottimo periodo di forma

Dall’Acqua: “Possiamo fare molto bene” Per il centravanti, finora 5 gol in 10 presenze, la stagione dell’Opitergina si sta rivelando ottima: “I risultati positivi con Treviso e Venezia siano buon viatico per il futuro”

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di Riccardo Angelo Colabattista

OMA - Stefano Dall’Acqua è la classica punta di peso che ogni allenatore vorrebbe avere in squadra. È quel giocatore che sa far salire la squadra, che fa le sponde per i compagni e, nelle situazioni di difficoltà, sa trasformare i vecchi e sempre utili lanci lunghi, in palle goal. Dalla sua parte Dall’Acqua può contare su un fisico statuario. 191 centimetri per 85 chilogrammi. Dati importanti per un attaccante classe ’81 che ha calcato campi di mezza Italia, riuscendo a toccare tutte le categorie che contano, dalla Serie D, del debutto con il Derthona, fino al punto più alto raggiunto con il debutto in Serie A nelle fila della Reggina e ritoccato nella stagione2005/06 con il Treviso. Proprio domenica scorsa l’attuale squadra dell’attaccante di Oderzo, l’Opitergina, ha incontrato il Treviso: «Abbiamo portato a casa un punto importantissimo. Siamo riusciti a pareggiare contro la squadra più forte del girone che quasi sicuramente salirà di categoria. Questo punticino dimostra che l’Opitergina, nonostante sia una neopromossa, può fare molto bene in questo campionato». Dell’Acqua è un’attaccante di razza, abituato a palcoscenici ben più importante della Serie D. Nonostante ciò ci teneva moltissimo a fare bene contro la sua ex squadra. Prima del match aveva dichiarato: «Se segno esulto». «Certo - conferma Stefano Dall’Acqua - se avessi segnato avrei esultato senza problemi. Con il Treviso ho sempre avuto un ottimo rapporto, da bambino andavo allo stadio a vederla giocare. Ma questo non vuol dire che non si possa esultare per un goal. Oltre tutto al mio ingresso in campo ho ricevuto anche dei fischi, per questo avrei esultato senza problemi, soprattutto per rispetto verso i miei nuovi colori». Nella vita si devono fare sempre delle scelte. Alle decisioni, però, ci sono sempre delle ecce-

zioni. «L’anno passato con la Pro Patria è stato fantastico e i suoi tifosi mi rimarranno sempre nel cuore. Gli ultras della Pro Patria hanno la particolarità di dedicare i cori solo alla squadra e non ai singoli giocatori. Con me hanno fatto un’eccezione, per giunta da avversario. Quando, da avversario, mi sono presentato nel loro stadio, mi hanno fatto trovare uno striscione gigante con una mia foto e, in

Stefano Dall’Acqua (Foto Sito Ufficiale)

più, hanno cantato diversi cori per me. È stato bello e gratificante. Bene, in quell’occasione non so se avrei esultato anche perché, oramai, molti sostenitori della Pro Patria sono diventati miei amici fraterni». Queste sono le belle storie di calcio che ci piacerebbe poter raccontare sempre più spesso. Le rivalità nello sport ci sono e ci saranno sempre, guai se non ci fossero. Ma è bello sapere che, in un lavoro da “mercenari” come quello

del football moderno, ci sono ancora dei legami personali che resistono aldilà del colore di una maglia. Adesso però per Dell’Acque c’è solo l’Opitergina, neo promossa dalle belle speranze. «Per la nostra squadra c’è l’obiettivo di fare un campionato tranquillo. Raggiungere la salvezza il prima possibile deve essere l’imperativo categorico. Dopo un inizio di stagione un po’ difficoltoso siamo riusciti a ricomporci e ad esprimerci al meglio. Ora ci sentiamo più tranquilli e cosciente dei nostri mezzi e le buone prestazioni con le prime della classe come Treviso e Venezia, stanno lì a dimostrarlo». La squadra guidata da mister Mauro Tossani sembra, dati alla mano, una tipica formazione del maestro Zeman. In 13 partite, infatti, sono stati ben 24 i goal realizzati e 35 quelli subiti. Se per la difesa il mister ha cambiato qual cosina, dall’iniziale difesa a tre si è passati ad una più classica con quattro difensori in linea, per l’attacco il gioco spregiudicato di Tossani è un bene. «Per noi attaccanti avere una mentalità offensiva è positivo. In avanti arrivano molti palloni giocabili e così facendo alla fine il goal lo fai. Poi devo dire che con Furlan mi trovo benissimo. Ci compensiamo alla perfezione. Lui è piccolo e agile ed io sono sempre pronto a sfruttare la mia fisicità». È bello avere una squadra spettacolare ma ancor di più una vincente. «Non si può andare fuori casa a fare tre goal e non conquistare i tre punti». Se per l’Opitergina l’obiettivo è la salvezza tranquilla per Dell’Acqua c’è da raggiungere la doppia cifra. «Il mio obiettivo personale è superare quota dieci. In queste prime partite di campionato sono già arrivato a cinque segnatore. Un risultato che mi dà ancor più fiducia anche perché, sinceramente, mi sento ancora di categoria superiore». I risultati per la squadra stanno pian piano arrivando mentre per Dell’Acqua, le conferme, sono già arrivate. I tifosi biancorossi possono dormire sonni tranquilli; quest’anno si divertiranno sicuramente.


Todi Il personaggio

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Il bomber del Todi, elemento di spicco a disposizione di mister Luzi, si racconta per noi

Tarpani: “Non montiamoci troppo la testa” Il big-match contro il Perugia non va in scena per il maltempo: “Dispiace, soprattutto per i nostri mille tifosi che erano arrivati al Curi per sostenerci. Voliamo basso”

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di Antonio Marotta

ODI - In Umbria l’entusiasmo è ormai alle stelle dopo la promozione ottenuta l’anno scorso, ma soprattutto dopo l’ottimo inizio di campionato e la conquista della vetta della classifica attuale. Domenica scorsa c’era il big match contro il Perugia, al “Renato Curi”, ma per il campo impraticabile non si è giocato. I biancorossi di mister Luzi erano giunti a Perugia vogliosi di disputare un grande partita e di rendere felici i mille tifosi al loro seguito. «C’è molto rammarico - esordisce Lorenzo Tarpani - perché la cornice di pubblico vista al Curi era da pelle d’oca e avremmo voluto giocare solo per loro, ma era davvero impossibile». L’attaccante del Todi, giunto alla sua settima stagione con i colori biancorossi, inframmezzate dalle esperienze ad Arezzo, Montevarchi, Sansovino e Gubbio, spiega così l’aria che si respira nell’ambiente todino, sia all’interno dello spogliatoio che fuori, tra la gente. «Dopo la cavalcata dell’anno scorso e l’attuale posizione in classifica la squadra è seguita dappertutto e i tifosi sono tornati ad accompagnarci anche in trasferta come non succedeva da anni. Questa è la conquista principale, insieme alla grande determinazione che mettiamo in campo ogni domenica e che ci sta ripagando». Anche il cambio d’allenatore, che normalmente porta sconquassi in rosa, è stato recepito bene dall’intero organico e dall’ambiente circostante, così che i risultati ne hanno giovato. «Mister Luzi lo conoscevamo già per aver allenato il Todi qualche anno fa. È un tecnico molto preparato che farà strada. Ci fa scendere in campo con la concentrazione e la determinazione giuste. L’ex allenatore Cruccolo, comuque, rimarrà nei cuori di tutti, credo, dopo l’annata da record della promozione in D, ma la società ha fatto questa scelta che sta ripagando alla grande».

Insieme al pubblico incitante e al gruppo solido c’è una terza variabile che ha il suo peso nel successo di questa squadra, che è proprio la società. «Penso che i meriti siano divisibili equamente perché la società ci sta mettendo un impegno grandissimo per portarci il più in alto possibile e per questo ha mantenuto l’ossatura della squadra della passata stagione. Inoltre - continua Tarpani - è una presenza importante che da 4-5 anni ha compattato un gruppo formidabile e che finalmente ha visto coronare il sogno della Serie D». Il campionato non è dei più facili, ma in questo momento l’affiatamento la sta facendo da padrone e sta portando in orbita la squadra di mister Luzi. «Credo che la nostra forza sia proprio questa - sottolinea il bomber del Todi - perché noi non siamo una squadra, ma siamo innanzitut-

Lorenzo Tarpani (Foto Archivio)

to amici e questo rende i legami in campo più forti e di conseguenza agiamo come se fosse un’unica persona». Tarpani, comunque, non vuole illudersi, perciò ha già individuato le possibili pretendenti alla vittoria finale: «Il Perugia per la storia, il pubblico, l’organico è sicuramente la numero uno. Poi vedo molto bene il Castel Rigone, il Montevarchi e il Flaminia Civitacastellana. Poi altre squadre penso che possano solo fare una buona annata, ma niente di più. Naturalmente spero che anche il Todi possa arrivare a giocarsi la promozione, ma per ora ci accontentiamo di guardare alla prossima partita, perché solo così possiamo puntare in alto. Montarsi la testa sin da ora sarebbe sbagliato». L’attaccante si sofferma sul prossimo impegno, in casa contro il Deruta, e spiega perché non sarà un match facile, nonostante la classifica deficitaria degli avversari: «Li conosco e so che combatteranno fino alla fine. Poi avendo una situazione societaria difficile daranno l’anima per risalire in classifica e dimostrare che in campo le difficoltà non ci sono. Noi la prepariamo come tutte le altre cercando di vincere e di allungare in vetta». La favola del Todi si addice in pieno con la storia di Tarpani, costellata di aneddoti significativi e di vittorie sportive importanti. Lui però ne sceglie due: «Con la maglia biancorossa penso che la vittoria della Coppa Italia di Serie D, nel 2001 contro il Fanfulla, sia stato l’apice della mia carriera e del calcio a Todi. Ma c’è anche un’altra giornata che ricordo con immenso piacere e riguarda il campionato che ho giocato a Montevarchi, quando vincemmo a Firenze, all’“Artemio Franchi” davanti 25mila persone contro la Florentia. Fu una gioia inspiegabile, davanti a tutta quella gente». E quest’anno vuole ripetere quelle gesta, ma il suo obiettivo principale è raggiungere la posizione più alta possibile insieme alla squadra: «La classifica cannonieri mi interessa relativamente. Io metto sempre prima le necessità del gruppo».


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La favola ai confini di Napoli di Flavio Grisoli

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OMA - Ad Arzano, un tiro di schioppo da Napoli, si sta vivendo una vera e propria favola. È quella dell’Arzanese, che da ripescata nell’Interregionale sta stupendo tutti con quei suoi 29 punti in classifica che valgono il primato solitario in classifica con ben 5 punti di margine sulla più immediata inseguitrice, il Fortis Trani. Con il presidente della società campana, Gaetano De Vita, tracciamo il quadro della situazione attuale sotto tutti i punti di vista, prima di tutto chiedendo da quanto ha assunto la carica di primo tifoso dell’Arzanese: «Sono entrato nel mondo del calcio l’anno scorso, trascinato dai miei cugini, che avevano la società già da qualche anno e mi hanno proposto la presidenza. Siccome le cose che faccio le devo fare bene, allora abbiamo fatto un progetto e scelto degli uomini, con mister Troise in panchina la scorsa stagione. Tutti insieme abbiamo stilato un decalogo comportamentale da rispettare. Purtroppo la scorsa stagione

non siamo riusciti a vincere il campionato (l’Arzanese arrivò terzo nel campionato di Eccellenza campano, e perse ai play-off nazionali con l’Ebolitana), però a livello giovanile siamo arrivati in semifinale nazionale con gli Juniores, perdendo contro il Tor di Quinto. Poi è arrivata la buona novella del ripescaggio in Serie D, ed eccoci qui». Cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione? «Prima di tutto il tecnico: mister Troise è andato a Nola e noi ci siamo affidati a Fabiano, che in passato già si era seduto su questa panchina. Abbiamo mantenuto lo stesso assetto dirigenziale e cambiato gran parte della squadra, costruita per vincere il campionato di Eccellenza. Poi, dopo il ripescaggio, abbiamo implementato la rosa con elementi di valore e siamo partiti». Ma è davvero così inaspettato questo primato? «Bé, non proprio, perché la professionalità della squadra è premiata dai risultati. Io cerco sempre di tenere i piedi per terra, forse facendo anche un po’ l’ipocrita, però il nostro primo pensiero è la salvezza. Comunque, in sede di mercato invernale faremo le nostre mosse per dare

Arzanese qualche altro elemento a disposizione del mister». Un dato chiaramente a favore dei napoletani è la prolificità: in testa alla classifica cannonieri ci sono Carotenuto e Montaperto: «Il nostro attacco è fortissimo, però io credo che il nostro vero punto di forza, mai come quest’anno, è la difesa. Abbiamo due difensori, il capitano Noviello e Imparato, che sono due elementi fondamentali. Carotenuto e Montaperto sono due campioni, però non voglio togliere meriti agli altri». Da “novizio” del mondo del calcio, come sta vivendo questo momento di difficoltà del calcio di Lega Pro e Serie D il presidente De Vita? «Il momento è tragico, perché crisi economica sta mordendo tutti. Sotto il profilo degli sponsor soprattutto. Si figuri che domenica scorsa, per la gara contro il Nardò, sono stati staccati 88 biglietti, di cui una cinquantina per i tifosi ospiti, oltre ai circa 200 abbonati che abbiamo. Abbiamo bisogno che l’imprenditoria locale ci aiuti». Dalle parole del presidente De Vita, ci sembra di capire che in caso di promozione in Lega Pro, l’iscrizione tra i professionisti sarebbe un grosso problema: «Allo stato attuale, non ci potremmo permettere la Lega Pro. Non sono scoraggiato, perché sto vivendo i problemi di una società sportiva sotto tutti i punti di vista.Anche il rapporto con la tifoseria è complicato, perché il pubblico è molto esigente. Io non sono abituato a fare brutte figure, quindi le promesse che faccio le mantengo». (L’intervista completa su www.professionecalcio.eu)


Forlì Il personaggio

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Vanigli, partenza e arrivo in quel di Forlì R

di Riccardo Morgigno

OMA - Siamo andati a scovare il difensore centrale del Forlì FC, partito dal Milan ed ora tornato a casa. Richard Vanigli è nato il primo giugno 1971 e come molti altri calciatori forlivesi, ha deciso di tornare a giocare nella sua città. Come lui, eccoli di nuovo a Forlì anche Salvetti (ex Sassuolo e Cesena), Balestra e capitan Sozzi. In organico anche l’esperto attaccante Enrico Fantini, ha vestito diverse maglie, su tutte: Livorno, Chievo, Venezia, Fiorentina e Torino. La maglia del Forlì è biancorossa palata, a righe verticali stile Vicenza o Athletic Bilbao. Proprio come il club basco, anche in Romagna, stanno ricreando una squadra colma di indigeni. Innanzitutto, come mai questo nome? ��I miei genitori avevano una passione per i nomi stranieri e per questo mi hanno chiamato Richard all’inglese e i miei due fratelli Thomas e Christian». Sei tornato a casa, emozioni? «Ad ottobre 2009 ho firmato per il Forlì, abbiamo vinto subito il campionato di Eccellenza ed ora eccoci qui nella serie D. A 39 anni è dura, ma ho ancora tanta voglia e passione e mi sento molto bene fisicamente. La società è fallita diverse volte in passato, tre anni fa sono ripartiti dalla Promozione, ora ci sono 10 soci. Siamo neopromossi ma è una lotta dura per salire in Seconda Divisione. I nostri avversari hanno nomi blasonati come Rimini, Sambenedettese, Jesina e Teramo. La società è ambiziosa, faremo bene». La tua città come risponde, è vicina alla squadra? «L’entusiasmo c’è, la dirigenza è sempre molto attenta ai conti, l’obiettivo è un torneo in zone medio-alte della classifica. La città è un pochino fredda, comunque sono quasi mille che ci vengono a vedere e tifare al “Morgagni”. Certo, siamo tra Cesena e Bologna, siamo tra due fuochi, ma anche qui c’è voglia di emergere. In casa abbiamo perso tre volte mentre in trasferta siamo imbattuti». Ma torniamo alle origini della carriera di Vanigli: 1988, giovanili del Forlì, poi la grande chance a Milano: «Nel 1989, poco prima dei Mondiali in Italia, fui preso dal vivaio del Milan, la squadra di Sacchi era ai vertici in tutte le competizioni. C’erano i tre olandesi e vivevo dentro Milanello. La

mattina mi allenavo con la prima squadra, poi il pomeriggio facevo una seduta con la Primavera e con la Berretti. Sacchi era molto esigente e ci allenavamo a dei ritmi forsennati». Richard, come spesso si ama etichettare, era considerato il nuovo Baresi, per via del ruolo di libero che svolgeva con ottimi risultati. Non andò bene in rossonero, e iniziò a girare lo “Stivale”, dal ‘91 al ‘93 al Varese in C2, poi tre stagioni al Cosenza in serie B dal ‘93 al ‘96. Poi a Lecce il

Richard Vanigli (Foto Archivio)

salto definitivo nel grande calcio: «Con il Lecce ho avuto grandi allenatori come Ventura in B e Prandelli in serie A. Cesare veniva dalla Primavera dell’Atalanta, poi dopo soli 4 mesi fu esonerato e arrivò Nedo Sonetti. Ho esordito in A all’Olimpico di Roma contro i giallorossi di Zeman, 3 a 1 per loro ma che emozione lo stadio romano pieno». Poi la breve esperienza in Abruzzo: «Solo 6 mesi con il Castel di Sangro alla corte del mitico Osvaldo Jaconi, un mito a Livorno tanto da chiamarlo “Vodz” ovverro “Lo specialista”. Eravamo un gruppo molto giovane e la B fu durissima. Purtroppo non ho conosciuto l’autore americano

del libro dedicato alla favola del Castel di Sangro, peccato». Eccoci alla grande esperienza di calcio e di vita, l’approdo al Livorno. «Per me è stato fantastico, dal ‘98 al 2004 ho vestito la maglia amaranto ed anche la fascia di capitano quando Protti era squalificato. Igor è sanguigno e spesso nelle partite col Pisa perdeva un po’ la testa. Spesso espulso, si avvicinava alla gara in maniera quasi morbosa, la viveva come pochi. Eravamo un gruppo affiatato ed anche fuori. La sera uscivamo sempre insieme». 186 presenze e 4 reti oltre alle due storiche promozioni labroniche: la serie B dopo 32 anni e la serie A dopo un digiuno lungo 55 anni: «Con Mazzarri ed il suo 3-4-3 scendevamo in campo sempre per vincere. Con me e Protti c’erano giocatori di grande spessore come Chiellini, Doga, Grauso e Ruotolo, poi arrivò anche Cristiano Lucarelli». Ma purtroppo nel 2004 Richard Vanigli lasciò l’“Ardenza”: «Io volevo rimanere ma fui costretto a cambiare aria. Spinelli fu molto vago nelle sue parole, mi parlò di voler migliorare la rosa e disse che avrebbero voluto un difensore mancino per la serie A. In verità stavano per acquistare Alessandro Lucarelli, fratello di Cristiano. Piede sinistro. Ci rimasi malissimo, volevo bene alla squadra e alla gente livornese. Andai all’Empoli ma rimasi comunque a vivere a Livorno. Mia figlia andava a scuola a Livorno e poi con 45 minuti di macchina ero ad Empoli per gli allenamenti». E come andò con gli azzurri? «Realtà tranquilla e serena con un grande vivaio. 4 anni, fino al 2008, 64 presenze ma nessuna rete. Giocai anche in coppa Uefa contro lo Zurigo fa fummo eliminati al primo turno. Portare l’Empoli in Europa fu il massimo. Insieme a Vannucchi, bravo ragazzo e ottimo giocatore, con la fissa della pesca, oggi gioca con lo Spezia di Pane insieme a Saudati. In campo ero sempre molto concentrato e mi godevo poco l’ambiente ed il calore del tifo intorno, ma ricordo ancora quando abbiamo espugnato “San Siro” ed il “San Paolo”». Poi l’Ancona nel 2008/09 ben 26 gettoni e due centri con i dorici. Infine ancora le sue scuse a Totti per l’infortunio che mise a rischio la presenza al Mondiale tedesco nel 2006: «Ci siamo subito sentiti al telefono e chiariti, e per fortuna siamo diventati campioni del Mondo».


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Avviso a pagamento


Stati Uniti-Italia

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Italdonne, è ancora 0-1: fuori dal Mondiale «Perdere non è mai piacevole – dichiara Ghedin dopo la sconfitta subìta a Chicago sabato scorso che ha sancito la fine del OMA - Il 2010 orribile per il nostro cammino delle azzurre – anche se siamo calcio a livello di nazionali si chiude usciti a testa alta, con grandissima con l’eliminazione della dignità. Non smetterò mai di elogiare selezione femminile dalle qualificaqueste ragazze, che si sono battute in zioni per il Mondiale che si terrà in maniera encomiabile. Abbiamo lavoGermania la prossima estate. Gli rato sodo due anni – conclude Stati Uniti era la peggiore avversaGhedin – siamo andati vicinissimi al ria che si potesse incontrare, è grande salto, ma ancora non ci siamo. vero, però il match-ball per staccaÈ un vero peccato». Parole che ricalre il pass per la rassegna iridata la cano quelle che ci aveva rilasciate il Nazionale di Ghedin l’ha fallito presidente della Divisione Calcio nello spareggio contro la Francia, Femminile Giancarlo Padovan prima perso inopinatamente a Gubbio del play-off: «Se non riuscissimo a per 3-2 dopo essere stati in vanqualificarci saremmo l’eterna protaggio per 2-1 al riposo. È lì che si messa incompiuta». Purtroppo, è così. deve recriminare. Perdere il dopAuguriamoci che il 2011 possa essere pio confronto con la prima nazioSilvia Fuselli contrasta la capitana degli Stati Uniti Christie Rampone l’anno del riscatto delle nostre nale al mondo ci può stare, anzi, ci Le americane si sono imposte ancora per 1-0 (Foto Archivio) Nazionali di calcio. sta. Se poi andiamo a vedere lo

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dalla Redazione

svolgimento delle due partite, si può dire che le ragazze azzurre se la sono giocata alla pari, peccando solo di precisione in attacco, ma per il resto non hanno sfigurato, anzi.


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Repubblica di San Marino

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Il Tre Fiori prende il largo. Cosmos, disfatta epocale La nona giornata del campionato sammarinese vede la capolista del gruppo B imporsi a Dogana e portarsi a +7 sul Murata che riposava. Nel gruppo A il Pennarossa vede la vetta dalla Redazione

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EPUBBLICA DI SAN MARINO Niente di nuovo sotto il sole sammarinese. Le gare di sabato e domenica scorsi hanno decretato che il Tre Fiori è senz’altro la squadra più forte di tutto il lotto delle partecipanti. Ne è il segno evidente la vittoria di misura inferta alla Juvenes/Dogana. Decisivo, al minuto 36, Amici. Era un’occasione da non lasciarsi sfuggire per i campioni in carica, complice anche il turno di riposo del Murata primo inseguitore che ora si ritrova distante sette lunghezze e che ora se la dovrà vedere proprio con la Juvenes, ex squadra dell’attuale tecnico dei bianconeri Alberto Manca. Il girone A ha visto, invece, riaprirsi tutti i giochi, a causa dell’incredibile (almeno nel punteggio) battuta d’arresto della Cosmos, che ha subìto un rovescio dalle proporzioni storiche contro la Folgore/Falciano. Un 5-0 firmato Bugli e Dominici (tripletta) e

Federico Amici del Tre Fiori (Foto Archivio)

LA CLASSIFICA DEL CAMPIONATO GRUPPO A Cosmos Pennarossa La Fiorita Juvenes/Dogana Faetano Fiorentino Cailungo

GRUPPO B 17 16 14 10 9 7 2

Tre Fiori Murata San Giovanni Tre Penne Libertas Virtus Folgore/Falciano Domagnano

Gabellini. Il Pennarossa ne approfitta prontamente, sconfiggendo la Libertas sul proprio campo per 2-0, grazie a Ciacci e Bonifazi, che al 30’ del primo tempo avevano già scritto i titoli di coda alla gara. Non guadagna margini importanti La Fiorita, bloccata sul campo del fanalino di coda Domagnano sull’1-1. San Giovanni e Tre Penne segnano 4 gol in trasferta e battono Cailungo e Faetano, mentre termina a reti inviolate la sfida fra Fiorentino e Virtus, due formazioni che per il momento non possono chiedere nulla di più a questo campionato. La prossima giornata ci offre sfide molto interessanti, come La Fiorita-Tre Fiori, Murata-Juvenes/Dogana e Tre PenneCosmos. Mentre andiamo in stampa, nella giornata di mercoledì, si giocherà il quarto turno di Coppa Titano: Folgore/FalcianoCailungo, Libertas-Virtus, Murata-San Giovanni, Domagnano-Faetano, Tre Fiori-La Fiorita e Juvenes/Dogana-Tre Penne le gare in programma.

CLASSIFICA MARCATORI GRUPPO A

24 17 16 14 12 9 7 3

EURO 2012 - LA SITUAZIONE DEL GRUPPO E PT

G

V

N

S

GF

OLANDA

12

4

4

0

0

12

2

+10

UNGHERIA

9

4

3

0

1

12

4

+8

GS DR

SVEZIA

6

3

2

0

1

9

4

+5

MOLDAVIA

6

4

2

0

2

5

3

+2

FINLANDIA

3

4

1

0

3

10

6

+4

SAN MARINO

0

5

0

0

5

0

29 -29

6 Gol: Fantini (Juvenes/Dogana) Montagna (Cosmos) 5 Gol: Grigore (Fiorentino) 4 Gol: Mularoni (La Fiorita) GRUPPO B 6 Gol: Gatti (Murata) 5 Gol: Aruta (Tre Fiori)

9^ GIORNATA 27-28/11/2010

Juvenes/Dogana-Tre Fiori Fiorentino-Virtus Domagnano-La Fiorita Cailungo-San Giovanni Faetano-Tre Penne Folgore/Falciano-Cosmos Pennarossa-Libertas

0-1 0-0 1-1 0-4 1-4 5-0 2-0

10^ GIORNATA 4-5/12/2010

Libertas-Fiorentino Pennarossa-Virtus Folgore/Falciano-Faetano Tre Penne-Cosmos La Fiorita-Tre Fiori Murata-Juvenes/Dogana Cailungo-Domagnano Riposa: San Giovanni

I PROSSIMI IMPEGNI

LA CLASSIFICA MARCATORI

03/06/2011 San Marino-Finlandia

Klaas-Jan Huntelaar

8

Mikael Forssell

5

Alexandru Suvorov

2

Zlatan Ibrahimovic

2

07/06/2011 San Marino-Ungheria 02/09/2011 Olanda-San Marino 06/09/2011 San Marino-Svezia 11/10/2011 Moldavia-San Marino



PROFESSIONE CALCIO - SFOGLIA IL SETTIMANALE - ANNO II N.44