Page 1

Sped. Abb. postale comma 20/B - Filiale di Roma Legge 23/12/’96 - Viale Filippo Tommaso Marinetti, 221 00143 Roma

Anno 2 - n° 42 18 noVEMBRE 2010 1 EURo

771593 630059 9

ISSN 1593-6309

80042

IL SETTIMAnALE dI A, B, LEGA PRo, d, CALCIo FEMMInILE E CALCIo A 5

L ’ a t t es a è f in it a : P r o fe s s i on e C al c i o T v o g n i g io r n o d a ll e 1 9 . 3 0 a l l e 21 . 3 0 e l a d o m e n i c a dal le 14 al le 18 s u B LU SK Y 92 6


2

L’EDITORIALE

Numero 42 18 novembre 2010

Editoriale

La verità e le soluzioni sono sempre sotto gli occhi di tutti. Basta leggere di Massimiliano Giacomini

R

OMA - Le cose semplici allontanano le persone. Meglio un bel complotto, meglio creare un nemico. Le persone non credevano al professor Semmelweis, quando diceva ai medici di lavarsi le mani prima di toccare le partorienti, proprio perché diceva una cosa semplice: vai in giro a dire che hai una lozione miracolosa che serve per far ricrescere i capelli e tutti ti crederanno. Mettere insieme verità che non si legano tra loro, verità illogiche si avvertono per istinto, ma l’inverosimile, scriveva Eco, è la cosa più simile al miracolo e l’incoerenza è la cosa che avvertono più simile a Dio, per questo teorizzare menzogne è pericoloso, perché si possono trovare migliaia di insicuri disposti a riconoscersi nelle bugie. Per questo noi ci atteniamo ai dati di fatto, cerchiamo documenti inattaccabili e li pubblichiamo. Semmelweis capì che la febbre puerperale decimava le puerpere e non lo convincevano le argomentazioni dei suoi colleghi che ipotizzavano le ipotesi, scusate il gioco di parole, più inverosimili per spiegare le morti. Si parlava di putrefazione e gas velenosi, scartando l’ipotesi più semplice e cioè: che la mancanza d’igiene avrebbe potuto creare infezioni. Semmelweis era arrivato a questa conclusione, ma appunto nessuno gli credeva, perché questa sua ipotesi era la più semplice. Meglio credere all’illo-

gicità. Tutto questo preambolo per portarvi a leggere le tre pagine che seguono questo editoriale, che sono i documenti ufficiali, richiedibili da tutti presso l’ex Corte Federale della FIGC, per fare luce sull’eventualità che l’elezione di Carlo Tavecchio a presidente della LND nel lontano 1999 sia stata legittima o meno. Come abbiamo già scritto la CF, allora presieduta dal Professor Andrea Manzella, aveva dato giudizio favorevole, ma per chiarire la situazione pubblichiamo i documenti ufficiali. Intanto Renzo Ulivieri presidente dell’AIAC si è stizzito nei confronti dell’Onorevole Pionati e della sua interpellanza sui presunti cripto condizionamenti, lettera che come nostro costume riportiamo fedelmente: “Appena rientrato dal Mozambico, dove sono rimasto una settimana in missione con l'Aifo, associazione che combatte la lebbra nel mondo, vengo a conoscenza dell'interpellanza parlamentare del Pionati. Dico questo non per esibizionismo ma per motivare la mia risposta differita di qualche giorno. Dopo la smentita della Federazione, vorrei semplicemente informare il Pionati, senza per carità volermi sostituire al presidente del Consiglio, per altro pronto senza dubbio a calarsi con il suo slancio proverbiale nella materia, che al momento attuale non esiste alcun contratto da me sottoscritto con la Federcalcio, né mai c'è stata trattativa alcuna. Detto ciò mi auguro che la situazione possa cambiare, natural-

mente nel rispetto delle normative vigenti. Credo che il Pionati converrà che sia giusto corrispondere denaro per una prestazione professionale come quella di direttore della scuola allenatori di Coverciano, ruolo affidatomi dal Consiglio Federale del 2 agosto scorso. Consiglio Federale che in data 19 luglio 2007 aveva provveduto a modificare all'unanimità parte dell'articolo 10 delle Noif, eliminando proprio il concetto di <funzioni non retribuite> per definire la figura di dirigente federale (quale io sono in qualità di consigliere federale). Aggiungo che da presidente dell'Aiac percepisco la somma annuale di zero euro (con rimborso chilometrico per le trasferte di euro 0,30 a chilometro), e da consigliere federale percepisco uno stipendio annuo di zero euro (con rimborso chilometrico per le trasferte di euro 0,25 a chilometro più una diaria di euro 47 in occasione dei C.F. o altre c o m m i s s i o n i ) . Complessivamente stiamo parlando di un totale, malcontanto di circa 7/800 euro all'anno. Questo, per il metodo e il merito. Resta l'aspetto politico sollevato dal Pionati quando a chiusura della sua interpellanza argomenta arditamente, che certi contratti <possono in qualche modo condizionare le funzioni dei due citati consiglieri federali in caso di eventuale dissenso dal presidente, determinando così il vulnus di un cripto condizionamento, derivante dalla paura di perdere tali benefit>. Ecco un concetto che mi appassiona: il rapporto di potere, i rapporti col potere. Forse il Pionati sarà abituato a ragionare così, legando in modo sensi-

bile la correttezza di un'idea o di una posizione a un possibile beneficio: mi pare di aver letto qualcosa, a questo proposito, un paio di mesi fa, quando le cronache di Palazzo lo davano attivissimo (lui ex Udc, quindi eletto in un partito di opposizione, e subito transfuga dopo 7 mesi), nella costituzione di un gruppo parlamentare, cosiddetto dei volenterosi (!), pronti a votare la fiducia del Governo Berlusconi. Tutto questo, seguendo il modo di ragionare del Pionati, potrebbe portare a una sola conclusione: la fine della legislatura in autunno, a due anni e poco più dal suo inizio avrebbe significato, se non sbaglio, per il Pionati, onorevole di prima nomina, la perdita di uno stipendio da 15 mila euro e spiccioli netti al mese oltre alla mancata corresponsione della pensione parlamentare non ancora maturata. Non so se questo possa essere considerato il vulnus di un cripto condizionamento: l'aria ce l'ha tutta. Un'ultima valutazione: mi ricordavo il Pionati sublime pastonista del TG1 da Montecitorio, vicinissimo a quel Palazzo ma lontano dal Palazzo del calcio. Evidentemente il Pionati deve aver allargato le sue conoscenze interessate. Con questo, lo saluto volentieri. Renzo Ulivieri”. Ai posteri l’ardua sentenza…. Intanto si inizia a parlare di Luciano Moggi e di un suo ritorno al calcio al termine della squalifica, che cadrà il 20 luglio prossimo. Noi sono mesi che chiediamo a gran voce al presidente Federale “non legato alle logiche della poltrona” Giancarlo Abete di portare in Consiglio Federale la radiazione dell’ex dirigente bianconero e di prendere una decisione definitiva su questa storia. La nostra preoccupazione è che il cassetto di via Allegri dove giace la “pratica” Moggi resti chiuso per paura di prendere una decisione, che sia positiva o meno.


Editoriale

3

Numero 42 18 novembre 2010


4

Numero 42 18 novembre 2010

Editoriale


Editoriale

5

Numero 42 18 novembre 2010


Voci dal Palazzo

7

Numero 42 18 novembre 2010

La FIGC e i “pizzicori” del giovane Rivera “Secondo le nostre informazioni, anche un altro personaggio partecipa alla spartizione dei 500mila Euro che erano il compenso dell’ex designatore Collina: il discusso guardalinee Pisacreta, oggi vicepresidente del settore arbitrale... questa Federcalcio presieduta da tà dei diritti televisivi in favore della Abete!!! Il giornale “Il Fatto quotidiaLND e dei Professionisti di Firenze, no” attacca frontalmente il Vice ma a noi avevano insegnato che lo OMA - Secondo le nostre Presidente federale Vicario e presiSport era asettico e che i dirigenti dente della LND e “casualinformazioni – e possiamo federali non dovevano far politica. mente” due parenti del garantire sulla loro attendibiliForse il nostro Rivera avrà sentito Direttore tà – anche un altro personaggio puzzo di elezioni ed il pizzicore di un Generale, partecipa alla sparnuovo mandato elettorale lo avrà Antonello tizione dei 500 mila enormemente stuzzicato? Ma in o n n a st V a l e n t i n i euro che erano il tutto questo “ bailame” cosa fa il se o c ...Ma strane collaborano compenso elargito presidente Federale? Niente!! Ci questa il predetto all’ex designatore viene immediatamente da pensare accadendo in sieduta da quotidiano. Collina: il discusso ex che chi tace acconsente: acconsente re p io lc a rc e Fed o tt I l gua rdalineee agli attacchi a Tavecchio, acconsente a F nale “Il Presidente Pisacreta, oggi Vice che il settore giovanile scolastico sia Abete. Il gior cca il a tt a ” o n del settore Presidente del settore divenuto la cellula operativa del ia d Quoti e D N g i ov a n i l e arbitrale. Ora vedremo maggior partito della sinistra. Una L a ll presidente de scolastico, se nel rispondere forvolta si diceva: tira il sasso e nascon”... Gianni malmente all’atto di di la mano! Il problema vero è che in “casualmente Rivera, ha Sindacato ispettivo tutto questo teatrino le società non già iniziapubblicato sul resoconsi riconoscono, nessuno che abbia a to la sua personale campagna elettoto ufficiale della Camera cuore i loro interessi, nessuno che dei Deputati, qualcuno si assumerà la rale. In una riunione avvenuta in eserciti il mandato ricevuto in spirito responsabilità di dichiarare che non Piemonte il Nostro anziché di servizio e esiste alcun contratto a favore dei parlare dei pros e n z a blemi e del due Consiglieri fini erno. Forse esecondi v o G il o bilancio di un Federali, assumentornacond n a ...attacc rà settore così delito personalden Boy” av o G “ o r t s o n il i S cato ed imporle. A noi che i? di elezion o z z u p tante per la siamo ottio it t re sen l Diretto de la e n d o c ti s n a n re i a FIGC, ha trasformisti di s p e e ...du a il sasso lavora- mato l’evento in ir t C o t t IG u F t a natura ci n ll o e c d guriamo Generale u . a e i n C io . z o a un comizio-conviene in n d a re no in quella ivera, pre- cione politico, m he Macalli e c mente un e r o u c R il i n a in p s la proverbio o Intanto Gian ore giovani- accusando ripein io stacch h tt c e c S e l v e a d T i tutamente il milanese d te n side inie in stato ià t g n e a h id , s o e r Governo e facen: dura ic p st n ad u le e scola ” a e n il g a ib s p r do trasecolare i m i n ga m e a v c e coma irr ziato la sua presenti, fra i ….dura elettorale... quali anche il no!!! Ci Vice Presidente auguriamo con tutto il cuore che dosi le responsabi- del Comit. Reg. della LND. Ora, non è quanto prima i Presidenti Macalli e lità del caso con le eventuali, inevita- che il governo sia esente da colpe, Tavecchio trovino il coraggio per bili conseguenze di ogni ordine. Ma soprattutto sotto l’aspetto della spengere la spina ad un Presidente in strane cose stanno accadendo in mancata applicazione della mutualistato di coma irreversibile. di Robin Hood

R


Rubrica

9

Numero 42 18 novembre 2010

Gasperini: gli arbitri usano sempre due pesi e due misure di Mauro Gasperini

R

OMA - Si è appena conclusa la gara più attesa, in verità molto deludente, ovvero il derby Milan-Inter. Hanno vinto i rossoneri con un rigore causato, guarda caso, dal solito Materazzi (con una stravagante capigliatura mohicana, indecente per un uomo di 37 anni, padre di famiglia...). Ma la colpa principale è della dirigenza nerazzurra, incapace di trovare sul mercato e di sostituire i logori guerrieri, pieni di medaglie ma ormai privi di stimoli. Ben altra gara JuveRoma, piena di tensioni e combattuta fino agli ultimissimi minuti.Forse la Juve (falcidiata come la Roma da diversi infortuni o assenze) meritava qualcosa di più. Delneri ha avuto il coraggio di lanciare un giovane difensore di 18 anni, quel Soerensen che farà risparmiare a Marotta tanti soldi da investire su qualche

pezzo da novanta. Comunque continuano le topiche arbitrali, con diversi criteri di interpretazione dei falli (quello di Pepe era simile a quello di Boateng della domenica prima, rigore dato e rigore negato) e poi si userà la moviola per il fallaccio di Borriello non sanzionato come si è usata la prova TV sulla caduta di Krasic a Bologna? Comunque sia il campionato procede nella più grande incertezza: la Lazio è seconda dopo aver battuto il Napoli ondivago mentre un grande Pastore a Palermo ed un altrettanto grande Di natale a Udine, trascinano ad un rotondo successo le loro squadre. Ballardini eredita la panchina di Gasperini pur senza variarne il gioco più di tanto e conquista 6 punti in due gare. Il Bologna arranca ma porta fieno alla sua cascina. Nella Sampdoria continua il tormentone-Cassano, che ormai è un oggetto fuori della società. A gennaio sarà ceduto o sarà

svincolato. A chi toccherà gestire il bizzoso giocatore? Di certo il genietto di Bari vecchia ha perso la nazionale, che il bravo Prandelli sta ricostruendo sui cocci della vecchia sbeffeggiata in Sudafrica, con esperimenti mirati di giovani rampanti e di cosidetti oriundi (meritata la convocazione di Ledesma alla luce del buon campionato. Il Bari sta precipitando all'inferno, per una campagna acquisti inadeguata che poi alla lunga si paga. Comunque il campionato è tutt'altro che concluso: perché il gruppo delle migliori è racchiuso in sei punti, troppo pochi per la vittoria finale. Poi incombe l'inverno, la campagna di rafforzamento e sopratutto il “solicchio” di primavera. Stavolta, davvero, sarà lotta all'ultimo respiro. Non ci dimentichiamo, del resto, che anche lo scorso anno, con un Inter galattica, si concluse allo sprint. Vedremo il 15 maggio. Alla prossima.


11

Serie bwin

Numero 42 18 novembre 2010

Il novara è un treno in corsa. Il Siena prende la scia di Flavio Grisoli

R

OMA - La quindicesima giornata del torneo cadetto non ha minimamente scalfito le certezze che Attilio Tesser ha saputo infondere ai suoi giocatori affinché riescano a concludere trionfalmente la loro cavalcata in testa alla classifica. Certo, il cammino è ancora lunghissimo e il condottiero dei novaresi prosegue nel mantenere il profilo basso, però arriverà anche il momento in cui dovrà scoprire le carte e dichiarare che punta deciso alla Serie A. Non se lo augurano, chiaramente, le pretendenti della vigilia: Atalanta, Livorno, Empoli, Siena e Torino che, a turno, incespicano e permettono alla banda di Tesser di guadagnare margine in classifica. Chi sembra più continuo nei risultati rispetto alle altre è il Siena di Antonio Conte, che nel posticipo supera un Grosseto troppo arrendevole nella ripresa per 3-1. Grazie ad un super Reginaldo i bianconeri piegano il fortino costruito da Moriero davanti a Mangiapelo, anche in questa occasione davvero portentoso in almeno un paio d’occasioni.Troppo forte però questo Siena per la squadra del presidente Camilli, poco incisiva in attacco. L’Empoli di Aglietti si conferma come una delle squadre del momento: secco e perentorio 3-0 ai danni di un’Atalanta troppo brutta per essere vera e continua così la marcia di Stovini (ancora una prestazione magistrale da parte del centrale difensivo ex Lecce) e compagni ancora imbattuti verso le vette più alte della graduatoria. Chi continua a stupire è

Classifica Novara Siena Reggina Atalanta Empoli Padova Varese Crotone Livorno Torino Pescara Modena Triestina Vicenza Frosinone Piacenza Cittadella Albinoleffe Grosseto Portogruaro Ascoli -3 Sassuolo

P 33 28 28 27 25 24 22 22 21 21 19 19 16 16 16 15 15 15 14 14 14 12

G 15 14 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 14 15 15 15 15 15 15 15 15

V 10 8 8 8 5 6 5 5 5 6 5 4 3 5 4 3 4 4 3 3 4 3

N 3 4 4 3 10 6 7 7 6 3 4 7 7 1 4 6 3 3 5 5 5 3

S 2 2 3 4 0 3 3 3 4 6 6 4 5 8 7 6 8 8 7 7 6 9

GF 30 22 22 19 18 26 16 16 22 17 16 15 13 15 15 19 15 15 13 11 17 16

Davide Succi, bomber del Padova di Calori. Ancora una rete (la quattordicesima per la punta ex Palermo) che proietta i veneti in piena corsa play-off. Se la squadra biancorossa riuscisse a trovare in trasferta il rendimento che sfodera all’“Euganeo”, allora ci sarebbe da vederne delle belle. Non sembra trovare mai il bandolo della matassa il tecnico del Torino Franco Lerda: quando una prestazione positiva sembra poter dare il via ad una serie di risultati all’altezza, ecco che la gara successiva smentisce tutto. Qui allora il problema si fa, più che tattico, quasi psicologico: ci troviamo di fronte ad una squadra debole di nervi, incapace di gestire le pressioni di una piazza come Torino? Eppure ci sono calciatori che hanno vissuto palcoscenici importanti. Ad ogni modo, la gara di Reggio Calabria era molto insidiosa per i granata piemontesi che, comunque, sono riusciti ad uscirne con un pareggio. A segno i due bomber, Bonazzoli e Bianchi, poi entrambi sostituiti per infortunio. I due tecnici, Atzori e Lerda, devono sperare che per loro non si tratti di nulla di grave, altrimenti saranno dolori. Anche perché i calabresi andranno a rendere visita, lunedì prossimo, proprio alla capolista Novara, che sul campo amico del “Piola” prende lo scalpo praticamente di ogni squadra che passa. Anche il Varese di Sannino sta conoscendo un periodo di floridità di risultati davvero inaspettato, e la vittoria sul malcapitato Sassuolo di Gregucci rappresenta comunque un banco di prova importante per testare la maturità di un gruppo gagliardo e mai domo, come il suo tecnico. Bene anche il Crotone di Menichini, che batte

GS 11 13 15 13 9 17 11 14 18 18 18 19 19 21 22 22 23 24 19 20 20 22

15^ GIoRnATA

13-15.10.10

Albinoleffe-Cittadella Crotone-Livorno Empoli-Atalanta Modena-Vicenza Padova-Frosinone Piacenza-Novara Reggina-Torino Triestina-Portogruaro Varese-Sassuolo Pescara-Ascoli Siena-Grosseto

1-3 2-1 3-0 2-1 3-1 1-2 1-1 0-0 2-1 1-2 3-1

16^ GIoRnATA

LA TOP 11 Allenatore: Alessandro Calori (Padova) Handanovic (Empoli) Ludi (Novara)

10 Gol: Bonazzoli (Reggina) Bertani, Gonzalez (Novara) Davide Succi (Foto Archivio)

D’Ambrosio (Triestina)

Musso (Cittadella) Cutolo (Crotone)

Sgrigna (Torino)

Reginaldo (Siena)

Calaiò (Siena)

Vicenza-Padova (19/11) Ascoli-Varese Atalanta-Crotone Cittadella-Piacenza Frosinone-Pescara Grosseto-Albinoleffe Livorno-Empoli Portogruaro-Siena Sassuolo-Triestina Torino-Modena Novara-Reggina (22/11)

14 Gol: Succi (Padova, 5r)

Stovini (Piacenza)

Diagouraga (Modena)

19-20-22.11.10

MARCAToRI

9 Gol: Coralli (Empoli, 2r)

il Livorno (Pillon è sempre più in bilico), mentre l’Ascoli battendo il Pescara in Abruzzo prende un po’ d’ossigeno. Evidentemente la cura-Castori sta facendo effetto.

Coralli (Empoli)


Novara-Reggina

13

Numero 42 18 novembre 2010

Al “Piola” è sfida tra gentiluomini in panchina I tecnici si scambiano complimenti in vista dello scontro al vertice nel posticipo di lunedì Tesser: “Non toglierei nessuno alla Reggina”. Atzori: “Tesser l’arma in più del Novara” di Fabiola Rieti

R

OMA - Per la sedicesima giornata del campionato di serie Bwin si profila uno scontro al vertice tra Novara e Reggina. Il Novara con 33 punti tenterà l’allungo sulla diretta inseguitrice, la Reggina, che rincorre la vetta a 5 punti di distanza dalla capolista. La partita si giocherà in posticipo lunedì 22 novembre alle ore 20.45, ma secondo il Mister del Novara, Attilio Tesser: «Giocare nel posticipo non dà né vantaggi né svantaggi, non cambia nulla. C’è solo un po’ di logoramento dovuto al fatto che si gioca due giorni dopo». Anche per Gianluca Atzori, allenatore della Reggina, la collocazione oraria non è importante in questo momento: «A metà campionato non è fondamentale, forse verso la fine perché si sanno già i risultati delle altre squadre». L’allenatore della capolista si dice soddisfatto da questo avvio di campionato: «Sia per il rendimento sia per la forza di volontà dei ragazzi. Ci troviamo inaspettatamente in alto ed è una grossa soddisfazione». Il Mister della Reggina è soddisfatto dalla partenza della stagione: «Fino ad oggi è un inizio eccellente». Sulla sfida con la Reggina e sulla possibilità di allungo, però Tesser

frena gli animi: «L’allungo è relativo perché con i 3 punti in palio, bastano due partite per recuperare e ci sono molte squadre dietro che ad inizio campionato erano date per favorite, c’è da aspettarsi un ritorno di alcune di esse. La Reggina è una sorpresa, un’ottima squadra con una buona intelaiatura». «Proveremo a rosicchiare qualche punto - ha detto il mister dei granata - ma non sarà facile perché il Novara ha un gruppo davvero forte». Tesser mostra tutto il suo fair play e alla domanda se toglierebbe una pedina alla squadra avversaria commenta: «Non toglierei nessun giocatore alla Reggina, ho troppo rispetto per il gruppo per pensare che un giocatore possa fare la differenza. Ogni partita fa scuola a sé». Invece Atzori offre un attestato di stima nei confronti dell’avversario: «La forza del Novara è Tesser, è veramente un ottimo allenatore». Il Novara e la Reggina sono tra gli attacchi più proficui del campionato: Gonzalez, Bertani e Bonazzoli hanno già segnato 10 goal ciascuno, ma Tesser non prevede molte realizzazioni nel big match del “Piola”: «Noi ci teniamo molto alla difesa quindi spero di non prendere neanche un goal, anche perché una squadra ha bisogno di equilibrio. Non credo ce ne saranno molti. Certo è una partita aperta a qual-

siasi risultato e non sarà bloccata tatticamente». Gianluca Atzori assicura: «Sarà una sfida a viso aperto, ma purtroppo Bonazzoli non riuscirà a recuperare dall’infortunio di sabato scorso. Faremo attenzione al Novara e ci organizzeremo con un attento studio dell’avversario». Il Mister della Reggina poi mostra cautela sugli obiettivi: «La società mi ha chiesto di far crescere questi ragazzi, visto che siamo la squadra più giovane della Serie bwin, e riportare entusiasmo su questa piazza. Grazie anche all’aiuto del mio secondo Andrea Bergamo proveremo a centrare questo obiettivo. Per il momento la Serie A non è nei nostri pensieri». L’allenatore dei novaresi spiega che preparerà la partita «Come sempre, con tranquillità», e ci tiene a sottolineare: «Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, il nostro obiettivo è la salvezza. Vogliamo raggiungere i 51 punti che ci danno la sicurezza per essere salvi, poi dopo aver raggiunto lo scopo penseremo ad un altro obiettivo». Il mister degli azzurri torna a parlare dei suoi ragazzi: «Nella mia squadra voglio vedere un gruppo. Dei singoli preferisco non parlare, anche perché è capitato di giocare partite senza giocatori importanti e di portare a casa il risultato ugualmente. Quindi quello che conta è lo spirito di gruppo».

info@professionecalcio.net Reg. del Tribunale di Roma n° 1/2009

AMMINISTRAZIONE: Via F.T. Marinetti 221 Tel/Fax 06 5000975 00143 Roma DIRETTORE RESpONSABILE

Massimiliano Giacomini direttore@professionecalcio.net CApOREDATTORE

Luigi Cardarelli l.cardarelli@professionecalcio.net REDATTORE

Flavio Grisoli f.grisoli@professionecalcio.net SEGRETARIA DI REDAZIONE

Alessia Gallina a.gallina@professionecalcio.net editore@professionecalcio.net redazione@professionecalcio.net marketing@professionecalcio.net IMpAGINAZIONE E GRAFICA

STAMpA

Gianluca Atzori, tecnico della Reggina (Foto Archivio)

Attilio Tesser, allenatore del Novara (Foto Sito Ufficiale)

Global Stampa Via Angelo della Pergola, 5 00176 Roma


15

Classifiche

Numero 42 18 novembre 2010

Le Classifiche

1^ DIVISIONE GIRONE A Classifica Sorrento 23 -1 Spal 23 Alessandria 22 Gubbio 22 Salernitana -2 21 Reggiana 19 Sudtirol 19 Lumezzane -1 18 Spezia 18 Cremonese 17 Pergocrema 16 Bassano 15 Pavia 14 Ravenna 14 Verona 13 Como 12 Monza 12 Paganese 10

Classifica Nocerina 26 25 Benevento Atletico Roma 24 Foggia -1 20 Gela 19 Lanciano 19 Taranto 19 Cosenza 18 Foligno -1 15 Siracusa 15 Juve Stabia 14 Andria 14 Pisa 14 Lucchese 13 Ternana 12 Cavese -5 11 Viareggio 11 Barletta 11

MARCAToRI 9 Gol: Paulinho (Sorrento, 2r) Cipriani (Spal) 7 Gol: Ferrario (Monza)

13^ GIoRnATA 14.11.10 Alessandria-Salernitana 3-1 Como-Bassano 0-1 Cremonese-Paganese 2-0 1-0 Gubbio-Pavia Ravenna-Lumezzane 2-1 Reggiana-Spal 0-2 Spezia-Monza 3-0 Sudtirol-Pergocrema 2-0 Verona-Sorrento pos 14^ GIoRnATA 21.11.10 Bassano-Spezia Lumezzane-Gubbio Monza-Cremonese Paganese-Como Pavia-Alessandria Pergocrema-Reggiana Salernitana-Ravenna Sorrento-Sudtirol Spal-Verona

2^ DIVISIONE GIRONE A Classifica Pro Patria 27 Feralpisalò 23 Pro Vercelli 22 Tritium 21 Sambonifacese 19 Savona 19 Lecco 17 -2 Canavese 15 Valenzana 14 Montichiari 12 Rodengo S. -1 12 Mezzocorona 11 Renate 11 Virtus Entella 10 Sacilese 8 Casale 6 Sanremese 6

1^ DIVISIONE GIRONE B

MARCAToRI 11 Gol: Ripa (Pro Patria, 3r) 8 Gol: Fabbro (Lecco, 1r)

12^ GIoRnATA

14.11.10

Casale-Sambonifacese Lecco-Canavese Mezzocorona-Savona Pro Patria-Tritium Pro Vercelli-Feralpisalò Rodengo S.-Montichiari Sanremese-Renate Valenzana-Sacilese

0-2 1-0 0-1 3-2 2-2 1-1 2-2 0-0

13^ GIoRnATA 21.11.10 Canavese-Pro Vercelli Entella-Pro Patria Feralpisalò-Lecco Montichiari-Valenzana Renate-Sambonifacese Sacilese-Mezzocorona Savona-Casale Tritium-Rodengo Saiano Riposa: Renate

2^ DIVISIONE GIRONE B Classifica Carpi 26 Carrarese 22 San Marino 20 Giacomense 16 L’Aquila 16 Chieti 16 Poggibonsi 15 Prato 14 Gavorrano 14 Crociati N. 13 Bellaria 12 -4 Sangio 10 Celano 9 Fano 8 -5 Villacidrese 7 Giulianova 6

7 Gol: Pietranera (Crociati N., 3r) 6 Gol: 4 calciatori

14.11.10

Bellaria-L’Aquila Carrarese-Giulianova Celano-San Marino Chieti-Prato Gavorrano-Sangio Giacomense-Carpi Poggibonsi-Fano Villacidrese-Crociati N. 12^ GIoRnATA

7 Gol: Catania (Nocerina)

13^ GIoRnATA 14.11.10 Andria-Cosenza 1-1 Benevento-Cavese 1-0 Foggia-Ternana 4-0 Foligno-Barletta 0-2 Gela-Atl.Roma 1-2 2-2 Juve Stabia-Nocerina Lanciano-Taranto 0-0 Siracusa-Pisa 2-2 Viareggio-Lucchese 1-1 14^ GIoRnATA 21.11.10 Barletta-Viareggio Benevento-Andria Cavese-Atl.Roma Cosenza-Siracusa Lucchese-Foligno Nocerina-Foggia Pisa-Lanciano (22/11) Taranto-Juve Stabia Ternana-Gela

2^ DIVISIONE GIRONE C

MARCAToRI

11^ GIoRnATA

MARCAToRI 8 Gol: Ciofani (Atl.Roma, 2r) Ciano (Cavese 2r) Sau (Foggia)

0-0 3-0 0-1 3-1 1-0 1-1 1-0 1-2

21.11.10

Bellaria-Villacidrese Crociati N.-Poggibonsi Fano-Chieti Giulianova-Gavorrano L’Aquila-Celano Prato-Giacomense San Marino-Carpi Sangiovannese-Carrarese

Classifica Latina 25 Trapani 22 Neapolis 21 Pomezia 21 Avellino 18 Lamezia 17 Brindisi 17 Matera 16 Aversa N. 16 Melfi 15 Milazzo 14 Fondi 14 Vibonese 8 Campobasso 7 Isola Liri 5 Catanzaro -1 2

MARCAToRI 6 Gol: Tortolano (Latina) Guazzo (Melfi, 1r) Mangiapane (Lamezia, 3r)

11^ GIoRnATA Avellino-Vibonese Aversa-Milazzo Brindisi-Catanzaro Campobasso-Latina Isola Liri-Trapani Lamezia-Melfi Neapolis-Matera Pomezia-Fondi 12^ GIoRnATA

14.11.10 4-0 1-0 1-0 0-1 0-1 4-1 1-2 1-1 21.11.10

Avellino-Lamezia Catanzaro-Campobasso Fondi-Trapani Latina-Neapolis Matera-Pomezia Melfi-Isola Liri Milazzo-Brindisi Vibonese-Aversa


16

Numero 42 18 novembre 2010

Intervista

Sorrento e nocerina, Campania docet: Gianni Simonelli e Gaetano Auteri stanno portando le rispettive compagini di Alessandro Zoppo

R

OMA - Nome: Gianni. Cognome: Simonelli. Professione: allenatore. Panchina attualmente occupata: Sorrento. Quel lembo che affaccia sulla meravigliosa penisola, che ha visto nascere il genio di Torquato Tasso e ha ammirato Vittorio De Sica nei panni del Maresciallo Carotenuto che balla il mambo con Sofia Loren la “smargiassa”. Nome: Gaetano. Cognome: Auteri. Professione: allenatore. Panchina attualmente occupata: Nocerina. Perché la tradizione è importante, come muoversi al ritmo travolgente della tammorriata, nell’incombere sacro della cattedrale di San Prisco o nello splendido borgo dove risiedeva la Ninfa Plebea protagonista del romanzo di

Gaetano Auteri (Foto Archivio)

Domenico Rea. Queste sono Sorrento e poste e di poche parole.Tuttavia Nocera Inferiore, città cugine e “nemiche” dietro una fuori e dentro scorza il campo. Il r u d e i. girone A e il nasconsempre relativ o n so i c n girone B della dono l’ana il b “I endo c fa o m ia Prima Divisione imo del st te Certamen n u o sono guidati da g r a n de m bbia bene, perché a ioco queste due condotsquadre. Il territiero. impianto di g . tà li a u bile Sorrento di Bisogna q a n stabile e buo Gianni Simonelli soltanbiamo e la rivelazione t o I punti che ab ” ti ta ri e m Nocerina di s a p e r o m ce li sia Gaetano Auteri, l e g ri Gaetano Aute ripescata dopo disgere fatta e risalita. tra le Destini incrociati loro anche nell’andamento della stagione. Il righe. Innanzitutto abbiamo chiesto loro di Sorrento è partito con i pareggi contro tracciarci un bilancio di questo inizio di Salernitana e Pergocrema per campionato. A parlare per primo, quasi poi esplodere vincendo laconico, spiazzante e fatalista, è l’allenacon Reggiana, tore del Sorrento: «In questo momento sta andando tutto bene, poi si vedrà… Per il futuro non so dare una risposta, sono una persona abituata a pensare momento per Ravenna, momento». Su un tono piuttosto simile si Como, Spal, muove Auteri: «I bilanci sono sempre relativi, Paganese e trovo molto difficile ragionare sui risultati in un Lumezzane. Trainato dai periodo così breve. Certamente stiamo facengol a raffica del capocannondo bene, perché abbiamo un impianto di iere Paulinho Paulo Sergio Betanin. La gioco stabile, buona qualità e soprattutto tutti Nocerina ha pareggiato le prime tre i punti che abbiamo li abbiamo conquistati contro Pisa, Cavese e Benevento. Di lì con merito». Difesa forte, esterni che attacin poi vittorie contro Barletta, cano alti, centrocampo di grande qualità, Viareggio, Andria Bat, Atletico Roma attaccanti veloci. È questa la ricetta giusta (un 3-2 al Flaminio a dir poco fondaper il salto di categoria? A Simonelli una mentale, per classifica e morale), domanda di questo tipo scivola addosso: Cosenza, Ternana e Taranto. Abbiamo «Non so proprio cosa rispondere ad una messo a confronto Simonelli e domanda del genere… Penso solo che il Auteri, ne è uscito fuori un inconSorrento sia una buona squadra. Per quanto tro dialettico tanto sintetico quanmi riguarda, la preparazione tecnica e i detto avvincente. Perché si tratta di tagli tattici non sono fondamentali: ciò che due persone pacate, calme, comconta è l’aspetto psicologico ed individuale dei


Intervista

17

Numero 42 18 novembre 2010

i due condottieri silenziosi a confronto rossonere al sogno chiamato Serie bwin. Le piazze ci credono, loro frenano singoli calciatori, il lavoro che io faccio e loro credo. Di sicuro sarà stessi fanno sulle proprie psiuna partita difficologie». Il cile, anche perché m i s t e r del Sudtirol temo rossonero è tutto: l’organizsta o t n e m o ancora più lapzazione di m o “In quest i s i o p idario e consquadra, le capac, e to ben ciso: «I risultati si ità individuali, le andando tut o non s o r u t u f il ottengono in un componenti r e P vedrà. a n u o n o S solo modo: mentali. In . a t os dare una risp a a pensare essendo superiore questo campiua t al tuo avversario. onato non persona abit momento” Non mi interesesistono parr e momento p sano le caratteristite facili, lo elli Gianni Simon tiche tecniche, ciò sappiamo noi che occorre è lo e lo sanno spirito d’iniziativa e loro». Sulla non concedere mai stessa lunghezza d’onda Auteri: «Questi nulla a chi ti trovi di fronte, qualunque squadra sono pensieri che piacciono soprattutto a voi essa sia. Dalla prima della classe fino all’ultigiornalisti… Io so solo che la partita contro il ma in graduatoria». Il girone A Foggia è davvero impegnativa, ma sarà difficile e quello B della Lega Pro anche per gli altri affrontarci. Sono consono duri e agguerriti. Quali fronti equilibrati, dai quali è tosto squadre sono e saranno le più emergere. Posso dire lo attrezzate e dunque insidiose stesso anche delle per la lotta alla promozione? prossime tre Taglia dritto il tecnico del Sorrento con una chiosa quasi senza appello: «Non ne ho idea, so solo che è un girone difficile composavverto da squadre preparate. Lo dimostra quanto sarie: avremo sia corta la classifica». Realista e oggettivo Foligno, Gela e Lanciano, squadre che anche Auteri: «Mah, il girone B è composto hanno un eccellente organida squadre forti. Lo sono tutte, nessuna co e praticano un buon calcio». esclusa. È difficile stilare graduatorie. Ad esemInevitabile infine convincere i mispio, contro il Barletta abbiamo vinto 2-1 ma è stata una partita complicatissima. In molti la ter a lasciarsi andare (seppure nel loro giudicano una formazione debole, io no. Ne strategico mutismo). Nel girone A ci abbiamo avuto la dimostrazione due sono Salernitana, Spal, Lumezzane, domeniche fa, quando ha bloccato sull’1-1 il Cremonese, Verona. Piazze importanti Benevento». Le partite del prossimo turno e dal glorioso passato. Nel girone B contro Sudtirol e Foggia potrebbero rappBenevento, Atletico Roma, Taranto, resentare uno snodo fondamentale della Lanciano. Il nuovo che cerca di avanstagione per ambedue le formazioni. zare con investimenti e tenacia. Simonelli risponde perplesso: «Mah, non Sorrento e Nocerina non partivano

certo per essere subito in vetta. Si aspettavano dunque di trovarsi in questa posizione? Serafico in tutto e per tutto SImonelli: «Personalmente non mi aspetto nulla, nel bene o nel male. Sono abituato così, andiamo avanti giornata dopo giornata». Quasi brusco invece Auteri: «In questo campionato nessuno ammazza niente, non esiste una squadra leader. Si lotta e si lotterà fino alla fine punto su punto, sarà un girone difficile per tutti. Personalmente, ho il “vantaggio” di essere in una piazza come quella di Nocera, dove c’è una società ottima, strutturata bene e con un forte obiettivo di crescita». Ascoltare Simonelli e Auteri produce la stessa sensazione che si ha quando si vede Il grande dittatore di Charlie Chaplin dopo aver visto “Il circo”, “Luci della città” e “Tempi moderni”. Lo spaesamento che provoca il passaggio dal muto al sonoro. Perché è il calcio a parlare, e il linguaggio del pallone è universalmente compreso e riconosciuto. A Sorrento come a Nocera Inferiore.

Gianni Simonelli (Foto Archivio)


Intervista

19

Numero 42 18 novembre 2010

Taranto-Brucato: è di nuovo divorzio

Il tecnico siciliano si dimette dalla panchina degli jonici: “Una scelta senz’altro difficile, ma ormai si era creato un contesto nel quale era impossibile lavorare” Nevo. Il cinquantenne tecnico, nato a Caltanissetta, ha dovuto ingoiare diversi bocconi amari nel corso della sua carriera OMA - Dagli albori ad oggi, il mondo con tre esoneri nel giro di due stagioni e le del calcio è fatto sì dalla classe dei ultime inevitabili dimissioni. Il primo giocatori, ma ogni buona o debole esonero è avvenuto nel 2007 con il Pro squadra dipende sempre da colui che la Vercelli e l'anno dopo con il Mantova, escluguida, ossia l'allenatore. I successi o i fallisioni che comunque sono entrate nel menti calcistici sono, infatti, spesso la diretta dimenticatoio: «Non mi tocca più di tanto responsabilità di questo uomo che con le ormai, basta vedere come erano partite le due sue scelte e le sue tattiche prende in mano squadre e ora dove sono arrivate». Nel 2008 l'andamento di ogni partita e pertanto di proprio con il Mantova ha debuttato nella ogni campionato. Una responsabilità non Serie B, come ricorda quell'esordio? «È stato certo facile soprattutto quando ad ogni sicuramente un esordio importante, emoziosconfitta si pagano le conseguenze come nel nante perché comunque venivo dalla Serie C, caso dell'ormai ex tecnico del Taranto poi la curva che ha il Mantova ti regala una Giuseppe Brucato che ha rassegnato le grande emozione». Dopo essere stato ingagproprie dimissioni il 9 novembre scorso giato dal Taranto nel 2009, anche qui, esattadopo la sconfitta in casa di due domeniche mente il 17 gennaio 2010, viene esonerato fa per 3 a 1 con il Foligno. Insieme a lui è dalla guida della squadra: «Sono stato esonerandato via anche il suo “secondo”, Loris Del ato dai rossoblu a gennaio lasciandoli a tre partite dal play-off, ma a giugno ero ritornato ed eravamo partiti bene per migliorare la posizione della squadra e per lanciare giovani. Poi sono iniziati i problemi con la mancanza anche di giocatori, infatti abbiamo messo in porta, alla fine, un ragazzino di 17 anni e vedendo come sono continuate le cose e, soprattutto, non sentendo più fiducia attorno a me ho preso la decisione di dimettermi». Una decisione molto sofferta quella di Brucato: «È stato difficile certo, ma c'è sempre qualche problema, ormai è un contesto dove lavorare era diventato difficile. È chiaro che mi rincresce perché lascio una squadra che mi seguiva con delle Giuseppe Brucato (Foto Archivio) qualità tecniche importanti di Luana Rocca

R

che è sempre stata in zona play-off. Inoltre si andava d'accordo e sono sicuro che è un gruppo che può andare avanti e raggiungere un'ottima posizione». Una mancata fiducia e delle dimissioni che però non hanno intaccato il rapporto con il presidente del Taranto Enzo D'Addario, l'uomo che aveva ripreso Brucato a guidare nuovamente la squadra tarantina dopo l'esonero nel campionato di Prima Divisione 2009-2010: «Abbiamo un buon rapporto anche perché poi alla fine, molto probabilmente anche contro altre persone e il contesto stesso, ha voluto riconfermarmi. Abbiamo sicuramente due caratteri importanti, ma purtroppo nel calcio ci sono tante componenti che considerano i rapporti e così, ripeto, ho preferito lasciare anche se a malincuore». È vero che voleva imporre la formazione da schierare in campo?: «No, con me non ha mai fatto pressioni di questo genere, magari con altri sì. Purtroppo non c'erano più le condizioni, tutto qui». E sulla compagine rossoblu appena lasciata: «Stanno giocando bene, però nelle ultime quattro domeniche ammetto che c'è stato un arresto anche se la prima vera partita sbagliata di quest'anno è stata quella contro il Foligno dove sia io e sia la squadra stessa ci siamo prese tutte le responsabilità». Ora la guida tecnica è stata affidata a Davide Dionigi, ex attaccante della Reggina, dove proprio nella società del Taranto aveva giocato verso la fine della sua carriera calcistica al quale Brucato augura il meglio: «Non lo conosco personalmente. Lo ricordo come giocatore e lo posso considerare un vero uomo di calcio. Posso augurargli solo un grandissimo in bocca al lupo nel portare avanti la squadra». E invece cosa ne pensa dell'intero girone?: «È un girone equilibrato e piano piano stanno venendo fuori dei valori importanti con il distinguersi soprattutto di quattro squadre». Per il futuro forse decretare dei progetti certi è ancora troppo presto, ma qualche piccolo pensiero è già nell’aria: «In questo momento prenderò un breve periodo di pausa, ma poi sicuramente tornerò a vedere campi e giocatori per ripartire in una nuova avventura, intanto forse farò anche un'esperienza all'estero».


20

Numero 42 18 novembre 2010

Intervista

I capocannonieri di Lecco, San Marino e Latina si confidano per il nostro settimanale

La Seconda Divisione e i suoi bomber: Fabbro: “Sono in prestito, ma qui la piazza è caldissima”. Cesca: “Ho un contratto di Riccardo Morgigno

R

OMA - Scopriamo le carte di Filippo Fabbro del Lecco, Alessandro Cesca del San Marino ed Emiliano Tortolano del Latina. Sono loro i principali cannonieri della Seconda Divisione della Lega Pro. I tre gironi propongono marcatori inediti oltre ai soliti volti noti. Dieci domande per scoprirli meglio, provando ad entrare nella loro idea di calcio e sogni personali. Il tuo obiettivo stagionale, quanti gol realizzerai? Alessandro Cesca, attaccante del San Marino Calcio (Foto Archivio)

FABBRO: «Non mi pongo obiettivi per la scaramanzia, preferisco essere nelle mani del destino». CESCA:«Sono soddisfatto finora, quanti verranno poi andrà bene comunque». TORTOLANO:«Il mio rendimento in zona gol è buono soprattutto per il Latina, mi accontento di altri cinque gol, voglio salire in Prima Divisione. Con la Primavera della Roma ho segnato molte reti». Come ti trovi nel tuo club? F: «Sono arrivato dalla Spal, qui a Lecco sono in prestito. A livello umano è ottimo questo ambiente, è una piazza calda, lo stadio è bello e la gente è molto vicina al campo». C: «Ho un contratto lungo, farei fatica a muovermi altrove. Per il futuro non lo so, la squadra è giovane e dopo aver perso la promozione ora l’obiettivo è salvarsi, c’è stata una rivoluzione in estate». T: «Latina è una città fantastica, società e tifosi sono sempre concentrati. Io sono di Ostia, spero di rimanere qui ancora una sta-

gione come da contratto. Qui allo stadio vengono in media 4 mila spettatori, con l’Isola Liri erano in 5 mila!». Per quale squadra fai il tifo? F: «Sono tifoso interista». C: «Tifo Milan fin da piccolo, credo che i cugini interisti abbiano la pancia piena dopo le vittorie nella passata stagione. Peccato aver perso Pippo Inzaghi per lungo tempo, spero che la sua carriera non sia a rischio, ha sempre fame di gol, più di tutti». T: «Sono della Roma». In quale squadra estera ti piacerebbe giocare? F: «Nella Liga spagnola sarebbe fantastico, magari nel Valencia, dove sono stato e mi sono davvero divertito». C: «Il Chelsea senza dubbio, restando in Italia il mio sogno è la Samp, dai tempi di Vialli e Mancini che li seguo con affetto». T: «Sceglierei il Real Madrid o il Barcellona, in Russia non andrei per il freddo pungente». Il gol che ricordi con più emozione? F: «La prima rete segnata qua a Lecco contro il Renate. Sono arrivato l’ultimo giorno di mercato ed ho segnato subito, poco dopo 15 minuti dal mio ingresso». C: «Due anni fa, lo spareggio play-off Bassano-San Marino, rete al 97esimo, proprio all’ultimo respiro, calciando il pallone, presi la traversa, il palo e poi entrò in rete, un gol incredibile». T: «Durante Roma-Chievo, primo anno nella Primavera giallorossa, ottavi di finale, un gran tiro dai 25 metri che si infilò all’incrocio dei pali».


Intervista

21

Numero 42 18 novembre 2010

e raccontano in esclusiva i loro sogni, le loro aspettative, e le loro scaramanzie

scopriamo Fabbro, Cesca e Tortolano molto lungo, non mi vedrei altrove”. Tortolano: “Latina è una città fantastica” Quale stadio italiano preferisci? F: «Il “Meazza”, ma anche la curva sud dell’“Olimpico” è molto calda, mi ricordo un Roma-Inter pazzesco». C: «Il migliore è “Marassi” di Genova». T: «“Olimpico” di Roma, “Marassi” e “San Paolo”. Quando è pieno è fantastico, rivedo spesso le immagini dei tempi d’oro di Maradona, era una polveriera». Dopo i ripescaggi estivi, che ne pensi della Seconda Divisione? F: «Anche ripescate sono sane, magari anche di più di quelle che già c’erano. Servono regole

Emiliano Tortolano, bomber del Latina (Foto Sito Ufficiale)

per chiarire, meno squadre e meno gironi. Bisognerà per forza di cose fare meno gironi della Lega Pro per rendere più competitivo il tutto». C: «Alla lunga diventa competitivo e difficile, soprattutto è da assimilare la regola per i giovani». T: «È un campionato ostico, ci sono squadre toste come Neapolis e Fondi. Noi comunque li affrontiamo sempre in punta di piedi con rispetto». Che ne pensi della Tessera del Tifoso? F: «Gli stadi sono vuoti, al Filippo Fabbro, attaccante rivelazione del Lecco in prestito dalla Spal (Foto Archivio) nord c’è poca gente sugli spalti rispetto ai gironi del ed è andata male...». sud. Giusto dare delle regole, in Italia però è C: «Nulla di nulla, ho imparato a non pensarun po’ così, come sempre». C: «Il problema è che per uno che sbaglia ci. Comunque non porto mai gli scarpini neri, pagano tutti per evitare danni peggiori e così ora basta, solo colorati magari bianchi o viola, non va bene. Sono padre di un bambino, vorle nuove sono super». T: «Faccio sempre tre segni della croce, anche rei portarlo allo stadio. Anche mio padre mi se ci credo poco, il destino è scritto». portava a vedere l’Udinese, una società sana e tranquilla». T: «Ormai ci sono le telecamere ovunque. A quale bomber sei più legato, a chi ti Con o senza tessera, li pizzicano ugualmente, ispiri? non c’è bisogno». F: «Ero ragazzino, dico Ronaldo.“Il Fenomeno” Hai qualche scaramanzia? Un rito parera un modello, un esempio». C: «Fare gol per Van Basten era come respiticolare? rare, ora Ibrahimovic è il numero uno per fantasia, potenza e cattiveria agonistica». F: «Dipende dal periodo e le abitudini camT: «Da centrocampista offensivo quale sono, biano sempre. Però il sabato pomeriggio chiper me il più completo è Seedorf, persona stuamo un mio amico, lo faccio sempre, quasi. penda, il più forte di tutti». Una volta mi sono dimenticato di chiamarlo


Treviso-Venezia

23

Numero 42 18 novembre 2010

Al “Tenni” va in scena la sfida dell’anno Treviso e Venezia si incontrano per decretare la fuga dei lagunari oppure il recupero dei trevigiani, divisi da soli tre punti in classifica

T

di Piero Barbaro

REVISO - È quasi tutto pronto per l’incontro clou della dodicesima giornata del girone C di Serie D. Ci saranno anche le telecamere di Raisport per l’anticipo delle ore quattordici di sabato per dare il giusto risalto alla gara fra Treviso e Unione Venezia. Allo stadio “Tenni” sarà derbyssimo, in attesa nella giornata di oggi delle decisioni del Casms. L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive molto probabilmente impedirà al Treviso di far diventare la gara con il Venezia una festa del calcio nostrano. Era infatti previsto, con la presenza di entrambe le tifoserie, l’arrivo allo stadio della città del radicchio di tutti gli ex giocatori di entrambe le parti, per omaggiarli prima dell’inizio della partita. Quindi sana rivalità sportiva, ma anche profonda amicizia. Le due squadre, inoltre, nelle prime e positive undici giornate sono accomu-

Enrico Cunico, tecnico del Venezia (Foto Archivio)

nate da uno stesso risultato: la sconfitta contro il San Paolo Padova. La spiega così Diego Zanin, allenatore del Treviso: «I padovani sono una squadra che sta molto bene, costruita con buoni giocatori, è una delle squadre della prima fascia di questo girone. Dopo quella partita abbiamo cercato di capire i motivi della sconfitta per trovare una

reazione e infatti abbiamo giocato delle gare molto buone». In vista dello scontro contro l’Unione Venezia, il mister di Motta di Livenza, provincia di Treviso, sa già quali sono i valori della sua squadra ma anche quelli degli avversari: «A differenza del Venezia, costruita per vincere il campionato, noi abbiamo una squadra tutta nuova, costruita negli ultimi momenti dell’estate. Resta il fatto che abbiamo fatto molto bene, siamo partiti con molto entusiasmo, speriamo in belle sorprese e dopo questo inizio di stagione non dobbiamo assolutamente nasconderci». Piedi per terra dopo un ripescaggio dall’Eccellenza che nessuno si aspettava tant’è che lo stesso presidente Renzo Corvezzo, durante l’estate dichiarava: «Ci consideriamo in Eccellenza ma se serve siamo pronti per la D, faremo una squadra di categoria superiore». Per il mister Zanin invece una sfida importante anche dal punto di vista professionale personale: «Io sono stato un ex calciatore e certe pressioni sono abituato a viverle. Dobbiamo pensare giornata per giornata senza pensare a chissà cosa. Facendo così ho ottenuto grandi risposte dai miei ragazzi. Rimane il fatto che per me è un onore allenare in questa piazza dove sono passati giocatori e allenatori di grande prestigio. Sono molto orgoglioso». Un orgoglio che sta cercando di battere anche lo scetticismo che regnava nel pianeta Calcio Treviso prima di questa partenza di stagione: «Di fronte ad una società nuova, capisco ci sia un po’ di scetticismo, anche e soprattutto dopo le annate sofferte che hanno dovuto passare i tifosi. Loro sono incredibili e aumentano sempre di più allo stadio. Siamo arrivati ad avere tra i 1000 e 1200 spettatori e siamo sicuri che continuando con queste prestazioni cercheremo di attirarne molti altri». Dopo la vittoria interna contro il Belluno per 2-1, sta bene anche la squadra dell’Unione Venezia condotta dal mister Enrico Cunico: «A livello psicologico il nostro umore è molto alto, abbiamo sempre tre punti di vantaggio sul Treviso. Anche fisicamente se si eccettua qualche lieve infortunio posso avere a disposizione tutti i miei ragazzi». L’orgoglio e la

voglia di fare bene in questa società traspare anche dal mister lagunare: «Per me a livello personale è un’esperienza importantissima. È un onore allenare in questa splendida città. Abbiamo un tifo incredibile che meriterebbe altri palcoscenici. In Serie D sono poche le tifoserie a questo livello, ce ne rendiamo conto anche noi e per questo li rispettiamo molto e per farlo dobbiamo forzatamente fare bene». Anche al mister Cunico torna in mente l’unica caduta contro il San Paolo Padova, sconfitta che accomuna la sua squadra a quella degli avversari: «Non mi sembra di aver fatto una grande partita e se lo abbiamo fatto forse è stato solo a tratti, non per interi novanta minuti. Poi ci sono stati degli episodi negativi che hanno segnato la partita e la nostra reazione negli ultimi venti venticinque minuti non è servita. Dopo quella partita ci siamo rimessi a correre, è stato solo un incidente di percorso». E se la pressione si sente a Treviso, ripescata dall’Eccellenza durante l’estate, figuriamoci a Venezia, costruita nei

Diego Zanin, allenatore del Treviso (Foto Archivio)

mesi estivi per salire in Lega Pro. Lo sa mister Cunico: «Sicuramente c’è pressione, ma io la intendo come una cosa positiva perché questa ci spinge tutti nel fare il meglio possibile. È una tappa importante a livello personale ma soprattutto a livello di squadra. Fare bene quest’anno ci aprirebbe senza dubbio delle prospettive migliori».


Rimini-Teramo

25

Numero 42 18 novembre 2010

Il Teramo vuole piazzare lo scatto

In vantaggio di tre punti sui rivali, la formazione di Cifaldi ospita in casa il Rimini per una sfida tutta da vivere. Cifaldi: “Non siamo inferiori”. D’Angelo: “Possiamo vincere”

R

di Antonio Marotta

IMINI - Quella tra Rimini e Teramo non è una semplice partita, ma è “la” partita della quattordicesima giornata del girone F di serie D. È questo un incontro di vertice con i rossoblu di mister Cifaldi che guardano tutti dall’alto dei loro 30 punti, mentre i romagnoli inseguono ad appena tre lunghezze. Ma per il tecnico abruzzese l’incontro di domenica sarà semplicemente una partita come le altre: «Ancora siamo all’inizio del campionato, perciò non può essere già uno scontro diretto per la promozione, visto che ci sono anche altre formazioni che possono dire la loro fino alla fine. Sto parlando di Civitanovese, Jesi, inserendo anche la Santegidese e Angolana che si stanno comportano bene». Anche se mister Cifaldi non lo ammette, distanziare di altri tre punti una diretta concorrente per la vittoria finale fa sempre piacere. «Siamo già stati a sei punti di distacco, quindi non sarebbe una novità per noi, ma ripeto che essendo solo a metà del girone di andata è presto per parlare di scontro-promozione. Certo - continua l’allenatore del Teramo - è il big match della prossima giornata ed è una partita che ha sempre riservato, negli anni, emozioni e spettacolo. Per questo considero Rimini-

Rinaldo CIfaldi, tecnico del Teramo (Foto Archivio)

Teramo una partita importante e non per l’attuale andamento del campionato che a mio avviso sarà deciso solo ad aprile». I teramani sono reduci dalla bella vittoria contro l’Olympia Agnonese in cui è tornato a giocare Gambino: «Sono contento della prestazione dei miei giocatori e soprattutto quella del nostro attaccante che è uno dei punti fermi della squadra». L’ex allenatore di L’Aquila e Chieti, comunque, punta tutto sul gruppo che potrà essere l’arma in più per battere i romagnoli: «La nostra forza è l’unità della squadra. Sicuramente nel Rimini ci sono giocatori di alto calibro come Ragatzu e nella nostra lo stesso Gambino può fare la differenza, ma credo che in una gara del genere, sentita da entrambe le squadre, sia il gioco collettivo a determinarne le sorti». Proprio in questo senso Cifaldi avrà alcuni problemi di formazione, con i soliti infortunati Colacioppo e Bolzan, a cui forse si aggiungerà Alcamone che non è in perfette condizioni fisiche: «Stiamo preparando la sfida guardando soprattutto all’infermeria, ma andremo al “Romeo Neri” senza paura e con piena coscienza della nostra forza. Loro sono attrezzati e costruiti per vincere il campionato, il Rimini è un avversario blasonato, ma noi proprio domenica abbiamo battuto una squadra a cui i biancorossi hanno fatto tre gol, perciò non mi sento inferiore a loro. E poi giocare in uno stadio del genere può essere solo uno stimolo, anche se la superficie sarà diversa e per noi che giochiamo sul sintetico potrebbe essere un handicap». In casa Rimini la musica non cambia e mister D’Angelo fa eco al tecnico teramano. «È sicuramente una partita importante, ma non decisiva visto che manca ancora molto alla fine del campionato». A differenza del suo collega rossoblu, l’allenatore riminese avrà tutti a disposizione per l’incontro di cartello della quattordicesima giornata e questo sarà sicuramente un valore aggiunto visto che anche per D’Angelo sarà il gruppo a fare la differenza e non il singolo giocatore: «Sia Teramo che Rimini hanno molti giocatori che possono risolvere la gara, ma fare solo alcuni nomi sarebbe riduttivo. In un campionato in cui bisogna giocare concentrati per 90’ anche con l’ulti-

ma in classifica bisogna che tutta la squadra sia pronta a mettere in difficoltà i propri avversari». L’ex giocatore e capitano del Rimini, al suo primo anno da allenatore sulla panchina dei romagnoli, sa che non sarà semplice avere la meglio su una squadra che sta facendo della continuità la sua arma migliore. «Il Teramo merita di stare in vetta perché non ha sbagliato nessuna partita e perciò domenica prevedo un incontro molto equilibrato. Ma giocando come sappiamo possiamo vincere». La continuità, secondo il tecnico pescarese, è una caratteristica che servirà a tutte le pretendenti alla vittoria finale. «Oltre a Teramo e Rimini ci sono Civitanovese, Sambenedettese, Real Rimini e anche Santegidiese che si giocheranno la promozione. Ma senza questa costanza di risultati sarà difficile per tutti. Il pareggio della Samb, in casa, contro il Bojano, ultimo, ne è la prova». Tornando al match di domenica la chiave tattica per i biancorossi di D’Angelo sarà il ritmo alto da mantenere dall’inizio alla fine: «Cercheremo di giocare come al nostro solito, pressandoli e lasciando pochi spazi e in casa possiamo farlo doppiamente». Al “Romeo Neri” si affrontano le due migliori difese e due degli attacchi più prolifici, perciò largo allo spettacolo e che vinca il migliore.

Luca D’Angelo, allenatore del Rimini (Foto Archivio)


26

Numero 42 18 novembre 2010

Le contraddizioni che vincono di Stefano Santini

V

ITERBO - Al quarto posto in compagnia del Porto Torres, dopo undici giornate, a quota 19 punti, la Viterbese di mister Rosolino Puccica conferma i propositi di inizio stagione di disputare un 2010-2011 di vertice nel girone G del campionato di Serie D. «Bisogna lavorare, lavorare e lavorare», era stato il diktat del tecnico dei gialloblu a settembre, quando il piglio e l’impegno che i suoi avevano dimostrato nell’approccio alla nuova stagione aveva fatto sperare l’allenatore della Viterbese. Speranze che si sono rivelate ben riposte visto che la Viterbese è ancora imbattuta in campionato, con il grande merito di concedere poco o nulla agli attaccanti avversari. Dopo undici giornate, infatti, l’undici di mister Puccica ha subito solo sei reti, risultato che vale la miglior difesa nel girone G. E pensare che alla nona giornata le reti subite erano state solo tre, prima dei pareggi in chiaroscuro contro

Arzachena (1-1) e Astrea (2-2). Da contraltare c’è però la sterilità offensiva: dieci reti realizzate, secondo peggior attacco del girone, con tre di questi dieci gol messi a segno nelle ultime due gare. A dire il vero, forse tifosi e città di Viterbo si aspettavano qualcosa in più dopo la settima giornata, quando i gialloblu, a quota 15, avrebbero potuto sfruttare meglio le gare contro Selargius e Sanluri e, approfittando dei contemporanei pareggi di Porto Torres e Bacoli, salire in vetta alla classifica. I successivi ulteriori pareggi contro Arzachena e Astrea hanno fatto storcere il naso alla piazza, che non ha esitato a criticare il gioco della Viterbese. Il calore della città dei papi è da sempre un’arma in più per la squadra, ma nei momenti di difficoltà è anche fonte di grandi pressioni. «La critica che riceviamo non appena si sbaglia un pallone ci sembra un po’ eccessiva», aveva detto il tecnico Rosolino Puccica dopo il pari a reti bianche contro il Sanluri. «Ci vorrebbe un po’ più di entusiasmo da parte di tutti, anche se è vero

Viterbese che non stiamo esprimendo un calcio bellissimo, pur ottenendo sempre risultati utili». Per mantenere salda la serenità societaria ed evitare ulteriori e inutili polemiche mediatiche il sodalizio del presidente Fiaschetti è entrato a tempo indeterminato in silenzio stampa per tutti i propri tesserati (alla dirigenza non sarebbero piaciuti alcuni servizi giornalistici in cui si sottolineava il ritardo dei pagamenti degli stipendi). E allora sarà il campo a parlare, per dire se la Viterbese potrà mantenere intatta la sua imbattibilità. Nel prossimo turno la compagine laziale farà visita all’Anziolavinio, subito dietro ai gialloblu in classifica, a quota 18.

Mister Rosolino Puccica (Foto Sito Ufficiale)


28

Numero 42 18 novembre 2010

Cr Sicilia

Morgana: “La mia Sicilia? Legale e tranquil a” Intervista al presidente del Comitato regionale siciliano della LND Sandro Morgana: campionati, impiantistica, manifestazioni culturali e legalità di Flavio Grisoli

R

OMA - La grande e accogliente Sicilia. Terra di conquiste e conquistatori. Terra passionale e di grande calcio. Terra che, da tre anni, a livello calcistico è gestita da Sandro Morgana. Il presidente del Comitato regionale siculo traccia per noi un primo bilancio di questo inizio di stagione, non senza strizzare l’occhio al futuro: «Siamo partiti molto bene, i campionati si sono avviati regolarmente senza particolari problemi. Le società si sono adeguate facilmente alle nuove norme sulle iscrizioni, tanto è vero che solo in due casi ci sono state delle difficoltà». Possiamo dire, quindi, che in Sicilia non si potrà verificare un nuovo “caso Veneto”: «Su quello che è accadu-

to in Veneto non posso esprimermi, perché non conosco bene i fatti. Conosco però Fiorenzo Vaccari - il nuovo presidente del Comitato regionale, eletto dopo un periodo di commissariamento - e posso dire che è la persona giusta per far ripartire un Comitato strategico come quello veneto. Da noi tutto viaggia nella più assoluta tranquillità. D’altronde, quando si vive nel rispetto delle regole, va sempre tutto bene». Uno dei “talloni d’Achille” dei Comitati regionali è sicuramente l’ammodernamento dell’impiantistica sportiva: «Da 3 anni sono presidente qui in Sicilia, e se c’è una battaglia che sto portando avanti con forza è proprio quella sugli impianti, che effettivamente qui sono in gran parte inadeguati. Il primo passo importante portato avanti da questa presidenza è stato siglare una conven-

Morgana con Gianni Rivera, presidente del Settore giovanile e scolastico della FIGC a margine del recente incontro del 5 novembre scorso (Foto lnd.it)

zione con il Credito Sportivo per ammodernare i campi con manti in erba sintetica. Per non parlare poi della Legge Regionale del 31/12/2009, che permette alle amministrazioni pubbliche che accedono a prestiti inferiori a 50mila Euro con il Credito Sportivo, di non pagare nessun interesse. Per effetto di questo accordo sono state ammesse al credito 90 strutture, delle quali circa il 70% solo di calcio. Sono molto fiducioso affinché la situazione possa migliorare nel corso di questi anni, anche a dispetto della crisi economica che attanaglia soprattutto il meridione d’Italia». Non c’è dubbio che le infiltrazioni della malavita organizzata nel calcio, soprattutto al Sud siano argomento costante di discussione: come si sta muovendo il Comitato regionale presieduto da Sandro Morgana? «Sicuramente il fenomeno mafioso fa parte del tessuto della società qui in Sicilia. Si può combattere solo attraverso il rispetto delle regole, e dicendo tanti piccoli “no” quotidiani alle lusinghe della mafia. Si deve dire “no” soprattutto ad una cultura mafiosa che deve scomparire e dare spazio alla legalità». Una chiusura sullo Sport Film Festival, la manifestazione che ormai da 32 anni vede la Sicilia come protagonista: «È una vetrina importantissima, perché stiamo parlando di una manifestazione internazionale. Quest’anno poi ci sarà una sezione interamente dedicata al calcio. Attraverso questo tipo di eventi - conclude Morgana - possiamo promuovere i veri valori dello sport, che si parli di professionisti o dilettanti. Dobbiamo tendere al raggiungimento di questi obiettivi valoriali quanto più sia possibile».


Sport Film Festival

29

Numero 42 18 novembre 2010

Cinema e sport a braccetto di Beatrice Bossi

R

OMA - Lo sport e il cinema si uniscono, anche quest’anno, nello Sport Film Festival. Giunta alla 32esima edizione, la rassegna cinematografica dedicata al mondo dello sport taglia un traguardo importante: «Non esiste - afferma Roberto Oddo, direttore del festival - una rassegna che abbia questa continuità». La promozione dello sport è l’obiettivo principale del festival che, oltre a premiare le grandi produzioni cinematografiche, gratifica anche i personaggi dello sport e del giornalismo sportivo distintisi a livello internazionale. Tanti i nomi che, quest’anno, hanno ricevuto il Paladino d’oro: da Antonio Preziosi come direttore radiofonico dell’anno a Massimo Moratti in rappresentanza della società sportiva campione d’Italia, da Veronica Floreno premiata come atleta paralimpica dell’anno a Michele Cucuzza per l’impegno profuso a favore della solidarietà. «È un grande privilegio aver ricevuto questo premio - dice il giornalista - ma è anche un

grande incoraggiamento a fare sempre di più nei confronti dei disabili. Lo sport, in questo senso, può essere veicolo di trasmissione dei valori come la solidarietà e il rispetto dei più deboli». Infatti, la rassegna prevede anche un riconoscimento per il miglior film paralimpico. Oltre, ovviamente, alle classiche sezioni dedicate alla fotografia, al montaggio, alla regia, al lungometraggio e al cortometraggio. Quest’anno, sono 22 i film giunti alla fase finale: 9 italiani, 3 spagnoli, 2 tedeschi, 2 francesi, 2 israeliani, 1 svedese, 1 russo, 1 statunitense e 1 australiano. «Ovviamente si registra una prevalenza di film dedicati al calcio - commenta Roberto Oddo - ma quest’anno hanno partecipato anche molti film dedicati al pugilato». Tra i film fuori concorso “Buru, a sport’s life” di Veronica Lo presti, dedicato al grande campione brasiliano di beach soccer: «È un ragazzo straordinario ricorda Aldair, compagno di squadra nella Roma beach soccer e premiato con il Paladino d’oro alla carriera - si allena tantissimo, per dare sempre il massimo alla squadra». La premiazione è prevista sabato sera al Teatro Politeama di Palermo:

durante il gran gala verranno consegnati tutti i premi. Dopo oltre trent’anni di vita, lo Sport Film Festival è ancora raggiante: mantenendo saldi i tradizionali valori dello sport, ha saputo rinnovarsi con passione e spirito competitivo. SPORT FILM FESTIVAL: UN PASSATO PIENO DI STORIA Trentadue anni di Sport Film Festival.Trentadue anni di proiezioni d’autore e protagonisti d’eccellenza. Trentadue anni di sole siciliano e di Palermo capitale della cinematografia sportiva. Dal 1979 al 2010, la rassegna cinematografica internazionale dedicata al mondo dello sport ha visto crescere la sua popolarità e il suo successo. Sul red carpet sono passati personaggi di fama mondiale, dai grandi registi americani alle prestigiose firme del giornalismo italiano. Come Sandro Ciotti, che alla prima edizione del festival, si presentò con il film “Il profeta del gol”. Oppure come un tale Mario Monicelli che, nel 1980, compare tra i finalisti del concorso con il suo “Temporale Rosy”. Il 1987, invece, vede la partecipazione e la vittoria per giudizio unanime del padre della commedia all’italiana: Luigi Comencini. Ma la fama internazionale del Festival ha richiamato registi provenienti dai paesi di tutto il mondo. Di anno in anno, la lista delle nazioni partecipanti si è fatta sempre più eterogenea e il palmarès del festival si è riempito di nomi stranieri: in 32 edizioni, compaiono solo 6 vincitori italiani.


31

Repubblica di San Marino

Numero 42 18 novembre 2010

Sul Titano ci sono due veri padroni Cosmos e Tre Fiori prendono il largo nei rispettivi raggruppamenti e si portano entrambe a quattro punti dalla più immediata inseguitrice dalla Redazione

R

EPUBBLICA DI SAN MARINO - Tre Fiori e Cosmos proseguono nella loro marcia incontrastata sulla vetta della classifica. La formazione di Sperindio ha vinto con estrema autorevolezza contro la Virtus con il più classico dei punteggi: 2-0. A segno Vannoni e Macerata con un gol per tempo, e pratica chiusa per la formazione campione di San Marino e detentrice della Coppa Titano. Il Murata insegue a quattro lunghezze, grazie all’affermazione sempre per due a zero sul Folgore/Falciano. Grande protagonista Roberto Gatti che, nel giro di neanche dieci minuti ha realizzato la doppietta che ha steso la Folgore. Le antagoniste della Cosmos nel raggruppamento A stentano a decollare, favorendo così la fuga della capolista: La Fiorita perde abbastanza sorprendentemente in casa contro la Juvenes/Dogana. Vannucci e Cervellini nel primo quarto d’ora mettono a segno le due

reti che non permettono ai padroni di casa di mantenere il passo della Cosmos. Fatica il Tre Penne, che non va oltre lo 0-0 contro un coriaceo Libertas, che però perde la seconda posizione nel gruppo B. Si tira su di morale (e di classifica) il San Giovanni, che schianta un Domagnano sempre più desolatamente ultimo a quota un punto con un 3-0 che non lascia appelli, seppure la resistenza del fanalino di coda del campionato crolla al 50’, quando Tramontano insacca alle spalle del portiere avversario. Poi Duarte e Ugolini completano l’opera. Chiudiamo la nostra rassegna con l’1-0 del Pennarossa sul Cailungo, grazie a Daniele Conti che al 70’ firma il gol-vittoria.

LA CLASSIFICA DEL CAMPIONATO GRUPPO A Cosmos La Fiorita Pennarossa Juvenes/Dogana Faetano Fiorentino Cailungo

CLASSIFICA MARCATORI

GRUPPO B Tre Fiori Murata Libertas Tre Penne San Giovanni Virtus Folgore/Falciano Domagnano

14 10 10 9 9 6 2

Roberto Gatti, bomber del Murata con 5 reti (Foto Archivio)

7^ GIORNATA 13-14/11/2010

San Giovanni-Domagnano Tre Fiori-Virtus La Fiorita-Juvenes/Dogana Libertas-Tre Penne Pennarossa-Cailungo Murata-Folgore Faetano-Cosmos

GRUPPO A

18 14 12 11 10 8 4 1

6 Gol: Fantini (Juvenes/Dogana) Montagna (Cosmos)

3-0 2-0 0-2 0-0 1-0 2-0 1-3

8^ GIORNATA 20-21/11/2010

5 Gol: Grigore (Fiorentino)

Tre Fiori-Faetano Tre Penne-Pennarossa Cosmos-Libertas Murata-Cailungo JUvenes/Dogana-Domagnano Fiorentino-San Giovanni Virtus-La Fiorita Riposa: Folgore/Falciano

4 Gol: Mularoni (La Fiorita) GRUPPO B 5 Gol: Aruta (Tre Fiori) Gatti (Murata)

RISULTATI E CLASSIFICHE DELLA COPPA TITANO 2010-2011 3^ GIORNATA 10/11/2010

Pennarossa-Libertas

4-2

Tre Fiori-Cosmos

1-1

Folgore/Falciano-Virtus

1-2

Juvenes/Dogana-Fiorentino

3-0

La Fiorita-Domagnano Tre Penne-Murata

GRUPPO A

GRUPPO C

GRUPPO B

Virtus

7

La Fiorita

6

Tre Penne

7

Pennarossa

4

Domagnano

4

Juvenes/Dogana

6

Libertas

3

Tre Fiori

2

Murata

4

0-2

Cailungo

1

Cosmos

2

San Giovanni

0

1-1

Folgore

1

Faetano

1

Fiorentino

0


PROFESSIONE CALCIO - SFOGLIA IL SETTIMANALE - ANNO II N.42  

PROFESSIONE CALCIO - SFOGLIA IL SETTIMANALE - ANNO II N.42

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you