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a letteratura centra l’attenzione sull’uomo. La matematica, invece, sembra occuparsi di un mondo, se non inumano, almeno non umano. È dunque quantomeno sorprendente che queste due attività del pensiero possano avere connessioni di qualunque genere. Al contrario, si constata che esse sono legate da una fitta, seppure impalpabile, rete di echi, rimandi e corrispondenze. Il dialogo tra matematica e letteratura – anche se ha origini indubbiamente ben più remote – si è fatto intenso e serrato soprattutto nel corso degli ultimi centocinquant’anni. Intorno alla metà dell’Ottocento, in effetti, la matematica attraversa una

mondo di idee e di forme astratte che scaturisce, quasi per magia, dalle ricerche dei matematici esercita un fascino potente, seppur il più delle volte mediato e sotterraneo, su quanti – artisti, musicisti, pensatori, scrittori – la osservano dall’esterno, con lo stupore del profano o l’ammirazione del cultore avvertito. Per quanto riguarda specificamente la letteratura, non è difficile individuare una schiera tutt’altro che esigua di autori che nulla accomuna l’uno all’altro, se non il fatto che nelle loro opere, con frequenza e in misura maggiore o minore, affiorano nozioni o strutture matematiche, fanno capolino riferimenti a spazi a quattro dimensioni, alle sottigliezze della

Il nuovo e vasto mondo di idee e di forme astratte che scaturisce, quasi per magia, dalle ricerche dei matematici esercita un fascino potente, seppur il più delle volte mediato e sotterraneo, su quanti – artisti, musicisti, pensatori, scrittori – la osservano dall’esterno, con lo stupore del profano o l’ammirazione del cultore avvertito. fase di rapida e tumultuosa evoluzione, subendo una serie di profonde trasformazioni: la creazione delle geometrie non euclidee, la nascita dell’algebra astratta, gli sviluppi nel campo dell’analisi reale e complessa sollevano questioni non solo tecniche ma anche filosofiche e, in alcuni casi, danno luogo a dibattiti che non rimangono limitati alla ristretta cerchia degli specialisti. Il nuovo e vasto

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logica o ai misteri della teoria dei numeri, balenano metafore concepite sulla base di concetti tratti dall’algebra o dall’analisi. Il reverendo Charles Lutwidge Dodgson – meglio noto con lo pseudonimo di Lewis Carroll –, lecturer di matematica al Christ Church College di Oxford, trasfigura le proprie competenze di logica nelle mirabolanti invenzioni di Alice’s Adventures in Wonder-

pretesti | Maggio 2012

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PreTesti • Occasioni di letteratura digitale • Maggio 2012 • Numero 5 • Anno II  

Magazine di letteratura digitale di Telecom Italia S.p.a. Per informazioni info@pretesti.net

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