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NOTO, 15 APRILE 2013

ANNO 8° — 1° TRIMESTRE

IN REDAZIONE FRANCESCO D’ISA (capo redattore)

GENNAIO - MARZO 2013

ROSSANA CAMPISI e CINZIA SPADOLA SEBASTIAN AGRICOLA (grafica e design)

IL PEGASO

Organo Ufficiale Della Casa Editrice “Studiomusicalicata - Edizioni Musicali” Direttore Responsabile: Gaetano Alicata

SOMMARIO Pag. 1 Pag. 2 Pag. 3 Pag. 4 Pag. 5 Pag. 6 Pag. 7 Pag. 8 Pag. 9 Pag. 10 Pag. 11 Pag. 12 Pag. 13

Il melodramma, dalla… di Gianni Venuti Profilo storico, sociale e… di Giancarlo Aleppo Ideologia orchestrale o… di Michele Pupillo Il potere curativo… di Luigi Fiorentini Issma, Istituto di Studi Strumentali e Musicali Issma, corsi musicali, area formativa e didattica Istituto “P. L. Tchaikovsky” di Nocera Terinese Issma, verifiche Issma, liceo musicale e liceo coreutico Banda Musicale “Città di Giarratana” (Rg) M° Carmen Costa New Classical Ballet of Moscow Storica Banda Città di Francavilla di Sicilia(Me) La musica e le donne di Rossana Campisi Pag. 14 Concerto Bandistico Città di Salerno M° Raffaella Nunziante

Pag. 15 Filarmonica “G. Rossini” Città di Firenze Pag. 16 Le confessioni di Ippolito Nievo di F.sco D’Isa La fede razionalista di Alessandro Manzoni Pag. 17 L’età del romanticismo (italiano) di F. sco D’Isa Pag. 18 Cos’è la credibilità? Chi è… di Graziella Calabrese Pag. 19 ...La terra del Sole ed i suoi… di Rosaria Rotondo Pag. 20 Ritratto di famiglia di una… di Corrado Calvo Pag. 21 Il Papa che si aspettava di Lucia Franzò Pag. 22 La Croce di San Giovanni di Carmelo Leone Pag. 23 Eliminate e Unicef… di Veronica Montoneri Pag. 24 Dove c’è donna non c’è solo… di Cinzia Spadola Quel misterioso mondo… di Vera Accolla Pag. 25 Per un’antropopoiesi del leggre… di Salvo Grillo Pag. 26 L’orticaria a cura del Dott. Antonino Azzaro Pag. 27 Casa Musicale Sanfilippo di Messina Pag. 28 Pubblicità

DIREZIONE, REDAZIONE, GRAFICA, IMPAGINAZIONE, STAMPA E DISTRIBUZIONE

HANNO COLLABORATO Antonino Azzaro

Luigi Fiorentini

Carmelo Leone

Michele Pupillo

Corrado Calvo

Piero Monaco

Giancarlo Aleppo

Salvatore Grillo

Giovanni Venuti

Stefania Leone

E-Mail: studiomusicalicata@katamail.com

Graziella Calabrese

Vera Accolla

Web Site: www.studiomusicalicata.com

Lucia Franzò

Veronica Montoneri

STUDIOMUSICALICATA Edizioni Musicali di Alicata Gaetano

Sede Legale: C. da San Giovanni Lardia - 96017 Noto Sede Commerciale: Via A. Brancati,106 - 96018 Pachino Francesca Lo Savio Rosaria Rotondo Tel: 328.4650606 Fax: 09311846143

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Registrazione: Tribunale di Siracusa n.° 16 del 23.12.2008


Musica… dei primi cristiani e canto gregoriano Gli argomenti trattati non sostituiscono quelli dei testi usati nelle istituzioni musicali, ma possono essere un valore aggiunto ed un utile coadiuvante per coloro che si preparano per gli esami di storia della musica, di abilitazione in musica e nello strumento musicale o per simpatizzanti della nobile arte.

La musica dei primi cristiani comincia verso il 200 d.C. e prosegue fino al 1300 circa avendo come base il canto monodico. Poiché la religione cristiana, in quel periodo, mise in crisi l’impero romano contribuendo a distruggerlo, tale canto trae le sue origini all’interno delle catacombe, dove i primi cristiani predicavano di nascosto ed intonavano inni religiosi, appunto, per non essere uccisi dai romani. Solo nel 313 d.C., grazie a Costantino (e Licinio) che emanò, a Milano, l’editto di tolleranza, il quale concedeva ai cristiani la libertà di culto e la possibilità di cantare i loro inni in ogni luogo, la monodia si sviluppò in piccole chiese chiamate cappelle, nelle quali i cristiani intonavano le melodie. In queste chiesette prima e in stanze messe a disposizione dai patrizi convertiti alla religione dopo, c’era posto solo per i cantori e non per gli strumentisti, per cui, ancora oggi, il termine di coro a cappella sta ad indicare un coro senza l’accompagnamento strumentale. Il Canto Gregoriano è parte del canto cristiano con la denominazione di canto piano. Le caratteristiche vengono così riassunte: monodico, modale (perché basato sugli otto modi ecclesiastici), senza accompagnamento di strumenti, di ritmo libero, limitato melodicamente a poche note, testo in latino e adopera la notazione neumatica. L’origine del nome si deve a Papa Gregorio I, detto “Magno”, pontefice dal 590 al 604. Egli riorganizzò tutta la liturgia cattolica e fece una selezione dei canti cristiani facendoli trascrivere tutti in un libro. Secondo la leggenda, questo antifonario fu legato con una catenina d’oro all’altare di San Pietro e successivamente fu distrutto dai barbari. Nel tempo, tale manoscritto fu riprodotto in molte copie da abili amanuen2

si ed inviato nei maggiori centri cristiani prima europei e dopo di tutto il mondo. Il cristianesimo, a questo punto, sconvolge i rapporti umani che erano basati sulla violenza e su una concezione di vita a piramide. In pratica, la religione va in favore dei poveri, degli schiavi, dei diseredati e degli umili, ponendo una unica legge, quella che davanti a Dio siamo tutti uguali e Cristo è venuto per redimerci dei peccati. Di seguito espongo una mappa concettuale (fonte: www.miracolidelleondesonore.it) dalla nascita del canto cristiano e del relativo sviluppo del canto gregoriano. Storicamente, dopo l’editto di Co-

stantino, la religione cristiana diviene la prima religione di stato ed i fautori delle antiche mitologie o di altre dottrine vengono relegati in villaggi di campagna (pagus) e soprannominati pagani. Dal 300 d.C., o meglio dire nel 4° secolo, la chiesa però dovette difendersi dalle false interpretazioni della sua dottrina, ovvero dalle eresie. La più pericolosa di queste fu quella di Ario, monaco e teologo cristiano, subito condannata nel Concilio di Nicea (325), la quale sosteneva che la natura divina di Gesù era inferiore a quella di Dio, quindi ci fu un tempo per cui il Verbo di Dio non esisteva e che fosse stato creato dopo. Così affermando, però, contraddiceva l’idea della Trinità maturata con gli scritti di Giustino di Nablus.


INCROCI MUSICALI di Luigi Fiorentini 1

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DEFINIZIONI (Nelle caselle bordate si leggerà il titolo di un’opera di Verdi.) 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

Imprenditore della carta stampata. Pseudonimo dell’operista Caletti Bruni. Abbellimento simile al “trillo”. Compose La gazza ladra. Si chiude alla fine di ogni atto. Figurazione irregolare. Sopranisti del passato. La famosa “forza”…verdiana.

9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16.

Marco, sacerdote e compositore contemporaneo. Vi è la filiale de “Il Pegaso”. Gaetano, direttore de “Il Pegaso”. Maurizio, celebre pianista contemporaneo. Ospita il festival di Sanremo. Un successo di Claudio Villa. Il verbo del tenore. Falsa relazione…in armonia.

LA CASA EDITRICE ANNUNCIA CHE E’ IN LAVORAZIONE IL

“DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DELLE BANDE MUSICALI SICILIANE” IL 1° VOLUME DELL’OPERA COMPRENDE CIRCA 500 PAGINE, E SARA’ COMPLETO DI FOTO, CURRICULUM E RECENZIONI DEI COMPLESSI SICILIANI, DALLE ORIGINI AD OGGI.

SI CHIEDE AI RAPPRESENTANTI DEI CORPI BANDISTICI (CHE HANNO OPERATO OD

OPERANO NEL TERRITORIO DELLA SICILIA) DI FAR PERVENIRE II MATERIALE CARTACEO (FOTO, CURRICULUM, RECENZIONI E DATI AGGIORNATI) ALLA SEDE COMMERCIALE DELLA DITTA: - STUDIOMUSICALICATA - VIA A. BRANCATI, 106 - 96018 PACHINO(SR) - O TRASMESSI ONLINE A: 3

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SELEZIONE DAL CATALOGO GENERALE 2013 REPERTORIO MARCIABILE

Dino Andrea Roccuzzo Francesco Fatuzzo Francesco Fatuzzo Giancarlo Aleppo Michele B. Finocchiaro Michele B. Finocchiaro Giuseppe Lotario Giovanni Barone Giovanni Barone Vito Giammarinaro Vito Giammarinaro Dario Colombo Gioacchino Ciavarello Salvatore Miraglia Francesco Dipietro Matteo Finocchiaro Matteo Finocchiaro Luigi Fiorentini Luigi Fiorentini Sebastiano Grasso Sebastiano Grasso Nino Ippolito Nino Ippolito Salvatore Mallia Salvatore Mallia Michele Pupillo Mauro Sabatini Giuseppe Malgioglio Alessandro Sapienza Ferdinando Carlomagno

SICILIA DIANA MESSINESE GAETANO PIANO CANNE I TUOI OCCHI BLU MAILA TETE’ VENT’ANNI DOPO NENA LA BANDA IN PARATA SECOLO STEVEN IN SILENZIO MIGUEL FORZA ALFIO BARBERA IN GIUBILO AL BUON VINO PARATA DEI PUPI BELLANDALUSA CIRO STEFANIA SUPERGA EMANUELE PIETRO PEPPE LOREDANA ROSANNA IL PRESIDENTE GRIDA GIOIOSE

REPERTORIO SINFONICO Sebastiano Grasso Michele B. Finocchiaro Francesco Fatuzzo Giovanni Barone Giovanni Barone Nino Ippolito Nino Ippolito Matteo Finocchiaro Matteo Finocchiaro Alessandro Sapienza Michele Pupillo

AMORE PER LA MUSICA LA FRIULANA PERLA IBLEA MEDITERRANEO FASCINO LATINO BRONTOLANDO AMICI DELL’ARTE FLORIDIA IN FIORE PATERNO’ IN FESTA 3 FEBBRAIO MARY

REPERTORIO FUNEBRE Giovanni Barone Giovanni Barone Gaetano Alicata Gaetano Alicata Michele B. Finocchiaro Michele Pupillo Sebastiano Grasso Francesco Dipietro

I.N.R.I SS. CROCIFISSO SUL CALVARIO

15 APRILE 1912 WOJTYLA AI CADUTI DEL ‘43 MARCIA FUNEBRE OMBRA LACRIMOSA

VISIONA L’INTERO CATALOGO GENERALE 2013 SUL SITO O RICHIEDILO, VERRA’ INVIATO AL TUO RECAPITO IN MANIERA GRATUITA E SENZA IMPEGNO.

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ABBONAMENTO anno 2013

REPERTORIO ORIGINALE

NOVECENTO SICILIANA SUITE MEDITERRANEA TERRAVECCHIA MUSIQUE POUR UN ... INTERMEZZO MEDITERRANEO ECHI SICILIANI 180mo PRELUDE FOR BAND GLI EROI D’ABRUZZO L’OPERISTA IMPRESSIONI MOMENTANE TANTUM ERGO PIRANDELLIANA VENI CREATOR SPIRITUS ESCAMILLO PASSIONE GIOCHI IN BAND CAPRICCIO GITANO ESCAMILLO FOLKLORE SICULO

Giancarlo Aleppo Giancarlo Aleppo Giancarlo Aleppo Francesco Fatuzzo Silvio Franchino Gaetano Alicata Gaetano Alicata Gaetano Alicata Dario Colombo Vincenzo Trovisi Vincenzo Trovisi Francesco Dipietro Francesco Dipietro Luigi Fiorentini Luigi Fiorentini Luigi Fiorentini Sebastiano Grasso D. Vineis - M. Folli Giuseppe Lotario Salvatore Schembari Sebastiano Grasso Matteo Finocchiaro

REPERTORIO ENSEMBLE AMALGAMA VOCUM SUAVITAS CONCERTINO WITTY RAG QUINTETTO HELIOS IO SONO LA VIA ARCHIMISTICI ADAGIO E SCHERZO ANDANTE E FUGA

Giancarlo Aleppo Giancarlo Aleppo Gaetano Alicata Concezio Leonzi Rosario Fronte Maria Sicari Matteo Finocchiaro Francesco Dipietro Michele Pupillo Michele Pupillo

REPERTORIO DIDATTICO MOMENT’S IMPRESSION’S QUINTETTO ... PREGHIERA PER TROMBA METODO “ALEPPO” VOCALIZZI DA CONCERTO TEMINO IN FA E GAVOTTA TRE PEZZI 3 PICCOLI PEZZI … ELEGIA PARA FRANCISCA 15 STUDI PER FAGOTTO 6 STUDI PER FL E PF

Francesco Dipietro Rosario Fronte Michele Pupillo Giancarlo Aleppo Giovanni Venuti Fabrizio Puglisi Fabrizio Puglisi Antonio Casagrande Sergio Carrubba Vincenzo Trovisi Antonino Cicero Carlo Cattano

ABBONATI A “IL PEGASO” Permette l’invio gratuito di materiale e gadget della casa editrice; sconto del 25% su tutti i prodotti “studiomusicalicata”; pubblicazione di saggi o articoli; pubblicità del proprio complesso strumentale, del singolo solista o degli interessati in genere.

versa euro 22,00 quale quota abbonamento annuale “Il Pegaso”   

online sul sito con carta di credito o paypal (procedura automatica e sicura) bonifico alle seguenti coordinate Iban: IT65 S030 3284 7400 1000 0001 842 ricarica postapay: n° 4023 6006 1366 2164 intestata a Gaetano Alicata


MUSICA

IL MELODRAMMA, DALLA CAMERATA FIORENTINA AI NOSTRI GIORNI analisi di GIANNI VENUTI (critico musicale)

Nell'ultimo quarto del secolo XVII, in casa del Conte Giovanni Bardi del Vernio, a Firenze, si riuniscono alcuni musicisti, fra questi V. Galilei che insieme, a Peri, Caccini, De' Cavalieri ed ai letterati Rinuccini, Ghiabrera, Mei e Corsi, teorizzano una nuova forma vocale da contrapporre alla imperante moda della Polifonia. Un progetto che valorizzava il concetto letterario, con il pensiero rivolto alla tragedia greca. Questa nuova “teorizzazione musicale” dà origine ad una forma di canto monodico definita "recitar cantando". Nascono così le prime forme operistiche. I compositori della "Camerata dei Bardi" (detta anche Camerata Fiorentina), nelle loro prime opere, trattano argomenti di genere mitologico.

BREVE ELENCO CRONOLOGICO

IN SINTESI La panoramica, delle opere del XVII secolo, è sintetica dal momento che nello stesso periodo ci sono stati altri compositori ed altri lavori. La sintesi riportata vuole essere un’indicazione a quanti studiano la genesi del melodramma ed una risposta alla ricorrente domanda: quante sono le opere? Una risposta, che abbia un reale valore di ricerca, imporrebbe un’analisi dettagliata di questo primo secolo del "melodramma". Il mio impegno, come concordato con l'emerito Editore M° Gaetano Alicata, è quello di dare alla nostra utenza quante più notizie possibili sulla nascita del Bel Canto e sul suo itinerario nell'arco dei secoli. Pertanto sono previste, nei prossimi numeri del periodico, cronologie analitiche delle opere e dei compositori che vanno dal periodo classico ai nostri giorni ripercorrendo un percorso musicale ampio, vario e ambizioso, e citando personalità che hanno caratterizzato lo stile del periodo: da Scarlatti a Handel (‘600); da Mozart a Beethoven (‘700); da Bellini a Donizetti e da Wagner a Verdi (‘800); da Puccini a Mascagni e da Leoncavallo a Catalani (‘900), non tralasciando autori contemporanei come Berio, Nono, Dallapiccola, Sollima, Rota, Stockhausen, Morricone, etc. Il progetto editoriale, dedito al “bel canto”, proporrà un itinerario didattico i cui aspetti concorreranno all’acquisizione di un linguaggio formativo, musicalmente e storicamente, completo.

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PROFILO STORICO, SOCIALE E CULTURALE DELLA BANDA MUSICALE ITALIANA (lineamenti

storici specifici e cronachistici, rapporti sociali d’identità e costume, aspetti culturali di riferimento)

di Giancarlo Aleppo

La complessa situazione delle Bande Musicali Italiane sconta un’eredità storica, sociale e culturale alquanto penalizzante rispetto al suo valore effettivo. Per esaminarne le motivazioni, cogliere gli aspetti più significativi della condizione attuale e pianificare qualunque processo evolutivo occorre approfondire la conoscenza della fenomenologia specifica e valutarne cause ed effetti. La cronologia storica della banda musicale moderna analizzata nei suoi aspetti tecnici e nelle sue motivazioni istituzionali, ci rivela un nostro notevole ritardo culturale rispetto alle realtà delle più importanti Nazioni europee. Nonostante la nostra supremazia artistica e scientifica(l’Italia è la patria dei musicisti più significativi specie nella fase originale della cultura musicale vocale e strumentale, ha creato gli strumenti e le forme musicali più importanti e ha costituito i primi complessi vocali e strumentali) il settore strumentale, e specificatamente quello bandistico, non è riuscito ancora a identificarsi come valore culturale nei confronti delle altre realtà e a legittimare quel riconoscimento consolidato così come avviene altrove. Gli aspetti storici identificano attraverso la sequenza evolutiva la sottovalutazione, nella standardizzazione universale degli organici, dei nostri valori espressivi e la tardiva e ancora insufficiente, oltre che poco eseguita e rispettata, musica originale specifica. L’aspetto sociale del passato ha rivelato una consolidata propensione del gusto e dell’attenzione collettiva verso i modelli musicali esclusivamente operistici, escludendo, salvo per le marce militari, caratteristiche e sinfoniche(quest’ ultima snaturata dall’abuso) e per rari capolavori sinfonici, ogni altra forma strumentale originale per Banda. Il costume teatrale, che tanto ha dato all’immagine al prestigio della musica italiana, ha condizionato la sensibilità musicale, impedito, o comunque ritardato, la nascita e conseguentemente la divulgazione della musica specificatamente bandistica, tanto interessante artisticamente quanto importante culturalmente. Una situazione che ci ha allontanato degli standard europei, con l’aggravante della dipendenza(importiamo invece di esportare musica) e sudditanza culturale (esterofilia). Questo risulta l’aspetto culturale specifico. Per quanto riguarda il profilo sociale la Banda Musicale è e deve restare un espressione popolare, con tutte le caratteristiche proprie peculiari. Tuttavia l’evoluzioni dei costumi e delle tecnologie impongono un adeguamento della concezione bandistica, e soprattutto una migliore e incisiva diffusione della sua immagine, così importante e determinante nella cultura odierna, come condizione indi6

spensabile, così come indispensabile sarà la sua capacità della Banda Musicale di istituzionalizzare, per il futuro, il suo ruolo insostituibile di formazione dei giovani e quello di continuare ad accompagnare coerentemente la sequenza degli eventi evolutivi più significativi identificandosi come collante tra passato, presente e futuro, con la forza delle sue prestigiose risorse umane e musicali. Infine, occorre esaminare e valutare la situazione, nello specifico, culturale musicale italiana, che perpetua concezioni istitutive e didattiche superate e in ogni caso non in linea con quelle delle altre culture europee. Una situazione che è diventata critica, a partire alla scarsissima o comunque insufficiente presenza della materia musicale nelle scuole (pochissimo nelle attuali scuole medie, per tutto il resto è inesistente). Tale problema, che di riflesso coinvolge in pieno, anche, la scarsa conoscenza dell’attività e il riconoscimento della musica bandistica in generale(oltre naturalmente a tutta la musica nel suo insieme) è da ricondurre innanzitutto, per contraddizione, proprio alla nostra radice culturale. Siamo il paese della musica, siamo tutti istintivamente musicali, allora perché studiarla e togliere così tempo prezioso che si può invece dedicare ad altre materie sacrosantamente più importanti? Nella stragrande maggioranza degli altri paesi lo studio della musica viene impartito in ogni ordine e grado di scuola, da quella primaria fino all’università. Da noi, invece, esiste solo il conservatorio, che resta una istituzione specifica ed isolata che prepara i musicisti, ma, non essendo unita alle altre discipline scolastiche, esclude tutto e tutti dalla conoscenza e partecipazione anche uditoria, formativa e informativa della musica. Il quadro della situazione bandistica nazionale sinteticamente analizzato poggia, però, su una base solidamente consistente. Infatti, si avvale di risorse professionali, umane e numeriche notevoli, che rappresentano non soltanto la stragrande maggioranza in percentuale sul complessivo numero di strumentisti presenti e operanti nel nostro paese, ma costituiscono anche un vivaio inesauribile di risorse, e questo da sempre, dal quale nascono e si formano la maggioranza dei personaggi di spicco della musica. Il contributo sociale e culturale che la banda musicale può dare alla società è veramente importante, tuttavia occorre analizzare la nostra situazione attuale e confrontarla con le altre realtà lavorando insieme e uniti nella realizzazione del progetto che resta il più importante di tutti, ovvero, quello che riesce a garantire il riconoscimento della dignità bandistica e ne assicura veramente la continuità.


IDEOLOGIA ORCHESTRALE O…IDEOLOPATIA MUSICALE ? di Michele Pupillo

Quando parliamo di orchestra, si pensa subito ad un organico di musicisti la cui struttura e il numero varia a seconda degli stili e delle esigenze. Ma quello che diremo è valido pure per orchestre di fiati o bande e organici strumentali vari. Puntualizzando, comunque, per non fare confusione, l’orchestra “classica” ha un suo nucleo centrale ed è costituito soprattutto dagli archi. Spesso si trascura il significato della sua funzione primaria, suonare insieme e respirare nello stesso modo, in poche parole essere un unico organismo la cui anima è il direttore che la rende tale nella sua espressione ed interpretazione. Ma, se non c’è intesa nella continuità, ci sarà sicuramente poca espressione e niente interpretazione perché tutto sarà in balia del bravo musicista o cantante di turno... se bravo è. Oggi, purtroppo, le orchestre hanno una struttura fragile e vulnerabile perché ogni componente a sua volta fa parte o presta la sua opera in altre realtà di gruppi musicali che non sono la propria, quindi il gruppo perde la sua identità musicale, etica e personale (naturalmente i fattori sono tanti e non stiamo ad analizzarli). Un’orchestra non può formarsi, come si suo7

le dire, in due giorni o in poche prove e suonare per una occasione isolata e poi dissolversi nel nulla come se non fosse mai esistita. Questa è l’ideolopatia, una “malattia” diffusa tra i musicisti che, andando qua e là a (diciamo) suonare, si ammalano irrimediabilmente non riuscendo più ad essere se stessi (si pensi ad un giocatore di calcio che, mentre in una squadra impara dei moduli, nel contempo va in un’altra e ne deve apprendere altri: in questo modo va in “tilt” e non rende come dovrebbe). Insomma, si cancella il significato stesso di orchestra. Per comprendere l’ideologia orchestrale bisogna guardarla dall’interno e capirne gli intrinseci meccanismi di aggregazione. Ogni musicista ha una propria individualità musicale e una propria sensibilità espressiva che necessita di anni di studio, di lavoro e di “insieme” (non basta scrivere le arcate o essere bravi solisti); è necessario che l’esecuzione sia carica della stessa emozione, passione, concentrazione ed essere un tutt’uno come un vero organismo che, solo insieme, negli anni si può costruire. Quanto più l’orchestra sarà compatta e amalgamata nei suoi equilibri sonori, tanto più potrà chiamarsi tale. Non per altro, il suo termine greco dà il significato di danzare insieme. Mancando questi requisiti, l’orchestra emette solo suoni... senz’anima.


IL POTERE CURATIVO DELLA MUSICA di Luigi Fiorentini L’umanità ha sofferto da sempre, ma forse non abbiamo ancora la consapevolezza di quanto stia soffrendo da molti anni a questa parte. Non è per niente innegabile, ovviamente, che i grandi conflitti del passato, l’antisemitismo e tutte le atrocità commesse dai regimi autoritari hanno trasformato la degna e desiderata felicità di ciascun cittadino nei suoi incubi più terrificanti! Tutte le arti hanno contribuito ad alleviare la sofferenza umana – nei limiti del possibile – ma la musica, in particolar modo, ha assunto un ruolo prioritario! E’ probabile che l’espressione più condivisa sia quella di Arthur Schopenhauer, nell’affermare che “la musica è la regina delle arti perché esalta lo spirito”; magari avranno pure le loro ragioni le considerazioni di Mozart, di Wagner e di tanti altri impareggiabili geni, ma la verità sta nel fatto che, comunque, la musica possiede la grande qualità di aiutare l’essere umano a condurre un’esistenza migliore, specie se l’individuo è in situazione di gravità! La musica è una “medicina” infallibile per combattere ogni sorta di disturbo della personalità, quelli che in campo medico sono definite come “malattie psicosomatiche”, cioè quelle non derivanti da una specifica patologia organica ma da semplici malesseri provocati dalle molteplici difficoltà con cui la società di oggi ci costringe a convivere: la crisi economica, la frenesia e lo stress, il possesso di apparecchiature elettroniche e l’uso improprio che spesso se ne fa. L’uomo contemporaneo è più che mai preda di stati d’animo, visti dall’interno, piuttosto catastrofici: l’ansia, la depressione, l’insonnia, lo sconforto… fino alla temibile paranoia, ahimé! E’stato accertato che 8

in parecchi casi l’ascolto di musiche dei periodi classico e romantico hanno aiutato determinati pazienti; anche l’impiego di certi strumenti, come il flauto di Pan o l’arpa, specie se associato a effetti sonori tratti dalla natura selvaggia, si è rivelato utile, creando situazioni distensive di notevole efficacia. Ho sviluppato simili tematiche in alcuni capitoli del mio libro La musica nell’anima. Al confine tra estro e follia, edito dalle Edizioni Sensoinverso di Ravenna; la musica, infatti, ha valenza sia nel superamento di difficoltà temporanee che nella rieducazione giovanile, conducendo per mano i ragazzi più problematici verso un graduale processo di miglioramento etico, civile e morale. Recentemente, assistendo a una lezione aperta di danza educativa, presso una scuola elementare, ho notato come il movimento corporeo e il suono a esso abbinato possano favorire la possibilità di esternare potenzialità interiori e, nel contempo, consentire ai bambini coinvolti di scaricare le loro tensioni e paure accumulate. Lasciamoci cullare dalla musica, dunque: sì, forse non riuscirà a curarci totalmente, ma ci regalerà sufficiente sollievo necessario per godere dell’essenza terrena che ci resta!


SONO ANCORA APERTE LE ISCRIZIONI PER L’ANNO ACCADEMICO 2012/2013

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CORSI STRUMENTALI

AREA FORMATIVA

VIOLINO VIOLA VIOLONCELLO CONTRABBASSO ARPA CHITARRA FISARMONICA PIANOFORTE FLAUTO OBOE CLARINETTO SASSOFONO CORNO TROMBA TROMBONE TUBA PERCUSSIONI

TEORIA E LETTURA MUSICALE:

CORSI CORALI CANTO LIRICO CANTO MODERNO CANTO JAZZ CANTO POPOLARE CANTO SACRO (ambrosiano e gregoriano) 10

teoria, ritmica e percezione musicale LABORATORIO DI MUSICA D’ INSIEME:

coro, orchestra/musica da camera DISCIPLINE MUSICOLOGICHE:

storia della musica TECNOLOGIE MUSICALI:

informatica musicale TEORIA DELL’ARMONIA E ANALISI LINGUA STRANIERA

AREA DI SPECIALIZZAZIONE MUSICOTERAPIA DANZATERAPIA TEATROTERAPIA ATTIVITA’ DI SOSTEGNO

CORSI, PERFEZIONAMENTO e STAGE STRUMENTAZIONE PER BANDA DIREZIONE D’ ORCHESTRA DIREZIONE DI CORO


L'Istituto Superiore di Studi Musicali P.I. Tchaikovsky è un Istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale, con Decreto Ministeriale 64 del 1 Aprile 2008 è a tutti gli effetti di Legge Istituto di Alta Cultura ai sensi dell'Art. 33 comma 6 della Costituzione, Istituzione di Grado Universitario dotato di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa finanziaria e contabile, nel rispetto dei principi dell'ordinamento contabile dello Stato e degli Enti pubblici. Già pareggiato ai Conservatori di Musica dello Stato con Decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca del 14.11.2001. 11


PRIMA VERIFICA ALL’ISTITUTO ISSMA Presidente delle commissioni il M° Carmen Costa. Tutti gli alunni hanno mo‐ strato un buon apprendimento teorico e pratico della musica ed hanno evidenziato, ma soprattutto convinto i commissari, che le nuove conoscenze didattiche e laborato‐ riali si sono agganciate perfettamente alle precedenti esperienze musicali acquisite. Questa prima verifica è stata all’insegna delle emozioni che hanno valorizzato una modalità di fruizione musicale tipica dei preadolescenti, ovvero, la gioia, la paura, la Mercoledì 30 gennaio, presso la sede cen‐ tristezza e la rabbia. Un miscuglio di emo‐ trale dell’Istituto, è stata effettuata la pri‐ zioni che con il tempo faranno capire, a co‐ ma verifica del pre‐accademico, predispo‐ loro che si volgono allo studio della nobile sta e concordata dal Direttore dell’Issma disciplina, una riflessione sul rapporto io‐ M° Piero Monaco e dal Direttore del Con‐ musica. Naturalmente, come evidenziato servatorio di Nocera Terinese M° Pier‐ dai commissari che hanno giudicato le francesco Pullia. Di seguito, i nomi dei prove effettuate dai discendi, tutti hanno commissari impegnati nell’ esame: dimostrato di avvalersi di un buon senso ‐teoria ritmica e percezione musicale‐ ritmico, melodico passivo e attivo e armo‐ nico sia nella teoria ritmica che nello stru‐ mento musicale. L’Istituto Musicale “Archimede”, fa fronte alle proprie spese con i contributi degli al‐ lievi iscritti, quindi, in forma privatistica. È, però, grazie alla convenzione con l’Istituto “P. L. Ciaykovsky” di Nocera Teri‐ ‐pianoforte, sax, tuba e canto‐ nese, che consente agli iscritti di poter u‐ sufruire degli stessi servizi che dà l’Istituto M.le nella propria città, senza dover viag‐ giare e con notevole risparmio economico e di tempo. Il progetto Issma, comunque, non è legato solo alle attività musicali ma, permettendo i tempi, si sta lavorando af‐ finché l’intera struttura possa diventare un vero Liceo musicale e coreutico al fine di: 12


LICEO MUSICALE E LICEO COREUTICO  acquisire

una inquadratura “Parificata” ** Biologia, Chimica, Scienze della Terra; che rilasci attestazioni, valide, delle com‐ *** Insegnamenti disciplinati secondo quanto petenze acquisite a livello nazionale ed previsto dall’articolo 13 comma 8. europeo, ovvero, titoli di studio per gli  una di liceo coreutico, presumibilmen‐ alunni e punteggio per i docenti; te, come da tabella allegata  acquisire una formazione musicale, di‐ dattica, culturale e formativa completa. 1° biennio 2° biennio MATERIE V Per questo motivo saranno proposte all’ I II III IV Ente di competenza due richieste: Lingua e letteratura italia una di liceo musicale, presumibilmen‐ 4 4 4 4 4 na te , come da tabella allegata 1° biennio

MATERIE

I

2° biennio

II

III

V

IV

Lingua e letteratura italiana

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4

4

4

4

Lingua e cultura straniera

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3

3

3

3

Storia e Geografia

3

3

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Storia

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Filosofia

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2

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Matematica*

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Fisica

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Scienze naturali**

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Storia dell'arte

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Scienze motorie e sportive 2

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Esecuzione e interpretazio3 ne***

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Teoria, analisi e composizione***

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Storia della musica

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Laboratorio di musica d'in2 sieme***

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Tecnologie musicali***

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Religione cattolica o attivi1 tà alternative

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Totale delle ore settimanali

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32

32

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* con Informatica al primo biennio; 13

Lingua e cultura straniera 3

3

3

3

3

Storia e Geografia

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Storia

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Filosofia

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Matematica*

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Fisica

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Scienze naturali**

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Storia dell'arte

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Storia della danza

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Storia della musica

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Tecniche della danza

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Laboratorio coreutico

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Laboratorio coreografico

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Teoria e pratica musicale per la danza

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Religione cattolica o attività alternative

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Totale delle ore settima32 nali

È previsto, inoltre, l’insegnamento di una lingua straniera e di una disciplina non lin‐ guistica(CLIL). Tali insegnamenti saranno attivabili nei limiti dell’organico di fatto annualmente assegnato.


BANDA MUSICALE “V. BELLINI” CITTA’ DI GIARRATANA(RG) L’Associazione Musicale “Vincenzo Bellini” Città di Giarratana (Rg) nasce nel 2002 per volere dell’ Amministrazione Comunale. Composta da circa 40 elementi effettivi, vanta una invidiabile scuola di musica dove vengono impartiti tutti gli insegnamenti: Propedeutici, Pedagogici, Teorici e Pratici Strumentali di tutte le Discipline Musicali. L’insegnamento e la Direzione sono affidati, esclusivamente, al M° Francesco Fatuzzo, anima portante che, grazie al suo lavoro, ha dato la possibilità al gruppo strumentale di farlo conoscere e apprezzare in ambito nazionale ed internazionale. In questi anni di attività bandistica, sotto l’umile guida del maestro Francesco, la banda ha fatto notevoli passi avanti, esibendosi in diverse piazze della provincia e non e riscuotendo sempre consensi unanimi da parte della critica e del pubblico. 

Dal 13 a 16 luglio 2006 ha partecipato al famoso appuntamento biennale di Genova, il “Festival Internazionale della Musica”, eseguendo, nel contempo, un concerto al Palazzo Ducale alla presenza di alte autorità cittadine, provinciali e regionali.

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Nel mese di Settembre 2008 ha partecipato al X° Musik Festival di Bad-Orb a Francoforte (Germania), evento di portata Internazionale, che ha visto la partecipazione di 30 formazioni musicali provenienti da tutta Europa.

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Nel mese di luglio 2010 ha partecipato al 9° Festival Europeo Della Musica che si svolge a Sezged (Ungheria).

E’ stata promotrice, grazie e soprattutto al suo direttore M° Francesco Fatuzzo, alla tradizionale rassegna di Bande Musicali, giunta ormai alla V edizione, che si svolge a Giarratana nel mese di Agosto. Tale evento è importantissimo, per la crescita delle Bande Musicali, non solo per il lato strettamente musicale ma anche sotto l’aspetto culturale e sociale. 14


M° CARMEN COSTA Messinese, si è diplomata giovanissima in pianoforte, a pieni voti, presso il Conservatorio di Musica “A. Corelli” della sua città natale. Presso tale Istituto ha prestato servizio in qualità di docente di pianoforte (titolare di cattedra) e nel contempo ha seguito gli studi umanistici che ha concluso brillantemente con una votazione di 110/110, lode e diritto di pubblicazione della tesi su “Bernardo Storace” (musicista messinese del XVII sec.). Ha seguito corsi di perfezionamento pianistico, prima, sotto la guida di Franco Cristina e, successivamente, alla Internazionale Sommera-Kademie Der Hochschule “Mozarteum” in Salzburg

con Carlo Zecchi. Ha vinto concorsi pianistici a livello regionale e nazionale. Per due anni consecutivi il Ministero degli Esteri Belga le ha offerto una borsa di studio per il “Koninklijk Vlaams Muziekconservatorium” di Antwerpen tenuta da Francois Glorieux. È stata invitata al “Za Muzicke Pedagoge”, tenuto, da Leonide Jefimovic Brumberg, a Cavtat (Jugoslavia). Si è esibita in una serie di “Recitals” a Skopije, dove ha registrato per la Radio Jugoslava. Alla sua scuola pianistica si sono formati allievi che sono, tutt’ora, in carriera artistico - professionale e docenti di rinomati conservatori. È stata Direttore del Conservatorio di Musica di “Reggio Calabria” e di “Vibo Valentia”. Periodicamente è chiamata, in qualità di presidente o commissario di giuria, da enti e associazioni di chiara fama a presiedere prestigiosi concorsi musicali (corali e strumentali).

EVENTI

CONCORSO MUSICALE NAZIONALE “CITTA’ DI BARCELONA P.G.” PREMIO PLACIDO MANDANICI E’ in fase di organizzazione, il 15° Concorso Musicale Nazionale "Città di Barcellona P.G." premio Placido Mandanici, che quest’anno si svolgerà da domenica 28 aprile a domenica 5 maggio 2013, nella tradizionale sede dell’Oasi dell’omonima cittadina della provincia di Messina. La manifestazione si articola in tre parti:  Concorso Nazionale di Musica da Camera, con sezioni riservate dal Duo fino a venti elementi più una riservata agli studenti;  Concorso Nazionale per Giovani Solisti riservato a studenti di strumenti ad arco, fiati, chitarra, pianoforte, quattro mani, fisarmonica e quest’anno anche arpa e percussioni;  Concorso Nazionale di Composizione.

Il bando è disponibile online sul sito www.concorsomandanici.it, è possibile richiederlo anche per email: info@concorsomandanici.it o telefonando al 347.7536753. 15


NEW CLASSICAL BALLET OF MOSCOW “LA BELLA ADDORMENTATA”

Martedi, 6 agosto 2013 - ore 21,00 - Arena Maniace - Siracusa

Tra i Capolavori Ballettistici dell’ Ottocento, La Bella Addormentata rappresenta il massimo dell’ espressione classica, in un clima di astrazione teatrale, con più risalto alla danza pura rispetto alle vicende narrative. Un fiore all’occhiello per il New Classical Ballet of Moscow con le favolose e incantate scenografie e costumi e le stupende musiche di P.I. TCajkovskij e su coreografie di Marius Petipa, La bella addormentata nel bosco è considerato uno dei più grandi balletti della Russia imperiale. This thrilling production is by Birmingham Royal Ballet's former director Sir Peter Wright, creator of the Company's popular production of The Nutcracker . Questa produzione è entusiasmante del New Classical Balletof Mosocw , With its romantic finale packed with every fairytale character imaginable, The Sleeping Beauty is as engaging now as when she first fell asleep, over a hundred years ago. Con il suo finale romantico imballato con tutti i personaggi delle fiabe che si possa immaginare, La Bella Addormentata adesso è impegnata in un futuro meraviglioso, ora come prima, quando si addormentò, più di cento anni fa. The ballet is based on the classic French fairytale by Charles Perrault: a beautiful princess is cursed by an evil fairy, and doomed to sleep for a hundred years -- only to be awakened by the kiss of the handsome prince who loves her. 16


STORICA BANDA CITTA’ DI FRANCAVILLA DI SICILIA (ME)

LA MUSICA E LE DONNE di Rossana Campisi Oramai si parla, con disinvoltura e come fosse normale, della donna inserita nel mondo del lavoro e che occupa posti di rilievo e di comando. Ma non dimentichiamo che in tempi remoti la donna ha avuto molta difficoltà a potersi esprimere nelle arti in genere. Nel ‘600, le donne che potevano avere una minima possibilità per “fare musica”, erano solo quelle nobiliari o provenienti da famiglie colte. Forse, però, pochi sanno che le prime donne ad inserirsi nel campo musicale furono le monache del periodo barocco, compositrici, che svolgevano i propri studi nei monasteri. Purtroppo, in quel periodo, la donna era vista come la “femmina” che doveva crescere i figli, cucinare ed accudire alle faccende domestiche e chi si interessava alla musica era considerata una “poco di buono”. In tal contesto, come detto, avevano più fortuna le ragazze nobili o provenienti da alti ceti. Queste, infatti, studiavano non solo la musica ma anche altre discipline e vantavano una cultura generale non indifferente. Solo più tardi, con enormi sacrifici, la donna ha iniziato ad inserirsi nel mondo della musica, prima, dal punto di vista vocale e, dopo, strumentale. Un’artista che ha dato lustro al gentil sesso fu la francese Elisabeth Claude Jacquet de la Guerre (1666-1729), clavicembalista e compositrice di opere vocali e strumentali. Cosa dire, oggi, della donna e la musica? Attualmente la donna è inserita in tutti i campi della vita sociale e la musica è riuscita a entrare nella vita di ogni donna senza guardare alle origini o alla provenienza sociale. 17


CONCERTO BANDISTICO CITTA’ DI SALERNO

L’Associazione Accademica Culturale Musicale Salernitana Orgogliosa e Stimolata affida (unica) il Prestigioso Gran Concerto Bandistico Città di Salerno nelle mani della figura Direttoriale del Maestro Concertatore e Compositore Raffaella Nunziante. Già Maestro Direttore delle orchestre di Fiati: Città di Vietri sul Mare (Sa), Città di Pietrastornina (Av), Città di Acquaviva delle Fonti (Bari) e Città di Corato (Bari).

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FILARMONICA “G. ROSSINI” CITTA’ DI FIRENZE Voce di Firenze, musica dei fiorentini, la Rossini è da sempre la compagna immancabile di ogni celebrazione cittadina. Come immaginare l’11 agosto, il 25 aprile senza l’arengario di Palazzo Vecchio gremito dai suoi musicisti? E che San Lorenzo sarebbe senza i suoi orchestrali, mentre la città festeggia sullo sfondo delle stelle cadenti? La Rossini ha radici antiche: è del XIII° secolo la prima Banda della Signoria Fiorentina, con quel giglio sulle divise che ancora fa bella mostra di sé sull’uniforme dei musicisti di oggi. Fonti storiche accreditate fanno risalire al lontano 1867 la nascita del corpo di musica dell’attuale Filarmonica “Gioacchino Rossini”, nel grande fermento di Firenze Capitale che realizza il disegno della nuova città. Memorabile fu il concerto per l’inaugurazione della facciata del Duomo di Firenze, anno 1887, con il Re Umberto I e la Regina Margherita che di persona vollero congratularsi con i “musicanti”. In tanti anni di vita e di storia la musica è cambiata, e i suonatori pure. Centocinquant'anni (quasi ci siamo!) contano dentro un’associazione che vive e si rinnova facendo proprie le modificazioni e i progressi del suo tempo, attraverso gli uomini, gli strumenti, la musica. Terreno di confine fra colto e popolare, anche la Rossini non ha tradito nel tempo il ruolo storico affidato alle Bande nel campo educativo e sociale: la formazione del gusto musicale collettivo e la diffusione della musica, costruito su un modello civile di coesione e di solidarietà consolidato negli anni. La costante cura che la Rossini ha posto (fin dal 1921) alla sua Scuola di Musica, il personale bagaglio musicale conquistato da ogni componente, la progressiva introduzione di figure femminili, hanno influito non poco sulla crescita dell’organico, oggi dotato da un’animosa capacità di apprendere e linguaggio espressivo più ricco. Ci sono membri anziani, appassionati non professionisti, giovani studenti, ma anche diplomati al conservatorio Cherubini di Firenze, al Mascagni di Livorno, al Boccherini di Lucca, alla scuola di Musica di Fiesole. Nella Rossini sono presenti tutte le sezioni strumentali nelle diverse sezioni di ance, flauti, ottoni e percussioni, arricchite da strumenti preziosi come l’oboe, il clarinetto basso, il vibrafono e la grande famiglia dei flicorni che valorizzano l’intera formazione come completa orchestra di fiati. Nel tempo anche il repertorio si è trasformato, sposando con allegra freschezza memoria ed identità: dalle marce e brani d’opera d’inizio secolo dominati dalla sonorità degli ottoni al patrimonio più tipico della banda sinfonica, che attinge all’universo del classico con composizioni originali e trascrizioni impegnative, e si misura con il mondo del jazz, folk, latino, musica da film dei più grandi compositori. L’attività concertistica di questi ultimi anni, apprezzata dagli applausi sinceri di un pubblico sempre più numeroso e attento, ha proposto sopratutto l’esecuzione di musica originale per banda, non dimenticando però trascrizioni operistiche, suite sinfoniche da autori come Verdi, Rossini, Bach, Hendel, Holst, ma anche Miller, de Haan, Piazzolla, Morricone, Rota. Maestri di prestigio hanno guidato la Filarmonica nella sua lunga vita. L’indimenticabile direttore Fallani diede alla Rossini un’impronta forte e duratura nel tempo, i suoi successori Urbani, Ravenni, Magrini, Simoncini hanno condotto la Filarmonica verso traguardi di qualità timbrica ed interpretativa. Con l’attuale e vigorosa direzione artistica del maestro consolidata in un’intesa più che decennale, la Rossini ha acquistaGiampaolo Lazzeri, to un ricco vocabolario musicale e concettuale, affinato le esecuzioni ampliando il suo già vasto repertorio di banda sinfonica per affermarsi come completa orchestra di fiati. Tutto questo si è realizzato con l’impegno che tutti i musicisti ed i direttori artistici hanno sempre dimostrato nei confronti della Filarmonica fiorentina. Non possiamo poi dimenticare il costante e fondamentale apporto logistico-economico dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e del Comune di Firenze che da sempre sostengono la sua attività musicale. La passione è grande, nasce dal calore, dalla stima e dall’affetto ricevuto. La Rossini di oggi è per tutti un laboratorio di esperienze, una palestra per mettersi alla prova, un’affidabile comunità che ha raccolto il testimone da generazioni di musicisti avvicendatesi nelle fila della gloriosa compagine. Anche perché di solo piacere si nutre l’ensemble dei musicisti, immuni da denaro, fama, interessi. Alla Rossini valgono ancora valori come impegno, modestia, generosità. Resiste, insomma, l’antica e dimenticata civiltà dello stare insieme. 19


CINEMA, CULTURA, STORIA e RELIGIONE

La fede razionalista di Alessandro Manzoni di Francesco D’Isa Le Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo, pubblicate nella seconda metà dell’Ottocento, durante una fase della letteratura italiana detta “scapigliata”, rappresentano un grande romanzo storico su circa un secolo di storia italiana fra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. L’opera di Nievo risente pienamente del Romanticismo e sembra anticipare il Realismo. Il protagonista del romanzo di Nievo, Carlo Altoviti detto Carlino, attraversa quasi un secolo di storia, fondamentale per i destini d’Italia e d’Europa; nei suoi ottanta anni di vita il protagonista “legge” la storia che lo circonda e il romanzo è abile a mescolare punto di vista soggettivo con analisi oggettiva dei fatti. Così la storia particolare di Carlino si interseca con i grandi fatti della storia italiana ed europea, risentendo i riflessi e gli echi anche di grandi fenomeni epocali come la rivoluzione industriale, la rivoluzione francese, l’età napoleonica, la restaurazione, il congresso di Vienna e i primi moti risorgimentali. Il punto di vista di Carlino, assolutamente soggettivo, sembra ereditare l’esperienza foscoliana dalle Ultime lettere, ma l’impianto storico del romanzo sembra ricalcare l’esperienza precedente dei Promessi sposi manzoniani. Al di là della curiosa suggestione per cui la vita di Carlino sommerebbe circa i cinquanta anni della vita di Foscolo ai circa trenta anni della vita di Nievo (che farebbe di Nievo, attraverso Carlino, il prosecutore della vita di Foscolo, attraverso Jacopo Ortis) la realizzazione del romanzo di Nievo sembra riproporre l’esperienza riuscita del romanzo di Manzoni, aderendo rispetto a quest’ultimo maggiormente ai fatti contemporanei. Questa aderenza alla contemporaneità del romanzo di Nievo lo renderebbe quindi programmaticamente anche più aderente alle istanze impellenti del Risorgimento italiano, tant’è vero che Nievo fu garibaldino. Al contrario di Nievo, Manzoni guarda di più al passato, nel suo romanzo, introducendo il Seicento lombardo dominato dagli spagnoli, modello di ogni tipologia di occupazione straniera, quindi anche di quella austriaca dei tempi in cui il romanzo storico di Manzoni viene scritto. Quindi i Promessi sposi risulterebbero essere un manifesto indiretto della lotta risorgimentale italiana, mentre molto 20

più diretto contro l’oppressore austriaco risulta essere il romanzo di Nievo. Il sentimento storico di Manzoni, però, si esplicita dall’intero corpus della sua produzione. Oltre al romanzo, infatti, quasi tutte le opere di Manzoni sono storiche, sia in prosa sia in versi. Le principali fra queste sono le due Odi civili e le due Tragedie. Le due Odi sono dei “trattati” in versi, rispettivamente su un grande uomo della storia, Napoleone, e su un oscuro, ma altrettanto grande uomo, combattente. Entrambi, il grande generale e il piccolo ma altrettanto grande soldato, legano le loro oggettività e la loro verificabile presenza storica a un assunto filosofico, assoluto e universale, la legittima aspirazione di ogni essere umano, conosciuto o ignoto, vincitore o sconfitto, a essere considerato per quello che è, un uomo e basta. Tutta la sua storia, tutta la sua cultura sono dei fenomeni parziali, dei dettagli o delle situazioni, che rendono immutata la sua essenza umana. Tutto ciò Manzoni lo connette a una ben precisa causa, che tende a sfuggire ai nessi del razionalismo filosofico illuminista per ricollegarsi a una ragione più ampia definitiva che lui chiama fede. La provvidenza è sempre presente nelle opere storiche di Manzoni, nelle Odi, come detto, ma anche nelle due Tragedie, il canto di Ermengarda e del conte di Carmagnola. I protagonisti delle Tragedie, vinti o vincitori della storia, diventano unicamente vincitori nella provvidenza divina, che non è soltanto una ricompensa dovuta e automatica ma è soprattutto il riconoscimento ai meriti che ogni uomo, se analizzato in profondità, possiede. Non esiste, infatti, il male come forza autonoma nelle opere di Manzoni: come per Dante anche per Manzoni il male è un prodotto del bene degenerato. Non a caso dei cosiddetti inni sacri (che avrebbero dovuto essere 12, ma Manzoni ne compose soltanto 5 più una parte del sesto) il più noto è la Pentecoste, che rappresenta ancora una volta la connessione fra la storia umana, in questo caso quella di Gesù Cristo, e la sua destinazione filosofica assolutizzante. Manzoni negli inni canta la gloria dell’uomo come riflessione della gloria di Dio, ma la stessa cosa fa anche nelle Odi, nelle Tragedie e anche nella prosa dei Promessi sposi. Basti pensare, per quanto riguarda le Odi, all’ultima parte del Cinque maggio, con l’esaltazione astratta e assoluta della fede, per quanto riguarda le Tragedie, al coro del IV atto dell’Adelchi, il cosiddetto compianto di Ermengarda, e infine, per quanto riguarda i Promessi sposi, alla solitudine notturna di Lucia.


L’età del romanticismo (italiano) di Francesco D’Isa Il Romanticismo inizia in Europa nel tardo Settecento attraverso vari momenti non ben districabili e nettamente identificabili rispetto al coevo Neoclassicismo. Se la distinzione può avvenire con una certa chiarezza nelle arti figurative (grazie alla maggiore leggibilità della figura) per quanto riguarda il fenomeno letterario la situazione si fa più complessa. Ad esempio, coloro che possono essere considerati fondamentali per l'introduzione e l'affermazione del Romanticismo, prima in Europa, Goethe, poi in Italia, Foscolo, hanno saputo far emergere la loro propensione romantica da una solida e articolata impostazione neoclassica. Il Romanticismo in letteratura esprime fondamentalmente il genere letterario del romanzo modificandolo in senso emotivo ed introspettivo rispetto al romanzo cosiddetto di "formazione" del precedente Illuminismo. Tornando a Goethe e a Foscolo, il primo nell'ultima parte del Settecento, il secondo nel primissimo Ottocento, hanno prodotto la loro opera già di tipologia romantica attraverso la composizione di un romanzo di tipo epistolare: "I dolori del giovane Werther" e "Le ultime lettere di Jacopo Ortis". Sia Werther sia Ortis sono l'ovvia proiezione dei loro stessi autori, rispetto ai quali avviene una forma di distanziamento grazie all'uso della terza persona. Possiamo dire che sia Werther sia Ortis prolunghino la coscienza dei propri rispettivi autori e soprattutto progettino e compiano azioni assolute, per altro precluse alla relatività esistenziale di Goethe e di Foscolo in quanto uomini del loro tempo. Il fatto che sia un tedesco come Goethe a introdurre il Romanticismo accredita l'idea storica che il Romanticismo sia nato e si sia sviluppato in Germania. "Sturm und drang" è il nome del movimento romantico testimone e propagatore del nuovo fenomeno letterario, che dalla Germania suggerisce e poi impone una nuova moda letteraria, romantica appunto, che contagerà i paesi limitrofi come la Francia, l'Inghilterra e naturalmente l'Italia. Infatti tanto più è forte e apparentemente improvvisa l'esplosione del romanticismo nei primi anni dell'Ottocento quanto più il fenomeno romantico già nel tardo Settecento cominciava a dare i suoi primi e determinanti segni, districandosi fra fenomeni letterari, artistici, storici e filosofici, come l'Illuminismo, l'Empirismo e il Neoclassicismo. Le ultime lettere di Jacopo Ortis sono, dunque, il manifesto letterario del Romanticismo italiano, ovviamente in prosa (romantico come romanzo), ma l’opera poetica che rappresenta l’influsso del Romanticismo europeo sulla poesia ita21

liana e della poesia italiana sul Romanticismo europeo è probabilmente il carme "Dei sepolcri". Foscolo scrive questo componimento oltre che sull’onda della sua ispirazione anche seguendo un’influenza storica, anzi della cronaca del tempo: l’editto napoleonico di Saint-Cloud. Questo editto dei primi dell’Ottocento, testimonianza delle presenza politica napoleonica in Italia, quindi testimonianza di una mancata libertà nazionale, imponeva una drastica conversione alla maniera di seppellire i morti, vietandone l’inumazione dentro le mura della città. Assumere un pretesto storico-cronachistico per introdurre una lunghissima divagazione epica era tipico della letteratura romantica. Naturalmente il poema dei Sepolcri, nel suo procedere romantico, non perde la base neoclassica da cui scaturisce l’ispirazione formale di Foscolo. E la bellezza del carme consiste proprio in questa sapiente miscelazione di Neoclassicismo e Romanticismo. I 295 versi dei Sepolcri progrediscono introducendo in modo estremamente armonico elementi romantici all’interno di una solida intelaiatura neoclassica. Ad esempio è illuminante lo svolgimento della seconda parte del carme, quando all’essere neoclassico della “lacrimata” sepoltura dei grandi nel mausoleo di Santa Croce corrisponde il divenire del vecchio poeta errante, Omero, letterariamente arcaico, quanto romantico nel suo rinnovare continuamente il mito della poesia. Il Romanticismo infatti punta più sui poeti delle origini, che ricercano il divenire poetico, come Omero, appunto, oppure Dante o Shakespeare, che in Inghilterra introduce una nuova maniera poetica, per certi aspetti vergine e primitiva come quella di Omero nella Grecia antica o quella di Dante nell’Italia volgare. Foscolo ritornerà, o almeno tenterà di farlo, alla linea poetica dominante di stampo neoclassico, ormai superato paradossalmente dal sé stesso precedente, dei Sepolcri e delle Odi, iniziando senza portarlo a compimento definitivo il carme delle Grazie. Sembra quasi che Foscolo, cosi facendo, volesse incorniciare la sua rivoluzionaria esperienza romantica con la salda certezza del suo austero e sicuro neoclassicismo.


Le “confessioni” di Ippolito Nievo di Francesco D’Isa Il romanzo storico di Ippolito Nievo, scritto verso la metà del 1800 e pubblicato postumo, rappresenta un punto di convergenza fra il romanticismo foscoliano, emergente dall'Ortis, il romanticismo manzoniano, emergente dai Promessi sposi e l'emergente realismo della seconda metà del 1800. Nella sua breve vita, Nievo illustra con questo romanzo un’ipotesi biografica alternativa; infatti il quasi trentenne Nievo (che nasce nel 1831 e muore contemporaneamente all'unificazione del Regno, nel 1861) scrive il ritratto, pseudo autobiografico, di un ottantenne con le sue memorie. Infatti il titolo alternativo del romanzo di Nievo, "Le confessioni di un Italiano", era "Le confessioni di un ottuagenario". Per riannodare i trenta anni di Nievo agli ottanta anni di Carlino, il protagonista del romanzo, bisogna risalire all'indietro, recuperando quei cinquanta

anni ovviamente nella storia passata, risalendo fino alla seconda metà del Settecento e venendo così a far coincidere la nascita di Carlino più o meno con quella di Ugo Foscolo. La vita del protagonista delle Confessioni, dunque, verrebbe a coincidere per la prima parte con quella di Foscolo per la seconda parte con quella di Nievo, agganciando dell'uno e dell'altro la fase giovanile e facendo del romanzo una sorta di commistione fra il romanticismo epistolare, autobiografico e quasi "confessato" dell'Ortis e il romanticismo storico, eterobiografico e diffusamente professato dei Promessi sposi. Il romanzo storico di Nievo, quindi, sembra legare una certa introspezione autobiografica del protagonista a una narrazione di più largo respiro dove la storia reale dell'epoca che viene attraversata è resa con quella stessa attenzione esegetica adoperata da Alessandro Manzoni nel suo romanzo, ma che è in parte presente anche, se pur meno centrale, nel romanzo epistolare di Foscolo.

Cos’è la credibilità? Chi è credibile? di Graziella Calabrese In particolare nella riflessione pedagogica e sociologica contemporanea tali domande aprono quesiti sulla comunicazione e sulle relazioni sociali, domande che coinvolgono tutti: genitori, insegnanti, esponenti politici, ecc. Le radici della credibilità sono svariate, alcune riconducibili alla conoscenza e alla capacità, altre ai valori, altre ancora costituite dall’attaccamento e dall’affettività. Oggi questa prospettiva è stata modificata e la credibilità non è una caratteristica solo personale, ma è qualcosa che viene attribuito, riconosciuto dagli altri. L’insegnante in passato era detentore di risorse preziose, godeva di prestigio presso i genitori, per queste ragioni, ed altre ancora come concezioni pedagogiche di tipo autoritario, il ruolo godeva di elevato prestigio e considerazione sociale. Oggi la situazione è mutata, l’istruzione non detiene il monopolio della formazione, inoltre, 22

il dato più importante, il ruolo educativo è stato denaturato, privato di responsabilità, non è più occasione di formazione per l’avvenire. Questo intervento si concentra dunque sulla riscoperta del ruolo di insegnante, sul tema della credibilità in generale e sulla responsabilità dell’insegnante in particolare, perché il ruolo dell’insegnante, la vera essenza di tale compito, è quella di essere tramite, veicolo e sostegno della conoscenza e dell’esperienza dei suoi allievi. Quando un prof. è credibile? In sintesi quando “sa quel che dice” e si assume la responsabilità di “ciò che fa”. La credibilità è qualcosa che avviene nella relazione, è dunque una sfida una scommessa, essa si basa sulla reputazione acquisita, ma deve essere ricostruita e riconquistata tutte le volte che si entra in una classe nuova. Non importa la fama che ci precede (speriamo bene), la nostra credibilità si gioca in quel momento, è una relazione che comincia a costruirsi dai primi istanti. A tutti i professori in bocca al lupo!


“… La terra del Sole e i suoi piccoli\grandi cambiamenti…” di Rosaria Rotondo Sollecitata dal collega, nonché amico prof. Alicata, a trattare tematiche relative al disagio giovanile, a problematiche inerenti il nostro istituto superiore, dopo momenti di riflessione ho ritenuto opportuno fare una disamina, ovviamente non esaustiva, della nostra amata isola per puntualizzare\rafforzare l’amore viscerale che ad essa ci lega, pur con tutte le sue notevoli contraddizioni. La Sicilia, la Trinacria dei Greci, evoca ricordi, sentimenti, amore\ odio, passione, terra dove le grandi cose si confondono con le piccole e le piccole cose con le grandi, dove nei suoi abitanti permane il cordone ombelicale che non potrà mai essere reciso, dove ancora sopravvivono i luoghi della memoria. Uno scrittore di cui mi sfugge il nome, in un passaggio di un suo romanzo affermava “… Infelice la nazione che non ha memoria storica”. Nei caffè come nei circoli, gente del popolo e intellettuali rivivono quello che tante altre città d’Italia hanno smarrito nel tempo: il gusto dell’incontro, del contatto umano e dei rapporti interpersonali. In un circolo cittadino di cosa si parla? Di tutto e di nulla, si osserva e si commenta, si gioca a carte, si leggono i quotidiani, i settimanali ecc.. e un esempio lodevole tra gli altri circoli esistenti a Rosolini, è dato dalle attività ludico\culturali con serate dedicate alla musica e tematiche a carattere medico\scientifiche che sono periodicamente programmate dal circolo “Luigi Pirandello” che ha aperto i locali del sodalizio anche all’altra “metà del cielo”. Incomprensibile alla mentalità di tante altre parti del Paese, il circolo resta in Sicilia un pilastro della vita cittadina, discriminante e discriminato per strati sociali, professione e sesso anche se, a partire dal nuovo millennio segnali tangibili si sono registrati che hanno anticipato (strano a dirsi!) a livello nazionale gli inamovibili e lenti cambiamenti di memoria gattopardiana (vedi gli accordi, tra partiti politici di ideologia diversa, prima impensabili, la quota rosa all’Ars o il doppio voto sin dalle prossime elezioni amministrative se almeno una delle due preferenze espresse dall’elettore viene assegnata ad un candidata, la riduzione del numero dei parlamentari a Sala d’Ercole, ancora però non in vigore, la mobilità dei dirigenti nei vari uffici regionali, la diminuizione drastica delle “odiate” auto-blu, la proposta di “cura dimagrante” degli opulenti stipendi degli onorevoli). Mi piace anticipare a quelle poche persone che troveranno un po’ di tempo per leggere queste righe, che è latente il rischio da parte mia di piccoli 23

voli pindarici nella stesura della presente, da considerare piccoli peccati veniali. Nel viaggio avventuroso tra la vita e la morte, abbandonare i beni che possediamo, il rispetto degli antichi progenitori, il gusto delle tradizioni, il forte legame con la nostra terra per un illusorio benessere, aggravato drammaticamente dalla crisi che attanaglia il nostro Paese (è cronaca, purtroppo), la notizia quasi giornaliera dei tanti suicidi che già qualcuno definisce “omicidi politici”, mentre a Roma i nostri rappresentanti “lavorano” per consolidare i loro problemi economico\esistenziali. “Dum Romae consulitur, Seguntum expugnatur”. Mi permetto di tradurre per i non addetti ai lavori : “ Mentre a Roma si discute, la città di Sagunto viene espugnata”. Queste sono le problematiche che i giovani debbono porsi per creare e potenziare un senso di “identità collettiva” da inserire nel clima di profonde trasformazioni che caratterizzano i nostri tempi. Ed è sicuramente nel profondo Sud che esiste una vera e propria “memoria collettiva” capace di svegliare gli uomini, di scuoterli dal torpore in cui hanno vissuto per anni e dire “basta”. Basta ai soprusi, basta ai clientelismi, basta agli interessi personali, basta alle leggi “ad personam”. E’ ora di attuare un cambiamento e di lasciare soli i vari Pinocchio che, parafrasando B. Pascal, “corrono spensieratamente verso il precipizio portandosi dietro l’Italia intera dopo essersi messi qualcosa davanti agli occhi”. Tutto ciò per non rubare il futuro ai nostri ragazzi consapevoli dei momenti tragici che stiamo attraversando, uno per tutti l’aspettativa quasi inesistente dell’inserimento nel mondo del lavoro dopo il diploma o l’agognata laurea e che, tuttavia, compensano le inevitabili frustrazioni cercando di tenere a bada le loro angosce. E’ necessario continuare a mantenere grande la nostra piccola isola, facente parte non più della magna Grecia, ma, della magna terronia, dove realtà e mito si confondono, terra che ha dato i natali a uomini che l’hanno resa immortale e degna di ammirazione, uomini di scienze, letteratura, filosofia, scultura, arte, musica, come il filosofo Empedocle di Agrigento, Archimede il più grande matematico dell’antichità, Federico II (figlio adottivo di Palermo) detto “stupor mundi”, Giovanni Verga, Luigi Capuana, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Andrea Camilleri, Ettore Maiorana, Vincenzo Bellini ecc…, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che rappresentano tutti gli uomini di legge, dal magistrato al più umile militare servitore dello Stato, morti ammazzati dal “male dei mali” che, purtroppo, ancora alligna nella nostra terra. Ragazzi: “ad maiora”.


RITRATTO DI FAMIGLIA PER UNA CITTA’ CHE VUOLE CONOSCERE SE STESSA di Corrado Calvo (A Rosolini è stata approntata una galleria dei suoi personaggi famosi e benemeriti) Un tempo, se un padre voleva attingere notizie sul giovane che aveva visto ronzare intorno alla propria figlia, la prima cosa che faceva era precipitarsi a chiedere lumi sulla famiglia di appartenenza di quel bellimbusto, su chi ne erano i genitori e i parenti. A tal proposito poteva seguire due vie: o procedere con garbo e chiedere direttamente al giovane in questione o attivare i suoi informatori segreti. Oggi, virtù dei tempi, questa pratica è caduta in disuso o quasi. Ma essa aveva una sua ragion d’essere: scoprire la pianta di provenienza anticipava il frutto che si sarebbe raccolto. In definitiva, è lo stesso esercizio che pratichiamo quando rivolgiamo a noi la massima socratica “conosci te stesso”: da dove veniamo, quali sono le nostre radici, ci fa capire il nostro dna e ci aiuta a organizzare la nostra crescita e a indirizzare la vita. Per lo stesso motivo l’io collettivo di una comunità si interroga su se stessa e vuole richiamare le proprie radici, per guardare al futuro. E la città di Rosolini, nella propaggine sudorientale della Sicilia, nel compimento dei suoi 300 anni ha sentito il bisogno di risalire al suo albero genealogico, alle condizioni storico-sociale-culturali che la originarono, allestendo una sorta di ritratto di famiglia, una galleria di padri nobili o quantomeno di figure e personaggi che in qualche modo hanno segnato la sua crescita e la formazione della sua identità. Con questo scopo, la Sala Consiliare del Comune di Rosolini, per volontà del Sindaco Antonino Savarino, è stata adornata dai volti severi e dallo sguardo di monito(lo si spera) di uomini di Chiesa, di funzionari dello Stato e di professionisti di valore, di artisti e anche di uomini politici. Essi costituiscono il ritratto di famiglia, i parenti più in vista che hanno caratterizzato la Comunità. Sono il biglietto di presentazione di quello che è diventata in questi 300 anni la città, e per capire Rosolini e i Rosolinesi bisogna passare attraverso loro. I cittadini rosolinesi, scorrendo questa specie di Pantheon locale, potranno a ragione riscontrare assenze e stonature. Infatti l’opera non è affatto completa e, anzi, aspetta per essere completata le indicazioni che dalle diverse parti verranno avanzate, specie da chi del nostro passato, della sua storia e della sua conoscenza, ha fatto motivo di studio e di seria ricerca. In questa galleria trovano posto uomini di Chiesa largamente ammirati e fatti segno di devozione come Madre Carmela Aprile, la fondatrice del Santuario del Sacro Cuore, e S. E. Mons. Mingo, arcivescovo di Monreale, che godette dell’amicizia di due papi, Papa Giovanni XXIII e Paolo VI. Accanto ad essi brillano figure meno note e acclamate come il sacerdote teologo prof. Gaetano Brogato, autore degli inni al Sacro Cuore 24

e a Rosolini, o il semisconosciuto Mons. Domenico Ruscica, missionario in Asia Minore e Vicario Generale della città di Smirne, o (infine) don Vincenzo Sgadari, che generosamente aiutò tanti ragazzi a scoprire la vocazione religiosa e ad abbracciare il sacerdozio. La galleria comprende anche uomini che fecero dello studio e dell’intelligenza strumento di elevazione personale e collettiva, come il notaio dott. Faustino Maltese, primo storico della città; il dott. Giovanni Savarino, memoria storica delle tradizioni locali e dello studio del territorio elorino; o il più lontano per età avv. Salvatore Sipione Bianco, poeta e letterato, che fu amico di Mario Rapisardi e di Victor Hugo; il Maestro e Scultore Biagio Poidimani, unanimemente acclamato artista di levatura internazionale, con le sue opere sparse in tutta Italia e nei maggiori musei del mondo. Di questo ritratto di famiglia collettivo fanno parte anche funzionari e professionisti di grande caratura: S. E. Giuseppe Poidomani, che fu Prefetto di Catania, Siracusa e della neonata Ragusa; il comm. col. Vincenzo Arancio, primo podestà di Rosolini, artefice della Scuola Elementare di Via Bellini; il magistrato Tommaso Poidomani, che fu presidente della Corte di Appello di Caltanissetta e Consigliere di Cassazione; il benefattore comm. ing. Carmelo Leggio, fondatore del benemerito Istituto di Sant’Anna; e infine il dott. Vincenzo Serrentino, zelante e generoso prefetto di Zara, che cadde per mano titina. La schiera di figure che, però, fa più discutere è quella riservata agli uomini politici: la loro inclusione fa registrare soddisfazione da una parte e malumore dall’altra, per la misura e il modo in cui essi in vita incarnarono bisogni e aspettative della città. Ma indubbiamente ebbero un qualche ruolo nell’indirizzare crescita e costume sociale di Rosolini. Si parte dal Cav. Uff. Barbarino La Ciura, più volte Sindaco di Rosolini, e dal Sen. della Repubblica Dionisio Moltisanti, per passare all’on. Giovanni Pietro Tricomi, primo deputato regionale rosolinese, e finire con quelli che per almeno un ventennio furono i dominatori della scena politica comunale, vale a dire il Barone dott. Giovanni Cartia e l’avv. Salvatore Cultrera. Questo Pantheon costituisce il tassello iniziale di un mosaico che vuole portare i Rosolinesi a riconoscersi in una storia comune, a sentirsi membri di una medesima Comunità, che può crescere solo nella conoscenza di se stessa e nell’abbraccio reciproco e solidaristico, in cui ognuno svolga nel proprio ambito di pertinenza il proprio ruolo con onestà e coerenza, consapevolezza e dignità, valori che fanno grande una città e un popolo.


IL PAPA CHE SI ASPETTAVA di Lucia Franzò Francesco, un nome che richiama semplicità. Onestà e rispetto. La scelta del nome fatta dal nostro Pontefice lascia trasparire la grandezza d'animo di quest'uomo che nella sua pagina Twitter ufficiale, il 19 Marzo ha scritto: “ Il vero potere è il servizio. Il Papa deve servire tutti, specie i più poveri, i più deboli e i più piccoli.” Ho letto in queste parole un messaggio importantissimo che ruota attorno ad un'esigenza fondamentale dell'attuale realtà ecclesiastica...credibilità. Ridare credibilità alla Chiesa, questo è il difficile compito che Papa Francesco si è dato, un compito che proprio il Cardinale Bergoglio riveste benissimo, dal momento che ha già dato un contributo fondamentale alla modernizzazione della Chiesa Argentina, dando esempio di una condotta di vita semplice, sempre a contatto con i poveri della città. C'è forte tra i credenti il bisogno di ricordare con semplicità che solo nel nome di Gesù c'è la salvezza e Papa Francesco, continuando l'operato di Benedetto XVI, esige un'azione forte contro gli abusi del clero, mettendo in primo piano la protezione dei minori, l'aiuto alle vittime e la tolleranza zero verso la pedofilia. Quanto marcio ha celato la Chiesa come istituzione per troppo tempo, quanta ipocrisia, quanta arroganza, quella che ha lasciato sgradevolmente stupiti coloro che hanno avuto modo di vedere le immagini relative alla visita fatta da Benedetto XVI in Germania il 22 Settembre 2011, quando, con grande umiltà, il Papa subisce l'umiliazione di vedersi rifiutata la stretta di mano da parte di alcuni Vescovi non a lui vicini, che al suo cospetto, indietreggiano abbassando lo sguardo. Fazioni, corse al potere, complotti, questo ed altro ha macchiato purtroppo l'immagine della Chiesa cattolica per troppo tempo. Ecco perchè l'elezione di Papa Francesco ha ridato tanta fiducia per il rinnovamento e la pulizia della Chiesa a quanti per tanti motivi si erano allontanati dall'istituzione cattolica. Francesco, un Papa con la passione per il calcio, che tifa per la squadra dell'Argentina e per i colori biancoazzurri nazionali, gli stessi che ha ritrovato nella italiana squadra del Lazio per la quale si è mostrato simpatizzante. Francesco, un Papa che, fuori programma, in occa25

sione dell'Udienza in Piazza San Pietro, mentre rientrava in Vaticano, ha posto la sua firma sul gesso di una bimba che aveva la gamba immobilizzata, un gesso già decorato, come si usa tra i ragazzi, con messaggi e disegni. Francesco, un Papa che ricorda che le donne per prime hanno creduto, hanno avuto il coraggio di raccontare, hanno testimoniato la fede, ricordando come le donne da sempre hanno un ruolo primario nella società. Francesco, un Papa che la destra cattolica fa diventare dispregiativamente...”comunista, massone e carismatico.” Maurizio Ruggiero, alfiere di questa destra più ottusa, dice testualmente che : “ Questo Papa è peggio degli altri...”. Ecco che allora si parla del compagno Bergoglio proveniente dalla Teologia della liberazione.Così lo si definisce in quanto espressione di una Chiesa aperta al cambiamento per avvicinarsi al mondo esterno, che lotta contro una Chiesa radicale, ancorata alle tradizioni più formali, che nega le aperture e ogni svolta progressista. E' stato da costoro definito il “ Papa del modernismo duro e puro”. Così, sul sito UNAVOX, riprendendo un editoriale del settimanale francese RIVAROL, si contesta al Papa di aver fatto accendere nella Cattedrale di Buenos Aires, a Novembre, sei candele in memoria dei sei milioni di ebrei uccisi nell'Olocausto e di aver pronunciato davanti ad un uditorio composto da rabbini, delle riflessioni condivise sulla commemorazione della Notte dei Cristalli. Come se le vittime della brutalità umana, in questo caso ebrei, non fossero tutte uguali davanti a Dio. Così, Bruno Volpe, fondatore e direttore del sito ultracattolico PONTIFEX ha accusato il Pontefice di “ populismo, pauperismo e demagogia..” accuse che, dette da lui, lasciano il tempo che trovano. Come se l'attenzione per il dialogo interreligioso fosse blasfemia. Ben venga allora la semplicità di Papa Francesco, ben venga la sua correttezza nell'auspicio di un ritorno alla fede più pura.


LA CROCE DI SAN GIOVANNI di Carmelo Leone In questo numero propongo, ai lettori del periodico, il racconto di un fatto realmente accaduto a mio padre che, a distanza di anni, ora racconta come fosse una barzelletta ma vi assicuro… sono cose da non credere!

Polvere, polvere, quanta polvere nella cittadina di (…) che il nuovo liquidatore sinistri visita per la prima volta, con un indirizzo e un borsone pieno di pratiche. Dell’agente locale conosce il nome, mai visto né sentito, sa solo, perché questo gli hanno riferito, che è un tipo tignoso incline a chiedere “favori” per i suoi clienti, tutti, ma proprio tutti, meritevoli e ultra assicurati, anche se allo stato hanno sottoscritto solo una polizza auto da pochi soldi. Sotto il trovato ufficio, staziona il barbuto perito di zona, già conosciuto, originario del luogo ma residente ad (…) Dopo i rituali, non prolungati, convenevoli il perito consegna le perizie espletate, che il liquidatore inserisce nelle rispettive pratiche prima di dare inizio al ricevimento del pubblico, ordinato secondo il momento di arrivo. Le prime tre pratiche riguardano danni semplici in tema di responsabilità e con quantificazioni concordate dal perito con controparti così silenziose da non rispondere neanche al saluto. Il quarto ospite, più che una persona, è un personaggio. Tarchiato, più largo che lungo, completamente calvo, salvo per una lunga e aggrovigliata zazzera sulla nuca e due basettoni folti e ricci come i baffi girati a manubrio. Questa volta l’agente locale, prima assente, accompagna l’ospite e prende posto davanti al giovane liquidatore, sorpreso da queste manovre, perfino allarmato da questa sospetta sollecitudine. Allarme che si amplifica letto l’importo della perizia

ed esaminate le foto del danno riscontrato sulla vettura, peraltro intestata a una donna. A questo punto la collazione tra gli elementi di quantificazione, la dettagliata inconsueta modalità di denuncia, spesso riluttante e generica, e l'esposizione delle modalità di accadimento dell’evento, testimonia la, diciamo così, improbabilità che il fatto sia mai accaduto. Bisogna solo scegliere la modalità di diniego al riconoscimento del danno. Il giovane liquidatore si rende conto che la contestazione degli elementi tecnici, che hanno determinato la sua convinzione non troverebbero ascolto, allora decide di essere diretto e alzati gli occhi li fissa su quelli dell’interlocutore e dice soltanto: questo danno non si può pagare. La lapidaria dichiarazione scompone visibilmente l‘agente che cambia colore e sembra seduto su una sedia elettrica, ma non l’ospite che, alzatosi, apre la giacca mostrando due rivoltelle infilate alla cintura e dice: duttù chista è a cruce ri santu giuvanni, trent’anni già mi fici e pecciò o i soddi o a peddi. Il liquidatore, le cui gambe sembravano ormai indipendenti, prende dalla borsa un modello di quietanza e sembra avviarsi alla compilazione dicendo: io non posso reagire alla croce di S. Giovanni, però lei che è un uomo d’onore dovrà, da adesso in poi, prendersi cura di me e della mia famiglia, perché pagando questo danno mi rendo complice di una truffa e devo per conseguenza dimettermi dal posto, perdendo oltre alla faccia lo stipendio che mi dà da vivere. A queste parole il personaggio chiude la giacca, si gira su se stesso e senza una parola se ne va chiudendo educatamente la porta dietro di sé.

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SOCIALE

ELIMINATE e UNICEF contro il Tetano Neonatale di Veronica Montoneri Mercoledi 27 marzo 2013, presso la Chiesa Madre di Rosolini, alle ore 11,00, si è tenuta una conferenza per l’Istituto Superiore “Archimede” di Rosolini, sezioni del Liceo, organizzata dalla prof.ssa Veronica Montoneri, segretaria Kiwanis club di Avola, all’interno della quale è stato relatore il trainer nazionale del Kiwanis Distretto Italia/S. Marino, Luogotenente Governatore della Divisione Sicilia Sud/Est, Dott. Francesco Valenti, per trattare il tema relativo al Service che si occupa, a livello internazionale, a fianco dell’Unicef, della lotta contro il tetano neonatale, nei Paesi svantaggiati dove ancora questa malattia miete continuamente vittime (1 ogni 9 minuti). Gli alunni, che si sono adoperati, per tutto il mese corrente, nella raccolta di fondi tramite fiere del dolce e vendita di bracciali e uova di pasqua Eliminate/Kiwanis, hanno avuto tutte le delucidazioni sul tema, con supporti video e spiegazioni pratiche. L’Istituto Archimede ha contribuito alla preziosa causa con l’apporto di Euro 330,00, consegnati all’Associazione dal Dirigente scolastico, Prof. Corrado Baglieri.

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Dove C’è Donna Non C’è Solo Più Rosa, Ma Tutto Un Arcobaleno Di Colori (8 Marzo: la primavera politica delle donne) di Cinzia Spadola Oggi il ruolo della la vita della donna, oberata da organizzazioni donna è diventato quotidiane che farebbero desistere anche il più di gran lunga più grintoso manager e che all’interno delle pubcomplesso e artico- bliche amministrazioni la fanno diventare un lato. Alla donna si animale in via d’estinzione. Qualche sentimenchiede di essere in- talista ingeneroso per la verità pensa di trattartelligente, ma anche la come un koala e riprodurre in “cattività” il bella; competente e tempo, la voglia e l’energia colorando di competitiva sul lavoro, ma anche l’angelo del “quote rosa” il grigiume della vita politica itafocolare domestico. Il fatto è uno: la donna per liana. Ma la risposta è ben altra; donna è anche competere con gli uomini, deve fare il doppio impegno per la società, praticità nella risolue meglio e anche a queste condizioni, è solo la zione dei problemi, coraggio di assumersi ulmetà del suo ruolo che viene considerato, per- teriori responsabilità senza delegare le altre. ché per la parte riguardante la vita familiare Dove c’è donna non c’è dunque solo più rosa, deve competere col retaggio tradizionalista ma tutto un arcobaleno di colori. Donna non è che rinchiude la donna nel ruolo del custode meglio a prescindere ma a seconda di quanto della particella base della società. Una giungla la persona sappia dimostrare.

QUEL MISTERIOSO MONDO … di Vera Accolla Nell’anno 2003 ho avuto la splendida fortuna di partecipare a un corso di formazione per non vedenti e ipovedenti. Le lezioni si svolgevano trattando tematiche differenti relative però alla stessa tematica: la cecità. Avevamo ottimi professori e professionisti che ci illustravano argomenti vari come oculistica e le patologie oculari, pedagogia, assistenza sociale, tiflologia, informatica, ma l’argomento su cui si incentrava l’intero corso era l’ apprendimento del metodo braille. Il “braille” non è altro che il linguaggio universale per non vedenti ed esso è caratterizzato da sei punti e dalla loro combinazione ne scaturiscono lettere, numeri, punteggiatura, note musicali insomma tutto. Quello che mi colpì maggiormente era il fatto che da sei semplici puntini si poteva creare la 28

qualunque forma comunicativa possibile. Ho fatto tale premessa perché grazie alla conoscenza del “BRAILLE” che ho potuto lavorare con soggetti non vedenti e scoprire, così, questo mondo che a me, fino ad alcuni anni fa, era misterioso. Lo stare a contatto con bambini e adulti non vedenti e ipovedenti mi ha arricchita sia culturalmente sia umanamente e oggi posso sostenere che quel mondo che per me era sconosciuto è esattamente il mondo che tutti condividiamo la sola differenza è che se noi guardiamo ed esploriamo la realtà che ci circonda con gli occhi loro la guardano e la esplorano esattamente come noi ma usufruendo più di noi di due canali sensoriali: tatto e udito. Dopo circa dieci anni, oggi continuo a lavorare nel sociale e posso finalmente e apertamente affermare che ne sono davvero fiera, fiera di essere partecipe di uno scambio in quanto io imparo ogni giorno dai miei ragazzi e spero che loro usufruiscano dei miei consigli.


Per un'antropopoiesi del leggere: Il rapporto con il testo (1^ parte) di Salvo Grillo Cominciamo dall'analisi di un’opera di Chardin, così come è stata magistralmente posta da G. Steiner: Le philosophe lisant. Consideriamo gli abiti del lettore. Foggia formale e solenne. Benché si trovi a casa sua il lettore porta il cappello, secondo una cerimonia quasi araldica. Quello che conta è l’eleganza marcata del vestiario. Il lettore non incontra il libro casualmente. Si è vestito apposta, e questo attira la nostra attenzione sull’insieme di valori e sensibilità che comprende sia il vestirsi che l’investirsi. In questo quadro la lettura non è una decisione presa a caso, senza premeditazione. È un incontro quasi cerimonioso tra una persona comune e un ospite eccelso. Il lettore incontra il libro con la cortesia del cuore (cuore e cortesia hanno la stesa radice, come libro e libero). Il fatto che il lettore porti il cappello ha una risonanza particolare. Gli etnografi spiegano che nella tradizione giudaica, come in quella greco – romana, il fedele, colui che consulta un oracolo, l’iniziato che si avvicina al testo sacro o l’indovino, si copre la testa. Lo fa anche il lettore di Chardin, quasi per sottolineare l’aspetto mistico del suo incontro col libro. Concentriamoci adesso sulla clessidra accanto al gomito destro del lettore. È questo un motivo convenzionale ma carico di significato (di fatto una trattazione esauriente dovrebbe abbracciare il rapporto tra la morte e l’invenzione nella cultura occidentale). La posizione specifica della clessidra nel quadro di Chardin proclama la relazione tra il tempo e il libro. Come contrapposizione tra ars longa del volume e vita brevis del lettore. I richiami sono evidenti a Pindaro, Orazio. Il libro è un in –folio: non è un oggetto da mettere in tasca e da sfogliare in una sala d’aspetto. Davanti alle medaglie e alla clessidra notiamo la penna del lettore. Essa definisce la lettura come actio, azione. Leggere bene significa iniziare una relazione di reciprocità col testo, una responsabilità. Leggere bene significa anche venir letti da ciò che leggiamo. Significa anche essere responsabili di fronte al testo: interrogazione e risposta (cfr. latino respondeo che, tra l'altro, significa anche appartenere). La penna viene usata per segnare i marginalia, che sono gli indizi immediati della risposta del lettore al testo, del dialogo che nasce fra loro. I marginalia riflettono un discorso impusivo, a volte una disputa col testo. Diversamente dalle annotazioni, spesso numerate, che tendono ad essere una sorta 29

di collaborazione col testo. Con la sua penna le philosophe lisant copia passi dal libro che sta leggendo. Il chierico o il gentiluomo del 500, 600 ricopia nel suo taccuino un florilegio personale, passi di bella scrittura o di stile ornato. Questo lavoro di copiatura aveva diversi scopi: il miglioramento del proprio stile, la tesaurizzazione di esempi, il rafforzamento di una memoria accurata. La trascrizione, inoltre, implica un coinvolgimento totale tra lettore e testo, una dinamica reciproca. Ma c’è un’altra presenza nel quadro: il silenzio, che si rende palpabile nella tovaglia spessa, nella pesantezza della tenda nel piano stabile del muro. La lettura autentica richiede silenzio (S. Agostino nota ciò in S. Ambrogio). La rappresentazione della lettura che dà Chardin. è silenziosa e solitaria. Silenzio vibrante della vita della parola e solitudine animata da essa. Il quadro di C. ci insegna qualcosa sulla concezione classica dell’atto di leggere. Ma oggi cosa è diventata la lettura? Come si ricollega ai valori inerenti al quadro che Chardin dipinse nel 1734? A questo punto, prima di procedere, forse sarà utile fare un passo indietro per percorrere una sorta di archeologia della lettura, per ritrovare le vestigia di una humanitas che sembra perduta nella sabbia del tempo. I greci, ai quali si fa risalire la lettura silenziosa, (vedi Le rane e il Faone, lettura pros emauton, per me stesso), usavano diversi vocaboli per definire la lettura: nemein che implica la lettura vocale. Anagignoskein, che focalizza il leggere come il momento del riconoscere, decifrare le lettere, mentre verbi che utilizzano metafore spaziali, dierchomai e diecseimi, percorrere, si riferiscono ad un testo percorso, attraversato dall’inizio alla fine, letto attentamente e perciò stesso in profondità. Isocrate non lascia dubbi sulla distinzione semantica anagignoskein/diecseimi, opponendo coloro che leggono superficialmente il discorso a coloro che invece lo percorrono tutto attentamente. In questo stesso ambito compare per la prima volta il verbo pateo (calpestato), libro frequentato e riletto più volte. Lo scritto fa parte di un mio intervento durante un ciclo di conferenze sul rapporto fra le parole e le cose nel tempo.


MEDICINA

L’ORTICARIA, a cura del Dott. Antonino Azzaro

Specialista in Pediatria, Puericultura, Medicina dello Sport e Cardiologia L’orticaria è un’affezione di natura allergica caratterizzata dalla presenza di pomfi localizzati o disseminati su tutto il corpo che appaiono e scompaiono in breve tempo. È una dermatosi diffusa, con manifestazioni così caratteristiche che rendono la diagnosi non molto complicata, anzi direi abbastanza facile. In questa malattia, come in tutte quelle di natura allergica, il paziente è di grande aiuto per il medico: infatti un resoconto dettagliato rivela il più delle volte la natura della causa che ha scatenato l’affezione e permette quindi un trattamento di fondo più adeguato. Il classico sintomo dell’eruzione dell’orticaria è il pomfo, placca rilevata, ben delimitata, rotondeggiante, del diametro variabile(mm o cm), di colore rosso chiaro, con un caratteristico centro bianco e accompagnata da intenso prurito. L’orticaria determina un rigonfiamento(edema) diffuso, qualche volta di notevoli dimensioni. Gli occhi gonfi sono un sintomo molto frequente. I prurito è sempre presente e spesso è così insistente da rendere poco piacevole la giornata del malato, costantemente impegnato a grattarsi. Il pomfo appare rapidamente e altrettanto rapidamente dopo alcuni minuti o ore scompare. A volte, l’eruzione compare esclusivamente di notte e al mattino scompare. Il pomfo è uno dei guerriglieri più abili che si conoscano: colpisce e scompare. Di seguito espongo alcune varietà cliniche: 1. Orticaria emorragica, forma relativamente rara in cui si ha uno stravaso di sangue per eccessiva fragilità vasale; 2. Edema di Quincke o orticaria gigante, non esiste una figura ben precisa come il pomfo(ben delimitato), ma in un determinato territorio cutaneo(viso e genitali) si sviluppa una tumefazione bianca rosea, a limiti indistinti che dopo un certo periodo di tempo scompare in modo rapido(edema fugace). L’edema di solito non si accompagna a prurito(il pomfo porta intenso prurito), ma a sensazione di tensione e bruciore. 3. Orticaria allergica, in fase acuta può diventare cronica ed è interessante capire le origini o la causa. I momenti fondamentali attraverso cui si sviluppa sono:  introduzione nell’organismo di una determinata sostanza detta antigene;  formazione da parte del sistema di difesa dell’ organismo di sostanze, chiamate AC, destinate a bloccare l’eventuale azione nociva di quel determinato AG, quindi strettamente specifiche;  ulteriore introduzione dello AG e conseguente incontro AG-AC con scatenamento della malattia. L’organismo che ha fabbricato gli AC e li conserva o nel circolo sanguigno o nei tessuti si dice “sensibilizzato” verso quel determinato antigene detto “allergene”, se capace di scatenare la malattia. È evidente l’importanza che assumono la ricerca e la individuazione dell’allergia. La sua soppressione assumerà la più efficace guarigione in quanto saranno impediti i meccanismi che scatenano la malattia. 4. Orticaria accidentale, si sviluppa dopo contatti con sostanze irritanti di

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origine vegetale(ortiche), punture di insetti, o anche dopo esposizione al caldo o al freddo. In questi casi i pomfi compaiono solo nella zona di contatto . CAUSE:  Alcuni cibi, molluschi, crostacei, carne di maiale, selvaggina, uova, fragole, cioccolato, etc);  Alcune medicine, aspirina, piramidone, pennicilina, etc;  Alcune tossine messe in circolo da focolai infettivi, tonsilliti, granulomi dentari;  Alcune tossine dovute a parassiti intestinali, la tenia. I meccanismi biochimici che portano alla formazione del pomfo e all’edema sono determinati dall’unione dell’AG con l’AC. Si formano due composti chimici: l’istamina o sostanze istaminiche o simili e la serotonina che agiscono a livello dei vasi del tessuto sottocutaneo provocando una dilatazione o arrossamento e favorendo, poiché alterano la permeabilità dei vasi, la fuoriuscita del siero degli stessi(edema o pomfo). Individuare l’allergia è a volte impresa facile, basta eliminare una dopo l’altra le sostanze che possono essere responsabili oppure esporsi alla loro azione. A volte, però, quando il compito è più arduo, ci vengono incontro tecniche di laboratorio più precise, come le prove cutanee, che registrano le reattività della cute a diversi allergeni applicati o iniettati in essa. Infine, non bisogna dimenticare che l’organismo può essere sensibilizzato a moltissime sostanze, la cura, in questi casi, è molto impegnativa. Oltre allo stato allergico esistono condizioni particolari di altri organi e apparati che rendono più facile l’instaurarsi della malattia:  turbe digestive per cattivo funzionamento del fegato;  infezioni croniche, la colite;  alterazione del sistema endocrino, sono noti miglioramenti di alcune malattie allergiche con la pubertà;  predisposizione familiare ed ereditaria per cui non è raro riscontrare in membri di una famiglia la presenza della stessa o di altre malattie allergiche. TERAPIE:  Locale, assomiglia ad una guerra contro i fantasmi ed è destinata al più sicuro insuccesso se non si elimin ano le cause che la determinano e se non si osserva una alimentazione leggera. È importante solo per l’orticaria accidentale che migliora con l’applicazione di sostanze antistaminiche. Serve poco per l’orticaria allergica.  Generale, si divide in causale e di fondo. -La terapia causale si basa sull’uso di prodotti ad azione antistaminico, capaci di impedire il meccanismo biochimico responsabile dell’eruzione. Gli antistaminici calmano il prurito e il bruciore della pelle, fanno regredire rapidamente l’eruzione e prevengono un successivo attacco. L’uso di antireattivi più potenti come il cortisone o l’ACTH si riserva per i casi ribelli. -La terapia di fondo consiste nella soppressione dell’allergene: se si stabilisce che, per esempio, l’orticaria si manifesta in un individuo ogni volta che mangia carne di maiale, basta non mangiare più detta carne per non avere la reazione allergica. Quando il processo dura da tempo occorre stabilire una terapia desensibilizzante(vaccino).


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