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l’amico degli animali La prima rivista multimediale sul mondo Pet

N. 6 - Giugno 2019

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Estate in arrivo!

SALUTE ANIMALE Nuove diete nel cane

ALIMENTAZIONE

Ruolo della fibra nella dieta dei pet


Sommario .............................. Alimentazione pag 8 Alimentazione

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Ruolo della fibra nella dieta dei pet Combattiamo la monotonia a tavola Alimenti umidi nell’alimentazione dei nostri amici pelosi Alimentazione in cani di grossa taglia Carne o pesce Salute animale pag 23

Salute animale

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Alimentazione in gravidanza ed allattamento Prevenzione

38

Alimentazione e affezioni delle basse vie urinarie nel gatto Nuove diete nel cane Alimentazione e svezzamento Gatto e taurina: un binomio iscindibile Prevenzione pag 38 L’ue e il pet food

l’amico degli animali

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La dieta nel cane dopo un intervento chirugico I probiotici I prebiotici Qui Demas pag 45 Estate in arrivo!

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n altro numero di Giulius Magazine , dopo quello dedicato al problema dei parassiti, monotematico cioè incentrato su un argomento particolarmente rilevante quale l’alimentazione del pet.

Un settore in continua crescita ed evoluzione che costituisce il mercato più rilevante nel settore dei piccoli animali. Abbiamo ritenuto opportuno riportare parte degli articoli proposti negli anni passati, ma sempre tecnicamente validi per cercare di dare vita ad una trattazione organica, anche se non esaustiva. Non possiamo che affrontare alcuni particolari aspetti della nutrizione del cane e gatto, la quale ha avuto una straordinaria evoluzione frutto dell’azione combinata di studi scientifici ed innovazioni tecnologiche produttive. Attualmente l’industria mangimistica mette a disposizione di un proprietario di un animale da compagnia un’ampia gamma di nutrimenti umidi, secchi, semiumidi in grado di soddisfare le loro esigenze energetiche e nutrizionali al fine di assicurare il loro benessere e mantenerli in salute. Un regime alimentare bilanciato ha come fondamento una dieta equilibrata da cui un cane od un gatto può ricavare il suo fabbisogno quotidiano di energia e di elementi nutritivi. Accanto ai mangimi di mantenimento e per le varie fasi di vita degli animali possiamo trovare il comparto delle diete cioè alimenti studiati per supportare nutrizionalmente situazioni patologiche di varia natura. Di fronte ad un’offerta così ampia e diversificata il consumatore può trovarsi in difficoltà per effettuare una scelta ottimale. Meglio quindi rivolgersi per un consiglio mirato al proprio veterinario e quindi affidarsi all’esperienza consolidata nel tempo di negozi quali Giulius ed aziende come Demas che da decenni operano in questo settore e si distinguono per la qualità dei loro servizi. 4


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A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

L’IMPORTANZA DEL GIOCO CON IL NOSTRO QUATTROZAMPE Nei mesi più caldi, aumentano le occasioni per condividere tempo con i nostri amici animali. In particolare, com’è noto, il gioco è una componente molto importante nell’interazione con il nostro animale domestico. Proprio per questo, è fondamentale gestire al meglio queste situazioni, per far sì che diventino momenti buoni per la crescita del rapporto tra noi e lui. GIOCARE È UNA COSA…SERIA.

Il gioco può apparire come un’attività banale ma, in realtà, è un vero e proprio mondo da scoprire con il proprio quattrozampe. Giocare, infatti, è un’attività essenziale per il suo equilibrio psicofisico, gli consente di mantenersi in movimento e risponde alle sue necessità di stimolazione, percezione dei propri limiti e socializzazione. Al contrario, la carenza di questi stimoli, sia fisici che mentali, può contribuire all’insorgenza di problemi di convivenza o addirittura comportamentali, come distruttività, eccesso di vocalizzazioni, eccitabilità o aggressività. IL GIUSTO EQUILIBRIO TRA REGOLE E SPONTANEITÀ.

L’obiettivo dovrebbe essere sempre quello di impostare il gioco cercando un equilibrio tra il livello direttivo (ossia, far capire al nostro quattrozampe ciò che deve fare) ed uno più spontaneo, osservando le sue reazioni ed interpretandone le proposte. Ciò aumenterà fiducia e condivisione tra animale e proprietario. Per fare un esempio, i giochi come la lotta o il tira e molla mediante una treccia o cotonosso, sono educativi se ben guidati ma possono essere anche molto diseducativi se gestiti male. L’APPROCCIO PIÙ CORRETTO.

Ma, nel concreto, com’è più opportuno agire? Ecco alcune indicazioni generali. Anzitutto è importante non provocare l’animale con le mani o mettendosi in posizione frontale, magari rialzata, con le braccia protese in avanti. Se, ad esempio, un cane dovesse saltarci addosso, si dovrà smettere di giocare rimanendo fermi e spostando lo sguardo. Prestiamo attenzione, comunque, a non esser stati noi la causa di quegli atteggiamenti sbagliati, attraverso provocazioni o movimenti troppo eccitati. Inoltre, può accadere che l’animale sia attratto maggiormente dal gioco stesso piuttosto che dall’interazione con il proprietario. Così facendo, si rischia di perdere il valore della relazione che viene veicolato dal gioco il quale è, come detto, un mezzo per confrontarsi, conoscersi e percepire i propri limiti.


E SE IL CANE NON HA VOGLIA DI GIOCARE?

Se il nostro quattrozampe sembra essere disinteressato al gioco, forse potrebbe non essere nelle condizioni psicofisiche adeguate (ad esempio, potrebbe essere molto stanco): ricordiamoci che il gioco dev’essere piacevole per entrambi. Infine, se un cane non risponde alle nostre indicazioni, non necessariamente dev’essere considerato “disobbediente”, ma potremmo essere stati noi a non avergli trasmesso in modo chiaro le informazioni o lui potrebbe essere stato nel frattempo distratto da un odore, un rumore o un altro stimolo visivo. GIOCHI DI TUTTI I TIPI.

Ma quante tipologie di giochi esistono? Le varietà sono moltissime come, ad esempio, giochi che stimolano le loro naturali attitudini come ad esempio la ricerca di un oggetto oppure giochi pensati per stimolare le loro capacità cognitive, con vari livelli di difficoltà. I giochi possono essere realizzati con materiali differenti: non resta che provare per capire quale prodotto sia maggiormente apprezzato dal proprio animale. È comunque importante supervisionare sempre l’amico quattrozampe durante il gioco soprattutto per evitare che, per la troppa foga o energia o per avergli concesso un giocattolo a lui poco adatto, possa arrivare ad ingerire pezzi del giocatolo stesso, eventualità che rischierebbe di compromettere la sua salute. E PER LE GIORNATE PIÙ CALDE…

Per alleviare il calore delle giornate estive nei nostri amici quattrozampe, può essere molto utile usare uno dei tanti giochi rinfrescanti disponibili: come i ghiaccioli e coni gelato in silicone, molto realistici nelle forme e dalle loro vivaci colorazioni. O come i giochi rinfrescanti Arctic, utilizzabili anche come spargi ricompensa, utili per rinfrescare l’animale e per allenare la dentizione dei cuccioli. E un’altra simpatica alternativa è rappresentata dai giochi rinfrescanti in TPR.


ALIMENTAZIONE

RUOLO DELLA FIBRA NELLA DIETA DEI PET

A. C.

I

cereali, le verdure e la frutta forniscono fibre con caratteristiche differenti, ma le proporzioni relative variano da alimento ad alimento.

Le fibre non solubili prevalgono nei cereali integrali e nei prodotti derivati: principalmente la crusca di frumento, seguita da farine di segale e di frumento integrale, farro, grano saraceno; a seguire orzo perlato, farina di mais, farina di frumento tipo 0 e riso integrale. Tutta la frutta secca, dalle mandorle ai pinoli sono fonte di fibre non solubili; tra i semi buona fonte di fibre insolubili sono quelli di lino. Le fibre insolubili sono presenti anche nelle verdure a foglia verde. Le fibre solubili sono invece fornite soprattutto dai legumi (arachidi comprese), dall’avena (con la crusca), da tuberi e radici, cipolle e semi di psillio e da tutta la frutta fresca La fibra svolge varie funzioni correlabili con il tipo di alimento ingerito:

• Influisce su digestione ed assorbimento dei nutrienti. • Sostanze altamente fermentescibili possono ridurre la digeribilità di componenti dell’alimento, come proteine e grassi.

8


ALIMENTAZIONE

Il tipo di fibra influisce su quantità di feci e loro consistenza. Le fibre poco fermentescibili aumentano massa e consistenza fecale, presumibilmente per un’azione zavorrante e la maggiore velocità di transito.

• La fibra è un modulatore della flora intestinale e svolge nei suoi confronti un’azione posi-

tiva. Nei mangimi è messa in risalto la presenza dei così detti FOS (o fruttoligosaccaridi, carboidrati semplici normalmente impiegati in alimentazione come cipolle, pomodori, banane, orzo, riso, crusca, ecc.) . Queste molecole, non attaccate dagli enzimi prodotti dall’organismo animale, sono un ottimo sostentamento per una serie di microrganismi benefici , che vivono nell’intestino (i lattobacilli). I FOS favoriscono la produzione in ambito intestinale di elevate quantità di alcuni gas, capaci a loro volta di avere un effetto benefico sulla microflora , di regolare la motilità enterica impedendo la comparsa di pericolose fermentazioni, di rappresentare una fonte energetica per determinate cellule intestinali.

Un eccesso di fibra altamente fermentescibile può provocare la formazione di eccessive fermentazioni intestinali.

• L’impiego della fibra si dimostra utile in presenza di costipazione intestinale.

• La presenza di fibra

nell’alimento associata ad un minore apporto calorico può significativamente contribuire a determinare una diminuzione del peso corporeo.

Utile il suo utilizzo nel diabete.

• In caso di diarrea determi-

nate fibre solubili, le pectine, sono in grado di svolgere un’azione adsorbente od astringente e di favorire l’attecchimento di una flora benefica. 9


ALIMENTAZIONE

COMBATTIAMO LA MONOTONIA A TAVOLA A. Ciorba

L

a maggior parte degli alimenti per animali da compagnia disponibili in commercio è nutrizionalmente completa, in grado cioè di assicurare il fabbisogno energetico quotidiano. Questa è la ragione per cui il proprietario di un animale da compagnia potrebbe utilizzare senza problemi sempre lo stesso prodotto ad ogni pasto, giorno dopo giorno. Tuttavia, numerosi cani e la maggioranza dei gatti sembrano gradire una certa variabilità della dieta e, spesso, si rifiutano di mangiare un alimento se è offerto loro per lungo tempo. Questa particolare sensibilità nei confronti di una dieta variata sembra essere connessa a ragioni di natura comportamentale, che possono trovare analogie con situazioni che potevano verificarsi nei progenitori selvatici di cane e gatto. Gli animali selvatici maggiormente capaci di adattarsi alle variazioni di disponibilità di cibo hanno avuto modo di riprodursi con miglior successo, trasmettendo alla prole questa caratteristica e determinando la fissazione nella specie di strategie comportamentali “vincenti”. E queste sono ancora l’anello di congiunzione tra appetibilità e nutrizione. 10


ALIMENTAZIONE LA SPINTA VERSO LA VARIETÀ Varie sono le ragioni per cui un animale può ricercare una dieta varia e che possono essere sintetizzate nel concetto secondo il quale, se anche cani e gatti non hanno più la necessità di cacciare, pur tuttavia sentono prepotentemente la spinta a provare nuove fonti alimentari. Gatti e cani vivono in un mondo di odori e, per acquisire le principali informazioni, si basano sul proprio olfatto, che è molto più sensibile di quello umano. Inoltre il senso del gusto di questi animali è qualitativamente molto diverso dal nostro e la sensibilità verso alcuni sapori è più sviluppata rispetto all’uomo, mentre per altri lo è di meno. Caratteristica comune all’uomo ed agli animali da compagnia è la necessità di una variazione della dieta. Tutti noi siamo ben coscienti dei nostri gusti e come alcuni alimenti possono essere assunti frequentemente, come vegetali, cereali e frutta, mentre altri, anche se considerati prelibati, se somministrati ripetutamente (esempio: aragosta) innescano un meccanismo di “monotonia”. Risposte alla monotonia si possono osservare come comportamento regolare nel gatto. Allorché questo animale è alimentato con un solo tipo di cibo, si può osservare un progressivo declino dell’appetibilità dello stesso alimento. 11


ALIMENTAZIONE E ciò può facilmente valutarsi prendendo in considerazione la quantità di alimento che il gatto può desiderare di mangiare in un singolo pasto. Tuttavia questa valutazione può essere complicata da conflitti tra fame ed appetito per cui è raro che un alimento sia rifiutato quando non vi sono alternative. Se nel gatto tale fenomeno è più facilmente dimostrabile, nel cane la monotonia insorge più lentamente e l’abitudine ad ingozzarsi spesso maschera il fatto che la dieta è considerata insoddisfacente. LA SPINTA CONTRO LA NOVITÀ È un concetto che si inspira alla constatazione secondo la quale se ad un cane o ad un gatto si offre un alimento nuovo, la strategia di scegliere il rischio minore lo spinge inizialmente a rifiutarlo sperando che il proprietario gli presenti nuovamente il suo solito cibo. Forse l’animale è diffidente in quanto in grado di ritenere che il nuovo alimento sia potenzialmente tossico o nutrizionalmente inadeguato. Un altro approccio è, invece, quello di mangiare solo una piccola quantità del nuovo cibo per valutarne la sicurezza e la gradevolezza ed un altro ancora, tipico soprattutto del gatto, è quello di annusarlo prima di iniziare il pasto al fine di analizzare le componenti olfattive di un prodotto e confrontarle con le proprie conoscenze circa gli alimenti “buoni o cattivi”. 12


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ALIMENTAZIONE

ALIMENTI UMIDI NELL’ALIMENTAZIONE DEI NOSTRI AMICI PELOSI A. C.

G

li alimenti così detti umidi sono particolarmente utilizzati nell’alimentazione del gatto e si presentano sotto varie forme: bocconi, patè, spezzatino, mousse, ecc. Sono commercializzati sotto vari formati come lattine, bustine, vaschette. Molti proprietari si orientano verso la monoporzione, che consente di non dover conservare il prodotto in frigorifero e di diversificare spesso il gusto. Ciò è vero soprattutto per il gatto che ama più del cane variare i sapori. VANTAGGI DI QUESTO TIPO DI ALIMENTI:

• è in grado di assicurare il fabbisogno nutrizionale quotidiano dell’animale, • è di facile e lunga conservazione a motivo del processo di sterilizzazione cui sono sottoposti, • è facilmente dosabile dal momento che è inscatolato in confezioni preventivamente tarate, • non richiede cottura o l’aggiunta di integrazioni di sali minerali e vitamine, • ha un ridotto rischio sanitario, dal momento che le temperature raggiunte durante la lavorazione sono capaci di inattivare una gran quantità di agenti patogeni di origine biologica,

• nella produzione è possibile impiegare materie prime fresche o congelate, • il suo uso consente di eliminare gli sprechi dell’alimentazione casalinga.

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ALIMENTAZIONE Un’attenzione da seguire è quella di evitare, una volta “servito” il prodotto nella ciotola, di lasciarlo per lungo tempo all’aria aperta , qualora l’animale non lo consumi integralmente. Tale avvertenza vale soprattutto per il periodo estivo in cui le temperature sono più elevate, ma anche per la stagione invernale allorché il pet mangi all’interno della casa con termosifoni accesi. In queste condizioni l’alimento umido può andare incontro a contaminazioni batteriche o diventare oggetto di particolare attenzione da parte di mosche ed affini. Quindi se il nostro piccolo amico non consuma integralmente il pasto riponiamo in ambiente fresco (frigorifero) e ,quando lo ripresentiamo, evitiamo di darglielo freddo. L’INDUSTRIA AL FINE DI OTTENERE UN PRODOTTO DI BUONA QUALITÀ SI PONE NELLA CONDIZIONE DI CONOSCERE:

valore nutritivo, composizione chimica, conservabilità e salubrità delle materie prime impiegate nel processo produttivo,

esigenze nutritive, gustative, comportamentali degli animali cui è destinato l’alimento. 15


ALIMENTAZIONE Le materie prime più frequentemente utilizzate per la fabbricazione degli alimenti umidi sono la carne ed i sottoprodotti della macellazione di diverse specie animali, il pesce e i sottoprodotti della lavorazione del pesce, le verdure, i sali minerali, le vitamine e l’acqua. LA QUALITÀ DEL PRODOTTO FINITO DIPENDE INNANZI TUTTO DA QUELLA DELLE MATERIE PRIME IMPIEGATE. La fabbricazione avviene in funzione di una formula precedentemente studiata, i componenti dopo macinazione e triturazione sono dosati e miscelati tra loro, sottoposti ad un preriscaldamento ed inseriti nelle scatolette, che sono successivamente chiuse e sterilizzate in grandi autoclavi. Tutto il processo produttivo è sottoposto ad un attento controllo di qualità dall’arrivo delle materie prime al confezionamento. Sull’etichetta il consumatore trova una serie di indicazioni, obbligatorie e rispondenti alla normativa comunitaria. Le diverse denominazioni con le quali il prodotto è chiamato ad esempio: con, al gusto di, tutto, fatte seguire dall’indicazione di una particolare specie animale come salmone, tacchino, manzo, agnello, gamberetti, ecc. ,corrispondono ai quantitativi in percentuale che di quella particolare materia prima devono essere contenuti nel prodotto finito. Il proprietario dell’animale deve prestare attenzione a dosare opportunamente il quantitativo giornaliero da somministrare per evitare fenomeni di consumo esagerato di cibo e non realizzare dei mix con altri alimenti, potendo così indurre squilibri nutrizionali. È a tal fine opportuno che il proprietario di un cane o di un gatto chieda consiglio al proprio veterinario di fiducia per un migliore approccio al tema alimentazione onde evitare la comparsa di eventi patologici, che possono ricollegarsi ad errori nutrizionali. 16


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ALIMENTAZIONE

ALIMENTAZIONE IN CANI DI GROSSA TAGLIA A. C.iorba

I

n questi cani la potenziale predisposizione a problemi di natura scheletrica e/o articolare sta da indicare come particolare attenzione deve essere rivolta all’aspetto nutrizionale. Sono noti il ruolo centrale dell’alimentazione, l’apporto di calcio e di energia e l’aspetto negativo di una sovralimentazione e di una conseguente possibile obesità. Nell’insorgenza di problemi scheletrici ed articolari è da tenere presente la componente genetica. Negli animali in accrescimento l’apporto con l’alimentazione di calcio ed un suo corretto rapporto con altri minerali come il fosforo sono di primaria importanza per uno sviluppo scheletrico ottimale. Uno squilibrio alimentare del calcio può portare all’insorgenza di anomalie dello scheletro con gravi conseguenze per l’animale come ritardato accrescimento, degenerazioni ossee od uno stato simile al rachitismo nel caso di un’elevata somministrazione di calcio senza un’adeguata assunzione di fosforo. Teniamo presente come nel metabolismo del calcio siano coinvolti più organi come l’intestino, il rene ed una piccola ghiandola, situata in corrispondenza della tiroide, la paratiroide, che funge da controllore del calcio, cioè della sua fissazione nello

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ALIMENTAZIONE scheletro o della sua eliminazione con le urine. In questi cani è importante che un mangime contenga proteine di alto valore biologico e facilmente assimilabili. Il vantaggio di un tale mangime è quello di concentrare in una quantità relativamente modesta di crocchette il quantitativo di energia che il cane necessita durante la giornata. Il livello di proteine deve essere in un giusto rapporto con altri principi nutritivi, come ad esempio quello dei grassi o dei carboidrati. Da tenere in considerazione che nel pasto di cani di grossa taglia siano presenti corretti quantitativi di vitamina D, la quale è in grado anch’essa di influire sull’assorbimento del calcio. Da raccomandare è anche un adeguato contenuto di vitamina C, A, vitamine del complesso B. Assolutamente da non trascurare in un mangime è un corretto apporto di Vitamina E, C e selenio in funzione antiossidante e protettiva nei confronti del fenomeno irrancidimento. Evitiamo di alimentare un cane adulto soprattutto se di grossa taglia in un’unica volta, magari la sera. Il rischio di andare incontro a tale problema aumenta con l’età (20% circa ogni anno). Questa sindrome si sviluppa più precocemente nei cani di grossa taglia, il rischio è maggiore dai 7 anni in poi e si osserva più frequentemente nei cani a torace stretto e profondo. Meglio condizionarli a mangiare due volte al dì. 19


ALIMENTAZIONE

CARNE O PESCE A. C.

N

umerose sono le materie prime utilizzate nell’alimentazione di cani e gatti. Le proteine sono un “ingrediente” fondamentale, specialmente in alcuni momenti della loro esistenza allorché il fabbisogno proteico si incrementa per una serie di ragioni fisiologiche e/o patologiche. La carne è costituita dal tessuto muscolare e comprende il grasso che lo infiltra e circonda, il tessuto connettivo delle guaine muscolari e tendinee ed i vasi sanguigni. Le reali differenze nel contenuto nutritivo del muscolo delle varie porzioni del corpo animale dipendono dalla quantità di grasso presente. Il muscolo magro privo di grasso ha le stesse proporzioni di acqua e proteine: il 75% di acqua ed il 25% di proteine, indipendentemente dalla specie animale da cui proviene. La carne magra cruda (compreso il grasso intramuscolare) del maiale, del manzo, dell’agnello, del vitello, del pollo, del tacchino, dell’anatra o del coniglio ha una composizione assai simile ed una media di contenuto in acqua, proteine e grassi rispettivamente di circa il 70-76%, 20-22% e 2-9%. Il grasso è la variabile principale, le carni bianche (pollame, vitello, coniglio) contengono meno grasso (2-5%) rispetto all’agnello ed al maiale (7-9%), ma non differiscono particolarmente dal manzo magro. La carne disossata proveniente da un manzo giovane contiene mediamente il 24% di grasso. Petto o braciole di agnello possono avere un tenore in grasso sino al 36% , l’intera carcassa può arrivare a valori del 30-32%. Il contenuto proteico del manzo varia dal 16% al 18% per la costa sino al 20% per la bistecca. Frattaglie e sottoprodotti della carne come fegato, rognone, trippa, polmone ecc. sono più o meno simili nel contenuto nutritivo. 20


ALIMENTAZIONE Tutte le carni, muscolo e frattaglie, hanno un tenore in calcio piuttosto basso ed un rapporto calcio - fosforo sfavorevole: da 1.1,5 a 1:26. Ciò può portare a problemi di demineralizzazione ossea, se le carni sono somministrate come unica fonte della dieta senza l’apporto di altre materie prime. Porzione muscolare della carne, gran parte delle frattaglie e sottoprodotti della carne non contengono Vitamina A e D, mentre sono buone fonti di queste vitamine sia il fegato sia in misura minore il rene. Il fegato può contenere un’elevata percentuale di vitamina A, per cui se il gatto è alimentato in maniera prolungata ed esclusiva con questo organo può andare incontro ad un’ipervitaminosi. Le carni sono buone fonti di proteine di elevata qualità, di grassi, di ferro, di alcune vitamine del gruppo B. Il pesce è comunemente suddiviso in pesce grasso e bianco. Il pesce bianco come il merluzzo, la sogliola contiene meno del 2% di grassi, mentre aringa, sgombro, sardina, tonno, salmone, trota, anguilla possono contenerne sino al18% in funzione del periodo dell’anno o dell’età del pesce quando è pescato. Il pesce bianco ha fondamentalmente una composizione sovrapponibile a quella della carne bianca, caratterizzata da proteine di elevata qualità, presenza solo in traccia di vitamina A e D, miglior rapporto di calcio e fosforo in caso di presenza delle lische. Il fegato di pesci come il merluzzo e l’ippoglosso è particolarmente ricco di vitamina A e D. L ‘olio di pesce apporta, inoltre, particolari acidi grassi essenziali, che esplicano una serie di positive azioni sull’organismo animale. È in ogni caso opportuno somministrare il pesce cotto all’animale sia perché può contenere delle forme parassitarie sia perché determinati muscoli dello stesso contengono un enzima, inattivato dal calore, in grado di alterare una vitamina, la tiamina. 21


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SALUTE ANIMALE

ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA ED ALLATTAMENTO A. C.iorba

N

el cane nella prima metà della gravidanza i fabbisogni nutritivi non subiscono modificazioni, nella seconda metà l’incremento ponderale dei feti è rilevante, per questo i fabbisogni s’incrementano sino a raggiungere un massimo del 50% in più rispetto al mantenimento. Nella gatta il peso corporeo inizia ad aumentare stabilmente dalla seconda settimana di gestazione fino al parto. Se s’impiega un alimento completo, sarà sufficiente aumentare del 20-25% la quantità di cibo normalmente somministrato.

La somministrazione di più pasti il giorno facilita l’ingestione, ove si consideri che l’aumento di volume dell’utero ostacola il riempimento dello stomaco. Durante l’allattamento, i fabbisogni aumentano notevolmente e sono influenzati soprattutto da due fattori: un aumento fisiologico della produzione lattea giornaliera (che passa dal 2.5% del peso vivo nella prima settimana al 4-7% della terza, in corrispondenza del picco della lattazione) ed un adattamento della produzione al numero dei cuccioli. Data la sua particolare composizione, con il latte si ha un’elevata perdita giornaliera di calorie e principi nutritivi, perciò, se l’apporto alimentare non è adeguato, la femmina è costretta ad attingere alle proprie riserve corporee, andando incontro, in caso di perdite eccessive di determinati minerali, come il calcio, a possibili patologie quali la tetania puerperale. La strategia alimentare durante l’allattamento dovrà essere finalizzata ad impedire un eccessivo dimagramento della fattrice e ad assicurare un armonico sviluppo del cucciolo. ESSA POTRÀ ESSERE COSÌ SINTETIZZATA:

• Utilizzazione di un cibo completo, bilanciato, altamente digeribile, con una più elevata concentrazione di principi nutritivi; • Somministrazione di 3-4 pasti al dì oppure alimentazione ad libitum; •

Svezzamento precoce dei cuccioli. 23


SALUTE ANIMALE

ALIMENTAZIONE E AFFEZIONI DELLE BASSE VIE URINARIE NEL GATTO

È

A. C.

una patologia molto frequente,soprattutto negli animali castrati, che vivono in casa e sono in sovrappeso/obesi. Colpisce prevalentemente soggetti di età compresa tra i 2-6 anni e nel maschio è spesso più grave.

È caratterizzata da un’ infiammazione del tratto urinario e si manifesta con minzione dolorosa e frequente, possibile presenza di sangue nelle urine, diminuzione del volume delle stesse. È considerata una patologia ad eziologia multifattoriale, ma la causa più frequentemente individuata è la presenza di uroliti (calcoli) nel tratto urinario. Tra questi troviamo i calcoli di struvite, di ossalato di calcio ed urato d’ammonio. Dieta e comportamenti nutrizionali possono ad esempio giocare un ruolo significativo per prevenire la formazione dei calcoli di struvite. LA DIETA

Il ph urinario è un’ importante fattore di rischio da tenere sotto controllo. Il gatto è un carnivoro e produce urine leggermente acide. La dieta dovrebbe determinare la produzione di urine con un ph compreso tra 6-6,5.

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SALUTE ANIMALE

Dovrebbe contenere ingredienti di origine animale. Le proteine sono degli acidificanti naturali in quanto contengono aminoacidi solforati così come la farinata glutinata di mais. I cereali invece hanno azione alcalinizzante poiché contengono elevati livelli di sali di potassio. Dovrebbe essere di elevata qualità e molto digeribile

Dovrebbe avere un livello relativamente basso di magnesio

COMPORTAMENTI NUTRIZIONALI Dopo ogni pasto si verifica una così detta “marea alcalina postprandiale”. Dimensioni del pasto e frequenza influenzano entità e durata del fenomeno. Un cibo che induca la produzione di urine alcaline sarebbe preferibile somministrarlo come pasto singolo, mentre un alimento che produca urine leggermente acide può essere dato anche ad libitum,seguendo la naturale tendenza del gatto ad assumere piccole e frequenti quantità di cibo durante la giornata. È consigliabile alimentarli con una dieta di alta qualità prevalentemente umida fornendo con tale cibo una buona percentuale di acqua. La parola d ‘ordine è diluire. Teniamo presente che possiamo reperire sul mercato diete realizzate per gatti affetti da calcoli di struvite utili anche per prevenire eventuali recidive.

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SALUTE ANIMALE

NUOVE DIETE NEL CANE

N

ovità degli ultimi tempi sono rappresentate dalle diete vegetariane, vegane e il ritorno a diete naturali/ selvatiche (BARF) e le Free Meat Diets. Possono trovarsi in commercio prodotti “olistici”, biologici o a base di alimenti vegetali. La ricerca di un maggiore benessere per il loro amico a quattro zampe, oltre a considerazioni etiche, culturali e salutistiche proprie dell’uomo, spinge i proprietari a orientarsi verso diete alternative a quelle tradizionali.

A. C.

Alcune diete industriali e casalinghe note come “bone and raw food” o “biologically appropriate raw food” si basano sull’impiego di carni e prodotti crudi nella dieta del cane, partendo dal presupposto che questa era l’alimentazione dei loro antenati come il lupo. È però anche da tenere presente come le selezioni genetiche operate dall’uomo all’interno di ogni razza canina, abbiano portato all’insorgenza di modificazioni della componente genetica intestinale che presiede all’assorbimento dei singoli principi nutrizionali. Il cane è la specie che nel suo percorso evolutivo si è maggiormente avvicinato alla dieta “onnivora” dell’uomo abituandosi all’utilizzo di carboidrati. Due sono i punti cardine attorno a cui ruotano le maggiori discussioni riguardo il loro impiego: l’adeguatezza nutrizionale e la qualità igienico-sanitaria. Le “free meat diets” sono le diete vegetariane che prevedono l’inclusione come unici prodotti di origine animale le uova e i prodotti lattiero-caseari. Le diete vegane non ammettono nessun prodotto di origine animale. Da non sottovalutare i rischi di una ridotta disponibilità di proteine con la dieta nel medio-lungo termine, in particolare per i soggetti in crescita, quelli sottoposti a stress fisico e negli anziani. Nel cane è anche possibile formulare un’alimentazione vegetariana (ma non vegana) nel gatto nemmeno vegetariana.

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SALUTE ANIMALE

ALIMENTAZIONE E SVEZZAMENTO

A. C.

L

o svezzamento inizia con la somministrazione di alimenti diversi dal latte materno e termina con una completa separazione dalla madre. È opportuno iniziarlo intorno alla 4 settimana di vita e terminarlo precocemente, ben prima della normale cessazione della lattazione che si verifica intorno alla 10 settimana dal parto. Lo svezzamento dovrà essere graduale, dal momento che togliere bruscamente i cuccioli dalla madre potrebbe provocare in questa un ingorgo mammario e non consentirebbe ai piccoli di abituarsi al nuovo alimento che dovrà essere molto appetibile, nutriente e di facile digeribilità. I fabbisogni nutritivi del cucciolo sono molto diversi da quelli dell’adulto. Sono più elevati a motivo del rapido accrescimento, soprattutto durante i primi sei mesi di vita. All’inizio dello svezzamento il cibo dovrà apportare soprattutto proteine, grassi e piccoli quantitativi di carboidrati ben gelatinizzati. Sono indicati carne di buona qualità, latte in polvere specifico,uova, formaggio, omogeneizzati per cuccioli, piccoli quantitativi di cereali, gli alimenti specifici umidi o secchi previamente inumiditi. Ad eccezione del latte per cuccioli e dei mangimi, tutti gli altri cibi richiedono un’opportuna integrazione minerale - vitaminica; vanno somministrati sotto forma di pappetta ad una temperatura vicina a quella corporea. Una volta svezzati i cuccioli crescono rapidamente ed hanno necessità di ingerire significative quantità di elementi nutritivi ed energetici in funzione della loro taglia. A quattro settimane di età bisognerebbe offrire loro quattro pasti al giorno, per ridurli gradualmente a due allorché è raggiunto il peso finale da adulto. Data la vasta gamma di pesi corporei dei cani ed il tempo necessario a raggiungere il peso finale, il momento del cambiamento nella frequenza dell’alimentazione e nelle quantità di cibo dipenderà dalla razza del cane; le razze di piccole e da compagnia raggiungeranno il loro peso corporeo da adulto al sesto- nono mese, mentre le razze giganti al diciottesimo - ventiquattresimo.

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SALUTE ANIMALE

GATTO E TAURINA: UN BINOMIO INSCINDIBILE

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A. C.

ull’etichetta di mangimi od integratori alimentari per gatti possiamo trovare evidenziato che contengono “taurina”. Per il gatto la taurina è un aminoacido (gli aminoacidi sono i costituenti fondamentali delle proteine) essenziale, indispensabile per la sua esistenza. Fonti nutrizionali ricche di taurina sono soprattutto gli alimenti di origine animale: latte, pesce, carne, mentre praticamente nulla è la sua presenza nei vegetali. È stato dimostrato che un insufficiente apporto di taurina può:

• •

ridurre la capacità riproduttiva nella gatta;

determinare la nascita di gattini colpiti da gravi alterazioni a carico del sistema nervoso, dell’apparato muscolare e scheletrico;

indurre la comparsa di anomalie nella coagulazione del sangue;

• •

diminuire le difese immunitarie;

provocare la comparsa di una grave forma degenerativa, irreversibile a carico dell’occhio e, più precisamente, della retina;

causare una modificazione patologica della struttura del cuore, nota con il termine di miocardiopatia dilatativa.

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SALUTE ANIMALE

Queste ultime due situazioni morbose rappresentano forse l’aspetto più noto e più grave di una carenza di taurina. Le cause che possono indurre nell’animale uno stato di carenza possono essere rappresentate da uno squilibrio nel processo di assorbimento di questo aminoacido in sede intestinale, ma soprattutto dall’impiego di diete povere di taurina. Altro fattore negativo può essere rappresentato dalla somministrazione al gatto di un alimento per cani, dato che i cibi per cani contengono generalmente una minore quantità di proteine e quindi di taurina. Anche in questo caso la parola d’ordine è prevenire e cioè alimentare il nostro amico micio con mangimi completi e bilanciati, studiati appositamente per il suo sviluppo ed un corretto mantenimento.

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I PERICOLI LEGATI ALLE PUNTURE DEI PARASSITI ESTERNI DEL CANE.

Bayer ha realizzato dei materiali educazionali che illustrano come proteggere il cane dalle punture dei parassiti esterni…

IL PERICOLO PUNTURE Lungo tutto l’arco dell’anno, oltre a rappresentare un bel fastidio, le punture di pulci, zecche, zanzare, pappataci e altri parassiti sono dannose perché oltre a causare stress, fastidi e debilitazione, possono anche trasmettere virus batteri e altri agenti infettivi responsabili di malattie pericolose. Quando pungono il cane per succhiare il suo sangue, quasi tutti i parassiti rilasciano saliva mista ad una sostanza anestetizzante che impedisce alla preda di avvertire la loro presenza così che possano succhiare indisturbati. È attraverso questa “iniezione” che i parassiti possono trasmettere i germi di cui sono portatori. Tutte le malattie veicolate in questo modo prendono il nome di “malattie trasmesse da vettore” e i “vettori” sono i parassiti che le trasmettono. Ma quali danni possono causare i parassiti esterni? Quali sono i sistemi più efficaci per proteggere il cane dalle loro punture? Scopriamolo insieme. Le informazioni qui fornite non vogliono sostituire in alcun modo le indicazioni e i consigli del Medico Veterinario a cui occorre sempre rivolgersi per un parere professionale.


I PROBLEMI CAUSATI DALLE PUNTURE DI PULCE La pulce è un insetto di 1-4 mm capace di spiccare lunghi salti grazie a un paio di zampe posteriori estremamente forti. Si nutre del sangue di cani, gatti e altri mammiferi e può infestare anche la casa frequentata dal cane. Oltre a recare fastidio all’animale, le punture di pulce possono causare: • infiammazioni e forte prurito; • trasmissione di verminosi intestinali e batteri; • debilitazione, dimagrimento e nei casi più gravi anemia. • dermatite allergica da pulce (o DAP). Alcuni cani sono allergici alla saliva delle pulci. In questi casi sono sufficienti anche pochissime punture per scatenare una reazione allergica con forte prurito, eritema e perdita di pelo.

I PROBLEMI CAUSATI DALLE PUNTURE DI ZECCA Le zecche sono parassiti che si nutrono di grandi quantità di sangue. Sono lunghe da 1 a 3 mm, ma dopo il pasto possono raggiungere il centimetro. L’apparato boccale della zecca è una vera e propria arma che il parassita usa per trafiggere la pelle dell’animale e ancorarsi saldamente a lui, in modo da poter assumere indisturbata grandi quantità di sangue. Le zecche possono ospitare diversi germi e, attraverso la puntura, possono trasmetterli al cane, causandogli numerosi problemi e malattie: • infiammazioni e reazioni locali (granulomi); • notevole sottrazione di sangue che nelle infestazioni più gravi può causare addirittura anemia; • trasmissione di pericolose malattie. LE PIÙ IMPORTANTI MALATTIE TRASMESSE DALLE ZECCHE • Ehrlichiosi • Piroplasmosi o Babesiosi • Anaplasmosi • Borrelliosi o Malattia di Lyme • Rickettsiosi


I PROBLEMI CAUSATI DALLE PUNTURE DI ZANZARA E PAPPATACIO Le zanzare sono note a chiunque, ma non tutti sanno che i pappataci, o flebotomi, insetti di 2-3 mm simili a moscerini, sono dei veri e propri parassiti perché le femmine succhiano il sangue. Zanzare e pappataci sono oggetto di particolare attenzione in ambito medico e veterinario per il loro ruolo nella diffusione di germi e malattie, sia nell’uomo che negli animali. Oltre a recare fastidio, nei cani le punture di zanzare e pappataci possono causare: • prurito, ponfi e reazioni allergiche; • le zanzare possono trasmettere la filariosi, causata da un parassita interno che si insedia nel cuore e nella arteria polmonare; • i pappataci trasmettono la temutissima LEISHMANIOSI. La leishmaniosi è una grave malattia che può colpire il cane e talvolta anche l’uomo. È una malattia grave, soprattutto se non diagnosticata precocemente. I sintomi nel cane

La malattia può rimanere inapparente per molto tempo e i primi sintomi sono molto generici (appetito scarso, dimagramento e stanchezza). In seguito al coinvolgimento di vari organi interni, compaiono alterazioni della pelle (forfora e perdita di pelo), ingrossamento dei linfonodi e problemi renali. La leishmaniosi ha un andamento generalmente cronico e nei casi più gravi può portare alla morte del cane. Terapia La terapia è complessa ed i farmaci disponibili possono rallentare il decorso e alleviare i sintomi ma spesso non sono in grado di eliminare definitivamente l’infezione. Prevenzione Per ridurre la possibilità di contrarre la leishmaniosi, è necessario usare un antiparassitario che abbia effetto repellente contro i pappataci ed una riconosciuta attività nel ridurre il rischio di trasmissione di leishmaniosi (verificare sulla confezione e sul foglio illustrativo). Sono disponibili dei vaccini che possono essere impiegati come ulteriore mezzo di prevenzione in associazione ai repellenti.


MA, IN GENERALE, COME SI PREVENGONO LE PUNTURE DEI PARASSITI ESTERNI? La prevenzione è il modo migliore per proteggere il cane dai parassiti e dalle loro punture. Si può agire sull’ambiente frequentato dal cane con insetticidi ambientali, si può evitare l’esposizione dell’animale ai parassiti nei luoghi e negli orari più a rischio, ma soprattutto si deve scegliere un buon prodotto antiparassitario che si adatti alle abitudini di vita del cane e della sua famiglia. Vediamo quali sono le formulazioni più diffuse tra gli antiparassitari: gli spot-on (gocce), i collari, le compresse e gli spray. SPOT-ON Come funzionano: le gocce contenute nelle fialette, o pipette, vengono applicate dietro al collo, tra le scapole e sulla schiena direttamente sulla pelle. Gli spot-on attivi solo contro i parassiti esterni si diffondono nello strato lipidico superficiale della pelle: i principi attivi non entrano perciò nel sangue e vengono lentamente eliminati con il fisiologico ricambio delle cellule cutanee. (Gli spot-on attivi contro parassiti interni hanno modalità d’azione differenti e potrebbero essere soggetti a prescrizione veterinaria). Efficacia: i parassiti vengono uccisi entrando in contatto con la pelle dell’animale. Alcuni spot-on hanno azione ampia su molti parassiti e insetti (pulci e zecche ma anche zanzare, pappataci e altri parassiti) e hanno anche attività repellente (anti-feeding) cioè respingono ed eliminano la maggior parte dei parassiti prima che possano pungere. In questo modo alcuni di essi offrono protezione dalle pericolose malattie che i parassiti possono veicolare, come ad esempio la Leishmaniosi. COLLARI Come funzionano: nel caso dei collari di ultima generazione, come per gli spoton, i principi attivi si distribuiscono su tutto il corpo del cane nello strato lipidico della pelle. Efficacia: come per gli spot-on, i parassiti vengono eliminati dopo essere venuti a contatto con a pelle dell’animale. Qualche collare ha anche azione repellente e protegge dalle punture e da alcune malattie trasmesse dai parassiti. Si distinguono per praticità e lunga durata arrivando in alcuni casi a offrire parecchi mesi di protezione.


COMPRESSE Come funzionano: questi antiparassitari somministrati per bocca vengono assorbiti nel sangue e si distribuiscono in tutti gli organi (fegato, reni, grasso e muscoli). Efficacia: uccidono pulci e zecche solo dopo che queste hanno punto il cane entrando così in contatto con il principio attivo. Hanno durata variabile a seconda del prodotto e del tipo di parassita. Liberano il cane dai parassiti presenti sul suo corpo ma non lo proteggono dalle punture. (Le compresse attive contro i parassiti esterni o esterni/interni richiedono la prescrizione del Veterinario). SPRAY Come funzionano: si spruzzano sul cane e arrivano direttamente sul pelo e sulla cute. Efficacia: agiscono sui parassiti per contatto e alcuni hanno anche effetto repellente come gli spot-on e i collari. L’attività si manifesta immediatamente e la durata è variabile a seconda del prodotto impiegato.

BAYER È IMPEGNATA PER INFORMARE I PROPRIETARI SUL PERICOLO PUNTURE. Da una ricerca Eurisko emerge che i proprietari di animali temono le punture dei parassiti e sono poco informati sulle differenze tra i diversi prodotti e tendono a considerare la repellenza come una caratteristica dell’intera categoria degli antiparassitari. Proprio per aiutare quei proprietari meno informati, Bayer ha realizzato e messo a disposizione dei materiali per informare i proprietari di cane sul pericolo parassiti e sui metodi disponibili per proteggere i cani. Il materiale a più ampia distribuzione è una “Guida ai parassiti esterni del cane” che contiene i preziosi appunti del cane Punto, che illustra in modo semplice e divertente anche gli aspetti più scientifici della questione. Il cane Punto è protagonista anche di cinque simpaticissimi video. Questi e altri materiali informativi sono in distribuzione presso veterinari, negozi per animali e -farmacie, ma è possibile scaricarli o visualizzarli anche in rete su YouTube nel Canale “Parasites & Co”. Le informazioni qui fornite non vogliono sostituire in alcun modo le indicazioni e i consigli del Medico Veterinario a cui occorre sempre rivolgersi per un parere professionale.


PREVENZIONE

L’UE E IL PET FOOD

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A. C.

l mercato dei mangimi per gli animali da compagnia continua a crescere, anche in momenti di congiuntura non favorevole. Il mercato europeo ha connotazioni variabili, nel senso che vi sono paesi che possiamo definire maturi come ad esempio il Nord Europa, altri come quelli mediterranei dove il trend di crescita è ancora positivo anche se ad una sola cifra ed altri come gli stati dell’Est Europa, in cui le migliorate condizioni di vita e di benessere della popolazione portano ad un maggiore consumo di alimenti per animali da compagnia. In Europa le famiglie che possiedono un animale domestico sono circa 62 milioni con un giro di affari complessivo per il cibo dei loro animali di decine di miliardi di euro. In Italia la spesa per alimentare i nostri piccoli amici è la prima voce nel bilancio gestionale degli animali con il cane decisamente in testa, seguito dal gatto e quindi da tutti gli altri animali, che ormai popolano le nostre case. I mangimi industriali, noti con il termine inglese di pet food, sono regolati da tutta una serie di normative, che ne disciplinano la produzione, ma anche le dizioni che devono essere riportate sulle etichette per una loro corretta ed adeguata commercializzazione. Tutto ciò ha lo scopo di tutelare il consumatore finale, cioè il proprietario dell’animale, il quale è a sua volta il garante della salute e del benessere del suo compagno. L’etichetta rappresenta il mezzo di comunicazione ed informazione diretta tra produttore e consumatore ed una sua semplificazione interpretativa contribuisce ad una maggiore tracciabilità del prodotto ed a una migliore consapevolezza dell’acquirente.

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PREVENZIONE Attualmente anche questo settore non è più regolato da leggi nazionali, ma da disposizioni concordate a livello internazionale, cioè europeo, in maniera tale da avere una omogeneizzazione tra tutti i paesi membri della comunità. In questa ottica sono state semplificate le procedure per l’etichettatura ed il commercio del pet food. L’obiettivo è quello di migliorare l’efficacia del sistema mantenendo un alto livello di protezione della salute degli animali. Le nuove regole mirano a diminuire gli ostacoli amministrativi e tecnici tenendo conto della priorità di un’ottimizzazione del rapporto tra produttore e consumatore. È obbligatorio riportare sull’etichetta il tipo di alimento, il nome e l’indirizzo del produttore, la lista degli additivi utilizzati, il peso netto. Altre indicazioni specifiche riguardano le materie prime utilizzate per tutti i tipi di alimenti e le loro indicazioni di uso, ad esempio diete per la nutrizione di cani obesi o cardiopatici o con problemi renali. Sul sacco contenente il mangime deve essere riportato un numero di telefono a cui il cliente può rivolgersi per avere informazioni specifiche sugli ingredienti usati. Le materie prime impiegate per la produzione dei mangimi andranno scritte sui sacchi in ordine decrescente della loro percentuale usata. Massima attenzione anche nei confronti di dichiarazioni non veritiere che potrebbero trarre in inganno sulle reali proprietà e finalità nutrizionali dell’alimento. Questa attenzione dell’Unione Europea nei confronti dei mangimi per animali domestici è un’ulteriore dimostrazione del rilievo che questi ultimi anni assunto in ambito familiare. 39


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PREVENZIONE

LA DIETA NEL CANE DOPO UN INTERVENTO CHIRURGICO

A. C.

D

opomun’operazione chirurgica il cane deve avere attenzioni particolari, fra cui una particolare attenzione merita l’alimentazione. Non è sempre agevole nutrire un cane nel periodo post operatorio dal momento che uno stato di malattia ha come conseguenza immediata una diminuzione dell’appetito ed un intervento può implicare la necessità di un digiuno limitato nel tempo. Le diete allestite per questi specifici momenti non sempre hanno una particolare appetibilità per cui può non essere agevole somministrarle all’animale. Sono fondamentalmente caratterizzate da un’alta densità energetica, concentrano cioè in un volume ridotto di alimento un alta percentuale calorica. La dieta terapeutica deve essere bilanciata, altamente digeribile e, se possibile, formulata per supportare nutrizionalmente una specifica situazione patologica. Il cane deve alimentarsi con porzioni ridotte. L’appetibilità dell’alimento, e di conseguenza la sua accettabilità, può essere accresciuta introducendo la nuova dieta gradualmente, se possibile prima dell’evento chirurgico e scaldando leggermente l’alimento. Al cane convalescente è opportuno fornire più pasti durante la giornata. È consigliabile eliminare il cibo non consumato entro una mezz’ora, registrare la quantità di cibo assunta ad ogni pasto e far sì che l’animale rispetti la dieta consigliata. 41


PREVENZIONE

I PROBIOTICI

I

l linguaggio tecnico li individua come probiotici, cioè microrganismi particolari capaci di influire positivamente sulla flora intestinale. Le modificazioni conseguenti all’impiego di fermenti lattici nei confronti della popolazione dei germi che vive nell’intestino anche dei nostri piccoli amici portano al prevalere di batteri potenzialmente promotori di salute. La microflora intestinale influenza vari aspetti metabolici dell’organismo come l’attività intestinale, il metabolismo

A. C.

delle s stanze grasse, la resistenza nei confronti di microrganismi patogeni. Quest’ultimo effetto si realizza grazie al fatto che i probiotici sono in grado di potenziare la resistenza intrinseca della mucosa intestinale nei confronti di microrganismi patogeni e di regolare la permeabilità dell’intestino, che in situazioni patologiche può consentire l’ingresso di germi patogeni nel torrente circolatorio. UN PROBIOTICO PER ESSERE TALE DEVE RISPONDERE A DETERMINATI REQUISITI:

la sua attività benefica deve essere supportata da studi scientifici;

essere determinata la concentrazione di batteri vivi e vitali capaci di esercitare una reale attività positiva;

essere in grado di aderire alla mucosa intestinale;

essere resistente all’attacco dei succhi gastrici e della bile;

essere un normale costituente della flora intestinale di quella determinata specie;

• essere privo di effetti collaterali. Per avere un effetto benefico sull’organismo si dovrà avere cura di somministrarli regolarmente ai nostri piccoli animali e ciò perché la flora batterica positiva potrà prendere il sopravvento su quella potenzialmente patogena e consentire una corretta funzionalità dell’apparato digerente. Il suo uso di dimostra utile in varie situazioni come lo svezzamento, cure antibiotiche di lunga durata, stress, cambiamenti di alimentazione, ecc. 42


PREVENZIONE

I PREBIOTICI

A. C.

I prebiotici sono sostanze non digeribili che, qualora assunte in quantità opportuna, favoriscono la crescita dei batteri presenti nell’intestino ( colon) o di quelli assunti con il prebiotico. I prebiotici sono trasformati dai batteri della flora intestinale in particolari acidi grassi. Questi acidi grassi provocherebbero un calo del pH in una determinata parte dell’intestino con riduzione della crescita di batteri ad azione patogena, aumento dell’assorbimento di alcuni micronutrienti, migliore “funzionalità” intestinale ed altri effetti fisiologici. I prebiotici non devono essere confusi con i probiotici. CARATTERISTICHE DEI PREBIOTICI Un prebiotico per essere definito tale deve :

essere in grado di superare, senza subire sostanziali modifiche, i processi digestivi che avvengono nel primo tratto del tubo digerente;

fungere da substrato nutritivo fermentabile per la microflora presente nell’intestino, stimolando in modo selettivo la crescita e/o il metabolismo di una o più specie batteriche;

• mutare in modo positivo la flora microbica, • indurre effetti positivi per la salute. Principali prebiotici sono: Frutto-oligosaccaridi (FOS); Inuline, Isomalto-oligosaccaridi; Lattitolo; Lattosaccarosio; Lattulosio.

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QUI DEMAS

ESTATE IN ARRIVO! Pamela Sales

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a stagione primaverile ha fatto molta fatica a decollare: pioggia e umidità latente ci hanno fatto preferire il divano alle belle passeggiate con il nostro amico a 4 zampe. Una stagione atipica, la voglia di metterci in pantaloncini e t-shirt, prendere il guinzaglio e andare in esplorazione con il nostro amico Fido, ma purtroppo frenati dalle condizioni metereologiche. Il tema dell’alimentazione è stato il cardine degli argomenti trattati sui nostri social. I nostri amici animali assumono tutti i minerali che servono per lo sviluppo? Quali sono le vitamine giuste per il loro benessere? Ci sono venuti in aiuto prodotti ricchi di omega 3 e poveri di grassi per gli amici un po’ in sovrappeso. Nonostante le temperature ancora sotto i limiti stagionali, stiamo cominciando a pensare alle vacanze, e a chi eventualmente lasciare Fido o Micia in nostra assenza. Per andare incontro alle richieste dei followers, abbiamo dato dei consigli su come scegliere il pet sitter ideale quando ci allontaniamo per qualche giorno. Non è semplice allontanarci dai nostri amici, ma non tutti gli alberghi ( specialmente quelli adibiti per i viaggi di lavoro) accettano animali.

Ampio margine è stato dato anche alla protezione dai parassiti che aspettano che torni il sole per dare problemi a Fido e Micia. Quando ricominciamo a fare passeggiate lunghe, ci dimentichiamo delle regole principali e della netiquette che dobbiamo dimostrare verso gli altri. Quali sono gli errori più comuni? Abbiamo scritto due articoli sull’argomento che tolgono ogni dubbio. Per andare incontro alle esigente dei padroncini che stanno organizzando una vacanza con il proprio pelosetto, i punti vendita si stanno armando di super promozioni con tanti prodotti per le scorte. Dall’umido ai croccantini, guinzagli e lettiere che non lasciano odori. I nostri followers sono attenti al risparmio e non mancano le richieste specifiche sui prodotti. Cosa ci porterà l’estate? Sole, caldo, selfies con i nostri animaletti? Siamo pronti ad un mese ricco di novità che solo chi ci segue puo’ trasmetterci. I followers dei nostri social, aumentano ogni giorno, questo ci da la carica per andare avanti sempre più convinti che la famiglia di Giulius sia una grande famiglia. Non smettete di seguirci e di mandarci materiale di dove siete e su cosa state facendo con i vostri amici animali. Stay tuned! 45


l’amico degli animali

I PROSSIMI EVENTI NEI NOSTRI NEGOZI 1.6 EFFITIX - (Appia) 1.6 GOSBI - (Appia) 1.6 BIONIKE Truccatore in sede - (Boccea) 1.6 ITALIAN WAY - (Saxa Rubra - Testa di Lepre) 3.6 ALMONATURE - (Boccea) 3.6 DORADO - (Saxa Rubra) 7.6 VALPET - (Saxa Rubra) 8.6 GOSBI - (Saxa Rubra) 8.6 CIBUS PET - (Appia) 8.6 ROYAL CANIN - (Appia) 8.6 TRAINER - (Asmara - Boccea - Testa di Lepre) 10.6 DORADO - (Appia) 10.6 ALMONATURE - (Asmara) 10.6 UNICEF - (Saxa Rubra) 13.6 MONGE - (Boccea) 14.6 MONGE - (Appia) 15.6 FRONTILE - (Appia - Asmara - Boccea - Colli Portuensi - Saxa Rubra - Testa di Lepre) 15.6 GOSBI - (Colli Portuensi) 15.6 UNO DI FAMIGLIA MICROBIOTA - (Saxa Rubra) 15.6 MARPET - (Asmara - Testa di Lepre) 17.6 ALMONATURE - (Appia) 20.6 ROYAL CANIN - (Testa di Lepre) 21.6 FARMINA - (Appia - Saxa Rubra) 21.6 GOSBI - (Testa di Lepre) 22.6 AGRAS DELIC - (Colli Portuensi) 22.6 GOSBI - (Boccea) 22.6 ITALIAN WAY - (Appia) 22.6 MONGE - (Appia) 28.6 GOSBI - (Asmara) 28.6 MONGE - (Colli Portuensi) 29.6 UNICEF - (Asmara - Saxa Rubra - Testa Di Lepre) - Le date potranno subire variazioni Appia: Circonvallazione Orientale, 4692 - Roma Testa di Lepre: Via del Fontanile di Mezzaluna, 401 - Fiumicino (RM) Saxa Rubra: Via Carlo Emery, 135 - ROma

Colli Portuensi: Via dei Colli Portuensi 69 - 00151 Roma Boccea: Via Beverino, 6 - 00168 Roma Asmara: Via Asmara, 54 - 00199 Roma


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E zine giulius Anno 7 N°6  

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