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INTERVISTA Al SEN. STEFANO DE LILLO INTERVISTA A FABIO DE BENEDETTI presidente del consiglio del municipio xviii

Focus p.18: Mass Media

Caso Sallusti: dura lex, sed lex Scopriamo come la BBC giudica i nostri media Reti Rai: il risanamento è appena cominciato

Effetto serra o effetto mediatico? Web-Tv: la nuova frontiera

Rete 4: oltre i confini della legalità Controllo dell’informazione: siamo davvero così deboli?

Il futuro della Giustizia: Conciliare!

Notizie dai Municipi

p.6

Il Movimento 5 Stelle muove i primi passi anche nel Municipio Ancora fermi i lavori all’Auditorio Aurelio Interrogazione di A. De Luca al Sindaco sui lavori di Piazza Irnerio La discarica siamo anche noi


Ti aspettiamo il 31 ottobre alle ore 17, non mancare! La festa è nel Mcd's in Piazza Pio XI

89,


Editoriale

Claudio Napoli

Economista (Spec. Internazionale)

3 Ottobre 2012

Cos’è l’InformAzione?

Prima c’era la società agricola, poi quella industriale seguita da quella dei servizi. Dal 1990 le economie occidentali, Italia compresa, sono entrate nella società “servizi dei servizi”. La prossima, anche se è già cominciata, sarà la rivoluzione ecologica. Le caratteristiche di questa nuova fase sono: specializzazione dei servizi e ruolo centrale delle comunicazioni, quest’ultime vere innovazioni dell’ultimo ventennio. Basta prendere un testo economico o andare su google e verificare quanto detto: oltre l’85% dell’economia italiana è nei servizi, mentre il restante 15% interessa agricoltura ed industria.

con i tempi e le necessità dei cittadini e delle imprese? Basta andare in un ufficio pubblico e capire che l’organizzazione è ancora quella tipica dello stato del novecento quindi burocratica, lenta e disorganizzata dove regna il rimpallo delle competenze. Rispetto alla comunicazione la situazione è drammatica. Infatti, questa è in mano principalmente alla Rai e al Gruppo Mediaset; la prima, pur essendo pubblica, è alla ricerca di questa vocazione asservendosi troppo spesso agli interessi dei partiti e la seconda prettamente commerciale con annessa funzione politica. Inoltre, la qualità dei programmi e dei notiziari è molto scaduta: La globalizzazione ci ha insegnato che lo sviluppo quotidianamente impazzano notizie ed immagini è rapido e tumultuoso; ciò che avviene in Cina o legate a gossip, sesso, frivolezze, volgarità, fornegli USA produce conseguenze concrete anche mat americani. Se gli italiani si formano guarda noi. Questo significa che tutte le economie si- dando le tv, allora che cultura e cosa siamo oggi? mili sono state spinte e si spingono tra loro verso lo sviluppo successivo. Quindi, volendo o non vo- Per fare un passo in avanti occorre recuperare lendo paesi che hanno economie simili, come l’etimologia della parola INFORMAZIONE. Quel’Italia e la Germania, sono costrette per neces- sta parola è composta da Informa ed Azione. sità o volontà a cambiare la propria economia, Quindi, l’Informazione informa l’Azione. appunto migrando verso servizi e comunicazione, Questo significa che se l’Informazione non è corsenza magari essere pronte, mature ossia aver retta o utile l’Azione che ne consegue sarà alultimato correttamente lo sviluppo precedente. trettanto inutile. Ad esempio, spesso capita che una persona non faccia qualcosa perché qualAnalizziamo il contesto italiano in modo cuno lo ha informato male. L’informazione ha semplice e schematico. potere su noi stessi e sugli altri! Per quanto riguarda i servizi dei servizi, l’Italia Quindi, informiamoci bene prima di presumere è molto indietro in quanto la cultura del servizio di sapere per evitare di fare errori e ricordiamoci è debole. Prendiamo ad esempio i servizi pub- il detto “Chi è più matto? Il Matto o chi va blici: sono competitivi? Sono sviluppati o al passo dietro al matto?

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LA RIVISTA Néa POLIS


SOMMARIO

Ottobre 2012, anno III

lascia la tua mail: riceverai la rivista online

www.neapolisroma.it

Editoriale

ROMA REDAZIONE Editore: Claudio Napoli

Direttore Responsabile Elio Tomassetti Direttore Commerciale Carlo Famiglietti Comitato scientifico: Edy Viola, F. Napoli

Grafico: Daniele Palone daniele-palone@alice.it Advertising & Marketing: Francesco Zanca Collaboratori:

Francesco Grasselli, Alessandro Ranieri, Laura Napoli, Valeria Pucci, Valerio Pelliccia, Viviana Vannucci, Federico Monti, Lorenzo Sigillò, Paolo Migotto, Giorgio Zussini, Laura Andina, Vanessa Pinato, Daniele Palone, Valentina Sanzone

Salvo accordi scritti, la collaborazione con il mensile Nea Polis Roma è da considerarsi a titolo gratuito Foto ed Immagini sono tratte dal web. L’editore ha cercato di rintracciare gli aventi diritto ai crediti fotografici non specificati ed è a disposizione per chiarimenti.

Tipografia: G. De Vecchi Pieralice, 20 00167 Roma Registrazione Tribunale di Roma: n. 360/2010 del 17 settembre 2010 N° iscrizione ROC: 20384 Sede Operativa: via G.Funaioli, 54

PER INFORMAZIONI E PUBBLICITÀ

320.22.84.368 06.94368579

Email: pubblicita@neapolisroma.it

redazione@neapolisroma.it Nel prossimo numero 30 dove trovo la rivista 30

Cos’è l’InformAzione

Roma Notizie

p.3

FOCUS

Mass Media

p.16

.3 Tg e stampa: scopriamo come la BBC giudica i nostri media Il modello giornalistico BBC

Gregorio VII - Prati- Boccea V.Aurelia-Casalotti-M.Spaccato

Intervista al Sen. Stefano De Lillo .6 Intervista a Fabio De Benedetti .7 Il Movimento 5 Stelle muove i primi passi anche nel Municipio XVIII .8 Ancora fermi i lavori all’Auditorium dell’Aurelio .9 Intervista a Ines e Marco: degustazione di prodotti tipici .10 Affissioni abusive a Casalotti: un vero e proprio duello fra Miloni ed i suoi detrattori .12 Interrogazione di Athos De Luca al Sindaco sui lavori di P.zza Irnerio .13 Poter dire d’aver visto Goldoni e non essersi mai annoiati .14 Chiesa di Scientology: un punto di riferimento a due passi da noi .15

Monteverde-Bravetta-PisanaMalagrotta-Portaportese

Tre reti Rai: una esigenza o un residuo di acheologia lottizzatoria Effetto serra o effetto mediatico?

Le web-tv: il mondo come villaggio globale

Il caso Sallusti: dura lex, sed lex Sensazionalismo metereologico Tecnologie di ieri e di oggi: la storia della comunicazione

Rete 4: oltre i confini della legalità Bilanci Rai: il risanamento è appena avviato Controllo dell’informazione: siamo davvero cosi deboli?

Le nuove tendenze TV: crescono i programmi di cucina...

La discarica siamo anchen noi.16 Come comunicavamo? Distributore di benzina: il Municipio 16 comunica la decadenza nea cultura/ cinema dei permessi .17 Viabilità e mobilità Bravetta-PiI Dogon e il mistero di Sirio sana: parte la raccolta firme

non buttarmi!! regalami o

riportami

p.28

Professionisti

p.29

Salute & Bellezza

p.26

Il Futuro della Giustizia? Conciliare. Aperte le iscrizioni Autunno: occhio ai capelli Problemi di pelle


Notizie da Roma Capitale Ottobre 2012

Municipio 18

Intervista al Sen. Stefano De Lillo: un tuffo nella storia dell’Aurelio

Abbiamo rivolto a Stefano De Lillo, Senatore della XVI Legislatura alcune domande riguardo al suo rapporto affettivo con l’Aurelio, quartiere dove è nato e cresciuto, ma anche riguardo alla questione della crisi economica e del futuro politico del centro destra.

A quando risale il suo legame con il quartiere Aurelio?

“Posso dire che considero questo municipio un po’ il mio paese, visto che la mia famiglia è qui dal ’50 quando mio padre era medico a Monte Spaccato. Anche io sono cresciuto in questo quartiere, vivo qui da quando sono nato”.

Quando inizia la sua carriera politica?

“Nell’89 ho iniziato ad occuparmi di problemi sociali legati alla Parrocchia di San Pio V, all’epoca mi chiesero di candidarmi alla circoscrizione dove poi sono stato eletto consigliere. Mi sono occupato di sanità e di servizi sociali del territorio, dove nel tempo ne ho visto crescere la qualità con la nascita di nuovi ambulatori, come quello di Monte Spaccato e di Casalotti”.

Dopo il Municipio ha deciso di proseguire la strada della pubblica amministrazione, cosa è successo?

“Dopo essere stato consigliere al Comune e alla Regione Lazio, sono entrato al Senato dove ho trovato persone di alto livello professionale che si sono dovute misurare con questo difficile momento dell’Italia, segnata da una profonda crisi economica.”

Mi parli della crisi.

"La crisi è completamente slegata dalla moneta unica. La nostra è la manifestazione di un fenomeno internazionale che vede l’intero Occidente in recessione a fronte di quei paesi, come la Russia, la Cina, il Brasile, nei quali si è verificata una crescita dell’economia incentivata da una grande apertura al mercato estero. Il problema è che in Europa la crisi non è vincolata all’Euro, visto che sono coinvolti paesi come l’Inghilterra che non hanno aderito all’Unione Europea. Tuttavia quelle regioni dette del Break, come la Spagna, la Grecia, che sono a rischio di rottura con l’Euro, possono far aggravare lo scenario europeo.”

Oggi si può dire ottimista riguardo l’uscita dell’Italia dalla crisi? Come vede il futuro del centrodestra?

“In seguito al pareggio di bilancio posso dire che abbiamo una situazione di base favorevole per far ripartire il mercato del lavoro. Ma perchè questo si realizzi completamente credo che bisognerà attendere il 2013, quando sarà messo in salvaguardia il deficit. Soltanto allora, con la mutata situazione economica, si potranno intravedere delle possibilità di rinnovamento nel centro destra”. Viviana Vannucci


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Intervista a Fabio De Benedetti, Presidente del Consiglio del Municipio XVIII

Abbiamo rivolto alcune domande a Fabio De Benedetti, su questioni del passato e del futuro che interessano il quartiere Aurelio (raddoppio Boccea, centro commerciale a Valle Aurelia…) fino al recente scandalo regionale. Quali sono le novità nel XVIII Municiipio?

“Negli ultimi tempi l’amministrazione municipale ha raggiunto dei buoni risultati, come la recinzione dell’area giochi nel Parco del Pineto, la realizzazione del marciapiede a Monte Spaccato e soprattutto la questione dello spostamento dei maxi-concorsi in una sede diversa dell’Ergife. Secondo la nuova normativa, cioè, le prove concorsuali con più di 3000 candidati si terranno al di fuori del raccordo anulare, permettendo un migliore smaltimento del traffico a beneficio della viabilità nel quartiere.”

Parliamo del raddoppio di Via Boccea. Come mai i lavori non procedono?

“E’ stato già approvato ed aggiudicato l’appalto ad una società, ma il problema è che l’altra, quella non vincitrice, ha fatto ricorso al TAR, contestando alla ditta che ha ottenuto i lavori di non avere alcuni requisiti validi. Anche la società vincitrice ha fatto ricorso nei confronti della contro parte, con le stesse motivazioni. Per la fine di settembre si attende la sentenza del giudice, il quale ha riunito i due ricorsi per procedere nel minor tempo possibile.”

Si parla di un centro commerciale a Valle Aurelia. Sa dirmi qualcosa a riguardo? “A luglio scorso noi del municipio abbiamo manifestato insieme ai residenti del quartiere per esprimere la nostra netta contrarietà alla creazione dei centro commerciale. Questa struttura andrebbe a danneggiare le piccole attività commerciali presenti sul territorio, in molti casi a gestione familiare, che vanno tutelate.”

Cosa mi dice a proposito dei lavori a Piazza Irnerio?

“So che i lavori stanno procedendo in vista della riqualificazione del giardino e della pavimentazione della piazza.”

Un’ultima battuta sullo “scandalo Regione Lazio”.

“Credo che il vero scandalo non sia tanto l’episodio legato a Fiorito, ma piuttosto vedere in tempi di crisi personaggi politici percepire simili somme. Scandalosa è soprattutto la legge in vigore dal ’98 che concede ampie sovvenzioni ai consiglieri regionali, quando, tengo a precisare, a quelli municipali viene riconosciuta una somma totale di sole 607 euro da tassare. Credo quindi che il problema sia a prescindere dal colore politico, ma riguardi una legge da modificare.” Viviana Vannucci


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Il Movimento 5 Stelle muove i primi passi anche nel XVIII Municipio di Alessandro Ranieri

Il Movimento 5 Stelle nasce in risposta a un diffuso senso di antipolitica da parte di molti cittadini, che percepiscono i partiti tradizionali sempre più scollati dalla realtà, e non più rappresentativi degli interessi della collettività, proponendosi non come un nuovo partito, ma come un nuovo modo di fare politica.

Occorre, però, fare attenzione, già una volta tanti si erano illusi che, col passaggio dalla cosiddetta prima Repubblica alla seconda, le cose fossero cambiate in meglio, doveva finire Roma ladrona, imprenditori di successo avrebbero governato il Paese migliorando la vita dei cittadini, e poi è andata come è andata: scandali ancora maggiori di quelli del passato e, soprattutto, un malgoverno che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro.

Le promesse di questo nuovo movimento sono notevoli: ecologia, moralità, gestione efficiente della pubblica amministrazione, tutte cose già sentite tante volte, ma chissà che questa non sia quella buona, a giudicare dai sondaggi la proposta viene ritenuta credibile, speriamo ciò non sia dovuto soltanto alla grande disillusione per tutti i partiti tradizionali, specie quelli di centrodestra.

Anche a Roma, e particolarmente, nel territorio dei Municipi XVIII e XIX, sono nati coordinamenti del Movimento, che si stanno strutturando e prendendo coscienza dei numerosi problemi che devono essere affrontati, a partire dall’Auditorium, il parcheggio di scambio Cornelia, il decoro urbano, la gestione dei parchi, con qualche particolarità tipo lo smaltimento dell’olio da cucina usato, argomento sconosciuto ai più, preso in considerazione dal Movimento, che ne ha organizzato la raccolta, dato che si tratta di materiale molto dannoso se disperso normalmente nell’ambiente.

Certo, le particolarità rispetto agli altri partiti sono molte, dal tesseramento gratuito online, poi certificato per evitare iscrizioni virtuali, al finanziamento pubblico normalmente rifiutato, alle sedi messe a disposizione dagli iscritti, all’organizzazione interna che prevede diversi gruppi suddivisi per argomento, tra cui il gruppo budget, che si occupa anche di autofinanziamento, ed è una figura molto diversa dai vecchi tesorieri delle sezioni dei partiti, il gruppo sviluppo che ha il compito di approfondire alcuni argomenti e portarli a conoscenza di tutti.

Altre particolarità sono i mandati solo semestrali dei coordinatori, le votazioni online dei vari argomenti in discussione, a partire dagli ordini del giorno, che vengono redatti su indicazione di tutti gli iscritti, agli infopoint, banchetti che vengono allestiti nei vari luoghi del territorio, dove i volontari del movimento danno informazioni sulle iniziative e sulle proposte di soluzione dei problemi. Si tratta di una bella sfida: i sondaggi che danno percentuali molto alte al Movimento, anche a Roma si avvereranno? Se sì, questo nuovo modo che viene proposto per fare politica darà i suoi frutti in termini di una più cosciente e onesta gestione della cosa pubblica e, conseguentemente, maggiore fiducia dei cittadini nelle istituzioni?

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Roma Notizie: Gregorio VII - Prati- Boccea - Valle Aurelia - Casalotti - Montespaccato www.neapolisroma.it

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Ancora fermi i lavori all’Auditorio dell’Aurelio di Viviana Vannucci

Ubicata all’imbocco tra Via Albergotti e Via Pineta Sacchetti, la grande area, ex parcheggio del Cotral, che dovrebbe accogliere l’edificio dell’Auditorium del 18º Municipio, è ancora un cantiere aperto.

I lavori, iniziati più di un anno fa per la costruzione di una sala polifunzionale adibita a spettacoli di musica, danza, teatro, con una capienza di duecento persone, sono ancora fermi. Al momento questo spazio, di proprietà del Comune, versa in uno stato di grave abbandono e degrado; essendo incustodito è stato spesso teatro di atti di furto, di vandalismo e persino di stupro. Appare evidente, quindi, riprendere al più presto e portare a compimento nel minor tempo possibile, i lavori per eliminare una situazione di pericolo e consegnare ai cittadini una struttura ad uso della collettività.

anche per la realizzazione di un progetto che possa contribuire a valorizzare il quartiere Aurelio. La speranza è che il nuovo Auditorium, se ultimato in tempi ragionevoli ed amministrato con accuratezza, diventi un nuovo polo culturale e ricreativo, che magari un giorno si possa anteporre a quello costruito da Renzo Piano al Flaminio. Questa esigenza prende le mosse non solo dal Ma questa è un’altra storia ed è certo che senza grande dispendio di risorse economiche, per un la riapertura del cantiere corre il rischio di riimporto stanziato di circa 400.000 euro, ma manere solo una leggenda.


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Affissioni abusive a Casalotti: a Terra Santa un vero e proprio duello all’ultimo cartellone fra Milioni e i suoi detrattori

I residenti di Casalotti e dintorni, chi più chi meno, conoscono le vicissitudini della Via Boccea, che nel tratto fra l’incrocio con via Casal del Marmo e oltre, nelle ore di punta è quasi impraticabile, così pure molti hanno avuto modo di seguire la telenovela dei lavori per l’allargamento della strada, le date di avvio dei lavori sempre spostate in avanti, il ricorso al TAR della società seconda classificata, che rischia di far perdere un ulteriore anno prima dell’avvio dei lavori. Tutti noi siamo rimasti colpiti dai lavori di demolizione dell’Istituto Terra Santa, dalla eliminazione dello “smorzo”, per l’avvio dei lavori del centro civico, di nuove palazzine, e anche della rotatoria che farà parte del complesso dei lavori per l’adeguamento della via Boccea fino al bivio con via di Selva Candida.

Quello che non ci aspettavamo, anche se da tempo siamo abituati alle affissioni abusive, che più o meno ovunque deturpano la nostra Città, era che le recinzioni di metallo ondulato del cantiere di Terra Santa divenissero il teatro di un duello senza fine e di una tenzone interminabile fra Alfredo Milioni e i suoi detrattori, chissà poi perché Milioni, che è presidente del XIX Municipio, e in quel punto siamo in XVIII? Fatto sta che non passa giorno (o meglio, notte, dato che si presume vengano affissi di notte) in cui partiti di opposizione come FDS non rappresentino, con i loro cartelli, una situazione di degrado, o promesse non mantenute (“Milioni di

bugie” e via dicendo), che subito Milioni, o chi per lui, non li ricopra con i suoi, in cui si declama che la scuola di Via Abacuc si farà, o che è in cantiere la Torrevecchia bis, e altre affermazioni di cui non vogliamo, in questa sede, analizzare il merito.

Quello che indigna in tutta questa storia, è che si continui a procurare degrado e brutture in un territorio che ne ha già di sue, ma quello che indigna il doppio è che tale comportamento sia tenuto anche dalle Istituzioni (a parte quelli del partito, alcuni cartelli riportano il logo del Comune e del Municipio) che invece dovrebbero dare l’esempio e addirittura sanzionare gli imbrattatori.

Alessandro Ranieri


Roma Notizie: Municipio XVIII

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Interrogazione di Athos De Luca al Sindaco sui lavori di Piazza Irnerio

Il 27 agosto sono iniziati i lavori per la riqualificazione di Piazza Irnerio, già annunciati sul periodico del XVIII Municipio, detti lavori consistono nella sostituzione della pavimentazione, nella realizzazione di siepi di bosso (da cui deriva l’antico nome della via Boccea, che inizia proprio in quel punto, nella installazione di recinzioni, ma è previsto anche il posizionamento di colonne antiche e di telecamere di sicurezza collegate alla Sala Sistema Roma, per scongiurare episodi di vandalismo. Dalla lettura del cartello affisso alla recinzione del cantiere si apprende che il costo previsto per i lavori, disposti dal Dipartimento X – Protezione Ambiente del Comune di Roma e reperiti a seguito di un intervento in bilancio richiesto dal consigliere PDL Alessandro Vannini, ammonta a circa 100.000 euro, e sicuramente si tratta di un’opera che riqualifica la piazza e il quartiere, ma tale comunque da far sorgere quesiti e perplessità. Gli stessi che ha avuto il consigliere PD Athos de Luca, che il 24 settembre ha presentato interrogazione al Sindaco, oltre che per avere conferma della richiesta dell’intervento da parte di Vannini, come si è appreso da notizie di stampa, e per sapere se si può ragionevolmente prevedere che, anche a consuntivo il costo rimanga quello indicato nell’informativa del Dipartimento. Con l’interrogazione viene data voce ai residenti del Municipio e viene portata all’attenzione del Sindaco la domanda che questi si sono posti, e cioè se l’opera era prioritaria, dato che molti problemi più gravi rimangono ancora irrisolti, di cui si possono ci-

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tare alcuni esempi, tra cui “l’insufficienza delle azioni poste in essere per la disinfestazione dalla zanzare di via dei Monti di Creta, ritardi ormai decennali nello svolgimento dei lavori dell’Auditorium di Via Albergotti, che versa nel degrado, insufficiente manutenzione e pulizia del parco del Pineto, ma anche ritardi oramai insostenibili nell’avvio dei lavori di allargamento della Via Boccea, e di adeguamento e messa in sicurezza di Via di Casal Selce, su cui si sono verificati numerosi incidenti mortali, la mancata apertura di via dei Casali Santovetti per congiungere via Aurelia con via Gregorio XI, per asserite mancanze di fondi per illuminazione e marciapiedi, la carente manutenzione di strade quali traverse di via dell’Acquafredda, buche in via di Selva Candida, ritardi nella definitiva acquisizione del parco della Cellulosa, la mancata ultimazione del parcheggio CORNELIA dell’istituto comprensivo Via Boccea 590, insufficiente igiene nella scuola Don Milani di Via del Quartaccio, il mancato avvio dei lavori per la scuola elementare di Via Abacuc”.Attendiamo la risposta del Sindaco, e soprattutto, la fine dei lavori, prevista per il 13 febbraio, per vedere almeno se con i nostri soldi, che si potevano utilizzare per altri interventi più urgenti e necessari, sarà stato fatto un bel lavoro. Alessandro Ranieri


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Roma Notizie: Gregorio VII - Prati- Boccea - Valle Aurelia - Casalotti - Montespaccato

Poter dire d’aver visto Goldoni e non essersi mai annoiati La vedova scaltra al Teatro L’Arciliuto (zona P.zza Navona) in scena da giovedi 25 a domenica 28 ottobre Una vedova scaltra (anzi scaltrissima) e quattro gista) è stata quella di interpretare dieci pretendenti. Chi avrà la meglio? personaggi in due: tre atti ad un ritmo indiavolato per due soli interpreti, sorretti dal susseLa nostra redazione è andata a sbirciare per voi guirsi di soluzioni sceniche tanto riempitive dietro le quinte del Teatro L’Arciliuto per pre- quanto sorprendenti nella resa della trama: gli sentarvi una nuova, originale messa in scena de intrighi, i biglietti d’amore, le dame misteriose e La Vedova Scaltra, una commedia già di per sé i travestimenti, e anche esilaranti duelli… ma non tra le più più divertenti di Carlo Goldoni, e che la vogliamo svelarvi di più! stravagante regia è riuscita a rendere ancora più Lo spettacolo debutterà presso L’Arciliuto, sugcoinvolgente. gestivo teatro ricavato all’intero di una dimora La vedova Rosaura è l’indiscussa protago- cinquecentesca a pochi metri da Piazza Navona nista della commedia, vero centro propulsore (piazza Montevecchio 5) e sarà in scena da giodi ogni azione: la sua articolata caratterizzazione vedì 25 a domenica 28 ottobre. ne esprime appieno la complessità psicologica, che si impone sulla scena con il suo abito tra la Per ulteriori dettagli vedere il tagliando in sartoria e l’architettura; le fanno la corte un fran- basso, che per i lettori di neaPOLIS ROMA cese, un inglese, uno spagnolo e un italiano, vale come sconto sul prezzo del biglietto! quattro comici personaggi quasi ridotti a burattini nelle mani dell’autore e così lasciati nelle Per informazioni e prenotazioni telefonare mani della regia: li hanno letteralmente appesi al numero 06 6879419 oppure 333 8568464. a un filo… Ma la più grande sfida per gli attori (William Ansaldi e Donatella Zapelloni, anche reGiorgio Zussini


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Roma Notizie: Municipio XVIII

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Chiesa di Scientology: un punto di riferimento a due passi da noi

Molte persone ne hanno sentito parlare, molte sono le opinioni, e in molti si sono chiesti che cos’è Scientology? Dopo una visita all’interno della Chiesa di Scientology di Roma, situata nel quartiere di Casalotti, abbiamo trovato alcune risposte per dare una visione più ampia e completa sull’argomento. Che cos’è la Chiesa di Scientology di Roma? E’ il luogo ideale dove gli Scientologist possono progredire nel proprio cammino verso la consapevolezza e la libertà spirituali, ma funge anche da dimora per l’intera comunità e punto d’incontro per sforzi collaborativi tesi ad elevare le persone di ogni fede. Per questo lavora insieme ad ogni individuo, e gruppo, dedito a realizzare il sogno comune di un futuro fiorente per tutti, libero dalla droga e dal crimine in cui siano praticati i diritti umani conosciuti.

Da quando esiste Scientology a Roma? Dagli anni 80 la Chiesa di Scientology di Roma presta servizio ad una crescente congregazione nelle città del Lazio e tutta l’Italia centrale.

Dove è situata l’attuale sede? La sede odierna si trova sulle dolci colline del quartiere Casalotti in Via della Maglianella 375. Perché Scientology si definisce una religione? Perchè Scientology è una religione nel senso più tradizionale del termine. Scientology aiuta l’uomo a diventare più consapevole di Dio, più consapevole della sua natura spirituale e di quella del suo prossimo. Scientology ha in comune con tutte le grandi religioni il sogno di pace sulla Terra e di salvezza per l’uomo. La novità in Scientology è che essa offre una strada precisa per produrre il miglioramento spirituale nel presente immediato e un modo per realizzarlo con assoluta certezza. Che cosa ha da dire Scientology sulle altre religioni? Scientology rispetta tutte le religioni. Essa condi-

vide con le altre religioni i sogni di pace e di salvezza. Il Credo della Chiesa afferma che “tutti gli uomini hanno il diritto inalienabile di professare le proprie pratiche religiose.”

Scientology è aperta a chiunque? Scientology è aperta a chiunque e gli Scientologist provengono da tutti gli strati sociali: insegnanti, uomini e donne d’affari, medici, casalinghe, avvocati, ingegneri, baby-sitter, muratori, celebrità, impiegati amministrativi e di marketing, segretarie, atleti, impiegati statali e altri ancora. Ogni giorno della settimana è possibile visitare la Chiesa che dispone di un Centro Informativo per il Pubblico che offre 500 filmati che forniscono un esauriente presentazione di ogni aspetto di Dianetics e Scientology, incluse le credenze e le pratiche della religione nonchè un esposizione biografica sulla vita e sul retaggio del Fondatore L.Ron Hubbard. Il Centro Informativo include pannelli espositivi multimediali che mostrano le numerose iniziative umanitarie e programmi comunitari patrocinati dalla Chiesa. Chiunque può visionare i pannelli a proprio piacimento e ritornare quando vuole. La Chiesa dispone anche di una libreria dove è possibile trovare le opere di L.Ron Hubbard relative a Dianetics e Scientology. Nel complesso, il retaggio di L.Ron Hubbard consiste in decine di milioni di parole pubblicate in dozzine di libri e migliaia di conferenze registrate, disponibili in 50 lingue. La Chiesa organizza anche Seminari e Corsi che forniscono una panoramica dei suoi principi fondamentali e la loro applicazione nella vita. Viviana Vannucci


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Roma Notizie: Portaportese-Monteverde-Bravetta-Pisana-Massimina

La discarica siamo anche noi

22 www.neapolisroma.it Uomini ed Aziende Partendo dalla battaglia contro la discarica in Valle Galeria, proviamo ad andare oltre e ripensare le nostre abitudini

Continua la querelle sulla discarica a Monti dell’Ortaccio. Dopo presidii, fiaccolate e raccolte firme (una è in atto al Presidente del Parlamento Europeo), il 24 settembre si è tenuta l’importantissima Conferenza di servizi presso il Ministero dell’Ambiente. Il risultato è stato un parere negativo alla seconda discarica nella Valle Galeria.

Non si può ancora cantar vittoria, ma data anche la delusione espressa dal Commissario Sottile (principale sostenitore dell’opera), un bel mattone sembra essere stato posto. Per il momento la situazione rimane in una sorta di limbo: l’ultima ipotesi è quella di vendere parte dei rifiuti all’estero e avere più calma per potenziare la differenziata e trovare una discarica a minor impatto possibile. Con buona pace della GIOVI srl (di Manlio Cerroni) che da molto tempo aveva già cominciato i lavori di scavo.

Come sappiamo siamo all’inizio di un’ardua battaglia e, in fondo, anche se decidessero di togliere la discarica dai nostri quartieri, il problema rimarrebbe: rimarrebbero i nostri malati, le “scorie” e l’inquinamento indiretto dettato dai troppi anni di proroghe, lassismo ed irresponsabilità. Il tutto verrebbe solo spostato in un’ altra zona dove si creeranno nuovi malati e nuovo inquinamento. Questo mi fa riflettere: siamo davvero, noi tutti, così irresponsabili da dire “Ok, togliete il problema e portatelo lontano da casa mia”? So che tutti voi siete avviliti, inquietati, corrosi dalla rabbia di una politica che non vi ascolta e di un privato che sta speculando su ognuno di noi; eppure, oltre alle proteste, poche sono le persone che hanno deciso di fare un passo in più: guardare nella propria abitazione e chiedersi “quanto inquina la mia famiglia?” Guardo le donne fare la spesa al supermercato: tanti surgelati, tante merendine, tanti cibi in busta o in scatola, carne confezionata e mille prodotti per la pulizia e l’igiene. Molte delle confezioni sono riciclabili, ma… Esistono molti negozi che offrono prodotti alla spina, dai detersivi alla pasta e ai legumi, che evitano il consumo di confezioni di plastica e polistirolo. Inoltre carne e pesce si possono comprare non confezionati, direttamente al bancone o, meglio ancora, al mercato. Così la nostra famiglia, sul mangiare e

sulla pulizia, produrrebbe principalmente umido. Una maggiore attenzione alle confezioni dei prodotti da parte dell’acquirente porterebbe le aziende ad optare per soluzioni ecologiche al 100%, come è già successo per le buste di plastica, scomparse da diversi mesi. Potrei fare una lunga lista di scelte ecologiche, ma voglio partire da due semplici comportamenti che tutte le famiglie possono provare a mettere in atto: merende ed acqua in bottiglie di plastica. Le merendine, oltre ad essere molto deleterie per la salute di ognuno di noi producono molti scarti non organici. Una semplice e sana torta alla yogurt può essere preparata in quaranta minuti oppure, per chi affermerà di non avere tempo per cucinare, si può cominciare a pensare ad alimenti alternativi con i quali fare il classico “spuntino”: prugne secche, frutta secca (che si può comprare anche sfusa), un uovo sodo, frutta.. Tutto cibo ad impatto zero! Discorso bottiglie: l’acqua di Roma, fornita dai tanto cari nasoni, è buonissima e se vi armaste di bottiglie in vetro risulterebbe ancora più buona e fresca: basta perderci un po’ di tempo. Le scelte di consumo le facciamo noi. Non si può cambiare il mondo partendo dai grandi ideali, ma possiamo provarci partendo da noi stessi e dalle nostre scelte: la discarica è un problema che da anni affligge i nostri quartieri, un grosso macigno che ci portiamo sulle spalle. Ognuno di noi dovrebbe trovare la forza di romperlo, con un piccolo piccone, partendo dalla propria responsabilità personale, dalla propria casa, dal proprio nucleo. Ridurre la produzione di “non organico” porterà ad un miglioramento della qualità della vita a livello personale, sociale, fisico e mentale, tanto da farvi riscoprire vecchi valori persi: come la felicità di fare una torta con tutta la famiglia. Silvia Grillo


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Roma Notizie: Municipio XVI

Distributore di benzina: il Municipio XVI comunica la decadenza dei permessi

L’area verde compresa tra via San Giovanni Eudes e via Antamoro, dopo tante peripezie, sembra essere in salvo La nostra attenzione rimane alta sulla vicenda dell’area verde tra via degli Antamoro e via S. Giovanni Eudes (zona Pisana). Poco più di un ettaro destinato da Piano Regolatore a verde pubblico e a servizi per il quartiere (giova ricordare che la proprietà dell’area è di due soggetti distinti e da anni il Comune sta tentando di acquisirla). La destinazione di questa zona, un’oasi per chi abita nelle vicinanze dato che non ci sono altri spazi fruibili, era stata attaccata dalla possibilità di costruire una pompa di benzina. Tra l’altro il proprietario si era dotato di tutte le autorizzazioni (l’ultima la Determinazione Dirigenziale n. 918 del 30 marzo 2011). Ma come è possibile costruire una pompa di benzina in un’area destinata a servizi per il quartiere? Subito si sono messi in moto i cittadini e il Comitato Pisana XVI Municipio. Sono stati organizzati due presidii a cui hanno partecipato l’on. Athos De Luca e il Presidente del Municipio XVI Bellini. Quest’ultimo già aveva fatto una lettera molto dura in cui chiedeva al dipartimento di revocare la D.D. 918. Dopodiché il giudice del Tribunale di Roma aveva imposto una misura preventiva molto

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grave: il sequestro momentaneo dell’area. Ma veniamo agli accadimenti più recenti. Il sequestro, poche settimane fa, è stato revocato dal giudice su richiesta del privato. Quindi i cittadini devono ora temere che i lavori comincino? In realtà, come tutti sanno, quando l’amministrazione dà un’autorizzazione, ci sono dei tempi limite per poter cominciare l’opera, scaduti i quali il permesso decade. Ed infatti il Municipio ha formalizzato un atto in cui si comunica al privato che il permesso (concesso dal Comune) è scaduto perché, seppure non c’erano irregolarità formali, i termini erano ormai decorsi. A questo punto due sono le strade che ha di fronte il privato: o fare ricorso al Tar per l’atto del Municipio XVI che gli formalizza la decadenza dei permessi, oppure ricominciare tutto il (lunghissimo) iter per riottenerli. Diciamo che i cittadini sembrano aver ottenuto un buon successo. Importante l’impegno del Comitato Pisana e l’unione creatasi sul tema, nonché la disponibilità dell’Assessore Baldetti del Municipio e di tutto l’Ufficio Tecnico. Ma noi resteremo comunque vigili finchè non vedremo l’area aperta al pubblico e destinata a servizi per il quartiere. Elio Tomassetti

Viabilità e mobilità Bravetta-Pisana: parte la raccolta firme Come ha dichiarato Salvatore Biondo, Presidente dell’ass. “Mario Di Carlo-ACD”, la vera urgenza del quartiere Pisana Bravetta è la viabilità: i cittadini stanno morendo di smog. Via di Bravetta e via della Pisana sono due strade di competenza del Comune, che ad oggi non ha messo in atto nessun intervento per migliorare una situazione sempre più grave date anche le future costruzioni che

ci saranno nel quadrante (Residence Roma, Print Pisana-Estensi).

Allora i comitati e le associazioni di zona, su iniziativa dell’ACD, hanno deciso di fare da sé: partirà ad ottobre una raccolta firme che contiene una serie di proposte a costo “zero” o quasi: spostamento del bus H da Capasso a via della Pisana, con conseguente riduzione del bus 808 sempre da Capasso a Pisana; senso unico Bravetta-Silvestri-Camillo Serafini che permetterebbe anche di aumentare il numero dei posti auto; breve deviazione del bus 892 in modo da servire il quartiere Largo Quaroni (senza aumentarne il chilometraggio); ripristino del tragitto ordinario del 98 fino a San Pietro durante i giorni festivi. Queste linee guida si sposeranno con le proposte che i cittadini faranno in corso d’opera. Elio Tomassetti


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Ottobre 2012

Tg e stampa: il ritratto è buono, ma il soggetto… Scopriamo come la BBC giudica i nostri media

Botticelli e Leonardo, Verdi e Puccini, Fellini e poi Venezia, Firenze e Roma. Guardando l’Italia dall’estero gli elogi si sprecano quando si parla di arte e cultura, e nessuno oserebbe dire che non sono meritati. Meno buona la politica, anche questo si sa, ed è un giudizio meritato. E il nostro sistema dell’informazione? Dal ritratto dell’Italia firmato BBC, ecco integralmente la sezione dedicata ai Media: “L’impero Mediaset di Mr. Berlusconi gestisce le principali emittenti televisivi italiane, e quelle pubbliche (Rai) sono tradizionalmente soggette a influenze politiche, cosicché quando Berlusconi era primo ministro era in grado di esercitare uno stretto controllo sulle trasmissioni sia pubbliche sia private.

Sommate, Rai e Mediaset dominano il mercato televisivo e sono un potente strumento politico, soprattutto considerando che l’80% della popolazione si affida alla televisione per l’informazione quotidiana – è la più alta percentuale in Europa. Sky Italia della News Corporation detiene quasi il monopolio della tv a pagamento”. Quanto alla stampa, “la maggior parte dei quotidiani sono in mano a privati, spesso legati a un partito politico o gestiti da grossi gruppi editoriali. Il numero dei lettori è basso se comparato ad altre nazioni europee”. Poche pennellate ma quelle giuste, che ritraggono il nostro sistema mediatico in tutta la sua…bellezza. Giorgio Zussini

«Dare notizie corrette è molto più importante che darle per primi»: il modello giornalistico BBC

I canali televisivi dell’emittente pubblica britannica - la BBC – hanno fatto e continuano a fare scuola nel mondo: non per il palinsesto (agli inglesi piacciono i programmi di cucina e case da ristrutturare, anche più di quanto piacciano a noi italiani) ma per quel modo impeccabile di fare giornalismo e gestire l’informazione invidiato da ogni nazione che sia minimamente autocritica. “Dare notizie corrette è molto più importante che darle per primi”, dicono come uno slogan, soprattutto in quest’epoca di tecnologia e velocità che accorcia le distanze e i tempi con cui viaggiano le notizie, ma anche quelli per verificarle. Quante foto del cadavere di Bin Laden abbiamo visto apparire e diffondersi come un’epidemia, per poi sentirci dire che si trattava di una bufala? In rete chiunque può pubblicare (e pubblicizzare) qualsiasi cosa. Per questo la BBC dal 2005 dispone di un comitato di controllo dell’informazione (HUB) composto da venti smaliziati

giornalisti incaricati di verificare l’attendibilità di documenti fotografici, video e testimonianze che vengono inviati alla redazione o “scovati” sul web, con qualche ausilio tecnologico ma soprattutto con grande intuito. Quel che ne deriva è un servizio d’informazione eccellente, in cui trova il dovuto spazio anche la testimonianza diretta; solo per fare un esempio, quella mattina del 17 luglio 2005 in cui dei kamikaze carichi di esplosivo si fecero esplodere nella metropolitana di Londra – oltre cinquanta i morti – nell’arco di sei ore giunsero in redazione mille foto, venti video amatoriali, 4mila sms e 20mila mail. Segno di fiducia da parte dei cittadini, quelli britannici come quelli che da ogni parte del mondo affidano ogni giorno alla BBC la propria testimonianza, fiduciosi che quel che è vero non sarà negato in nome di nessuna forza né politica né d’altro tipo. Giorgio Zussini


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Tre reti Rai: una vera esigenza o un residuo di archeologia lottizzatoria? di Alessandro Ranieri

Un compito veramente difficile quello dei nuovi vertici RAI, uno dei compiti della presidente Tarantola e del direttore Gubitosi è quello di attuare nell’azienda pubblica quella spending review che il governo Monti ha imposto a tutto il Paese, e ridurre i tanti megastipendi, a partire dai loro, gli sprechi e le tante inefficienze. Non ci sono soltanto gli stipendi d’oro ad appesantire il bilancio RAI, ma anche tanti anacronismi, come istituti contrattuali che dispongono indennità legate non si sa bene a quali prestazioni, un esercito di giornalisti e di impiegati, e soprattutto l’arcaica suddivisione lottizzatoria in 3 reti, nata per fornire ai principali partiti di governo e di opposizione l’appoggio di una rete televisiva. Siamo negli anni ’70 e questi partiti si chiamano DC, PSI, PCI, proprio quelli cantati da Rino Gaetano nella sua Nuntereggaepiù, sono passati oltre 30 anni e le reti sono sempre lì, e i costi, anzi, sono aumentati, a seguito dell’aumento del personale via via assunto, in alcuni casi “piazzato” con la stessa logica spartitoria. Per fare un esempio della gestione della RAI basta pensare alla trasferta di Monti in Asia, seguito da una dozzina di giornalisti, con spese per viaggi aerei, alberghi, nel nome dell’autonomia delle testate: il risultato è che i costi si moltiplicano, e pure senza l’autonomia, dato che i telegiornali spesso sono uno la fotocopia dell’altro, e oltre ai giornali-

sti si moltiplicano pure le troupe per le riprese, solo per questa trasferta è stato ipotizzato un costo di circa 100.000 euro. Per capire l’entità del fenomeno, dell’ordine delle centinaia di milioni l’anno, basta pensare ad alcune cifre, e al confronto con i corrispondenti organici di Mediaset: a fronte di un numero di dirigenti pressoché uguale, circa 350, la RAI impiega circa 2000 giornalisti, oltre 8000 impiegati, quasi 1400 quadri, oltre 1200 operai, più di 100 orchestrali, Mediaset meno di 400 giornalisti, 800 quadri, 3500 impiegati, quasi nessun operaio; insomma i dipendenti RAI sono oltre il doppio, è evidente che siamo in presenza di un’anomalia, tutta italiana, tutta partitocratica.

Effetto serra o effetto mediatico?

È davvero l’uomo la causa del surriscaldamento globale?

Giornali e televisione prospettano continuamente lo scenario apocalittico che conseguirebbe al progressivo innalzarsi delle temperature, il cosiddetto effetto serra: lo scioglimento dei ghiacciai porterebbe a un innalzamento del livello del mare e dunque all’inondazione di molte regioni, alla desertificazione di altre e alla proliferazione di insetti potenzialmente portatori di malattie infettive. Ma cosa c’entra l’uomo in tutto questo? L’unica versione diffusa è quella che imputa ogni responsabilità all’uomo, colpevole di produrre in eccesso gas naturali, come l’anidride carbonica e il metano, o artificiali (fluorocarburi), ancora più dannosi. Che queste immissioni siano dannose per l’ambiente è indubbio; che siano la causa del surriscaldamento globale è invece da dimostrare, per varie ragioni: primo, i dati sull’innalzamento delle temperature sono inattendibili e parziali: la maggior parte dei rilevatori si trovano in aree densamente abitate e non coprono adeguatamente la superficie oceanica – che è il 70% di quella totale – falsando così la media; secondo, gli aumenti previsti non corrispondono a quelli effettivamente registrati, e questi

ultimi non coincidono con i tempi dell’industrializzazione; terzo, nel corso degli ultimi sei millenni si sono registrate variazioni molto più rilevanti, che fanno pensare ad un fatto normale. Le allarmanti notizie con cui ci inondano i media sono spesso accompagnate da grafici che prendono in considerazione gli ultimi cinquant’anni quando va bene, a volte anche meno. Da qui il grande equivoco di pensare il cambiamento climatico sul breve periodo e non su scala geologica, forse per quel senso di onnipotenza proprio dell’essere umano che arriva a farci sentire determinanti anche in fenomeni decisamente al di là della nostra portata. Fatte queste considerazioni, rimane assolutamente necessario evitare ogni atteggiamento potenzialmente dannoso per l’ambiente, un organismo così complesso che non possiamo in nessun modo prevederne le risposte. Causa o no del surriscaldamento globale, la produzione (o sovrapproduzione) di questi gas è estranea ai cicli della natura e alla fine potrà danneggiarci: la loro emissione va controllata in via preventiva. Il clamore destato dagli allarmismi mediatici non è che una delle dimostrazioni di quanto l’uomo sia incapace di stabilire un rapporto autentico ed equilibrato con l’ambiente. Giorgio Zussini


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Le web-tv: il mondo come villaggio globale di Viviana Vannucci

La nuova frontiera della comunicazione che ci permette di non essere solo spettatori ma di diventare attori A differenza dell’USA dove la grande pluralità degli Stati viene unificata da un’unica lingua, da un unico sistema amministrativo, da un’unica moneta e da un’unica serie di reti televisive egualmente fruibili da tutti i cittadini statunitensi, in Europa non si è ancora raggiunto un traguardo del genere. Nonostante l’Euro, la bandiera a dodici stelle, il Consiglio Parlamentare di Bruxelles, l’Unione Europea è ancora lontana dall’affermare una propria identità culturale. Questo fenomeno è dovuto non soltanto alle grandi differenze linguistiche, politiche ed economiche dei nostri stati, ma anche all’assenza di un pubblico servizio televisivo in grado di fornire una comune fruibilità a ciascun paese europeo. Tuttavia una soluzione a questo problema può essere individuata nelle web-tv, una nuova “piattaforma mediatica” visibile unicamente attraverso Internet con il vantaggio di poter usufruire di una interconnessione estesa a tutto il globo, senza limiti dovuti a fattori geografici, al numero di canali o alle concessioni governative. Un mondo, quello delle web-television, dove i mezzi preponderanti sono il personal computer e l’interattività, attraverso i quali si possono creare comunità virtuali, palinsesti personalizzati, eliminare i tempi morti, riprodurre il contributo audiovisivo desiderato senza confini. Si tratta di un sistema mediatico nuovo, adottato anche dalla pubblica amministrazione italiana nel trasmettere in diretta tutti i lavori della Camera e del Senato con la possibi-

lità di “democratizzare” gli accessi, prima solo appannaggio della Stampa Parlamentare. Il futuro dell’informazione risiede dunque nelle reti di Internet? Si potrebbe rispondere positivamente a questa domanda se ci fosse già in atto un monitoraggio permanente delle web-tv pubbliche, ma almeno in Europa questo fenomeno è ancora un’utopia. La mancanza di una diffusione capillare e costante di questa tecnologia, ad oggi relegata ad utilizzi sporadici, è probabilmente dovuta al rapporto che ormai da generazioni abbiamo instaurato con il vecchio telecomando, unico mezzo necessario per interagire con l’apparecchio televisivo rispetto al quale chi guarda rimane confinato allo stagnante ruolo di spettatore. Se invece si fosse sviluppato un uso adeguato delle web-tv non solo ci sarebbe una maggiore interagibilità tra il fruitore e il televisore, nel senso che lo spettatore può diventare anche utente di programmi da lui inventati e trasmessi, ma ci sarebbe anche un passo avanti verso la modernità della comunicazione. Un sistema mediatico, cioè, capace di trasformare il mondo in un “villaggio globale” in cui qualunque spettatore può diventare anche “attore”.


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Caso Sallusti: dura lex sed lex...

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di Elio Tomassetti

Inutile ripercorrere lo scalpore suscitato dalla sentenza della Cassazione che conferma la pena di 14 mesi di reclusione per il direttore de “Il Giornale” Sallusti. Ripercorriamo brevemente il fatto, perché forse non tutti ne sono a conoscenza fino in fondo. Nel febbraio del 2007 una ragazzina di 13 anni si trova in stato di gravidanza. I genitori sono separati, e se la madre è favorevole all’aborto, la ragazzina prova profonda vergogna nel rivolgersi al padre. Mancando il consenso di quest’ultimo, come da prassi legislativa viene chiesto l’intervento del giudice tutelare. Quest’ultimo, nel pieno rispetto delle norme di legge, permette l’aborto (ATTENZIONE: non lo ordina, concede semplicemente il consenso dando libertà di scelta ai diretti interessati). Il 18 febbraio 2007 su “Libero” (allora diretto da Sallusti) esce un articolo a firma di Dreyfus, pseudonimo del parlamentare PDL Renato Farina, i cui contenuti stranamente non vengono riportati mai in pieno in questi giorni di marasma. Il titolo già in sé contiene imprecisioni: “Il giudice ordina l’aborto” (falso, in quanto quello del giudice è stato solo un permesso). Ancora, l’articolo va avanti dicendo che la ragazzina fu obbligata a perdere il bimbo per una macabra alleanza di madre, giudice e padre. Ricordiamo che la ragazzina era la prima a voler abortire, e che il padre era totalmente ignaro della vicenda.

giusta reputazione nella società?). La gogna mediatica moderna lascia ferite non meno profonde dell’antica pubblica gogna. E se in quel momento fa “audience” attaccare una singola persona, a riflettori spenti pochi si preoccuperanno di riabilitarla.

Nel caso di specie la legge è stata applicata alla lettera: dura lex sed lex dicevano i latini.

Di qui possiamo fare altre riflessioni: è forse troppo dura la pena per il reato di diffamazione? Non sarebbe forse il caso di prevedere semplicemente una possibilità di rettifica e di pubbliche scuse di chi fa il pezzo?

Insomma, quel pezzo conteneva una serie di imprecisioni tracciando un quadro inquietante del magistrato Giuseppe Cocilovo. A questo punto possiamo presentare le nostre opinioni: la diffamazione è un reato previsto dall’art. 595 del nostro Codice Penale, il quale contiene un terzo comma che recita così: “se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario […] le pene sono aumentate.”

Su questo si può discutere, ma le dichiarazioni dei parlamentari, del Ministro Severino e dello stesso Presidente Napolitano che gridano allo scandalo mi fanno riflettere: non potevano pensare prima a cambiare la legge? Di cosa si deve occupare se non di queste cose un Ministro della Giustizia o un deputato? È un uso tutto italiano preoccuparsi delle soluzioni a danni già avvenuti.

Proprio nei nostri giorni, nella società di internet e delle notizie flash, ci rendiamo conto di quanto sia devastante l’etichetta che i giornali assegnano a persone semplicemente indagate e mai condannate (chi restituirà loro la

Nel piccolo noi di Nea Polis seguiamo questa prassi: massima attenzione alle notizie, massima collaborazione e, soprattutto, prima di pubblicare qualcosa almeno due o tre persone diverse devono prenderne conoscenza. Lo facciamo noi nel nostro piccolo, lo potranno fare con maggiore precisione i quotidiani che vantano decine di dipendenti.

Possiamo criticare un sistema particolarmente duro per un reato contro il bene giuridico dell’onore come è la diffamazione, per il quale le pene sono state addirittura inasprite nel 1948 rispetto a come erano durante il Fascismo, però la legge lascia poco spazio alle interpretazioni. Sicuramente l’art. 595 va coordinato con il diritto di cronaca e la libertà di stampa (art. 21 della Costituzione). Ma questo diritto di cui tanto si stanno riempiendo la bocca improvvisati giuristi, non prevede la possibilità di mettere in giro notizie oggettivamente false e di ledere l’onore di un dipendente dello Stato che non fa altro che fare il suo lavoro.

Vergognoso l’atteggiamento di Farina, autore dell’articolo, che ha svelato la sua identità solo a condanna comminata. Ma anche un direttore deve pagare: è lui che dirige, è lui che ha onori ed òneri ed è lui che deve avere sempre uno scrupolo in più degli altri. «Se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice.» Questo scriveva Dreyfus su “Libero”: può un direttore ammettere sulle sue pagine una cosa simile?


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Sensazionalismo meteorologico: come nascono i nomi dei fenomeni climatici di Daniele Palone Dopo un’estate di ondate di caldo ciascuna soprannominata in modo fantasioso, ci attendono un autunno ed un inverno durante i quali ogni scroscio di pioggia avrà il suo nomignolo allegorico. Questa consuetudine che impazza da mesi in TV viene bollata da molti utenti sul web come sensazionalismo giornalistico e televisivo, TV spazzatura etc… Ecco in sintesi l’opinione degli internauti In questi giorni emozionanti per alcuni, deludenti per altri, abbiamo visto, letto e sentito di tutto: tg e carta stampata annunciano l’arrivo del SUPER CALDO, del SAHARA, dell’afa, dell’armageddon e dalla Terra spazzata da gas incandescenti. Molti telegiornali, e relativi notiziari meteo sono improntati al sensazionalismo ed allo scoop. Così inventano fenomeni atmosferici titanici e li allegorizzano: Scipione, Caronte, Minosse, Virgilio… Questo approccio prescientifico a una disciplina che rientra tra le Scienze dell’Atmosfera viene definito da molti meteo da avanspettacolo. E’ fin troppo evidente che si voglia far notizia. Questo giornalismo sensazionalistico estrae dal fatto, dalla notizia, la sua carica emotiva e provocatoria e la esalta. La tensione, la suspence e l’attenzione dello spettatore vengono continuamente rintuzzate delle breaking news e degli aggiornamenti continui, i cosiddetti running updates. Così i nostri meteorologi si sono immedesimati nel ruolo di Weather Man, in pieno stile Americano. Negli ultimi anni, tutte le ondate e le presunte ondate di caldo vengono considerate eccezionali, le piogge torrenziali, i diluvi universali. Gli aggettivi che vengono utilizzati dai giornalisti per descrivere o commentare un'ondata di caldo sono sempre tali da far pensare che sia la prima volta nella storia che si verifichi una situazione meteorologica di quel tipo: sui quotidiani si legge sempre “eccezionale ondata di caldo” mentre in TV si vedono immagini di repertorio con gente che si sventaglia, o che boccheggia commentate con frasi tipo “non si ricordano a memoria d’uomo simili temperature” oppure “è la calura più intensa degli ultimi 50 anni”. E ogni fenomeno è più severo di quello che l’ha preceduto. Così per un vezzo il meteorologo prende a denominare l'Anticiclone Africano, da sempre noto con questo nome, con nomi assurdi ogni volta che torna a stazionare sullo Stivale con il solo scopo di fare sensazionalismo mediatico; il leggendario Anticiclone delle Azzorre assume il nome di "Vir-

gilio" solamente per fare audience mediatico. L’allarmismo (allerta meteo, emergenza piene, valanghe, frane e smottamenti anche laddove non ve n’è oggettivamente segnale alcuno) se da un lato fa ascolti, a detta degli internauti sta svilendo e ridicolizzando la meteorologia stessa a fronte di tanti addetti, con referenze curricolari che li qualificano come conoscitori di fenomeni atmosferici, i quali fanno proiezioni in modo serio sul web.

Sempre sul web il ‘papà’ dei nomignoli difende la propria creatura

L'idea di affibbiare nomignoli per i fenomeni atmosferici nasce a fine Ottocento. Il primo a farne uso è il climatologo australiano Clement Wragge, che comincia ad assegnare alle aree di alta pressione i nomi dei suoi amici e alle tempeste tropicali i nomi dei politici più odiosi. Un vezzo condiviso perfino dagli impeccabili meteorologi della Marina Americana che durante la seconda guerra mondiale prendono l'abitudine di dedicare a mogli e a fidanzate un ciclone distruttivo. Fino a quel momento, però, i nomi dei cicloni continuano ad essere scelti per lo più a caso o seguendo solo un criterio alfabetico (Able, Baker, Charlie). Dal 1953 il Servizio meteorologico nazionale degli Stati Uniti decide che le tempeste sono rosa. Solo nomi femminili per uragani e cicloni. In Italia l'inventore del tormentone dei nomi classici per le nuove ondate di caldo è il sito ilmeteo.it il cui direttore, Antonio Sanò spiega: «Abbiamo ripreso la vecchia abitudine dei nomignoli, dandogli però tutt'altro carattere . I nostri appellativi sono simpatici, facili da ricordare, legati alla nostra cultura e scelti a furor di popolo. Per battezzare il caldo dell'estate abbiamo lanciato dei sondaggi nella nostra pagina Facebook e sul sito. Le proposte sono nostre, ma anche degli utenti del forum. Così, Scipione, Caronte e Minosse sono nati con voto democratico».


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Tecnologie di ieri e di oggi: la storia della comunicazione

Oggi siamo, sicuramente, in una situazione che non ha precedenti nella storia: per l’abbondanza degli strumenti di comunicazione disponibili, per un’ampiezza di diffusione che, almeno in parte, è accessibile dalla quasi totalità della popolazione. Eppure l’unico modo per capire come siamo arrivati sin qui è proprio un piccolo tuffo nella storia della comunicazione. La facoltà di comunicare è stata determinante per l'evoluzione dell’uomo. Per questo la ricerca di mezzi e tecnologie, adatte per gestire e controllare l'informazione, ha caratterizzato la storia di ogni civiltà. La prima tecnologia della comunicazione che l'umanità ha sviluppato, e senza dubbio la più importante, è la scrittura. La sua comparsa nella storia dell'uomo sembra risalire alla metà del quarto millennio a. C., nella zona della Mesopotamia, abitata all'epoca dai Sumeri. All’inizio si trattava, più che altro, di strutture ideografiche in cui idee e concetti erano espressi attraverso dei simboli, ma pian piano sono state create le prime parole. Le conseguenze della scrittura sono state enormi e hanno trasformato la mente umana più di qualsiasi altra invenzione; è stato allora che l’uomo ha cominciato a sviluppare le prime forme di ragionamento e di civilizzazione. Il secondo grande passaggio storico nella storia della comunicazione è stato l'invenzione della stampa da parte di Gutenberg alla metà del 1400, grazie al quale sono nati i testi e la diffusione di questi non più solo ad una cerchia ristretta di specialisti, ma al pubblico, anche se per i primi giornali che segneranno la nascita del-

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l’opinione pubblica, bisognerà aspettare il diciottesimo secolo. A partire dall'Ottocento la storia dei mezzi di comunicazione si è legata in modo definitivo allo sviluppo tecnologico ed industriale, subendo una accelerazione impressionante. Due le grandi innovazioni portate dal secolo scorso: la nascita dei primi sistemi di comunicazione a distanza (radio, telefono..), lo sviluppo delle prime tecnologie dell'immagine (cinema, animazione, fotografia). Da allora il modo di comunicare è cambiato definitivamente e il passo dai mass media a internet, con tutte le sue opportunità, è stato brevissimo. C’è chi sottolinea i miglioramenti apportati da queste nuove reti di comunicazione e chi rimpiange carta e calamaio. Si può discutere all’infinito su quanto la “sovrabbondanza” di informazione e comunicazione disponibile abbia aumentato o diminuito la nostra capacità di informarci e di comunicare; la risposta più semplice probabilmente è che al di la del passato o del futuro l’importante è la volontà di comunicare, saper ascoltare, saper distinguere e cercare le informazioni più interessanti tanto del presente quanto dal passato.

Roberto J. Garcia Psicologo, Psicoterapeuta e mediatore familiare ADULTI, COPPIA, FAMIGLIA, CONSULENZE CLINICHE E SUPERVISIONI PROFESSIONALI ROMA-SULMONA-PESCARA

Viale Angelico 279 – 00195 Roma Cell. 3393265355 / e-mail: garcia.r@libero.it


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Rete 4: oltre i confini della legalità

Europa7, derubata delle frequenze da Rete4, subisce da anni le conseguenze di una democrazia malata

Se esistesse un premio per la creatività verrebbe sicuramente vinto da chi ha permesso a Rete4, uno dei tre canali Mediaset, di continuare a trasmettere indisturbata.

Il cammino della rete non è molto lungo (è un canale relativamente giovane, nato nel 1982) ma segnato da processi, ricorsi e sentenze che la vedono contrapposta alla praticamente sconosciuta Europa7. La storia inizia nel 1994 quando la Consulta ritiene che Berlusconi, in contrapposizione al principio del pluralismo dell’informazione, è proprietario di una rete di troppo, Rete4 appunto, che da quel momento avrebbe dovuto trasmettere via cavo. Il primo favore arriva da Prodi con la legge Maccanico (1997) che fissava il limite di due canali per ogni proprietario privato ma dimenticava di specificare la data in cui Rete4 sarebbe dovuta essere trasferita sul satellite.

A questo punto doveva intervenire l’AGCOM (il garante per le comunicazioni) che accertatosi del “congruo sviluppo delle trasmissioni satellitari” avrebbe dato il via all’operazione del trasferimento di Rete4. Cosa che non accadrà mai, visto l’accondiscendenza di un’autorità garante controllata totalmente dai partiti. Nel 1999 vengono rilasciate le concessioni per le trasmissioni televisive nazionali. È l’occasione che Di Stefano, proprietario dell’emittente locale Europa Sette aspetta da una vita. Riesce ad ottenere la concessione posizionandosi davanti Rete4 che quindi è teoricamente esclusa. Ma il sogno di Di Stefano si trasforma presto in incubo. Per qualche ragione all’assegnazione delle concessioni non seguì quella delle frequenze, il che equivale ad un assurdo: è come se si autorizzasse a stampare un quotidiano senza dare l’autorizzazione a farlo uscire nelle edicole. Di tutte le reti che partecipano alla gara solo Europa7 non ha le frequenze. A questo punto Di Stefano presenta diversi reclami all’Agcom e alle istituzioni chiedendo di ottenere le frequenze della rete clandestina del Biscione, ma

di Valerio Pelliccia

rimangono tutti inascoltati. I telegiornali di Emilio Fede e le orribili soap sud – americane, fiore all’occhiello di Rete4, proseguono indisturbate. Nel 2001 la Corte costituzionale si pronuncia di nuovo in merito alla questione bocciando senza appello la legge Maccanico e stabilendo una data precisa, non più prorogabile come era stato fino a quel momento, entro la quale Rete4 dovrà spostarsi sul satellite: 31 dicembre 2003. Nel 2002 la Commissione Europea apre un’indagine per fare luce sulla vicenda. A salvare “sua emittenza” Berlusconi e l’impero televisivo, appena sette giorni prima della scadenza, ci pensa il prode Gasparri che, con una creatività inaspettata e sull’onda della “rivoluzione del digitale”, decide che solo chi trasmette già in analogico può attivare un canale in digitale. È su questa parola “digitale” che si gioca la rovina di Di Stefano e la fortuna del Cavaliere. Inoltre, sempre grazie alla legge Gasparri il Piano di Assegnazione delle Frequenze (che il proprietario di Europa7 aspettava dal 99’) viene soppresso. La rivincita arriva dalla Commissione e dalla Corte di Giustizia Europea che nel 2007 condannano senza appello la legge Gasparri, colpevole di aver discriminato le emittenti emergenti e il regime transitorio che ha permesso a Rete4 di continuare a trasmettere illegalmente. Nel 2009 il Consiglio di Stato sentenzia un risarcimento di un milione di euro a favore dell’emittente televisiva danneggiata e lo stesso fa la Corte Europea dei diritti dell’uomo nel Giugno 2011 con altri 10 milioni. Questa la sintesi di una vicenda che ha dell’incredibile. “Ho combattuto per anni contro un muro di gomma” è stata la dichiarazione del proprietario di Europa7. C’è da crederci. La sua colpa è stata quella di aver provato a far breccia nel duopolio Rai – Mediaset. Come nelle più tipiche storie all’italiana ha trovato di fronte a sé gli infiniti grovigli della burocrazia, la vaghezza delle leggi, l’indifferenza dei media, i miliardari interessi di una parte politica e del suo capo e l’inetta complicità dell’opposizione.


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Bilanci Rai: il risanamento è appena avviato di Alessandro Ranieri

Da un primo, sommario esame dei bilanci consuntivi della RAI del 2011 emerge il quadro di un grande gruppo, che svolge un ruolo primario non solo sul mercato televisivo (analogico ove ancora presente, digitale terrestre, satellite), ma anche su quello radiofonico, Internet, nuovi media, editoria, e che si avvale anche di aziende nel campo commerciale e della raccolta pubblicitaria. I numeri, sia per quanto riguarda RAI S.p.a., sia per quanto riguarda il consolidato, lasciano emergere un certo miglioramento rispetto al 2010, dato che l’azienda è in utile di 39 milioni circa, a fronte di perdite rilevate nel 2010 per circa 128 milioni di euro, anche se il gruppo ha conseguito un utile consolidato di soli 4 milioni, a causa di perdite in altri settori. Dallo stato patrimoniale si evince una diminuzione delle immobilizzazioni immateriali e un aumento di quelle materiali, il che non appare propriamente un buon segno in un’azienda che produce know-how e frutti dell’intelligenza e della creatività umana, e non è una società immobiliare, i 50 milioni in più di immobilizzazioni materiali non sono certo dovuti a rivalutazioni, ma probabilmente a nuovi acquisti di immobili, che infatti passano da 130 milioni a 176 milioni, anche se gli ammortamenti diminuiscono. Per quanto riguarda l’attivo circolante, le rimanenze aumentano del 40%, anche se in valore assoluto il loro ammontare rimane contenuto, per un’azienda di queste dimensioni (si tratta di cifre quasi da just in time, che però è proprio delle aziende industriali), anche i crediti aumentano, ma ciò potrebbe significare tanto un incremento dell’attività, quanto una maggiore difficoltà a ri-

scuoterli, o magari tutte e due le cose. In conseguenza di queste variazioni l’attivo totale aumenta di quasi 290 milioni, quasi il 15% in più dello scorso anno, sul fronte delle passività si ha un incremento dei debiti e del patrimonio netto, a seguito del conseguimento di un utile di 39 milioni anziché perdite per 128 come l’anno precedente. L’aspetto economico, illustrato dal conto economico evidenzia una riduzione dei costi per beni e servizi, ma un aumento di quelli per il personale, e infatti, dalla relazione al bilancio si evince l’assunzione di 55 ulteriori unità, che portano l’organico a 11.410 dipendenti, dalla relazione emerge anche una certa incertezza nella raccolta pubblicitaria, dove l’azienda non sembra sfondare, tra passi indietro (-13% nel 2009), mezzi passi avanti (+ 4% nel 2010) subito seguiti da ulteriori mezzi passi indietro (4% nel 2011). I costi complessivi, comunque, risultano ridotti di circa 150 milioni, anche prima dell’attuale cambio dei vertici, ciò ha causato il ritorno dell’azienda all’utile e lascia ben sperare per l’ulteriore opera di risanamento che certo sarà portata avanti dai nuovi vertici.

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Focus: Mass Media

Controllo dell’informazione:

siamo davvero così deboli ed influenzabili?

Pubblica utilità ed etica dovrebbero essere i semplici capisaldi dell’informazione, fatta di una “descrizione dei fatti”, siano essi avvenimenti importanti quanto ‘leggeri’. L’informazione al nostro tempo, invece, è sempre più indirizzata verso due canali, quello commerciale e quello del controllo sociale, che spesso si confondono anche tra di loro. La politica è ovviamente parte di ogni testata giornalistica, minando l’imparzialità delle informazioni e virando pericolosamente verso la soggettività, fino ad arrivare alla faziosità. Non a caso la televisione di Stato dovrebbe nascere in ogni nazione per una diffusione delle informazioni di interesse collettivo, con la decenza di descrivere i fatti senza influenzare le persone. La famosa ‘opinione pubblica’ è oggi in mano ai media, che possono incanalare i pensieri delle persone in maniera assai facile. Siamo davvero così deboli ed influenzabili? Uno Stato (o un Governo) può controllare l’informazione, senza farci conoscere la realtà delle notizie? Sì, è davvero così. La ‘televisione’ ci dice cosa è importante sapere, ci distrae dalle tasse con la finale di calcio, sposta la nostra attenzione dal prezzo della benzina alla Costa Concordia, decide quando omaggiare un politico o quando considerarlo un ladro. Ed infine ti dice quando rilassarti: “dai, sei stressato ed il mondo è pieno di problemi, c’è stato il terremoto ma ora basta, è una notizia vecchia, beccati un po’

Lorenzo Sigillò, sociologo membro ANS

di tette e sederi”…. Non stiamo bacchettando affinché non debbano apparire trasmissioni di spettacolo leggero, perché l’individuo sociale ha il diritto allo svago e ha necessità dello stesso (anche se potrebbe essere più intelligente)…ma non siamo a 50 anni fa, dove la notizia esisteva solo se veniva scritta sui giornali o era vera quando “lo hanno detto in televisione”, oggi siamo liberi di capire! Le nostre armi sono in mano alla nuova generazione, alla croce e delizia di Internet, che è stato nell’ultimo decennio una rivoluzione in questo senso. Basti pensare che è nata un’altra problematica, la sovra-informazione, il problema di imparare a scegliere le notizie di cui fornirsi. Senza valutare la bontà o meno del progetto, l’ascesa di Beppe Grillo, ad esempio, è emblematica di quanto si possa realizzare con un’informazione senza bavaglio. Non a caso, alcuni Stati a regime dittatoriale vietano buona parte degli accessi ad internet, ai social netwtork e quant’altro possa immettere nella società, idee diverse da quello che lo Stato vuole imporre. In Italia non si è arrivato a tanto, fa anzi rabbia che un popolo definito ‘istruito’ e con una conclamata libertà d’informazione, si tagli le gambe da solo, non utilizzando gli strumenti d’informazione innovativi che la tecnologia ci propone al giorno d’oggi. L’informazione è un diritto e come tale va considerato alla stregua di ogni parte, non dimentichiamolo!


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Focus: Mass Media

Le nuove tendenze TV: crescono i programmi di cucina mentre si avviano al tramonto i reality show Agli inizi del terzo millennio le frontiere dell’informazione e della comunicazione si sono spinte oltre ogni immaginazione. La tecnologia avanzata ha perfezionato i mezzi di comunicazione rendendoli sempre più veloci e completi; oggi, in tempo reale è possibile ricevere notizie da tutte le parti del mondo. Addirittura, grazie alla rete telematica, qualsiasi individuo munito di PC potrebbe attingere direttamente alle fonti da lui desiderate e disporne non come un semplice lettore passivo, ma come un soggetto attivo dell’informazione. Da un punto di vista generale poi, internet, la rete, i mass media, accomunano milioni e milioni di persone e li avvicinano a un sistema culturale omogeneo, una sorta di omologazione di gusti e di idee. Ma in una società dominata da tecnologia e da mezzi di informazione di massa sempre più nuovi e sofisticati, ha ancora senso leggere un giornale? Può considerarsi ancora utile uscire, fare esperienze e acquisire conoscenze che ci permettano di formulare idee concrete e personali, quando basta un click per avere tutto a portata di mano stando seduti in poltrona? Il fenomeno interessa, soprattutto, le nuove generazioni, tanto che molti genitori si sono dichiarati preoccupati per il numero di ore che i loro figli trascorrono davanti al computer. Uno studio condotto dalla Fondazione MacArthur nel 2005, ha rilevato che, in realtà, l’utilizzo delle reti sociali, da parte dei più giovani rappresenta un’opportunità di apprendimento e socializzazione, più che un problema; tuttavia, ha dichiarato il vice presidente Vicki Rideout, mentre è possibile studiare i nuovi strumenti di informazione dei gio-

Come comunicavamo... ?

Vi ricordate le comunicazioni negli anni 50 / 60, durante il boom, il miracolo economico ? Da bambini usavamo due barattoli con uno spago ben teso tra loro... per parlare al "telefono" ! E funzionava...! Poi c'erano i telefoni a gettone. "Scusa c'hai un gettone ? " Costava 50 lire. Il problema era quando non trovavamo un gettone...avevamo esaurito il credito... :-) ! C'era la radio, vitale durante la guerra, unica fonte di informazione locale e globale (ricordate la famosa Radio Londra, durante la guerra ?). Poi, nel 1952, arriva la tv in bianco e nero. Ben 2 canali della Rai : Il primo ed il secondo. Incalzavo mia madre: “Dai, mamma, perche' non la compriamo...?” Nel palazzo, tutti scendevano la sera nell'unica casa del condominio che possedeva la televisione. E anche per "Lascia o raddoppia”, ci si radunava tutti, il giovedì, nel bar sotto casa. Poi c'era il mitico "Carosello" con 7 pubblicità delle marche più famose, i cui spot ruotavano

vani, non è ancora possibile studiarne gli effetti e questo è il problema: gli effetti. L’informazione offerta dal web rapp r e s e n t a indubbiamente una grande innovazione del nostro Tempo, ma è ancora privo di regole e di controllo sociale per cui spesso rappresenta un rischio (chi ha controllato la fonte? Chi mi assicura che la notizia sia vera?). Poi l’avere un flusso infinito di informazioni riduce la capacità di riflessione, il piacere della lettura personale, il gusto di una notizia inattesa che si può cogliere sfogliando un giornale. Infine dobbiamo anche tenere conto della complessità del linguaggio telematico che richiede comunque una minima competenza tecnologica, una conoscenza della lingua inglese e un certo livello economico culturale. Infatti non tutti nel mondo possono permettersi un computer e quindi internet. E’ giusto aver accolto questi nuovi mezzi di informazione, senza restare ancorati al passato, basta che fare un passo verso il progresso non significhi farlo più lungo della gamba: leggere il caro, vecchio quotidiano e uscire per scambiare delle idee sono ancora delle ottime fonti di conoscenza e possono esserci utili per approcciarci con maggiore cognizione di causa alle nuove proposte informative. Valerio Pelliccia

di Dario Parlmamenti ogni sera intorno alle 20. E comunicavamo anche intercalando le nostre conversazioni con gli slogan delle varie marche. "Non e' chinotto, se non c'e' l'otto" "Chi beve birra, campa cent'anni" "Cynar, contro il logorio della vita moderna" " un Ramazzotti fa sempre bene ". E' vero che allora tutto procedeva molto lentamente, pero' oggi, che tutto si muove velocemente, mentre non hai ancora finito di pagare le rate dell' I-pad 3 , gia' e' uscito l'I-Pad 4, e subito dopo il 5, e tu ti senti subito obsoleto. Allora i soldi erano pochi, ma gioiosi, al contrario di quelli pochissimi e tristi di adesso. Abbiamo quasi tutti una valigia "nel cassetto" pronti a andare via, nuovamente emigranti. E l' incomunicabilità di "Deserto Rosso" di Michelangelo Antonioni, con Monica Vitti, mi sembra oggi più attuale di allora...ma, oggi, per fortuna c'e' Internet... Evviva... !


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neaCultura Ottobre 2012

I Dogon e il mistero di Sirio di Carlo Famiglietti

Due antropologi francesi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, vissuti dal 1931 al 1946 con i Dogon, vennero iniziati ai segreti religiosi di questa misteriosa tribù africana. I due studiosi, in un lungo articolo intitolato Il sistema della stella Sirio nel folclore sudanese, rivelarono alcuni importanti segreti appresi durante la loro permanenza presso la tribù.

In sintesi, scrissero che alcuni iniziati Dogon possedevano conoscenze trasmesse loro da “visitatori spaziali” provenienti dal sistema della stella Sirio, compresa nella costellazione celeste del Cane e distante 8,7 anni luce dalla Terra. In effetti dimostrarono che si trattava di un vero mistero scientifico: i Dogon sapevano da tempo immemorabile che Sirio era una doppia stella con un compagno invisibile di cui gli astronomi rilevarono l'esistenza solo intorno al 1862 quando notarono le perturbazioni nell'orbita di Sirio che ascrissero alla presenza di una seconda stella, poi chiamata Sirio B, incredibilmente densa ma invisibile, una nana bianca, i cui atomi erano collassati internamente, con frammenti che, per quanto piccoli, pesavano tonnellate.

Nella loro lingua Sirio B viene chiamata potolo (dal nome del seme di una pianta, la digitaria, che è alla base della loro alimentazione) ha un’ orbita ellittica che percorre in cinquanta anni, è grande come la Terra ma pesa più del Sole. I Dogon sapevano, inoltre, che la luna è arida e morta, che i pianeti ruotano intorno al sole, che intorno a Saturno ruotano degli anelli e che Giove possiede delle lune. Asserivano di aver appreso la presenza di questa seconda stella da una creatura simile ad un pesce, che i loro antenati chiamavano dio Nommo, giunto da Sirio per portare

la civiltà sulla Terra. Secondo i disegni degli indigeni questo essere anfibio avrebbe utilizzato una nave spaziale per volare nello spazio e raggiungere il nostro pianeta. In base ai loro racconti questa speciale arca volante quando si era posata sulla terra aveva sollevato vortici di sabbia, sprigionando dal retro lingue di fuoco. Nel frattempo in alto si scorgeva un oggetto volante molto luminoso, di ampie dimensioni, che stazionava sul luogo di atterraggio dell'arca volante che ora, sulla base delle attuali conoscenze, potremmo definire come l'astronave madre.

I nostri astronomi non sono ancora riusciti a “definire” con precisione il pianeta di origine del dio Nommo in quanto la stella del Cane è 35,5 volte più luminosa e calda del nostro Sole per cui, qualsiasi pianeta che possa ospitare la vita, dovrebbe trovarsi ad una distanza compatibile con la sopravvivenza e quindi alla periferia di tale sistema. Per tale motivo i nostri telescopi, almeno per il momento, non l'hanno individuato. Probabilmente il pianeta di Nommo deve essere molto caldo e denso di vapori per cui la vita si sarebbe sviluppata negli oceani più freschi: da ciò la nascita di questo popolo di alieni-pesci destinati a vivere nel mare o in prossimità di luoghi umidi, onde preservare la pelle da gravi ustioni. Questa storia trova conferma anche nella mitologia egiziana (la stella Sothis, come chiamavano Sirio) ed in quella babilonese. In particolare i babilonesi – in particolare lo storico Beroso asserivano che la loro civiltà sarebbe sbocciata grazie all'intervento di alieni anfibi il cui capo, un essere con il corpo di pesce, si chiamava Oannes. Forse questo racconto dei Dogon, così strano e misterioso, è solo apparentemente un mito.


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Professionisti Ottobre 2012

Il futuro della giustizia? Conciliare !!!

Aperte le iscrizioni per il corso dal 26 al 30 novembre Con il Decreto Legislativo 28/2010 è stato introdotto anche in Italia l’istituto della MEDIAZIONE.

La mediazione è una transazione, facilitata da un terzo imparziale e indipendente (il Mediatore, appunto) rivolta a riattivare la comunicazione tra le parti in causa, prima che la lite arrivi in Tribunale, alla ricerca di un accordo vantaggioso per entrambe.

Dal 21 marzo scorso, a pena di improcedibilità, il tentativo di mediazione deve essere esperito in tutte le controversie che hanno ad oggetto condominio, responsabilità medica, risarcimenti assicurativi, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto d’azienda e molto altro ancora.

Come si avvia un procedimento di mediazione. La mediazione inizia con il deposito di una domanda (o “istanza”) presso la Segreteria di un Organismo di Mediazione, iscritto in un apposito Registro tenuto presso il Ministero della Giustizia. Sarà poi il Responsabile dell’Organismo a nominare il professionista che verrà incaricato di gestire il procedimento, fino all’esito conclusivo. Requisiti Per accedere alla professione di Mediatore, è necessario essere laureati, anche con laurea triennale, in qualsiasi disciplina ed aver superato con profitto un corso di formazione di 50 ore tenuto da un Organismo di Formazione (D.M. 180/10).

I vantaggi della Mediazione come alternativa al processo civile. Il sovraffollamento dei tribunali italiani è la ragione per cui c’è tutto l’interesse in chi governa affinché questo nuovo strumento di risoluzione dei contrasti venga metabolizzato dai cittadini. A tal fine, l’uso della mediazione come strumento alternativo alla giustizia ordinaria è accompagnato da una serie di vantaggi, economici e non solo. A differenza del processo civile, i cui costi ed i cui tempi di realizzazione sono difficili da prevedere, la mediazione ha costi fissi e durata certa. Un procedimento di mediazione non può, complessivamente, durare più di quattro mesi ed i costi che le parti andranno a sostenere sono espressamente previsti nel D.M. 180/10. Inoltre, le spese di mediazione vengono rimborsate sotto forma di credito d’imposta ed il verbale di mediazione è esente dall’imposta di bollo. Cosa cambia rispetto all’arbitrato e al ricorso al Giudice di Pace. Nella mediazione le parti sono protagoniste, giudice e giuria dei propri interessi. Il mediatore facilita il raggiungimento di un accordo che scaturisce, cresce e si fa impegno vincolante per coloro che lo hanno proposto, senza che via sia alcuna imposizione da un soggetto esterno. Giustizia e non solo. La mediazione rappresenta il futuro della Giustizia ma, cosa ancora più importate, mira a diffondere in Italia la cultura del dialogo e dell’autotutela. D.ssa Maria Pia MORETTI Ing. Francesco PUOCCI CMN Camera di Mediazione Nazione

INFO: 348.4077488


Salute&Benessere Ottobre 2012

Autunno: occhio ai capelli!

Di ritorno dalle vacanze è necessario dedicare maggiori cure a capelli e pelle del viso L'arrivo dell'autunno causa molto stress al fisico per via del cambio di stagione e in particolare ai capelli, che si indeboliscono e sono sfibrati cadendo in misura abbondante. Come le foglie cadono dagli alberi, in questo modo in autunno, i capelli cadono dalla testa. Per questo prevenire è meglio che aspettare che sia troppo tardi. Ecco alcuni consigli per giocare d’anticipo: 1) Andare a Tagliare i capelli dal Parrucchiere Dopo lo stress dell'estate, i capelli hanno bisogno di un po' di cure, soprattutto in vista dell'autunno. Andate dal vostro parrucchiere di fiducia per sistemare il taglio ed eliminare le doppie punte. In questo modo i capelli cresceranno meglio. 2) Ristrutturante I capelli, indeboliti da mare, sole e sabbia, hanno bisogno di una cura "ricostituente". Fate un trattamento ristrutturante, meglio se dal parrucchiere, poi a ogni lavaggio alternate il solito balsamo a uno con proprietà ristrutturanti. 3) Acqua tiepida L'acqua calda è troppo aggressiva per i capelli, usate solo acqua tiepida per lavarli e sciacquarli. 4) Asciugamano Dopo aver lavato i capelli, tamponateli con un asciugamano. Non avvolgetelo in testa modello "turbante", perché rischiate di spezzarvi i capelli. 5) Impacchi Per mantenere il capello nutrito ed evitare l'antie-

stetica secchezza, fate una maschera di bellezza con potere idratante ogni 6 o 8 settimane. 6) Olio di Argan Per questo "trattamento" va bene qualsiasi olio oliva, cocco, Macassar - ma quello di Argan è il più efficace. Ottimo se fatto una volta a settimana: spalmatevi l'olio sui capelli e tenetelo il più possibile. Funziona meglio se avvolgete i capelli con la pellicola trasparente. 7) Olio di semi di lino Serve a rendere le punte più morbide e meno secche e a ravvivarle. Ne bastano poche gocce messe in maniera mirata. Laura Napoli

Forse sarà l’arrivo dell’inverno o forse l’abbronzatura che se ne va ma la mattina sono comparse quelle occhiaie nere che avviliscono l’inizio della giornata? Le occhiaie malessere interno: se abbiamo le così tanto odiate occhiaie dipende da diversi fattori. Sicuramente tra i principali ci sono il fattore genetico e l’alimentazione. Per il primo poco si può fare ma per il secondo è necessario integrare la nostra alimentazione con molta verdura, preferibilmente cruda, frutta fresca e secca, evitare i cibi ricchi di zuccheri e grassi: questo è il primo passo per ottenere un miglioramento. Inoltre bisogna bere acqua naturale, tè verde e tisane in quanto aiutano a mantenere l’organismo pulito e sano. La zona perioculare è un’area molto sottile e sensibile, si segna facilmente quando siamo stanche e si percepisce il nostro stato d’animo. La natura è con voi: prendete del tempo per ri-

lassarvi, dedicatevi più attenzioni, cura del viso e corpo con prodotti adatti alle vostre esigenze, un buon contorno occhi e maschere sono necessarie per ridurre questo problema. In ogni caso, quando i segni della fatica oscurano il nostro sguardo, possiamo ricorrere a semplici rimedi naturali, che sfruttano le proprietà benefiche delle piante. Per le occhiaie possono essere utilizzati prodotti contenenti bioflavonoidi, estratti di arnica, rusco, con pigmenti colorati per camuffare i segni scuri. Ecco alcune soluzioni da applicare direttamente sulle palpebre a occhi chiusi e da lasciar agire per almeno dieci minuti, nel frattempo rilassatevi! Laura Napoli

Problemini di pelle: ogni mattina ti svegli come un PANDA?


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dove trovo la Rivista? Luoghi

MUNICIPIO 18 SANBIL BAR GEO CENTER BAR RISKY POINT SIKELIA VINO & COMPANY' PIZZA SHOP 341 TABACCHI PIZZERIA DA ROBERT SNACK BAR SALA ATTESA MEDICO LITTLE BAR BAR T.CALDA CAFFE' GRECCO PIZZA E POLLI PALESTRA PIZZA SHOP 341 COFFEE BREAK GREGORY BAR CANDY CREAM GRANCAFFE' GREGORIO VII GUSTO E SAPORI MEDITERRAN DELIZIE DEL PALATO BAR TRE TRE TRE SRL DANY BAR S.R.L. KISSPIZZA BAR AL METRO' PIZZERIA NINO E VINCENZO GRAN FORNO 2009 SRL SAL CAFE' BAR LATTERIA CAFFE' CORNELIA PALESTRA BODY NEW BAR DE NARDO ANDREA RIST.MESSICANO EL PUEBLO LA PIZZA AL BAR LO SFIZIO PASTICCERIA PANSERA PIZZERIA DA ROBERT SNACK BAR GUSTO BAR GELATERIA BLUE ICE GRAN CAFFE' Spizzico Mercatino srl TAVOLA CALDA SAYONARA Bar Metro Gelateria

nel Focus di Novembre si parlerà di Esoterismo

Zone: Prati - Centro - Aurelio - Monteverde

Indirizzi

via Aurelia piazza pio xi via teodoro valfrè, 6 via innocenzo xi via satolli via ludovico micara 37 via madonna del riposo 38/d via gregorio vii 341 via gregorio vii via dei gozzadini 9/11 via dei gozzadini 9/11 via gregorio vii, 158 v. gregorio vii 109 v. gregorio vii 182 via gregorio vii 239 via gregorio vii 82-84 angolo v. valfrè e v. micara via gregorio vii 341 v. gregorio vii 92a via gregorio vii, 158 v. gregorio 17-19 via gregorio vii 214 via gregorio vii 158/d v.gregorio vii 237 via gregorio vii 335 v.baldo degli ubaldi 95 via baldo degli ubaldi 182 via baldo degli ubaldi 152 via baldo degli ubaldi 92 via baldo degli ubaldi 146 v. baldo degli ubaldi 56 v.b.degli ubaldi 135 circ.ne cornelia 68 via gregorio xi, 6 via gregorio xi 11 via g.de vecchi pieralice 34 via aurelia 382-a via aurelia 328 via aurelia, 323 via dei gozzadini 9/11 via dei gozzadini 9/11 via aurelia 357 p.zza irnerio 19 via aurelia 374 Piazza Carpegna Via ludovico micara tavola calda sayonara via Baldo degli Ubaldi Piazza Carpegna

Pisana - Bravetta

MUNICIPIO 17 SFIZIOSITA' E RICERCATEZZE GELATERIA PARAD-ICE ENOTECA SOTANTINI GELATERIA LA PIAZZETTA MO'S GELATERIE PIZZA A TAGLIO MANUEL BAR FAMILY LA CAFFETTERIA DI CARLONI GELARMONY MONDO ARANCINA NON SOLO PIZZA LO SPUNTINO CAFFETTERI BRUNI LUKY BAR A.D. CAFFE' ALEX BAR TELE BAR MAILA S.R.L. Pianeta Pizza Mordi e Fuggi Studi Professionali / Medici via gregorio vii 158/e via cardinal tripepi 8 via g.b. somis 9 via graziano 58 via san silverio 23 piazza irnerio 21 via giuseppe palombini 9 via madonna del riposo 46 via aurelia 378/a via domenico barone 51 via monte del gallo 13 piazzale gregorio vii 22 via cardinal cassetta 8 via dei savorelli 11 via madonna del riposo 129 via aurelia 596 via card. tripepi 8 via baldo degli ubaldi 22 via clelia 15 via a. di pietro 21 via l. da fagnano 10/a

circonv. trionfale via tacito 34/36 viale giulio cesare 8b piazza cavour, 16 circ.ne trionfale 53 via cola di rienzo 174 via tacito 32 via degli scipioni 80 p.zza dell'unita' 11 v. m. colonna 34 p.zzale clodio 50 via candia 42 circonv. trionfale 57/d circonv. trionfale, 8 via leone iv 125 via andrea doria 69 c.ne clodia 84 a-b via teulada 49/51 via teulada 85/87 Viale Angelico 153/155 via Candia MUNICIPIO XVI POZZO DEL GELATO Via Isacco Newton vBravetta: Alimentari Doninelli

Internet Point v. dei Feltreschi Ass. ACD via Isabella d'Este 58

Figaro (barbiere) Bar via degli Estensi

Oasi S. Giuseppe (v. Fontanile Arenato)

Barbiere Sergio via degli Feltreschi

Pisana: Negozio Intimo e merceria Conte Barbiere Aldo Ass. cult. "La Musica che gira intorno" (via dei Bentivoglio) Parco Giochi "Il Grillo Parlante" Gelateria "Iceberg" Bar Tabacchi (Angolo via Malaspina)

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