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INTERVISTA a ATHOS DE LUCA CONSIGLIERE ROMA CAPITALE mauro caliste assessore al commercio, municipio xvii

FOCUS NOTIZIE DAI MUNICIPI... PROFESSIONISTI - IL DANNO ALLA SALUTE - CARTELLE ESATTORIALI, COME DIFENDERCI

COS’E’ IL TESTAMENTO BIOLOGICO? OMEOPATIA: Cosa cambia? LA SALUTE DEL TEVERE

CERTE VOLTE è MEGLIO NON SAPERE...

CURIOSITA’ L’UOMO DEI TERREMOTI


SOMMARIO

Anno II - n.° 4 APRILE 2011

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redazione@neapolisroma.it NOTIZIE DALLA CAPITALE

ROMA REDAZIONE Editore: Claudio Napoli

Direttore Responsabile Elio Tomassetti Direttore Commerciale Carlo Famiglietti Comitato scientifico:

Prof. B.Amoroso, Prof. G. Chinnici, Edy Viola, A. Tancredi, F. Napoli

La copertina è di Xenograffik xenograffik@gmail.com Grafico: Daniele Palone Collaboratori:

Enrico Gandolfi, Luca Iacolina, Marco Senzacqua, Massimo Minnetti, Laura Napoli, Valeria Pucci, Sabrina Numini, Jessica Giaconi, Viviana Vannucci, Federico Monti, Lorenzo Sigillò, Paolo Migotto, Giorgio Zussini, Laura Andina Salvo accordi scritti, la collaborazione con il mensile Nea Polis Roma è da considerarsi a titolo gratuito Foto ed Immagini sono tratte dal web

Tipografia: Spedalgrafstampa s.r.l. v. Cupra, 23 00157 Roma Registrazione Tribunale di Roma: n. 360/2010 del 17 settembre 2010 N° iscrizione ROC: 20384

PER INFORMAZIONI E PUBBLICITÀ 06.39.36.64.49 320.22.84.368 Email: pubblicita@neapolisroma.it info@neapolisroma.it

EDITORIALE Meglio prevenire che curare .5 Nel prossimo numero 30 dove trovo la rivista 30

Intervista ad Athos De Luca: la salute del Tevere .6 Municipio XVI

Via G. Funaioli: l’intervento del Municipio .7 Malagrotta: un problema da risolvere in sei mesi

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Forte Bravetta: quando diventerà Parco pubblico .9

Italia e Cina, non sono poi così lontane .9 Municipio XVII

M. Caliste, Assessore al Commercio interviente sul Piano dei cartelloni pubblicitari .10

Tredici vigilesse romane modelle per un giorno Chiude l’ostello della gioventù dell’Olimpico L’arte unisce l’Italia

.11 .11 .12

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Notizie Flash dal Municipio .14 DOVE LO TROVO

SALUTE & SANITà Sanità: tagliare, tagliare

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L’altra Medicina

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Sanità: certe volte è meglio non sapere... .16 Il testamento biologico

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La Medicina omeopatica: cosa cambia dal 1 maggio .19 Gli OGM sono una risorsa o una minaccia? .20 E io rinascerò cervo a primavera

Cernunnos e la ruota dell’anno celtico Le tradizioni Pasquali romane

.21 .22 .23

PROFESSIONISTI Cartelle esattoriali, come difenderci .24 Il danno alla salute: in quali casi si ravvisa? .25 L’amministratore risponde

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società & relazioni

Municipio XVIII

Lavori in corso nel Municipio XVIII

Focus

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Visita Guidata alle Chiese del Foro romano .15

Quando c’è la salute, c’è tutto? NEA CULTURA

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L’uomo dei terremoti NEA Cinema

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Non è solo un film! L’importanza di un “altro” cinema .29


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APRILE 2011

E DI TOR I A L E

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meglio prevenire che privatizzare di Claudio Napoli (Economista, Spec. Internazionale)

Una degli aspetti principali che contraddistingue il modello europeo, e quindi italiano, da quello americano è l’avere un Sistema Sanitario Nazionale Pubblico. Diversamente, negli USA la sanità è privata il che significa che senza un’assicurazione sanitaria non si ha diritto ed accesso a nulla: niente medico di famiglia, niente visite specialistiche, nessuna prevenzione, nessun intervento o ricovero. Nulla! Si potrebbe osservare che il problema è risolvibile: basta pagare. Ovvio. Ma negli Stati Uniti un’assicurazione può costare al mese una somma pari a quella di un mutuo. Anche se fosse di meno, ci vuole poco a capire che sarebbe comunque insostenibile.

Dal momento che la tendenza degli ultimi anni è privatizzare, prima le telecomunicazioni, poi le poste, poi la scuola e poi chissà cosa (acqua, sanità!?), c’è poco da stare allegri soprattutto in tempi in cui le famiglie ed i giovani vivono una sostanziale debolezza e precarietà economica. Come si fa domani a pagare di più, qualcosa che oggi costa meno, quando si guadagna di meno? Siccome è meglio prevenire che privatizzare, è importante che la spesa sanitaria venga gestita nel modo più efficiente ed efficace possibile in quanto si sa che la gestione pubblica di un determinato settore ha un esito fallimentare quando ognuno fa ciò che vuole (consulenze, sprechi, corruzione, superficialità, mancanza di responsabilità, ecc) o c’è la volontà di farla fallire

per ricapitalizzarla con nuove risorse private. L’equazione è semplice: non ci sono i soldi (dove e a chi sono andati?), dunque si privatizzi. Tutti d’accordo. Quindi, si farà. Tuttavia, una volta privatizzata la sanità (per l’acqua si veda il caso di Latina) i prezzi per l’accesso alle prestazioni aumenteranno. State sicuri. Il solito bunga bunga mediatico, ci dirà con messaggi positivi che la privatizzazione apre alla competizione e quindi a costi più contenuti. Purtroppo non sarà così perché tali sono state molte privatizzazioni e perché in Italia non esiste una vera economia di mercato (tipo quella americana) ma un oligopolio di imprenditori/politici che non avranno difficoltà a mettersi d’accordo e controllare il mercato nel loro interesse e di quello degli azionisti.

redazione@neapolisroma.it

IN QUESTO NUMERO si parla di Sanità,

di Medicina Alternativa, Omeopata, salute sia in senso fisico che interiore, ecc. I nostri profesisonisti vi parleranno di diritto alla salute (ravvisabile anche sul posto di lavoro!) e come difenderci dalle cartelle esattoriali. Continuano le notizie dai Municipi 16, 17 e 18 per informare i cittadini su quanto avviene perché l’informazione locale è quella più vicina a tutti. Questo e molto altro...BUONA LETTURA!!

Il tuo commento è importante, vai su www.neapolisroma.it, lasciane uno o scrivici. Lo pubblicheremo!!


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NOTIZIE DALLA CAPITALE APRILE 2011

la salute del tevere Intervista ad Athos De Luca (PD), consiglere del Comune di Roma e storico ambientalista

Onorevole De Luca, quali sono le condizioni attuali del Tevere?

Aldilà di convegni e annunci di progetti di la da venire, in realtà non si è fatto nulla. Ci sono ancora le piste ciclabili inagibili coperte dal fango dell’ultima piena. Ci sono ancora inutilizzati 8 milioni della Regione Lazio per interventi di sistemazione delle panchine e altre opere di consolidamento e bonifica degli argini. Il Sindaco aveva nominato due Consiglieri delegati al Tevere, di cui uno ha rimesso il mandato e l’altro è decaduto nell’ultimo rimpasto di Giunta. Per cui non c’è nessuno che si occupi specificatamente del Tevere. La Mozione sul Tevere presentata dal sottoscritto e approvata tre anni fa è rimasta totalmente disattesa. Non è stato costituito neppure l’Ufficio Tevere.

Quali sono i punti dove il tasso d'inquinamento è più alto? L’inquinamento maggiore si registra alla confluenza dell’Aniene che porta nel Tevere l’inquinamento di tutte le aziende con attività di lavorazioni industriali lungo la Valle dell’Aniene, comprese le storiche lavorazioni del travertino. Un altro affluente inquinante è il Paglia, che porta l’inquinamento dei prodotti chimici di aree coltivate.

Cos'è che inquina il fiume? Oltre ad alcuni affluenti come l’Aniene vi sono numerosi scarichi abusivi, non allacciati ai depuratori stimati al di sopra del 30%, che portano nel Tevere inquinamento organico, ma anche industriale. In occasione delle piogge, nel Tevere confluiscono le acque inquinate della città attraverso condotte e fosse.

L'amministrazione attuale ha intenzione di prendere alcuni provvedimenti per sanare o comunque placare la situazione? Come dicevo, al di là di annunci su progetti di navigabilità di risanamento e istituzione del Parco Fluviale senza una programmazione e una proposta di finanziamento, non vi sono progetti a breve e medio termine salvo un finanziamento con i fondi di Roma Capitale per affidare la pulizia del Tevere alle cooperative sociali escluse dagli appalti della manutenzione del verde, peraltro nato da una proposta del PD.

Lei avrebbe un progetto a riguardo? Il progetto del PD si chiama “Ripartiamo dal Tevere” e prevede l’istituzione immediata dell’Ufficio Tevere, dedicato esclusivamente ai problemi del fiume; l’attivazione dei finanziamenti esistenti e lo stanziamento di fondi di Roma Capitale, della Regione e della Provincia per il risanamento e bonifica degli argini compreso l’attracco ad Ostia Antica; la realizzazione di una darsena di fronte alla nuova Fiera di Roma; l’autorizzazione lungo il Tevere a nuovi galleggianti per attività ludiche, ricettive, culturali, sportive e di ristorazione; raccogliere tutte le competenze sul Tevere in una Autorità e/o Agenzia del Tevere; superare il salto (barriera sommersa) dell’isola Tiberina, con una vasca idraulica per consentire la navigazione dalla foce fino alla diga dell’Enel di Castel Giubileo; autorizzare attività ludiche, sportive, ricreative e di piccolo ristoro anche sulle sponde, rispettando le previsioni del piano fatto dall’Autorità di Bacino del Tevere per rendere il fiume vivibile e controllato dai soggetti beneficiari delle concessioni; interventi per un più sicuro e agevole accesso al fiume da parte dei cittadini (scale, illuminazione, rampe); riqualificazione delle presenze sul Tevere durante l’estate romana che oggi corrispondono solo agli interessi di somministrazioni commerciali e di mercatini di paccottiglie, salvo qualche iniziativa culV. Vannucci turale come l’isola del Cinema.


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVI (Portaportese-Monteverde-Bravetta-Pisana-Massimina)

Via Gino Funaioli: l’intervento del Municipio mette fine ad una situazione insostenibile per i residenti

Il rifacimento della strada è frutto di un gioco di squadra tra cittadini, associazioni ed istituzioni.

Via Gino Funaioli si trova nel Municipio XVI, a pochi metri dalla parte finale di via dei Colli Portuensi. Versava, prima dell’intervento di riasfaltatura eseguito a metà marzo, in uno stato assoluto di degrado, con buche profonde e pericolose soprattutto per il fatto che la strada rappresenta il passaggio per la scuola pubblica Sanzio. Le istituzioni, al riguardo, hanno sempre avuto difficoltà nell’intervenire. Infatti si tratta di una strada privata, e come tale (almeno formalmente) dovrebbero metterci mano i residenti. Nel caso di specie, però, abbiamo assistito ad un’efficiente intervento del Municipio XVI, di raccordo con le associazioni locali che hanno segnalato il problema e collaborato alla risoluzione. Infatti, seguendo una prassi collaudata già con altre vie del quadrante (via dei Trinci e via dei Bichi su tutte), gli assessori municipali hanno collaborato di concerto con i Vigili urbani per segnalare formalmente la situazione di estrema urgenza in cui versava la carreggiata. Dopo questo passaggio si è richiesto immediatamente l’intervento con fondi ordinari (di regola da destinarsi per strade totalmente pubbliche).

IL GIOCO DI SQUADRA

stati presenti nella assemblea pubblica organizzata proprio nel Centro Servizi Monteverde mercoledì 9 marzo. Noi c’eravamo a quell’incontro, e possiamo testimoniare come il Municipio XVI è venuto, come si suol dire, a “metterci la faccia”, che è poi quello che molto spesso oggi manca nel mondo politico e che invece le persone chiedono a gran voce. Non a caso, l’occasione è servita pure per spiegare, in via generale, le difficoltà in cui ad oggi versa un ente locale come il Municipio. Infatti, non essendoci ancora il Bilancio comunale, i Municipi amministrano con pochissime risorse. Riportiamo un esempio: per la manutenzione delle strade di competenza di tutto il XVI i soldi a disposizione non raggiungono il milione di euro!!! Una testimonianza di ottimo raccordo tra cittadini, associazioni ed istituzioni che è assolutamente nello spirito di Nea Polis, e che oggi ha portato a riqualificare in tempi rapidissimi via Funaioli e domani…

E’ importante però spiegare bene come si è arrivati alla felice conclusione della storia. Le prime segnalazioni partono dal Centro Servizi Monteverde che da pochi mesi è attivo in via Funaioli. Queste segnalazioni vengono supportate subito dal presente giornale, dall’Associazione Nea Polis e arrivano all’Assessore alla Mobilità e Viabilità del Municipio XVI, Romeo Guardani. Quest’ultimo, collaborando con l’Assessore ai Lavori Pubblici Roberto Baldetti, mette in moto il processo suddetto. Elio Tomassetti, Per spiegare poi a tutti i cittadini il problema e la giornalista risoluzione, gli amministratori municipali sono pubblicista


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NOTIZIE DALLA CAPITALE APRILE 2011

Municipio XVI (Portaportese-Monteverde-Bravetta-Pisana-Massimina)

Malagrotta e i rifiuti: un problema irrisolto da anni da risolvere in 6 mesi

Il 22 marzo si è tenuto un Consiglio congiunto tra i Municipi XV e XVI sui rifiuti: “nessuna nuova discarica sui nostri territori”

La discarica romana è ormai satura e non permette nuove proroghe

Sono anni che la “questione Malagrotta” affligge la città di Roma. Si tratta di una discarica di 250 ettari, nella quale vengono portati ogni giorno 4000 tonnellate di rifiuti. Delle conseguenze ne risentono soprattutto gli abitanti dei Municipi XV e XVI. Iniziamo col dire che Malagrotta doveva essere chiusa nel 2007, anno in cui scadeva (in forza di una direttiva europea) il conferimento in discarica dei rifiuti “tal quale”. Di lì sono partite una serie di proroghe fatte dalle istituzioni.

L’ultima proroga ha qualcosa di eccezionale: è di soli sei mesi in quanto l’area è vicina a non poter più ospitare alcuna volumetria, con il rischio che se non si trova una soluzione alternativa si entrerà in piena emergenza (Napoli ricorda qualcosa?) Il 26 gennaio scorso è arrivata la mozione del Consiglio Regionale che impegnava la Giunta Polverini ad avviare le procedure per la dichiarazione di Malagrotta come area ad elevato rischio ambientale e per il conseguente piano di risanamento. A corollario di questo, ricordiamo che nel 2006 la Giunta Marrazzo aveva stanziato ben 12

milioni per la riqualificazione ambientale ed urbana della zona. Quei soldi non sono mai stati spesi in 5 anni dal Comune di Roma e rischiano di perdersi. Una delle soluzioni potrebbe essere chiudere Malagrotta e aprire la discarica in località Monti dell’ Ortaccio. Contro questa soluzione si sono scagliati i Municipi XV e XVI con un atto votato nel Consiglio congiunto del 22 marzo 2011. Infatti il problema ricadrebbe sempre sugli stessi territori. Inoltre, con lo stesso atto, si chiede: un’indagine epidemiologica su tutta l’area; un sistema all’avanguardia per la valutazione dei livelli di inquinamento dell’aria e dell’acqua; una rivalutazione dell’intera zona.

In realtà per risolvere alla radice il problema occorre seguire le linee comunitarie: riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata e trattamento industriale. A Roma per il trattamento industriale ci sono pochissimi impianti. Riguardo le altre due tematiche sollevate dall’ UE (riduzione rifiuti e differenziata) siamo indietro davvero. In Italia, diversamente dagli altri grandi Paesi europei, le quantità di materiali di scarto aumentano; a Roma, poi, la differenziata arriva a fatica al 20% del totale, quando invece una normativa prevedeva la soglia del 35% da raggiungersi da parte di tutti i Comuni italiani entro il 2009. Tante insomma le cose da fare, ed occorre anche farle con urgenza. Chiaramente non sono più ammissibili nuove proroghe o nuove discariche alle quali “rifilare” i rifiuti tal quale: occorre arrivare ad una normativa matura sui rifiuti che coinvolga il legislatore nazionale e quello regionale, oltre agli enti locali. Il punto è, cosa succederà quando i 6 mesi scadranno? Elio Tomassetti, giornalista pubblicista


APRILE 2011

NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVI (Portaportese-Monteverde-Bravetta-Pisana-Massimina)

Manifestazione davanti al Forte Bravetta: quando il Comune renderà fruibile il parco? Il giorno stesso il Sindaco crea un comitato tecnico-scientifico per il Forte, da cui esclude l’ANPI e il Comitato Forte Bravetta

Il 25 marzo si è tenuta una manifestazione davanti il Forte Bravetta. L’evento, promosso dal Comitato Forte Bravetta, era finalizzato a richiedere al Sindaco l’apertura del parco e, in seguito, la fruibilità anche del monumento. Ma andiamo con ordine: il 9 settembre 2009 il Sindaco Alemanno inaugura il Parco dei Martiri di Forte Bravetta come un nuovo spazio sempre al servizio dei cittadini. In realtà, da quasi due anni, vi si può accedere solo su prenotazione e due giorni la settimana (per giunta feriali). Una situazione inaccettabile per il Comitato, che aveva già raccolto 1570 firme tra il 2008 e il 2009 e le aveva protocollate in Campidoglio (Prot. n° 25732). Arriviamo al 25 marzo 2011. Le forze presenti alla Manifestazione erano molte: Italia Nostra, il circolo PD Pisana Bravetta, il PRC di Corviale, l’ IDV regionale, il comitato online Bravetta-Pisana e le associazioni: Area centro democratico, Nea Polis, Arca, La Pisana XVI, Quelli della Domenica,

Keiro, la Sanes ONLUS, il Comitato Pisana XVI Municipio, il Museo della Liberazione di via Tasso e l’ANPI Roma ed i Giovani Democratici di Roma. E’ stata una manifestazione partecipata e sentita dove oltre 200 cittadini hanno partecipato con le autorità municipali, tra cui il Presidenti Bellini, Paolo Masini (Consigliere Comunale) ed i consiglieri municipali Raffaele Scamardì, Luigi Munini e l’Assessore Guardani. La richiesta era unanime: aprire al più presto il Forte, senza più false inaugurazioni in riferimento all’incomprensibile inaugurazione del 9 settembre 2009. Proprio il 25 marzo, poche ore prima dell’evento, con una nota il Sindaco annunciava la costituzione di un comitato tecnico-scientifico per la rivalutazione del Forte Bravetta (solo una casualità?) senza coinvolgere alcuni degli attori più attivi come l’ANPI ed il Comitato Forte Bravetta. I cittadini e le Associazioni promettono battaglia: nessuno potrà escluderci! E. T.

Incontro tra le istituzioni del Municipio XVI e una delegazione della città di Fushun

Italia e Cina non sono poi così lontane… Venerdì 1 aprile si è tenuto un importante incontro tra le istituzioni del Municipio XVI e la delegazione istituzionale del vice Presidente del Parlamento di Fushun (grande città nel nord-est della Cina). La delegazione, presente in Italia da tre giorni, aveva già visitato Firenze. Fortemente voluto è stato un incontro anche con dei rappresentanti della Capitale del nostro Paese. Così, in mattinata, il vice Presidente e gli altri funzionari sono stati ricevuti dal Presidente Bellini nella sede di via Fabiola. Poi si sono diretti al Forte Bravetta per una visita a questo importantissimo monumento della Resistenza romana.

Il tutto si è concluso a tavola, al ristorante “Fantastico” di via di Bravetta 778. Dietro degli ottimi piatti tipici della cucina cinese, hanno preso la parola gli organizzatori dell’incontro: il consigliere municipale Luigi Munini e Lin, il proprietario del ristorante. Oltre a loro, presenti anche gli Assessori Romeo Guardani e Roberto Baldetti, nonché il consigliere comunale Athos De Luca in rappresentanza di Roma Capitale. Un modo assolutamente originale per stringere rapporti, collaborazioni ed organizzare scambi culturali, con la promessa fatta dal vice Presidente di rivedersi in Cina, a Fushun, da lui ospitati. L. N.


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NOTIZIE DALLA CAPITALE APRILE 2011 Municipio XVII (Prati- Trionfale)

MAURO CALISTE, ASSESSORE “Con il Piano Regolatore per gli impianti pubblicitari, Roma sarà venduta ai concessionari dei cartelloni promozionali

AL COMMERCIO del Municipio xvii:

Le truppe di cartellone selvaggio sferrano l’assalto definitivo alla città. Dopo un assedio durato due anni, dall’approvazione cioè a marzo 2009 della delibera comunale che consentiva l’installazione dei cartelloni senza nessun permesso da parte del Comune ma solo dietro il pagamento dell’imposta pubblicità, l’invasione è pronta. L’arma totale dell’attacco è il PRIP, il Piano regolatore degli impianti e mezzi pubblicitari che sta per essere varato dall’Assemblea Capitolina guidata dal sindaco Alemanno e che divide la città in quattro zone, secondo la loro distanza del centro, individuando per ciascuna di queste zone le tipologie di impianti consentite e le vie e piazze dove è possibile installarli, ma stabilendo anche delle deroghe per poterli installare nelle strade dove teoricamente non sarebbe possibile. Il PRIP stabilisce poi per ciascuna via e piazza l’indice di affollamento della pubblicità per ogni cento metri lineari di strada.

L’attacco è portato fino al cuore della città, e è pianificato letteralmente casa per casa. Basti pensare, per esempio che su cento metri della centralissima corso Vittorio Emanuele, una strada contrassegnata da un apparentemente innocuo indice di affollamento di otto metri quadrati, potrebbero essere installate una decina di pubblicità su pannello, i cosiddetti “parapedonali” e una “palina con orologio” (formato consentito delle pubblicità, per entrambe le tipologie, di m. 1 x 0,70). Per non parlare poi di zone altrettanto centrali come i rioni Esquilino o il Pinciano (stesso indice di affollamento di corso Vittorio) o il XVII Municipio, per le cui direttrici principali l’indice di affollamento è addirittura di sedici metri quadrati di impianti ogni cento metri lineari di strada, e dove saranno consentiti anche cartelloni di grandi dimensioni, cose che hanno mandato su tutte le furie l’assessore al commercio dello stesso Municipio, Mauro Caliste.

Mauro Caliste, Partito Democratico, che attraverso la Polizia Municipale del XVII Gruppo ha già promosso nei mesi scorsi diverse iniziative volte al controllo dei cartelloni e alla rimozione di quelli abusivi, ha dichiarato:

“La proposta di deliberazione sul PRIP rappresenta una vera propria sanatoria che di fatto cristallizza la situazione esistente, senza dare indicazioni su cosa fare dei cartelloni già installati, molti dei quali abusivi, dando la possibilità di aggiungerne altri. Il parere di competenza del XVII Municipio sarà senz’altro contrario” ha aggiunto “anche perché, secondo il Piano, i Municipi hanno poco o nessun potere decisionale riguardo i cartelloni da installarsi sul proprio territorio, con buona pace di un decentramento solo di facciata. Stiamo andando verso una sorta di “supermercato Roma” con tutti gli spazi della città imbrattati, compresi chioschi e edicole” ha concluso Caliste “e con nessuna garanzia sui bandi per la loro assegnazione. Quindici anni di lavoro per il decoro delle giunte di centro sinistra, insomma, vanificati in pochi mesi dal Sindaco Alemanno”.


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVII (Prati - Trionfale)

Presentato alla LUMSA il nuovo copricapo della Polizia Municipale

TREDICI VIGILESSE ROMANE MODELLE PER UN GIORNO Tredici vigilesse modelle per un giorno: è accaduto il 30 marzo alla LUMSA dove hanno sfilato indossando abiti realizzati da una scuola di moda della Capitale. Con l’occasione è stato presentato il nuovo berretto d’ordinanza per la polizia municipale di Roma. L'insolita sfilata ha avuto per scenario una sede ancora più insolita: l'aula magna della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università LUMSA, a conclusione dell'iniziativa "Il corpo delle donne". Presenti Athos De Luca, consigliere assemblea capitolina, Fiammetta Mignella Calvosa, docente LUMSA, Nadia Accetti, presidente dell’associazione DonnaDonna onlus, Antonella Tancredi, delegata alle pari op-

portunità del municipio XVII di Roma Capitale, Olivia Sordoni, dirigente della Polizia municipale di Roma, Valeria Mangani, dell’accademia AltaRoma e direttore artistico dell'evento. Obiettivo dell’incontro raccontare e testimoniare le esperienze femminili in strutture che nascono “al maschile”, come la Polizia Municipale. Da Angela Gasparini, prima vigilessa di Roma, assunta il 18 gennaio 1972 (con la quale si presentò anche il problema linguistico della denominazione del personale femminile del Corpo), alle ormai 3.028 vigilesse attualmente in servizio, quasi il 50% dell’intero organico. Laura Napoli, Spec. Comunicazione

Chiude l'unico ostello della gioventù di Roma Deluse le aspettative riposte nella Giunta comunale Assurdo per me, socio entusiasta dell'Ass. Italiana Ostelli della Gioventù (AIG), constatare la chiusura dell'unica struttura presente nella nostra Capitale.

In altre città italiane ed europee grandi un quarto di Roma o meno, sono presenti diverse strutture. L'AIG fa parte dell'organizzazione Hostelling International, che offre una rete capillare (anche se molto inferiore alla media europea) di ostelli sul territorio italiano, destinati a scambi culturali, vacanze studio e soggiorni estivi low-cost per giovani studenti e lavoratori atipici, o ancora agli amanti dell'hostelling e della filosofia di vita che accomuna i giovani che gestiscono e fruiscono questo tipo di organizzazione. I giovani romani associati all'AIG che si affidano a strutture simili in altre parti d'Italia e del mondo, trovano una vasta offerta di strutture ricettive con vari tipi di alloggi, sistemazioni e servizi per soddisfare i loro gusti e le loro esigenze. Mi domando cosa offre Roma ai giovani che vengono “in avanscoperta” e potrebbero essere i nostri ambasciatori e promoters

turistici in altre città italiane e in altri Paesi. Giovanni Alemanno, Sindaco di Roma, si era impegnato a garantire questa struttura in quanto strategica, rivolta tra l'altro a dei targets diversi da quelli che prediligono l'offerta rappresentata tradizionalmente dalle reti alberghiere a 5 stelle e dai camping. La mattina del 9 marzo i movimenti di lotta per la casa hanno occupato la struttura sita in Viale delle Olimpiadi 61 per protestare contro la scelta di chiudere l'ostello, la speculazione edilizia e la scarsità di abitazioni di edilizia pubblica a Roma. Daniele Palone, scrittore


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NOTIZIE DALLA CAPITALE APRILE 2011 Municipio XVII (Prati - Trionfale)

L’ARTE UNISCE L’ITALIA In Occasione delle celebrazioni per il 150º Anniversario dell'Unità d'Italia, si inaugura a Castel Sant’Angelo, il 19 aprile a Roma la XXX Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali

L’iniziativa è promossa dalla Sovrintendenza Speciale per il Polo Museale Romano, diretto dal Sovrintendente Rossella Vodret.

L'evento ideato ed organizzato dal Centro Europeo del Turismo diretto dal Presidente Giuseppe Lepore e dal Direttore Stefano Zelli, si svolge presso le sale storiche di Castel Sant'Angelo. Il Comitato Scientifico della mostra, coordinato dal Direttore del Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, Maria Grazia Bernardini, si è occupato della pubblicazione del catalogo curato da Patrizia Andreasi e da Giulia Ghia. La mostra si articola in quattro sezioni, con la prima dedicata alla Legislazione di Tutela: le leggi dal periodo pre-unitario fino a quelle dei giorni nostri che hanno regolamentato il restauro e la conservazione dei beni culturali italiani. La seconda sezione è dedicata alla salvaguardia dell'arte durante la Seconda Guerra Mondiale: la scelta abbraccia una serie di opere che Pasquale Rotondi, Emilio Lavagnino, Palma Buca-

relli, Rodolfo Siviero, Guglielmo Pacchioni, salvarono dalla distruzione del Secondo Conflitto Mondiale. La terza sezione presenta una serie di lavori che sono stati sottoposti ad interventi restaurativi da parte dall'Istituto Centrale del Restauro e l'Opificio delle Pietre Dure. La quarta sezione riguarda l'attività delle Forze dell'Ordine italiane e prevede la partecipazione dell'Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e il corpo speciale della Guardia di Finanza comandato dal Maggiore Massimo Rossi del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico che sono artefici di importanti recuperi di opere d'arte trafugate. La mostra che si compone di più di 80 opere, provenienti da tutto il territorio nazionale, vede esposti capolavori di grandi artisti, come Antoniazzo Romano, Luca Signorelli, Raffaello, Tintoretto, Tiepolo. Questa manifestazione rappresenta un significativo esempio di unità dell'Italia che può considerarsi unita anche per la presenza uniforme del suo inestimabile patrimonio artistico e culturale. Viviana Vannucci, Critico d’Arte


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVIII (Gregorio VII - Boccea - Valle Aurelia - Casalotti - Montespaccato

Lavori in corso nel MUNICIPIO XVIII

Girando nel quartiere Aurelio si possono notare alcuni cantineri, ma molti ancora quelli da realizzare. Finalmente sono stati ripresi i lavori per la realizzazione del fut u r o auditorium in via Albergotti, incrocio con via

Domenico Tardini. La Giunta del Municipio XVIII ha sbloccato i fondi stanziati negli anni passati ma mai impiegati per la prosecuzione dei lavori, ed ha trovato i finanziamenti necessari per il completamento dell’opera che sarà inaugurata, presumibilmente, il prossimo anno. Quest’opera non è solo importante per la crescita sia culturale che sociale del quartiere, ma anche perché a Roma non ci sono molti auditorium. La prima fase dei lavori, già conclusa, ha visto la rimozione della vegetazione spontanea e della terra che si era accumulata durante il periodo in cui i lavori erano rimasti fermi. In un secondo momento si è provveduto anche alla sistemazione dell’illuminazione del parcheggio riallacciando alla rete elettrica i lampioni che fino a dicembre erano compresi nel perimetro del cantiere. Il Municipio XVIII ha reperito i fondi per completare la recinzione del parco tra il liceo Seneca, l’auditorium e la via Pineta Sacchetti; l’opera, già iniziata, verrà presto completata lungo il confine del parco.

In questo ultimo periodo, comunque, non si vedono solo i lavori atti al completamento dell’auditorium. Nella piazzetta del quartiere di Montespaccato ad esempio, hanno preso il via i lavori di riqualificazione. La cosa è molto importante, considerando che il quartiere ha bisogno di una sistemazione generale. I lavori nel Municipio XVIII prevedono anche la riqualificazione di Villa Carpegna che, sita in una zona molto trafficata, è da considerarsi pol-

mone verde per l’intera cittadinanza e come tale da perseverare e custodire gelosamente. Speriamo che tutti i lavori di riqualificazione urbana verranno realizzati nel minor tempo possibile e con i risultati migliori. Certo forse sarebbe troppo chiedere l’attuazione del programma previsto per il Piano regolatore di Roma. E’ stato infatti inserito nel Nuovo Piano Regolatore il Prolungamento della Metro A fino a Casal Selce. Le fermate previste dopo quella di via Battistini sono: Bembo, Torrevecchia, Casalotti, Casal Selce. Si ritiene utile una fermata all’altezza del nuovo svincolo del G.R.A. a via della Maglianella.

Si troveranno i soldi?

Nell’ambito della costruzione della “Torrevecchia bis” è stato previsto un importante svincolo viario all’altezza del’ex Bastoni. E’ stata inoltre inserita negli “Ambiti di valorizzazione” la Piazza Pio XI, per la quale sono previsti importanti interventi. Altre opere importanti di viabilità sono già in corso di progettazione o realizzazione, come il raddoppio della via Pineta Sacchetti, il nuovo svincolo di via di Casalotti, i nuovi svincoli del G.R.A. a via della Maglianella e via Casal del Marmo. L’area ex S.Spirito a Montespaccato tra Via Montenovesi e Via Montepellier, tutelata dal nuovo Piano regolatore, dovrebbe essere destinata a verde pubblico e servizi. Speriamo fiduciosi nella riqualificazione e sistemazione, anche se forse basterebbe cominciare dall’occuparsi della semplice manutenzione di strade, piazze e vie che sono spesso abbandonate all’incuria. Laura Napoli, spec. in Comunicazione


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

APRILE 2011

Municipio XVIII (Gregorio VII - Boccea - Valle Aurelia - Casalotti - Montespaccato

VIA GREGORIO VII: sfrattato un uomo di 81 anni

Un uomo di 81 anni è stato sfrattato da casa sua in via Gregorio VII. A renderlo noto è l'Unione Inquilini di Roma che denuncia il fatto. L'uomo “con basso reddito, a via Gregorio VII, un signore avente i requisiti per la proroga degli sfratti, è stato messo per strada con l'ausilio della forza pubblica". Si tratta di un fatto di una gravità inaudita, soprattutto perché un ultra ottantenne è sbattuto per strada senza alcuna alternativa alloggiativa. L'Unione Inquilini, inoltre ricorda le loro richieste al Ministero dell'Interno, al Prefetto, al Sindaco di non eseguire in queste settimane sfratti aventi per oggetto anziani e portatori di handicap o di famiglie aventi i requisiti per la proroga. Richieste a cui non sono arrivate risposte. Quindi, prosegue la nota: “In particolare al Sindaco di Roma chiediamo quando la smetterà di occuparsi delle sensibilità e delle priorità della rendita immobiliare e affronterà la questione della precarietà abitativa che investe decine di migliaia di famiglie romane. Basta con gli effetti annuncio di un social housing inesistente e che va a tutto vantaggio dei grandi costruttori. Basta con le conferenze stampa del sindaco su una città magnifica. Ci sono a Roma persone in carne e ossa che vengono sbattute per strada nel silenzio assordante delle istituzioni. Dovreste vergognarvi e chiedere scusa al sign. Luzi, siamo certi che non lo farete”. Laura Napoli

AURELIO : segue un uomo dalla banca alla metro per derubarlo

Un ragazzo di 22 anni, originario della provincia di Rieti, è stato arrestato dalla Polizia per rapina impropria. Il giovane infatti ieri pomeriggio ha avvistato un uomo all'uscita di una banca e ha deciso di seguirlo per poter "sferrare" il suo colpo. Appena arrivati alla fermata della metropolitana Cornelia di piazza dei Giureconsulti il ragazzo si è avvicinato all'uomo, che aspettava il convoglio, è gli ha sottratto il portafogli che conteneva 2000 euro. A questo punto il ladro si è dato alla fuga e la vittima ha immediatamente segnalato quanto accaduto alla guardia giurata in servizio nella Stazione. Gli agenti del Commissariato Aurelio, diretto dal dr. Federico Gazzellone, avvertiti dalla guardia giurata hanno ascoltato il racconto della vittima e raccolto le testimonianze di alcuni passeggeri, tracciando così un “identikit” del malvivente ed una descrizione degli abiti da lui indossati. Il ragazzo che frettolosamente stava cencando di uscire dalla stazione della metropolitana è stato fermato e perquisito. Gli agenti hanno trovato il denaro appena rubato quindi il giovane è stato subito arrestato per rapina impropria, mentre la refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario. Laura Napoli

VALLE AURELIA: forniva droga e carburante

Arrestato dalla polizia il titolare di un distributore di benzina perché riforniva i suoi clienti di carburante e droga. Un benzinaio romano utilizzava la sua pompa di benzina per rifornire i clienti di carburante e droga. Questo è accaduto in una pompa di benzina a Valle Aurelia. Lo spacciatore romano, un 34 enne, contattava i suoi clienti nel centro storico e li invitava a recarsi presso il suo distributore di benzina per fornirgli la droga. Sabato pomeriggio però è scattato immediatamente il blitz della Polizia dopo che il 34enne ha estratto dal vano sottosella del suo scooter una borsa a tracolla che ha poi riposto all’interno di un cassetto dell’ufficio. Dopo i controlli gli agenti hanno trovato 3 involucri di cocaina e 2100 euro. Poi in un cassetto sono stati trovati una banconota da 50 euro falsa ed un notebook in cui erano annotati tutti gli scambi illeciti. L. N


APRILE 2011

NOTIZIE DALLA CAPITALE

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VISITA GUIDATA alle chiese del Foro

L'Associazione Nea Polis organizza sabato 16 aprile ore 10 la visita guidata alle chiese del Foro. Si accede all’area sacra solo tramite autorizzazione, non perdere quest’occasione! Per informazioni e prenotazioni chiama il numero: 3334700413. L’appuntamento è alle ore 9.45 entrata Metro B “Colosseo”

Per info visita: www.neapolisroma.it oppure scrivi a: associazione@neapolisroma.it

Dopo la visita in San Clemente l'Associazione culturale Nea Polis ha il piacere di invitarvi alla scoperta delle chiese ubicate nel Foro. In questo nuovo incontro avremmo modo di conoscere come alcuni punti nevralgici della vita pubblica romana siano diventati edifici consacrati al culto cristiano. Il progetto “Dalla Roma dei Cesari alla Roma dei Papi” porterà avanti l'obiettivo volto ad evidenziare le tappe principali della storia attraverso le quali si è attuato il cambiamento dall'età antica all'era medievale. Durante la visita potremmo constatare le trasformazioni avvenute agli inizi del VI secolo, con l'avvento dei bizantini nell'Urbe e il loro forte ascendente sulla cultura artistica romana. Nel grandioso scenario visiteremo un ambiente della biblioteca pubblica, ubicato nel Foro della Pace, che in età medievale venne consacrato ai Santi Cosma e Damiano e ricevette un magnifico mosaico absidale. Parleremo, inoltre, dei cambiamenti del VII secolo, quando Papa Onorio I fece trasformare la Curia Senatus nella chiesa di Sant'Adriano e il Secretarium Senatus nell'oratorio di Santa Martina. Alla fine entreremo in Santa Maria Nova, edificio sacro oggi chiamato Santa Francesca Romana, che nel IX secolo venne ricavato all'interno di una cella dell'antico Tempio dedicato a Venere e Roma. In quello stesso periodo la chiesa ricevette un dipinto dedicato alla Madonna Hodighitria con cui introdurremo il discorso relativo alle icone mariane diffuse nell'Urbe a partire dall'alta Età di Mezzo. V. Vannucci


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La dura lotta di una madre sola per la dignità e la salute del figlio Da anni centri diurni specializzati non danno risposte per poter accogliere il ragazzo

Vi raccontiamo la storia di Andrea, giovane affetto da tetraparesi spastica e distonica.

Quella che vi stiamo per raccontare è la storia commovente di Oriana ed Andrea, la storia della lotta quotidiana di una madre per suo figlio. Da dieci anni, da quando il marito ha deciso di lasciare casa, Oriana lotta da sola per la salute e la dignità di Andrea, ora diciassettenne. Il ragazzo è affetto da tetraparesi spastica e distonica causata da un parto dolorosissimo. Inutile dire che avrebbe bisogno quotidianamente di cure fisioterapiche e di attenzioni; inutile aggiungere che i prezzi sono elevatissimi. Di qui ci addentriamo in un mondo contraddittorio, fatto di mancanza di attenzioni da parte delle istituzioni, di burocrazia ma anche di solidarietà delle persone.

Iniziamo dal 1997. Andrea ha appena cinque anni ma deve sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico. Ci vogliono 200 mln di vecchie lire per andare negli Stati Uniti, che la madre riesce a raccogliere grazie alla solidarietà delle persone, con donazioni spontanee (80 mln arrivarono dal CONI) e salvadanai posizionati negli esercizi commerciali. Un lungo intervento di otto ore, settimane di riabilitazione e poi il ritorno in Italia. La vita di Oriana continua a dividersi tutta tra il lavoro di impiegata al CONI e suo figlio. Ma da sola è davvero dura andare avanti. Infatti Andrea ancora non ha una pensione di invalidità, e l’ “accompagno” ammonta a 417€ mensili (fino al 2010 erano 480, ma ora l’ INPS ha pensato bene di decurtarne una parte). Oriana spende tutti questi soldi più gran parte del suo stipendio per pagare una assistenza privata al figlio mentre lei è al lavoro. Infatti l’ assistenza domiciliare gratuita è di nove ore settimanali (dato che si commenta da sé). Nel 2000 arrivò anche lo sfratto per la famiglia, e solo nel 2007 l’ ATER ha assegnato un alloggio a canoni popolari ad Oriana e Andrea.

Inoltre da anni il ragazzo è in lista di attesa per entrare in un centro che lo segua tutta la mattinata quotidianamente. Ad oggi, si attendono risposte dai centri Don Orione, Vojta e Coes. Ci vorrebbero pure dei fondi per poter fare un ciclo di cure in un istituto specializzato di Chieti. I problemi sono tanti, e dimostrano un vuoto legislativo e strutturale importante nella nostra società. Il 27 febbraio scorso una lettera di Oriana è stata pubblicata anche dal Corriere della Sera (a cura di Ester Palma). Tra le tante denunce, anche il fatto che fino all’ anno scorso Andrea non doveva pagare la mensa scolastica ed ora paga 80€ al mese! In più, nella sua scuola, per tre disabili gravi c’è un solo assistente! Si conta sempre nell’ aiuto dei singoli, non a caso Oriana ha aperto un conto corrente su cui si possono riversare delle donazioni spontanee

(c/c IT60R0100503309000000007324 intestato a Oriana Di Cesare, BNL Sportello CONI, Roma). Per contattare Oriana si può chiamare il numero 3290549498. Certo, se c’è un tale bisogno dell’ intervento dei singoli vuol dire che un vuoto istituzionale è innegabile. E. T


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NOTIZIE DALLA CAPITALE


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FOCUS: SALUTE E SANITA’

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SANITA’: TAGLIARE DOVREBBE ESSERE L’ULTIMA SOLUZIONE E NON LA REGOLA

Il taglio alla spesa sanitaria taglierà molti posti letto. A rischio chiusura il Santa Lucia e 24 ospedali fuori Roma. Non è certo una novità il deficit da record della sanità del Lazio, quest’anno candidato a superare il miliardo e mezzo di euro. Ma il Rapporto Oss e r va s a lut e , stilato allo scopo di monitorare i sistemi sanitari regionali e giunto quest’anno alla sua ottava edizione, indica che il Lazio è la regione che nell’anno passato ha ridotto maggiormente la spesa sanitaria – e si sa che riduzione della spesa significa tagli ai servizi e alle strutture. La situazione non è delle più rosee: negli ospedali non ci sono posti letto sufficienti, e così i pronto soccorsi diventano luoghi di degenza in cui i pazienti rimangono anche per quattro-cinque giorni, magari posteggiati su una barella, in attesa che si liberi un posto “vero”. E quelli che il posto lo trovano nelle cliniche private accreditate

dalla Regione non è detto che siano più fortunati: nel Lazio non sono mai stati stabiliti i requisiti minimi per l’accreditamento delle strutture, e così molte cliniche risultano del tutto inefficienti e inadeguate al ricovero. Strutture d’eccellenza come il Santa Lucia rischiano invece la chiusura: per questo istituto privato, all’avanguardia nella riabilitazione neuromotoria di adulti e bambini, la Regione ha previsto il taglio di quasi la metà dei posti letto, un taglio che per il Santa Lucia significa la chiusura. Fuori Roma sono 24 gli ospedali destinati a chiudere, e il danno sarà sia per i cittadini delle aree circostanti, sia per quelli della Capitale, le cui strutture ospedaliere – oltretutto già in difficoltà – vedranno aumentare il proprio bacino d’utenza, ma non le risorse finanziarie. Alla carenza di ospedali avrebbe dovuto porre rimedio l’incremento del servizio di elisoccorso, con l’apertura di cinque nuove piste, ma attualmente sono solo tre i centri funzionanti, di cui uno soltanto è attivo 24 ore su 24. Taglia dovrebbe essere l’ultima soluzoione e non la regola. Il futuro della sanità, se la si vuole davvero salvare, è migliorare la qualità della spesa che significa pochi sprechi e consulenze e lotta alla corruzione. Giorgio Zussini, Spec. Comunicazioni

Certe volte è meglio non sapere i tempi d’attesa nella sanità laziale. Non tutti sanno che molte regioni, tra le quali anche il Lazio, attraverso i propri siti web informano i cittadini sui tempi d’attesa previsti per le singole prestazioni sanitarie. Il risultato? Un motivo in più per augurarsi una saluta ferrea. A Roma per un’ecografia dell’addome completo c’è da spettare 5 mesi, per una dell’addome superiore anche di più. E a nessuno venga l’idea di “diventare” cardiopatico: per un elettrocardiogramma sotto sforzo c’è da aspettare 189 giorni (si parla cioè di ottobre). In realtà esiste un Piano nazionale di governo che impone alle regioni tempi di attesa da rispettare obbligatoriamente per visite, esami e operazioni chirurgiche, diversi a seconda della priorità

riconosciuta al paziente: si va dalle 72 ore per le urgenze ai 60 giorni per gli accertamenti; ma è evidente che le Regioni, quelle del centro-sud in particolar modo, faticano a rispettare queste direttive, almeno per ora. E le Regioni inadempienti? Per loro il piano prevede sanzioni finanziarie. A chi proprio non vuole “rinunciare” a un elettrocardiogramma in tempi ragionevoli, comunque, rimangono due soluzioni: chiedere la prestazione in regime di intramoenia (a spese della ASL, come prevede il decreto legge 124/98), o mettersi una mano sul cuore… e l’altra sul portafogli, pagando di tasca propria quel che invece spetterebbe di diritto. Giorgio Zussini, Spec. Comunicazioni


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FOCUS: SALUTE E SANITA’

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L’ALTRA MEDICINA: il benessere viene dalla saggezza della natura Bistrattata dal mondo accademico, demonizzata dai rappresentanti delle industrie farmaceutiche e dai medici ancora scettici, la medicina alternativa resiste e prende sempre più spazio nella nostra società dei consumi, quasi a compensare quell’esasperazione di materialismo odierno.

Omeopatia, floriterapia, oligoterapia, spagyria, fitoterapia, sono queste le principali balaustre rappresentative dell’altra medicina. Fondamentalmente un fattore fa da discriminante tra le due branche, ed esattamente il modo di considerare il paziente. L’allopatica si occupa principalmente di curare il sintomo, mentre l’altra prende in considerazione il malato nella sua dimensione olistica, globale, di inscindibile unità corpo-mente. Cartesio, nel 1600 compì un importante operazione di protocollo scientifico, relegando la cura dell’anima e quindi della psiche alla chiesa, e i mali del corpo appannaggio esclusivo della medicina accademica. Questo volle dire scindere pericolosamente il corpo dall’anima. Ebbene, la medicina alternativa interpreta il malato nella sua globalità, e non la malattia sintomatica fine a se stessa, compiendo un’operazione di ri-unione corpo-mente.

Secondo questa visione, la quasi totalità delle malattie scaturirebbero da un conflitto, più o meno inconsapevole, dell’anima (psiche) con l’io, che non trovando espressione cosciente nell’individuo, imploderebbe precipitando nella materia (corpo), generando il sintomo psicosomatico. La malattia in definitiva è molto spesso una mancanza di presa di coscienza profonda del proprio disagio. La medicina naturale parla un linguaggio formato da sottili vibrazioni, che hanno la capacità di comunicare alla nostra anima (psiche), o se preferiamo al nostro inconscio, ri-armonizzandolo con la conseguenza di un riequilibrio corpo-mente. Attraverso particolari procedimenti, la medicina naturale riesce ad estrapolare dalle essenze presenti in natura proprio quelle sottili vibrazioni energetiche di cui sopra, in grado di ristabilire l’equilibrio dell’individuo, evolvendolo verso l’auto guarigione.

La medicina omeopatica lavora secondo il principio del simillimum, cioè stesso male. Somministrando la stessa vibrazione energetica del disturbo, fungendo così da specchio alla coscienza dell’individuo, andiamo a neutralizzare gradatamente la malattia, risolvendo il problema alla radice. La floriterapia di E.Bach, per molti considerata l’evoluzione dell’omeopatia da cui scaturirebbe, agisce secondo il principio della risonanza, andando ad armonizzare le interferenze frequenziali di disturbo attraverso l’assunzione vibrazionale del fiore, il cui profilo psicologico ci rappresenta. Il metodo spagyrico sfrutta le ceneri delle piante carbonizzate, estraendone i minerali da cui ricavarne le frequenze vibrazionali curative. Le nostre cellule funzionano grazie a dei micro circuiti elettrici. Noi siamo formati da atomi che vibrando alla velocità della luce vanno a comporre molecole, che a loro volta creano le cellule di tutto il corpo; quindi è facile comprendere quanto sia importante mantenere il proprio equilibrio vibrazionale, neutralizzando le interferenze frequenziali di disturbo. Tuttavia non bisogna cadere nello stesso errore della medicina allopatica (ovvero dividere e tenere separate in modo dicotomico le due scuole di pensiero), ma occorre necessariamente integrare le due visioni e le loro applicazioni, perché quando la malattia è in fase acuta nello stadio avanzato, occorre intervenire necessariamente con il farmaco chimico, e non solo con frequenze vibrazionali. Viceversa soprattutto in fase preventiva, la medicina integrativa, così ormai definita, ha una efficacia maggiore, poiché interpretando la costituzione psicofisica dell’individuo nella sua evoluzione, va a correggerne preventivamente gli eventuali e futuri squilibri cronici. Federico Monti, scrittore


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FOCUS: SALUTE E SANITA’

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IL TESTAMENTO BIOLOGICO:

Deceduto per i medici ma non per la legge

Cosa significa “testamento biologico” Si sente spesso parlare di “testamento biologico”. Sono state dette molte cose su questo termine (anche delle inesattezze!) ed è bene dunque chiarire di cosa si tratta. Ci aiuta a definirlo il chirurgo (e senatore del Partito Democratico) Ignazio Marino nel suo libro intitolato “Nelle tue mani”:

“Il testamento biologico è il documento con cui una persona capace di intendere e di volere esprime la propria volontà circa le terapie o i trattamenti sanitari cui desidera, o non desidera, essere sottoposta nell’eventualità dovesse perdere irrimediabilmente la capacità di comprendere ed esprimersi”.

Da quanto detto si evince che il testamento biologico è un insieme di volontà dichiarate anticipatamente, espresse in forma scritta, che prendono valore nel caso in cui, dopo ad esempio un incidente od un ictus oppure nella fase avanzata di una malattia come il morbo di Alzheimer, la persona non sia più in grado di comunicare ed interagire col il mondo esterno. Il testamento biologico consentirebbe ad una persona di esprimere anticipatamente la richiesta od il rifiuto sia per gli atti medici sia per gli atti collaterali (come ad esempio l’assistenza in una struttura sanitaria o a casa propria, la designazione di una persona cara come tutore incaricato di esprimere e difendere il proprio volere durante lo stato di incoscienza). E’ necessario evidenziare una chiara distinzione tra il termine “testamento biologico“, in cui indico le mie volontà per il futuro, ed il “consenso informato” attraverso il quale una persona può chiedere l’interruzione delle terapie o la loro non attivazione nel momento in cui è cosciente, ed è dunque ancora in grado di esprimersi. Quando, dunque, una persona chiede di interrompere una terapia accetta che la malattia

faccia il suo corso incontrastata, come ad esempio il rifiuto di continuare una chemioterapia per un tumore ormai incurabile. Il compito del medico sarà quello di informare il paziente delle conseguenze di quella decisione, ma non può far nulla per opporvisi ed è invece tenuto a rispettare le indicazioni del paziente. Il consenso informato deriva direttamente dal molto discusso articolo 32 della nostra Costituzione scritto dal vicepresidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro il 28 Gennaio del 1947, dove si afferma l’importanza del principio secondo cui nessuno può essere sottoposto ad un trattamento sanitario contro la propria volontà. Ricordate il caso Welby? E’ sempre mancata nel nostro paese una legge sul testamento biologico, una legge invece già presente in paesi come gli Stati Uniti. Il Governo Berlusconi ha deciso di portare in Parlamento un disegno di legge sul tema. Non è però una legge a favore del testamento biologico (nonostante l’80% degli italiani si sia dichiarata favorevole al testamento biologico stesso). La norma esclude infatti la possibilità di una libera scelta e di autodeterminazione dell’individuo (che era stata definita fondamentale dalla Corte costituzionale con la sentenza n 438 del 2008). Così facendo si priva le volontà dell’individuo di qualsiasi potere vincolante, vanificando le “dichiarazioni anticipate di trattamento”. E’ una legge che nega il diritto di rifiutare la nutrizione e l’idratazione dell’individuo; l’individuo è costretto dunque a vivere attaccato a macchinari e ciò non farà che prolungare, inutilmente e senza possibilità di riportarlo ad una vita normale, la propria agonia all’infinito e quella dei propri cari costretti a condividere la sofferenza del proprio caro anche se dichiarato morto clinicamente. L’unica persona che potrà dire l’ultima parola sulla sorte dell’individuo è il medico. M.Minnetti


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la MEDICINA OMEOPATICa: Cosa cambia a partire dal 1 maggio 2011

La logica della nuova normativa non è sbagliata ma applicata ai prodotti omeopatici rischia di soffocare il settore e limitare la libertà del consumatore.

La materia dei medicinali vegetali tradizionali è regolata, in Italia, dal decreto legislativo n. 219/2006, con il quale sono state recepite nel nostro ordinamento le due direttive comunitarie in materia di medicinali per uso umano: la 2001/83/CE e la 2004/24/CE.

La prima direttiva (83/2001) tratta dei medicinali per uso umano e stabilisce, sia per i medicinali in senso stretto, sia per quelli omeopatici, delle procedure di registrazione e di autorizzazione all’immissione in commercio, da curare dalle Autorità competenti degli stati membri (nel nostro caso l’Agenzia Italiana del farmaco). Queste procedure sono semplificate nel caso di prodotti omeopatici, in ragione anche della notevole diluizione degli stessi. La seconda direttiva (24/2004) citata modifica la prima (83/2011) nel senso che assoggetta a procedure di registrazione e autorizzazione all’immissione in commercio, sia pure anche in questo caso in maniera semplificata, anche i medicinali vegetali tradizionali.

Cosa cambierà?

In pratica, con la direttiva del 2004 e con il successivo decreto legislativo n. 219 citato, che regola tale materia agli artt. 21 e seguenti, vengono assoggettati a procedure anche i prodotti di erboristeria tradizionali che prima venivano immessi in commercio liberamente. Queste procedure sono sì semplificate, ma comportano comunque dei costi non sostenibili dalle piccole e medie imprese. Vengono assoggettati a tale disciplina quei prodotti che sono in commercio da oltre trent’anni, di cui almeno 15 in uno stato dell’Unione Europea, e di cui ormai dovrebbe essere evidente la non pericolosità e l’efficacia. La logica di fondo della direttiva non è sbagliata: si tratta pur sempre di sostanze che vengono presentate come curative e la prudenza non è mai troppa.

L’Analisi

Si potrebbe osservare che un’applicazione della normativa estesa a tutte le sostanze comporterebbe una forte contrazione di questo settore. Potrebbe essere di aiuto, in questo senso, l’elenco comunitario di cui al punto 8 del preambolo della direttiva del 2004, in cui inserire sostanze il cui utilizzo è consolidato, non da trent’anni, ma magari da mille, per facilitarne ulteriormente la registrazione, e ridurre al minimo gli oneri a carico dei produttori, e che fosse riservata la procedura di cui alla direttiva a quei prodotti meno noti e diffusi da meno tempo. In realtà la direttiva prevedeva addirittura che potesse essere applicata la normativa sui farmaci veri e propri anche a dei prodotti vegetali tradizionali (omeopatici) utilizzati da oltre 30 anni, se l’Autorità competente avesse ravvisato dubbi sulla sicurezza degli stessi, e quindi sembra esserci poco margine al riguardo. Tra l’altro la data di decorrenza della piena applicazione del decreto, è fissata dall’art. 27 comma 5 del d.lgs. 219/2006, al 20 maggio 2011. Le conseguenze di tali provvedimenti sembrano essere da una parte la minore presenza sul mercato di prodotti di comprovata capacità curativa, dato che molte piccole e medie imprese non saranno in grado di sostenere gli oneri connessi all’applicazione della normativa; dall’altra parte, anche degli effetti negativi sull’economia, derivanti dalla mancata produzione di diversi tipi di tali medicinali, tanto più gravi in un periodo di crisi, e complessivamente la diminuzione del livello di libertà del cittadino, sia come consumatore e come persona bisognosa di cure. Alessandro Ranieri


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FOCUS: SALUTE E SANITA’

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GLI OGM SONO UNA RISORSA O UNA MINACCIA? di Daniele Palone, scrittore

Gli OGM ci sono stati presentati come la risorsa che ci consentirà di sconfiggere la fame nel mondo, ma forse non ci hanno detto tutto quello che dovremmo sapere...

In primo luogo, gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) sono pericolosi per l’economia. Spazzando via in modo sleale l’agricoltura tradizionale con dei prezzi artificialmente bassi, alla fine si avranno solo prodotti OGM ottenuti da semi modificati in laboratorio delle piante i cui frutti sono sterili, non danno cioè semi e non possono fruttificare a loro volta. Quindi i contadini sono spesso costretti ad acquistare semi (sterili) per ogni nuova semina. Il monopolio della produzione comporta il monopolio dell’offerta, quindi la possibilità di far lievitare artificiosamente la richiesta, riducendo l’offerta dei beni, per poi fissare prezzi più cari per la merce, aumentabili arbitrariamente, a volontà. Lungi dal risolvere le carestie, il monopolio dei mezzi di produzione agricola le acuirebbe, perché i prodotti costeranno di più, non di meno. In secondo luogo, gli OGM sono pericolosi per la biodiversità. Uniformando la tipologia di seme e spazzando via in modo sleale la concorrenza dell’agricoltura tradizionale (oggi ribattezzata “bio”) si perde la varietà di semi esistenti in natura. Ma se un seme OGM che, date le condizioni climatiche e ambientali odierne attecchisce bene, cambiando le condizioni ambientali dovesse divenire inadatto a proliferare, non avremmo varietà di semi differenti le cui caratte-

ristiche si sarebbero potute rivelare più adatte al cambio climatico, o al diverso PH del terriccio, o a tante altre variabili. In terzo luogo, gli OGM sono pericolosi per la salute pubblica. Se una ricerca scientifica compiacente e di parte si sforza in ogni modo di vincere le nostre crescenti perplessità e resistenze a riguardo, presentandoceli come prodotti del tutto sicuri sotto ogni aspetto, i prodotti OGM sono considerati tutt’altro che sicuri da comitati medici indipendenti. Tra questi ultimi alcuni si professano “agnostici” sulla tossicità degli OGM, mancando studi approfonditi e prolungati in merito. Altri assumono apertamente una posizione sfavorevole argomentando la loro ostilità verso gli OGM (o transgenici) con una serie di evidenze emerse dalle loro ricerche. Gli uni e gli altri in ogni caso denunciano la mancanza di trasparenza e d’autonomia degli organismi preposti al controllo, a cominciare dall’Organizzazione Mondiale del Commercio per quanto concerne i trust verticali e orizzontali, le concentrazioni di potere e di risorse delle multinazionali agricole e biotecnologiche, e continuando con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e con la FAO nelle quali chi dovrebbe vigilare sulla liceità della ricerca e produzione in ambito agricolo è invece organico agli interessi ed alle attività su cui dovrebbe vigilare.

Le prime vittime della speculazione OGM sono i contadini: rovinati dalla concorrenza sleale della Monsanto e degli agricoltori che scelgono di servirsi di sementi OGM, smettono di produrre coltivazioni “biologiche”.

Al momento la Monsanto vende a prezzi stracciati perché, eliminati i concorrenti, le sementi non OGM spariranno e il mercato sarà solo suo, tutto suo.

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FOCUS: SALUTE INTERIORE

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E io rinascerò cervo a primavera...

Ma come e cosa significa rinascere?

situazione di benessere. “Mens sana in corpore sano” dicevano un tempo i latini. Rinascita del corpo, ecco altro fondamentale passaggio per stare bene. Fare sport, correre al parco, aiutati dalle belle giornate primaverili, liberare le endorfine, scioMa quante forme di rinascita ci sono e gliere le tensioni, i muscoli, spogliandoci delle “zaquante ne conosciamo? E’ difficile dare spie- vorre” invernali. Muoversi, muoversi e ancora gazioni categoriche ad una sensazione, se così muoversi! può essere definita, come la rinascita. L’uomo, essere mutevole per eccellenza può, a volte senza ac- La pigrizia deve essere sopraffatta dalla vocorgersi in quanto sottovalutandosi, rinascere ogni glia di fare, la noia soppiantata dalla curiosità. Essere positivi, cercare di alleviare le nostre apqualvolta lo desideri. Ripulire la mente, lasciare spazio all’ispirazione, prensioni, le paure o i dubbi che spesso ci blocprendersi sul serio, valutare gli aspetti positivi di cano. Sostituire la parola fallimento con la parola sé sono piccoli grandi passi verso quel profumato esperienza. Noi sperimentiamo. Se premettiamo questo ogni esperienza porta con sé qualche cosa cammino che prende il nome di rinascita. di positivo da cui possiamo imparare. Rinascita di sé come via verso una guarigione del- La rinascita non comporta avere una nuova idenl’essere che in primis avviene dentro di noi con tità di sé, ma semplicemente quella stessa idenl’obiettivo di conoscersi e conoscere l’altro, vuol tità migliorata rispetto alla precedente, rafforzata. dire dunque in termini semplicistici ma efficaci: Rinascere non significa rinnegare il naturale io, evolvere e ritornare a sentirsi bene con l’io e con ma rendersi conto dei nostri limiti e superarli, scogli altri. Una ventata di aria fresca e nuova, una prire noi stessi e i nostri valori. E' dunque aprire nuova o ritrovata voglia di scoprirsi e di accettarsi. gli occhi e accorgersi della forza di essere indiviMa la rinascita spirituale è da considerare il duo l'imperativo che dobbiamo raggiungere. primo step per trovarsi immersi in una generale Federica De Angelis, Spec. Comunicazione Rinascere. Quando la parola viene emessa, provoca quasi sempre piacere. Sia nella persona che la usa sia in quelli che ascoltano. Si dice infatti con una certa partecipazione interiore. Spesso si intenderebbe proprio spronare l'altro e spingerlo verso qualcosa, ma risulta efficace saper dosare l’uso di questa parola. Il concetto è infatti comodo e semplice, in tutti i campi, ma se il parlante esagera e lo usa spesso, questo può essere l'indice più evidente di un falso profeta o di un imbroglione o anche di un semplice demagogo.


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FOCUS: SALUTE INTERIORE

APRILE 2011

Cernunnos e la ruota dell’anno celtico di Beatrice Chiapponi, scrittrice

Cernunnos, il dio dalle corna di cervo, ci insegna il segreto della trasformazione. Il fondamento della natura duale è il cambiamento, il continuo fluire di ciò che è mutevole nella conservazione dell’eternità celata dietro le pieghe del divenire. Nella tradizione celtica la tensione continua tra mutamento e permanenza, è espressione di quella dualità fondamentale che dà vita alla realtà manifesta. Il tempo celtico è un’eterna e ripetuta sequenza del ciclo di morte e rinascita, dove la morte precede la vita, la notte prepara il giorno e l’inverno partorisce l’estate; la sua essenza è pertanto il cambiamento, l’alternarsi degli opposti che determina l’azione e rende possibile la vita. Nel suo ciclo esso è il regno dell’azione che si contrappone all’immobilità dell’assoluto, pura potenza priva di realizzazione.

Il ciclo dell’anno segue incessantemente il suo corso, si chiude e ricomincia, ma per i Celti tale circolarità ha sempre la caratteristica della dualità. Ogni manifestazione ciclica è formata da una parte oscura e da una luminosa. Così come la giornata si distingue naturalmente in notte e giorno, l'anno appare diviso in due momenti di sei mesi ciascuno: giamos (1 novembre - 30 aprile) la metà oscura, l’inconscio che precede il conscio, la gestazione nel buio uterino prima della rinascita, il sonno della Dea, la discesa nelle viscere profonde, la contemplazione della forma senza tempo da cui sorgeranno i nuovi eventi e samos (1 maggio – 31 ottobre) il regno della luce, l’azione che opera nel tempo, la volontà attiva e creatrice, la manifestazione del cambiamento. Sul piano spirituale l'opposizione tra stato «oscuro» e stato «luminoso» ha un profondo valore simbolico come espressione dell’eterna dualità su cui si fonda la vita. Pertanto non è il tempo a scor-

rere, quanto le manifestazioni stesse dell'esistenza a fluire ciclicamente attraverso i due opposti stati dell'essere.

In questa visione di profonda/perfetta risonanza fra la realtà naturale e l’intima interiorità dell’uomo la primavera inaugura la fioritura delle energie interiori che, rielaborate nelle profondità dell’essere durante l’inverno, sono pronte a proiettarsi verso l’esterno, come le corna del dio cervo che progressivamente maturate nella metà oscura dell’anno, a rappresentare la proiezione di tale energia verso l’interno alla scoperta delle remote plaghe dell’io, sono pronte a cadere, segnando così il momento cruciale della liberazione di tale energia verso l’esterno. Dietro ad una simbologia così precisa ed affascinante si cela l’insegnamento di un popolo che ha celebrato i misteri della natura imparando ad abbandonarsi ai suoi cicli per danzare l’antica melodia cosmica dell’esistenza. Un invito a riscoprire noi stessi e il mistero che incarniamo.


APRILE 2011

FOCUS: SALUTE INTERIORE

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LE Tradizioni pasquali romane di Massimo Minnetti, filosofo

LA FESTIVITÀ

La festa di Pasqua nella città di Roma è molto sentita e la settimana che la precede (la Settimana Santa) fa parte integrante di questa festività. La Settimana Santa si svolgeva e si svolge tuttora a Roma tra le sue maggiori basiliche: S.Giovanni in Laterano, S.Maria Maggiore, S.Pietro. Il Giovedì Santo nella basilica di San Giovanni, davanti ad una folla proveniente da tutte le parti del mondo, viene letto l’Esodo, il libro della liberazione degli Ebrei dall’Egitto per mano di Dio, e la prima lettera scritta dall’Apostolo Paolo ai cristiani di Corinto. Una cerimonia che non si scorda, anche se la si è vista una sola volta, sono i “mattutini delle tenebre” nella Basilica di S.Pietro. La folla si raccoglie sotto la cupola e da un’altra finestra a balconcino, su in alto, mentre squilla una campana d’argento, si affaccia un canonico che mostra ai fedeli le reliquie: un pezzetto di legno della croce di Gesù, la lancia, e in ultimo il Santo Volto, un’effige di Cristo in una cornice d’argento.

LA VIA CRUCIS

Nel giorno del Venerdì Santo, anche se non c’è la messa, si distribuisce la comunione eucaristica con il pane consacrato il giorno prima, ed è la “manducazione” del corpo di Cristo che proprio nella giornata del Venerdì Santo dimostrò il suo grande amore morendo per i peccati di tutti. La sera dello stesso giorno viene fatta la Via Crucis, ricordando la via dolorosa percorsa da Gesù dal Pretorio di Pilato al Calvario. Questo rito solitamente è celebrato dal Papa, il quale porta una lunga ed esile croce e cammina in mezzo a due sacerdoti che portano un grande un cero. Il tutto si svolge al Colosseo anch’esso luogo di martirio. L’enorme folla che assiste alla Via Crucis, i lumi dei ceri portati dai fedeli, il Papa vestito di bianco, le preghiere recitate in 4 lingue: tutto questo conclude in maniera solenne la settimana di Passione. Alle undici di notte della giornata di Sabato incomincia la veglia e a mezzanotte della Domenica le campane, che in precedenza erano state tenute legate, squillano a festa. Le prime campane a

suonare gioiosamente sono quelle maestose della Basilica di San Pietro, di seguito le restanti chiese della città di Roma per manifestare la gioia per la resurrezione di Cristo.

LA TRADIZIONE A TAVOLA

La Pasqua a Roma è anche un’occasione per ritrovare piatti dal sapore dimenticato, preparati con formule note o segrete e custodite come patrimonio familiare. In passato veniva apparecchiata una tavola con una tovaglia di Fiandra bianca per la benedizione del sacerdote, dove sopra venivano messe tutte le leccornie che si sarebbero mangiate al ritorno dalla messa.

La colazione pasquale a Roma era considerata fondamentale perché veniva dopo il digiuno della Quaresima e consisteva in: un po’ di squaglio di cioccolata, una fetta di pizza ricresciuta, due fette di salame corallino e uovo sodo. Alla fine della colazione si aprivano le uova di cioccolata (che simboleggiavano la fecondità e il rinnovamento della vita) alla ricerca della sorpresa.

Il pranzo consisteva (e consiste tuttora) in un antipasto all’italiana, brodo di carne, fettuccine all’uovo con sugo e parmigiano grattugiato, carne in umido con il pomodoro e contorno di cicoria ripassata in padella con l’aglio, cosciotto di capretto con patate, carciofi cotti alla romana o alla giudia, colomba pasquale per dolce ed infine frutta fresca di stagione. Quello che avanzava del pranzo veniva utilizzato solitamente il giorno dopo, per festeggiare la Pasquetta (G.Engely, M.Ruffinengo in Pasqua:dai riti alle tradizioni popolari”)


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PROFESSIONISTI

APRILE 2011

CARTELLE ESATTORIALI, COME DIFENDERCI Rubrica

Avv. Franco Muratori Via G. Funaioli, 54-56 (Colli portuensi) Roma Tel. 06 51605708 Cell. 3335616187 studiolegalemuratori@gmail.com

L'atto col quale si avvia l'azione di riscossione è la cartella esattoriale che la maggior parte degli italiani si sono visti recapitare almeno una volta nella vita ed ha funzione di formale intimazione a provvedere al pagamento. Non sempre, tuttavia, la notifica di una cartella esattoriale ha nel pagamento il suo unico rimedio. Il concessionario, onerato dalla stampa e notifica di un grandissimo numero di atti e spesso con personale insufficiente, frequentemente commette degli errori. Sono ormai numerosissimi i casi in cui queste cartelle esattoriali presentano gravi mancanze o altri vizi che ne possono determinare l'annullamento.

L’omessa notifica degli atti a fondamento della cartella costituisce uno dei motivi di annullamento della stessa e, in molti casi, determina anche la caducazione della pretesa dell'Amministrazione. E' bene evidenziare che grava sull'ente asseritamente creditore e sul suo agente della riscossione l'onere di dimostrare la regolarità della notifica. Tale onere non sarà comunque soddisfatto con il deposito di un semplice avviso di ricevimento postale contenete la firma “per ricevuta” considerato che non si tratta di mere comunicazioni ma di atti suscettibili di incidere sulla sfera patrimoniale dei cittadini, costringendoli ad eseguire dei pagamenti. In breve, di atti di particolare importanza per i quali la legge ha previsto particolari percorsi da seguire a pena di nullità. Per la dimostrazione dell'avvenuta notifica, quindi, l'Amministrazione e\o il suo agente, dovranno dimostrare di aver perfezionato la notifica rispettando tutti gli adempimenti previsti dal Codice di Procedura Civile. Sarà quindi necessario che l'ente creditore dimostri di aver predisposto e sottoscritto una “relazione di notifica” dove un soggetto munito dei

necessari poteri (di cui ovviamente dovrebbero essere riportate generalità e ruolo a pena di invalidità) certifichi di aver personalmente spedito l'atto, di cui si richiede anche una minima descrizione, al soggetto destinatario, certificando così anche la riferibilità dell'avviso di ricevimento a quello specifico atto. L'avviso di ricevimento, a differenza di quello di una semplice raccomandata, deve riportare non solo il nome e cognome di chi riceve l'atto ma anche i suoi rapporti col destinatario dello stesso (dipendente, socio, portiere, figlio, etc.). In alcuni casi, oltre a quanto sopra, è necessario, ai fini della validità della notifica, che venga effettuata anche una raccomandata aggiuntiva per avvisare il destinatario degli eventi della notificazione in corso. I casi più comuni sono l'avvenuta consegna dell'atto al portiere dello stabile e la mancanza di persone idonee alla consegna dell’atto presso il proprio domicilio. Si avrà quindi diritto ad ottenere l'annullamento della cartella non solo in caso di mancata notifica ma anche qualora la notifica fosse stata effettuata in modo irregolare, con il semplice invio di una raccomandata, o incompleto, ovvero nelle forme di legge ma senza completarne tutti gli adempimenti.

Qualora l'Amministrazione non possa provare di aver seguito almeno le prescrizioni qui riportate per la notifica degli atti precedenti alle cartelle si ritiene molto probabile che se ne possa ottenere l'annullamento.Oltre al caso della mancata o irregolare notificazione degli atti precedenti, peraltro molto comune, sono numerosissimi i vizi, di diversa natura e qui non trattati, che potrebbero determinare l'invalidità di una cartella esattoriale. Purtroppo non tutti appaiono con la stessa semplicità ad un occhio inesperto.


APRILE 2011

PROFESSIONISTI

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IL DANNO ALLA SALUTE: in quali casi si ravvisa? Rubrica

Tel. 06.39366449 sabrina.numini@libero.it

Il risarcimento del danno alla salute è il frutto di una progressiva evoluzione giurisprudenziale che ha condotto all'elaborazione ed alla successiva conformazione della figura giuridica del danno biologico. Inizialmente, infatti, la posizione della giurisprudenza era nel senso di escludere la risarcibilità del danno alla salute ove non avesse contestualmente prodotto un danno patrimoniale per la perdita della capacità lavorativa. Era ammesso il risarcimento del danno morale ma solo nei casi in cui, ex art. 2059 c.c., tale forma di risarcimento fosse prevista per legge. L'iniquità del mancato risarcimento del danno alla salute ha condotto la giurisprudenza ad affermare la risarcibilità ex art. 2043 c.c. del c.d. danno biologico inteso come menomazione dell'integrità psico-fisica.

L'elaborazione della figura giuridica del danno biologico si deve ad interventi della Corte Costituzionale che ha individuato direttamente nell'art. 32 della Carta Costituzionale la fonte del diritto al risarcimento del danno alla salute. Secondo la Consulta, in particolare, il disposto di cui all'art. 32 della Cost. fonderebbe un diritto assoluto alla salute suscettibile di risarcimento ogni qual volta si trovi ad essere inciso da un comportamento antigiuridico di un terzo ex art. 2043 c.c.. Secondo la Corte Costituzionale: "l'ingiustizia del danno biologico e la conseguente sua risarcibilità discendono direttamente dal collegamento tra gli artt. 32, primo comma Cost. e 2043 c.c., più precisamente dall'integrazione di quest'ultima disposizione con la prima. L'art. 2043 c.c., correlato all'art. 32 Cost. va necessariamente esteso fino a ricomprendere il risarcimento non solo dei danni in senso stretto patrimoniali ma di tutti i danni

che, almeno potenzialmente, ostacolano le attività realizzatrici della persona umana. Ed è questo il profondo significato innovativo della richiesta di autonomo risarcimento, in ogni caso, del danno biologico" (sentenza della Corte Cost. 14/07/1986 n. 184).

Il danno alla vita di relazione, del quale è stato considerato una specie il c.d. danno estetico, è stato, di volta in volta, ricondotto dalla giurisprudenza alla figura del danno biologico o suscettibile di autonomo risarcimento a seconda che l'evento dannoso sia suscettibile o meno di produrre un pregiudizio patrimoniale ulteriore e diverso rispetto alla mera lesione dell'integrità psico-fisica. Il danno estetico è stato considerato, così, autonomamente risarcibile, quando incidente sulla capacità di produrre reddito del danneggiato in dipendenza della specifica attività lavorativa.

Ad esempio è stata ritenuta produttiva di danni alla capacità di produrre reddito la perdita totale della capigliatura subita da una bambina in quanto, secondo la Suprema Corte, tale grave menomazione determina una riduzione della capacità di concorrenza dell'individuo. Il danno biologico deve essere distinto dal danno non patrimoniale di cui all'art. 2059 c.c. che deve ritenersi riferito esclusivamente alla diversa figura del danno morale. Sono stati ricondotti nell'alveo del danno biologico e perciò risarcibili la privazione della capacità di avere rapporti sessuali e lo stress psicologico. A tale ultimo riguardo, l'ambiente del lavoro è risultato un terreno particolarmente fertile per lo sviluppo di fattispecie causative di danni alla salute. Sono stati così considerati suscettivi di produrre danni biologici risarcibili: i comportamenti di mobbing e di demansionamento nonchè quelli di illegittimo licenziamento perpetrati dal datore di lavoro o da colleghi ai danni del lavoratore. Sabrina Numini (Praticante Avvocato)


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PROFESSIONISTI

APRILE 2011

L’AMMINISTRATORE RISPONDE Cosa accade quando un condomino non paga le spese condominiali ordinarie o straordinarie ?

La situazione è la stessa in entrambi i casi. In primo luogo l’amministratore deve attivarsi per sollecitare il pagamento del debito. Se il debito è di un conduttore e non viene da questi saldato, deve provvedervi il proprietario. Inoltre la responsabilità solidale, imposta dal codice civile, implica che i condomini (proprietari) siano tutti solidalmente responsabili di eventuali debiti non pagati da uno dei proprietari. L’amministratore dovrà comunque far fronte alle spese condominiali, sia che si tratti di lavori straordinari sia che si tratti di gestione ordinaria. A tal fine – previa specifica delibera assembleare – deve: 1) emettere una rata extra a carico di tutti i condomini proprietari o utilizzare un fido bancario;

2) avviare un’azione legale per il recupero del credito (Decreto Ingiuntivo che è immediatamente esecutivo e poi tutta la procedura a seguire fino – se necessario – alla vendita all’asta dell’immobile). L’iter di una causa può durare dai 3 ai 5 anni e in casi limite, anche di più. Se l’immobile viene venduto, l’acquirente è tenuto a pagare le spese relative alla gestione in corso e alla gestione precedente. Qualora il debitore saldi il proprio debito (comprese tutte le spese e gli interessi), ogni procedura in atto deve essere immediatamente interrotta e restituito ai condomini quanto precedentemente versato. Paolo Migotto (Amministratore)

Paolo Migotto email: paolomigotto@gmail.com cell. 3317077542

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S O C I E TA’ & R E L A Z I O N I

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Quando c’è la salute, c’è tutto?

di Lorenzo Sigillò, sociologo membro ANS Quando c’è di mezzo la “psicologia popolare”, parente meno snob della psicologia culturale, tutte le verità pendono da un sorriso sulle labbra ed alcuni aforismi e ‘detti’ diventano semplicemente realtà. Uno di questi è senz’altro il tipico “quando c’è la salute c’è tutto”.

Chi ha antipatia per i luoghi comuni, probabilmente non si accontenterà di questa soluzione di vita, si dirà che la salute non basta se non c’è dell’altro! Ma la maggior parte delle persone, data la fragilità del nostro essere, è bene ricordarlo, prima o poi dovrà avere a che fare con dei problemi di salute (fate pure gli scongiuri) e nessun’arma divina come la sofferenza, sa porci in ginocchio. Quando passeranno i momenti più difficili, ci ricorderemo che è proprio vero, ma altrettanto faremo in modo più consolatorio, quando una serie di sfortunate coincidenze ci fa girare tutto storto ed allora l’unica nota positiva a cui aggrapparci e da cui cercare conforto sarà sempre quella: pensare che “quando c’è la salute c’è tutto”! Viene sostenuto spesso che alcuni tipi di malattie sono esplosioni di altri disagi ed è normale quindi vedere una causa-effetto tra la salute ed il benessere reale. Simpaticamente c’è chi dice che è meglio piangere in una macchina di lusso che in un’utilitaria, ma tutto sommato, se il risultato finale è la stessa sofferenza, è probabile che si tratti solo di un palliativo: quando si prende una pasticca per il dolore ma non per la cura, il dolore ...per sapere COSA E COME FARE TUTTO (pratiche burocratiche, linea editoriale, gra fica, pratiche commerciali, utilizzo softwares, ecc).

Sono aperte le ISCRIZIONI al CORSO PRATICO PER INFORMAZIONI CHIAMA IL 3202284368 Il corso è tenuto da giornalisti professionisti

prima o poi ritorna! Un’interessante ricerca recente dell’Università americana di Yale, mette ad esempio in moto il binomio salute-amore, calciando via i beni materiali e dimostrando che anche “quando c’è l’amore c’è tutto”. La sensazione di chi sente di essere amato dagli altri e gode di attenzioni, proverebbe sentimenti diversi nei confronti del denaro e dei beni materiali in generale: ora possiamo dire che è scientificamente provato! Non sembra una notizia sensazionale, non assomiglia alla scoperta dell’atomo, ma è anche vero che un’informazione che appare banale, messa nero su bianco forse gli consente di avere un po’ di peso in più. Umorismo? Anche, indispensabile verrebbe da dire, se è vero come è vero, che una istituzione come l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito da decenni che quando si parla di Salute, si fa riferimento ad uno stato di benessere fisico, psichico e sociale e non all’assenza di malattia. Ci si potrebbe chiedere se questo è solo uno scaltro modo di vedere il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto, ma noi lo prendiamo come un assist per chiudere dicendo che quando c’è la salute c’è tutto, se si sta bene fisicamente, psicologicamente e socialmente… e allora sì, forse quando c’è la salute c’è tutto!


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NEA CULTURA

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L'uomo dei terremoti La teoria sismologica

Nessuno è in grado di prevedere i terremoti. Esiste però una teoria che allinea ed equipara il loro comportamento al fenomeno della marea, affermando che esiste una cadenza temporale ben definita in ogni evento sismico, correlabile all'influenza dei pianeti del sistema solare; in particolare, al loro allineamento in posizioni ben definite. Questa teoria venne formulata nell'ottobre del 1914 da un ricercatore solitario di Faenza, Raffaele Bendandi che, per avvalorarla, scrisse su un suo taccuino la previsione di una forte scossa che si sarebbe verificata il 13 gennaio dell'anno successivo. Il terremoto si verificò effettivamente ad Avezzano. Da quel momento, convinto dell'esattezza dei suoi calcoli astronomici, Bendandi si dedicò anima e corpo ai suoi studi sui terremoti. Il 20 dicembre 1923 previde, facendo registrare il documento da un notaio, che si sarebbe verificata una scossa notevole nelle Marche. L'evento purtroppo si verificò effettivamente, anche se con lo scostamento di qualche giorno rispetto alla previsione. Da quel momento in poi venne chiamato “l'uomo dei terremoti” e i suoi studi vennero seguiti dai giornali di mezzo mondo, che invano tentarono di carpirne i segreti. Secondo Bendandi i terremoti sarebbero assolutamente prevedibili poiché dipendono dalla forza d'attrazione della luna, del sole e di altri pianeti che, provocando rigonfiamenti della superficie terrestre, scatenano movimenti tellurici. “L’origine dei terremoti,” egli scrisse, “secondo la mia teoria è prettamente cosmica. In base a dati da me raccolti e controllati il sisma avviene quando nel giro mensile di una rivoluzione lunare l’azione del nostro satellite va a sommarsi a quella degli altri pianeti”. Tra le sue previsioni sembra vi siano anche quella di una forte scossa di terremoto, che dovrebbe

di Carlo Famiglietti

interessare la città di Roma l'11 maggio 2011, e di altre devastanti manifestazioni telluriche che potrebbero coinvolgere l'intero pianeta il 21 dicembre 2012. Ovviamente non esistono certezze circa tali previsioni, né prove documentali dello stesso Bendandi, deceduto misteriosamente nel suo studio nel 1979. Tuttavia, la circostanza che questo inascoltato scienziato abbia saputo individuare con sorprendente precisione le date di accadimento di alcuni rovinosi fenomeni invitano – pur senza cedere ad eccessivo allarmismo - a non sottovalutarne le teorie e le previsioni. Circolano, inoltre, su internet le notizie più disparate circa il terremoto che dovrebbe riguardare Roma, ed il tam tam del web tende ad ingigantirsi ogni giorno di più, snodandosi in tutte le direzioni e coinvolgendo sempre più internauti, quanto più ci avviciniamo alla presunta data fatidica. Forte è infatti il desiderio di conoscere, potente il richiamo del mistero, probabilmente presente l'angoscia suscitata da paure ancestrali. Ma da sempre l'uomo va incontro al suo destino sulla terra e la circostanza che sia ancora presente a distanza di milioni di anni dalla sua comparsa depone per ogni radiosa speranza.

D'altra parte siamo sicuri che occhi attenti vigilano su questo e su tanti altri fenomeni che potrebbero riguardarci. Intanto da più parti si suggerisce, non fosse altro che per fatto scaramantico, di tenere aperti, ed illuminati anche di notte, i parchi pubblici di Roma nella settimana che coinvolge la previsione di Bendandi, tenendosi anche pronti ad affrontare ogni emergenza.


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NEA CINEMA

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NON È SOLO UN FILM! di Laura Andina (Responsabile Produzione Cinematografica)

L’importanza di un “altro” cinema Si è sempre invocato l’orgoglio nazionale, è invece sarebbe bastato lasciare a ognuno il proprio orgoglio. Chiederemo agli altri in prestito quei motivi vitali che tocca a noi invece scoprire per nostro conto, magari sulla scorta della triste esperienza vissuta? Ennio Flaiano – “L’amaro teatro”

Tutte le forme culturali, perfino - e a volte più che mai - quelle che negano di contenere messaggi politici, implicano comunque messaggi politici e dunque sono potenzialmente foriere di conseguenze nel mondo. Nessuno dovrebbe credere che i film sono solo pellicole, e non documenti culturali dei nostri tempi, che, al di là di quanto ci intrattengono, dicono qualche cosa su come viviamo e su come vediamo le cose. L’aspetto di questa argomentazione che è sempre frustrante è l’idea che ci sia una sorta di contraddizione tra il divertirsi al cinema e il prendere i film sul serio. E’ come dire: se vai a vedere un Picasso e il tuo spirito ne è in qualche modo toccato, non puoi parlarne seriamente. Se vai a vedere un quadro che ti commuove, che “intrattiene il tuo spirito” o un aspetto della tua psicologia, ecco, questo è in contrasto con il dire: questa è un’opera d’arte seria, che può essere apprezzata e che può sviluppare i modi in cui una persona la apprezza. Non è una contraddizione nelle arti tradizionali dire “Gauguin è bellissimo e Gauguin è molto importante”. E’ come dire ”Pasolini, bellissimo e commovente, e allo stesso tempo importante per la nostra cultura”. Il senso di perdita nazionale alla morte di alcuni maestri (Monicelli, Fellini) e artisti (Totò, Sordi) è segno distintivo della forza della nostra cultura. E’ invece meno ammirevole la nonchalance con cui alcuni produttori e registi immettono sul mercato prodotti cinematografici discutibili per come il tema del “diverso” viene in essi trattato. Alcuni esempi non troppo lontani nel tempo possono essere: Questa notte è ancora nostra, Lebanon, La passione di Cristo, Black Hawk Down, Borat, Prince of Persia, Tutto quella notte, Il miglio verde, Attacco al potere, Pensieri pericolosi, Dangerous Minds, Indiana Jones e il tempio maledetto, Star Wars Episodio 1, L’ultima alba - Tears of the Sun. Ad esempio, i Antoine Fuqua L’ultima alba - Tears of the Sun con Bruce Willis e Monica Bellucci, è un film straordinariamente razzista che cerca in un certo senso di abbozzare una giustificazione

complessiva del potere coloniale in Africa. Le vecchie ortodossie che prescrivevano un singolo modello di etnìa (o razza, classe sociale, sessualità) si stanno gradualmente mitigando, mentre i promotori di soggetti alternativi che in passato hanno operato ai margini, adesso reclamano una più ampia partecipazione al centro. I film indipendenti, in particolare quelli a basso budget, sono il medium attraverso cui tradizionalmente si articolano le rappresentazioni delle minoranze. L’audience gay, ad esempio, ha dato un impulso importantissimo al cinema indipendente (Philadelphia, Thelma & Louise). Il cinema indipendente, infatti, è un territorio di pratiche culturali dai confini permeabili e in costante mutamento. Coloro che vi prendono parte attivamente sono soprattutto liberi professionisti, produttori associati, collaboratori esterni e consulenti: unità che si aggregano temporaneamente in nuclei per poi separarsi a fine progetto. Tale processo produttivo, insieme al conseguente standard operativo, avviene per mezzo di un network di conoscenze e potere, all'interno del quale costanti negoziazioni scandiscono la realizzazione di ogni singolo film. Di conseguenza i film restano sospesi nell'instabilità del compromesso. Tale compromesso è anche l'altare su cui il messaggio originario del film è sacrificato. Se questo può essere visto come il lato più oscuro delle pratiche produttive del settore cinematografico, esso è tuttavia rischiarato principio culturale più importante: la selezione dei contenuti deve operarsi solo in base ai parametri del mercato, e non di una censura, al fine di tutelare quanto ancora c'è di libero.


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NEL PROSSIMO NUMERO

nel Focus di MAGGIO si parlerà di...

APRILE 2011

DOVE TROVO LA RIVISTA

ENERGIA

- FOCUS -

- L’energia interiore - Qual’energia che conviene davvero? - Nucleare in Italia? - Bilanciare le energie: “life work balance” - Risparmio energetico: Istruzioni per l’uso - La privatizzazione dell’acqua

- C UL T U RA -

- Visitiamo Roma

- PR O F E S SI O NI ST I -

In arrivo la liberalizzazione del mercato energetico

- N O TI ZI E DAL L A CAP I TA LE E DA I MUN I CIP I

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