Quaderno della Ricerca #54

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I Quaderni della Ricerca

Linguaggio e mondo. Il potere della parola Romanae Disputationes 2019-20 a cura di Gian Paolo Terravecchia e Marco Ferrari



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I Quaderni della Ricerca

Linguaggio e mondo. Il potere della parola Romanae Disputationes 2019-20 a cura di Gian Paolo Terravecchia e Marco Ferrari


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Indice Introduzione 7

di Gian Paolo Terravecchia, Marco Ferrari

Saluto del Ministro dell’Istruzione 10

Parte prima. Sul Concorso Il linguaggio nella filosofia alla prova delle Romanae Disputationes

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1. Il tema del Concorso

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2. Le rd nel mondo della scuola

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3. Lo svolgimento del Concorso

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Sul torneo Age contra

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di Marco Ferrari

di Gian Paolo Terravecchia Parte seconda. Riflessioni sul linguaggio Linguaggio e mondo. Il potere della parola

di Carmine Di Martino

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1. Il pensiero e il linguaggio

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2. Quando abbiamo un segno linguistico

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3. Perché è importante imparare a parlare

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4. Il segno e il concetto

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5. Il potere della parola

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6. Congetture genealogiche

37

7. La responsabilità di parlare

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Linguaggio e mondo. Il potere della parola

Il potere della parola tra poesia e filosofia

di Alessandro D’Avenia Per una nuova ontologia della relazione

di Luciano Floridi

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Parte terza. I vincitori Vincitori del concorso 2020

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Characteristica universalis. Dal linguaggio artificiale di Leibniz ai calcolatori informatici

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Dalla ferita dell’indicibile all’enigma inesauribile

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1. Introduzione

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di Alberto Finardi, Daniele Natali, Daniel Nicoli, Gabriele Rossoni, Gianluca Togni di Nicla Chialà, Miriam Laterza

2. Sulla “soglia” dell’indicibile. La via apofatica del “dire non dicendo” 78 3. Oltre la “soglia”. In cammino verso la parola “smarrita”

81

4. La centralità dell’enigma. L’ermeneutica come “apertura” nell’esperienza dell’indicibile

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5. Conclusione

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Potiri rerum. Impadronirsi… delle parole

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1. Sulle tracce del potere

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2. Vicolo cieco?

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3. Ritorno al futuro

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4. Chiavi di lettura

91

5. Interrogare gli Ateniesi

91

6. Guardare oltre…

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di Elisa Vecchierelli, Alexia Nozza, Davide Zanardelli, Fabio Cattaneo

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Indice

7. Dal cielo alla terra

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8. La parola persuasiva

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9. La Parola che crea

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10. La Parola che salva

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11. Scendere in profondità

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12. Ritorno ai sofisti? Parole liquide 98 Bibliografia

99

Sitografia

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Cratilo 2020 o Breve ricerca dialogica del linguaggio della Verità

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1. Introduzione

100

2. Dialogo

101

3. Conclusione

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Bibliografia

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Segni, sogni, realtà. Luoghi della parola

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1. Linguaggio e mondo

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2. … (ri)velazione

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3. … cura

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4. … interiorità e letteratura

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5. … (in)segno interiorità

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6. Per finire

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Bibliografia

118

Sitografia

118

Video analizzati

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di Alessia Argniani, Lorenzo Pepa, Stefano Volpe

di Alessia D’Agostino, Alice D’Emilio, Alessia Loredana Di Mattia, Giulia Gianforte, Greta Marinozzi

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Linguaggio e mondo. Il potere della parola

Non con la pistola ma con la parola. L’importanza del dialogo maieutico nell’educazione delle nuove generazioni

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1. Introduzione

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2. Il linguaggio mafioso: tra sofisti, Platone e Cartesio

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3. La palinodia etica de “Il Principe” della mafia

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4. Scuola o famiglia? 4.1. Le metamorfosi dell’insegnante-guida 4.2. La parola come ponte tra insegnamento e filosofia

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5. Conclusione

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Bibliografia e filmografia

128

Sitografia

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di Francesca Moro, Ilaria Pellegrinelli

Appendice Il manifesto per la filosofia e l’esperienza di rd2020 per l’iis “Galilei-Luxemburg” di Milano

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Manifesto per la filosofia

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Il potere della parola alla prova: un percorso formativo all’iis “Galilei-Luxemburg” di Milano

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1. Il contesto. Classi del terzo anno di un Istituto d’Istruzione Superiore

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di Paola Muller

2. L’esperienza. Dal laboratorio di filosofia alle Romanae Disputationes 137 3. Qualche riflessione

140

Autori e curatori 142

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Introduzione di Gian Paolo Terravecchia, Marco Ferrari

Siamo giunti, con quella del 2020, alla vii edizione del Concorso nazionale Romanae Disputationes (rd). Esso cerca di promuovere in Italia l’eccellenza nello studio della filosofia a livello di scuola secondaria di secondo grado. Le rd in questi anni hanno offerto a migliaia di studenti del triennio superiore di tutta Italia un percorso di ricerca e confronto aperto a tutti gli orientamenti culturali, realizzato in collaborazione col mondo universitario, ponendo a tema le grandi domande che la filosofia offre. Il Concorso si radica nel lavoro quotidiano di numerosi docenti di filosofia della scuola secondaria di secondo grado che condividono la propria esperienza di insegnamento per riscoprire, in quella comunità di lavoro che è la Bottega di Filosofia di Diesse, i contenuti e i testi della filosofia al di là del già saputo e sedimentato1. Nelle rd gli studenti, raccolti in team, vengono sfidati a lavorare sui più affascinanti temi di cui si occupa la filosofia, come la ragione umana, la libertà, la giustizia, la tecnologia, il bello, il desiderio, il potere della parola. Tali questioni costituiscono la trama quotidiana delle lezioni di filosofia a scuola e sono proposte nel Concorso proprio perché possano rioccupare con maggiore centralità e ampiezza il ruolo che spetta loro nella formazione delle giovani generazioni e nella riflessione matura degli adulti. Il presente testo nasce dal Concorso rd2020 sul tema: “Linguaggio e mondo. Il potere della parola”. Dal 13 al 15 febbraio, presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, si sono tenuti alcuni interventi di grande spessore e gli Age contra, oltre naturalmente alle premiazioni finali. Anche quest’anno il Concorso ha ricevuto l’attenzione del Ministero dell’Istruzione,

1. Cfr. Prefazione, in M. Ferrari e G.P. Terravecchia (a cura di), Soggetto e realtà nella filosofia contemporanea. Cinque lezioni, Itaca, Castelbolognese (ra) 2014, p. 3. Cfr. hiip://www.diesse.org/lebotteghedellinsegnare/filosofia. Le lezioni della Bottega sono pubblicate anche sul portale http://webtv.loescher.it. La Bottega di Filosofia è coordinata da Marco Ferrari e fa parte del progetto Le Botteghe dell’insegnare a cura dell’associazione Diesse, Didattica e Innovazione Scolastica.

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Linguaggio e mondo. Il potere della parola

infatti il Ministro Lucia Azzolina ha inviato ai partecipanti un video saluto di cui, grati, riportiamo il testo integrale. Il presente volume cerca soprattutto di offrire del materiale che consenta, a diversi livelli di approfondimento e da molteplici angolature, di rimeditare il tema del potere della parola a partire da quanto avvenuto durante le varie fasi del Concorso. La prima parte del testo raccoglie alcune riflessioni del direttore del Concorso per l’edizione 2020 e racconta le diverse fasi del lavoro svolto durante l’anno e il suo articolarsi. Seguono una notizia e alcune riflessioni critiche sul torneo di dibattito filosofico Age contra, da parte del direttore del Comitato didattico del Concorso. La seconda parte del volume raccoglie, in primo luogo, il testo dell’intervento di apertura di Carmine Di Martino, in secondo luogo, i testi di due relazioni presentate al Convegno finale: quella di Alessandro D’Avenia su Il potere della parola tra poesia e filosofia e quella di Luciano Floridi su Per una nuova ontologia della relazione.2 La terza parte del testo offre le informazioni sui vincitori delle varie categorie e raccoglie gli elaborati scritti presentati dai vincitori del Concorso. L’Appendice raccoglie, infine, il Manifesto per la filosofia e il resoconto di un progetto di sperimentazione didattica a cura di Paola Muller presso l’iti “Galilei-Luxemburg” di Milano. Quanto alla scelta sulle modalità di pubblicazione delle tesine, è opportuno chiarire le ragioni che, anche quest’anno, ci hanno guidato. Quello che in un autore esperto, magari affermato, è motivo di pudore, in un giovane alle prime armi è traccia di un percorso di crescita e perciò può essere a pieno titolo motivo di orgoglio e vanto. La logica di questa parte è di presentare i testi giudicati come migliori, secondo la valutazione delle giurie didattica e scientifica. Ci siamo limitati a correggere i refusi e le mancanze formali a livello tipografico, emendando in qualche raro caso il testo per riportarlo alle intenzioni espressive originarie, con l’autorizzazione di chi lo firma. Abbiamo inoltre sollecitato gli studenti a inserire i riferimenti bibliografici che non di rado mancavano in qualche misura nel testo consegnato al Concorso. Abbiamo però conservato tutto il resto, comprese le carenze a livello espressivo, concettuale e culturale. Gli studenti che li hanno scritti vi troveranno il loro lavoro proprio così come l’hanno presentato (e non una sua versione finta e abbellita per l’occasione). Gli insegnanti potranno constatare tra le righe il molto lavoro che è stato svolto dai colleghi e il tantissimo che si sarebbe potuto fare, traendo spunto dall’uno e dall’altro. Gli studenti delle prossime edizioni del Concorso si faranno un’idea di quello che in passato è stato uno stan-

2.

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Sono reperibili sul sito web e sul canale Youtube di rd alcune delle lezioni, dei workshop e dei dibattiti filosofici Age contra Junior e Senior della tre giorni finale. Cfr. il sito web di rd http:// romanaedisputationes.com; canale YouTube di rd: https://www.youtube.com/channel/ UCxmQzzh47V4dvJPFYt2t5XQ.


Introduzione

dard vincente e potranno cercare di alzare l’asticella. Ci piace pensare che un giorno qualcuno prenderà in mano anche questo testo delle rd e, leggendo le tesine degli studenti, sorriderà di quanto è stato scritto dai team in questa edizione. Ebbene, anche in questo caso, tutti gli autori, con noi, potranno essere orgogliosi di aver compiuto un passo verso quel miglioramento. In un percorso di ricerca è normale che alcune cose non riescano al meglio, soprattutto all’inizio: se si vuole imparare a camminare, non si deve temere di cadere e anzi bisogna essere orgogliosi di quanto intrapreso, pur di non restare fermi. Il lettore dovrà comunque riconoscere che, con tutti i loro limiti, le tesine che raccogliamo presentano, ciascuna, degli elementi di merito e di interesse che noi curatori siamo lieti di pubblicare, anche a motivo della capacità che hanno avuto gli studenti di entrare con tutto se stessi dentro alle questioni, mostrandone molteplici sfaccettature e, soprattutto, il riverbero sincero che la domanda sul desiderio ha suscitato in loro. A fronte del tanto lavoro svolto per l’organizzazione delle rd, ci pare doveroso ringraziare, insieme agli studenti partecipanti, anche tutti i docenti e i presidi che hanno sostenuto e favorito il lavoro dei propri team, in virtù del grande impegno che le rd richiedono in termini di tempo, di studio e di organizzazione. Allo stesso modo vanno ringraziati gli illustri relatori, gli organizzatori e i collaboratori dell’associazione Amore per il Sapere (ApiS) e di tutti gli enti, le associazioni e le Università – l’Università Cattolica di Milano, l’Istituto Toniolo, Laterza editore, gli studentati universitari di Camplus, le residenze universitarie della Fondazione rui, la Cineteca di Bologna, la Fondazione De Gasperi, Schola Italica, l’associazione Diesse, l’associazione Jonas, Parole O_Stili, la Fondazione Cineteca di Bologna, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, la Fondazione Petroniana, il Festival di Filosofia della Magna Grecia, il magazine Dire, fare, insegnare, l’Università di Padova, di Bari, di Venezia e di Bologna – che, compartecipando alla realizzazione del Concorso, hanno reso possibile la costruzione di un nuovo luminoso tassello del grande mosaico della buona scuola italiana. Desideriamo poi ringraziare alcune persone il cui contributo per la realizzazione del volume è stato prezioso: Elvira Baturi, Donatella Agnolucci, Martina Caira, Paolo Del Pozzo, Gabriele Laffranchi, che in molti modi hanno contribuito a rendere migliore questo testo. Infine, ma certo non per ultimo, ci teniamo a ringraziare Loescher che continua con generosità a sostenere il Concorso e la pubblicazione dei testi che esso ogni anno produce.

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Il Ministro On. Lucia Azzolina Roma, 13 febbraio 2020 Care ragazze, cari ragazzi, inizia oggi la settima edizione delle Romanae Disputationes. So che siete molto emozionati per questa gara. Avrei voluto essere con voi, ma impegni precedenti non me lo consentono. Ci tengo, però, a farvi il mio “in bocca al lupo” perché amo profondamente la filosofia. È la materia che ho scelto per la mia prima laurea, è la materia che ho insegnato. Insomma, la filosofia ha un posto speciale nel mio cuore e nella mia formazione. È una materia affascinante, che affonda le proprie radici nel passato, si rinnova costantemente nel presente e si proietta nel futuro. Studiare filosofia consente di sviluppare elasticità mentale, capacità critica, velocità nel trovare soluzioni sempre nuove ai problemi. Aiuta a costruire un bagaglio culturale molto ricercato nel mondo del lavoro. Ringrazio l’ideatore e fondatore delle Romanae Disputationes, il professor Marco Ferrari, che vi coinvolge in questa bella avventura. Grazie ai docenti universitari che accompagnano voi studenti nel percorso di preparazione alla gara e che fanno parte della giuria. Grazie agli insegnanti che vi hanno guidato nello studio. In bocca al lupo e che vinca il migliore. Il Ministro On. Lucia Azzolina 10


Parte prima Sul Concorso



Il linguaggio nella filosofia alla prova delle Romanae Disputationes di Marco Ferrari

1.  Il tema del Concorso Il Concorso nazionale di filosofia Romanae Disputationes ha sfidato quest’anno migliaia di studenti e docenti della scuola secondaria di secondo grado a riflettere sul tema del linguaggio. In un momento della storia nel quale parrebbe che tutto sia orientato all’utile e al profitto e dominato unicamente dal potere e dalla violenza, abbiamo deciso di interrogarci sulla natura del “linguaggio”, allo scopo di portare alla luce e riscoprire la misura autentica della vita degli uomini. Più di cinquemila studenti hanno ascoltato Carmine Di Martino, docente di Filosofia teoretica dell’Università degli studi di Milano, il 25 settembre 2019 in occasione della lezione inaugurale del Concorso. La maggior parte degli studenti e dei docenti si sono radunati nel pomeriggio liberamente, nelle proprie scuole, per seguire la lezione in diretta streaming, altri invece hanno gremito l’aula magna dell’Università Cattolica di Milano in cui si svolgeva la lezione. Tutti loro sono stati comunque mossi dal desiderio di comprendere di più, dal bisogno di ascoltare una voce capace di chiarire quella dimensione di noi che è la più umana e insieme la più difficile da definire, che è il linguaggio stesso. C’è qualcosa di più desiderabile dell’avere tempo e spazio per la conoscenza di noi stessi? C’è qualcosa di più interessante di poter godere di un maestro che ci dona il suo tesoro più prezioso? A tema è stato posto il linguaggio, la parola, il potere naturale di mappare il mondo e l’esperienza che rende l’uomo così diverso rispetto agli altri viventi. Che cos’è il linguaggio? È il linguaggio ciò che rende l’uomo tale? Che portata hanno, circa la specificità del nostro essere umani, la nostra capacità naturale di dare nomi alle cose, di mappare il mondo con le parole, la nostra condizione invalicabile di esseri che pensano il mondo e le cose sempre all’interno di un certo linguaggio? Queste domande sono state ulteriormente approfondite dalla lezione di Di Martino: che rapporto c’è tra pensiero e linguaggio? Chi non parla non pensa? Si può pensare quando la parola manca?

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Linguaggio e mondo. Il potere della parola

Quando siamo in presenza di un segno linguistico vero e proprio? Quando c’è un linguaggio, una parola, e non un mero segnale? Abbiamo scoperto – seguendo la lezione inaugurale di Di Martino – che un segno linguistico è quel segno che in maniera consapevole suscita la stessa risposta, lo stesso gruppo di rappresentazioni, in tutti i membri di una comunità parlante1. Il referente della parola è poi costitutivamente assente, “ideale”, universale. Abbiamo infatti un segno linguistico e non un mero segnale quando c’è significazione in assenza di referenti concreti, e questa assenza non è provvisoria ma costitutiva del segno. Nel linguaggio scopriamo dunque una totalità di significati ideali, che si incarnano nelle nostre parole. Le parole ci danno un potere di rapporto di combinazione con il mondo e al tempo stesso ci rendono autocoscienti. Per diventare autocoscienti, dobbiamo avere i significati dei nostri gesti, dobbiamo pensare i nostri pensieri, come li penserebbe un altro che li sente comunicare. Con la mediazione dei segni possiamo prendere distanza dai pensieri che pensiamo, cosa che non può fare un vivente che non ha il linguaggio simbolico. La parola, dunque, non solo ha un potere di oggettivazione, ma ha anche il potere di farci consapevoli di noi stessi: io so di me grazie al potere della parola. La parola ha un grande potere. Tutto il suo potere è nel sapere che esso consente: l’avere presso di sé a disposizione, per tutte le combinazioni possibili, i significati e avere se stessi. Aversi da fuori, diventare, appunto, riflessivamente autocoscienti. Tutto questo processo accade sempre con la mediazione dei segni: «È nello specchio del segno – ha affermato Di Martino – che io vedo i miei pensieri, penso i miei pensieri, e anche prendo la realtà e la tengo presso di me, la smonto e la rimonto, secondo un progetto, trattenendola se si tratta di eventi passati. Quando il bambino entra nel linguaggio tutto cambia, perché l’esperienza si traduce linguisticamente. Il poeta tedesco Stefan George diceva: “Nessuna cosa sia là dove la parola manca”. Heidegger traduce il verso di Stefan George all’indicativo: “Nessuna cosa è dove la parola manca”. Cosa vuole dire? Che senza la parola la cosa non è? Certo che la cosa esiste! Non è condizione di esistenza empirica il linguaggio, no; ma è la condizione dell’apparizione del significato»2. Il linguaggio infine orienta, amplifica e sviluppa un’attenzione che non saprebbe dove orientarsi senza le parole. Perciò si può dire che noi vediamo ciò di cui parliamo. Noi vediamo il mondo attraverso le parole. Questa non è

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1. Cfr. infra C. Di Martino, Linguaggio e mondo. Il potere della parola, pp. 27 ss. 2. Cfr. A. Fabris, C. Di Martino, Guardare il mondo attraverso le parole. Dialogo filosofico, a cura di M. Ferrari, hiips://www.youtube.com/watch?v=0dSin5VQWro.


IL LINGUAGGIO NELLA FILOSOFIA ALLA PROVA DELLE ROMANAE DISPUTATIONES

una gabbia, è la nostra risorsa che riceviamo in dono come eredità dalla comunità umana in cui nasciamo, che già possiede questo patrimonio. Quindi il linguaggio, in un certo senso, è anche il nostro modo di stare al mondo e di vedere il mondo.

2. Le rd nel mondo della scuola Mettere a tema il linguaggio, filosoficamente, è un’opportunità per riconquistare il senso stesso della scuola. Come afferma lo psicoanalista Massimo Recalcati: «La scuola apre mondi. La sua funzione resta quella di aprire mondi. Non è solo il luogo istituzionale dove si ricicla il sapere dello stesso, ma è anche potere dell’incontro che trasporta, muove, anima, risveglia il desiderio»3. La pensavano così anche Socrate, Platone e i suoi colleghi all’Accademia. Così hanno vissuto la ricerca e l’insegnamento i grandi filosofi e i mirabili scienziati della nostra storia, da Aristotele a Cartesio, fino alle migliaia di docenti e studenti che vivono con speranza nella scuola di oggi. Persone, queste ultime, che hanno il coraggio e l’intelligenza di mettere a tema il linguaggio, dentro e fuori le aule, nell’ora di lezione e nel tempo libero, restituendo e ritrovando la propria dignità di esseri liberi e razionali, aperti all’altro da sé. Aperti a un mistero certamente invisibile, ma che tuttavia continuamente chiede di noi, chiede la nostra attesa e abita nel nostro misterioso potere di parlare. Nello studio della filosofia, a scuola, si apre questa occasione affascinante: penetrare con coraggio nella verità profonda delle esperienze più semplici e apparentemente banali e scoprire la ricchezza del nostro essere vivi, ora. Per intraprendere la strada della filosofia è necessaria un’unica condizione: il coraggio di stare sulla soglia di uno stupore carico di spavento e di dubbio, insieme all’umile accettazione della nostra strutturale povertà. È Platone nel Simposio ad avvertirci che non siamo né dèi né animali, ma una strana creatura che vive nella terra di mezzo, dove l’ignoranza confina con la sapienza: Nessuno degli dèi fa filosofia, né desidera diventare sapiente, dal momento che lo è già. E chiunque altro sia sapiente, non filosofa. Ma neppure gli ignoranti fanno filosofia, né desiderano diventare sapienti. Infatti, l’ignoranza ha proprio questo di penoso: chi non è né bello né buono né saggio ritiene invece di esserlo in modo conveniente. E, in effetti, colui che non ritiene di essere bisognoso, non desidera ciò di cui non ritiene di aver bisogno4.

3. M. Recalcati, L’ora di lezione, Einaudi, Torino 2014, p. 93. 4. Platone, Simposio, a cura di G. Reale, Bompiani, Milano 2000, 204a.

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Linguaggio e mondo. Il potere della parola

Il sentimento avvertito del nostro bisogno ci apre, per Platone, al desiderio di ciò che sentiamo mancare. La filosofia, a scuola e nella vita adulta, ci aiuta a sfondare con l’interrogazione razionale la superficie cieca e ottusa dei bisogni immediati e ci spinge sempre più in là della nostra mera animalità in vista di un orizzonte in-finito. Discutere della natura del linguaggio, strappandolo alle ovvietà del senso comune, è un’occasione per poter tornare a guardare il mistero da cui proveniamo e riguadagnare, all’interno dell’epoca della tecnica e dei big data, una postura ancora umana, ovvero libera e razionale, per affrontare il presente dentro e fuori la scuola. Già da questi pochi e sintetici spunti sul tema del linguaggio appare chiaro che sfidare i giovani sulle parole fondamentali della nostra storia è un lavoro educativo essenziale che apre sorprendenti risposte da parte dei nostri studenti. I ragazzi, infatti, non aspettano altro che conoscere se stessi e comprendere l’esperienza che fanno; attendono degli adulti non cinici né disillusi che li accompagnino dentro le “segrete cose” attraverso parole adeguate, vere, profonde, coraggiose. Quando questo accade i frutti si vedono, come si nota in molti elaborati scritti e video presentati a Concorso.

3.  Lo svolgimento del Concorso Ma vediamo come si sono svolti gli eventi del Concorso. La vii edizione delle Romanae Disputationes (rd) si è confermata come una proposta innovativa per la didattica della filosofia nel panorama della scuola italiana. Essa è stata capace di coinvolgere ed entusiasmare migliaia di studenti e docenti della secondaria di secondo grado, insieme ai professori universitari intervenuti come valutatori e relatori. L’iniziativa nel 2020, come le precedenti, si è svolta in tre tappe successive. In primo luogo, come anticipato sopra, abbiamo proposto la lezione introduttiva tenuta nell’ottobre 2019. Si è trattato di un momento, svoltosi a Milano presso l’aula magna dell’Università Cattolica di Milano, che ha visto come protagonista Carmine Di Martino. Questa lezione è stata seguita in presenza e in diretta streaming complessivamente da 5000 studenti e docenti di più di 150 scuole italiane. Di Martino ha introdotto il tema delle rd2020 con una lezione intitolata Linguaggio e mondo. Il potere della parola5. Di Martino ha stimolato gli studenti e i docenti ad aprire l’orizzonte della propria riflessione alle

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5.

Questa e le altre 20 video lezioni realizzate per le rd2020 sono visibili sul sito web di rd alla pagina hiip://romanaedisputationes.com/video-lezioni-ed-2019-2020/ e sul canale YouTube di rd https:// www.youtube.com/channel/UCxmQzzh47V4dvJPFYt2t5XQ.


IL LINGUAGGIO NELLA FILOSOFIA ALLA PROVA DELLE ROMANAE DISPUTATIONES

problematiche dell’indagine filosofica del linguaggio, facendo tesoro di tutta la tradizione di pensiero da Platone fino ai filosofi più recenti. Inoltre, le video lezioni fatte da esperti e da docenti universitari e diffuse sul sito web delle rd6, insieme ai 5 eventi territoriali proposti a Genova, Torino, Roma, Cividale e Napoli, hanno permesso a studenti e docenti di approfondire il tema facendo tesoro di alcuni stimoli originali, oltre che del punto di vista dei principali protagonisti della storia del pensiero. La seconda tappa è consistita nel lavoro di ricerca individuale e collettivo dei team che hanno deciso di partecipare al Concorso, accompagnati dai loro docenti referenti. I docenti del comitato didattico hanno proceduto poi a valutare gli elaborati scritti e multimediali secondo un sistema di blind referee. Essi, cioè, hanno valutato i testi senza conoscere chi ne fosse l’autore. Le valutazioni dei docenti universitari del comitato scientifico, sempre con un sistema di blind referee, hanno determinato la graduatoria finale. Per quanto riguarda la categoria degli elaborati multimediali, la valutazione è stata compartecipata nella prima fase anche da una speciale giuria tecnica, composta da docenti ed esperti dell’associazione ApiS (Amore per il sapere) in collaborazione con esperti della Cineteca di Bologna e del Museo Nazionale del Cinema di Torino e definita nella graduatoria finale dal comitato scientifico del Concorso. La terza e ultima fase si è svolta nei giorni 13, 14 e 15 marzo 2020 a Bologna, presso il Teatro Antoniano di Bologna e le aule dell’Alma Mater StudiorumUniversità di via Andreatta 8. Per tre giornate si sono susseguite le lezioni accademiche di alto profilo di Alessandro D’Avenia (insegnante, scrittore e sceneggiatore), Andrea Moro (ordinario di Neurolinguistica presso lo iuss di Pavia), Luciano Floridi (ordinario di Filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford presso l’Oxford Internet Institute, dove dirige il Digital Ethics Lab). Si sono svolti alcuni workshop: giovedì si è tenuto Filosofia e argomentazione, con Gian Paolo Terravecchia; venerdì gli studenti hanno potuto scegliere tra Linguaggio e filosofia, a cura dell’Istituto Toniolo di Milano e Parole O_Stili; Il linguaggio della politica, a cura della Fondazione De Gasperi; Il linguaggio dell’inconscio, a cura di Jonas; Linguaggio e civilizzazioni. Il caso degli italici, a cura di Schola Italica; Il linguaggio del cinema, a cura della Cineteca di Bologna, tenuti rispettivamente da Lorenzo Fossati (docente di Storia della filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia), Lorenzo Malagola (segretario generale della Fondazione De Gasperi di Roma), Andrea Panico (psicoanalista, Presidente di Telemaco di Jonas Onlus), Rodrigo Rodriguez e Chiara Telmon (rispettivamente presidente e segretaria generale di Schola Italica) e Simone Fratini (formatore presso il dipartimento Schermi

6.

Ibid.

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Linguaggio e mondo. Il potere della parola

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e lavagne della Cineteca di Bologna). Infine si è svolto il coinvolgente torneo di dibattito filosofico Age contra guidato da Adelino Cattani, docente di Teoria dell’argomentazione dell’Università di Padova. Venerdì sera si è tenuta una lezione-concerto sul tema Il linguaggio della musica, a cura di due insegnanti e musicisti, Pietro Toffoletto e Paolo Forlani. La tre giorni si è conclusa con le molto attese premiazioni finali dei team vincitori. I numeri confermano il successo di questa vii edizione del Concorso: 723 studenti iscritti, accompagnati da 89 docenti referenti di 74 scuole di tutta Italia, per un totale, nelle categorie Junior (iii e iv anno della secondaria di secondo grado) e Senior (v anno), di 73 elaborati scritti e 62 elaborati multimediali partecipanti al Concorso. Tutta questa ricchezza è fonte di grande soddisfazione per gli organizzatori. Le rd sono state realizzate dall’associazione Amore per il Sapere – ApiS in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, l’Istituto Toniolo, gli editori Loescher e Laterza, gli studentati universitari di Camplus, la Cineteca di Bologna, la Fondazione De Gasperi, Schola Italica, le residenze universitarie della Fondazione rui, l’associazione Diesse, l’associazione Jonas, la Fondazione Cineteca di Bologna, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, la Fondazione Petroniana per la Cultura e il Turismo, Parole O_Stili, il magazine “Dire, fare, insegnare” e con il patrocinio del Festival di Filosofia della Magna Grecia, dell’Università di Padova, di Bari, di Venezia e di Bologna. Ciò che più di tutto ci rende orgogliosi nel promuovere le rd è la constatazione della novità di metodo che esse rappresentano per il lavoro quotidiano di molti docenti e studenti e, potenzialmente, per tutta la scuola italiana. Tale novità consiste innanzitutto nell’aver scelto di sfidare allievi e docenti sui grandi temi e sulle domande fondamentali della filosofia, domande che, nella didattica ordinaria e in proposte formative apparentemente affini alle rd, rischiano di perdersi in questioni più specialistiche e di dettaglio, talvolta di corto respiro rispetto al problema conoscitivo in quanto tale. In questo senso, ci pare un approccio alla didattica della filosofia tanto essenziale quanto coraggioso proporre temi come quello della natura e delle possibilità conoscitive della ragione umana (rd2014), quello della natura e dell’esperienza della libertà (rd2015), quello delle radici, delle condizioni e delle espressioni della giustizia (rd2016), quello del rapporto tra filosofia, tecnica e tecnologia (rd2017), quello della natura della bellezza (rd2018), quello della natura e delle possibilità del desiderio (rd2019) e quello del rapporto tra linguaggio e mondo (rd2020). Il lavoro nei team per la produzione degli elaborati scritti e multimediali ha favorito, in molti studenti e docenti, la percezione che la scuola possa essere davvero il trampolino di lancio per conseguire una conoscenza appassionata del mondo e di sé, e trovi con ciò un modo per evitare il rischio di essere


IL LINGUAGGIO NELLA FILOSOFIA ALLA PROVA DELLE ROMANAE DISPUTATIONES

un luogo ripiegato su se stesso, che la società obbliga a frequentare in vista dell’università o del mondo del lavoro. Un altro aspetto caratterizzante il lavoro delle rd è la scelta di offrire occasioni di confronto con alcuni tra i più competenti e appassionati studiosi del mondo accademico. Essa trova la sua prima ragion d’essere nella convinzione che il gusto per la ricerca può smuovere energie spesso sopite e dormienti, sia tra gli allievi che tra i docenti. Guardare e ascoltare uomini in ricerca è un potente antidoto all’autoreferenzialità e alla rassegnazione e permette di fatto la costruzione di nuovi e aggiornati percorsi di lavoro dentro e fuori la scuola. Il fatto stesso che i nostri allievi abbiano potuto fruire delle video lezioni realizzate con il sostegno dell’Università Cattolica di Milano sul tema del linguaggio, svolte da angolature diverse, e insieme fruire in presenza e in differita streaming dei 5 eventi territoriali presso il Liceo “Mazzini” di Genova, il Liceo “Augusto” di Roma, il “Cinema Massimo” del Museo Nazionale del Cinema di Torino, il Convitto Nazionale “P. Diacono” di Cividale del Friuli e il Convento di “San Domenico” di Napoli ha reso visibile quella continuità tra scuola e università spesso auspicata a parole e raramente realizzata di fatto. La partecipazione agli eventi territoriali di docenti universitari come Riccardo Chiaradonna, Sergio Givone, Eugenio Mazzarella, Carlo Penco, Franco Rella, Silvano Tagliagambe ha arricchito i 5 eventi territoriali. Le video lezioni di Paola Muller, Giusi Strummiello, Savina Raynaud e dei professori Massimo Arcangeli, Enrico Berti, Vincenzo Costa, Francesco Fronterotta, Carlo Gentili, Onorato Grassi, e i video a cura della Fondazione rui con Riccardo Fanciullacci, Mariolina Ceriotti Migliarese, Antonio Petagine hanno permesso un lavoro approfondito e critico su un tema ampio come quello del linguaggio. Infine, anche in questa vii edizione delle rd abbiamo voluto dare agli studenti partecipanti l’occasione di mettere alla prova le loro competenze dialettiche e argomentative attraverso il torneo di dibattito filosofico Age contra7.

7. Cfr., infra, G.P. Terravecchia, Sul torneo Age contra, p. 20.

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QUESTO VOLUME, SPROVVISTO DI TALLONCINO A FRONTE (O OPPORTUNAMENTE PUNZONATO O ALTRIMENTI CONTRASSEGNATO), È DA CONSIDERARSI COPIA DI SAGGIO - CAMPIONE GRATUITO, FUORI COMMERCIO (VENDITA E ALTRI ATTI DI DISPOSIZIONE VIETATI: ART. 21, L.D.A.). ESCLUSO DA I.V.A. (DPR 26-10-1972, N.633, ART. 2, 3° COMMA, LETT. D.). ESENTE DA DOCUMENTO DI TRASPORTO.

A PA RO LA

Linguaggio e mondo. Il potere della parola Il testo nasce dal Concorso RD2020 sul tema: «Linguaggio e mondo. Il potere della parola». Dal 13 al 15 febbraio, presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, si sono tenuti alcuni interventi di grande spessore e gli Age contra, oltre naturalmente alle premiazioni finali. Il volume cerca soprattutto di offrire alcuni strumenti per rimeditare il tema del potere della parola a partire da quanto avvenuto durante le varie fasi del Concorso. Oltre alle tesine dei vincitori, il volume raccoglie infatti l’intervento di apertura di Carmine Di Martino e i testi delle relazioni presentate al Convegno finale: quella di Alessandro D’Avenia su Il potere della parola tra poesia e filosofia e quella di Luciano Floridi, Per una nuova ontologia della relazione. Nell’Appendice è raccolto il Manifesto per la filosofia e il resoconto di Paola Muller di un progetto di sperimentazione didattica. Marco Ferrari insegna filosofia e storia al liceo Malpighi di Bologna, di cui è vicepreside. È ideatore e direttore del Concorso nazionale di filosofia per le superiori Romanae Disputationes (RD), dell’Accademia di Video Making (AVM) e dei webinar di storia e arte contemporanea dell’associazione Amore per il Sapere - ApiS, di cui e socio fondatore e presidente. Co-curatore di tedxYouth@ Bologna 2016 e 2017, tra i dieci finalisti dell’Italian Teacher Prize 2017 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è direttore della Bottega dell’insegnare filosofia di Diesse (BdF). Ha pubblicato i sei “Quaderni della Ricerca” di Loescher dal 2014 al 2019 e i volumi Mimesis relativi ai percorsi formativi delle Romanae Disputationes tra cui Logos e techne. Tecnologia e filosofia (Mimesis, Milano-Udine 2017) e La natura del bello (Mimesis, Milano-Udine 2019). Gian Paolo Terravecchia insegna filosofia e storia nei licei. Ha conseguito il PhD in Filosofia presso l’Internationale Akademie für Philosophie in Liechtenstein e il dottorato di ricerca in Filosofia teoretica e pratica presso l’Università degli Studi di Padova. Si occupa di filosofia sociale (Il legame sociale. Una teoria realista, Orthotes, Napoli 2012) ed è cultore della materia in Filosofia morale all’Università degli Studi di Padova. Con Luciano Floridi ha curato Le parole della filosofia contemporanea (Carocci, Roma 2009). È coautore di manuali di filosofia. È presidente del comitato didattico del Concorso Romanae Disputationes.

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