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I Quaderni della Ricerca

Techno-CLIL Fare CLIL in digitale Letizia Cinganotto, Daniela Cuccurullo


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I Quaderni della Ricerca

Techno-clil Fare clil in digitale Letizia Cinganotto, Daniela Cuccurullo


© Loescher Editore - Torino 2019 http://www.loescher.it

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Nonostante la passione e la competenza delle persone coinvolte nella realizzazione di quest’opera, è possibile che in essa siano riscontrabili errori o imprecisioni. Ce ne scusiamo fin d’ora con i lettori e ringraziamo coloro che, contribuendo al miglioramento dell’opera stessa, vorranno segnalarceli al seguente indirizzo: Loescher Editore Sede operativa Via Vittorio Amedeo II, 18 10121 Torino Fax 011 5654200 clienti@loescher.it

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Coordinamento editoriale: Mario Sacco Realizzazione editoriale e tecnica: Fregi e Majuscole srl – Torino Progetto grafico: Fregi e Majuscole srl – Torino Copertina: Leftloft – Milano/New York Stampa: Rotolito S.p.A. – Via Sondrio, 3 – Seggiano di Pioltello (MI)


Indice Ringraziamenti

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Prefazione

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di Gisella Langé, David Marsh

Le ragioni del volume

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Parte prima. Fare clil in digitale: principi, modelli, metodi, ambienti 1. clil a “tutto tondo”

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La cornice del percorso formativo: le due “anime” di Techno-clil

15

Le potenzialità del clil

21

Questioni linguistiche nel clil

26

Aspetti dell’interazione verbale in una classe clil

30

Translanguaging in clil

34

Scaffolding in clil

36

Il modello ptl (Pluriliteracies Teaching for Learning)

39

Integrare la metodologia clil nel curricolo scolastico

43

Spunti per la progettazione

45

Tecniche e strategie didattiche

48

2. Profili e quadri di competenza: verso la clil literacy

51

Il profilo del docente clil in Europa

51

Il profilo del docente clil in Italia

55

Profili e quadri di competenza: i framework internazionali

56

3


Il framework italiano

65

Come testare le competenze clil

66

Il profilo del docente Techno-clil

73

Verso la clil literacy

80

Parte seconda. Fare clil in digitale: il modello Techno-clil 3. Techno-clil: tasselli del mosaico

Definizioni: il clil Glossary

86

Techno-clil: ambienti e interazioni

89

Progettare e valutare: Learning Designer e Rubistar

111

Documentare e riflettere: il Learning Diary

114

Extensive reading e clil

119

Il ruolo del video in Techno-clil

130

La voce degli esperti internazionali: il webinar

138

L’“online interaction” del Companion Volume del cefr in Techno-clil

161

4. La prospettiva della visual literacy in Techno-clil

4

85

171

Gli organizzatori grafici

178

La visual literacy in Techno-clil

183

clil in uno scatto

192

L’implementazione del clil attraverso gli organizzatori grafici

194

Una mappa per il framework delle 4C

197

“Storyboards for clil”: documentazione descrittiva

205

“Storyboards for clil”: documentazione narrativo-riflessiva

208

Uno studio di caso

212

Conclusioni. Per un bilancio: I used to think, now I think

221


Indice

La parola ai Techno-clilers

233

Appendici

241

Appendice 1

243

Appendice 2

249

Appendice 3

253

Riferimenti bibliografici

257

5


Ringraziamenti

Le autrici intendono ringraziare Gisella Langé e David Marsh per la prefazione a questo volume e per aver voluto inaugurare e accompagnare le varie edizioni di Techno-clil. Un ringraziamento particolare a evo (Electronic Village Online) e alla community di Techno-clil, appassionata ai temi del clil e del digitale. Alcuni “Techno-clilers” sono esplicitamente menzionati all’interno di questo volume in rappresentanza della più ampia comunità composta da circa 7500 docenti di tutto il mondo, soprattutto italiani, che da anni continuano a seguirci con affetto e stima e che purtroppo non è stato possibile citare tutti in questa sede. Ringraziamo anche i numerosi esperti nazionali e internazionali che hanno accettato di collaborare con noi e tenere webinar in sincrono durante le varie edizioni di Techno-clil, offrendo preziosi suggerimenti e spunti di riflessione, a garanzia della qualità della formazione. Un ringraziamento sincero al miur e a indire: in particolare al capo dipartimento del miur Carmela Palumbo, che ha sostenuto l’iniziativa Technoclil sin dal suo esordio nel 2014; al presidente indire Giovanni Biondi, al direttore indire Flaminio Galli e al referente indire del nucleo territoriale di Roma Fausto Benedetti, per aver promosso e incoraggiato in questi anni la ricerca sui temi oggetto di questo volume. Grazie all’Istituto Giordani-Striano di Napoli e alla dirigente scolastica Elena De Gregorio, che ha fortemente creduto in Techno-clil, sposandone le finalità e il percorso formativo e superando persino le selezioni del “Premio formazione 2017 per l’innovazione della scuola” nella Regione Campania. Vogliamo inoltre ringraziare gli amici e i colleghi che hanno sempre creduto in noi, manifestandoci la loro stima e fiducia nelle modalità più variegate, sia in presenza che a distanza, attraverso i social network. Infine un sentito grazie alle nostre famiglie, le “twins’ families”, sempre al nostro fianco, pronte a confortarci nei momenti più faticosi e impegnativi: senza di loro questo lavoro non sarebbe stato possibile.

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Il volume mira timidamente a farsi espressione di una pluralità di voci: facilitatori, corsisti, esperti nazionali e internazionali, policy maker, all’interno di un quadro più ampio disegnato dai massimi esperti clil, dei quali si è inteso richiamare i risultati di studi e ricerche, senza alcuna ambizione o pretesa di esaustività. A ciascuno di loro va il nostro affetto e la nostra gratitudine.

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Prefazione di Gisella LangĂŠ, David Marsh

Since 2014 Techno-clil has emerged as a future-focused educational community developing 21st Century educational practices of global significance. Utilising the potential dynamism of connectivism, Techno-clil embraces the adage ‘the best way to predict the future is to create it’. Instrumental in building an international community of educators interested in Content and Language Integrated Learning (clil), Techno-clil has provided open access to educators in communities unable to directly finance educational change; forged meaningful professional relationships between experts from different disciplines; and enabled the concept of clil as an innovation to be widely articulated and communicated. One characteristic of our own professional global journeys has been, and continues to be, one of connectivism. We have seen how intellectual achievements and solutions can result from close collaboration with other people from different countries, disciplines, age, language and expertise. We have also seen how smoothly ideas can be converted into actions when people share complementary expertise and perspectives. And how this enables them to break boundaries, change the status quo, and nurture the processes of innovation and transformation. This is the essence of Techno-clil as a professional online community which creates modes of learning utilising the collaborative opportunities provided by the internet, and the creativity energy of educators who wish to change a frequently outdated educational status quo in their schools and colleges. Education used to be one of the most talked about and least acted upon topics in political discourse. But today across the world we are facing the demand for major transformative processes, due partly to tectonic shifts in the world social, political, environmental and economic landscape. Education is now on the central stage because it has to be fit-for-purpose so that our societies can thrive. The most common changes are in curricula shifting from what to learn, towards how to learn, and recognising the impact of technology on the lives of digitally astute young people. The most

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obvious response is professional connectivity through professional communities such as Techno-clil to drive forwards innovative educational practices.

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Le ragioni del volume

Il volume descrive un modello formativo online sui temi del clil e del digitale, rivolto a un target internazionale formato da docenti di vari ordini e gradi di scuola. L’esame dei dati e dei materiali prodotti nel corso delle varie edizioni della formazione online è contestualizzato all’interno della cornice rappresentata dal quadro normativo italiano, dallo stato dell’arte della diffusione del clil in Europa e in Italia, nonché dagli studi di settore relativi al clil e alle learning technologies per le lingue e per il clil, che costituiscono la prima parte del volume. Attraverso un’attenta analisi delle due anime della formazione Techno-clil (clil e digitale), si intende offrire un’occasione di riflessione sulle potenzialità della metodologia clil e sull’efficacia dell’uso del digitale per un clil di qualità. Il volume fornisce inoltre suggerimenti, idee, esempi di pratiche didattiche e di “success stories” che potranno essere utili a chi voglia sperimentare una didattica clil con l’uso delle tecnologie. Sull’iniziativa di formazione Techno-clil le autrici hanno già pubblicato numerosi articoli in lingua italiana e in lingua inglese su riviste scientifiche nazionali e internazionali, per i quali si rimanda ai riferimenti bibliografici (tra i principali: Cinganotto 2016b, 2016c, 2017a; Cinganotto, Cuccurullo, 2016a). Sebbene il lavoro sia stato concepito e rivisto da entrambe le autrici, i capitoli 1 e 3 e le Conclusioni sono stati scritti da Letizia Cinganotto, i capitoli 2 e 4 da Daniela Cuccurullo.

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Parte prima Fare clil in digitale: principi, modelli, metodi, ambienti


1. clil a “tutto tondo” clil is an approach which is neither language learning nor subject learning, but an amalgam of both and is linked to the processes of convergence. (Coyle, Hood, Marsh, 2010: 4)

La cornice del percorso formativo: le due “anime” di Techno-clil La metodologia clil (Content and Language Integrated Learning) consiste nell’apprendimento di contenuti disciplinari in una lingua straniera veicolare, come spiegano Coyle, Hood e Marsh (2010: 3): “clil is an educational approach in which various language-supportive methodologies are used which lead to a dual-focused form of instruction where attention is given both to the language and the content”. Questa metodologia è definita dalla Commissione Europea come un approccio innovativo, in grado di ripensare e supportare la didattica delle lingue, promuovere il plurilinguismo e migliorare la qualità dei curricoli scolastici. Il rapporto Eurydice Key Data on Teaching Languages at School in Europe1 del 2017 documenta e illustra la diffusione della metodologia clil nella maggior parte dei paesi europei, anche se solo un numero limitato di questi ha scelto di adottarla in modo obbligatorio, inserendola all’interno di un particolare ordine e grado di istruzione. Tuttavia, come affermano Coyle, Hood e Marsh, l’introduzione del clil a livello centrale da parte dei policy maker potrebbe non rivelarsi sufficiente: una prospettiva top-down e una prospettiva bottom-up pienamente integrate potrebbero agire in modo complementare e contribuire al processo di sensibilizzazione e diffusione: “both top-down and bottom-up perspectives are essential for the success and sustainability of clil” (ivi: 156). Al fine di raggiungere questi obiettivi, azioni di diffusione, informazione e disseminazione della metodologia clil tra docenti, formatori, dirigenti scolastici possono svolgere un ruolo cruciale e l’iniziativa Techno-clil oggetto di questo volume ne rappresenta un esempio.

1. Http://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2017/05/Key-Data-on-Teaching-Languages-2017-Fullreport_EN.pdf.

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In base al citato rapporto Eurydice del 2017, l’Italia è tra i pochi paesi “coraggiosi” che hanno introdotto il clil con una legge di riforma: infatti nel sistema scolastico italiano il clil è entrato a far parte degli ordinamenti della scuola secondaria di secondo grado (licei e istituti tecnici) grazie ai D.P.R. del 15 marzo 2010, n. 88 e n. 89, che introducono questa metodologia al quinto anno di licei e istituti tecnici e a partire dal terzo anno dei licei linguistici. La legge 13 luglio 2015, n. 107 riprende il richiamo alla metodologia clil e ne auspica l’implementazione a partire dal primo ciclo, nonché l’ampliamento a tutte le tipologie di istituti secondari, compresi gli istituti professionali, inizialmente esclusi dal mandato normativo. La diffusione del clil in Italia2 è stata oggetto di attenzione da parte della Commissione Europea, che ne ha fatto uno dei quattro studi di caso di Eurydice Brief3 del 2017 (p. 14): Caso di studio: Italia – clil per tutti nell’istruzione secondaria superiore L’introduzione del clil è avvenuta in tutti i licei e gli istituti tecnici (livello secondario superiore) nel 2014/15 nell’ambito di una più ampia riforma della scuola. In pratica, è previsto l’insegnamento di una disciplina non linguistica (dnl) in lingua straniera nell’ultimo anno di licei e istituti tecnici (in quest’ultimo caso, la disciplina deve essere compresa nell’area di indirizzo). Negli ultimi tre anni dei licei linguistici, invece, due diverse materie non linguistiche devono essere insegnate in due diverse lingue straniere. Il ministro dell’Istruzione ha definito le competenze e le qualifiche che gli insegnanti devono possedere per poter insegnare nelle classi clil. Esse riguardano le lingue target, le discipline non linguistiche e le questioni relative alla metodologia e agli approcci didattici. In particolare, gli insegnanti clil devono aver conseguito il livello di competenza c1 nella scala definita dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (qcer). Al fine di aiutare i potenziali insegnanti clil ad acquisire le conoscenze e competenze necessarie, le autorità educative stanno finanziando specifiche attività di sviluppo professionale continuo. Nel 2016, ad esempio, nell’ambito di una nuova riforma della scuola, è stato lanciato un Piano nazionale di formazione del personale docente che ha istituito un’ampia gamma di programmi di formazione sulla metodologia clil, coinvolgendo anche insegnanti delle scuole primarie, secondarie inferiori e professionali.

Questo studio di caso è riportato anche nella recente proposta da parte della Commissione Europea per una nuova Raccomandazione sulle lingue,

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2. Per un approfondimento sullo stato dell’arte del clil in Italia si veda Cinganotto (2016a, 2018). 3. Http://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2017/09/Eurydice-Brief-Key-Data-on-Teaching-Languages-at-School-in-Europe-1.pdf.


1. clil a “tutto tondo”

A Proposal for a Council Recommendation on a Comprehensive Approach to Language Teaching and Learning (maggio 2018)4. Il Piano nazionale per la formazione docenti, lanciato dall’allora ministro Giannini nel mese di ottobre 2016, ha introdotto importanti innovazioni nella formazione continua dei docenti italiani, allineandola alla maggior parte dei paesi europei, tra cui: l’obbligatorietà di un determinato numero di ore di formazione nell’arco di un triennio, armonizzando le attività formative alla mission della scuola contenuta nel ptof; l’introduzione del portfolio digitale del docente, non solo come archivio e memoria storica di tutte le attività formative, ma anche e soprattutto come strumento per l’attivazione della riflessione e della metacognizione sulle proprie competenze raggiunte e sui propri bisogni formativi futuri; la dimensione digitale della formazione, con percorsi online da integrare ai corsi in presenza; l’introduzione di una piattaforma ministeriale, sofia, che possa aiutare i docenti a effettuare il matching tra l’offerta formativa da parte delle varie istituzioni e la domanda di formazione. Nel documento Sviluppo professionale e qualità della formazione in servizio5, pubblicato nell’aprile 2018 dalla Direzione Generale per il personale scolastico del miur, si legge: “Nessun sistema scolastico può essere migliore della qualità dei suoi insegnanti” […]. La qualità dell’istruzione non può prescindere, in ogni caso, dalla qualità della formazione; per qualificare l’istruzione di un Paese, è importante riscoprire il valore dello sviluppo professionale dei docenti: essi rappresentano il 97% di un bilancio di una scuola. Il pnfd 2016-2019 fornisce opportunità importanti necessarie per professionalizzare la formazione, per studiare e capire nuove metodologie, valutarne le ricadute e l’impatto nel lavoro del docente, cercando di delineare alcune prime condizioni attuative del principio sancito dal comma 124 della legge 107/2015. Tale comma definisce la formazione in servizio dei docenti di ruolo come azione “obbligatoria, permanente e strutturale” e impone, contestualmente, alle scuole di inserire tali azioni nel ptof.

Nell’ambito del Piano nazionale per la formazione dei docenti, le competenze linguistiche e la metodologia clil sono menzionate tra le priorità per il trienno 2016-2019 e si prevede un’ampia gamma di percorsi formativi sulle competenze linguistiche e sul clil rivolti sia a docenti di lingua stra-

4.

Di seguito il link al sito della Commissione Europea da cui è possibile scaricare la proposta di Raccomandazione e i vari allegati: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1527006129608 &uri=COM:2018:272:FIN. Alla pagina 29 dello Staff Working Document è citata una pubblicazione dell’autrice Letizia Cinganotto (Cinganotto, 2016). 5. Http://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Dossier_formazione.pdf/9f909567-034c-417c-a030d764779203b4?version=1.0.

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niera, sia a docenti dnl (discipline non linguistiche) di ogni ordine e grado di scuola. All’interno di questa cornice normativa, si può comprendere come una iniziativa di formazione come quella descritta in questo volume, Technoclil, che ha visto l’interesse e la partecipazione di più di 5000 docenti, possa assumere un’importanza fondamentale per la formazione, la crescita e lo sviluppo professionale del docente. In relazione ai temi riguardanti la metodologia clil, il ministero dell’Istruzione in questi anni ha accompagnato la diffusione e l’implementazione del clil nelle scuole italiane, attraverso una serie di progetti e misure di accompagnamento finalizzate a guidare docenti e dirigenti nella scoperta dell’“universo clil”. Uno dei primi progetti, attivato nel 2011-2012, e-clil per una didattica innovativa, promosso dalla Direzione Generale per gli ordinamenti del miur, sotto la supervisione scientifica dell’ispettrice Gisella Langé e dell’autrice Letizia Cinganotto, allora docente comandata presso il miur, era proprio finalizzato a diffondere l’uso delle tecnologie e della multimedialità per la sperimentazione di moduli clil in digitale, con il supporto di una Commissione di esperti, di cui faceva parte l’altra autrice di questo volume, Daniela Cuccurullo6. L’iniziativa online Techno-clil si inquadra all’interno di questa cornice, in quanto si prefigge l’obiettivo di sensibilizzare e di diffondere le potenzialità della metodologia clil, soprattutto se coniugata con l’uso delle tecnologie digitali e multimediali. Se la scoperta della metodologia clil rappresenta la prima “anima” di Techno-clil, il digitale ne costituisce la seconda, strettamente correlata alla precedente: le tecnologie e la multimedialità costituiscono un aspetto imprescindibile della comunicazione quotidiana dei nostri studenti, definiti “screenagers” (Rushkoff, 2006), in quanto costantemente esposti allo schermo di un device, in genere uno smartphone. Appare dunque fondamentale nella scuola del xxi secolo sfruttare le potenzialtà di quelle che vengono definite le “learning technologies” (Hockly, 2016) a fini didattici e formativi, non solo per incidere sulla motivazione, sull’interesse e sulla partecipazione degli studenti, ma anche sui loro processi cognitivi e risultati di apprendimento. Le lingue e il digitale vengono a configurarsi sempre più come due facce della stessa medaglia e si muovono parallelamente, come auspicato anche dalle recenti Raccomandazioni e dai Rapporti della Commissione Europea,

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6.

Gli atti di questo progetto sono contenuti nel numero 18 della collana “I Quaderni della Ricerca” della Loescher (Langé, Cinganotto, 2014).


1. clil a “tutto tondo”

come ad esempio Improving the Effectiveness of Language Learning: clil and Computer Assisted Language Learning (2014)7, che raccomanda l’uso delle tecnologie per aumentare l’efficacia degli apprendimenti linguistici e del clil. Anche il Consiglio d’Europa, con il recente Companion Volume with New Descriptors8, pubblicato nel febbraio 2018, che offre una rivisitazione e un’integrazione del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (cefr) originariamente pubblicato nel 2001, tra i vari descrittori proposti in aggiunta a quelli della versione originaria introduce la “online interaction”9, alla cui definizione le autrici di questo volume hanno contribuito con una indagine conoscitiva che ha coinvolto proprio la community di Technoclil. Di questo questionario si parlerà meglio più avanti in un paragrafo ad esso dedicato. È dunque essenziale progettare, implementare e valutare attività formative che mirino a promuovere lo sviluppo delle competenze linguistiche dei nostri studenti, non solo attraverso i codici comunicativi tradizionalmente usati, come l’ascolto e l’interazione orale, la lettura e la produzione scritta, ma anche attraverso i canali digitali e multimediali, ormai entrati a far parte a pieno diritto del repertorio semiotico dei nostri studenti. Ancora il Consiglio dell’Unione Europea, nella recente revisione del Quadro delle otto competenze chiave (22 maggio 2018)10, propone una rivisitazione delle due competenze relative alle lingue (mother tongue, foreign languages), in favore di due termini dall’accezione più ampia: languages e literacy, che si prestano a inglobare l’ampio dibattito che anima la ricerca scientifica di questi ultimi decenni a proposito del plurilinguismo e del multilinguismo, nonché della lingua/e nativa/e o ancora della “lingua franca” o language for wider communication. Il digitale si conferma una delle competenze chiave, proprio con la scelta lessicale “digital”, che accoglie in modo olistico tutto ciò che ha a che fare con le tecnologie, il virtuale, il multimediale e multimodale. Di seguito, la rappresentazione grafica delle nuove otto competenze chiave.

7. https://www.ecml.at/Portals/1/resources/Articles%20and%20publications%20on%20the%20ECML/ CLIL%20and%20CALL%20report_July.2014.pdf?ver=2017-07-11-151504-977. 8. Https://rm.coe.int/cefr-companion-volume-with-new-descriptors-2018/1680787989. 9. L’autrice, Letizia Cinganotto, nell’a.s. 2017-18 ha coordinato con l’ispettrice Gisella Langé un progetto pilota promosso dal miur, in collaborazione con indire, che ha visto un campione di docenti italiani impegnati nella sperimentazione di uno dei nuovi descrittori del cefr, la “online interaction”. 10. Di seguito il link alla Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/ PDF/?uri=CONSIL:ST_9009_2018_INIT&qid=1527666923823&from=EN.

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Science technology, engineering, mathematical

Digital

Personal, social and Learning

Languages

Key competences

Literacy

Cultural awareness and expression

Civic Entrepreneurship

Nella versione italiana il framework delle otto competenze è così delineato: • competenza alfabetica funzionale; • competenza multilinguistica; • competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria; • competenza digitale; • competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare; • competenza in materia di cittadinanza; • competenza imprenditoriale; • competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturale. Nella società della conoscenza del xxi secolo si parla del “knowledge triangle”, il triangolo che ha come vertici le tre dimensioni dell’istruzione (education), della ricerca (research) e dell’innovazione (innovation). Come affermano Coyle, Hood, Marsh (2010: 5), il clil riesce perfettamente a integrare queste tre dimensioni: “much clil classroom practice involves the learners being active participants in developing their potential for acquiring knowledge and skills (education) through a process of inquiry (research) and by using complex cognitive processes and means for problem solving (innovation)”. 20


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QUESTO VOLUME, SPROVVISTO DI TALLONCINO A FRONTE (O OPPORTUNAMENTE PUNZONATO O ALTRIMENTI CONTRASSEGNATO), È DA CONSIDERARSI COPIA DI SAGGIO - CAMPIONE GRATUITO, FUORI COMMERCIO (VENDITA E ALTRI ATTI DI DISPOSIZIONE VIETATI: ART. 21, L.D.A.). ESCLUSO DA I.V.A. (DPR 26-10-1972, N.633, ART. 2, 3° COMMA, LETT. D.). ESENTE DA DOCUMENTO DI TRASPORTO.

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Techno-CLIL

Fare CLIL in digitale Il volume descrive un modello formativo online sui temi del CLIL e del digitale, Techno-CLIL, sperimentato con successo dalle autrici in contesto internazionale con un elevato numero di docenti sia di DNL (Discipline Non Linguistiche), sia di lingue straniere provenienti da tutto il mondo. L’esame dei dati e dei materiali prodotti nel corso delle varie edizioni della formazione online è contestualizzato all’interno della cornice rappresentata dal quadro normativo italiano, dallo stato dell’arte della diffusione del CLIL in Europa e in Italia, nonché dagli studi di settore relativi al CLIL, alle learning technologies per le lingue e per il CLIL, che costituiscono la prima parte del volume. Attraverso un’attenta analisi delle due “anime” della formazione TechnoCLIL (CLIL e digitale), si intende offrire un’occasione di riflessione sulle potenzialità della metodologia CLIL e sull’efficacia dell’uso del digitale per un CLIL di qualità. Nella seconda parte del volume si intende fornire suggerimenti, idee, esempi di pratiche didattiche e di “success stories” che potranno essere utili a chi voglia sperimentare una didattica CLIL con l’uso delle tecnologie. Letizia Cinganotto è Ricercatrice PhD presso INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa). In passato, in qualità di docente di lingua e letteratura inglese comandata presso il MIUR - DG per gli Ordinamenti scolastici, ha curato e coordinato progetti e iniziative finalizzate al potenziamento delle lingue straniere, all’introduzione della metodologia CLIL nelle scuole secondarie di secondo grado e alla tutela delle lingue di minoranza. Ha conseguito master e corsi di perfezionamento in didattica delle lingue e nuove tecnologie multimediali e multimodali e un dottorato di ricerca in Linguistica sincronica, diacronica e applicata. Partecipa a numerosi gruppi di ricerca in ambito nazionale e internazionale, come il progetto di co-ricerca con la Harvard Graduate School of Education. È membro di vari gruppi di lavoro sulle lingue e sul CLIL sia in ambito nazionale che internazionale, presso la Commissione Europea. Laureata in lingue e letterature straniere, Daniela Cuccurullo è docente di inglese, formatrice e professore a contratto presso diverse università italiane, svolge attività di ricerca, di osservazione e di sperimentazione nel campo della glottodidattica, della didattica digitale e multimediale/ multimodale per l’insegnamento/apprendimento e della valutazione (per conto dell’Agenzia ERASMUSplus e dell’INVALSI); collabora con l’INDIRE e il MIUR per progetti pilota e iniziative sperimentali ed è inoltre Moderatore e National Ambassador per European Schoolnet e Membro dell’Executive Committee di TESOL Italy. Autrice di saggi, articoli, traduzioni e curatele, è attualmente membro di gruppi di ricerca nazionali e internazionali su CLIL/EMI ed è impegnata nella sperimentazione della metodologia CLIL per i corsi di formazione linguistico-metodologica a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.

€ 14,40

ISBN 978-88-201-3840-0

3840 TECHNO-CLIL

9 788820 1 38400

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Quaderno della Ricerca #42  

Quaderno della Ricerca #42