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treviso ovest ott2019 n160

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Sport p.18

Animali p.27

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on-line: La scuola da salvare

OTTOBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.160

Cultura p.17

di Treviso Ovest

Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. Via A.AGramsci, 40 · graduatorie 35010 CADONEGHE (Pd) · Tel.di 049 776 584 causa delle esaurite molti questi poMOTO OFFICINA · CENTRO REVISIONI sti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. ABBIGLIAMENTO MOTO · CASCHI · ACCESSORI Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere servizi ealle 4e6 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; poipagg. i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.

“Sarà guerra aperta all’inquinamento”

Questa copia è certificata da

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ZERO BRANCO

“Salviamo i nostri negozi di comunità”

Il sindaco Durighetto annuncia azioni di contrasto a chi accende fuochi abusivi e l’adesione del Comune all’iniziativa delle “lenzuola bianche”

QUINTO DI TREVISO

“Nessun blocco”: il Comune in controtendenza ISTRANA

“Più verde e meno cemento in città” MORGANO

Un mercato veneto al 100% per il territorio CULTURA

Il festival Fiaticorti compie 20 anni

I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb

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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Istruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. segue a pag 3

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RELAX PER I TUOI OCCHI NEL MONDO DIGITALE Il computer in ufficio, il tablet o il navigatore durante i viaggi e gli spostamenti veloci, la tv a casa e, naturalmente, lo smartphone ovunque per rimanere sempre connessi con il mondo. Per quasi 10 ore al giorno i nostri occhi rimangono incollati a schermi digitali, ma quali sono le conseguenze di cosĂŹ tanta attivitĂ a distanza ravvicinata? Occhi stanchi e irritati, eccessiva sensibilitĂ alla luce, visione doppia o annebbiata e difficoltĂ a mettere a fuoco; in alcuni casi anche mal di testa e fastidio o dolore al collo e alla schiena. In tre semplici parole: affaticamento visivo digitale (computer vision syndrome). Se hai uno o piĂš di questi sintomi o, in generale, trascorri piĂš di due ore al giorno davanti a schermi digitali, devi sapere che esiste uno speciale tipo di lenti in grado di prevenire e alleviare i disturbi di affaticamento visivo e migliorare il comfort dellâ&#x20AC;&#x2122;occhio durante una prolungata attivitĂ a distanza ravvicinata. Sono le lenti a supporto accomodativo.

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tutta la lente, le lenti a supporto accomodativo hanno in piĂš una leggera zona potenziata nella loro parte piĂš bassa che serve a ridurre lâ&#x20AC;&#x2122;affaticamento degli occhi durante le attivitĂ ravvicinate. In particolare, questa zona supporta e rilassa i muscoli oculari, offrendo una messa a fuoco piĂš semplice e migliorando il comfort visivo.

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Facciamo. il punto

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La scuola da salvare

“Salviamo i nostri negozi di comunità”

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A Sant’Alberto alcune attività costrette a chiudere

ggigiorno siamo ormai abituati a spostarci in auto, acquistare velocemente tutto il necessario nei grandi negozi di distribuzione prima di rientrare a casa la sera o durante una fugace pausa pranzo. Anche nelle piccole realtà comunali, o addirittura nelle frazioni, le scelte di acquisto si stanno modificando. È il caso di Zero Branco, più precisamente della sua frazione di sant’Alberto, dove recentemente hanno dovuto chiudere definitivamente la serranda negozi di alimentari e di prima necessità. La causa sarebbe da individuare negli affitti troppo alti e nella concorrenza dei grandi centri di distribuzione. “Quando però a inizio giornata una mamma accompagna il figlio a scuola e, nel tragitto, vuole comprargli la merenda, va dal Casoin, non al centro commerciale” commenta la capogruppo consiliare d’opposizione “Melita Gobbo sindaco”, allarmata dalla situazione. Tra le più immediate soluzioni, per l’avvocato zerotino, vi sarebbe un confronto, aperto a tutta la cittadinanza e a tutte le forze politiche “per pensare alle nostre frazioni e alla comunità. Non tutti hanno modo di arrivare al centro commerciale, dobbiamo pensare alle mamme, agli anziani, a chi non ha la macchina. Dove acquistano queste persone? In >redazione@givemotions.it< panificio, nella rivendita in centro paese. Questo significa dare servizi” continua Gobbo, che ha intenzione di convocare un uarda al modello finlandese ma di fronte si trova tavolo di concertazione, con politici e artigiani tutti inclusi, “un una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Iconfronto a 360° dove io ho già alcune proposte da mettere sul struzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto piatto, per combattere fino alla fine e arginare la chiusura delle l’intricata matassa della scuola italiana. nostre attività produttive”. Insomma, è necessario confronto e L’anno scolastico è iniziato con la paradossale siascolto degli esercenti zerotini, in fondo è proprio nelle piccole tuazione di avere gli alunni in classe e non gli inseGaia Ferrarese botteghe che si sviluppa l’idea di comunità. gnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue

Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.

La scuola da salvare

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di Treviso Ovest

è un marchio registrato di proprietà Srl di

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.539 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

consigli preziosi per i nostriChiuso amici a 4 zampe in redazione il 4 ottobre 2019


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Zero Branco

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“Guerra aperta ai roghi abusivi” Il sindaco Luca Durighetto promette una dura battaglia per contrastare il problema che attanaglia la città partendo da alcune iniziative per sensibilizzare la comunità sull’argomento

“S

arà guerra aperta contro i roghi abusivi”. Per il sindaco Luca Durighetto è una promessa. In Comune non ne possono più delle segnalazioni riguardanti falò non autorizzati che vengono accesi tra i campi per bruciare sterpaglie o, pure peggio, per incenerire cumuli di rifiuti, con tutto ciò che ne consegue a livello di fumi e inquinamento. Sindaco Durighetto, come vi muoverete contro i roghi clandestini? “Sarà guerra aperta, per davvero. Daremo un giro di vite sui controlli, che saranno sempre più ferrei. Comportamenti del genere sono semplicemente inaccettabili”. Verranno bloccati anche i Panevin dell’Epifania? “No, assolutamente. È un discorso completamente differente. I Panevin abbiamo sempre cercato di mantenerli. È una cosa ben diversa rispetto ai roghi non

Il sindaco Luca Durighetto

autorizzati e ai fuochi accesi in campagna”. C’è poi il fronte caldo delle auto. Treviso ha chiesto ai comuni della cintura urbana di fermare quelle più inquinanti seguendo la propria ordinanza. Come si regolerà Zero Branco a riguardo? “Il centro del nostro comune è attraversato dalla Noalese, una delle arterie principali che neppure Treviso bloccherà, assieme alla tangenziale e al Terraglio. Se non interviene nemmeno il capoluogo su una strada del genere, a maggior ragione non possiamo farlo noi. Comunque sia faremo tutto il possibile per ridurre anche l’inquinamento veicolare”. Le lenzuola bianche alle finestre delle case rappresenteranno un’iniziativa inedita? “Si, sarà la prima iniziativa del genere (si legga l’articolo a pagina 6, ndr). Vogliamo seguire il solco segnato dai comuni dell’area del miranese, nel veneziano,

che hanno messo in piedi un’azione simile con il sostegno di Legambiente. Ne abbiamo già parlato con l’Arpav. Stiamo definendo i dettagli”. La parola d’ordine è sensibilizzare i cittadini? “Certo, ma non solo. Le lenzuola bianche possono essere utilizzate come matrici per la raccolta degli agenti inquinanti. Dopo l’esposizione verranno

analizzate. Arpav fa già tutte le indagini nel caso sulla qualità dell’aria e ci trasmette i dati. Ma “vedere” l’inquinamento è cosa diversa. Provate a immagine di avere un lenzuolo davanti a casa che il primo giorno è bianco, il decimo giorno è grigio e dopo un mese diventa nero: c’è una forte percezione visiva di ciò che l’inquinamento comporta”. Mauro Favaro

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uando si parla di Ottobre in rosa, ci si riferisce ormai a quel mese dell’anno dedicato alla sensibilizzazione e prevenzione contro il tumore al seno. Un traguardo importante per tutte le donne che combattono o hanno combattuto la malattia, un monito a prenotare visite e fare controlli, un pensiero a chi non ha sconfitto il cancro. Anche Zero Branco partecipa, sotto un punto di vista culturale e ricreativo, a questa importante prevenzione, attraverso presentazioni di libri, teatro e arte, tutta al femminile. Dal 12 ottobre al 30 novembre infatti si terrà “Chiamiamole emozioni” e “Opere di Franca Kopse”, un’esposizione di opere d’arte in Villa Guidini. Nella Sala Consiliare del municipio invece, dalle 20.30, venerdì 8 novembre sarà presentata l’opera di Luana Longo “La neve di maggio”, mentre il 15 novembre è la volta del libro di Roberta Sorgato “Anima e dintorni”. Infine le opere teatrali presso l’Auditorium Comunale Giovanni Comisso, a partire dalle 21, sabato 26 ottobre Almavoz presenta “Contro la corrente”: sono tutte storie di donne osteggiate, discriminate o, peggio, maltrattate ed eliminate fisicamente per le loro scelte, per le loro idee. Sabato 30 novembre la compagnia Arti e Mestieri invece propone “Dialogo estremo di una donna” scuotere le donne e risvegliarle dal torpore in cui si sono troppo a lungo relegate, per riscoprire se stesse, ricominciare la loro giusta rivolta e ripensare e rifare il mondo da capo. Gaia Ferrarese


DGR 851-852-853-854-855-856 DEL 6/2019 - DGR 1986 DEL 12/2016 â&#x20AC;&#x201C;DGR 2029 DEL 12/2017 DGR 1799 del 27/11/2018 - DDR 42 del 14/01/2019 - DGR 762 del 04/06/2019


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Zero Branco

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Smog Iniziativa

Lenzuola bianche per sensibilizzare la città al problema dell’inquinamento L

enzuola bianche contro l’in- nuova ordinanza anti-smog per quinamento. Sono quelle il blocco delle auto più inquiche sventoleranno a breve dalle nanti nel capoluogo. finestre delle case di Zero BranTra le novità c’è la deroga per co. L’iniziativa è stata lanciata i cittadini in difficoltà economidirettamente dal Comune per che, con Isee sotto i 9.360 euro combattere lo smog, rendendo- all’anno, soglia massima per lo evidente a tutti. L’obiettivo, l’accesso al reddito di cittadiinfatti, è usare le lenzuola per nanza, a patto che non abbiano catturare le polveri sottili sospe- macchinoni da oltre 80 kilowatt; se nell’aria che si insinuano nei la deroga per gli anziani, che è polmoni. Non solo. I tessuti ver- stata fatta salire da 65 a 70 anni; ranno poi anche analizzati. la cancellazione dell’obbligo per “Chiederemo ai cittadini di i negozi di non tenere le porte posizionare delle lenzuola bian- aperte in inverno: si studierà un che fuori dalle case in modo da meccanismo per premiare chi usarle come matrici per fare le terrà chiuse; il dimezzamenl’analisi degli agenti inquinanti to dei Panevin, che passeranno raccolti - spiega il sindaco Luca da una trentina a 12, individuati Durighetto - l’Arpav ci fornisce come quelli tradizionali. già i dati, ma così Ci sarà una deroriusciremo a essega legata anche agli Tra re puntuali e preorari delle scuole di le ordinanze cisi. C’è una perTreviso: mezz’ora cezione molto più prima dell’inizio e anti-smog forte dell’inquimezz’ora dopo la anche namento, e di ciò fine delle lezioni un limite che comporta, nel tutti i genitori pomomento in cui si tranno portare e all’utilizzo vede un lenzuolo andare a prendere i delle auto bianco diventare propri figli in auto. grigio nel giro di Ed è stata conferdieci giorni e magari nero dopo mata la sospensione dell’ordiun mese”. nanza per l’accesso in città nel La proposta verrà diffusa tra periodo di Natale, dal 15 dicemgli abitanti di Zero Branco at- bre all’8 gennaio. traverso un volantinaggio fat“Chiedo a tutti i Comuni delto dai bambini delle scuole, in la cintura urbana di adottare modo da coinvolgere anche i almeno parte della nostra orpiù piccoli nelle azioni di con- dinanza - ha detto Manera – in trasto all’inquinamento e, più modo da avere regole il più posin generale, al cambiamenti cli- sibili uniformi: l’inquinamento matici. L’annuncio è stato dato non si ferma sul confine tra i vari dal sindaco nel corso dell’ultipaesi”. Le risposte, però, non mo tavolo tecnico zonale contro sono state esaltanti. I Comuni l’inquinamento andato in scena della periferia non bloccheranin Provincia. no le auto più inquinanti come Nella stessa occasione l’asses- farà Treviso. E tra questi c’è ansore all’Ambiente del Comune che Zero Branco. di Treviso, Alessandro Manera, Mauro Favaro ha illustrato i contenuti della

Il Comune aumenta il fondo a disposizione per la sostituzione delle caldaie obsolete

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ncentivi per sostituire le caldaie più vecchie e più inquinanti. Ma in chiave anti-smog si guarda anche ai condizionatori installati nelle case e nei condomini, sempre più numerosi, per affrontare l’afa e il caldo torrido degli ultimi mesi. Il Comune ha predisposto un piano per invertire la rotta sull’aspetto che più incide sull’inquinamento dell’aria. Perché va bene la lotta contro le auto che inquinano e contro i roghi abusivi, ma la fonte principale dello smog coincide proprio con i sistemi usati per riscaldare le abitazioni. E anche per raffrescarle.

“Abbiamo attivato il bando caldaie già diversi anni fa per dare una mano nella sostituzione degli impianti. Adesso andremo ad aumentare ulteriormente il fondo a disposizione – spiega il sindaco Luca Durighetto – e abbiamo già aggiunto altri tipi di incentivi, che prima non c’erano, legati non solo alle caldaie ma anche alla sostituzione dei condizionatori più vecchi: durante l’estate creano gli stessi problemi originati dai sistemi di riscaldamento nel corso dell’inverno”. Ma. Fa.

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Zero Branco

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Inaugurata la nuova casa “rosa” Il progetto di inclusione, nato dall’idea dell’associazione Terra libera tutti, vuole offrire un alloggio a donne e ragazze affette da disabilità per favorire la crescita, lo sviluppo e l’integrazione

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na nuova casa “rosa” per ragazze e donne con disabilità è stata inaugurata il 21 settembre a Zero Branco. Il progetto è tutto al femminile. La nuova abitazione si trova in via Cappella. Qui le persone con disabilità potranno abitare in autonomia protetta. Non solo. La struttura diventerà anche un luogo di scambio e interazione sociale. Al momento sono due le persone entrate nella casa, ma potrebbero presto diventare quattro. L’idea nasce dall’associazione Terra libera tutti, realtà di promozione sociale per l’inclusione della disabilità che si occupa di sviluppare progetti socio-educativi mettendo in relazione persone, disabilità e territorio. Il gruppo, nato l’anno scorso, si impegna in attività ricreative e residenziali con persone con disabilità al fine di favorirne la crescita, lo sviluppo e l’integrazione, promuovendo una cultura inclu-

siva e rispettosa delle diversità. Nel frattempo a Morgano, a pochi chilometri di distanza, si attende l’inaugurazione della nuova sede di Casa Respiro, cohousing per persone con disagi mentali lievi gestita dall’omonima associazione, guidata dal parroco don Mario Vanin, in collaborazione con la Caritas diocesana e l’Usl della Marca. I lavori sono andati per le lunghe rispetto alla tabella di marcia, che prevedeva la chiusura dei cantieri per lo scorso agosto. Ormai, comunque, si vede il traguardo. Il complesso realizzato in via Munara è quanto mai all’avanguardia. A cominciare dalla struttura dell’auditorium realizzata con legno e paglia. Il resto del co-housing è stato costruito in modo tradizionale. Sono previste camere per accogliere fino a cinque persone, più un mini-alloggio per emergenze abitative di vario tipo e

In basso, la struttura di via Cappella

dei locali dove verrà allestito un centro diurno per una ventina di persone con disagi di natura psichica. Alla fine verranno messi in piedi circa mille metri cubi di costruzioni. Accanto alla casa, infine, sorgerà pure un orto si-

nergico, che contribuirà al finanziamento della struttura, un boschetto, un parcheggio verde e un sistema per la depurazione naturale delle acque reflue domestiche e agricole. Mauro Favaro

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Quinto di Treviso

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Inquinamento Ordinanza anti-smog

“Nessun blocco”: il Comune boccia la proposta di Treviso “Come si fa a dire alla gente che non può usare la macchina, mentre gli aerei continuano a passare sopra le teste di tutti, sia di giorno che di notte?”. È una domanda al veleno quella posta da Mauro Dal Zilio, vicesindaco di Quinto, dopo l’appello rivolto da Treviso ai comuni della cintura urbana affinché adottino ordinanze anti-smog in linea con quella firmata nel capoluogo, che prevede limitazioni per le auto più inquinanti ma non per i velivoli del Canova. “Sappiamo bene che la questione dell’aeropor-

Il vicesindaco Mauro Dal Zilio

to è superiore rispetto alla gestione del traffico - specifica il vicesindaco - ma non possiamo castigare i cittadini e permettere tutto il resto”. Anche per questa ragione Quinto non seguirà le orme del capoluogo per quanto riguarda lo stop alle auto. L’Arpav ha rivelato che al 4 settembre di quest’anno era già stato ampiamente oltrepassato il tetto di legge dei 35 sforamenti del valore limite giornaliero delle

Pm10 nell’arco di dodici mesi. La centralina di Sant’Agnese che si trova proprio nella zona dell’aeroporto Canova ha fatto registrare 45 sforamenti. E quella di via Lancieri di Novara (vicina al Put) ha toccato quota

42. “Ma noi non seguiremo l’ordinanza di Treviso - conclude Dal Zilio - il blocco del traffico sarebbe decisamente complesso: Quinto è attraversato da due statali e tre provinciali. Alla fine andremmo solo a rompere le

scatole ai cittadini che devono andare al lavoro. Abbiamo una nostra ordinanza anti-smog triennale. Continueremo con questa”. Mauro Favaro

Pd Altosile: “Vogliamo sapere qual è la vera utilità del Canova” I circoli del Pd dell’Alto Sile chiedono al governatore Zaia di fare chiarezza sul ruolo e sull’importanza dell’aeroporto Canova nell’economia che gira attorno a Treviso. Si vuole sapere quanti degli oltre 3 milioni di passeggeri in transito ogni anno al Canova si fermano realmente a Treviso, qual è la ricaduta dell’attività dello scalo sull’economia trevigiana e quali vantaggi ci sono a fronte dei disagi che la presenza di un aeroporto da quasi 23mila voli all’anno comporta. “Fino ad oggi non siamo riusciti ad avere spiegazioni plausibili - mette in chiaro l’avvocato Innocenzo D’Angelo, referente del coordinamento dei circoli del Pd dell’Altosile -: lo scalo è sorto e si è sviluppato in un sito inadatto, perché fortemente urbanizzato, e per di più a solo una ventina di chilometri da un ben più ampio e funzionale aeroporto internazionale: il Marco Polo di Venezia”. “Sono sotto gli occhi di tutti i disagi sia degli utenti sia dei cittadini che percorrono la Noalese- conclude -. Di recente è balzato agli occhi il problema della sicurezza. L’aeroporto non è dotato di monitor che seguano gli aerei in fase di atterraggio e decollo: questi vengono seguiti “a vista”. Eppure siamo nel terzo millennio e nel mitico e progredito Nordest”. Adesso si attende una risposta dalla Regione. Ma.Fa.


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Quinto di Treviso

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“Addio Mario”, città in lutto L’intera comunità si è raccolta per salutare il concittadino stroncato all’età di 71 anni da un malore. Mario Napetti, che da sempre ha partecipato all’attività politica del capoluogo, era un fedelissimo di Luca Zaia

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a suscitato un vasto cordoglio a Quinto la notizia della improvvisa scomparsa di Mario Napetti, ex direttore della Provincia di Treviso e storico militante della Lega al fianco del Governatore Luca Zaia. Un lutto per la politica trevigiana ma soprattutto per la comunità di Quinto, in cui Napetti era molto conosciuto e stimato ben al di là delle divisioni tra schieramenti politici. A risultare fatale al 71enne è stato un malore, che lo ha colto mentre era a casa. A trovarlo, riverso sulla sua scrivania e tristemente già privo di vita, è stata la moglie Valeriana De Marchi. Napetti in passato aveva sofferto di problemi cardiaci; da quel momento aveva sempre cercato di tenere monitorata la sua salute con controlli e visite periodiche ma le cure e le terapie a cui si sottoponeva non hanno impedito al suo cuore

Mario Napetti

di “abbandonarlo” un lunedì pomeriggio mentre stava riposando. La sua è stata una storia politica fatta di grande impegno e passione. Da sempre entusiasta militante del Carroccio era un fedelissimo dell’attuale governatore del Veneto e ex presidente della Provincia di Treviso Luca Zaia. E proprio la Provincia era stata per lui una sorta di baricentro: vi aveva lavorato con le funzioni di direttore ma era stato anche assessore alla caccia. Per anni Napetti aveva retto la segreteria della Lega Nord di Quinto. Aveva svolto anche l’incarico di presidente della ex Siamic, lavorando per un lungo periodo di tempo in Sardegna. Mario Napetti era veneziano, originario del Lido e aveva girato molto l’Italia prima di stabilirsi con la famiglia a Quinto di Treviso dove si è sentito da subito “a casa sua”.

Papà di Martina era molto amato dai cittadini che gli riconoscevano oltre alla passione per la politica intesa come servizio una grande intelligenza, una forte sensibilità, un profilo personale e politico caratterizzato dal suo essere sempre e comunque integerrimo ma soprattutto disponibile ad ascoltare e spendersi in prima persona per risolvere i problemi dei cittadini, rispetto ai quali sapeva porsi sempre con un atteggiamento di grande attenzione. Un affetto confermato dalle tante persone che giovedì 12 settembre hanno voluto essere presenti per dargli l’ultimo saluto durante i funerali, che si sono svolti nella Chiesa di San Giorgio. Denis Barea

Pd Altosile: Atti concreti per le visite specialistiche Il Circolo ha indetto una nuova petizione sul trasferimento da Motta a Treviso delle visite

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l Coordinamento dei Circoli pd “Altosile” che comprende i territori di Paese, Istrana, Morgano, Zero Branco e Quinto di Treviso ha indetto una nuova raccolta firme, lo scorso 6 ottobre, per “mantenere viva l’attenzione degli amministratori regionali e dell’Aussl 2 di Treviso sulla realizzazione degli interventi promessi per porre fine alle migrazioni a Motta per visite ed esami” ha dichiarato il circolo. La petizione fa seguito alla vicenda di trasferire le visite specialistiche e gli esami nel poliambulatorio di Borgo Cavalli, nel cuore del capoluogo, senza più doversi sobbarcare un viaggio da chilometri, tra andata e ritorno, fino all’ospedale Oras di Motta di Livenza. L’attenzione alla comunità dunque non si ferma alle promesse, bensì alla concretezza del trasferimento entro la fine del 2020. Questa nuova raccolta firme verrà poi consegnata al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Gaia Ferrarese

Il sindaco Stefania Sartori

Sartori nel cda del Consorzio C’è anche il sindaco Sartori nel nuovo cda del Consorzio di Bonifica Piave.

La nomina è avvenuta a seguito dell’elezione delo scorso 12 settembre dei nuovi rappresentanti dei Comuni decaduti a seguito delle recenti elezioni amministrative. Il passaggio è stato ratificato nel corso della Assemblea dei sindaci dei Comuni che ap-

partengono, in tutto o in parte, al comprensorio consorziale Piave. L’Assemblea dei sindaci, come previsto nella legge regionale, ha eletto anche i tre rappresentanti che partecipano come componenti nell’Assemblea del Consorzio e tra questi uno viene designato anche come componente del Consiglio di amministrazione. A decadere come detto dopo il turno amministrativo della scorsa primavera erano stai i primi cittadini di i Maserada, Quinto e Ponte di Piave. I nuovi eletti nel corso dell’assemblea sono stati i sindaci dei comuni di Asolo, Mauro Migliorini, di Mansuè, Leonio Milan e appunto di Quinto di Treviso, Stefania Sartori, che l’assemblea ha designato anche come componente al consiglio di amministrazione. Il presidente del Consorzio Giuseppe Romano ha ringraziato gli uscenti per la collaborazione prestata in questi anni, grazie alla quale sono stati centrati importanti obiettivi per il consorzio e ha dato un benvenuto e un augurio di buon lavoro a quelli appena eletti. La terna designata rimarrà in carica fino a scadenza dell’attuale amministrazione consorziale, che verrà rinnovata con elezioni indette il 15 dicembre prossimo. Denis Barea


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Istrana

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Addio ai superambulatori medici aperti 12 ore al giorno Si punta alla creazione di un micro-team di medici che seguiranno un numero maggiore di pazienti. Reperibilità per 10 ore al giorno

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ominati i coordinatori degli ambiti territoriali dei medici di famiglia. L’Usl della Marca ha appena ufficializzato l’elenco. Per la zona di Istrana l’incarico è stato affidato al dottor Angelo Olinto Pozzi, per quella di Paese e dintorni tocca al dottor Gianquinto Mardegan e per la zona di Zero Branco c’è Giuseppe Vianello, dottore con ambulatorio principale a Mogliano. Toccherà a loro gestire lo sviluppo dei nuovi progetti riguardanti l’attività dei medici di famiglia. Tra le novità più importanti c’è l’addio al sogno dei super-ambulatori aperti 12 ore al giorno. Non sono arrivati i risultati previsti. Si volta pagina. Ora si punta alla creazione di micro-team misti composti da quattro dottori. Gruppi più piccoli, sì, ma con ogni singolo medico di base chiamato a seguire più pazienti in un colpo solo, passando da 1.500, al momento il massimo consentito, fino a 2mila. Ogni team dovrà avere un ambulatorio centrale di riferimento aperto 10 ore al giorno, con un dottore sempre pronto a rispondere alle emergenze e personale infermieristico pagato dall’Usl, per un bacino complessivo di 8mila cittadini. Più gli studi periferici, questi a carico degli stessi medici. “Non siamo contrari a priori a questa riorganizzazione - mette in chiaro Bruno Di Daniel, segretario dello Snami di Treviso, il sindacato autonomo dei medici italiani - certe cose vanno bene. Altre no. L’aumento degli assistiti può essere un’ipotesi percorribile. Si tratta però di capire come verrà effettivamente regolata. Abbiamo già chiesto un tavolo di confronto con la Regione”. In ogni ambulatorio centrale dei micro-team dei medici di famiglia, inoltre, dovrebbe essere presente anche un dottore neospecializzato per formarsi sul campo. La grande novità rispetto ai super-ambulatori è che non rischierebbero più di sparire i piccoli studi delle frazioni. “L’organizzazione in micro-te-

Salvi gli ambulatori delle frazioni

am prevede che siano gli stessi medici a sostenerli”, chiarisce il sindacalista. Per lo Snami il vero spauracchio è l’arrivo anche sul territorio di dottori legati a delle cooperative pronti a operare come medici di famiglia privati. “E’ un rischio che non vogliamo in alcun modo correre - conclude Di Daniel –-si perderebbe il senso della continuità che è il fulcro dell’assistenza garantita dai medici di famiglia. Ne va della salute dei pazienti”. Mauro Favaro

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Festeggiamenti in grande stile per gli ottanta anni dalla costituzione del 51° Stormo dell’aereonautica militare e non solo. Perché l’aeroporto ha infatti celebrato un doppio appuntamento: il 30° anniversario dell’entrata in servizio operativo del velivolo AM-X e l’80° anniversario della costituzione dello Stormo, avvenuta il 1 ottobre del 1939. Il Comune di Treviso e quello di Istrana, insieme al 51° Stormo hanno organizzato quindi una serie di eventi nel mese di settembre. Ad aprire i festeggiamenti di metà settembre la presentazione del libro dedicato proprio ai 30 anni del velivolo AMX a Palazzo dei Trecento alla presenza di Autorità civili e militari. La conclusione del pomeriggio è seguita poi dal concerto della Fanfara della 1° Regione Aerea a Piazza dei Signori. Si è poi svolto proprio all’aeroporto di Istrana il raduno “30 anni di AM-X” con l’allestimento di una mostra di velivoli dell’aeronautica militare. Hanno quindi sorvolato i cieli istranesi gli AM-X, con gli special colors dei gruppi di volo che hanno avuto in dotazione il velivolo e non ha mancato il sorvolo della PAN.


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Istrana

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“Più verde e meno cemento in città” Il sindaco Gasparini: “Stiamo andando verso una maggiore tutela del territorio”. Si punta a ridare nuova vita agli edifici in disuso, in una sorta di riqualificazione urbana sostenibile

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iù verde e meno cemento, anche a Istrana l’amministrazione ha inserito tra gli obiettivi primari del proprio mandato il contenimento del consumo di suolo. “C’è la consapevolezza che negli ultimi anni c’è stato un notevole consumo di suolo. Stiamo andando verso una maggiore tutela del territorio”, afferma la prima cittadina Maria Grazia Gasparini. Si tratta in sostanza di manovre volte al contenimento della trasformazione urbanisticoedilizia con costruzioni che non comportano un ulteriore consumo di suolo sia ad uso insediativo sia infrastrutturale. “L’obiettivo regionale è quello di azzerare l’incremento sull’impatto sul suolo entro il 2050”, sottolinea la sindaca. Nel farlo è la stessa Regione a dettare le linee guida che consistono anche in un’individuazione delle funzioni ecosistemiche dei suoli e delle parti del territorio

nelle quali poter procedere con il ripristino del verde. A Istrana, il compito di avanzare con manovre propedeutiche volte agli adeguamenti degli strumenti di pianificazione, e di inserirne qualora necessario di nuovi, è stato affidato al responsabile dell’area gestione del territorio si è già messo all’opera per identificare e colmare eventuali lacune. Tra i nodi della delibera approvata c’è anche un’ulteriore promozione dell’utilizzo di pratiche agricole sostenibili recuperando e valorizzando il terreno agricolo anche in ambito urbano e il ripristino dell’uso agrario dei luoghi soggetti a frammentazione anche attraverso la previsione di manufatti storici e del paesaggio naturale. Una delle manovre in essere che dall’entrata in vigore della legge Veneto 2050 (ex Piano casa) risulta degna di attenzione e sarà applicata anche nel

Il centro di Istrana

territorio di Istrana, è relativa al recupero, alla riqualificazione e al riuso degli edifici già presenti dando loro una “nuova vita”. Una sorta di riqualificazione urbana sostenibile che potrebbe portare diversi edifici di Istrana che vertono in uno stato di degrado e necessitano di una manutenzione, ad essere adoperati in altri termini ridando un ulteriore valore all’intera città. “Obiettivo prioritario della

politica territoriale comunale è anche la trasparenza amministrativa e la partecipazione informata dei cittadini alle scelte strategiche di trasformazione urbanistico edilizia, di riqualificazione e rigenerazione urbana e territoriale, anche promuovendo la partecipazione di diversi soggetti portatori di interesse nei procedimenti di pianificazione”, si legge nel testo approvato dalla giunta comu-

nale a metà settembre. E nella direzione del coinvolgimento dei cittadini è andato l’incontro svoltosi a inizio ottobre all’interno del quale la sindaca, l’assessore all’urbanistica Luciano Fighera e i tecnici Modesto Tonon e Giancarlo Ghinello hanno illustrato gli obiettivi prioritari portati avanti dal Comune per il contenimento del consumo del suolo. Lucia Russo

Istituita la Festa degli alberi

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a festa degli alberi arriva a Istrana. Il prossimo 21 novembre l’amministrazione consegnerà alle scuole del territorio degli alberi da piantare insieme agli alunni. Un’idea portata avanti in particolare dall’assessorato all’Ecologia e all’Ambiente nella persona dell’assessore Marianna Rossi che, oltre a essersi fatta promotrice dell’iniziativa, ha scelto di prendersi in carico l’acquisto degli alberi che saranno utilizzati durante la giornata. “È un progetto in cui credo molto e che ho sin da subito cercato di portare avanti visti anche i problemi di inquinamento e le relative iniziative di tamponamento che si stanno portando avanti con il Bacino”, sottolinea l’assessore evidenziando che nel territorio sono già in corso delle manovre per la salvaguardia dell’ambiente (tra queste anche la manutenzione delle aree gioco verdi come quella fatta quest’estate nel parchetto di Ca’ Celsi). A Istrana inoltre, non ci sono molte aree verdi con la presenza notevole di alberi e quest’iniziativa si colloca anche come primo tassello per la promozione di un paese più green. Insieme a 56 bambini di terza elementare di tutte le scuole, l’amministrazione pianterà un albero a Ca’ Celsi e uno in ciascun istituto. “Daremo inoltre ad ogni bambino che parteciperà alla giornata una pianta per casa - spiega Rossi - Poi chiederemo alle maestre di raccogliere le foto di queste piante e di farcele recapitare. Vogliamo essere sicuri che avvenga la piantumazione per dare un senso all’intero progetto e portarlo avanti ciascuno nel proprio piccolo. È importante che ciascuno di noi faccia qualcosa per migliorare il pianeta nel quale viviamo”. L’iniziativa avrà quindi impatto zero sulle finanze del Comune perché totalmente supportato dall’assessore stesso ma, avrà delle importati conseguenze sull’ambiente. (Lu.Ru.)


Morgano

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Un mercato veneto al 100% per promuovere il territorio L’ideatore è Diego Bertoldo, storico del mercato di Morgano. “Nessun razzismo, anche i toscani vendono solo loro prodotti”

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ercati veneti al 100 per cento: formati solo dalle bancarelle di ambulanti veneti che vendono esclusivamente prodotti veneti. Senza banchi di altre regioni e, in particolare, senza stranieri. È questo l’obiettivo del Gruppo mercanti veneti - non poteva chiamarsi diversamente - lanciato da Diego Bertoldo, uno dei riferimenti del mercato settimanale che si tiene ogni mercoledì in via Chiesa a Morgano. “I mercati tradizionali ormai sono pieni di extracomunitari. Chi entra trova cinesi e pakistani che spesso vendono cose vecchie e usate - spiega l’ambulante 55enne - abbiamo perso l’idea del mercato di una volta perché non siamo mai riusciti a unire le forze. Dobbiamo tornare alle origini. È per questo che abbiamo creato il gruppo dei mercanti veneti: non per escludere qualcuno, ma per difendere e salvare il nostro lavoro e i nostri prodotti”. Bertoldo ha creato un proprio marchio: “Bottega veneta da Diego”. È stato uno dei primi a riuscire a vendere alimentari provenienti da produttori diversi. Oggi ne conta complessivamente 26: dai formaggi del Grappa fino ai vasetti di Nonno Andrea di Villorba, passando per i sughi di Ponte nelle Alpi, il miele di Loreggia e il riso di Verona. E adesso ha fatto un passo in più mettendo in piedi il Gruppo mercanti veneti. “È un’associazione che ad oggi raggruppa una trentina di ambulanti, tutti rigorosamente veneti che vendono prodotti veneti - specifica - organizziamo mercati tutti nostri, inserendo ogni tipo di articolo: dalle cinture agli alimentari fino alla ferramenta e ai detersivi. Chi entra sa che troverà solo persone e cose del Veneto. Senza stranieri”. E non vuole sentir parlare di razzismo. “I toscani, ad esempio, vendono solo i loro prodotti. I campani fanno lo stesso. E così via. Giustamente nessuno dice loro che sono razzisti. Ci

mancherebbe - conclude - allo stesso modo, noi crediamo nella nostra realtà, nelle nostre origini e nei nostri prodotti. Il razzismo qui non c’entra proprio nulla”. Mauro Favaro

Diego Bertoldo

Grande dono della Proloco Quando il divertimento e la condivisione diventano un’occasione di solidarietà: è quanto è successo nel territorio di Morgano e Badoere dove, a seguito della sagra estiva del Carmine, la Pro loco comunale ha raccolto fondi per 4.000 euro, poi consegnati alla Caritas delle parrocchie del territorio. La consegna del ricavato si è svolta durante la serata “Morgano solidale” dove è stata invitata tutta la cittadinanza a partecipare. Grande soddisfazione da parte della stessa Pro loco che non manca a ringraziare i suoi volontari e chi ha creduto nell’iniziativa: “Un contributo sostanzioso che si pone accanto a molte altre occasioni di sostegno che vedono presente la nostra associazione, che intende così mostrarsi attenta e vicina a coloro che vivono nel disagio e nel bisogno” ha dichiarato il presidente Aldo Gagliardi. Nel Comune di Morgano infatti sono una decina le situazioni familiari che hanno bisogno di un concreto aiuto economico e nelle quali il sostegno dell’amministrazione o delle previdenze sociali non riescono a far totalmente fronte. La solidarietà del territorio è dunque sintomo di una comunità attenta al prossimo.


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Morgano .

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Politica Morgano Futura

Due opposizioni in città “Non abbiamo dimenticato il nostro originario impegno: saremo presenti per il nostro territorio e per i concittadini”

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on una, ma due opposizioni. C’è Morgano Civica, la lista di centrosinistra guidata da Giuseppe Ceccon, entrata in consiglio comunale dopo le elezioni dello scorso maggio, perse contro il sindaco leghista Daniele Rostirolla. Ma c’è anche il gruppo dei “renziani” di Morgano Futura. Quest’ultimo, che pur non ha preso parte alla sfida elettorale, resta più vivo e vegeto che mai. “Morgano Futura c’è e e ci sarà nei prossimi cinque anni. Non abbiamo dimenticato il nostro originario impegno: saremo presenti per il nostro territorio e per i nostri concittadini – ha assicurato il coordinatore Carlo Boscardin, cinque anni fa candidato sindaco contro Rostirolla – resteremo l’attenta, concreta, costruttiva espressione della

Carlo Boscardin

cittadinanza laica e libera di esprimersi senza alcun vincolo di partito”. “Come nei cinque anni passati – ha aggiunto – metto a

disposizione la mia esperienza professionale, in particolare per le tematiche relative all’ambiente”. Così ora a Morgano ci sono

due opposizioni distinte: una all’interno del consiglio comunale e l’altra fuori. Mauro Favaro

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Cultura .

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Rassegna Dall’8 novembre

La passata edizione di FiatiCorti

Fiaticorti compie 20 anni R

itorna anche quest’anno, come da tradizione, la manifestazione Fiaticorti. L’edizione 2019 in particolare segna un importante traguardo, il 20° anniversario, dalla creazione di questo festival nel lontano 2000, voluto da un gruppo di ragazzi appartenenti al Progetto Giovani del Comune di Istrana (Treviso). Il Festival internazionale del cortometraggio, da qui il nome Fiaticorti per la breve durata dei film che in soli 20 minuti riescono a trasmettere forti emozioni al pubblico, lasciandolo appunto “a fiato corto”, ritorna dall’8 al 29 novembre. Se alla prima edizione avevano partecipato 27 lavori, provenienti da tutta la penisola, solo dopo 4 anni, nel 2004 appunto, raggiun-

se le 150 pellicole. Con l’aumentare della quantità dei corti in concorso cresce anche la qualità grazie anche al costante sviluppo della tecnologia e, di conseguenza, l’interesse del pubblico appassionato del genere. Inizialmente Fiaticorti era condensato in un’unica serata, quella delle premiazioni; dalla quarta edizione, invece, il format si arricchisce, portando la rassegna a svilupparsi nel corso di quattro tappe durante le quali vengono proposti i migliori lavori in corso” si legge nella presentazione del Festival. Dopo ben 20 anni di kermesse e perfezionamenti, oggi questo Festival è tra i circa 200 presenti in Italia e tra i più conosciuti e rinomati. L’intera organizzazione

Università per adulti, ripartiti i corsi

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e settembre è il mese del rientro a scuola, ottobre è invece segnato dalla ripresa dei corsi universitari. Così anche l’Associazione Università per gli adulti “Guglielmo Ciardi” di Istrana ha ricominciato le lezioni fino a fine anno. Dall’arte sacra e profana, fino alla geografia con una lezione sul Monte Grappa; dalla storia della Villa Lattes, ai traguardi della cardiologia e ancora, dallo studio del processo di Norimberga fino all’aeroporto militare istranese. Verranno trattate molteplici discipline. Da ottobre a dicembre per ora, ogni giovedì dalle 16:00 alle 17:30, la storica sede di Ca’ Celsi a Piazzale Roma ospiterà chiunque voglia mettersi in gioco. Lo scopo dell’associazione infatti è quello di “far crescere nei cittadini del nostro Comune la cultura e la conoscenza mediante l’organizzazione di interessanti incontri e di visite a luoghi particolarmente significativi”. L’Associazione, fondata nel 2014, è stata intitolata al pittore e paesaggista Guglielmo Ciardi, dopo che ebbe soggiornato nella città e, ancora giovanissimo, fu eletto consigliere comunale del Comune di Istrana. Per potersi iscrivere ai corsi bisogna aver già compiuto i 30 anni d’età, ma non è richiesto alcun titolo di studio, solo tanta curiosità. L’iscrizione deve essere effettuata presso l’ufficio Scuola in Municipio il lunedì, martedì e giovedì mattina. Dai 25 euro ai 45 sono infine le quote partecipative.

L’intera organizzazione non è cambiata nel tempo ed è sempre portata avanti da giovani under 30

non è cambiata nel tempo, ed è sempre portata avanti da giovani under 30. Ben tre le sezioni in gara: Fiaticorti, quella principale a tema libero e aperta a diverse tecniche cinematografiche; FiatiComici, dove si inseriscono i cortometraggi che l’autore indica al momento dell’iscrizione come di genere comico, demenziale o satirico. Infine FiatiVeneti promossa dalla Pro Loco di Istrana ed è dedicata ai cortometrag-

gi girati da autori residenti in Veneto o da cortometraggi che l’organizzazione riterrà rilevanti come espressione, per tematica o ambientazione, del Veneto. La partecipazione a questa sezione è automatica al momento dell’iscrizione e non esclude la partecipazione alle altre due diverse sezioni. L’apertura della manifestazione è venerdì 8 novembre alle 21.00 con la Proiezione dei cortometraggi in gara, analisi e talk con il pubblico. A seguire il 15 e il 22 novembre sempre con la visione dei corti in gara, fino al 23 novembre con la serata FiatiVeneti, una rassegna di cortometraggi veneti, che proseguirà poi con l’analisi e l’incontro con gli autori. Infine venerdì 29 novembre alle ore 20.30 presso il Cinema teatro dell’Aeroporto Militare di Istrana, con la cerimonia di premiazione dei migliori cortometraggi e la chiusura della rassegna. Gaia Ferrarese

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Sport

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Atletica Campionati individuali

Giovanni d’oro nella gara dei 1000 metri Oltre a conquistare il gradino più alto alle regionali, ha vinto a Forlì il titolo italiano con la sua migliore prestazione

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ontinuano i successi e le medaglie degli atleti dell’associazione U.S. Atletica Quinto Mastella di Quinto di Treviso, in particolare quelli di Giovanni Lazzaro durante il weekend dei Campionati Individuali Regionali, svolti a Bovoleone a fine settembre. Già durante la prima giornata di sabato Giovanni, cadetto under 16 mezzofondista, durante la prova dei 1000 metri conquista il titolo di campione regionale piazzandosi al primo posto con un tempo di 2’35”48, abbassando il suo stesso primato personale di ben 2 decimi di secondo. Una doppia

vittoria per il cadetto che con un ritmo veloce e costante mantenuto per l’intera gara, è riuscito a raggiungere l’obiettivo. Le vittorie per Lazzaro però, non sono ancora finite: “Non gli è bastato dominare i 1000m ieri col nuovo PB di 2’35”48 – commenta il suo nuovo allenatore Gianluca Vanin ma ha doppiato oggi vincendo anche il titolo regionale Veneto nei 1200sp con tanto di nuovo primato regionale cadetti in 3’24”04”. A Lazzaro però non è bastato il successo avuto nei 1000 metri, poiché il giorno seguente ha vinto anche il titolo regionale Veneto nei 1200

Giovanni Lazzaro durante la performance a Bovoleone

siepi, segnando un nuovo primato regionale cadetti in 3’24”04. Anche l’Associazione sportiva dilettantistica Trevisatletica condivide il suo entusiasmo: “Un doveroso applauso ai nostri amici dell’Atletica Quinto Mastella per i risultati conseguiti da un loro giovane atleta, Giovanni Lazzaro”. Anche Alessandro Pasin, segretario e vicepresidente di U.S. Atletica Quinto Mastella, è entusiasta dei risultati del giovane atleta: “Ora, per i Campionati Italiani, si

spera nel podio se non qualcosina di più”. Un weekend di trionfi che ha aperto la strada a Giovanni per i Campionati Individuali Italiani di Forlì: due giornate in cui sono stati contesi 36 titoli italiani e tre trofei per regione. Al momento in cui andiamo in stampa, Giovanni ha conquistato l’oro nei 1000metri diventando il campione italiano con il tempo a 2.35.09 e siglando la sua migliore prestazione stagionale nella distanza che gli vale il Laura Scapin titolo nazionale.

Manuel: “Oggi vivo con pazienza e coraggio”

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on smette di stupire Manuel Bortuzzo, campione di nuoto rimasto vittima di un incidente dove ha perso l’uso delle gambe dopo esser stato bersaglio (sbagliato) di una sparatoria. Da quel giorno, il sorriso e la determinazione di questo ragazzo di Morgano sono diventati familiari. Anche nel mondo dello spettacolo, l’entusiasmo per la vita di Manuel non è passato inosservato e, durante una delle ultime ospitate in tv, il nuotatore ha raccontato come sta affrontando la sua nuova quotidianità. L’occasione è stata a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio: “I miei pensieri non sono cambiati, ho imparato ad avere pazienza e a comprendere che dentro ognuno di noi c’è una forza che non sa di avere. Lo sport mi ha salvato. Spero di aver fatto capire che il destino si può battere e, se non si è destinati in qualcosa, si può raggiungere qualsiasi altro obiettivo”. Un video ha raccontato questi 8 mesi, fatti anche di solidarietà e sostegno: dagli striscioni, alle M tatuate sul braccio, dai videomessaggi dall’ospedale, all’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la convalescenza, gli incoraggiamenti dalle stelle dello sport italiano e infine, la rinascita. E un libro in uscita. L’intervista viene chiusa da Fazio con una domanda sugli aggressori. “Fino alla sentenza definitiva non dirò niente. Qualsiasi saranno gli anni di condanna, nessuno mi ridarà le gambe. Il mio sogno è tornare a camminare, e questo obiettivo è un qualcosa di troppo grande a cui rinunciare” ha Gaia Ferrarese risposto Manuel, con il suo familiare sorriso.


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#Politica

Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud

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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-

Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it

Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin

dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-

nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono

stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.

Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in

città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-

dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.

Claudio Sinigaglia

L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale


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Politica

Civica per il Veneto Franco Ferrari

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Partito Democratico Piero Ruzzante

Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F

ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di

borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi sviluppi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir

G

ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate

del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.

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Politica

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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni

I

n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-

da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi

Graziano Azzalin

anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O

ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono

battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”. Marco Scarazzatti

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on-line: OTTOBRE 2019

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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!

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I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.

E loro capiscono noi?

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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!

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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.

Osserviamo la loro bocca A

bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non

arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.

Lo sbadiglio ha più significati: come per noi, può indicare sonno o fame, certo, ma spesso è invece indice di stress e, sempre come accade a noi, è contagioso!

Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.

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il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.


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Serve una visione d’insieme

Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione

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parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-

pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.

Sicurezza evidente

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ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto

si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”. Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.

Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta

PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale

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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.


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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.

N

ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-

A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre

mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può

essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:

“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.

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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio C

’è una Food Valley in Emilia meno famosa e più appartata delle altre, discreta e amante dell’intimità per sua natura. Capace di declinare i suoi straordinari tesori del gusto con le atmosfere oniriche che generano certi suoi borghi e certi suoi castelli, nascosti in suggestivi angoli dell’Appennino. E’ la provincia di Piacenza. Nelle sue vallate nascono tesori gastronomici rari e preziosi come la coppa, la pancetta e il sala-

di Renato Malaman

me (salumi locali protetti da una triplice Dop) e si producono vini tradizionali e schietti come il Gutturnio o il Vin Santo di Vigoleno. Food Valley appartata ma capace di dare ali ai sogni, si diceva. Basta entrare al Museo degli Orsanti di Vigoleno per averne un’idea, dedicato a quegli artisti di strada che già nel XVIII secolo giravano di paese in paese con i loro spettacoli da circo, allestiti per sbarcare il lunario. Erano cantastorie,

ammaestratori di animali e regalavano emozioni a chi conduceva una vita misera e il mondo non lo avrebbe girato mai. Il Museo degli Orsanti, memoria viva di quella irripetibile epopea dello spettacolo popolare, è nato dalla passione di Maria Teresa Alpi, che nel secolo scorso ha dedicato la vita per rimettere insieme, come in un mosaico, le tessere di quel mondo onirico fatto di ammaestratori di scimmie e domatori di orsi. continua alla pag. seguente


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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio

Viaggio nell’altra Food Valley, quella dei Colli Piacentini, fra Castell’Arquato, Vigoleno e Gropparello, dove all’ombra di borghi turriti e castelli si scoprono tante gustose tipicità di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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sembra uscito da una commedia fantasy anche il castello di Gropparello, trasformato con il suo immenso parco - da Rita e Gianfranco Gibelli - in un villaggio di fiaba, teatro di attività didattiche di ogni genere. Proposte a ritmo continuo. Un maniero ancora vivo, con tanto di storie di fantasmi e una cornice ambientale che avrebbe suggestionato anche Walt Disney. Piacenza e le sue valli, Piacenza e i suoi borghi. Un piccolo universo di cose buone e belle da scoprire, oggi capace di diventare volano di un marketing turistico dal volto nuovo, fresco, inedito. Dove l’intreccio fra enogastronomia di qualità alta, seppur semplice nei suoi valori tradizionali, e un sistema costituito da gemme turistico-culturali di primordine è elemento distintivo. Vedi il borgo di Castell’Arquato, a pieno titolo fra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Tci per la qualità dei suoi servizi, dove sono osterie e taverne a far da contorno gustoso al centro medievale, alla piazza, al palazzo Ducale e a quello del Podestà, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea. Osterie e taverne che propongono anche i salumi piacentini tradizionali e i formaggi della zona, accanto alla pasta fresca, fra cui i caratteristici pisarei’ e fasö, e a tanti altri gustosi prodotti di fattura artigianale. Come la batarö, caratteristiche focaccine da farcire con i salumi, o la chisöla, focaccia con i ciccioli di maiale. Da queste parti lo gnocco fritto si chiama chisulén ed è prodotto De.Co. da ricordare anche gli anolini, lo stracotto di asinina, la pìcula ‘d cavall a base di carne equina tritata finemente e la tasca di vitello. Fra i dolci la torta sbisigona, fatta con ingredienti semplici e i farsö, frittelle tipiche della festa di San Giuseppe. Oppure il latte in piedi, versione locale del crème caramel.

Le tre stelle del territorio sono le Dop dei salumi: coppa, pancetta e salame. Dalle cantine arriva il profumo dolce e antico del Vin Santo. Da Piacenza tanti tour per un turismo culturale nuovo

Anche il borgo di Vigoleno, frazione di Vernasca, si fregia degli stessi marchi di qualità turistica e sorprenderà per la ricchezza del suo corredo architettonico e artistico-culturale, stretto com’è nelle sue fortificazioni, intervallate da possenti torri, da cui si possono godere dei bellissimi panorami sulle valli dell’Ongina

e dello Stirone, fiumi che scorrono su ampi letti di ciotoli verso la pianura. La Pieve di San Giorgio esprime bene il carattere austero e solenne della storia di questo piccolo borgo turrito, dove poi si scoprono sorprese come il Museo degli Orsanti, luoghi di una memoria rara, tramandata (fino alla creazione del museo) dalla

pura trasmissione orale. Negli oggetti esposti rivive un mondo che ci ricorda quello di Pinocchio. Le escursioni del gusto portano anche a visitare le tante cantine della zona, dove accanto al Gutturnio (la cui briosità è nota agli appassionati del genere: c’è contiguità peraltro con

l’area della ‘cugina’ Bonarda) è in vetrina il Vin Santo di Vigoleno, Doc dal 1996, frutto di uve Santa Maria, Melara, Bervedino o Ortrugo e Trebbiano e frutto di un processo di affinamento che dura ben 60 mesi, di cui 48 in botte. Sono ben 21 i vini della Doc “Colli Piacentini” E poi c’è Piacenza città, dominata dall’angelo di rame che svetta sul campanile del duomo, capoluogo riservato e tranquillo, seppur di nobile lignaggio come testimoniano il Palazzo Gotico e l’aristocratica Piazza Cavalli. Piacenza da cui è partita la riscossa turistica di tutta la provincia, espressa anche da iniziative come quelle promosse dal Consorzio Turistico Promo Piacenza Emilia o da piacenzawinecastletour.com Esperienze consigliate. A Castell’Arquato: B&B di charme Dimora del Podestà e ristorante Stradivarius; a Cadeo il Relais (con ristorante) Cascina Scottina; a Vigoleno le cantine Lusignani e Visconti, oltre naturalmente al Museo degli Orsanti. A Gropparello il castello della famiglia Gibelli con relativa Taverna. Per gli amanti dello shopping in grande stile c’è il Fidenza Outlet Village, poco lontano dall’uscita dell’autostrada di Fidenza. Un parco commerciale anche bello da vedere oltreché ricco di proposte. Anche gastronomiche, perché il Piacentino… piace sempre.


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35 Messaggio pubbliredazionale

HOTEL TERME MILLEPINI, IL FANGO È SERVITO! L’unico prodotto termale protetto da brevetto europeo e da marchio D.O.C. è ad un passo da casa.

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otrebbe far ricordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi princìpi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, a conferma di quanto già espresso a livello nazionale nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. Una giornata, quella iniziata nel panificio, che finisce nelle case di ciascuna famiglia ad allietare i momenti di convivio, mentre quella del fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte termali scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista.

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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.

La prevenzione non ha età Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

a pag 38

Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio a pag 39

Tre doni “speciali” Mancano i medici, le Regioni per la sanità in pressing sul Governo veneziana a pag 40

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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto

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’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,

Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-

te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.

quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.

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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”

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essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della

società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono

d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle

origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera

fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.

Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra

l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach

Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.

Approvato un documento che chiede di ripensare formazione e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico

“A

bbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” punti, relativi a cinque diversi ambiti nazionale e adesso occorre intervenire su ingaggiata per rispondere al problema d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio tutto il sistema della formazione e del della carenza di medici, che ha visto salva sul tuo Smartphone il nostro numero sanitario nazionale, le nuove esigenze di reclutamento con misure urgenti, come questa estate la giunta far sedere allo formazione, la programmazione futura del abbiamo già iniziato a fare in Veneto. stesso tavolo le università venete e gli numero di professionisti necessari alla Quelle che proponiamo Ordini dei medici, oltre a investire molti e potrai contattarci anche via WhatsApp per prenotare un sono tutte cose sanità italiana, le strategie per rendere più che si possono fare presto e bene. Penso milioni di euro per avviare alla professione prodotto o chiedere informazioni attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e ad esempio al tema dell’inserimento negli i giovani medici già laureati creando una gli interventi necessari a raggiungere gli ospedali dei medici laureati e abilitati ma apposita scuola regionale, mentre diverse standard europei di tempi non ancora specializzati e a quello di poter Ulss sono dovute ricorrere a cooperative via G. Matteotti, 1 in• materia Quinto die Treviso funzioni. trattenere i tanti bravi ed efficienti medici private per garantire la funzionalità dei contatti@farmaciacomacchio.it ·• www.farmaciacomacchio.it “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia che devono per forza andare in pensione reparti più sguarniti. – sono state colpite dagli effetti della a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare Il Documento approvato dalle Regioni mancanza di una corretta programmazione nel privato”. si compone di una premessa e di sedici

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Tre “Una doni nuova “speciali” formula per il turismo per termale, la sanità albergo veneziana aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: U na buona sanità dipende da molti fattori, non ultima la capacità del territorio e dei suoi abitanti di sostenere lo sforzo delle istituzioni. E tre storie che arrivano dal Veneziano aiutano a comprendere perché il Veneto continua a essere un’eccellenza campo nonl’anno solo essant’anni fa, in correva nazionale. 1959, fu nientemeno che Padre buona ilnotizia Dolo, PioLaaprima suggerire nomearriva per ildanuovo dove la Pediatria ora contare su albergo che stavapuò aprendo i battenti nuovi arredi adonati da un imprenditoin centro Montegrotto: “Sollievo re locale, Graziano Da Scantamburlo, che dalla sofferenza”. decenni l’Hotel già in passato aveva dimostrato la suae Sollievo, con il suo centro benessere generosità. Questa ha regalato al le sue piscine, convolta gli ampi spazi per reparto un televisore e quattro tavolini l’accoglienza, è un punto di riferimento con sedie, tutto a misura di bambino, nell’offerta turistica dell’area termale per rendere ancor accogliente la e ora è pronto ad più affrontare le sfide sala attesa che ogni giorno accoglie del dicambiamento grazie all’impulso tanti bambini loro genitori. Dietro la impresso in coi quest’ultimo anno dalla donazione, c’è però dell’impegno di nuova gestione, in più capo alla Solgest. un singolo.in questi giorni si stanno Proprio “Il signor Graziano raccontatoche il definendo anche –gliha aspetti Primario della Pediatria, della il dottor Vecriguardano la proprietà struttura. chiato – da qualche invitaMoretti, i suoi Ne parliamo con anno Matteo clienti a lasciaree un’offerta primadella di amministratore proprietario uscire dal negozio: un modo concreto per far partecipare la comunità ad un bene superiore che è quello comune” Mirano, invece, deve ringraziare Omar Rosa, di Maerne, e gli amici che hanno

partecipato alla colletta raccogliendo 1.600 euro utilizzati per l’acquisto di ausilio e dispositivi utili all’attività del reparto di Neurologia. Una scelta nata dal desiderio della moglie Caterina, scomparsa a soli 43 anni dopo essere stata curata con dedizione, competenza e gentilezza proprio nel reparto neurologico dell’ospedale veneziano. “Si tratta di una donazione che per noi assume un doppio valore – ha sottolineato il primario di Neurologia, Luigi Bartolomei – perché contribuisce certamente ad aumentare la qualità del nostro servizio assistenziale, ma soprattutto evidenzia come ci sono cittadini che danno merito al lavoro che svolgiamo, lo riconoscono. Un lavoro delicato, che necessita di attenzione verso il prossimo, dove si cerca di dare le risposte che vengono attese, sia per l’assistenza specificatamente ma anche per l’aspetto origini,sanitaria, riaprendo le antiche grotte relazionale”. termali, grazie alle quali esaltare le virtù L’ultimo dono è arrivato invece e le proprietà dell’acqua termale per al la pronto dell’Ospedale cura e ilsoccorso benessere del corpo. dell’Angelo di nostro Mestre: obiettivo dieci carrozzine Altro è quello “su di misura” il regalo Francesco insegnaresono ai giovani comeche curarsi con le Sorato voluto così lasciare a suggello di terme, ha andando a coprire un “gap quarant’anni di lavoro come infermiegenerazionale” che finora ha tenuto re, consegnandole al direttore generale lontano dalle nostre terme un’intera

dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e al personale. «Sono lieto di fare questo dono – ha spiegato Francesco Sorato, ora in pensione ma sempre attivo nel volontariato – e ancor di più sono lieto del lavoro che abbiamo fatto per pensare e consegnare delle carrozzine particolarmente adatte a quest’area particolare: con la loro dotazione che consente di sollevare, in qualunque posizione necessaria, gli arti di una persona, permetteranno ai pazienti in attesa di sostare in condizioni migliori rispetto a una normale sedia». Con le nuove carrozzine anche la movimentazione dei pazienti negli spazi del Pronto Soccorso e all’interno dell’Ospedale potrà essere fatta al meglio, come ha ricordato nel ringraziarlo il direttore generale: “Oggi con questo dono rendiamo più ricca la dotazione di strumentazioni del Pronto ma credo conti fascia d’età. Soccorso; Noi invece vogliamo ancora di più ilche fattolecheterme ci sentiamo comunicare sono più per ricchi a sostegno attenzione: tutti equanto alla portata di tutti,e in grado di ilgarantire signor Sorato rappresenta, con la un servizio di qualità adsua un opera volontariato svolta all’Angelo, prezzodi concorrenziale. Dalla nostra tutto quel mondo fatto dievolontari e di abbiamo una lunga consolidata associazioni che non stanca di parteciesperienza unite allesipotenzialità di una pare alla vita e a cuiancor va il struttura chedell’Ospedale, vogliamo rendere nostro sincero ringraziamento”. più interessante e competitiva”.

“Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”

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società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono

d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle

Grazie alla generosità di imprenditori, ex dipendenti e familiari dei pazienti Dolo, Mirano e Mestre sono oggi più funzionali e attrezzati a rispondere ai bisogni dell’utenza

Quasi sette milioni di per Mancano i medici, leeuro Regioni la sanità padovana Regione in pressing suldalla governo

“A V

pacchetto proposte iabbiamo libera un dalla Giuntadiregionale organico e condiviso. adconcreto, altri 9 milioni di euro di finanLa questione è nazionale e urgente, ziamenti in edilizia e macchinari per Solgest, impegnato da venete: mesi inlainquesta l’offerta del nostro albergo. Ecco allora perché mancanoUllss 56.000 medici tre importanti 1Italia, Dooperazione “Lae proprietà sarà l’apertura delle piscine e della nostra dei qualilacruciale. 1.300 in Veneto. auguro lomiti, 6 Euganea la 9 Mi Scaligera. acquisita da una cordata di investitori Spa a chi non soggiorna in albergo, con che il nostro documento venga preso in I finanziamenti sono stati approvati, russi spiega Moretti con i quali offerte giornaliere a prezzi interessanti, ampia considerazione dal Ministro della su proposta dell’assessore alla Saniabbiamo avviato da tempo un che dialogo anche per fasce orarie, una formula Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimentà, Manuela Lanzarin, dopo si è chetoconcluso sta portando i suoi subito favore. sanitaAnche il delle proposte delle risultati Regioni primi positivamente l’iter nei dipositivi. valuta350 milaaccolta euro) e incon attrezzature Si tratta addella investire ristorante è aperto provvedimenti utili”.pronte zione di deipersone progetti da parte Com- rie (3 milioniora 507 mila euro). all’esterno, risorse in ilquesta attività, così come i la nostra area convegni Così Presidente della animati Regione dello Luca missione Regionale. «Tenere conti in ordine, come si è stesso spirito1dalla imprenditoriale che a disposizione per eventi pubblici e Zaia,All’Ulss reduce riunione Dolomiti sonodella statiConfeassefa nella sanità veneta – sottolinea l’Italia conosciuto nel dopoguerra. privati. ilOspitiamo incontri renza Regioni Roma, ennesima lavoro nella–importanti sanità pubblica gnatihadelle 360 mila euroaper lavori di ristrut- attrattivo l’assessore Lanzarin ci consente di Sono pronti cogliere con entusiasmo con autori con enecessari personaggi tappa dellaadi“battaglia” ingaggiata per eproseguire gli interventi a raggiungere turazione alcune stanze del reparto continuità indella una cultura pole rispondere opportunità positive edstandard eventi anziani.in Con l’Università al dell’Ospedale problema che delladivengono carenza europei materia di tempi di Medicina Pieve di gli litica di investimenti alla quale, ogni di dalla nostraL’Ulss area termale, unahadelle più Padova stiamo mettendo punto un diCadore. medici, che ha questa estate la eanno, funzioni. 9 visto Scaligera ottenuto riusciamo a destinarea almeno celebri in Europa, volertavolo rilevare progetto formazione per aiutare giunta far sedere allo da stesso le “Tutte le di Regioni – ha 70 aggiunto Zaiadi le 1 milioni 754tanto milioni anche hotel chiuso aziende e i loro dipendenti ad essere università venete gliTre Ordini dei medici, – sono state colpite dagli effetti della milail vicino euro. Sa- e Montecarlo, euro. Ognuno Ulss venete si spartiscono da oltre tempo, e ricostruirlo al passo con i tempi. laeuro ricerca a investire molti milioni riportando di euro per mancanza di una corretta programranno utilizzati diUnire questi 9 imilioni per attrezzature e adesso occorre allaavviare luce l’acquisto l’anfiteatro romano. Il medici punto mazione all’impresa, ecco lae formula trovare alla professione giovani nazionale per viene per anche investimenti edilizia. Altriil sistema fermo sarà proprio gestionescuocon inintervenire un nuovosuslancio. Ospiteremo inoltre già creandosulla una apposita tutto della fordi laureati attrezzature utilizzato al 11 progetti presto finanziati un laall’Ospedale contratto alla il “team building” tenuto damisure unpercoach regionale, pluriennale mentre diverse Ulssnostra sono mazione e del reclutamento con di meglio, dovute ricorrere a cooperative private urgenti, come abbiamo ché già iniziato a San Bonifacio, ogni proper 13 milioni e mezzo per la funzionalità dei reparti fare in Veneto. Quelle che proponiamo pergarantire accessori getto, prima più sguarniti. Il Documento tutte cose che si possono fare prerelativi ad attrezzature già approvato realizzate sono di essere finanziato, è valutato con dalle Regioni si icompone di una e bene. Penso ad esempio al regiotema nell’Ulss e per relativi lavori di preade- sto attenzione dalla Commissione messa e di sedici punti, relativi a cinque dell’inserimento ospedali dei meguamento edilizio. nale. Nemmenonegli un centesimo, quindi, L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, diversi ambiti d’intervento: l’accesso laureati e abilitati ma non ancora L’investimento maggiore riguar- dici rischia di essere sprecato». quattro piscine, di cui due Non le aree giochi perre-i alda lavoro nel servizio sanitario nazioe a quello di poter tratteneperò l’Ulss 6 Euganea. Allaall’aperto. sanità specializzati Conmancano la stessa delibera, la Giunta bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet nale, le nuove esigenze di formazione, i tanti ha bravi ed efficienti che padovana vanno 6 milioni e 857 mila regionale autorizzato altri medici 11 progetti www.hotelsollievoterme.it sono firiportati dettagli siainche dell’offerta laeuro, programmazione futura del numero devono per i13,5 forza andare pensione a che serviranno a copertura per tutti circa milioni, saranno alberghiera chenecessari quelli della “daily insieme a tutte altre ainiziative dinanziaria professionisti allaconto sanità 65 anni dal con pubblico, elevanno lavorare per investimenti in ca-spa”, finanziati un successivo provveorganizzate e aperte a tutta cittadinanza. italiana, le strategie per rendere più nel privato”. pitale anno 2019 in edilizia (3lamilioni dimento.

Dati e servizi

Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Approvato un documento che chiede di ripensare formazione e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico

“A

bbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici

punti, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio sanitario nazionale, le nuove esigenze di formazione, la programmazione futura del numero di professionisti necessari alla sanità italiana, le strategie per rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e gli interventi necessari a raggiungere gli standard europei in materia di tempi e funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione

nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto. Quelle che proponiamo sono tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.


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Appuntamenti

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Venice Fashion Week 2019 Dal 17 al 26 ottobre 2019

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filate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile a Venezia: un evento che si svolgerà dal 17 al 26 ottobre 2019. Arrivata alla sua 9^ edizione la manifestazione è un evento di cultura della moda rivolto a designer e marchi nazionali e internazionali che ha nel programma tra palazzi, hotel e boutique; sfilate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile, sartoriale, artigianale, etica e slow. Made in Italy e arte contemporanea, palazzi e atelier artigiani aperti con sfilate e mostre, giovani creativi, alto artigianato, moda sostenibile e ospiti internazionali: Venice Fashion Week è una manifestazione nata per promuovere il potenziale della città di Venezia e del Veneto come luogo produttivo, creativo e di ispirazione.

Padova, concerto Jethro Tull Gran teatro Geox

Venezia, grandi concerti

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l 3 novembre la mitica band dei Jethro Tull sarà al Gran teatro Geox. I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale. Hanno all’attivo più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo. Era il 2 febbraio del 1968 nel famoso Marquee Club di Wardour Street, quando i Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Per celebrare questo anniversario, Ian Anderson porta in tutto il mondo il Jethro Tull 50 Anniversary Tour. Tra le band più importanti e influenti di tutti i tempi nel progressive rock, l’immenso catalogo di opere dei Jethro Tull comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ogni concerto del tour cinquantennale sarà un ampio mix degli album storici della band, da This Was fino ai giorni nostri.

Teatro Toniolo

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enerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Toniolo di Venezia c’è Antonella Ruggiero in concerto con La vita imprevedibile delle canzoni, live dell’omonimo album del 2016 (Sony Music Classical), con il maestro Andrea Bacchetti a dirigere un ensemble d’archi sulle celebri canzoni dei Matia Bazar. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Antonella Ruggiero. Ancora al Teatro Toniolo, sabato 19 ottobre, alle 21, va in scena Francesco Renga, in concerto con L’altra metà tour. Qui è possibile acquistare i biglietti per il concerto di Francesco Renga. Prodotto da Michele Canova Iorfida e composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo, il nuovo album rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche. Sabato 2 novembre, al Teatro Goldoni di Venezia, ci sono Stefano Bollani e Chucho Valdés in concerto, nell’ambito del Venezia Jazz Festival Fall Edition. L’estro musicale e la fantasia versatile di Bollani e l’energia afro-cubana e il ritmo latino di Valdés danno vita a uno spettacolo musicale di fortissimo impatto. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Stefano Bollani e Chucho Valdés.

Giornate FAI d’Autunno a Treviso e provincia In 260 città

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abato 12 e domenica 13 ottobre 2019 torna in 260 città il weekend dedicato alla bellezza. 700 luoghi del nostro Paeseinaccessibili o poco valorizzati da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. Sarà l’occasione per visitare l’abbazia di Follina aperta sabato, 14:00 – 18:00 e domenica 10:00 – 12:30 / 14:00 – 18:30. O Il Lanificio Poletti, sempre a Folina. La mattina di domenica 13 ci sarà la possibilità di visitare il Lanificio con i macchinari in funzione, per poter meglio apprezzare questo magnifico esempio di manifattura tessile avente oltre duecento anni di storia, ancora oggi in funzione. Queste visite speciali saranno riservate agli iscritti FAI (per chi non lo fosse ci sarà la possibilità di iscriversi in loco). Partenza visite ore 10:00, 10:30, 11:00 e 11:30. Prenotazione obbligatoria. Alla fine di queste visite verrà offerto un buffet durante la pausa pranzo.

Rovigo, Il Giapponismo in Europa Palazzo Roverella

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a mostra è dedicata all’influenza che l’arte giapponese ha avuto sulla cultura figurativa europea tra Otto e Novecento. Quella del Giapponismo è stata una tendenza che ha influenzato le nuove generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, dalla Germania all’Olanda, al Belgio, dalla Francia all’Austria, alla Boemia, fino all’Italia. Sono numerosi gli autori che si sono lasciati sedurre dalle composizioni grafiche, dalle linee e dai colori tipici dell’arte giapponese. Qualche esempio? Paul Gauguin, Herri de TouluseLautrec, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha.

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Vellutata di zucca Potimarron e castagne Ingredienti per 2-3 persone: 1 vaso di vellutata di zucca potimarron e castagne DelSanto Acqua QB Timo o rosmarino. Pepe del macinino Pecorino o formaggio parmigiano grattugiato Pane raffermo.

Preparazione In una casseruola capiente versare il contenuto del vaso di vellutata di zucca. Aggiungere un po’ d’acqua e mescolare fino ad ottenere la densità desiderata. Scaldare il tutto a fuoco moderato per circa 5’. Servite la crema di zucca calda in una ciotola da zuppa, a piacere, con delle foglioline di timo o rosmarino, a piacere pepe del macinino, formaggio grattugiato e crostini di pane croccanti.

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LA ZUCCA La zucca, col suo allegro color arancione, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee e fa parte della frutta e verdura di stagione di ottobre-novembre. E’ originaria dell’America Centrale, ma oggi viene ampiamente coltivata in varie regioni del mondo tra cui l’Italia, dove le zone maggiormente vocate sono quelle di Cremona e Mantova. Della zucca esistono diverse varietà, la più diffusa è certamente la zucca comune, contraddistinta dalla forma rotondeggiante e dal tipico colore arancione, dalle dimensioni variabili: molto caratteristica è quella dalla forma allungata, detta infatti “zucca violina”, caratterizzata da una polpa acquosa dolce e da una buccia arancione o con sfumature verdi. Le proprietà: La maggior parte della zucca è composta di acqua (92%), con la restante percentuale comprendente zuccheri, proteine e grassi. Molto ricca di fibra, la zucca è un vero concentrato di vitamine e minerali. Innanzitutto, il betacarotene, abbondante nella zucca, è un importante antiossidante, utile quindi a contrastare i radicali liberi e a prevenire l’invecchiamento cellulare e tissutale; protegge inoltre il sistema circolatorio ed espli-

a cura di G.

ca attività antinfiammatoria generale. L’abbondante quantità di acqua fa sì che la zucca sia un ortaggio diuretico e sia di sostegno in caso di stipsi, agendo, grazie alla fibra, da lassativo naturale. Gli effetti benefici sull’apparato gastrointestinale si manifestano anche attraverso un miglioramento della digestione e l’eliminazione di tossine dall’intestino e dal fegato. Le proprietà della zucca sono anche benefiche per sonno e umore, grazie alla presenza di diversi aminoacidi, tra cui il triptofano, un composto coinvolto nella formazione della serotonina. Esercita quindi un vero e proprio effetto calmante, utile quindi in caso di ansia, nervosismo, ed insonnia, ma anche contro lo stress grazie anche alla presenza di magnesio. Inoltre, la presenza degli aminoacidi alanina, glicina e acido glutammico, fa della zucca un ottimo alleato per gli uomini che soffrono di ingrossamento della prostata, diminuendo la sensazione, tipica di questo disturbo, di dover urinare frequentemente”. La zucca, essendo tra gli alimenti ricchi di potassio (ne contiene anche più della banana), è molto utile per chi pratica attività sportiva, sia perché questo minerale è

di fondamentale importanza nel ripristinare un corretto livello di elettroliti dopo un allenamento, sia perché sostiene la funzionalità muscolare. Controindicazioni: Le ottime proprietà della zucca fanno sì che non esistano allo stato attuale controindicazioni riferite al suo consumo. Infatti, “il basso contenuto di zuccheri la rende un alimento adatto anche per i diabetici. Unica eccezione, anche se rara, l’allergia a questo ortaggio o a qualche suo principio attivo”. Dunque, al contrario di ciò che molti pensano, la zucca è indicata anche in un regime nutrizionale dietetico e, quindi ipocalorico, dato il basso contenuto di zuccheri e il notevole apporto di fibra che, come ormai sappiamo, esercita un significativo potere saziante. Come scegliere una buona zucca Al momento dell’acquisto, per riconoscere una buona zucca, è necessario scuoterla: se suona “a vuoto” è ok, altrimenti non sarà tra le migliori. Se si decide di comprare una zucca fatta a pezzi è opportuno invece dare un’occhiata alla polpa, che deve essere bella piena e ricca. Questo ortaggio autunnale va conservato in un luogo fresco, asciutto e buio; in tali condizioni può mantenersi per mesi. Se privata della buccia, invece, “la zucca si può tenere in frigorifero per diversi giorni, opportunamente avvolta in una pellicola, al fine di evitare la disidratazione dell’ortaggio.

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La storia La DelSanto inizia la propria attività nel 1971, è una piccola azienda artigiana gestita da Gianni De Cecchi e dal figlio Federico, da sempre segue la filosofia del titolare: “Qualità e freschezza degli alimenti non dipendono dalla tecnologia: l’innovazione può invece trovare il modo di preservare quanto natura ci dona senza usare conservanti”. Il processo di sterilizzazione e le buste in poliaccoppiato di alluminio Del Santo hanno viaggiato anche nello spazio con l’astronauta Samantha Cristoforetti,.

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Oroscopo

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Ariete Dovrete alleggerire la tensione e investire le energie nel consolidare il vostro team. Preferite il lavoro di gruppo

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Ottobre Questo mese vi regala un tempo ancora mite e favorevole per passeggiate all’aria aperta e investimenti sul futuro molto proficui. Non temete nulla!

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Gemelli

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Una storia sentimentale cominciata da poco subirà una fase di stallo. Meglio chiudere che trascinare ciò che non va

La luna piena vi regala istanti con il partner destinati a lasciare ricordi che porterete per sempre nel cuore

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Rinnovare i vostri spazi è un’esigenza. Date libero sfogo alla fantasia per renderli il più originale possibile

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