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laPiazza dell'Altapadovana - nov25

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I medici Rigatelli e Zuin nella prestigiosa classifica dei migliori ricercatori internazionali

Regionali, come si vota: dall’alternanza di genere al voto disgiunto

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Protagonista il ritorno alla politica

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inalmente si intravede la linea del traguardo di questa lunga campagna elettorale. Una campagna elettorale iniziata, di fatto, con la direzione del PD che a fine giugno ha approvato pressoché ad all’unanimità la candidatura di Giovanni Manildo come presidente di Regione. Più travagliato il percorso del centrodestra che soltanto poche settimane ha fatta ha sancito quello che tutti sapevano, ovvero che il candidato sarebbe stato della Lega Nord, nonostante gli appetiti di Fratelli d’Italia. La scelta, come noto, è caduta su Alberto Stefani, uomo di fiducia di Salvini, vicesegretario nazionale e segretario regionale del partito. Una figura giovane che sta conducendo una campagna all’insegna della moderazione e della pacatezza indicando tra le sue priorità il sociale e l’ambiente. Non certo, questi, temi identitari leghisti tanto da far storcere il naso a più di qualcuno che lo ha accusato di essere troppo vicino alle parole d’ordine del centrosinistra. Un centrosinistra che, dal canto suo, sconta in Veneto una certa diffidenza da parte di un elettorato che, negli ultimi trent’anni, ha sempre votato, spesso anche con percentuali bulgare, dall’altra parte. Vincesse Manildo o vincesse Stefani, non ce ne vogliano gli altri candidati se in questo caso non li citiamo, la composizione del consiglio e quella della giunta sono destinate a cambiare profondamente perché decisamente mutati saranno i rapporti di forza interni in entrambi i casi.

C’è un’etica nell’Intelligenza Artificiale? Luca Giuman: “E’ meglio cercarla nelle nostre comunità” pag. 26

Cittadella Il mercato accoglie dell’auto si talento il rinnova, dell’hockey la formula del Suv compatto Riccardo Dal Ben: di Alfa “E una Romeo scelta die cuore” Audi pag. 19

TRANSIZIONE ENERGETICA, AVANTI PIANO: FRA NORME DA DECIFRARE E BUROCRAZIA PARTONO LE PRIME INIZIATIVE La sostenibilità non può restare uno slogan: servono coerenza politica, regole certe e procedure snelle. Fontaniva prova a fare da apripista Servizi alle pagg. 8 e 9

CARMIGNANO DI BRENTA RINNOVA IL CUORE DEL PAESE CON INTERVENTI SU VIA TRIESTE L’Amministrazione Comunale di Carmignano di Brenta ha acquistato l’immobile disabitato per realizzare un parcheggio Servizio a pag. 13

ELEZIONI REGIONALI, TUTTI I CANDIDATI IN CORSA 845 GLI ASPIRANTI PER UN POSTO IN CONSIGLIO Cinque i candidati alla presidenza del Veneto dopo Zaia: si sfidano Bui, Manildo, Rizzo, Stefani e Szumski

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Servizio a pag. 23

Libertà è partecipazione

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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

ono passati 53 anni da quando Giorgio Gaber scrisse “La libertà”, eppure quelle parole continuano ad essere attuali e meritano di essere ricordate in questi giorni di campagna elettorale in Veneto: “La libertà non è star sopra un albero / Non è neanche avere un’opinione / La libertà non è uno spazio libero / Libertà è partecipazione”. Con il suo stile inconfondibile il cantautore mette al termine del ritornello il concetto chiave della sua canzone.

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ELEZIONI REGIONALI VENETO 23 • 24 NOVEMBRE 2025

La PERSONA al CENTRO

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Antonio DE POLI

il VENETO nel CUORE

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A SOSTEGNO DELLA LISTA

UNIONE DI CENTRO “UDC”

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COMM. RESP. UDC - REGINO BRACHETTI

NOVEMBRE 2025

Periodico d’informazione locale - Anno XXXII n. 226

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Facciamo il punto

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5 Libertà è partecipazione Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Un concetto già chiaro di per sé che Gaber sviluppa nel resto della canzone: “Vorrei essere libero come un uomo / Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia/ E che trova questo spazio / Solamente nella sua democrazia / Che ha il diritto di votare / E che passa la sua vita a delegare / E nel farsi comandare /Ha trovato la sua nuova libertà”. Ovviamente le canzoni di Gaber sfuggono ad una lettura semplicista o univoca, sono lontane dalla retorica e dal “buonismo” e danno spazio alla complessità, al dubbio, al disincanto. Siamo liberi tanto quanto siamo disposti ad uscire dal nostro “particolare”, dalla nostra “comfort zone” e a sporcarci con la realtà della democrazia, imperfetta senz’altro, come lo imperfetti lo sono i suoi rappresentanti, ma occasione di partecipazione e di scelta. Nel 1972 la politica era tutt’altra cosa, erano gli anni di piombo, le contrapposizioni erano aspre e anche violente, non c’erano internet né i social, ma il messaggio di Gaber, nella sua semplicità, aveva fatto centro. Quelle tre parole, “libertà è partecipazione”, oggi dovrebbero essere ripetute in occasione di ogni appuntamento elettorale per spiegare perché, nonostante tutto, è importante andare a votare. L’inesorabile calo dell’affluenza non è certo ascrivibile al solo Veneto o alla nostra nazione ma una tendenza ormai globale che rispecchia la difficoltà nel sentirsi rappresentanti da questa classe politica e quindi la ritrosia o l’indifferenza nel scegliere da chi “farsi comandare”. Ma questo progressivo allontanamento dei cittadini dai loro rappresentanti nelle istituzioni va ad indebolire anzitutto la nostra libertà, intesa appunto come partecipazione, un dovere e un diritto, esercitato attraverso il voto. Libertà contro rinuncia, partecipazione contro indifferenza: scegliere di non votare è pur sempre una scelta, ma sicuramente non segna un passo avanti nella nostra condizione di libertà. “Tanto non cambierà nulla, tanto a decidere sono sempre gli stessi, quindi a che serve votare”, è il ritornello che accompagna l’astensionismo. Ma noi preferiamo il ritornello intonato da Gaber, perché è nella partecipazione, per quanto limitata e perfettibile, che possiamo ribadire la nostra libertà, affermare il diritto di dare concretezza alle nostre opinioni, di scegliere attraverso il semplice ma tutt’altro che scontato gesto del voto.

Nuovo spazio per i cani I

l Comune di Carmignano di Brenta annuncia l’avvio del progetto per la realizzazione di una nuova area di sgambamento per cani in zona Boschi, presso il parco vicino alla rotatoria. L’iniziativa nasce dall’intento dell’Amministrazione Comunale di offrire ai cittadini e ai loro amici a quattro zampe uno spazio sicuro, attrezzato e dedicato, dove trascorrere momenti di svago e socializzazione nel pieno rispetto dell’ambiente e della convivenza civile. La scelta dell’area non è casuale: la zona Boschi rappresenta un punto strategico, facilmente accessibile grazie al parcheggio adiacente e collegata al centro del paese attraverso la nuova pista ciclabile di via Mons. Belluzzo. Questa posizione garantisce un utilizzo comodo da parte dei residenti, valorizzando al contempo un’area verde già apprezzata per la sua tranquillità e accessibilità. Il progetto, approvato dalla Giunta comunale, ha ottenuto un contributo di 4.000 euro dalla Provincia di Padova, nel rispetto delle linee guida previste dal bando provinciale. L’area, della superficie di circa 400 metri quadrati, sarà completamente recintata con una struttura metallica alta almeno un metro e mezzo e dotata di un cancello d’ingresso apribile verso l’interno, a tutela della sicurezza degli animali e dei loro accompagnatori. All’interno dello spazio saranno presenti diverse dotazioni per garantire comfort e funzionalità: una zona ombreggiata di almeno 20 metri quadrati, panchine per i proprietari, un punto di erogazione di acqua potabile e un impianto di illuminazione per permettere l’utilizzo anche nelle ore serali. Non mancheranno dispenser di sacchetti, cestini metallici e una targa informativa che ricorderà il contributo della Provincia di Padova. Particolare attenzione è riservata alla componente ludico-sportiva: l’area ospiterà un percorso di agility dog con strutture in legno, tra cui pedana di attesa, pali per lo slalom, ostacolo per il salto, tunnel, passerella d’equilibrio e tratto curvilineo. La realizzazione dell’area è prevista non appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno, con avvio dei lavori stimato per la prossima primavera.

Al via i lavori per la nuova area di sgambamento in zona Boschi

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Redazione Padova

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Cittadella

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Sicurezza. Si chiede più sorveglianza e una stretta normativa

“Violenza mai vista prima, ma episodi eccezionali: Cittadella è zona sicura” A

tti di violenza e momenti di paura che a Cittadella non devono assolutamente trovare casa. Sindaco e abitanti di Cittadella sono d’accordo: vogliono buttarsi alle spalle i brutti fatti di fine ottobre, culminati nell’arresto di un uomo, accusato di aver aggredito due donne, senza motivi apparenti se non la caccia a poche decine di euro. I Carabinieri, fortunatamente, lo hanno individuato e denunciato in poche ore, ma per le sue vittime il ricordo non sparirà in modo altrettanto veloce. Escalation di violenza o casi isolati? Ne abbiamo parlato col Sindaco di Cittadella. “Nel territorio dell’alta padovana - dice Luca Pierobon - casi di questo tipo non avvengono molto frequentemente, ma esistono, lo sappiamo bene. E non riguardano solo le donne, ma qualsiasi categoria di cittadini, perché i casi di aggressione si stanno diversificando”. Si

va dal caso psichiatrico alle baby gang, dalle violenze domestiche alle rapine. “Le motivazioni sono le più svariate – chiarisce il primo cittadino – e vanno dal mancato controllo dell’immigrazione alla scarsa o inesistente educazione di ragazzi giovanissimi, in alcuni casi minorenni italiani, ma soprattutto i figli di famiglie extracomunitarie, spesso italiani di seconda generazione. Per non dimenticare i veri e propri delinquenti: queste persone andrebbero intercettate prima che possano compiere reati, ma non è certo un problema di facile soluzione”. Nei casi di violenza provocata da disturbi psichiatrici, è evidente che questi vadano seguiti sotto l’aspetto sanitario, ma in generale negli altri casi, secondo il primo cittadino di Cittadella, servono due cose: maggiore sorveglianza e una stretta normativa. Le telecamere già ci sono, ma andrebbero

diffuse ulteriormente: servono da deterrente, ma risultano spesso indispensabili per individuare gli autori di reati. Sul piano delle leggi, invece, “in Italia – sostiene Pierobon – chi delinque difficilmente viene punito: i delinquenti, invece, andrebbero puniti in modo esemplare. Purtroppo, oggi, chi compie reati, anche se viene rintracciato e denunciato grazie al lavoro infaticabile delle forze dell’ordine, poi torna subito libero: questo è un grande problema. I minorenni sono intoccabili e su questo io non sono d’accordo, perché, anche senza parlare di carcere, ci sarebbero molte realtà dove potrebbero svolgere ore di volontariato aiutando anziani o disabili e scoprendo che quello che hanno fatto è sbagliato e possono invece essere utili a chi ha bisogno”. “Per quanto riguarda i più giovani – afferma Pierobon – sto notando una grave assenza delle

famiglie”. Le famiglie sono importantissime, secondo il Sindaco, per poter realizzare un lavoro di tipo binario con le istituzioni, quelle pubbliche, in primo luogo la scuola: in questo impegno a due facce, se non funziona uno dei due punti di riferimento, non si può raggiun-

Lavori in corso per il “nuovo ospedale” “Quando è nata l’idea delle Case di comunità, alcuni anni fa, a Cittadella non abbiamo preso in considerazione l’idea, perché tutti gli sforzi progettuali ed economici sono puntati sul nuovo ospedale”: il Sindaco Luca Pierobon torna a sottolineare l’enorme impatto che avrà la nuova Piastra per le Degenze e le Attività ambulatoriali dell’Ospedale di Cittadella, destinata a divenire presto realtà, con un investimento di circa 50 milioni di euro. Dopo aver posato la prima pietra della nuova struttura nel dicembre 2024, Pierobon oggi ricorda che, quando la Piastra sarà operativa (secondo il progetto nell’estate del 2026), si libereranno ampi spazi nel vecchio ospedale e “a quel punto – dice – faremo delle approfondite valutazioni sui loro utilizzi”. “È importante” – spiega il Sindaco – che ci preoccupiamo di non intaccare ulteriore suolo per nuove costruzioni: quelle che sono presenti

sul territorio, in considerazione dello scenario futuro, rispondono molto bene alle esigenze della popolazione del Cittadellese. Teniamo anche conto del fatto che, dopo la Casa di comunità di Carmignano di Brenta, altre strutture stanno crescendo e l’Alta padovana, proprio come l’intero territorio della provincia. Presenta un eccellente risposta ai bisogni degli abitanti in termini di assistenza sanitaria”. Anche la vecchia struttura ospedaliera è stata ampiamente rinnovata negli ultimi anni con la costruzione di una nuova piastra per le emergenze e la realizzazione di nuove terapie intensive ad alta tecnologia, oltre all’ammodernamento di importanti infrastrutture. La nuova piastra per degenze e attività ambulatoriali andrà a completare la riqualificazione del complesso ospedaliero, per una risposta sanitaria di livello sempre più alto. (n.c.)

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gere l’obiettivo. “Eppure, anche tra tante difficoltà, conosco delle realtà scolastiche – aggiunge – che, grazie a efficienti dirigenze e con l’impegno dei docenti, riescono a fare funzionare anche situazioni davvero complesse”. Nicola Canella


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L'obiettivo è lo stesso: produrre solo energia da fonti rinnovabili per raggiungere benefici ambientali ed economici. Antenore si pone come catalizzatore sul territorio per dar vita alle comunità con l'ottica di ottenere un risparmio immediato e/o addirittura un guadagno. Gli esperti di Antenore vi sapranno consigliare, aiutare, seguire e supportare in ogni fase del progetto e della sua realizzazione. Un bellissimo modo di stare e fare insieme.

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Transizione energetica/1. Gli operatori chiedono trasparenza e un quadro normativo stabile

Energia dal campo: biometano e fotovoltaico spingono l’agricoltura verde e sostenibile L

a transizione ecologica è ormai una strada obbligata, ma non priva di ostacoli. In Veneto, il mondo agricolo si trova nel mezzo di un cambiamento profondo, tra l’urgenza di ridurre le emissioni e la necessità di difendere il reddito delle imprese. Il riscaldamento globale mostra già i suoi effetti, e anche l’agricoltura, responsabile di una quota delle emissioni di gas serra, è chiamata a fare la sua parte. Tra le opportunità per coniugare sostenibilità e sviluppo ci sono i crediti di carbonio, strumenti che permettono di ottenere benefici economici adottando pratiche agricole in grado di assorbire o ridurre la CO . Ma il sistema resta fragile. La mancanza di regole condivise a livello nazionale e comunitario, insieme alla confusione tra schemi pubblici e privati, ne frena la credibilità. Dopo una fase di crescita, il mercato volontario dei crediti di carbonio ha subito un brusco rallentamento a causa

delle criticità emerse nei meccanismi di certificazione. Gli operatori chiedono ora un quadro normativo trasparente, in grado di restituire fiducia e concretezza. Sul fronte economico, preoccupano anche le scelte dell’Unione Europea e i tagli previsti alla nuova Politica Agricola Comune. Una riduzione delle risorse che rischia di vanificare gli investimenti fatti in questi anni nel biogas e nel biometano, settori che in Veneto hanno conosciuto un vero boom. Dal 2019 gli impianti agricoli sono più che raddoppiati, segno della capacità delle aziende di innovare e di credere nelle energie rinnovabili. Dietro i numeri, però, si nascondono difficoltà reali: burocrazia, ritardi nelle autorizzazioni e incertezza normativa. Gli agricoltori chiedono procedure più snelle e il riconoscimento del valore ambientale del digestato, elemento chiave dell’economia circolare. Buone notizie arrivano dal rifinan-

ziamento della misura Pnrr dedicata al biometano e dalla recente decisione dell’Agenzia delle Entrate che evita penalizzazioni fiscali per chi produce energia da fonti agroforestali. Anche il fotovoltaico è al centro del dibattito. Bene le fonti rinnovabili, ma non a scapito dei terreni agricoli. Dopo il boom degli impianti a terra, il Veneto ha approvato nel 2022 una norma regionale per limitarne la proliferazione e tutelare il paesaggio agrario. La direzione è chiara: favorire

l’installazione di pannelli sui tetti di stalle, magazzini e strutture rurali, incentivando l’autoconsumo e preservando il suolo produttivo. Sul piano ambientale, l’agricoltura veneta vuole dimostrare di essere parte della soluzione, non del problema. È un settore che ha già adottato pratiche virtuose e che può contribuire in modo decisivo alla qualità dell’aria e alla riduzione delle emissioni, purché riceva strumenti adeguati, certezze normative e un sostegno coerente.

Transizione energetica, il prezzo del ritardo Si parla spesso dei costi della transizione energetica. Molto meno di quanto ci costerebbe non realizzarla. Perché, nonostante la crescita costante delle fonti rinnovabili, il ritmo resta troppo lento per centrare gli obiettivi fissati dall’Europa e contenere l’aumento del riscaldamento globale. Il rinvio o l’annacquamento delle politiche climatiche, avvertono gli esperti, rischia di compromettere non solo la riduzione dei gas serra, ma anche la capacità del sistema economico di adattarsi al cambiamento. “Ma rischia soprattutto di ritardare la trasformazione industriale – commenta Carlo Carraro, docente dell’Università Ca’ Foscari di Vene-

zia – necessaria affinché il Paese rimanga competitivo, crescano produttività e salari e si sviluppino nuove industrie e nuova occupazione”. Secondo le analisi della Banca Centrale Europea, rallentare la transizione non è un risparmio ma un costo rimandato. I danni si vedono già: infrastrutture più fragili di fronte agli eventi estremi, spese sanitarie in aumento per l’inquinamento, perdita di produttività nei settori più esposti. Tutto ciò pesa su famiglie, imprese e bilanci pubblici. Gli studi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia mostrano che la transizione richiederà investimenti importanti, ma i benefici attesi – in termini di risparmio, innovazione

e nuova occupazione – supereranno i costi iniziali. Fondamentale sarà anche investire nell’adattamento ai cambiamenti climatici: proteggere i territori, rendere più sicure le città, aiutare chi rischia di restare indietro. Perché la transizione sia efficace serviranno consenso, informazione trasparente e sostegni per le fasce più vulnerabili. La sfida, in fondo, non è solo tecnologica o economica, ma culturale: cambiare il modo in cui produciamo, consumiamo e immaginiamo il nostro futuro. Un percorso che richiede coraggio, visione e la consapevolezza, ormai diffusa tra i giovani, che il tempo delle mezze misure è finito. (s.b.)

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Il futuro dell’agricoltura veneta si gioca su un equilibrio delicato: produrre cibo di qualità, energia pulita e sostenibilità senza compromettere la competitività delle aziende. Perché la transizione ecologica, avvertono gli agricoltori, non può essere solo uno slogan: servono coerenza politica, regole chiare e scelte coraggiose. Solo così la sostenibilità potrà diventare un’opportunità e non un peso per chi lavora la terra. Sara Busato


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Transizione energetica/1. In programma anche la piantumazione di alberi e manutenzione del verde

Fontaniva prova a fare da apripista e scommette sulla nuova CER F

ontaniva guarda al futuro e all’energia pulita con un progetto ambizioso: la nascita della Comunità Energetica Rinnovabile (Cer), un’iniziativa che mette insieme istituzioni, cittadini e aziende per produrre e condividere energia elettrica da fonti rinnovabili sul territorio comunale. “In tema di transizione energetica, credo che l’iniziativa più importante che abbiamo attuato sia quella della costituzione della Cer”, spiega il sindaco Alberto Trento, sottolineando come il progetto rappresenti “l’inizio di un’iniziativa locale che concorre al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità perseguiti a livello nazionale”. Il Comune ha avviato il percorso nel gennaio 2024, partecipando al bando regionale PR Veneto FESR 2021-2027 Azione 2.2.1 “Comunità Energetiche”, dedicato a soggetti pubblici, aree abitative e portuali. L’esito del bando, comunicato nell’agosto 2024, ha visto Fontaniva assegnatario di un contributo di 29.963,20, grazie all’alto punteggio ottenuto, 92 su 100. Il progetto iniziale prevedeva la collaborazione di tre enti: Comune, Ater e Parrocchia di Fontaniva, con il Comune come Prosumer, ossia produttore e consumatore di energia. Gli impianti fotovoltaici previsti, per un totale di 119 kWp e una produzione stimata di 146 MWh, saranno installati su cinque edifici pubblici: Biblioteca-Municipio, Scuola Secondaria L.B. Al-

berti, Scuola Primaria C. Battisti, Centro Anziani Padre O. Nicolini e Cimitero di Fontaniva. “A questi interventi si aggiunge il tema dell’efficientamento dell’illuminazione pubblica», continua Trento, «e in passato abbiamo provveduto al relamping di tutti i plessi scolastici, migliorando già l’efficienza energetica del patrimonio comunale”. Ma la Cer non è solo produzione di energia: il progetto mira anche a generare ricadute sociali e ambientali. Tra gli obiettivi sociali figurano l’istituzione di un fondo per le famiglie in difficoltà nella bolletta elettrica, il sostegno a progetti per giovani e anziani e iniziative di cooperazione sociale per rafforzare il senso di comunità. Sul fronte ambientale, parte dei ricavi potrà finanziare la piantumazione di alberi, la manutenzione del verde, interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici e l’installazione di colonnine di ricarica in punti strategici del Comune. “Questa prima configurazione della Cer risulta sbilanciata verso la produzione nel periodo estivo”, spiega Trento, “ma nei mesi invernali sarà necessario coinvolgere più impianti e soggetti Consumer, come Seta Polymers, per soddisfare la domanda e sfruttare al meglio le capacità di assorbimento”. Il sindaco sottolinea anche l’importanza della partecipazione dei cittadini: “Oltre alla produzione, è fondamentale aumentare il numero di cittadini e imprese coinvolti.

Il progetto, nato nel gennaio 2024, punta a ridurre i costi energetici e creare un modello replicabile per altre amministrazioni locali

Questo passaparola permetterà alla Cer di crescere in termini di consumi e produzione, raggiungendo l’intera popolazione se estenderemo il progetto ad altre cabine primarie del territorio”. Il percorso avviato da Fontaniva è dunque un esempio di come un piccolo Comune possa diventare protagonista della transizione energetica, unendo innovazione, sostenibilità e partecipazione comunitaria. “Il nostro obiettivo”, conclude Trento, “è rendere l’energia pulita una risorsa accessibile a tutti e trasformare la sostenibilità ambientale in un valore concreto per la cittadinanza”. Con la Cer, Fontaniva non solo riduce l’impatto ambientale, ma crea un modello replicabile di gestione dell’energia locale, che combina efficienza, inclusione sociale e innovazione tecnologica. Una sfida che il Comune ha deciso di affrontare con determinazione, guardando al futuro e alle nuove generazioni.

economico del Veneto. Il nostro documento non vuole essere una denuncia, ma una visione concreta per un territorio più competitivo, resiliente e giusto, dove la tutela dell’ambiente e delle comunità locali diventi parte integrante delle scelte politiche ed economiche”. Le linee d’azione individuate toccano anche le Terme Euganee un’area cruciale per la transizione verde: riduzione delle emissioni climalteranti, investimenti nelle energie rinnovabili, sostegno all’economia circolare, promozione della mobilità sostenibile, stop

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Legambiente presenta la bussola per un Veneto più verde e giusto “La crisi climatica non è un fenomeno passeggero, ma una condizione permanente che impone un cambiamento profondo e condiviso”, afferma Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, presentando il documento “Veneto 2030: La Bussola di Legambiente per un Veneto carbon free”. Si tratta di una proposta strategica articolata in dieci priorità per orientare la regione verso un modello di sviluppo sostenibile e a basse emissioni. “I prossimi cinque anni - sottolinea Lazzaro - saranno decisivi per il futuro ambientale ed

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al consumo di suolo, contrasto all’inquinamento e salvaguardia della biodiversità. Centrale anche il tema dell’agricoltura innovativa e della decarbonizzazione del comparto industriale, per un’economia più pulita e competitiva. “La transizione ecologica - conclude Lazzaro - è la nostra più grande opportunità di sviluppo. Chiediamo a tutte le forze politiche di mantenere alta l’attenzione su una decarbonizzazione rapida, equa e sostenibile: solo così potremo costruire un futuro rinnovabile, solidale e di pace”.

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Il bilancio. Oltre 200 bancarelle e 150mila spettatori

Fiera Franca: giornate di bancarelle per un successo senza pari 4

3 0 e dizioni alle spalle, oltre 200 bancarelle e 150mila visitatori solo la sera dei fuochi. Si è conclusa a fine ottobre la Fiera Franca di Cittadella, una delle tappe più importanti nel calendario di eventi dell’Alta Padovana, che quest’anno è persino durata un giorno in più rispetto al solito. Un successo su tutti i fronti, secondo il Sindaco Luca Pierobon: “Il tempo ha sicuramente aiutato, ma il buon esito della Fiera è dovuto in gran parte all’organizzazione, che ha funzionato sin nei minimi dettagli”. La Fiera Franca non è la classica sagra di paese, ma una vera e propria celebrazione della vita agricola e del territorio, come spiega orgogliosamente il primo cittadino: “La nostra è una fiera un po’ particolare perché, oltre ad avere le classiche bancarelle, va ad agire su tutto quello che è il mondo agricolo.” Dall’area riservata alle macchine agricole al mercato del bestiame del lunedì mattina, dove gli agricoltori della zona vengono a vendere i loro animali, fino agli stessi banchi alimentari, gestiti da produttori locali, tutto è a chilometro zero, tranne i visitatori. Infatti, nonostante fossero tanti i Cittadellesi che bazzicavano tra le bancarelle, l’evento ha visto la popolazione del borgo padovano crescere di oltre sette volte per i tre giorni della fiera agricola. Il momento di massima affluenza è stato il gran finale con i fuochi d’artificio, quando 150mila visitatori hanno assistito dagli spalti di Riva del Grappa all’immancabile spettacolo pirotecnico che ogni anno marca la conclusione delle attività e il ritorno del borgo padovano alla routine quotidiana. Grande soddisfazione, ma pure qualche piccolo rammarico, anche tra i gestori delle bancarelle, come ci racconta la commerciante Elisa, che viene tutti gli anni dalla vicina San Martino di Lupari: “Ieri ci hanno dato una possibilità di fare una giornata in più – raccontava il secondo giorno della fiera – e abbiamo lavorato bene. La gente in questo periodo vuole spendere poco, quindi i banchi che puntano sulla qualità come

il nostro devono saper parlare molto ed esporre bene il proprio prodotto, altrimenti scompaiono nella mischia di bancarelle, che onestamente sono tutte un po’ troppo ammucchiate le une sulle altre”. Un secondo commerciante, Alessandro, ci parla invece dei suoi prodotti: “Tra caldarroste, noci, mandaranci, radicchio trevigiano e zucche, abbiamo deciso di proporre solo ortaggi di stagione. Di affluenza ce n’è eccome, domenica mattina c’era già molta gente, ma di solito il pienone arriva nel pomeriggio-sera”. La sua bancarel-

anche ai negozi della città, come la libreria Ubi in centro, che sabato era gremita di clienti grazie al continuo viavai di visitatori.

la è da anni una presenza fissa alla Fiera, ma ci spiega che è un punto fisso anche al mercato che si svolge tutte le domeniche. L’evento ha portato grandi benefici

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(Limena, Vigodarzere)

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Tracciato un bilancio della gestione della Fiera Franca La Fiera Franca si è confermata un successo anche sul fronte sicurezza, che ha visto mobilitati Polizia, Carabinieri, Protezione Civile e Croce Rossa, oltre a 200 steward incaricati di dare indicazioni e gestire i flussi di visitatori. La fiera-evento di Cittadella ha coinvolto agenti e volontari da tutta la provincia di Padova, anche per gestire al meglio questa edizione “allungata”, in cui gli stand gastronomici hanno aperto mezza giornata prima rispetto al solito. Non sono mancati episodi isolati di microcriminalità, ma tutti i colpevoli sono stati assicurati alla giustizia: “Un gruppo di ragazzini, immigrati di seconda generazione ma italiani al 100%, ha minacciato dei coetanei per rubare loro 40 euro – spiega il Sindaco Luca Pierobon – mentre due presunte scippatrici, sorprese dalle telecamere, hanno ricevuto il Daspo”. Non sono mancati episodi di ubriachezza molesta, ma gli stessi commercianti hanno aiutato ad allontanare i responsabili senza proteste, mossi, secondo il primo cittadino del borgo padovano, dal senso del dovere ma anche e soprattutto dall’amore per il territorio e per la Fiera, che solo commercianti profondamente radicati nel territorio possono provare. I sanitari sono dovuti intervenire in una sola occasione, quando un visitatore ha avuto un malore in pieno centro storico, ma la presenza degli steward ha permesso di gestire il flusso di persone e aprire un varco per l’ambulanza, che ha raggiunto l’uomo senza difficoltà permettendo un intervento rapido ed efficace. Infine, un’accurata pianificazione ha permesso di evitare assembramenti, grazie ai numerosi parcheggi situati appena fuori dalle mura cittadine e alla distribuzione degli stand gastronomici, tra cui quello che viene chiamato tradizionalmente “Il bancone gastronomico” ma che in realtà è un ristorante a tutti gli effetti capace di servire anche 800 persone alla volta. (n.c.)


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Comune di

COMUNE INFORMA

CARMIGNANO DI BRENTA Riapre l’ufficio postale di Carmignano di Brenta dopo i lavori di riqualificazione del progetto “POLIS” L’Amministrazione Comunale di Carmignano di Brenta comunica con soddisfazione che lunedì 17 novembre riaprirà al pubblico l’Ufficio Postale di Carmignano di Brenta, sito in Piazza San Francesco 14, dopo un importante intervento di riqualificazione realizzato nell’ambito del progetto “Polis – Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale” di Poste Italiane.

L’

intervento rientra nel Piano Complementare del PNRR, finanziato dall’Unione Europea, con l’obiettivo di rendere gli uffici postali sempre più sostenibili, digitalizzati e inclusivi, in grado di offrire ai cittadini un accesso semplice e diretto ai principali servizi della Pubblica Amministrazione. I lavori di ammodernamento hanno interessato sia la struttura edilizia che l’organizzazione interna degli spazi, con un generale miglioramento del comfort, dell’accessibilità e della qualità del servizio. L’edificio è stato oggetto di un importante intervento di efficientamento energetico, che ha riguardato la riqualificazione del tetto, delle facciate e degli impianti, mentre gli spazi interni sono stati completamente rinnovati con nuovi arredi, sportelli ribassati, una sala di accoglienza più confortevole, una corsia dedicata agli utenti non vedenti e una nuova area co-working. Oltre agli interventi strutturali, è stato potenziato anche il fronte dei servizi: presso l’Ufficio Postale sarà ora possibile richiedere e ottenere documenti d’identità, certificati anagrafici, giudiziari e previdenziali, ampliando così le funzioni

Ufficio Postale Carmignano Di Brenta. Piazzetta San Francesco 14

dell’ufficio a favore dei cittadini. Nelle aree esterne, inoltre, sono state installate nuove colonnine di ricarica elettrica, a disposizione di tutta la cittadinanza. La riqualificazione dell’Ufficio Postale rappresenta un passo importante per il territorio di Carmignano di Brenta. L’Amministrazione Comunale, sin dal sopralluogo del 27 settembre 2024 alla presenza del Sindaco e dei rappresentanti nazionali di Poste Italiane, ha sostenuto con convinzione la necessità di un intervento strutturale e di potenziamento dei servizi. Già nei mesi scorsi erano stati realizzati due primi miglioramenti: la sostituzione dell’ATM Postamat e l’atti-

Piazza Marconi, 1 - 35010 Carmignano di Brenta (PD) |

vazione del nuovo servizio di rilascio dei passaporti. “Con la riapertura dell’Ufficio Postale completamente rinnovato – dichiara l’Amministrazione Comunale – si completa un percorso importante di collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e Poste Italiane. Grazie al progetto Polis, i cittadini di Carmignano di Brenta potranno contare su spazi più moderni, accessibili e funzionali, oltre che su servizi pubblici sempre più vicini alle esigenze quotidiane della comunità.” L’Ufficio Postale riaprirà regolarmente al pubblico lunedì 17 novembre con i consueti orari di apertura.

049.9430355 | www.comune.carmignanodibrenta.pd.it


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Carmignano

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Riqualificazione. Il progetto mira a recuperare aree dismesse e valorizzare il patrimonio esistente

Acquistato l’immobile di via Trieste per la realizzazione di un parcheggio P

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rosegue con determinazione l’impegno dell’Amministrazione Comunale di Carmignano di Brenta per la riqualificazione del centro urbano e il miglioramento della qualità degli spazi pubblici. Tra gli interventi strategici programmati si inserisce l’acquisto dell’immobile disabitato situato in via Trieste, da tempo in stato di abbandono e in evidente degrado, formalizzato recentemente. Questa acquisizione rappresenta il primo passo di un più ampio progetto di rigenerazione dell’area, finalizzato a restituire decoro, sicurezza e funzionalità a uno dei punti di accesso principali del centro del paese. L’Amministrazione ha già affidato l’incarico per la progettazione di un intervento che prevede la demolizione dell’edificio esistente e una completa riorganizzazione dello spazio urbano circostante. Il progetto, attualmente in fase di definizione, prevede l’allargamento della sede stradale di via Trieste per migliorare la viabilità e la sicurezza della circolazione, la realizzazione di un nuovo parcheggio a servizio del centro e la creazione di una nuova viabilità di collegamento tra via Trieste e via San Francesco, attraverso il prolungamento di via Piazzetta Arma

di Cavalleria. La nuova connessione viaria consentirà di fluidificare il traffico, agevolare la sosta e facilitare un accesso più ordinato e funzionale alle attività e ai servizi presenti in centro. L’intervento si inserisce all’interno di una visione più ampia di rigenerazione urbana, che mira a ridisegnare alcuni nodi del paese rendendoli più vivibili, accessibili e coerenti con le esigenze della comunità. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio urbano esistente, recuperando aree dismesse o sottoutilizzate e restituendole a un uso pubblico e collettivo, migliorando la qualità della vita dei cittadini e rendendo il centro più funzionale e accogliente. Negli ultimi anni, l’Amministrazione Comunale ha portato avanti diversi interventi

mirati in varie zone del territorio, sempre con l’intento di rendere Carmignano di Brenta un paese curato, ordinato e attento alle esigenze della comunità. L’acquisto e la trasformazione dell’area di via Trieste rappresentano dunque un passo concreto verso un centro urbano più moderno, in grado di coniugare esigenze di mobilità, decoro e vivibilità quotidiana. Con questa operazione, Carmignano di Brenta conferma il proprio impegno nel promuovere progetti di rigenerazione urbana sostenibili e funzionali, restituendo ai cittadini spazi pubblici più sicuri, fruibili e valorizzati, e creando le condizioni per uno sviluppo ordinato e armonioso del centro del paese. Redazione Padova

25.342 euro dalla Regione per “Estate Carmignanese” L’Amministrazione Comunale di Carmignano di Brenta ha ricevuto un contributo di 25.342 euro dalla Regione Veneto, grazie al bando “Contributi per manifestazioni ed iniziative di interesse regionale”. Il finanziamento sosterrà la manifestazione estiva più amata dalla comunità: “Estate Carmignanese”, ormai punto di riferimento per tutto il territorio regionale. Dopo il successo dell’edizione di quest’anno, che ha visto oltre 60 eventi gratuiti e migliaia di visitatori, “Estate Carmignanese” conferma la sua capacità di unire cultura, intrattenimento e socialità. Concerti, spettacoli teatrali, laboratori per bambini e appuntamenti enogastronomici hanno animato piazze e luoghi del territorio, coinvolgendo cittadini e turisti in momenti di partecipazione attiva e divertimento. Il nuovo contributo regionale consentirà all’Amministrazione di ampliare l’offerta di iniziative culturali e ricreative, valorizzando ulteriormente il territorio e rafforzando il senso di comunità che ha caratterizzato l’edizione di quest’anno. “Estate Carmignanese” si conferma così non solo un momento di svago, ma un vero e proprio laboratorio di cultura e aggregazione. Il Comune invita tutti a seguire il calendario delle prossime iniziative e a partecipare, per vivere insieme momenti indimenticabili tra cultura, tradizione e divertimento, in attesa del “Dicembre Carmignanese”, che porterà nuovi eventi durante il periodo natalizio. (r.p.)

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Carmignano Fontaniva

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Formazione. 116prezioso partecipanti, provenienti comuni limitrofi Ambiente. Un tratto del fiume è alanche centrodai di nuove iniziative

Record di iscrittispeciale: per l’Università Brenta sorvegliato fototrappole degli 2025-2026 controAdulti i rifiuti nel cuore del fiume Xxx

L’ Università degli Adulti di Carmignano di Brenta offre un programma variegato che spazia da lettere e filosofia a informatica e comunicazione, con lezioni, visite guidate e momenti culturali aperti a tutti

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’edizione 2025-2026 dell’Università degli Adulti di Carmignano di Brenta segna un traguardo storico: quest’anno si è registrato un numero record di iscrizioni, con ben 116 partecipanti provenienti non solo dal comune di Carmignano, ma anche dai territori limitrofi. Un risultato che conferma il grande interesse per questa iniziativa e la vitalità di un progetto culturale ormai consolidato nel tempo. L’Università degli Adulti rappresenta da oltre vent’anni un punto di riferimento per la formazione, la cultura e la socialità nel territorio, grazie alla promozione e al sostegno costante dell’Amministrazione Comunale. Anche per l’anno accademico in corso, il Comune ha confermato il proprio contributo concreto, stanziando 4.000 euro a sostegno del progetto, a testimonianza dell’impegno verso la crescita culturale e il benessere della comunità. Si tratta di un percorso di formazione aperto a tutti, pensato per chi desidera approfondire le proprie conoscenze, sviluppare curiosità e ampliare il proprio bagaglio culturale. L’offerta formativa è ampia e diversificata: accanto a discipline classiche come lettere, filosofia, storia e arte, trovano spazio

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anche materie scientifiche e corsi moderni come informatica, comunicazione e strumenti digitali. L’approccio dell’Università è informale e stimolante, privo di esami o verifiche, con la motivazione principale centrata sul piacere di imparare e sul confronto culturale tra partecipanti. I corsi sono tenuti da docenti qualificati e preparati, che accompagnano gli iscritti in un percorso di crescita personale e collettiva, stimolando curiosità e riflessione. Oltre alle lezioni, l’anno accademico prevede numerose attività integrative: visite guidate a mostre e musei, incontri con esperti e momenti culturali aperti a tutta la cittadinanza, contribuendo così a rafforzare il senso di comunità e la partecipazione attiva dei cittadini.

Le lezioni si svolgono ogni martedì e venerdì pomeriggio, dalle 15.00 alle 17.00, con una pausa di 20 minuti, presso la sala principale dell’ex Scuola Mantegna, in località Boschi. La struttura, recentemente riqualificata, offre un ambiente accogliente e funzionale, dotato di nuovi spazi e di un parcheggio con oltre 30 posti auto, rendendo l’accesso comodo e sicuro per tutti i partecipanti. L’Università degli Adulti non è solo un luogo di apprendimento, ma anche un momento di incontro, socialità e scambio culturale. Il record di iscritti di quest’anno testimonia quanto la comunità creda nel valore della cultura, della condivisione e della partecipazione attiva. Redazione Padova

Più sicurezza con il potenziamento della Polizia Locale

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L’Amministrazione Comunale ha rafforzato il servizio di Polizia Locale per garantire una presenza più costante sul territorio, con particolare attenzione alle ore pre-serali e serali. Nei mesi scorsi sono stati intensificati i pattugliamenti serali, con controlli mirati nelle diverse aree del Comune, per prevenire situazioni di rischio e garantire maggiore tranquillità ai cittadini. L’incremento dei controlli interessa sia le zone centrali sia le aree periferiche, con attenzione particolare ai luoghi maggiormente frequentati nelle ore serali. Dal 1 novembre è entrato in servizio un nuovo agente, che rafforza l’organico della Polizia Locale e permette una risposta più rapida ed efficace alle necessità della comunità. Grazie a questo poten-

ziamento, l’Amministrazione può garantire una maggiore copertura del territorio, migliorare la sicurezza e presidiare con efficacia eventi pubblici, aree di aggregazione e percorsi frequentati da cittadini di tutte le età. L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma volto a consolidare la percezione di sicurezza sul territorio e a rafforzare

il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, elementi fondamentali per vivere una comunità più sicura e coesa. Con un presidio più capillare e costante, la Polizia Locale di Carmignano di Brenta punta a prevenire episodi critici e garantire una maggiore serenità quotidiana, rispondendo concretamente alle esigenze della popolazione. (r.p.)


Fontaniva

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Ambiente. Un prezioso tratto del fiume è al centro di nuove iniziative

Brenta sorvegliato speciale: fototrappole contro i rifiuti nel cuore del fiume Nel tratto del Brenta tra Carmignano, Fontaniva e Grantorto Etra installa la prima fototrappola per monitorare i rifiuti. L’iniziativa si collega al progetto europeo “Wastereduce” che, dopo Life Brenta 2030, punta a ridurre l’impatto umano con zone test più protette

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n tratto prezioso del fiume Brenta, che attraversa aree protette e zone di grande valore naturalistico ma sempre più minacciate dal fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, torna al centro dell’attenzione. Parliamo delle aree tra Carmignano di Brenta (Cava Giaretta), Fontaniva (Parco Brenta Viva e sinistra Brenta) e Grantorto (laghetto Finesso), punti cruciali lungo il corso del fiume dove l’equilibrio ambientale è messo a rischio da comportamenti incivili. Qualche settimana fa, ETRA insieme al Comune di Fontaniva ha installato la prima fototrappola nell’ambito del progetto di monitoraggio ambientale. La scelta del luogo è avvenuta in collaborazione con l’associazione di pescatori “La

Sorgente”, che presidia da anni il territorio fluviale, contribuendo a individuare l’area più idonea per il posizionamento dell’apparecchio. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Comune di Fontaniva nella lotta all’abbandono dei rifiuti, rafforzato grazie a un bando regionale che ha permesso l’acquisto di sei fototrappole, quattro delle quali saranno gestite da associazioni locali in sinergia con la Polizia Locale. Gli strumenti saranno collocati nei punti più critici delle aree naturalistiche lungo l’asta del Brenta, per prevenire e contrastare il degrado ambientale. Nella Sala Consiliare del Municipio di Carmignano di Brenta ha inoltre ospitato il meeting del progetto europeo Interreg Italia-

Croazia “Wastereduce”, promosso da Etra. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo avanti dopo l’esperienza del progetto Life Brenta 2030, guidato dal Comune di Carmignano, e l’intesa AfterLIFE, nata per proseguire la salvaguardia dell’area Natura 2000 del Brenta.

Sintonizzati sul Committente responsabile: Ludovico Pizzo

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All’interno di Wastereduce, Etra, e i partner italiani e croati hanno individuato alcuni tratti del fiume come aree pilota per creare vere e proprie “zone Wastereduce”, in cui le attività umane si svolgeranno nel rispetto e sotto una maggiore protezione delle risorse naturali. Finanziato

dall’Unione Europea, il progetto coinvolge otto partner pubblici e privati e si basa su un approccio integrato a quattro livelli – monitoraggio, prevenzione, riduzione e mitigazione – per affrontare in modo innovativo la problematica dei rifiuti nelle aree protette. Federico Franchin


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Comune di Fontaniva Fontaniva, il Natale delle tradizioni fa rivivere il cuore del paese FONTANIVA – Un Natale che torna alle origini, dove luci, suoni e profumi delle feste si intrecciano alla vita del centro e delle sue botteghe. È questo lo spirito de “Il Natale delle Tradizioni” Tradizioni”, il progetto con cui il Comune di Fontaniva, capofila insieme a San Martino di Lupari, ha candidato la propria iniziativa al bando provinciale “Animazione turistico-commerciale Natale 2025”, promosso da Venicepromex e dalla Camera di Commercio di Padova. L’obiettivo è chiaro: far riscoprire il piacere del commercio di vicinato e il valore della comunità, riportando la gente nelle piazze, tra i negozi e nei luoghi simbolo del paese.. L’Amministrazione mira a valorizzare le tradizioni e l’identità del territorio, facendo rivivere l’atmosfera di un tempo, quando si comprava nella bottega di fiducia e si conosceva per nome chi stava dietro il banco. Questo progetto vale 60mila euro ed è intitolato a un Natale “innovativo ma con radici profonde.” Le attività prenderanno il via a fine novembre con l’allestimento delle luminarie, curate da una ditta specializzata, e con il coinvolgimento diretto dei commercianti, chiamati a decorare vetrine e ingressi con abeti e tappeti rossi. In Piazza Umberto I troverà posto la tradizionalecasetta di Babbo Natale, mentre nelle frazioni il clima di festa sarà animato dai “Natali di Quartiere”, coordinati dai comitati locali. Sarà un Natale diffuso,

dove ogni quartiere partecipa e contribuisce alla magia collettiva, perché l’identità di Fontaniva è fatta di partecipazione e legami autentici. Il progetto intreccia iniziative culturali e momenti di socialità, con un ricco calendario di eventi al Teatro Palladio. Qui si alterneranno lo spettacolo “Pojana e i suoi fratelli” di Andrea Pennacchi, il concerto Gospel dell’N-Joy Vocal Ensemble e un evento musicale a tema cartoon dedicato alle famiglie. Spazio anche alla cultura con la storica Mostra del Libro, giunta alla 29ª edizione, che coinvolgerà scuole e librerie del territorio. La tradizione incontra la solidarietà con il Pranzo del Volontario, organizzato dalla Pro Loco, e quello dedicato agli anziani, curato dall’associazione Casoni Viva. Non mancheranno mercatini, laboratori e momenti intergenerazionali, come la tombola animata da Anteas e “I Ragazzi del Sole”. Un filo conduttore che unisce generazioni e associazioni, rafforzando la rete di collaborazione locale. Centrale anche la valorizzazione del commercio: i negozi saranno protagonisti del concorso “La vetrina più bella” e della “Lotteria degli scontrini”, con premi acquistati esclusivamente nei punti vendita del territorio. Il 14 dicembre Fontaniva ospiterà inoltre un grande mercatino agroalimentare in Piazza Umberto I, con la partecipazione di produttori locali e la collaborazione di Coldiretti e Cia.

La piazza si trasformerà in un vero e proprio borgo di un tempo, tra botteghe storiche, utensili antichi e musica dal vivo di cornamuse e fisarmoniche. L’iniziativa punta a generare un beneficio concreto per gli esercizi commerciali di Fontaniva, ma

anche un ritorno di immagine per tutto il paese. Il Natale diventa un’occasione per far conoscere Fontaniva e per farla vivere, non solo visitare. Con “Il Natale delle Tradizioni”, Fontaniva riafferma la propria vocazione di comunità accoglien-

te e viva, dove la festa non è solo scenografia ma partecipazione collettiva. Questo progetto è il simbolo di un paese che crede nella propria identità e nella forza del fare insieme. Il Natale è di tutti ed è importante che ogni cittadino ne sia protagonista.

Comune di Fontaniva Piazza Umberto I 1 - 35014 Fontaniva PD | Centralino T. 049 5949900 www.comune.fontaniva.pd.it


Fontaniva

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Sociale. 667 partecipanti tra sport, sorrisi e Plastic Free

Ottobre Rosa all’insegna della consapevolezza e della prevenzione

La Marcia dei Bartandi torna dopo sei anni È

stata una domenica di sport, amicizia e movimento quella di qualche settimana fa, quando 667 partecipanti di tutte le età hanno preso parte alla 37esima Marcia dei Bartandi, la tradizionale manifestazione podistica ludico-motoria che quest’anno è tornata dopo uno stop di sei anni, l’ultima edizione risaliva infatti al 2019. Un ritorno atteso e sentito, che ha riportato entusiasmo, sorrisi e voglia di stare insieme lungo l’area Brenta Viva, in una giornata perfetta per riscoprire il piacere del cammino, promuovere uno stile di vita sano e valorizzare un territorio unico, fatto di sentieri, argini e scorci naturali di grande bellezza. L’evento, aperto a tutti, ha proposto tre percorsi da 6, 11 e 21 chilometri, pensati per accogliere famiglie, camminatori e podisti più esperti. Il via, come da tradizione, è stato a partenza libera dalle ore 8.00, con un flusso costante di partecipanti che ha colorato i tracciati lungo la sinistra Brenta. Tantissimi i gruppi podistici provenienti dai comuni limitrofi, ma anche numerosi i cittadini che hanno voluto semplicemente godersi una mattinata di sport e natura. Un segnale importante è arrivato anche sul fronte della sostenibilità ambientale: la Marcia dei Bartandi ha infatti ottenuto la certificazione Plastic Free 2025, invitando tutti i partecipanti a portare con sé la propria borraccia, nel segno di un evento sempre più rispettoso dell’ambiente. La manifestazione ha dimostrato come sport e tutela del territorio possano andare di pari passo, promuovendo buone pratiche che diventano esempio per tutta la comunità. Le iscrizioni, organizzate nei giorni precedenti al Centro Padre Odone Nicolini, hanno registrato numeri importanti, confermando il desiderio diffuso di rivedere la marcia tornare protagonista. Anche il meteo ha dato una mano: nonostante qualche nube, il clima ideale ha accompagnato i partecipanti lungo tutti i tracciati, curati nei minimi dettagli grazie al lavoro degli 83 volontari e dell’organizzazione DecoEvent, che ha garantito sicurezza, segnaletica e ristori lungo il percorso. Soddisfatto il sindaco di Fontaniva, Alberto Trento, che ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno

reso possibile la riuscita dell’iniziativa: “La Marcia dei Bartandi è un appuntamento che rappresenta al meglio lo spirito della nostra comunità: sport, benessere, rispetto per la natura e collaborazione tra le persone. Quest’anno abbiamo visto una partecipazione straordinaria e una grande emozione nel vederla ripartire dopo sei anni di pausa. Il Brenta è una risorsa preziosa e giornate come questa ci ricordano quanto sia importante viverlo, tutelarlo e trasmetterne il valore alle nuove generazioni”. Entusiasta anche Jessica Marchetti, consigliere con delega allo

Sport e ai Rapporti con la frazione di San Giorgio in Brenta: “È stato emozionante vedere così tante persone, di ogni età, condividere la stessa passione per il movimento e per il nostro territorio. La Marcia dei Bartandi è tornata con forza, unendo sport e comunità in un clima di allegria e partecipazione. Un ringraziamento particolare ai volontari, alle associazioni e a chi ha contribuito con entusiasmo alla riuscita di questa splendida giornata, che vogliamo rendere ogni anno più inclusiva e sostenibile”. La ripartenza della Marcia dei Bartandi segna così un momento

simbolico per tutta la comunità fontanivese: un evento capace di rinnovarsi mantenendo intatto il suo spirito originario, fatto di condivisione, benessere e amore per il territorio. Camminare insieme per star bene, nel rispetto della natura, della salute e della comunità Federico Franchin

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“Conosci il tuo corpo” è stato il filo conduttore dell’Ottobre Rosa 2025 a Fontaniva, un mese interamente dedicato alla consapevolezza del proprio corpo e alla prevenzione dei tumori femminili. L’iniziativa, promossa dal Comune in collaborazione con la Farmacia Comunale, l’associazione Altre Parole Odv e Insieme per Mano, ha proposto un ricco programma di appuntamenti, formativi e partecipativi, rivolti in particolare alle donne più giovani. L’idea alla base di questa edizione è nata dal desiderio di portare la cultura della prevenzione anche fuori dagli ambulatori, direttamente nei luoghi di vita quotidiana. Da qui la decisione di organizzare in farmacia un corso di

autopalpazione, pensato per aiutare a riconoscere i segnali di allarme e a comprendere quando è necessario rivolgersi a uno specialista. L’iniziativa ha registrato un’ottima partecipazione e sarà con ogni probabilità riproposta nei prossimi mesi. Il mese rosa si è aperto con un dibattito informale con medici e specialisti, occasione per confrontarsi in modo diretto e semplice su temi di salute femminile. A seguire, nell’ottica di un percorso di autoconoscenza, è stato proposto un incontro di autoshatsu, che ha avuto a sua volta un grande riscontro. A chiudere le attività, un gioioso “ballo in rosa”, momento simbolico e di festa per ribadire l’importanza di uno stile di vita attivo come strumento di prevenzione e benessere. Accanto agli eventi, è stata promossa anche una campagna concreta di prevenzione: mammografie a prezzo ridotto per le donne fontanivesi tra i 40 e i 45 anni, fascia d’età non ancora coperta dallo screening gratuito dell’Ulss. Un mese dunque di grande partecipazione, che ha unito informazione, movimento e solidarietà per costruire insieme una comunità sempre più consapevole. (f.f.)


Territorio

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Ambiente. La promessa dei vertici: “Perdite idriche sotto il 25% entro il 2027”

La multiutility lancia un questionario sul gradimento per potenziare i servizi

messaggio elettorale a pagamento

i può sempre migliorare”. Sin dalla sua nascita, la multiutility ETRA SpA ha sempre fatto di questo motto una delle sue linee guida più importanti. Proprio per questo, l’azienda di servizi ha incaricato la società Teseo di sviluppare una serie di questionari sul gradimento dell’utenza. Oltre 4mila famiglie intervistate, quasi 700 aziende e 400 esercizi commerciali: l’indagine di Teseo ha coperto l’intera offerta di servizi di ETRA, dal servizio idrico a quello ambientale, valutando numerosi aspetti, tra cui l’efficacia della comunicazione, l’affidabilità dei servizi e l’accessibilità dell’assistenza. Nel complesso, la multiutility si conferma tra le aziende di servizi più apprezzate del Triveneto, soprattutto per quanto riguarda il settore idrico e gli sportelli fisici di assistenza. La fornitura idrica per le aziende domestiche raggiunge infatti un indice di gradimento superiore al 90% (in altre parole, il servizio raggiunge almeno la sufficienza per 9 persone su 10), con

oltre due terzi dell’utenza che ha assegnato un voto superiore all’8 su 10. L’indice di gradimento arriva addirittura a sfiorare il 95% per l’utenza commerciale, composta prevalentemente da negozi, mentre la raccolta rifiuti, soprattutto nel settore dell’industria, presenta un calo che l’amministrazione di ETRA definisce fisiologico: “L’indagine è stata fatta subito dopo l’aumento dei costi e il passaggio alla tariffa unica per le utenze non domestiche, fattori che non dipendono da noi, inoltre nella raccolta rifiuti è più facile che si verifichino disservizi – spiega il presidente Flavio Frasson – ma questi dati ci aiutano a capire cosa migliorare, soprattutto sotto l’aspetto della comunicazione”. La principale criticità emersa dal sondaggio è la comunicazione via posta elettronica, ma anche qui, la natura del servizio implica alcune problematiche inevitabili: se la percezione del cittadino lo porta a pensare che sia il metodo di comunicazione più veloce, in

realtà dal momento in cui la comunicazione viene presa in carico all’invio della risposta è normale che passi almeno un giorno, soprattutto se si tratta della segnalazione di un guasto. Per contro, sia gli sportelli fisici che il call center hanno ricevuto valutazioni molto alte, soprattutto nella chiarezza delle informazioni e nella preparazione e cortesia del personale. Domenico Lenzi, direttore generale, promette comunque che l’azienda lavorerà sull’integrazione tra fase protocollare e fase operativa nella gestione delle mail, un lavoro che dovrebbe migliorare drasticamente i tempi di risposta e intervento. Un altro aspetto fondamentale su cui la multiutility intende migliorare è la gestione delle perdite idriche: sebbene la qualità dell’acqua sia eccellente su tutto il territorio, le rilevazioni evidenziano circa un 30% di discrepanza tra l’acqua immessa negli acquedotti e quella che effettivamente arriva nelle case. Alberto Liberatore, dirigente d’area del servizio idrico,

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spiega che questo dato è già sotto la media regionale, ma l’obiettivo di ETRA è quello di arrivare in breve sotto il 25%, sfruttando anche i fondi del PNRR, pari a circa 3 milioni di euro, per gli interventi di sostituzione delle tubature. Il dirigente ha anche voluto fare un bilancio della strada fatta fino ad oggi, ricordando che in aree critiche come l’altopiano di Asiago le perdite per anni sono state superiori al 60%: “Dal 2022, quando il

sistema idrico dell’altopiano era andato in sofferenza, abbiamo recuperato oltre 40 litri d’acqua al secondo solo con la messa in sicurezza delle tubature”. Il beneficio ambientale non si concretizza solo nel minore spreco di acqua: “Perdere meno vuol dire pompare di più. Questo porta a un risparmio anche e soprattutto in termini di consumo energetico” conclude Liberatore. Nicola Canella

Committente responsabile: Avv.Federico Valotto

“S


Sport

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L’intervista. Il talento dell’hockey inline racconta la sua carriera e i sogni per il futuro

Riccardo Dal Ben: “Il ritorno a Cittadella è una scelta di testa e di cuore” A

veva sei anni quando l’amore per l’hockey entrò nella sua vita. Riccardo Dal Ben oggi è un giocatore maturo che è tornato otto anni dopo l’ultima volta al Cittadella Hockey, la squadra che aveva lanciato il suo talento. “Ho iniziato in una piccola società locale. Questo sport mi dava una forte adrenalina. Da lì è partito tutto e non mi sono più fermato. Tornare qui è una grande emozione”, racconta. Il suo percorso ha visto un’evoluzione continua. Dopo gli inizi a Treviso, a 17 anni è arrivata la Nazionale Under 17, con il primo Europeo, e poi la Serie A con l’Asiago, dove si è formato come giocatore. Il suo primo vero campionato da protagonista è stato però proprio con il Cittadella. Un passaggio di blasone all’estero, a Madrid, ha completato la sua crescita prima del ritorno in Italia. In questa stagione Dal

Ben ha seguito testa e cuore: “C’erano diverse proposte ma la scelta di tornare a Cittadella è stata dettata da una grande motivazione. È una squadra competitiva, una società seria, con strutture e con un palazzetto all’altezza. Sono qui per dare il mio contributo”. La carriera di Dal Ben è costellata da grandi avventure: dall’esperienza a Vicenza della passata stagione, dove ha vinto il suo primo campionato, fino ai Mondiali e agli Europei con la Nazionale senior e junior, passando per i World Games. “Lo scudetto è stato incredibile. Poi ci sono le competizioni con gli azzurri: ti fanno crescere, sia tecnicamente sia mentalmente. Serve un grande lavoro psicologico: in pochi giorni ti giochi tutto. È sacrificio puro, ma ti insegna a dare il massimo sempre”. Quest’anno l’obiettivo è chiaro: portare il Cittadella in semifinale e mettere in

difficoltà squadre blasonate come Milano e Vicenza. “Il gruppo è un mix perfetto di giovani e giocatori esperti. Abbiamo avuto un avvio difficile, ma siamo cresciuti partita dopo partita. C’è voglia di riscatto dopo la scorsa stagione e si percepisce che tutti vogliono dare il massimo”. Non solo risultati, però: il vero sogno di Dal Ben è quello di contribuire allo sviluppo dell’hockey inline in Italia. “Voglio aiutare le squadre a crescere, far sviluppare il movimento. È uno sport che merita più attenzione e visibilità. Sto lavorando a un progetto per sponsorizzarlo e diffonderlo”. Il momento più bello della carriera? “Il Mondiale in Cina nel 2017, nonostante il risultato è stata una splendida esperienza. Era il mio primo grande torneo. In più ogni volta che indosso la maglia della Nazionale mi sento parte

Riccardo Dal Ben in maglia azzurra

di qualcosa di grande”. Ma cosa rappresenta questo sport per Dal Ben? “L’hockey per me è sacrificio, ma anche emozione pura”. Riccardo Dal Ben: otto anni dopo

torna a Cittadella per scrivere un nuovo capitolo della sua carriera: dove il cerchio si era aperto, oggi la storia continua. Stefano Parpajola

Cittadella, ottobre è stato il mese perfetto Dalle stalle alle stelle. Come è cambiato velocemente e nuovamente l’universo del Cittadella. Ottobre è stato il mese perfetto per i granata. Da un profondo rosso a un brillante color luce. È bastata la pazienza nell’aspettare un giovane allenatore come Manuel Iori: fiducia nel progetto e consapevolezza di aver scelto l’uomo giusto per risollevare le proprie sorti dopo la retrocessione della passata annata. La svolta, prima di tutto, è arrivata a livello tattico. Il tecnico classe 1982 ha dovuto mettere da parte l’idea iniziale di un coraggioso 4-2-3-1 in nome dell’equilibrio: un 3-5-2 pragmatico e disciplinato. È nata così una squadra ordinata, attenta nell’occupazione degli spazi, e soprattutto, concreta. Otto-

bre, un mese perfetto, dicevamo; in quattro partite, infatti, la squadra del Tombolato non ha mai assaggiato il sapore amaro della sconfitta, ha incassato appena un gol e ha inanellato tre vittorie consecutive. Un filotto che la rilancia in piena zona play-off e che spezza quella fase di appannamento che aveva accompagnato l’avvio di stagione. La metamorfosi del Cittadella è confermata dunque dai numeri, ma è percepibile anche nello sguardo e nell’atteggiamento dei giocatori: la banda di Iori ha risposto presente e sembra aver ritrovato il famoso “spirito Citta”, concetto che il suo allenatore conosce molto bene. Ora la classifica sorride: la zona pla-yoff non è più un miraggio, ma un obiettivo tangibile e concre-

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I giocatori del Cittadella in festa @facebook Cittadella

to. Rimane il rimpianto per essere partiti male e aver perso, forse definitivamente, il treno delle tre di testa, Vicenza, Union Brescia e Lecco, che stanno viaggiando a ritmo di Frecciarossa. Ma proprio tra fine novembre e inizio novembre Iori e i suoi

avranno l’occasione di incontrare le due big lombarde per provare a dire a sé stessi cosa vorranno fare da grandi. Intanto la strada è tracciata: il Citta è ripartito con l’armatura del 3-5-2 e non vuole più saperne di fermare la sua corsa. (s.p.)


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segue da pag. 1

Ci aspetta una Regione nella quale il dibattito e il ritorno alla politica saranno protagonisti La prima grande differenza sarà rappresentata dal ruolo dell’opposizione: chiunque vinca l’opposizione avrà una consistenza numerica decisamente maggiore rispetto a quella di cinque anni fa: la vittoria di Zaia con il 77% aveva stretto ai minimi termini il numero di consiglieri di minoranza; nessuno dei due principali competitor vincerà con proporzioni così dominanti, quindi, gli sconfitti avranno una rappresentanza consigliare decisamente maggiore rispetto all’attuale. La seconda grande differenza sarà rappresentata dalla

maggioranza: anche in questo caso l’exploit elettorale della Lista Zaia e della Lega avevano dato vita ad una squadra praticamente monocolore dove i rappresentanti di Fdi e FI si contavano sulle dita di una mano. Oggi tanto che vinca Stefani quanto vinca Manildo la composizione, essendo cambiati i rapporti di forza tra alleati, sarà decisamente più variegata. La terza grande differenza è in Giunta: a fronte dei risultati elettorali, analogamente a quanto accaduto per la maggioranza consiliare, la squadra di governo uscente è composta interamente da leghisti eccezion fatta

Elezioni regionali. Il centrodestra sostiene Alberto Stefani con sei liste

per un assessore di Fratelli d’Italia. Dato, anche questo, destinato a cambiare esattamente per le stesse ragioni per le quali cambierà la composizione degli scranni del parlamentino regionale. Cosa possiamo attenderci, dunque, dal prossimo governo regionale? Certamente un ritorno alla politica, alle trattative, agli equilibri e a un’opposizione che, forte dei numeri, potrà dire la propria. Rispetto a come siamo stati abituati sarà certamente più interessante da osservare e potrà manifestare anche qualche turbolenza.

Veneto al voto: tutti i candidati

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In queste pagine trovate i candidati alle elezioni regionali nelle provincie in cui esce il nostro giornale. Poiché è una pubblicazione mensile, per rispetto alla “par condicio” abbiamo scelto di dare spazio a tutte le liste e di dedicare un articolo alle informazioni utili sul voto. Il dibattito politico, invece, continuiamo a seguirlo quotidianamente sul nostro sito www.lapiazzaweb.it e su radio Veneto24.

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

ZAIA Luca CONTE Rosanna CALZAVARA Francesco SCATTO Francesca DOLFIN Marco SUSANNA Silvia GROSSO Claudio VIANELLO Roberta TOMAELLO Andrea

ZAIA Luca BEDIN Giorgia CENTENARO Giulio CAVINATO Elisa LAZZARIN Filippo MOSCO Eleonora MARCATO Roberto PIZZIOLO Francesca PAN Giuseppe

ZAIA Luca BRESCACIN Sonia BARBISAN Riccardo BORTOLETTO Maria BET Roberto ROMA Paola MARCON Stefano SALVATI Valeria VILLANOVA Alberto

ZAIA Luca LANZARIN Manuela CARRERA Sergio BEVILACQUA Alessia CIAMBETTI Roberto CECCHETTO Milena TONELLO Cristian MARTINI Morena ZECCHINATO Marco

ZAIA Luca CESTARI Laura CORAZZARI Cristiano NOCE Valentina RIZZATO Lorenzo

BALDAN Matteo BESIO Laura LIPANI Michele BOSCOLO “ZEMELO” Cristina PAVANETTO Lucas CAZZAGON Chiara PENZO Matteo ZACCARIOTTO Francesca ROMANELLO Matteo

SORANZO Enoch ARGENTI Antonella PULIN Massimo BALDI Elisabetta GIACINTI Filippo GEREMIA PAOLA TURETTA Matteo CAPPELLINI Elena SANDONÀ Luciano

BORGIA Claudio BORTOLATO Chiara DELLA PIETRA Marco RIGO Francesca PERENCIN Mattia RIZZOTTO Silvia PITTON Arnaldo Stefano SPINA Alexa VERECONDI SCORTECCI Alvina

BERLATO Sergio Antonio PAVAN Elena FORMAGGIO Joe SOTTORIVA Giulia GONZO Francesco Enrico SPEROTTO Maria Teresa NARDIN Andrea ZANINI Cristina RUCCO Francesco

BENETTI Fabio GAGLIARDO Elena MORETTO Mattia MANTOVAN Valeria PRANDO Luca

TOSI Flavio CHINELLATO Erica FORCOLIN Gianluca DINI Alessandra NORDIO Fabio DONA’ Francesca SCATTO Claudio VESNAVER Martina ZARAMELLA Lorenzo

TOSI Flavio CECCHINATO Giorgia BORON Fabrizio HILA Nila INNOCENTI Lorenzo MORETTI Anna Chiara MORETTO Alberto VENTURINI Elisa PATRON Mirko

TOSI Flavio ANDRETTA Cristina CHIES Fabio CIVELLI Annalisa in Ruscica DA RE Gianantonio detto Toni SILVESTRINI Rosy BELLINATO Matteo PIETROBON Michelle MARIN Fabio

TOSI Flavio STRINATI Maria Gabriella MALTAURO Jacopo TESSAROLLO Chiara MARANGON Renzo VIGNAGA Paola Maria RIGONI STERN Roberto ZANELLA Loredana Daniela TASSO Gabriele

TOSI Flavio MARANGONI Laila FRANZOSO Matteo MERLIN Lucia ROSSI Giovanni

CALZAVARA Federico CONVENTO Marianna CASARIN Alessandro DE SABBATA Elisa NUCERA Giovanni Francesco VIANELLO Romina SALIHU Muharrem ZENNARO Elena SPATALINO Vincenzo detto Enzo

CAVAZZANA Massimo BALDO Manuela MARTINELLO Maurizio MARAN Maria Cristina PASQUALON Eric MICHELAZZO Diana TARZIA Luigi MORELLO Federica ZORDAN Nicola

BREDA Alessandra BRINO Eric CAMI Edlira COLLET Mario CARRARO Sara SALIHU Muharrem LAZZARINI Margot SIMIONATO Andrea RIZZO Monia

FRANZÈ Luca GAMBIN Catia CAROTTA Diego LIONELLO Silvia DALLA NEGRA Michele VENCATO Elena MUNARI Emanuele ZAUSA Giulia TESSAROLO Massimo detto Tex

BOREGGIO Irene BORGATO Renato CAPUZZO Francesca SACCOMAN Marco VERONESI Cristina

ANCONA Edoardo Vincenzo MONTAGNER Moira RONCO Andrea detto Andreas CALLEGHER Fabrizia FORNARO Dario ORLANDO Lorenza SBALCHIERO Francesco ZANON Chiara ROZZATO Filippo

RONCO Andrea detto Andreas SAMBUGARO Caterina ARTUSI Mario DI COSTANZO Marlene MANNI Stefano DORIO Sabrina SCAPIN Julien FAVARO Maria Rosa TOSETTO Francesco

ZABOTTI Marco DALLA NORA Maria DA BROI Adriano GALLINA Chiara MARCOLIN Marco LIZZA Mariagrazia POLONIATO Mirco ULIANA Antonella VIEZZER Roberto

VENDRAMIN Luca BISIN Lara GASPAROTTO Matteo DAL BALCON Maria Cecilia LAIN Stefano DAL POZZOLO Liana LAZZARI Luigi MARASCHIN Cinzia RONCO Andrea detto Andreas

ROSSI Adino CASELLATO Jlenia MALASPINA Angelo PANIZZO Armida SACCARDIN Antonio detto Gianni

MOROSIN Alessio VIRGILIO Patrizia PRESOTTO Yves PELOSO Martina CONFORTI Nicolo’ RISMENI Denise SARRI Michele DORIGATO Maria STIVAL Daniele

MOROSIN Alessio PELOSO Martina MUNARETTO Michele MAGNAGNIN Marzia SETTE Gianluigi VIRGILIO Patrizia MERCANTI Gualtiero GARBIN Angelica

ROCCON Franco CECCHETTO Sara PANTO Gianluca TONION Egle SARRI Michele PIETROBON Stefania NICOLETTI Pier Antonio GARBIN Angelica PRESOTTO Yves

SELLA Nicola FOCHESATO Emanuela GENTILIN Massimiliano Max SOMMAGGIO Barbara RIGHI Paolo MAGAGNIN Marzia FERRO Giacomo DORIGATO Maria PIOTTO Gianpietro

CONFORTI Nicolò ROSSI Valeria SETTE Giantuigi VIRGILIO Patrizia


Regione

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I candidati/1. Il campo largo è la novità di questa tornata elettorale

Il centrosinistra compatto punta all’alternanza Giovanni Manildo

MANILDO PRESIDENTE

EUROPA MANILDO Presidente

CREARE

FUTURO

MANILDO PRESIDENTE

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

MONTANARIELLO JonatanBRESSANIN Francesca BOLZONI Gabriele DRIGO Irina FERRERO Marco LACHIN Margherita FRANCHIN Enrico SAMBO Monica TRABUCCO Gianluca

CAMANI Vanessa MICALIZZI Andrea DONI Sabrina DAL CORSO Alessandro GUIZZARO Eleonora POZZI Stefano LIBERO Virginia SGUOTTI Luciano BORTOLAMEl Franca

BELTRAMELLO Claudio BRESSAN Elisamaria FABBIAN Lorenzo DE NARDI Barbara GALEANO Paolo PERULLI Sandra Sofia LAPECIA BIS Omar TOCCHETTO Antonella MARCON Raffaele

LUISETTO Chiara CISLAGHI Luca NGAH BILOA Carole DALLA POZZA Antonio Marco SBALCHIERO Ilaria FIPPONI Maurizio STELLA Mattea ZAFFARI Diego ZANETTI Ginevra

ZANELLATO Angelo PIZZARDO Emanuela ZANCA Nicola VALENTINI Michela BORILE Stefano

BALDAN Flavio CALZAVARA Manuela DE CARLO Andrea MERENDA Lucia GATTI Michele PIANTA Lara PACCAGNELLA Marco FERRI Maria Angela KERSTULOVICH Franco

BIASIOLO Daniano SCHIAVON Silvia PACCAGNELLA Marco MARANGON Ornella CUSUMANO Giacomo LAZZARIN Tamara PIZZATO Nicola

DE BLASIS Marco FERRI Maria Angela LODI CASAGRANDE Isac PIANTA Lara DE BIANCHI Paolo MERENDA Lucia CESARO Renato

CONTRO Simone GIOS Monica BORTOLOTTO Edoardo CHIMETTO Michela MARINI Aurelio STAMMELLUTI Francesca FERRAZZI Igor

SUMAN Elena PACCAGNELLA Marco MURARO Enrica

BONARRIGO Luca RIGOLI Margherita SABBADIN Giovanni URUKALO Maja SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia MILANI Federico

SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia ALBERTIN Mattia RIGOLI Margherita CIAVARELLA Luca MARCHESINI Sofia SCATTOLIN Marco

RIGOLI Margherita ZORZI Alessandro PARRINO Rebecca SCATTOLIN Marco CAMPOSTRINI Anastasia ANTONINI Geremia MARCHESINI Sofia BATTOCCHIO Matteo

RIGOLI Margherita ALBERTIN Mattia URUKALO Maja ANTONINI Geremia PARRINO Rebecca ZORZI Alessandro

ZORZI Alessandro RIGOLI Margherita

MARCOMIN Franca BETTIN Gianfranco MESSINIS Anna SIMONELLA Davide TOSI Maria Chiara FUMANA Andrea MAZZASCHI Anna MARCHESE Giovanni MARCON Valentina

OSTANEL Elena TURETTA Alessandro MARTINEZ Maria Elena SANGATI Marco BASSO Lucia GIOGA Gianmaria CEDRETTI Elisabetta RUZZANTE Andrea CITRAN Francesca

ZANONI Andrea PRINCIVALLI Giulia FADINI Amedeo FALOPPA Mariasole FONTEBASSO Sandro POLONIATO Lucia SCOLESE Marco TRINCA Lisa ZANOTTI Gianluca

CAROTTI Adriana MASOLO Renzo CEOLA Erica CUNEGATO Carlo MACCA’ Rossella CAPPELLETTO Fabio Antonio BACCIN Paola GRAZI Davide PELLEGRINI Paola Antonia

CURINA Claudio GREGNANIN Serena BUOSO Enrico MERLO Dina MOTTA Angelo

GASPARINETTI Marco ZANETTI Alice MASCHIETTO Giorgio MOMESSO Luana CALDURA Federico BERTAZZOLO Roberta BEVILACQUA Fabio VANIN Sara MARTINELLI Ivo

LORENZONI Arturo DI MASO Annalisa ROSASPINA Filippo NWOAKENYE Evelyn VOLPIN Renzo VANIN Sara MENEGATO Giovanni CENDRON Rossella

SARDO INFIRRI Francesco CENDRON Rossella SALA Pietro DOZZO Caterina REGOSA Andrea CADONÀ Claudia BONOTTO Ivo BIZZOTTO Antonella CONSON Andrea

MEGGIOLARO Michela CIPRESSO Gianfranco BIZZOTTO Antonella ONGARO Jacopo PANZOLATO Martina MENEGATO Giovanni CORÀ Micaela REGOSA Andrea MISCHI Maria Luisa

PIASENTINI Vinicio BROGNARA Arabella MICHELETTI Andrea BRANDOLESE Giorgia VIDALI Sandro

GERUSA Lisa TANJI Bouchaib ARA Cristina CASTELLARO Virginio BERTAZZO Giulia Diletta SAPRACORDEVOLE Francesco BIDOIA Chiara VARISCO Giorgio VIAN Sabrina

BENVEGNÙ Paolo D’ANDREA Giorgia TANJI Bouchaib AKOUNACH Latifa CISSE Amady AQUILINI Stefania RAGGIOTTO Daniele BEIDAOUI Sarah Linda CHINELLO Mattia

ZANELLA Gabriele TUNDO Lucia MANDELLI Stefano SALVADOR Liliana detta Lilli TUONO Marco ALLEGRO Aurora MARANGON Renato BIANCHI Nicoletta ZANATTA Paolo

ORLANDI Marco STOCCHETTI Silvia BENVEGNÙ Paolo TOURE Safietou FANTON Marco GIACINTI Maria Cristina CAMMELLI Francesco LEGGIERI Paola GEREMIA Redento

BRUSCO Guglielmo CESTARI Maria Luisa VERZA Francesco AKOUNACH Latifa BENVEGNÙ Paolo

MORETTO Sara LEONE Giovanni BETTARELLI Agnese “Agnese” BERGANTIN Davide BUSETTO Monica BONAFE’ Paolo VIANELLO MORO CajeroFranco MORO Fosca

FATTORE Silvia PIPITONE Antonino BALBINOT Monica LODDONI Simone AUDITORE Maria Antonietta MARANGON Innocente “Stefano” STORTI Ilaria PITTARELLO Valentino ZANGROSSI Cristiana

ROCCO Nicolò Maria GOMIERATO Maria BOSCARDIN Carlo BANDIERA Elena MARTIN Raffaele DE BORTOLI Martina BARBISAN Federico BETTIOL Loretta SECCHIERI Francesco

SCALABRIN Maurizio CARAMPIN Francesca COMBERLATO Andrea GRAZIANI Rosaria CREAZZO Luigi PEGORARO Valentina TOSCANO Giuseppe Maria STORTI Ilaria VAJENTE Edoardo

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I candidati/2. Sono sostenuti da una singola lista presente in tutte le province

Gli outsider Rizzo e Szumski lanciano la sfida Marco Rizzo Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

RIZZO Marco FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FINCO Monica ALZETTA Marco GIACOMAZZI Cristina BASATO Renato CAPRONI Patrizia SCOMPARIN Enrico

RIZZO Marco FINCO Monica PERIN Lucio FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FLORIS Flaviana Daniela MARAGNO Francesco CAPRONI Patrizia ZANELLA Jacopo

SERENA Antonio GAZZOLA Paola RIZZO Marco FABRIS Deborah REALE Francesco FRANZOI Sonia SONEGO Luciano CAPRONI Patrizia CUNIAL Ennio

RIZZO Marco BERTUZZO Elena TOSCANO Francesco CARIOLATO Elisabetta AGRICOLA Riccardo CARIOLATO Susanna CONTIN Manuel CAPRONI Patrizia CARIOLATO Antonio

RIZZO Marco CASALE Sabina PARTESANI Andrea CAPRONI Patrizia TOSCANO Francesco

Riccardo Szumski

ELEZIONI REGIONALI

RESISTERE VENETO 2025

Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

SZUMSKI Riccard AMADIO Carmen AGIRMO Roberto CASTAGNA Stefania CASTAGNETTA Salvatore GUOLO Antonella DONOLATO Ferdinando MIOTTO Silvana LIBRALATO Giorgio

SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen DONOLATO Ferdinando BERTINOTTI Tiziana Bruna FAGAN Manuel CUNIAL Sara VOLPIN Gianfranco SPADA Lisa FAVERO Michele

SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen ABDULA Jurhan detto Yuri BAÙ Nadia BAVARESCO Maurizio SALVADOR Maria Francesca BERNARDELLI Giovanni ZANDONADI Alberta MAZZORATO Loris

SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela ABDULA Jurhan detto Yuri CUNIAL Sara COSTALUNGA Antonio LAZZARETTO Alessia Maria Flavia LOVAT Davide LO GRECO Rosa QUADRI Giulio

SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela PADOAN Giuseppe MODENESE Giovanna PAESANTE Stefano

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Regione

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I candidati/3. Il padovano, già presidente della Provincia, a caccia di consensi

Bui in corsa per il Veneto con i Popolari Fabio Bui Venezia

Padova

Treviso

Vicenza

Rovigo

MICHIELETTO Gabriele PAVAN Paola SALMASO Roberto PAVANELLO Federica PERALE Lorenzo TREVISAN Federica FARINATI Jacopo BORTOLOZZO Consuelo BELLEMO Luciano

BUI Fabio CREPALDI Paola DANIELI Alberto FRACCALLANZA Laura GIANESINI Alessandro TREVISAN Giuliana GHEGIN Davide TRIARICO Angela LOVISETTO Andrea

BUI FabioTREVISAN Federica GUGLIELMIN Marco CAPOVILLA Ivete BOTTERO Leopoldo SPOLAORE Rosanna BRION Federico LONGHIN Manuelita POSOCCO Alberto

BUI Fabio STORATO Elena DANIELI Riccardo LONGHIN Manuelita FRACASSO Costantino MARENDA Emanuela BEVILACQUA Angelo MARINI Cristina BETTIN Andrea

BUI Fabio CANDIAN Elena BELLEMO Luciano LONGHIN Manuelita BOTTERO Leopoldo

Ci scusiamo con i diretti interessati per eventuali refusi

Come si vota. Urne aperte domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 dalle 7 alle 15

Dal voto disgiunto alle soglie per avere un seggio, attenzione all’alternanza di genere nelle preferenze I

veneti, per la precisione gli elettori sono 4.463.939, si preparano a tornare alle urne il 23 e 24 novembre per eleggere il presidente della giunta regionale e il consiglio regionale, dando il via alla dodicesima legislatura. Per esprimere il proprio voto, gli elettori devono recarsi al seggio muniti di tessera elettorale e carta d’identità. Si vota domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 novembre dalle 7 alle 15. Una volta ritirata la scheda ed entrati in cabina, si può tracciare una croce sul nome del candidato presidente e un’altra sul simbolo della lista prescelta. Nella scheda elettorale si troveranno 5 candidati sostenute da 16 liste, con 845 candidati consiglieri. È poi possibile indicare un massimo di due preferenze per i

consiglieri, ma è fondamentale rispettare l’alternanza di genere. Chi volesse premiare due persone dello stesso sesso, infatti, vanificherebbe la seconda preferenza; per garantire la validità di entrambe, è necessario alternare il nome di una donna a quello di un uomo. Nonostante i progressi, come il record di 18 donne elette su 51 consiglieri nel 2020, la parità di genere è ancora un obiettivo da raggiungere. Il Veneto è suddiviso in sette circoscrizioni, che coincidono con le Province. Venezia, Padova, Vicenza, Treviso e Verona, nelle quali possono eleggere fino a nove consiglieri ciascuna, mentre Rovigo e Belluno si fermano a due, per un totale di 49 seggi. La legge elettorale regionale prevede un premio di maggioranza: la coalizione

vincente ottiene il 60% dei seggi, lasciando il 40% all’opposizione. Tuttavia, se il presidente supera il 60% dei voti, si applica il proporzionale puro, come accaduto nel 2020, quando il centrodestra di Zaia raggiunse il 76%. La norma che disciplina le modalità elettorali e l’assegnazione dei seggi risale al 16 gennaio 2012. In tale legislatura, il Veneto ha recepito anche la legge nazionale che fissa in due mandati il limite per la carica di presidente della giunta regionale, vincolo poi esteso agli assessori. Dal 2015, il numero degli eletti a Palazzo Ferro Fini è stato tagliato da 60 a 49, con due poltrone aggiuntive garantite ope legis per arrivare a 51. Una è riservata al presidente più votato, che si insedia a Palazzo Balbi, e l’altra è garantita al secondo clas-

sificato, leader di prassi dell’opposizione. Gli elettori hanno la facoltà di esprimere un voto disgiunto: si può votare un presidente e dare la preferenza a due consiglieri di una coalizione avversaria o di liste minori. Se invece si traccia una croce solo sul simbolo del partito, il voto va automaticamente al presidente collegato a quella forza politica. Sulla scheda non compaiono i nomi dei candidati, che vanno scritti in maniera chiara. Per ottenere un seggio, una lista non apparentata deve superare la soglia di sbarramento del 3%. Nel 2020, il M5S, pur con il suo candidato presidente al 3,3%, vide le liste fermarsi al 2,7%, ma un contenzioso giuridico portò all’elezione di un consigliere dopo il via libera della Corte d’Appello.

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Roberto Guidetti

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Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale

La soglia per una coalizione è invece del 5%, e le liste apparentate si dividono i seggi proporzionalmente, con la prassi che indica l’ingresso con almeno l’1,5%. Infine, i candidati nelle circoscrizioni maggiori possono spendere fino a 44 mila euro per la campagna elettorale, mentre quelli di Belluno e Rovigo hanno un tetto di 40 mila euro, tutti con l’obbligo di rendicontazione.


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Il personaggio

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L’intervista. Luca Giuman, veneziano, è tra i massimi esperti italiani del rapporto tra uomo e tecnologia

C’è un’etica nell’Intelligenza Artificiale? “Meglio cercarla nelle nostre comunità” L

uca Giuman, classe 1962, è uno di quei visionari che hanno saputo vedere nella tecnologia non solo un motore di progresso, ma una vera e propria forza naturale, capace di restituire senso e vitalità ai luoghi e alle persone. Socio e CEO di SerenDPT Srl, Società Benefit impegnata nel ripopolamento di Venezia attraverso l’innovazione, Giuman si occupa di intelligenza artificiale fin dagli anni ’80, quando l’idea di una macchina capace di “pensare” sembrava ancora fantascienza. Da allora non ha mai smesso di interrogarsi sul rapporto tra uomo e tecnologia, convinto che il futuro debba essere costruito su un equilibrio delicato tra creatività, etica e responsabilità. Oggi, anche come membro del CDA di Eggon Srl, continua a lavorare per un domani in cui la tecnologia non sostituisca l’uomo, ma lo accompagni nel suo percorso di crescita. Ultimamente sento sempre più spesso parlare a sproposito di Intelligenza Artificiale, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Giuman, per cercare di capirci un po’ di più (insieme a tutti voi) su un tema affascinante e che ci riguarda molto più di quanto crediamo. Che cosa significa “intelligenza artificiale etica”? In che rapporto sono queste due parole? E, soprattutto perché è un problema che ci riguarda tutti da vicino? Parlare di “intelligenza artificiale etica” è forse un errore di prospettiva. Se consideriamo l’IA come una forza della natura — una nuova corrente cognitiva che attraversa il mondo — allora l’etica non le appartiene: appartiene a chi la abita, a chi la usa. Come il fuoco, l’elettricità o il linguaggio, l’IA non è buona né cattiva: è potenza in cerca di direzione. L’etica, allora, non è della macchina, ma del nostro modo di esserci in relazione con essa. Ci riguarda tutti, perché non è più solo tecnologia: è una lente attraverso cui guardiamo e modifichiamo la realtà. Ciò che chiamiamo “problema etico” nasce quando ci illudiamo che l’IA possa sostituirci anche nella responsabilità. Chi dovrebbe essere ritenuto responsabile quando un sistema

di intelligenza artificiale commette un errore o causa un danno? Lo sviluppatore, l’azienda o l’utente finale? Forse, quando cerchiamo un colpevole per un errore dell’IA, è perché non vogliamo riconoscere la parte di noi che ha delegato senza comprendere. L’errore non è della macchina, ma del patto inconsapevole che stringiamo con essa. Molti algoritmi poi riflettono o amplificano i pregiudizi presenti nei dati. Qual è secondo te la strategia più efficace per prevenire

LIVE

questo rischio senza limitare l’efficienza dei sistemi? I pregiudizi degli algoritmi non si correggono solo con dati più puliti, ma con comunità più consapevoli. Senza una pluralità di voci che progettano e addestrano l’IA, non avremo mai un’intelligenza che rifletta l’umanità intera. Forse la vera neutralità nasce solo quando l’IA è creata da molti e per molti, come un bene comune cognitivo. Serve una normativa unica a livello globale per l’intelligenza artificiale o ogni Paese dovreb-

be stabilire le proprie regole? E quanto è realistico pensare a un “AI Act mondiale”? Un “AI Act mondiale” suona come un sogno, ma prima dovremmo diventare un’unica comunità mondiale capace di condividere valori, non solo regole. In alternativa, pochi volenterosi potrebbero sviluppare una IA pensata per accrescere le capacità cognitive e relazionali dell’essere umano - e chi lo desidera, seguirla. Forse la legge più universale, per ora, è la coscienza. Molte applicazioni di IA si ba-

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ogni campo, ogni emozione. Live

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione

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sano sulla raccolta massiccia di dati personali. Dove si trova, oggi, il confine tra innovazione e violazione della privacy? Il confine tra innovazione e privacy, come in meccanica quantistica, dipende dall’intento dell’osservatore. Se l’intento è il bene comune - come nei controlli di sicurezza che proteggono vite - allora la rinuncia a una parte di privacy può avere senso. Ma quando l’intento è l’accumulo o il controllo, anche l’innovazione diventa intrusione. Quando un algoritmo scrive un testo, compone musica o realizza un’opera visiva, di chi è la paternità morale e intellettuale di quel contenuto? Forse non l’umano né la macchina, ma la relazione tra i due. L’opera è il punto d’incontro tra la nostra intenzione e la sua capacità generativa. È co-creazione, non imitazione. Forse l’IA non è qualcosa da temere o addestrare, ma un nuovo ecosistema da abitare con consapevolezza. Come ogni forza della natura, può distruggere o illuminare. Dipende da noi, da ciò che scegliamo di portare in essa: paura o responsabilità, potere o cura, ambizione o senso. E chissà - forse proprio da come la abiteremo nascerà la prossima forma di intelligenza davvero etica: quella condivisa tra umani e macchine. Giacomo Brunoro

Fabio Natale

Enrico Leo in collaborazione con: ZZ

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• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.


messaggio elettorale a pagamento

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Regione

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Solidarietà. Un’iniziativa per informare, prevenire e aiutare le vittime a uscire dal silenzio

Despar Nord e Polizia di Stato unite contro la violenza sulle donne

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silenzio. Denuncia

gni voce conta

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La violenza si ferma insieme: la scelta giusta è parlare. Ogni voce può fare la differenza.

Inquadra il QR Code e scopri il centro antiviolenza più vicino: lì troverai ascolto, aiuto e protezione. Fai sentire la tua voce: trova il centro più vicino a te e denuncia la violenza.

Nicht schweigen – Gewalttaten melden! Rufnummer 1522

Every voice MATTERS

Maggiori informazioni su despar.it/it/despar-contro-la-violenza

luogo di acquisto, ma uno spazio di dialogo e un presidio per la comunità. Una visione che si riflette nelle numerose attività legate alla responsabilità sociale d’impresa, uno dei pilastri della strategia di sviluppo dell’azienda. In un tempo in cui l’informazione e il sostegno

possono fare la differenza tra silenzio e denuncia, campagne come questa si rivelano fondamentali. Un piccolo gesto, come ritirare un volantino durante la spesa, può diventare il primo segnale concreto di una possibile via d’uscita dal silenzio e dall’isolamento.

Despar Nord porta il messaggio contro la violenza di genere sugli scontrini di tutti i punti vendita

Don’t be silent. Report instances of violence to the national help line: 1522 .

CONTA

silenzio. Denuncia

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Jede Stimme HILFT

Despar Nord trasforma gli scontrini in strumenti di prevenzione e sensibilizzazione. Per tutto novembre, nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar comparirà il numero 1522, un QR code informativo e il gesto ASCOLTACI SU “Signal for Help”, riconosciuto a livello internazionale. Un’iniziativa concreta per diffondere il messaggio: WWW.VENETO24.IT Nicht schweigen – non sei sola. Gewalttaten melden! Per rafforzare ulteriormente il messaggio della campagna informativa realizzata insieme alla Polizia di Stato e alle Questure del Veneto, Despar Nord si fa portavoce di un impegno concreto e visibile attraverso un’ulteriore iniziativa semplice ma d’impatto: nel mese di novembre, infatti, sul retro degli scontrini i clienti troveranno una grafica dedicata alla lotta contro la violenza di genere. Ogni scontrino emesso nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar della rete di Despar Nord, riporta con un messaggio

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Veneto gli opuscoli informativi realizzati per l’occasione, concepiti come uno strumento semplice ma concreto per orientare le persone che vivono situazioni di violenza, o che sono testimoni di tali episodi, verso i canali giusti a cui chiedere aiuto. All’interno dell’opuscolo informativo, oltre a un approfondimento sui segnali che possono aiutare a riconoscere le diverse tipologie di violenza che una donna può subire, si trovano indicazioni pratiche, numeri utili e una presentazione dell’APP YouPol, l’applicazione ufficiale della Polizia di Stato che consente di segnalare situazioni di pericolo, anche in forma anonima, contribuendo così alla tutela delle vittime. Questa iniziativa si inserisce in un percorso che Despar Nord porta avanti da diversi anni al fianco della Polizia di Stato e delle Questure locali. Un impegno costante per informare e sensibilizzare su temi di grande impatto sociale, dalla violenza di genere al bullismo, dalla sicurezza stradale alle truffe agli anziani. Per Despar Nord, infatti, essere parte attiva delle comunità in cui opera significa anche contribuire a creare una rete di relazioni e valori, dove il punto vendita non è solo un

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multilingue il numero antiviolenza nazionale 1522, attivo 24 ore su 24, e un QR code che consente un accesso diretto e immediato a tutte le informazioni sui centri antiviolenza regionali. Per rendere il messaggio ancora più immediato e universalmente riconoscibile, la grafica sullo scontrino include anche la rappresentazione visiva del “Signal for Help”, il gesto con cui una persona può chiedere aiuto in modo silenzioso e discreto: una mano aperta, il pollice piegato, le dita che si chiudono. Un simbolo ormai ri-

conosciuto a livello internazionale per indicare che ci si trova sotto minaccia e si ha bisogno di aiuto. Con questa iniziativa, Despar Nord punta a diffondere in modo capillare un messaggio di sensibilizzazione, attraverso un gesto quotidiano e apparentemente semplice come fare la spesa. Veicolare informazioni utili, messaggi di supporto e strumenti concreti in luoghi inaspettati — come il retro di uno scontrino — può rivelarsi un modo efficace per raggiungere chi ha più bisogno di essere aiutato.

Rufnummer 1522

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Don’t be silent. Report instances of violence to the national help line: 1522 .

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C

ontinua l’impegno di Despar Nord a sostegno della prevenzione e sensibilizzazione su temi sociali di rilievo, con una nuova campagna dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Nel mese di novembre, in cui ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), torna l’iniziativa “La violenza non è un atto d’amore – Non sei sola”, promossa dalla Polizia di Stato e sostenuta dalle sette Questure del Veneto, con la collaborazione attiva di Despar Nord. Un’iniziativa importante, che intende affrontare un fenomeno purtroppo sempre più attuale. Gli episodi di violenza contro le donne continuano infatti a segnare con drammatica frequenza le cronache quotidiane. Nonostante l’evoluzione degli strumenti legislativi e delle reti di protezione, la violenza di genere resta una piaga che attraversa ogni fascia sociale e culturale. Per questo motivo, la campagna punta non solo a informare, ma anche a prevenire, superare stereotipi radicati e favorire un contatto diretto tra cittadini e forze dell’ordine. Dal 1° al 30 novembre saranno disponibili in tutti i punti vendita Despar, Eurospar e Interspar del

La violenza non è un atto d’amore

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Dal 1° al 30 novembre torna nei punti vendita dell’Abete in Veneto la campagna di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con le Questure della Regione

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NOVEMBRE 2025

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Due medici dell’Ulss 6 Euganea tra i migliori ricercatori al mondo secondo la Stanford University Il cardiologo Gianluca Rigatelli e il collega Marco zioni ricevute dai ricercatori di tutto il mondo. Solo il 2% degli studiosi più Zuin inseriti nella prestigiosa classifica influenti viene incluso nella lista, che copre 22 aree disciplinari e 174 speinternazionale “World’s Top 2% Scientists”

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uovo riconoscimento internazionale per la sanità veneta. Due dirigenti medici dell’Azienda Ulss 6 Euganea sono stati inseriti tra i migliori ricercatori al mondo nella nuova edizione della classifica “World’s Top 2% Scientists”, stilata dalla Stanford University e aggiornata al 1° agosto 2025. I premiati sono il dottor Gianluca Rigatelli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud, e il dottor Marco Zuin, medico dirigente della stessa unità. Entrambi si distinguono per i loro studi in ambito cardiovascolare, un settore in cui la ricerca padovana si conferma ai vertici internazionali. La graduatoria, elaborata in collaborazione con la casa editrice scientifica Elsevier, si basa su dati che misurano l’impatto delle pubblicazioni e delle cita-

cializzazioni. «Si tratta di un risultato che premia non solo l’impegno dei singoli ma l’intero sistema sanitario e universitario del territorio – commentano dall’Ulss 6 Euganea –. È la dimostrazione che la ricerca di qualità può crescere anche dentro le strutture pubbliche, a beneficio dei cittadini». Spiega il dr. Rigatelli: “L’analisi World top 2% prende in esame sia le pubblicazioni globali di ogni ricercatore e quelle relative all’ultimo anno. All’attivo io ho circa 600 articoli censiti su PubMed, su Scopus e Google Scholar, le 3 maggiori biblioteche scientifiche virtuali. I focus delle mie ricerche hanno incluso ed includono in ordine di rilievo e di numero di pubblicazioni: imaging e tecniche di trattamento percutaneo delle coronaropatie complesse ed in particolar modo l’angiopastica del tronco comune della coronaria sinistra e delle biforcazioni coronariche; studi di Computational Fluid Dynamic (Analisi

computerizzata dei flussi intravascolari ed intracardiaci, simulazione delle tecniche di angioplastica nei vasi coronarici, analisi delle caratteristiche dei flussi intracoronarici per lo studio dell’aterosclerosi coronarica); imaging e trattamento transcatetere delle cardiopatie congenite nell’adulto (ecografia intracardiaca e trattamento dei difetti del setto interatriale e delle anomalie coronariche)”. E ancora: studi sulle tecniche di trattamento endovascolare dell’arteriopatia dei vasi periferici e cardiologia clinica (embolia polmonare, impatto del Covid

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sulle patologie cardiovascolari, metanalisi su diverse patologie cardiache). “Il dr. Zuin, oltre a collaborare con me negli studi di cui sopra da circa 15 anni, si occupa - continua il dr. Rigatelli - di ricerca nell’ambito dello studio e delle linee guida dell’embolia polmonare, dei risvolti clinici ed ecocardiografici delle tecniche di elettrostimolazione per lo scompenso cardiaco e le aritmie cardiache, dell’impatto del Covid, sulle patologie cardiovascolari, metanalisi su diverse patologie cardiache. Ha all’attivo circa 400 articoli censiti su PubMed, su Scopus e Google Scholar”.

INFO QUI

IeFP DGR 587 del 29/05/2025 - DGR 775-776-777 del 08/07/2025 - DGR 1538 del 29/11/2022 - DGR 1578 del 12/12/2023 - DGR 642 del 11/06/2025

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La testimonianza. A Padova si è svolto un innovativo intervento di neurochirurgia per la cura dell’epilessia

“Ora sono libera e ho le ali”, la storia di Maniola: ha superato l’epilessia grazie alla neuorchirugia “S

ento solo la felicità e la gioia. Sono al settimo cielo, ho le ali”. Ha esordito così la paziente di 42 anni, sottoposta a un intervento di chirurgia resettiva per l’epilessia farmacoresistente. Il tutto è stato un successo che è stato raccontato nella conferenza stampa tenutesi all’Azienda Ospedaliera di Padova. Nella città del Santo il dott. Filippo Dainese e il prof. Andrea Landi, dopo un primo intervento riuscito sulla paziente che ha raccontato la sua storia, hanno trattato 27 casi (21 adulti e 6 bambini). Altre tre persone sono in lista d’attesa. In Veneto, 16.500 pazienti sono seguiti per epilessia, su un totale nazionale di circa 50.000 casi, con 3.000 nuove diagnosi ogni anno. A Padova, 1.200 pazienti vengono presi in carico ogni anno, con 3.100 EEG eseguiti e 100 videoEEG registrati annualmente. Il prof. Andrea Landi ha inizialmente delineato il quadro clinico della donna: “Ricoverata all’età di 2–3 anni, successivamente solo crisi febbrili. Esordio della patologia a 13 anni, con episodi ripetuti nel tempo, con un impatto notevole sulla qualità della vita. Ha fatto molti cambi di terapia, ma è farmacoresistente, quindi perfetta candidata alla chirurgia resettiva. C’è un iter prechirurgico: si studiano le crisi, si individua l’angolo del cervello da cui partono e si definisce

la zona epilettogena su cui intervenire con la neurochirurgia. Il 60–70% dei pazienti guarisce in questo modo; con i farmaci, solo l’1–2%. È un intervento particolare e raro. A Padova c’è un’attrezzatura che acquisisce immagini strutturali della parte di cervello responsabile delle crisi, permettendo di identificare il danno anatomico. Una volta identificato il focolaio, si utilizzano tecniche di microchirurgia per rimuovere la parte che genera l’epilessia. Questo porta alla guarigione dalle crisi nel 90% dei casi e consente di ridurre quasi completamente la terapia farmacologica. È una tecnica che in Italia, in ambito pediatrico, è presente solo qui. Si tratta di una terapia coraggiosa per il paziente, ma molto efficace”. Ha poi parlato la grande protagonista della giornata, la signora Maniola, la paziente che si è sottoposta all’intervento: “Ho questa malattia da quando sono piccola. Sono felicissima di essere qui oggi, grazie ai dottori che mi hanno seguita. Sono contenta di avere preso questa decisione. Sono rinata di nuovo. Sono stata operata il 27 luglio 2024. Da lì non ho più sentito le crisi. Adesso, ogni mese, sto calando sempre di più con i farmaci, sono quasi a 0. Lancio un messaggio per chi soffre di epilessia: non abbiate paura di fare questo intervento, per voi stessi e per chi vi sta intorno. È

una grande gioia sentire di essere liberi, mi sembra di aver lasciato tutto alle spalle. Sento solo la felicità e la gioia. Sono al settimo cielo.” La paziente è scoppiata in lacrime, emozionandosi in un momento davvero toccante. Infine il Dottor Dainese ha concluso con una riflessione: “Purtroppo questi interventi sono ancora poco realizzati. Fanno paura perché toccano il cervello. Per-

mettono però di arrivare alla guarigione nel 60-70% dei casi, ma sono ancora poco conosciuti. Questo è dovuto al fatto che c’è poca conoscenza di questo tipo di percorso. Dobbiamo pubblicizzarlo, può far bene al paziente”. Padova si conferma ancora una volta un’eccellenza della sanità e il sorriso di Maniola vale più di mille parole: una donna che è rinata e ora è libera di volare con le sue nuove ali.

Padova, entra in funzione la nuova Pediatria: prima risonanza per i piccoli pazienti Inaugurata la Salus Pueri: al via gli esami con apparecchiature all’avanguardia È un momento simbolico per la sanità veneta: giovedì 16 ottobre è ufficialmente entrata in attività la nuova Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Padova. Alle 9.45 è stata eseguita la prima risonanza magnetica su un piccolo paziente, segnando l’inizio operativo della Salus Pueri, il moderno polo pediatrico situato in via Giustiniani. L’annuncio è stato dato dal direttore generale Giuseppe Dal Ben, che ha sottolineato come questo sia solo il primo passo di un percorso molto più ampio. La struttura, costata complessivamente 107 milioni di euro, accoglierà bambini e adolescenti da 0 a 18 anni e rappresenterà il nuovo riferimento regionale per la pediatria. La prima area a entrare in funzione è quella della radiologia, dove l’apparecchia-

tura Tesla 1,5 consente di ottenere immagini ad alta definizione, fondamentali per diagnosi precise e tempestive. Nonostante l’attività clinica sia già iniziata, i lavori esterni proseguono. In particolare, è in fase di realizzazione un avancorpo vetrato di 85 metri, che collegherà l’edificio principale con il percorso pedonale nel Parco delle Mura. Al di sotto della nuova struttura, sorgerà un’esposizione permanente dei reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi. Il progetto complessivo prevede un investimento aggiuntivo di 6 milioni di euro per l’area sud. I numeri confermano la centralità dell’ospedale: ogni anno la Pediatria padovana ricovera circa 10.000 bambini, registra 25.000 accessi al Pronto soccorso e oltre 320.000 visite ambulatoriali. A ciò si aggiungono circa 2.800 nascite l’anno.

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Prevenzione maschile. lo IOV si tinge di blu per richiamare agli screening e ai gesti che salvano la vita

Movember 2025: lo IOV accende i riflettori sulla salute maschile Prostata, lo screening riduce del 13% il rischio di morte

In Italia oltre 40mila nuove diagnosi di tumore alla prostata nel 2024: Movember invita gli uomini a prendersi tempo per sé, chiedere informazioni, fare controlli e trasformare la prevenzione in routine

A

nche quest’anno l’Istituto Oncologico Veneto – IOVIRCCS partecipa a Movember, la campagna internazionale che, ogni novembre, sensibilizza l’opinione pubblica sulla salute degli uomini, puntando in particolare sulla diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori urogenitali. Per l’occasione, la sede dell’Istituto cambia colore: dal rosa di ottobre, simbolo della prevenzione del tumore al seno, al blu, segnale visibile di vicinanza agli uomini colpiti dalla malattia e invito rivolto a tutti a prendersi cura della propria salute. In Italia, nel 2024, il tumore alla prostata è stato diagnosticato in oltre 40mila uomini, confermandosi tra le neoplasie più diffuse dopo i 50 anni. Durante tutto il mese, l’iniziativa invita a farsi crescere i baffi, gesto simbolico per sostenere la ricerca e l’informazione sulla salute maschile. “La prevenzione resta il primo e più

efficace strumento di cura”, sottolinea il Commissario Straordinario dello IOV, dott. Francesco Benazzi. “Prendersi del tempo per un controllo non è segno di debolezza, ma di responsabilità verso se stessi e verso chi ci sta accanto. Individuare una malattia nelle fasi iniziali può davvero cambiare le prospettive di cura.” La diagnosi precoce è centrale in oncologia: permette di rilevare tempestivamente i tumori, migliorando le possibilità di guarigione e facilitando percorsi terapeutici multidisciplinari e trattamenti mirati. Anche nei casi più avanzati, identificare la patologia prima della comparsa dei sintomi consente interventi più efficaci, spesso trasformando il tumore in una condizione gestibile e migliorando la qualità della vita. Per le patologie urogenitali maschili, come i tumori di prostata e testicolo, è fondamentale adottare comportamenti salutari, ridurre alcol e fumo e seguire un’alimentazione equili-

brata. Poiché spesso asintomatiche, queste neoplasie richiedono controlli regolari: autopalpazione testicolare nei giovani e visite urologiche annuali negli over 50. Come le donne hanno imparato a fare prevenzione con i controlli ginecologici, anche gli uomini devono rendere questa pratica una routine essenziale. Il mese di novembre sarà anche l’oc-

casione per un nuovo appuntamento digitale: mercoledì 26 novembre, in diretta su Facebook, andrà in onda “Lo specialista risponde” con il dott. Marco Maruzzo, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia 3 dell’IOV, per rispondere a domande e fornire informazioni utili sulla prevenzione maschile. Redazione Salute

Uno studio internazionale pubblicato sul New England Journal of Medicine conferma che lo screening del cancro alla prostata tramite dosaggio del Psa può ridurre del 13% il rischio di morte per questa neoplasia. La ricerca, coordinata dall’Erasmus MC Cancer Institute di Rotterdam e avviata nel 1993, ha coinvolto oltre 160 mila uomini in otto Paesi europei, tra cui l’Italia. I risultati, ottenuti dopo 23 anni di osservazione, mostrano che i partecipanti sottoposti al test presentavano un rischio di diagnosi di tumore alla prostata del 30% più elevato – effetto diretto della diagnosi precoce – ma anche una mortalità inferiore del 13%. In termini assoluti, lo screening permetterebbe di evitare un decesso ogni 456 uomini testati e uno ogni 12 con diagnosi di malattia. Nonostante i benefici, gli esperti restano cauti. Il test, infatti, può portare a sovradiagnosi e trattamenti non necessari per tumori che non avrebbero mai messo a rischio la vita del paziente. I ricercatori invitano quindi a sviluppare strategie di screening mirate, riservate agli uomini con fattori di rischio più elevati. (P.B.)

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Il documento. La conferenza Stato - Regioni ha approvato il nuovo aggiornamento dal 2017

Nuovi LEA 2025: più prestazioni, nuove esenzioni e la vera sfida per il Veneto Via prestazioni obsolete, dentro nuovi test genetici, esenzioni e percorsi gravidanza. Veneto top GIMBE 2023, ma soffre di carenze MMG e disomogeneità Ulss. Con i LEA 2025 dovrà tradurre la reputazione in attuazione

L

a Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), il documento che stabilisce quali prestazioni sanitarie il Servizio sanitario nazionale deve garantire gratuitamente o con ticket a tutti i cittadini. Si tratta del primo grande aggiornamento dal 2017, con l’obiettivo di “eliminare prestazioni obsolete, migliorare l’appropriatezza clinica e organizzativa e favorire una maggiore razionalizzazione prescrittiva”. Tra le principali novità figurano due nuove prestazioni psicoeducazionali per i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, individuali e collettive; l’inserimento di tre nuove malattie croniche esenti dal ticket – sindrome fibromialgica, idrosadenite cronica suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari – e l’introduzione di prestazioni specialistiche per la gravidanza fisiologica. Un decreto “isorisorse”, a neutralità finanziaria, aggiorna inoltre gli elenchi delle malattie rare esenti, le prestazio-

ni di assistenza termale e i DRG per i ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza. Tra gli interventi più attesi anche l’estensione dello screening neonatale a otto nuove patologie genetiche – tra cui la SMA, atrofia muscolare spinale – e l’attivazione dei test genetici BRCA1 e BRCA2 per la sorveglianza delle donne a rischio di tumori al seno e all’ovaio. L’impatto stimato sulla spesa pubblica è di circa 150 milioni di euro annui. Parallelamente, la Conferenza ha approvato il nuovo Piano nazionale della cronicità, che aggiorna quello del 2016 e introduce tre nuove patologie: obesità, epilessia ed endometriosi. Le Regioni hanno accolto positivamente il piano, ma hanno segnalato criticità legate alla mancanza di risorse aggiuntive, alla scarsa chiarezza sui criteri per l’inserimento di altre patologie (come la psoriasi) e ai vincoli della normativa sulla privacy, che oggi impedisce di sviluppare pienamente i modelli di stratificazione del rischio, strumenti centrali per la medicina d’iniziativa e per la presa in carico dei pazienti cronici.

Nel 2023, secondo il Rapporto GIMBE sui LEA, solo 13 Regioni italiane hanno raggiunto gli standard minimi di erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Il Veneto si è collocato al primo posto a livello nazionale, con un punteggio complessivo di 288 punti nelle tre aree di valutazione (prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera). Un risultato che conferma l’efficienza del sistema sanitario regionale, capace di garantire uniformità e accesso diffuso ai servizi. Tuttavia, anche nel territorio veneto non mancano criticità: carenza di medici di base e pediatri, tempi di attesa per alcune prestazioni diagnostiche e disomogeneità tra Ulss diverse, soprattutto nelle aree più periferiche. Con l’entrata in vigore dei nuovi LEA 2025, il Veneto – già ai vertici del sistema – dovrà ora misurarsi con una sfida di attuazione: aggiornare i propri protocolli, i nomenclatori tariffari e le piattaforme informatiche per accogliere le nuove prestazioni e i nuovi percorsi di presa in carico. Essere “primi” nel 2023 non significa potersi fermare: l’aggiornamento ridefinisce gli standard stessi, imponendo a tutte le Regioni di estendere gli screening genetici, le esenzioni e i controlli in gravidanza, e di eliminare pratiche ormai superate. In altre parole, il Veneto deve

ora trasformare la propria eccellenza in capacità di implementare concretamente le innovazioni introdotte dal Dpcm 2025, assicurando ai cittadini un accesso omogeneo e tempestivo. Le Regioni hanno chiesto che i provvedimenti entrino in vigore non prima di 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per consentire l’adeguamento dei sistemi centrali e locali. Per i cittadini, l’effetto sarà tangibile: nuovi test genetici, screening più ampi, esenzioni aggiuntive e maggiore attenzione ai disturbi dell’alimentazione e alle patologie croniche emergenti. L’aggiornamento dei LEA non

rappresenta solo un atto tecnico, ma un nuovo patto di equità sanitaria, che punta a ridurre le differenze territoriali e a garantire cure appropriate e moderne in tutto il Paese. Per il Veneto, che già oggi guida la classifica GIMBE, la sfida sarà duplice: mantenere gli standard di qualità e adattarsi rapidamente ai nuovi requisiti nazionali. È un banco di prova per l’intero sistema sanitario regionale, chiamato a confermare la propria reputazione di efficienza e innovazione, traducendo i nuovi LEA in diritti concreti per i cittadini. le e restituire ai ragazzi uno spazio sicuro e inclusivo.

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Idee in cucina, facili e sfiziose

Rubrica a cura di

Sara Busato

In novembre siamo incantati dalle sfumature e profumi offerti dalla natura. Il calo delle temperature e la riduzione delle ore di luce ci spingono a trascorrere più tempo in casa, dedicandoci alla creazione di piatti deliziosi

CREMA DI ZUCCA Una zuppa calda e confortante, perfetta per l’autunno ma anche per tutto il periodo invernale. Si può gustare calda oppure tiepida, come primo piatto o piatto unico. Ingredienti: 00 g zucca; 200 g patate; 80 g cipolle bianche; brodo vegetale (un litro); pepe nero; sale; olio extravergine di oliva; cannella in polvere; noce moscata Preparazione: Scaldare il brodo vegetale. Pulire la zucca, togliere la buccia esterna e i semi, quindi tagliarla a cubetti di circa 4 o 5 centimetri. Pelare le patate e tagliarle a cubetti della stessa dimensione. Pulire la cipolla, tritarla, quindi metterla in pentola con l’olio e farla imbiondire. Unire la zucca e le patate, aggiungere il brodo fino a coprire quasi completamente le verdure, conservando quello in eccesso. Aggiustare di sale e pepe, quindi portare a ebollizione a fuoco alto e ridurre il calore, lasciando cuocere per circa venti minuti. Aggiungere ulteriore brodo se necessario. Cuocere per altri 10 minuti. Frullare con un frullatore a immersione fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Unire la cannella e la noce moscata e mescolare. La crema di zucca è pronta.

SPEZZATINO DI MANZO AI FUNGHI E CASTAGNE Un secondo piatto ricco e avvolgente, perfetto per i pranzi della domenica di novembre.I funghi e le castagne — protagonisti della stagione — donano un gusto terroso e leggermente dolce che si sposa alla perfezione con la carne. Ingredienti: :800 g di spezzatino di manzo; 200 g di castagne cotte; 250 g di funghi misti freschi; 1 cipolla dorata; 1 carota; 1 costa di sedano; 1 bicchiere di vino rosso; 400 ml di brodo di carne o vegetale; 2 cucchiai di concentrato di pomodoro; 1 rametto di rosmarino; 2 foglie di alloro; olio extravergine d’oliva q.b.; sale e pepe nero q.b.; burro (facoltativo). Preparazione: Iniziare con il rosolare la carne in una casseruola capiente con un filo d’olio extravergine d’oliva, fino a farla dorare uniformemente su tutti i lati. Scolare la carne e tenerla da parte. Proseguire con il preparare un soffritto di cipolla, carota e sedano tritati finemente, utilizzando la stessa casseruola. Lasciare appassire dolcemente le verdure per alcuni minuti, quindi unire nuovamente la carne e sfumare con il vino rosso, lasciando evaporare l’alcol. Aggiungere il concentrato di pomodoro, le erbe aromatiche (rosmarino e alloro) e versare il brodo caldo fino a coprire la carne. Coprire la casseruola con un coperchio e lasciare sobbollire a fuoco dolce per circa un’ora e un quarto, mescolando di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi. Nel frattempo, pulire e tagliare i funghi a pezzi regolari. Dopo la prima fase di cottura, aggiungere i funghi e le castagne alla carne e proseguire la cottura per altri trenta minuti, o finché la carne risulta tenera e il fondo di cottura denso e profumato.

TORTA PERE E NOCI Un dolce goloso, soffice e piacevolmente croccante al morso, grazie alla frutta secca sbriciolata. Perfetto per una colazione genuina o da gustare a merenda con un infuso bollente o una tazza di cioccolata calda. Ingredienti: 4 pere; 80 g di noce; 300 g di farina 00; 230 g di zucchero semolato; 150 ml latte; 100 g burro; 16 g lievito in polvere per dolci; 3 uova, estratto di vaniglia; limone Preparazione: Sbucciare 2 pere, eliminare il torsolo e tagliarle a pezzetti. Sistemare i pezzi di pera in un piatto fondo e spruzzarli con il succo di limone per evitare l’ossidazione. Tenere da parte. Rompere le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero e montare con le fruste elettriche fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Versare il burro fuso e il latte a temperatura ambiente. Unire la farina setacciata e il lievito. Profumare con l’estratto di vaniglia e mescolare accuratamente gli ingredienti. Incorporare i pezzetti

di pera e 65 g di gherigli di noce sminuzzati. Versare il composto ottenuto in una tortiera da 24 cm di diametro rivestita con carta da forno. Sbucciare le pere rimanenti, tagliarle a fettine e disporle a raggiera sulla superficie del dolce. Quindi cospargere con i restanti gherigli di noce tritati e spolverizzare con un cucchiaio di zucchero semolato. Cuocere in forno statico a 180°C per circa 40 minuti. Una volta terminata la cottura, sfornare la torta e farla raffreddare per 10 minuti. Sformare il dolce su un piatto da portata e spolverizzarlo con dello zucchero a velo.

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