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NOVEMBRE 2025
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Bronchiolite nei neonati, partita con successo la prevenzione gratuita nell’Ulss 8 Berica
Regionali, come si vota: dall’alternanza di genere al voto disgiunto
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Protagonista il ritorno alla politica
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inalmente si intravede la linea del traguardo di questa lunga campagna elettorale. Una campagna elettorale iniziata, di fatto, con la direzione del PD che a fine giugno ha approvato pressoché ad all’unanimità la candidatura di Giovanni Manildo come presidente di Regione. Più travagliato il percorso del centrodestra che soltanto poche settimane ha fatta ha sancito quello che tutti sapevano, ovvero che il candidato sarebbe stato della Lega Nord, nonostante gli appetiti di Fratelli d’Italia. La scelta, come noto, è caduta su Alberto Stefani, uomo di fiducia di Salvini, vicesegretario nazionale e segretario regionale del partito. Una figura giovane che sta conducendo una campagna all’insegna della moderazione e della pacatezza indicando tra le sue priorità il sociale e l’ambiente. Non certo, questi, temi identitari leghisti tanto da far storcere il naso a più di qualcuno che lo ha accusato di essere troppo vicino alle parole d’ordine del centrosinistra. Un centrosinistra che, dal canto suo, sconta in Veneto una certa diffidenza da parte di un elettorato che, negli ultimi trent’anni, ha sempre votato, spesso anche con percentuali bulgare, dall’altra parte. Vincesse Manildo o vincesse Stefani, non ce ne vogliano gli altri candidati se in questo caso non li citiamo, la composizione del consiglio e quella della giunta sono destinate a cambiare profondamente perché decisamente mutati saranno i rapporti di forza interni in entrambi i casi.
C’è un’etica nell’Intelligenza Artificiale? Luca Giuman: “E’ meglio cercarla nelle nostre comunità” pag. 26
pag. 28
Servizi alle pagg. 8 e 9
TRIBUNALE DELLA PEDEMONTANA SENZA PACE, NUOVO SCONTRO TRA BASSANO E VICENZA Il ministro della Giustizia annuncia l’apertura entro il 2028 ma dal capoluogo berico arriva lo stop del comitato Servizio a pag. 6
ELEZIONI REGIONALI, TUTTI I CANDIDATI IN CORSA 845 GLI ASPIRANTI PER UN POSTO IN CONSIGLIO Cinque i candidati alla presidenza del Veneto dopo Zaia: si sfidano Bui, Manildo, Rizzo, Stefani e Szumski
Servizio a pag. 23
ELEZIONI REGIONALI VENETO 23 • 24 NOVEMBRE 2025
La PERSONA al CENTRO
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Antonio DE POLI
il VENETO nel CUORE
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A SOSTEGNO DELLA LISTA
UNIONE DI CENTRO “UDC”
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Cittadini e artigiani uniti nella sfida: dai volontari che ripuliscono le rive del Brenta alle imprese che scelgono energie rinnovabili e risparmio energetico
segue a pag.23
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Il mercato dell’auto si rinnova, la formula del Suv compatto di Alfa Romeo e Audi
TRANSIZIONE ENERGETICA, AVANTI PIANO: FRA NORME DA DECIFRARE E BUROCRAZIA PARTONO LE PRIME INIZIATIVE
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COMM. RESP. UDC - REGINO BRACHETTI
Periodico d’informazione locale - Anno V n. 11
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Libertà è partecipazione
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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
ono passati 53 anni da quando Giorgio Gaber scrisse “La libertà”, eppure quelle parole continuano ad essere attuali e meritano di essere ricordate in questi giorni di campagna elettorale in Veneto: “La libertà non è star sopra un albero / Non è neanche avere un’opinione / La libertà non è uno spazio libero / Libertà è partecipazione”. Con il suo stile inconfondibile il cantautore mette al termine del ritornello il concetto chiave della sua canzone.
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Facciamo il punto
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5 Libertà è partecipazione Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
Un concetto già chiaro di per sé che Gaber sviluppa nel resto della canzone: “Vorrei essere libero come un uomo / Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia/ E che trova questo spazio / Solamente nella sua democrazia / Che ha il diritto di votare / E che passa la sua vita a delegare / E nel farsi comandare /Ha trovato la sua nuova libertà”. Ovviamente le canzoni di Gaber sfuggono ad una lettura semplicista o univoca, sono lontane dalla retorica e dal “buonismo” e danno spazio alla complessità, al dubbio, al disincanto. Siamo liberi tanto quanto siamo disposti ad uscire dal nostro “particolare”, dalla nostra “comfort zone” e a sporcarci con la realtà della democrazia, imperfetta senz’altro, come lo imperfetti lo sono i suoi rappresentanti, ma occasione di partecipazione e di scelta. Nel 1972 la politica era tutt’altra cosa, erano gli anni di piombo, le contrapposizioni erano aspre e anche violente, non c’erano internet né i social, ma il messaggio di Gaber, nella sua semplicità, aveva fatto centro. Quelle tre parole, “libertà è partecipazione”, oggi dovrebbero essere ripetute in occasione di ogni appuntamento elettorale per spiegare perché, nonostante tutto, è importante andare a votare. L’inesorabile calo dell’affluenza non è certo ascrivibile al solo Veneto o alla nostra nazione ma una tendenza ormai globale che rispecchia la difficoltà nel sentirsi rappresentanti da questa classe politica e quindi la ritrosia o l’indifferenza nel scegliere da chi “farsi comandare”. Ma questo progressivo allontanamento dei cittadini dai loro rappresentanti nelle istituzioni va ad indebolire anzitutto la nostra libertà, intesa appunto come partecipazione, un dovere e un diritto, esercitato attraverso il voto. Libertà contro rinuncia, partecipazione contro indifferenza: scegliere di non votare è pur sempre una scelta, ma sicuramente non segna un passo avanti nella nostra condizione di libertà. “Tanto non cambierà nulla, tanto a decidere sono sempre gli stessi, quindi a che serve votare”, è il ritornello che accompagna l’astensionismo. Ma noi preferiamo il ritornello intonato da Gaber, perché è nella partecipazione, per quanto limitata e perfettibile, che possiamo ribadire la nostra libertà, affermare il diritto di dare concretezza alle nostre opinioni, di scegliere attraverso il semplice ma tutt’altro che scontato gesto del voto.
Rod Stewart e Sting, due leggende al Parco Ragazzi del ’99 B
assano del Grappa si prepara a vivere un’estate da capitale della grande musica internazionale. Saranno due icone assolute – Rod Stewart e Sting – i protagonisti di Bassano Music Park 2026, la rassegna organizzata da DuePunti Eventi in collaborazione con l’amministrazione comunale. Il primo a salire sul palco del Parco Ragazzi del ’99 sarà Rod Stewart, il 2 luglio 2026, per l’unica data italiana del suo tour mondiale. Un evento di richiamo planetario, già applaudito in Europa e in Asia, che ripercorre oltre cinque decenni di carriera con brani immortali come Maggie May, Forever Young, Da Ya Think I’m Sexy, The First Cut Is the Deepest e Rhythm of My Heart. Con 250 milioni di dischi venduti, due ingressi nella Rock & Roll Hall of Fame, un Grammy Living Legend Award e il titolo di Sir, Stewart incarna l’eleganza e la vitalità del rock britannico. L’ultimo album Swing Fever (2024) ha confermato la sua energia creativa, debuttando direttamente al numero uno nel Regno Unito. Pochi giorni dopo, il 31 luglio, sarà la volta di Sting, con il nuovo Sting 3.0 World Tour: un concerto in trio con Dominic Miller alla chitarra e Chris Maas alla batteria. Un ritorno all’essenza, dove ogni brano – da Roxanne a Fields of Gold, da Englishman in New York a Shape of My Heart – si riscopre in una veste più intima e potente. La formula ridotta esalta la voce e l’emozione, restituendo al pubblico la verità del suono. Tra i due artisti oltre 350 milioni di dischi, 30 Grammy Award e una comune visione: la musica come linguaggio universale. Bassano, con il suo parco simbolo e un cartellone sempre più internazionale, si conferma luogo d’incontro tra generazioni e stili. Due date, due leggende, un’unica città: l’estate 2026 parlerà il linguaggio della grande musica.
La città veneta diventa capitale della grande musica con due eventi unici
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Redazione Bassano
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Chiuso in redazione il 4 novembre 2025 Il
In primo piano
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Nuovo Tribunale. Annunciata l’apertura in tre anni, ma da Vicenza arriva lo stop del Comitato per una Giustizia di Qualità
Riemerge lo scontro tra Bassano e Vicenza sul futuro della giustizia nel territorio pedemontano Il ministro della Giustizia annuncia la riapertura del Tribunale della Pedemontana entro il 2028, senza sottrarre personale ad altre sedi. Ma il Comitato vicentino critica: “Solo annunci politici, nessuna legge o risorse concrete”.
C
’è un numero che rimbalza da Treviso a Bassano del Grappa, passando per Vicenza: tre. Tre anni per riaprire il Tribunale della Pedemontana, ha annunciato il ministro della Giustizia all’assemblea degli Ordini forensi del Triveneto, indicando il 2028 come orizzonte possibile per il ritorno del presidio giudiziario in città. Un traguardo che accende speranze a Bassano ma che, allo stesso tempo, riapre il fronte dei dubbi e delle critiche, soprattutto da parte di chi ritiene il progetto ancora troppo fragile per trasformarsi in realtà. Secondo il ministro, la riapertura del tribunale avverrà “senza sottrarre personale ad altre sedi”, grazie al reclutamento di nuove figure professionali attraverso cinque concorsi già programmati. «La resurrezione del Tribunale della Pedemontana – ha detto il Guardasigilli – non deve avvenire a scapito di alcun altro ufficio giudiziario, né per la componente dei magistrati né per quella del personale amministrativo». Parole che delineano un metodo prudente, ma che spostano in avanti l’asticella dei tempi: non prima, appunto, del 2028. L’annuncio arriva dopo il via libera del Consiglio dei Ministri allo schema di revisione della geografia giudiziaria, che pre-
vede la riapertura di alcune sedi chiuse con la riforma del 2012. Tuttavia, lo schema dovrà ora diventare disegno di legge, essere discusso e votato da Camera e Senato, e poi convertito: passaggi tutt’altro che rapidi, con la naturale conclusione della legislatura prevista nel 2027. Una variabile politica che rende il cronoprogramma più fragile e invita alla cautela. Nel frattempo, il fronte del “no” non arretra. Il Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza, presieduto dall’avvocato Gaetano Crisafi, ha diffuso una nota durissima, definendo «prive di fondamento» le dichiarazioni del ministro. «Non esiste alcun disegno di legge depositato né calendarizzato alla Camera o al Senato – afferma il Comitato –. Nessun testo, nessuna copertura, nessun atto concreto: solo un annuncio politico, senza sostanza né prospettiva». Particolarmente contestata è l’ipotesi, circolata nelle ultime settimane, che per riaprire il tribunale sarebbero sufficienti sette magistrati. «Un’affermazione che definire surreale è un eufemismo – scrivono i membri del Comitato –. Chi conosce la macchina della giustizia sa che un organico del genere renderebbe impossibile qualsiasi operatività reale: incompatibilità, carichi di
lavoro, udienze e supplenze lo trasformerebbero in un tribunale di nome ma non di fatto». Secondo il Comitato, le promesse del Ministro «oltrepassano i limiti del suo mandato politico» e servono solo a guadagnare tempo. «La priorità – aggiungono – non è inventarsi nuovi tribunali-fantasma, ma potenziare quelli che già esistono e servono davvero il territorio. Vicenza ha bisogno di magistrati, cancellieri, personale e risorse, non di proclami e passerelle. La giustizia non è uno slogan elettorale ma un servizio pubblico che va trattato con serietà». Le critiche toccano anche un nervo scoperto della politica locale. Se a Bassano del Grappa l’apertura del nuovo tribunale è vista come un riscatto atteso dopo oltre un decennio di chiusura, a Vicenza la prospettiva di una
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nuova sede viene letta come una dispersione di risorse in un sistema già carente. La discussione si è accesa anche all’interno della stessa Lega, dove non mancano voci discordanti sull’opportunità dell’operazione. Al netto delle contrapposizioni, resta un punto chiave: senza organici e risorse adeguate, ogni nuova sede nasce fragile. L’impegno di non sottrarre personale ad altri tribunali è corretto sul piano dei principi, ma apre una questione sostanziale: quanti magistrati saranno effettivamente assegnati a Bassano? Con quali tempi di reclutamento e formazione? E soprattutto, con quali coperture finanziarie? Domande che pesano più dei titoli, perché determineranno se il Tribunale della Pedemontana potrà davvero funzionare come presidio efficiente di giustizia o
resterà solo un simbolo politico. Da un lato Bassano chiede una giustizia più vicina al territorio, dall’altro Vicenza rivendica maggiore sostegno agli uffici già esistenti. Due esigenze diverse ma, in fondo, complementari: garantire ai cittadini un sistema giudiziario accessibile, veloce e credibile. Ora la palla passa alla politica: al Governo, che deve tradurre lo schema in legge; al Parlamento, che dovrà approvarla; e alla Regione, che attende da anni una risposta chiara. Con una regola che, su questo tema più che mai, sembra valere per tutti: meno passerelle e più atti concreti. Perché la fiducia dei cittadini non si conquista con gli annunci, ma con tempi certi, trasparenza e numeri che stiano in piedi. Paola Bigon
messaggio elettorale a pagamento Mandatario elettorale: Alessandra Gazzola
Giovanni
4.CASA ED EDILIZIA PUBBLICA
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Una casa accessibile è il fondamento di ogni progetto di vita. Dobbiamo restituire stabilità, sicurezza e dignità a chi oggi fatica a trovare o mantenere un alloggio.
mosse Per creare futuro
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Grande Piano Casa per giovani, famiglie e lavoratori. 100 milioni l’anno per recuperare gli alloggi ATER inutilizzati. Sostegno agli affitti, canoni calmierati e incentivi alla riqualificazione. Edilizia pubblica e sociale come leva di sviluppo e coesione.
5.GIOVANI 1.Veneto24 SALUTEpassa al sistema di ultima E FUTURO Egenerazione BENESSERE DAB che permette di ascoltare Una sanità pubblica forte è il primo diritto di cittadinanza. Vogliamo un Veneto che curi tutti, vicino alle persone e ai territori, dove la salute non sia un privilegio ma un diritto.
I giovani sono la forza viva del Veneto. A loro vogliamo dare spazio, fiducia e opportunità per restare, crescere e costruire qui il proprio futuro.
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Sanità pubblica in testa all’agenda regionale. Piano straordinario di assunzioni per medici e infermieri. Case di comunità con personale e servizi per coprire i territori. Riduzione delle liste d’attesa e diritto alla cura garantito a tutti. Salute mentale al centro, con prevenzione e sostegno a chi soffre.
2.SVILUPPO E LAVORO Il lavoro è la base della dignità e dello sviluppo. Vogliamo un Veneto che cresca innovando, che unisca imprese e formazione, e che premi il coraggio di chi investe. • • • • •
Formazione tecnica e universitaria collegata ai distretti produttivi. Fondo per l’innovazione e la transizione energetica delle PMI. Incentivi per chi investe in ricerca, sostenibilità e sicurezza sul lavoro. Cabina di regia regionale sul turismo, per governare i flussi. Parità salariale tra uomini e donne, maggiori opportunità di crescita e di presenza nelle presidenze delle società partecipate
3.AMBIENTE, ENERGIA E TERRITORIO Un Veneto sostenibile è una visione di sviluppo. Difendere il territorio e promuovere energie pulite significa proteggere la nostra casa comune, creare lavoro, migliorare la qualità della vita. • • • • • •
1 kilowatt per abitante, con l’obiettivo di 5 gigawatt da rinnovabili entro il 2030. Incentivi e comunità energetiche (CER) per imprese, comuni e cittadini. Stop al consumo di suolo e revisione della legge regionale per favorire la rigenerazione urbana affrontando, nel contempo, gli effetti del cambiamento climatico Tutela e rinaturalizzazione del territorio, con forestazione urbana e valorizzazione delle campagne come risorsa economica e ambientale.
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Piano casa e affitti agevolati per chi studia o lavora in Veneto. Contratto d’ingresso per integrare i salari dei giovani nei primi anni di lavoro. Percorsi di formazione e lavoro di qualità, con tutoraggio e borse regionali. Sostegno al benessere psicologico: sportelli gratuiti nelle scuole e nei quartieri.
6.ANZIANI E SOCIALE La nostra comunità deve riconoscere il valore di chi ha costruito il Veneto. Garantire dignità, cura e socialità agli anziani significa prendersi cura di tutti. • • • •
Riforma delle case di riposo pubbliche e potenziamento dei servizi. Piano regionale per la domiciliarità e l’assistenza di prossimità. Creazione di 100 cohousing e housing sociali, valorizzazione dei centri diurni. Sostegno a chi si prende cura: caregiver e famiglie non lasciate sole.
7.TRASPORTO PUBBLICO E MOBILITÀ Una rete di trasporti efficiente, sostenibile e pubblica unisce città SCARICA L’APP RADIO VENETO24 e territori. È la condizione per uno sviluppo moderno e rispettoso dell’ambiente. Ascolta su www.veneto24.it • • • •
Piano per un trasporto pubblico integrato e sostenibile con biglietto unico Più treni regionali e metro di superficie tra città e aree produttive (Sfmr) Potenziamento dei collegamenti con zone montane e periferiche. Incentivi alla mobilità elettrica e ciclabile.
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Transizione ecologica/1. Cittadini, volontari e Comune chiamati a un patto
A Bassano più plastica che pesci entro il 2050 E
ntro il 2050 nei mari potrebbe esserci, in peso, più plastica che pesci. Una previsione che fotografa un disastro già in corso, alimentato per l’80% dai rifiuti che dai fiumi finiscono in mare. In Italia, un monitoraggio su dodici corsi d’acqua ha rilevato che l’87% dei materiali galleggianti è plastica, in gran parte monouso. Un fenomeno che non solo inquina, ma mina la credibilità degli sforzi di transizione ecologica. Nonostante campagne e divieti, l’abbandono continua e i controlli restano fragili. In questo vuoto si inserisce l’associazionismo, che supplisce dove le politiche ambientali arrancano. Plastic Free Onlus, nata nel 2019, è oggi una delle realtà più attive nella lotta contro l’inquinamento da plastica, con una rete capillare di volontari e iniziative in tutta
mancanza di aiuti concreti che possano supportare il lavoro dei volontari”. Da qui nasce la proposta di un dialogo strutturato con l’amministrazione comunale. “Vorremmo instaurare un rapporto di collaborazione con il Comune, magari attraverso la stipula di un protocollo d’intesa – aggiunge il referente – un vero e proprio patto che consenta di snellire gli iter burocratici, favorire le attività di volontariato e avvicinare l’ente ai cittadini impegnati nella tutela ambientale”. Tra le idee per il futuro, anche quella di installare distributori d’acqua pubblici sul territorio bassanese. “Sarebbe un piccolo ma importante gesto – conclude Pagliuca – per dire finalmente stop alla plastica monouso”.
Italia. Lavorano lontano dai riflettori, ma con risultati concreti. Il gruppo locale di volontari attivo a Bassano porta avanti da mesi un impegno costante per la tutela dell’ambiente: raccolte periodiche, incontri nelle scuole e sensibilizzazione dei cittadini. “Dall’inizio dell’anno – racconta Antonio Pagliuca, referente del gruppo – abbiamo organizzato sei incontri sul territorio, coinvolgendo quindici volontari e numerosi cittadini sensibili al tema. Finora abbiamo raccolto 500 chili di rifiuti e 400 grammi di mozziconi di sigaretta. La zona più problematica resta quella della stazione, dove troviamo sempre molti rifiuti”. Nonostante l’entusiasmo, le difficoltà non mancano. “Spesso ci troviamo in difficoltà nell’organizzare le iniziative – spiega Pagliuca – per la
Sara Busato
Transizione energetica, il prezzo del ritardo Si parla spesso dei costi della transizione energetica. Molto meno di quanto ci costerebbe non realizzarla. Perché, nonostante la crescita costante delle fonti rinnovabili, il ritmo resta troppo lento per centrare gli obiettivi fissati dall’Europa e contenere l’aumento del riscaldamento globale. Il rinvio o l’annacquamento delle politiche climatiche, avvertono gli esperti, rischia di compromettere non solo la riduzione dei gas serra, ma anche la capacità del sistema economico di adattarsi al cambiamento. “Ma rischia soprattutto di ritardare la trasformazione industriale – commenta Carlo Carraro, docente dell’Università Ca’ Foscari di
Venezia – necessaria affinché il Paese rimanga competitivo, crescano produttività e salari e si sviluppino nuove industrie e nuova occupazione”. Secondo le analisi della Banca Centrale Europea, rallentare la transizione non è un risparmio ma un costo rimandato. I danni si vedono già: infrastrutture più fragili di fronte agli eventi estremi, spese sanitarie in aumento per l’inquinamento, perdita di produttività nei settori più esposti. Tutto ciò pesa su famiglie, imprese e bilanci pubblici. Gli studi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia mostrano che la transizione richiederà investimenti importanti, ma i benefici attesi – in termini di risparmio,
innovazione e nuova occupazione – supereranno i costi iniziali. Fondamentale sarà anche investire nell’adattamento ai cambiamenti climatici: proteggere i territori, rendere più sicure le città, aiutare chi rischia di restare indietro. Perché la transizione sia efficace serviranno consenso, informazione trasparente e sostegni per le fasce più vulnerabili. La sfida, in fondo, non è solo tecnologica o economica, ma culturale: cambiare il modo in cui produciamo, consumiamo e immaginiamo il nostro futuro. Un percorso che richiede coraggio, visione e la consapevolezza, ormai diffusa tra i giovani, che il tempo delle mezze misure è finito. (s.b.)
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Transizione ecologica /2. Più formazione e migliaia di green jobs ma forte difficoltà a reperire competenze
Aziende artigiane sempre più green Rimane il nodo competenze La transizione green sta coinvolgendo sempre più le imprese artigiane vicentine: nel 2024 il 28,2% ha investito in tecnologie a minor impatto ambientale (+2,3 punti rispetto al 2023), con una quota che nel manifatturiero sale al 33,2%. Vicenza mostra valori superiori alle medie veneta e nazionale per quasi tutti gli indicatori di sostenibilità
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a transizione green entra nelle aziende artigiane. Da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza emerge che nel 2024 quasi 3 imprese vicentine su 10, pari al 28,2%, hanno investito in prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e/o minor impatto ambientale, quota in crescita di 2,3 punti percentuali rispetto al 2023. Nel settore manifatturiero, spesso inserito in filiere di valore, la quota sale al 33,2%, ovvero 5 punti percentuali in più rispetto al totale economia. Inoltre, le imprese manifatturiere mostrano anche un maggiore dinamismo: nel 2023 la quota di imprese del settore che aveva fatto investimenti i al 27,6%, aumentando quindi di 5,6 punti percentuali nel 2024. Dal confronto con il dato regionale e nazionale emerge inoltre che la provincia berica mostra quote più elevate per tutte le azioni di sostenibilità ambientale rispetto alla media veneta e italiana, con l’unica eccezione per l’utilizzo di materie prime secondarie dove Vicenza rileva una quota di 1,3 punti percentuali inferiori rispetto al dato del Veneto (27,3%). “Confartigianato Imprese Vicenza ha dato vita al suo interno ad un hub che riunisce tutte le professionalità in grado di accompagnare le aziende in questo cammino, senza dimenticare la comunità energetica A-Certa e la collaborazione con Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo, parte del Gruppo BCC ICCREA per offrire agli associati opportunità di assistenza e la possibilità di accedere a finanziamenti articolati in modo da tenere in considerazione le esigenze delle piccole imprese”, ricorda il Presidente del Raggruppamento Confartigianato Bassano del Grappa, Sandro Venzo. In poco più di un anno A-Certa conta più di 500 i soci aderenti tra produttori e consumatori di energia, 300 impianti fotovoltaici la maggior parte dei quali riceveranno il contributo a fondo perduto del 40% del Pnrr in scadenza il 30 novembre, a conferma della bontà dell’iniziativa. 300 impianti equivalgono a 35 megawattora e quindi un investimento di circa 35 milioni di euro.
Sandro Venzo
Circa una decina di milioni di euro che arriveranno nel territorio dal contributo previsto e questo ci conferma la bontà dell’iniziativa . Numeri che parlano dell’interesse verso la sostenibilità, tra l’altro sempre più elemento essenziale per restare nelle filiere di valore e per la valutazione da parte degli istituti di credito delle richieste di finanziamenti, e che si traducono anche in ricerca di nuove competenze da inserire in azienda. Per quanto riguarda la formazione, infatti, nel 2024, 3 imprese vicentine su 10, pari al 29,5%, hanno effettuato attività di formazione in ambito di transizione green e sostenibilità ambientale. La propensione alla formazione delle imprese vicentine è superiore, di 2,2 punti percentuali, alla media veneta (27,3%), ma inferiore, di 1,1 punti, alla media italiana, che è pari a 30,6%. Tuttavia, in un anno la quota di imprese che fanno formazione in ambito green è salita a Vicenza di ben 3,4 punti, dal 26,1% del 2023, mentre a livello regionale e nazionale ci sono state variazioni minime, rispettivamente +0,3 punti percentuali e -0,1 punto. “Le attività svolte dalle imprese nei processi di transizione green hanno la necessità di conciliarsi con adeguati livelli di performance economica delle imprese. Accanto, quindi, ad un adeguato livello di investimenti, c’è bisogno di competenze specifiche da inserire in azienda per ottimizzare al meglio processi e investimenti”, prosegue Venzo. Risorse umane quindi che anche in questo settore scarseggia-
no. Nel 2024 le imprese vicentine hanno programmato 32.360 entrate di green jobs pari al 41% delle entrate totali, la quota più elevata tra le province venete, a fronte di una media regionale del 35,2% e nazionale del 34,3%. Tuttavia, presentano una difficoltà di reperimento di tali figure del 60,3%, quota di 6,4 punti percentuali superiore alla difficoltà del totale entrate programmate. “La transizione ambientale non riguarda solo le attività specifiche dei green jobs, ma coinvolge in maniera consistente anche altre mansioni alle quali si chiedono comunque competenze specifiche in ambito green”, aggiunge Venzo. Delle 78.970 entrate previste dalle imprese vicentine, infatti, per 47.010 si ritiene necessaria per la professione la competenza per la gestione di prodotti o tecnologie green, pari al 59,5% delle entrate previste, quota sostanzialmente in linea con la media regionale (59,2%) e nazionale (60,0%). Tuttavia, di queste 47.010 entrate con competenze green oltre la metà (54,5%) risulta di difficile reperimento, valore di appena 0,6 punti percentuali più alto della difficoltà di reperimento generale, ma di ben 5,0 punti superiore al dato nazionale. Le competenze green richieste dalle imprese non riguardano solo profili tecnici o con elevata specializzazione, ma anche gli operai specializzati e conduttori di impianti o macchinari, figure essenziali per il comparto manifatturiero e delle micro e piccole imprese. Sara Busato
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Etra. Missione rinnovamento, lanciato un questionario sul gradimento per potenziare i servizi sul territorio
La promessa dei vertici: “Perdite idriche sotto il 25% entro il 2027” “S
i può sempre migliorare”. Sin dalla sua nascita, la multiutility ETRA SpA ha sempre fatto di questo motto una delle sue linee guida più importanti. Proprio per questo, l’azienda di servizi ha incaricato la società Teseo di sviluppare una serie di questionari sul gradimento dell’utenza. Oltre 4mila famiglie intervistate, quasi 700 aziende e 400 esercizi commerciali: l’indagine di Teseo ha coperto l’intera offerta di servizi di ETRA, dal servizio idrico a quello ambientale, valutando numerosi aspetti, tra cui l’efficacia della comunicazione, l’affidabilità dei servizi e l’accessibilità dell’assistenza. Nel complesso, la multiutility si conferma tra le aziende di servizi più apprezzate del Triveneto, soprattutto per quanto riguarda il settore idrico e gli sportelli fisici di assistenza. La fornitura idrica per le aziende domestiche raggiunge infatti un indice di gradimento superiore al 90% (in altre paro-
le, il servizio raggiunge almeno la sufficienza per 9 persone su 10), con oltre due terzi dell’utenza che ha assegnato un voto superiore all’8 su 10. L’indice di gradimento arriva addirittura a sfiorare il 95% per l’utenza commerciale, composta prevalentemente da negozi, mentre la raccolta rifiuti, soprattutto nel settore dell’industria, presenta un calo che l’amministrazione di ETRA definisce fisiologico: “L’indagine è stata fatta subito dopo l’aumento dei costi e il passaggio alla tariffa unica per le utenze non domestiche, fattori che non dipendono da noi, inoltre nella raccolta rifiuti è più facile che si verifichino disservizi – spiega il presidente Flavio Frasson – ma questi dati ci aiutano a capire cosa migliorare, soprattutto sotto l’aspetto della comunicazione”. La principale criticità emersa dal sondaggio è la comunicazione via posta elettronica, ma anche qui, la natura del servizio implica
alcune problematiche inevitabili: se la percezione del cittadino lo porta a pensare che sia il metodo di comunicazione più veloce, in realtà dal momento in cui la comunicazione viene presa in carico all’invio della risposta è normale che passi almeno un giorno, soprattutto se si tratta della segnalazione di un guasto. Per contro, sia gli sportelli fisici che il call center hanno ricevuto valutazioni molto alte, soprattutto nella chiarezza delle informazioni e nella preparazione e cortesia del personale. Domenico Lenzi, direttore ge-
nerale, promette comunque che l’azienda lavorerà sull’integrazione tra fase protocollare e fase operativa nella gestione delle mail, un lavoro che dovrebbe migliorare drasticamente i tempi di risposta e intervento. Un altro aspetto fondamentale su cui la multiutility intende migliorare è la gestione delle perdite idriche: sebbene la qualità dell’acqua sia eccellente su tutto il territorio, le rilevazioni evidenziano circa un 30% di discrepanza tra l’acqua immessa negli acquedotti e quella che effettivamente arriva nelle case. Alberto Libera-
tore, dirigente d’area del servizio idrico, spiega che questo dato è già sotto la media regionale, ma l’obiettivo di ETRA è quello di arrivare in breve sotto il 25%, sfruttando anche i fondi del PNRR, pari a circa 3 milioni di euro, per gli interventi di sostituzione delle tubature. Il dirigente ha anche voluto fare un bilancio della strada fatta fino ad oggi, ricordando che in aree critiche come l’altopiano di Asiago le perdite per anni sono state superiori al 60%: “Dal 2022, quando il sistema idrico dell’altopiano era andato in sofferenza, abbiamo recuperato oltre 40 litri d’acqua al secondo solo con la messa in sicurezza delle tubature”. Il beneficio ambientale non si concretizza solo nel minore spreco di acqua: “Perdere meno vuol dire pompare di più. Questo porta a un risparmio anche e soprattutto in termini di consumo energetico” conclude Liberatore. Nicola Canella
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Il caso
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La controversia. Alta 32 metri e installata in poche ore accanto al Tempio Ossario, la nuova antenna divide Bassano
L’antenna Iliad in piazza Paolo VI accende il dibattito politico e cittadino È
comparsa in un giorno, ma farà discutere a lungo: la nuova antenna di telefonia installata in piazza Paolo VI a Bassano del Grappa, alta 32 metri, è diventata il simbolo di uno scontro che va ben oltre la tecnologia. In poche ore, quella che molti hanno ribattezzato “il terzo campanile del Tempio Ossario” ha ridisegnato la skyline del centro e acceso un doppio fronte: da un lato la protesta dei residenti, dall’altro la polemica politica tra Partito Democratico e Fratelli d’Italia. L’impianto, realizzato per conto di Iliad Italia Spa dalla ditta Emmeservice, è stato montato il 13 ottobre nel piazzale delle poste centrali, in base a un’ordinanza comunale e con regolare autorizzazione del Suap. Nel giro di poche ore il cantiere è stato allestito, i moduli sollevati con autogrù e la stazione radio resa operativa. Vista da viale XI Febbraio, l’antenna si allinea in prospettiva con le due torri del Tempio Ossario, creando un effetto visivo che molti hanno
giudicato invasivo. Le ironie non sono mancate: c’è chi l’ha definita “asparago gigante”, chi “colonna infame”, ma dietro le battute cresce il malcontento per l’impatto estetico in una delle aree più delicate del centro. Un gruppo di residenti ha già chiesto al Comune ed alla Sovraintendenza di intervenire per mitigare l’impatto paesaggistico, proponendo il “mascheramento” dell’impianto con soluzioni cro-
matiche o scenografiche, come già sperimentato in altri contesti urbani. Una misura che non eliminerebbe la struttura, ma ne attenuerebbe la presenza in un punto di elevato valore storico e monumentale. La vicenda è però diventata rapidamente anche un caso politico. La segretaria del circolo PD di Bassano, Maria Di Pino, ha criticato la gestione “senza un adeguato coinvolgimento del Consiglio comuna-
le, dei Consigli di Quartiere e della cittadinanza”, parlando di “un progetto brutto ed enorme, calato dall’alto, tra una scuola e il Tempio Ossario”. Immediata la replica di Fratelli d’Italia, che ha ricordato come il PD nel 2022 avesse votato a favore del Piano Antenne, oggi al centro della polemica. “Il PD – sottolineano da FdI – dimentica il proprio voto favorevole al piano che consente installazioni come questa”. Il Partito Democratico, con una nota dal titolo “Meno propaganda e più verità”, respinge le accuse: il voto di allora, sostiene Di Pino, “fu un atto di responsabilità”, perché il Piano Antenne rappresenta uno strumento di pianificazione obbligatorio, necessario a introdurre limiti e criteri in un quadro normativo nazionale molto permissivo. Senza quel piano, “gli operatori avrebbero potuto installare impianti ovunque, senza alcun controllo da parte del Comune”. La disputa evidenzia una frattura di metodo: per FdI il Piano 2022 le-
gittima scelte come quella di piazza Paolo VI; per il PD, la responsabilità politica e amministrativa dell’autorizzazione è tutta della maggioranza, che avrebbe dovuto informare e coinvolgere la cittadinanza prima dei lavori. Oltre lo scontro tra partiti, resta aperta la questione di fondo: come conciliare lo sviluppo delle reti mobili con la tutela del paesaggio urbano. Bassano, città stratificata e di forte identità visiva, si trova oggi di fronte al compito di gestire la modernizzazione senza compromettere il valore del proprio patrimonio architettonico. Il mascheramento dell’antenna potrebbe rappresentare un compromesso, ma la discussione che si è accesa in piazza Paolo VI tocca un punto più profondo: la necessità di una pianificazione condivisa e di una comunicazione trasparente tra amministrazione e cittadini. Perché la tecnologia, per quanto indispensabile, non dovrebbe mai imporsi senza dialogo. Paola Bigon
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A BASSANO APPUNTAMENTI NEL 2026
“Torna anche per il 2026 la versione Plus della Scuola per Genitori, progetto di Confartigianato Imprese Vicenza, che vede ospiti psicologi, psichiatri, filosofi e personalità di spicco legate al mondo educativo. A fianco dei tre incontri vicentini il calendario si arricchisce così con alcune appuntamenti, appunto la versione Plus, per offrire anche al territorio, in un’ottica di vicinanza a imprese e famiglie, momenti di incontro e riflessioni sui giovani e sulla famiglia”, annuncia Sandro Venzo, presidente del Raggruppamento Confartigianato di Bassano del Grappa. A Bassano sono infatti previsti due incontri che si svolgeranno presso la CMP Arena a febbraio e avranno come ospiti Stefania Andreoli e Daniele Novara.
modo: ‘Dottoressa, la chiamo perché a mio figlio è venuta l’ansia’.” A lungo considerata un problema che riguardava solo gli adulti, negli ultimi anni l’ansia si è diffusa sempre di più fra bambini e adolescenti, con genitori spiazzati nel tentativo di comprendere le ragioni e la reale gravità del malessere dei figli. Ma qual è il modo giusto di valutare e affrontare l’ansia vissuta dai giovani? Come distinguere le normali paure adolescenziali da quelle patologiche? Andreoli esaminerà le molteplici cause di stress a cui sono sottoposti i nostri ragazzi: competitività diffusa, modelli di successo irraggiungibili, una situazione economica in continuo mutamento. Ma anche genitori che - spesso con le migliori intenzioni - offrono ai figli protezione e libertà molto ampie nell’infanzia, aspettandosi poi risultati immediati e spesso irrealistici nell’adolescenza.
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Stefania Andreoli, psicologia, psicoterapeuta, analista già apprezzata ospite della Scuola, centrerà il suo intervento, previsto SCARICA L’APP per il 6 febbraio, su “Ansia: se la conosci (non) la eviti. come inRADIO VENETO24 terpretare il malessere dei nostri ragazzi in qualità di genitori, insegnanti, educatori”. C’è stato un momento in cui le chiamate dei miei pazienti (o meglio, dei genitori dei miei pazienti) sono diventate un vero e proprio copione già scritto -illustra Andreoli-. Dopo le formalità di rito, proseguivano tutte nello stesso
Il secondo appuntamento (25 febbraio) vedrà una new entry: Daniele Novara. Quelli dell’adolescenza sono anni che mettono alla prova sia i figli sia i genitori. Un’età che può togliere serenità in famiglia ma durante la quale si gettano le basi per aiutare le nostre ragazze e i nostri ragazzi a diventare adulti consapevoli. Quali strategie si possono mettere in atto per guidare gli adolescenti in una fase così delicata? Quali comportamenti devono tenere i genitori per continuare a essere presenti senza diventare soffocanti? È possibile trovare un metodo educativo che consenta di orientarsi anche nei momenti di crisi e smarrimento? Pedagogista, autore, counselor e formatore, nel
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1989 Novara ha dato vita al CPP (Centro Pisco Pedagogico) di cui è direttore. Dirige inoltre dal 2002, la rivista “Conflitti”. Docente del Master in Formazione Interculturale presso l’Università Cattolica di Milano dal 2004 al 2024. Le sue tecniche, metodi e concetti innovativi frutto di una pratica quotidiana di pedagogista, sui temi dell’apprendimento e della gestione dei conflitti formano il Metodo Daniele Novara. Forte dalla sua esperienza, Novara indicherà come costruire un’organizzazione familiare adatta a questo periodo di passaggio verso l’età adulta, e offrirà indicazioni operative per aiutare i figli adolescenti a trovare il loro spazio nei diversi ambiti che formano la loro vita. Non a caso la serata di intitola ““Mollami! Educare i figli adolescenti e trovare la giusta distanza per farli crescere”. I dettagli e le modalità di iscrizione sono riportate su www.confartigianatovicenza.it (Scuola per Genitori Plus 2026 a Bassano). Si ricorda che sono previste agevolazioni per i Soci e dipendenti di Confartigianato.
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Sociale
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L’evento. Istituzioni, forze dell’ordine e cittadini insieme per dire no alla violenza di genere
Il coraggio di Roberta illumina Bassano: al San Bassiano una voce contro la violenza È
una sera di silenzio e ascolto quella che si è vissuta all’Ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa, dove l’associazione H ha portato sul palco una storia vera, di quelle che lasciano il segno. La protagonista è Roberta Luisetto, la donna che a Marostica ha impedito con il proprio corpo un femminicidio. La sua voce, ferma e diretta, ha attraversato l’aula magna come una lama: «L’ho vista a terra, era insanguinata. Mi ha detto: “Aiutami”». In quella manciata di secondi Roberta non ha esitato: si è frapposta tra l’aggressore – l’ex marito della vittima – e la donna ferita. Lui aveva un coltello, lei solo il coraggio di reagire. Colpita, strattonata, ha resistito fino all’arrivo dei Carabinieri. «Non so perché l’ho fatto, è venuto naturale», ha raccontato al pubblico che l’ha accolta con un lungo applauso. Una storia di istinto e di civiltà che, nel cuore di Bassa-
no, si è trasformata in un simbolo collettivo. Il convegno non è stato una conferenza come tante, ma un confronto senza filtri sul tema della violenza di genere. “Riflessioni sul complesso fenomeno dei femminicidi e violenza di genere” è il titolo scelto dall’associazione H per un incontro che ha voluto parlare non solo di leggi, ma di persone. A introdurre i lavori è stato il presidente Nereo Maria Cuman, che ha ricordato quanto la prevenzione debba partire dalle scuole: «Dobbiamo dare ai ragazzi parole e strumenti per riconoscere e rifiutare la violenza». L’avvocata Elena Pavan ha preferito rinunciare al linguaggio tecnico del “Codice Rosso”, lasciando spazio al racconto di Roberta. Perché, come ha sottolineato, «nessun comma può sostituire la forza di chi sceglie di agire». L’incontro al San Bassiano ha
riunito istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. A rappresentare il Comune di Bassano c’erano il presidente del consiglio comunale Stefano Monegato e l’assessore alla Sicurezza Alessandro Campagnolo. Con loro, il primo dirigente della Polizia di Stato Marco Maria Dell’Arte, il capitano dei Carabinieri Matteo Alessandrelli, il tenente colonnello della Guardia di Finanza Francesca Minciotti e il commissario Carlo Dalla Costa, da poco in pensione. Una presenza compatta, segno che la sicurezza e il contrasto alla violenza passano solo attraverso la collaborazione tra enti, comunità e cittadini. Tra gli interventi più attesi, quello dell’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. «Serve un patto di corresponsabilità tra scuola, famiglia, società e istituzioni», ha affermato, ricordando che l’Italia resta un
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Paese in cui la narrazione mediatica del femminicidio è spesso eccessiva, a rischio emulazione. Semenzato ha richiamato l’attenzione anche sulla violenza economica, che toglie indipendenza alle donne, e su quella online, che dilata la paura oltre i confini della casa. A spiegare cosa accade dopo la denuncia è stata Anita Segafredo, coordinatrice dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio. Le donne che chiedono aiuto, ha ricordato, affrontano percorsi lunghi e complessi, spesso con figli al seguito: «La protezione non è solo sicurezza fisica, ma anche sostegno psicologico, abitativo e lavorativo. Solo così una denuncia può diventare un nuovo inizio». Il filo conduttore della serata al San Bassiano è stato chiaro: la violenza non si sradica solo con le leggi, ma con la cultura. L’associazione H ha voluto coinvolgere dirigenti e insegnanti
perché la scuola diventi luogo di educazione al rispetto, alla parità e alla consapevolezza. «Abbiamo voluto un incontro concreto, non retorico – ha spiegato Cuman – e speriamo che le parole ascoltate arrivino ai ragazzi attraverso chi li forma ogni giorno». L’aula magna del San Bassiano si è svuotata lentamente, ma la voce di Roberta è rimasta nell’aria come un monito. La sua scelta, fatta d’istinto, ha salvato una vita e ricordato a tutti che l’indifferenza è complicità. Perché contro la violenza di genere non basta la legge: servono gesti, responsabilità condivise e una rete che non lasci sole le vittime. E se la cronaca di Marostica ha mostrato quanto possa essere vicino l’orrore, Bassano – quella sera – ha dato prova che il coraggio, quando si fa comunità, può davvero cambiare le cose. Paola B igon
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Vita in città
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L’iniziativa. Torna anche per il 2025/2026 con un obiettivo chiaro: favorire la salute e l’inclusione attraverso lo sport
Rinnovato il progetto “Il benessere in acqua”: 66 mila euro per disabili, anziani e scuole Bassano rinnova per il 2025/26 il progetto “Il benessere in acqua”, con 66mila euro per favorire sport, salute e inclusione. Ingressi gratuiti in piscina per disabil e over 65, graduatoria in base all’ISEE.
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L
’acqua come elemento di salute, prevenzione e inclusione sociale. Con questo spirito il Comune di Bassano del Grappa conferma anche per l’anno 2025/2026 il progetto “Il benessere in acqua”, nato per favorire la pratica sportiva tra le persone più fragili e per sostenere un corretto sviluppo psicofisico a tutte le età. L’amministrazione comunale ha approvato un nuovo stanziamento di 66 mila euro, di cui 46.800 euro riservati alle scuole, con l’obiettivo di ampliare la partecipazione e garantire l’accesso gratuito o agevolato alle attività natatorie nelle piscine comunali Aquapolis di via Ca’ Dolfin. Si tratta di un impegno importante che conferma l’attenzione della città verso le politiche sociali e il benessere diffuso. Il progetto finanzierà la frequenza a corsi e attività in acqua per alcune categorie di cittadini considerate più vulnerabili. I portatori di disabilità, individuati ai sensi della legge 104/92, potranno usufruire di fino a 20 ingressi gratuiti, per un valore di 274 euro a persona. Gli anziani con più di 65 anni potranno invece accedere a 12 ingressi gratuiti, per un valore complessivo di 84 euro, favorendo così il movimento dolce, la socialità e la prevenzione delle patologie legate alla sedentarietà. «Il benessere in acqua – spiega-
no dall’amministrazione – è un’iniziativa che unisce sport, salute e inclusione. L’acqua rappresenta un ambiente sicuro e terapeutico, particolarmente adatto a chi desidera mantenersi attivo migliorando equilibrio, resistenza e benessere psicologico». Le domande di contributo dovranno essere presentate entro il 3 novembre 2025 esclusivamente presso la segreteria dell’impianto Aquapolis (via Ca’ Dolfin 139, tel. 0424 790001), aperta dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.00 e il mercoledì dalle 15.00 alle 19.00. Non saranno accettate istanze inviate via PEC o direttamente al Comune.
Il Comune predisporrà una graduatoria distinta per categoria, ordinata secondo il valore ISEE dei richiedenti; a parità di reddito, la priorità verrà attribuita all’istanza presentata per prima. Le risorse saranno assegnate progressivamente fino a esaurimento del fondo disponibile. Un progetto che, anno dopo anno, dimostra come la politica sociale e quella sportiva possano procedere insieme, promuovendo il benessere della comunità bassanese e la piena partecipazione di tutti i cittadini alla vita della città. Paola Bigon
Nuovi contributi per il trasporto scolastico degli studenti con disabilità
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Il Comune di Bassano del Grappa rafforza il proprio impegno per garantire il diritto allo studio in condizioni di equità. È stato infatti pubblicato un nuovo bando per l’assegnazione di contributi economici a sostegno del trasporto scolastico per studenti con disabilità, relativo ai costi sostenuti nel corso del 2025. L’iniziativa si rivolge alle famiglie con figli frequentanti scuole materne, primarie o secondarie di primo grado, affetti da disabilità fisica, psichica o sensoriale, riconosciuta ai sensi della Legge 104/92 art. 3, comma 3, e residenti nel territorio comunale.
L’obiettivo del bando è duplice: agevolare la frequenza scolastica e supportare concretamente le famiglie nel sostenere una spesa importante come quella del trasporto quotidiano da casa
a scuola. Il contributo varia a seconda della distanza percorsa tra il domicilio dello studente e l’istituto scolastico: 800 euro per tragitti fino a 1,5 chilometri, 1.000 euro per distanze tra 1,5 e 3 chilometri, 1.200 euro per tratte superiori ai 3 chilometri I fondi saranno distribuiti fino a esaurimento delle risorse disponibili, tenendo conto della distanza chilometrica e dell’ordine di arrivo delle domande. Per accedere al beneficio, le famiglie devono non beneficiare di altre forme di sostegno analoghe e non avere contenziosi o pendenze con il Comune. (r.b.)
Cultura
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Il percorso. Dal 19 novembre al 20 dicembre tra Biblioteca Civica e Palazzo Sturm
Bassano celebra i Remondini: un mese di eventi tra storia, arte e saper fare L
a città riscopre una delle sue eredità più preziose: quella dei Remondini, la famiglia di stampatori che tra Seicento e Ottocento trasformò Bassano in un centro editoriale e artistico di fama internazionale. Con il progetto “I Remondini, Bassano e il mondo” l’Amministrazione propone un mese di incontri, laboratori e visite guidate per restituire alla comunità il valore di una tradizione che ha unito impresa, arte e conoscenza. I Remondini furono un punto di riferimento della stampa europea: libri, carte, immagini, fogli popolari, santini e carte decorate raggiunsero mercati lontani grazie a una rete commerciale capillare, spesso affidata agli ambulanti del Tesino. La loro è una storia di innovazione continua: tecniche raffinate, organizzazione industriale, qualità iconografica e un’idea moderna di diffusione della cultura che rese Bassano un nome noto oltre i confini italiani. Il programma mette al centro tre fili conduttori. Il primo è storico: le conferenze in Biblioteca Civica, a ingresso libero, con studiosi come Mario Infelise, Stefano Pagliantini, Niccolò Caramel, Nicola Tonietto, Paola Marini, Rosalia Claudia Giordano e Claudia Benvestito, ricostruiscono l’evoluzione della stamperia, la rete dei venditori itineranti e le tecniche di produzione delle celebri carte. Il secondo è laboratoriale: a Palazzo Sturm, workshop condotti da professionisti – Stamperia Stenghele, Alessandro Nocentini, Stamperia d’Arte Busato – permettono ai partecipanti di comporre con i caratteri mobili, incidere lastre e realizzare carte decorate, con visita inclusa al Museo Remondini; è richiesta l’iscrizione e il contributo di 18 euro che comprende materiali e ingresso. Il terzo è esperienziale: le visite guidate ai fondi antichi della Biblioteca e al percorso museale di Palazzo Sturm, curate da Flavio Reffo e dalla Scuola di Grafica Remondini, avvicinano il pubblico a matrici, torchi, prove di stampa e capolavori su carta (iscrizione obbligatoria; costo 8 euro salvo riduzioni e gratuità). L’iniziativa mira a far vivere la cultura della stampa come patrimonio collettivo. L’acquaforte che morde il metallo, la ceramolle che addolcisce il segno, i colori che si stendono a rullo: gesti antichi che tornano attuali grazie alla guida di maestri artigiani. Bambi-
ni, famiglie, studenti e curiosi potranno sporcarsi le mani d’inchiostro, capire come nasce una pagina e portare a casa una piccola prova d’autore. Per le scuole sono previsti percorsi dedicati: educazione all’immagine, lettura delle fonti, storia dell’editoria, con attività pensate per diverse fasce d’età. «Con questo progetto – spiegano gli organizzatori – valorizziamo un’eredità che ha segnato l’identità culturale di Bassano. La storia dei Remondini non è solo memoria: è esempio di come sapere artigiano e visione imprenditoriale possano dialogare con il presente, generando economia, lavoro e appartenenza». L’obiettivo
è costruire un ponte tra memoria e futuro: i torchi antichi raccontano la fatica del mestiere, i laboratori mostrano che quelle competenze sanno ancora parlare al design, alla grafica e alla comunicazione contemporanea. Le conferenze si terranno in Biblioteca Civica e sono aperte a tutti. Per i workshop e le visite al Museo Remondini è necessaria la prenotazione: tutte le informazioni, i moduli e le modalità di pagamento sono disponibili sui canali del Comune e dei Musei Civici. L’organizzazione garantisce accoglienza inclusiva, accessibilità degli spazi e un numero di posti adeguato a un’esperienza di qualità; al momento
dell’iscrizione saranno fornite indicazioni su orari, punti di ritrovo e eventuali materiali personali consigliati. Il progetto “I Remondini, Bassano e il mondo” è anche un invito a guardare la città con occhi nuovi. La Biblioteca Civica custodisce fondi preziosi che raramente escono dai depositi; Palazzo Sturm, con il Museo Remondini, è la casa di un racconto che intreccia vicende familiari, invenzione tecnica e gusto figurativo. Tra una conferenza e un laboratorio, il pubblico scoprirà come da un piccolo centro possa nascere un’industria della cultura capace di dialogare con l’Europa.
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Vicenza guarda oltre Europa: nuove rotte per l’export tra Emirati, Asia e America Latina L’Export vicentino cambia volto, aprendo nuove rotte e consolidando la propria tenuta anche in un contesto economico complesso. È quanto è emerso ieri durante l’Osservatorio sull’Economia e il Lavoro della Camera di Commercio di Vicenza, tradizionale appuntamento semestrale che riunisce istituzioni, categorie economiche e sindacati per fare il punto sullo stato di salute dell’economia berica. L’edizione di quest’anno si è aperta con la partecipazione straordinaria del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, che ha sottolineato il ruolo strategico delle imprese venete nella promozione del Made in Italy sui mercati internazionali. Dai dati illustrati dall’Ufficio Studi della CCIAA emerge una profonda trasformazione delle geografie dell’export vicentino: se nel 1994 Germania, Stati Uniti e Francia rappresentavano il 51% del totale, oggi il loro peso si è ridotto al 34,5%. Un calo che non significa arretramento, ma diversificazione: il commercio con i Paesi asiatici è cresciuto dal 12,7% al 16,1%, mentre Africa e Medio Oriente registrano rispettivamente un aumento fino al 3,8% e all’1,2%. Tra i nuovi mercati emergenti spiccano gli Emirati Arabi Uniti, divenuti punto di riferimento per il settore orafo vicentino, mentre il Brasile si prepara a giocare un ruolo crescente con l’entrata in vigore dell’accordo UE– Mercosur. In Europa, la Spagna ha visto un incremento delle esportazioni del 29,4% negli ultimi cinque anni, e il Regno Unito mostra segnali di ripresa post Brexit. Con un valore complessivo di 11,3 miliardi di euro di esportazioni nel primo semestre 2025 (−1,4% rispetto al 2024, a fronte di una crescita nazionale del 2,1%), Vicenza si conferma la quarta provincia esportatrice d’Italia, unica veneta tra le prime dieci, dietro Milano, Firenze e Torino. Durante l’Osservatorio, il prof. Lelio Pasquale Iapadre ha analizzato il posizionamento competitivo delle imprese vicentine nei nuovi scenari internazionali, mentre la prof.ssa Silvia Cantele dell’Università di Verona ha illustrato i risultati di una ricerca sulla crescente attenzione alla sostenibilità aziendale. Due testimonianze imprenditoriali, quelle di Alessandro Mezzalira (Fitt SpA) ed Enrico Raimondo (R.F. Innova Srl), hanno raccontato come innovazione e sostenibilità possano diventare leve decisive per affrontare le sfide dei mercati globali. (r.b.)
Sport Orange1. La responsabile accademica racconta un percorso di crescita e formazione che va oltre il canestro
Claudia Borsato: il ponte tra sport e scuola dell’Orange1 Basket Bassano “I
canestri sono uguali ovunque, ma quello che cambia sono le persone che ci stanno intorno”. Questa semplice frase rappresenta l’ideale della missione di Claudia Borsato, responsabile accademica dell’Orange1 Basket Bassano. Accompagnare i ragazzi nel loro percorso ed essere un ponte pieno di umanità tra lo sport e la scuola. Quando parla dei giovani le brillano gli occhi e la voce si fa piena di orgoglio: “Per i giocatori dell’Orange voglio essere un riferimento, un porto sicuro per i momenti difficili, una guida”. Con dieci anni di esperienza nell’Orange1 Basket Bassano, Claudia Borsato non è solo una figura chiave nella gestione del settore giovanile, ma anche un florido esempio di come lo sport possa essere un potente veicolo di crescita, non solo atletica ma anche, e soprattutto, umana: “Mi sento parte dell’Orange1 come se fosse una famiglia”, racconta Claudia, che oltre a gestire l’aspetto scolastico degli atleti, è anche moglie
Claudia Borsato, responsabile accademica Orange1 Basket Bassano
del presidente della società. “Tutto è iniziato quando lavoravo nella scuola e mi sono resa conto che molti atleti avevano bisogno di un supporto durante il loro percorso. Così è iniziata questa avventura”. Nasce così una “rete” fatta di relazioni costanti e di un lavoro di mediazione tra i due mondi. Ogni giorno si occupa di monitorare le performance scolastiche degli
atleti, di intervenire con i professori quando ci sono difficoltà in alcune materie e di supportare i ragazzi nella gestione del tempo tra allenamenti e studio. “La parola chiave è flessibilità. I giovani devono sapersi organizzare e programmare i loro impegni. Non possono mettere il gioco prima dello studio. Devono imparare a gestire entrambe le cose”, spiega.
Borsato sottolinea l’importanza di far sentire i ragazzi “considerati e importanti”, creando un ambiente dove possano sentirsi ascoltati anche quando non si parla di basket. “La flessibilità è fondamentale, ma ancor di più lo è il sentirsi accolti, avere la sensazione che ci sia un adulto pronto ad ascoltare e comprendere anche le loro paure più remote. Quando riescono a trovare in noi una figura di riferimento, anche in campo diventano più sereni”, afferma. Claudia racconta la storia di Alexa, un ragazzo serbo che ha affrontato grandi difficoltà linguistiche e culturali, ma che è riuscito a superare gli ostacoli. “Una volta gli ho parlato in modo duro, gli ho detto di smettere di chiudersi come un riccio. Non capiva la metafora e ci siamo messi a ridere. Ho capito che aveva una mappa mentale diversa dalla mia e così mi sono avvicinata a lui. Il ragazzo poi è riuscito a integrarsi e a trovare l’equilibrio tra sport e scuola”, racconta con un sorriso.
Il suo grande sogno è che questi ragazzi un giorno la contattino per dirle “grazie”: “Mi renderebbe felice ricevere un messaggio con scritto ‘grazie, Claudia’, vuol dire che sto facendo qualcosa che ha un senso”, afferma emozionata. Per Claudia, l’Orange1 Basket Bassano è più di una semplice società sportiva. È un luogo dove può mettere in gioco le sue capacità, imparare, sbagliare e crescere insieme ai ragazzi. “Orange è una parte di me, è lo sfondo della mia vita, mi permette di essere me stessa. Lavorare in questo ambiente mi fa sentire viva, mi permette di essere in relazione con i ragazzi e di aiutarli a diventare non solo bravi atleti, ma anche persone migliori”. Cuore e umanità, ma soprattutto professionalità. Claudia Borsato è il ponte tra sport e scuola di cui i ragazzi dell’Orange hanno bisogno. Nell’universo arancionero, se non ci fosse, dovrebbero inventarla.
Viola e Anna Bressan su Alfa Romeo 33 e Andrea Pasqualotto con
Nicole Rossi su Autobianchi A112 Abarth. (r.b.)
Stefano Parpajola
Team Bassano trionfa al Rally Val di Cornia Il Team Bassano ha dominato il Rally Val di Cornia, quarto e decisivo round del Trofeo Rally di Zona (T.R.Z.) della Terza Zona. La gara, con partenza e arrivo a Pomarance (Pisa) e articolata su otto prove speciali, ha visto la squadra veneta brillare con cinque equipaggi al via. Stefano Chiminelli ed Enrico Strappazzon hanno conquistato la vittoria assoluta nel T.R.Z. grazie alla Porsche 911 RS, piazzandosi quinti in classifica generale ma
vincitori del 2° Raggruppamento grazie ai criteri regolamentari in caso di ex aequo. Sul podio di classe anche Alessandro Russo e Daniele Grechi, primi nel 3° Raggruppamento con la Porsche 911 SC. Ottima prestazione anche per Tommaso Fantei e Andrea Calandroni, che con la Volkswagen Golf GTI Gruppo 4 hanno chiuso al secondo posto assoluto, aggiudicandosi la prova speciale di apertura nonostante la concorrenza delle
più performanti BMW M3. Successo di classe per Alberto Gragnani e Simone Carli, al volante dell’Opel Corsa GSI Gruppo N, mentre Fausto Fantei e Riccardo Squarcini sono stati costretti al ritiro a causa di problemi meccanici. Non si ferma l’attività del Team Bassano: il prossimo weekend tre equipaggi saranno al via della Halloween Ronde di San Marino, con Fabio Garzotto e Matteo Zaramella su Lancia Delta Integrale 16V, Filippo
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Calcio Serie D. Il muro difensivo dei giallorossi, padovano classe 1997, si racconta
Nicola Stefanelli: “Il grande sogno è riportare un giorno la squadra in Serie C” N
icola Stefanelli: un muro per Bassano. Il difensore padovano, classe 97’, al terzo anno in giallorosso, è uno dei leader della retroguardia di mister Zecchin e sta vivendo ai piedi del Grappa un’importante tappa della sua carriera “È il mio terzo anno qui. Questa è una realtà molto solida. In Veneto è una piazza di grande blasone; ogni stagione vedo una crescita, vedo un
progetto che continua a evolversi: la società è seria e vuole fare le cose per bene. Sono soddisfatto e felice”. Il rinnovo avvenuto in estate infatti, spiega il centrale, è stato una conseguenza naturale dell’idillio che vivono le due parti: “Abbiamo trovato subito l’accordo perché sto davvero bene qui. La considero ormai una seconda casa. Non ho avuto dubbi”. Dopo un avvio difficile, con due sconfitte contro squadre di vertice come Legnago e Clodiense, il Bassano ha saputo reagire subito: “Le prime due partite le abbiamo perse, ma la prestazione c’è stata. Poi abbiamo iniziato a crescere e a dimostrare il nostro vero valore. In preparazione abbiamo lavorato tanto e bene e ora ne stiamo raccogliendo i frutti: la squadra sa quali sono le richieste dell’allenatore e i nuovi arrivi si stanno inserendo con il giusto spirito, sono tutti pronti a fare sacrifici”.
La continuità in panchina con mister Zecchin, sbarcato ai piedi del Grappa nel novembre 2024, è un fattore importante per Stefanelli: “Era fondamentale – spiega il giocatore –. Il tecnico è molto preparato, sa quello che vuole e ci trasmette fiducia. Quest’anno siamo più giovani rispetto alla scorsa stagione, ma la linea verde non è un difetto, anzi: abbiamo più corsa, più intensità e anche un pizzico di sfrontatezza in più”. Sul piano personale, il difensore sente di attraversare un momento importante: “Fisicamente sto bene, mi sento nel pieno della mia carriera. Cerco sempre di dare tanto al gruppo, di essere un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo”. Gli obiettivi stagionali del Bassano restano chiari: “Prima di tutto dobbiamo conquistarci la salvezza il prima possibile, ma con la voglia di guardare verso l’alto, di stare
nella parte sinistra della classifica. Dobbiamo avere questa ambizione. Voglio dare una mano alla squadra, contribuire a mantenere una difesa solida… e magari segnare anche qualche gol”. Nella mente di Stefanelli, dopo anni positivi a Bassano e una stabilità trovata, c’è un pensiero di un matrimonio a lungo termine; quando gli si chiede se si vede come una futura bandiera giallorossa, il
padovano sorride: “È un’idea che ho dentro. Questa è una piazza che merita tanto. Mi piacerebbe portare la società dove merita di stare. Il mio grande sogno è quello di guidarla in Serie C. Non desidero altro”. Grandi ambizioni per un grande avvenire, parola di uno che Bassano ce l’ha davvero nel cuore: Nicola Stefanelli. Stefano Parpajola
Bridge of Hoops Invitational: un successo internazionale per il basket giovanile Bassano abbraccia il basket mondiale e lo pone al centro del suo villaggio. Dal 22 al 25 ottobre, la città del Grappa ha infatti ospitato il primo storico Bridge of Hoops Invitational, un torneo Under19 che ha segnato l’esordio europeo di The Grind Session, la nuova piattaforma globale di riferimento per la pallacanestro giovanile d’élite. Adrenalina pura, con quattro giorni di sfide di altissimo livello, trasmesse in diretta mondiale, che hanno visto confrontarsi alcune delle migliori realtà giovanili internazionali. Organizzato da The Star Alliance,
il torneo è stato un vero e proprio successo: giocatori, allenatori e appassionati da ogni parte del mondo hanno avuto l’opportunità di vivere il basket a 360 gradi. Brian L. Clifton, Direttore Business Development & Partnership di The Grind Session, ha definito l’evento come “un ponte internazionale dove il basket unisce realtà e persone da entrambi i lati dell’oceano”. Il torneo ha visto la partecipazione di otto squadre: quattro europee e quattro americane, selezionate tra le migliori accademie e i migliori programmi giovanili. Oltre alla squa-
dra di casa The Star Alliance, hanno gareggiato le prestigiose formazioni di Armani Milano, Zalgiris Kaunas e BC Dubai, mentre dagli Stati Uniti sono arrivati i team di Prolific Prep, Southeastern Preparatory Academy, DNA Prep e The Academy of Central Florida. Giacomo Rossi, direttore dell’evento, ha espresso grande soddisfazione: “Siamo orgogliosi di aver ospitato il primo torneo di questo genere in Italia. Bridge of Hoops Invitational è solo l’inizio di un rapporto che vedrà The Star Alliance affrontare molti incontri contro squadre di The
Grind Session in Nord America nei prossimi mesi. Sul parquet abbiamo già visto emergere talenti destinati a diventare stelle del college e, chissà, forse anche della Nba”. Le partite si sono svolte presso il PalaAngarano di Bassano del Grappa, un palazzetto che si è dimostrato all’altezza di un evento di tale calibro. Tutti i match sono stati trasmessi in diretta streaming sui canali YouTube ufficiali di The Grind Session, ItalHoop e Basket Cantera TV, permettendo a fan, scout e media di tutto il mondo di seguire ogni attimo di questa intensa quattro giorni di basket internazionale.
Il successo di questa prima edizione conferma il valore di The Grind Session come piattaforma di sviluppo e visibilità per i giovani talenti e rafforza il ruolo di The Star Alliance nel creare opportunità globali per atleti europei. Nel corso dei prossimi mesi sono previsti quattro viaggi in Nord America: sono state rese note la prima tappa a Dallas (17–22 dicembre). Bridge of Hoops Invitational: un vero e proprio laboratorio di cultura cestistica internazionale con l’obiettivo di far crescere il basket giovanile oltre ogni confine. Stefano Parpajola
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segue da pag. 1
Ci aspetta una Regione nella quale il dibattito e il ritorno alla politica saranno protagonisti La prima grande differenza sarà rappresentata dal ruolo dell’opposizione: chiunque vinca l’opposizione avrà una consistenza numerica decisamente maggiore rispetto a quella di cinque anni fa: la vittoria di Zaia con il 77% aveva stretto ai minimi termini il numero di consiglieri di minoranza; nessuno dei due principali competitor vincerà con proporzioni così dominanti, quindi, gli sconfitti avranno una rappresentanza consigliare decisamente maggiore rispetto all’attuale. La seconda grande differenza sarà rappresentata dalla
maggioranza: anche in questo caso l’exploit elettorale della Lista Zaia e della Lega avevano dato vita ad una squadra praticamente monocolore dove i rappresentanti di Fdi e FI si contavano sulle dita di una mano. Oggi tanto che vinca Stefani quanto vinca Manildo la composizione, essendo cambiati i rapporti di forza tra alleati, sarà decisamente più variegata. La terza grande differenza è in Giunta: a fronte dei risultati elettorali, analogamente a quanto accaduto per la maggioranza consiliare, la squadra di governo uscente è composta interamente da leghisti eccezion fatta
Elezioni regionali. Il centrodestra sostiene Alberto Stefani con sei liste
per un assessore di Fratelli d’Italia. Dato, anche questo, destinato a cambiare esattamente per le stesse ragioni per le quali cambierà la composizione degli scranni del parlamentino regionale. Cosa possiamo attenderci, dunque, dal prossimo governo regionale? Certamente un ritorno alla politica, alle trattative, agli equilibri e a un’opposizione che, forte dei numeri, potrà dire la propria. Rispetto a come siamo stati abituati sarà certamente più interessante da osservare e potrà manifestare anche qualche turbolenza.
Veneto al voto: tutti i candidati
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In queste pagine trovate i candidati alle elezioni regionali nelle provincie in cui esce il nostro giornale. Poiché è una pubblicazione mensile, per rispetto alla “par condicio” abbiamo scelto di dare spazio a tutte le liste e di dedicare un articolo alle informazioni utili sul voto. Il dibattito politico, invece, continuiamo a seguirlo quotidianamente sul nostro sito www.lapiazzaweb.it e su radio Veneto24.
Venezia
Padova
Treviso
Vicenza
Rovigo
ZAIA Luca CONTE Rosanna CALZAVARA Francesco SCATTO Francesca DOLFIN Marco SUSANNA Silvia GROSSO Claudio VIANELLO Roberta TOMAELLO Andrea
ZAIA Luca BEDIN Giorgia CENTENARO Giulio CAVINATO Elisa LAZZARIN Filippo MOSCO Eleonora MARCATO Roberto PIZZIOLO Francesca PAN Giuseppe
ZAIA Luca BRESCACIN Sonia BARBISAN Riccardo BORTOLETTO Maria BET Roberto ROMA Paola MARCON Stefano SALVATI Valeria VILLANOVA Alberto
ZAIA Luca LANZARIN Manuela CARRERA Sergio BEVILACQUA Alessia CIAMBETTI Roberto CECCHETTO Milena TONELLO Cristian MARTINI Morena ZECCHINATO Marco
ZAIA Luca CESTARI Laura CORAZZARI Cristiano NOCE Valentina RIZZATO Lorenzo
BALDAN Matteo BESIO Laura LIPANI Michele BOSCOLO “ZEMELO” Cristina PAVANETTO Lucas CAZZAGON Chiara PENZO Matteo ZACCARIOTTO Francesca ROMANELLO Matteo
SORANZO Enoch ARGENTI Antonella PULIN Massimo BALDI Elisabetta GIACINTI Filippo GEREMIA PAOLA TURETTA Matteo CAPPELLINI Elena SANDONÀ Luciano
BORGIA Claudio BORTOLATO Chiara DELLA PIETRA Marco RIGO Francesca PERENCIN Mattia RIZZOTTO Silvia PITTON Arnaldo Stefano SPINA Alexa VERECONDI SCORTECCI Alvina
BERLATO Sergio Antonio PAVAN Elena FORMAGGIO Joe SOTTORIVA Giulia GONZO Francesco Enrico SPEROTTO Maria Teresa NARDIN Andrea ZANINI Cristina RUCCO Francesco
BENETTI Fabio GAGLIARDO Elena MORETTO Mattia MANTOVAN Valeria PRANDO Luca
TOSI Flavio CHINELLATO Erica FORCOLIN Gianluca DINI Alessandra NORDIO Fabio DONA’ Francesca SCATTO Claudio VESNAVER Martina ZARAMELLA Lorenzo
TOSI Flavio CECCHINATO Giorgia BORON Fabrizio HILA Nila INNOCENTI Lorenzo MORETTI Anna Chiara MORETTO Alberto VENTURINI Elisa PATRON Mirko
TOSI Flavio ANDRETTA Cristina CHIES Fabio CIVELLI Annalisa in Ruscica DA RE Gianantonio detto Toni SILVESTRINI Rosy BELLINATO Matteo PIETROBON Michelle MARIN Fabio
TOSI Flavio STRINATI Maria Gabriella MALTAURO Jacopo TESSAROLLO Chiara MARANGON Renzo VIGNAGA Paola Maria RIGONI STERN Roberto ZANELLA Loredana Daniela TASSO Gabriele
TOSI Flavio MARANGONI Laila FRANZOSO Matteo MERLIN Lucia ROSSI Giovanni
CALZAVARA Federico CONVENTO Marianna CASARIN Alessandro DE SABBATA Elisa NUCERA Giovanni Francesco VIANELLO Romina SALIHU Muharrem ZENNARO Elena SPATALINO Vincenzo detto Enzo
CAVAZZANA Massimo BALDO Manuela MARTINELLO Maurizio MARAN Maria Cristina PASQUALON Eric MICHELAZZO Diana TARZIA Luigi MORELLO Federica ZORDAN Nicola
BREDA Alessandra BRINO Eric CAMI Edlira COLLET Mario CARRARO Sara SALIHU Muharrem LAZZARINI Margot SIMIONATO Andrea RIZZO Monia
FRANZÈ Luca GAMBIN Catia CAROTTA Diego LIONELLO Silvia DALLA NEGRA Michele VENCATO Elena MUNARI Emanuele ZAUSA Giulia TESSAROLO Massimo detto Tex
BOREGGIO Irene BORGATO Renato CAPUZZO Francesca SACCOMAN Marco VERONESI Cristina
ANCONA Edoardo Vincenzo MONTAGNER Moira RONCO Andrea detto Andreas CALLEGHER Fabrizia FORNARO Dario ORLANDO Lorenza SBALCHIERO Francesco ZANON Chiara ROZZATO Filippo
RONCO Andrea detto Andreas SAMBUGARO Caterina ARTUSI Mario DI COSTANZO Marlene MANNI Stefano DORIO Sabrina SCAPIN Julien FAVARO Maria Rosa TOSETTO Francesco
ZABOTTI Marco DALLA NORA Maria DA BROI Adriano GALLINA Chiara MARCOLIN Marco LIZZA Mariagrazia POLONIATO Mirco ULIANA Antonella VIEZZER Roberto
VENDRAMIN Luca BISIN Lara GASPAROTTO Matteo DAL BALCON Maria Cecilia LAIN Stefano DAL POZZOLO Liana LAZZARI Luigi MARASCHIN Cinzia RONCO Andrea detto Andreas
ROSSI Adino CASELLATO Jlenia MALASPINA Angelo PANIZZO Armida SACCARDIN Antonio detto Gianni
MOROSIN Alessio VIRGILIO Patrizia PRESOTTO Yves PELOSO Martina CONFORTI Nicolo’ RISMENI Denise SARRI Michele DORIGATO Maria STIVAL Daniele
MOROSIN Alessio PELOSO Martina MUNARETTO Michele MAGNAGNIN Marzia SETTE Gianluigi VIRGILIO Patrizia MERCANTI Gualtiero GARBIN Angelica
ROCCON Franco CECCHETTO Sara PANTO Gianluca TONION Egle SARRI Michele PIETROBON Stefania NICOLETTI Pier Antonio GARBIN Angelica PRESOTTO Yves
SELLA Nicola FOCHESATO Emanuela GENTILIN Massimiliano Max SOMMAGGIO Barbara RIGHI Paolo MAGAGNIN Marzia FERRO Giacomo DORIGATO Maria PIOTTO Gianpietro
CONFORTI Nicolò ROSSI Valeria SETTE Giantuigi VIRGILIO Patrizia
Regione
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I candidati/1. Il campo largo è la novità di questa tornata elettorale
Il centrosinistra compatto punta all’alternanza Giovanni Manildo
MANILDO PRESIDENTE
EUROPA MANILDO Presidente
CREARE
FUTURO
MANILDO PRESIDENTE
Venezia
Padova
Treviso
Vicenza
Rovigo
MONTANARIELLO JonatanBRESSANIN Francesca BOLZONI Gabriele DRIGO Irina FERRERO Marco LACHIN Margherita FRANCHIN Enrico SAMBO Monica TRABUCCO Gianluca
CAMANI Vanessa MICALIZZI Andrea DONI Sabrina DAL CORSO Alessandro GUIZZARO Eleonora POZZI Stefano LIBERO Virginia SGUOTTI Luciano BORTOLAMEl Franca
BELTRAMELLO Claudio BRESSAN Elisamaria FABBIAN Lorenzo DE NARDI Barbara GALEANO Paolo PERULLI Sandra Sofia LAPECIA BIS Omar TOCCHETTO Antonella MARCON Raffaele
LUISETTO Chiara CISLAGHI Luca NGAH BILOA Carole DALLA POZZA Antonio Marco SBALCHIERO Ilaria FIPPONI Maurizio STELLA Mattea ZAFFARI Diego ZANETTI Ginevra
ZANELLATO Angelo PIZZARDO Emanuela ZANCA Nicola VALENTINI Michela BORILE Stefano
BALDAN Flavio CALZAVARA Manuela DE CARLO Andrea MERENDA Lucia GATTI Michele PIANTA Lara PACCAGNELLA Marco FERRI Maria Angela KERSTULOVICH Franco
BIASIOLO Daniano SCHIAVON Silvia PACCAGNELLA Marco MARANGON Ornella CUSUMANO Giacomo LAZZARIN Tamara PIZZATO Nicola
DE BLASIS Marco FERRI Maria Angela LODI CASAGRANDE Isac PIANTA Lara DE BIANCHI Paolo MERENDA Lucia CESARO Renato
CONTRO Simone GIOS Monica BORTOLOTTO Edoardo CHIMETTO Michela MARINI Aurelio STAMMELLUTI Francesca FERRAZZI Igor
SUMAN Elena PACCAGNELLA Marco MURARO Enrica
BONARRIGO Luca RIGOLI Margherita SABBADIN Giovanni URUKALO Maja SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia MILANI Federico
SINIGAGLIA Edoardo BASTAROLO Lucia ALBERTIN Mattia RIGOLI Margherita CIAVARELLA Luca MARCHESINI Sofia SCATTOLIN Marco
RIGOLI Margherita ZORZI Alessandro PARRINO Rebecca SCATTOLIN Marco CAMPOSTRINI Anastasia ANTONINI Geremia MARCHESINI Sofia BATTOCCHIO Matteo
RIGOLI Margherita ALBERTIN Mattia URUKALO Maja ANTONINI Geremia PARRINO Rebecca ZORZI Alessandro
ZORZI Alessandro RIGOLI Margherita
MARCOMIN Franca BETTIN Gianfranco MESSINIS Anna SIMONELLA Davide TOSI Maria Chiara FUMANA Andrea MAZZASCHI Anna MARCHESE Giovanni MARCON Valentina
OSTANEL Elena TURETTA Alessandro MARTINEZ Maria Elena SANGATI Marco BASSO Lucia GIOGA Gianmaria CEDRETTI Elisabetta RUZZANTE Andrea CITRAN Francesca
ZANONI Andrea PRINCIVALLI Giulia FADINI Amedeo FALOPPA Mariasole FONTEBASSO Sandro POLONIATO Lucia SCOLESE Marco TRINCA Lisa ZANOTTI Gianluca
CAROTTI Adriana MASOLO Renzo CEOLA Erica CUNEGATO Carlo MACCA’ Rossella CAPPELLETTO Fabio Antonio BACCIN Paola GRAZI Davide PELLEGRINI Paola Antonia
CURINA Claudio GREGNANIN Serena BUOSO Enrico MERLO Dina MOTTA Angelo
GASPARINETTI Marco ZANETTI Alice MASCHIETTO Giorgio MOMESSO Luana CALDURA Federico BERTAZZOLO Roberta BEVILACQUA Fabio VANIN Sara MARTINELLI Ivo
LORENZONI Arturo DI MASO Annalisa ROSASPINA Filippo NWOAKENYE Evelyn VOLPIN Renzo VANIN Sara MENEGATO Giovanni CENDRON Rossella
SARDO INFIRRI Francesco CENDRON Rossella SALA Pietro DOZZO Caterina REGOSA Andrea CADONÀ Claudia BONOTTO Ivo BIZZOTTO Antonella CONSON Andrea
MEGGIOLARO Michela CIPRESSO Gianfranco BIZZOTTO Antonella ONGARO Jacopo PANZOLATO Martina MENEGATO Giovanni CORÀ Micaela REGOSA Andrea MISCHI Maria Luisa
PIASENTINI Vinicio BROGNARA Arabella MICHELETTI Andrea BRANDOLESE Giorgia VIDALI Sandro
GERUSA Lisa TANJI Bouchaib ARA Cristina CASTELLARO Virginio BERTAZZO Giulia Diletta SAPRACORDEVOLE Francesco BIDOIA Chiara VARISCO Giorgio VIAN Sabrina
BENVEGNÙ Paolo D’ANDREA Giorgia TANJI Bouchaib AKOUNACH Latifa CISSE Amady AQUILINI Stefania RAGGIOTTO Daniele BEIDAOUI Sarah Linda CHINELLO Mattia
ZANELLA Gabriele TUNDO Lucia MANDELLI Stefano SALVADOR Liliana detta Lilli TUONO Marco ALLEGRO Aurora MARANGON Renato BIANCHI Nicoletta ZANATTA Paolo
ORLANDI Marco STOCCHETTI Silvia BENVEGNÙ Paolo TOURE Safietou FANTON Marco GIACINTI Maria Cristina CAMMELLI Francesco LEGGIERI Paola GEREMIA Redento
BRUSCO Guglielmo CESTARI Maria Luisa VERZA Francesco AKOUNACH Latifa BENVEGNÙ Paolo
MORETTO Sara LEONE Giovanni BETTARELLI Agnese “Agnese” BERGANTIN Davide BUSETTO Monica BONAFE’ Paolo VIANELLO MORO CajeroFranco MORO Fosca
FATTORE Silvia PIPITONE Antonino BALBINOT Monica LODDONI Simone AUDITORE Maria Antonietta MARANGON Innocente “Stefano” STORTI Ilaria PITTARELLO Valentino ZANGROSSI Cristiana
ROCCO Nicolò Maria GOMIERATO Maria BOSCARDIN Carlo BANDIERA Elena MARTIN Raffaele DE BORTOLI Martina BARBISAN Federico BETTIOL Loretta SECCHIERI Francesco
SCALABRIN Maurizio CARAMPIN Francesca COMBERLATO Andrea GRAZIANI Rosaria CREAZZO Luigi PEGORARO Valentina TOSCANO Giuseppe Maria STORTI Ilaria VAJENTE Edoardo
TOSCANO Giuseppe Maria PEGORARO Valentina SPADA Gianfranco
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I candidati/2. Sono sostenuti da una singola lista presente in tutte le province
Gli outsider Rizzo e Szumski lanciano la sfida Marco Rizzo Venezia
Padova
Treviso
Vicenza
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RIZZO Marco FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FINCO Monica ALZETTA Marco GIACOMAZZI Cristina BASATO Renato CAPRONI Patrizia SCOMPARIN Enrico
RIZZO Marco FINCO Monica PERIN Lucio FRANZOI Sonia TOSCANO Francesco FLORIS Flaviana Daniela MARAGNO Francesco CAPRONI Patrizia ZANELLA Jacopo
SERENA Antonio GAZZOLA Paola RIZZO Marco FABRIS Deborah REALE Francesco FRANZOI Sonia SONEGO Luciano CAPRONI Patrizia CUNIAL Ennio
RIZZO Marco BERTUZZO Elena TOSCANO Francesco CARIOLATO Elisabetta AGRICOLA Riccardo CARIOLATO Susanna CONTIN Manuel CAPRONI Patrizia CARIOLATO Antonio
RIZZO Marco CASALE Sabina PARTESANI Andrea CAPRONI Patrizia TOSCANO Francesco
Riccardo Szumski
ELEZIONI REGIONALI
RESISTERE VENETO 2025
Venezia
Padova
Treviso
Vicenza
Rovigo
SZUMSKI Riccard AMADIO Carmen AGIRMO Roberto CASTAGNA Stefania CASTAGNETTA Salvatore GUOLO Antonella DONOLATO Ferdinando MIOTTO Silvana LIBRALATO Giorgio
SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen DONOLATO Ferdinando BERTINOTTI Tiziana Bruna FAGAN Manuel CUNIAL Sara VOLPIN Gianfranco SPADA Lisa FAVERO Michele
SZUMSKI Riccardo AMADIO Carmen ABDULA Jurhan detto Yuri BAÙ Nadia BAVARESCO Maurizio SALVADOR Maria Francesca BERNARDELLI Giovanni ZANDONADI Alberta MAZZORATO Loris
SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela ABDULA Jurhan detto Yuri CUNIAL Sara COSTALUNGA Antonio LAZZARETTO Alessia Maria Flavia LOVAT Davide LO GRECO Rosa QUADRI Giulio
SZUMSKI Riccardo CATTOZZO Michela PADOAN Giuseppe MODENESE Giovanna PAESANTE Stefano
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I candidati/3. Il padovano, già presidente della Provincia, a caccia di consensi
Bui in corsa per il Veneto con i Popolari Fabio Bui Venezia
Padova
Treviso
Vicenza
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MICHIELETTO Gabriele PAVAN Paola SALMASO Roberto PAVANELLO Federica PERALE Lorenzo TREVISAN Federica FARINATI Jacopo BORTOLOZZO Consuelo BELLEMO Luciano
BUI Fabio CREPALDI Paola DANIELI Alberto FRACCALLANZA Laura GIANESINI Alessandro TREVISAN Giuliana GHEGIN Davide TRIARICO Angela LOVISETTO Andrea
BUI FabioTREVISAN Federica GUGLIELMIN Marco CAPOVILLA Ivete BOTTERO Leopoldo SPOLAORE Rosanna BRION Federico LONGHIN Manuelita POSOCCO Alberto
BUI Fabio STORATO Elena DANIELI Riccardo LONGHIN Manuelita FRACASSO Costantino MARENDA Emanuela BEVILACQUA Angelo MARINI Cristina BETTIN Andrea
BUI Fabio CANDIAN Elena BELLEMO Luciano LONGHIN Manuelita BOTTERO Leopoldo
Ci scusiamo con i diretti interessati per eventuali refusi
Come si vota. Urne aperte domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 dalle 7 alle 15
Dal voto disgiunto alle soglie per avere un seggio, attenzione all’alternanza di genere nelle preferenze I
veneti, per la precisione gli elettori sono 4.463.939, si preparano a tornare alle urne il 23 e 24 novembre per eleggere il presidente della giunta regionale e il consiglio regionale, dando il via alla dodicesima legislatura. Per esprimere il proprio voto, gli elettori devono recarsi al seggio muniti di tessera elettorale e carta d’identità. Si vota domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 novembre dalle 7 alle 15. Una volta ritirata la scheda ed entrati in cabina, si può tracciare una croce sul nome del candidato presidente e un’altra sul simbolo della lista prescelta. Nella scheda elettorale si troveranno 5 candidati sostenute da 16 liste, con 845 candidati consiglieri. È poi possibile indicare un massimo di due preferenze per i
consiglieri, ma è fondamentale rispettare l’alternanza di genere. Chi volesse premiare due persone dello stesso sesso, infatti, vanificherebbe la seconda preferenza; per garantire la validità di entrambe, è necessario alternare il nome di una donna a quello di un uomo. Nonostante i progressi, come il record di 18 donne elette su 51 consiglieri nel 2020, la parità di genere è ancora un obiettivo da raggiungere. Il Veneto è suddiviso in sette circoscrizioni, che coincidono con le Province. Venezia, Padova, Vicenza, Treviso e Verona, nelle quali possono eleggere fino a nove consiglieri ciascuna, mentre Rovigo e Belluno si fermano a due, per un totale di 49 seggi. La legge elettorale regionale prevede un premio di maggioranza: la coalizione
vincente ottiene il 60% dei seggi, lasciando il 40% all’opposizione. Tuttavia, se il presidente supera il 60% dei voti, si applica il proporzionale puro, come accaduto nel 2020, quando il centrodestra di Zaia raggiunse il 76%. La norma che disciplina le modalità elettorali e l’assegnazione dei seggi risale al 16 gennaio 2012. In tale legislatura, il Veneto ha recepito anche la legge nazionale che fissa in due mandati il limite per la carica di presidente della giunta regionale, vincolo poi esteso agli assessori. Dal 2015, il numero degli eletti a Palazzo Ferro Fini è stato tagliato da 60 a 49, con due poltrone aggiuntive garantite ope legis per arrivare a 51. Una è riservata al presidente più votato, che si insedia a Palazzo Balbi, e l’altra è garantita al secondo clas-
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sificato, leader di prassi dell’opposizione. Gli elettori hanno la facoltà di esprimere un voto disgiunto: si può votare un presidente e dare la preferenza a due consiglieri di una coalizione avversaria o di liste minori. Se invece si traccia una croce solo sul simbolo del partito, il voto va automaticamente al presidente collegato a quella forza politica. Sulla scheda non compaiono i nomi dei candidati, che vanno scritti in maniera chiara. Per ottenere un seggio, una lista non apparentata deve superare la soglia di sbarramento del 3%. Nel 2020, il M5S, pur con il suo candidato presidente al 3,3%, vide le liste fermarsi al 2,7%, ma un contenzioso giuridico portò all’elezione di un consigliere dopo il via libera della Corte d’Appello.
Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale
La soglia per una coalizione è invece del 5%, e le liste apparentate si dividono i seggi proporzionalmente, con la prassi che indica l’ingresso con almeno l’1,5%. Infine, i candidati nelle circoscrizioni maggiori possono spendere fino a 44 mila euro per la campagna elettorale, mentre quelli di Belluno e Rovigo hanno un tetto di 40 mila euro, tutti con l’obbligo di rendicontazione.
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Il personaggio
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L’intervista. Luca Giuman, veneziano, è tra i massimi esperti italiani del rapporto tra uomo e tecnologia
C’è un’etica nell’Intelligenza Artificiale? “Meglio cercarla nelle nostre comunità” L
uca Giuman, classe 1962, è uno di quei visionari che hanno saputo vedere nella tecnologia non solo un motore di progresso, ma una vera e propria forza naturale, capace di restituire senso e vitalità ai luoghi e alle persone. Socio e CEO di SerenDPT Srl, Società Benefit impegnata nel ripopolamento di Venezia attraverso l’innovazione, Giuman si occupa di intelligenza artificiale fin dagli anni ’80, quando l’idea di una macchina capace di “pensare” sembrava ancora fantascienza. Da allora non ha mai smesso di interrogarsi sul rapporto tra uomo e tecnologia, convinto che il futuro debba essere costruito su un equilibrio delicato tra creatività, etica e responsabilità. Oggi, anche come membro del CDA di Eggon Srl, continua a lavorare per un domani in cui la tecnologia non sostituisca l’uomo, ma lo accompagni nel suo percorso di crescita. Ultimamente sento sempre più spesso parlare a sproposito di Intelligenza Artificiale, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Giuman, per cercare di capirci un po’ di più (insieme a tutti voi) su un tema affascinante e che ci riguarda molto più di quanto crediamo. Che cosa significa “intelligenza artificiale etica”? In che rapporto sono queste due parole? E, soprattutto perché è un problema che ci riguarda tutti da vicino? Parlare di “intelligenza artificiale etica” è forse un errore di prospettiva. Se consideriamo l’IA come una forza della natura — una nuova corrente cognitiva che attraversa il mondo — allora l’etica non le appartiene: appartiene a chi la abita, a chi la usa. Come il fuoco, l’elettricità o il linguaggio, l’IA non è buona né cattiva: è potenza in cerca di direzione. L’etica, allora, non è della macchina, ma del nostro modo di esserci in relazione con essa. Ci riguarda tutti, perché non è più solo tecnologia: è una lente attraverso cui guardiamo e modifichiamo la realtà. Ciò che chiamiamo “problema etico” nasce quando ci illudiamo che l’IA possa sostituirci anche nella responsabilità. Chi dovrebbe essere ritenuto responsabile quando un sistema
di intelligenza artificiale commette un errore o causa un danno? Lo sviluppatore, l’azienda o l’utente finale? Forse, quando cerchiamo un colpevole per un errore dell’IA, è perché non vogliamo riconoscere la parte di noi che ha delegato senza comprendere. L’errore non è della macchina, ma del patto inconsapevole che stringiamo con essa. Molti algoritmi poi riflettono o amplificano i pregiudizi presenti nei dati. Qual è secondo te la strategia più efficace per prevenire
questo rischio senza limitare l’efficienza dei sistemi? I pregiudizi degli algoritmi non si correggono solo con dati più puliti, ma con comunità più consapevoli. Senza una pluralità di voci che progettano e addestrano l’IA, non avremo mai un’intelligenza che rifletta l’umanità intera. Forse la vera neutralità nasce solo quando l’IA è creata da molti e per molti, come un bene comune cognitivo. Serve una normativa unica a livello globale per l’intelligenza artificiale o ogni Paese dovreb-
be stabilire le proprie regole? E quanto è realistico pensare a un “AI Act mondiale”? Un “AI Act mondiale” suona come un sogno, ma prima dovremmo diventare un’unica comunità mondiale capace di condividere valori, non solo regole. In alternativa, pochi volenterosi potrebbero sviluppare una IA pensata per accrescere le capacità cognitive e relazionali dell’essere umano - e chi lo desidera, seguirla. Forse la legge più universale, per ora, è la coscienza. Molte applicazioni di IA si ba-
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sano sulla raccolta massiccia di dati personali. Dove si trova, oggi, il confine tra innovazione e violazione della privacy? Il confine tra innovazione e privacy, come in meccanica quantistica, dipende dall’intento dell’osservatore. Se l’intento è il bene comune - come nei controlli di sicurezza che proteggono vite - allora la rinuncia a una parte di privacy può avere senso. Ma quando l’intento è l’accumulo o il controllo, anche l’innovazione diventa intrusione. Quando un algoritmo scrive un testo, compone musica o realizza un’opera visiva, di chi è la paternità morale e intellettuale di quel contenuto? Forse non l’umano né la macchina, ma la relazione tra i due. L’opera è il punto d’incontro tra la nostra intenzione e la sua capacità generativa. È co-creazione, non imitazione. Forse l’IA non è qualcosa da temere o addestrare, ma un nuovo ecosistema da abitare con consapevolezza. Come ogni forza della natura, può distruggere o illuminare. Dipende da noi, da ciò che scegliamo di portare in essa: paura o responsabilità, potere o cura, ambizione o senso. E chissà - forse proprio da come la abiteremo nascerà la prossima forma di intelligenza davvero etica: quella condivisa tra umani e macchine. Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
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Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Regione
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Solidarietà. Un’iniziativa per informare, prevenire e aiutare le vittime a uscire dal silenzio
Despar Nord e Polizia di Stato unite contro la violenza sulle donne
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silenzio. Denuncia
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La violenza si ferma insieme: la scelta giusta è parlare. Ogni voce può fare la differenza.
Inquadra il QR Code e scopri il centro antiviolenza più vicino: lì troverai ascolto, aiuto e protezione. Fai sentire la tua voce: trova il centro più vicino a te e denuncia la violenza.
Nicht schweigen – Gewalttaten melden! Rufnummer 1522
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Maggiori informazioni su despar.it/it/despar-contro-la-violenza
luogo di acquisto, ma uno spazio di dialogo e un presidio per la comunità. Una visione che si riflette nelle numerose attività legate alla responsabilità sociale d’impresa, uno dei pilastri della strategia di sviluppo dell’azienda. In un tempo in cui l’informazione e il sostegno
possono fare la differenza tra silenzio e denuncia, campagne come questa si rivelano fondamentali. Un piccolo gesto, come ritirare un volantino durante la spesa, può diventare il primo segnale concreto di una possibile via d’uscita dal silenzio e dall’isolamento.
Despar Nord porta il messaggio contro la violenza di genere sugli scontrini di tutti i punti vendita
Don’t be silent. Report instances of violence to the national help line: 1522 .
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Despar Nord trasforma gli scontrini in strumenti di prevenzione e sensibilizzazione. Per tutto novembre, nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar comparirà il numero 1522, un QR code informativo e il gesto ASCOLTACI SU “Signal for Help”, riconosciuto a livello internazionale. Un’iniziativa concreta per diffondere il messaggio: WWW.VENETO24.IT Nicht schweigen – non sei sola. Gewalttaten melden! Per rafforzare ulteriormente il messaggio della campagna informativa realizzata insieme alla Polizia di Stato e alle Questure del Veneto, Despar Nord si fa portavoce di un impegno concreto e visibile attraverso un’ulteriore iniziativa semplice ma d’impatto: nel mese di novembre, infatti, sul retro degli scontrini i clienti troveranno una grafica dedicata alla lotta contro la violenza di genere. Ogni scontrino emesso nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar della rete di Despar Nord, riporta con un messaggio
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Veneto gli opuscoli informativi realizzati per l’occasione, concepiti come uno strumento semplice ma concreto per orientare le persone che vivono situazioni di violenza, o che sono testimoni di tali episodi, verso i canali giusti a cui chiedere aiuto. All’interno dell’opuscolo informativo, oltre a un approfondimento sui segnali che possono aiutare a riconoscere le diverse tipologie di violenza che una donna può subire, si trovano indicazioni pratiche, numeri utili e una presentazione dell’APP YouPol, l’applicazione ufficiale della Polizia di Stato che consente di segnalare situazioni di pericolo, anche in forma anonima, contribuendo così alla tutela delle vittime. Questa iniziativa si inserisce in un percorso che Despar Nord porta avanti da diversi anni al fianco della Polizia di Stato e delle Questure locali. Un impegno costante per informare e sensibilizzare su temi di grande impatto sociale, dalla violenza di genere al bullismo, dalla sicurezza stradale alle truffe agli anziani. Per Despar Nord, infatti, essere parte attiva delle comunità in cui opera significa anche contribuire a creare una rete di relazioni e valori, dove il punto vendita non è solo un
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multilingue il numero antiviolenza nazionale 1522, attivo 24 ore su 24, e un QR code che consente un accesso diretto e immediato a tutte le informazioni sui centri antiviolenza regionali. Per rendere il messaggio ancora più immediato e universalmente riconoscibile, la grafica sullo scontrino include anche la rappresentazione visiva del “Signal for Help”, il gesto con cui una persona può chiedere aiuto in modo silenzioso e discreto: una mano aperta, il pollice piegato, le dita che si chiudono. Un simbolo ormai ri-
conosciuto a livello internazionale per indicare che ci si trova sotto minaccia e si ha bisogno di aiuto. Con questa iniziativa, Despar Nord punta a diffondere in modo capillare un messaggio di sensibilizzazione, attraverso un gesto quotidiano e apparentemente semplice come fare la spesa. Veicolare informazioni utili, messaggi di supporto e strumenti concreti in luoghi inaspettati — come il retro di uno scontrino — può rivelarsi un modo efficace per raggiungere chi ha più bisogno di essere aiutato.
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ontinua l’impegno di Despar Nord a sostegno della prevenzione e sensibilizzazione su temi sociali di rilievo, con una nuova campagna dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Nel mese di novembre, in cui ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), torna l’iniziativa “La violenza non è un atto d’amore – Non sei sola”, promossa dalla Polizia di Stato e sostenuta dalle sette Questure del Veneto, con la collaborazione attiva di Despar Nord. Un’iniziativa importante, che intende affrontare un fenomeno purtroppo sempre più attuale. Gli episodi di violenza contro le donne continuano infatti a segnare con drammatica frequenza le cronache quotidiane. Nonostante l’evoluzione degli strumenti legislativi e delle reti di protezione, la violenza di genere resta una piaga che attraversa ogni fascia sociale e culturale. Per questo motivo, la campagna punta non solo a informare, ma anche a prevenire, superare stereotipi radicati e favorire un contatto diretto tra cittadini e forze dell’ordine. Dal 1° al 30 novembre saranno disponibili in tutti i punti vendita Despar, Eurospar e Interspar del
La violenza non è un atto d’amore
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Dal 1° al 30 novembre torna nei punti vendita dell’Abete in Veneto la campagna di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con le Questure della Regione
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NOVEMRBE 2025
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Novità a quattro ruote: Alfa Romeo e Audi riscrivono la formula del SUV compatto Il mercato dell’auto si rinnova con modelli che uniscono tecnologia, efficienza e piacere di guida. Tra le novità più attese, la nuova Alfa Romeo Tonale, simbolo del design italiano che abbraccia l’elettrificazione, e la Audi Q3, SUV compatto tedesco che punta su comfort, sicurezza e connettività. Due interpretazioni diverse dello stesso futuro a quattro ruote. Alfa Romeo Tonale: l’eleganza diventa ibrida
La nuova generazione del SUV compatto italiano unisce stile, tecnologia e sostenibilità, portando il DNA sportivo Alfa nel mondo dell’elettrificazione. La nuova Alfa Romeo Tonale rappresenta il punto d’incontro tra tradi-
zione e innovazione: un SUV compatto che non rinuncia alla sportività ma guarda al futuro con soluzioni ibride evolute. Il design riprende i tratti distintivi del marchio – cofano scolpito, trilobo anteriore e gruppi ottici “3+3” full LED – interpretandoli in chiave moderna, con linee fluide e proporzioni perfettamente bilanciate.
All’interno, il Tonale offre un ambiente sofisticato e tecnologico: la plancia orientata verso il guidatore e i materiali soft-touch confermano l’attenzione al dettaglio tipica di Alfa Romeo. Il sistema di infotainment, basato su schermo da 10,25 pollici, è compatibile con Android Auto e Apple CarPlay wireless, mentre il quadro strumenti digitale da 12,3” garantisce una lettura chiara e immediata di tutte le informazioni. Sotto il cofano batte un cuore ibrido: la gamma prevede motorizzazioni Hybrid 48V da 130 o 160 CV e una versione Plug-in Hybrid Q4 da 280 CV con trazione integrale e oltre 80 km di autonomia elettrica. Le prestazioni restano di alto livello, con accelerazioni pronte e consumi contenuti, mentre il cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti assicura fluidità e comfort. La Tonale è anche la prima Alfa a integrare la tecnologia NFT (NonFungible Token), che certifica l’identità e la manutenzione del veicolo in modo sicuro e trasparente. Un’idea innovativa che rafforza il valore del prodotto nel tempo. Prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, il nuovo SUV è disponibile in quattro allestimenti – Super, Sprint, Ti e Veloce – con prezzi a partire da circa 36.000 euro. Una proposta che coniuga passione italiana, efficienza e design, segnando l’inizio di una nuova era per il Biscione.
Nuova Audi Q3: tecnologia e comfort per tutti i giorni
Aggiornata nel design e nei contenuti, la nuova Q3 rinnova la formula del SUV compatto premium con più efficienza, connettività e sicurezza. La nuova Audi Q3 evolve senza stravolgere: le proporzioni restano compatte ma più muscolari, con un frontale ridisegnato dominato dalla calandra single frame ottagonale e nuovi fari a LED Matrix. Il posteriore
adotta linee più pulite e gruppi ottici tridimensionali, mentre i cerchi da 19 o 20 pollici completano un look elegante ma sportivo. L’abitacolo rispecchia la filosofia Audi: materiali di qualità, assemblaggi impeccabili e un’impostazione ergonomica che privilegia la funzionalità. La strumentazione è completamente digitale, con Virtual Cockpit da 10,25” e un nuovo infotainment MMI touch connesso alla rete 5G e ai servizi Audi Connect. L’assistente vocale, aggiornabile via software, permette di gestire navigazione, climatizzazione e intrattenimento con comandi naturali. La gamma motori spazia dai benzina TFSI ai diesel TDI, con potenze comprese tra 150 e 204 CV, fino alla versione ibrida plug-in da 245 CV capace di percorrere fino a 70 km in modalità elettrica. La trazione integrale quattro e il cambio S tronic a doppia frizione garantiscono stabilità e piacere di guida, anche su fondi difficili. Tra le novità spiccano i sistemi di sicurezza attiva: Audi pre sense front, assistente alla guida in coda, mantenimento di corsia e telecamere a 360°, che rendono la Q3 una delle più avanzate della categoria. Ampia la scelta di versioni: Advanced, S line e Business Plus, con listino da circa 39.000 euro. Con consumi ridotti, qualità costruttiva e tecnologia all’avanguardia, la nuova Audi Q3 conferma la sua posizione di riferimento nel segmento dei SUV premium compatti.
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Prevenire la bronchiolite nei neonati: al via la nuova campagna gratuita
È
ufficialmente partita la campagna di prevenzione delle bronchioliti promossa dall’ULSS 8 Berica, che offre gratuitamente la profilassi a tutti i bambini nati tra il 1° aprile 2025 e il 31 marzo 2026. Per i neonati, la somministrazione avviene direttamente in ospedale entro le prime 24 ore dalla nascita, mentre i bambini nati tra il 1° aprile e il 30 settembre riceveranno la profilassi dai Pediatri di Libera Scelta, direttamente nei loro ambulatori, senza la necessità di recarsi in ospedale.
I numeri dello scorso inverno confermano l’efficacia della misura: durante la stagione 2024-2025, i ricoveri per bronchioliti presso il Pronto Soccorso Pediatrico di Vicenza sono calati del 68% (70 contro 165), mentre i ricoveri per difficoltà respiratorie sono scesi dell’80% (13 contro 64). Presso l’ospedale di Arzignano, la riduzione dei ricoveri ha raggiunto il 91% (3 contro 33). La profilassi, che consiste nella somministrazione di anticorpi monoclonali, è particolarmente efficace nel bloccare le complicanze del virus respiratorio
sinciziale (RSV), responsabile della bronchiolite, soprattutto nei bambini al di sotto di un anno. Nei neonati più piccoli, al di sotto dei tre mesi, il virus può provocare gravi difficoltà respiratorie, e nei primi 30 giorni di vita può determinare crisi di apnea anche con rischio di arresto cardiaco. La campagna 2024-2025 ha registrato un’adesione dell’85% tra le famiglie, superiore alla media regionale del 82,9%, e dal 1° ottobre 2025 sono già oltre 150 i neonati sottoposti a profilassi nell’ULSS 8 Berica.
Nuovi LEA 2025: più prestazioni, nuove esenzioni e la vera sfida per il Veneto La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), il documento che stabilisce quali prestazioni sanitarie il Servizio sanitario nazionale deve garantire gratuitamente o con ticket a tutti i cittadini. Si tratta del primo grande aggiornamento dal 2017, con l’obiettivo di “eliminare prestazioni obsolete, migliorare l’appropriatezza clinica e organizzativa e favorire una maggiore razionalizzazione prescrittiva”. Tra le principali novità figurano due nuove prestazioni psicoeducazionali per i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, individuali e collettive; l’inserimento di tre nuove malattie croniche esenti dal ticket – sindrome fibromialgica, idrosadenite cronica suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari – e l’introduzione di prestazioni specialistiche per la gravidanza fisiologica. Un decreto “isorisorse”, a neutralità finanziaria, aggiorna inoltre gli elenchi delle malattie rare esenti, le prestazioni di assistenza termale e i DRG per i ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza. Tra gli interventi più attesi anche l’estensione dello screening neonatale a otto nuove patologie genetiche – tra cui la SMA, atrofia muscolare spinale – e l’attivazione dei test genetici BRCA1 e BRCA2 per la sorveglianza delle donne a rischio di tumori al seno e all’ovaio. L’impatto stimato sulla spesa pubblica è di circa 150 milioni di euro annui.
Parallelamente, la Conferenza ha approvato il nuovo Piano nazionale della cronicità, che aggiorna quello del 2016 e introduce tre nuove patologie: obesità, epilessia ed endometriosi. Le Regioni hanno accolto positivamente il piano, ma hanno segnalato criticità legate alla mancanza di risorse aggiuntive, alla scarsa chiarezza sui criteri per l’inserimento di altre patologie (come la psoriasi) e ai vincoli della normativa sulla privacy, che oggi impedisce di sviluppare pienamente i modelli di stratificazione del rischio, strumenti centrali per la medicina d’iniziativa e per la presa in carico dei pazienti cronici. Nel 2023, secondo il Rapporto GIMBE sui LEA, solo 13 Regioni italiane hanno raggiunto gli standard minimi di erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Il Veneto si è collocato al primo posto a livello nazionale, con un punteggio complessivo di 288 punti nelle tre aree di valutazione (prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera). Un risultato che conferma l’efficienza del sistema sanitario regionale, capace di garantire uniformità e accesso diffuso ai servizi. Tuttavia, anche nel territorio veneto non mancano criticità: carenza di medici di base e pediatri, tempi di attesa per alcune prestazioni diagnostiche e disomogeneità tra Ulss diverse, soprattutto nelle aree più periferiche. Con l’entrata in vigore dei nuovi LEA 2025, il Veneto – già ai vertici del sistema – dovrà ora misurarsi con una sfida di attuazione: aggiornare i propri protocolli, i nomenclatori tariffari e le piattaforme informatiche per accoglie-
re le nuove prestazioni e i nuovi percorsi di presa in carico. Essere “primi” nel 2023 non significa potersi fermare: l’aggiornamento ridefinisce gli standard stessi, imponendo a tutte le Regioni di estendere gli screening genetici, le esenzioni e i controlli in gravidanza, e di eliminare pratiche ormai superate. In altre parole, il Veneto deve ora trasformare la propria eccellenza in capacità di implementare concretamente le innovazioni introdotte dal Dpcm 2025, assicurando ai cittadini un accesso omogeneo e tempestivo. Le Regioni hanno chiesto che i provvedimenti entrino in vigore non prima di 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per consentire l’adeguamento dei sistemi centrali e locali. Per i cittadini, l’effetto sarà tangibile: nuovi test genetici, screening più ampi, esenzioni aggiuntive e maggiore attenzione ai disturbi dell’alimentazione e alle patologie croniche emergenti. L’aggiornamento dei LEA non rappresenta solo un atto tecnico, ma un nuovo patto di equità sanitaria, che punta a ridurre le differenze territoriali e a garantire cure appropriate e moderne in tutto il Paese. Per il Veneto, che già oggi guida la classifica GIMBE, la sfida sarà duplice: mantenere gli standard di qualità e adattarsi rapidamente ai nuovi requisiti nazionali. È un banco di prova per l’intero sistema sanitario regionale, chiamato a confermare la propria reputazione di efficienza e innovazione, traducendo i nuovi LEA in diritti concreti per i cittadini.
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Lo studio. Già oggi diecimila anziani sono in lista di attesa per l’ingresso nelle strutture
RSA e medici di base sotto pressione tra carenze di personale e incertezze sul futuro
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on una popolazione ultraottantenne destinata a quasi raddoppiare nei prossimi 25 anni e quasi il 70% dei medici di base già al limite dei pazienti, esperti e associazioni chiedono interventi concreti per le strutture residenziali. Il Veneto si trova di fronte a una sfida demografica senza precedenti: secondo i dati dello studio Ires Veneto 2025, la popolazione over 80 passerà dagli
la di formazione dei nuovi medici risultano scoperti per il 40%. Sempre nel 2025, secondo lo studio, gli incarichi di MMG rimasti vacanti nel Veneto saranno 1.943. Severino Pellizzari, Presidente di ANAP Veneto, sottolinea l’urgenza di ripensare il futuro delle RSA: «Non si tratta solo di cure, ma di promuovere un invecchiamento attivo, con prevenzione, inclusione
attuali 378.000 a circa 670.000 entro il 2050. Già oggi, circa 10.000 anziani della regione sono in lista d’attesa per l’ingresso nelle strutture residenziali, mentre il sistema sanitario locale fatica a coprire tutti i posti necessari. La situazione dei medici di medicina generale non è meno critica: più del 68% dei dottori assiste pazienti oltre il limite previsto e i posti disponibili per la scuo-
e dignità. In una Regione e in un Paese che invecchiano rapidamente, la politica deve mettere questi temi al centro». Pellizzari chiede alla nuova giunta regionale di creare due assessorati distinti tra Sanità e Sociale e di garantire un sostegno concreto alle famiglie, con un fondo dedicato alla non autosufficienza: «Serve riconoscere chi ha costruito il nostro presente», conclude.
9 persone su 10 hanno sperimentato almeno una volta nella vita il dolore del nervo sciatico, spesso accompagnato da mal di schiena, ernie e fastidi alle gambe.
Dopo mesi di trattative, il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del comparto sanità per il triennio 2022-2024 ha ottenuto la sua firma definitiva all’Aran. L’intesa riguarda circa 581 mila professionisti tra infermieri, ostetriche, tecnici e personale amministrativo. Fials, Cisl, Nursind e Nursing Up hanno sottoscritto l’accordo, mentre Cgil e Uil non hanno firmato. Il nuovo contratto prevede un aumento medio lordo di 172 euro/ mese su 13 mensilità, con arretrati in pagamento già a novembre. L’Aran lo definisce un passo di continuità che offre una base per il prossimo triennio 2025-2027. Tra le principali novità: ampliato l’accesso all’area di elevata qualificazione anche con laurea triennale e 7 anni di esperienza. Sul piano organizzativo si sperimenta l’orario 36 ore su 4 giorni, con priorità di lavoro agile per disabili o caregiver, e buoni pasto per chi è in smart working. Il contratto introduce l’assistente infermiere, nuove tutele per permessi e congedi, strumenti di age management per il personale più anziano e un supporto legale e psicologico per chi subisce aggressioni. Aggiornate le indennità per specificità infermieristica, tutela del malato e pronto soccorso. Per i sindacati firmatari, come Nursind e Nursing Up, l’accordo è una tappa intermedia in vista della prossima negoziazione, che dovrà affrontare la valorizzazione dei laureati magistrali e l’ingresso di nuove figure nell’area della dirigenza. Novembre sarà il primo banco di prova con l’erogazione degli arretrati, mentre dal 2025 le misure entreranno pienamente in vigore. Il nuovo CCNL rappresenta un passo importante per il riconoscimento economico e professionale del personale sanitario, pur lasciando aperte questioni come la carenza di organico e stipendi ancora distanti dagli standard europei.
DOLORI DA SCIATICA:
Sintonizzati sul Dott. Davide Raimondi
Sanità, contratto firmato: aumenti in busta e novità per gli infermieri
la svolta che la medicina stava aspettando
semplici, un fisioterapista specializzato nel trattamento della Fascia, il tessuto connettivo che avvolge muscoli, vasi sanguigni e nervi, coordinando il movimento del corpo. Si pensa che il dolore da sciatica sia causato da na condizione debilitante che colpisce posture scorrette, sforzi eccessivi, stress o attività fisica sbagliata. Ma in realtà, questi sono solo maggiormentepassa le donne e al gli anziani, Veneto24 sistema di ultima ma che può presentarsi a chiunque, in fattori scatenanti, non la causa vera e propria. generazione DAB che permette di ascoltare diverse forme e intensità, ma solitamente è un La Fascia è il “direttore d’orchestra” del movimento: se funziona male, ilperfetta. corpo si muove male la schiena, radioscende condietro una audio doloreanche che parte dalla la qualità e compaiono dolori in muscoli, tendini e articolagamba o si ferma al gluteo. zioni. Ecco perché trattare la Fascia è la soluzioChi ha perso la flessibilità e non riesce più a muone più defi nitiva possibile, anche in presenza di versi come prima, probabilmente ha già provato ernie, protrusioni del disco o infi ammazioni del ogni tipo di soluzione: riposo, impacchi caldi, farnervo. maci, fisioterapia, infiltrazioni di cortisone, persino interventi chirurgici. Ma il sollievo, se arriva, è Perché nessuno ne parla? SCARICA L’APP solo temporaneo. La verità è che Il modo in cui Medici, ortopedici e fisiatri non considerano la RADIO VENETO24 si è sempre trattato il dolore al nervo sciatico è Fascia nei loro trattamenti. Diagnosi e esami strumentali come RX, TAC e riSBAGLIATO. sonanze fotograferanno solo il sintomo, ma non La chiave di volta è: la Fascia Davide Raimondi è un Fasciaterapeuta. In parole la causa del dolore. Ecco perché i trattamenti precedenti non hanno funzionato!
U
Attualmente esistono oltre 400 studi scientifici che dimostrano il suo ruolo cruciale nella salute del corpo. Il trattamento della Fascia è veloce, efficace e porta sollievo immediato, anche nei casi più acuti. Non servono manipolazioni aggressive, farmaci o esercizi dolorosi: trattando una zona lontana dal punto dolorante, il miglioramento è istantaneo. In casi di dolori da sciatica, è doverosa un’indagine approfondita per capire l’origine del tuo dolore, mettendo in relazione tutti i problemi passati e presenti per ottenere una soluzione duratura. Se finora nulla ha funzionato, il problema potrebbe essere proprio questo: nessuno ha mai trattato la Fascia.
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Idee in cucina, facili e sfiziose
Sara Busato
In novembre siamo incantati dalle sfumature e profumi offerti dalla natura. Il calo delle temperature e la riduzione delle ore di luce ci spingono a trascorrere più tempo in casa, dedicandoci alla creazione di piatti deliziosi
CREMA DI ZUCCA Una zuppa calda e confortante, perfetta per l’autunno ma anche per tutto il periodo invernale. Si può gustare calda oppure tiepida, come primo piatto o piatto unico. Ingredienti: 00 g zucca; 200 g patate; 80 g cipolle bianche; brodo vegetale (un litro); pepe nero; sale; olio extravergine di oliva; cannella in polvere; noce moscata Preparazione: Scaldare il brodo vegetale. Pulire la zucca, togliere la buccia esterna e i semi, quindi tagliarla a cubetti di circa 4 o 5 centimetri. Pelare le patate e tagliarle a cubetti della stessa dimensione. Pulire la cipolla, tritarla, quindi metterla in pentola con l’olio e farla imbiondire. Unire la zucca e le patate, aggiungere il brodo fino a coprire quasi completamente le verdure, conservando quello in eccesso. Aggiustare di sale e pepe, quindi portare a ebollizione a fuoco alto e ridurre il calore, lasciando cuocere per circa venti minuti. Aggiungere ulteriore brodo se necessario. Cuocere per altri 10 minuti. Frullare con un frullatore a immersione fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Unire la cannella e la noce moscata e mescolare. La crema di zucca è pronta.
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SPEZZATINO DI MANZO AI FUNGHI E CASTAGNE Un secondo piatto ricco e avvolgente, perfetto per i pranzi della domenica di novembre.I funghi e le castagne — protagonisti della stagione — donano un gusto terroso e leggermente dolce che si sposa alla perfezione con la carne. Ingredienti: :800 g di spezzatino di manzo; 200 g di castagne cotte; 250 g di funghi misti freschi; 1 cipolla dorata; 1 carota; 1 costa di sedano; 1 bicchiere di vino rosso; 400 ml di brodo di carne o vegetale; 2 cucchiai di concentrato di pomodoro; 1 rametto di rosmarino; 2 foglie di alloro; olio extravergine d’oliva q.b.; sale e pepe nero q.b.; burro (facoltativo). Preparazione: Iniziare con il rosolare la carne in una casseruola capiente con un filo d’olio extravergine d’oliva, fino a farla dorare uniformemente su tutti i lati. Scolare la carne e tenerla da parte. Proseguire con il preparare un soffritto di cipolla, carota e sedano tritati finemente, utilizzando la stessa casseruola. Lasciare appassire dolcemente le verdure per alcuni minuti, quindi unire nuovamente la carne e sfumare con il vino rosso, lasciando evaporare l’alcol. Aggiungere il concentrato di pomodoro, le erbe aromatiche (rosmarino e alloro) e versare il brodo caldo fino a coprire la carne. Coprire la casseruola con un coperchio e lasciare sobbollire a fuoco dolce per circa un’ora e un quarto, mescolando di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi. Nel frattempo, pulire e tagliare i funghi a pezzi regolari. Dopo la prima fase di cottura, aggiungere i funghi e le castagne alla carne e proseguire la cottura per altri trenta minuti, o finché la carne risulta tenera e il fondo di cottura denso e profumato.
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TORTA PERE E NOCI Un dolce goloso, soffice e piacevolmente croccante al morso, grazie alla frutta secca sbriciolata. Perfetto per una colazione genuina o da gustare a merenda con un infuso bollente o una tazza di cioccolata calda. Ingredienti: 4 pere; 80 g di noce; 300 g di farina 00; 230 g di zucchero semolato; 150 ml latte; 100 g burro; 16 g lievito in polvere per dolci; 3 uova, estratto di vaniglia; limone Preparazione: Sbucciare 2 pere, eliminare il torsolo e tagliarle a pezzetti. Sistemare i pezzi di pera in un piatto fondo e spruzzarli con il succo di limone per evitare l’ossidazione. Tenere da parte. Rompere le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero e montare con le fruste elettriche fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Versare il burro fuso e il latte a temperatura ambiente. Unire la farina setacciata e il lievito. Profumare con l’estratto di vaniglia e mescolare accuratamente gli ingredienti. Incorporare i pezzetti
di pera e 65 g di gherigli di noce sminuzzati. Versare il composto ottenuto in una tortiera da 24 cm di diametro rivestita con carta da forno. Sbucciare le pere rimanenti, tagliarle a fettine e disporle a raggiera sulla superficie del dolce. Quindi cospargere con i restanti gherigli di noce tritati e spolverizzare con un cucchiaio di zucchero semolato. Cuocere in forno statico a 180°C per circa 40 minuti. Una volta terminata la cottura, sfornare la torta e farla raffreddare per 10 minuti. Sformare il dolce su un piatto da portata e spolverizzarlo con dello zucchero a velo.
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Enrico Leo Ascoltaci in tutto il Veneto in
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con Stefano Massini, Ambra Angiolini, Giuliana De Sio, Andrea Pennacchi, Paola Minaccioni, Filippo Dini SCARICA L’APP RADIO VENETO24
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