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Rovigo giu2014 n81

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di Rovigo

1994 - 2014

AMBULATORIO VETERINARIO PEGOLOTTE • Visite cliniche e domiciliari • Ecografia • Radiologia • Chirurgia • Laboratorio analisi

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Periodico d’informazione locale. Anno XXI n. 81 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Turismo Tengono le presenze sul litorale

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Speciale salute Consigli e rimedi per guarire e stare meglio con se stessi

Finanza in azione In cinque mesi scoperti 37 milioni di euro

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27-32 L’EDITORIALE

Bilancio sociale 2013 della Fondazione Cariparo

Expo2015: ci riguarda eccome! di germana urbani*

Attenzione ai giovani e ai progetti in rete tra realtà del territorio. Sono stati questi i due cardini che hanno guidato i finanziamenti offerti dalla Fondazione Cariparo nel corso del 2013. La presentazione del bilancio sociale è stata un’occasione anche per riflettere sul particolare momento che il territorio sta vivendo. pag. 8

Disabili: nuova auto per gli esami di guida

Grazie a uno degli ultimi progetti realizzati dalla Provincia prima della conclusione della legislatura, i disabili polesani possono ora contare su una nuova autovettura dotata di tutti gli ultimi ritrovati tecnologici per prepararsi a sostenere l’esame di guida. Sarà data in utilizzo alle agenzie di guida a un prezzo di favore. pag. 10 10%

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La giunta Piva attesa alla prova: si vota la mozione di sfiducia A metà mese il consiglio comunale è chiamato a esprimersi sul documento dell’opposizione

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opo mesi di tensioni, siamo alla vigilia di un passaggio decisivo per il futuro di Rovigo. Il 15 e il 16 luglio il presidente Avezzù ha convocato il consiglio comunale, con all’ordine del giorno la discussione e il voto sulla mozione di sfiducia al sindaco Bruno Piva presentata da 13 consiglieri dell’opposizione e dall’ex consigliere della lista Piva Michele Brusaferro. Difficile, al limite dell’azzardo, ipotizzare il risultato. Di certo però, quand’anche riuscisse a rimanere alla guida del comune, per sindaco e giunta si annunciano mesi difficili. Due,

su tutte, le grane che hanno animato le ultime settimane. Da un lato la crisi di “Ecoambiente”, con i netturbini che per protesta hanno attuato per nove giorni il blocco degli straordinari, anche a costo di interrompersi a metà del proprio giro di prelievo dei rifiuti con gli immaginabili disagi per i cittadini del Polesine. Una crisi dovuta in buona parte ai crediti non riscossi, con il comune di Rovigo che rappresenta il maggior debitore. Dall’altro lato, la triste vicenda dell’Accademia dei Concordi, con il blocco del ser-

vizio di biblioteca dal 7 luglio e l’annuncio del licenziamento di tutti i dipendenti, anche in questo caso per il mancato adempimento del comune agli impegni previsti fin dall’apertura del patrimonio librario a tutti i cittadini nell’Ottocento. Colpa di un bilancio di previsione sempre più difficile da realizzare a fronte dei tagli attuati dallo stato ma, dicono molte voci del mondo culturale cittadino, anche della scarsa attenzione data dal comune a un patrimonio di straordinario pagg. 6 e 9 valore.

’acqua, il mare e le spiagge venete saranno uno dei temi forti della nostra Regione ad Expo 2015. Oltre ad esserci noi, sotto i padiglioni, occorre che il mondo che passerà da Milano decida di venirle a vedere le nostre spiagge e, magari, di farci un po’ di vacanza. Vien da chiedersi se ci stiamo pensando, se stiamo lavorando in questo senso o se la nostra classe politica travolta e – anche – un po’ sconvolta dagli ultimi scandali sulle tangenti abbia la testa altrove. Certo ci sono sempre gli imprenditori del settore turistico-culturale che dovrebbero crederci e investire ma, strozzati dalla crisi, anche molti di loro riescono solo a sopravvivere. Eppure Expo e le sue ricadute in termini di promozione e impulso innovativo sono un’occasione da non perdere per fare sistema e seminare idee, progetti e fili rossi che tengano insieme economia e natura, città e spiaggia, ottimismo e positività da opporre fermamente alla crisi nera che anche quest’anno mette i piombi alla nostra economia e tiene molte, troppe famiglie a casa invece che sul bagnasciuga. Occorre credere che Expo è davvero un’occasione di lavoro e sviluppo per il Veneto e mettersi in rete, lavorare. Noi veneti lo sappiamo fare bene. Lavoriamo dunque! *direttore@lapiazzaweb.it

Intervento

Bimbi in spiaggia: soddisfiamo bene il loro appetito di Associazione Campagna amica

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sempre una grande fatica andare in spiaggia coi bambini, anche perchè bisogna preoccuparsi di portare da mangiare e da bere. È bene attrezzarsi con una borsa frigo con ghiaccioli, vari bicchieri e tovaglioli, e poi 2 o 3 merende, un pasto completo, tanta acqua e frutta. continua a pag.

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Intervento


L’INTERVENTO

segue da pag.

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Bimbi in spiaggia: soddisfiamo bene il loro appetito

Politica veneta

Falconi subentra a Corazzari in regione

Il consigliere provinciale Stefano Falconi, Lega Nord, ha fatto il suo ingresso nel consiglio regionale del Veneto dove ha preso il posto di Cristiano Corazzari, diventato sindaco di Stienta con le elezioni amministrative del 25 maggio. Arrivato a Palazzo Celio nel giugno del 2009, Stefano Falconi, classe 1960, è residente a Rosolina dove occupa pure la carica di consigliere comunale dal 1995.

Importante prima di tutto, avere delle informazioni base sulla digeribilità dei cibi, visto che ci chiederanno in continuazione, dopo aver mangiato, “posso fare il bagno?”. Bisogna ricordarsi che i cibi di tipo vegetale sono facilmente digeribili, ad esempio la frutta in un’ora è già digerita, mentre quei cibi che contengono grassi e proteine necessitano di almeno 3 ore. Infatti dopo che un bambino ha mangiato carne, pesce e cibi come primi piatti molto conditi debbono passare almeno 3 ore prima che si possa tuffare in mare. Veniamo al pasto. Per nutrire in maniera sana i bambini in spiaggia, occorre scegliere alimenti ricchi di sali minerali, potassio, e acqua, perché quando siamo esposti al sole è importante idratarsi e bere molto. Tutto questo per garantire l’idratazione necessaria, per tutelare la vista e per contrastare il calore. I panini, in genere, sono un pasto facile da mangiare in spiaggia, e ottimi se farciti con ingredienti capaci di assicurare tutte le esigenze dei bambini. Quindi: pane integrale o di cereali, formaggi freschi, tacchino o pollo arrosto e aggiungiamo insalata, pomodori o altre verdure, frutta secca. Marmellata, se si vogliono cibi dolci. Per la frutta: Uva, albicocche, pesche, banane, pere, anguria, melone, mele. Per la merenda prepariamo carote pulite e sbucciate, frutta disidratata, yogurt e biscotti. Altri suggerimenti: mettete il giorno prima nel congelatore una bottiglia d’acqua e portatela ghiacciata, in modo che l’indomani, al momento di consumarla, sarà fresca e potete mescolarla ai succhi di frutta per rinfrescarli. A merenda potete prendere un gelato ai bambini, oppure, ancora meglio, portate uno yogurt alla frutta. Per i bambini più pigri e per quelli che ci fanno faticare per mangiare, preparate un frullato con gli stessi ingredienti del panino e portatelo in una bottiglietta, in modo che lo beva al momento del pasto. Lo stesso potete fare con la frutta, aggiungendo del succo. In spiaggia i raggi del sole scottano anche sotto l’ombrellone e per evitare che la borsa frigo perda temperatura, meglio se scavate una buca per custodirla. Associazione Campagna amica

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Terremoto

Comitati in procura: “fu colpa delle trivellazioni”

La tesi non sarà facile da sostenere in tribunale, ma è certamente non priva di suggestione. Il terremoto che nella primavera di due anni fa colpì anche il Polesine potrebbe essere stato dovuto alle attività di trivellazione che si vanno svolgendo da tempo in un giacimento sperimentale nel Modenese. Questo è il contenuto dell’esposto presentato in Procura da un nutrito drappello di associazioni ambientaliste, prendendo spunto dai risultati delle attività svolte dalla commissione internazionale “Ichese” voluta dalla regione Emilia Romagna alla fine del 2012, che adombrano possibili connessioni tra le due vicende. Palazzo Roverella

Numeri da record per “Ossessione Nordica” Quasi 55 mila visitatori paganti in quattro mesi, a cui aggiungere l’attenzione che la critica nazionale ha riservato alla mostra e, di riflesso, anche alla città di Rovigo e al territorio polesano. Sono numeri da primato, quelli con cui si è chiusa “Ossessione Nordica”, la mostra ospitata a palazzo Roverella e dedicata alla pittura europea tra Ottocento e Novecento. “Una scommessa vinta – ha sottolineato il presidente della Fondazione Cariparo Finotti – grazie anche ai rodigini e alle categorie economiche che hanno compreso l’importanza di eventi di questo tipo”.

Ficarolo

Solo a settembre le telecamere agli Istituti Avevano promesso al governatore Zaia che ci sarebbe voluta una settimana, e invece l’installazione delle telecamere di sorveglianza all’interno degli Istituti polesani di Ficarolo slitta a settembre. Colpa della burocrazia e delle ferie, ha spiegato l’amministratore Mauro Mantovani, ma il progetto va avanti con l’obiettivo di offrire maggiori garanzie ai pazienti e ai loro familiari dopo che dieci dipendenti sono stati arrestati con l’accusa di maltrattamenti. Buso

Scuola dell’infanzia statale per 25 bambini a settembre

Dalla ristrutturazione dell’ex scuola primaria di Buso, nasce una nuova sezione di scuola dell’infanzia statale che farà parte dell’istituto comprensivo Rovigo 1. Un bel risultato per la frazione del capoluogo, che potrà contare da settembre su 25 posti per bambini dai 3 ai 5 anni, in attesa che apra anche il progettato asilo nido integrato comunale per bambini dai 12 ai 36 mesi. Per informazioni e iscrizioni, le famiglie interessate possono contattare gli uffici dell’Istituto comprensivo in via della Costituzione.

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Nordest

Rovigo migranti I rifugiati politici di Rovigo

brutte notizie

scandalo tangenti

L’anno prossimo entrerà in funzione il nuovo carcere

A fine luglio il festival vegano

Non solo Mose pag.

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ribaltone

Chiude la biblioteca di Rovigo

opere pubbliche

Cucina alternativa

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Padova verde Lega pag.

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scuola

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Autonomia scolastica al meglio

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L’appuntamento è per il 25 e 26 luglio, ma non è per tutti. “VEGando per Rovigo” è infatti un grande festival della cucina e della cultura vegana, che si dipanerà tra conferenze, corsi di cucina, laboratori per bambini, musica in tema. Al centro di questo stile di alimentazione, ci sono il rispetto della vita animale in ogni sua manifestazione e la non violenza. Anche Expo 2015, che trasformerà per un anno Milano nella capitale mondiale del cibo, ha dato il suo patrocinio all’evento e alla dieta vegana. Un motivo in più per provare, ma consapevoli che ci vuole tanta, tanta buona volontà.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà di

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Questa edizione raggiunge le zone di Rovigo per un numero complessivo di 15.317 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Venezia Padova Rovigo Treviso

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

REDAZIONE:

Direttore responsabile (ad interim)

Germana Urbani direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 27 giugno 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese LA STAGIONE Marco Michielli presidente degli albergatori del Veneto conferma l’aumento delle presenze di turisti stranieri: “L’importante è stabilizzare i numeri dello scorso anno: 5,5 milioni di presenze a Jesolo, 2 milioni e mezzo a Sottomarina, tre a Caorle e 14 al lago di Garda che è un vero traino turistico per tutta la regione”. Una regione, il Veneto, che è la prima in Italia nel settore, da sola ne rappresenta il 20%

Turismo, tengono le

di Alessandro Abbadir

Primi 4 mesi dell’anno: aumentano di quasi il 7% le presenze degli italiani

Si registra un boom nei campeggi (+ 47 per cento di presenze) e negli agriturismi (+19,4 per cento)

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state, tempo di mare e sole, e per le spiagge venete arrivano davvero buone notizie, sia dal punto di vista degli arrivi e delle prenotazioni, che dal punto di vista ambientale. Non manca comunque qualche polemica. Il nostro litorale presenta una sostanziale tenuta in termini di arrivi da Rosolina a Caorle per la stagione appena partita, cioè fino a settembre. Nei dati relativi ai primi 4 mesi dell’anno si registra un ritorno degli italiani, che negli anni scorsi avevano fatto registrare un calo di presenze a due cifre. Segno anche che la crisi forse ormai, sta davvero allentando la presa. Ma andiamo alla stagione attuale. Ad esprimere cauto ottimismo è Marco Michielli presidente degli albergatori veneti e di Confturismo del Veneto, che rappresenta rispettivamente 2700 alberghi e 17 mila attività turistiche della nostra regione. “La stagione estiva appena partita – dice – ci permette di tirare un sospiro di sollievo. Si conferma in crescita il turismo straniero che prevediamo ancora in aumento in termini di presenze del 3%. A rischio è la tenuta delle presenze del turismo italiano che per ora non sembra dare in termini di prenotazioni, un chiaro segnale in controtendenza rispetto agli anni scorsi, cioè agli anni della recessione partita nel 2008. L’importante è confermare i numeri dello scorso anno che vedono 5,5 milioni

a Jesolo

Beach tennis, lo sport più trend in spiaggia

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arte la stagione estiva e già scoppia la moda. Lo sport che spopola nelle spiagge del litorale jesolano è il beach tennis. Il beach tennis è uno sport nato in Italia nella riviera romagnola ed è regolamentato dalla Fit Federazione italiana tennis. Nel litorale del Veneto Orientale vista la diffusione negli anni scorsi e le richieste dell’utenza spesso giovane, fin dalle prime settimane, gli operatori si sono attrezzati. A Jesolo viene praticato con regolarità ad esempio ,e con l’indizione di veri e propri tornei in spieggia nello stabilimento “Riviera Levante”. ”Quest’anno - dice il titolare dello stabilimento Stefano Miozzo - ho ampliato i campi, e questo va incontro alle richieste di chi crede in questo sport da spiaggia. Siamo associati al Venice Beach Tennis”. L’associazione sportiva ha come vice presidente Damiano Bison fra i principali promotori e organizzatori di tornei per tutta l’ estate. “E’ uno sport - conclude Miozzo - in continua crescita anno dopo anno, e che alle prossime olimpiadi diventerà sport dimostrativo. Sono molti i personaggi noti fra i promotori dello sport. Ad esempio Gianni Pivetta fra i principali organizzatori del concorso Miss Italia a Jesolo, e Simone Bergamo noto personal trainer di vip”. A.A.

di presenze a Jesolo, 2 milioni e mezzo a Sottomarina, tre a Caorle e 14 milioni di presenze al lago di Garda, che è un vero traino turistico per tutta la regione. Una regione, il Veneto, che è la prima in Italia nel settore turistico e che da sola rappresenta il 20 % delle presenze”. Michielli sottolinea però alcune criticità. “Ci stiamo legando un po’ troppo nel settore del turismo straniero - dice - ai paesi di lingua tedesca, cioè Austria e Germania. Dovremo riuscire ad intercettare invece anche turisti provenienti dalla Russia, dalla Francia, dalla Cina per esempio, che preferiscono altre località balneari rispetto alle venete. Vanno bene le presenze in camping alberghi ma male le case vacanza, modulo ormai in caduta libera”. Poi una polemica con Goletta Verde che ha messo ai primi posti il Veneto, ma dietro a località toscane o romagnole“. “C’è da capire - si interroga Michielli - quali siano i parametri di assegnazione delle certificazioni da parte di Legambiente. Francamente sono sconosciuti e paiono solo discrezionali”. Ma buone notizie intanto sono arrivate anche dai dati forniti dalla Regione sulle presenze turistiche nei primi 4 mesi dell’anno. L’assessore Marino Finozzi è ottimista. “ In Veneto - spiega - nei primi quattro mesi dell’anno, gli arrivi sono aumentati del 6,4 per cento rispetto al già discreto risultato dello scorso anno,

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e le presenze segnano una crescita addirittura del 7,6 per cento. Se il buon giorno si vede dal mattino, i dati fanno ben sperare per una stagione estiva che si annuncia buona. Se il trend fosse mantenuto, a fine 2014 avremmo un record assoluto di arrivi e presenze turistiche”. Nel dettaglio. Da gennaio ad aprile 2014 si sono registrati 3.342.482 arrivi di turisti, dei quali 1.909.844 dall’estero (+6 per cento) e 1.432.638 dall’Italia (+6,9 per cento). Le presenze sono state 8.905.635: 5.157832 registrate da turisti stranieri (il 58 per cento, con un aumento del 6 per cento); gli italiani 3.747.803 (il 42 per cento, con una crescita del +8,9 per cento). Tutti i comprensori turistici evidenziano risultati positivi, sia per arrivi sia per presenze (queste ultime con l’esclusione della montagna, che si presenta con un numero negativo). Si registra un ulteriore exploit del Lago di Garda (+15,1 per cento di arrivi, +22,4 per cento di presenze) e con un buon risultato del balneare (+14,2 per cento gli arrivi, +23,3 per cento le presenze). Bene le città d’arte: +5,3 per cento gli arrivi e +7,4 per cento le presenze. E poi: boom dei campeggi (+47 per cento di presenze) e di agriturismi (+19,4 per cento). Persino gli alberghi a 1 e 2 stelle, da anni in calo di attrattività, hanno fatto segnare un +0,7 per cento”.

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Argomento del mese 5 L’intervista

presenze sul litorale Terme Euganee Positivo il saldo del primo quadrimestre, crescita del 1,5 per cento

Abano trascina il Bacino Termale, calo a Montegrotto

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bano Terme sorride e porta in territorio positivo il saldo delle presenze. Altrettanto non si può dire della vicina Montegrotto che registra un calo. In ogni caso è sostanzialmente positiva la lettura da parte dell’Assoalbergatori dei dati statistici sulla situazione del Bacino Termale Euganeo nei primi 4 mesi dell’anno, da gennaio ad aprile 2014. L’intero Bacino Termale Euganeo chiude questo primo quadrimestre in positivo, con un +1,5% di presenze ed un +1,8% di arrivi, trainati dal trend positivo tracciato dalla Città di Abano Terme che vede nel confronto tra il 2014 ed il 2013, anno già chiuso positivamente, una crescita del 3% con 458.324 presenze di ospiti. Diversa, invece, è la situazione se, ad essere analizzati, sono i casi di Montegrotto Terme e Teolo. Il turismo legato alla città sampietrina, infatti, vede nei primi quattro mesi del 2014 un calo del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2013, mentre le strutture di Teolo scendono addirittura all’8,2%. Sono in fase di conteggio, inoltre, i dati relativi alle ricette mediche e del fatturato del Sistema Sanitario Nazionale che permetteranno di avere un quadro più completo della situazione delle aziende del Bacino Termale Euganeo. “La situazione ci impegna ulteriormente rispetto alla condizione di Montegrotto Terme – afferma Emanuele Boaretto, Presidente dell’Associazione Albergatori Termali Abano Montegrotto – a fornire delle proposte di concerto con la pubblica amministrazione per lo sviluppo del territorio, anche in considerazione del fatto che cominciano a giungerci i primi segnali di ripresa da parte di talune aziende. Nonostante Abano sia stata da sempre località più rinomata e popolare, le strutture di Montegrotto non hanno mai avuto nulla da invidiare, né per cure né per servizi, a quelle del comune limitrofo. Ora, nonostante l’offerta di vacanza rimanga omogenea e similare, la spaccatura si fa più netta a causa delle evidenti differenze esterne alle nostre aziende ed alle nostre possibilità imprenditoriali, per le quali abbiamo già preso contatti con il Sindaco Bordin. Entro l’anno faremo delle proposte di rilancio del Bacino Termale Euganeo”, conclude Boaretto.

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Professione bagnino I

n una città di mare come Sottomarina la stagione estiva rappresenta ancora una grande opportunità per chi cerca lavoro. Un mestiere ancora attuale è il bagnino che controlla i bagnanti lungo tutto il litorale e segnala prontamente quanti si trovano in situazioni di pericolo intervenendo qualora fosse necessario. Abbiamo intervistato Morgan Milan, nato ad Adria il 17/05/1978, ponendo alcune domande riguardo il suo mestiere. Da quanti anni fai il bagnino? Come mai hai scelto questa professione? “Faccio questo lavoro da tre anni. Non ho scelto questa professione, l’ho intrapresa per necessità dal momento che avevo perso il lavoro. In questi anni sono capitate diverse esperienze ma senza dubbio ricordo il primo salvataggio avvenuto in condizioni meteomarine molto difficili, durante il quale io e due dei miei colleghi portammo in salvo un turista che ostinatamente aveva nuotato fino alle boe che delimitano la zona riservata alla balneazione, ma che non riusciva più a fare ritorno. Ricordo inoltre un weekend della scorsa stagione, che finì tra l’altro sulle cronache locali, durante il quale vennero operati svariati salvataggi da parte sia di noi assistenti al salvataggio sia del corpo della capitaneria”. Sicuramente è un lavoro fuori dal consueto, lo trovi divertente? “E’ un lavoro che Come è organizzata la tua giorna- consiglierei ai giovani ta? Quali i problemi maggiori da perché aiuta a crescere e insegna ad affrontare affrontare? “E’ un lavoro particolare anche le situazioni di pericolo” se la maggior parte delle persone lo reputa un lavoretto per ragazzi che studiano e che vogliono guadagnarsi qualcosa d’estate, non è così! Si tratta infatti di un lavoro serio e per il quale servono persone preparate e qualificate che durante la giornata devono essere in grado di affrontare sia le emergenze in mare, ma anche gli interventi di pronto soccorso e la parte amministrativa. E’ indispensabile quindi essere autonomi nella gestione della spiaggia e della zona di mare assegnata dal punto di vista delle ordinanze comunali e della capitaneria di porto. Inoltre, aspetto assai rilevante, devono essere socievoli, saper gestire al meglio i rapporti col pubblico, cosa che non sempre risulta essere così semplice. Detto ciò è anche un lavoro che presenta sfaccettature divertenti e colorite. Molte volte ci vengono poste delle domande piuttosto stravaganti dai bagnanti, come ad esempio: “Scusi non si può fare niente per queste onde?” oppure “Mi può dire dove posso trovare meno sabbia?” o addirittura “Può indicarmi dove posso comprare il biglietto per far fare un giro alle mie figlie sul pattino con lei?” Pensi che possa essere un’opportunità per i giovani? Che consigli daresti a chi sceglie questa professione? “Personalmente la consiglierei ad un giovane, magari non per la vita ovvio, ma come tappa mirata alla crescita dal momento che abbiamo una grande responsabilità nel fronteggiare numerose situazioni di pericolo. Risulta quindi necessario intervenire con prontezza senza lasciarsi prendere dal panico ponendosi come solo e unico obiettivo quello di salvare Miriam vianello vite umane”.


6 Rovigo Fisco Indagine della Cna, che denuncia l’ennesima mazzata dovuta all’Imu

Artigiani in rivolta: “Tasse locali sempre più care, così chiudiamo” In pochi anni triplicato il carico fiscale dovuto ai comuni, costretti a recuperare i tagli dei trasferimenti statali. Le aziende protestano, ma la Finanza in cinque mesi mette in luce anche molte irregolarità di Maria Pavan

S

empre più complicato, e sempre più pesante. Il fisco italiano può essere sicuramente considerato tra i peggiori d’Europa, e rappresenta uno dei principali ostacoli sulla via della ripresa economica. Se il governo Renzi ha promesso che il 2015 sarà l’anno della “rivoluzione fiscale”, con una forte semplificazione delle procedure a partire dal 730 precompilato per diversi milioni di contribuenti, sul secondo problema – ovvero la quantità di tasse che grava sui cittadini – si è fermi agli auspici del ministro Padoan che ha in più occasioni ribadito l’assoluta necessità di ridurre il carico fiscale. In concreto, però, nell’agenda di governo non c’è alcun programma di sostanziale riduzione delle aliquote. Non solo: negli ultimi anni anche le imposte locali hanno conosciuto una impennata, al punto da mettere a rischio la tenuta stessa delle aziende del Polesine. A denunciarlo, con un documentato dossier realizzato in collaborazione col centro studi Sintesi, è la Cna di Rovigo, secondo cui le tasse locali sono di fatto triplicate nel giro di pochi anni. La colpa, se così si può dire, non è

tanto dei singoli municipi ma dello stato centrale, che ha scaricato sulle autonomie locali le sue esigenze di risparmio tagliando sensibilmente i trasferimenti. Secondo i ricercatori della Cna, le successive manovre finanziarie si sono tradotte per il Polesine in 18 milioni e mezzo di euro incassati dal governo in meno, pari a quasi un terzo dei propri bilanci. Così, per garantire la prosecuzione dei servizi e poter approvare i bilanci, sindaci e giunte non hanno fatto altro che trasferire il problema sui cittadini con un aumento delle imposte di loro competenza pari al taglio dei trasferimenti. Ogni cittadino del Polesine si è trovato così a pagare, nel 2012, 411 euro di tasse locali. Per le aziende, poi, il problema è stato ulteriormente acuito dal passaggio dall’Ici all’Imu per quanto riguarda gli immobili produttivi e commerciali – di fatto con un raddoppio della tassa – e dal fatto che ben 31 comuni su 50 in provincia hanno portato al massimo le aliquote Irpef. Una situazione difficilissima per chi vuole essere in regola con la legge, e forse una buona scusa per chi

preferisce evadere. Il fenomeno del “nero” non è infatti sconosciuto in Polesine, anzi. I primi cinque mesi dell’anno sono stati segnati da una sessantina di ispezioni compiute dalla Guardia di Finanza che hanno portato al recupero di 37 milioni di euro, soprattutto iva non pagata, da parte di imprese e singoli contribuenti, con 17 persone segnalate per reati tributari. Le Fiamme gialle hanno individuato 9 evasori totali, ma anche molte altre violazioni delle norme di legge. Ad esempio, 3 cittadini sono stati denunciati come “falsi poveri”, in quanto richiedevano agevolazioni previdenziali e sanitarie pur avendo redditi significativi, e una quindicina di aziende sono state denunciate per l’utilizzo di manodopera in nero o non in regola. Rilevante anche l’attività rivolta agli esercizi commerciali, per verificare la corretta emissione degli scontrini. Nei primi cinque mesi sono stati controllati più di mille attività, e in un buon 10 per cento dei casi sono state accertate irregolarità. Infine, una particolare atten-

Recuperati dalla Finanza 37 milioni di euro evasi. Molti controlli per scontrini, lavoratori in nero, finanziamenti pubblici zione è stata dedicata anche alle frodi sui fondi pubblici, guardando soprattutto al settore dell’agricoltura che movimenta ingenti risorse statali e comunitarie. Dalle indagini della Finanza sono emerse numerose situazioni meritevoli di indagine, per un totale di oltre 700 mila euro di fondi pubblici incassati in maniera indebita dalle imprese.

NEWS Si decide la sorte del sindaco e della legislatura

A metà luglio arriva in consiglio comunale la mozione di sfiducia al sindaco Piva

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opo mesi di tensioni, siamo alla vigilia di un passaggio decisivo per il futuro di Rovigo. Il 15 e il 16 luglio il presidente Avezzù ha convocato il consiglio comunale, con all’ordine del giorno la discussione e il voto sulla mozione di sfiducia al sindaco Bruno Piva presentata da 13 consiglieri dell’opposizione e dall’ex consigliere della lista Piva Michele Brusaferro. Difficile, al limite dell’azzardo, ipotizzare il risultato. Per chiudere l’esperienza della giunta Piva e affidare il futuro del comune a un commissario, l’opposizione ha infatti bisogno del voto di 17 consiglieri. Due dei firmatari della mozione, Nello Chendi del Pd e Antonello Contiero della Lega, hanno però annunciato da tempo la loro assenza dall’aula per ragioni personali e di ferie, facendo scendere il “blocco” a soli 12 voti. A loro dovrebbero aggiungersi i voti dello stesso presidente Avezzù (che ha annunciato comunque l’intenzione di lasciare, qualora Piva dovesse rimanere in sella), Roana e Settini di Forza Italia, dell’ex leghista ora in An Bellinello, mentre sono in dubbio i voti degli ex Pdl Guarnieri e Ongaro. La situazione insomma è quanto mai fluida, ed entrambe le parti hanno puntato in questi ultimi giorni a convincere quei consiglieri che potrebbero rivelarsi l’ago della bilancia in una conta all’ultimo voto. «Mandare a casa il sindaco – ha ricordato l’assessore Simone Bedendo – vuol dire bloccare tutti i progetti a cui stiamo lavorando», e anche (si potrebbe aggiungere) mettere a serio rischio la propria rielezione in consiglio comunale visti i profondi cambiamenti che il quadro politico ha registrato negli ultimi due anni. A non avere dubbi invece, al netto delle ovvie sfumature retoriche, sono le categorie cittadine con un fuoco di fila di dichiarazioni. Durissimo il commento, e non sorprende, della Cgil, che denuncia il basso profilo di un comune che dovrebbe invece trainare l’intero territorio polesano; ma non meno incisive le critiche di Confcommercio e Unindustria contro una maggioranza «troppo impegnata sulle poltrone e i rimpasti, invece di occuparsi dei problemi reali». Lo stesso presidente della Camera di commercio, Lorenzo Belloni, si è augurato «un cambio di passo, perché lo spettacolo non è certo edificante». Ancora qualche giorno, e ogni dubbio verrà sciolto. In un senso o nell’altro, si vedrà probabilmente solo al momento del voto.


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8 Rovigo Confindustria Verso la fusione con Venezia

Sul percorso di fusione la “benedizione” del presidente dei Giovani Industriali Pascucci Il mondo imprenditoriale sembra essere d’accordo sull’integrazione delle rappresentanze. Ora occorre tracciare una rotta per arrivare all’obiettivo

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utela dell’identità ma con uno sguardo in quest’ottica. Auspico - conclude il presidente avanti, lontano: questo in un flash il - che questo sia un primo passo concreto verso pensiero di Andrea Pascucci, presi- un’integrazione più ampia e questo anche se i dente dei Giovani Industriali rodigini, sul tempi possono non esser o apparire ancora mapercorso di fusione avviato con la vicina re- turi: il mondo imprenditoriale ha manifestato la altà di Venezia.“Dobbiamo aver il coraggio di su adesione, ora sta a noi provare a tradurre rivedere - queste le sue parole - oltre che saper quell’idea in un progetto organico”. Gli fa eco il suo vice, Giordano Riello: rielaborare, le organizzazioni alla luce di uno scenario differente dall’attuale, dove non occor- “Confindustria vuole essere il primo motore ra replicare anche a livello associativo la divisio- di innovazione e personalmente e’ motivo di ne istituzionale in Regioni, Province, Comuni. orgoglio esser stati i precursori di un progetto Condividere, collaborare, allearsi, presidiare, di fusione tra Rovigo e Venezia sulla scia della costituiscono azioni non eludibili nella strate- cosiddetta riforma Pesenti. Ormai i campagia di ogni impresa che non sia monopolista. nilismi sono antitetici - continua - e la futura aggregazione non Ecco perché - prosegue Pascucci - la rappre- Riello: “Siamo orgogliosi vedrà solo un’importante riduzione sentanza di Confin- di essere stati i dustria e i suoi servizi precursori del progetto: dei costi ma rendedevono saper mutare ridurrà i costi e renderà rà anche più forti i due territori con un adeguandosi al nuovo più forti i territori” totale di quasi 2mila contesto come ad esempio ha fatto il sistema bancario negli ul- aziende. Non abbiamo paura del cambiamento timi anni, la medesima strada che in qualche e pensiamo che da questo progetto il Polesine modo ha imboccato la strada lo stesso Stato. possa vedersi finalmente rilanciato grazie a una La decisione, storica per il Veneto, di formaliz- politica industriale di più ampio respiro”. Sulla stessa riga anche il pensiero di Igor zare la volontà di studiare come aggregare due territori, Rovigo e Venezia, si inserisce proprio Errico Piccarini, numero uno dei “junior” la-

FOCUS

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NEWS Bilanci

Presentato i numeri del 2013

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Andrea Pascucci gunari. “L’avvio di un’aggregazione di questo genere risponde perfettamente all’esigenza di crescita e sviluppo. Una scelta coraggiosa - si associa il presidente dei Giovani Industrali di Venezia - che anticipa un cambiamento che tutta la struttura amministrativa pubblica è chiamata ad affrontare. Grazie all’impegno dei presidenti Zoppas e Gambato (rispettivamente a capo di Confindustria Venezia e Unindustria Rovigo, ndr) verranno a sommarsi le eccellenze di due territori che creeranno una macroarea industriale ricca di grandi imprese e di un tessuto di piccole e medie imprese forte e interconnesso, in grado di fare massa critica e meglio agganciare le chance di ripresa. Saremo in prima fila anche con Pascucci e Riello, con cui collaboriamo e condividiamo idee e progetti da tempo, per sostenere quest’importante evoluzione confindustriale”

rande attenzione ai giovani, impegno a sviluppare il lavoro in rete tra le diverse realtà presenti nel territorio. Sono questi i due aspetti che più caratterizzano il Bilancio sociale 2013 della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, recentemente presentato in un incontro organizzato nel capoluogo polesano. Con l’esercizio 2013 si è aperta la programmazione di attività del triennio 2013-2015, che stima in 120 milioni di euro le risorse destinate al territorio. Lo scorso anno il sostegno della Fondazione si è concretizzato in 491 interventi per oltre 53 milioni di euro così distribuiti: 11,1 alla Ricerca scientifica, 8,5 all’Istruzione, 10,9 all’Arte e alle attività culturali, 6,5 alla Salute e all’Ambiente, 13,4 all’Assistenza e tutela delle categorie deboli, e complessivamente altri 3 all’attività sportiva, alla protezione civile, alla sicurezza alimentare e all’agricoltura di qualità. “Di fronte ad una crisi che spinge a ripiegarsi su se stessi e a vivere il futuro come minaccia e non come opportunità – sottolinea Antonio Finotti, Giovani e lavoro presidente della Fondazione – crediamo in rete le due linee che il nostro compito sia quello di individuascelte dalla re nuovi percorsi, sollecitando un approccio Fondazione Cariparo ai problemi diverso rispetto al passato e la per i prossimi anni proposta di soluzioni innovative e originali alle problematiche dell’attuale contesto. Ai giovani, in cui crediamo fortemente, va data la possibilità di motivarsi, di sperimentarsi, di acquisire fiducia nelle proprie capacità e di avere un lavoro, perché sono il presente e soprattutto il futuro del nostro paese”. Nel concreto, i finanziamenti hanno riguardato progetti per gli studenti, ma anche per le associazioni e le imprese culturali giovanili gestite da under 35, oltre al microcredito d’impresa per i giovani che desiderano avviare una propria impresa e ai fondi per i ricercatori under 40 che sviluppano progetti di eccellenza nel campo della ricerca pediatrica. N.S.

Chiedono protezione internazionale, possibili rifugiati

Chi sono questi migranti che sembrano aver invaso il Polesine?

nche Rovigo ha celebrato la Giornata internazionale del rifugiato il 20 giugno scorso, una data individuata dalle Nazioni Unite per commemorare l’approvazione nel 1951 della Convenzione sui profughi da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. A Rovigo, le associazioni che si occupano di accoglienza ma non solo, hanno organizzato una giornata aperta a tutti nella quale si è giocato a calcio, si è mangiato insieme, si è ballato e si è parlato, attraverso biglietti anonimi e disegni, delle tragiche storie di chi arriva in Italia. I protagonisti sono ragazzi costretti a lasciare il proprio paese a causa della guerra (e spesso, ma non

sempre, a causa della propria militanza in organizzazioni religiose, politiche o sindacali. Non sono irregolari, né clandestini, come invece alcuni giornali erroneamente (e in barba alla Carta di Roma) hanno scritto. Tra febbraio e maggio migliaia di persone sono giunte sulle nostre coste, tanto da rendere necessario l’intervento della comunità Europea. Nel territorio polesano, ad oggi, ne sono accolti circa un centinaio seguiti perlopiù dalla cooperativa sociale La fionda di Davide e in parte minoritaria dall’Associazione di promozione sociale Di tutti i colori. Giovanissimi, i ragazzi provengono prevalentemente dal Mali (in larghissima parte) dall’Eritrea e dalla Nigeria, ma anche dal Ghana, dal Gambia, dal

Senegal. Cosa fanno questi ragazzi tutelati dalla Convenzione di Ginevra che garantisce il diritto ad essere accolti e di fare richiesta di asilo politico? Molti italiano non sanno che per i primi sei mesi di permanenza sul territorio, secondo le nostre leggi, questi ragazzi non possono lavorare. Dunque seguono corsi di italiano, espletano i controlli sanitari e le pratiche legali, seguono corsi di formazione lavorativa qualora possibile, almeno fino al giudizio della Commissione territoriale. La burocrazia italiana li “costringe” a rimanere sul territorio per moltissimo tempo in attesa del permesso di soggiorno. Per la maggior parte di loro la meta non è l’Italia. La vera grande sfida che, per motivi assolutamente diversi,

accontenterebbe tanto il mondo anti-razzista che quello che di immigrati non vuole neppur sentir parlare, è quello di un permesso di soggiorno europeo che permetta a queste persone non solo di recarsi, ma anche di poter lavorare legalmente nei paesi dell’Unione. Chissà se il nuovo parlamento europeo continuerà a farà orecchie da mercante. F.D.L.


Rovigo 9 Concordi Parte l’azione legale contro il comune per il recupero dei crediti vantati

L’accademia chiude la biblioteca e licenzia tutti i dipendenti Il braccio di ferro tra l’istituzione culturale e il comune alle battute finali. Il 29 luglio sciopero dei dipendenti, i cui posti di lavoro non esisteranno più al rientro dalle ferie. E Rovigo rischia di rimanere senza biblioteca di Lina Rossin

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mmaginare Rovigo senza l’Accademia dei Concordi è come immaginare Venezia senza la biblioteca Marciana o Padova senza la sua biblioteca universitaria. Uno schiaffo alla città, alla sua storia, alla cultura. Eppure la parola fine per questa storia iniziata nel 1836, quando biblioteca e pinacoteca della cinquecentesca accademia fondata da Gaspare Campo si aprirono alla città, sembra proprio essere dietro l’angolo. O perlomeno Rovigo rischia di essere privata per un lungo periodo della fruizione di un capitale fatto di quasi 300 mila volumi, una preziosa raccolta di manoscritti antichi, una utile emeroteca e da qualche tempo anche di una intelligente sezione per ragazzi. Servizi preziosi per Rovigo, che hanno visto il passaggio lo scorso anno di oltre 50 mila utenti e che rischiano di non esserci più. La diatriba tra l’istituzione culturale e il comune ha infatti conosciuto una bruciante accelerata nelle ultime settimane. Non riuscendo a incassare i 370 mila euro che il municipio deve corrispondere all’Accademia, si è passati alle vie legali con decreto ingiuntivo per il recupero della somma. Ma soprattutto da lunedì 7 luglio la

biblioteca è chiusa: per ora i dipendenti sono in ferie, dopo di che partiranno le lettere di licenziamento per mancanza di fondi. La biblioteca chiuderà, e rimarranno solo i servizi minimi di pulizie e sorveglianza a tutela dei beni dell’Accademia. Una scelta drastica, contro la quale i nove dipendenti hanno deciso di scioperare il 29 luglio – prima data utile nel rispetto delle procedure di legge – andando nel frattempo a protestare in consiglio comunale a metà mese, nella speranza che qualcosa possa smuovere le acque della politica. Se da un lato infatti, come ha ripetutamente sottolineato il sindaco, il comune è in grandi difficoltà nel chiudere il bilancio di previsione per via dei ripetuti tagli ai trasferimenti, sulla vicenda non pesano solo le contingenze odierne, comprese le fibrillazioni politiche che hanno ripetutamente coinvolto la maggioranza. Negli ultimi giorni è stato annunciato un primo versamento di 50 mila euro all’Accademia, ma non pare che nemmeno questo possa bastare per far recedere l’istituzione dalla scelta della chiusura. “In realtà – accusa il presidente dell’Accademia,

Enrico Zerbinati – la disattenzione del comune nei confronti dell’Accademia non è questione solo di oggi. Basti pensare che ci sono centri in Veneto ben più piccoli di Rovigo, penso alla stessa Adria o ad Abano Terme, che investono 400 mila euro all’anno sulle loro biblioteche. Sembra impossibile che Rovigo, il cui bilancio supera i 40 milioni di euro, non riesca a recuperare tra tante voci di spesa 300 mila euro per la biblioteca civica, al punto da mettere in forse la sua sopravvivenza dopo che già la pinacoteca si è “salvata” grazie all’intervento della fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, che oggi la gestisce”. Per scongiurare la chiusura sono scese in campo con un appello anche le associazioni culturali cittadine, pronte a fare la loro parte ma senza sostituirsi impropriamente al comune: “Potremmo tenerla aperta noi facendo i volontari – scrivono – ma non sarebbe giusto. Spetta all’amministrazione pubblica garantire un servizio così importante per la città”. Come dire, è troppo facile scaricare sul buon cuore dei cittadini le mancanze della politica. Ma così non si va lontano.


10 Rovigo Lavori pubblici Fervono i lavori nell’area alle spalle di viale Tre Martiri

Dietro la cittadella sanitaria è quasi pronto il nuovo carcere Entro settembre la consegna della struttura, quindi via all’iter per l’apertura. Ospiterà 200 detenuti divisi nelle sue sei braccia e circa 150 agenti

FOCUS Ultima riunione il 24 giugno

Chiude i battenti il consiglio provinciale

di Antonio Ongaro

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l 2015 dovrebbe essere, finalmente, l’anno giusto per veder inaugurato il nuovo carcere di Rovigo. O, perlomeno, questo è l’auspicio formulato recentemente dal sindaco Bruno Piva, nella speranza di veder giungere la parola fine in calce a una storia che dura ormai da quasi un decennio. La struttura, che occuperà un’area di quasi 10 ettari proprio alle spalle della cittadella socio-sanitaria di viale Tre Martiri, avrebbe dovuto essere pronta già da due anni. Era stato l’allora guardasigilli del governo Prodi, Clemente Mastella, a porre la prima pietra della nuova struttura nel 2007. Il cantiere è stato però rallentato da numerosi inconvenienti, comprese le disavventure della Sacaim, l’impresa appaltatrice del progetto. Adesso, pare che la struttura possa essere consegnata nel prossimo mese di settembre, dando così modo al ministero della giustizia di iniziare l’iter necessario alla sua apertura che dovrebbe comprendere anche un bando di concorso per l’assunzione di nuovi agenti di polizia penitenziaria. Il carcere rodigino, che occuperà poco più di 25 mila metri quadri, è stato pensato come un edificio di 4 piani: tre saranno riservati alle celle per i 200 detenuti previsti nei sei bracci, mentre al piano terra sono previsti

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spazi per gli uffici, i servizi, una palestra, l’infermeria, una sala polivalente e anche un luogo per la preghiera. Accanto al carcere vero e proprio, i 150 agenti in servizio avranno a disposizione una caserma con 20 alloggi. L’apertura della casa di reclusione rodigina promette di offrire un significativo contributo contro il sovraffollamento delle carceri venete, e in particolare della grande struttura

di Padova. Proprio lo scorso mese di giugno scadeva l’ultimatum della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo: pur avendo presentato una situazione in miglioramento, l’Italia rimane sotto osservazione per la disastrosa situazione delle sue carceri e rischia di vedersi condannata a risarcire migliaia di persone per le sofferenze inflitte loro durante gli anni di detenzione in strutture fatiscenti e sovraffollate.

on la riunione del 24 giugno si è chiusa a Palazzo Celio una importante pagina di storia, quella dei Consigli Provinciali elettivi, iniziata nel 1867. La presidente Tiziana Virgili ha sottolineato come quello che va in archivio dopo la riforma voluta dal governo Renzi sia stato il Consiglio che in assoluto è durato di più, cinque anni e due mesi e mezzo, con 58 convocazioni per 276 deliberazioni approvate a fronte di 58 interrogazioni. 309 sono state invece le riunioni di Giunta per 1.779 atti deliberativi. A salutare i diciannove consiglieri presenti a questa assise conclusiva anche il presidente del Consiglio Federico Frigato, che ha lasciato chiudere i lavori al vice presidente del Consiglio Ivano Gibin. D’ora in poi la provincia, oltre a essere drasticamente ridimensionata nei compiti, diventerà un ente di secondo livello e in quanto tale sarà guidata da un consiglio eletto tra i sindaci del territorio e non più dai cittadini.

Diritti dei disabili nuova auto per sostenere l’esame di guida

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entralina a raggi infrarossi, dispositivi per l’allungamento dei pedali, acceleratore modello hi touch, al posto di quello elettrico a cerchio sul volante, e cambio robotizzato sono i dispositivi “più tecnicamente avanzati” di cui è dotata la nuova autovettura per la scuola guida disabili acquisita dalla Provincia con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e presentata recentemente al Censer di Rovigo. Il progetto, seguito dall’assessorato ai Trasporti, “ha colto la necessità – come ha ricordato l’assessore Giorgio Grassia – di sostituire il precedente veicolo, ormai inadeguato”. Una nuova Peugeot arriva dunque al posto della vecchia Renault 5: la vettura, utilizzabile da subito, sarà affidata in comodato all’autoscuola prescelta dal candidato disabile per il quale, tra l’altro, è previsto uno sconto del 20% rispetto alla tariffa solitamente applicata.

L’iniziativa è nata per sostenere le esigenze dei soggetti affetti da disabilità consentendo loro di conseguire la patente B speciale senza dotarsi preventivamente di un veicolo idoneo e per far fronte alla scarsa disponibilità di tali veicoli sul territorio. “Abbiamo voluto così sostenere e favorire – ha commentato la presidente della Provincia Tiziana Virgili – il diritto alla libertà di circolazione dei disabili, agevolandoli nel conseguimento della patente, affinché possano inserirsi a pieno titolo nella società, consentendo loro di superare alcune difficoltà e discriminazioni purtroppo ancora presenti”. Alla prima uscita del mezzo oltre ai responsabili degli uffici provinciali, erano presenti alcune autoscuole, Gianantonio Zuolo di Confarca, il direttore della Motorizzazione Civile Attilio Bottino, il tenente colonnello dei Carabinieri Andrea Firrincieli, il comandante dei vigili urbani di Rovigo Sabrina Patanella e Lorenza Gallo, presidente della commissione medica dell’Asl 18 Rovigo.


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Sguardo in provincia 13 Adria, l’inchiesta I cittadini e i titolari delle attività economiche fotografano un anno difficile

Il cuore della città pulsa ma la crisi stringe NEWS

Le voci di chi abita la città sono a volte pessimiste anche se non si demorde e si aspetta la fine della crisi, che, certamente, ci sarà!

Protagonisti i Consorzi ittici

Con gusto dal mare alla piazza

di Edoardo Zambon

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dria è viva? La stagione estiva è arrivata e le manifestazioni che accompagneranno le serate del centro storico per attrarre visitatori in città stanno iniziando. Per tastare la situazione siamo stati a sentire le opinioni di commercianti e cittadini, le loro osservazioni e proposte. “Ad Adria ultimamente non si muove nulla – spiega il parrucchiere Mauro Segantin, i negozi continuano a chiudere. L’unica nota positiva sono le serate di “Adria d’Estate” e le manifestazioni che qualche domenica coinvolgono il centro storico. Servirebbe domandare ai nostri politici a Roma cosa sta succedendo. Ormai avere un’attività è solo un problema”! Lungo corso Vittorio Emanuele il signor Mario spiega: “Le manifestazioni si vedono ma siamo lontani dai tempi in cui piazza Castello e viale Umberto Maddalena erano il fulcro della vita sociale cittadina. E’ certo che il problema è soprattutto economico, ad Adria mancano le attività”. Positivo è Ermanno Cesari, titolare dell’agenzia immobiliare Lybra: “Lavoro ad Adria da tanti anni, qui rispetto ad altre realtà si fa di più, voglia di fare c’è anche se poi la crisi non aiuta. Per le manifestazioni estive proporrei un motoraduno serale, di sicuro interessante per tutte le età”. E Gabriele Albiero del caffè Liberty, barista da

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oltre trent’anni: “Ad Adria negli ultimi anni gira poco l’economia, si dovrebbe attivare un circuito che colleghi le attività del centro storico con alcune realtà come il Museo Archeologico o il Parco del Delta per richiamare turisti. Un tempo tanta gente frequentava il centro poi ho visto cambiare le cose e le attività commerciali ed industriali chiudere. Forse ha anche contribuito la mancanza di collegamenti stradali tra Adria e il territorio”. E Luciano Maestri, titolare della famosa galleria d’arte “Etruria”: “Adria non è viva, il corso Vittorio Emanuele una volta era abitato da tante famiglie, ora la gente viene per il Corso solo per gli uffici e le banche. Alcune istituzioni come l’Enel e l’ex Sip non hanno più un rife-

rimento, anche il Tribunale è stato soppresso. Un tempo ad Adria c’erano cinque cinema, ora ne funziona uno. La vita notturna dei giovani è cambiata, oggi solo serate alcoliche e musica alta”. E Simonetta titolare di Anteprima, negozio di biancheria intima: “Le vendite non vanno male ma non condivido le ultime manifestazioni proposte come lo ‘sbaracco’. La gente non capisce più quando ci sono i saldi. Un limite anche i parcheggi a pagamento e la paura delle multe della Polizia locale. Gli affitti delle attività sono troppo alti, un grosso limite per chi vuole intraprendere un’attività. Ad Adria non c’è ne’ turismo ne’ vita notturna, solo persone anziane”. O almeno così sembra.

’estate decolla e il centro storico si prepara ad intrattenere gli adriesi che, complice la crisi non partiranno per le ferie ed i turisti che dalle località balneari raggiungeranno la città per una visita. Luglio si è aperto con “Dal Mare alla Piazza”, una fiera enogastronomica in programma dal 4 al 6 luglio in piazza Cavour organizzata da Regione, Comune ed Adria Shopping. Al centro dell’evento la valorizzazione i prodotti agroalimentari del territorio veneto con una particolare attenzione a quelli del settore ittico con l’obiettivo di incentivare il consumo di prodotti tipici a chilometro zero. Per l’occasione è stato allestito una tensostruttura dove i consorzi ittici locali di Scardovari, Pila, Chioggia e Cavallino hanno messo a disposizione dei visitatori, oltre al pescato fresco anche piatti cucinati al momento con ricette tradizionali ed opuscoli informativi su le ricette preparate. Presenti anche numerosi banchi alimentari con vendita di olio, riso e pasta e vari prodotti e i panificatori adriesi che in collaborazione con il dottor Arnaldo Cavallari hanno messo a disposizione il pane preparato con le speciali farine dell’Accademia del Pane. Di successo anche il concorso fotografico #VIVIADRIA, promosso da Adria Shopping, lo studio fotografico ISO100 e Giulia Lugarini. Il gioco ha dato agli appassionati di fotografia la possibilità di dimostrare la propria creatività utilizzando svariate tecniche fotografiche. Le premiazioni del concorso fotografico che riguardava immagini di Adria e suoi paesaggi sono avvenute il 4 luglio durante lo spettacolo di Giulia Lugarini Show #VIVODIMUSICA.

Adria d’Estate Arriva Dj Albertino con Radio Dj

DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA.

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dria d’Estate”, la tradizionale manifestazione estiva di Adria Shopping, l’associazione dei commercianti adriesi non finisce di stupire e per l’estate porta ad Adria Dj Albertino con Radio Dj e il suo staff che si esibirà durante la Notte bianca in programma l’8 di agosto. Anche quest’anno il calendario sarà denso di iniziative e proporrà durante i venerdì notte di luglio ed agosto un palinsesto ricco di eventi, spettacoli, musica e divertimento. A dare alcune anticipazioni è il presidente di Adria Shopping Enrico Franzoso: “Giunta alla sua 21° edizione, Adria d’Estate partirà anche quest’anno nonostante i tagli degli sponsor ed il periodo di crisi. Il budget è ristretto ma abbiamo cercato con un grande sforzo, di creare una manifestazione che vada incontro ai gusti di tutti con serate a tema. Venerdì 11 luglio sarà dedicato alla musica blues, il 25 luglio serata ‘Cosplay’ termine che si identifica con l’arte di mascherarsi come personaggi di cartoni animati o di fantasia. Tutto sarà riconducibile al mondo dei fumetti e ai manga giapponesi, vi sarà una gara di travestimento oltre a bancarelle del settore”. La Notte Bianca in programma l’ 8 agosto riserverà molte sorprese come quella di Dj Albertino mentre il 22 agosto avremo ospite il famoso gruppo comico Tanto par Ridare Show con il loro esilarante cabaret. Il presidente Franzoso poi entra nel dibattito sullo stato di salute cittadino e del centro storico: “Adria ha perso vitalità e non

Dj Albertino

Franzoso: “Servirebbe fare di più squadra in tutti in sensi e non bloccare le attività per un po’ di musica” so se questo sia da ricondurre al problema economico generale che oggi investe tutta l’Italia o altre motivazioni di carattere locale. Personalmente sono un frequentatore della città e contribuisco all’economia degli esercizi, attorno però abbiamo tante realtà che offrono molto al pubblico come sagre, fiere ed eventi con spettacoli. Poi – continua il presidente di Adria Shopping - il bacino demografico è quello e la gente ormai fa presto a spostarsi. Ad Adria servirebbe fare di più squadra in tutti in sensi e certi dovrebbero evitare di bloccare le attività e il movimento solo per qualche serata in cui la musica è un po’ alta”. E.Z.

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14 Sguardo in provincia Adria, arte sacra Molte le opere preziose da esporre

Parte il percorso museale della cattedrale Se ne parla da anni ma adesso è quasi fatta. Inaugurati dal Vescovo i lavori in partenza di Edoardo Zambon

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l Museo della Cattedrale di Adria, il primo della Diocesi Adria-Rovigo è ormai realtà. Dopo anni di restauri al patrimonio culturale della chiesa madre della Diocesi, partiranno a breve i lavori per la realizzazione del primo stralcio del percorso museale. Grazie all’operazione, che per la realizzazione vede anche un contributo di 200 mila euro stanziati dalla Fondazione Cariparo, sarà possibile rendere fruibile ai fedeli ed ai visitatori della città il prezioso patrimonio culturale formatosi lungo i secoli della sua millenaria storia cristiana. I lavori inaugurati simbolicamente dal Vescovo di Adria-Rovigo Monsignor Lucio Soravito de Franceschi lo scorso venerdì 27 giugno si concluderanno entro la fine del 2014. A parlare del progetto è l’Arciprete della Cattedrale, Monsignor Mario Furini che ha fortemente voluto la creazione del primo museo della diocesi: “Da molti anni c’era il proposito

di mettere in risalto il patrimonio storico della Cattedrale, intenzione cresciuta in seguito ad una mostra realizzata nel 2000 assieme ad una pubblicazione sui tesori della chiesa. Il progetto del museo ha un aspetto documentario di grande valore e sarà realizzato in tre stralci. Un altro tassello che dopo l’Archivio capitolare del Vescovado valorizzerà ancora le radici cristiane millenarie di Adria. I lavori – conclude Monsignor Furini – sono partiti con la benedizione del nostro Vescovo Monsignor Soravito presente in Cattedrale per la fiera dei santi Pietro e Paolo e per la ricorrenza del suo decimo anno qui in Polesine”. A contribuire al progetto assieme al Cavalier Francesco Doatti, è lo storico adriese Aldo Rondina che spiega il percorso espositivo e svela alcune delle opere che saranno esposte: “L’ingresso del museo sarà da piazzetta campanile,

precisamente dalla porta di entrata nella cattedrale di San Giovanni. Da qui subito a destra si trovano le prime due sale dalle quali tramite un ascensore e una scala di ferro, che si ricaverà su una colonna della Cattedrale maggiore, si accederà al primo piano trovando una fuga di 3 ambienti con travi a vista e la cantoria. In futuro il progetto prevede che da un ambiente vicino alla cantoria, con funzioni di magazzino e laboratorio restauro, si possa accedere ad una passerella che conduca da un lato dentro la canonica e da un lato in una sala sopra la sacrestia dei cappellani, dove si esporranno le stoffe e paramenti sacri appartenuti a vescovi come Giovanni Soffietti, Arnaldo Speroni degli Alvarotti e Federico Maria Molin”. Aggiunge Rondina: “Le centinaia di opere custodite dalla Cattedrale e databili in un arco cronologico compreso tra i secoli XI° e XX° sono tutte significative e pre-

La cattedrale di Adria ziose. Di sicuro sarà dato spazio ai frammenti in cotto degli altari realizzati nel 1440 da Michele di Firenze, all’argenteria, agli oggetti di culto come un tronetto per l’esposizione del SS.mo Sacramento. Oltre a pissidi ed opere in materiale lapideo – conclude Rondina -, sono

da ricordare uno straordinario vaso battesimale ottagonale ad infusione (XI°sec.), il famoso crocefisso di Lepanto del 1649, suppellettili in vari materiali come oro, argento, rame ed avorio. E ancora candelieri, estensori e casseforti in legno per la raccolta delle offerte”.

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16 Sguardo in provincia Rosolina, a tutto turismo Un’organizzazione d’alto livello

Rosolina mare: ogni serata un evento per turisti e polesani Ricco il calendario degli appuntamenti di tutta la stagione, distribuito e appeso nelle diverse piazze e lungo il litorale. Uno sforzo di comunicazione ben fatta di Elisa Cacciatori

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Rosolina mare quest’anno il calendario di eventi pensati per l’intrattenimento nelle serate d’estate mira a non scontentare nessuno. Il progetto, realizzato dalla pro loco di Rosolina di concerto con l’amministrazione comunale, il consorzio degli operatori balneari del Cob e gli agenti immobiliari di Rosatur, si presenta in veste inedita coprendo l’intera programmazione estiva già da giugno. A differenza delle passate edizioni è stata infatti pensata una nuova formula che permetterà al turista di conoscere quali saranno gli eventi programmati anche a distanza di mesi e, nell’eventualità, di poter tornare per partecipare ad una serata in particolare. Il risultato nasce da una progettazione che ha coinvolto gli attori che il turista di Rosolina mare lo conoscono da vicino e sanno quindi quali sono gusti e tendenze delle famiglie in vacanza. Nella scelta degli eventi è stato quindi tenuto conto della stagionalità dei flussi turistici con particolare attenzione alle famiglie e in particolar modo ai bambini. A rivestire un ruolo principe nella scelta degli eventi è la musica, linguaggio universale tra le diverse realtà culturali. Il lavoro di squadra nella programmazione degli eventi estivi a Rosolina mare ha già portato nella spiaggia del litoraneo rosolinese artisti conosciuti nella

scena italiana ma anche internazionale come Ivana Spagna ed eventi che hanno avuto particolare seguito come il carnevale d’estate, pensato per celebrare il primo giorno della bella stagione, e la serata delle griglie roventi. Tra i prossimi appuntamenti sono da evidenzia-

re il concerto di Red Canzian, il musical di Violetta, ma anche la terza edizione del festival Rock around the blues per gli appassionati del rock Anni Cinquanta, il festival artistico Deltarte e il festival di Voci per la libertà che quest’anno vedrà in qualità di headliner sul palco di

Rosolina mare Max Gazzè. “Il calendario è progettato in maniera tale che ogni settimana ci sia un evento clou – ha spiegato il presidente della Pro loco Michele Grossato - permettendo quindi al turista di portarsi a casa un ricordo con un valore aggiunto della località”. “La sinergia nella progettazione con il Cob e Rosatur ha permesso un salto di qualità – ha aggiunto l’assessore al turismo Daniele Grossato - Si tratta infatti di professionisti che hanno un contatto diretto con il turista e ne conoscono le esigenze. Il calendario propone ogni mese anche gli eventi della tradizione locale che si svolgono a Rosolina e nelle frazioni, per dare l’occasione anche ai turisti di poter partecipare”. “E’ un modo per dare al turista un elemento in più da portare a casa al rientro dalle vacanze - ha considerato il presidente del Cob Ferdinando Ferro – e quasi non si salta giorno della settimana, coinvolgendo tutti gli ospiti dal più piccolo al più grande”. “Il calendario – ha concluso la vicepresidente di Rosatur Maica Pozzato – nasce da un impegno che prosegue di anno in anno. I nostri sforzi ricominciano ad ottobre per la stagione successiva con le fiere del settore e poi li affidiamo agli operatori balneari e alle attività”.

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LO neWs

SPORt in PRIMO PIANO

luca pastorello segretario provinciale Figc

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l nuovo, si fa per dire, corso nella delegazione della Figc di Rovigo porta il nome di Luca Pastorello (rodigino di Borsea, dipendente comunale), attuale segretario, “spalla” per quasi 20 anni di Clelio Mazzo che il 30 giugno ha lasciato, dopo oltre 40 anni, la federazione rodigina del gioco calcio. Clelio Mazzo, classe 1928, è stato presidente-delegato della Figc di Rovigo dal 1989, una vita a fianco di personaggi importanti, a livello Figc Veneta, che hanno fatto la storia del Comitato Regionale come l’avvocato rodigino Antonio Ricchieri (divenuto poi presidente della Lega Dilettanti e poi vice di Antonio Matarrese, presidente federale), Enrico Galuppo, Giuseppe Nicolli, Giovanni Guardini e l’attuale Beppe Ruzza. Colui che, appunto, ha nominato Luca Pastorello nuovo delegato della Figc rodigina, carica che durerà un anno. Il consigliere regionale, Argentino Pavanati, aveva proposto, a suo tempo, una specie di primarie per far sì che, giustamente, le società di calcio polesane potessero esprimere una preferenza sul successore di Clelio Mazzo. Due i nomi individuati: Piero Carnacina, guru del calcio giovanile e Antonio Puggina, ex presidente della sezione Aia di Rovigo. Invece…“Dalla Figc di Roma ci hanno detto – dice Pavanati – che dovevamo comunicare un nome entro il 10 giugno, così per un discorso di continuità, l’indicazione è caduta sull’attuale segretario Pastorello, sempre puntuale nel mandare i documenti necessari a Mestre, sempre disponibile in questi anni in cui è stato a fianco di Clelio Mazzo”. La delegazione rodigina dovrà sostituire anche Alberto Nabiuzzi, responsabile dell’attività di base e referente del settore giovanile e scolastico, che la prossima stagione sportiva farà parte dello staff tecnico del Sudtirol Alto Adige. “Sì, ed abbiamo individuato in Gianpaolo Mossuto (27 anni) la figura che prenderà il posto di Nabiuzzi: Mossuto è stato a fianco di Alberto in questa sua esperienza e a lui spetta il compito di continuare sulla strada intrapresa fin qui”. C.R.

Il Delta riparte e spera nel ripescaggio

Il Delta riparte e spera nel ripescaggio

tra i nodi da sciogliere anche quello del campo: il Comunale di Porto tolle si deve adeguare con una spesa non indifferente di Cristiano Aggio

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on è andata come in tanti volevano e speravano. A Forlì, il Delta Porto Tolle ha perso 2-1 ed è retrocesso in serie D, abbandonando, quindi, i professionisti. Il direttore sportivo Lorenza Visentini ha ringraziato tutti i tifosi, ed erano tanti, che a Forlì hanno sostenuto la squadra. In società, si lavora, ovviamente, per il futuro. “Faremo domanda di ripescaggio, ci stiamo già preparando per farci trovare pronti, ma stiamo aspettando le direttive della Lega per ottemperare agli obblighi del caso. C’è un settore giovanile da allestire per disputare i campionati nazionali, ma nel caso, se il ripescaggio non si verificasse, saremo pronti a ripartire con l’entusiasmo di sempre, anche dalla serie D”, ha detto il diesse. I nodi da sciogliere, sono quello del campo: il Comunale di Porto Tolle si deve adeguare con una spesa non indifferente e amministrazione comunale e proprietà della società si stanno parlando: la direttiva della Lega dice che per il campionato sono necessari 3000 posti, mentre per quello appena concluso in Seconda divisione ne erano previsti almeno 1500. Entro il 30 giugno

Lorenza Visentini le squadre che hanno il titolo per iscriversi alla Lega Pro unica devono presentarsi con i conti in regola, contributi versati in primis. Se nei giorni successivi, ovvero nella prima settimana di luglio, le società iscritte non hanno presentato la fideiussione necessaria, verranno escluse dal campionato. Solo verso metà luglio, chi ha fatto richiesta, potrà essere certo di essere ripescato. Sul discorso campo, visto che la società deve indicarlo alla richiesta di ripescaggio, alcuni contatti ci sono stati con l’amministrazione comunale di Rovigo e anche con la società.

Bilancio più che positivo

Adria nuoto splendente all’HabaWaba International Festival

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i è chiusa la settima edizione dell’HabaWaba International Festival, per la seconda volta quest’anno Adria Nuoto ha partecipato a questa fantastica iniziativa promossa dall’associazione Waterpolo Development. La delegazione bassopolesana era rappresentata da 16 atleti e due allenatori, che hanno alloggiato una settimana a Lignano Sabbiadoro, condividendo il loro tempo, i pranzi, i bagni in mare, le gioie, i dolori di alcune sconfitte e la stanchezza a fine giornata. Bilancio più che positivo quello della squadra etrusca che è riuscita a piazzarsi nella parte alta della classifica generale, uscendo sconfitta ai quarti di finale del girone “Silver”, quello che conteneva le squadra dal 32° al 64° posto, in un torneo che ne vedeva coinvolte ben 96 nella categoria under 11 e 20 in quella under 9! Come portacolori dell’Adria Nuoto a Lignano Sabbiadoro era presente anche Matteo Tolomei, atleta adriese, aggregato alla squadra under 9 del Plebiscito Padova occasionalmente per questo evento, capace di conquistare il terzo posto assoluto nella categoria. “Siamo orgogliosi dei nostri piccoli atleti – affermano Giacomo Stoppa e Matteo Armari, i due tecnici accompagnatori della squadra – che abbiamo visto crescere in queste stagioni; In tornei come questo la cosa che più conta è appassionare i bambini a questo sport che sa regalare tante gioie, ma che purtroppo spesso non ripaga tutta la fatica che richiede. In questa settimana i bambini hanno vissuto insieme a loro coetanei con culture, lingue e nazionalità diverse, arrivati dall’Egitto, Singapore, Brasile, Francia, Croazia, Russia, Ungheria… Siamo consapevoli del fatto che questa esperienza non la dimenticheranno mai, e ciò ci rende veramente felici”. Di seguito i risultati e la rosa dei giocatori che sono stati impegnati all’HabaWaba International Festival Girone 1 :Dauphine de Sete 01 (Francia) – Adria Nuoto 4-4; Adria Nuoto – Akrosport Roma 9-3; VK Primorac 2 (Montenegro) – Adria Nuoto

3-16; Adria Nuoto – Lavagna 90 2-5; Heliopolis Tigers (Egitto) – Adria Nuoto 3-3. Girone B1: Sportiva Sturla Bianca – Adria Nuoto 4-2; Adria Nuoto – CN Barcelona (Spagna) 1-11; Pan Sharks (Francia) – Adria Nuoto 2-7; Sedicesimi di Finale “Silver”; Adria Nuoto – VK Primorac 1 (Montenegro) 5-4: Ottavi di Finale “Silver”: France Nageurs Cheminots (Francia) – Adria Nuoto 2-8: Quarti di Finale “Silver”: Adria Nuoto – RN Camogli 5-6 dtr

L’occasione della presentazione ufficiale di Maurizio Buraschi, come nuovo responsabile del settore giovanile del Rovigo calcio, è servita anche per fare qualche domanda a Gianfranco Fiorenzato, dirigente del Rovigo (che continuerà a curare i rapporti con le società calcistiche, ndr), sulle voci del Delta Porto Tolle che, in caso di ripescaggio in Lega Pro, si “trasferirebbe” a Rovigo. “Nessuna risposta, ad oggi, è certa, dice Fiorenzato. Dico solo che la volontà da parte di Visentini di fare la serie C, c’è ed è tanta. Qualora il Delta fosse ripescato, il Gabrielli, con qualche ammodernamento che riguarda soprattutto l’illuminazione, sarebbe pronto ad ospitare la squadra deltina. Se invece rimanesse in serie D, rimarrebbe a giocare al comunale di Porto Tolle. In questa fase bisogna solo aspettare.” Anche se, i dirigenti del Rovigo sarebbero già pronti ad organizzare il settore giovanile. “In caso di Delta in Lega Pro Unica, dice Buraschi, avremmo un “piano B”, considerato che il campionato di Lega Pro unica dovrebbe prevedere campionati regionali e non più nazionali.”

Arriva Zecca, preparatore atletico

l’aDriese: volti e gambe nuove

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n casa Adriese il direttore in Promozione con il Loreo. Nuosportivo Sante Longato sta vo anche il preparatore atletico, costruendo la squadra per la Lorenzo Zecca. Per Zecca è un prossima stagione che vedrà i ritorno ad Adria, visto che, a fine granata ancora in Eccellenza. anni ’90 era stato l’allenatore delDopo due sofferte annate il presila juniores nazionale. “E’ un’avdente Scantamburlo ha cambiato Lorenzo Zecca ventura stimolante, dice Zecca. decisamente rotta, con un nuovo Le motivazioni non mancano di allenatore, Valeriano Fiorin, e Encio Gregna- certo e lavorare in una piazza come Adria è nin suo vice. Le indicazioni di mister Fiorin sempre entusiasmante. Con Valeriano ci conosono state chiare. “Si cambierà parecchio, ci sciamo dai tempi della Piovese e il rapporto tra aveva detto. Non dobbiamo sperperare dena- di noi è sempre stato ottimo; abbiamo sempre ro ma faremo acquisti oculati. Creeremo un interloquito su tutto, sia su aspetti tecnici che giusto ed equilibrato mix, perché ritengo che i di preparazione specifica e l’intesa è perfetta. giocatori d’esperienza servano sempre”. Con È un leader positivo che non fa pesare il suo l’arrivo di Bellemo, già certo, in casa Adriese prestigioso passato calcistico, sempre pronto arriva anche un centrocampista d’esperienza a dispensare consigli e a soffermarsi sopratcome Michele Pittaro classe 1980, lo scorso tutto con i più giovani”. Lorenzo Zecca, 56 anno al Dolo Riviera in Eccellenza che Fiorin anni, insegnante di educazione fisica presso ha già avuto a Pozzonovo l’anno in cui vinse un istituto superiore di Este, laureato in pedail campionato di Promozione. Tra i pali, do- gogia, allenatore di base e preparatore fisico vrebbe essere quasi certo l’arrivo dal Rovigo di (corso scuola nazionale dello sport del Coni Luca Milan, mentre vestiranno di sicuro la ma- di Roma), ha conseguito il titolo di preparaglia granata Stefano Bellemo centrocampista, tore atletico professionista di calcio. Assieme classe 1989, ex-granata durante la stagione a Luca Gotti, vice di Donadoni al Parma, è 2008/2009 con vittoria del campionato di l’unico polesano ad avvalersi di tale qualifica Eccellenza e che quest’anno ha giocato con professionale. La carriera di Zecca nel calcio è la Clodiense. Nuovi anche Josè Luis Colman iniziata nei primi anni 80 lavorando a fianco di Castro difensore centrale, classe 1985, para- Ugo Tomeazzi per poi collaborare in varie soguyano, con 27 presenze in serie D la scorsa cietà, tra le quali La Rocca, Porto Viro, Rovigo, stagione in quel di Este ed Enri Tiozzo difenso- Piovese, Este, Casalserugo, Adriese, Monselice re, classe 1983, che lo scoro anno ha giocato e Pozzonovo. Cr.Ag.


20 Cultura provinciale

Cultura provinciale 17

Ritrovamenti Perlustrati ad oggi 210 chilometri quadrati di territorio individuando 850 siti archeologici

al museo le vetrine parlanti

Villadose: uno scrigno che nasconde A ancora importanti segreti

Una pista ciclabile tra storia e natura

Nonostante la manifestazione abbia risentito della crisi, lo spessore culturale dell’evento si è mantenuto intatto di Mattia De Poli

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ato nel 1988, in ventisei anni di attività il Gruppo archeologico di Villadose, presieduto dal dottor Enrico Maragno, ha conseguito diversi primati e numerosi risultati di tutto rispetto. Era il 1996 quando l’associazione organizzava per la prima volta in Italia una rievocazione legata all’epoca romana. Quest’anno il Mercato della centuriazione di Villadose è giunto alla diciannovesima edizione e, a duemila anni dalla morte di Cesare Ottaviano Augusto, l’evento è stato dedicato in particolare a questa importante personalità storica. La manifestazione pubblica è sempre affiancata da un convegno di studi, che è ospitato nelle sale del comune di Villadose, coinvolge studiosi di varie università italiane e approfondisce diversi aspetti della civiltà romana: quest’anno, anche grazie alla collaborazione del Gruppo astrofili polesano, è stato richiesto ai relatori di intervenire sul tema “Miti e costellazioni nell’antica Roma”. La manifestazione nel corso del tempo ha risentito della crisi: sono diminuiti i finanziamenti, sono calati i contributi degli sponsor ed è stato necessario procedere a un ridimensionamento nell’organizzazione. Ma l’entusiasmo dei soci è rimasto sempre inalterato. I volontari riversano principalmente il loro impegno nella ricerca archeologica di superficie: la domenica mattina nei mesi autunnali e invernali, quando la terra dei campi viene lasciata riposare, un gruppo composto

da una decina di persone passa in esplorazione in maniera sistematica il territorio del Medio Polesine. Alla ricerca di cosa? A metà tra l’investigatore e l’archeologo, il volontario del Gav individua siti archeologici e raccoglie il materiale reperibile in superficie. I reperti, poi, vengono censiti e raccolti presso il Museo dei grandi fiumi di Rovigo, dove sono a disposizione degli studiosi. I siti, invece, vengono cartografati: dall’inizio dell’attività ad oggi sono stati perlustrati 210 chilometri quadrati di territorio e sono stati individuati 850 siti archeologici. Non tutti si possono improvvisare “cercatori”: prima di iniziare le ricerche, il Gav segnala alla Sovrintendenza per i beni archeologici del Veneto i nomi delle persone che svolgeranno l’attività. Ovviamente, ogni

anno chiunque può unirsi al gruppo, iscrivendosi al Gav: la formazione dei nuovi “cercatori” avviene direttamente sul campo, attraverso l’affiancamento di persone esperte. Le ricerche dei volontari a volte aprono la via a vere e proprie campagne di scavo, coordinate da docenti universitari e professionisti del settore. Le informazioni raccolte finora sono legate prevalentemente al periodo romano: in particolare la villa romana di Ca’ Matte è stata studiata per sette anni dalla professoressa Giuliana Facchini dell’Ateneo veronese. Nella zona tra Gavello e San Cassiano sono stati individuati, invece, degli insediamenti etruschi, probabilmente di supporto alla città di Adria: questi sono stati oggetto di studio da parte dell’Università di Pavia.

Villadose storia e archeologia si coniugano con natura e benessere personale. Nell’area circostante il comune polesano sono presenti quattro discariche e, per la riqualificazione dell’area, è stata prevista la realizzazione di una rete di piste ciclabili. Ma questa è anche la zona interessata dalla centuriazione romana. Ecco, dunque, che il Gav ha individuato un percorso adatto alle biciclette, lungo 13 chilometri, che parte dal centro del paese e vi ritorna, seguendo i cardini e i decumani e costeggiando gli argini di alcuni corsi d’acqua, come il canale Ceresolo, il canale Bresega e l’Adigetto. Il presidente del Gruppo archeologico di Villadose, Enrico Maragno, spiega che l’itinerario è stato inaugurato lo scorso maggio con la collaborazione dell’associazione “Amici della bicicletta” di Rovigo e che il Gav ha intenzione di valorizzarlo mediante l’allestimento di un’apposita segnaletica, che permetta ai ciclisti di individuare i siti archeologici rilevati dalle ricerche di superficie e non ancora scavati o, comunque, ricoperti dal terreno e non visibili. Punto di partenza e di arrivo del percorso è il Museo didattico della centuriazione romana, ospitato all’interno del palazzo comunale di Villadose: vi si illustrano le attività dei coloni di età romana, dall’edilizia all’agricoltura, dalle tradizioni religiose ai riti funebri, illustrando anche i metodi della ricerca di superficie e i risultati conseguiti. Il fiore all’occhiello di questo museo sono le vetrine “parlanti”, realizzate recentemente: al loro interno è stato individuato un oggetto particolare che prende voce, e si immagina che possa parlare raccontando la sua storia, o almeno una storia verosimile. Le sue parole sono riportate anche su un’apposita didascalia. Maggiori informazioni sulle attività del Gav sono disponibili sul sito M.D.P. internet della centuriazione.

neWs Presentato il nuovo romanzo

cesare loreFice si cimenta con storia e passione amorosa

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esare Lorefice, medico originario della Sicilia, cresciuto a Modica, ma da anni trapiantato ad Adria, dopo aver ottenuto plausi da ogni parte per le raccolte di poesie, ha iniziato a dedicarsi alla scrittura di romanzi storici. Dopo “L’oro e l’alloro”, anche “L’ultimo dei Chiaramonte. Potere e passione nella Sicilia medievale” ha come luogo di ambientazione della vicenda la terra d’origine di Lorefice, ma il periodo storico è nuovo: non più la stagione risorgimentale con la spedizione dei Mille, ma la fine del Trecento. Presentando la recente fatica letteraria, Angioletta Masiero ed Elios Andreini hanno sottolineato che il romanzo ricostruisce una vicenda storica ma allo stesso tempo umana e amorosa. Il duca di Modica, Andrea Chiaramonte, appartiene a una famiglia che vanta come capostipite lo stesso Carlo Magno: forte degli insegnamenti e dell’educazione ricevuta, egli cerca di opporsi alla dominazione spagnola degli Aragonesi ma cade vittima del tradimento delle persone in cui più confida e nella sua rovina trascina involontariamente con sé anche l’amata Isabella e il figlio piccolo. Lorefice è capace di scrivere pagine di forte tensione emotiva e di slancio passionale, quella passione che aveva ispirato già le sue prime raccolte poetiche. Nelle pagine del romanzo i personaggi pronunciano alcune battute in siciliano ma è significativo soprattutto che Andrea in punto di morte pronunci le sue ultime parole in spagnolo per farsi intendere dai suoi carnefici, dimostrando una dignità esemplare. M.D.P.

La nuova antologia poetica

arnalDo pavarin: uno sguarDo partecipe al monDo

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esare Lorefice, medico originario della Sicilia, cresciuto a Modica, ma da anni trapiantato ad Adria, dopo aver ottenuto plausi da ogni parte per le raccolte di poesie, ha iniziato a dedicarsi alla scrittura di romanzi storici. Dopo “L’oro e l’alloro”, anche “L’ultimo dei Chiaramonte. Potere e passione nella Sicilia medievale” ha come luogo di ambientazione della vicenda la terra d’origine di Lorefice, ma il periodo storico è nuovo: non più la stagione risorgimentale con la spedizione dei Mille, ma la fine del Trecento. Presentando la recente fatica letteraria, Angioletta Masiero ed Elios Andreini hanno sottolineato che il romanzo ricostruisce una vicenda storica ma allo stesso tempo umana e amorosa. Il duca di Modica, Andrea Chiaramonte, appartiene a una famiglia che vanta come capostipite lo stesso Carlo Magno: forte degli insegnamenti e dell’educazione ricevuta, egli cerca di opporsi alla dominazione spagnola degli Aragonesi ma cade vittima del tradimento delle persone in cui più confida e nella sua rovina trascina involontariamente con sé anche l’amata Isabella e il figlio piccolo. Lorefice è capace di scrivere pagine di forte tensione emotiva e di slancio passionale, quella passione che aveva ispirato già le sue prime raccolte poetiche. Nelle pagine del romanzo i personaggi pronunciano alcune battute in siciliano ma è significativo soprattutto che Andrea in punto di morte pronunci le sue ultime parole in spagnolo per farsi intendere dai suoi carnefici, dimostrando una dignità esemplare. M.D.P.

Scadenza del concorso 30 luglio

lo sport ispiri i versi migliori!

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enza alcun timore superstizioso, la “Rassegna di poesia in Tassina” giunge quest’anno alla diciassettesima edizione e ancora una volta la manifestazione è stata inserita nella programmazione della più che ventennale “Festa in Tassina”. La rassegna è nata dalla sinergia tra il Gruppo autori polesani e il Comitato polisportiva Tassina San Leopoldo e continua ad attirare l’attenzione di un numero sempre crescente di scrittori da tutta la provincia e anche dall’esterno. Lo sport è fonte di una pluralità di emozioni e le emozioni sono l’essenza autentica della poesia. Il concorso di poesia e prosa “Poesia e sport: momenti di emozione” è articolato in quattro sezioni: oltre al tema libero, è possibile proporre un testo dedicato allo sport oppure un’opera che parla del quartiere Tassina o della città di Rovigo oppure una breve frase che descriva o esalti la poesia (la più bella verrà stampata sulla “Maglietta della poesia”). Tutti gli elaborati dovranno essere inviati entro il 30 luglio prossimo alla segretaria del concorso, Aurora Gardin, a Rovigo, via Vittorio Veneto 7: la giuria, presieduta dal professor Claudio Garbato, proclamerà i vincitori durante la cerimonia di premiazione, che si terrà domenica 31 agosto alle ore 21 presso l’auditorium della Piccola casa di Padre Leopoldo a Rovigo. Maggiori informazioni e chiarimenti possono essere richiesti tramite il profilo facebook del Gruppo autori polesani oppure all’indirizzo email auroragardin@gmail.com. M.D.P.


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Entro l’estate i lavori per la messa in sicurezza di via provinciale

Dopo anni di promesse potrebbero venire esaudite le richieste dei res 14-04-2014 | Un 2014 di lavori per migliorare la sicurezza stradale di via Provinciale, il lungo rettilineo che unisce la città alla frazione di Corte. Il cantiere tanto atteso, secondo i programmi, dovrebbe aprire entro l’estate, di tre nuovi “piagni” (ovvero i ponticelli che collegano via Provinciale alla

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22

IL Veneto

in primo piano

Scandalo affari e corruzione

Dopo il Mose, i dubbi sono sul Passante

Quello che è mancato è un sistema efficace di controllo. Alla base della stortura il sistema del concessionario unico che autorizzava le aziende a fare lavori senza gare d’appalto. I comitati Opzione Zero e Re Common denunciano: “Sul Passante, i 750 milioni di euro preventivati inizialmente, sono schizzati in pochi anni a oltre 1,4 miliardi di euro. Stop ai project bond” di Alessandro Abbadir

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ose, strade e altre grandi opere pubbliche, il grande vaso di Pandora della corruzione veneta è stato scoperchiato e a rimettere le cose a posto dal punto di vista della legalità ci dovrà pensare la magistratura. In galera ci sono finite decine di persone fra politici, funzionari, imprenditori, e un centinaio sono gli indagati. I nomi più noti ? Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, il padre padrone per anni della politica regionale Veneta Giancarlo Galan, l’assessore Renato Chisso, l’ex Ad di Veneto Strade Giuseppe Fasiol. Senza contare ovviamente i super manager come Giovanni Mazzacurati deus ex machina del Consorzio Venezia Nuova, Piergiorgio Baita della Mantovani spa e Giovanna Maria Piva ex presidente del Magistrato alle Acque. Che sulla realizzazione del sistema di dighe mobili che dovrebbe salvare Venezia dalle maree, ci fosse qualcosa che non andasse era intuibile. Ma quello che fin da sempre non ha funzionato è stato il sistema dei controlli. Un meccanismo lasciato gestire sempre dagli stessi da decenni. Ma facciamo un passo indietro. Già alla fine degli anni Ottanta, quando il progetto Mose vide la luce c’era chi parlava di monopolio. La concessione unica al Consorzio Venezia Nuova, approvata dal Parlamento, autorizzava le più grandi imprese edili italiane (Impregilo – e poi Mantovani – Fiat Impresit, Condotte, Mazzi e anche cooperative rosse) a fare lavori senza gare d’appalto. Costi più alti e niente mercato. Il governo stanziava i fondi, e il Consorzio li poteva spendere senza concorrenza. Chi doveva controllare (Magistrato alle Acque e Corte dei Conti) non sempre lo ha

sono stati i comitati Opzione Zero, Re: Common e Rete Eurofatto e ora si capisce il perché. Sul Mose ad esempio la Valutazione di Impatto am- pea Counter Balance. “Manifestiamo – spiega per Opzione bientale negativa, è stata superata con grande semplicità dai Zero il presidente Mattia Donadel - tutti i nostri dubbi e governi D’Alema e poi Amato. Le Valutazioni si spostarono preoccupazioni in merito all’operazione di rifinanziamento in sede regionale, dove c’era il governatore Giancarlo Galan del debito del Passante di Mestre attraverso l’emissione sui con la sua squadra e qui nessuno o quasi si è posto dei dub- mercati finanziari dei Project Bond per 700 milioni di euro. bi sulle grandi opere. Anzi, le grandi opere promuovevano Val la pena ricordare che solo un anno fa la spa pubblica sviluppo era il leit motiv. Le grandi sono state affidate sem- Cav, gestore del Passante, aveva già ricevuto due finanziapre alle stesse imprese, Mantovani in testa a cui sono stati menti: uno dalla Bei (Banca europea investimenti) per 350 affidati il Passante, gli ospedali, i depuratori. Con la Legge milioni di euro, e uno di 73,5 milioni di euro direttamente Obiettivo dal 2002, i soldi li ha dati il Cipe direttamente al da Cassa Depositi e Prestiti. Per l’acquisto dei titoli finanziari legati all’opera, in quella che viene Consorzio, che ha gestito tutto come annunciata come la prima operazione ora si sa. Cioè oliando pare, a suon “Con la Legge di tangenti tecnici funzionari politici Obiettivo dal 2002, italiana di project bond europei, sono in pole position cinque banche privaesponenti della magistratura e delle i soldi li ha dati te, tra cui Banca Intesa e Unicredit. Il forze dell’ordine tutta gente che do- direttamente veva controllare, ma che invece con il Cipe al Consorzio” beneficiario del nuovo finanziamento le tasche appesantite di denaro del è appunto Concessioni Autostradali sistema della corruzione e dei favori, gli occhi li ha chiusi Venete (Cav) Spa, partecipata al 50% da Regione Veneto tutti e due. Insomma un mostro è stato cresciuto evitando e Anas SpA, costituita nel 2008 con lo scopo di rimborsare a accuratamente che i controllori controllassero e alimentando Anas circa 1 miliardo di euro anticipato per la costruzione del un sistema ad esempio quello del concessionario unico (Il Passante di Mestre e delle opere complementari. Il rimborso Consorzio Venezia Nuova) che non ha paragoni in nessuna avrebbe dovuto avvenire attraverso il gettito dei pedaggi, ma altra realtà italiana. Dopo il Mose l’altra grande opera nel fin da subito si è visto che gli introiti annuali erano insufmirino è il Passante di Mestre. A denunciare nei giorni scorsi ficienti a ripagare i costi sostenuti”. Ed è anche qui, sulla nel dettaglio tutti i dubbi sul sistema Passante al presidente lievitazione dei costi del Passante che Opzione Zero mette dell’Autorità Nazionale Anti-Corruzione Raffaele Cantone, l’accento “E’ bene ricordare - spiega Mattia Donadel - che i

STIAMO SELEZIONANDO

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750 milioni di euro preventivati inizialmente, sono schizzati nel giro di pochi anni a oltre 1,4 miliardi di euro. Proprio la Corte dei Conti nel 2011 in una relazione ufficiale metteva in evidenza l’aumento spropositato dei costi, nonché l’assenza di controllo pubblico e il rischio di infiltrazione mafiosa. Nel 2013 è scoppiato in Veneto il caso Mantovani e poi lo scandalo Mose; e guarda caso il principale esecutore dei lavori di costruzione del Passante di Mestre è la società Mantovani Spa, così come tra i principali soci della società Passante di Mestre. Poi ci sono le stesse società consorziate con il Consorzio Venezia Nuova ora al centro della vicenda Mose. Non sfugge l’arresto dell’assessore regionale alle infrastrutture Renato Chisso, principale artefice del Passante”. Chiare le richieste finali a Cantone dei Comitati. “L’emissione dei Project Bond - conclude Elena Gerebizza di Re: Common - aprirà un altro buco dopo quello provocato solo qualche mese fa dalla stessa Cav con Cassa Depositi e Prestiti e con Banca Europea degli Investimenti per altri 423,5 milioni di euro. Per queste ragioni al presidente Cantone si chiede conto delle attività di monitoraggio svolte sulle azioni della Regione Veneto e sull’intenzione o meno di inglobare nelle indagini dell’Autorità Anti-Corruzione le operazioni relative all’emissione di project bond, nonché, visto il coinvolgimento della Bei, sulla possibilità di promuovere un’azione di cooperazione nell’ambito del network European Partner Agaist Corruption (Epac), al fine di chiedere maggiore trasparenza alla Banca europea per gli investimenti”.

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Il Veneto in primo piano 23 La reazione I partiti prendono posizione dopo quanto emerso

“Serve un rinnovo radicale della classe politica” Felice Casson (Pd): “Venezia non può restare a lungo senza una guida”. Per il Movimento 5 Stelle si deve porre attenzione sui costi in programma per la realizzazione della “via del Mare” di Alessandro Abbadir

T

erremoto tangenti, ad uscirne sconvolti dall’indagine della magistratura sono stati i partiti politici che hanno governato per anni Venezia e il Veneto. E’ stato il Pd il partito che è parso subire gli effetti delle inchieste anche se non il più coinvolto (Galan e Chisso pesantemente chiamati in causa con richieste di arresti ed arresti con altri esponenti ad esempio sono di Forza Italia). Sulla questione, dopo le dimissioni della giunta Orsoni a Venezia e il commissariamento del Comune, interviene il senatore del Pd Felice Casson ex magistrato .“Venezia – dice Casson – non può restare a lungo senza una guida politica della città . Compito del commissario è ora fissare la data delle elezioni e portare avanti le urgenze da sbrigare già calendarizzate. Il Comune deve avere una guida legittimata dal voto al più

presto possibile. Ci sono temi come le bonifiche dell’area di Porto Marghera, lo sviluppo del Porto e le Grandi Navi, che non possono attendere. La città non può restare a lungo gestita da una guida tecnica”. Per Casson la via maestra è quella di un rinnovo radicale della classe dirigente veneziana. “Per selezionare le candidature – dice – è indispensabile utilizzare lo strumento delle primarie”. Sul necessario rinnovo del partito interviene anche il segretario provinciale del Pd veneziano Marco Stradiotto. “La magistratura deve fare il suo corso - dice - è chiaro però che nel nostro partito non solo i reati sono inaccettabili, ma pure i comportamenti inopportuni non trovano casa. Per questo abbiamo istituito una commissione d’indagine ad hoc nel partito che seve a segnalarli. Va detto però che se nel nostro partito in cui gli

LA RICHIESTA

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elettori sono sensibili a questi temi, si sta facendo la massima chiarezza, in altri partiti ben più coinvolti come Forza Italia questo sforzo non si vede”. E infatti in Forza Italia non c’è ad ora una reazione simile, e il partito di Berlusconi a Venezia e in Veneto si affida al garantismo come linea guida della sua azione. Dura la Lega Nord con l’onorevole Emanuele Prataviera: “Da sempre - dice - denunciamo il rischio di far diventare la laguna una palude di interessi costruiti sulle spalle di veneziani onesti che amano la città. Non siamo felici di aver avuto ragione, significa che Venezia e il Veneto sono finiti nel fango più profondo. Ora tutti dobbiamo sentirci protagonisti di una opera di bonifica per una città che non si merita questo”. Infine la deputata del Movimento 5 Stelle Arianna Spessotto pone l’accento sui dubbi ai costi del piano

Felice Casson economico e finanziario della via del Mare nel trevigiano. L’opera dovrebbe essere realizzata in project financing per circa 210 milioni, attraverso la trasformazione dell’attuale Treviso Mare.

Oriana Boldrin “Si indaghi sulle assunzioni facilitate dai corrotti”

ra si indaghi sulle assunzioni facili”. Dopo lo scoppio della tangentopoli sul Mose una proposta shock arriva da Oriana Boldrin, da anni a Campolongo Maggiore (Venezia) impegnata sul fronte della cultura della legalità con l’associazione “Mondo di Carta” ed ideatrice del premio letterario “Crstiina Pavesi“ vittima innocente della Mala del Brenta. “Sarebbe ora – spiega la Boldrin - di andare ad indagare sulle assunzioni fatte dai politici attualmente inquisiti di parenti ed amici, di persone che sarebbero state assunte senza alcun tipo di concorso, solo per il fatto di essere state raccomandate. E’ arrivato il tempo che questi lavoratori stiano a casa perché di

fatto stanno togliendo il posto di lavoro ad ltri magari molto più preparati e con idonei titoli di studio”. “Quello che è successo – spiega la Boldrin – fa molta rabbia. Basta ricordare che 2 anni fa il ministro Elsa Fornero ridusse le pensioni ai pensionati che percepivano più di 1200 euro al mese, perché l’Italia era in default, e ora si scopre che questi corrotti banchettavano coi portafogli gonfi di soldi frutto di false fatturazioni allo Stato”. Poi un affondo all’ex governatore Giancarlo Galan: “Se verranno provate tutte le accuse nei suoi confronti - conclude - la sua villa dovrebbe essere confiscata e trasformata in A.A. ricovero per senza tetto”.


24 Il Veneto in primo piano Le elezioni amministrative premiano il senatore leghista, ex sindaco di Cittadella famoso per le sue ordinanze

Bitonci conquista Padova: “Adesso si cambia” La città sceglie di voltare pagina, sconfitto Ivo Rossi insieme al Partito Democratico. Il neo sindaco vara le prime misure sulla sicurezza e il controllo dei quartieri, tagliate anche le auto blu

di Nicola Stievano

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aluardo della campagna elettorale, senza dubbio il tema della sicurezza a Padova è una delle ragioni che ha contribuito alla vittoria di Massimo Bitonci contro Ivo Rossi. Una vittoria per nulla scontata su cui la sicurezza ha avuto un ruolo fondamentale e ha fatto parte delle prime dichiarazioni da primo cittadino dello stesso Bitonci. Il segnale di distacco dalla precedente amministrazione, sia quella del vice Rossi che quella di Zanonato, non si è fatto attendere visto che il 10 giugno scorso, ancor prima della nomina della giunta e quindi della delega a Saia di tale tematica, è stata annunciata la decisione di rimuovere dall’incarico l’attuale capitano delle forze di Polizia Municipale che, come ha ben specificato Saia fra i cittadini di Piazza delle Erbe dopo l’incontro con Zaia, non è inadatto per quanto ha fatto o meno ma semplicemente per il fatto che proviene dagli stessi am-

bienti della polizia municipale. Secondo Saia la necessità della città di Padova è quella di un vero e proprio coordinatore delle forze di polizia locale che conosca tecniche avanzate e che possa guidare la città verso una sicurezza complessiva per tutti i cittadini in particolar modo nelle zone critiche della città. Idee chiare e precise che si dovrebbero tradurre nella riorganizzazione totale della polizia che non dovrebbe essere più centralizzata ma suddivisa in aree di competenza che si concentreranno a nord, a sud e a centro della città. Secondo le previsioni della nuova amministrazione, già annunciate prima dell’elezione e poi confermate dopo aver dialogato con gli agenti e aver effettuato delle analisi concrete sulle unità a disposizione e sulle scelte fino ad oggi prese e messe in pratica, gli agenti ruoteranno più spesso fra i vari ruoli andando quindi a garantire una sorveglianza

più attenta che si estenderà anche ai mezzi pubblici nei quali verranno installate telecamere e garantito l’acquisto del biglietto a costo di aumentare le unità anche attraverso assunzioni mirate e ben precise. Lotta aperta sarà anche all’accattonaggio e ai campi nomadi che verranno ben delimitati fino ad ordinanze più dure che permetteranno il “parcheggio” di camper e roulotte solo ed esclusivamente in determinate aree della città. Per quanto riguarda l’accattonaggio, come già successo in altre città governate dalla Lega Nord e anche a Cittadella in cui Bitonci è stato sindaco, le ordinanze saranno consequenziali partendo da una maggiore sorveglianza e controllo da parte delle forze di polizia per poi emanare un’ordinanza che vada a vietarlo totalmente. Scelte mirate e decise che andranno a “ripulire” la città, come più volte sottolineato anche prima del ballottaggio.

Ma l’amministrazione Bitonci non sarà solo sicurezza, anche se sarà uno dei temi più importanti per tutto il mandato, visto che si farà molta attenzione anche al contenimento degli sprechi e all’atteggiamento che lo stesso Sindaco ha definito “francescano” degli amministratori. Per quanto concerne i tagli sono già state eliminate le auto blu, sindaco e assessori guideranno le proprie, e gli autisti assunti dalla scorsa giunta verranno ricollocati in altre mansioni a palazzo, e di pubblico dominio è stata la rinuncia da parte di Bitonci a cellulare e tablet di servizio. Gli assessori saranno invece muniti di cellulare per le attività legate all’amministrazione. Tagliati del 10%

i compensi di tutti e nessun altro compenso aggiuntivo andrà a sommarsi a quello amministrativo considerato che lo stesso primo cittadino ha già rinunciato alla carica di senatore reputandola incompatibile con la carica amministrativa. Molta attenzione, ha sottolineato Bitonci, sarà data all’ascolto e allo stare fra i cittadini per essere non solo il Sindaco di chi li ha votati ma anche di chi non li ha votati. I primi giorni di amministrazione hanno senza dubbio lasciato spazio a promesse, progetti e molti cambiamenti che, secondo le previsioni della giunta, nelle prossime settimane troveranno uno spazio concreto fra le vie di Padova.

Eleonora mosco vice sindaco

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na giunta che mira a valorizzare quelle che sono le competenze di tutti e che andrà a governare la città di Padova secondo un programma condiviso con i cittadini che miri a risolvere nel migliore dei modi tutte le problematiche legate alla città. Queste le intenzioni di Bitonci ribadite anche nel consiglio comunale di insediamento, che si è tenuto all’Arcella, quartiere simbolo di Padova quando si parla di sicurezza. “Qui vivono – ha detto il sindaco di Padova - decine di migliaia di padovani e di stranieri di buona volontà. Eppure qui, scelte discutibili del passato, hanno permesso l’insediarsi di piccoli ghetti e sacche di illegalità. Sempre qui, una crescita urbana disorganizzata, una cementificazione cieca, pianificazioni della viabilità che non hanno tenuto conto delle esigenze del quartiere hanno messo in difficoltà il commercio, il sociale e lo sport, si pongono quotidianamente a disposizione della cittadinanza. Eppure tanto l’Arcella, quanto gli altri quartieri della nostra città, possiedono energie e speranze sufficienti per risolvere queste contraddizioni e questi problemi”. Tornando alla giunta, ha destato meraviglia la nomina di Eleonora Mosco a Vicesindaco con delega alle Politiche

giovanili, che a soli 27 anni si troverà ad essere il braccio destro del sindaco e rappresentare la città in sua assenza. Altre tre saranno le donne ad affiancare il sindaco: Alessandra Brunetti, con deleghe a Politiche Abitative, Edilizia scolastica, Politiche Scolastiche, Sociale, Integrazione e convivenza, Rapporti con il mondo religioso, Marina Buffoni, con deleghe a Trasparenza, Cooperazione Internazionale, Decentramento ai quartieri, Partecipazione, e Cinzia Rampazzo con deleghe a Sport e Manifestazioni sportive. Stefano Grigoletto gestirà le deleghe a Bilancio, Tributi, Patrimonio, Società Partecipate, Servizi Cimiteriali e Demografici, Mobilità, a Fabrizio Boron sono andate le deleghe a Edilizia e Manutenzioni, a Matteo Cavatton sono andate Ambiente, Agenda21, Urp, Rete civica, a Flavio Rodeghiero Cultura, Turismo, Musei e Spettacoli mentre a Maurizio Saia, come del resto già preannunciato, sono andate le deleghe a Politiche della sicurezza, Polizia municipale e Protezione civile. Rimarranno invece di competenza del Sindaco il progetto in sostituzione di PaTreVe ovvero “Grande Padova”, Lavori Pubblici, Attività Produttive, Urbanistica, Infrastrutture, Avvocatura, Personale, Università. N.S.


Il Veneto in primo piano 25 Approfondimento Scuola La storia di un progetto innovativo promosso da tutte le scuole del comune di Martellago nel Veneziano

Dai 3 ai 14 anni, il territorio si fa... “scuola” per tutti Il “Curriculo di territorio” ha coinvolto 2200 ragazzi e 101 classi delle scuole di ogni ordine e grado

di Ornella Jovane

L

a scuola dell’autonomia che si apre al territorio e che nel territorio fa rete progettando percorsi formativi condivisi e “verticali”, tali da condurre, nella continuità, i ragazzi verso le medesime mete finali. Dai 3 ai 14 anni, attraverso il raggiungimento di traguardi intermedi, il percorso, o meglio l’ambiente di apprendimento, è “costruito” non più nella singola scuola ma nel territorio, con l’obiettivo di incoraggiare in egual misura e con le stesse opportunità di partenza in tutti i bambini in età scolare - da quelli della scuola dell’infanzia agli studenti della secondaria di primo grado - nuove abilità e conoscenze, che in un contesto fecondo e stimolante facilitino la maturazione in competenze. E’ questo lo spirito che ha ispirato il corposo progetto di “Curriculo di territorio” al quale hanno lavorato per un intero anno gli istituti scolastici del comune di Martellago (nel Miranese) e che avrà un seguito nel corso del prossimo anno Il collegio dei docenti plenario dello scorso 28 maggio nel corso del quale è stato fatto il bilancio del primo anno del progetto “Curriculo di territorio” di studio. Un progetto che ha interessato 2200 studenti e 101 Il primo percorso, “A scuola in villa”, pone come finalità conti, nella mitologia, nelle fiabe e nella storia), ma anche classi complessivamente, degli Istituto comprensivi “G. Mat- la conoscenza consapevole del patrimonio artistico-culturale tecnico che ha portato alla progettazione di un vero percorso teotti” di Maerne-Olmo e “C. Goldoni” di Martellago, della del territorio circostante. Il secondo percorso, invece, è di da realizzare, nelle intenzioni, al vicino Parco Laghetti. scuola materna paritaria “A. Volpato” di Maerne e di quella di educazione affettiva e mira a promuovere nei ragazzi la Il testimone è stato raccolto dagli studenti della seconMartellago “Virtus et labor”. consapevolezza della propria identità nella relazione con altre daria di primo grado che, oltre ad aver condotto i ragazzi più I docenti - di tutte le scuole - sono stati impegnati in identità. piccoli alla visita di un labirinto (apprendimento cooperativo), un grande lavoro progettuale - attraverso strategie condivise In entrambi i casi la premessa è la didattica orientativa, hanno progettato in 3D quello di villa Pisani. e un sistema multidisciplinare - che li ha spinti a muoversi che centralizza e soggettivizza l’apprendimento e si pone “I colori delle emozioni” sono invece il tema dominannel territorio con l’obiettivo di progettare in un contesto così come scopo lo sviluppo di quelle che nelle “Indicazioni na- te nelle unità didattiche elaborate dalle scuole di Maerne e ampio un ambiente di apprendimenzionali” vengono definite “competenze Olmo. to significativo e favorire in questo I docenti hanno chiave di cittadinanza”: la comunicazioI bambini della scuola dell’infanzia sono stati coinvolti in modo nei ragazzi la crescita degli progettato ne nella madre lingua; in lingua stranie- più esperienze artistiche, di utilizzo dell’arte e di realizzazione un ambiente apprendimenti personali. ra; la conoscenza matematica e scientifi- di prodotti artistici, con attività laboratoriali, letture di storie, Una prassi innovativa che rove- di apprendimento ca; le competenze digitali; quelle sociali ascolto di musica e osservazione di quadri. Gli insegnanti coinscia la tradizionale logica curriculare, partendo dal territorio e critiche (cooperare, le regole, lo spirito volti nel progetto si sono avvalsi della collaborazione esterna cambia l’approccio degli insegnanti e di iniziativa); la capacità di pianificare e della Fondazione Guggenheim di Venezia per promuovere, in le relative metodologie, verso la didattica dell’autoefficacia di espressione culturale e , infine, imparare ad imparare. forme e con modalità diverse, l’espressione delle emozioni che pone al centro della progettazione l’allievo. E’ quest’ultiIn entrambi i progetti sono state individuate alcune di attraverso il linguaggio dell’arte. mo che, con l’acquisizione di nuove abilità e conoscenze, vie- queste competenze e declinate per ogni scuola, di diverso orIl secondo passo è stato compiuto dai bambini della scuone messo in prima persona in grado di realizzare il prodotto dine e grado, con l’obiettivo di raggiungere traguardi ad hoc. la primaria, in particolare delle classi quarte, che sono stati finale con il risultato di far maturare in lui il bagaglio acquisito E così il progetto del “Viaggio in villa” è diventata unità stimolati dagli insegnanti a compiere un suggestivo percorso in quelle competenze - un saper fare personalizzato - utili da didattica di apprendimento dal titolo “Un viaggio avventuro- nel mondo delle proprie emozioni. spendere nel corso della propria vita. so”. Le scuole dell’infanzia di Martellago hanno preso il via Chi sono io, in relazione agli altri, come sono e come Due i percorsi formativi intrapresi e illustrati lo scorso 28 dal tema del labirinto, da quello conosciuto a scuola, attra- gli altri vorrebbero che fossi: sono le domande su cui i maggio dai dirigenti scolastici dei due istituti comprensivi del verso la realizzazione di giochi a tema con il coinvolgimento ragazzi di prima e seconda media di Maerne e Olmo comune, la professoressa Marisa Zanon per l’I.C. “G. Matte- dei genitori, fino a quello visitato nel giardino di Villa Pisani a sono stati chiamati a riflettere nell’ambito del progetto. otti” di Marrne-Olmo e il dottor Gian Paolo Bustreo per I.C. Stra, in Riviera del Brenta. Più specifici dell’adolescenza i temi sottoposti agli stu“C. Goldoni” di Martellago, nel corso del collegio plenario dei Ereditato dalle classi quinte della scuola primaria di Mar- denti di terza (i cambiamenti fisici e comportamentali, le docenti, di riepilogo, dopo quello di presentazione di novem- tellago il tema del labirinto è stato sviluppato con attività di differenze di genere, i sentimenti). bre. approfondimento, di carattere culturale (il labirinto nei rac-

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Cos’è

Il bilancio del progetto

Studenti impegnati, docenti soddisfatti

I

l collegio plenario dei docenti di fine maggio ha offerto l’occasione agli insegnanti coinvolti di fare un primo bilancio. “Un bilancio che, naturalmente, - afferma la professoressa Zanon - è positivo sul piano della didattica in quanto questo tipo di approccio consente di valorizzare i ragazzi nella loro globalità di individui, attraverso lo sviluppo di competenze trasversali e in continuità nei diversi ordini di scuola”. “Ed è importante sottolinea il dottor Bustreo - anche per gli stessi docenti che, grazie a questa esperienza, hanno avuto modo di crescere insieme sul piano professionale”. Hanno lodato il progetto del “Curriculo di territorio” il parroco di Maerne, don Paolo Magoga, il sindaco di Martellago Monica Barbiero, che peraltro è insegnante, il dottor Domenico Martino, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, che ha apprezzato l’apertura al territorio e lo spirito di continuità della proposta formativa 3-14 anni, la dottoressa Renata Zanchin dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, entusiasta sostenitrice del progetto, e la presidente della Fondazione Banca di Credito Cooperativo Santo Stefano, Norma Castellarin, che ha sottolineato il lavoro di sinergia compiuto sapientemente dalle scuole del territorio e, nel compiacersi per i risultati, ha avuto modo di elogiare le qualità dell’intero progetto. Un giudizio incoraggiante per il prosieguo il prossimo anno dello stesso progetto, dal momento che proprio la Fondazione della Bcc ha avuto fin qui un ruolo essenziale nel sostenerlo. Il progetto “Curriculo di territorio” è stato presentato, il 29-30 maggio, ad Abano Terme nel corso del primo Seminario nazionale “Indicazioni per promuovere competenze”, organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto in collaborazione con il Miur, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia. Vi hanno preso parte oltre 200 dirigenti scolastici, docenti e referenti provenienti da tutte le regioni italiane. Fra le esperienze analizzate è stata presa in considerazione anche quella di Martellago, che ha raccolto ampie manifestazioni di consenso da parte degli ispettori del Ministero che hanno apprezzato il ricco e vivace patrimonio professionale rivolto agli alunni dai 3 ai 14 anni.

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26 Cultura veneta Musica Si concluderà il 27 luglio una manifestazione con artisti di caratura mondiale

Venezia Jazz Festival, spettacoli e poesia in laguna Fra gli artisti sul palco: Paolo Conte, Burt Bacharach e Cassandra Wilson, Anna Soklic. Le location più suggestive: Palazzo Ducale, Rialto, Punta della Dogana di Alessandro Abbadir

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azz e Venezia un connubio magico che si unisce nella manifestazione di luglio “Venezia Jazz Festival, in programma nella città lagunare fino al 27 luglio. I nomi che parteciperanno all’evento sono di caratura mondiale: da Paolo Conte ospite speciale di Palazzo Ducale, a Keith Jarrett, Burt Bacharach e Cassandra Wilson al “Gran Teatro la Fenice”, per poi passare alle sonorità folk-pop di Jack Savoretti alla Collezione Guggenheim, facendo poi tappa con Juan Lorenzo al Teatrino Grassi. L’itinerario proseguirà con Chiara Civello e Toninho Horta al Teatro Goldoni. “Il festival spiegano gli organizzatori – è giunto ormai alla settima edizione e ospita ogni anno con grande successo di pubblico, artisti di fama mondiale, un palcoscenico dove incontrare il meglio del jazz nazionale e internazionale, ma anche un’occasione per band emergenti e nuovi talenti. L’anteprima è stata ospitata in uno dei luoghi più belli di Venezia, il cortile di Palazzo Ducale. E poi: il “Gran Teatro la Fenice” e il Teatro Goldoni, ma anche in luoghi alternativi come

i maggiori musei cittadini (Punta della Dogana, Teatrino Grassi, Collezioni Peggy Guggenheim), altre location suggestive e popolari, come Campo Bella Vienna”. Con la musica ci saranno anche letteratura e fotografia assicurano gli organizzatori. “Con i “Pomeriggi Letterari”, dedicati alla musica e alla letteratura contemporanea, gli aperitivi live a Campo Bella Vienna, i jazz lunch & dinner negli spazi museali della città e agli appuntamenti prestigiosi nei teatri storici della città, Venezia Jazz Festival non è solo musica e spettacolo, ma un ricco programma di arte, letteratura, fotografia”. Ma ecco il calendario degli eventi più attesi. Si è partiti mercoledì 2 luglio con l’esibizione di Paolo Conte nel cortile di Palazzo Ducale. Martedì 8 luglio alle 20 al Gran Teatro La Fenice, si esibirà al piano Keith Jarrett. Il 20 luglio alle 20 sempre al Gran Teatro Fenice, ci sarà l’ensemble di Burt Bacharach. Nella stessa giornata alle 19,30 al Campo Bella Vienna Rialto saliranno sul palco gli Jatzt!trio. Stesso luogo e il 21 luglio alle 19,30 sarà la

volta della Big band del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Dello stesso conservatorio si esibirà il giorno dopo, l’Ensemble jazz. Il “Jack Savoretti trio” invece sarà alla Collezione Guggenheim alle 21. Chiuderà gli spettacoli al campo Bella Vienna a Rialto il 23 luglio alle 19,30, la “Big band Steffani”. Stesso giorno alle 21,30 gli “Amy London Trio” si esibiranno dalla Porta di Ferro di Palazzo Contarini. Giovedì 24 luglio alle 21,30 al Teatrino Grassi lo spettacolo di Juan Lorenzo “Paco de Lucia tribute”. Il 25 luglio Chiara Civello e Toninho Horta saranno al Teatro Goldoni alle 21,30. Domenica 27 luglio chiuderà la rassegna alle 20

al Gran Teatro La Fenice Cassandra Wilson. C’è poi un appuntamento jazz fuori programma di rilievo. Venerdì 18 luglio alle 20 nella straordinaria cornice di Punta della Dogana, e del Canale della Giudecca, su un palcoscenico allestito nella piattaforma sull’acqua di pertinenza del museo, si esibirà la cantante Anna Soklic, al suo debutto a Venezia. Ad accompagnare l’ascolto della sua voce, conosciuta al grande pubblico per essere spesso affiancata a quella di Anastacia, ci sarà un aperitivo. Per informazioni sugli eventi : jazz@venetojazz.com Tel: 348 3297915 o 0423 452069.

NEWS Al Lido

“Libri in spiaggia” fino ad agosto

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orna al Lido di Venezia la sesta edizione di “Libri in spiaggia”, una rassegna che si terrà fino al 7 agosto 2014 con pomeriggi dedicati a presentazioni, incontri, riflessioni, eventi collaterali e sorprese. “Libri in spiaggia” nasce al Lido di Venezia nell’estate 2009 su iniziativa di Granviale Editori e di Sab (Stabilimenti Attività Balneari) con il patrocinio e la collaborazione della Municipalità di Lido e Pellestrina. Gli incontri si svolgeranno al centro culturale Hugo Pratt che si affaccia sulla laguna prospiciente il Lido di Venezia, il luogo di cui Thomas Mann nel 1934 scriveva: “Non c’è mare più bello per farvi il bagno, e la vicinanza di una simile città è qualcosa di unico”. La manifestazione, alla sesta edizione, è cresciuta negli anni ed è diventata un appuntamento consueto ed atteso e un’occasione importante di rilancio dell’isola in un momento in cui anche la piccola editoria di nicchia ha bisogno di nuove e prestigiose vetrine. In passato la manifestazione ha ospitato anche i finalisti del Premio Campiello; quest’anno avrà ospiti gli autori del Premio Settembrini. Ingresso libero e gratuito , info per il programma info@granviale.it

La rassegna Coinvolti fino al 14 agosto quindici comuni del Padovano

Euganea Film Festival, cinema e spettacolo d’autore Da Padova ai luoghi più belli dei Colli Euganei fino alle città murate, è fitto il calendario di appuntamenti. Da non perdere la magica atmosfera dell’anfiteatro del Venda A Padova la Biennale d’Arte della Saccisica

una ricca esposizione in galleria cavour fino al 17 agosto

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a XV Biennale d’Arte della Saccisica approda a Padova, in Galleria Cavour, dall’11 luglio al 17 agosto. In 30 anni il Gruppo Artisti della Saccisica si è fatto promotore di mostre, incontri letterari, dibattiti, conferenze ed ha curato, oltre a cataloghi personali, 15 cataloghi della Biennale, 46 Quaderni d’Arte e 24 Quaderni di Poesia, gestendo il Centro Piovese d’Arte e Cultura e promuovendo scambi culturali con altre realtà in Italia e all’estero. Attualmente conta oltre 50 soci. Alla XV edizione partecipano: 25 artisti (pittori, scultori, grafici, fotografi) e 17 poeti, che confermano la natura del Gruppo, un sodalizio che permette a ciascuno di esprimersi secondo la propria identità che si differenzia per formazione, esperienze, linguaggi diversi. Questa mostra conclude a Padova il suo ciclo itinerante che l’ha vista ospite di vari Comuni della provincia. La.Or.

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uindici comuni del Padovano coinvolti, otto importanti enti e alcuni dei principali operatori culturali attivi in provincia: questa la task force di un evento diffuso, che porterà la magia del cinema e dello spettacolo nei luoghi più suggestivi del territorio. Si tratta dell’Euganea Festival, nato dall’incontro tra l’ormai consolidato Euganea Film Festival, manifestazione di riferimento per il cinema indipendente a livello nazionale e internazionale, aperto alle più diverse forme di arte cinematografica: dal corto all’animazione, dal cinema documentario a quello sperimentale, e il festival Paesaggi con vista, curato da Vasco Mirandola e da Roberto Tombesi, con lo scopo di promuovere il territorio dei Colli Euganei. Diciotto gli eventi in cartellone, dalla fine di giugno fino al 14 agosto, che saranno altrettante tappe alla scoperta dei quindici comuni coinvolti: Padova, Rovolon, Este, Torreglia, Abano Terme, Teolo, Montegrotto, Cervarese Santa Croce, Battaglia

Terme, Baone, Monselice, Selvazzano, Cinto Euganeo e Due Carrare. Fittissimo il programma delle proiezioni delle opere in concorso, con alcune serate dedicate a film già consacrati dalla critica nei principali festival internazionali come “La sedia della felicità” di Mazzacurati (8 luglio), “In grazia di Dio” di Edoardo Winspeare (10 luglio), “Resistenza naturale” di Jonathan Nossiter (17 luglio), “Piccola patria” di Alessandro Rossetto (18 luglio), “Zoran, il mio nipote scemo” di Matteo Oletto (22 luglio). Ai vincitori del concorso saranno invece dedicate le serate del 20 luglio, con premiazione presso i giardini del Castello a Monselice e il 7 agosto, con la proiezione delle opere premiate. Alla proiezione dei film, in concorso e non, sono state abbinate iniziative di tutti i tipi, da workshop a incontri con gli autori, da concerti a passeggiate e visite guidate, e soprattutto

degustazioni di vini e prodotti del territorio. Tutto ciò grazie alla collaborazione di aziende agricole e cooperative locali. A concludere la kermesse sarà la tripletta di eventi di Paesaggi con vista, in programma nei giorni di Ferragosto. Il 12 agosto, nella magica atmosfera dell’anfiteatro Venda, a Galzignano Vasco Mirandola e la Piccola Bottega Baltazar proporranno una serata dedicata alla poesia dal titolo “Ballate dal Nord Est”. Il 13 agosto sarà la volta della coppia Andrea Pennacchi e Giorgio Gobbo, con una serata alla scoperta del lato noir del Veneto: una serie di brevi racconti e canzoni, illustrati al momento dallo splendido disegnatore Vittorio Bustaffa, una galoppata tra i fatti più sanguinosi della storia di questa regione dai tagliagole delle paludi dei Celti ai serial killer d’oggi. Infine, a chiudere in bellezza, il 14 agosto poeti, narratori, attori, musicisti, daranno vita a una lunga notte di spettacolo fino al sorgere del sole. Laura Organte


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L’Editoriale

Meglio scegliere uno specialista vicino a casa di Germana Urbani

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Consigli e rimedi per guarire e stare meglio con se stessi Dott. Salvadori: “Riabilitazione a 360 gradi nella Casa di cura di Rovigo Continua a pag. 29

Dott. Bertolini: “Il dentista, professionista vicino ai suoi pazienti” Continua a pag. 30

a salute è la cosa più importante che abbiamo, il nostro bene più prezioso. A volte lo diamo per scontato e tralasciamo piccoli e grandi segnali che il nostro corpo o la nostra mente ci invia. Accade spesso, inoltre, che invece di rivolgerci al medico o allo specialista per una visita o delle analisi, ci affidiamo al fai da te. Una pasticca e via! Una modalità sbagliatissima di prenderci cura di noi stessi: è come se mettessimo un cerotto momentaneo ad un problema, un dolore, un bruciore che, così facendo, invece di diminuire, aumenterà. E curare un disturbo in fase acuta è molto più difficile che farlo quando compaiono i primi sintomi. Vale per un dente troppo sensibile piuttosto che per lievi disturbi gastrici; per delle strane macchie rosse sulla pelle che per le gambe ripetutamente gonfie la sera; per una tristezza che ci tiene a letto un po’ troppo che per dimenticanze ripetute; per un disturbo dell’udito che per un bruciore agli occhi. Riflettendo su tutto questo, La Piazza ha pensato bene di aggiungere alle sue pagine una sezione del giornale che possa essere utile ai lettori per capire meglio i primi segnali e lo sviluppo di alcune malattie, disturbi o fastidi e, attraverso la voce di medici e specialisti competenti del territorio, avere un’idea su come risolvere, lenire o prevenire tali problematiche.

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Dott.ssa Rogato: “Chirurgia plastica per sentirsi bene con se stessi” Continua a pag. 32

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L’Editoriale

Hanno collaborato: AUDIO PROTESI Dott. Mauro Asolati CAVARZERE (VE) Via Leonardo da Vinci, 27 (Complesso Supermecato Famila) Tel. 339 6100238 CARDIOLOGIA Dott. Tiziano Salvadori MEDICINA FISICA RIABILITIVATIVA Dott.ssa Sara Giatti Casa di Cura “Città di Rovigo” accreditata al SSR Via Sichirollo N. 30, Rovigo tel 0425/426111

CHIRURGIA ESTETICA Dott.ssa Cristina Rogato Studio Medico: Viale dei Mille 107A Rovigo tel. 3282523160

odontoiatria Dott. Giuseppe Bertolini Largo Cappellini 1 - Rovigo tel. 0425-1680170 cell. 349-6299110

DERMATOLOGIA Dr. Stefano Spoladori Via Umberto I n. 31 45100 Rovigo tel. 368-3208123

Odontoiatria Dott. Guido Bruno Viale Porta Po, 94 - 45100 Rovigo tel. 0425 475218 Lendinara - 45026 (RO) Viale Santa Sofia, 22 b/2 Tel. 0425 475218

Farmacia Dott.ssa Patrizia Zanetti Dott.ssa Maddalena Via Baruchello, 30 ROVIGO tel.0425/41203 Dott.ssa Maddalena

SIDI Società Italiana d’Impiantologia Corso del Popolo, 261 Rovigo Per info: tel. 041 999 609 info@siditalia.net

Lo sport come medicina naturale Muoversi a scopo salutare rappresenta uno dei principali elementi della ricetta per stare bene

È

accertato da numerosissimi studi che lo sport è ideale per proteggere e migliorare l’efficienza cardiovascolare, controllando il colesterolo HDL, l’ipertensione e favorendo la funzionalità cardiaca. Inoltre ci aiuta a tenere sotto controllo il peso corporeo, favorisce l’efficienza muscolo-scheletrica, stimola e regola l’attività ormonale consentendo una regolazione della glicemia, stimolando l’ormone della crescita e molto altro ancora. E infine ha un’azione positiva anche a livello psichico: muovendosi si scarica un po’ di stress e si ricaricano le pile di positività. Ma se nella vita siete sempre stati sedentari e non avete mai praticato alcuno sport prima di iniziare prendete le dovute misure. Il primo punto di riferimento per chi sceglie di effettuare attività fisica deve essere sempre il medico a suggerire i giusti

accorgimenti per chi non ha mai praticato sport e desidera comunque cominciare (non è mai troppo tardi!) oppure per chi ha praticato sport in gioventù e, comprendendone i benefici, ha intenzione di ricominciare. Anche perchè non tutti gli sport sono adatti a tutti. Il nuoto, ad esempio, vero e proprio toccasana per alcuni problemi, non va assolutamente bene per altri! Certo praticare attività fisica fin da giovani è la cosa migliore e non solo per vivere più a lungo. Sorprendente, infatti, è quanto hanno scoperto un gruppo di ricercatori finlandesi e americani dimostrando grazie ad un ricerca scientifica che i giovanissimi che praticano sport hanno una probabilità 5 volte minore di diventare fumatori rispetto ai loro coetanei che invece conducono una vita sedentaria. I meccanismi che conducono a questi risultati sono molteplici: frequentare amici con la stessa passione indurrebbe i bambini a dedicare il proprio tempo ad attività sane senza cercare “soddisfazioni” decisamente più nocive. E non solo. L’esercizio fisico ha effetti positivi su altri fattori che proteggono dal fumo quali la capacità di affrontare i problemi e l’autostima. Un motivo in più per introdurre al più presto i propri figli nel mondo dello sport. Ma il binomio giusto per coltivare una buona salute è moto e dieta se per dieta si intende un’alimentazione corretta, ricca di tutti i nutrienti e non necessariamente un regime frustrante a calorie ridotte. I pareri sui benefici anche a livello dietetico dell’attività fisica sono unanimi: fare movimento aumenta il dispendio di calorie, attiva il metabolismo e contribuisce ad una sensazione di benessere generale.

Siamo felici davvero se stiamo bene Per collaborare all’inserto La Piazza Salute contattare

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É

importante conoscere chi, vicino a casa nostra, può darci il consiglio giusto, intervenire con competenza su una determinata problematica o malattia. Perché quando si sta male non si dovrebbero fare chilometri e chilometri per andare a curarsi. Ottimi professionisti ci sono anche sotto casa, specie in Veneto. E in queste pagine, a partire da questa uscita de La Piazza, ne conosceremo alcuni. Consideriamo, per esempio, l’eventualità di dover fare un’operazione chirurgica complicata che ci terrà in ospedale un bel po’. In questo caso sceglieremo certamente, se possibile, una struttura vicina perché i nostri famigliari possano assisterci nel modo migliore. E così dovremmo fare anche per l’eventuale riabilitazione necessaria a rimetterci in forma. A volte non ci pensiamo ma la vicinanza di uno studio, una clinica o altro, ci permette di eliminare anche lo stress dovuto agli spostamenti. Avendo un appuntamento da rispettare, spesso prendendo la macchina corriamo un po’, specie se la strada da fare è lunga. Meglio pensarci prima! La prevenzione è poi, l’altro fronte su cui dovremmo agire per stare meglio. Il primo, forse. Anche di questo parleremo con i vari medici e specialisti. La cura della pelle e dei denti, per esempio, parte proprio da quanto noi stessi riusciamo a trattare bene la nostra cute, proteggendola da sole e vento, e da quanto bene e spesso pratichiamo l’igiene della bocca. Impegniamoci, dunque, a volerci più bene e a curarci meglio. Se non siamo in salute, non siamo noi stessi, non riusciamo a godere in pieno della vita. E mantenerci in salute dipende soprattutto da noi. Fare attività fisica, dallo sport preferito a una semplice passeggiata, non è solo piacevole, ma fa funzionare al meglio il nostro cervello e il nostro apparato immunitario. Lo dicono tutti gli esperti: una passeggiata al giorno aumenta la nostra resistenza alle malattie e contribuisce a mantenere il nostro buon umore. L’altro consiglio prezioso è quello di alimentarsi in modo variegato, in quantità moderate e rispettando ritmi e tempi per consumare i pasti. Una regola preziosa che ci fa sentire meglio, più vitali, che ci aiuta a pensare e a reagire alla vita in modo migliore e più velocemente. E ancora occorre ricordarsi di limitare il consumo di zuccheri e grassi animali, che portano il nostro corpo a richiederne sempre di più. Evitare o moderare l’uso di alcolici e di tabacco. Anche il sonno è importante per la salute, quindi riposare a sufficienza concedendosi, ogni tanto, una piccola pausa per prevenire lo stress è di primaria importanza. E da questo mese La Piazza, grazie ai consigli e alle soluzioni di medici e specialisti, pensa anche alla salute dei propri lettori.

Sommario Cardiologia

Acustica

Casa di Cura “Città di Rovigo”

Acustic clinic

Implantologia SIDI Società Italiana d’Impiantologia

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Dentista Dr Guido Bruno Boldrin

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Dentista Dott. Giuseppe Bertolini pag. 30

Farmacia

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Dermatologia Dott. Stefano Spoladori

Chirurgia plastica

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Dott.ssa Cristina Rogato pag. 32 pag. 30

Farmacia Tre Colombine

Prevenire le malattie e curarsi al meglio è una buona regola. Il consiglio giusto? Rivolgersi a medici esperti vicini a casa nostra 049 8704884 - info@givemotions.it


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Casa di cura città di Rovigo, riabilitazione a 360 gradi Ci prendiamo cura anche di pazienti che hanno subito operazioni al cuore e possono riprendersi vicino a casa propria Come è nata la vostra riabilitazione cardiologica? “Fino a poco tempo fa – spiega il Dott. Salvadori – da Rovigo ci si spostava in altre città o regioni, sia per gli interventi cardiaci, sia per la riabilitazione post operatoria. Inevitabilmente, oltre al disagio legato alla lontananza da casa, il paziente aveva un recupero più lento e dunque più pericoloso per le eventuali complicanze. Oggi, oltre alla riabilitazione ortopedica e neurologica, possiamo curare anche i pazienti che necessitano di riprendersi dopo un intervento al cuore, che si tratti di valvole cardiache, di bypass o di altro tipo. E di certo, nel caso di interventi di questo spessore, la riabilitazione cardiaca e respiratoria è fondamentale, così come è fondamentale averla vicino a

casa. E’ essenziale infatti mettere il paziente nelle condizioni di tornare ad essere autonomo nel più breve tempo possibile, con accanto la propria famiglia.”

durante i quali il movimento è fondamentale perché la mobilitazione e la respirazione evitano le complicanze e riducono i tempi di ospedalizzazione.”

Come si svolge questo tipo di riabilitazione? “Innanzi tutto – continua il Dott. Salvadori – è importante che il paziente venga visitato da noi appena dopo l’intervento. In equipe viene poi studiato un programma ad hoc per ciascun paziente, a seconda dell’intervento subito e del tipo di carenze evidenziate. Il programma è progressivo e volto al recupero totale delle proprie funzionalità, partendo dal fatto che il paziente deve essere in piedi al più presto. Mediamente il periodo della riabilitazione è di 15 giorni,

Quali sono le priorità nella riabilitazione cardio-respiratoria? “Il paziente quando arriva da noi – spiega la Dott.ssa Giatti – è in una condizione di disabilità temporanea, causata dall’intervento al cuore, dall’anestesia prolungata e da una malattia precedente che ha portato all’intervento. In primis il paziente deve essere messo nelle condizioni di respirare autonomamente, di potersi muovere e potersi nutrire nel modo più adatto. Il supporto psicologico è fondamentale inoltre, perché c’è sempre la paura delle complicazioni o

Il Dott. Tiziano Salvadori, da 13 anni responsabile dell’unità di medicina fisica e riabilitativa della Casa di Cura Città di Rovigo, e la Dott.ssa Sara Giatti, specializzata in Cardiologia e terapia intensiva cardiologica, sono a capo dell’equipe più innovativa nell’ambito riabilitativo di Rovigo e provincia. Grazie a loro per la prima volta a Rovigo è stato creato il servizio di riabilitazione cardio-respiratoria, essenziale per il recupero dopo un intervento cardiaco. L’equipe è formata, oltre che dal Dott. Salvadori e dalla Dott.ssa Giatti, da 3 fisioterapisti, da uno psicologo e da un nutrizionista.

del mancato recupero. Il mio ruolo è quello di tenere sempre monitoriate tutte le funzionalità cardiache e respiratorie, così da consentire al paziente di potersi riabilitare.” Al termine del percorso in regime di ricovero, l’equipe della Casa di Cura Città di Rovigo seguirà il paziente attraverso visite di controllo allo scopo di indirizzarlo verso l’attività riabilitativa maggiormente adatta alla personale situazione clinica. Tutto ciò è possibile in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.

Dott. Tiziano Salvadori

A breve inoltre la Casa di Cura si sposterà all’interno della cittadella sanitaria di Rovigo, in una struttura all’avanguardia, un centro per la riabilitazione a 360 gradi. Dott.ssa Sara Giatti

Casa di Cura “Città di Rovigo” accreditata al SSR Via Sichirollo N. 30, Rovigo tel 0425/426111 prenotazioni: 0425/426207 - fax 0425/426215

Società Italiana di impiantologia: il paziente al centro Adesso c’è la Sidi. Non sei più solo

A

ffrontare la scelta di ricorrere all’implantologia può essere, per il paziente, veramente difficile e in alcuni casi molto stressante.
Non è facile infatti sapersi orientare tra le moltitudini di offerte che ci vengono proposte tenendo in considerazione, come è giusto che sia, professionalità e preparazione del medico che esegue gli interventi, i costi da sostenere e l’affidabilità nel tempo dell’operazione.
Questi tre elementi sono di fondamentale importanza per chi decide di affrontare uno o più interventi di implantologia e più questi requisiti

L’impegno della Società Italiana di Implantologia è proprio quello di dare al paziente non un’ulteriore alternativa, ma la Garanzia di un percorso chirurgico quanto più affidabile, eseguito da mani esperte e che seguono protocolli condivisi e riconosciuti, spendendo il Giusto in relazione alla Qualità.

saranno soddisfatti, più il paziente sarà appagato per la scelta ed i sacrifici sostenuti.
 Il costo per un intervento implantologico è spesso la voce che spinge un paziente verso l’uno o l’altro professionista o peggio, come sta accadendo purtroppo negli ultimi anni, verso i paesi dell’est europeo dove regna il low-cost a scapito di una qualità del tutto discutibile.
Il pensiero della Società Italiana di Implantologia è che il costo di un intervento implantologico deve essere giusto in relazione alla qualità.
Così come nelle piccole cose quotidiane è buona norma diffidare da offerte esageratamente vantaggiose, allo stesso modo vanno sapientemente valutate offerte che promettono risultati straordinari in cambio di cifre altrettanto straordinarie. La Società Italiana di Implantologia nasce per essere al servizio del paziente, per questo il nuovo percorso formativo della SIdI e dei suoi associati è un nuovo modo di procedere, è un nuovo protocollo da seguire. La SIdI infatti promuove una implantologia ISOTOPICA, si insegna cioè ad osservare la natura e a realizzare delle riabilitazioni pro-

tesiche il più possibile simile ad una bocca naturale con tutti i suoi denti. La SIdI ed il suo staff, con il primis il Presidente, Dott. Carlo Marcato, si presenterà al Congresso che SIdI organizza annualmente e che a novembre 2014 tratterà “Il carico immediato in implantologia: indicazione, limiti e valutazione a lungo termine”. In questi ultimi tempi si parla molto di carico immediato con l’intento di accorciare i tempi di trattamento dei pazienti edentuli. Si sta uscendo dal protocollo di carico implantare stabilito da Branemark ad una tipologia di trattamento dove si inseriscono un minor numero di impianti utilizzando varie morfologie implantari, molte volte non testate nel lungo termine. Il carico immediato ha trovato inoltre un

terreno molto fertile nelle cliniche low cost e all’estero dove i pazienti trovano a basso costo un trattamento protesico fisso e veloce, sacrificando molto spesso denti che potrebbero essere mantenuti. Dove porterà tutto questo?
Molto spesso si vedono fallimenti implantari che comportano una mancanza di fiducia da parte dei pazienti e della bontà dell’implantologia. Lo scopo del congresso 2014 SIDI è quello di puntualizzare ciò che è possibile nel carico immediato e soprattutto valutarne i risultati a lungo termine. Trattamento veloce sì, ma con una predicibilità nel tempo.

SIDI Società Italiana d’Impiantologia Corso del Popolo, 261 - Rovigo Per informazioni: tel. 041 999 609 info@siditalia.net


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Il dentista come un medico di famiglia Considero importantissimo capire a fondo le paure e le necessità del paziente che devo curare

L

o Studio, all’avanguardia per le apparecchiature di ultima generazione, è organizzato per eseguire in team ogni tipo di prestazione odontoiatrica, da quella generale, conservativa, estetica, protesica fissa e rimovibile, all’endodonzia, impiantologia, parodontologia, radiologia, fino ad arrivare all’estetica del volto, alla chirurgia ed alla chirurgia maxillo-facciale.

Dott. Giuseppe Bertolini Medico Chirurgo, specialista in Odontostomatologia e protesi dentaria

Lo Studio dentistico riflette lo stile del Dott. Bertolini, che da sempre si approccia ai suoi pazienti quale “dentista di famiglia”, partendo dal giusto presupposto secondo il quale spesso, per non dire sempre, le cause delle patologie dentali vanno ricercate altrove, nello stato di salute generale della persona. “Il mio approccio – spiega il Dott. Bertolini - è sempre quello di ascoltare in primis tutto ciò che affligge o preoccupa i miei pazienti,

nuovi oppure già in trattamento, per poter fare una valutazione globale della persona, cercando sempre di creare un rapporto di fiducia e di sincerità e dunque la soluzione più possibile mirata.” Il Dott. Bertolini è infatti una persona empatica, sorridente, amante del dialogo e soprattutto dell’ascolto e ha fatto di queste sue caratteristiche personali il grande plus della sua carriera professionale, mettendo sempre a proprio agio i pazienti, cercando di alleviare l’atavica paura della poltrona del dentista con un approccio familiare e amichevole e offrendo facilitazioni economiche personalizzate (come il finanziamento a tasso zero o la dilazione del pagamento fino a 60 mesi) e preventivi con più soluzioni, per agevolare il più possibile le esigenze e le aspettative. “Seguo personalmente tutti i pazienti, dall’a-

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a quasi 30 anni il Dott. Giuseppe Bertolini esercita la professione odontoiatrica: laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Odontostomatologia e protesi dentaria, ha lavorato all’ospedale di Padova e di Monselice e dal 1999 è dirigente medico presso la Cittadella Socio Sanitaria dell’ASL 18 di Rovigo. E’ stato uno dei primi impiantologi del Veneto. Da sempre impegnato anche nella libera professione, dal 2011 ha aperto il suo studio a Rovigo, una struttura moderna, funzionale, attrezzata per le moltissime esigenze e richieste dei pazienti, ma anche accogliente e confortevole. Uno studio pensato per essere un punto d’incontro per le persone in quanto tali e non esclusivamente in quanto pazienti, tenendo sempre in massima considerazione che la soluzione ai problemi dentali deve essere trovata conciliando la necessità di cura con l’esistenza di limitazioni, spesso dettate da fattori economici.

namnesi allo studio delle cure da attuare e, anche quando chiedo delle consulenze ai miei colleghi – continua il Dott. Bertolini –, mi piace rimanere centrale e soprattutto a fianco del paziente, proprio come un medico di famiglia. L’approccio familiare inoltre è essenziale quando ho a che fare con bambini o persone anziane, maggiormente spaventate dal tipo di intervento che andremo ad eseguire oppure dai risvolti economici.” La visione professionale volta al rapporto

umano del Dott. Bertolini è affiancata alla passione per il proprio mestiere, che lo porta ad aggiornamenti continui, unico e fondamentale strumento per ottenere la perfezione in ogni lavoro svolto. Studio Dentistico Dott. Giuseppe Bertolini Largo Cappellini 1 – Rovigo 0425-1680170 349-6299110 drbertolini@libero.it

Proteggersi dal sole per migliorare l’abbronzatura Un semplice test permette di affrontare i raggi solari senza pericoli. Sono finalmente arrivati il caldo e la tanto desiderata estate.

Dott.ssa Maddalena Zanetti

Il naturale desiderio di esporsi ai raggi del sole, tuttavia, non deve far dimenticare le regole per una “tintarella” sicura. La pelle è infatti un organo molto complesso e fondamentale per l’organismo e, soprattutto quando la si espone al sole, è giusto adottare gli accorgimenti necessari a difenderla.

Il pericolo, infatti, arriva da alcune radiazioni della luce solare, in particolare dai raggi UV-B e UV-A, che devono essere filtrati e controllati perché potenzialmente dannosi. Per esporsi al sole responsabilmente, tenendo sotto controllo gli effetti negativi di tali radiazioni,è quindi indispensabile scegliere con attenzione i prodotti solari utilizzati, controllando che siano in grado di schermare sia i raggi UV-A che gli UV-B. Questa scelta può essere compiuta in modo consapevole misurando il fototipo, un indicatore che indica la sensibilità al sole di ciascun individuo. Il test, che può essere effettuato gratuitamente presso la nostra farmacia, viene effettuato con l’ausilio di una speciale microcamera. Osservando in profondità le caratteristiche della pelle, il farmacista riesce non solo a valutarne il fototipo, ma anche a capirne il

livello di elasticità, idratazione, nutrizione e purezza. Sulla base di tutti questi parametri, i nostri farmacisti saranno in grado di consigliare i prodotti solari più indicati a soddisfare le necessità di ogni tipo di pelle, con un consiglio basato, quindi, non solo sul fototipo, ma sul complesso delle necessità dermatologiche di ciascuno.

La pelle, essendo un organo complesso, è in grado di attivare una vasta serie di difese naturali al sole, che spesso però non sono sufficienti a proteggerla nel caso in cui l’esposizione avvenga troppo bruscamente o per periodi eccessivamente prolungati.

Per questo è necessaria una protezione aggiuntiva: è necessario dare alla pelle il tempo per attivare i suoi sistemi di protezione gradualamente. Ciò, oltre ad essere salutare, è anche positivo dal punto di vista estetico: permette infatti di ottenere un’abbronzatura molto più omogenea e duratura.

Senza contare che con questi accorgimenti si possono evitare molti altri problemi, come l’ispessimento cutaneo, la formazione di macchie e il fotoinvecchiamento. Per prenotare il proprio appuntamento, sarà sufficiente telefonare allo 0425/412038.

Farmacia Tre Colombine della Farmacia San Gaetano s.n.c. Dott.sse Maddalena e Patrizia Zanetti Via Leopoldo Baruchello, 30 - ROVIGO tel.0425/412038 - www.farmaciatrecolombine.it


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Sentirci meglio: la protesizzazione acustica Strumenti per gestire le lamentele dei pazienti ed il suo iter applicativo, il Dott.Mauro Asolati ci parla di:

Dott. Mauro Asolati

Il paziente......i familiari, quante volte il tecnico Audioprotesista viene messo in discussione ora da uno ora dall’altro sul suo operato. In tante occasioni dobbiamo difenderci dalle accuse di aver sbagliato applicazione, di aver “rubato” soldi, di non essere abbastanza pazienti, ma tutto ciò non deve scoraggiarci e dobbiamo assolutamente percorrere quell’iter che ci siamo fissati per arrivare al fatidico fine: FAR SENTIRE! L’anziano o l’ipoacusico in genere ha bisogno di noi e non per questo dobbiamo sentirci colpevoli di non essere all’altezza se talvolta non raggiungiamo i risultati sperati. Troppe variabili possono influenzare un risultato e di seguito analizzeremo quelle più importanti che nel rapporto paziente-familiari-tecnico risultano peculiari.

La sordità come handicap

persona e nel presidio che si va ad applicare. La realizzazione, come Questo progressivo allungamento della vita media ha portato e la parola descrive, è la struttura applicativa, cioè la presa d’impronporterà sempre di più ad un aumento della fascia di età e questo ta e l’attuazione su misura compreso l’adattamento in uno spazio profondo mutamento incrementerà sia le malattie sia le disfunzioni temporale. Il paziente risulta sempre essere titubante in queste fasi legati ad esso. Le problematiche legate alla perdita uditiva quindi, iniziali e fornirgli la sicurez-za rappresenta l’equilibrio raggiunto saranno indubbiamente fra le più presenti e rappresenteranno un fu- dall’utente e che ci permetterà che il nostro apporto professionale turo certo che permetterà all’ Audioprotesista di cimentarsi nella pro- renda fattibile il benessere finale. Come sopra citato il rifiuto rappria attività di operatore sanitario e di vero e proprio “consigliere”. presenta il primo ostacolo, dato comunque da diverse cause tutte La parola sordità è usata di concatenate fra loro e che rappresenta a solito per indagare il deficit livello psicologico la vera e propria barriera sensoriale uditivo ma anche predominante. Gli stili di relazione di ogni La sordità è un handicap che l’handicap che ne deriva. la professionista sono molto vari e tutti noi sfugge, che risulta nascosto e di gravità degli handicap dipensiamo convinti di applicare il migliore, ma difficile collocazione e che lo si de dal valore che la cultura qual’e’ il migliore in assolu-to?. C’è chi può riconoscere solo nel momento dominante attribuisce all’abiassume un atteggiamento conciso e poco della comunicazione. L’essere sordi lità in difetto e nel caso della elastico, per dare brevi e sintetiche inforcomporta una frustante collocazione sordità l’handicap che consemazioni, c’è chi invece si dilunga molto e che a volte comporta un isolamento gue direttamente al deficit è fornisce spiegazioni che portano a maggiori della persona con conseguente l’impossibilità di percepire e riflessioni e ad un dialogo più aperto e tolleincertezza nell’affrontare decodificare i suoni dell’amrante. Per il trattamento delle difficoltà uditila vita quotidiana. biente ed in particolare quelli ve è fondamentale che l’utente riconosca ed emessi dalla voce. accetti i propri limiti e che nella maniera più semplice e veritiera sia informato sulle possibili soluzioni. Il nostro compito, quindi, è identificare principalmente tali diffi-coltà e far Relazionarsi col paziente è imprescindibile nel contesto dell’attività comprendere all’utente che le protesi acustiche sono degli strumenti dell’Audioprotesista ed è superfluo sottolineare che nella nostra riabilitativi che necessitano di tarature più o meno lunghe nel tempo attività rappresenta il fattore pre-dominante. La comunicazione, il e con risultati che variano in conseguenza alla tipologia di perdita poter mettere a proprio agio, il rassicurare, il con-tatto col paziente, e/o del paziente al cospetto. sono dei processi di valore assoluto che portano al risultato finale dell’applicazione protesica.Per quanto riguarda il relazionarsi è ovvio e superfluo sottolineare che non è possi-bile prescindere da esso Creare false illusioni che una protesi acustica possa in ogni caso nel contesto lavorativo e basa la sua esistenza proprio nel processo essere un “nuovo orecchio” che ristabilisca la perfezione data da comunicativo col paziente. Il contatto e l’essere guida per altre per- un udito naturale e perfetto, sarebbe il primo passo che porterebsone ci impone di considerare siano gli elementi basilari del nostro be ad un utente insoddisfatto e ad una serie di lamentele dovute lavoro e dovranno esse-re efficaci per poter comunicare con la perso- alle aspettative che noi stessi potremmo fornire nel mascherare le na. Risulta molto più facile il tutto, se abbiamo chiaro il concetto di insite pro-blematiche della disfunzione uditiva. Per il trattamento empatia cioè il mettersi nei panni degli altri per poter comprendere e delle sordità è fondamentale che il paziente riconosca ed accetti i farsi comprendere. Nella speranza che questa nostra analisi serva ad propri limiti e che nella maniera più semplice e veritiera sia informainnalzare il nostro livello sia pro-fessionale che culturale in materia, to sulle possibili soluzioni. Il nostro compito, quindi, è identifica-re proviamo a capire come applicare tutta la nostra professionalità nel- principalmente tali difficoltà e fare comprendere all’utente che le la fase di “approccio” al paziente. Purtroppo l’essere considerato un protesi acusti-che sono ausili riabilitativi e non “orecchie nuove”. venditore è la prima impressione che ne consegue dopo la fatidica Facendo ciò eviteremo di avere pazienti insoddisfatti che alla prima decisione di provare la protesi acustica; questo rappresenta il primo difficoltà ci considerano i soliti imbonitori e ven-ditori di fumo. E’ grande ostacolo il cui rimedio è solo la nostra capacità di convincere proprio nella fase di valutazione iniziale che dobbiamo raccogliere che non si vuole solo guadagnare, ma naturalmente in cambio del più informazio-ni possibili attraverso un dialogo approfondito con il fantomatico guadagno, si vogliono dare dei servizi ed in special paziente coinvolgendo se possi-bile i famigliari cercando di essere modo dei risultati. chiari nel programma riabilitativo che porterà a quella soddisfazione finale che la persona desidera o si aspetta. Il pessimismo inizia-le del paziente non deve essere totalmente oscurato attraverso nostre Ma quali sono le principali incertezze dei nostri pazienti?. Sen- false o facili rassicurazioni rimuovendo quell’iniziale barriera sul za dubbio principalmente il rifiuto iniziale, l’estetica ed il fattore dubbio del risultato finale, ma il tutto deve essere accompagnato prezzo. Dobbiamo capire il bisogno interpersonale che è dato ini- dalla nostra capacità di essere chiari e sinceri sulle possibili soluziozialmente dal riconoscimento, successivamente dall’accettazione ni applicabili. Evitare spiacevoli lamentele applicando ad esempio ed infine dalla sicurezza. Come riconoscimento si intende l’analisi una protesi retroauricolare al posto di un’intrameatale deve avere del paziente a riconoscere il proprio stato invalidante e cercare con una spiegazione tecnica e non estetica e facendo ciò avremo un l’aiuto dell’Audioprotesista di avere delle risposte rassicuranti circa paziente cosciente di una scelta intelligente e non di comodo e bala possibilità della risoluzione dell’handicap. L’accettazione è la sta. E’ chiaro e risaputo che essere accomodanti nell’applicazione conseguenza di tutti gli aspetti sia positivi che negativi che una facilita l’azione, ma è altrettanto vero che avere un paziente che ci volta analizzati portano alla scoperta di aver conseguito fiducia nella rinfaccia continuamente i nostri consigli, rappresenta una persona

La relazione col paziente

Illusioni ed aspettative

I dubbi e le incertezze

estremamente scontenta che oltre a non avere risolto il suo problema subisce quel “danno” econo-mico che incide non poco visti i costi che a tutt’oggi gravano sui presidi protesici. La bilancia del valore è data dalla giusta ponderazione del rapporto fra vantaggi e costi e considerando che la diminuzione della capacità uditiva rappresenta un even-to traumatizzante nella vita di una persona, non dobbiamo rendere l’applicazione della protesi come un evento economicamente svantaggioso con risultati scarsi. Quando si riesce a comprendere le esigenze e le aspettative del paziente ci risulta assai più agevole il nostro compito e ci porterà sicuramente a dei risultati di soddisfazione maggiori e completi.

Fase Applicativa

Quando durante un’applicazione riusciamo a cogliere nel soggetto un grado elevato di fiducia dobbiamo anche gestire le nostre emozioni in modo da facilitare e non in-terferire con il lavoro. La padronanza di se deve permetterci di agire in modo etico, non deve portarci a stati di euforia, dobbiamo attraverso una buona organizzazione essere attenti al proprio lavoro, agire con riflessione, controllare i propri impulsi, ammettere gli errori ed anche in situazioni critiche a mantenere fermezza nelle deci-sioni dando prova di positività. L’accrescimento professionale non si raggiunge solo attraverso i risultati positivi ottenuti, credo invece sia più importante e costruttivo analizzare gli insuccessi o i casi in cui abbiamo incontrato maggiori difficoltà. Lo spi-rito innovativo indirizza alla propensione ed alla perseveranza nel raggiungere gli obiettivi e ritengo siano proprio le lamentele e le difficoltà dei pazienti che risultano fondamentali nella nostra professione. Impegno, tensione verso il risultato, iniziativa ed ottimismo sono ingredienti fondamentali nell’approccio al paziente e consideran-do ciò otterremo sicuramente risultati positivi evitando malumori ed incertezze sul nostro operato. Ma come possiamo limitare le possibili lamentele dei pazienti già nella fase iniziale?. Credo che nello svolgimento di un programma applicativo con attente valutazioni atte ad alleviare o risolvere le conseguenze dell’handicap, dobbiamo tener conto dei bisogni, delle attese e dei desideri dell’utente. E’ nostro dovere dare una giusta informazione circa gli adattamenti che possono aver successo e quelli che non possono averlo ed attraverso questa onesta e ponderata prima “dichiarazione” possiamo passare alla selezione del dispositivo.

Rifiuto ed estetica nell’applicazione Dopo il “rifiuto” iniziale l’estetica è la seconda “barriera” del nostro percorso ed è qui che l’Audioprotesista deve sfoderare tutto il suo talento. L’applicazione richiede intelligenza da parte nostra e ricevere un rifiuto rappresenta, oltre ad un mancato guadagno, una inesauribile fonte di autocritica che ci aiuta a migliorare e crescere professionalmente. La nostra conoscenza delle protesi acustiche deve essere la più vasta possibile e deve tener conto delle limitazioni di taluni dispositivi, della forma del condotto uditivo e delle risorse finanziarie del paziente e solo dopo queste valutazioni passeremo alla scelta della protesi. Esaminiamo il sopra citato talento e cerchiamo di capire che non si tratta del semplice fascino del venditore, ma la capacità di “deviare” alcune fondamentali decisioni che il paziente a volte è indotto a prendere per motivi tipo estetici o di prezzo. Quando il tecnico Audioprotesista valuta un esame audiometrico si trova in possesso di una piccola parte dei dati necessari per l’applicazione protesica, quindi non bisogna soffermarsi al semplice esame tonale,

ma eseguire una serie di altre valutazioni per inquadrare al meglio le esigenze di ciascun individuo. Il rapporto che inizialmente si basa solo su l’interesse verso i prodotti che proponiamo, deve assolutamente essere completato da una serie di test e gradi di valutazione delle esigenze di ogni singolo individuo che completeranno il quadro degli esami effettuati e ci aiuteranno a comprendere il rapporto che la persona ha con il proprio handicap uditivo. E’ chiaro e risaputo che l’essere accomodanti nell’applicazione facilita molto il nostro iniziale rapporto col paziente ma è altrettanto vero che avere un cliente che ci rinfaccia continuamente i nostri consigli iniziali, rappresenta un individuo scontento che oltre a non avere risolto il suo problema ha subito un danno economico; motivo per cui insorgono le maggiori lamentele. Non dobbiamo tralasciare che al giorno d’oggi la selezione della protesi più idonea è dettata anche dalla tecnologia presente che natu-

ralmente ha portato ad una enorme semplificazione d’uso da parte del paziente, ma al tempo stesso richiede una buona conoscenza da parte nostra all’uso di hardware e software di adattamento. Le tarature effettuate nei primi giorni rappresentano il punto più delicato della fase applicativa in quanto devono portare ad una lenta ma consistente maturazione della intelleggibilita’ della nuova percezione sonora. Lo svolgimento di questa fase è dato da una stretta collaborazione intrapresa fra il paziente ed il tecnico Audioprotesista che valuterà il grado di soddisfazione raggiunto attraverso un continuo contatto nel quale misureremo l’intelleggibilita’ della parola ed il fastidio provato in diverse circostanze sonore durante un arco di tempo variabile. Attraverso queste varie fasi sicuramente sarà importante stabilire una relazione di stima e fiducia nei nostri confronti perchè solo attraverso questo si potrà ottenere la convinzione del paziente e dei famigliari di non aver “comprato” una protesi acustica ma di avere a disposizione un professionista competente che attraverso la propria opera dedica la professionalità acquisita al raggiungimento di uno scopo comune.

Orari del centro acustico: lunedì 9.00/12.30 - 15.30/19.30 mercoledì 9.00/12.30 venerdì 9.00/12.30 - 15.30/19.30 martedì e giovedì su appuntamento chiamando il numero 339.6100238 CAVARZERE (VE) Via Leonardo da Vinci, 27 (Complesso Supermecato Famila)

Tel. 339 6100238


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Estate: consigli per una abbronzatura in sicurezza

La bellezza come individualità per star bene con se stessi

Evitare rughe, macchie scure, ma soprattutto tumori cutanei e il pericolosissimo melanoma si può. Basta seguire i consigli del medico

Parliamo di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, un modo per modificare in meglio qualcosa che ci ferisce

I

raggi del sole contengono differenti tipi di radiazioni, che solo in parte raggiungono la superficie terrestre perché la fascia di ozono arresta le radiazioni più pericolose, lasciando passare solo Dr. Stefano Spoladori i raggi infrarossi ed Medico Chirurgo, specialista in i raggi ultravioletti Dermatologia e Venereologia che vengono distinti in UVA(320-400nm), UVB(290-320nm), UVC(200290nm) in base alla lunghezza d’onda. L’effetto negativo più immediato dell’esposizione al sole è l’eritema, determinato prevalentemente dagli UVB. La soglia dell’eritema varia notevolmente a seconda del fototipo di pelle (da 1 a 6), delle ore del giorno (massima intensità dalle ore 11 alle 15), dalla stagione, dalla natura del luogo. L’organismo risponde alle sollecitazioni da parte dei raggi UVB producendo la melanina e ispessendo l’epidermide. I raggi UVA possono penetrare profondamente nel derma danneggiando le fibre elastiche, collagene. L’esposizione ripetuta e prolungata alla radiazione UV causa alterazioni degenerative alle cellule epidermiche (cheratinociti e

melanociti) con sviluppo di inestetismi quali rughe, macchie scure, ma anche di tumori cutanei quali il carcinoma basocellulare, spinocellulare e il melanoma maligno. Il melanoma maligno è in costante aumento, in Italia si registrano ogni anno circa 7000 casi, con 1200 morti. La fotoprotezione può essere ottenuta con tre metodi: evitare o perlomeno ridurre l’esposizione alla luce del sole soprattutto nei primi anni di vita. Coprirsi con indumenti protettivi (cappello, occhiali, maglietta...). Le creme solari sono di due tipologie: quelle che contengono filtri chimici che assorbono i raggi UV e quelli che contengono schermi fisici, ossidi di minerali che riflettono i raggi UV. Per definire la potenza di una crema è stato identificato il fattore di protezione solare (SPF) espresso da un numero: tanto più è alto, tanto il prodotto dovrebbe proteggerci dal rischio eritemi indotto dai raggi UVB, ma in ogni caso poco dai raggi UVA che danneggiano il DNA delle cellule. Pertanto l’uso delle creme solari deve far parte di una strategia complessiva che tenga conto dell’uso di indumenti adeguati e della importanza di evitare esposizioni nelle ore centrali della giornata, soprattutto per le categorie a rischio e per i bambini. Dott. Stefano Spoladori Via Umberto I n. 31 45100 Rovigo tel. 368-3208123 stefanospoladori@alice.it

L

a chirurgia plastica estetipersona ha la sua immagine, è l’indica è una branca chirurgica che si viduo che diventa suo stesso modello. occupa di intervenire sul corpo con Con l’intervento chirurgico non si deve lo scopo di correggere, ridurre o tendere ad un bello ideale, ma al bello eliminare difetti estetici (congeniti o inteso come riequilibrio, lasciando inalacquisiti), patologie, malformazioni, terato il carattere e l’originalità. esiti di traumi e malattie. I medici che Il ruolo del chirurgo estetico è quello a pieno titolo operano ogni giorno in di guidare il paziente nella consapequesto ambito sono Specialisti in volezza dei trattamenti che si possoDott.ssa Cristina Rogato Chirurgia Plastica. no realizzare e delle motivazioni che Medico Chirurgo Specialista in Ci si può rivolgere a medici specialisti Chirurgia Plastica ed Estetica spingono a metterli in atto. Questo è in chirurgia plastica-estetica per motivi importante per non creare nel paziente dettati da problemi funzionali, oppure per motivazioni delle aspettative esageratamente ottimistiche. estetiche e in ogni caso in cui il difetto crea difficoltà Sottoporsi ad un intervento chirurgico invasivo, però, nella vita di tutti i giorni. spesso spaventa, per cui molti preferiscono ricorrere a Con il passare del tempo il corpo cambia, il viso cam- trattamenti con risultati meno duraturi ma “più sicubia, viene colpito dai segni dell’invecchiamento e della ri”. Ad affiancare la parte chirurgica esiste la medicimaturità ed è quindi normale che si cerchi un modo na estetica, branca che comprende quelle cure e quei per fermare od invertire questo processo. Tutti vogliono trattamenti medici, che vengono eseguiti in modo non sentirsi meglio ed essere belli agli occhi di sé stessi e chirurgico e quindi meno invasivo. degli altri, perché la bellezza è sinonimo di sicurezza che si manifesta, sia sul lavoro che nei rapporti interperStudio Medico Dott. Cristina Rogato sonali con un maggior successo. Viale dei Mille 107A – Rovigo In ogni caso l’importante è mantenere l’individualità rogatocristina@libero.it della persona e le proprie caratteristiche fisiche. Ogni tel. 3282523160

Studio dentistico Dr Guido Bruno Boldrin: la prevenzione prima di tutto Insegniamo ai nostri bambini l’importanza di prendersi cura dei loro denti prima che si ammalino Lo studio dentistico Dr. Guido Bruno Boldrin vanta un’esperienza pluridecennale ed è oggi una delle più stimate realtà dell’odontoiatria rodigina e lendinarese.

Il progetto del Dr.Boldrin ha visto negli ultimi anni la realizzazione di due nuove cliniche in cui egli opera affiancato dal Dr.Luca Toninato, specialista in Ortognatodonzia, che tratta malocclusioni dentarie e disfunzioni temporomandibolari e dal Dr.Paolo Boldrin, igienista dentale, il quale si occupa di prevenzione.

Proprio nell’ambito della prevenzione ha avuto grande successo il primo incontro informativo gratuito per la salute orale dei bambini, tenutosi nel mese di Giugno presso la clinica di Lendinara. L’obiettivo dell’incontro è quello di permettere ai bambini di prendere coscienza della propria bocca dai primissimi anni di vita. Abbiamo spiegato con parole semplici, paragoni e disegni, la forma e la struttura del dente, come può accadere che un dente si ammali e quali sono le piccole azioni da fare ogni giorno per evitare che ciò accada. E’ stata una bella sorpresa quando uno dei genitori ci ha riferito nei giorni seguenti di essere stato rimproverato dalla propria figlia per non aver spazzolato i denti per un tempo adeguato. Quali i consigli per i genitori? Come in ogni cosa, anche per quanto riguarda la cura della bocca, i bambini prendono le abitudini dei genitori. I denti da latte sono dieci per ogni arcata

e normalmente all’età di 3 anni sono presenti tutti. All’età di 6 anni spunta il primo molare permanente senza che sia ancora caduto alcun dente deciduo ed è fondamentale conoscere i meccanismi e le fasi della permuta dei denti. Anche i genitori si devono rendere conto di quanto è importante lo spazzolamento dei denti per almeno due minuti e almeno due volte al giorno. A che età è utile fare il primo controllo dal dentista e quali sono gli interventi che egli può fare? Dal momento in cui la dentizione decidua è completa, quindi all’età di 3 anni, è già utile far conoscere il dentista e spiegare ai nostri bambini che il dentista è un amico, anzi, un supereroe! Gli interventi che può fare il dentista in quest’età sono molto pochi. All’età di 6 anni, invece, è possibile curare i denti da latte ed è utile sigillare i solchi dei molari permanenti appena erotti. Per la normale anatomia di questi denti, infatti, sulla parte masticante sono presenti dei solchi talmente piccoli da non permettere alle setole dello spazzolino di entrare. A questo punto i batteri che vi permangono causano la carie e la tipica pigmentazione nera. Per prevenire questo si applica un sigillante che rende la superficie del dente uniforme e facilmente pulibile.

Come e quando può essere corretta la posizione dei denti? Il Dr.Luca Toninato, che si occupa di malocclusioni dentarie, ci insegna come sia possibile, fin dall’età di 5 anni, diagnosticare una problematica dentale osservando anche solo lo sviluppo del volto. Diventa quindi necessario sottoporre a controlli periodici i piccoli pazienti che, con la supervisione e l’aiuto dello specialista, potranno essere guidati nella crescita.

DR. GUIDO BRUNO Viale Porta Po, 94 - 45100 Rovigo tel. 0425 475218 Lendinara - 45026 (RO) Viale Santa Sofia, 22 b/2 Tel. 0425 475218


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FRIULI VENEZIA GIULIA - SLOVENIA

Isonzo e Carso Le trincee sconosciute

LA BORSA DEL TURISMO DELLA GRANDE GUERRA SVOLTASI A GORIZIA IN MAGGIO HA PORTATO ALLA LUCE TANTI LUOGHI LEGATI ALLA MEMORIA DEL CONFLITTO RIPRISTINATI O RESTAURATI DI RECENTE ALCUNI ANCHE POCO CONOSCIUTI COME IL MUSEO ALL’APERTO DEL KOLOVRAT O LE GALLERIE DEL MONTE BRESTOVEC MA ANCHE IL PARCO UNGARETTI A SAGRADO LUOGHI CHE CENTO ANNI DOPO RICORDANO QUEI TRAGICI EVENTI BELLICI PER LANCIARE UN MESSAGGIO DI PACE

ITINERARI CONTROCORRENTE

I

l sito www.borderlineslowtours.gmail.com è una miniera di proposte per conoscere da vicino i luoghi di guerra noti e anche quelli meno noti. In Italia e in Slovenia. Luoghi che invitano anche a riflessioni controcorrente sul conflitto che insanguinò l’Europa un secolo fa. Il curatore del sito è Federico Orso (tel. 333 3012671), un esperto sugli eventi bellici legati all’Isonzo, ma soprattutto uno storico che sa guardare la storia attraverso un’ottica non ufficiale, personale, critica. La Borsa del turismo della Grande Guerra di Gorizia (cinquemila visitatori, 400 operatori) ha portato alla luce anche l’altra faccia della memoria del conflitto. Il direttore della mostra Filiberto Zovico ha annunciato che dal prossimo anno la manifestazione potrebbe diventare itinerante e che potrebbe essere ospitata ad Asiago o a Vittorio Veneto. Sabrina Talarico e Giovanni Stefani, rispettivamente presidente e delegato del Triveneto del Gist, hanno confermato l’impegno dell’associazione per il futuro dell’iniziativa. Altre info sugli itinerari di guerra sul sito www.itinerarigrandeguerra.it

R

icordare la guerra per costruire e difendere la pace. Solo così le nuove generazioni potranno cogliere il valore della libertà e della democrazia. In occasione del centenario della Grande Guerra, iniziato il 28 giugno scorso con l’anniversario dell’uccisione a Sarajevo di Francesco Ferdinando d’Asburgo, erede al trono d’Austria, si moltiplicano le iniziative per ricordare la tragedia che un secolo fa costò quasi 17 milioni di morti. L’occasione è propizia per conoscere fatti e luoghi legati al conflitto ancora poco conosciuti e per modificare anche l’ottica di certe riflessioni sulle origini di quell’immane dramma e sulla figura dei suoi protagonisti: i soldati. I caduti e i superstiti, vittime entrambi. Che dietro al soldato-eroe esaltato dalla retorica della guerra si nasconda in realtà il soldato-uomo mandato incontro a un tragico destino, affrontando indicibili sofferenze in trincea, spesso senza neanche potersi rendere conto del perché, è una verità da tempo al centro del dibattito sul conflitto. Ed è positivo notare che anche l’impostazione di alcuni musei, oggi, è improntata su questo tipo di riflessione. Quello di Caporetto, oggi Kobarid (in Slovenia), ad esempio. Fondato nel 1990 solo tre anni dopo ha ottenuto il premio del Consiglio d’Europa per il messaggio di pace che trasmette. Partendo, appunto, dal soldato-uomo, raccontato senza enfasi, ponendo in luce i suoi sentimenti, la sua nostalgia per i propri cari, i suoi pensieri spesso critici nei confronti della guerra. Il museo di Caporetto, con quello di Gorizia allestito all’interno del castello è uno dei due capisaldi degli itinerari allestiti in occasione del centenario della Grande Guerra per conoscere da vicino i luoghi dove dal giugno del 1915 all’ottobre del 1917 vennero combattute le dodici battaglie dell’Isonzo, costate oltre 300.000 morti. E sempre Caporetto, simbolo

della disfatta italiana di fronte alla controffensiva austro-ungarica e luogo dove sorge uno dei più grandi ossari di caduti italiani, è il punto di partenza di percorsi turistici presentati in occasione della prima Borsa del Turismo della Grande Guerra svoltasi a fine maggio a Gorizia su iniziativa della Provincia di Gorizia e dei responsabilidel progetto Via di pace (Pot Miru) con il patrocinio del Gist, Gruppo italiano di stampa turistica. Un’iniziativa importante per valorizzare anche dal punto di vista turistico quel patrimonio di luoghi legati alla Grande Guerra. Per fare della memoria uno stimolo per favire una cultura di pace e di tolleranza. Di straordinario valore anche paesaggistico è il Museo all’aperto del Kolovrat - terza linea di difesa italiana, a cavallo del confine italo-sloveno. Ci sono trincee perfettamente restaurate, percorribili in sicurezza anche per ammirare uno splendido ambiente naturale. Scendendo da Caporetto e ammirando scorci incantevoli lungo la valle dell’Isonzo, caratterizzata dalle acque color smeraldo del fiume, si arriva fino al carso, pure teatro di sanguinosi combattimenti. Nella zona di Doberdò del Lago, sul Monte Castellazzo, si trova il Rifugio Casa Cadorna che ricorda una visita del generale alle truppe impegnate nella sesta battaglia dell’Isonzo. Da lì si ammira un bellissimo panorama sul monte Ermada e sul lago di Doberdò. Altra zona da inserire in questo “pellegrinaggio” della memoria è quella delle Cannoniere del Monte Brestovec, che si trova fra i comuni di Savogna d’Isonzo e San Michele del Carso. Resti di trincee austriache e rifugi in galleria italiani, con postazioni di cannone, si

alternano a resti di castellieri celtici. E ci sono anche bunker costruiti durante la Guerra fredda (dopo il 1945) per presidiare il confine italo-jugoslavo. La galleria del Brestovec è stata ripristinata di recente. E’ al centro di percorsi che si possono fare a piedi, in bici o a cavallo. Il Monte San Michele è da tempo il luogo simbolo della Grande Guerra sul Carso. Le truppe italiane lo conquistarono nel 1916 dopo aver subito anche i primi attacchi con i gas da parte austroungarica. La zona è ricca di monumenti che ricordano quei terribili scontri ed è percorsa da itinerari in cui storia e natura si intrecciano continuamente. Da non perdere la visita al museo sulla Grande Guerra. Particolarmente suggestivo è il Parco Ungaretti dove è viva la memoria lasciata dal grande poeta, anche lui combattente impegnato nella dura vita di trincea. Grandi installazioni riportano i testi delle sue poesie scritte sul fronte a San Martino del Carso. Parole che scavano... Il parco sorge vicino all’azienda Castelvecchio dove sorge la villa appartenuta all’Imperatore d’Austria e poi divenuta sede del comando italiano. Infine Redipuglia, dove il 6 luglio sì è tenuto i Requiem di Verdi diretto dal maestro Muti che ha aperto le celebrazioni del centenario. Un sacrario a gradoni che raccoglie le spoglie di centomila soldati italiani, opera dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ogni loculo reca la parola “Presente”, un monito a non dimenticare l’atrocità della guerra. Monito che arriva a noi a distanza di cento anni da chi per la pace ha sacrificato la propria vita. Da eroe o meno

UNA DELLE TRINCEE SUL MONTE KOLOVRAT AL CONFINE FRA ITALIA E SLOVENIA: FA PARTE DEL GRANDE MUSEO ALL’APERTO. SOPRA UN’IMMAGINE DELLE GALLERIE DEL BRESTOVAC, A DESTRA UNA POSTAZIONE SUL KOLOVRAT. SOTTO: UNA PANORAMICA DELLA ZONA. PIÙ IN BASSO, DA SINISTRA UNA FOTO D’EPOCA DI UNA DELLE BATTAGLIE DELL’ISONZO; IL CASTELLO DI GORIZIA (SEDE DI UN IMPORTANTE MUSEO SULLA GRANDE GUERRA), UNA VEDUTA DAL KOLOVRAT, IL SACRARIO DI CAPORETTO, UN’ALTRA TRINCEA RESTAURATA E IL MUSEO DI CAPORETTO


40 Concerti e non solo 34

mille e ancora mille...

1114

pagina a cura di graziano edi corazza

in veneto

eventi

venezia

Festival e accaDemia Dino ciani cortina D’ampezzo - viii eDizione il Festival: 31 luglio 2014 – 10 agosto 2014 - pre Festival: 28 – 30 luglio 2014

venezia Jazz

I

LUNEDÌ 14 LUGLIO Fausto Beccalossi Arrigo Cappelletti duo (Tango jazz) ore 20:00 - Sala concerti del Conservatorio Benedetto Marcello MERCOLEDÌ 16 LUGLIO Alex Pryrodny Jazz Quintet ore 20:00 - Sala concerti del Conservatorio Benedetto Marcello GIOVEDÌ 17 LUGLIO Rosario Bonaccorso feat. Fabrizio Bosso e Roberto Taufic ore 21:20 - Teatro “Tito Gobbi” al Castello degli Ezzelini SABATO 19 LUGLIO Kenny Werner Trio ore 21:20 - Teatro “Tito Gobbi” al Castello degli Ezzelini DOMENICA 20 LUGLIO Burt Bacharach ore 20:00 - Gran Teatro La Fenice Venezia DOMENICA 27 LUGLIO Cassandra Wilson ore 20:00 - Gran Teatro La Fenice Venezia Sguardo a Nordest I grandi nomi della musica tornano a Grado per la 7’ edizione di Grado Festival Ospiti d’Autore Fino al 23 luglio sei gli appuntamenti con

il Festival

la musica più apprezzata, che comporranno la 7’ edizione di “Grado Festival Ospiti d’Autore”. Ad esibirsi nella suggestiva cornice della Diga Nazario Sauro di Grado si avvicenderanno a Grado alcuni tra i principali esponenti della musica colta del panorama italiano. GIOVANNI ALLEVI, che incanterà la Diga Nazario Sauro il prossimo 16 luglio con il suo concerto in piano solo, spettacolo con il quale sta collezionando sold out in tutta Italia e nel mondo. Il 22 luglio sarà poi la volta di una delle artiste più amate del panorama italiano, MALIKA AYANE, cantautrice dalla voce eclettica, capace di spaziare con estrema facilità fra vari generi, risultando sempre piacevole ed emozionante. Come ogni anno il “Grado Festival Ospiti d’Autore” farà da vetrina ad alcune delle realtà musicali di grande pregio che il Friuli Venezia Giulia può offrire, toccherà quest’anno al Coro Polifonico di Ruda, diretto da Fabiana Noro, chiudere la 7’ edizione della rassegna, con il concerto del 23 luglio, appuntamento ad ingresso libero che si terrà nella Basilica di Sant’Eufemia a Grado.

l Festival è nato nel 2007 in memoria del celebre pianista fiumano Dino Ciani (1942-74), che amava profondamente Cortina e che a Cortina oggi riposa. L’apertura del Festival avverrà in pieno centro di Cortina, nella Conchiglia in piazza Dibona il 31 luglio alle ore 19. Sarà ispirata al tema generale di questa edizione “Il mondo sull’orlo dell’abisso”, illustrando in particolare il modo in cui quel momento cruciale fu vissuto a Cortina e nelle Dolomiti. Il Coro Cortina eseguirà canti del periodo della guerra, Corrado Tedeschi leggerà lettere di soldati in partenza per il fronte in Galizia e altri documenti, Jeffrey Swann suonerà Preludi di Debussy composti nel 1914 e accompagnerà il soprano Madelyn Renèe in un programma di canzoni di diverso genere, che evocano le reazioni alla guerra in varie nazioni. Il primo agosto, alle ore 12 l’Hotel Ancora ospiterà nella sua sala viennese un concerto dei giovani artisti dell’Accademia. Per i più piccoli, alle ore 17 presso il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, si terrà un laboratorio ispirato al concerto dell’Ensemble del Festival Dino Ciani, a metà strada tra la fiaba e l’opera da camera, uno straordinario intreccio di musica, balletto e racconto de L’Histoire du Soldat, a cura dei Servizi educativi dei Musei delle Regole. I Maestri dell’Accademia Jeffrey Swann, Claudio Martinez Mehner, Hamish Milne e il Quartetto Fauves si esibiranno in concerto alle ore 21 presso l’Auditorium Co.Smo, con un programma che esplora il passaggio dal tardo Barocco (J.S. Bach), attraverso il periodo di evoluzione (C. Ph. E. Bach e Boccherini), al punto culminante del classicismo musicale, Beethoven.Continua la tradizione dei Panorami Musicali, l’occasione di ascoltare musica bellissima in cornici paesaggistiche incredibili. Il 2 agosto un breve concerto del giovane Quartetto Fauves presso il Rifugio Lagazuoi alle ore 13.30; il 5 agosto ritrovo alle 11 con il Prof. Paolo Giacomel, esperto di storia locale, per raggiungere il Rifugio Scoiattoli e concerto “Museo della Grande Guerra alle 5 Torri” alle ore 13.30 con Gisella Curtolo, Umberto Clerici, Tommaso Lonquich. L’8 agosto ritrovo alle 11 per una passeggiata con rievocatori storici in divisa dell’epoca per raggiungere la sede del concerto alla Postazione Cima di Gallina dove alle 13.30 si terrà il concerto del Quartetto Nous. Il 2 agosto alle 21 presso l’Alexander Girardi Hall, Benedetto Lupo, uno dei più celebri pianisti italiani della sua generazione, offrirà un programma di Janàcek, Debussy e Scriabin, tre dei protagonisti principali del periodo immediatamente antecedente la Grande Guerra. In collaborazione con Serate Musicali di Milano. Domenica 3 agosto alle ore 10.30 presso Alexander Girardi Hall il Gran Galà dei giovani pianisti dell’Accademia. Da non

parliamo Di artisti veneti massimo bubola: il testamento del capitano

U

n nuovo disco per il 100esimo anniversario della Grande Guerra. Un’altra importante tappa del lungo lavoro di rivisitazione e riscoperta delle radici musicali e letterarie del folk di area lombardo-triveneta da parte del cantautore veronese Massimo Bubola. Il folk-rock man Massimo Bubola torna a interpretare e rivisitare le canzoni della Grande Guerra con il nuovo album “IL TESTAMENTO DEL CAPITANO” a distanza di 9 anni dal successo di “Quel lungo treno” del 2005, proprio nel centesimo anniversario dall’inizio del conflitto mondiale. Massimo Bubola riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo sound e la sua poetica grandi brani tradizionali come: “Ta pum”, “Il Testamento del Capitano”, “Sul ponte di Perati”, “Monti Scarpazi”, “Bombardano Cortina”, “La tradotta” e propone anche nuove e intense ballate, che nei testi e nelle sonorità riprendono il tema della Grande Guerra come: “Da Caporetto al Piave”, “L’alba che verrà “, “Neve su neve”, “Vita di trincea”. Chiudono il disco le reinterpretazioni di due memorabili brani scritti da Massimo Bubola sul tema della Grande Guerra: “Rosso su verde” e “Noi veniam dalle pianure” cantati dal prestigioso coro ANA- Milano, diretto dal maestro Massimo Marchesotti. Il tutto rivisitato con la sensibilità e l’esperienza di un grande autore, scrittore e musicista, autore di capolavori della canzone italiana e non, come “Fiume Sand Creek”, “Don Raffaè “ e “Il cielo d’Irlanda”, solo per citarne alcuni. “Molti di questi brani li conoscevo fin dalla più tenera età, sono stati il mio primo approccio con la canzone, li cantavo con mio nonno, con mio padre, coi miei zii. Tante volte mi è stato chiesto perché, negli anni, avessi io stesso scritto tante canzoni sulla guerra e in particolare sulla Prima Guerra Mondiale - spiega Massimo Bubola - riflettendo ho capito che mi è rimasto dentro una sorta di imprinting a partire da queste esperienze infantili, da questo primo approccio alla musica popolare. La mia prima canzone connessa con questa tematica fu ‘Andreà, che poi cantò Fabrizio De Andrè. Dopo l’album “Quel Lungo Treno”, “Il Testamento del Capitano” è la seconda tappa di un percorso nella musica popolare di area veneta. Ho voluto anche qui unire canzoni tradizionali, che hanno cento anni, con mie canzoni nuove, che hanno un anno di vita, un pò come in un film che accosta immagini di repertorio e immagini nuove, sotto un’unica regia. Un artificio realizzato anche nei due film sulla Prima Guerra Mondiale: ‘Uomini contrò di Rosi e ‘La Grande Guerrà di Monicelli”. “Queste sono canzoni che ho voluto riportare ad una visione individuale, visto che oramai sono da sempre più un repertorio corale e, contemporaneamente, ho voluto portare alla coralità due mie nuove composizioni ‘Rosso su verdè e ‘ Noi Veniàm dalle pianurè, con l’esecuzione del coro Ana Milano con la direzione del maestro Massimo Marchesotti, per arricchire una letteratura dei canti di montagna e della Guerra, che in Italia è poco visitata - conclude Massimo Bubola”. tutte le info: www.ecoveneto.it - www.picklook.com

perdere alle 18 presso l’Hotel Cristallo Arte e Musica con Corrado Tedeschi che leggerà pagine di Thomas Mann, Marcel Proust, Robert Musil e altri, accompagnato al pianoforte da Jeffrey Swann. Alle 21 nella medesima location, il Quartetto d’archi Fauves si esibirà con un programma di Beethoven, Boccherini e Haydn. Il 4 agosto i Giovani Talenti dell’Accademia si esibiranno in concerto alle 18 presso l’Associazione Golf Cortina e il 5 agosto alle 21 presso l’Hotel Miramonti. Il 6 agosto alle 11 una visita guidata con musica al Sacrario Militare di Pocol con Barbara Fabjan. Alle 21, presso l’Alexander Girardi Hall un Concerto per Orchestra con solisti con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, il Direttore Francesco Angelico, Rodolfo Leone, Bertold Stecher e Fabio Righetti in un programma con musica di Schubert, Shostakovich, Copland e Haydn. Giovedì 7 agosto i Giovani pianisti dell’Accademia in concerto alle 12 presso l’Hotel Savoia. Alle 21 presso la Chiesa di Nostra Signora del Cadore, si terrà il Concerto dell’Ensemble Dino Ciani: Jeffrey Swann, Claudio Martinez Mehner, Gisella Curtolo, Umberto Clerici, Tommaso Lonquich e voce recitante. Musica di Janácek, Berg, Webern, Debussy, Ives e Stravinsky. Venerdì 8 agosto alle ore 17, dalla rassegna “Il Museo Incanta” dei Servizi educativi dei musei delle Regole, un altro laboratorio dedicato ai più giovani: la Trias Jazz Band animerà i fossili del museo per fare nascere dal ritmo delle percussioni una vera e propria opera jazz! Laboratorio ispirato al concerto di Stefano Bollani. Alle 21 presso l’Alexander Girardi Hall, Chloë Hanslip e Danny Driver in concerto con musica di Bloch, Debussy, Prokofiev e Brahms. Sabato 9 agosto, da non perdere, il concerto di Stefano Bollani pianoforte solo, presso l’Alexander Girardi Hall alle 21. Domenica 10 agosto alle 11 presso l’Alexander Girardi Hall, il Gran Galà dei Giovani Pianisti dell’Accademia. Alle ore 18 presso la Sala degli Specchi del Grand Hotel Dobbiaco, l’Ensemble del Festival Dino Ciani: Jeffrey Swann, Claudio Martinez Mehner, Gisella Curtolo, Umberto Clerici, Tommaso Lonquich e voce recitante. Musica di Janácek, Berg, Webern, Debussy, Ives e Stravinsky. Infine, il post festival, lunedì 11 agosto il concerto del Quartetto d’Archi Nous che si esibirà alle 21 presso la Chiesa Nostra Signora della Difesa a Cortina d’Ampezzo. Tra le conferenze: “1914 e dintorni: Musica e Pittura” il 2 agosto alle 11 presso il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi con Ede Palmieri; “L’anno spartiacque nella storia musicale” il 7 agosto alle 18 presso l’Hotel Boite con Jeffrey Swann; “L’influenza del jazz sulla tradizione musicale europea all’inzio del secolo” con Carlo Boccadoro il 9 agosto alle 18 presso Museo di Arte Moderna Mario Rimoldi.

l’“estate village” a mestre parco san giuliano termina l’ 8 agosto 2014

S

campata la fine, l’Estate Village 2014 lascia alle spalle Marghera e 15 anni di “onorato servizio”, per puntare il suo sguardo su una nuova area: San Giuliano. Iniziato il 31 maggio 2014, terminerà l’8 agosto 2014 l’ “Estate Village” che è tornato anche quest’anno al Parco San Giuliano di Mestre. La manifestazione che da alcuni lustri “riscalda” le serate di mestrini e non solo durante il periodo estivo, ha aumentato la propria durata. “Estate Village” si concluderà l’8 agosto e sarà aperto dalle 18.00 nei giorni feriali e dalle 15.00 nei giorni festivi e prefestivi. Ogni giorno un programma ricco di grandi concerti e impreziosito da alcuni appuntamenti di grande prestigio di cui alcuni a pagamento. Una delle occasioni da non mancare è quella del “comico-musicista” Greg (del duo Lillo e Greg) che assieme ai Frigidaires propone il 19 luglio il suo originale doo-wop. Per gli appassionati di musica latina, da sempre uno dei generi più seguiti al Village: Elito Revé e Maykel Fonts (da Ballando con le stelle) il 23 luglio.


A tavola 35 29 LA RICETTA INSALATA MISTA ALLO YOGURT DI FRAGOLE

Salotto e ristorante Piazza garibaldi, 6 Adria www.terrazzainpiazza.it

INGREDIENTI DOSI PER 4 PERSONE INGREDIENTI 3 PATATE 4 CAROTE 1 PORRO 1 CUCCHIAO DI CAPPERI 1 CUCCHIAIO FUNGHI SOTTOLIO 4 CENTRIOLINI 50 G OLIVE NERE 1 FETTA PROSIUTTO COTTO DA 200 G. 1 TUORLO 1 LIME UN VASETTO YOUGURT ALLA FRAGOLA OLIO. PEPE. SALE. 6 FRAGOLE. PREPARATE IL TUTTO COME FOGLIE DI LATTUGA. LASCIATE RIPOSARE 10 MINUTI NELLA BOULLE LA VOSTRA INSALATA FINCHE SI INSAPORISCA SERVIRE ACCOMPAGNATO DA MOSCATO DEI COLLI

CIN CIN MESSAGGIO PUBBLICITARIO

COCKTAILS by Paolo Marani

INSALATA DI RISO VENERE CON PESTO DI PISTACCHI, SGOMBRO AL LIMONE E BRICIOLE DI MOZZARELLA AL PEPE

I CONSIGLI DI PAOLO

VENERDÌ

CUOCERE IL RISO IN ACQUA BOLLENTE SALATA. TAGLIARE LA MOZZARELLA IN PICCOLI PEZZETTI E CONDIRLA CON IL SALE AROMATIZZATO, LASCIARLA RIPOSARE MENTRE IL RISO CUOCE. SGOCCIOLARE E SBRICIOLARE LO SGOMBRO, QUINDI SCALDARLO IN PADELLA CON L’OLIO EVO E GLI SPICCHI D’AGLIO SMINUZZATI, BAGNARE CON IL SUCCO DI LIMONE. SCOLARE IL RISO, VERSARLO NELLA PADELLA CON IL PESCE E AMALGAMARE BENE IL CONDIMENTO. A FUOCO SPENTO UNIRE IN PADELLA IL PESTO DI PISTACCHI E REGOLARE DI SALE (SE NECESSARIO UTILIZZARE UN PO’ DI ACQUA DI COTTURA DEL RISO PER AMMORBIDIRE). SERVIRE L’INSALATA AGGIUNGENDO SU OGNI PIATTO I PEZZETTI DI MOZZARELLA E UNA GRATTUGIATA DI PEPE NERO.

GHIACCIO TRITATO 1^4 SUCCO LIMONE POLPA DI MANGO 8 CL SUCCO MANGO 2 CL SUCCO MANGO 2 CL RUM CHIARO SI PREPARA NEL FRULLATORE. SI VERSA IN UN BICCHIERE DA LONG DRINK. GUARNIRE CON SPICCHIO LIME E UN CUCCHIAIO LIME SPREMUTO FETTINA DI MANGO. OGNI VENERDÌ SERA SELEZIONE MUSICALE CON I MIGLIORI DJ D’ITALIA INFO@TERRAZZAINPIAZZA.IT

INGREDIENTI PER 5 PERSONE: 500G RISO VENERE, 140G MOZZARELLA VACCINA, 155G PESTO DI PISTACCHI, 85G FILETTI DI SGOMBRO IN OLIO EVO, 1/2 LIMONE, 2 SPICCHI D’AGLIO AROMATIZZATO IN OLIO DI SEMI, SALE AROMATIZZATO ALLE ERBE AROMATICHE DI MONTAGNA, OLIO EVO, SALE, PEPE NERO

INGREDIENTI:

PAOLO MARANI

CUCINA

UN MUST DEI PROSSIMI MESI? LE INSALATE! DI PASTA, DI RISO O DI CEREALI, SONO UNO DEI PIATTI CHE PIÙ SI PRESTANO DA POTAR VIA NEI PIC-NIC ALL’APERTO, MA ANCHE DA GUSTARE A CASA PER UN PASTO DIVERSO, SICURAMENTE COMPLETO E OVVIAMENTE IN TUTTA LEGGEREZZA. ANCORA UNA VOLTA CI SIAMO FATTE ATTRARRE E CONQUISTARE DAL RISO VENERE: PARTICOLARE PER IL SUO COLORE, MA ANCHE PER IL PROFUMO DI SANDALO CHE SPRIGIONA IN FASE DI COTTURA. AL CLASSICO CONDIMENTO DI MARE, CHE BEN SI SPOSA CON QUESTA TIPOLOGIA DI RISO, ABBIAMO APPORTATO QUALCHE PICCOLA VARIANTE: NON CALAMARI O POLIPETTI, MA FILETTI DI SGOMBRO UN PO’ PIÙ GUSTOSI, PER AMALGAMARE IL TUTTO UN INSOLITO E RICERCATO PESTO DI PISTACCHI E UN LATTICINO LEGGERO AGGIUNTO SOLO ALLA FINE AL MOMENTO DI SERVIRE IL PIATTO. TANTE PICCOLE VARIANTI CHE CI HANNO COMUNQUE PERMESSO DI ASSAPORARE LA BONTÀ DI QUESTA INSALATA DI RISO, DECISAMENTE LEGGERA, GUSTOSA E FRESCA. A CIÒ SI AGGIUNGE L’EFFETTO CROMATICO E LA COMBINAZIONE DEI SAPORI DI QUESTO PIATTO CHE SONO TUTTI DA PROVARE.

INSALATA PREPARATE LE COPETTE CON

EUGANEI.

CUCINA

MESSAGGIO PUBBLICITARIO

MANUELA E SILVIA BIZZO

L’innovativo sistema domotico di distribuzione dell’acqua

VIENI A PROVARLO

presso lo show room “IL PALLADIO” in Via Mazzini, 13 Cavarzere (Ve)

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28 36 Oroscopo ARIETE 21/03 AL 20/04

DAL

FASCINO CALO L’INTRAPRENDENZA, CON LA SESSUALITÀ CHE SI FA ALTALENANTE: RESISTETE, VI ATTENDE UNA GRANDE RIPRESA · S ALUTE SIETE IN PERFETTA FORMA FISICA ANCHE SE ALCUNI DI VOI POTRANNO RISENTIRE DI UN TONO DELL’UMORE NON OTTIMALE

TORO

DAL 21/04 20/05

AL

F

A S C I N O

SFORZATEVI

DI USCIRE DA AMBITI TROPPO ABITUDINARI, OSATE DI PIÙ. RISCOPRITE DIALOGO E INTERESSI STIMOLANTI · S ALUTE SIATE PIÙ REGOLARI NELL’ALIMENTAZIONE E NEL FITNESS, OLTRE CHE MOLTO ATTENTI ALL’IGIENE E ALLA CURA DELLA PERSONA

GEMELLI DAL 21/05 AL 21/06

FASCINO VI ASP E T TA UNA STAGIONE MOLTO GRATIFICANTE SOPRATTUTTO DAL PUNTO DI VISTA EROTICO: MOTIVATI OLTRE OGNI ASPETTATIVA · S ALUTE AVETE BISOGNO DI SVILUPPARE IL BENESSERE INTERIORE: PREFERIRE DISCIPLINE CHE INDAGANO IL RAPPORTO MENTE-CORPO

Oroscopo IL SOLLEONE SPLENDE SULLE STELLE: L’ESTATE SARÀ AL TOP PER TUTTI

BILANCIA DAL 2 3/09 AL 22/10

FASCINO GRAZIE AD UNA VIVACITÀ CONTAGIOSA, COLTIVERETE RELAZIONI PIACEVOLMENTE LEGGERE E SOSTENIBILI, OTTIMA LA SPIGLIATEZZA · S ALUTE TRARRETE GRANDE GIOVAMENTO DA TERAPIE DRENANTI E DISINTOSSICANTI MA ATTENTI A CONVOGLIARE BENE IL SURPLUS DI ENERGIE

SCORPIONE DAL 23/10 AL 22/11

FASCINO SE CI TENETE DAVVERO A UN RAPPORTO, NON ANALIZZATE TUTTO CON UNA DIETROLOGIA CHE FARÀ SCAPPARE CHI VI STA ACCANTO · S ALUTE RIUSCIRETE A SUPERARE QUALCHE MOMENTANEA FASE DI STANCHEZZA O DI DEMOTIVAZIONE, PER RITROVARVI PIÙ CARICHI E VITALI

SAGITTARIO DAL 23/11 AL 21/12

FASCINO QUALCHE

CONFLITTUALITÀ C’È MA ENTUSIASMO, BUONUMORE ED ESPANSIVITÀ VI REGALERANNO UN MESE CON I FIOCCHI S ALUTE APPREZZATE IL CONTATTO CON GLI ELEMENTI NATURALI: VITA ALL’ARIA APERTA E RITMI REGOLARI FARANNO PIÙ DELLA PALESTRA

CANCRO DAL 22/06 AL 22/07

FASCINO LE SINTONIE D’AMORE PROCEDERANNO SCORREVOLI E ARMONIOSE. E SE ARRIVA QUALCHE SCOSSONE SAPETE COME RITROVARE ARMONIA · SALUTE RIUSCITE A SCIOGLIERE LE VOSTRE ANTICHE RESISTENZE GARANTENDOVI IL BENESSERE PSICO-FISICO DI CUI AVETE BISOGNO

LEONE DAL 23/07 AL 23/08

FASCINO SI

MOLTIPLICANO LE POSSIBILITÀ DI AVVENTURE O DI INCONTRI INTERESSANTI ANCHE SE SI CONSIGLIA GRANDE PRUDENZA· S ALUTE EVENTUALI PROBLEMI DI PELLE, OSSA E ARTICOLAZIONI VI PREOCCUPANO: LA CURA È UN ATTEGGIAMENTO RILASSATO

CAPRICORNO DAL 22/12 AL 20/01

FASCINO RIASSAPORATE UNA VISIONE DEI RAPPORTI PIÙ SENTIMENTALE E AFFETTUOSA, IN QUALCHE CASO ANCHE CON BALDANZA ED ENERGIA · S ALUTE NON FORZATE L’APPARATO MUSCOLARE E SCHELETRICO CON SFORZI ECCESSIVI O MOVIMENTI INCAUTI O BRUSCHI

ACQUARIO DAL 21/01 AL 19/02

FASCINO ABBIATE MAGGIORE PRUDENZA NELL’ESPRESSIONE DEI SENTIMENTI, IL PARTNER VI CHIEDE CONTINUE CONFERME · S ALUTE ADOTTATE UN’ALIMENTAZIONE SANA E REGOLARE E NON TRASCURARE LA SALUTE DELLA PELLE DEL CORPO. NO AL DINAMISMO INCESSANTE

VERGINE DAL 24/08 AL 22/09

FASCINO ATTIRERETE

A VOI COME CALAMITE PERSONE CON FORTI AFFINITÀ ELETTIVE. NASCERANNO NUOVE COMPLICITÀ INTERESSANTI · S ALUTE IL VOSTRO ECCELLENTE STATO DI SALUTE VI REGALERÀ LUNGHE PASSEGGIATE E UN RINNOVATO CONTATTO CON LA NATURA

FASCINO CHI

PESCI DAL 20/02 AL 20/03

SENTE UN DESIDERIO DI CAMBIAMENTO AVRÀ LA POSSIBILITÀ DI ALLARGARE LA CERCHIA DELLE AMICIZIE · S ALUTE PIÙ CONSAPEVOLI E COSTANTI NELL’UTILIZZO DELLE ENERGIA, MOLTI DI VOI SI SENTIRANNO IN FORMA SMAGLIANTE


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