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Sport p.18

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Salute p.27

di Rovigo

APRILE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 55

Cultura p.17

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GIOVANI

Bando aperto al concorso dei sogni VIABILITÀ

Parcheggi: tariffe variabili e di sera non si paga

on-line:  servizio a domicilio: pizza “L’Italia ripudia pizze, primi piatti, secondi con contorni con forno la guerra” e dolci a legna Germana Urbani >direttore@givemotions.it< PER OGNI PIZZA

CON L’AGGIUNTA Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomaDI € 0,20 SUBITO UNA BIBITA ni del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, IN LATTINA !!! ha sottolineato che per esportare al meglio il nostro vino e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geotelefono 0425 30059 · politico stabile senzaadige, dazi, chiusure e tariffe. via porta 59 · rovigo Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. servizio alle pagg. Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non può libe-4-6 rarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

Cambia tutto: una “movida itinerante” in città Dopo il mancato rinnovo dei giovedì al Borsa, il Comune pensa a un progetto di divertimento diffuso. Ne abbiamo parlato con i giovani

EVENTI

Grandi novità per il Maggio Rodigino VOLONTARIATO

La Consulta dell’handicap rinnova i vertici AMBIENTE

Domeniche ecologiche: si va avanti DISSESTO

Vecchie e nuove tecniche contro le buche SALUTE E SCUOLA

Vaccini, in Polesine quota 97% POLITICA

Casellati, prima donna al Senato

“L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ll mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, eppure è così. E anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopolitica è capace di creare pesanti danni alla bilancia economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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Bergamin traballa in consiglio “D

Mancato il numero legale in prima convocazione

opo Bergamin c’è solo Bergamin”: questa la dichiarazione lapidaria del sindaco di Rovigo a margine del consiglio comunale del 10 aprile scorso, quando la terra gli è tremata sotto ai piedi per il mancato raggiungimento del numero legale. A tramare lo sgambetto i consiglieri di Forza Italia, tutti tranne Giacomo Sguotti e il presidente del consiglio Paolo Avezzù. Una vera e propria prova di forza si è giocata da lì alle ore successive, con i “ribelli azzurri” a rivendicare la carica di vicesindaco e un assessorato e l’opposizione che chiedeva a Bergamin di dimettersi guardando già ad una prossima campagna elettorale. Emergenza, tecnicamente, rientrata il giorno successivo con la seconda convocazione del consiglio, filata liscia visto il raggiungimento del numero legale di 11 consiglieri. Ma rimane lo smacco, per il primo cittadino. Parte all’attacco l’opposizione: “L’incapacità della amministrazione Bergamin - commenta la consigliera dem Giorgia Businaro - è sotto gli occhi di tutti, ma l’attaccamento disperato alla poltrona di certi consiglieri di maggioranza e, probabilmente, anche di qualcuno che oramai non è più all’opposizione, impone alla città di restare in questa palude. Deve partire subito un grande progetto unitario di rilancio della città”. Sulla stessa linea Ivaldo Vernelli, consigliere del Movimento Germana Urbani >direttore@givemotions.it< 5 Stelle, che lancia l’idea di una candidatura unitaria da parte dell’opposizione (escludendo però categoricamente che sill mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, possa trattare di lui): “Credo sia l’unico modo per risolvere uneppure è così. contrasto ormai insanabile all’interno delle forze di maggioran-E anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopoza - commenta - e per dare una soluzione ai problemi rimasti litica è capace di creare pesanti danni alla bilancia Gaia Ferrarese fermi da almeno 3 o 4 anni”. economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista.

Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomani del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, ha sottolineato che per esportare al meglio il nostro vino e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geopolitico stabile senza dazi, chiusure e tariffe. Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non può liberarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

“L’Italia ripudia la guerra”

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di Rovigo

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Rovigo per un numero complessivo di 15.320 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) via Lisbona, 10 · 35127 Padova Germana Urbani tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >o.jovane@lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 13 aprile 2018


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Una “movida itinerante” in città L’idea è di coinvolgere di volta in volta zone e locali diversi della città per dare a tutti la possibilità di organizzare eventi serali. Il progetto dopo la bocciatura dei “Giovedì del Borsa” L’assessore Luigi Paulom

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n progetto alternativo ai “Giovedì del Borsa”. Dopo aver negato le autorizzazioni per l’evento che da 3 anni ormai coinvolgeva piazza Garibaldi, l’assessore agli Eventi Luigi Paulon fa chiarezza in merito a quanto successo, proponendo un progetto che, se andrà in porto, vedrà coinvolta tutta la città. “Quando è stata chiesta l’autorizzazione - racconta l’assessore - ho semplicemente preso in esame il caso e valutato la questione. Due erano i problemi principali. Il primo è che mi veniva chiesta l’autorizzazione per l’estensione sul listone di un locale nel suo giorno di chiusura. Il secondo riguardava il piano di ‘zonizzazione acustica’, secondo cui sono previste deroghe, per iniziative di questo genere, fino a un massimo di quindici all’anno all’interno della zona di riferimento, che nel nostro caso rappresenta

“Ho chiesto di sfruttare il regolamento esistente tutti i giorni della settimana in entrambe le piazze”

tutto il centro storico. Facendone quindici e tutte in piazza Garibaldi, avrei privato gli altri locali di fare qualsiasi altra iniziativa”. “Riassumendo - continua Paulon -, mi viene chiesto di estendere un locale nel suo giorno di chiusura, di monopolizzare in piazza Garibaldi gli eventi e di penalizzare gli altri pubblici eser-

cizi della zona. Quello che io ho chiesto è stato di sfruttare il regolamento esistente tutti i giorni della settimana in entrambe le piazze. ‘Noi vogliamo la musica alta fino a mezzanotte’ mi è stato risposto, ma anche questo contrasta con la convivenza del sistema. Esistono decreti che determinano i decibel, le distanze e gli

orari di svolgimento. Come amministratore mi occupo di tutti i pubblici esercizi della città e non di una sola piazza o di un solo locale. Per non parlare della sicurezza e delle norme igienico-sanitarie. Non c’è un ‘no’ definitivo - ribadisce - ma un regolamento che deve essere applicato”. Da qui l’idea di un progetto pilota, una “movida itinerante”, che coinvolga di volta in volta zona diverse della città e locali diversi della città, dando a tutti la possibilità di organizzare un evento. “È ancora tutto da vedere, da verificare - conclude Paulon - ma se decollasse, credo rappresenterà un buon progetto da cui partire e su cui puntare, anche per ristabilire un equilibrio tra i locali e, perché no - aggiunge scherzando -, anche del disturbo”. Serena Di Santo

Centri per donne e bimbi: è polemica sul bando

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polemica sull’affidamento del Centro Antiviolenza e della Casa Rifugio. A scatenare il caso la capogruppo del Pd Nadia Romeo, che esprime perplessità sul bando di gara proposto dall’amministrazione per ricercare cooperative o imprese sociali che si occupino dei due servizi. A partire dalla chiusura del bando alle associazioni di volontariato, le stesse che durante il periodo di interruzione dei servizi avevano supplito alla loro mancanza; poi evidenzia la necessità di un periodo di affidamento più lungo dei 6 mesi indicati nel bando. Contrariata anche sulle modalità del bando, aperto solo per soli 10 giorni. Pronta la replica dell’amministrazione, nella persona dell’assessore alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità Patrizia Borile. All’origine di tutti i mali, dal suo punto di vista, la mancata conferma del finanziamento da parte del Comune di Adria, a causa dello scioglimento del Consiglio comunale. “Le procedure di affidamento della gestione del Centro Antiviolenza sono corrette - dichiara Borile - e non si può fare diversamente: non si tratta di una mera questione di soldi, ma di esclusivo rispetto della normativa vigente. Alla manifestazione di interesse possono aderire solo soggetti iscritti in MEPA (portale Acquisti in Rete della Pubblica Amministrazione) che presentino le caratteristiche richieste dall’amministrazione per avere la garanzia di capacità tecniche e professionali”. Quanto alle scadenze, spiega l’assessore: “Da un lato i tempi sono ristretti per arrivare presto all’assegnazione ed impedire una sospensione del servizio, dall’altro lato nei termini indicati deve solo essere presentata la manifestazione di interesse per essere poi invitati alla Gaia Ferrarese gara vera e propria”.


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L’inchiesta Voce ai giovani

Un progetto divertimento diffuso? “Sarebbe interessante” L

a movida rodigina si sposta per la città. O almeno questo sarebbe il progetto proposto dall’assessore agli Eventi Luigi Paulon. Il “no” agli ormai famosi “Giovedì del Borsa”, infatti, non sarebbe definitivo come si pensa. “Gli aperitivi al Borsa ci saranno solo se verranno rispettate una serie di normative - ha ge -, almeno per dare un’alternativa”. “Di fatto - continua chiaramente affermato Paulon -: gli organizzatori devono esse- Davide Zennaro - rappresenre in regola con apertura del lo- tava un’occasione importante cale, la sicurezza, l’igiene e l’a- per Rovigo di vedere tantissimi custica”. Su questo, l’assessore giovani riempire le piazze e tutè stato molto chiaro: l’obiettivo to il centro. È vero che si trattanon è certo quello di spegne- va del “Giovedì del Borsa”, ma re la città. Quello che invece attraeva veramente tantissima vorrebbe fare è spostare tutto gente in tutta la città. Speriamo che questo non sia questo movimento un ulteriore passo (a cui il Borsa aveverso la chiusura va ormai abituato “i giovedì della nostra città, la città, almeno il del Borsa già abbastanza in giovedì) in tutto il attraevano difficoltà”. territorio, dando la “Sicuramente possibilità ai locali tantissima ci sono stati buorodigini di orgagente ni motivi per non nizzare qualcosa dare le autorizzadi diverso e di proin città” zioni a un evento prio, in qualsiasi simile - ammette giorno della settimana. “Nessuno ne rimarreb- Riccardo Mancin - e credo sia be escluso e tutti si potrebbero apprezzabile il fatto che comunque si sia pensato a delle sentir coinvolti da un progetto comune”, aveva concluso l’as- alternative da proporre a tutti i commercianti, chiedendo un sessore. Abbiamo chiesto ai giovani, i maggior rispetto delle norme, diretti interessati, cosa pensano assicurando più moderazione e di questa rivoluzione. “Forse, sicurezza”. “Del resto, anche i commerper come è arrivata la notizia, credo che pochi l’abbiano pre- cianti vedono di buon occhio qualsiasi iniziativa aiuti la citsa bene - racconta la giovane Laura Chiarelli, insieme a Davi- tà a vivere. “Ogni proposta, se de Previato -. Era comunque un ben articolata - spiega Enrico appuntamento fisso per moltis- Portesan del Bar Nazionale -, fa simi giovani, un modo per stare bene alla città e fa bene a noi. Ci serve il movimento, ci servono insieme. Se questo progetto di una movida itinerante andasse i giovani, ci serve una città che veramente in porto sarebbe co- vive giorno dopo giorno”. Serena Di Santo munque interessante - aggiun-

Enrico Portesan

Davide Previato e Laura Chiarelli

Riccardo Mancin

Davide Gennaro

Vandalismo in centro, sfregiato il muretto antistante la Rotonda: potrebbe trattarsi di un residente

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fregiato il marmo del muretto che cinge il giardino del tempio della Rotonda. Un grosso alone oleoso, da sabato 7 aprile, deturpa l’opera inaugurata poco più di sette anni fa. Nemmeno la pioggia è riuscita a sanare il danno, vista l’ingente quantità di olio gettata sul muretto. Ancora non ha un volto il responsabile dell’atto vandalico, ma nel frattempo si indaga passando in rassegna i filmati tratti dalle telecamere di sorveglianza della zona. Questa volta potrebbe non trattarsi dei gruppi di giovani soliti riunirsi nei dintorni della

Rotonda: è al vaglio l’ipotesi che il responsabile sia un residente. Mosso, forse, dall’intenzione di dissuadere con un atto “esemplare” tali compagnie. Se fosse confermata questa pista, da un lato andrebbe considerato il disagio avvertito nella zona di piazza XX Settembre, a causa dei continui episodi di vandalismo. Dall’altro, però, l’esasperazione non giustificherebbe la vendetta del singolo a danno di un bene appartenente a tutta la comunità. Gaia Ferrarese

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Bando aperto al concorso dei sogni Si intitola “SIC - Sogno Italiano Cercasi” e nasce per far ritrovare ai giovani la fiducia in un futuro in Italia. Potranno partecipare tuti gli alunni delle superiori presentando un video La locandina del concorso

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cadono il prossimo 10 maggio le iscrizioni a quello che si potrebbe definire il concorso dei sogni. Si intitola “SIC - Sogno italiano cercasi” ed è promosso dalla Società dante Alighieri con il supporto della Clinica Odontoiatrica Biscaro Poggio di Adria. Il bando è riservato agli studenti del triennio delle scuole superiori della provincia di Rovigo e intende premiare un progetto futuro da realizzare in Italia. Per partecipare, i ragazzi dovranno raccontarlo in un video di 60”, parlando in camera, creando un’animazione, sviluppando un’idea creativa. L’idea del concorso nasce per far ritrovare ai giovani la fiducia in un domani da vivere nel nostro Paese. Accade oggi infatti, soprattutto in Italia, che molti giovani abbandonino i loro sogni

i ragazzi dovranno raccontare il loro sogno in un video della durata massima di 60 secondi, che riguardi un progetto da realizzare in italia

perché scoraggiati dalla crisi di valori, di risorse e di opportunità. “Una iniziativa come questa – spiega Mirella Rigobello, presidente della Dante di Rovigo -, richiedeva un valido supporto e noi l’abbiamo trovato, accompagnato da una condivisione d’intenti entusiasta, nel Dott. Leonello Biscaro della Clinica

Odontoiatrica Biscaro Poggio di Adria. Assieme abbiamo organizzato e promosso il concorso, per il quale abbiamo stabilito regole e modalità di iscrizione particolarmente semplici. Per poter partecipare, gli studenti del triennio di tutti gli Istituti di Scuola Superiore di Rovigo e Provincia dovranno raccontarci il loro so-

gno, brevemente e direttamente, utilizzando lo strumento di comunicazione che probabilmente apprezzano di più: il video”. Niente vincoli, a parte due: il sogno deve riguardare un progetto da realizzare in Italia e la durata massima del video deve essere di 60”. La durata particolarmente breve è motivata anche dalle modalità di diffusione dei video, che avverrà attraverso i social network. Al termine della consegna degli elaborati, una giuria qualificata, che la Società Dante Alighieri ha raccolto intorno a questo progetto, sceglierà il sogno vincente. Lo studente premiato riceverà una borsa di studio di 2.000 Euro, destinata a sostenere il suo percorso formativo futuro. Gaia Ferrarese


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La rivoluzione L’annuncio di Bergamin e Paulon

Parcheggi: tariffe variabili e di sera non si paga Novità in arrivo per i parcheggi rodigini.

Coinvolti nel progetto sia il centro sia la periferia. Tra i principali punti, tariffe diverse in base alla collocazione dei parcheggi, riduzione della fascia oraria serale di pagamento e apertura del Corso del Popolo fino alle 21. “Il Comune propone tariffe agevolate per abbattere i costi dei parcheggi grazie ai ‘Gratta e parcheggi’ (acquistabili al tabacchino) con la possibilità di risparmiare fino al 30% e le ‘macchinette a scalare’ che comportano un risparmio del 40% – ha spiegato l’assessore Luigi Paulon –. La gratuità dei parcheggi, a partire dalle 18 di ogni giorno, in concomitanza con gli orari di maggior acquisto nei negozi e degli aperitivi favoriranno tutto il centro storico. La gratuità anticipata il sabato pomeriggio sarà invece una misura efficace per portare le persone a

con una ridefinizione dei settori della città tra centro e periferia, stabilendo nuovi orari di apertura della via principale della città. La tariffa centro va dalle ore 8 alle ore 18 senza interruzioni e costa 1.30 euro l’ora. Il sabato pomerig-

gio la gratuità sarà estesa dalle ore 16. La tariffa semicentro va dalle ore 8 alle ore 20 con interruzione oraria dalle 13.30 alle 14.30 e costa 1.20 euro l’ora. La tariffa agevolata, infine, va dalle ore 8 alle 20 con interruzione oraria dalle 13.30 alle

14.30 e costa 0,50 euro l’ora, con massimo 1 euro al giorno. Tra le altre iniziative è attivo da tempo anche il pagamento tramite l’App “EasyPark”. La nuova organizzazione dei parcheggi prenderà Serena Di Santo il via a maggio.

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rossini: “sconveniente aumentare il costo del parcheggio” ”Perché aumentare il costo dei parcheggi in città quando i negozianti sono in estrema difficoltà e le vetrine vuote aumentano e i cittadini giustamente si lamentano perché ci sono pochissimi posti auto gratuiti?”. Un interrogativo posto dal consigliere d’opposizione Antonio Rossini (Fare!) che considera sconveniente l’idea della maggioranza quella di “aumentare il costo di 300 parcheggi nel centro storico a 1,30 euro e di far pagare la sosta dalle 13 alle 14,30, proprio a svantaggio di tutti coloro che usufruiscono della pausa pranzo e consumano nei bar e ristoranti del centro”.

Il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin

visitare la nostra città”. “Seguiamo le linee programmatiche presentate all’insediamento di questa amministrazione – ha continuato il sindaco Massimo Bergamin – con un ampliamento dell’orario di apertura del Corso volto ad una rivitalizzazione del centro storico e del commercio. Siamo certi che queste nuove misure saranno gradite dai cittadini e dai commercianti locali”. Nello specifico è stata valutata una rimodulazione dei costi dei parcheggi

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Insufficiente la rimozione della sosta a pagamento dalle ore 18 per Rossini, secondo il quale andrebbe incentivato il flusso veicolare, consentendo l’uso gratuito del multipiano tutto il sabato e il martedì mattina, applicando tariffe agevolate per chi parcheggia mezza giornata o tutto il giorno o favorendone l’utilizzo abbassando la tariffa oraria a 0,50 euro”. Ga.Fe.


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Grandi novità per il Maggio Rodigino Sono 19 le domande di partecipazione presentate da associazioni culturali, commercianti, privati cittadini e 30 le richieste valutate, a dimostrazione dell’entusiasmo della città nella valorizzazione dei propri talenti

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ascono nuove idee per arricchire il Maggio Rodigino, rassegna cittadina dedicata alla cultura e allo spettacolo. Delle oltre 30 domande di partecipazione presentate da associazioni culturali, commercianti e privati cittadini, 19 sono state selezionate. A queste se ne aggiungono altre 3, inserite all’interno del festival Rovigoracconta, di Contaminazioni, del Festival Biblico e di Rovigo Comics. Una partecipazione che ha dimostrato quanto la città viva con entusiasmo la possibilità di potersi impegnare in prima persona per valorizzare i proprio spazi e i propri talenti e che ha reso orgoglioso il presidente della Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, Virgilio Santato: “Sono molto contento di aver visto tanto entusiasmo nel partecipare al bando – commenta -. La nostra città è viva e la sua promozione è proprio uno degli obiettivi della Fondazione”.

Positivo l’assessore ad Eventi e manifestazioni Luigi Paulon: “Siamo felici di contribuire a questo bellissimo progetto, abbiamo messo in campo tutte le nostre risorse mettendo a disposizione della cultura piazze e teatri gratuitamente per tutto il mese di maggio. Questo appuntamento - ha dichiarato in conferenza stampa - deve diventare una tappa strutturale e punto di riferimento a livello nazionale”. Soddisfazione anche da parte dell’assessore alla Cultura Alessandra Sguotti: “Ero sicura che in tanti avrebbero partecipato a questo momento perché il fermento culturale che c’è a Rovigo è sorprendente. Siamo orgogliosi di essere una rete che si è formata per la nostra città, mettendo insieme tutti coloro che fanno cultura nel nostro territorio”. Compiacimento e un plauso ai promotori anche da parte del sindaco Massimo Bergamin che ha evidenziato come questo

progetto rappresenti un perfetto connubio tra cultura, turismo, commercio, con ricadute positive per tutta la comunità. Tutti gli eventi potranno avvalersi dello staff di giovani professionisti locali che seguono gli aspetti logistici, organizzativi e le esigenze di comunicazione

e promozione dell’iniziativa. Il tutto grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della Fondazione Banca del Monte di Rovigo e di Rovigo Banca. “Le fondazioni bancarie sono enti di diritto privato che hanno uno scopo di interesse pubblico – ha di-

Teatro, musica, dibattiti: tutto sul Maggio rodigino

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arietà la parola d’ordine del prossimo Maggio rodigino. Lo si evince passando in rassegna i 19 eventi selezionati, fra i quali lo show di musica e cabaret con Giuliano Scaranello, in programma per lunedì 7 maggio alle 18.30 in Pescheria Nuova. Rombo dei motori di lusso e musica si uniscono per sensibilizzare la città sul tema della donazione lunedì 7 maggio alle 21 all’Accademia dei Concordi. Visitabile da martedì 5 maggio a palazzo Roverella “Appleby”, mostra sulle popolazioni migranti degli Irish Traveller, a cura del fotografo Mattia Zoppellaro. Martedì 8 maggio alle 21 al Teatro Duomo, lo show di musica e cabaret a cura di Mattia Casarin. Si passa a discutere di cyber bullismo, venerdì 11 maggio alle 9 al Teatro Duomo. Domenica 13 maggio alle 15.30 al Ridotto del Teatro Sociale si terrà invece l’incontro-laboratorio “Musica e movimento”. Omaggio a Gioacchino Rossini, a cura dell’Accademia musicale Venezze, lunedì 14 maggio alle 21 all’Accademia dei Concordi. Lunedì 14 maggio alle 17.30 in piazza Vittorio Emanuele II sarà la volta di “Basket challenge”, dibattito sulle diversità di trattamento di genere nello sport. E ancora, martedì 15 maggio in piazza Vittorio Emanuele II dalle 9 alle 21 fotografie e installazioni del fotografo Andrea Artosi. Giovani polesani protagonisti nella ricerca scientifica si riuniranno martedì 15 maggio alle 18 all’Accademia dei Concordi per raccontare le loro esperienze. Domenica 13 maggio in piazza Matteotti dalle 9 sarà la volta di “Dog & the city”. Dodici appuntamenti teatrali in programma dal 17 maggio all’11 giugno al teatro Don Bosco; al Sociale, invece, “Donne dell’altro mondo”, una rassegna di Minimiteatri con tre spettacoli il 12, il 20 e il 27 maggio alle 21. (Ga. Fe)

Un momento di una precedente edizione

Torna il fumetto nel centro storico Si scaldano i motori di Rovigo Comics. Il festival del fumetto tutto rodigino, in programma per i giorni 25, 26 e 27 maggio nel centro storico, è giunto alla settima edizione. L’iniziativa costituisce uno

dei quattro pilastri portanti del Maggio Rodigino: “La primavera della cultura” che sarà aperta dal festival Rovigoracconta - Festival dei libri e della musica, seguito da Contaminazioni, dal Festival Biblico e infine da Rovigo Comics. Tema della prossima edizione di Rovigo Comics è il sogno, “perché tutti noi ci siamo trovati ad aprire

chiarato Giuseppe Toffoli, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo -. Abbiamo voluto produrre un progetto per mettere in atto un meccanismo virtuoso per tutta la città, con un risultato che arriva dal lavoro di squadra di tante persone”. Gaia Ferrarese

il nostro personale cassetto e abbiamo scoperto di avere un sogno in comune che brillava un po’ di più - spiegano gli organizzatori nella pagina Facebook dell’evento -: questo sogno si chiama Rovigo Comics!”. Non mancherà, anche quest’anno, una ricchissima mostra mercato in cui i visitatori potranno acquistare fumetti, t-shirt, videogiochi e il Cosplay Contest, a premi. Anche i fumettisti esordienti sarà dato spazione nel concorso “DreamOut: sogni di carta, sogni nel cassetto”. Le opere in gara saranno esposte durante la mostra e giudicate da una giuria di professionisti del settore. Non solo cosplay e fumetto ma anche musica, con il concorso per band e voci emergenti “Anime Song – 2018” organizzato dall’Associazione Comic’s Trip e dalla Libreria del Fumetto Delta Comics, in collaborazione con scuola di musica moderna “ProMusicSchool”. Il progetto ha l’intento di promuovere l’aggregazione giovanile e le realtà musicali del territorio dando, inoltre, l’opportunità a cantautori e musicisti non professionisti di esprimere la propria passione per la musica, accrescere le proprie competenze ed esibirsi su un prestigioso palcoscenico. (ga.fe.)


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Rovigo .

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Sociale Disabilità

La Consulta dell’handicap rinnova i suoi vertici Rinnovo dei vertici della Consulta dell’handicap di Rovigo: Pierluigi Sichirollo è il nuovo presidente, Giancarlo Brandolese il vice.

Le nomine sono avvenute martedì 27 marzo durante la riunione della Consulta per l’handicap. Organo composto dalle associazioni iscritte all’albo comunale che si occupano delle problematiche legate al mondo dell’handicap. Fra gli obiettivi dell’incontro, cui hanno partecipato anche le associazioni del territorio, la programmazione di attività, azioni e iniziative che aiutino

l’amministrazione comunale, gli enti, le associazioni e la stessa opinione pubblica a rispondere sempre più efficacemente ai bisogni e alle attese che provengono dal mondo dei disabili e delle loro famiglie, come da regolamento della Consulta. Presente ai lavori anche l’assessore alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità Patrizia Borile, che ha presieduto la seduta inaugurale. “Un’occasione di conoscen-

za delle specificità delle singole realtà presenti, con l’ampia disponibilità ad accogliere altre associazioni che intendono partecipare per i prossimi incontri” ha commentato l’assessore. Ribadendo poi che

l’ufficio Servizi sociali è a disposizione e raggiungibile all’indirizzo mail segreteriaservizisociali@comune.rovigo.it. Un augurio di buon lavoro è giunto infine dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, che si

è congratualto con il neopresidente Sichirollo e con il suo vice Brandolese, offrendo collaborazione per quanto di sua competenza. Gaia Ferrarese

csV rovigo: oltre 200 i potenziali beneficiari del 5x1000 Mentre si apre la stagione della dichiarazione dei redditi, il Centro Servizi per il Volontariato di Rovigo fa sapere sono oltre 200 le associazioni, organizzazioni e istituzioni della provincia di Rovigo a cui è possibile destinare il 5 per mille. “L’elenco permanente degli enti beneficiari - spiega il CSV - conta più di 200 realtà, di cui 153 enti del volontariato” . Tra questi, 81 organizzazioni di volontariato attive in diversi settori, dalle attività con persone disabili agli anziani, dalla donazione di sangue alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, dal

sostegno ai malati fino alla protezione civile”. Nel più ampio elenco degli enti non lucrativi figurano anche importanti realtà culturali o teatrali, circoli parrocchiali, associazioni di promozione sociale o di tipo ricreativo, come le Pro Loco. Sono 50 le Associazioni sportive dilettantistiche; solo due le istituzioni culturali: i conservatori di Adria e di Rovigo. L’elenco completo è consultabile nel sito www. agenziaentrate.gov.it. (ga.fe.)


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Rovigo .

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Domeniche ecologiche, si va avanti Nonostante il malcontento dei commercianti del centro storico, l’amministrazione mantiene una linea ferma sulla misura che intende migliorare la qualità della vita dei cittadini Corso del Popolo

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a decisione dell’amministrazione di chiudere il centro storico durante le domeniche ecologiche non è andata giù ai commercianti. Ma il Comune non cede e ribadisce l’intenzione di dare ai cittadini risposte urgenti, concrete ed efficaci sul tema dell’inquinamento dell’aria. Obiettivo, come spiega l’assessore all’Ambiente Federica Moretti, il miglioramento della qualità di vita “senza danneggiare nessuno o creare ostacoli alle persone che vivono o lavorano a Rovigo”. “Non possiamo più stare fermi - commenta -, ma allinearci alle politiche nazionali e internazionali di salvaguardia dell’ambiente e quindi della salute di tutti noi”. Il motivo lo spiega l’assessore al Commercio Luigi Paulon: “È oltremodo documentato che Rovigo supera spesso, e mal volentieri, i livelli di inquinamento

“non possiamo più stare fermi ma allinearci alle politiche nazionali e internazionali di salvaguardia”

relativi alle polveri sottili. È pertanto responsabilità dell’amministrazione dare risposte ad un’area a rischio ponendo in essere azioni coordinate per favorire un miglioramento della situazione ambientale. La ricerca di limitare il disagio è una delle priorità che sono sempre state messe in atto, ma,

CONCESSIONARIO

se non ce ne siamo ancora resi conto, il nostro sistema di vita deve cambiare, deve guardare più avanti di noi stessi per creare un futuro sano e vivibile”. L’amministrazione Bergamin, d’altra parte, ha già modificato la regolamentazione della Zona a Traffico Limitato per limitare le emissioni inquinanti e, come

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Gaia Ferrarese

Businaro: “Bisogna uscire dalla logica emergenziale”

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garantisce Paulon, è pronta ad intervenire ancora. “Stiamo parlando della necessità di camminare per 150 o 200 metri in più, dal parcheggio più periferico (Multipiano) al centro storico, cosa che non ha fermato il grande flusso di gente la domenica mattina” ribadisce l’assessore. E conclude: “Politiche condivise sono, in campo ambientale, necessarie, perché solo con azioni realizzate su area vasta possiamo sperare in un miglioramento, per evitare che le azioni isolate non siano altro che ipocrisie”. Nel frattempo, l’assessore all’Ambiente Federica Moretti, di concerto con il Sindaco Massimo Bergamin, ha spostato la domenica ecologica del 15 aprile al 10 giugno, per favorire una maggior partecipazione alla manifestazione “Half Marathon”.

isura inadeguata, quella delle domeniche ecologiche secondo la consigliera del Partito Democratico Giorgia Businaro, che ricopre anche la carica di direttore regionale di Legambiente. “Da molto tempo sollecito l’amministrazione comunale sul tema della qualità dell’aria e della salute dei cittadini” afferma. E cita un’interrogazione del 27 ottobre scorso, cui non ha ricevuto più risposta. “Come ho già più volte affermato - incalza -, le ‘giornate ecologiche’ sono meglio di niente. Potrebbero essere occasioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale, se solo l’amministrazione comunale avesse una vaga idea di cosa questo significhi. Giornate come quella di domenica 25 (marzo, ndr) o quella dell’11 febbraio, con la sola ordinanza di chiusura temporanea del centro sono, come dice lo stesso sindaco, iniziative inutili ed ipocrite”. La vera soluzione sarebbe invece, secondo Businaro, un pacchetto di interventi politici e strutturali che, pur dovendo necessariamente essere coordinati su vasta scala, possono avere solida base a livello comunale. Però bisogna “uscire dalla logica dell’emergenza e garantire un diverso modo di pianificare gli spazi urbani, ripensando completamente la città e mettendo al centro dell’attenzione la qualità dell’aria, la riduzione di consumi ed emissioni, l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Questa è la sfida - conclude la consigliera dem - a cui gli amministratori locali sono chiamati”. (ga.fe.)


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Lavori pubblici Incubo strade

Buche, vecchie e nuove tecniche per risolvere il solito problema Le buche da sempre rappresentano un vero e proprio disagio a Rovigo, specie negli ultimi anni, con un clima completamente diverso e periodi di grandi piogge. L’amministrazione a fine febbraio è partita con gli interventi affidati alla ditta vincitrice dell’ultimo appalto, che prevedevano l’utilizzo sia della tecnologia tradizionale, che di quella a raggi infrarossi su pavimentazioni con tappeti di vario tipo, ossia con buche isolate o crepe diffuse. Purtroppo il maltempo che negli ultimi mesi ha incessantemente colpito la zona, ha moltiplicato il numero di buche, per-

L’assessore Antonio Saccardin

tanto, come spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Saccardin, si è scelto di coprire la massima parte con la vecchia modalità e utilizzare la tecnica a infrarossi per le buche più importanti. Ad oggi sono state sistemate circa 200 buche con metodo tradizionale e 150 con infrarossi che, come precisa Saccardin, sono state “un’occasione per sperimentare fino in fondo questa nuova tecnica”. La buca di via Bramante, quel-

la dove si concentra la questione della tenuta, è stata tra le prime trattate proprio nel periodo con temperature sotto lo zero. In ogni caso gli uffici stanno continuamente monitorando i

lavori eseguiti e nel caso si dovesse riscontare qualche cedimento, la ditta interverrà per risistemare la zona interessata. “Purtroppo – ha dichiarato il sindaco Massimo Bergamin – il

maltempo ha creato gravi danni alle nostre strade, siamo impegnati per cercare di dare risposte ad una situazione che è diventata di emergenza”.

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le vicissitudini del gatto rossini: arrivano i soccorsi La primavera è iniziata nel peggiore dei modi per il gatto Rossini, la mascotte di Rovigo che per due volte tra marzo e aprile ha rischiato il pelo, tanto da rendere necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Due brutti incidenti l’hanno riguardato: la prima volta è finito all’interno del vecchio carcere di Rovigo, in via Verdi. A liberarlo i pompieri, che sono intervenuti nuovamente nei primi giorni di aprile, quando Rossini è rimasto intrappolato sul tetto della chiesetta di San Domenico, in via X Luglio (vedi foto, tratta dal video sulla pagina Facebook Rossini - Gatto di Rovigo). Le immagini del

soccorso sono rimbalzate sui social, dove la mascotte di Rovigo ha di recente superato i 7mila A-Mici. “Se ne approfitta perché sanno che tutti gli vogliono bene” uno dei tanti commenti comparsi nella pagina Facebook a lui dedicata. “Adesso mi raccomando resta con i piedini per terra” la raccomandazione di un altro utente. “Ma non se poe gnan più magnarse dei osejni sui tetti” scrive un altro. Chissà se è proprio questo che Rossini pensa in cuor suo... (Ga. Fe.)


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Territorio Rovigo .

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Vaccini, in Polesine quota 97% L’Ulss 5 Polesana e il suo territorio diventano “capofila in Veneto per il senso di partecipazione al bene di tutti”. Circa 140 i nuovi vaccinati e 100 i minori con genitori ancora contrari

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n Polesine la popolazione si vaccina, presentando una copertura dei piccoli e degli adulti al 97%. Lo confermano il direttore generale dell’Ulss 5 “Polesana”Antonio Compostella, i sindaci e i dirigenti scolastici che il mese scorso hanno fatto il punto sul percorso di attivazione dell’obbligo vaccinale. “La popolazione - si legge in una nota dell’Ulss Polesana - ha egregiamente risposto. L’Azienda Ulss 5 e il suo territorio sono capofila in Veneto per il grande senso di comunità e di partecipazione al bene di tutti”. È scaduto lo scorso 10 marzo 2018 il termine fissato dalla legge in materia di obbligo vaccinale, che prevede, per chi non abbia adempiuto all’obbligo stesso, il divieto di accesso ad asili nido e scuola infanzia (0-6 anni). Per i ragazzi della scuola dell’obbligo (7-16 anni) scatterà invece la procedura che può portare ad

Il direttore generale Antonio Compostella

una sanzione da 100 a 500 euro. “La nostra Azienda, rispetto al quadro delineato, ha già provveduto ad inviare a tutti genitori dei bambini e ragazzi di età da 0 a 16 anni, risultati inadempienti per una o per tutte le vaccinazioni, un appuntamento per la somministrazione dei vaccini mancanti oltre ad avere rilasciato ai numerosi richiedenti i certificati vaccinali” per chi aveva già adempiuto all’obbligo, fa sapere l’Ulss Polesana. In questo modo, le scuole sono nella condizione di poter richiedere a tutti gli iscritti l’esibizione di un certificato o di un invito scritto alla vaccinazione. Nel mese di febbraio, e comunque entro il 10 marzo, l’azienda sanitaria aveva inviato circa 1000 inviti a vaccinazione, tramite raccomandata, distribuendo la data di somministrazione dei vaccini tra marzo e novembre 2018, per consentire a tutti i minori di proseguire la regolare frequenza

scolastica. Quanto alle famiglie contrarie al percorso vaccinale. l’Ulss 5 commenta: “Grazie all’intensa e capillare attività di sensibilizzazione del Servizio di Igiene e sanità pubblica, da settembre 2017 a febbraio 2018, hanno iniziato

il percorso vaccinale circa 140 minori, percorso che andrà concluso entro il 2018. Sono invece circa 100 - conclude - i minori i cui genitori stanno opponendosi in maniera molto decisa”. Gaia Ferrarese

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Cultura .

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Un ponte fra scuole e teatro Dal 17 maggio all’11 giugno si svolgerà al teatro Don Bosco una nuova edizione del festival promosso e organizzato da Teatro Nexus rappresentato da Barbara Chinaglia e dal centro Don Bosco con Claudia Zurma

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ompie diciotto anni il festival dei laboratori teatrali scolastici della provincia di Rovigo “Tra scuole e teatro”. Dal 17 maggio all’11 giugno al teatro Don Bosco si svolgerà infatti la nuova edizione, con l’aggiornamento di nuovi partner costantemente rivolti a rafforzare e sostenere le attività teatrali che si svolgono nelle scuole. Il festival è promosso e organizzato dall’associazione Teatro Nexus rappresentato da Barbara Chinaglia e dal centro Don Bosco con Claudia Zurma. La manifestazione è stata accolta per il secondo anno consecutivo all’interno del cartellone del Maggio Rodigino. Obiettivo è porsi come ponte tra le scuole e il teatro per fare da cassa di risonanza alle attività e alle loro importanti esigenze, per farne percepire il grande valore ad un pubblico più vasto ed eterogeneo possibile. Il festival inizia il 17 maggio con un ospite che vanta una intensa e lunga esperienza laboratoriale;

si tratta del Iis Ferrari di Este e del laboratorio “Elisa” che proporrà al pubblico rodigino “Socrate. Nuvole”, liberamente ispirato al pensiero del filosofo greco e alla commedia “Le nuvole” di Aristofane. Il 21 maggio sarà la volta dell’Istituto comprensivo di Villadose con la scuola media di Ceregnano Carlo Goldoni con “Nel mare ci sono i coccodrilli” ispirato all’omonimo libro di Fabio Geda e alle storie vere di tanti piccoli migranti. Si prosegue il 22 maggio con lo storico laboratorio del liceo Celio-Roccati indirizzo ClassicoLinguistico, uno dei più consolidati laboratori della provincia, che proporrà per la prima volta una drammaturgia originale curata dagli studenti e tratta dal film “Perfetti sconosciuti”. Mercoledì 23 maggio arriva al festival la scuola media Parenzo con “Il piccolo principe”. La prima settimana si conclude giovedì 24 maggio

con il primo spettacolo in lingua straniera: andrà in scena lo spettacolo del Celio-Roccati “Nuestra Natacha” di Alejando Casona, che racconta la storia di Natalia Valdés prima donna spagnola laureata in pedagogia. Il festival riprende lunedì 28 maggio con un musical preparato dal Drama Club del Celio-Roccati che presenterà in lingua origina-

le “West side story”. Martedì 29 maggio il laboratorio del liceo scientifico Paleocapa propone “La fattoria degli animali” ispirato all’omonimo romanzo di George Orwell. Mercoledì 30 maggio il laboratorio di teatro in lingua francese del liceo Celio-Roccati propone la commedia noir “Huit femmes” di Robert Thomas. Giovedì 31 maggio il laboratorio del

liceo artistico e scienze umane Celio-Roccati, altra storica esperienza della città, presenta “Processo a Gesù” di Diego Fabbri. Gli ultimi tre appuntamenti del Festival si svolgeranno nel mese di giugno, lunedì 4 giugno sarà l’istituto Primo Levi di Badia Polesine con il laboratorio del liceo Balzan a presentare la propria versione di “I Fisici” di Friedrich Dürrenmatt. Conclude la rassegna concorso, giovedì 7 giugno, un’altra new entry del Festival: l’istituto Alberto Mario di Lendinara con lo spettacolo “Pinocchio nel fuoco”. Le premiazioni si svolgeranno lunedì 11 giugno e saranno precedute dal debutto dello spettacolo “Un mondo raro” liberamente tratto dal romanzo “L’ultimo re di spade” di Alessandro Sgamma, presentato dalla neonata compagnia Teatro Merak. Tutti gli spettacoli di maggio e giugno sono ad ingresso gratuito e si svolgeranno a partire dalle 21. Melania Ruggini

Al via la rassegna “Libri Infiniti”

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a preso il via mercoledì 4 aprile e proseguirà fino ai primi di giugno la XIV edizione di “Libri Infiniti”. La rassegna, promossa dal Sistema bibliotecario della Provincia di Rovigo e organizzata in collaborazione con i Comuni della Provincia, le biblioteche aderenti, le scuole e la Fondazione Aida di Verona, rientra nel progetto regionale “RetEventi Cultura Veneto”. I 90 incontri in programma interessano una settantina di scuole per un totale di circa 3700 bambini, dall’Infanzia fino alla Secondaria di I grado. Il tema di quest’anno è “Laboratori di carta”, articolato nelle tre sezioni “Incontri con l’autore”, “Incontri e laboratori” e “Nati per leggere”, che coinvolgono 5 autori del panorama editoriale nazionale per ragazzi, 4 animatori professionisti, 25 comuni e 26 biblioteche. La sezione “Incontri con l’autore” si articola in 14 incontri che spaziano dal rispetto al superamento della timidezza; dalla capacità di affrontare le avversità alla malattia dei ricordi, l’Alzheimer; dal tema della diversità, all’altruismo, al coraggio di reagire alle ingiustizie. “Incontri e laboratori”, invece, si sviluppa in 41 laboratori con letture animate sull’importanza della lettura, sull’amicizia, sul rapporto con i nonni, sulla diversità e sul coraggio di accettare gli altri e di essere sempre se stessi, alla presenza di animatori e attori professionisti del Teatro Stabile di Verona e Fondazione Aida. Infine, “Nati per leggere” intende avvicinare al libro i più piccoli attraverso laboratori e letture ad Gaia Ferrarese alta voce.

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Sport .

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“Preoccupati per il futuro del Calcio Rovigo”

Carlo Degli Esposti medaglia d’oro

Tifosi della Vecchia Guardia temono il peggio, ma il Comune rassicura: “Lavoriamo ogni giorno per dare risposte”

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gni giorno che passa siamo sempre più preoccupati per il futuro del calcio a Rovigo”. E’ questo l’inizio della lettera che i tifosi della Vecchia Guardia hanno postato sulla loro pagina Facebook. Invece, sottotraccia l’assessore allo Sport Luigi Paulon sta lavorando per dare alcune risposte a chi non si rassegna a vedere una terza categoria nello stadio che una decina d’anni fa vedeva 6000 spettatori in un memorabile Rovigo-Spal in serie C2 e che nei giorni scorsi, sui social network, è stato omaggiato con un amarcord, con interventi di alcuni di quei protagonisti, tra i quali Emanuel Rizzi e Nicola Stocco. Assessore, si sta muovendo qualcosa per il calcio nel capoluogo? “Sì, ho incontrato alcune persone che hanno manifestato interesse”. Può sbilanciarsi? “Posso dire che abbiamo tre op-

zioni: una è quella presente attualmente e che fa capo alla società Asd Rovigo calcio del presidente Antonio Cittante che potrebbe il prossimo anno presentare tutte le formazioni giovanili, più juniores e terza categoria, con alcuni sponsor di Rovigo poi ci sono due cordate che si sono fatte avanti”. Polesane? “Una polesana-veneta e una polesana-emiliana”. Da alcuni giorni, si fa il nome di Michele Ottoboni, attualmente presidente del Castelbaldo Masi, 52 enne titolare di un’ azienda di rottamazione di materiali ferrosi a Menà, nella bassa veronese. “Non ho mai avuto contatti con il signor Ottoboni, non l’ho mai sentito nominare”. Queste due cordate, hanno già avuto a che fare con il calcio a Rovigo? “Che sappia io, no”.

E cosa le hanno proposto? “Prima di tutto, partiamo da una dato oggettivo: siamo in Terza categoria e c’è già una società. Quindi, qualora, una delle due cordate ci convincesse, si dovrà trovare un punto d’incontro con l’asd Rovigo.” La cordata polesana-emiliana, ha radici nel ferrarese e ha già avuto rapporti con il calcio estense? “Non lo so: quando sono venuti a parlarmi erano in 6.” E, come amministratore comunale, cosa ha chiesto? “Voglio documenti firmati. Cose certe, non più parole e bla bla. Tutto dovrà essere messo per iscritto”. E’ ancora forte la delusione che ha portato allo stato attuale il Città di Rovigo, dopo le numerose conferenze stampa in Comune con i bresciani Nunez e Chiari? “In quell’occasione, c’è stato un

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solo vincitore: Giuseppe Ruzza, presidente della Figc Veneto, anzi tre, il rodigino Pastorello, il bassopolesano Pavanati e, appunto, Ruzza. Ora però, i tempi sono diversi e le decisioni che prenderemo saranno ponderate in tutto e per tutto”. Un’ultima cosa. Si tratterebbe di che categoria? “Siamo in Terza categoria, ma se se una delle due cordate è in grado di portare un titolo sportivo superiore, le strutture sportive per supportare tale titolo, almeno fino all’Eccellenza, ci sono”. Cristiano Aggio

arlo Degli Esposti, rodigino doc dello Sci Club Rosalpina Rovigo, è medaglia d’oro ai campionati mondiali Master, over 30, disputati a negli Stati Uniti a Big Sky, nel parco di Yellowstone. Un evento molto importante per le discipline dello slalom gigante, dello slalom speciale e del SuperG, in gara secca.All’evento hanno partecipato oltre 400 concorrenti rappresentando 20 nazioni. L’atleta polesano, membro della delegazione Italiana composta da una quarantina di atleti provenienti da diversi comitati regionali, ha vinto la medaglia d’oro categoria A4, età 45-50, nella gara di gara di super-g. Superando l’idolo di casa americana, Kevin Hendrickson, a soli 29 centesimi dal miglior tempo assoluto. Due gli ori conquistati dall’Italia nella rassegna iridata, uno di questi grazie all’alfiere rodigino.

Torneo Coppa Carnevale: in cento a Borsea

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uasi cento giovani calciatori, molti provenienti dalle province di Bologna e Ferrara, della categoria Pulcini, annate 2007-08, hanno partecipato al campo sportivo di Borsea al primo torneo Coppa Carnevale, organizzato dalla locale Polisportiva. “Nonostante la pioggia abbia condizionato un po’ la giornata sportiva, i bambini hanno giocato e si sono divertiti e questa è l’unica cosa che conta”, afferma il presidente Roberto Albertini. “Vorrei ringraziare per la partecipazione e la disponibilità le società: Asd Calcio Decima 1938, Crevalcity F.C., ASD, Union Villadose San Martino Academy, Sporting Centese 1913, Tagliolese, A.C. Galliera 2009 e Sorgente nonchè tutti i bambini e i genitori. Infine, un ringraziamento particolare a tutto lo staff che, come sempre, si è dimostrato attivo e disponibile alla buona riuscita della manifestazione”. La formazione dei Pulcini è seguita da Salvatore di Caprio, mentre l’istruttrice Martina Moretto si occupa dei Primi calci del Borsea. La Polisportiva Borsea, da quest’anno, è diventata una società affiliata alla Spal. “Era da qualche tempo che con Marco Aventi, responsabile delle società affiliate del club estense, continua Albertini, c’era un rapporto di collaborazione tant’è che già 4, e presto diventeranno 5, dei nostri giovani atleti sono stati indirizzati proprio alla Spal, Mattia e Daniele Garzetta, Riccardo Pellegrini, tutti del 2008 e il 2007 Filippo Donegà , con un 2009 già finito nel taccuino degli osservatori della Spal.” A coadiuvare in società Roberto Albertini, è Diego Moretto, vice presidente, il segretario Bruno Bregolato e i consiglieri Davide Venco, Amedeo Muddu, Alessandro Zambon e Fulvio Segradin. (c.a.)


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Casellati, prima donna al Senato

Padovana, deputata di lungo corso di Forza Italia, ricopre la più alta carica mai raggiunta da un veneto. “E’ un onore da condividere con tutte le donne”. “Orgogliosa della mia terra, ora l’autonomia sia una priorità”

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uaLo ha detto già poche ore dopo la sua elezione a presidente del Senato, seconda carica della Repubblica, la più alta mai raggiunta da un veneto, “porto la mia terra nel cuore”, lo ha ribadito a Venezia durante la visita ufficiale nella sede della Giunta Regionale, “quando si parla di Veneto il mio cuore batte più forte”. Maria Elisabetta Alberti Casellati, padovana con natali rodigni, nelle prime settimane sta tenendo fede al suo impegno e si fa vedere spesso tra la sua gente. E’ stata accolta a Palazzo Balbi in Regione con tutti gli onori, ha inaugurato il Vinitaly a Verona, ha tagliato il nastro a “Sapori di Primavera” nella sua Padova. Insomma, appena i numerosi impegni istituzionali glielo consentono non manca di tornare “a casa”. Una scelta del cuore, senz’altro, ma anche un atto politico ben preciso, ribadito con orgoglio proprio durante la sua visita a Venezia. “L’autonomia sia una priorità nell’agenda politica del nuovo governo, perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario. - ha dichiarato di fronte al go-

vernatore Zaia - Ci sono questioni importanti che investono questa regione: Venezia, la sua tradizione culturale che non può essere ignorata ed è da sempre punto di riferimento nel mondo. Mi auguro che il nuovo governo metta in agenda l’autonomia come priorità perché c’è la reale necessità di un completamento di questo riassetto. Io sarò sempre presente, sempre con voi, con il presidente Zaia ci sarà una collaborazione istituzionale efficace. Essere qui è un orgoglio e una responsabilità perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario in virtù anche del formidabile sviluppo economico e sociale degli ultimi decenni”. Parlamentare di lungo corso, berlusconiana della prima ora, avvocato matrimonialista, fino a qualche mese fa componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Casellati corona la sua carriera politica sedendo sullo scranno più alto del Senato, grazie all’accordo fra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Non sono

mancati i distinguo e anche alcune prese di posizione polemiche sulla sua attività politica e la sua fedeltà a Berlusconi ma ora l’intenzione della stessa Casellati è quella di svolgere fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre. Lo ha ribadito anzitutto nel discorso di insediamento in Senato. “Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l’intera collettività: la consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon governo. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi. Questa elezione rappresenta per me una responsabilità e un onore che sento doveroso condividere proprio con tutte quelle donne che con

le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio, hanno costruito l’Italia di oggi. Il tema delle riforme sarà centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell’assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali. L’epoca della globalizzazione offre opportunità e conoscenza, portando con sé, allo stesso tempo, il rischio di nuove marginalizzazioni, un rischio che non può essere ignorato né sottovalutato. A partire dall’economia reale. A partire dal lavoro”. Intanto la strada è tutta in salita proprio per la formazione del nuovo governo e non è escluso che la stessa Casellati possa giocare un ruolo significativo per cercare una mediazione fra le forze politiche.

Zaia ai neo parlamentari veneti: “Facciamo squadra per l’autonomia” Sono 77 i parlamentari veneti eletti alla Camera o al Senato alle ultime politiche. Una cinquantina ha risposto all’invito di Zaia che li ha voluti incontrare a Venezia per invitarli a trovare piena convergenza sull’obiettivo dell’autonomia regionale. “Questa partita alla fine si deciderà in Parlamento, perché è lì che si concluderà questo importante percorso istituzionale, sino a ora unico nella storia italiana, innovativo e di grande impatto, da noi avviato nel giugno del 2014: voi avete un ruolo fondamentale e i veneti si aspettano dai loro parlamentari che facciano squadra, superando le appartenenze di partito, nell’esclusivo interesse di quei

quasi 2,5 milioni di nostri corregionali che nell’ottobre scorso si sono recati alle urne per chiedere quasi unisono una sola cosa: l’autonomia”. Ai nuovi onorevoli e senatori è stata presentata la delegazione trattante nel negoziato con lo Stato, ed è stato loro consegnato un ampio ed esaustivo dossier, contenente tutti i documenti e gli atti ufficiali che hanno scandito le varie tappe del cammino fin qui compiuto. “La Regione mette al primo posto del suo programma e delle sue aspettative la conquista dell’autonomia – ha sottolineato Zaia –, un’autonomia a geometria variabile, realizzata come un abito

sartoriale secondo le esigenze e le peculiarità dei territori. Abbiamo aperto una strada, infatti, che altre Regioni, se lo vorranno potranno seguire: già lo hanno fatto Lombardia ed Emilia Romagna, insieme alle quali abbiamo avviato nei mesi scorsi il negoziato che ha portato alla firma dell’accordo preliminare del 28 febbraio scorso, e sembrano siano pronte a seguire la strada tracciata Piemonte, Puglia, Campania e Toscana”. “A darci forza nella trattativa con il Governo – ha precisato il governatore – è stato quel 58% circa di elettori che si è recato alle urne a quel referendum avvallato dalla Corte Costituzionale, superando abbondantemente il quorum e

dimostrando democraticamente, con i numeri, che l’autonomia è una questione trasversale ai partiti, che riguarda tutti”. Zaia ha poi precisato che il Veneto continuerà a chiedere la competenza diretta su 23 materie, come previsto nei 66 articoli della legge statale, approvata dal Consiglio regionale del Veneto lo scorso novembre. “Nell’accordo preliminare le competenze di cui si prevede l’attribuzione alla Regione sono quelle relative alle politiche

del lavoro, all’istruzione, alla tutela della salute e alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema – ha rilevato il presidente veneto –. Ma sia chiaro che si tratta solo di un primo assaggio: noi le vogliamo tutte e 23”. “Al di là delle appartenenze e delle diverse sensibilità politiche – ha concluso Zaia – vi chiedo di lavorare insieme per il raggiungimento di questa meta storica, facendo sentire la voce del nostro territorio alla Camera e al Senato”.


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Politica

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Addio metropolitana di superficie. Quasi trent’anni buttati al vento D

opo tante inaugurazioni con caschetti gialli e slogan, viste soprattutto in tempi in cui era Governatore Galan e assessore ai Trasporti Chisso, con un miliardo di euro speso per dare risposte parziali e strutture a volte sottoutilizzate, ora siamo a un punto morto. E’ stata l’Assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti a dichiarare chiuso per sempre il cantiere del SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Tra i principali motivi addotti i costi non più sostenibili. Quasi sei miliardi di investimento previsti e suddivisi per varie fasi sono diventati troppi. In trent’anni, però, diverse cose sono state fatte: pochine a dire il vero! L’Assessore ha evidenziato gli interventi realizzati sulla rete rispetto a quelli inizialmente previsti: 9 nuove stazioni sulle 37 previste, 24 nuovi treni acquistati su 120, 22 adeguamenti di fermate esistenti su 162, 66 passaggi a livello eliminati su 407. Niente metropolitana veneta, dunque, ma, assicura l’assessore, saranno sistemate alcune urgenze. Tra gli interventi che saranno attivati, assicura l’assessore De Berti, c’è l’adeguamento a doppio binario dell’attraversamento del fiume Brenta sulla linea PadovaCastelfranco, il raddoppio per 25 km della tratta Maerne-Castelfranco, l’eliminazione

di 24 passaggi a livello su varie linee, nonché i 18 km di raddoppio ferroviario sulla Castelfranco-Bassano con l’eliminazione di 16 passaggi a livello e l’adeguamento di 5 stazioni ferroviarie. Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità relative alle linee Rovigo-Verona, Rovigo-Chioggia e MestreAdria. “La cosa più grave emersa dalla discussione in commissione trasporti – affermano i Consiglieri di opposizione Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Claudio Sinigaglia – è la mancanza di un piano regionale della logistica, che coinvolga infrastrutture autostradali, ferroviarie e nodi portuali e aeroportuali. L’assessore nell’affrontare la discussione e rispondendo alle nostre domande sulle prospettive future, parla di ‘politica del buon senso’. Le fa onore, ma non si può governare solo con quello, ci vuole programmazione. La revisione del vecchio Piano regionale trasporti datato 2005 deve essere una priorità urgente da affrontare e portare a termine entro questa legislatura - dicono ancora i Consiglieri del PD - Anche perché nel territorio c’è una situazione troppo disomogenea: nelle aree dove il servizio è stato ammodernato, si vedono i primi risultati in termini di regolarità e di gradimento, ma in altre tratte come la Rovigo-Verona o la Rovigo-Chioggia, la criticità è invece endemica”.

Animali domestici sepolti in giardino Proprio per la redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, la Giunta Regionale ha adottato un disegno di legge con il quale si stanziano 300.000 euro (150.000 nel 2018 e 150.000 nel 2019). “Il Piano è uno strumento fondamentale – ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia – per il futuro sviluppo della mobilità sostenibile nel Veneto, che disegnerà il sistema dei trasporti e della logistica per i prossimi 10/15 anni. Un Piano che deve mettere insieme, coordinare e valorizzare le numerose innovazioni che abbiamo introdotto in questi ultimi anni, dal cadenzamento dell’orario dei treni ai notevoli passi avanti nell’intermodalità, dal potenziamento del nostro sistema regionale ‘su ferro’ derivante dalla stipula del contratto di servizio con Trenitalia per il periodo 2018-2032 e dall’accordo quadro con Rete Ferroviaria Italiana per potenziare le infrastrutture ferroviarie all’Accordo Programmatico tra Regione e Anas per la riqualificazione e l’ammodernamento della rete stradale veneta”. Germana Urbani

Da cementifici ad inceneritori: no, grazie! Il Consiglio regionale vota compatto per impedire l’uso dei cementifici in inceneritori di rifiuti speciali Il Css combustibile è in origine un rifiuto speciale che, a determinate condizioni previste dalla normativa, può essere utilizzato ai fini della produzione di energia da parte di centrali termoelettriche e cementifici. “Sul tema dell’impiego del Css Combustibile e più in generale sulla possibilità, ammessa dall’ordinamento, da parte di impianti costruiti e pensati per determinati cicli di produzione, in questo caso i cementifici, di trasformarsi nei fatti in impianti di riciclaggio di rifiuti sono state sollevate da più parti critiche e perplessità” ha spiegato Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

presentatore della mozione illustrata in aula notando come i dubbi riguardano sia le questioni ambientali e di tutela degli ecosistemi ancor più “sui danni alla salute pubblica”. L’esponente di Liberi Uguali ha poi sottolineato come dei 69 centri di produzione un terzo sono concentrati in Pianura Padana e di questi 6 in Veneto al centro di denunce da parte di comitati di cittadini tra i quali “Lasciateci respirare” di Monselice, “che hanno evidenziato i riscontri di seri inquinamenti prodotti nelle aree circostanti”. La mozione approvata dal Consiglio “impegna la giunta regionale a farsi

parte attiva presso il governo affinché proceda senza indugio ad adottare tutte le iniziative necessarie, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale 14 febbraio 2013 n.22 e della afferente normativa successiva, insistendo affinché sia valutata la revoca, in virtù del principio di precauzione, di ogni atto funzionale a consentire la riconversione dei cementifici in inceneritori”

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n Veneto è ora possibile seppellire il proprio cane o gatto nel giardino di casa o in aree attrezzate allo scopo, definite “cimiteri per animali”. La decisione è stata presa in conformità ad uno specifico Regolamento Comunitario, con la specificazione che il sotterramento deve avvenire in modo che gli animali carnivori o onnivori non possano accedervi. “Siamo di fronte a un atto solo apparentemente banale, ma che in realtà è un grande atto di amore verso i nostri animali domestici – fa notare il Presidente della Regione Luca Zaia – Riconosciamo infatti quello che sta diventando sempre di più un fenomeno sociale: il possesso da parte di persone e famiglie di un animale domestico e il rapporto affettivo che ne consegue. Per farsene un’idea basta navigare qualche minuto sui social per trovare storie, allegre, tenere, o tristi, legate al rapporto tra un essere umano e il suo, o i suoi, animali da compagnia”. Per questi motivi è sembrato un segnale di attenzione dare la possibilità di seppellire l’animale morto in terreni privati o in aree dedicate visto che per tanta gente, l’animale da compagnia ha un significato che va oltre le parole, perché determinato dal cuore, e poter tenere vicino a sé l’amico di tanti anni che se n’è andato non è un desiderio da banalizzare.


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Lo zucchero di casa mia

L’Assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan

Subito un patto europeo ed etichette tricolori per tutelare eccellenze produttive come lo zuccherificio di Pontelongo

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n ‘patto’ in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori – ha rilanciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando oggi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo - Di

fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli – ha promesso Pan - coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento,

l’onorevole Paolo de Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente. Lo zucchero italiano, che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro, è presidio indispensabile della qualità alimentare del ‘made in Italy’, a cui non intendiamo rinunciare”.

Dal canto suo, la Regione Veneto – ha ricordato l’assessore – ha già impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie”.

“Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”. “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.

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editoriale Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo

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Medico e paziente: rispetto dei valori reciproci Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi a pag 29

Detossificazione: consigli utili

a pag 30

Le lenti a contatto Minisclerali.

na tavola rotonda inserita in un importante convegno organizzato nella Sala degli Arazzi della prestigiosa Accademia dei Concordi a Rovigo, di cui era socio, è stata dedicata esclusivamente al ricordo della figura di Giovanni Federspil, docente universitario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Padova, scienziato, umanista e filosofo, nato a Rovigo nel 1938 e deceduto a Padova nel 2010. Di fronte a un parterre molto attento e qualificato si sono succeduti, dopo la presentazione del Presidente dell’Accademia G. Boniolo e con la regia di F. Scaranello, illustri oratori quali B. Fantini (Univ. Di Ginevra), A. Pagnini (Univ. Di Firenze), P. Giaretta, C. Scandellari e R. Vettor (Univ. Di Padova), M.P. Garavaglia (direttore “L’ arco di Giano” e già Ministro della Sanità), con ricordi oltre che di natura professionale anche di frequentazione personale. Una particolare e commossa accoglienza è stata dedicata alla vedova del prof. Federspil presente alla manifestazione. La famiglia di Giovanni Federspil, di notevole prestigio, giunse in Italia, a Rovigo, dove si stabilì agli inizi del secolo scorso dalle terre austro-ungariche e dove nacque appunto Giovanni nel 1938. Federspil non mi è stato maestro durante il corso dei miei studi di Medicina e Chirurgia, in quanto allora i Direttori di Clinica Medica e di Patologia Speciale Medica erano Patrassi e Fiaschi; le nostre frequentazioni, oltre che in convegni scientifici, avvenivano per lo più in un piccolo bar del centro storico di Rovigo, “Al Cogheto” di proprietà della famiglia Federspil dagli inizi. Un locale cui era molto legato e in cui tornava spesso e lì, seduti ad un tavolino con davanti una tazza di caffè fumante, specialità del locale, ho avuto modo di apprenderne e apprezzarne le molteplici conoscenze e virtù che lo hanno reso un medico, uno scienziato, un umanista e un filosofo di incredibile spessore. Il grande contributo che ha portato alla Medicina si rileva dalle sue riflessioni sul ragionamento, sulla metodologia clinica e sperimentale, sconfinando nell’epistemologia, nella psicologia e nella filosofia.

Più giovani e più belli con la medicina estetica a pag 31

dal 1867 il passato si fonde con il futuro


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Ponteziate le “Palestre della salute”, utili a chi ha patologie croniche

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a regione ha definito e potenziato in questi giorni il sistema delle 14 “Palestre della Salute”, che si trovano nelle Ulss venete. Nascono nel 2015 per offrire ai portatori di patologie croniche non trasmissibili (come malattie cardiovascolari, diabete, obesità, osteoporosi e alcune patologie tumorali, segnatamente colon e mammella) la possibilità di effettuare l’utilissima pratica sportiva in palestre altamente specializzate dove operano spiccate professionalità specifiche. Oggi è previsto il coinvolgimento di personale medico adeguatamente formato, e che l’esercizio fisico si svolga sotto il controllo di una laureato magistrale in scienze motorie con indirizzo in attività motoria preventiva e adattata, in strutture idonee riconosciute dalla Regione e chiamate, appunto, “Palestre della Salute”.

“L’attività fisica con valenza terapeutica – fa notare Coletto – è prevista nel Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 e, con l’ultima modifica decisa a livello nazionale, è stata anche inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, che prevedono la promozione di Programmi strutturati di esercizio fisico per soggetti a rischio. Anche in questo caso la sanità veneta ha anticipato fin dal 2015 un’offerta di salute diventata obbligo due anni dopo”. “Che lo sport sia anche sinonimo di salute e di prevenzione – aggiunge l’Assessore Corazzari – è convinzione universale e scientificamente supportata. Tutti d’accordo, ma poi bisogna tradurre le parole in azioni, e in questo le Palestre della Salute sono la dimostrazione che la Regione Veneto, ovunque possibile, sa tradurre la teoria in pratica. Si tratta di un percorso nel quale si fondono

importanti professionalità specifiche e la qualità strutturale di molte palestre pubbliche e private del Veneto”. La delibera appena approvata definisce requisiti e procedimento per la certificazione di “Palestra della Salute” e fornisce gli indirizzi per la prescrizione e somministrazione dell’esercizio fisico e indica le figure professionali, specialisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici dello sport titolate alla prescrizione. L’esercizio fisico, una volta prescritto sulla base della situazione e della patologie di ogni singola persona, viene erogato da un laureto in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, che abbia seguito e completata un percorso formativo di 120 ore in strutture sanitarie specificamente identificate.

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l’editoriale

Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo Il suo pensiero, riprendendo le radici ippocratiche per cui le malattie non sono altro che il prodotto di fenomeni naturali, lo portava a sostenere che il medico è e deve essere naturalista, o, in termini più moderni uno scienziato. “Questa è la tesi fondamentale sulla quale si basa ancora oggi tutto il nostro sapere medico: - dall’osservazione della morfologia cellulare e dall’analisi dei meccanismi biochimici cellulari fino ai trapianti, alle applicazioni di radioisotopi, alla risonanza magnetica e alle più innovative terapie attuali - è una scienza della natura che fa corpo con tutte le altre scienze empiriche: la fisica, la chimica, la biologia, l’etologia etc”. Ne deriva che la preparazione del Medico e la sua continua formazione siano rivolte all’assimilazione e all’integrazione di concetti acquisiti e ripensati, alla riflessione metodologica, alla cultura biologica. Federspil è stato un oppositore del progressivo insinuarsi nell’educazione e nella professione medica di una mentalità riduzionistica, non certo per negare l’importanza delle ricerche molecolari, ma per contrastare l’inadeguatezza di una medicina che pone la conoscenza dei meccanismi molecolari come la forma fondamentale di un sapere medico che ritiene di spiegare fenomeni di una certa complessità strutturale organica con i fenomeni degli elementi più semplici che costituiscono i fenomeni più complessi. Gli studi di fisiopatologia lo hanno portato a sostenere con Azzone (Patologo Clinico) che “malattia e patologico sono termini che che si riferiscono a processi che riguardano la vita e non il comportamento delle molecole. Entrambi implicano un pericolo per la sopravvivenza dell’organismo, pertanto il termine malattia può essere applicato a quei processi che, pur avendo un’origine molecolare e cellulare,coinvolgono un’alterazione del sistema”. Qui viene fuori Federspil filosofo con i suoi ragionamenti sulla natura dell’uomo e sulla concezione di persona umana, che è sostanzialmente diversa dalla sua caratterizzazione come organismo o individuo e che deve essere alla base dell’attività del medico. Il Medico diagnostica una malattia ma le cure sono verso la persona, termine attorno cui ruota il massimo problema della medicina moderna, attratta da un tecnicismo esasperato e rivoluzionata da progressi scientifici che hanno posto evidenti problematiche di ordine bioetico, dal problema dell’embrione e dell’aborto all’utero in affitto e alle cellule staminali, dall’accanimento terapeutico, al testamento biologico e all’eutanasia. “Il Medico ha certamente a che fare con un corpo e questo corpo costituisce un “oggetto” conoscibile con gli strumenti razionali e con le tecniche empiriche che sono proprie della scienza. Tuttavia la Medicina non si ferma a questo, come ha ricordato K. Jaspers: l’agire del medico poggia su due pilastri: da un lato la conoscenza scientifica e l’abilità tecnica, dall’altro l’ethos umanitario”. Il Medico ha a che fare con un suo simile, con una persona che vive, spera, ama, odia, progetta, esattamente come lui, per cui non tutto ciò con cui il medico entra in contatto è trasferibile in un processo oggettivo della scienza naturale; la malattia per il malato non è un evento naturale fra tanti, ma ha un significato per quella persona ed è fondamentale per colui che la vive, in quel momento, in quell’ambiente, in determinate condizioni psicologiche e sociali. “Un Medico che voglia essere medico di una persona e non soltanto di un organismo, non può non essere consapevole del fatto che la malattia può essere conosciuta, cioè descritta e spiegata secondo i canoni del sapere naturalistico, ma viene anche vissuta, come la vive chi ne è affetto”. Ricordavo che Giovanni Federspil non mi è stato maestro durante gli studi universitari, non mi è stato maestro nel saper fare il medico, ma mi è stato grande maestro, con le sue opere e nei nostri incontri in quel piccolo locale rodigino, con la sua scienza metodologica, umanistica e filosofica nel saper essere medico, in una professione in cui sono coniugate e inscindibili una preparazione scientifica e tecnologica unite ad un’etica e una deontologia che hanno come oggetto del proprio interesse una persona, con tutto il suo vissuto, le sue esperienze, le sue abitudini, in un rapporto che si instaura fra due esistenze nel reciproco rispetto dei valori di ciascuno.

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Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi I

difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una miopia di sole 3 diottrie, è fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In relazione all’entità del difetto, possono essere utilizzate tecniche chirurgiche differenti ed in particolare per difetti leggeri-medi, si può usare un trattamento laser, mentre questo non è indicato se il difetto è elevato in quanto il tessuto da asportare con il laser sarebbe eccessivo ed il processo di guarigione potenzialmente più turbolento. Per eliminare quindi una miopia, per esempio, di 15 diottrie, non potendo effettuare un trattamento laser, possiamo agire inserendo una lente all’interno dell’occhio. Queste lenti sono state utilizzate in diverse foggie e materiali, ma il migliore ed ormai collaudato è un collamero brevettato da una ditta americana. La mia esperienza personale con questi impianti data da oltre 20 anni e le migliorie introdotte in questo lungo periodo hanno visto modificare la forma di queste piccole lenti che, essendo inserite dietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino

(piccola lente dietro la pupilla). Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una

qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie. In sintesi, possiamo immaginare che, come una lente a contatto esterna rimane appoggiata sulla

Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie

cornea, così una lente fachica (significa che è presente assieme al cristallino naturale) viene appoggiata, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica in quanto questa con comporta alcuna aderenza con i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica (gocce di anestetico che addormentano la superficie). La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione del paziente e può essere decisa anche all’ultimo momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla periferia

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Sistemi di ancoraggio delle protesi rimovibili I

l momento, lungo e perdurante, della crisi economica e, in genere, della minor possibilità di spesa della popolazione, ha indubbiamente riproposto il ritorno in auge delle protesi rimovibili. Dell’importanza della riabilitazione orale a mezzo dispositivi mobili è tornata ad occuparsi l’opinione pubblica, il mondo dell’industria farmaceutica e persino le istituzioni con l’approvazione da parte della Regione del Veneto dell’erogazione di contributi in favore di coloro che si rivolgono a un qualsiasi professionista odontoiatra con sede nella Regione, per il confezionamento e il posizionamento di mezzi di riabilitazione orale rimovibili. Siamo d’accordo con il fatto che a differenza della terapia implantare, la protesizzazione con dentiere in resina comporti alcuni svantaggi; in termini di forza della masticazione, di stimolazione dell’osso e della percezione e, in molti casi, in termini di sicurezza percepita e di autostima. Ma altrettanto vero è l’esistenza di alcuni vantaggi, in primis di natura economica, ma anche legati a situazioni della salute generale nelle quali un intervento chirurgico (quale l’inserimento implantare) presentano contrindicazioni siano esse assolute o relative (osteoprosi, diabete,

tabagismo, assunzione di taluni farmaci, cardiopatie scompensate ecc). Inoltre vi sono indubbie condizioni comportamentali ed educazionali che renderebbero ardua la conservazione e la manutenzione di una protesi su impianti. Come in molte altre situazioni, la soluzione di molti casi deriva da un compromesso. Riuscire ad abbinare l’economicità e la praticità di una protesi rimovibile con la sicurezza di una sua fissità in grado di fornire sicurezza al paziente. Ecco allora che ci ritroviamo a parlare dei sistemi di ancoraggio all’osso delle protesi rimovibili (che in tal modo smettono di essere protesi troppo “mobili”). Il ricorso a 2 – 3 impianti osteontegrati tradizionali non varrebbe ad abbattere i costi in maniera significativa e non eliminerebbe i tempi prolungati di esecuzione e legati al periodo di guarigione dell’impianto. Per un periodo di tempo si è posta attenzione ai cosiddetti minimpianti; impianti in titanio, con diametro ridotto e ritenzione immediata che consentono nel breve tempo di una o due sedute di utilizzare la propria protesi finalmente fissata nella sua sede. Di questa soluzione ora si torna a parlare anche in virtù dei suoi costi assai limitati e della quasi totale assenza di controin-

dicazioni. E’ sufficiente visitare il proprio dentista che valuterà gli spessori della vostra protesi (serve un minimo di spessore per alloggiare gli attacchi) e vi proporrà il posizionamento di 4 viti in titanio di spessore ridotto. Un intervento assolutamente indolore e rapido, senza necessità di incisioni e suture. Tali dispositivi sono immediatamente utilizzabili per garantire stabilità alla vostra protesi. In molti mi hanno rivelato “dottore mi ha cambiato vita!”. Ed è questa la più grande ricompensa per un professionista.

Di questa soluzione ora si torna a parlare anche in virtù dei suoi costi assai limitati e della quasi totale assenza di controindicazioni

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superiore della cornea ed attraverso questo taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. Una volta all’interno dell’occhio questa si svolge e viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento dura mediamente cinque minuti ed il paziente rimane bendato due giorni. Il recupero visivo è veloce e già in seconda giornata la visione è ottima. Abbiamo parlato di difetti miopici ma esiste anche l’astigmatismo e l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato alla non sfericità della superficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!


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Detossificazione: consigli utili D

opo un lungo e freddo inverno, arriva finalmente la tanto attesa bella stagione e con essa anche la voglia di rimettersi in forma e migliorare il proprio stile di vita. Ma come farlo al meglio? In che modo la natura può darci una mano? La prima cosa da fare per dare una mano al nostro organismo per ritrovare il giusto equilibrio è detossificare. La detossificazione è un processo importantissimo per il nostro corpo in particolar modo per il nostro fegato, che ogni giorno, accumula tante tossine per colpa di tanti fattori, come alimentazione disordinata, stress, farmaci. Piante come il tarassaco, il carciofo e il cardo mariano contribuiscono al buon funzionamento epatico. Il tarassaco ha proprietà coleretiche e colagoghe ovvero favorisce la produzione ed espulsione della bile dal fegato, la quale porta via tutte le sostanze tossiche in eccesso accumulate mentre il carciofo e il cardo mariano rientrano nella catogoria di piante epato protettive, ovvero aiutano il nostro fegato a mantenere la sua funzionalità in maniera ottimale. Tisane o prodotti specifici contententi all’interno queste semplici e utilssime piante ci aiutano con il primo step di un processo che porta alla depurazione dell’organismo. Le tossine in eccesso oltre ad appesantire il nostro fegato, influenzano negativamente anche anche altri organi, come ad esempio il sistema linfatico. Molto spesso sia lo

è un processo importantissimo per il nostro corpo in particolar modo per il nostro fegato, che ogni giorno, accumula tante tossine per colpa di tanti fattori, come alimentazione disordinata, stress, farmaci scarso movimento che la poca idratazione o semplicemente una predisposizione personale, fanno in modo che ci sia un ristagno di liquidi sopratutto al livello del giro vita e delle gambe. Questo è sintomo di una circolazione linfatica che non funziona molto bene e che ha bisogno di un aiuto dall’esterno per poter drenare tutto ciò che al nostro corpo non serve. Si interviene dunque con piante che favoriscono il drenaggio dei liquidi in

eccesso, che sgonfiano e permentettono di sentirci più leggeri. Piante come la betulla, la pilosella, l’orthosiphon agiscono sul microcircolo linfatico, eliminando le sostanze tossiche e depurando il nostro corpo. Non dimentichiamo anche il té verde dalle ottime proprietà anti ox e fortemente depurative. Tisane o concentrati contenenti le piante in questione sono essenziali per completare il processo di depurazione e drenaggio e sono una sana abitudine da

assumere per prendersi cura del proprio stato di salute. Tra le piante depurative ricordiamo anche l’aloe, un gel-fluido dalle eccezionali proprietà detossificanti e depurative. Ha ottime azioni protettive nei confronti dello stomaco e mantiene regolare la funzionalità intestinale.

Dunque la parola d’ordine per questa primavera è detossificazione: iniziamo al mattino con un’ottimo concentrato depurativo o una buona tisana e dreniamo tutte le scorie accumalate durante l’inverno. Una buona abitudine verso noi stessi in primavera e non solo!

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Più giovani e più belli con la medicina estetica Agire sulla propria immagine per migliorare il benessere psicofisico

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oniugare bellezza e benessere psicofisico: questo è lo scopo della Medicina Estetica, branca della medicina alla quale un numero sempre maggiore di uomini e donne si rivolgono ogni anno, conducendo l’Italia tra i primi dieci Paesi al mondo per numero di trattamenti medico-estetici richiesti. Centro Medico– Bianalisi Veneto può fornire una soluzione ai problemi di salute che abbiano una rilevanza estetica. La Medicina Estetica è infatti una delle specialità erogate dalla struttura, recentemente entrata a far parte del Gruppo Bianalisi, realtà leader a livello nazionale nell’esecuzione di analisi di laboratorio e indagini diagnostiche alla persona. Allo scopo di conoscere più approfonditamente l’argomento, abbiamo intervistato la dottoressa Laura Mazzotta, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva con specifica

formazione in Medicina e Chirurgia Estetica ed in Nutrizione Clinica, socia SIME (Società Italiana Medicina Estetica) e figura di riferimento di Centro Medico- Bianalisi Veneto nello specifico ambito diagnostico.

Dottoressa Mazzotta, in quale modo la Medicina Estetica consente di piacersi maggiormente? “La Medicina Estetica si occupa di migliorare gli inestetismi e di prevenire l’invecchiamento cutaneo del volto e del corpo. Il ricorso ai trattamenti medico estetici consente di trattare problematiche quali ad esempio cellulite, cicatrici, rughe e macchie cutanee, caduta dei capelli ed eccesso di peli”.

Come influisce sul benessere psicofisico il miglioramento della propria immagine? “I trattamenti medico-estetici con-

sentono l’eliminazione degli inestetismi, permettendo all’individuo di avvicinarsi all’immagine di sé che più preferisce. Si tratta quindi di una medicina non soltanto curativa ma orientata ad assicurare anche il benessere individuale in tutta la sua complessità”.

Qual è il grado di invasività dei trattamenti medico-estetici? “In Medicina Estetica la soluzione delle varie problematiche è affrontata con metodiche non invasive che, rispetto alla Chirurgia estetica, consentono di agire riducendo complessità, rischi, sofferenze e costi”.

Quali sono i trattamenti maggiormente richiesti? “I trattamenti più richiesti sono i filler, utilizzati principalmente per la correzione degli inestetismi rappresentati da rughe e cicatrici, per aumentare la dimensione delle

labbra, correggendone eventuali asimmetrie, ed inoltre rimodellare il profilo dell’arcata sopraciliare, degli zigomi e del mento. Esistono diversi prodotti farmaceutici che si possono utilizzare in maniera totalmente sicura, che differiscono per densità, durata, capacità volumizzante e capacità idratante. Uno dei più utilizzati è l’acido ialuronico, una sostanza normalmente presente nella nostra pelle e nel tessuto connettivo”.

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di edentulia necessita di una soluzione diversa da quella del grande anziano con ridotti rapporti sociali, pur partendo, tutti e due, dalla stessa condizione e ad entrambi possiamo dare protesi esteticamente valide e stabili con costi adeguati alle loro condizioni.Esiste una soluzione per ogni tipo di problema dentale in rapporto ad ogni condizione economica”.

“E’ fondamentale affidarsi a laureati in medicina e chirurgia che abbiano acquisito una preparazione specifica in questo campo. E’ quindi assolutamente indispensabile verificare che il professionista sia iscritto a società scientifiche, aggiornato e competente”.

Dott.ssa Laura Mazzotta Specialista in Igiene e Medicina Preventiva con specifica formazione in Medicina e Chirurgia Estetica e Nutrizione Clinica Riceve presso Centro Medico-Bianalisi Veneto ROVIGO - Tel. 0425 31681 www.centromedicorovigo.it

L’importanza del dialogo tra l’odontoiatra e il paziente r. Baioccato, esiste una linea guida nella sua idea di odontoiatria? “In oltre 20 anni di professione ho sempre applicato il criterio della qualità, in ogni aspetto dell’odontoiatria, considerando che la soddisfazione a lungo termine, del paziente, sia un parametro fondamentale nel giudizio complessivo sul mio operato. Il rapporto odontoiatra paziente è basato sulla fiducia e, la spiegazione delle tecniche, la scelta dei materiali, la motivazione di certi trattamenti al posto di altri, sono strumenti che fanno capire a quest’ultimo l’applicazione del professionista per la ricerca di una più elevata qualità e ne rafforzano la fiducia”. Come si fa a capire di cosa ha bisogno un paziente? “L’abitudine a parlare con i miei pazienti non mi ha mai abbandonato, fare una anamnesi complessiva, per inserire la situazione dentale nel quadro completo del paziente, è la chiave per riuscire a proporre le soluzioni più adatte all’individuo ed accompagnarlo nell’iter del trattamento. Capire il tipo di esigenza estetica e funzionale, in rapporto all’età ed ai rapporti sociali, è indispensabile per individuare la soluzione protesica ideale: un adulto con problemi

Quale accorgimento è utile seguire nel caso in cui si sia intenzionati a sottoporsi a trattamenti medico-estetici?

“Capire il tipo di esigenza estetica e funzionale, in rapporto all’età ed ai rapporti sociali, è indispensabile per individuare la soluzione protesica ideale”

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Algeria da mille e una notte di Renato Malaman

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’Algeria oggi è un buco nero nella mappa del Mediterraneo. Un luogo “non luogo”, che respinge e allo stesso tempo attira. Che mette paura per le evidenti ripercussioni psicologiche causate da recenti fatti di cronaca (sequestri, uccisione di ostaggi) ma che al contempo genera curiosità per effetto della storia straordinaria che ha alle spalle e delle bellezze assolute che può offrire agli occhi dei suoi visitatori. L’Algeria, paese più grande dell’Africa, è oggi tanti paesi in uno, dove viaggiare è indubbiamente complicato (i gruppi sono costantemente scortati – seppur in modo

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discreto - da un’unità della Polizia, che fa staffetta a ogni confine di provincia) ma dove si possono trovare così tanti spunti di interesse che della “blindatura” ci si dimentica presto. Anche perché i poliziotti al seguito sanno come rendersi gradevoli e rivelarsi alla lunga maestri di ospitalità. Di una cosa ci si accorge subito sbarcando ad Algeri dopo un’ora e mezza di volo da Roma: che la presenza coloniale della Francia, durata ben 132 anni – dal 1830 al 1962 – ha lasciato segni permanenti nell’architettura urbana, nelle abitudini, nella vulgata e in un certo senso anche nei modi di vivere. continua alla pag. seguente


di Sacchiero Simone

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Algeria da mille e una notte

Il più grande paese dell’Africa oggi è visitabile sotto scorta, ma in cambio offre bellezze uniche: città romane perfettamente conservate, oasi con milioni di palme e i villaggi millenari della Pentapoli che ispirarono l’architetto Le Corbuisier di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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artiamo proprio dalla guerra di Indipendenza (1954-62), una ferita aperta e mai rimarginata. Otto anni di sangue che hanno lasciato tracce anche nella coscienza dei francesi per il comportamento poco onorevole tenuto dalle proprie truppe e dai propri governanti nel tentativo, rivelatosi inutile, di reprimere l’anelito di libertà espresso dal popolo algerino. Quegli anni spiegano l’origine di tante tensioni che ancora oggi rendono l’Algeria un paese irrequieto, incerto nel cammino verso una democrazia vera. Diciamo tutto questo in premessa per ribadire però che questo paese è uno dei più belli del Mediterraneo e che comunque merita di essere visitato. Anche chiudendo un occhio sui tanti controlli – per lo più preventivi - a cui si viene sottoposti strada facendo. Tutto sommato utili a garantire la propria sicurezza. L’Algeria era il granaio di Roma. Nell’età imperiale sono sorte città che tuttora lasciano a bocca aperta per la loro bellezza e la ricchezza dei reperti ritrovati. Città di estensioni ragguardevoli con tanto di archi, anfiteatri e terme. L’itinerario classico parte da Costantina, città sorprendente per gli eleganti palazzi e i ponti sospesi su una spettacolare fenditura naturale. L’antipasto di questa romanità solenne d’Algeria lo offre Tiddis sulle pareti di una montagna, dove è riconoscibile persino un bordello dell’epoca. A Setif sono conservati invece alcuni dei mosaici più grandi e più belli mai realizzati nelle regioni dell’Impero, primo fra tutti quello dedicato al Trionfo di Bacco. Nella vicina Djemila, la romana Curculum fondata dall’imperatore Nerva, svettano l’arco di trionfo, l’anfiteatro, le terme e il foro. Ma il sito più clamoroso per fascino e maestosità è Timgad, gioiello archelogico inserito in un contesto naturale di grande bellezza con colline e monti a far da scenario. Una città romana perfettamente conservata con il suo castrum, le mura con le quattro porte, il foro con i templi, le terme, le fontane… Insomma, una piccola Roma in terra africana. Proseguendo verso sud i colpi di scena non mancano. Vedi lo spettacolare canyon dell’Abiod, una gola dove la Resistenza algerina tese molti agguati ai francesi. Il canyon offre la vista del villaggio abbandonato di Ghoufi, le cui abitazioni sono scavate nella roccia. Dopo aver attraversato una zona di biancheggianti saline si raggiunge l’oasi di El Oued, antica capitale del Souf con le sue case bianche e le rose del deserto. Quindi, dopo la grande oasi di Ouargla, Touggourt con le singolari tombe dei re e un’oasi con oltre un milione di palme. Sempre a Touggourt, nella piazza del mercato c’è un monumento che ricorda la prima traversata transahariana. Quella realizzata nel 1922 da André Citroën con un mezzo a ruote e cingoli progettato per l’impresa. Timbouctu venne raggiunta in due settimane! Nella vicina Tamacine c’è un’origi-

La capitale Algeri distesa sulla baia più bella del Mediterraneo schiude oggi i vicoli della sua misteriosa casbah, dove poco più di mezzo secolo fa iniziò la sanguinosa guerra combattuta dal popolo algerino per liberarsi dopo 132 anni dell’occupante francese

NELLA FOTO DI COPERTINA IL MAESTOSO ARCO A TRE FORNICI DI TIMGAD. IN QUESTA PAGINA DALL’ALTO E POI DA SINISTRA: UNA VEDUTA DELLA BAIA DI ALGERI; LA GRANDE MOSCHEA E IL MONUMENTO AI MARTIRI DELLA RESISTENZA SEMPRE NELLA CAPITALE; UNO SCORCIO DI COSTANTINA; DONNA MOZABITA A EL ATTEUF, DATTERI DELLA VARIETÀ DEGLET NOUR; UNA VEDUTA DI GHARDAIA; PANORAMA SULLA CITTÀ ROMANA DI TIMGAD, L’ANFITEATRO DI DJEMILA, ARCO ROMANO A TIDDIS; UNO DEI MOSAICI DI SETIF; LA MOSCHEA DI SIDI BRAHIM A EL ATTEUF E UNA SPETTACOLARE VEDUTA DEL VILLAGGIO DI GHOUFI NEL CANYON DI ABIOD

nale moschea a giustificare la sosta. Meta agognata di questo itinerario verso il centro dell’Algeria è Ghandaia, la biancoceleste capitale della Pentapoli del M’zab, Patrimonio dell’Umanità Unesco la cui oasi sopravvive grazie a un ingegnoso sistema di distribuzione dell’acqua con 270.000 pozzi profondi 60 metri dai quali viene sollevata acqua 24 ore al giorno con l’opera di muli, asini e cammelli. La Pentapoli, abitata da fiere popolazioni berbere sottoposte a un pressante processo di arabizzazione (ecco il motivo di tante tensioni in quest’area), è un piccolo mondo di tradizioni antiche, dove le donne sono avvolte da un telo bianco che lascia scoperto solo un occhio. La visita di Melika, Beni Isguem, Bou Noura e El Atteuf (famosa quest’ultima perché il grande architetto Le Corbuisier vi trasse fonte di ispirazioni per i suoi rivoluzionari principi dell’architettura che rispetta la natura) offrono suggestioni uniche, che da sole valgono il viaggio. Le città della Pentapoli hanno oltre mille anni e furono fondate dagli Ibaditi, un ramo dell’Islam moderato.

Infine Algeri, la leggendaria Algeri con la sua baia considerata la più bella del Mediterraneo e la sua misteriosa casbah dove si combattè la famosa battaglia di Algeri, che porto all’indipendenza del paese e che il regista Gillo Pontecorvo raccontò in un memorabile film del 1966. Algeri che oggi conserva anche parte del suo fascino francese, soprattutto nella parte bassa che si snoda sul lungomare. Il monumento che celebra l’indipendenza ospita un museo che va assolutamente visitato per capire di più della storia recente di questo paese straordinario di 40 milioni di abitanti ancora in cerca di un suo equilibrio politico. I viaggiatori più arditi, poi, non manchino l’escursione nel profondo sud, ovvero nel deserto dell’Hoggar Tassili che offre i paesaggi più emozionanti del Sahara. L’Algeria, va ribadito, è un paese che non può mancare nel taccuino dei ricordi di ogni viaggiatore avventuroso ed esperto. Troppo importante per capire quel variegato mosaico che è l’Africa mediterranea.


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Food & Drink L’ASPARAGO DI CIMADOLMO IGP PRESTO PROTAGONISTA ALLA PROVA DEL CUOCO SU RAI 1

“bianco

fresco

Il meteo ha frenato la partenza, ora si attende il bel tempo per rilanciare la stagione 2018 sapore, è diventato simbolo stesso del territorio di produzione nonché cruciale driver per l’economia di quest’area. “Purtroppo quest’anno a causa del maltempo e del freddo che si sono protratti più a lungo rispetto alle medie stagionali, i circa 100 ettari  riservati alla coltivazione tutelata non hanno ancora visto la completa maturazione del prezioso turione tanto atteso dal consumatore, afferma il presidente della Strada dell’Asparago di Cimadolmo Igp,  Graziano Dall’Acqua,  ma contiamo che nelle prossime settimane, con il tempo che volge al bello e l’arrivo di più miti temperature, la coltivazione arrivi alla produzione ottimale del comparto che, ricordo, lo scorso anno ha potuto superare  i 600.000  chilogrammi, per un valore stimato di qualche milione di euro. Un dato che  testimonia quanto questo prodotto costituisca oggi un importante volano per l’economia del territorio ”. Ed è quello che auspicano i 60 produttori appartenenti alla Deno-

dolce

asparago” Stagione 2018 - A tavola con l’Asparago bianco di Cimadolmo I.G.P.

minazione Cimadolmo IGP, che an- Villa dei tanti locali che lo Agriturismo servono, semDirce Ristorante Il Carro Antonio Facchin che quest’anno riforniranno i tanti pre fresco di giornata –prosegue Trattoria Da Metino di Bufala Festa dello Verdiso a Combai locali coinvolti nell’imponente ras- Mozzarella - Tant’è che scorso e Dall’Acqua Asparago Bianco “L’Asparago e il Verdiso” di Cimadolmo IGP A pranzo dislocati con l’Asparago nei 12 segna gastronomica anno, in questa piccola DenomiRistorante Comuni lambiti dal di Cimadolmo nazione, la rassegna L’Asparago Osteria Torre Morosini Antico Podere dei Conti incontra i vini bianchi Doc fiume Piave Piave o ad ha potuto contare Dal 6 Aprile al 28 L’Asparago in oasi Osteria della birra esso molto prossimi: su 20.000 presenze Ristorante Ronco del Gelso Maggio, Cimadolmo Cimadolmo, Breda A testiLocanda Roma Trattoria Al Vecio Morer “a tavola”. Ristorante Ai Sette Nani di Piave, Fontanelmoniare il crescente cuore dei Ristorante Ristorante Da Domenico di Papadopoli rasle, Mareno di Piave, appeal Grave di questa festeggiamenti Al Gabbiano Maserada sul Piave, segna, segnaliamo Birreria Ludwigs Krone Trattoria All’Isetta Original Kapuziner Cà Lozzio Oderzo, Ormelle, l’ingresso di alcuni Locanda Ottoboni Ponte di Piave,Osteria SanDaPolo di Piave, Ristorante locali:Cinzano  Ristorante Locanda Dussin Bar Tizio Santa Lucia di Piave, Spresiano, (Piavon di Oderzo);  Antico RistoRistorante-Locanda Agriturismo Le Grave Az. Agr. Castaldia Dussin Vazzola. rante 4 Corone – Oderzo; Risto  “Il consumatore pare apprezza- Asparago rantee Vino Gaia da CaminoRistorante-Pizzeria – Camino di Ristorante Alla Botte Gaia Da Camino re la genuinità di questo alimento Antico Oderzo;  Steakhouse Al Scarpòn – Ristorante 4 Corone Casa D’Arsiè prezioso che a Ristorante Cimadolmo passa Spresiano; Osteria ÀeSteakhouse Calière – LoAl Scarpon Borgo Ronchetto direttamente dal campo alla tavola vadina di Spresiano. Relais & Gourmet Osteria con cucina Modì VENERDÌ 6 APRILE 2018

DUNA VERDE - CAORLE (VE) - Tel. 0421.299478

DOMENICA 6 MAGGIO 2018

SAN POLO DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.743550 - 329.0583053

SABATO 7 APRILE 2018

DOMENICA 8 APRILE 2018

LUNEDÌ 7 MAGGIO 2018

MARTEDÌ 24 APRILE 2018

COMBAI (TV) - Tel. 0438.893385

COLLALTO (TV) - Tel. 338.2916580

BREDA DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.600153

COMUNE DI CIMADOLMO

GIOVEDÌ 26 APRILE 2018

Pro Loco Camalò

MARTEDÌ 8 E MERCOLEDÌ 9 MAGGIO 2018

PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 348.1445969

SANT’ANNA DI SUSEGANA (TV) - Tel. 0438.895380

VENERDÌ 27 APRILE 2018

MARENO DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.499204 - 346.6156651

GIOVEDÌ 12 APRILE 2018

CAMALÒ DI POVEGLIANO (TV) Tel. 338.7897373 - 335.6931237

GIOVEDÌ 10 MAGGIO 2018

LEVADA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.202188

VENERDÌ 13 APRILE 2018

RONCADELLE DI ORMELLE (TV) - Tel. 340.1235142

VENERDÌ 27 APRILE 2018

VENERDÌ 11 MAGGIO 2018

VENERDÌ 27 APRILE 2018

LUNEDÌ 14 MAGGIO 2018

PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.858169 - 339.2138636

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.803425 - 041.5210252

VENERDÌ 13 APRILE 2018

NEGRISIA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.854640

SABATO 14 APRILE 2018

LOVADINA DI SPRESIANO (TV) - Tel. 0422.881261 - 331.9158128

CIMADOLMO (TV) - Tel. 348.4446595

LEVADA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.853725

all’Isetta

DOMENICA 15 APRILE 2018

PIAVON DI ODERZO (TV) - Tel. 0422.752111

VENERDÌ 27 APRILE 2018

GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018

GIOVEDÌ 19 APRILE 2018

GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018

MARENO DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.28348

GIOVEDÌ 19 APRILE 2018

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.743173

GIOVEDÌ 17 MAGGIO 2018

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.748527 - 347.4595527

SPRESIANO (TV) - Tel. 0422.880537 - 346.3137584

MERCOLEDÌ 18 APRILE 2018

SUSEGANA (TV) - Tel. 0438.461012 - 339.4445217

VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

LEVADA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.853169

TEMPIO DI ORMELLE (TV) - Tel. 0422.745593

SANTA LUCIA DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.27137 - 349.6117406

VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

PIAVON DI ODERZO (TV) - Tel. 0422.752130 - 349.3846040

GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018 CANDELÙ (TV)

VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

CAMINO DI ODERZO (TV) - Tel. 0422.811028 - 333.7846403

GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018

VENERDÌ 20 e SABATO 21 APRILE 2018

ODERZO (TV) - Tel. 0422.1788680

ORMELLE (TV) - Tel. 0422.805086

VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

SPRESIANO (TV) - Tel. 0422.887958

SABATO 21 APRILE 2018

Trattoria La Rosa SABATO 21 APRILE 2018

La bellissima Abbazia Polirone di San Benedetto Po, il 21-22 aprile ospiterà la rassegna che celebra ogni anno il re dei rossi frizzanti e i tesori dell’arte mantovana. Saranno 70 aziende produttrici con 200 Lambruschi tra le migliori espressioni del territorio di Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia le protagoniste della Sesta edizione di “Lambrusco a Palazzo”, che prevede quest’anno un ricco programma di iniziative all’interno dell’Abbazia Polirone di San Benedetto Po (MN): seminari, degustazioni e banchi d’assaggio, una verticale e una lectio magistralis per il re dei rossi frizzanti, ma anche un incontro sulla cultura del vino con i ragazzi delle scuole superiori, letture e laboratori creativi didattici per famiglie e bambini, visite guidate tra le bellezze architettoniche locali e le cinquecentesche cantine del monastero. Nel week-end del 21 e 22 aprile 2018 gli antichi Chiostri di San Simeone e dei Secolari ospiteranno l’evento promosso da ONAV di Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia, in collaborazione con la Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani e il patrocinio del Comune

MARTEDÌ 24 APRILE 2018 VAZZOLA (TV) - Tel. 0438.488210

TEMPIO DI ORMELLE (TV) - Tel. 0422.745193

SANTA LUCIA DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.700317

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.743004

“LAMBRUSCO A PALAZZO”

Fabrizio Nonis

SABATO 5 MAGGIO 2018

SALGAREDA (TV) - Tel. 0422.807201

Osteria àe Calière

SERATA DI CHIUSURA

Stand Pro Loco LUNEDÌ 28 MAGGIO 2018 CIMADOLMO (TV)

SABATO 5 MAGGIO 2018

LOVADINA DI SPRESIANO (TV) Tel. 0422.1484719 - 342.3725138

È GRADITA LA PRENOTAZIONE

AGRIUMBRIA: 50 ANNI DI BELLISSIMI ANIMALI

di San Benedetto. La rassegna enologica che unisce la cultura del vino ai tesori dell’arte e dell’architettura nella terra mantovana ha riscosso anno dopo anno sempre maggior successo, ospitando un numero crescente di presenze ed etichette di Lambrusco. Oltre ai banchi di assaggio, presso la Sala del Capitolo all’interno del Chiostro di San Simeone, le quattro delegazioni dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino organizzeranno tre Seminari Enologici sulle varietà del Lambrusco: sabato 21, il programma prevede una degustazione guidata dal titolo “Verticale di Lambrusco…follia o realtà?”, mentre domenica 22, le Assaggiatrici ONAV guideranno la degustazione “Sfumature rosa… il mondo dei lambruschi rosati”; a seguire, la “Master Class sul Lambrusco”. Grandi voci e grandi competenze condurranno il pubblico nella profondità della storia e della ricchezza del territorio. Un vero approfondimento culturale di grande spessore, per esperti e non, che vorranno conoscere le caratteristiche del Vino principe della kermesse in tutta la sua generosità e grandezza.

Si chiama “C’è”, pesa 1.640 kg ed è il toro di razza CHIANINA più grande grande d’Italia. È allevato a Perugia dall’azienda agricola fratelli Lucchetti - Ad Agriumbria, di scena a Umbriafiere di Bastia Umbra (PG) fino a domenica 8 aprile, sarà premiato l’esemplare di Chianina più grande al mondo. Al centro dell’attenzione la genetica delle razze bovine che in Italia è un fiore all’occhiello. I semi riproduttivi delle razze italiane sono i più richiesti al mondo. La maggior parte degli allevamenti di carne americani (gli Usa sono i più gran-

di allevatori al mondo) è “firmata” da riproduttori italiani. Ma in fiera grande spazio è dedicato alla Cunicoltura: dalla fata perlata alla pezzata tricolore: in Italia oltre 100 specie diverse di conigli di cui 43 puramente italiane. Oltre 20 specie a rischio di estinzione. Ad Agriumbria la rassegna dei conigli più belli del mondo. Agriumbria è dunque imperdibile: giunta alla cinquantesima edizione, si conferma uno dei saloni più importanti per l’agricoltura italiana, prima in Italia nel settore zootecnico.

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GRAFICHE FG - PONTE DI PIAVE (TV) - 0422.852100

Una rassegna senza precedenti battesimo quest’anno la stagione quella che ha per protagonista l’or- dell’Asparago di Cimadolmo IGP taggio Igp più saporito della prima- 2018 con l’avvio della grande rasvera e che si svolgerà dal 6 aprile al segna gastronomica del Paese alla 28 maggio presso i migliori risto- presenza anche dei 12 Comuni apranti dei 12 comuni interessati alla partenenti alla denominazione. coltivazione.  “Ringrazio tutti i produttori –  ha Testimonial della stagione affermato l’assessore Giuseppe dell’Asparago di Cimadolmo IGP Pan -  che con il loro impegno afquest’anno sarà un volto amato frontano non poche difficoltà rendagli spettatori del piccolo scher- dendo accessibile questo ortaggio mo: Fabrizio Nonis.  meraviglioso a noi tutti. Il settore Macellaio gourmet meglio noto ortofrutta da solo vale almeno un come ‘el Beker’, nickname veneto miliardo, con il contributo imporriconosciuto in tuttante dell’asparago ta Italia, Nonis è un veneto che nelle sue Un successo: professionista eclettre denominazioni 22.000 presenze tico apprezzato per le -Bassano, Badoere, sue spiccate doti di Cimadolmo - su un a tavola solo comunicatore, che ha totale di 1500 ettari lo scorso anno debuttato in tv come con una resa pari a collaboratore di Ca6,6 ton/ha,  garantinale 5 nella rubrica TG5 Gusto, sce al consumatore 10.000 tonnelper diventare dapprima corrispon- late/anno”. dente del Gambero Rosso Channel   Questo frutto, apprezzatissimo dove ancora collabora alternando il già dagli antichi romani residensuo ruolo di inviato per Antonella ti nella zona di Cimadolmo per le Clerici ne La Prova del Cuoco. sue straordinarie qualità salutistiE’ stato proprio lui a prendere a che oltre che per l’inconfondibile


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Farro ai bruscandoli

Spiedini di verdure al curry

Dessert di fragole

Ingredienti: 200 g di farro - acqua - sale - 2 cipolle - 2 foglie di alloro - peperoncino - 300 g di bruscandoli - 2 spicchi d’aglio - 1 pizzico di prezzemolo tritato - olio q. b.

Ingredienti: 2 carote - ½ finocchio - 4 ravanelli - 2 coste di sedano - 10 cm. di radice di daikon o sedano rapa - 4 foglie di lattuga - 1 pizzico di curry - ½ limone - 1 punta di cucchiaino di senape - olio e sale q. b.

Ingredienti: 800 g di fragole - 4 c di jogurt - 1 c di miele - 1 c di vaniglia - 200 g di mandorle tritate - il succo di un limone - 100 g di biscotti sbriciolati - 4 foglie di menta.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: cuocere il farro (come da ricetta base) con le foglie di alloro e la cipolla tritata. A fine cottura lasciare riposare almeno 10 minuti, condire con i bruscandoli precedentemente passati in padella con l’aglio e la cipolla. Amalgamare bene, unire il prezzemolo tritato e l’olio crudo.

Preparazione: pulire e tagliare a dadini di circa 1 cm. tutte le verdure, avendo cura di condire ogni tipo in una apposita ciotola. Prendere i bastoncini e infilare i vari tipi di verdura alternando i colori. Quindi servirli sulla foglia di lattuga.

Preparazione: passare al frullatore le fragole, il miele, la vaniglia, il succo di limone e le mandorle tritate. Unire alla crema ottenuta lo jogurt, amalgamare dolcemente. Con i biscotti rivestire le coppette passate precedentemente con il miele. Riempire le coppette e decorare con le foglie di menta. Tenere in frigorifero.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

Pizzeria · Piadine · Panini caldi

041 55 40 550 V.le Padova, 1 • Sottomarina di Chioggia (Ve) • ANCHE SU PRENOTAZIONE www.pizzeriadaleo.it • Pizzeria Da Leo


Oroscopo

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l’

Aprile

Ariete Se il destino non vi porta quello che sperate, iniziate a pensare di andarvelo a prendere. Coraggio!

Toro Potreste avvertire un sottofondo di tristezza per qualcosa che non va come desideravate. Siate positivi

Bilancia Per voi tanto affetto, ma anche tanti desideri di conquista: alcuni li appagherete; altri li lascerete sfumare

L’energia ritrova la via per cambiare prodigiosamente il corso di molti eventi. La luce rinnoverà corpo e mente

Scorpione Non mancheranno le polemiche e rischierete di essere sin troppo aggressivi. Pensate due volte prima di agire

Gemelli

Sagittario

Avete bisogno di stare in compagnia: conoscere gente, andare in giro, scoprire nuovi posti e nuovi interessi

Concedetevi qualche momento in più di divertimento o di relax. Le preoccupazioni diventeranno meno pressanti

Alimentari

Pane fresco

Colazioni e aperitivi Prodotti tipici italiani e del Sud Tirolo Cancro Il mese favorirà il cuore e i progetti familiari o legati alla sfera sociale che vi stanno più a cuore

Piccola stuzzicheria Vino sfuso in bottiglia

Tante gustose idee regalo

Capricorno E’ in atto un grande cambiamento che vi porterà alti e bassi. Dedicatevi tempo e coccole, un viaggio

Leone

Acquario

Mese difficile per i rapporti personali. Fate attenzione a non offendere nessuno e moderate le esternazioni

Gli affetti dovranno fare i conti con ostacoli e insoddisfazioni. Affrontate quanto vi turba con razionalità

Vergine

Pesci

Periodo ricco di buoni propositi e anche di cambiamenti. Concentratevi e attenti al cuore

dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 17,00 alle 22.00 - Sabato e Domenica chiusura alle 23.00

piazza della Repubblica, angolo via Rosselli - 30014 Cavarzere (Ve)

Pazienza al limite, mettete i puntini sulle i e fate valere le vostre ragioni o sicuramente subirete dei torti


Rovigo apr2018 n55  

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