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della Riviera Ovest

Periodico d’informazione locale. Anno XXI n.36 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Economia Turismo antidoto alla crisi. Chi ci crede? pag.

Stra Una mappatura degli anziani soli

4-5

pag.

www.lapiazzaweb.it

Dolo Il consiglio boccia la Romea Commerciale

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EDITORIALE

Fiesso d’artico, lavori pubblici al via

Buon compleanno La Piazza! di Valeria Marcato

Fiesso d’Artico è un comune molto sensibile ai problemi idraulici, specialmente dopo gli episodi di qualche anno fa, e i rischi che si sono verificati anche quest’anno. pag. 12

Aprile, un mese pieno di eventi a dolo

Si terrà il Quarto Raduno Regionale di Cicloturismo Madonna dei Molini. La manifestazione cicloturistica della Riviera del Brenta ha la partenza e l’arrivo a Dolo, in Piazza Cantiere. pag. 21 10%

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Scuole, i sindaci chiedono aiuto al Governo Le richieste più sostanziose arrivano da Mira, Campolongo Maggiore, Fossò e Vigonovo

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nche i comuni della Riviera del Brenta hanno scritto al premier Matteo Renzi per chiedere interventi e finanziamenti nel campo scolastico. A Mira il sindaco Maniero ha chiesto che si possa intervenire con lavori adeguati per sistemare la scuola elementare Ugo Foscolo. Per metterla a norma, serviranno circa 1 milione e 800 mila euro. “E’ un intervento - spiega il sindaco Alvise Maniero - molto invasivo, proprio per l’anzianità del fabbricato, serve il certificato di Prevenzione Incendi oltre a quelli necessari

per la sistemazione degli impianti energetici. I lavori per essere realizzati vanno divisi in due stralci. Serve un finanziamento ad hoc”. A Camponogara il sindaco Giampietro Menin ha fatto la richiesta di sistemare la scuola per l’Infanzia di Campoverardo Maria Immacolata. “La scuola - spiega - necessita di ampliamento e nuova mensa. Per questo abbiamo già a disposizione 508 mila euro, chiediamo al premier di sforare il patto di stabilità per questa spesa”. A Campolongo Maggiore invece la scuola che è nelle atten-

zioni dell’amministrazione è la nuova elementare di via Casolo finanziata dalla Regione e dal Comune. Il Comune chiede che la Regione versi i soldi mancanti e per questo sono scattate anche le proteste. “Sarebbe utile che per velocizzare l’iter su questo e altri edifici scolastici - dice il sindaco Alessandro Campalto - il governo sbloccasse il Patto di Stabilità“. A Campagna Lupia la scuola elementare individuata come bisognosa di interventi e aiuti governativi è la elementare pag. 17 Giacomo Leopardi.

L’Intervento

Job Acts , un tutt’uno con l’insieme delle riforme del Governo Renzi

Tel. 041 462 410 Cell. 339 70 50 450

di Franco Scantamburlo*

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e novità introdotte dal Governo in materia di riforma di mercato del lavoro e ammortizzatori sociali, sono un banco di prova su cui si misurerà la credibilità del presidente del Consiglio Matteo Renzi. *segretario dell’ Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta”

continua a pag.

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anni. Un traguardo raggiunto, una scommessa vinta, una soddisfazione per tutti noi. Ma anche un punto di partenza e di crescita ulteriore. 20 anni fa La Piazza nacque grazie all’intraprendenza ed alla caparbietà del fondatore, Giuseppe Bergantin, e da allora ad oggi La Piazza ogni mese dell’anno di questi 20 anni è nelle case di voi lettori delle nostre 14 edizioni venete. Da 20 anni La Piazza vi racconta il vostro territorio, approfondisce temi di estrema importanza per la vostra vita quotidiana, rimane sempre fedele al motivo per cui è nata: portare l’informazione locale anche dove i “grandi” giornali non arrivano, colmare quel vuoto di informazione che da sempre esiste nelle provincie venete. Ma nel frattempo anche La Piazza è diventata “grande”, di età ma anche di quantità. Oltre 250.000 famiglie ogni mese ricevono il nostro giornale nelle loro case, oltre 350 attività commerciali ogni mese rinnovano la loro fiducia in noi, scegliendo La Piazza come strumento di comunicazione pubblicitaria e che ringrazio di cuore per averci sempre dato fiducia; più di 1.200 articoli ogni mese vengono redatti dagli oltre 150 collaboratori che da tutto il Veneto seguono per noi le notizie dei circa 100 comuni raggiunti dalle 14 edizioni de La Piazza. continua a pag. 3

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EDITORIALE

segue da pag.

Buon compleanno La Piazza!

Censimento nel Veneziano

oltre 11 mila alberi in 500 km di strade

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Questo è oggi il giornale La Piazza e da qui partiamo per costruire il suo futuro. Nel 1994 c’era ancora la lira, il telefono fisso e le lettere erano gli strumenti di comunicazione più diffusi. In questi 20 anni tutto si è evoluto, soprattutto la comunicazione e l’informazione. Anche La Piazza si è evoluta negli anni, qualitativamente e tecnologicamente, ma per il suo ventesimo compleanno e per il suo futuro vuole farlo ancora di più, puntando maggiormente sulla velocità e sulla capacità di interazione del web e dei social network. Siamo convinti che il nostro format attuale sia il più apprezzato e non intendiamo cambiarlo, ma crediamo nei tanti lettori che preferiscono l’informazione veloce e sempre a disposizione, data da internet e dalle sue tante applicazioni. A breve nascerà sul web La Piazza 2.0, più ricca di informazione e soprattutto fruibile in ogni istante e da ogni dove. Sarà una vera e propria piazza virtuale, proprio come la piazza nella quale condividiamo la nostra vita sociale e politica nei nostri comuni. Sarà un luogo di aggregazione, di approfondimento rispetto all’edizione cartacea, di commento e confronto. Ancora più a breve le edizioni cartacee de La Piazza saranno scaricabili e sfogliabili anche attraverso una moderna App, dalla quale anche poter interagire, con le vostre segnalazioni dal territorio e con quelli che secondo voi dovrebbero essere argomenti da approfondire. Tanti modi per rimanere informati con La Piazza dunque, senza tuttavia modificare la nostra peculiarità, la nostra forza, il motivo per cui in tantissimi ci leggete e ci apprezzate, il nostro modo di fare informazione locale. di Valeria Marcato

VIVAI

Patrimonio arboreo, la Provincia ha censito 11mila 141 piante che sono distribuite nei circa 500 chilometri di strade provinciali che si esendono nel territorio. Si tratta di quasi la metà delle piante presenti nel 2001, quando se ne contarono 22mila 600. Il 75 per cento delle piante censite è costituito da platani, seguono tigli, ippocastani e pioppi. La rilevazione è stata realizzata per ottimizzare e programmare gli interventi del patrimonio arboreo, su invito del Servizio forestale regionale e del decreto Salva Italia, che obbligava le Province al censimento dei propri beni. A gennaio è stato avviato il servizio dell’appalto per la manutenzione del patrimonio arboreo, che si concluderà a fine gennaio 2015. Il costo complessivo per la manutenzione delle strade provinciali dell’area nord (da San Donà di Piave a Portogruaro) è di 191mila 780, dell’area sud (da Mestre a Chioggia/ Cavarzere) è di 177mila 400 euro. Il convegno

come trovare lavoro nel mercato che cambia

“Come creare o trovare il proprio lavoro nel mercato che cambia”, un tema di grande attualità al quale i giovani, ai tempi di percentuali sempre crescenti sulla disoccupazione giovanile, dimostrano grande sensibilità. E proprio i contenuti di questo tema sono stati oggetto di un convegno che si è svolto lo scorso 17 marzo per iniziativa della consigliera di Pari opportunità della Provincia, Annalisa Vegna, che ha invitato una serie di esperti a dare preziosi consigli agli studenti dell’ultimo anno, circa un centinaio, dell’Istituto Vendramin di Venezia.

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Riviera dolo

Inquinamento

Il Giudice di Pace resta in Riviera

Vigonovo

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Urbanistica, approvato il nuovo Pat

Pianiga

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Una mensa scolastica per sette comuni pag.

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è un marchio registrato di proprietà Srl

DIREZIONE - AMMINISTRAZIONE e

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Padova, via Lisbona 10 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Patto dei sindaci, 40 mila kg in meno di Co2 pag. 22

Laguna di venezia

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Questa edizione raggiunge le zone di Dolo, Fiesso, Stra, Vigonovo, Fossò, Pianiga per un numero complessivo di 12.179 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 27 marzo 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

Concorsi

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Regione Referendum

In 20 anni quadruplicati gli uccelli acquatici

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

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Provincia

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La Festa del popolo Veneto, un trionfo per le scuole pag. 27

I cittadini veneti chiedono più autonomia pagg. 24-25

trasporti

Ferrovie, indagine conoscitiva sulla qualità del servizio

Cultura

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Museo Correr, fino al 15 giugno “Il Tiziano ritrovato” pag. 29

L’opuscolo che sensibilizza

Primi passi “verdi” per le famiglie in “attesa” Primi passi “verdi” per i nuovi nati fin dai primi giorni di vita e per le loro famiglie che dal Comune di residenza e dalla Provincia di Venezia vengono invitati a vivere questo meraviglioso momento in chiave... eco-sostenibile. Sarà distribuita a tutte le famiglie “in attesa” una pubblicazione dal titolo “Kit baby famiglia per i primi passi verdi”. Il progetto, che rientra nell’ambito delle iniziative previste dall’accordo del patto dei sindaci, in coerenza col progetto europeo 202020, intende promuovere fra le famiglie un comportamento attento all’ambiente, all’insegna del riciclo, del riuso e del recupero oltre che del risparmio, anche nella particolare circostanza di una nuova nascita. Un esempio efficace è quello dell’uso dei pannolini lavabili che permetterebbero un risparmio di 1000 euro per famiglia nell’arco di un anno. Una scelta che aiuterebbe i Comuni a diminuire la spesa per la raccolta dei rifiuti, che solo di pannolini usa e getta ammontano a 179 kg pro capite. L’opuscolo è stato realizzato dall’Associazione Abitare la terra, con il supporto della Provincia di Venezia. La grafica è stata curata dai giovani del carcere minorile di Treviso, coordinati dalla professoressa Christine Gaiotti. Aquae 2015

L’acqua, risorsa da garantire

Aquae è l’iniziativa che si articola , in vista di Expo 2015, in un ricco programma di fiere, esposizioni, attività e convegni che si terranno a Venezia tra maggio e ottobre del prossimo anno, in concomitanza della prossima Giornata Mondiale dell’acqua, il 22 marzo, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Per ribadire che l’acqua non è sostituibile e che non può essere prodotta come il cibo e l’energia e che è necessario garantirne la sicurezza è in programma una prima giornata il prossimo giugno.


I nostri vent’anni Aprile 1994 - Aprile 2014

Compleanni Era l’aprile 1994 quando il primo numero de La Piazza è stato distribuito ai lettori. Nato da un’idea di Giuseppe Bergantin, da vent’anni è il giornale che si occupa dell’informazione locale e dell’approfondimento. Tagliato l’importante traguardo la testata si appresta a vivere una nuova stagione editoriale

Da 20 anni, dentro al Da “quattro amici al bar” a un’azien gente.

di Giuseppe Bergantin

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uesta storia potrebbe cominciare come le prime note di una celebre canzone di Gino Paoli, “Quattro amici al Bar”. Il bar in questione era un bar di

Cavarzere, la città da dove è partito tutto questo, si chiamava Bar Lincetto, ed era il ritrovo mio e dei miei amici dopo il lavoro. I discorsi di quegli anni non erano tanto diversi da quelli dei giovani di oggi, “qui non succede mai niente”, “non c’è alcuna possibilità”, “questa citta è morta”… e via così. Questo tipo di approccio alla vita mi ha sempre dato sui nervi, ora come allora, ed è da questa semplice repulsione che è nata la nostra avventura. Un giornale che finalmente raccontasse le nostre comunità dal basso e che arrivasse a tutti gratuitamente e permettesse così di partecipare alla vita della propria città. La sfida folle fu quella di proporre un

giornale che arrivasse a casa di tutte le famiglie in territori considerati, per dirla elegantemente, poco interessanti dai giornali e dalle tv locali di quei tempi. Tra quegli amici del Bar Lincetto, ne trovai uno, Mauro Badiale, oggi brillante dirigente, che condivise con me questa pazzia, lui scriveva e io trovavo la pubblicità. Partì così questa avventura. Questi vent’anni sono stati costellati da grandi successi e cocenti difficoltà, ho conosciuto gente straordinaria come Elisa Conselvan, la prima collaboratrice della Piazza, tuttora con noi, Nicola Ballerin, Cristian Binato e Alessandro Zanierato, talenti unici che hanno contribuito in ma-

niera determinante al progetto, giornalisti come Irene Lissandrin e Ornella Jovane che hanno curato lo sviluppo nazionale del progetto e ho avuto la fortuna di incontrare Valeria Marcato che, come nel tipico sogno americano, è arrivata come una giovanissima venditrice desiderosa di imparare ed è diventata, dopo 15 anni, proprietaria di questa meravigliosa testata. In tanti anni ho conosciuto e cercato di insegnare il lavoro a centinaia di giovani, fare il lavoro che ti appassiona non ha prezzo… ricordatevelo sempre. Vorrei chiudere ricordando il motto di Steve Jobs, “siate folli, siate sempre affamati”.

La piazza di Cavarzere

20 anni fa, in quel bar, questo ha fatto la differenza. Tanti auguri La Piazza!

I dIrettorI responsabIlI che sI sono avvIcendatI In vent’annI dal 1994 al 2003

P

ietro Conforto Pavarin guidò la Piazza dagli albori fino al 2003. Scrittore e pubblicista fu tra i primi a credere in questo progetto. articolo beppe

dal 2003 al 2009 Irene lissandrin

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uanti ricordi... la mia prima intervista da collaboratore a Massimo Barbujani, commerciante di Adria, sempre con qualcosa da dire. La prima coordinazione di edizione: Adria, che è diventata poi la mia città per quattro anni. La chiamata di Padova, il lavoro di direzione dalla redazione di corso Stati Uniti. Sette anni, dal 2002 al 2009, per uscire dal Veneto e aprire otto edizioni a Roma, nove nel ferrarese, nove a Bologna, cinque a Firenze, dieci a Torino, nove a Milano. Quanto lavoro, quanti collaboratori, che gioie e sofferenze per dirigere un gruppo arrivato a distribuire oltre 1 milione e mezzo di copie al mese. E per tutto questo la mia immutata stima e riconoscenza per l’incredibile occasione vissuta grazie al “mio” editore Giuseppe Bergantin.

dal 2009 al 2010 Germana Urbani

L

a Piazza compie 20 anni in un momento storico molto particolare. L’informazione oggi è globale e raggiunge un lettore in ogni luogo e momento della giornata. Grazie alle nuove tecnologie in molti hanno smesso di recarsi all’edicola e guardare i telegiornali: basta accendere il telefono un attimo, digitare una parola e la notizia che si stava cercando appare. Tutto sembra più semplice e godibile, eppure è così solo in apparenza. Di tutto ciò che “consumiamo in rete” rimane pochissimo dentro di noi. La Piazza, invece, è un’altra cosa. Viene a trovarti a casa, parla del tuo paese, della gente che conosci e resta per un buon caffè. La Piazza è di famiglia. Così è stato per me quando sono stata direttore: mi sentivo in famiglia e di famiglia. E la famiglia erano tutti i cittadini dei paesi veneti e dei quartieri delle città italiane di cui raccontavamo mese dopo mese. E credo che proprio in questo stia il segreto di questo free press e la sua grande potenzialità: non cercare di raccontare il mondo intero minuto per minuto. Ma raccontare col gusto dell’approfondimento ciò che accade a casa nostra. Personalmente sono stata fiera di firmare questa testata e di riceverla a casa mia.

dal 2010 al 2014, Mauro Gambin

M

i ricordo che un giorno Germana Urbani tirò fuori dalla borsetta una copia del giornale La Piazza. “Ecco - disse questo è il giornale che fa al caso nostro, perché è un giornale dedicato al locale. Potremmo cercare di aprire un’edizione nel Montagnanese. Che dite?”. La domanda era rivolta a me e a Guglielmo Frezza, oggi direttore della Difesa del Popolo. Ci convinse, a dire il vero non ci volle molto, perché al tempo cercavamo di fare i giornalisti ma soprattutto cercavamo di essere utili al nostro territorio. Del Montagnanese non si occupava nessuno, qualche riga di tanto in tanto nei quotidiani locali, prevalentemente incidenti stradali, nonni centenari, qualche sagra paesana, niente altro. Cercavamo invece qualcosa in più: pagine da poter dedicare alle tante persone che in questo fazzoletto di terra lavoravano duramente, volevamo parlare dei nostri sindaci, delle associazioni che con poche risorse erano in grado di fare cose straordinarie, degli artigiani e delle difficoltà che già incontravano al tempo. Nacque così La Piazza del Montagnanese ed ebbe esordio anche la mia carriera giornalistica. Scrivere della mia gente, del posto in cui sono nato e cresciuto mi parve un privilegio. Dopo quasi 10 anni sono ancora qui.


Aprile 1994 - Aprile 2014

La Piazza oggi

l territorio nel

enda che da 20 anni fa informazione Vent’anni di informazione

E’ cambiato come si scrive una notizia e come la si riceve di Mauro Gambin

1994

OGGI

Negli ultimi vent’anni l’informazione è cambiata più di quanto non lo abbia fatto negli ultimi cent’anni. Pur senza scomodare Gutemberg, pare semplice constatare che dal ’94 il modo di comunicare le notizie e di riceverle è cambiato in modo profondo. Vent’anni fa Internet non era ancora così diffuso e dalla redazione, per un’intervista telefonica o per fissare un appuntamento, si usava il telefono fisso. Le foto si scattavano con la macchina fotografica. Tutto qui: esisteva il lavoro quotidiano di approvvigionamento delle notizie, una tastiera con cui trasformarle in articoli e la carta che le avrebbe portate a destinazione. Oggi mail, blog, facebook, twitter sono un proliferare di informazioni, basta accendere il computer per essere investiti da una valanga di messaggi tra i più disparati: dall’invettiva contro l’ennesimo scandalo, che ha come protagonista la politica, al fatto di sangue accaduto in Polinesia, dalle rubriche su come voler bene agli animali esotici, alla dieta a base di seitan, fino alla cura del giardino zen. Le nuove tecnologie stanno imponendo dei mutamenti radicali. Oggi il me-

stiere del giornalista più che con il verbo “scrivere” fa i conti con il verbo “cliccare”, sulla tastiera, con l’acronimo www, dietro al quale si apre un mondo nuovo on line: giornalismo on-line, ufficio stampa on-line quasi ogni cosa che attinente al sapere è on-line tanto che viene messo in dubbio il futuro della carta. Bene per gli alberi, ma che dire di come cambierà il modo di percepire il mondo là fuori? Quanto deve essere vicina una notizia per ritenere che ci riguardi? E quante notizie è necessario ricevere ogni giorno per consideraci informati? Qui a “La Piazza” ce lo siamo chiesti convenendo che se da un lato il progresso tecnologico ha permesso di comunicare di più, fornendo più mezzi e più opportunità per mettersi in contatto con altre persone, ha creato però anche una situazione in cui le comunicazioni sono sempre più a distanza e sempre più silenziose. Per quanto ci riguarda, pur non avendo nulla contro le nuove tecnologie che anzi implementeremo, continueremo ad occuparci del locale, dell’approfondimento perché siamo convinti che la gente veramente informata viva meglio.

Con i suoi vent’anni di storia, di notizie e di pubblicità, La Piazza oggi è presente in circa 100 comuni delle provincie di Venezia, Padova e Rovigo. La redazione e la sede centrale sono da poco nella nuova sede di Via Lisbona 10, a Padova, da dove si realizzano ogni mese le 14 edizioni distinte del giornale. La preparazione di ogni uscita coinvolge centinaia di persone, che, con passione e dedizione, ogni giorno lavorano al massimo affinché il giornale risulti interessante e piacevole da leggere, ben confezionato, con pubblicità accattivanti e del territorio, puntuale nelle case delle famiglie dei comuni raggiunti. Il giornale che ogni mese trovate nella cassetta della posta è il risultato sinergico dell’impegno di tantissime professionalità: giornalisti, corrispondenti, commerciali, grafici, amministrativi, marketing, telemarketing, distributori, supervisori, stampatori e confezionatori. Tutti, interni o esterni, contribuiscono quotidianamente ad ognuna delle oltre 250.000 copie de La Piazza. Come ogni azienda, Give Emotions, società editrice de La Piazza, è fatta di persone, tutte coinvolte ed appassionate al proprio lavoro. Per questo La Piazza oggi sono tutti loro, una squadra, una famiglia. E per questo ci tengo a ringraziare tutti loro, per l’impegno, la fiducia e anche per i sacrifici che, come in ogni famiglia, anche nella nostra si sono fatti e si faranno. Ci tengo a ringraziare uno ad uno tutti… perché senza di voi La Piazza sarebbe “solo” un giornale. Grazie a Giuseppe Bergantin, fondatore e colonna portante del giornale, per la sua grinta e la sua determinazione. Grazie a Mauro Gambin, direttore responsabile, e a Ornella Jovane, redattore capo, che ogni mese, assieme a Nicola Stievano, Alessandro Abbadir e Germana Urbani, coordinatori, tutti i giorni tessono le fila di ogni articolo e di ogni notizia. Grazie alla rete commerciale e quindi a Carmen Turatti, Gabriele Bullo, Gianni Patella, Leonardo Crema, Marco Lanza, Alessandro Rigato e Giulia Dal Degan: senza di loro e dei loro tanti clienti La Piazza non prenderebbe forma. Grazie a Monica Motta, Giada Manfron, Elisa Conselvan e Chiara Colò, che ogni giorno gestiscono il reparto amministrativo con responsabilità e senza mai far mancare un sorriso. Grazie a Manola Rado, Katia Zanuso e a Massimo Mattiello, che impaginano ogni articolo e che realizzano e gestiscono ogni bozzetto pubblicitario pubblicato su La Piazza, trovando sempre soluzioni e gestendo sempre al meglio le inevitabili emergenze. Grazie a Fabio Vallese che ogni mese lotta contro il tempo e contro i kilometri per seguire la produzione. Grazie ai corrispondenti Cristiano Aggio, Giovanna Bellemo, Silvia Boscaro, Marta Boscolo, Sara Boscolo, Maria Brocca Vesna, Elisa Cacciatori, Martina Celegato, Alessandro Cesarato, Nicola Cesaro, Alain Chivilò, Filippo De Gaspari, Francesca De Luca, Mattia De Poli, Eugenio Ferrarese, Denise Formigaro, Roberta Giacomella, Manuel Glauco Matetich, Massimiliano Granato, Susanne Humplestetter, Cristina Lazzarin, Renato Malaman, Martina Maniero, Roberto Marangoni, Nicoletta Masetto, Emanuele Masiero, Laura Organte, Alessandro Orlandin, Roberta Pasqualetto, Giacomo Piran, Alessandro Ragazzo, Melania Ruggini, Nicola Ruzza, Lino Segantin, Nicla Sguotti, Nicol Stefani Veronioca, Francesco Sturaro, Paola Teson, Silvia Tessari, Miriam Vianello, Lorenzo Zoli che ogni mese ci rappresentano nel territorio. Grazie a Rotopress, Jolly Rogers e a Tecnopak, società che insieme e da tanti anni trasformano in prodotto finito il lavoro quotidiano di tutti noi. Grazie anche a tutti i consulenti e gli studi professionali che ci seguono e che fanno parte della nostra grande famiglia. E grazie alle tantissime attività commerciali e aziende che ogni mese scelgono La Piazza per la loro pubblicità, senza il loro prezioso contributo nulla di ciò sarebbe possibile. Grazie di cuore a tutti, La Piazza oggi siete voi!

cuore della

di Valeria Marcato


4 Argomento del mese I DATI 2013 Il Veneto è la prima regione italiana per presenze turistiche. Ci sono stati 61 milioni e 533.281 pernottamenti registrati, di fatto un – 1,3%; in numeri assoluti, rispetto all’anno precedente. In termini assoluti però i turisti sono aumentati sono 15.984.972 quelli che, dal resto d’Italia e da tutto il mondo hanno scelto la nostra regione

Turismo in Veneto: aumentano

di Alessandro Abbadir

Calano le prenotazioni negli alberghi da 1-2 stelle, mentre aumentano in quelli da 4 e 5 stelle

L’Anci Veneto: puntare sempre più sul turismo culturale, valorizzando il patrimonio delle ville

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urismo in Veneto, i numeri sono davvero importanti e danno la dimensione di un settore che se potenziato e razionalizzato, può contribuire davvero ad uscire dal tunnel della crisi la nostra regione. Il settore nel 2013 ha risentito di una piccola diminuzione in termini di pernottamenti, ma in termini di presenze fisiche i turisti sono aumentati. Ma vediamo le cifre. Il Veneto è la prima regione italiana per presenze turistiche. In termini assoluti nel 2013 i turisti sono aumentati: sono 15.984.972. C’è stata una crescita dell’1,1 per cento rispetto al 2012. Sono stati invece 61 milioni e 533.281 pernottamenti registrati nelle strutture ricettive, di fatto un – 1,3%; in numeri assoluti, rispetto all’anno precedente. Cioè ci sono più turisti ma pernottano di meno e si trattengono meno giorni sul territorio. Calano gli italiani ma la loro assenza è compensata da un +2,4 per cento dei turisti stranieri, che ormai rappresentano oltre il 65,5 per cento di quelli che giungono nel Veneto. Fra gli stranieri la quota di gran lunga più alta è quella dei turisti di lingua tedesca, con la Germania che porta 2.355.590 visitatori e l’ Austria con 746.93. I turisti stranieri di lingua tedesca, rappresentano in termini di arrivi, un quinto del totale, e quasi il 30 per cento di tutti gli ospiti stranieri. Ma non ci sono solo loro. La Cina si colloca al 5° posto, con

nelle province di vicenzA belluno e treviso

Grande Guerra, itinerari per ricordare il centenario

I

l ricordo dei luoghi della Grande Guerra come meta turistica. Il tutto per farne un’occasione di rivisitazione in nome della pace, della fratellanza e dell’ospitalità dei luoghi dove si fronteggiarono gli eserciti contrapposti: Dolomiti, Altopiano di Asiago, Monte Grappa, fiume Piave. Nel territorio del Veneto persero la vita nella guerra contro l’Austria (1915-18) i soldati di 23 nazionalità diverse. Sull’altopiano di Asiago vi sono testimonianze di soldati provenienti addirittura dal Ghana. L’Italia entrò in guerra un anno dopo le potenze europee e cioè il 24 maggio 1915. Per essere pronti nel migliore dei modi all’anniversario verrà realizzato, finanziato dalla Regione un corso di specializzazione, per un totale di 45 posti disponibili, rivolto ai possessori dell’abilitazione professionale di Guida turistica, Accompagnatore turistico, Guida naturalistico – ambientale o Guida alpina, con registrazione nell’albo delle province di Belluno, Treviso e Vicenza. L’iniziativa è promossa dalla Associazione Temporanea di Scopo “Grande Guerra” (composta dai Consorzi di Promozione Turistica di Asiago, Marca Treviso, Belle Dolomiti e Vicenza ) nell’ambito del progetto regionale “Itinerari della Grande Guerra – Un Viaggio nella Storia”. L’organizzazione è affidata alla Fondazione Centro Produttività Veneto (CPV) di Vicenza. Info: www.cpv.org Insomma chi vorrà visitare i luoghi della Grande Guerra troverà personale preparato a dare spiegazioni davvero dettagliate.

539.373 turisti, e la Russia al 9 posto, con 315.401. Ci sono poi ovviamente arrivi da Francia, Regno Unito e Stati Uniti nella top ten. Ancora più significativa la diminuzione degli italiani in termini di pernottamenti (– 6%), dove la crescita dell’1,2 per cento dei pernottamenti stranieri non compensa la perdita complessiva. L’assessore al turismo della Regione Veneto Marino Finozzi è però soddisfatto. “Il Veneto - afferma Finozzi - conferma il suo appeal turistico per gli ospiti provenienti dall’estero, e il suo primato nell’economia italiana dell’ospitalità, arrivando ad oltre un sesto delle presenze nazionali. Serve una vera politica turistica nazionale cambiando la politica fiscale ed eliminando la burocrazia, in modo da aumentare la concorrenzialità e la redditualità delle nostre imprese turistiche”. Ma andiamo nel dettaglio delle tipologie di turismo della nostra regione. Le presenze nelle spiagge hanno subito un calo, attribuibile anche al maltempo che ha investito il Veneto fino a tutto giugno 2013: -2,8 per cento sia negli arrivi sia nelle presenze. Ottimo invece il risultato delle città d’arte che fa un +3,2% degli arrivi e +2,3% delle presenze. Ciò conferma il crescente l’appeal delle mete culturali. Anche le località termali, dopo anni di stasi e qualche declino, hanno avuto un +2,5% degli arrivi e la stabilità delle presenze. Al lago e in montagna si nota

invece una stabilità degli arrivi (rispettivamente +0,1% e -0,4%), ma una riduzione delle presenze (per il 2014 ci si aspetta invece il boom, viste le nevicate di quest’anno). In giro per turismo però ci va sempre più chi ha soldi. Pesante il calo negli alberghi a 1 e 2 stelle che piombano ad un -7,8 per cento. C’è per la prima volta un calo delle presenze in quelli a 3 stelle: -1,7. Crescono invece i 4 stelle (+ 3,6 per cento) e quelli a 5 stelle e di lusso (+2,8 per cento). Ottima performance dell’agriturismo +8,5%. L’associazione dei comuni, Anci Veneto, chiede di valorizzare di più il turismo nelle città d’arte. “Il comprensorio città d’arte in Veneto - ricorda l’Anci- genera circa 8,5 milioni di arrivi (circa 50% del totale regionale) e 18,3 milioni di presenze cioè circa 30% del totale regionale”. “I dati emersi – ha spiegato Marco Boscolo Meo, responsabile FAI in un occasione di un convegno a Torreglia(Pd) organizzato da Anci - hanno dimostrato in maniera che la cultura non solo rappresenta l’elemento necessario ad ogni individuo per la propria crescita personale, ma assieme al turismo di qualità, può costituire uno dei punti strategici e un fattore trainante di rilancio per gran parte dell’economia italiana e soprattutto della nostra regione”.


Argomento del mese 5 10 Argomento del mese Nel veneziano

Litorale

o gli stranieri, calano gli italiani A Jesolo nasce la A settembre la quinta edizione del World Heritage Tourism Expo

Da Assisi a Padova il Salone del turismo dei siti Unesco di Nicola Stievano

U spalla pag 5 per vene-

n filo rosso lega Padova ad Assisi, città unite dal genio di Giotto e dalla secolare presenza dei Francescani. Ora c’è un aspetto in più che rinsalda il legame già stretto fra le due città. E’ il World Heritage Tourism Expo, il Salone dedicato alla promozione e valorizzazione dei siti patrimonio dell’Umanità che per la quinta edizione si sposta dalla città umbra a quella del Santo. L’esposizione si terrà nella prestigiosa cornice del Palazzo della Ragione, dal 19 al 21 settembre prossimi, con l’obiettivo di dare massima visibilità agli espositori. Per Ivo Rossi, Vice Sindaco reggente della città di Padova: “Questo è un evento che rafforza il legame tra Assisi e Padova, gemellate grazie alle mani creative di Giotto e all’umanesimo francescano”. Il format non cambia: spazi espositivi aperti al pubblico con ingresso libero, convegni di approfondimento, momenti di animazione, incontri riservati agli operatori e alla stampa di settore. Già si registrano novità in termini di presenze tra gli espositori e gli operatori che si presenteranno al WTE, ma è ancora riserbo da parte degli organizzatori, che, comunque, intendono superare i numeri dell’edizione 2013, quando sono stati oltre 150 i tour operator e i buyer turistici accreditati all’Expo, provenienti da Italia, Francia, Gran Bretagna, Nord Europa, Canada, Stati Uniti, Giappone e 90 i siti Unesco presenti, tra cui, oltre ai tanti italiani, quelli di Giordania, Croazia, Malta. Per Claudio Ricci, Sindaco di Assisi e Presidente di Associazione Città e Siti italiani Patrimonio dell’UNESCO, “Il WTE si propone di creare un punto di incontro tra il mondo della cultura e quello dell’economia, con l’obiettivo di favorire la commercializzazione di prodotti turistici riguardanti i luoghi Unesco. Un dato interessante è che se il turismo mondo cresce del 5% quello italiano cala del 4.6%. Anche di questo si parlerà durante il WTE”. In contemporanea si svolgeranno anche le Giornate della Dieta Mediterranea, a Padova Fiere in concomitanza con Expobici, con presenze da Spagna, Grecia, Marocco e, da quest’anno pure Cipro, Croazia e Portogallo.

ziane

“Casa del turismo” L

a Provincia si dà da fare per incentivare il turismo nel litorale del Veneto Orientale con il progetto “Casa del Turismo”. “Casa del Turismo” attua una cooperazione tra soggetti pubblici e privati nei servizi alla domanda e all’offerta turistica in particolare della destinazione jesolana e del litorale veneziano. La firma del protocollo d’intesa è stata condivisa tra la Provincia, il Comune di Jesolo e Apt con Aja (Associazione jesolana albergatori) e Aja Service, queste ultime promotrici della costituenda rete associativa, assieme con Fiditurismo, Federconsorzi, Consorzio di promozione e sviluppo turistico di Jesolo-Eraclea. Tra gli obiettivi del progetto c’è quello assicurare nel territorio jesolano (prima spiaggia del Veneto per presenze), con l’utilizzo collettivo degli spazi disponibili all’immobile Kursaal, in piazza Brescia, l’esercizio coordinato delle attività associative, promozionali, di supporto e di servizio al turista e alle imprese turistiche locali, oltre a costituire un unico polo operativo, con sostanziali benefici socio-economici, non solo per l’utenza turistica ma anche per tutti gli operatori del settore. La durata del progetto, che prevede l’assegnazione in sub-concessione alla rete associativa degli spazi e dei locali, per 400 mq al primo piano del Kursaal, è di 3 anni con possibilità di proroga. Un’altra finalità è inoltre quella di promuovere la diffusione del modello anche in altri ambiti del territorio provinciale. Il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia è chiaro: “Abbiamo aderito - dice - da subito con convinzione al progetto che apre per Jesolo una nuova strada da percorrere che in futuro potrà essere avviata anche in altre località. Occorre fare squadra per dare risposte alle esigenze di turisti e operatori. Ben vengano le sinergie, da parte nostra continueremo a collaborare alla riuscita del progetto. L’amministrazione comunale sta valutando l’ipotesi di trasferire gli uffici del turismo presso questa sede”. Il presidente dell’Aja Massimiliano Schiavon: “A livello europeo il tema del turismo si rapporta con la tecnologia, l’innovazione, l’ambiente. Abbiamo preso Friburgo come modello di buone pratiche nell’applicazione di politiche di rispetto ambientale e di riduzione delle emissioni nocive, con impianti solari, edilizia a basso consumo e energia pulita. Abbiamo voluto introdurre questi parametri anche a Jesolo per dare nuove linee di indirizzo alla nostra realtà; per questo abbiamo pensato di fare della “Casa del turismo” un modello che, rendendosi autosufficiente dal punto di vista energetico con il minieolico e i pannelli solari, possa sensibilizzare sull’importanza dell’impiego delle fonti energetiche a basso impatto ambientale. Il nostro obiettivo è sviluppare il mercato turistico cercando di dare nuovi impulsi”. Per il presidente di Fiditurismo Alessandro Rizzante: “E’ nostra intenzione che Jesolo diventi una città green; il progetto che abbiamo proposto è ambizioso e può essere sperimentato con il coinvolgimento degli enti e degli operatori. Creare le condizioni di fattibilità è un’opportunità per modelli di sviluppo attenti alla questione ambientale e alle nuove forme di turismo che si presentano”. Intanto arrivano altre buone notizie : Venezia risulta essere la seconda città italiana come meta scelta nel portale degli hotel “Trivago” nel periodo che va dal primo aprile al 31 maggio 2014. Il turista però non cerca più soltanto la laguna come luogo prescelto per godere i primi giorni di caldo sole, ma sceglie anche Mestre, e il Lido. Gli arrivi per primavera 2014 si confermano da paesi vicini come l’Austria e la Francia, in crescita del 27%, Belgio e Svizzera con un aumento del 26%, Germania e Olanda con un + 21%. In Veneto si registrano altre due new entry fra le mete prenotate negli hotel: Desenzano del Garda e Limone sul Garda. Nella top ten si trovano nell’ordine: Roma, Venezia, Firenze, Milano, Bologna, Napoli, Sorrento, Pisa, Verona e Mestre. I dati vengono estrapolati dal sito web che ospita 721.444 hotel presi da 200 siti web di tutto il mondo ed è seguito da 1,6 milioni di persone su Facebook. A Venezia sono registrati 1470 hotel, i primi tre che appaiono per popolarità sono l’Hotel Liassidi al Ponte dei Greci, seguito A.A. dall’Hotel Bauer e dal Molino Stucky della Giudecca.


6 Stra Sociale L’assessore Stefano Valentini illustra il progetto portato avanti dal comune

La mappatura degli anziani soli

NEWS Economia

Entro l’estate arriva il brand della calzatura

Censiti 209 anziani, di cui 33 uomini e 176 donne, quasi tutti seguiti dalle proprie famiglie di Giacomo Piran

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el mese di settembre, ha avuto inizio la mappatura delle persone over 75 residenti nel Comune di Stra che, a livello anagrafico, risultano vivere sole”. A raccontare il progetto è l’assessore ai servizi sociali Stefano Valentini. “Il censimento è stato svolto dall’assistente sociale Ilaria Magi e dalle assistenti domiciliari Maria Chiara Simon e Selenia Agnolon che ringrazio per l’impegno e la professionalità dimostrata”. La mappatura si è conclusa nel mese di gennaio e ha previsto il contatto e la conoscenza di 209 anziani (33 uomini e 176 donne). La signora più anziana è nata nel 1912 mentre l’uomo più anziano è del 1919. L’assessore Valentini illustra poi come si è svolto “praticamente” il progetto. “Dopo un primo contatto telefonico per fissare la visita domiciliare e vinta la diffidenza nell’aprire a persone sconosciute – commenta l’assessore – siamo riusciti a dialogare con tutti i cittadini inseriti nel progetto. Numerosi sono ancora gli anziani in gamba che hanno colto l’occasione di fare due chiacchiere con l’operatore. Altrettante sono le persone con un basso grado di autosufficienza, tuttavia ben seguite dalla rete familiare. Per sei casi si è evidenziata una situazione di fragilità e o disagio socio-economico sanitario che richiede un controllo da parte dei tecnici. Con la realizzazione del progetto l’ufficio dei Servizi Sociali si è fatto conoscere, si è spiegato agli anziani ed ai loro familiari di cosa ci occupa e quali siano i servizi offerti. Come conseguenza si è verificato un importante aumento della richiesta del servizio di telesoccorso (gratuito nel nostro comune), una

E crescita della richiesta di trasporto sociale presso i presidi ospedalieri (anch’esso gratuito) e di attivazione del servizio pasti a domicilio (costo del singolo pasto 4,60 euro)”. I risultati ottenuti sono stati molto positivi. “L’attività è stata lunga ma ha dato soddisfazione a tutto il gruppo di lavoro – ha commentato Valentini – l’anziano è al corrente dei servizi e ha i contatti telefonici per eventuali situazioni di emergenza. Altro dato importante è che i familiari hanno avuto la possibilità di comprendere di non essere soli nel prestare assistenza, ma che possono essere affiancati da risorse umane ed economiche. La conoscenza dal parte delle famiglie dovrebbe così portare alla costruzione di un rapporto di fiducia e collaborazione. Il passo successivo è mappare le coppie con più di 75 anni presenti nel nostro comune”.

conomia, entro la fine dell’estate il brand della calzatura, Made In Italy e della Riviera del Brenta, sarà pronto e servirà a spazzare via le questioni legate alla presenza di laboratori clandestini cinesi, certificando una volta per tutte la qualità della merce. A dirlo è il presidente dell’Acrib della Riviera del Brenta Siro Badon. A rafforzare la sigla di un accordo per la realizzazione del Consorzio previsto ad aprile, è l’inclusione nel progetto delle piccole aziende, soprattutto tacchifici e suolifici. “La realizzazione del nuovo Consorzio - dice Badon - permetterà di presentarci sui mercati esteri e fiere della scarpa di fine anno con un’arma in più. Il prodotto “Made in Riviera” e i prodotti di chi aderirà al brand saranno certificati 100% come originali italiani, e di altissima qualità. Siamo sicuri che ad aprile si arriverà a un accordo che spazzerà via gli effetti di un fenomeno (quello dei laboratori cinesi) che può far danni alla stragrande maggioranza delle imprese competitive, oneste e di altissima qualità della Riviera”. Il settore calzaturiero della Riviera conta 550 aziende per quasi 10 mila addetti. Intanto l’invito a far presto arriva anche dai sindacati, in particolar modo dalla Fictem Cgil. “Fra qualche giorno - spiega la Filctem Cgil - avremo un incontro importante con Acrib, e spero che si faccia un accordo quadro serio che regolamenti, anche in termini punitivi, chi non rispetta le regole. Vanno incluse poi le circa 300 aziende piccole e medie (tacchifici e suolifici) che non possono essere lasciate fuori dal Consorzio della calzatura doc”. A.A.

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8 Dolo L’Intervento

Territorio Infrastrutture Decisione a fine marzo del consiglio comunale di Dolo

“No alla Romea Commerciale” di Giacomo Piran

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Il sindaco Gottardo punta al ritiro del progetto preliminare e chiede l’apertura di un tavolo di confronto

l consiglio comunale di Dolo ha approvato a fine marzo un ordine del giorno contro la realizzazione della Romea Commerciale e a favore della messa in sicurezza dell’attuale strada statale 309. Il documento, presentato dai gruppi di opposizione “Il Ponte del Dolo” e “Dolo Cuore della Riviera” è stato approvato dagli stessi, dal gruppo di maggioranza, e ha ottenuto il voto di astensione dei tre consiglieri del gruppo misto e nessun voto contrario. “Nel documento viene chiesto il ritiro del progetto preliminare del “Corridoio di viabilità autostradale dorsale Civitavecchia - Orte - Mestre” tratta E45 e E55 (Orte-Meste) – riporta il documento – contestualmente di chiedere che venga avviato un tavolo di confronto con tutte le amministrazioni locali interessate, le associazioni di categoria, le forze sindacali, le associazioni e i comitati ambientalisti al fine di individuare alternative più sostenibili, economiche ed efficaci alla realizzazione della nuova autostrada sia sul breve che sul medio periodo. Tra le alternative siano prese in considerazione: la deviazione del traffico pesante dalla Romea verso l’autostrada A-13 con eventuale potenziamento della stessa, l’implementazione di progetti per il trasporto si oppone all’opera. “Dopo la presa di posizione del marittimo e ferroviario di merci e persone. Il testo Comune di Mira e della Conferenza dei Sindaci della va poi a chiedere formalmente a Governo italiano, Riviera – spiegano Lisa Causin e Rebecca RovoletAnas e Regione del Veneto di to, portavoce del comitato – il attivarsi immediatamente per Il comitato Opzione voto del consiglio Comunale avviare un programma di inter- Zero mette in risalto di Dolo contro la Orte-Mestre venti urgente per la messa in la messa in segna in modo inequivocabile sicurezza della strada statale sicurezza dell’attuale una netta inversione di ten309 Romea”. L’approvazione statale 309 denza: di fronte all’evidenza dell’ordine del giorno da parte dei fatti, gli argomenti e le del comune di Dolo, ha seguito la presa di posizione ragioni di chi continua a sostenerla non reggono della Conferenza dei Sindaci e l’ordine del giorno più. Da dieci anni i comitati analizzano dati ufficiali approvato da Mira. La vicenda è commentata posi- e incontrovertibili, ponendoli all’attenzione delle tivamente dal comitato di Opzione Zero che da anni istituzioni locali che, finalmente, si sono decise a

NEWS

Traffico sulla Romea prenderne atto: l’opera risulta del tutto insostenibile e distruttiva da qualsiasi punto di vista”. Soddisfatto anche Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero. “Bisogna crederci fino in fondo – sostiene Donadel – l’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre non è per nulla irreversibile, si tratta di una decisione politica e come tale può essere messa in discussione in ogni momento. Ora diventa decisivo premere il più possibile sugli altri Comuni, e sulle forze politiche affinché trovino il coraggio di cambiare posizione e di chiedere che finalmente si affronti in modo prioritario il tema della messa in sicurezza immediata della SS 309 e del trasporto pubblico locale”.

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A questo si aggiunge l’ aspettativa innescata dalla promessa di ridurre la tassazione per i lavoratori con redditi inferiori ai 15 mila euro all’anno... beneficio annuo di circa mille euro netti in busta paga a partire da maggio. Serviranno alle famiglie per le necessità quotidiane. Una manovra, alla cui copertura, concorreranno i tagli della spending review. Ma la riforma generale annunciata riguarda ammortizzatori sociali in materia di sussidi di disoccupazione. Fa discutere l’introduzione del contratto unico a tutele crescenti e l’estensione del contratto a tempo determinato a tutti i settori, fino a 36 mesi senza causale. Qui il dibattito tra governo e forze sociali rischia un cortocircuito, tra chi grida alla eccessiva precarizzazione e chi invece vorrebbe affossare il metodo della concertazione. Da decenni si sono sempre previsti sacrifici per i lavoratori imprese e pensionati. Alle piccole imprese e artigiane, sta a cuore la riduzione del costo del lavoro a loro carico, anche se le politiche retributive nel mondo artigiano sono più fra le più alte. E’ dovuto alla vicinanza tra dipendente e imprenditore. Nelle imprese artigiane le retribuzioni di merito, sono riconoscimenti unilaterali per fideizzare il dipendente. Un paese che vuole difendere un minimo di Welfare, ha il dovere di armonizzare le tutele. E’ urgente una politica industriale per l’Italia manifatturiera. Su questo terreno si misurerà la forza innovatrice del Governo Renzi e cioè; sulla capacità di coniugare emergenza sociale a lotta alla disoccupazione. Nel paese c’è esasperazione, non basteranno i proclami per una Europa diversa serviranno cambiamenti incisivi perché l’Europa diventi il luogo della solidarietà e della difesa delle politiche sociali. Il Governo Renzi, dovrà dipanare dubbi sulle coperture finanziare e crescita. Il Job Acts ci porta ad esprimere un cauto ottimismo ma va misurato su ogni singolo provvedimento. Un appello al Governo: in un paese al rallentatore come l’Italia, è sì importante una nuova velocità di marcia, ma di più, arrivare alla decisione con il massimo del consenso. Non si commetta l’errore di riformare a prescindere. Quando si maneggia la Costituzione, l’attenzione deve essere massima altrimenti si dà la sensazione che la politica è tutta cattiva. Arrivare da soli non serve, meglio arrivare un giorno o un mese dopo, tutti insieme. *segretario dell’ Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta”

Interventi di sostituzione dei lampioni

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di mercurio verranno sostituite con lampade a vapori di sodio ad alta pressione. “Tale intervento che costerà all’ente complessivamente 125 mila euro - spiega il comune in una nota - consentirà però un netto miglioramento dell’efficienza luminosa e riduzione dei consumi energetici”. E’ partito poi nei territori dei comuni “Città della Riviera” (Dolo, Fiesso, Fossò e Campagna Lupia) il censimento della segnaletica verticale. L’attività di rilevazione, che durerà per circa due mesi, sarà svolta

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di Franco Scantamburlo*

Lavori

ue importanti interventi sono in corso di svolgimento a Dolo e nei comuni facenti parte dell’unione dei comuni “Città della Riviera del Brenta”. Sono iniziati lunedì 10 marzo e continueranno per circa 6 mesi, i lavori di sostituzione dei corpi illuminanti in numerose vie del quartiere nord est nel capoluogo di Dolo. Più precisamente nelle vie San Pio X, IV Novembre, Rinascita, XI Febbraio, Concordia, Solidarietà, Curzio Frasio e Fiorese nelle quali le vecchie lampade a vapori

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Job Acts , un tutt’uno con l’insieme delle riforme del Governo Renzi

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dalla ditta Gemmlab srl di Conselve attraverso l’utilizzo di un veicolo innovativo munito di laserscanner che sarà combinato ad attività manuali di rilevazione effettuate da personale specializzato. Il personale sarà dotato di tesserini di riconoscimento autorizzati alla ricognizione sulle strade pubbliche. “Con questo sistema - spiega l’ingegner Giovanni Manta di Gemmlab srl - si ottiene una efficienza non paragonabile ai tradizionali sistemi di acquisizione manuale a parità di accuratezza.

La creazione d’informazioni geospaziali attraverso la piattaforma mobile consentirà anche un risparmio della spesa pubblica permettendo la programmazione delle manutenzioni”. G.P.

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Dolo 9 Servizi Arriva una notizia positiva dal Ministero della Giustizia

Il giudice di Pace resta a Dolo Michele Zatta (avvocati): ”Un risultato che è il frutto di un lavoro di una sensibilizzazione capillare” di Giacomo Piran

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’ufficio del Giudice di Pace rimane a Dolo. La positiva notizia per il comune dolese e per la Riviera del Brenta è arrivata l’11 marzo con una comunicazione del Ministero di Giustizia che annunciava la firma, da parte del ministro Andrea Orlando, del decreto che dispone il mantenimento di 285 uffici del Giudice di Pace a seguito della recente riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Sono state dunque accolte quasi integralmente le 297 istanze formulate dagli enti locali che si impegnano a mantenere a loro cura e spese gli uffici

Sociale

giudiziari di prossimità nei loro territori. “Si tratta di un’ulteriore razionalizzazione collegata all’attuazione della nuova geografia giudiziaria - ha spiegato il ministro - dopo un’articolata istruttoria si è introdotta così un’innovativa modalità di funzionamento degli uffici del Giudice di Pace con un coinvolgimento diretto nella gestione del servizio giustizia da parte dei comuni interessati, che si faranno carico del reperimento del personale di cancelleria e dei necessari investimenti economici”. Positivo è il commento della Camera degli Avvocati della Riviera del

Brenta e del Miranese che per primi si erano mobilitati, sollecitando e coinvolgendo i sindaci del territorio. “C’è molta soddisfazione per la permanenza dell’Ufficio del Giudice di Pace a Dolo - ha spiegato Michele Zatta, presidente degli Avvocati - che è il frutto di un lavoro di sensibilizzazione capillare portato avanti con decisione e fermezza e che ha permesso, grazie alla collaborazione ed alla disponibilità di alcuni enti locali, di arrivare ad un importante risultato che permetterà ai cittadini, nonché ai legali, di avere ancora un presidio giurisdizionale sul territorio. La

Una nuova sede per l’Avis della Riviera del brenta

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’Avis Riviera del Brenta ha una nuova sede situata nel plesso in via Brusaura a Sambruson dove sono ospitate anche le scuole medie. L’inaugurazione si è svolta il 16 marzo scorso con una cerimonia religiosa, il saluto delle autorità e il taglio del nastro. “La nuova sede è spaziosa, luminosa, decorosa - ha

permanenza dell’Ufficio del Giudice di Pace evita l’accorpamento a Venezia e permetterà di disbrigare gli affari civili e penali di minor valore direttamente sul territorio. E’ ora indispensabile che vengano attuati i programmi, che i Comuni si facciano carico degli impegni presi e che si dimostri che si riesce a gestire un Ufficio Giudiziario con regolarità e buona amministrazione”. Maddalena Gottardo, sindaco di Dolo, ricorda le

spiegato Giuseppe Polo, presidente Avis Riviera del Brenta - dove i volontari possono svolgere la loro attività sempre più impegnativa e importante per essere vicino ai donatori. Dobbiamo ringraziare per la collaborazione e la disponibilità l’amministrazione comunale di Dolo che ci ha messo a disposizione uno spazio”. L’Avis Riviera del Brenta è nata a Dolo nel 1958, conta 1770 Donatori iscritti e contribuisce con 2895 sacche raccolte, al fabbisogno di sangue. Alla cerimonia di inaugurazione della sede

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Il Tribunale di Dolo

seguici su

prossime scadenze. “Sono molto soddisfatta perché le istanze sono state ascoltate. Al centro dell’attenzione e dell’analisi adesso c’è la questione del costo del personale. Ho inviato ai sindaci un elenco completo delle spese da sostenere. Appena sarà pubblicato il decreto ne discuteremo in Conferenza dei Sindaci e inoltre, assieme agli altri comuni ospitanti il giudice di pace, incontreremo il presidente del Tribunale di Venezia”.

hanno dato l’adesione tutti i Sindaci del territorio di pertinenza dove opera l’associazione, cioè Dolo, Mira, Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Fiesso d’Artico e Pianiga. “E’ stata una cerimonia semplice ma molto importante – ha concluso Giuseppe Polo – soprattutto per ricordare che c’è sempre bisogno di sangue e abbiamo continuamente bisogno di nuovi donatori e anche di collaboratori”. G.P.

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10 Fossò - Vigonovo Sociale La crisi economica produce fenomeni sempre più preoccupanti

Aumentano i furti nei supermercati

A Fossò

Programmatori in erba con il CoderDojo

Carraro (Ascom): i piccoli negozianti evitano di denunciare chi è in difficoltà di Alessandro Abbadir

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umentano i furti nei supermercati nell’area della Riviera del Brenta. La causa? Sempre più spesso la povertà prodotta dalla crisi economica in atto. Una differenza però c’è: nei supermercati fioccano in caso di taccheggio le denunce ai carabinieri. I piccoli negozianti preferiscono invece recuperare la merce e avvertire chi ruba di una possibile denuncia, visto che spesso per loro si tratta di persone conosciute e in difficoltà dal punto di vista economico, a causa di un lavoro perso o di una pensione troppo bassa. A denunciare il fenomeno sono Francesco Vendramin referente Caritas della Riviera del Brenta, e Adelino Carraro vicepresidente dell’ Ascom. “Con la crisi economica in atto – spiega Francesco Vendramin – abbiamo avuto segnalazioni dalle direzioni di decine di supermercati dei 10 paesi del comprensorio, di un forte aumento di furti di cibarie. A rubare sono sempre più italiani in difficoltà (pensionati, disoccupati e madri di famiglia) e anche stranieri ormai da anni senza lavoro e con l’incubo dell’espulsione. Ormai non rubano più superalcolici o alimenti costosi, ma semplicemente pane, frutta e carne dagli scaffali e dai frigoriferi. Il fenomeno dei furti nei supermercati è direttamente

Furti sempre più numerosi nei supermercati

connesso all’aumento della povertà e con gli stessi supermercati colpiti, stiamo organizzando la raccolta delle eccedenze con cui fare pacchi spesa che poi distribuiamo insieme alle parrocchie alle famiglie in difficoltà“. Il fenomeno si replica anche nei piccoli negozi di paese. Spesso qui però il commerciante conosce la persona che ruba, e preferisce riprenderlo in privato ammonendolo piuttosto che fargli passare guai giudiziari. “Anche fra le centinaia di nostri associati nel settore dei negozi di alimentari in Riviera – spiega Adelino Carraro – si constata questo fenomeno. A differenza dei supermercati però, spesso il “botteghiere” di paese sa distingue-

sanita’ Stop al decadimento cognitivo

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’ partito il 7 aprile nel comune di Vigonovo in collaborazione con l’Ulss 13 un innovativo progetto dedicato alle persone affette da decadimento cognitivo. Il progetto, che è stato presentato il 31 marzo nella sala polivalente del municipio durante un incontro informativo aperto, prevede lo svolgimento di un percorso con personale qualificato di attivazione socio-cognitiva con l’obiettivo di stimolare le loro capacità residue attraverso due incontri settimanali di tre ore ciascuna i lunedì e giovedì dalle ore 9 alle 12 oltre ad incontri mensili di formazione e sostegno per i familiari. “Il progetto - come specificato nel sito del comune di Vigonovo - durerà un anno e sarà interamente finanziato dalla Regione del Veneto. I gruppi, di massimo 15 pazienti, saranno condotti da una psicologa proveniente dal centro di psicologia e riabilitazione neuropsicologica “Rindola” di Vicenza che si costituisce come un modello unico attualmente esistente di centro, in cui venga effettuata sia la diagnosi che il percorso di riabilitazione cognitiva. Il centro Rindola si è distinto per la sua peculiarità e per la sua metodologia operativa che prevede la presa in carico della persona malata e contemporaneamente del nucleo familiare. La psicologa che conduce i gruppi sarà affiancata da una volontaria di servizio civile, un operatore socio-sanitario e da alcune volontarie”. Nella concretezza, le tre ore di incontro con i partecipanti di questa iniziativa saranno così organizzate: la prima ora è di orientamento, la seconda ora si chiama fase di reminescenza (attività di gruppo

re con più cura, se ci si trova di fronte ad un delinquente, o ad una persona che ruba piccole cibarie per bisogno. In quest’ultimo caso spesso si chiude un occhio, se si tratta della prima volta, evitando di rovinare la reputazione di chi finora non si era mai comportato in quel modo“. Anche il presidente della conferenza dei sindaci della Riviera Giampietro Menin pensa che “questo sia un fenomeno con cui fare i conti sempre più se da questa crisi economica in corso ormai da 6 anni, non se ne esce al più presto. E’ un tema a cui può essere dedicata una conferenza dei primi cittadini dell’area”.

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Fossò, a fine marzo, si è tenuto un laboratorio sperimentale d’informatica intitolato: “CoderDojo Fossò+Sandon.” Presso la scuola Primaria Guglielmo Marconi, 41 giovani, hanno partecipato a un laboratorio gestito gratuitamente dai mentor del DojoClub Fossò, che è rivolto ai bambini dai 7 agli 11 anni delle scuole del territorio. Il movimento no-profit CoderDojo nasce nel 2011 in Irlanda, grazie all’allora studente diciottenne James Whelton e all’imprenditore e filantropo Bill Liao, con la finalità di insegnare a sviluppare applicazioni e videogiochi. Diffusosi rapidamente in tutto il mondo, oggi è presente in ventidue paesi. A quanto si sa, in Italia fu introdotto, dalla primavera dello scorso anno, prima a Bologna e poi a Milano. In Veneto l’iniziativa è arrivata a Padova lo scorso 15 febbraio e adesso a Fossò, prima esperienza in Provincia di Venezia. Tutto è gestito da mentor rigorosamente volontari, uniti dalla passione per l’informatica e dalla volontà di insegnare ai bambini un linguaggio semplificato di programmazione per costruire software utilizzando tecnologie gratuite. Durante i CoderDojo, si impara il linguaggio di programmazione didattico, Scratch che consente di elaborare storie interattive, giochi, animazioni, arte e musica. I giovani partecipanti del laboratorio erano collegati in videoconferenza, uno nell’aula d’informatica della Scuola Guglielmo Marconi e uno nella sala studio della Biblioteca comunale. R.P.

Vigonovo Urbanistica

Firmato il nuovo Pat

verbale). E’ una parte fissa che serve per riordinare i ricordi, una palestra per la mente. Mentre la terza fase consiste nell’esercizio delle varie facoltà mentali (linguaggio, memoria): palestra per la mente (manuale a cui si riferiscono le psicologhe della Coop. Linte). L’attività si chiude con un po’ di movimento: ginnastica dolce. Gli incontri con i familiari si terranno invece ogni secondo lunedì del mese a partire dal 14 aprile dalle ore 20 nella sala convegni di via Montale a Vigonovo. “Sia gli operatori che i volontari - prosegue il testo pubblicato nel sito del comune di Vigonovo - seguiranno un corso di formazione a Vicenza presso la Coop. Linte. I competenti uffici comunali sono attualmente impegnati sia nell’individuazione di persone, che vogliano prendere parte al progetto in qualità di volontari, sia nell’individuazione dei possibili destinatari di tale iniziativa. E pertanto chi volesse rendersi disponibile per questo progetto o avesse familiari con queste problematiche, può prendere un appuntamento con l’ufficio Servizi Sociali telefonando al numero 049.9834931”. G.P.

Il centro di Vigonovo

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’ stato firmato il 24 marzo scorso, nella sede del Centro servizi della Provincia di Venezia a Mestre, l’accordo di pianificazione tra la Provincia e il Comune di Vigonovo, per dare avvio al processo di copianificazione per la redazione del Pat Piano di Assetto del Territorio. Presenti alla firma, il vice presidente della Provincia e assessore all’urbanistica Mario Dalla Tor e il sindaco di Vigonovo, e consigliere provinciale, Damiano Zecchinato. Il vicepresidente Mario Dalla Tor spiega i contenuti del documento. “Nel documento preliminare del Pat del Comune di Vigonovo sono presenti

gli obiettivi generali che s’intendono perseguire con il piano – ha detto – e le scelte strategiche di assetto del territorio anche in relazione alle previsioni degli strumenti di pianificazione di livello sovraordinato, nonché le indicazioni per lo sviluppo sostenibile e durevole del territorio. In questo senso la Provincia, valutando la coerenza con il proprio strumento di pianificazione e condividendo le valutazioni espresse con il Manifesto delle azioni, farà da supporto alla stesura del Piano di Assetto del Territorio di Vigonovo”. Vengono poi approfonditi gli obiettivi dei piani. “Tra i principali

Zecchinato: “Il nuovo piano tutela l’assetto idrogeologico dell’area” obiettivi condivisi – prosegue Mario Dalla Tor – ci sono la salvaguardia del territorio dai rischi idraulici, e idrogeologici, non più spreco di terreno agricolo, la tutela delle risorse naturalistiche e ambientali (“Vigonovo Ecologica, verde e rurale”) e la riorganizzazione del sistema relazionale”. Positivo il commento del sindaco di Vigonovo, Damiano Zecchinato. “Avevamo un Prg (Piano regolatore generale) approvato nel 2001 – ha commentato il sindaco – di cui sono state fatte varianti prima della legge regionale del 2004 che le vieta, e introduce i nuovi piani di assetto territoriali. Il nuovo Pat e il Pi (Piano interventi) ci danno degli strumenti che ci permettono di intervenire nelle nuove riqualificazioni urbanistiche ed ambientali a salvaguardia del territorio, e tutelano l’assetto idrogeologico del territorio essendo un’area con gravi problemi idraulici con costante pericolo d’alluvioni. Oggi attraverso questi nuovi strumenti riusciamo a dare risposte più veloci al mondo della e categorie economiche e ai cittadini. L’obiettivo è di superare blocchi e vincoli urbanistici presenti da decenni e per permettere al territorio di avere una propria identità, una piacevole residenzialità immersa nel verde e non un paese considerato il dormitorio della confinante città di Padova”. G.P.


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12 Fiesso D’Artico Territorio Il vicesindaco Flavio Zebellin illustra gli interventi in programma

Lavori pubblici, cantieri al via Fra le sistemazioni c’è il campo sportivo parrocchiale, assieme al patronato e all’area della chiesa di Roberta Pasqualetto

F

iesso d’Artico è un comune molto sensibile ai problema da 7 mesi e inizierà i lavori prima possibile. problemi idraulici, specialmente dopo gli episodi Sempre nel centro cittadino è stato fatto un piano di di qualche anno fa, e i rischi che si sono verificati recupero dei vecchi edifici piuttosto che consumare anche quest’anno. “Abbiamo finalmente completato nuovo suolo, cercando di rispettare le zone di suolo l’opera finanziata dalla Regione Veneto con definitiva verde. Il comune punta a un rilancio dei parchi pubblici, sistemazione delle idrovore che adesso funzionano a progetto già a bilancio, con l’inserimento di nuove panpieno regime e in maniera automatica e abbiamo siste- chine e gazebi, tutte strutture pensate per i bambini e mato i fossi quasi al 100%. Adesso possiamo affron- gli anziani. “Puntiamo moltissimo al grande rilancio tare il mal tempo con più serenità. Tre anni fa siamo dei parchi pubblici e confidiamo sullo stato centrale perché non continui a togliere rimasti scottati e non volevamo risorse comuni – conclude il vicepiù vivere quell’incubo”. Queste Si attende dalla sindaco – come ha fatto finora”. le parole del vice sindaco Flavio Società delle Il progetto di riqualificazione del Zebellin che elenca anche una Autostrade una centro cittadino prevede di demoserie di altri interventi importanti risposta per lire le vecchie strutture e rifare le sul territorio: “Stiamo progettando l’area Interspar strutture possibilmente collocando il recupero dell’area centrale dalla vecchia casa cantoniera fino all’ex albergo Belvedere, anche qualche servizio, si pensa di realizzare delle la strada sarà rivestita con l’asfalto rosso per il rallen- passeggiate con panchine, in queste aree di recupero, tamento dei veicoli, data l’elevata velocità dei mezzi rendendo la zona più umana e moderna. Un’altra sidi transizione della strada Statale 11, dove è prevista stemazione importante sarà quella del campo sportivo anche una rotatoria tra Dolo e Fiesso. Il progetto sarà parrocchiale, assieme al patronato e all’area di accesrealizzato in collaborazione con Veneto Strade e la so alla chiesa: una parte rimarrà a verde e l’altra con Regione, il comune di Fiesso si trova lungo l’asse stra- una struttura nuova. Sono quasi terminati i lavori in dale, il comune lavora a questo progetto per risolvere il via Piove, realizzati con la Provincia, lavori eseguiti al

Vecchie strutture saranno sistemate 50%, presto completati con la piantumazione di una cinquantina di arbusti. Si attende una risposta dalla Società delle Autostrade per la sistemazione dell’area di fronte al supermercato Interspar. I due marciapiedi risistemati, renderanno di nuovo sicuro il tratto di percorrenza, reso impossibile dallo stato di degrado dell’asfalto, a causa delle radici delle piante.

Convegno

“Il lavoro nel mercato che cambia”

N

ella sala Consiliare della Provincia di Venezia a Ca’ Corner si è svolta una giornata informativa nelle scorse settimane sul tema “Come creare o trovare il proprio lavoro nel mercato che cambia”, alla quale hanno partecipato un centinaio di ragazzi delle scuole superiori, molti dei quali del comprensorio del Miranese e della Riviera. L’incontro, organizzato da alcune consigliere di Parità, fa parte del progetto “Azioni per la promozione del Lavoro e delle Pari Opportunità nella Rete educativa”. Sono intervenuti la consigliera provinciale di parità Annalisa Vegna, la consigliera nazionale di Parità Alessandra Servidori, la consigliera di Parità della provincia di Genova Raffaella Gallini che ha parlato sul tema “Ragazze e ragazzi al lavoro. Costruisci il tuo futuro”, Roberta Scarpa consulente Rete Eures - servizi europei per l’impiego, della Provincia, e Paola Marani, coordinatrice servizio Eures a livello regionale. Il Presidente del Consiglio provinciale Marina Ballello ha detto: “Il consiglio provinciale che mi pregio di rappresentare ha accolto con favore la richiesta di ospitare questo convegno. Abbiamo cercato di offrire agli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore un’opportunità circa le offerte che la Provincia pone sul territorio Ragazzi al Convegno in tema di lavoro”. Per la consigliera provinciale di parità Annalisa Vegna: ”Oggi abbiamo cercato di offrire agli studenti che a giugno bretto, e attivato un sito web (www.ragalavoro.it) in cui i ragazzi sosterranno gli esami di maturità alcuni strumenti utili per affronta- possono leggere in maniera semplice ed efficace come fare per re il mercato del lavoro in Italia e in Europa”. trovare lavoro. Crediamo moltissimo in questo Dirigente scolastico Bruno Di Francia: “Ai ra- “La famiglia progetto e fino ad oggi abbiamo coinvolto più gazzi consiglio di riflettere prima di scegliere non deve di 2000 ragazzi con risultati molto positivi. la via del lavoro oppure la via degli studi uni- imporre le Quale consiglio dare al giovane in cerca di versitari. Suggerisco perciò di porsi sempre con proprie scelte lavoro? Attivarsi per qualsiasi tipo di impiego grinta, con voglia di fare e di non demordere ai ragazzi” utile per fare esperienza, curare la stesura del anche se si ci scontra purtroppo con qualche curriculum”. La Provincia di Venezia è presente porta chiusa. Alle famiglie dico di lasciare spazio ai giovani nella con un proprio consulente Eures al centro per l’impiego di Mestre, scelta, e di non imporla”. Per la consigliera nazionale di Parità per maggiori info: tel. 041.2501377, e-mail: eures@provincia. Alessandra Servidori e per la consigliera di Parità della provincia di venezia.it. Altri sportelli sono nei centri per l’impiego di Portogruaro Genova Raffaella Gallini: “L’incontro di oggi fa parte di un lavoro (tel. 0421.276277), Mirano (tel. 041.430362), Chioggia (tel. S.H. che stiamo svolgendo a livello nazionale. Abbiamo prodotto un li- 041.400460), Mestre (tel. 041.2501350).

Assemblea Pati

“Puntare su uno sviluppo sostenibile”

L

a seconda commissione consigliare Lavori Pubblici ed Urbanistica del comune di Fiesso, presieduta da Giorgio Baldan, si è riunita lo scorso 11 marzo, alla presenza del sindaco Andrea Martellato, per presentare ai cittadini il Piano di Assetto Territoriale Intercomunale “Pati” dei comuni di Dolo e Fiesso d’Artico. Alla riunione, che si è tenuta nella sala consiliare del municipio, erano presenti molti cittadini. “Assieme ai rappresentanti della Provincia - ha spiegato l’assessore Marco Cominato - abbiamo condiviso con la cittadinanza, le scelte strategiche relative al Pati, con la necessaria valorizzazione del territorio attraverso la sostenibilità delle trasformazioni, tramite il rafforzamento degli equilibri ambientali che caratterizzano il territorio comunale, la valorizzazione del paesaggio e delle ville con la riscoperta del rapporto tra terra ed acqua con particolare riferimento al rapporto tra campagna e Naviglio Brenta. Importante sarà lo sviluppo delle vocazioni legate ad un utilizzo turistico “slow”, mettendo in connessione i percorsi ciclabili e di navigazione fluviali esistenti ed il sistema dell’ospitalità rurale delle ville. Questo con la presenza del Naviglio Brenta, con le ville Venete, i giardini e gli scorci paesaggistici di bellezza unica, ed importanti serbatoi di potenzialità turistiche”. L’assessore si sofferma poi sull’aspetto urbanistico. “La pianificazione urbanistica - ha concluso - dovrà perseguire il contenimento dei processi di espansione territoriale, evitando il più possibile l’ulteriore urbanizzazione del territorio o comunque limitandola ad aree di completamento, in aderenza all’abitato esistente, proponendo il concetto di ri-generazione urbana”.G.P.

solidarieta’ due donazioni

D

ue importanti strumenti per aiutare le persone bisognose di aiuto sono stati consegnati nei mesi scorsi al Comune di Fiesso D’Artico e alla locale società calcistica dell’Asd Fiesso D’Artico 1957. Il primo è avvenuto a fine febbraio, quando il servizio dei Servizi Sociali ha potuto dotarsi di un nuovo autoveicolo: si tratta di un Fiat Doblò specificamente attrezzato, con un sollevatore per sedia a rotelle, per il trasporto di persone. A spiegare il progetto è un comunicato stampa del comune rivierasco. “Mobilità Gratuita - si legge nel comunicato - è un progetto promosso dalla Società Europa Servizi S.p.A., a cui il Comune ha dato la propria adesione, e mette assieme il privato e il pubblico per favorire il trasporto delle persone meno fortunate. L’iniziativa, infatti, è stata realizzata con il finanziamento delle aziende locali che hanno potuto apporre la loro denominazione sulla carrozzeria del mezzo”. Il nuovo Fiat Doblò affiancherà i mezzi di proprietà comunale già esistenti, e permetterà di portare avanti, in tutta sicurezza, questo tipo di servizio svolto dai volontari del paese attraverso l’associazione di promozione sociale “Il Portico”. “Il trasporto sociale svolto dai volontari - prosegue il comunicato stampa - è un servizio importante per la collettività: cogliamo l’occasione per ringraziare ancora una volta i volontari che dedicano in modo totalmente gratuito il loro tempo ai propri concittadini meno fortunati. A questi volontari va il più sentito grazie da parte dell’amministrazione comunale e approfittiamo dell’occasione

per invitare tutti i cittadini che volessero avvicinarsi ad un’esperienza di volontariato a rivolgersi all’ufficio Servizi Sociali del Comune”. Altra lodevole iniziativa è stata realizzata dall’imprenditore del turismo Piero Rossi, che ha donato un defibrillatore alla società calcistica Asd Fiesso D’Artico 1957. “La normativa - è spiegato nel comunicato della società calcistica - prevede la presenza di un defibrillatore per le associazioni sportive. Le statistiche in caso di attacco cardiaco, dimostrano come la velocità di intervento sia la chiave per salvare le vite umane, ed in particolare, in questo caso, dei giovani calciatori. Ora, con l’aiuto dell’imprenditore Piero Rossi il primo fondamentale passo è stato fatto. Il presidente dell’Asd Fiesso D’Artico Alberto Barina, inoltre si è già coordinato con gli allenatori per iniziare la parte formativa e di addestramento all’uso del defibrillatore”. Per ringraziarlo del gesto di solidarietà la società calcistica ha consegnato un maglia personalizzata al loro “amico” G.P. Piero Rossi.


Pianiga 13 Servizi Il consiglio comunale ratifica una convenzione per settembre 2014

Mensa scolastica unica per sette comuni di Alessandro Abbadir

I

risparmi per le pubbliche amministrazioni arrivano anche dalle tavole dei più piccoli. Sorgerà così una mensa scolastica unica per 7 comuni della Riviera del Brenta. Questa la decisione ratificata nelle scorse settimane dal consiglio comunale di Pianiga a larga maggioranza. Una struttura che servirà all’anno 200 mila pasti ai ragazzi della zona e che contribuirà ad abbattere il costo del buono mensa nei comuni di Pianiga, Campagna Lupia, Camponogara, Dolo, Campolongo, Fossò e Fiesso D’Artico, di circa il 10-15 %. Si tratterà di un servizio con mensa biologica e stoviglie riciclabili. Insomma, una rivoluzione a tavola per i più piccoli, che non dispiace nemmeno alle tasche dei loro genitori. La novità in arrivo la spiega direttamente il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara. “Con l’inizio del prossimo anno scolastico – dice il primo cittadino – cioè a settembre 2014, sarà attivo un nuovo servizio mensa unico per 7 comuni dell’area della Riviera del Brenta. Comune capofila della proposta sarà il comune di Campagna Lupia. Affideremo la mensa scolastica per 8 mila bambini, e 200 mila pasti all’anno ad un soggetto qualificato che sarà individuato attraverso un bando ad hoc. Bando che sarà pubblicato dopo la ratifica entro maggio di tutti i consigli comunali interessati”. Il salto in termini quantitativi e di risparmio è rilevante. “E’ evidente che ci saranno – spiega Calzavara – dei risparmi in termini organizzativi. Prima ogni comune faceva per sé con dei costi specifici alti, ora invece

Il servizio fornirà all’anno 200 mila pasti, cibo biologico e stoviglie riciclabili

Una mensa scolastica

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NEWS Distretto sanitario

“Il distretto Sia trasferito da Mira”

“I

Saranno interessati circa 8 mila bambini. Le famiglie avranno un taglio del buono pasto del 10 -15% saranno forniti da un unico soggetto 200 mila pasti all’anno. Il cibo che sarà fornito di altissima qualità, sarà di tipo biologico”. Sul versante delle mense biologiche l’apripista nel comprensorio della Riviera del Brenta, era stato negli anni scorsi il comune di Campolongo Maggiore, che per questo tipo di servizio era stato premiato anche a livello nazionale. Anche sulle stoviglie ci sarà una grossa novità con l’arrivo della nuova mensa scolastica unica. “Verranno reintrodotte a misura di bambino – assicura Calzavara – le stoviglie riciclabili. Cioè forchette e coltelli in acciaio, piatti di ceramica e bicchieri di vetro e non più usa e getta. A vigilare sull’uso corretto, soprattutto per i bambini più piccoli, ci saranno ovviamente il personale che distribuirà i pasti, i bidelli e gli insegnanti”. Insomma, una bella novità nel comparto scuola, se si pensa che invece in questo

periodo proprio questo settore, è quello che ha sofferto di più per le carenze collegate al taglio del personale delle pulizie della cooperativa Manutencoop. Le scuole più colpite in zona sono state quelle del territorio comunale di Mira. A Pianiga il problema scuola si era fatto sentire anche nelle scorse settimane quando un asilo della frazione di Cazzago ha annunciato un aumento delle rette scolastiche davvero rilevante. I genitori in quella occasione si sono appellati al comune affinché desse dei contributi ad hoc. Il problema della scuola è considerato prioritaria anche dal Governo nazionale.

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l distretto sanitario dove si trova ora a Mira non può restare: villa Lenzi è in un posto pericoloso. Doveva essere spostato da anni in un altro posto a Mira. Questo non è successo. Il procedimento che era stato avviato si è inceppato. Se un altro comune come Dolo mette a disposizione una sede adatta credo sia una buona notizia”. Lo dice prendendo posizione su una delicata questione il sindaco di Pianiga, Massimo Calzavara, che avalla la proposta del sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo sulla necessità di trasferire il servizio da Mira. La questione del distretto sanitario si trascina da anni. Nel 2010 venne firmata una convenzione per la realizzazione del nuovo distretto nell’area di via Toti a Mira Taglio. Firmarono Ulss 13 e Comune, ma non c’era la firma della Regione. I soldi del Fondo di rotazione che servivano per far partire il progetto ora non ci sono e non ci saranno più. L’Ulss 13 ha chiesto che il comune di Mira presenti un progetto concreto e per questo ci sia anche la copertura finanziaria. I tempi di azione sono ristretti al massimo a 12 mesi. “La possibilità che Mira possa tenersi il distretto - conclude Calzavara - è remota. E’ ora di valutare altre soluzioni più concrete per tutti”. A.A.


14 Personaggio Viaggi Dalla Riviera a Capo Nord in sella ad una Vespa

Marco Giurin, un oriaghese all’avventura La partenza è il 19 luglio, e le tappe saranno tutte documentate nel suo blog e in Facebook di Roberta Pasqualetto

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arco Giurin è un ragazzo di 26 anni che vive a Oriago e che presto si cimenterà in un viaggio in Vespa con meta Capo Nord. Nella vita Marco è un idraulico con la passione per le vespe: ne possiede 6 d’epoca. Il suo progetto di raggiungere Capo Nord è nato quasi per gioco parlando con un ragazzo iscritto, anche lui, al club vespisti Riviera del Brenta. L’amico lo aveva sfidato a fare un viaggio in sella al suo bolide fino a Copenaghen ma Marco ha alzato la posta e ha allungato il percorso. “Mi è sempre piaciuto viaggiare, ne ho fatti tanti con il mio camper, questa volta però farò un viaggio in sella a una Vespa: un modello del 1951, quello del film Vacanze Romane per intenderci. La passione per le vespe mi è venuta per caso: in giardino ne avevo una del nonno di mia cognata, un bel giorno ho deciso di ristrutturarla”. Dopo la prima vespa Marco non si è più fermato e ne ha cercate di sempre più vecchie, inizialmente curandone l’estetica e poi anche la meccanica. Marco si era iscritto al Club Vespisti perché voleva usufruire dalle convenzioni per l’assicurazione riservate ai tesserati ma poi ha cominciato a frequentare il gruppo e, da due anni, è entrato nel direttivo con il ruolo di Segretario. “Sono il segretario e l’organizzatore di eventi, l’anno scorso ho organizzato un raduno con altri

club di vespisti della provincia di Venezia. C’erano quasi 200 persone che volevano venire, purtroppo è saltato tutto a causa della pioggia torrenziale. Quest’anno mi sto dedicando a questa nuova impresa, ci lavoro da ottobre dell’anno scorso”. Dai suoi viaggi Marco è rimasto affascinato dal nord Europa e ha riconosciuto in Capo Nord la meta del Grande viaggio. Il tour consiste in 10 mila chilometri, tra andata e ritorno, il vespista toccherà 11 paesi: Italia, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Polonia, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Liechtenstein e Svizzera. Un viaggio che durerà 3/4 settimane con una velocità media di 400 chilometri al giorno. “Viaggerò in solitaria, la morosa mi aspetterà a casa. Avventure come queste le fai una volta nella vita, e adesso lo posso fare, anche compatibilmente con i miei impegni”. La partenza è prevista per sabato 19 luglio, il viaggio e le tappe saranno tutte documentate in tempo reale nel blog di Marco e in Facebook. “Per questo viaggio mi sto preparando da tempo, ho perso 13 chili e sto valutando come modificare delle borse da moto per adattarle alla Vespa. Con me porterò la tenda e il sacco a pelo, poi, nelle zone più fredde dormirò nei divani dei soci della comunità di Couchsurfing (servizio gratuito di scambio ospitalità)”. Marco

ha creato un logo ispirandosi a un tatuaggio che ha sulla spalla che riprende proprio il tour. “Prima di questa impresa non avevo neanche facebook adesso nella pagina “Obbiettivo capo nord in vespa” ho quasi 700 “mi piace” e ho trovato molte persone che mi hanno offerto amicizia e ospitalità in alcuni dei luoghi dove passerò”. L’idea di Marco è patrocinata dal comune di Mira, dalla Fondazione Museo Piaggio di Pisa e dalla Fondazione Marco Simoncelli. “Essere patrocinato dalla fondazione Simoncelli e raccogliere fondi per loro, mi da una marcia in più, perché volevo che la mia impresa avesse anche scopi benefici, sono già coinvolto in altre situazioni di volontariato”. In effetti, Marco, assieme

al club dei Vespisti, ha organizzato il “Vespa babbo” un’iniziativa con la quale ha raccolto fondi per i bambini dell’Istituto Casa Nostra di Dolo, quest’anno quasi mille euro. L’entusiasmo di Marco è di gran traino per chi lo ascolta, ha coinvolto alcuni sponsor ma ne cerca altri. “Ho trovato degli sponsor che mi hanno fatto degli sconti per l’olio della Vespa, per i pezzi di ricambio e per l’abbigliamento tecnico, ma accetterei volentieri qualche altro aiuto. Il viaggio avrà un costo elevato e tutto a carico mio, se qualcuno vuole sostenermi può chiamarmi al 348 1764342 oppure fare un’offerta sul blog: www.vespistaonderoad.com, sponsorizzando un pieno al mio viaggio”.


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Approfondimento 17 Edilizia I 10 enti locali dell’area hanno scelto 10 edifici per i quali chiedere un contributo immediato

Scuole, i comuni chiedono aiuto a Renzi Le richieste più sostanziose per gli interventi arrivano da Mira, Campolongo Maggiore, Fossò e Vigonovo e Dolo di Alessandro Abbadir e Giacomo Piran

A

nche i comuni della Riviera del Brenta hanno scritto al premier Matteo Renzi per chiedere interventi e finanziamenti nel campo scolastico. A Mira il sindaco Maniero ha chiesto che si possa intervenire con lavori adeguati per sistemare la scuola elementare Ugo Foscolo. Per metterla a norma serviranno circa 1 milione e 800 mila euro. “E’ un intervento - spiega il sindaco Alvise Maniero - molto invasivo, proprio per l’anzianità del fabbricato, serve il certificato di Prevenzione Incendi oltre a quelli necessari per la sistemazione degli impianti energetici. I lavori per essere realizzati vanno divisi in due stralci. Serve un finanziamento ad hoc”. A Camponogara il sindaco Giampietro Menin ha fatto la richiesta di sistemare la scuola per l’Infanzia di Campoverardo Maria Immacolata. “La scuola - spiega - necessita di ampliamento e nuova mensa. Per questo abbiamo già a disposizione 508 mila euro ,chiediamo al premier di sforare il patto di stabilità per questa spesa”. A Campolongo Maggiore invece la scuola che è nelle at-

tenzioni dell’amministrazione è la nuova elementare di via Casolo finanziata dalla Regione e dal Comune. Il comune chiede che la Regione versi i soldi mancanti e per questo sono scattate anche le proteste. “Sarebbe utile che per velocizzare l’iter su questo e altri edifici scolastici - dice il sindaco Alessandro Campalto - il governo sbloccasse

A Pianiga il sindaco chiede soldi per la nuova scuola di Mellaredo il Patto di Stabilità“. A Campagna Lupia la scuola elementare individuata come bisognosa di interventi e aiuti governativi è la elementare Giacomo Leopardi. Qui il sindaco ha chiesto soldi per realizzare due aule in più vista la crescita demografica. A Pianiga la scuola scelta è la elementare di Mellaredo. “Si tratta di una nuova scuola che sta per essere conclusa - spiega il sindaco Massimo

a mira Aiutate la materna “Villa Lenzi”

S

i è parlato moltissimo della situazione di degrado dell’edilizia scolastica delle scuole pubbliche nella Riviera del Brenta ma il problema è analogo in molte altre scuole d’Italia. La questione principale è determinata dal fattore tempo: negli anni non sono stati fatti interventi di restauro ed economico, a causa dei tagli fatti a discapito dei comuni che rendono difficile trovare i fondi per intervenire. I genitori sono scesi in piazza più volte per manifestare, si sono dimostrati agguerriti e molto preparati sul argomento perché preoccupati per i loro figli. “Ci sono stati finanziamenti Regionali dedicati alle scuole – dice la dirigente scolastica Annalisa Pilotto – non è vero che non si è fatto niente, sono state ristrutturate due scuole dell’infanzia e le scuole medie Dante Alighieri a Oriago. A Mira è necessario intervenire nella scuola dell’infanzia Villa Lenzi e in quella di Mira Porte. Il problema è che c’è da fare tantissimo, io ho chiesto un incontro con l’amministrazione comunale dove abbiamo elencato le priorità delle scuole che si trovano nelle condizioni peggiori come la primaria Ugo Foscolo a Mira costruita negli anni ‘70 e mai risistemata”. Le scuole della Riviera del Brenta hanno anche un problema numerico: i due istituti comprensivi (Mira 1 e Mira 2) sono il comprensivo più grande di Venezia con 1.670 alunni per 18 scuole. Forse con il nuovo governo saranno messi a disposizione dei fondi. La dirigente ha già parlato con il sindaco di Mira, Alvise Maniero, che ha confermato di aver inviato la richiesta al Ministero dell’istruzione. Evi-

dentemente la soluzione è più complicata di quello che si crede, perché servono finanziamenti importanti e le strutture che richiedono intervento sono molte. Si era ventilata l’ipotesi di ridurre le strutture scolastiche e ottimizzarne alcune, sul modello americano, ma questa soluzione non è fattibile in una comunità, come la nostra, dove la scuola è un punto di riferimento troppo importante e si rischierebbe di perdere identità territoriale. Basti pensare alla scuola di Marano dove i genitori, e la dirigente Pilotto, si battono perché non sia chiusa, nonostante i soli 68 alunni. Altro tema importante è quello degli spazi inadeguati per le nuove metodologie di didattica, le aule sono troppo piccole e permettono un’unica disposizione dei banchi con l’insegnante frontale. “Il metodo con l’insegnante frontale è superato – dice la dirigente – le aule sono troppo piccole e non si riesce a cambiare la disposizione dei banchi che non va bene. Questo problema nel nord Europa è stato già risolto 20 anni fa. In alcune scuole si potrebbe risolvere questo problema riducendo lo spazio dei corridoi e R.P. allargando le aule”.

Calzavara - e per la quale facciamo affidamento sui contributi“. Per il comune di Dolo la scelta dell’edificio scolastico è ricaduta sulla scuola elementare “Daniele Manin” in via Brusaura nella frazione di Sambruson. E’ un complesso scolastico frequentato da 216 alunni che ora necessita di interventi strutturali per la messa norma sismica e di cambio dei serramenti e di isolamento a cappotto per il miglioramento energetico. Il finanziamento complessivamente richiesto dal comune è di circa 800 mila euro. Una volta ottenuto il finanziamento i tempi per l’espletamento della gara, l’affidamento e la realizzazione dei lavori vengono stimati in 10 mesi. Nel comune di Fossò l’edificio individuato è la scuola media Galileo Galilei, che è anche sede anche dell’Istituto Comprensivo. Gli interventi previsti riguardano lavori di messa in sicurezza antisismica ed ampliamento per ricavarne nuove aule necessarie al fabbisogno scolastico e una sala riunioni per gli insegnanti. Il costo complessivo previsto è di 400.000 euro. La previsione è di

finanziare l’opera con l’utilizzo dell’avanzo di bilancio e con un eventuale mutuo da contrarre a tempo debito. A Fiesso il sindaco Andrea Martellato ha segnalato la scuola elementare K2. Il comune ha tre progetti riguardanti la scuola che porterebbero ad un risparmio energetico: il rifacimento dei serramenti, la sistemazione del tetto e della pavimentazione della palestra e l’ampliamento

di tre aule per dare ulteriori spazi alla scuola materna. Costo un milione di euro. Infine nel comune di Vigonovo l’edificio proposto è la Primaria “Leonardo Da Vinci”. L’intervento in programma costerà complessivamente 2 milioni e 740 mila euro, necessari per effettuare lavori di riqualificazione energetica, oltre alla realizzazione di una palestra comprensiva dei relativi servizi.


18 Territorio Lavoro L’ex sito della Pansac International di Malcontenta riparte

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Polimira, volano gli ordinativi e le assunzioni L’Ad Sergio Folli: ”Ad ora, il fatturato è per 47 milioni di euro. Nel 2015 le previsioni sono per 65-70 milioni” di Alessandro Abbadir

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uone notizie sul versante dell’occupazione nel 23. Sono state assunte al 31 dicembre 2013, 123 territorio del comune di Mira. Polimira, l’azienda persone quando ne erano previste di assunzioni 100. che ha rilevato l’ex sito della Pansac Internatio- Entro aprile puntiamo ad assumere altre 6- 7 persone nal vola sul mercato, e a 4 anni dal disastro prodotto arrivando a 130, quando dovremo assumere 170 dalla gestione dell’ex patron Fabrizio Lori, l’azienda persone in tre anni (cioè, entro la fine del 2016)”. rialza la testa e punta a raddoppiare il fatturato. Sono Folli poi parla anche delle ricadute occupazionali sull’inin arrivo ancora nuove assunzioni rispetto al piano dotto. “Con la ripartenza delle linee produttive – ha concordato, mentre anche nell’indotto si ricomincia spiegato – molte aziende dell’indotto hanno ripreso a ad assumere. Gli assunti sono 123 arriveranno 130 lavorare alla grande. E alcuni titolari di impresa hanno a fine aprile. Nelle scorse settimane a dare i numeri cominciato ad assumere nuovo personale visto il lavosono stati il presidente di Polimira Barbara Gatti, e ro che è ritornato“. Poi i dati sul fatturato. “A fine del l’amministratore delegato dello stesso gruppo Sergio 2013 – spiega Folli – c’era un fatturato di 39 milioni Folli, in un momento di riflessione nella sede dell’ex di euro. Ad ora, cioè ad aprile, il fatturato è in ordinativi per 47 milioni di euro. Nel 2015 le previsioni sono per stabilimento Pansac a Malcontenta. Un momento di riflessione a cui ha partecipato 65-70 milioni di euro per arrivare a 100 milioni di euro il Prefetto Domenico Cuttaia e l’avvocato Marco nel 2016“. Con questi ritmi di crescita, è facile che si Cappelletto, Commissario straordinario della Pansac possa fare ancora di più, in termini di assunzioni. Sono International in liquidazione. C’erano i sindacati, l’as- stati recuperati anche clienti ex Pansac. “Abbiamo sessore provinciale Paolino D’Anna e il sindaco di Mira, recuperato fette importanti di mercato internazionale Alvise Maniero. Ma sono i dati sull’attività industriale – ha detto il presidente di Polimira, Barbara Gatti – a a dare il senso della ripresa in atto all’ex Pansac. A cui i prodotti Polimira sono diretti. Utilizzeremo 5 dei spiegarli è l’amministratore delegato Sergio Folli. “Ab- 14 brevetti, che erano esclusivi ex Pansac, e stiamo biamo trovato attive – ha detto Sergio Folli – 8 linee preparando ad hoc due prodotti specifici per altrettanti produttive sulle originali 47. Ora ne abbiamo attiva- clienti che ce li hanno ordinati in questi mesi”. Non 19/03/14 18.23di riflessione Pagina 1e soddisfazione. i momenti tewood_architecture_adv_lapiazza_270x167_Layout 17 e pensiamo di portane a regime entro l’anno sono1mancati

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“Sono qui – ha detto il Prefetto Domenico Cuttaia – perché è dovere delle istituzioni lavorare, come hanno fatto, per evitare che una importante attività produttiva come questa non sparisse letteralmente dal panorama economico provinciale a causa della pesante crisi in atto. Ci siamo riusciti e questo è un traguardo importante da cui ripartire“. Entusiasta dei risultati raggiunti l’ex commissario straordinario l’avvocato Marco Cappelletto. “Non pensavo – ha detto Capelletto – quando arrivai che saremo riusciti con i lavoratori, a tagliare un importante traguardo come questo, e cioè ricollocare sul mercato una azienda che era finita male a causa di una gestione discutibile e non per una crisi del settore. Ho capito che ce l’avrei fatta, osservando l’assoluta determinazione di tutti a venire fuori dal baratro in cui si era precipitati. Ora la nuova proprietà si sta muovendo nel verso giusto“.

l territorio comunale di Stra ha ospitato la 17’ edizione della Maratonina dei Dogi, mezza maratona (21 chilometri e 97 metri) ad aprile lungo gli argini del Naviglio Brenta. La manifestazione, organizzata dall’Atletica Riviera del Brenta, è partita con migliaia di partecipanti dal centro di Stra per terminare davanti a Villa Loredan. La corsa quest’anno è stata dedicata a Silvano Bragato atleta storico della allora Libertas Mira e per l’occasione è stato indetto il “Trofeo Silvano Bragato”, che ha premiato le squadre maschile e femminile iscritte alla manifestazione, per le quali la sommatoria dei migliori 10 tempi è risultata essere la migliore. Il premio è consistito nell’iscrizione gratuita alla diciottesima edizione della Maratonina dei Dogi di 10 atleti classificati. Quest’anno inoltre la manifestazione è dedicata al “Ail – Associazione Italiana contro le Leucemie Riviera del Brenta” cui sarà consegnato un contributo. C’erano oltre 2500 atleti provenienti da tutta Italia tra cui: Eleonora Bazzoni, Monica Carlin, Maurizia Cunico, Teresa Montrone, Giovanna Ricotta, Paola Sanna, Abdoullah Bamoussa, Alessandro Brancato, Giorgio Calcaterra, Gabriele Carletti, Simone Gobbo, Peter Lanziner, Mohamed Laqouahi, Massimo Leonardi, Matteo Notarangelo, Paolo Ruatti, Pasquale Rutigliano, Tito Tiberti, Dylan Titon, Paolo Zanatta. Quest’anno c’è stata la collaborazione con l’Ascom Riviera del Brenta e Veneto Opportunità che ha permesso di avere le stoviglie del Pasta Party realizzate in una particolare pasta a base di patate, completamente biodegradabili e riciclabili nel contenitore dell’umido. Grazie alla collaborazione con l’Acrib, il 5 aprile si è tenuta una corsa di 30 metri e il vincitore si è portato a casa una calzatura prestigiosa. All’interno di uno dei battelli per i turisti del Brenta, si è svolto il Gran Gala del Doge, cena per festeggiare la maratonina in barca. G.P.

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Cultura locale 21 Manifestazioni Tanti appuntamenti in Riviera con l’arrivo della bella stagione

Musica a Dolo

Aprile un mese pieno di eventi E

Visioni di opere liriche

Dolo festeggia il ritorno della Madonna dei Molini che Napoleone Bonaparte aveva portato a Venezia di Roberta Pasqualetto

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omenica 13 si terrà il Quarto Raduno Regionale di Cicloturismo Madonna dei Molini. La manifestazione cicloturistica della Riviera del Brenta ha la partenza e l’arrivo a Dolo, in Piazza Cantiere. Il percorso è volto alla scoperta del territorio rivierasco e dell’entroterra, lato sud del Naviglio, attraversando i comuni di Dolo, Mira, Pianiga, Fiesso d’Artico, Stra, Vigonovo, Fossò, Camponogara e Campagna Lupia. Venerdì 25 aprile si festeggerà la celebrazioni del XXV Aprile con la santa messa a Sambruson e la deposizione delle corone d’alloro ai monumenti dei Caduti di Sambruson, Dolo e Arino. Sabato 26 e domenica 27 aprile si celebrerà il bicentenario del ritorno della statua Madonna dei Molini a Dolo (1814- 2014). Durante la giornata si terrà la processione con la statua della Madonna trasportata lungo il Brenta con una barca verso il ponte dei Molini, il tutto presieduto dal vescovo di Padova, Antonio Matiazzo poi, alle 20 si terrà la santa messa. L’anno scorso Dolo ha celebrato il Bicentenario del miracolo della

Madonna dei Molini e quest’anno festeggia il suo ritorno dopo essere stata requisita da Napoleone Bonaparte che la portò a Venezia. Passato il periodo di dominazione dell’imperatore, i fedeli della Riviera fecero di tutto per riportare la Madonna a Dolo. Nel 1814, la Venerata Statua fu riportata in paese con un solenne corteo acqueo. Oggi la statua originale si trova all’interno del duomo in una piccola cappella dedicata mentre sulla facciata dei molini c’è una copia più piccola. Lungo il corso di questi duecento anni, Dolo ha vissuto diversi avvenimenti legati al culto della Madonna dei Molini, quali: l’incoronazione avvenuta il 26 settembre 1946, la spedizione in Africa a Dolo Somala, di una copia della statua eseguita in legno, e la celebrazione del 25esimesimo anniversario dell’incoronazione con ben tre Vescovi presenti a Dolo nel 1971. Domenica 27 aprile, alle ore 16, si terrà un concerto con canti mariani interpretati da tre corali in onore della Madonna dei Molini. Domenica 27 si terrà l’appuntamento “Dolo & Dogs”, un

Un momento delle celebrazioni della Madonna dei Molini concorso a premi per cani di razza e meticci con dimostrazione di obbedienza e agilità; oltre al primo soccorso delle unità cinofile; l’evento si terrà alla pista di pattinaggio in Via Torre alle ore 9.30. Sempre nel mese di aprile, al cinema Italia si terranno proiezioni per la rassegna Cineforum. Mercoledì 16 la proiezione del film: “Il capitale umano” con la regia di Paolo Virzì e interpretato da V.B. Tedeschi, F. Bentivoglio, V. Golino, F. Gifuni,

L. Lo Cascio. Mercoledì 23 il film “Nebraska” con la regia di A. Payne e gli interpreti: S. Graham, T. Turgoose, Jo Hartleuy, K. Hardcastle. Mercoledì 30 “Smetto quando voglio” con regia di S. Sibilla e gli interpreti E. Leo, V. Solarino, V. Aprea, L. De Rienzo. Tutti i film iniziano alle ore 21 per maggiori informazioni: si può contattare il Cinema Italia allo 041 411151 o scrivere a cinemaitalia@alice.it.

’ partita l’undicesima edizione di “Incontri sull’Opera Lirica”, un ciclo di presentazioni di opere liriche, con l’ausilio di dispositivi audiovisivi organizzato dal “Concorso Internazionale Voci Nuove della Lirica “G.B.Velluti” insieme all’Associazione Artigiani Piccola e Media Impresa “Città della Riviera del Brenta”. Il ciclo si terrà nella sala polivalente dell’Associazione in via Brenta Bassa, 34. “Gli incontri - spiegano il vicepresidente Luca Vanzan e il maestro Dario Bisso, curatore dell’iniziativa e direttore artistico - saranno preceduti dall’introduzione di un relatore, Francesco Bertini, musicologo, che fornirà notizie in modo sintetico circa l’autore, il libretto, la musica, la trama ed il periodo in cui l’opera fu composta e per la prima volta rappresentata, facilitando perciò la comprensione ed un maggiore coinvolgimento del pubblico”. Ma ecco il calendario. Le opere saranno proiettate di sabato alle 15,30. Il 5 aprile è stata presentata l’opera “Le Comte Ory” di Rossini. Sabato 17 maggio sarà la volta dell’opera “I lombardi alla prima crociata” di Giuseppe Verdi. Dopo una pausa estiva si riprenderà il 18 ottobre, con “Die Entführung aus dem Serail” di Wolfgang Amadeus Mozart. Il 15 novembre sarà la volta di Fedora di Umberto Giordano. Duchenne Infine sabato 6 dicembre chiuderà la rasseo n l u s gna l’opera di Ralph Benatzky “Al cavallino bianco”. La partecipazione è gratuita. Info tel. 041410333. R.P.

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PROVINCIA

VIAGGIO IN

VENEZIA

Inquinamento Buoni risultati con azioni concertate nella gestione dei servizi degli enti locali

Patto dei Sindaci, 40mila kg in meno di Co2 Alla fine del 2013 sono state coinvolte altre 10 amministrazioni arrivando a 37 comuni nell’area del veneziano di Alessandro Abbadir

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l Patto dei Sindaci “Promozione dello sviluppo sostenibile del territorio” per la riduzione delle immissioni di anidride carbonica, e conosciuto da tutti come 202020, in provincia di Venezia funziona. Sono stati immessi in atmosfera durante il 2013 40 mila chilogrammi in meno di Co2. A dare i dati è la presidente provinciale Francesca Zaccariotto. L’obiettivo principale era incrementare rispetto al 2012 il numero dei comuni aderenti al Patto dei Sindaci. Nel 2012 erano 27, alla fine del 2013 sono state coinvolte altre 10 amministrazioni arrivando a 37 comuni. Continua per tutti da parte della Provincia poi l’azione di coordinamento, e ampliamento dell’area di interesse, con il progetto europeo Seap - Alps finalizzato all’integrazione tra politiche di riduzione della Co2 e di adattamento ai cambiamenti climatici. Nel 2013 hanno inoltre completato il proprio Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (Paes) 21 comuni sul totale di 44. L’analisi condotta dalla Provincia sui primi 19, ha evidenziato che complessivamente sono state programmate dai comuni 469 azioni di riduzione della Co2, con un beneficio dalla riduzione stimata di circa 500mila tonnellate all’anno da adesso al 2020. La Provincia ha anche promosso una serie di azioni per la riduzione dell’emissione di Co2 messe in atto da parte dei

servizi provinciali Trasporti, Viabilità e Edilizia. Tra queste, la sostituzione programmata di lampade di illuminazione stradale con altre a più alta efficienza che ha portato a una diminuzione di emissioni di Co2 pari a 37.926 kg, pari al 3,29%: Nello specifico la produzione in Co2 ante interventi era pari a 1.151.171 kg quella post interventi del 2013 è scesa a 1.113.245 kg. A ciò va aggiunta la riduzione dei consumi energia elettrica per gli stessi uffici provinciali (Ca’ Corner in Venezia e Centro Servizi in Mestre) sia con azioni di sensibilizzazione, sia di miglior gestione degli impianti di condizionamento. “I risultati – spiega la presidente Zaccariotto - sono stati di una diminuzione di emissioni di Co2 pari a 57.757 kg pari al 7,40 %. La produzione in Co2 prima delle azioni era di 780.504 kg dopo, 722.757 kg. E ancora, la riduzione delle emissioni di Co2 nella gestione dei servizi minimi di trasporto pubblico locale è stata possibile grazie alla loro razionalizzazione. Esigenze di riorganizzazione, a seguito di una progressiva riduzione dei trasferimenti economici regionali, hanno infatti determinato la necessità di riduzione delle percorrenze chilometriche dei mezzi pubblici. L’azione, iniziata nel 2011 e ancora in atto, ha comportato la necessità di razionalizzare i programmi di esercizio delle aziende di trasporto affidatarie, con l’eli-

minazione di corse con un numero di utenti trasportati inferiore a 5, il ripensamento degli orari di inizio e fine servizio, la revisione della programmazione nei giorni festivi, per le direttrici che presentavano numeri di trasportati poco significativi Con la riorganizzazione per la Provincia sono anche state poste le basi per favorire l’interscambio con altre linee o modalità di trasporto. Nello specifico la riduzione di 3 milioni 839 mila 826 vett*km nel triennio 2011-2013, ha comportato la diminuzione di emissioni di Co2 pari a 4 mila 685 tonnellate, pari al 13,70% delle emissioni del 2010. “Sono risultati- afferma la Zaccariotto - molto soddisfacenti. Le cifre che fotografano l’effettivo risparmio energetico e il minor impatto ambientale parlano da sole. Abbiamo messo insieme grandi opere di intervento e di coordinamento sul territorio, con piccole azioni quotidiane, per esempio nei nostri uffici, e questo metodo di lavoro sta funzionando bene. Ringrazio il gruppo di lavoro tecnico, e la giunta perché davvero l’ambiente e il “Patto dei Sindaci” sono diventati assi portanti di questo programma amministrativo in tutti le aree di competenza provinciale, e stiamo dando un contributo concreto per il recupero di una migliore qualità di vita nell’area del veneziano”.

Arrivano i dati Arpav

e’ stAto sversAto troppo Azoto AmmoniAcAle in lAgunA

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a laguna di Venezia? Ha fatto progressi in tema di risanamento rispetto ai decenni precedenti ma resta inquinata. A dirlo sono i dati del monitoraggio dell’Arpav, l’Agenzia regionale per l’ambiente che ha aggiornato il piano direttore per la prevenzione dell’inquinamento e il risanamento delle acque del bacino scolante, che risaliva al 2000. La Legge Speciale per Venezia, aveva fissato l’obiettivo di sversare ogni anno in laguna un carico massimo di 3 mila tonnellate di azoto e 300 di fosforo. Ebbene se il carico di fosforo nei dieci anni successivi e fino ad oggi ha più o meno centrato l’obiettivo, il carico di azoto è stati ben 5 mila tonnellate all’anno, con una punta di 7300 toccate nel 2010. Il monitoraggio ha messo in evidenza che a portare l’azoto sono i corsi d’acqua e i canali agricoli che scaricano in laguna. Dal monitoraggio compiuto dall’Arpav nel triennio 20102012 è emerso che i parametri particolarmente critici sono l’azoto ammoniacale e a seguire l’azoto nitrico e il fosforo. A.A.

ALL’AUDITORIO DI MESTRE IL DOSSIER SUL TERRITORIO

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’ stata presentata nelle scorse settimane al centro servizi di Mestre nell’auditorio della Provincia la pubblicazione curata da Nicoletta Benatelli, dal titolo “Agenda metropolitana: Ambiente, tutela del suolo e legalità: proposte per una nuova governance del territorio”. Il volume è scaricabile in pdf dal portale della Provincia al link http://www.politicheambientali. provincia.venezia.it/pubblicazioni e propone: studi geologici completi, messa a punto di un data base sulla situazione idrogeologica del sottosuolo veneziano, il coordinamento dei 44 comuni veneziani a supporto della stesura dei piani per l’energia e delle acque per prevenire il rischio e le emergenze idrauliche, i tavoli per la sicurezza e la legalità contro i crimini ambientali con i

rappresentanti delle forze dell’ordine e delle agenzie di settore. Il tutto all’interno del progetto europeo 202020 e del patto dei sindaci, a cui la Provincia ha aderito come capofila nel 2010. Il presidente Francesca Zaccariotto spiega che: “Abbiamo raggiunto in quasi 5 anni buoni risultati in materia di tutela del paesaggio, difesa del suolo, prevenzione del rischio idraulico e utilizzo di fonti energetiche a minor impatto ambientale. Un lavoro con i rappresentanti del territorio, le università, le forze dell’ordine, istituti di ricerca italiani ed esteri che hanno portato questa Provincia fra le prime cinque a livello nazionale per la “pagella ecologica”. L’obiettivo è ottenere il finanziamento dei 50 milioni dalla Bei per supportare i sindaci nella difesa dell’ambiente.

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Spazi aperti 23 3 Ambiente Arrivano i dati del ventiduesimo censimento effettuato dalla Provincia

Laguna di Venezia, in 20 anni quadruplicati gli uccelli acquatici Sono ben 425 mila e 509 i volatili che preferiscono questa zona del nostro territorio. Sono ricomparse alcune specie rare

Coldiretti

NASCE A LIETTOLI LA “BOTTEGA FIORITA”

di Alessandro Abbadir

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a laguna di Venezia è al primo posto in classifica nazionale tra le aree umide di gradimento per gli uccelli acquatici, animali che l’hanno scelta per svernare da settembre a febbraio. E i numeri parlano chiaro. Sono infatti ben 425 mila e 509 gli uccelli acquatici che preferiscono questa zona del nostro territorio: il dato emerge dal ventiduesimo censimento effettuato dalla Provincia di Venezia lo scorso gennaio, e relativo agli uccelli acquatici svernanti nel territorio lagunare. Ma vediamo il dettaglio: 39 mila e 77 uccelli sono stati censiti in laguna di Caorle (dato che si mantiene stabile) e 387 mila e 598 uccelli censiti in laguna di Venezia (dato che registra un leggero calo). In quest’ultimo censimento è emerso che c’è stato un leggero calo soprattutto di anatre, che con l’inverno mite che sta per concludersi hanno scelto altre aree del centro Europa. Dal 1993, anno del primo censimento, i volatili che frequentano quest’area sono quasi quadruplicati. Dall’ultimo censimento risulta che sono ricomparse alcune specie rare: sono stati infatti censiti tre esemplari di aquile anatraia maggiore e un falco pescatore. Soddisfatto dei risultati il vicepresidente della provincia Mario Dalla Tor. “Sono soddisfatto

di commentare - dice dalla Tor - per il quinto anno consecutivo, i risultati dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti nelle zone umide della provincia di Venezia. La Provincia ha saputo creare nel tempo uno strumento di analisi del territorio serio e significativo, grazie anche alla fondamentale collaborazione con diversi soggetti qualificati, che ogni mese di gennaio dal 1993 si ritrovano a percorrere in lungo e in largo le lagune veneziane. Mi riferisco ai ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ai tecnici dell’Associazione Faunisti Veneti, al personale delle aziende faunistico venatorie vallive, agli agenti del corpo di Polizia Provinciale”. Dalla Tor va nel dettaglio. “Il quadro che emerge - continua il vicepresidente - è quello di un patrimonio naturalistico di straordinaria importanza, sicuramente di grandissimo rilievo per tutto il bacino del Mar Mediterraneo, con presenze regolari che negli ultimi quattro anni hanno sempre superato il valore di 300 mila esemplari, sfiorando nel 2014, le 400 mila unità. Anche la laguna di Caorle si conferma di notevole importanza a livello nazionale e internazionale, avendo ospitato un numero di uccelli acquatici di poco inferiore ai 40

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mila esemplari. Viene confermata, pertanto, la tendenza al forte incremento delle popolazioni di uccelli acquatici registrata negli ultimi anni, in particolare per molte specie di anatidi di interesse venatorio, a dimostrazione che una corretta ed efficace gestione del territorio, non solo è compatibile con le attività legate alla caccia e alla pesca, ma spesso viene favorita dal coinvolgimento diretto dei fruitori del patrimonio naturalistico”.

na bella novità con l’arrivo della primavera. Coldiretti è partita da Liettoli di Campolongo per avviare in Veneto il progetto di Campagna Amica. Il presidente di Coldiretti Venezia Iacopo Giraldo, ha rivoluzionato la sua serra che si trova nella frazione di Campolongo in via Trentino 21, creando una ”Bottega di Campagna Amica”. E’ stato aperto così il primo Garden di Campagna Amica del Veneto, trasformato e ampliato anche al food. Uno spazio dove accanto alle piante, si possono acquistare prodotti alimentari della filiera agricola. Tutti prodotti di origine in primis del territorio locale, provenienti direttamente dal circuito delle aziende agricole accreditate alla Rete di Campagna Amica. Il negozio si chiama “Bottega fiorita” ed è gestito dal titolare Iacopo Giraldo e dal suo staff. L’azienda, ha circa 22 ettari, è principalmente ad indirizzo vivaistico, ma anche vasti spazi coltivati a cerealicolo e ora orticolo. Da parecchi anni l’azienda florovivaistica è specializzata nei servizi di allestimento e manutenzione giardini, senza contare esperienze come l’allestimento di importanti fiere, l’allestimento della “Machina” per la regata storica di Venezia, e la preparazione del Teatro della Fenice in importanti occasioni. “Ho creduto nel progetto di Campagna Amica – dichiara Iacopo Giraldo – e da imprenditore ho cercato di investire in un nuovo ma già consolidato progetto che mette a diretto contatto produttori e consumatori, offrendo il meglio del prodotto italiano, convinto di portare un valore aggiunto anche alla precedente attività di vivaista già avviata e conosciuta”. A.A.

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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Politica Il referendum sul futuro della Regione

I veneti vogliono l’indipendenza?!

I cittadini chiedono più autonomia fiscale. Gli indipendentisti, invece, proclamano l’addio a Roma a colpi di referendum e di terrorismo di Germana Urbani

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oro, gli indipendentisti a capo del movi- su un campione rappresentativo. Secondo il mento, hanno già vinto. Con quella che sondaggio oltre la metà degli elettori veneti definiscono rivoluzione democratica, (55%) si dicono d’accordo con l’obiettivo, evoluta e digitale sono riusciti ad accendere sollevato dal referendum, dell’indipendenza i riflettori sul nuovo movimento politico del veneta. Anche se è concepita, soprattutto, Veneto e soprattutto sui suoi leaders, per come maggiore “autonomia”, maggiore canulla sprovveduti, anzi. pacità rivendicativa nei confronti di Roma. In Basta navigare nel loro sito, agevole, parte, nella maggiore qualità dei parlamenorganizzato; osservare con quanta dovizia tari e della classe politica. Ma gli indipendentisti hanno vinto danno e commentano informazioni; basta osservare le loro capacità di diffondere noti- perchè sono riusciti a far mettere in agenzie sui social network per capire che saranno da ai politici che siedono nel parlamentino proprio loro a dare del filo da torcere a Grillo, regionale l’urgenza di dare una risposta più o meno concreta all’ialmeno in Veneto. stanza che essi avevaDopo il referen- Secondo no sollevato. dum on line di fine il sondaggio Così, nel giro di marzo, passato quasi più della metà dei pochi giorni la commissotto silenzio, il grup- veneti vorrebbero sione Affari istituzionali po indipendentista si l’indipendenza del Consiglio regionale è riunito a Treviso per dichiarare l’indipendenza sancita, a detta del Veneto ha approvato, a maggioranza, loro, dai 2.360.235 sì espressi dai veneti entrambi i progetti di legge da un anno in discussione che chiedono una consultazione chiamati sul web ad esprimersi. Se i dati fossero reali, e non sono stati popolare dei veneti su indipendenza e auancora verificati, l’89,10% dei residenti vor- tonomia della Regione. Il progetto di legge 342 di Stefano Valdegamberi è passato rebbe staccarsi dall’Italia e fare da sé. Che un malessere reale sia diffuso in con i voti di Lega, Forza Italia, Ndc, Futuro regione è vero e a dirlo sono altri dati, quelli popolare e Unione Nordest. La commissione di un recente sondaggio di Demos condotto ha dato il via libera anche ad un secondo

progetto di legge, presentato da Costantino Toniolo e da Carlo Alberto Tesserin, entrambi del Nuovo Centrodestra, che affida al presidente della Regione il compito di negoziare maggiori condizioni di autonomia per il Veneto e, in appoggio al negoziato istituzionale, di indire un referendum popolare nel quale i veneti possano esprimersi sul Veneto regione a statuto speciale, dotata di autonomia fiscale, sino a trattenere in loco l’80 per cento del gettito fiscale. Se questi referendum si dovessero fare costerebbero alla Regione 14 milioni di euro e, per ora, nessuno ha detto da dove salterebbero fuori. E’ soddisfatto Valdegamberi che ammette che solo un anno fa questa proposta non sarebbe passata. “Il superamento degli Stati nazionali ottocenteschi – spiega il consigliere - e la rivalutazione dei territori che sono omogenei per storia, pensiero ed economia, come il Triveneto – conclude Valdegamberi - deve essere la base per un nuovo federalismo europeo dei

popoli. Il Veneto è pronto a competere con i modelli della Mitteleuropa, che sono ben lontani da ‘Roma capitale’”. Ma non tutti sono di quest’idea, anzi. i consiglieri di Forza Italia per il Veneto, ad esempio, hanno esposto uno striscione dai balconi di palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto con la scritta:“Noi veneti, come Bolzano sì, come Crimea no”. Tutto questo mentre in aula consiliare si svolgeva la seduta dedicata alla revisione della Costituzione e alla presa di posizione del Veneto che chiede di diventare Regione a statuto speciale “Con questa azione abbiamo voluto ribadire il no all’indipendenza, ma il nostro sì a forme di autonomia uguali a quelle del Trentino-Alto Adige”, hanno dichiarato Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo insieme agli assessori Massimo Giorgetti e Maria Luisa Coppola. “Vogliamo un Veneto forte e autonomo in una Italia unita che prenda il Veneto ad esempio. Le forze di maggioranza sembrano aver

idee diverse e, perchè no, seguire anche gli umori delle piazze. E il presidente Luca Zaia, dal canto suo, si può dire che tentenna. Sin dal giorno dopo la proclamazione dell’indipendenza da parte dei referendari 2.0, ha sostenuto frenato sulla questione. Tanto che commentando le decisioni della Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale che si è pronunciata con un doppio sì per la consultazione sull’indipendenza e sull’autonomia ha detto che la sua “road map per l’indipendenza del Veneto è la stessa della Catalogna; ci si dà l’obiettivo e si praticano, giorno dopo giorno, con pazienza, tutti i passaggi giuridici. E’ un voto, questo, che permetterà ai consiglieri regionali di discutere di questi due provvedimenti. E già il dibattito è importante. Io mi auguro che si arrivi rapidamente all’approvazione della legge per l’indizione del referendum, dopodiché inizieremo il nostro confronto giuridico a livello nazionale”.


Il Veneto in primo piano 11 25 Tosi: “Fatti che sono più da bar che non da banda armata”

Un nuovo carroarmato pronto a sparare alle tasse!

di Germana Urbani

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a notizia gira per l’Italia, sui media e in rete, come fosse venga fatto del male a delle persone - ha continuato Tosi una barzelletta:l’azione di alcuni “bontemponi” che non - perché finire in galera per una persona che non ha mai volevano far nulla di male. E ad avvalorarla arrivano an- fatto nulla per finirci, e’ ingiusto e sproporzionato; quindi si che le dichiarazioni di politici di calibro come quella di Flavio sono sperperate centinaia di migliaia di euro per indagini, Tosi. “Fin da subito, quando mi hanno raccontato questa vi- pedinamenti, intercettazioni per dei fatti che sono più da cenda, pensando all’entità delle cose bar che non da banda armata’’. contestate mi e’ venuto da sorridere, Busato: “Solidarietà ‘’Spiace che queste persone vengaperchè sono degli arresti per nulla’’. a chi ci avrebbe no massacrate dalla giustizia, per Minimizza l’accaduto il segretario aiutato nella prossima non aver fatto nulla, perché quella nazionale della Liga Veneta e sindaco mossa: la rivoluzione del carroarmato, che e’ un trattore di Verona, Flavio Tosi, commentando fiscale” con sopra tre lamiere, fa ridere’’ l’arresto dei 24 ‘’secessionisti’’ veneha concluso il sindaco veronese. ti che a Casale Di Scodosia stavano costruendo un nuovo Sarà. Eppure per la Procura di Brescia non ci sono dubbi: mezzo d’assalto e sono stati accusati di associazione con erano disposti a tutto pur di spingere all’indipendenza del finalità di terrorismo, eversione dell’ordine democratico e fab- Veneto. Anche ad azioni clamorose. L’indagine ha portato a bricazione e detenzione di armi da guerra. Accuse pesanti, ventiquattro arresti nelle provincie di Padova, Treviso, Rovigo, eppure, la gran parte degli uomini del carroccio sottolinea Vicenza e Verona. In carcere, tra gli altri, l’ex parlamentare che si è trattato solo di “un gioco”.’’Fa rattristare il fatto che e sottosegretario Franco Rocchetta, fondatore della Liga Ve-

tiozzo, pd

“Z

neta e tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto. Stesso provvedimento per Lucio Chiavegato, il leader del Movimento 9 dicembre, i Forconi, di Verona e protagonista del presidio nei pressi del casello dell’autostrada A4, già presidente della Life, la Libera Associazione degli imprenditori veneti. Carcere anche per il suo braccio destro, Patrizia Badii, anche lei tra i promotori del presidio verosese dei forconi. In galera, inoltre, Luigi Faccia, mentre ai domiciliari è finito Flavio Contin: questi ultimi due sono personaggi già noti alle forze dell’ordine e alle cronache perché fecero parte del gruppo dei Serenissimi che nel 1997occuparono piazza San Marco a Venezia a bordo di un blindato sempre costruito a Casale di Scodosia. “Arrestateci tutti” - ha detto Gianluca Busato, leader di Plebiscito.eu, apostrofando come notizie ridicole e indecenti le notizie che riportavano gli arresti di quelli che lui ha definito “patrioti veneti”. “Sono questi gli ultimi rantolii dello stato italiano criminale, ladro e violento – ha detto Busato - Esprimo la mia totale solidarietà e vicinanza a Franco

Flavio Tosi e Gianluca Busato

Rocchetta, Lucio Chiavegato, Luigi Faccia, Flavio Contin e a tutti i patrioti arrestati questa notte con accuse che appaiono fin d’ora risibili. Prepariamoci per una mobilitazione di Popolo, civile, composta, pacifica e democratica a sostegno della Repubblica Veneta. E in ogni caso ringraziamoli, perché non potevamo sospettare di avere un aiuto così grande per applicare con successo l’esenzione fiscale totale”. Il prossimo passo verso cui muovono gli indipendentisti, infatti, è la rivolta fiscale: nessuno paghi più le tasse! E’ questo il cuore del programma politico del movimento che si appresta a raccogliere le firme degli imprenditori pronti alla rivolta fiscale. La motivazione è presto detta: liberarsi dall’oppressione “del peggior inferno fiscale del pianeta”.

“ i FAtti degli ultimi giorni segnAno il FAllimento del veneto leghistA”

aia e la Lega hanno fallito l’occasione storica di ottenere una reale e maggiore autonomia del Veneto e ora corrono ai ripari schierandosi accanto ai secessionisti”. Per Lucio Tiozzo e Stefano Fracasso, capogruppo e vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale, c’è aperta contraddizione tra le dichiarazioni di Zaia a sostegno del fronte indipendentista e secessionista e l’operato politico nei suoi incarichi di vicepresidente e presidente della Regione e di ministro della Repubblica. “Prima ancora di guidare la Regione, Zaia è stato vicepresidente del Veneto e poi ministro. Eppure, malgrado i proclami e le promesse, lui e il Carroccio non hanno mai fatto compiere

al Veneto quel salto in termini di rafforzamento delle competenze e di ampliamento degli spazi di autonomia anche fiscale. Non sono stati in grado di far tesoro dell’onda del consenso elettorale con il quale hanno assunto la guida della Regione”. “Anzi – proseguono Tiozzo e Fracasso – il presidente Zaia che ora si schiera dalla parte degli indipendentisti è lo stesso che in questi anni ha rafforzato il centralismo regionale. L’esempio più lampante è il mancato riconoscimento dell’autonomia della provincia di Belluno, che continua ad essere negata malgrado lo Statuto la preveda. Questa è stata la storia ingloriosa del Veneto leghista, che ora cerca riscatto nei sogni di gloria irredentista”.


26 12 Il Veneto in primo piano Trasporti su rotaia Avviata un’indagine conoscitiva sulla qualità del servizio offerto

Ferrovie, interviene l’Autorithy L’infrastruttura in Veneto si estende complessivamente per 1.800 chilometri di linee; sono 164 le stazioni esistenti di Alessandro Abbadir

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e la rete autostradale e stradale è nel mirino dei residenti e degli utenti, non se la passa bene nella nostra regione neanche la rete ferroviaria. L’infrastruttura ferroviaria in Veneto si estende complessivamente per 1.800 chilometri di linee; 164 le stazioni esistenti. Ci sono tratte a lunga percorrenza sull’asse Milano-Venezia, Venezia-Bologna o Udine- Venezia, e ci sono linee meno strategiche ma essenziali per le comunità locali come quelle gestite da Sistemi Territoriali o quelle nell’area del bellunese e rodigino. In queste ultime settimane la serie di tagli agli orari con l’introduzione dell’orario cadenzato, ha scatenato le proteste degli utenti, soprattutto quelle dei pendolari, che i treni li utilizzano ogni giorno. Fra le preoccupazioni c’è anche ormai la certezza che il Sistema Metropolitano Ferroviario di Superficie, non verrà completato neanche durante questo mandato. Ecco che nelle scorse settimane l’Authority

dei trasporti ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sulla circolazione ferroviaria in Veneto per accertare la qualità del servizio offerto dai treni regionali finiti nell’occhio del ciclone per la lunga serie di ritardi e i disservizi che affliggono i 200 mila pendolari nostrani. Il presidente dell’Autorithy dei Trasporti Andrea Camanzi ha fatto sapere che l’inchiesta coinvolgerà anche altre regioni e si estenderà ai collegamenti aeroportuali. In calendario, le audizioni dei principali soggetti coinvolti: da Trenitalia ai sindacati delle ferrovie, dagli amministratori locali ai rappresentanti dell’utenza. La finalità principale dell’Authority, consiste nel ridefinire le regole del gioco, assicurandone il rispetto, a cominciare dalla definizione degli schemi dei bandi di gara, di sua diretta competenza. Nello specifico, il caso è quello della gara europea per l’assegnazione delle corse regionali conseguente alla disdetta del contratto a Trenitalia da parte della Regione Veneto. La gara è di quelle sostanziose: vale 150 milioni di euro

l’anno e sarà proprio l’autorità garante a definire, in via preliminare, i criteri del bando, ispirati a standard di qualità, rispetto dei princìpi della libera concorrenza, salvaguardia dei servizi minimi essenziali e vantaggi economici per la collettività. L’auspicio è che a farsi avanti siano i colossi ferroviari di Svizzera, Austria e Germania. In una nota il governatore della Regione lo ha chiarito. “Abbiamo rinunciato a prolungare il contratto con Trenitalia - dice Zaia nella nota - per bandire una gara rivolta a società di spessore europei in grado di competere con Rfi nell’offrire un servizio all’altezza: parlo delle ferrovie svizzere, austriache, tedesche, inglesi, non certo dei candidati provinciali dell’ultima ora”. Per rendere più “abbordabile” l’operazione, non si esclude la suddivisione della mappa ferroviaria veneta in lotti da appaltare singolarmente. A frenare le candidature c’è il vantaggio di cui, gode Trenitalia: costola di Rfi, dispone in partenza di tratte, convogli, personale, depositi,

officine, materiali. Non mancano le polemiche. Per il senatore del Pd Lodovico Sonego, ”la proposta è ambientalmente e socialmente insostenibile e serve solo a nascondere il proposito reale di non fare nulla. La nuova ferrovia ad Alta Velocità e Alta Capacità del Corridoio Mediterraneo è una primaria necessità del Friuli Venezia Giulia per

diventare quella piattaforma logistica che da sempre desidera essere, ma il quadruplicamento è il modo migliore per non realizzarla. Il quadruplicamento significa collocare due ulteriori binari in stretto affiancamento ai due esistenti attraversando una catena di centri abitati nei quali le abitazioni sono vicinissime ai binari che ci sono già”.

Innovazione In servizio da settimane i nuovi Etr elettrici

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ono stati presentati a dicembre e ormai sono in funzione da settimane sulle linee regionali i nuovi Etr 360.001. Si tratta di venti nuovi convogli a trazione elettrica Flirt acquistati dalla Regione Veneto, quattro a sei casse (Etr.360) e sedici a quattro casse (Etr.343). Dodici sono n servizio mentre per altri otto è previsto l’arrivo entro giugno 2014. Costruiti congiuntamente dalla svizzera Stadler e dall’italiana Ansaldo Breda, i treni sono entrati in servizio dopo cinque anni dall’indizione della gara d’appalto. Vanno ad aggiungersi ai due Etr.340 (a trazione elettrica), due Atr.110, due Atr.120 e due Atr.126 (a trazione diesel) già in servizio sui binari del Veneto sotto la gestione di Sistemi Territoriali ma, a differenza di questi ultimi, saranno per ora utilizzati da Trenitalia in regime di comodato d’uso gratuito (ossia, nell’eventualità di messa a gara dell’effettuazione dei servizi, la Regione potrebbe assegnarli ad un’impresa diversa). Come saranno impiegati e dove? Del tipo a sei casse (con oltre 300 posti a sedere) saranno impiegati per i collegamenti fra Venezia e Portogruaro; quelli a quattro casse (con oltre 200 posti a sedere) fra Venezia e Treviso, Castelfranco e Padova nonché lungo la linea Monselice - Mantova. L’allestimento interno, con i pratici sedili a cantilever, è analogo a quello degli altri mezzi della stessa famiglia già in servizio. I convogli sono tutti dotati di accesso a raso, servizi igienici accessibili ai disabili e spazio per le biciclette. Ma non solo: l’ampia superficie finestrata conferisce agli ambienti interni una notevole luminosità e l’insonorizzazione è molto buona, elementi questi che hanno già reso i convogli Stadler particolarmente apprezzati dall’utenza, spesso abituata ad un comfort decisamente A.A. minore. Le richieste dei sindacati

servono 27 milioni di euro per il trAsporto pubblico

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e la Regione ha le idee chiare su come intende sistemare la rete ferroviaria nei prossimi anni, idee chiare su quanti soldi servono per questa infrastruttura le hanno anche i sindacati: servono almeno 27 milioni di euro in più per il trasporto pubblico locale, di cui 15 per garantire l’orario cadenzato dei treni e 12 per i servizi di bus e vaporetti. Le richieste sono quelle dei sindacati dei trasporti pubblici (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl trasporti, Faisa Cisal, Fast e Orsa) che le hanno presentate alla commissione Bilancio del Consiglio Legambiente ha fotografato la questione. Se messo a confronto con le altre regioni negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito nei treni regionali 6,7 euro pro capite, 3 euro in meno dell’Emilia Romagna, la metà della Lombardia, un sedicesimo di quanto spende la Provincia autonoma di Bolzano. I lombardi ogni giorno hanno a disposizione il triplo degli 800 treni che corrono in Veneto, nonostante la popolazione veneta sia solo la metà di quella lombarda. Ma non mancano problemi sulle strade. Per la manutenzione dei 2000 chilometri gestiti da Veneto Strade secondo i sindacati bisognerebbe che Regione e province stanziassero nel 2014 almeno 10 milioni, invece nel bilancio di previsione ce ne sono solo 3,8. Ciò significa che continueremo ad avere strade “groviera”, piene di buche. I sindacalisti, infine, hanno lanciato un appello specifico per la viabilità nel Bellunese, la provincia dolomitica deve affrontare una spesa aggiuntiva di oltre 5 milioni di euro per ripristinare i collegamenti viari dopo le nevicate eccezionali. A.A.


Protagonisti a Nordest informazione pubblicitaria

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L’ha fondata Giorgio Simoni oltre 40 anni fa che si avvale della collaborazione dei figli Piergiorgio, Massimo, Sonia e Monia

BICA S.P.A una potenza nella produzione di sedie e mobili per giardino Su 100 mila mq coperti su 4 unità produttive lavorano 140 operai con 30 presse di ultima generazione attive sulle 24h Parlare della Bica S.p.a. ai giorni nostri significa riferirsi a Giorgio Simoni il fondatore Giorgio e, con lui, i figli Piergiorgio 27 anni, Massimo 42 anni, e le due figlie Sonia e Monia. Una vera e propria potenza familiare che ha portato la BICA S.p.a. ad essere leader mondiale nello stampaggio di prodotti per la casa e giardino con un fatturato annuo di 25 milioni di cui l’80% con l’estero ( in 15 Paesi europei e nel mondo) e il 20% in Italia. Nel lontano 1962 Giorgio Simoni ha iniziato l’attività a Pontelongo dando così l’imput all’attuale costituzione del Gruppo Simoni che negli anni 80 ha compiuto un forte salto di qualità nella realizzazione dei primi mobili in resina che si sono affiancati alla storica produzione di quelli da giardino e campeggio in acciaio. Attualmente BICA S.p.a. annovera nel suo interno 140 dipendenti che lavorano in 100 mila mq coperti nelle quattro realtà produttive. A Candiana (Pd) sono posizionate le 30 presse robotizzate

che lavorano su 24h e che sfornano mobili da giardino in resina nelle linee Panther e Trendy. A Pontelongo (Pd) dove avviene il taglio, piegatura e assemblaggio degli articoli da giardino in acciaio, a Villa del Bosco invece vi è la produzione di stendibiancheria in acciaio. La BICA è stata una delle prime aziende ad ottenere la certificazione ISO 9001. Per la stagione estiva 2014 l’ufficio ricerca e sviluppo della BICA ha ideato una nuova collezione di salottini per arredare il giardino, la casa, bar e ristoranti, le linee B:RATTAN e BICADESIGN sono progettate per durare nel tempo. L’attenzione della BICA S.P.A. sempre rivolta verso l’innovazione e l’evoluzione del mercato completano l’immagine di un’azienda che non si ferma al successo già ottenuto ma guarda allo sviluppo futuro e pone nella ricerca di nuove soluzioni la chiave per una ulteriore crescita.

BICA S.p.a. fattura 25 milioni e commercializza con 15 Paesi europei e mondiali

In alto la Sede della BICA S.p.a.


28 cultura provinciale

Cultura provinciale 9

Eventi A San Giovanni Evangelista lo scorso 25 marzo oltre 300 ragazzi di 116 istituti alla cerimonia di premiazione

La Festa del popolo Veneto, un trionfo per le scuole veneziane Grande successo di partecipazione dei ragazzi al concorso che promuove la riscoperta di lingua, tradizione e storia veneta. Ben 11 dei 37 premiati erano progetti presentati da classi della provincia di Venezia di Ornella Jovane

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e scuole del Veneziano in grande evidenza alla Festa del Popolo Veneto, che si è svolta lo scorso 25 marzo alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, vincitrici con ben 11 progetti al concorso regionale “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto”. La Festa del Popolo Veneto è stata istituita tre anni fa con legge regionale e si celebra il 25 marzo, con chiaro intento di ricordare la data della fondazione di Venezia avvenuta nel 421. E’ una festa all’insegna della riscoperta della storia, delle tradizioni, della lingua veneta, delle fiabe e delle leggende centenarie che la Regione del Veneto insieme con l’Unione delle Pro loco regionali organizzano coinvolgendo anche l’Ufficio scolastico regionale. La ricchezza e la varietà dell’espressione linguistica, le realizzazioni artistiche, le leggende ed i misteri, l’enogastronomia, sono i molteplici ambiti che il Comitato Pro loco Unpli Veneto insieme con l’assessorato regionale all’Identità veneta infatti hanno esortato nell’opera di valorizzazione coinvolgendo in particolare le scuole del territorio. Lo hanno fatto attraverso un concorso, “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto”, che anche per questa edizione ha riscosso un grandissimo successo di partecipazione. Hanno aderito 116 istituti,

eventi e mostre

La sala gremita di ragazzi. In prima fila da sx il presidente Follador, l’assessore Stival e la dottoressa Gianna Marisa Miola di diverso ordine e grado, presentando ben 150 progetti didattici. Particolarmente nutrita la compagine delle scuole veneziane che hanno concorso in 25 (il gruppo più numeroso), le veronesi sono state 24, 17 gli istituti bellunesi coinvolti, 13 i padovani, 11 quelli di Treviso, altrettanti i vicentini, 6 le scuole partecipanti da Rovigo. Hanno aderito all’iniziativa anche 7 scuole croate e 2 slovene. I lavori presentati sono stati valutati da una giuria che ne ha selezionati 37, divisi per ambito specifico, che poi sono stati premiati appunto lo scorso 25 marzo alla Scuola Grande di San Rocco. I ragazzi delle scuole premiate sono stati accolti

a cura di Ornella Jovane

TEATRO LA FENICE, LA STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2014-2014 La Fondazione Teatro La Fenice ha presentato la Stagione lirica e di balletto 20142015, che proporrà diciotto titoli da novembre 2014 a ottobre 2015: Simon Boccanegra e La traviata di Giuseppe Verdi, I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, Il signor Bruschino di Gioachino Rossini, L’elisir d’amore e Don Pasquale di Gaetano Donizetti, Alceste di Christoph Willibald Gluck, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, Norma di Vincenzo Bellini, Juditha triumphans di Antonio Vivaldi, La scala di seta di Gioachino Rossini, Otello di Giuseppe Verdi, Il ponte sulla Drina di Dejan Sparavalo, Terza sinfonia di Gustav Mahler di John Neumeier, Tosca di Giacomo Puccini, La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini, Il medico dei pazzi di Giorgio Battistelli e Die Zauberflöte di Wolfgang Amadeus Mozart. La stagione sarà costituita da nove nuovi allestimenti, otto lavori di repertorio e un balletto ospite per complessive 128 recite – tutte serali o pomeridiane, escluse le antimeridiane per le scuole –, confermando il balzo di produttività che ha portato dalle 68 recite della stagione 2010 alle 103 della stagione 2011 alle 118 della stagione 2012-2013. La stagione è stata presentata lo scorso 27 marzo a Milano dal vicepresidente della Fondazione Teatro La Fenice Giorgio Brunetti, dal sovrintendente Cristiano Chiarot e dal direttore artistico Fortunato Ortombina.

SALZANO CELEBRA IL CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN PIO X Entra nel vivo della programmazione il calendario, avviato a lo scorso 14 dicembre, di iniziative messo a punto dal Comune e dalla Parrocchia di Salzano in collaborazione con i gruppi e le associazioni del territorio per celebrare il centenario della morte di Giuseppe Sarto, dal 1867 al 1875 parroco della piccola comunità del Veneziano, al secolo papa Pio X, poi proclamato santo nel 1954. Fino al prossimo 24 agosto sono previsti numerosi incontri con ospiti illustri e autorevoli, spettacoli teatrali e concerti, oltre alla mostra di pittura cui è abbinato anche un concorso, l’opera vincitrice sarà raffigurata su cartolina nell’annullo speciale delle Poste italiane. Tutte iniziative finalizzate a ricostruire nella sue varie sfaccettature la figura di un uomo, già definito santo in vita per via di alcune guarigioni a lui attribuite e inspiegabili, che con il suo operato ha lasciato un segno profondo dal punto di vista religioso ma anche civile.

dall’assessore regionale all’Identità veneta Daniele Stival, il presidente dell’Unpli Giovanni Follador, la dirigente dell’Ufficio scolastico del Veneto Gianna Marisa Miola e il curatore scientifico del concorso, il professor Paolo Scapinello. In un clima gioioso e frizzante hanno avuto modo di presentare sul palco un estratto dei loro lavori, prima di ricevere il premio che complessivamente è di 25mila euro, destinati ad essere investiti in attività didattiche. Per l’Ambito 1, del Teatro, le veneziane premiate sono state quattro: la scuola primaria “B. Caccin” - IC Chioggia 5, con il suo lavoro dal titolo “... e a Chioggia, invece...”, la primaria “G. Parini” di Borbiago di Mira - IC Mira2, per

“Voci lontane”, la primaria “N. Sauro” - IC Matteotti di Maerne di Martellago, per “Viva Venexia col so carnival”, la primaria “Carducci” - IC Turranio Concordia Sagittaria per “La storia di Concordia, dal Cristianesimo alla scoperta dell’America”. Due su tre le scuole veneziane premiate nell’ambito relativo alla Musica. Si tratta della secondaria “S.D. Savio” di Fossalta di Piave IC Meolo che ha partecipato con “...Da na panocia” e della scuola dell’infanzia “M.T. di Calcutta” IC Chioggia 5 con “Cantiamo insieme con il coro popolare chioggiotto”. Due scuole veneziane hanno vinto nella sezione dedicata alla Ricerca storica: si tratta della scuola secondaria di primo grado IC “C. Goldoni” di Martellago che ha concorso con il progetto dal titolo “Per non aver la zucca vuota... mettiamo nella zucca le nostre tradizioni!” e dell’Istituto professionale alberghiero “Musatti” di Dolo che ha presentato “Alla scoperta di Tiepolo, tra Venezia e Padova”. Infine per l’ambito speciale “Leggende e misteri” le veneziane premiate sono state la scuola media IC Goldoni di Martellago per “La cappelletta della strega”, quella di Camponogara “A. Gramsci” per “Il gobbo dei molini di Dolo” e l’ITT “F. Algarotti” di Venezia per “Bianca Savorgnan e i misteri di San Servolo”.

La mostra Dall’11 aprile in tre diversi ambienti

L’ingegno multiforme di Aristide Naccari A rchitetto, disegnatore, studioso di antichità. La presenza di Aristide Naccari, nato nel 1848 e scomparso cent’anni fa nel 1914 quando in Europa si stava scatenando la tragica prima guerra mondiale, ha segnato a lungo la storia culturale della città di Chioggia. Dall’11 aprile il Polo Culturale della diocesi di Chioggia ha avviato una serie di iniziative progettate dalla Fondazione “Santi Felice e Fortunato” fin dallo scorso anno: una Mostra un volume del materiale elaborato dall’artista, sulla sua vita e la sua opera, un pacchetto di proposte legate al progetto di didattica museale per la scuola primaria. La mostra è dislocata in tre ambienti. Nel Museo diocesano nei pressi della Cattedrale di Chioggia i visitatori troveranno le ricostruzioni grafiche dell’architettura sacra (antiche chiese di Chioggia, campanile e altar maggiore di S. Giacomo, Urna dei Patroni) e una ventina di ritratti; nella vicina Biblioteca diocesana viene dato risalto alle ricostruzioni di architetture civili (palazzi di Venezia, Melfi, Palazzo pretorio di Chioggia, ecc.), alle tavole anatomiche e alla cantieristica; infine nella Chiesa-Pinacoteca “Santissima Trinità” sono esposte in teche materiale vario relativo alla stessa chiesa, ritratti, vedute e imbarcazioni, disegni provenienti soprattutto dalla collezione Filippini e da qualche altra collezione privata.

A maggio verrà presentato anche il corposo volume sull’opera di Aristide Naccari

L’antica chiesa di San Giacomo Disegno di Aristide Naccari Il volume sulla vita e la produzione del Naccari (270 illustrazioni), intende esaltare l’ingegno multiforme di questo noto artista e offrire le coordinate per interpretarne l’originalità nel contesto artistico e culturale dell’epoca. Alla realizzazione della corposa opera hanno collaborato vari esperti in settori specifici: l’ampia prefazione è curata da Sergio Ravagnan; Ruggero Donaggio presenta la vita e le opere, Dino Memmo la ritrattistica, Luciano Scarpante i paesaggi e costumi, Gina Duse l’ambiente sociale e antropico, Giorgio Vianello le architetture, Paolo Padoan gli studi anatomici, Sergio Piva la cantieristica, Pierluigi Bellemo le illustrazioni su riviste. Questo libro su Naccari sarà presentato all’inizio di maggio. La proposta della didattica museale intende offrire agli alunni delle scuole un aiuto per leggere, soprattutto attraverso le tavole ricostruttive delle chiese e del Palazzo Pretorio, il volto più

antico e bello della città di Chioggia; il laboratorio rivolto agli alunni dai 6 agli 11 anni (formella o disegno, quaderno attivo e proiezione di un power point) consentirà – sotto gli occhi dei piccoli e anche attraverso le loro mani – di “ricostruire” le forme e le figure di Aristide Naccari. Nell’Archivio diocesano, che conserva il deposito più cospicuo della produzione del Naccari, metterà in esposizione le parti significative di questo genio schivo ma pur straordinario. “Il genio di un credente – ha sottolineato don Giuliano Marangon, direttore del Museo diocesano. - Penso che tutti, rivisitando le opere del Naccari, saremo aiutati a capire meglio com’eravamo un tempo, ad apprezzare di più i tesori artistici della Città filtrati dai suoi occhi, a crescere nel rispetto delle stesse architetture. E questo attraverso le chine acquerellate, il calore cromatico e l’onda melodica di uno dei grandi di Chioggia”. EugenioFerrarese


14 Cultura veneta

Cultura Veneta 29

Gallerie dell’Accademia Fino al 29 giugno, un interessante percorso in 70 opere

Carlo Saraceni celebrato a Venezia

Un artista poco conosciuto che visse a cavallo tra il 1500 e ‘600, tra Roma e l’Europa”

di Alain Chivilò

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e Gallerie dell’Accademia di Venezia si pongono “in antitesi” tradizione coloristica veneta fatta di vive e pure cromie è la chiave agli attuali eventi culturali dai nomi di sicura affluenza, pro- di successo che attecchisce nell’ambiente artistico romano. La mostra comprende una sessantina di opere, tra cui non mancano ponendo una mostra per la primavera veneziana dedicata a un’artista poco conosciuto che visse a cavallo tra il 1500 e ‘600. le principali commissionate al pittore da alcune tra le più influenti famiglie “Carlo Saraceni. Un veneziano tra Roma e l’Europa” è il primo romane, come il Riposo dalla Fuga in Egitto dell’Eremo dei camaldolesi, omaggio che la città della Serenissima dedica al Maestro nella sua eseguito per la famiglia Aldobrandini che aveva portato al soglio pontificio storia. Fino al 29 giugno, un interessante percorso permette di com- (dal 1592 al 1605) un suo esponente, Clemente VIII e i dipinti eseguiprendere l’arte di Carlo Saraceni. Nato a Venezia verso il 1579, da ti per alcune delle più importanti congregazioni ecclesiastiche straniere, come quella iberica di Sant’Adriano in Vaccino e una famiglia bolognese di mercanti di seta, si quella tedesca di Santa Maria dell’Anima per la trasferisce all’età di vent’anni, alla fine del Cin- La tradizione quale dipinse due autentici capolavori presenti in quecento, a Roma per trascorrere il resto della coloristica veneta mostra. L’ordine espositivo è cronologico e parte sua vita. A livello artistico più che legarsi alla è la chiave dalla produzione di piccoli raffinati dipinti su rame, tradizione veneziana di Tintoretto, Veronese, di successo che Palma il Giovane e Jacopo da Bassano si lega attecchisce a Roma la cui novità maggiore sta nella predominanza data al paesaggio rispetto al racconto mitologico agli artisti tedeschi e fiamminghi operanti in laguna quali Hans Rottenhammer, Adam Elsheimer, Gaspar Rem e e biblico. Inoltre sono presenti alcune opere quali il disegno raffigurante Pietro Mera. Di conseguenza seguendo l’orientamento degli artisti Andromeda del Cavalier d’Arpino, conservato nell’Accademia di Venezia, nordici, lo spostamento a Roma non può che essere naturale. Il posto a confronto con il piccolo dipinto giovanile di Saraceni di analogo giubileo del 1600 diviene così fulcro per un nuovo fervore artistico soggetto, lo splendido San Rocco della Galleria Doria Pamphilj accostato che si propaga per i successivi decenni. Nuove tendenze si affianca- al San Girolamo di Jacopo Bassano dell’Accademia stessa e il dipinto della no al tardo manierismo del Cavalier d’Arpino e di Federico Zuccari Maddalena penitente della Pinacoteca Civica di Vicenza accostato nelle per le nuove ricerche di Annibale Carracci e Caravaggio. Proprio di sue due versioni. Una mostra piacevole per un’artista lagunare noto a quest’ultimo, Saraceni diviene uno dei più importanti interpreti dan- Roma come il “Veneziano”. do originalità rispetto a Orazio Borgianni e Orazio Gentileschi. La

Sostegno per giovani artisti

Museo Correr di Venezia, fino al 15 giugno

IL TIZIANO RITROVATO

I

l percorso espositivo storico del Museo Correr di Venezia, fino al 15 giugno, si arricchisce di una nuova mostra: “Tiziano, un autoritratto. Problemi di autografia nella grafica tizianesca”. Un’occasione importantissima per ammirare il recentemente ritrovamento di un affascinante autoritratto a disegno di Tiziano Vecellio. “Questo disegno è il singolare prodotto di Tiziano, il quale nella sua epoca godeva la reputazione di sommo ritrattista ed eccelso pittore. L’ineguagliata qualità dell’immagine e della sua esecuzione sono le ragioni che ci spingono a ritenere il ritratto opera originale del maestro. La scelta stessa del supporto è curata: una carta elaborata e tagliata (soprattutto lungo il bordo inferiore) in modo da somigliare a un foglio di durevole e costosa pergamena, solitamente utilizzata per redigere gli statuti corporativi, le cronache e le lettere diplomatiche della Repubblica di Venezia” sono le parole iniziali attraverso le quali gli studiosi internazionali David Rosand e Luba Freedman, primi ad avvalorare e confermare tale attribuzione, iniziano la loro tesi dimostrativa. Giunto quasi all’età di ottant’anni, Tiziano con il suo autoritratto indica all’Europa che è ancora attivo sia come persona, sia come artista. Una rappresentazione vitale per le corti che lo celebrano e acclamano. Il disegno, dall’inconfondibile e familiare profilo del Maestro, cattura per la straordinaria immediatezza, restituendo tutta la consapevole dignità conseguita dalla sua impareggiabile Arte della pittura. Concentrato nel

Nelle foto alcune delle opere in mostra: Andromeda incatenata liberata da Perseo, La Fuga in Egitto, Maddalena penitente e Madonna con il Bambino e Sant’Anna

Nuovi borsisti alla Bevilacqua La Masa

S profilo della testa col solo accenno del ricco collo di pelliccia e della cuffia, il rapido e sicuro tratto della matita nera, sempre mobile e vibrante, diventa insolitamente preciso e analitico. Il disegno è stato concesso generosamente in prestito da una collezione statunitense dopo la recente mostra presso la Fondazione Cosso (San Secondo di Pinerolo), mentre era già stato esposto per la prima volta nel 2007 a Belluno. Una mostra che costituisce dunque “un’importante sede di dibattito e approfondimento sul non facile campo della produzione grafica tizianesca, specie degli anni maturi” come indica il direttore Mu.Ve Gabriella Belli. Al.Ch.

ono entrati in azione i nuovi borsisti della Fondazione Bevilacqua La Masa, storica istituzione veneziana che trova le sue radici nel 1901, anno della sua creazione. Anche quest’anno la BLM continua a mantenere la missione originale di sostegno per giovani artisti, con residenza e attività nel Triveneto, attraverso l’assegnazione annuale di 12 Atelier. Dopo una selezione avvenuta nei mesi passati i nomi usciti sono i seguenti: Giuseppe Abate e Paola Angelini, Anemoi (gruppo), Marko Bjelancevic, Saverio Bonato, Pamela Breda, Samuele Cherubini, gli Impresari (gruppo), Graziano Meneghin e Jacopo Trabona, Fabrizio Perghem, Fabio Roncato, Caterina Erica Shanta, Eleonora Sovrani. Questi assegnatari sono attivi nei diversi ambiti delle arti visive (pittura, performance, arte relazionale, installazione, arte digitale, fotografia, video arte) e ora iniziano a lavorare per dodici mesi negli studi collocati presso Palazzo Carminati a San Stae e nel Chiostro dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca. In questo lungo soggiorno, un fitto calenda-

rio di appuntamenti ha inizio con gli Artists’ Talk & Open Studios, durante i quali gli artisti presentano al pubblico a Palazzetto Tito le loro ricerche e i progetti futuri aprendo ai visitatori gli studi appositamente allestiti. A giugno invece si rinnova l’impegno degli artisti durante la Notte Bianca dell’Arte, che li vedrà confrontarsi con le importanti sedi della Fondazione Musei Civici di Venezia. Ulteriori momenti espositivi si terranno in occasione del Premio Stonefly Cammina Con l’Arte e la mostra di fine residenza, che dal 2008 è accompagnata da una preziosa pubblicazione edita da Moleskine. A questi momenti istituzionali si affiancano le iniziative organizzate dagli stessi assegnatari, nonché le studio visit grazie alle quali curatori, critici e galleristi italiani e stranieri possono conoscere privatamente le singole ricerche artistiche. Un anno tutto da vivere nel quale ogni singolo artista è conscio che l’opportunità ottenuta è da far fruttare positivamente nell’ambito di una costante ricerca. Al.Ch.


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11

LO neWs

SPORT in PRIMO LO S PORT in PIANO

Nuoto Grand prix Veneto

s.s.d.g.p. mirA pronto A vincere

C

ontinua senza soste l’attività agonistica del gruppo master nuotatori della società sportiva S.S.D.G.P. nuoto di Mira. Nella prima parte della stagione agonistica gli atleti hanno gareggiato per i trofei di Rovigo e Vicenza, poi a febbraio con i campionati regionali che si sono svolti a Lignano, dove la squadra si è distinta piazzandosi al nono posto su 55, società partecipanti. Nella competizione del 16 marzo, trofeo Città di Trento, i master hanno guadagnato un quarto posto finale su 49 società iscritte. “Gli obiettivi stagionali sono sicuramente la vittoria del Grand prix Veneto, una speciale classifica riservata alle squadre della Regione, e partecipare ai campionati italiani che si svolgeranno a Riccione a fine giugno, dove contiamo di portare qualche atleta sul podio - dice Nicola Canton, allenatore dei master di Mira – la squadra sta crescendo anche grazie all’innesto di nuovi atleti che vanno a sommarsi a una rosa già ampia di nuotatori storici”. Il circuito master di nuoto, cresce di anno in anno, aumentano gli iscritti alle varie competizioni che si svolgono in giro per l’Italia, e per il mondo con una partecipazione altissima. Quest’anno, i campionati mondiali di categoria, saranno di scena a Montreal in Canada e si svolgeranno in agosto. Tanti atleti sfruttano queste opportunità per fare vacanza e, allo stesso tempo, praticare il loro sport preferito. Grazie ai lavori di ristrutturazione dell’impianto di via Giuseppe di Vittorio, terminati lo scorso anno, tutti gli atleti della piscina di Mira hanno uno spazio esterno dove potersi allenare nel periodo estivo. A livello dirigenziale, la squadra master di Mira, è seguita da Michela Vomiero con la presidenza di Marino Vanzan, una persona che ha sempre creduto nei Master e che si può definire il vero e proprio padre fondatore della disciplina. R.P.

Ciclismo Presentata la squadraneWs per le prossime competizioni Nuoto Grand prix Veneto

Coppi Gazzera, fucina di campioni Co s.s.d.g.p. mirA pronto A vincere

di Giacomo Piran

“L

a storia del ciclismo guarda al futuro”. Queste sono le parole pronunciate da Renato Marin, presidente della Us Fausto Coppi Gazzera Videa 2014, durante la presentazione svoltasi nell’auditorium della Cassa di Risparmio di Venezia. La società ciclistica mestrina gareggia nelle categorie Elite – Under23. “Possiamo farlo solo grazie agli sponsor - ha proseguito Marin - che anche in questo difficile momento, ci hanno confermato la propria fiducia permettendoci di allestire una formazione competitiva e decisamente ben assortita. Nelle prime gare della stagione, abbiamo dovuto fare i conti con un po’ di sfortuna ma siamo comunque riusciti a conquistare tre ottimi piazzamenti a Belricetto, Pianzano e Montecassiano e ora guardiamo ai prossimi impegni con fiducia”. A fare da punti di riferimento per il giovane team mestrino saranno, Mattia De Marchi e Michele Gazzara che, insieme a Matteo Malucelli, Flavio Feltrin, Alvise De Marchi, Maurizio Damiano e Giovanni Campagnolo formano il gruppo dei

C

ontinua senza soste l’attività agonistica del gruppo master nuotatori della società sportiva S.S.D.G.P. nuoto di Mira. Nella prima parte della stagione agonistica gli atleti hanno gareggiato per i trofei di Rovigo e Vicenza, poi a febbraio con i campionati regionali che si sono svolti a Lignano, dove la squadra si è distinta piazzandosi al nono posto su 55, società partecipanti. Nella competizione del 16 marzo, trofeo Città di Trento, i master hanno guadagnato un quarto posto finale su 49 società dialogoprix e con tantauna voglia di fare riconfermati cui va stagionali aggiunta sono la fantasia del ladisponibili iscritte. “Gliaobiettivi sicuramente vittoria delal Grand Veneto, speciale bene”. Questa la formazione Fausto venezuelano Luis Antonio Gomez Le e partecipare classifica riservata alle squadre dellaUrosa. Regione, ai campionati italiani della che siUS svolgeCoppi Gazzera Videasul2014: Brundo, nuove sonoa fiGiovanni arrivo di portare rannopedine a Riccione ne giugno,Longo dove in contiamo qualche atleta podio -Paolo dice Nicola Giovanni Campagnolo, Damiano,di AldalCanton, Team Brilla Bike, Riccardo Ghezzo cresciuto allenatore dei master di Mira – la squadra sta crescendo ancheMaurizio grazie all’innesto DediMarchi, De IlMarchi, tranuovi le filaatleti del Team Bibanese, Emanuele Favero che vanno a sommarsi a una rosa già vise ampia nuotatoriMattia storici”. circuito Emanuele master Favero, Feltrin, Giovanni Fornasiero, dalla Petrolicresce Firenze, il siciliano Brundo gli iscritti di nuoto, di anno in anno,Paolo aumentano alleFlavio varie competizioni che si svolgono Luca Gatto, Michele Gazzara, Riccardo Ghezdalla Ciclistica Malmantile i due debuttanti in giro per l’Italia, e per ile mondo con una tra partecipazione altissima. Quest’anno, i campionati Antonio Gomez Urosa, Longo glimondiali under 23, Luca Gattosaranno e Giovanni Fornasiero. di categoria, di scena a Montrealzo,in Luis Canada e si svolgeranno in Giovanni agosto. Tanti e e, Matteo Malucelli. Marin I quattordici ciclistiqueste saranno guidati daperFiorenzo atleti sfruttano opportunità fare vacanza allo stesso tempo,Direttivo: praticareRenato il loro sport Favero cheGrazie sostituirà lo storico direttore spor(presidente), Roberto Fuin (vicepresidente), preferito. ai lavori di ristrutturazione dell’impianto di via Giuseppe di Vittorio, terminati tivo Renatoanno, Bonso. me della si tratta di una sportivo), lo scorso tutti“Per gli atleti piscina di Mira Fiorenzo hanno unoFavero spazio(direttore esterno dove potersi Renato allegrande responsabilità - haA sottolineato Favero la squadra Bonso master (direttore tecnico), Silvano Polesel e nare nel periodo estivo. livello dirigenziale, di Mira, è seguita da Michela -. Vomiero Renato Bonso per tutti noidi èMarino sempre stato unaPaolo Baldan Previti con la presidenza Vanzan, persona che ha(collaboratori), sempre credutoOrazio nei Master une che punto di riferimento e sono convinto (medico e Ennio si può definire il vero e proprio padreche fondatore della sociale), disciplina.Massimo Mamprin R.P. continuerà ad esserlo. Ho trovato dei ragazzi De Marchi (meccanici).

Umana Reyer lancia un appello

Umana Reyer lancia un appello

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“lA rAi seguA il bAsket”

mana Reyer Basket lancia un appello perché questo sport abbia maggiore visibilità nei canali Rai. Le sedici società di serie A rivendicano, tutte assieme, una maggiore visibilità del basket perché unanimi non approvano che il “servizio pubblico” svolto dalla Rai, non tratti questo sport nei Tg e nelle trasmissioni d’intrattenimento sportivo e generalista. Per questo motivo la società ha inviato una lettera agli amministratori e ai Direttori Responsabili della Rai e agli organi di governo e Vigilanza portando dati numerici relativi al pubblico che segue questo sport. “(…) Allo stato attuale, infatti, non vi è alcuna corrispondenza tra il rilievo sociale, culturale e ovviamente sportivo della pallacanestro e la visibilità data dalla R.A.I. nella propria programmazione e nel proprio palinsesto. Sia consentito ricordare come il D.Lgs. 177/2005 individui specifici compiti e obblighi di pubblico servizio che la società concessionaria è tenuta ad adempiere, nell’ambito della sua complessiva programmazione, “al fine di favorire l’istruzione, la crescita civile e il progresso sociale” (art. 7, comma 4, del D.Lgs. 177/2005), tra i quali compiti, in particolare, vi è quello di garantire “un numero adeguato di ore di trasmissioni televisive e radiofoniche dedicate all’educazione, all’informazione, alla formazione, alla promozione culturale” (art. 45)” (…). La lettera ha messo in luce dati ufficiali relativi alle percentuali di pubblico pagante del basket rapportandoli a quelli del calcio: gli spettatori paganti presenti alle partite di pallacanestro

Ciclis

“lA rAi seguA il bAsket”

DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA. maschile di Serie A più Legadue, riguardo la stagione 2012/2013, sono stati mediamente 3.000 (4.000 Serie A, 2.000 Legadue, fonte Siae), rispetto alla media di 14.800 spettatori della Serie A più Serie B di calcio ACTIONAID È INSIEME A CHI OGNI GIORNO (24.700 Serie ARIVENDICA e 4.900 Serie B, fonte I PROPRI DIRITTI. È INSIEME A CHI NON Lega Calcio A e B). Da questo dato risulta RIMANE SILENZIO DI FRONTE A INGIUSTIZIE che nel 2012/2013 gli IN spettatori paganti SOCIALI, FAMEpariE POVERTÀ. della pallacanestro sono stati al 20% degli spettatori paganti del calcio. Un altroFARSI SENTIRE PER È INSIEME A CHI VUOLE aspetto che è stato riportato nella lettera, è CAMBIARE LE COSE. UNISCI ANCHE TU LA TUA quello del valore positivo di questo sport che SU ACTIONAID.IT ha pochi costi perVOCE la sicurezza degli spettatori diretti poiché vi è una tifoseria organizzata. Fattore da tenere in considerazione anche per l’aspetto sociale: la pallacanestro è uno sport per famiglie, come tale veicolo di valori positivi. La lettera conclude con la richiesta di incontrare i responsabili della programmazione e i Direttori dei canali e delle testate Rai per esporre più compiutamente le richieste e garantire un’informazione corretta e pluralista. Nel caso non vi fosse risposta, il presidente della Reyer Luigi Brugnaro, dichiara di essere intenzionato a procedere con altri metodi. Per DIRITTO chi volesse sostenere laIL causa è stato creato ilDI CAMBIARE R.P. sito www.piubasketinrai.it.

mana Reyer Basket lancia un appello perché questo sport abbia maggiore visibilità nei canali Rai. Le sedici società di serie A rivendicano, tutte assieme, una maggiore visibilità del basket perché unanimi non approvano che il “servizio pubblico” svolto dalla Rai, non tratti questo sport nei Tg e nelle trasmissioni d’intrattenimento sportivo e generalista. Per questo motivo la società ha inviato una lettera agli amministratori e ai Direttori Responsabili della Rai e agli organi di governo e Vigilanza portando dati numerici relativi al pubblico che segue questo sport. “(…) Allo stato attuale, infatti, non vi è alcuna corrispondenza tra il rilievo sociale, culturale e ovviamente sportivo della pallacanestro e la visibilità data dalla R.A.I. nella propria programmazione e nel proprio palinsesto. Sia consentito ricordare come il D.Lgs. 177/2005 individui specifici compiti e obblighi di pubblico servizio che la società concessionaria è tenuta ad adempiere, nell’ambito della sua complessiva programmazione, “al fine di favorire l’istruzione, la crescita civile e il progresso sociale” (art. 7, comma 4, del D.Lgs. 177/2005), tra i quali compiti, in particolare, vi è quello di garantire “un numero adeguato di ore di trasmissioni televisive e radiofoniche dedicate all’educazione, all’informazione, alla formazione, alla promozione culturale” (art. 45)” (…). La lettera ha messo in luce dati ufficiali relativi alle percentuali di pubblico pagante del basket rapportandoli a quelli del calcio: gli spettatori paganti presenti alle partite di pallacanestro

maschile di Serie A più Legadue, riguardo la stagione 2012/2013, sono stati mediamente 3.000 (4.000 Serie A, 2.000 Legadue, fonte Siae), rispetto alla media di 14.800 spettatori della Serie A più Serie B di calcio (24.700 Serie A e 4.900 Serie B, fonte Lega Calcio A e B). Da questo dato risulta che nel 2012/2013 gli spettatori paganti della pallacanestro sono stati pari al 20% degli spettatori paganti del calcio. Un altro aspetto che è stato riportato nella lettera, è quello del valore positivo di questo sport che ha pochi costi per la sicurezza degli spettatori diretti poiché vi è una tifoseria organizzata. Fattore da tenere in considerazione anche per l’aspetto sociale: la pallacanestro è uno sport per famiglie, come tale veicolo di valori positivi. La lettera conclude con la richiesta di incontrare i responsabili della programmazione e i Direttori dei canali e delle testate Rai per esporre più compiutamente le richieste e garantire un’informazione corretta e pluralista. Nel caso non vi fosse risposta, il presidente della Reyer Luigi Brugnaro, dichiara di essere intenzionato a procedere con altri metodi. Per chi volesse sostenere la causa è stato creato il R.P. sito www.piubasketinrai.it.

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10 Sì, viaggiare 32 LAZIO

Agro Pontino

la bonifica si racconta

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’Agro Pontino evoca l’epopea della grande bonifica, della “redenzione” (per dirla con il linguaggio dell’epoca) di quelle terre paludose a sud di Roma dal flagello secolare della malaria. Un’epopea raccontata mirabilmente in un libro, “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi vincitore del Premio Strega 2010, e che rivive nei trentamila metri quadri di un grande parco tematico realizzato alle porte di Latina da un privato. Il parco si chiama “Museo Piana delle Orme” e il privato che lo ha realizzato è Mariano De Pasquale, di origini siciliane (ora scomparso), la cui famiglia come migliaia di altre famiglie italiane trovò nell’Agro Pontino un’opportunità di lavoro. Il parco è articolato in 14 grandi padiglioni dove dentro non è esagerato dire che è ospitata la storia. La storia della grande bonifica della zona innanzitutto. Opera che negli anni Venti del secolo scorso impegnò cinquantamila operai, reclutati soprattutto per scavare a mano in milioni di ore di lavoro i grandi canali spina dorsale della bonifica e per costruire successivamente i vari borghi rurali dove si insediarono diverse migliaia di coloni. In prevalenza agricoltori veneti, chiamati a coltivare quelle nuove terre strappate alla palude e alla malaria. Furono gli anni in cui a tempo di record fu costruita Latina (allora Littoria, in omaggio al Fascismo) e le altre città ispirate pure allo stile architettonico razionalista: Pontinia, Sabaudia, Aprilia. Città che hanno conservato il fascino dell’epoca e sono tuttora un museo a cielo aperto per chi ama la storia dell’architettura contemporanea. Il Museo della Piana delle Orme contiene così tante meravi-

glie che è difficile elencarle tutte. Basti pensare che nei padiglioni “militari”, dove sono conservate testimonianze della seconda guerra mondiale (che nella zona visse episodi cruenti durante l’offensiva alleata contro i tedeschi conseguente allo sbarco di Anzio), c’è persino il carro armato Sherman M4 utilizzato da Benigni sul set de “La vita è bella” e la Jeep fatta esplodere nel film “Il paziente inglese”, pure degno dell’Oscar. Nel parcomuseo trova posto anche il mezzo anfibio Sherman DD, uno dei tre esistenti al mondo. Fu costruito dagli americani per il centro di addestramento di Battipaglia e poi affondato. E’ stato recuperato al largo di Salerno nel 2002. C’è anche l’aereo (un caccia P40 Curtiss) recuperato in mare dopo che era stato abbattuto durante una battaglia aerea: il suo pilota americano, appresa la notizia, ha voluto recarsi al museo per rivederlo facendo vivere ai responsabili di “Piana delle Orme” un momento toccante. L’aereo, dopo il restauro, è stato esposto nel padiglione dedicato allo sbarco di Anzio. Un altro padiglione è riservato alla battaglia di Cassino, con il bombardamento del monastero benedettino con la distruzione del suo inestimabile patrimonio artistico. Effetti speciali fanno rivivere i terribili momenti di quell’episodio bellico. Nella grande esposizione allestita dalla famiglia De Pasquale nella campagna pontina di Borgo Faiti c’è spazio anche per i vecchi giocattoli (allora quasi tutti costruiti in latta o in legnoi, per vecchi apparecchi radio e oggetti che documentano la storia delle telecomunicazioni, ci sono tantissimi mezzi agricoli fra cui le preziose trattrici Pavesi Tolotti P4 e tanti tipi di carretti. E poi

AL GRANDE PARCO-MUSEO “PIANA DELLE ORME” RIVIVE L’EPOPEA DEL RISANAMENTO DELLA VASTA PALUDE MALARICA A SUD DI ROMA UN’OPERA COLOSSALE CHE HA IMPEGNATO NEGLI ANNI ‘20 CINQUANTAMILA OPERAI HANNO COSTRUITO CANALI E BORGHI RURALI POI ABITATI DA COLONI SOPRATTUTTO VENETI NEI 14 PADIGLIONI DELL’AREA VICINO A LATINA SONO ESPOSTI ANCHE RARI PEZZI MILITARI COME IL CARRO ARMATO UTILIZZATO NEL FILM “LA VITA È BELLA” DI ROBERTO BENIGNI O IL CACCIA USA CURTISS RECUPERATO IN MARE

attrezzi di ogni genere. Altri padiglioni illustrano la vita nei campi e la civiltà rurale del tempo.Il fondatore Mariano De Pasquale, imprenditore agricolo nel settore florovivaistico, non amava chiamare questa oasi della memoria “museo”. Ci teneva a sottolineare che in realtà si tratta di un’attività agrituristica con centro di documentazione. Diversi i percorsi tematici a disposizione. La visita completa richiede circa quattro ore, ma c’è chi fa sera tranquillamente, perchè lo stupore davanti agli allestimenti del centro di documentazione è continuo. Molto suggestive alcune ambientazioni d’epoca. L’area, ombreggiata da centinaia di eucalipti (la pianta tipica dell’Agro Pontino, introdotta durante la grande bonifica) è servita da un’accogliente area pic nic, utilizzata soprattutto dalle numerose scolaresche che in primavera si recano in gita a Piana delle Orme. C’è poi un servizio di ristorazione rustica, un negozio e altri servizi. Ma la cosa più bella di questo singolarissimo parcomuseo è rappresentata dalle suggestioni che le sue ambientazioni creano. All’interno dei padiglioni e fuori. Sembra di rivederle all’opera quelle vocianti squadre di contadini e operai mandati da Mussolini a bonicare l’area paludosa in cambio della promessa di un fazzoletto di terra da coltivare. L’orario di apertura da aprile a ottobre va dalle 9 alle 18 (chiusura museo ore 20), prefestivi 9 - 18,30. D’inverno chiusura anticipata rispettivaamente alle 16 e alle 17. Biglietti: intero 12, ridotto 10, ridotto junior 8. L’area ospita durante l’anno numerosi eventi. Info: tel. 0773 258708, info@pianadelleorme.it; www.pianadelleorme.it Piana delle Orme si trova in via Magliara 43,5 a Borgo Faiti (Latina).

IN COPERTINA UN’IMMAGINE DELLO SCAVO DEL CANALE MUSSOLINI, OPERA FONDAMENTALE DELLA BONIFICA DELL’AGRO PONTINO; IN ALTO: CARRIOLANTI AL LAVORO E UN TRATTORE LANDINI D’EPOCA. PIÙ SOTTO LATINA OGGI E IL GIORNO DELL’INAUGURAZIONE NEL 1932. SOTTO: UNA TECA DEL PADIGLIONE DEDICATO AI GIOCATTOLI D’EPOCA. A PIEDE DI PAGINA: ALTRE IMMAGINI DEI PADIGLIONI DEL PARCO-MUSEO PIANA DELLE ORME, QUELLO IN BASSO A DESTRA È IL CARRO ARMATO AMERICANO UTILIZZATO DURANTE LE RIPRESE DEL FILM “LA VITA È BELLA” DI ROBERTO BENIGNI PREMIATO CON L’OSCAR


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Benessere

Benessere 33

>> Dalla bacheca di Facebook alla scrivania del direttore dell’Inps di Padova

Pensioni di invalidità anche per malattie rare Si chiama Caterina Simenon la padovana che ha convinto l’Inps ad impegnarsi nella schedatura delle malattie genetiche rare di Germana Urbani

L

a sua prima grande conquista la gridata provinciale Dario Buonomo - ci faremo portaattraverso un video postato sulla sua voce a tutti i livelli interni, regionale e naziopagina Facebook: “È un risultato stra- nale, della soluzione adottata. D’altronde la ordinario, una bomba, davvero fantastico”. sede Inps di Padova è stata la prima in Italia E sempre su Facebook lei, venticinquen- a farsi spontaneamente carico delle revisioni ne padovana affetta da ben 4 patologie sanitarie di invaliditá di competenza dell’Asl genetiche rare, aveva proposto all’Inps di 16, la più grande del Veneto, solo ed esclu“aggiornarsi”, per così dire, consultando il sivamente per evitare il disagio ai cittadini Registro Veneto Malattie Rare, per riuscire che, spesso, erano costretti a far la spola tra ad avere dei parametri certi su cui basare le Asl e Inps. Semplicemente ascoltando cerloro valutazioni a fini pensionistici. chiamo di dare un piccolissimo contributo per Non era mai venuto in mente a nessu- alleviare le procedure e ridurre le difficoltà”. no, o se era successo, nessuno l’aveva mai Secondo le stime del Centro nazionale spedito al mittente l’idea. L’ha fatto lei, Ca- dell’Istituto superiore di sanità sarebbero cirterina, dal suo letto provvisto di ossigeno e ca 1 milione e mezzo i colpiti in Italia da una così, ora sta per cambiare tutto. malattia rara, sebbene siano solo 110mila Fino a un paio di mesi fa le persone le persone censite a livello nazionale. Nel affette da malattie rare, nella maggior parte corso della Giornata mondiale dedicata a dei casi, dovevano fare una gran fatica a queste malattie il ministero della Sanità si farsi riconoscere una pensione d’invalidità o è impegnato ad aggiornare l’elenco delle d’accompagnamento. E l’iter a cui dovevano malattie rare, fermo oggi a 485 patologie, sottoporti era davvero impegnativo. per gran parte rappresentate da malattie di Ma da un mese a questa parte, presso origine genetica. Lo stesso Inps, nelle sue la sede di Padova, è partito un confronto linee guida per il riconoscimento delle invalitra l’Istituto di previdenza e il “Registro dità, fino ad ora ha preso in esame i deficit delle malattie rare“. Un contatto ufficiale funzionali di solo 7 malattie rare. Per tutte tra pubbliche amministrazioni che si pone le altre patologie indicava ai propri medici l’obiettivo di superare gli ostacoli che hanno di procedere alle relative valutazioni “in via impedito finora una giusta tutela previden- analogica”. ziale alle persone affette da malattia rara. Nasce così il progetto della previdenza In realtà, fino ad oggi non ci aveva pen- del Veneto, che sarà esteso a tutte le altre sato proprio nessuno a mettere in contatto Regioni, di predisporre, in accordo col Regiquesti due enti che viaggiavano su binari stro nazionale, schede sintetiche di valutaseparati senza mai zione per ciascuna Le persone interessate patologia rara. Atincontrarsi. A fine febbraio, traverso questi supda malattie rare però, è avvenuta la porti, le Commissioni in Veneto sono svolta grazie all’idea Usl potranno disporre circa 13.000 e alla testardaggine di elementi utili a dedi Caterina Simonsen, terminare in modo che ha proposto all’INPS di appoggiarsi al adeguato la percentuale di invalidità. Registro Veneto Malattie Rare per un corretL’attenzione verso questo tipo di mato riconoscimento delle percentuali di invali- lattie che colpiscono in Veneto circa 13mila dità da assegnare ai pazienti affetti da mr. cittadini, è in costante crescita e, sempre di La soluzione di ciò che sembrava im- più si ragiona in termini di prevenzione. possibile l’ha trovata lei e l’Inps di Padova, E avviene lo stesso per le malattie mericonoscendone la validità, si è immediata- taboliche. Per questo la Giunta regionale del mente attivato in tal senso, per rispondere Veneto ha approvato lo scorso fine anno all’appello di Caterina. Un risultato salutato l’adozione dello screening neonatale metada tutte le persone affette da mr come rivo- bolico allargato e avviato già dal 1 gennaio luzionario. 2014. “Si tratta però di una prestazione – “Adesso – ha affermato il direttore spiega il Dott. Alberto Burlina, Direttore della

quAnti mAlAti sono interessAti dAlle mAlAttie rAre?

E Struttura Complessa Malattie Metaboliche Ereditarie dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova – che le singole ASL sono libere di offrire o meno: di fatto ogni ASL dovrà stipulare un contratto con l’Azienda Ospedaliera per poter attivare il servizio. Il costo dello screening per ogni neonato è stato stimato intorno ai 55 euro: praticamente nulla se si considera che un paziente affetto da malattia metabolica non immediatamente diagnosticata può riportare gravissimi danni neurologici, invalidità totale e necessiterà frequenti ricoveri ospedalieri durante tutta la vita”.

sistono malattie rare “più frequenti” che colpiscono qualche migliaio di pazienti in Italia; tra queste la sclerosi laterale amiotrofica, le distrofie muscolari, l’emofilia, per citare qualche esempio. Per altre si può stimare che i pazienti affetti siano qualche centinaio; per altre ancora non esistono studi di prevalenza, ma solo descrizioni in letteratura di singoli casi. Di queste malattie si possono registrare meno di dieci persone affette in un Paese come l’Italia: è il caso della progeria, una malattia che comporta invecchiamento precoce, di molte sindromi genetiche o sequenze malformative complesse. In generale si può affermare che queste malattie, pur potendo essere singolarmente poco frequenti, non sono rare, se considerate nel loro complesso. Il numero dei malati, pur non essendo così rilevante rispetto ad altre condizioni con le quali il medico di medicina generale quotidianamente si confronta, è comunque globalmente consistente. Per stabilire l’entità del fenomeno è necessario premettere alcune considerazioni. È difficile stabilire con esattezza quante siano le malattie rare, si parla di un numero compreso tra 5.000 e 7.000. Quanto numerosi sono i malati dipende poi dalla definizione di malattia rara alla quale si fa riferimento. Il criterio comunemente adottato è un criterio di prevalenza, cioè quanti sono gli affetti da una particolare condizione sul totale della popolazione. È da precisare che in Paesi diversi vengono adottati limiti differenti, per cui non esiste una lista unica e unanimemente condivisa a livello mondiale. A livello europeo una malattia è considerata rara se colpisce meno di 5 persone su 10.000 abitanti. Eurordis, l’organizzazione europea nata nel 1997 che riunisce più di 260 associazioni dedicate alle malattie rare che operano in almeno 30 Paesi, ha stimato che queste condizioni colpiscano circa il 6% della popolazione europea, percentuale corrispondente a circa 27 milioni di persone nell’intera Unione Europea.


Giardinaggio 21

34 Giardinaggio >> Ottimo per l’estate: è un antizanzare naturale

Gelsomino: fioriture generose e prolungate E’ una specie rampicante molto apprezzata in parchi, giardini, terrazzi. Semplice da coltivare perché poco esigente

C

di Germana Urbani

amminando lungo i viali dei nostri paesi capita spesso in primavera ed estate di fermarci a naso in su sedotti da un profumo dolce che ci arriva da una siepe o da un poggiolo. Spesso a colpirci il cuore passando dalle narici, è il gelsomino è una pianta perenne della famiglia delle Oleaceae in pratica è un “parente” dell’ulivo. Il suo nome deriva dal termine arabo yasmin, che significa “dono di Dio”, e in moltissime culture questa pianta è simbolo di purezza e femminilità. Si tratta di una pianta versatile e resistente che può essere utilizzata per formare siepi, rivestire cancellate e muretti oppure per ricoprire pergolati e graticciati visto che può raggiungere un’altezza di cinque o sei metri. Ma se non disponete di tanto spazio non disperate: il gelsomino può essere coltivato con successo sia in piena terra che in vaso, anche se in quest’ultimo caso si consiglia di utilizzare dei tutori per supportare la pianta che tende a crescere molto. Esistono molte specie di gelsomino che fioriscono anche in periodi diversi dell’anno. Per scegliere quella più adatta al vostro giardino o terrazzo occorre che teniate conto dell’esposizione, e se intendete coltivarla in vaso le migliori specie sono senza dubbio Jasminum primulinum e Jasminum grandiflorum. Le rampicanti da giardino più consigliate sono invece: Jasminum officinale e Jasminum x stephanense. Le piante di gelsomino all’aperto devono essere collocate in un luogo ben soleggiato e luminoso mentre per quelle che vivono in appartamento la collocazione migliore è in prossimità di una finestra esposta ai raggi solari. Possono essere considerate buone anche condizioni di mezz’ombra, a patto che la pianta riceva almeno qualche ora di luce diretta. Tenete conto del fatto che il gelsomino non tollera il vento eccessivo, perciò, potendo, deve essere messo al riparo dalle zone più ventose del giardino. Quando deciderete di porre a dimora la vostra pianta dovrete tener conto di poche cose in quanto il gelsomino è una pianta con poche pretese che si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno. Il meglio di sé lo dà tuttavia quando il substrato è ricco in sostanza organica, soffice, fertile e ben drenato: se il terreno fosse troppo compatto o di composizione prevalentemente argillosa, si può aiutarlo aggiungendo sabbia e argilla espansa allo scopo di migliorarne la capacità di drenaggio. Per le piante da coltivare

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Duchenne

Le zanzare lo odiano! Fatelo crescere vicino alle vostre finestre in vaso si può preparare un buon terreno di crescita semplicemente mescolando terriccio universale da giardino, torba e sabbia. E se vi dimenticate di annaffiarlo fa lostesso…per un po’. Gli esperti consigliano di annaffiare una volta ogni 10-15 giorni perché il gelsomino non è una pianta particolarmente esigente in termini di irrigazioni, dal momento che può sopportare senza problemi anche periodi di siccità più o meno prolungati. Va detto, però, che anche se non strettamente indispensabili per la sopravvivenza della pianta, le irrigazioni stimolano la crescita e la fioritura, pertanto sono consigliate sia in primavera che in estate e per tutta la durata della stagione vegetativa. E ricordate: le zanzare lo odiano, quindi se decidete di metterlo in giardino studiate la disposizione più utile di sedie e panchine.

piAntAte orA i glAdioli

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o n o bulbose molto apprezzate nei giardini perché sono poco esigenti e di coltivazione. Piantati i bulbi a primavera i fiori sbocciano entro luglio e settembre a seconda del periodo di piantagione. La fioritura dura circa due settimane con colori svariati, pastello o vivo. Il consiglio è di interrare i bulbi in un luogo soleggiato e riparato dai venti che possono piegare gli steli. Occorre preparare il terreno con una buona vangatura per togliere i sassi e le radici delle erbacce e, se necessario, aggiungete un concime speciale per bulbi. L’idea giusta potrebbe essere quella di scaglionare le piantagioni dei bulbi per ottenere una fioritura prolungata piantando i bulbi a distanza di una quindicina di giorni. Il bulbo di gladiolo va interrato a circa 10/12 cm di profondità, in linea o in gruppo da 10 a 20 bulbi. Annaffiare leggermente dopo la piantagione. Ricordate di mettere subito un tutore per le varietà più alte.


14 Consigli di bellezza

Consigli di bellezza 35

>> Il must di primavera sarà il bronde, per capelli come baciati dal sole

Nuove colorazioni per capelli da passerella E’ il “pink hair” il colore che per questa stagione è il più venduto su ebay al mondo. Ma chi non se la sente può virare verso il sunshine splashlights di Germana Urbani

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erto nella vita di una donna è sempre primavera e quando arriva il momento di cambiare bisogna rinnovare e basta. Specie se si tratta di capelli. Le tendenze di questa primavera parlano chiaro: le colorazioni più “in” riguardano tutto ciò che è ombreggiato all’altezza delle radici e dal tono simile al naturale. Dunque fa bene chi decide per colori ondeggiati, a schiariture orizzontali e ai colori come accessori moda, da cambiare come e quando si vuole in abbinamento al proprio umore, al makeup o alla nail art. Decisamente aut il bi-color netto, radicipunte da supermercato, la ricerca spasmodica di coprire in modo netto i capelli bianchi creando così “barrature” antiestetiche specie sui contorni frontali. La moda del momento suggerisce di scegliere il Sunshine Splashlights, un effetto luce che, come fosse un raggio laser, colpisce

i capelli. Si tratta di una decolorazione parziale, che interessa solo una fascia di capelli in orizzontale e a metà lunghezza, tra le radici e le punte, come un trompe-l’œil che illumina i capelli. La versione chic del sunshine splashlights è un trionfo gioioso di pennellate di luce, dai biondi miele-oro ai rossi fragola che sfumano su punte più scure, anche nere. Certo non si può scegliere a caso la nuance, è importante seguire sempre la regola di “a ciascuno il suo”. E’ pur sempre questione di pelle, di feeling con l’incarnato. Il colore “amico” rende lo sguardo luminoso, morbido e vibrante al tempo stesso senza stress eccessivi di makeup giornaliero. Va detto che sulle passerelle si sono visti biondi e rossi veramente camaleontici e “multi-taglio”. I biondi magnificano le scalature-spiumature su tutte le lunghezze e ai corti donano ariosità e leggerezza. I rossi donano ricchezza e intensità ai capelli ricci e mossi. I toni scuri

e compatti invece meglio valorizzano capelli lisci e preferibilmente medi e medio corti. Ideali per i carrè, dunque. E per le ragazze più audaci il colore del momento è il “pink hair”: uno sfumato che va dal delicato pastello rosa al vibrante fuxia, interpretato anche e solo con qualche accento giocosi qua e là che può essre un fuxia su basi dark, o un rosa su fondi chiari. Tanto trendy da essere oggi il colore più venduto su ebay al mondo! Ma chi non se la sente di avere una testa color fragola segua l’esempio delle bellissime Jessica Biel e Jennifer Aniston che indossano il must di questa primavera: il bronde. Si tratta di uno sfumato sunshine-shatush, un biondo e bruno, beige-oro e moka fusi insieme fino a creare una nuova tonalità bronzea. La bella notizia è che questa tonalità così sfumata su lunghezze e punte sta bene e piace quasi a tutte.


Crucilibro 20 36 Crucilibro

La matematica non è mai la chiave con cui leggere il mondo “Il mondo vuole di più e per quello si dispera”, persino la vita (persino la morte) non è sempre un’equazione facilmente risolvibile quando ha come incognita principale l’amore

Natalia SanMartin Fenollera

Stefano Sgambati

Chiara Valerio

Aldo Nove

Prudencia Prim, una donna d’altri tempi

Gaspare, Un uomo anziano dai modi fini e studiati

Alessio Medrano, uomo dalla mente matematica

Piccardo, un bambino

Alter Ego

Il desiderio di scappare dalla quotidianità

Irene, la figlia di Gaspare

Elena Invitti, una donna bellissima

Lo zio Francesco

Location

Sant’Ireneo di Arnois, una colonia di esiliati dal mondo

Roma

Il mondo dell’alta finanza

Assisi al tempo del Medioevo

Co-Protagonisti

Uomini e donne che cambiano la loro vita

Matteo, un libraio

La matematica e l’amore

La fede di un uomo grande

Eroe - Eroina

Intrigo

Finale

Cosa dire del libro

Leggere… Leggere

Gaspare, durante un classico gioco A trentaquattro anni Alessio era Piccardo è un ragazzo che pur avendo Prudencia vorrebbe scappare dalla della verità al termine di una cena diventato un esperto broker, uno zio tanto famoso non lo ha vita dell’ufficio, da quelle lunghe tra amici racconta un segreto che dirigeva il comparto Life Settlement mai conosciuto. Nessuno ne parla e scialbe giornate tutte uguali. riguarda sua moglie, il cui cadavere ed era specializzato nell’“acquisire in famiglia, se non come tabù, ma Quando vede l’annuncio di un fu trovato nel Tevere anni prima. La le polizze sulla vita di chi decide ovunque si raccontano storie sullo posto di lavoro come bibliotecaria verità è talmente sconvolgente che di non onorarle più” i cosiddetti zio Francesco, sullo scandalo e sul a casa di un gentiluomo coglie la routine di due commensali va in “death bond” e creare un fondo disonore, e sulla santità, sull’amore che l’occasione per cambiar vita crisi per averla ascoltata d’investimenti redditizio invade chiunque gli si avvicini La protagonista arriva così in Chi non è al corrente di come Un bel giorno Alessio incontra nel A Piccardo le chiacchiere non luogo in cui si susseguono una sono andati i fatti è invece Irene, suo ufficio Elena Invitti, donna bastano: lui vuole sapere, vuole serie infinita di stranezze che la ragazza affascinate e problematica bellissima e più vecchia di sua risposte, vuole conoscere zio aiuteranno a intraprendere un di cui si innamora il libraio Matteo, mamma, che vuole rivendere una Francesco e, sfidando a sua volta il cammino di crescita personale deciso a tutto pur di portarla verso di quelle polizze di vita che lui padre, si mette in cammino verso che la porterà molto più lontano una relazione stabile, persino a tratta. E anche Alessio s’innamora la Verna, verso l’inospitale grotta di quanto avesse immaginato e le scoperchiare la terribile verità che follemente dimora di Francesco d’Assisi daranno la forza di aprirsi all’amore circonda la morte di sua madre Il romanzo è un nuovo manifesto femminile per tutte le donne che, insoddisfatte della propria vita, desiderano riappropriarsi del proprio tempo con dolcezza e stupore Natalia SanMartin Fenollera Il risveglio della signorina Prim Mondadori, pp. 264 € 16.50

Una storia oscura e sensuale, che Aldo Nove non scrive un romanzo Questo libro ripercorre la vita di un mescola giallo, eros e romanzo di di formazione, nemmeno uomo che prende come misura dei formazione, popolata da paure, un’agiografia, ma fa molto di più. sentimenti umani l’alta finanza per desideri e speranze che pulsano Ci porta nel Medioevo, nelle piazze poi scoprire che la forza dell’amore sotto l’apparente normalità di tutti di Assisi, in una grotta fredda e ce supera ogni calcolo possibile noi ne fa uscire al momento giusto

Stefano Sgambati Gli eroi imperfetti Minimumfax, pp. 279 € 15.00

Chiara Valerio Almanacco del giorno prima Einaudi, pp. 350 € 20.00

Aldo Nove Tutta la luce del mondo Bompiani, pp. 184 € 18.00

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38 I nostri esperti

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SALUTE

Dott.ssa Eleonora Leotta, Specialista in Ginecologia ed Ostetricia

Pubertà e adolescenza: da bambina a donna. Perché scegliere una ginecologa per il primo appuntamento La pubertà è il periodo che segna, con l’arrivo del primo ciclo mestruale, il passaggio dall’infanzia all’età adulta, durante la quale si raggiunge la maturità sessuale e la capacità riproduttiva. Compaiono i caratteri sessuali secondari e tutto ciò porta a grandi trasformazioni fisiche che determinano un notevole coinvolgimento anche della sfera psichica, cui si possono associare alterazioni del comportamento alimentare (anoressia e bulimia) che più frequentemente si manifestano in questo periodo di insicurezza della donna. L’adolescenza è inoltre caratterizzata dalla scoperta dell’altro sesso. Le ragazze, così come i coetanei maschi, sono confuse riguardo al sesso e alla sessualità e sempre alla ricerca di risposte corrette. E’ quindi importante che possano trovare persone con cui poterne parlare: genitori, insegnanti, consultori familiari. Molte indagini sul comportamento adolescenziale hanno evidenziato nel nostro paese una realtà complessa caratterizzata da: 1. Relativa precocità di inizio dell’attività sessuale, entro i 16 anni; 2. Informazioni generiche raccolte attraverso canali non istituzionali; 3. Difficoltà a gestire in modo responsabile la propria sessualità; 4. Interruzione o uso saltuario del contraccettivo e di mezzi di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili; 5. Alto numero di gravidanze nelle adolescenti con notevole ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza. Il primo contatto con il ginecologo in adolescenza è fonda-

mentale non solo per una valutazione fisica, ma in quanto egli può diventare il punto di riferimento per molti dubbi sulle relazioni con l’altro sesso: il ginecologo aiuterà a capire i rischi dei primi rapporti sessuali, a scegliere il miglior tipo di contraccettivo e insegnerà come prevenire le malattie a trasmissione sessuale. Il primo appuntamento può spesso essere fonte di ansia per una ragazzina sia da un punto di vista relazionale che per senso del pudore: è evidente che in questo caso la scelta di un ginecologo donna aiuterà un processo di identificazione che consentirà una comunicazione più efficace. E’ indubbio come la disponibilità, la riservatezza, l’atteggiamento non giudicante né frettoloso, siano utili per una buona relazione medico-paziente, fondamentali per far sì che la ragazza riesca con facilità a rivolgersi a noi, piuttosto che a coetanei o a figure non in grado di fornire risposte corrette. Una consulenza contraccettiva efficace richiede un lungo colloquio che dia ampio spazio, oltre che all’evidenziazione di problematiche di salute presenti, anche agli elementi di tipo personale e relazionale che incidono sulla scelta contraccettiva o che possono determinare resistenze o paure verso specifici metodi. Oggi esistono diversi contraccettivi: ormonali, di barriera, meccanici e naturali. Noi ginecologi riteniamo che il metodo contraccettivo realmente efficace in una giovane donna sia quello ormonale (pillola contraccettiva), di cui in commercio si trova una notevole varietà, sia per dosaggio che per tipo di estrogeno e progestinico usato, che ci consente di indirizzare la giovane nella scelta di quello che

mori del collo dell’utero. L’infezione da HPV può presentarsi con piccole lesioni delle mucose (condilomi) o può non dare sintomi. Il test HPV, che si esegue come un semplice tampone vaginale, consente di rilevare la presenza e il tipo di virus e, se positivo, di programmare controlli regolari. Il PAP Test consente invece di rilevare le lesioni già presenti causate dall’HPV. Da alcuni anni esiste un vaccino che previene l’infezione da HPV: il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione, che è gratuita per tutte le ragazze al compimento dell’undicesimo anno di età, e venduto ad un prezzo molto contenuto per le donne fino a 26 anni. In conclusione, per una adolescente il primo incontro con un ginecologo dovrebbe consistere fondamentalmente in una lunga chiacchierata in cui esporre liberamente e senza alcuna vergogna tutti i dubbi e le domande su sessualità, contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. La visita vaginale con la palpazione di utero e ovaie, l’ecografia pelvica, l’HPV test e il Pap test verranno eseguito solo dopo e solo se la ragazza è già sessualmente attiva. Tutto ciò presuppone una grande disponibilità e reperibilità del ginecologo di fiducia, che se è una ginecologa potrà offrire anche una maggiore spontaneità di relazione “da donna a donna”. Dott.ssa Eleonora Leotta, dal 2008 Specialista in Ginecologia ed Ostetricia. La Sua esperienza professionale si sviluppa sia come libero professionista che come Medico ospedaliero, a partire dal 2012 presso la ULSS 13 di Mirano (VE) quindi in qualità di Dirigente medico di I livello presso l’UO di Ginecologia e Ostetricia dell’ULSS 17 di Este-Monselice. Indirizzo email per richiedere maggiori informazioni: specialistaonline@gmail.com

massimizza l’ efficacia riducendo al minimo rischi ed effetti collaterali. Da qualche anno sono in commercio altri due tipi di contraccettivi ormonali, oggi sempre più usati proprio dalle giovanissime, che hanno lo stesso meccanismo di azione e parità di efficacia della pillola: il cerotto e l’anello vaginale. La differenza più importante sta nella sede di assorbimento del farmaco: l’apparato gastroenterico per la pillola, la cute per il cerotto e la mucosa vaginale per l’anello. I contraccettivi ormonali sono inoltre terapeutici per alcune problematiche tipiche dell’adolescenza: acne, aumento della peluria, irregolarità del ciclo. Tra i metodi anticoncezionali meccanici ricordiamo il preservativo perché è l’unico che, se usato correttamente, protegge dalle malattie sessualmente trasmissibile e dall’HIV (AIDS). Ricordiamo che oltre a malattie sessualmente trasmissibili che compromettono seriamente la salute quali AIDS, epatite B, epatite C, sifilide, ne esistono altre batteriche, funginee e parassitarie, molto più frequenti, che possono compromettere la fertilità futura. Le adolescenti dovrebbero quindi usare sia il contraccettivo ormonale, l’unico che garantisce la copertura contraccettiva, sia il preservativo per proteggersi dalle malattie infettive. Tra le malattie a trasmissione sessuale di cui oggi si parla molto, vi è quella da Papilloma Virus Umano (HPV). A questa famiglia appartengono più di 100 tipi virali diversi: alcuni causano infezioni della cute (le comuni verruche) ma oltre 30 sono responsabili di infezioni delle mucose genitali. Tra questi 13 sono ad alto rischio oncogeno, ossia possono favorire lo sviluppo di tu-

IL DIRITTO PER IL CITTADINO

Dott. Avv. Notaio Matteo Ceolin

Dal 1° gennaio 2014 una nuova tassazione immobiliare

L’onda lunga del Governo Monti fa sentire i suoi (non benefici) effetti anche a distanza di qualche anno. Infatti, dal 1° gennaio 2014 si è assistita a una vera e propria rivoluzione quanto agli atti di vendita di immobili, quelli cioè che scontano le imposte di registro, ipotecarie e catastali. Le vecchie aliquote di registro (quelle del 3%, 7%, 8%, 15% ecc.) sono sostituite sostanzialmente da tre: del 2% per gli acquisti di prima casa; e del 12% per i terreni agricoli; del 9% per tutto il resto (es. seconda casa, terreni edificabili, fabbricati strumentali ecc.). Le nuove aliquote del 2% e del 9% e del 12%, si portano dietro sempre una conseguenza

molto importante: a titolo di imposte ipotecaria e catastale, si pagano due importi fissi da 50 euro ciascuno, che assorbono il bollo, la tassa per la voltura e quella per la trascrizione. Fino a qui tutto sembra molto più vantaggioso di prima, se non fosse per una “sorpresa” finale: e cioè il fatto che l’imposta minima di registro è comunque dovuta nella misura minima di 1000,00 euro. Quindi se in seguito alla tassazione di una prima casa con l’imposta del 2% mi vien fuori un risultato, per esempio, di 350,00 euro, la tassazione sarà comunque di 1000,00 euro più i 100 eurocomplessivi di quelle ipotecarie e catastali (totale

minimo, dunque, sempre almeno di 1100,00 euro). Nelle zone in cui le rendite degli immobili sono piuttosto basse (come sono in genere quelle nei paesi di provincia e di campagna) difficilmente ciò potrà concretizzarsi in un risparmio di spesa; mentre ciò è indubbiamente più vantaggioso, rispetto a prima, per l’acquisto di prime case in zone con rendite alte. Fuori dai casi appena visti, le imposte fisse ipotecarie e catastali (una volta di 168 euro) sono state aumentate a 200 euro. Infine, sono stati modificati i requisiti per discriminare una casa di lusso da una non di lusso e quindi per chiedere le agevolazioni prima casa. In

precedenza ci si riferiva a dei parametri molto precisi fissati da un Decreto Ministeriale del 1969; oggi, invece, la casa

è non di lusso per definizione per il sol fatto di essere accatastata in categoria A diversa da A1/A8/A9.

DOTT. AVV. NOTAIO MATTEO CEOLIN mceolin@notariato.it


34 40 I nostri esperti

La violenza di genere AFFARI DI FAMIGLIA

Cari lettrici e lettori, in questo numero vorrei affrontare con Voi una questione che, purtroppo, occupa sempre più le prime pagine dei giornali ed i servizi di apertura dei telegiornali ovvero il fenomeno della violenza di genere. Che cos’è la violenza di genere? Il fenomeno della violenza di genere, ancorché risalente nel tempo, è stato solo di recente oggetto di studi più approfonditi che hanno consentito una sua qualificazione e, quindi, una maggior presa di consapevolezza e responsabilità da parte della nostra società civile. Il concetto di violenza di genere, elaborato nei primi anni duemila, è utilizzato per differenziare la violenza comune da quella che si esplica in danno di individui o gruppi in ragione del loro “genere” o sesso di appartenenza. La violenza di cui ho appena riferito consiste essenzialmente in una serie distinta di azioni fisiche, sessuali, di coercizione economica o psicologica che hanno come destinatario una persona “scelta” sulla base del suo genere o sesso. Con specifico riferimento alla violenza sulle donne, deve rilevarsi come questa costituisca un fenomeno culturale assai complesso che interessa ogni sfera sociale e le cui conseguenze non ricadono solo sulle donne vittime di violenza ma anche sui loro figli che diventano testimoni indiretti della stessa. La violenza sulle donne trova, peraltro, un espresso riconoscimento nella Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne datata 1993 che, all’art. 1 definisce la violenza contro le donne come “Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare un danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”. Rilevanti nel breve e lungo periodo i danni subiti dalle vittime di violenza sia sul piano fisico che su quello psicologico, morale ed esistenziale. Quali forme può assumere la violenza di genere? La violenza di genere è per sua natura un fenomeno proteiforme in

quanto può esplicarsi in modi assai vari e diversi tra loro per tipologia, intensità di violenza e gravità degli effetti. Vi è una violenza fisica e morale ravvisabile in tutte quelle condotte dirette a far più o meno male alle persone con atti lesivi volontari. Vi è poi una violenza psicologica posta in essere dai partner o ex partner attraverso una serie di atteggiamenti intimidatori,

minacciosi e offensivi anche reieterati e prolungati. All’interno di questa categoria si ricomprendono condotte assai diverse tra loro quali i ricatti, gli insulti verbali, le umiliazioni di vario genere anche pubbliche. Ed ancora la violenza economica che rappresenta una forma subdola di violenza in quanto finalizzata ad impedire che il partner possa raggiungere

l’indipendenza economica. In tal modo la vittima non potrà rendersi indipendentemente dal suo carnefice che eserciterà sulla stessa un controllo indiretto ma efficace. In tal senso mi limito a segnalare tutti quegli atteggiamenti diretti ad impedire la ricerca di un lavoro od ancora un ferreo controllo dello stipendio o utilizzo del denaro percepito ad esempio solo dal

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marito-compagno. In particolare, la donna straniera è spesso vittima di ricatti da parte del compagno che, nell’impedirgli la regolarizzazione dei documenti, preclude alla stessa la ricerca di un regolare lavoro. Infine, tra le forme più gravi ed odiose di violenza vi è quella sessuale rappresentata dall’insieme delle condotte che attengono alla sfera sessuale della persona e che ne compromettono la libertà di esplicazione. Tra le forme più diffuse di violenza sessuale vi sono le molestie sessuali, la costrizione ad avere rapporti sessuali o, addirittura, a prostituirsi. Fenomeni quest’ultimo dell’induzione alla prostituzione per nulla distanti anche dalla ns realtà locale dove si registrano interventi delle forze dell’ordine volti a contrastare proprio suddetto reato. I reati connessi alla violenza di genere Le violenze sopra riferite integrano, il più delle volte fattispecie penalmente rilevanti. I reati che, statisticamente, sono maggiormente associati a fenomeni di violenza di genere sono: il reato di maltrattamenti verso familiari e conviventi, disciplinato all’art. 572 c.p. e di recente modificato; il reato di atti persecutori, comunemente detto stalking, introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009 con l’art. 612 bis c.p.; la violenza sessuale di cui all’art. 609 bis c.p., nonché le fattispecie, apparentemente meno gravi, ancorché rilevanti sul piano umano, di minacce, lesioni e molestie. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.


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Chiave (9) - Un suo film...........................................................................

Nomi famosi • Sapete come si chiama la modella giapponese con le misure perfette? Mimi Sury. • Come si chiama il più grande cocaino-

mane giapponese? Hiothiro Nariga. • Come si chiama il più famoso comandante delle frecce tricolori? Gino Vantuno. • Come si chiama il più esperto geologo brasiliano? Pedro

3 lettere APE - IAN - LEO - OHE - PST RIC - SFO - TAU 4 lettere GANA - MAGO - MOAB 5 lettere AVRAI - CUOCO - LAICO SOREL - TECLA - THETA 6 lettere CADUTO - TILOMA - TUCANO 7 lettere VOLPOCA 8 lettere CASTAGNE - ORTAGLIA 9 lettere ESATONALE - INERRANTE RODOMONTE - TRAVEDERE 10 lettere RISALUTARE 11 lettere LATTESCENTE 14 lettere RIAVVOLGIMENTO Macinho. • Come si chiama il più grande produttore di autoveicoli cinese? Cam Yong Chin. • Come si chiama il più assiduo suonatore di citofono vietnamita? Vien Po Ju. • Come si chiama il più frequentato barbiere giapponese? Akapa Torasato.

Aforismi Divertenti • Senza di te la mia vita è vuota. Come la bocca di mio nonno senza la dentiera. • Il paradiso è un poliziotto inglese, un cuoco francese, un tecnico tedesco, un amante italiano: il tutto organizzato dagli svizzeri. L’inferno è un cuoco ingle-

se, un tecnico francese, un poliziotto tedesco, un amante svizzero, e l’organizzazione affidata agli italiani. • Abbiamo riso abbastanza, adesso pasta. • Comunque, se hai bisogno di qualcosa: domani compratela. • Soltanto i grandi uomini possono avere grandi difetti.

Il Gioco del Mese Colora gli spazi con il puntino

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A tavola 43 25 LA RICETTA

CARRE’ d’agnello in crosta di erbette su

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tetto di funghi porcini con tortino di porri e scalogno glassato

INGREDIENTI 1 CARRÈ D’AGNELLO, ERBETTE AROMATICHE, 2 FUNGHI PORCINI, 4 SCALOGNI, 2 PORRI ESECUZIONE PREPARARE IL TRITO DI ERBE AROMATICHE E “IMPANARE” IL CARRÈ D’AGNELLO. ROSOLARLO IN UNA PADELLA ANTIADERENTE PER CIRCA 3 MIN. E FARE RIPOSARE LA CARNE PER 10 MIN. PREPARARE IL TORTINO DI PORRI TAGLIANDOLI A QUADRETTI. FATELI ROSOLARE IN UNA PADELLA DÌALLUMINIO CON UNA NOCE DI BURRO, AGGIUNGERE DELLA FARINA SETACCIATA E UN PÒ DI PANNA. MANTECARE CON GRANA PADANO E METTERLI IN PICCOLE FORTMINE IN MODO DA OTTENERE DELLE TORTINE. METTETE GLI SCALOGNI IN UNA CASSERUOLA FINO ALLA COMPLETA RESTRIZIONE DELL’ACQUA, AGGIUNGERE 5 CUCCHIAI DI ZUCCHERO E CUOCERE FINO ALLA COMPLETA RESTRIZIONE DELL’ACQUA. FATE SALTARE IN UNA PADELLA ANTIADERENTE I FUNGHI PORCINI PRECEDENTENENTE TAGLIATIA A FETTINE NEL SENSO DELLA LUNGHEZZA, CON UN GOCCIO D’OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA E SALE. ADAGIARE SU UN PIATTO I FUNGHI SLATATI, DISPORVI SOPRA IL CARRÈ SCALOPPATO E ACCOMPAGNARE CON TORTINO DI PORRI E SCALOGNO GLASSATO. “LUCIDARE” CON UN FILO D’OLIO EXTRAVERGINE E AGGIUNGERE UNA SPOLVERATA DI SALE E PEPE NERO.

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CROCCHETTE DI CARCIOFI CON SALSA ALLO YOGURT ED ERBE AROMATICHE UN FINGER FOOD CROCCANTE FUORI, CALDO E MORBIDO ALL’INTERNO. PERCHÉ PER NOI LE CROCCHETTE NON SONO SOLO A BASE DI PATATE, MA MOLTE DELLE VERDURE PRIMAVERILI SI PRESTANO PER QUESTA SFIZIOSA PREPARAZIONE. E’ LA STAGIONE CHE INVOGLIA: CIBI FRESCHI E MENO IMPEGNATIVI, PER QUESTO ABBIAMO REALIZZATO UNA SALSA A BASE DI YOGURT ED ERBE CHE HA ALLEGGERITO LE NOSTRE CROCCHETTE. INSOMMA, PICCINE COME APPETIZER, UN PO’ PIÙ GRADI COME

CONTORNO, IDEALI DA METTERE NEL CESTINO DA PIC NIC, QUESTE CROCCHETTE DI CARCIOFI SONO UNA IDEA SEMPLICE ED ORIGINALE PER OGNI ESIGENZA.

INGREDIENTI PER 15 CROCCHETTE: 500G FONDI CARCIOFO, 1 PATATA (95G LESSATA), 110G PANE DI SEGALE, 2 CUCCH ARACHIDI SALATI, 1 UOVO MENTA SECCA, PREZZEMOLO, AGLIO IN POLVERE, SUCCO DI LIMONE, INSAPORITORE A BASE DI VINO ED ERBE AROMATICHE, PANE GRATTUGIATO, OLIO EVO, OLIO DI SEMI DI MAIS, SALE. PER LA SALSA: 170 GR YOGURT GRECO 0%, SUCCO DI LIMONE, OLIO EVO, MENTA SECCA, PREZZEMOLO, AGLIO IN POLVERE, SALE ALLE ERBE AROMATICHE DI MONTAGNA, SALE CUOCERE I FONDI DI CARCIOFO IN PENTOLA A PRESSIONE, CON IL CESTELLO PER LA COTTURA A VAPORE, PER CIRCA 10 MINUTI DAL FISCHIO DELLA PENTOLA. SPEZZARE IL PANE E AMMOLLARLO CON UN PO’ DI ACQUA DI COTTURA DEI FONDI; MESCOLARLO CON I CARCIOFI E LA PATATA, ENTRAMBI SCHIACCIATI CON UNA FORCHETTA. CONDIRE IL COMPOSTO CON L’OLIO EVO, IL SUCCO DI LIMONE E L’INSAPORITORE A BASE DI VINO ED ERBE AROMATICHE; UNIRE GLI ARACHIDI TRITATI CON IL COLTELLO, E PROFUMARE CON LA MENTA, L’AGLIO ED IL PREZZEMOLO, QUINDI AGGIUSTARE DI SALE. IMPASTARE GLI INGREDIENTI CON UN UOVO, E FORMARE DELLE PALINE CON LE MANI (MEGLIO SE BAGNATE). PASSARE LE CROCCHETTE IN UN MIX DI PANE GRATTUGIATO E SALE, POI LASCIARLE RIPOSARE PER CIRCA 20 MINUTI. PREPARARE LA SALSA: MESCOLARE LO YOGURT CON IL SUCCO DI LIMONE E L’OLIO EVO, QUINDI PROFUMARE CON LA MENTA, IL PREZZEMOLO, L’AGLIO ED INSAPORIRE CON IL SALE ALLE ERBE; SE NECESSARIO REGOLARE DI SALE. OTTENERE UNA CREMA MORBIDA, ALLUNGANDO CON QUALCHE CUCCHIAIO DI ACQUA DI COTTURA DEI FONDI DI CARCIOFO. CUOCERE LE CROCCHETTE DI CARCIOFI IN PADELLA CON L’OLIO DI SEMI, RIGIRANDOLE PER FAR COLORARE. SERVIRE ACCOMPAGNANDO CON LA SALSA DI YOGURT. 2 SPICCHI AGLIO, DRAGONCELLO, CANNELLA, OLIO EVO, SALE

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