Sport p.18
p.33
Salute p.27
GIUGNO 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.85
Cultura p.17
del Piovese
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S. ANGELO DI PIOVE
Operai devolvono il premio produzione in beneficenza SCUOLA ZANELLA
La prima elementare di Corte è salva TRAFFICO PESANTE
Chioggia chiude il ponte, è un problema a Conche ELEZIONI EUROPEE
La Lega fa il pieno di voti anche nella Saccisica PERSONAGGIO
Il professore giapponese che ama l’arte di Piove
on-line: L’Europa resiste, ma deve cambiare Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno servizi alle pagg 4, 6, 7 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.
Elezioni amministrative, tra conferme e sorprese
Pontelongo torna al centrosinistra. Confermati i sindaci di Brugine, Polverara e Correzzola. A Legnaro vince ancora il centrodestra
S A G E E C U A L S E E R R U P T I M N I R E t FO i A . e S r o A n e t C n a R . PE www
I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb
L’Europa resiste, ma deve cambiare Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
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he non sarebbero state elezioni come tutte le altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo davano per probabile, ma senza grandi entusiasmi. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. segue a pag 3
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Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno servizi alle pagg 4, 6, 7 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.
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Elezioni amministrative, tra conferme e sorprese
Pontelongo torna al centrosinistra. Confermati i sindaci di Brugine, Polverara e Correzzola. A Legnaro vince ancora il centrodestra
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he non sarebbero state elezioni come tutte le altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo PUNTI ENERGIA ANTENORE davano per probabile, ma senza grandi entusiaPIZZERIA • PIADINE • PANINI CALDI smi. ANCHE SU PRENOTAZIONE Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha RUBANO (PD) LIMENAindicato (PD) però chiaramentePADOVA che stiamo (PD) vivendo un cambio54 di stagione, e non soltanto in Italia. V.le Padova, 1 • Sottomarina Chioggia (Ve) via delladiProvvidenza, 69 via del Santo, via del Vescovado, 10 www.pizzeriadaleo.it • Pizzeria Da Leo CHIUSO IL MERCOLEDÌ segue a pag 3 tel 049 630466 tel 049 768792 tel 049 652535
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MACULOPATIA cos’è e come riconoscerla
Per degenerazione maculare si intende un’alterazione e una perdita della funzionalità della parte centrale della retina (chiamata “macula”) dovuta alla progressiva morte delle cellule fotorecettori (in questo caso coni retinici). Cosa succede? La degenerazione maculare è causa di irreversibile riduzione della funzione visiva, con perdita della visione centrale. Anche nei casi più gravi non provoca una cecità totale ma si sviluppa una macchia (scotoma) nel punto di fissazione, restando funzionale la visione periferica. La forma secca o atrofica (85-90% dei casi) è caratterizzata da un assottigliamento progressivo della retina centrale, che risulta scarsamente nutrita dai capillari e si atrofizza, la più grave e a più rapida evoluzione, è detta umida o essudativa (10-15% dei casi) ed è complicata dalla formazione di nuovi capillari con una parete molto fragile. L’impatto può essere fortemente invalidante sul piano psicologico e sulle autonomie della persona. Come si vede con la Degenerazione Maculare? I primi sintomi si evidenziano nella distorsione delle immagini al centro del campo visivo (punto di sguardo), minor brillantezza dei colori percepiti e difficoltà nella visione di piccoli dettagli e nella lettura da vicino. L’area centrale di non visione, detta scotoma, può
essere percepita come assenza di visione o come una macchia. Spesso la fissazione centrale viene compromessa, dovendo ricorrere ad un punto di osservazione periferico della retina, con minore dettaglio e difficoltà a stabilizzare l’immagine.
Cosa fare? Fondamentale è la diagnosi precoce della Degenerazione Maculare Senile osservando i primi sintomi: eventuali distorsioni delle immagini e offuscamenti delle zone centrali. Dopo i 50 anni è importante sottoporsi periodicamente a un controllo medico oculistico per l’esame del fondo oculare ed eventuali accertamenti per una diagnosi precisa.
In Italia la forma umida (essudativa) può essere trattata con le iniezioni intravitreali che bloccano o rallentano l’avanzare della malattia, attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, o con terapia fotodinamica, attuata mediante un tipo particolare di laser. Si raccomanda l’intervento precoce e tempestivo per chi ha un residuo visivo maggiore di 2/10 e Chi colpisce? la compensazione tramite apposite lenti che La degenerazione maculare legata all’età (AMD o stabilizzano la fissazione eccentrica. DMLE) è attualmente considerata la prima causa Noi di Ottica Veneta possiamo fornirti tutto di cecità nei Paesi di maggior benessere e la terza il supporto e gli ausili per riconoscere e in assoluto. contrastare questa patologia. L’incidenza dell’AMD è rara prima dei 55 anni, ma Uno stile di vita attivo ed all’aria aperta, significativa dopo i 75 anni. In Italia, si calcola che proteggendosi dai raggi solari, assieme ad una siano affette da AMD circa un milione di persone (tra corretta alimentazione ricca di antiossidanti diagnosticate e non), quota destinata a crescere possono aiutare a rallentare e in certi casi in ragione dell’invecchiamento demografico prevenire lo sviluppo dell’AMD. mondiale. La forma più grave della malattia, detta ‘umida’, è meno frequente e con più rapida Siamo associati con evoluzione. È dimostrata la familiarità genetica della malattia ma anche la forte correlazioni con gli stili di vita, alimentazione, fumo e alcool, sedentarietà, esposizione eccessiva ai raggi solari.
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Facciamo. il punto
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Premio produzione agli allenamenti degli atleti paraolimpici P
remio produzione devoluto in beneficenza. E’ la scelta fatta volontariamente da una trentina di lavoratori della Scm Frigo spa, azienda specializzata nella progettazione e produzione di macchinari per la refrigerazione industriale che si trova nella zona artigianale di Vigorovea. Alla fine sono stati raccolti più di 600 euro che sono stati destinati all’ associazione sportiva dilettantistica Orange Bowl di Maserà di Padova, che è la prima ed attualmente l’unica realtà a praticare in Veneto la boccia paraolimpica a livello agonistico, dando la possibilità a persone con gravi disabilità di partecipare in maniera attiva all’ attività agonistica ai più alti livelli nazionali ed internazionali. “La scelta di sostenere persone diversamente abili - hanno spiegato i lavoratori - ci è venuta naturale. Abbiamo tutti tra i 30 e i 50 anni, abbiamo figli e per questo sostenere questa realtà ci è sembrato il miglior investimento possibile per dare valore al premio produzione ricevuto”. Un gesto simbolico dalla grande valenza che va oltre alle mere cifre visto che il premio produzione, riferito al 2018, è stato mediamente di poco più di 50 euro lordi a lavoratore.
Alessandro Cesarato
“Ci è sembrato un modo per dare valore al premio produzione ricevuto”
Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.
DIMITRI SANTELLO Artigiano Dipintore L’Europa resiste, ma deve cambiare
Malcontenta (Ve) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< 339 548 20 67 he non sarebbero state elezioni come tutte ildipintore@gmail.com le altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. DimitriSantinelloVenezia Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo #dimitrisantellovenezia davano per probabile, ma senza grandi entusia-
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smi. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione: >ale.cesarato@gmail.com<
del Piovese
recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo e Polverara per un numero complessivo di 11.879 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Chiuso in redazione il 7 giugno 2019
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Amministrative
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Pontelongo Con il 37,9% delle preferenze
Il paese ritorna nelle mani del centrosinistra Vince Roberto Franco, già sindaco dal 1999 al 2004. Non ha rimpianti Bregantin, amareggiato Magagnato
I
l paese è tornato nelle mani del centrosinistra dopo dieci anni. È stata una sfida appassionante quella tra i tre candidati, incerta fino alla fine. L’ha spuntata per 86 voti il nuovo progetto civico di Roberto Franco, già sindaco dal 1999 al 2004, appoggiato dal Pd locale che così, dopo il declino degli ultimi anni, ha rialzato la testa. “Ha vinto il lavoro serio e concreto di opposizione fatto in questi anni - sono state le sue prime parole del nuovo primo cittadino - e una squadra di persone qualificate. Ha prevalso
una visione diversa per il nostro paese. Vogliamo riportare i cittadini al centro dei processi decisionali”. Ha votato il 71,53% dei pontelongani aventi diritto. “Vivere Pontelongo” ha prevalso con il 37,96% delle preferenze. Niente da fare per Lisa Bregantin che non riesce a raccogliere l’eredita di Fiorella Canova. “Insieme per Pontelongo” si è fermata al 33,77% dei consensi e porta in consiglio due rappresentati, la Bregantin e proprio la Canova. “Abbiamo fatto il possibile -
In alto Roberto Franco e la sua squadra. A lato gli altri due candidati Lisa Bregantin e Donatello Magagnato
ha detto la Bregantin - con una campagna elettorale in cui ci siamo spesi e fatto il massimo mettendoci la faccia fino alla fine. Non abbiamo rimpianti”. Amareggiato Donatello Magagnato che, visti i concomitanti e travolgenti dati ottenuti in paese alle Europee da Lega e Fratelli d’Italia, partiti che lo sostenevano esplicitamente, immaginava
certamente un epilogo diverso. “Sono sorpreso - ha commentato il segretario del locale Carroccio - speravo in un risultato migliore”. “Per Pontelongo” è arrivata terza, con il 28,27%. In consiglio, insieme a Magagnato, ci sarà Ilenia Desolei. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<
A Correzzola Mauro Fecchio è sindaco per la quarta volta Per la lista civica, oggi a trazione leghista, “Progetto Correzzola”, è il quinto mandato consecutivo
M
SOGGIA PAOLO · VIMINI E BAMBOO · CESTERIE · OGGETTISTICA · MOBILI ETNICI · COMPLEMENTI D’ARREDO · ARTICOLI REGALO · Via Arzaron Alto, 14 · Arzergrande (PD) Tel. 049/9775481 · Cell. 337/525253 Email: soggia.vimini@gmail.com
auro Fecchio è sindaco per la quarta volta. Per la lista civica, oggi a trazione leghista, “Progetto Correzzola” si tratta del quinto mandato consecutivo. Il quorum, unica incognita nella corsa in solitaria, è stato superato senza difficoltà. Ha votato infatti il 65,18% degli aventi diritto. Fecchio ha raccolto 2.513 voti, pari all’86,24% delle schede valide. Tutti i consiglieri in lista sono entrati in consiglio comunale. A fare il pieno delle preferenze personali sono stati la new entry Mirco Finesso (168), il vicesindaco Claudio Padovan (133) e l’assessore Sonia Marcato (129). “Dopo tanto tempo - ha detto a caldo Fecchio - non mi aspettavo ancora una risposta così forte. Il merito è del gruppo storico che continua a portare avanti con impegno e passione il progetto e anche dei nuovi innesti che si sono dati molto da fare per inserirsi al meglio. Ci aspettano le problematiche che conosciamo e che affronteremo con grande responsabilità”. A.C.
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Amministrative
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Legnaro Con la lista “Moderati per Legnaro” ha ottenuto il 40,84 per cento delle preferenze
Vince il centrodestra ancora una volta, il sindaco è Vincenzo Danieletto A
Legnaro il centrodestra vince. Ancora una volta. Così come negli ultimi vent’anni. Vincenzo Danieletto, candidato per i “Moderati per Legnaro” è il nuovo sindaco del paese. Ha ottenuto il 40,84 per cento dei voti (2.073 schede a favore) superando Giuliano Carraro, candidato per la civica “Insieme per Legnaro” (32,37 per cento, cioè 1.643 voti) e Stefano Di Lallo alla guida di “Legnaro – Autonomia per il Veneto” (26,79 per cento, 1.360 voti). Quella dei Moderati è una vittoria conquistata in tutti i seggi. Danieletto vede riconfermata, nella proiezione di quello che sarà in base alle singole preferenze la composizione della prossima maggioranza, tutta la giunta uscente, a partire dagli ex sindaci Bettini e Ivano Oregio Catelan. Riconfermati anche gli assessori Cristina Licata, Roberto Maniero, Alessia Morandin e i consiglieri Maurizio Miolo e Marina Perin. In squadra anche il giovane Andrea Calzavara. “Sono felice del risultato: ho raccolto un testimone importante, quello lasciato dal sindaco uscente Bettini quindi la responsabilità è grande - ha dichiarato Danieletto. - Questa è stata una vittoria sofferta legata ai risultati delle elezioni europee ma i dati dimostrano che i cittadini, al voto per le comunali, hanno guardato prima al loro territorio scegliendo la continuità. Mi impegnerò al massimo per non venire meno all fiducia che hanno rinnovato alla nostra squadra, un giusto mix di esperienza e novità”. Il cambiamento proposto da Giuliano Carraro, candidato sindaco per “Insieme per Legnaro”, non convince gli elettori.
“È un risultato elettorale che non soddisfa ma ne prendiamo atto - dichiara Carraro - e ringraziamo quei 1.643 legnaresi che ci hanno dato fiducia e hanno creduto nel nostro programma”. Quindi una considerazione sui numeri: “La percentuale conseguita, unitamente a quella di Di Lallo indica la volontà della maggioranza dei cittadini di avere un cambiamento nell’amministrazione comunale. Le nostre proposte sui temi urgenti quali viabilità, ambiente e consumo del territorio - ha concluso - saranno centrali nel confronto con la nuova amministrazione”. Con Carraro all’opposizione siederà Elia Bozzola, consigliere di minoranza uscente e segretario del circolo locale del Partito Democratico. Fuori dai giochi, per ora sulla carta, i consiglieri uscenti Davide Bianchini, Claudio Borsetto e Roberto Giacometti Pescarolo. Stefano Di Lallo, segretario della sezione della Lega locale e candidato per la civica “Legnaro – Autonomia per il Veneto” ha il merito di aver riportato una lista - dove è forte la rappresentanza del Carroccio - al tavolo del consiglio comunale. Nel 2014 la Lega si presentò con Stefanino Criconia ma ottenne solo il 7,71 per cento dei voti e nessun seggio. “Ritengo che abbiamo fatto tutto ciò che era possibile - ha detto, - mi pare evidente però che ancora una volta, dopo vent’anni, non ci sia la maggioranza dei cittadini disposta a cambiare. Ne prendo atto e ringrazio tutta la mia squadra e i cittadini che ci hanno sostenuto”. Con Di Lallo, in minoranza, ci sarà Alexa Rado. Martina Maniero
In alto il neo sindaco Vincenzo Danieletto con il primo cittadino uscente. A sinistra la squadra vincente
A Polverara per Alice Bulgarello arriva la conferma
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i conferma a capo dell’amministrazione comunale il sindaco Alice Bulgarello candidata per la civica “Attivamente Polverara” . Al secondo mandato, il primo cittadino si è imposto sul rivale Simone Coccato, candidato per la civica “SìAmo Polverara” raccogliendo il 65,28 per cento dei voti e aumentando così anche il consenso rispetto alle precedenti elezioni (aveva ottenuto il 60,32 per cento nella sfida con l’allora sindaco uscente Sabrina Rampin). Bulgarello, 35 anni, libero professionista, ha conquistato 1380 voti contro i 734 di Coccato che si ferma al 34,72 per cento. “È un risultato che premia il duro lavoro svolto in questi ultimi cinque anni - ha dichiarato il primo cittadino. - Non ci siamo persi in chiacchiere ma abbiamo lavorato a testa bassa, insieme ai cittadini. La nostra è stata una presenza sincera nel territorio che ci apprestiamo ad amministrare nel prossimo quinquennio”. Con lei in lista ci saranno anche i due assessori
uscenti Chiara Pengo ed Enrico Sturaro, i primi a confermarle la fiducia e ad appoggiarla in questa nuova sfida. In squadra molti volti nuovi: Mauro De Lazzari, Arianna Greggio, Nicola Rampin, Luca Salmistraro, Franca Maria Serra e Denis Vettore. Coccato, 41 anni, responsabile commerciale per la Diversey Italia, militante Lega e assessore nel 2009 della Giunta Rampin, torna al tavolo del consiglio comunale, stavolta all’opposizione insieme a Gessica Destro, Matteo Bozzolan e Andrea Giraldin, i tre consiglieri della lista che hanno raccolto il maggior numero di preferenze. “Faccio i miei complimenti e le congratulazioni ad Alice - ha dichiarato Coccato, - con un risultato così merita di continuare il lavoro iniziato cinque anni fa. Sono contento del clima positivo che abbiamo saputo creare e che conto sapremo mantenere per poter lavorare in modo collaborativo per il bene della comunità”. M.M.
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Amministrative
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Brugine, Giraldo porta a casa quasi l’ottanta per cento dei voti Il sindaco riconfermato e la sua lista “Insieme si può”, dove è forte la componente della Lega, ha conquistato 3.367 voti
U
na vittoria netta per il sindaco uscente Michele Giraldo. Quasi l’80 per cento dei cittadini gli ha confermato la fiducia per i prossimi cinque anni. In termini numerici Giraldo e la sua civica “Insieme si può” - dove è forte la componente della Lega a partire dal primo cittadino, militante del partito - ha conquistato 3.367 voti contro gli 844 della sfidante Cristina Carraro, candidata per “Amiamo Brugine e Campagnola” che non è riuscita ad andare oltre al 20,04 per cento dei consensi. Dopo le elezioni del 2014 (Giraldo aveva vinto con il 36,44 per cento dei voti, ma le liste in gara erano tre) il riconfermato sindaco è riuscito a conquistare la fiducia di una larga maggioranza dei suoi concittadini, forte anche
del crescente consenso ottenuto dalla Lega a livello nazionale ed europeo. Riconfermata anche l’intera Giunta uscente, i fedelissimi, quasi tutti esponenti del Carroccio. Sono Jhonny Caron, vicesindaco uscente, gli assessori Fabio Magagnato, Cristina Sofia Milanetto, Sofia Pinato e i consiglieri Francesco Masut (capogruppo uscente) e Melita Ester Benvegnù. In squadra anche Marco Molena e Giada Trincanato. “È stata una vittoria di squadra, frutto del lavoro di questi ultimi cinque anni” le prime parole di Giraldo a margine della proclamazione. Dura sconfitta per Cristina Carraro, consigliere di minoranza uscente. Ancora una volta siederà al tavolo dell’opposizio-
Il riconfermato primo cittadino Michele Giraldo e la squadra vincitrice
Dura sconfitta per Cristina Carraro, candidata per “Amiamo Brugine e Campagnola”, che ottiene 844 voti
ne con il collega Marco Miazzi (candidato sindaco per Abc alle elezioni del 2014), tra i consiglieri più votati della sua lista. “Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto e dato fiducia con il loro voto, continueremo con maggiore forza il mostro ruolo di sorveglianza sull’opera-
to dell’amministrazione - ha detto Carraro. E ha aggiunto - Siamo orgogliosi che il primo consigliere eletto (Riccardo Rampin) sia il più giovane della nostra lista, segno di speranza e futuro per il nostro paese”. Martina Maniero >martinamaniero@alice.it<
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Piove di Sacco
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Scuola Accolta la deroga per Corte
Elementare Zanella, la classe prima è salva con 11 alunni A settembre la campanella suonerà anche per gli alunni che frequentano la classe prima della scuola elementare Zanella della frazione di Corte. L’ufficio territoriale di Padova ha accolto la richiesta di deroga Richiesta presentata dal dirigente scolastico quando ha dovuto fare i conti con la triste realtà del numero delle preiscrizioni. Solo dieci, poi saliti ad undici, i bambini che hanno optato per Corte, quando il numero minimo richiesto per fare partire una classe è di almeno tredici. La notizia della deroga, comunicata ufficialmente dalla dirigenza scolastica ai genitori, è stata vissuta in paese con grande entusiasmo tanto che anche le campane della parrocchia hanno suonato a festa. Attorno alla scuola, per garantirne la sopravvivenza, si era stretta non a caso l’intera comunità. Sì perché, al di là del fatto affettivo per un plesso frequentato da generazioni di cittadini di Corte, mettere in dubbio una scuola significava minare la sopravvivenza di dell’intera frazione. Ciò che ha fatto riflettere in queste settimane è stata poi la scelta di tante famiglie residenti proprio a Corte di iscrivere i propri figli altrove. Nella popolosa frazione, su un potenziale bacino di venti famiglie interessate alla scuola locale, più della metà si è orientata per altre soluzioni, anche fuori comune. Per garantire la continuità scolastica si era mossa per prima l’am-
ministrazione comunale, pronta a fare, con risorse straordinarie, la propria parte. I genitori degli alunni di tutta la “Zanella”, coinvolgendo tanti cittadini, avevano da parte loro raccolto molte firme, poi consegnate
direttamente al Provveditore, a sostegno della scuola e della sua sopravvivenza. Come annunciato in consiglio comunale, per il futuro, si intraprenderà un percorso di gestione controllata e pianificazione delle
iscrizioni a livello di tutte le scuole del territorio comunale, in maniera che non si ripresentino casi analoghi a singole scuole, specie a quelle della frazioni. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<
Sant’Anna, appaltati i lavori per la palestra del quartiere Aggiudicato l’appalto per la costruzione della palestra del quartiere di Sant’Anna. La struttura andrà ad affiancare il plesso della nuova scuola media Regina Margherita nel quartiere di Sant’Anna. Il progetto preliminare era stato approvato alla fine dello scorso anno per dare al Comune la possibilità di accendere in tempo utile un mutuo di 15 anni a tasso zero erogato dall’Istituto del credito sportivo. La nuova palestra dovrebbe essere completata entro l’anno
e sarà a servizio non solo di tutte le altre scuole del polo scolastico ma, fuori dagli orari scolastici, anche di associazioni e cittadini, diventando un’opera di riqualificazione per tutto il quartiere. A fronte delle 81 ditte inviate a partecipare alla gara, sono pervenute 42 offerte da parte di operatori economici costituiti da piccole e medie imprese. L’importo di appalto era di 358 mila euro, inclusi degli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. Ad aggiudicarsi la gara è stata la F.B.F. Impianti srl di Santa Maria di Sala (VE) che realizzerà l’opera con 308 mila euro. A.C.
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Piove di Sacco - Pontelongo
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Quasi 170 metri di focaccia: è record La gigantesca realizzazione entra ufficialmente nel Guinness World Record. Grande festa al centro commerciale Piazzagrande che per la quinta volta si aggiudica un primato mondiale
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l centro commerciale Piaz- anno a Montevarchi. Una vera zagrande, che festeggia e propria impresa, terminata quest’anno i 25 anni di attivi- in serata dopo quasi diciotto tà, entra per la quinta volta nel ore interrotte di lavoro. Si è Guinness World Record, que- iniziato a predisporre l’impasta volta con la focaccia più sto, ottenuto grazie agli oltre lunga del mondo. In passato 15 quintali di farina messi a disi era già aggiudicato i primati sposizione da Molino Rossetto per lo spritz Aperol più gran- di Pontelongo, già dalle prime de, la fila di panini più lunga, ore della mattinata, mentre il la barretta di forno mobile cioccolata e Sfornati 169,27 metri “a tunnel” ha il Tiramisù iniziato a ladi focaccia, ottenuti vorare senza più grandi del mondo. sosta dalle 11. da 15 quintali di Chi vorrà E’ stata profarina, in una giornata strapparle il prio la cottuprimato ora di lavoro senza sosta. ra la fase più dovrà supedelicata, con Il giudice ufficiale rare i 169,27 il forno, caLorenzo Veltri ha metri sfornati, ricato su un senza soluzioomologato il record carrello, che ne di contiè stato fatto nuità, sul lunghissimo tavolo avanzare a mano ogni tre mipredisposto nel piazzale del nuti, il tempo necessario per centro commerciale. cuocere un metro di focaccia. Il precedente record (121 me- A tutte le operazioni ha partri) era stato stabilito lo scorso tecipato in prima persona il
Un premio per Piero Barbetta, commerciante di tessuti di Pontelongo Porta avanti un’attività commerciale di famiglia che resiste ormai da 110 anni. Nell’ambito delle manifestazioni di “Saccisica in mostra”, la fiera dell’artigianato che si è tenuta a maggio nei padiglioni allestiti in piazzale Bachelet a Piove di Sacco, è stato premiato Piero Barbetta, ottantacinquenne commerciante di tessuti e biancheria intima. Piero ha saputo continuare la tradizione di un’attività iniziata dal padre, conosciuto con il soprannome di “Neno iache”. In occasione della premiazione ne sono state riconosciute le doti di grande professionalità e gentilezza che lo hanno contraddistinto in tanti anni di lavoro (a.c.).
direttore Filippo Lazzarin che ha diretto come un’orchestra la quarantina di volontari che, sotto un sole a tratti cocente, sono stati coinvolti nell’impresa. Il maestro pizzaiolo Loris Sartore si è occupato dell’impasto e della variegata farcitura. Alla fine ne è uscita una “focacciona” a forma di ferro di cavallo, uniforme, saporita e colorata, larga 20 centimetri e alta 3 centimetri, come richiesto dal protocollo. Quando il giudice ufficiale Lorenzo Veltri, inviato direttamente da Londra e noto ai più per essere stato il giudice della trasmissione televisiva di Canale 5 “Lo Show dei Record”, ha omologato il record si è sciolta la tensione ed è partita la festa con la distribuzione gratuita a tutto il numeroso pubblico presente. Alessandro Cesarato Il giudice ufficiale Lorenzo Veltri consegna l’attestato del Guinnes World Record
Azienda green, premiata Molino Rossetto
Pontelongo, 25 anni di protezione civile Il gruppo locale della Protezione civile ha festeggiato i primi venticinque anni di attività con un momento ufficiale che si è svolto in villa Foscarini. Davis Vanuzzo, attuale coordinatore del gruppo, oltre a ringraziare le autorità ed i presenti ha fatto un excursus sulle numerose attività svolte dal gruppo sia in paese sia nelle missioni effettuate nei terremoti dell’Abruzzo e delle Marche, oltre che durante le alluvioni che hanno colpito i vicini territori di Bovolenta e Casalserugo. Il gruppo, nato da una costola dell’associazione “Ponte di barche”, cerca sempre nuovi volontari. Il presidente della Provincia Fabio Bui ha, infine, consegnato una targa ricordo e una medaglia a tutti i volontari (a.c.).
>ale.cesarato@gmail.com<
Premiazione Chi è chi Spring Awards
In occasione della Milano Food City, la settimana dedicata al cibo, Molino Rossetto ha ricevuto un prestigioso riconoscimento
Si tratta del riconoscimento di “Azienda Green”, il premio assegnato da oltre vent’anni alle personalità di spicco del mondo del cibo della moda, dell’industria e dello spettacolo, che si sono distinte per eccellenza di attitudini o per rilevanza di pratiche adottate nel proprio campo. Sostenibilità e attenzione all’ambiente sono queste le motivazioni che hanno permesso a
Chiara Rossetto, amministratore delegato della storica azienda paesana di aggiudicarsi il premio. Sono diverse, infatti, le pratiche di attenzione all’ambiente messe in campo dall’azienda negli ultimi anni, dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico per sostenere le linee di confezionamento, all’utilizzo di carta proveniente da foreste gestite in maniera responsabile. “Per noi quello della sostenibilità rappresenta un valore fondamentale - ha dichiarato Chiara Rossetto durante la premiazione - siamo molto felici di essere stati premiati per le azioni buone e responsabili che rispondono sia alla visione aziendale, sia alle richieste di un consumatore sempre più esigente. La nostra volontà è quella di proseguire in questa direzione. Ci stiamo impegnando a convertire in biologico un numero sempre maggiore di prodotti e a offrire sempre più referenze di filiera”. A.C.
Codevigo
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Chioggia chiude il ponte sul canale Novissimo, il traffico pesante viene deviato sulle strade di Conche I residenti denunciano un certo disagio per la situazione che si è venuta a creare. La lista di opposizione “Impegno civico” chiede tempi certi e garanzie sui lavori
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eviato sulla rete stradale interna di Conche il traffico pesante dei vicini Piovini, località limitrofa che rientra del territorio di Chioggia ma che di fatto è un’estensione della frazione padovana. Il comune veneziano ha preso atto, dopo alcune segnalazioni dei residenti dei Piovini, che il proprio ponte di competenza sul canale Novissimo non gode di grandissima salute. Ha deciso quindi di limitarne il passaggio solo ai mezzi con un peso inferiore ai 35 quintali. In questa maniera però le aziende, soprattutto quelle agricole, della zona si sono trovate a non avere più un collegamento con la Ss 309 Romea. L’unica alternativa per trattori e camion è rappresentato dal passaggio obbligato per Conche, e in particolare lungo via Frignolo e via Vallona. Il fatto è che anche qui c’è un ponte con divieto di transito (già poco rispettato a dire la verità) per i mezzi pesanti, predisposto in passato per garantire la sicurezza lungo una rete stradale decisamente poco adatta al traffico, se non a quello dei residenti. Non potendo di certo negare l’unico collegamento ai residenti dei Piovini il Comune ha concesso, temporaneamente, a Chioggia (che tuttavia non ha ancora un’idea di progetto di manutenzione del ponte di competenza) la deroga sulla tolleranza della stazza dei mezzi in transito. La situazione che si è venuta a creare preoccupa non poco la lista civica di opposizione “Impegno Civico”. “Spetta a Chioggia - ha detto il capogruppo Valentina Agatea che ha già preparato anche un’interrogazione consiliare - indicare tempi e modi per la messa in sicurezza di quel ponte dei Piovini ma il nostro Comune deve pretendere di avere risposte certe sui tempi della deroga e garanzie di un risarcimento per gli eventuali danni alle nostre strade. Sarebbe stato opportu-
no anche un confronto con la frazione di Conche e con le sue attività, in merito a ciò che si ha intenzione di fare”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<
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Soddisfazioni nazionali per l’associazione sportiva Ishi Kan del maestro Gabriele Bagnoli alla Coppa Italia di karate promossa dal Centro sportivo educativo nazionale che si è tenuta a Montecatini Terme nel mese di maggio. Una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 1.500 atleti in rappresentanza di 150
iscritti società provenienti da tutta Italia. Ottima la prestazione di Lorenzo Bagnoli che salendo nel gradino più alto del podio nella categoria “Cadetti Maschile” ha confermato l’oro conquistato lo scorso novembre ai campionati nazionali che si erano tenuti a Fidenza. Eccellente anche il risultato di Anna Patella che ha conquistato la medaglia d’argento nella categoria “Cadetti Femminile”. Grande è stata la soddisfazione anche degli istruttori Michael Montanari e Ilaria Battisti che hanno preparato e seguito gli atleti in gara. A. C.
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Codevigo
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Davide Sibaldi a Codevigo per parlare di inclusione Il giovane regista e scrittore milanese è stato ospite in paese per incontrare soprattutto i giovani e con loro parlare delle loro paure, dei sogni, del presente e del futuro, di libertà e integrazione Giuseppe Sibaldi, una sequenza del lungometraggio tratto dal racconto “Giuseppe e lo Sputafuoco”
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l paese ha ospitato Davide Sibaldi, giovane regista e scrittore milanese che da anni incontra gli alunni delle primarie e delle secondarie di tutta Italia per discutere con loro di paure e sogni, presente e futuro, diritti, libertà, integrazione ed inclusione. Dopo aver ottenuto il patrocinio di Unicef ed Amnesty International per il lungometraggio tratto dal suo racconto per ragazzi “Giuseppe e lo Sputafuoco”, Sibaldi non ha mai smesso di proporlo alle giovani platee. “Questo docufilm - ha spiegato l’autore - è stato visto da oltre 400 mila studenti di tutta Italia e 20 mila docenti di tutti i gradi scolastici, e la storia che ho raccontato è già stata rappresentata da moltissime classi in forma teatrale. Nelle prossime settimane assisterò a sei diversi spettacoli,
“Abbiamo voluto valorizzare - ha commentato - la cultura del rispetto, della condivisione e dell’amore per la vita attraverso la lettura e il confronto con un autore che ha dato ai bambini, ragazzi e adulti la possibilità di condividere con un regista il mondo dei valori attraverso modalità diverse di comunicazione”. Alessandro Cesarato
Il lungometraggio tratto dal suo racconto per ragazzi “Giuseppe e lo Sputafuoco” ha fatto il giro delle scuole italiane
due dei quali in Veneto”. Sibaldi ha incontrato il pubblico in sala polivalente. Soddisfatta del percorso e della partecipazione con testi, disegni e pannelli, anche l’assessore Debora Friso che ha creduto nel progetto fin da subito, sostenendolo e promuovendolo nel territorio.
Nella foto di sx conterminazione idraulica con palancole metalliche lungo la sponda destra del fiume Brenta per la previsto la posa delle tubazioni di scarico del nuovo impianto idrovoro Altipiano; nella foto di dx posa delle prime n.3 tubazioni di scarico dell’impianto in adiacenza delle quali è prevista nei prossimi giorni la posa delle 2 tubazioni di scarico
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ipartono i lavori di completamento del primo stralcio dell’impianto idrovoro Altipiano da parte del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche. Il finanziamento dei lavori di completamento dell’idrovora, 2,5 milioni di euro, è stato assegnato al Consorzio Bacchiglione dalla Regione con fondi per il disinquinamento della laguna di Venezia. Il Consorzio si è attivato per realizzare, in via prioritaria, le attività all’interno dell’alveo del fiume Brenta che sono consistite nella protezione del fondo con pietrame e l’installazione degli spezzoni terminali delle tubazioni in acciaio delle future pompe. “Finalmente - afferma il presidente del Consorzio Paolo Ferraresso - siamo riusciti a ottenere i finanziamenti che attendavamo da tempo. Ora possiamo completare quest’opera fondamentale per il territorio. La collaborazione con i sindaci ha dato gli esiti sperati e siamo riusciti a sbloccare questo cantiere fermo da inizio 2017. È un intervento fondamentale per la messa in sicurezza di questa zona e un ulteriore tassello per il progetto di disinquinamento della laguna di Venezia”. L’intervento del Consorzio prevede l’installazione di due elettropompe con una portata di 3 mila litri al secondo ciascuna, raggiungendo così una portata totale di sollevamento dell’impianto di 11 mila litri al secondo. Successivamente saranno installati i quadri elettrici necessari per il funzionamento e la gestione dell’impianto, uno sgrigliatore automatico per la pulizia delle griglie poste davanti alle pompe e un gruppo elettrogeno che permetterà il funzionamento dell’impianto nel caso di asA.C. senza di corrente.
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L’I.I.S. “A. Einstein” di Piove di Sacco, un’esperienza didattica innovativa
’’I.I.S. “A. Einstein” di Piove di Sacco (PD) quest’anno ha garantito agli studenti di due tra le classi dell’Istituto un’esperienza didattica innovativa, puntata a rafforzare le competenze dei ragazzi in un’ottica pienamente sostenibile e inclusiva. Tale progetto formativo si inserisce nelle azioni del P.O.N. (Programma Operativo Nazionale) promosso dal M.I.U.R. attraverso l’Autorità di Gestione e finanziato dall’Unione Europea. In particolare, le due classi, una terza del Liceo Scientifico opz. Scienze Applicate e una terza del Liceo delle Scienze Umane opz. Socio-economico, sono state coinvolte in un percorso dal titolo “Cibo e territorio” (codice progetto 10.2.5A-FSEPONVE-2018-177) promosso con l’avviso FSE nr. 3340 “Competenze di Cittadinanza Globale”, a sua volta strutturato in due moduli, uno per ogni classe: il primo, “Educazione alimentare”; il secondo, “Fare impresa”. Ambo i moduli si sono svolti grazie alla professionalità dei docenti tutor che hanno pianificato e coordinato il rapporto alunni-scuolaesperti esterni, favorendo l’organizzazione ottimale delle attività, alla cooperativa sociale “Caresà”, operante sul territorio nell’ambito dell’agricoltura biologica/sostenibile - individuata secondo la normativa vigente in materia di appalti di servizi, forniture e lavori - che, con i suoi esperti, ha trasmesso le conoscenze agli studenti coinvolti nel progetto, al personale ATA che ha contribuito a vario titolo per la riuscita dell’attività e soprattutto
alla Dirigente Scolastica Alessandra Buvoli, la quale ha permesso all’I.I.S. “A. Einstein” di proiettarsi in una nuova dinamica territoriale, per l’intera collettività. Il primo progetto ha usufruito dell’intervento di esperti sia in campo agricolo che alimentare, spaziando da lezioni sull’etnobotanica e le piante alimurgiche (piante alimentari di emergenza) a specifiche indicazioni su una sana alimentazione, finalizzate all’elaborazione di corretti stili di vita da parte dei giovani. Quindi è stata realizzata un’ampia azione di sensibilizzazione, informazione e formazione diretta ai cittadini più giovani con l’intento di coinvolgerli, assieme alle loro famiglie, al fine di perseguire i seguenti obiettivi:
Percorsi Formativi
Liceali
Tecnologici
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ALBERT EINSTEIN di PIOVE DI SACCO della cooperazione. Tramite questi due moduli, che hanno unito la pratica in azienda con lezioni teoriche sull’economia circolare e sull’alimentazione, i ragazzi hanno anzitutto interiorizzato saperi e competenze spendibili in ambito lavorativo, nonché riferibili a comportamenti responsabili verso la società e l’ambiente; in secondo luogo, l’attività svolta sia a scuola sia in luoghi aperti ha favorito l’ampliamento degli orizzonti culturali, affiancando e implementando in questo modo le consuete
1. fornire un’adeguata informazione relativamente a pratiche di corretta alimentazione e all’importanza di assumere stili di vita sani e sostenibili; 2. promuovere e sostenere percorsi di conoscenza e riscoperta dell’alimentazione tipica e delle tradizioni agricole del territorio. Per quanto concerne, invece, il secondo percorso, l’obiettivo primario è stato quello di sensibilizzare gli studenti a diverse pratiche finanziarie sostenibili, in specie quelle aventi a che fare con la cooperazione aziendale. Questo ha permesso agli studenti di conoscere, con un linguaggio semplice ma efficace, il mondo finanziario, le sue tematiche ed i suoi risvolti, promuovendo percorsi basati sull’elemento fondamentale della collaborazione e
attività legate da una parte alla didattica frontale, dall’altra all’alternanza scuola/lavoro. L’I.I.S. “A. Einstein”, tramite le azioni previste da questo P.O.N., ha favorito le nuove politiche europee miranti allo sviluppo di buone pratiche socioeconomiche, alla consapevolezza ambientale, alla conoscenza del territorio con le sue problematiche e le sue potenzialità. Questo è stato anche un modo per realizzare una sinergia tra la scuola e il contesto aziendale locale, al fine di arricchire la preparazione della nuova generazione.
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PER LA SCUOLA - COMPETENZE E AMBIENTI PER L’APPRENDIMENTO (FSE)
GIUGNO
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Provincia
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Elezioni europee I risultati
La Saccisica, terra di conquista della Lega Il dato è inequivocabile. La Saccisica è sempre più terra di conquista per la Lega. Per tutti gli altri partiti restano poco più che le briciole. L’esito delle elezioni Europee dello scorso 26 maggio lo ha confermato Lo ha confermato nei numeri e nelle percentuali. In tutti i comuni piovesi le percentuali a favore della creatura salviniana superano i dati medi veneti (49,88%) e quelli relativi alla più circoscritta provincia padovana (48,25%).
tanza, le preferenze amministrative e quelle politiche non necessariamente coincidano. La seconda forza politica, in termini di consensi, è diventata il Partito Democratico anche se con una forbice discretamente
ampia tra una realtà e l’altra. Grazie al traino delle amministrative il risultato migliore per i dem è stato segnato a Pontelongo (21,39%), storica presidio della sinistra che negli ultimi anni aveva però perso più di
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qualche colpo. A Piove di Sacco il Pd ha ottenuto il 18,38%. Centrosinistra da comparsa a Correzzola, Codevigo, Brugine e Polverara, dove varia progressivamente tra l’11,42% al 13,86%.
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DAL PROGETTO ALLA CONSEGNA DELLE CHIAVI A Correzzola e a Codevigo ha addirittura superato il 60% delle preferenze. A Piove di Sacco il Carroccio è stato scelto dal 52,40% degli elettori, mentre il Comune dove ha ottenuto il risultato meno eclatante è stato Pontelongo dove ha ottenuto comunque il 51,19% dei voti, che non sono serviti a fare trionfare il candidato sindaco leghista, a dimostrazione di come, seppur nella concomi-
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In linea con i dati veneti e padovani invece i risulati del M5S che da queste parti non ha mai trovato una sua vera identità e radicalizzazione. Supera il 10% solo a Polverara (12,41%), Codevigo (10,99%),
A Correzzola e Codevigo la Lega ha superato addirittura il 60 per cento. Tiene il partito democratico, soprattutto a Pontelongo. Sempre meno gli elettori di Forza Italia. Coerente con il trend nazionale la performance del M5S Legnaro (10,43%) e Sant’Angelo di Piove di Sacco (10,29%). Praticamente inesistente invece a Pontelongo (6,92%). Sempre più svuotato è invece il bacino elettorale di Forza Italia, fino a qualche tempo fa vero punto di riferimento dei moderati piovesi. Da nessuna parte riesce a sfondare la doppia cifra, A Piove di Sacco ha raccolto solo il 6,19%, segnando il record negativo a Polverara, sclta solo dal 4, 93% degli elettori. Le ultime sacche di voti forziste sono a Correzzola (7,24%) e Pontelongo (7,26%). Per Fratelli d’Italia il dato medio oscilla intorno al 6% un po’ ovunque. Irrilevanti tutti gli altri partiti che hanno raccolto un numero irrisorio di preferenze. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<
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Provincia .
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Università di Padova Hockey su prato eccellenza in Italia la Bassa sorprende fra i grandi atenei L L’Università di Padova promossa a pieni voti, con una bella A. Non una semplice lettera, ma la certificazione dell’eccellenza raggiunta dall’ateneo A stabilirlo è l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della Ricerca (Anvur) per conto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che ha così restituito il giudizio relativo alla visita fatta a novembre. Una valutazione in profondità, preceduta da un ampio lavoro sulla documentazione inviata dall’ateneo e seguita dall’analisi «sul campo» degli organi di ateneo, di 3 dipartimenti e 15 corsi di laurea di varie tipologie: triennale, magistrale e a ciclo unico. La relazione dei 28 certificatori Anvur pone l’Università di Padova in fascia A, la più alta, risultato mai raggiunto fino-
ra da nessun ateneo di grandi dimensioni. “Il punteggio conseguito nell’accreditamento periodico dell’Anvur è un risultato straordinario – afferma Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova –. Non nascondo la grande soddisfazione: siamo nella fascia d’eccellenza, e siamo l’unico grande ateneo che è riuscito ad ottenere questo risultato. È l’orgoglio di un ateneo che crede e si riconosce nella diversità dei saperi ed opera quotidianamente con grande coesione e senso di appartenenza. Avevamo già intuito dal primo confronto con i valutatori, avvenuto a fine visita, di aver lasciato loro una buona impressione. A certificarlo è un’analisi dettagliata, minuziosa, che ha preso in considerazione tutta l’attività dell’ateneo. Ma il risultato che ci viene consegnato restituisce quella dimensione di efficienza e qualità che ci prefiggiamo di avere. Voglio sottolineare con forza un fatto: il risultato ottenuto premia l’intera Università di Padova, frutto del lavoro, della costanza e della passione di tutti quanti formano la nostra grande comunità”.
a Scodosia è sempre più piazza forte per l’hockey su prato italiano. Il Centro sportivo parrocchiale San Giorgio ha infatti vinto lo scudetto Under 14, e lo ha fatto – doppio orgoglio – proprio nel prato di casa. La società padovana ha infatti ospitato le finali nazionali di categoria a cui hanno preso parte rappresentative che arrivano da Liguria, Piemonte, Sardegna, Lazio, Sicilia ed Emilia Romagna. Il team della Scodosia, allenato da Paride Missiaglia e Federico Nalin, è stato protagonista di una cavalcata trionfale: la conquista del titolo di categoria è arrivata con pieno merito, superando nell’ordine Hcc Butterfly (Roma), Hc Bra (Cuneo) e in finale Superba (Genova). La finalissima per il titolo è stata partita in equilibrio nel primo tempo, rotta poi da una striscia di 4 gol di fila dei casalesi che hanno chiuso 5-2. Nicola Moro del Csp San Giorgio si è presto anche il titolo di miglior giocatore del torneo. A tutti i ragazzi della squadra sono ovviamente arrivati l’abbraccio e le congratulazioni del direttivo e dei tifosi. La medaglia di bronzo è andata all’Hc Bondeno. La federazione ha lodato l’organizzazione del Csp San Giorgio del pre-
La formazione Under 14 del Csp San Giorgio
sidente Fabio Vettorello, ben supportata dall’amministrazione comunale, dalla parrocchia Santa Maria e dalle associazioni locali, in primis Pro Loco, Union Cus Calcio, Tennis Club e Piscine Comunali. Il successo del Csp e dell’hockey di Casale poggia su solide basi: è da decenni che si lavora per formare campioni e istruttori, molti dei quali si ritrovano poi a primeggiare anche nei massimi campionati. Gli stessi impianti sportivi, negli ultimi anni, sono stati rinnovati e ampliati per venire incontro alle esigenze della società e dei suoi atleti. Nicola Cesaro
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Cultura .
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Motoaki Ishii, l’arte giapponese incontra quella piovese Il professore giapponese di Lettere e Storia dell’Arte italiana racconta la sua passione per il pittore Oreste Dal Molin
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otoaki Ishii nato nel 1957 a Maebashi - Giappone, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Tokyo nel 1983 e in Lingua e Letteratura Italiana presso la medesima Università nel 1987. Dall’1990 al ‘97 ha approfondito i suoi studi in Italia, all’università di Firenze e a Ca’ Foscari a Venezia. Dal 2001è professore all’Università delle Arti di Osaka. Nutre una profonda ammirazione per il pittore piovese Oreste da Molin. Come nasce la scelta di fare il professore di Lettere e Storia dell’Arte? “Dopo la laurea in Giurisprudenza ho lavorato per 2 anni a Londra per una ditta giapponese. Il lavoro commerciale mi faceva sentire esausto mentalmente, e mi mancava scoprire il mondo e
altre realtà. A Londra ho conosciuto delle persone italiane, e ho fatto dei viaggi a Firenze, Roma e Venezia. La cultura, ma soprattutto l’arte mi affascinavano, così ho lasciato l’azienda e sono rientrato all’Università di Tokyo per studiare Lingua e Letteratura Italiana approfondendo Storia dell’Arte Italiana”. Cosa significa per lei lavorare come insegnante? “Il lavoro di professore ha due lati: come studioso e come insegnante. La continua ricerca e approfondimento per me significa difendere la mia ragione d’essere, la realizzazione di me stesso. Dall’altra parte c’è la comunicazione con gli studenti, trasmettere le mie conoscenze e curiosità”. In che modo è venuto a co-
Gruppo di lettura alla biblioteca Valeri
Motoaki presso la banca patavina di Piove davanti al dipinto di Da Molin
noscenza del pittore Oreste Da Molin? “Tramite la mia tesi di dottorato di ricerca. Parlavo del giovane pittore giapponese Kawamura, grande amico di O. Da Molin, di cui si conservano un disegno e una lettera indirizzata a Kawamura. Approfondendo il loro legame è nato l’interesse verso il pittore piovese e così contattai la Sig.ra Raffaella Zannato, direttrice della biblioteca di Piove di Sacco, che mi fece gentilmente conoscere l’ambiente piovese”. Cosa le ha colpito di Da Molin? Progetti a riguardo? “C’erano molti artisti nella Venezia Ottocentesca, italiani e
non. Il pittore piovese mi colpì in particolar modo per la sua interpretazione più autentica della grande pittura veneta di quell’epoca, espressione sincera del mondo a cui apparteneva. A proposito del medesimo, c’è l’idea di organizzare una mostra in occasione del centesimo anniversario di morte e vorrei che in quell’occasione si inserisse una sezione dedicata all’amicizia tra Kawamura e Da Molin. Farei tutto ciò che serve per questa mostra. Si terrà a breve anche una mostra su Kawamura e amici al Museo dell’Arte Moderna Ca’ Pesaro a Venezia” F. Trivellato
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ppuntamento l’ultimo sabato di ogni mese fino a fine anno, per raccontare e discutere un libro, raccontarci e condividere emozioni e riflessioni. Un’occasione per regalarsi un po’ di tempo e coltivare la passione per la lettura, o semplicemente per chi adora sentire l’odore della carta dei libri. Gli incontri si tengono presso la Biblioteca “D.Valeri” di Piove di Sacco dalle ore 10.00 (F.T.)
Pontelongo, Premio di poesia a Rodolfo Vettorello
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i è tenuta in villa Foscarini, in occasione del “Maggio pontelongano” organizzato dalla Pro loco, la cerimonia di premiazione della 33esima edizione del premio di poesia “Antico Ottorino ed Elisa Benvegnù Ortu”. Si tratta ormai di un appuntamento, promosso dal Comune e dal gruppo KF, capace di attrarre, per la sezione riservata agli adulti, partecipanti da tutta Italia. Ad aggiudicarsi il primo posto in questa edizione è stato Rodolfo Vettorello di Milano con la poesia “La vecchia Renault familiare”. Per quanto riguarda lo spazio dedicato alle scuole sono stati premiati Marouav El Akkaoui della seconda elementare della “Montessori” di Pontelongo, Anna Zagallo della quarta elementare della “Zanella” di Corte di Piove di Sacco e Tommaso Chiampan della prima media “Facciolati” di Casale di Scodosia. Alessandro Cesarato
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Basket Il bilancio di fine stagione
L’esultanza degli atleti della Pallacanestro Redentore dopo la vittoria finale
Pallacanestro Redentore sugli scudi L
a Pallacanestro Redentore si conferma tra le realtà cestistiche più solide della provincia di Padova: lo certificano i buoni risultati ottenuti nella stagione appena conclusa dalle squadre giovanili biancorosse. A stupire tutti raggiungendo un traguardo oltre le aspettative sono stati in particolare i ragazzi dell’under 13, che si sono laureati campioni provinciali della categoria “Silver”. I giocatori guidati in panchina da coach Nicola Cesaro hanno dominato a sorpresa le Final Four battendo rispettivamente l’Olimpia 72-31 e il Rhodigium 69-54. Rendimento di tutto rispetto anche per l’under 14, tra le protagoniste del torneo “Silver” vicentino e capace di vincere due gare su tre alle regionali, dove l’unico ko è maturato contro
la corazzata San Donà. I ragazzi di Silvio Limena hanno poi disputato la finale provinciale Csi, perdendo 59-50 il derby tutto atestino contro l’under 15 del Redentore. Under 15 che, allenata da Giuliano Bartoloni e Riccardo Guarini, nel campionato provinciale Fip “Silver” si è arresa solo in finale al cospetto del forte Roncaglia (76-61), raccogliendo soddisfazioni importanti nella fase successiva. Bene le due formazioni under 16: nel torneo Fip della provincia di Vicenza il gruppo “rosso” di coach “Peter” Bagatella si è piazzato al secondo posto, dopo aver avuto la meglio su L’Argine al fotofinish in semifinale (58-57) e aver perso la finalissima contro il Concordia Schio per 78-60. Nella competizione Csi di categoria, invece, il gruppo “giallo” è salito sul
La società si conferma fra le più solide della provincia, lo attestano gli ottimi risultati ottenuti dalle squadre giovanili biancorosse
terzo gradino del podio. Positivo pure il cammino dell’under 18: i giovani atleti agli ordini di Fabio Baù e Paolo Fogo hanno vinto la finalina valevole per il terzo posto nel campionato Fip “Silver” prevalendo 83-69 sul Jolly Basket, e si sono guadagnati la medaglia d’argento in Csi uscendo sconfitti 67-55 nel derby con il Solesino. Stagione travagliata quella vissuta dalla prima squadra, che ha partecipato per il terzo anno conse-
cutivo alla serie D. I biancorossi, pur lottando con grande tenacia, non sono riusciti a evitare la retrocessione. Il Redentore ha passato indenne il primo turno dei playout battendo Valbelluna 91-90 in gara 1 e ripetendosi per 63-62 in gara 2. Epilogo diverso nel secondo turno: Paese ha chiuso la serie sul 2-1, trionfando con un incredibile canestro all’ultimo secondo nella decisiva gara 3. Ora si spera nei ripescaggi. Annata molto positiva invece per i gruppi del minibasket. “È stata nel complesso una stagione entusiasmante: il lavoro svolto negli anni da tutti i nostri allenatori si sta concretizzando e i risultati ottenuti ne sono viva testimonianza” sottolinea il dirigente del Redentore Mirco Battistella, “Anche i genitori sono una componente molto importante per il nostro movimento. Desideriamo che siano coinvolti nei progetti e abbiano soddisfazione nel vedere la crescita dei propri figli. Non vogliamo genitori ultrà che se la prendano con gli arbitri o con gli avversari, ma persone che condividano con i ragazzi le difficoltà, le gioie, le emozioni di ogni gara”. Davide Permunian
Este Calcio, mister Zanini verso la riconferma
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i è conclusa lo scorso 5 maggio con la sconfitta interna inflitta dal St. Georgen (1-2) la stagione dell’Este Calcio. Un ko indolore per i giallorossi, che erano già sicuri della salvezza e non correvano in nessun caso il rischio di dover affrontare i playout. La partita, peraltro, si è disputata in un campo reso quasi impraticabile dal forte vento e dalla pioggia: la rete dei padroni di casa è stata siglata dal capocannoniere atestino Giusti su rigore, dopo che in precedenza il compagno di reparto Debeljuh aveva fallito un altro tiro dal dischetto. Gli ospiti, raggiunti sull’1-1, hanno però trovato la forza di reagire, tornando in vantaggio e guadagnando tre punti preziosi per la classifica. È terminato, quindi, un campionato dai due volti per l’Este: una strepitosa prima parte in cui la squadra si era messa in luce per un calcio propositivo, pimpante e a tratti spettacolare, e una seconda parte (da metà novembre in poi) in chiaroscuro, che ha costretto a ridimensionare gli obiettivi. Lorello e compagni, nonostante la giovane età media del gruppo, hanno comunque conquistato la permanenza in serie D per il quindicesimo anno di fila: un traguardo importante per una realtà di provincia. Il prossimo torneo coinciderà con la celebrazione del centenario della società: la volontà è quella di onorarlo al meglio. Il primo tassello per il futuro è già stato messo con la riconferma, ormai certa salvo clamorose sorprese, di mister Nicola Zanini. Per il resto nel mercato estivo l’idea è di mantenere l’ossatura principale della rosa consolidata nella stagione appena finita, aggiungendo magari qualche innesto di esperienza. Ha dato invece il suo addio all’ambiente giallorosso il direttore sportivo Gabriel Maule. Davide Permunian
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Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione
Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N
on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare
Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-
Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.
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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi
Anche nei Comuni Lega pigliatutto
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empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?
I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-
sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però
centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.
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Politica
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Grandi opere Taglio del nastro per i sette chilometri che collegano la Valdastico sud a Breganze.
Pedemontana Veneta, aperto il primo tratto I
l 3 giugno è un giorno destinato a passare alla storia, nel bene o nel male dipende da come si giudica la superstrada Pedemontana veneta, il nastro d’asfalto lungo 94 chilometri destinato a collegare Vicentino e Trevigiano, ovvero due delle aree più intensamente popolate e ricche d’industrie della regione. Il primo passo, col taglio del nastro che ha visto il presidente Zaia affiancato dal ministro Salvini, non è solo un atto simbolico: i sette chilometri aperti, dall’autostrada Valdastico a Breganze, promettono di liberare il centro di Dueville dal traffico diretto verso il Bassanese, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Certo però se la Regione ha fortemente insistito per la messa in esercizio anticipata, che non era prevista contrattualmente, è stato anche per lanciare un segnale alle categorie economiche della zona e allo stesso governo, che ancora nelle scorse settimane ha visto voci discordi sull’opportunità di realizzare
una delle poche Grandi opere che coinvolgono il Veneto. «Non abbiamo l’ossessione di buttare calcestruzzo ovunque – ha sottolineato Zaia all’inaugurazione – ma abbiamo il dovere di portare a compimento un’opera strategica nazionale, di concludere quello che oggi è il
L’opera sarà completata entro la fine del 2020. Zaia: “Questo oggi è il più grande cantiere aperto in Italia e vale un punto e mezzo del Pil del Veneto. Ci aspettiamo 27 mila veicoli al giorno”. più grande cantiere aperto in Italia e che vale un punto e mezzo del Pil del Veneto, impegna nei cantieri 1.860 uomini e oltre mille mezzi d’opera. È l’unica opera in Italia della quale l’Ente pub-
Agenda 2030, il grande progetto approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per garantire la sostenibilità del pianeta attraverso 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, almeno in Veneto non è solo un sogno rimasto sulla carta. Anzi, ben 11 registrano in regione livelli migliori rispetto alla media italiana. Nello specifico, come ricorda l’ultimo numero del bollettino statistico regionale, dal 2010 si registrano miglioramenti significativi in tanti campi. Facendo 100 il valore nazionale di nove anni fa, il Veneto avanza nell’ottica di una maggiore inclusione sociale (da
blico incasserà i pedaggi e quindi dobbiamo incentivarne l’utilizzo. Ci aspettiamo un transito di 27 mila veicoli al giorno quando la superstrada sarà terminata. Tutti i 36 sindaci dei Comuni attraversati dal percorso hanno detto sì alla Pedemontana e sono certo che se facessimo un referendum chiedendo alla gente se vuole quest’opera, si arrabbierebbe perché glielo chiediamo ancora». Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di ThieneSchio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria si sviluppa per complessivi 162 chilometri di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Nel giorno del taglio del nastro,
da Zaia non è mancato una replica alle accuse relative all’impatto ambientale dell’opera. «Non siamo una “Banda Bassotti” che fa le cose di nascosto, né siamo criminali che vanno a interrare e nascondere nottetempo i rifiuti nei cantieri. Anzi, mano a mano che procedono i cantieri, si provvede a bonificare le discariche, vecchie anche di sessant’anni, che vengono scoperte, come a Trissino e a Montecchio Maggiore». Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti, è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro. La piattaforma stradale è
Statistiche I numeri di una crescita attenta alla qualità della vita
Il Veneto è sempre più sostenibile 105,7 a 108,5) e di equa distribuzione, riducendo povertà (da 104,0 a 110,3) e diseguaglianze (da 108,6 a 113,6). Migliora l’accesso e la qualità dei percorsi di istruzione (da 101,0 a 113,3) oltre a riportare una più ampia parità di genere nei vari ambiti della vita sociale (da 102,4 a 112,6). Anche il mondo imprenditoriale veneto ha investito nella sostenibilità (da 102,2 a 116,4) e nella garanzia di pari
modelli di produzione e di consumo (da 109,4 a 113,9). Un dato che si accompagna a una situazione del mercato del lavoro che si conferma migliore della media nazionale (105,7), nonostante una leggera flessione di due punti che non nasconde la fatica nel tornare ai livelli precedenti alla crisi. Ulteriore affermazione si registra nel ricorso alle energie rinnovabili (da 102,5 a 105,1) mentre alla voce “Salute e benessere”, l’eccellen-
costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri. La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti. Il pedaggio risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.
za della sanità veneta si conferma con indicatore da 103,9 a 104,1. A partire da questi risultati, il vicepresidente della giunta Regionale del Veneto Gianluca Forcolin ha dato avvio al processo di costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. “Siamo una regione molto sviluppata – ha ricordato a un’ampia platea di rappresentanti del mondo economico e sociale del Veneto – e, proprio per questo, abbiamo la responsabilità di diventare modello di benessere non solo per noi e per le generazioni future ma anche per gli altri territori e le altre comunità”.
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La crisi Quattro punti vendita, 150 dipendenti e un largo indotto senza risposte
Mercatone Uno, anche il Veneto trema U
na crisi senza fine, in un susseguirsi di docce fredde. Quella di Mercatone Uno, la catena della grande distribuzione nel settore dell’arredo casa e degli elettrodomestici dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con la chiusura improvvisa di tutti i 55 punti vendita, è una crisi che coinvolge pesantemente anche il Veneto, dove il marchio reso celebre da Pantani conta circa 150 dipendenti nei punti vendita di Legnago, Noventa Padovana, Carrè nel Vicentino e Occhiobello in Polesine, rilevati lo scorso anno da Shernon Holding. La situazione dell’ormai ex colosso, che ha lasciato a casa 1.800 dipendenti comunicando loro la chiusura via internet, è ancora più grave se nel computo delle maestranze si aggiunge l’indotto: qualcosa come 10 mila persone coinvolge tra fornitori, padroncini, clienti che già avevano pagato gli acquisti ora sigillati all’interno dei magazzini. Per tentare di individuare possibili risposte a tutela dei dipendenti e dell’indotto, la
Il fallimento, con la chiusura dei punti vendita, è seguito con attenzione dalla Regione. Nei giorni scorsi la riunione del tavolo di crisi con sindacati, fornitori, consumatori e sindaci
Regione Veneto è stata tra i primi enti a muoversi, con una serie di riunioni culminate nell’incontro del tavolo di crisi a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei fornitori, le associazioni dei consumatori e i sindaci dei quattro comuni. L’incontro ha avuto la funzione principale di strutturare un coordinamento regionale e di fare pressione sul Ministero per garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso del tavolo del 27 maggio scorso, in particolare per quanto riguarda le tempistiche del Tribunale di Bologna da
cui dipende l’eventuale prosecuzione delle attività aziendali. Oltre a ciò si è provveduto a verificare con le istituzioni locali l’attivazione di iniziative di tutela degli immobili e delle merci dei punti vendita attualmente chiusi, al fine di prevenire fenomeni di sciacallaggio già avvenuti in altre regioni, e di assistere, per il tramite delle associazioni dei consumatori presenti, quei clienti che si sono impegnati in acquisti non consegnati. “Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza – sottolinea l’assessore al lavoro Elena Donazzan – e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile la situazione. Ci sono troppe zone d’ombra in questa vicenda e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati”. Shernon Holding, a leggere le
cronache, non avrebbe neppure pagato i locatori per 6 milioni di euro oltre ad essere moroso di altri 15 milioni verso l’amministrazione straordinaria. A farne le spese, oltre ai creditori, anche i clienti che hanno versato 20 mila acconti per 3,8 milioni di euro senza mai ricevere i mobili ordinati. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Ma quale potrebbe essere ora il futuro del gruppo? I sindacati confederali hanno chiesto con forza di esplorare la strada di una possibile vendita ad altri grandi operatori del settore, certo resa difficile sia dall’inchiesta sia dalla stagnazione dei consumi. Altrimenti, potrebbe rimanere la strada della vendita “a spezzatino”, punto vendita per punto vendita. Con quali garanzie di veder tutelati i posti di lavoro e i crediti per i dipendenti, è facile immaginarlo.
IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE GRIGIE Il sistema di recupero e riutilizzo acque grigie IDROCELL può ridurre il consumo di acqua potabile …
DEPURAZIONE ACQUE REFLUE CIVILI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE Le acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze inquinanti ivi presenti e una volta raggiunto il terreno le gocce acquisiscono ulteriori contaminazioni a contatto con strade, rifiuti, vegetazione e superfici pavimentate. Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifiche atte ad accumulare o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da IDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, medie e grandi superfici.
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Lo studio
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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità
Sanità veneta promossa a pieni voti
immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.
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Hai una sola pelle, abbi cura di lei. Di melanoma si muore Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova
Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma
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romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile. Continua alla pag. seguente
Un laser “Micropulsato” per trattare la retina infiammata a pag 30
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Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il
I dati del Network coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa
Sanità veneta promossa a pieni voti
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Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla
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nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.
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una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.
In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico
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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma La tintarella non è proibita ma l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio la salute
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raggi solari piacciono molto a chi ama l’abbronzatura intensa ma fanno male. Ogni anno si fa sempre più intensa la comunicazione su quest’argomento perché è sempre più importante prevenire i tumori della pelle. Quando ci si espone al sole per abbronzarsi c’è sempre un rischio che la pelle si scotti e subisca danni da cui può avere origine, anche anni dopo, un tumore. Ridurre al minimo queste probabilità è possibile, rispettando alcune semplici regole, la prima, ricorda la Fondazione Umberto Veronesi, è l’utilizzo della protezione solare. Chi la applica a partire dai primi anni di vita, riduce in maniera signifiicativa il rischio di avere un melanoma, che è il più diffuso tumore della pelle. La conferma giunge da uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l’associazione tra l’uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant’anni. Lo studio ha analizzato i
dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come “controlli”. A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d’uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solari fino ai 17 anni di età: dunque nel corso di tutta l’infanzia e l’adolescenza, a dimostrazione di come il rispetto delle regole della prevenzione sia importante a partire dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra “esposizione al sole” ed “esposizione al sole senza protezione”: con quest’ultima a fare la differenza. L’associazione, a parità di utilizzo di
Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile
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l passaggio del Giro d’Italia per le strade del Veneto, gremite come ogni anno di appassionati, è stato anche una preziosa occasione per rilanciare l’attenzione sulla donazione di organi e il trapianto. Protagonisti dell’iniziativa, con un corner promozionale allestito a Treviso e a Valdobbiadene in occasione della partenza delle tappe della corsa rosa e del giro “E” per bici elettriche, è stata una squadra già abituata a lavorare in stretta sinergia e composta da Polizia Stradale, Centro nazionale e Centro regionale trapianti del Veneto, volontari dell’Aido. Nello stand era possibile registrare la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata
creme protettive, è risultata più alta per le di schermare o bloccare i raggi del sole viene persone di pelle più chiara, con un fototipo definita fattore di protezione solare: è il basso. Oltre che tra coloro che avevano numerino con valori in genere compresi tra più nevi cutanei, poiché questi nascono 6 e 50 che si può trovare sui prodotti solari. dall’accumulo di melanociti. Questo indicatore si riferisce I raggi E dal momento che il nello specifico alla capacità ultravioletti melanoma altro non è che di bloccare i raggi ultravioletti un tumore che ha origine da di tipo B sono di tipo B: considerati un queste cellule, deputate alla cancerogeno certo per considerati un l’uomo, al pari di quelli A produzione della melanina, cancerogeno pigmento responsabile e di quelli C (raramente del colore della pelle e certo per l’uomo raggiungono la Terra). Creme dell’abbronzatura, “una con un «Spf» pari a 15 sono parte di essi può degenerare e dare vita a in grado di bloccare il 93 per cento dei un melanoma”, come si legge sul Manuale raggi UVB, mentre solari con «Spf» pari Pelle. Fondamentale, dunque, è l’utilizzo a 30 arrivano a bloccarne il 97 per cento. delle creme solari. La capacità di una crema Nessun prodotto - nemmeno quello con
fattore di protezione superiori a 50 - è in grado di bloccare tutti i raggi UVB. La scelta della crema solare non è semplice. Il primo fattore da tenere conto è il tipo di pelle: più sono chiare, più alto deve essere il fattore di protezione. Per fototipi più scuri è indicato un fattore di protezione intorno a 15, per quelli intermedi (biondo scuro e castani) fattori tra 15 e 30, per quelli molto chiari (biondo o rossi e pelle molto chiara) fattori da 30 in su. È importante che resta al sudore e all’acqua e va applicata in maniera abbondante: 2-3 cucchiai da tavola di crema (circa 25-30 grammi) per proteggere tutto il corpo. È quindi bene ripetere l’applicazione almeno ogni due ore e dopo ogni bagno.
Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri • • • • • • •
ufficialmente con la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’attività operativa della Polizia scatta quando la distanza delle strutture sanitarie interessate e la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “crossover”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.
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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita.
Terza in Italia dopo Torino e Milano per queste settimane è infatti l’approvazione del FARMACIA Virodi(Ro) numero di neonati prematuri CESTER curati, con- Porto progetto fattibilità per la nuova pediatria, FARMACIA DOTT. COLLA Corbola (Ro)più attese dalla sanità una sopravvivenza superiore alla media una delle strutture FARMACIA IKONOMU Volto di Rosolina certificata dagli standard internazionali, la padovana. Grazie a un(Ro) investimento di 61 FARMACIA MADONNA DELLAdi SALUTE - Ariano lievitato di patologia neonatale può contare su una milioni euro, ulteriormente nel Polesine dotazione tecnologica di livello(Ro) assoluto, 7 milioni per rispondere alle modifiche MEDICO DELTA - PortoinTolle che comprendeCENTRO anche l’Ecmo neonatale approvate corso(Ro) d’opera, la Casa della Adria (Ro) tra gli strumentiFARMACIA di assistenzaNADALINI ventilatoria - Mamma e del Bambino si estenderà per FARMACIA SAN GIORGIO - Cà PortoTolle (Ro) e di monitoraggio delle funzioni vitali. quasi 20 Venier mila metridiquadrati suddivisi in otto PAOLOpiani - Loreo Ospita inoltre il FARMACIA coordinamento SAN del Servizio più gli(Ro) ambienti seminterrati. Per questo regionale di trasporto neonataleSAN critico, che polo -il Cavarzere nuovo ospedale FARMACIA GIUSEPPE (Ve)non rappresenta il ogni anno gestisce oltre 200 trasporti traNATURFARMA i 20 futuro: pediatria e l’intera area materno PARAFARMACIA - Taglio di Po (Ro) ospedali della Regione in rete, lavorando h24 infantile, compresa ostetricia, resterà infatti tutti i giorni dell’anno. al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi Ma il rilancio della terapia neonatale spazi che si apriranno col trasferimento della non è l’ultimo intervento in programma. Di gran parte dei reparti a Padova est.
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Scegliere come mangiare: incontri gratuiti per chi vuole imparare a farsi del bene Ciclo di appuntamenti gratuiti ad Affidea Poliambulatorio Morgagni, che avranno l’obiettivo di fornire, in modo semplice e diretto, le conoscenze necessarie e gli strumenti pratici per dare una svolta alla nostra personale prospettiva di salute
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l Relatore degli incontri sarà il dott. Filippo Brocadello, medico, specialista in scienza dell’alimentazione e fitoterapeuta, che da diversi anni promuove programmi di educazione alimentare dedicati anche a insegnanti, genitori e alunni della scuola primaria. L’obiettivo è quello di promuovere uno stile di vita sano, caratterizzato da una corretta alimentazione, fornendo le competenze che consentono di mettere in atto anche vere e proprie strategie di prevenzione, nei confronti delle principali patologie cronico-degenerative. Le riunioni inizieranno nel mese di maggio e affronteranno tematiche d’attualità legate al mondo dell’alimentazione (veganesimo, vegetarianesimo, intolleranze), con uno spazio dedicato a domande e dubbi, che potranno essere chiariti nel tempo dedicato al dibattito. Il primo incontro dal titolo: ”Dieta vegetariana e vegana: non solo moda” si terrà il 9 maggio dalle ore 18.30 -20. Il medico spiegherà come gestirsi in modo equilibrato tra motivi di salute, eti-
co-ambientali e rispetto per gli animali; come acquisire tutte le informazioni corrette, per governare le proprie decisioni e mantenere fede alle proprie idee, ma senza correre il rischio di farsi del male. Il secondo si terrà il 30 Maggio (ore 18.30- 20) ed affronterà il tema delle intolleranze alimentari. L’intolleranza alimentare è la tendenza a sviluppare ipersensibilità verso una sostanza o un alimento. Può insorgere a qualunque età, oppure si può essere intolleranti da sempre, o solo in alcuni periodi della vita. Questo può accadere anche senza che una vera e propria sintomatologia sia manifesta. I sintomi dipendono dalla quantità e dalla frequenza con cui si assume l’alimento e compaiono quando si raggiunge una soglia critica. Questo tipo di reazione può essere mediata da meccanismi immunologici con produzione di immunoglobuline di tipo IgG e rispetto alle allergie si sviluppa più lentamente. L’allergia, a differenza dell’intolleranza, è una reazione rapida e violenta che si scatena in poco tempo (minuti o ore).
Appena l’antigene alimentare entra in contatto con il sistema immunitario, si attiva la cascata immunologica che culmina con la produzione di immunoglobuline di tipo IgE, che determinano la fuoruscita di istamina e di altri mediatori chimici dell’infiammazione, che possono causare i loro effetti a livello di mucosa intestinale, oppure diffondendosi in altri distretti corporei. Il 20% della popolazione generale ritiene di essere affetto da un’allergia o da un’intolleranza alimentare, spesso però la diagnosi viene confermata solo in un decimo di questi soggetti. È importante fare chiarezza per saper distinguere le une dalle altre. Il Dott. Brocadello durante l’incontro ci aiuterà a capire quali sono i metodi davvero efficaci per diagnosticare un’intolleranza per evitare inutili diete restrittive o di esclusione e meglio capire cosa significa davvero essere intolleranti. Gli incontri sono gratuiti, ma a numero chiuso. È necessario iscriversi: Poliambulatorio Morgagni - T. 049 8787479 - info.morgagni@affidea.it
Dott. Filippo Brocadello - medico specialista in scienza della alimentazione Unix Poliambulatorio - P.zza G. Dossetti, 1 - Piove di Sacco PD - tel. 049/9708688 - info.unixpoliambulatorio@affidea.it
Un laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata L
a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non rende ragione della complessità del fenomeno da un punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che queste consumino alcune sostanze chimiche presenti al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di determinate fibre nervose. La grande complessità dell’occhio è resa ancora più evidente se pensiamo che è collegato a circa il 40% del cervello! Ad ogni modo, questa breve introduzione è riportata solo per far capire che se in questa catena di eventi vi sono delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi prendiamo ad esempio un colpo in una
parte del corpo, questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono equilibri molto delicati che permettono
ai liquidi fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali
Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente
anche una cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad altre patologie oculari o generali, ci possono essere delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. Ovviamente in questi casi la retina non funziona più bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è in grado di stimolare le cellule retiniche senza danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce
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una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ inoltre possibile ripetere questi trattamenti in caso di recidiva della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a noi usarla con intelligenza!
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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F
iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stessa, Grado.
di Renato Malaman
Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente
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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune
Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon. Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i
NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.
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“dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www.grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.
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APRE A MONTEGROTTO L’INSTALLAZIONE SUBACQUEA SU LEONARDO DA VINCI
Il più profondo omaggio al più grande genio di tutti i tempi. I 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e i 5 anni di Y-40® The Deep Joy Delle misure hanno fatto il loro marchio di fabbrica entrambi. Se Leonardo Da Vinci ha dettato le misure della perfezione corporea con i suoi studi legati all’uomo e agli animali in movimento, Y-40® The Deep Joy è nel libro del Guinness dei Primati grazie alla sua profondità da record per una piscina: -42,15 metri. Del grande genio italiano, punto di partenza negli studi di anatomia e fisica per i ricercatori di tutto il mondo, si festeggia nel 2019 il cinquecentenario della morte, il 2 maggio. Di Y-40®, altra eccellenza italiana divenuta in breve tempo il punto di riferimento per le attività subacquee e scientifica per appassionati e non solo da ogni angolo del pianeta, si festeggiano i 5 anni dall’apertura, il 5 giugno. Molteplice il curriculum di Leonardo: artista, ingegnere, scienziato, pittore, fisico. Molteplici le attività della piscina dei record: subacquea, apnea, meeting ed eventi, set per foto e video, atelier d’arte, pista da ballo, laboratorio di ricerca scientifica subacquea, su uomo o macchine. Se per Leonardo Da Vinci ad essere senza misura era la perfezione
della Natura, per Y-40® è la Gioia ad essere smisurata: “Your Joy is Measureless” affermano i suoi campioni, sportivi e appassionati. Il percorso in immersione prevede di incontrare opere d’arte come la Gioconda e la Dama con l’Ermellino, ma anche bozzetti di studi anatomici umani e animali che Leonardo tracciò. I subacquei possono scoprire il prototipo di muta marina sperimentata da Da Vinci, qui riprodotta da Cressi Sub o sfidare nelle proporzioni l’Uomo Vitruviano, posando all’interno del cerchio e del quadrato del celebre disegno, ricreato dal maestro Bruno Gobbato, autore anche della copia del suo paracadute e della cupola geodetica ricostruita nella hall di Y-40®.
“In questo importante anniversario non potevamo esimerci dal celebrare il Genio italico, alla nostra maniera – spiega l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista di Y-40® The Deep Joy. – L’esposizione è destinata ai visitatori di Y-40®, ai ragazzi delle scuole e ai turisti delle Terme Euganee. Questo perché le opere in acqua sono a profondità visibili anche dal tunnel trasparente che attraversa la piscina a -5 metri ed altre sono esposte nel bar della piscina dove, tra i cocktail, si potrà assaggiare quello all’acquarosa che Leonardo inventò e descrisse sul Codice Atlantico. Per tutto questo ringrazio i partner dell’evento: GoPro, Chef Bertolini, Ortofrutticola Euganea, Pavin Caffè, Rinaldi, Zaino FoodService”. VISITA APERTA A TUTTI GRATUITAMENTE dal 5 al 30 giugno e dal 1° agosto al 30 ottobre 2019 www.Y-40.com Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8910416 – info@y-40.com
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Food & Drink VALDOBBIADENE, CANEVANDO IL 30 GIUGNO
FESTA O SAGRA: LA RANA È CELEBRATA IN MOLTE PIAZZE DEL VENETO Sono davvero tante le feste o sagre dedicate alla regina dei nostri fossi: la rana. Nel risotto o fritta è una vera protagonista dell’arte culinaria veneta. Cona, Pernumia, Grossa di Gazzo padovano, Arquà Polesine, Santa Lucia di Piave. Se nel piatto c’è la rana, la gente arriva. Lo confermano le presenze alla più grande manifestazione enogastronomica italiana a base di rana, quella di Santa Lucia di Piave. L’evento che richiama ogni anno intenditori da tutte le regioni del Nord Italia e anche dall’estero, in particolare da Austria e Slovenia. Solo a Santa Lucia di Piave, infatti, si possono degustare alcune specialità le cui ricette sono il frutto di anni di sperimentazioni in cucina da parte di chef locali, cultori della carne di rana, come la “Rana imperiale”, al forno con guazzetto di pomodoro e polentina, o il risotto alla polpa di rana e i tortelli di rana conditi con burro e salvia. Non manca dal menù la rana fritta, quella che si consuma di più. E anche quella che va per la maggiore nelle sagre venete che si svolgono in questo mese di giugno. Feste analoghe ci sono a Ferrara, Perugia, Teramo. Feste nate spesso dallo spirito goliardico di gruppi di amici, desiderosi di riassaporare quel piatto della loro infanzia, che smuoveva dentro i ricordi mai sbiaditi di quando la fame li spingeva, insieme ai papà e ai nonni, a dare la caccia agli anfibi, di notte, nei fossati ricchi d’acqua delle nostre campagne. Oggi la fame è passata e si è estinto anche l’oggetto del desiderio, quella rana verde che gracida sempre più di rado nei nostri fossati per via di inquinamento e antropizzazione.
Domenica 30 giugno 2019 avrà luogo Canevando, giunta alla sua 21a edizione. Essa, è una festa per la promozione del territorio valdobbiadenese, del vino Valdobbiadene Prosecco Docg e della gastronomia locale. Si tratta di una camminata guidata attraverso i vigneti e le colline alla scoperta delle cantine (le “caneve” in dialetto) dove è possibile degustare il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. di ciascun produttore, in abbinamento ai diversi piatti tipici della cucina trevigiana, curati da ristoratori e pasticceri di Valdobbiadene e dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. Canevando parte da San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene, lungo la strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene e si snoda percorsi di ca. 10 Km ciascuno, attraver-
so le frazioni di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, per un totale di circa 30 cantine del Comune di Valdobbiadene. La camminata procede lungo sentieri, strade sterrate e filari. Alla partenza ogni partecipante riceverà una maglietta, un calice da degustazione, una mappa e il tradizionale “pignatel” (pentolino). Verranno formati gruppi di 30 persone, guidati da esperti del territorio in uno dei percorsi con visita a circa 6 cantine, sostando in ognuna per degustare i vini, abbinati ad un piatto tipico diverso per ogni tappa. I cantinieri sono a disposizione dei visitatori per spiegare le tecniche enologiche e di viticoltura. Un’occasione unica per conoscere questa terra anche attraverso il dialogo con gli abitanti e i viticoltori.
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TEMPO DI MELONE PRECOCE VERONESE
Il melone (Cucumis melo), è detto anche “popone” ed è il Melone Precoce di Verona con forma ovoidale e circonferenza compresa fra 36-47 cm. La superficie esterna presenta una reticolatura marcata e uniforme, che identifica bene le singole fette; il colore è giallo uniforme, con linee verdi di demarcazione delle fette. La polpa è arancio salmone, succulenta, di buona consistenza, con aroma delicato (più intenso al taglio) e sapore dolce, con retrogusto pepato. Le prime notizie sul melone veronese si trovano nel volume di A. Valerini, Le bellezze di Verona del 1584. Le caratteristiche peculiari del Melone Precoce di Verona sono determinate dalla coltivazione su terreni altamente permeabili e dalla tecnica di produzione in tunnel che produce particolari condizioni di temperatura e umidità. Ricchissimo in acqua e povero in zuccheri, il melone è particolarmente ricco di vitamine A, C e B e di potassio. Trova indicazione nelle anemie, nella stipsi, nella gotta e nel diabete. Possiede proprietà lassative e diuretiche.
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Appuntamenti
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Biennale di Venezia “May you live in interesting times”
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partecipazioni nazionali e 21 eventi espositivi collaterali ufficiali. Questi i numeri della Biennale 2019. Gli artisti provenienti da tutto il mondo e invitati da Ralph Rugoff sono 79, il tema : “May you live in interesting times”. Interessante l’opera dell’artista svizzero Christoph Büchel propone all’Arsenale Barca Nostra ovvero il relitto, ripescato dal fondale marino, del peschereccio nel quale trovarono la morte più di 700 migranti nel canale di Sicilia il 18 aprile del 2015. Il Leone d’Oro, assegnato da una giuria presieduta da Stephanie Rosenthal, è andato alla Lituania per l’opera Sun & Sea dove è stata ricreata una spiaggia con tanto di bagnanti, apparentemente gente comune, in un momento di relax. Una menzione speciale è stata assegnata al duo Mondocane del Belgio dove automi si muovono improvvisamente simulando azioni umane e letteralmente spaventando i visitatori. Meritatissimo il premio alla Carriera a Jimmi Durham (1940) e Miglior artista Arthur Jaca con il video The white album anch’egli attento alle tematiche dei nostri tempi mai disposti ad accettare l’ignoranza del razzismo. Il Padiglione Italia, all’Arsenale e curato da Milovan Farronato, è un’unica opera d’arte, una vera e propria mostra del curatore che si fa artista scegliendo tre grandi interpreti della sua visione Neither Nor/ Né altra né questa: Liliana Moro (1961), Enrico David (1966) e Chiara Fumai (1978-2017). Un labirinto in cui il visitatore, camminando senza indicazioni, fa la sua mostra. Le opere si alternano, compaiono, vanno cercate sotto una tenda, esplodono in suoni e in visioni sopra la testa.
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ARREDAMENTI
Venezia Extra Biennale
Alla Galleria Franchetti alla Ca’ D’Oro la mostra Dysfunctional raccoglie 18 opere di altrettanti artisti e con interessanti linguaggi. Fragile Future di Studio Drift, stupisce con l’istallazione di centinaia di veri fiori di tarassaco trasformati in piccole ed eleganti luci. Alle Gallerie dell’Accademia Baselitz Academy una mostra capolavoro, una retrospettiva che ripercorre tutte le tappe dell’evoluzione creativa del grande Georg Baselitz, la prima, in questa sede, dedicata ad un artista vivente. Nel ricchissimo programma di Muve Contemporaner Al Muve Contemporanero dei Musei Civici veneziani si contano ben 12 mostre di rilievo. Da non perdere Yun Hyong-keun. A Palazzo Fortuni c’è una retrospettiva I Fortuny. Una storia di famiglia, mentre Cà Rezzonico propone Flavio Favelli. Il bello inverso. l’artista ha posizionato 15 opere poi allestite in tutti e tre i piani del grande palazzo sul Canal Grande. A Palazzo Mocenigo Brigitte Niedermair. Me and fashion 1996-2018 e un percorso di rime e rimandi: la fotografa di Dior crea una percepibile e strettissima sintonia con le cromie dei tessuti nelle sale e i suoi scatti. Più di trenta opere che, pur provenendo dalla moda, diventano piccole nature morte e racconti di momenti vissuti. A Ca’ Corner della regina, Fondazione Prada propone una mostra che unica: Jannis Kounellis a cura di Germano Celant, con 60 lavori dell’artista scomparso nel 2017 che occupano tutte le sale. Dall’altra parte del canale della Giudecca la Fondazione Giorgio Cini ospita la mostra Burri, la pittura, irriducibile presenza davvero imperdibile. Grandi opere tutte da contemplare nel silenzio.
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Il progetto Operation Impollinator per la salvaguardia della biodiversità Sant’Ilario ha adottato una soluzione praticabile: laddove, da custodi della natura, le aziende agricole sono diventate le principali imputate dell’inquinamento degli habitat degli impollinatori, la nostra sfida resta nutrire tutta la popolazione mondiale prestando massima attenzione alla qualità dei prodotti agricoli e al rispetto della Natura.
comuni e selvatiche, bombi, farfalle mediante la selezione e la semina del mix di sementi idoneo a garantire il loro nutrimento; • i fiori da sementi selezionate che crescono ai Bordi del campo e in zone marginali offrono nutrimento agli impollinatori e, aumentando la popolazione e l’attività della fauna nel terreno, contrastano anche la desertificazione del suolo.
Come funziona il progetto Operation Impollinator • garantisce la Tutela degli habitat di api
• Tutela del paesaggio La gestione mirata dei margini del campo lungo le
capezzagne contribuisce allo sviluppo di un sistema agricolo rispettoso ed equilibrato, ottenendo anche un miglioramento del paesaggio. Le stradine dal bordo fiorito diventano così la firma dell’impegno ambientale di Sant’Ilario regalando a tutti la bellezza dei colori. • Tutela dell’acqua e dell’aria Operation Impollinator tutela anche i corsi d’acqua e il suolo e, attraverso la creazione di nuove aree verdi, contribuisce anche a sottrarre CO2 all’atmosfera.
Ridu zi CO2 one
Progetto Operation Impollinator
turalie a n t a r Habitti a tutelanubi adat setti pro gli in
li rti fe e ù ion pi az tti ni all’ se ori rre e i in at Te azi gl llin gr de po im
el 1962 la biologa Rachel Carson metteva al bando i prodotti delle grandi multinazionali americane, denunciando nel suo libro “Primavera silenziosa”: “la distruzione diretta di insetti, uccelli mammiferi e altre forme di vita selvatica per mezzo degli insetticidi chimici cosparsi [...] sul suolo”. L’Azienda Agricola Sant’Ilario ha fatto propria la lezione preparandosi ad affrontare la sfida per preservare la biodiversità: dalla parte degli uomini e della Natura.
BIO è Logico
Difesa delle acque
COLTIVIAMO RISPETTANDO LA NATURA
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Informazione pubbliredazionale a cura di AZ. AGR. SANT’ILARIO
Sant’Ilario: lavora per nutrire la popolazione mondiale in crescita, proteggendo la Terra, la Natura, gli Habitat e le Specie stenibile
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Oroscopo
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Ariete Qualche piccola o grande bufera in arrivo. Situazioni conflittuali da gestire con intelligenza e calma
Toro Grande passionalità, grande determinazione e tanta voglia di migliorare la tua vita: buttatevi!
Giugno Giugno porta con se’ una fase appagante per il divertimento, il tempo libero, le gite o un primo assaggio di vacanza
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Cancro
Le insoddisfazioni sono dietro l’angolo. Ma di sicuro non vi darete per vinti contro i motivi del vostro scontento
Scorpione La vostra mente avrà ali: un’intuizione felice, un colpo di genio o di semplice astuzia e potrete risolvere tutto
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PROMOZIONE PACCHETTO SICUREZZA DENTRO CASA: SENTIRSI AL SICURO
Nessun cambiamento questo mese, tutto trascorre identico a se stesso. Verso la fine si muove qualcosa
Per i vostri nuovi serramenti approfittate della
La vostra grinta metterà in luce difetti altrui. Probabili discussioni e contrasti sulla strada in diversi ambiti
Leone
Bilancia Attenzione: le emozioni trattenute fermenteranno, con il risultato che a rimetterci potrebbe essere la calma
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Gemelli Il cielo vi sussurra: tranquillità. Sicuramente la desiderate e i transiti che vi riguarderanno la annunciano
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Capricorno Vivrete con una tensione interiore quasi continua, spesso trattenuta ma a volte potreste sbottare, attenzione!
Acquario Un mese insolito e contraddittorio potrebbe portarvi a prendere decisioni inaspettate, capaci di sorprendere tutti
• s e r ra m e nt i i n g e n e re • te n d e d a s o le • p o r te i nte r n e • p o r to n c i n i b l i n d at i • s c a le • p e rg o l at i i n a l l u m i n i o • c a r p e nte r i a le g g e ra • b a s c u l a nt i e s e z i o n a l i Vergine Determinazione, questa la dote di spicco che vi permetterà di esprimervi al meglio specie nei rapporti più incerti
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BRUGINE Loc. Campagnola nelle vicinanze del centro, 2 lotti di terreno di circa 1.000mq con progetto di villette singole di 400mc. Oneri e progetto esclusi. € 35.000 Rif. 181623
AGENZIA DI PIOVE DI SACCO Tel. 049 9705597 P.tta Jappelli, 1*(di fronte Piazzale Serenissima) E-mail: piovedisacco@gabetti.it Sito web: www.gabetti.it