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di Padova Ovest

Periodico d’informazione locale. Anno XXI XX n. n. 154 28 - -Poste PosteItaliane Italianes.p.a. s.p.a.- -Spedizione SpedizioneininAbbonamento AbbonamentoPostale Postale- -D.L. D.L.353/2003 353/2003(convertito (convertitoininLegge Legge27/02/2004 27/02/2004n° n°46) 46)art. art.1, 1,comma comma1, 1,NE/PD NE/PD

Limena Amministrative, i primi candidati al municipio pag.

Villafranca Piazza Italia, Sindaco fiducioso in un contributo

9 e 10

pag.

www.lapiazzaweb.it

Imprese In 60 mila a Roma: “Così ci costringete a chiudere”

14

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EDITORIALE

Limena. Fare rete per contrastare il bullismo

Ad ogni pioggia intensa il nostro Veneto va in crisi di Nicola Stievano

Una rete di collaborazione per individuare i disagi e responsabilizzare alcuni giovani responsabili di atti vandalici e di consumo di droga. “Sono 25 ragazzi tutti residenti a Limena, di un’età compresa tra i 14 i 25 anni” pag.

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Viabilita’: Le rotatorie di via Madonna e Vega, più sicure

Dopo quattro anni di attesa, il comune di Villafranca ha ottenuto un finanziamento di 328.700 euro (a fronte dei 770.000 previsti) per la ristrutturazione di due rotatorie poste all’ingresso del centro abitato pag. 12 10%

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Maltempo, acqua e danni. Appello per non lasciare soli i cittadini A Rubano i fiumi hanno esondato. Danni quantificati per 3,6 milioni di euro

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Rubano i fiumi hanno tracimato allagando case, strade e negozi. Erano i primi giorni del mese di febbraio, per la precisione il 3, 4 e 5. La conta dei danni si attesta a 3,6 milioni di euro, 323 soggetti coinvolti, di cui: 299 famiglie, 21 attività produttive e 2 aziende agricole. Ad andare sott’acqua il quartiere “Moiacche”, la zona di Sarmeola e via S.Pellico, che da sola abbisogna di 1 milione di euro per la messa in sicurezza. Lunedì 17, presso la Scuola Secondaria M.Buonarroti, il Sindaco Ottorino Gottardo e l’Amministrazione comunale hanno incontrato

le famiglie coinvolte negli allagamenti. Presenti all’incontro anche Danilo Cuman, Presidente del Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta e Anna Lazzarin, Sindaco di Veggiano. Intere famiglie hanno perso mobilio, elettrodomestici, tappeti, molte abitazioni sono andate distrutte a piano terra, nelle taverne e nei garage. Alcuni sostengono che se l’allerta fosse stata data a tempo debito questo si sarebbe potuto evitare, così gran parte dei cittadini è infuriata e arrabbiata. Alcuni lamentano l’assenza della Protezione Civile, composta da volontari volenterosi ma

che da soli non possono fronteggiare l’emergenza. Perché si è finiti sott’acqua e di chi è la responsabilità? “Le cause di quanto avvenuto non sono semplici e andrebbero poste al Genio Civile – spiega il Sindaco, che continua – Rubano e Selvazzano sono i vertici più bassi di un imbuto che ha come punto di scarico le idrovore di Caselle. C’è da dire che in quarant’anni non si era mai verificato un evento del genere e da precisare che in tutti questi anni le idrovore sono state potenziate”. pag. 4, 5, 6 e 8

L’Intervento

“Sulla difesa idrogeologica la Regione ha speso male e poco” di Lucio Tiozzo*

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ulla difesa idrogeologica del territorio, il Veneto si gioca il proprio futuro. L’errore politico, culturale, in ogni caso storico, compiuto puntualmente da chi ha governato e governa il Veneto da vent’anni, è stato quello di considerare questo capitolo di bilancio come un investimento ‘a fondo perduto’. *Capogruppo PD in Consiglio regionale

continua a pag.

8

rmai è un dato di fatto, una tendenza confermata anno dopo anno. Ogni pioggia intensa, in qualsiasi periodo dell’anno, si trasforma il “allerta meteo” con la concreta possibilità che il sistema dei nostri fiumi entri in crisi in più punti contemporaneamente, provocando allagamenti tanto nei centri urbani quanto in aperta campagna. L’ultimo episodio è la prova che ormai il nostro territorio non è più in grado di reggere l’urto delle precipitazioni sempre più concentrate e intense. Se fino a qualche anno fa in queste occasioni si parlava di “evento eccezionale”, ora siamo di fronte se non alla norma, a fenomeni che si ripetono cono una certa frequenza, almeno due - tre volte nel corso dell’anno. Un fatto del quale bisogna prendere atto, evitando di trincerarsi dietro all’ineluttabilità del clima. Del resto le responsabilità delle emergenze continue e dell’ormai evidente dissesto idrogeologico non possono essere scaricate esclusivamente sulle “avverse condizioni meteo”, ma vanno individuate sull’impatto di decenni di espansione urbanistica, per molti aspetti selvaggia o quantomeno poco controllata, di sviluppo di infrastrutture che non è andato di pari passo con gli interventi su una rete idraulica e di scolo rimasta ferma agli inizi del Novecento, quando non addirittura peggiorate. continua a pag. 3


L'Osteria dell'Angolo propone "La cena degli sconosciuti", evento esclusivo per la cittĂ  di

Chiuso domenica sera e lunedĂŹ

Padova, propone la serata il secondo e l'ultimo

mercoledĂŹ del mese una cena che ha aiutato molte persone in tutta Italia a trovare l'anima gemella.


EDITORIALE

segue da pag.

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Ad ogni pioggia intensa il nostro Veneto va in crisi

turismo in calo c’è preoccupazione

C’è preoccupazione negli alberghi di Montegrotto Terme, la cui diminuzione di presenze si sta aggravando di anno in anno di cinque punti percentuali, raggiungendo nel rapporto 2013/2012 un brusco -6,55%. Dato che viene lenito dalla situazione aponense, che dopo una serie di anni negativi dall’inizio del secondo decennio, registra una boccata d’ossigeno. Basti guardare la situazione degli ospiti stranieri che rispetto al 2012 a Montegrotto è diminuita del 9,12% nelle presenze e dell’11,73% negli arrivi, mentre ad Abano è aumentata rispettivamente dell’8,62% e dell’11,58%, quasi vi fosse stato un travaso di clientela.

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Terme Euganee, gli ultimi dati

Girando fra i centri invasi o minacciati dall’acqua si sente spesso dire, per lo più dagli anziani: “Quando ero giovane vedevo scavare lungo i fiumi, adesso da molti, troppi, anni non si fa più”. Un luogo comune? In parte può essere, ma è un dato di fatto che i nostri fiumi sono stati lasciati in balia di sé stessi e quelli più fragili, come il Bacchiglione, per fare un esempio, ne risentono parecchio. Per non parlare di altri corsi d’acqua, dal Muson dei Sassi al Fratta Gorzone, che presentano un regime quasi torrentizio. L’alluvione del novembre del 2010 ha insegnato qualcosa e ha spinto la Regione ad investire sulle opere di prevenzione del rischio, a monte come a valle, mettendo in cantiere, non senza difficoltà in questo periodo di grave crisi economica, lavori che dovrebbero portare a qualche beneficio. La strada però è ancora lunga e tutta in salita, come ha dimostrato l’ultima emergenza. Il nostro territorio, dalla pedemontana al litorale, dal Polesine ai Colli Euganei, martoriati dalle frane che inghiottono vigneti e strade, è costellato da decine di criticità che possono avere conseguenze drammatiche durante le ondate di maltempo. Così, ancora una volta, prima bisogna cercare i soldi per riparare i danni e magari riconoscere anche qualcosa a chi ha avuto l’acqua in casa o ha riportato gravi conseguenze nella propria azienda. Di nuovo il denaro serve per intervenire dopo l’emergenza, rendendo ancora più impegnativo trovare le risorse per tutte le opere che dovrebbero invece servire a prevenire e a ridurre le calamità. Siamo comunque di fronte ad una maggiore coscienza civica su questo tema, dopo un lungo periodo di sostanziale indifferenza, perché ormai nessuno può dirsi veramente tranquillo di fronte alle conseguenze del dissesto idrogeologico, nessuno può chiamarsi fuori dalla responsabilità di tutelare il nostro territorio. di Nicola Stievano

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di Giovanni Coppiello

Fiera Canina

la 50° edizione il 29-30 marzo La 50^ Esposizione internazionale canina di Padova si terrà sabato 29 e domenica 30 marzo 2014 nei padiglioni 7 e 8 della Fiera di Padova alla presenza di esemplari di molte razze, portati da allevatori di tutta Europa. Nel 2013 furono 2.042 i cani presentati da 900 allevatori di 14 Paesi, visti in due giorni da 8.000 persone che anche questa volta avranno accesso in Fiera dalle ore 9 alle 18 con orario continuato. Lenta inversione di tendenza

l’industria locale riprende fiato

La ripartenza dell’industria padovana è in carreggiata, ma è discontinua e incerta e affidata solo alla domanda estera. Il quarto trimestre 2013, informa Confindustria Padova, segna un punto di significativa inversione di tendenza per la produzione. Gli ordini tornano positivi, pur permanendo ridotta visibilità. Ancora in calo (più contenuto) la domanda interna. Accelera l’export, trainato dalle vendite extra-Ue. Si stabilizza l’occupazione. Migliorano le prospettive di inizio anno ma la dispersione è elevata.

NUOVI ORARI: dal lunedì a sabato

dal 1° Aprile aperto tutti i pomeriggi Mat. 08:00 •13:00 - Pom. 15:30 •19:30

Padova Ovest Limena

Provincia ambiente

Nadia Celeghin, il bilancio di 5 anni dall’opposizione pag. 10

Limena

Telecamere a sorveglianza della Beato Arnaldo pag.

Musei civici

società

Piazzale Boschetti, Legambiente: “facciamone un grande parco” pag. 19

scienza a padova

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Cyberbullismo, i giovani e le insidie della rete pagg. 20-21-22

sicurezza

arte

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pag.

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Al Museo Correr l’architettura di Léger pag.

tangenziale sud messa in sicurezza “Metteremo in sicurezza il raccordo tra la tangenziale sud est e la A13, un tratto di strada che dal 2008 al 2013 ha visto 47 incidenti con 71 feriti e 2morti. Non possiamo certo stare a guardare”. Così Ivo Rossi vicesindaco reggente di Padova e Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego, presentanto il progetto che dovrebbe essere realizzato entro l’estate. Sarà allargato un tratto dello svincolo, la carreggiata sarà separata da un guardrail e illuminata. Il progetto comporta una spesa di 563mila euro, di cui 433mila per la curva della tangenziale Sud. Collaborazione con l’Università

orto botanico star dell’expo 2015

L’Orto Botanico dell’Università di Padova pronto a sbarcare all’ Expo di Milano 2015. Un’appendice del giardino unico al mondo sarà infatti presente a Milano il prossimo anno. Un «matrimonio» molto importante, che porta vantaggi all’Expo, che potrà vedere ampliata la propria offerta dal richiamo dell’Orto Botanico, e a Padova e alla sua Università. River Film Festival a maggio

Povertà o racket? Lotta congiunta agli accattoni pag. 23

Costruito in città il telescopio della sonda spaziale

Splendori dal Giappone, fino al 31 marzo pag.

Regione

Entro l’estate partono i lavori

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il grande cinema in riva al piovego

L’Associazione Culturale Researching Movie in collaborazione con il Comune di Padova - assessorato alla Cultura continua la sua attività in preparazione dell’ottava edizione del River Film Festival, che si terrà a Padova, a Porta Portello in riva al fiume Piovego, dal 28 maggio al 9 giugno. Al centro della scena ci sarà come sempre il grande schermo galleggiante sul quale ogni sera verranno proiettati i film. La novità? Un film in 100 secondi: nasce una nuova sezione dedicata alle opere girate con cellulari, tablet, I-pad, fotocamere che saranno visibili in streaming e che il pubblico potrà votare online.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

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Padova, via Lisbona 10 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Questa edizione raggiunge le zone di Limena, Rubano, Villafranca per un numero complessivo di 15.079 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Venezia Padova Rovigo Treviso

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 27 febbraio 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese TERRITORIO Le zone colpite sono state tantissime: Veneto orientale, Bassa e Terme padovane, Pedemontana di Treviso e Vicenza, litorali veneziani e il bellunese a causa della neve. Pesanti i danni alle rete di infrastrutture viarie e di servizio (145 milioni) e alla rete idraulica principale e secondaria (213 milioni di euro concentrati nel Veneziano e nel Padovano). E’ piovuta molta più acqua che nel 2010. Non ci sono stati crolli arginali

Alluvioni, danni per oltre

di Alessandro Abbadir

Zaia: “Per la messa in sicurezza del territorio ci servono 2 miliardi 700 milioni”

L’Autorità di Bacino accusa: troppa cementificazione e un sistema di difesa idraulico fermo

A

lluvioni in Veneto, danni per centinaia di milioni di euro (oltre mezzo miliardo) con oltre 130 territori comunali coinvolti dall’ondata di maltempo. Questo il bilancio fatto nelle scorse settimane da comuni, protezioni civili e Regione a fronte di eventi che hanno messo in ginocchio tantissime aree della nostra regione, e che si sono sviluppati lungo un inverno nevoso in montagna e piovoso in pianura. Le zone colpite sono state tantissime: Veneto orientale, Bassa e Terme padovane, Pedemontana di Treviso e Vicenza, litorali veneziani e per il problema della neve la montagna bellunese. Ma ecco la conta dei danni nello specifico presentata dal governatore Luca Zaia al Governo e al capo della protezione civile Franco Gabrielli, costo che si aggira sul mezzo miliardo di euro ma che al conto consuntivo sarà superata di molto. Pesanti i danni alle rete di infrastrutture viarie e di servizio (145 milioni) e ancor più quelli alla rete idraulica principale e secondaria (213 milioni di euro concentrati nel Veneziano e nel Padovano); quindi le famiglie e le attività produttive colpite da nevicate ed esondazioni (73 milioni); i dissesti idrogeologici (37 milioni); la rimozione di neve, lo smaltimento di rifiuti, gli interventi igienico-sanitari (15); le sofferenze dell’agricoltura (10); le operazioni di soccorso pre-

nel padoVano

Assegnati 2 milioni di euro al Genio Civile

E

’ arrivata quest’anno parte dei fondi per le alluvioni del padovano del 2010. A gennaio infatti quasi due milioni di euro sono stati assegnati al Genio Civile di Padova per interventi urgenti finalizzati al ripristino di situazioni di particolare criticità, conseguenti ai danni provocati dall’alluvione del 2010. L’assegnazione, disposta con un provvedimento della giunta regionale su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, rientra nel piano di assegnazione delle risorse finanziarie ripartite con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2013. Per il 2013 in tutta la Regione sono state destinate risorse per circa 10 milioni di euro “per realizzare interventi in conto capitale nei territori colpiti dagli eventi alluvionali in Veneto che hanno determinato l’esondazione di fiumi e torrenti, con conseguenti allagamenti di centri abitati e movimenti franosi, nonché gravi danni alle infrastrutture, agli edifici pubblici e privati e ai beni mobili, l’interruzione di collegamenti viari. Per il superamento dell’emergenza il governo aveva provveduto anche alla nomina di un Commissario delegato”. E’ stata rinviata a successivi provvedimenti la programmazione delle risorse relative alle annualità 2014 e 2015. A.A.

state dai vari corpi e dal personale civile (5). Tutto ciò senza tener conto dei contraccolpi alla stagione turistica invernale e dei disagi subìti dalla popolazione dell’area del bellunese a causa di nevicate di 4 metri. In ginocchio anche la rete turistica in pianura, basti pensare alle decine di alberghi nell’area di Montegrotto Terme, Terme Euganee e Tribano che sono stati messi direttamente fuori uso per settimane. E poi le alluvioni nel Portogruarese e le mareggiate sui litorali che hanno devastato chilometri di arenile a Jesolo e Sottomarina. Il governatore del Veneto sottolinea però che dal 2010 diverse cose sono state fatte. ”E’ piovuta molta più acqua che nel 2010 - spiega Luca Zaia - quando finirono allagati 150 km quadrati di territorio. Però i 925 interventi puntuali di ripristino, consolidamento e realizzazione di interventi di difesa idraulica attuati in questo triennio si sono per ora dimostrati decisivi. Non abbiamo avuto stavolta crolli arginali come allora. Ma i danni sono altissimi. “Gli allagamenti ci sono anche questa volta ma più limitati, con centinaia di famiglie evacuate e aziende in sofferenza. Ma il vero problema ogni volta è e sarà anche nel futuro, la tenuta degli argini. Con il piano straordinario successivo all’alluvione del 2010 la Regione ha erogato 24 milioni nel 2013 e ne

stanzierà ulteriori 100 milioni da qui al 2015. Noi abbiamo iniziato a lavorare sui primi bacini di espansione, ma per attuare integralmente un piano di messa in sicurezza ci servono 2 miliardi 700 milioni - spiega Zaia - a fronte dei quali come Regione riusciamo a reperire dai 50 ai 100 milioni l’anno: troppo poco. Lo Stato deve intervenire, il governo deve dimostrare coraggio e volontà di finanziare i grandi bacini di laminazione. Poi c’è anche un problema di burocrazia che è risolvibile, dando ai Presidenti di regione pieni poteri in tema di lavori pubblici”. ”I fenomeni atmosferici sono sempre più intensi e violenti per i cambiamenti climatici e a questo va aggiunta la trasformazione del territorio. La cementificazione del territorio produce che a parità di piogge le acque superficiali sono di più. Anche le piogge aumentano. E se questo è colpa del clima, la trasformazione del territorio è opera dell’uomo. C’è da sottolineare inoltre che la rete di difesa idraulica è quella del secolo scorso. Gli ultimi interventi sono stati fatti durante il fascismo e prevedevano difese per un territorio agricolo. Nel frattempo i campi sono diventati un’area metropolitana, capannoni, villette e cemento. Il sistema non regge più. Una rete più moderna aiuterebbe a ridurre l’emergenza”.


Argomento del mese 5 In provincia

e mezzo miliardo di euro Consorzi di bonifica Il presidente Giuseppe Romano indica quali sono le opere indispensabili

“Sicurezza idraulica, piano quinquennale da 1,3 miliardi per il Veneto” di Nicola Stievano

U

spalla pag 5 per padova

n piano di investimenti da un miliardo e 350 milioni, con centinaia di cantieri lungo i corsi dei fiumi per i prossimi cinque anni, per la sicurezza idraulica in Veneto. Lo chiedono i consorzi di bonifica, ricordando che i progetti ci sono già, ma è necessario recuperare le risorse. “Già dal 2010 - ricorda Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche - per garantire la difesa idraulica veneta i consorzi hanno presentato 629 progetti del valore di 1 miliardo e 350 milioni euro. E’ il più grande piano di difesa idraulica della Regione, prevede opere infrastrutturali necessarie come il potenziamento e l’ammodernamento degli impianti idrovori, la realizzazione di casse di espansione per contenere le ondate di piena e di canali scolmatori o collettori, consolidamenti arginali e sistemazioni idrauliche; tutti interventi necessari la maggior sicurezza del nostro territorio”. Il sistema idraulico veneto è complesso e delicato, e oltre ai grandi fiumi comprende una rete di canali e corsi d’acqua minori che solcano l’intera pianura. Durante le allerte meteo sono almeno cinquecento uomini della bonifica impegnati a sorvegliare, 24 ore su 24, il livello dei fiumi, il funzionamento degli impianti e manufatti con l’impiego di circa un migliaio di mezzi e macchine operatrici (trattori, escavatori, pompe idrovore mobili), lungo le reti idrauliche. Inoltre, 400 impianti idrovori, grazie alle loro 1000 pompe, muovono 1milione e mezzo di litri d’acqua al secondo, continuando l’incessante attività di pompaggio per evitare la sommersione di ampie distese di territorio e per ripristinare le situazioni più critiche. I consorzi, dopo l’ultima emergenza maltempo, ribadiscono la necessità di destinare risorse al settore della difesa idraulica per la realizzazione di un grande piano, che preveda la concretizzazione delle grandi opere e delle infrastrutture necessarie.

Padova dopo l’emergenza

“L’Idrovia va completata” C

ompletare e collegare il Bacchiglione al Brenta, sfruttando l’Idrovia di Padova: questa la ricetta invocata ormai con un coro quasi unanime per mettere in sicurezza buona parte della provincia dall’emergenza fiumi. Il Bacchiglione infatti si ingrossa facilmente ad ogni perturbazione intensa e raggiunge piene sempre più difficili da gestire. Completando l’Idrovia in zona industriale sarebbe possibile, osservano comitati, esperti e amministratori, trovare una via di sfogo per l’acqua in eccesso. Bisogna però trovare i soldi e in fretta, così come servono altri milioni di euro per avviare un serio intervento di scavo dell’alveo del Bacchiglione, anche se resta il problema di dove portare il terreno estratto dal fondo del fiume, visto che dall’attuale legislazione è considerato un rifiuto. Altre opere idrauliche vanno poi programmate nella Bassa Padovana, in particolare lungo l’asta del Fratta - Gorzone e del Frassine. Ma nel territorio padovano non sono solo i fiumi a fare paura. La Provincia di Padova ha avviato le indagini necessarie a individuare gli interventi per ripristinare le Strade provinciali colpite dalle frane nei Colli Euganei. “Da una prima quantificazione – ha spiegato la presidente della Provincia di Padova Barbara Degani – abbiamo stimato in circa 4 milioni di euro i danni causati dall’alluvione lungo le nostre Strade provinciali, in particolare a causa delle frane. Sono interventi ingenti, per questo proprio nei giorni scorsi ho chiesto e ottenuto la disponibilità della Regione di prevedere un fondo per realizzare le Altro fronte opere necessarie. È arrivato il momen- critico sui Colli to di affrontare il problema del rischio Euganei tra frane, idraulico alla radice anche insieme al smottamenti Genio civile e ai Consorzi di bonifica e allagamenti affinché si adottino tutte le buone pratiche necessarie. In particolare, abbiamo invitato i consiglieri e la giunta regionale ad attivarsi quanto prima per creare un fondo apposito in vista del bilancio previsionale della Regione Veneto”. In particolare, lungo la strada provinciale 77 di Rovolon è emersa la particolare importanza del movimento franoso che ha origine a monte della strada e prosegue verso valle per un’estensione totale di circa un ettaro di terreno. La frana è in movimento e, dopo la relazione dei geologi, sarà necessario avviare specifiche indagini geotecniche per capirne le origini e poter ipotizzare gli interventi. Intanto la Provincia cercherà di predisporre nei tempi più rapidi possibili, un primo intervento provvisorio in modo da incanalare le acque a monte e, mediante degli attraversamenti, scaricarle verso valle oltre la strada. Sono in corso di studio anche delle soluzioni relative alla strada 63 “del Cataio” a Battaglia Terme. A seguito dell’alluvione e dell’allagamento della strada, si è verificato un cedimento delle sponde dello scolo consortile che ha interessato parte della carreggiata stradale. Inoltre le mura di recinzione del complesso del Cataio si presentano in uno stato precario tanto che potrebbero collassare coinvolgendo la strada. La Provincia sta quindi analizzando delle ipotesi di intervento tra cui la posa di un guard rail a protezione del manufatto e un risanamento con la riasfaltatura della carreggiata in modo da riaprire la strada il più presto possibile. Finora la Provincia ha stanziato circa 380 mila euro per i primi interventi urgenti alla viabilità. N.S.


6 Rubano Alluvione Le abbondanti piogge hanno messo in difficoltà le idrovore

ll Sindaco scrive a Zaia: “I cittadini non possono essere lasciati soli” Intere famiglie hanno perso mobilio, elettrodomestici, tappeti, molte abitazioni sono andate distrutte a piano terra di Nicol Veronica Stefani

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Rubano i fiumi hanno tracimato allagan- famiglie hanno perso mobilio, elettrodomestici, do case, strade e negozi. Erano i primi tappeti, molte abitazioni sono andate distrutte giorni del mese di febbraio, per la preci- a piano terra, nelle taverne e nei garage. Alcuni sione il 3, 4 e 5. La conta dei danni si attesta sostengono che se l’allerta fosse stata data a a 3,6 milioni di euro, 323 soggetti coinvolti, tempo debito questo si sarebbe potuto evitare, di cui: 299 famiglie, 21 attività produttive e così gran parte dei cittadini è infuriata e arrab2 aziende agricole. Ad andare sott’acqua il biata. Alcuni lamentano l’assenza della Protezione Civile, composta quartiere “Moiacche”, da volontari volenterosi la zona di Sarmeola e Le idrovore ma che da soli non via S.Pellico, che da sola del Brentelle, che abbisogna di 1 milione di regolano il Mestrina possono fronteggiare l’emergenza. Perché si euro per la messa in sicu- e lo Storta, hanno è finiti sott’acqua e di rezza. Lunedì 17, presso sempre lavorato chi è la responsabilità? la Scuola Secondaria M.Buonarroti, il Sindaco Ottorino Gottardo e “Le cause di quanto avvenuto non sono semplil’Amministrazione comunale hanno incontrato ci e andrebbero poste al Genio Civile – spiega le famiglie coinvolte negli allagamenti. Presenti il Sindaco, che continua – Rubano e Selvazall’incontro anche Danilo Cuman, Presidente zano sono i vertici più bassi di un imbuto che del Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta ha come punto di scarico le idrovore di Caselle. e Anna Lazzarin, Sindaco di Veggiano. Intere C’è da dire che in quarant’anni non si era mai

verificato un evento del genere e da precisare che in tutti questi anni le idrovore sono state potenziate”. Danilo Cuman, durante l’incontro, ha spiegato che le idrovore di sua competenza, quelle del Brentelle, che regolano l’immissione del Mestrina e dello Storta nel Brentella, hanno sempre lavorato. Le paratie invece erano chiuse a causa dall’alto livello raggiunto dal canale che occludeva gli scoli e rigettava l’acqua dentro a Rubano. In più le idrovore di Lissaro non lavoravano, per evitare che il Tesina si ingrossasse aumentando la portata del Bacchiglione. Con le idrovore chiuse a monte e le paratie fuori uso si è finiti sott’acqua. “Il livello è salito lentamente, nel giro di due giorni”, precisa Gottardo che spiega anche come le cause di quanto accaduto non siano imputabili alla inefficienza delle rete minore e che semmai vadano ricercate nel mancato funzionamento dell’impianto di Lissaro. Nei giorni successivi all’incontro, il Sindaco

Gottardo ha scritto al governatore del Veneto Luca Zaia, chiedendo l’attivazione di fondi per gli allagamenti e lamentando le mancate risposte delle istituzioni centrali alle problematiche dei cittadini. “La sensazione è che stia calando il silenzio su quanto accaduto, anche a livello mediatico – continua il Sindaco – Questa alluvione ha registrato danni ingenti quanto quella

Nella foto il primo cittadino Ottorino Gottardo

avvenuta nel 2010 e i cittadini non possono essere lasciati soli. Mi appello a Regione e a chi ne ha l’autorità affinché pervenga sostegno e aiuto al nostro comune”. La Regione ha dichiarato lo stato di crisi e ha chiesto quello di emergenza, che rende possibile il riconoscimento dei danni, ma per ora tutto tace.

Sindaco di Rubano

“il consorzio di bonifica indichi gli interventi per mettere in sicurezza il territorio

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e amministrazioni dei comuni alluvionati attendono risposte dalla Regione che si è palesata, il 24 febbraio, nella figura di Maurizio Conte, assessore alla Difesa del suolo, incontrando i Sindaci di Rubano, Selvazzano, Mestrino, Saccolongo e Veggiano e il Presidente del Consorzio di Bonifica Brenta, per discutere sugli interventi necessari alla messa in sicurezza del territorio dei comuni della zona Ovest. Pare che i soldi, chiesti ma non ancora accordati, serviranno al potenziamento degli impianti idrovori delle chiaviche esistenti sugli scoli Mestrina e Storta. Ma il Sindaco di Rubano, Ottorino Gottardo, specifica: “Da parte nostra l’impegno c’è, spetta al Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta dichiarare nel merito e farci sapere cosa è più urgente fare”. L’impegno di cui parla Gottardo sta nel mettere sul piatto 300 mila euro a cui si aggiungono i 500 mila di Selvazzano. Gli enti tecnici, in concerto con le amministrazioni locali, stanno ragionando su quali siano i passi da compiere. “La domanda è se optare per dei bacini di contenimento delle acque meteoriche locali con una rete estesa che coinvolge tutti i comuni della zona, ma solo una valutazione tecnica può dare delle risposte precise”, spiega Gottardo. I fondi promessi probabilmente serviranno per l’intervento sull’idrovora dello scolo Mestrina, in grado di sollevare due metri cubi d’acqua al secondo. Dalla riunione è emersa la quasi inutilità, ai fini della gestione dell’emergenza, dell’impianto idrovoro di Lissaro, costato 800 mila euro e finanziato da Regione e in una buona parte da Rubano e Selvazzano. N.V.S.


8 Rubano Movimento 5 Stelle Critiche al Sindaco per come ha gestito l’alluvione del 3,4 e 5 febbraio

Rubano è stata sacrificata per salvare Padova? di Nicol Veronica Stefani

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I pentastellati contestano il fatto che i danni sono stati maggiori del 2010 malgrado le idrovore abbiano funzionato e la situazione sembrasse più gestibile

ono molte le critiche mosse dal Movimento 5 Stelle di Rubano all’Amministrazione Gottardo per come ha gestito l’alluvione del 3, 4 e 5 febbraio. In primo luogo il Movimento paragona quanto recentemente avvenuto con il disastro del 2010, evidenziando come i danni attuali, riportati da Rubano, risultino maggiori rispetto a quelli dell’alluvione passata e definendo il fatto paradossale, visto che le idrovore hanno funzionato e la situazione appariva più “gestibile”. Il movimento domanda se c’è stata la volontà di proteggere la città del Santo tralasciando le sorti dei comuni a ovest. Domanda che si sono posti in molti e a cui il M5S non ritiene di aver ricevuto ancora “risposte del tutto convincenti”. Una seconda critica riguarda la mancanza di trasparenza delle autorità e dell’amministrazione, che in casi come questo rende difficoltoso l’individuazione del problema e lo stabilire le responsabilità. A tal proposito il M5S propone la costituzione di una piattaforma online che permetta di fornire, in tempo reale, la gestione dei flussi idrici. Tramite la stessa sarebbe possibile allertare tempestivamente i cittadini: “l’Amministrazione dovrebbe adoperarsi per elaborare un database completo dei numeri di telefono per poter avvisare la comunità via sms in caso di allerta e, considerando anche chi non ha un telefono o un cellulare, il Comune dovrebbe attivarsi attraverso metodi più classici di avviso, come per esempio la comunicazione mezzo autoparlanti o attraverso cartelli luminosi o, infine, tramite persone incaricate dal Comune ad allertare, casa per casa, chi è in pericolo”. Su quello che si potrebbe fare il Movimento ha le idee chiare e Una piattaforma lancia all’Amministrazione una online per fornire, serie di proposte, come quella in tempo reale, di costituire un gruppo di lavoro la gestione meglio organizzato, favorire dei flussi idrici

Una zona alluvionata nel comune di Rubano

l’aumento di volontari impegnati nella protezione civile, efficientare la manutenzione della rete minore, aumentandone la capacità ed evitando l’interramento

dei canali di scolo e mettere un freno importante alla cementificazione. “Agli incontri pubblici alcuni cittadini hanno lamentato di vedere rifiuti nelle scoline, questo non è tollerabile. Una manutenzione più efficace dev’essere messa in atto fin da subito”.

Questione sicurezza

Raccolta fondi

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una taglia su fb per identificare i ladri

L’Intervento

“Sulla difesa idrogeologica la Regione ha speso male e poco” di Lucio Tiozzo*

segue da pag.

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Un errore fatale per due motivi. Da un lato perché l’incuria e la scarsa manutenzione hanno trasformato anche gli eventi atmosferici di media portata in una spada di Damocle calamitosa. Dall’altro perché si è rivelata tremendamente miope la visione di chi non ha mai considerato la tutela ambientale come risorsa, come garanzia di una tenuta economica e produttiva di un intero territorio: basti pensare a quante famiglie e aziende sono state irrimediabilmente messe in ginocchio a causa di un’alluvione. Cambiare passo significa spostare le logiche di gigantismo che, fisicamente, hanno intasato fino all’inverosimile la terra veneta in direzione dell’unica, vera, grande opera che doverosamente deve essere ora compiuta, rendendo sicure, compatibili con l’ambiente ed ugualmente produttive le nostre terre. Questo lo si può fare approvando una nuova legge regionale contro il consumo del suolo, proposta che il PD ha presentato da mesi. Ma anche puntando su norme urbanistiche, anche importanti per l’economia locale, come il Piano Casa, che non privino comunque le amministrazioni locali del loro compito di vigilare su ogni forma di speculazione dannosa per il territorio stesso. Di sicuro è indispensabile mettere a disposizione le risorse: per la voce ‘Tutela del territorio’ la Giunta Zaia aveva previsto per il 2014 uno stanziamento di 166,8 milioni. Praticamente gli stessi soldi del 2013 (165,9 milioni) e addirittura meno di quelli stanziati nel 2012 (175,6 milioni). E’ evidente che così non va e che si debba fare uno sforzo straordinario per aumentare di molto questa cifra. Il PD ha proposto un piano di investimenti decennale: 100 milioni in più, rispetto alla proposta della Giunta, nel 2014 e 50 milioni per ognuno dei successivi nove anni, da destinare esclusivamente ad opere infrastrutturali straordinarie di difesa permanente, che esulano dall’ordinaria manutenzione. Basti pensare ai bacini di laminazione, piuttosto che alle barriere subacquee per la tutela degli arenili, per i quali ormai la periodica attività di ripascimento si rivela dispendiosa ed insufficiente. Il presidente Zaia non si limiti ad invocare finanziamenti statali, gli stessi che peraltro hanno consentito di realizzare una parte di interventi negli ultimi anni: decida di fare la propria parte e di investire per il futuro del Veneto. * Capogruppo PD in Consiglio regionale

Un aiuto per danni dell’alluvione

ubano rimane un bersaglio per ladri e predoni, continuano i furti nelle abitazioni e negli esercizi commerciali. I residenti si difendono come possono. Quattro malviventi a volto scoperto rapinano, nella notte del 7 febbraio, la boutique Magicabula in via De Gasperi. Vengono ripresi dalle telecamere di videosorveglianza e i titolari postano su Facebook i fotogrammi del furto, offrendo una taglia a chiunque fosse in grado di aiutarli nel risalire all’identità dei predoni. Mille euro di ricompensa. Un clima da Far West, con la crisi e le razzie che esasperano gli animi o come dice il Sindaco, Ottorino Gottardo: “sono semplicemente situazioni che si spostano nel territorio ciclicamente”? A metà Febbraio l’ex consigliere comunale Fabio Targa che guida “Difesa Civica – Rubano” si è appellato alla Questura affinché intensifichi i pattugliamenti nell’area di Rubano. Gottardo sottolinea che l’amministrazione si era già occupata della questione nel vertice sicurezza tenutosi in Prefettura. “Le Forze dell’Ordine stanno lavorando al massimo e i risultati ci sono, ma trattandosi di indagini il tempo e la riservatezza sono necessari e vanno rispettati. Non si deve creare allarmismo fra i cittadini”. N.V.S.

’amministrazione comunale ha approvato una raccolta di fondi a sostegno delle famiglie di Rubano che sono state colpite e danneggiate dagli allagamenti durante la prima settimana di febbraio. La raccolta fondi terminerà il 31 marzo. Alla fine di Gennaio e per la prima settimana di febbraio, il Veneto è stato attraversato da una forte perturbazione che ha portato forti piogge su tutto il territorio padano. Questo forte maltempo ha danneggiato notevolmente anche alcune zone di Rubano, con danni ingenti dovuti ai numerosi allagamenti nelle abitazioni private, ma anche nelle attività industriali e nelle aree agricole. Nonostante gli sforzi del centro Operativo Comunale di Protezione Civile e dei tecnici comunali non si è riuscito ad evitare l’inondazione: questo nonostante il continuo monitoraggio delle zone di pericolo. La raccolta fondi viene impiegata per sensibilizzare la collettività per aiutare le famiglie colpite dai danni causati dal maltempo. I fondi saranno distribuiti in base a criteri stabiliti dall’Amministrazione Comunale e che terranno conto anche dei fondi definitivi stanziati dalla Regione Veneto. Per la raccolta è stato anche aperto un conto dedicato presso la Tesoreria Comunale. Ma.Gr.

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Limena 9 Elezioni amministrative Lista civica, con un orientamento di centro sinistra

“LimenAttiva e Democratica” scende in campo con Riccardo Zanon

33 anni, padre di famiglia di un bimbo di due anni. “Sono un giovane limenese, voglio cambiare il modo in cui le persone s’interfacciamo alla politica, rinchiusa e distante nei suoi palazzi. Ma non basta qualche slogan, bisogna educare ed educarci alla partecipazione” di Nicol Veronica Stefani

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n gruppo nato un anno fa da quattro persone e che, da ottobre 2013, inizia a fare sul serio raggruppando una sessantina di cittadini, con l’intento di continuare a crescere e incrementare le proprie fila. I valori di partenza sono quella della trasparenza, del dialogo, della democrazia e della partecipazione. LimenAttiva e Democratica si costituisce come lista civica, con un orientamento di centro sinistra: “Abbiamo scelto la libertà per non sottostare alle logiche stringenti delle coalizioni”, spiega Francesco Bertan. Il fulcro del gruppo sembra ruotare attorno a cinque gruppi tematici

Sociale

che riguardano l’ambiente, le attività produttive, la cultura e lo sport, la salute e la sanità e il buon governo, inteso come coordinamento che si alimenta del costante dialogo con la base e i cittadini che a loro volta, tramite l’aggregazione e la partecipazione, possono contribuire a vari livelli, più attivamente come membri della lista o più autonomamente, come cittadini che esprimono un’opinione. “Vogliamo creare una Limena a misura di cittadino, dando ampio spazio alle istanze di ogni persona”, spiega Raffaella Maretto e continua Natascia Marzoli: “Il concetto della rete per noi è

Fare rete per contrastare il bullismo giovanile

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na rete di collaborazione per individuare i disagi e responsabilizzare alcuni giovani responsabili di atti vandalici e di consumo di droga. “Sono 25 ragazzi tutti residenti a Limena, di un’età compresa tra i 14 i 25 anni”, spiega l’Assessore al Sociale

fondamentale, per avere un feedback costante dalla base”. Un gruppo giovane che si avvale anche dell’esperienza di chi ha già maturato un suo precedente percorso: “Non siamo i “rottamatori”, per dirla con un termine che va di moda – precisa Paolo Marini - pensiamo ci sia bisogno di tutti”. “Io mi occupo della pagina Facebook insieme ai ragazzi più giovani, ma ognuno ha il suo compito e ruolo”, fa sapere Corrado Beraldo. Il candidato Sindaco Riccardo Zanon è stato scelto collegialmente e precisa che il modus operandi del gruppo rimarrà quello della collegialità decisionale e

Stefano Tonazzo. I giovani, identificati come gli autori di atti di bullismo, presso il patronato di Limena, infastidivano i presenti commettendo alcuni danni, furti e micro spaccio in via San Francesco. “Grazie alla collaborazione tra carabinieri, educatori parrocchiali e genitori è stato possibile individuare i giovani e intervenire - racconta Tonazzo – facendo leva sul dialogo, al fine di rendere i ragazzi consapevoli dei rischi nel perpetuare simili comportamenti”. E si

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ribadisce: “Vogliamo differenziarci dall’amministrazione attuale richiamando la comunità alla partecipazione attiva nelle decisioni politiche, questo è un passaggio cruciale per noi”. Riccardo Zanon, 33 anni, giovane padre di famiglia di un bimbo di due anni, fa riferimento alla “mancanza di coinvolgimento dei cittadini durante i consigli comunali” ed evidenzia: “Sono un giovane limenese, voglio cambiare il modo in cui le persone s’interfacciamo alla politica, rinchiusa e distante nei suoi palazzi. Ma non basta qualche slogan, bisogna educare ed educarci alla partecipazione”.

parla ancora di sociale con il progetto “Mai più bambino”, volto alla tutela dei minori, allontanati da famiglie di origine ritenute pericolose e problematiche. Tonazzo ha presentato una mozione, approvata dalla maggioranza, con l’astensione dell’opposizione, per ottenere procedure più brevi sui tempi di affido, sia per il benessere dei piccoli, sia per gli alti costi di inserimento nelle strutture protette, che ricadono sulle casse comunali. N.V.S.

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10 Limena Verso il voto del 25 maggio L’intera giunta si ricandida per un nuovo mandato

Sindaco Costa: “Pronti per la campagna elettorale” Il programma è ancora da definire ma l’azione dell’eventuale Costa-bis si concentrerà sulla realizzazione della piazza, sull’ammodernamento delle scuole e sulla sistemazione delle strade di Nicol Veronica Stefani

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a partenza della campagna elettorale Il primo cittadino vede rinnovato il mio impegno come Giuseppe Costa Sindaco assieme a quello di tutti gli assese il simbolo della sori che compongono la giunta comunale” - sono sua nuova compagine le parole di Giuseppe Costa, Sindaco di Limena, che prepara il terreno in vista delle amministrative del 25 maggio 2014. Si vota solo nella giornata di domenica, per la necessità di diminuire la spesa pubblica e, con il rinnovo della Giunta e dei Consigli comunali, si applicheranno le norme in materia di n contenimento delle spese degli enti locali che pree a vedono la riduzione di circa il 20% del numero dei M T l a consiglieri e degli assessori comunali. “La Lista sarà g gì De formata da dieci candidati, sei assessori e quattro consiglieri – spiega Costa, che con l’aiuto dei suoi già presenti: “La realizzazione della piazza nuova è attività commerciali”. Ulteriore punto in programma collaboratori, sta vagliando la candidatura dei futuri sicuramente uno dei nostri obiettivi, vogliamo dota- è l’adeguamento sismico della scuola elementare colleghi di lista, che per la precisione saranno don- re Limena di un centro importante di aggregazione F. Petrarca. L’amministrazione ha già chiesto un ne. “La nuova legge elettorale prevede un aumento in cui far sorgere nuove attività commerciali e con contributo alla Regione. L’intervento comporterebbe della presenza femminile l’occasione migliorare l’area una spesa di 150 mila euro e costituirebbe, insieme nelle liste – continua il pri- “La Lista sarà d’ingresso al Municipio e alle all’isolamento termoacustico della stessa, coperto mo cittadino – e noto con formata da dieci Poste”. Un secondo obiettivo è per il 90% da finanziamento regionale, il tassello piacere che quest’anno le candidati, la riqualificazione di via Roma e finale del rinnovamento e della messa in sicurezza candidate sono aumentate, sei assessori e via del Santo: “Stiamo predispo- della ormai desueta struttura scolastica. I lavori per mentre nel reclutamento quattro consiglieri” nendo i lavori per la rotonda di l’asfaltatura di strade e marciapiedi per l’anno corprecedente avevamo faticafronte a via delle Industrie, a cui rente prevedono l’esecuzione delle manutenzioni in to a trovare militanti donne disponibili a partecipare ne susseguiranno altri al fine di abbattere il piccolo via Roma, via G.Verdi, vicolo R.Tosetto, il primo tratalle elezioni”. Dunque non tutti gli attuali collabo- muro che costeggia e divide la statale dalla strada to di via S.G. Bosco, l’ultimo tratto di via Breda, via ratori, in caso di rinnovo del mandato della Giunta bassa. Con quest’opera lo spazio si organizzerà per Monte Ortigara e via delle Industrie. Pronto lo studio Costa, potranno continuare l’impegno di assessora- tutelare il traffico debole, cioè i pedoni e ciclisti, di fattibilità per gli interventi di manutenzione e puto intrapreso cinque anni fa. Anche il programma attraverso la nuova pista ciclabile e sarà possibile lizia delle rete comunale delle acque meteoriche ed è in fase di preparazione, ma i punti cardine sono aumentare i parcheggi a disposizione delle varie il potenziamento della rete scolante.

IN BREVE Celeghin su bilancio comunale:

“Un’amministrazione dal procedere routinario e confuso”

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on c’è mai stata una politica intraprendente e decisa, bensì un procedere routinario e confuso”, con queste parole Nadia Celeghin, la capogruppo all’opposizione del consiglio comunale, descrive l’operato sul bilancio stilato dall’amministrazione Costa. La consigliera lamenta una propensione a investimenti importanti sulla viabilità, che a suon di rotonde appare alla Celeghin una “ridondanza strutturale che ha poco a che vedere con la reale sicurezza stradale”, piuttosto che a sussistenti operazioni di sviluppo nella “cultura in senso pratico, ovvero scuola e istruzione”. La consigliera boccia il modo in cui la Giunta ha composto nelle sue voci il bilancio, accusando l’amministrazione di operare superficialmente a suon di “tagli lineari, decisi senza uno studio obiettivo e consapevole di una corretta ripartizione delle risorse, nell’ottica di concludere l’operazione quanto prima, come se la velocità fosse sinonimo di efficienti ed efficacia”. La consigliera appare poco fiduciosa anche sugli oneri fiscali: “Non si conoscono le future aliquote della Tasi e lo slogan è niente tasse e più servizi, ma se le risorse mancano i servizi non potranno di certo essere garantiti. Probabilmente lo scopo è accalappiare voti”. La Celeghin tira in ballo il progetto della nuova piazza di Limena: “L’avevano prevista nel 2009, all’inizio del loro mandato, ma è sempre stata rinviata perché contavano di utilizzare il ricavato dai proventi della famosa zona industriale commerciale mai realizzata perché gestita in modo poco chiaro e azzardato. Il loro programma faraonico non si è potuto realizzare”. N.V.S.

NEWS Una scuola a prova di ladro

La protesta di Andrea Segato

Sicurezza

Un “occhio” tecnologico sorveglierà la Beato Arnaldo

“Troppe barriere architettoniche!”

A Limena la Difesa è Donna

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ollaborazione tra realtà locali e scuola. A farla da padrona è la tecnologia. Succede all’istituto secondario Beato Arnaldo dotato di un sistema di allarme di ultima generazione, in grado di contrastare qualsiasi intrusione da parte di ladri e vandali. La scuola, grazie alla gentile concessione della ditta limenese Axel srl che ha fornito i sofisticati apparati e grazie al contributo d’istallazione gratuita da parte dell’azienda “Rigon Alessandro & Adriano”, anche quest’ultima con sede nel comune di Limena, è ai massimi livelli per quanto riguarda la videosorveglianza. Di questi tempi poi, con la zona di Padova Ovest puntualmente presa d’assalto da ladri e predoni, la sicurezza non è mai abbastanza. L’impianto fornito dalla Axel è in grado di mandare un segnale alle forze dell’ordine, oltre che essere dotato di quattro telecamere e di un elevato numero di sensori esterni ed interni all’edificio scolastico, conta su dei rilevatori a infrarossi e microonde capaci di rilevare presenze estranee, una volta entrato in funzione. Ora l’amministrazione scolastica e comunale si possono dire soddisfatta e serena, visti i frequenti episodi di intrusione nella scuola. Stefano Tonazzo, assessore all’Istruzione ringrazia “entrambe le ditte che hanno collaborato e che hanno voluto fare questo dono alla comunità limenese. La scelta è ricaduta sulla scuola media perché oltre a essere la sede della dirigenza scolastica e della segreteria è dotata di due aule informatiche”. N.V.S.

ndrea Segato, cittadino di Limena e uno dei 34 firmatari della lettera indirizzata alla Giunta Costa per dissentire sul futuro previsto dall’amministrazione rispetto ai campi Bortoletto, adiacenti alla scuola F.Petrarca, si fa portavoce di altre istanze. Segato lamenta della nuova rotonda, posta in via Beato Arnaldo: “l’infelice transenna” che blocca la strada a biciclette e motorini che provengono da sud, una vera trappola mortale in caso di nebbia, oppure il ripristino delle barriere architettoniche (dove c’era una rampa per bici, carrozzine, anziani, ora c’è un gradino di una ventina di centimetri): inaudito che un comune spenda soldi per costruire barriere architettoniche! Un’amministrazione normale li spende per eliminarle! Faccio presente che sono state anche inviate delle richieste al Sindaco per la correzione di tali errori, ma sono rimaste senza alcuna risposta”. Secondo l’opinione di Segato la rotonda così com’è costruita favorirebbe il passaggio del traffico delle macchine a discapito di quello sostenibile e debole. Infine si esprime a sfavore sulla collocazione del mercato cittadino:“non c’è spazio per passare, le signore con la bicicletta inciampano sui marciapiedi”. N.V.S.

iunge alla sua terza edizione “Difesa è Donna”, il corso di difesa personale da strada riservato al gentil sesso. Partito verso la fine di gennaio, previa serata di presentazione, nella sala consiliare del Comune di Limena, il corso ha ricevuto una partecipazione massiccia. “Gli incontri serali erano due - spiega l’assessore alla Sicurezza Jody Barichello - ma è stato necessario aggiungerne un terzo per soddisfare tutte le richieste”. Il corso, completamente gratuito, vede la partecipazione di 90 iscritte, ovviamente tutte donne, di un’età compresa tra gli 11 e i 60 anni. L’attività è organizzata in dieci lezioni serali tenute da un bodyguard professionista. Lo scopo è quello di impartire le tecniche base e le pratiche di difesa atte a contrastare un’emergenza o un pericolo, in un contesto urbano. Un corso che incontra un’esigenza urgente, quella della prevenzione della violenza e della sicurezza nelle città. Soprattutto dal punto di vista femminile. Le serate prevedono anche la partecipazione di una psicologa della Polizia di Stato e un training di primo soccorso, guidato da infermieri professionisti, al fine di garantire un supporto a tutto tondo alle partecipanti. Verso la fine dell’esperienza verrà attuata anche una prova pratica su strada, per testare quanto si è appreso. Come detto in precedenza l’attività è gratuita, ma è possibile donare tramite una libera offerta. Il ricavato andrà devoluto al Centro Veneto Progetti Donna, che aiuta le donne vittime di violenza. N.V.S.


12 Villafranca - Limena Viabilità Villafranca Un finanziamento di 328.700 euro per la messa in sicurezza di due incroci

Le rotatorie di via Madonna e via Vega saranno più sicure Il completamento dell’opera prevede anche la realizzazione di lavori per la raccolta di acque meteoriche, l’impianto di illuminazione, la segnaletica verticale e quella orizzontale di Massimiliano Granato

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opo quattro anni di attesa, il comune di Villafranca ha ottenuto un finanziamento di 328.700 euro (a fronte dei 770.000 previsti) per la ristrutturazione di due rotatorie poste all’ingresso del centro abitato. Il costo dell’operazione è stato stimato piuttosto elevato proprio in ragione della pericolosità degli incroci da mettere in sicurezza, visto che si tratta di strade provinciali che intersecano strade comunali. Le rotatorie, poste tra via Madonna e via Vega necessitano di lavori a causa di numerosi incidenti verificatisi nel corso degli anni: obiettivo è ridurre sensibilmente la velocità. Recentemente sono stati posti dei box per autovelox che hanno contribuito a diminuire il numero di sinistri. Si tratta di

Negli ultimi mesi ibox per autovelox hanno contribuito a diminuire il numero di sinistri due incroci a “ T” con stop sulle comunali. La pericolosità degli incroci sarebbe anche dovuta alla scarsa visibilità e alla presenza di numerose abitazioni. A questo proposito le due rotatorie avrebbero la doppia funzione di fluidificare il traffico e di moderare la velocità. Attualmente il problema degli accessi esiste ancora ma in base ad uno studio realizzato nel 2010 il progetto di queste due rotatorie è stato ritenuto meritevole di attenzione.

Scarsa visibilità e numerose abitazioni determinano la pericolosità dei due incroci A tal proposito è stato presentato un progetto unico con richiesta di ammissione al finanziamento in base alla legge regionale n° 39 del 31 dicembre 1991 sugli interventi a favore della mobilità e della sicurezza stradale. Il completamento dell’opera prevede anche la realizzazione di lavori per la raccolta di acque meteoriche, l’impianto di illuminazione, la segnaletica verticale e quella orizzontale.

Limena Scuola media B. Arnaldo

In classe 5 giorni su 7

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a scuola secondaria di 1° grado Beato Arnaldo di Limena si fa più europea, rinnovandosi nell’orario. Per le sole classi prime sarà possibile prolungare l’orario giornaliero andando a escludere la giornata di sabato, che sarà quindi rimossa dalla settimana scolastica. “L’iniziativa – spiega Stefano Tonazzo, assessore all’ Istruzione – è stata promossa dai genitori e dai rappresentanti del Consiglio di Istituto e, qualora ci fossero sufficienti iscrizioni, dal prossimo anno sarà possibile avere un modulo diverso, cioè i ragazzi andranno a scuola non più sei giorni su sette, ma solo cinque”. La necessità nasce da quei nuclei famigliari che, abituati all’orario europeo della scuola primaria A.Manzoni, hanno l’esigenza di continuare con la stessa organizzazione. Si tratta di spalmare le 30 ore settimanali su cinque giorni della settimana corta, anziché sui sei canonici, con quattro rientri che termineranno alle 15.35, il servizio mensa e il venerdì fino alle 13. A Limena sono previste tre future classi prime e un sondaggio tra 650 genitori ha permesso di avviarne una a tempo prolungato. “Noi come Comune possiamo solo fare un plauso all’iniziativa e cercare di andare incontro alle esigenze delle famiglie di Limena – continua Tonazzo – interverremo rispetto ai servizi, attraverso il trasporto scolastico che dovrà aggiornarsi ai nuovi orari. Ora aspettiamo siano raccolte le domande d’iscrizione e poi procederemo con la N.V.S. pianificazione”.


14 Villafranca Urbanistica Un progetto per quanto riguarda il centro cittadino

L’allargamento di Piazza Italia, per il momento, è carta Il primo cittadino si è detto fiducioso sulla possibilità di ottenere un sostanzioso contributo da parte della Regione di Massimiliano Granato

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l centro cittadino rappresenta uno dei progetti più interessanti per quanto riguarda l’urbanistica di Villafranca. Si tratta di interventi che stanno ancora sulla carta ma il primo cittadino è fiducioso sul fatto che la Regione possa contribuire in modo determinante all’allargamento di Piazza Italia. Non si tratterà di una semplice estensione del grande spazio cittadino, anche se il progetto prevede un ampliamento della superficie pavimentata in cubetti di porfido su circa 2000 metri quadri, ma anche del completamento dell’arredo urbano oltre che dell’illuminazione pubblica, con la sistemazione delle pavimentazioni e realizzazione di aree verdi e l’abbattimento delle barriere arqualificando completamente chitettoniche che ancora sono di Salvò: “Attraverso il centro urbano. “Attraverso ostacolo alla libera circolazione l’Ipa abbiamo l’Ipa abbiamo presentato un dei mezzi per i portatori di han- presentato un dicap. Si può dire che l’obiettivo progetto per attingere progetto di completamento dell’area per attingere ai dell’amministrazione sarebbe ai finanziamenti” finanziamenti regionali - afquello di estendere la piazza su un’area di circa 8873 metri quadrati, adibendola ferma il primo cittadino Luciano Salvò – questo agli eventi culturali e sportivi della cittadinanza ri- progetto inizialmente non era previsto ma le oppor-

tunità offerte dalla Regione attraverso un bando ci hanno convinto della validità dell’operazione: noi non abbiamo la certezza che sia un progetto che possa essere finanziato ma ce lo auguriamo. Personalmente sono sempre ottimista sulla possibilità di avere un aiuto concreto dalla Regione: so che saranno tempi di attesa piuttosto lunghi ma staremo a vedere”.

Beatrice Piovan

“Tante opere, che poi non vengono realizzate”

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ulle questioni inerenti ai recenti progetti di ristrutturazione del comune di Villafranca è intervenuta l’avvocato Beatrice Piovan, consigliere di minoranza. “In questi cinque anni l’amministrazione Salvò ci ha abituati a notizie sensazionali sui giornali che danno per imminenti opere pubbliche di vario genere che poi puntualmente non vedono Beatriche Piovan la luce: il polo scolastico o la tensostruttura, per citarne solo alcune. Per quanto riguarda le asfaltature di Via Capitello e di Via De Gasperi l’amministrazione di Villafranca come tutte le amministrazioni Comunali del Veneto ha presentato un progetto per accedere ai finanziamenti regionali: ammesso e non concesso che la Regione eroghi un contributo, questo non sarà mai superiore al 50% del costo totale dell’opera: quello che manca sempre al Comune di Villafranca, ed il Sindaco non lo dice mai, è la sua quota di denaro che serve a coprire il restante 50%. Per questa ragione non verranno realizzate neanche le altre opere tanto sbandierate, come la pista ciclabile sulla Provinciale 12 e la sistemazione di Piazza Italia, opera, quest’ultima che non è certo prioritaria per il nostro Comune”. Ma.Gr.


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VIAGGIO IN

PROVINCIA PADOVA

La manifestazione nella capitale Folta la delegazione dei padovani

A Roma mille imprese “così dobbiamo chiudere” Oltre 60 mila imprenditori sono scesi in piazza per ribadire che tasse e burocrazia li soffocano di Martina Celegato

P

iù di mille sono state le imprese venete che hanno preso parte alla manifestazione a Roma per far sentire la propria voce nella capitale. Una voce straziata dalla crisi che negli ultimi mesi e settimane non ha mancato di scene disperate che ancora di più hanno dimostrano la profondità della crisi che, a poco a poco, sta distruggendo le realtà imprenditoriali del nord est. Una manifestazione, quella dello scorso febbraio, organizzata da Confartigianato UPA, Ascom Confcommercio, Cna, Confesercenti e Casartigiani le grandi associazioni di rappresentanza nazionale che meglio si sono insediate nella realtà padovana dimostrandone la forza e l’importanza a livello non solo italiano ma anche internazionale. Al grido di “Senza impresa non c’è Italia” i piccoli imprenditori, artigiani e commercianti sono andati a portare la loro voce fra le vie di Roma ribadendo la loro importanza per la crescita del Paese che si trova ad affrontare, come affermano i portavoce, una sorta di forzatura da parte delle istituzioni che, invece di facilitare i processi di crescita ed investimenti, si accaniscono rendendo troppo difficoltose le procedure per la creazione di nuove imprese, e quindi posti di lavoro, e bersagliando con tasse ed imposte le attività commerciali, già sofferenti. Ma non solo tematiche legate alla crisi sono state quelle portate all’attenzione nazionale dal folto gruppo di rappre-

sentanti di Padova. Sulla questione della sicurezza, sia dei Ascom anch’essi riconoscibili dai caschi blu e dalla casacca cittadini che dei lavoratori, si è concentrata l’attenzione dei anti tasse e dalla tenuta di gladiatori. A guidare il folto commercianti del centro storico di Padova che, nell’ultimo gruppo, Fernando Zilio, attuale presidente della Camera di periodo, si trovano ad affrontare situazioni a dir poco rischio- Commercio di Padova, il vice presidente Patrizio Bertin, il se dovute a rapine e spaccate nelle storiche vie patavine da presidente e il direttore del Centro Grossisti Alberto Ferro e sempre ricche di piccole botteghe e negozi artigianali che a Federico Barberiato. Una manifestazione, definita dagli poco a poco, causa crisi e frequenti irrustessi organizzatori come “una rivolta zioni di malviventi, stanno chiudendo i Rivolta pacifica pacifica delle imprese”, che ha raccolto battenti impoverendo non solo l’offerta con la presenza a Roma all’incirca 60 mila commercommerciale ma soprattutto il cuore del numero uno cianti e imprenditori guidata dal Nord pulsante della città. A portare a Roma della Camera di Italia (9 mila le partecipazioni registraquesta tematica è stata l’Associazione Commercio Zilio te) ma con rappresentanze di tutto il commercianti centro di Padova, già promotrice delle passeggiate solidali, che ha portato anche un bel paese, che, da Piazza del Popolo, ha chiesto a gran voce primato alla manifestazione essendo la prima associazione meno tasse e burocrazia con rispetto e compostezza che non di categoria a partecipare ad un corteo di portata na- hanno ribadito la posizione dei commercianti nei confronti zionale organizzata da Rete Imprese Italia. Una questione, del Governo e dei cambiamenti che negli ultimi anni hanno quella legata alla sicurezza, che l’associazione ha voluto messo a dura prova tutto il settore. Non sono mancati mesportare all’attenzione delle autorità per la gravità che sta saggi rivolti al nuovo premier Matteo Renzi che comunque raggiungendo nell’ultimo periodo e che sta causando danni non hanno portato tafferugli o scontri con le forze dell’ordiequiparabili alla crisi economica. ne accorse come di consueto. Una manifestazione tranquilla e civile che ha visto i Richieste concrete che non possono non arrivare all’atcommercianti del centro, riconoscibili da bandiere e cappel- tenzione delle autorità preposte che, necessariamente, non lini realizzati a tre mesi dalla fondazione dell’associazio- possono più ignorare la condizione del motore economico ne, affiancati ai navigati rappresentanti di Confesercenti e dell’Italia.

Triste primato dei suicidi

un nuMero Verde per un priMo aiuto

U

n triste primato, quello detenuto dalla provincia di Padova, che conta il maggior numero di suicidi da quando la crisi ha cominciato a mettere a dura prova l’economia locale e le piccole medie imprese, che ne sono le fondamenta. I recenti suicidi hanno portato alla luce una situazione ancora drammatica per l’economica locale che non cessa di dimostrarsi in tutta la sua tragicità.Una situazione che ha portato ad istituire un numero verde anti suicidi che, a conferma del dato precedente, riceve il maggior numero di chiamate provenienti dalle provincie di Padova e Vicenza. All’800 33434 in 19 mesi sono arrivate 1.137 chiamate frutto della disperazione di imprenditori soprattutto veneti (poco più di un centinaio le chiamate da fuori regione) che hanno ricevuto supporto e sono stati accompagnati in un percorso verso la serenità. M.C.

LA DINAMICA DELLE IMPRESE NONOSTANTE TUTTO C’E’ CHI CI CREDE

L

a situazione di crisi è senza dubbio drammatica come dimostrano molti casi di cronaca locale che negli ultimi mesi hanno popolato le pagine di giornali la situazione economica padovana sembra essere in ripresa come dimostrano i dati dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Padova. Numeri alla mano la provincia con 13.431 unità, di cui 9.836 sono sedi legali e 3.595 unità locali (sedi secondarie, negozi, depositi) si posiziona al 22 esimo posto in Italia per numero di imprese del settore e al secondo in Veneto solo dopo Venezia. A seguire si posizionano Verona, Treviso e Vicenza. I segnali di ripresa sono evidenti se si confrontano con quelli degli anni precedenti. Ben 162 attività commerciali in più rispetto al 2011 con un aumento del 1,2% percentuale ben superiore a quella nazionale e veneta pari

a +0,1%. Una crescita dovuta anche all’aumento di imprese che investono nel commercio elettronico, +9,4%, dimostrando ancora una volta quanto sia fondamentale puntare in tale direzione non solo per prodotti tecnologici ma anche per tutte le altre categorie merceologiche. Oggetto dell’e-commerce infatti non solo prodotti tecnologici ma anche abbigliamento, alimentari regionali tipici, prodotti informatici e relativi alle telecomunicazioni. Tra il 2012 e 2013 è aumentata anche la presenza di imprese a maggioranza extracomunitaria, passate da 7 a 77, che vedono la loro attività concentrarsi in particolari tipologie commerciali come distributori automatici, abbigliamento, ambulanti alimentali e ambulanti della moda. Un quadro che lascia ben sperare in una ripresa ancor più notevole nel 2014. M.C.

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Spazi Spazi Aperti aperti 19 13 La proposta di Legambiente Secondo Lorenzo Cabrelle del direttivo la soluzione è quella di modificare la destinazione d’uso

“Piazzale Boschetti nuova area verde” L’ex stazione delle corriere di Padova potrebbe essere punto di collegamento con l’area monumentale degli Scrovegni

Trasferito il progetto dell’auditorium l’associazione punta all’ambiente

di Emanuele Masiero

L

a prossima sfida di Legambiente? Rendere Padova una città sostenibile. A partire dagli spazi verdi, ma in generale stando molto più attenti alla gestione del tessuto urbano e visto il periodo elettorale il primo appello è andato ai candidati sindaci. Con una cartolina molto eloquente, Legambiente ha esortato gli sfidanti in lizza per la poltrona di primo cittadino, ad avere cura di Padova con uno slogan che non lascia spazio a dubbi: “Via le mani dalla città, salviamo il paesaggio”. Proprio in questi giorni, si sta consumando un dibattito acceso sulle sorti dell’ex stazione delle corriere di Padova. Un’area di grandi dimensioni situata nel cuore di Padova a ridosso del principale corso d’acqua e dei giardini dell’Arena. La proposta di Legambiente è chiaramente quella di trasformare piazzale Boschetti in un’area verde. “Le ultime esternazioni del presidente della Provincia Barbara Degani parlano della volontà di contestare il contratto di permuta, stipulato nel 2007 – ha commentato Lorenzo Cabrelle del Direttivo Legambiente Padova - in ragione di questo contratto la Provincia ha ceduto al Comune l’area di piazzale Boschetti ricevendo in cambio, senza alcun conguaglio, una potenzialità edificatoria di

40.000 metri cubi all’interno del PP1 (piano di trasformazione urbanistica dell’area dell’ex gasometro tra via Valeri e via Trieste)”. Le prime ipotesi, già tramontate a causa di una serie di imprevisti, prevedevano una torre di oltre cento metri e una doppia schiera di ville urbane oppure un auditorium. Ma le proposte non hanno preso vita e Provincia e Comune si sono ritrovati con due aree edificabili da riprogettare. “Tra i rappresentanti delle due amministrazioni sono iniziate delle accuse reciproche, attraverso esternazioni che tradiscono più la volontà di alimentare la competizione politica che non quella di ricercare assieme una soluzione che garantisca il migliore assetto urbanistico delle due aree, nell’interesse della città e dei suoi abitanti – ha continuato Cabrelle - La proposta della Degani di rientrare in possesso dell’area Boschetti per destinarla a parco è senza dubbio interessante. Peraltro anche il sindaco reggente Ivo Rossi, quando ha deciso di trasferire altrove l’Auditorium, aveva indicato nella sistemazione a parco la futura destinazione dell’area, pur non rinunciando a realizzare una certa volumetria a ridosso dei due edifici esistenti”.

La vasta zona di piazzale Boschetti, ora si parla di una sua riconversione da zona urbanistca a parco cittadino

Il problema sembra essere proprio la capacità edificatoria delle due aree di proprietà del Comune e della Provincia. La soluzione non può essere la revoca del contratto di permuta perchè il presidente della Provincia si troverebbe nella stessa situazione del sindaco reggente di dover giustificare la rinuncia al valore immobiliare dell’area qualora decidesse di attrezzarla a parco. Ma mentre il Comune può decidere di spostare la capacità edificatoria di piazzale Boschetti altrove, risolvendo così l’aspetto economico della diversa destinazione d’uso, ciò non è possibile per la Provincia, che rischia di essere imputata di danno patrimoniale qualora dovesse rinunciare al proprio volume edificabile. Per Legambiente la soluzione più logica va in di-

rezione del rispetto per l’ambiente. “Proponiamo una variante urbanistica che preveda la destinazione a verde pubblico dell’area di piazzale Boschetti – ha spiegato Cabrelle – in questo modo si risolvono, per entrambe le amministrazioni, gli aspetti patrimoniali relativi alle volumetrie soppresse. Un punto fermo deve rimanere la vocazione culturale di questo brano della città, dove l’area a verde di piazzale Boschetti deve essere collegata ai giardini dell’arena e rappresentare la porta verde di accesso all’area monumentale della cappella degli Scrovegni e del complesso degli Eremitani, nonché del percorso culturale che si sviluppa verso il centro Altinate S. Gaetano e verso le basiliche del Santo e di Santa Giustina”.

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UN LAVORO PER 135 DISOCCUPATI

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35 disoccupati avranno di nuovo un lavoro, coinvolgendo 48 Comuni della bassa padovana, Regione Veneto, Fondo Straordinario di Solidarietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Padova Tre, Confcooperative e Consorzio Padova Sud, per un finanziamento complessivo che si avvicina al milione di euro. Un progetto importante che ha preso forma grazie alla scelta di elaborare una proposta unitaria per reperire i fondi necessari e inserire il maggior numero di persone. Una scelta attuata con la cabina di regia del Consorzio Padova Sud, un ente che si occupa principalmente di gestione rifiuti e tematiche ambientali. La Regione Veneto ha stanziato 5 milioni di euro per finanziare un’iniziativa finalizzata a dare una risposta lavorativa alle persone senza occupazione e senza la tutela degli ammortizzatori sociali, dando la possibilità a gli over 35 disoccupati di beneficiare di questi finanziamenti. Sono molteplici le figure che hanno permesso la realizzazione di questo progetto: la Regione Veneto che ha finanziato il progetto con 296.125 euro per i Comuni sopra i 5.000 abitanti, la Fondazione Cariparo che con il contributo di 250.000 euro ha permesso anche ai piccoli comuni di partecipare al progetto, Padova Tre che ha contribuito per 200.000 euro ed infine il contributo importante dei Comuni pari a 191.228 euro per un ammontare finale complessivo di 937.353 euro. “Grazie a questi finanziamenti sarà possibile assumere nel corso del 2014, nel-

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le varie cooperative presenti nel territorio, 135 persone disoccupate, per un periodo di 6 mesi per 16 ore settimanali – ha spiegato Stefano Tromboni, Direttore del Consorzio Padova Sud - Questo reinserimento nel mondo lavorativo darà a queste persone la possibilità di confrontarsi con un modo di lavorare differente dal loro, relazionandosi con soggetti diversi per rimettersi in gioco. I 48 comuni coinvolti avranno a disposizione nuova forza lavoro che potrà essere impiegata nelle biblioteche o nei musei, svolgere attività amministrative, di assistenza ai convegni, di supporto scolastico e assistenza agli anziani o saranno coinvolti in altri servizi a beneficio del cittadino come interventi di igiene urbana, pulizia del territorio o giardinaggio di aree pubbliche”. E.M.

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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Inchiesta Lino Busato, psicologo e psicoterapeuta, Tommaso Palumbo, dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto, ne illustrano le caratteristiche

Cyberbullismo, i giovani e le insidie della rete

di Ornella Jovane

“G

li atti di prepotenza e le forme di comporta- proprio dall’anonimato, si trasformino e diano il peggio mento aggressivo che si esercitano nel web di sè”. possono creare danni enormi sugli adolescenti Ma, forse, il peggiore dei connotati che si possono che le subiscono perché si sentono fragili, soli e indifesi attribuire al cyberbullismo è la disumanizzazione dell’atto proprio in quel mondo virtuale nel quale si erano rifugiati. stesso. Incapaci di affrontare la minaccia o, nei casi più gravi la “Se nella realtà - esemplifica lo psicoterapeuta - fra persecuzione, vivono con disperazione l’umiliazione della gli spettatori che assistono ad un atto di prepotenza o di vessazione che si traduce in pensieri tormentati, difficoltà violenza ad un certo punto c’è chi interviene per fermare esistenziale ed incapacità di trovare una via di uscita”. lo scempio, nella rete manca il ritorno empatico, si assiste Il bullismo informatico e le nefaste conseguenze “passivi” come se si stesse vedendo un film, senza che che può avere sulla vita dei ragazzi è un tema di gran- nessuno intervenga”. de attualità che la cronaca ha recentemente richiamato “I social network - commenta Busato - sono una inteall’attenzione dei media con il caso della ragazza di Cit- ressante forma di partecipazione e di comunicazione che tadella che si è tolta la vita lanciandosi dall’ultimo piano tuttavia va utilizzata con responsabilità. Fondamentale da di un albergo, spinta a suicidarsi dalle offese di probabili questo punto di vista è il ruolo degli adulti che devono, sencoetanei sul sito web Ask.fm. Quali sono le caratteristiche za remore e con autorevolezza, lavorare sull’educazione del bullismo informatico, quali le degli adolescenti”. In che modo? conseguenze e come difendersi dagli Un atteggiamento “Rendendo - risponde concluimbarazzante attacchi on-line? dendo Busato - i giovani consape“Il cyberbullismo - risponde Lino si può trasformare voli di rischi e pericoli della rete, Busato, psicologo e psicoterapeuta in video che sviluppando nei nostri ragazzi il - ha delle specifiche caratteristiche si ricorderà all’infinito senso critico per attrezzarli a saper che rendono, rispetto al bullismo distinguere tra il bene e il male. nella vita reale, ancora più disastrose le conseguenze. Non è un compito facile nè circoscritto alle occasioni ma un Innanzitutto è sufficiente un singolo episodio per procurare lavoro che si deve svolgere nei tempi lunghi, sin dalla scuodanni enormi nei confronti della vittima. Un atteggiamento la primaria. E’ fondamentale il passaggio dell’educazione imbarazzante, colto magari occasionalmente durante una socioaffettiva, insegnare cioè ai bambini a stare insieme, festa, si può trasformare in un video scomodo o umiliante educarli all’accettazione dell’altro, al rispetto dell’altro e a che postato, sui social network, apre ad una vetrina ster- vedere e sentire le sofferenze e le emozioni di chi ci sta minata di testimoni. L’umiliazione sarà dilagante anche nel di fronte”. tempo. Il fatto in sè non è circoscritto al momento in cui “Comportamenti basati su forme di prepotenza eserciaccade, ma disponibile 24 ore su 24 nel web. La vittima tate da uno o più soggetti su un minore, ovvero i cosiddetti dell’aggressione subisce l’umiliazione e, nei casi più gravi, atti di bullismo legati all’età, ci sono sempre stati. Ciò che la persecuzione senza tregua, che si dilata all’infinito nello è cambiato, nella rete, non è tanto l’impatto in termini spazio e nel tempo”. quantitativi del fenomeno quanto, piuttosto, il grado di “L’anonimato dietro cui si può tranquillamente na- percezione dello stesso e soprattutto la gravità dell’effetto scondere il “carnefice” è un’altra delle caratteristiche del provocato su chi lo subisce”. Tommaso Palumbo, primo cyberbullismo - prosegue Busato - che spiazza e inquieta la dirigente della Polizia di Stato, dirigente del Compartimenvittima. Accade che ragazzi che nella vita reale non avreb- to Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto, è bero mai comportamenti discutibili, nel web, incoraggiati impegnato in iniziative di sensibilizzazione ed informazio-

In alto Lino Busato, psicologo e psicoterapeuta, sotto Tommaso Palumbo, dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto

ne rivolte ai giovani e agli adulti, genitori ed educatori, sul ficazione della vittima”. tema dei social network, della navigazione sicura e sui “Nei nostri uffici – racconta – giungono genitori che pericoli, più o meno nascosti, della rete. richiedono di oscurare video o rimuovere foto e messag“Un tempo – spiega – ci si muoveva in modo sponta- gi mortificanti per i propri figli. Va precisato tuttavia che neo, oggi l’attività in chiave di prevenzione è strutturata e l’operazione richiede il necessario intervento dell’Autorità progettata. La Polizia Postale e la Polizia di Stato si muove giudiziaria e non sempre è agevole e scontata. Senza conin team con il Dipartimento di Pubblica sicurezza del Mi- tare il fatto che, nel tempo di permanenza in rete, video, nistero dell’Interno, col Miur e in partnership con le stesse foto e messaggi possono essere scaricati e i fruitori si molaziende che offrono servizi per la navigazione in internet”. tiplicano a dismisura”. Rivolge l’attenzione in modo specifico al mondo dei Ci sono poi da tener presente le conseguenze legali e social network il progetto itinerante “Una vita da social” penali causate dalla richiesta di rimozione o oscuramento che la Polizia Postale e la Polizia di Stato stanno portando di materiali da internet, dal momento in cui si decide di sul territorio. “Ci muoviamo con un trak attrezzato con fare ricorso alle autorità giudiziarie. aula multimediale – spiega il primo dirigente – nel quale Insomma quella che nella vita reale può essere conorganizziamo incontri con gli studenti e la cittadinanza. siderata una ragazzata, legata alle intemperanze dell’età La presenza di testimonial, personaggi famosi del mon- e catalogata come un comportamento tipico adolescendo dello sport, della cultura e dello ziale, da punire ma nell’ambito spettacolo vicini ai giovani, aiutano Quello che nella vita ristretto della famiglia o comunque a veicolare in modo ancora più reale è una del contesto nel quale si consuma, efficace i messaggi “educativi e “ragazzata” nella rete e tuttavia con una buona dose di informativi” che andiamo portando può diventare un tolleranza, nella rete può diventare reato perseguibile in giro per le città”. facilmente un reato perseguibile. Le tappe venete del percorso “Le nuove tecnologie – fa ositinerante sono programmate per il prossimo 14 aprile a servare il dirigente di Polizia postale - che hanno potenPadova e il 15 a Venezia. zialità enormi, possono perciò diventare insidiose in caso Ed è proprio la tematica dei social network che richia- di comportamenti “insani”, come appunto gli atti di bullima la maggiore attenzione e soprattutto invita a tenere smo, che, se nella vita reale abbiamo imparato ad arginaalta la guardia nell’ambito degli incontri a rischio cyber re, non siamo ancora in grado di gestire con padronanza bullismo. nel web, soprattutto perché non abbiamo ancora fatto gli “La maggiore differenza tra un atto di bullismo nella anticorpi per tenere sotto controllo le conseguenze, che a vita reale e uno subito nella rete – spiega Palumbo – è volte possono essere davvero dolorose”. l’enorme risonanza che quello informatico riesce ad avere, L’unico fronte sul quale si può lavorare con profitto per la possibilità, che offre il web, di moltiplicare all’in- rimane dunque quello della prevenzione. finito i testimoni e l’atto stesso. Una scena di violenza “I figli – conclude Tommaso Palumbo - vanno seguiti, ripresa dallo smartphone – non necessariamente da un ancora prima che nella rete, nella vita reale: vanno responamico o conoscente della vittima che subisce ma anche da sabilizzati ed educati ai valori e al rispetto dell’altro. Vanno una persona sconosciuta che si trova per caso ad assistere sensibilizzati e va insegnato loro che ogni azione che comall’atto di bullismo – una volta postata su Facebook o piono nei confronti degli altri ha delle conseguenze delle su WhatsApp avrà una platea sterminata di visitatori. E quali sono essi stessi responsabili e di cui sono chiamati a questo con la conseguenza di aumentare lo stato di morti- rispondere”.


Il Veneto in primo piano 11 21 Il saggio”Il profumo dei limoni Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” di don Jonah Lynch

Dall’illusione di essere ovunque al rischio di distacco dal mondo reale di Ornella Jovane

I

l profumo intenso dei limoni, il ruvido della buccia gialla, il loro sapore asprigno. Tatto, olfatto e gusto: sono i tre sensi stimolati dalla vista delle piante che si affacciano nel giardino, verso il quale casualmente lo sguardo si rivolge. La realtà in tutta la sua pienezza non può essere vissuta nella rete: tre quinti di essa, tre dei cinque sensi, non viene percepita. E’ questa la premessa che ha ispirato “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” il saggio pubblicato da don Jonah Lynch nel 2011 e che tutt’ora ispira il vicerettore del seminario della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo a Roma negli incontri con i genitori e docenti sul tema in questione. Recente, al riguardo, il suo intervento a fine febbraio a Vigonza (nel Padovano) sul tema “Io voglio educare”, un ciclo di incontri per non lasciare soli i figli (e anche i genitori) nel mondo virtuale. Nel suo libro “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” lei analizza l’orizzonte delle nuove tecnologie, ne rileva le utilità e i vantaggi ma mette in guardia anche dai limiti e dai disagi. Ci aiuta don Lynch a capire? “È bellissimo poter comunicare in tempo reale con chiunque, in qualunque parte del mondo, raggiungere agevolmente informazioni un tempo quasi introvabili. Al tempo stesso, questa quasi “onnipotenza” del web e della tecnologia in ge-

nerale è anche il suo lato insidioso: l’illusione di poter essere ovunque, poter sapere tutto e contattare chiunque. La vita digitale presenta questa illusione di illimitatezza, che può generare un distacco dal mondo in cui possiamo agire, toccare, sentire i profumi…”. La tecnologia ha avuto un impatto significativo nella vita di tutti, ma imponente in quella dei giovani, tant’è che noi adulti definiamo le nuove generazioni come “nativi digitali”. Non è che in nome di questa definizione accettiamo - noi adulti - in modo incondizionato e talvolta acritico la massiccia invadenza della dimensione virtuale nella vita dei nostri ragazzi? “Secondo lei, i nostri figli appartengono alla nostra stessa specie? Cioè, chi è nato dopo la rivoluzione tecnologica, che ha prodotto Facebook, Google e gli altri, ha la stessa natura di me e di lei? A mio parere, la natura umana più perfetta è quella di Maria, madre di Gesù. E il Concilio Vaticano II ha detto che Cristo svela l’uomo all’uomo. In Lui, cioè, impariamo chi siamo. Certamente Cristo non è stato un passo intermedio nell’evoluzione verso l’”uomo digitale”. Educare ai tempi di Facebook non è poi così semplice: gli adulti hanno gli strumenti e le conoscenze adeguate per dare ai ragazzi un’educazione idonea a sapersi gestire con autonomia e senza farsi male nella vita che sgorga in “rete”, nelle relazioni che si creano con i social

network? “Educare non è mai stato semplice. La realtà tutta mette sempre alla prova la nostra libertà. Siamo sempre liberi di scegliere di allontanarci dalla verità, da ciò che è bello e vero, ma portiamo anche le conseguenze di quelle scelte. Partecipare alla vita dei ragazzi significa partecipare alla loro giornata, interessarsi a loro, ascoltarli. Educarli vuol dire anche proporre le cose più belle che conosciamo. Se siamo convinti di ciò che diciamo, saremo credibili. In particolare, nell’educazione all’uso delle tecnologie, della rete, vale come sempre dare l’esempio. Quanti di noi adulti sanno rinunciare alle notizie sul telefonino o all’ultimo video su Facebook? Ai ragazzi che educo ho proposto il “digiuno digitale”, il fare a meno, per gran parte della giornata, degli strumenti tecnologici. Domandiamoci: utilizziamo i nostri mezzi di comunicazione, o ne siamo schiavi? Impariamo noi adulti a decidere: ora spengo il cellulare, mi concentro interamente sulla persona che è qui, davanti a me. Questa riscoperta può darci la forza di accompagnare anche i nostri ragazzi”. Si possono creare relazioni di qualità attraverso i social network? O una società iperconnessa in realtà rivela solo delle enormi solitudini, o quanto meno delle relazioni superficiali? “Senza dubbio l’”iperconnessione” può assottigliare lo spessore dei nostri rapporti, può renderli fugaci, veloci come

A lato Don Jonah Lynch sotto il suo volume “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook”

un tweet o un sms. D’altra parte, però, il web e tutto ciò che offre fa parte della realtà, il web stesso è parte della realtà. Nell’esperienza di una grande amicizia, l’altra persona diventa parte di me, in maniera così profonda che sentiamo la ristrettezza del canale digitale, che è, per sua natura, selettivo, che lascia da parte, inevitabilmente, tante sfumature della realtà”.


22 12 Il Veneto in primo piano Il docente e le nuove tecnologie. Consigli del professor Pietro Gavagnin agli educatori

“Anche gli adulti devono esserci in rete, senza paura” “Una delle vie maestre per la promozione della sicurezza on line è una combinazione equilibrata di protezione e responsabilizzazione” di Ornella Jovane

“I

l cielo in una stanza: opportunità e pericoli della rete” è il titolo emblematico di un ciclo di tre appuntamenti che iniziati il 14 marzo a Mestre, presso la scuola media “Don Milani”, proseguiranno il 27 del mese a San Donà di Piave, all’istituto “Ippolito Nievo”, e il prossimo 11 aprile a Chioggia al Galileo Galilei. Agli incontri, organizzati dal Forum provinciale associazione genitori scuola di Venezia, prenderà parte il professor Pietro Gavagnin, docente al Liceo Morin di Mestre, vincitore con il suo progetto pgava.net della sezione “docente dell’anno” al premio nazionale 2013 “Anp per l’innovazione”. Una iniziativa, giunta alla quinta edizione, che si pone come obiettivo quello di diffondere l’uso delle tecnologie informatiche nell’insegnamento. E’ lui, insegnante ed esperto di informatica, che spiega agli adulti, genitori ed educatori, come gestire il confronto con la wireless generation. Quali sono le opportunità e i pericoli della Rete per gli adolescenti?

“Di pericoli ce ne sono. Ma sono sostanzialmente gli stessi pericoli che incontriamo nella vita: quando usciamo, quando ci rapportiamo agli altri, quando manipoliano i nostri dati. L’importante è non farsi prendere dal panico perché altrimenti non lasceremo più uscire i nostri figli neppure per strada o dagli amici. Un innocuo coltello da cucina può servire per spezzettare alcuni semplici rametti di prezzemolo ma può essere anche un’arma pericolosissima! Opportunità ce ne sono molte ed anzi, oggi quando non possiamo connetterci tutti noi sentiamo come una sensazione di mancanza. Internet non solo è serbatoio quantitativamente sconfinato di conoscenza ma può essere il motore o l’occasione per instaurare nuove relazioni (pur con le dovute cautele). Se si usa con acutezza. Se si usa con competenza. Se si usa con coscienza. Se si usa con conoscenza”. Come possono i genitori “prevenire” i pericoli? “Non credo servano proibizioni (che

hanno un effetto spesso contrario). Con i giovani le figure di “mediazione” (genitori, insegnanti) devono convincersi che sia importante “esserci”, nonostante noi genitori sappiamo bene che a volte è difficile: i nostri figli devono sapere che ci siamo. Per aiutarli, per consigliarli, per indirizzarli, per proteggerli. Una delle vie maestre per la promozione della sicurezza on line è una combinazione equilibrata di protezione e responsabilizzazione”. Cosa dire ai ragazzi perché si proteggano dalle violazioni del web? “Quello che ci si sente dire quotidianamente: non “distribuire” a cuor leggero dati personali. Non accettare facilmente “amicizie” da persone che non si conoscono. Non aprire allegati o compilare e spedire form senza la consapevolezza di ciò che si sta facendo. Purtroppo però uno dei pericoli della rete che purtroppo sta diventando sempre più una moda è il Sexting (sex+texting = autoscatti in pose sexy). E qui ritorniamo al discorso di prima. Per noi adulti è necessario esserci. Ma non passivamente. Ciò a cui

Il professor Pietro Gavagnin dobbiamo tendere è una educazione, una formazione complessiva della personalità del ragazzo che serva sempre, online e offline”. Come possono gli adulti inserirsi con autorevolezza e tutelare i ragazzi dalle insidie che il web nasconde se ne sanno meno e sono meno attrezzati di loro? “Devono attrezzarsi. Ovvio. Scusi se mi ripeto ma in quell’”esserci” di cui ho parlato in precedenza ci sta dentro tutto! Lo so, può essere difficile. Ma può risultare anche divertente e…utile! Per quanto riguarda gli insegnanti ad esempio è assolutamente necessario saper usare il web, e per questo è necessario praticarlo. E’ lo stesso motivo per il quale nelle scuole professionali insegnano docenti che praticano un certo mestiere. Quando mi riferisco alla necessità di un aggiornamento serio da parte degli insegnanti non voglio sottolineare l’importanza di “contenuti” (e qui si spiega l’inutilità dei

vari corsi e progetti che l’amministrazione negli anni ha organizzato) quanto l’importanza di pratiche, di “buone” pratiche. E’ fondamentale non avere paura del mezzo, è fondamentale saperlo dominare”. E’ vero che i ragazzi temono il bullismo virtuale? In che misura? “Il bullismo è molto più diffuso offline che online ma esser vittima di cyberbullismo è un’esperienza dolorosa per la maggior parte dei ragazzi intervistati nelle indagini scientifiche che si fanno periodicamente. Per questo motivo, dati alla mano, posso confermare che il bullismo virtuale faccia male (l’85% dei giovani che l’hanno provato si sono dichiarati infastiditi o turbati) credo anche per una sensazione di solitudine e di impotenza che la vittima sente e che viene moltiplicata e amplificata dalla “solitudine” tipica del mezzo: usiamo la rete standocene da soli”.

LA CURIOSITÀ DAGLI STATI UNITI LA MODA DEL FACEBOOK-LIFT PRENDE PIEDE ANCHE IN ITALIA Anche in Italia si ricorre al ritocco estetico per apparire più giovani nella foto di Facebook

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i solito è l’impietosa videocamera del telefono o del computer, oppure è una fotografia scattata da amici e condivisa in rete. Capita di rivedersi da un’ottica diversa e, spesso, si scopre un’immagine di sé che non ci si aspetta. Doppio mento, occhiaie e qualche ruga che erano sfuggite, magari, davanti allo specchio, vengono invece alla luce con i nuovi social network e i nuovi media. E la bellezza nell’era 2.0 non fa sconti a nessuno. “Oggi si scattano foto o si girano video con maggiore frequenza rispetto al passato e ci sono quindi anche più occasione per confrontarsi con la propria immagine e con i segni del tempo - osserva Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano -. Si notano più facilmente i cambiamenti: una piccola ruga, l’occhiaia più marcata o la palpebra leggermente cadente che attribuisce un’aria stanca ci fanno vedere come effettivamente ci vedono gli altri”. Negli Stati Uniti hanno già ribattezzato la tendenza “facebook-lift”. Pur essendo difficile misurare il fenomeno, qualche segnale del diverso approccio dei pazienti c’è anche in Italia: innanzitutto “i pazienti quando

si presentano in studio hanno ben chiaro dove vogliono intervenire e cosa attenuare. Inoltre i modelli di riferimento non sono più tanto i divi del cinema o delle passerelle, come poteva essere fino a qualche tempo fa, quanto loro stessi, solamente qualche anno prima”, continua il chirurgo estetico. I social stanno diventando quindi lo specchio del tempo che passa. Cambiando così l’approccio alla chirurgia estetica. “In effetti prima ci si rivolgeva dal medico estetico in occasioni di importanti cambiamenti nella propria vita: un matrimonio o una separazione, una gravidanza o un nuovo lavoro, erano questi i principali motivi che spingevano i pazienti, indistintamente uomini e donne, in studio -, ricorda Gilardino. - Oggi la tendenza è diversa. Chi era diffidente anche davanti ad una iniezione di filler, chiede di poter migliorare il proprio aspetto attenuando qualche segno del tempo dal proprio viso”. Le richieste si concentrano prevalentemente nella zona del volto. “Nella maggior parte dei casi si tratta di attenuare qualche ruga del contorno occhi oppure restituire volume a delle labbra che si sono assottigliate troppo”.


Il Veneto in primo piano 23 13 Sicurezza Troppi mendicanti professionisti che, spesso, molestano i cittadini

Povertà o racket? Lotta congiunta agli accattoni Le tre provincie Padova, Treviso e Venezia stringono un patto per combattere l’accattonaggio crescente mettendo insieme le forze di polizia

Mendicanti violenti Le donne hanno paura

di Germana Urbani

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iro di vite per arginare un fenomeno crescente dietro al quale, però, non c’è solo la miseria. Probabilmente c’è anche la malavita organizzata. Da marzo polizie locali, questure e prefetture dei tre capoluoghi Padova, Treviso e Venezia si riuniranno per fare il punto della situazione e definire strategie per affrontare il problema come un’unica realtà urbana: la città metropolitana. Al vertice saranno invitati anche i funzionari delle rispettive Questure. La giunta di Treviso ha dato il via a quest’azione congiunta sicura che ci voglia una visione ampia del problema per provare a risolverlo, in quanto esisterebbe una struttura organizzata che usa alternativamente le tre città facendo leva su persone disperate che finiscono in questa rete. Le prime voci di denuncia di questo fenomeno sono venute da chi i poveri li conosce bene. Tra loro il direttore della Caritas veneziana, monsignor Dino Pistolato, che ha accolto la decisione con un plauso. “L’elemosina è un atto di misericordia – ha detto – ma più volte abbiamo denunciato che l’accattonaggio sta diventando un business per qualcuno. Furboni che chiedono il pizzo per mendicare in un angolo di strada, con percosse e minacce, che sfruttano e ricattano gente in situazione d’indigenza. Quindi bene se si riesce a fare una barriera comune in un territorio vasto e che chi se ne occuperà colpisca davvero il racket e non i veri poveri”. Contro l’accattonaggio i primi cittadini e la polizia locale non possono quasi nulla, solo elevare delle sanzioni che dovrebbero servire almeno come deterrente ma che in realtà non risolvono granché. A Padova nel 2013 sono state elevate 619 sanzioni per accattonaggio molesto. “Siamo arrivati a oltre 50 a carico di una singola persona - precisa Ivo Rossi -. Questa attività

ha già portato la polizia locale a fare richiesta alla questura di allontanamento di 8 persone”. A Treviso nello stesso anno sono state 250 le sanzioni e dall’inizio del 2014 sono già una settantina. Non serve a nulla neanche sequestrare il denaro che il mendicante ha raccolto sino al momento della sanzione. Questi torna comunque a fare il suo “mestiere” il giorno dopo. “Quando le sanzioni non hanno più effetto – ha detto il vicesindaco e assessore alla sicurezza di Treviso Roberto Grigoletto – occorre trovare rimedi efficaci. Gli accattoni molesti legati al racket verranno riconosciuti dalla polizia locale, saranno identificati dagli agenti e accompagnati in questura. Verrà loro notificato un provvedimento di pubblica sicurezza, il foglio di via. Se torneranno a Treviso nei tre anni di allontanamento, verranno definitivamente allontanati con un decreto penale”. “Sono contrario all’introduzione del divieto di accattonaggio” aveva detto l’estate scorsa il sindaco di Venezia Orsoni, dichiarando in anticipo che non aveva intenzione di replicare Cacciari che, per risolvere la questione del centro storico, fece un’ordinanza apposita tra mille polemiche. Certo con la prefettura si è valutata l’applicazione del foglio di via con rientro coatto, e ora questa convenzione PaTreVe dà una ulteriore spinta verso la regolamentazione di un fenomeno che a Mestre e Venezia è davvero pesante. I tre sindaci solleciteranno anche interventi su scala nazionale per colpire le organizzazioni criminali che molto spesso stanno dietro a questi mendicanti: “Chiederemo - conferma il primo cittadino di Treviso l’introduzione di un reato che punisca lo sfruttamento in forma associativa dell’accattonaggio”.

A

In alto a sinistra il sindaco di Padova Ivo Rossi, di seguito Giorgio Orsoni sindaco di Venezia e sotto Giovanni Manildo, sindaco di Treviso

veva alzato un vero e proprio polverone la scelta del parroco di San Lorenzo a Mestre che, nei giorni della messa aveva deciso di impiegare dei giovani come “guardie parrocchiali” allo scopo di allontanare i mendicanti rom che, appostati sul sagrato o, peggio, durante le unzioni all’interno della chiesa, chiedevano ai fedeli l’elemosina. Quindi don Fausto Bonini, un uomo mite, aveva deciso di blindare le messe. “Se anche don Fausto Bonini – aveva commentato il sindaco Orsoni -, che è una persona di grande equilibrio e dedito alla carità, è arrivato a prendere questi provvedimenti è chiaro che il problema il problema ha raggiunto un grado limite”. Orsoni ci tiene però a sottolineare come occorra stare attenti a non fare di tutta l’erba un fascio. “Confondere l’accattonaggio riconducibile al racket con chi mendica per necessità sarebbe un errore. E anche sul fronte del racket – ha proseguito Orsoni - serve una netta distinzione tra sfruttati e sfruttatori. Ma di questo se ne devono occupare le forze dell’ordine”. Ma il problema sicurezza c’è e lo sentono soprattutto le donne che, mentre fanno le loro spese in centro si vedono improvvisamente avvicinare da uomini che insistentemente chiedono un euro o di più. “Mendicare è possibile – afferma Leda Cossu, anima del volontariato mestrino – ma la violenza è un’altra cosa. Tra gli accattoni violenti c’è chi alza anche minaccioso il bastone verso le donne, fingendo di zoppicare, controllandole a distanza. Una violenza che fa paura”. E certo di questa situazione non sono felici i commercianti che conoscono bene il problema che, a detta loro è stato tollerato o sottovalutato troppo a lungo. “ In molte zone della città – ha detto Dario Corradi, dell’Ascom - si è abbassato il livello di vivibilità. E quando sento che i turisti di un bus vengono circondati e viene loro impedito di scendere perché non sganciano l’euro, allora dico che non è accattonaggio, ma criminalità, che va combattuta e che danneggia l’immagine della città. Noi commercianti però vediamo i vigili solo quando si tratta di controllare se lo spazio del plateatico è stato sforato di cinquanta centimetri. È giusto che lo facciano, non voglio dire di no, ma ci piacerebbe venderli in azione anche per prevenire episodi come questi”.


24 Cultura provinciale

Cultura provinciale 17

Scienza ed esplorazione L’Università di Padova partecipa all’ambiziosa missione di respiro europeo

Padovani gli “occhi” sullo spazio

Fino al 2015

Al via la progettazione del sistema di telescopi che sarà installato sui satelliti alla ricerca di pianeti di Laura Organte

Q

uattrocento anni dopo Galileo, che con il suo cannocchiale spinse l’occhio umano dove mai nessuno aveva potuto guardare, Padova torna ad essere al centro di una grande impresa scientifica, sui passi del grande scienziato. Sarà qui infatti che verrà progettato il cuore – costituito da un sistema di telescopi – di uno dei due satelliti che avranno il compito di scovare i gemelli della terra. Il compito di Cheops e Plato, questi i nomi delle due sonde spaziali, sarà quello di comprendere la struttura di altri sistemi solari, scoprire la composizione e la struttura dei loro esopianeti e trovare la collocazione, nelle vicinanze del Sistema Solare, di quelli che hanno le medesime caratteristiche della Terra. Cheops volerà nel 2017 in orbita attorno alla Terra, mentre Plato salirà in rampa di lancio nel 2024 per immettersi in orbita attorno al Sole. I telescopi montati sui due satelliti, veri e propri osservatori astronomici specializzati in queste ricerche, saranno molto diversi fra loro. Su Cheops uno uni-

eVenti e Mostre

Il Sottopasso della Stua co scruterà una stella alla volta, mentre il rivoluzionario Plato avrà ben 34 obbiettivi grandangolari che scandaglieranno per 8 anni il cielo. Sembra l’inizio di un romanzo di fantascienza, ma si tratta di una svolta epocale per la storia dell’astronomia: “Verrà prodotto un inventario di pianeti che sarà oggetto di ricerche per decenni a venire – spiega il professor Giampaolo Piotto dell’Università di Padova – una rivoluzione culturale comparabile a quella dei primi cataloghi stellari”. Il gruppo padovano che lavorerà alla costruzione dei due satelliti e allo sfruttamento scientifico dei dati comprende ricercatori dell’Osservatorio Astronomico di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Galileo Galilei” dell’Università di Padova ed è finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana. “Gli occhi di Plato - spiega Roberto Ragazzoni dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - sono costati lo sforzo di un gruppo a cura di Laura Organte

“EXCALIBU” AL TEATRO GEOX Il 30 marzo al Gran Teatro Geox approda “Excalibur”, un musical scritto e diretto da Mario Restagno con musiche di Giovanni Maria Lori, prodotto da Teatro dei Sogni. Excalibur porta in scena una delle storie più fantastiche e avvincenti di tutti i tempi: Maghi e Streghe, innamoramenti e filtri magici, eroici cavalieri, belle dame e insidiosi tradimenti. Lo spettacolo stupisce il pubblico con potenti colpi di scena ma chiede di usare memoria e intelligenza per entrare nel profondo della storia, dove si celano tematiche forti che interrogano l’esistenza umana. Per maggiori informazioni consultare il sito internet dedicato allo spettacolo.

MUSICA E SAPORI D’IRLANDA Nuove tensostrutture, aree all’aperto, ma soprattutto 100 bands da tutto il mondo che avranno a disposizione ben tre palchi. Si annuncia così l’evento dedicato all’Irlanda in scena anche quest’anno al Gran Teatro Geox di Padova dal 12 al 17 marzo. Non mancheranno il mercatino, ristoranti a tema e un vero pub irlandese per entrare nell’atmosfera. E per bambini e famiglie, animazioni, giochi e spazi per il divertimento, per tutti gli amanti dell’Irlanda, della sua musica, dei suoi sapori e dell’allegria contagiosa che distingue questo Paese.

GALÀ DELLA LIRICA CON BATTISTINI Dopo il successo del 2013, torna il 6 aprile al Gran Teatro Geox il Gran Galà della Lirica. Nel 2013 fu Verdi il riferimento, quest’anno saranno invece le più belle arie del ’900 ad essere protagoniste, tra Puccini e Verdi, con alcune sorprese come Saint Saens o Arrigo Boito. Sul palco quattro importanti nomi della lirica internazionale, come la soprano Raffaella Battistini, il tenore Ernesto Grisales, la mezzo soprano Anna Maria Chiuri e il baritono Alberto Gazale. Ad accompagnarli la prestigiosa Orchestra Sinfolario, diretta dal Maestro Roberto Gianola. Il coro sarà quello della Città di Rimini, diretto da Gaetano Salvemini.

Sottopasso della Stua, nuovo modo di fare cultura

R Il satellite “Plato” sarà costruito in parte anche a Padova di giovani scienziati padovani che per alcuni anni hanno concepito, disegnato, realizzato un prototipo che è stato testato nelle condizioni estreme del vuoto cosmico, convincendo l’Agenzia Spaziale Europea che i tempi erano maturi per questo epocale progetto”. E l’approvazione è arrivata proprio lo scorso 20 febbraio. “Con un contributo italiano di rilievo anche nel campo dell’elettronica di bordo – osserva la prof.ssa Isabella Pagano, dell’INAF-Osservatorio di Catania –, la

costruzione degli strumenti di Plato è una straordinaria opportunità non solo per i ricercatori italiani (oltre un centinaio quelli coinvolti) ma anche per la nostra industria che vanta competenze di punta proprio nei settori dell’ottica e dell’elettronica spaziali”. Entrambe le missioni godono di un respiro europeo e sono giunte alla selezione dopo una dura sfida che ha visto in competizione le migliori proposte spaziali di tutto il vecchio continente.

iqualificare il Sottopasso della Stua attraverso proposte culturali innovative. Con questo obiettivo l’assessorato alla cultura ha dato in gestione questo spazio fino a tutto il 2015 alle associazioni Kinima e Sugarpulp, selezionate tramite avviso pubblico. Il Sottopasso della Stua, con la sua nuova forma creata e curata da Kinima e Sugarpulp, offrirà dei nuovi servizi ai cittadini, che potranno consultare e usufruire del servizio prestito libri e fumetti, utilizzare l’accogliente ambiente per consultare internet attraverso il servizio hotspot wifi e, soprattutto, trovare nella nuova sede operativa delle due associazioni un luogo di discussione, di confronto e di condivisione. Il Sottopasso della Stua sarà aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. L.O.

L’esposizione Fino al 31 marzo le suggestive incisioni di Miyayama Hiroaki

“Splendori dal Giappone” viaggio ai Musei Civici U

na mostra tra arte e letteratura porta il visitatore nel cuore dell’affascinante cultura giapponese. Fino al 31 marzo i Musei Civici (ingresso da Piazza Eremitani), ospitano l’esposizione “Splendori dal Giappone. Le storie del principe Genji nella tradizione Edo e nelle incisioni di Miyayama Hiroaki”. Protagonista è la suggestione visiva del Genji Monogatari, un romanzo giapponese di 54 capitoli scritto dalla dama di corte Murasaki Shikubu nel periodo Heian (XI secolo), considerata il più importante romanzo dell’epoca e il primo romanzo psicologico o moderno della letteratura giapponese. Nel testo sono raccontati gli amori e le avventure del Principe Genji, noto come il Principe Splendente, fascinoso esempio di cultura e di eleganza di vita. La storia del principe fu illustrata fin dai tempi della sua redazione in rotoli orizzontali risalenti alla fine del periodo Heian e continuò a richiamare l’attenzione degli artisti fino al periodo Edo e ancora nella versione manga, molto popolare in Giappone. Anche la grafica contemporanea si è dedicata ad evocare le ambientazioni raffinate e le vicende di questa storia affascinante. All’interno di quest’ultima spiccano per straordinaria qualità le 55 tavole

Una delle opere esposte

dell’artista di Tokyo Miyayama Hiroaki, che costituiscono il nucleo centrale della mostra. Si tratta di raffinatissime stampe calcografiche, il cui incredibile risalto, del tutto innaturalistico, comporta una tecnica vertiginosa, che prevede l’ottenimento di ogni singolo colore mediante il passaggio di cinque diverse lastre. Il fondo oro su carta preparata a colla è eseguito in un secondo momento, in qualche modo “ritagliando” con contorni impercettibili le immagini già presenti sul foglio. Nelle tavole di Miyayama particolare risalto è dato ai soggetti floreali, che costantemente contornano le storie evocate. Queste presenze sono ben più che un divertissement naturalistico, cosa di cui ci avverte già la loro resa iperrealistica, ma si configurano come un’allusione alla teoria buddista sulla dignità e potenzialità di ogni forma di vita. La documentazione grafica e documentaria della fortuna dell’illustrazione del Genji Monogatari costituisce però solo il secondo nucleo della mostra. In apposite vetrine sono infatti esposte copie della documentazione più antica, esemplari di tavole d’epoca, conservate al Museo Orientale di Venezia ed edizioni del romanzo, che danno conto della sua fortuna e della sua ricezione. Laura Organte


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BEAUTIFUL DAY Villa Momi’s è il luogo ideale per matrimoni, cresime ed ogni altro tipo di ricor-renza. Per gli sposi e i loro invitati è riservata un’ospitalità particolare, con aree e intrattenimenti privati. Villa Momi’s permette anche cene e pranzi di lavoro, con la massima tranquillità e distensione per i propri colloqui d’affari. Alla sera i locali sono destinati anche a chi desidera un po’ di intimità, con un’armonia che solo il lume di candela riesce a creare

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14 Cultura veneta 26 Grandi mostre Fino al 2 giugno al il Museo Correr di Venezia

L’architettura di Léger Oltre 100 opere tracciano la vita artistica di un pittore che ha riflettuto e indagato i mutamenti sociali e tecnologici avvenuti nel corso del Novecento di Alain Chivilò

L

’opera “La ville” (La città) di Fernand Léger eseguita nel 1919, proveniente dal The Philadelphia Museum of Art, rappresenta un valido motivo per visitare la mostra, “Léger. La visione della città contemporanea” che, fino al 2 giugno, il Museo Correr di Venezia propone ai visitatori italiani e non solo. Oltre 100 opere tracciano la vita artistica di un pittore che ha riflettuto e indagato i mutamenti sociali e tecnologici avvenuti nel corso del Novecento, evidenziando anche aspetti meno conosciuti, lungo un percorso di cinque sezioni che caratterizzano l’esposizione: la metropoli prima della Grande Guerra, il pittore della città, la pubblicità, lo spettacolo e lo spazio. Léger, nato in Normandia ad Argentan nel 1881 e deceduto a Gif-sur Yvette ad agosto 1955, elabora uno stile personale che trae le basi dal movimento cubista, passando per una scomposizione astratta e futurista, quest’ultima in una versione statica. La sua pittura è un’ideazione architettonica all’interno della quale gli scenari e le persone vivono di vita propria in equilibri di forme geometriche e colori. A un occhio contemporaneo le forme umane richiamano mondi cibernetici molto più vicini a una visione fantascientifica dei nostri giorni. Lo stesso maestro nel 1914 scrisse un interessante pensiero basilare per il suo proseguo artistico: “Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna l’ha richiesto… La vista dal

finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha alterato l’aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte più impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo… La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme, sono il risultato di tutto questo”. Ecco dunque la chiave di lettura per un’arte d’avanguardia all’interno di un mutare continuo di cent’anni fa. Nel percorso espositivo si possono ammirare dipinti quali il “Fumo sui tetti” datato 1911, “Il tipografo” del 1919, “L’uomo con un bastone” (1920), “Elemento meccanico” (1925) fino al cortometraggio “Ballet mécanique” (1924) e al film, caratterizzato da oggetti d’uso comune che interagiscono attraverso differenti prospettive, “L’inhumaine” che vide la presenza di Man Ray a livello artistico e Dudley Murphy alla regia. Nell’ambito della rappresentazione urbana, vero filo rosso del Correr, sono presenti opere di artisti che hanno condiviso una sperimentazione innovatrice come Robert Delaunay, Francis Picabia, Marcel Duchamp, Charles-Edouard Jeanneret-Gris conosciuto come Le Corbusier, Piet Mondrian e Lazar’ Markovic Lisickij con pseudonimo El Lissitzky. Dunque una mostra imperdibile, per la qualità delle opere, per un Légier che come definiva Le Corbusier è “l’unico i cui dipinti richiedano una nuova architettura”.

Oltre 130 fotografie sono ospitate all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti di Venezia

IL COLORE DI FONTANA

Cà Pesaro, “Dialoghi americani” fino al 4 giugno

Giuseppe Panza di Biumo, un collezionista d’annata

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otografare è un atto di conoscenza: è possedere. Quello che si fotografa non sono immagini ma è una riproduzione di noi stessi. La creatività non illustra, non imita, ma interpreta diventando la ricerca della verità ideale. La fotografia creativa non deve riprodurre ma interpretare rendendo visibile l’invisibile”. Così il fotografo modenese Franco Fontana, classe 1933, introduce il suo concetto per click impressi partendo da un’inquadratura della realtà. In Italia è stato uno dei primi a intendere il colore non come elemento che ponga troppa evidenza ai dettagli di un ritratto o di uno scenario, ma come un attore protagonista ricco di messaggi. Fu proprio una sua foto, scattata nel 1978 a Baia delle Zagare in Puglia caratterizzata da essenziali fasce cromatiche, ad assumere il manifesto per il suo modo d’intendere l’arte fotografica. Tutto questo viene riunito all’interno della prima retrospettiva che la città di Venezia dedica a Fontana. Oltre 130 fotografie sono ospitate all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti per un’ampia panoramica della sua carriera. Gli esordi partono dagli anni ’60 partendo da elementi tipici del Neorealismo per porre successivamente il suo focus a componenti estetici ed esiti visivi. Dopo viaggi all’estero, tra cui New York, dal 1984 dedica la sua attenzione al ciclo Piscine nel quale porzioni di corpi, maggiormente di donna, sono esaltati da colori veraci. Nel 2000 con i Paesaggi Immaginari, attraverso anche l’elaborazione digitale, unisce alla realtà una buona visione d’immaginazione. La sua forza rimane comunque in paesaggi reali che nella sua personale scelta di rappresentazione vivono in costanti ritmi dimensionali sospesi in un equilibrio tra irreale e reale vera sua connotazione artistica. Suggestioni naturali che diventano quasi introspettive, nelle quali l’assenza dell’uomo traccia quasi la sua presenza, mentre gialli vivi si evidenziano in scenari d’effetto. Una mostra di Franco Fontana che, dopo Gianni Berengo Gardin, Maurizio Galimberti e Sebastião Salgado, pone Venezia capitale della fotografia. Al.Ch.

iuseppe Panza di Biumo è stato un collezionista e appassionato d’arte che ha dedicato una vita a scovare e comprare opere di artisti che si sono affermati successivamente o che lo erano già. Di famiglia possidente, nacque a Milano nel 1923 lasciando definitivamente la sua collezione nel 2010 sempre nella città della Madonnina. La sua passione per l’arte iniziò dalla metà degli anni cinquanta, trovandosi nel pieno fiore dell’arte che stava passando da moderna a contemporanea. Lo sviluppo della pittura d’azione, dell’informale, della pop art, dell’arte concettuale e di altri movimenti lo videro presente nel periodo cruciale dell’arte mondiale. Di estrema sensibilità scoprì nuovi artisti ponendosi come mecenate degli stessi, perché il collezionare era una vera e propria filosofia di vita che doveva attribuire alla sua vita un’etica e un’estetica. Proprio per questo successe che non comprò le opere di Lucio Fontana in quanto all’epoca non gli diede un sentimento artistico positivo. Valutazioni che fece anche per altri artisti, ma nessuna delle sue scelte inficiò l’abnegazione encomiabile che negli anni fu avvalorata da donazioni ai più importanti musei mondiali. Nel 2014 Venezia, nelle sale di Cà Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, dedica un omaggio a Giuseppe Panza di Biumo con la mostra “Dialoghi americani” fino al 4 giugno. Una quarantina di lavori provenienti dalla stessa collezione Panza, dal Moca di Los Angeles e dal Guggenheim di New York testimoniano il percorso artistico attraverso 27 artisti. Una piccola parte di una collezione vastissima suddivisa in tre periodi: 1955 – 1965 dall’informale europeo alla pop art, 1966 – 1976 arte minimale, concettuale e ambientale, 1987 – 2010 arte organica, arte dei piccoli oggetti e arte monocroma. Si potranno vedere Franz Kline con Buttress acquistato nel 1956, Claes Oldenburg, Robert Rauschenberg, Walter De Maria, Roy Lichtenstein, Mark Rothko, Richard Serra, Donald Judd, Joseph Kosuth, Hanne Darboven e Al.Ch. altri sempre di alto contenuto artistico.

Musica i reMorse Festeggiano 20 anni

È

un anno importante per i Remorse, la band veneziana che festeggia i suoi primi 20 anni di carriera, con una storia di spessore alle spalle e un’altra, almeno guardando i presupposti, altrettanto interessante davanti. È l’occasione per Daniele Zabeo, Riccardo Cavicchiolo e Samuele Favaro, per guardarsi indietro e tracciare un bilancio del loro percorso, mentre esce in questi giorni il loro quinto disco, su etichetta Hot Steel Records, anticipato dal singolo “Evasore sociale”. La band nasce come quartetto punk-hardcore nel febbraio 1994, per uscire con il primo demo-tape “Cracker” un anno dopo, subito scritturata dalla Nobrain Records. Il debutto su cd arriva alla fine del 1998 quando esce “Handle with care”, con ottimi riscontri di vendite e buone recensioni nazionali. A supporto del disco, i Remorse partono per un tour di spalla ai francesi Burning Heads, toccando tutta la penisola, da Palermo a Treviso. Nel 2000 il gruppo effettua due tour italiani di una trentina di date di spalla ai Raw Power. A settembre 2001 i Remorse girano l’Europa, ancora con i Raw Power e a novembre esce “Balance of visions” su Nobrain Rec, ospite Mauro “Mp” Codeluppi dei Raw Power. I responsi della critica ufficiale sono lusinghieri. All’inizio del 2002 ecco anche il primo video, “Face scored with scars”. Durante tutto l’anno la band suona moltissimo e comincia a scrivere i nuovi pezzi: agli inizi del 2004 esce il nuovo album dal titolo “A clown smile” su Sana Records che porta la band a firmare un contratto con la canadese Sudden Death Records. Il disco contiene “Eleven: changed”, scritto dal poeta Gongales Jr., che all’indomani dell’11 settembre 2001 aveva scritto un articolo-poesia su un giornale della Florida che poi ha concesso alla band. Il disco porta i Remorse ad una notevole considerazione a livello nazionale e non solo, con importanti riscontri in campo hardcore-crossover-metal. A metà del 2005 la band decide di bloccare i live per scrivere i nuovi pezzi e intraprende un nuovo percorso. Nel marzo 2009 esce Commutarte, il disco del cambiamento. La band volta pagina, allontanandosi dalle influenze musicali hardcore, cantando un disco interamente in italiano e con sonorità più vicine al funk-alternative-rock. Qualcosa di nuovo, destinato a un vasto pubblico, dagli amanti dei Primus a quelli dei Verdena, passando per i Pearl Jam, Metallica, Red Hot Chili Peppers, Afterhours ed Angeli. Il gruppo è di nuovo spalla, stavolta di Meganoidi, Pino Scotto, Sick Tamburo. Nel 2012 i Remorse hanno eseguito tre date esclusive per il diciottesimo anno di attività che poi li ha portati a settembre a suonare al prestigioso Home F.D.G. Festival di Treviso con Il Teatro Degli Orrori, Afterhours e altri.


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Relax e svaghi primaverili a Kranjska Gora

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Kranjska Gora che giace nella parte sud-occidentale della Slovenia, al confine fra Italia e Austria, è rinomata come il miglior centro sportivo, di ricreazione, intrattenimento e congressuale di tutte le Alpi Giulie. D´inverno si copre di un candido mantello che si riflette in una cornice romantica, d´estate invece la parola d´ordine è la frescura. Durante tutto l´anno la località ospita ospiti desiderosi di relax e di rigenerarsi per essere sempre pronti per nuove avventurose sfide. I nostri ospiti sono escursionisti, atleti professionisti, giovani famiglie, manager che creano progetti futuri e tutti coloro che si lasciano coccolare presso i nostri centri wellness. Alcuni desiderano fare shopping nei centri commerciali dei paesi limitrofi (Italia, Austria) altri invece decidono di sfidare la dea bendata ai tavoli da gioco o alle slot machine dei centri del gioco ed intrattenimento. A Kranjska Gora ogni staggione si veste di un proprio colore con cui attrae gli ospiti, vicini e lontani che siano.

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Un momento della “Marcia dei mulini” lungo gli argini

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’eccezionale ondata di maltempo non ha fermato il movimento dei podisti che si sono presentati in 2000 per la 19. edizione della marcia dei mulini, presso l’antico borgo di Pontemanco a Due Carrare. Percorso tradizionale e collaudato di 7, 13 e 21 km che è si snodato tra i pregiati vigneti carraresi, dal terreno intriso di fango e gli argini dei canali gonfiati a dismisura dalle ultime abbondanti precipitazioni. Il trofeo per la speciale classifica che premia il gruppo più numeroso è andato al gruppo Podistico Tribano (65) davanti ai podisti della Croce Verde (53) bronzo per il gruppo Conselvano (46). Alla premiazione sono intervenuti il vice sindaco Carrarese Claudio Garbo unitamente all’assessore allo sport Mario Romanato. L’associazione Riviera di Pontemanco, organizzatrice dell’evento, rende noto che come di consueto l’incasso della manifestaWalter Lotto zione sarà devoluto in beneficenza.

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LO S PORT in PRIMO PIANO RIMO PIANO

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Basket Abano Terme ha ospitato “Join the game” e tantissimi giovani

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CICLISMO. Al via la nuova stagione tra buoni auspici

anno 58 per la cartura nalin, dolorosa la rinuncia al settore degli allieVi

asterebbero i numeri a decretare il successo del “Join the Game”, il torneo di pallacanestro giovanile che lo scorso 24 febbraio si è tenuto in tutta Italia e che nella nostra provincia è stato ospitato dagli impianti di Abano Terme. I numeri parlano chiaro: oltre 700 atleti da tutta la provincia (e ovviamente decine di genitori), 170 squadre e una serie infinita di canestri che hanno infiammato il tifo nei palazzetti di via Vittorino da Feltre e via Pillon. Cifre a parte, è l’entusiasmo dei giovani atleti ad aver vinto: quest’anno l’evento era riservato alle categoria Under13 e Under14, maschili e femminili. Il torneo è stato dominato dalle squadre cittadine. Per la categoria Under14 maschile ha trionfato la Virtus Verde, che in una finale mozzafiato ha avuto la meglio sulla Virtus Bianco. In semifinale erano state eliminate Red Este e Petrarca 4. In campoo femminile il titolo è andato al Rhodigium 1 a spese del Fila San Martino e di Thermal e Padova 2, eliminate in semifinale. L’Under13 femminile ha premiato

Un momento delle competizioni ad Abano il Thermal Giallo che in finale ha domato il Dolcital San Martino. Le due formazioni avevano eliminato Thermal Rosso e Rhodigium 2. Nel maschile, vittoria del Petrarca 4 sulla Virtus Verde. Terzo posto della Virtus Giallo sulla Virtus Bianco. Non sono mancate le soddisfazioni per le formazioni della Bassa Padovana. Oltre al buon piazzamento del Redentore Este nell’Under14, spicca l’ottimo risultato degli Under13 del Monselice: la squadra della Rocca è arrivata fino agli ottavi di finale (dove è stata battuta dalla Virtus Padova) e ha quindi ottenuto il pass per le finali regionali. Buono anche il piazzamento degli Under13 del Mon-

tagnana (Cesaro, Rizzo e Ferrarato), secondi su otto nel girone di qualificazione, dove il passaggio al turno successivo è mancato solamente per la differenza canestri. Non è mancato nemmeno il momento del cordoglio: prima della gara d’apertura del torneo, gli atleti hanno osservato un minuto di raccoglimento per commemorare la tragica scomparsa della giovane atleta Benedetta Moroni, giocatrice di 12 anni di Ancona morta dopo una partita di basket a Pesaro. Il “Join the Game” continua il prossimo 6 aprile a Treviso con la fase regionale, che mette in palio il pass per l’ultimo atto previsto a Fano per il 17 e 18 maggio.

CICLISMO. Al via la nuova stagione tra buoni auspici

anno 58 per la cartura nalin, dolorosa la rinuncia al settore degli allieVi

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Gli atleti della Cartura Nalin schierati per l’inizio della stagione

“I

nauguriamo il nostro 58mo anno consecutivo di attività al servizio dei giovani e del ciclismo, siamo una delle società più longeve e blasonate dell’intero panorama del ciclismo nostrano con all’attivo 19 titoli nazionali, 3 allori mondiali con tanti atleti “accompagnati” al dilettantismo e al professionismo”. Con queste parole, intrise d’orgoglio, ha esordito Flavio Milani ex vice presidente vicario della Fci Italiana e socio fondatore, nel lontano 1956, della Cartura Nalin alla presentazione del programma 2014. Cerimoniale nel solco della tradizione, dopo la messa al duomo di Cartura foto ufficiale innanzi alla banca Annia credito cooperativo di Cartura e del Polesine, uno degli sponsor della società, quindi convivio al ristorante Distillerie Clandesine di Cagnola da anni “covo” biancorosso, dove il presidente Enzo Rango ha illustrato la programmazione dell’imminente stagione, denunciando purtroppo un

ridimensionamento dell’attività a causa della crisi economica sempre più stringente che limita le risorse: “saremo in campo con un buon numero di giovanissimi, per confermare gli oltre 30 podi della scorsa stagione, tra gli esordienti puntiamo forte sull’astro nascente Giovanni Sergiano, talento purissimo con all’attivo 11 vittorie nella stagione scorsa”. Fin qui le note positive poi il presidente biancorosso annuncia la dolorosa scelta della rinuncia alla categoria allievi: “il mancato sostegno finanziario ci ha costretti a rivedere le nostre programmazioni , con il trasferimento “pro-tempore” dei nostri ottimi allievi Ivan Berto ed Emanuele Barison alla Beni di Monselice, vogliamo sperare e ci impegneremo perché ogni difficoltà venga presto superata e dalla prossima stagione tutto ritorni come da nostra tradizione”. Poi il doveroso ringraziamento agli sponsor che contribuiscono al mantenimento societario. Walter Lotto

NEL REGNO UNITO Gli atleti della Cartura Nalin schierati per l’inizio della stagione PER RAGAZZI DA 13 A 18 ANNI nauguriamo il nostro 58mo anno ridimensionamento dell’attività a causa DAL 6 AL 20 LUGLIO 2014consecutivo di attività al servizio della crisi economica sempre più stringente

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dei giovani e del ciclismo, siamo che limita le risorse: “saremo in campo con una delle società più longeve e blasonate un buon numero di giovanissimi, per conferdell’intero panorama del ciclismo nostrano mare gli oltre 30 podi della scorsa stagione, con all’attivo 19 titoli nazionali, 3 allori tra gli esordienti puntiamo forte sull’astro Visit us on Facebook Viaggitalento BattagliaTerme mondiali con tanti atleti “accompagnati” nascente Giovanni Mincio Sergiano, purissiChester English School al dilettantismo e al professionismo”. Con mo con all’attivo 11 vittorie nella stagione queste parole, intrise d’orgoglio, ha esordito scorsa”. Fin qui le note positive poi il preFlavio Milani ex vice presidente vicario del- sidente biancorosso annuncia la dolorosa Voli Venezia alla da categoria allievi:a“il la Fci Italiana e socio fondatore, nel lontano scelta della rinuncia mancato sostegno finanziarioecipasti ha costretti 1956, dellaLondra Cartura Nalin alla presentazio- completa • Assicurazione • Alloggio • ne del programma 2014. Cerimoniale nel a rivedere le nostre programmazioni , con il Tutte le gite, le escursioni e le attività sociali • 30 ore di corso di lingua inglese. solco della tradizione, dopo la messa al trasferimento “pro-tempore” dei nostri ottiduomo di Cartura foto ufficiale innanzi alla mi allievi Ivan Berto ed Emanuele Barison Trasporti aerei e polizza Globy Soggiorno studio, gite, corsi banca Annia creditodicooperativo di Cartura alla Beni di Monselice, vogliamo sperare e ci SchoolFriendCard forniti da: lingua inglese forniti da: e del Polesine, uno degli sponsor della so- impegneremo perché ogni difficoltà venga Mincio Viaggi - Fabiola Chester English School srl - convivio Hannah presto superata e dalla prossima stagione cietà, quindi al ristorante DistilleViale dei Colli Euganei 38 Battaglia T. (PD) Poi Via Centro Terradurarie14 Due Carrare(PD) da nostra tradizione”. Clandesine di Cagnola da anni “covo” tutto ritorni come Fax 049.8252545 ringraziamento agli sponsor che dove il presidenteTel. Enzo 049.9115885 Rango il doveroso Tel. 049.9125392 -biancorosso, 393.8411578 CHESTER www.mincioviaggipadova.it ha illustrato la programmazione dell’immi- contribuiscono al mantenimento societario. www.chesterenglishschool.it ENGLISH nente stagione, denunciando purtroppo un Walter Lotto battagliaterme@mincioviaggi.it SCHOOL info@chesterenglishschool.it

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L’altra Tenerife

un Eden barocco LONTANO DALLE AFFOLLATE SPIAGGE E DAL CEMENTO DELLA PARTE SUD LA PIÙ GRANDE ISOLA DELLE CANARIE OFFRE I SUOI ASPETTI PIÙ INTIMI: UNA NATURA STRAORDINARIA FATTA DI COSTE SELVAGGE UNA VEGETAZIONE DI SPECIE RARE E I PAESAGGI LUNARI DEL VULCANO TEIDE OLTRE ALLE CITTÀ BAROCCHE DI LA OROTAVA E GARACHICO DA SCOPRIRE FRA CANDELARIA E LA CAPITALE SANTA CRUZ DE TENERIFE LA STORIA TRISTE DEI GUANCI IL POPOLO AUTOCTONO ANNIENTATO NEL XV SECOLO DAI COLONIZZATORI NORMANNI E SPAGNOLI

“Y

o ante soy canario, y despues español”. Il benzinaio di Icod de los Vinos non ha dubbi sulla sua identità e parla della Spagna definendola “peninsula”, come i sardi parlano dell’Italia chiamandola “continente”. Un’altra cosa, insomma. C’è un’identità forte alle Isole Canarie, una specificità locale, un carattere ben definito fra i suoi abitanti, ovvero i “canarios”. Essere una Comunità Autonoma della Spagna (con due province: Las Palmas e Santa Cruz de Tenerife) può anche far comodo per via di quel 7% di Iva che rende la vita decisamente meno cara, ma è soprattutto un modo per demarcare una diversità. Cinque secoli di antropizzazione delle sette isole dell’arcipelago da parte spagnola hanno mutato radicalmente il profilo etnico di questa regione insulare che galleggia sull’Atlantico a un centinaio di chilometri dal Marocco e dall’ex Sahara Spagnolo (ora Western Sahara). Alle Canarie ci si sente come in Spagna, perchè tutto ne ricorda il modo di vivere, ma è una Spagna diversa. E non solo nel clima, che qui è mite tutto l’anno. E’ differente anche l’approccio alla vita, ispirato ad una maggiore leggerezza e a ritmi un po’ meno tirati. Non è però solo un eden: la crisi si fa sentire anche qui. E lo si scopre quando l’accesso a Santa Cruz de Tenerife, la capitale, nell’ora di punta è bloccato da una manifestazione sindacale inscenata dai dipendenti dello stabilimento della Coca Cola che, per protesta contro la chiusura dell’attività decisa dalla multinazionale, hanno bloccato l’autostrada. Fra le sette isole Tenerife è decisamente la più grande (2.034 kmq) ed è lì il baricentro dell’arcipelago, checchè ne dicano a Gran Canaria, l’isola dirimpettaia che a Madrid ha

IN COPERTINA LA SPIAGGIA DI SAN MARCOS NEI PRESSI ICOD DE LOS VINOS; IN ALTO IL VULCANO TEIDE (3718 METRI) E LA CITTADINA BAROCCA DI GARACHICO. PIÙ SOTTO: IL GAZEBO NELLA PIAZZA DI LA OROTAVA E LA BASILICA DI NOSTRA SIGNORA A CANDELARIA. NELLA COLONNA SI DESTRA, DA IN ALTO: PAESAGGIO DELLA COSTA NORD DI TENERIFE, L’OCEANO “ARRABBIATO” E LA CHIESA DI LA OROTAVA. NELLA STRISCIA IN FONDO PAGINA: MUMMIA GUANCI AL MUSEO DI SANTA CRUZ DE TENERIFE, LA SPIAGGIA DI LOS CRISTIANOS, SCORCIO DI PUERTO DE SANTA CRUZ, IL “DRAGO” MILLENARIO (UNA DELLE PIANTE PIÙ ANTICHE DEL MONDO), GARACHICO E IL BARRANCO DI MASCA

strappato la concessione che le capitali dell’arcipelago fossero due: non solo Santa Cruz de Tenerife, ma pure Las Palmas. Navigando, Tenerife si scorge da lontano, dominata com’è dal cono del Teide, il grande vulcano “dormiente” dal 1909. Con i suoi 3718 metri è la montagna più alta di Spagna e la sua vetta è perennemente coperta di neve. Si trova al centro della più grande area protetta dell’arcipelago, un parco che in alta quota è fatto di paesaggi spettacolari disegnati dalle colate laviche. Distese brune dalle tonalità diverse che assomigliano ad orizzonti lunari. E più sotto c’è la rivincita della vegetazione, estremamente varia, un giardino di biodiversità. A Icod de los Vinos sopravvive il “Drago”, una splendida pianta millenaria, esemplare di una specie botanica presente solo nell’isola. Ma Tenerife sorprende anche per i suoi paesaggi marini. Se la maggior parte dei turisti del “tutto compreso” si limita a portare a casa le immagini stereotipate delle spiagge di Los Cristianos e di Playa Las Americas, belle ma sempre affollatissime e soprattutto circondate dal cemento dei tanti, troppi, complessi turistici, c’è altresì chi, viaggiatore a caccia di ben altre emozioni, scopre la bellezza selvaggia delle coste del nord dell’isola. Frastagliate come quelle scandinave o irlandesi, dove le alte onde dell’oceano vanno ad infrangersi fragorosamente sulle rocce. E più in alto, sulle montagne modellate dalle varie eruzioni del Teide, lo sguardo di questi viaggiatori sensibili al fascino naturale si posa su un ambiente unico, dove la palma divide il territorio con il pino marittimo e con le tante altre varietà presenti su questo versante dell’isola. Più su i “barrancos”, spettacolari fratture (da non perdere quella di Masca, percorsa

da una stradina da brivido) che si aprono al mare lungo ripide pareti. Ma Tenerife sorprende anche per le sue cittadine di stile coloniale. Come La Orotava, elegante e sobria, aristocratica e semplice. Prendere un caffè all’arancio nella piazza, vicino al gazebo liberty, circondati da palazzi e chiese barocchi, specie sul far della sera, è un’emozione da provare. Anche Garachico conserva le atmosfere tipiche del “siglo de oro”, tangibili soprattutto nelle architetture. Ma anche il cuore storico di città più grandi, come Puerto de la Cruz, conservano tracce di questo passato splendente. Candelaria, sulla costa sud, merita una riflessione: nella grande piazza dominata dalla basilica di Nostra Signora de Candelaria, spalle al mare, si ergono nove grandi statue. Raffigurano nove valorosi guerrieri Guanci, gli ultimi ad arrendersi ai Normanni e agli Spagnoli prima che il loro popolo, nel XV secolo venisse annientato o ridotto in schiavitù. La loro presenza è un omaggio tardivo alla loro memoria. Al loro ingiusto sacrificio. Chi è appassionato alla loro storia e alla loro civiltà trova nel museo dell’Hombre y de la Naturaleza (dell’uomo e della natura) a Santa Cruz de Tenerife una documentazione straordinaria. Oltre a tanti oggetti creati dai Guanci, frutto di scoperte archeologiche, a ricostruzioni e ad altre informazioni, spiccano numerose mummie, tutte ben conservate. Nelle loro espressioni forti sembra di cogliere ancora il loro grido di dolore per la scomparsa della loro civiltà. Spazzata via senza pietà dai colonizzatori. Le Canarie erano la terra dei Guanci, per un momento è giusto ricordarlo. Come è giusto non perdere la memoria del loro genocidio.


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Eredità e minorenni

Non è per niente raro che ad un’eredità venga chiamato un minorenne; in questo caso le procedure cui si va incontro sono piuttosto complesse ed i tempi rischiano di allungarsi notevolmente. Il minore d’età, infatti, non può accettare l’eredità se non con beneficio di inventario, il che vuol dire che serve non solo un atto pubblico in cui si dichiari di accettare l’eredità, bensì anche un inventario, cioè un elenco preciso e puntuale di tutti i beni di cui il defunto era titolare. Ma questo sarebbe il minimo se non occorresse, prima di tutto, un’autorizzazione del Giudice Tutelare; ciò sta a significare che bisogna effettuare un ricorso al tribunale competente per farsi autorizzare al compimento

di tale atto; stante la lentezza dei nostri tribunali, doversi munire di tale autorizzazione significa far passare (almeno) tra i due e i cinque mesi (salvo inconvenienti...). Non miglior sorte se il defunto aveva conti correnti bancari o postali; nel caso in cui non si sia riusciti a chiudere anzitempo detti conti, il prelievo del denaro dai medesimi viene solitamente autorizzato soltanto dietro presentazione di copia della dichiarazione di successione ovvero di un’apposita certificazione rilasciata dal competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate (cosiddetto modello 240). Ma ancora una volta se il denaro (o parte di esso) deve essere versato ad un minore tutto si blocca; almeno fino a

quando non si presenta copia della prescritta autorizzazione del Giudice. Lo stesso accade qualora si voglia ritirare il contenuto di una cassetta di sicurezza; e pure il versamento del TFR non può essere effettuato senza che venga presentata al datore di lavoro il citato provvedimento. Da ricordare, poi, che di tutto quanto di spettanza del minore non si potrà disporre se non con ulteriori autorizzazioni da richiedere di volta in volta (per es. non si potrà vendere la quota dell’immobile ricevuto dal minore in eredità se non autorizzati; non si potrà prelevare il denaro ricevuto in eredità se non autorizzati e solo per l’ammontare previsto ecc.).

DOTT. AVV. NOTAIO MATTEO CEOLIN mceolin@notariato.it

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SALUTE

Viaggio nella terapia alternativa. L’Osteopatia (4° puntata)

Continuiamo il nostro viaggio nell’ “altra medicina” ossia il modo alternativo di considerare i problemi della salute. Come abbiamo già accennato esistono cure alternative ai farmaci e alle terapie fisiche classiche che possono aiutare nel “curare” il mal di schiena, cervicalgia, lombalgia, ernie, gomito del tennista, tendiniti, dolori invalidanti. Un concetto che deve essere sempre presente e che vale sia per la medicina tradizionale che per le terapie alternative è che nessuno cura nessuno: il medico, il terapista, il chirurgo, nessuno di questi cura il paziente, ma aiuta il corpo a guarire, ogni uno con i suoi modi. Il chirurgo asportando la parte patologica, il terapista togliendo l’infiammazione, l’osteopata ripristinando il movimento, ecc. Tornando alla medicina alternativa la possiamo dividere in due grandi branche: quella manuale (eseguita solo con l’utilizzo di tecniche manuali) e quella eseguita con macchinari e che chiameremo “fisioterapia alternativa”. Tra le terapie manuali annoveriamo l’Osteopatia, la Kinesiologia, la Chiropratica, l’Osteokinetica…

La fisioterapia alternativa è data da un insieme di applicazioni delle terapie fisiche in una accezione complementare, ad esempio utilizzando l’elettrodigitopressione, il riequilibrio dei meridiani energetici, ecc., ma di questa fisioterapia alternativa parleremo più avanti. Vediamo cosa sia l’Osteopatia. L’Osteopatia nasce negli Stati Uniti ed è una disciplina manuale. “Disciplina” significa che non è un semplice insieme di tecniche bensì un modo di intendere la medicina manuale. L’Osteopatia venne creata dal Dr. Still. L’Osteopatia parte dal presupposto che il corpo evidenzi problemi che possono poi sfociare in patologia quando perdono il loro equilibrio: in un corpo in equilibrio, dove tutti gli apparati funzionano, il sistema immunitario è in grado di fronteggiare tutti gli attacchi esterni (batteri, virus, ecc.); quando il nostro corpo perde il suo equilibrio non è più in grado di fronteggiare gli attacchi esterni e quindi si ammala. Un esempio molto semplice è l’herpes: se sto bene e il sistema immunitario funziona non sarò soggetto ad herpes, se il mio corpo è in disfunzione, anche il sistema immunitario

potrebbe non funzionare correttamente e l’herpes ritornare a comparire. Quindi nel momento in cui c’è uno squilibrio, dovrebbe bastare riportare il corpo in equilibrio per recuperare la salute. Naturalmente stiamo parlando di disfunzioni e non di patologie, un tumore non lo si guarisce con la Osteopatia. Tornando al nostro disequilibrio vediamo allora come l’Osteopatia affronti il problema. L’Osteopatia parte dal presupposto che il corpo necessita di una buona circolazione sanguigna in quanto è il sangue che porta il nutrimento agli organi e alle varie parti del corpo. Anche gli anticorpi e i mediatori dell’infiammazione usano la via del sangue per raggiungere il punto in cui sono necessari. Compito dell’osteopata sarà quindi quello di ripristinare il movimento dove non c’è e permettere al sangue di tornare ad irrorare in modo corretto le zone che erano “bloccate” lavorando sia la colonna vertebrale sia il decorso dei nervi, lavorando su muscoli, tendini, ossa, articolazioni, nervi ma potrebbe anche lavorare sui visceri (fegato, intestino, reni, ecc.) se è li che si evidenzia la disfunzione.

Questa possiamo dire, semplificando al massimo, è la filosofia che sta alla base della Osteopatia: permettere al sangue di tornare ad irrorare le zone “bloccate” per riportare il corpo in equilibrio e recuperare la salute; in realtà le basi sono molto più complesse e richiedono studi assai lunghi e approfonditi. dott. Federico Cavallin, dott. in Fisioterapia Osteopata D.O.

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