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padova nord nov2019 n172

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Sport p.20

Motori

NOVEMBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.172

Cultura p.17

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di Padova Nord

Questa copia è certificata da

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CADONEGHE, SOCIALE

Bonus bebè 300 euro a tutti i nuovi nati

on-line: Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 Via Cavour, 2 · 35010 Vigonza stelle, e il cammino annunciato dal (Pd) segretario tel/fax 049 8096713 · info@lafonteimmobiliare.it regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali www.lafonteimmobiliare.it e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del goverservizio a pag 4 no Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

“Troppi vandali al parco” il sindaco toglie le panchine A Cadoneghe misura drastica di Schiesaro per mettere fine a schiamazzi, danni e degrado, ma l’opposizione non condivide e attacca

CADONEGHE, IL CASO

Blocco auto, il Sindaco non aderisce VIGODARZERE, PROGETTO

Nuovo ponte sul Brenta, il caso approda a Roma CURTAROLO, LA POLEMICA

Il sindaco scopre un “buco” da 178 mila euro LIMENA, SOLIDARIETÀ

Dai volontari Saf un aiuto ai “Genitori in fuga”

Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percentualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con segue a pag 3 Alessandra Moretti cinque anni fa.

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Bonus bebè per tutti i nuovi nati U

Cadoneghe, ai genitori assegno da 300 euro da spendere in paese

n grande progetto di sostegno alla natalità dalla parte delle mamme e dei bambini. È quello voluto dal Comune di Cadoneghe che ha messo a punto una serie di iniziative a favore dei nuovi nati e delle famiglie. Si inizia dall’avvio del servizio “Nido Blu”, dedicato a bambini da zero a tre anni, “altro tassello – come lo definisce il sindaco Marco Schiesaro – del nostro progetto di sostegno alla natalità che comprende il bonus bebè”. Il dato di fatto è che si fanno sempre meno figli e così il Comune ha deciso di aiutare le future o potenziali mamme con un contributo che prescinda dal reddito. “Abbiamo a qualcosa di concreto. Saranno 300 euro a cui avranno diritto tutte i nuovi CADONEGHE MEJANIGA - ISOLA DI TORRE nati – spiega il sindaco Marco Schiesaro –. Basterà solo fare doVilla bifamiliare per chi cerca ampi spazi sviluppati manda. L’aspetto interessante è che il bonus bebè potrà andare in due semplici piani. Zona ingresso di 10m², a coprire anche le spese che sono già state sostenute. Il bonus luminoso soggiorno, cucina separata di 15m² con riguarderà i nati a partire dal primo luglio di quest’anno”. L’asbagno/ lavenderia di 8m² dotato di doccia. Sullo segno è rivolto a tutte le famiglie residenti da almeno cinque stesso piano due garage, uno dei quali ha accesso anni a Cadoneghe per i primi acquisti per il nascituro, come vediretto nell'abitazione. Salendo le scale si raggiunge il reparto notte composto da due stitini, latte, biberon, da spendere esclusivamente nelle attività camere doppie, una matrimoniale, due bagni came economiche nel territorio del Comune. entrambi nestrati e due poggioli vista giardino. Dal prossimo anno sarà una misura stabile alla quale si agsole gode di luce naturale per tutto il Urbani al >direttore@givemotions.it < giungeranno altre iniziative a sostegno delle famiglie per il GermanaEsposta giorno. Il giardino è ben curato e circonda sui tre nido. Nel bilancio 2020 del prossimo anno, assicurano gli amulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai lati la casa. ministratori, saranno previste agevolazioni molto significative pensare che il divario minore il censulle rette degli asili nido, in questo caso sulla base del reddito.stata. BastiRIF.P73 EURO 235.000 MQnel 1901995 CL. D trosinistra lo ottenne quando candidò Ettore Sarà, inoltre, rimodulato e potenziato l’attuale servizio di assiBentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo stenza alle mamme prima e dopo il parto. parlando di un’altra era geologica, e il risultato percenNicoletta Masetto tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Direzione, e a pag 3 Redazione: segue anni Amministrazione fa.

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

Al voto, senza autonomia

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di Padova Nord

è un marchio registrato di proprietà Srl di

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Cadoneghe, Curtarolo, Limena e Vigodarzere per un numero complessivo di 12.397 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019


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Cadoneghe

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La polemica Una decisione contestata

Panchine sfrattate dallo “Spinelli” Il sindaco le ha fatte togliere perché “attiravano vandali e schiamazzi”, ma Coalizione Civica non condivide

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iente più panchine all’esterno del Centro Spinelli di via Leopardi a Cadoneghe e niente più illuminazione. A deciderlo il sindaco Schiesaro. “Ho fatto rimuovere le panchine nel parco del Centro Spinelli – ha motivato - per arginare i fenomeni di vandalismo e disturbo della quiete pubblica non perché mi son sognato di notte, ma a seguito delle segnalazioni da parte di cittadini e residenti che mi hanno chiesto di intervenire”. Una “soluzione anti degrado” che non è piaciuta agli esponenti di Coalizione Civica per Cadoneghe capeggiata

dal consigliere comunale Roberto Mairo. “Togliendo le panchine ha cancellato un punto di ritrovo per i ragazzi, che, specialmente nella bella stagione, erano soliti incontrarsi lì – afferma Mairo –. Certo, facevano anche rumore e lasciavano anche lattine e bottigliette in giro, arrecando disturbo ai residenti dello Spinelli e dei palazzi vicini. Ma sostenere senza chiare evidenze che quello era punto di spaccio appare pretestuoso. Sono state chiamate le forze dell’ordine? Che riscontri hanno dato?”. In ogni caso, secondo Mairo,

In alto, la rimozione delle panchine del parco, qui sopra il consigliere Roberto Mairo

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lo spostamento delle panchine non è certo la soluzione. “Come si sono spostate le panchine, così si sposteranno anche i giovani da un’altra parte, a fare rumore e a lasciare in giro lattine. Appariva troppo difficile pensare a un intervento educativo, per esempio a quello degli “animatori di strada? E poi: “Sono stati ascoltati i bisogni degli anziani!” potrebbe essere una delle motivazioni addotte tra chi si è reso protagonista di questo bell’esempio di

buone pratiche a favore dei giovani. Ma, in questo caso come in altri, ascoltare soltanto i bisogni di una delle parti è quantomeno discutibile, se non altro perché va ad alimentare diffidenze e rancori. Altro che il dialogo tra le generazioni. I ragazzi sono parte della nostra comunità e non vanno allontanati dai loro punti di aggregazione, non vanno espulsi. Questo significa per noi adulti non gestire i compiti educativi che ci competono”. (n.m.)

A scuola in “Piedibus” sei percorsi colorati

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ercorsi casa-scuola, a piedi e sorvegliati anche a Cadoneghe. Partito, le scorse settimane, il primo percorso di 700 metri che si snoda lungo via Gramsci. Fa parte del progetto denominato “Pedibus. I percorsi sono entrati a regime tra fine ottobre e primi di novembre. A partire per primo, in via sperimentale, proprio quello lungo via Gramsci: contrassegnato dal colore blu, prevede che i bambini lo percorrano a partire dal parcheggio di via Zanella fino alla scuola elementare “Giulio Zanon”, con una fermata intermedia nel piazzale antistante la biblioteca comunale, in via Gramsci. «Portare in paese questa esperienza virtuosa – ha detto il vicesindaco Devis Vigolo - è un obiettivo che ho perseguito per anni come consigliere di opposizione. In altri comuni il Pedibus esiste da tempo: finalmente possiamo renderlo disponibile anche alle nostre famiglie». L’assessore al sociale Sara Ranzato ha spiegato che «i vantaggi sono molteplici dal punto di vista pratico, ma soprattutto da quello educativo: c’è un tema ecologico di particolare attualità ma c’è anche il bisogno di responsabilizzare i nostri ragazzi. Li aiutiamo a comprendere che le regole non sono principi astratti, ma qualcosa di utile nella vita di tutti i giorni». Il progetto del Comune prevede sei percorsi, contrassegnati da altrettanti diversi colori. Ciascuno dei tracciati vede impegnate quattro persone: una per aprire la fila dei bambini, un’altra per chiuderla, e due sostituti in caso di imprevisti. Gli itinerari sono riconoscibili grazie a segnaletica orizzontale e verticale. A ogni bambino è stata consegnata una pettorina catarifrangente. (n.m.)


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Cadoneghe

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Ambiente L’amministrazione non aderisce alle direttive adottate da Padova e cintura urbana

Blocco auto, Cadoneghe dice no “una misura semplicemente inutile” B

locco del traffico? Semplice- fico introdotta dalla precedente mente inutile. Non usa mez- amministrazione è rimasta in vizi termini il sindaco di Cadonegore dal 1 ottobre 2018 al 31 marghe Marco Schiesaro che, insieme zo 2019. In questi sei mesi son è all’assessore comunale all’amstata erogata alcuna sanzione per biente Elisa Bettin, ha motivato la violazione del provvedimento. sua tesi con tanto di numeri alla “Questi dati – aggiunge Schiesaro mano sull’inquinamento atmo- – dimostrano in modo incontrosferico. Cifre alla base della de- vertibile che i blocchi del traffico cisione, assunta dal Comune di sono una misura completamente Cadoneghe, di non introdurre i inutile ai fini di contrastare l’inblocchi del traffico. quinamento da polveri sottili. Si Nell’anno 2015, l’ultimo per il va ad agire sul 6,7% dei veicoli, quale esiste uno studio completo che producono in tutto il 12% da parte di Arpav, – hanno spiega- delle emissioni. Il 6,7% del 12% in to sindaco e assessore - appena il termini matematici corrisponde 12% (pari a 1.875 tonnellate) del- allo 0,8%. Anche se il dato non è le emissioni di PM10 prodotte in preciso, perché non tutti i veicoli Veneto ha avuto origine dal traf- inquinano allo stesso modo, è cofico veicolare. La voce più signimunque un calcolo utile per dare ficativa, pari al 69% un’idea di massidel totale (10.379 ma dell’impatto del Schiesaro: tonnellate su 15.079 blocco del traffico complessive), risull’emissione di “I numeri guarda la produziopolveri sottili: a dir parlano chiaro: poco irrilevante. ne non industriale, ovvero gli impianti A fronte di effetti così non si di riscaldamento e virtualmente nulli contrasta le stufe delle abitasull’inquinamenl’inquinamento” zioni private». to, questi blocchi Per il sindaco producono disagi Schiesaro “l’introrilevanti su alcune duzione del blocco del traffico fasce di popolazione, per lo più proposto dalla Provincia di Pa- di persone in difficoltà economidova avrebbe l’effetto di fermare, ca, che non possono permettersi nelle giornate di allerta verde e di comprare un’auto nuova, in arancione, 736 automezzi intesta- prevalenza anziani e disoccupati a cittadini e imprese di Cadone- ti. Obbligare 700 cittadini su 11 ghe, a fronte di un totale di 10.914 mila a tenere in garage la propria veicoli immatricolati nel comune. auto non risolverebbe il problema Soltanto il 6,74% del traffico vei- delle polveri sottili, e sarebbe una colare subirebbe quindi uno stop. grave ingiustizia ai danni dei più Nelle giornate di allerta livello deboli. A noi non interessa lavarci rosso, questa percentuale salireb- la coscienza o piantare bandieribe al 18,42%, con il fermo di 2.010 ne di ambientalismo, come fanno veicoli. L’allerta livello rosso, lo purtroppo altri amministratori scorso inverno, è scattata una sola che emettono le ordinanze tanto volta per la zona di Padova, rima- per dire di aver fatto qualcosa, e nendo attivo per 7 giorni, dal 15 al poi non effettuano i controlli”. 21 gennaio 2019”. Nicoletta Masetto L’ordinanza sui blocchi del traf-

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Tredici misure anti smog valide per tutto l’anno: dalla vita domestica alla scuola

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ueste le 13 misure strutturali introdotte dal Comune “che valgono non solo per l’inverno, ma per 12 mesi all’anno”. 1) Ordinanza per limitare l’utilizzo di caldaie e stufe e l’accensione di fuochi; 2) attivazione di un servizio di consulenza per la sostituzione di impianti di riscaldamento obsoleti, con visita gratuita di un tecnico specializzato; 3) servizio straordinario di pulizia delle strade dalle sostanze di inquinanti, che scatterà a 24 ore dal bollettino Arpav con livello di allerta rosso; 4) installazione di 12 postazioni di ricarica per auto elettriche; 5) estensione alle aziende dei contributi per la bonifica da amianto; 6) taglio radicale degli oneri di urbanizzazione, con incentivi per il risparmio energetico; 7) sostituzione illuminazione delle aree aperte al pub-

blico e degli uffici del municipio con un nuovo sistema ad alto risparmio energetico; 8) attivazione di iniziative per anticipare l’entrata in vigore della direttiva europea sul plastic free, a partire da manifestazioni organizzate o patrocinate dal Comune; 9) installazione di “casette dell’acqua”; 10) realizzazione di uno o più boschi urbaniinelle aree a maggiore densità abitativa; 11) adesione al progetto “Ridiamo il sorriso alla pianura Padana” ideato dal Comune di Carceri; 12) percorsi a piedi sorvegliati per l’accompagnamento a scuola dei bambini; 13) “Domeniche per l’ambiente” in collaborazione con Protezione Civile, scuole e parrocchie, coinvolgendo i bambini nella pulizia dai rifiuti di aree verdi, parchi e argine del Brenta (la prima il 17 novembre). (n.m.)

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Vigodarzere

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Ponte ferroviario sul Brenta il raddoppio approda a Roma

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L’assessore regionale Elisa De Berti nella capitale ha fatto il punto sullo stato di attuazione del potenziamento della rete

I

l raddoppio del ponte sul Brenta tra Vigodarzere e Padova finisce a Roma sul tavolo di Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, la Rete Ferroviaria Italiana. A portarlo, all’interno di una dettagliata relazione su questo e altri interventi, l’assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Elisa De Berti nel corso di un incontro che ha fatto il punto sullo stato di attuazione dei programmi di potenziamento dell’intero sistema ferroviario nel Veneto, sui quali la Regione e Rfi hanno sottoscritto negli anni scorsi più di un accordo. Quello del ponte sul Brenta tra Vigodarzere e Padova è un vecchio progetto (approvato durante la giunta regionale guidata da Giancarlo Galan, assessore alle Infrastrutture, Renato Chissa). Prevede la costruzione, a fianco di quello

esistente della storica tratta ferroviaria Padova-CamposampieroCastelfranco, di un ponte lungo 100 metri a doppio binario, tra le stazioni di Padova Centrale e Vigodarzere in direzione Castelfranco. L’avvio dei lavori è in programma nel 2023. A Roma l’assessore De Berti ha parlato anche della definizione precisa dei tempi per il via libera al progetto esecutivo. Se dovesse andare in porto, sia il nuovo binario pari che quello dispari, andrebbero a innestarsi, rispettivamente, al primo e secondo della stazione di Vigodarzere. L’intero intervento è previsto si snodi lungo su un percorso di 1,9 chilometri. Si tratterebbe di valore aggiunto sia per il transito dei treni tra Padova e Vigodarzere, ma anche sull’intero percorso tra Padova e Castelfranco e tra Padova-Cam-

Agevolazioni trasporto locale entro fine anno

Il costo è di 40 milioni di euro, coperto con risorse già stanziate dal Fondo di Sviluppo e Coesione

posampiero-Cittadella-Bassano del Grappa. Per la realizzazione del nuovo ponte sul fiume Brenta è stato previsto in progetto un costo complessivo di 40 milioni di euro. I fondi sono già stati stanziati dal Fondo di Sviluppo e Coesione. All’inizio erano stati destinati alla riapertura della linea dei Bivi di Mestre; in seguito, sono stati dirottatiproprio sul nuovo viadotto sul fiume Brenta. (n.m.)

gevolazione tariffaria per l’abbonamento annuale del trasporto pubblico locale extraurbano destinato alle famiglie numerose. Sarà possibile presentare domanda entro il prossimo 31 dicembre. I nuclei famigliari dovranno essere composti da almeno 6 componenti (2 genitori + 4 figli o più) o da almeno 5 componenti (unico genitore + 4 figli o più) con residenza nel territorio della provincia e in possesso di almeno un abbonamento annuale extraurbano (in vigore alla data di pubblicazione dell’agevolazione) al servizio di trasporto pubblico locale extraurbano su gomma, con situazione economica Isee non superiore a 40 mila euro. Le domande, compilate su apposito modulo, vanno indirizzate a Provincia di Padova – Servizio Trasporti e Mobilità, allegando fotocopia che attesti possesso e validità dell’abbonamento annuale extraurbano, copia del modulo Isee e documento d’identità. (n.m.)


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Vigodarzere

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Gli interventi Il sindaco: “impegni rispettati”

Lavori in corso lungo le strade comunali per circa 1,3 milioni Appaltati i lavori di manutenzione di alcune strade attraverso lavori di rifacimento e completamento dell’asfaltatura per un importo di 958 mila euro. I lavori di asfaltatura sono già stati eseguiti nelle vie S.Rocco, Sant’ Antonio e Boito (quest’ultima sarà, inoltre, dotata dell’illuminazione pubblica). Le altre strade interessate dall’appalto sono: via Europa, via Ungaretti, via Falcone, via Venezia, via S. Martino, via Alessandrini, via Pio X e il completamento di Via Lungargine Muson - secondo stralcio (quest’ultima con un intervento di sistemazione bianca, per prescrizioni del Genio Civile). I lavo-

nativi”. Il vicesindaco e assessore alla viabilità Roberto Zanovello, dal canto suo, ha confermato che tutte le opere, inclusa quella della realizzazione (che risulta completata) della rotatoria di

Terraglione, tra via Carso e via Terraglione, hanno comportato un investimento complessivo per circa 1,3 milioni di euro destinati proprio alla sicurezza stradale e alla viabilità. “Si tratta di impegni assunti con i nostri

cittadini – affermano sindaco e vicesindaco - che dimostrano l’efficacia dei lavori di questa amministrazione e dei nostri uffici tecnici. Ciò, infatti, ha consentito di realizzare gli interventi in tempi precisi e certi”. (n.m.)

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Diletta Di Giovine nuovo dirigente dell’Istituto Comprensivo “La scuola costituisce uno degli ambiti più importanti di investimento di questa amministrazione”. Queste le parole del sindaco Adolfo Zordan in una lettera aperta ad alunni, docenti e famiglie. “È con questi valori – prosegue –, in un contesto educativo adeguato per la crescita delle competenze, che la scuola può svolgere un magistero improntato al rispetto, alla riscoperta positiva del mondo che ci circonda. Rendendo tutti consapevoli dei propri diritti e doveri. Fra questi, mi preme sottolineare quello del rispetto reciproco, dell’accoglienza e della disponibilità per i più

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In questi giorni sono in corso interventi lungo diverse strade comunali

ri sono iniziati qualche settimana fa. Il sindaco Adolfo Zordan sottolinea come “l’intervento sia reso possibile per lo sblocco effettuato dal governo nel 2018, sugli avanzi vincolati dei Comuni. La decisione ha permesso di utilizzare le risorse accantonate da Vigodarzere. Questi lavori e quelli per altri 100 mila euro già ultimanti in via Lungargine Muson - primo stralcio, sono stati possibili grazie a interventi legislativi e di finanziamento gover-

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deboli, valori che ritengo indispensabili per dare vita ad una società improntata all’inclusione”. Il sindaco ha, inoltre, dato il benvenuto alla nuova dirigente scolastica, Diletta Di Giovine, che guiderà nei prossimi anni l’Istituto comprensivo statale di Vigodarzere. Succede alla professoressa Antonella Visentin, a cui è andato il grazie dell’amministrazione per il “prezioso lavoro profuso in questi anni”. (n.m.)


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Curtarolo

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“Scoperto un debito fuori bilancio” Lo denuncia il sindaco Martina Rocchio in un affollato consiglio comunale straordinario dedicato all’insoluto nei confronti di una azienda per l’illuminazione, gli ex amministratori respingono le accuse

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ltre 178 mila euro di debito fuori bilancio. Euro più euro meno, questa è l’eredità, che suo malgrado, si è dovuto prendere in carico il Comune di Curtarolo, in primo luogo il sindaco Martina Rocchio. Il buco economico, lasciato dalla precedente amministrazione, riguarda un debito insoluto nei confronti di Hera Luce, azienda che gestisce l’illuminazione pubblica cittadina. Il fatto è stato scoperto dal neo sindaco, che ha convocato in un consiglio comunale straordinario, a cui ha invitato a partecipare tutta la comunità anche tramite la pubblicazione di un post sulla sua pagina facebook. Lo scopo è stato quello di creare un’occasione per fare chiarezza sulla severa questione, di informare i cittadini su quanto scoperto, ma soprattutto di chiedere agli interessati spiegazioni su quanto avvenuto. Il richiamo è stato più che mai accolto dalla comunità, infatti sono state oltre 250 le persone che si sono presentate all’assemblea straordinaria per

essere informate sui fatti. Inizialmente l’accusa rivolta alla vecchia amministrazione riguardava una somma di circa 200mila euro, ridimensionata successivamente a 105 mila euro di fuori bilancio e 78 mila euro di passività pregresse. Debito che, secondo il primo cittadino, starebbe stato conosciuto e volutamente ignorato. E’ stato chiamato in causa l’allora assessore al bilancio Eddy Bazzan, ora leader dell’opposizione, al quale è stato chiesto di presentare le dimissioni. Richiesta che il consigliere non ha accolto ribadendo l’assoluta trasparenza del suo operato e sottolineando il costante coinvolgimento degli uffici comunali. Rocchio, colpita dalla partecipazione dei cittadini, ha assicurato che per il futuro cercherà di incrementare sempre più il coinvolgimento della comunità sulle problematiche riguardanti il territorio. Ora rimane da vedere quale sarà il seguito della vicenda, per il momento il tutto è in mano alla Procu-

A fianco, il sindaco Martina Rocchio, sotto il municipio di Curtarolo

ra della Corte dei Conti che analizzerà la documentazione. Quel che è certo è che le opere che erano state previste, tra cui il progetto riguardante la fibra e la ristrutturazione della scuola elementare Santa Maria, saranno costrette a subire ritardi e rallentamenti per fronteggiare

Ponte, appello al ministro “Sono nella difficile situazione di dover ordinare la chiusura al traffico del ponte sul Brenta lungo la strata provinciale 41 Valsugana, conscio che una simile scelta produrrà un drammatico danno all’economia non solo padovana ma di tutto il nord Italia”. Lo scrive il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui al ministro dei trasporti Paola De Micheli.

Calcio, le due associazioni tornano a lavorare insieme Dopo cinque anni dalla decisione dell’Asd Curtarolo Calcio di allontanarsi dall’Acd Curtarolese ’97 ecco il dietro front. Le due associazioni sportive hanno deciso infatti di tornare a lavorare insieme. “La reunion è avvenuta poiché l’Asd Curtarolo ha fatto un passo indietro sulla sua precedente decisione di separarsi – ha dichiarato Giancarlo Gentilin, presidente del Curtarolese, che sulle motivazioni di questa scelta nutre ancora qualche dubbio -. Avevamo 8-9 squadre, ma ad un certo punto ci siamo ritrovati a dover proseguire solo con la prima squadra che era in prima categoria”. La separazione infatti era stata subita dal Curtarolese che è riuscita comunque a incassare il colpo. “Per sopperire a questa improvvisa mancanza, abbiamo dovuto portare il settore giovanile a costo zero per 4/5 anni - ha continuato Gentilin - Noi non abbiamo mai voluto che questo distacco avvenisse, quindi accettiamo di buon grado la loro volontà di tornare a giocare insieme”. E riguardo al futuro ha dichiarato: “Ora vogliamo guardare avanti, la nostra prima squadra è per il primo anno in promozione e abbiamo il dovere di lasciare da parte le polemiche passate per pensare solo al calcio e ai risultati”. (e.m.)

Un momento dello spettacolo a cura dei ragazzi del “Terzo Tempo”

35 mila presenze all’antica sagra Confermato il successo della Sagra di Tessara. L’evento ha coinvolto la cittadinanza, e non solo, con più di 100 bancarelle, stand gastronomico, pizzeria, area giovani e 26 attrazioni di divertimento. “Il bilancio di quest’anno è davvero molto

positivo. C’è stato un grande incremento di presenze rispetto agli anni precedenti, parliamo di circa 35mila visitatori, un numero davvero inaspettato - ha dichiarato Luigino Sabbadin, responsabile delegato dalla Parrocchia -. Quello che ci contraddistingue è la grande cura nella preparazione dei sughi, che comincia settimane prima, poiché vengo-

la controversia. Durante la seduta straordinaria del consiglio comunale sono state chieste le dimissioni anche del consigliere di opposizione Luigi De Liberali reo di aver votato contro la delibera proposta dalla maggioranza. Erika Masiero

no fatti rigorosamente da noi volontari”. I visitatori hanno potuto infatti gustare pasticcio, trippe, seppie, fagioli alla veneta e molto altro ancora tutto rigorosamente homemade, cosa che rende molto orgogliosi gli organizzatori. All’interno della manifestazione così apprezzata ha trovato spazio anche “l’evento nell’evento”, un luogo dedicato ai giovani a cura dei ragazzi del Terzo Tempo. “Abbiamo cercato di ricreare uno spazio per i giovani all’interno della sagra, inserendo un contesto nuovo - ha commentato Filippo Maggiolo, tra i responsabili dell’evento -. La nostra collaborazione con la Parrocchia, che ci ha davvero supportato nella realizzazione di questo progetto, è partita circa 7 anni fa e abbiamo cercato di migliorarci sempre più di anno in anno”. Obiettivo riuscito: birra, hamburger, musica live e dj set hanno richiamato moltissimi giovani. “Nella fase logistica dobbiamo ringraziare sia l’Associazione Rambla che ci ha supportato nei materiali di allestimento, che dal punto di vista amministrativo – ha concluso Maggiolo -, sia e soprattutto il Comitato della sagra che ci ha concesso questo spazio, credendo in noi. Il nostro obiettivo è quello di creare un punto di riferimento per i giovani del territorio”. (e.m.)


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Limena

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Dal 1945 ad oggi, la storia di Limena attraverso i suoi tredici sindaci Minuziosa ricostruzione con nomi e fatti dell’avvicendamento dei primi cittadini dal secondo dopoguerra, uno studio curato da Renato Martinello

S

ono tredici i sindaci che dal 1946 al 2019 hanno amministrato il Comune, settant’anni di storia esposta nella sala consiliare. In occasione dell’ultimo consiglio comunale, alla presenza di alcuni dei primi cittadini che hanno segnato la storia del governo locale, sono state scoperte le targhe appese alle pareti con le loro foto. “È stato un onore – ha sottolineato il primo cittadino Stefano Tonazzo – sono uomini che hanno contribuito con il loro impegno a far progredire il nostro territorio e i cittadini. Grazie per il servizio svolto a favore della comunità. Un grazie poi va ad Eugenio Piran, Antonio Fasolato, Bruno Trevellin e Giuseppe Costa che hanno onorato il consiglio comunale con la loro presenza”. A “raccontare” gli avvenimenti che hanno coinvolto i sindaci negli ultimi settant’anni di attività amministrativa di Limena è stato Renato Martinello esperto di storia locale. Nel maggio del 1945, alla fine della guerra, fu nominato sindaco Leone Marzolla in carica fino alla elezione del primo consiglio comunale il 7 aprile del 1946. Venne poi eletto sindaco Giovanni Facco, riconfermato anche dopo le elezioni del 27 maggio 1951. Giovanni Facco lascia il suo incarico dopo sei anni di ricostruzione di un paese uscito dalla guerra. Nel febbraio 1952 il consiglio comunale elegge il nuovo sindaco Mario Piva che ricoprirà la carica per 17 anni durante i quali furono poste le basi per l’assetto urbanistico ed economico del territorio. Nell’autunno del 1969 le situazioni politiche e sociali dell’Italia stavano cambiando e i conflitti sindacali entrarono anche nelle aziende di Limena. Sarà il commissario prefettizio a portare il paese alle elezioni del 7 giugno 1970 e fu eletto sindaco Attilio Guadagnin. Il 2 ottobre del 1971, per effetto della rotazione, viene eletto sindaco Francesco Piva ed il 29 giugno 1973 sarà la volta di Isidoro Rossetto che rimarrà in carica fino alle nuove elezioni del 15 giugno 1975. L’8 luglio 1975

La foto di gruppo del sindaco Tonazzo con i suoi predecessori in occasione della presentazione delle targhe a ricordo dei sindaci

viene eletto sindaco Eugenio Piran, nelle successive elezioni del 1980 viene eletto sindaco Antonio De Rossi. Gli succedette Antonio Fasolato eletto il 12 maggio del 1985, il 6 maggio 1990 sarà Bruno Trevellin a coprire la carica di sindaco, il 23 aprile 1995 viene eletto Marino Cavinato. Gilberto Vettorazzi diventa sindaco il 13 giugno 1999 e viene rieletto nel 2004, ma si dimette il 4 aprile 2008. Arriviamo così agli ultimi due mandati del sindaco Giuseppe Costa eletto nelle elezioni del 2009 e del 2014. (f.x.)

Cantando in Teatro Continuano gli appuntamenti di “Cantando in Teatro”, martedì 26 novembre alle ore 21.25 con il Tributo a Lucio Battisti e martedì 10 dicembre con l’Orchestra Gianmarco Bagutti. Il programma tv, in diretta dal Teatro di Limena, è presentato da Jody Barichello ed Enrico Marchiante. Ingresso libero con prenotazione. (f.x.)

Elenco scrutatori Entro sabato 30 novembre 2019 gli elettori interessati potranno presentare la domanda di iscrizione all’albo delle persone idonee all’ufficio di scrutatore di seggio elettorale da presentare all’Ufficio Elettorale del Comune. La domanda dovrà essere compilata sugli appositi modelli.Per informazioni: www.comune.limena.pd.it. (f.x.)


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Limena

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I volontari Saf per “Genitori in fuga” L’unità del distretto Medio Brenta con la protezione civile di Limena ha organizzato un pranzo benefico per aiutare l’associazione che sostiene le famiglie con bambini in cura a Oncoematologia Pediatrica Tre immagini raccontano la serata di spettacolo e di solidarietà

“I

o ci sono” è il motto dell’unità SAF del Distretto Mediobrenta che, con la Protezione Civile di Limena, hanno organizzato un pranzo benefico a base di paella nel Comune di Limena con oltre duecento partecipanti. Obiettivo: aiutare l’Associazione “Genitori in Fuga” che sostiene la ricerca contro le malattie oncoematologiche pediatriche. A fine giornata è stato consegnato all’Associazione un assegno di ben 6.000 euro, grazie anche alle donazioni degli sponsor. Questo denaro verrà utilizzato per contribuire alla ristrutturazione della stanza dei genitori che vivono accanto ai loro figli nei reparti di pediatria ed oncomatologia dell’Ospedale di Padova. “Sono molto felice per il risultato ottenuto – afferma il Coordinatore del Distretto Mediobrenta e Responsabile del gruppo comunale della Protezione Civile di Limena Filippo Benetton – oltre ogni nostra

A fine giornata è stato consegnato un assegno di seimila euro, la somma sarà usata per la stanza dei genitori che vivono accanto ai figli ricoverati

aspettativa e devo fortemente ringraziare i miei volontari che si sono impegnati credendo in questo progetto. In particolare ringrazio Ivan e Stefano che sono stati i nostri due riferimenti, tenendo i contatti con l’Associazione “Genitori in Fuga” e non solo”.Il Gruppo di Salvamento Fluviale del Distretto Mediobrenta è stato fondato nel 2003 ed è nato

con lo scopo di intervenire in ambiente acquatico con una preparazione specifica in caso di alluvione. Dai primi interventi per assicurare la sicurezza in acqua, in sinergia con l’organizzazione “Onda Selvaggia”, all’esperienza più che decennale di volontari di Protezione Civile e con i vari corsi svolti in collaborazione con la Provincia di

Padova, dopo quasi diciotto anni, il Gruppo SAF continua ad acquisire sempre più nozioni per operare a 360 gradi nel territorio. “Sono fiero di questa squadra di persone – aggiunge Filippo Benetton – che sono sempre pronte a sacrificarsi e a dedicare il loro tempo per aiutare chi ha bisogno. Abbiamo tutti un grande cuore e tutti insieme siamo una grande forza. Dopo questa giornata il nostro cuore è sicuramente pieno di gioia. Un grosso ringraziamento lo voglio fare anche alle famiglie dei volontari che erano al nostro fianco a lavorare per poter rendere l’occasione meravigliosa e speciale. “Io ci sono!” Il nostro motto credo sia pieno di significato, nel sostegno reciproco come squadra e come aiuto per il prossimo. Protezione Civile significa anche questo, aiutare chi ha bisogno di aiuto non solo necessariamente durante le calamità naturali”. Fanny Xhajanka

Ultimi appuntamenti per Limenamente Teatro

U

ltimi appuntamenti per la rassegna “Limenamente - Teatro” con la direzione artistica di Simone Toffanin nella Sala Teatro Falcone e Borsellino che terminerà domenica 8 dicembre. Venerdì 22 novembre alle ore 21 serata con il Festival Regionale UILT ed il Teatro Armathan andrà in scena con “Così è se vi pare” di Luigi Pirandello e la regia di Marco Cantieri. Uno dei capolavori dello scrittore siciliano: una strana famiglia va ad abitare in un paese di provincia in due case diverse, suscitando i pettegolezzi degli abitanti alla ricerca della verità. Il 29 novembre alle ore 21 appuntamento con il Teatro Arlecchino in scena con “L’onorevole Campodarsego” di Libero Pilotto e la regia di Gabriele Brugnolo. Nel Veneto di fine 800, Pio, rampollo di una nobile famiglia, viene eletto alla Camera dei Deputati e parte per Roma con la promessa di “tuonare in difesa degli interessi cristiani”. Ma una volta lì il giovane pensa più a divertirsi che a “tuonare”. Il 6 dicembre alle ore 21 altra serata con il Festival Regionale UILT e la Compagnia teatrale il Teatro Che Pazzia presenta “Don Camillo” tratto dai racconti di Giovannino Guareschi e la regia di Marco Sartorello. Dal genio di Giovannino Guareschi la favola vera dell’orgoglioso prete di campagna e del e solidale sindaco Peppone, ambientate nella Bassa emiliana. (f.x.)


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Provincia

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Il personaggio Roberto Ramazzotto, ex insegnante ed ex allenatore

“Dalla panchina gestiamo emozioni e motivazione” “I

bravi allenatori sono principalmente abili gestori”. Roberto Ramazzotto, di Este, è un insegnante di educazione fisica in pensione che in passato ha avuto una serie di incarichi come allenatore nel calcio dilettantistico e come preparatore atletico anche nel mondo del professionismo. “La svolta per me è stata quando nei primi anni Novanta ho conosciuto Carlo Muraro, ex ala dell’Inter, che all’epoca guidava la primavera del Vicenza.

“Durante i 90 minuti è impensabile viaggiare sempre al massimo, a fare la diffierenza è la voglia di fare, di recuperare la palla e andare in rete, serve lavorare sulla personalità Grazie a lui ho cominciato a vedere questo sport da un punto di vista più completo”. In seguito sono arrivate per Ramazzotto altre esperienze significative. Tra queste l’ingresso nello staff del Modena di mister Alberto Malesani, che nella stagione 20032004 disputava il campionato di serie A. “Negli anni ho capito una cosa in particolare: il prerequisito indispensabile di una squadra che vuole essere protagonista di una stagione importante è l’atteggiamento. Durante i 90’ di partita è impensabile viaggiare sempre a cento all’ora. Ma a fare la differenza è comunque la fame: la voglia di correre, di recuperare un pallone vagante, di segnare un gol. Poi vengono le altre componenti: quella tecnica, quella atletica e quella tattica. Ecco perché i grandi allenatori sono in primis straordinari motivatori e gestori di personalità”. In carriera Ramazzotto, che in gioventù è stato un esterno offensivo dell’Ac Este, ha seguito diversi calciatori infortunati. “Per riacquistare la condizione ottimale ci sono dei tempi di recupero biologici che vanno rispettati. Oggi dopo la riabilitazione si tende anche a prevedere una fase di rieducazio-

ne funzionale, durante la quale il giocatore si riabitua a secco, cioè senza palla, a compiere i gesti specifici più ricorrenti del calcio, ad esempio i cambi di direzione. L’aspetto psicologico è sempre determinante: prima di rientrare ci si deve sentire come prima”. Cosa non va nel mondo del pallone attuale? “La bellezza di questo sport sono le tante soluzioni di gioco, che qualche volta permettono anche alle squadre considerate deboli di vincere. Ma non

Roberto Ramazzotto ha lavorato con formazioni calcistiche di Serie A

mi piace l’enorme differenza di budget tra i club di prima fascia e gli altri. E poi manca spesso la capacità di accettare la sconfitta, che andrebbe vissuta quale stimolo a migliorarsi. D’altronde oggi siamo immersi nella cultura del successo. Si tende a bruciare tutto e subito, non trovando più nessuna reale gratificazione”. Davide Permunian

Neri Marcorè sul palcoscenico a Montagnana

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arà Neri Marcorè ad aprire la nuova stagione cinemateatro Bellini di Montagnana. Dieci appuntamenti, da dicembre a marzo, porteranno nella città murata nomi di rilievo nazionale. Il 6 dicembre il comico proporrà “Le mie canzoni altrui”: senza far mancare al pubblico la sua ironia, Marcorè porterà in scena un concerto che spazia nel mondo dei cantautori italiani e stranieri, dal folk al pop, inanellando pezzi noti e meno noti che in qualche modo rappresentano la sua formazione musicale. Il 18 dicembre toccherà a un ospite fisso della rassegna montagnanese, Angelo Pintus, che arriverà col suo “Destinati all’estinzione”, viaggio tra abitudini e luoghi comuni degli italiani. Il 17 gennaio in programma c’è “Chiedimi se sono di turno” con Giacomo Poretti (il Giacomo del trio di Aldo e Giovanni), una memoria di un’esperienza personale vissuta tra le corsie ospedaliere. E ancora, il 24 gennaio ritorna la Rimbamband, che con “Rimbamband Show” mette in campo la grande versatilità artistica declinata tra musica, recitazione, improvvisazione.

Edoardo Leo sarà il 31 gennaio a Montagnana con “Ti racconto una storia”, reading-spettacolo in cui l’attore ripercorre vent’anni di carriera. “Trascendi e sali” del 7 febbraio è invece lo spettacolo di Alessandro Bergonzoni, mostro sacro della comicità italiana. Il 14 febbraio, il palco sarà di Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta e dello spettacolo “Scusa sono in riunione…ti posso richiamare?”. Giovanni Vernia fa tappa nel teatro di via Berghetta il 28 febbraio con “Vernia o non Vernia: questo è il problema”, quindi l’11 marzo tocca a “Belle ripiene” con Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo. La rassegna si chiude il 25 marzo con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia impegnati in “Maurizio IV – Pirandello Pulp”. I biglietti vanno dai 40 ai 28 euro. Nicola Cesaro


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Cultura .

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Belzoni, il nostro “Indiana Jones” Al Centro Altinate di Padova la grande esposizione dedicata all’esploratore ottocentesco che ha svelato al mondo intero i fasti dell’antico Egitto. Viaggio multisensoriale tra reperti originali e documenti unici A fianco il ritratto di Giovanni Battista Belzoni, a cui è dedicata la grande mostra

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e sue avventure alla scoperta dell’antico Egitto hanno ispirato nientemeno che il regista George Lucas per il suo fortunato Indiana Jones dei “Predatori dell’arca perduta”. Il padovano Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) è stato esploratore, attore, ingegnere esperto di idraulica: è difficile racchiudere in una definizione una personalità esuberante che in pochi conoscono ma che ha contribuito in modo significativo a “importare” nel Vecchio Continente le meraviglie della terra dei Faraoni. L’avventura ha accompagnato tutta la sua vita e ora la sua città natale celebra con una grande mostra archeologica i 200 anni dal suo ritorno dall’Egitto e lo fa con un’esposizione di reperti originali, disegni e racconti che narrano l’epopea di questo personaggio sui generis. Il materiale proviene da prestigiosi musei italiani ed europei, con alcuni pezzi e documenti esposti per la prima volta al Centro

Altinate, cuore pulsante delle attività culturali cittadine. “L’Egitto di Belzoni, Un gigante nella terra delle piramidi”, inaugurata lo scorso 25 ottobre, resterà aperta al pubblico fino al 28 giugno e già fioccano le prenotazioni di gruppi, scolaresche, famiglie. La mostra racconta in modo suggestivo la vita eccezionale di un per-

sonaggio che, partito dalle oscure vie del Portello, ha trascorso alcuni anni in Inghilterra per poi proiettarsi - a partire dal 1815 - sugli appassionanti scenari della civiltà dell’Egitto, allora quasi del tutto sconosciuta in Europa. Centrale è la narrazione sul personaggio, sulla sua eccezionalità, sulla sua acutezza intellettuale. Ricostruzioni di am-

bienti, tecnologia digitale ed effetti speciali si snodano lungo il percorso espositivo, il cui filo conduttore è costituito dai tre viaggi compiuti da Belzoni lungo il Nilo tra il 1816 e il 1818: in tal modo al visitatore sarà possibile rivivere l’emozione della scoperta. Veri protagonisti sono però i reperti archeologici, prestati da prestigiose Istituzioni italiane

e straniere: Belzoni, padovano, ha contribuito in modo fondamentale alla creazione della collezione egizia del British Museum di Londra e di altre collezioni europee. Il percorso racconta la vita del “grande Belzoni” alternando sistemi di visita tradizionali, con teche e pannelli esplicativi, a momenti di grande impatto emotivo con il ricorso a tecnologie innovative, effetti multisensoriali e multimediale a effetto immersivo. Il visitatore, coinvolto in spettacoli teatrali e in giochi d’acqua virtuali, attraverserà anche passaggi stretti e labirintici, che richiamano i cunicoli all’interno delle sepolture. I monitor touch screen aiuteranno ad approfondire singoli dettagli. La mostra diventa anche una grande opportunità didattica per le scuole e ’interattività sarà alla base di ogni percorso e laboratori alla scoperta dell’antico Egitto. Informazioni su www.legittodibelzoni.it.

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Cultura .

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Teatro a Padova, stagione “stellare” Al Verdi e al Maddalene, fresco di riapertura, in programma 30 titoli e 130 serate di spettacoli per 7 mesi in un mix di proposte tra grandi classici e autori contemporanei, con gli appuntamenti per famiglie

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renta titoli e più di 130 serate di spettacolo: si presenta con questi numeri la stagione di prosa 2019-2020 del Teatro Stabile del Veneto, che andrà in scena a Padova al Teatro Verdi e al Teatro Maddalene, riaperto al pubblico in un rinnovato splendore. Apertura ufficiale il 2 novembre con un’anteprima fuori abbonamento dal titolo “1919”, uno spettacolo in cui le sinfonie dell’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Marco Angius, insieme alle riflessioni storicoculturali del giornalista, scrittore e filosofo Marcello Veneziani, racconteranno il memorabile 1919 attraverso diversi fili narrativi. Durante la stagione, che si concluderà il 24 maggio 2020, saranno ben dodici le produzioni e co-produzioni del Teatro Stabile del Veneto, con due prime nazionali: “Da qui alla luna” del padovano Matteo Righetto, dal 6 al 10 novembre, e “Morte di un commesso viaggiatore” di Ales-

sandro Haber e Alvia Reale, in programma dal 5 al 9 febbraio. Tra i classici, troviamo “Romeo e Giulietta” di Shakespeare reinterpretato da Ale e Franz, dal 27 novembre al 1 dicembre; “La Casa Nova” di Carlo Goldoni, dal 26 febbraio al 1 marzo; “Il Giardino dei Ciliegi” di �echov, dal 25 al 29 marzo. Tra gli autori contemporanei, oltre a Matteo Righetto, spiccano Marco Paolini con “Nel Tempo degli dei” dal 13 al 17 novembre; Romolo Bugaro con “Una banca popolare” dal 1 al 12 gennaio e Ascanio Celestini con “Barzellette”, dal 6 al 10 maggio. Impreziosiscono il cartellone stagionale gli autori stranieri: Jan Fabre interpretato dall’attore Lino Musella dal 22 al 26 gennaio, Agrupación Señor Serrano dal 30 gennaio al 2 febbraio, Rocío Molina con un abbagliante spettacolo di flamenco dal 19 al 23 febbraio, Ferdinand Von Schirach e il suo show interattivo dal

Il Teatro Verdi di Padova si prepara ad una nuova e prestiogiosa stagione

22 al 24 maggio, solo per citarne alcuni. Non mancheranno i momenti per ridere: ampio spazio, infatti, è dedicato alla rassegna di spettacoli “Divertiamoci a Teatro” con grandi comici: Nino Frassica il 17 e 18 gennaio, Lillo e Greg il 14 e 15 febbraio, Ennio Marchetto e i suoi celebri costumi di carta il 5 marzo, gli Oblivion il 4 aprile, i padovani Marco

e Pippo il 2 e 3 maggio, con il loro nuovo spettacolo. Sulla scia dello scorso anno, anche per questa stagione il cartellone accoglie la presenza di spettacoli di “Evoluzioni Stagione di Danza”: da non perdere Virgilio Sieni il 7 marzo, il Balletto di Roma il 21 marzo, Cristiana Morganti il 2 aprile e Tango Brujo il 29 aprile. Non poteva manca-

re, infine, la rassegna “Famiglie a Teatro” con sette titoli che raccolgono il meglio della produzione nazionale di teatro e musical per adulti e bambini: “Pinocchio” il 24 novembre, “Bonvià! La piccola grande odissea di Timul” l’8 dicembre, “Favole al telefono” il 19 gennaio, “Peter Pan” il 16 febbraio, “Raperonzolo” il 22 marzo, “Fa-Vola. Quando le storie mettono le ali” l’8 marzo, “I viaggi di Gulliver” il 16 maggio. “Una stagione stellare”, quindi, che porterà sotto i riflettori padovani del Teatro Verdi e del Teatro Maddalene il meglio del panorama italiano ed internazionale, in un equilibrato cartellone in grado di soddisfare tutti i gusti e tutte le età. Ingressi disponibili presso la biglietteria del Teatro Verdi e sul sito teatrostabileveneto.it. Enrico Beda

De Andrè canta De André Cristiano De Andrè torna a Padova il 29 novembre al Geosx con “Storia di un impiegato”, il suo nuovo tour ispirato al celebre concept album del padre. Un’opera rock con arrangiamenti nuovi, scenografie e proiezioni, uno spettacolo multimediale capace di smuovere le coscienze a 50 anni dalle rivolte sociali del 1968. Inizio alle ore 21.15. (e.b.)

Maria Callas rivive al Gran Teatro Geox il 15 novembre Quarantadue anni dopo la sua scomparsa, il soprano Maria Callas torna in Italia, sul palco padovano del Gran Teatro Geox, grazie ad uno straordinario show dedicato alla sua carriera, realizzato con una speciale tecnologia laser. Il 15 novembre, lo spettacolo “Callas in Concert - The Hologram Tour” debutta nel nostro Paese, dopo aver registrato un successo strepitoso in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Sud America, passando per le principali città europee. L’orchestra sinfonica dal vivo, diretta da Eimear Noone, accompagna lo show. Inizio alle 21.15. (e.b.)

“Incontro e abbraccio” Apre il 16 novembre a Palazzo del Monte di Pietà “Incontro e abbraccio nella Scultura del Novecento, da Rodin a Mitoraj”, una mostra capace di esplorare le molteplici singolarità della condizione umana, attraverso una rassegna di 120 sculture del secolo scorso. I capolavori compongono un percorso che offre una visione dell’uomo aperto e positivo, in contrapposizione a chiusure e indifferenza. La mostra ad ingresso gratuito, rimarrà aperta fino al 12 gennaio 2020. (e.b.)

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La storia Polisportiva “Pallalpiede”

La formazione della Polisportiva Pallalpiede del carcere Due Palazzi di Padova

Calcio dietro le sbarre, lezione di vita I

l calcio che unisce le storie più difficili. Il calcio che educa al rispetto delle regole e dei ruoli. Il calcio che supera le barriere, anche quando sono le mura di una prigione. La storia della Polisportiva Pallalpiede, la squadra di calcio del carcere di Padova, è la storia di un progetto coraggioso, nato formalmente nel 2014 con la prima iscrizione al campionato FIGC di terza categoria. “In realtà l’idea era nata due anni prima, ma c’è voluto un po’ di tempo per creare la società, omologare il campo, iscrivere la squadra al campionato - spiegano Lara Mottarlini e Paolo Piva, rispettivamente Presidente e Presidente Onorario della Polisportiva - Siamo partiti da zero e inizialmente le difficoltà sono

state davvero tante, ma grazie all’aiuto dei dirigenti del carcere, della FIGC, delle istituzioni e di qualche sostenitore siamo riusciti a realizzare ciò che sembrava solo un sogno”. Il sogno era quello di creare una squadra vera e propria, composta dai detenuti del carcere di Padova. L’intuizione è stata quella di “normalizzare” una situazione inedita e di farlo attraverso lo sport. Ecco perchè non bastava più tirare quattro calci al pallone nel campetto del Due Palazzi: era necessario costruire un percorso che si sviluppasse dentro le forme e le regole di tutti i club: visite mediche, tesserini, allenamenti e partite vere. “Appena si è sparsa la voce, l’entusiasmo tra i ragazzi è stato contagioso: in 120

hanno chiesto di prendere parte alla squadra e la federazione ci affiancò Valter Bedin per selezionare i 32 giocatori della rosa - ricorda Piva - Lui si innamorò del progetto e decise di rimanere come allenatore”. Inizia così il primo campionato: i colori sociali sono il bianco e il rosso, come quelli del Calcio Padova, la squadra della città. Per motivi di sicurezza Pallalpiede gioca tutte le partite in casa, il sabato pomeriggio al Due Palazzi: fuori classifica, ma dentro “un girone vero” con le altre padovane. “Tutti i giocatori sottoscrivono un codice etico - conti-

nua Mottarlini - Ognuno di loro si impegna a rispettare le regole, gli avversari, l’arbitro, i dirigenti e anche se stesso”. I risultati non tardano. Seppur esclusa dalla classifica a punti, la squadra partecipa alla Coppa Disciplina, vincendola per quattro anni di fila. “Solo guardandoli giocare ci siamo resi conto di quanto il calcio sia un linguaggio universale - aggiungono i dirigenti della Polisportiva - durante gli allenamenti e nei 90 minuti di partita non esistono etnie, gruppi e distinzioni sociali. Esiste solo il campo, come in tutte le squadre del mondo”.

L’amalgama tra i giocatori cresce. Con il passare degli anni gli allenamenti diventano più impegnativi, la qualità si alza, le vittorie si moltiplicano. In panchina arriva Fernando Badon e nella stagione 2018-2019 Pallalpiede vince il campionato. “Una soddisfazione immensa commenta Lara Mottarlini - che va oltre il risultato sportivo. Grazie al calcio spieghiamo a questi ragazzi che il rispetto delle regole è fondamentale, in campo e nella vita. In questi anni siamo riusciti a far incontrare le storie del carcere con tantissime squadre della nostra provincia, i cui dirigenti e giocatori si sono sempre dimostrati curiosi ed entusiasti di contribuire al progetto”. Dal 2014 la Polisportiva ha fatto passi da gigante. A bordo campo oggi c’è una piccola tribuna dove altri detenuti possono fare il tifo; una cosa impensabile fino a qualche anno fa, quando il terreno di gioco veniva delimitato con i nastri da cantiere. “Il sogno? Poter giocare le partite anche in trasferta” auspica la Presidente . Mai dire mai, nel calcio. Enrico Beda

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#Politica

Regionali 2020, la corsa è partita

Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria

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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.

Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli

estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,

sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.

Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari

venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle

Matteo Renzi

adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.


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Politica

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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico

Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega

“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”

“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”

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laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente

paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda

n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.

Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”. Alessandro Abbadir


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Politica

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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto

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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno

portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali

Cristiano Corazzari

di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,

con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline

sportive associate. Si tratta di tutte quelle riconosciute dal Coni. Abbiamo 5.549 società sportive, che corrispondono all’8,7% di tutte quelle italiane. Siamo la terza regione per numero di società. In tutte le nostre azioni ci accompagna la Carta etica dello sport veneto, con la quale riconosciamo il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva”. Infine un pensiero alle prossime elezioni regionali. “E’ prematuro parlare di candidature, ma quel che è certo è che resto a disposizione e ringrazio per l’opportunità che il presidente Zaia mi ha dato. Continuerò ad impegnarmi al massimo, anche sui i temi del Polesine. Continuerà ad esserci la mia massima disponibilità per risolvere le problematiche a tutti i tavoli regionali e non solo, per affrontare insieme le nuove sfide”. Marco Scarazzatti

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iciamolo subito: scegliere un’auto elettrica non è l’affare del secolo. La batteria è ancora troppo cara e incide molto nel prezzo d’acquisto. Inoltre, l’autonomia è limitata e ci sono anche diversi e noti problemi per la ricarica. Però, chi utilizza l’automobile in città, se sceglie un’auto elettrica, può ottenere vantaggi anche economici. Prendiamo come esempio la Smart, auto “cittadina” per eccellenza. Il maggior costo d’acquisto si ammortizza, anche senza incentivi. La Smart elettrica più economica a listino costa intorno ai 24.200 euro. L’equivalente a benzina di euro ne costa 16.100. La differenza è di 8.100 euro, quanto costa la sola batteria. Eppure si può risparmiare. Come? Lavorando sulle condizioni di noleggio a lungo termine o leasing, con un anticipo alto e mantenendo una rata bassa, intorno ai 100 euro al mese. Così, con una percorrenza di circa 15.000 chilometri l’anno, si possono arrivare a risparmiare intorno ai 70 euro al mese. Nell’acquisto dell’elettrica ci sono poi altri vantaggi: ha diritto al bollo gratis per 5 anni. Nella RCA, molte Compagnie praticano sconti di circa 80 euro/mese. Tirando le somme, il risparmio totale può arrivare intorno ai 180 euro al mese. Il tutto a patto che siano sufficienti 150 km di autonomia al giorno, si percorrano almeno 15.000 km all’anno e si abbia la possibilità di ricaricare l’auto in casa o presso una colonnina nelle vicinanze.

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Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U

na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità. A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può

prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno più di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra

Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli

cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della città, che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario

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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano più di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. È ancora forte e radicata la loro tradizione, così come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdere” nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sé, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunità di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle località più gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferro”.

Freddo: la tua sicurezza dipende dagli pneumatici

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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolarità relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standard”) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.


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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?

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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-

gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.

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Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere praticamente tutti i dettagli della sua vita.

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VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4

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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.

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Camionisti: dire no al diesel fa male?

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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le

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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?

emissioni delle polveri sottili dovute alle auto e all’autotrasporto diesel sono appena il 4% del totale. Perché le PM vengono dalle abitazioni (il 46%) e dall’industria (il 44%). I produttori dell’automotive hanno investito fior di miliardi di euro per migliorare l’ecosostenibilità dei loro mezzi, ma il vero problema è che ci sono

cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?

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Mi hanno ritirato la patente, sono disperato! Ed ora cosa faccio? Può capitare di porsi questa domanda presi da un autentico stato di ansia, data l’importanza che riveste quel documento fondamentale per la vita quotidiana di tutti noi: la patente di guida. La cosa più importante, quando ciò accade, è rivolgersi ad un legale esperto; non tutti gli avvocati infatti sono specialisti di una materia che ha diversi risvolti, spesso di natura anche penale, e che presuppone una dimestichezza con quelli che sono i vari aspetti degli illeciti riguardanti la circolazione stradale. Innanzitutto, il cosiddetto “ritiro” della patente è in realtà un provvedimento di sospensione temporanea della validità del documento; ciò può accadere ad esempio, in via cautelativa, di solito per la durata di un mese, per eccesso di velocità superiore ai 40 km orari (ed inferiore a 60 km/h). Ben diverso il caso in cui la patente venga sospesa per guida in stato di ebbrezza. Nel caso infatti, in cui a seguito di rilevazione con l’etilometro, una persona abbia una concentrazione di alcool nel sangue sopra gli 0,5 grammi per litro, ma entro gli 0,8 grammi per litro, si resta dentro un’ipotesi che ancora fortunatamente non ha rilievo penale, ma che comporta la sospensione della patente di tre mesi ed il pagamento di una multa alquanto salata, che parte da € 527. Se invece il tasso alcolemico è superiore a 0,8 (il caso più grave si verifica quando il tasso superi non soltanto gli 0,8 g/l, ma anche gli 1,5 g/l), si versa nelle fattispecie che vengono sanzionate anche penalmente, ossia la condotta dell’automobilista costituisce anche un reato penale.

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In tali casi ecco che un professionista capace può fornire tutti gli strumenti difensivi che la Legge mette a disposizione, al fine di poter far fronte ed attenuare per quanto possibile le pesanti conseguenze che derivano dal fatto. In effetti è interessante sapere che il tasso alcolemico dipende da moltissimi fattori; oltre alla ovvia considerazione che in base al numero di bicchieri bevuti si avrà un tasso più o meno elevato, sulla rilevazione incidono fortemente anche altri importanti elementi come il sesso, l’età, il peso, l’aver mangiato o meno prima di assumere bevande alcoliche. Esistono anche casi “limite” in cui una persona potrà essere scusata se assume farmaci che contengano alcool e/o oppiacei; sarà importante avere la documentazione che attesti la necessità medica di assumere tali farmaci. A proposito di “oppiacei”, vale la pena di ricordare che anche la guida sotto effetto di stupefacenti prevede sanzioni pesanti, e le modalità di accertamento sono più complesse in quanto non vi è strumento che fornisca un risultato istantaneo come l’etilometro; in tali casi l’Autorità procedente deve svolgere esami complessi, di natura medico-legale, all’esito dei quali si applicheranno appunto le sanzioni del caso.

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Una possibilità che in molti stanno sfruttando è quella di sostituire la pena con lo svolgimento di Lavori di Pubblica Utilità: tramite questo meccanismo, nei limiti e nei casi in cui il legale appurerà essere possibile accedervi, è possibile attenuare, e di molto, le conseguenze sanzionatorie. Basti pensare che, ad esempio, qualora la fattispecie consenta appunto di chiedere tramite il proprio legale questa possibilità, ed i lavori vengano svolti con esito positivo, si può evitare anche la confisca della propria auto! Insomma, una serata con gli amici per l’aperitivo, come anche una festa di laurea od un compleanno sono eventi felici a patto che non ci si metta al volante subito dopo o che si trovi una persona astemia che ci porti a casa!

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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala

’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-

di Renato Malaman

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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente


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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala

Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a

NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE

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Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid.

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teggendo le mucose da eventuali ricadute ed evitando antibiotici e medicinali invasivi. Le malattie respiratorie sono aumentate considerevolmente, anche in seguito alle peggiorate situazioni ambientali per la prolungata esposizione ad agenti inquinanti ed al fumo di sigaretta anche passivo. Inalazioni e Aerosol frammentano finemente le particelle di acqua minerale termale e la nebulizzano per utilizzarla nella

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L’iniziativa

Il Veneto di corsa contro il cancro

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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente

La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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Il bando regionale fa il pieno di candidati

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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però

Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-

calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.

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L’iniziativa

Il Veneto di corsa contro il cancro

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erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.

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Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di candidati S

e lo dice Repubblica, che con la Lega e col Veneto in particolare non è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla mano, la nostra regione risulta la prima in Italia per la capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) ai propri cittadini. Il quotidiano ha analizzato decine di indicatori ministeriali e di dati forniti dalle regioni stesse nelle tre aree di indagine (ospedale, distretto e prevenzione), assegnando al Veneto 222 punti su un massimo raggiungibile di 225. Sul podio anche Toscana ed Emilia Romagna (con 220 punti), seguite da Piemonte (218) e Lombardia (215 punti), mentre a chiudere la classifica sono Campania (170), Sicilia (165) e Calabria (146 punti, 14 sotto la soglia minima richiesta). Il problema è che garantire un futuro in linea con i risultati di oggi non sarà facile. E tra gli ostacoli il più impegnativo è rappresentato dalla mancanza di medici. Qualcosa però inizia a muoversi: dopo un’estate segnata dalle polemiche per i vuoti negli organici, e in attesa di qualche segnale da parte del Ministero, in corsia arriveranno presto alcune centinaia di giovani medici, laureati e abilitati ma non ancora specializzati, grazie

(ne mancano 53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In attesa che da Roma arrivino fatti concreti e non teorie, abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi». Intanto è partito il secondo bando, che prevede 150 posti per l’area internistica. E nel frattempo proseguono gli incontri tra la Regione e le Università di Padova e Verona per definire una strategia comune. L’ultimo ha visto alla stesso tavolo il presidente della Regione e i due

rettori. «Un incontro proficuo e costruttivo – sottolinea il Rettore di Padova, Rosario Rizzuto – nel quale abbiamo riconfermato l’impegno forte dei nostri due Atenei a sostegno della sanità veneta con le nostre attività di ricerca, formazione e assistenza. Sulla carenza di medici abbiamo riscontrato la volontà comune di collaborare per dare in tempi rapidi una soluzione all’emergenza che si è creata». Di “un incontro storico”parla anche il Rettore di Verona Nocini, «nel quale – ha detto – abbiamo gettato le basi per colmare il gap creatosi nella sanità veneta sul fronte dei medici. Le Università di Padova e Verona sono pronte a lavorare direttamente alla formazione dei giovani che la Regione sta reclutando. Ed è significativa anche la collaborazione avviata sulla possibilità di coinvolgere nell’operazione gli specializzandi dal terzo al quinto anno».

Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico

ai bandi promossi dalla Regione. Il primo, per l’inserimento nei Pronto soccorso, ha visto arrivare ben 224 domande che sono ora al vaglio per dare poi il via alla formazione accademica affiancata dal tirocinio pratico in corsia. «L’adesione è stata importante – commenta il presidente Zaia – il che

Un nuovo ambulatorio a Chioggia

dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità: obbligatorie ma previste in numero largamente inferiore ai laureati in medicina. Parte da qui la carenza di medici, ormai diventata un’emergenza in tutta Italia

Linfedema, adesso c’èdentistico una cura Studio D

ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenos Aires la comunità scientifica internazionale ha inteso così premiare l’attività di chirurgia ’Ospedale di Chioggia della Ulss circa 8.000 prestazioni all’anno per linfatica effettuata a Mestre per la pre3 Serenissima si potenzia con questa disciplina, mentre a Venezia venzione e il trattamento dei linfedemi l’attivazione di un nuovo servizio: ne registriamo circa 4000. Credo che degli arti. l’ambulatorio di Odontostomato- anche Chioggia si attesterà su qualIl«IlDott. Gianfranco Bruni linfedema – spiega il dottor Ales- Odontoiatra ma anche specialista logia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilsandro Busetto, microchirurgo linfatico abitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». in Otorinolaringoiatra e Audiologia esercita la sua attività professio– è il ristagno di linfa che provoca il riforza rivolgersi all’Ospedale di MeIl nuovo servizio ha come refenale nei suoi studi di Padova centro (corso del Popolo) e Campodargonfiamento in un arto. Si manifesta purstre o a quello di Venezia, un disagio rente il dottor Daniele Ferro, visto sego. L’ultradopo decennale troppo con frequenza un interventoesperienza gli consentono di affrontare con finalmente risolto grazie all’integra- la sua lunga esperienza di lavoro successo leanche molteplici inerenti le terapie anche le più zione tra ospedali e professionisti presso l’Ospedale hub di Mestre: ma può comparire a distanza problematiche di nella Ulss 3 Serenissima. Si accede medico specialista in chirurgia maanni dall’operazione risultando spesso complesse. Il contatto del paziente al servizio tramite xillofacciale è di invalidante». Di solito è affrontato con con il Dott. Bruni sarà costante dal impegnativa del origine romano, massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A L’Ospedale all’Angelo premiato a Bruxelles Attivo il servizio di momento prima visita fino al medico curante ma mestrino di Mestre, invece, glidella specialisti della ChieParticoBuenos Aires per la sua innovativa tecnica completamento delle e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunrurgia Vascolare hanno messo in attoterapie. da Cup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, chirurgica in grado di risolvere un problema alcuni un iter terapeutico cura e alle esigenze lareanni ascolto verrà che posto attraverso consuMestre nel 2007 e addirittura previene il formarsi del linfebasta “trasferte” di ogni singolo caso sia per quanto altamente invalidante lenze richieste dai dal 2011 si occupa dema con la realizzazione di veri e propri fino a Mestre riguarda i trattamenti nonché vari reparti ospedi chirurgia orale bypass, che “evitano” il vaso linfatico tro ospedaliero del Nordest in grado non solo per il territorio provinciale, ma lacostruendo modulazione dei pagamenti. dalieri. «Ci si può e maxillofacciaostruito chirurgicamente dei oggi di offrire il trattamento microchiruranche per quello extra-regionale, grazie rivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente percorsi alternativi. Gli studi clinici pre- gico del linfedema. L’intera attività, sia alle sinergie sviluppate con altri cengato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomansentati ai due congressi sono frutto della diagnostica che terapeutica chirurgica, tri specialistici oncologici. A gennaio il li – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo collaborazione con il Centro di riferimen- è offerta in regime di sanità pubblica, tema sarà al centro del “Lymphedema STUDIO DENTISTICO DOTT. GIANFRANCO BRUNI chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la to oncologico di Aviano e con l’ospedale anche attraverso un ambulatorio deUpDate”, all’Ospedale Civile di Venezia, Via Mameli, 10 – 35129 Padova | Tel. 049 662574 | aCell: 338culminato, 4822895 per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del (PD) Poliambulatorio di Udine, grazie un progetto dicato nel quale attualmente vengono che vedrà numerosi scienziati discutere articolari la Fabiana Veronese e l’infermiera pro- | Tel. nel 049 2016, nella creazione di|una rete tra Viatemporomandibolari De Toni, 1 – e35011 Campodarsego (PD) 5565672 Cell. 389seguiti 8756323 più di 300 pazienti affetti da su come migliorare i trattamenti, sia mechirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon. le eccellenze trivenete. linfedema con problematiche chirurgidici che chirurgici, di questa patologia E-mail: studiogianfrancobruni@yahoo.it L’Ospedale dell’Angelo è l’unico cen- che. Rappresenta un polo d’attrazione ad alto impatto sociale.

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Dott. GIANFRANCO BRUNI


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Diagnosi e trattamento delle cefalee in età evolutiva

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Parte 1: Epidemiologia e diagnosi differenziale Le cefalee costituiscono un disturbo con elevata prevalenza in età evolutiva, rappresentando il sintomo neurologico piu’ frequente e la piu’ comune manifestazione di dolore da parte del bambino: in circa l’1% dei casi sono la causa di accesso in Pronto Soccorso. Spesso determinano un marcato impatto sulla qualità di vita e richiedono, quindi, un approccio diagnostico differenziale accurato e tempestivo. L’odierna classificazione (ICHD III 2018) suddivide le forme primarie di cefalea da quelle secondarie a svariate condizioni morbose: le prime rappresentano la grande maggioranza (es emicrania, cefalea di tipo tensivo, cefalea a grappolo, ecc.) ma le forme secondarie possono essere determinate da patologie anche gravi che quindi devono essere tempestivamente diagnosticate. Iter Diagnostico a) Anamnesi L’inquadramento diagnostico della cefalea in età evolutiva si basa su un’anamnesi personale mirata, che analizzi il pattern cefalalgico (modalità di esordio, frequenza, intensità e durata della cefalea, sintomi di accompagnamento, eventuali fattori allevianti e scatenanti, ecc.), un’attenta anamnesi familiare e il rilievo di un’eventuale comorbilita’.

b) Esame obbiettivo Segue poi un attento esame obiettivo e neurologico comprensivo del fundus oculi,degli indici auxologici e della pressione arteriosa. L’anamnesi e l’esame obiettivo consentono, per lo piu’, di formulare una diagnosi corretta nella maggior parte dei casi. (TABELLA 1) Gli accertamenti strumentali vanno richiesti se il pattern della cefalea è sospetto, cioè se vi siano sintomi e/o segni di allarme, se l’esame neurologico risulta positivo o se la cefalea è di recente insorgenza (< 3 mesi) e ingravescente. c)Esami Strumentali L’elettroencefalogramma(EEG) non è in dicato di routine nel bambino con cefalea ricorrente, ma è utile in caso di dubbie crisi epilettiche, aura emicranica atipica o sospet- ta encefalite. Le indicazioni alla Risonanza Magnetica cerebrale (RMN) includono i casi con esame neurologico alterato, o quelli con esame neurologico normale, ma con fattori di rischio (attacchi notturni, vomiti ripetuti associati, eta’ prescolare, crisi epilettiche) La rachicentesi è indicata solo in casi selezionati (sospetto di meningo-encefalite, emorragia subaracnoidea o pseudotumor cerebri). d) Segni di allarme NEL SOGGETTO IN ETA’ EVOLUTIVA CON CEFALEA, DEVONO DESTARE ATTENZIONE

Emicrania: prevalenza in età evolutiva.

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Se l’esameϮϬϬϴ neurologico è negativo ed il Nei 2 capitoli successivi (Parte 2 e Parte <ĂŶ ϮϬϬϬ͖ >ĞǁŝƐ ϮϬϬϬ͖ DĞĚŝŶĂ ϮϬϬϭ͖ ^ĐĂŐŶŝ E POSSONO RICHIEDERE UN IMMEDIATO pattern della cefalea è benigno, la diagnosi 3) verrà trattata terapia dell’emicrania (sinCONTROLLO MEDICO I SEGUENTI SINTOMI: deve orientarsi verso una forma primaria e tomatica e profilattica),costituendo tale ce-Il dolore sveglia il bambino di notte pertanto la strategia migliore risulta quella falea primaria la forma clinica più importante -Vi è stato un recente trauma cranico -Mutamento della personalità e/o nel com- di instaurare un trattamento personalizzato e meglio conosciuta anche nel corso dell’ età portamento del bambino (astenia, depressio- sul singolo paziente e prevedere un adegua- evolutiva. Essa presenta un trend crescente nel corso dell’età (TABELLA 2) ne, calo del rendimento scolastico, irritabilità, to follow-up. sonnolenza, disappetenza) Emicrania: -Vomito specie se indipendentemente dal prevalenza in età evolutiva. Emicrania: mal di testa Prof. Pier Antonio Battistella - Specialista in prevalenza in età evolutiva. -Cefalea ad esordio esplosivo Neuropsichiatria Infantile e Neurologia anni beneficio dall’utilizzo % di analgesici sesso -Scarso Affidea – Poliambulatorio Morgagni -Alterazioni dello stato di coscienza, rigidiVia Cavazzana 39, Padova - Tel. 049 8787479 anni % sesso tà nucale info.morgagni@affidea.it 3-7 o comunque presenza 3% di altri sin- ♂ >e-mail: ♀ tomi oltre al mal di testa (come, ad esempio, www.affidea.it 3-7 3% febbre) 7-11 4-11% ♂♂ >> ♀♀

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(Lewis, Neurology 2002)

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Appuntamenti

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Rovigo città segreta 16, 23, 30 novembre

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i rinnova anche quest’anno la manifestazione promosso da Pro Loco e comune all’insegna del mistero. Il ritrovo per la partenza è previsto sotto il gazebo rosso di Palazzo Roverella. Sabato 16 si andrà sulle tracce di storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo. Sabato 23 si scruteranno le apparizioni al crepuscolo: il fantasma del “leone bianco”. Sabato 30, invece si ripeterenno le storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo.

Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria” 23 novembre Conegliano, Treviso

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l Teatro Accademia va in scena lVeronica Pivetti con la famosa commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Berlino, Repubblica di Weimar, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata e affamata, arriva in città. Condivide la sorte col collega Vito Esposito. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto. Strepitosa Veronica Pivetti in un crescendo di esilarante qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione. Per informazioni: www.teatroaccademia.it

Escursione alle Grotte del Caglieron 24 Novembre, Fregona, Treviso

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scursione alle Grotte del Caglieron: uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Durante questa escursione ci lasceremo ammaliare dalla bellezza di un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo. Queste grotte sono in realtà delle cave aperte dagli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron, per ottenere la “piera dolza”. Ci inoltreremo nel bosco e proseguiremo il nostro cammino accompagnati da un panorama mozzafiato sulla pianura e Fregona. Lungo il percorso avremo modo di cogliere gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente particolare ma anche di immergerci nella realtà artigianale del passato, contraddistinta non solo dall’attività di estrazione della pietra ma anche dalla presenza di diversi mulini. Ritrovo: alle 9.45 davanti al centro visite Grotte del Caglieron, via Ronzon, 31010 Fregona TV. Per Informazioni: giulia@ beescover.com.

Children’s Museum Verona

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ille metri quadrati su due piani, un percorso che si snoda su aree diverse, attraverso esperienze emozionali e immersive. Acqua e aria, musica e colori, luce e arte: leve e prospettive diverse, così come mutano i modelli pedagogici pensati ad hoc per le varie fasi evolutive del bambino. Children’s Museum Verona è movimento e divertimento, proprio come insegna l’educazione informale. Entrando – rigorosamente senza scarpe – in CMV tutti i sensi del bambino vengono attivati. Ad attendere i bimbi, ma anche i loro genitori, colori vividi, profumi diversi, o musica e rumori bianchi concilianti. Aree diverse per un continuum di divertimento e di scoperte. Maggiori info sul sito www.cmverona.it

Momix

We will rock you

La Venezia ebraica

Padova, Teatro Geox, 7-8 dicembre

Padova, Teatro Geox, 30 novembre

24 novembre

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osa ci racconta Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, direttore artistico di Momix, il cui ultimo lavoro, ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà a Brescia (Gran Teatro Morato) e Padova (Gran Teatro Geox) a dicembre 2019. Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti, tra le più famose al mondo, che vanta al suo attivo numerosi spettacoli teatrali e apparizioni cinematografiche e televisive. Tornano ora in Italia dopo il successo di spettacoli come ‘Passion’, ‘Opus Cactus’, ‘Sun Flower Moon’, ‘Bothanica’ e ‘W Momix Forever’.

opo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, torna in tour We Will Rock You! Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza.

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata con mais

Medaglioni alla salsa di funghi

Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 2 carote - ½ caspo di lattuga - 4 C di mais in chicco - 1 C di gomasio - olio, sale, limone q. b.

Ingredienti per i medaglioni: acqua - sale - farina di mais q. b. Per la salsa di funghi: 300 g di funghi - 1 cipolla - 1 carota - 1 gambo di sedano 100 g di pomodoro - 1 rametto rosmarino - 2 C d’olio - sale q. b.

Focaccia di mais Ingredienti: ½ di latte - 2 C di olio - 5 C di zucchero di canna - 1 uovo - 100 g di farina di mais - 1 pizzico di vaniglia - 100 g di uvetta - 2 mele - 2 mandaranci spremuti - 8 fichi - 1 pizzico di sale.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: lavare le verdure, tagliare il cavolo cappuccio il più sottile possibile, grattugiare le carote, spezzettare la lattuga, condire separatamente. Porre il mais al centro del piatto.

Preparazione: preparare una polentina della giusta consistenza, stenderla su un piano oliato, livellarla con un cucchiaio di legno bagnato (deve essere circa 1 cm e ½ di spessore). Con un bicchiere formare dei dischi. Passare in forno calcolando il tempo in cui saranno serviti (devono essere bollenti), disporre su ogni disco la salsa di funghi (vedi salsa di funghi). Salsa di funghi: tritare la cipolla, la carota e il sedano, mettere in una casseruola oliata, far saltare qualche minuto, unire i funghi, il pomodoro, il sale e il rosmarino, cuocere il tutto circa 10 minuti. Togliere il rosmarino e frullare il tutto.

Preparazione: bollire il latte, versare la farina a pioggia fino a formare una polentina consistente, cuocere per 2-3 minuti e spegnere. Mettere in una terrina, aggiungere la spremuta, il sale, lo zucchero, la vaniglia, l’uovo e l’olio; mescolare gli ingredienti, aggiungere l’uvetta, i fichi, le mele, amalgamare molto bene. Versare in una tortiera oliata e passata con il pan grattato, mettere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti. Servire tiepido.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.


Oroscopo

44

l’

Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli

Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici

Novembre Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli

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Bilancia Determinazione e slancio daranno una bella spinta alla carriera: qualunque cosa abbiate in mente andrà bene

Scorpione Liti e malintesi in vista: se alla coppia potrebbe far bene un chiarimento, sul lavoro andateci cauti

Gemelli

Sagittario

Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate

Verrete colpiti profondamente da qualche gesto genitle inaspettato, attenti invece alle stilettate sul lavoro

Cancro

Capricorno

Una discussione accesa con il partner farà emergere problemi irrisolti. Confrontarsi approfondirà la vostra unione

La fortuna in amore si propagherà con effetto domino anche alla vita professionale. Si avvererà ciò che attendete

Leone

Acquario

Le persone che amate vi chiederanno di trascorrere più tempo con loro: non trascuratele o saranno guai

La seconda metà del mese sarà un saliscendi di emozioni, perciò ricordatevi che dopo ogni tristezza ci sarà gioia

Vergine

Pesci

Concedetevi una pausa di riflessione per decidere con calma come muovervi nei mesi a venire. Rispolverate vecchi progetti

Se state ultimando un vecchio progetto state attente agli errori di distrazione: potrebbero danneggiarvi


PA SS

PO

FEBBRAIO

RT

Trenino rosso del Bernina e Val Roseg in carrozza

08-09 2020

Q U OTA I N D

I

VI

349€

D UA

LE

20€

Supp.camera singola

FEBBRAIO

25-29

Sahara Experience

2020

La quota comprende:

Partenza da:

Viaggio in pullman GT Accompagnatore 1 pernottamento in hotel*** Sistemazione in camere doppie Trattamento in pensione completa dal pranzo del primo giorno al pranzo dell’ultimo Escursione con Bernina Express Escursione con carrozze/slitte trainate da Cavalli Assicurazione medico bagaglio

Treviso stazione, Treviso c/o Maggior Consiglio, Mestre area di servizio Marhghera Est di fianco hotel Holiday Inn, Padova Est parcheggio Four Points by Sheraton Monselice Uscita Autostradale, Rovigo Uscita Boara Pisani, Porto Viro P.zza Repubblica, Adria Piazzale della Coop, Rovigo centro Piazzale Centro, Badia Polesine parcheggio Lidl, Lendinara Parcheggio Famila

APRILE MAGGIO

29 03

Budapest

2020

Q U OTA I N D

Q U OTA I N D

I

VI

730€

VI

950€

D UA

D UA

La quota comprende: Trasferimento all’aeroporto di Bergamo a/r Volo aereo Tasse aeroportuali Bus per visite e trasferimenti Guida e assistenza in lingua italiana Trasferimento al campo tendato nel deserto con 4x4

1 bagaglio da stiva 20 Kg 3 pernottamenti in hotel**** Tipo Hotel Atlas Asni o similare 1 notte presso il campo tendato nel Sahara Trattamento in pensione completa Assicurazione medico bagaglio

LE

LE

Marrakech – Ouarzazate - Zagora e 1 notte nel deserto del Sahara.

95€

Supp.camera singola

I

2 notti a Budapest e 1 notte a Maribor

150€

Supp.camera singola

La quota comprende:

Partenza da:

Viaggio in pullman GT Accompagnatore agenzia 3 pernottamenti in hotel**** a Budapest 1 pernottamento in hotel**** a Maribor Sistemazione in camere doppie Trattamento in pensione completa dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno Ingressi : Castello Basilica di St. Stefano, Chiesa Matthia, Bastione dei Pescatori e Casa del Terrore, Visegrad nel Palazzo Reneissance di Re Mattia. Assicurazione medico bagaglio

Treviso stazione, Treviso c/o Maggior Consiglio, Mestre area di servizio Marhghera Est di fianco hotel Holiday Inn, Padova Est parcheggio Four Points by Sheraton Monselice Uscita Autostradale, Rovigo Uscita Boara Pisani, Porto Viro P.zza Repubblica, Adria Piazzale della Coop, Rovigo centro Piazzale Centro, Badia Polesine parcheggio Lidl, Lendinara Parcheggio Famila

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