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padova est ott2019 n157

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Sport p.18

Animali p.27

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on-line: La scuola da salvare

OTTOBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.157

Cultura p.17

di Padova Est

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TERRITORIO

Nasce la prima scuola libera dalla plastica

>redazione@givemotions.it<

Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Via Cavour, 2 · 35010 Vigonza (Pd) Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vatel/fax 049 8096713 · info@lafonteimmobiliare.it canti sonowww.lafonteimmobiliare.it 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere servizio a pag 11 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.

Ponti di Noventa, in arrivo interventi e manutenzione Dai sopralluoghi commissionati dal Comune emerge come siano da sistemare diverse parti delle infrastrutture, ormai degradate a causa dell’età

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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Istruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. segue a pag 3

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A Noventa la prima scuola plastic free L

1200 borracce in alluminio per gli alunni

’Istituto Comprensivo Santini di Noventa Padovana è ufficialmente il primo plastic free della provincia di Padova. Agli 870 alunni, 500 della primaria Frank e 370 della media Santini, ai 120 insegnanti e ai 25 non docenti è stata infatti regalata una borraccia in alluminio per portarsi l’acqua a scuola, evitando così di produrre ogni giorno nuovi rifiuti in plastica. Il bilancio in termini di salute per l’ambiente e i nostri mari è presto fatto: con questa iniziativa le 40 classi (23 alla primaria e 17 alla secondaria di primo grado) saranno in grado di risparmiare 160mila bottigliette di plastica. “Ipotizzando che in una classe gli alunni bevano ogni giorno una bottiglietta d’acqua, in un intero anno scolastico verrebbero consumate circa 4mila bottigliette. Così un istituto, con una media di circa 25 classi, in un anno scolastico ne utilizzerebbe 100mila - spiega Mara Cesana presidente del Consiglio d’Istituto. Se 10 scuole decidessero di dire basta alla plastica usa e getta, verrebbero risparmiate all’ambiente circa 1 milione di bottigliette in un solo anno”. L’idea era nata ancora durante il consiglio d’Istituto dell’aprile scorso quando era stata approvata all’unanimità la proposta di prendere posizione sull’uso della plastica usa e getta ispirandosi alla campagna dell’associazione Marevivo Onlus #StopSingleUsePlastic. “Sono certa che i nostri figli saranno stimolati ad avere maggior >redazione@givemotions.it< cura e rispetto per l’ambiente anche grazie a questa iniziativa - ha conuarda al modello finlandese ma di fronte si trova cluso Mara Cesana - resa possibile grazie allo sponsor Utensilveneta una situazione… da terzo mondo. di Tribano, guidata dagli imprenditori Franco Grassi Flavio Borghesan Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Ie Alessandra Castellin che hanno creduto in questo progetto e reso struzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto possibile realizzarlo, sostenendo l’intera spesa per l’acquisto di 1200 l’intricata matassa della scuola italiana. borracce in alluminio sulle quali è stato stampato il logo dell’istituto”. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale siApprovazione sui vari gruppi social di Noventa Padovana anche da tuazione di avere gli alunni in classe e non gli inseElena Callegaro parte di tanti genitori. gnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue

Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.

La scuola da salvare

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di Padova Est

è un marchio registrato di proprietà Srl di

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Ponte San Nicolò, Noventa Padovana, Vigonza e Saonara per un numero complessivo di 13.045 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Ponte San Nicolò

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Istruzione L’intervento del sindaco Schiavon

Scuole, priorità per il Comune Sarà creato un consiglio comunale dei ragazzi e saranno attivate le giornate con l’amministrazione per quelli delle superiori

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nizio d’autunno intenso per l’amministrazione comunale. A partire dal saluto rivolto alla popolazione scolastica. Il sindaco Martino Schiavon assieme all’assessore all’istruzione Gabriele De Boni ha incontrato il nuovo dirigente scolastico Paolo Farina, che ha preso servizio lo scorso agosto, e tutti gli studenti del territorio. Incontro emozionante che ha coinvolto anche i ragazzi che hanno avuto modo d’incontrare le istituzioni, cosa inusuale. Il sindaco ha così commentato. “Assieme all’assessore e al preside abbiamo chiacchierato con gli studenti sulla cosa più bella che la scuola insegna, sognare. Tra tutte le materie, le discipline, le cose da apprendere, i sognatori sono i primi attori. Ho spiegato - ha ricordato il sindaco Schiavon - che tre mesi fa, quando sono stato eletto, tra i

miei sogni che vorrei portar a compimento c’è quello di liberare anche Ponte San Nicolò dalla plastica e quindi nelle prossime settimane regaleremo a tutti i 1200 studenti delle nostre scuole una borraccia di acciaio in modo tale che loro possano eliminare quelle di plastica. Con l’approvazione della variazione di bilancio saranno messe a disposizione delle risorse economiche per sostenere questa spesa”. “Un altro sogno - ha ammesso il sindaco - sarà quello, e l’ho detto ai ragazzi delle scuole medie, dell’istituzione del consiglio comunale dei ragazzi, progetto questo condiviso dal preside e che sarà costruito, formato dai tavoli di lavoro che già sono presenti, tavoli tra scuola ed amministrazione. Sarà un momento di cittadinanza attiva fortemente voluto dalle nostre linee

programmatiche per i prossimi cinque anni”. “Ed anche - ha concluso il primo cittadino saranno attivate le giornate con il sindaco e la giunta per i ragazzi delle scuole superiori che potranno capire e informarsi di come funziona l’amministrazione comunale”. Nell’occasione è stata consegnata una lettera di saluto e augurio di un buon inizio scolastico a tutti gli studenti, ai docenti e al personale Ata, ma anche alle famiglie per il grande lavoro di comunità che stanno facendo, con ricordati gli interventi che sono stati eseguiti nei plessi scolasti nell’ultimo anno. A metà settembre, inoltre, si è tenuta la festa delle associazioni. Un momento significativo per la comunità che ha potuto ritrovarsi in una giornata di festa con canti, danze e teatro ma anche per far conoscere gli scopi, i progetti e le attività

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svolte dalle singole associazioni. Quaranta quelle che hanno aderito e precisamente: Benessere danza, Boomerang runners, Colombo, Cskat Taiji Kase, Ra.So.danza. Union Voltaroncaglia, Abraxas aps, Aiutiamo a vivere, Brenta Saccisica, Altri cieli, Apremidi, Reaction, Basket Roncaglia, Famiglie in rete, Giamburrasca, i gruppi Alpini Ana Ponte San Nicolò, Amici della chiesetta, Protezione civile e della lettura, I Gemellaggi, Informagiovani, Servizio civile, Invictus Academy, La Ragnatela, Non solo yoga, Nordic Walking Patavium, Gruppo donne di PSN, Oibò, Pannonia musica, Pino verde. Ponte sul domani, Ponte amico, Progetto sentinelle di comunità, Proloco, Ponte calcio, Anpi di PSN, SpiCgil, Spiritus mundi, Unicef, e Vespa club Lino Perini Roncajette.

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ra i vari progetti in cantiere per la neonata amministrazione anche quello di dare un maggiore impulso a tutte le attività commerciali, produttive ed industriali del comune. Il sindaco Martino Schiavon evidenzia: “assieme all’assessore Alessia Ziglio e al consigliere Alessandro Bassan abbiamo iniziato a far visita alle realtà comunali. Prima tappa il mercato agricolo di Rio, ormai diventata una realtà territoriale ben radicata e dove operano un gruppo di imprenditori agricoli che commercializzano i prodotti del nostro territorio, persone che hanno saputo dire grazie per l’opportunità che gli è stata data, ma anche di proporre nuove iniziative ed esperienze. Nelle prossime settimane valuteremo assieme alla giunta e i consiglieri le proposte fatteci. Proseguiremo il giro fra le altre realtà presenti per cercare di trovare il modo d’implementare soluzioni che soddisfino le esigenze dei commercianti ma anche e soprattutto i bisogni e le necessità dei cittadini”. “In tal senso ha aggiunto il sindaco - sto ricevendo molte segnalazioni che a Ponte San Nicolò mancano alcuni servizi essenziali, attività che nell’ultimo periodo hanno chiuso. Mi impegnerò e attuerò ogni iniziativa possibile per trovare delle soluzioni. La visita alle nostre attività produttive è un modo per farci conoscere e smentire i luoghi comuni che tendono a far credere che l’amministrazione sia distante dalla gente ed invece è composta da qualificati ed L.P. operosi collaboratori comunali”.


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Ponte San Nicolò

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Eventi L’assessore Alessia Ziglio illustra il programma degli appuntamenti per quest’autunno

“Festival della lentezza”nel segno delle culture e dell’inclusione P

eriodo molto intenso per le alle 18.15 alla libreria Pangea sarà attività curate dall’assesso- presente lo scrittore Tino Manrato alla Cultura. Si è partiti con tarro con il libro “Nostalgistan” la festa delle associazioni con la ed alle 21, alla sala civica, inconpartecipazione di 40 gruppi che tro ‘‘Diverso da chi?” con Guido hanno dato vita a spettacoli di Marangoni e Fulvio Ervas. Sabadanza, canto e teatro e presenta- to 19 ottobre alle 15 “Conoscere to i loro progetti. Molto partecipa il Baskin. Uno sport per tutti”, inla “festa dei nonni” tenutasi dal contro amichevole di basket con 21 settembre al 2 ottobre al cen- la partecipazione delle squadre tro anziani “Il Pino verde” che ha di Ponte San Nicolò e Noventa. visto, fra le altre iniziative, una La serata, al centro “Amici del gita ad Aquileia e la consegna mondo” una “cena al buio” dudi un defibrillatore, la presenta- rante la quale i partecipanti sazione del progetto “Sentinelli di ranno bendati e non vedranno comnunità”. Il mese di ottobre quello che mangiano. Alle 21 al riserverà, dal 16 al 20, l’attesa centro civico un convegno sul sesta edizione del tema “Il tempo: la “Festival della Lensua grandezza e la Il Festival, che nostra esperientezza”, evento con cadenza biennale. za”. Parteciperanha cadenza Un’edizione che si no Gianno Fasano, biennale, baserà sul concetto Daniela Fabris, Al“Tutto è relativo” e berto Melisi Ilaria in questa che vivrà di eventi Tognon. Modererà edizione legati al concetto Maria Beatrice Zadi tempo e spazio. nellato Il Festival si si baserà sul È promosso dall’asconcluderà domeconcetto sociazione “Vite nica 20 ottobre. Alle in viaggio” ed ha il 9.15 una passeggia“Tutto è patrocinio dell’asta “Ponte San Nicorelativo” sessorato alla Cullò: Storia, natura e tura del Comune di cultura” con parPonte San Nicolò. Il programma, tenza dal “Parco Vita” ed alle 15 prenderà il via mercoledì 16 otto- un incontro sul tema “Coriandoli bre alle 18 nell’atrio del munici- di storia e scampoli di ricordi”. pio con un laboratorio del Grup- Alle 17, gran finale, nel cortile del po donne e la mostra fotografica municipio, col concerto dell’or“Scusate il ritardo”, mostra che chestra Diego Valeri junior di proseguirà sino al 30 ottobre. La Campolongo Maggiore. Fra le sera, alle 21, il festival ospiterà varie iniziative che sta programl’alpinista Tamara Lunger nella mando l’assessore alla Cultura sala civica Unione europea che ed all’Ambiente Alessia Ziglio affronterà il tema “8000 metri di anche una molto importante che felicità: i miei sogni e le mie sfi- si svolgerà il 9 novembre con un de”. Il 17 proseguirà l’evento con concerto a ricordo della caduta la presentazione del libro “Una del “muro di Berlino”, un evenvita da… immigrato. Istruzioni to che ha sicuramente inciso in per l’uso” della scrittrice Elvira modo notevole dal punto di vista Mujcic al Centro civico Mario Ri- politico ed economico per tutta Lino Perini gon Stern alle 21. Il giorno dopo l’Europa.

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Partiranno lavori di sostituzione degli infissi negli edifici pubblici entro la fine del mese

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aranno eseguiti dei lavori di sostituzione degli infissi dell’asilo nido comunale e nella scuola elementare di Rio. Tali interventi si effettueranno grazie al contributo statale di 90.000 euro previsto dal Decreto legge 30 aprile 2019, n.34, denominato “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”, che prevede l’assegnazione di contributi ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. La giunta comunale ha deciso di utilizzare tali fondi nelle due scuole ed affidato all’Ufficio Tecnico Comunale l’incarico di redigere il relati-

vo progetto che prevede lavori per l’importo complessivo di 95.000 euro suddivisi fra lavori a base di appalto per 73.300 euro, oneri di sicurezza per 700 euro, spese tecniche per la progettazione per 1.800 euro, imprevisti per 831,15 euro, contributo autorità lavori pubblici per 30 euro, oneri fiscali ed Iva per 16.858,85 euro. L’amministrazione, quindi, ha approvato il progetto e deciso di coprire la differenza con fondi del bilancio comunale e ha dato mandato al responsabile del settore lavori pubblici di procedere all’affidamento dei lavori per garantire l’inizio degli stessi entro il 31 L.P. ottobre 2019.

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Vigonza

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“Vigonza È”, per promuovere sviluppo e territorio

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Si punta su progetti di formazione civica per far ottenere fondi alle imprese e innovazione tecnologiche

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Vigonza è nata una nuova associazione culturale e si chiama “Vigonza È”. Quest’associazione nasce dall’incontro di alcuni amici, mossi dalla necessità di ritrovare quell’identità e senso di appartenenza a un territorio ricco di risorse e opportunità da offrire. I soci fondatori Valentina Berto, Alessandro Bacelle, Simone Ruzza, Marco Moro, Giorgia Fortuni, Matteo Zago e Gianmaria Boscaro hanno deciso di mettersi in gioco per offrire occasioni di riscatto sociale e culturale a un paese che sembra dimenticarsi che il benessere dei propri abitanti è il più grande risultato a cui si possa auspicare. “Abbiamo valutato l’utilità di raggruppare le nostre abilità e riunirci in un’istituzione regolamentata, dandoci finalità che possano concretamente attuare i nostri ideali. - ci racconta Gianmaria Boscaro, uno dei fondatori dell’organizzazione. Gli ambiti di applicazione, che definiscono le linee guida delle attività che vogliamo perseguire, spaziano dall’ambiente alla cultura, la beneficenza, lo sport e il mercato del lavoro.” “Il nome scelto, “Vigonza È”, - afferma Valentina Berto - nasce dal sentimento

che smuove in noi l’esigenza di voler dare una nuova immagine al nostro paese, puntando in primis sulla popolazione di Vigonza, ritrovando insieme la motivazione che ci spinge a partecipare attivamente alle dinamiche del territorio, tutelandole. Aspetti che definiscono la vera essenza dell’identità che vogliamo. E proprio questo senso di appartenenza, ad un territorio che ci vede venir grandi e a cui desideriamo affidare i sogni e le ambizioni di un futuro reale, che deve essere al primo posto. Tutto ciò ci rispecchia e ci aiuta a riconoscerci. Vigonza É la nostra casa, È la nostra cultura, i nostri valori e le nostre radici.” Vigonza È sta iniziando a diventare molto attiva e presente nel territorio. Infatti, lo scorso venerdì 27 settembre, presso il Laghetto Azzurro di Peraga, si è tenuto l’evento ufficiale di presentazione del gruppo dell’associazione: il Galà di Vigonza È. Molti esponenti e punti di riferimento di Vigonza, tra cui imprenditori, commercianti e cittadini, erano presenti e hanno partecipato alla serata inaugurale per condividere i progetti e le iniziative in corso nel 2020. La serata è stata l’occasione anche per presentare

Corsi per adulti al Cpia di Vigonza

le future iniziative dell’associazione come i progetti di formazione civica già operativi da luglio, la serata teatrale di beneficienza per le famiglie bisognose del territorio e la serata di formazione per artigiani e imprese sui finanziamenti europei e i vantaggi industria 4.0 per l’innovazione tecnologia. Le date degli eventi saranno comunicate nella pagina Facebook dell’associazione. “Possiamo dire di sentirci carichi e propositivi, forti del supporto di un paese che ha dimostrato in questa occasione entusiasmo e fiducia nell’accompagnarci in questa nuova avventura.” – ha affermato BoManuel Matetich scaro.

l via il primo quadrimestre di corsi per adulti 2019/2020 al Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (Cpia) di Vigonza. Pochi giorni fa sono iniziate le iscrizioni ai corsi per adulti organizzati dal Cpia in collaborazione con la scuola Don Milani di Vigonza. I corsi proposti nel primo quadrimestre spaziano dall’informatica alle lingue straniere, dalle scienze sociali a quelle naturali e all’arte. Per iscriversi ai corsi è necessario aver compiuto 16 anni, compilare il modulo di iscrizione e far pervenire copia del bonifico o attestato di pagamento. I corsi verranno attivati solo al raggiungimento di un numero minimo di iscritti: per tutti i particolari organizzativi, di costi, orari e calendario si consulti il programma completo. Per informazioni si contatti la segreteria del Cpia dal lunedì al giovedì dalle 18.30 alle 20.30 al numero: 370/3541987, oppure con posta elettronica all’indirizzo: vigonza@cpiapadova.it. (M.M.)

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SCIENTIFICO

ELETTRONICA

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ELETTROTECNICA

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Vigonza

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Comune Iniziativa con il sindaco Marangon

Cantieri pubblici a pieno ritmo negli ultimi mesi

Giovani in municipo per imparare ad amministrare Vigonza punta sui giovani. È proprio questo il motivo che ha spinto l’amministrazione comunale, capitanata dal primo cittadino Stefano Innocente Marangon, a confermare e prolungare anche per quest’anno l’iniziativa “Un giorno col Sindaco”. È stata data la possibilità, ai ragazzi delle scuole medie e superiori, durante il periodo estivo, di trascorrere una giornata in comune e conoscere da vicino l’attività amministrativa. Ogni giovedì un gruppo di studenti ha vissuto in prima persona una tipica giornata di lavoro in municipio, affiancando il sindaco Marangon nei lavori e nei rapporti con i vari uffici comunali. Lo scopo dell’iniziativa è appunto dare la possibilità ai giovani di osservare la quotidiana attività dell’ente, e capire concretamente “che cosa fa il Comune”. Nulla di meglio che far toccare con mano ad un giovane la complessa “macchina organizzativa” della politica cittadina per comprendere come poter divenire un buon amministratore del domani. Al termine di uno degli incontri estivi, ecco le parole del sindaco Marangon ai ragazzi che hanno preso parte all’evento: “Ragazzi abbiamo terminato questo giro che io ho avuto il piacere e che ogni volta che faccio, credetemi, mi arricchisce tantissimo. Non è tanto quello che io cerco di trasmettere ma è quello che ricevo che mi dà tantissimo. Stare insieme con voi giovani e cercare di fare e di poter

dare delle risposte a qualche vostra curiosità o informazione, mi dà una grandissima gioia perché sono sicuro che anche questo fa parte di quello che dovrebbe essere il compito di un amministratore, che è quello appunto di

instillare uno spirito di curiosità, uno spirito di dare delle risposte a delle domande. Al termine di questa giornata io sono stato molto contento e sono sempre contento ogni volta che è giovedì perché si presentano un grup-

po di ragazzi come voi per fare questa esperienza. Mi auguro sia stata anche per voi aggradante e soddisfacente. Vi ringrazio davvero molto per avere partecipato a questa iniziativa.” Manuel Matetich

I lavori di manutenzione non si sono fermati durante il periodo estivo. Come già preventivatoci dall’assessore Sebastiano Bugno, il poderoso intervento di ristrutturazione della scuola secondaria di I grado (media) Don Milani è stato ultimato. Rispetto alle previsioni iniziali, gli interventi di riqualificazione si sono ampliati. Il lavoro principale ha riguardato la messa in sicurezza sismica dell’immobile, arricchito inoltre con ulteriori elementi, tra cui l’efficientamento energetico e il rinnovamento dell’immobile attraverso una nuova illuminazione a led, un nuovo sistema di distribuzione termico e l’installazione di cappotto e di nuovi infissi. “Abbiamo pensato che fosse il caso di fare le cose per bene e di non trascurare nulla. – ha affermato il sindaco Marangon. L’edificio risulta essere totalmente rinnovato, senza sprechi quindi riutilizzando tutto ciò che si poteva e fosse già a norma. Mi sembra che il lavoro di squadra messo in atto, a partire dagli uffici, alle imprese ed al sacrificio del corpo insegnante, stiano costituendo la base di intervento di successo, senza troppi disagi per i ragazzi e le famiglie. Andiamo avanti sull’impegno di graduale rinnovamento degli edifici scolastici, per migliorarne funzionalità e didattica.” Continua: “La scuola per noi occupa un posto prioritario del nostro impegno amministrativo. Stiamo progettando il rinnovo di altri edifici scolastici: Peraga, Busa, Perarolo e Codiverno. Il contratto con l’impresa prevedeva dei tempi importanti. Gli uffici del Comune fin da subito si sono attivati col massimo impegno per ridurre i tempi di tutti gli interventi previsti”. (M.M.)


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Noventa Padovana

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Sagra del folpo, tanti eventi in programma Dal 25 al 29 ottobre ci saranno oltre 250 banchi di ambulanti ed espositori, 56 attrazioni viaggianti, una decina di bettole e bettolini. Sono attese decine di miglaia di persone. Cena di gala in villa Valmarana

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orna la “Sagra del folpo” da venerdì 25 a martedì 29 ottobre, la tradizionale manifestazione fa registrare ormai 50mila presenze al giorno, con un picco di 100milla soltanto nella giornata di domenica. I numeri dell’edizione 2019: oltre 250 banchi di ambulanti ed espositori, 56 attrazioni viaggianti, una decina di bettole e bettolini gestiti da partiti, associazioni locali e dai volontari della parrocchia, la pesca di beneficenza, l’esposizione di prodotti artigianali, lo spettacolo pirotecnico conclusivo. Sarà anche l’anno della conferma per la Confraternita del Folpo, nata nel marzo 2018, e che organizza per il 12 ottobre una cena di gala in villa Valmarana. Previsto un ricco menù a base di folpo predisposto dalla cuoca e foodblogger Anna Maria Pellegrino con la cucina del ristorante Boccadoro guidato dalla famiglia Piovan: “L’impegno di questo primo anno di vita della Confraternita

del Folpo è stato quello di creare relazioni - spiega Cristian Bisato, gran maestro della Confraternita. Con alcuni eventi ci siamo presentati alla comunità, la cena di gala 2018 in collaborazione con la scuola Dieffe, che è stata molto apprezzata sia dal punto di vista della qualità dei piatti ma soprattutto del clima della serata, con la partecipazione alla Marcia del Folpo organizzata dalla scuole di Noventa e con la sfilata di apertura della sagra. L’impegno del direttivo è stato poi focalizzato sull’incontro con altre confraternite con l’obiettivo di allargare la rete di conoscenze utile per creare insieme eventi conviviali. Sono diventate amiche del folpo: la Confraternita del Bacalà alla vicentina, con cui abbiamo organizzato una cena a base di folpo e bacalà, la Confraternita dei bigoi al torcio, con la quale abbiamo sperimentato un ragù per i loro bigoi, la Confraternita della carne di cavallo, la Confraternita del ri-

sotto alla saonarese, con la quale stiamo studiando alcuni risotti, la Confraternita della Birra artigianale, della Sopressa, della porchetta zulianese, del Clinto. Con loro condividiamo i la passione per valorizzare il prodotto che ci contraddistingue ma soprattutto

Scuola “Anna Frank” ancora più sicura, nuovo attraversamento pedonale Scuola Anna Frank di via Cellini più sicura con un nuovo attraversamento pedonale per tutti quei gruppi di ragazzi che raggiungono il plesso in pedibus, servendosi di marciapiedi e piste ciclopedonali. Completata anche la piattaforma rialzata davanti al sagrato della chiesa parrocchiale S.S. Pietro e Paolo, con l’istituzione del limite di velocità massimo di 30 Km orari.

Occhi elettronici sul territorio: Noventa raggiunge quota 78 Iniziata l’installazione di altre 26 telecamere di videosorveglianza che si aggiungono alle altre 39 già presenti sul territorio comunale. Sarà dunque presto potenziato il monitoraggio di: via Valmarana, dalle scuole al confine con Ponte di Brenta, via Roma, via Caduti sul Lavoro e via Noventana. Costo complessivo 119mila euro, finanziato al 70% con contributo statale.

Parte la scuola di musica al Villaggio Sant’Antonio In convenzione con il conservatorio statale “Cesare Pollini” di Padova la scuola di musica Cecchetto è arrivata anche a Noventa Padovana al Villaggio Sant’Antonio in via Cappello. Pianoforte, batteria, chitarra, basso, violino: corsi individuali e d’insieme con insegnanti diplomati e programmi conformi a quelli vigenti nei conservatori. Info: Erica Zuliklha Benato.

Novità nel servizio mensa È Sodexo Italia spa la ditta assegnataria del servizio mensa scolastico di Noventa Padovana. “L’aggiudicazione riguarda il servizio mensa della scuola

dell’Infanzia Il Giardino e della scuola primaria Frank, per un totale di più di 500 alunni, ed avrà la durata di 3 anni, prorogabili da bando per altri 3. - ha spiegato l’assessore alle Politiche Scolastiche, Sofia Tisato. Sodexo è risultata vincitrice della gara con un punteggio totale di 100 punti tra offerta tecnica e ribasso del prezzo, che è stato proposto per la somma di 4,15 euro. Spetterà ora alla giunta comunale di No-

la voglia di gustarlo in compagnia”. Sul fronte della sicurezza ci sarà il solito dispiegamento da parte delle forze dell’ordine con il protocollo d’intesa siglato con i Comuni limitrofi per il rafforzamento dei controlli. Elena Callegaro

venta Padovana stabilire il prezzo dei pasti mensa, indicando la riduzione per quanti hanno una fascia di reddito Isee inferiore agli 11mila euro”. Si sono già avviati i primi contatti tra la ditta, l’Ufficio Pubblica Istruzione e l’assessore Tisato, che augura buon lavoro ai nuovi assegnatari, auspicando una stretta collaborazione con loro, il personale docente della scuola e la Commissione mensa. La costruzione del capitolato di gara ha previsto anche delle migliorie nell’ambito dell’adeguamento dello spazio mensa, del recupero del cibo scartato, della fornitura dei pasti. Per quanto riguarda invece l’edilizia scolastica il Comune ha ottenuto un contributo di 455 mila euro per la ristrutturazione dell’asilo integrato “Il Giardino”, l’intervento complessivo ammonta a 650 mila euro e consiste in lavori di adeguamento sismico, riqualificazione impiantistica, efficientamento energetico, sostituzione di serramenti, riqualificazione degli spazi esterni ed esterni. “Ma non è finita - ha detto il sindaco Luigi Alessandro Bisato - siamo molto ben posizionati, al 36 posto, nel piano triennale per l’edilizia scolastica 2018-2020 con un ulteriore contributo di 1.380.000 euro per il Polo per l’infanzia. Aspettiamo lo E.Cal. sblocco dei fondi”.


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Noventa Padovana

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Manutenzioni in vista per i due ponti di Noventa Padovana Dai sopralluoghi commissionati dal Comune nessuna situazione di emergenza strutturale, ma sono da sistemare diverse parti degradate a causa dell’età

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ponti di Noventa tutto sommato stanno bene, ma ci sarà bisogno di qualche manutenzione. Non ci sono situazioni di emergenza strutturale o statica, nessun rischio per la sicurezza di chi vi transita sopra, però andranno sistemate alcune “zone di degrado” corrose dagli eventi atmosferici, o semplicemente compromesse dall’età. Per il ponte sul Brenta parliamo nello specifico della protezione in calcestruzzo che in alcuni punti si è staccata, di ferri corrosi, dell’esiguità dell’armatura dei pali, e in particolar modo, andranno approfondite alcune analisi perchè dovrà essere valutata la resistenza delle pile, gli elementi su cui il ponte appoggia, in caso di situazioni eccezionali come una piena del fiume o un terremoto. Dai sopralluoghi commissionati dal Comune in tempi non sospetti, visto che lo studio di fattibilità per le prime indagini erano già state avviate nel 2016, dunque ben prima del crollo del ponte Morandi di Genova, non c’è comunque da preoccuparsi. Le verifiche, per effettuare le quali il Comune ha messo a bilancio 16mila euro per il ponte sul Brenta e altri 4.500 per quello sul Piovego, sono tutt’ora in corso, ma fino ad ora è risultato che “non ci sono situazioni di evidente sofferenza strutturale”. Per quanto riguarda il ponte sul Piovego lo stato di conservazione è stato dichiarato “discreto”, non si segnalano fessurazioni, deformazioni o anomalie, mentre sono invece presenti segni di degrado dovuti all’ingresso degli agenti aggressivi che hanno intaccato le armature nelle zone in cui la protezione del calcestruzzo è venuta meno, provocando un inizio di corrosione. Anche alcune parti dei parapetti sono cedute. “Una volta terminati i controlli e accertato quali saranno le risorse richieste ci si attiverà per predisporre il cronoprogramma della progettazione e dell’esecuzione dei lavori - ha spiegato il vicesindaco Fabio Borina. Questo confidando che gli interventi su queste infrastrutture di proprietà comunale ma di interesse pubblico possano essere sostenuti anche da significativi finanziamenti regionali o naziona-

li”. Per quanto riguarda invece le arginature del Piovego, soggette a smottamenti a causa dell’erosione provocata sia dal moto ondoso che dalla presenza delle nutrie, ancora a fine agosto il sindaco Alessandro Bisato ha scritto al Genio Civile per sollecitare un sopralluogo. Elena Callegaro

A fianco il ponte sul Brenta a Noventa

Medaglie per i cinofili Ancora una stagione di trionfi per l’associazione sportiva Gli Amici di Camilla con il suo team di atleti cinofili. Come sempre i successi non sono tardati ad arrivare nel settore degli sport acquatici: Nicola Giacomoni con il suo cane Zoe si è confermato per il secondo anno campione d’Italia. Ma non è finita qui in quanto ben 4 atleti dell’associazione padovana sono stati chiamati a rappresentare il Veneto alla Region Cup 2019 vincendo il titolo e per finire tre convocazioni nella Nazionale Italiana. Prossima tappa le Olimpiadi 2020.

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Completata alla fine dell’estate, come da cronoprogramma, la posa di una nuova condotta sulla centralissima via Roma per migliorare il deflusso delle acque in caso di precipitazioni consistenti ed eventi meteorologici avversi. Nel frattempo è partita anche la posa di una nuova condotta alla fine di via Cappello, ed entro la fine dell’anno verrà completato anche l’allargamento del fossato lungo la bretella in accordo col consorzio di bonifica Bacchiglione.


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Saonara

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“Allarme alluvioni Brenta e Bacchiglione, l’Idrovia va completata”

Auto elettriche, arrivano le stazioni di ricarica

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Le associazioni del territorio lanciano un appello al ministro dell’Ambiente a cui si unisce anche il sindaco di Saonara Walter Stefan

“L

’area del bacino del Brenta e Bacchiglione è a rischio alluvione. Chiediamo che venga completata l’idrovia anche in funzione di canale scolmatore“. L’appello è delle associazioni: Legambiente, Associazione intercomunale Brenta Sicuro, Comitato una mano per Battaglia Terme, Comitato Spontaneo Alluvionati di Montegrotto Terme, Comitato salvaguardia del territorio di Selvazzano e Rubano. La lettera è stata inviata al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al Presidente del Veneto Luca Zaia, e alle Procure di Padova e Venezia. Sono 31 i consigli comunali fra il padovano e veneziano, di un territorio, con oltre 500.000 abitanti, che nel corso nel 2018 e 2019 hanno approvato mozioni ed ordini del giorno, indirizzati alla Regione per l’esecuzione del progetto definitivo dell’Idrovia. A sostenere l’appello c’è in prima linea il sindaco di Saonara Wal-

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ter Stefan. “Il fiume Brenta fa parte di un unico bacino con il fiume Bacchiglione – spiegano le associazioni in una nota - e i due fiumi sono collegati da canali che, in caso di piena, scolmano l’acqua in eccesso dell’uno, nell’altro. In caso di piena contemporanea non ci sono alternative all’alluvione, in quanto, nel territorio a valle di Stra il Brenta, avendo una portata sottodimensionata di circa 400 metri cubi al secondo rispetto alla portata dell’alveo a nord, non sarebbe in grado di reggere nemmeno una piena eccezionale del solo Brenta”. Associazioni e comitati sottolineano come questa situazione sia documentata, “sia da indagini commissionate dalla Regione (studio dell’ingegner Mazzucato, indagine del 2014) che da rilevamenti degli anni 2017 e 2018.sia sul Brenta che sul Bacchiglione”. Preciso l’appello. “Rivolgiamo - spiegano le associazioni- un

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appello alle autorità, perché non si ripeta la drammatica alluvione del 1966, e si completi il progetto definitivo dell’Idrovia Padova – Venezia, con funzione di scolmatore,che è fermo da oltre tre anni e mezzo in Regione”. Il sindaco di Saonara Stefan è chiarissimo. “Anche il nostro territorio - dice Stefan - è fortemente interessato dai rischi idraulici denunciati. Il completamento dell’Idrovia, soprattutto per la sua funzione di scolmatore, è indispensabile per tutta la zona”.

LAVORO

Alessandro Abbadir

l Comune di Saonara punta sulla rivoluzione verde, e a portare nei prossimi mesi 5-6 stazioni di ricarica per veicoli elettrici sia nel capoluogo che nelle frazioni. Chi compra le auto elettriche avrà la possibilità di ricaricarle in diversi punti del territorio. Una dimostrazione concreta questa,che operare contro l’inquinamento atmosferico si può. Per questo l’ente locale ha voluto avviare “una ricerca di mercato finalizzata all’individuazione di aziende o enti interessati all’installazione e gestione, a propria cura e spese, di strutture di ricarica di veicoli elettrici sul territorio comunale, in regime di non esclusività, sulla base di una pianificazione di massima delle aree, concordata e ritenute idonee dal Comune”. Il Comune stima una installazione iniziale minima di 4 postazioni con con due dispositivi di ricarica ciascuna. Le manifestazioni di interesse per poter coprire il territorio come richiesto, dovranno arrivare al Comune entro le 13 del 31 ottobre. (A.A.)

Cinema, rassegna fino a giugno 2020

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l potere della parola, la forza delle immagini”una rassegna cinematografica organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Saonara, che parte da ottobre e continuerà fino a giugno del prossimo. “E’ tema che tocca particolarmente la nostra società ormai “social- spiega l’ente locale presentando la rassegna- in cui il senso della vista è stimolato come mai accaduto prima nella storia dell’uomo. L’immagine riesce a suggestionare la mente e i giudizi di una persona, aiuta ad apprendere meglio i concetti che si espongono. La rassegna propone un percorso cronologico e tematico, attraverso 18 opere, scelte tra le più rappresentative del modo in cui il cinema ha raccontato il mondo e le principali problematiche ad esso collegate”. Le proiezioni, ad ingresso libero, si terranno nella Sala civica Pertini in via Roma. Il primo appuntamento èstato con la proiezione del film “Mare Dentro” a inizio ottobre. Il 22 di questo mese verrà proiettato “Il mio piede sinistro”. A novembre il 5 “ Split”, il 19 “Blue Valentine”. A dicembre il 3 Wall-E, il 17 “Wolf of Wall”. A gennaio il 7 il film “Il giardino dei Finzi Contini”. Il 21 la prima parte di “No direction home” mentre il 4 febbraio ci sarà la seconda parte. Il 18 febbraio il film “Rosso Istria”. Il 3 marzo sarà la volta di ”Bagdagd Caffè”, mentre il 17 ci sarà “ Monnrise Kingdom”. Ad aprile, il 7, “Il giovane favoloso” mentre martedì 21 ci sarà il film documentario “Il giovane Leonardo”. A maggio il 5, il film “Tre manifesti ad Ebbing, Missouri”, martedì 19 il film documentario “Bernini”. Infine il 9 giugno il film”Nuovo mondo”, mentre il 23 la rassegna si concluderà con la proiezione del film documentario “Canova”. A.A.


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Provincia

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L’appello della Provincia Il presidente Fabio Bui teme pesanti ripercussioni

“Ponte a Curtarolo in attesa e Valsugana declassata” L

a Provincia lancia un appello alla Regione per collaborare insieme per risolvere alcune problematiche che stanno mettendo a dura prova l’economia locale e la rete viaria del territorio a nord di Padova, in particolare le località attraversate dalla Sp 47 “Valsugana” oltre alle imprese e ai cittadini che ogni giorno utilizzano il ponte sul fiume Brenta a Curtarolo. “Il declassamento a Strada provinciale della Valsugana – ricorda

“Chiedo alla Regione che l’arteria torni ad essere una strada statale mentre per il ponte siamo molto preoccupati, abbiamo stanziato 4 milioni e non c’è termpo da perdere” il presidente della Provincia Fabio Bui – è stata una scelta non solo inopportuna, ma illogica e dannosa per il territorio anche alla luce del fatto che tutti gli altri tratti sono ancora di competenza dell’Anas o regionale. Non serve discutere i motivi che dettarono tale scelta, ma oggi è il momento di intervenire”. Bui ha proseguito chiedendo quindi a Zaia, “Di intraprendere qualsiasi azione utile a riclassificare la Sp 47 “Valsugana” in Strada statale. Ciò favorirebbe la possibilità per la Provincia di Padova di porre in essere gli interventi richiesti dai sindaci che lamentano da anni la necessità di opere che mitighino i disagi subiti dall’attraversamento di un’arteria fondamentale per il traffico internazionale”. C’è poi il ponte sul fiume Brenta a Curtarolo. Un’infrastruttura che dovrà essere rimessa a nuovo con la partecipazione finanziaria della Regione Veneto. “Non possiamo permetterci di arrivare a un’ordinanza di chiusura – ha ribadito Bui – sarebbe infatti un disastro per l’economia locale e per l’intera rete viaria del nord padovano. Fino al 2017 la gestione

dell’opera era di competenza di Veneto Strade che purtroppo ha ignorato lo stato di conservazione del manufatto. Se fossimo costretti a chiudere il ponte, sarebbe una implicita dimostrazione dell’incapacità di porre in essere azioni istituzionali a difesa del nostro territorio. Ricordo che già con la limitazione del traffico in atto, sia gli amministratori locali che le categorie produttive coinvolte, hanno calcolato danni per circa 9 milioni di euro. Soldi che

A fianco il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui

sarebbero bastati a costruire ben due ponti. Noi come Provincia abbiamo impegnato già 4 milioni di euro e in questi giorni stiamo affidando l’incarico di progettazione. Certamente, però, né noi né i sindaci interessati da queste due delicate questioni possono essere lasciati soli. Siamo certi che la Regione si farà ora interprete di queste priorità”.

Nuovi ecografi per le diagnosi di precisione

E

’ proprio il caso di dirlo, ci sono delle immagini che possono salvare una vita. Siamo immersi nel mondo dell’immagine, ma ci sono “fotografie” che nulla hanno a che vedere con l’estetica. Istantanee preziosissime che, sempre più nitide e accurate, sono in grado di “leggere” l’organismo. A marzo di quest’anno erano stati acquistati 26 nuovi ecotomografi, ora ne sono arrivati altri 12: nell’arco di un semestre l’Ulss 6 Euganea completa così il rinnovo delle proprie apparecchiature ecografiche a ultrasuoni per la diagnostica ad alta precisione, grazie a un finanziamento di 751mila euro della Regione del Veneto che complessivamente ammonta a 2 milioni e 84mila euro. Tre dei dodici ulteriori ecografi acquisiti dall’Azienda sanitaria di via Scrovegni sono stati collocati nei reparti di Ginecologia di Camposampiero, Cittadella e Piove di Sacco, due nei poliambulatori di via Temanza e via dei Colli, cinque nei Consultori familiari di Monselice e Conselve, uno al Distretto di Carmignano di Brenta e uno al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita

di Cittadella. Si tratta di ecografi multidisciplinari di media e alta gamma, ambulatoriali o portatili, capaci di fondere assieme gli esiti di Tac o di risonanze magnetiche e le immagini ecografiche. L’impiego in ambito ostetrico delle nuove apparecchiature permetterà di avere ricostruzioni morfologiche del feto in 3D e addirittura in 4D, aggiungendo cioè alle tre dimensioni canoniche dello spazio quella del tempo, dunque con possibilità di valutare con più accuratezza la vitalità del bambino direttamente dai suoi movimenti nella pancia della madre. noltre, rispetto alle precedenti dotazioni, la maggiore precisione dei nuovi ecografi consente di individuare eventuali anomalie della crescita fetale.


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Provincia .

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Pagare con la carta Formazione imprese di credito? L’Ascom: 16 milioni in tre anni “sì ma senza spese” N “I pagamenti con carte di credito a noi vanno benissimo, purchè non finiscano per ingrassare le banche”. Il presidente dell’Ascom di Padova, Patrizio Bertin, entra deciso sulla questione e invita a spostare il punto di vista. “Non siamo certo noi commercianti - precisa - quelli che si oppongono al pagamento tramite mezzi elettronici, però vorremmo non fare la figura dei “cornuti e mazziati”, ovvero di quelli che vengono additati come i soggetti che vogliono il mantenimento del contante perchè incalliti evasori quando invece chiediamo che contante e carte di credito abbiano lo stesso costo, cioè zero”. Tradotto: ben vengano i pagamenti coi pos purchè in presenza di commissioni bancarie nulle per i piccoli pagamenti. “Quando sento - continua Bertin - che in America tutti pagano col bancomat anche un semplice

caffè, mi tolgo tanto di cappello. Peccato che da noi il pagamento di un semplice caffè con la moneta elettronica rischi di costare all’esercente di più del caffè stesso ed in questo senso le esperienze pregresse non ci fanno stare sereni”. Il riferimento è ai pagamenti elettronici “a costo zero” che avrebbero dovuto riguardare i rifornimenti di carburante a tutela dei gestori vittime troppo spesso di rapine, un progetto avviato e poi miseramente accantonato. ”Direi di più - propone Bertin -: si potrebbe incentivare l’uso dei mezzi elettronici di pagamento istituendo un credito d’imposta per i consumatori o introducendo detrazioni e deduzioni fiscali sui pagamenti tracciabili. Agli ultra 65enni, che hanno meno dimestichezza con queste forme di pagamento, si potrebbero distribuire carte prepagate. Ovviamente, e torniamo sempre lì, senza costi”. Quanto alla tassa sui contanti, non mi pare che sia un’ipotesi praticabile. Chi usa la cartamoneta o la moneta metallica deve poterlo fare senza sentirsi un criminale”.

egli ultimi tre anni Fòrema, la storica società di formazione degli industriali padovani (fondata nel 1983), ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese, non solo Pmi (tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi). Solo nel 2018 ha formato 25mila persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati, over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole; ha erogato 63.480 ore di formazione a 1.684 aziende, e oltre 55mila ore in e-learning. Consolidandosi tra le maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. Dal mese scorso Fòrema è ripartita dal territorio padovano, con una struttura di primo livello di 60 professionisti, completamente operativa. E alza l’asticella dell’offerta formativa, in sinergia con la trevigiana Unis&f (operativa nel territorio di Treviso): 130 corsi - per un totale di 190 giornate di formazione - suddivisi in 6 aree di competenza che toccano tutti gli ambiti della gestione d’impresa, dall’innovazione e sviluppo del prodotto alla

Sabrina Carraro, presidente di Unis&f

gestione finanziaria, dall’organizzazione alla logistica, dalla Lean al 4.0, dalla trasformazione digitale al marketing strategico. In aggiunta a salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente. “Nell’ambito di Assindustria Venetocentro e grazie alla progressiva sinergia tra le nostre società - afferma Sabrina Carraro, Presidente di Unis&f - rilanciamo questo impegno per dare alle imprese una formazione continua, tecnica e manageriale, di primo livello, sempre più tarata sulle loro reali esigenze e fabbisogni, e per attrezzarle a cogliere i cambiamenti e le grandi opportunità per il futuro”.


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Cultura .

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Teatro ai Colli, spettacoli per tutti Nella nuova stagione conferme e novità con tredici appuntamenti fino a primavera sotto la direzione artistica di Gioele Peccenini. Saranno 18 le proposte dedicate alle scuole per avvicinare i giovani al teatro

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’ un cartellone importante quello che la compagnia teatrale Teatro Fuori Rotta ha pensato per la nuova stagione del Teatro ai Colli di via Monte Lozzo, la sala di comunità diventata un punto di riferimento per l’offerta culturale e di spettacolo della città. La stagione 2019/20 avrà tante conferme, format che tornano ma più ricchi, con più appuntamenti e nuove compagnie. Tredici spettacoli riempiranno la programmazione fino al 18 aprile 2020. La direzione artistica, guidata da Gioele Peccenini, continua il suo lavoro unendo la tradizione dei drammaturghi veneti, ad apprezzati interpreti del territorio, ai grandi interpreti della scena teatrale italiana. Tornerà il Satiro Teatro con A Republica dei mati, Andrea Pennacchi in Raixe Storte nella produzione di Teatro Boxer poi Hemingway tra le lagune venete e Cuba, uno spettacolo di teatro musica con Giovanni Giusto del Teatro dei Pazzi, L’archibugio con il suo Mercante di Venezia. Sa-

liranno sul palco del Teatro Beppe Servegnini, atteso il 16 novembre con “Diario sentimentale di un giornalista”, Marina Massironi con Roberto Citran saranno i protagonisti di “La verità di Bakersfield” l’8 febbraio, e Giobbe Covatta non mancherà di far sorridere e riflettere il pubblico con “Scoop. La donna è superiore all’uomo” il 22 febbraio. Visto il successo della scorsa edizione torna la rassegna domenicale “Famiglie a teatro”, che cresce e propone 10 messe in scena, dal 22 dicembre al 5 aprile. Le storie scelte accontenteranno il giovane pubblico, dai più piccoli che potranno godersi “Camilla, Giorgio e il drago” alla divertente “Pippi Calzelunghe”. Tante le occasioni pensate anche per i ragazzi più grandi, che avranno l’occasione di gustarsi un pomeriggio diverso con “Storia del principe alla ricerca della verità” con gli attori di Fontemaggiore Centro di Produzione Teatrale o “Zeus e il fuoco degli dei” di Teatro Verde di Roma. Alla rassegna do-

Marina Massironi e Roberto Citran (foto di Marina Alessi)

menicale si affianca “Una Mattina a teatro”, dedicata alle scuole con 18 spettacoli scelti dalle migliori produzioni italiane, per avvicinare bambini e ragazzi al mondo del teatro trattando anche tematiche importanti, dal bullismo alla comunicazione. Argomenti a volte difficili da affrontare con bambini e ragazzi, raccontati con storie e personaggi grazie al lavoro delle compagnie teatrali professioniste che mettono a punto drammatur-

gie con il giusto linguaggio, per avvicinare un pubblico giovane ma attento ed esigente. Verranno proposti “Metti via quel cellulare” a “Balla col bullo”, passando per un altro tema caldo come la violenza di genere con “PierinA e il lupo”. In programma anche spettacoli che ricordano i grandi protagonisti della storia come “Leo inventa tutto” e in lingua inglese, con “Free Mandela” ad un grande classico come “A Christmas Carol”. Chiude

questa prima parte del cartellone “Padova è musical”, un contenitore pensato per dare spazio alle compagnie che hanno scelto di mettere sul palco spettacoli con musica, danza, recitazione e particolarmente coinvolgenti. Il primo appuntamento è l’8 novembre con l’opera musical teatrale – The Big Beat, che raccoglie le canzoni dei Beatles cantate e suonate dal vivo da Ivo Zorzi e la Compagnia Teatrale Arte Povera. Il 22 novembre arriva ARS – Creazione Spettacolo con “Fino alle stelle”. Il 6 dicembre omaggio alla musica e alla parola con Faber fragile amico degli Otogrì, dedicato a Fabrizio De Andrè. Ancora grandi autori il 13 con I.F.Production che mette in scena Dylan 66. Il 22 la rassegna chiude con Il pianeta degli alberi di Natale” del Teatro Fuori Rotta. Info www.teatroaicolli.it.

PianoP, musica e spettacolo al Plaza di Abano Terme

Prima edizione della rassegna PianoP ospitata all’Hotel Plaza di Abano Terme, un nuovo format che unisce musica, spettacolo al concetto dell’intrattenimento di qualità, ideato l’organizzazione di Ursula Eventi e la direzione artistica di Alessandra Pascali. Ne esce un calendario di 23 serate, divise tra il venerdì ed il sabato sera, che parte ufficialmente il 19 ottobre con ospiti speciali della serata I Neri per caso, il gruppo a cappella più famoso ed apprezzato in Italia, che presenterà il nuovo disco “We love the Beatles”, un lavoro che ha visto la partecipazione di numerosi artisti italiani per ricantare i successi dei Fab Four. La vocalità torna protagonista anche negli appuntamenti seguenti, a PianoP saranno ospiti anche Choritaly, i Vovalica e i Blubordò a cui è affidato il compito di festeggiare il 31 dicembre. Tra i nomi più attesi e noti al grande pubblico, ci sono alcune icone della musica italiana: Mal dei Primitive, Paolo Vallesi e Andrea Mingardi. Si continua con gli omaggi ai grandi artisti, swing, soul e jazz in compagnia della Sauro’Band, il Modem.Xtet, il Movie Trio, poi il cantante e sassofonista londinese Kenn Baily, La Banda del Sottomarino giallo, Simone Grassi Swingset. A dicembre si entra nell’atmosfera natalizia con Santa Claus is coming assieme a Erika De Lorenzi accompagnata dal chitarrista Alessandro Modenese, il concerto di Irene Guglielmi e l’indimenticabile duetto indimenticabile con Stevie Biondi e Alessandra Pascali. Tutto il programma www.pianop.club.

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Sport

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Successo per la Maratonina del Graticolato

Successo per la Maratonina del Graticolato

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rande successo per la Maratonina del Graticolato giunta quest’anno alla 13° edizione, organizzata da Asd Atletica Foredil-Macchine con la super direzione sportiva di Diego Bovolato, svoltasi ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche. La competizione è Campionato assoluto regionale e Master. A dominare è il Kenya, con ben 4 atleti fra i primi 5 all’arrivo e vittoria per Alfred Kimeli Rono. Il runner kenyiota è molto conosciuto in zona e nel padovano. Con il suo tempo di 1h04’42, raggiunto sotto un tempo ostico a causa della pioggia battente,ha finito per stabilire il secondo tempo di sempre nella mezza maratona di Arsego. Il successo più bello, oltre a quello di Kono, è quello dell’in-

stancabile e immensa Giovanna Ricotta: padovana, 47 anni, ha vinto la maratonina femminile conquistando la quinta vittoria sul Graticolato romano, nove anni dopo il suo ultimo successo. Sono oltre 320 atleti alla partenza di una classica molto attesa. Tra gli stranieri manca solo l’attesissimo eritreo Mogos Shumay che vantava un personale di 1h00’40. Non mancano però ai nastri di partenza tutti gli altri favoriti, dai kenyani Rono, Kirui, Siteki e Mutai al burundese Niyomuzika e agli italiani Solone, Avon, Picello, Casolin e Cortiana. Tra le donne, invece, non ci sono due superfavorite come Gadamnesh e Cunico e per Giovanna Ricotta i giochi si presentano da subito agevoli senza grandi av-

La padovana Giovanna Ricotta vince la maratona femminile e conquista dopo nove anni la sua quinta vittoria sul Graticolato romano

rande successo per la Maratonina del Graticolato giunta quest’anno alla 13° edizione, organizzata da Asd Atletica Foredil-Macchine con la super direzione sportiva di Diego Bovolato, svoltasi ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche. La competizione è Campionato assoluto regionale eversarie. Master.Alla A dominare è il Kenpartenza, con temya, con ben 4 atleti i primi 5 peratura fresca per fra la stagione, all’arrivo Kima senzae vittoria pioggia,per gliAlfred africani meli Rono. Il runner kenyiota è partono subito velocissimi. Kirui molto conosciuto in zona e nel segna il ritmo. Dietro il gruppo padovano. Con il suodatempo di degli italiani guidati Casolin, 1h04’42, raggiunto sotto un temPicello, Vecchietti e Solone. Al po ostico a causa perdono della pioggia quarto chilometro conbattente,ha finito per stabilire tatto prima Mutai e poi Suteki ile secondo tempo sempre nella si forma un trio diditesta con Kirui, mezza maratona di Arsego. Niyomuzika e Rono. Il successo a A metà gara più suglibello, atleti oltre si scaquello di pioggia Kono, èviolentissima. quello dell’intena una Il

Il momento della partenza

trio non si scompone mantenendo il ritmo sino alla fine con una cinquantina di metri di distacco su Siteki e un minuto su Mutai. Seguono gli italiani il cui distacco via via aumenta. La tredicesima Maratonina si decide al diciottesimo chilometro: l’allungo deciso di Rono fa selezione finale; Kirui cerca di resistere ma cede terreno, Niyomuzika deve arrendersi. Uomini: 1. Alfred Kimeli Rono stancabile e immensa Giovanna (Kenya) 1h04’42, 2. Robert Kirui Ricotta: anni, ha (Kenya) padovana, 1h05’09, 3. 47 Jean-Marie vinto la maratonina femminile Niyomuzika (Burundi) 1h05’28, conquistando la quinta vittoria 4. Stanley Siteki (Atl. Potenza sul Graticolato nove Picena) 1h05’50,romano, 5. Ken Mutai anni dopo il suo ultimo Run’N Live) 1h08’29, 6.successo. Luca SoSono oltre 320 atleti alla parlone (Biotekna Marcon) 1h11’58, tenza di Avon una classica molto atte7. Diego (Tornado) 1h11’59, sa. Tra gli Picello stranieri mancaPadosolo 8. Mattia (Spak4 l’attesissimo Mogos Shuva) 1h11’59, eritreo 9. Michael Casolin may che Marathon) vantava un1h12’36, personale (Vicenza 10. di 1h00’40. Non mancano però Matteo Vecchietti (Valle di Cemai nastri di partenza tutti gli albra) 1h14’28. triDonne: favoriti, dai kenyani Rono, Ki1. Giovanna Ricotrui, Siteki e Mutai al burundese ta (Boscaini Runners) 1h23’55, Niyomuzika agli italiani Solone, 2. Federica eSchio (Lupatotina) Avon, Picello, Casolin e Cortiana. 1h29’04, 3. Lisa Carraro (VicenTra le donne, invece, non4.ciMadsono za Marathon) 1h29’25, due superfavorite come Gadamdalena Fontana (Atl. Vicentina) nesh e Cunico e per Giovanna 1h29’55, 5. Arianna Miolato (ViRicotta i giochi si1h31’58. presentano da cenza Marathon) Nicoletta Masetto subito agevoli senza grandi av-

Quando l’amicizia dà vita ad un evento-istituzione

Quando l’amicizia dà vita ad un evento-istituzione

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a Maratonina del Graticolato ha una lunga storia di passione e impegno. Sono passati venticinque anni da quel 4 febbraio, quando tredici amici diedero vita al gruppo podistico “Amatori Sarmeola”. Proprio tra un’ombretta e l’altra, è nata l’idea di dar vita ad un vero e proprio gruppo podistico. Gli atleti, tutti amanti della buona cucina e della buona cantina, hanno sottoscritto un patto di amicizia che dura ancora oggi. Il nucleo fondatore era composto da: Lorenzo Penello, Siro Penello, Ilario Benetazzo, Sergio Callegaro, Gianfranco Giacchetto, Paolo Fornasiero,Francesco Zin,Antonio Faggin, Danilo Greggio, Paolo Negrin, Giovanni Negrin e Giuseppe Paccagnella. E’ proprio Paccagnella che è stato il primo sostenitore alle nascenti iniziative del gruppo che, da “Amatori Sarmeola”, si trasformò in “Atletica Foredil Macchine”. A rafforzare il clima di amicizia sono state le epiche partecipazioni alle maratone internazionali in ogni angolo del mondo da Vienna a New York. L’impegno ha fatto nascere nel 2002 la “Maratonina sul Graticolato Romano”, manifestazione rivolta a tutte le categorie nazionali e dal risvolto sociale è tutt’ora fiore all’occhiello della società. Nel 2009 la nascita della “Santa Klaus Running”, manifestazione suggestiva e di grande impatto sociale. L’impegno costruttivo, attraverso lo sport, ha trovato una particolare sensibilità nel gruppo Foredil, che con la passione per l’attività sportiva e per l’atletica in particolare, ha saputo Gi.Bo. proporre tante esperienze in favore della comunità.

a Maratonina del Graticolato ha una lunga storia di passione e impegno. Sono passati venticinque anni da quel 4 febbraio, quando tredici amici diedero vita al gruppo podistico “Amatori Sarmeola”. Proprio tra un’ombretta e l’altra, è nata l’idea di dar vita ad un vero e proprio gruppo podistico. Gli atleti, tutti amanti della buona cucina e della buona cantina, hanno sottoscritto un patto di amicizia che dura ancora oggi. Il nucleo fondatore era composto da: Lorenzo Penello, Siro Penello, Ilario Benetazzo, Sergio Callegaro, Gianfranco Giacchetto, Paolo Fornasiero,Francesco Zin,Antonio Faggin, Danilo Greggio, Paolo Negrin, Giovanni Negrin e Giuseppe Paccagnella. E’ proprio Paccagnella che è stato il primo sostenitore alle nascenti iniziative del gruppo che, da “Amatori Sarmeola”, si trasformò in “Atletica Foredil Macchine”. A rafforzare il clima di amicizia sono state le epiche partecipazioni alle maratone internazionali in ogni angolo del mondo da Vienna a New York. L’impegno ha fatto nascere nel 2002 la “Maratonina sul Graticolato Romano”, manifestazione rivolta a tutte le categorie nazionali e dal risvolto sociale è tutt’ora fiore all’occhiello della società. Nel 2009 la nascita della “Santa Klaus Running”, manifestazione suggestiva e di grande impatto sociale. L’impegno costruttivo, attraverso lo sport, ha trovato una particolare sensibilità nel gruppo Foredil, che con la passione per l’attività sportiva e per l’atletica in particolare, ha saputo Gi.Bo. proporre tante esperienze in favore della comunità.

La pa Giov vince femm e con nove quin sul G roma


Sport

adovana vanna Ricotta e la maratona minile nquista dopo e anni la sua nta vittoria Graticolato ano

Il momento della partenza

versarie. Alla partenza, con temperatura fresca per la stagione, ma senza pioggia, gli africani partono subito velocissimi. Kirui segna il ritmo. Dietro il gruppo degli italiani guidati da Casolin, Picello, Vecchietti e Solone. Al quarto chilometro perdono contatto prima Mutai e poi Suteki e si forma un trio di testa con Kirui, Niyomuzika e Rono. A metà gara sugli atleti si scatena una pioggia violentissima. Il

trio non si scompone mantenendo il ritmo sino alla fine con una cinquantina di metri di distacco su Siteki e un minuto su Mutai. Seguono gli italiani il cui distacco via via aumenta. La tredicesima Maratonina si decide al diciottesimo chilometro: l’allungo deciso di Rono fa selezione finale; Kirui cerca di resistere ma cede terreno, Niyomuzika deve arrendersi. Uomini: 1. Alfred Kimeli Rono (Kenya) 1h04’42, 2. Robert Kirui (Kenya) 1h05’09, 3. Jean-Marie Niyomuzika (Burundi) 1h05’28, 4. Stanley Siteki (Atl. Potenza Picena) 1h05’50, 5. Ken Mutai Run’N Live) 1h08’29, 6. Luca Solone (Biotekna Marcon) 1h11’58, 7. Diego Avon (Tornado) 1h11’59, 8. Mattia Picello (Spak4 Padova) 1h11’59, 9. Michael Casolin (Vicenza Marathon) 1h12’36, 10. Matteo Vecchietti (Valle di Cembra) 1h14’28. Donne: 1. Giovanna Ricotta (Boscaini Runners) 1h23’55, 2. Federica Schio (Lupatotina) 1h29’04, 3. Lisa Carraro (Vicenza Marathon) 1h29’25, 4. Maddalena Fontana (Atl. Vicentina) 1h29’55, 5. Arianna Miolato (Vicenza Marathon) 1h31’58. Nicoletta Masetto


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#Politica

Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud

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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-

Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it

Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin

dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-

nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono

stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.

Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in

città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-

dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.

Claudio Sinigaglia

L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale


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Politica

Civica per il Veneto Franco Ferrari

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Partito Democratico Piero Ruzzante

Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F

ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di

borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi sviluppi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir

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ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate

del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.


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Politica

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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni

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n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-

da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi

Graziano Azzalin

anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O

ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono

battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”. Marco Scarazzatti

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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!

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I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.

E loro capiscono noi?

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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!

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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.

Osserviamo la loro bocca A

bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non

arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.

Lo sbadiglio ha più significati: come per noi, può indicare sonno o fame, certo, ma spesso è invece indice di stress e, sempre come accade a noi, è contagioso!

Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.

Se le labbra si sollevano...

È

il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.


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Serve una visione d’insieme

Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione

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parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-

pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.

Sicurezza evidente

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ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto

si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”. Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.

Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta

PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale

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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.


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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.

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ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-

A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre

mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può

essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:

“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.

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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio C

’è una Food Valley in Emilia meno famosa e più appartata delle altre, discreta e amante dell’intimità per sua natura. Capace di declinare i suoi straordinari tesori del gusto con le atmosfere oniriche che generano certi suoi borghi e certi suoi castelli, nascosti in suggestivi angoli dell’Appennino. E’ la provincia di Piacenza. Nelle sue vallate nascono tesori gastronomici rari e preziosi come la coppa, la pancetta e il sala-

di Renato Malaman

me (salumi locali protetti da una triplice Dop) e si producono vini tradizionali e schietti come il Gutturnio o il Vin Santo di Vigoleno. Food Valley appartata ma capace di dare ali ai sogni, si diceva. Basta entrare al Museo degli Orsanti di Vigoleno per averne un’idea, dedicato a quegli artisti di strada che già nel XVIII secolo giravano di paese in paese con i loro spettacoli da circo, allestiti per sbarcare il lunario. Erano cantastorie,

ammaestratori di animali e regalavano emozioni a chi conduceva una vita misera e il mondo non lo avrebbe girato mai. Il Museo degli Orsanti, memoria viva di quella irripetibile epopea dello spettacolo popolare, è nato dalla passione di Maria Teresa Alpi, che nel secolo scorso ha dedicato la vita per rimettere insieme, come in un mosaico, le tessere di quel mondo onirico fatto di ammaestratori di scimmie e domatori di orsi. continua alla pag. seguente


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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio

Viaggio nell’altra Food Valley, quella dei Colli Piacentini, fra Castell’Arquato, Vigoleno e Gropparello, dove all’ombra di borghi turriti e castelli si scoprono tante gustose tipicità di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

E

sembra uscito da una commedia fantasy anche il castello di Gropparello, trasformato con il suo immenso parco - da Rita e Gianfranco Gibelli - in un villaggio di fiaba, teatro di attività didattiche di ogni genere. Proposte a ritmo continuo. Un maniero ancora vivo, con tanto di storie di fantasmi e una cornice ambientale che avrebbe suggestionato anche Walt Disney. Piacenza e le sue valli, Piacenza e i suoi borghi. Un piccolo universo di cose buone e belle da scoprire, oggi capace di diventare volano di un marketing turistico dal volto nuovo, fresco, inedito. Dove l’intreccio fra enogastronomia di qualità alta, seppur semplice nei suoi valori tradizionali, e un sistema costituito da gemme turistico-culturali di primordine è elemento distintivo. Vedi il borgo di Castell’Arquato, a pieno titolo fra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Tci per la qualità dei suoi servizi, dove sono osterie e taverne a far da contorno gustoso al centro medievale, alla piazza, al palazzo Ducale e a quello del Podestà, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea. Osterie e taverne che propongono anche i salumi piacentini tradizionali e i formaggi della zona, accanto alla pasta fresca, fra cui i caratteristici pisarei’ e fasö, e a tanti altri gustosi prodotti di fattura artigianale. Come la batarö, caratteristiche focaccine da farcire con i salumi, o la chisöla, focaccia con i ciccioli di maiale. Da queste parti lo gnocco fritto si chiama chisulén ed è prodotto De.Co. da ricordare anche gli anolini, lo stracotto di asinina, la pìcula ‘d cavall a base di carne equina tritata finemente e la tasca di vitello. Fra i dolci la torta sbisigona, fatta con ingredienti semplici e i farsö, frittelle tipiche della festa di San Giuseppe. Oppure il latte in piedi, versione locale del crème caramel.

Le tre stelle del territorio sono le Dop dei salumi: coppa, pancetta e salame. Dalle cantine arriva il profumo dolce e antico del Vin Santo. Da Piacenza tanti tour per un turismo culturale nuovo

Anche il borgo di Vigoleno, frazione di Vernasca, si fregia degli stessi marchi di qualità turistica e sorprenderà per la ricchezza del suo corredo architettonico e artistico-culturale, stretto com’è nelle sue fortificazioni, intervallate da possenti torri, da cui si possono godere dei bellissimi panorami sulle valli dell’Ongina

e dello Stirone, fiumi che scorrono su ampi letti di ciotoli verso la pianura. La Pieve di San Giorgio esprime bene il carattere austero e solenne della storia di questo piccolo borgo turrito, dove poi si scoprono sorprese come il Museo degli Orsanti, luoghi di una memoria rara, tramandata (fino alla creazione del museo) dalla

pura trasmissione orale. Negli oggetti esposti rivive un mondo che ci ricorda quello di Pinocchio. Le escursioni del gusto portano anche a visitare le tante cantine della zona, dove accanto al Gutturnio (la cui briosità è nota agli appassionati del genere: c’è contiguità peraltro con

SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI... Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona.

l’area della ‘cugina’ Bonarda) è in vetrina il Vin Santo di Vigoleno, Doc dal 1996, frutto di uve Santa Maria, Melara, Bervedino o Ortrugo e Trebbiano e frutto di un processo di affinamento che dura ben 60 mesi, di cui 48 in botte. Sono ben 21 i vini della Doc “Colli Piacentini” E poi c’è Piacenza città, dominata dall’angelo di rame che svetta sul campanile del duomo, capoluogo riservato e tranquillo, seppur di nobile lignaggio come testimoniano il Palazzo Gotico e l’aristocratica Piazza Cavalli. Piacenza da cui è partita la riscossa turistica di tutta la provincia, espressa anche da iniziative come quelle promosse dal Consorzio Turistico Promo Piacenza Emilia o da piacenzawinecastletour.com Esperienze consigliate. A Castell’Arquato: B&B di charme Dimora del Podestà e ristorante Stradivarius; a Cadeo il Relais (con ristorante) Cascina Scottina; a Vigoleno le cantine Lusignani e Visconti, oltre naturalmente al Museo degli Orsanti. A Gropparello il castello della famiglia Gibelli con relativa Taverna. Per gli amanti dello shopping in grande stile c’è il Fidenza Outlet Village, poco lontano dall’uscita dell’autostrada di Fidenza. Un parco commerciale anche bello da vedere oltreché ricco di proposte. Anche gastronomiche, perché il Piacentino… piace sempre.

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otrebbe far ricordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi princìpi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, a conferma di quanto già espresso a livello nazionale nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. Una giornata, quella iniziata nel panificio, che finisce nelle case di ciascuna famiglia ad allietare i momenti di convivio, mentre quella del fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte termali scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista.

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ogni giorno al trattamento a base di questo “farmaco” naturale dai risultati antinfiammatori paragonabili a quelli del cortisone, ma senza controindicazioni ed effetti collaterali, particolarmente indicato anche dal punto di vista preventivo a giovani e sportivi. L’hotel Terme Millepini nel suo stabilimento termale interno, con tre piscine coperte e scoperte e una SPA

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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.

La prevenzione non ha età Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

a pag 38

Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio a pag 39

Mancano Osas: cenni i medici, lediagnosticiRegioni in pressing terapeutici sul Governo a pag 40

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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto

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’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,

Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-

te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.

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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.

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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”

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essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della

società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono

d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle

origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera

fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.

Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra

l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach

Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.

Approvato un documento che chiede di ripensare formazione e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico

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bbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici

punti, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio sanitario nazionale, le nuove esigenze di formazione, la programmazione futura del numero di professionisti necessari alla sanità italiana, le strategie per rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e gli interventi necessari a raggiungere gli standard europei in materia di tempi e funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione

nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto. Quelle che proponiamo sono tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.


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Tre doni “speciali” per la sanità veneziana U

na buona sanità dipende da molti fattori, non ultima la capacità del territorio e dei suoi abitanti di sostenere lo sforzo delle istituzioni. E tre storie che arrivano dal Veneziano aiutano a comprendere perché il Veneto continua a essere un’eccellenza in campo non solo nazionale. La prima buona notizia arriva da Dolo, dove la Pediatria può ora contare su nuovi arredi donati da un imprenditore locale, Graziano Scantamburlo, che già in passato aveva dimostrato la sua generosità. Questa volta ha regalato al reparto un televisore e quattro tavolini con sedie, tutto a misura di bambino, per rendere ancor più accogliente la sala di attesa che ogni giorno accoglie tanti bambini coi loro genitori. Dietro la donazione, c’è però più dell’impegno di un singolo. “Il signor Graziano – ha raccontato il Primario della Pediatria, il dottor Vecchiato – da qualche anno invita i suoi clienti a lasciare un’offerta prima di uscire dal negozio: un modo concreto per far partecipare la comunità ad un bene superiore che è quello comune” Mirano, invece, deve ringraziare Omar Rosa, di Maerne, e gli amici che hanno

Grazie alla generosità di imprenditori, ex dipendenti e familiari dei pazienti Dolo, Mirano e Mestre sono oggi più funzionali e attrezzati a rispondere ai bisogni dell’utenza

partecipato alla colletta raccogliendo 1.600 euro utilizzati per l’acquisto di ausilio e dispositivi utili all’attività del reparto di Neurologia. Una scelta nata dal desiderio della moglie Caterina, scomparsa a soli 43 anni dopo essere stata curata con dedizione, competenza e gentilezza proprio nel reparto neurologico dell’ospedale veneziano. “Si tratta di una donazione che per noi assume un doppio valore – ha sottolineato il primario di Neurologia, Luigi Bartolomei – perché contribuisce certamente ad aumentare la qualità del nostro servizio assistenziale, ma soprattutto evidenzia come ci sono cittadini che danno merito al lavoro che svolgiamo, lo riconoscono. Un lavoro delicato, che necessita di attenzione verso il prossimo, dove si cerca di dare le risposte che vengono attese, sia per l’assistenza specificatamente sanitaria, ma anche per l’aspetto relazionale”. L’ultimo dono è arrivato invece al pronto soccorso dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre: dieci carrozzine “su misura” sono il regalo che Francesco Sorato ha voluto lasciare a suggello di quarant’anni di lavoro come infermiere, consegnandole al direttore generale

dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e al personale. «Sono lieto di fare questo dono – ha spiegato Francesco Sorato, ora in pensione ma sempre attivo nel volontariato – e ancor di più sono lieto del lavoro che abbiamo fatto per pensare e consegnare delle carrozzine particolarmente adatte a quest’area particolare: con la loro dotazione che consente di sollevare, in qualunque posizione necessaria, gli arti di una persona, permetteranno ai pazienti in attesa di sostare in condizioni migliori rispetto a una normale sedia». Con le nuove carrozzine anche la movimentazione dei pazienti negli spazi del Pronto Soccorso e all’interno dell’Ospedale potrà essere fatta al meglio, come ha ricordato nel ringraziarlo il direttore generale: “Oggi con questo dono rendiamo più ricca la dotazione di strumentazioni del Pronto Soccorso; ma credo conti ancora di più il fatto che ci sentiamo più ricchi quanto a sostegno e attenzione: il signor Sorato rappresenta, con la sua opera di volontariato svolta all’Angelo, tutto quel mondo fatto di volontari e di associazioni che non si stanca di partecipare alla vita dell’Ospedale, e a cui va il nostro sincero ringraziamento”.

Osas: cenni diagnostico-terapeutici Quasi sette milioni di euro per la sanità padovana dalla Regione

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’OSAS delleGiunta apnee ostruttive ia (sindrome libera dalla regionale nel sonno) patologia respiratoria ad altriè 9una milioni di euro di financaratterizzata collassamento parziaziamenti indal edilizia e macchinari per le o tre totale (completa chiusura) importanti Ullss venete:delle la 1 alte Dovie aeree e laringe) nella lomiti,(faringe la 6 Euganea e la dovuta 9 Scaligera. maggioranza dei casisono al sovrappeso. ColI finanziamenti stati approvati, piscesucirca l’8% della popolazione, gran proposta dell’assessore allainSanipartetà,di Manuela sesso maschile. E’ causata dall’inLanzarin, dopo che si è farcimento, parte delle cellule adipose, conclusodapositivamente l’iter di valuta- 350 mila euro) e in attrezzature sanitadei muscoli delda faringe, i qualiComduzione deitensori progetti parte della rie (3 milioni 507 mila euro). rantemissione il sonno,Regionale. complice il naturale rilas«Tenere i conti in ordine, come si samento, non riescono piùsono a garantire la All’Ulss 1 Dolomiti stati assefa nella sanità veneta – sottolinea pervietà delleper altelavori vie aeree. In gnaticompleta 360 mila euro di ristrutl’assessore Lanzarin – ci consente di rari casi le apnee possono essere turazione di alcune stanze del dovute reparto proseguire con continuità in una poa cause diverse dell’Ospedale dal sovrappeso, ovverodi litica di investimenti alla quale, ogni di Medicina di Pieve alterazioni quali haipertrofia Cadore. anatomiche L’Ulss 9 Scaligera ottenuto anno, riusciamo a destinare almeno dell’ugula, macroglossia, retrognazia. A 1 milioni 754 70 milioni di livello sintomatologico l’OSAS è carattemila euro. Sa- Tre Ulss venete si spartiscono euro. Ognuno rizzata dai seguenti ranno utilizzati sintomi: risvegli con 9 milioni per attrezzature e di questi euro comporta esclusivamente problema sensazione di soffocamento, sonnolenza per l’acquisto vieneun anche investimenti edilizia. e di Altri relazione utilizzato con il partner, diurna, minzioni notturne, dimi- in acustico di frequenti attrezzature al ma 11 progetti presto non finanziati ha implicazioni cliniche. nuzione della libido performance all’Ospedale di e della meglio, Invece per- dusi proverifica sessuale, cefalea mattuti- per 13 milioni e mezzo rante l’apnea San Bonifacio, ché ogni una pausa (generalmente na, difficoltà a concentrarper accessori getto, prima Colpisce circa di 20-30 secondi)connella si. Ilrelativi russamento semplice, già realizzate di essere finanziato, ad attrezzature è valutato l’8% della che regiocomporta che nell’Ulss colpisce eil per 25% della lavori di ade- attenzione dallarespirazione i relativi Commissione popolazione, riduzione dell’ossigepopolazione, guamentoprecede edilizio.spesnale. Nemmenouna un centesimo, quindi, a livello di tutti gli so di molti anni la comparL’investimento maggiore rischia didi esserenazione sprecato». in riguargran parte e tessuti del recorpo. sa delle apnee notturne ed da però l’Ulss 6 Euganea. Alla sanità Con la stessaorgani delibera, la Giunta sesso maschile In particolare risentono è dovuto all’ipertrofia padovana vanno 6delle milioni e 857 mila gionale ha autorizzato altri 11ne progetti cervello,che il cuore, i reni, mucose vie aeree,a copertura fi- per circa 13,5 ilmilioni, euro,delle chealte serviranno saranno la successiva che nanziaria vibrando per in maniera anomala duraninvestimenti in conto ca- predisponendo finanziati con un successivo comparsa provve- di ipertensione arteriosa, eventi ischemici te il pitale sonno,anno producono caratteristico e 2019 in iledilizia (3 milioni dimento. cardiaci e cerebrali. Inoltre le improvvise fastidioso rumore. Tuttavia il russamento

variazioni di pressione intratoracica durante lo sblocco dell’apnea, determinano una trazione a livello delle pareti cardiache che predispongono alla cardiopatia dilatativa ed allo scompenso cardiaco. In ultimo, il sonno del paziente apnoico è molto leggero, non ristoratore, destrutturato in quanto continuamente frammentato da risvegli prevalentementi sub-coscienti (arousal), che determinano poi la sonnolenza diurna. Durante la visita con lo Pneumologo attraverso un’accurata anamnesi è possibile già diagnosticare con buona probabilità la malattia. La conferma avviene tramite l’esecuzione di una poligrafia eseguibile

anche a domicilio come da linee guida internazionali (American Academy of Sleep Medicine). L’esame prevede il monitoraggio notturno della respirazione attraverso alcuni sensori (saturimetro al dito, sensore di pressione oro-nasale, sensore di russamento), elettrocardiogramma, nonché il posizionamento delle fasce toracica ed addominale per la rilevazione dei rispettivi movimenti. La presenza di più di 5 apnee (o ipopnee) per ora di sonno, conferma la diagnosi di OSAS. Se di grado lieve (tra 5 e 15 apnee/ipopnee per ora di sonno), richiede una terapia dietetica personalizzata ed una corretta igiene nel sonno (dormire in decubito laterale, pasti leggeri la sera, astensione da bevande alcooliche e fumo di sigaretta), salvo non siano presenti comorbidità (ipertensione arteriosa, cardiopatia, pregresso IMA o ictus, sonnolenza diurna importante). In tal caso e quando presenti più di 15 apnee/ipopnee è necessario l’utilizzo notturno di un

ventilatore a pressione positiva continua (CPAP), che eroga aria nelle vie aeree, garantendo in tal modo la pervietà delle stesse. Il paziente eseguirà un trial di titolazione a domicilio per circa un mese con un ventilatore auto-tarante (Auto-CPAP) al fine di individuare la corretta pressione da applicare in seguito mediante la CPAP. Il follow-up prevede visite semestrali e poi annuali al fine di controllare la compliance alla terapia, mediante lo scarico dei dati di funzionamento del ventilatore, verificare l’assenza di apnee durante l’utilizzo del ventilatore e risolvere eventuali problematiche insorte. In alcuni selezionati casi, previa valutazione ORL e odontoiatrica, è possibile il posizionamento di apparecchi di avanzamento mandibolare (MAD) o interventi chirurgici ORL (spesso mediante laserterapia). In oltre il 90% dei casi la terapia ventilatoria notturna rimane il gold standard di trattamento, ovviamente associato al calo ponderale.

Dr. Marco Fontana Specialista in pneumologia e malattie dell’apparato respiratorio Affidea – Poliambulatorio Morgagni Via Cavazzana 39, Padova - Tel. 049 8787479 e-mail: info.morgagni@affidea.it www.affidea.it


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Venice Fashion Week 2019 Dal 17 al 26 ottobre 2019

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filate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile a Venezia: un evento che si svolgerà dal 17 al 26 ottobre 2019. Arrivata alla sua 9^ edizione la manifestazione è un evento di cultura della moda rivolto a designer e marchi nazionali e internazionali che ha nel programma tra palazzi, hotel e boutique; sfilate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile, sartoriale, artigianale, etica e slow. Made in Italy e arte contemporanea, palazzi e atelier artigiani aperti con sfilate e mostre, giovani creativi, alto artigianato, moda sostenibile e ospiti internazionali: Venice Fashion Week è una manifestazione nata per promuovere il potenziale della città di Venezia e del Veneto come luogo produttivo, creativo e di ispirazione.

Padova, concerto Jethro Tull Gran teatro Geox

Venezia, grandi concerti

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l 3 novembre la mitica band dei Jethro Tull sarà al Gran teatro Geox. I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale. Hanno all’attivo più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo. Era il 2 febbraio del 1968 nel famoso Marquee Club di Wardour Street, quando i Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Per celebrare questo anniversario, Ian Anderson porta in tutto il mondo il Jethro Tull 50 Anniversary Tour. Tra le band più importanti e influenti di tutti i tempi nel progressive rock, l’immenso catalogo di opere dei Jethro Tull comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ogni concerto del tour cinquantennale sarà un ampio mix degli album storici della band, da This Was fino ai giorni nostri.

Teatro Toniolo

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enerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Toniolo di Venezia c’è Antonella Ruggiero in concerto con La vita imprevedibile delle canzoni, live dell’omonimo album del 2016 (Sony Music Classical), con il maestro Andrea Bacchetti a dirigere un ensemble d’archi sulle celebri canzoni dei Matia Bazar. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Antonella Ruggiero. Ancora al Teatro Toniolo, sabato 19 ottobre, alle 21, va in scena Francesco Renga, in concerto con L’altra metà tour. Qui è possibile acquistare i biglietti per il concerto di Francesco Renga. Prodotto da Michele Canova Iorfida e composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo, il nuovo album rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche. Sabato 2 novembre, al Teatro Goldoni di Venezia, ci sono Stefano Bollani e Chucho Valdés in concerto, nell’ambito del Venezia Jazz Festival Fall Edition. L’estro musicale e la fantasia versatile di Bollani e l’energia afro-cubana e il ritmo latino di Valdés danno vita a uno spettacolo musicale di fortissimo impatto. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Stefano Bollani e Chucho Valdés.

Giornate FAI d’Autunno a Treviso e provincia In 260 città

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abato 12 e domenica 13 ottobre 2019 torna in 260 città il weekend dedicato alla bellezza. 700 luoghi del nostro Paeseinaccessibili o poco valorizzati da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. Sarà l’occasione per visitare l’abbazia di Follina aperta sabato, 14:00 – 18:00 e domenica 10:00 – 12:30 / 14:00 – 18:30. O Il Lanificio Poletti, sempre a Folina. La mattina di domenica 13 ci sarà la possibilità di visitare il Lanificio con i macchinari in funzione, per poter meglio apprezzare questo magnifico esempio di manifattura tessile avente oltre duecento anni di storia, ancora oggi in funzione. Queste visite speciali saranno riservate agli iscritti FAI (per chi non lo fosse ci sarà la possibilità di iscriversi in loco). Partenza visite ore 10:00, 10:30, 11:00 e 11:30. Prenotazione obbligatoria. Alla fine di queste visite verrà offerto un buffet durante la pausa pranzo.

Rovigo, Il Giapponismo in Europa Palazzo Roverella

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a mostra è dedicata all’influenza che l’arte giapponese ha avuto sulla cultura figurativa europea tra Otto e Novecento. Quella del Giapponismo è stata una tendenza che ha influenzato le nuove generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, dalla Germania all’Olanda, al Belgio, dalla Francia all’Austria, alla Boemia, fino all’Italia. Sono numerosi gli autori che si sono lasciati sedurre dalle composizioni grafiche, dalle linee e dai colori tipici dell’arte giapponese. Qualche esempio? Paul Gauguin, Herri de TouluseLautrec, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha.

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di cavolfiore

Polpette di cuscus ai funghi

Crostata esotica

Ingredienti: 1 cavolfiore medio - 5 scalogni - 1 spicchio d’aglio 100 g di fiocchi di cereali a scelta 1 pizzico di maggiorana - 1 pizzico di curry - 2 foglie di alloro - brodo vegetale e sale q. b.

Ingredienti: 300 g di cuscus - 200 g di funghi - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - una manciata di curry - 1 uovo - 1 C di parmigiano grattugiato - pane grattugiato q. b.

Ingredienti: 300 g di farina tipo 2 - 100 g di burro - 100 g di zucchero - 2 tuorli - 1 C di succo di mela la scorza grattugiata di un limone - 1 pizzico di sale - marmellata di frutta esotica (o altro tipo).

Preparazione: cuocere il cavolfiore nel brodo vegetale (indicativamente una ciotolina a persona). Intanto in una padella oliata fare rosolare gli scalogni e l’aglio, quindi aggiungerli al cavolfiore, unire la maggiorana, il curry, il sale e i fiocchi; passare con il frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema della giusta densità. Servire in coppette e guarnire a fantasia.

Preparazione: cuocere il cuscus come da ricetta base. A parte preparare i funghi, scolarli e farli cuocere in una pentola con un po’ d’olio e l’aglio schiacciato. Salare e, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Quando sia il cuscus, sia i funghi sono cotti, amalgamare il tutto, unire il curry, l’uovo, il parmigiano e formare delle polpette. Passarle quindi nel pane grattugiato e disporle in una placca da forno precedentemente oliata. Metterle in forno a dorare e servirle ben calde su fette di pane grigliato.

Preparazione: lavorare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero e i tuorli. Amalgamare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciarla riposare per circa mezz’ora in luogo fresco. Quindi lavorare ulteriormente l’impasto, infarinare una tortiera e stenderlo in questa (tenendo da parte un po’ di pasta per il bordo e la guarnizione). Bucherellare con una forchetta, stendervi la marmellata e guarnire a scelta. Infornare per 25 minuti circa. Sfornare e servire sia tiepida che a temperatura ambiente.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Ariete Dovrete alleggerire la tensione e investire le energie nel consolidare il vostro team. Preferite il lavoro di gruppo

Toro Sole, Venere e Mercurio vi daranno la carica giusta per raggiungere quegli obiettivi sul lavoro a cui tenete tanto

Ottobre Questo mese vi regala un tempo ancora mite e favorevole per passeggiate all’aria aperta e investimenti sul futuro molto proficui. Non temete nulla!

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Bilancia Sarete carichi e motivati, realizzerete molti dei desideri. Come quello di dare una svolta al rapporto sentimentale

Scorpione Anche se sentirete il bisogno di isolarvi per riflettere, ricordate che avete talento e risolverete le questioni professionali

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Una storia sentimentale cominciata da poco subirà una fase di stallo. Meglio chiudere che trascinare ciò che non va

La luna piena vi regala istanti con il partner destinati a lasciare ricordi che porterete per sempre nel cuore

Cancro

Capricorno

Rinnovare i vostri spazi è un’esigenza. Date libero sfogo alla fantasia per renderli il più originale possibile

Arriva una svolta importante nella vita professionale. Gli eventi si susseguiranno rapidamente, cogliete l’opportunità

Leone

Acquario

Fate un po’ di vacanza perché da fine mese Urano vi porterà dei problemi e dovrete occuparvi di un parente

Riceverete una proposta molto importante sul piano del lavoro che potrebbe cambiare tutta la vita: attenzione

Vergine

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Sono in arrivo importanti novità sul piano finanziario, qualche sorpresa da far fruttare come si deve!

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