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miranese sud nov2019 n164

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Sport p.18

Motori

NOVEMBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.164

Cultura p.17

p.37

del Miranese Sud

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TERRITORIO

Sociale, le nuove fragilità del comprensorio

on-line: Al voto, senza autonomia di Zabeo Samuele

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, met… la tiamoci convenienza del Cadore sotto casa la fatica quotidiana del governo con i 5… stelle, e il cammino segretario Sconto del 50%annunciato su tutte dal le lenti regionale dem Bisato, fatto (Ve) di cantieri progettuali Viale Sanremo, 42/d · Spinea · Tel. 041 997018 e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del govera pag 12 no Conte 1, quello di cui la Lega era servizio componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

Santa Maria di Sala, interventi per la sicurezza del centro In arrivo 2 nuove fermate dei bus sulla Noalese e un tratto ciclabile tra le vie Luxore e Ferraris, fino a via Rivale. Previsti 4 nuovi attraversamenti pedonali

MIRANO

Apre il Gelsomino, nuova residenza per anziani MIRANO

Inquinamento dell’aria, scattano limitazioni SPINEA

Lavori pubblici, il municipio si rifà il look SPINEA

“L’area dell’ex scuola Bennati resta nel degrado”

Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percentualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con segue a pag 3 Alessandra Moretti cinque anni fa.

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Facciamo. il punto

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Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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Le nuove fragilità nel comprensorio T

La disoccupazione è in calo negli ultimi quattro anni

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

redicimila anziani in più in 10 anni e solo 4,6 domande di reddito di cittadinanza accolte per mille abitanti: a scattare la fotografia, per Miranese e Riviera, è il direttore di Local Area Network Luca Romano, per conto di Confcooperative, Cooperativa Primavera e cooperativa Il Villaggio Globale. Al centro dell’indagine le nuove fragilità sociali: persone anziane, quelle con disabilità o non autosufficienti, donne vittime di violenza domestica e minori in condizioni di disagio, oltre a persone che hanno subito traumi come fallimenti aziendali, rottura famigliare, perdita del lavoro e che maturano effetti depressivi, facendo un uso consolatorio di sostanze o alcol. Profili in genere non intercettati dai servizi socio-sanitari, con costi sociali elevatissimi. Emerge come nell’ultimo decennio, il distretto MiranoDolo dell’Ulss 3 abbia visto aumentare il numero di over-65 di quasi il 40 %. La popolazione è aumentata del 3 % e conta 272.671 abitanti nei 17 comuni: gli stranieri sono l’8,2 %, con incidenze superiori al 10 per cento a Dolo, Fiesso, Spinea, Strà e Vigonovo. Il dato sulla disoccupazione negli ultimi 4 anni è in calo e nel periodo 2009-2016 i depositi bancari pro-capite sono cresciuti di quasi 4 mila euro, ma meno del 4 %, a fronte di un quasi 9 % per l’area metropolitana. Il reddito disponibile pro-capite è aumentato di poco più di 2 mila euro per abitante, passando dai 22.500 euro circa del 2008 ai quasi 25 mila del 2017 e i redditi inferiori ai 10 mila euro sono calati di oltre il 3Germana Urbani >direttore@givemotions.it< %. Tra gli indicatori di fragilità c’è il reddito di cittadinanza: i numeri ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai nel distretto sono contenuti, con 4,6 domande accolte per mille abistata. Basti pensare che il divario minore il centanti, mentre la Città metropolitana si attesta sulle 6,1 a fronte di una trosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore media italiana del 14,8. “Stiamo passando - commenta Romano - da V i a(38Na 32), icc l ò To m m a s e o , 7 · S P I N E A ( Ve ) Bentsik contro il “primo” Galan maostiamo problemi sociali chiari e circoscritti in ambiti che il welfare statale parlando di un’altra era geologica, e il risultato percencodificava con interventi definiti, a una vulnerabilità diffusa alla soPescheria Adriatica Te l . 0 4 1 5 4 1 1 2 3 5 · tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci Filippo De Gaspari cietà a tutti i livelli”. anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, e a pag 3 Redazione: segue anni Amministrazione fa.

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del Miranese Sud

è un marchio registrato di proprietà Srl di

Al voto, senza autonomia TUTTO il pesce CURATO e SFILETTATO davanti a voi ... Pronto da Cuocere! VENITE A TROVARCI !!!

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala per un numero complessivo di 17.157 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019


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Mirano

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Apre i battenti la residenza “Gelsomino” per anziani

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Con la nuova struttura, l’Ipab Mariutto, è idoneo a ospitare 264 anziani. Arrivano così 90 posti letto in stanze con una cubatura maggiore per facilitare spostamenti in carrozzina

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naugurata la residenza Gelsomino, nuova ala dell’Ipab Luigi Mariutto, una struttura su tre piani con un capacità ricettiva di 90 posti letto per anziani autonomi e non autosufficienti. Il taglio del nastro è avvenuto lo scorso 19 ottobre ad opera di nonna Egle, ospite dell’Ipab, assieme al parroco don Artemio Favaro, al presidente dell’Ipab Paolo Zanardi, al direttore Franco Iurlaro, al vice presidente Andrea Burlini e al sindaco Maria Rosa Pavanello. Un’opera di circa 14 mila metri quadrati, disposta su tre piani equivalenti, per un totale di 90 posti letto, per un costo di 4.400.000 di euro, finanziati con il contributo della Regione. La residenza Gelsomino rispetta stan-

dard moderni come la presenza di ascensori, di cui uno a prova d’incendio, spazi ricreativi, camere doppie realizzate con una cubatura maggiore al minimo previsto dalla legge per facilitare gli spostamenti in carrozzina, e bagni conformi alle richieste di un’utenza disabile. All’avanguardia la struttura utilizzata, un prefabbricato in legno del Trentino che garantisce requisiti antisismici e sposa una filosofia di edilizia sostenibile. A regime la nuova residenza impegnerà 36 operatori sociosanitari e 6 infermieri, per garantire un’assistenza di alto valore e famigliare agli ospiti. Fra le autorità presenti, oltre al consiglio di amministrazione dell’ente, sono intervenuti

Premio Erboristeria a Livio Casagrande

Gianfranco Pozzobon in rappresentanza dell’Ulss 3, il consigliere regionale Bruno Pigozzo per la Regione, Giorgio Babato della Città metropolitana, Roberto Volpe di Uripa (Unione regionale istituti per anziani della Regione Veneto), oltre agli ospiti con le loro famiglie e i cittadini, tra cui alcuni sindaci del territorio e Pierpaolo Baretta, sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanza. “Un’opera - ha sottolineato la sindaca Pavanello - che riqualifica la struttura, segno di

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un Ipab vivo, dinamico, all’avanguardia, competitivo in questo mercato e, soprattutto, capace di rispondere ai bisogni dei cittadini. Diventerà un punto di riferimento nel panorama dei servizi alla persona del territorio”. Con l’apertura del Gelsomino il Mariutto è oggi idoneo ad ospitare 264 anziani ed è parte di un progetto più ampio di ammodernamento e potenziamento per l’offerta pubblica di servizi alle persone del territorio. Filippo De Gaspari

’ erborista Livio Casagrande ha vinto il premio alla carriera del prestigioso concorso nazionale “Premio Erboristeria dell’anno 2019”, promosso dalla rivista L’Erborista. La consegna del premio si è svolta all’interno della manifestazione fieristica di settore presso “Il Sana” di Bologna. Un riconoscimento che premia il lavoro iniziato da Livio Casagrande, erborista diplomato presso all’Università di Urbino nel 1982, in un’erboristeria a Mestre. Nel 1986 il trasferimento a Mirano, in via Mariutto 8, con la “Premiata Erboristeria La Rinascente”. Un negozio con annesso laboratorio erboristico dove ancora oggi prepara miscele di erbe e tisane, integratori alimentari e un grande assortimento di erbe officinali. Molta attenzione nel corso degli anni è stata dedicata ai giovani che frequentano il corso di laurea in Scienze farmaceutiche applicate all’Università di Padova: Casagrande mette a loro disposizione l’esperienza maturata sul campo, formandoli con il tirocinio presso la sua erboristeria. (F.D.G.)

Energia per l’Africa all’istituto Levi-Ponti

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uovo capitolo del progetto “Energy with Africa”, il gemellaggio che dal 2014 unisce i tre istituti superiori di Mirano (Levi-Ponti, 8 Marzo-Lorenz e liceo Majorana-Corner) e l’Université de Labé in Guinea. Nelle scorse settimane sono arrivati in Italia 5 insegnanti guineani per un periodo di formazione intensiva all’istituto Levi-Ponti: resteranno a Mirano per 45 giorni, con l’obiettivo di acquisire le competenze necessarie per gestire il nuovo laboratorio di elettronica ed elettrotecnica in fase di allestimento a Labé. È l’ennesimo tassello del ponte di amicizia che, grazie anche al sostegno di Cesvitem e Acli provinciali di Venezia, da 5 anni unisce Mirano con la Guinea. Tutto è nato dalla testimonianza di Mamadou Kairaba Diallo, studente-lavoratore dell’Iis Levi-Ponti, che nel 2016 ha portato all’installazione di un impianto fotovoltaico a servizio della biblioteca e dell’aula insegnanti dell’Université de Labé. Ora il passo ulteriore: il laboratorio sarà il primo nel suo genere in Guinea e servirà a formare figure professionali specializzate in particolar modo nella progettazione e installazione di impianti fotovoltaici, dando un contributo significativo all’occupabilità dei giovani residenti nell’area. “Si rafforza il gemellaggio - ha detto Marialuisa Favaro, dirigente del Levi-Ponti - gli insegnanti che accoglieremo e formeremo sono professionisti laureati e il senso è proprio quello di valorizzare le grandi risorse, umane e naturali, del continente africano”. “Siamo convinti - aggiungono Paolo Grigolato, presidente delle Acli provinciali e Simone Naletto del Cesvitem - che il valore aggiunto sia il coinvolgimento diretto degli studenti della cittadella, che nel prossimo mese e mezzo avranno modo di vivere una sorta di F.D.G. Erasmus al contrario”.


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Mirano

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Ambiente Firmata dalla sindaca Maria Rosa Pavanello l’ordinanza che resterà in vigore fino al 15 aprile 2020

Inquinamento dell’aria, scattano le limitazioni per fermare lo smog T

ornano le limitazioni per terventi comuni da attuare per contenere i livelli di inqui- il miglioramento della qualità nanti per tutta la stagione in- dell’aria previsti dagli accordi rivernale. A Mirano nessun ob- guardano i settori maggiormente bligo stringente, anche in caso responsabili delle emissioni di di emergenza smog e i comitati Pm10: combustione di biomassa del Forum dell’Aria attaccano: per il riscaldamento civile e tra“Si poteva fare di più”, anche se sporti. Per l’associazione Valore il Comune ribadisce che si è co- Ambiente però: “In questi ultimunque andati oltre il minimo mi anni nessuna multa è stata tassativo. L’ordinanza, già in vi- comminata ai trasgressori, a cogore da metà ottobre e valida fino minciare dai mezzi Actv accesi al 15 aprile, prevede temperature e fermi al capolinea. Non essenambiente di 17 gradi per attività doci controlli per verificare l’area industriali e artigianali, 19 per gli degli inadempienti, l’ordinanza edifici domestici, con due gradi del Comune non ha alcuna effidi tolleranza, la riduzione di due cacia”. E chiede: “Di adottare coore del periodo massimo con- munque le azioni previste negli sentito, tra le 16 e le 18, dell’e- agglomerati urbani come da acsercizio degli impianti termici, cordo di bacino e misure di allerstufe, caminetti e ta per soggetti fraaltri alimentati a gili e sensibili come Per le combustibili. C’è il bambini, anziani, divieto di utilizzo di asmatici e allergici, associazioni generatori di calore poi divieto di falò e ambientaliste fuochi anche all’Ea biomasse inferiori o uguali alla classe del territorio, pifania e avviare un 2 e di combustione partecipasi poteva fare processo all’aperto, in ambito per la stesura di di più to agricolo e di canun piano comunale tiere, oltre all’obblisulla qualità dell’ago di spegnimento ria”. La sindaca Madei motori dei veicoli in sosta ria Rosa Pavanello tuttavia preciprolungata. I gestori di negozi ed sa: “A dire il vero andiamo anche edifici con accesso al pubblico, oltre gli obblighi minimi previinfine, sono invitati a chiudere sti: innanzitutto prolunghiamo le porte di accesso per evitare la validità delle misure oltre il 31 dispersioni termiche. In questo marzo, andando fino al 15 aprile, modo il Comune dà attuazione termine di legge nazionale per lo a quanto definito dalla Regione spegnimento del riscaldamento. nell’accordo di bacino: non sono Vietiamo la classe 3 stelle dei gepreviste limitazioni del traffico neratori di calore a biomasse in in quanto Mirano non fa parte modo sistematico dal 1 gennaio dell’agglomerato di Venezia (che e non solo in caso di sforamento comprende Marcon, Martellago, dei limiti. Inoltre abbiamo introMira, Quarto d’Altino, Spinea, dotto l’obbligo di spegnimento Scorzè e Mestre) e di quei comu- del motore per i veicoli in caso ni con popolazione superiore ai di soste prolungate, per le fasi di 30 mila abitanti (Chioggia e San carico e scarico merci e per i bus Donà di Piave) ove si applica- fermi al capolinea”. no misure più restrittive. Gli inFilippo De Gaspari

Un reality show sulla cucina coreana girato in un ristorante di Mirano

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n reality show ambientato a Mirano: non lo vedrete, perché andrà in onda in Corea del Sud, ma la città del Tiepolo con le sue bellezze sarà protagonista di uno dei canali più seguiti di Seul, grazie al miranese, trapiantato in Corea, Alberto Mondi, ormai vera e proprio star televisiva in estremo Oriente, dopo aver preso parte a un format televisivo. Per alcuni giorni, in ottobre, Mirano è diventata set del nuovo reality della tv coreana JTBC, in cui tre stranieri (Mondi più altri due famosi in Asia) vanno in giro per il mondo e aprono un ristorante coreano per vedere la reazione degli abitanti locali. Le prime puntate sono state girate a Mirano e precisamente all’interno del ristorante Oca Bianca

in via Taglio, per l’occasione aperto al pubblico solamente nei giorni di riprese. Il locale è stato gestito come un normale ristorante coreano, dunque a pagamento, sia a pranzo che a cena. “Magari - spiega Mondi - trattandosi di intrattenimento, è difficile che sia andato tutto perfetto, ma per chi è venuto è stata senz’altro una bella esperienza e soprattutto un’occasione per far vedere al pubblico coreano la bellezza di Mirano e il calore dei miranesi. Lo scopo è offrire un’occasione per entrare in contatto con la cultura e la cucina coreana. Poi se il menù è piaciuto, il mio consiglio è andare in un ristorante gestito da coreani o di farsi un viaggio in Corea per avere F.D.G. un’esperienza ancora più autentica”.


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Mirano

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Un’agenzia per valorizzare sul web l’abbigliamento Silos Box punta a portare le aziende di pelletteria, calzature e vestiti nel mercato internazionale delle vendite online

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Marketplace B2B, ovvero le piazze digitali dove le aziende presentano sul mercato globale i loro prodotti e servizi, possono diventare lo strumento strategico per rilanciare il business della moda “made in Italy”. Ne sono convinti Camilla Polati e Livio Montin, che per questo hanno fondato Silos Box, la prima agenzia italiana che vuol portare nel web le aziende di abbigliamento e accessori (pelletteria e calzaturiero) fiore all’occhiello della produzione italiana. L’azienda si trova a Mirano, all’interno di un silos industriale dove lavora un gruppo di giovani nativi digitali. Il settore della moda viene considerato dai principali marketplace, come Alibaba.com e Global Source, uno di quelli a più alto potenziale per

il B2B. “È un mercato immenso, ma per entrarci bisogna superare diffidenze e timori. Molti imprenditori italiani – spiega il Ceo, Montin – sono stati scottati da esperienze negative della vendita online dei propri prodotti, magari dopo aver investito anche importanti risorse. La nostra proposta è diversa: vogliamo diventare un nastro trasportatore per le aziende che producono abbigliamento e accessori, aiutandoli, con bassi investimenti, ad allinearsi con le nuove strategie di business. Il nostro lavoro è presidiare i marketplace per offrire a chi scommette su di noi una visibilità elevata e constante sul web”. La loro attività, tra le prime esperienze in Italia, è già finita nel mirino dei manager italiani

del colosso cinese. “Alibaba. com – spiega Mauro Polati, program manager – è oggi il marketplace B2B più grande del mondo, dove gli acquirenti sono i web buyer, principalmente i responsabili acquisti delle aziende. Si tratta di un’immensa vetrina che può

aprire per gli operatori italiani della moda, un settore produttivo oggi in difficoltà, un mercato immenso alla ricerca di quei prodotti e servizi che solo la creatività italiana è capace ancora di offrire”. Filippo De Gaspari

15 anni di Protezione civile

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imulazioni di situazioni di emergenza e scenari di possibili interventi al centro della piazza per festeggiare il Gruppo comunale di Protezione civile di Mirano, che ha compiuto lo scorso ottobre i 15 anni di vita. Ospiti della giornata i gruppi comunali e le associazioni del distretto, da Spinea a Santa Maria di Sala, da Noale a Salzano. Ad attirare le attenzioni dei cittadini è stato un inedito challenge di protezione civile, con le squadre chiamate a sfidarsi in 4 prove su diversi scenari: montaggio di una tenda ministeriale, uso di motopompe in seguito ad allagamento, uso dell’argano a mano per la rimozione di un tronco e intervento con motosega su alberi abbattuti dalla intemperie. Alla fine della giornata non sono mancati i saluti del sindaco Maria Rosa Pavanello e dell’assessore alla Protezione civile Giuseppe Salviato. Fin dalla sua costituzione, nel 2004, il Gruppo comunale di Protezione civile di Mirano è stato impegnato in interventi di emergenza nel territorio e all’esterno. (F.D.G.)

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Mirano

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Territorio Futuri possibili

Associazioni e residenti ridisegnano il quartiere Aldo Moro “Mirano urla”, ovvero la progettazione del quartiere parte dal basso, dai suoi abitanti. Lo scorso 28 settembre si è svolta l’Open Space “Futuri possibili per i luoghi dell’Aldo Moro” all’interno del progetto denominato appunto “Mirano urla”, ideato da Legambiente Riviera del Brenta, insieme a tre associazioni di giovani di Mirano: Associazione Giovani Promozione Sociale Mirano (Gps), Associazione Skate Cultura Mirano (Ascm) e Associazione True Hardcore Cycle (Thc) ed ha vinto un bando del Centro del Volontariato di Venezia finalizzato a progetti di rigenerazione urbana. Una delle più significative ed impegnative azioni di questo progetto, cui ha aderito anche il Comune, prevede la rigenerazione urbana di tre luoghi del quartiere Aldo Moro: la Piazza Aldo Moro, il centro Civico Masenello e il Parco Rabin. Il percorso di progettazione partecipata si sta realizzando con una serie di azioni sequenziali, tutte finalizzate a raccogliere idee per possibili utilizzi e destinazioni dei luoghi dell’Aldo Moro. Una delle azioni realizzate è la giornata del 28 settembre, nel corso della quale tutti i temi proposti sono stati discussi in gruppi di lavoro e alla fine dell’open space è stato redatto un rapporto conclusivo che raccoglie i risultati di tutti i gruppi. Tra le proposte, quella di una mappatura della viabilità esistente e una cartografia del parco, con sistemazione degli arredi e del ponte rotto, ma anche un progetto per migliorarne la biodiversità, un’area lettura e un bookcrossing, un orto collettivo, un’area picnic con spazi per grigliate. Per Alessio Silvestrini, delegato alle politiche giovanili e ai temi della democrazia partecipata, che ha seguito il progetto insieme alla consigliera Elena Spolaore: “Si è creato un buon clima intorno a questa iniziativa di partecipazione, che nasce dall’invito fatto alle associazioni giovanili ormai un anno fa. Siamo sicuri che questo progetto non si concluderà con la realizzazione delle propo-

ste avanzate, ma che germoglierà in ulteriori forme di aggregazione, partecipazione e proposta per il bene della comunità e degli spazi del quartiere. Nella giornata open space, rispetto alle riunioni frontali tradizionali si è potuta apprezzare una tecnica molto efficace che valorizza i contenuti e non le contrapposizioni: un’esperienza dalla quale la stessa politica, i partiti e le istituzioni avrebbero molto da trarre ad insegnamento”. Filippo De Gaspari

Commercianti premiati dal Comune e Confcommercio Nella domenica dedicata alla mobilità sostenibile e ai negozi a cielo aperto, premiati dal Comune e da Confcommercio del Miranese i commercianti che hanno contribuito con la loro dedizione e professionalità a rendere il tessuto produttivo di Mirano un punto di riferimento per i cittadini. Premi che sono andati a commercianti di lungo corso e molto amati dai miranesi, come Paolo Bottacin, barbiere alla Fossa, che dopo più di 50 anni ha passato l’attività al figlio, o Renato Bertoldo, che proprio in queste settimane ha ceduto la cartolibreria che porta il suo nome in via Barche, gestita per 47 anni insieme alla moglie Luisa Stocco, o ancora Dovilio Niero, detto Duilio, storico barbiere di via Cavin di Sala da più di 50 anni, Ignazio Pesce, anche lui barbiere in via Varotara a Zianigo da oltre mezzo secolo e Livia Chiaro, anche lei di Zianigo, che i capelli li prepara alle donne in via Scortegara, anche lei da oltre 50 anni. Premiati inoltre Franco Gallo, della tabaccheria in via Gramsci, passata nel 2005, dopo 50 anni, al figlio Romano, Emilio Ballarin, dell’omonima celebre trattoria all’angolo di via Cavin di Sala e Porara, in attività da più di 50 anni e i titolari della tabaccheria Bianchi, che ha cessato l’attività a giugno, dopo molti anni di presenza prima in piazza e poi in via Castellantico. Riconoscimento per Simone Galzignato, hair-stylist, già campione italiano con partecipazioni a trasmissioni di successo, che esercita in via Castellantico. Le premiazioni ai commercianti sono state il clou di una giornata, “A piedi in centro”, con animazioni, negozi a cielo aperto, prodotti tipici, i mestieri di una volta e mostre di auto e moto.


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Spinea

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Biblioteca, aumentano gli utenti In crescita anche il numero dei prestiti negli ultimi 12 mesi. Tanti gli appuntamenti in questo mese di novembre con percorsi di musico e arte terapia, laboratori per i bambini e incontri contro la violenza sulle donne

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rescono gli utenti della biblioteca di Spinea. A confermarlo sono l’incremento delle presenze e dei prestiti. Il trend positivo è sicuramente legato dall’ampliamento dell’orario di apertura e ai numerosi appuntamenti culturali proposti. Confrontando il periodo compreso tra aprile e agosto 2018 e 2019, quello di quest’anno evidenzia un aumento medio di 500 prestiti in più e un migliaio di accessi in più. Tra gli appuntamenti di novembre, i sabato pomeriggio si terranno i percorsi di arti terapie. Sabato 9 novembre, un incontro di musicoterapia e arte terapia con: “I colori delle emozioni, e tu? Sai riconoscere le tue?”. Il 16 novembre, un incontro di danza e movimento terapia: “Leggero come una piuma. Quel che basta per spiccare il volo”. Sabato 23 novembre, incontro di arteterapia e teatro terapia con: “Il quadro e la cornice. Mi racconti una storia?” I laboratori, gestiti

da Ilaria Barlese, iniziano alle 16 e sono gratuiti previa iscrizione. A novembre riprendono, a grande richiesta, anche i Caffè filosofici con Davide Ubizzo e simpatici laboratori per bambini: nei martedì 5, 12 e 19. In collaborazione con il comitato genitori “Daniela Furlan” e “Colori a merenda” laboratori per i bambini dai 6 ai 10 anni. Venerdì 15 novembre, dalle ore 16.45 alle ore 19, si costruiranno delle casette invernali per gli uccellini. Venerdì 6 dicembre, dalle 16.45 alle 19, “Arriva Natale”. Laboratorio per creare dei morbidi gnometti fermaporte. Per iscriversi ai laboratori: coloriamerenda@ gmail.com. In occasione del 23 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si terranno una serie di appuntamenti. Da lunedì 18 a sabato 23, la mostra fotografica, del dottor Stefano Cusumano. Nella giornata di sabato 23 novembre, due appuntamenti, dalle10.15 alle 11,

la presentazione teatrale a più voci dal titolo: “Donne interrotte”. Uno spettacolo realizzato da “Acli arte” in collaborazione con l’associazione teatrale “Il Canovacci”. In seguito, dalle 11,15 alle 12,30, il seminario: “Giornata in-

Lavori di ristrutturazione in municipio

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ontinuano i lavori di ristrutturazione del municipio di Spinea. Il mese scorso sono iniziati i lavori di sistemazione del tetto del municipio e il rifacimento della sala del consiglio, mentre è già stato restaurato il gonfalone della città. I lavori di ristrutturazioni erano necessari parchè vi erano problemi di cedimento, d’isolamento e d’infiltrazioni. Dal tetto è già stata rifatta la copertura, lo strato isolante, e sono state riposizionate le tegole dell’edificio. Sarà rifatto anche l’impianto termico, di raffrescamento e d’illuminazione della sala del consiglio, la struttura lignea del soffitto sarà impreziosita da capriate in legno massiccio. Il cantiere del restauro, 200 mila euro d’investimento, terminerà a fine novembre-dicembre, come da programmazione. Il sapiente restauro del gonfalone è stato eseguito dalle abilissime mani dell’artigiana Lia Scantamburlo Pierobon, che si è messa all’opera gratuitamente per restituire alla comunità lo stendardo molto rovinato dal tempo. Il gonfalone ha recuperato il suo antico splendore, ed è già tornato nell’ufficio del sindaco. “Questi lavori sono importanti perché il municipio appariva degradato fuori e dentro - dice il sindaco Martina Vesnaver. Ovviamente non sperperando dalle casse pubbliche. Il municipio è la casa di tutti i cittadini, e non si può lasciarlo nel degrado per una volontà magari di risparmiare. Quando i cittadini vengono in municipio, devono percepire di entrare in un ambiente civilmente importante. Devono trovare un luogo ordinato, pulito, accogliente, moderno, e soprattutto rispettoso. Ci sono elementi costituzionali che devono essere ridati ai cittadini. Abbiamo grande rispetto dell’istituzione e cercheremo di lasciare le cose migliorate rispetto a come le abbiamo trovato, come dovrebbe essere compito di ogni sindaco”. R.P.

Incontri culturali al “Graspo de Ua” Venerdì 22 novembre ultimo appuntamento della sesta edizione degli incontri culturali dell’associazione “Amici del Graspo de Ua”.

Dopo i primi due incontri di ottobre, dove si è parlato della storia di Spinea e si è tenuta una visita in bicicletta nel territorio, venerdì 22 novembre si conclude con il Graspo d’Uva e la sua storia: “Forte Sirtori, prima urbanizzazione” con Stefano Simioni e “Nascita e crescita del quartiere associazionismo di quartiere” con Giuliano Silvestri. Il forte era parte integrante del campo trin-

ternazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: violenza contro le donne: conoscerla, prevenirla, riconoscerla e contrastarla”, organizzato da Erla Aps e alla onlus Insieme per Roberta Pasqualetto la vita.

cerato di Venezia e dal progressivo abbandono del forte, la zona, si è trasforma da area rurale a centro abitato. L’appuntamento approfondisce la nascita e la crescita del quartiere, una lunga tradizione fatta di voglia di stare assieme per sentirsi uniti e darsi una propria identità di quartiere. L’associazione oltre a curare l’aspetto della convivialità e delle relazioni fra gli abitanti, porta avanti anche un lavoro culturale dedicato agli abitanti del Graspo e di Spinea e, ogni anno, propone alcune conferenze a tema al civico 22 di via Mantegna. I primi due appuntamenti sono stati molto partecipati. “La proposta e l’obiettivo del gruppo “Laboratorio culturale Civico 22” resta quella di contribuire a coinvolgere tutta la popolazione in attività socioculturali, approfondendo la conoscenza di alcune importanti realtà di Spinea – dice Vincenzo Franzin portavoce dell’associazione. Gli incontri vogliono essere momenti di riflessione, con spunti storico-culturali che riteniamo molto interessanti per la cittadinanza”. Molto interessante anche la ricerca svolta dagli alunni delle scuole elementari Mantegna del Graspo. Il progetto sarà allargato anche alle altre R.P. scuole della città.


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Spinea

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”Viene lasciata nel degrado l’area dell’ex scuola Bennati” Il consigliere di opposizione Emanuele Ditadi: “Si mandano in avanzo 1 milione e 150 mila euro, quando invece i soldi potevano essere spesi”

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’opposizione politica di Spinea è preoccupata per il futuro dell’ex scuola Bennati, un’area che si trova in stato di degrado da diversi anni. La precedente amministrazione aveva stanziato 200 mila euro per la demolizione e riqualificazione dell’area, ma la giunta Vesnaver ha messo uno stop a questo intervento. Il consigliere Emanuele Ditadi, portavoce dell’opposizione, dice che l’importante variazione di bilancio, nel consiglio comunale del 27 settembre 2019, ha stralciato dei progetti già finanziati come per esempio il rifacimento della pista di atletica dello stadio Allende e la demolizione dell’ex scuola Bennati. “Si mandano in avanzo 1.150.000 euro - dice il consigliere Emanuele Ditadi - nell’unico periodo in cui gli avanzi di amministrazione possono essere spesi (ricordo che prima di giugno 2018 gli avanzi erano bloccati dallo Stato). Proprio sulla ex scuola Bennati si è acceso il dibattito. Vogliamo ricordare che il Comune, a causa di una pessima gestione degli accordi tra enti, fatta più di dieci anni fa, avanza dall’Ater (solo per quell’area) ben 798 mila euro. Soldi che il Comune ha accantonato nei dieci anni della giunta Checchin in attesa di un accordo che potesse far rientrare tali risorse nelle casse comunali. Cosa cambierà con questa giunta? Tutto. La maggioranza leghista stralcia un intervento di riqualificazione di un’area degradata che poteva restituire un altro polmone verde alla città, adiacente a una struttura sportiva comunale e alla casa delle associazioni, e conferma la volontà di cancellare il debito all’Ater. Nell’attesa che l’area si degradi ulteriormente il vicesindaco Piazzi conferma la volontà di vendere un’area pubblica, al costruttore di turno, per nuove edificazioni. In sintesi: ancora cementificazione”. L’area dove si trova l’ex scuola Bennati ha una convenzione in essere con Ater, delibera 97 del 15 ottobre 2014, dove era prevista la costruzione di 23 appartamenti di edilizia convenzionata. “Stiamo lavorando per svincolare l’area dall’accordo - dice il sindaco Martina Vesnaver. In seguito, il fondo potrà essere alienato con

la prescrizione di essere bonificato e vincolato, con 23 appartamenti, magari case a schiera, quindi con un impatto urbano migliore e chi si aggiudicherà il lotto provvederà alla bonifica. Per quanto riguarda la pista di atletica dello stadio Allende era previsto un investimento di 200 mila euro, una cifra insufficiente per questo tipo di intervento. Abbiamo preferito dare la prio-

rità alla sicurezza delle persone, e mettere in sicurezza il parcheggio dello stadio, rifacendo asfalto e segnaletica, per rispondere ai requi-

siti di sicurezza e decoro, considerando anche che lo “Spinea calcio” è in Eccellenza”. Roberta Pasqualetto

Sportello per il lavoro A ottobre ha riaperto lo sportello comunale Ricomincio da qui, dedicato a chi cerca lavoro e non solo. I cittadini di Spinea che cercano un primo orientamento al lavoro, un supporto per la stesura di un curriculum, consigli pratici per chi si trova in una situazione di disagio. Il servizio gratuito è a supporto della famiglia e offre uno spazio riservato anche con specialisti. “A noi non basta solo il tema lavoro – spiega il sindaco Martina Vesnaver. Ci sono una serie di supporti che dobbiamo dare alla famiglia, in ordine al disagio sociale, problematiche varie che circuitano sul ricominciare. Il concetto di ricominciare va implementato. Abbiamo trovato quindi un luogo adatto per un multi sportello: un ambiente legato all’amministrazione ma

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autonomo, con specialisti volontari. Lo sportello sarà spostato al piano terra (ora è all’ultimo piano), un ambiente dove ci si può sentire liberi di accedere senza sentirsi mortificati, senza essere notati. La nuova collocazione proporrà una condizione di riservatezza maggiore perché gli utenti non saranno visibili. Un altro tassello del nostro programma”. Lo sportello è sempre stato utilizzato dagli spinetensi anche per quei giovani che cercano opportunità in altri paesi. L’anno scorso, due ragazzi di Spinea, attraverso la piattaforma Eures, sono andati in Inghilterra per delle opportunità di lavoro. Lo sportello è aperto tutti i giovedì pomeriggio, dalle 15 alle 17. Per maggiori informazioni si può contattare il numero verde 80001822. (R.P.)


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Santa Maria Di Sala

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Un piano per mettere in sicurezza il capoluogo

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Previste due nuove fermate dell’autobus sulla Noalese e un tratto ciclabile tra le vie Luxore e Ferraris, fino a via Rivale

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n piano per il centro del capoluogo: principalmente per mettere in sicurezza strade, ciclabili, pedoni. Sparisce dalle carte il senso unico di via Roma, presentato in un primo momento dalla giunta ma contestato dalle minoranze. Lo scorso mese il Comune ha così presentato un progetto condiviso: resta il tratto di ciclabile tra le vie Luxore e Ferraris, fino a via Rivale, lungo la Noalese, che collegherà il centro alla grande zona industriale. Previste anche due nuove fermate dell’autobus sicure sulla Noalese, dopo la curva Becante, in comunicazione con la zona industriale proprio grazie al nuovo percorso ciclopedonale. A presentare il progetto il sindaco Nicola Fragomeni, l’architetto Ambra Maria Gobbato e l’assessore Francesca Scatto, che spiega la sua soddisfazione “Per aver trovato d’accordo anche le minoranze: abbiamo dimostrato che un lavoro sinergico che coinvolga tutti, senza strumentalizzazioni, è sempre un segno positivo”. Per quanto riguarda il centro è prevista la sistemazione degli attraversamenti pedonali, che diventeranno 4, con l’inserimento di uno ulteriore

verso via Roma, tutti protetti con isole salvagente. Via anche alla sistemazione del parcheggio di piazzetta Meridiana su via Roma e sempre in tema di parcheggi verrà rifatto quello di fronte al complesso “Al Cavin”, con un nuovo ingresso, mentre per quello del cimitero verrà finalmente prevista una pavimentazione che eviti polvere e pozzanghere. Ancora: verrà previsto un percorso pedonale lungo il lato nord di via Cavin di Sala, collegando così i portici con i tratti di fronte Al Cavin, fino alla rotatoria con via Marconi e prevedendo anche un tratto davanti al municipio. Un camminamento ci sarà anche

Elementare di Caltana, prove di evacuazione

in via Montenero, lato municipio, poi via al completamento del marciapiede nell’ultimo tratto di via Rimembranze verso via Marconi e un percorso ciclopedonale in via Marconi, dalla rotatoria di via Cavin fino a via Prati. Per alcuni residenti potrebbero però rivelarsi pericolosi troppi parcheggi lungo via Cavin di Sala, mentre molti non vedono di buon grado la presenza di stalli e auto sopra il lastricato sul lato sud di via Cavin di Sala, di fronte ai negozi. Non manca poi la proposta di togliere i parcheggi anche da via Roma, per salvaguardare l’estetica di Villa Farsetti. Filippo De Gaspari

n suono di campanella diverso dal solito, i bambini sanno cosa fare: tremano i muri della classe, tutti sotto il banco, poi in ordine e con calma si va fuori nel punto di raccolta. Prova di evacuazione della primaria Enrico Fermi di Caltana, nuova tappa del tour di esercitazioni per bambini e volontari organizzato dall’Associazione Protezione Civile Santa Maria di Sala per diffondere buone pratiche in caso di emergenza e testare i vari piani d’istituto. In campo vigili del fuoco di Mira e Mirano, polizia locale, gruppi comunali di protezione civile di Spinea e Mirano, la Croce Gialla Spinea per il soccorso sanitario e i cinofili “Il Sestiere” per la ricerca con i cani da soccorso di due scolari dispersi durante le procedure di evacuazione. Poi giornata di approfondimento per conoscere mezzi e dotazioni dei soccorritori intervenuti, l’incontro ravvicinato con i volontari, i cani da ricerca. A portare i saluti il sindaco Nicola Fragomeni, che ha ringraziato volontari e insegnanti per la disponibilità a coinvolgere i giovani in queste lezioni diverse dal solito.(F.D.G.)

Il Comune dichiara lo stato di emergenza ambientale

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SI EFFETTUA CONSEGNA A DOMICILIO

Santa Maria di Sala dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale proposto dal centrosinistra. La mozione di Civica Insieme è stata approvata in consiglio con 15 voti favorevoli e un solo astenuto. Non si tratta solo di una dichiarazione d’intenti o di un atto simbolico: il documento impegna la giunta a prendere impegni precisi e concreti volti a contrastare il cambiamento climatico, come la riduzione delle emissioni dei gas serra, la riduzione dello spreco alimentare e dei rifiuti e l’efficientamento energetico. Il dibattito è di lungo corso, proprio perché considerato a torto, in quanto territorio prevalentemente agricolo e poco urbanizzato, lontano dai temi che riguardano l’inquinamento. Negli anni la giunta ha sempre rifiutato di adeguarsi, per esempio, alle limitazioni imposte dal tavolo sul contenimento degli inquinanti, vincolante solo per i centri della cintura urbana di Mestre. Le minoranze, in particolare il centrosinistra, hanno però sempre chiesto di adottare provvedimenti, fornendo dati di concentrazioni di Pm 10 uguali se non addirittura superiori a quelli della media del territorio. “La mozione - spiegano i consiglieri di Civica Insieme Giuliana Andreello e Giuseppe Rodighiero - apre la strada alla possibilità di realizzare nuove aree a verde e rimboscare le attuali, con la messa a dimora di nuove piante autoctone. Siamo orgogliosi di aver costretto la giunta a focalizzarsi su questo tema così cruciale per il futuro dei nostri giovani: vigileremo affinché l’amministrazione attui con senso di responsabilità ciò che è stato votato”. Dal canto suo il sindaco Nicola Fragomeni però ribadisce: “L’emergenza climatica esiste, ne siamo consapevoli ma non dobbiamo creare allarmismi. Ci sono sensibilità che vanno incentivate, ma altri provvedimenti, per ora, non F.D.G. sono previsti”.


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SPORTELLO FAMIGLIA. INSIEME CONTRO LA VIOLENZA E IL DISAGIO La violenza contro le donne è un problema che si affaccia quotidianamente nella vita di tante cittadine, a volte in modo plateale, a volte in modo subdolo. Per questo è necessario mobilitarsi tutti e formare ragazze e ragazzi a riconoscere il disagio e a segnalarlo. Oltre ad un ampio calendario di appuntamenti, a Spinea nasce in concomitanza con la giornata contro la violenza sulle donne anche “Sportello Famiglia”. Si tratta – spiega il Sindaco Vesnaver di un luogo dove si potrà trovare aiuto e supporto alle problematiche relative a lavoro, handicap, violenza, bullismo, problematiche di genere che assillano le famiglie e hanno bisogno di un orientamento e un supporto gratuito. I locali sono quelli utilizzati fino a pochi mesi fa dai servizi sociali in via XX settembre a pochi passi dal Municipio ed il servizio verrà erogato da volontari con qualifiche specifiche. Per la giornata contro la Violenza sulle donne l’Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità hanno lavorato poi con le Associazioni del territorio in rete. Erla Aps, Centro Olimpia Asd, Acli Arte E Spettacolo, S.O.S. Handicap Bambini Invisibili Onlus, Insieme Per La Vita Onlus E Prosenectute Aps hanno preparato un ampio programma per La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Lo scopo è offrire momenti di riflessione attraverso eventi diversi, dal ballo, al teatro, alla mostra al seminario per riconoscere la violenza

per poterla poi contrastare, ponendoci così in un’ottica di prevenzione e collaborazione. Ecco tutti gli appuntamenti: Mostra Fotografica di Stefano Cusumano. Da lunedì 18 a lunedì 25 novembre, con orari di aperura della biblioteca. Organizzato da Associazione ERLA APS, si terra presso la Sala dell’Emeroteca della Biblioteca di Spinea, Villa Simion. 23 Novembre Gazebo angolo via Roma con via Fermi dalle 9:00 alle 14:30 Due volontari daranno informazioni, e a chi scriverà sul Libro dei Pensieri una riflessione, una frase sulla tematica verrà donato una spilletta rossa (offerta libera). Alle 10:00 Flash Mob Dalle 10:00 alle 11:00 Spettacolo Teatrale a più voci dal titolo: DONNE INTERROTTE trasposizione drammaturgica liberamente tratta dal libro “FERITE A MORTE” di Serena Dandini in Biblioteca di Spinea. Alle 11:00 Flash Mob Dalle 11:15 alle 12:30 Seminario “La forza delle donne: come conoscere , prevenire, riconoscere e contrastare la violenza di genere” Seminario si terrà presso la Sala dell’Emeroteca della Biblioteca di Spinea, Villa Simion.

MANUTENZIONI STRADALI. PIU’ FONDI PER DECORO E SICUREZZA Strade e marciapiedi hanno bisogno di manutenzione? “Certamente il problema è ben presente a questa amministrazione” sottolinea l’Assessore Marini – e per questo il Piano triennale delle opere pubbliche deliberato nelle scorse settimane per agli anni 2020-2021-2022, ha tenuto molto presente la necessità di intervenire su tali ambiti che stanno sempre molto a cuore ai cittadini”. Nel 2020 sono previste Asfaltature per € 200.000 e Sistemazione marciapiedi per altri €. 150.000,00 euro. Nel 2021 e nel 2022 si è stabilito di impegnare complessivamente altri 400.000,00 euro sempre per le manutenzioni stradali. Si tratta di un pacchetto di risorse sostanziose- conclude l’Assessore Marini – che ci permetterà di dare risposta ai problemi più urgenti

Il sindaco Vesnaver con i collaboratori e sotto con la Pro loco

in modo tale da ottenere più decoro e più sicurezza sulle vie pubbliche. Si procederà secondo le priorità riscontrate dai tecnici e attraverso una programmazione che, in sequenza, permetterà di dare risposta ai problemi più sentiti.

NATALE. SORPRESE E PROGRAMMAZIONE Sarà un Natale diverso. La giunta Vesnaver sta lavorando intensamente con Proloco e le Associazioni del territorio per organizzare tanti diversi eventi natalizi. Ci sarà la consueta e sempre molto attesa mostra Cento Presepi e il mercatino di Natale ma ci sarà soprattutto Una diversa idea di città con la valorizzazione di Piazza Fermi e di Villa Del Maino e un progetto solidale e sostenibile Che coinvolgerà scuole e commercianti con una particolare attenzione alle tematiche ambientali. “L’obiettivo – sottolinea il Sindaco Vesnaver- è quello di favorire una programmazione che non si limiti ad un semplice elenco di eventi slegati fra loro Ma sia un insieme condiviso e coordinato di appuntamenti culturali che coinvolga tutta la comunità. Grazie

alla Pro loco sempre molto disponibile, stiamo lavorando per offrire occasioni nuove alla città ed anche per questo chiediamo a tutte le associazioni che di solito organizzano a Natale qualche iniziativa, di prendere al più presto contatti con gli uffici preposti perché è sempre un peccato che – come è già successoci siano eventi che si sovrappongono.”


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Provincia

Infrastrutture Linea ferroviaria Adria-Mestre

“Vaca mora”, la vecchia littorina ha i giorni contati, si va verso la modernizzazione L

’orizzonte temporale ipotizzato è quello della fine del 2022. Ancora qualche anno e i pendolari della linea Adria-Mestre di Sistemi Territoriali potranno finalmente entrare nella nuova era del trasporto ferroviario regionale, fatta di convogli nuovi e linee elettrificate. Molti, non senza ironia, sperano a questo punto di riuscire a resistere fino a quella data, visto il logorio provocato dai noti disagi quotidiani che sono costretti a patire. I giorni per la “Vaca Mora”, la storica littorina a gasolio su binario unico a scartamento standard, in ogni caso sembrano quindi contanti. Ne ha macinati fino ad ora di chilometri dal 1916, quando fu inaugurato il tratto da Adria a Piove di Sacco, poi prolungato tra il 1929 e il 1931 fino a Mestre. Certamente non accadrà domani, e questo è il lato meno positivo della vicenda, ma la svolta pare proprio che arriverà. “Ci sarà da portare ancora un po’ di pazienza ma siamo di fronte a un vero e proprio passaggio epocale. Su questa linea alla fine saranno investiti qualcosa come 80 milioni di euro. Si può dire tutto ma non che non ci sia la volontà di migliorare il servizio” esordisce Gian Michele Gambato, direttore generale di Sistemi Territoriali, nel fare il punto sulla situazione della tratta in questione. Non è stata, quella appena trascorsa, però un’estate facile per la regolarità del servizio visti i lavori, sui quali sono stati spesi circa 1,5 milioni di euro, per la manutenzione e l’ammodernamento dell’infrastruttura con la sostituzione di porzioni di vecchia rotaia con altre più moderne e sicure. Con i treni parzialmente impossibilitati a transitare, è stato organizzato un servizio sostitutivo con gli autobus, con tutte le declinazioni negative che si possono immaginare. “I lavori estivi - continua Gambato - sono stati completamente terminati. Ora procederemo con delle piccole manutenzioni. Stiamo programmando per fine mese un intervento di “rincalzatura” dell’armamento della linea. Sarà effettuato di domenica e non comporterà conseguenze sul normale funzionamento”. Che dire però dei contrattempi quotidiani, come ritardi e corse cancellate? “Capitano ancora, ma negli ultimi tempi sono decisamente dimiAlessandro Cesarato nuiti”.

La vera rivoluzione: l’elettrificazione della linea

P Il direttore generale di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato

assando agli interventi strutturali, il direttore generale è ottimista, visto che sono già stati finanziati e si sta procedendo spediti nelle varie fasi procedurali che porteranno agli appalti. “Per quanto riguarda gli standard di sicurezza - prosegue il direttore - è già stato appaltato il nuovo “Sistema controllo marcia treno” che porterà maggiore tecnologia sulla tratta. Stiamo vedendo anche di andare a sostituire il cosiddetto Bca, il “Blocco conta assi” che risale alla fine degli anni Novanta. Si tratta di una delle tecnologie più vecchie ancora in funzione che presto sarà dismessa. Le conseguenze saranno positive per quanto riguarda il sistema dei numerosi passaggi a livello”. La vera rivoluzione, come si diceva, sarà però quella legata alla elettrificazione della linea. “Come annunciato nei mesi scorsi - conclude Gambato - i 22 milioni di euro necessari sono già stati finanziati. Entro fine anno,

conclusa la fase di ingegnerizzazione, si procederà agli appalti. Contestualmente stiamo preparando i bandi per l’acquisto dei nuovi treni, per i quali è già previsto un investimento da 40 milioni di euro. Stiamo lavorando per realizzare tutto nei tre anni previsti dai cronoprogrammi. E’ necessario non perdere tempo perché i tempi sono comunque ristretti”. A.C.


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Provincia .

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L’elettrodotto interrato non si farà sul sedime dell’Idrovia Fra Camin e Vigonovo il tracciato passerà attraverso i campi. Fra Vigonovo e Dolo, nelle aree espropriate per il completamento dell’Idrovia

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alla Regione arriva un no: l’elettrodotto interrato Dolo- Camin non sarà posizionato sul sedime dell’idrovia Padova come era stato chiesto dai sindaci della Riviera del Brenta e del padovano. E’ emerso nelle scorse settimane in una conferenza dei servizi che si è tenuta a Venezia. Per la realizzazione dell’elettrodotto interrato è previsto un investimento di 400 milioni. Terna si è impegnata ad eliminare i basamenti, costruiti sulla base del vecchio progetto ora ritirato. A riferire cosa è successo, sono il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto e la sindaca di Fossò Federica Boscaro presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta. La Regione interviene con l’assessore all’ambiente Roberto Marcato per il quale, l’opera contribuirà allo svilup-

po economico sostenibile in Veneto. I tempi per la realizzazione sono di fatto definiti. Entro aprile 2020 per l’elettrodotto interrato Dolo-Camin sarà presentato il progetto di fattibilità al Ministero, e in 5 anni l’opera sarà realizzata. Fra Malcontenta e Dolo come previsto il tracciato sarà aereo. “In queste settimane - spiegano il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto e la sindaca- abbiamo aspettato di sapere dalla Regione e dai tecnici Terna, se la nostra ipotesi di far passare l’elettrodotto sul fondo dell’Idrovia fosse fattibile. Ci è stato spiegato che a causa di tempi diversi di realizzazione delle opere, questo non potrà accadere. Per il completamento dell’idrovia tutto è in alto mare mentre per quanto riguarda l’elettrodotto interrato, si è pronti a partire. Verranno eliminati una

Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore

cinquantina di grandi tralicci aerei nell’area una volta realizzata l’opera”. Le soluzioni praticabili per Terna e la Regione, puntano nel primo tratto dell’elettrodotto interrato da Camin a Vigonovo, passando per il Comune di Saonara a far passare i cavidotti attraverso i campi, nel secondo tratto cioè da Vigonovo fino a Dolo passando per Stra e Fossò attraverso le aree espropriate per il completamento dell’idrovia. Non si potranno far passare i cavidotti neanche sugli argini dell’idrovia già realizzata. “Terna conferma- spiega in una nota l’azienda- il proprio impegno a fianco della Regione del Veneto e dei comuni interessati dal nuovo elettrodotto Dolo-Camin per studiare insieme, in un percorso di dialogo e progettazione partecipata, le migliori soluzioni realizzative dell’opera”. E’ stato

spiegato che se ci saranno dei punti critici a ridosso di case o in casi di ritrovamento di reperti archeologici, non mancherà la possibilità di fare delle deviazioni del percorso in accordo con i tecnici.“L’interramento dell’elettrodotto Dolo-Camin è una delle sfide della pianificazione in campo energetico della Regione, in cui la crescita economica si coniuga con la sostenibilità ambientale – spiega l’assessore regionale Roberto Marcato. Ho ritenuto fondamentale incontrare i primi cittadini dei comuni interessati, a perchè sia garantita la massima partecipazione”. “Nello specifico- continua Marcatostiamo parlando di un cavo di conduzione di energia elettrica a 380 kv che fino ad oggi è stato aereo e presto sarà sotterraneo, riducendo l’impatto paesaggistico e aumentando efficienza

Diritti

Per partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884

DIRITTO DEL LAVORO

L’importanza dell’Affidabilità

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ono TaniaFortunata Cosentino, Avvocato del Foro di Venezia.

Offro oramai da anni sul territorio consulenza ed assistenza alle aziende, alle associazioni e ai professionisti in ambito di Diritto del Lavoro, Diritto del Lavoro Pubblico, Contrattualistica del Lavoro, Privacy. Aspetto la clientela nel nuovo studio in Spinea (VE), alla Via Dei Mille

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e di sicurezza. L’incontro con i sindaci dei comuni attraversati dalla linea a cavallo delle province di Padova e Venezia ha avuto proprio lo scopo di mettere le basi per la condivisione e la definizione del tracciato ottimale, dando sostanza a quel modello di progettazione partecipata che abbiamo inserito nello stesso protocollo. In esso, infatti, è previsto, che la definizione degli interventi avvenga in stretta e piena partecipazione delle amministrazioni locali e della popolazione”. Non mancheranno in queste settimane infatti assemblee sul territorio. Alessandro Abbadir

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Cultura .

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Il Concerto di Natale dell’orchestra sinfonica e del coro Tullio Serafin Serata di grande musica il prossimo 21 dicembre nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, dedicata al 30° anniversario della fondazione del Coro

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i svolgerà sabato 21 dicembre, nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, la 30° edizione del Concerto di Natale dell’Orchestra Sinfonica e Coro T. Serafin diretti dal M° Renzo Banzato: un appuntamento molto atteso che da molti anni prepara la città alle festività natalizie e che quest’anno si inserisce all’interno delle celebrazioni dedicate al 30° anniversario della fondazione del Coro Tullio Serafin di Cavarzere. Il programma, che sarà illustrato dal Prof. Paolo Fontolan, si aprirà con il delicato Intermezzo dall’oratorio Venite pueri di L. Donorà e proseguirà con il maestoso Te Deum per coro, organo e orchestra, composto da F. J. Haydn fra il fra il

1799 e il 1800 per l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. Ampia parte del concerto sarà dedicato ai più celebri brani legati alla Natività composti da Schubert, Gruber, Berlin, Couperin, Wade e Adam, elaborati nella coinvolgente versione sinfonica per orchestra, soli e coro. Durante la serata, che prevede la presenza del soprano Miranda Bovolenta, sarà inoltre ricordato G. F. Händel, nel 260° anniversario della morte: il tutto sotto l’attenta direzione del M° Renzo Banzato, laureato in direzione d’orchestra, composizione, pianoforte, musica corale, direzione di coro, fondatore e direttore dei due prestigiosi complessi musicali, nonché della Serafin Youth

L’orchestra sinfonica, il coro e il maestro Renzo Banzato

Symphony Orchestra e docente di ruolo presso il Conservatorio di Adria, dove è anche direttore del Coro di Voci Bianche “A. Buzzolla”. Date tali premesse il concerto si preannuncia come uno dei principali eventi musicali dell’anno e sicuramente non

deluderà le aspettative del numerosissimo pubblico che ogni anno attende con entusiasmo questo imperdibile appuntamento con la grande musica. La serata, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, è realizzata dall’Assessorato alla Cultura e all’Istruzione della Città di Ca-

varzere, in collaborazione con la Parrocchia di San Mauro, la Pro Loco, il Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, il Gruppo Culturale S. Mauro, l’Unitalsi e si avvale del sostegno della Ditta Turatti di Cavarzere. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.15; l’ingresso è libero.

Premio Settembrini: Marco Marrucci vince la 56° edizione E’ Marco Marrucci, toscano di San Miniato, classe 1985, con il racconto “Ovunque sulla terra gli uomini” (Racconti Edizioni) il vincitore dell’edizione 2019 del Premio Settembrini, la prestigiosa selezione di novelle e racconti nel panorama dei premi letterari ed editoriali italiani, ‘inventata’ nel 1959 da Arnaldo Settembrini e da trent’anni promossa dalla Regione Veneto. Lo scorso 25 ottobre al teatro Toniolo di Mestre, la proclamazione del vincitore, scelto dagli studenti delle scuole superiori di Mestre e Venezia nell’ambito della terna dei 33 autori valutati dalla giuria ‘tecnica’, presieduta da Giancarlo Marinelli, scrittore e regista teatrale. Il racconto di Marco Marcucci, laureato in Estetica, polistrumentista e cantante, alla sua prima prova editoriale, ha avuto la meglio su Beatrice Masini, autrice di “Più grande la paura”, Marsilio Editori e sul racconto “Con passi giapponesi” di Patrizia Cavalli nel giudizio espresso con scrutinio in diretta dagli studenti dei cinque istituti superiori veneziani, “G.B. Benedetti – N. Tommaseo”, “G. Bruno - R. Franchetti”, “Marco Polo”, liceo scientifico “Ugo Morin” e liceo classico “Marco Foscarini”. La premiazione, dedicata allo scrittore trevigiano Giovani Comisso a 50 anni dalla scomparsa, ha animato una serataevento, presentata dall’attrice Debora Caprioglio, che ha proposto – per la regìa di Giancarlo Marinelli – brani musicali eseguiti dagli allievi del conservatorio Benedetto Marcello, le multivisioni dell’artista Francesco Lopergolo e i booktrailer realizzati dagli studenti delle scuole superiori sui libri dei tre finalisti.

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Sport

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Venicemarathon, trionfano gli atleti africani

Gara di bocce, vince l’Associazione Sorriso

Alla gara si sono iscritte 13 mila persone, 5000 le donne (il 40%) e 3000 gli stranieri provenienti da 57 nazioni

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avorita da una splendida giornata di sole, la trentaquattresima edizione della Venicemarathon è stata disputata da oltre 13.000 runners. Un lungo serpentone colorato che è partito da Stra, ed ha percorso la Riviera del Brenta prima di arrivare a Mestre e, quindi, concludersi in Riva Sette Martiri a Venezia, traguardo unico per le corse di 42.195 metri e dei dieci chilometri. Due dati molto interessanti sonopro emersi: il numero delle donne iscritte, circa 5.000 (40%) e i 3.000 stranieri provenienti da 57 nazioni. Ma a trionfare, ancora una volta è stato il continente nero. Il dominio africano è stato sancito dall’etiope Lencho Tesfaye Anbesa e dalla keniana Judith Korir che hanno infatti tagliato per primi il traguardo di Riva Sette Martiri, rispettivamente in 2h10’49” e 2h29’20”. La gara maschile, sin dall’inizio, ha visto prendere la testa un gruppetto di 8 atleti africani che, dopo essere passato a metà gara in1h04’55”, ha marciato compatto sino

al 35° chilometro. Anbesa è stato molto bravo a rintuzzare i primi attacchi, risparmiando molte energie per i chilometri finali dove è riuscito a piazzare l’allungo vincente. Nonostante un po’ di difficoltà sui ponti, l’atleta etiope è riuscito a chiudere in 2h10’49” che rappresenta il suo nuovo personal best ed il terzo tempo di sempre per un atleta etiope alla Venicemarathon. Dietro di lui si sono piazzati i due atleti keniani Henry Kiprop, autore di un bel finale che, con 2h10’55” l’ha visto migliorare il suo record di oltre un minuto, e Andrew Ben Kimtai (2h11’58”). Primo degli italiani Said Boudalia (Cagliari Marathon) che, con 2h26’56”, ha stabilito il nuovo primato nazionale M50. “E’ stata una bella gara – ha raccontato in conferenza stampa Lencho Tesfaye Anbesa – ho gestito al meglio le mie energie per quasi tutta la gara ed ho accusato la fatica solo dopo il 40° km, sui ponti. Però sono riuscito a tenere duro ed a portare a casa questa pre-

stigiosissima vittoria”. Tra le donne, grande prestazione della keniana Judith Korir che ha saputo gestire al meglio la gara, staccando sul passo tutte le altre atlete più quotate, e chiudendo in un ottimo 2h29’20”. Risultati uomini: 1. Lencho Tesfaye Anbesa (Eth) in 2h10’48”, 2. Henry Kiprop (Ken) in 2h10’55” 3. Andrew Ben Kimtai (Ken) in 2h11’58”. Donne 1. Judith Korir (Ken) in 2h29’20”, 2. Cynthia Jerop (Ken) in 2h31’33” 3. Wake Meka Washo (Eth) in 2h34’36”. Lino Perini

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li atleti dell’Associazione Sorriso di Mira ad ottobre hanno trionfato al primo Memorial Roberto Dal Mina, gara di bocce a coppie, organizzata dalla Associazione Oltre Onlus di Montebelluna, cui hanno partecipato 5 società, tra cui Trieste e Gorizia. Il risultato finale ha visto l’affermazione delle ragazze dell’Associazione Sorriso Stefania Borgato e Michela Martignon sui compagni di squadra Alessio Perisinotto e Simone Vanin. Al terzo e quarto posto, rispettivamente, le formazioni dell’Usb. Zelarino e della Onlus Oltre di Montebelluna composte da Stella Tessari e Alessandro Bussolin e da Cinzia Cecchel e Matteo Florian. Ai ragazzi di Mira è andato anche il trofeo come prima società classificata. (A.A.)

L’eccellenza del Ju Jutsu ospite a Dolo

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na tre giorni con i grandi maestri del Hakkoryu Ju Jutsu, ha caratterizzato ad ottobre un week end a Dolo, cittadina della Riviera del Brenta che ha ospitato il prestigioso seminario internazionale di questa antica disciplina marziale. La straordinaria presenza di Shihan internazionali, i capi scuola dell’Hakkoryu giapponese ed il responsabile per l’Europa e Nord America Shihan Joesph Miller, hanno dato lustro ad un evento unico in Italia. Gli Shihan, sono rimasti favorevolmente colpiti, dalla qualità e capacità di insegnamento, in particolare la propedeutica marziale per i piccoli atleti, del maestro Shihan Mario Spillere, “padrone di casa” e responsabile dell’Hakkoryu per l’Italia. Lo stesso Spillere, visti gli anni di dedizione alla pratica della disciplina, ad una vita dedicata alla promozione dell’Hakkoryu Ju Jutsu e ai risultati raggiunti con i propri allievi, è stato insignito del VI° Dan della prestigiosa scuola, consegnato dal Shihan Masaki Kamijo, in rappresentanza del Nidai Soke Okuyama Ryuho. Allo stage a fare gli onori sportivi e di casa, hanno partecipato anche il vicesindaco ed assessore allo sport Gianluigi Naletto ed il fiducario Coni e segretario nazionale Csa, Diego Baldan.”Il maestro Spillere, si conferma un’eccellenza sportiva del territorio, grazie alla dedizione, alla compentenza e all’aggiornamento che ogni giorno mette nello sviluppare le proprie attività”- precisa Diego Baldan. Credo che questo evento e questo riconoscimento siano un bel traguardo per il maestro, anche se conoscendolo, lo considererà l’ennesimo punto di partenza per migliorare ulteriormente le proprie competenze, che sono già vastissime nel mondo marziale”. (A.A.)


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#Politica

Regionali 2020, la corsa è partita

Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria

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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.

Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli

estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,

sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.

Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari

venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle

Matteo Renzi

adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.


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Politica

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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico

Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega

“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”

“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”

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laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente

paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda

n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.

Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”. Alessandro Abbadir

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Politica

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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto

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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno

portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali

Cristiano Corazzari

di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,

con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline

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Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U

na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità. A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può

prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno più di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra

Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli

cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della città, che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario

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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano più di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. È ancora forte e radicata la loro tradizione, così come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdere” nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sé, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunità di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle località più gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferro”.

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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolarità relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standard”) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.


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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?

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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-

gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.

Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere praticamente tutti i dettagli della sua vita.

VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4

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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.

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Camionisti: dire no al diesel fa male?

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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le

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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?

emissioni delle polveri sottili dovute alle auto e all’autotrasporto diesel sono appena il 4% del totale. Perché le PM vengono dalle abitazioni (il 46%) e dall’industria (il 44%). I produttori dell’automotive hanno investito fior di miliardi di euro per migliorare l’ecosostenibilità dei loro mezzi, ma il vero problema è che ci sono

cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?

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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala

’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-

di Renato Malaman

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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente


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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala

Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

O

rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a

NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE

Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid.

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Il Veneto di corsa contro il cancro

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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente

La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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Il bando regionale fa il pieno di candidati

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Un Dien nuovo Chan: ambulatorio una disciplina adal Chioggia Vietnam

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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però

Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-

calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.

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Il Veneto di corsa contro il cancro

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erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.

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Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di candidati S

e lo dice Repubblica, che con la Lega e col Veneto in particolare non è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla mano, la nostra regione risulta la prima in Italia per la capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) ai propri cittadini. Il quotidiano ha analizzato decine di indicatori ministeriali e di dati forniti dalle regioni stesse nelle tre aree di indagine (ospedale, distretto e prevenzione), assegnando al Veneto 222 punti su un massimo raggiungibile di 225. Sul podio anche Toscana ed Emilia Romagna (con 220 punti), seguite da Piemonte (218) e Lombardia (215 punti), mentre a chiudere la classifica sono Campania (170), Sicilia (165) e Calabria (146 punti, 14 sotto la soglia minima richiesta). Il problema è che garantire un futuro in linea con i risultati di oggi non sarà facile. E tra gli ostacoli il più impegnativo è rappresentato dalla mancanza di medici. Qualcosa però inizia a muoversi: dopo un’estate segnata dalle polemiche per i vuoti negli organici, e in attesa di qualche segnale da parte del Ministero, in corsia arriveranno presto alcune centinaia di giovani medici, laureati e abilitati ma non ancora specializzati, grazie

(ne mancano 53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In attesa che da Roma arrivino fatti concreti e non teorie, abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi». Intanto è partito il secondo bando, che prevede 150 posti per l’area internistica. E nel frattempo proseguono gli incontri tra la Regione e le Università di Padova e Verona per definire una strategia comune. L’ultimo ha visto alla stesso tavolo il presidente della Regione e i due

rettori. «Un incontro proficuo e costruttivo – sottolinea il Rettore di Padova, Rosario Rizzuto – nel quale abbiamo riconfermato l’impegno forte dei nostri due Atenei a sostegno della sanità veneta con le nostre attività di ricerca, formazione e assistenza. Sulla carenza di medici abbiamo riscontrato la volontà comune di collaborare per dare in tempi rapidi una soluzione all’emergenza che si è creata». Di “un incontro storico”parla anche il Rettore di Verona Nocini, «nel quale – ha detto – abbiamo gettato le basi per colmare il gap creatosi nella sanità veneta sul fronte dei medici. Le Università di Padova e Verona sono pronte a lavorare direttamente alla formazione dei giovani che la Regione sta reclutando. Ed è significativa anche la collaborazione avviata sulla possibilità di coinvolgere nell’operazione gli specializzandi dal terzo al quinto anno».

Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico

ai bandi promossi dalla Regione. Il primo, per l’inserimento nei Pronto soccorso, ha visto arrivare ben 224 domande che sono ora al vaglio per dare poi il via alla formazione accademica affiancata dal tirocinio pratico in corsia. «L’adesione è stata importante – commenta il presidente Zaia – il che

dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità: obbligatorie ma previste in numero largamente inferiore ai laureati in medicina. Parte da qui la carenza di medici, ormai diventata un’emergenza in tutta Italia

Linfedema, adesso c’è una cura

Un nuovo ambulatorio a Chioggia

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’Ospedale di Chioggia della Ulss circa 8.000 prestazioni all’anno per 3 Serenissima si potenzia con questa disciplina, mentre a Venezia l’attivazione di un nuovo servizio: ne registriamo circa 4000. Credo che l’ambulatorio di Odontostomato- anche Chioggia si attesterà su quallogia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilabitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». forza rivolgersi all’Ospedale di MeIl nuovo servizio ha come refestre o a quello di Venezia, un disagio rente il dottor Daniele Ferro, visto finalmente risolto grazie all’integra- la sua lunga esperienza di lavoro zione tra ospedali e professionisti presso l’Ospedale hub di Mestre: nella Ulss 3 Serenissima. Si accede medico specialista in chirurgia maal servizio tramite xillofacciale è di impegnativa del origine romano, Attivo il servizio di medico curante ma mestrino di e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunCup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, attraverso consuMestre nel 2007 e basta “trasferte” lenze richieste dai dal 2011 si occupa fino a Mestre vari reparti ospedi chirurgia orale dalieri. «Ci si può e maxillofacciarivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente gato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomanli – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del Poliambulatorio articolari temporomandibolari e la Fabiana Veronese e l’infermiera prochirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon.

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ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenos Aires la comunità scientifica internazionale ha inteso così premiare l’attività di chirurgia linfatica effettuata a Mestre per la prevenzione e il trattamento dei linfedemi degli arti. «Il linfedema – spiega il dottor Alessandro Busetto, microchirurgo linfatico – è il ristagno di linfa che provoca il rigonfiamento in un arto. Si manifesta purtroppo con frequenza dopo un intervento ma può comparire anche a distanza di anni dall’operazione risultando spesso invalidante». Di solito è affrontato con massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A Mestre, invece, gli specialisti della Chirurgia Vascolare hanno messo in atto da alcuni anni un iter terapeutico che cura e addirittura previene il formarsi del linfedema con la realizzazione di veri e propri bypass, che “evitano” il vaso linfatico ostruito costruendo chirurgicamente dei percorsi alternativi. Gli studi clinici presentati ai due congressi sono frutto della collaborazione con il Centro di riferimento oncologico di Aviano e con l’ospedale di Udine, grazie a un progetto culminato, nel 2016, nella creazione di una rete tra le eccellenze trivenete. L’Ospedale dell’Angelo è l’unico cen-

L’Ospedale all’Angelo premiato a Bruxelles e Buenos Aires per la sua innovativa tecnica chirurgica in grado di risolvere un problema altamente invalidante tro ospedaliero del Nordest in grado oggi di offrire il trattamento microchirurgico del linfedema. L’intera attività, sia diagnostica che terapeutica chirurgica, è offerta in regime di sanità pubblica, anche attraverso un ambulatorio dedicato nel quale attualmente vengono seguiti più di 300 pazienti affetti da linfedema con problematiche chirurgiche. Rappresenta un polo d’attrazione

non solo per il territorio provinciale, ma anche per quello extra-regionale, grazie alle sinergie sviluppate con altri centri specialistici oncologici. A gennaio il tema sarà al centro del “Lymphedema UpDate”, all’Ospedale Civile di Venezia, che vedrà numerosi scienziati discutere su come migliorare i trattamenti, sia medici che chirurgici, di questa patologia ad alto impatto sociale.


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Dalle Medicine Dalle Medicine di gruppo Team di assi ai Team di assistenzaaiprimaria Prosegue la riorganizzazione della rete di medici di base. Oggi sono 76 le Medicine di gruppo per quasi un milione di veneti, ma la Regione è pronta al prossimo passo

Prosegue la riorganizzazione della rete di medici d Oggi sono 76 le Medicine di gruppo per quasi un m ma la Regione è pronta al prossimo passo

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’è il problema della carenza di medici, anche di quelli di base. Ma non è l’unico a rendere difficile la vita delle famiglie, che si debba chiedere una ricetta o magari si abbia bisogno di una visita a domicilio, e questo soprattutto nelle aree più periferiche. Il fatto è che gli orari di ambulatorio mal si conciliano con i mille impegni della vita quotidiana, e che seguire una popolazione sempre più anziana e afflitta da malanni cronici moltiplica le incombenze. Ecco perché già da alcuni anni il Veneto ha deciso di sperimentare con decisione un nuovo modello, e i dati sembrano dare ragione della bontà della scelta. Oggi sono 76 le Medicine di Gruppo attivate: funzionano come “squadre” di medici di medicina generale che condividono lo spazio di lavoro, la segreteria e garantiscono la presenza costante di un professionista per tutte le urgenze. Un servizio migliore, dunque, e al tempo stesso più economico grazie alle economie di scala che garan-

tisce: negli ultimi due anni hanno consentito di risparmiare 4 milioni di euro, di evitare un ulteriore 6% di spesa, di diminuire del 3% le prestazioni specialistiche valutabili come “improprie”, pari a 52.000. Sono stati anche attivati 540 nuovi posti di lavoro tra collaboratori di studio (300) e infermieri (240). Questi e altri inediti dati hanno fatto da punto di partenza per un confronto a tutto campo tra passato, presente e futuro tra la Regione e i suoi medici di medicina generale, organizzata a Montecchio Precalcino a cura di Azienda Zero. In discussione anche l’annunciata evoluzione del modello, con la nascita di quello che è stato ribattezzato Team di assistenza primaria. Ogni team sarà composto da almeno quattro medici di medicina generale per un bacino di riferimento indicativo di ottomila assistiti, prevedendo per ciascun medico componente la possibilità di incrementare il proprio massimale fino a duemila assistiti in carico.

«Il modello si è rivelato vincente – ha sottolineato l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin – soprattutto per la gestione delle cronicità, che è, e diverrà sempre di più fondamentale, anche a fronte del previsto aumento dell’età media della popolazione. Ma i servizi garantiti dalla medicina territoriale sono assolutamente insostituibili per avvicinare la buona sanità alla gente ed evitare faticosi e complessi accessi impropri ai Pronto Soccorso». Le 76 Medicine di gruppo integrate oggi coinvolgono 638 medici di medicina generale e coprono 921.361 assistiti, quasi un quinto della popolazione. In 15 realtà viene garantita anche l’attività di prelievo del sangue. Nel 2018, i costi sono stati di 46 milioni 280 mila euro, dei quali il 31% dedicati all’assistenza dei malati cronici, il 10% alle attività di prevenzione, il 21% alla partecipazione alla governance generale, il 21% all’accessibilità degli studi per i pazienti, il 10% per la tenuta delle schede-paziente informatizzate, il 7% per

’è il problema della carenza di medici, anche di quelli di base. Ma non è l’unico a rendere difficile la vita delle famiglie, che si debba chiedere una ricetta o magari si abbia bisogno di una visita a domicilio, e questo soprattutto nelle aree più periferiche. Il fatto è che gli orari di ambulatorio mal si conciliano con i mille impegni della vita quotidiana, e che seguire una popolazione sempre più anziana e afflitta da malanni cronici moltiplica le incombenze. Ecco perché già da alcuni anni il Veneto ha deciso di sperimentare con decisione un nuovo modello, e i dati sembrano dare ragione della bontà della scelta. Oggi sono 76 le Medicine di Gruppo attivate: funzionano come “squadre” medici di medila formazione e l’audit. di Complessivamente cina generale che condividono nel triennio 2015-18, la Regionelohaspazio invedi lavoro, la segreteria e garantiscono la stito nel settore 102 milioni 575 mila euro. presenza costante divauntestata, professionista «L’organizzazione un po’ per tutte le urgenze. servizio come i farmaci primaUn di darli allemigliore, persone dunque, e al tempo stesso più economico – ha ricordato il direttore generale della grazie economie di scala che garansanità alle veneta Domenico Mantoan – ed è

tisce: negli ultimi due anni hanno consentito di risparmiare 4 milioni di euro, di evitare un ulteriore 6% di spesa, di diminuire del 3% le prestazioni specialistiche valutabili come “improprie”, pari a 52.000. Sono stati anche attivati 540 nuovi posti di lavoro tra collaboratori di studio (300) e infermieri (240). Questi e altri inediti dati hanno fatto da punto di partenza per un confronto a tutto campo tra passato, presente e futuro tra la Regione e i suoi medici di medicina generale, organizzata a Montecchio Precalcino a cura di Azienda Zero. In discussione anche l’annunciata evoluzione del modello, con la nascita di quello che è stato ribattezzato Team di assistenza primaria. Ogni questo che la Regione da sta almeno opportunamenteam sarà composto quattro te facendo. Ma in un quadroper nazionale medici di medicina generale un badove non ci sono state idee chiare cino adilungo riferimento indicativo di ottomila eassistiti, si sono prevedendo sviluppate esperienze diverse, per ciascun medicoil Veneto ha unlasuo preciso dimodello e oggi componente possibilità incrementare possiamo che è sicuramente un punto il proprio dire massimale fino a duemila assidi riferimento stiti in carico. per tutto il Paese».

Dien Chan: una disciplina Una vita dedicata Mezzo milione a sostegno Mezzo milione a sostegno dei viaggi solidali viaggi solidali dal dei Vietnam a far sbocciare la vita NS

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elloi chiama scorso numero vi ho della i chiama “Stacco”, ed è l’iniziati“Stacco”, edparlato è l’iniziatiriflessologia plantare e del econcetto va di Bagatella trasporto solidalelascia e gratu-l’ospedale in cui va di trasporto solidale gratuDopo 42 anni di lavoro Gabriella dei ito “punti cui autosufficienti, tutte le tecniche ito per persone non autosufficienti, per riflessi” personesunon ha lavorato come infermieraanziani e poie come ostetrica. riflessogene piedi esistodisabili oggi attivo nelleAccompagnando anziani esi basano. disabili Oltre oggiaiattivo nelle no altre zone sul corpo interessate cinquepiù province di Belluno, Treviso, cinque province di umano Belluno, Treviso, migliaia di donne nel momento importante della loro vita dai Verona, cosiddetti Vicenza punti riflessi, ricordo leche mani, Verona, Vicenza e Venezia che la e Venezia la anni e 2 mesi trascorsi sempre nello i padiglioni e il viso. È propriocon sul Regione ha appena rifinanziato con Regioneauricolari ha appena rifinanziato stesso ospedale, anche se nel fratvisoun cheinvestimento la disciplina nota il nome “DIEN un investimento di mezzo milione dicon mezzo milione tempo la sede è cambiata e anche l’Ulss CHAN” agisce.Ma Si tratta di una tecnica vie- ni mezzi, tutto il resto lo mettono i di euro. Ma più dei soldi, in que- ni mezzi, tutto il resto lo mettono i di euro. più dei soldi, in queha cambiato di numero: prima era la 23, tnamita ideatavale dal dottor Bùi Quoc Chau sto caso vale il coinvolgimento dei volontari e le loro associazioni. Prosto caso il coinvolgimento deie volontari e le loro associazioni. Propoi è diventata la 17 e infine è confluita studiata e approfondita dalla suahanno equipegadi prio per questo, per l’anno 2019-20 volontari, ben 1.200, che hanno ga- prio per questo, per l’anno 2019-20 volontari, ben 1.200, che nella nuova Ulss 6 Euganea. Ma questi medici, ricercatori e agopuntori espor- i fondi sono stati ripartiti tenendo rantito un passaggio a loro concit- i fondi sono stati ripartiti tenendo rantito un passaggio a loroedconcitla quale raramen- benessere rilassamento. sono soloedettagli, aspetti formali che non tata,tadini in questi ultimi trent’anni, in oltre 40 della riflessologia plantare tadini in difficoltà conto del numero in difficoltà conto del numero te è dolorosa, il DIEN può risultare, A differenza riflessologia mutano il sensodella e il valore di unaplantaintera Paesi Come la riflessologia plannel raggiungere di volontari, con neldel mondo. raggiungere di CHAN volontari, con in Grazie al progetto Grazie al progetto alcuni punti, un po’ doloroso. Si pratica utilizre, dove l’auto-stimolazione risulta difficile vita professionale spesa a far nascere tare,l’ambulatorio anche questa è una che l’ambulatorio del 115 mila euro del tecnica olistica 115 mila euro “Stacco” 1.200 “Stacco” 1.200 strumenti che grazie alla anche pere un operatore, tecnica, bambini seguire le loroquesta mamme. Gaprende in considerazione medico, l’ospedestinati al coormedico, l’ospe- la persona nella zando degli appositidestinati al coorvolontari volontari a individuare ildelle punto da una volta acquisitehaleiniziato nozionia farlo basilari, può briella Bagatella appena suadale unità odi un mente, spirito e corpo ma so- loro forma aiutano dinamento dale o un ufficio dinamento delle ufficio accompagnano ogni caso assolutamenessere praticatae adesso, anche ina 60 modo autonomo, maggiorenne anni, è pronta prattutto stimola capacità del accompagnano corpo stes- trattare. Il dolore, inassociazioni pubblico per visite associazioni di pubblico perlavisite di te sopportabile, dura al massimo 30 secondi integrando le prestazioni dell’operatore, per a lasciare l’ospedale di Schiavonia ma non so di ritrovare l’equilibrio senza mediche, terapie, volontariato della mediche, terapie, energetico volontariato della chi ne ha bisogno chi ne ha bisogno di stimola- accelerare quella cheil èraggiungimento stata e rimanedell’obbiettivo la vocazione l’utilizzo di medicine (il cui ricorso, al giorno perché questo è il tempo pratiche burocraCittà metropolitapratiche burocraCittàmassimo metropolitaper visite mediche, per visite mediche, zione, come insegnana il dottor Bùi QuocAlChau, prefissato. di una intera vita: essere d’aiuto agli altri. d’oggi, è inNon moltisolo casiun esagerato). tiche. Non solo un na di Venezia. Al tiche. di Venezia. terapie, terapie, le donne pratiche tantissimi ricordi,momento difficili da rimanraccontare: a cui può essere momento sottoposto ogni singolo Infine mi permetto un suggerimento: «Ho amato tantissimo il mio lavoro,l’abpiù re cinquemila Anche questa metodica sia il re- pratiche passaggio,bambini, anche partorire passaggio, anche permette rimannascere anni Ottan- province ogni paziente mi gono ha lasciato qualcosa, punto. Le percezionigono sonofuori comunque, DIEN CHAN di ogniriflessologia altra cosa», plantare racconta–Gabriella, che cheseho sivisto cupero energetico il man- province tratta pur negliin fuori dal pro- in se dell’equilibrio si tratta pur dal pro-in ge- binata cinque insiacinque seguendodi ilqualcotravaglio che dura anche quarant’anni la professione è cambiata, molto spesso nella sedutacarriera dà dei risultati veramente nellastessa sua lunga ha cambiato 40 ta: sempre tenimento stesso. Il dottor Bùi Quoc nere, rapide e piacevolissime, getto le province sempredello di qualcogetto le eprovince della regione della regione ore,700 diventi le donne sono diventate giustamente immediato sollievo, sorprendenti. primari. In principio era infermiera pro- parecchie Chau la sua sa come mila la madre delle più di Padova e Rovi- più sa ecome 700equipe mila hanno individuato generano uno statodi diPadova e Rovio la sorella maggiore, raccogli esigenti, adesso la gravidanza fessionale ma il suo sogno era diventare giovani circachilometri 600 punti percorsi attivi di riflesso connessi chilometri percorsi in decine di conmi- go, che grazie al affrontano sostegno finanziain decine di mi-– go, che grazie al sostegno finanziati metti sul loro stesso rio e ildella partoFondazione a un’età diversa, dopo aver piaostetrica. Ci è riuscita, studiando la notte fidenze, come nelladiriflessologia – ai diversi rio della Fondazione Cariparo hanno gliaiadai di consigli, viaggi, ma un accompagnaCariparo hanno gliaia viaggi, maplantare un accompagnaascolti storie belle si e meno belle».in adottato nificato anche la loro attività lavorativa. I su fotocopie, facendo sacrifici su sacrifici. piano, organi del corpo introducendo, in particomento che spesso trasforma un modello organizzativo mento che espesso si trasforma in adottato un modello Dott.ssa Lorena organizzativo Bonato Adesso Bagatella è pronta bambini no, loro uguali». «Mio papà voleva che andassi a lavorare, a lare,amicizia il “principio delle partiche corrispondenti” amiciziaGabriella e relazioni che durano nel alternativo, ma sono non rimasti è escluso che Ride e relazioni durano nel alternativo, ma non è escluso che Naturopata - consulenze naturopatiche voltare pagina. La pensione solorete un possano Gabriella,inefuturo ha proprio ragione. I bambini casa mia c’era tanto bisogno. Per realizza- per tempo, e cioè, semplificando massimo, rendendo più solidaè la inserirsi anch’estempo, rendendoalpiù solida lala corrirete possano in per futuro inserirsi anch’esRiceve appuntamento a Camposampiero punto di partenza, sono uguali, oggi visto come che ieri, qui re la mia passione sono anche scappata di nuovo spondenza le zone riflesse del viso con se nel sociale delle comunità.con destinazio- se nelsempre progetto Stacco, sociale tra delle comunità. Stacco, visto3887292880 che (Pd)progetto via S.Anna n.4 - tel. ne Lima, la capitale del Perù, per un mese come altrove. E uguale è l’amore che serve casa e oggi sono molto felice di aver fatto gli organi del corpo.contribuisce alle spe- metodologia La Regione contribuisce alle spemetodologia e servizio sono sovrapLa Regione e servizio sono sovrapweb: www.lorena-bonato-naturopata.it da dedicare alla Caritas: «Lavorerò nei diper accompagnarli quando si affacciano il lavoro che mi piaceva, con un trasporto Come si applica questo trattamento? se vive di carburante e manutenzioponibili a quello regionale. se vive di carburante e manutenzio- ponibili a quello regionale. mail: bonato_lorena@libero.it alla vita. e un amore per me grandi. Ho fatto nasce- stretti, negli ospedali, nelle abitazioni. Ho È bene dire fin da subito che a differenza

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Rovigo città segreta 16, 23, 30 novembre

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i rinnova anche quest’anno la manifestazione promosso da Pro Loco e comune all’insegna del mistero. Il ritrovo per la partenza è previsto sotto il gazebo rosso di Palazzo Roverella. Sabato 16 si andrà sulle tracce di storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo. Sabato 23 si scruteranno le apparizioni al crepuscolo: il fantasma del “leone bianco”. Sabato 30, invece si ripeterenno le storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo.

Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria” 23 novembre Conegliano, Treviso

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l Teatro Accademia va in scena lVeronica Pivetti con la famosa commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Berlino, Repubblica di Weimar, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata e affamata, arriva in città. Condivide la sorte col collega Vito Esposito. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto. Strepitosa Veronica Pivetti in un crescendo di esilarante qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione. Per informazioni: www.teatroaccademia.it

Escursione alle Grotte del Caglieron 24 Novembre, Fregona, Treviso

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scursione alle Grotte del Caglieron: uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Durante questa escursione ci lasceremo ammaliare dalla bellezza di un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo. Queste grotte sono in realtà delle cave aperte dagli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron, per ottenere la “piera dolza”. Ci inoltreremo nel bosco e proseguiremo il nostro cammino accompagnati da un panorama mozzafiato sulla pianura e Fregona. Lungo il percorso avremo modo di cogliere gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente particolare ma anche di immergerci nella realtà artigianale del passato, contraddistinta non solo dall’attività di estrazione della pietra ma anche dalla presenza di diversi mulini. Ritrovo: alle 9.45 davanti al centro visite Grotte del Caglieron, via Ronzon, 31010 Fregona TV. Per Informazioni: giulia@ beescover.com.

Children’s Museum Verona

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ille metri quadrati su due piani, un percorso che si snoda su aree diverse, attraverso esperienze emozionali e immersive. Acqua e aria, musica e colori, luce e arte: leve e prospettive diverse, così come mutano i modelli pedagogici pensati ad hoc per le varie fasi evolutive del bambino. Children’s Museum Verona è movimento e divertimento, proprio come insegna l’educazione informale. Entrando – rigorosamente senza scarpe – in CMV tutti i sensi del bambino vengono attivati. Ad attendere i bimbi, ma anche i loro genitori, colori vividi, profumi diversi, o musica e rumori bianchi concilianti. Aree diverse per un continuum di divertimento e di scoperte. Maggiori info sul sito www.cmverona.it

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La Venezia ebraica

Padova, Teatro Geox, 7-8 dicembre

Padova, Teatro Geox, 30 novembre

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osa ci racconta Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, direttore artistico di Momix, il cui ultimo lavoro, ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà a Brescia (Gran Teatro Morato) e Padova (Gran Teatro Geox) a dicembre 2019. Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti, tra le più famose al mondo, che vanta al suo attivo numerosi spettacoli teatrali e apparizioni cinematografiche e televisive. Tornano ora in Italia dopo il successo di spettacoli come ‘Passion’, ‘Opus Cactus’, ‘Sun Flower Moon’, ‘Bothanica’ e ‘W Momix Forever’.

opo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, torna in tour We Will Rock You! Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza.

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isita guidata al Ghetto ebraico di Venezia, forse uno dei più famosi al mondo e sicuramente uno dei più antichi. Un decreto del 1516 del governo della Repubblica stabilì che la comunità ebraica dovesse risiedere nel ghetto, che tutt’oggi si trova nel Sestiere di Cannareggio. Durante la passeggiata per il ghetto la guida ci illustrerà moltissimi aspetti riguardanti la storia, la vita e la cultura del popolo ebraico a Venezia. Per prenotarsi o chiedere informazioni: info@viaggiarecuriosi.com


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Tavola

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Messaggio pubbliredazionale

Puntarelle alla romana INGREDIENTI

200 gr di Puntarelle

Durata: 10 minuti

2 filetti di acciughe sottolio

Difficoltà: facile Origine: Lazio

1 spicchio d’aglio

2 cucchiai di Aceto Balsamico Semi di Finocchio (opzionale)

Le puntarelle alla romana sono uno dei contorni più amati a Roma, tipica della tradizione romama e laziale. Di antichissime origini, questa ricetta è basata su una particolare specie di cicoria (cicoria asparago) che viene preparata cruda e servita come insalata da contorno a carni molto saporite come abbacchio e maiale. Più precisamente sono una parte della pianta, le punte, cioè i germogli teneri e giovani, che separati dalle foglie e sfilettate in finissime fettine, vengono lasciate in acqua freddissima per un pò di tempo in modo che si arriccino, mantenendo la loro croccantezza (segnale di freschezza). Da fare da sfondo alle puntarelle c’è l’essenziale vinaigrette, preparata in un mortaio con le immancabili acciughe, aceto balsamico e aglio.

Olio extravergine di Oliva

Prendete l’intera pianta e staccate le puntarelle dal cispo, utilizzando così solo il germoglio. Man mano che procederete verso il centro, lo scarto fogliare diminuirà notevolmente.

Sale

Eliminate anche la parte finale, poi tagliate la punta a metà. Poi sfilettate da queste due parti tante listarelle sottili.

Immergete subito le puntarelle sfilettate in una ciotola dove è presente acqua e ghiaccio (almeno acqua molto fredda). PROCEDIMENTO

Lasciatele in questa ciotola per almeno 1 ora, mettendo la ciotola in frigo. In questo modo le puntarelle si arricceranno e rimarranno croccanti ma morbide. Adesso occupiamoci della preparazione della vinaigrette. Prendete un piccolo mortaio e aggiungete 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 cucchiaio di aceto balsamico, 2 acciughe sottolio, ed un pizzico di sale. Io personalmente aggiungo anche un cucchiaino di semi di finocchio (ma è una mia scelta, quindi è opzionale). Schiacciate il tutto, in modo che le acciughe si sminuzzino e formino una tuttuno con il resto del condimento. Poi con una forchetta aiutate ad emulsionare il tutto. Poi dividete lo spicchio d’aglio a meta e aggiungetelo alla vinaigrette in modo che la salsa acquisisca un po’ di sapore, poi lo rimuoverete in seguito. Lasciatele insaporire per una decina di minuti. Condite le puntarelle e servitele insieme ad un buon piatto di carne.

Sapecialità Romane Cacio e Pepe Amatriciana Carbonara Gricia Gnocchi al Tartufo Carciofi Puntarelle Carne alla Brace Bisonte - Fiorentine Chianina - Canguro Bufalo - Fassona Angus - Tartara Kobe - Zebra Cammello Renna

Cucina Romana & Steakhouse

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Oroscopo

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l’

Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli

Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici

Novembre Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli

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Bilancia Determinazione e slancio daranno una bella spinta alla carriera: qualunque cosa abbiate in mente andrà bene

Scorpione Liti e malintesi in vista: se alla coppia potrebbe far bene un chiarimento, sul lavoro andateci cauti

Gemelli

Sagittario

Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate

Verrete colpiti profondamente da qualche gesto genitle inaspettato, attenti invece alle stilettate sul lavoro

Cancro

Capricorno

Una discussione accesa con il partner farà emergere problemi irrisolti. Confrontarsi approfondirà la vostra unione

La fortuna in amore si propagherà con effetto domino anche alla vita professionale. Si avvererà ciò che attendete

Leone

Acquario

Le persone che amate vi chiederanno di trascorrere più tempo con loro: non trascuratele o saranno guai

La seconda metà del mese sarà un saliscendi di emozioni, perciò ricordatevi che dopo ogni tristezza ci sarà gioia

Vergine

Pesci

Concedetevi una pausa di riflessione per decidere con calma come muovervi nei mesi a venire. Rispolverate vecchi progetti

Se state ultimando un vecchio progetto state attente agli errori di distrazione: potrebbero danneggiarvi


EVENTO 15 DICEMBRE , dalle 12.00 alle 18.00

all’Hotel Villa Pigalle V i a N a z i o n a l e , 161 a 3 6 0 5 6 B E LV E D E R E ( V i )

In collaborazione con Marco e il Clan insieme per Festeggiare il NATALE. Ci saranno Riprese Tv Tv, una Sfilata con capi all’ultima moda, una Lotteria con possibilità di vincere numerosi premi, si Ballerà e si Canterà.

Un Menù ricco di prelibatezze: Aperitivo alcolico e analcolico Gran Buffet di Benvenuto con Tramezzini mignon, Pizza gourmet, Polpettine con polenta, Croque-monsieur, Arancini ai Formaggi, Torta Salata alle verdure, Sfogliatine al Radicchio, Verdure Pastellate, Bocconcini di Caprese Primi piatti: Riso Carnaroli al Radicchio, Salsiccia e dadolata di Zucca Maccheroni Casarecci con Ragù d’Anitra Secondi piatti: Lonza Bardata al Lardo di Colonnata con Funghi di Bosco e Patate al Forno aromatizzate al Rosmarino Dolce spettacolare, Caffè, Acqua e Vino in abbinamento Il prezzo complessivo è di € 32,50 cadauno.

per Prenotare chimateci allo 041/440484 o tramite e-mail: otticabarbiero@libero.it


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