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Sport p.18

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Salute p.27

del Miranese Sud

APRILE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 49

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MIRANO

Il distretto del commercio in rete con le associazioni MIRANO

Salvo il corso universitario di infermieristica

on-line:  “L’Italia ripudia la guerra”

di Zabeo Samuele Germana Urbani >direttore@givemotions.it <

Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomani del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, ha sottolineato che per esportare al meglio il nostro SCONTO 50%d’eccellenza SU TUTTE LEserve LENTI VISTA geovino e i prodotti unDA contesto politico stabile senza dazi, chiusure e tariffe. Viale Sanremo, 42/d · Spinea (Ve) · Tel. 041 997018 Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. servizio pag 11 Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non puòaliberarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

Sicurezza, l’Unione dei Comuni arma la Polizia Locale La decisione, con la modifica del regolamento, è stata presa nelle scorse settimane con 17 voti a favore e 3 contrari. Fra i contrari il Movimento 5 Stelle

MIRANO

Arriva lo sportello Informalavoro in aiuto ai disoccupati MIRANO

1000 firme per le piste ciclabili a Scaltenigo SPINEA

Vaccinazioni, il parlamentino ascolta le famiglie SANTA MARIA DI SALA

Riapre dopo otto mesi il centro commerciale Prisma SPORT

Maratonina dei Dogi, vince Ousman Jaiheh POLITICA

Casellati, prima donna al Senato

“L’Italia ripudia la guerra”

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Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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ll mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, eppure è così. E anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopolitica è capace di creare pesanti danni alla bilancia economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista.

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Facciamo. il punto

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“L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Eras, rivoluzione per gli interventi chirurgici N

Il paziente viene aiutato a rientrare alla normalità in breve tempo

Anche Gentiloni, in visita al Vinitaly all’indomani del primo raid mosso da Trump e alleati in Siria, ha sottolineato che per esportare al meglio il nostro vino e i prodotti d’eccellenza serve un contesto geopolitico stabile senza dazi, chiusure e tariffe. Ecco perché la pace nel mondo dovrebbe interessarci. Se proprio non vogliamo tener conto di quel bellissimo articolo 11 della nostra Costituzione in cui i padri costituenti hanno scritto che l’Italia ripudia la guerra, dovremmo schierarci chiaramente per la pace fosse anche avendo in testa solo le nostre tasche. A noi italiani la Pace conviene! E sarebbe opportuno che a dirlo fosse il premier forte di un Paese fiero. Invece, dopo oltre un mese dal voto, si continua a cincischiare mettendo in campo prese di posizione davvero misere. Di Maio e Salvini si rimbeccano a vicenda, ribadendo ad ogni piè sospinto che tocca a loro fare il Governo in quanto vincitori. Ma uno non vuole Berlusconi e l’altro non può liberarsene. Il Pd vuole rimanere all’opposizione e allora c’è chi lo accusa di non volere il bene del Paese. E’ vero però che se il Paese avesse voluto i democratici di nuovo al governo li avrebbe votati ma così non è stato. Perciò ci aspettiamo che chi ha vinto governi. Agli Italiani serve subito un Governo e un Premier che lo rappresenti sulla scacchiera internazionale. Una persona che sia autorevole, di cui i cittadini possano andar fieri. Forse occorrerà fare un compromesso, un atto a cui il M5S è poco incline ma a cui, stavolta, se vuol governare davvero, non si potrà sottrarre. Un compromesso non è solo il male minore e, soprattutto in situazioni di grande instabilità come quelle che si affacciano sull’orizzonte internazionale, un compromesso è da considerarsi soprattutto un bene possibile. Quindi se è vero come è vero che Lega e Movimento 5 stelle hanno vinto le elezioni, queste forze politiche devono assumersi la responsabilità di formare il governo, turandosi il naso o strappando qualche alleanza scomoda. Occorre che l’Italia sia forte. Non aspettiamo oltre!

essuna “preparazione” per affrontare l’intervento chirurgico e una ripresa funzionale quasi immediata da parte del paziente che, dopo poche ore dall’operazione, può già muoversi e mangiare. Succede all’ospedale di Mirano dove gli interventi chirurgici mininvasivi in laparoscopia si eseguono ora applicando protocolli internazionali di gestione del paziente durante la fase pre e post operatoria. “Il protocollo si chiama Eras – spiega il primario di Chirurgia Pierpaolo Da Pian – è nato nei paesi del Nord Europa e da circa un anno viene applicato anche nella nostra pratica quotidiana. Il protocollo, basato su studi scientifici, consta di 21 punti per la gestione del paziente, adattati alla nostra realtà coinvolgendo altre figure professionali come medici anestesisti, nutrizionisti, fisioterapisti, dietologi, infermieri, stomisti”. “Un protocollo – hanno aggiunto i chirurghi Corrado Da Lio e Isabella Mondi – che ha letteralmente rivoluzionato la ripresa del paziente che, proprio evitando la cosiddetta preparazione di una volta, gli permette, tra le altre cose, di non rischiare di disidratarsi ed affrontare meglio l’intervento”. In pratica il paziente viene preso in carico dalla Chirurgia di Mirano, mettendo in atto quelle azioni che gli permetteranno di migliorare le condizioni fisiche preoperatorie. Per gli interventi al colon, viene anche abolita quella fastidiosa preparazione intestinale con i lassativi, risultata essere poco utile se non addirittura peggiorativa. Il nuovo protocollo non prevede più i 6 giorni di cura antibiotica, che si concentra solamente nella giornata dell’intervento. Dopo l’operazione il paziente viene aiutato a rientrare alla normalità nel più breve tempo possibile, rimuovendo precocemente sondino naso gastrico e catetere vescicale, e riprendendo subito la mobilizGermana Urbani >direttore@givemotions.it< zazione e l’alimentazione per bocca. “Il confronto con altre realtà, anche internazionali – ha commentato il direttore generale dell’Ulss ll mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, 3 Giuseppe Dal Ben – ci permette di garantire ai nostri pazientieppure teè così. Servizi funebri da euro 230,00 (iva compresa) rapie migliori al passo con i tempi. L’adozione di questo protocollo E anche se il conflitto apparentemente non ci tocper la cremazione e gestione delle ceneri favorisce un miglior decorso della persona, che più rapidamente ca,può soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geoporientrare all’autosufficienza e alle proprie occupazioni”. litica è capace di creare pesanti danni alla bilancia

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È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala per un numero complessivo di 16.395 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e a pag 3 segue Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Chiuso in redazione il 13 aprile 2018


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Mirano .

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Il distretto del commercio fa rete con le associazioni Si punta con il manager incaricato a una stretta collaborazione con realtà come Pro loco, Cia, Coldiretti, “Associazione Volare” e “Circolo Noi”

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a progetto pilota a conferma strategica per la città. Il distretto del commercio “Mirano: cultura, shopping ed enogastronomia” riparte da quanto realizzato dal 2015 a 2017, dopo la conferma per altri tre anni dalla Regione e stringe la mano alle associazioni. Dopo il positivo esordio di tre anni fa, ora Comune e Confcommercio del Miranese puntano a qualificare il distretto, e l’obiettivo dei prossimi anni sarà tessere una rete con le associazioni del territorio: Pro loco, Circolo Noi, Associazione Volare, Cia e Coldiretti, per citarne alcune. Si tratta di realtà che già operano a Mirano nel campo dell’organizzazione di manifestazioni ed eventi (Mirano Summer Festival, Festa del radicchio, Carnevale, Fiori a Mirano, Fiera de l’oca, Festa dell’agricoltura). Per la

prima volta dunque Confcommercio intavola insieme ad altre realtà organizzatrici di eventi, un progetto di promozione del territorio a tutto campo, partendo dai punti di forza della città, il commercio e il turismo. “I progetti presentati dalla nostra associazione – spiega il presidente di Confcommercio del Miranese Ennio Gallo – sono stati tutti approvati dalla Regione e per Mirano abbiamo avuto la conferma del bando in continuità con quanto fatto negli anni scorsi, con il nostro manager Tiziano Minuzzo, a riprova del buon lavoro finora compiuto. Siamo capofila su iniziative di questo tipo, volte a promuovere il commercio e il turismo delle nostre città come motore della vita e della vivibilità dei nostri centri storici”. Per l’assessore alle Attività commerciali

l’assessore Cristian Zara: “Puntiamo con questa operazione a migliorare la qualità della vita del nostro centro”

di Mirano Cristian Zara: “La nostra volontà è quella di rendere operativo il distretto di Mirano, ponendo l’attenzione sopratutto nella riqualificazione urbana, accessibilità e mobilità, gestione di servizi in comune e sicurezza. Attraverso una regia unitaria e il coordinamento di un manager, puntiamo ad azioni strategiche e condivise, con l’obiettivo di sviluppare e accrescere l’attrattività, la fruibilità, la visibilità, il commercio e la qualità della vita del nostro centro”.

Corsi per una guida sicura

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’autoscuola del consigliere propone un ripasso gratis di guida sicura. “Sosta nella sicurezza” è il nome del corso promosso dall’autoscuola Venturini per migliorare la sicurezza stradale nel territorio. A tenerlo sarà il consigliere comunale Francesco Venturini, figlio del titolare Franco, che da poco ha conseguito una laurea socio-pedagogica legato alla prevenzione sociale. “La prima causa dei sinistri stradali spiega Venturini - riguarda il comportamento delle persone, con un continuo aumento degli incidenti dovuti alla distrazione del guidatore. Ma esiste una guida “preventiva”, che permette di tutelarsi dai comportamenti scorretti degli altri utenti della strada, riducendo al minimo il rischio di incidente. Abbiamo pensato di aggiornare i partecipanti a questo corso sulle ultime novità del codice della strada, e riflettere sui comportamenti da tenere per ridurre al minimo la possibilità di subire un incidente”. Appuntamento il 5 maggio dalle 10 alle 12, con possibilità di prenotarsi fino a esaurimento posti, chiamando lo 041.432300. (f.d.g.)

“Giornate di primavera” per scoprire i gioielli del paese

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iù di 500 persone alle “Giornate di primavera” del Fai, che a Mirano quest’anno si sono svolte in un percorso itinerante. Un itinerario alla riscoperta del Risorgimento in città, con guide d’eccezione 54 studenti del liceo Majorana-Corner, che hanno accompagneranno i visitatori in un percorso a tappe. Partenza dalla barchessa di Villa 25 Aprile, con introduzione ai luoghi visitati e alle origini della città e delle centuriazioni. All’interno della barchessa sono stati spiegati i reperti romani, i cippi confinari, i bassorilievi e i busti dei Morosini. Uscendo, è stata illustrata la villa e il giardino con le statue e le piante. Passato il ponte Felice, si è incontrato Villa Gradenigo, ora Perale, nel cui muro di cinta era infissa la stele funeraria romana, mentre la scritta Bastia Fuori indicava la zona esterna all’antico Castello di Mirano, dove sorgeva la Vicaria veneziana e poi il distretto austriaco. Si è raggiunta quindi la casa natale di Matilde Zampiccoli, moglie del capo delle spie austriache e quella vicina dell’amica Felicita Bonvecchiato, amante del conte Mircovich, figura patriottica del 1848. In piazza Martiri il probabile cippo gromatico romano e la colonna con il leone che ricorda la dominazione veneziana, nella piazza che cambiò nome tre volte (Piazza Maggiore, poi Vittorio Emanuele, infine Martiri delle Libertà). Lungo il percorso i ragazzi hanno illustrato palazzi, lapidi e altre testimonianze, anche di diversi periodi storici, traducendo in servizio le lezioni svolte a scuola con gli insegnanti Maria Luisa Trevisan e Sebastiana Rosa Giunta, con la preziosa collaborazione esterna dello storico Gianni Caravello, del professor Giuseppe Basana, e dell’architetto Valeria Farinati. (f.d.g.)

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Agricoltura sostenibile alla AZIENDA AGRICOLA SANT’ILARIO

’impresa agricola Sant’Ilario, situata a Giare di Mira, è una delle aziende più grandi d’Europa a mettere in campo l’agricoltura Blu, cioè conservativa, nell’ottica di un tipo di coltivazione che sia finalmente sostenibile sia per i cittadini che per l’ambiente. Ma cosa significa in concreto agricoltura blu ? Lo spiega Ivan Furlanetto, agronomo dell’azienda, che ha avuto la lungimiranza di introdurre questa modalità di lavoro all’intero di Sant’Ilario. “Questa espressione significa puntare su una serie di pratiche agronomiche che abbiano come scopo quello di massimizzare la produzione aumentando però il rispetto del suolo: preservare l’ambiente in questo caso significa anche ridurre i costi e questo si traduce alla fine in un prezzo inferiore

per l’utente finale”. E’ una dichiarazione di principio, che però poi per essere compresa, deve tradursi in aziende concrete, comprensibili a chiunque. Quindi: in cosa si differenzia, nel concreto, l’agricoltura Blu da quella tradizionale? “La differenza maggiore è che noi non ariamo il terreno,

non andiamo in profondità per rivoltare le zolle. Quella modalità, porta con sé una perdita di azoto per dilavamento, e questo significa che quando piove l’azoto finisce nei corsi d’acqua e quindi in laguna.

lo solleva e lo rimette dov’era cose se fosse una specie di ‘onda sismica’. La zolla si alza e si adagia dove era rima, rispettando lo strato organico. Questa modalità permette di far diventare più soffice il terreno. La seconda lavorazione avviene con una macchina con dei dischi, che prepara definitivamente il suolo ad accogliere la semina che avviene come atto finale”. Cosa comporta tutto questo ? “Si fanno 1-2 passaggi in meno di estirpazione ed erpicatura: inoltre con la arieggiatura si fanno 6 ettari l’ora, cioè il doppio di quello che si riesce a fare con l’aratura”. Per assolvere a questo compito, l’azienda si è dotata di un trattore acquistato in Iowa (Usa) che è attualmente il modello più grande in commercio nel mondo.

COLTIVIAMO REDDITO: INIZIATIVA DEL CONSORZIO DEL NORDEST OSPITATA A SANT’ILARIO Coltiviamo Reddito è lo strumento che il Consorzio Agrario del Nordest ha messo in campo per i soci e clienti. Si articola in spazi fisici e digitali dove gli Imprenditori Agricoli possono trovare strategie vincenti e soluzioni pratiche per facilitare il raggiungimento dei 4 obiettivi fondamentali della nostra agricoltura: l’incremento della produttività, della redditività, della qualità e della sostenibilità. Nell’agosto del 2017 questo evento si è tenuto nell’azienda agricola Sant’Ilario a Mira, richiamando circa 10.000 imprenditori del settore che sono arrivati da tutto il nordest per approfondire gli argomenti oggetti di dibattito e per confrontarsi nel merito delle questioni più importanti. Il tutto, all’interno della cornice di una delle aziende agricole più moderne d’Europa.

Per una azienda come Sant’Ilario, che si estende su 1.400 ettari di cui 400 a coltivazione, si capisce che il risparmio di tempo è un fattore determinante. L’azienda Sant’Ilario non è solo agricoltura, ma anche allevamento di pesce: orate, anguille, sogliole e cefali allevati a ‘metri zero’ in pieno accordo con le più moderne pratiche. Non per caso l’azienda è spesso meta di visite ed escursioni come la biciclettata che si terrà il 13 maggio organizzata dal comune di Mira in collaborazione con le associazioni del territorio. La modalità che abbiamo scelto noi invece – continua Furlanetto – prevede lavorazioni del suolo modeste, e questo ne migliora la fertilità e la capacità di ritenzione dell’acqua, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità. Come questo sia possibile, è presto detto: usiamo attrezzi arieggiatori, che fanno una lavorazione profonda di 40-50 cm ma senza rivoltare la zolla. In pratica la macchina passa sotto il terreno,


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Mirano .

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Sanità Dopo le pressioni nelle scorse settimane delle istituzioni

Infermieristica, obbiettivo raggiunto, il corso universitario resta a Mirano I

l corso universitario in Infer- Pavanello - parlando direttamente mieristica resta a Mirano. Vitto- con i vertici regionali che hanno ria, anche se parziale, di Comune incontrato l’Università di Padova, e Regione, gli studenti però non alla quale avevo anche scritto una esultano: non arrivano infatti tutti lettera per favorire un incontro uri chiarimenti chiesti sul futuro della gente, che poi c’è stato tra Regione scuola che ha sede all’ex Petrarca e Ateneo”. Il discorso però non pare in piazzale Garibaldi. A dare noti- chiuso. Da settembre infatti le lezia, da fonti regionali dirette, sul zioni potrebbero riprendere sì, ma mantenimento della sede universi- solo in videoconferenza da Mestre. taria è stato nelle scorse settimane Il motivo è presto detto: non appare il consigliere regionale miranese risolto il problema di fondo che avedella Lega Alberto Semenzato, che va fatto propendere l’Università di aveva interessato Padova per la chiuDa settembre della questione il disura della scuola inrettore generale alla fermieri a Mirano, le lezioni Sanità Domenico ovvero la mancanza potrebbero Mantoan. di docenze. Ne ser“Mantoan mi ha vono almeno 5 per riprendere, ma assicurato che l’unitenere aperta una solo in versità rimane”, ha sede universitaria e confermato Semenvideoconferenza a Mirano i professori zato. Non è ancora “reggenti” non solo da mestre. chiaro in che modo non sono stati indiil problema resta viduati, ma potrebsia maturata l’inversione di marcia, bero addirittura non la mancanza anche se un ruolo di esserlo in tempo per di un numero primo piano è stato l’inizio del prossimo esercitato proprio anno accademico. di docenze dalla Regione, che Che quindi inizieadeguato detiene le redini rà sì con gli studendelle politiche saniti in aula, ma con i tarie, e che nelle scorse settimane docenti in un’altra sede, presenti è intervenuta presso l’ateneo pasolo nel maxischermo. Tra allievi e tavino per chiedere e ottenere una addetti ai lavori la preoccupaziorevisione del piano di soppressione ne, insomma, rimane anche dopo della sede miranese del corso. Pare l’annuncio che Infermieristica a che a muoversi sulla vicenda sia sta- Mirano non chiuderà. Il rischio è to anche il governatore del Veneto veder scadere la qualità dell’offerta Luca Zaia in persona. Una soluzio- e, di conseguenza, anche le nuove ne in tal senso era stata ventilata immatricolazioni. “Quanto durerà anche dalla sindaca di Mirano Ma- questa modalità? - si chiedono gli ria Rosa Pavanello, che si era detta studenti - i nuovi iscritti dovranno ottimista su un positivo sviluppo immatricolarsi a Mestre e poi fredel caso. Pavanello ha confermato quenteranno a Mirano o saranno di aver mosso alcuni passi insieme studenti di Mirano a tutti gli effetalla Regione veneto per arrivare al ti? Chiediamo chiarezza, non basta risultato, riconoscendo però ai ver- mantenere aperta la sede, dev’estici regionali di aver concluso posi- serci la volontà di mantenerla aptivamente l’accordo. “Ho fatto de- petibile e agli stessi livelli di prima”. Filippo De Gaspari gli incontri in Regione - conferma

Maria Rosa Pavanello

Accesi i nuovi attraversamenti pedonali in via Vittoria e via Cavin di Sala

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ccesi i nuovi attraversamenti pedonali luminosi in via Vittoria e via Cavin di Sala: attraversare la via principale del paese ora è più sicuro, grazie ai nuovi impianti, studiati appositamente per illuminare e rendere più visibili alle auto, anche di notte e a distanza, le “zebre” sulla vecchia via Miranese. I lavori hanno interessato 8 attraversamenti pedonali già esistenti tra via Cavin di Sala (all’altezza di via Pertini, tra via Torino e via Giorgione, all’incrocio con via dei Pensieri e di fronte a via Gramsci) e in via della Vittoria (all’incrocio con piazzale Garibaldi, tra via Mascagni e via Vivaldi, vicino all’intersezione con via Macello e di fronte alla piazzetta del Teatro). In una prima fase sono stati posati i cavidotti e i plinti

di sostegno, poi nelle scorse settimane si è provveduto al montaggio dei pali: ogni attraversamento pedonale risulta ora illuminato con una luce diversa e diretta solo sulla parte di strada necessaria, grazie a due lampioni per attraversamento, alti ognuno cinque metri e dotati di lampade a led. Gli interventi sono stati possibili grazie al risparmio di spesa derivante dai ribassi d’asta della gara che ha riguardato gli interventi di efficientamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica lungo le vie Caltressa, Ruzante e Tommaseo nella frazione di Scaltenigo. Insomma un intervento per aumentare la sicurezza tanto chiesto dai residenti che ora finalmente è stato realizzato. (f.d.g.)

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Sportello Informalavoro in aiuto ai disoccupati

Conclusi i lavori alla elementare Manzoni

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Il servizio è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Opera Monte Grappa, un ente accreditato dalla Regione

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Mirano apre lo sportello Informalavoro, per sostenere i cittadini in cerca di occupazione. Il progetto è stato proposto dagli assessori Gabriele Petrolito (politiche sociali) e Cristian Zara (politiche per il lavoro) ed è realizzato in collaborazione con la Fondazione Opera Monte Grappa, ente accreditato presso la Regione per svolgere servizi di orientamento, accompagnamento, piani di azione individuale per il ricollocamento, tirocini di inserimento e reinserimento al lavoro. L’iniziativa partirà a fine aprile e sarà rivolta a tutte quelle persone che hanno fatto richiesta del Rei, il reddito d’inclusione. Le domande pervenute, verranno passate al vaglio e sarà progettato un percorso ad hoc per ogni disoccupato. “La novità - spiega Zara

- è la valorizzazione della risorsa più importante, la persona e del suo rapporto con il territorio: lo sportello aiuterà infatti a realizzare una strategia personalizzata per il ricollocamento, basata su alcuni principi: organizzare una ricerca di lavoro efficace, rinforzare le proprie capacità e renderle trasferibili, saper comunicare le proprie competenze e gestire il colloquio”. Per fare questo, ciascun partecipante verrà aiutato a costruire il proprio curriculum in modo strategico, scrivere la lettera di presentazione, fare pratica di colloquio, imparando a gestire sia quelli brevi sia quelli più lunghi e strutturati, infine fare pratica di comunicazione efficace e funzionale, per creare una relazione positiva con l’interlocutore. Inoltre lo sportello pun-

Mirano 041 5702031 Dolo 041 413841 Martellago 041 5400400 Scorzè 041 5841548 Marghera sede provinciale 041 5314696

Cristian Zara e Gabriele Petrolito

Ciascun partecipante verrà aiutato a costruire il proprio curriculum, scrivere la lettera di presentazione e sostenere un colloquio

ta al coinvolgimento delle realtà produttive e delle associazioni di categoria locali, oltre che dei servizi di incrocio domanda-offerta, per intraprendere un dialogo attivo con il territorio e il mercato del lavoro locale. “Una buona rete con questi soggetti - conclude Zara - può rendere questa azione generatrice di novità in un territorio che non si sottrae alla responsabilità di affrontare il problema della disoccupazione”. Insomma un ottimo strumento in tempi osì difficili per trovare occupazione. Filippo De Gaspari

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ompletati i lavori di sostituzione di tutte le tende frangisole esterne e interne nella scuola elementare Manzoni di Ballò, da parte di una ditta specializzata. Con l’occasione si è provveduto anche alla ridipintura del vano scala e dell’aula Lim, con l’intervento degli operai comunali insieme a due delle persone che svolgono mansioni di pubblica utilità per il Comune, grazie ad un finanziamento regionale. L’importo complessivo dei lavori, compreso il materiale per le dipinture, è di 17 mila euro. Inoltre è stata completata la manutenzione straordinaria di tutti i serramenti della barchessa di Villa Errera, che riguardano la sala consiliare, la sala conferenze, la sala Musa, la sala Apsam, la sala Lorenzo Lotto e la sala Alcolisti Anonimi. I lavori sono stati eseguiti da una ditta specializzata in falegnameria e l’importo speso è di circa 10 mila euro.


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Mirano .

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Territorio Le richieste dei residenti

Via Caltana, a breve in arrivo i semafori a chiamata

Oltre 1000 firme per le piste ciclabili a Scaltenigo Più di mille firme già raccolte per le ciclabili, a Scaltenigo la petizione la fanno i genitori dei bambini “Evidente - scrivono - la pericolosità, sia di via Caltana ovest che di via Scaltenigo”. Il tema era già stato posto dal comitato Viabilità Sicura e nella vicina Caltana, la raccolta firme era subito partita per iniziativa del Pd salese. A Scaltenigo invece sono scesi in campo direttamente mamme e papà, preoccupati per l’incolumità dei loro ragazzi, che quelle strade le percorrono e le attraversano ogni giorno. Tra loro, negli ultimi mesi, è nata una collaborazione, sfociata nella petizione, che ha raccolto già più di un migliaio di firme in pochi giorni, grazie anche al tam-tam su WhatsApp, appelli su Facebook e con la disponibilità di alcuni negozi che si sono offerti di diventare punti di raccolta. “Di fronte a questo obiettivo comune - spiega Silvia Ribon, portavoce del gruppo - genitori, nonni e cittadini di Scaltenigo e delle vicine frazioni come Vetrego, Ballò e Campocroce, hanno fatto una vera e propria maratona per raccogliere firme, che oggi saranno depositate agli organi competenti, in particolare Comune e Città Metropolitana. I cittadini sono stanchi di percorrere strade poco sicure, e vogliono fare arrivare un messaggio forte e chiaro: vogliamo più sicurezza”. Per i genitori la pista ciclopedonale serve soprattutto a favorire l’accesso alle scuole in tutta tranquillità, sia a piedi che in bicicletta. Soprattutto in via Caltana, verso Santa Maria di Sala, ma anche in via Scaltenigo, per collegarsi al capoluogo. I residenti avrebbero inoltre la garanzia di poter uscire di casa, anche semplicemente per portare la spazzatura, senza il terrore di essere travolti dai mezzi in transito. Come già fatto dal comitato, anche i genitori rilevano come via Caltana in particolare,

non sia mai stata oggetto di importanti interventi di riqualificazione, oggi inderogabili visto l’aumento Pizzalonga_Mirano_ads_settembre_IMP.pdf 06/09/17 11:22 di traffico e per il fatto 1 che lungo il tracciato, si trovano l’asilo nido, la scuola dell’infanzia, primaria e media. Inoltre i cittadini voglio-

no la pista anche in via Scaltenigo, collegamento fondamentale verso Mirano. “Chiediamo a Comune e Città metropolitana - conclude Ribon - di tradurre in fatti concreti le esigenze dei cittadini, che non chiedono cose superflue, ma la re-

alizzazione di un bisogno primario per la tutela della propria vita”. È un intervento da tanto tempo richiesto dai genitori, preoccupati per la sicurezza dei propri bambini quando vanno all’asilo o a scuola Filippo De Gaspari ogni giorno.

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A Scaltenigo sono iniziati nelle scorse settimane i lavori per l’installazione dei semafori a chiamata su due attraversamenti pedonali di via Caltana, quello di fronte alla chiesa, e quello di fronte alla scuola materna. Oltre ai semafori saranno installati anche dei radar che, in caso la velocità tenuta dalle auto, superi i 50 chilometri orari, faranno diventare rossi i semafori, obbligando dunque i veicoli a fermarsi. Il costo totale dell’intervento sostenuto dal Comune, annunciato a inizio anno dopo un tragico investimento mortale nell’autunno scorso, è di circa 33 mila euro. Novità in arrivo anche su via Accoppè Fratte, in particolare all’altezza dell’incrocio con via Caorliega. I tecnici della Città Metropolitana (si tratta di una strada provinciale) hanno infatti già installato gli impianti semaforici, sia quelli per il traffico automobilistico sia quelli per l’attraversamento pedonale (completi di pulsante di chiamata). I semafori verranno messi in funzione entro metà aprile, una volta perfezionati gli ultimi lavori di fasatura e nuova segnaletica orizzontale. Nelle prossime settimane inizieranno anche i lavori per l’installazione dei semafori su un altro incrocio di via Accoppè Fratte, quello con via Braguolo-via Canaceo, la cui attivazione è prevista per giugno. Per l’estate dunque saranno definitivamente messi in sicurezza i temibili crocevia lungo la provinciale, unico sistema possibile per rendere sicuro il rispetto delle precedenze dalle laterali, e allo stesso tempo rallentare i veicoli in transito sulla principale. I nuovi impianti semaforici, sia a Scaltenigo che in via Accopè Fratte rispondono ad esigenze di sicurezza, dopo alcuni gravi e purtroppo anche mortali incidenti occorsi sui punti in questione. (f.d.g.)


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Vaccini, no ad esclusioni dalle scuole Una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle è stata approvata all’unanimità da tutto il consiglio comunale. È stata approvata inoltre una modifica del regolamento per vietare spazi pubblici ad organizzazioni razziste o neofasciste

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el corso dell’ultimo consiglio comunale di Spinea, il Movimento 5 stelle ha presentato una mozione affinché i minori regolarmente iscritti e accettati per l’anno scolastico 2017-18 possano completare, senza interruzione di continuità educativa, il percorso scolastico. Tale mozione è nata anche dalla considerazione che lo stesso Decreto Lorenzin (convertito nella Legge 119/2017) considera il 2017/18 come “transitorio” ai fini dell’applicazione della norma. “Considerando che in Veneto, Regione dotata del registro delle vaccinazioni, -spiegano i promotori - è attestato il superamento della soglia del 95% di popolazione vaccinata (ai fini del conseguimento della cosiddetta “immunità di gregge”) la nostra richiesta era di applicare il buon senso: non esistendo allo stato attuale alcuna emergenza sanitaria, si voleva andare incontro a quelle famiglie che, per i più disparati motivi, non avevano ancora voluto o potuto

Il portavoce del M5S Massimo De Pieri

vaccinare i propri figli, concedendo loro una moratoria”. “La discussione è stata lunga e complessa - dice Massimo De Pieri portavoce del Movimento 5 Stelle - caratterizzata anche da passaggi molto tecnici, ma alla fine, con il sindaco e la maggioranza, si è concordato di impegnarsi affinché tutti i minori non vaccinati ma regolarmente iscritti e accettati e i cui genitori (o aventi patria potestà) abbiano preso contatti (anche in modalità diverse) con le competenti Ulss, possano giungere a conclusione dell’anno scolastico 2017/2018, senza alcuna interruzione di continuità educativa. Inoltre il sindaco ha assunto l’impegno di chiedere al signor Ministro, vista la transitorietà della norma per il corrente anno scolastico e l’avvicinarsi della sua conclusione, di valutare anche le situazioni ulteriori rispetto a quelle sopracitate, al fine di non creare disagio e disparità tra le famiglie. Con soddisfazione nostra,

e delle numerose famiglie presenti in sala durante il dibattito, la mozione è stata quindi accolta e votata favorevolmente all’unanimità da tutto il consiglio comunale”. Sempre nel corso dell’ultimo consiglio comunale, il Movimento 5 Stelle ha sottoscritto e sostenuto due mozioni presentate dalla maggioranza di centrosinistra,

Nuovi volontari per la Croce Gialla È terminato il corso per la formazione di volontari Croce Gialla. Lo scorso gennaio era partito il corso con 22 iscritti che, dopo due mesi, hanno sostenuto degli esami, tra questi 10 sono stati abilitati al praticantato fino a settembre, quando sosterranno l’esame finale. I volontari hanno un’età compresa tra i 20 e i 55 anni, la maggioranza è composta da donne. Due volontari hanno richiesto di occuparsi del trasporto sociale, e gli altri otto si occuperanno di soccorso alle manifestazioni sportive o socio culturali e trasporto. L’associazione di volontariato è al servizio dei cittadini ed opera all’interno della regione Veneto ed occasionalmente anche su tutto il territorio Italiano, se allertati dalla Protezione civile del Veneto oppure, se richiesto dai cittadini, per eventuali trasporti sanitari. Tra gli impieghi dei volontari c’è l’operatività per i cittadini che hanno bisogno di essere trasportati in ospedale o in altre strutture come ad esempio il centro anziani, servizio trasporto per le case di cure convenzionate, servizio trasporto al San Camillo a Lido e servizio sportivo per la Reyer, il calcio Mogliano, e altri appuntamenti. “Questi 10 nuovi volontari si integreranno al nostro gruppo di 82 – dice il presidente Emanuele Dell’Aquila – questo ci permette di avere un ricambio. Il 90 per cento del nostro lavoro consiste nel trasporto, e l’altro 10 nei servizi sportivi e socio culturali”. La sede dell’associazione si trova in via Cici, il prossimo corso di formazione volontari soccorritori si terrà a gennaio 2019. (r.p.)

Il parco Nuove Gemme

Ambiente, serate divulgative Continuano i “Giovedì del Wwf” con le serate scientifiche e divulgative. Le conferenze sono organizzate dall’associazione Wwf Venezia e territorio che gestisce il Cea e l’Oasi del parco Nuove Gemme di Spinea. Dopo l’appuntamento

di febbraio, sono programmati quattro appuntamenti nei mesi di aprile e maggio. Il filo conduttore degli incontri è: “I litorali dell’Alto Adriatico”. Venerdì 27 aprile in Sala Riviste biblioteca di Spinea: “Specie aliene invasive: minacce, andamenti, risposte” condotto dal relatore Piero Genovesi. Piero Genovesi è conosciuto anche come Papik, è uno zoologo, responsabile dell’area conservazione e gestione della fauna dell’Ispra, collabora

una di solidarietà e sostegno alle popolazioni siriane colpite dalla guerra e una per la modifica del regolamento per la concessione di spazi comunali ad associazioni e organizzazioni di matrice razzista, xenofoba e neofascista. Una mozione quest’ultima già approvata nel Comune limitrofo di Mira. Roberta Pasqualetto

con varie università internazionali. Ha pubblicato molti libri e articoli sulle più importanti riviste scientifiche. È un noto divulgatore che partecipa a trasmissioni televisive e radiofoniche. Giovedì 3 maggio l’incontro: “Uso sostenibile dei litorali: influenza dei fattori naturali e antropici sulla vegetazione dunale costiera”, con la relatrice dottoressa Giulia Silan. Giovedì 10 maggio, “Il fratino e le spiagge dei litorali veneziani”, relatore il dottore Paolo Perlasca e infine giovedì 17, “La laguna di Venezia e le sue isole”, co il relatore Diego Callegaro, dell’associazione “Vela al Terzo”. “Due volte l’anno abbiamo la consuetudine di proporre un ciclo di incontri conferenze con temi ambientali, – dice Rosa Zanotti responsabile Cea Spinea - di solito affrontiamo un argomento con punti di vista diversi. I fruitori di questi incontri non sono più i bambini, come di solito, ma tutta la cittadinanza”. Gli appuntamenti si terranno presso il centro di Educazione Ambientale di via Rossignago, 40 di Spinea, alle 20.45. Per maggiori informazioni si può scrivere a ceawwf.spinea@gmail.com. Insomma una buona occasione per conoscere tanti aspetti della natura e degli ambienti che ci circondano. R.P.


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Spinea .

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Sicurezza, l’Unione dei Comuni arma la Polizia Locale nel comprensorio La decisione è passata con 17 voti favorevoli e 3 contrari. A favore il consigliere di centrodestra Mauro Armelao. Contrari invece i grillini con Massimo De Pieri

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li agenti della Polizia Locale del miranese saranno armati. Giovedì 22 marzo, nel corso della seduta del consiglio dell’Unione dei Comuni del Miranese, si è discusso in merito alla delibera circa il regolamento per l’armamento del corpo della Polizia Locale Unione dei Comuni del miranese, ma la sua approvazione implicitamente comportava anche l’assenso ad armare gli agenti. È stata una decisione quasi all’unanimità con 17 voti favorevoli e 3 contrari. Tra quelli che si battevano da tempo per il riarmamento, il consigliere di minoranza Mauro Armelao. “Finalmente, dopo due anni di battaglie, i sindaci dell’Unione dei Comuni hanno deciso di armare gli agenti della Polizia Locale del miranese – dice Mauro Armelao consigliere Gruppo misto - Un atto dovuto secondo me, in primis per dare una risposta concreta ai tanti cittadini che chiedono maggior sicurezza. Senza ombra di dubbio ci sono solo aspetti positivi da questa decisione, in primis la tutela del personale che deve sempre essere garantita, la possibilità di poter impiegare la Polizia Locale in orari serali e notturni, in base alle esigenze del territorio: feste, manifestazioni, sagre ecc e con la loro presenza ad affiancare il lavoro della Polizia di Stato e all’Arma dei carabinieri. Voglio tranquillizzare i cittadini, agenti e politici locali che prima di dare un’arma a qualcuno, dovranno essere fatti alcuni adempimenti obbligatori e necessari per capire se il personale è predisposto a portare un’arma ecc. Permettetemi, però, di criticare quanti scrivono sui social parlando di costi. Se si vuole garantire sicurezza ai cittadini bisogna investire risorse, quindi inutile lamentarsi senza senso, ovvio che poi la mancanza della certezza della pena che c’è in Italia, spesso vanifica il lavoro delle nostre divise”. Tra i voti contrari alla delibera il Movimento 5 Stelle. “Non abbiamo una preclusione a priori sull’armamento degli agenti – dice Massimo De Pieri portavoce - ma com’è possibile, in tutta coscienza, prendere la decisione se mettere o meno una pistola in mano ad un’altra persona (anche se si tratta di un agente di Polizia Locale) senza avere tutte le infor-

mazioni a riguardo? Non parliamo di giocattoli, ma di armi! Non troviamo corretto prendere una decisione simile senza aver sentito anche cosa ne pensano i diretti interessati: gli agenti di Polizia Locale, anche per il tramite delle loro Rsu, che subiranno la nostra decisione, devono poterci far sapere che cosa ne pensano. Ma oltre all’aspetto umano ed etico ci sono tutta una serie di considerazioni pratiche ed economiche che de-

vono essere fatte per capire se l’armamento degli agenti porti a un reale beneficio. A titolo di esempio: quanti saranno più o meno gli agenti armati su cui potremo contare? Si riuscirà a organizzare il terzo turno e mantenere il presidio durante il giorno? Quanto costerà il tutto? Crediamo sia segno di rispetto e di serietà verso i dipendenti, ma soprattutto nei confronti dei cittadini, fare queste scelte cercando di avere più cer-

tezze che dubbi, o comunque non andando “allo sbaraglio”. Roberta Pasqualetto

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Lions Club rinnova il direttivo Lions Club ha rinnovato il suo direttivo in vista della conclusione dell’anno sociale il prossimo 30 giugno. Il nuovo presidente, Roberto Macchione, è affiancato da Gianluigi Gnata, confermato nel ruolo di segretario, che ha anche la carica di vicepresidente assieme a Martina Peloso. Tesoriere e cerimoniere sono confermati, rispettivamente, Giancarlo Semenzato e Massimo Franco; Mario Orio, in qualità di censore; Lucio Terren e Donato Esposito, consiglieri; Ciro Paganini, comitato nuovi soci e Giancarlo Checchin, revisore dei conti, assieme al past presidente Maurizio Carraro. Sono in definizione gli obiettivi e le iniziative. I più significativi: la conferenza dedicata alla prevenzione del diabete (Diabete: prevenirlo, affrontarlo, conviverci,…) aperta al pubblico, che si è tenuta giovedì 12 aprile all’hotel Raffaello; con medici, testimonial ed il presidente dell’Associazione nazionale diabetici, Albino Bottazzo. Riproposto il service sulla vista, con visite oculistiche e fornitura gratuita degli occhiali, a favore di anziani non benestanti. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con i servizi sociali, grazie all’impegno del dottor Donato Esposito, socio Lions, noto oculista; e alla collaborazione del Centro clinico chimico che, per 2 giornate, mette a disposizione la sua struttura; e dell’Ottica Scaggiante che fornisce gratuitamente gli occhiali. Previste anche due importanti collaborazioni con la scuola: il “Progetto Martina”, una lezione/conferenza tenuta da 3 medici, sui rischi di sviluppare tumori fin dalla giovane età. E la “Lions Quest – Progetto Adolescenza”, che, attraverso una serie di incontri, tenuti da formatori professionali, consente ai genitori di adolescenti, di affrontare con le armi giuste le problematiche di questa età.


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Santa Maria . di Sala

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Riapre il Centro Prisma dopo lavori durati otto mesi

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L’area commerciale, ampia 11mila metri quadrati, era stata colpita da un furioso incendio lo scorso luglio

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iaperto il primo giorno di primavera, il 21 marzo, il Centro commerciale Prisma, dopo l’incendio che devastò parte della galleria nel luglio scorso. Ad aprire subito i battenti due negozi, Center Casa e Meggetto ed è stata subito invasione, con circa duemila persone il giorno dell’inaugurazione. A tirare un sospiro di sollievo tanti affezionati clienti, ma soprattutto i dipendenti dei due punti vendita, riassorbiti in toto dopo mesi di cassa integrazione o impiego in altri negozi. Pronti a riaprire anche il negozio di abbigliamento Lei e Lui, che ora si chiamerà BDB e la libreria Mondadori. Tempi più incerti invece per tutti gli altri: Trony non riaprirà, dopo la crisi che ha investito la catena di elettronica, dopo il fallimento della società che gestisce i suoi punti vendita, non ci sarà neanche la Coop, sostituita probabilmente da un altro supermercato. Quel che è certo però è che il Prisma riaprirà interamente e rinnovato in alcune parti entro l’estate. L’inaugurazione generale potrebbe essere già a settembre. Massimiliano Riolfo, manager della Tommasini Spa proprietaria

dell’immobile, spiega come non sia stato facile, e che le lungaggini abbiano rischiato anche di far perdere il nuovo acquirente arabo, proprietario di Centro Tom e Centro Prisma. “Difficoltà ce ne sono state molte – afferma Riolfo - e ancora ce ne saranno. L’immobile in realtà non ha subito gravi danni dall’incendio, che ha coinvolto solo una piccola parte degli 11mila metri quadri del Prisma, rimanendo praticamente confinato nella lavanderia. Il grosso dei danni è stato causato dal fumo che si è diffuso all’interno del centro: è stato necessario svuotare

Un percorso permanente per mountain bike

tutti i locali, merci, mobilio, come previsto dalle norme antinquinamento. Fin da subito abbiamo creato un team dedicato al progetto, con competenze specifiche nei diversi settori. L’obiettivo era far ripartire quanto prima la struttura per ridare ai dipendenti il posto di lavoro, e alla comunità i prodotti e i servizi che da decenni il Prisma garantisce. Adesso nulla cambia rispetto ai piani originari di sviluppo: Centro Prisma e Centro Tom anzi ne escono rafforzati, ma potevano volerci anche 2 anni, abbiamo riaperto in 8 Filippo De Gaspari mesi”.

n percorso permanente per mountain bike, nella città del ciclismo, che ha dato i natali a tanti campioni del pedale. Ad annunciarlo il presidente della Salese Factory Team, Gabriele Tomaello, che realizzerà un percorso tecnico a due passi da Villa Farsetti. Il circuito sarà realizzato all’interno del pioppeto di via Ferraris, all’inizio della zona industriale, tra la Noalese e l’ecocentro e lì si potranno allenare gli atleti della società, e non solo. Una piccola scuola di ciclismo su sterrato, per appassionati e piccoli bikers in erba, visto anche le ambizioni della Salese Factory anche in ambito giovanile. Il percorso sarà ampio: dal pioppeto infatti si snoderà sugli argini del canale Lusore, per poi ritornare nella zona di via Ferraris. “Un progetto ambizioso - spiega Tomaello - condiviso con l’amico Luciano Martellozzo e possibile grazie al benestare del sindaco Nicola Fragomeni e del delegato allo sport Luigino Miele. Con questa percorso sarà possibile insegnare e far amare questa disciplina ai ragazzi, anche i più piccoli e magari trovare tra i nostri giovani un altro campioncino da far crescere”. (f.d.g.)

Scoppia la polemica politica sugli immigrati

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a cooperativa sposta i profughi, alcuni residenti insorgono, la politica bisticcia. Scontro sui migranti a Santa Maria di Sala, dopo che alcuni dei 25 africani già ospitati in una struttura a Tre Ponti (una decina di loro), sono stati trasferiti di alcune centinaia di metri alle porte di Veternigo, in una villa privata con parco data in concessione alla cooperativa che ne gestisce l’accoglienza. I residenti temono che siano solo i primi, il sindaco Nicola Fragomeni sposa le paure dei cittadini, il centrosinistra lo attacca. “I cittadini si sono rivolti al sindaco - attacca il portavoce di Possibile Stefano Artusi – credendo che possa risolvere i loro problemi e ignorando come invece sia lui il principale responsabile di questa situazione. Rifiutando l’adesione alla rete Sprar (il sistema di protezione dei rifugiati e richiedenti asilo, ndr) Fragomeni ha di fatto abdicato al suo ruolo, lasciando che qualsiasi decisione sulla dislocazione dei centri di accoglienza per migranti e il loro numero, dipenda esclusivamente dalle convenzioni tra privati e prefettura”. Aspetto sul quale si è espressa anche Giuliana Andreello, Civica Insieme: “Molte paure espresse dai residenti non trovano ragion d’essere - spiega - ma l’unico modo per gestire l’arrivo dei richiedenti asilo e la loro accoglienza oggi, è partecipare al progetto Sprar, che garantisce numeri certi e gestione sicura. Rifiutando il progetto invece il sindaco espone Santa Maria di Sala al fatto che alla fine i migranti nella villa possano diventare 50 e anche più”. Fragomeni non ci sta: “Resto della mia idea e i salesi sono con me. In questi progetti non ci voglio entrare perché non portano a niente, a queste persone dobbiamo dare dignità, non un’accoglienza che ne impedisce l’integrazione”. (f.d.g.)


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SPinea camBia volto con la gara Per due cHilometri di PiSte ciclaBili e un SottoPaSSo di collegamento 7666/2018 è un numero che per la nostra città significa molto. E’ il bando di gara di Veneto Strade con cui saranno aggiudicati lavori per oltre 2 milioni di euro. Un sottopasso e due piste ciclabili andranno a completare percorsi già esistenti e miglioreranno la mobilità a due ruote nel comune di Spinea. E’ questo il progetto previsto dalle opere complementari del Passante di Mestre realizzato da Veneto Strade. La gara è stata bandita ed è pubblicata sul sito di Veneto Strade. Cosa è previsto? oltre 2100 metri di ciclabili (in entrambi i sensi di marcia), marciapiedi, restringimenti di carreggiate (per migliorare la sicurezza stradale) e sottopasso di innesto alla nuova viabilità. Si tratta di opere per un totale di 2 milioni 860 mila euro (iva ed espropri compresi) che saranno realizzate da Veneto Strade. Nel dettaglio il progetto prevede: • un sottopasso ciclabile lungo la provinciale SP 36 in località Fossa; • un collegamento ciclabile di via Luneo e un percorso ciclabile tra la via Martiri della Libertà e via Rimini. Una volta assegnati i lavori, i tempi previsti di realizzazione saranno di circa 365 giorni. Vediamo insieme i dettagli del progetto. Le nuove ciclabili completeranno i tratti mancanti di quelle già esistenti per gli spostamenti all’interno di confini comunali e saranno molto utili agli studenti per recarsi a scuola in modo sostenibile. Il sottopasso sulla provinciale 36 permetterà un collegamento tra il centro di Spinea, la località Fossa e gli istituti scolastici nel comune confinante di Mirano. Si tratta dell’opera più

consistente e in totale è lunga 212 metri (rampe comprese). Il secondo intervento completerà l’esistente pista ciclabile che da Mirano va verso Spinea. Qui al confine dei due comuni il tratto s’interrompe per circa 740 metri. L’intervento servirà anche ai residenti di via Luneo per muoversi con la bicicletta ed evitare pericolose intersezioni con il tratto stradale. L’ultima opera è un collegamento ciclabile tra via Martiri della Libertà e via Rimini con conseguente messa in sicurezza della stessa Martiri della Libertà. La pista correrà a margine della strada per un tratto di 380 metri per poi snodarsi per ulteriori 750 metri verso l’interno in un’area verde di proprietà comunale (impianti sportivi) e si unirà con via Rimini. Contestualmente via Martiri della Libertà, nella porzione oggetti dei lavori, verrà ristretta con la realizzazione anche di un marciapiede. “L’avvio di questo importante progetto – commenta il Sindaco Checchin- è frutto di una proficua collaborazione con Veneto Strade e dell’importante lavoro coordinato dall’Ing. Vernizzi e dallo staff tecnico che desidero ringraziare per tutto il supporto”

Primavera di novita’ al centro anZiani inSieme Sono tante le iniziative organizzate dall’Assessorato ai Servizi Sociali per gli anziani che frequentano il Centro di Via Cici 25. Da venerdì 30 marzo 2018 dalle 18.30 alle 20.00 si svolgeranno 10 incontri di training autogeno per familiari che si prendono cura dei propri anziani. Uno spazio per ritrovare benessere, ricaricare le proprie energie e dare il meglio di sé. Gli incontri si svolgeranno con cadenza settimanale presso il Centro “Anziani Insieme”. La partecipazione all’intero percorso prevede una quota di adesione di 10,00 €. Ma le novità non finiscono qui. E’ sold out il corso di psicomotricità che inizierà il prossimo 9 aprile. Stare in forma e divertirsi con nuove amicizie piace sempre molto e con la psicomotricità gli anziani riscoprono il piacere di muoversi. E per chi

vuole imparare a usare di più il computer? Scopri il corso di informatica per gli ultra sessantacinquenni. Con i volontari imparerai a scaricare ad esempio i risultati delle analisi sul sito dell’ULSS e poi quanti nuovi amici potrai trovare sui social… gli insegnanti sono volontari del progetto “Mi prendo cura dei beni comuni” che mettono a disposizione le loro conoscenze informatiche. I corsi si tengono di pomeriggio a partire dal mese di marzo presso il Centro di Aggregazione “Anziani Insieme” di Spinea di Via Cici n.25. La partecipazione all’intero percorso prevede il versamento di un contributo pari a 10 euro. Info: Sportello di Segretariato Sociale MART/VEN 9:30-12:30 GIOV 15:00-16:30 Tel. 041/5071107 - servizi.sociali@comune.spinea.ve.it

Più verde e meno cemento con il nuovo Piano degli interventi Il 6 aprile scorso il Consiglio Comunale ha approvato il Piano degli Interventi. Si tratta di uno strumento urbanistico che, insieme al Piano di Assetto del territorio approvato nel 2011, è importante per migliorare la vivibilità di Spinea. Vediamo insieme come:

e parcheggio (più di 800 mq a parcheggio e 2481 mq a verde) anche spazi da destinare all’edificazione pubblica (1654 mq di superficie fondiaria privata all’interno della quale è realizzabile una superficie netta di pavimento di 827 mq corrispondente a una superficie complessiva pari a 1240 mq). • trova definizione la trasformazione urbanistica dell’area in località Graspo d’uva. Tale zona, precedentemente destinata ad attività turistico-alberghiera Ora passa dalla destinazione alberghiera al “terziario diffuso” riducendo ben del 75% la potenzialità edificatoria originaria. Così dai precedenti 10.500 mq di superficie netta di pavimento/sup. complessiva si passa ai previsti 2.700 mq di superficie netta di pavimento/sup. complessiva. L’attuazione di tale accordo consentirà anche la realizzazione di un’area a verde di quasi 5.000 mq lungo il rio Cimetto. • Il piano degli Interventi contiene una parziale riduzione della potenzialità edificatoria del compendio della fornace Pasqualetto in località “Bersaglieri” (piano norma n. 17). Tutto ciò comporta la contestuale valorizzazione del parco esistente che costituisce un’area di importanza determinante per la città di Spinea. • Il nuovo piano degli interventi contiene la previsione del grande parco in via Gioberti. A a fronte di una limitata edificazione in continuità con l’edificato esistente, il piano norma n. 30 prevede l’edificazione di una superficie fondiaria di circa 8.500 mq (e una superficie edificabile complessiva di 2.816 mq) a fronte di un parco di ben quasi quattro ettari (circa 37.000 mq di verde)

1. Valorizza e tutela le nostre zone agricole. Il nuovo Piano degli interventi preserva le aree agricole da ulteriori processi di edificazione tranne quelli connessi alla conduzione del fondo presentati da aziende agricole attraverso lo sportello unico per le attività produttive e uno specifico piano aziendale. Ad eccezione di questi limitati casi, all’interno di tali ambiti non è possibile realizzare interventi in ampliamento di qualsiasi tipo e natura. Rivede gli indici di edificabilità tenendo conto delle premialità concesse dal piano casa regionale. Il nuovo piano ha aggiornato e modificato tutti gli indici di edificazione, operando queste scelte: • una generale riduzione dell’indice di edificabilità fondiario; • il riconoscimento di un indice “aggiuntivo” o premiale sono nel caso in cui il proponente si renda disponibile ad attuare processi di trasformazione “virtuosi” per migliorare la qualità urbana. Ad esempio attraverso opere di forestazione o di miglioramento della dotazione di urbanizzazione dell’area stessa (viabilità, marciapiedi, verde, parcheggi, ecc.). • concentrazione dell’edificazione all’interno degli ambiti dell’edificazione “consolidata”. Si tratta di principi innovativi che hanno lo scopo di qualificare, ricucire, migliorare la qualità urbana di un contesto molto particolare, quale quello di Spinea, già molto edificato, pienamente coerenti con la legge regionale n. 3. Edifici con valenza storico testimoniale 14/2017 entrata in vigore lo scorso 24 giugno. – Si è operata una generale riparametrazione dei gradi di protezione riclassificando i vari livelli. Si è intervenuto in modo puntuale in alcu2. Più aree verdi. sono sei gli accordi di pianificazione approva- ni di questi aggiornando il grado di protezione ti che consentono di aumentare significativa- alla luce di attente valutazioni e sopralluoghi mente la dotazione di aree verdi e di foresta- in loco per accertare il grado di conservazione zione della città. Si riuscirà così a migliorare degli edifici e le loro caratteristiche. significativamente la dotazione patrimoniale del comune arricchendola di aree da destinare 4. E’ il primo piano comunale che ha real verde per il gioco, lo sport, alla forestazione. cepito le modifiche concordate tra stato • nell’area a sud del supermercato Pam si ri- e regioni per la definizione dei nuovi pauscirà ad avere una superficie da destinare a rametri unificati. Non si utilizzerà più il parametro della superficie netta di pavimento, ma verde di oltre due ettari (21.422 mq). • Lungo via Gioberti, si riuscirà ad avere una quello della superficie complessiva, parametro superficie a forestazione di circa 2.310 mq in che dovrà essere utilizzato e a cui dovranno continuità con l’area attuale a verde pubblico. conformarsi anche tutti gli altri comuni. • Finalmente si riuscirà a definire e garantire il percorso pubblico di collegamento tra via Unità 5. Alcune considerazioni finali. Certo si è e via Roma facilitando anche il collegamento fatto molto, ma non si è riusciti a fare tutto. Alcune aree restano ancora in attesa di pianicon la stazione Sfmr. • E ancora, verrà realizzata una vasta area a ficazione e, di queste aree, alcune sono a un verde attrezzato e a forestazione di comples- buon livello di sviluppo, mentre altre richiedosivi 11.750 mq in via Bennati e, sempre in via no interventi più significativi e, soprattutto, siBennati, ma un po’ più a nord, verrà realizza- gnificative capacità di investimento e operatori to un intervento di trasformazione urbanistica che si rendano disponibili ad avviare concreti che garantirà oltre che adeguati spazi a verde processi di trasformazione.


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Territorio .

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Economia Accordo tra istituto di garanzia e Credit Agricole FriulAdria

Cofidi, 10 milioni di euro per le imprese del veneziano 3

m ilioni di euro per il finanziamento di 50 nuove attività (per la maggior parte start up) e 2 milioni di euro per il consolidamento di 20 aziende. Sono questi i risultati positivi ottenuti ad oltre un anno dalla stipula della convenzione tra Crèdit Agricole FriulAdria e Cofidi Veneziano per finanziamenti agevolati finalizzati alla crescita delle aziende, sia sul versante della liquidità che su quello degli investimenti. Si tratta di un’importante azione finanziaria a supporto di tutte quelle imprese in continuo contrasto con il difficile mercato del lavoro, l’imponente burocrazia, la pressione fiscale, gli adempimenti superflui, l’aumento dei costi di produzione e, a volte, il mancato credito. La banca, con questo accordo, mette a disposizione un plafond di 10 milioni di euro che consentono, in particolare, di finalizzare e sostenere gli investimenti produttivi, nonché il processo di avvio e consolidamento delle start up, includendo anche i lavori di ristrutturazione e di riqualificazione ed efficientamento energetico che coinvolgono centinaia di piccole aziende artigiane. Il pacchetto di servizi predisposto dalla Banca, valido per le richieste ricevute entro il 30 dicembre 2018, prevede linee di finanziamento agevolate, tassi di interesse e commissioni scontate, con garanzia a prima richiesta che può arrivare fino all’80% dell’importo da finanziare. La richiesta e l’erogazione del credito seguiranno un iter più snello e rapido dato che il richiedente riceverà, entro 10 giorni lavorativi dalla presentazione dell’istruttoria elaborata da Cofidi e dall’associazione di riferimento, una risposta certa per affidamenti di importi fino a 250 mila euro. Per le imprese è fondamentale ottenere risposte in tempi ravvicinati, rimanendo pur sempre nel rispetto dei parametri del merito creditizio dell’impresa e della valenza del progetto aziendale. “Questa linea di intervento finanziario, dunque, - afferma Francesco Palmisano, presidente di Cofidi Veneziano - rappresenta un importante segnale di apertura verso l’imprenditoria

del futuro, fatta di rinnovamento ed innovazione, che ha bisogno di essere supportata, soprattutto nella fase di avvio, ma apre grandi prospettive di investimento in capitali e risorse umane generando importanti opportunità per il territorio”. La convenzione è stata firmata a San Donà di Piave il 20 ottobre 2016, a Portogruaro, il 4 maggio 2017, a Padova il 18 gennaio 2018 e il 13 aprile 2018 a Dolo, con il

Francesco Palmisano

coinvolgimento di Confartigianato Imprese Veneto Orientale mandamento di Portogruaro, Confartigianato Imprese San Donà, Appe Padova e Associazione Artigiani si Dolo. Entro il 2018, la stessa linea di finanziamento sarà aperta anche a tutte le attività artigianali del centro città di Venezia.

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Marghera, si amplia il distretto dell’autotrasporto

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l consiglio di Municipalità di Marghera ha approvato il piano di recupero di iniziativa pubblica denominato “Area Sirma – Boschetto” in via della Meccanica. “E’ un passaggio importante nel percorso di riqualificazione dell’area, oggi incolta e trascurata e solo in parte infrastrutturata, destinata ad accogliere le attività di autotrasporto che oggi insistono nel centro abitato, soprattutto nella zona di CateneVillabona, con gravi disagi per i residenti” commenta il presidente Gianfranco Bettin. L’operazione, avviata dalla precedente amministrazione, giunge a un punto decisivo. Per collocare il distretto dell’autotrasporto, insediando ulteriori ditte in aggiunta a quelle già presenti, è necessario una nuova configurazione dell’area “Sirma- Boschetto”, che prevede il trasferimento dell’area a verde incolta oggi esistente più a sud, realizzando una fascia di filtro tra la strada, il centro abitato e la zona industriale, e la contestuale realizzazione di nuovi lotti edificabili. Il piano di

recupero, di iniziativa pubblica, redatto dalla “Direzione Sviluppo del Territorio”, si estende su una superficie di 108.856 mq, di proprietà del Comune di Venezia. Prevede, a fronte dei 33.369 mq già destinati a lotti esistenti, ulteriori 35.143 mq di superfici di nuova realizzazione da assegnare ad aziende di autotrasporto, per 68.512 mq complessivi, una serie di opere di urbanizzazione di nuova realizzazione (strade, marciapiedi, sottoservizi), la realizzazione di un nuovo parcheggio (posto a nord dei nuovi lotti), l’eliminazione dell’attuale parcheggio posto a nord necessario per la realizzazione della nuova viabilità. Il costo delle opere ammonta a 1.005.851 euro.


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Protagonisti .

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Il maestro Banzato fa scuola a Cambrige L’Opera “Va’! Scolpisci”, composta dal maestro cavarzerano sarà presentata a fine aprile nella prestigiosa univesità inglese. La composizione racconta la storia dello scultore Domenico Paneghetti

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’opera “Va’! Scolpisci!”, com- accademico: nel 2013 le è stata posta dal M° Renzo Banza- infatti dedicata una tesi di Laurea to, varca i confini nazionali per Magistrale in Filologia Moderna approdare in Inghilterra, dove presso l’Università degli Studi di sarà presentata dall’autore stesso Padova e nello stesso anno è staa fine aprile. L’imponente comta presentata al Conservatorio di posizione per soli, doppio coro e Trento, nell’ambito dei seminari orchestra sinfonica, con la quale di analisi e composizione. il M° Banzato ha voluto far riviDella prima esecuzione dell’overe, attraverso l’arte musicale pera è stata inoltre realizzata la e a distanza di pubblicazione quasi due se- l’evento si terrà presso del Dvd e la ricoli, la meravipresa televisila facoltà di musica gliosa storia di va, seguita da dell’Università di Domenico Pauna vasta planeghetti e della tea di telespetCambrige, che è il sua devozione centro universitario più tatori. verso il CrociL’evento, fisso custodito antico del Regno Unito realizzato in nel Santuario collaborazione di S. Domenico a Chioggia, sarà con i Cambridge Fairhaven Sinpresentata presso l’Università di gers (uno dei più rinomati cori Cambridge. inglesi), si terrà presso la FacolL’opera, pubblicata da Edi- tà di Musica dell’Università di zioni Musicali Carrara di Berga- Cambridge che, insieme a quella mo (con ottime recensioni sulla di Oxford, è il centro universitastampa nazionale), ha già incon- rio più antico del Regno Unito e trato l’attenzione del mondo fra i migliori a livello mondiale.

Il maestro Renzo Banzato

Si tratta di una significativa affermazione per il M° Banzato, rilevante punto di riferimento musicale grazie a un prestigioso curriculum. Già insegnante nei Conservatori di Trento e Riva del Garda, attualmente è docente al Conservatorio di Adria; è fondatore e direttore dell’Orchestra Sinfonica e Coro T. Serafin e della Serafin Youth Symphony Orchestra; ha conseguito quattro lauree, rispettivamente in Composizione, Direzione d’orchestra, Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro e ha studiato Organo; è autore di oltre 40 composizioni e ha tenuto più di mille concerti in Italia e all’estero; apprezzato trascrittore e arrangiatore, ha realizzato 14 incisioni e ha più volte collaborato con il Teatro La Fenice; fa parte di commissioni giudicatrici in concorsi musicali internazionali e ha all’attivo numerose pubblicazioni con i principali editori musicali.


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Cultura .

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Eventi Fenice Metropolitana

La musica della Fenice per il territorio Più di tre mesi di eventi e proposte fino a fine giugno, il Teatro veneziano si “trasferisce” nell’entroterra

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sportare l’eccellenza rappresentata dalla Fenice con l’obiettivo di raggiungere nella terraferma nuovi pubblici e appassionare spettatori nuovi. E’ con questa intenzione che nasce il progetto Fenice metropolitana della Fondazione Teatro La Fenice. Si tratta di un contenitore di eventi e proposte di musica per il territorio. Così da Chioggia a Portogruaro, da San Donà a Mirano, senza tralasciare i comuni più piccoli, nell’arco di più di tre mesi, fino a fine giugno, si dislocano ventiquattro appuntamenti con la

grande musica, che prevedono ascolti guidati e proiezioni video di alcun delle produzioni operistiche che hanno segnato la storia del Teatro di Venezia - come “Norma” di Vincenzo Bellini, “La traviata di Giuseppe Verdi e il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini- e conferenze “sonore” intorno a miti intramontabili come Gustav Mahier e Maria Callas. E, inoltre, i momenti concertistici, affidati agli Artisti del Coro e ai Solisti della Fenice, come il violoncellista Luga Magariello, e ai pianisti vincitori del prestigioso Premio Venezia.

Il Festival della lettura Ha preso il via ad aprile e andrà avanti fino al prossimo 13 maggio la dodicesima edizione del Festival della Lettura, organizzato dalla Biblioteca Ragazzi di BarchettaBlu, di Dorsoduro. Il tema di quest’anno è “Legami: attraverso le parole, le immagini, le relazioni” e si prefigge il compito di diffondere la lettura, soprattutto tra i giovani.

“La presentazione di Gesù al tempio”, Mantegna e Bellini a confronto Esposizione aperta fino al prossimo 1° luglio alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia, in una mostra che mette a confronto i due grandi artisti del Rinascimento sullo stesso soggetto la “Presentazione di Gesù al tempio”. Nella mostra, allestita da Mario Botta, sono esposte insieme le versioni di Andrea Mantegna e Giovanni Bellini. Nel suggestivo raffronto si scoprono le differenze dei due capolavori, in una mostra che è nata dalla collaborazione della Fondazione con la National Gallery di Londra e la Gemaldegalerie di Berlino.

La mostra di inediti di Music’ Inaugurata a fine marzo, rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 23 luglio a Palazzo Fortuny a Venezia, la mostra La stanza di Zurigo, a cura di Daniela Ferretti, di opere di Zoran Music’ in Svizzera. Si tratta di lavori inediti, opere realizzate nel 1949 e mai viste prime. Visioni di Venezia, suggestioni lagunari, immagini di famiglia e anche un autoritratto sono i temi delle immagini raffigurate.

Un progetto dunque di diffusione della cultura musicale e concertistica del territorio che si rivolge alle aree di Cavarzere, Chioggia, San Donà di Piave, Meolo, Ceggia, Noventa di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro, Maerne e Noale, grazie anche alla collaborazione delle amministrazioni comunali e delle numerose istituzioni che operano attivamente nei territori interessati dal progetto. Fra gli appuntamenti da ricor-

dare il prossimo 24 aprile alle ore 16 a Noale, nella Sala san Giorgio sarà proposta l’opera -video “La rondine” di Giacomo Puccini; il 12 maggio invece a Chioggia, presso l’Auditorium San Nicolò, il concerto pianoforte di Nicola Pantani. Il prossimo 25 maggio a Noale, Sala San Giorgio, Nicolas Giacomelli, concerto al pianoforte. Info presso i Comuni organizzatori dei singoli eventi, oppure www.teatrolafenice.it


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Sport .

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Maratonina dei Dogi, vince il gambiano Ousman Jaiteh Jaiteh ha una storia particolare: è arrivato in Italia da profugo all’inizio del 2016, facendo la traversata dalla Libia a Lampedusa in barcone. In Italia ha scoperto la corsa e continua a migliorarsi

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l gambiano Ousman Jaiteh e l’etiope Gedamnesh Yayeh (per le donne) hanno vinto la 21 esima “Dogi’s Half Marathon” che si è svolta in aprile con partenza e arrivo a Stra. Ousman Jaiteh, 27 anni, residente a Borgo Valsugana e tesserato per il Trentino Running Team, ha condotto la gara in solitaria dal primo all’ultimo metro. Jaiteh ha una storia particolare: è arrivato in Italia da profugo all’inizio del 2016, facendo la traversata dalla Libia a Lampedusa in barcone. In Italia ha scoperto la corsa e continua a migliorarsi. Al secondo posto è giunto il vicentino Simone Cortiana (Vicenza Marathon) mentre terzo lo svizzero Roman Kessler. Nella gara femminile trionfo di Gedamnesh Yayeh, etiope dell’Atletica

Brugnera, che ha preceduto Izabela Leonida Romanas (Team Km Sport) e Anna Busetto (Due Torri Sporting Noale). Vicenza Marathon ha vinto il Trofeo Team Elite, classifica a squadre, davanti ai veronesi del Team Km Sport e all’Atletica Riviera del Brenta. “Un’altra edizione della Dogi’s Half Marathon da ricordare - commenta Michele Stellon, presidente dell’Atletica Riviera del Brenta - circa 1800 atleti hanno corso, in assoluta sicurezza, su un percorso chiuso al traffico, in una giornata in cui tutto è andato a meraviglia. Dietro le quinte della Dogi’s Half Marathon c’è un gruppo di amici che lavora un anno intero per realizzare una manifestazione di questo livello”. L’appuntamento è al prossimo anno quando

la Dogi’s Half Marathon partirà e arriverà a Mira. Classifica uomini: 1) Ousman Jaiteh (Trentino Running Team) 1h05’47”, 2) Simone Cortiana (Vicenza Marathon) 1h13’27”, 3. Roman Kessler (Svi) 1h13’43”, 4) Claudio Brandalise (Emme Running Team) 1h13’57”, 5) Lorenzo Masi (Jalmicco) 1h13’59”, 6) Matteo Penazzato (Atl. Riviera del Brenta) 1h14’19”, 7) Davide Fontana (Vicenza Marathon)

1h15’06”. Donne: 1) Gedamnesh Yayeh (Atl. Brugndera) 1h19’58”, 2) Izabela Leonida Romanas (Team Km Sport) 1h23’22”, 3) Anna Busetto (Due Torri Sporting Noale) 1h24’29”, 4) Federica Verdoya (Atl. Riviera del Brenta) 1h27’17”, 5) Manuela D’Andrea (Podisti Cordenons) 1h27’50”, 6) Rossella Guariniello (Team Km Sport) 1h28’40”, 7) Elena Camali (Venicemarathon) 1h29’08” Giacomo Piran

Ciclismo, ecco il campionato giovanissimi

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resentato il “Campionato Provinciale per Società Giovanissimi 2018” manifestazione ciclistica organizzata dal Comitato provinciale della Federazione Ciclistica Italiana presieduto da Gianpietro Bonato. I corridori, delle categorie giovanissimi maschili e femminili, parteciperanno a corse su strada, fuoristrada, gimkana, pista e primi sprint. Il regolamento prevede di premiare i primi cinque atleti della provincia di Venezia giunti al traguardo di ciascuna categoria. La manifestazione prevede le seguenti tappe: 25 aprile “Sportivi di Pramaggiore” promosso dalla Sorgente Pradipozzo, 1 maggio “4’ Trofeo Città di Caorle Mtb” organizzato dall’Olimpicaorle. 6 maggio “6’ Memorial Zatti Eugenio” a Marcon a cura del Gc Marcon, 29 giugno “17’ Gp Pista Comune di Martellago – Trofeo C.S.” promosso dall’Uc Martellago mentre 3 luglio “2 giorni di Portogruaro” organizzato dall’Asd Velodromo Mecchia. (g.p.)

Kickboxing, i campioni a Palazzo Ferro Fini

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na delegazione di atleti, dirigenti e tecnici, a marzo sono stati accolti in Regione dal Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti. A dare il benvenuto agli atleti della Fikbms (Federazione Italiana Kickboxing, Muay Thai, Savate, Shoot Boxe, Sambo) anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari e l’assessore Elena Donazzan. Grande emozione ed orgoglio anche per i dirigenti, molti della Riviera del Brenta e del veneziano, che hanno accompagnato gli azzurri veneti, tra di loro Nicola Traina e Raffaele di Paolo, i direttori tecnici della nazionale Michele Surian e Manuel Nordio e l’arbitro internazionale Oriano De Bei. L’incontro fortemente voluto dal consigliere regionale Franco Ferrari rivierasco, ha dato risalto ad una disciplina considerata erroneamente “minore”e ha concesso ai responsabili regionali e nazionali di questa disciplina sportiva di sottolineare il valore educativo che va al di là del gesto sportivo e della credenza popolare che vuole gli sport da combattimento paragonati ad attività violente. Ciambetti ha premiato i presenti consegnando una pergamena dedicata alla giornata. Premiati per i risultati ai mondiali di Kick Boxing Wako disputati a Budapest in Ungheria: Carlotta Pra ed Enrico Coccato entrambi veneziani vincitori nelle rispettive categorie del titolo mondiale nel pointfighting master. Luca Padoan e Mendy Luna medaglie d’argento Giulia Compagno medaglia d’argento nel Kick Light e medaglia di bronzo nel Light Contact Roberta Cargno medaglie di bronzone Light Contact . Assieme a loro gli altri azzurri veneti Paolo Niceforo, Francesca Barison, Marco Caviderucci, Michele Cerrato.


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#Politica

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Casellati, prima donna al Senato

Padovana, deputata di lungo corso di Forza Italia, ricopre la più alta carica mai raggiunta da un veneto. “E’ un onore da condividere con tutte le donne”. “Orgogliosa della mia terra, ora l’autonomia sia una priorità”

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uaLo ha detto già poche ore dopo la sua elezione a presidente del Senato, seconda carica della Repubblica, la più alta mai raggiunta da un veneto, “porto la mia terra nel cuore”, lo ha ribadito a Venezia durante la visita ufficiale nella sede della Giunta Regionale, “quando si parla di Veneto il mio cuore batte più forte”. Maria Elisabetta Alberti Casellati, padovana con natali rodigni, nelle prime settimane sta tenendo fede al suo impegno e si fa vedere spesso tra la sua gente. E’ stata accolta a Palazzo Balbi in Regione con tutti gli onori, ha inaugurato il Vinitaly a Verona, ha tagliato il nastro a “Sapori di Primavera” nella sua Padova. Insomma, appena i numerosi impegni istituzionali glielo consentono non manca di tornare “a casa”. Una scelta del cuore, senz’altro, ma anche un atto politico ben preciso, ribadito con orgoglio proprio durante la sua visita a Venezia. “L’autonomia sia una priorità nell’agenda politica del nuovo governo, perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario. - ha dichiarato di fronte al go-

vernatore Zaia - Ci sono questioni importanti che investono questa regione: Venezia, la sua tradizione culturale che non può essere ignorata ed è da sempre punto di riferimento nel mondo. Mi auguro che il nuovo governo metta in agenda l’autonomia come priorità perché c’è la reale necessità di un completamento di questo riassetto. Io sarò sempre presente, sempre con voi, con il presidente Zaia ci sarà una collaborazione istituzionale efficace. Essere qui è un orgoglio e una responsabilità perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario in virtù anche del formidabile sviluppo economico e sociale degli ultimi decenni”. Parlamentare di lungo corso, berlusconiana della prima ora, avvocato matrimonialista, fino a qualche mese fa componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Casellati corona la sua carriera politica sedendo sullo scranno più alto del Senato, grazie all’accordo fra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Non sono

mancati i distinguo e anche alcune prese di posizione polemiche sulla sua attività politica e la sua fedeltà a Berlusconi ma ora l’intenzione della stessa Casellati è quella di svolgere fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre. Lo ha ribadito anzitutto nel discorso di insediamento in Senato. “Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l’intera collettività: la consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon governo. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi. Questa elezione rappresenta per me una responsabilità e un onore che sento doveroso condividere proprio con tutte quelle donne che con

le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio, hanno costruito l’Italia di oggi. Il tema delle riforme sarà centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell’assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali. L’epoca della globalizzazione offre opportunità e conoscenza, portando con sé, allo stesso tempo, il rischio di nuove marginalizzazioni, un rischio che non può essere ignorato né sottovalutato. A partire dall’economia reale. A partire dal lavoro”. Intanto la strada è tutta in salita proprio per la formazione del nuovo governo e non è escluso che la stessa Casellati possa giocare un ruolo significativo per cercare una mediazione fra le forze politiche.

Zaia ai neo parlamentari veneti: “Facciamo squadra per l’autonomia” Sono 77 i parlamentari veneti eletti alla Camera o al Senato alle ultime politiche. Una cinquantina ha risposto all’invito di Zaia che li ha voluti incontrare a Venezia per invitarli a trovare piena convergenza sull’obiettivo dell’autonomia regionale. “Questa partita alla fine si deciderà in Parlamento, perché è lì che si concluderà questo importante percorso istituzionale, sino a ora unico nella storia italiana, innovativo e di grande impatto, da noi avviato nel giugno del 2014: voi avete un ruolo fondamentale e i veneti si aspettano dai loro parlamentari che facciano squadra, superando le appartenenze di partito, nell’esclusivo interesse di quei

quasi 2,5 milioni di nostri corregionali che nell’ottobre scorso si sono recati alle urne per chiedere quasi unisono una sola cosa: l’autonomia”. Ai nuovi onorevoli e senatori è stata presentata la delegazione trattante nel negoziato con lo Stato, ed è stato loro consegnato un ampio ed esaustivo dossier, contenente tutti i documenti e gli atti ufficiali che hanno scandito le varie tappe del cammino fin qui compiuto. “La Regione mette al primo posto del suo programma e delle sue aspettative la conquista dell’autonomia – ha sottolineato Zaia –, un’autonomia a geometria variabile, realizzata come un abito

sartoriale secondo le esigenze e le peculiarità dei territori. Abbiamo aperto una strada, infatti, che altre Regioni, se lo vorranno potranno seguire: già lo hanno fatto Lombardia ed Emilia Romagna, insieme alle quali abbiamo avviato nei mesi scorsi il negoziato che ha portato alla firma dell’accordo preliminare del 28 febbraio scorso, e sembrano siano pronte a seguire la strada tracciata Piemonte, Puglia, Campania e Toscana”. “A darci forza nella trattativa con il Governo – ha precisato il governatore – è stato quel 58% circa di elettori che si è recato alle urne a quel referendum avvallato dalla Corte Costituzionale, superando abbondantemente il quorum e

dimostrando democraticamente, con i numeri, che l’autonomia è una questione trasversale ai partiti, che riguarda tutti”. Zaia ha poi precisato che il Veneto continuerà a chiedere la competenza diretta su 23 materie, come previsto nei 66 articoli della legge statale, approvata dal Consiglio regionale del Veneto lo scorso novembre. “Nell’accordo preliminare le competenze di cui si prevede l’attribuzione alla Regione sono quelle relative alle politiche

del lavoro, all’istruzione, alla tutela della salute e alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema – ha rilevato il presidente veneto –. Ma sia chiaro che si tratta solo di un primo assaggio: noi le vogliamo tutte e 23”. “Al di là delle appartenenze e delle diverse sensibilità politiche – ha concluso Zaia – vi chiedo di lavorare insieme per il raggiungimento di questa meta storica, facendo sentire la voce del nostro territorio alla Camera e al Senato”.


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Politica

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Addio metropolitana di superficie. Quasi trent’anni buttati al vento D

opo tante inaugurazioni con caschetti gialli e slogan, viste soprattutto in tempi in cui era Governatore Galan e assessore ai Trasporti Chisso, con un miliardo di euro speso per dare risposte parziali e strutture a volte sottoutilizzate, ora siamo a un punto morto. E’ stata l’Assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti a dichiarare chiuso per sempre il cantiere del SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Tra i principali motivi addotti i costi non più sostenibili. Quasi sei miliardi di investimento previsti e suddivisi per varie fasi sono diventati troppi. In trent’anni, però, diverse cose sono state fatte: pochine a dire il vero! L’Assessore ha evidenziato gli interventi realizzati sulla rete rispetto a quelli inizialmente previsti: 9 nuove stazioni sulle 37 previste, 24 nuovi treni acquistati su 120, 22 adeguamenti di fermate esistenti su 162, 66 passaggi a livello eliminati su 407. Niente metropolitana veneta, dunque, ma, assicura l’assessore, saranno sistemate alcune urgenze. Tra gli interventi che saranno attivati, assicura l’assessore De Berti, c’è l’adeguamento a doppio binario dell’attraversamento del fiume Brenta sulla linea PadovaCastelfranco, il raddoppio per 25 km della tratta Maerne-Castelfranco, l’eliminazione

di 24 passaggi a livello su varie linee, nonché i 18 km di raddoppio ferroviario sulla Castelfranco-Bassano con l’eliminazione di 16 passaggi a livello e l’adeguamento di 5 stazioni ferroviarie. Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità relative alle linee Rovigo-Verona, Rovigo-Chioggia e MestreAdria. “La cosa più grave emersa dalla discussione in commissione trasporti – affermano i Consiglieri di opposizione Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Claudio Sinigaglia – è la mancanza di un piano regionale della logistica, che coinvolga infrastrutture autostradali, ferroviarie e nodi portuali e aeroportuali. L’assessore nell’affrontare la discussione e rispondendo alle nostre domande sulle prospettive future, parla di ‘politica del buon senso’. Le fa onore, ma non si può governare solo con quello, ci vuole programmazione. La revisione del vecchio Piano regionale trasporti datato 2005 deve essere una priorità urgente da affrontare e portare a termine entro questa legislatura - dicono ancora i Consiglieri del PD - Anche perché nel territorio c’è una situazione troppo disomogenea: nelle aree dove il servizio è stato ammodernato, si vedono i primi risultati in termini di regolarità e di gradimento, ma in altre tratte come la Rovigo-Verona o la Rovigo-Chioggia, la criticità è invece endemica”.

Animali domestici sepolti in giardino Proprio per la redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, la Giunta Regionale ha adottato un disegno di legge con il quale si stanziano 300.000 euro (150.000 nel 2018 e 150.000 nel 2019). “Il Piano è uno strumento fondamentale – ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia – per il futuro sviluppo della mobilità sostenibile nel Veneto, che disegnerà il sistema dei trasporti e della logistica per i prossimi 10/15 anni. Un Piano che deve mettere insieme, coordinare e valorizzare le numerose innovazioni che abbiamo introdotto in questi ultimi anni, dal cadenzamento dell’orario dei treni ai notevoli passi avanti nell’intermodalità, dal potenziamento del nostro sistema regionale ‘su ferro’ derivante dalla stipula del contratto di servizio con Trenitalia per il periodo 2018-2032 e dall’accordo quadro con Rete Ferroviaria Italiana per potenziare le infrastrutture ferroviarie all’Accordo Programmatico tra Regione e Anas per la riqualificazione e l’ammodernamento della rete stradale veneta”. Germana Urbani

Da cementifici ad inceneritori: no, grazie! Il Consiglio regionale vota compatto per impedire l’uso dei cementifici in inceneritori di rifiuti speciali Il Css combustibile è in origine un rifiuto speciale che, a determinate condizioni previste dalla normativa, può essere utilizzato ai fini della produzione di energia da parte di centrali termoelettriche e cementifici. “Sul tema dell’impiego del Css Combustibile e più in generale sulla possibilità, ammessa dall’ordinamento, da parte di impianti costruiti e pensati per determinati cicli di produzione, in questo caso i cementifici, di trasformarsi nei fatti in impianti di riciclaggio di rifiuti sono state sollevate da più parti critiche e perplessità” ha spiegato Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

presentatore della mozione illustrata in aula notando come i dubbi riguardano sia le questioni ambientali e di tutela degli ecosistemi ancor più “sui danni alla salute pubblica”. L’esponente di Liberi Uguali ha poi sottolineato come dei 69 centri di produzione un terzo sono concentrati in Pianura Padana e di questi 6 in Veneto al centro di denunce da parte di comitati di cittadini tra i quali “Lasciateci respirare” di Monselice, “che hanno evidenziato i riscontri di seri inquinamenti prodotti nelle aree circostanti”. La mozione approvata dal Consiglio “impegna la giunta regionale a farsi

parte attiva presso il governo affinché proceda senza indugio ad adottare tutte le iniziative necessarie, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale 14 febbraio 2013 n.22 e della afferente normativa successiva, insistendo affinché sia valutata la revoca, in virtù del principio di precauzione, di ogni atto funzionale a consentire la riconversione dei cementifici in inceneritori”

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n Veneto è ora possibile seppellire il proprio cane o gatto nel giardino di casa o in aree attrezzate allo scopo, definite “cimiteri per animali”. La decisione è stata presa in conformità ad uno specifico Regolamento Comunitario, con la specificazione che il sotterramento deve avvenire in modo che gli animali carnivori o onnivori non possano accedervi. “Siamo di fronte a un atto solo apparentemente banale, ma che in realtà è un grande atto di amore verso i nostri animali domestici – fa notare il Presidente della Regione Luca Zaia – Riconosciamo infatti quello che sta diventando sempre di più un fenomeno sociale: il possesso da parte di persone e famiglie di un animale domestico e il rapporto affettivo che ne consegue. Per farsene un’idea basta navigare qualche minuto sui social per trovare storie, allegre, tenere, o tristi, legate al rapporto tra un essere umano e il suo, o i suoi, animali da compagnia”. Per questi motivi è sembrato un segnale di attenzione dare la possibilità di seppellire l’animale morto in terreni privati o in aree dedicate visto che per tanta gente, l’animale da compagnia ha un significato che va oltre le parole, perché determinato dal cuore, e poter tenere vicino a sé l’amico di tanti anni che se n’è andato non è un desiderio da banalizzare.

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Lo zucchero di casa mia

L’Assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan

Subito un patto europeo ed etichette tricolori per tutelare eccellenze produttive come lo zuccherificio di Pontelongo

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n ‘patto’ in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori – ha rilanciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando oggi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo - Di

fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli – ha promesso Pan - coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento,

l’onorevole Paolo de Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente. Lo zucchero italiano, che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro, è presidio indispensabile della qualità alimentare del ‘made in Italy’, a cui non intendiamo rinunciare”.

Dal canto suo, la Regione Veneto – ha ricordato l’assessore – ha già impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie”.

“Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”. “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.

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Editoriale Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo

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Medico e paziente: rispetto dei valori reciproci Potenziate le “Palestre della salute”, utili a chi ha patologie croniche a pag 28

Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove a pag 29

na tavola rotonda inserita in un importante convegno organizzato nella Sala degli Arazzi della prestigiosa Accademia dei Concordi a Rovigo, di cui era socio, è stata dedicata esclusivamente al ricordo della figura di Giovanni Federspil, docente universitario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Padova, scienziato, umanista e filosofo, nato a Rovigo nel 1938 e deceduto a Padova nel 2010. Di fronte a un parterre molto attento e qualificato si sono succeduti, dopo la presentazione del Presidente dell’Accademia G. Boniolo e con la regia di F. Scaranello, illustri oratori quali B. Fantini (Univ. Di Ginevra), A. Pagnini (Univ. Di Firenze), P. Giaretta, C. Scandellari e R. Vettor (Univ. Di Padova), M.P. Garavaglia (direttore “L’ arco di Giano” e già Ministro della Sanità), con ricordi oltre che di natura professionale anche di frequentazione personale. Una particolare e commossa accoglienza è stata dedicata alla vedova del prof. Federspil presente alla manifestazione. La famiglia di Giovanni Federspil, di notevole prestigio, giunse in Italia, a Rovigo, dove si stabilì agli inizi del secolo scorso dalle terre austro-ungariche e dove nacque appunto Giovanni nel 1938. Federspil non mi è stato maestro durante il corso dei miei studi di Medicina e Chirurgia, in quanto allora i Direttori di Clinica Medica e di Patologia Speciale Medica erano Patrassi e Fiaschi; le nostre frequentazioni, oltre che in convegni scientifici, avvenivano per lo più in un piccolo bar del centro storico di Rovigo, “Al Cogheto” di proprietà della famiglia Federspil dagli inizi. Un locale cui era molto legato e in cui tornava spesso e lì, seduti ad un tavolino con davanti una tazza di caffè fumante, specialità del locale, ho avuto modo di apprenderne e apprezzarne le molteplici conoscenze e virtù che lo hanno reso un medico, uno scienziato, un umanista e un filosofo di incredibile spessore. Il grande contributo che ha portato alla Medicina si rileva dalle sue riflessioni sul ragionamento, sulla metodologia clinica e sperimentale, sconfinando nell’epistemologia, nella psicologia e nella filosofia.

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Ponteziate le “Palestre della salute”, utili a chi ha patologie croniche

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a regione ha definito e potenziato in questi giorni il sistema delle 14 “Palestre della Salute”, che si trovano nelle Ulss venete. Nascono nel 2015 per offrire ai portatori di patologie croniche non trasmissibili (come malattie cardiovascolari, diabete, obesità, osteoporosi e alcune patologie tumorali, segnatamente colon e mammella) la possibilità di effettuare l’utilissima pratica sportiva in palestre altamente specializzate dove operano spiccate professionalità specifiche. Oggi è previsto il coinvolgimento di personale medico adeguatamente formato, e che l’esercizio fisico si svolga sotto il controllo di una laureato magistrale in scienze motorie con indirizzo in attività motoria preventiva e adattata, in strutture idonee riconosciute dalla Regione e chiamate, appunto, “Palestre della Salute”.

“L’attività fisica con valenza terapeutica – fa notare Coletto – è prevista nel Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 e, con l’ultima modifica decisa a livello nazionale, è stata anche inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, che prevedono la promozione di Programmi strutturati di esercizio fisico per soggetti a rischio. Anche in questo caso la sanità veneta ha anticipato fin dal 2015 un’offerta di salute diventata obbligo due anni dopo”. “Che lo sport sia anche sinonimo di salute e di prevenzione – aggiunge l’Assessore Corazzari – è convinzione universale e scientificamente supportata. Tutti d’accordo, ma poi bisogna tradurre le parole in azioni, e in questo le Palestre della Salute sono la dimostrazione che la Regione Veneto, ovunque possibile, sa tradurre la teoria in pratica. Si tratta di un percorso nel quale si fondono

importanti professionalità specifiche e la qualità strutturale di molte palestre pubbliche e private del Veneto”. La delibera appena approvata definisce requisiti e procedimento per la certificazione di “Palestra della Salute” e fornisce gli indirizzi per la prescrizione e somministrazione dell’esercizio fisico e indica le figure professionali, specialisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici dello sport titolate alla prescrizione. L’esercizio fisico, una volta prescritto sulla base della situazione e della patologie di ogni singola persona, viene erogato da un laureto in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, che abbia seguito e completata un percorso formativo di 120 ore in strutture sanitarie specificamente identificate.

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l’editoriale

Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo Il suo pensiero, riprendendo le radici ippocratiche per cui le malattie non sono altro che il prodotto di fenomeni naturali, lo portava a sostenere che il medico è e deve essere naturalista, o, in termini più moderni uno scienziato. “Questa è la tesi fondamentale sulla quale si basa ancora oggi tutto il nostro sapere medico: - dall’osservazione della morfologia cellulare e dall’analisi dei meccanismi biochimici cellulari fino ai trapianti, alle applicazioni di radioisotopi, alla risonanza magnetica e alle più innovative terapie attuali - è una scienza della natura che fa corpo con tutte le altre scienze empiriche: la fisica, la chimica, la biologia, l’etologia etc”. Ne deriva che la preparazione del Medico e la sua continua formazione siano rivolte all’assimilazione e all’integrazione di concetti acquisiti e ripensati, alla riflessione metodologica, alla cultura biologica. Federspil è stato un oppositore del progressivo insinuarsi nell’educazione e nella professione medica di una mentalità riduzionistica, non certo per negare l’importanza delle ricerche molecolari, ma per contrastare l’inadeguatezza di una medicina che pone la conoscenza dei meccanismi molecolari come la forma fondamentale di un sapere medico che ritiene di spiegare fenomeni di una certa complessità strutturale organica con i fenomeni degli elementi più semplici che costituiscono i fenomeni più complessi. Gli studi di fisiopatologia lo hanno portato a sostenere con Azzone (Patologo Clinico) che “malattia e patologico sono termini che che si riferiscono a processi che riguardano la vita e non il comportamento delle molecole. Entrambi implicano un pericolo per la sopravvivenza dell’organismo, pertanto il termine malattia può essere applicato a quei processi che, pur avendo un’origine molecolare e cellulare,coinvolgono un’alterazione del sistema”. Qui viene fuori Federspil filosofo con i suoi ragionamenti sulla natura dell’uomo e sulla concezione di persona umana, che è sostanzialmente diversa dalla sua caratterizzazione come organismo o individuo e che deve essere alla base dell’attività del medico. Il Medico diagnostica una malattia ma le cure sono verso la persona, termine attorno cui ruota il massimo problema della medicina moderna, attratta da un tecnicismo esasperato e rivoluzionata da progressi scientifici che hanno posto evidenti problematiche di ordine bioetico, dal problema dell’embrione e dell’aborto all’utero in affitto e alle cellule staminali, dall’accanimento terapeutico, al testamento biologico e all’eutanasia. “Il Medico ha certamente a che fare con un corpo e questo corpo costituisce un “oggetto” conoscibile con gli strumenti razionali e con le tecniche empiriche che sono proprie della scienza. Tuttavia la Medicina non si ferma a questo, come ha ricordato K. Jaspers: l’agire del medico poggia su due pilastri: da un lato la conoscenza scientifica e l’abilità tecnica, dall’altro l’ethos umanitario”. Il Medico ha a che fare con un suo simile, con una persona che vive, spera, ama, odia, progetta, esattamente come lui, per cui non tutto ciò con cui il medico entra in contatto è trasferibile in un processo oggettivo della scienza naturale; la malattia per il malato non è un evento naturale fra tanti, ma ha un significato per quella persona ed è fondamentale per colui che la vive, in quel momento, in quell’ambiente, in determinate condizioni psicologiche e sociali. “Un Medico che voglia essere medico di una persona e non soltanto di un organismo, non può non essere consapevole del fatto che la malattia può essere conosciuta, cioè descritta e spiegata secondo i canoni del sapere naturalistico, ma viene anche vissuta, come la vive chi ne è affetto”. Ricordavo che Giovanni Federspil non mi è stato maestro durante gli studi universitari, non mi è stato maestro nel saper fare il medico, ma mi è stato grande maestro, con le sue opere e nei nostri incontri in quel piccolo locale rodigino, con la sua scienza metodologica, umanistica e filosofica nel saper essere medico, in una professione in cui sono coniugate e inscindibili una preparazione scientifica e tecnologica unite ad un’etica e una deontologia che hanno come oggetto del proprio interesse una persona, con tutto il suo vissuto, le sue esperienze, le sue abitudini, in un rapporto che si instaura fra due esistenze nel reciproco rispetto dei valori di ciascuno.

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Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove Merito anche di quanti collaborano alla raccolta delle dichiarazioni ddi volontà

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er la donazione e il trapianto di organi e tessuti, il 2017 è stato un anno record, con indicatori in aumento in tutta Italia rispetto al 2016 ma, in questo quadro, il record dei record è del Veneto, le cui percentuali di crescita sono ben superiori a quelle nazionali, pur positive. Merito di un’organizzazione sanitaria di qualità, di un Centro Regionale Trapianti efficiente, di una stretta collaborazione tra il sistema istituzionale, in particolare Regione e Comuni, e le organizzazioni del volontariato, con l’Associazione Italiana Donatori Organi (Aido) a fare la parte del leone. E’ questo il quadro presentato a Palazzo Balbi dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto, dalla Presidente nazionale Flavia Petrin e da quella regionale Bertilla Troietto. Dai dati presentati emergono tre record nazionali per il Veneto. Il primo è stato quello delle donazioni, passate, dal 2016 al 2017, da 146 a 196, con un aumento del 34,2%, a fronte

di una crescita nazionale del 15,8%. Il secondo riguarda I trapianti effettuati, passati da 590 nel 2016 a 646 nel 2017 (più 9,5% rispetto al più 6,8% nazionale). Terzo record veneto, particolarmente significativo, è quello dei dinieghi alla donazione, che in Italia sono calati dal 32,8% del 2016 al 28,5% del 2017, ma in Veneto hanno fatto registrare la percentuale di “no” più bassa in assoluto: il 15,6% nel 2017, contro il 27,3% dell’anno precedente. Con l’aumento delle donazioni e dei trapianti e la diminuzione dei dinieghi, il Veneto è riuscito anche nell’impresa di abbassare le liste d’attesa, scese da 1353 pazienti nel 2016 a 1296 nel 2017, con una diminuzione del 4,3%. “Il Veneto deve essere orgoglioso dei dati raggiunti – ha detto la Presidente Nazionale di Aido Petrin – anche perché in questa Regione la collaborazione istituzionale ha raggiunto livelli eccellenti: Regione e Comuni interagiscono quotidianamente con noi e

Un premio alla miglior ricerca clinica dell’anno  

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l dottor Camillo Aliberti direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel corso di una cerimonia tenutasi a LOS Angeles nell’ambito del Congresso annuale della Society of Interventional Radiology (SIR), è stato insignito del premio quale migliore ricerca clinica dell’anno. Tale prestigioso ed ambito riconoscimento, da tempo non attribuito ad un gruppo di lavoro italiano, arriva a coronare un impegno durato 4 anni che Dr. Camillo Aliberti Direttore Radiologia Azienda è stato condotto, oltre che Ospedaliera Padova dal Dr. Camillo Aliberti e dal Dr. Riccardo Carandina, Radiologo tro, ha dimostrato come l’approccio Interventista dello IOV, dal Prof. Umber- vincente per il trattamento di questa to Cillo - coautore - direttore dell’UOC tipologia sia quello integrato sinergico Chirurgia Epatobiliare A.O. Padova, e combinato tra Chirurgo Epato Biliare nonchè dalla sua equipe. e Radiologo con il coinvolgimento ed il Ha riguardato 421 pazienti affetti supporto clinico (epatologo-oncologo). da epato carcinoma trattati con teraI risultati sono stati pubblicati sulla pie locoregionali intrarteriose epatiche rivista JVIR - Journal of Vascular and ablazioni e resezioni parte dei quali tra- Interventional Radiology che ha avuto piantati. un elevatissimo numero di link e citazioIl lavoro che vanta la casistica più ni da cui l’attribuzione del prestigioso ampia al mondo per un singolo cen- riconoscimento consegnato a Padova.

hanno fatto sì che Aido sia divenuto parte integrante e ufficiale della filiera. I risultati numerici e percentuali sono eloquenti, e sono determinati proprio dal lavoro di squadra, che parte da molta informazione, passa per la generosità della gente e arriva in un sistema sanitario ben organizzato. Siamo tutti operativi h24 per 365 giorni all’anno”. “Sono orgoglioso di queste due donne – ha esordito Coletto riferendosi alla Petrin e alla Troietto: sono due venete, e comandano sia

a livello nazionale che regionale quella che definirei una corazzata dell’altruismo e del volontariato. Le Istituzioni fanno bene la loro parte. Come Regione mettiamo in campo un’organizzazione capillare e ai massimi livelli scientifici e tecnologici, l’efficienza dei Centri Trapianti di Padova, Verona, Treviso e Vicenza, investimenti continui in tecnologie e professionalità. I Comuni e le Ullss stanno collaborando con sempre maggiore impegno alla raccolta delle dichiarazioni di

volontà. Ma tutto questo non servirebbe a nulla senza il grande cuore dei veneti che, anno dopo anno, aggiornano i loro record di generosità. Quindi, prima di tutto, grazie a tutti i cittadini del Veneto”. Coletto, Petrin e Troietto hanno unanimemente posto l’accento sulla possibilità di fare ancora meglio, lavorando sulla diffusione di conoscenza e cultura della donazione e del trapianto e rafforzando i sistema di raccolta delle volontà. L’adesione alla donazione può essere espressa da anni rivolgendosi all’Aido (anche per via informatica) e alle Ullss, ma sta avendo successo anche il recente Progetto “Una Scelta in Comune”, che Aido ha lanciato in collaborazione con i Comuni per rendere possibile alla gente l’espressione di volontà a donare nel momento del rinnovo della carta d’identità. In Veneto vi hanno già aderito 202 Comuni, che hanno già registrato 83.415 dichiarazioni, delle quali 69.301 favorevoli alla donazione. I Comuni che hanno aderito sono 50 in provincia di Vicenza, 36 a Treviso, 30 a Venezia, 26 a Padova, 24 a Verona, 21 a Belluno e 15 a Rovigo. Proprio in questi giorni, il totale delle dichiarazioni complessivamente raccolte in Veneto ha superato quota 300 mila, arrivando a 300.062.

Centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura allergie e intolleranze alimentari C

he succede? Se lo stanno chiedendo in molti e la denuncia di qualche cosa che non va arriva proprio dal basso. A coglierla il Consiglio regionale del Veneto che ha votato all’unanimità una mozione perché la “Giunta regionale si attivi per non depotenziare il centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari costituito presso l’azienda ospedaliera di Padova, una delle eccellenze della sanità veneta’. In particolare, la L.R. n. 26 del 26 novembre 2004 ha istituito, presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, il ‘Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari’, che in questi anni si è affermato come polo d’eccellenza della sanità veneta e italiana. L’Azienda Ospedaliera, tuttavia, sta inspiegabilmente depotenziando il Centro, procurando un grave danno sia al reparto sia alle migliaia di pazienti che confluiscono da tutte le Regioni. La mancanza, infatti, di risorse economiche, di spazi adeguati e personale dedicato non permetterà di mantenere il livello d’eccellenza del Centro, nuocendo anche all’immagine stessa della Regione Veneto. La Mozione, quindi, impegna il

Presidente Zaia e la Giunta regionale ad attuare tutti i provvedimenti necessari affinché l’Azienda Ospedaliera di Padova fornisca al Centro Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari fondi, spazi, personale e spazi

di operatività adeguati per consentire il proseguimento dell’attività, mantenendo il livello di eccellenza, nonché a estendere la cura e il trattamento delle allergie e delle intolleranze alimentari anche ai pazienti adulti.


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Salute

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xBrutta esperienza in ospedale? Scrivetelo a Zaia Un’operazione che ha l’obiettivo di migliorare il rapporto informativo con i cittadini

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partire dalla prossima settimana, in tutti i 68 ospedali del Veneto, entreranno in funzione delle vere e proprie postazioni “di contatto”, con cui il sistema sanitario regionale punta a migliorare le relazioni informative con tutti gli utenti, i quali verranno messi in grado di esprimere giudizi, apprezzamenti, critiche, suggerimenti, con la certezza che i loro suggerimenti saranno letti personalmente dal Presidente della Regione Luca Zaia assieme ai direttori generali delle strutture sanitarie. Un’operazione volta a migliorare il rapporto informativo con i cittadini, che è stata presentata a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, dallo stesso Zaia. Il Governatore era affiancato da numerosi Assessori, alla presenza dei direttori generali delle nove Ulss, delle due Aziende Ospedaliere di Padova e Verona e dell’Istituto Oncologico Veneto. x Ogni postazione è composta da

due “totem”: uno offre al cittadino un modulo da compilare con i suoi commenti sull’organizzazione e sull’assistenza ricevuta, che possono essere sia segnalazioni, sia lamentele, sia complimenti, da “imbucare” letteralmente in una cassetta postale di colore rosso e ben visibile; l’altro presenta al cittadino le foto, la mail e i numeri di telefono dei manager che compongono le direzioni strategiche di ogni struttura, in modo che il cittadino possa avere la visione diretta e l’eventuale contatto di chi amministra la complessa macchina sanitaria regionale. “Oltre che essere una promessa fatta a suo tempo e mantenuta – ha tenuto a sottolineare Zaia – siamo di fronte a un’iniziativa per niente banale: è infatti la prima operazione di customer satisfaction che non viene appaltata a società esterne asettiche e ipertecnologiche, ma affidata a un modulo cartaceo semplice e intuitivo e a una biro. Assicuro – ha garantito – che

L’Assessore ai servizi sociali della Regione Veneto Manuela Lanzarin

uscito a febbraio 2018 leggerò personalmente, assieme ai direttori generali, ognuna delle schede che la gente compilerà. Scriverà la proverbiale ‘signora Maria’ e noi leggeremo tutto, perché per capire davvero cosa funziona e cosa no bisogna prima di tutto sapere come ha vissuto il contatto con l’ospedale ogni singolo paziente. Sappiamo in partenza – ha

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concluso il Governatore – che troveremo un po’ di tutto dentro a quelle cassette postali ma, dopo aver letto, siamo certi che potremo trovare suggerimenti utili da tradurre, dove possibile, in scelte organizzative. Mai come in questo caso, la gente parlerà e noi ascolteremo”. Le postazioni realizzate sono

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia

complessivamente 200, per un costo di 80 mila euro, e verranno posizionate in zone strategiche di grande passaggio in ogni ospedale. A titolo esemplificativo, oggi a palazzo Balbi, campeggiavano i “totem” delle Aziende Ospedaliere di Padova e Verona e dell’Ulss 3 Serenissima.

Lenti Fachichex per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi x

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I

difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una miopia di sole 3 diottrie, è fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In relazione all’entità del difetto, possono essere utilizzate tecniche chirurgiche differenti ed in particolare per difetti leggeri-medi, si può usare un trattamento laser, mentre questo non è indicato se il difetto è elevato in quanto il tessuto da asportare con il laser sarebbe eccessivo ed il processo di guarigione potenzialmente più turbolento. Per eliminare quindi una miopia, per esempio, di 15 diottrie, non potendo effettuare un trattamento laser, possiamo agire inserendo una lente all’interno dell’occhio. Queste lenti sono state utilizzate in diverse foggie e materiali, ma il migliore ed ormai collaudato è un collamero brevettato da una ditta americana. La mia esperienza personale con questi impianti data da oltre 20 anni e le migliorie introdotte in questo lungo periodo hanno visto modificare la forma di queste piccole lenti che, x essendo inserite dietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino

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(piccola lente dietro la pupilla). Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una

qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie. In sintesi, possiamo immaginare che, come una lente a contatto esterna rimane appoggiata sulla

Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie

cornea, così una lente fachica (significa che è presente assieme al cristallino naturale) viene appoggiata, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica in quanto questa con comporta alcuna aderenza con i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica (gocce di anestetico che addormentano la superficie). La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione del paziente e può essere decisa anche all’ultimo momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla periferia

superiore della cornea ed attraverso questo taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. Una volta all’interno dell’occhio questa si svolge e viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento dura mediamente cinque minuti ed il paziente rimane bendato due giorni. Il recupero visivo è veloce e già in seconda giornata la visione è ottima. Abbiamo parlato di difetti miopici ma esiste anche l’astigmatismo e l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato alla non sfericità della superficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!

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Algeria da mille e una notte di Renato Malaman

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’Algeria oggi è un buco nero nella mappa del Mediterraneo. Un luogo “non luogo”, che respinge e allo stesso tempo attira. Che mette paura per le evidenti ripercussioni psicologiche causate da recenti fatti di cronaca (sequestri, uccisione di ostaggi) ma che al contempo genera curiosità per effetto della storia straordinaria che ha alle spalle e delle bellezze assolute che può offrire agli occhi dei suoi visitatori. L’Algeria, paese più grande dell’Africa, è oggi tanti paesi in uno, dove viaggiare è indubbiamente complicato (i gruppi sono costantemente scortati – seppur in modo

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discreto - da un’unità della Polizia, che fa staffetta a ogni confine di provincia) ma dove si possono trovare così tanti spunti di interesse che della “blindatura” ci si dimentica presto. Anche perché i poliziotti al seguito sanno come rendersi gradevoli e rivelarsi alla lunga maestri di ospitalità. Di una cosa ci si accorge subito sbarcando ad Algeri dopo un’ora e mezza di volo da Roma: che la presenza coloniale della Francia, durata ben 132 anni – dal 1830 al 1962 – ha lasciato segni permanenti nell’architettura urbana, nelle abitudini, nella vulgata e in un certo senso anche nei modi di vivere. continua alla pag. seguente


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Algeria da mille e una notte

Il più grande paese dell’Africa oggi è visitabile sotto scorta, ma in cambio offre bellezze uniche: città romane perfettamente conservate, oasi con milioni di palme e i villaggi millenari della Pentapoli che ispirarono l’architetto Le Corbuisier di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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artiamo proprio dalla guerra di Indipendenza (1954-62), una ferita aperta e mai rimarginata. Otto anni di sangue che hanno lasciato tracce anche nella coscienza dei francesi per il comportamento poco onorevole tenuto dalle proprie truppe e dai propri governanti nel tentativo, rivelatosi inutile, di reprimere l’anelito di libertà espresso dal popolo algerino. Quegli anni spiegano l’origine di tante tensioni che ancora oggi rendono l’Algeria un paese irrequieto, incerto nel cammino verso una democrazia vera. Diciamo tutto questo in premessa per ribadire però che questo paese è uno dei più belli del Mediterraneo e che comunque merita di essere visitato. Anche chiudendo un occhio sui tanti controlli – per lo più preventivi - a cui si viene sottoposti strada facendo. Tutto sommato utili a garantire la propria sicurezza. L’Algeria era il granaio di Roma. Nell’età imperiale sono sorte città che tuttora lasciano a bocca aperta per la loro bellezza e la ricchezza dei reperti ritrovati. Città di estensioni ragguardevoli con tanto di archi, anfiteatri e terme. L’itinerario classico parte da Costantina, città sorprendente per gli eleganti palazzi e i ponti sospesi su una spettacolare fenditura naturale. L’antipasto di questa romanità solenne d’Algeria lo offre Tiddis sulle pareti di una montagna, dove è riconoscibile persino un bordello dell’epoca. A Setif sono conservati invece alcuni dei mosaici più grandi e più belli mai realizzati nelle regioni dell’Impero, primo fra tutti quello dedicato al Trionfo di Bacco. Nella vicina Djemila, la romana Curculum fondata dall’imperatore Nerva, svettano l’arco di trionfo, l’anfiteatro, le terme e il foro. Ma il sito più clamoroso per fascino e maestosità è Timgad, gioiello archelogico inserito in un contesto naturale di grande bellezza con colline e monti a far da scenario. Una città romana perfettamente conservata con il suo castrum, le mura con le quattro porte, il foro con i templi, le terme, le fontane… Insomma, una piccola Roma in terra africana. Proseguendo verso sud i colpi di scena non mancano. Vedi lo spettacolare canyon dell’Abiod, una gola dove la Resistenza algerina tese molti agguati ai francesi. Il canyon offre la vista del villaggio abbandonato di Ghoufi, le cui abitazioni sono scavate nella roccia. Dopo aver attraversato una zona di biancheggianti saline si raggiunge l’oasi di El Oued, antica capitale del Souf con le sue case bianche e le rose del deserto. Quindi, dopo la grande oasi di Ouargla, Touggourt con le singolari tombe dei re e un’oasi con oltre un milione di palme. Sempre a Touggourt, nella piazza del mercato c’è un monumento che ricorda la prima traversata transahariana. Quella realizzata nel 1922 da André Citroën con un mezzo a ruote e cingoli progettato per l’impresa. Timbouctu venne raggiunta in due settimane! Nella vicina Tamacine c’è un’origi-

La capitale Algeri distesa sulla baia più bella del Mediterraneo schiude oggi i vicoli della sua misteriosa casbah, dove poco più di mezzo secolo fa iniziò la sanguinosa guerra combattuta dal popolo algerino per liberarsi dopo 132 anni dell’occupante francese

NELLA FOTO DI COPERTINA IL MAESTOSO ARCO A TRE FORNICI DI TIMGAD. IN QUESTA PAGINA DALL’ALTO E POI DA SINISTRA: UNA VEDUTA DELLA BAIA DI ALGERI; LA GRANDE MOSCHEA E IL MONUMENTO AI MARTIRI DELLA RESISTENZA SEMPRE NELLA CAPITALE; UNO SCORCIO DI COSTANTINA; DONNA MOZABITA A EL ATTEUF, DATTERI DELLA VARIETÀ DEGLET NOUR; UNA VEDUTA DI GHARDAIA; PANORAMA SULLA CITTÀ ROMANA DI TIMGAD, L’ANFITEATRO DI DJEMILA, ARCO ROMANO A TIDDIS; UNO DEI MOSAICI DI SETIF; LA MOSCHEA DI SIDI BRAHIM A EL ATTEUF E UNA SPETTACOLARE VEDUTA DEL VILLAGGIO DI GHOUFI NEL CANYON DI ABIOD

nale moschea a giustificare la sosta. Meta agognata di questo itinerario verso il centro dell’Algeria è Ghandaia, la biancoceleste capitale della Pentapoli del M’zab, Patrimonio dell’Umanità Unesco la cui oasi sopravvive grazie a un ingegnoso sistema di distribuzione dell’acqua con 270.000 pozzi profondi 60 metri dai quali viene sollevata acqua 24 ore al giorno con l’opera di muli, asini e cammelli. La Pentapoli, abitata da fiere popolazioni berbere sottoposte a un pressante processo di arabizzazione (ecco il motivo di tante tensioni in quest’area), è un piccolo mondo di tradizioni antiche, dove le donne sono avvolte da un telo bianco che lascia scoperto solo un occhio. La visita di Melika, Beni Isguem, Bou Noura e El Atteuf (famosa quest’ultima perché il grande architetto Le Corbuisier vi trasse fonte di ispirazioni per i suoi rivoluzionari principi dell’architettura che rispetta la natura) offrono suggestioni uniche, che da sole valgono il viaggio. Le città della Pentapoli hanno oltre mille anni e furono fondate dagli Ibaditi, un ramo dell’Islam moderato.

Infine Algeri, la leggendaria Algeri con la sua baia considerata la più bella del Mediterraneo e la sua misteriosa casbah dove si combattè la famosa battaglia di Algeri, che porto all’indipendenza del paese e che il regista Gillo Pontecorvo raccontò in un memorabile film del 1966. Algeri che oggi conserva anche parte del suo fascino francese, soprattutto nella parte bassa che si snoda sul lungomare. Il monumento che celebra l’indipendenza ospita un museo che va assolutamente visitato per capire di più della storia recente di questo paese straordinario di 40 milioni di abitanti ancora in cerca di un suo equilibrio politico. I viaggiatori più arditi, poi, non manchino l’escursione nel profondo sud, ovvero nel deserto dell’Hoggar Tassili che offre i paesaggi più emozionanti del Sahara. L’Algeria, va ribadito, è un paese che non può mancare nel taccuino dei ricordi di ogni viaggiatore avventuroso ed esperto. Troppo importante per capire quel variegato mosaico che è l’Africa mediterranea.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Farro ai bruscandoli

Spiedini di verdure al curry

Dessert di fragole

Ingredienti: 200 g di farro - acqua - sale - 2 cipolle - 2 foglie di alloro - peperoncino - 300 g di bruscandoli - 2 spicchi d’aglio - 1 pizzico di prezzemolo tritato - olio q. b.

Ingredienti: 2 carote - ½ finocchio - 4 ravanelli - 2 coste di sedano - 10 cm. di radice di daikon o sedano rapa - 4 foglie di lattuga - 1 pizzico di curry - ½ limone - 1 punta di cucchiaino di senape - olio e sale q. b.

Ingredienti: 800 g di fragole - 4 C di jogurt - 1 C di miele - 1 C di vaniglia - 200 g di mandorle tritate - il succo di un limone - 100 g di biscotti sbriciolati - 4 foglie di menta.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: cuocere il farro (come da ricetta base) con le foglie di alloro e la cipolla tritata. A fine cottura lasciare riposare almeno 10 minuti, condire con i bruscandoli precedentemente passati in padella con l’aglio e la cipolla. Amalgamare bene, unire il prezzemolo tritato e l’olio crudo.

            

Preparazione: pulire e tagliare a dadini di circa 1 cm. tutte le verdure, avendo cura di condire ogni tipo in una apposita ciotola. Prendere i bastoncini e infilare i vari tipi di verdura alternando i colori. Quindi servirli sulla foglia di lattuga.

Preparazione: passare al frullatore le fragole, il miele, la vaniglia, il succo di limone e le mandorle tritate. Unire alla crema ottenuta lo jogurt, amalgamare dolcemente. Con i biscotti rivestire le coppette passate precedentemente con il miele. Riempire le coppette e decorare con le foglie di menta. Tenere in frigorifero.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.


Oroscopo

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l’

Aprile

Ariete Se il destino non vi porta quello che sperate, iniziate a pensare di andarvelo a prendere. Coraggio!

Toro Potreste avvertire un sottofondo di tristezza per qualcosa che non va come desideravate. Siate positivi

Gemelli Avete bisogno di stare in compagnia: conoscere gente, andare in giro, scoprire nuovi posti e nuovi interessi

Bilancia Per voi tanto affetto, ma anche tanti desideri di conquista: alcuni li appagherete; altri li lascerete sfumare

L’energia ritrova la via per cambiare prodigiosamente il corso di molti eventi. La luce rinnoverà corpo e mente

Quando il tuo bambino viene al mondo è la sua salute che ti sta a cuore

Scorpione Non mancheranno le polemiche e rischierete di essere sin troppo aggressivi. Pensate due volte prima di agire

Sagittario Concedetevi qualche momento in più di divertimento o di relax. Le preoccupazioni diventeranno meno pressanti

È attivo nei Centri nascita lo Screening neonatale esteso, un test eseguito gratuitamente a tutti i nuovi nati che identifica già dalle prime ore di vita circa 40 malattie metaboliche ereditarie. Malattie che se

Cancro Il mese favorirà il cuore e i progetti familiari o legati alla sfera sociale che vi stanno più a cuore

non diagnosticate per tempo provocano la morte o forti disabilità. Intervenire subito con cure e diete cambia il destino dei bimbi malati! Tutte le informazioni sul test nel sito www.aismme.org/infoscreening

Dona il tuo 5 per mille ad AISMME Onlus Ci permetterà di continuare a sostenere i piccoli pazienti e le loro famiglie.

Leone Mese difficile per i rapporti personali. Fate attenzione a non offendere nessuno e moderate le esternazioni

Inserisci nella dichiarazione dei redditi il codice fiscaledi AISMME Onlus

Capricorno E’ in atto un grande cambiamento che vi porterà alti e bassi. Dedicatevi tempo e coccole, un viaggio

Acquario Gli affetti dovranno fare i conti con ostacoli e insoddisfazioni. Affrontate quanto vi turba con razionalità

92181040285

Per donazioni IBAN: IT 58 S 05018 12101 0000 11218104 La campagna di AISMME è sostenuta anche da Fondazione Telethon

Vergine Periodo ricco di buoni propositi e anche di cambiamenti. Concentratevi e attenti al cuore

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