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del Miranese Nord

Periodico d’informazione locale. Anno XXI n.31 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Economia Turismo antidoto alla crisi. Chi ci crede? pag.

Martellago Troppi incidenti mortali in via Ca’ Rossa

Noale La fornace di via dei Novale è stata abbattuta

4-5

pag.

www.lapiazzaweb.it

10

pag.

12

EDITORIALE

Spray al peperoncino, Corsi di autodifesa

Buon compleanno La Piazza! di Valeria Marcato

I cittadini di Martellago provano a rendersi utili per aumentare la sicurezza nel territorio e a conoscere i segreti dell’autodifesa. I responsabili del comitato Martellago Sicura hanno organizzato un momento di incontro. pag. 12

Feste e iniziative in ricordo di pio x

Salzano vuole celebrare al meglio il centenario della morte di Pio X che fu parroco del paese, con il nome di don Giuseppe Sarto, dal 1867 al 1875. Il Comune, la parrocchia e le associazioni. pag. 21 10%

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COUPON del risparmio

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L’Ulss 13 taglia i tempi d’attesa per gli esami Rispettata la priorità per il 91,71% delle prestazioni. Troppi codici bianchi in arrivo al Pronto Soccorso

U

lss 13 verso il “giusto tempo” alla salute dei cittadini di Miranese e Riviera. Si accorciano i tempi di prenotazione di esami e visite all’azienda sanitaria di Mirano e Dolo: superano infatti del 90% le priorità rispettate. Il dato emerge da un’indagine incrociata realizzata dal Cup, il centro unico di prenotazione, da anni in campo per cercare di dimezzare liste di attesa, e riorganizzare il lavoro interno agli ospedali, coordinandosi con reparti e medici di base. Grazie alla sinergia con i 180 medici di

famiglia e i primari dei reparti ospedalieri di Dolo e Mirano infatti è stato avviato un percorso di collaborazione per garantire la prenotazione degli esami nei tempi previsti dalla Regione. Per capire come, occhio puntato sui codici di priorità: nella ricetta rossa infatti “U” sta per urgente e viene licenziata in giornata, “B” sta per breve e deve essere eseguita entro 10 giorni, la “D” significa differibile (visite entro 30 giorni, prestazioni strumentali entro 60), infine la “P” per programmabile (entro 180 giorni). “In un

anno – spiega Stefano Vianello, Cup manager e direttore del distretto sociosanitario di Spinea – la percentuale delle prestazioni per cui è stata rispettata la priorità è passata dal 77,34% del primo trimestre 2013 al 91,71% del quarto trimestre. Se consideriamo tutto l’anno si possono misurare i progressi: le prescrizioni (25.165) con priorità “B” sono state evase entro una media di 7 giorni, le richieste (44.630) con priorità “D” entro 22 giorni. Infine quelle “P” entro pag. 6 una quarantina di giorni”.

anni. Un traguardo raggiunto, una scommessa vinta, una soddisfazione per tutti noi. Ma anche un punto di partenza e di crescita ulteriore. 20 anni fa La Piazza nacque grazie all’intraprendenza ed alla caparbietà del fondatore, Giuseppe Bergantin, e da allora ad oggi La Piazza ogni mese dell’anno di questi 20 anni è nelle case di voi lettori delle nostre 14 edizioni venete. Da 20 anni La Piazza vi racconta il vostro territorio, approfondisce temi di estrema importanza per la vostra vita quotidiana, rimane sempre fedele al motivo per cui è nata: portare l’informazione locale anche dove i “grandi” giornali non arrivano, colmare quel vuoto di informazione che da sempre esiste nelle provincie venete. Ma nel frattempo anche La Piazza è diventata “grande”, di età ma anche di quantità. Oltre 250.000 famiglie ogni mese ricevono il nostro giornale nelle loro case, oltre 350 attività commerciali ogni mese rinnovano la loro fiducia in noi, scegliendo La Piazza come strumento di comunicazione pubblicitaria e che ringrazio di cuore per averci sempre dato fiducia; più di 1.200 articoli ogni mese vengono redatti dagli oltre 150 collaboratori che da tutto il Veneto seguono per noi le notizie dei circa 100 comuni raggiunti dalle 14 edizioni de La Piazza. continua a pag. 3

L’Intervento

Job Acts , un tutt’uno con l’insieme delle riforme del Governo Renzi di Franco Scantamburlo*

L

e novità introdotte dal Governo in materia di riforma di mercato del lavoro e ammortizzatori sociali, sono un banco di prova su cui si misurerà la credibilità del presidente del Consiglio Matteo Renzi. *segretario dell’ Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta”

continua a pag.

8

ENTRA IN RETE CON NOI! Troverai il nostro giornale prima che venga distribuito con nuove news che riguardano il tuo territorio


EDITORIALE

segue da pag.

Buon compleanno La Piazza!

Censimento nel Veneziano

oltre 11 mila alberi in 500 km di strade

1

Questo è oggi il giornale La Piazza e da qui partiamo per costruire il suo futuro. Nel 1994 c’era ancora la lira, il telefono fisso e le lettere erano gli strumenti di comunicazione più diffusi. In questi 20 anni tutto si è evoluto, soprattutto la comunicazione e l’informazione. Anche La Piazza si è evoluta negli anni, qualitativamente e tecnologicamente, ma per il suo ventesimo compleanno e per il suo futuro vuole farlo ancora di più, puntando maggiormente sulla velocità e sulla capacità di interazione del web e dei social network. Siamo convinti che il nostro format attuale sia il più apprezzato e non intendiamo cambiarlo, ma crediamo nei tanti lettori che preferiscono l’informazione veloce e sempre a disposizione, data da internet e dalle sue tante applicazioni. A breve nascerà sul web La Piazza 2.0, più ricca di informazione e soprattutto fruibile in ogni istante e da ogni dove. Sarà una vera e propria piazza virtuale, proprio come la piazza nella quale condividiamo la nostra vita sociale e politica nei nostri comuni. Sarà un luogo di aggregazione, di approfondimento rispetto all’edizione cartacea, di commento e confronto. Ancora più a breve le edizioni cartacee de La Piazza saranno scaricabili e sfogliabili anche attraverso una moderna App, dalla quale anche poter interagire, con le vostre segnalazioni dal territorio e con quelli che secondo voi dovrebbero essere argomenti da approfondire. Tanti modi per rimanere informati con La Piazza dunque, senza tuttavia modificare la nostra peculiarità, la nostra forza, il motivo per cui in tantissimi ci leggete e ci apprezzate, il nostro modo di fare informazione locale. di Valeria Marcato

Patrimonio arboreo, la Provincia ha censito 11mila 141 piante che sono distribuite nei circa 500 chilometri di strade provinciali che si esendono nel territorio. Si tratta di quasi la metà delle piante presenti nel 2001, quando se ne contarono 22mila 600. Il 75 per cento delle piante censite è costituito da platani, seguono tigli, ippocastani e pioppi. La rilevazione è stata realizzata per ottimizzare e programmare gli interventi del patrimonio arboreo, su invito del Servizio forestale regionale e del decreto Salva Italia, che obbligava le Province al censimento dei propri beni. A gennaio è stato avviato il servizio dell’appalto per la manutenzione del patrimonio arboreo, che si concluderà a fine gennaio 2015. Il costo complessivo per la manutenzione delle strade provinciali dell’area nord (da San Donà di Piave a Portogruaro) è di 191mila 780, dell’area sud (da Mestre a Chioggia/ Cavarzere) è di 177mila 400 euro. Il convegno

come trovare lavoro nel mercato che cambia

“Come creare o trovare il proprio lavoro nel mercato che cambia”, un tema di grande attualità al quale i giovani, ai tempi di percentuali sempre crescenti sulla disoccupazione giovanile, dimostrano grande sensibilità. E proprio i contenuti di questo tema sono stati oggetto di un convegno che si è svolto lo scorso 17 marzo per iniziativa della consigliera di Pari opportunità della Provincia, Annalisa Vegna, che ha invitato una serie di esperti a dare preziosi consigli agli studenti dell’ultimo anno, circa un centinaio, dell’Istituto Vendramin di Venezia.

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Nella tua dichiarazione dei redditi, scrivi codice fiscale 09686720153 Foto: Helder Tavares/ActionAid

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Padova, via Lisbona 10 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

tel. 02.742001

Provincia Inquinamento

Troppo inquinamento acustico a causa del traffico

Patto dei sindaci, 40 mila kg in meno di Co2 pag. 22 In 20 anni quadruplicati gli uccelli acquatici

Salzano

pag.

14

Il sindaco Quaresimin denuncia difficoltà amministrative pag. 17

Questa edizione raggiunge le zone di Martellago, Noale, Salzano, Scorzè per un numero complessivo di 16.429 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 27 marzo 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

Concorsi

pag.

Regione Referendum

Laguna di venezia

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

di

actionaid.it

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La Festa del popolo Veneto, un trionfo per le scuole pag. 27

I cittadini veneti chiedono più autonomia pagg. 24-25

trasporti

Ferrovie, indagine conoscitiva sulla qualità del servizio

Cultura

pag.

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Museo Correr, fino al 15 giugno “Il Tiziano ritrovato” pag. 29

L’opuscolo che sensibilizza

Primi passi “verdi” per le famiglie in “attesa” Primi passi “verdi” per i nuovi nati fin dai primi giorni di vita e per le loro famiglie che dal Comune di residenza e dalla Provincia di Venezia vengono invitati a vivere questo meraviglioso momento in chiave... eco-sostenibile. Sarà distribuita a tutte le famiglie “in attesa” una pubblicazione dal titolo “Kit baby famiglia per i primi passi verdi”. Il progetto, che rientra nell’ambito delle iniziative previste dall’accordo del patto dei sindaci, in coerenza col progetto europeo 202020, intende promuovere fra le famiglie un comportamento attento all’ambiente, all’insegna del riciclo, del riuso e del recupero oltre che del risparmio, anche nella particolare circostanza di una nuova nascita. Un esempio efficace è quello dell’uso dei pannolini lavabili che permetterebbero un risparmio di 1000 euro per famiglia nell’arco di un anno. Una scelta che aiuterebbe i Comuni a diminuire la spesa per la raccolta dei rifiuti, che solo di pannolini usa e getta ammontano a 179 kg pro capite. L’opuscolo è stato realizzato dall’Associazione Abitare la terra, con il supporto della Provincia di Venezia. La grafica è stata curata dai giovani del carcere minorile di Treviso, coordinati dalla professoressa Christine Gaiotti. Aquae 2015

L’acqua, risorsa da garantire

Aquae è l’iniziativa che si articola , in vista di Expo 2015, in un ricco programma di fiere, esposizioni, attività e convegni che si terranno a Venezia tra maggio e ottobre del prossimo anno, in concomitanza della prossima Giornata Mondiale dell’acqua, il 22 marzo, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Per ribadire che l’acqua non è sostituibile e che non può essere prodotta come il cibo e l’energia e che è necessario garantirne la sicurezza è in programma una prima giornata il prossimo giugno.


I nostri vent’anni Aprile 1994 - Aprile 2014

Compleanni Era l’aprile 1994 quando il primo numero de La Piazza è stato distribuito ai lettori. Nato da un’idea di Giuseppe Bergantin, da vent’anni è il giornale che si occupa dell’informazione locale e dell’approfondimento. Tagliato l’importante traguardo la testata si appresta a vivere una nuova stagione editoriale

Da 20 anni, dentro al Da “quattro amici al bar” a un’azie gente.

di Giuseppe Bergantin

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uesta storia potrebbe cominciare come le prime note di una celebre canzone di Gino Paoli, “Quattro amici al Bar”. Il bar in questione era un bar di

Cavarzere, la città da dove è partito tutto questo, si chiamava Bar Lincetto, ed era il ritrovo mio e dei miei amici dopo il lavoro. I discorsi di quegli anni non erano tanto diversi da quelli dei giovani di oggi, “qui non succede mai niente”, “non c’è alcuna possibilità”, “questa citta è morta”… e via così. Questo tipo di approccio alla vita mi ha sempre dato sui nervi, ora come allora, ed è da questa semplice repulsione che è nata la nostra avventura. Un giornale che finalmente raccontasse le nostre comunità dal basso e che arrivasse a tutti gratuitamente e permettesse così di partecipare alla vita della propria città. La sfida folle fu quella di proporre un

giornale che arrivasse a casa di tutte le famiglie in territori considerati, per dirla elegantemente, poco interessanti dai giornali e dalle tv locali di quei tempi. Tra quegli amici del Bar Lincetto, ne trovai uno, Mauro Badiale, oggi brillante dirigente, che condivise con me questa pazzia, lui scriveva e io trovavo la pubblicità. Partì così questa avventura. Questi vent’anni sono stati costellati da grandi successi e cocenti difficoltà, ho conosciuto gente straordinaria come Elisa Conselvan, la prima collaboratrice della Piazza, tuttora con noi, Nicola Ballerin, Cristian Binato e Alessandro Zanierato, talenti unici che hanno contribuito in ma-

niera determinante al progetto, giornalisti come Irene Lissandrin e Ornella Jovane che hanno curato lo sviluppo nazionale del progetto e ho avuto la fortuna di incontrare Valeria Marcato che, come nel tipico sogno americano, è arrivata come una giovanissima venditrice desiderosa di imparare ed è diventata, dopo 15 anni, proprietaria di questa meravigliosa testata. In tanti anni ho conosciuto e cercato di insegnare il lavoro a centinaia di giovani, fare il lavoro che ti appassiona non ha prezzo… ricordatevelo sempre. Vorrei chiudere ricordando il motto di Steve Jobs, “siate folli, siate sempre affamati”.

La piazza di Cavarzere

20 anni fa, in quel bar, questo ha fatto la differenza. Tanti auguri La Piazza!

I dIrettorI responsabIlI che sI sono avvIcendatI In vent’annI dal 1994 al 2003

P

ietro Conforto Pavarin guidò la Piazza dagli albori fino al 2003. Scrittore e pubblicista fu tra i primi a credere in questo progetto. articolo beppe

dal 2003 al 2009 Irene lissandrin

Q

uanti ricordi... la mia prima intervista da collaboratore a Massimo Barbujani, commerciante di Adria, sempre con qualcosa da dire. La prima coordinazione di edizione: Adria, che è diventata poi la mia città per quattro anni. La chiamata di Padova, il lavoro di direzione dalla redazione di corso Stati Uniti. Sette anni, dal 2002 al 2009, per uscire dal Veneto e aprire otto edizioni a Roma, nove nel ferrarese, nove a Bologna, cinque a Firenze, dieci a Torino, nove a Milano. Quanto lavoro, quanti collaboratori, che gioie e sofferenze per dirigere un gruppo arrivato a distribuire oltre 1 milione e mezzo di copie al mese. E per tutto questo la mia immutata stima e riconoscenza per l’incredibile occasione vissuta grazie al “mio” editore Giuseppe Bergantin.

dal 2009 al 2010 Germana Urbani

L

a Piazza compie 20 anni in un momento storico molto particolare. L’informazione oggi è globale e raggiunge un lettore in ogni luogo e momento della giornata. Grazie alle nuove tecnologie in molti hanno smesso di recarsi all’edicola e guardare i telegiornali: basta accendere il telefono un attimo, digitare una parola e la notizia che si stava cercando appare. Tutto sembra più semplice e godibile, eppure è così solo in apparenza. Di tutto ciò che “consumiamo in rete” rimane pochissimo dentro di noi. La Piazza, invece, è un’altra cosa. Viene a trovarti a casa, parla del tuo paese, della gente che conosci e resta per un buon caffè. La Piazza è di famiglia. Così è stato per me quando sono stata direttore: mi sentivo in famiglia e di famiglia. E la famiglia erano tutti i cittadini dei paesi veneti e dei quartieri delle città italiane di cui raccontavamo mese dopo mese. E credo che proprio in questo stia il segreto di questo free press e la sua grande potenzialità: non cercare di raccontare il mondo intero minuto per minuto. Ma raccontare col gusto dell’approfondimento ciò che accade a casa nostra. Personalmente sono stata fiera di firmare questa testata e di riceverla a casa mia.

dal 2010 al 2014, Mauro Gambin

M

i ricordo che un giorno Germana Urbani tirò fuori dalla borsetta una copia del giornale La Piazza. “Ecco - disse questo è il giornale che fa al caso nostro, perché è un giornale dedicato al locale. Potremmo cercare di aprire un’edizione nel Montagnanese. Che dite?”. La domanda era rivolta a me e a Guglielmo Frezza, oggi direttore della Difesa del Popolo. Ci convinse, a dire il vero non ci volle molto, perché al tempo cercavamo di fare i giornalisti ma soprattutto cercavamo di essere utili al nostro territorio. Del Montagnanese non si occupava nessuno, qualche riga di tanto in tanto nei quotidiani locali, prevalentemente incidenti stradali, nonni centenari, qualche sagra paesana, niente altro. Cercavamo invece qualcosa in più: pagine da poter dedicare alle tante persone che in questo fazzoletto di terra lavoravano duramente, volevamo parlare dei nostri sindaci, delle associazioni che con poche risorse erano in grado di fare cose straordinarie, degli artigiani e delle difficoltà che già incontravano al tempo. Nacque così La Piazza del Montagnanese ed ebbe esordio anche la mia carriera giornalistica. Scrivere della mia gente, del posto in cui sono nato e cresciuto mi parve un privilegio. Dopo quasi 10 anni sono ancora qui.


Aprile 1994 - Aprile 2014

La Piazza oggi

l territorio nel

enda che da 20 anni fa informazione Vent’anni di informazione

E’ cambiato come si scrive una notizia e come la si riceve di Mauro Gambin

1994

OGGI

Negli ultimi vent’anni l’informazione è cambiata più di quanto non lo abbia fatto negli ultimi cent’anni. Pur senza scomodare Gutemberg, pare semplice constatare che dal ’94 il modo di comunicare le notizie e di riceverle è cambiato in modo profondo. Vent’anni fa Internet non era ancora così diffuso e dalla redazione, per un’intervista telefonica o per fissare un appuntamento, si usava il telefono fisso. Le foto si scattavano con la macchina fotografica. Tutto qui: esisteva il lavoro quotidiano di approvvigionamento delle notizie, una tastiera con cui trasformarle in articoli e la carta che le avrebbe portate a destinazione. Oggi mail, blog, facebook, twitter sono un proliferare di informazioni, basta accendere il computer per essere investiti da una valanga di messaggi tra i più disparati: dall’invettiva contro l’ennesimo scandalo, che ha come protagonista la politica, al fatto di sangue accaduto in Polinesia, dalle rubriche su come voler bene agli animali esotici, alla dieta a base di seitan, fino alla cura del giardino zen. Le nuove tecnologie stanno imponendo dei mutamenti radicali. Oggi il me-

stiere del giornalista più che con il verbo “scrivere” fa i conti con il verbo “cliccare”, sulla tastiera, con l’acronimo www, dietro al quale si apre un mondo nuovo on line: giornalismo on-line, ufficio stampa on-line quasi ogni cosa che attinente al sapere è on-line tanto che viene messo in dubbio il futuro della carta. Bene per gli alberi, ma che dire di come cambierà il modo di percepire il mondo là fuori? Quanto deve essere vicina una notizia per ritenere che ci riguardi? E quante notizie è necessario ricevere ogni giorno per consideraci informati? Qui a “La Piazza” ce lo siamo chiesti convenendo che se da un lato il progresso tecnologico ha permesso di comunicare di più, fornendo più mezzi e più opportunità per mettersi in contatto con altre persone, ha creato però anche una situazione in cui le comunicazioni sono sempre più a distanza e sempre più silenziose. Per quanto ci riguarda, pur non avendo nulla contro le nuove tecnologie che anzi implementeremo, continueremo ad occuparci del locale, dell’approfondimento perché siamo convinti che la gente veramente informata viva meglio.

Con i suoi vent’anni di storia, di notizie e di pubblicità, La Piazza oggi è presente in circa 100 comuni delle provincie di Venezia, Padova e Rovigo. La redazione e la sede centrale sono da poco nella nuova sede di Via Lisbona 10, a Padova, da dove si realizzano ogni mese le 14 edizioni distinte del giornale. La preparazione di ogni uscita coinvolge centinaia di persone, che, con passione e dedizione, ogni giorno lavorano al massimo affinché il giornale risulti interessante e piacevole da leggere, ben confezionato, con pubblicità accattivanti e del territorio, puntuale nelle case delle famiglie dei comuni raggiunti. Il giornale che ogni mese trovate nella cassetta della posta è il risultato sinergico dell’impegno di tantissime professionalità: giornalisti, corrispondenti, commerciali, grafici, amministrativi, marketing, telemarketing, distributori, supervisori, stampatori e confezionatori. Tutti, interni o esterni, contribuiscono quotidianamente ad ognuna delle oltre 250.000 copie de La Piazza. Come ogni azienda, Give Emotions, società editrice de La Piazza, è fatta di persone, tutte coinvolte ed appassionate al proprio lavoro. Per questo La Piazza oggi sono tutti loro, una squadra, una famiglia. E per questo ci tengo a ringraziare tutti loro, per l’impegno, la fiducia e anche per i sacrifici che, come in ogni famiglia, anche nella nostra si sono fatti e si faranno. Ci tengo a ringraziare uno ad uno tutti… perché senza di voi La Piazza sarebbe “solo” un giornale. Grazie a Giuseppe Bergantin, fondatore e colonna portante del giornale, per la sua grinta e la sua determinazione. Grazie a Mauro Gambin, direttore responsabile, e a Ornella Jovane, redattore capo, che ogni mese, assieme a Nicola Stievano, Alessandro Abbadir e Germana Urbani, coordinatori, tutti i giorni tessono le fila di ogni articolo e di ogni notizia. Grazie alla rete commerciale e quindi a Carmen Turatti, Gabriele Bullo, Gianni Patella, Leonardo Crema, Marco Lanza, Alessandro Rigato e Giulia Dal Degan: senza di loro e dei loro tanti clienti La Piazza non prenderebbe forma. Grazie a Monica Motta, Giada Manfron, Elisa Conselvan e Chiara Colò, che ogni giorno gestiscono il reparto amministrativo con responsabilità e senza mai far mancare un sorriso. Grazie a Manola Rado, Katia Zanuso e a Massimo Mattiello, che impaginano ogni articolo e che realizzano e gestiscono ogni bozzetto pubblicitario pubblicato su La Piazza, trovando sempre soluzioni e gestendo sempre al meglio le inevitabili emergenze. Grazie a Fabio Vallese che ogni mese lotta contro il tempo e contro i kilometri per seguire la produzione. Grazie ai corrispondenti Cristiano Aggio, Giovanna Bellemo, Silvia Boscaro, Marta Boscolo, Sara Boscolo, Maria Brocca Vesna, Elisa Cacciatori, Martina Celegato, Alessandro Cesarato, Nicola Cesaro, Alain Chivilò, Filippo De Gaspari, Francesca De Luca, Mattia De Poli, Eugenio Ferrarese, Denise Formigaro, Roberta Giacomella, Manuel Glauco Matetich, Massimiliano Granato, Susanne Humplestetter, Cristina Lazzarin, Renato Malaman, Martina Maniero, Roberto Marangoni, Nicoletta Masetto, Emanuele Masiero, Laura Organte, Alessandro Orlandin, Roberta Pasqualetto, Giacomo Piran, Alessandro Ragazzo, Melania Ruggini, Nicola Ruzza, Lino Segantin, Nicla Sguotti, Nicol Stefani Veronioca, Francesco Sturaro, Paola Teson, Silvia Tessari, Miriam Vianello, Lorenzo Zoli che ogni mese ci rappresentano nel territorio. Grazie a Rotopress, Jolly Rogers e a Tecnopak, società che insieme e da tanti anni trasformano in prodotto finito il lavoro quotidiano di tutti noi. Grazie anche a tutti i consulenti e gli studi professionali che ci seguono e che fanno parte della nostra grande famiglia. E grazie alle tantissime attività commerciali e aziende che ogni mese scelgono La Piazza per la loro pubblicità, senza il loro prezioso contributo nulla di ciò sarebbe possibile. Grazie di cuore a tutti, La Piazza oggi siete voi!

cuore della

di Valeria Marcato


4 Argomento del mese I DATI 2013 Il Veneto è la prima regione italiana per presenze turistiche. Ci sono stati 61 milioni e 533.281 pernottamenti registrati, di fatto un – 1,3%; in numeri assoluti, rispetto all’anno precedente. In termini assoluti però i turisti sono aumentati sono 15.984.972 quelli che, dal resto d’Italia e da tutto il mondo hanno scelto la nostra regione

Turismo in Veneto: aumentano

di Alessandro Abbadir

Calano le prenotazioni negli alberghi da 1-2 stelle, mentre aumentano in quelli da 4 e 5 stelle

L’Anci Veneto: puntare sempre più sul turismo culturale, valorizzando il patrimonio delle ville

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urismo in Veneto, i numeri sono davvero importanti e danno la dimensione di un settore che se potenziato e razionalizzato, può contribuire davvero ad uscire dal tunnel della crisi la nostra regione. Il settore nel 2013 ha risentito di una piccola diminuzione in termini di pernottamenti, ma in termini di presenze fisiche i turisti sono aumentati. Ma vediamo le cifre. Il Veneto è la prima regione italiana per presenze turistiche. In termini assoluti nel 2013 i turisti sono aumentati: sono 15.984.972. C’è stata una crescita dell’1,1 per cento rispetto al 2012. Sono stati invece 61 milioni e 533.281 pernottamenti registrati nelle strutture ricettive, di fatto un – 1,3%; in numeri assoluti, rispetto all’anno precedente. Cioè ci sono più turisti ma pernottano di meno e si trattengono meno giorni sul territorio. Calano gli italiani ma la loro assenza è compensata da un +2,4 per cento dei turisti stranieri, che ormai rappresentano oltre il 65,5 per cento di quelli che giungono nel Veneto. Fra gli stranieri la quota di gran lunga più alta è quella dei turisti di lingua tedesca, con la Germania che porta 2.355.590 visitatori e l’ Austria con 746.93. I turisti stranieri di lingua tedesca, rappresentano in termini di arrivi, un quinto del totale, e quasi il 30 per cento di tutti gli ospiti stranieri. Ma non ci sono solo loro. La Cina si colloca al 5° posto, con

nelle province di vicenza belluno e treviso

Grande Guerra, itinerari per ricordare il centenario

I

l ricordo dei luoghi della Grande Guerra come meta turistica. Il tutto per farne un’occasione di rivisitazione in nome della pace, della fratellanza e dell’ospitalità dei luoghi dove si fronteggiarono gli eserciti contrapposti: Dolomiti, Altopiano di Asiago, Monte Grappa, fiume Piave. Nel territorio del Veneto persero la vita nella guerra contro l’Austria (1915-18) i soldati di 23 nazionalità diverse. Sull’altopiano di Asiago vi sono testimonianze di soldati provenienti addirittura dal Ghana. L’Italia entrò in guerra un anno dopo le potenze europee e cioè il 24 maggio 1915. Per essere pronti nel migliore dei modi all’anniversario verrà realizzato, finanziato dalla Regione un corso di specializzazione, per un totale di 45 posti disponibili, rivolto ai possessori dell’abilitazione professionale di Guida turistica, Accompagnatore turistico, Guida naturalistico – ambientale o Guida alpina, con registrazione nell’albo delle province di Belluno, Treviso e Vicenza. L’iniziativa è promossa dalla Associazione Temporanea di Scopo “Grande Guerra” (composta dai Consorzi di Promozione Turistica di Asiago, Marca Treviso, Belle Dolomiti e Vicenza ) nell’ambito del progetto regionale “Itinerari della Grande Guerra – Un Viaggio nella Storia”. L’organizzazione è affidata alla Fondazione Centro Produttività Veneto (CPV) di Vicenza. Info: www.cpv.org Insomma chi vorrà visitare i luoghi della Grande Guerra troverà personale preparato a dare spiegazioni davvero dettagliate.

539.373 turisti, e la Russia al 9 posto, con 315.401. Ci sono poi ovviamente arrivi da Francia, Regno Unito e Stati Uniti nella top ten. Ancora più significativa la diminuzione degli italiani in termini di pernottamenti (– 6%), dove la crescita dell’1,2 per cento dei pernottamenti stranieri non compensa la perdita complessiva. L’assessore al turismo della Regione Veneto Marino Finozzi è però soddisfatto. “Il Veneto - afferma Finozzi - conferma il suo appeal turistico per gli ospiti provenienti dall’estero, e il suo primato nell’economia italiana dell’ospitalità, arrivando ad oltre un sesto delle presenze nazionali. Serve una vera politica turistica nazionale cambiando la politica fiscale ed eliminando la burocrazia, in modo da aumentare la concorrenzialità e la redditualità delle nostre imprese turistiche”. Ma andiamo nel dettaglio delle tipologie di turismo della nostra regione. Le presenze nelle spiagge hanno subito un calo, attribuibile anche al maltempo che ha investito il Veneto fino a tutto giugno 2013: -2,8 per cento sia negli arrivi sia nelle presenze. Ottimo invece il risultato delle città d’arte che fa un +3,2% degli arrivi e +2,3% delle presenze. Ciò conferma il crescente l’appeal delle mete culturali. Anche le località termali, dopo anni di stasi e qualche declino, hanno avuto un +2,5% degli arrivi e la stabilità delle presenze. Al lago e in montagna si nota

invece una stabilità degli arrivi (rispettivamente +0,1% e -0,4%), ma una riduzione delle presenze (per il 2014 ci si aspetta invece il boom, viste le nevicate di quest’anno). In giro per turismo però ci va sempre più chi ha soldi. Pesante il calo negli alberghi a 1 e 2 stelle che piombano ad un -7,8 per cento. C’è per la prima volta un calo delle presenze in quelli a 3 stelle: -1,7. Crescono invece i 4 stelle (+ 3,6 per cento) e quelli a 5 stelle e di lusso (+2,8 per cento). Ottima performance dell’agriturismo +8,5%. L’associazione dei comuni, Anci Veneto, chiede di valorizzare di più il turismo nelle città d’arte. “Il comprensorio città d’arte in Veneto - ricorda l’Anci- genera circa 8,5 milioni di arrivi (circa 50% del totale regionale) e 18,3 milioni di presenze cioè circa 30% del totale regionale”. “I dati emersi – ha spiegato Marco Boscolo Meo, responsabile FAI in un occasione di un convegno a Torreglia(Pd) organizzato da Anci - hanno dimostrato in maniera che la cultura non solo rappresenta l’elemento necessario ad ogni individuo per la propria crescita personale, ma assieme al turismo di qualità, può costituire uno dei punti strategici e un fattore trainante di rilancio per gran parte dell’economia italiana e soprattutto della nostra regione”.


Argomento del mese 5 10 Argomento del mese Nel veneziano

Litorale

o gli stranieri, calano gli italiani A Jesolo nasce la A settembre la quinta edizione del World Heritage Tourism Expo

Da Assisi a Padova il Salone del turismo dei siti Unesco di Nicola Stievano

U spalla pag 5 per vene-

n filo rosso lega Padova ad Assisi, città unite dal genio di Giotto e dalla secolare presenza dei Francescani. Ora c’è un aspetto in più che rinsalda il legame già stretto fra le due città. E’ il World Heritage Tourism Expo, il Salone dedicato alla promozione e valorizzazione dei siti patrimonio dell’Umanità che per la quinta edizione si sposta dalla città umbra a quella del Santo. L’esposizione si terrà nella prestigiosa cornice del Palazzo della Ragione, dal 19 al 21 settembre prossimi, con l’obiettivo di dare massima visibilità agli espositori. Per Ivo Rossi, Vice Sindaco reggente della città di Padova: “Questo è un evento che rafforza il legame tra Assisi e Padova, gemellate grazie alle mani creative di Giotto e all’umanesimo francescano”. Il format non cambia: spazi espositivi aperti al pubblico con ingresso libero, convegni di approfondimento, momenti di animazione, incontri riservati agli operatori e alla stampa di settore. Già si registrano novità in termini di presenze tra gli espositori e gli operatori che si presenteranno al WTE, ma è ancora riserbo da parte degli organizzatori, che, comunque, intendono superare i numeri dell’edizione 2013, quando sono stati oltre 150 i tour operator e i buyer turistici accreditati all’Expo, provenienti da Italia, Francia, Gran Bretagna, Nord Europa, Canada, Stati Uniti, Giappone e 90 i siti Unesco presenti, tra cui, oltre ai tanti italiani, quelli di Giordania, Croazia, Malta. Per Claudio Ricci, Sindaco di Assisi e Presidente di Associazione Città e Siti italiani Patrimonio dell’UNESCO, “Il WTE si propone di creare un punto di incontro tra il mondo della cultura e quello dell’economia, con l’obiettivo di favorire la commercializzazione di prodotti turistici riguardanti i luoghi Unesco. Un dato interessante è che se il turismo mondo cresce del 5% quello italiano cala del 4.6%. Anche di questo si parlerà durante il WTE”. In contemporanea si svolgeranno anche le Giornate della Dieta Mediterranea, a Padova Fiere in concomitanza con Expobici, con presenze da Spagna, Grecia, Marocco e, da quest’anno pure Cipro, Croazia e Portogallo.

ziane

“Casa del turismo” L

a Provincia si dà da fare per incentivare il turismo nel litorale del Veneto Orientale con il progetto “Casa del Turismo”. “Casa del Turismo” attua una cooperazione tra soggetti pubblici e privati nei servizi alla domanda e all’offerta turistica in particolare della destinazione jesolana e del litorale veneziano. La firma del protocollo d’intesa è stata condivisa tra la Provincia, il Comune di Jesolo e Apt con Aja (Associazione jesolana albergatori) e Aja Service, queste ultime promotrici della costituenda rete associativa, assieme con Fiditurismo, Federconsorzi, Consorzio di promozione e sviluppo turistico di Jesolo-Eraclea. Tra gli obiettivi del progetto c’è quello assicurare nel territorio jesolano (prima spiaggia del Veneto per presenze), con l’utilizzo collettivo degli spazi disponibili all’immobile Kursaal, in piazza Brescia, l’esercizio coordinato delle attività associative, promozionali, di supporto e di servizio al turista e alle imprese turistiche locali, oltre a costituire un unico polo operativo, con sostanziali benefici socio-economici, non solo per l’utenza turistica ma anche per tutti gli operatori del settore. La durata del progetto, che prevede l’assegnazione in sub-concessione alla rete associativa degli spazi e dei locali, per 400 mq al primo piano del Kursaal, è di 3 anni con possibilità di proroga. Un’altra finalità è inoltre quella di promuovere la diffusione del modello anche in altri ambiti del territorio provinciale. Il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia è chiaro: “Abbiamo aderito - dice - da subito con convinzione al progetto che apre per Jesolo una nuova strada da percorrere che in futuro potrà essere avviata anche in altre località. Occorre fare squadra per dare risposte alle esigenze di turisti e operatori. Ben vengano le sinergie, da parte nostra continueremo a collaborare alla riuscita del progetto. L’amministrazione comunale sta valutando l’ipotesi di trasferire gli uffici del turismo presso questa sede”. Il presidente dell’Aja Massimiliano Schiavon: “A livello europeo il tema del turismo si rapporta con la tecnologia, l’innovazione, l’ambiente. Abbiamo preso Friburgo come modello di buone pratiche nell’applicazione di politiche di rispetto ambientale e di riduzione delle emissioni nocive, con impianti solari, edilizia a basso consumo e energia pulita. Abbiamo voluto introdurre questi parametri anche a Jesolo per dare nuove linee di indirizzo alla nostra realtà; per questo abbiamo pensato di fare della “Casa del turismo” un modello che, rendendosi autosufficiente dal punto di vista energetico con il minieolico e i pannelli solari, possa sensibilizzare sull’importanza dell’impiego delle fonti energetiche a basso impatto ambientale. Il nostro obiettivo è sviluppare il mercato turistico cercando di dare nuovi impulsi”. Per il presidente di Fiditurismo Alessandro Rizzante: “E’ nostra intenzione che Jesolo diventi una città green; il progetto che abbiamo proposto è ambizioso e può essere sperimentato con il coinvolgimento degli enti e degli operatori. Creare le condizioni di fattibilità è un’opportunità per modelli di sviluppo attenti alla questione ambientale e alle nuove forme di turismo che si presentano”. Intanto arrivano altre buone notizie : Venezia risulta essere la seconda città italiana come meta scelta nel portale degli hotel “Trivago” nel periodo che va dal primo aprile al 31 maggio 2014. Il turista però non cerca più soltanto la laguna come luogo prescelto per godere i primi giorni di caldo sole, ma sceglie anche Mestre, e il Lido. Gli arrivi per primavera 2014 si confermano da paesi vicini come l’Austria e la Francia, in crescita del 27%, Belgio e Svizzera con un aumento del 26%, Germania e Olanda con un + 21%. In Veneto si registrano altre due new entry fra le mete prenotate negli hotel: Desenzano del Garda e Limone sul Garda. Nella top ten si trovano nell’ordine: Roma, Venezia, Firenze, Milano, Bologna, Napoli, Sorrento, Pisa, Verona e Mestre. I dati vengono estrapolati dal sito web che ospita 721.444 hotel presi da 200 siti web di tutto il mondo ed è seguito da 1,6 milioni di persone su Facebook. A Venezia sono registrati 1470 hotel, i primi tre che appaiono per popolarità sono l’Hotel Liassidi al Ponte dei Greci, seguito A.A. dall’Hotel Bauer e dal Molino Stucky della Giudecca.


6 Approfondimento Ulss 13 Arrivano i dati da un’indagine incrociata realizzata dal Cup

Liste d’attesa, tempi sempre più veloci Migliorano le prestazioni, aumentano le percentuali delle priorità rispettate: dal 77,34% al 91,76% di Filippo De Gaspari

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lss 13 verso il “giusto tempo” alla salute dei cittadini di Miranese e Riviera. Si accorciano i tempi di prenotazione di esami e visite all’azienda sanitaria di Mirano e Dolo: superano infatti del 90% le priorità rispettate. Il dato emerge da un’indagine incrociata realizzata dal Cup, il centro unico di prenotazione, da anni in campo per cercare di dimezzare liste di attesa, e riorganizzare il lavoro interno agli ospedali, coordinandosi con reparti e medici di base. Grazie alla sinergia con i 180 medici di famiglia e i primari dei reparti ospedalieri di Dolo e Mirano infatti, è stato avviato un percorso di collaborazione per garantire la prenotazione degli esami nei tempi previsti dalla Regione. Per capire come, occhio puntato sui codici di priorità: nella ricetta rossa infatti “U” sta per urgente e viene licenziata in giornata, “B” sta per breve e deve essere eseguita entro 10 giorni, la “D” significa differibile (visite entro 30 giorni, prestazioni strumentali entro 60), infine la “P” per programmabile (entro 180 giorni). “In un anno – spiega Stefano Vianello, Cup manager e direttore del distretto sociosanitario di Spinea – la percentuale delle prestazioni per cui è stata rispettata la priorità è passata dal 77,34% del primo trimestre 2013 al 91,71% del quarto trimestre. Se consideriamo tutto l’anno si posso-

no misurare i progressi: le prescrizioni (25.165) con priorità “B” sono state evase entro una media di 7 giorni, le richieste (44.630) con priorità “D” entro 22 giorni. Infine quelle “P” entro una quarantina di giorni”. Sotto la lente di ingrandimento ci sono le cosiddette “prime visite”, circa un centinaio di esami codificati dal Ministero della Salute e dalla Regione Veneto come i più importanti dal punto di vista clinico, dove la parte da leone la fanno gli esami radiologici. “Riceviamo ogni giorno circa 1.600 richieste di prenotazione – continua Vianello – di queste circa un 20% rimaneva fuori, allungando così i tempi di attesa per l’utente. Per garantire il servizio ed evitare che il cittadino attendesse più del dovuto per la sua visita o decidesse di rivolgersi ad un’altra struttura sanitaria per effettuarla, abbiamo attivato un vero e proprio tavolo di lavoro in cui sono stati coinvolti i medici di famiglia, il Cup e i reparti”. In pratica l’Ulss 13 sta lavorando su due fronti: il primo prevede che quel 20% di ricette che superano i tempi di attesa accettabili e previsti dalla direttiva regionale, vengano valutate in base al quesito clinico e codice di priorità, fornendo un ritorno al medico prescrittore per migliorare la qualità delle successive richieste. Il secondo che si potenzi “la presa in carico” del paziente per cui, una volta effettuata la

La direzione dell’Ulss 13 a Mirano e sotto Stefano Vianello

prima visita, i controlli e gli esami successivi vengano prenotati direttamente dallo specialista, evitando così un ulteriore passaggio dell’utente dal proprio medico curante. Un’operazione, quest’ultima, che è stata avviata e che per alcuni reparti (ad esempio quello cardiologico, urologico, oculistico, ma anche altri) è già realtà. Per il direttore generale dell’Ulss 13, Gino Gumirato: “E’ nostro dovere garantire il giusto tempo della salute: un segno di civiltà e attenzione verso i cittadini. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando in questa direzione, per una sanità che mette davvero al centro il paziente e i

suoi bisogni”. Una miglioria organizzativa che si aggiunge a quella già avviata delle prescrizioni mediche online, una vera e propria “dematerializzazione” della ricetta rossa in base alla quale il cittadino che avrà bisogno di un farmaco, non riceverà più una prescrizione cartacea dal proprio medico curante, ma potrà rivolgersi direttamente a qualsiasi farmacia del Veneto. I 180 medici di medicina generale, i 30 pediatri di libera scelta e le 61 farmacie che operano nel territorio stanno aggiornando i loro software per metterli in collegamento con l’Ulss, la Regione e il Ministero dell’Economia.

emergenze Stop ai codici bianchi

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untare sui casi gravi, diminuendo i casi di codici bianchi al pronto soccorso dell’Ulss 13. Infatti, nel 2013 si sono registrati 80 mila accessi tra gli ospedali di Mirano e Dolo, ma solo 11 mila erano gravi. I casi non critici sono stati 16.104 a Dolo, e 11.902 a Mirano, mentre i codici verdi (casi poco critici, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili) sono stati invece 21.557 a Dolo e 18.983 a Mirano. In totale sono stati 68.546 su 80.249 accessi totali, ovvero l’85,4 per cento, mentre i codici rossi sono stati lo 0,81 per cento. E’ su questa differenza che l’azienda sanitaria intende lavorare per il futuro. Insomma, si vuole calare il numero di persone che vadano all’ospedale, quando potrebbero cavarsela con altre soluzioni, pur sempre efficaci. Questo consentirebbe di concentrarsi su quei pazienti gravi. E’ bene usare il Pronto Soccorso, fanno sapere dalla stessa azienda sanitaria, per problemi urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra di libera scelta o dalla guardia medica. Su 80 mila accessi, sono avvenuti 10 mila ricoveri. Il numero dei pazienti ricoverati cresce in modo proporzionale all’aumentare dell’età: così si va da un 13-16 per cento per le persone tra i 50 e i 60 anni a un 27-29 per cento per quelli oltre i 90 anni. “Negli ultimi anni – conferma il direttore del Dipartimento di emergenza urgenza dell’Ulss 13 Pietro Pacelli – è certamente cresciuta la collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ed è aumentata la consapevolezza nei nostri utenti. Ma i numeri dei codici

Il dottor Pietro Pacelli bianchi sono ancora alti, e dobbiamo tutti lavorare affinché ci sia sempre di più un uso più appropriato del pronto soccorso. Perché, è bene ricordarlo: per i casi meno urgenti o cronici, l’aiuto che può fornire il proprio medico di famiglia è sicuramente più calibrato e di più comodo accesso”. Snocciolando i numeri delle consulenze richieste ai reparti ospedalieri al pronto soccorso dello scorso anno, al primo posto c’è il servizio di Cardiologia con quasi 5 mila prestazioni, seguito da Ortopedia con poco più di 4 mila esami e Neurologia con circa 2 mila. “I reparti di maggiore destinazione del ricovero – aggiunge Pacelli – sia a Mirano che a Dolo, sono Medicina e Geriatria, che da sole assorbono quasi il 47 per cento di tutti i ricoveri. Confidiamo nella sempre maggiore presa di coscienza dei nostri utenti e in un utilizzo sempre più oculato dei pronti soccorso: anche se il tasso di ricovero in questa azienda sanitaria è decisamente buono, ovvero il 13 per cento rispetto a una media regionale del 15 per cento, possiamo sempre fare meglio, per potere intervenire in modo tempestivo A.R. nei casi di reale urgenza”.


messaggio elettorale a pagamento


8 Noale L’Intervento

Territorio Amministrative Ad un mese dalle elezioni il confronto si fa infuocato

Elezioni, è scontro a quattro di Alessandro Ragazzo

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Corrono il sindaco uscente Celeghin (centrodestra), Andreotti (Impegno Comune), Pieretti (Nero su bianco) e Scordino (M5S)

i va delineando il quadro politico di Noale in vista delle elezioni del 25 maggio e dell’eventuale ballottaggio dell’8 giugno. Proprio quest’ultima è la novità vera di questa campagna, perché per la prima volta la città dei Tempesta andrà al voto con il doppio turno. Questo significa un cambio di strategia rispetto al passato, perché fino a cinque anni chi prendeva più voti governava, ora serve il 50 per cento più uno delle preferenze per guidare da subito la città, altrimenti tutto è rimandato di due settimane e si potranno fare accordi e apparentamenti. Insomma, un quadro diverso. Mentre scriviamo, sono quattro i candidati ufficiali a sindaco: il sindaco uscente Michele Celeghin , Patrizia Andreotti (lista Impegno Comune), Giacomo Pieretti (lista Nero su bianco), Matteo Scordino (Movimento 5 Stelle). Michele Celeghin, che amministra il comune dal 2009 (Civica dei noalesi e Lega Nord) ha sciolto le riserve. A breve presenterà la sua squadra, ora governa con l’appoggio della Civica dei Noalesi e della Lega. Voci rivelano di una squadra piuttosto rinnovata rispetto all’attuale, dove di sicuro non ci sarà l’attuale assessore alla manutenzione, Andrea Muffato, deciso a fare altre scelte. Celeghin compirà 45 anni e a 19 anni era entrato nel consiglio comunale. Poi è stato assessore alla cultura ai tempi di Mario Bonaventura sindaco. Andreotti invece è l’attuale capogruppo in Consiglio di anche formati, chiedendo a delle persone di stimolarci su “Uniti per rinnovare”, è stata assessore nel quinquennio dei temi. Vogliamo progettare il futuro, non limitandoci 2004-2009 con il sindaco Carlo a gestire le emergenze”. Pieretti, Zalunardo. Avrà anche l’appoggio I grillini hanno 35 anni, lavora nel ramo del risardel Pd. Sposata e mamma, classe annunciato che cimento danno e come interme1962, è professoressa di Diritto non faranno diario assicurativo e il suo gruppo ed Economia all’istituto Salesiano alcuna alleanza era stato il primo a comunicare via San Marco di Mestre. “Impegno con i partiti internet di voler partecipare alle significa assumersi una responsaelezioni.“Vogliamo smantellare le bilità – spiega – e ce lo siamo presi tutti insieme per lobby locali – spiega – perché hanno terminato di fare i la nostra città. Da qui la parola Comune. Ci siamo dati loro interessi. Non faremo sconti ad alcuno, non ci piacun piano di lavoro, ci siamo informati sui dati oggettivi ciono, come ai noalesi, i minestroni riscaldati. Non siamo di Noale, sulla situazione economica e sociale. Ci siamo schiavi di nessuno e andremo avanti da soli. Il centro ha

NEWS

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Il municipio di Noale bisogno di una svolta, basta con i rattoppi, le strade sono in pessime condizioni, vogliamo una casa di riposo per tutti, anche per chi vive con 500 euro al mese. Accordi con gli istituti di vigilanza per controllare il territorio”. In sala San Giorgio si è presentato ai cittadini Matteo Scordino durante il NonciFermate tour con i deputati del M5S sospesi dal presidente della Camera Laura Boldrini. Scordino è di professione imprenditore, sposato ma non ha figli. “Lavori in corso” per quanto riguarda il programma, che presto sarà reso noto ai cittadini. Nel frattempo, il M5S ha messo internet dei questionari per capire quali sono le esigenze dei noalesi e, da qui, redigere una proposta da dare per il comune da qui al 2019.

Job Acts , un tutt’uno con l’insieme delle riforme del Governo Renzi di Franco Scantamburlo*

segue da pag.

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A questo si aggiunge l’ aspettativa innescata dalla promessa di ridurre la tassazione per i lavoratori con redditi inferiori ai 15 mila euro all’anno... beneficio annuo di circa mille euro netti in busta paga a partire da maggio. Serviranno alle famiglie per le necessità quotidiane. Una manovra, alla cui copertura, concorreranno i tagli della spending review. Ma la riforma generale annunciata riguarda ammortizzatori sociali in materia di sussidi di disoccupazione. Fa discutere l’introduzione del contratto unico a tutele crescenti e l’estensione del contratto a tempo determinato a tutti i settori, fino a 36 mesi senza causale. Qui il dibattito tra governo e forze sociali rischia un cortocircuito, tra chi grida alla eccessiva precarizzazione e chi invece vorrebbe affossare il metodo della concertazione. Da decenni si sono sempre previsti sacrifici per i lavoratori imprese e pensionati. Alle piccole imprese e artigiane, sta a cuore la riduzione del costo del lavoro a loro carico, anche se le politiche retributive nel mondo artigiano sono più fra le più alte. E’ dovuto alla vicinanza tra dipendente e imprenditore. Nelle imprese artigiane le retribuzioni di merito, sono riconoscimenti unilaterali per fideizzare il dipendente. Un paese che vuole difendere un minimo di Welfare, ha il dovere di armonizzare le tutele. E’ urgente una politica industriale per l’Italia manifatturiera. Su questo terreno si misurerà la forza innovatrice del Governo Renzi e cioè; sulla capacità di coniugare emergenza sociale a lotta alla disoccupazione. Nel paese c’è esasperazione, non basteranno i proclami per una Europa diversa serviranno cambiamenti incisivi perché l’Europa diventi il luogo della solidarietà e della difesa delle politiche sociali. Il Governo Renzi, dovrà dipanare dubbi sulle coperture finanziare e crescita. Il Job Acts ci porta ad esprimere un cauto ottimismo ma va misurato su ogni singolo provvedimento. Un appello al Governo: in un paese al rallentatore come l’Italia, è sì importante una nuova velocità di marcia, ma di più, arrivare alla decisione con il massimo del consenso. Non si commetta l’errore di riformare a prescindere. Quando si maneggia la Costituzione, l’attenzione deve essere massima altrimenti si dà la sensazione che la politica è tutta cattiva. Arrivare da soli non serve, meglio arrivare un giorno o un mese dopo, tutti insieme. *segretario dell’ Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta”

Aggregazione

Una nuova sala civica in via Ongari

na nuova sala civica in via Ongari a Noale, all’interno della casa di riposo inaugurata lo scorso anno. Il Comune ha deciso di aprire uno spazio, intitolato al cavalier Rinaldo Maso, che servirà a conferenze, dibattiti, riunioni, assemblee pubbliche, oltre alle sedute del Consiglio comunale. Grazie a un accordo fatto con l’Associazione pensionati Noale, la sala può essere usata anche dai privati, telefonando al numero 041-5897247, oppure scaricando il modulo dal sito

www.comune.noale.ve.it. Già con l’inizio del 2014, il parlamentino locale si è trasferito proprio nella sede di via Ongari, abbandonando Palazzo della Loggia dove portatori di handicap e anziani facevano fatica ad accedervi, visti i molti gradini da compiere. “Si tratta di un luogo attrezzato - spiega il sindaco Michele Celeghin - con sistemi di amplificazione, videoproiettore, possibilità di trasmettere in diretta streaming le sedute consiliari o le iniziative organizzate da gruppi, associazioni

o piuttosto dalle scuole. Una sala che potrà contenere fino a 150 persone e che a fianco ha i servizi offerti dal centro diurno gestito dall’associazione Pensionati che ringrazio per la disponibilità data. Per anni Noale ha sofferto di una cronica carenza di spazi pubblici e ora diamo una risposta concreta ai bisogni e alle domande del mondo associazionistico e di tanti cittadini che chiedono di potersi incontrare in uno spazio pubblico”. L’ingresso alla sala Maso è autonomo, e a disposizione

degli utenti c’è un parcheggio. Nel progetto più ampio, la realizzazione della nuova casa di riposo Santa Maria dei Battuti è stato ricompreso un centro anziani con, appunto, questa sala civica che può essere usata da chi ne avesse bisogno. Per scopi istituzionali o scolastici, l’utilizzo sarà gratuito. A.R.


Noale 9 Sicurezza Dopo tante richieste da parte dei cittadini il comune provvede

Troppi furti, telecamere nei cimiteri Sono monitorati i camposanti di Noale e delle frazioni di Moniego, Briana e Cappelletta di Alessandro Ragazzo

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’ora delle telecamere anche a Noale. Dal 29 marzo è attiva la videosorveglianza nei quattro cimiteri del comune di Noale. Il progetto, in questi mesi, è stato seguito dal vice sindaco Sergio Vallotto. I documenti sono stati firmati dal sindaco Michele Celeghin e dal comandante della polizia locale Michela Bovo. In questa prima fase sono monitorati i camposanti di Noale, Moniego, Briana e Cappelletta con l’obiettivo di prevenire furti ed episodi di microcriminalità e preservare il patrimonio. Nei mesi scorsi si erano segnalati furti di rame

Lavoro

e fiori o erano stati strappati dei simboli religiosi in ottone dalle tombe con danni per i fedeli. Questo dovrebbe scoraggiare i malintenzionati e chi commette atti valdalici. Da tempo si parlava di mettere dei controlli per la notte e il giorno. Il sistema è dotato, oltre dalle videocamere, da un apparato in grado di acquisire le immagini e da una centrale operativa all’interno della sede dei vigili. Queste hanno un cartello con scritto “area video-sorvegliata”. In un secondo momento si prevede un ampliamento dell’impianto, in grado di osservare altri punti a rischio del

territorio. Questi strumenti vogliono essere utili alle indagini per individuare gli autori dei crimini. All’archivio dei dati possono accedere solo i responsabili e gli incaricati della polizia locale e delle forze dell’ordine. Secondo il regolamento approvato dallo stesso Comune, l’impianto non può essere usato per fare controlli sull’attività lavorativa dei dipendenti del Comune o di altri datori di lavoro pubblici o privati e non si possono usare per scopi statistici. L’accesso alla sala di controllo è consentito solo al sindaco o a un suo delegato, al responsabile e agli

Attivita’ produttive: La Co.Ind può ampliarsi

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a ditta di cosmesi Co.Ind di Noale può ampliarsi. La provincia, su proposta del vice presidente e assessore all’Urbanistica Mario Dalla Tor, ha dato il parere favorevole alla variante urbanistica al piano regolatore generale per allargare il fabbricato industriale. “Diamo la possibilità di ampliarsi e

incaricati addetti ai servizi. Gli altri devono essere autorizzati. Le telecamere possono essere usate solo nei luoghi pubblici e non è ammesso l’uso nelle proprietà private. Le immagini videoregistrate saranno conservate nella sala operativa per un tempo non superiore ai sette giorni successivi alla rilevazione. Le telecamere operano in tutte

svilupparsi – spiega l’assessore all’Urbanistica di Ca’ Corner Mario Dalla Tor – a un’azienda che potrà creare anche dei posti di lavoro. Anche in questo caso le esigenze delle attività produttive sono prese in considerazione e armonizzate con le linee guida degli strumenti urbanistici, nel rispetto dei residenti e dell’ambiente. Pianificare lo sviluppo armonico del territorio significa concentrare anche l’attenzione sul contenimento del consumo del

le condizioni climatiche e funzionano ventiquattore. “Il “grande fratello” raccoglie solo i dati necessari, registrando solo le immagini indispensabili, limitando l’angolo visuale delle riprese evitando, quando non indispensabili, quelle dettagliate, ingrandite o particolari non rilevanti.

suolo”. La superficie coperta totale degli edifici esistenti, con la palazzina, gli uffici e la residenza è di 5.135 metri quadrati. Nel progetto è previsto di aumentare di 3.345 metri quadrati di superficie coperta per arrivare a 8.480 metri quadrati. E’ previsto, inoltre, lo spostamento dello scolo Vernice nel tratto che attraversa la proprietà. Il numero degli addetti è di 79 e questi lavori consentiranno di aggiungerne altri 28. A.R.

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10 Noale Urbanistica Pronti nuovi appartamenti e negozi in una ex area industriale

La fornace di via dei Novale è stata abbattuta di Alessandro Ragazzo

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’era una volta la fornace di via dei Novale a Noale. Ora ci è rimasto solo il camino, perché tutto è stato raso al suolo per lasciare spazio a uffici, negozi, case e il nuovo sottopasso di via Ongari. Nelle scorse settimana sono stati demoliti i fabbricati, nati un po’ alla volta subito dopo la seconda guerra mondiale, e dove all’interno ci hanno lavorato centinaia di persone, senza contare l’indotto che ha portato per famiglie e altre imprese. Costruita a fine degli anni Quaranta, è di proprietà della famiglia Cavasin. Dal decennio successivo, la fornace divenne uno dei siti più in espansione di Noale; altre aziende importanti, affermatesi poi, ancora non erano nate, o erano ancora piccole, e quello era uno dei siti più sviluppati del territorio. Di cosa fare della fornace se n’è parlato in lungo e in largo nei Consigli comunali. Si è deciso di rivedere i numeri iniziali, tanto da far passare il residenziale a 51 mila metri cubi invece dei 41 mila previsti, mentre il commerciale è sceso da 30 mila metri cubi a 20 mila. L’intervento di demolizione ha interessato una superficie di 50.550 metri quadrati. Nella zona sorgerà pure una rotatoria per la bretella che dovrà proseguire oltre con il sottopasso di via Ongari e giungerà sulla Noalese, zona Capitelmozzo. L’obiettivo è di sgravare di altro traffico il centro e creare una strada che s’immetta sulla regionale senza passare dalle vie interne. Sarà la stessa società Cavasin a realizzare il rondò e le altre opere di collegamento delle piste ciclabili esistenti, oltre a cedere le relative aree. Il Comune,

L’intervento di demolizione ha interessato una superficie di 50.550 metri quadrati

e i lavori sono inseriti all’interno del Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr). La giunta comunale ha approvato lo schema di convenzione con la Provincia per costruire la rotonda che da via dei Novale, lungo la strada Mestrina gestita da quest’ultimo ente, arriverà sino allo stesso sottopasso, da dove ci sarà un’altra strada che arriverà alla rotonda a Capitelmozzo.

NEWS Territorio

Gli stemmi delle contrade in rotatoria

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Sarà la stessa società Cavasin a realizzare il rondò e i collegamenti alle ciclabili poi, dovrà portare avanti la manutenzione ordinaria e straordinaria delle zone riservate ai ciclisti, della superficie interna alla rotatoria, dell’illuminazione, dell’impianto delle acque meteoriche, oltre alla segnaletica e alla gestione del contratto di fornitura dell’energia elettrica. Alla Provincia, invece, la gestione della strada Mestrina. “Se il privato, proprietario dell’area, non avesse trovato convenienze economiche reali – spiega il sindaco Michele Celeghin – quel sito sarebbe rimasto una zona di degrado a ridosso del centro storico noalese e, considerati i tempi e gli oramai rarissimi investimenti effettuati in questi ambiti, il rischio di una paralisi dell’area era assolutamente concreto”. Spazio, poi, alla costruzione del sottopasso di via Ongari, che sarà spostato rispetto all’attuale sedime, perché ci sono le case e il passaggio è troppo stretto. Si useranno i 6 milioni di euro riottenuti nel 2012

Un momento dell’abbattimento della fornace

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’ingresso di Noale rappresentato dalle sette contrade comunali con quella dei Tempesta. Così si presenta la rotatoria tra via Pacinotti e la Noalese, dopo che nei mesi scorsi la maggioranza aveva lanciato l’idea alla Pro loco e alle stesse contrade per dare un volto diverso al rondò costruito con il cantiere del primo tratto di variante, fino a via Mestrina. L’inaugurazione è avvenuta ai primi di marzo alla presenza di autorità locali e regionali. Sulla rotonda sono stati messi dieci pannelli, ognuno della dimensione di un metro e mezzo per tre. Di questi, sette rappresentano gli stemmi delle contrade, uno è il simbolo della Corte dei Signori Tempesta, e gli ultimi due della città. In questo modo il Comune ha pensato di dare il benvenuto a quanti percorrono ogni giorno le strade o decidessero di fermarsi. Il lavoro è stato finanziato dal Comune di Noale per 7 mila euro. “Chi entra a Noale – spiega l’assessore all’Ambiente Renato Damiani – si trova di fronte, oltre all’effige della città, anche agli stemmi delle storiche contrade del Palio, a testimoniare quanto sia radicato nel comune il senso di appartenenza, ma più in generale alla nostra storia e alle nostre tradizioni”. A.R.


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Piazza Castello 18 - tel. 041.5897211 - fax.041.5897242 mail: noale@comune.noale.ve.it - comune.noale.ve@legalmail.it

NOALE: I PIANI DELL’ASL 13

NOALE: 20 NUOVE ASSUNZIONI CON L’AMPLIAMENTO CO – IND

Da luglio al via l’Ospedale di Comunità – nel monoblocco la Sede Direzionale dell’Asl

Le schede ospedaliere, per la prima volta, hanno previsto a Noale un servizio in più, l’ospedale di Comunità, una struttura intermedia, un cuscinetto tra l’ospedale e i servizi territoriali, per tutte le persone che non hanno necessità di essere ricoverate in reparti specialistici, ma che hanno comunque bisogno per alcune settimane di un’assistenza sanitaria che non potrebbero ricevere a domicilio. Sorgerà quindi a Noale, con 40 posti letto, nel Bilancio dell’Asl è scritto nero su bianco con un investimento di 1.240.000 euro. “La Regione Veneto ha costituito un gruppo di lavoro per l’attuazione del Piano Sanitario Regionale – dichiara il Direttore Generale dell’Asl dott. Gino Gumirato - I lavori dovevano terminare entro il 31 marzo. Ora attendiamo la D.G.R. per gli standard applicativi e le tariffe. Per quanto mi riguarda il giorno dopo l’uscita delle linee guida, a Noale si parte con l’Ospedale di Comunità, stiamo lavorando in questa direzione da alcuni mesi. Per quanto riguarda il trasferimento della Lungodegenza Riabilitativa a Dolo, così come previsto dalle schede Regionali, andranno prima effettuati tutti i lavori di ristrutturazione a Dolo, previsti in 18 mesi”. Si tratta indubbiamente

di un risultato importante per Noale in quanto per la prima volta si è invertita la tendenza, anziché chiudere reparti se ne aprono e la prospettiva vede anche altre novità per il monoblocco. “Ci siamo confrontato in diverse sedi con la direzione dell’Asl e la Regione e per quanto riguarda Noale il processo del trasferimento di tutta l’area direzionale dell’asl è oramai incontrovertibile – dichiarano soddisfatti il dall’amministrazione – Si tratta di circa 264 dipendenti che verranno a lavorare nel nostro territorio comunale e che occuperanno logisticamente il III ed il IV piano del monoblocco, struttura che, dai tempi del ministro Degan, risulta ancora scandalosamente incompleta. Ora finalmente dalle chiacchiere si passa ai fatti e questo grazie alla determinazione con la quale la Direzione dell’Asl stà lavorando, in un ottica di razionalizzazione della spesa e per il miglioramento delle prestazioni che ad oggi si fanno”. Nei piani dell’asl infatti si stanno drasticamente riducendo le spese degli affitti al fine di ottimizzare le risorse immobiliari disponibili con destinazione direzionale. Negli anni la stessa amministrazione di Noale aveva denunciato l’incongruenza di pagare quasi 600.000 di affitti a Mirano con delle strutture libere ed agi-

La conferenza decisoria in Provincia da il via all’ampliamento

Il Direttore generale Asl Gino Gumirato

bili a Noale, ora grazie alle nuove linee guida si fanno finalmente passi concreti in questa direzione, senza considerare l’indotto che, inevitabilmente Noale avrà dal trasferimento del personale. “Abbiamo un accordo con R.F.I. per la fruizione del parcheggio adiacente al monoblocco, sarà indubbiamente funzionale ai dipendenti dell’asl oltre che una sede aggiuntiva di posti auto disponibili limitrofi alle piazze” – concludono dal municipio.

Il Comune ha presentato martedì 8 aprile, in Sala San Giorgio

NOALE: GIACOMO DAL MAISTRO IN FILM Una serata organizzata dalla Città di Noale, dal titolo “Giacomo dal Maistro racconta, il Bello, il Vago, Dipinto Noale” in un film di Giorgio Fascina. “Si tratta di un bellissimo video con protagonista Giacomo dal Maistro, intervistato oltre 25 anni fa da Giorgio Fascina, titolare del ristorante Terraferma ed estimatore della storia locale noalese – dichiara l’amministrazione - Da mesi ne parlavamo assieme e, dopo aver visionato il documento, non potevamo che rendere onore a questa testimonianza unica e rara, producendo un film che è stato proiettato, in sala San Giorgio, martedì 8 aprile. Una iniziativa che ricorda il “maestro” Dal Maistro, ancora presente nella memoria di tutti i nolaesi, anche per i suoi scritti “Contesse e Boari e altra Xente – roba Veneta” o piuttosto il più recente “Noale tra Storia e Memoria”, entrambi stampati a cura della Città di Noale. Il video, della durata di circa un ora, contiene descrizioni storiche dei palazzi del centro, delle vie con le consuete “pungolature” che Dal Maistro non risparmiava a nessuno, rilevando bellezze e brutture storiche con una lucidità straordinaria. “La serata di martedì è stata caratterizzata da momenti di storia, di cultura e di memoria – dichiara l’assessore alla Cultura - Noale ed i noalesi, sono convinta potranno riscoprirsi tra le parole del maestro dal Maistro in un tempo non troppo lontano, tra le mura della nostra storica Città”. Il video, curato nel montaggio da Giampaolo De Marchi, verrà proiettato e poi messo a disposizione come patrimonio culturale, nel sito della Città di Noale. “Mi piace pensare che i noalesi possano apprezzare questo video – dichiara l’autore Giorgio Fascina – con Dal Maistro ho vissuto la passione per la nostra Noale con il racconto delle storie e degli aneddoti più curiosi che, grazie all’iniziativa dell’amministrazione, ora diventeranno patrimonio di tutti”.

 

Il periodo non va certo nella direzione giusta ma, in alcuni casi ci sono aziende in controtendenza che invece che chiudere chiedono ampliamenti strutturali che prevedono, di conseguenza, assunzioni anziché licenziamenti. E’ il caso della Co – Ind di Noale, storica azienda del gruppo Coop che da due anni ha chiesto al Comune di potersi ampliare con interventi strutturali e migliorativi in termini di sicurezza. “Con il Comune abbiamo lavorato bene – dichiara il Presidente Co - Ind Tino Cesari – l’amministrazione ha compreso da subito la strategicità di avere risposte certe in tempi brevi che permettano di fare scelte importanti sul mercato con ricadute positive sull’occupazione. L’intervento di ampliamento – continua Cesari – mette insieme esigenze di strategia di mercato aziendale oltre che di miglioramento in termini di sicurezza dell’impianto”. In un documento la stessa ditta ha dichiarato la propria disponibilità ad assumere personale considerato che le condizioni strategiche della Direzione Aziendale prevedono nell’impianto di Noale investimenti per 8 milioni di euro con conseguente implementazione dei dipendenti. “Sono queste le risposte che dobbiamo dare ai cittadini – dichiara l’amministrazione - le aziende che chiedono di potersi ampliare non devono e non possono trovare risposte incerte e tempi lunghi, i risultati per la nostra economia sarebbero ancora più disastrosi. Abbiamo lavorato molto ed in tempi celeri, nel rispetto delle leggi ed ora si passa dalle parole ai fatti con la conclusione dell’iter approvativo. Oltre all’indotto occupazionale dovremmo considerare poi l’indotto in termini di aziende, artigiani locali che lavoreranno per l’ampliamento e per la realizzazione delle opere complementari richieste dal Comune”. Con l’accoro per ampliamento aziendale si sono infatti verificati alcuni passaggi amministrativi che prevedono la realizzazione di alcune opere strategiche per la zona in questione. “Con la Co – Ind abbiamo sottoscritto un accordo per la realizzazione della pista ciclabile in via Vernice – dichiara l’amministrazione – Oltre a questo vi sono interventi di messa in sicurezza anche di Via Asolo, per un migliore congiungimento con l’area residenziale a ridosso del centro storico, opere per un valore complessivo di oltre 200.000 euro”. L’ampliamento della ditta è di circa 3.350 mq e si insedierà nella zona a sud – est dell’attuale sito, verranno eseguite opere di mitigazione ambientale in tutto il lato ad est mentre, con l’acquisizione di una area adiacente verrà implementato il parco auto del parcheggio principale al fine di migliorare la sicurezza viabilistica in entrata ed uscita dell’intera zona.


12 Martellago A Maerne I residenti chiedono più sicurezza sulla provinciale che conduce a Noale

NEWS

“Via Ca’ Rossa è troppo pericolosa”

Sociale

Parte il progetto “Lavori in corso”

Negli ultimi sei mesi su questa strada si sono verificati alcuni incidenti molto gravi, di cui due sono risultati mortali di Alessandro Ragazzo

L

a gente chiede più sicurezza su via Ca’ Rossa a Maerne. La strada provinciale che da Maerne conduce a Noale, passando per Robegano e il suo centro, è stata teatro negli ultimi sei mesi di incidenti molto gravi, dove sono rimasti coinvolti giovani, in un caso anche giovanissimi. Tre per la precisione, di cui due mortali. Sotto accusa il rettilineo, con alcune curve iniziali per chi arriva da Maerne, dove qualcuno pigia troppo sull’acceleratore e dove, a detta degli abitanti della zona, servirebbe un autovelox per fungere da deterrente. “Se ci penso ancora all’ultimo botto – fa sapere un’anziana – mi vengono i brividi. Quando l’ho sentito, non ho neanche avuto il coraggio di andare fuori di casa. Poi ho chiesto al mio vicino di chiamare l’ambulanza. La strada è insicura, servirebbe un sistema per controllare la velocità perché qui si corre troppo”. La tragica scia era iniziata il 21 settembre, quando aveva perso la vita Alessio Furlanetto, 23 anni di Maerne, a pochi passi dal sottopasso dove scorre il Passante. Il ragazzo era in sella a una Triumph Street Triple e viaggiava verso Noale, quando ha perso il controllo ed è andato a sbattere contro un muretto di accesso a una casa nel lato opposto e alto pochi centimetri, perdendo la vita all’istante. La moto aveva proseguito la sua corsa, oltrepassando la rete di recinzione del civico 190, finendo in giardino. Nell’urto si era staccata la ruota posteriore. Verso fine novembre tocca a un frontale tra due macchine, una Suzuki e una Citroen C2, stavolta 400 metri più indietro rispetto a dove morì Alessio. Stavolta i coinvolti sono tre e succede in tarda serata; in un primo momento si pensava a un altro drammatico schianto, mentre alla fine una ragazza fu operata d’urgenza e un’altra finì all’ospedale. Ferito lieve un altro giovane conducente. A metà marzo è morto Mattia Rigo, 26 anni di Massanzago, mentre l’amico M.S. di 18 anni, che viaggiava al suo fianco in una Fiat Coupè, è finito in rianimazione. I

Un grave incidente stradale

due sono finiti contro un palo della luce, distante una trentina di metri dall’ultimo incidente. Non lo avessero preso in pieno, sarebbero finiti nel vicino fosso oppure lo avrebbero “scavalcato” per terminare la corsa in un campo arato. Per fortuna che dal senso opposto non stavano sopraggiungendo altri veicoli. E i residenti chiedono di intervenire in fretta per mettere fine alla lista, magari puntando a dei lavori che consentano di garantire una maggiore sicurezza a chi percorre via Ca’ Rossa. “Pensavo a un frontale tra due macchine – spiega un uomo riferendosi a quest’ultimo episodio – ma quando sono uscito mi sono accorto della Fiat Coupé contro quel palo. Mi chiedo cosa sarebbe successo se avesse coinvolto altre vetture, visto l’orario di punta. Ho chiamato i soccorsi, un’altra persona ha fatto altrettanto. Via Ca’ Rossa è pericolosa, ci sono troppi incidenti in questo tratto”. Anche un altro abitante chiede di fare presto per evitare altri problemi. “Prima che succedano nuovi brutti incidenti – spiega – è il caso che chi di competenza intervenga e prenda dei provvedimenti”.

sicurezza Corsi di autodifesa

I

cittadini di Martellago provano a rendersi utili per aumentare la sicurezza nel territorio e a conoscere i segreti dell’autodifesa. Nei giorni scorsi, i responsabili del comitato Martellago Sicura hanno organizzato un momento, gratuito, dove l’esperto Diego Pappacena ha spiegato i segreti dello spray al peperoncino. C’erano circa trenta persone alla pizzeria Alla Tabina di Olmo, molte le donne nonostante fosse sabato mattina, tutti interessati a capire come usare lo spray, in che casi, come reperirlo e quanti soldi spendere. Esperto di autodifesa, Pappacena per oltre un’ora ha risposto alle domande. Lo spray è legale, anche se in Italia è arrivato dopo rispetto ad altri Paesi, si può trovare in diversi negozi e serve a proteggerci. Rispetto a quello in uso alle forze dell’ordine dove il gettito arriva anche a tre metri, quello per i cittadini giunge fino a 80 centimetri. Ma è sempre un buon deterrente. Meglio evitare di spruzzarlo controvento e mai arrivare al contatto con il malvivente. L’effetto, per chi lo subisce, dura alcuni minuti e gli occhi si chiudono, iniziano a lacrimare, per forza ci si mette le mani davanti. Lo stesso Pappacena ha mostrato, con esempi pratici, come usarlo in caso di necessità e dando alcuni consigli sui diritti e doveri, ricordando di non fare i giustizieri ma di essere cittadini attenti. Come detto, molte erano le donne in sala, anche di giovane e media età. Hanno raccontato la loro esperienza e i motivi che le hanno indotte a essere presenti. Alcune di loro si

P

rende il via a Martellago il progetto “Lavori in corso”, indirizzato ai ragazzi compresi fra i 16 e i 26 anni. L’iniziativa è stata pensata dall’assessorato ai Giovani di Martellago, la cooperativa Media Luna e l’Università popolare, che hanno messo in piedi un percorso diviso in tre fasi: l’apprendimento in aula, un’esperienza in associazioni ed enti del territorio, creare una rete di relazioni tra i ragazzi. “Siamo partiti – spiega Alessandro Panciera di Media Luna – dai dati preoccupanti Istat sulla disoccupazioni giovanile, dove il 42 per cento è senza un lavoro. Ai ragazzi non diamo un’occupazione ma uno strumento”. La prima fase prevede di capire e conoscere le proprie competenze, come scrivere il curriculum e cercare un posto di lavoro, quali tipi di contratti ci sono. Poi si passerà a un tirocinio e, infine, si condivideranno le informazioni con gli altri giovani, creando uno spazio da loro gestito tra biblioteca e municipio. Per tutte le informazioni e per chi fosse interessato, può rivolgersi al numero 041-5404107 o inviare una e-mail a edsmartellago@libero.it. A.R.

Convegno In Provincia

“Il lavoro nel mercato che cambia”

Uno spray al peperoncino sono interessate non solo all’acquisto dello spray ma anche a partecipare a dei corsi di autodifesa. Dopo tutto c’è chi è rimasta scottata da ritrovarsi i malviventi in casa. In questo modo vogliono almeno sapere come comportarsi e reagire. “A mio marito hanno fatto razzia di prodotti nella sua macchina – racconta una donna – e alla coppia di vicini di casa, i ladri hanno portato via preziosi dopo averli narcotizzati. Ora teniamo le finestre chiuse e le luci accese perché abbiamo paura. Ho partecipato per capire come posso comportarmi, cos’è lecito fare e cosa no”. Una giovane si dice scossa per quanto le è successo. “Ho subito un furto in casa – rivela – e ho intenzione di comperare questo spray. Ci sono aggressioni verso noi donne, ed è meglio tutelarsi”. A.R.

Ragazzi al convegno

N

ella sala Consiliare della Provincia di Venezia a Ca’ Corner si è svolta una giornata informativa nelle scorse settimane sul tema “Come creare o trovare il proprio lavoro nel mercato che cambia”, alla quale hanno partecipato un centinaio di ragazzi delle scuole superiori, molti dei quali del comprensorio del miranese. L’incontro, organizzato da alcune consigliere di Parità, fa parte del progetto “Azioni per la promozione del Lavoro e delle Pari Opportunità nella Rete educativa”. Sono intervenuti la consigliera provinciale di parità Annalisa Vegna, la consigliera nazionale di Parità Alessandra Servidori, la consigliera di Parità della provincia di Genova Raffaella Gallini che ha parlato sul tema “Ragazze e ragazzi al lavoro. Costruisci il tuo futuro”, Roberta Scarpa consulente Rete Eures - servizi europei per l’impiego, della

“La famiglia non deve imporre le proprie scelte ai ragazzi”

Provincia, e Paola Marani, coordinatrice servizio Eures a livello regionale. Il Presidente del Consiglio provinciale Marina Ballello ha detto: “Il consiglio provinciale che mi pregio di rappresentare ha accolto con favore la richiesta di ospitare questo convegno. Abbiamo cercato di offrire agli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore un’opportunità circa le offerte che la Provincia pone sul territorio in tema di lavoro”. Per la consigliera provinciale di parità Annalisa Vegna: ”Oggi abbiamo cercato di offrire agli studenti che a giugno sosterranno gli esami di maturità alcuni strumenti utili per affrontare il mercato del lavoro in Italia e in Europa”. Dirigente scolastico Bruno Di Francia: “Ai ragazzi consiglio di riflettere prima di scegliere la via del lavoro oppure la via degli studi universitari. Suggerisco perciò di porsi sempre con grinta, con voglia di fare e di non demordere anche se si ci scontra purtroppo con qualche porta chiusa. Alle famiglie dico di lasciare spazio ai giovani nella scelta, e di non imporla”. Per la consigliera nazionale di Parità Alessandra Servidori e per la consigliera di Parità della provincia di Genova Raffaella Gallini: “L’incontro di oggi fa parte di un lavoro che stiamo svolgendo a livello nazionale. Abbiamo prodotto un libretto e attivato un sito web (www.ragalavoro.it) in cui i ragazzi possono leggere in maniera semplice ed efficace come fare per trovare lavoro. Crediamo moltissimo in questo progetto e fino ad oggi abbiamo coinvolto più di 2000 ragazzi con risultati molto positivi. Quale consiglio dare al giovane in cerca di lavoro? Attivarsi per qualsiasi tipo di impiego utile per fare esperienza, curare la stesura del curriculum”. La Provincia di Venezia è presente con un proprio consulente Eures al centro per l’impiego di Mestre, per maggiori info: tel. 041.2501377, e-mail: eures@provincia.venezia.it. Altri sportelli sono nei centri per l’impiego di Portogruaro (tel. 0421.276277), Mirano (tel. 041.430362), Chioggia (tel. 041.400460), Mestre (tel. 041.2501350).


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14 Scorzè Ambiente Arrivano i dati del comune dopo uno studio ad hoc

Elezioni comunali

Inquinamento acustico troppo alto in centro S

Scontro a tre per il Municipio

I problemi maggiori sono soprattutto per quegli edifici che si trovano a ridosso delle strade regionali e provinciali di Alessandro Ragazzo

S

ono alti i livelli di inquinamento acustico a Scorzè nelle strade di maggiore transito. Il Comune dovrà mettere in atto una serie di accorgimenti. Senza contare che molte scuole sono a ridosso del traffico, sinonimo di inquinamento. Il dato è emerso da uno studio fatto dalla società di Padova e presentato in Consiglio. Le analisi sono state condotte anche di notte, tenendo presente che i decibel da rispettare sono i 50 di giorno e i 40 di notte, mentre nelle aree industriali salgono a 70 per le intere 24 ore. I problemi maggiori sono per quegli edifici a ridosso delle regionali e provinciali, dove si registrano anche veicoli che non rispettano i 50 all’ora e il centro di Scorzè presenta un 10 per cento di traffico pesante. Non c’è da stare allegri neppure sul fronte smog. La situazione peggiore è davanti all’asilo Madonna della Provvidenza vicino alla chiesa di Scorzè. Dai conteggi fatti, transitano 720 vetture e 104 camion-bus in sessanta minuti. Subito dietro a questa poco invidiabile classifica, c’è l’asilo Spangaro, dove c’è un passaggio di 560 macchine e 32 tra camion e bus. Oltre 500 vetture, 520 per la precisione, davanti alla scuola elementare di Cappella, a cui si affiancano 44 camion-bus. Anche fuori dall’elemen- Davanti far fronte a questi problemi, con un investimento di 50-60 mila euro annui, per 218 mila euro totali. Si partirà dalla tare Ippolito Nievo di Rio San Martino la circolazione è molto all’asilo Madonna elementare di Rio San Martino e da quella di Peseggia, intensa, con 420 auto a cui si affiancano 36 mezzi pesanti della Provvidenza e bus. Non se la passa meglio l’asilo Santa Bertilla, in centro transitano 720 auto mentre per il secondo e terzo anno saranno messe le bara Rio San Martino, dove ci passano a fianco 300 macchine e 140 camion all’ora riere antirumore all’asilo Madonna della Provvidenza di Scorzè. Infine ci sarà ancora Rio San Martino. Per Cappele 36 fra tir e bus. Davanti alla elementare Rodari, su viale Kennedy, registra un transito di 240 auto e di 68 tra camion e autobus. Sta un la si dovrà aspettare perché sarà ristrutturata, per la Marconi di Scorzè si faranno po’ meglio la elementare Pascoli di Peseggia, dove fuori si concentrano 172 auto delle verifiche acustiche quando sarà aperta la variante alla Noalese. Per l’asilo di e 16 camion-bus. Così le scuole saranno la priorità nel prossimo quadriennio per Rio San Martino si sta studiando lo spostamento o il restauro.

i sta definendo la situazione politica a Scorzè in vista delle elezioni per rinnovare il Consiglio e scegliere il sindaco il prossimo 25 maggio. Mentre scriviamo, i candidati a guidare la città sono Giovanni Battista Mestriner (centrodestra), che chiede la riconferma per un altro quinquennio, Gigliola Scattolin del Pd e Flavio Berton per il Movimento 5 Stelle. Ufficializzato l’appoggio della Liga Nord e quello scontato di Forza Italia, per Mestriner ci sarà anche una terza lista, una civica, a lui collegata e che ne prenderà anche il nome. Sarà formata da persone della società civile del comune, di varia estrazione. A questo punto, il cerchio attorno a Mestriner dovrebbe essere chiuso o, comunque, molto vicino per esserlo. Anche Scattolin sta lavorando per rafforzare la sua coalizione. Donna di punta del Pd, sta lavorando per avere attorno l’attuale minoranza in Consiglio, con la civica Pizzolato-sindaco e Italia dei Valori. Quando annunciò la sua candidatura, la stessa Scattolin aveva parlato anche di un confronto con altre forze politiche e civili, proprio per arrivare i più compatti possibili già al primo turno. Berton ha 28 anni, è laureato in Giurisprudenza, praticante avvocato, celibe, non fidanzato, è nato e cresciuto nel comune. “Punteremo sui giovani – spiega – così come sulla trasparenza e partecipazione. Questo sarà il nostro slogan e alle spalle ho una squadra formata da sedici persone, tutte svincolate da possibili gabbie”. A.R.

Urbanistica Cambia il volto del paese

I

l futuro sindaco di Scorzè dovrà seguire il rilancio del centro pensato e studiato dall’architetto Gianni Rigo. Di recente, infatti, il Consiglio comunale ha adottato il piano prima di Natale, subito dopo Capodanno ha fatto altrettanto la giunta, e i prossimi mesi saranno decisivi per dare un volto nuovo all’area attorno al municipio. L’obiettivo è cambiarlo in una decina d’anni, così come Rigo lo ha immaginato con il collega Giancarlo Dal Zilio, al responsabile del settore Territorio e Ambiente di Scorzè oltre ai professionisti Fiorenzo Pesce e Danilo Michieletto. L’area interessata è compresa tra via Martiri della Resistenza a Cercariolo, tra via Roma a via Treviso. Spazio a centri direzionali, abitativi e commerciali, discoteche e attività all’ingrosso non sono previsti. Su via Cercariolo ci sarà una contro-strada, con una pista ciclabile che metterà in collegamento l’angolo di via Martiri con l’incrocio della chiesa. Confermato anche l’edificio alto 21 metri, la piccola torre da sette piani, sorgerà nella parte più anonima dell’area e in posizione centrale rispetto via Martiri, via Roma, via Cercariolo e via Treviso. Ci sarà una passeggiata pedonale, che da via Martiri porterà a via Treviso, sarà larga 10 metri e lunga un centinaio. Sarà attrezzata con arredo pubblico, andando a costituire una piccola piazza. Cambierà l’assetto viario e ci sarà l’accesso da via Treviso a un parcheggio a raso, e anche con la possibilità di accedere con rampe a parcheggi sotterranei. Intanto fra le altre novità per il territorio c’è la lettera indirizzata ai circa settanta espro-

priati per lasciare spazio al primo stralcio della variante alla Noalese (tangenziale sud di Scorzè), che collegherà via Milano a via Boschi (Castellana). A gennaio, il direttore generale di Veneto Strade Silvano Vernizzi aveva approvato il progetto, dando il via alla gara d’appalto per assegnare i lavori, che dovrebbero partire in estate. Valore del cantiere 6 milioni di euro, che in parte erano stati stanziati per la vecchia soluzione, da via Mestrina a via Volta, ma poi dirottati sulla nuova ipotesi. Gli espropriati potranno vedere i documenti nella sede di Veneto Strade, dove saranno valutati gli immobili e i terreni per stabilire l’indennità da liquidare. La strada, tutta nel comune di Scorzè e che lambirà la zona industriale, sarà lunga tre chilometri e avrà due corsie per senso di marcia larghe 3,75 metri. Su via Milano e via De Gaspari, la rotonda avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. Saranno inserite le mitigazioni ambientali e le piste ciclabili attorno alle rotatorie. Dalla rotonda di via Boschi partirà la bretella per il A.R. casello del Passante.


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Salzano 17 Comune Il sindaco Alessandro Quaresimin denuncia una situazione insostenibile

“Impossibile programmare l’azione amministrativa” di Roberta Pasqualetto

A Salzano senza contributi statali a rischio importanti interventi nel territorio elemento fondante di una buona gestione: valutare, scegliere e programmare”. Con questo metodo, dove le informazioni necessarie a fare una buona programmazione continuano ad arrivare agli enti in via quasi mai definitiva e con il contagocce, per gli amministratori locali è davvero impossibile chiudere il bilancio. Le incertezze sulle entrate non consentono di adottare il Bilancio e di conseguenza di programmare quanti fondi mettere a disposizione per progetti e lavori. Una situazione davvero infelice in un momento in cui i cittadini hanno maggiormente bisogno di essere rassicurati e di guardare al futuro con occhi più positivi. Una soluzione potrebbe essere quella di modificare alcune normative. “La riduzione di risorse è ormai conosciuta e generalizzata per gli enti pubblici, per i comuni, per il territorio, le ditte e le famiglie – conclude Quaresimin – da tempo le amministrazioni

Tutto è complicato dalla mancanza di informazioni sul calcolo delle componenti della tassa Iuc

Il municipio di Salzano

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L

’amministrazione comunale salzanese ha iniziato a lavorare sul bilancio 2014 fin da inizio anno, ma le continue e repentine modifiche normative che arrivano dal Governo e la totale mancanza d’informazioni sui trasferimenti, impediscono non solo di fare una programmazione a medio-lungo termine, ma di trovare anche le rotte sulle quali muoversi. Pur volendo predisporre dei piani sui quali programmare spese e investimenti da fare in corso d’anno, senza informazione sulle entrate destinate ai Comuni, diventa semplicemente impossibile muoversi. Non va dimenticato poi che, se nel 2013 si era potuto fare qualche analisi sulla base dei dati contenuti nella spending review, la situazione di quest’anno è ulteriormente complicata dalla totale mancanza di informazioni sulle norme di calcolo delle componenti della cosiddetta Iuc, Imposta Unica Comunale, che per l’appunto riunisce Tasi, Imu e Tari. “La situazione è a dir poco confusa non solo per i cittadini, che rischiano di non capire più cosa e quando pagare, ma anche per il comune – dice Alessandro Quaresimin sindaco di Salzano – i tributi li dobbiamo gestire noi, definendo e incassando a livello locale, senza trarne poi alcun beneficio sul piano delle entrate totali destinate. Il paradosso è che se da una parte si è costantemente sollecitati dal Governo a mettere in atto politiche di “revisione” della spesa, dall’altra è il Governo stesso che non mette a disposizione gli strumenti per attuare tali politiche, impedendo di fare ciò che è

comunali hanno dimostrato che se riescono a fare squadra e unire i servizi, coinvolgendo anche le associazioni presenti nel territorio, possono portare a buon fine alcuni progetti importanti. E’ altrettanto vero che per riuscire a fare questo, sarebbero necessarie alcune modifiche normative per dare più autonomia agli enti locali”. Insomma, una situazione di estrema difficoltà in cui spesso gli enti locali, come i comuni, si trovano ad essere dei veri e propri parafulmini nei confronti del malcontento della gente.

È arrivata NEWS la primavera! ... da noi fioriscono I i rosoni ! La memoria

Un libro che testimonia una strage

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l 24 aprile, a Salzano, si presenta un libro che testimonia la strage di un gruppo di soldati italiani in un lager tedesco. La scrittrice Patrizia Donà presenterà il suo libro: “Memoria di una strage. Treuenbrietzen 23 aprile 1945” edito nel 2012 e molto apprezzato dai lettori. Il lavoro della Donà racconta la storia di internati militari italiani in Germania, in particolare la strage nel lager tedesco di Treuenbrietzen dove fu ucciso anche suo nonno nell’aprile del 1945. L’idea del libro nasce proprio dal rimpatrio dei resti del nonno, soldato fucilato alle soglie della Liberazione del 25 aprile. La sua storia è anche la storia di tanti altri soldati arrestati dopo l’8 settembre del 1943 e trasferiti nei lager dell’est della Germania. I 127 soldati protagonisti di questa vicenda terribile hanno vissuto un incubo che poi si è trasformato in tragedia: la prigionia, la vita nelle baracche, gli stenti e le malattie prima della morte, due giorni dopo la liberazione, per mano dei nazisti. La scrittrice riporta una preziosa testimonianza di una tragedia-simbolo, in cui fu coinvolto anche il salzanese Severino Favaro. La presentazione di questo libro si inserisce nella rassegna +LIBRI+LIBERI e nell’ambito delle celebrazioni per il 25 Aprile: festa nazionale della Liberazione. La presentazione si terrà alle 20.30 alla biblioteca. R.P.


18 Sguardo al Miranese sud Urbanistica Discussione accesa sul futuro del centro della città

Commercianti contro la piazza pedonale Quando piazza Martiri è aperta al traffico, si riscontrano differenze di affluenza e acquisti, rispetto a quando non lo è di Filippo De Gaspari

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l Comune lancia “La piazza delle idee”, lo spazio partecipato per raccogliere impressioni di comitati, associazioni e singoli cittadini sullo sviluppo futuro di Mirano. Ne nasce una carta d’intenti, ma anche una polemica con i commercianti del centro storico. I negozianti della piazza infatti non hanno visto di buon occhio la conclusione, raccolta nella cosiddetta “Carta dei valori”, il documento finale del processo partecipativo voluto dalla giunta, che riguarda il centro storico. “I risultati attesi dal progetto sono validi e condivisibili – spiegano i commercianti – non lo è altrettanto la conclusione, che se da una parte riconosce un ruolo sociale alle attività commerciali, dall’altra propone scelte che non le favoriscono affatto”. La preoccupazione dei negozianti riguarda soprattutto le conclusioni contenute nel capitolo riguardante piazza Martiri: “Oggi utilizzata come rotatoria – si legge nel documento – va ripensata come spazio protetto dal traffico di passaggio. Si può prevedere un’area pedonale che diventi una sorta di salotto commerciale, una soluzione per avere un “centro commerciale” in piazza, adeguatamente servito dai parcheggi adiacenti al centro storico, predisposti sia per le auto sia per le bici”. I titolari delle attività

commerciali hanno subito alzato le barricate: “Ogni mattina, quando apriamo le porte della nostra attività – scrivono in una lettera congiunta indirizzata al Comune – riscontriamo differenze di affluenza e acquisti quando la piazza è aperta al traffico rispetto a quanto non lo è. Per poter essere competitivi è importante proporre un’offerta commerciale variegata e rendere facile l’accesso ai negozi per tutti. Il cliente di oggi vuole risparmiare tempo e fatica, richiede comodità. Di conseguenza dobbiamo permettergli di raggiungere agevolmente le attività commerciali, attraverso l’utilizzo di parcheggi adiacenti alla piazza, ma sfruttando anche tutti i posti auto davanti alla bottega”. Il concetto è chiaro: no a qualsiasi ipotesi di piazza pedonale: “Al giorno d’oggi non possiamo permetterci di perdere clienti vista anche la difficile situazione che tutti stiamo vivendo – proseguono i negozianti del centro – non è solo una considerazione di tipo economico, ma anche sociale: dove c’è un negozio non c’è trascuratezza, non c’è degrado, non c’è delinquenza. Se le attività commerciali chiudono perché il potenziale acquirente non ha facile accesso, i centri storici si impoveriscono, si spengono, perdono di socialità. La dimostrazione che la viabi-

lità condiziona l’accesso ai centri è, ad esempio, a Mestre, dove durante il periodo di Natale, il Comune ha consentito l’accesso al centro storico e tutti hanno riconosciuto una maggior affluenza di persone. Già l’attuale Ztl, voluta anche dall’attuale amministrazione e da noi condivisa, risponde abbastanza bene alle esigenze di tutti, valorizzando sia la quotidianità sia la necessità di una piazza più fruibile al cittadino, durante le festività e le serate del fine settimana”.

NEWS Passante

Emendamento Pd per ottenere più fondi

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soldi delle compensazioni? A Mirano il Pd ci riprova direttamente in Regione. Emendamento del gruppo consigliare regionale, che chiede di inserire nel prossimo bilancio i soldi per le opere complementari al Passante che spettano a Mirano. La città attende gli interventi di mitigazione e altre opere viarie da anni: non sono arrivati che pochi spiccioli per asfaltare brevi tratti di strada, mentre il Passante è in esercizio da anni. I Democratici dunque ci riprovano: dopo il nulla di fatto dell’anno scorso, il consigliere Bruno Pigozzo ha presentato in Consiglio regionale un nuovo emendamento alla manovra finanziaria, per chiedere al governatore Luca Zaia e alla sua giunta di trovare le risorse necessarie a sbloccare almeno la prima tranche di pagamenti per infrastrutture e sicurezza stradale a Mirano. In città dovrebbero arrivare 19 milioni di euro, almeno stando agli accordi di programma sottoscritti con Regione, Provincia e commissario straordinario. Il Pd chiede di destinare subito almeno 4 milioni per le opere più urgenti, visto che l’ingente somma totale, non verrà probabilmente mai davvero liquidata. “Al fine di dar seguito all’accordo di programma sottoscritto il 15 febbraio 2010”, si legge nella proposta di modifica al documento di bilancio, “finalizzato alla creazione nel comune di Mirano degli interventi di viabilità ordinaria complementari alla realizzazione del Passante autostradale e delle opere di mitigazione e compensazione dell’ammontare complessivo di 19 milioni di euro, la giunta regionale è autorizzata a erogare al Comune di Mirano, un contributo straordinario per l’esercizio 2014 di 4 milioni di euro”. Nell’emendamento il Pd suggerisce di prelevare la somma dal capitolo di bilancio riservato agli “Interventi strutturali per la viabilità regionale, provinciale e comunale”. F.D.G.


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Territorio 21 Storia Salzano in festa per il Papa che fu parroco del paese dal 1867 al 1875

Feste e iniziative in ricordo di Pio X Don Giuseppe Sarto (Pio X) collaborò con il Comune durante l’epidemia di colera che colpì Salzano nel 1873 di Alessandro Ragazzo

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alzano vuole celebrare al meglio il centenario della morte di Pio X che fu parroco del paese, con il nome di don Giuseppe Sarto, dal 1867 al 1875. Il Comune, la parrocchia e le associazioni vogliono mettere in campo tutte le iniziative per ricordare al meglio una figura che tanto ha dato ed è ancora ben presente nella vita quotidiana. Il suo operato ha lasciato un segno, innanzitutto dal punto di vista religioso e poi anche nell’ambito civile e sociale, attraverso la scrittura del catechismo, la lotta all’analfabetismo tra i ragazzi, ma anche degli adulti, organizzando degli appositi corsi serali. Poi ebbe un ruolo importante nella realizzazione della Filanda e il rapporto di amicizia, di dialogo e di confronto con la famiglia ebrea del Romanin-Jacur, collaborò con il Comune durante l’epidemia di colera che colpì Salzano nel 1873 e fece molto anche per i poveri. Così di iniziative ce ne saranno parecchie dalla prossima settimana fino ad agosto, con mostre, dibattiti, concerti e incontri. Arriveranno Rosy Bindi, presidente

della Commissione parlamentale antimafia, ma anche il presidente della comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo e don Flavio Dalla Vecchia, docente all’Università Sacro Cuore di Milano. Un programma allestito dal Comune e dalla parrocchia, oltre ad associazioni, gruppi e volontari. Saranno coinvolte anche le scuole. Gli eventi, che attireranno anche arrivi da fuori comprensorio, sono partiti da alcuni giorni ma proseguiranno fino ad agosto inoltrato. Il 31 maggio, in Villa Romanin Jacur, si aprirà la mostra proprio su Pio X. Sarà un giorno importante, perché aprirà una mostra di pittura e il ricavato dalla vendita dei quadri andrà al progetto sostenuto dalla Caritas parrocchiale “Non c’è famiglia senza casa”. In serata, alle 20.45, sarà messo in scena uno spettacolo dalla compagnia Formigheta di Martellago proprio su don Giuseppe. I testi sono curati da Quirino Bortolato. A giugno, tanti altri appuntamenti, a cominciare dallo spazio al concerto del Coro della Filanda (il giorno 15) e agli incontri del venerdì, in successione, con Gianpaolo Romanato,

La Villa Romanin Jacur e Don Giuseppe Sarto (Pio X) docente di Storia della Chiesa moderna e contemporanea, il sociologo Enzo Pace (venerdì 13), Rosy Bindi e Marco Impagliazzo. Il 3 luglio, toccherà a Dalla Vecchia. Dal 4 al 6 luglio, la parrocchia di Salzano farà un pellegrinaggio a Roma, con tanto di visita alla tomba di Pio X. In agosto, taglio del nastro alla mostra dedicata allo stesso pontefice, che rimarrà aperta dal 23 al 25 agosto. Il giorno 24, dalle 9 alle 13, ci sarà l’annullo

speciale delle Poste Italiane su una cartolina raffigurante l’opera vincitrice del concorso di pittura. All’artista andrà anche un premio di 750 euro. Tutti possono partecipare, con le iscrizioni, già aperte e gratuite. La consegna di tutto il materiale deve avvenire entro il 4 maggio al Museo San Pio X di Salzano. All’opera si dovrà accompagnare una busta con il modulo di iscrizione, scaricabile dal sito www.comune.salzano.ve.it.

Musica

Concerti d’organo

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na primavera all’insegna dell’organo quella che ci si appresta a vivere nel Miranese, anche se l’ultimo appuntamento sarà a Mestre, mentre altri due concerti sono previsti in autunno, proseguendo la rassegna “Marzo organistico” andata in scena a Noale nelle scorse settimane. Otto gli appuntamenti, sei prima dell’estate, due dopo, sempre nelle varie chiese dei comuni. A esibirsi ci saranno maestri non solo di fama locale, ma anche internazionale. L’ingresso sarà sempre libero e gratuito e gli organizzatori chiedono la massima puntualità. Dal 26 aprile all’8 giugno si terrà “Primavera organistica” e il debutto sarà alle 20.45 a Stigliano di Santa Maria di Sala. Si proseguirà il sabato successivo, il 3 maggio, sempre alla stessa ora ma a Caselle. Domenica 4 maggio, l’iniziativa farà tappa alle 16 a Martellago, e il giorno 10, stavolta alle 20.45, a Caltana. A maggio si continuerà sabato 17, alle 20.45, ancora a Caselle. Infine, chiusura nella chiesa di Santa Rita a Mestre domenica 8 giugno alle 17. “Marzo organistico” tornerà, invece, in ottobre con due serate, entrambe il sabato e alle 20.45, sempre a Noale. In calendario sono stati inseriti due concerti nei giorni 4 e 11. A.R.


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PROVINCIA

VIAGGIO IN

VENEZIA

Inquinamento Buoni risultati con azioni concertate nella gestione dei servizi degli enti locali

Patto dei Sindaci, 40mila kg in meno di Co2 Alla fine del 2013 sono state coinvolte altre 10 amministrazioni arrivando a 37 comuni nell’area del veneziano di Alessandro Abbadir

I

l Patto dei Sindaci “Promozione dello sviluppo sostenibile del territorio” per la riduzione delle immissioni di anidride carbonica, e conosciuto da tutti come 202020, in provincia di Venezia funziona. Sono stati immessi in atmosfera durante il 2013 40 mila chilogrammi in meno di Co2. A dare i dati è la presidente provinciale Francesca Zaccariotto. L’obiettivo principale era incrementare rispetto al 2012 il numero dei comuni aderenti al Patto dei Sindaci. Nel 2012 erano 27, alla fine del 2013 sono state coinvolte altre 10 amministrazioni arrivando a 37 comuni. Continua per tutti da parte della Provincia poi l’azione di coordinamento, e ampliamento dell’area di interesse, con il progetto europeo Seap - Alps finalizzato all’integrazione tra politiche di riduzione della Co2 e di adattamento ai cambiamenti climatici. Nel 2013 hanno inoltre completato il proprio Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (Paes) 21 comuni sul totale di 44. L’analisi condotta dalla Provincia sui primi 19, ha evidenziato che complessivamente sono state programmate dai comuni 469 azioni di riduzione della Co2, con un beneficio dalla riduzione stimata di circa 500mila tonnellate all’anno da adesso al 2020. La Provincia ha anche promosso una serie di azioni per la riduzione dell’emissione di Co2 messe in atto da parte dei

servizi provinciali Trasporti, Viabilità e Edilizia. Tra queste, la sostituzione programmata di lampade di illuminazione stradale con altre a più alta efficienza che ha portato a una diminuzione di emissioni di Co2 pari a 37.926 kg, pari al 3,29%: Nello specifico la produzione in Co2 ante interventi era pari a 1.151.171 kg quella post interventi del 2013 è scesa a 1.113.245 kg. A ciò va aggiunta la riduzione dei consumi energia elettrica per gli stessi uffici provinciali (Ca’ Corner in Venezia e Centro Servizi in Mestre) sia con azioni di sensibilizzazione, sia di miglior gestione degli impianti di condizionamento. “I risultati – spiega la presidente Zaccariotto - sono stati di una diminuzione di emissioni di Co2 pari a 57.757 kg pari al 7,40 %. La produzione in Co2 prima delle azioni era di 780.504 kg dopo, 722.757 kg. E ancora, la riduzione delle emissioni di Co2 nella gestione dei servizi minimi di trasporto pubblico locale è stata possibile grazie alla loro razionalizzazione. Esigenze di riorganizzazione, a seguito di una progressiva riduzione dei trasferimenti economici regionali, hanno infatti determinato la necessità di riduzione delle percorrenze chilometriche dei mezzi pubblici. L’azione, iniziata nel 2011 e ancora in atto, ha comportato la necessità di razionalizzare i programmi di esercizio delle aziende di trasporto affidatarie, con l’eli-

minazione di corse con un numero di utenti trasportati inferiore a 5, il ripensamento degli orari di inizio e fine servizio, la revisione della programmazione nei giorni festivi, per le direttrici che presentavano numeri di trasportati poco significativi Con la riorganizzazione per la Provincia sono anche state poste le basi per favorire l’interscambio con altre linee o modalità di trasporto. Nello specifico la riduzione di 3 milioni 839 mila 826 vett*km nel triennio 2011-2013, ha comportato la diminuzione di emissioni di Co2 pari a 4 mila 685 tonnellate, pari al 13,70% delle emissioni del 2010. “Sono risultati- afferma la Zaccariotto - molto soddisfacenti. Le cifre che fotografano l’effettivo risparmio energetico e il minor impatto ambientale parlano da sole. Abbiamo messo insieme grandi opere di intervento e di coordinamento sul territorio, con piccole azioni quotidiane, per esempio nei nostri uffici, e questo metodo di lavoro sta funzionando bene. Ringrazio il gruppo di lavoro tecnico, e la giunta perché davvero l’ambiente e il “Patto dei Sindaci” sono diventati assi portanti di questo programma amministrativo in tutti le aree di competenza provinciale, e stiamo dando un contributo concreto per il recupero di una migliore qualità di vita nell’area del veneziano”.

Arrivano i dati Arpav

e’ stato sversato troppo azoto ammoniacale in laguna

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a laguna di Venezia? Ha fatto progressi in tema di risanamento rispetto ai decenni precedenti ma resta inquinata. A dirlo sono i dati del monitoraggio dell’Arpav, l’Agenzia regionale per l’ambiente che ha aggiornato il piano direttore per la prevenzione dell’inquinamento e il risanamento delle acque del bacino scolante, che risaliva al 2000. La Legge Speciale per Venezia, aveva fissato l’obiettivo di sversare ogni anno in laguna un carico massimo di 3 mila tonnellate di azoto e 300 di fosforo. Ebbene se il carico di fosforo nei dieci anni successivi e fino ad oggi ha più o meno centrato l’obiettivo, il carico di azoto è stati ben 5 mila tonnellate all’anno, con una punta di 7300 toccate nel 2010. Il monitoraggio ha messo in evidenza che a portare l’azoto sono i corsi d’acqua e i canali agricoli che scaricano in laguna. Dal monitoraggio compiuto dall’Arpav nel triennio 20102012 è emerso che i parametri particolarmente critici sono l’azoto ammoniacale e a seguire l’azoto nitrico e il fosforo. A.A.

ALL’AuDITORIO DI MESTRE IL DOSSIER SuL TERRITORIO

E

’ stata presentata nelle scorse settimane al centro servizi di Mestre nell’auditorio della Provincia la pubblicazione curata da Nicoletta Benatelli, dal titolo “Agenda metropolitana: Ambiente, tutela del suolo e legalità: proposte per una nuova governance del territorio”. Il volume è scaricabile in pdf dal portale della Provincia al link http://www.politicheambientali. provincia.venezia.it/pubblicazioni e propone: studi geologici completi, messa a punto di un data base sulla situazione idrogeologica del sottosuolo veneziano, il coordinamento dei 44 comuni veneziani a supporto della stesura dei piani per l’energia e delle acque per prevenire il rischio e le emergenze idrauliche, i tavoli per la sicurezza e la legalità contro i crimini ambientali con i

rappresentanti delle forze dell’ordine e delle agenzie di settore. Il tutto all’interno del progetto europeo 202020 e del patto dei sindaci, a cui la Provincia ha aderito come capofila nel 2010. Il presidente Francesca Zaccariotto spiega che: “Abbiamo raggiunto in quasi 5 anni buoni risultati in materia di tutela del paesaggio, difesa del suolo, prevenzione del rischio idraulico e utilizzo di fonti energetiche a minor impatto ambientale. Un lavoro con i rappresentanti del territorio, le università, le forze dell’ordine, istituti di ricerca italiani ed esteri che hanno portato questa Provincia fra le prime cinque a livello nazionale per la “pagella ecologica”. L’obiettivo è ottenere il finanziamento dei 50 milioni dalla Bei per supportare i sindaci nella difesa dell’ambiente.

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Spazi aperti 23 3 Ambiente Arrivano i dati del ventiduesimo censimento effettuato dalla Provincia

Laguna di Venezia, in 20 anni quadruplicati gli uccelli acquatici Sono ben 425 mila e 509 i volatili che preferiscono questa zona del nostro territorio. Sono ricomparse alcune specie rare

Coldiretti

NASCE A LIETTOLI LA “bOTTEGA FIORITA”

di Alessandro Abbadir

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a laguna di Venezia è al primo posto in classifica nazionale tra le aree umide di gradimento per gli uccelli acquatici, animali che l’hanno scelta per svernare da settembre a febbraio. E i numeri parlano chiaro. Sono infatti ben 425 mila e 509 gli uccelli acquatici che preferiscono questa zona del nostro territorio: il dato emerge dal ventiduesimo censimento effettuato dalla Provincia di Venezia lo scorso gennaio, e relativo agli uccelli acquatici svernanti nel territorio lagunare. Ma vediamo il dettaglio: 39 mila e 77 uccelli sono stati censiti in laguna di Caorle (dato che si mantiene stabile) e 387 mila e 598 uccelli censiti in laguna di Venezia (dato che registra un leggero calo). In quest’ultimo censimento è emerso che c’è stato un leggero calo soprattutto di anatre, che con l’inverno mite che sta per concludersi hanno scelto altre aree del centro Europa. Dal 1993, anno del primo censimento, i volatili che frequentano quest’area sono quasi quadruplicati. Dall’ultimo censimento risulta che sono ricomparse alcune specie rare: sono stati infatti censiti tre esemplari di aquile anatraia maggiore e un falco pescatore. Soddisfatto dei risultati il vicepresidente della provincia Mario Dalla Tor. “Sono soddisfatto

di commentare - dice dalla Tor - per il quinto anno consecutivo, i risultati dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti nelle zone umide della provincia di Venezia. La Provincia ha saputo creare nel tempo uno strumento di analisi del territorio serio e significativo, grazie anche alla fondamentale collaborazione con diversi soggetti qualificati, che ogni mese di gennaio dal 1993 si ritrovano a percorrere in lungo e in largo le lagune veneziane. Mi riferisco ai ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ai tecnici dell’Associazione Faunisti Veneti, al personale delle aziende faunistico venatorie vallive, agli agenti del corpo di Polizia Provinciale”. Dalla Tor va nel dettaglio. “Il quadro che emerge - continua il vicepresidente - è quello di un patrimonio naturalistico di straordinaria importanza, sicuramente di grandissimo rilievo per tutto il bacino del Mar Mediterraneo, con presenze regolari che negli ultimi quattro anni hanno sempre superato il valore di 300 mila esemplari, sfiorando nel 2014, le 400 mila unità. Anche la laguna di Caorle si conferma di notevole importanza a livello nazionale e internazionale, avendo ospitato un numero di uccelli acquatici di poco inferiore ai 40

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mila esemplari. Viene confermata, pertanto, la tendenza al forte incremento delle popolazioni di uccelli acquatici registrata negli ultimi anni, in particolare per molte specie di anatidi di interesse venatorio, a dimostrazione che una corretta ed efficace gestione del territorio, non solo è compatibile con le attività legate alla caccia e alla pesca, ma spesso viene favorita dal coinvolgimento diretto dei fruitori del patrimonio naturalistico”.

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Baby. Femmina, taglia piccolina, circa kg.8, ha 1 anno. Recuperata in campagna con cucciolata. Aveva partorito in mezzo al fango, senza riparo né cibo. Baby ha un buon carattere, cerchiamo per lei una casa per farle capire che l’essere umano non è sempre crudele. Ciro. Maschio, taglia piccola, circa kg 10, età di circa 6-8 anni. Carattere equilibrato, adatto per tutti i contesti famigliari. Ciro arriva dal canile sanitario. Per lui, poi, si sono aperte le porte del canile. Dev’essere operato ad una zampetta perché ha legamenti e crociati rotti. Per lui cerchiamo famiglia amorevole che possa accoglierlo come un figlio.

na bella novità con l’arrivo della primavera. Coldiretti è partita da Liettoli di Campolongo per avviare in Veneto il progetto di Campagna Amica. Il presidente di Coldiretti Venezia Iacopo Giraldo, ha rivoluzionato la sua serra che si trova nella frazione di Campolongo in via Trentino 21, creando una ”Bottega di Campagna Amica”. E’ stato aperto così il primo Garden di Campagna Amica del Veneto, trasformato e ampliato anche al food. Uno spazio dove accanto alle piante, si possono acquistare prodotti alimentari della filiera agricola. Tutti prodotti di origine in primis del territorio locale, provenienti direttamente dal circuito delle aziende agricole accreditate alla Rete di Campagna Amica. Il negozio si chiama “Bottega fiorita” ed è gestito dal titolare Iacopo Giraldo e dal suo staff. L’azienda, ha circa 22 ettari, è principalmente ad indirizzo vivaistico, ma anche vasti spazi coltivati a cerealicolo e ora orticolo. Da parecchi anni l’azienda florovivaistica è specializzata nei servizi di allestimento e manutenzione giardini, senza contare esperienze come l’allestimento di importanti fiere, l’allestimento della “Machina” per la regata storica di Venezia, e la preparazione del Teatro della Fenice in importanti occasioni. “Ho creduto nel progetto di Campagna Amica – dichiara Iacopo Giraldo – e da imprenditore ho cercato di investire in un nuovo ma già consolidato progetto che mette a diretto contatto produttori e consumatori, offrendo il meglio del prodotto italiano, convinto di portare un valore aggiunto anche alla precedente attività di vivaista già avviata e conosciuta”. A.A.

L’ applicazione da la possibilità di condivisione dei messaggi ricevuti attraverso i principali Social Media per far conoscere le notizie interessanti alla cerchia dei nostri contatti e amici. Gong è un'applicazione di ultima generazione, è stata concepita come rete di comunicazione capace di fornire informazioni a tutti i cittadini presenti sul territorio, desiderosi di informazioni UTILI e a PORTATA di MANO. Gong può informati sui servizi pubblici come trasporti, il servizio acquedotto, un'allerta meteo. Ma anche di un evento culturale come un concerto o una manifestazione sportiva, la ricerca di un'offerta particolare su un prodotto o di un servizio (una cena, un meccanico.. ecc.) Molto sentita è la necessità di un lavoro e anche su questo GONG ci può essere d'aiuto. Attualmente GONG è scaricabile sui Market principali, oppure scansionando il QrCode. Apple

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Asia. Quasi 2 anni, femmina, sterilizzata, circa 20 kg. Adottata circa un anno fa, riportata in rifugio. Il dolore e il trauma è stato grande. Ora Asia si trova dentro un recinto. Cerchiamo per lei una famiglia definitiva. Loretta, associazione protezione animali di Chioggia O.nlus 3289620233

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10 24

IL VENETO

in PRIMO PIANO

Politica Il referendum sul futuro della Regione

I veneti vogliono l’indipendenza?!

I cittadini chiedono più autonomia fiscale. Gli indipendentisti, invece, proclamano l’addio a Roma a colpi di referendum e di terrorismo di Germana urbani

L

oro, gli indipendentisti a capo del movi- su un campione rappresentativo. Secondo il mento, hanno già vinto. Con quella che sondaggio oltre la metà degli elettori veneti definiscono rivoluzione democratica, (55%) si dicono d’accordo con l’obiettivo, evoluta e digitale sono riusciti ad accendere sollevato dal referendum, dell’indipendenza i riflettori sul nuovo movimento politico del veneta. Anche se è concepita, soprattutto, Veneto e soprattutto sui suoi leaders, per come maggiore “autonomia”, maggiore canulla sprovveduti, anzi. pacità rivendicativa nei confronti di Roma. In Basta navigare nel loro sito, agevole, parte, nella maggiore qualità dei parlamenorganizzato; osservare con quanta dovizia tari e della classe politica. Ma gli indipendentisti hanno vinto danno e commentano informazioni; basta osservare le loro capacità di diffondere noti- perchè sono riusciti a far mettere in agenzie sui social network per capire che saranno da ai politici che siedono nel parlamentino proprio loro a dare del filo da torcere a Grillo, regionale l’urgenza di dare una risposta più o meno concreta all’ialmeno in Veneto. stanza che essi avevaDopo il referen- Secondo no sollevato. dum on line di fine il sondaggio Così, nel giro di marzo, passato quasi più della metà dei pochi giorni la commissotto silenzio, il grup- veneti vorrebbero sione Affari istituzionali po indipendentista si l’indipendenza del Consiglio regionale è riunito a Treviso per dichiarare l’indipendenza sancita, a detta del Veneto ha approvato, a maggioranza, loro, dai 2.360.235 sì espressi dai veneti entrambi i progetti di legge da un anno in discussione che chiedono una consultazione chiamati sul web ad esprimersi. Se i dati fossero reali, e non sono stati popolare dei veneti su indipendenza e auancora verificati, l’89,10% dei residenti vor- tonomia della Regione. Il progetto di legge 342 di Stefano Valdegamberi è passato rebbe staccarsi dall’Italia e fare da sé. Che un malessere reale sia diffuso in con i voti di Lega, Forza Italia, Ndc, Futuro regione è vero e a dirlo sono altri dati, quelli popolare e Unione Nordest. La commissione di un recente sondaggio di Demos condotto ha dato il via libera anche ad un secondo

progetto di legge, presentato da Costantino Toniolo e da Carlo Alberto Tesserin, entrambi del Nuovo Centrodestra, che affida al presidente della Regione il compito di negoziare maggiori condizioni di autonomia per il Veneto e, in appoggio al negoziato istituzionale, di indire un referendum popolare nel quale i veneti possano esprimersi sul Veneto regione a statuto speciale, dotata di autonomia fiscale, sino a trattenere in loco l’80 per cento del gettito fiscale. Se questi referendum si dovessero fare costerebbero alla Regione 14 milioni di euro e, per ora, nessuno ha detto da dove salterebbero fuori. E’ soddisfatto Valdegamberi che ammette che solo un anno fa questa proposta non sarebbe passata. “Il superamento degli Stati nazionali ottocenteschi – spiega il consigliere - e la rivalutazione dei territori che sono omogenei per storia, pensiero ed economia, come il Triveneto – conclude Valdegamberi - deve essere la base per un nuovo federalismo europeo dei

popoli. Il Veneto è pronto a competere con i modelli della Mitteleuropa, che sono ben lontani da ‘Roma capitale’”. Ma non tutti sono di quest’idea, anzi. i consiglieri di Forza Italia per il Veneto, ad esempio, hanno esposto uno striscione dai balconi di palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto con la scritta:“Noi veneti, come Bolzano sì, come Crimea no”. Tutto questo mentre in aula consiliare si svolgeva la seduta dedicata alla revisione della Costituzione e alla presa di posizione del Veneto che chiede di diventare Regione a statuto speciale “Con questa azione abbiamo voluto ribadire il no all’indipendenza, ma il nostro sì a forme di autonomia uguali a quelle del Trentino-Alto Adige”, hanno dichiarato Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo insieme agli assessori Massimo Giorgetti e Maria Luisa Coppola. “Vogliamo un Veneto forte e autonomo in una Italia unita che prenda il Veneto ad esempio. Le forze di maggioranza sembrano aver

Aism, AssociAzione iTALiAnA scLerosi MuLTipLA, e i notAi ti invitAno A pArtecipAre AgLi inconTri grATuiTi per ricevere risposTe ALLe Tue doMAnde.

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idee diverse e, perchè no, seguire anche gli umori delle piazze. E il presidente Luca Zaia, dal canto suo, si può dire che tentenna. Sin dal giorno dopo la proclamazione dell’indipendenza da parte dei referendari 2.0, ha sostenuto frenato sulla questione. Tanto che commentando le decisioni della Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale che si è pronunciata con un doppio sì per la consultazione sull’indipendenza e sull’autonomia ha detto che la sua “road map per l’indipendenza del Veneto è la stessa della Catalogna; ci si dà l’obiettivo e si praticano, giorno dopo giorno, con pazienza, tutti i passaggi giuridici. E’ un voto, questo, che permetterà ai consiglieri regionali di discutere di questi due provvedimenti. E già il dibattito è importante. Io mi auguro che si arrivi rapidamente all’approvazione della legge per l’indizione del referendum, dopodiché inizieremo il nostro confronto giuridico a livello nazionale”.

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Il Veneto in primo piano 11 25 Tosi: “Fatti che sono più da bar che non da banda armata”

Un nuovo carroarmato pronto a sparare alle tasse!

di Germana urbani

L

a notizia gira per l’Italia, sui media e in rete, come fosse venga fatto del male a delle persone - ha continuato Tosi una barzelletta:l’azione di alcuni “bontemponi” che non - perché finire in galera per una persona che non ha mai volevano far nulla di male. E ad avvalorarla arrivano an- fatto nulla per finirci, e’ ingiusto e sproporzionato; quindi si che le dichiarazioni di politici di calibro come quella di Flavio sono sperperate centinaia di migliaia di euro per indagini, Tosi. “Fin da subito, quando mi hanno raccontato questa vi- pedinamenti, intercettazioni per dei fatti che sono più da cenda, pensando all’entità delle cose bar che non da banda armata’’. contestate mi e’ venuto da sorridere, Busato: “Solidarietà ‘’Spiace che queste persone vengaperchè sono degli arresti per nulla’’. a chi ci avrebbe no massacrate dalla giustizia, per Minimizza l’accaduto il segretario aiutato nella prossima non aver fatto nulla, perché quella nazionale della Liga Veneta e sindaco mossa: la rivoluzione del carroarmato, che e’ un trattore di Verona, Flavio Tosi, commentando fiscale” con sopra tre lamiere, fa ridere’’ l’arresto dei 24 ‘’secessionisti’’ veneha concluso il sindaco veronese. ti che a Casale Di Scodosia stavano costruendo un nuovo Sarà. Eppure per la Procura di Brescia non ci sono dubbi: mezzo d’assalto e sono stati accusati di associazione con erano disposti a tutto pur di spingere all’indipendenza del finalità di terrorismo, eversione dell’ordine democratico e fab- Veneto. Anche ad azioni clamorose. L’indagine ha portato a bricazione e detenzione di armi da guerra. Accuse pesanti, ventiquattro arresti nelle provincie di Padova, Treviso, Rovigo, eppure, la gran parte degli uomini del carroccio sottolinea Vicenza e Verona. In carcere, tra gli altri, l’ex parlamentare che si è trattato solo di “un gioco”.’’Fa rattristare il fatto che e sottosegretario Franco Rocchetta, fondatore della Liga Ve-

tiozzo, pd

“Z

neta e tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto. Stesso provvedimento per Lucio Chiavegato, il leader del Movimento 9 dicembre, i Forconi, di Verona e protagonista del presidio nei pressi del casello dell’autostrada A4, già presidente della Life, la Libera Associazione degli imprenditori veneti. Carcere anche per il suo braccio destro, Patrizia Badii, anche lei tra i promotori del presidio verosese dei forconi. In galera, inoltre, Luigi Faccia, mentre ai domiciliari è finito Flavio Contin: questi ultimi due sono personaggi già noti alle forze dell’ordine e alle cronache perché fecero parte del gruppo dei Serenissimi che nel 1997occuparono piazza San Marco a Venezia a bordo di un blindato sempre costruito a Casale di Scodosia. “Arrestateci tutti” - ha detto Gianluca Busato, leader di Plebiscito.eu, apostrofando come notizie ridicole e indecenti le notizie che riportavano gli arresti di quelli che lui ha definito “patrioti veneti”. “Sono questi gli ultimi rantolii dello stato italiano criminale, ladro e violento – ha detto Busato - Esprimo la mia totale solidarietà e vicinanza a Franco

Flavio Tosi e Gianluca Busato

Rocchetta, Lucio Chiavegato, Luigi Faccia, Flavio Contin e a tutti i patrioti arrestati questa notte con accuse che appaiono fin d’ora risibili. Prepariamoci per una mobilitazione di Popolo, civile, composta, pacifica e democratica a sostegno della Repubblica Veneta. E in ogni caso ringraziamoli, perché non potevamo sospettare di avere un aiuto così grande per applicare con successo l’esenzione fiscale totale”. Il prossimo passo verso cui muovono gli indipendentisti, infatti, è la rivolta fiscale: nessuno paghi più le tasse! E’ questo il cuore del programma politico del movimento che si appresta a raccogliere le firme degli imprenditori pronti alla rivolta fiscale. La motivazione è presto detta: liberarsi dall’oppressione “del peggior inferno fiscale del pianeta”.

“ i Fatti degli ultimi giorni segnano il Fallimento del veneto leghista”

aia e la Lega hanno fallito l’occasione storica di ottenere una reale e maggiore autonomia del Veneto e ora corrono ai ripari schierandosi accanto ai secessionisti”. Per Lucio Tiozzo e Stefano Fracasso, capogruppo e vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale, c’è aperta contraddizione tra le dichiarazioni di Zaia a sostegno del fronte indipendentista e secessionista e l’operato politico nei suoi incarichi di vicepresidente e presidente della Regione e di ministro della Repubblica. “Prima ancora di guidare la Regione, Zaia è stato vicepresidente del Veneto e poi ministro. Eppure, malgrado i proclami e le promesse, lui e il Carroccio non hanno mai fatto compiere

al Veneto quel salto in termini di rafforzamento delle competenze e di ampliamento degli spazi di autonomia anche fiscale. Non sono stati in grado di far tesoro dell’onda del consenso elettorale con il quale hanno assunto la guida della Regione”. “Anzi – proseguono Tiozzo e Fracasso – il presidente Zaia che ora si schiera dalla parte degli indipendentisti è lo stesso che in questi anni ha rafforzato il centralismo regionale. L’esempio più lampante è il mancato riconoscimento dell’autonomia della provincia di Belluno, che continua ad essere negata malgrado lo Statuto la preveda. Questa è stata la storia ingloriosa del Veneto leghista, che ora cerca riscatto nei sogni di gloria irredentista”.


26 12 Il Veneto in primo piano Trasporti su rotaia Avviata un’indagine conoscitiva sulla qualità del servizio offerto

Ferrovie, interviene l’Autorithy L’infrastruttura in Veneto si estende complessivamente per 1.800 chilometri di linee; sono 164 le stazioni esistenti di Alessandro Abbadir

S

e la rete autostradale e stradale è nel mirino dei residenti e degli utenti, non se la passa bene nella nostra regione neanche la rete ferroviaria. L’infrastruttura ferroviaria in Veneto si estende complessivamente per 1.800 chilometri di linee; 164 le stazioni esistenti. Ci sono tratte a lunga percorrenza sull’asse Milano-Venezia, Venezia-Bologna o Udine- Venezia, e ci sono linee meno strategiche ma essenziali per le comunità locali come quelle gestite da Sistemi Territoriali o quelle nell’area del bellunese e rodigino. In queste ultime settimane la serie di tagli agli orari con l’introduzione dell’orario cadenzato, ha scatenato le proteste degli utenti, soprattutto quelle dei pendolari, che i treni li utilizzano ogni giorno. Fra le preoccupazioni c’è anche ormai la certezza che il Sistema Metropolitano Ferroviario di Superficie, non verrà completato neanche durante questo mandato. Ecco che nelle scorse settimane l’Authority

dei trasporti ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sulla circolazione ferroviaria in Veneto per accertare la qualità del servizio offerto dai treni regionali finiti nell’occhio del ciclone per la lunga serie di ritardi e i disservizi che affliggono i 200 mila pendolari nostrani. Il presidente dell’Autorithy dei Trasporti Andrea Camanzi ha fatto sapere che l’inchiesta coinvolgerà anche altre regioni e si estenderà ai collegamenti aeroportuali. In calendario, le audizioni dei principali soggetti coinvolti: da Trenitalia ai sindacati delle ferrovie, dagli amministratori locali ai rappresentanti dell’utenza. La finalità principale dell’Authority, consiste nel ridefinire le regole del gioco, assicurandone il rispetto, a cominciare dalla definizione degli schemi dei bandi di gara, di sua diretta competenza. Nello specifico, il caso è quello della gara europea per l’assegnazione delle corse regionali conseguente alla disdetta del contratto a Trenitalia da parte della Regione Veneto. La gara è di quelle sostanziose: vale 150 milioni di euro

l’anno e sarà proprio l’autorità garante a definire, in via preliminare, i criteri del bando, ispirati a standard di qualità, rispetto dei princìpi della libera concorrenza, salvaguardia dei servizi minimi essenziali e vantaggi economici per la collettività. L’auspicio è che a farsi avanti siano i colossi ferroviari di Svizzera, Austria e Germania. In una nota il governatore della Regione lo ha chiarito. “Abbiamo rinunciato a prolungare il contratto con Trenitalia - dice Zaia nella nota - per bandire una gara rivolta a società di spessore europei in grado di competere con Rfi nell’offrire un servizio all’altezza: parlo delle ferrovie svizzere, austriache, tedesche, inglesi, non certo dei candidati provinciali dell’ultima ora”. Per rendere più “abbordabile” l’operazione, non si esclude la suddivisione della mappa ferroviaria veneta in lotti da appaltare singolarmente. A frenare le candidature c’è il vantaggio di cui, gode Trenitalia: costola di Rfi, dispone in partenza di tratte, convogli, personale, depositi,

officine, materiali. Non mancano le polemiche. Per il senatore del Pd Lodovico Sonego, ”la proposta è ambientalmente e socialmente insostenibile e serve solo a nascondere il proposito reale di non fare nulla. La nuova ferrovia ad Alta Velocità e Alta Capacità del Corridoio Mediterraneo è una primaria necessità del Friuli Venezia Giulia per

diventare quella piattaforma logistica che da sempre desidera essere, ma il quadruplicamento è il modo migliore per non realizzarla. Il quadruplicamento significa collocare due ulteriori binari in stretto affiancamento ai due esistenti attraversando una catena di centri abitati nei quali le abitazioni sono vicinissime ai binari che ci sono già”.

Innovazione In servizio da settimane i nuovi Etr elettrici

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ono stati presentati a dicembre e ormai sono in funzione da settimane sulle linee regionali i nuovi Etr 360.001. Si tratta di venti nuovi convogli a trazione elettrica Flirt acquistati dalla Regione Veneto, quattro a sei casse (Etr.360) e sedici a quattro casse (Etr.343). Dodici sono n servizio mentre per altri otto è previsto l’arrivo entro giugno 2014. Costruiti congiuntamente dalla svizzera Stadler e dall’italiana Ansaldo Breda, i treni sono entrati in servizio dopo cinque anni dall’indizione della gara d’appalto. Vanno ad aggiungersi ai due Etr.340 (a trazione elettrica), due Atr.110, due Atr.120 e due Atr.126 (a trazione diesel) già in servizio sui binari del Veneto sotto la gestione di Sistemi Territoriali ma, a differenza di questi ultimi, saranno per ora utilizzati da Trenitalia in regime di comodato d’uso gratuito (ossia, nell’eventualità di messa a gara dell’effettuazione dei servizi, la Regione potrebbe assegnarli ad un’impresa diversa). Come saranno impiegati e dove? Del tipo a sei casse (con oltre 300 posti a sedere) saranno impiegati per i collegamenti fra Venezia e Portogruaro; quelli a quattro casse (con oltre 200 posti a sedere) fra Venezia e Treviso, Castelfranco e Padova nonché lungo la linea Monselice - Mantova. L’allestimento interno, con i pratici sedili a cantilever, è analogo a quello degli altri mezzi della stessa famiglia già in servizio. I convogli sono tutti dotati di accesso a raso, servizi igienici accessibili ai disabili e spazio per le biciclette. Ma non solo: l’ampia superficie finestrata conferisce agli ambienti interni una notevole luminosità e l’insonorizzazione è molto buona, elementi questi che hanno già reso i convogli Stadler particolarmente apprezzati dall’utenza, spesso abituata ad un comfort decisamente A.A. minore. Le richieste dei sindacati

servono 27 milioni di euro per il trasporto pubblico

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e la Regione ha le idee chiare su come intende sistemare la rete ferroviaria nei prossimi anni, idee chiare su quanti soldi servono per questa infrastruttura le hanno anche i sindacati: servono almeno 27 milioni di euro in più per il trasporto pubblico locale, di cui 15 per garantire l’orario cadenzato dei treni e 12 per i servizi di bus e vaporetti. Le richieste sono quelle dei sindacati dei trasporti pubblici (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl trasporti, Faisa Cisal, Fast e Orsa) che le hanno presentate alla commissione Bilancio del Consiglio Legambiente ha fotografato la questione. Se messo a confronto con le altre regioni negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito nei treni regionali 6,7 euro pro capite, 3 euro in meno dell’Emilia Romagna, la metà della Lombardia, un sedicesimo di quanto spende la Provincia autonoma di Bolzano. I lombardi ogni giorno hanno a disposizione il triplo degli 800 treni che corrono in Veneto, nonostante la popolazione veneta sia solo la metà di quella lombarda. Ma non mancano problemi sulle strade. Per la manutenzione dei 2000 chilometri gestiti da Veneto Strade secondo i sindacati bisognerebbe che Regione e province stanziassero nel 2014 almeno 10 milioni, invece nel bilancio di previsione ce ne sono solo 3,8. Ciò significa che continueremo ad avere strade “groviera”, piene di buche. I sindacalisti, infine, hanno lanciato un appello specifico per la viabilità nel Bellunese, la provincia dolomitica deve affrontare una spesa aggiuntiva di oltre 5 milioni di euro per ripristinare i collegamenti viari dopo le nevicate eccezionali. A.A.


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L’ha fondata Giorgio Simoni oltre 40 anni fa che si avvale della collaborazione dei figli Piergiorgio, Massimo, Sonia e Monia

BICA S.P.A una potenza nella produzione di sedie e mobili per giardino Su 100 mila mq coperti su 4 unità produttive lavorano 140 operai con 30 presse di ultima generazione attive sulle 24h Parlare della Bica S.p.a. ai giorni nostri significa riferirsi a Giorgio Simoni il fondatore Giorgio e, con lui, i figli Piergiorgio 27 anni, Massimo 42 anni, e le due figlie Sonia e Monia. Una vera e propria potenza familiare che ha portato la BICA S.p.a. ad essere leader mondiale nello stampaggio di prodotti per la casa e giardino con un fatturato annuo di 25 milioni di cui l’80% con l’estero ( in 15 Paesi europei e nel mondo) e il 20% in Italia. Nel lontano 1962 Giorgio Simoni ha iniziato l’attività a Pontelongo dando così l’imput all’attuale costituzione del Gruppo Simoni che negli anni 80 ha compiuto un forte salto di qualità nella realizzazione dei primi mobili in resina che si sono affiancati alla storica produzione di quelli da giardino e campeggio in acciaio. Attualmente BICA S.p.a. annovera nel suo interno 140 dipendenti che lavorano in 100 mila mq coperti nelle quattro realtà produttive. A Candiana (Pd) sono posizionate le 30 presse robotizzate

che lavorano su 24h e che sfornano mobili da giardino in resina nelle linee Panther e Trendy. A Pontelongo (Pd) dove avviene il taglio, piegatura e assemblaggio degli articoli da giardino in acciaio, a Villa del Bosco invece vi è la produzione di stendibiancheria in acciaio. La BICA è stata una delle prime aziende ad ottenere la certificazione ISO 9001. Per la stagione estiva 2014 l’ufficio ricerca e sviluppo della BICA ha ideato una nuova collezione di salottini per arredare il giardino, la casa, bar e ristoranti, le linee B:RATTAN e BICADESIGN sono progettate per durare nel tempo. L’attenzione della BICA S.P.A. sempre rivolta verso l’innovazione e l’evoluzione del mercato completano l’immagine di un’azienda che non si ferma al successo già ottenuto ma guarda allo sviluppo futuro e pone nella ricerca di nuove soluzioni la chiave per una ulteriore crescita.

BICA S.p.a. fattura 25 milioni e commercializza con 15 Paesi europei e mondiali

In alto la Sede della BICA S.p.a.


28 Cultura provinciale

Cultura provinciale 9

Eventi A San Giovanni Evangelista lo scorso 25 marzo oltre 300 ragazzi di 116 istituti alla cerimonia di premiazione

La Festa del popolo Veneto, un trionfo per le scuole veneziane Grande successo di partecipazione dei ragazzi al concorso che promuove la riscoperta di lingua, tradizione e storia veneta. Ben 11 dei 37 premiati erano progetti presentati da classi della provincia di Venezia di Ornella Jovane

L

e scuole del Veneziano in grande evidenza alla Festa del Popolo Veneto, che si è svolta lo scorso 25 marzo alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, vincitrici con ben 11 progetti al concorso regionale “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto”. La Festa del Popolo Veneto è stata istituita tre anni fa con legge regionale e si celebra il 25 marzo, con chiaro intento di ricordare la data della fondazione di Venezia avvenuta nel 421. E’ una festa all’insegna della riscoperta della storia, delle tradizioni, della lingua veneta, delle fiabe e delle leggende centenarie che la Regione del Veneto insieme con l’Unione delle Pro loco regionali organizzano coinvolgendo anche l’Ufficio scolastico regionale. La ricchezza e la varietà dell’espressione linguistica, le realizzazioni artistiche, le leggende ed i misteri, l’enogastronomia, sono i molteplici ambiti che il Comitato Pro loco Unpli Veneto insieme con l’assessorato regionale all’Identità veneta infatti hanno esortato nell’opera di valorizzazione coinvolgendo in particolare le scuole del territorio. Lo hanno fatto attraverso un concorso, “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto”, che anche per questa edizione ha riscosso un grandissimo successo di partecipazione. Hanno aderito 116 istituti,

eventi e mostre

La sala gremita di ragazzi. In prima fila da sx il presidente Follador, l’assessore Stival e la dottoressa Gianna Marisa Miola di diverso ordine e grado, presentando ben 150 progetti didattici. Particolarmente nutrita la compagine delle scuole veneziane che hanno concorso in 25 (il gruppo più numeroso), le veronesi sono state 24, 17 gli istituti bellunesi coinvolti, 13 i padovani, 11 quelli di Treviso, altrettanti i vicentini, 6 le scuole partecipanti da Rovigo. Hanno aderito all’iniziativa anche 7 scuole croate e 2 slovene. I lavori presentati sono stati valutati da una giuria che ne ha selezionati 37, divisi per ambito specifico, che poi sono stati premiati appunto lo scorso 25 marzo alla Scuola Grande di San Rocco. I ragazzi delle scuole premiate sono stati accolti

a cura di Ornella Jovane

TEATRO LA FENICE, LA STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2014-2014 La Fondazione Teatro La Fenice ha presentato la Stagione lirica e di balletto 20142015, che proporrà diciotto titoli da novembre 2014 a ottobre 2015: Simon Boccanegra e La traviata di Giuseppe Verdi, I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, Il signor Bruschino di Gioachino Rossini, L’elisir d’amore e Don Pasquale di Gaetano Donizetti, Alceste di Christoph Willibald Gluck, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, Norma di Vincenzo Bellini, Juditha triumphans di Antonio Vivaldi, La scala di seta di Gioachino Rossini, Otello di Giuseppe Verdi, Il ponte sulla Drina di Dejan Sparavalo, Terza sinfonia di Gustav Mahler di John Neumeier, Tosca di Giacomo Puccini, La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini, Il medico dei pazzi di Giorgio Battistelli e Die Zauberflöte di Wolfgang Amadeus Mozart. La stagione sarà costituita da nove nuovi allestimenti, otto lavori di repertorio e un balletto ospite per complessive 128 recite – tutte serali o pomeridiane, escluse le antimeridiane per le scuole –, confermando il balzo di produttività che ha portato dalle 68 recite della stagione 2010 alle 103 della stagione 2011 alle 118 della stagione 2012-2013. La stagione è stata presentata lo scorso 27 marzo a Milano dal vicepresidente della Fondazione Teatro La Fenice Giorgio Brunetti, dal sovrintendente Cristiano Chiarot e dal direttore artistico Fortunato Ortombina.

SALZANO CELEBRA IL CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN PIO X Entra nel vivo della programmazione il calendario, avviato a lo scorso 14 dicembre, di iniziative messo a punto dal Comune e dalla Parrocchia di Salzano in collaborazione con i gruppi e le associazioni del territorio per celebrare il centenario della morte di Giuseppe Sarto, dal 1867 al 1875 parroco della piccola comunità del Veneziano, al secolo papa Pio X, poi proclamato santo nel 1954. Fino al prossimo 24 agosto sono previsti numerosi incontri con ospiti illustri e autorevoli, spettacoli teatrali e concerti, oltre alla mostra di pittura cui è abbinato anche un concorso, l’opera vincitrice sarà raffigurata su cartolina nell’annullo speciale delle Poste italiane. Tutte iniziative finalizzate a ricostruire nella sue varie sfaccettature la figura di un uomo, già definito santo in vita per via di alcune guarigioni a lui attribuite e inspiegabili, che con il suo operato ha lasciato un segno profondo dal punto di vista religioso ma anche civile.

dall’assessore regionale all’Identità veneta Daniele Stival, il presidente dell’Unpli Giovanni Follador, la dirigente dell’Ufficio scolastico del Veneto Gianna Marisa Miola e il curatore scientifico del concorso, il professor Paolo Scapinello. In un clima gioioso e frizzante hanno avuto modo di presentare sul palco un estratto dei loro lavori, prima di ricevere il premio che complessivamente è di 25mila euro, destinati ad essere investiti in attività didattiche. Per l’Ambito 1, del Teatro, le veneziane premiate sono state quattro: la scuola primaria “B. Caccin” - IC Chioggia 5, con il suo lavoro dal titolo “... e a Chioggia, invece...”, la primaria “G. Parini” di Borbiago di Mira - IC Mira2, per

“Voci lontane”, la primaria “N. Sauro” - IC Matteotti di Maerne di Martellago, per “Viva Venexia col so carnival”, la primaria “Carducci” - IC Turranio Concordia Sagittaria per “La storia di Concordia, dal Cristianesimo alla scoperta dell’America”. Due su tre le scuole veneziane premiate nell’ambito relativo alla Musica. Si tratta della secondaria “S.D. Savio” di Fossalta di Piave IC Meolo che ha partecipato con “...Da na panocia” e della scuola dell’infanzia “M.T. di Calcutta” IC Chioggia 5 con “Cantiamo insieme con il coro popolare chioggiotto”. Due scuole veneziane hanno vinto nella sezione dedicata alla Ricerca storica: si tratta della scuola secondaria di primo grado IC “C. Goldoni” di Martellago che ha concorso con il progetto dal titolo “Per non aver la zucca vuota... mettiamo nella zucca le nostre tradizioni!” e dell’Istituto professionale alberghiero “Musatti” di Dolo che ha presentato “Alla scoperta di Tiepolo, tra Venezia e Padova”. Infine per l’ambito speciale “Leggende e misteri” le veneziane premiate sono state la scuola media IC Goldoni di Martellago per “La cappelletta della strega”, quella di Camponogara “A. Gramsci” per “Il gobbo dei molini di Dolo” e l’ITT “F. Algarotti” di Venezia per “Bianca Savorgnan e i misteri di San Servolo”.

La mostra Dall’11 aprile in tre diversi ambienti

L’ingegno multiforme di Aristide Naccari A rchitetto, disegnatore, studioso di antichità. La presenza di Aristide Naccari, nato nel 1848 e scomparso cent’anni fa nel 1914 quando in Europa si stava scatenando la tragica prima guerra mondiale, ha segnato a lungo la storia culturale della città di Chioggia. Dall’11 aprile il Polo Culturale della diocesi di Chioggia ha avviato una serie di iniziative progettate dalla Fondazione “Santi Felice e Fortunato” fin dallo scorso anno: una Mostra   un volume del materiale elaborato dall’artista, sulla sua vita e la sua opera, un pacchetto di proposte legate al progetto di didattica museale per la scuola primaria. La mostra è dislocata in tre ambienti. Nel Museo diocesano nei pressi della Cattedrale di Chioggia i visitatori troveranno le ricostruzioni grafiche dell’architettura sacra (antiche chiese di Chioggia, campanile e altar maggiore di S. Giacomo, Urna dei Patroni) e una ventina di ritratti; nella vicina Biblioteca diocesana viene dato risalto alle ricostruzioni di architetture civili (palazzi di Venezia, Melfi, Palazzo pretorio di Chioggia, ecc.), alle tavole anatomiche e alla cantieristica; infine nella Chiesa-Pinacoteca “Santissima Trinità” sono esposte in teche materiale vario relativo alla stessa chiesa, ritratti, vedute e imbarcazioni, disegni provenienti soprattutto dalla collezione Filippini e da qualche altra collezione privata.

A maggio verrà presentato anche il corposo volume sull’opera di Aristide Naccari  

L’antica chiesa di San Giacomo Disegno di Aristide Naccari Il volume sulla vita e la produzione del Naccari (270 illustrazioni), intende esaltare l’ingegno multiforme di questo noto artista e offrire le coordinate per interpretarne l’originalità nel contesto artistico e culturale dell’epoca. Alla realizzazione della corposa opera hanno collaborato vari esperti in settori specifici: l’ampia prefazione è curata da Sergio Ravagnan; Ruggero Donaggio presenta la vita e le opere, Dino Memmo la ritrattistica, Luciano Scarpante i paesaggi e costumi, Gina Duse l’ambiente sociale e antropico, Giorgio Vianello le architetture, Paolo Padoan gli studi anatomici, Sergio Piva la cantieristica, Pierluigi Bellemo le illustrazioni su riviste. Questo libro su Naccari sarà presentato all’inizio di maggio. La proposta della didattica museale intende offrire agli alunni delle scuole un aiuto per leggere, soprattutto attraverso le tavole ricostruttive delle chiese e del Palazzo Pretorio, il volto più

antico e bello della città di Chioggia; il laboratorio rivolto agli alunni dai 6 agli 11 anni (formella o disegno, quaderno attivo e proiezione di un power point) consentirà – sotto gli occhi dei piccoli e anche attraverso le loro mani – di “ricostruire” le forme e le figure di Aristide Naccari. Nell’Archivio diocesano, che conserva il deposito più cospicuo della produzione del Naccari, metterà in esposizione le parti significative di questo genio schivo ma pur straordinario. “Il genio di un credente – ha sottolineato don Giuliano Marangon, direttore del Museo diocesano. - Penso che tutti, rivisitando le opere del Naccari, saremo aiutati a capire meglio com’eravamo un tempo, ad apprezzare di più i tesori artistici della Città filtrati dai suoi occhi, a crescere nel rispetto delle stesse architetture. E questo attraverso le chine acquerellate, il calore cromatico e l’onda melodica di uno dei grandi di Chioggia”. EugenioFerrarese


14 Cultura veneta

Cultura veneta 29

Gallerie dell’Accademia Fino al 29 giugno, un interessante percorso in 70 opere

Carlo Saraceni celebrato a Venezia

Un artista poco conosciuto che visse a cavallo tra il 1500 e ‘600, tra Roma e l’Europa”

di Alain Chivilò

L

e Gallerie dell’Accademia di Venezia si pongono “in antitesi” tradizione coloristica veneta fatta di vive e pure cromie è la chiave agli attuali eventi culturali dai nomi di sicura affluenza, pro- di successo che attecchisce nell’ambiente artistico romano. La mostra comprende una sessantina di opere, tra cui non mancano ponendo una mostra per la primavera veneziana dedicata a un’artista poco conosciuto che visse a cavallo tra il 1500 e ‘600. le principali commissionate al pittore da alcune tra le più influenti famiglie “Carlo Saraceni. Un veneziano tra Roma e l’Europa” è il primo romane, come il Riposo dalla Fuga in Egitto dell’Eremo dei camaldolesi, omaggio che la città della Serenissima dedica al Maestro nella sua eseguito per la famiglia Aldobrandini che aveva portato al soglio pontificio storia. Fino al 29 giugno, un interessante percorso permette di com- (dal 1592 al 1605) un suo esponente, Clemente VIII e i dipinti eseguiprendere l’arte di Carlo Saraceni. Nato a Venezia verso il 1579, da ti per alcune delle più importanti congregazioni ecclesiastiche straniere, come quella iberica di Sant’Adriano in Vaccino e una famiglia bolognese di mercanti di seta, si quella tedesca di Santa Maria dell’Anima per la trasferisce all’età di vent’anni, alla fine del Cin- La tradizione quale dipinse due autentici capolavori presenti in quecento, a Roma per trascorrere il resto della coloristica veneta mostra. L’ordine espositivo è cronologico e parte sua vita. A livello artistico più che legarsi alla è la chiave dalla produzione di piccoli raffinati dipinti su rame, tradizione veneziana di Tintoretto, Veronese, di successo che Palma il Giovane e Jacopo da Bassano si lega attecchisce a Roma la cui novità maggiore sta nella predominanza data al paesaggio rispetto al racconto mitologico agli artisti tedeschi e fiamminghi operanti in laguna quali Hans Rottenhammer, Adam Elsheimer, Gaspar Rem e e biblico. Inoltre sono presenti alcune opere quali il disegno raffigurante Pietro Mera. Di conseguenza seguendo l’orientamento degli artisti Andromeda del Cavalier d’Arpino, conservato nell’Accademia di Venezia, nordici, lo spostamento a Roma non può che essere naturale. Il posto a confronto con il piccolo dipinto giovanile di Saraceni di analogo giubileo del 1600 diviene così fulcro per un nuovo fervore artistico soggetto, lo splendido San Rocco della Galleria Doria Pamphilj accostato che si propaga per i successivi decenni. Nuove tendenze si affianca- al San Girolamo di Jacopo Bassano dell’Accademia stessa e il dipinto della no al tardo manierismo del Cavalier d’Arpino e di Federico Zuccari Maddalena penitente della Pinacoteca Civica di Vicenza accostato nelle per le nuove ricerche di Annibale Carracci e Caravaggio. Proprio di sue due versioni. Una mostra piacevole per un’artista lagunare noto a quest’ultimo, Saraceni diviene uno dei più importanti interpreti dan- Roma come il “Veneziano”. do originalità rispetto a Orazio Borgianni e Orazio Gentileschi. La

Sostegno per giovani artisti

Museo Correr di Venezia, fino al 15 giugno

IL TIZIANO RITROVATO

I

l percorso espositivo storico del Museo Correr di Venezia, fino al 15 giugno, si arricchisce di una nuova mostra: “Tiziano, un autoritratto. Problemi di autografia nella grafica tizianesca”. Un’occasione importantissima per ammirare il recentemente ritrovamento di un affascinante autoritratto a disegno di Tiziano Vecellio. “Questo disegno è il singolare prodotto di Tiziano, il quale nella sua epoca godeva la reputazione di sommo ritrattista ed eccelso pittore. L’ineguagliata qualità dell’immagine e della sua esecuzione sono le ragioni che ci spingono a ritenere il ritratto opera originale del maestro. La scelta stessa del supporto è curata: una carta elaborata e tagliata (soprattutto lungo il bordo inferiore) in modo da somigliare a un foglio di durevole e costosa pergamena, solitamente utilizzata per redigere gli statuti corporativi, le cronache e le lettere diplomatiche della Repubblica di Venezia” sono le parole iniziali attraverso le quali gli studiosi internazionali David Rosand e Luba Freedman, primi ad avvalorare e confermare tale attribuzione, iniziano la loro tesi dimostrativa. Giunto quasi all’età di ottant’anni, Tiziano con il suo autoritratto indica all’Europa che è ancora attivo sia come persona, sia come artista. Una rappresentazione vitale per le corti che lo celebrano e acclamano. Il disegno, dall’inconfondibile e familiare profilo del Maestro, cattura per la straordinaria immediatezza, restituendo tutta la consapevole dignità conseguita dalla sua impareggiabile Arte della pittura. Concentrato nel

Nelle foto alcune delle opere in mostra: Andromeda incatenata liberata da Perseo, La Fuga in Egitto, Maddalena penitente e Madonna con il Bambino e Sant’Anna

Nuovi borsisti alla Bevilacqua La Masa

S profilo della testa col solo accenno del ricco collo di pelliccia e della cuffia, il rapido e sicuro tratto della matita nera, sempre mobile e vibrante, diventa insolitamente preciso e analitico. Il disegno è stato concesso generosamente in prestito da una collezione statunitense dopo la recente mostra presso la Fondazione Cosso (San Secondo di Pinerolo), mentre era già stato esposto per la prima volta nel 2007 a Belluno. Una mostra che costituisce dunque “un’importante sede di dibattito e approfondimento sul non facile campo della produzione grafica tizianesca, specie degli anni maturi” come indica il direttore Mu.Ve Gabriella Belli. Al.Ch.

ono entrati in azione i nuovi borsisti della Fondazione Bevilacqua La Masa, storica istituzione veneziana che trova le sue radici nel 1901, anno della sua creazione. Anche quest’anno la BLM continua a mantenere la missione originale di sostegno per giovani artisti, con residenza e attività nel Triveneto, attraverso l’assegnazione annuale di 12 Atelier. Dopo una selezione avvenuta nei mesi passati i nomi usciti sono i seguenti: Giuseppe Abate e Paola Angelini, Anemoi (gruppo), Marko Bjelancevic, Saverio Bonato, Pamela Breda, Samuele Cherubini, gli Impresari (gruppo), Graziano Meneghin e Jacopo Trabona, Fabrizio Perghem, Fabio Roncato, Caterina Erica Shanta, Eleonora Sovrani. Questi assegnatari sono attivi nei diversi ambiti delle arti visive (pittura, performance, arte relazionale, installazione, arte digitale, fotografia, video arte) e ora iniziano a lavorare per dodici mesi negli studi collocati presso Palazzo Carminati a San Stae e nel Chiostro dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca. In questo lungo soggiorno, un fitto calenda-

rio di appuntamenti ha inizio con gli Artists’ Talk & Open Studios, durante i quali gli artisti presentano al pubblico a Palazzetto Tito le loro ricerche e i progetti futuri aprendo ai visitatori gli studi appositamente allestiti. A giugno invece si rinnova l’impegno degli artisti durante la Notte Bianca dell’Arte, che li vedrà confrontarsi con le importanti sedi della Fondazione Musei Civici di Venezia. Ulteriori momenti espositivi si terranno in occasione del Premio Stonefly Cammina Con l’Arte e la mostra di fine residenza, che dal 2008 è accompagnata da una preziosa pubblicazione edita da Moleskine. A questi momenti istituzionali si affiancano le iniziative organizzate dagli stessi assegnatari, nonché le studio visit grazie alle quali curatori, critici e galleristi italiani e stranieri possono conoscere privatamente le singole ricerche artistiche. Un anno tutto da vivere nel quale ogni singolo artista è conscio che l’opportunità ottenuta è da far fruttare positivamente nell’ambito di una costante ricerca. Al.Ch.


30

11

LO neWs

SPORT in PRIMO LO S PORT in PIANO

Nuoto Grand prix Veneto

s.s.d.g.p. mira pronto a vincere

C

ontinua senza soste l’attività agonistica del gruppo master nuotatori della società sportiva S.S.D.G.P. nuoto di Mira. Nella prima parte della stagione agonistica gli atleti hanno gareggiato per i trofei di Rovigo e Vicenza, poi a febbraio con i campionati regionali che si sono svolti a Lignano, dove la squadra si è distinta piazzandosi al nono posto su 55, società partecipanti. Nella competizione del 16 marzo, trofeo Città di Trento, i master hanno guadagnato un quarto posto finale su 49 società iscritte. “Gli obiettivi stagionali sono sicuramente la vittoria del Grand prix Veneto, una speciale classifica riservata alle squadre della Regione, e partecipare ai campionati italiani che si svolgeranno a Riccione a fine giugno, dove contiamo di portare qualche atleta sul podio - dice Nicola Canton, allenatore dei master di Mira – la squadra sta crescendo anche grazie all’innesto di nuovi atleti che vanno a sommarsi a una rosa già ampia di nuotatori storici”. Il circuito master di nuoto, cresce di anno in anno, aumentano gli iscritti alle varie competizioni che si svolgono in giro per l’Italia, e per il mondo con una partecipazione altissima. Quest’anno, i campionati mondiali di categoria, saranno di scena a Montreal in Canada e si svolgeranno in agosto. Tanti atleti sfruttano queste opportunità per fare vacanza e, allo stesso tempo, praticare il loro sport preferito. Grazie ai lavori di ristrutturazione dell’impianto di via Giuseppe di Vittorio, terminati lo scorso anno, tutti gli atleti della piscina di Mira hanno uno spazio esterno dove potersi allenare nel periodo estivo. A livello dirigenziale, la squadra master di Mira, è seguita da Michela Vomiero con la presidenza di Marino Vanzan, una persona che ha sempre creduto nei Master e che si può definire il vero e proprio padre fondatore della disciplina. R.P.

Ciclismo Presentata la squadraneWs per le prossime competizioni Nuoto Grand prix Veneto

Ciclis

Coppi Gazzera, fucina di campioni Co s.s.d.g.p. mira pronto a vincere

di Giacomo piran

“L

a storia del ciclismo guarda al futuro”. Queste sono le parole pronunciate da Renato Marin, presidente della Us Fausto Coppi Gazzera Videa 2014, durante la presentazione svoltasi nell’auditorium della Cassa di Risparmio di Venezia. La società ciclistica mestrina gareggia nelle categorie Elite – Under23. “Possiamo farlo solo grazie agli sponsor - ha proseguito Marin - che anche in questo difficile momento, ci hanno confermato la propria fiducia permettendoci di allestire una formazione competitiva e decisamente ben assortita. Nelle prime gare della stagione, abbiamo dovuto fare i conti con un po’ di sfortuna ma siamo comunque riusciti a conquistare tre ottimi piazzamenti a Belricetto, Pianzano e Montecassiano e ora guardiamo ai prossimi impegni con fiducia”. A fare da punti di riferimento per il giovane team mestrino saranno, Mattia De Marchi e Michele Gazzara che, insieme a Matteo Malucelli, Flavio Feltrin, Alvise De Marchi, Maurizio Damiano e Giovanni Campagnolo formano il gruppo dei

C

ontinua senza soste l’attività agonistica del gruppo master nuotatori della società sportiva S.S.D.G.P. nuoto di Mira. Nella prima parte della stagione agonistica gli atleti hanno gareggiato per i trofei di Rovigo e Vicenza, poi a febbraio con i campionati regionali che si sono svolti a Lignano, dove la squadra si è distinta piazzandosi al nono posto su 55, società partecipanti. Nella competizione del 16 marzo, trofeo Città di Trento, i master hanno guadagnato un quarto posto finale su 49 società dialogoprix e con tantauna voglia di fare riconfermati cui va stagionali aggiunta sono la fantasia del ladisponibili iscritte. “Gliaobiettivi sicuramente vittoria delal Grand Veneto, speciale bene”. Questa la formazione Fausto venezuelano Luis Antonio Gomez Le e partecipare classifica riservata alle squadre dellaUrosa. Regione, ai campionati italiani della che siUS svolgeCoppi Gazzera Videasul2014: Brundo, nuove sonoa fiGiovanni arrivo di portare rannopedine a Riccione ne giugno,Longo dove in contiamo qualche atleta podio -Paolo dice Nicola Giovanni Campagnolo, Damiano,di AldalCanton, Team Brilla Bike, Riccardo Ghezzo cresciuto allenatore dei master di Mira – la squadra sta crescendo ancheMaurizio grazie all’innesto DediMarchi, De IlMarchi, tranuovi le filaatleti del Team Bibanese, Emanuele Favero che vanno a sommarsi a una rosa già vise ampia nuotatoriMattia storici”. circuito Emanuele master Favero, Feltrin, Giovanni Fornasiero, dalla Petrolicresce Firenze, il siciliano Brundo gli iscritti di nuoto, di anno in anno,Paolo aumentano alleFlavio varie competizioni che si svolgono Luca Gatto, Michele Gazzara, Riccardo Ghezdalla Ciclistica Malmantile i due debuttanti in giro per l’Italia, e per ile mondo con una tra partecipazione altissima. Quest’anno, i campionati Antonio Gomez Urosa, Longo glimondiali under 23, Luca Gattosaranno e Giovanni Fornasiero. di categoria, di scena a Montrealzo,in Luis Canada e si svolgeranno in Giovanni agosto. Tanti e e, Matteo Malucelli. Marin I quattordici ciclistiqueste saranno guidati daperFiorenzo atleti sfruttano opportunità fare vacanza allo stesso tempo,Direttivo: praticareRenato il loro sport Favero cheGrazie sostituirà lo storico direttore spor(presidente), Roberto Fuin (vicepresidente), preferito. ai lavori di ristrutturazione dell’impianto di via Giuseppe di Vittorio, terminati tivo Renatoanno, Bonso. me della si tratta di una sportivo), lo scorso tutti“Per gli atleti piscina di Mira Fiorenzo hanno unoFavero spazio(direttore esterno dove potersi Renato allegrande responsabilità - haA sottolineato Favero la squadra Bonso master (direttore tecnico), Silvano Polesel e nare nel periodo estivo. livello dirigenziale, di Mira, è seguita da Michela -. Vomiero Renato Bonso per tutti noidi èMarino sempre stato unaPaolo Baldan Previti con la presidenza Vanzan, persona che ha(collaboratori), sempre credutoOrazio nei Master une che punto di riferimento e sono convinto (medico e Ennio si può definire il vero e proprio padreche fondatore della sociale), disciplina.Massimo Mamprin R.P. continuerà ad esserlo. Ho trovato dei ragazzi De Marchi (meccanici).

umana Reyer lancia un appello

umana Reyer lancia un appello

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“la rai segua il basket”

mana Reyer Basket lancia un appello perché questo sport abbia maggiore visibilità nei canali Rai. Le sedici società di serie A rivendicano, tutte assieme, una maggiore visibilità del basket perché unanimi non approvano che il “servizio pubblico” svolto dalla Rai, non tratti questo sport nei Tg e nelle trasmissioni d’intrattenimento sportivo e generalista. Per questo motivo la maschile di Serie A più Legadue, riguardo la società ha inviato una lettera agli ammini- stagione 2012/2013, sono stati mediamenstratori e ai Direttori Responsabili della Rai e te 3.000 (4.000 Serie A, 2.000 Legadue, agli organi di governo e Vigilanza portando fonte Siae), rispetto alla media di 14.800 dati numerici relativi al pubblico che segue spettatori della Serie A più Serie B di calcio questo sport. “(…) Allo stato attuale, infatti, (24.700 Serie A e 4.900 Serie B, fonte con il patrocinio di non vi è alcuna corrispondenza tra il rilievo Lega Calcio A e B). Da questo dato risulta sociale, culturale e ovviamente sportivo della che nel 2012/2013 gli spettatori paganti pallacanestro e la visibilità data dalla R.A.I. della pallacanestro sono stati pari al 20% nella propria programmazione e nel proprio degli spettatori paganti del calcio. Un altro WWW.AISMME.ORG palinsesto. Sia consentito ricordare come il aspetto che è stato riportato nella lettera, è Un177/2005 bambino su specifi 500ci nasce ettodel da malattia metabolica ereditaria: solo 1 volD.Lgs. individui compiti aff quello valoreuna positivo di questo sport che ta sudi pubblico 4 viene riconosciuta inpochi tempo. Screening neonatale metabolico allare obblighi servizio che la socie- ha costi per laLosicurezza degli spettatori tà concessionaria è tenuta una ad adempiere, direttiprecoce poiché vi è una organizzata. gato permette diagnosi chetifoseria evita al bambino gravi handicap o nell’ambito della sua complessiva programFattore da tenere in considerazione anchesi possono trovare informala morte. Nel sito dell’associazione www.aismme.org mazione, “al fi ne di favorire l’istruzione, la per l’aspetto sociale: la pallacanestro è uno zioni sui centri cura, diagnosi e screening delle malattie metaboliche ereditarie. crescita civile e il progresso sociale” (art. 7, sport per famiglie, come tale veicolo di valori comma 4, del D.Lgs. 177/2005), tra i quali positivi. La lettera conclude con la richiesta di compiti, in particolare, vi è quello di garantire incontrare i responsabili della programmazioIL TUO PER MILLE “un numero adeguato di ore di trasmissioni DONA ne e i Direttori dei canali5e delle testate Rai per fiscale dell’associazione 9 2 1e8ga1040285 televisive e radiofoniche dedicateInserisci all’educa-il codice esporre più compiutamente le richieste e la tuaalla firmarantire nella dichiarazione redditi (CUD, 730, Unico) zione, all’informazione, alla formazione, un’informazione dei corretta e pluralista. promozione culturale” (art. 45)” (…). La Nel caso non vi fosse risposta, il presidente lettera ha messo in luce dati ufficiali AISMME relativi della- Associazione Reyer Luigi Brugnaro,Italiana dichiara di Sostegno essere alle percentuali di pubblico pagante del basket intenzionato a procedere con altri metodi. Malattie Metaboliche Ereditarie Per Onlus VERONICA PIVETTI Testimonial della nostra rapportandoli a quelli del calcio: gli spettatori chi volesse sostenere la ☎ causa è stato creato il info@aismme.org 049.99.00.700 campagna di sensibilizzazione R.P. paganti presenti alle partite di pallacanestro IBAN IT sito 93www.piubasketinrai.it. X 05018 12101 000000121810

“la rai segua il basket”

mana Reyer Basket lancia un appello perché questo sport abbia maggiore visibilità nei canali Rai. Le sedici società di serie A rivendicano, tutte assieme, una maggiore visibilità del basket perché unanimi non approvano che il “servizio pubblico” svolto dalla Rai, non tratti questo sport nei Tg e nelle trasmissioni d’intrattenimento sportivo e generalista. Per questo motivo la società ha inviato una lettera agli amministratori e ai Direttori Responsabili della Rai e agli organi di governo e Vigilanza portando dati numerici relativi al pubblico che segue questo sport. “(…) Allo stato attuale, infatti, non vi è alcuna corrispondenza tra il rilievo sociale, culturale e ovviamente sportivo della pallacanestro e la visibilità data dalla R.A.I. nella propria programmazione e nel proprio palinsesto. Sia consentito ricordare come il D.Lgs. 177/2005 individui specifici compiti e obblighi di pubblico servizio che la società concessionaria è tenuta ad adempiere, nell’ambito della sua complessiva programmazione, “al fine di favorire l’istruzione, la crescita civile e il progresso sociale” (art. 7, comma 4, del D.Lgs. 177/2005), tra i quali compiti, in particolare, vi è quello di garantire “un numero adeguato di ore di trasmissioni televisive e radiofoniche dedicate all’educazione, all’informazione, alla formazione, alla promozione culturale” (art. 45)” (…). La lettera ha messo in luce dati ufficiali relativi alle percentuali di pubblico pagante del basket rapportandoli a quelli del calcio: gli spettatori paganti presenti alle partite di pallacanestro

maschile di Serie A più Legadue, riguardo la stagione 2012/2013, sono stati mediamente 3.000 (4.000 Serie A, 2.000 Legadue, fonte Siae), rispetto alla media di 14.800 spettatori della Serie A più Serie B di calcio (24.700 Serie A e 4.900 Serie B, fonte Lega Calcio A e B). Da questo dato risulta che nel 2012/2013 gli spettatori paganti della pallacanestro sono stati pari al 20% degli spettatori paganti del calcio. Un altro aspetto che è stato riportato nella lettera, è quello del valore positivo di questo sport che ha pochi costi per la sicurezza degli spettatori diretti poiché vi è una tifoseria organizzata. Fattore da tenere in considerazione anche per l’aspetto sociale: la pallacanestro è uno sport per famiglie, come tale veicolo di valori positivi. La lettera conclude con la richiesta di incontrare i responsabili della programmazione e i Direttori dei canali e delle testate Rai per esporre più compiutamente le richieste e garantire un’informazione corretta e pluralista. Nel caso non vi fosse risposta, il presidente della Reyer Luigi Brugnaro, dichiara di essere intenzionato a procedere con altri metodi. Per chi volesse sostenere la causa è stato creato il R.P. sito www.piubasketinrai.it.

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10 Sì, viaggiare 32 LAZIO

Agro Pontino

la bonifica si racconta

L

’Agro Pontino evoca l’epopea della grande bonifica, della “redenzione” (per dirla con il linguaggio dell’epoca) di quelle terre paludose a sud di Roma dal flagello secolare della malaria. Un’epopea raccontata mirabilmente in un libro, “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi vincitore del Premio Strega 2010, e che rivive nei trentamila metri quadri di un grande parco tematico realizzato alle porte di Latina da un privato. Il parco si chiama “Museo Piana delle Orme” e il privato che lo ha realizzato è Mariano De Pasquale, di origini siciliane (ora scomparso), la cui famiglia come migliaia di altre famiglie italiane trovò nell’Agro Pontino un’opportunità di lavoro. Il parco è articolato in 14 grandi padiglioni dove dentro non è esagerato dire che è ospitata la storia. La storia della grande bonifica della zona innanzitutto. Opera che negli anni Venti del secolo scorso impegnò cinquantamila operai, reclutati soprattutto per scavare a mano in milioni di ore di lavoro i grandi canali spina dorsale della bonifica e per costruire successivamente i vari borghi rurali dove si insediarono diverse migliaia di coloni. In prevalenza agricoltori veneti, chiamati a coltivare quelle nuove terre strappate alla palude e alla malaria. Furono gli anni in cui a tempo di record fu costruita Latina (allora Littoria, in omaggio al Fascismo) e le altre città ispirate pure allo stile architettonico razionalista: Pontinia, Sabaudia, Aprilia. Città che hanno conservato il fascino dell’epoca e sono tuttora un museo a cielo aperto per chi ama la storia dell’architettura contemporanea. Il Museo della Piana delle Orme contiene così tante meravi-

glie che è difficile elencarle tutte. Basti pensare che nei padiglioni “militari”, dove sono conservate testimonianze della seconda guerra mondiale (che nella zona visse episodi cruenti durante l’offensiva alleata contro i tedeschi conseguente allo sbarco di Anzio), c’è persino il carro armato Sherman M4 utilizzato da Benigni sul set de “La vita è bella” e la Jeep fatta esplodere nel film “Il paziente inglese”, pure degno dell’Oscar. Nel parcomuseo trova posto anche il mezzo anfibio Sherman DD, uno dei tre esistenti al mondo. Fu costruito dagli americani per il centro di addestramento di Battipaglia e poi affondato. E’ stato recuperato al largo di Salerno nel 2002. C’è anche l’aereo (un caccia P40 Curtiss) recuperato in mare dopo che era stato abbattuto durante una battaglia aerea: il suo pilota americano, appresa la notizia, ha voluto recarsi al museo per rivederlo facendo vivere ai responsabili di “Piana delle Orme” un momento toccante. L’aereo, dopo il restauro, è stato esposto nel padiglione dedicato allo sbarco di Anzio. Un altro padiglione è riservato alla battaglia di Cassino, con il bombardamento del monastero benedettino con la distruzione del suo inestimabile patrimonio artistico. Effetti speciali fanno rivivere i terribili momenti di quell’episodio bellico. Nella grande esposizione allestita dalla famiglia De Pasquale nella campagna pontina di Borgo Faiti c’è spazio anche per i vecchi giocattoli (allora quasi tutti costruiti in latta o in legnoi, per vecchi apparecchi radio e oggetti che documentano la storia delle telecomunicazioni, ci sono tantissimi mezzi agricoli fra cui le preziose trattrici Pavesi Tolotti P4 e tanti tipi di carretti. E poi

AL GRANDE PARCO-MUSEO “PIANA DELLE ORME” RIVIVE L’EPOPEA DEL RISANAMENTO DELLA VASTA PALUDE MALARICA A SUD DI ROMA UN’OPERA COLOSSALE CHE HA IMPEGNATO NEGLI ANNI ‘20 CINQUANTAMILA OPERAI HANNO COSTRUITO CANALI E BORGHI RURALI POI ABITATI DA COLONI SOPRATTUTTO VENETI NEI 14 PADIGLIONI DELL’AREA VICINO A LATINA SONO ESPOSTI ANCHE RARI PEZZI MILITARI COME IL CARRO ARMATO UTILIZZATO NEL FILM “LA VITA È BELLA” DI ROBERTO BENIGNI O IL CACCIA USA CURTISS RECUPERATO IN MARE

attrezzi di ogni genere. Altri padiglioni illustrano la vita nei campi e la civiltà rurale del tempo.Il fondatore Mariano De Pasquale, imprenditore agricolo nel settore florovivaistico, non amava chiamare questa oasi della memoria “museo”. Ci teneva a sottolineare che in realtà si tratta di un’attività agrituristica con centro di documentazione. Diversi i percorsi tematici a disposizione. La visita completa richiede circa quattro ore, ma c’è chi fa sera tranquillamente, perchè lo stupore davanti agli allestimenti del centro di documentazione è continuo. Molto suggestive alcune ambientazioni d’epoca. L’area, ombreggiata da centinaia di eucalipti (la pianta tipica dell’Agro Pontino, introdotta durante la grande bonifica) è servita da un’accogliente area pic nic, utilizzata soprattutto dalle numerose scolaresche che in primavera si recano in gita a Piana delle Orme. C’è poi un servizio di ristorazione rustica, un negozio e altri servizi. Ma la cosa più bella di questo singolarissimo parcomuseo è rappresentata dalle suggestioni che le sue ambientazioni creano. All’interno dei padiglioni e fuori. Sembra di rivederle all’opera quelle vocianti squadre di contadini e operai mandati da Mussolini a bonicare l’area paludosa in cambio della promessa di un fazzoletto di terra da coltivare. L’orario di apertura da aprile a ottobre va dalle 9 alle 18 (chiusura museo ore 20), prefestivi 9 - 18,30. D’inverno chiusura anticipata rispettivaamente alle 16 e alle 17. Biglietti: intero 12, ridotto 10, ridotto junior 8. L’area ospita durante l’anno numerosi eventi. Info: tel. 0773 258708, info@pianadelleorme.it; www.pianadelleorme.it Piana delle Orme si trova in via Magliara 43,5 a Borgo Faiti (Latina).

IN COPERTINA UN’IMMAGINE DELLO SCAVO DEL CANALE MUSSOLINI, OPERA FONDAMENTALE DELLA BONIFICA DELL’AGRO PONTINO; IN ALTO: CARRIOLANTI AL LAVORO E UN TRATTORE LANDINI D’EPOCA. PIÙ SOTTO LATINA OGGI E IL GIORNO DELL’INAUGURAZIONE NEL 1932. SOTTO: UNA TECA DEL PADIGLIONE DEDICATO AI GIOCATTOLI D’EPOCA. A PIEDE DI PAGINA: ALTRE IMMAGINI DEI PADIGLIONI DEL PARCO-MUSEO PIANA DELLE ORME, QUELLO IN BASSO A DESTRA È IL CARRO ARMATO AMERICANO UTILIZZATO DURANTE LE RIPRESE DEL FILM “LA VITA È BELLA” DI ROBERTO BENIGNI PREMIATO CON L’OSCAR


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Benessere

Benessere 33

>> Dalla bacheca di Facebook alla scrivania del direttore dell’Inps di Padova

Pensioni di invalidità anche per malattie rare Si chiama Caterina Simenon la padovana che ha convinto l’Inps ad impegnarsi nella schedatura delle malattie genetiche rare di Germana Urbani

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a sua prima grande conquista la gridata provinciale Dario Buonomo - ci faremo portaattraverso un video postato sulla sua voce a tutti i livelli interni, regionale e naziopagina Facebook: “È un risultato stra- nale, della soluzione adottata. D’altronde la ordinario, una bomba, davvero fantastico”. sede Inps di Padova è stata la prima in Italia E sempre su Facebook lei, venticinquen- a farsi spontaneamente carico delle revisioni ne padovana affetta da ben 4 patologie sanitarie di invaliditá di competenza dell’Asl genetiche rare, aveva proposto all’Inps di 16, la più grande del Veneto, solo ed esclu“aggiornarsi”, per così dire, consultando il sivamente per evitare il disagio ai cittadini Registro Veneto Malattie Rare, per riuscire che, spesso, erano costretti a far la spola tra ad avere dei parametri certi su cui basare le Asl e Inps. Semplicemente ascoltando cerloro valutazioni a fini pensionistici. chiamo di dare un piccolissimo contributo per Non era mai venuto in mente a nessu- alleviare le procedure e ridurre le difficoltà”. no, o se era successo, nessuno l’aveva mai Secondo le stime del Centro nazionale spedito al mittente l’idea. L’ha fatto lei, Ca- dell’Istituto superiore di sanità sarebbero cirterina, dal suo letto provvisto di ossigeno e ca 1 milione e mezzo i colpiti in Italia da una così, ora sta per cambiare tutto. malattia rara, sebbene siano solo 110mila Fino a un paio di mesi fa le persone le persone censite a livello nazionale. Nel affette da malattie rare, nella maggior parte corso della Giornata mondiale dedicata a dei casi, dovevano fare una gran fatica a queste malattie il ministero della Sanità si farsi riconoscere una pensione d’invalidità o è impegnato ad aggiornare l’elenco delle d’accompagnamento. E l’iter a cui dovevano malattie rare, fermo oggi a 485 patologie, sottoporti era davvero impegnativo. per gran parte rappresentate da malattie di Ma da un mese a questa parte, presso origine genetica. Lo stesso Inps, nelle sue la sede di Padova, è partito un confronto linee guida per il riconoscimento delle invalitra l’Istituto di previdenza e il “Registro dità, fino ad ora ha preso in esame i deficit delle malattie rare“. Un contatto ufficiale funzionali di solo 7 malattie rare. Per tutte tra pubbliche amministrazioni che si pone le altre patologie indicava ai propri medici l’obiettivo di superare gli ostacoli che hanno di procedere alle relative valutazioni “in via impedito finora una giusta tutela previden- analogica”. ziale alle persone affette da malattia rara. Nasce così il progetto della previdenza In realtà, fino ad oggi non ci aveva pen- del Veneto, che sarà esteso a tutte le altre sato proprio nessuno a mettere in contatto Regioni, di predisporre, in accordo col Regiquesti due enti che viaggiavano su binari stro nazionale, schede sintetiche di valutaseparati senza mai zione per ciascuna Le persone interessate patologia rara. Atincontrarsi. A fine febbraio, traverso questi supda malattie rare però, è avvenuta la porti, le Commissioni in Veneto sono svolta grazie all’idea Usl potranno disporre circa 13.000 e alla testardaggine di elementi utili a dedi Caterina Simonsen, terminare in modo che ha proposto all’INPS di appoggiarsi al adeguato la percentuale di invalidità. Registro Veneto Malattie Rare per un corretL’attenzione verso questo tipo di mato riconoscimento delle percentuali di invali- lattie che colpiscono in Veneto circa 13mila dità da assegnare ai pazienti affetti da mr. cittadini, è in costante crescita e, sempre di La soluzione di ciò che sembrava im- più si ragiona in termini di prevenzione. possibile l’ha trovata lei e l’Inps di Padova, E avviene lo stesso per le malattie mericonoscendone la validità, si è immediata- taboliche. Per questo la Giunta regionale del mente attivato in tal senso, per rispondere Veneto ha approvato lo scorso fine anno all’appello di Caterina. Un risultato salutato l’adozione dello screening neonatale metada tutte le persone affette da mr come rivo- bolico allargato e avviato già dal 1 gennaio luzionario. 2014. “Si tratta però di una prestazione – “Adesso – ha affermato il direttore spiega il Dott. Alberto Burlina, Direttore della

quanti malati sono interessati dalle malattie rare?

E Struttura Complessa Malattie Metaboliche Ereditarie dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova – che le singole ASL sono libere di offrire o meno: di fatto ogni ASL dovrà stipulare un contratto con l’Azienda Ospedaliera per poter attivare il servizio. Il costo dello screening per ogni neonato è stato stimato intorno ai 55 euro: praticamente nulla se si considera che un paziente affetto da malattia metabolica non immediatamente diagnosticata può riportare gravissimi danni neurologici, invalidità totale e necessiterà frequenti ricoveri ospedalieri durante tutta la vita”.

sistono malattie rare “più frequenti” che colpiscono qualche migliaio di pazienti in Italia; tra queste la sclerosi laterale amiotrofica, le distrofie muscolari, l’emofilia, per citare qualche esempio. Per altre si può stimare che i pazienti affetti siano qualche centinaio; per altre ancora non esistono studi di prevalenza, ma solo descrizioni in letteratura di singoli casi. Di queste malattie si possono registrare meno di dieci persone affette in un Paese come l’Italia: è il caso della progeria, una malattia che comporta invecchiamento precoce, di molte sindromi genetiche o sequenze malformative complesse. In generale si può affermare che queste malattie, pur potendo essere singolarmente poco frequenti, non sono rare, se considerate nel loro complesso. Il numero dei malati, pur non essendo così rilevante rispetto ad altre condizioni con le quali il medico di medicina generale quotidianamente si confronta, è comunque globalmente consistente. Per stabilire l’entità del fenomeno è necessario premettere alcune considerazioni. È difficile stabilire con esattezza quante siano le malattie rare, si parla di un numero compreso tra 5.000 e 7.000. Quanto numerosi sono i malati dipende poi dalla definizione di malattia rara alla quale si fa riferimento. Il criterio comunemente adottato è un criterio di prevalenza, cioè quanti sono gli affetti da una particolare condizione sul totale della popolazione. È da precisare che in Paesi diversi vengono adottati limiti differenti, per cui non esiste una lista unica e unanimemente condivisa a livello mondiale. A livello europeo una malattia è considerata rara se colpisce meno di 5 persone su 10.000 abitanti. Eurordis, l’organizzazione europea nata nel 1997 che riunisce più di 260 associazioni dedicate alle malattie rare che operano in almeno 30 Paesi, ha stimato che queste condizioni colpiscano circa il 6% della popolazione europea, percentuale corrispondente a circa 27 milioni di persone nell’intera Unione Europea.


Giardinaggio 21

34 Giardinaggio >> Ottimo per l’estate: è un antizanzare naturale

Gelsomino: fioriture generose e prolungate E’ una specie rampicante molto apprezzata in parchi, giardini, terrazzi. Semplice da coltivare perché poco esigente

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Le zanzare lo odiano! Fatelo crescere vicino alle vostre finestre

di Germana Urbani

amminando lungo i viali dei nostri paesi capita spesso in primavera ed estate di fermarci a naso in su sedotti da un profumo dolce che ci arriva da una siepe o da un poggiolo. Spesso a colpirci il cuore passando dalle narici, è il gelsomino è una pianta perenne della famiglia delle Oleaceae in pratica è un “parente” dell’ulivo. Il suo nome deriva dal termine arabo yasmin, che significa “dono di Dio”, e in moltissime culture questa pianta è simbolo di purezza e femminilità. Si tratta di una pianta versatile e resistente che può essere utilizzata per formare siepi, rivestire cancellate e muretti oppure per ricoprire pergolati e graticciati visto che può raggiungere un’altezza di cinque o sei metri. Ma se non disponete di tanto spazio non disperate: il gelsomino può essere coltivato con successo sia in piena terra che in vaso, anche se in quest’ultimo caso si consiglia di utilizzare dei tutori per supportare la pianta che tende a crescere molto. Esistono molte specie di gelsomino che fioriscono anche in periodi diversi dell’anno. Per scegliere quella più adatta al vostro giardino o terrazzo occorre che teniate conto dell’esposizione, e se intendete coltivarla in vaso le migliori specie sono senza dubbio Jasminum primulinum e Jasminum grandiflorum. Le rampicanti da giardino più consigliate sono invece: Jasminum officinale e Jasminum x stephanense. Le piante di gelsomino all’aperto devono essere collocate in un luogo ben soleggiato e luminoso mentre per quelle che vivono in appartamento la collocazione migliore è in prossimità di una finestra esposta ai raggi solari. Possono essere considerate buone anche condizioni di mezz’ombra, a patto che la pianta riceva almeno qualche ora di luce diretta. Tenete conto del fatto che il gelsomino non tollera il vento eccessivo, perciò, potendo, deve essere messo al riparo dalle zone più ventose del giardino. Quando deciderete di porre a dimora la vostra pianta dovrete tener conto di poche cose in quanto il gelsomino è una pianta con poche pretese che si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno. Il meglio di sé lo dà tuttavia quando il substrato è ricco in sostanza organica, soffice, fertile e ben drenato: se il terreno fosse troppo compatto o di composizione prevalentemente argillosa, si può aiutarlo aggiungendo sabbia e argilla espansa allo scopo di migliorarne la capacità di drenaggio. Per le piante da coltivare

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in vaso si può preparare un buon terreno di crescita semplicemente mescolando terriccio universale da giardino, torba e sabbia. E se vi dimenticate di annaffiarlo fa lostesso…per un po’. Gli esperti consigliano di annaffiare una volta ogni 10-15 giorni perché il gelsomino non è una pianta particolarmente esigente in termini di irrigazioni, dal momento che può sopportare senza problemi anche periodi di siccità più o meno prolungati. Va detto, però, che anche se non strettamente indispensabili per la sopravvivenza della pianta, le irrigazioni stimolano la crescita e la fioritura, pertanto sono consigliate sia in primavera che in estate e per tutta la durata della stagione vegetativa. E ricordate: le zanzare lo odiano, quindi se decidete di metterlo in giardino studiate la disposizione più utile di sedie e panchine.

piantate ora i gladioli

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o n o bulbose molto apprezzate nei giardini perché sono poco esigenti e di coltivazione. Piantati i bulbi a primavera i fiori sbocciano entro luglio e settembre a seconda del periodo di piantagione. La fioritura dura circa due settimane con colori svariati, pastello o vivo. Il consiglio è di interrare i bulbi in un luogo soleggiato e riparato dai venti che possono piegare gli steli. Occorre preparare il terreno con una buona vangatura per togliere i sassi e le radici delle erbacce e, se necessario, aggiungete un concime speciale per bulbi. L’idea giusta potrebbe essere quella di scaglionare le piantagioni dei bulbi per ottenere una fioritura prolungata piantando i bulbi a distanza di una quindicina di giorni. Il bulbo di gladiolo va interrato a circa 10/12 cm di profondità, in linea o in gruppo da 10 a 20 bulbi. Annaffiare leggermente dopo la piantagione. Ricordate di mettere subito un tutore per le varietà più alte.


14 Consigli di bellezza

Consigli di bellezza 35

>> Il must di primavera sarà il bronde, per capelli come baciati dal sole

Nuove colorazioni per capelli da passerella E’ il “pink hair” il colore che per questa stagione è il più venduto su ebay al mondo. Ma chi non se la sente può virare verso il sunshine splashlights di Germana Urbani

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erto nella vita di una donna è sempre i capelli. Si tratta di una decolorazione parprimavera e quando arriva il momento ziale, che interessa solo una fascia di capelli di cambiare bisogna rinnovare e basta. in orizzontale e a metà lunghezza, tra le radici e le punte, come un trompe-l’œil che illuSpecie se si tratta di capelli. Le tendenze di questa primavera parla- mina i capelli. La versione chic del sunshine no chiaro: le colorazioni più “in” riguardano splashlights è un trionfo gioioso di pennellate tutto ciò che è ombreggiato all’altezza delle di luce, dai biondi miele-oro ai rossi fragola radici e dal tono simile al naturale. Dunque fa che sfumano su punte più scure, anche nere. Certo non si può scegliere a caso la nuanbene chi decide per colori ondeggiati, a schiariture orizzontali e ai colori come accessori ce, è importante seguire sempre la regola di moda, da cambiare come e quando si vuole “a ciascuno il suo”. E’ pur sempre questione in abbinamento al proprio umore, al makeup di pelle, di feeling con l’incarnato. Il colore “amico” rende lo sguardo luminoso, morbio alla nail art. Decisamente aut il bi-color netto, radici- do e vibrante al tempo stesso senza stress punte da supermercato, la ricerca spasmodi- eccessivi di makeup giornaliero. Va detto che ca di coprire in modo netto i capelli bianchi sulle passerelle si sono visti biondi e rossi creando così “barrature” antiestetiche specie veramente camaleontici e “multi-taglio”. I biondi magnificano le scalature-spiumature sui contorni frontali. La moda del momento suggerisce di su tutte le lunghezze e ai corti donano arioscegliere il Sunshine Splashlights, un effetto sità e leggerezza. I rossi donano ricchezza e wood_architecture_adv_lapiazza_270x167_Layout 1 19/03/14 18.23 Pagina 1 luce che, come fosse un raggio laser, colpisce intensità ai capelli ricci e mossi. I toni scuri

e compatti invece meglio valorizzano capelli lisci e preferibilmente medi e medio corti. Ideali per i carrè, dunque. E per le ragazze più audaci il colore del momento è il “pink hair”: uno sfumato che va dal delicato pastello rosa al vibrante fuxia, interpretato anche e solo con qualche accento giocosi qua e là che può essre un fuxia su basi dark, o un rosa su fondi chiari. Tanto trendy da essere oggi il colore più venduto su ebay al mondo! Ma chi non se la sente di avere una testa color fragola segua l’esempio delle bellissime Jessica Biel e Jennifer Aniston che indossano il must di questa primavera: il bronde. Si tratta di uno sfumato sunshine-shatush, un biondo e bruno, beige-oro e moka fusi insieme fino a creare una nuova tonalità bronzea. La bella notizia è che questa tonalità così sfumata su lunghezze e punte sta bene e piace quasi a tutte.

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36 I nostri esperti

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SALUTE

Dott.ssa Eleonora Leotta, Specialista in Ginecologia ed Ostetricia

Pubertà e adolescenza: da bambina a donna. Perché scegliere una ginecologa per il primo appuntamento La pubertà è il periodo che segna, con l’arrivo del primo ciclo mestruale, il passaggio dall’infanzia all’età adulta, durante la quale si raggiunge la maturità sessuale e la capacità riproduttiva. Compaiono i caratteri sessuali secondari e tutto ciò porta a grandi trasformazioni fisiche che determinano un notevole coinvolgimento anche della sfera psichica, cui si possono associare alterazioni del comportamento alimentare (anoressia e bulimia) che più frequentemente si manifestano in questo periodo di insicurezza della donna. L’adolescenza è inoltre caratterizzata dalla scoperta dell’altro sesso. Le ragazze, così come i coetanei maschi, sono confuse riguardo al sesso e alla sessualità e sempre alla ricerca di risposte corrette. E’ quindi importante che possano trovare persone con cui poterne parlare: genitori, insegnanti, consultori familiari. Molte indagini sul comportamento adolescenziale hanno evidenziato nel nostro paese una realtà complessa caratterizzata da: 1. Relativa precocità di inizio dell’attività sessuale, entro i 16 anni; 2. Informazioni generiche raccolte attraverso canali non istituzionali; 3. Difficoltà a gestire in modo responsabile la propria sessualità; 4. Interruzione o uso saltuario del contraccettivo e di mezzi di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili; 5. Alto numero di gravidanze nelle adolescenti con notevole ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza. Il primo contatto con il ginecologo in adolescenza è fonda-

mentale non solo per una valutazione fisica, ma in quanto egli può diventare il punto di riferimento per molti dubbi sulle relazioni con l’altro sesso: il ginecologo aiuterà a capire i rischi dei primi rapporti sessuali, a scegliere il miglior tipo di contraccettivo e insegnerà come prevenire le malattie a trasmissione sessuale. Il primo appuntamento può spesso essere fonte di ansia per una ragazzina sia da un punto di vista relazionale che per senso del pudore: è evidente che in questo caso la scelta di un ginecologo donna aiuterà un processo di identificazione che consentirà una comunicazione più efficace. E’ indubbio come la disponibilità, la riservatezza, l’atteggiamento non giudicante né frettoloso, siano utili per una buona relazione medico-paziente, fondamentali per far sì che la ragazza riesca con facilità a rivolgersi a noi, piuttosto che a coetanei o a figure non in grado di fornire risposte corrette. Una consulenza contraccettiva efficace richiede un lungo colloquio che dia ampio spazio, oltre che all’evidenziazione di problematiche di salute presenti, anche agli elementi di tipo personale e relazionale che incidono sulla scelta contraccettiva o che possono determinare resistenze o paure verso specifici metodi. Oggi esistono diversi contraccettivi: ormonali, di barriera, meccanici e naturali. Noi ginecologi riteniamo che il metodo contraccettivo realmente efficace in una giovane donna sia quello ormonale (pillola contraccettiva), di cui in commercio si trova una notevole varietà, sia per dosaggio che per tipo di estrogeno e progestinico usato, che ci consente di indirizzare la giovane nella scelta di quello che

mori del collo dell’utero. L’infezione da HPV può presentarsi con piccole lesioni delle mucose (condilomi) o può non dare sintomi. Il test HPV, che si esegue come un semplice tampone vaginale, consente di rilevare la presenza e il tipo di virus e, se positivo, di programmare controlli regolari. Il PAP Test consente invece di rilevare le lesioni già presenti causate dall’HPV. Da alcuni anni esiste un vaccino che previene l’infezione da HPV: il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione, che è gratuita per tutte le ragazze al compimento dell’undicesimo anno di età, e venduto ad un prezzo molto contenuto per le donne fino a 26 anni. In conclusione, per una adolescente il primo incontro con un ginecologo dovrebbe consistere fondamentalmente in una lunga chiacchierata in cui esporre liberamente e senza alcuna vergogna tutti i dubbi e le domande su sessualità, contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. La visita vaginale con la palpazione di utero e ovaie, l’ecografia pelvica, l’HPV test e il Pap test verranno eseguito solo dopo e solo se la ragazza è già sessualmente attiva. Tutto ciò presuppone una grande disponibilità e reperibilità del ginecologo di fiducia, che se è una ginecologa potrà offrire anche una maggiore spontaneità di relazione “da donna a donna”. Dott.ssa Eleonora Leotta, dal 2008 Specialista in Ginecologia ed Ostetricia. La Sua esperienza professionale si sviluppa sia come libero professionista che come Medico ospedaliero, a partire dal 2012 presso la ULSS 13 di Mirano (VE) quindi in qualità di Dirigente medico di I livello presso l’UO di Ginecologia e Ostetricia dell’ULSS 17 di Este-Monselice. Indirizzo email per richiedere maggiori informazioni: specialistaonline@gmail.com

massimizza l’ efficacia riducendo al minimo rischi ed effetti collaterali. Da qualche anno sono in commercio altri due tipi di contraccettivi ormonali, oggi sempre più usati proprio dalle giovanissime, che hanno lo stesso meccanismo di azione e parità di efficacia della pillola: il cerotto e l’anello vaginale. La differenza più importante sta nella sede di assorbimento del farmaco: l’apparato gastroenterico per la pillola, la cute per il cerotto e la mucosa vaginale per l’anello. I contraccettivi ormonali sono inoltre terapeutici per alcune problematiche tipiche dell’adolescenza: acne, aumento della peluria, irregolarità del ciclo. Tra i metodi anticoncezionali meccanici ricordiamo il preservativo perché è l’unico che, se usato correttamente, protegge dalle malattie sessualmente trasmissibile e dall’HIV (AIDS). Ricordiamo che oltre a malattie sessualmente trasmissibili che compromettono seriamente la salute quali AIDS, epatite B, epatite C, sifilide, ne esistono altre batteriche, funginee e parassitarie, molto più frequenti, che possono compromettere la fertilità futura. Le adolescenti dovrebbero quindi usare sia il contraccettivo ormonale, l’unico che garantisce la copertura contraccettiva, sia il preservativo per proteggersi dalle malattie infettive. Tra le malattie a trasmissione sessuale di cui oggi si parla molto, vi è quella da Papilloma Virus Umano (HPV). A questa famiglia appartengono più di 100 tipi virali diversi: alcuni causano infezioni della cute (le comuni verruche) ma oltre 30 sono responsabili di infezioni delle mucose genitali. Tra questi 13 sono ad alto rischio oncogeno, ossia possono favorire lo sviluppo di tu-

IL DIRITTO PER IL CITTADINO

Dott. Avv. Notaio Matteo Ceolin

Dal 1° gennaio 2014 una nuova tassazione immobiliare

L’onda lunga del Governo Monti fa sentire i suoi (non benefici) effetti anche a distanza di qualche anno. Infatti, dal 1° gennaio 2014 si è assistita a una vera e propria rivoluzione quanto agli atti di vendita di immobili, quelli cioè che scontano le imposte di registro, ipotecarie e catastali. Le vecchie aliquote di registro (quelle del 3%, 7%, 8%, 15% ecc.) sono sostituite sostanzialmente da tre: del 2% per gli acquisti di prima casa; e del 12% per i terreni agricoli; del 9% per tutto il resto (es. seconda casa, terreni edificabili, fabbricati strumentali ecc.). Le nuove aliquote del 2% e del 9% e del 12%, si portano dietro sempre una conseguenza

molto importante: a titolo di imposte ipotecaria e catastale, si pagano due importi fissi da 50 euro ciascuno, che assorbono il bollo, la tassa per la voltura e quella per la trascrizione. Fino a qui tutto sembra molto più vantaggioso di prima, se non fosse per una “sorpresa” finale: e cioè il fatto che l’imposta minima di registro è comunque dovuta nella misura minima di 1000,00 euro. Quindi se in seguito alla tassazione di una prima casa con l’imposta del 2% mi vien fuori un risultato, per esempio, di 350,00 euro, la tassazione sarà comunque di 1000,00 euro più i 100 eurocomplessivi di quelle ipotecarie e catastali (totale

minimo, dunque, sempre almeno di 1100,00 euro). Nelle zone in cui le rendite degli immobili sono piuttosto basse (come sono in genere quelle nei paesi di provincia e di campagna) difficilmente ciò potrà concretizzarsi in un risparmio di spesa; mentre ciò è indubbiamente più vantaggioso, rispetto a prima, per l’acquisto di prime case in zone con rendite alte. Fuori dai casi appena visti, le imposte fisse ipotecarie e catastali (una volta di 168 euro) sono state aumentate a 200 euro. Infine, sono stati modificati i requisiti per discriminare una casa di lusso da una non di lusso e quindi per chiedere le agevolazioni prima casa. In

precedenza ci si riferiva a dei parametri molto precisi fissati da un Decreto Ministeriale del 1969; oggi, invece, la casa

è non di lusso per definizione per il sol fatto di essere accatastata in categoria A diversa da A1/A8/A9.

DOTT. AVV. NOTAIO MATTEO CEOLIN mceolin@notariato.it


i nostri Esperti 38 I nostri esperti AFFARI DI FAMIGLIA

A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

La violenza di genere

Cari lettrici e lettori, in questo numero vorrei affrontare con Voi una questione che, purtroppo, occupa sempre più le prime pagine dei giornali ed i servizi di apertura dei telegiornali ovvero il fenomeno della violenza di genere. Che cos’è la violenza di genere? Il fenomeno della violenza di genere, ancorché risalente nel tempo, è stato solo di recente oggetto di studi più approfonditi che hanno consentito una sua qualificazione e, quindi, una maggior presa di consapevolezza e responsabilità da parte della nostra società civile. Il concetto di violenza di genere, elaborato nei primi anni duemila, è utilizzato per differenziare la violenza comune da quella che si esplica in danno di individui o gruppi in ragione del loro “genere” o sesso di appartenenza. La violenza di cui ho appena riferito consiste essenzialmente in una serie distinta di azioni fisiche, sessuali, di coercizione economica o psicologica che hanno come destinatario una persona “scelta” sulla base del suo genere o sesso. Con specifico riferimento alla violenza sulle donne, deve rilevarsi come questa costituisca un fenomeno culturale assai complesso che interessa ogni sfera sociale e le cui conseguenze non

ricadono solo sulle donne vittime di violenza ma anche sui loro figli che diventano testimoni indiretti della stessa. La violenza sulle donne trova, peraltro, un espresso riconoscimento nella Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne datata 1993 che, all’art. 1 definisce la violenza contro le donne come “Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare un danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”. Rilevanti nel breve e lungo periodo i danni subiti dalle vittime di violenza sia sul piano fisico che su quello psicologico, morale ed esistenziale. Quali forme può assumere la violenza di genere? La violenza di genere è per sua natura un fenomeno proteiforme in quanto può esplicarsi in modi assai vari e diversi tra loro per tipologia, intensità di violenza e gravità degli effetti. Vi è una violenza fisica e morale ravvisabile in tutte quelle condotte dirette a far più o meno male alle persone con atti lesivi volontari. Vi è poi una violenza psicologica posta in essere dai partner o ex partner attraverso una serie di

LO SPAZIO DELL’ETICA GARDIN

PIANTE Analisi di aonale

....TUTTO IL VERDE CHE C’E‘ Anselm Zurfluch, docente incaricato presso l’Università di Avignone analizza in “Empfängnisverhütung”(hänssler 2000) alcuni motivi che re la speranza all’umanità è Gesù e il Suo buon senso, di cui il Vangelo sovrabbonda.

atteggiamenti intimidatori, minacciosi e offensivi anche reieterati e prolungati. All’interno di questa categoria si ricomprendono condotte assai diverse tra loro quali i ricatti, gli insulti verbali, le umiliazioni di vario genere anche pubbliche. Ed ancora la violenza economica che rappresenta una forma subdola di violenza in quanto finalizzata ad impedire che il partner possa raggiungere l’indipendenza economica. In tal modo la vittima non potrà rendersi indipendentemente dal suo carnefice che eserciterà sulla stessa un controllo indiretto ma efficace. In tal senso mi limito a segnalare tutti quegli atteggiamenti diretti ad impedire la ricerca di un lavoro od ancora un ferreo controllo dello stipendio o utilizzo del denaro percepito ad esempio solo dal marito-compagno. In particolare, la donna straniera è spesso vittima di ricatti da parte del compagno che, nell’impedirgli la regolarizzazione dei documenti, preclude alla stessa la ricerca di un regolare lavoro. Infine, tra le forme più gravi ed odiose di violenza vi è quella sessuale rappresentata dall’insieme delle condotte che attengono alla sfera sessuale della persona e che ne compromettono la libertà di esplicazione. Tra le forme più diffuse di violenza sessuale vi sono le molestie sessuali, la costrizione

ad avere rapporti sessuali o, addirittura, a prostituirsi. Fenomeni quest’ultimo dell’induzione alla prostituzione per nulla distanti anche dalla ns realtà locale dove si registrano interventi delle forze dell’ordine volti a contrastare proprio suddetto reato. I reati connessi alla violenza di genere Le violenze sopra riferite integrano, il più delle volte fattispecie penalmente rilevanti. I reati che, statisticamente, sono maggiormente associati a fenomeni di violenza di genere sono: il reato di maltrattamenti verso familiari e conviventi, disciplinato all’art. 572 c.p. e di recente modificato; il reato di atti persecutori, comunemente detto stalking, introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009 con l’art. 612 bis c.p.; la violenza sessuale di cui all’art. 609 bis c.p., nonché le fattispecie, apparentemente meno gravi, ancorché rilevanti sul piano umano, di minacce, lesioni e molestie. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.

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RUBRICA CINEMATOGRAFICA, L’ITALIA CHE CAMBIA

Fantozzi andava in pensione, oggi è un’utopia

Al giorno d’oggi, complice la crisi sempre più pressante, persino andare in pensione diventa un’utopia, come il posto fisso: molti addirittura, pur vedendo vicina la tanto agognata pensione vengono costretti a lasciare il lavoro anzitempo perché le varie aziende non riescono a supportare i costi. Molti anni fa la situazione era ben diversa: l’impiegato medio arrivata tranquillamente ai 65 anni godendosi la sua pensione: il problema semmai era come sentirsi utile in seguito, perché cresceva il sentimento dell’ essere messo “da parte“: nel contesto di allora, cinematograficamente parlando il discorso non può che cadere su Fantozzi, celebre maschera del nostro cinema. Per il pubblico di over 35, Paolo Villaggio rimarrà per sempre identificato nel personaggio più celebre da lui inventato oramai quarantasei anni fa. Era infatti il 1968 quando l’attore lo portò in scena nel programma televisivo “Quelli della domenica“, trasmesso in Rai da Gennaio a Giugno dello stesso anno. Fantozzi divenne poi protagonista di alcuni racconti nella rivista ”L’Europeo“ per poi essere tradotto in film dal 1975 al 1999. “Fantozzi va in pensione“ è la quinta pellicola dedicata al ragioniere più famoso d’Italia e racchiude in sé, nonostante qualche momento comico, una

grande amarezza. Si, perchè la maschera fantozziana in questo caso, è tesa a cercare di nascondere la grande tristezza di essere messi da parte dalla società ma soprattutto dal nuovo che avanza. Per Fantozzi si apre l’occasione di una nuova vita ma si rende conto progressivamente che senza lavoro non è più tale: mai più levatacce né corse sfrenate per timbrare in tempo, né scherzi con i colleghi o sorteggioni in sala mensa, o soprattutto letture di straforo della pagina sportiva quando i superiori girano lo sguardo. Con questo film Neri Parenti sembra mettere il dito su questa categoria di pensionati vista come piaga sociale, come intralcio, come oggetto divenuto inutile e ormai messo da parte. Il nostro ragioniere tenta di rendersi utile comunque: ma il nucleo familiare non gli è congeniale, specie perchè lo ha trascurato quando lavorava e ora si trova incapace di rientrarvi; tenta poi di costruirsi degli interessi, ma gli esiti sono disastrosi. La breve gita a Venezia è emblematica del messaggio che il regista ci vuole consegnare: i pensionati, che si radunano quasi per farsi forza l’uno con l’altro, vengono trasportati in condizioni disumane all’aeroporto di Venezia e costretti non ad usufruire dell’aereo ma di

un pullman che dopo 18 terribili ore li porterà nel capoluogo veneto. Le situazioni alle quali andrà incontro la comitiva di pensionati sono realizzati ad arte dal regista per esprimere il tragico destino che attende Fantozzi dopo il lavoro, una situazione come si diceva prima, di persona inutile alla società, che lo lascia al suo inevitabile destino. Quando la fine sembra vicina, si vede arrivare il riscatto, un’occasione per tornare a vivere, dopo un’illusione data da un concorso dove il ragioniere si presenta truccato da giovane per poter superare la selezione e tornare così alla vita di prima. Sarà la moglie che di nascosto lo aiuterà a tornare a vivere, quando stava per lasciarsi andare definitivamente. Rispetto alle pellicole precedenti e successive, “Fantozzi va in pensione“ è più amaro, fa molto riflettere anche attraverso qualche gag che strappa il sorriso. Ma l’abilità di Neri Parenti sta proprio nel raccontare lo status tipico del pensionato che arriva fino all’estremo e cioè nel chiedere addirittura alla megaditta dove è stato sempre vessato e schiavizzato di essere riassunto per sentirsi utile, e facente parte di un organigramma. Un film che visto adesso, rappresenta un paese che non c’è più, dove le pensioni rimangono attualmente, per le

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A cura di Massimiliano Granato

nuove leve lavorative, una chimera: offre però un interessante spunto di riflessione sulla condizione del pensionato di fine anni ‘80. Se Fantozzi vivesse adesso, non sentirebbe la mancanza del lavoro ma sarebbe in prima fila a chiedere la tanto agognata pensione, a costo anche di finire crocifisso per i propri diritti.

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Miranese nord marz2014 n31