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del Miranese Nord

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Noale Torna l’inquinamento in centro

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Martellago Rifiuti, raccolta differenziata da record

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Scorzè Coro di no contro l’ampliamento dell’Emisfero

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EDITORIALE

Salzano, assedio ai servizi sociali

L’Italia, le urgenze, le tasse ... di Mauro Gambin*

Nel corso degli ultimi anni c’è stato un aumento progressivo degli accessi al Servizio Politiche Sociali a Salzano. Tra il 2010 e il 2012 i cittadini che si sono rivolti al servizio sono passati da circa 500 a 827 casi; con un aumento molto forte nel corso del 2011. pag. 16

summer festival, il calendario e’ pronto

La primavera è arrivata e si inizia a parlare di eventi estivi e ciò che accompagnerà i giovani e gli adulti per i mesi più caldi dell’anno. A Mirano, di certo, tornerà per la settima volta il Summer Festival dell’associazione Volare, divenuto ormai uno dei classici delle ultime stagioni. pag. 18

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Elettrodotto, Terna accelera fra le proteste dei residenti A Martellago e Scorzè, sarà realizzato quasi un terzo dell’intera opera lunga 34 chilometri

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ine della concertazione con gli enti locali per giugno, poi il progetto finirà in autorizzazione entro fine 2013. Questa la notizia annunciata da Terna in merito all’elettrodotto “Trasversale in Veneto” da 380 mila volt, da Venezia a Volpago del Montello (Treviso). Per vedere i cantieri, però, ci vorrà del tempo, perché prima serviranno i passaggi ai Ministeri competenti. Terna ha infatti inviato a tutti gli enti coinvolti dal passaggio dell’elettrodotto, una lettera che comunica che fino alla fine di

giugno sarà ancora possibile per i Comuni concordare un’ottimizzazione del progetto e firmare un accordo formale che associ alla realizzazione della nuova linea gli interventi di razionalizzazione delle reti esistenti, ovvero la demolizione di tre vecchie linee elettriche. Tra i comuni interessati del comprensorio ci sono Martellago ma, soprattutto Scorzè, dove sarà realizzato quasi un terzo dell’intero elettrodotto. Gli altri territori interessati saranno nella Marca, ovvero Istrana, Morgano, Paese, Ponzano, Povegliano,

Quinto, Trevignano, Treviso, Zero Branco e Volpago. L’opera sarà lunga 34 chilometri, di cui 11,2 tra Scorzè (9,5 chilometri) e Martellago (1,7 chilometri). Per ridurre al minimo l’impatto ambientale della nuova linea, Terna userà dei sostegni a mensole isolanti o monostelo. In tutto il tracciato saranno rimossi 86 chilometri di vecchie linee da 132 mila volt, “liberando” circa mille tra edifici e case. A Scorzè sarebbero smantellati diciannove chilometri di vecchie linee, pag. 6 ovvero tre elettrodotti.

L’Intervento

Sanità privata serve una svolta

’Italia nel dopo voto avrebbe dovuto trovare risposte. Invece. Si sono moltiplicati gli interrogativi. I partiti bisticciano sulle priorità: prima il governo, prima le commissioni speciali o prima il presidente della Repubblica? Pd, Pdl, M5s che oggi si divino quasi in proporzioni uguali il Parlamento, giocano a “morra cinese” e più spesso alle “tre carte” ma non vince nessuno. Non c’è intesa su niente, tutti aspettano che la prima mossa la facciano gli altri e si dicono spazientiti ripetendo ossessivamente come in una “reclame” che “L’Italia non può più aspettare”. Lo dicono a noi che di pazienza ne portiamo più di Giobbe e non ci nascondiamo nemmeno l’eventualità che questo clima di incertezza possa rianimare da un momento all’altro la corsa dello spread e la sfiducia dei mercati. Forse sarà rimasto deluso chi da questa nuova stagione politica si aspettava tutti i nodi al pettine, una distinta riga di demarcazione nell’Emiciclo tra il “nuovo” e il “vecchio” o la buona politica sciolta dall’ideologia, ne è uscito invece un Parlamento diviso tra “Il buono, il brutto e il cattivo” a “geometria variabile” nel senso che è facoltà vostra assegnare di volta in volta il ruolo a chi vi pare. continua a pag. 3 *direttore@lapiazzaweb.it

paVimenTaZioni PIETRE NATURALI

di leonardo Padrin*

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orse è utile dare alcune informazioni relative al dibattito in corso sulla sanità privata nel Veneto. Le polemiche di questi giorni riguardano le strutture private ambulatoriali convenzionate, cioè operatori privati che vengono pagati dalla Regione per erogare ai cittadini dei servizi sanitari con il solo pagamento del ticket. *Presidente della commissione sanità del Consiglio Veneto

continua a pag.

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EDITORIALE

L’Italia, le urgenze, le tasse... Eventi

Per tre giorni a mestre il primo festival della legalità

segue da pag.

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Tanto il risultato pare non cambiare più di tanto. A spadroneggiare è la strategia: quella delle elezioni, non quella delle priorità da affrontare. Tuttavia, l’Italia non è solo la sua classe politica e sarebbe sbagliato addossare a quest’ultima ogni responsabilità della situazione attuale, molte sono responsabilità dirette della così detta “società civile” la stessa che è diventato di moda citare in politica come slogan del candore. Tra qualche settimana, dopo la dichiarazioni dei redditi, sono sicuro resteremo basiti da qualche notizia sulle cifre che la società civile dichiarerà al fisco. Ogni anno con disinvoltura, come si trattasse di una nota di colore o di una “freddura” un po’ volgare vengono diffuse notizie sulle evasioni fiscali: gli orafi vicentini con redditi sotto i 12 mila euro (annui!), i grandi capitali nei paradisi fiscali, il professionista del nero: il bestiario degli evasori è vario e vasto, tanto da stare agli italiani come il detto che ci vuole un popolo di “santi, poeti e navigatori” o “grandi amatori”. Il problema c’è, se la media dei redditi dischiarati all’erario dagli imprenditori si aggira attorno ai 19 mila euro annui. Perché si deduce che il peso fiscale sta quasi esclusivamente su lavoratori dipendenti e pensionati. E’ così, infatti, il gettito arriva per il quasi il 55% dai lavoratori dipendenti, quasi il 24% dai pensionati, solo per il 7% contribuisce il lavoro autonomo e per meno del 4% l’impresa. Certo, chi obbietta che Italia si pagano tasse come in uno stato del Nord Europa e si ottengo servizi come in una paese dell’africa, dice una cosa vera, chi sostiene che il costo per il lavoro dipendente è troppo alto, parla di sacrosanta verità, e chi chiede un patto per il fisco più equo chiede una cosa giusta, le tasse vanno abbassate ma intanto gli italiani, senza necessariamente aspettare che la politica si metta d’accordo, inizino a pagarle. Anche questa è un’urgenza. di Mauro Gambin

Si è svolto il primo “Festivalegalità 2013”, organizzato presso il Palaplip di Mestre e in altri luoghi della città nei giorni 5, 6 e 7 aprile 2013. L’evento nazionale, promosso dal Comune di Venezia, dalla Camera di Commercio di Venezia, dalla Provincia di Venezia, dal Movimento Consumatori e dalla Cooperativa Sesterzo Centrale PLIP, ha portato in città gli esponenti più autorevoli e i testimoni più importanti della lotta alle mafie e alle criminalità organizzate, coinvolgendo la cittadinanza, gli studenti, il mondo istituzionale e dell’economia veneta. Fungo d’oro 2013

Miranese Noale Aperto il dibattito sul futuro dell’ospedale pag. 10

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Scoppia la guerra fra sindacati alla Pometon

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Provincia Amministrative

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25-26 maggio, tutto pronto per la festa della Filatura pag. 17

Questa edizione raggiunge le zone di Martellago, Noale, Salzano, Scorzè per un numero complessivo di 16.429 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

REDAZIONE: Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 28 marzo 2013 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

Quattro Comuni al voto nel Veneziano pag.

personaggio

cultura

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Regione

Per i bambini

La mostra “Balene e capelli blu”

Tagli

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Martina Calore, promessa della scienza

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

è un marchio registrato di proprietà

la Venezia di filippi tra ‘800 e ‘900

La fotografia storica sarà il tema di studio e approfondimento della mostra “Venezia tra ‘800 e ‘900 nelle fotografie di Tomasi Filippi” che si terrà in Villa Pisani a Stra fino al prossimo 3 novembre. La mostra, organizzata con Manus, in collaborazione con Ire (istituzioni di Ricvero e di Educazione venezia - Fondo Tomaso Filippi) propone 150 foto e una proiezione su schermo di trenta stereoscopie, una tecnica inventata nel 1832 e che anticipa le attuali versioni del 3D, che accompagnano il visitatore “dentro” Venezia, nel paessaggio dei secoli scorsi.

premiata l’amministrazione provinciale

I gruppi micologici di Mirano hanno premiato l’ assessore provinciale Lucio Gianni in segno di riconoscimento per la profonda collaborazione vigente tra le associazioni e la Provincia. E’ stato consegnato “ il fungo d’ oro “ in occasione del festeggiamento dei 34 anni di attività delle associazioni a chi ha saputo valorizzare, patrocinando tutte le iniziative, l’ambiente e il rispetto per la natura. “ Questo riconoscimento - dichiara l’assessore Lucio Gianni - lo condivido con l’amministrazione provinciale che ha saputo svolgere un buon lavoro per agevolare le attività di volontariato presenti nel territorio. I gruppi attualmente attivi sono 6 e svolgono un lavoro importante di studio scientifico e di promozione della micologia, diffondendo il rispetto della natura“.

Mostra fotografica

Sanità convenzionata a rischio chiusura, pagg. 30-31

società

Wireless generation: la generazione online

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Venice’s Ring, la band che spopola sul web pag. 27

Tasse In arrivo la stangata di primavera

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“Balene e capelli blu. La fantasia illustrativa di Israele”, è la mostra ideata dall’associazione culturale Teatrio in collaborazione con San Servolo Servizi e patrocinata dalla Provincia di Venezia. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 12 maggio, con ingresso libero. L’esposizione, all’Isola di san Servolo, raccoglie oltre 100 tavole originali realizzate da 23 artisti tra i quali Ofra Amit e Raaya Karas. Ogni sabato e domenica dalle 11 alle 18, sono in programma per i bambini visite-gioco all’esposizione e laboratori creativi.


4 Argomento del mese ENTI LOCALI L’esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno previsto dal decreto del governo, sarà di 5 miliardi per gli enti locali, 1,4 miliardi per le Regioni, 500 milioni per le amministrazioni centrali. In Veneto arriveranno 3,4 miliardi nell’arco dei due anni, che diventano 7 miliardi se si considera che la pubblica amministrazione ha 90-100 miliardi di debito verso le aziende

Sbloccato il Patto di stabilità, p

di Alessandro Abbadir

S

Dal Negro: ”Si aiutano i sindaci più furbi, che hanno fatto soffrire le imprese”

i allenta il Patto di stabilità e finalmente i comuni veneti possono tornare a respirare, ma non troppo. Le cifre ci sono e a livello nazionale sono imponenti. L’esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno previsto dal decreto del governo, sarà di 5 miliardi per gli enti locali, 1,4 miliardi per le Regioni, 500 milioni per le amministrazioni centrali e 800 milioni per investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei. Nel bilancio dello Stato viene istituito un unico Fondo da 26 miliardi di euro, articolato in tre sezioni comunicanti tra loro, per il pagamento dei debiti degli enti locali (2 miliardi nel 2013 e nel 2014), delle Regioni per debiti diversi da quelli sanitari (3 miliardi nel 2013 e 5 miliardi nel 2014) e sempre delle Regioni ma per debiti sanitari (5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014). Comuni e Province, entro il 30 aprile, faranno richiesta di autorizzazione al ministero delle Finanze per i pagamenti da effettuare che dovranno essere autorizzati entro il 15 maggio e finanziati con le disponibilità liquide degli enti. Entro il 15 giugno le amministrazioni dovranno comunicare importi e tempistiche alle imprese. Ma quanti soldi arriveranno in Veneto? 3,4 miliardi nell’arco dei due anni, secondo gli uffici studi delle associazioni di categoria, che diventano 7 miliardi se

Un giudizio definitivo sul decreto si potrà dare solo dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi edilizia ScolaStica

Servono 111 milioni

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vincoli del Patto di Stabilità avevano bloccato anche gli interventi nel settore dell’edilizia scolastica mettendo a rischio la sicurezza dei bimbi che si trovano all’interno. Anci Veneto ha condotto un’indagine in cui chiedeva alle municipalità di indicare gli importi necessari per la sistemazione dei plessi ma bloccati dal patto. Con risposte da parte di 84 Comuni da tutto il Veneto che rivelano una cifra complessiva molto alta: ben 111.254.099,26 euro. Nell’ambito del questionario, le spese maggiori giudicate necessarie sono per i 18 comuni della provincia di Treviso che hanno risposto, con 37 milioni di euro in totale. A seguire le 19 municipalità veronesi con quasi 18 milioni e le 7 veneziane con 21.643.000 euro. Non si scherza neppure nelle 17 municipalità del vicentino (14,5 milioni) e nelle 15 del padovano (8.636.000). 1.169.200 euro costituisce il fabbisogno delle 6 bellunesi, 325mila euro quello delle 2 rodigine, La stessa Anci ha parlato del problema nelle scorse settimane con il prefetto di Verona Perla Stancari. “Il prefetto si è dimostrato sensibile a questo tema – spiega il presidente dell’Anci regionale Giorgio Dal Negro. Legge che ci prescrive tutti gli adeguamenti antisismici e migliaia di bambini che dentro quegli immobili hanno lezione ogni giorno. Continueremo i confronti sull’argomento con gli altri prefetti della regione”.

si considera che la pubblica amministrazione ha 90-100 miliardi di debito verso le aziende. “La scelta di sbloccare 40 miliardi di pagamenti per le aziende è un’ottima notizia. Come Anci Veneto abbiamo preteso con forza questo provvedimento, che salutiamo con favore. In questo modo si ridà fiato alle tante aziende in difficoltà e si liberano risorse fondamentali per far tornare a crescere la nostra economia. Occorre proseguire su questa strada, allentando il patto di stabilità, in modo da consentire ai Comuni di avviare tante piccole e medie opere pubbliche, che renderanno più moderne le nostre città e creeranno lavoro”, ha detto Flavio Zanonato sindaco di Padova. I malumori però ci sono, e sono a tutti i livelli. Il governatore Zaia parla di “nuove blindature” del patto di stabilità che di fatto non permettono di spendere alla Regione un euro in più. “Anche per chi potrà entro il 30 aprile fare richiesta per ammorbidire i vincoli del Patto di Stabilità per pagare i debiti arretrati – spiega Giorgio Dal Negro all’Anci Veneto - il decreto potrebbe rivelarsi poco efficiente”. Facciamo esempio di grosso comune nella nostra regione. Il Comune di Venezia, per esempio, ha saldato circa un centinaio di milioni di euro di arretrati, ma non è detto che potrà stornarli nel calcolo del Patto. Il governo infatti prevede un tetto totale di

5 miliardi di euro da suddividersi per tutti i debiti arretrati di tutti i Comuni italiani. Se dovesse venir fuori che il totale dei debiti da saldare è di più di 20 miliardi di euro, allora il tetto di spesa per ogni Comune sarà ridotto a un quarto del debito effettivo da saldare. Il presidente dell’Anci Veneto Giorgio Del Negro che è sindaco del comune di Negrar è stato chiaro. “Il decreto va bene - spiega il presidente dell’Anci - ma senza provvedimenti in programma per allentare il Patto di stabilità, lo strumento serve solo ad aiutare i sindaci più furbi, quelli che hanno fatto soffrire le imprese perché hanno commissionato lavori che sapevano di non poter pagare. I sindaci veneti, in genere, hanno invece bloccato i lavori che sapevano di non poter saldare e quindi l’ammontare dei debiti arretrati è davvero basso. Insomma un decreto che pare fatto per altri”. L’impressione è che per l’ennesima volta, invece di sanzionare certe condotte amministrative, si rischi di aiutare chi si è comportato peggio. Aree del territorio nazionale, fa capire l’Anci Veneto, che si trovano ben distanti da qui. Comunque un giudizio definitivo sul provvedimento si potrà dare solo dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi perché così non è ancora chiaro a quanto ammontano le somme che potranno essere liberate.


Argomento del mese 5 10 Argomento del mese Nel veneziano

Francesca Zaccariotto

Parla la Zaccariotto

per i comuni i problemi restano Le critiche L’analisi Interviene Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre

“In questa fase, a disposizione solo 500 milioni di euro” di Alessandro Abbadir

L spalla pag 5 per vene-

a Cgia di Mestre, con il suo segretario Giuseppe Bortolussi, dopo aver letto il nuovo decreto sullo sblocco dei primi 40 miliardi di euro di debiti che la Pubblica amministrazione deve onorare nei confronti delle imprese italiane, si pone una domanda precisa “Lo Stato centrale continua a non pagare?”. Bortolussi fa un’analisi al dettaglio. “Ebbene - dice Bortolussi - al netto dei 6,5 miliardi di rimborsi fiscali - tasse che i contribuenti italiani hanno ‘pagato in più’ - e dei 26 miliardi di euro che il Ministero dell’Economia e delle Finanze farà confluire in un apposito fondo a disposizione degli enti locali e delle regioni prive di liquidità, risorse che dovranno comunque essere recuperate tra le pieghe dei loro bilanci e restituite con gli interessi, pare di capire che l’amministrazione centrale metterà a disposizione solo 500 milioni di euro all’interno del pacchetto relativo all’allentamento del Patto di stabilità interno”. Prendendo come buona la stima di 91 miliardi di euro quale debito della P.A nei riguardi delle imprese, la Cgia è convinta che siano molti di più perché nell’indagine campionaria della Banca d’Italia non si tengono conto delle imprese al di sotto dei 20 addetti che costituiscono il 98% di tutte le aziende presenti in Italia e di quelle operanti nei servizi sociali e sanitari. Pertanto, dei 91 miliardi di debito complessivo, ben 44 miliardi sono in capo a Regioni ed Asl. Gli altri 47 miliardi, invece, si distribuiscono tra Comuni, Province e Stato centrale. “Purtroppo, dalle stime della Banca d’Italia non è possibile misurare quant’è il debito da attribuire all’amministrazione centrale. “Tuttavia – conclude Bortolussi – non c’è sicuramente proporzione tra lo sforzo richiesto alle Regioni, alle Ulss ed agli enti locali e quello che dovrà fare lo Stato centrale, visto che di suo sborserà, in questa prima fase, solo 500 milioni di euro”.

ziane

della Provincia I

n Provincia di Venezia, gli enti locali non sono entusiasti del decreto che sblocca denaro allentando il Patto di Stabilità. La prima degli scontenti è la presidente della provincia Francesca Zaccariotto.“Ho accolto con sconcerto questo ennesimo decreto, lo ritengo una grande bufala, che parte da una motivazione sacrosanta, quella dei pagamenti alle aziende, alle imprese commerciali che lavorano per la pubblica amministrazione, solo che noi non ne avevamo bisogno, dal momento che c’era già una legge in vigore, che fissa il termine di pagamento in 30 giorni, e che noi rispettiamo a pieno, con puntualità, avendolo abbassato a 28 giorni. E cosa fa il governo di fronte alla nostra virtuosità? Ci punisce, ci taglia ancora le risorse per altri 5 milioni e 400 mila euro, rispetto ai tagli già previsti di 10 milioni e 300 mila euro, già noti, quindi con un taglio complessivo al bilancio provinciale di 15 milioni 727 mila 459 euro, che diventeranno 16 milioni il prossimo anno. Condivido comunque l’obiettivo del governo di pagare i fornitori che hanno operato al servizio della P.a, e che si trovano in molti casi a dover fungere da banca al proprio committente pubblico per un tempo indefinito, con i tempi biblici di molti enti nell’onorare i pagamenti per i vincoli imposti dal patto di stabilità, oppure a non ricevere mai i dovuti pagamenti”. La Zaccariotto spiega nel concreto i problemi che si vanno ad affrontare. “Si colpisce oltre che l’ente - aggiunge - il territorio, i cittadini, le famiglie, perché per quanto ci riguarda l’avanzo di amministrazione che avevamo accumulato nel 2012, e che nel bilancio 2013 avremmo destinato a nuove opere viabilistiche, alla manutenzione delle scuole e al supporto al lavoro e formazione professionale, dovrà essere interamente utilizzato per mantenere gli equilibri di bilancio, ricorrendo a una nuova manovra di assestamento. Nel Veneto siamo la Provincia più penalizzata, con Rovigo, pur essendo la Provincia più virtuosa, con il livello di indebitamento minore – intorno al 3% contro l’8% previsto per legge – e l’assoluto rispetto del patto. Sono convinta che il Governo non abbia gradito il decreto ingiuntivo che questa Provincia ha vinto contro lo Stato ottenendo un rimborso di 44 milioni di crediti pendenti. Ma mi chiedo, perché ciò che è corretto per altri non deve esserlo per lo Stato? Come questa Provincia rispetta i tempi previsti pagando le prestazioni ricevute nei tempi di legge, altrettanto si rivale nei confronti della stessa pubblica amministrazione quando è lo Stato che non lo fa. E inoltre si penalizza ancora una volta l’ente con minore autonomia finanziaria, che è basata com’è noto sulle imposte di registro e di immatricolazione (rc e ipt) delle auto, ma vorrei ricordare a questo governo che Venezia è unica anche nel suo essere una provincia d’acqua, con un numero di auto decisamente inferiore a quello delle altre province venete”. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni dal canto suo,è moderatamente soddisfatto del decreto governativo anche se critica il Patto di stabilità come vincolo “Il patto di stabilità - ha detto Orsoni - è un cappio al collo delle amministrazioni comunali e il Governo che abbiamo avuto, non è stato di tecnici ma di ragionieri. Se si vuole innovare, il cambiamento deve essere realmente totale sia per gli esponenti del governo che per l’alta dirigenza dello Stato”. Critiche ai vincoli del patto di stabilità erano arrivati dai sindaci di Campolongo Maggiore, Chioggia, Mira, Mirano e del Veneto orientale .Intanto gli uffici di ragioneria dei vari enti locali sono già alle prese con nuove voci che spariranno dal documento di rendiconto: scomparirà, infatti, il fondo di riequilibrio e sarà sostituito dal Fondo di solidarietà dei comuni, mentre il Fondo incentivazione degli investimenti verrà definitivamente abolito. In tutti i comuni della provincia poi si dovrà fare i conti con la Tares , la nuova tassa sui rifiuti, si parla del 20% in più rispetto alla Tia. Una questione quella della Tares che per la maggioranza dei comuni della provincia è affrontata con la partecipata Veritas. Da giugno in poi ripartirà anche il calcolo e pagamento dell’Imu che visto che finora A.A. non è stata ne modificata ne cancellata.


6 Approfondimento Infrastrutture La nuova linea ad alta tensione da Venezia a Volpago del Montello sarà autorizzata entro quest’anno

Elettrodotto, Terna tira dritto

A Martellago ma, soprattutto a Scorzè, sarà realizzato quasi un terzo dell’intera opera che sarà lunga 34 chilometri di Alessandro Ragazzo

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ine della concertazione con gli enti locali per giugno, poi il progetto finirà in autorizzazione entro fine 2013. Questa la notizia annunciata da Terna in merito all’elettrodotto “Trasversale in Veneto” da 380 mila volt, da Venezia a Volpago del Montello (Treviso). Per vedere i cantieri, però, ci vorrà del tempo, perché prima serviranno i passaggi ai Ministeri competenti. Terna ha infatti inviato a tutti gli enti coinvolti dal passaggio dell’elettrodotto, una lettera che comunica che fino alla fine di giugno sarà ancora possibile per i Comuni concordare un’ottimizzazione del progetto e firmare un accordo formale che associ alla realizzazione della nuova linea gli interventi di razionalizzazione delle reti esistenti, ovvero la demolizione di tre vecchie linee elettriche. Tra i comuni interessati del comprensorio ci sono Martellago ma, soprattutto Scorzè, dove sarà realizzato quasi un terzo dell’intero elettrodotto. Gli altri territori interessati saranno nella Marca, ovvero Istrana, Morgano, Paese, Ponzano, Povegliano,

Quinto, Trevignano, Treviso, Zero Branco e Volpago. L’opera sarà lunga 34 chilometri, di cui 11,2 tra Scorzè (9,5 chilometri) e Martellago (1,7 chilometri). Per ridurre al minimo l’impatto ambientale della nuova linea, Terna userà dei sostegni a mensole

Terna: “La nuova linea da 380mila volt indispensabile per la sicurezza della rete elettrica” isolanti o monostelo. In tutto il tracciato saranno rimossi 86 chilometri di vecchie linee da 132 mila volt, “liberando” circa mille tra edifici e case. A Scorzè sarebbero smantellati diciannove chilometri di vecchie linee, ovvero tre elettrodotti che ora attraversano il comune da nord a sud. Se per Martellago l’area interessata sarebbe via Mezzaluna, diverso il discorso di Scorzè, dove si partirebbe da Gardigiano, si attraverserebbe via Moglianese, si salirebbe per la zona di via

Gallese, per poi andare a Rio San Martino attraversando via Onaro e poi su per i territori della Marca. Per Terna, 400 abitazioni beneficerebbero della nuova opera, oggi vicine alle linee elettriche. A Martellago sarebbero demoliti 1750 metri di vecchie linee da 132 mila volt. Il tratto dove ci sarà l’abbattimento interessa la zona a nordest del comune, al confine con il comune di Scorzè, vicino a via Ca’ Nove e al golf di Ca’ della Nave. In questo modo, sarebbero liberate cinque case, oggi vicine ai tralicci, e altri dieci edifici, distanti cento metri dalle vecchie linee, ne beneficerebbero. “La nuova linea a 380 mila volt – fa sapere l’azienda – è indispensabile per garantire la sicurezza della rete elettrica nelle aree di Treviso e Venezia, le cui condizioni sono estremamente critiche e soggette a forti rischi di disalimentazione delle utenze elettriche. L’intervento è reso ancora più improcrastinabile dall’incremento del deficit energetico regionale, che nel 2011 ha raggiunto il 59,06 per cento dei consumi, il più alto tra le regioni italiane,

L’elettrodotto a Scorzè in aumento di circa il 2 per cento rispetto al 2010. Per rendere la rete elettrica regionale efficiente e sicura diventa quindi ancora più urgente la necessità di importare corrente dalle regioni limitrofe, attraverso il sistema di trasmissione a 380 mila volt”. Secondo Terna, “580 edifici – si legge nel progetto disponibile da tempo sul sito internet della società (www.terna.it) – oggi collocati a

una distanza di cento metri dalle linee che potrebbero essere smantellate, godranno di una rivalutazione economica grazie alla rimozione del tralicci. Inoltre, la nuova linea produrrà un risparmio complessivo per gli utenti del sistema elettrico, pari a circa 75 milioni di euro annui, grazie alla diminuzione di energia non fornita e delle perdite di rete”.

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Presentando questo volantino avrai diritto

Terna diciamo che pensi meno agli utili e più al rispetto del territorio. Pretende di agire incurante dei cittadini, della loro salute, del valore delle loro case e dei terreni, delle aziende agricole, dell’ambiente, del paesaggio e del suo valore turistico. Si dà tempo fino a giugno per accettare il piano oppure passa lo stesso. Invece la Provincia ha chiesto interramento, mentre la Regione è il riferimento politico”. Questo il parere del portavoce del comitato Cappella Vive Vittorio Pellizzato alla notizia di Terna di voler chiudere entro pochi mesi la concertazione sull’elettrodotto e poi andare avanti con l’autorizzazione del progetto. Il comitato è sempre stato critico su questa ipotesi, chiedendo a gran voce l’interramento, preferendo questa soluzione all’ipotesi aerea. E lo fa pure in questa occasione. “Il vero percorso – sottolinea Pellizzato – è e resta da Venezia Nord a Cordignano (Treviso ndr), con uscita sulla linea esistente e il raggiungimento delle autostrade A27 e A28, per poi affiancarla in interrato. Rispetto delle decisioni e del territorio. Intanto nei giorni scorsi l’azienda ha confermato un utile 2012 del più 5,5 per cento rispetto all’anno precedente”. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un incontro fra lo stesso comitato e i sindaci, che si oppongono all’idea presentata da Terna. “Ogni due o tre mesi” – replica il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner – arriva una sua dichiarazione, segnando il territorio. Sappia che il nostro interlocutore era è e rimarrà la Regione. La società non è proprie-

taria del territorio, mentre lo sono i cittadini”. Ancora due anni fa, il Coniglio di Scorzè aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno, dove si invitano il sindaco Mestriner e la giunta a battersi perché il tracciato sia rivisto e scorra lungo le autostrade. Inoltre, il documento approvato prevedeva che sull’opera non fosse adottata la proceduta della legge obiettivo, che taglierebbe fuori i Comuni dalle discussioni, si perseguisse nell’ipotesi di interrare l’elettrodotto, seguendo l’autostrada fino a Cordignano e ci fosse la dismissione da parte di Terna delle vecchie linee. Contrariato anche il sindaco di Martellago Giovanni Brunello, che tira diritto per la strada tracciata in precedenza, anche con gli altri colleghi del Trevigiano. “Manteniamo sempre la stessa posizione – aggiunge – e continuiamo a chiedere l’interramento”. Anche il suo collega di Zero Branco Mirco Feston, altro territorio interessato all’opera, è arrabbiato davanti alla notizia della fine della concertazione per inizio estate. “Basta comandare in casa altrui – fa sapere – sono abituato, quando rendo visita ad altri, di A.R. chiedere permesso”.


8 Noale L’Intervento

Smog

Sanità privata serve una svolta

Ambiente Arrivano i dati delle misurazioni Arpav dello scorso anno

L’inquinamento torna in centro città

di leonardo Padrin*

segue da pag.

Nel territorio sono inoltre presenti altre imprese private che hanno le stesse caratteristiche autorizzative ma non sono convenzionate. Cioè vendono servizi sanitari rivolgendosi ad un mercato totalmente privato ed il cittadino deve pagare interamente la prestazione che riceve. Il dibattito di queste settimane nasce per due motivi ben precisi: uno strategico ed uno economico. Quello strategico riguarda il decisore cioè il soggetto che in nome e per conto della Regione acquista i servizi sanitari dai privati convenzionati. In passato era la Regione che decideva da chi e quanto si acquistava e poi calava questo accordo nel territorio senza che i direttori generali delle Ulss avessero un ruolo operativo. Non esistevano criteri se non la discrezionalità di accogliere o respingere, in tutto o in parte, quanto veniva richiesto. Questo ha comportato la concentrazione dell’offerta dei servizi sanitari del privato convenzionato dove più ricco era il mercato, secondo una legittima logica d’impresa. Quello economico riguarda invece la diminuzione del budget, cioè della cifra che la Regione intende investire nell’acquisto di prestazioni sanitarie dai privati convenzionati. Su questo aspetto va detto che la diminuzione è stata significativa ma soprattutto il tempo intercorso fra la decisione della Giunta Regionale e la sua applicazione è stato talmente breve che coloro che hanno una organizzazione complessa (e per questo spesso molto qualificata) non sono nelle condizioni di adeguarla senza traumi occupazionali e logistici. È quindi necessario intervenire allungando ragionevolmente i tempi di applicazione delle nuove norme. La questione strategica è invece fondamentale per la Regione perché la delibera della Giunta propone un cambio di mentalità epocale e pone in carico al Direttore Generale la responsabilità della gestione dei servizi sanitari nell’ambito del proprio territorio e quindi decide lui quanto comprare e da chi. La norma prevede che il Direttore debba agire secondo criteri resi pubblici e che saranno verificati dalla Giunta Regionale e dalla V Commissione, entrambi gli organi potranno modificare le decisioni del Direttore Generale di ogni singola Ulss con delle pubbliche motivazioni. Un percorso trasparente alla determinazione del quale tutti i soggetti portatori di interesse potranno concorrere sapendo che l’obiettivo della sanità pubblica o pagata dal pubblico è quello di fornire ai cittadini i migliori servizi possibili in base alle risorse disponibili perché per farlo vengono usati i soldi di tutti. Gli altri aspetti, occupazionali ed aziendali, vanno comunque affrontati e risolti ma necessariamente in modo consequenziale alla programmazione regionale del resto è evidente che chi beneficia dell’essere fornitore della Regione non può agire in modo difforme da quanto prevede il proprio committente.

di Alessandro Ragazzo

S

Quasi un giorno su due i limiti di Pm10 hanno superato i 50 microgrammi al metro cubo

i torna a parlare di inquinamento a Noale. O meglio, le polveri sottili non hanno mai lasciato il comune, anche se calate, ma i recenti dati pubblicati da Arpav, hanno fatto tornare d’attualità l’argomento. Stavolta riguardano i dati usciti dalle rilevazioni fatte in due parti lo scorso anno alla rotonda con la variante alla Noalese. Il primo periodo va dal 4 febbraio al 21 marzo, il secondo dal 20 giugno al 25 luglio. Ebbene, quasi un giorno su due, i limiti hanno superato i 50 microgrammi al metro cubo. In totale, i giorni analizzati sono stati 77, che hanno registrato in 36 volte. Una zona non scelta a caso, perché è molto trafficata, soprattutto dai camion, e i veicoli sono spesso in coda a causa del semaforo all’incrocio del Pioppeto. Con l’apertura del primo tratto di variante alla Noalese, avvenuto nell’autunno del 2010, il numero dei mezzi in transito è cresciuto e, complice il tratto di strada molto stretto, rende pericoloso il passaggio dei tir. Arpav ha comparato i dati con via Tagliamento e il Parco Bissuola a Mestre, scoprendo che nella prima si supera i limiti quasi un giorno ogni tre (26 sforamenti su 83 misurazioni), nella seconda quasi uno su quattro (19 giorni su 83 rilevamenti). Sempre in sono preoccupati. “Il Pm10 sfora - spiega l’assesquella zona, Arpav ha registrato una media di 1,9 sore all’Ambiente di Noale Renato Damiani - e microgrammi al metro cubo di benzene, inferiore al questo è indubbio ma incidono tanti fattori, dalle limite annuo di 5 microgrammi stufette al traffico alle aziende ma superiore all’1,6 trovato A marzo 2008 attorno. Inoltre si devono anaal Parco Bissuola. Riguardo al erano state lizzare le differenze tra l’estate benzo(a)pirene, la media è toccate medie e l’inverno. A livello di viabilità, di 1,7 nanogrammi al metro giornaliere di 222 pensiamo sempre all’idea del cubo, quando dovrebbe essere microgrammi al m3 by-pass dietro a via Mestrina, 1, con punte del 3,2 in inverno dalla rotonda con la variante e lo 0,02 in estate. Arpav, poi, fa presente come alla Noalese a via Cornarotta”. Il Pm 10 è sempre le medie totali sono state inferiori al limite annua- stato un problema nella storia recente della città, le per il piombo e più basse ai valori obiettivo per tanto da superare centri come Mestre, Padova e arsenico, cadmio e nichel. E i residenti della zona Verona. In certi giorni dell’anno, la qualità dell’a-

Un’auto inquinante in centro

ria era peggiore addirittura di Milano e Roma. A marzo 2008, si sono toccate medie giornaliere di 222 microgrammi al metro cubo, quando il limite di legge era di 50, mentre all’Arcella a Padova c’erano punte massime di 143. Nel 2009 stessa cosa, con sforamenti continui. Sempre restando in materia di smog, il Comune, tra gennaio e febbraio scorsi, ha voluto monitorare pure via Matteotti e via Cerva, attraverso la società Sinpro Ambiente. In via Matteotti (angolo via Piave) l’1, il 5 e l’8 febbraio si è toccato quasi 80 di microgrammi al metro cubo. In via Cerva, si è sfiorato l’80 il 28 gennaio e il primo febbraio, l’8 febbraio si è arrivati oltre i 100. Ma ci sono diversi giorni dove si è sotto i 50.

*Presidente della commissione sanità del Consiglio Veneto

Rifiuti

Arriva un nuovo ecocentro in via Pacinotti

D

apprima era un’idea, ora si sta camminando a passo spedito per avere un nuovo ecocentro. La giunta ha approvato il progetto preliminare per costruire un nuovo ecocentro in via Pacinotti, in zona industriale, sostituendo quello attuale di via Mestrina. Ora si attende quello definitivo per arrivare ad appaltare il cantiere. Sarà sempre gestito da Veritas e all’interno sarà raccolto tutto il materiale da differenziare. Troverà posto in una superficie comunale da 4.200 metri quadrati, dal costo di 500 mila euro ma 100 mila arriveranno dalla Regione. Per erigere l’opera, il Comune

venderà il terreno di sua proprietà in via Mestrina, ora è in comodato d’uso alla Cosmo. L’attuale ecocentro trova spazio in un’area da 14.074 metri quadrati ma per acquistarlo sarà indetta un’asta pubblica e per aggiudicarselo occorreranno quasi 1.383.000 di euro, meno la somma (335 mila euro) per l’intervento di bonifica. Così si partirà da poco più di un milione di euro. Non tutto il governo locale si è detto favorevole a questa ipotesi. L’assessore alla Manutenzione Andrea Muffato, ad esempio: “Esprimo la mia contrarietà alla proposta - si legge nel verbale della delibera - non

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ravvisando alcuna necessità di un nuovo ecocentro”. Per il sindaco Michele Celeghin, sempre dalla stessa delibera, fa sapere come il provvedimento “sia fondamentale per il rispetto dei vincoli derivanti dal patto di stabilità, in funzione dell’approvazione del bilancio previsionale 2013”. Nel frattempo si va avanti con l’attuale ecocentro di via Mestrina, aperto ai cittadini il lunedì e il mercoledì 10-12, il venerdì 17-20 da aprile a ottobre, sempre il venerdì 16-19 da gennaio a marzo e a novembre e dicembre. Il sabato, tutto l’anno, 14 - 17. A.R.

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NEWS

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Noale 9 Territorio Confcommercio dal 15 maggio avvia una raccolta di sottoscrizioni

Un referendum sulla viabilità Servirà il 10 per cento dell’elettorato comunale, ovvero circa 1100 adesioni, per far partire la consultazione di Alessandro Ragazzo

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n referendum sulla viabilità di Noale. La Confcommercio è decisa a tutto pur di far rivedere la circolazione attorno al centro storico attiva da metà 2011, dopo le polemiche dei mesi scorsi fra proteste, consegna delle chiavi simboliche, riunioni e così via. Così l’associazione di categoria, con il comitato dei residenti di via Sant’Andrea, ha deciso di interpellare i cittadini e dal 15 maggio partirà la raccolta delle sottoscrizioni. Servirà il 10 per cento dell’elettorato comunale, ovvero circa 1100 adesioni, e la richiesta di Confcommercio

Interventi

è stata protocollata in municipio. Questo il quesito da sottoporre: “Volete voi che venga integralmente ripristinato l’assetto viario del

Insieme ai commercianti c’è il comitato dei residenti di via Sant’Andrea centro storico di Noale precedente all’attuale e, nello specifico, vengano rimossi sensi unici e zone a traffico limitato, con tutta la

relativa segnaletica, gli spartitraffico, i rallentatori, le barriere e quant’altro istituito e realizzato a seguito della delibera di giunta comunale avente a oggetto Riqualificazione viabilistica del centro urbano, nonché di tutti gli atti prodromici e conseguenti inerenti la modifica dell’assetto viario di Noale capoluogo”. L’associazione di categoria confida nell’articolo 38, comma cinque, del regolamento comunale, anche se sarà il parlamentino locale a decidere sull’ammissibilità. E’ il delegato Confcommercio Giovanni Liziero a spiegare i motivi di questa scelta. “Sinora

Approvato il Piano opere pubbliche

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ia libera dalla giunta di Noale al piano triennale dei lavori pubblici, adottato per gli anni 2013, 2014 e 2015. Negli ultimi anni, le ristrettezze di bilancio hanno impedito a tutti i Comuni, va detto, di rispettare questo documento che si deve, comunque, redigere. I vincoli del Patto di stabilità hanno

Il centro di Noale – spiega – non è stata spostata una virgola, a parte l’uscita da piazza Castello, che il sindaco Celeghin è stato costretto a fare per il problema traffico all’uscita dalle scuole e perché le auto si trovavano senza sbocchi per uscire. Abbiamo raccolto 1400 firme, fatto un sondaggio dove il 95 per cento dei colleghi si diceva contrario a questa viabilità, mentre a novembre abbiamo consegnato a Celeghin le chiavi dei nostri negozi. L’unico strumento civile e democratico è il referen-

costretto i vari governi locali a fare di necessità virtù, riuscendo a portare a termine solo parte degli interventi. Nel frattempo, tutte le giunte stanno predisponendo il piano e lo stesso ha fatto Noale. L’importo degli interventi da realizzare è considerevole, con 2 milioni 170 mila euro che comprendono la sistemazione delle strade, cantieri nelle frazioni e in centro, una pista ciclabile. Nello specifico, per il 2013 si punta a realizzare il parcheggio di piazza Cappelletta (270 mila euro), il viale

dum consultivo. Si ripristini il collegamento tra le piazze Castello e XX Settembre e le possibilità d’ingresso per chi proviene da Padova e Treviso”. Sull’ipotesi, Michele Celeghin commenta duro. “Sono certo che Ennio Gallo (presidente Confcommercio Miranese ndr) – replica – che ritiene di avere il consenso della maggioranza dei noalesi, si candiderà come sindaco alle elezioni del 2014, vincerà, così potranno tornare il traffico e lo smog in centro”.

d’ingresso e la facciata del cimitero di Briana (200 mila euro) e asfaltare le strade (150 mila euro). Per il 2014, serviranno 750 mila euro per il restauro di Palazzo Scotto in piazza XX Settembre, mentre altri 170 mila finiranno per la pista ciclopedonale di via Ronchi a Moniego. Nel 2015, la posa dell’erba sintetica nel campo da calcio (480 mila euro) e l’asfaltatura delle strade (150 mila euro). A.R.


10 Noale Servizi Le reazioni delle forze politiche sulle prospettive della Sanità

“No alla chiusura dell’ospedale cittadino” di Alessandro Ragazzo

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essuno a Noale vuole credere, o pensare, che si perderà l’ospedale. Dopo tutto, il Pier Fortunato Calvi non solo è inserito nella città da un punto di vista urbanistico ma pure viscerale. In un Consiglio comunale di Camponogara, il direttore generale dell’Ulss 13 Gino Gumirato ha fatto intendere che la struttura di Noale possa chiudere. L’idea futura di sanità locale vedrebbe Ortopedia e Chirurgia a Mirano, mentre gli uffici medici di Mirano e Noale andrebbero a Dolo, senza ridurre posti letto e prestazioni. Dunque, tutta l’area del Miranese e della Riviera sarebbe coinvolta e si stanno aspettando le mosse della Regione per capire come evolverà la sanità dei due comprensori. Insomma, una rivoluzione ma da Noale si aspetta di capire cosa deciderà la Regione sulla schede, che significano la programmazione dei prossimi anno. In pratica si andranno ad aumentare le competenze e le specializzazioni dei singoli poli. Il reparto di Cardiochirurgia sarà radicato a Mirano, dove è già un’eccellenza, ma i medici che lo compongono interagiranno con gli ospedali di Padova, Treviso e Mestre. “Sono polemiche fondate su ipotesi – tranquillizza il sindaco Michele Celeghin – e non su notizie e dati. Mancano ancora le schede regionali. Come giunta, da tempo stiamo lavorando per avere a Noale il polo riabilitativo, così come previsto sinora, e sono in contatto con l’Ulss 13 perché si trovino quelle soluzioni per evitare la chiusura, a cui la nostra città si è sempre detta contraria. Lasciamo stare le

Nel prossimo futuro gli uffici medici di Mirano e Noale saranno spostati a Dolo polemiche: è tempo di lavorare”. Prudente pure Carlo Zalunardo di Uniti per rinnovare ma pronto a difendere l’ospedale. “Mancano le schede – osserva il medico e predecessore di Celeghin – ma se l’ipotesi chiusura fosse vera, sarebbe un fatto grave non solo per Noale ma per tutto il territorio. Faremo il possibile, come categoria e gruppo consiliare, perché questo non accada”. Preoccupato Gianni Tegon, capogruppo di Progetto dei noalesi. “Chiudere il Pier Fortunato Calvi – spiega il consigliere – significherebbe portare il degrado in centro. Guardiamo cosa sta succedendo a Mestre. E poi lì che ci facciamo? Un centro commerciale? La mia è una provocazione ma attenzione alle decisioni che si prendono. Sono sempre stato contrario alla chiusura dell’ospedale e lo sono ancora”. Il consigliere veneto del Pd Bruno Pigozzo, preferisce non sbottonarsi ma lancia un avviso

Bruno Pigozzo (consigliere regionale Pd): “Il Fortunato Calvi può avere una struttura per la riabilitazione”

L’ospedale Pier Fortunato Calvi

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al governo di Luca Zaia, chiedendo a Palazzo Balbi quali siano le intenzioni future. “Ci dicano in commissione cosa vogliono fare – fa sapere – e poi apriamo il confronto. Su Noale siamo ancora nel campo delle ipotesi, manca la direttiva regionale. Sappiamo che il Pier Fortunato Calvi non sarà una struttura per acuti ma può avere la riabilitazione, la Medicina dello sport, l’hospice e l’Unità territoriale di assistenza primaria (Utap ndr). Per ora si fa un discorso solo economico ma prima serve capire quale saranno i programmi regionali”. Civica Progetto dei Noalesi

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iù prevenzione per ridurre la microcriminalità nel territorio di Noale. La richiesta arriva dalla civica Progetto dei Noalesi, che invita il sindaco Michele Celeghin, e la sua maggioranza a farsi portavoce tra i cittadini, organizzando delle serate a tema, coinvolgendo cittadini e e forze dell’ordine. “Nel 2012 – commenta il segretario di Pdn Claudio Gambato – si sono registrati mille furti tra Noale e Salzano. Credo che si debba porre all’attenzione dell’opinione pubblica un tema che minaccia la coesione delle comunità. Sembra che la crisi economica abbia scatenato una serie di furti minori, tipo “bravate”. E tutto questo, è in cima alla lista dei timori della gente”. Negli ultimi tempi, anche Noale è stata vittima di piccoli furti ed episodi vandalici. Nelle scorse settimmane ne hanno fatto le spese le giostre dei giardini di via Gagliardi, dove ignoti hanno incendiato e danneggiato le giostre per bambini, oltre a lasciare i propri bisogni qua e là nella zona del pattinodromo. Dal Pdn, l’invito a coinvolgere la gente. “Credo – continua Gambato – che si dovrebbero fare degli incontri mirati tra cittadini, forze dell’ordine e amministratori. Serve una reazione da parte della politica”. A.R.


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12 Martellago Ecologia I dati da Veritas mettono in evidenza una situazione virtuosa

Raccolta differenziata da record

Maerne Servizi

Biblioteca, tanti visitatori

Il comune, con il 75 per cento è al primo posto nel miranese, migliorando il 63,20 per cento ottenuto nel 2011 di Alessandro Ragazzo

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n bel balzo in avanti, tanto da essere la regina 2012 della raccolta differenziata del Miranese. Martellago, con il 75 per cento, si è insediata al primo posto, migliorando di molto il 63,20 per cento ottenuto nel 2011. Primo posto che negli ultimi anni era sempre stato detenuto da Salzano, che continua a essere uno dei comuni più virtuosi. Infatti ha ottenuto il 73 per cento, migliorando il 71 per cento dell’anno precedente. In generale, però, tutto il Miranese sta andando meglio negli ultimi mesi rispetto al passato. Vuoi per il cambio di conferimento a calotta, che da qualche parte si sta ancora attuando, vuoi perché i cittadini riescono a gettare meglio la spazzatura, nel 2012 ci sono stati degli ottimi picchi. L’unica a continuare con il “porta a porta” resta Salzano. La media del Miranese è passata dal 58,06 registrata nel 2011 al 66,35 dello scorso anno, con un balzo in avanti di 8,29 punti percentuali. Nel 2012, due comuni, come detto Martellago e Salzano, hanno superato il 70 per cento, mentre altri tre sono sopra il 65 per cento, ovvero Scorzè (65 per cento), Spinea (67,10 per cento) e Santa Maria di Sala (69,34 per cento). Il sistema a calotta, con tanto di chiavetta elettronica per aprirla, ha fatto fare il salto di qualità sulla raccolta differenziata. Seppur con tempi

Contenitori per la raccolta differenziata

diversi, i Comuni, eccetto Salzano, si stanno adeguando al nuovo metodo, in accordo con Veritas. Ecco allora che Santa Maria di Sala, fino a poco tempo una delle peggiori dell’intera area, ora si è assestata su alti numeri. Basti pensare che nel primo semestre del 2009, nel salese si raccoglieva il 42,8 per cento di spazzatura, negli ultimi sei mesi dello scorso anno, il dato è cresciuto fino al 71,6 per cento. Due, Mirano e Noale, hanno chiuso con almeno il 55 per cento, rispettivamente al 59 per cento e al 56 per cento. Nel primo comune nell’ultima

NEWS Occupazionne

Pometon, guerra fra sindacati

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n caso che ha avuto una eco nazionale quello della Pometon di Maerne e della divisione interna fra sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl. E a far discutere è stata anche la volontà di quest’ultima, di far pagare la quota annua di iscrizione per poter beneficiare del contratto, ovvero 200 euro. Lunedì primo aprile, infatti, è entrato in vigore il nuovo contratto integrativo firmato il 14 marzo solo dalla Fim Cisl, e valido per i soli suoi iscritti. Gli altri potranno sì aderire ma, appunto, dovranno pagare alla stessa sigla sindacale la quota prevista. E questo non è piaciuto alla Fiom Cgil ma anche agli altri operai non facenti parte di alcuna organizzazione. La fonderia vicina alla stazione ha 177 dipendenti ma la proprietà ha annunciato cinquanta esuberi. La stessa Pometon, ancora un anno fa, aveva disdetto la contrattazione di secondo livello, con la Fiom che non l’aveva presa bene e si era detta contraria pure alla proposta fatta sull’integrativo. Così a dare il via libera è stata solo la Cisl ma chi vuole beneficiarne, deve pagarsi il servizio. “Come Fim Cisl – spiega il segretario provin-

parte del 2012 è diventato operativo il secondo lotto del progetto a calotta, mentre il primo era partito nel 2011 lungo tutto il perimetro del comune che confina a est con Mira, a sud con Pianiga e a ovest con santa Maria di Sala, toccando i paesi di Scaltenigo, Ballò e Vetrego. Non a caso, già a inizio 2013 si è già arrivati al 64 per cento. La città dei Tempesta, invece, ha iniziato da poco con le frazioni, per completare l’operazione in tutto il territorio entro fine anno.

La paura fra i lavoratori è di perdere fino a 600 euro in un mese

ciale Stefano Boschini – non possiamo imporre un contratto ma lo possiamo garantire solo agli iscritti. I soldi saranno devoluti in solidarietà, ovvero in un fondo che resterà a disposizione delle Rsu aziendali”. Ma la Fiom Cgil non è per nulla contenta. Alcuni lavoratori si sono fatti due conti e qualcuno parla di 600 euro in meno al mese. “Saranno diminuite le squadre – spiega Giuseppe Minto della Fiom Cgil – chi lavora dovrà farlo di più, mentre chi è a casa ci resterà di più. Inoltre, in caso di nuovi assunti, questi non avranno lo stesso trattamento dei colleghi. E poi c’è l’indennità di turno che noi vorremmo fissa, mentre in futuro sarà in base alle presenze. Si tratta di un accordo a perdere, perché cancella quarant’anni di storia sindacale in questa fabbrica. Fim Cisl rifletta su quello che firma. Abbiamo già interpellato i legali che l’intesa non sia applicata ai nostri iscritti. Pometon sapeva bene che non avremmo firmato l’accordo e ora i lavoratori si sono spaccati”. E la stessa segreteria metropolitana di Venezia ha emesso un comunicato molto critico. “La Fiom Cgil – si legge – non intende subire passivamente “l’accordo” separato che vuole contrastare perché aggrava le condizioni di lavoro e accelera il declino dello stabilimento. La Fiom si impegna ad assumere tutte le iniziative necessarie”. Insomma, il clima è tutt’altro che sereno. Ma dal primo aprile scorso, poi, è aumentata pure la mensa; il servizio è passato a 2 euro, contro i 35 centesimi precedenti. Questo vale per chi non avesse aderito all’accordo Fim Cisl e i soldi saranno trattenuti sulla busta paga come titolo di contributo per il costo aziendale sostenuto. Intanto pure la politica locale si è mobilitata. Il sindaco Giovanni Brunello, ha intenzione di incontrare i vertici dell’azienda per capire i motivi degli ultimi sviluppi, mentre il consigliere del Pdl Paride Costa ha chiesto un Consiglio comunale straordinario. “Dobbiamo perseguire – fa presente – il bene dei cittadini e, in questo caso, dei dipendenti”. A.R.

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numeri sono da grande risultato, perché ogni anno non fanno altro che registrare il segno più. Stiamo parlando della biblioteca di piazza IV Novembre, inaugurata nel settembre 2010 e che presenta, nel 2012, numeri da record. Lo scorso anno sono state 130.545 le presenze totali, ben al di sopra dei 108.442 del 2011. Nel 2010 erano 82.717 i frequentatori e nell’arco di due anni si è incrementato di quasi 50 mila unità. I giorni di apertura sono stati 295, con una media di presenze, registrate elettronicamente, di oltre 442 persone. Al 31 dicembre 2012, il patrimonio di documenti è di 30.166, di cui acquisiti 2.415 proprio lo scorso anno. E i numeri importanti non finiscono, come si può osservare il dato sui prestiti (libri, cd, dvd, giornali e riviste) salito da 44.777 a 54.256: quasi 10 mila in più. In 3.740 hanno fatto almeno un prestito all’anno, oltre cento in più rispetto ai dodici mesi fa, specie tra i giovani sotto i 14 anni. Venendo agli acquisti fatti dalla biblioteca, i libri sono stati 1.837 e i dvd 497. Molto bene anche gli accessi a internet; nel 2012 sono stati 8.542 contri i 7.862 dell’anno prima e i 7.152 fatte registrare nel 2010.

elezioni i candidati in lizza

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lezioni a Martellago, i candidati in lizza al momento in cui scriviamo e andiamo in stampa sono quattro. Hanno ufficializzato la loro candidatura Moreno Bernardi (Un comune per tutti), Alberto Ferri (Lega Nord) e Antonio Santoliquido (Movimento 5 stelle) . Al momento in cui scriviamo (metà aprile) si è in attesa delle mosse del Pdl, dove vige il massimo riserbo sul candidato, e della lista Monti. Il gruppo di Andrea Causin (lista Monti) che, comunque, ha assicurato di volerci essere non ha ancora sciolto la riserva se appoggiare il centrosinistra o correre in proprio. Intanto a metà aprile a tenere banco sullo scenario politico sono state le primarie del centrosinistra alla fine l’ha spuntata Monica Barbiero. Per l’insegnante di musica ha votato più di un elettore su due e ha preso il 50,19 per cento. Ecco i numeri del responso nel dettaglio : Barbiero (Impegno Comune) 792 voti, Paolo Gatto (Pd) 554, Cosimo Moretti (Pd) 232. Il successo della Barbiero è nato fra Martellago, soprattutto, e Olmo, dove non ha avuto avversari. Gatto ha vinto invece nella frazione di Maerne ma nel capoluogo è andato male. Sono andati a votare complessivamente in 1600. I voti validi sono stati 1578, bianche 15, e nulle 7. Tutti i candidati delle primarie centrosinistra vogliono lavorare insieme per vincere le elezioni. Per il futuro Monica Barbiero tende così la mano a Paolo Gatto e Cosimo Moretti, ben sapendo che pure i loro elettori serviranno per la chiamata alle urne di fine maggio. Il grande sponsor della Barbiero è apparso in più di una occasione il sindaco uscente Giovanni Brunello e non più ricandidabile (ha fatto due tornate). I candidati ufficiali alle elezioni del 26 e 27 maggio però potrebbero aumentare anche nelle prossime settimane. Fino a fine mese non sono escluse sorprese dell’ultimo minuto. Comunque le liste e i simboli si dovranno presentare entro mezzogiorno di sabato 27 aprile. A.R.


Scorzè 15 Attività commerciali I sindaci di Scorzè, Noale e Trebaseleghe sono contrari alla scelta del supermercato

Ampliamento dell’Emisfero, è coro di no di Alessandro Ragazzo

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L’area della Crosarona

re il nostro territorio”. Il sindaco Michele Celeghin aggiunge altri elementi ai motivi del parere negativo. “Lo consideriamo inopportuno – commenta – e poi le informazioni sono scarse”. Contrario anche il collega di Scorzè Giovanni Battista Mestriner. “Diciamo no – spiega – perché c’è da essere preoccupati, sia per la viabilità sia sotto l’aspetto idraulico. Anche se l’ampliamento sarà su Noale, il centro è più vicino a Scorzè e saranno le nostre attività a essere più penalizzate”. Confcommercio ha inviato una lettera ai tre sindaci per esprimere tutta la sua contrarietà. “Sia a livello provinciale

Viabilità

i Lavori sulla castellana cominciano

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La proprietà vorrebbe allargarsi complessivamente di circa 5 mila metri quadrati on piace ai Comuni e non piace neanche alle associazioni di categoria l’ampliamento del centro commerciale Emisfero in zona Crosarona, tra Noale, Scorzè e Trebaseleghe. Dunque il primo parere negativo è arrivato proprio da loro, in attesa di capire come si evolverà l’iter nei prossimi mesi. Di certo la proprietà vorrebbe allargarsi di circa 5 mila metri quadrati, da sviluppare nel comune di Noale, che andrebbero ad aggiungersi agli oltre 10 mila attuali. Nel progetto è inserito un altro accesso da via Crosarona, che in totale porterebbe a tre il numero, nel tratto a nord del distributore di benzina, un centinaio di metri prima dello stesso Emisfero. La nuova entrata permetterebbe di entrare alla parte sud della struttura, aumentando i posti di quasi 230 unità, oltre ad altri 120 posti privati. Sopra la copertura, ci saranno i pannelli fotovoltaici per garantire energia rinnovabile. Ma, come detto, i Comuni non ne vogliono proprio sapere. “Niente da fare – dice l’assessore all’Urbanistica di Noale Sergio Vallotto – perché vogliamo la tutela del nostro commercio ma lì ci sono questione viarie, idrauliche e di inquinamento da tener conto. Inoltre l’area di ampliamento è agricola e vogliamo tutela-

NEWS

che in quello regionale – si legge nella lettera – questa associazione ha sempre espresso in tutte le sedi la più viva apprensione per la poca considerazione nel consumo di suolo, l’accentramento di attività economiche al di fuori dei centri abitati con conseguente loro desertificazione”. Negativo pure il parere di Confesercenti. “Assolutamente contrari – sostiene Luigina De Pieri – perché sarebbe un duro colpo ai nostri centri storici. Sì è visto che tutto il commercio finirebbe per concentrarsi in quelle strutture, svuotando le città”.

ono iniziati i lavori di messa in sicurezza di via Castellana a Scorzè, con la costruzione della pista ciclopedonale dal capitello Garoni al civico 79 di via Castellana. L’obiettivo è finirli per la fine di settembre ma dal Comune sperano di anticipare i tempi di qualche giorno. Un cantiere atteso da anni, dove hanno perso la vita molte persone, senza contare l’alto numero di gravi incidenti. Stavolta si è partiti, dopo l’iter che ha visto il settore Lavori pubblici e patrimonio redigere il progetto. Sarà costruito un tratto ciclopedonale da 800 metri. Poi mancheranno altri 300 metri, che il sindaco Giovanni Battista Mestriner conta di poter fare quanto prima. “Con questo primo stralcio – fa sapere – risolveremo una parte importante dei problemi ma l’obiettivo, è arrivare presto fino alla Crosarona. Gli accordi fissano per fine settembre l’apertura della pista ciclopedonale ma mi auguro che si possa fare prima”. L’importo dei lavori previsto è di 828 mila euro. I residenti, per averla, avevano raccolto 233 firme. Nell’estate 2011, avevano inscenato anche una protesta, esibendo una serie di cartelli lungo il pezzo di regionale incriminato. Cartelli che in alcuni punti sono ancora ben visibili. “Chiediamo la pista ciclabile”, “Attenzione, manca la pista ciclabile. Pericolo di morte (con raffigurato un teschio). Chiediamo la pista ciclabile” e “Pista ciclabile. Yes, you can” erano gli slogan scritti ai bordi della strada per attirare l’attenzione degli automobilisti in transito. A.R.

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Urbanistica il pat prende il via

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a giunta provinciale ha approvato l’avvio della procedura di pianificazione concertata per l’approvazione del documento preliminare al Piano di assetto del territorio (Pat) del Comune di Scorze. Ad aprile 2012, Scorzè aveva adottato le linee guida del documento, per disegnare il territorio del futuro. Si punterà alla riqualificazione delle vie principali, per dare un impulso al commercio, e si farà la torre da 21 ventuno metri. Uno degli aspetti su cui ci si dovrà confrontare sarà la viabilità, cruccio da tanti anni. Inutile dire che tutto ruoterà attorno al Passante ma pure al casello in costruzione al confine con il comune di Martellago, a cavallo del Dese, e che aprirà nel 2014. Per questo la giunta punta a ridurre il traffico nei centri e spostare fuori la circolazione. Così nasceranno la tangenziale sud di Scorzè, la bretella di via Bigolo, il potenziamento di via Boschi e il collegamento tra Rio San Martino e la Castellana. Poi ci sono le aree degradate e dismesse, che dovranno essere recuperate, così come le attività produttive. Infine, spazio all’emissione dei gas a effetto serra, al risparmio energetico e all’uso delle fonti rinnovabili. Sull’ambiente, Scorzè si propone di valorizzare gli itinerari turistici esistenti, tutelando il paesaggio urbano e sviluppando il corridoio ecologico del fiume Dese e l’oasi Todori. Attenzione sarà fatta all’aspetto dell’acqua, considerata una risorsa fondamentale del territorio. “Nel suolo di quest’area – commenta il vice presidente della Provincia Mario Dalla Tor – sono coltivati prodotti agricoli di grande valore e tradizione, come il radicchio di Treviso, dei quali il Piano di assetto del territorio mira a garantire il mantenimento, anche con funzioni turisticoricreative e la formazione di un paesaggio peculiare”. A.R.

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16 Salzano Territorio Il comune da i dati di un fenomeno sempre più preoccupante

Politiche sociali, è assedio di richieste Tra il 2010 e il 2012 le domande di aiuto all’ente locale per difficoltà sono salite da 500 a 827 di Roberta Pasqualetto

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el corso degli ultimi anni c’è stato un aumento progressivo degli accessi al Servizio Politiche Sociali a Salzano, tra il 2010 e il 2012 i cittadini che si sono rivolti al servizio sono passati da circa 500 a 827 casi; con un aumento molto forte nel corso del 2011. Questo dato è molto preoccupante soprattutto se osserviamo che la fascia d’età dei cittadini, più toccata, è quella over 65 anni, quindi proprio quella fascia che generalmente riconosce il capo famiglia, sennonché il padre. Purtroppo non mancano dati allarmanti che riguardano anche i più giovani di età compresa tra i 36 -50 anni, altra fascia in aumento; un’altra categoria che dovrebbe aver stabilizzato la propria identità lavorativa ed economia. Ovviamente il maggior responsabile di questo disagio è legato alla crisi economica (più del 50 % delle richieste) le difficoltà sono quelle basilari: problemi nel pagamento l’affitto, perdita del lavoro con conseguente incapacità economica ad affrontare i costi della quotidianità e bisogni abitativi. Un’altra forte richiesta d’intervento dei cittadini, è legata al sostegno e al supporto della domiciliarità; per l’accudimento fisico di persone

Il municipio di Salzano

non autosufficienti; con la richiesta di avvio dell’iter d’inserimento in strutture residenziali. L’obiettivo è di perseguire il benessere psico-fisico di ogni persona, il mantenimento nel proprio ambiente di vita sociale e culturale, prevenendo situazioni di emarginazione, disagio e abbandono. Questo servizio vuole promuovere l’autonomia dei cittadini attraverso lo sviluppo d’interventi sociali unitari per superare le difficoltà personali ed economiche legate a una situazione di bisogno temporanea o duratura, in un’ottica di sistema d’integrazione di servizi.“E’ chiaro che c’è una situazione molto

grave e a livello mondiale che continua da troppi anni – dice il sindaco Alessandro Quaresimin – il Comune non può risolvere questo problema ma lo deve fare la Nazione. Si deve investire nel lavoro, perché quando le ditte chiudono non se riaprono di nuove e quindi le persone rimangono senza lavoro, in uno stato di disagio grandissimo. La sfida dell’amministrazione è quella di coinvolgere la cittadinanza contribuendo con il proprio lavoro e di avere cittadini attivi nel Comune, cosi le poche risorse rimaste si potranno destinarle alle famiglie più in difficoltà”.

NEWS Solidarietà

Un nuovo pulmino per i disabili

I

l comune grazie alla sensibilità e alla concreta collaborazione di diversi operatori economici locali, ha trovato i fondi necessari per acquistare un automezzo attrezzato per il trasporto di cittadini in difficoltà. Quest’ attività, in funzione da qualche anno, è realizzata dalla collaborazione con il Gruppo Volontariato di Salzano e il Gruppo Anziani Salzano Robegano affiliato Auser. E’ stato attivato un servizio di accompagnamento e trasporto per i cittadini in carico al Servizio di Assistenza Domiciliare, e di consegna dei pasti a domicilio, grazie alla disponibilità dei volontari che gratuitamente offrono il loro tempo per lo svolgimento di tale servizio. Il mezzo utilizzato in precedenza era stato messo a disposizione con un contratto di comodato gratuito, per quattro anni, da un soggetto esterno, che aveva reperito le risorse economiche necessarie attraverso un’operazione pubblicitaria con le varie ditte che operano sul mercato locale. Il mezzo attuale è stato acquistato direttamente dal Comune, grazie alla raccolta della somma tramite sponsorizzazione e che adesso sarà in cura del Comune senza altre spese per gli sponsor. “Ringrazio le aziende che hanno contribuito all’iniziativa – dice il Sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin – hanno dimostrato la loro sensibilità sociale e ci tengo a ringraziare i volontari per la loro generosa disponibilità”. Anche in questa occasione la solidarietà diventa, motore di crescita della comunità locale. R.P.

SAPPIAMO TUTTA LA VERITÀ SUL PIERCING ORALE?

I body piercing sono una pratica molto utilizzata dalle tribù della popolazione africana, asiatica e sud-americana: la religione permette di applicarli in sedi come lobi, naso, genitali. Nel mondo occidentale, invece, vengono considerati

come degli abbellimenti del fisico e in ambito odontoiatrico trovano riscontro nella lingua, nelle labbra e nell’ugola. Non tutti sanno però cosa questi piercing possono realmente provocare sia al nostro cavo orale che a tutto l’organismo. Un recente studio condotto dalla Griffith University (Australia) divide le principali conseguenze post-piercing in: - complicazioni locali, come ad esempio emorragie, infezioni, edema, ipersensibilità al metallo, traumi dentali, diminuzione del flusso salivare. - complicazioni sistemiche; il piercing può assumere il ruolo di vettore per le malattie infettive che si trasmettono attraverso il flusso sanguigno (epatite, AIDS, herpes simplex virus, Epstein-Barr virus). Inoltre il foro ospitante il piercing è in grado di provocare una nota malattia cardiaca denominata

Endocardite, provocata da un batterio presente nella cavità orale che proprio attraverso quel foro è in grado di raggiungere l’endocardio (tessuto che riveste le cavità interne e le valvole del cuore) e di infettarlo. Più del 57% delle persone coinvolte in questa ricerca ha riscontrato la presenza di uno o più sintomi descritti sopra a seguito di questa pratica. Nel caso di complicanze locali non rimane che contattare il proprio dentista per risolvere il problema. Nel caso di complicanze sistemiche purtroppo ad oggi soluzioni non esistono, parlarne con uno specialista rimane comunque la soluzione migliore. E tu, teenager che sei interessato al piercing orale, informati prima di attuare una pratica così pericolosa.

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Salzano 17 Eventi Al via la kermesse in Filanda il 25 e 26 maggio

Festa della Filatura, il territorio in mostra di Roberta Pasqualetto

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ue giorni di kermesse per la ventiduesima festa della filatura a Salzano. La tradizionale ricorrenza paesana si terrà nelle giornate di sabato 25 e domenica 26, alternando una serie di ricostruzioni e di spettacoli dedicati a un antico mestiere in uso a Salzano. La manifestazione è unica nella Provincia e rarissima in tutta Italia, si basa sulla ricostruzione storica della tradizione popolare del periodo tra il 1850 e il 1950; momento importante della crescita sociale ed economica del territorio salzanese. Questa festa ottiene sempre un ampio consenso da parte del pubblico, che arriva anche dai comuni più lontani per partecipare. Nelle due giornate dell’anno scorso si sono viste più di 10 mila persone interessate ai bacchi da seta e all’intrattenimento legato agli antichi mestieri. La Festa della Filatura è patrocinata della Regione Veneto, della Provincia di Venezia, del Comune di Salzano, e dell’Unpli provinciale e gode della consolidata collaborazione, per l’allestimento delle mostre sulla filatura, della Sezione Bachicoltura dell’Istituto Sperimentale sull’Agricoltura dell’Università di Padova. “Lo scopo di questa festa è di far rivivere gli aspetti socio-culturali di Salzano e di far conoscere il processo del bacco da seta soprattutto alle nuove generazione – dice la presidente della Proloco Lucia Muffato. E’ importante far conoscere i primi insediamenti industriali di Salzano, dobbiamo portare avanti questa ricorrenza altrimenti la cultura folkloristica andrebbe persa”. Sabato sera si terrà uno spettacolo teatrale in dialetto veneto di G. Ottolenghi intitolato “In Pretura” e domenica il museo rimarrà aperto per tutta la giornata. Ci saranno tre manifestazioni sportive legate a questo evento: una corsa in Mountain bike, la Filanda Run di 10 km, e la corsa in bicicletta organizzata dall’Avis. Durante la giornata sfileranno i trattori d’epoca e un centinaio di figuranti con i costumi tradizionali, che popoleranno il centro del paese. La presidente della Pro Loco anticipa che quest’anno ci saranno delle novità: la partecipazione dei gruppi “Passaparola” che sfileranno in costume, e del gruppo“Manina bea” che mostrerà i giochi di una volta. Inoltre ci sarà il mercato contadino a km 0 e una dimostrazione di antichi mestieri realizzata da un gruppo proveniente da Codiverno. Quest’anno ritorna lo stand enogastronomico e, dal primo pomeriggio, l’intrattenimento sarà dedicato ai più piccoli con i gruppi “Tocca Mi” e “Fiori De Suca” che animeranno antiche filastrocche, faranno balli popolari e narreranno i detti di una volta. La kermesse si chiuderà con un concerto moderno di cover italiane della band Muppets 360; per creare un filo conduttore tra il passato e il

Ci saranno dimostrazioni con bacchi da seta e intrattenimento legato agli antichi mestieri

Un’immagine della festa della Filatura

presente. Sarà un bel evento che contribuirà a rilanciare il turismo in un periodo di crisi davvero difficile per tutta l’economia del comprensorio.

NEWS La curiosità

Spettacolo alla fabbrica Carrarotech

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abato 11 maggio a Salzano in scena “Miniere” presso la fabbrica Carrarotech. Questo spettacolo fa parte del Festival “Paesaggio con Uomini” al quale aderiscono 14 Comuni del Miranese e della Riviera del Brenta (di cui Salzano è Capofila), realizzato con il contributo della Regione del Veneto, della Provincia di Venezia, della Fondazione Riviera Miranese e a cui partecipano molte imprese private in una logica di produzione culturale condivisa. La rappresentazione di Aida Talliente (Teatro Club di Udine) si terrà alle ore 21, all’interno della fabbrica in via dell’Artigianato 25. La storia parla di una lotta, che alla fine non ha eroi, ma solo uomini e donne che hanno perseguito un sogno. Vestendo i panni di persone differenti, ritratte anche dai bellissimi scatti di Danilo De Marco, Aida ripercorre la storia della miniera che è insieme la storia del paese di Raibl, la cui vita è stata legata alla grande e antica cava di zinco e piombo. Quella vita attraversò una fase critica nel 1991 quando la miniera fu chiusa. Ora, a venti anni di distanza, nonostante la chiusura della miniera e il silenzio degli edifici pericolanti, la miniera è ancora viva nei ricordi e nelle testimonianze di chi vi ha lavorato e ora cerca di farla conoscere alla gente o perfino di farla rivivere idealmente attraverso i suoi racconti. Per informazioni si può contattare l’associazione allo 041.412500. R.P.


18 Cultura Eventi Appuntamenti a Mirano per tutti i gusti dal 5 al 27 luglio

Summer Festival, la rassegna è pronta La manifestazione si svolgerà nell’area degli impianti sportivi di via Cavin di Sala. L’anno scorso fece 350 visitatori di Alessandro Ragazzo

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a primavera è arrivata e si inizia a parlare di eventi estivi e ciò che accompagnerà i giovani e gli adulti per i mesi più caldi dell’anno. A Mirano, di certo, tornerà per la settima volta il Summer Festival dell’associazione Volare, divenuto ormai uno dei classici delle ultime stagioni e che si svolgerà nell’area degli impianti sportivi di via Cavin di Sala. Lo scorso anno, nei diciotto giorni ininterrotti fra concerti, spettacoli, concorsi musicali e di bellezza che, per i responsabili, sono state 350 mila le persone che hanno visitato l’area degli impianti sportivi, 30 per cento in più rispetto al 2011. Una media di 20 mila presenze quotidiane, dunque, considerando le visite agli stand, le partecipazioni agli happy hour e chi ha fatto anche una semplice toccata e fuga. E quest’anno si punta a far meglio. Intanto una prima novità rispetto al passato sarà la durata, con ben ventitré giorni di eventi e spettacoli. Il periodo scelto, infatti, va dal 5 al 27 luglio, tutti filati e senza interruzioni. A Mirano arriveranno i

Nomadi (26 luglio), in una delle tappe del loro tour per festeggiare i cinquant’anni di carriera del gruppo fondato da Beppe Carletti e Augusto Daolio, morto nel 1992. Il costo del biglietto dovrebbe essere attorno ai 18-20 euro. Di certo ci saranno le cover band ma anche il concorso per i gruppi emergenti. Non mancheranno gli appuntamenti con la bellezza e in particolare con Miss Italia, dove a Mirano è ormai di casa e si assegnerà una fascia regionale. Nell’area enogastronomica ci saranno la cucina, la pizzeria, il kebab, la paninoteca ma anche la gelateria, l’anguriara e la novità, la bruschetteria. Confermati pure i giochi gonfiabili per i più piccoli e le giostre, oltre alle bancarelle dell’artigianato locale. Ma il Summer Festival ha creato pure dei malumori tra i residenti del quartiere. Tante sono state le polemiche degli anni passati e pure in questo 2013, alcuni rappresentanti, Mario Da Lio e Luigi Marchiori, hanno inviato una lettera al sindaco Maria Rosa Pavanello chiedendo che la manifestazione sia spo-

stata altrove. “Ci dispiace a noi abitanti “fortunati” - si legge nel testo - di vedere depauperato un patrimonio paesaggistico, sportivo e di immagine di una Mirano pronta a sacrificare un quartiere così importante nel nome di cosa? Perché il cosa non si capisce bene. La cittadella scolastica è un impegno anche per noi, i flussi di traffico, i parcheggi che spesso non bastano ma è un fatto qualificante e lo accettiamo bene con assoluta dignità”. E poi invitano il sindaco e la sua giunta a fare un passo indietro. “Sia-

mo convinti e disponibili - chiude la missiva - a qualsiasi iniziativa che coerentemente alla nostra denuncia fermi il degrado del quartiere dei campi sportivi”. Ma l’organizzazione assicura che si cercherà di ridurre al minimo di disagi, tanto da aver deciso di dotarsi di un codice di autoregolamentazione che prevederà, tra l’altro, squadre di pulizia continua dell’area e investimenti per migliorare la rete dei sottoservizi e la fornitura elettrica.

TEATRO A Scorzè

Rassegna dialettale all’ Elios

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a preso il via al teatro Elios di Scorzè una piccola rassegna teatrale amatoriale in dialetto veneto. Tre gli spettacoli, tutti a ingresso a 3 euro, che si terranno sempre di sabato alle 21. Il debutto è avvenuto con “Te vojo ben… da morire”, della compagnia “Ridendno s’impara” di Campodarsego (Pd) con la regia di Giovanni Guidotto. Sabato 13 aprile toccherà al Gruppo Adulti di Robegano “In pretura”, un atto unico di Giuseppe Ottolenghi, con la regia di Manola Garbin. Siamo nel periodo in cui si amministrava la giustizia come uno spettacolo. Il solito processo dà lo spunto a una serie di battute e momenti divertenti. Infine, il 20 aprile, spazio a “La bozeta de l’ogio”, spettacolo in tre atti di Riccardo Selvatico, per la regia di Vittorino Levorato. Una vedova timorosa conduce una vita povera ma dignitosa: a movimentare le sue giornate ci sono una figlia innamorata che litiga con il fidanzato, un figlio dedito all’alcool e una vicina di casa invadente. L’iniziativa è curata dall’assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con il circolo Noi di Cappella. Per informazioni, rivolgersi in municipio. A.R.

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20 2

VIAGGIO IN

PROVINCIA VENEZIA

Politica A maggio si rinnovano i governi degli enti locali

Amministrative, quattro comuni vanno al voto Occhi puntati sul fenomeno del Movimento 5 Stelle. A San Donà e Martellago si elegge il sindaco con il doppio turno. A Pianiga e San Stino di Livenza, con il turno unico di Alessandro Abbadir

E

lezioni amministrative, in provincia di Venezia, sono 4 i comuni in cui si andrà al voto. Si tratta di Martellago, Pianiga e nel Veneto Orientale, San Donà e San Stino di Livenza. Il tema politico principale sul tavolo è la tenuta delle tradizionali coalizioni di centrosinistra o centrodestra di fronte al fenomeno grillino. Fenomeno che ha investito lo scenario politico italiano e anche quello locale. I dati alle politiche per il Movimento 5 Stelle nei comuni del Veneziano sono importanti. A San Donà, dove adesso governa la leghista e presidente della provincia Francesca Zaccariotto, Grillo è al 25,23%, a San Stino di Livenza 24,62%, a Martellago raggiunge il 32,62% e a Pianiga il 35,60%. Miranese e Riviera del Brenta sono le zone dove il Movimento ha raggiunto i risultati migliori, con il picco di Vigonovo dove i grillini arrivano al 36,52%. Non è un caso per gli attivisti dell’ex comico, che sia l’area dove il Movimento è più rappresentato

nelle istituzioni: c’è infatti il caso di Mira, con il sindaco grillino Alvise Maniero, ci sono tre consiglieri a Mirano, una a Santa Maria di Sala, uno a Vigonovo e uno a Campolongo. Ma andiamo ora comune per comune a vedere la situazione ad un mese dal voto. A Martellago, i candidati in lizza al momento in cui scriviamo e andiamo in stampa, sono quattro. Hanno ufficializzato la loro candidatura Moreno Bernardi (Un comune per tutti), Alberto Ferri (Lega Nord) e Antonio Santoliquido (Movimento 5 stelle). Si è in attesa delle mosse del Pdl, dove vige il massimo riserbo sul candidato, e della lista Monti. Il gruppo di Andrea Causin (lista Monti) che, comunque, ha assicurato di volerci essere non ha ancora sciolto la riserva, se appoggiare il centrosinistra o correre in proprio. Intanto a metà aprile a tenere banco sullo scenario politico sono state le primarie del centrosinistra, alla fine l’ha spuntata Monica Barbiero. Per l’insegnante di musica ha

votato più di un elettore su due e ha preso il 50,19 per cento. Ecco i numeri del responso nel dettaglio : Barbiero (Impegno Comune) 792 voti, Paolo Gatto (Pd) 554, Cosimo Moretti (Pd) 232. Anche a Pianiga si dipana la matassa delle candidature. Il centrodestra si è già fatto avanti ricandidando il sindaco uscente Massimo Calzavara, 39 anni avvocato, con la lista “Calzavara sindaco”. Nel centrodestra ad esempio ci sono il Pdl, la Lega Nord, la lista Pianiga Futura. Il centrosinistra candida a sindaco il segretario del Pd Jessica Pavan, sostenuta, oltre che dal Pd, da Idv e Psi. Jessica Pavan, 34 anni, è dipendente del Movimento consumatori a Mestre. Sarà invece Massimo Nacchi 49 anni, residente a Cazzago, sposato e padre di due figli, impiegato in una onlus padovana il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Pianiga. Fra i partiti, dalle urne di febbraio è emerso come il Pdl sia il maggiore azionista dell’attuale maggioranza con il 16,6, la Lega Nord conserva uno

zoccolo duro del 7,66%. Il Pd porta a casa il 20,79%. A San Donà la candidature principali sono tre, anche se non mancano tante civiche e formazioni minori. Nel centrodestra ad esempio il dopo-Zaccariotto non sarà leghista. Il Carroccio sosterrà Giansilvio Contarin. Il sindaco uscente Francesca Zaccariotto non ricandidabile (ha fatto due mandati), pensa a una lista civica con cui raccogliere voti per favorire la vittoria della sua coalizione. Contarin, attualmente assessore ai lavori pubblici nella giunta di Francesca Zaccariotto, ha 51 anni, architetto, è stato sindaco già nel 1993 in una delle prime giunte di centrosinistra. Il centrosinistra con il Pd in testa ha candidato Andrea Cereser. Cereser si era imposto a dicembre nelle elezioni interne al partito. 45 anni, medico veterinario all’istituto zooprofilattico delle Venezie, sposato, una figlia, consigliere “anziano” più votato con 360 voti alle precedenti comunali, proveniente dal mondo cattolico. La sua è una

delle famiglie più conosciute nel sandonatese. Sarà invece l’ingegner Guido Salvestroni, 56 anni, il candidato a sindaco di San Donà del Movimento 5 Stelle. Nato a Milano il 3 gennaio 1957, una figlia. Guido Salvestroni è un ingegnere meccanico, si è laureato al Politecnico di Milano e prim’ancora ha frequentato il liceo classico. Ha intrapreso la carriera imprenditoriale e in questi anni si è occupato molto di informatica, anche insegnandola. A San Stino di Livenza l’unico candidato sindaco finora designato è il trentenne Matteo Cappelletto per la lista civica “Livenza” di ispirazione di centrosinistra, attuale assessore della giunta in carica di Luigino Moro. Di sicuro infatti cui sarà la lista del movimento di Beppe Grillo. Il Pdl pare sostenere la candidatura a sindaco di Pietro Meda, mentre la Lega Nord sostiene il nome di Antonio Zovatto. A San Donà e Martellago si vota con il doppio turno. A Pianiga e San Stino con turno unico.

CAOS lEGA NORD GlI ESPulSI NEl VENEZIANO

I

l caos della Lega Nord a livello regionale, si ripercuote anche a livello provinciale. L’episodio che più ha fatto scalpore è la lite con scambio di pugni e spintoni fra l’ex segretario della Lega Nord di Venezia Paolo Pizzolato e il deputato veronese Metteo Bragantini. L’ala rimasta fedele a Bossi ha contestato la nuova linea del segretario della Liga VenetaLega Nord , il “maroniano” sindaco di Verona Flavio Tosi. Tosi con il consiglio nazionale della Liga Veneta, ha espulso nelle scorse settimane, 35 militanti che avevano contestato Maroni a Pontida. Per l’area di Venezia sono stati espulsi: Claudio Gatti, Pierangelo Del Zotto, Giovanni Furlanetto, Liliana Manente, Claudia Marchiori, Pier Paolo Penzo, Patrizia

Peretti, Paolo Pizzolato, Alessandro Vianello. Nel Veneto Orientale anche se nessuno è fra gli espulsi, restano le tensioni tra “tosiani” e “bossiani” in vista delle amministrative a San Donà e San Stino. Il sindaco di Musile, Gianluca Forcolin, che da solo aveva riconquistato il suo Comune alla destra del Piave, ha dovuto rinunciare alla candidatura per Roma che ha visto l’elezione del giovane ex segretario provinciale, Emauele Prataviera, di San Stino, pupillo di Daniele Stival fedele a Tosi. Francesca Zaccariotto, sindaco di San Donà e presidente della Provincia di Venezia, sempre vicina a Bossi e Giampaolo Gobbo è contestata dalla nuova segreteria sandonatese di Gino Diotto. A.A.

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Spazi aperti 21 3 Chioggia Bosco Nordio

Il nuovo programma di escursioni naturalistiche U

Mira Porte in Riviera del Brenta

La riserva naturale integrale aperta a bambini e adulti in varie iniziative iniziate ad aprile che si protrarranno fino a giugno alla scoperta dei pipistrelli di Bosco Nordio, con una lezione ed escursione serale con la conduzione di un esperto di chirotteri e l’identificazione delle specie con bat-detector. Ma il nostro territorio non offre solo gli incanti della foresta. Il 21 aprile e il 26 maggio, dalle 9.30 alle 12.00, in bicicletta, si andrà alla scoperta del territorio agricolo di bonifica, tra argini, canali e manufatti idraulici, antiche corti e la grande idrovora di Ca’ Bianca. Il 1 maggio e il 9 giugno dalle 10 alle12 si esplorerà il giardino botanico di Porto Caleri, con una visita guidata al gioiello del Delta del Po, tra flora di spiaggia

“DIPlOMATI” 55 NuOVI VOlONTARI DEllA PROTEZIONE CIVIlE NEl VENEZIANO

e barena, boschi e macchia mediterranea, stagni abitati da rare specie di animali. Il 12 maggio e il 23 giugno, in bicicletta, si girerà il territorio tra Brenta e Adige, con escursioni a Isola Verde, tra le foci dei fiumi, gli orti, gli argini, i boschi golenali, la lavorazione delle grasiole e le idrovore. Il 2 giugno ancora una giornata di nordic walking, questa volta a Valle Averto, dalle 9.30 alle 14.30, con la presenza di un istruttore. Per le escursioni in bicicletta è possibile anche noleggiare il mezzo. E’ obbligatoria la prenotazione al 3381755614 M.Bo.

n gioiello dell’architettura di nuovo visitabile. Ha riaperto ad aprile, ma non è certo una nuova costruzione, villa Valier Corò che si trova a Mira Porte in via Di Vittorio lungo le sponde del Naviglio del Brenta. L’incantevole villa del 1500 è stata restaurata nei minimi dettagli Impreziosita da un antico oratorio e un’imponente barchessa, la villa è immersa in un lussureggiante giardino di alberi secolari, per una superficie totale di 20.000mq. Un tempo scenario degli eventi mondani più glamour del territorio, la residenza ebbe l’onore di ospitare alcune tra le più influenti famiglie nobiliari veneziane e fu scelta come abitazione privata da ben due Dogi della Serenissima, i Valier, caso unico nel panorama della Riviera. Ad immortalarne la fama contribuirono i festeggiamenti ufficiali che vi ebbero luogo nel 1666 in occasione del passaggio per gli Stati Veneti di Margherita, figlia del Re di Spagna, in viaggio per raggiungere il futuro marito Leopoldo I d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero: un ricevimento che per sfarzo ed eleganza fece parlare di sé in tutta Europa. Dopo secoli da quello storico evento, questo edificio riprende vita aprendo le sue porte al pubblico. Ma quali saranno i servizi che Villa Valier potrà offrire? Spazi dedicati al business: per meeting, convention e team building aziendali; la location ideale per cene di gala esclusive e spettacoli culturali di alto livello; ma anche l’ambientazione per servizi fotografici ineguagliabili e naturalmente la cornice perfetta per l’evento da sogno per eccellenza: il matrimonio. Villa Valier ha aperto le sue preziose stanze affrescate ad aprile per un pomeriggio dedicato all’imprenditoria e al mondo del turismo, mentre il week end contiguo all’apertura è stato dedicato ai futuri sposi. A.A. Info www.villavalier.it

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Non solo denti dritti, ma

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Dr. Guglielmo Meschia Il gruppo dei partecipanti al corso di base di formazione della Protezione civile

C

on la consegna degli attestati al magazzino provinciale della protezione civile, a Marcon, si è concluso sabato 23 marzo scorso il corso di formazione base per volontari di protezione civile, organizzato dalla Provincia di Venezia e tenutosi presso il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Mirano. Il corso è iniziato il 23 maggio 2012 ed ha registrato la partecipazione di 55 volontari che hanno affrontato lezioni teoriche (la legislazione specifica di protezione civile, la pianificazione in emergenza, i principali rischi del territorio, la psicologia dell’emergenza) e pratiche (l’utilizzo di apparecchiature radio, le nozioni di pronto soccorso, il rischio antincendio, per i quali verrà rilasciato specifico attestato dal Ministero dell’Interno). Particolare attenzione è stata posta an-

che all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, con un corso apposito che ha integrato la formazione base. Alla cerimonia di conclusione erano presenti, oltre all’assessore provinciale alla Protezione Civile Giuseppe Canali, i sindaci e gli assessori dei comuni dei volontari che hanno frequentato il corso, il dirigente del servizio provinciale di protezione civile Massimo Gattolin e Susanna Babetto. “Continua l’impegno formativo dei volontari, promossa dalla Provincia di Venezia. Si tratta di un compito che l’amministrazione affronta sempre positivamente, - ha commentanto l’assessore Canali - credendo nel ruolo del volontariato di protezione civile ed investendo, anche in tempi economicamente difficili, nella formazione, ben consapevole dello spirito di altruismo di chi si avvicina a prestare questo servizio”.

Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria con il massimo dei voti e la lode, collabora con la Cattedra di Odontoiatria Pediatrica dell’Università di Padova dal 2004, svolgendo attività clinica e di ricerca. Master in ortodonzia presso la New York University diretto dal Prof. M.Kuftinec. Specializzato in Ortognatodonzia presso l’Università di Cagliari. E’ Prof a.c. presso l’Università di Padova dal 2007. Si occupa prevalentemente di Ortodonzia estetica vestibolare e linguale nel paziente adolescente e adulto.

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A

l via il nuovo programma di escursioni naturalistiche da parte della cooperativa HylaCoop naturalisti associati, in collaborazione con Veneto Agricoltura. I naturalisti di Hyla avranno il piacere di guidare bambini e adulti alla scoperta del territorio e del suo ecosistema, anche in aree tradizionalmente non accessibili al grande pubblico, come Bosco Nordio. La riserva naturale integrale è la protagonista di ben quattro appuntamenti. Il 1 aprile è stata proposta una visita guidata alla scoperta di quanto rimane dell’antica foresta litoranea tra lecci, querce, frassini e tracce di una fauna misteriosa. Il 14 aprile, dalle 9.30 alle 14.30 all’interno della riserva si è praticato il nordic walking: mezza giornata di attività fisica con l’assistenza di un istruttore. Il 19 maggio, sempre a Bosco Nordio, dalle 9.30 alle 15.30 si praticherà un’esperienza meditativa guidata a contatto sensoriale con l’ambiente del bosco, affinando la percezione dell’unità ecosistemica. Il 1 giugno dalle 19 alle 21 si andrà

RIAPRE VIllA VAlIER CORÒ


22 Mondo scuola

Mondo scuola 5

Il progetto La lotta alla contraffazione entra nelle scuole superiori del Veneziano

neWS

Mille “Giovani originali” di Giovanni Giovetti

L

otta alla contraffrazione, un messaggio che dev’essere veicolato anche a scuola per formare... “Giovani originali”, consapevoli e informati. E’ questo lo spirito che anima l’iniziativa, denominata appunto “Giovani originali”, realizzata dall Provincia in collaborazione con le Forze dell’Ordine, la Camera di Commercio e altri enti del territorio. Fino ad oggi il progetto ha coinvolto circa 1000 studenti del Veneziano. Scopo del progetto è sensibilizzare, attraverso la realizzazione di specifici percorsi formativi, gli studenti veneziani sui molteplici effetti negativi derivanti dal fenomeno illecito della contraffazione, dalla produzione all’acquisto, al consumo di prodotti falsificati. Nell’anno scolastico 2011-2012 hanno partecipato sei istituti superiori per un totale di 32 classi. Gli istituti coinvolti sono stati il Marconi di Cavarzere con 8 classi, il liceo scientifico Benedetti di Venezia con 5 classi, il Lazzari di Dolo con 6 classi, il Levi di Mirano con 3 classi, il liceo linguistico Belli con 7 classi, il Cornaro di Jesolo con 3 classi. Nell’anno scolastico in corso gli interventi negli istituti sono ancora in program-

Formazione professionale

attivato un terzo corSo al cfp di chioggia: domande in aumento del 50%

Un’iniziativa volta a sensibilizzare i ragazzi sugli effetti negativi del fenomeno illecito della contraffazione con particolare attenzione al settore alimentare

L’assessore Lucio Gianni al Liceo Benedetti di Venezia

ma.

“Gli istituti che hanno aderito - commenta l’assessore provinciale alle Attività produttive Lucio Gianni - permettono di coinvolgere l’intera provincia di Venezia. Gli incontri realizzati hanno visto una partecipazione attenta da parte degli studenti e in molti casi si sono protratti oltre l’orario

previsto proprio per dare risposta alle diverse sollecitazioni e quesiti emersi. Nei nostri incontri portiamo l’attenzione dei ragazzi anche su tutto ciò che riguarda la contraffazione nel campo alimentare, un settore di estrema importanza perché coinvolge primariamente non solo la nostra economia ma soprattutto la nostra salute”.

La sede del Centro di formazione professionale di Chioggia

S

ono state tutte accolte le domande di ammissione al primo anno del Centro di formazione professionale di Chioggia, nonostante fossero giunte copiose, ben al di sopra delle possibilità concesse dai due corsi già attivi. La Provincia ha allora deciso di avviare un terzo corso per accontentare i ragazzi che ambiscono ad ottenere una qualificazione professionale nel campo della ospitalità e della ristorazione e le aspettative delle rispettive famiglie. La proposta, partita dall’assessore provinciale alla Formazione e al Lavoro Paolino D’Anna, ha ottenuto, a fine marzo, l’approvazione dell’intera Giunta che ha destinato al nuovo corso un finanziamento di 45mila euro. Una decisione motivata dalla stessa presidente della Provincia Francesca Zaccariotto con l’elevato numero di richieste che quest’anno è superiore del 50 per cento rispetto alle precedenti iscrizioni. Domande che, peraltro, sono pervenute anche ai Cfp, così come per le scuole secondarie di secondo grado, per lo più in modalità on-line. “Chioggia - ha commentato soddisfatta la presidente Francesca Zaccariotto - è un centro qualificato, con ottimi docenti, una sede che abbiamo recentemente rinnovato, e offre a nostri ragazzi, che hanno voglia di confrontarsi a breve col mercato del lavoro, concrete possibilità di occupazione, in un G.G. settore come quello dell’ospitalità e della ristorazione in continua crescita”.

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26 6 Personaggio Salute Malattie cardiovascolari, i progressi grazie ad una giovane del veneziano

Martina Calore, una promessa della scienza

La ricercatrice di Camponogara è stata premiata nel 2011 con il progetto “Donne e Futuro” Roberta Pasqualetto

M

artina Calore è nata il 14 luglio 1982 e vive a Camponogara. Si è laureata con il massimo punteggio in biotecnologie industriali e ha conseguito un dottorato di ricerca in scienze cardiovascolari. Martina oggi è una ricercatrice presso l’Università di Padova e, nel 2011, è stata premiata con il progetto Donne e Futuro. Martina ha sentito subito che la sua strada sarebbe stata quella della ricerca nelle scienze cardiovascolari. “Volevo seguire questa strada fin dai tempi del liceo – dice Martina - mi affascinavano le biotecnologie, poi durante il secondo anno di università ho fatto un corso di genetica umana, con la professoressa Alessandra Rampazzo, e ho capito che questa era la mia strada, poi ho voluto fare la tesi sperimentale e l’esame per il dottorato di ricerca con la stessa dottoressa”. Lo studio della professoressa Rampazzo e del suo

staff, dove lavora anche Martina, apre nuove prospettive sulla conoscenza delle cause della morte improvvisa tra i giovani, questo studio è stato pubblicato da poco sull’European Heart Journal. La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro è una malattia rara che provoca la morte improvvisa, spesso si lega all’attività fisica e può coinvolgere calciatori o altri atleti famosi. Non mancano casi anche sui campetti di periferia e al di fuori degli ambienti sportivi questa condizione è ereditaria e fa due vittime l’anno (ogni 100 mila persone) sotto i trentacinque anni di età. L’incidenza di questa terribile morte è in calo proprio grazie all’opera di prevenzione sulle persone riconosciute come a rischio. “La scoperta legata alle morti improvvise è provocata da un’alterazione delle proteine desmosomiali, lo studio era già iniziato prima che io arrivassi nel laboratorio ed erano già stati trovati i

MIRANESE NORD

geni della malattia. Il nostro studio è stato fatto anche in collaborazione con i belgi e si effettua su una rosa di pazienti già analizzati clinicamente e dai quali estraiamo il Dna che ci riporta a questa malattia”. Si parla sempre di fuga di cervelli per l’Italia, per una volta sembra non essere cosi, ci si augura che un’università come quella di Padova, dove un tempo affluivano le menti più brillanti d’Europa, non perda questo importante prestigio. Martina è fiduciosa, nonostante la sorella si sia trasferita quattro anni fa negli Stati Uniti per lavorare. Lei si augura di restare nel suo paese e di trovare un lavoro. “Io non voglio andare all’estero, mi auguro di restare vicino ai miei genitori e di realizzarmi stando qua. I miei hanno fatto un grande sacrificio per farmi studiare vorrei dargli soddisfazione, trovando lavoro nel mio ambito; spero che questo succeda dopo i sei anni da ricercatrice”. Il

Nella foto Martina Calore

La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro è una malattia rara che provoca la morte improvvisa primo obiettivo di Martina è di trovare lavoro, fatto questo potrà progettare anche tutto il resto; la sua fiducia e il suo entusiasmo per il lavoro sono forti: “La ricerca deve continuare, ci sono ancora altri pazienti che non hanno mutazione e quindi si devono scoprire gli altri geni per salvare vite”. Insomma, non è una novità le persone giovani e di valore ci sono anche nei nostri territorio e hanno tutta la

voglia di restare a vivere e lavorare dove abitano. Quello che appare sempre difficile è il sistema burocratico e la logica delle corporazioni, che spesso non fanno accedere ai vertici le persone per meriti e capacità, ma solo per cooptazione e conoscenze. Insomma un sistema inefficace e costoso, che spesso produce solo fughe di cervelli, ma questa volta pare scongiurato. Messaggio pubbliredazionale

“Le Pro Loco fanno grande il territorio” appuntamenti da non dimenticare

• 30 aprile - 1 maggio rock festival Bibione

delle isole della laguna di Venezia.

MIRANO • 25 aprile XXXV edizione di “Fiori a Mirano” - il 25 aprile Piaz-

SPINEA • 1^ Decade di Maggio festa di Primavera in Piazza municipio

za Martiri, si trasforma, per un giorno, in un grande giardino e che le vie del centro storico si riempiono di fiori, colori e profumi. Fiori a Mirano, è considerata una delle più prestigiose e qualificate mostre-mercato a invito della Regione, grazie ai suoi oltre 110 espositori di piante, fiori e arredi da giardino, selezionati con cura dagli organizzatori e che crescono ogni anno grazie anche al passaparola tra gli espositori stessi.

• 11/12 maggio I sapori della solidarietà • 25 maggio I zoghi de quando gerimo putei - questa è una del-

le manifestazioni più importanti della Pro Loco di Mirano; manifestazione rivolta ai ragazzi delle quinte elementari di Mirano e delle sue frazioni: è una grande gara a squadre che ripropone i giochi del passato, quei giochi che i bambini, oggi, conoscono solo attraverso i racconti dei nonni. La XV edizione, si svolgerà sabato 25 maggio nella frazione di BALLO’, paese della squadra campione in carica.

BIBIONE • 24-25 aprile Tipicamente Asparago - 43° festa dell’asparago

di Bibione

• 27-28 aprile A piedi per Bibione

SALZANO • 25 e 26 maggio 22^ Festa della Filatura Processo produttivo

del baco da seta. Mostre, spettacoli, intrattenimenti vari, stand gastronomico. 1° Filanda Run.

SCORZE’ • dal 19 Aprile al 6 Maggio Villa Orsini Mostra Antonio Beni • dal 10 al 19 Maggio 37^ Festa dell’Asparago e della Fragola a

Gardigiano di Scorzè

• dal 24 Maggio al 3 Giugno 44^ Festa dei Bisi di Peseggia

di Scorzè

PRO LOCO NOALE

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DOLO • 21 aprile Manifestazione ciclistica “G.C. I Molini Dolo ASD” • 26 aprile Festa Madonna dei Molini Ass. Isola Bassa • 1 maggio Convegno “La Rosa Antica” e regata del 1° Maggio

PRO LOCO MARTELLAGO

MIRANO • 21 aprile L’evento 4x4 consiste nella visita di quattro ville si-

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tuate nel Comune di Mira con quattro percorsi diversi, in carrozza, in gondola, in bicicletta ed il percorso proprio. Nel pacchetto sono comprese le visite guidate all’interno delle ville Da segnalare, inoltre, una gita in barca prevista per il giorno 2 giugno alla scoperta

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Cultura provinciale 27 9 Musica Da Cavarzere giovani musicisti 2.0

Venice’s Ring, la band che spopola sul web

Il gruppo ha fatto della sorpresa e dell’imprevedibilità il proprio punto forte: una band al passo con i tempi che utilizza tutte le potenzialità di internet per farsi conoscere ed apprezzare, soprattutto fra i più giovani di Nicla Sguotti

U

n anonimo furgone bianco che arriva brani eseguiti che fa rimanere di stucco i senza preavviso e nel giro di pochi presenti. Così, tra un flash mob e una registraziosecondi trasforma il luogo prescelto in una sala da concerto, attraendo i passan- ne, la band sta spopolando sul web, dove, appena qualche ora prima di ogni concerto, ti con pezzi originali e coinvolgenti. È questo lo scenario in cui si svolgono vengono indicate la città e l’ora prescelte, le esibizioni dei Venice’s Ring, gruppo nato senza mai indicare il luogo preciso. Una band al passo coi tempi che utia Cavarzere, che ha fatto della sorpresa il proprio punto forte e sta ottenendo sempre lizza tutte potenzialità del web, dove si possono ascoltare alcuni dei brani del cd più consensi, soprattutto tra i più giovani. “Virus”, appena pubLa band è formata da tre giovani Un anonimo furgone blicato e già molto popolare. L’originalità del musicisti, che già in bianco arriva senza passato hanno fatto preavviso e trasforma gruppo riserva altre gradite sorprese, infatparte di gruppi molto il luogo prescelto in apprezzati non solo a una sala da concerto ti, primo caso di cui si abbia notizia, il cd dei livello locale, Andrea Dodicianni voce e al basso, Alberto Gia- Venice’s Ring non si può acquistare ma, se cobbe alle chitarre e Antonio Zanellato alla si vuole averlo, è necessario trovarlo. È questa la brillante idea di marketing batteria. Il fattore che più sembra avere importanza nelle esibizioni del gruppo è che il gruppo ha voluto porre alla base della l’imprevedibilità, anche se è la qualità dei sua attività, infatti per avere “Virus” è ne-

Web. Premio Polo Est ai migliori siti

VINCONO lA PRO lOCO DI SCORZÈ, l’ISTITuTO AlGAROTTI E l’uNIONE RIVIERA DEl bRENTA La premiazione. Foto dal sito www.provincia. venezia.it

L

o scorso 15 marzo, a conclusione della XII Settimana web, l’assessore provinciale all’Informatizzazione Claudio Tessari ha premiato, nell’incontro conclusivo, i vincitori del Premio Polo Est destinato al miglior portale di Comuni, Scuole e Associazioni del territorio che hanno partecipato all’iniziativa. Per la categoria associazioni il primo posto è stato assegnato alla Pro loco di Scorzè, www.prolocoscorze.it, “per la veste grafica attraente e coerente con l’immagine dell’associazione”. Il premio speciale servizi on line è stato assegnato al Club alpino italiano di Mirano - www.caimirano.it - “per il disegn raffinato, per l’organizzazione delle informazioni pubblicate e per l’offerta dei servizi on line rivolti agli utenti”. Primo classificato per la categoria scuole è stato l’istituto Algarotti di Venezia, www.istitutoalgarotti.it, “per l’attenzione dimostrata verso l’utenza,

accogliendo lo spazio per gli alunni e quello per i genitori; per la ricercatezza, l’interesse, la varietà dei contenuti”. Il premio speciale contenuti è stato assegnato al blog della scuola media “L. Einaudi” di Marghera, www.einaudideiragazzi.provincia.venezia.it, “Per la ricchezza dei contenuti del blog”. L’Unione dei Comuni “Città della Riviera del Brenta”, www.cittadellariviera.it, ha vinto la categoria dei Comuni mentre il premio speciale trasparenza è andato al Comune di Eraclea, www.comune.eraclea.ve.it, “per la fluidità e la chiarezza dell’imaginazione dei contenuti”. I primi tre classificati hanno ricevuto in premio un tablet che è stato consegnato da Dario Fumi, coordinatore commerciale della Cassa di Risparmio di Venezia sponsor dell’iniziativa che vede anche come partner tecnici la ditta Elinet e Iwa Italia, International Webmasters Association.

“Virus” il cd appena pubblicato non si acquista ma è necessario... trovarlo

I Venice’s Ring in una delle loro tipiche e originali esibizioni cessario ritrovarselo tra le mani, magari in uno dei tanti luoghi in cui i Venice’s Ring si sono esibiti negli ultimi mesi o in cui saranno prossimamente, in un tour che li porterà in una quarantina di città italiane. Una volta trovato il “Virus”, ed esserne quindi rimasti contagiati, si possono scaricarne i brani ed è poi necessario rimetterlo in libertà, per non fermare il contagio e dare la possibilità ad altri di ascoltarlo.

“Per fornire prova dell’avvenuto ritrovamento – spiega Andrea Dodicianni – ci si può fare una foto e postarla sulla nostra pagina facebook, dove già centinaia di persone hanno inserito la loro testimonianza di contagio”. Per essere contagiati da questa sorta di benefica infezione musicale, non c’è altro da fare che rimanere in contatto con i Venice’s Ring attraverso la loro pagina

facebook, in attesa che il Virus tour capiti nella propria zona. Le possibilità di contagio non si fanno attendere, infatti i Venice’s Ring in tutti i fine settimana si esibiscono in una città diversa, in un road tour che si sta sempre più ampliando e di certo farà ancora parlare di questo originale gruppo.

Lirica Dal 14 al 17 maggio

Il secondo concorso internazionale “Tullio Serafin” L

a figura di Tullio Serafin, grande direttore veneto, ha rappresentato per più di un sessantennio un fondamentale punto di riferimento per chi volesse accostarsi al repertorio lirico italiano ma anche a quello tedesco, e in particolare wagneriano. I più apprezzati interpreti lo ricordano con ammirazione e parlano di lui come di un maestro, tutt’ora insuperato, nell’arte di concertare e curare i dettagli di ogni singola rappresentazione. In particolare i cantanti trovavano in lui, più che in qualsiasi altro direttore contemporaneo, la capacità di mettere il canto al primo posto, curando personalmente la scelta degli interpreti e la loro preparazione. Le straordinarie doti nel riconoscere le potenzialità di ciascuna voce lo fanno oggi ricordare come il direttore che più di ogni altro scoprì talenti del bel canto. Da Caruso a Renata Tebaldi, da Joan Sutherland a Carlo Bergonzi, da Rosa Ponselle a Maria Callas per arrivare fino a Pavarotti, tutti i grandi interpreti dei primi sessant’anni del Novecento hanno almeno una volta cantato con lui. È proprio questo legame speciale che unisce Serafin alle più belle voci di sempre che ha spinto il Circolo “Amici del maestro Tullio Serafin” e l’Associazione “Concetto Armonico” di Cavarzere a promuovere la seconda edizione del Concorso Internazionale di canto lirico, nella speranza che il nome dell’illustre direttore possa anche oggi regalare qualche gradita sorpresa in fatto di nuove scoperte del canto. Il Secondo Concorso Internazionale per cantanti lirici “Tullio Serafin”, che si terrà a Cavarzere dal 14 al 17 maggio 2013, si pregia di avere una giuria di personalità di rilievo del mondo della lirica. La presidenza è della grande Daniela Dessì, che con entusiasmo ha subito accettato di onorare il grande maestro con la sua presenza, al suo fianco Bernadette Manca Di Nissa, Franco Moretti,

Il maestro Tullio Serafin Luca Targetti e Richard Barker. Tutte personalità che di certo non hanno bisogno di presentazioni, una vera e propria garanzia per i partecipanti, che saranno accompagnati al pianoforte dai maestri Fausto Di Benedetto e Dario Tondelli. Dopo la fase eliminatoria, i finalisti saranno chiamati a esibirsi nella prova finale in forma di concerto, aperto al pubblico, che si terrà al Teatro Tullio Serafin di Cavarzere nella serata di venerdì 17 maggio. Il Concorso viene promosso dal Circolo “Amici del maestro Tullio Serafin” e dall’Associazione “Concetto Armonico” grazie a un finanziamento della Fondazione della Comunità Clodiense e alla N.S. collaborazione dell’Assessorato alla Cultura di Cavarzere.


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SPORT in PRIMO LO S PORT in PIANO Mira Le ragazze della palla ovale hanno vinto 5 scudetti in 10 anni

In breve A Verona, “Nuotatori Veneziani”, in tanti sul podio Il nuoto regala belle soddisfazioni in città e provincia. Al Meeting regionale Esordienti a Verona sono stati protagonisti i ragazzi dei Nuotatori Veneziani. Si sono portati a casa quattro medaglie d’oro con Giulia Berton e Luca Schiavon e una con la staffetta 4x50 mista. Nella prima parte di gare, medaglia d’oro per Giulia Berton, che ha trionfato nei 100 farfalla, chiudendo poi come frazionista nella staffetta 4x50 mista (insieme a Brussolo, Ongarato e Ongaro).

Boxe: Bizzo e Trolese vincono ad Andria Riccardo Bizzo ed Eleonora Trolese, giovani pugili classe 1997 della società New Boxe 2010 di Campolongo Maggiore, hanno vinto il “Trofeo Club degli Azzurrini – Ermanno Marchiaro” indetto dalla Fpi nelle scorse settimane ad Andria.

Summer Volley Camp a Chioggia Volley giovanile l’appuntamento è all’Isola Verde. A grande richiesta torna anche quest’anno l’appuntamento con il Summer Volley Camp, organizzato dal Comitato provinciale Fipav Venezia. A partire dal 9 giugno 2013, e per cinque settimane Isola Verde, a Chioggia, ospiterà i numerosi ragazzi che trascorreranno una vacanza all’insegna di pallavolo e tanto divertimento.

In breve Rugby Riviera punta alle finali Rug A Verona, “Nuotatori Veneziani”, in tanti sul podio

di Roberta Pasqualetto

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a squadra di rugby femminile Mira gioca con grande grinta e i risultati non mancano, negli ultimi dieci anni, si è aggiudicata cinque scudetti. Da un paio d’anni l’associazione non è più Sitam, ma è diventata Rugby Riviera del Brenta. L’anno scorso la squadra ha vinto lo scudetto nel campionato italiano di serie A. In passato si è classificata prima a tre edizioni del Torneo a 7 “Mirko Petternella” a Rovigo, e a tre edizioni dei Tornei autunnali di rugby. Ben sette atlete della squadra fanno parte della nazionale e partecipano all’importante Torneo “6 Nazioni”. Il campionato di quest’anno sta andando bene, la squadra è seconda in classifica con 34 punti, dopo Benetton (41 punti) e di seguito tutte le altre quattro squadre: Monza (26 punti), Valsugana (20 punti), Colorno (13 punti), Casale (1 punto). La squadra è composta di venticinque giocatrici: Debora Ballarini, Giorgia Berto, Alessandra Colangelo, Chiara Danieli, Lidia Fanfoni, Marta Ferrari, Lucia Gai, Cristina Molic, Anita Nespoli, Chiara Nespoli, Alessia Pantarotto, Francesca Pavan, Silvia Pizzati, Raffaela Plunger, Giulia Raneri Chiuso, Valentina

ATTENTO: tuo sorriso merita di più! vince gaBrieleil carletti

Maratonina dei Dogi

a prima domenica di aprile si è tenuta la sedicesima edizione della “Maratonina dei Dogi” che ha portato, in Riviera del Brenta, oltre duemila partecipanti che si sono misurati nei ventun chilometri del percorso con partenza e arrivo a Fiesso d’Artico. Gabriele Carletti ha vinto la competizione con un’ora, cinque minuti e venti secondi, seguito da Dario Santoro con il tempo di un’ora sei minuti e ventisei secondi e, per finire, il vittoria, staccando di centinaia di metri terzo uno dei due fratelli Dematteis, Ber- gli avversari diretti. Fra le donne si è nard, con il tempo di un’ora sei minuti imposta Giovanna Ricotta con il tempo e trentacinque secondi. Partenza lampo di un’ora, diciotto minuti e ventotto seLaureato in Odontoiadi tutti i top runners, in evidenza fin condi, seconda Giovanna Pizzato con il e Protesi dalle prime fasi il marchigianotria Gabriele tempo Dentaria di un’ora, venti minuti e quindici Carletti, atleta Saucony, che hacon guidato secondi terza il massimo edei votiIsadora Castellani con il fino a Dolo. In evidenza anche Scaini e tempo di un’ora, venti minuti e venticine la lode, collabora con lalagara Cattedra di OdonBernard Dematteis. A Dolo lascia que secondi. Un’interessante anteprima iltoiatria due voltePediatrica vincitore delladell’Università competizione, l’ha offerta l’atleta di Padova dal Pietro Martire che Simone Gobbo, afflitto già da alcune con la sua hand bike ha partecipato, coa2004, svolgendo attività clinica e di ricerca. settimane da un lieve infortunio musco- diuvato da Luca Schiavon, concludendo la Master in ortodonzia York Uni-di un’ora e venticinque lare. Al passaggio del terzo presso chilometrola New gara con il tempo guidava la corsa Scaini che conduceva minuti. L’edizione versity diretto dal Prof. M.Kuftinec. Specializ- del 2014 partirà da il gruppo dei più forti. Al quinto chilo- Strà e punta a raggiungere i 2.500 iscritzato lainsituazione Ortognatodonzia di aprirà MESTRE metro non cambiavapresso con i l’Università ti; e probabilmente, le porte anche 1 Antonio primi che hanno fatto a.c. segnare l’ottimo ai disabili.di “E’Pastata unaViacorsa dura,da conMestre, 19 - 30174 Venezia Mestre Cagliari. E’ Prof presso l’Università tempo di 15’ e 34’’. Al passaggio del un po’ di febbre e senza Luca Gasparato dovachilometro, dal 2007. Si inoccupa prevalentemente di MESTRE nono coperti 28’ e 30’’, il – dice Pietro Martire – ma ho trova- 2 Via Perlan, 20/C - 30174 Venezia Mestre gruppo di testa siestetica era già frastagliato con eto linguale nel ciclista nel Luca Schiavon un ottimo Ortodonzia vestibolare al comando Scaini tallonato da Carletti compagno di maratona. Lui ha aperto la paziente adolescente e adulto. che staccavano Dematteis e Santoro. Al strada ai disabili per questa competizione tredicesimo chilometro Carletti staccava che, il prossimo anno, lisegreteria.mestre@clinicadrmarcon.it vedrà partecipaScaini e al diciassettesimo chilometro re anche grazie alla volontà dell’amico V Emetteva N E ZinI tasca A -la Morganizzatore E S T R EStefano - PA D O VA R.P. - R O V I G O l’atleta marchigiano Trovò”.

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di Roberta

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a squadra di grande grinta gli ultimi die scudetti. Da un p più Sitam, ma è d ta. L’anno scorso nel campionato i è classificata prim “Mirko Petternell Schiavon, Veronica Schiavon, Giulia Silvestri, Mar- mo vinte”. Nonostante il grande merito di questa Tornei autunnali tina Silvestri, Alice Trevisan, Vaghi, Elisa squadra le partite si giocano Riccardo Bizzo ed Eleonora Trolese, giovani pugili classe 1997 della societànel Newcampo Boxe sportivo squadra fanno pa trovaAzzurrini in condizioni difficili: piove Vigato, Evelin Lycia Maggiore, Zampieri ehanno Ilariavintodiil Mira, 2010Zambotti, di Campolongo “Trofeoche Clubsi degli – Ermanno all’importante To spogliatoi e due terreni sono distrutti. Stivanello; sotto la supervisione degli allenatori: Marchiaro” indetto dentro dalla Fpiglinelle scorse settimane ad Andria. di quest’anno sta Luca Faggin e Luca Derosa. Nel mese di maggio Loppo è l’ultimo socio fondatore rimasto, e parla conda in classific si punti) e di se si disputeranno le ultime partite: le semifinali il della squadra con grande orgoglio. Per il futuro,(41 12 e il 19 con andata e ritorno, Monza-Riviera e augura di vincere il campionato, ma non nascondre: Monza (26 de dei grossi punti interrogativi per latorna squadra che Riviera-Monza. Volley Il 26 maggio si giocherà la finale. è all’Isola giovanile l’appuntamento Verde. A grande richiesta Colorno (13 punt non ha sponsor da due anni e chedal si arrangia “Il campionato andato discretamente – dicecon il il Summer anche èquest’anno l’appuntamento Volleygià Camp, organizzato è composta di ve con i pochi rimasti. Negli ultimi due anni,rini, le Giorgia Bert consigliereComitato e dirigenteprovinciale Rugby Riviera EzioVenezia. Loppo - èA partire Fipav dal 9fondi giugno 2013, e per cinque rugbiste hannoragazzi giocatoche contrascorreranla tuta della Sitam, una squadra umoraleIsola e vinciamo, non siamo settimane Verde, ama Chioggia, ospiterà i numerosi Danieli, Lidia Fa questodiperché l’associazione non ha nemmenoCristina i molto costanti negli ottanta no minuti partita. una della vacanza all’insegna pallavolo e tanto divertimento. Molic, An I risultati ci sono perché abbiamo perso solo due fondi per comprare delle nuove divise con l’attuale sia Pantarotto, F partite contro il Benetton; tutte le altre le abbia- denominazione della squadra. Raffaela Plunger,

Boxe: Bizzo e Trolese vincono ad Andria

Summer Volley Camp a Chioggia

Maratonina dei Dogi

vince gaBriele carletti

Direttore Sanitario Dr Roberto Pernice. Informazione sanitaria ai sensi della legge 248 (legge Bersani) del 04-08-2006

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Mira Le ra

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a prima domenica di aprile si è tenuta la sedicesima edizione della “Maratonina dei Dogi” che ha portato, in Riviera del Brenta, oltre duemila partecipanti che si sono misurati nei ventun chilometri del percorso con partenza e arrivo a Fiesso d’Artico. Gabriele Carletti ha vinto la competizione con un’ora, cinque minuti e venti secondi, seguito da Dario Santoro con il tempo di un’ora sei minuti e ventisei secondi e, per finire, il terzo uno dei due fratelli Dematteis, Bernard, con il tempo di un’ora sei minuti e trentacinque secondi. Partenza lampo di tutti i top runners, in evidenza fin dalle prime fasi il marchigiano Gabriele Carletti, atleta Saucony, che ha guidato fino a Dolo. In evidenza anche Scaini e Bernard Dematteis. A Dolo lascia la gara il due volte vincitore della competizione, Simone Gobbo, afflitto già da alcune settimane da un lieve infortunio muscolare. Al passaggio del terzo chilometro guidava la corsa Scaini che conduceva il gruppo dei più forti. Al quinto chilometro la situazione non cambiava con i primi che hanno fatto segnare l’ottimo tempo di 15’ e 34’’. Al passaggio del nono chilometro, coperti in 28’ e 30’’, il gruppo di testa si era già frastagliato con al comando Scaini tallonato da Carletti che staccavano Dematteis e Santoro. Al tredicesimo chilometro Carletti staccava Scaini e al diciassettesimo chilometro l’atleta marchigiano metteva in tasca la

vittoria, staccando di centinaia di metri gli avversari diretti. Fra le donne si è imposta Giovanna Ricotta con il tempo di un’ora, diciotto minuti e ventotto secondi, seconda Giovanna Pizzato con il tempo di un’ora, venti minuti e quindici secondi e terza Isadora Castellani con il tempo di un’ora, venti minuti e venticinque secondi. Un’interessante anteprima l’ha offerta l’atleta Pietro Martire che con la sua hand bike ha partecipato, coadiuvato da Luca Schiavon, concludendo la gara con il tempo di un’ora e venticinque minuti. L’edizione del 2014 partirà da Strà e punta a raggiungere i 2.500 iscritti; e probabilmente, aprirà le porte anche ai disabili. “E’ stata una corsa dura, con un po’ di febbre e senza Luca Gasparato – dice Pietro Martire – ma ho trovato nel ciclista Luca Schiavon un ottimo compagno di maratona. Lui ha aperto la strada ai disabili per questa competizione che, il prossimo anno, li vedrà partecipare anche grazie alla volontà dell’amico R.P. organizzatore Stefano Trovò”.


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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Sulla graticola centinaia di posti di lavoro

Sanità convenzionata a rischio chiusura

Una nuova delibera di Giunta diluirà nel tempo i tagli ai privati, ma molti lavoratori rischiano ugualmente il posto di Germana urbani

I

Stefania Rocca per ActionAid - Foto: Francesco Alesi

l taglio di 140 milioni di euro imposto dalla spending review nazionale e regionale pesa non poco sul futuro della sanità privata in Veneto e sugli effetti che sta causando sui posti di lavoro e sulle prestazioni erogate ai cittadini. E le decisioni prese a Palazzo Balbi avrebbero potuto dare avvio ad un vero e proprio tracollo per la sanità convenzionata e ad una conta davvero nera per tutti quegli operatori che avrebbero perso il posto di lavoro. Ora la situazione sembra essersi ridimensionata ma i momenti di tensione non sono stati pochi. Le associazioni dei privati si erano rivolte al Tar, dimostrando che con i tagli “selvaggi” della Regione a rischio c’erano 5 milioni di prestazioni, oltre a buona parte dei 3300 dipendenti. Ma un rischio c’era anche per gli utenti che avrebbero potuto vedere allungarsi a dismisura le liste d’attesa. Invece a metà aprile la Giunta del veneto ha formalizzato con una delibera l’accordo triennale 2013-2015 sui budget da assegnare ai laboratori privati convenzionati che erogano prestazioni sanitarie, sottoscritto al termine di un proficuo incontro tra le parti. L’accordo, come spiega una nota della Giunta Regionale, è suddiviso in due parti. La prima che riguarda una parte specifica per l’anno 2013 ed una seconda per gli anni 2014 e 2015. “Per il 2013 si pre-

vede un nuovo nomenclatore tariffario con una diminuzione del 20% per i laboratori e del 2% per le strutture operanti nelle altre branche e la conferma dei budget assegnati ai direttori generali delle Ulss con la delibera 2621 del dicembre scorso” si spiega. La Regione ha peraltro messo sul piatto una ulteriore disponibilità di 23 milioni di euro per prestazioni che verranno erogate con un ulteriore sconto tariffario del 20% per i laboratori e del 13% per le altre branche. Il tutto nell’ottica di un riequilibrio com-

A Padova il corteo di protesta era stato aperto da una bara: la morte della sanità veneta plessivo del sistema. “Abbiamo raggiunto un buon punto di equilibrio – sottolinea l’assessore Luca Coletto – che garantisce prima di tutto la continuità dell’erogazione dei servizi ai cittadini ed una particolare attenzione alle patologie più gravi come quelle oncologiche e cardiache”. Secondo l’assessore, l’accordo “contiene però altre rilevanti partite: la necessaria riduzione dei costi a fronte dei consistenti tagli piovuti da Roma; la garanzia del mantenimento delle stesse prestazioni erogate l’anno scorso; la definizione di un nuovo tariffario più conveniente per gli utenti; l’impegno da parte

dei privati a cessare le proteste, rivedere i licenziamenti e ritirare i ricorsi presentati; l’avvio di un processo triennale di analisi della situazione esistente e di sviluppo di una nuova organizzazione basata su criteri di rete, sull’informatizzazione, sulla distribuzione delle strutture a livello territoriale e sulla loro accessibilità, sulla qualità delle apparecchiature”. Quanto agli anni a venire, il 2014 e il 2015, l’accordo prevede la conferma dei budget assegnati per il 2013; una ulteriore disponibilità di 15 milioni di euro extrabudget all’anno per i laboratori operativi e altri 5 milioni l’anno da riservare alle nuove strutture accreditate; l’istituzione di una commissione tecnica che definirà, tra l’altro, i criteri per i nuovi accreditamenti e per l’assegnazione degli extrabudget. Tali criteri riguarderanno particolarmente l’alta qualità, l’organizzazione, la formazione di una rete, l’informatizzazione, la distribuzione territoriale delle strutture. “Tutti questi extrabudget – sottolinea Coletto – sono il frutto delle economie ottenute attraverso il quotidiano lavoro di razionalizzazione del sistema sanitario veneto e di conseguenza non andranno ad incrementare la spesa”. L’accordo, però, non soddisfa tutti, soprattutto gli operatori che fanno parte del Comitato di Crisi Regionale della Sanità Veneta. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno dichiarato che “l’accordo non risolve

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assolutamente la crisi occupazionale e che, pertanto, gli esuberi rimangono ad oggi in essere non esistendo alcuna alternativa per la conservazione dei posti di lavoro, tanto più che non è consentito neppure il ricorso alla cassa integrazione in deroga poiché questo ammortizzatore sociale non è stato previsto per il comparto in questione”. Nel padovano le strutture convenzionate, Data Medica, Cemes, Euganea medica Srl e centro medico di Fisioterapia Srl hanno dichiarato un esubero di personale pari a cento unità. Sono in prevalenza tecnici e amministrativi che rischiano di rimanere

senza lavoro. Stessa situazione anche nel Veneziano dove resta incerto il futuro di strutture come il Policlinico San Marco, dove sono stati annunciati 54 licenziamenti, e di Villa Salus che, se non porterà a una riduzione del numero di addetti, di sicuro entro qualche mese vedrà passare le attività del Punto nascite, e parte degli addetti, all’ospedale dell’Angelo. Così come non si sa ancora come si risolverà a Rovigo la vicenda dei molti dipendenti per cui il Centro Attività Motorie ha chiesto la mobilità.

e Stefania Rocca


Il Veneto in primo piano 31 9 Tempi ridotti per Tac e Risonanze

Stop liste d’attesa: la strategia di Zaia di Germana urbani

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“E’ una nuova filosofia, una vera rivo- L’intera operazione con circa 30 milioni di euro l’anno, frutto della razionalizzazione di spesa luzione – ha detto Luca Zaia – che sarà finanziata già in atto, destinati al pagamento del si rivolge prima di tutto ai 5 milioni con circa personale e delle spese organizzative. di veneti, che sappiamo curare molto 30 milioni Ai lavoratori, ovviamente, è garantito bene, ma che ci chiedono tempi più di euro l’anno il pieno rispetto degli accordi sindacali. veloci per gli esami e le visite. Avviciniamo la sanità alla gente, rendiamo più efficiente l’intero Laddove apparisse necessario, i direttori generali potranno sistema, creiamo una vera e propria rete di presa in carico attivare anche nuove assunzioni. “E’ una sfida dell’intera del paziente che, attraverso i Centri Unici di Prenotazione, comunità – ha detto ancora Zaia – che lanciamo assieme troverà non solo assistenza per la prenotazione singola, ma a tutti gli operatori della sanità che hanno dimostrato tanta anche per la definizione del percorso di controlli ed esami disponibilità e senso civico e che ringrazio sin d’ora”. Cendopo una fase acuta passata in ospedale. Il tutto nei tempi trale sarà la funzione del Centro Unico di Prenotazione e del più brevi possibili, perché l’obiettivo tendenziale è quello di Cup Manager, la cui attività dovrà essere anche di vera e chiudere le liste d’attesa o, nel peggiore dei casi, di ridurle propria assistenza al cittadino, fornendo indicazioni e conal minimo fisiologico”. L’intera operazione sarà finanziata sigli sulla via più breve e comoda da seguire per ottenere

na rivoluzione culturale. Così l’ha definita il presidente della Regione Luca Zaia, presentando alle direzioni strategiche delle Ullss e Aziende Ospedaliere del Veneto la delibera di Giunta che prevede che l’intera rete ospedaliera veneta debba essere attivata con nuovi orari e disponibilità entro il prossimo primo settembre, demandando ai direttori generali la definizione operativa e organizzativa su base territoriale. I servizi interessati sono quelli ambulatoriali ma soprattutto radiologici, per ottimizzare al massimo l’utilizzo prima di tutto dei grandi macchinari come Tac e Risonanze Magnetiche. Il cuore della riforma sta nel fatto che gli ospedali resterebbero aperti di notte dalle 20 alle 24 per almeno due giorni alla settimana e nei giorni festivi e prefestivi con l’obiettivo di erogare quelle prestazioni ambulatoriali che sono più di altre protagoniste di lunghe liste d’attesa.

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la prestazione. Dovranno anche essere attivati sistemi di intercettazione delle prenotazioni con tempi di attesa superiori a quanto prescritto e verifiche immediate se il sistema elettronico dovesse indicare tempi anomali e realizzata un gestione integrata delle agende che comprenda anche il privato convenzionato. Ogni direttore generale dovrà realizzare il “Piano aziendale liste attesa” e attivare un tavolo di monitoraggio sulle attese per visite e prestazioni e per i percorsi diagnostico terapeutici. “Lo spirito – ha sottolineato l’assessore Luca Coletto – è quello di avvicinare l’ospedale al territorio e dare una nuova grande opportunità anche a chi lavora ed è costretto a prendersi ferie e permessi per andare in ospedale negli orari abituali. Senza contare che più si usano i macchinari e prima si ammortizzano, ottenendo così anche un obiettivo di ottimizzazione dei costi”.

Introdurre più trasparenza e concorrenza e’ tempo di rivedere i rapporti tra puBBlico e privato

E

’ già tracciata la scaletta di lavoro per il parlamentino veneto che, secondo Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità in Regione, ora deve ridisegnare completamente, o quasi, tutto il modo di rapportarsi ai privati. “Spetta al Consiglio, attraverso la competente commissione Sanità, definire - spiega il presidente della commissione - regole certe e chiare per l’accreditamento, l’erogazione dei servizi e la ripartizione dei finanziamenti. Regole - specifica Padrin - che devono valere sia per i

manager delle aziende pubbliche sia per gli imprenditori della sanità privata”. Oltre a ciò, sempre secondo Padrin, è necessario aumentare la trasparenza e la competizione nel sistema: “La Regione e i direttori generali delle Ulss devono rendere pubblici i criteri di assegnazione dei budget di spesa ai privati convenzionati e i privati devono essere sottoposti a rendicontazione, verificabile in modo trasparente. L’obiettivo è rendere le Ulss una ‘casa di vetro’, dove ogni euro speso sia rendicontato e verificato. Tutto ciò a garanzia del-

la qualità e dell’efficienza dei servizi erogati, sia da parte del pubblico sia da parte dei privati”. Ulteriore elemento di innovazione del sistema dovrà essere la “liberalizzazione” delle strutture private, superando le “rendite di posizione” delle convenzioni che sinora hanno privilegiato alcuni imprenditori e alcune aree geografiche: per Padrin, i centri e le strutture autorizzate, che rispondono cioè agli standard di qualità, sicurezza ed efficienza del sistema sanitarie, devono poter operare nel territorio, entrando in competizione

tra loro nell’aggiudicarsi il ruolo di partner integrativi della sanità pubblica. “E’ mancata sinora nella nostra Regione una seria programmazione dei rapporti tra pubblico e privato in sanità - conclude Padrin - L’occasione di rimediare a questa carenza del nostro sistema ci viene offerta dalle nuove schede ospedaliere e territoriali, previste dal piano sociosanitario approvato nove mesi fa”.

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via Ein

audi

Laureato in Igiene Dentale,si occupa del mantenimento dell’igiene orale professionale e del trattamento non invasivo della malattia parodontale utilizzando il sistema Vector. Esperto nell’igiene nei pazienti implantologici, effettua inoltre trattamenti di estetica con sedute di sbiancamento.

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Direttore Sanitario Dr Roberto Pernice. Informazione sanitaria ai sensi della legge 248 (legge Bersani) del 04-08-2006

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32 10 Il Veneto in primo piano L’inchiesta sui giovani ”Wireless generation e crossmedialità” promossa da Corecom Veneto e condotta dall’Università di Padova

La wireless generation: nella rete già a 8-10 anni I ragazzi nati digitali posseggono uno o due cellulari, aderiscono in massa ai socialnetwork e nella rete parlano molto di sè di Ornella Jovane

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ono nati con il pc e con gli stumenti informatici hanno una naturale confidenza, sia in termini di utilizzazione sia per quanto riguarda la gestione. Sono i nativi digitali, distanti anni luce dalla generazione degli adulti nel campo delle nuove tecnologie: in esso gli adolescenti si muovono con estrema disinvoltura e liberi da qualsisasi controllo di genitori ed educatori, che sono invece in difficoltà per la carenza di conoscenze e di esperienza e che, per questo, non riescono a “stare dietro” in modo adeguato ai loro ragazzi. E’ uno degli aspetti più significativi che emerge dalla ricerca “Wireless generation e crossmedialità” promossa dal Corecom Veneto e realizzata dall’Università di Padova i cui risultati sono stati resi noti all’inizio di aprile e che sono oggetto di approfondimento in tre focus regionali (a Padova il 9 aprile scorso, a Chioggia il prossimo 23 aprile e quindi a maggio a Vicenza). Dalla ricerca, condotta tramite un questionario on-line somministrato a 1700 ragazzi delle classi prime, terze e quinte delle scuole superiori (quattordici, secidici e diciotto anni),

risulta che la maggior parte degli adolescenti, - naviga con disinvoltura in internet e manifesta per non dire tutti, possiede almeno un cellulare anche una certa tranquillità nel parlare di sè e (soltanto tre di essi hanno risposto di non aver- della propria vita privata nella rete. Un atteggiane uno) se non due (in genere i più giovani mento che è dovuto alla innata familiarità con degli intervistati). Un’esigenza che nasce dalla mezzo ma che può nascondere qualche insidia. “I ragazzi - spiega Barbara Segatto, necessità di diversificare il tipo di contratto, a seconda dell’ultilizzo, per beneficiare delle mi- docente di sociologia all’Università di Padova gliori offerte sul mercato. I ragazzi, infatti, san- - si sentono molto liberi di mettere i loro dati no come fare per contenere i costi muovendosi in rete”. A conferma di ciò il fatto che i profili Facebook della maggior parte dei ragazzi che con consapevolezza sul mercato delle offerte. Il 58 per cento dei ragazzi ha dichiarato sono stati intervistati sono aperti e visibili a tutti. Attraverso i socialnetdi possedere un comwork i giovani intervistati puter a casa. Essi si Un mondo dal quale hanno dichiarato di avere avvicinano alle nuove gli adulti sono “esclusi” mediamenente oltre 600 tecnologie in età sem- perché non hanno le contatti, di cui un terzo pre più giovane, già ad conoscenze adeguate: 8-10 anni navigano in è un problema educativo con sconosciuti. internet e lo fanno per I socialnetwork e la lo più per mettersi in relazione con amici e co- rete, in generale, sono un mondo familiare etanei. Utilizzano i social network in maniera agli adolescenti che quindi manifestano buone massiccia, l’86,7 per cento del campione ha capacità di sapersi tutelare ma i rischi, sopratdichiarato di aderire almeno ad uno di essi, e tutto per i più giovani, di incorrere in spiacevoli anche in questo caso al diminuire dell’età au- incontri sono alti. Il 22 per cento del totale ha menta il numero delle adesioni. La wireless ge- dichiarato di essere entrato in contatto con siti neration - per lo più generazione di autodidatti pedopornografici e con siti violenti o di estre-

NUOVE SPORTING CLUB NOALE!

misti politici. Il problema è che questo mondo on line - che comunque i ragazzi hanno dimostrato di saper ben distinguere dalla vita reale - è per lo più sconosciuto agli adulti che quindi si ritrovano privi di strumenti e mezzi per tutelare e riuscire ad educare i propri figli ad un uso corretto. “I ragazzi hanno dimostrato di essere competenti e di saper dominare i mezzi tecnologici - spiega ancora Segatto - e dimostrano anche di essere consapevoli dei rischi che possono incontrare nella rete”. La questione di fondo riguarda lo scarso dialogo con gli adulti su questo tema. Solo il 9,6 dei ragazzi si confida con i genitori sui contenuti a rischio con cui viene a contatto durante la navigazione on line, il 22,7 per cento ne parla con gli amici, il 37,8 non ne parla affatto.

NuOVE IDEE TECNOlOGIChE PER lA SANITÀ DEl FuTuRO

l’Estate piu ’amata dai ragazzi Dal 10 giugno al 23 agosto ritornano le Vacanze in Piscina, i centri estivi dello Sporting Club Noale più amati da bambini e genitori, che quest’anno si rinnovano completamente per offrire un’esperienza indimenticabile! Una scelta vincente per bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni. • Nuove attività in acqua: per imparare a nuotare divertendosi in compagnia dell’allegro staff di Istruttori. Oltre al nuoto tante altre

• Nuova animazione:

della mascotte Ricky di muoversi e ballare.

• Nuovi giochi e attività:

quest’anno.

Il concorso @Two!Salute! si rivolge ai ragazzi delle scuole superiori

• Nuovo Camp Notturno! I ragazzi ORARI:

vivranno l’emozionante esperienza tutti i giorni, da lunedì a venerdì, di un campeggio notturno in tenda • 7.30-8.30 Servizio accoglienza (su richiesta) con gli animatori. • Nuove formule di pagamento: • 8.30-13.00 Attività part-time prima prenoti più sconti! Più • 8.30-17.00 Attività full-time settimane più sconti! Più fratelli più (pranzo incluso) • 17.00-18.00 Servizio baby sitting sconti! (su richiesta) • Vivi Aquaestate: i ragazzi ogni •Possibilità di servizio di trasporto giorno possono divertirsi tra •Domenica 19 maggio non scivoli, piscine e tanti giochi, prendere impegni! Partecipa sempre in compagnia dei loro all’evento lancio delle nuove

RISPARMIA! Promo per iscrizioni dal 21/4 al 19/5

Ssd a R.L. Tel 041.442820 - via De Pol 5, Noale (VE) - www.sportingclubnoale.it

“Il mondo dei ragazzi - ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato - avvia l’approccio alle nuove tecnologie in età sempre più giovane, avvertendo però meno di noi adulti i pericoli che ne derivano. E fa pensare soprattutto il fatto che non ne parlino con insegnanti e famiglie, ma pochissimo anche tra loro”. Questo, prosegue Ruffato, “dipende anche da noi, che non riusciamo ad educarli e che dobbiamo quindi pensare come fare per insegnare loro come saper scegliere nel visitare la rete”. “La nostra ricerca - lo ha detto anche il presidente del Corecom del Veneto Alberto Cartia - intende avviare un percorso che, in primo luogo, garantisca la tutela dei minori, costruendo forme di prevenzione all’insorgere dei pericoli”.

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a Regione e la Sanità veneta si rivolgono ai giovani, nativi digitali, per raccogliere nuove idee “tecnologiche” che possano migliorare il servizio sanitario. E’ @ Two!Salute!, il concorso dedicato ai ragazzi nati nell’era dell’informatizzazione, organizzato dal Consorzio Arsenàl - il Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale - per coinvolgere i giovani sul tema dell’innovazione applicata alla sanità. Il concorso è rivolto alle classi quarte e quinte delle scuole secondarie venete e invita, appunto, a proporre idee per la sanità del futuro. L’innovazione introdotta dai nuovi strumenti (computer, internet, mobile phone, etc.) ha profondamente cambiato le modalità di erogazione e di fruizione dei servizi in tutti gli ambiti della vita quotidiana (homebanking, acquisto di beni e servizi...). Allo stesso modo, la pratica sanitaria è sottoposta ad una forte spinta di evoluzione per offrire ai cittadini servizi più veloci ed efficienti. La complessità organizzativa, la normativa e l’importante componente etica di questo settore hanno però costituito fattori di resistenza al cambiamento. D’altro canto, la necessità di migliorare le prestazioni

di cura e di efficientare il sistema, rendendolo economicamente più sostenibile, hanno reso inevitabile l’avvio di un processo di riflessione e di trasformazione che porta all’applicazione delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione (Ict) alla pratica sanitaria. Tramite il concorso gli studenti hanno l’opportunità di proporre un’idea di modello o servizio che si avvalga delle nuove tecnologie per migliorare il sistema sanitario regionale. I giovani interessati possono partecipare, singolarmente o in gruppo, iscrivendosi compilando online l’apposita registrazione entro e non oltre il 6 maggio prossimo nell’area dedicata del sito www.consorzio arsenal.it. I contributi digitali dovranno essere inviati entro e non oltre il 6 maggio 2013 e saranno valutati in base all’innovatività, il risparmio per il sistema sanitario e per i cittadini, la semplicità d’uso, l’utilità/risposta a bisogni reali e l’efficacia comunicativa. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero telefonico 0422-216122 o consultare il link http://www.consorzioarsenal.it/web/guest/cosa-facciamo/twosalute/cosa-e


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Veneto in primo piano 11 34 Il Veneto in primo Ilpiano Tasse

E’ in arrivo la stangata di primavera Quasi 40 miliardi usciranno dalle tasche dei contribuenti italiani solo tra maggio e luglio. L’Erario colpisce soprattutto autonomi e artigiani di Germana urbani

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arà una stangata ma poteva andare anche peggio. Con un Decreto dell’ultimo minuto il Governo ha deciso di rispondere all’appello di quanti chiedevano che l’entrata in vigore della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, venisse sospesa o rimandata. Detto fatto, dunque. Ma il nuovo balzello è stato solo rimandato di pochi mesi e i contribuenti se lo ritroveranno tra le scadenze di fine anno, insieme all’Imu e al conguaglio Irpef. Le associazioni dei consumatori già chiedono che sia rimandato direttamente al 2014, un modo per aiutare famiglie e commercianti che in quel periodo saranno alle prese con le feste natalizie. “Per dare una boccata di ossigeno a famiglie ed imprese - spiega Federconsumatori - la soluzione reale è il rinvio di tale tributo al 2014, continuando a far pagare per il 2013 la Tia/Tarsu”. Su questo fronte il decreto del Governo introduce un elemento importante: la Tares, infatti, viene definita sempre come “tributo” e quindi, in nessun caso, su di essa dovrà essere applicata l’Iva. “Per quanto riguarda il nuovo tributo - dice ancora Federconsumatori - chiediamo che in sede di conversione del Decreto, oltre al rinvio al 2014, vengano mantenute le forme di pagamento attuali e venga prevista una forma di “bonus” per i bassi redditi

o situazioni particolari in cui siano sopraggiunte mobilità, disoccupazione, condizioni di difficoltà, stante il crescente fenomeno della morosità e/o insolvenza”. A maggio comunque le tasse sui rifiuti si pagano, con la vecchia Tarsu o Tia (cresciuta lo scorso anno del 30%) si risparmieranno per ora circa 80 euro rispetto a quanto si sarebbe dovuto pagare se la Tarsu fosse stata riscossa ora. Ma questo risparmio è poca cosa rispetto al salasso complessivo che gli italiani subiranno in soli tre mesi e che è stato

Dopo aver pagato tutte le tasse che lo Stato ci chiede, resteranno i soldi per le vacanze? conteggiato in poco meno di 40 miliardi di euro. I rifiuti porteranno nelle casse erariali i primi 2 miliardi. A giugno va a scadenza il pagamento della prima rata Imu sulla quale potrebbero pesare anche aumenti delle addizionali comunali, ma per ora nessun sindaco le ha annunciate, nonostante le casse dei comuni siano paurosamente al verde. Comunque sia, secondo i calcoli di Cgil, Cisl e Uil, l’imposta sulla casa così com’è oggi peserebbe altri 11,6 miliardi di euro. Sempre a giugno anche le imprese

verseranno lacrime amare: a loro l’onere di versare all’erario 8 miliardi tra saldo 2012 e acconto 2013 dell’Ires. Ma a pagare di più, ben 4,4 miliardi, saranno paradossalmente alcuni soggetti che sentono particolarmente la crisi: lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e imprese per la parte di loro competenza dell’Irpef. E non è tutto. Il piatto della bilancia per loro potrebbe essere ben più pensante visto che le regioni avranno la possibilità di aggiungere alla loro aliquota base fissata dallo Stato all’1,23% un ulteriore 0,5. Una percentuale che nel 2014 potrà salire fino all’1,1%. Aumento che non dovrebbe interessare la regione Veneto, visto che non è soggetta a nessun piano di stabilizzazione finanziaria. Come se non bastasse a luglio arriverà anche un’ulteriore stangata con l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% su prodotti di largo consumo, che porterà via negli ultimi sei mesi dell’anno un altro miliardo e ottocento milioni di euro. E che pagheranno tutti i cittadini che ancora possono permettersi di spendere qualcosa. E insieme a loro lo pagheranno i commercianti. Molti di loro non riusciranno a sopportare un nuovo calo dei consumi, tanto che, secondo le nere previsioni di Confesercenti quest’anno chiuderanno bottega in 145mila. Ma a rischiare grosso sono anche le

piccole medie imprese, specie se regione e comuni decideranno di far leva sulle addizionali. “In una fase in cui le piccole e micro imprese sono sempre più stressate dal fisco e a corto di liquidità – afferma il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi – l’appuntamento fiscale di inizio estate rischia di spingerne moltissime fuori mercato. Per questo invitiamo i leader politici a trovare un accordo, affinché si costituisca in tempi brevi un Governo che affronti le emergenze economiche che sono sul tappeto. Mi riferisco, per esempio, alla necessità di scongiurare l’aumento dell’Imu sui capannoni, altrimenti molti piccoli imprenditori saranno costretti, loro malgrado, a chiudere definitivamente i cancelli o le saracinesche delle proprie attività. Inoltre, bisogna assolutamente evitare che dal 1° luglio si verifichi l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%. Se ciò non avverrà, i consumi subiranno

un’ulteriore contrazione, penalizzando proprio le piccolissime imprese che vivono quasi esclusivamente della domanda interna. Infine, bisogna immettere liquidità al sistema economico, agevolando l’accesso al credito e sbloccando da subito i 70 miliardi di pagamenti che la Pubblica amministrazione deve alle imprese”. Uno scenario davvero preoccupante che lascia sul tappeto una domanda non da poco: gli italiani riusciranno quest’anno ad andare in vacanza o pianteranno l’ombrellone in giardino? Il settore turistico del Veneto, da sempre trainante sul fronte economico e nazionale, quanto ne risentirà? Qualcuno, la politica in primis, dovrebbe rispondere a domande come queste, considerando che una vacanza felice serve al buon umore ma anche e soprattutto all’economia generale di un Paese.

STIPENDI E PENSIONI PIÙ lEGGERI, E DI QuANTO?

A

ddizionali regionali e comunali quando e se scatteranno peseranno non poco su stipendi e pensioni, come ha dimostrato uno studio del Centro assistenza fiscale della Cisl. A quanto pare l’aumento del prelievo scatterà per tutti sulle addizionali regionali e sarà dello 0,33 per cento. “Questo vuol dire - spiegano al Caf-Cisl - che chi percepisce un reddito di 1.200 euro lordi al mese (15.600 all’anno) si vedrà trattenuti ulteriori 51 euro in un anno, e se il Comune ha già stabilito l’aumento dell’Irpef comunale, la trattenuta potrà arrivare fino a 98 euro, sempre annui. Naturalmente le cifre crescono al crescere del reddito. Per un lavo-

ratore con reddito basso, 1700 euro lordi al mese, 22.100 all’anno, l’aumento annuo dell’addizionale regionale sarà di 73 euro e con un eventuale incremento massimo, come già deciso ad esempio dal comune di Catanzaro, dell’Irpef comunale, si arriverà fino a 139 euro annui in più. Fortunatamente non tutte le amministrazioni comunali hanno deciso di utilizzare la leva dell’aumento dell’Irpef comunale per aumentare i propri introiti, così come concesso dalla manovra di Ferragosto firmata da Tremonti-Berlusconi che ha riconosciuto ai Comuni la possibilità di deliberare, a partire dal 2012, quindi dall’inizio di questo anno, aumenti fino ad un livello massimo dello 0,8 per

cento. Nessuno dubita comunque che prima o dopo tutti, o quasi tutti i Comuni faranno ricorso a questa possibilità, visti i bilanci sempre più in negativo delle città italiane, anche quelle più piccole. Una buona notizia c’è, comunque, ma non si sa fino a che punto sia davvero buona, considerato che riguarda soltanto i percettori di redditi bassissimi. Solo i pensionati e i dipendenti con introiti talmente sottili da non dover pagare neppure l’Irpef principale, non dovranno subire aumenti di addizionale regionale e comunale. I pensionati che prendono fino a 7.535 euro all’anno e quelli oltre i 75 anni con reddito fino a 7.785. E i lavoratori con stipendio fino a 8.030 euro lordi all’anno.

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36 Voci da palazzo

Voci da palazzo 13

Consiglio Approvato lo scorso 21 marzo il “Previsionale” delle “grandi ristrettezze”

Zaia: “Il bilancio più difficile della storia della Regione” Al Veneto verranno a mancare un miliardo e 300 milioni di euro di risorse finanziare, il 26% in meno rispetto allo scorso anno

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l governatore del Veneto lo ha definito il bilancio più difficile della storia emergenza sociale, con la manovra emendativa si è voluto dare risposta della Regione, e non perché per la sua approvazione si è andati avanti anche ad alcune richieste puntuali o di settore: 140 mila euro vanno a fino alle quattro di mattina, ma piuttosto perché con questo esercizio incentivare l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi scontando per tre anni la economico la Regione è stata chiamata a mettere mano su alcune delle tassa automobilistica regionale, 100 mila euro all’avvio dei fondi sanitari tante situazioni difficili che il Veneto, come il resto d’Italia, sta attraversan- integrativi regionali, 150 mila per istituire la Fondazione Andrea Zanzotto do. Così, lungo la giornata dello scorso 21 marzo fin dal mattino si sono a Pieve di Soligo, 500 mila euro per sostenere l’attività di promozione avvicendati gli interventi dei vari consiglieri presentando nuovi ordini del teatrale svolta da Arteven, 50 mila euro per aiutare le imprese ortoflorogiorno, emendamenti, chiedendo, ad esempio, venisse ritirata la delibera frutticole a realizzare in sede punti di vendita dei loro prodotti. Il maxiecon la quale è stato tagliato il budget per la sanità privata, di reinserire i mendamento conferma inoltre le risorse destinate al trasporto pubblico fondi per gli interventi di adeguamento sismico degli edifici, quelli per il ri- locale su ferro e su gomma (in totale 406 miioni di euro), modificandone pristino delle coste erose dalle mareggiate: un tira e molla estenuante però i criteri di assegnazione: 150 milioni ai treni regionali e 256 milioni malgrado la giunta avesse recepito parte delle richieste giunte dai gruppi al trasporto su bus e su acqua così ripartiti (49,5 per cento per i servizi di minoranza in un maxiemendamento di 24 articoli, tra i quali quello coi extraurbani, 34,5 per cento per i servizi urbani e 16 per cento per i servizi 12 milioni di euro da stanziare a sostegno dei disoccupati e delle famiglie di navigazione). Nel dettaglio i 12,5 miliardi del bilancio 2013 saranno in difficoltà. “Tutti - ha spiegato il presidente Luca Zaia al termine delle così ripartiti: a sanità e sociale quasi 8,8 miliardi di euro, per la mobilità votazioni - abbiamo dovuto confrontarci con una situazione mai vista in regionale (infrastrutture) 759 milioni, per l’istruzione e la formazione passato, con pesanti tagli orizzontali piovuti da Roma che hanno messo a 425 milioni, per la salvaguardia di Venezia e della laguna 250 milioni, per rischio anche le poste più rilevanti per il futuro dei nostri concittadini, dal le politiche per la casa 174 milioni, per la tutela del territorio 132 milioni, welfare ai trasporti, alla dotazione finanziaria per far fronte alla dramma- per il lavoro e l’occupazione 119 milioni, per l’agricoltura 98 milioni, per tica crisi economica. Il lavoro comune - sottolinea Zaia - ha portato buoni le piccole e medie imprese 71,4 milioni, per l’energia 43,4 milioni, 23,4 frutti: ne è infatti scaturito il miglior bilancio possibiper il turismo, 6,7 per il commercio, 3,4 per promole, dove ogni euro disponibile è destinato ad essere Per la prima zione e fiere. Sul fronte ambientale sono previsti speso per sostenere al massimo le esigenze dei volta in flessione 70 milioni per le politiche per l’ecologia, 46,7 miveneti”. Infatti, il bilancio 2013 risente su tutti i anche il fondo lioni per il ciclo integrato delle acque, quasi 52 mifronti delle “grandi ristrettezze” della finanza pub- sanitario lioni per la protezione civile. I fondi destinati alla blica visto che, tra patto di stabilità e riduzione dei regionale cultura ammontano a 16,8 milioni di euro, allo trasferimenti in Sanità, nel 2013 al Veneto verransport e il tempo libero vengono assegnati 1,8 miliono a mancare un miliardo e 300 milioni di euro di risorse finanziare. Il che ni. Infine per pagare interessi e oneri per mutui e prestiti sono previsti 584 significa che la quota di spesa a libera destinazione per la Regione si ridu- milioni, per il personale, le sedi e le spese di funzionamento della Regione ce così a 993 milioni, “il 26 per cento in meno rispetto allo scorso anno”, 223 milioni e per il funzionamento di Giunta e Consiglio 53,4 milioni. La calcolando anche i 40 milioni di euro di introiti attesi dalla vendita del pa- ‘cura dimagrante’ ha riguardato anche la legge finanziaria, asciugata a trimonio immobiliare regionale (attese dimezzate rispetto allo scorso una ventina di articoli, che introduce specifiche misure di spesa all’interno anno, dopo che due aste sono andate deserte) e per la prima volta, anche del bilancio 2013: 500 mila euro per la tutela dei prodotti a denominazioil fondo sanitario regionale, tradizionalmente sempre in aumento, sarà in ne d’origine protetta, 200 mila euro di contributo al Centro per la ricerca flessione: si passa dagli 8.444,9 milioni del 2012 agli 8.355,1 del in viticoltura ed enologia dell’Università di Padova (Cirve), 300 mila euro 2013. La manovra emendativa finale apportata alla Finanziaria dal maxi- per la promozione del cicloturismo e del cicloescursionismo, 50 mila euro emendamento della Giunta e dal lavoro del Consiglio è riuscita a recupera- per i 150 anni del Cai, 40 mila euro per il meeting dei giovani veneti resire una cinquantina di milioni di euro, in parte sforbiciando decine di capito- denti all’estero, 100 mila euro per promuovere a livello locale i ‘contratti li del bilancio ordinario sin all’azzeramento di alcune voci (viene cancellata di fiume’. Le novità più consistenti introdotte dall’aula, con un emendala Scuola regionale di polizia locale), e in parte reimmettendo in circolo le mento a sorpresa approvato da una maggioranza ‘trasversale, sono i 2 risorse di vecchi fondi accantonati presso Veneto Sviluppo, nei Confidi o nei milioni di euro stanziati a favore dei pescatori del Basso Polesine e di fondi di rotazione a beneficio dello sviluppo delle piccole e medie imprese Chioggia e la possibilità - proposta dal gruppo della Lega e approvata con e del turismo. Le risorse così recuperate sono orientate in via privilegiata consenso unanime - per i fornitori della Regione e degli enti sussidiari, Ulss alle famiglie e delle imprese, attraverso l’istituzione del nuovo fondo a comprese, di certificare i crediti e ottenere così dal sistema creditizio l’antisostegno dei disoccupati e dei nuclei familiari in difficoltà (come detto cipo delle spettanze. Sul fronte delle entrate la finanziaria 2013 disciplina 12,3 milioni di euro, di cui 4,3 a sostegno degli affitti e del diritto alla le sanzioni per chi viola le prescrizioni stabilite dalla Regione per la costrucasa, 5 di compartecipazione alla spesa dei Comuni per l’inserimento la- zione e l’esercizio di centrali a biomassa, biogas e biometano e riduce vorativo in occupazioni socialmente utili e 2,8 per contrastare le situazioni l’ecotassa a quei comuni che incentivano la raccolta differenziata. Sul di povertà ed emergenza sociale) e 23,1 milioni di euro per lo sviluppo del fronte normativo, la finanziaria 2013, consente di ampliare gli edifici in sistema produttivo, ottenuti accorpando e razionalizzando fondi giacenti zona rurale sino ad un massimo di 800 metri cubi e dimezza a 250 euro presso Veneto Sviluppo. Altre risorse per le aziende, circa 21 milioni di il contributo che le ditte di autonoleggio devono pagare a Regione e Comueuro di cui 15 per lo sviluppo delle aziende polesane, vengono recuperate ni per gli autobus che hanno oltre 15 anni di vita e ne consente la circolasmobilizzando risorse accantonate e non utilizzate in programmi regionali, zione sino a 30 anni dall’immatricolazione senza più distinguere tra autonazionali e comunitari. Analoga operazione è stata fatta anche per soste- mezzi usati per il gran turismo e gli scuolabus. La finanziaria, infine, dà nere progetti turistici innovativi e sinergie tra i diversi comparti per prolun- mandato alla Giunta di predisporre, entro 90 giorni, la ristrutturazione e la gare la stagionalità: le risorse, che ammontano a 6 milioni di euro, vengo- razionalizzazione delle società controllate, anche prevedendo l’uscita della no recuperate dal fondo di rotazione per il turismo istituito nel 2002. Altri Regione da quelle società dove detenga, direttamente o indirettamente, 12 milioni di euro sono destinati alle imprese agricole colpite dalle eccezio- quote minoritarie. E autorizza la Giunta a mettere in vendita palazzo Tornali avversità atmosferiche. Insieme a imprese, famiglie e situazioni di res-Rossini, la sede ausiliaria del Consiglio veneto acquistata nel 2003.

Palazzo Ferro Fini sede del consiglio regionale del Veneto

L’opinione lucio Tiozzo, Partito Democratico

“chiSSo dia le dimiSSioni”

“D

ue - dichiara - sono le svolte cruciali di questo bilancio che non sarebbero mai arrivate senza il pressing del Pd: l’aver recuperato ben 62 milioni di euro dormienti, che stavano Lucio Tiozzo nei cassetti della Regione e di Veneto Sviluppo e che ora vengono messi a disposizione delle imprese. Oltre a ciò, l’aver istituito il Fondo per le emergenze sociali. Su un terzo punto, quello del trasporto pubblico, la partita resta drammaticamente aperta. Riteniamo infatti che il riparto approvato sia illegittimo, in contrasto con la legge regionale vigente. Tanto basta per ritenere doverose a questo punto le dimissioni dell’assessore Chisso: un atto di coerenza che, senza equivoci, gli chiediamo di fare. Chisso infatti - prosegue Tiozzo assieme a Bruno Pigozzo, vice presidente della commissione Trasporti - ha previsto ed inserito una ripartizione di risorse prima ancora che le commissioni competenti, che avevano il compito di determinare i costi standard, i servizi e le tariffazioni minime, avessero chiuso il loro lavoro. In questo modo ha completamente scavalcato un percorso che, per legge, prevede la consultazione degli enti locali, delle aziende di trasporto e della commissione Trasporti. Il risultato è che viene penalizzato pesantemente il servizio su gomma regionale e quello di navigazione per Venezia, che in due anni ha subito decurtazioni per 11 milioni di euro”. Antonio Pipitone, Italia dei Valori

“Bilancio inSoddiSfacente, maggioranza irreSponSaBile”

E’

un commento negativo quello che il consigliere regionale dell’IdV, Antonino Pipitone, dà al Bilancio e alla finanziaria regionale Antonio 2013. “Hanno bloccato per settimane il bilancio - scrive in una Pipitone nota l’esponente dipietrista - occupati a litigare per le loro marchette. In sanità tagli drammatici confermati, nel sociale orizzonte nero, nel lavoro si sono recuperati 40 milioni ma solo perché non erano stati utilizzati negli anni passati. Situazioni che stridono con i 400mila euro da spendere in sagre per l’identità veneta o i 500mila concessi dalla Giunta senza colpo ferire per associarsi ad Arteven. Un esempio lampante dell’ipocrisia della maggioranza prosegue Pipitone - è la bocciatura del nostro ordine del giorno che voleva ritirare la delibera che ha tagliato il budget per la sanità privata convenzionata. Il bilancio - sottolinea Gennaro Marotta - è una coperta corta che non ci soddisfa affatto”. Stefano Valdegamberi, udc

“la finanziaria regionale non taglia gli apparati”

“S

i è fatto un gran parlare di riduzione dei costi degli apparati e delle strutture - ha spiegato in una nota il consigliere Stefano dell’Udc - razionalizzando gli enti, a partire dai consigli di Valdegamberi amministrazione, ma alla fine, come sempre, si è concluso con un nulla di fatto. Le mie proposte di accorpamento delle Ulss, di abolizione della legge pasticciata sulle unioni dei comuni montanti, dell’accorpamento delle Ater, etc, sono state, una dopo l’altra, rigettate. Anzi, invece di ridurre gli enti se ne sono creati di nuovi: è stata costituita una fondazione e si è diventati soci di una società per la promozione del teatro. Tutto al contrario degli indirizzi sulla spending review. Peccato, un altra occasione persa”.

Dario bond, Popolo delle libertà

“lanciato importanti Segnali a impreSe e famiglie”

“C

ome Pdl avevamo proposto il sostegno ai fondi di solidarietà già nel dicembre scorso – spiegano Dario Bond e PiergiorDario Bond gio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale - per questo possiamo dire di aver centrato l’obiettivo. Non si tratta di mero assistenzialismo ma di un insieme di misure di welfare volte al reinserimento lavorativo e al ruolo attivo dei Comuni, che vengono individuati come nuovi centri della solidarietà. Sono poi importanti anche i segnali lanciati al mondo dell’impresa e alle aree più problematiche come il Bellunese e il Polesine”, sottolineano i due esponenti del Popolo della Libertà. “A fine gennaio, in prima Commissione, avevamo auspicato lo “smontaggio” della bozza di bilancio. Oggi, con il lavoro di tutti, possiamo dire di aver fatto un passo avanti, un cambio di mentalità che sarà utile anche per gli anni a venire”.


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Cultura veneta veneta 38 Cultura 14 Arte Nel 50esimo della tragedia, un’opera di Cagol invita ad andare oltre

Diga del Vajont: un raggio per nuove prospettive Un lampo, una luce per non dimenticare la tragedia. Un bagliore, che aiuti a smantellare questa grande lapide ancora lì presente di Alain Chivilò

S

ono trascorsi cinquant’anni dal tragico evento del Vajont e tutta l’area conserva e fa traspirare un’aria di pensiero funebre per coloro che vivono, per chi passa vicendevolmente dal Friuli al Veneto e per coloro i quali ritengono la meta “turistica” da visitare. La rabbia, il dolore, la commozione e il rispetto devono essere sempre mantenuti alti, però tutto il territorio è inteso solamente come uno scempio determinato dall’ottusità dell’uomo. Tale ambito è un dato di fatto, però è necessario fare un passo in avanti senza dimenticare. Le potenzialità di ripartenza esistono e l’Arte potrebbe tracciare la via giusta che dalla memoria guarda “oltre”. Da questo concetto parte e si genera la performance artistica dell’artista trentino Stefano Cagol (Trento 1969). Lo scorso 5 marzo è partita la I tappa di un progetto internazionale denominato “La fine del confine (della mente)”. Da una postazione mobile un potente generatore irradia un forte raggio di luce che taglia orizzontalmente il paesaggio. Ecco che lungo la strada che porta a Erto e Casso, in

un’area parcheggiabile proprio sopra e centralmente la diga, Cagol ha fatto partire un lampo improvviso che ha squarciato la fine della vallata, facendosi osservare anche nella parte terminale dell’area di Longarone. Un messaggio che in questo luogo vuole indicare la ripartenza per un possibile ed effettivo slancio futuro grazie anche all’arte. Ecco una testimonianza dell’artista. La fine del confine (della mente). Una performance europea che parte dalla Diga del Vajont. Il luogo diventa effettivamente centrale perché il destino ha fatto si che s’incontrasse con il mio modo d’intendere l’arte. Il progetto è nato per la Barents Art Triennale di Kirkenes in Norvegia ed è un’idea di arte pubblica. Da questa località, posta sul confine della Russia oltre il circolo polare artico sul Mare di Barents, parte un potente raggio di luce che supera questo difficile confine. Un’idea, se vogliamo semplice, che assume connotati storici, simbolici molto forti. Per sviluppare la performance anche in Italia ho pensato a Dolomiti Contemporanee che già avevo apprezzato negli anni passati per il loro agire.

In successione dopo un incontro con Gianluca D’Incà Levis, aver visitato il museo presso l’ex scuola di Casso e nel contempo aver visto per la prima volta dal vivo il luogo della diga del Vajont, ho capito che questo progetto doveva essere fatto in questo territorio. L’ambiente ha fatto assumere maggiore importanza imprimendo forti significati: un raggio di luce che oltrepassa e supera la diga nel cinquantenario dal tragico evento. Una luce che vuole decretare una fine del confine inteso nella sua totalità, al fine di non dimenticare la tragedia per immediatamente superarla con un bagliore, che aiuti a smantellare questa grande lapide ancora lì presente che si erge ancora immobile. Cercare dunque di andare oltre a quello che è accaduto perché non lo si può distruggere, bensì è possibile superarlo contemporaneamente attraverso segni simbolici dell’arte di oggi, riuscendo così a pensare a un futuro che deve esistere per tutta l’area. Non guardarsi sempre indietro, ma oltrepassare nel ricordo questo confine che è in tutti noi. Un luogo che potrebbe essere inteso come ricerca, stimolo,

Il grande fascio di luce attraversa la valle, teatro della tragedia che costò la vita a oltre 2.000 persone cultura, arte e situazioni positive. Non una visita di turisti per vedere i resti di una tragedia, bensì una meta per un futuro che non si fermi solo a cinquant’anni fa. Dalla Diga del Vajont alla Tofana di Rozes di Cortina. Dalla Tofana di Rozes parte invece il progetto così com’era stato pensato. Ossia un lungo viaggio verso il nord d’Europa toccando la Germania, la Danimarca fino alla Norvegia. C’è un sottotitolo al progetto “la fine del confine” che ritengo molto importante: “della mente”. Noi essere umani siamo pieni di confini e questa luce che faccio viaggiare traccerà i cieli per un futuro e un superamento ulteriore. A Cortina voglio dare una visione delle Dolomiti diversa dalla

classica iconografia a cui tutti siamo abituati. Montagna che diventa futuro centrale del mondo. Nel 2011 la partecipazione alla Biennale di Venezia. Anche nel 2013? Il progetto di due anni fa è legato a questa luce che irradio ora. Si trattava di evocare e provocare il confine. Quindi una stimolazione per arrivare a questo attuale livello. Ho utilizzato mezzi primari e simboli antichi come il fuoco che rivitalizzasse questo confine della vita, del corpo e delle idee. Nell’edizione del 2013 partecipo all’interno del neo padiglione delle isole Maldive, ossia una nazione che a fine secolo sarà sommersa dall’oceano.

Arte e montagna

Gipsoteca di Possagno

TECNOlOGIA PER ANTONIO CANOVA

Un granitico progetto per Dolomiti d’oggi

L

I

l percorso è già stato tracciato qualche anno fa con “la danzatrice con i cembali”: la tecnologia contemporanea viene in aiuto alla Gipsoteca di Antonio Canova di Possagno restaurando quelle sculture che furono danneggiate dal bombardamento del 1917, essendo stata la pedemontana del Grappa scenario bellico. Sono passati quasi cento anni e le opere sono rimaste monche. Una alla volta, negli anni futuri, si potranno ammirare nella loro completezza grazie a un processo inverso di restauro. Se il gesso era fondamentale per il ripristino del marmo, ora l’originale stesso viene utilizzato per ripristinare “l’opera prima” sita nella Gipsoteca. Attraverso l’utilizzo di una scansione tridimensionale dell’opera unica, che può essere sita in tutto il mondo dato i cambiamenti di proprietà e di luoghi,

si creano con il gesso le parti mancanti che andranno poste a ripristino di quelle rovinate a Possagno. Grazie alla generosità delle Associazioni dei Rotary Club International di Bassano del Grappa, Asolo e Pedemontana del Grappa, Bassano Castelli, Vicenza Nord – Sandrigo e Asiago – Altopiano dei sette comuni, la statua del principe Henryk Lubomirski della Gipsoteca, un armorino con arco faretra e frecce, avrà la sua testa partendo dall’originale in marmo, che si trova presso il castello di Lubomirski a Lancut in Polonia, distante 400 km da Cracovia. La statua nacque quando il giovane principino Henryk, in viaggio in Italia con la zia Elzbieta Lubomirski Chartoriski, nel 1788 entrò in contatto con lo studio del Maestro a Roma, luogo in cui fu commissionata l’opera. Furono necessari 5 anni e nel 1793 fu ultimata proprio da Antonio Canova. Al.Ch.

’Arte nella montagna è possibile? In un territorio privilegiato per l’uomo turistico contemporaneo da millenni di cambiamenti geologici, l’Arte può essere volano per produrre ricchezza e valore aggiunto per una cultura a vari livelli? L’archeologia industriale della montagna e luoghi andati in oblio possono essere delle ripartenze? La risposta è già stata tracciata da tre anni ed è senza dubbio affermativa: sì. Nel 2011 nasce il progetto Dolomiti Contemporanee che divulgando l’Arte nella montagna ha utilizzato siti industriali dismessi che hanno trovato nuova vita dopo le manifestazioni artistiche. Dalla fine del 2012 la scuola elementare di Casso, dopo un accurato restauro, rinasce per ospitare eventi d’Arte. Un luogo propulsore di vita, simbolo di ripartenza e non di ricordo passivo. Nella’ambito della performance di Stefano Cagol abbiamo incontrato il curatore dell’innovativo progetto Gianluca D’incà Levis. Un progetto originale e innovativo. Il titolo, che racchiude svariate iniziative, è Dolomiti Contemporanee. Il nostro scopo è d’intendere le Dolomiti non come cartolina, dato l’elevato target turistico, bensì come alto contenuto culturale. Il termine contemporanee non vuole assumere l’aspetto temporale perché individua temi di vario tipo da trattare attraverso spunti innovativi. Il volano di partenza è stato dall’inserimento di questi luoghi nell’Unesco, assumendo così maggiori significati fisici e metaforici. Qual è agire effettivo? L’idea verte nel portare l’arte contemporanea nella montagna uscendo dai consueti luoghi delle grandi città italiane e da una visione alpina tradizionale. E’ una modalità per avvicinarsi a questo peculiare paesaggio in modo nuovo. E’ un sistema che non decora l’area alpina con manifestazioni

artistiche, perché propone contenuti dall’alto valore aggiunto anche dopo la conclusione dell’evento. A Casso c’è uno spazio espositivo permanente Nell’area della Diga del Vajont è necessario vivere e assumere una nuova identità contemporanea dove sia possibile generare immagini nuove. E’ necessario che si superi la tragedia di mezzo secolo fa. Questo non vuol dire dimenticare o fare andare nell’’oblio il tragico evento accaduto, ma tale area deve lanciare scenari alternativi. Al drammatico passato, che rimarrà sempre aperto, è necessario affiancare anche un futuro di ulteriore partenza. La performance di Stefano Cagol è significativa perché fornisce un’immagine nuova alla diga non più leggibile come solo una lapide. Parliamo di questi luoghi con contenuti nuovi, in quanto non vogliamo fare come i più di 200 mila turisti che si fermano solo a guardare e poi vanno via. Vogliamo generare nuove spinte culturali, nuove riflessioni con modalità alternative di gestione delle risorse del territorio. Nuovi eventi per il 2013? Si e li stiamo ancora delineando. E’ già confermato l’utilizzo del Castello di Andraz a Livinallongo in partnership con il Museo Rimoldi di Cortina d’Ampezzo. Al.Ch.


16 Cultura veneta

Cultura veneta 39

Archeologia A palazzo della Ragione fino al prossimo 17 novembre

Venetkens, iniziato il viaggio tra gli antichi veneti di Mauro Gambin

In mostra la selezione di tutto ciò che appartiene a quei mille anni in cui si è originata e sviluppata una civiltà

Nelle foto alcuni reperti in mostra nella prima foto a sinistra situla Benvenuti

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e conseguenti convegni. Parliamo comunque di eventi sporadici, l’ultima in termini cronologici è quella tenutasi ad Este, nel ’98, “Lungo l’Adige ridente” ma riguardava esclusivamente i ritrovamenti dell’area atestina e montagnanese. In questa occasione, invece, abbiamo perseguito l’obbiettivo di raccogliere la selezione di tutto ciò che è stato trovato in quell’area vastissima compresa tra Po, Alpi, Tagliamento e mare Adriatico: Veneto antico, la casa per quasi mille anni, dal X al II sec. a.C., di quelli che a tutti gli effetti possiamo considerare i nostri progenitori. Una terra che rappresenta un unicum nella protostoria, l’uomo di 3500 anni fa, infatti, per motivi ancora in larga parte sconosciuti abbandonò la fascia prealpina per trovare rifugio nella pianura veneta ed è l’unico territorio dove non hai mai smesso di dimorare e di esercitare l’arte della palafitticultura nelle lagune adriatiche che è poi l’origine di un singolare e prezioso isolamento dei secoli successivi, quell’isolamento che finì anche con il dare forma a Venezia e il

Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria a pieni voti, ha approfondito la chirurgia orale, la parodontologia e l’implantologia presso le Università di Goteborg e di Liegi e dal 2005 si occupa quasi esclusivamente di riabilitazione implantoprotesica. Quotidianamente si dedica alla Riabilitazione Totale su Impianti a CARICO IMMEDIATO(“il sorriso in un giorno”) con un altissimo tasso di successo. Pratica l’implantologia secondo le tecniche più attuali come ad esempio l’implantologia computer guidata.

RIABILITAZIONE

Direttore Sanitario Dr Roberto Pernice. Informazione sanitaria ai sensi della legge 248 (legge Bersani) del 04-08-2006

“U

na mostra che non ha precedenti, una mostra che difficilmente potrà essere eguagliata. E’ il meglio del meglio che c’è”. Alla presentazione della mostra dedicata ai Veneti antichi, “Venetkens” ospitata all’interno del Palazzo della Ragione di Padova fino al prossimo 17 novembre, sono state usate parole importanti, sia dall’assessore alla Cultura del comune patavino, Andrea Colasio, sia dal Sovrintendente beni archeologici del Veneto Vincenzo Tinè che, ovviamente, dal promotore del progetto Claudio Capovilla, presidente gruppo Icat. “In passato – ha spiegato l’assessore Colasio – ai Veneti antichi sono state dedicate mostre locali, contingenti al concludersi degli scavi archeologici

favorire una mentalità molto autonomista che resiste tuttora. Trovare continuità nel carattere dei veneti antichi con gli attuali forse non sarebbe difficile o almeno non lo è più di quanto non sia stato difficile prendere coscienza della presenza di questa civiltà. Solo verso la fine dell’800, infatti, il numero e la qualità di reperti diventarono elementi inconfutabili della presenza di una cultura che andava separata da quella successiva dei romani e non aveva niente da invidiare a quella etrusca, degli osci o degli apuani, coetanei dei veneti. Anzi, per grandezza, per raffinatezza e per la durata di entrambe si può tranquillamente affermare che per troppi secoli i veneti antichi sono stati sottostimati da quelli contemporanei. I principali musei archeologici del veneto hanno messo a disposizione alcuni dei loro oggetti di incredibile bellezza e importanza, reperti, alcuni dei quali, mai esposti prima: l’ambra del baltico che veniva semilavorata nel Polesine prima di riprendere la via del Mediterraneo, le collane di perline in pasta vitrea che oggi si vendono nei principali negozi di souvenir del mondo o il pettine d’avorio identico a quello esposto al museo di Alaior a Minorca attribuito alla civiltà talaiotica: tracce di autentica modernità come se il mondo da allora non avesse mai smesso di essere globalizzato. Vasi, situle in rame (la Benvenuti merita da se il biglietto), bronzetti, schizzi di scrittura, le cose di tutti i giorni e quelle che designavano il rango, presentate in sequenza cronologica, in percorsi educativi, con ricostruzioni virtuali molto efficaci per rivivere quegli antichi riti. Lo spazio dedicato al culto dei morti, quello dei cavalli o ai rapporti con gli altri popoli affacciati al Mare nostrum, restituiscono fin dentro ai particolari le paure, i motivi di orgoglio e i rapporti con il resto del mondo che facevano parte della vita politica e privata di allora. La mostra dunque è di valore, è moderna nella proposta al visitatore (auspicabile una massiccia presenza delle scuole) che attraverso laboratori didattici e di approfondimento ne uscirà sicuramente coinvolto. Ah, per chi lo volesse sarà anche possibile uno scavo simulato e la visita degli scavi sotto il Palazzo della Ragione.


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28 Sì, viaggiare

Sì, viaggiare 41

LOMBARDIA

Sotto il segno dei Gonzaga

MANTOVA E SABBIONETA UN TEMPO FIERE RIVALI ENTRAMBE RESE GRANDI DALLA POTENTE E ILLUMINATA SIGNORIA LOCALE OGGI SONO ACCOMUNATE DALLA TUTELA DELL’UNESCO UN BELLISSIMO ITINERARIO CONSENTE DI AMMIRARE I LORO STRAORDINARI TESORI E DI CONOSCERE LA LORO STORIA A PARTIRE DALLE GESTA DI VESPASIANO NONCHÈ DI DEGUSTARE PIATTI TIPICI COME I TORTELLI DI ZUCCA E IL RISOTTO ALLA PILOTA DA SCOPRIRE IN BUS O IN BICICLETTA Sabbioneta e Mantova costituiscono un unicum straordinario. Tanto che l’Unesco le ha inserite insieme nel Patrimonio dell’umanità, meritevoli quindi della massima tutela. Dal 9 marzo scorso è stata istituita persino una linea di collegamento “lento” (comodo e dedicato) tramite il Bus Unesco. Un’alternativa valida e conveniente all’utilizzo dell’automobile, un viaggio di 45 minuti, senza fermate intermedie, con agevolazioni per gruppi e famiglie. Il biglietto di andata e ritorno costa 8 euro a persona (5 la sola andata). Per i gruppi 6 euro, mentre viaggiano gratis i bambini sotto i 12 anni. Due le tipologie di viaggio disponoibili per turisti e amanti dell’arte: un servizio fisso nei giorni festivi e prefestivi e uno a chiamata, personalizzato per gruppi, a prezzo agevolato (dal lunedì al venerdì). La Linea Unesco è pensata anche per il cicloturista: il carrello agganciato al bus può contenere fino a 40 biciclette. Informazioni: www.apam.it Esiste anche una ciclovia che permette di compiere i 47 chilometri del tragitto fra le due città sulle due ruote attraversando suggestive zone di campagna. I due eventi clou dal punto di vista culturale sono programmati per i primi di settembre: a Sabbioneta la “Notte bianca della cultura” e a Mantova il “Festivaletteratura”. Info: www.mantovasabbioneta-unesco.it

Q

uesta è la storia di un piccolo borgo padano di contadini che alla metà del ‘500 si trasformò in pochi anni in una capitale di respiro europeo... Non si può cominciare a parlare di Sabbioneta senza parlare di Vespasiano Gonzaga, il principe illuminato che l’ha pensata, creata e in pochi decenni resa grande e bella. Armoniosa e superba. Vespasiano ha fatto tutto come per incanto, come avviene in una favola. Perchè Sabbioneta in fondo è una favola, sospesa com’è in una dimensione onirica, dove passato e presente si fondono armoniosamente. In un mix di arte, cultura e paesaggio.Sabbioneta è per definizione una delle “città ideali” del Rinascimento, come lo fu ad esempio Pienza, costruita per diventare il modello di un’epoca. Ieri come oggi è legata fortemente a Mantova, nel segno soprattutto dei Gonzaga, alla cui corte in fondo Vespasiano si è ispirato per il suo progetto. Concepito più per rivaleggiare fieramente in fatto di bellezza e di potenza proprio con la stessa Mantova, a dire il vero, perchè nelle sue intenzioni la città fortezza doveva diventare un’altra capitale. Uno scrigno di tesori d’arte. E il suo sogno Vespasiano l’ha in parte realizzato, come tutt’oggi si può riscontrare, seppur al termine di un’esistenza travagliata, spesa fra guerre, vita di corte (a 15 anni venne mandato dalla zia Giulia Gonzaga alla corte di Spagna...), gloria, vari matrimoni e tanti lutti. Come quello per la morte del figlio Luigi, perito a 15 anni in un incidente occorsogli mentre era a cavallo. Incidente sulla cui natura però gli storici rimangono scettici, in quanto persiste il sospetto che il ragazzino possa essere stato ucciso incidentalmente proprio dal padre. Il trionfo di Vespasiano è datato 1577, quando dall’imperatore Rodolfo II d’Asburgo ottenne il titolo di Duca e di Principe del Sacro Romano Impero. Così in quel momento furono due i duchi Gonzaga al trono contemporaneamente:

un’iMMagine FaTaTa di ManToVa VisTa da uno dei suoi Tre lagHi, il palazzo duCale di ManToVa VisTo dall’alTo. sopra: una VeduTa di sabbioneTa, CiTTÀ ideale del rinasCiMenTo, deTTa anCHe “piCCola aTene” per i suoi Tesori. a desTra uno delle sale aFFresCaTe piÙ FaMose di palazzzo Te a ManToVa, TorTelli ManToVani e il TeaTro all’anTiCa di sabbioneTa. nella FoTo di CoperTina: Vespasiano gonzaga (a sinisTra) e la sua CorTe: le Celebri sTaTue lignee sono ConserVaTe al palazzo duCale di sabbioneTa. in alTo a sinisTra: il CenTro di sabbioneTa e una VisTa aerea di ManToVa

Vespasiano, personaggio forte e fiero, onorato in Europa, e Guglielmo che a Mantova accumulava ricchezze, ma era confinato nella sua misantropia e nella sua limitaata mentalità provinciale. E per di più era di salute cagionevole e gobbo. Vespasiano ricostruì Sabbioneta con gusto e ambizione, partendo dalla Porta Imperiale, dal Palazzo Ducale e da quello del Giardino, sino al Teatro all’Antica, che volle nel 1587 dopo un viaggio a Venezia. Scelse persino i marmi del mausoleo che lo avrebbe accolto dopo la morte. La fiera indipendenza di Sabbioneta non durò molto. A Vespasiano successe la figlia superstite Isabella che tentò di dare un futuro al sogno del padre, ma ben presto la città venne di nuovo inglobata a Mantova sotto il segno (e il controllo politico e militare) dei Gonzaga. Già, Mantova. Una delle capitali europee

del Rinascimento. I Gonzaga la governarono per quattro secoli, arricchendola d’arte e di cultura. Grazie al loro mecenatismo la città, che ancora oggi si dipana attorno al Palazzo Ducale, è diventata un concentrato di splendori. La presenza di tre laghi intorno al borgo medievale l’ha protetta da uno sviluppo sconsiderato, evitando le deturpazioni che purtroppo, specie nell’ultimo dopoguerra, hanno rovinato altri centri storici. Dickens ne rimase incantato. Mentre Orio Vergani, in tempi molto più recenti, definì quell’isolamento fisiologico, quasi genetico, che la caratterizza “una solitudine come destino”. La genesi di Mantova è ammantata di leggende. La storia invece dice che è stata, dapprima, insediamento di Etruschi e Gallocenomani. Nel 214 a.C. Mantua divenne “oppidum” romano e poi “municipium”. Bisogna però attendere il XII secolo

perchè Mantova diventi libero comune e riesca a intraprendere quel cammino di crescita che la portò a diventare una delle città più importanti dell’Italia di allora. I Gonzaga la resero sfarzosa e culturalmente progredita. La città di Virgilio vanta una concentrazione di monumenti unica, a cominciare (oltre naturalmente all’imperdibile Palazzo Ducale, reggia dei Gonzaga) da quel Palazzo Te che ricorda vagamente i fasti gioiosi di Versailles. Costruito tra il 1525 e il 1535, Palazzo Te è una fastosa villa suburbana, unita alla città grazie al prosciugamento del lago Paiolo e la copertura della Fossa Magistrale. Nella seconda metà del Quattrocento lasciò importanti tracce della sua arte a Mantova il pittore padovano Andrea Mantegna, uno dei grandissimi innovatori della sua epoca, maestro della prospettiva e del “trompe l’oeil”. La visita della sua casa fa parte

di ogni itinerario di scoperta della città. Ma Mantova è bella da percorrere anche senza metà. In piazza delle Erbe e dintorni c’è sempre una bella animazione. I mantovani sono gioviali, amano indugiare all’ora dell’aperitivo nei tanti locali che occhieggiano sotto i portici o lungo le vie centrali. Da non perdere anche il Museo Nuvolari, dove sono conservati i cimeli conquistati dal leggendario pilota del secolo scorso. E non si può andare a Mantova senza assaggiare i tortelli di zucca, vero patrimonio gastronomico di cui la città vanta la primogenitura. E quindi la ricetta originale, oggi imitatissima. Ma la cucina mantovana propone anche il sorbir d’agnoli, gli agnolini in brodo, il risotto alla pilota con carne di maiale. E poi lo stracotto d’asino con la polenta, il cappone con uvetta e pinoli e la torta sbrisolona. Invita al brindisi il vivace Lambrusco locale.


58 42 Rubriche Luoghi da conoscere

L’abbazia cistercense di Follina

Collocata nell’alta valle del Soligo, deve il suo nome alla follatura della lana attuata nella zona probabilmente sin dall’epoca preromana e, su scala industriale, in quella romana e medioevale

di Vesna Maria brocca

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a storia del Comune di Follina e delle sue bellezze paesaggistiche e architettoniche corrono di pari passo con la storia della Vallata nella quale trovano collocazione il noto Castelbrando (ex Castello Brandolini) a Cison di Valmarino, i laghi di Tarzo e di Revine, il Passo di Praderadego e il percorso ciclo-turistico Claudia Augusta Altinate. L’ambito della Vallata riguarda la pedemontana Trevigiana dal Piave alla Val Lapisina e comprende il versante sud delle prealpi, l’alta valle del Soligo e le prime corde collinari da Tarzo a Valdobbiadene sul Piave. Situata in posizione incantevole nell’alta valle del Soligo, Follina deve il suo nome alla “follatura” della lana, attuata nella zona probabilmente sin dall’epoca preromana e, su scala industriale, in quella romana e medioevale. La zona ebbe uno sviluppo notevole dopo il Mille, ad opera di un gruppo di dodici monaci cistercensi provenienti dall’abbazia di Chiaravalle

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Edilizia. Il green building arriva nell’alta padovana

Ca’ San Marco, la casa del futuro oggi!

Il primo residenziale di Trebaseleghe che produce più energia di quella che consuma Il nuovissimo complesso residenziale Ca’ San Marco si colloca nel paese di Trebaseleghe (PD), snodo delle tre province di Padova, Venezia, Treviso, a 300 metri dalla nuova linea di metropolitana di superficie Bassano-Venezia. Ca’ San Marco viene pensata come piccolo quartiere dove accedono solo i residenti e i loro ospiti. Il complesso caratterizzato da forme pure e dal dominio del bianco richiama esteticamente l’architettura di Richard Meier. Le tipologie costruttive prevedono due fabbricati da 5 e da 10 abitazioni ciascuna. Dal punto di vista tecnologico, la scelta è stata di usare soluzioni costruttive semplici e tradizionali. Infatti i fabbricati sono realizzati in muratura con telaio strutturale, e il complesso risulta ovviamente antisismico. L’aspetto di coibentazione prevede un cappotto in EPS da 16 cm. L’intervento ambisce a realizzare delle abitazioni a bassissimo consumo energetico ad un prezzo convenzionato con il Comune di Trebaseleghe per un rapporto qualità prezzo unico nel mercato. Attraverso l’esperienza maturata nei lavori residenziali precedentemente effettuati, scegliendo soluzioni costruttive all’avanguardia e utilizzando fonti di energia rinnovabile la Cazzaro Costruzioni Srl, presenta il primo complesso residenziale a consumo energetico zero. Questo significa spese condominiali irrisorie, abitazioni certificate in classe A+, impatti ridotti sull’ambiente, confort abitativo elevato. Il tutto senza trascurare l’aspetto estetico attraverso la scelta di finiture moderne e di un’area verde ampia e curata. È un

complesso moderno realizzato utilizzando accorgimenti volti all’eliminazione dei ponti termici che, uniti a un isolamento termico importante, all’utilizzo di sistemi a pompa di calore, riscaldamento e raffrescamento a pavimento, ventilazione meccanica controllata, vetrate a basso emissivo con gas, rendono ogni abitazione più salubre e meno dispendiosa dal punto di vista energetico. Sul tetto piano del fabbricato saranno allocati gli impianti fotovoltaici destinati a coprire interamente il fabbisogno energetico delle abitazioni. La potenza di produzione di energia elettrica prevista è infatti sufficiente a garantire l’equilibrio con i consumi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Sicurezza e privacy sono altri due elementi di massima importanza per il progetto come dimostrano la certificazione acustica fornita per ogni unità e l’accesso riservato ai residenti. L’aspetto acustico è stato curato in modo maniacale in tutti i particolari costruttivi, oltre che nelle scelte dei materiali. È importante evidenziare che un vano scala serve al massimo 3 unità per evitare le situazioni condominiali troppo complesse ed impersonali. Inoltre tutte le unità, sia al piano terra che al 1°, sono dotate di ampi spazi da adibire a soggiorno all’aperto, elemento inderogabile del modo di abitare proprio della nostra cultura. Vi è inoltre un attico, realizzato interamente in legno xlam che gode di un giardino pensile e di ampie terrazze. Il complesso è stato inoltre selezionato dal Dipartimento di Tecniche del Controllo Ambientale dell’università di architettura di

Venezia (IUAV) per essere oggetto di studio e di verifica delle più attuali tecniche costruttive e del loro impatto sul benessere degli abitanti. Ca’ San Marco rappresenta lo stato dell’arte dal punto di vista energetico, costruttivo e di confort abitativo e un investimento sicuro che si rivaluterà nel tempo. Le prime consegne sono previste per Giugno 2013.

Cazzaro Costruzioni è un’azienda che opera nel campo dell’edilizia da più di cinquant’anni. L’azienda, a conduzione familiare, vanta un’esperienza di tre generazioni che le permette di possedere una conoscenza molto vasta e differenziata delle problematiche della produzione edilizia. L’attenzione costante allo sviluppo e all’evoluzione dei sistemi costruttivi, unita all’opportunità di realizzare opere di una certa complessità tecnica ha permesso all’azienda di crescere enormemente nell’ultimo decennio raggiungendo standard qualitativi molto elevati nel settore. Il focus aziendale si è concentrato nell’ultimo quinquennio nel settore energetico, dalla costruzione di residenze a bassissimo consumo energetico all’installazione di impianti fotovoltaici conto proprio (1.70 Mw di proprietà) e conto terzi. L’impegno nell’ambito dell’edilizia ha permesso all’impresa di qualificarsi ottimamente in importanti settori produttivi e di spaziare nella realizzazione di interventi industriali, complessi residenziali, centri commerciali e di fabbricati con particolari caratteristiche costruttive strutturali quali sale polifunzionali, chiese, palazzetti dello sport, case di cura ed ospedali. L’azienda opera principalmente nell’ambito delle province di Padova, Venezia e Treviso, sia nel settore privato che in quello pubblico


FORMARE ALL’AZIONE Ecco come liberare le potenzialità umane e professionali ai giorni nostri

Formazione significa “formare all’azione”. Che riguardi il singolo o l’organizzazione, in entrambi i casi aiuta a diventare più abili nel realizzare gli obiettivi. Siamo davvero capaci di ottenere ciò che vogliamo o desideriamo? Sia esso un obiettivo lavorativo piuttosto che un accordo con una persona, migliorare una relazione, gestire situazioni conflittuali o di stress. L’obiettivo di Gmb Group Academy è proprio questo: fornire gli strumenti necessari alle persone per migliorare la qualità delle proprie relazioni, private e lavorative, imparare a gestire le risorse umane “liberando” le loro potenzialità in modo che possano esprimersi al meglio. Quale imprenditore non vorrebbe che i propri collaboratori producessero al meglio? Quale genitore non vorrebbe che il proprio figlio si realizzasse in modo soddisfacente? Purtroppo la società ci porta spesso a una introversione, a rinunciare, a soccombere, e spesso solo per una questione di scarse abilità sociali e comunicative. Gmb Group Academy è un progetto che nasce dai concetti di sinergia e di relazione, che a nostro avviso sono particolarmente indispensabili in questo periodo storico. Un pool di professionisti che offre una vasta gamma di consulenza e formazione: spunti, idee, strumenti per migliorare la qualità della nostra vita e attività lavorativa. Non solo nozioni che arricchiscano il nostro sapere, bensì soprattutto “modi”, “abilità”, “capacità” che ci permettano di esprimerci al meglio e far esprimere al meglio chi ci sta attorno.

FORMAZIONE IN ROSA Gmb Group Academy ha voluto dedicare dei percorsi alle donne che vogliono conoscersi meglio, migliorare la propria vita, stare bene con se stesse e con gli altri, confrontandosi su tematiche che riguardano la propria crescita interiore, lo sviluppo di abilità sociali, il miglioramento della propria autostima, la gestione della vita quotidiana, famigliare, lavorativa e interpersonale. Le possibilità sono diverse, partire da serate loro dedicate (BEN-ESSERE DONNA), su temi di volta in volta diversi, fino a corsi specifici:

I FONDATORI GIAN MARIA BERTIN Imprenditore esperto nelle aree della comunicazione e nella costruzione di ambienti aziendali moderni e innovativi attraverso il metodo della “maieutica relazionale e aziendale” sostenuto dalle tecniche del Quick turning e Visioning, pone il focus sul trasferire ad imprenditori e manager una cultura rivoluzionaria attraverso la quale imparare ad estrarre velocemente e con efficacia dalle risorse umane, attitudini e talenti per ottenere il massimo potenziale esprimibile. Diverse le aree di competenza: “Public speaking, coaching”, training mirato per start up e Franchisor, consulenza “one to one” per affiancare gli imprenditori nell’innalzamento del “problem solving”, nell’autorigenerazione e ridimensionamento dei problemi. Nel corso degli anni matura una profonda conoscenza sulla creazione di brand a cui collegare sviluppo di reti commerciali dedicate a core business diversi con particolare attenzione al settore immobiliare e alla consulenza nel Real Estate di lusso. CRISTINA BORDIN Psicologa clinica, formata in psicoterapia cognitivo comportamentale, è esperta nelle aree dello sviluppo delle risorse personali, delle abilità sociali e relazionali. Oltre all’attività clinica ha svolto ruoli di coordinamento e formazione di risorse umane. Responsabile di redazione, consulente commerciale, imprenditrice, negli anni ha collezionato una varietà di esperienze che le permettono di avere una visione ampia a livello manageriale, dalla gestione grazie alla conoscenza dei profili psicologici, fino a quella organizzativa dei processi di comunicazione. Oltre a dirigere la Gmb Group Academy, in qualità di psicologa clinica, si occupa personalmente dell’area educativa (corsi dedicati a genitori, insegnanti, aspiranti tate), dello sviluppo delle risorse psicologiche (autostima, gestione del conflitto e dello stress), delle abilità comunicative e relazionali. Nei contesti aziendali, spesso il gruppo vive i successi come luce riflessa, come qualcosa che non gli appartiene direttamente bensì che rimane esclusivamente di proprietà del leader, dell’imprenditore. Questa base motivazionale è insufficiente e fondamentalmente inumana, pertanto ogni imprenditore o manager che prosegue incurante nel trasferimento della sua leadership per induzione, prima o poi dovrà fare i conti con il turn-over aziendale. Nei periodi di crisi, gli scopi personali, vengono drasticamente a galla e le aziende ed i gruppi, apparentemente coesi, in realtà si identificano con le proprie incoerenze. Lo sviluppo di un’azienda si muove di pari passo con la guida sicura, rapida e lucida del suo leader e di chi, con lui, condivide

mete da raggiungere e direzioni da seguire. La costruzione di un progetto si delinea come trasformazione coerente degli scopi personali e dalla perseveranza nel mantenerli immutabili, valori intramontabili di fronte alle intemperie. Crediamo nella splendida energia dell’essere umano e della sua progressiva abilità di auto rigenerarsi partendo da se stesso, attraverso uno sviluppo cosciente e reale della propria ambizione perché possa,con essa, imparare a guidarne le meravigliose scoperte senza sentirne il peso… anche quando fuori tutto sembra rallentare. Vogliamo avvicinarci così agli imprenditori ed ai manager che desiderano affrontare un percorso di matura consapevolezza, perché prima di ottenere risposte possano

QUANTO MI PIACCIO?! Mira al potenziamento dell’AUTOSTIMA. Non esistono ricette magiche per migliorare la propria autostima, bensì è necessaria l’intenzione di conoscersi meglio e fare un percorso personale di crescita. Liberarsi dalle credenze che ci limitano e sostituirle con nuove che ci permettano di riprendere in mano la nostra vita verso una maggiore auto realizzazione e soddisfazione. CHE TIPO DI DONNA SEI RAZIONALE, IMPULSIVA O EMOTIVA? Sei una donna riservata, formale, ti fai guidare dalla ragione, controllata nelle emozioni, ordinata e organizzata… Sei una donna tesa all’affermazione di se stessa, dinamica, dominante, spesso impulsiva, passionale e non le mandi a dire… Sei una donna solare, gentile, sentimentale, ti fai guidare dall’esperienza e hai bisogno del contatto con le persone… Incontri per conoscerci meglio e valorizzare la nostra autenticità attraverso la conoscenza di quelli che sono i punti di forza e le “aree di miglioramento” per gestire in modo più efficace la comunicazione, migliorare le abilità sociali ed evitare inutili conflitti. Il LABORATORIO DI AUTOBIOGRAFIA è un progetto rivolto a persone che desiderano, partendo dalla propria storia personale, affrontare un percorso di autoconoscenza. Ricostruire la propria storia, partendo dal ricordo di semplici episodi, è un’avventura mentale che può aver profondo valore di ricerca della propria identità, liberazione catartica di nodi rimasti irrisolti, comprensione di dinamiche familiari e personali. DAL MAL-ESSERE AL BEN-ESSERE E’ un percorso che ha l’obiettivo di aiutare i partecipanti a scoprire quali sono le cause sottostanti alle preoccupazioni che hanno condotto alla condizione di stress psicofisico, ad imparare delle tecniche di rilassamento, a modificare l’approccio cognitivo guardando alle situazioni in un’ottica nuova, meno spaventosa sviluppando capacità di affrontare i problemi e risolverli nella maniera più efficace.

info@gmbgroup-academy.it Sede Operativa: via Palestro 32/a 35129 Padova TEL e FAX 049 2031141

MESSAGGIO PUBBLIREDAZIONALE

LA MAIEUTICA SOCRATICA SBARCA IN AZIENDA Socrate aveva come obiettivo la spontanea estroversione del suo interlocutore affinchè lo stesso “liberasse” le proprie idee ed opinioni sincere senza imposizioni. La Maieutica è un approccio formativo moderno, integralmente dedicato all’effettivo sviluppo del potenziale umano, il cuore di ogni azienda che si rispetti. Il dialogo è il punto focale del processo, perché ha come premessa la corretta attenzione verso l’altro, che esclude l’omissione delle reali intenzioni (interessi). Il principio della comunicazione estrattiva prevede di insegnare alle aziende la reciprocità nel trasferimento di ciò che si pensa e non di “ciò che si pensa di dover dire” per mantenere immutati o mutevoli i personali interessi. Quando un organico ed un gruppo scambia esclusivamente per interessi e finalità personali, ogni giornata è in realtà calarsi in una parte recitata. Il principio delle aziende “teatri” è proprio questo, si conoscono i ruoli e le parti di chiunque, ma non si conosce mai davvero chi collabora con noi. Da qui il meccanismo delle interpretazioni quali difese che scattano automaticamente dallo scetticismo. Questi nemici, demoliscono le migliori ipotesi di aumento della crescita collettiva e di conseguenza aziendale.

acquisire con grande dignità la capacità di farsi le giuste domande.


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Luoghi da conoscere

Grande Guerra

L’abbazia cistercense di Follina

SACRARIO AuSTRO-uNGARICO DI FOllINA DEDICATO AllA GRANDE GuERRA

segue dalla pagina precedente

(Milano) che bonificarono la valle paludosa e fondarono la celebre abbazia di Follina, meta di frequenti pellegrinaggi. Fin dal 1170 i monaci cistercensi iniziarono da subito un importante opera di bonifica dei terreni che gli vennero donati da Sofia Da Camino e proprio grazie al loro paziente lavoro di “risanamento”, la valle circostante prese il nome di “Sanavalle”. Il santuario fu eretto intorno alla metà del XII secolo, in stile romanico e successivamente ampliato in forme gotiche tra i secoli XIII e XIV. Di particolare bellezza architettonica l’originale torre campanaria di stile romanico a pianta quadrata, il più antico manufatto presente nel complesso architettonico dell’abbazia, che si erge dall’incrocio della navata centrale con il transetto di destra. Degno di nota poi l’adiacente e suggestivo chiostro romanico che è in sostanza il giardino chiuso dove i monaci pregavano, meditavano e da cui accedevano a tutti gli altri spazi dell’abbazia. Il chiostro venne costruito nel 1268 (prima della basilica), quando cioè i monaci cistercensi si insediarono nel monastero, come dimostra l’incisione su pietra posta sulla parte nord del chiostro stesso; oggi è ancora perfettamente conservato nell’elegante effetto di movimento creato

I monaci cirstercensi di Chiaravalle bonificarono la valle paludosa e fondarono l’abbazia dalle colonne che lo costituiscono. L’attuale basilica presenta la tipica costruzione a pianta latina con la facciata rivolta a ponente e l’abside rivolta a levante proprio come prevedeva la simbologia cistercense.

All’interno della basilica sono da segnalare diverse opere da sempre oggetto di venerazione e pellegrinaggio. L’abbazia di Follina è visitabile tutti i giorni dalle ore 7.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle 19.00; non è permessa l’entrata in basilica con gruppi di visita durante lo svolgimento delle funzioni religiose. Per ulteriori informazioni e visite guidate al complesso abbaziale è possibile contattare i padri dell’abbazia al tel. 0438-970231.

T

ra il 1917 e il 1918 la Marca trevigiana fu teatro di uno dei fronti più importanti della Grande Guerra: lungo il corso del Piave si scontrarono per la battaglia decisiva gli eserciti di Italia ed Austria-Ungheria e dei loro alleati. Numerose sono ancora oggi le tracce sul territorio trevigiano di quei tragici eventi. Una di queste è il cimitero austro – ungarico di Follina che nasce durante l’occupazione austriaca della Vallata nel novembre del 1917 in appoggio allo Feldspital 1505, l’ospedale militare austriaco allestito presso l’ex lanificio Andretta che oggi ospita la Casa di Riposo S. Giuseppe. In questo cimitero militare, dove allora ebbero sepoltura oltre ottocento soldati di Austria, Ungheria, Cechia, Germania, Polonia, Slovacchia, Romania, Bosnia - Erzegovina, Croazia, Slovenia, Ucraina, ed Italia, è stato realizzato un monumento sacrario nel quale riposano, all’ombra delle loro bandiere unite a simbolo di ritrovata fratellanza fra i popoli, le 77 salme recuperate anche se rimane sconosciuto il numero di quanti in questo prato hanno ancora mantello e sepolcro.

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Vacanze

La nuova frontiera del camping si chiama Glamping Un nuovo modo di campeggiare glamour, all’insegna del relax e dell’ecologia di Vesna Maria brocca

D

opo la delusione di una gita di Pasquetta fuori porta con l’ombrello a portata di mano e la sciarpa al collo, sembra che ad aprile il bel tempo abbia deciso di farla da padrone. Ed ecco che, con il profumo dei fiori e la brezza tra i capelli, la voglia di partire per una settimana di vacanza diventa irresistibile. Ma dove andare? E come fare se il budget a disposizione scarseggia e noi siamo delle persone ormai abituate ad ogni confort e i panni dell’avventuriero tout court all’Indiana Jones ci stanno stretti? Nessun problema, oggi la nuova frontiera delle vacanze si chiama “glamping”, una campeggio glamour ed ecologico dotato di tutti i confort e in piena armonia con l’ambiente. L’era del campeggio spartano è finita. Mai più ore interminabili sotto il sol leone a montare una tenda o in piedi in fila per le docce nei vari camping del mondo. È giunta l’ora di dire basta anche alle

punture di zanzare quale trofeo da mostrare ad amici e parenti di essere uno spirito libero e anche un po’ selvaggio e in sintonia con la natura. Adesso il mercato offre delle tende molto chic arredate come una vera casa, bagno privato, rete wi-fi e… spingetevi pur oltre con la fantasia perché se lo desiderate potete avere a vostra disposizione anche un maggiordomo. E allora, vi starete senz’altro chiedendo, il vero spirito del campeggio dov’è finito? Non esiste forse più? È proprio questa la novità assoluta: queste casette mobili dalla svariate forme (dalla classica tenda, all’igloo fino ai carri del vecchio west) sono immerse, e quasi sperdute, nella natura e costruite secondo standard ecocompatibili di qualità. Insomma, sarete sempre immersi nella totale tranquillità della natura ma il vostro “appartamento” sarà dotato di ogni lusso desiderato. Se immaginate, ad esempio, il vostro campeggio in una tenda in stile Indiani d’America, esiste.

L’avventura non è mai stata così a portata di tutti Se invece volete provare il brivido di dormire in una vecchia carovana spagnola… c’è anche quella. Questa moda è nata negli USA e poi si è diffusa nel resto del mondo, soprattutto Africa ed Europa, ma sta muovendo i primi timidi passi anche in Italia. I prezzi e le caratteristiche variano moltissimo, partendo da un minino di 30 euro a notte a salire. Sbizzarritevi pure con la lista dei desideri, perché oggi quasi tutto è possibile, specialmente all’estero dove il rapporto qualità-varietà-prezzo è molto concorrenziale. Per verificare se esiste davvero un campeggio di lusso come lo desiderate voi provate a consultare il sito “Go Glamping”, il primo sito sull’argomento e sicuramente il più ricco di contenuti e proposte “around the world”. Per rendere l’idea nel concreto, di seguito riportiamo il programma tipo di un campeggiatore che decide di partire con famiglia al seguito per una vacanza “all’aria aperta” e praticare il cosiddetto ciclismo da montagna e, visto che ci siamo, provare

anche il brivido del rafting, l’ormai nota discesa su un particolare gommone (chiamato per l’appunto “raft”) lungo un fiume. Quindi abbiamo la componente dell’avventura, ma con il “glam camping” aggiungiamo un tocco di glamour. Esempio calzante è una possibile vacanza negli Stati Uniti e più precisamente nello Stato dello Utah in quella zona nota con il nome di Moab che si trova a poche ore di macchina a sud-est di Salt Lake City. Questo luogo si potrebbe definire come il paradiso per chi ama il ciclismo da montagna e fare rafting nel Colorado River. Trovandoci negli USA dove è nato per l’appunto il “glam camping”, non sarà difficile trovarne uno che soddisfi le nostre aspettative. La giornata tipo inizia dopo il check-in che consente di abitare la nostra super tenda. Se si vuole cucinare subito fuori dalla tenda per assaporare lo spirito del campeggiare, è possibile farlo a pic-nic nel campo e si può usufruire anche di barbecue nelle aree pic-nic designate. Se però vi manca la materia prima, basta chiedere al personale che provvederà a tutto, preparandovi pure la merenda con le prelibatezze tipiche del posto da portare al sacco. E se di notte volessimo guardare le stelle e fare filò accanto

ad un fuoco? Nessun problema, il personale vi fornirà un kit con tutto il necessario per accendere un fuoco all’aria aperta di notte nel deserto fuori dalla tenda. Non avete portato con voi una mountain bike o un’automobile? È possibile noleggiare tutti i modelli desiderati e più adatti all’escursione prevista. E se fa troppo caldo nel deserto? Beh, la tenda ovviamente ha l’aria condizionata. E se la mattina non ho voglia di preparare la colazione? Basta ordinarla. Il campeggio rappresenta ormai la soluzione ideale per scappare dal traffico e dallo smog cittadino e vivere la natura in totale sicurezza. Non servono più corsi di sopravvivenza estremi per provare il brivido di dormire tranquilli all’aria aperta sotto le stelle, accendere un falò nel mezzo del deserto o salire in sella e partire verso mete ormai non più ignote. Mai più notti insonni a lottare con zanzare, tafani e serpenti, oppure boccheggiare per il caldo insopportabile. Oggi l’avventura viaggia di pari passo con il confort e la sicurezza, anche a prezzi accessibili e soprattutto in strutture ecosostenibili. Basta un click.


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On The Street (sulla strada) • Qual è il colmo per un navigatore solitario? Trovare un clandestino a bordo. • Qual è il colmo per un pacifista? Fare un casino per dormire in santa pace. • Qual è il colmo per un acrobata circense? Tagliare la corda durante il suo numero. • Qual è il colmo per un suonatore di tromba? Suonare la tromba delle scale. • Qual è il colmo per un fotografo? Mettere a fuoco un ghiacciaio. • Qual è il colmo per un miliardario? Esprimersi in parole povere. • Qual è il colmo per un orologiaio? Avere le figlie sveglie. • Qual è il colmo per due persone magrissime? Essere amiche per la pelle. • Qual è il colmo per un pilota di Formula 1? Avere un figlio turbo-lento.

• Qual è il colmo per un sindaco? Avere un’intelligenza fuori dal comune. • Qual è il colmo per Polifemo? Dare un occhio ai figli mentre la moglie va a fare la spesa. • Qual è il colmo per un fabbro? Avere una memoria di ferro. • Qual è il colmo per un falegname? Essere licenziato in tronco. • Qual è il colmo per un computer? Non avere programmi per la sera. • Qual è il colmo per due scheletri? Essere amici per la pelle. • Qual è il colmo di una sarta? Perdere il filo del discorso. • Il colmo per un riccio? Non saper dire battute pungenti. • Qual è il colmo per un dipendente ENEL? Essere in bolletta. • Qual è il colmo per un orologiaio? Avere delle figlie sveglie.

Impariamo l’inglese

ANT (formica) - BEAR (orso) BEE (ape) - CAT (gatto) CHEETAH (ghepardo) CRAB (granchio) CROCODILE (cocodrillo) DEER (cervo) - DOG (cane) DUCK (papera) EAGLE (aquila) FINCH (fringuello) FLY (mosca) - FOX (volpe) FROG (rana) GIRAFFE (giraffa) JELLYFISH (medusa) LIZARD (lucertola) MALLARD (anatra) OWL (gufo) - PIG (maiale) SHARK (squalo) SHEEP (pecora) WHALE (balena) WOLF (lupo) CHIAVE (4) - E’ il re...................................................................................................... Aforismi sull’Amore

Soluzioni: 1) Palazo Pitti; 2) Uffizi; 3) David di Michelangelo; 4) Piazza del Duomo.

I Colmi

• La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore: più te ne do e più ne ho, perché entrambi sono infiniti. • Cosa è l’amore? È la stella del mattino e quella della sera.

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INGREDIENTI 1,5 Kg Maialino, pepe nero, ginepro, Cannella. per la salsa: CaroTe, sedano, Cipolle,TiMo, Madera e ossa di Maiale

per i ConTorni: lardo, purea di paTaTe, CipolloTTo. ESECUZIONE Tagliare a pezzi il Maiale, MeTTerlo a Marinare 24 ore Con sale grosso, pepe e ginepro. il giorno dopo laVarlo aCCuraTaMenTe, asCiugarlo e disporlo in una plaCCHeTTa d’alluMinio Con le spezie, Coprirlo inTeraMenTe Con lo sTruTTo e CuoCerlo per CirCa 10 ore a 115°. priMa di serVire sCoTTare in Forno Fino a rendere CroCCanTe la pelle. per la salsa: TosTare le Verdure, Coprire Con Madera e ridurre a MeTÀ, aggiungere il Fondo di Maiale o di ViTello e passare il TuTTo al Colino, MonTare al burro priMa di serVire. per le guarnizioni: preparare i raVioli di lardo ripieni di purea di paTaTe. priMa di serVire sCaldare la salaMandra. aFFeTTare le paTaTe e CHiuderle Tipo roMbo Con un pezzo di CipolloTTo

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52 48 Oroscopo ARIETE 21/03 AL 20/04

DAL

FASCINO Vi aTTendono MoMenTi MagiCi. insieMe da anni oppure da poCHi Mesi senTireTe le eMozioni ForTi CoMe all’inizio · S ALUTE sCeglieTe di Far Tornare in sCena la palesTra, un TeMpo CHe Vi dediCHereTe e CHe FarÀ MolTo bene al VosTro Corpo

TORO

DAL 21/04 AL 20/05

FASCINO la passione arde e CrepiTa, aTTenTi a non bruCiarVi speCie Con le inediTe Trasgressioni CHe Vi aTTendono dieTro l’angolo · S ALUTE il buon uMore Va e Viene e le gaFFe sono dieTro l’angolo. Vi Farebbe bene Fare aTTiViTÀ all’aria aperTa

GEMELLI DAL 21/05 AL 21/06

FASCINO i pianeTi Vi a i u Tano e aVreTe piÙ FaCiliTÀ ad aFFronTare disCorsi diFFiCili. inTanTo l’inTiMiTÀ raggiunge le sTelle · S ALUTE eViTaTe aTTeggiaMenTi ManiaCali di saluTisMo. TroVaTeVi lo spazio giusTo per il relaX e il benessere generale

Oroscopo CON LA PRIMAVERA ARRIVA IL DISGELO DEL CUORE CHE PROFUMA DI PANE ED ERBA BAGNATA

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