laPiazza delle Terme - Gen26

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La sanità veneta

vista dal neo assessore

Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”

delle Terme Euganee

Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale

Tre, due, uno: si parte!

La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.

E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.

E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

STEFANI TRACCIA LA ROTTA

PER IL VENETO: “ATTENZIONE

AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”

La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

L’INTERVISTA A BARBIERATO:

“PNRR, ORA CONTA FAR VIVERE LE OPERE”

Il sindaco di Abano rivendica il lavoro degli ultimi otto anni e rilancia: niente gestione ordinaria, ma piena operatività su Pnrr, servizi e sviluppo

IN CRESCITA E PROMESSE

Abano non aumenta le tasse ma l’opposizione attacca sulle grandi opere A Montegrotto rigenerazione urbana nel segno della sostenibilità

Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Il 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.

a pag. 3

Veneto2 4 passa al sistema di

Servizio a pag.
Servizio a pag. 6

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

La legislatura si è aperta con la

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo.

Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa?

Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”.

Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

Abano Terme ospita il XXXII torneo internazionale giovanile

Abano Terme si prepara ad accogliere, dal 25 al 29 maggio, la XXXII edizione del Torneo Internazionale di calcio giovanile “Città di Abano Terme”, uno degli appuntamenti sportivi più prestigiosi e attesi del panorama giovanile. In campo scenderanno le squadre Under 14, pronte a confrontarsi in una manifestazione che da oltre trent’anni unisce sport, valori educativi e promozione del territorio. L’evento, che nel 2025 ha visto il successo della Fiorentina, conferma anche per il 2026 un livello tecnico elevato e una partecipazione di grande richiamo. Il cuore organizzativo resta l’A.S.D. Virtus Abano, che curerà tutti gli aspetti tecnico-sportivi del torneo in collaborazione con il Comune di Abano Terme. Una sinergia consolidata nel tempo, coordinata da Gianni Meggiolaro, dirigente FIGC e figura storica della manifestazione, affiancato da Giulia Bertan, impegnata nella gestione organizzativa e nell’accoglienza delle squadre.

Il torneo si svolgerà allo Stadio delle Terme e al Campo Senza Frontiere, strutture che diventeranno per cinque giorni il centro di un evento capace di coinvolgere centinaia di atleti, staff tecnici, famiglie e appassionati. Dal punto di vista economico, l’organizzazione prevede un costo complessivo di circa 89 mila euro. A sostegno della manifestazione, il Comune di Abano Terme ha stanziato un contributo di 60 mila euro, suddiviso tra il 2025 e il 2026, destinato a coprire parte delle spese organizzative. La restante quota sarà garantita dall’attività di autofinanziamento della Virtus Abano, che da anni sostiene l’evento con risorse proprie e il supporto di sponsor.

Cinque giorni di sport, accoglienza e promozione del territorio

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.

Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita.

Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.

Sintoniz zati sul

eneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare he la radio con una qualità audio per fetta

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L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide

Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

La legislatura si è aperta con la

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

Rifiuti, Nuova tariffa unica: dal 1° gennaio 2026 rivoluzione nel calcolo del Secco residuo

Sintoniz zati

Dal numero di svuotamenti si passa al conteggio dei litri conferiti Più flessibilità per l’utenza e massima attenzione al riempimento dei contenitori

I litri disponibili di rifiuto Secco per ciascun gruppo familiare sono i seguenti:

mentre fino allo scorso anno il sistema si

press container e 6 conferimenti nei cassonetti

che ha a disposizione 1.200 litri annui di

sul territorio e scelti liberamente dall’utente:

Porta a porta: conteggiato per 120 litri (bidone carrellato) o 40 litri (sacchi/bidoncini).

Press container (Aree H24): conteggiato per 60 litri.

Contenitori stradali multiutenza: conteggiati per 40 litri.

meccanismo è che per ogni

conferimenti

sfruttando la massima capacità di apertura dell’attrezzatura, ottimizzando così i litri compresi nella propria tariffa. Per questo si chiede agli utenti di conferire il rifiuto facendo

conferimenti effettuati accedendo ai Servizi Online sul sito di ETRA. Ad ogni modo su ogni attrezzatura sarà visibile il litraggio corrispondente.

Tempo di bilanci/1. Abano punta sul contenimento dei costi e una gestione attenta delle risorse

Congelate tasse comunali e tariffe dei servizi “Non vogliamo pesare su famiglie e imprese”

U n bilancio improntato alla continuità, alla prudenza e alla tutela di famiglie e imprese. È questa la linea che caratterizza il Bilancio di Previsione 2026-2028 del Comune di Abano Terme. Il sindaco Federico Barbierato sottolinea come la manovra sia stata costruita in un contesto economico tutt’altro che semplice, segnato dall’aumento generalizzato dei costi e dalle incertezze dello scenario nazionale.

“Anche per il triennio 20262028 abbiamo scelto di non aumentare le aliquote dei tributi comunali né le tariffe dei servizi”, spiega il primo cittadino. “È una decisione politica chiara, assunta con senso di responsabilità, per non gravare ulteriormente su famiglie e imprese e per garantire stabilità e certezze ai cittadini”. Una scelta che l’amministrazione rivendica come coerente con il percorso seguito negli ultimi anni.

Secondo Barbierato il mantenimento del pareggio di bilancio

senza aumenti fiscali è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse. “Abbiamo lavorato sulla razionalizzazione della spesa corrente e sull’efficientamento dei processi amministrativi, - afferma il sindaco - riuscendo a contenere i costi senza ridurre la qualità dei servizi essenziali che il Comune garantisce ogni giorno”. Le risorse previste dal bilancio saranno indirizzate in modo prioritario verso i settori che rispondono ai bisogni più urgenti della comunità. In particolare, viene rafforzato l’impegno in ambito sociale, con un incremento dei fondi destinati all’emergenza abitativa e al sostegno al reddito. “Stiamo registrando una crescita delle richieste di aiuto da parte delle famiglie, - osserva Barbierato - e il bilancio tiene conto di questa realtà, cercando di offrire risposte concrete alle situazioni di maggiore fragilità”.

Rimane centrale l’attenzione alle famiglie e alla pubblica istruzione. Il documento conta-

bile conferma i contributi per gli asili nido, il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie, i servizi di pre e post scuola, i centri estivi e, più in generale, le misure a tutela del diritto allo studio. “Investire

sui servizi educativi, - sottolinea il sindaco - significa sostenere le famiglie e costruire le basi per il futuro della nostra comunità”.

Il bilancio prevede inoltre investimenti significativi nella cul-

tura, nello sport e nel turismo. “Vogliamo continuare a rafforzare l’identità di Abano Terme, - evidenzia Barbierato, - puntando sul potenziamento della biblioteca come centro culturale, sulla valorizzazione del Museo Villa Bassi Rathgeb e su una programmazione di eventi di rilievo anche regionale e sovraregionale”. Prosegue inoltre l’impegno sulla promozione turistica, considerata strategica per l’economia locale. Sul fronte delle opere pubbliche, particolare attenzione sarà dedicata alla manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi, alla mobilità sostenibile e alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici, in particolare delle scuole. “Continuiamo a investire anche sugli impianti sportivi, - conclude il sindaco,a partire dall’impianto natatorio comunale e dal progetto della nuova piscina, senza dimenticare il sostegno all’associazionismo e ai servizi per la prima infanzia”. (n.s.)

Barbierato: “Il 2026 non è gestione ordinaria, ma l’anno in cui Abano accelera”

“Il 2026 non sarà un anno di semplice gestione, ma un anno di continuità e accelerazione”. Federico Barbierato, sindaco di Abano Terme, rilancia con decisione la rotta amministrativa tracciata negli ultimi anni. “Negli ultimi otto anni abbiamo costruito basi solide. Ora è il momento di farle rendere. Abano ha intercettato risorse, avviato cantieri, rafforzato servizi e soprattutto ha costruito competenze. Oggi il vero rischio non è fare troppo, ma fermarsi”. Pnrr, qui si gioca una partita decisiva. C’è chi teme che restino solo belle opere sulla carta..

“È il nodo centrale. Nel 2026 inaugureremo due grandi opere, il polo 0–6 nell’area dell’ex caserma e la Casa di Comunità, che porterà la medicina territoriale a oltre 40.000 cittadini. Ora il problema non è più solo intercettare i fondi, ma riuscire ad avviare concretamente le opere e garantire anche le risorse necessarie per i servizi da implementare all’interno delle

strutture Pnrr. Senza questo passaggio il rischio è reale, far nascere cattedrali nel deserto. Il PNRR è una prova di affidabilità amministrativa, qui servono continuità tecnica e politica”.

Veniamo alle critiche più dure. Sprechi su Sofia Goggia, Thermal Forum e perfino sui cassonetti. Come risponde?

“Rispondo in modo molto semplice. Non è spreco per una città che vive di turismo investire sul proprio futuro, è spreco non farlo. Sofia Goggia, come Sergej Bubka negli anni ’90, non è immagine fine a se stessa, ma credibilità, visibilità internazionale e valori coerenti con Abano. Il Thermal Forum non è un lusso, ma una nuova piazza civica aperta, realizzata grazie al Pnrr. Il decoro urbano, cassonetti compresi, non è un dettaglio, è qualità della vita e accoglienza. Chi critica spesso propone una sola cosa, non fare. Noi invece abbiamo scelto di governare”.

Sindaco, molti dicono che parlare di continuità significhi difendere lo status quo. Perché insiste tanto su questa parola?

“Perché la continuità non è immobilismo, è una condizione necessaria per crescere. Le opportunità che abbiamo davanti, Pnrr, bandi regionali ed europei, premiano chi è pronto, non chi improvvisa. Se interrompi un percorso perdi risorse, servizi e credibilità. Abano compete con grandi città termali europee, non con il comune accanto”.

Sul sociale spesso le promesse sono tante, ma i cittadini vedono poco. Cosa cambia davvero nel 2026?

“Cambia che il sociale resta una priorità assoluta, non uno slogan. Continueremo a investire su famiglie, anziani, servizi di prossimità e inclusione delle fragilità. La nostra idea è chiara, una città che funziona per chi è più fragile funziona per tutti”.

Scuola e giovani, però qualcu-

no sostiene che si faccia propaganda green più che interventi concreti..

“I fatti dicono il contrario. Siamo stati i primi a riscaldare una scuola, la Vittorino da Feltre, con l’energia delle acque reflue termali e continueremo anche in altri edifici. Inoltre oltre 800 famiglie hanno usufruito del bonus bebè da quando lo abbiamo istituito. Non sono spot, sono politiche strutturali che rendono Abano attrattiva per le giovani coppie”.

Cultura, eventi, iniziative. C’è chi dice che siano lussi per tempi migliori..

“È una visione miope. La cultura non è un riempitivo di calendario, è un fattore strutturale di vivibilità. Una città viva culturalmente è più sicura, più attrattiva e più orgogliosa di sé. Nel 2026 punteremo su una programmazione stabile e sulla valorizzazione degli spazi”. Turismo, Abano vive di terme, ma il mondo cambia. Non rischiate di restare indietro?

“Il rischio esiste per chi non si evolve. Il turismo termale sta cambiando ovunque e noi vogliamo restare protagonisti puntando su qualità, esperienze e promozione moderna. La nascita della Fondazione Turismo Padova va in questa direzione, una promozione coordinata e professionale, capace di parlare ai mercati internazionali. Non basta più dire che siamo una città termale, bisogna dimostrarlo ogni giorno”.

Sport e infrastrutture, qualcuno parla di opere che non si vedono e di cantieri infiniti..

“Le infrastrutture spesso non fanno rumore, ma cambiano davvero la vita quotidiana. Continueremo a investire su impianti sportivi, eventi e giovani, a partire dal torneo internazionale Under 14 che porta ad Abano squadre da tutto il mondo. Nel 2026 inizierà anche il percorso per il nuovo polo natatorio, che sostituirà una struttura di oltre 40 anni, senza bloccare le attività”.(f.f.)

Federico Barbierato, sindaco di Abano

“Un anno di cantieri, pressione fiscale invariata”

Un bilancio che punta tutto sulla rigenerazione urbana e la sostenibilità, senza però chiedere un centesimo in più ai cittadini di Montegrotto Terme. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Mortandello ha messo a punto 2026-2028, delineando una strategia finanziaria da oltre 31,8 milioni di euro che promette di cambiare il volto della città termale.

Sul fronte delle tasse e tariffe nessuna sorpresa per i cittadini. Per il 2026, l’amministrazione ha confermato il blocco totale degli aumenti: l’addizionale comunale Irpef resterà ai livelli del 2025, così come le aliquote e le detrazioni Imu. Invariate anche le tariffe per il Canone Unico Patrimoniale, l’imposta di soggiorno, il servizio fognatura e le tariffe per i servizi a domanda individuale, come mensa scolastica e asilo nido.

“Il nostro bilancio non aumenta la pressione fiscale”, sottolinea Mortandello. “In un momento economico ancora complesso, la nostra priorità è stata mantenere elevati gli standard dei servizi senza gravare sulle tasche delle famiglie. È un documento che guarda alla sostenibilità ambientale e valorizza le nostre specificità termali e paesaggistiche”. Passando ai numeri, ammon-

tano a 31,8 milioni le entrate e le uscite. Sul fronte delle entrate, le imposte e i trasferimenti tributari pesano per il 28,5%, mentre spicca un robusto 22,3% derivante da entrate in conto capitale, segno di una grande capacità di attrarre risorse per opere pubbliche.

Per quanto riguarda le spese, la parte del leone è affidata alla spesa corrente (12,6 milioni di euro), destinata per oltre la metà (56,8%) all’acquisto di beni e servizi per la comunità. Ma il dato che balza all’occhio è quello relativo agli investimenti: le spese in conto capitale ammontano a ben 10,2 milioni di euro, una cifra definita “massiccia” dalla giunta.

Per le opere pubbliche il 2026

sarà un anno di cantieri. Tra gli interventi programmati spiccano la riqualificazione di strade e marciapiedi nella zona industrialecommerciale e in via Scagliole, la copertura di Piazza Mercato e la manutenzione straordinaria delle scuole. Grande attenzione alla mobilità dolce con il completamento di tratti dell’anello ciclabile dei Colli (collegamento via Cataio) e la riqualificazione dei percorsi ciclo-pedonali.

“Investiamo massicciamente perché crediamo nel futuro di Montegrotto”, aggiunge Mortandello. “Dalla riqualificazione energetica della tensostruttura di Turri alla nuova sede della Croce Rossa, ogni euro è pensato per migliorare la qualità della vita. Penso anche alla dismissione del passaggio a livello del Catajo e alla valorizzazione dell’area esterna della biblioteca: sono tasselli di una visione di città moderna e inclusiva”.

Tra le altre opere in agenda figurano la realizzazione di una pista da skateboard, nuovi spogliatoi per i campi di via del Santo e interventi cruciali per la sicurezza idraulica. Un piano che, nelle parole del sindaco, “mantiene la promessa di una città che non si ferma e continua a investire sulla propria identità”. (n.s.)

Bonus bollette: 300 euro extra per i dipendenti comunali di Montegrotto

Un aiuto concreto contro il caro-vita e un investimento sul merito. Il Comune di Montegrotto Terme vara il nuovo piano di welfare aziendale, inserendo nel contratto integrativo relativo al 2025 un “bonus bollette” da circa 300 euro destinato a ciascuno dei 64 dipendenti dell’ente.

L’accordo, siglato con le organizzazioni sindacali, mette a disposizione risorse complessive per 80 mila euro. Una manovra resa possibile grazie all’allentamento dei tetti salariali accessori, che ha permesso di iniettare 20 mila euro aggiuntivi rispetto alle annualità precedenti. Oltre al sostegno economico diretto per

le utenze domestiche, il documento punta sulla crescita professionale: sono previste cinque progressioni orizzontali e, novità assoluta, tre progressioni verticali. Queste ultime permetteranno il passaggio alla categoria superiore valorizzando l’esperienza maturata sul campo, anche in assenza del titolo di studio formalmente richiesto.

Il piano destina inoltre fondi specifici a progetti trasversali: 9 mila euro per la gestione delle manifestazioni (che coinvolgeranno Commercio, Ufficio Tecnico e Polizia Locale) e 7.200 euro per il potenziamento della sicurezza. Il sindaco Riccardo Mor-

tandello commenta con favore la chiusura della trattativa: “Questo accordo rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto dai nostri dipendenti e un investimento sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Le progressioni di carriera, il welfare aziendale e i premi alla produttività sono strumenti fondamentali per valorizzare le professionalità e motivare chi ogni giorno lavora per la nostra comunità. L’allentamento dei vincoli normativi ci ha finalmente permesso di offrire un riconoscimento economico più adeguato all’impegno profuso dal personale comunale”.

Il sindaco Mortandello: “Dalla riqualificazione energetica della tensostruttura di Turri alla nuova sede della Croce Rossa, ogni euro è pensato per migliorare la qualità della vita”

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.

Riccardo Mortandello sindaco di Montegrotto

abano terme NEWS

Care concittadine e cari concittadini,

continuano anche nel 2026 le iniziative rivolte alle nuove famiglie della nostra città, comprese le misure di sostegno economico come il Bonus Nuovi Nati da 100 euro, che come Amministrazione comunale destiniamo ormai da oltre otto anni a ogni neomamma, dando un concreto sostegno nei primi mesi di vita dei loro gli.

Essere genitori è un’esperienza straordinaria, ma anche un momento di grandi cambiamenti e, talvolta, di incertezza. Proprio per questo il Comune di Abano Terme, attraverso i Servizi Educativi e Sociali, continua a investire con convinzione nel Progetto Crescere Insieme, una rete di corsi, spazi e servizi gratuiti pensata per accompagnare i genitori e i loro bambini nei primi, fondamentali anni di vita.

Dai corsi di massaggio neonatale (0–6 mesi) alle attività di movimento e gioco (6–12 mesi), no allo Spazio La Casetta Verde (0–36 mesi), il progetto o re occasioni concrete di crescita, relazione e sostegno, promuovendo il benessere dei bambini e delle famiglie e ra orzando il senso di comunità.

Siamo convinti che investire nei primi anni di vita signi chi costruire il futuro della nostra città. Per questo continueremo a garantire servizi di qualità, accessibili a tutti, che mettano al centro i bisogni dei più piccoli e dei loro genitori.

Per ogni informazione e per le iscrizioni è possibile rivolgersi all’ U cio Servizi Educativi presso Villa Bugia in Via Appia Monterosso 31/A, tel. 049/8245265–267, oppure all’indirizzo di posta elettronica: crescereinsieme@abanoterme.net

Con viva cordialità.

Il Sindaco

Federico Barbierato

L’Assessore ai Servizi Sociali

Virginia Gallocchio

servizi

neo genitori

Messaggio pubbliredazionale
Città di Abano Terme

Protezione Civile: si è chiuso un anno impegnativo per il gruppo aponense

Il 2025 è stato un anno di intensa attività per il Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile di Abano Terme, con oltre 2.800 ore di servizio prestate nel corso del 2025. Un dato significativo emerge dal bilancio annuale che registra un calo delle ore dedicate alle emergenze locali che, nell’anno in chiusura, sono state per fortuna meno numerose. Restano sostanzialmente invariate le altre voci dell’impegno dei volontari del gruppo aponense come il supporto alle manifestazioni cittadine, le attività dedicate alla comunità, gli addestramenti ed esercitazioni, la divulgazione delle buone pratiche di protezione civile nelle scuole e gli incontri con i cittadini nelle piazze. Il 2025 è stato anche l’anno in cui l’Amministrazione comunale ha potenziato il parco mezzi del Gruppo dotandolo di un nuovo veicolo polifunzionale e allestito per il coordinamento logistico e le emergenze idrogeologiche. All’investimento

complessivo, pari a circa 80mila euro, ha partecipato per il 50% la Regione del Veneto, grazie anche al lavoro svolto dall’Ufficio di Protezione Civile comunale che si è adoperato per poter ottenere il finanziamento. Si tratta di numeri che attestano la vitalità di un Gruppo che da quasi trent’anni opera nel territorio con sempre rinnovata spinta propulsiva e attenzione alla preparazione e sicurezza

dei volontari. Ne è un esempio la formazione dedicata proprio a loro che anche nel 2025 li ha visti impegnati in corsi di aggiornamento su diverse tematiche. Nel corso dell’anno, infatti, sono proseguiti i corsi di aggiornamento di rianimazione cardiopolmonare e uso del defibrillatore, mentre alcuni volontari si sono specializzati sul rischio elettrico e idrico, caposquadra e sull’utilizzo avanzato della mo-

tosega. Nonostante la vitalità del Gruppo, il settore soffre di un calo fisiologico di adesioni, in linea con i dati Istat nazionali. Il volontariato di Protezione Civile può apparire una tipologia di volontariato poco attrattiva e più impegnativa rispetto ad altre organizzazioni anche per l’impegno di formazione che richiede. Tuttavia, il superamento, ad esempio del corso base e sicurezza di 40 ore, è una tutela

Sale comunali gratis, svolta per le associazioni cittadine

Una novità di grande rilievo segna l’inizio del 2026 ad Abano Terme. La Giunta comunale ha approvato la delibera che concede a titolo completamente gratuito l’utilizzo delle sale comunali di via Diaz per l’intero anno alle associazioni iscritte all’Albo comunale delle Libere Forme Associative. Una scelta che rappresenta un cambio di passo significativo nel-

le politiche di sostegno al tessuto associativo locale. Le sale situate ai civici 86, 90, 94 e 98 di via Diaz diventeranno così spazi stabili e accessibili per numerose realtà impegnate quotidianamente nel volontariato, nel supporto sociale, nella tutela della salute, nella promozione della memoria storica e nell’accompagnamento formativo e lavorativo delle persone. Tra le

associazioni beneficiarie figurano, tra le altre, la Croce Rossa Italiana Comitato Terme Euganee, Auser Volontariato Abano Terme, Anpi Terme Euganee, Alcolisti Anonimi, Acat Colli Euganei, l’Associazione Aponense Terza Età e Ciosf Fp Veneto Ets. Il valore complessivo del contributo indiretto sostenuto dal Comune per il 2026 ammonta a 10.600 euro, una cifra che

rende tangibile una scelta politica chiara e orientata al sostegno concreto del mondo associativo. Non si tratta solo di un aiuto economico, ma del riconoscimento del ruolo centrale che queste realtà svolgono nella coesione sociale e nella qualità della vita cittadina.

A sottolineare l’importanza del provvedimento è il sindaco Federico Barbierato: “Con questa de-

indispensabile: sebbene l’istinto spinga molti a “rimboccarsi le maniche” davanti alle criticità, le situazioni d’emergenza nascondono pericoli che solo una formazione specifica permette di gestire in sicurezza. Fra le attività messe in campo dal Gruppo aponense per cercare di attrarre nuovi volontari c’è senz’altro quella degli interventi nelle scuole. I volontari hanno elaborato percorsi sulle “Buone pratiche di protezione civile” differenziati e rivolti ai bambini della scuola d’infanzia fino ai giovani delle scuole superiori. Proprio questa attività avrà nel 2026 un forte impulso grazie anche alla disponibilità dei dirigenti scolastici delle scuole del territorio. Chi volesse avvicinarsi alla Protezione Civile di Abano può trovare i contatti nella pagina Facebook del Gruppo o contattare l’Ufficio di Protezione Civile presso la Polizia Locale di Abano Terme al numero 0498245323.

Federico Franchin

libera l’Amministrazione comunale rinnova il proprio impegno a fianco delle associazioni che ogni giorno operano a sostegno della comunità. Mettere a disposizione gratuitamente spazi comunali significa riconoscere il valore del volontariato, della solidarietà e della partecipazione civica, pilastri fondamentali per il benessere sociale di Abano Terme”. (f.f.)

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Bilancio di previsione. I rilievi del capogruppo di minoranza in consiglio comunale

Critiche

dall’opposizione, l’affondo di Ciccarese:

“Le grandi opere vengono puntualmente rinviate”

Dal palazzetto dello sport alle piazze cittadine, secondo l’opposizione le grandi opere restano solo sulla carta. Ciccarese denuncia una gestione prudente ma immobilista, con risorse ferme in cassa e pochi investimenti concreti per il futuro di Abano

Dai banchi dell’opposizione il capogruppo Luigi Ciccarese è critico nei confronti del bilancio messo a punto dalla giunta di Abano: secondo il consigliere permangono i soliti vizi che contraddistinguono la gestione delle casse comunali. “Da quando sono in carica, - osserva Cic-

carese - e soprattutto partecipo alle commissioni ed alle riunioni consiliari, assisto periodicamente al balletto di cifre urlate sui giornali sui futuri investimenti, che poi puntualmente rimangono smentiti nei documenti ufficiali, come nel recente Dup, dove si continua a postergare gli interventi di cui Abano ha maggiore necessità.

Le grandi opere di cui Abano abbisogna, e mi riferisco, tanto per citarne alcune, al rifacimento di Piazza del Sole e della Pace, simbolo del centro storico cittadino, la Piazza Mercato, frequentatissimo luogo di riunione e compere settimanali per aponensi ed ospiti, la messa in ordine di marciapiedi, strade, sottoservizi, vengono ad ogni piè sospinto sbandierate come prossimi interventi, salvo poi essere puntualmente rinviate all’anno successivo”. Stesso discorso,

aggiunge il consigliere, per il palazzetto dello sport, indicato come una delle più grandi opere pubbliche degli ultimi trent’anni: “per il momento si producono solo studi di fattibilità e previsioni di intervento affidate ad accordi pubblico-privati, di cui all’orizzonte noi consiglieri non

abbiamo traccia”.

Del fatto che i conti siano in ordine Ciccarese non si stupisce: “siamo però alla stregua di qualunque amministratore di condominio che gestisce le spese ordinarie, ma si guarda bene dall’investire in progetti straordinari di riqualificazione e sviluppo, di cui il paese ha invece estremo bisogno.

Salvo poi alcune realizzazioni, vedi comparti centrali e Thermal forum, sulla cui inadeguatezza ed incoerenza mi sono più volte espresso con toni fortemente critici”.

Sotto la lente dell’opposizione finisce anche il bilancio consuntivo che presenta un avanzo di circa due milioni di euro. “Significa prudenza nella spesa, - continua il consigliere - ma anche risorse immobilizzate e non investite nella crescita del paese. Non a caso il sindaco si è anche autoelogiato per non aver aumentato le imposte comunali a carico dei cittadini: non ne vedrei il bisogno, ed aggiungo ci mancherebbe pure, viste le risorse che rimangono nelle casse comunali”.

Al via i lavori per sistemare il muretto storico del parco Montirone

Dopo mesi di attesa, l’amministrazione comunale ha finalmente assegnato i lavori di sistemazione del muretto del Parco del Montirone, ad Abano, ritrovato nel maggio 2024 con un largo buco, probabilmente causato da un atto vandalico, ma anche da problemi strutturali preesistenti. L’intervento, supervisionato dalla Soprintendenza, avrà un costo complessivo di circa 60.000 euro. L’assessore ai lavori pubblici, Gian Pietro Bano, spiega: “Il

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muro può essere caduto anche a causa di un atto vandalico, ma probabilmente presentava già problemi strutturali che ne rendevano fragile la stabilità. L’azione esterna ha eventualmente allargato il danno. Abbiamo atteso parecchio tempo perché era necessario effettuare uno studio accurato sulle mura e coordinarsi con la Soprintendenza, che ha supervisionato tutto il procedimento e dato il via libera all’esecuzione dei lavori”. Gli interventi non riguarderanno solo la ricostruzione del muretto, ma anche l’area circostante, dove alcuni alberi potrebbero aver contribuito a indebolire la struttura. “La sistemazione del muro, oltre a ripristinare l’integrità della struttura storica, prevede un’attenta valutazione dell’ambiente circostante. Gli alberi vicini, infatti, hanno le radici che spingono in modo naturale contro le mura, favorendone l’eventuale cedimento. Ogni pezzo del muro sarà ricollocato con precisione, rispettando le indicazioni della Soprintendenza, per conservare il valore storico e culturale del bene”, aggiunge Bano. Con l’avvio dei lavori, il Parco del Montirone potrà finalmente recuperare uno dei suoi elementi storici più significativi, garantendo maggiore sicurezza ai visitatori e preservando l’integrità dell’area verde. (f.f.)

Più servizi e meno burocrazia per le imprese nel biennio 2026–2027

I l Comune di Abano Terme conferma il proprio impegno a sostegno del tessuto economico locale rinnovando, per il biennio 2026–2027, la convenzione con la Camera di Commercio di Padova per l’erogazione dei servizi in convenzione presso gli sportelli decentrati. La decisione è stata approvata dalla Giunta Comunale nella seduta del 18 dicembre 2025 e il rinnovo della convenzione consentirà alle imprese con sede legale e/o operativa nel territorio comunale aponense di continuare a usufruire di importanti servizi aggiuntivi, tra cui prodotti di informazione economica, la bollatura e vidimazione dei libri contabili e sociali, il rilascio e il rinnovo della firma digitale e della Carta Nazionale dei Servizi, oltre al rilascio delle carte cronotachigrafiche. Grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio, lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune ha negli anni semplificato in modo concreto gli adempimenti amministrativi per le imprese, riducendo tempi, costi e oneri burocratici, con servizi che hanno registrato un riscontro positivo da parte degli operatori economici. “Il rinnovo di questa convenzione – dichiara il sindaco Federico Barbierato – rappresen-

ta una scelta strategica per continuare a sostenere le imprese del nostro territorio. Offrire servizi qualificati e facilmente accessibili significa semplificare il rapporto tra pubblica amministrazione e mondo produttivo, favorendo lo sviluppo economico locale e valorizzando il ruolo del Comune come punto di riferimento per cittadini e imprese”. La convenzione pre-

vede inoltre che la Camera di Commercio riconosca al Comune di Abano Terme, con cadenza semestrale, un rimborso pari al 50% degli introiti derivanti dai diritti di segreteria, contribuendo così alla sostenibilità del servizio. Con questo rinnovo, l’Amministrazione comunale di Abano Terme conferma la volontà di proseguire nel percorso di semplificazione amministrativa e di vicinanza concreta alle esigenze del mondo imprenditoriale locale. A proposito di commercio ha chiuso a fine anno l’edicola “Fasolato Maria Stella” in via Matteotti ad Abano Terme, nel quartiere di San Lorenzo. Una chiusura che segna la fine di una presenza storica e quotidiana per la comunità, un luogo che per anni è stato molto più di un semplice punto vendita di giornali. A gestirla per 17 anni è stato Daniele Donolato, volto noto del quartiere e riferimento per residenti di tutte le età. “Ho provato, insieme a mia moglie, a capire se fosse possibile cedere l’attività, ma nessuno ha mostrato interesse verso l’edicola, nonostante sia sempre stata un luogo molto frequentato”, racconta Donolato.

Walter Poli confermato alla guida di Federalberghi

Terme Abano Montegrotto

Walter Poli è stato riconfermato presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto per il prossimo quadriennio, con il pieno sostegno dell’assemblea dei soci. L’elezione segna un importante rinnovo della fiducia da parte

degli albergatori del territorio, che hanno scelto di continuare il percorso intrapreso con Poli alla guida dell’associazione. Visibilmente emozionato, Poli ha commentato: “Raccolgo questa conferma con grande emozione e gratitudine. Da domani saremo al lavoro con rinnovata determinazione per affrontare le sfide che ci aspettano. Abbiamo un’opportunità unica di crescere e valorizzare il nostro territorio”.

Durante l’assemblea, oltre alla riconferma di Poli, sono stati eletti anche i membri del nuovo consiglio direttivo: Gianluca Bregolin, Simone Campaci, Giovanni Maregotto, Carlo Pastorello, Andrea Tezzon, Luca Tognin e Alessandro Viel, con l’ingresso di Angela Stoppato e Laura Turlon. Il collegio dei revisori dei conti sarà composto da Giovanni Mioni, Marco Poletto e Edoardo Trolese. (r.p.)

MALTA:

SOGNI D’EGITTO:

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Le millenarie bellezze dell’Egitto in un contesto unico ed originale.

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DI

Federico Franchin

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Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Lavori Pubblici. Un intervento necessario dopo i danni provocati dalle forti raffiche di vento

È stata completata la sistemazione del tetto della tensostruttura di Turri

Un intervento ponte per tutelare uno degli impianti sportivi più utilizzati di Montegrotto Terme: sistemato il tetto della tensostruttura di Turri, mentre è già pronto il progetto di rifacimento completo, con l’obiettivo di migliorare sicurezza, efficienza energetica e qualità degli spazi a servizio di atleti e associazioni

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stata completata la sistemazione del tetto della tensostruttura di Turri, uno degli impianti sportivi più frequentati di Montegrotto Terme e punto di riferimento quotidiano per famiglie, giovani e numerose società sportive del territorio. Un intervento necessario dopo i danni provocati, nei mesi scorsi, dalle forti raffiche di vento e dalle abbondanti precipitazioni che avevano interessato l’area, causando un parziale scoperchiamento in due punti della copertura. Una situazione che, pur non avendo mai generato un reale rischio di infiltrazioni grazie alla presenza di una seconda copertura sottostante con funzione protettiva, aveva reso indispensabile un’azione tempestiva per ripristinare la piena efficienza della struttura. I lavori hanno previsto la posa di due specifiche “toppe” nei punti danneggiati, consentendo così di mettere in sicurezza il tetto e garantire continuità alle attività sportive senza ulteriori disagi per gli utenti.

progetto ben più ampio. Restano infatti da completare alcuni lavori sulla parte bassa dell’edificio, come il rifacimento delle finestre e di altre zone perimetrali, ma l’obiettivo dell’amministrazione guarda già al futuro. È pronto, infatti, un progetto di rifacimento completo della tensostruttura, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche per il prossimo anno, con un investimento stimato di circa 700.000 euro.

questo investimento cercheremo di attingere anche al Conto Termico 3.0, con un possibile cofinanziamento al 50%. È una scelta che guarda alla sostenibilità e all’efficientamento energetico, temi centrali per il futuro delle nostre strutture pubbliche”. Non è mancato un ringraziamento alle associazioni sportive. “Voglio ringraziare sinceramente le società sportive per la pazienza e la collaborazione dimostrate in questi mesi. Per noi lo sport è una priorità, perché le strutture di Montegrotto Terme non servono solo gli atleti del nostro comune, ma rappresentano un punto di riferimento per tutto il circondario”.

La tensostruttura di Turri è utilizzata quotidianamente da atleti di tutte le età, ospita allenamenti, partite e iniziative che coinvolgono non solo Montegrotto Terme ma anche i comuni limitrofi. Proprio per questo l’amministrazione comunale ha scelto di intervenire rapidamente, pur consapevole che l’intervento eseguito rappresenta una soluzione temporanea in vista di un

“Abbiamo appunto rifatto la copertura della tensostruttura di Turri, ben sapendo che l’anno prossimo entrerà nel piano triennale delle opere pubbliche per un rifacimento completo”, ha dichiarato il sindaco Riccardo Mortandello. “Si tratta di un intervento ponte, necessario per garantire sicurezza e continuità alle attività, in attesa di un progetto più strutturale che restituirà alla città un impianto moderno ed efficiente”.

Il primo cittadino ha poi spiegato che l’amministrazione sta valutando tutte le opportunità di finanziamento disponibili. “Per

L’intervento appena concluso, pur contenuto, rappresenta dunque un passaggio importante per garantire sicurezza, funzionalità e continuità nell’utilizzo della tensostruttura di Turri, in attesa del rifacimento completo che, dal prossimo anno, darà nuova vita a uno degli spazi sportivi più significativi della città. Federico Franchin

Censiti 4.383 alberi, il tiglio è il più diffuso

Sono 4.383 gli alberi censiti sul territorio comunale di Montegrotto Terme nell’ambito del primo censimento completo del patrimonio arboreo pubblico. Il lavoro, durato nove mesi e realizzato da un pool di agronomi forestali specializzati, è stato presentato al Centro Comunale Gino Strada. Ogni albero è stato etichettato, georeferenziato e sottoposto a controlli di stabilità. Le analisi approfondite hanno riguardato oltre mille esemplari, con 101 indagini strumentali con resistografo e 18 prove di trazione controllata, test

avanzati che simulano la spinta del vento sulla chioma per valutare la tenuta dell’apparato radicale.

Il censimento fotografa un patrimonio arboreo giovane: oltre il 77% delle piante ha un diametro inferiore a 40 centimetri. Il tiglio è la specie più diffusa con 658 esemplari (15% del totale), seguita da ligustri, aceri campestri e carpini. Significativa anche la presenza di 204 pini domestici (quasi il 5% del totale), specie che richiede particolare attenzione gestionale.

I dati sono stati inseriti nel siste-

ma informatico Greenspace R3, permettendo una gestione digitale delle manutenzioni e dei controlli programmati. (r.t.)

Partita la raccolta dei Lego per costruire rampe accessibili

T re nuovi contenitori colorati sono comparsi davanti alla scuola Vivaldi, alla biblioteca civica Alda Merini e al municipio di Montegrotto Terme. Non sono destinati alla raccolta differenziata, ma a qualcosa di molto speciale: raccogliere mattoncini Lego che diventeranno rampe per abbattere le barriere architettoniche. Un piccolo gesto che può fare una grande differenza per rendere la città più accessibile a tutti. L’idea arriva dai “Talents”, cinque giovani nello spettro autistico – Enrico Balestra, Nicola Barzon, Ludovico Lancia, Enrico Ortile e Alessandro Padron – che con creatività e determinazione stanno trasformando i mattoncini colorati in strumenti concreti di inclusione, abbattendo barriere sia architettoniche che mentali. L’iniziativa, promossa da Talents Lab in collaborazione con il Comune di Montegrotto Terme, le cooperative Solaris e Nuova Idea e l’Istituto Comprensivo, si sviluppa all’interno del progetto “Io sono l’altro”.

Con i Lego raccolti, i Talents Lab insieme ai ragazzi delle classi prime realizzeranno rampe per superare le piccole barriere architettoniche presenti sul territorio. L’idea delle rampe in Lego arriva proprio dalla passione per i mattoncini colorati di Enrico Balestra, uno dei cinque Talents, che dopo aver conosciuto un simile progetto in Germania ha deciso di provare a realizzarlo anche qui. Per questo il Comune di Montegrotto Terme promuove la raccolta dei Lego e invita tutti i cittadini e le cittadine a consegnarli all’interno dei contenitori.

Con i mattoncini colorati dei Lego i Talents Lab con i ragazzi delle classi prime realizzeranno una rampa per abbattere le piccole barriere architettoniche. Sebastiano Rizzardi, coordinatore del progetto spiega: “Si tratta di un’iniziativa che unisce design urbano, gioco, riciclo e riuso, disabilità che aiuta altra disabilità, insomma un universo di senso e significato che consente di fare luce su talenti ed esperienze, mettendoli a servizio della comunità”. “È un’idea dirompente - afferma Damiano Marini, campione paralimpico che sostiene e promuove

il progetto - che parla di disabilità, abbatte le barriere e allo stesso tempo colora le città”. “Con questo progetto - affermano il sindaco Riccardo Mortandello e la vicesindaca Elisabetta Roetta - abbiamo voluto trasmettere un messaggio di inclusione, per rendere la nostra città sempre più accessibile. Tutti possiamo dare il nostro contributo, a partire dai ragazzi delle scuole che realizzeranno la rampa insieme a coloro che spesso vengono considerati solo destinatari di solidarietà e che invece, in questo caso, sono i promotori dell’iniziativa. Tutti insieme, istituzioni,

scuola e cittadinanza, dobbiamo coltivare la cultura dell’inclusione, valorizzando le differenze individuali come un arricchimento per

la società e per la crescita delle nostre comunità, dove nessuno deve sentirsi escluso”.

Franchin

Arrivano i ristori ai commercianti per i disagi del cantiere di viale Stazione

sul

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Lega Estense via Atheste, 3 | 35042 Este (PD) spi.este@cgilpadova.it

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Lega Terme / Colli via Appia Monterosso, 50 | 35031 Abano Terme (PD) spi.abano@cgilpadova.it

Un contributo straordinario di 25mila euro a favore delle attività commerciali di Viale e Piazzale Stazione, penalizzate dalla chiusura al traffico prolungata per tutto il 2024 a causa dei lavori di riqualificazione, sistemazione ed eliminazione delle barriere architettoniche: è quanto ha deliberato la Giunta comunale nell’ultima seduta. Il provvedimento prevede l’esenzione dal pagamento del Canone Unico Patrimoniale per l’anno 2024 (per un ammontare di 8.865 euro) e la distribuzione del restante importo tra le 26 attività commerciali interessate dai disagi. Il contributo sarà modulato in base al canone dovuto da ciascuna attività: chi ha già beneficiato di maggiori esenzioni riceverà un contributo inferiore, mentre le altre attività potranno ottenere fino a 800 euro di ristoro. La misura si basa sulla Legge n. 549/1995 che prevede agevolazioni fino alla totale esenzione per esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico per lavori pubblici che si protraggono oltre sei mesi. I lavori in Viale Stazione, avviati l’11 gennaio 2024, hanno infatti interdetto l’accesso alle attività commerciali e impedito l’occupazione del suolo pubblico per 11 mesi. “I lavori di riqualificazione di viale Stazione - afferma il sindaco Riccardo Mortandello - sono stati un investimento fondamentale per il futuro della nostra principale arteria commerciale e turistica e la vitalità che il viale ha ritrovato dopo il completamento dei lavori dimostra che è stato un ottimo investimento di cui la nostra città beneficerà per i prossimi decenni. Siamo tuttavia consapevoli dei sacrifici che i commercianti che si affacciano sul viale e sul piazzale hanno dovuto affrontare durante i lunghi mesi del complesso cantiere. Con questo contributo straordinario, che eroghiamo nei limiti che ci sono imposti dalla legge, vogliamo riconoscere concretamente i disagi subiti e sostenere le attività che costituiscono il cuore pulsante della nostra economia locale”. (f.f.)

Podio. Il talento ventenne fa sognare la città e punta alla nazionale

Nicolò Vettore trionfa a Trieste e diventa campione italiano elite nella categoria 75 kg

M ontegrotto Terme festeggia con orgoglio il trionfo di Nicolò Vettore, giovane promessa della boxe italiana che qualche settimana fa ha scritto una pagina memorabile della sua carriera al PalaChiarbola di Trieste, conquistando il titolo di Campione Italiano Elite 2025 nella categoria 75 kg. Un successo che porta in alto non solo il nome dell’atleta, ma anche quello dell’intero territorio termale, sempre più fucina di talenti sportivi capaci di affermarsi a livello nazionale. Vettore, appena vent’anni, si allena all’Asd Ultimo Round Boxe di Abano Terme e sul ring ha dimostrato qualità tecniche di altissimo livello, grande determinazione e una sorprendente maturità sportiva. In ogni incontro ha saputo gestire i momenti chiave del match con lucidità e intelligenza tattica, imponendosi sugli avversari e guadagnandosi il rispetto di addetti ai lavori e pubblico. Una crescita costante che lo ha reso protagonista assoluto della rassegna tricolore. A coronare una prestazione definita da molti come impeccabile è arrivato anche il prestigioso Premio Nino Benvenuti, assegnato al miglior pugile dell’intero torneo. Un riconoscimento dal peso simbolico enorme, che lega idealmente il giovane atleta a una delle leggende più amate della boxe italiana. Il torneo ha visto la partecipazione di 121 atleti Elite provenienti da tutte le regioni d’Italia, confermando l’altissimo livello tecnico della manifestazione. Il valore del risultato aumenta ulteriormente se inserito nel contesto dei Campionati Italiani Elite, svoltisi sotto la supervisione del Direttore Tecnico Nazionale Azzurro Giovanni De Carolis e del Responsabile Tecnico Roberto Russo. Un ambiente altamente selettivo, nel quale emergere significa dimostrare di possedere non solo talento, ma anche disciplina, preparazione mentale e capacità di reggere la pressione delle grandi occasioni.

Per Nicolò Vettore si aprono ora le porte di un percorso che guarda alla Nazionale Azzurra, con prospettive che potrebbero condurlo anche sui palcosceni-

ci internazionali. Un cammino impegnativo, ma stimolante, che rappresenta il naturale sviluppo di un talento coltivato con sacrificio quotidiano e grande passione. Nei giorni successivi alla vittoria, il pugile è stato ricevuto ufficialmente ad Abano Terme dal sindaco Federico Barbierato, insieme al suo staff e ai tecnici, a testimonianza di un risultato che unisce idealmente Abano e Montegrotto nel segno dello sport e dei suoi valori educativi. Un momento istituzionale sentito, che ha voluto sottolineare l’importanza di sostenere i giovani

atleti nel loro percorso di crescita. A esprimere la soddisfazione della comunità è anche il sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello. “Questo traguardo non è solo una vittoria sportiva, ma un messaggio forte di impegno, sacrificio e passione che rende orgogliosa l’intera città”, ha dichiarato. “Nicolò è un esempio positivo per tanti ragazzi e dimostra come, con dedizione e lavoro, anche da un territorio come il nostro si possano raggiungere risultati di livello nazionale”.

Bilancio positivo per il commercio: più aperture che chiusure

Si chiude con un segno positivo il bilancio commerciale 2025 di Montegrotto Terme. I dati raccolti dall’ufficio attività produttive del Comune fotografano una ripresa del tessuto commerciale cittadino, con un saldo netto favorevole sia per i pubblici esercizi che per il commercio fisso. Nel settore della ristorazione e della somministrazione (bar, ristoranti, pubblici esercizi) si

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registrano 11 nuove aperture a fronte di 9 chiusure, con un saldo positivo di +2 attività. La crescita è positiva anche nel commercio fisso, dove le 17 nuove aperture compensano le 15 chiusure, portando il saldo a +2 anche in questo comparto. “Questi numeri - commenta il sindaco Riccardo Mortandello - confermano che la strada intrapresa dalla nostra amministrazione è quella giusta. Gli investimenti sul tessuto urbano stanno dando i loro frutti. In particolare, il restyling di viale della Stazione, inaugurato un anno fa e successivamente parzialmente pedonalizzato, ha completamente ridisegnato la vitalità del centro cittadino, rendendolo più attrattivo per i commercianti e più accogliente per residenti e turisti”. Il primo cittadino guarda con fiducia al futuro: “Le previsioni per il 2026 sono buone. Il previsto rifacimento di piazza Primo Maggio rappresenterà un ulteriore tassello nella riqualificazione del centro, consolidando questo trend positivo e rafforzando l’appeal commerciale della nostra città”. La ripresa del commercio locale si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione urbana che l’amministrazione comunale sta portando avanti, puntando sulla qualità degli spazi pubblici come volano per l’economia cittadina. (f.f.)

Pfas, Andriolo: “Padova al sicuro, con 43 milioni di investimenti, acqua a prova di contaminazione”

Carlo Andriolo, amministratore delegato di Acegas Aps Amga, rassicura i cittadini padovani: a Padova non c’è alcun rischio Pfas. “A Padova e nella sua provincia – spiega Andriolo –abbiamo previsto cinquanta milioni di investimenti. Sono state condotte analisi estremamente approfondite anche attraverso lo studio condotto sul modello digitale della nostra rete.”

Arera, l’autorità che regolamenta le reti pubbliche ha introdotto un nuovo indicatore, l’M10 che serve a monitorare la resilienza dell’acqua, ovvero la sua capacità di resistenza e adattamento. Una scelta, questa, che non ha colto di sorpresa il sistema veneto che da anni lavora a una rete tra i soggetti che forniscono acqua attraverso la creazione di vere e proprie “autostrade”. Nonostante, però, ci sia una “comunicazione” tra l’acqua

padovana e quella di altre zone non esistono pericoli di contaminazione. Gli investimenti che ha condotto e sta conducendo Acegas Aps Amga, infatti, sono orientati sia alla realizzazione di nuove infrastrutture, ma anche al potenziamento e ammodernamento degli impianti di filtraggio. “Stiamo investendo –continuano l’amministratore delegato – circa 43 milioni di euro per un progetto complessivo di filtraggi che utilizza tecnologie sempre più innovative. Il nostro impianto principale, quello di Saviabona, proprio nei prossimi giorni vedrà la sostituzione dei carboni attivi: un’operazione da tre milioni di euro che lo renderà ancora più performante. Ad oggi a Padova non esiste alcun tipo di allarme, ma vogliamo essere sempre preparati. Le tragedie che si sono consumate altrove devono essere monito e insegna-

mento per chi come noi opera in un settore così delicato. Proprio per questo ricerca e investimenti non si fermano mai.” Tornando,

invece, al potenziamento complessivo della rete idrica padovana spiccano i 20 milioni per rendere più capace l’adduttrice

Renato Vanzelli protagonista di una retrospettiva a Palazzo Zuckermann

C’è tempo fino al primo marzo per visitare la mostra “Renato Vanzelli (1932 - 1993) - Studio d’Artista”, dedicata allo scultore padovano. Ospitata a Palazzo Zuckermann e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e il patrocinio del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova, la mostra è una retrospettiva che si propone di ripercorrere l’intero percorso creativo dell’artista, presentando al pubblico sia le opere più note che una parte di produzione meno conosciuta, cui

Vanzelli si dedicò fra gli anni Cinquanta e Sessanta, periodo in cui lo scultore era ancora legato all’istituto d’Arte Pietro Selvatico, dove non solo si era formato, ma aveva anche insegnato cesello e sbalzo. In particolare, i visitatori potranno ammirare oggetti d’arte applicata come vasi, specchi e ciotole che parlano del dialogo intrapreso da Vanzelli con artisti quali Amleto Sartori, Mario Pinton e Paolo de Poli. È proprio con alcuni di questi oggetti che lo scultore prese parte alla Biennale di Venezia nel 1964.

Visitando la mostra si potranno

C, i 18,5 per il collegamento Saonara – Stanga – Ferrarin e i 7,5 per la riqualificazione del serbatoio idrico della Stanga.

approfondire i processi, i materiali e le tecniche che hanno caratterizzato la produzione artistica di Vanzelli, grazie anche alla ricostruzione del laboratorio di via Armistizio in cui l’artista ideava le proprie opere. Conosciuto in particolare per le opere bronzee, negli anni Ottanta e Novanta l’artista si dedicò invece ad altri materiali (legno, piombo, argento, cera), con i quali realizzò delle opere caratterizzate da un elevato rigore geometrico: la mostra permetterà di ammirare anche questa parte della sua produzione. (f.t.)

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La sede di Acegag Aps Amga e l’amministratore delegato Carlo Andriolo

L’incontro. Vertice

in Regione sullo sviluppo economico

L’incontro. Vertice in Regione sullo sviluppo economico

Regione e CNA a confronto: focus su credito e sostegno alle piccole e medie imprese

Regione e CNA a confronto: focus su credito e sostegno alle piccole e medie imprese

Artigiani e piccole imprese al centro dell’incontro tra Regione e CNA Veneto. Bitonci ha illustrato le linee del Patto per lo Sviluppo, con attenzione a mercato, infrastrutture, lavoro e formazione. Annunciati nuovi strumenti per l’accesso al credito e un Tavolo permanente di confronto

U n confronto diretto sui problemi quotidiani delle imprese artigiane e delle piccole e medie aziende venete, con l’obiettivo di passare dalle parole ai fatti. È questo il senso dell’incontro che si è svolto a Venezia tra l’assessore regionale allo Sviluppo economico

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Massimo Bitonci e i vertici di CNA Veneto, rappresentati dal presidente Moreno De Col e dal segretario regionale Matteo Ribon.

Regione ha ribadito di essere al lavoro su nuovi strumenti di garanzia e su forme di sostegno finanziario pensate per dare respiro alla liquidità delle imprese e favorirne la crescita, in collaborazione con le strutture regionali dedicate allo sviluppo economico.

Al centro del dialogo il Patto per lo Sviluppo, indicato dalla Regione come uno degli assi portanti del proprio progetto economico. Il percorso si muove su cinque direttrici principali: rafforzare la capacità di stare sul mercato delle imprese, migliorare strade e collegamenti, sostenere lavoro e servizi sociali, accompagnare il passaggio di testimone tra generazioni nelle aziende e investire su formazione e competenze. Un impianto che, nelle intenzioni dell’assessore, punta a dare solidità al sistema produttivo del Veneto, partendo da chi ogni giorno tiene aperte botteghe, laboratori e piccole aziende.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche di uno dei nodi più sentiti dagli imprenditori: la difficoltà ad accedere ai finanziamenti. Un problema che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte e che spesso frena nuovi investimenti. La

Tra gli impegni annunciati anche la convocazione di un Tavolo dei Confidi, per rimettere attorno allo stesso tavolo i soggetti che facilitano l’accesso al credito, e l’idea di coordinarsi con altre Regioni per condividere soluzioni e buone pratiche. L’obiettivo dichiarato è quello di creare strumenti

che non siano temporanei, ma abbiano una durata di almeno tre anni, così da offrire certezze a chi fa impresa.

Infine, l’assessore Bitonci ha confermato la volontà di istituire un Tavolo permanente per l’Artigianato, con incontri ogni tre mesi. Una sede stabile di confronto che, nelle intenzioni della Regione, dovrà servire ad ascoltare con continuità le esigenze delle imprese artigiane venete e a costruire risposte concrete insieme alle loro rappresentanze, riconoscendo il ruolo centrale che l’artigianato continua ad avere nell’economia e nell’identità del Veneto.

Artigiani veneti sotto assedio: quasi 49mila imprese colpite dal lavoro irregolare

Il lavoro sommerso continua a mettere in difficoltà migliaia di artigiani in Veneto, dove quasi 49mila imprese – pari al 47% del totale regionale – subiscono quotidianamente la concorrenza di operatori irregolari. Lo rileva il 20° rapporto Galassia di Confartigianato Imprese, che evidenzia un fenomeno in forte crescita.

A livello nazionale, l’economia sommersa pesa 217,5 miliardi di euro, ovvero il 10,2% del Pil, di cui 77,2 miliardi derivano dal la-

voro irregolare, con un aumento dell’11,3% in un solo anno. Settori come benessere, estetica e attività creative raggiungono tassi di irregolarità del 13,1%, mentre nelle costruzioni si attesta al 10,3%.

In Veneto le categorie più colpite includono acconciatori, estetisti, fotografi, muratori, elettricisti, idraulici, pittori edili, manutentori del verde, traslocatori e tassisti. Secondo Confartigianato Veneto, mestieri legati alla cura della persona e alla manutenzione domestica risultano particolarmente vulnerabili a forme di abusivismo che sfuggono ai controlli e riducono la qualità dei servizi.

Il turismo è artigianato, il saper fare padovano fra autenticità, esperienze e sviluppo territoriale

I

l turismo si configura sempre più come un settore profondamente legato al saper fare dei territori, capace di valorizzare competenze, tradizioni e qualità locali. I dati più recenti confermano il ruolo strategico del turismo anche nella nostra provincia, registrando una crescita sia negli arrivi sia nella durata dei soggiorni, con una componente internazionale sempre più determinante nell’espansione del settore.

Secondo l’analisi di Confartigianato Imprese Veneto, il turismo esperienziale trova un alleato fondamentale nel tessuto artigiano locale. Sono oltre 18.000 le imprese artigiane coinvolte nei settori “core” del turismo – dal trasporto ai servizi alla persona, dal food all’artigianato artistico – con più di 63.000 addetti impegnati nella creazione di esperienze autentiche e di qualità per i visitatori.

In questo contesto, emerge

come una parte significativa dei flussi turistici, in larga misura composta da visitatori stranieri, ricerchi nel viaggio racconti autentici, valore aggiunto e qualità dell’esperienza, elementi nei quali l’artigianato e la produzione locale svolgono un ruolo decisivo: dall’accoglienza diffusa ai servizi, fino alle produzioni che caratterizzano in modo distintivo il territorio.

La Provincia di Padova si inserisce pienamente in questo scenario con risultati positivi sul fronte turistico. Nei primi cinque mesi del 2025 sono state registrate oltre 2 milioni di presenze turistiche, in crescita rispetto all’anno precedente, a conferma del ruolo del territorio padovano come meta attrattiva all’interno del panorama regionale. Il valore generato dal turismo non si misura esclusivamente nei numeri di arrivi e presenze, ma anche nella capacità di rendere fruibili e attrattivi borghi,

centri storici, patrimonio culturale, prodotti tipici, servizi e competenze artigiane. Nel territorio padovano, il legame tra turismo e artigianato è evidente: botteghe locali, offerte gastronomiche, servizi esperienziali e percorsi urbani e rurali contribuiscono a qualificare l’offerta

e a rafforzare l’identità del sistema territoriale. In quest’ottica, la Provincia di Padova individua alcune azioni strategiche per rafforzare il connubio tra turismo e artigianato: promozione di filiere integrate turismo–artigianato, incentivando progetti che mettano in rete artigiani, operatori

turistici, strutture ricettive e servizi di mobilità, al fine di creare esperienze fruibili durante tutto l’anno; valorizzazione della bike economy e del turismo lento, sostenendo iniziative di cicloturismo e mobilità sostenibile che colleghino itinerari, botteghe artigiane, punti di degustazione e servizi dedicati; educazione e formazione continua, attraverso percorsi rivolti ad artigiani e operatori turistici su digitalizzazione, marketing territoriale e accoglienza esperienziale, per aumentare la competitività delle imprese locali; rafforzamento di eventi e iniziative esperienziali, favorendo manifestazioni itineranti che valorizzino prodotti locali e competenze artigiane, coinvolgendo comunità, scuole e giovani imprenditori. Il turismo esperienziale richiede territori pronti ad accogliere, raccontarsi e lavorare in sinergia.

Vincenzo Gottardo

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segue da pag. 1

Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale

Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-

rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo

aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.

La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati

Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità

e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”

«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.

Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-

so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.

La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre

che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.

Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità

veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.

Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)

Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri

Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.

La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani

Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida

Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome

“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.

Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.

Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.

Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-

tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.

Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.

“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.

Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga

più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”

Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.

“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per

poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-

brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)

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Il presidente Federico Testa

Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal

Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova

C resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.

Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre

2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto.

Parallelamente, sul piano stra-

tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano

Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato

che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.

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Luciano Greco, presidente di Interporto Padova

Il personaggio

L’intervista.

Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali

Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone

“Lo studio un piacere nato da una passione”

S ilvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.

La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?

È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i

nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!

Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?

Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.

Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.

Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza

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e il

ne

per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.

Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?

È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.

Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-

sime”. È proprio così?

Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).

Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?

Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro?

Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro

è

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sione e alla valorizzazione di ogni

a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.

strategia ESG di Despar

goglio un’azienda che crede nel-

delle principali funzioni azien-

costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.

Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.

Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?

«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e

Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere

no, il legame con i terriha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non smettere mai di ascoltare, appren-

Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?

«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»

Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.

«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»

attenzione
stata inoltre
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli

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insieme qualcosa che prima non esisteva. Il risultato? Manufatti che danno carattere agli spazi, che raccontano chi ci vive. Perché una casa non è solo muri e tetto: è personalità, è stile, è l’impronta di chi la abita.

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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità

Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa

In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti

Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.

Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,

dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.

«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace

di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.

Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».

Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-

te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».

Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-

li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».

Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.

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Paola Bigon Alberto Gottardo

Influenza in crescita, gli ospedali di Padova si organizzano per far fronte all’aumento dei ricoveri

Influenza e freddo stanno aumentando gli accessi nei Pronto soccorso dell’area padovana. L’Ulss 6 Euganea garantisce la gestione delle emergenze e rafforza l’organizzazione con assunzioni, prestazioni straordinarie e servizi aggiuntivi per assicurare sicurezza e continuità assistenziale

LSintoniz zati sul

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’aumento dei casi di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta comportando un maggior numero di accessi negli ospedali padovani, ma l’Azienda Ulss 6 Euganea assicura che il sistema sanitario locale sta rispondendo con efficacia. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 6, i casi registrati quest’anno sono in crescita rispetto agli anni scorsi e richiedono un allungamento dei tempi di degenza. Nonostante l’incremento dei ricoveri, l’assistenza per le emergenze che richiedono intervento immediato, come infarti e ictus, viene garantita regolarmente.

Il picco influenzale ha comportato un aumento dei carichi di lavoro, anche per ricoveri di natura sociale legati alle basse temperature, ma la direzione sottolinea che “l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempestive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione”.

Il direttore generale Paolo Fortuna ha dichiarato: “Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione

contingente. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.

La Direzione Strategica evidenzia che “il sistema garantisce assistenza a tutti

i pazienti secondo criteri di sicurezza”. Per far fronte ai picchi, che in alcuni Pronto soccorso hanno raggiunto un aumento del 30% degli accessi, l’Ulss 6 ha attivato letti aggiuntivi nei reparti, incrementato i trasporti secondari, intensificato i servizi di pulizia e fatto ricorso all’acquisto di prestazioni straordinarie per decongestionare le aree più affollate.

Approvato il progetto esecutivo del nuovo hospice pediatrico

Padova consolida il proprio ruolo di riferimento nazionale in ambito sanitario, capace di tenere insieme innovazione clinica, organizzazione dei servizi e attenzione profonda alla persona. Una visione che prende forma su due fronti diversi ma accomunati dallo stesso approccio: il nuovo hospice pediatrico, pensato per bambini e ragazzi con patologie complesse, e l’attività trapiantologica renale, con percorsi avanzati di donazione da vivente e donazione samaritana che rappresentano un modello riconosciuto a livello nazionale.

ne in via Sant’Eufemia e luoghi di accoglienza per le famiglie in via San Massimo. Un sistema integrato che riconosce come la cura non si esaurisca nell’assistenza sanitaria, ma debba includere anche il supporto educativo, relazionale e umano.

Il progetto del nuovo hospice pediatrico nasce nel 2021 con la presentazione del primo studio di fattibilità. Un’idea che, fin dall’inizio, ha trovato il sostegno delle istituzioni regionali e dell’azienda sanitaria, fino ad arrivare a un passaggio decisivo: il finanziamento del Ministero della Salute, pari a quasi 9 milioni di euro. Un investimento che ha permesso di proseguire il percorso progettuale e di arrivare, nel 2025, all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo. Il primo intervento interesserà via Falloppio 17, destinata a diventare il cuore assistenziale del nuovo hospice pediatrico. Accanto a questo nucleo centrale, il progetto prevede anche uno sviluppo più ampio: spazi dedicati alla formazio-

A sintetizzare il senso profondo dell’iniziativa è il presidente dell’associazione Miglior Vita Possibile, che parla di «un grande impegno etico, civile e sociale», finalizzato a garantire ai bambini e ai ragazzi colpiti da malattie difficili e spesso rare «la miglior vita possibile». Un’espressione che non indica una rinuncia alle cure, ma la volontà di offrire una vita il più possibile normale, ricca di relazioni e di opportunità, anche dentro una condizione di fragilità. Questa impostazione si inserisce in un contesto più ampio, in cui le cure palliative pediatriche stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella medicina moderna. Un ambito che, come ricordato durante la presentazione del progetto, in passato veniva guardato con diffidenza, ma che oggi è riconosciuto come indicatore fondamentale della qualità della risposta sanitaria. Non una sconfitta della medicina, ma un modo diverso e più completo di prendersi cura.

Lo stesso equilibrio tra rigore scientifico e attenzione alla persona caratterizza anche l’attività trapiantologica. Padova si conferma infatti uno dei principali centri italiani per i trapianti di rene. Dal 1988 a oggi sono stati effettuati 3.710 trapianti renali, con una crescita costante dei trapianti da donatore vivente, che hanno raggiunto quota 856. Particolarmente significativo è il capitolo della donazione samaritana, una delle forme più alte e complesse di solidarietà in ambito sanitario. Dal 2021 al marzo 2025, a Padova sono state valutate cinque persone come potenziali donatori samaritani, dando origine a esperienze concrete che hanno attivato catene di trapianti incrociati tra diversi centri italiani. Alla base di questi percorsi c’è un protocollo rigoroso, che integra valutazioni cliniche, psicologiche ed etiche, con l’obiettivo di tutelare pienamente il donatore e, allo stesso tempo, offrire nuove possibilità di vita ai pazienti in attesa. Che si tratti di accompagnare bambini fragili lungo percorsi di cura complessi o di trasformare un gesto di altruismo individuale in un’opportunità concreta per più persone, Padova conferma una sanità capace di guardare oltre la prestazione, mettendo al centro la persona e il valore della vita in tutte le sue fasi.

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