Sport p.18
Motori
NOVEMBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.162
Cultura p.17
del Delta
on-line: Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa
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e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del govera pag 10 no Conte 1, quello di cui la Lega era servizio componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.
Diritti esclusivi: i pescatori vincono il braccio di ferro Il consiglio provinciale ha votato la proroga della convenzione a favore del consorzio cooperative pescatori di Scardovari per 15 anni
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I big della pesca nel Delta I
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Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.
l mondo della pesca nazionale si è riunito nel Delta del Po e a Chioggia per la settima edizione del seminario nazionale dei Flag (Fisheries Local Action Group). Ad organizzare la tre giorni sono stati la Rete Nazionale dei Flag, l’Autorità di Gestione del Feamp del Mipaaf e Farnet, che hanno scelto il Gruppo di azione Costiera Chioggia - Delta Pocome capofila per ospitare gli oltre cento partecipanti da tutto il territorio nazionale, sul quale si dislocano la cinquantina di Flag Gac. Il titolo, “State of play and nextperiod - obiettivi da raggiungere e nuove prospettive per i Flag italiani”, ha fatto da filo conduttore alle conferenze ed ai laboratori, a margine dei quali sono state organizzate visite a tema che di hanno coinvolto i delegati. Le tre giornate sono state impostate camisotti rispetto alle diverse tipologie di acqua, zone e sistemi di pesca e antonio di produzione che caratterizzano il Compartimento Marittimo di Chioggia: la prima ha interessato le attività nelle valli da pesca e alle foci dei fiumi Adige e Po (acque interne) - dopo un breve momento di presentazione presso l’hotel Capo Nord di Albarella, • Centro Revisione Auto e Moto • Vendita Auto usate i partecipanti hanno potuto toccare con mano la vita in una valle di tutte le Marche da pesca del Delta, in particolare Valle Segà di Rosolina, dopo • Autofficina Benzina e Diesel aver percorso con il pullman la suggestiva via delle Valli nei co• Servizio • Vendita e Assistenza muni di Porto Viro e Rosolina. La seconda ha coinvolto le lagune >direttore@givemotions.it< e le sacche del Delta del Po(acque interne e di transizione) con Germana Urbani Pneumatici • Garanzia e Assistenza attività seminariale presso il Museo Regionale della Bonifica di c’è storia, e in fondo non ce n’è mai nella propria Officina • Ricarica Climatizzatori Ca’ Vendramin e nel Comune di Porto Tolle; e la terza la laguna ulla carta non stata. Basti pensare che il divario minore il cene il mare (acque interne, di transizione e marino costiere) a Palo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore lazzo Grassi a Chioggia, dove è stato condiviso il ‘Manifestotrosinistra di Via G. Matteotti, 315 • 45018 PORTO TOLLE (Ro) • cell. 348 3912191 Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo Intenti dei FLAG italiani per il 2021-2027’ (Manifesto di Chioggia). tel. 0426 380777-0426 380498 • fax 0426 391623 • matteo.camisotti@libero.it parlando di un’altra era geologica, e il risultato percenFabio Pregnolato tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, e a pag 3 Redazione: segue anni Amministrazione fa.
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In questo numero il nuovo inserto
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consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019
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Porto Viro
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Infrastrutture Riqualificazione
Un’immagine dei lavori
Ponte Gramignara senza auto U
n’ordinanza del sindaco Maura Veronese ha messo fine al dibattito, approdato anche nell’ultimo consiglio comunale, sulla situazione del ponte Gramignara, decretandone la chiusura al traffico per tutti gli autoveicoli e consentendolo ai soli pedoni, biciclette, ciclomotori e motocicli, sino alla messa in sicurezza dello stesso – che al momento non pare realizzabile. La situazione del ponte tra via Gramignara e via Mea sovrastante il Collettore Padano Polesano era stata oggetto qualche tempo fa di un’interrogazione a risposta orale da parte dell’intera minoranza consigliare. Silvia Gennari, Thomas Giacon, Geremia Gennari, Ivano Vianello e Alessia Tessarin nel documento
constatavano come, trascorsi oltre quattro anni da un’ordinanza dell’amministrazione Giacon, il ponte continuasse a trovarsi nella medesima (se non peggiore) situazione e osservavano come le strutture atte a limitare il traffico sul manufatto in frazione Mea continuassero a trovarsi in costante condizione di degrado e fatiscenza. L’ordinanza del 2015 istituiva un senso unico alternato per veicoli fino a 5 tonnellate, con velocità limitata a 30 km/h e divieto di transito per quelli con peso superiore alle 5 tonnellate, mediante collocazione di segnaletica verticale, orizzontale e di blocchi in calcestruzzo. Nell’assise consiliare è stato quindi l’assessore alla viabilità Diego Crivellari a illustrare
Dopo quattro anni dall’inizio dei lavori di messa in sicurezza la situazione deve ancora sbloccarsi. Intanto il divieto di transito non è rispettato
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la situazione odierna: “Da un confronto con i funzionari del Consorzio di Bonifica Delta del Po – nelle competenze del quale il ponte di Gramignara rientra non ci sono economie per interventi significativi perché si parla di un milione e mezzo di euro. Abbiamo così dovuto provvedere ad un ulteriore restringimento della carreggiata dopo un monitoraggio con l’ingegner Franco Pozzato (lo stesso del 2015). Ciò
non toglie che l’amministrazione cercherà fondi in Regione per il ripristino del ponte”. Una situazione di emergenza rimarcata anche dal sindaco, rispondendo alla consigliera Silvia Gennari, che voleva scongiurare la chiusura ricorrendo magari a limitatori in altezza per gli automezzi, ed evitare così il disagio di un giro di svariati chilometri: “Degli incivili, operanti in ambito prevalentemente agricolo, continuano a passare sprezzanti della segnaletica che impedisce il passaggio di carichi importanti, fregandosene di spostare e rompere i limitatori, semplicemente per comodità; le prescrizioni sono sempre state fatte rispettare ma ultimamente abbiamo notato un’ingravescenza dell’atteggiamento incivile di chi utilizza un bene di tutti rompendolo”. E di “scelta gravosa” ha parlato anche Ivano Vianello, nel suo intervento in consiglio. Un provvedimento necessario ma drastico dunque, soprattutto per i residenti della zona che hanno già alzato la voce. Fabio Pregnolato
Selezionate le famiglie per l’annuale censimento
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ottobre 2019 è partita una nuova edizione del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni; per la seconda volta l’Istat effettua la rilevazione censuaria con cadenza annuale e non più decennale. A differenza delle passate tornate censuarie, il censimento non coinvolge più tutte le famiglie nello stesso momento, ma solo un campione di esse: ogni anno quelle chiamate a partecipare sono circa un milione e quattrocentomila in oltre 2.800 comuni, tra i quali rientra anche Porto Viro. Per quanto riguarda il campione portovirese del 2019, sono 53 le famiglie per la rilevazione areale e 402 per la rilevazione da lista. Per quest’ultima, la compilazione del questionario online potrà avvenire fino al 13 dicembre: dal giorno successivo l’intervista sarà possibile solo tramite rilevatore. Partecipare al Censimento è un obbligo di legge e la violazione dell’obbligo di risposta prevede una sanzione. Se il cittadino ha bisogno di aiuto o assistenza può rivolgersi in forma del tutto gratuita al Centro Comunale di Rilevazione (Ccr) del Comune, presso l’Ufficio Elettorale e Statistica (Tel 0426/325724-325727 Mail: elettorale-statistica@comune.portoviro.ro.it). Gli operatori del Centro Comunale di Rilevazione sono Emanuela Amabile Raddi e Rosella Astolfi, mentre i rilevatori che passeranno presso le abitazioni muniti di tesserino con foto sono: Maitena Bonandin, Elisabetta Ferrucci, Valentina Furlanetto, Fabio Pregnolato e Francesco Rubin.
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Proposta culturale Il Veneto legge
Così i giovani studenti scoprono l’amore per la lettura N
ell’ambito dell’ iniziati- fra le varie discipline studiate va “Il Veneto legge” si è dai nostri ragazzi del triennio tenuta nelle scorse settimane dell’indirizzo turistico-sportiuna maratona di lettura, orga- vo di Porto Viro, è previsto lo nizzata su proposta della re- studio di arte e territorio che sponsabile della biblioteca di ha fra gli altri, come obiettivo, Porto Viro, Lara Mantovani, quello di sviluppare proprio la che ha coinvolto l’istituto cit- conoscenza dei linguaggi artitadino Itse C. Colombo. stici, inserendoli nel contesto La manifestazione, giunta or- storico generale che li ha gemai alla sua terza edizione, ha nerati”. come scopo quello di promuoUn’altra novità ha interesvere la lettura per tutti in qual- sato il Colombo grazie all’asiasi luogo di incontro. Seguiti zienda Medica Porto Viro, che dalle docenti di lettere Rossi e ha deciso di donare all’istiVisentin, otto studenti frequen- tuto una nuova attrezzatura: tanti il triennio del Colombo, in un frigorifero atto alla conserveste di lettori hanno condotto vazione di farmaci salvavita, una performance consegnato dal di lettura collettiva responsabile sulla “Vita di Leodell’azienda all’iSeguiti nardo” rivolta agli stituto e messo alunni delle classi da una docente subito a disposiseconde dell’istizione in un’ottigli studenti tuto comprensivo ca di promoziohanno voluto ne della salute e di Porto Viro, che hanno partecipato della sicurezza promuovere in qualità di spettaper garantire una il valore tori attivi. conservazione della lettura Marta Ballo e ottimale dei meRiccardo Tiengo dicinali. Gazziedella classe 3A, ri ha aggiunto: Chiara Pregnolato della 4A, “Ringraziamo l’azienda per Eva Duò e Niccolò Boscolo l’attenzione rivolta al nostro Cegion della 3B, Elena Ferro istituto; la promozione della della 4B, Samuele Bruzzese e cultura della sicurezza è un Anna Marangoni della 5B, ol- elemento trasversale a tutte tre a condurre un prima fase le discipline nel percorso scosulla vita di Leonardo, hanno lastico e favorisce l’adozione descritto ai giovani studenti al- dei corretti comportamenti da cune delle sue principali ope- tenere per affrontare le situare. In chiusura, lettori, giovani zioni di rischio. E’ parte intespettatori e insegnanti, si sono grante del Piano dell’Offerta alternati nella lettura di frasi Formativa della scuola, che nel e aforismi attribuiti al grande corso degli anni ha realizzato maestro. attività specifiche di informaLa dirigente scolastica Cri- zione e formazione del persostina Gazzieri ha spiegato: “È nale e degli studenti”. stato un momento di incontro Fabio Pregnolato e confronto sicuramente significativo, senza trascurare che
Un albero per celebrare la vita: caloroso benvenuto ai nuovi nati della città
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ono 68 i bambini portoviresi nati nel 2018, per i quali anche quest’anno è stata celebrata la Festa degli Alberi. Alle famiglie che si sono radunate in Sala Eracle è stata donata una cartellina contenente materiale con consigli di lettura per genitori e piccoli lettori: un invito alla ‘prelettura’ studiata da psicologi e bibliotecari. Oltre a questo, secondo una legge del 1992, ai genitori sono stati consegnati gli alberelli da mettere a dimora nel giardino di casa o in un vaso. I 29 maschi e le 39 femmine venuti alla luce l’anno scorso - tra i quali si contano due coppie di gemelli - sono stati accolti dal vicesindaco Doriano Mancin e da un commosso don Danilo,
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salesiano da poco arrivato al centro giovanile San Giusto. Presente sul palco dell’Eracle in veste di genitore anche l’assessore di Rosolina Stefano Gazzola. Le pianticelle autoctone sono state fornite dal Gruppo Iniziative per l’Ambiente, presieduto da Vincenzo Mancin, che ha spiegato: “Sono quattro le specie di piantine donate, tutte a crescita lenta, due sempreverdi e due a foglie caduche. Gli alberi spesso vengono piantati anche nelle cerimonie tra capi di stato, sono simbolo di vita e di questi tempi di cambiamenti climatici”. F a. Pr.
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Porto Viro
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Anniversari 100 anni dalla scomparsa
In memoria di Luigi Siviero Il martire che conobbe D’Annunzio è stato celebrato con la visita in città dello scrittore Giordano Bruno Guerri
“A
h, Comandante, mi volevano far prigioniero: morto sì, vivo no”. Sono le ultime parole che il fante Luigi Siviero, nato a Contarina e morto come primo martire di Fiume nel 1919, cento anni fa rivolse a Gabriele D’Annunzio: quel suo motto divenne quello degli esuli fiumani. In città esiste una via intitolata al giovane Siviero e l’anniversario è stato celebrato con l’arrivo a Porto Viro dello scrittore e storico Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, dove accanto a D’An-
nunzio il giovane contarinese riposa. Guerri ha presentato al pubblico dell’ex Macello il suo ultimo libro “DisobbediscoCinquecento giorni di rivoluzione. Fiume 1919-1920”. L’incontro è stato organizzato da Giacomo Molon e dopo i saluti della consigliera comunale Cecilia Finotti e del vicesindaco Doriano Mancin, ha permesso a Guerri di dipanare la storia dell’impresa di Fiume: “Dei 50.000 abitanti della città del Quarnaro, 29.000 parlavano italiano e chiedevano di essere ammessi all’Italia. L’impresa
Sopra G.B. Guerri e i discendenti di Siviero Sotto: Luigi Siviero
del Vate fu patriottica, non fascista, giacchè allora si parlava di Quarta guerra d’indipendenza e non di Prima guerra mondiale. Allora D’Annunzio era l’italiano più famoso del mondo, ma oggi non è ben visto perché negli anni è stato erroneamente avvicinato al Fascismo”. Lo scrittore ha spiegato ancora: “Si disse che fu il Giovanni Battista del Fascismo; ruppe gli schemi piccolo borghesi dell’Italia
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dell’800 e tutte le stranezze anche in fatto di sesso - furono attribuite a lui”. Prima di concludere accanto alla medaglia di Siviero, Finotti ha letto una commovente lettera che la madre del fante, Maria Vidalidi Ca’ Cappellino, scrisse a D’Annunzio, e ha consegnato una targa ai discendenti della famiglia del giovane eroe. Fabio Pregnolato
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Scardovari Consigliera d’opposizione
“Servono interventi per la pubblica incolumità” “Chiediamo attenzione per la scuola e la palestra di Scardovari perchè ritengo siano il primo presidio di vita per una frazione come la nostra, seconda per numero di abitanti del Comune, ma prima per economia”. Sono queste le dure parole della consigliera di opposizione Silvia Siviero nel rendere noto i contenuti di una interrogazione, firmata dall’intero gruppo di minoranza, la cui problematica verrà discussa nel prossimo consiglio comunale.
Silvia Siviero
Gli interventi - si evince dal documento - si renderebbero necessari per la presenza della muffa che rende gli ambienti poco salubri, dai servizi igienici poco adeguati, dall’intonaco delle pareti danneggiato dalle infiltrazioni dai finestroni e dal tetto. Una situazione che peggiora ad ogni temporale, soprattutto dopo quello avvenuto lo scorso agosto. Secondo i consiglieri di opposizione, ad ogni temporale, si allagherebbe infatti parte della palestra,
gli spogliatoi e i ripostigli della parte ovest dell’edificio pubblico. Nell’interrogazione inoltre, fanno presente le pessime condizioni della strada e del marciapiede davanti alla scuola, che potrebbero diventare motivo di criticità per
l’incolumità pubblica. “Spero - conclude la consigliera che la giunta si metta al lavoro per progettare al più presto un’adeguata ristrutturazione degli edifici, rendendo accogliente e più salubre un luogo frequentato dai ragazzi”.
Nel contempo auspica che la giunta Pizzoli “si attivi con interventi di manutenzione per la messa in sicurezza della pubblica via di accesso ad uno dei servizi più importanti per la comunità”. Guendalina Ferro
Nominati i nuovi membri del Consiglio direttivo del Parco del Delta
Il Presidente della Regione, Luca Zaia, ha firmato i decreti con i quali sono stati nominati i nuovi Presidenti e Consigli Direttivi dei Parchi regionali del Veneto Colli Euganei, Delta del Po, Fiume Sile e Lessinia. Alla guida del Parco del Delta il Governatore ha Moreno Gasparini. “La squadra che governerà il futuro di queste perle naturalistiche e turistiche del Veneto è di qualità ed è stata scelta al termine di un accurato confronto con i territori. Non a caso parlo di squadra, perché mi aspetto lavoro in sinergia tra i presidenti e i rispettivi consigli direttivi e tra tutti i parchi, che hanno singole peculiarità sacrosante, ma costituiscono anche un unicum nel panorama delle cose belle e utili che contraddistinguono il Veneto e che possiamo spendere con orgoglio in tutto il mondo, sia sul piano della valenza naturalistica, sia su quello del turismo ecocompatibile, slow, che tanto successo sta riscuotendo ovunque. A tutti auguro buon lavoro” ha dichiarato Zaia. Il Consiglio direttivo del parco del Delta dunque così composto: Moreno Gasparini, Giovanni Chillemi, Roberto Pizzoli, Adriano Tugnolo, Maura Veronese..(Ga.Fe.)
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Consiglio provinciale Vincono i pescatori
Sara Mazzucato ha proposto l’aumento del canone annuo fino a 250 mila euro
Fine al braccio di ferro sui diritti di pesca I
l consiglio provinciale ha votato la proroga della convenzione sull’affidamento diretto dei diritti esclusivi di pesca a favore del consorzio cooperative pescatori di Scardovari per i prossimi quindici anni. Dopo circa due ore di discussione, il punto all’ordine del giorno a favore dei 1500 pescatori è passato con i cinque voti dei consiglieri provinciali (Roberto Pizzoli, Sara Mazzucato, Valeria Mantovan, Francesco Siviero e Alberto Martello) contro i tre voti dei consiglieri Antonio Laruccia, Valeria Toso e del presidente della provincia Ivan Dall’Ara. Assente la forzista Ilaria Paparella, ingiustificata l’assenza per la consigliera adriese Ema-
nuela Beltrame (Lega) e assente giustificato Fabrizio Bonin (Lega). In un clima di tensione alimentato dalla Pec del maggio scorso, inviata dall’Agenzia Delta Po Immobiliare srl, con la quale chiedeva alla Provincia che la concessione dei diritti esclusivi di pesca in favore del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine non venisse ulteriormente prorogata né riaffidata in via diretta, si è creata una spaccatura nel consiglio provinciale, alla quale si è aggiunta la comparsa di un Consorzio “farlocco” a quattro giorni dal consiglio provinciale. Una situazione che, nel corso della seduta pubblica, ha registrato gli interventi a favore dei
Il punto all’ordine del giorno a favore dei 1500 pescatori è passato con i cinque voti dei consiglieri provinciali Pizzoli, Mazzucato, Mantovan, Siviero e Martello
pescatori, del consigliere Roberto Pizzoli, Francesco Siviero, Valeria Mantovan, Alberto Martello e Sara Mazzucato. Quest’ultima ha inoltre proposto, una volta approvata la proroga dei quindici anni “un emendamento in cui venga aumentato il canone annuo fino a 250mila euro, demandando agli uffici la valutazione della congruità dell’importo, a fronte di calcoli matematici e non di
Riprende l’università popolare: corsi per tutti
È
partita il 30 ottobre dall’agriturismo la Rugiada di Ca Venier, l’università del tempo libero di Porto Tolle. Una prima lezione di cucina, nel corso della quale sono stati proposti piatti tipici locali, realizzati con i prodotti del territorio. “Visti i buoni riscontri della scorsa edizione - spiega il vice sindaco Silvana Mantovani - anche quest’anno proporremo degli incontri in cui dei nostri portotollesi, sparsi per il mondo, verranno a raccontare le loro esperienze. Il primo ospite sarà previsto il 20 novembre prossimo con Mirko Magarotto, ingegnere aerospaziale, che racconterà del suo lavoro e di come ogni giorno affronta le missioni spaziali”. Non mancheranno le lezioni di storia, geologia, cultura, educazione alla salute, architettura e paesaggio, e musica. “In collaborazione con Enaip, sono aperte le iscrizioni ai corsi serali di cucina, dell’uso dello smartphone, informatica e corsi di lingue (spagnolo, inglese e tedesco ). “Una collaborazione che dura almeno da dieci anni quella con Enaip - spiega la Mantovani - e i corsi di lingue servono da supporto per le attività turistiche del nostro territorio. Rimarranno aperte le iscrizioni anche per il corso di pittura”. A garantire la segreteria per le iscrizioni ai corsi serali, resi possibili dalla collaborazione con Enaip, sarà la cooperativa Goccia. La sede delle lezioni sarà la scuola media di Ca’ Tiepolo. Per maggiori informazioni rivolgersi alla sede comunale o alla cooperativa Goccia. Gu.Fe.
Un momento della lezione dove i ragazzi imparano con la didattica laboratoriale
Didattica laboratoriale Sono iniziati i laboratori esperienziali all’Ipsia Colombo di Porto Tolle. Si tratta di un progetto nell’ambito della promozione e conoscenza delle proposte formative sco-
lastiche per gli alunni delle terze medie. “È una strategia di insegnamento e di apprendimento, la didattica laboratoriale - si legge nella nota dei referenti scolastici -, con la quale gli studenti partecipano attivamente al percorso di apprendimento, valorizzando le diverse abilità e competenze. Un modo per gli alunni e le alunne di sperimen-
mere valutazioni a spanne, con l’espresso intendimento che i beneficiari dei diritti esclusivi di pesca dovranno aderirvi per iscritto per il permanere della proroga. Prima dell’inizio della seduta pubblica, il Consorzio dei pescatori, assistito dall’avvocato Gianpietro Berti, ha depositato due esposti alla Procura, uno a carico del presidente Dall’Ara e uno a carico di Votta Gravina, a causa delle dichiarazioni che avrebbero rilasciato all’indomani del consiglio di maggio. A sua volta, il presidente Dall’Ara, a difesa e tutela del suo ruolo di presidente, ha annunciato nel corso del consiglio provinciale che avrebbe depositato un esposto nei confronti del Consorzio. Il voto della maggioranza dei consiglieri presenti a palazzo Celio ha decretato la vittoria dei pescatori. Guendalina Ferro
tare un nuovo metodo didattico che consente loro di credere nelle proprie capacità e creatività che possono esprimere, e nella comunicazione di quello che riescono a realizzare. Questo perché, il punto di forza dell’istituto professionale Ipsia di Porto Tolle, sono l’utilizzo di laboratori, dove lo studente ha la possibilità di toccare con mano e verificare la propria capacità operativa, simulando e realizzando i lavori studiati e progettati”. Tra le attività proposte agli alunni, il laboratorio di nautica dove il docente propone attività riguardanti l’astronomia e il riconoscimento dei principali astri, la lettura di carte nautiche e l’esecuzione di nodi. Laboratorio che fa parte del percorso di studi del corso di “Pesca Commerciale e Produzioni Ittiche”, unico nel territorio regionale, pensato ed avviato già da due anni per valorizzare le risorse del territorio e lo storico corso di “Manutenzione e Assistenza tecnica”. Buoni i riscontri da parte dei ragazzi e delle ragazze delle scuole medie di Ca Tiepolo e Scardovari, che nel corso della loro visita all’istituto professionale, hanno dimostrato particolare interesse per le attività eseguite nei laboratori tecnologico-scientifico e di meccanica con la lavorazione alle macchine utensili. Gu.Fe.
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Rosolina
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Progetti Infrastrutture
Ponte sull’Adige, un sogno che diventa realtà S
orgerà un nuovo ponte sull’Adige. E per questo motivo, all’auditorium Sant’Antonio di Rosolina è stata organizzata una serata di presentazione del progetto, alla presenza del sindaco di casa Franco Vitale, del sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, del prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca, con l’intervento di Giancarlo Mantovani, direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po. Il progetto ha già la copertura finanziaria e costituisce un vecchio so-
Fungerà da alternativa alla strada Romea per collegare Isola Verde e Sottomarina con le spiagge polesane, ma anche da barriera contro le risalite del cuneo salino gno del Consorzio, che finalmente potrà tradursi in realtà. Un ponte stradale, collegante Rosolina a Chioggia, che possa fungere da percorso alternativo alla strada Romea, in particolare per il turismo, ma che costituisca anche una barriera contro la risalite del cuneo salino, dotato delle necessarie paratie e delle migliori tecnologie disponibili. L’idea è già in fase di progetto esecutivo. La struttura dovrebbe essere realizzata 6 chilometri a valle della strada Romea, in zona Rosolina Mare. Oltre al compito primario di qualunque ponte, ossia collegare due territori diversi (le spiagge polesane a quelle di Isola Verde e di Sottomarina), se ne aggiunge un altro vitale per il Polesine: costituire una barriera contro la risalita del cuneo salino, che tanti danni ha provocato all’agricoltura polesana. Si tratta di un fenomeno collegato a quello della subsidenza, ossia l’abbassamento della costa. Questo comporta che, in determinate condizioni meteo e di marea, l’acqua salata del mare risalga anche per chilometri il corso del Po. Gli effetti per le coltivazioni, che ven-
gono irrigate proprio dal Po, sono devastanti. Sono stati stanziati 20 milioni di euro per realizzare una diga-antisale alla foce dell’Adige, e il ponte verso Sant’Anna di Chioggia. Lo stanziamento, in arrivo dal ministero delle Infrastrutture, sarà destinato al Consorzio di Bonifica e sarà utilizzato per i lavori di adeguamento dello sbarramento antisale alla foce dell’Adige, con bacinizzazione del fiume per il contenimento dell’acqua dolce a
monte. Giancarlo Mantovani, direttore del Consorzio nonché progettista, assieme al geometra Giorgio Siviero e con gli uffici consorziali, spiega che si tratta di un ponte carrabile sull’Adige, di 116 metri di lunghezza complessiva e unirà le due sponde del fiume. Sotto verranno alloggiate delle paratoie metalliche mobili, abbassate solamente nel caso di magra del fiume e risalita del cuneo salino. Marco Scarazzatti
Con Mosbach un gemellaggio ricco di incontri
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l gemellaggio tra il Comune di Rosolina e la città tedesca di Mosbach si è rinsaldato grazie ad una visita che il coro ‘Sing a Song’ degli amici del BadenWüttemberg ha fatto all’amministrazione bassopolesana per scoprire il territorio del Delta. Ad attendere i circa 70 componenti sull’Isola di Albarella c’erano infatti delle bici: un mezzo rispettoso dell’ambiente con cui hanno potuto avventurarsi nella natura del posto. “Albarella si può vivere tutto l’anno, grazie al suo ambiente, ai percorsi sportivi e alla bicicletta - ha spiegato Mauro Rosatti, direttore generale dell’Isola –. È la forza di questo territorio: possedere dei valori naturalistici che non si trovano in altre località di mare”. “Il gemellaggio con Mosbach è iniziato tre anni fa e da allora si sono succedute diverse visite che hanno contribuito ad aumentare l’affetto che lega le nostre due comunità – ha aggiunto Giovanni Crivellari, presidente del consiglio comunale -. Quello di oggi è un momento particolare perché il coro di Mosbach ha
realizzato un concerto di beneficenza il cui ricavato andrà alla scuola per l’infanzia Sant’Antonio. Un ringraziamento speciale poi va ad Albarella per averci dato la possibilità di visitare questo splendido territorio, fiore all’occhiello della nostra offerta turistica”. “Ogni volta che i nostri amici di Mosbach mi contattano, mi chiedono sempre tre cose – gli ha fatto eco Ottavio Aggio, presidente del comitato per i gemellaggi -: un giro in barca, mangiare bene e visitare Albarella”. Fabio Pregnolato
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Ariano nel Polesine
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Auser Inaugurati i murales
Panchine rosse contro la violenza Due gesti concreti per sensibilizzare tutta la comunità nei luoghi di ritrovo sul tema della violenza di genere e dei femminicidi
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ell’ambito delle iniziative attivate contro la violenza di genere i due circoli Auser di Ariano Polesine, insieme agli alunni delle scuole medie, hanno dipinto una panchina rossa in largo Matteotti ad Ariano Polesine per dire no alla violenza contro le donne. Nel contempo, la street artist romana Alessandra Carloni ha realizzato il murale sulla parete della fontana e scalinata che da piazza Garibaldi collega la strada arginale. A presenziare al duplice evento che rientra nel progetto Taci (Teatro, arte, cultura e inclu-
sione contro la violenza) di Auser Veneto la presidente dell’Auser Polesine Marinella Mantovani, il sindaco Luisa Beltrame, il parroco Don Gabriele Fantinati e Alessandra Carloni. La sindaca Luisa Beltrame, dopo i doverosi ringraziamenti, si è rivolta ai giovani: “Il tema sulla violenza contro le donne non è un argomento così scontato, perché purtroppo è notizia di questi giorni sui giornali di episodi violenti, di cui bisogna parlare, partendo da un concetto fondamentale che è la base delle nostre relazioni personali e umane, ovvero il rispetto. Inteso in
In alto, il murales con gli studenti Sotto, la targhetta della panchina rossa
ogni fronte, campo e ambito nel quale ci troviamo a condividere le nostre relazioni”. “La panchina rossa di Ariano nel Polesine - ha detto Marinella Mantovani – è una delle 44 panchine inaugurate in altrettanti comuni del Veneto. La scelta delle due piazze, collocate nel centro del paese e a poche centinaia di metri l’una dall’altra non è a caso, perché sono due luoghi di aggregazione e socializzazione per la nostra comunità”.
“Ecco allora – conclude Beltrame - che il messaggio scritto sulla panchina rossa in largo Mazzini “Le mani sulle donne solo per le carezze” e la raffigurazione del murale in piazza Garibaldi con scritto “Cor Meum” (cuore mio), risultano essere due messaggi significativi che devono rimanere sotto agli occhi di tutti, per essere memoria quotidiana e per ricordare a tutte le vittime di violenza che non sono sole”. Guendalina Ferro
Con mostre e laboratori gli studenti scoprono il Delta
“S
an Basilio di Ariano nel Polesine. Tra Po e Adige, tra Etruschi e Veneti” è il titolo di una progettualità nata dalle sinergie di vari enti, finanziata dalla Fondazione Cariparo e dall’Interreg Italia Croazia Value e dalle Università di Venezia Ca’ Foscari e di Padova a cui sono affidati gli scavi. “Nel lasso di tempo delle due tappe progettuali - ha spiegato la sindaca Luisa Beltrame -, 300 alunni delle scuole hanno visitato gli scavi archeologici aperti a San Basilio e molti di loro hanno partecipato ai laboratori didattici organizzati al museo di Adria. Nuove iniziative saranno sul mio tavolo nelle prossime settimane, e questo prova che la sinergia creata tra gli enti coinvolti è lo strumento per valorizzare il progetto che stiamo portando avanti”. “L’investimento della fondazione Cariparo nell’archeologia credo abbia un valore strategico perché il Delta è un grande attrattore turistico e permette attraverso gli scavi di avere una maggiore consapevolezza del valore del nostro territorio” dichiara Antonio Giolo della Fondazione. “La mostra fotografica, colorata per facilitarne la lettura, è disposta per richiamare il motivo a meandro delle scoperte relative del VI e V secolo a.C.. Da qui il nome della mostra Meandri di storia, per via dei ritrovamenti di reperti in un’area di scavo (tenuta Forzello) molto difficile dal punto di vista della comprensione storica” ha detto l’ideatrice della mostra Sandra Bedetti. Gu.Fe.
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Parola d’ordine: promuovere la cultura nel territorio “Culturalmente Taglio di Po” vuole avvicinare i cittadini agli scrittori locali promuovendo la lettura, la socializzazione e lo scambio di idee
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iniziata a ottobre e si concluderà il 4 dicembre “Culturalmente Taglio di Po” la rassegna di incontri con gli autori locali, promossa dall’assessorato alla cultura di Taglio di Po. Quattro appuntamenti a cadenza quindicinale che spazieranno dalla psicologia alla storia. Dopo Eliana Albertini con “Malibù” del 4 pttobre, il 6 novembre Renato De Rita ha presentato “Essere eroi, come vivere felici fino a cento anni”, è previsto ora per il 20 novembre Maurizio Romanato e Maria Lodovica Mutterle che esporranno “Un imperatore a Rovigo (1819) e il 4 dicembre, a chiudere la rassegna saranno Marianna Camèra e Morgan Bordon che dialogheranno su “Cambia la tua vita con un grazie”. “Si tratta di momenti attesi dai cittadini, per imparare a conoscere i nuovi scrittori locali e nel contempo promuovere la lettura in un contesto che rappresenta il pretesto tra le persone di socializzare, scambiare idee e quindi di dialogare - commenta l’assessore alla cultura Veronica Pasetto -. Le iniziative culturali per gli adulti si traducono con i corsi dell’università popolare Polesana, organizzata nell’ambito della rete provinciale”. Le lezioni, partite il 4 ottobre scorso, avranno cadenza settimanale, nel giorno del martedì, dalle 16 alle 17.30 e termineranno il prossimo 28 aprile. “Tra i motivi dell’adesione di un numero importante di persone al percorso di studi - spiega la Pasetto - il corso di inglese, che verrà riproposto anche quest’anno nei tre livelli di preparazione (base, medio e avanzato) e il corso di computer. Inoltre, da sempre privilegiamo gli insegnanti di Taglio di Po, perché cerchiamo di valorizzare i giovani laureati e dare così un chiaro segnale della presenza di tagliolesi che riversano le loro conoscenze nelle persone del territorio e quindi di scambio generazionale. Stiamo già lavorando per le ricorrenze come il 27 Gennaio, giorno in cui ospiteremo l’ebraista Matteo Corradin, con storici e letterati in occasione del 10 Febbraio per ricordare le foibe e il 21 Marzo saranno ospitate personalità dell’associazione Li-
Nella foto , l’assessore Veronica Pasetto
bera di Don Ciotti”. “Per gli alunni dell’istituto comprensivo, abbiamo progetti attivi con la biblioteca che provvederà a portare una valigia di libri a scuola e organizzando letture animate durante le vacanze scolastiche - conclude l’assessore -. Saranno previsti degli appuntamenti nei giorni 23, 27 e 30 dicembre sul tema “Il pianeta degli alberi di Natale”. Il 2 e 3 gennaio il focus sarà sulle “filastrocche in terra e in cielo”. Gli incontri del lunedì saranno con orario dalle 16-18 e gli altri giorni della settimana dalle 10 Guendalina Ferro -12”.
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Il Comune ha approvato il progetto definitivo - esecutivo dei lavori di sostituzione dell’impianto di illuminazione ordinaria del Pala Vigor, beneficiando di un contributo pubblico a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione per la realizzazione di progetti relativi a investimenti sul campo dell’efficientamento energetico e dello sviluppo territoriale sostenibile. “Dopo attenta analisi e valutazione - afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Davide Marangoni -, abbiamo deciso di utilizzare il contributo per la sostituzione dell’impianto di illuminazione ordinaria del Pala Vigor, nei limiti dell’importo di 30mila euro”. La scelta del Pala Vigor ha due motivi: gestionale, ovvero la presenza del cantiere dell’edificio, e il secondo legato all’opportunità di anticipare e realizzare l’intervento altrimenti finanziato con fondi propri. “Ciò consentirà la sostituzione di vecchi corpi illuminanti, costosi per manutenzione e consumo energetico, a favore di nuovi più prestanti; un altro tassello che si inserisce nella ristrutturazione che, da poco più di un anno, sta impegnando l’Amministrazione comunale” conGu.Fe. clude l’assessore.
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Territorio .
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Adria Un “No” forte e corale alla violenza da tutti i Comuni del territorio
Un fiume di fiaccole per Giulia T
ante, tantissime fiaccole accese per Giulia Lazzari, uccisa barbaramente a soli 23 anni dal marito Roberto Lo Coco, nella serata di sabato 19 ottobre per il corso Vittorio Emanuele di Adria. La mamma Moira e il papà Devis erano presenti per onorare sua figlia. Una situazione quasi surreale con un silenzio incredibile nonostante le tantissime persone presenti. Il sindaco di Adria Omar
Le favole, i sogni che ci tenevano sospesi tra realtà e immaginazione, fin da bambini, insegnandoci un mondo del tutto diverso da quello che, una volta adulti, impariamo a conoscere, è destinato – in modi diversi, ma non sempre – a crollare. Anche il sogno di Giulia si è sgretolato, come ceramica, all’improvviso: un sogno di famiglia, di amore, di futuro. Giulia, una ragazza dolce e introversa, una delle tante giovani donne uccisa da chi le gridava amore. Ma l’amore non si grida, non andrebbe nemmeno pronunciato: un semplice e fragile soffio che dovrebbe partire da un cuore e giungere all’altro senza troppi frastuoni e perversioni. Un segreto condiviso. Però con il tempo Giulia si accorge che qualcosa non va, è la più forte e la più fragile, prende la decisione: vuole liberarsi dalla perversione di chi,
ŠKODA raccomanda
Barbierato ha specificato: “Abbiamo perso un pezzo di Adria”, poche parole, ma significative dal primo cittadino, che giustamente ha preferito i gesti alle parole. Il corteo si è diretto prima nella piazza Grotto perché la mamma di Giulia depositasse un mazzo di fiori sulla panchina arancione; successivamente la stessa Moira ha messo un altro mazzo davanti al teatro comunale, dove già tanti fiori erano stati
depositati. Infine si è arrivati in piazza Garibaldi, fino alla chiusura davanti alla grotta ricreata in fianco alla chiesa Cattedrale come quella di Lourdes. Qui sono stati tanti i saluti da parte delle autorità presenti. Infatti non sono mancati i rappresentanti di tanti comuni come Pettorazza, Rovigo, Ariano, Loreo, Taglio di Po, Porto Tolle, Rosolina, Corbola, Cavarzere, Trecenta e molti altri. Una testimonianza importante non solo da
parte delle persone adriesi, ma molto di più, la voglia della gente di ricordare Giulia, ma soprattutto che la violenza sulle donne deve scomparire. Bello anche il gesto durante la partita tra Adriese e Clodiense, dove i tifosi chioggiotti hanno esibito uno striscione in Stefano Spano onore proprio di Giulia.
Perdonaci, buon viaggio Giulia un sentimento così alto e nobile, lo viveva come una possessione, una proprietà, un oggetto schiavo delle sue volontà, con il solo compito, che poi si tramuta in spaventoso obbligo, di colmare quelle mancanze che, probabilmente, si porta dentro da un vita. Lui non lo accetta. O meglio, finge di accettarlo, con la scusa di volerla raggiungere per abbracciarla l’ultima volta. Questo abbraccio è troppo forte, soffocante. Solo tanta confusione, smarrimento, i ricordi di una vita, di una bambina che ha ancora troppo bisogno di lei, di un futuro che non le spetta nel grande, ma enigmatico, cerchio della vita. Per volontà non della sfortuna o del caso, ma di chi non accettava un’altra
volontà, se non la sua, distorta e ridondante. E allora, incapace di accettare, la vita l’ha spezzata. Ma non la propria, non solo quella di una giovane ragazza, ma anche quella di una bambina che ha continuato, e probabilmente continuerà fino a che qualcuno non troverà le parole adatte per spiegarle una cosa tanto disumana, a chiedere dove fosse la mamma. Ovunque, nei tuoi successi e nei tuoi insuccessi. Nelle difficoltà, nei pomeriggi o nelle notti in cui ti sentirai disorientata e cercherei una stella, l’unica stella che potrebbe salvarti, guidarti e amarti. “Non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi” sussurrava un nostalgico piccolo principe. Allora, ti
accorgerai che quella stella non si trova solo in un cielo estivo ma è e sarà dentro di te, per sempre. Gli ultimi saluti a Giulia sono avvenuti sabato 19 ottobre con la fiaccolata, e sabato 26 ottobre, con l’ultimo, ma vero abbraccio, di chi le ha voluto bene per davvero. Da sempre e per sempre. Perdonaci, buon viaggio Giulia. (Sa.Co)
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Cultura .
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Iniziative record Andrea Fregnan
Andrea Fregnan al Rockin1000
Anche un portovirese a Rockin1000 C
’era anche un portovirese al “Rockin1000”, il concerto della band più grande del mondo che si è svolto all’aeroporto di Milano Linate ad ottobre. “Ogni volta è una magia unica e indimenticabile - racconta Andrea Fregnan, batterista ventinovenne, già alla quinta partecipazione a questo evento -. Sono partito di buon’ora con batteria, zaino ed un po’ di provviste per Linate, dove, dopo il montaggio degli strumenti, si respiravano già emozioni indescrivibili durante le prove con i mille musicisti: la scaletta del concerto prevedeva 18 brani, 3 dei quali da suonare insieme ai Subsonica e 2 con Manuel Agnelli”. Il palco dei mille musici-
sti (tra batterie, chitarre, bassi, cantanti, tastiere e fiati) era la pista di atterraggio dell’aeroporto di Linate e tutto era stato preparato come un vero e proprio viaggio musicale, con aereo targato Rockin1000 e passeggeri pronti a prendere il volo. Andrea, che suona la batteria da quando aveva otto anni, è parte dei SixteensAgain, la band pop punk portovirese che, nata nel 2012, ha avuto l’occasione di suonare all’Home Festival di Treviso nel 2013 e l’onore di sentir passare il suo singolo per Radio Marilù. “Per le prove generali dell’indomani - spiega ancora Andrea - l’impatto era meraviglioso: si sentivano la passione e la sinergia di un gruppo di mille musici-
Successo per la rassegna musicale a Porto Tolle Si chiama “Faccia a faccia con l’artista”, 4 appuntamenti con performance artistiche alternate da interviste tipiche
“F
accia a faccia con l’artista” è la rassegna musicale organizzata dall’Arci Donzella e patrocinata dalla Provincia di Rovigo, dal Comune di Porto Tolle e dall’Arci provinciale, con lo scopo di valorizzare i giovani talenti locali. Quattro appuntamenti, presentati nel circolo Arci di Donzella con un format televisivo, attraverso la conduzione di Pier Paolo Piccoli, le riprese affidate a Maurizio Burgato e Vinicio Zanardi per l’audio. Le esibizioni prevedevano performance artistiche intervallate da una tipica intervista, per far risaltare le personalità dei musicisti e i loro brani. Il primo incontro è stato con la cantante Alessia Concon, che ha proposto brani pop italiani e stranieri. Ha seguito il cantautore Ludovico Paganin che spicca per l’incisione di sua produzione con la band “Noire”, poi Silvia Pavanati e Enrico Siviero si sono esibiti con brani inediti genere stile indie rock e infine Giulia Moretto, accompagnata dal maestro Silvano Pozzato, è spiccata per la sua melodia vocale. Gu.Fe.
Il musicista ha avuto l’onore di suonare con Manuel Agnelli e i Subsonica all’evento che si è svolto nella suggestiva cornice dell’aeroporto di Linate
sti ed era come se fossimo stati un unico ed enorme cuore che pulsava allo stesso ritmo ed alle stesse note. Questo è il potere della musica, questo è il potere dell’unione”. Lo slogan del concerto era infatti “No Borders on Board”, per dare un messaggio di inclusività indipendentemente da tutto: tra i mille c’erano ragazzini e ragazzine, giovani e meno giovani da ogni parte del mondo (“ho conosciuto una
signora batterista dalle Bermuda” ricorda Andrea), tutti con storie e vite diverse, ma che davanti alla musica sono sullo stesso piano. “Arriva finalmente il giorno del concerto, sabato 12 ottobre: la location si riempie di spettatori, durante il pomeriggio avvengono esibizioni di volo acrobatico e le prove delle Frecce Tricolore: l’atmosfera è molto particolare. Si vedono in giro i sorrisi di musicisti pronti e trepidanti per l’esibizione e il pubblico in fibrillazione per quello che sta per accadere. Cala il sole dietro gli spalti, iniziano i preparativi nel backstage, le luci dell’enorme palco si accendono e partono le danze: entrano i mille, il pubblico freme, inizia il concerto! Anche qui la musica ha vinto”. Fabio Pregnolato
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Sport
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Marini Delta punta tutto su “Kuba” La squadra di volley deltina esordisce nel campionato A3 con una grande vittoria contro il Civitanova grazie anche al nuovo “gigante”arrivato, di origini polacche Jakub Turski che gioca nel ruolo di centrale
M
iglior esordio nel campionato di serie A3 di volley per il Marini Delta non poteva esserci: vittoria per 3-0 contro Civitanova in un’atmosfera delle grandi occasioni al Palasport di Porto Viro che per la prima volta ha salutato anche l’ultimo arrivato, il centrale polacco Jakub “Kuba” Turski, classe 1998. Duecentodue centimetri di altezza, Turski proviene dallo Jastrz�bski W�giel, formazione di PlusLiga, il massimo campionato di pallavolo maschile in Polonia. Proprio nella Talent Academy del club polacco ha fatto tutta la trafila delle giovanili, conquistando tra il 2015 e il 2017 due ori, un argento e un bronzo nei diversi campionati nazionali di categoria. Nel 2016/2017 arriva la chiamata in prima squadra, l’anno successivo fa il suo debutto ufficiale, ben figurando anche in Champions League, mentre l’anno scorso ha con-
tribuito al terzo posto finale in campionato dello Jastrz�bski W�giel. “Dopo la partenza di Kobzev, dice il diesse Gabriele Pavan, ci siamo orientati su un altro profilo straniero e abbiamo deciso di puntare su Jakub, un atleta di grande prospettiva, fisicamente prestante e già in possesso di buona tecnica”. Tra i mentori del giovane atleta polacco anche due nomi illustri della pallavolo italiana come Ferdinando De Giorgi e Roberto Santilli. “Ho accettato la proposta del Delta Volley perché so che qui avrò la possibilità di allenarmi a livello professionale. Mi ha impressionato positivamente l’organizzazione del club, così come mi affascina molto la sfida della Serie A3, una nuova avventura per me, in un nuovo Paese e in un nuovo ambiente”. Nel suo bagaglio l’atleta polacco porta gli insegnamenti appresi da tecnici italiani di
A fianco la squadra del Volley Delta
prim’ordine, su tutti “Fefè” De Giorgi: “È un grande allenatore, che mi ha permesso di migliorare molto soprattutto grazie alle sessioni individuali specifiche per noi centrali, dice Turski. Credo che a fare davvero la dif-
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ferenza fosse il livello di concentrazione e di precisione che ci richiedeva dall’inizio alla fine di ogni allenamento. Anche per questo, ora, penso di essere fisicamente e mentalmente pronto per il campionato italiano”. Che
giocatore è Turski che è approdato a Porto Viro? “È sempre difficile giudicare sé stessi, ma credo che le mie doti migliori siano il servizio e il muro”. Cristiano Aggio
Mancin vince a bordo della sua Ferrari 458 Evo
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er il secondo anno di fila, il pilota di Rivà di Ariano, Michele Mancin, ha vinto il Trofeo Italiano Velocità Montagna, questa volta salendo in classe GT Cup. Una vittoria arrivata alla guida della Ferrari 458 Evo di Gaetani Racing e maturata nel penultimo appuntamento della stagione alla Cronoscalata Alghero - Scala Piccada. “Chi l’avrebbe pensato ad inizio stagione, racconta Mancin. I grazie da dire sono davvero tanti, prima di tutto a Gaetani Racing per avermi dato fiducia, lasciandomi nelle mani una vettura così performante. Tutto il team mi è sempre stato molto vicino e mi ha aiutato a crescere, di gara in gara. Grazie a tutti i partners che mi hanno sostenuto, soprattutto nella fase finale quando hanno dovuto affrontare uno sforzo ulteriore per portare a casa il titolo nel Trofeo Italiano Velocità Montagna 2019”. Un ruolino di marcia invidiabile, quello di Mancin all’esordio: primo sul Costo, debutto assoluto sulla vettura del cavallino rampante, terzo a Verzegnis, primo ad Alghero e secondo a Cividale. “Quattro gare disputate, ricorda Mancin, con due vittorie di classe, un secondo ed un terzo. Possiamo dire che è stata una stagione pressochè perfetta, per tutti noi. A Cividale potevamo spingere un po’ di più ma ero un po’ abbottonato, non sapendo come si sarebbe comportata la Ferrari su un tracciato così sconnesso e stretto. Alla fine, comunque è andata benissimo così e in Sardegna è arrivato un altro bel successo”. Cr.Ag.
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#Politica
Regionali 2020, la corsa è partita
Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria
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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.
Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli
estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,
sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.
Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari
venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle
Matteo Renzi
adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.
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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico
Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega
“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”
“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”
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laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente
paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda
n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.
Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”. Alessandro Abbadir
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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto
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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno
portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali
Cristiano Corazzari
di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,
con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline
sportive associate. Si tratta di tutte quelle riconosciute dal Coni. Abbiamo 5.549 società sportive, che corrispondono all’8,7% di tutte quelle italiane. Siamo la terza regione per numero di società. In tutte le nostre azioni ci accompagna la Carta etica dello sport veneto, con la quale riconosciamo il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva”. Infine un pensiero alle prossime elezioni regionali. “E’ prematuro parlare di candidature, ma quel che è certo è che resto a disposizione e ringrazio per l’opportunità che il presidente Zaia mi ha dato. Continuerò ad impegnarmi al massimo, anche sui i temi del Polesine. Continuerà ad esserci la mia massima disponibilità per risolvere le problematiche a tutti i tavoli regionali e non solo, per affrontare insieme le nuove sfide”. Marco Scarazzatti
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iciamolo subito: scegliere un’auto elettrica non è l’affare del secolo. La batteria è ancora troppo cara e incide molto nel prezzo d’acquisto. Inoltre, l’autonomia è limitata e ci sono anche diversi e noti problemi per la ricarica. Però, chi utilizza l’automobile in città, se sceglie un’auto elettrica, può ottenere vantaggi anche economici. Prendiamo come esempio la Smart, auto “cittadina” per eccellenza. Il maggior costo d’acquisto si ammortizza, anche senza incentivi. La Smart elettrica più economica a listino costa intorno ai 24.200 euro. L’equivalente a benzina di euro ne costa 16.100. La differenza è di 8.100 euro, quanto costa la sola batteria. Eppure si può risparmiare. Come? Lavorando sulle condizioni di noleggio a lungo termine o leasing, con un anticipo alto e mantenendo una rata bassa, intorno ai 100 euro al mese. Così, con una percorrenza di circa 15.000 chilometri l’anno, si possono arrivare a risparmiare intorno ai 70 euro al mese. Nell’acquisto dell’elettrica ci sono poi altri vantaggi: ha diritto al bollo gratis per 5 anni. Nella RCA, molte Compagnie praticano sconti di circa 80 euro/mese. Tirando le somme, il risparmio totale può arrivare intorno ai 180 euro al mese. Il tutto a patto che siano sufficienti 150 km di autonomia al giorno, si percorrano almeno 15.000 km all’anno e si abbia la possibilità di ricaricare l’auto in casa o presso una colonnina nelle vicinanze.
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er chi vive e lavora nei centri urbani, anche la E-Bike è un mezzo comodo. All’inizio ci si fa un po’ di domande: come si carica? Devo attaccare la bici alla presa di corrente? Naturalmente no: basta sfilare la batteria e portarla a casa. Con un caricatore la si lascia in carica per qualche ora. L’autonomia dipende dall’uso che se ne fa, ma si può arrivare, per certi modelli, fino a cinque giorni. Secondo la normativa vigente inoltre il costo per l’acquisto di una bicicletta a pedalata assistita a può essere dedotto dal reddito per il 50 o addirittura il 100%.
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Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U
na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità. A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può
prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno più di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra
Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli
cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della città, che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario
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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano più di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. È ancora forte e radicata la loro tradizione, così come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdere” nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sé, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunità di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle località più gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferro”.
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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolarità relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standard”) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.
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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?
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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-
gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.
Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere praticamente tutti i dettagli della sua vita.
VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4
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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.
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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le
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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?
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emissioni delle polveri sottili dovute alle auto e all’autotrasporto diesel sono appena il 4% del totale. Perché le PM vengono dalle abitazioni (il 46%) e dall’industria (il 44%). I produttori dell’automotive hanno investito fior di miliardi di euro per migliorare l’ecosostenibilità dei loro mezzi, ma il vero problema è che ci sono
cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?
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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala
’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-
di Renato Malaman
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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente
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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala
Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a
NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE
Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid.
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L’iniziativa
Il Veneto di corsa contro il cancro
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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente
La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
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Problemi Il bando regionale ai piedi? Ecco fa il pieno le soluzioni per affrontarli di candidati e risolverli a pag 40
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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
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a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però
Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-
calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.
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L’iniziativa
Il Veneto di corsa contro il cancro
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erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.
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Consulenza scientifica Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di P candidati L’iniziativa
Il Veneto di corsa contro il cancro
erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’edegli inviti al 91% contro l’84%«Un in Italia, e un’adesione dele lo dice Repubblica, che con la (ne stensione mancano 53.000) e in pari Veneto (almerettori. incontro proficuo e costrutle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto Lega e col Veneto in particolare non no 1.300). In attesa che da Roma arri- tivo – sottolinea il Rettore di Padova, prevenzione sottoposto a screening in unRizzuto anno 194.973 donne,abbiamo con è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla vinodifatti concreti ehanon teorie, abbiaRosario – nel quale resisistrada, necessari, che hanno portato a 1.076 diagnomano, la nostra regione risulta la prima mo 10.346 deciso approfondimenti di percorrere questa riconfermato l’impegno forte dei nosi di carcinoma ad alzare dicoragalmeno 20 percentuale di donne in Italia per la capacità di assicurare i certamente inedita,ecertamente stripunti due la Atenei a sostegno della che sanità hanno salva lacertamente vita. livelli essenziali di assistenza (Lea) ai giosa, ma avuto altrettanto non veneta con le nostre attività di ricerca, Un inimpegno ha consentito di individuare meglio l’età propri cittadini. Il quotidiano ha analizcampata aria. Nonche butteremo mai alloanche formazione e assistenza. Sullagiusta carenza per loquesti screening: di lisotto dei 45 anni la mammografia risulta generalzato decine di indicatori ministeriali e sbaraglio ragazzialma inseriremo di medici abbiamo riscontrato la volontà mente inutile, tra ai i 45 e i 50 anni si puòcomune fare madi non è consigliata, mentre è di dati forniti dalle regioni stesse nelle gradatamente, vicino colleghi struttucollaborare per dare in tempi assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si tre aree di indagine (ospedale, distretto rati, e a occuparsi rapidi una soluziogià lavorando screening e prevenzione), assegnando al Veneto dellestasituazioni più a un’evoluzione che prevede di realizzareneunoall’emergenza personalizzato 222 punti su un massimo raggiungibisemplici, non certosu donne con caratteristiche genetiche a rischio. che siIlèProgetto creata». sperimentale, anle di 225. Sul podio anche Toscana ed di codici rossi. Ab-a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 Di donne “un incontro data non (con è certo scelta a caso. Il 14 chefiducia giovaninelle e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il storico”parla primo al mondoanEmilia aRomagna 220 punti), seguibiamo novembre (218) del 1891 nasceva infatti per ampiezza e velote da Piemonte e Lombardia (215 il nostre Università che il Rettore di fisiologo canadese Frederick Grant Bancità. certi che, punti), mentre a chiudere la classifica e siamo Verona Nocini, «nel che insieme a Charles vestito su sonoting, Campania (170), SiciliaHerbert (165) Best e con “Un la preparaquale – ha detto – nel 1921 misuraottenuta, per ogni Calabria (146scoprì punti,l’insulina, 14 sottotrasformando la soglia zione abbiamo gettato le quella che era una malattia mortale in donna, perché minima richiesta). i giovani medici ogni basi per colmare il malattia controllabile. successo ci spinge a Il una problema è che garantire un futuro saranno preziosi gap creatosi nella l’Organizzazione mondiale cercarne degli in lineaDalcon1991 i risultati di oggi non sarà occupandosi, adaltri”, sanità veneta sul della sanità dedica il il14piùnovembre alla come dil’ha definito facile. E tra gli ostacoli impegnaesempio, codici fronte dei medici. al diabete, e dalla sono mancanza ormai più didi60 ai bandi promossi dalla Regione. il Presidente della dimostra quanta voglia di lavorare e di bianchi tivo lotta è rappresentato o, al massimo, verdi». Le Università di Padova e Verona sono i paesi che aderiscono a questa campaRegioneè partito Luca Zaia, Il primo, per l’inserimento nei Pron- mettersi alla prova ci sia tra i nostri giomedici. Qualcosa però inizia a muoversi: Intanto il secondo bando, pronte a lavorare direttamente alla forgna con iniziative di sensibilizzazione, presentando statoper l’area inter- mazione dei giovani che la Regione sta to soccorso, ha visto arrivare ben 224 vani medici, imprigionati nell’assurdità che prevede 150loposti dopo un’estate segnata dalle polemiche mediciorganici, e un gesto dell’arte pre- proseguono gli reclutando. per ipresidi vuoti negli e insimbolico attesa dima domande che sono ora al vaglio per nazionale delle borse di specialità: ob- nistica. E nel della frattempo di alto impatto: illuminare in blu i più venzione contro dare poi il via alla formazione accade- bligatorie ma previste in numero larga- incontri tra la Regione eil le Università di qualche segnale da parte del Ministero, Ed è significativa anche la collaborafamosi monumentipresto nel mondo, tumore e le prospettive della lotta al cancro, in occasione deldiMese in corsia arriveranno alcunecome cen-un mica affiancata dal tirocinio pratico in mente inferiore ai laureati in medicina. Padova e Verona per definirefuture una stratezione avviata sulla possibilità coinvolsegno di speranza perlaureati i malati. Perché corsia. «L’adesione è stata importante Parte da qui la carenza di medici, ormai gia comune. Rosa della Prevenzione che come ogni gere anno si è celebrato a ottobre con un tinaia di giovani medici, e abiliL’ultimo ha visto alla stesso nell’operazione gli specializzandi Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla non non va mai dimenticato che, a un secolo – commenta il presidente Zaia – il che diventata un’emergenza in tutta Italia tavolo ricco calendariodella di iniziative. tati ma ancora specializzati, grazie il presidente Regione e i due dal terzo al quinto anno». sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 ormai di distanza dalla scoperta dell’in“Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza sulina, il diabete continua a essere un per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti nemico temibile e, purtroppo, privo di screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, possono aiutare a gestirla nel modo più corretto una cura definitiva. dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di Si stima che attualmente nel mondo anche pazienti giovani (il 2% ha meno calmente, hanno intenzione di organizconcentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche ne soffrano circa 350 milioni di persone di vent’anni e si calcola che ogni anno zare eventi collegati. Un impegno che le elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di soprave che ogni anno più di 3 milioni di per- circa 1500 bambini presentino l’esordio è valso nel 2017 la medaglia d’oro del vivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. sone che vivono con il diabete muoiano della malattia) e quasi un terzo dei sogPresidente della Repubblica, e che si riAccanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due per malattie correlate. Un dramma a getti è in età lavorativa (20-64 anni). La pete anche quest’anno attorno al tema grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli cui si può tentare di ovviare in un solo prevalenza fra i 20 e i 49 anni è mag“Famiglia e diabete”. per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra modo: investendo sulla diagnosi preco- giore nelle femmine mentre fra i 50 e Dalue alprestigiosi 17 novembre migliaiadellʼudito di vo25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha •4 Test gratuito riconoscimenti per la ce e su tutte le buone pratiche di gestio- gli 80 anni è superiore nei maschi. La lontariChirurgia saranno impegnati a organizzare un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle Vascolare dell’ospedale •inApparecchi acustici ne del diabete. prevalenza complessiva è maggiore nei eventi oltredi500 città. Ai Oltre a confe- spedonne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma all’Angelo Mestre. congressi Anche l’Italia non fa eccezione al con- maschi. renze stampa, convegni, spettacoli e cialistici di Bruxelles e Buenos Aires la delle migliori marche al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate tinuo aumento di casi: si stima che negli Ma come accorgersi di un possibimanifestazioni sportive, internazionale nelle centina- ha 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne comunità scientifica ultimi 10 annidi i malati, nelladella popolazione • Pile per allestiti protesi acustichetra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estenle problema? Il diabete all’anno si presenta iainteso di punti attività nel Paecosìdipremiare l’attività di chirurgia ’Ospedale Chioggia Ulss circa 8.000 prestazioni perin generale, siano passati dal 4 al 6%. E si questa generedisciplina, con tre sintomi principali: il paselinfatica sarà possibile valutare il rischio di presione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il effettuata a Mestre per la 3 Serenissima si potenzia con mentre a Venezia • Ausili per deboli tratta solo dei casi noti, a cui le stime beve di circa più, urina più e tende sviluppare nei prossimi annidi udito che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e venzione ile diabete il trattamento dei linfedemi l’attivazione di un nuovo servizio: neziente registriamo 4000.diCredo che più realistiche tendono ad aggiungere anche a perdere peso. si Proprio la diagnosi pree degli ricevere suggerimenti e materiale arti. l’ambulatorio di OdontostomatoChioggia attesterà su qual• Assistenza e riparazioni 3.401 adenomi avanzati. un altro buon 2 per cento di malati che coce rimane fondamentale per ridurre il informativo. Tra i –molti appuntamenti All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in «Il linfedema spiega il dottor Aleslogia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilanche a domicilio non sanno neppure di esserlo, salvo poi rischio delle complicanze acute del diain programma in Veneto, va segnalata realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arsandro Busetto, microchirurgo linfatico abitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». scoprirlo in casoall’Ospedale ad esempio didiinfarto. bete. Da quiservizio l’importanza della Giornata l’opportunità di screening rischio il rima migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo – è il ristagno di linfa chedelprovoca forza rivolgersi MeIl nuovo ha come refe• attraverso Tappi antirumore su misura la diSocietà Italiana di dia- rente mondiale del diabete, ogni diabete misurazione gra- purinvecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della gonfiamento in unlaarto. Si manifesta streSecondo o a quello Venezia, un disagio il dottor Danieleorganizzata Ferro, visto betologia, quasi 65% dei malati ha laanno Diabete Italia con dila sua rete tuita della glicemia martedì 12 novemprevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro troppo con frequenza dopo un intervento finalmente risoltoil grazie all’integrasua dalunga esperienza lavoro • In-ear monitor personalizzati più di tra 65 anni ed è equindi nella fascia presso di coordinatori regionali cheMestre: fungono bre, alle 12.30,anche in viaaLaurenti una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma zione ospedali professionisti l’Ospedale hub di madalle può 9comparire distanza di maggiormente a rischio. CiSisono però medico da riferimento per tutti coloro che, a anni Rovigo. anche di consapevole partecipazione dei cittadini. nella Ulss 3 Serenissima. accede specialista in chirurgia ma-lodall’operazione risultando spesso al servizio tramite xillofacciale è di invalidante». Di solito è affrontato con PUNTI DI ASSISTENZA: impegnativa del origine romano, massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A L’Ospedale all’Angelo premiato a Bruxelles Attivo il servizio di medico curante ma mestrino di Mestre, invece, gli specialisti della ChiFARMACIA CESTER Porto Viro (Ro) e Buenos Aires per la sua innovativa tecnica e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunrurgia Vascolare hanno messo in atto da FARMACIA DOTT. COLLA - Corbola (Ro) Cup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, chirurgica in grado di risolvere un problema alcuni anni un iter terapeutico che cura e FARMACIA IKONOMU - Volto di Rosolina (Ro) attraverso consuFARMACIA MADONNA DELLA SALUTE - Ariano Mestre nel 2007 e addirittura previene il formarsi del linfebasta “trasferte” altamente invalidante nel Polesine (Ro) lenze richieste dai dal 2011 si occupa dema con la realizzazione di veri e propri fino a Mestre CENTRO MEDICO DELTA - Porto (Ro)provinciale, ma vari reparti ospedi chirurgia orale bypass, che “evitano” il vaso linfatico tro ospedaliero del Nordest in grado non solo perTolle il territorio FARMACIA NADALINI Adria (Ro) dalieri. «Ci si può e maxillofacciaostruito costruendo chirurgicamente dei oggi di offrire il trattamento microchiruranche per quello extra-regionale, grazie FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier di Porto rivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente percorsi alternativi. Gli studi clinici pre- gico del linfedema. L’intera attività, sia alle sinergie sviluppate con altri cenTolle (Ro) gato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomansentati ai due congressi sono frutto della diagnostica che terapeutica chirurgica, FARMACIA SAN PAOLOtri- specialistici Loreo (Ro)oncologici. A gennaio il li – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo collaborazione con il Centro di riferimen- è offerta in regime di sanitàSAN pubblica, tema -sarà al centro (Ve) del “Lymphedema FARMACIA GIUSEPPE Cavarzere chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la to oncologico di Aviano e con l’ospedale anche attraverso un ambulatorio NATURFARMA deUpDate”, all’Ospedale Venezia, PARAFARMACIA - Taglio Civile di Podi(Ro) per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del Poliambulatorio di Udine, grazie a un progetto culminato, dicato nel quale attualmente vengono che vedrà numerosi scienziati discutere articolari temporomandibolari e la Fabiana Veronese e l’infermiera pronel 2016, nella creazione di una rete tra seguiti più di 300 pazienti affetti da su come migliorare i trattamenti, sia mechirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon. le eccellenze trivenete. linfedema con problematiche chirurgidici che chirurgici, di questa patologia L’Ospedale dell’Angelo è l’unico cen- che. Rappresenta un polo d’attrazione ad alto impatto sociale.
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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
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Un nuovo ambulatorio a Chioggia
Linfedema, adesso c’è una cura
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Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico
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Salute
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Problemi ai piedi? Ecco le soluzioni per affrontarli e risolverli I
l piede è la base d’appoggio del nostro corpo, è responsabile della postura e da esso dipendono molti aspetti del nostro benessere, proprio per questo l’importanza riconosciuta alla salute dei piedi è in continuo aumento. Gli odierni stili di vita comportano l’utilizzo prolungato delle calzature che, specie se strette o con tacchi alti, incrementano il rischio di incorrere in patologie di interesse podologico. La Podologia è una delle più recenti specialità disponibili per l’utenza di Centro Medico Rovigo, centro medico polispecialistico appartenente al gruppo sanitario Bianalisi. Allo scopo di comprendere in modo più approfondito le peculiarità del nuovo servizio, ne parliamo con la dottoressa Valentina La Rocca, Podologa e specialista in Scienze della riabilitazione e diagnosi e cura del piede diabetico, figura di riferimento della struttura per quanto riguarda la salute ed il benessere del piede. Dottoressa La Rocca, può aiutarci a comprendere meglio chi è il Podologo e di cosa si occupa? “Il Podologo è un terapeuta specializzato che si occupa della cura e della prevenzione delle patologie legate alla struttura e alla conformazione del piede, trattando callosità, unghie ipertrofiche, deformi ed incarnite,
sono rivolti al mantenimento della funzionalità del piede, perciò hanno lo scopo primario di consentire una corretta deambulazione ed una corretta postura. Inoltre, gli interventi del Podologo si inseriscono in un lavoro di equipe, pertanto le sospette condizioni patologiche che richiedono approfondimento diagnostico o terapeutico vengono segnalate al medico specialista competente”. Più concretamente in cosa consistono i trattamenti eseguiti? “I trattamenti sono ambulatoriali e in modo non invasivo si provvede alla rimozione di calli (ipercheratosi), al taglio e alla fresatura delle unghie e all’individuazione e alla cura di infezioni funginee e batteriche delle unghie o degli spazi interdigitali. Si eseguono medicazioni per la prevenzione primaria e secondaria del piede diabetico, si rimuovono verruche e si trattano le unghie incarnite (onicocriptosi). Inoltre si confeziomicosi e verruche, oltre al piede doloroso in genere. Rientrano quindi nel campo d’azione del Podologo anche problematiche quali l’alluce valgo e le deformazioni delle dita e le complicanze locali per i pazienti affetti da malattia diabetica, neurologica, vascolare e reumatologica”. In che modo il terapeuta procede alla
diagnosi e alla scelta della metodica di trattamento più adeguata? “Il punto di partenza è sempre la visita del paziente, durante la quale si esegue un’anamnesi completa, si valutano la conformazione del piede, la camminata, le calzature e gli eventuali plantari in uso, al fine di individuare le abitudini scorrette. I trattamenti
A chi serve una psicoterapia? PSICOLOGIA: Deriva dal greco “psiché” e “logos”, e significa letteralmente ”studio dell’anima”. Il termine fu inventato dall’umanista Melantone intorno al 1500. Oggi per Psicologia si intende il concetto di “psiche” soprattutto come comportamento osservabile dall’esterno o, nel caso dell’uomo, caratterizzato anche da “processi psicologici”, sia consci che inconsci, tramite i quali un individuo programma ed attua i suoi comportamenti. I processi psicologici sono in sostanza costituiti dall’intelligenza, dalla memoria, dalla percezione, dalle esperienze interiori come i sentimenti o le aspettative, e dai meccanismi non consapevoli o inconsci. PSICOTERAPIA: Letteralmente “cura dell’anima”, è la cura del disagio mentale con mezzi psicologici, che si basa sull’ipotesi che i disturbi psichici siano causati non da alterazioni organiche, ma da eventi psicologici relazionali. Oggi esistono varie forme di psicoterapia. Alla psicoanalisi si rifanno quasi tutte le scuole di psicoterapia del ‘900, per svilupparne i concetti o per contestarli. La Psicoterapia Psicoanalitica si basa sull’uso terapeutico della parola e della presa di coscienza delle dinamiche inconsce. L’analista mira a raggiungere non l’Io del paziente, ma il suo Inconscio, ossia la verità inconscia, fatta di paure e desideri, di cui una persona è portatrice ma che spesso ignora a livello razionale. Questi sono i principali disturbi per i quali è consigliato rivolgersi ad uno psicoterapeuta (come la dott.ssa Tinti) esperto
nano tutori su misura in silicone (ortoplastie) per il trattamento delle patologie delle dita: alluce valgo, dita a martello, dita a collo di cigno, dita a griffe”. Dottoressa, qual è il suo consiglio per chi soffre di una delle patologie o delle problematiche del piede? “E’ fondamentale affrontare il problema rivolgendosi ad un professionista. Il percorso di studi del Podologo è improntato sulla conoscenza delle patologie del piede e sull’acquisizione di competenza nell’effettuare i trattamenti e nella realizzazione dei dispositivi ortesici. Inoltre, il Podologo ha un compito educativo: si occupa di trattare, ma anche di prevenire le patologie, infatti suggerisce al paziente tecniche per alleviare il dolore, consiglia le giuste calzature da utilizzare ed insegna esercizi e massaggi da effettuare in autonomia per evitare di incorrere in ulteriori problematiche”.
Dott.ssa Valentina La Rocca Podologa - Specialista in Scienze della riabilitazione e diagnosi e cura del piede diabetico Riceve presso Centro Medico Rovigo – Bianalisi Veneto ROVIGO – Tel. 0425 31681 www.centromedicorovigo.it
Linfedema, adesso c’è una cura
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in Psicoanalisi Relazionale per compiere un percorso che può aiutare i pazienti a superare tutto ciò e a vivere meglio: • Stati d’Ansia e Attacchi di Panico • Depressione • Disturbi Alimentari • Disturbi del Sonno • Pensieri Ossessivi • Pensieri Maniacali • Somatizzazioni • Stress, Fobie, Manie
• Problemi di Autostima e di Insicurezza • Problemi di Comunicazione sul Lavoro • Problemi con i Figli • Problemi Sessuali • Problemi di Coppia Arrivando a capire i desideri inconsci e le paure inconsce del paziente, l’analista consegna al paziente uno strumento per riuscire a meglio governare le proprie scelte e quindi la propria vita!
Dott.ssa Antonella Tinti - Psicologa e Psicoterapeuta individuale e di Coppia - Poliambulatorio “Veneta Med” via Mazzini, 48 Portoviro tel. 0426/324194 www.venetamed.it - Corso Vitt. Emanuele II, 78 Adria Cell. 3393859333
ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenos Aires la comunità scientifica internazionale ha inteso così premiare l’attività di chirurgia linfatica effettuata a Mestre per la prevenzione e il trattamento dei linfedemi degli arti. «Il linfedema – spiega il dottor Alessandro Busetto, microchirurgo linfatico – è il ristagno di linfa che provoca il rigonfiamento in un arto. Si manifesta purtroppo con frequenza dopo un intervento ma può comparire anche a distanza di anni dall’operazione risultando spesso invalidante». Di solito è affrontato con massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A Mestre, invece, gli specialisti della Chirurgia Vascolare hanno messo in atto da alcuni anni un iter terapeutico che cura e addirittura previene il formarsi del linfedema con la realizzazione di veri e propri bypass, che “evitano” il vaso linfatico ostruito costruendo chirurgicamente dei percorsi alternativi. Gli studi clinici presentati ai due congressi sono frutto della collaborazione con il Centro di riferimento oncologico di Aviano e con l’ospedale di Udine, grazie a un progetto culminato, nel 2016, nella creazione di una rete tra le eccellen-
ze trivenete. L’Ospedale dell’Angelo è l’unico centro ospedaliero del Nordest in grado oggi di offrire il trattamento microchirurgico del linfedema. L’intera attività, sia diagnostica che terapeutica chirurgica, è offerta in regime di sanità pubblica, anche attraverso un ambulatorio dedicato nel quale attualmente vengono seguiti più di 300 pazienti affetti da linfedema con problematiche chirurgiche. Rappresenta un polo d’attrazione non solo per il territorio provinciale, ma anche per quello extra-regionale, grazie alle sinergie sviluppate con altri centri specialistici oncologici. A gennaio il tema sarà al centro del “Lymphedema UpDate”, all’Ospedale Civile di Venezia, che vedrà numerosi scienziati discutere su come migliorare i trattamenti, sia medici che chirurgici, di questa patologia ad alto impatto sociale.
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Appuntamenti
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Rovigo città segreta 16, 23, 30 novembre
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i rinnova anche quest’anno la manifestazione promosso da Pro Loco e comune all’insegna del mistero. Il ritrovo per la partenza è previsto sotto il gazebo rosso di Palazzo Roverella. Sabato 16 si andrà sulle tracce di storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo. Sabato 23 si scruteranno le apparizioni al crepuscolo: il fantasma del “leone bianco”. Sabato 30, invece si ripeterenno le storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo.
Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria” 23 novembre Conegliano, Treviso
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l Teatro Accademia va in scena lVeronica Pivetti con la famosa commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Berlino, Repubblica di Weimar, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata e affamata, arriva in città. Condivide la sorte col collega Vito Esposito. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto. Strepitosa Veronica Pivetti in un crescendo di esilarante qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione. Per informazioni: www.teatroaccademia.it
Escursione alle Grotte del Caglieron 24 Novembre, Fregona, Treviso
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scursione alle Grotte del Caglieron: uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Durante questa escursione ci lasceremo ammaliare dalla bellezza di un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo. Queste grotte sono in realtà delle cave aperte dagli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron, per ottenere la “piera dolza”. Ci inoltreremo nel bosco e proseguiremo il nostro cammino accompagnati da un panorama mozzafiato sulla pianura e Fregona. Lungo il percorso avremo modo di cogliere gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente particolare ma anche di immergerci nella realtà artigianale del passato, contraddistinta non solo dall’attività di estrazione della pietra ma anche dalla presenza di diversi mulini. Ritrovo: alle 9.45 davanti al centro visite Grotte del Caglieron, via Ronzon, 31010 Fregona TV. Per Informazioni: giulia@ beescover.com.
Children’s Museum Verona
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ille metri quadrati su due piani, un percorso che si snoda su aree diverse, attraverso esperienze emozionali e immersive. Acqua e aria, musica e colori, luce e arte: leve e prospettive diverse, così come mutano i modelli pedagogici pensati ad hoc per le varie fasi evolutive del bambino. Children’s Museum Verona è movimento e divertimento, proprio come insegna l’educazione informale. Entrando – rigorosamente senza scarpe – in CMV tutti i sensi del bambino vengono attivati. Ad attendere i bimbi, ma anche i loro genitori, colori vividi, profumi diversi, o musica e rumori bianchi concilianti. Aree diverse per un continuum di divertimento e di scoperte. Maggiori info sul sito www.cmverona.it
Momix
We will rock you
La Venezia ebraica
Padova, Teatro Geox, 7-8 dicembre
Padova, Teatro Geox, 30 novembre
24 novembre
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osa ci racconta Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, direttore artistico di Momix, il cui ultimo lavoro, ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà a Brescia (Gran Teatro Morato) e Padova (Gran Teatro Geox) a dicembre 2019. Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti, tra le più famose al mondo, che vanta al suo attivo numerosi spettacoli teatrali e apparizioni cinematografiche e televisive. Tornano ora in Italia dopo il successo di spettacoli come ‘Passion’, ‘Opus Cactus’, ‘Sun Flower Moon’, ‘Bothanica’ e ‘W Momix Forever’.
opo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, torna in tour We Will Rock You! Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza.
Aism, AssociAzione iTALiAnA scLerosi MuLTipLA, e i notAi ti invitAno A pArtecipAre AgLi inconTri grATuiTi per ricevere risposTe ALLe Tue doMAnde.
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isita guidata al Ghetto ebraico di Venezia, forse uno dei più famosi al mondo e sicuramente uno dei più antichi. Un decreto del 1516 del governo della Repubblica stabilì che la comunità ebraica dovesse risiedere nel ghetto, che tutt’oggi si trova nel Sestiere di Cannareggio. Durante la passeggiata per il ghetto la guida ci illustrerà moltissimi aspetti riguardanti la storia, la vita e la cultura del popolo ebraico a Venezia. Per prenotarsi o chiedere informazioni: info@viaggiarecuriosi.com
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata con mais
Medaglioni alla salsa di funghi
Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 2 carote - ½ caspo di lattuga - 4 C di mais in chicco - 1 C di gomasio - olio, sale, limone q. b.
Ingredienti per i medaglioni: acqua - sale - farina di mais q. b. Per la salsa di funghi: 300 g di funghi - 1 cipolla - 1 carota - 1 gambo di sedano 100 g di pomodoro - 1 rametto rosmarino - 2 C d’olio - sale q. b.
Focaccia di mais Ingredienti: ½ di latte - 2 C di olio - 5 C di zucchero di canna - 1 uovo - 100 g di farina di mais - 1 pizzico di vaniglia - 100 g di uvetta - 2 mele - 2 mandaranci spremuti - 8 fichi - 1 pizzico di sale.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: lavare le verdure, tagliare il cavolo cappuccio il più sottile possibile, grattugiare le carote, spezzettare la lattuga, condire separatamente. Porre il mais al centro del piatto.
Preparazione: preparare una polentina della giusta consistenza, stenderla su un piano oliato, livellarla con un cucchiaio di legno bagnato (deve essere circa 1 cm e ½ di spessore). Con un bicchiere formare dei dischi. Passare in forno calcolando il tempo in cui saranno serviti (devono essere bollenti), disporre su ogni disco la salsa di funghi (vedi salsa di funghi). Salsa di funghi: tritare la cipolla, la carota e il sedano, mettere in una casseruola oliata, far saltare qualche minuto, unire i funghi, il pomodoro, il sale e il rosmarino, cuocere il tutto circa 10 minuti. Togliere il rosmarino e frullare il tutto.
Preparazione: bollire il latte, versare la farina a pioggia fino a formare una polentina consistente, cuocere per 2-3 minuti e spegnere. Mettere in una terrina, aggiungere la spremuta, il sale, lo zucchero, la vaniglia, l’uovo e l’olio; mescolare gli ingredienti, aggiungere l’uvetta, i fichi, le mele, amalgamare molto bene. Versare in una tortiera oliata e passata con il pan grattato, mettere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti. Servire tiepido.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Oroscopo
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Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli
Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici
Novembre Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli
Bilancia Determinazione e slancio daranno una bella spinta alla carriera: qualunque cosa abbiate in mente andrà bene
Scorpione Liti e malintesi in vista: se alla coppia potrebbe far bene un chiarimento, sul lavoro andateci cauti
di Barini Bianca Sagittario
Gemelli Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate
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Cancro
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Una discussione accesa con il partner farà emergere problemi irrisolti. Confrontarsi approfondirà la vostra unione
La fortuna in amore si propagherà con effetto domino anche alla vita professionale. Si avvererà ciò che attendete
Leone
Acquario
Le persone che amate vi chiederanno di trascorrere più tempo con loro: non trascuratele o saranno guai
La seconda metà del mese sarà un saliscendi di emozioni, perciò ricordatevi che dopo ogni tristezza ci sarà gioia
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