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on-line: 

del Camposampierese

LUGLIO 2017

Periodico d’informazione locale - Anno XXIV n. 98

Cultura p.22

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PERSONAGGIO

Nicola e la passione grande per la scultura CAMPOSAMPIERO

Estate scoppiettante ricca di eventi

È iniziata una ricca estate di eventi Venticinque gli eventi, a Camposampiero e a Rustega, che spaziano dalla musica al teatro, servizi alle pagg. 7, 12, 13 dallo sport al folklore. A Loreggia e San Dono è tempo di sagra

LOREGGIA

Fabio Bui sceglie una giunta in rosa MASSANZAGO

Tutto pronto per la festa a San Dono PIOMBINO DESE

Mason: “Far diventare grande il nostro paese” TREBASELEGHE

La lettura è di moda: i dati della biblioteca CULTURA

La villa che ha stregato due cuori Usa

SPORT

Successo per la prima Sant’Antonio Run

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V

pena tornare tornare sul sul risultato risultato definitivo definitivo della ale la pena tornataelettorale elettoraleper per sottolineare alrecente tornata sottolineare almemeno elementi originalitàche chehanno hanno distinto distinto no duedue elementi di di originalità Padova dal resto d’Italia: la vittoria del centrosinistra (nei ballottaggi del capoluogo e di Abano) e la sconfitta dell’astensionismo. c’èuna unalezione lezioneda datrarre trarre èè che che forse forse non non posS Se e c’è sono più esserci esserci lezioni certe ed omogenee, omogenee, specie quando si tratta di città. segue a pag 3 segue a pag 3

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Facciamo il punto

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Cosa insegna “il caso Padova” Alberto Beggiolini >albertobeggiolini@gmail.com<

La quercia di Gloria N

on aveva bisogno che le cose della vita fossero facili. Aveva capito tutto molto presto, Gloria. Aveva provato sulla sua pelle che una cosa vale, una scelta vale, la vita stessa vale…solo se ne vale la pena. Così aveva deciso di tracciare la sua strada, non qui. Lontano dalla propria casa, dai propri affetti, dalle proprie sicurezze. Voleva disegnare la sua vita con le proprie mani, Gloria. Rischiando, mettendosi in gioco in prima persona, mai di rincalzo. Tanto che aveva deciso di condividere questo viaggio con Marco, l’amore della sua vita. Fin qui le parole, di sicuro sempre troppe e inadeguate. La famiglia di Gloria Trevisan, morta con il suo fidanzato Marco Gottardi nel rogo della GrenfellTower, vuole silenzio. Giustamente. Così, a raccontarci di una ragazza piena di sogni e determinazione, è Gloria stessa. Mi sono fermata, un giorno, ad ammirare un grande albero, per l’esattezza una quercia. Stava dipinto sulla parete di un locale pubblico. Imponente, preciso, forte e, allo stesso tempo, dolce, protettivo. Come il tratto inconfondibile del suo autore. A lato, una frase: “La quercia fu, un tempo, una ghianda: se mai disperi di poter conseguire il successo nella vita a causa dei tuoi modesti inizi ricordati che anche la quercia - quell’albero grande e forte - cominciò all’inizio come una piccola ghianda giacente al suolo”. Vedi subito, a occhio nudo, che la quercia ha qualcosa di diverso. Chi l’ha realizzata non ha usato uno stencil o un disegno decalcabile, come fanno in molti. L’albero è stato dipinto a mano libera, a due riprese tanto è grande. Il tratto è deciso, accurato, mai uguale. A colpirmi è proprio questo. Accanto, una firma: “Gloria Trevisan”. Dentro la chioma e il tronco, nel profondo di quella frase, capisco chi era Gloria. Più delle parole. La sua, e lo aveva capito ben presto, non era una vita da scorciatoie, da linee tracciate con lo stencil per non sbagliare. Quella che Gloria aveva scelto era una vita da dipingere, da colorare con le tonalità che la vita sa regalarti solo se sai metterti in gioco. Perché nessuno è nato maestro. Perché nulla è facile. Perché una quercia, prima di diventare una meraviglia della natura e della vita, è stata ghianda. Grazie Gloria.

Voleva disegnare la sua vita con le proprie mani

Mentre già si parlava del punto di non ritorno della democrazia partecipata, con quel 10% in meno di affluenza alle urne registrato a Padova al primo turno (in Veneto dal 66 al 58%), quando si cominciava ad accreditare al non voto la maggioranza assoluta (il 51%, quella che per assurdo garantirebbe la “governabilità”), i padovani al secondo turno (che di solito vede un’ulteriore flessione del 10% rispetto al primo) sono mancati solo per il 4%, facendo segnare un’affluenza del 57%, una delle più alte d’Italia. Ed hanno scelto il candidato portato avanti dalla sua lista civica, da schegge di centrodestra, dal Pd e soprattutto dal centro(piùa)sinistra del professore Lorenzoni (l’altra metà del ticket proposto da Giordani con l’apparentamento), facendolo vincere con uno scarto sensibile di 3400 voti. L’interesse che è sembrato scaturire dalle recenti urne padovane (evidente peraltro soprattutto al turno di ballottaggio, quando incombeva una scelta definitiva) somiglia molto alla militanza di un tempo, una spinta alla barricata civile che ha distanziato chi invece forse si sentiva più sicuro, e quindi distratto. Si è votato anche non tanto “per” qualcuno, ma “contro” qualcun altro, quel qualcun altro che adesso si dovrebbe interrogare sull’efficacia circoscritta della sua comunicazione e dell’appeal del suo modello. Certamente va registrato il merito delle liste civiche (ovviamente fenomeno possibile perché si è trattato di amministrative, paragonabile solo parzialmente ai movimentismi nelle politiche) e delle coalizioni. Anche se è abbastanza evidente che ormai non sono più le civiche a supportare i partiti, ma viceversa, ed in misura anche limitata. Esempio? Il caso Pd, che a Padova non era mai finito così in basso dal 1999: è passato dal 24,9% del 2014 a 13,4% del 2017, perdendo in tre anni poco meno di 15 mila voti. Poco da stare allegri anche in casa Forza Italia, dal 7,4 al 3,9%. Dove sono finiti tutti questi voti? Forse ai grillini? Macchè: i 5stelle sono ancora storditi dopo aver perso sul campo un terzo dei voti. Meglio dicasi per le coalizioni, appunto, cioè le civiche supportate (si fa per dire) dai partiti: la lista Bitonci a Padova al primo turno era passata dal 16 al 24%, aggiungendo 4.523 voti rispetto ai 34.890 del 2014, come si è visto non sufficienti comunque a garantire il primato al ballottaggio dopo gli apparentamenti a centrosinistra. Altro rebus quello delle primarie: è sicuro che se il centrosinistra avesse scelto così il candidato unico avrebbe potuto vincere già al primo turno? O è vero che Giordani e Lorenzoni correndo ognuno per proprio conto, salvo poi unire le forze, hanno potuto esaltare le rispettive compagini, stimolando proprio quella militanza che si diceva? La domanda, destinata a non trovare risposte certe, non è di poco conto, se proprio sul risultato padovano si sono accesi i riflettori della politica nazionale, e il centrosinistra valuta quanto accaduto qui e la possibilità di ripetere schemi e strategie nel tentativo di recuperare altrove il terreno perduto. La domanda è: potrebbe questa singolare formula di post-Ulivismo (un candidato “civico” supportato da una moltitudine di raggruppamenti nemmeno dotati sempre di comuni denominatori) risultare la nuova via di salvezza per un centrosinistra italiano in grave stato confusionale?

E.R.

del Camposampierese

è un marchio registrato di proprietà Srl di

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Borgoricco, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese e Trebaseleghe per un numero complessivo di 16.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 4 luglio 2017


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Borgoricco

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Pro Loco L’anniversario

Trentacinque anni di eventi e impegni Costituita nel febbraio 1982 su iniziativa di 12 cittadini, la Pro Loco di Borgoricco oggi conta 150 iscritti

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ro Loco in festa per i suoi 35 anni. Sette lustri di intensa attività culturale e sociale che hanno fatto la storia della comunità borgoricchese. Un traguardo importante che il Sindaco Giovanna Novello ha festeggiato domenica 11 giugno con la consegna ai vari Presidenti dell’associazione che si sono succeduti in questi anni di un riconoscimento simbolico: una targhetta in vetro raffigurante lo stemma del Comune di Borgoricco. La cerimonia si è svolta nel corso della manifestazione “Sapori e Sapori” a San Michele delle Badesse. Presenti tutti gli Am-

ministratori e i cinque Presidenti che si sono avvicendati alla guida dell’Associazione: Franco Bosello, dal 1982 al 1997, Gianfranco Codogno, dal 1998 al 2004, Antonio Rettore, Alessandro Perin, alla guida dal 2006 al 2013 e, infine, l’attuale presidente Bruno Caccin, che nelle scorse settimane ha assunto anche la carica di Vice Presidente del Consorzio Graticolato Romano, un organismo di coordinamento che raggruppa le Pro Loco degli 11 Comuni della Federazione del Camposampierese e dei Comuni di Cadoneghe e Vigodarzere. Costituita nel febbraio del 1982 su

In alto, uno scatto tratto dalla festa per i 35 anni della Pro Loco di Borgoricco

iniziativa di un gruppo di 12 cittadini, soci fondatori dell’associazione, la Pro Loco di Borgoricco è via via cresciuta nel corso degli anni e conta oggi 150 iscritti. Tante le attività che l’Associazione svolge nel territorio sia nella promozione di manifestazioni culturali e sociali sia in termini di collegamento, coordinamento e collaborazione con gli altri gruppi comunali. Tra gli eventi principali, l’organizzazione della Festa della Befana a Sant’Eufemia, del Carnevale a Borgoric-

co, manifestazione che attira ogni anno oltre 10 mila visitatori, della Fiera Sapori e Sapori a San Michele delle Badesse e della storica Sagra del Pomodoro, giunta quest’anno alla 40° edizione. A queste tradizionali attività, si sono aggiunti negli ultimi anni altri importanti impegni, come il servizio di accettazione al Museo della Centuriazione Romana e l’InfoPoint, che fornisce informazioni sul turismo locale e sulle principali manifestazioni in Benedetta Scapini programma.

Vespe del Graticolato: ad agosto torna il raduno

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itorna puntuale domenica 27 agosto l’appuntamento con il Raduno delle Vespe del Graticolato. Promossa ed organizzata dall’omonimo club, associazione ufficialmente riconosciuta dallo storico Vespa Club d’Italia, la manifestazione, giunta quest’anno all’8° edizione, propone un giro turistico lungo le vie del Camposampierese in sella alle mitiche “Vespa”. La giornata inizierà alle 8 con colazione, ricevimento dei partecipanti e raccolta delle iscrizioni davanti al Centro parrocchiale di Sant’Eufemia. La partenza è prevista intorno alle 10 e lungo il percorso sarà allestito un punto ristoro con rinfresco per tutti i partecipanti. Al termine del tour, i vespisti si troveranno per il tradizionale pranzo conviviale. Nato nel dicembre 2009, su iniziativa di tre amici, appassionati delle storiche moto degli anni ’50, il club Vespe del Graticolato accoglie oggi un centinaio di iscritti ed annovera nel parco moto vespe d’epoca, come le famosissime “Faro basso”, le ricercatissime “ET3” degli anni Ottanta e modelli più recenti come le “PX”. Oltre ad organizzare e partecipare a manifestazioni sportive e di turismo motociclistico, il Club collabora attivamente con le altre associazioni del territorio e promuove iniziative di carattere sociale. Tra queste, l’erogazione di un contributo alla Scuola materna di Sant’Eufemia, che nell’anno scolastico appena concluso ha finanziato per il 50% il corso di musica frequentato dai bambini e l’organizzazione di una lotteria per raccogliere fondi a favore dei terremotati del Centro Italia. (be.sc.)


La Fabbrica dell’Imbottito Italiano, alla scoperta delle realtà locali

S p acci o az i e n d ale

PASSIONE artigianale e ORIGINALITÀ del Made in Italy permettono ad una realtà locale, quale Divani & Sofà by Gamma di distinguersi a livello nazionale e internazionale. Queste caratteristiche hanno SEMPRE contraddistinto quest’attività permettendole di crescere anche in questi anni di crisi, servendo sia mobilieri, sia medie e grandi catene distributive sia grandi marchi conosciuti in tutto il mondo.

In Veneto l’artigianato è una realtà economica e sociale rilevante che produce ricchezza e occupazione attraverso una rete di attività diffuse capillarmente sul territorio. L’attività artigiana nella nostra regione si fonda sulla figura dell’artigiano che incorpora in se l’immagine dell’imprenditore e del lavoratore, che nell’azienda apporta le sue abilità, la sua manualità, la sua creatività, il senso pratico, e le capacità relazionali ed organizzative. Una miscela perfetta tra tradizione, cultura e innovazione. In questo ambito oggi andiamo a conoscere l’azienda Divani & Sofà by Gamma, una realtà collocata nell’alta padovana che in questi anni di crisi si sta distinguendo presentando una crescita aziendale e di conseguenza un aumento delle

assunzioni a livello di artigiani specializzati. Divani & Sofà nasce da un’esperienza di quasi quarant’anni nel settore degli imbottiti della famiglia Giacomini, che durante la crisi degli anni settanta aveva deciso d’intraprendere l’attività in proprio. L’azienda è stata fondata dal Sig. Giacomini nel 1978, dopo anni d’esperienza maturati da dipendente nel settore. Presa poi in gestione dai figli si è ottenuta una perfetta fusione tra tradizione ed innovazione, attraverso l’inserimento negli uffici di gestionali ad hoc, e nella filiera produttiva di macchine di ultima generazione. Divani & Sofà by Gamma ritiene essenziali per lo svolgimento dell’attività produttiva e la crescita sia continui investimenti in mac-

chinari sia il fattore umano, cercando di creare un ambiente di lavoro incentivante ed appagante. Ogni modello nasce da sapienti mani artigiane che giornalmente producono divani credendo nella qualità e nell’autenticità del prodotto italiano. Divani & Sofà by Gamma ha scelto di localizzare tutte le sue sedi produttive in Italia per preservare un prodotto nazionale, e non accetta compromessi di prodotti prefiniti all’estero. Si avvale solo di personale artigiano specializzato che si impegna con dedizione a portare a termine ogni singolo elemento, dal grande divano al piccolo cuscino. Le linee dei modelli e i materiali utilizzati, vengono progettati e scolpiti nei minimi dettagli da un’equipe d’artigiani specializzati, per

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donare ad ogni creazione un look distintivo ed unico. Tutti i prodotti vengono sottoposti uno ad uno al controllo qualità prima di essere caricati ed inviati al cliente. Nei primi anni 2000 l’azienda decide di aprirsi al privato con uno spaccio aziendale collocato a Borgoricco, Fraz. San Michele delle Badesse in Via Frattina 16, per poter permettere a tutti di accedere ai suoi prodotti a prezzi REALI di spaccio. Lo spaccio aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00 e il sabato dalle 9.00 alle 19.00 è stato ricavato dalla ristrutturazione dello stabilimento storico della ditta. Spaziosi locali con grandi vetrine ed ampie arcate industriali accolgono la modellistica di quest’azienda. Questa realtà riflette perfettamente il suo slogan “Divani da vivere”.

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Borgoricco

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Un giovane talento Nicola Giacomello

Lavora di giorno, scolpisce di notte: ecco la storia di un artista E

spressione da bravo ragazzo, di sera, fino a tardi, e nei fine setsguardo sicuro ma non ar- timana. Il mio sogno è di dedicarrogante, atteggiamento umile di mi alla scultura a tempo pieno”. chi sa di avere una strada in salita Quale materiale prediligi e da percorrere anche se di talen- quali sono i soggetti che più ti to ne ha da vendere. Si presenta ispirano? così Nicola Giacomello, giova“Utilizzo soprattutto il marmo ne scultore di Sant’Eufemia, 28 e il bronzo, ma impreziosisco alanni ancora da compiere ma con cune sculture anche con inserti un curriculum professionale già in vetro e pietre preziose, come la molto nutrito. Una quindicina di madreperla o la sodalite. Studio esposizioni, 11 concorsi a premi molto i soggetti che solitamente che si sono chiusi con quattro sono rappresentazioni di concetprimi posti, un secondo premio ti astratti come ad esempio vizi e una menzione speciale e le pri- e virtù e cerco di rappresentare me importanti commissioni. Tra nelle mie opere le potenzialità i lavori effettuati una targa com- espressive del corpo umano e la memorativa in memoria dell’ex dimensione simbolica delle forrettore della Basilica del Santo, me” padre Enzo Poiana, la realizzaA quale opera stai lavorando zione di sculture marmoree per adesso? prestigiose ville in Slovenia e in “Sto realizzando una serie di Russia e restauri artistici su su- sette opere che rappresentano perfici o oggetti marmorei di pre- simbolicamente i sette vizi capigio o antichi. tali. Ho associato ad ogni vizio un Nicola, come è nato questo preciso colore di marmo e forme grande amore per simboliche che ne la scultura? richiamano il signiUna quindicina ficato. L’intento è “Mi sono diplomato all’Istituto di esposizioni, far riflettere l’osserd’Arte Pietro Selvavatore: credo che 11 concorsi tico di Padova. Terl’opera d’arte debminata la scuola ho ba avere un signia premi che affinato la tecnica ficato e non essere si sono chiusi scultorea nel labofine a se stessa.”Se con quattro ratorio di scultura dovessi rappresendi un mio profestare il tuo futuro e i primi posti sore dove, oltre ad tuoi sogni con una apprendere diverse scultura, cosa scetecniche e l’abilità di accostare glieresti? materiali diversi, ho imparato ad “Rappresenterei un uomo amare questa nobile ma ostile dallo sguardo consapevole, immateria: il marmo”. mortalato mentre, seduto, sta fiQuella che è nata come una nendo di scolpire se stesso per semplice passione sta diventan- liberarsi da tutto ciò che è sudo una vera e propria professio- perfluo attorno a lui, plasmando ne. così la persona che sarà e che ha “Sono impiegato in una ditta sempre sognato di essere. Questo del padovano ma non appena per trasmettere che siamo noi gli stacco dal lavoro mi dedico alle artefici del nostro io”. Benedetta Scapini mie opere e commissioni. Lavoro

105mila euro e carica di direttore società. Si conclude il contenzioso farmacista-Comune

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05 mila Euro e la carica di direttore fino all’atto di vendita all’attuale socio privato. Questo, in sintesi, l’accordo transativo tra farmacista e Comune che chiude un lungo contenzioso giudiziario, iniziato quattro anni fa a seguito della decisione dell’Amministrazione comunale di procedere alla vendita della Farmacia comunale di San Michele delle Badesse. Ma torniamo indietro per ripercorrere le tappe fondamentali di questa querelle. La farmacia apre nel 2003 e la gestione viene affidata, con l’espletamento di un’apposita gara, ad un socio privato, che diventa direttore e proprietario della società per un 40%, mentre la titolarità della licenza rimane al Comune. Il

contratto di servizio con il farmacista scade nel giugno 2013 e non viene rinnovato dall’Amministrazione che decide, invece, di mettere in vendita la farmacia. Da qui la nascita del contenzioso giudiziario. In questi mesi finalmente l’intesa, che prevede in sostanza il rimborso del capitale a suo tempo investito dal farmacista, il mantenimento della carica di direttore fino alla vendita della società e l’abbandono dei ricorsi giudiziari. “Il bando sarà pronto a breve – afferma il Sindaco Giovanna Novello - Le risorse che ricaveremo dalla vendita saranno impegnate per finanziare opere pubbliche e in particolare la pista ciclabile in via San Leonardo”. (be.sc.)

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Camposampiero

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Un’estate scoppiettante ricca di eventi Venticinque gli eventi in programma, a Camposampiero e a Rustega, che spaziano dalla musica al teatro, dallo sport al folklore, dall’arte al puro intrattenimento: dal 7 luglio al 30 settembre

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a grande festa d’estate torna in piazza a Camposampiero. Cultura, spettacoli, sport e solidarietà animeranno la rassegna fino a settembre. La manifestazione, organizzata da Comune, Pro Loco, e le associazioni cittadine, propone anche per l’edizione di quest’anno un calendario fitto di appuntamenti e proposte. Sono ben 25 gli eventi in programma, a Camposampiero e Rustega, che spaziano dalla musica al teatro, dallo sport al folklore, dalla letteratura all’arte, al puro e semplice intrattenimento. Il 7 luglio alle 21, in villa Campello, con la commedia brillante Il letto ovale. L’8 luglio il centro storico di Camposampiero ospiterà Shopping Night - Festival Artisti di strada: grandi sconti, mercatini dell’artigianato, artisti di strada, bar e negozi aperti dal pomeriggio fino a mezzanotte esibizioni circensi, giocolieri, maghi, bolle e truccabimbi, e dalle 21.30 in piazza castello Michele Tomatis, uno

dei più bravi trasformisti in Italia: questi gli ingredienti della giornata. Dall’8 al 16 luglio tennisti di livello nazionale incroceranno le racchette regalando spettacolo assicurato al Tennis Club Monti nel Torneo Nazionale di Tennis “Città di Camposampiero - Memorial Roberto Gallo”. La musica torna in villa Campello il 13 luglio, dove alle 21, si esibirà il Gianluca Caporello Jazz4tet, nel concerto Summertime. E torna in villa Campello dopo l’esordio della scorsa estate, Freshtival, “aperitivo fuori onda”, a base di musica dal vivo, cultura, arte e socialità in programma il 15 luglio. Degustazioni e intrattenimento, questi gli ingredienti semplici ma di sicuro successo di “Sapori sotto le stelle” che farà capolino in villa Campello il 29 luglio. Il 5 agosto, al ponte delle Bocche, in via Tiso, rivive la “Festa della Madonna della Neve”. Dal 2 al 10 settembre tocca alla Sagra dei Santi Pietro e Paolo. Le

Villa Campello

associazioni sportive avranno la loro giornata di gloria il 24 settembre con la Festa dello Sport in piazza. Novità assoluta per Estate in Piazza è la Maratona di Lettura che si terrà villa Campello, ma anche nelle scuole, nelle librerie e in altri luoghi della città

il 29 settembre. La chiusura della rassegna sarà affidata alla cultura e solidarietà, il 30 settembre, al mattino con le Letture di “Nati per Leggere” in biblioteca, e la sera, a Rustega, con la 18a Edizione della Lucciolata. Bianca Parise


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Camposampiero

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Villa Maran Il Comune cerca aiuto

Appello per salvare dal degrado un gioiello architettonico S.O.S. per Villa Maran di Camposampiero. A lanciarlo è l’assessore ai Lavori pubblici Luca Baggio che si appella a chiunque abbia voglia, ma sopratutto risorse e la volontà di intervenire a salvaguardare e valorizzare uno dei gioielli artistici del Comune. “Un patrimonio storico e culturale di Camposampiero che sta andando letteralmente in rovina. Da 17 anni il complesso è di proprietà dell’Ulss, prima la 15 e ora la 6. Con la nuova Ulss 6 provinciale “Euganea” sono perse anche le poche speranze di recuperare i fabbricati per destinarli ad uffici a servizio dell’ospedale. Cosa fare? Qualche imprenditore è disponibile allacquisto, ristrutturazione, riutilizzo e rilancio?”. Sembra quindi spento anche il tenue spiraglio che si era aperto a inizio del 2015 quando furono eseguiti alcuni lavori d recinzione del lato ovest dell’edificio che si affaccia su via Cosma, di fronte all’ospedale di Camposampiero.

Due immagini della villa in condizioni di degrado

In quel periodo stavano proseguendo le trattative private tra l’Ulss, proprietaria dell’immobile, e il Comune, per valutare le proposte di sistemazione del piazzale. Ma da allora non se n’è fatto più nulla e le condizioni di abbandono e degrado sono peggiorate. A novembre del 2014 la Regione Veneto aveva approvato una delibera con la quale si concedevano contributi per finanziare interventi di valorizzazione, con-

servazione e restauro di edifici di particolare pregio architettonico e culturale. E per partecipare al bando la Direzione generale dell’Ulss 15 aveva approvato il progetto definitivo di restauro di Villa Maran. L’opera di recupero di Villa Maran, per un importo di poco più di un milione di euro, risale al 2008 e prevedeva interventi di messa in sicurezza delle

murature esterne e delle coperture. Ma il piano di recupero complessivo dell’edificio è ben più corposo e include la sistemazione degli spazi interni, dove ci sono preziosi affreschi, con il successivo trasferimento degli uffici e della sede della direzione generale.

Commercianti a scuola di social media marketing

Bianca Parise

Commercianti a scuola di social media marketing. Al via da settembre i corsi per imparare a essere più competitivi sfruttando la capacità di generare visibilità su social media e comunità virtuali. L’avvio di questo innovativo percorso è “una novità assoluta per il nostro territorio - commenta Lorenzo Casa, delegato Confesercenti di Camposampiero - vogliamo dare ai commercianti un’opportunità concreta per far fare un salto di qualità alla propria attività. Sono contento perché abbiamo avviato questo percorso tutti insieme, senza divisioni tra associazioni di

oltre zie oti n 0 0 0 . 18 na: o z a u t della IVIO PIÙ L’ARCHIO DEL AMP TO! VENE

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categoria e sono orgoglioso di aver portato questa iniziativa a Camposampiero. Non si può pensare che un commerciante o una piccola impresa resti al palo quando tutti gli altri usano i social network per farsi pubblicità e farsi conoscere”. I corsi proposti sono ““ocial Media Marketing per le aziende”, “la vetrinistica e il Visual Merchandising”, tecniche di vendita vincenti, lingua inglese, marketing territoriale. I corsi si terranno a Camposampiero, due sere la settimana dalle 20 alle 23. Per info: 049.5792244 049.5790905. (bi.pa.)


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Camposampiero

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Anselmi, l’ora della riapertura Il 30 giugno festa per la riapertura della fonderia dopo mesi di trattative e tensioni. Dei 130 dipendenti ne restano 110, in contratto di solidarietà. Amarezza dal vicepresidente della Regione Marcato per il mancato invito

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esta in fonderia. Musica e buffet con porchetta per festeggiare la riattivazione dei forni e delle prime colate della fonderia Anselmi. Venerdì 30 giugno sarà una data da ricordare per i 120 dipendenti dello stabilimento che, dopo mesi di trattative, preoccupazioni e tensioni, ora possono tirare un sospiro di sollievo e mantenere il proprio posto di lavoro. La festa, allestita proprio all’interno della fabbrica di Camposampiero, è stata organizzata dagli stessi lavoratori, insieme alle Rsu e ai sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, con il placet della nuova proprietà Anselmi Casting srl. La manifestazione ha visto anche il patrocinio dei Comuni di Camposampiero e di Loreggia i cui sindaci si sono battuti in prima persona per raggiungere un esito positivo della vertenza, tanto che al culmine della protesta sono saliti sul tetto dello stabilimento accanto ai lavoratori.

Alcuni momenti della festa

Oltre alla musica dal vivo dei “Blues Angels”, e gli stand gastronomici, il momento clou della serata è stato l’intervento del segretario generale Fiom Maurizio Landini, che ha insistito sul risultato raggiunto solo grazie al lavoro di squadra. Dei 130 dipendenti, oggi gli effettivi sono 110 che si turnano in gruppi di 40 visto che dal 2 giugno è partita la solidarietà. Unica ombra sulla festa è stato il mancato invito all’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato. Una dimenticanza che ha amareggiato il vice del Governatore Zaia. “Sono felice che l’azienda continui a vivere e sono vicino ai lavoratori, ma non posso non esprimere il mio rammarico per non averne ricevuto comunicazione. La Regione ha avuto infatti un ruolo importante in questa vicenda che è stata una vittoria dei lavoratori e non dei partiti o di

qualche partito. Ho seguito da vicino, come rappresentante della Regione, l’evoluzione della situazione partecipando agli incontri e mettendo a disposizione 150 mila euro per la realizzazione di un progetto ambientale in sup-

Un ecografo in ricordo di Valeria Solesin

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n ricordo di Valeria. Un nuovo ecografo per monitorare la vita che nasce in memoria di Valeria Solesin, che la sua vita l’ha persa tragicamente a soli 28 nell’attentato al Bataclan di Parigi, a novembre del 2015. L’apparecchio è stato donato dal Lions Club di Camposampiero grazie al progetto “Una Rosa per Valeria” al Servizio Prenatale del Complesso socio-sanitario Ai Colli. E per volere dei soci del Lions Club l’ecografo è stato intitolato proprio a Valeria, che a luglio dell’anno scorso hanno organizzato un ciclo pellegrinaggio partendo da Venezia per arrivare al Bataclan, dove hanno deposto una rosa ricordando la giovane ricercatrice universitaria veneziana. Un gesto semplice, ma colmo di emozioni e significati che ha permesso di ricavare il denaro per l’acquisto della nuova apparecchiatura dedicata alle future mamme. Il centro del Servizio Prenatale del Complesso Socio Sanitario ai Colli, la tecnologia avanzata consente di effettuare ecografie morfologiche in 4D identificando precocemente ipertensione gestazionale o altre possibili problematiche della gravidanza, e di effettuare anche la translucenza nucale, di recente inserita nel “percorso nascita”. Alla cerimonia di consegna dell’ecografo erano presenti l’assessore alla Sanità della Regione del Veneto, il presidente del Lions Club di Camposampiero, Giorgio Tombacco, la mamma di Valeria Solesin, Luciana Milani, il Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea Domenico Scibetta, e i soci che hanno partecipato al Bianca Parise service.

Autotrasportatori a scuola Camionisti e autotrasportatori a lezione dalla Polizia locale Il Comando della Federazione dei Comuni del Camposampierese ha organizzato, a titolo spe-

rimentale, un giorno dedicato al corso di formazione obbligatorio per i dipendenti delle aziende del territorio che svolgono attività di autotrasporto con mezzi pesanti. La normativa vigente, infatti, prevede che i dipendenti delle aziende che esercitano attività di autotrasporto professionale deb-

porto ai lavoratori della Fonderia Anselmi”. Il 30 sono state eseguite le prime colate dimostrative mentre la ripartenza vera e proprio ci sarà verso la metà di luglio. Bianca Parise

bano essere muniti di una certificazione annuale, che attesti la frequenza a un corso di formazione della durata di 8 ore e con un numero massimo di 40 partecipanti. Da qui l’idea di prevedere una giornata full immersion con gli agenti della Polizia locale; la proposta ha fin da subito incontrato l’apprezzamento delle aziende interessate che in pochi giorni hanno iscritto i loro dipendenti al corso. La formazione si è svolta nella sala polivalente del Comune di San Giorgio delle Pertiche, messa a disposizione gratuitamente dal Comune. Il corso è stato condotto da Girolamo Simonato, Comandante della polizia locale dell’Unione dei Comuni Padova NordOvest. “Siamo assolutamente soddisfatti di questo corso - ha commentato il “padrone” di casa, il sindaco di San Giorgio, Piergiorgio Prevedello - auspico che la positiva esperienza possa essere ripetuta, favorendo in tal modo le ditte del territorio che svolgono attività di autotrasporto con mezzi pesanti nell’adempimento degli obblighi relativi alla formazione obbligatoria dei propri dipendenti”. Alla fine del corso ai partecipanti è stato rilasciato un attestato di riconoscimento. (bi.pa.)


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Loreggia

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Fabio Bui sceglie una giunta in rosa per il suo secondo mandato Tre assessori su quattro sono donne: il vicesindaco Laura Bastarolo, Sonia Genesin, Mara Bezzegato e Livio Genersin: ecco la nuova squadra

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na giunta in rosa per il secondo mandato del sindaco Fabio Bui. A pochi giorni dal voto che l’ha riconfermato sindaco di Loreggia, Bui ha nominato la nuova giunta. Di quattro assessori, tre sono donne: Laura Bastarolo, vicesindaco, con i refertai alla Pubblica Istruzione, Bilancio e Tributi; Sonia Genesin che è stata nominata assessore ai Servizi Sociali e Mara Bezzegato che si occuperà di Partecipazione attiva dei cittadini, Associazioni e Volontariato. Riconfermato l’assessore Livio Genesin ai Lavori pubblici, Sport e Protezione civile. Il sindaco ha tenuto

per sé l’Urbanistica, la Cultura, il Perdonale e la Sicurezza. Assegnate le deleghe anche a quattro consiglieri comunali: Pio Gianella (Manutenzioni), Loris Ceccato (Politiche giovanili), Adelchi Barichello (Ambiente e Politiche di integrazione), Luigi Mancon (Attività commerciali e produttive). La squadra è stata presentata martedì 26 giugno durante l’insediamento del nuovo consiglio comunale. «Inizia oggi “ufficialmente” l’attività del consiglio e il primo pensiero di benvenuto lo rivolgo ai colleghi e colleghe che siedono qui per la prima volta – ha detto Bui - Ho parlato in quest’aula già tante volte ma sento addosso la grande responsabilità che ci attende nei prossimi cinque anni. Il mio ringraziamento, oltre che agli elettori che hanno riposto fiducia nella mia lista “Loreggia Domani”, va anche a tutti coloro che hanno espresso un voto a sostegno degli altri candidati sindaco. Sarò il sindaco di tutti anche di quei cittadini che non hanno condiviso il nostro programma ed hanno eletto, a loro rappresentanza, altre persone: la dialettica tra idee e programmi contrapposti, dal confronto tra persone che la pensano diversamente che trae alimento la democrazia, maturano le società, si consolidano le comunità, perché Loreggia ha bisogno di tutti e non solo di una parte. Certamente insieme e non contro, dobbiamo operare ogni giorno affinchè si affermino le buone ragioni della nostra comunità. Ho una speranza che mi auguro non rimanga tale: che tra qualche anno sia possibile sentire dire, nelle campagne elettorali, anziché “votatemi perché

“Opposizione attiva, attenta, leale”

non ho fatto politica”; “votatemi perché da anni sono impegnato a fare qualcosa per la nostra Loreggia”. Solo così possiamo costruire una Comunità forte, una Loreggia migliore. Il mio impegno, quello del vice sindaco e di tutta la Giunta sarà quello di continuare a garantire un confronto permanente con i cittadini, le loro aggregazioni e organizzazioni anche spontanee”.

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Nella foto, la nuova giunta di Fabio Bui

Bianca Parise

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a nostra sarà un’opposizione attiva, attenta, leale e costruttiva rappresentativa di 1.430 persone, pari al 41,2% dei votanti, che ha scelto la Lista civica per Loreggia – Squizzato Sindaco”. Così il candidato Gianluca Squizzato commenta il risultato elettorale dello scorso 11 giugno che ha riconfermato Fabio Bui come sindaco di Loreggia. “Il nostro gruppo non abbandonerà i suoi elettori ma per questi sarà occhio vigile e critico sulla maggioranza, data dai 31 voti di scarto, chiamata ad amministrare. Ricordiamo che a Loreggiola l’opposizione ha vinto con 516 voti contro i 306 della lista Loreggia Domani. Amministrare non significa solo distribuzione di cariche, ma realizzare un programma che preveda risposte concrete da dare alla cittadinanza con occhio di particolare riguardo a quelle categorie che pur non restituendo la stessa pubblicità e clamore della riaccensione dei forni della fonderia hanno diritto a ricevere risposte”. Il gruppo consiliare ha già protocollato una mozione per la modifica dello Statuto Comunale, che dovrà essere discusso entro i prossimi due consigli comunali, per chiedere che alle prossime elezioni diventi regola scritta e non più solo di fiducia su parola e buon senso, che se il sindaco sarà di una lista o coalizione ed il vice sindaco di una opposta. “La mozione cosiddetta “Regola d’oro” o meglio il rispetto per l’etica della reciprocità tra le due nostre comunità paesane, da sempre o meglio fino ad ora, rispettata da tutte le amministrazioni che si sono susseguite nel corso degli anni”. Bi.Pa.


12 Eventi

Sagra di San Rocco, dall’11 agosto dodici giorni di festa Non mancherà la tradizionale serata di gala, l’appuntamento con la musica, gli amici a 4 zampe e anche la sicurezza stradale

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btimi ritocchi all’edizione 2017 dell’Antica Sagra di San Rocco, che animerà il centro di Loreggia da venerdì 11 a domenica 20 agosto. Tantissimi gli appuntamenti in calendario che accompagneranno i dodici giorni di festa allestita in prato Wollemborg. La manifestazione si aprirà venerdì 11 con l’ormai tradizionale serata di gala, che prevede la cena su prenotazione. Quest’anno i piatti ed il menù proposti saranno all’insegna della cucina tipica emiliana. “Dall’anno scorso – spiega Enzo Salvalaggio, presidente della Pro Loco di Loreggia – abbiamo deciso di abbinare la cena di gala a una regione italiana, proponendo ogni anno un menù diverso. Una sorta di gemellaggio gastronomico realizzato sempre in collaborazione con i maggiori e rinomati cuochi locali. Il programma nel dettaglio della sagra dev’essere ancora messo a punto e lo stiamo completando proprio in questi giorni; tuttavia gli appuntamenti divenuti ormai tradizionali saranno confermati”. E così ci sarà il raduno di auto e moto d’epoca che vedrà i mezzi storici sfilare per le vie dei paesi limitrofi. Confermato il pomeriggio dedicato ai bambini con giochi, attività, laboratori creativi e tanto divertimento. Mantenuto il concorso dedicato agli amici a quattro zampe, “Un cane per amico”, suddiviso in varie categorie a seconda dell’età degli animali. “Non mancherà come ormai avviene da anni la serata di prevenzione degli incidenti e di promozione della sicurezza stradale - aggiunge Salvalaggio – con la presenza a Loreggia degli agenti della polizia locale della Federazione dei Comuni del

Loreggia .

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Camposampierese che effettueranno controlli e prova con l’etilometro. Abbiamo deciso di aumentare le serate di musica rock per i giovani visto che negli anni precedenti la loro presenza è stata numerosa durante i concerti”. Ogni sera al pattinodromo ci sarà la possibilità di ballare con le migliori orchestre di liscio e durante la sagra tra i piatti in menù e le specialità proposte dai cuochi dello stand enogastronomico, ci sarà la possibilità anche di degustare la cucina vegana con il “piatto veggy”, oltre a un’ampia scelta di portate a base di pesce. A chiudere la sagra ci sarà il consueto spettacolo pirotecnico. L’Antica Sagra di San Rocco è organizzata dalla Pro Loco di Loreggia in collaborazione con l’amministrazione comunale, le associazioni paesane, la Provincia di Padova, il comitato Pro Loco dell’Unpli Padova e il consorzio Pro Loco Graticolato RoBianca Parise mano.

Nuova copertura per il cimitero di Loreggiola

Sono iniziati lo scorso 3 luglio i lavori di manutenzione e sostituzione delle guaine sulla copertura del tetto del camposanto della frazione di Loreggiola. L’intervento si è reso necessario a causa delle infiltrazioni di acqua rilevate nei loculi posti sia a nord sia a sud dell’immobile. A seguito delle varie segnalazioni dei cittadini sulla presenza di acqua nelle tombe e dopo il sopralluogo eseguito dagli operai comunali dell’ufficio manutenzioni, sono state in effetti riscontrate una serie di gravi e diffuse infilitrazioni ed è stato deciso di intervenire al più presto per ripristinare lo stato dei luoghi mediante il rifacimento della guaina della copertura per circa 390 metri quadrati. Il materiale utilizzato per impermeabilizzare il tetto è una guaina ardesiata bianca riflettente. Il costo dei lavori è di 6.344 euro e ci vorranno alcune settimane per completare l’opera di sistemazione del tetto. (be.pa.)


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Massanzago

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È tempo di sagra a San Dono La sagra prenderà il via giovedì 27 luglio per svolgersi tutte le sere fino a martedì 1 agosto. Domenica 30 luglio giornata clou con i festeggiamenti per suor Renata Gumiero, nata a San Dono, da tempo missionaria in Colombia La sagra si svolge come da tradizione nel centro di San Dono. (Foto fuochi sagra tratta dal profilo facebook @sagrasandono)

S

an Dono in festa per la sagra dei santi patroni Abdon e Sennen. Il tradizionale appuntamento che si svolge nella frazione ai confini con la provincia di Venezia e il Comune di Noale, prenderà il via giovedì 27 luglio per svolgersi tutte le sere fino a martedì 1 agosto. Domenica 30 luglio giornata clou con i festeggiamenti per suor Renata Gumiero, nata a San Dono, da tempo missionaria in unaterra non facile come la Colombia. Tante le iniziative all’interno del programma messo a punto dal Comitato organizzatore con attrazioni, stand gastronomico, pesca di beneficenza, giostre, mercatini e gran spettacolo pirotecnico finale. Lo stand gastronomico, che apre tutte le sere alle 19.30 (anche la domenica alle 12.30, su prenotazione, per il pranzo comunitario in onore di suor Renata) propone un menù vario, con tipiche specialità della cucina veneta, “piatto forte” la tagliata di carne. La

Tante le iniziative messe a punto: attrazioni, stand gastronomico, pesca di beneficenza e gran spettacolo pirotecnico finale

Chi erano Abdon e Sennen? A Roma, da schiavi, si prodigavano per seppellire i martiri. Per questo furono condannati a morte

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agra con dedica ad Abdon e Sennen, patroni della chiesa parrocchiale. La festa è il 30 luglio. Ma chi erano questi due santi. Furono due martiri. Vissero tra III e II secolo d.C. . Per via del loro nome vennero classificati come due principi originari della Persia. A Roma, dove si trovavano come schiavi, si prodigavano per seppellire i martiri. Per questo finirono in prigione e poi condannati a morte. Si racconta che, portati in anfiteatro, fossero riusciti ad ammansire le belve feroci che avrebbero dovuto divorarli. Furono allora squartati dai gladiatori. I loro corpi vennero gettati sotto la statua del Sole dove rimasero per tre giorni prima di essere raccolti dal diacono Quirino che li nascose nella propria casa. I resti, ritrovati grazie a una rivelazione durante l’impero di Costantino, furono seppelliti nel cimitero di Ponziano. Qui è tuttora presente un affresco del VI secolo che raffigura i due martiri in abiti persiani con Cristo. I loro resti sono oggi nella cripta della Basilica di S. Marco evangelista. Vi furono portati nel 1474, come sta scritto in una pergamena trovata nel 1948 in uno scrigno cinquecentesco sotto l’altare maggiore. Abdon e Sennen sono due dei quattro santi patroni di Pescia (Pistoia), i patroni della diocesi di Perpignan, in Francia nei Pirenei orientali e sono venerati nella parrocchia di Civine di Gussago (Brescia)come compatroni dal 1796. (c.r.)

sagra è organizzata dal Comitato parrocchiale Sagra San Dono e come ogni anno tutto il ricavato sarà devoluto ad attività parrocchiali: quest’anno, in particolare, il contributo sarà destinato al pagamento dei lavori di ristrutturazione della chiesa. Questo il programma. Giovedì 27 luglio: apertura dello stand gastronomico alle 19.30; cena

dell’associazione “Il Salice” di Massanzago, attiva nel territorio comunale con varie iniziative. Venerdì 28 luglio: stand gastronomico come sempre aperto a tutti e, all’interno, prevista anche la cena dedicata ad attività produttive e aziende del territorio; ballo liscio con “Renato e gli amici”. Sabato 29: stand gastronomico e ballo con “Lisa & C.”. Domenica 30: alle

10.30 messa solenne dei patroni e per il cinquantesimo di professione religiosa di suor Renata Gumiero, missionaria delle Ancelle missionarie del S.S. Sacramento, da anni in Colombia. Alle 12.30: pranzo comunitario (su prenotazione: rivolgersi a Gian Paolo Olivi, Giancarlo Favaretto, Paolo Perin) per festeggiare suor Renata. In serata stand gastronomico e ballo liscio con “Favaro band”. Lunedì 31 serata latina con la scuola “Forza 4” e salsa cubana, portoricana, bachata e kizomba (alle 19 stage gratuito di kizomba), dj Salah, durante la serata presentazione di tango argentino della scuola. Il gran finale martedì 1 agosto: apertura stand gastronomico alle 19.30, ballo liscio con l’orchestra “Sorriso” e alle 23.30 con lo spettacolo pirotecnico, da sempre uno dei più suggestivi di tutta la zona. C.R.


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Massanzago

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Avanzo di bilancio Investimenti

Soldi per scuola, sport e associazioni S

cuola, sport e associazioni. Questi i settori ai quali saranno destinati i soldi derivanti dall’avanzo di amministrazione del bilancio 2016 del Comune di Massanzago. Il via libera nel corso dell’ultimo consiglio comunale, imperniato proprio su questo punto, svoltosi lo scorso 29 giugno. Come ha illustrato il sindaco Stefano Scattolin, insieme ai colleghi di giunta,“si tratta di un risultato importante che consente di effettuare alcuni lavori, altrettanto urgenti e preferibilmente non più prorogabili, in ambiti come l’efficientamento energetico, il miglioramento antisismico, la manutenzione ordinaria, in più senza la necessità spesso onerosa, in fatto di interessi e non solo, di contrarre dei

mutui”. Nel corso della seduta di consiglio sono state illustrate le tre destinazioni più importanti, in termini numerici, dell’avanzo. La prima riguarda un’assegnazione di 70mila euro per lavori di efficientamento energetico e miglioramento antisismico della palestra delle scuole medie del capoluogo Massanzago. A questi se ne aggiungono altrettanti arrivati dalla Regione Veneto. Queste due disponibilità consentiranno di effettuare lavori importanti (tra l’altro iniziati da subito, vale a dire dai primi di luglio) che saranno eseguiti durante tutta l’estate. Una seconda tranche dell’avanzo di amministrazione è stata destinata a lavori nelle ex scuole di Zeminiana, ora sede

Il Comune di Massanzago e il sindaco Stefano Scattolin

“Un risultato importante che consente di effettuare alcuni lavori in ambiti come l’efficientamento energetico e il miglioramento antisismico”

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del Centro aggregativo per varie associazioni operanti sul territorio. Si tratta di un’assegnazione pari a 120mila euro. A riguardo l’amministrazione comunale ha pubblicato due bandi rivolti alle associazioni per la gestione del Centro stesso. “Il dato positivo è che, con questo avanzo, riusciremo a eseguire i lavori con soldi nostri e, dunque, senza dover contrarre un mutuo che si sa è sempre oneroso” hanno aggiun-

to gli amministratori. Infine, la terza assegnazione: 35mila euro che serviranno a sistemare il campo di pallavolo e pallacanestro esterno, a nord dell’edificio principale, della scuola media di Massanzago. L’avanzo di amministrazione è derivato in parte (circa 50 mila euro) anche dal controllo sull’imposizione fiscale. E.R.

Un viaggio “nei luoghi della cultura”

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ei luoghi della cultura” è il titolo del racconto a tappe, tra parchi, monumenti, oasi naturalistiche del camposampierese. La rassegna, che proseguirà fino a novembre, ha preso avvio a luglio ed è promossa dagli assessorati per fare rete nel territorio. Si tratta di un contenitore di cultura, spettacolo, folklore, intrattenimento, ideata e promossa dagli assessorati alla cultura del Camposampierese tra cui anche Massanzago con la valorizzazione di alcune sue “perle”. Sedici gli appuntamenti ben distribuiti in cinque mesi, con tematiche che spaziano dal teatro, al cabaret dalla musica classica, al pop, al jazz, non disdegnando linguaggi quali la letteratura, la fotografia, il folklore, l’intrattenimento puro: una proposta varia, rivolta a cittadini di ogni età; una proposta valida, che punta sulla qualità; una proposta attenta alle tasche degli spettatori, con biglietti a prezzo popolare e numerosi ingressi liberi e gratuiti. Con questa rassegna il Camposampierese partecipa all’edizione 2017di “Rete Eventi”. Saranno toccati parchi, ville, chiese, piazze, oasi naturalistiche. Un progetto culturale che racconta il Camposampierese partendo dalle sue eccellenze storiche, artistiche, naturalistiche, monumentali. Un racconto in cui cultura, spettacolo, intrattenimento sono il filo conduttore di un’esperienza che scava nell’identità del territorio e ne riporta in luce alcuni aspetti salienti e la propensione al “bello” e al condiviso. (e.r.))


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Piombino Dese

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Eletti dal Consiglio i capigruppo

Il neo sindaco Le priorità

Mason: “Far diventare grande il nostro paese” “V

ogliamo far diventare grande il nostro paese”. Questo l’imperativo con cui il nuovo sindaco Cesare Mason ha aperto la prima seduta di consiglio comunale dopo la clamorosa vittoria elettorale dello scorso 11 giugno. Qualche giorno prima aveva avuto modo di ringraziare gli elettori con una festa negli impianti sportivi di Torreselle. Un grazie che il primo cittadino ha voluto rinnovare a Villa Fantin di fronte al nuovo consi-

Fra le priorità le opere pubbliche: in testa l’annoso problema della linea ferroviaria che taglia Piombino. In programma la presentazione di un progetto

“Le deleghe saranno divise in macro e in micro aree – ha spiegato il primo cittadino- vale a dire che, anche ai consiglieri non eletti, affideremo compiti e settori precisi in base alle competenze. Vorremmo sul serio dare voce e spazio soprattutto ai giovani, parte importante della nostra squadra che ha solo voglia di lavorare”. Tra le priorità: le opere pubbliche. “Vedremo quali finanziamenti offrirà la Regione per risolvere l’annoso problema

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Nella foto, Cesare Mason

della linea ferroviaria che taglia Piombino in due. Ci stiamo organizzando per presentare un progetto ai cittadini. Punteremo, poi, su forme di progettazione alternativa e innovativa: vogliamo che questi sia un tempo di forti cambiamenti e migliorie”. Prossimo consiglio entro fine luglio. C.R.

rimo consiglio comunale dedicato all’elezione dei nuovi capigruppo. Silvia Checchin, giovanissima studentessa allo Iuav di Venezia, sarà il capogruppo di maggioranza per “Noi con Voi”; Andrea Sacchetto per la Lega; Ismaele Mason per “SiAmo Piombino”. Nominate la commissione elettorale e i consiglieri delegati in Federazione dei Comuni: Luigi Benozzi, Coretta Bergamin e Andrea Sacchetto. Non sono mancati gli interventi dei candidati sconfitti. “C’è rammarico per gli attacchi contro la mia persona da parte di alcuni cittadini durante la campagna elettorale – ha detto Ismaele Mason -. Non si dovrebbe ledere la dignità umana. Ringrazio comunque gli elettori e le passate amministrazioni per il lavoro di questi anni. Faremo un’opposizione per il bene comune del paese. Chiedo alla maggioranza di tenere in considerazione che le opposizioni rappresentano il 65%”. “La cosa di cui sono orgoglioso è che la Lega Nord è il primo partito a Piombino - ha ribadito Andrea Sacchetto -. Voglio ringraziare chi ci ha votato e sostenuto. Ma

ai cittadini glio convocato perla convalida degli eletti e la nomina di assessori e capigruppo. Una scelta, quella della nuova giunta, improntata per Mason, a criteri di meritocrazia, derivati dalla forza delle preferenze, ma anche da competenza e professionalità. “Con alcuni ci conosciamo e abbiamo lavorato da tempo - ha detto -. Siamo una squadra unita, l’amicizia che ci ha sempre legato ci aiuterà a lavorare bene,e a volere il bene diPiombino”. Mason si è subito messo al lavoro. Al suo fianco ci saranno come vicesindaco, Maria Baggio, con delega all’Urbanistica e all’Edilizia Privata; Luigi Benozzi, al Patrimonio e ai Lavori Pubblici; Claudio Bastarolo a Sociale, Bilancio e Innovazione Tecnologica; a Coretta Bergamin, giovanissima new entry che ha ottenuto il maggior numero di preferenze, toccheranno Cultura, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Turismo, Ecologia e l’Ambiente. Al sindaco le deleghe a Sport, Attività Produttive e Protezione Civile.

grazie anche a tutta la squadra, ai candidati non eletti ditutte le liste, a chi ci ha messo la faccia. Grazie a tutti i giovani che hanno corso in campagna elettorale: abbiamo bisogno di loro in politica. Sono convinto che assieme faremo un ottimo lavoro”. In consiglio entrano: per la maggioranza, Silvano Vanzetto, Filippo Venturin e Veronica Mason; per la Lega Nord, Ornella Bonutto; per la civica SiAmo Piombino, Francesco Scquizzato, in assoluto il più votato di tutte le liste elettorali con 401 preferenze. C.R.


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Piombino Dese

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In libreria L’opera di Renato Cagnin

Da lettore a scrittore

“Vista con gelosie”: un giallo tutto veneto “Ma proprio adesso doveva capitare?”. Quella frase, ripetuta allo sfinimento, aveva tenuto Annibale Cortese sveglio tutta la notte. “Vista con gelosie” è il titolo dell’ultimo di Renato Cagnin, piombinese doc. Finalista al Concorso “Giovane Holden” città di Lucca 2016, il romanzo è un giallo in salsa nostrana. Già nel titolo gioca proprio su questo: l’ambivalenza del termine “gelosie” che, in questo libro, stanno a significare le imposte di finestre fatte per far filtrare la luce nella stanza e poter vedere fuori senza essere visti dall’esterno. L’inizio: “Ma proprio adesso doveva capitare!”. Quella frase, ripetuta fino allo sfinimento, aveva tenuto sveglio Annibale Cortese per tutta notte. Da qui si snoda la trama di questo giallo ambientato a Sorgenti, un paese di confine della pianura veneta, in un giorno di inizio inverno dalla parrocchiale sparisce la statua lignea di un santo. “Questa scultura “maltagliata” non è una statua qualsiasi � spiega l’autore �. A differenza della quasi totalità delle statue, quella del san Lorenzo non è stata scolpita in piedi, bensì distesa. Sdraiata sulla graticola del martirio alla maniera della grande opera marmorea di Gian Lorenzo Bernini. La richiesta della restituzione sconvolge la comunità. Ritorna prepotente la questione dell’appartenenza di una statua che Sorgenti sente, comunque, sua. La gente vuole che si trovi una soluzione che naufraga, però, nell’indifferenza di Curia e Forze dell’Ordine”. Le investigazioni seguono piste diverse e toccano figure che vestono gli abiti

di cittadini insospettabili, pure la toga di un sacerdote chiacchierato. Quando le indagini sembrano arrivate ad un punto cruciale, il colpo di scena finale. Da leggere. C.R.

Renato Cagnin è nato a Piombino Dese. La passione per la lettura arriva “quando ho iniziato a viaggiare con le storie degli altri, mi ha accompagnato tutta la vita e oggi più che mai mi tiene a galla in questo mondo tecnologico che gira sempre più veloce. L’esigenza di scrivere è arrivata tutto sommato tardi, ma non abbastan-

Nella foto, la copertina del libro

Nella foto, l’autore Renato Cagnin

za da poter continuare a raccontare su carta quello che avevo sempre fatto a voce fin da ragazzo. E il fatto di essere il figlio del barbiere del paese, con negozio fronte chiesa e porta comunicante con la cucina i casa, mi ha permesso di ascoltare le storie che i clienti raccontavano in attesa del “sotto a chi tocca”. Al 2008 risale l’uscita del mio primo libro “Racconti del Ghèbo”, una sorta di diario giovanile scritto in vista dei cinquant’anni di età. Nel 2009, vista la risposta del pubblico e le due edizioni pubblicate, segue una nuova raccolta “Racconti del Ghèbo”, nel 2015 finalista al Premio “San Domenichino-Città di Massa Carrara”. Nel 2013 l’uscita della mia opera prima dal titolo “Tèramata”, libro vincitore del “Premio Città di Bobbio 2013” per romanzi inediti”.


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Trebaseleghe .

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Don Boschin, riaperta l’inchiesta A chiedere che venga fatta luce sull’omicidio di don Cescare Boschin, originario di Silvelle, i familiari. Il consacrato sarebbe stato ucciso dalla mafia, alla quale si era opposto: lo rivelano alcuni pentiti

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trovarlo privo di vita, la perpetua. Si chiama Franca Rosato. Ha origini venete. Come tanti conterranei scesi dalla pianura padana nell’Agro Pontino alla ricerca di terre da coltivare e fortuna. Come il suo parroco: don Cesare Boschin, nato l’8 marzo 1914 a Silvelle di Trebaseleghe, terzo di dieci figli. Nel febbraio 1956 gli viene affidata la parrocchia di Borgo Montello, zona di emigranti veneti e, a un certo punto, di discariche. Don Cesare viene ammazzato nel suo letto. Il corpo pieno di lividi, la mascella fratturata. È il 29 marzo 1995. L’omicidio è liquidato come una rapina finita male. Forse maturata, tesi spesso di comodo per i casi scomodi, nel giro di frequentazioni gay addotte per infangarne la memoria. Dopo 22 anni l’inchiesta è stata, da poco, riaperta. A chiederlo i famigliari, a cominciare dal nipote Luciano Boschin. Una battaglia condotta anche grazie

all’avvocato Stefano Maccioni. Il legale, acquisiti gli atti, chiede si faccia luce sul caso. Don Cesare è stato eliminato perché lottava contro le mafie. Come don Diana e don Puglisi. Lo rinvengono legato mani e piedi, in una parola: incaprettato. In casa c’è del disordine. Peccato che i ladri “dimentichino” di portar via il portafoglio con 700 mila lire e, persino, una scatola con 7 milioni, sempre di vecchie lire, custodita in armadio. Aveva paura, invece, don Cesare. Lo aveva confidato a chi gli stava vicino. Il prete, ha ricordato l’amico Claudio Gatto, non era don Abbondio: sotto l’aspetto dimesso aveva un temperamento deciso e volitivo, come fra Cristoforo”. Chi aveva interesse a uccidere un sacerdote ottantunenne, per giunta malato terminale? La spiegazione arriva dalle parole di alcuni pentiti. Tra questi, il boss Carmine Schiavone. Conosce ogni retroscena del traffico dei rifiuti tossici, a partire

Nella foto, don Cesare Boschin

dalla Terra dei fuochi. Schiavone racconta che il basso pontino era “roba della camorra”, facendo capire che “l’omicidio del parroco sarebbe legato proprio a questo”. È Salzillo (ammazzato il 6 mar-

zo 2009), nipote di Antonio Bardellino, fondatore del clan, a far seppellire nella discarica “bidoni di rifiuti tossici, per ognuno dei quali prendeva cinquecentomila lire. Tutti, in paese, sanno che in quella discarica viene sversato

l’inferno - prosegue Gatto -. Più il materiale è pericoloso e maggiore è il guadagno”. Nasce un Comitato antidiscarica, la sede in parrocchia. Il Comitato si scioglie subito dopo il delitto. Don Cesare ucciso perché sapeva troppo. Dell’”affaire” rifiuti tossici sarebbe venuto a sapere, per la prima volta, in confessionale. Alcune madri gli avrebbero affidato le loro preoccupazioni. Vedevano i figli sparire, all’improvviso, di notte e tornare l’indomani con bigliettoni da centomila lire. Qualcuno consiglia don Cesare di rivolgersi alle forze dell’ordine. Lui risponde (siamo in pieno governo Dc): “Si porta a casa di più parlando con i politici”. Pur malato va a Roma. Incontra qualcuno. Ci prova fino all’ultimo. Una settimana dopo lo troveranno ammazzato peggio di un cane.

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Trebaseleghe

Trebaseleghe legge: i dati della biblioteca lo rivelano C

bondanza di sale, il comfort, anche d’estate, e gli orari di apertura molto favorevoli (31,5 ore d’inverno e 35 d’estate). La disponibilità di postazioni internet e il Wi.Fi libero richiamano numerose persone che in biblioteca possono risolvere i loro problemi di “connessione” e di comunicazione. Non meno di 60 persone, ogni giorno, mediamente, ne varcano la soglia. Il numero dei prestiti effettuati in un anno, che è indice soltanto di abitudine alla lettura, notoriamente poco diffusa, oscilla intorno a 12.000. I lettori “forti” hanno sempre trovato una Biblioteca ben fornita e aggiornata e i loro suggerimenti sono sempre tenuti in considerazione. Un anno fa, con loro, è nato il Gruppo di Lettura che si ritrova una volta al mese perché la lettura non rimanga un’esperienza solitaria ma diventi un piacere da conC.R.. dividere.

Nati per leggere: l’angolo dei più piccoli

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Circa 30mila opere, 1620 Dvd, 1.028 iscritti attivi in un anno. Questa la fotografia della biblioteca di Trebaseleghe irca 30mila opere tra monografie, audiolibri e risorse multimediali, 1620 Dvd tra film e documentari, 220 dei quali prodotti dalla Mediateca regionale, in grado di soddisfare le richieste di un pubblico di lettori e utenti che, l’anno scorso, ha registrato 1028 attivi (che abbiano cioè fatto almeno un prestito nell’anno) su 5.443 iscritti storici. Questa la fotografia della Biblioteca comunale di Trebaseleghe, una delle quindici biblioteche che costituiscono la rete bibliotecaria Biblio APE (Alta Padovana Est). Nel 2016 si sono contate 134 nuove iscrizioni, dato costante negli ultimi anni. Ma la Biblioteca non è soltanto numeri e statistiche e non è nemmeno soltanto una biblioteca. È soprattutto un punto di riferimento, di orientamento e di relazioni. La utilizzano, in maggior parte, gli studenti universitari e i ragazzi come luogo di studio per l’ab-

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Circa 60 persone ogni giorno varcano la soglia della biblioteca, 12mila i libri prestati in un anno

attura l’occhio appena ci si entra. È l’angolo dei piccoli. All’interno trova spazio il progetto “Nati per leggere” animato da lettrici volontarie che, un pomeriggio la settimana, leggono ad alta voce ai bambini storie che diventano poi pretesto per disegni e lavori. Col tempo, la sala è diventata il punto d’incontro delle mamme (che si ritrovano con i bimbi a raccontarsi le loro esperienze), dei papà e anche dei nonni che in compagnia dei bambini giocano a leggere. L’offerta di lettura è diventata più attenta alla curiosità dei lettori occasionali, e più qualificata per soddisfare i palati più raffinati. “Così guardiamo alla qualità dell’editoria per la prima infanzia, ai gusti dei giovani, alla diffusione di letture a sfondo scientifico, alle esigenze del turista consapevole, ai libri in lingua originale” spiega Luigi Stecca. Porte aperte anche di sera per corsi di lingua, italiano per stranieri, racconti di viaggio, incontri con l’autore, presentazioni di libri, piccoli concerti, mostre d’arte e fotografia e, una volta all’anno, la Mostra del libro. (c.r.)


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Camposampierese Cultura

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Intervista Francesco Petitto, vice direttore generale della Bcc di Roma

“Il nostro impegno a sostegno dell’economia locale” E

ra la cassa fondata alla fine dell’Ottocento da don Domenico Pianaro, parroco di Sant’Andrea di Campodarsego, legata intimamente alla prima Bcc d’Italia, nata poco prima a Loreggia, grazie a Leone Wollemborg, l’economista padovano di fatto fondatore della “cooperazione rurale”. Divenne poi Bcc di Campodarsego, e poi ancora fu Bcc Padovana, nel velleitario tentativo di allargare anche nel nome i propri confini. Da un anno e mezzo, dopo un lungo periodo di commissariamento e un salvataggio in extremis, il cambiamento radicale: adesso è Bcc di Roma Area Alta Padovana (per i rami d’impresa rilevati, attività e passività, perchè per il resto la Padovana prosegue il suo iter di liquidazione). Insomma, è cambiato tutto? “Sì, e soprattutto una cosa, direi, fondamentale: oggi la banca è solida e sicura”. Lo assicura Francesco Petitto, sessantun’anni, vice direttore generale della Bcc di Roma (quella che ha lanciato appunto il salvagente alla Padovana) e timoniere del nuovo corso di quest’Area Alta Padovana, forte del fatto che la capogruppo, nell’ultima statistica di Mediobanca, si è confermata prima banca di credito cooperativo d’Italia, con un totale attivo di quasi 12 miliardi, e la seconda assoluta più solida in Italia tra le banche commerciali medio-grandi per la rivista Banche & Finanza, con un coefficiente di 84 punti su 100. Nel dicembre 2015 il salvataggio della Bcc Padovana vide un accordo sindacale (con riduzione da 298 a 215 dei dipendenti tra prepensionamenti e ricollocamenti in altre Bcc) e l’acquisizione da parte della Bcc di Roma dei rapporti delle filiali, 770 milioni di impieghi e 300 di liquidità, e non delle sofferenze (650 milioni di cui 570 per cassa), acquisite dal fondo di garanzia istituzionale

delle Bcc. Sportelli tutti conservati e rimborsati 27 milioni di obbligazioni subordinate della Bcc Padovana, compresi gli interessi. Quali priorità vi siete dati? “Quando siamo arrivati qui, dopo che nessuna banca del territorio aveva manifestato l’intenzione di intervenire – continua Petitto -, abbiamo trovato una realtà strangolata da un anno e mezzo di commissariamento, con l’attività congelata, dove s’era cercato ovviamente di preservare la raccolta, senza però alcun impulso agli impieghi. Il motore era mantenuto al minimo da troppo tempo. Bisognava far ripartire la macchina, che contava su un gruppo di persone importanti, circa 300 unità, da anni ferme perchè non potevano più fare attività di intermediazione creditizia. Quello che potevamo fare noi, però, non era un intervento diretto: noi non conoscevamo il territorio, il mercato, dovevamo quindi ridare fiducia a questi nostri colleghi e far sì che fossero loro a ricreare le relazioni, che sono la vera vita di una banca”. Operazione riuscita? “Dopo un anno e mezzo, oggi il risultato c’è”. Insomma, una banca che punta sì al capitale, ma anche e forse soprattutto al suo “capitale umano”? “Vero. La nostra banca è “retecentrica”, non “direzionecentrica”: l’85% delle delibere viene assunto dalla nostra rete, cioè dai responsabili delle filiali, con solo la supervisione di un coordinatore di area. Ci abbiamo messo un po’ di mesi per dotare di queste autonomie e del nostro modus operandi i colleghi, che adesso è a regime. Oggi la maggior parte dell’erogato, anche di volumi, viene decisa in rete”. Qualche numero per dar conto della rinascita? “Volentieri. Questa è una realtà che vanta circa 2 miliardi e mezzo

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di masse amministrate. Quando l’abbiamo rilevata perdeva circa 1015 milioni di raccolta e impieghi al mese. Con gioia oggi posso dire che si sono invertiti i trend: cresciamo sia in raccolta che impieghi. Per il “saldo soci”, che vennero di fatto azzerati dal commissariamento, con perdite evidenti, il nostro sforzo è stato quindi, e continuerà ad essere, quello di tornare ad acquisirne in numero consistente. Siamo ripartiti da zero, con in più un cambio del sistema informatico che ha rallentato per mesi tutte le nostre operazioni. Da maggio ad ottobre 2016 ne abbiamo registrati circa 350, poi abiamo avuto un nuovo stop dovuto stavolta al cambio dei prospetti di associazionismo, che la Consob ha rivisto completamente dopo il caso della banca Etruria e delle altre. E’ stato adottato un nuovo prospetto solo dopo altri mesi: abbiamo ricominciato davvero solo lo scorso febbraio. Oggi i nostri soci sono 460. Direi che il trend ci fa ben sperare: contiamo

di arrivare a 3 mila, il nostro target per questa banca, entro un altro anno e mezzo”. Per una Bcc il cerchio si chiude: se la banca va bene sono i soci, cioè i protagonisti del territorio, a trarne giovamento. “Esatto. Noi facciamo attività mutualistica, quindi per far ricadere sul territorio, appunto sui soci, i benefici della nostra attività. Più soci, insomma, più ricadute benefiche”. Per aiutare il territorio l’anno scorso avevate messo a disposizione un plafond di 200 milioni di finanziamenti. E quest’anno? “Lo replichiamo, sempre a sostegno dell’economia locale, e siamo sempre disponibili ad aumentarlo, se ve ne fosse necessità”. Crede si possa considerare superata la crisi di questa Bcc? “Le previsioni sono diventate difficili, specie a tempi brevi: oggi bisogna guardare anno per anno, con attenzione ai semestrali. Si tenga anche presente che in due anni

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Qui c’è un’imprenditoria eccellente, bisogna darle risposte celeri e soddisfacenti. Solo così i risultati potranno arrivare”

il salvataggio delle banche Etruria e Marche Chieti a noi è costato 25 milioni. Senza questa zavorra i nostri bilanci sarebbero stati ancora migliori. In ogni caso, se il nostro impegno proseguirà così, sono ottimista. Gli scenari sono così liquidi, però, che bisogna vivere guardando avanti, ma anche all’oggi, con prudenza ed attenzione. Se si riesce a fare banca stando vicini a famiglie e pmi la nostra mission può dirsi soddisfatta. Qui c’è un’imprenditoria eccellente, bisogna darle risposte celeri e soddisfacenti. Solo così i risultati potranno arrivare”. Dottor Petitto, mentre si tenta il salvataggio delle due grandi banche venete, Bpvi e Veneto Banca, il mondo delle Bcc appare spaccato: 13 venete non hanno votato il nuovo statuto Iccrea (l’istituto centrale credito cooperativo, cui aderiscono 162 istituti italiani) ed hanno abbracciato invece il sistema Cassa centrale banca di Trento (110 banche). Secondo lei, perchè? “Francamente non me lo spiego. La nostra banca fa capo ad Iccrea, con il quale lavoriamo proficuamente da tempo. La riforma del 2016 impone che le Bcc aderiscano entro il 2017 ad uno o più soggetti, stringendo patti di coesione per aumentare la capacità operativa e la solidità complessiva del sistema. La dualità non serve a nessuno, credo, e non sembra dovuta ad argomentazioni solide. Nemmeno la contiguità geografica ad uno o all’altro sistema sembra incidere sulle scelte di parte: c’è una Bcc siciliana, ad esempio, che ha preferito Trento”. E quindi? “E’ incredibile, ma mancando argomentazioni più solide, bisogna pensare a suggestioni, ad attriti magari risalenti a chissà cosa e chissà chi, alla fascinazione di alcuni per l’alternativa. E dire che la riforma invocava la coesione…”.

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Cultura

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La villa che ha stregato due cuori Usa Villa Cornaro Gable custodisce l’arte del Palladio. Appartiene a Carl I° Gable e alla moglie Sally, americani di Atlanta, in Georgia. Durante un tour tra le ville venete, rimasero incantati dalla villa tanto da decidere di comprarla

È

stato il classico colpo di fulmine. E l’idillio continua ancora oggi, trent’anni dopo. Protagonisti di un amore, divenuto ancor più stretto e profondo con l’andare degli anni, Carl I. Gable e la moglie Sally, americani di Atlanta, in Georgia. Durante una visita a Venezia, che comprendeva un tour tra le ville venete, rimasero incantati da Villa Cornaro, in centro a Piombino Dese. Tanto da decidere di comprarla. Un gioiello che custodisce l’arte del Palladio, ma anche la storia. Carl I., avvocato, e Sally comprano la Villa, ma fanno anche di più: la fanno rivivere. Nell’unico modo possibile: vivendoci. Così ogni anno marito e moglie vengono in Italia e stanno in villa. Proprio come faceva, quasi cinque secoli fa, il proprietario Giorgio Cornaro, figlio di una ricca famiglia veneziana, che la utilizzava come residenza estiva. Carl I. e Sally sono, in queste settimane, a Piombino. Con loro

anche i tre figli e i quattro nipoti che si alternano nel soggiorno. “Ci innamorammo nel 1987, mentre stavamo visitando le ville di Palladio in compagnia di amici londinesi - raccontano -. Fummo affascinati dall’imponenza della facciata. Una volta dentro ci estasiarono il design degli interni, la splendida geometria degli spazi e anche affreschi, stucchi e statue che non hanno nulla da invidiare a un museo. In generale pensiamo che, se davvero le apri il cuore, la villa possieda una tale magnificenza da riuscire a cambiarti la vita. Da subito abbiamo capito che volevamo stringere un legame forte con la bellezza e la storia della Villa e con la bella comunità di Piombino Dese”. Sally si occupa dei fiori e del giardino. Va al mercato e dal parrucchiere, è considerata di casa. Del loro legame e dei soggiorni in Villa Sally e Carl I. hanno parlato nel libro “Palladian Day. Finding a new life in a venetian country

La villa e i due proprietari americani

life” che si apre con una dedica ai figli “perché sappiate come i vostri genitori hanno speso i loro soldi”. “Essa è parte delle nostre vite, ci ha aperto a nuovi mondi di arte e storia, a nuovi amici e nuovi stili di vita. La cultura, e con essa tutti i suoi beni e risorse, è lo spirito, l’anima più vera di un Paese, di un territorio �- proseguono -.

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Non abbiamo mai pensato a un mero investimento. È importante che non sia abbandonata a se stessa. Piombino Dese sta facendo un eccellente lavoro nell’informare ed educare i suoi cittadini, in particolare i più piccoli con percorsi didattici, sul valore di questo patrimonio”. La conferma di tanta cura arriva dal custode, Riccardo Mio-

lo. “È un legame davvero unico. Una prova? Se devono essere fatti dei lavori, anche di manutenzione ordinaria, la domanda che mi sento fare è una sola: ‘Cosa farebbe, secondo lei, Palladio?’. Così ogni intervento avviene nel pieno rispetto dello stile e del pensiero che la ispirarono in origine. Davvero il grande architetto ne E.R. sarebbe contento”.

Aperture estive di Villa Cornaro Gable Da maggio a settembre la villa è aperta al pubblico tutti i sabati pomeriggio dalle 15.30 alle 18.00

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a maggio a settembre, Villa Cornaro Gable è aperta al pubblico tutti i sabato pomeriggio dalle 15.30 alle 18. E tutto l’anno su prenotazione di gruppi di almeno 10 persone. Realizzata tra il 1552 e il 1553, la Villa, considerata una dei capolavori della piena età palladiana, fu commissionata all’architetto padovano, come residenza estiva di Giorgio Cornaro, il figlio minore di una ricca famiglia veneziana. Per 253 anni è stata abitata dai discendenti dei Cornaro prima di passare ad altre tre famiglie che la utilizzarono come residenza privata fino al 1951. Dopo un periodo tribolato compreso tra gli anni ‘50 e gli anni ‘60 del Novecento, durante i quali fu utilizzata come asilo parrocchiale rimanendo poi a lungo disabitata, nel 1969 Villa Cornaro tornò a essere proprietà di soggetti privati: venne acquistata dai coniugi Rush di Greenwich (Connecticut, Stati Uniti) che ne intrapresero un restauro durato 20 anni. Dal 1989 la Villa è la residenza estiva dei coniugi Gable, la sesta famiglia a entrarne in possesso in 450 anni. E.R.


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Sport

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Podismo Prima edizione

Sant’Antonio Run: nuova partenza Nata da quattro amici di Camposampiero, che non hanno digerito lo “scippo” della tradizionale Maratona del Santo

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n 370 per la prima edizione della Sant’Antonio Run di Camposampiero. Quello che fino a poco tempo fa era solo un’idea e un desiderio, sabato 10 giugno è diventata una realtà. E tutto grazie alla tenacia e alla passione di quattro amici di Camposampiero per il podismo, che non hanno digerito lo scippo della tradizionale Maratona del Santo che fino all’autunno del 2015 si correva lungo le strade di Camposampiero, e che ora invece si svolge a Padova. Così, grazie all’entusiasmo del Comune di Camposampiero, della Pro Loco,

dei Santuari Antoniani, sabato 10 giugno la città ha vissuto un pomeriggio di sport, all’insegna dell’inclusione, dello stare insieme, della riappropriazione della forte, insopprimibile identità antoniana del Camposampierese. 370 i partecipanti che hanno affrontato di corsa o camminando i 5 e 10 km di un percorso che ha attraversato punti di interesse storico e paesaggistico: il complesso dei santuari antoniani, il tessuto medievale della città, col suo reticolo di fiumi e canali, palazzo Tiso, le torri, il percorso Muson dei Sassi, la ciclope-

Piergiorgio vicecampione italiano in tuta alare

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n Icaro del Terzo Millennio. Uno Spiderman capace di viaggiare a velocità supersoniche. Più semplicemente la sua è una grande passione. Un amore per il volo che lo ha portato, è il caso di dirlo, a toccare il cielo con la sua tuta alare. Piergiorgio Tomasello, originario di Massanzago, è salito sul podio al campionato italiano di paracadutismo in tuta alare svoltosi di recente a Ravenna. Il jumper ha conquistato la medaglia d’argento in uno dei campionati più avvincenti di una disciplina che, proprio in Italia, vanta alcuni dei recordmen più forti a livello mondiali. Piergiorgio, 40 anni, di professione fa l’informatico. Il risultato di Ravenna lo laurea vicecampione italiano, secondo solo a Davide Masi. L’abilità di questo sport sta proprio nella velocità raggiunta (sia orizzontale sia verticale combinata all’efficienza aerodinamica). Piergiorgio, nel volo che lo ha decretato principe della disciplina, ha raggiunto ben 236,2 chilometri orari. Una pratica durissima in cui niente si improvvisa: prima di indossare la tuta alare bisogna essersi cimentati in almeno 200 lanci. Soddisfazione a Massanzago dove vive la famiglia in un post su Facebook: “Festa in famiglia, siamo orgogliosi: Piergiorgio Tomasello, il più veloce in assoluto, è argento, si è laureato vicecampione italiano con un’ottima prova”. Piergiorgio è figlio di Fernando, architetto, molto conosciuto non solo a Massanzago, dove da anni è alla guida di un prestigioso studio tecnico, ma anche nel padovano visto che è presidente provinciale dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco. (e.r.)

donale Ostiglia, un tratto del Cammino di Sant’Antonio, villa Querini lungo il corso del Muson Vecchio e villa Campello dove era posizionato il traguardo. L’amministrazione comunale, nel dare appuntamento ai partecipanti all’edizione 2018, desidera ringraziare sentitamente la Pro Loco di Camposampiero, i Santuari Antoniani, la Fiasp, Mivao, l’Aspea, la Protezione Civile, gli Alpini, i Sant’Antonio Runners, e tutti i volontari e le associazioni

cittadine che hanno consentito il successo di un’iniziativa destinata a durare nel tempo.La manifestazione ha incontrato la soddisfazione dei partecipanti, dei promotori, degli organizzatori, ed è stata inserita anche nel calendario del Giugno Antoniano, la rassegna nata dalla collaborazione tra istituzioni religiose e civili che prevede iniziative da fine maggio a tutto giugno a Padova e Camposampiero. Bianca Parise

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La dipendenza dal gioco d’azzardo

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Bello viaggiare, ma prima di partire passate in ambulatorio Ambulatori per viaggiatori internazionali

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Guerra alle sigarette: i giovani in prima fila

a pag 27

ottore La prego mi aiuti!”con queste parole, con un atteggiamento fra l’impaurito e il supplichevole si era rivolto nel mio studio Enrico (nome di fantasia).Enrico, un imprenditore verso i cinquant’anni di età, mi confidava che da circa due anni era diventato schiavo delle “macchinette”, “Ho una moglie adorabile e un bimbo ancora piccolo, sto perdendo un sacco di soldi, cosa che ora non mi posso permettere, ho chiesto anche dei prestiti ad amici... ho anche pensato... non voglio dirlo...”. Continuava nell’esposizione con una specie di lucidità nervosa che mi diede l’impressione di uno che si era ripetuto più e più volte un discorso per trovare il coraggio di manifestarlo. Una richiesta che mi colpì, poiché in genere non giunge quasi mai dall’interessato ma quasi sempre è mediata dai familiari, quando se ne accorgono, o da amici per le continue richieste di prestiti di denaro. Il gioco d’azzardo patologico, genericamente definito come ludopatia, rientra nella sfera dei disturbi del comportamento e del controllo degli impulsi e viene inquadrato nella categoria delle cosiddette dipendenze comportamentali.

Nefrologia di Padova ai vertici mondiali

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Salute

Ambulatori per viaggiatori internazionali per partire in sicurezza

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artire sani e tornare sani! Questo è l’obiettivo di centinaia di Veneti che scelgono per le proprie vacanze un viaggio nel Terzo mondo, in paesi esotici o nell’Est europeo. I viaggi sono un’occasione importantissima per esperienze affascinanti e indimenticabili, tuttavia possono esporre il viaggiatore a rischi infettivi o a spiacevoli incidenti. Presso gli ambulatori di Medicina dei Viaggi si possono ottenere informazioni sui rischi legati ai viaggi, sulle norme di prevenzione da adottare (es. nei confronti della malaria, diarrea del viaggiatore, malattie sessualmente trasmesse) e ricevere le vaccinazioni per le malattie prevenibili. Inoltre viene fornita una consulenza individualizzata in base alla tipologia del viaggiatore (età, stato di salute, percezione del rischio), alla destinazione (paese visitato, area rurale/urbana), al motivo di viaggio (turistico, di lavoro, studio, cooperazione), alla durata e alle modalità di soggiorno. Per un viaggio di questo tipo, dunque, non basta preparare le valige è

fondamentale informarsi anche su come proteggersi da malattie e incidenti. Ci sono mete nel mondo più a rischio di altre ma niente va dato per scontato. Il consiglio è dunque quello di valutare assieme ad un medico competente quali siano le attenzioni necessarie per lo specifico viaggio: protezione dagli

E’ sempre opportuno valutare insieme ad un medico specializzato rischi e attenzioni diversi a seconda della destinazione insetti e dal sole, precauzioni alimentari, e ancora le vaccinazioni consigliate, che rappresentano un ulteriore elementare livello di difesa. I medici degli ambulatori sono costantemente informati sulla variazione del rischio, sanno valutarlo Paese per Paese, secondo le indicazioni degli

organismi internazionali della sanità. Hanno il quadro aggiornato delle eventuali emergenze e possono dare indicazioni sanitarie precise anche a seconda della duwrata del viaggio: il rischio varia infatti da luogo a luogo, anche all’interno dello stesso Stato, da periodo a periodo, ma anche a seconda che ci si sposti per un breve periodo di villeggiatura o per un lungo soggiorno per studio o lavoro”. Molti i consigli fornito anche sulle precauzioni da prendere quando ci si espone al sole, quando si fa il bagno, o in caso di disturbi dovuti all’altitudine o ai viaggi in auto. È importante che il viaggiatore si rivolga all’ambulatorio di medicina dei viaggi con largo anticipo (almeno un mese e in situazioni particolari anche fino a tre-sei mesi prima), per ricevere le informazioni e sottoporsi alle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per il paese visitato. È opportuno, inoltre, documentarsi sulla situazione politica locale ed eventuali rischi legati alle tensioni sociali.

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Editoriale

L’evoluzione del medico tra etica ed economia Se in medicina il primo comandamento è non nuocere, il secondo è essere prudenti, ma nell’evoluzione della nostra professione è fondamentale la ricerca del miglioramento, a livello di diagnosi e terapia, il desiderio di superare i limiti conosciuti senza arrendersi davanti alle inevitabili sconfitte, nella continua ricerca del progresso e del confine fra determinazione ed accanimento terapeutico. La professione richiede freddezza in particolare nei momenti più difficili in quanto l’errore è sempre in agguato e il miglior medico è quello che sbaglia di meno. Perchè gli sbagli sono inevitabili per tutti. Nel rapporto col malato il medico è in condizione di superiorità psicologica, non deve approfittare ma informare, guidare e rispettare le decisioni del paziente, perchè solo quest’ultimo conosce completamente la sua vita. In questo rapporto entrano in campo inoltre empatia e simpatia. L’empatia designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da uno sforzo di comprensione intellettuale dell’altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale e ogni giudizio morale. L’empatia permette al curante di comprendere i sentimenti e le sofferenze del paziente, incorporandoli nella costruzione del rapporto di cura ma senza esserne sopraffatto. La simpatia è un autentico sentimento doloroso, di sofferenza insieme al paziente e sarebbe quindi un ostacolo ad un giudizio clinico efficace. Può portare ad errori o al burn out. Nella richiesta di salute i pazienti chiedono al medico una particolare forma di amore, ma per darglielo bisogna possederlo. Il medico deve studiare sempre, imparare le innovazioni, capire i propri limiti e saper passare la mano a chi sa fare meglio di lui. Nel costruire sistematicamente delle solide conoscenze di base a volte è possibile, anzi dovuto, concedersi di sognare, perchè qualche volta l’immaginazione diventa realtà scientifica. Un medico dotato E comunque, nella professione, nei di empatia momenti più importanti, il medico è solo nella decisione e le responsabilità comprende vengono sempre prima dei privilegi. i sentimenti del Un potere sulla vita dato dalla paziente e costruisce conoscenza scientifica e dalla disponibilità d’animo, con operatori un buon rapporto del settore che hanno il vantaggio di di cura esercitare in un paese come l’Italia con un sistema Sanitario nazionale con i migliori principi etici al mondo ma anche i limiti di una disponibilità economica sottofinanziata dalla Politica, che ha commesso l’errore di costruire in passato un sistema pensionistico senza equilibrio, e con un attuale tasso di corruzione ambientale e di economia sommersa non compatibili con un equa distribuzione della risorse a svantaggio dei più deboli. A noi, per quanto possibile, il dovere morale di evidenziare questi aspetti, per riconsiderare una nuova strategia di economia sanitaria equa e solidale nell’interesse di tutti, i malati per primi, visto che nessuno è indistruttibile, che in un attimo si può passare dall’altra parte ed entrare nel pigiama del paziente. Un profondo ringraziamento al Prof. Ermanno Ancona, cattedratico emerito di chirurgia all’università di Padova, tuttora in attività, di cui quando posso riguardo le lezioni, contenenti principi di validità universale che ho sintetizzato qui per i lettori, solo un’ accenno per capire alcuni aspetti etici della nostra professione che Ancona ha voluto trasmetterci, pilastri immutabili nel tempo.

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Guerra alle sigarette: i giovani in prima fila

Zaia: “Rischiamo di trovarci senza medici”

Un progetto rivolto agli studenti perchè smettano di fumare

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moke Free Class Competition”, si chiama così il progetto regionale contro il tabagismo che ha coinvolto quest’anno 23 scuole, sedici di primo grado e sette di secondo grado, per un totale di 99 classi e 2.214 studenti. Lo slogan “Abbraccia l’Albero della Vita, respira la libertà”, ha ispirato i ragazzi che hanno presentato progetti davvero interessanti e che, si spera, vadano a segno rispetto all’obiettivo ultimo che è quello di disincentivare all’uso delle sigarette. L’abitudine al fumo, infatti, è maggiormente diffusa fra i più giovani (tra i 25 e i 34 anni) e si riduce con l’età. In Veneto, la maggioranza degli adulti non fuma (56%) o ha smesso di fumare (22%). I fumatori veneti sono il 22% della popolazione (737.000 persone circa). Sono ancora gli uomini (26%), rispetto alle donne (18%), a fumare di più. Significativa, poi, si evidenzia la percentuale dei fumatori in condizioni economicamente più svantaggiate (31%) o meno istruiti (21%). Mediamente, il consumo giornaliero di sigarette si attesta intorno alle 10 sigarette circa, mentre i forti fumatori (15%) consumano più di un pacchetto di sigarette al giorno. Un dato positivo viene dal fatto che, rispetto al 2008, la prevalenza dei fumatori tra i 18 e i 69 anni si è ridotta, passando dal 26% al 22%.

“L “Il fumo – sottolinea l’Assessore regionale alla Sanità – è causa di malattie gravi e diffuse e, anche quando queste non insorgono, limita comunque la qualità della vita del fumatore. Abbiamo quindi in atto una serie di ben nove programmi di prevenzione tutti rivolti ai giovani. Non c’è, infatti, miglior prevenzione che creare nelle giovani generazioni la cultura dei sani stili di vita, attraverso la diffusione di informazioni corrette e il loro coinvolgimento nei programmi”. Secondo l’ultima indagine HBSC (Health Behaviour in School–aged Children) che riguarda

ragazzi di 11-13 e 15 anni, in Veneto, i 15enni che dichiarano di aver sperimentato il fumo sono più del doppio dei 13enni (53% vs 22%). Come la sperimentazione anche l’abitudine al fumo cresce velocemente con l’aumentare dell’età: e i ragazzi superano le coetanee. Il consumo quotidiano di tabacco appare quasi assente nel campione degli 11enni (0,4%) e dei 13enni (2%); mentre nei 15enni tale percentuale, seppure in diminuzione rispetto alla precedente indagine (16%), è pari al 13%. Ciò evidenzia che l’abitudine al fumo tra i ragazzi è in diminuzione.

a mia posizione è nota: il numero chiuso e i test di ingresso a medicina non servono per selezionare bravi medici. E’ solo la carriera di studi universitari che fa emergere i più motivati e i più preparati”. Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia sulla nota di protesta della componente studentesca nei confronti del decreto del Miur che riduce di 124 posti il numero degli accessi alla facoltà medica nel prossimo anno accademico. “Anni di numero chiuso nella formazione medica e di programmazione inadeguata stanno bloccando il ricambio generazionale e impoverendo di professionalità il sistema sanitario nazionale – prosegue il presidente del Veneto – Da tempo vado denunciando il rischio, insieme alle società scientifiche e ai presidenti di altre regioni, di non avere più medici, in particolare nelle aree più periferiche e nelle specialità a maggior rischio clinico. E’ quanto sta accadendo in Veneto, in alcune zone tradizionalmente carenti”.

La Clinica Odontoiatrica Biscaro Poggio richiama ad Adria dentisti dal Regno Unito C

i sono nel nostro territorio eccellenze che lavorano al di fuori dalla luce dei riflettori, con genialità e costanza, guadagnandosi stima e ammirazione più facilmente all’estero che in patria. In alcune occasioni un eventoo un riconoscimento le rendono più visibili, e offrono lo spunto per parlarne. È il caso della Clinica Odontoiatrica Biscaro Poggio e del Dott. Leonello Biscaro, che ne è il fondatore e la guida. L’evento che oggi li riguarda è di per sé eccezionale. Si è mai visto un pullman di medici odontoiatri, provenienti dal Nord Europa, percorrere le strade del Polesine per assistere ad un intervento di implantologia? Eppure è esattamente quello che accadrà il prossimo martedì 6 giugno, quando una delle più importanti aziende al mondo di impianti dentali, Sweden & Martina di Due Carrare (Padova), vera eccellenza industriale italiana, raccoglierà un numero ristretto e selezionato di dentisti e li condurrà ad Adria, dove saranno ospitati dalla Clinica Odontoiatrica Biscaro Poggio e dove potranno assistere, in diretta video, ad un complesso intervento di chirurgia implantare eseguito dal Dott. Leonello Biscaro in un’adiacente sala operatoria della Clinica. Il Dott. Leonello Biscaro, già Presidente dell’AIOP (Accademia Italiana di

A fianco il dottor Leonello Biscaro

Odontoiatria Protesica), autore del testo “La Dentatura Terminale”, tradotto in inglese, spagnolo e, prossimamente, in cinese, non è certo nuovo ad attestati di stima a livello internazionale. Ma la particolarità dell’evento, che pone Adria e il nostro territorio al centro di un evento medico specialistico di alto livello, merita di essere

segnalata. Le eccellenze, evidentemente, trovano ragione e modo di crescere anche in Polesine.

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Salute

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La Nefrologia di Padova ai vertici mondiali della medicina S

indrome di Gitelman e la Sindrome di DISEASE IMPROVING GLOBAL OUTCOMES Bartter e altre malattie genetiche rare (KDIGO) di farlo partecipare con alcuni del trasporto tubulare renale si studiano e esperti mondiali alla stesura delle Linee si curano a Padova con grandi risultati. Guida di diagnosi e trattamento per la Lavora presso l’Azienda Ospedaliera/ Sindrome di Gitelman (“KDIGO Consensus Università di Padova il Prof. Lorenzo Calò Conference on Gitelman Syndrome”). confermato nel 2017 primo al mondo Le Linee Guida predisposte, sono state nell’ambito delle malattie renali. pubblicate sulla rivista scientifica Kidney La classifica International, tra le mondiale che lo riviste scientifiche vede protagonista nefrologiche più Da quasi trent’anni è basata su qualificate in ambito segue in particolare la i n t e r n a z i o n a l e un’estesa revisione delle pubblicazioni Sindrome di Gitelman e ( K i d n e y scientifiche in International 2017; la Sindrome di Bartter, 91:24–33). Nefrologia degli ultimi dieci anni, Il Professor L. malattie renali dà notevole Calò, nefrologo, genetiche rare prestigio alla ipertensiologo ed Nefrologia italiana internista, Direttore e contribuisce al primato europeo già della Nefrologia 2 dell’Azienda Ospedaliera ottenuto dall’Azienda Ospedaliera/ di Padova è anche Direttore eletto della Università di Padova nel campo delle Scuola di Specializzazione in Nefrologia malattie rare. dell’Università di Padova. Il riconoscimento assegnato anche Da quasi trent’anni segue in particolare quest’anno, per il 4° anno consecutivo la Sindrome di Gitelman e la Sindrome di al Prof. Lorenzo Calò, è ulteriormente Bartter, malattie renali genetiche rare sottolineato dalla richiesta da parte che compromettono il riassorbimento dell’organizzazione internazionale KIDNEY tubulare renale di potassio e di magnesio.

Vaccini: la Regione è ferma, nessun acquisto in programma

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n relazione alle notizie di stampa diffuse da alcuni quotidiani veneti la Direzione dell’area Sanità e Sociale della Regione Veneto precisa che “al momento non è stato avviato alcun acquisto di 750 mila dosi di vaccini, né che attualmente sia in programma la vaccinazione di 100 mila bambini e ragazzi”. Le cifre citate negli articoli erano state citate nel corso della conferenza stampa convocata dalla Regione per annunciare la decisione di impugnare il decreto governativo. Ma non hanno niente a che fare con una profilassi di massa che

starebbe programmando la Regione. “Sono relative - precisa la Direzione Sanità in una nota diffusa dall’ufficio stampa della Regione - esclusivamente a proiezioni statistiche sugli effetti operativi che il decreto produrrebbe in Veneto, se applicato integralmente nell’attuale formulazione”. Quindi nessun “binario parallelo” nell’azione dell’istituzione regionale. “La Regione Veneto rimane ferma sulla posizione espressa dal suo Presidente, che sarà formulata nel ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti del decreto del Consiglio dei Ministri”, conclude la nota.

Il Professor Lorenzo Calò, nella foto a fianco con la sua équipe

La conseguente riduzione nel sangue di potassio e magnesio può indurre l’insorgenza di aritmie cardiache che nei casi più gravi possono anche essere fatali e, seppur raramente, anche evolvere verso l’insufficienza renale cronica. L’analisi genetica identifica la mutazione nel gene che codifica per la proteina responsabile del trasporto tubulare renale del potassio permettendo con certezza la diagnosi.

Problemi renali: la diagnosi è importante

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l Professor Lorenzo Calò riconosciuto punto di riferimento non solo nel Triveneto ma anche a livello nazionale per la gestione clinica e la diagnosi di queste malattie, gestisce inoltre un ambulatorio dedicato al completo iter diagnostico, al trattamento terapeutico ed al follow-up dei pazienti con Sindrome di Gitelman e Sindrome di Bartter istituito presso l’A.O. di Padova, uno dei pochi a livello nazionale. A questo ambulatorio si rivolgono pazienti provenienti da tutta Italia. Un aspetto peculiare di queste malattie genetiche renali riguarda lo studio delle basi cellulari e molecolari dell’ipertensione arteriosa, per il quale il Professor Calò ha

fatto di queste malattie un riconosciuto modello umano unico portandolo alla ribalta mondiale. I pazienti con queste malattie, infatti, pur possedendo molte caratteristiche biochimiche ed ormonali tipiche dell’ipertensione arteriosa, non

Un aspetto peculiare di queste malattie genetiche renali riguarda lo studio delle basi cellulari e molecolari dell’ipertensione arteriosa

hanno l’ipertensione. Pertanto, perché questi pazienti non diventano ipertesi pur possedendo caratteristiche ormonali e biochimiche dell’ipertensione arteriosa, può essere di grande importanza per capire le basi cellulari e molecolari dell’ipertensione arteriosa stessa. Gli studi del Professor Lorenzo Calò hanno permesso di delineare nell’uomo nuovi meccanismi biochimici e identificare nuove proteine che possono svolgere un importante ruolo nella conoscenza della fisiopatologia dell’ipertensione arteriosa, nell’efficacia del suo trattamento e di quello delle complicanze cardiovascolari e renali dell’ipertensione.


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Il Garda, I un lago di bellezza, benessere e cultura

l Lago di Garda è sicuramente una meta conosciuta e sempre piacevole per una vacanza all’insegna del relax, del sole, della cultura e del gusto. Celebre fin dai tempi dei nostri antenati romani per la dolcezza del suo clima e dei suoi vini, il Lago di Garda continua a essere una garanzia per un soggiorno ricco di delizie. Desenzano e Sirmione sono senza dubbio le perle della costa meridionale gardesana. L’offerta culturale è molto ampia e comprende il Duomo e il Museo archeologico di Densenzano, il Castello Scaligero di Sirmione e le celebri Grotte di Catullo, che nell’immaginario collettivo sono diventate il simbolo di Sirmione. Ma non mancano festival musicali e grandi eventi con cartelloni che si snodano lungo tutta l’estate. Per i palati sopraffini segnaliamo che a sud di Sirmione si estende, sulle colline moreniche, una piccola zona famosa per l’eccellenza dei suoi vini: Lugana. Sono vini autoctoni che si producono da due millenni e che oggi vengono aprezzati in tutta la nazione e all’estero. E chi mette al primo posto il benessere certamente gradirà l’eccellenza delle terme di Sirmione: è questo un settore che richiama tutto l’anno visitatori da ogni parte della penisola.

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Risalendo la costa occidentale del Garda si potranno apprezzare, invece, piccoli paesi consacrati da decenni all’accoglienza dei turisti: Lonato, Moniga, Manerba, Gardone Riviera e ovviamente Salò. Luoghi che, complice forse anche la prossimità del confine con l’Austria-Ungheria, erano frequentati già agli inizi del XX secolo dalla nobiltà e dall’alta borghesia tedesca e austro-ungarica, tanto che la chiesa luterana di Gardone Riviera fu finanziata in parte anche attraverso un dono dell’imperatrice Augusta Vittoria, la prima moglie di Guglielmo II di Germania. Oltre ai tanti paesi che attirano sempre molti turisti ci sono ampi spazi dove è la natura a farla da padrona, luoghi dove le escursioni a piedi, le gite in moto e gli sport sono l’obiettivo principale dei visitatori. L’ultimo consiglio che è quasi un obbligo per tutti noi: non lasciate la sponda occidentale del Lago senza visitare il Vittoriano. Si tratta dell’ultima grandiosa residenza di Gabriele D’Annunzio. Il Vate abitò durante tutta l’ultima parte della sua vita. Oggi la villa e il suo parco sono un frequentatissimo Museo, dove durante la bella stagione il teatro è ancora luogo di rappresentazioni e concerti d’alto rilievo.


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Donne-streghe e monastero fascinosa Conca dei Marini

La piccola perla della Costiera Amalfitana, già nota a vip come Edoardo De Filippo, Jacqueline Kennedy e Alfonso Gatto è il terzo borgo più bello d’Italia. Lo dice il concorso promosso dalla trasmissione televisiva Rai “Kilimangiaro” di Renato Malaman

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ino a qualche anno fa era un gioiello noto soltanto ai Vip, oggi finalmente la bellezza di Conca dei Marini è patrimonio di tutti grazie all’inaspettato riconoscimento di terzo borgo più bello d’Italia tributato dalla trasmissione televisiva Rai “Kilimangiaro”. Era ora! Perché il piccolo borgo marinaro incastonato sulla Costiera Amalfitana, quarto comune italiano più piccolo, vanta bellezze (e frequentazioni) più che significative. Lo hanno amato Edoardo De Filippo, Margareth d’Inghilterra, il grande poeto Alfonso Gatto che lì scrisse alcuni fra i suoi versi più apprezzati, Luciano De Crescenzo, la bellissima Jacqueline Kennedy che vi si fermò per farvi un bagno di ritorno da Ravello. Chandon, quello dello storico Champagne Möet & Chandon, vi possedeva una villa, ma anche Sophia Loren vi si vedeva spesso. Un grande merito per la conoscenza di questa perla del Tirreno va data anche al Monastero Santa Rosa (dove peraltro per opera delle suore domenicane di clausura sono nate le famose sfogliatelle di Santa Rosa), un ex complesso monastico che oggi è un Hotel resort & Spa tra i più belli al mondo, grazie al restauro certosino curato dalla sua nuova proprietaria, l’imprenditrice Bianca Sharma. Ecco, Conca dei Marini oggi è anche il legame profondo, can radici popolari autentiche, che lega il borgo al suo monastero. Vincolo che si palesa soprattutto il 13 giugno, quando la chiesa del Monastero, dedicata a Santa Maria di Grado e famosa per i suoi altari lignei (tra i pochi ancora esistenti in Campania), è il punto d’arrivo della processione dedicata al Santo di Padova, protetto durante il corteo dal ricamato baldacchino donato dai conchesi emigrati a New York nel 1920. Quest’anno ad attendere la solenne processione, all’ingresso del monastero, c’era eccezionalmente la stessa Bianca Sharma, per tutti i conchesi “l’americana”, personaggio ama-

to che sembra uscito dal mito della “Dolce vita” e di “Vacanze romane”. Il Monastero Santa Rosa, entrato nelle più prestigiose classifiche internazionali dell’hotellerie, ha attirato a Conca, grazie all’esclusività della sua proposta di accoglienza e alla sua spettacolare posizione a picco sul mare, una clientela internazionale di altissimo livello. Insomma, per Conca dei Marini questo è un momento magico. La bellezza del territorio lascia senza fiato, soprattutto se la si apprezza dal mare. La grotta dello Smeraldo è la gemma di un’escursione in barca grazie alla visione di stalattiti, stalagmiti e di formazioni rocciose particolari, ma anche per il colore dell’acqua reso magico da infiltrazioni di luce. Piccole insenature permettono di godere di una balneazione riservata, gestita in genere dai ristorantini. Da segnalare il “Risorgimento” di Maria Bonocore (333 2929132) che sorge proprio sulla spiaggia dell’antico borgo marinaro e propone piatti schietti della tradizione locale. Notevoli anche le varie chiese disseminate in un territorio scosceso, percorso da piccole stradine che si inerpicano fra balze e rupi. Quella di San Pancrazio Martire è al centro di un’altra tradizione popolare: la processione della Madonna del Carmelo che si tiene il 16 luglio. Il tempio venne saccheggiato nel 1543 da pirati saraceni, ma risorse. Vicino alla chiesa c’è Punta Vreca, belvedere da cui si può ammirare l’ampiezza del panorama di Conca. Nella zona sorge anche il Campo degli ulivi teatro di una delle leggende più inquietanti, quella delle Janare, le donnestreghe che nel XVI secolo animavano le notti del borgo lanciando “fatture” e preparando filtri d’amore o pozioni contro il malocchio. Secondo la leggenda le Janare si lasciavano andare a pratiche sessuali sfrenate, in modo da rifarsi della lontananza dei mariti impegnati in mare. Il grande Giambattista Vico ambientò a Conca un celebre sonetto dedicato alla marchesa di Villanova che si fece suora nel vicino Monastero, fondato nel XVI secolo da una rampolla della

IL B O R GO MA R IN A R O D I CO N CA D EI MA R IN I (IN A LTO A S IN IS TR A ) S O R GE A P ICCO S U L MA R E. A LA TO U N A P A N O R A MICA D EL MO N A S TER O S A N TA R O S A H OTEL & S P A , U N A VED U TA D ELLA CO S TA E LA S P ETTA CO LA R E R U P E D O VE S O R GE IL MO N A S TER O . N EL D ETTA GLIO : LA P R O CES S IO N E D I S A N T’A N TO N IO E LA S FO GLIA TELLA D I S A N TA R O S A . S OTTO : LA GR OTTA D ELLO S MER A LD O , LA P IS CIN A A S FIO R O D EL S A N TA R O S A E U N A VED U TA D ELLA CO S TIER A A MA LFITA N A D A CO N CA D EI MA R IN I

Su una spettacolare rupe sorge il Monastero Santa Rosa, uno dei Resort Hotel & Spa più esclusivi al mondo dopo il restauro curato dalla proprietaria americana Bianca Sharma. La grotta dello Smeraldo, piccole baie e la leggenda delle Janare rendono il paese un luogo irresistibile

famiglia più nota di Conca dei Marini: la Pandolfi. Oggi il Monastero Santa Rosa conserva molte testimonianze della presenza delle suore di clausura, a partire dalla “ruota degli esposti” da cui venivano affidati alle monache orfani e trovatelli, al “colatoio” dove le suore passate a miglior vita venivano lasciate mummificare. Nel rispetto del passato del luogo, il direttore della struttura, Flavio Colantuoni (padovano di Montegrotto Terme), ha convinto la proprietà a conservare confessionali e altri arredi d’epoca. Le stesse camere della strutture sono state ricavate unendo due celle delle monache. All’ingresso, all’arrivo dell’ospite, suona ancora la campana come un tempo. E negli ambienti del Monastero, ristrutturati all’insegna del motto “il lusso della semplicità”, echeggiano ancora oggi come suggestivo sottofondo le note di canti gregoriani. Gli stranieri restano incantati. Come pure davanti alla piscina a sfioro, il cui bordo d’acqua si confonde poeticamente fra cielo e mare. “Conca dei Marini è il nostro cuore, vogliamo valorizzarla al massimo” dice l’appassionato ricercatore locale Pierpaolo Milo. “Il riconoscimento di terzo borgo più bello d’Italia” gli fa eco Marianna Carbone, dell’associazione turistica Aloe che si occupa di promozione e incoming “ci sprona a dare sempre più qualità all’accoglienza di Conca dei Marini, piccolo tesoro di quell’Italia Minore che rappresenta il futuro del turismo italiano”.


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Una vacanza originale? Visitate Parma, Città Creativa per la Gastronomia UNESCO – e il suo territorio votato alla cultura, alla gastronomia e alla bellezza, da scoprire attraverso “food experiences”. Sapido e dolce, con un aroma inconfondibile, che si riconosce anche a occhi chiusi. Ambasciatore della Food Valley e del Made in Italy nel mondo. Il segreto del Parmigiano Reggiano appartiene ai maestri casari, che portano avanti una tradizione secolare: mani che preparano, tastano, controllano – come nessun macchinario industriale potrebbe fare – umidità e consistenza, e che si prendono cura della forma fino alla completa maturazione. Per esprimere tutto il suo sapore, il formaggio deve “passare due estati”, ovvero aspettare due anni, finché non si formano i cristalli di aminoacido tipici delle forme ben stagionate, un indicatore di qualità. Per assaporarlo, in provincia di Parma, si possono visitare i “luoghi del Parmigiano Reggiano”. Sono tanti i pacchetti e le offerte che permettono di entrare in contatto con il fascino e i sapori di questa terra.

Jesolo e la laguna di Venezia sono stati un palcoscenico unico per l’edizione 2017 di Best of Alpe Adria, ideata dall’enogastronomo Maurizio Potocnik fondatore del Club Magnar Ben. Sono stati due giorni di gusto e sorprese per giornalisti e gourmet. Best of alpe Adria 2017, con il patrocinio della Città di Jesolo, la collaborazione istituzionale dell’associazione Jesolana Albergatori (AJA), di Terrazza Mare Marcandole, del ristorante Marcandole e della Cattel Catering si è svolta con il pieno successo tra la cerimonia della consegna degli Awards delle migliori cucine e vini, il brindisi/degustazione dei vini vincitori, Seven la Gran Cena di Gala dell’Alpe Adria. Tutti presenti “i campioni del 2017” arrivati da gran parte delle regioni e degli stati che compongono l’Alpe Adria tra l’Italia, la Slovenia, l’Austria e la Croazia, 10 premi alla ristorazione, 9 ai vini e 2 premi speciali.  “Una grande emozione - dice Maurizio Potocnik - aver potuto assaggiare i piatti, i vini e poi incontrare chi li ha realizzati e prodotti, poter ascoltarli, ognuno con la sua storia, un pensiero uno stile non solo in cucina, in vigna o in cantina, ma anche uno stile di vita è una grande emozione, un vero arricchimento personale mio e di tutta la platea presente”. Tra i premi alla ristorazione, tra cucina moderna, tradizionale, cucina d’hotel, trattorie, osterie, miglior piatto, anche un premio speciale alla carriera alla spumeggiante Lucia Gius, la cuoca trentina che dopo una vita ai fornelli di Maso Cantanghel,

Vari tour operator hanno organizzato itinerari di un giorno o pacchetti tematici gourmet di due e tre giorni, arricchiti da esperienze legate al territorio. Basta dire addio ai lunghi percorsi in auto per godersi il viaggio sul Tastybus o sulle navette dei Parma nel cuore del gusto Tours. Direzione: i luoghi di produzione del Parmigiano Reggiano, nella campagna parmigiana, ricca di borghi storici immersi nel verde. Un’articolata full immersion nella gastronomia e nella storia di Parma e provincia.

lo scorso anno si è ritirata dal mondo della ristorazione. Per Seven la Gran Cena di Gala dell’Alpe Adria, hanno dato il meglio di se’ 7 giovani chef e 7 abbinamenti. Il futuro gastronomico dell’Alpe Adria è in buone mani. La cena è andata in scena nell’unica terrazza panoramica con vista sull’Adriatico, Terrazza Mare Marcandole, sul faro e fiume Sile è stata una delle cene più interessanti dell’anno e di tutto il panorama territoriale. 70 gli ospiti che hanno molto apprezzato le proposte dei giovani chef hanno dato vita ad un percorso tra Istria e Garda, tra Adriatico, fiumi e orti ad un menù di 7 portate e 7 abbinamenti.

CRESCE LA VIA DEI SAPORI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA Due new entry in Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori: i ristoranti Margò dell’Hotel la Perla di Ravascletto e La Torre di Spilimbergo sono stati ammessi a far parte del gruppo portabandiera del livello di assoluta eccellenza della gastronomia della regione. Salgono così a 21 i ristoranti associati al consorzio presieduto da Walter Filiputti, nato 17 anni fa per volere di un gruppo di ristoratori, ed oggi composto complessivamente da 57 aziende (fra ristoranti, cantine e produttori agroalimentari), raro esempio di promozione virtuosa del binomio territorio-enogastronomia, un’operazione talmente riuscita da essere diventata un caso di studio presso l’Università Bocconi di Milano. L’Hotel La Perla è uno degli indirizzi storici dell’ospitalità in Carnia. Si trova a Ravascletto, a 963 d’altitudine, immerso tra pascoli e boschi, a pochi passi dalla partenza della funivia che sale sullo Zoncolan, montagna mitica per i ciclisti – definita il Kaiser – da quando la sua durissima salita è stata inserita nel Giro d’Italia. Frequentato da una clientela internazionale, con piscina coperta e un accogliente centro benessere, è di proprietà della famiglia Polo, albergatori da tre generazioni. Sara Polo – perfetta padrona di casa, appassionata conoscitrice di erbe, fiori, tradizioni che ama condividere con gli ospiti -

IL R IS TO R A N TE LA TO R R E D I S P ILIMB ER GO

I N ALTO L’HOT E L L A P E R L A D I R A V A S CE H T TO , S O P R A IL R IS TO R A N T E MA R GÒ

ha da poco inserito, accanto alla cucina tradizionale per la quale è già ben rinomato il ristorante dell’hotel, quella creativa del Ristorante Margò, nome del piccolo torrente che passa accanto. La cucina del Margò è affidata all’entusiasmo e alla bravura di Stefano Buttazzoni, friulano di Ragogna-San Daniele,

ma che si definisce carnico, tanto si è innamorato di questa terra, dove lavora dal 1995. Certamente il suo stile, la sua capacità di rileggere la cucina locale, unite alla volontà di ricerca e di valorizzazione dei prodotti della montagna, ne fa il degno seguace del grande Gianni Cosetti, la cui immensa opera in cucina,

dopo la sua scomparsa, pareva non trovare seguito. Ora ciò sarà possibile. Un esempio? La “Verticale di frico”, deliziosa reinterpretazione del più classico piatto carnico. Servizio particolarmente curato, fiori di campo a colorare i tavoli, Margò ha una sala riservata, con la possibilità di due romantici tavoli, in perfetta solitudine, nella sala del camino. Ottima la cantina, in maggioranza del Friuli Venezia Giulia, ma non solo. Per arrivare al ristorante La Torre di Spilimberrisgo (la città del mosaico in provincia di Pordenone) si attraversa piazza del Duomo (1284), la cui visita può diventare un imperdibile aperitivo culturale. Poi il Castello del XII secolo con lo splendore del Palazzo Dipinto, affrescato nel 1544. Al piano terra ricevono gli ospiti il sommelier Massimo Botter e lo chef Marco

Talamini, che insieme conducono questo gioiello ricco di atmosfera, con due intime salette dall’arredamento sobrio ed elegante. Marco così racconta la sua cucina: “Seguo la filosofia del tre: la miglior cottura per l’ingrediente base e altri due per creare armonia”. Partendo sovente da prodotti di territorio. Il tutto valorizzato da una Carta dei vini di prim’ordine, che riesce a soddisfare anche i più attenti conoscitori. Il ristorante La Torre aveva aperto i battenti, grazie a Stefano Zannier, nel 1983 nella vecchia sede (che ora è un’importante enoteca), per trasferirsi nel 1992 nella prestigiosa ed unica cornice attuale.

Per informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori Tel 0432 538752 - info@friuliviadeisapori.it - www.friuliviadeisapori.it


Oroscopo

36

l’

Ariete Occasioni di svago nel tempo libero, viaggi, gite, incontri renderanno eccitante questo periodo

Toro Luglio partirà benissimo per ogni situazione, dalla famiglia al tempo libero, viaggi e vacanze compresi

Luglio Periodo caldo e ricco d’opportunità: riposate il corpo e la mente e la sera approfittate per andare a caccia… di sogni

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Bilancia Farete nuove amicizie e vi divertirete in un periodo in cui, per motivi familiari o personali, avrete bisogno di svago

Scorpione Potrebbe mancarvi la tranquillità, perché rapporti sociali e familiari andranno sull’altalena per tutto luglio

Gemelli

Sagittario

Gli affetti saranno in primo piano, ma a fine mese fate attenzione ad un equivoco che potrebbe turbarvi

Occasioni giuste, dovrete solo allungare la mano e prendere al volo quello che il caso o la volontà vi offriranno

Cancro

Capricorno

La detrminazione e la forza saranno la vostra firma questo mese: divertitevi in vacanza e risolvete problemi annosi

Sarà stanchezza, oppure sarete preoccupati per alcune questioni familiari o affettive non ancora risolte del tutto

Leone

Acquario

Le vostre ambizioni saranno ben riposte anche per quanto riguarda la parte economica, recuperate quanto avete perduto

Mese litigioso, di buono, ci sarà che riceverete una notizia positiva, che vi farà tornare il sorriso sulle labbra

Vergine

Pesci

Sarà un mese che vi riserverà fasi alterne ed emozioni contradditorie: gli affetti saranno sollecitati da nubi

Bellissimo mese: dimostrerete una grinta e una capacità d’impegno che vi aiuterà a realizzare i progetti del cuore


DGR 474, 475, 476 e 477/2017 e DGR 1986, 1987 e 1988/2016


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Camposampampierese lug2017 n98  

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