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LA NOSTRA PIANURA • COVER STORY • ISTITUTO FACCHETTI

Uomini Attualità Cultura Economia

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COLLEGIO DEGLI

ANGELI “FORMARE I GIOVANI VERSO IL FUTURO”

Periodico semestrale - Anno II - N° 1

Cover Story - Istituto Facchetti e Collegio degli Angeli

Formare i giovani verso il futuro Periodico semestrale - Anno II - N° 1 - www.lanostrapianura.it -

Copia omaggio


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Sommario Uomini • Attualità Cultura • Economia

Mille Miglia, che passione! Un successo preannunciato - La gara attraverso la voce di chi l’ha corsa, il trevigliese Federico Pizzoccheri Ri-partire facendo rete In Fiera, la BCC Cassa Rurale di Treviglio premia le imprese del territorio Cover Story - Istituto Facchetti e Collegio degli Angeli Formare i giovani verso il futuro Scotti Stoccarda? No, Arcene

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Garage Il Garage che vorrei

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Qui pianura Ripartiamo! Qui pianura - Lombardia La Regione a sostegno di produzioni biologiche e a basso impatto ambientale

Qui pianura - Treviglio Il futuro dell’ex Convento dei Cappuccini

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Qui pianura - Caravaggio Le riscoperte mura medioevali

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Qui pianura - Treviglio XIX settimana della Cultura d’Impresa

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Qui pianura - Romano di Lombardia Artisti ’20: Mirko Delfranco

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smart EQ forfour Tanto divertimento e zero emissioni

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Personaggi Comprendere il cambiamento dei tempi - L’arte di Sciacca, le sue riflessioni, l’espressione del pensiero e del fondamento filosofico dell’uomo

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Caravaggio Dal Trofeo Frigerio, al sogno a cinque cerchi Nicole Colombi, giovane promessa bergamasca, prepara la sua partecipazione alle Olimpiadi

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Pontirolo Nuovo Tarantasio diventa un formaggio: i primi ad assaggiarlo i piloti della Mille Miglia

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Maserati Ghibli Hybrid Eco friendly ma zero compromessi

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Nuova Skoda Octavia È ambiziosa e si vede...

Corrado Prandina Pillole per giovani impiegati e vecchi dirigenti

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Pianura - L’opportunità si chiama Kilometroverde? Il 30% dovrebbe essere edificato, il resto opere di compensazione - Un polo green di qualità tra Treviglio e Caravaggio 40 Officina Meccanica Lamera Un’azienda di lavorazioni meccaniche e molto altro, tra tradizione e innovazione

Qui pianura - Lombardia La Regione per le aziende agricole

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Pagine di storia Qui abitava l’invincibile

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Il racconto Tutti i giorni

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Editoriale di Giovanni Volpe

Ce la faremo! ari amici… Non mi basterebbero decine e decine di editoriali per raccontare questo durissimo periodo che, soprattutto all’inizio, ha visto proprio la nostra provincia come epicentro di una pandemia senza precedenti a livello globale.

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Il Covid-19 ci ha sbattuto sul muso la realtà… Ci ha dimostrato che, nonostante si viva in una società in cui il modello è la perfezione a tutti i costi, e nonostante si fosse convinti esistesse “una pillola miracolosa” per qualsiasi problema, di fronte a un nemico invisibile come questo tremendo virus, tutti ci siamo dimostrati umanamente fragili e spesso, troppo spesso, indifesi… Al di là dei vaccini, che io per primo mi auguro possano proteggerci per il futuro, questo maledetto virus voglio sperare abbia ricordato ad ognuno di noi l’importanza di tante, tantissime cose, che abbiamo sempre dato per scontate e che, chissà per quanto tempo se non per sempre, tali non saranno mai più… Questa edizione di “La nostra pianura” è un grande regalo che ho voluto fortemente fare a me stesso oltre che al mio staff e a voi lettori, un modo solo apparentemente scontato di tornare a vivere e a condividere con tutti voi il meglio della pianura bergamasca, di Treviglio e di tutti i comuni che la circondano. Non è stato facile stare fermo, accettare che per una volta la cosa migliore non fosse aggredire il problema ma accettarlo, capire una volta di più che passione e lavoro contano, eccome, ma non sono tutto… Non sono in grado di dire se, come sento spesso ripetere, “ne usciremo migliori”... Di certo ne usciremo diversi, segnati da questa immane tragedia ma, credo, anche più consapevoli e convinti del fatto che quella luce in fondo al tunnel, esiste davvero, almeno dentro di noi… Ce la faremo!

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Mille Miglia, che passione! Un successo preannunciato - La gara attraverso la voce di chi l’ha corsa, il trevigliese Federico Pizzoccheri di Ivan Scelsa • ph Duilio Bellomo

l vincitore della Mille Miglia 2020? Un dettaglio. Perché ciò che conta è il colore, l’aria di esclusività che si respira nel circo motoristico che coinvolge i più bei borghi e centri storici della Penisola toccati dal suo passaggio. Quanto messo in campo domenica 25 ottobre da Comune, Distretto del Commercio, partner ed associazioni è stato lo spartiacque tra le lodevoli iniziative locali ed un’organizzazione efficiente e puntuale degna di una Città, meticolosamente studiata per accogliere un evento di caratura internazionale come la rievocazione della gara più bella del mondo. Rappresentava una sfida, subito colta dagli organizzatori che, nonostante il non facile periodo storico, hanno saputo dare una risposta sia in termini di efficienza che di accoglienza. Il pubblico – ordinato e ben distribuito lungo il percorso ha goduto di uno spettacolo unico, assaporando il fascino di un tuffo nel passato motoristico di inizio Novecento, con vetture che solitamente è possibile ammirare solo nei musei o nei più importanti circuiti di gara. Un’opportunità, quindi. La stessa che hanno avuto gli esercizi commerciali in un ultimo spiraglio di luce precedente l’entrata in vigore dell’ennesimo, limitante decreto governativo. E allora via, ricordiamo questo fine settimana. Facciamolo attraverso le parole del trevigliese Federico Pizzoccheri che alla guida della sua Fiat Balilla Coppa Oro ha corso e si è divertito.

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“Da bambino sogni di essere un pilota, da grande di fare la Mille Miglia. Poi il sogno si avvera e con un po’ di spregiudicatezza e sano realismo, io e il mio compagno d’avventura, Roberto Nicelli, abbiamo deciso di affrontare la gara. Abbiamo avuto poco tempo per provare la vettura e ci attanagliano molte domande ed incognite su tempi, percorso e su cosa sarebbe successo alla guida di un’auto del 1934, la mitica Balilla Coppa Oro, che rappresenta una storia tutta italiana. Io e il mio navigatore ci accingiamo ad affrontare questa sfida inconsapevoli di quello che ci sarebbe successo. Partite le accurate verifiche tecniche, iniziamo a respirare aria di competizione, fino al giorno della partenza, con il ritrovo a Brescia: siamo l’equipaggio numero 76!

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Partiamo distanziati tre minuti gli uni dagli altri e, guardandoci intorno, iniziamo questa avventura ancora non pienamente coscienti delle emozioni che andremo a vivere. Lungo tutto il percorso ci sono tanti giovani ed anziani, mamme e papà con i loro bambini che ci salutano sventolando le bandierine, suonando trombette ed applaudendo. In molti riconoscono l’auto e si lasciano a commenti: la loro gioia arriva direttamente al cuore, facendo passare in secondo piano freddo, pioggia e stanchezza. Lì è cominciata la sfida con me stesso, il momento in cui da pilota sono diventato tutt’uno con il mio navigatore, con il solo intento di arrivare a Treviglio e riportare la macchina a Brescia, lì dove avrebbe voluto dire aver concluso il percorso. Ma una volta in gara questo non basta più e si cerca di rispettare tempi, percorso, controlli orari, prove di media… attraversando contesti naturali unici e centri storici fantastici. Passati da Amatrice respiriamo l’odore delle macerie… ci si stringe il cuore, ma non c’era tempo, bisogna esser concentrati alla guida di un’auto degli anni Trenta, con i suoi limiti e la sua dolcezza. Tutto questo è la Mille Miglia, un’esperienza fantastica”.

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Ri-partire facendo rete In Fiera, la BCC Cassa Rurale di Treviglio premia le imprese del territorio di Ivan Scelsa

re giorni dedicati alle idee, innovazione e premiazioni. Il bilancio degli appuntamenti promossi ad ottobre nella rilanciata area fieristica dalla BCC Cassa Rurale di Treviglio hanno posto l’accento sull’economia del territorio e la sua capacità di proporre validi progetti. È il caso di ‘STEP Call 4 Future 2021’, un’iniziativa in collaborazione proprio con l’istituto con cui STEP Tech Park raccoglierà candidature di startup che puntino a contrastare i cambiamenti climatici e a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra attraverso tecnologie e soluzioni disruptive. Un progetto totalmente trevigliese - città natale del fondatore - che ha scelto proprio questo territorio per le sue caratteristiche e per la sua posizione strategica, vista la sua vicinanza a Milano e ai maggiori aeroporti lombardi ma che ha, come altra faccia della medaglia, quella di essere al centro di una delle aree maggiormente interessate dalla problematica inquinamento. Per il convegno ‘Ri-partiamo insieme per il Futuro’, mirati ed esaustivi gli interventi dedicati al tema dei fondi tematici legati ai megatrend, volti ad anticipare e intercettare i grandi cambiamenti e vincere sfide globali, con un occhio alla sostenibilità. E ancora: la cerimonia di premiazione della prima edizione del progetto Storytelling Imprese BCC Treviglio, svoltasi tra la commozione e gli applausi di tutti gli ospiti e dei sedici imprenditori protagonisti che hanno visto susseguirsi sul led wall i loro filmati. Storie di vita e di impresa che hanno accompagnato i presenti in un viaggio alla scoperta delle aziende socie e clienti della Banca e che si sono contese le ambite statuette del Premio miglior rappresentazione della storia aziendale, del Premio miglior interpretazione dell’imprenditore e Premio alla carriera, nell’ordine conferite a Gianpietro e Roberto Ardenghi della G.P.E. Ardenghi, a Roberto Paratico della Flow-Meter Spa e Gaetano Pirovano di Antichità Pirovano.

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Nel contesto del Convegno Agricolo, premiate anche alcune aziende del settore con i premi assegnati a Emanuele Marta per Star-up Giovane Impresa, a Carlo Ravasio per Un sogno diventato realtĂ , a Ivan Morotti per Innovazione tecnologica finalizzata alla riduzione del Co2 in ottica di economia agricola circolare e, in fine, quello a Flavio Turani per Introduzione di tecnica produttiva finalizzata al risparmio idrico ed al contenimento delle emissioni di Co2.

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Chiusura della tre giorni con un concerto, al termine del quale il presidente Giovanni Grazioli ha annunciato la decisione dell’Istituto di conferire il titolo di Socio Onorario alla Memoria a Lorenzo Bergamini, compianto presidente della Fondazione Cassa Rurale di Treviglio. Una decisione corale a cui si sono aggiunte le voci del Sindaco Juri Imeri e di Monsignor Roberto Donghi che hanno voluto celebrare il momento con un significativo intervento.

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Cover Story Istituto Facchetti e Collegio degli Angeli Formare i giovani verso il futuro Un anno scolastico che si è avviato all’insegna della continuità nell’innovazione di Gaia Bonomelli • ph Duilio Bellomo

in dalla scorsa estate, gli Istituti scolastici Paritari di Treviglio Facchetti e Collegio degli Angeli si sono attivati per prepararsi al meglio al nuovo anno di scuola. Consapevole della necessità di garantire ai propri studenti una scuola al passo con i tempi, attraverso i necessari cambiamenti da introdurre sui piani educativo, didattico, tecnologico, igienico-sanitario, la Direzione ha ritenuto indispensabile la rilettura e la revisione dell’Offerta Formativa già consolidata. Due i versanti verso i quali è stata puntata l’attenzione: da un lato la revisione e la ristrutturazione delle strutture edilizie e delle infrastrutture tecnologiche e digitali, attraverso propri importanti investimenti; dall’altro la rilettura dell’impianto organizzativo della scuola, vista come sistema di competenze e di relazioni che interagiscono e costruiscono percorsi, processi e prodotti culturali.

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Necessaria quindi la ridefinizione di funzioni, compiti, responsabilità, in un’ottica sinergica proattiva. "Essere costantemente "sul pezzo" è il nostro obiettivo - afferma il Direttore, Angela Luisa Lattuada - attraverso azioni continue di monitoraggio, di attenzione e di cura delle strumentazioni hardware e software, ma anche della formazione e dell’aggiornamento dei nostri docenti, attraverso i nostri collaboratori esperti, interni ed esterni". Necessaria quindi un’azione imprenditoriale mirata, più efficace nella conduzione e nella gestione; come necessaria la costituzione di uno Staff collaborativo integrato, costituito da competenze professionali di alto profilo. Accanto alla continuità nella direzione dei due Istituti, da parte del Direttore Generale, la prof.ssa Angela Lattuada Gusmini, sono stati incaricati del ruolo di Coordinatori Didattici/Presidi due professionisti della scuola e dell’educazione, con i quali gli Istituti hanno, nel tempo, già collaborato e condiviso idee e progetti. Si tratta della prof.ssa Fiorella Belotti per i Licei Scientifico, Linguistico e Scientifico dello Sport annessi all’Istituto Facchetti, oltre che per il Liceo delle Scienze Umane e del Teatro annesso al Collegio degli Angeli e del prof. Manrico Brignoli per le scuole Primarie e Secondarie di 1^ grado di entrambi gli Istituti. Continueranno significativamente con la loro presenza nello Staff della Direzione Didattico-educativa Maria Paola Gusmini, nella funzione di supervisore pedagogico, Marilisa

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Gusmini, nella funzione di regista del Teatro, di Domenico Vescia, nella funzione educativa, anche attraverso la relazione con le famiglie. Quanto alle competenze esterne, entrambi gli Istituti si sono avvalsi di una società specializzata nella sicurezza per organizzare spazi, tempi, protocolli sulla base dei vincoli normativi e nel rispetto delle peculiarità dei nostri ambienti di apprendimento, ma anche di un fornitore specializzato in materia di digitale. La didattica integrata con il digitale, infatti, obiettivo strategico delle due scuole da più di dieci anni, è stata ulteriormente ottimizzata, sia dal punto di vista delle infrastrutture, sia da quello dei devices d’aula, quali la fibra ottica, interamente dedicata, le lavagne FLIP di ultima generazione e le webcam in ogni aula. Inoltre ogni alunno è dotato di un Ipad personale, “zainetto” flessibile e smart, che consente interazioni di lavoro, attraverso la condivisione del lavoro personale, nell’ottica della didattica cooperativa, per la costruzione di conoscenze e competenze. "Presentare le nostre scuole attraverso la loro qualificata capacità didattico-educativa, caratterizzata dal saper consolidare nei giovani le fondamentali competenze disciplinari, accanto alle competenze chiave di cittadinanza che promuovono nei giovani lo spirito di iniziativa e l’imprenditorialità - conclude il Direttore Generale - rappresenta per tutti noi un obiettivo strategico nel servizio alla persona e al futuro di questo paese".

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Chi sono i due nuovi coordinatori del Polo Formativo Scolastico Manrico Brignoli: “Ho accettato con entusiasmo questa proposta; è una nuova sfida che si configura come piena di soddisfazioni perché credo che la scuola sia un luogo all’interno del quale si possa vivere un momento di generatività, ovvero mettersi al servizio dei giovani creando set educativi adatti al loro sviluppo”. Laureato nel 1985 in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bergamo, Brignoli ha lavorato all’istituto Facchetti dallo stesso anno fino al 1992. Ha rivestito il ruolo di docente universitario con la cattedra di Psicologia Generale e di Psicologia Sociale, rispettivamente presso L’Università di Bergamo e l’Università statale di Milano. Vincitore del concorso per l’insegnamento, ha insegnato nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, ricoprendo incarichi negli staff di Presidenza. È tra i soci fondatori dell’ARIPR FORP (Associazione Ricerca Interdisciplinare Psicologia del Turismo) che afferisce all’Università di Padova e per la cui rivista pubblica numerosi articoli. Ha una preparazione di tipo psicologico, pedagogico-

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didattica e si è occupato di orientamento e di abbandono scolastico. Fiorella Belotti: “So di poter contare su uno staff di persone di estremo rilievo; dalla presidenza che vanta una storia importante e che rappresenta una guida solida, ai docenti, veri professionisti, fino alla segreteria e allo staff di presidenza… …Nella nostra scuola ogni alunno ha delle caratteristiche individuali: ha un nome, una propria storia, delle risorse ed è su questo che lavoreremo, affinché i ragazzi possano trovare la loro strada. L’alleanza scuola-famiglia è il pilastro fondante del nostro progetto educativo”. Laureata nel 2001 in Biotecnologie industriali e dal 2004 Dottore di ricerca in biotecnologie, negli ultimi quattro anni ha ricoperto l’incarico di docente e di Vicaria della Dirigente presso l’Istituto Facchetti.

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Ha un’esperienza decennale di ricerca in ambito scientifico presso il laboratorio di biologia molecolare dell’Università di Milano Bicocca. Ha collaborato e collabora con riviste internazionali peer-reviewed. Cura la collaborazione, da parte dell’Istituto Facchetti, con il dipartimento di Economia e Statistica dell’università di Milano Bicocca. Dal 2009 al 2019 è stata amministratrice locale, assessore ai servizi sociali nel primo mandato e assessore alla cultura e all’istruzione in un secondo.

ISTITUTO FACCHETTI TREVIGLIO Tel. 0363 49035 - www.istitutofacchetti.it

PFS COLLEGIO DEGLI ANGELI Tel. 0363 49553 - www.pfscollegiodegliangeli.it

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Scotti Stoccarda? No, Arcene di Ivan Scelsa • ph Giandomenico Papello

n appassionato di automobili non può non cogliere uno spiraglio di sole in un grigio inizio di dicembre. Ed è quello che abbiamo fatto noi per questo servizio, sfruttando uno di quei momenti in cui mettersi alla guida di una supercar avrebbe reso speciale la giornata. Un pomeriggio ideale per far sgranchire i grossi pneumatici di un’auto sportiva con ben 370 cavalli. La 911 Targa 4 è un’auto stupenda, equilibrata ed amabile nella guida da tutti i giorni, ma con qualcosa in più: è una Porsche e quando le chiedi prestazioni, sa accontentarti. Sei cilindri, alimentazione a quattro ruote motrici e cambio automatico. Pacchetto Sport, scarico sportivo, volante multifunzione con sedili sportivi riscaldati e ventilati, park assist con telecamera posteriore, fari full led e cerchi in lega da 20 pollici: sono solo dettagli per gli amanti delle 911 di Stoccarda. Cercate qualcosa di meno estremo? Questione di gusti e nell’Autosalone Scotti di Arcene sicuramente trovereste la vettura esclusiva più adatta alle vostre esigenze, affidabile e garantita da decenni di esperienza nel campo. Qualsiasi sia il vostro desiderio, dalle sportivissime Porsche a quelle di prestigio o vintage, con una selezione di vetture d’epoca, il posto migliore per cercarla è qui, ad Arcene. Varcando la soglia della concessionaria Scotti si fa una scelta chiara, fatta di tradizione ed affidabilità, dal 1979. Quell’anno, infatti, i fratelli Maurilio e Renzo Scotti aprirono la loro attività di autoriparatori e distributore carburanti Gulf che divenne presto un autosalone. All’inizio furono Fiat, poi arrivarono le più importanti Lancia ed Alfa Romeo, a segnare un percorso ispirato dalla passione per la qualità e le prestazioni. Nell’attuale sede di via del Gaggiolo vetture selezionatissime sono il biglietto da visita e la vetrina di Maurilio e Marco, figlio di Renzo, che da lui ha ereditato passione e professionalità. Una storia senza nei, il cui nome è divenuto sinonimo di affidabilità, non solo al nord Italia. Poi ci sono le più importanti fiere di settore, da Auto d’Epoca di Padova ad Automotoretrò di Torino, passando per Milano Autoclassica e Verona Legend Cars: appuntamenti fissi per la famiglia tanto quanto per gli appassionati collezionisti alla ricerca di chi sa raccontare con passione un’idea di collezionismo ed amore per l’auto, soprattutto Porsche.

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SCOTTI Tel. 035 878276 - autosalone@scottisrl.it

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Amministrazione comunale e Distretto del Commercio di Treviglio Dal notiziario del Distretto del Commercio di Treviglio

mministrazione comunale e Distretto del Commercio di Treviglio rafforzano ulteriormente la collaborazione per la realizzazione di iniziative ordinarie e straordinarie per le festività natalizie.

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Il programma condiviso è articolato in questi punti principali: • la realizzazione del progetto di illuminazione natalizia, con particolare attenzione anche al coinvolgimento delle zone più periferiche • l’attivazione di un programma per il potenziamento delle consegne a domicilio, sia con la sempre più organica diffusione degli elenchi delle attività interessate, sia attraverso ulteriori forme di incentivazione delle stesse, anche con l’attivazione di misure straordinarie di supporto (ad esempio, per gli aspetti viabilistici, l’apertura della ZTL con procedura semplificata) e della APP “Treviglio a domicilio” • la verifica delle condizioni di fattibilità, nel rispetto dei protocolli di legge vigenti per tempo, di iniziative volte a celebrare le festività natalizie Il Sindaco Juri Imeri dichiara: «Abbiamo ritenuto opportuno utilizzare le risorse disponibili per la promozione delle attività del periodo natalizio, ed in particolar modo per potenziare le installazioni luminose che possano comunque essere fruite pur nella mobilità limitata concessa dai vigenti provvedimenti, sgravando totalmente i commercianti, che in questo periodo sono stati notevolmente provati dagli effetti della crisi economica, dalla compartecipazione alle spese». Beppe Pezzoni, Assessore al commercio, sottolinea che «con il supporto di DUC e commercianti potenzieremo anche l’informazione per la fruizione dei servizi a domicilio. Stiamo pensando a un pacchetto di iniziative di promozione che tra campagna stampa, nuova APP per il commercio di vicinato e iniziative per il sostegno dei servizi di consegna possa essere di aiuto all’intero sistema imprenditoriale della Città». Gabriele Anghinoni, Presidente dell’Associazione dei Commercianti, dichiara: «Abbiamo collaborato anche quest’anno nella predisposizione del progetto di illuminazione natalizia, proponendo anche alcune estensioni rispetto alle zone tradizionalmente coperte. Apprezziamo lo sforzo che il DUC sosterrà coi fondi devoluti dall’Amministrazione Comunale: un bel segnale per far vivere anche in questi periodi difficili la nostra Città, sostenendo il commercio locale in una collaborazione attiva ed efficace». L’elenco di tutte le attività trevigliesi che hanno attivato servizi di consegna a domicilio è disponibile e sempre aggiornato a questo link: www.treviglioadomicilio.it Per registrare gratuitamente un’attività commerciale sul portale del Distretto del Commercio e per qualsiasi altra informazione: duc@treviglioincentro.it


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Pianura L’opportunità si chiama Kilometroverde? Il 30% dovrebbe essere edificato, il resto opere di compensazione - Un polo green di qualità tra Treviglio e Caravaggio di Ivan Scelsa

ontrariamente a quanto si possa pensare, la pianura bergamasca ha più volte dimostrato di possedere un valore intrinseco anche dal punto di vista storico-archeologico. I250mila mq. 20mila arbusti. 5mila alberi. 3 chilometri di canali. Sono solo alcuni dei numeri che emergono dal progetto Kilometroverde che va sempre più concretizzandosi nell’area dell’ex interporto, tra Treviglio e Caravaggio. Non solo, sarebbero previsti 20 milioni di euro in oneri di urbanizzazione che arriverebbero sul territorio, ripartiti tra i comuni (per Treviglio il 35%, il restante per il secondo). Un polo strategico, non lontano dalle stazioni ferroviarie delle due città e dai caselli autostradali, che sorgerebbe in una pianura quanto mai rivitalizzata e valorizzata da costanti ed interessanti progetti che ad essa guardano con attenzione per la sua favorevolissima posizione geografica sull’asse Milano-Brescia. E proprio in tal senso, il must di questo insediamento sarebbe proprio all’insegna di specificità e qualità e darebbe nuove, interessanti prospettive e lavoro qualificato. Al suo interno, infatti, le aziende del territorio (o quelle che eventualmente decidessero di insediarsi) troverebbero opportunità sinergiche di crescita con quelle che oggi sono realtà di un distretto già orientato alla cosmesi (ndr. sono infatti diverse le aziende di settore, proprio tra i comuni di Treviglio, Caravaggio, Fornovo San Giovanni e nei vicinissimi paesi del cremasco) e che potrebbe dialogare con quello della moda, del benessere e del lusso.

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Tornando al progetto, il quotidiano di Confindustria - il Sole 24 Ore - nel ‘Rapporto Lombardia’ di metà novembre ha parlato del nuovo polo logistico-produttivo presentato dai progettisti e promotori Marco Facchinetti e Luigino Pirola in un servizio di apertura di tre pagine di inchiesta dedicate al futuro della logistica proprio su questo asse e con un’intervista ad Alberto Billi, presidente della società sviluppatrice, la Develog. Con un intervento stimato di circa due anni, l’investimento raggiungerebbe i 200 milioni di euro: “Un anno per definire la parte urbanistica e un altro anno per la parte costruttiva” - ha spiegato Billi - attraverso una procedura urbanistica che deve passare per un accordo di programma regionale. Un tempo, questo, in cui va assorbito dai progettisti il necessario per ottenere il permesso di costruire e favorevole a gettare le basi di quella che potrebbe diventare la potenziale fonte occupazionale per circa 4mila-6mila posti di lavoro.

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GARAGE Via della Gasparina, 68 - Romano di Lombardia (BG) Tel. 0363 1970099 - www.ilgarage.eu - info@ilgarage.eu


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Officina Meccanica Lamera Un’azienda di lavorazioni meccaniche e molto altro, tra tradizione e innovazione di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

fficina Lamera è un’azienda fondata negli anni ‘60 dal Sig. Alfredo Lamera, padre dei due attuali soci, Francesco e Carlo ed è specializzata in lavorazioni meccaniche conto terzi. Con cinquant’anni di esperienza alle spalle, l’Officina si propone come partner qualificato per tutti coloro che necessitano di fornitori in grado di garantire loro affidabilità, precisione e rapidità nell’effettuazione del lavoro. L’Officina è specializzata nella produzione di particolari meccanici di alta qualità dove lo studio e la progettazione di pezzi è assegnata ad un team di disegnatori progettisti che eseguono il disegno meccanico in ambiente tridimensionale e realizzano virtualmente il pezzo. La superficie di produzione si estende per 8000 mq ed è suddivisa in quattro aree distinte per tipologia di lavorazione. La movimentazione tra i vari reparti è gestita dalla logistica interna che, garantisce l’asservimento corretto del materiale ma anche, i servizi di pulizia e quelli di gestione dei trucioli di lavorazione. Nel suo continuo percorso di crescita l’Officina si è dotata sempre più di strumenti di misura e controllo, al fine di monitorare il proprio processo produttivo. Ad oggi l’azienda ha due moderne ed attrezzate sale metrologiche con apparecchiature di misura, tridimensionale Zeiss. Ogni anno quote sempre maggiori del fatturato aziendale vengono destinate alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e alla crescita e alla formazione continua del proprio team che l’azienda considera la propria risorsa. L’Officine investe anche in progetti che riguardano l’ambiente; da diversi anni è installato un impianto di pannelli fotovoltaici da 150 kw e, oltre a ciò, vengono rispettate tutte le normative in termini di smaltimento di rifiuti speciali come oli esausti e gli scarti delle lavorazioni. Particolare attenzione è stata posta anche ai sistemi di areazione e filtrazione dell’aria con lo scopo di abbattere i fumi di lavorazione. Oltre a ciò è stato realizzato il progetto Plastic Free che ha visto l’introduzione di dispenser di acqua in tutta l’azienda e la consegna a ciascun dipendente di una borraccia ecofriendly per abbattere il consumo di bottiglie e bicchieri di plastica.

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I settori di riferimento I settori di riferimento dell’azienda sono quelli della meccanica, dell’automotive, dell’accessoristica oleodinamica, dell’oil & gas, delle attrezzature per l’elettronica, del nucleare, dei filtri speciali, delle pompe per il settore tessile, delle macchine di stampaggio plastica e dei macchinari per il vetro ma anche, delle attrezzature sportive, degli accessori destinati ai settori moda e ristorazione. Gli accessori per bar e ristorazione - La partnership con Asso Coffee L’Officina Lamera collabora da diverso tempo con Asso Coffee, azienda specializzata nella commercializzazione di accessoristica per baristi professionisti di alta gamma. Asso Coffee è un’azienda italiana che lavora con cura e dedizione coniugando la qualità delle materie prime alla maestria dell'artigianato italiano, esportando questa eccellenza in tutto il mondo. L’azienda ha sviluppato una gamma completa di accessori per aiutare i baristi professionisti e gli amanti del caffè a fare un espresso perfetto e rendere questa esperienza unica. L’azienda propone prodotti che vanno dai tamper, alle lattiere, fino ai brew e ai distributori. Asso Coffee collabora con alcuni team di torrefazione e scuole per baristi professionisti che danno un feedback qualitativo sui prodotti. Il materiale utilizzato per produrre gli articoli è l'acciaio alimentare AISI 316 e la forza è data dall’estrema customizzazione del prodotto che si declina in una gamma ampissima di varianti per adattarsi alla maggior parte delle macchine da caffè.

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Armarsi durante il Covid - BeSafe, il device di sanificazione personale progettato con l’azienda WMEM BeSafe è un device di sanificazione personale studiato da WMEM, azienda che si occupa dell’organizzazione di convegni ed eventi, per abbattere la carica batterica e virale presente su tutte le superfici delle persone che entrano in contatto con la nebbia sanificante (abiti, borse, occhiali, scarpe) e che consente di frequentare luoghi di lavoro e pubblici con una maggiore sicurezza e serenità, donando agli imprenditori uno strumento in più per tutelare la propria azienda da possibili contagi. Il progetto è stato elaborato in collaborazione con Officina Lamera ed Elettronica Veneta di Motta di Livenza. Entrambe le regioni, Lombardia e Veneto, sono state colpite in maniera importante dall'epidemia Covid e questo ha spinto Wmem a studiare questo prodotto per minimizzare i rischi di possibile contagio e aiutare la ripartenza. Progetti per il nuovo anno Officina Lamera ha programmato alcuni obiettivi da realizzare durante il prossimo anno, tra cui investimenti in impianti di produzione specifici, tecnologicamente innovativi, sempre più efficienti e moderni che permettano l’acquisizione di nuovi clienti e la crescita del fatturato.

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OFFICINA MECCANICA LAMERA Tel. 035 897679 - www.ofямБcinalamera.it

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Nuova Skoda Octavia È ambiziosa e si vede... di Giovanni Volpe • ph Matteo Mottari

e produci vetture del livello della nuova Octavia 2020, significa che non vuoi davvero più nasconderti, che punti dritto al vertice del segmento, a quella nicchia chiamata “premium”. E, che Škoda non faccia davvero più nulla per nascondere le proprie ambizioni, è confermato già dal design esterno dell’esemplare che ho provato in collaborazione con la concessionaria Bonaldi Škoda del Gruppo Eurocar Italia, una 2.0 TDI Style DSG station wagon. Il frontale, molto riuscito, unisce al meglio eleganza e un pizzico di sportività, con pregiati fari Matrix Led e un colpo d’occhio appagante anche grazie alle numerose nervature che movimentano il cofano motore. Lateralmente lo slancio non manca e il gioco dei volumi dissipa bene i ben 4.69 metri di lunghezza. Rispetto alle precedenti generazioni di Octavia mi ha convinto molto anche il posteriore che è stato impreziosito attraverso fari tecnologici e di dimensioni notevoli, e reso più importante e personale. L’abitacolo della Octavia ha confermato immediatamente le ottime impressioni scaturite dal corpo vettura. L’ambiente, ampio e luminoso, è davvero molto appagante, moderno e tecnologico in ogni singolo dettaglio. Centrato, dunque, l’obiettivo di creare un ambiente elegantemente hi-tech all’interno del quale spicca la plancia dotata di Virtual Cockpit infinitamente personalizzabile, il grosso schermo da 10.25” pollici touch dell’infotainment iper connesso, l’originale volante a due razze, e l’inedito selettore del cambio, sul tunnel, piacevolmente minimal. Alla guida, accolto da un sedile di ottima fattura e molto comodo, oltre a provare immediatamente una piacevole sensazione di controllo, ho notato ancor di più bontà e ricercatezza di materiali e finiture, oggettivamente da vettura premium. Su strada l’abbinata 2.0 TDI da 150 cv e DSG, si rivela ancora una delle migliori in assoluto, e ho persino avuto la sensazione che siano stati apportati alcuni piccoli affinamenti a livello meccanico, vista la prontezza ai bassi, anche in salita, e la capacità non comune del propulsore di allungare tranquillamente anche sopra i 4000 giri.

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Capitolo fondamentale nel racconto di una vettura che, per molti, dovrà essere una fedele compagna di lavoro, dunque una grande stradista, è quello inerente la sicurezza. La Octavia, in questo senso, presenta dotazioni molto raffinate e un livello di reale efficienza molto alto; in particolare mi ha stupito il Travel Assist che, incrociando i dati forniti da telecamere e navigatore, e interagendo col cruise control adattivo e ora anche predittivo, permette di procedere in modalità quasi del tutto autonoma ad andature comprese fra 0 e 200 Km/h. Infine, alcune chicche che fanno della nuova Octavia una vettura ancor più concreta ma anche accogliente e sfiziosa.

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Il bagagliaio, per esempio, è davvero enorme in rapporto alle dimensioni esterne generose ma non esagerate della vettura: ben 618 litri. Ho poi apprezzato le tasche sullo schienale dei sedili anteriori realizzate per potervi inserire lo smartphone, il climatizzatore automatico tri-zona, e gli intelligenti poggiatesta dei sedili posteriori laterali che, grazie a un rafďŹ nato meccanismo, ruotano per poter contenere in sicurezza il capo del viaggiatore che desiderasse riposare un po’ durante un lungo viaggio.

BONALDI MOTORI - FILIALE TREVIGLIO Tel. 0363 45577 - www.bonaldi.it

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Garage Il Garage che vorrei di Ivan Scelsa • ph Giandomenico Papello

arage: una parola che a molti ricorda il proprio box, sicuro rimessaggio della propria autovettura. Ed il concetto espresso da Francesco Quadri e Giorgio Cremascoli non è poi tanto differente. L’avventura nasce a inizio 2018, quando le professionalità espresse in un’altra azienda fanno scattare quella scintilla nata da un’idea dello stesso Quadri a diventare realtà, portando i due amici ad intraprendere questa nuova avventura. Da subito raccolgono la collaborazione di altre realtà del settore che gli danno credito: Baccanelli, Rivoltella, i fratelli Giacomel, Alessandro Pavesi di Jolly Auto li supportano in questa iniziativa dandogli delle vetture da vendere. Lì, in quel capannone vuoto di via della Gasparina, lungo la provinciale 101 che collega Romano di Lombardia a Bariano, la nuova squadra, composta anche da due validissimi tecnici, si rimbocca le maniche ed avviano qualcosa di nuovo, di diverso. In un anno e mezzo di attività il Garage diventa una realtà capace di vendere oltre duecento auto: la serenità di poter lavorare senza imposizioni, curando i dettagli e l’assistenza alla clientela ha portato i suoi frutti ripagando così la fiducia di chi in loro aveva creduto. L’obiettivo aziendale non è solo quello di vendere più auto, ma di fornire sempre migliori servizi. All’officina attrezzata per assistenza meccanica, igienizzazione degli interni vettura e sostituzione degli pneumatici si affiancano convenzioni particolarmente vantaggiose con carrozzerie, personalizzazione ed oscuramento dei vetri, assicurazione e finanziamento per cui è lo stesso Garage ad essere tramite, garante di qualità e punto di riferimento per il cliente. C’è poi Garage Motorsport, una creatura voluta dallo stesso Cremascoli per poter continuare ad alimentare la sua passione per le competizioni. I due progetti vanno di pari passo e la crescita è costante per entrambi. L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare il numero di gare effettuate durante l’anno ed implementare le iniziative a scopo benefico, i convegni nelle scuole e nei Comuni e i corsi di guida gratuiti per i ragazzi.

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Anche quello del Motorsport è un progetto in continua espansione per cui è stata fondamentale l’amicizia di Michele Bartyan, noto personaggio televisivo di Top Gear e campione del mondo nella categoria Gt1, campione europeo in Gt2, nonché campione italiano e spagnolo della categoria Gt. Acquistare un’auto, oggi è un’esperienza globale, ricca di sfaccettature. Per questo, per evitare brutte sorprese, basta rivolgersi ad appassionati professionisti, non commercianti.

GARAGE Tel. 0363 1970099 - www.ilgarage.eu

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Corrado Prandina Pillole per giovani impiegati e vecchi dirigenti di Ivan Scelsa

ppena pubblicato con piattaforma Amazon, il libro di Corrado Prandina, giovane bancario trevigliese con la passione per l’Harley Davidson, è un excursus nel mondo degli istituti di credito, nel loro vissuto, tra regole non scritte e l’approccio della vecchia e nuova generazione. Ma quante sono “Le regole della banca”? Per Prandina, 235. Il libro rappresenta l’esordio nella scrittura per il bancario che, probabilmente, ad inizio carriera non aveva assolutamente pensato che questa professione lo avrebbe portato a scrivere per gli altri. Diverse le esperienze professionali nel settore, in pianura come nel capoluogo, acquisite in oltre vent’anni a contatto con il pubblico e nel settore degli investimenti finanziari, vera passione dell’autore. E dalla prima regola: “saper leggere” alle simpatiche incongruenze tra domanda ed offerta, ovvero tra la necessità della banca e l’esigenza del cliente, si snocciolano metafore, detti, circostanze ed opportunità. Piccole grandi regole di vita quotidiana applicata al settore, che poi non è così tanto lontano dall’essere lo specchio di tanti ambienti. “Una regola per pagina, senza commenti. Un bancario esperto si ritroverà in situazioni passate o rivedrà atteggiamenti ed errori del vicino di scrivania - dice Prandina - e nel contempo l’opportunità per il giovane impiegato di trovare una soluzione agli ostacoli quotidiani nel mondo del credito e della finanza”. È un libro ironico ma veritiero, con spunti di riflessione a volte amari, a volte simpatici. Disponibile e già acquistabile on line, l’intero ricavato verrà devoluto a favore di un giovane biker vittima di un incidente in moto ed attualmente ricoverato in una struttura di cura a Ricovero, vicini ad Udine. Un motivo in più per acquistarne una copia.

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Qui pianura Ripartiamo! di Ivan Scelsa • ph Duilio Bellomo

nutile girarci intorno, quello che stiamo vivendo da alcuni mesi è una pandemia che rischia di mettere in ginocchio tutta la Regione, motore trainante del Paese. Da una ‘zona rossa’ confinata in pochi chilometri quadrati a marzo, tutti noi siamo stati catapultati in una triste ed inevitabile realtà resa ancor più cruda per l’epilogo luttuoso che ha portato con sé e per la desolazione dei centri storici, scevri dell’animosa vivibilità cui siamo abituati. Poi la pausa estiva, con l’illusione che tutto fosse ormai passato. Alcuni eventi importanti ad animare i centri storici, musei e fiere riaperti con prudenziale cautela e senso di responsabilità in un inizio d’autunno troppo presto trasformatosi in un nuovo, scaglionato lockdown. Ed ora? Cosa ci aspetta? Saprà lo spirito natalizio dare serenità ad un mondo sempre più economicamente globalizzato ma vittima di un virus che ha evidenziato la sua vulnerabilità? Tutto ha un inizio ed ha anche una fine. Vivremo certamente un periodo di transizione, questo è chiaro. Quel che è certo è che questo virus qualcosa ci ha tolto ma forse ci ha anche lasciato, probabilmente anche in positivo. Prevarrà la voglia di ripartire insita nell’uomo, quell’innata ricerca di riappropriarsi di spazi e ritmi di vita assopiti nella memoria. Forse occorreva rallentare e prendersi del tempo per assaporarla e farla propria, riscoprendo la voglia di rivivere le città, la prossimità delle attività commerciali e le relazioni interpersonali che indispensabilmente porta con sé una semplice passeggiata nel borgo. Sarà forse un punto di vista nuovo, molto soggettivo, in cui a parlare saranno i volti vicini, quelli la cui speranza, forza e perseveranza consentiranno al tessuto produttivo di non cedere. Da loro lo stimolo per ripartire, insieme.

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Fabio Ferla - Presidente Ambito Distrettuale di Treviglio “Il 2020 si è dimostrato molto travagliato sin dai suoi primi mesi e, per tutto il suo trascorso, ha generato preoccupazioni e drammi; il 2021 deve necessariamente suscitare nuova speranza. Il periodo passato, nella sua drammatica complessità ha fatto riscoprire a ciascuno di noi l’importanza di alcuni valori certamente riconosciuti, ma spesso sottovalutati, come la salute, la famiglia, la libertà di fare una passeggiata in compagnia, di abbracciare una persona cara, di vivere la comunità. Nonostante tutto, ognuno ha maturato maggior consapevolezza e acquisito esperienze che, anche ad emergenza finita, rimarranno patrimonio per condurre una vita più responsabile ed attenta, in particolar modo attraverso le buone pratiche igienico sanitarie che, per arginare il contagio, abbiamo imparato a mettere in atto. L’augurio è che i sacrifici compiuti, e che nella vita continueremo a compiere, siano sempre utili ad un maggior benessere per tutti e per ciascuno, nella consapevolezza che nessuno è solo e che viviamo in una comunità più ampia che è in grado di fare rete, essere solidale, dare supporto se ognuno fa la propria parte. Nel momento più grave e difficile che la nostra epoca ha vissuto, abbiamo saputo dimostrare la forza, la capacità ed il coraggio di reagire e collaborare con tenacia, scrupolo e sensibilità perché ogni persona potesse sentirsi tutelata e protetta: la cosiddetta ‘Bassa Bergamasca’ ha saputo rispondere in modo unitario e compatto alle esigenze della propria gente e dei territori di riferimento”.

Gabriele Anghinoni - Presidente Associazione Commercianti Trevigliesi “Chi credeva potesse capitare? Ad un tratto ci siamo resi conto di quanto stavamo bene. Concerti, partite, shopping, viaggi, eventi… tutto era dato per scontato. Ci siamo resi conto solo ora di come ogni cosa fosse correlata e la vita di un piccolo commerciante era parte di tutto questo. Improvvisamente tutto è venuto a mancare e ci siam dovuti reinventare con vendite on line e delivery. Questo ha fatto sì che tra consumatore ed esercente si ripristinasse feeling, ed è da qui che occorre ripartire! Dovremo mantenere e rafforzare i servizi messi in campo nel periodo dell’emergenza, sarà fondamentale. Dovremo creare piattaforme locali che diano visibilità al territorio poiché Treviglio è al centro di un bacino di utenti enorme e occorrerà metter da parte gelosie, facendo squadra. Sarà estremamente importante”.

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Valentina Tugnoli - Presidente Commissione Pari Opportunità del Comune di Treviglio “Sebbene al momento non si possa dire con certezza quando si ripartirà, al momento della riapertura non dovrà esserci alcuna discriminazione: insensato pensare al blocco di alcune filiere rispetto ad altre. Non dovremo dimenticare nessuna categoria di lavoratori: tutti dovranno avere la stessa dignità e le stesse opportunità, sia di indennizzo sia per la ripartenza. Sarà necessario ‘cambiare paradigma’ e far riaprire tutte quelle realtà che sono in grado di garantire il rispetto delle misure anti contagio e di sicurezza. Deve essere lo Stato ad assumersi questa responsabilità e a dover definire le regole per poter permettere che le aziende siano in grado di rispettarle. In fin dei conti, costa meno sanificare i posti di lavoro che tenerli chiusi”.

Miriam D’Ambrosio - Insegnante “Ai miei ragazzi dico che dobbiamo resistere in questo momento, non dobbiamo perderci. La distanza, la parola del momento, non ci farà apprezzare la Presenza, l’autenticità degli sguardi, la bellezza dell’esserci davvero, uno di fronte all’altro e di potersi abbracciare. Niente è scontato e questo tempo ce lo insegna. Ricominceremo senza dimenticare il freddo dell’assenza. E racconteremo tutto questo, dopo l’inverno che passerà, inevitabilmente. Dovremo essere più uniti, capaci di dividere e condividere, di rinunciare ed apprezzare. La consapevolezza della precarietà è un bene, dona slancio e forza e permette di amare ogni singolo giorno. Ogni singolo giorno vissuto come piccola vita, gustato, mai buttato via. La Primavera è lontana ma abbiamo la certezza del suo arrivo. Stiamo vivendo anche ora, anche questa è vita che stiamo affrontando, con le limitazioni imposte che ci obbligano al desiderio della normalità. Bellissima”.

Fabio Conti - Giornalista Dice un famoso proverbio che 'la speranza è l'ultima a morire'. E mai come in questo periodo nella vita di ciascuno di noi nutriamo la necessità di avere speranza, di guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più del solito, mentre affrontiamo probabilmente l'anno peggiore della nostra esistenza. L'uomo per sua natura tende ad essere ottimista, a sperare sempre nel meglio: lo ha fatto, lo abbiamo fatto, la scorsa estate, quando dei dati in netto calo ci hanno fatto riassaporare, anche se non appieno, la vita pre-Covid. Pensavamo fosse tutto finito, ma non è stato così. C'è ancora da tenere duro, bisogna resistere. Personalmente nell'ondata primaverile ho avuto la fortuna di diventare per la seconda volta padre: un'emozione che ha assunto contorni ancora più intensi per le tempistiche in cui si è manifestata. In quei giorni di dramma e dolore, di scomparsa di tante persone conosciute senza poterle nemmeno davvero salutare, una nascita ha rappresentato l'emblema estremo della speranza, di un futuro comunque migliore, della vita che, nonostante tutto, continua a trionfare.

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Qui pianura - Lombardia La Regione a sostegno di produzioni biologiche e a basso impatto ambientale di Ivan Scelsa

egione Lombardia continua ad investire nel settore agricolo, fiore all’occhiello del territorio. Nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, infatti, sono appena stati stanziati due milioni di euro per nuove domande di conversione a biologico delle aziende agricole lombarde e per l’introduzione di pratiche agricole a basso impatto ambientale. L’intento è quello di aiutare gli agricoltori nell’ambito di produzioni innovative in materia di sostenibilità ambientale per rendere il settore sempre più competitivo. Saranno così distribuiti un milione e mezzo di euro ad oltre duecento aziende agricole che aderiscono per la prima volta alla misura nata per promuovere l’introduzione ed il mantenimento di pratiche agricole a basso impatto ambientale, proponendo modelli produttivi più attenti ad un uso sostenibile delle risorse. Mezzo milione di euro, invece, verrà destinato a 67 aziende aderenti per la prima volta alla misura dedicata alla conversione ed al mantenimento dei metodi di produzione biologica.

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Qui pianura - Lombardia La Regione per le aziende agricole di Ivan Scelsa

griturismi, aziende agricole di produzione florovivaistica e allevamenti, in questo momento di particolare difficoltà riceveranno un aiuto concreto da Regione Lombardia che a novembre ha annunciato 20 milioni di euro come parziale ristoro per i danni economici causati dal Covid-19. Sono oltre tremila le domande presentate ed è già stata avviata la fase di valutazione per una rapida liquidazione agli aventi diritto. “Nello specifico, ogni azienda riceverà 6500 euro a fondo perduto - spiega Giovanni Malanchini, Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia - che rientrano nell’ambito della misura 21 del Piano di sviluppo rurale dedicata ai settori agro-alimentari più colpiti dalla crisi economica causata dal Covid. La Lombardia è una regione agricola ed è impensabile non intervenire seriamente e nell’immediato con misure che tutelino questo importante comparto.

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Qui pianura - Treviglio Il futuro dell’ex Convento dei Cappuccini di Ivan Scelsa

e ne parla da tempo e più volte se ne è discusso, anche politicamente. Uno degli argomenti tornato alla ribalta delle cronache dopo che i tecnici della Soprintendenza alle Belle Arti di Milano hanno effettuato un sopralluogo nello stabile. Nella circostanza, sulle pareti dell’ex convento dei frati Cappuccini di via Pontirolo sono state rilevate le tracce di affreschi che il tempo ha celato. In particolare, sembrerebbe sia emerso il volto della Madonna nell’angolo del muro posto sulla parete destra dell’abside per cui si sta valutando la fattibilità di un recupero. La struttura quattrocentesca, dopo esser stata per tempo sede-deposito della società sportiva Atletica Estrada e sede di ricovo per gatti, da alcuni mesi è al centro dell’attenzione dell’amministrazione comunale che avrebbe pensato ad una nuova sala incontri ed eventi per la zona nord della città. In tal senso è lo stesso Sindaco Juri Imeri ad aver precisato: Recuperare edifici importanti per la città è uno degli obiettivi al quale abbiamo destinato parecchie risorse (nuova sede per la Polizia Locale in piazza Insurrezione, il palazzo di piazza Garibaldi, la Stazione Ovest) e che ci vede ancora impegnati, come dimostrano i progetti sulla Cascina Ganassina, sul deposito ferroviario Stazione Ovest e anche sull’ex convento dei Cappuccini”.

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Qui pianura - Caravaggio Le riscoperte mura medioevali di Ivan Scelsa

iemerse durante gli scavi per la realizzazione del parcheggio interrato, l’Oratorio San Luigi restituisce alla città un frammento del suo passato che arricchisce il patrimonio artistico e storico locale. A quanto chiarito dalle Autorità, le antiche mura medioevali venute alla luce durante i lavori sono di una porzione delle mura della città su cui si innestano le basi di una torre del Quattrocento o del Cinquecento e il cui ritrovamento dovrà necessariamente portare a ripensare il progetto in atto per il parcheggio. Inizialmente i carotaggi avevano palesato la presenza nel sottosuolo di ‘rovine’ che, però, si pensava potessero essere di minor valore storico e risalire ad un periodo più recente. L’adeguamento per la scoperta - già vagliata dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Brescia e Bergamo - consentirà di proseguire con il progetto e, con una soluzione poco onerosa in termini di costo e rallentamento dei lavori, di lasciare in essere questa testimonianza del passato cittadino che vivrà grazie al sostentamento della BCC di Caravaggio Adda e Cremasco.

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Qui pianura - Treviglio XIX settimana della Cultura d’Impresa di Ivan Scelsa

a XIX Settimana della Cultura d’Impresa è guidata dal tema “Capitale Italia. La cultura imprenditoriale per la rinascita del Paese”. Con questa riflessione sono stati portati al centro dell’attenzione il ruolo dell’impresa e dell’imprenditore, motori di innovazione, creatori di ricchezza, propulsori di benessere e coesione sociale. Promossa da Confindustria, anche questa edizione ha coinvolto aziende e musei di tutta Italia e, anche quest’anno, ha visto protagonista il Museo Same e l’Archivio Storico SDF. Non potendo svolgere eventi in presenza, ‘Il motore del Novecento’ è diventato un podcast dedicato alla Same per voce di Valentina De Poli e Matteo Scandolin che hanno accompagnato gli ascoltatori attraverso dieci storie d’impresa, narrando marchi importanti a cui è stata dedicata una puntata e una diretta streaming di presentazione il 13 novembre dagli IBM Studios di Piazza Gae Aulenti di Milano. Particolarmente ricco ed articolato il programma di iniziative volto a riscoprire l’immenso patrimonio culturale custodito all’interno dei musei e degli archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane.

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Qui pianura - Romano di Lombardia Artisti ’20: Mirko Delfranco di Ivan Scelsa • ph Valerio Severgnini

’annuario Mondadori che raccoglie le opere dei più importanti artisti contemporanei, anche quest’anno, accoglie un’opera del romanese Mirko Delfranco. La rivista, curata dalle prestigiose firme di Vittorio Sgarbi, ha dedicato due pagine all’opera Tracce del mio inconscio, un quadro realizzato nel 2012 la cui stima, oggi, si aggira intorno ai 6mila euro. Alla premiazione fiorentina presso Palazzo Ximènes Panciatichi, oltre al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, importanti artisti come Edoardo Sylos Labini e Sgarbi, appunto. Un’occasione unica in cui l’artista ha potuto esporre anche l’opera Therapéia e dato la possibilità ad artisti emergenti come Delfranco di catalizzare su di sé la critica internazionale in un volume di pregio. Nella circostanza, l’artista romanese ha scelto di presentare la sua opera Therapéia che, nella descrizione di Delfranco “rappresenta il busto e la schiena di una ragazza”, quella della modella Laura Nava.

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smart EQ forfour Tanto divertimento e zero emissioni di Giovanni Volpe • ph Matteo Mottari

ompatta, stilosa ed elettrica: smart EQ forfour è più di una city car a zero emissioni. Ha tutti gli stilemi per diventare uno status symbol o ancora meglio un’icona, della mobilità al giorno d’oggi. Una volta ritirato il nostro modello presso la concessionaria Mercedes- Benz e smart Lodauto, siamo assaliti dalla curiosità di scoprire le prestazioni di una vettura che, al primo colpo d’occhio, ci ha subito conquistati. Già perché il design della EQ forfour non può lasciare indifferenti. Le linee morbide e pulite. Molto bello anche il design dei nuovi fari, disponibili anche in versione a LED. I progettisti di smart hanno lavorato duramente per cercare il giusto compromesso tra stile e praticità: il risultato è una vettura che, nonostante le dimensioni ridotte, offre un discreto spazio a bordo per gli occupanti e per i passeggeri. La smart EQ forfour, però, è anche tanta sostanza: ci riferiamo in particolare al motore capace di erogare una potenza pari a 82 CV e 160 Nm di coppia. La velocità massima è di 130 km/h, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 12,7 secondi. Ad alimentare la vettura è presente una batteria agli ioni di litio da 17,6 kWh che garantisce un'autonomia massima di 155 km nel ciclo Nedc. Per una ricarica completa servono dalle 3,5 alle 6 ore a seconda che si utilizzi la wallbox o una presa domestica. Il motore ha una garanzia di 8 anni o 100.000 km. Al volante la guida è fluida, ma allo stesso tempo dinamica grazie alla prontezza del propulsore elettrico. Non potevamo dimenticare l’app smart EQ control che permette di accedere a numerose funzioni connesse in rete, come ad esempio il livello di carica della batteria, l’autonomia, ma anche l’avvio della preclimatizzazione e delle opzioni di ricarica della batteria.

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LODAUTO Tel. 035 4232611 - www.lodauto.it

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Personaggi Comprendere il cambiamento dei tempi - L’arte di Sciacca, le sue riflessioni, l’espressione del pensiero e del fondamento filosofico dell’uomo di Ivan Scelsa

bbi la fortuna (ed il piacere…) di conoscerlo un paio di anni fa, fu lui a contattarmi dopo aver cercato il mio recapito. Lo fece spontaneamente, dopo aver letto di un libro-catalogo che dedicammo alle opere di artisti contemporanei che si cimentarono nel rielaborare le forme e i colori di un’auto, l’Alfa 156. Nell’occasione, infatti, dalla comune passione per le vetture d’epoca, con la Scuderia del Portello nacque lo spunto per organizzare una mostra importante negli spazi espositivi Hub Meno Uno di piazza Garibaldi, a Treviglio. Lì, un suo trittico affiancò quello di altri grandi maestri del Novecento: il trevigliese Trento Longaretti, il grande Aligi Sassu, l’ecclettico Giorgio Michetti, Harry Rosenthal, Boris Brusa, Imer Guala e Piero Gauli, solo per citarne alcuni. Conoscere un artista è come entrare in un piccolo, fantastico mondo parallelo. Ogni volta che ci si accinge ad entrare nel suo universo si ha come un timore reverenziale, di quell’inebriante batticuore che suscita l’approcciarsi alla scoperta di un nuovo cosmo. E forse la frase giusta per definire le opere di Augusto Sciacca è proprio questa: un passaporto per comprendere i cambiamenti del tempo.

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Questo ho subito pensato e scritto di lui, del suo essere orgogliosamente ‘uomo del sud’ e, dopo anni, ogni qualvolta lo incontro nel suo studio di Bergamo, rinnovo il mio pensiero. Sciacca nasce nel 1945, ad Itala, vicino Messina, da una famiglia di commercianti. Il suo trasferimento a Bergamo seguì gli studi alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano ed una carriera costellata da unanimi consensi, recensioni ed apprezzamenti negli ambienti artistici e filosofici a cui si abbinano importanti incarichi: la presidenza dell’Associazione Amici dell’Accademia di Carrara, l’ingresso nel Consiglio di Amministrazione dell’Accademia stessa, la cattedra di pittura all’Accademia Lorenzo Lotto e numerose collaborazioni artistiche con la Rai, l’Avvenire, la Gazzetta del Sud e da alcuni anni con l’Eco di Bergamo. Artista colto e uomo legato alle tradizioni, Sciacca; sono quelle che si miscelano con la sperimentazione, dando alla sua arte quel senso di unicità che la differenzia e che la allontana da stili e stilemi contemporanei. Di fronte alle sue più recenti opere è chiara una ricerca del senso della materia, dello spazio e di quei valori fondanti della nostra società di cui, con orgoglio, vuol mantener viva la memoria. All’arguto non sfuggirà il suo sguardo sereno, consapevole e gioviale. I suoi occhi brillano e si fanno intensi, quando parla di famiglia, amicizia e legami sinceri. Ha lo sguardo fisso e fiero, il garbo e la coscienza di chi conosce l’animo umano, le sue turbe, la sua indole. “In questi mesi sto rivedendo alcuni miei lavori ed ultimando un ciclo”, dice Sciacca. “Il mondo dell’arte è cambiato, e forse ha perso quell’inguaribile romanticismo a cui sono sempre stato legato. Non ho fretta, non rincorro il mercato. L’arte non può e non deve avere logiche commerciali. Per questo, presenterò il mio lavoro al momento opportuno”. E noi, saremo qui ad attenderlo.

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Caravaggio Dal Trofeo Frigerio, al sogno a cinque cerchi - Nicole Colombi, giovane promessa bergamasca, prepara la sua partecipazione alle Olimpiadi di Carmine Voccia

i inizia da piccoli, partendo da lontano, per lo più divertendosi, ma con la dedizione ed il sacrificio che solo la passione può dettare. Il Trofeo Frigerio (circuito di gare itinerante istituito cinquantuno anni fa, in onore dell’omonimo campione), trasmette questo, combinando gare tra giovani atleti che si affacciano per la prima volta alla specialità, con competizioni tra campioni internazionali. In questo senso, il filo conduttore della storia, ci porta a Nicole Colombi, una ragazza partita dalla danza, poi

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passata al ciclismo e quindi alla pallavolo. Ha conosciuto la marcia da giovanissima, Nicole, nella società sportiva della sua città, la U.S. Scanzorosciate. Guidata del coach Renato Cortinovis, il primo a notarla e credere in lei, ha poi scalato tutte le classifiche. Passata alla Atletica Brescia 1950, ha gareggiato nei campionati italiani di varie categorie, rafforzando quello spirito agonistico in lei innato che le ha dato quella marcia in più. Sacrifici e rinunce, ma anche amici e famiglia: sono la ricetta vincente di Nike, come la chiamano i suoi amici ed avversari dell’universo della marcia. Un soprannome evocativo della mitologia greca che si è guadagnata nel tempo grazie anche agli otto Campionati Italiani vinti dal 2012 ad oggi (ed attualmente Campionessa Italiana in carica per la 50 chilometri di marcia su strada). Potrebbe essere definita la ragazza della porta accanto: acqua e sapone, umile ma dai forti valori ed obiettivi ben precisi, tanto che, da sette anni, veste anche la maglia della nazionale italiana con cui ha già conquistato un argento a squadre nella Coppa Europa di marcia a Podebrady, in Repubblica Ceca, ed un argento a squadre nei Mondiali di marcia a Taicang, in Cina. Dopo la delusione dell’infortunio che le ha fatto saltare gli Europei di Berlino nel 2018, la piccola campionessa si è rimessa a lavoro più di prima, aggiungendo un’ulteriore freccia al suo arco tecnico. Grazie anche alla preziosa programmazione di Massimiliano Cortinovis (figlio del suo coach), infatti, ha conseguito il pass di partecipazione ai Mondiali di Doha dello scorso autunno e, non ancora venticinquenne, è stata arruolata nel gruppo sportivo dell’Arma dei Carabinieri. E così, dopo la sosta forzata dello sport a causa della pandemia, sono in fase di definizione i nomi per i prossimi Giochi Olimpici di Tokyo dove Nike la dea della vittoria per i greci, padri delle Olimpiadi - ha una chance per volare verso il suo sogno a cinque cerchi.

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Pontirolo Nuovo Tarantasio diventa un formaggio: i primi ad assaggiarlo i piloti della Mille Miglia di Ivan Scelsa

l Tarantasio, il drago che un tempo – narra la leggenda – infestava le acque del lago Gerundo è diventato anche un formaggio, ovviamente molto piccante. I primi a degustarlo sono stati gli equipaggi della Mille Miglia che hanno pranzato proprio in Fiera, a Treviglio, per l’ultima tappa della gara. Il ‘Fuoco di Tarantasio’ – questo il nome scelto per il formaggio rigorosamente a chilometro zero (tra l’altro requisito della Mille Miglia per tutto il suo tragitto lungo la Penisola) – è stato realizzato dal caseificio Invernizzi di Pontirolo Nuovo utilizzando latte del territorio dell’antico lago Gerundo, nel quale viveva proprio il drago. ”Un formaggio che non poteva che essere piccante e che alla prima uscita ufficiale ha dato un ulteriore sprint ai piloti della Mille Miglia e che in vista delle feste natalizie sarà disponibile per tutti” sottolinea Franco Invernizzi. Ma perché un formaggio che richiama Tarantasio? “L’idea mi era venuta alcuni mesi fa leggendo i libri sul lago Gerundo di Fabio Conti e così, insieme, abbiamo studiato la tipologia di prodotto da produrre perché rappresentasse il nostro territorio, la sua storia e la sua leggenda - prosegue Invernizzi -. Produciamo già la formaggella della bassa bergamasca ma abbiamo deciso di aggiungere il fuoco, individuato nel peperoncino che viene aggiunto alla cagliata in lavorazione. Tra l’altro la presenza del peperoncino è abbondante in questo formaggio, proprio perché l’obiettivo è quello di richiamare il fuoco del drago con un sapore marcato. Ho individuato per la fornitura tre produttori locali di Badalasco iscritti (come il nostro caseificio) al Distretto agricolo bassa bergamasca, vale a dire le aziende agricole Facchetti, Rota e Spoldi Emanuele, che sono nostri storici fornitori di latte. Ci fa piacere che le prime forme siano state distribuite ai partecipanti alla Mille Miglia per la tappa di Treviglio”. Il caseificio Invernizzi è una realtà storica del territorio: alla fine dell’Ottocento il trisnonno Fermo scese da Fuipiano Imagna seguendo la rotta dei bergamini e si stabilì a Pontirolo; oggi è il suo ventenne pronipote Ivan a rappresentare la quinta generazione dei casari Invernizzi. Ivan sta apprendendo i segreti del mestiere dal nonno Giuseppe, 91 anni compiuti ma ancora in gamba e sempre presente nel caseificio e che a sua volta ereditò passione e lavoro dal papà Giovanni. Oggi a guidare il caseificio, con differenti compiti, ci sono i figli di Giuseppe: Franco, Giusi, Lella e Marco. Che mantengono un occhio di riguardo al territorio, come conferma il nuovo formaggio dedicato a Tarantasio.

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Maserati Ghibli Hybrid Eco friendly ma zero compromessi ph Matteo Mottari

uristi, date retta a noi: Maserati Ghibli Hybrid è un’automobile senza se e senza ma, a cui non piacciono i compromessi. Ce ne siamo accorti appena ritirata la nostra vettura in prova presso la concessionaria Scuderia Blu Maserati. Partiamo dalla parte che sicuramente piÚ vi incuriosisce: il motore.

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La vettura è spinta da un propulsore quattro cilindri, derivato dal 2.0 Multiair del gruppo FCA, capace di erogare una potenza massima sviluppata notevole: 330 CV che permettono di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e toccare la velocità massima di 255 km orari. Secondo i tecnici modenesi quello della Ghibli Hybrid è l’ibrido con la potenza specifica più alta sul mercato. Non si tratta di un semplice sistema 48 Volt perché questo associa all’alternatore un turbo elettrico. In sostanza, il generatore Bsg (Bekt starter generator), che svolge la funzione di alternatore, permette di recuperare l’energia in decelerazione e in frenata e ricaricare la batteria, la quale alimenta un eBooster che va a supportare l’erogazione di potenza del motore termico, a sua volta sovralimentato, colmando i buchi di coppia ai bassi regimi. Inoltre, nella modalità di guida Sport conferisce un extra boost al quattro cilindri anche quando questo opera a pieno regime. A livello estetico, la Maserati Ghibli Hybrid si caratterizza per alcuni dettagli molto personali, come la tinta di lancio Grigio evoluzione, la calandra con nuovi setti verticali a forma di diapason, luci posteriori ridisegnate, con un design a boomerang che si ispira alla 3200 GT di Giugiaro e alla concept Alfieri. Nuovi anche gli abbinamenti cromatrici negli interni, secondo i due allestimenti GranSport e GranLusso, mentre viene introdotto il wireless charger per lo smartphone. Ma le innovazioni più rilevanti riguardano l’infotainment, la connettività e l’elettronica di bordo. Sulla Ghibli Hybrid c’è anche tanta tecnologia: fa il suo debutto il sistema multimediale di ultima generazione Mia (Maserati intelligent assistant), gestito da un sistema operativo Android e integrato del dispositivo di riconoscimento vocale Tencent che permette di regolare la climatizzazione, gli altri settaggi e il navigatore. L’interfaccia è il nuovo display in alta risoluzione da 10,1" con proporzione 16:10 e grafica rinnovata. Inoltre, è possibile attivare anche i servizi di Amazon Alexa e un wi-fi hotspot per collegare fino a sei telefoni.

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SCUDERIA BLU Tel. 035 320358 - www.iperauto.it

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Pagine di storia Qui abitava l’invincibile di Marco Carminati • ph Bruno Ferri

ffondano nella piccola nobiltà bergamasca le radici del Condottiero acclamato dai soldati come “l’invincibile”. Ma la sua stella divenne così fulgida, da suggerire una genealogia mitologica. Qualcuno scomodò lo stesso Ercole, altri Federico Imperatore. Invero il padre fu Paolo Guidotto, capace di sottrarre ai Milanesi il castello di Trezzo e perdere la vita per mano dei suoi stessi cugini, imprudentemente coinvolti nella scalata al potere. Madre fu Riccadonna de’ Valvasori da Medolago, che finì i suoi giorni prigioniera nel castello di Solza, rinchiusa dai parenti, che risparmiarono solo il piccolo Bartolomeo. Il quale, a quindici anni, si arruolò sotto le insegne di Braccio da Montone. Divenne presto il Capitano di Ventura per eccellenza, intrepido, spavaldo e rapace. Proprio come l’ha consegnato alla storia la statua equestre del Verrocchio, in Campo dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia. Il Colleoni, col patrimonio fisico e morale propri del mercenario, riuniva in sé prestanza e spregiudicatezza, tradimento e voltafaccia, crudeltà e arroganza, ma aveva anche doti di genialità, intuizione, lungimiranza. “Bisogna!” fu il suo motto. Fu capace di far scollinare la flotta da guerra di Venezia, portata a braccia, leve e muli dalla laguna al Garda, o d’inventare l’artiglieria da campagna, montando le spingarde sui carri. Fu il provvido agrimensore, che trasformò le proprie terre con bonifiche e canali, e il filantropo che istituì un lascito per le povere fanciulle da maritare o monacare. Ma, fra una battaglia e l’altra, fra una congiura e una condanna al carcere, fra una veglia in arme e una caccia in campagna, dov’era solito risiedere? Quali dimore forti, o solo case di svago, lo accoglievano, deposta la corazza, per gli ozi e gli affetti familiari? La prima fu certamente il maniero avito di Solza, dove nacque e rimase fino ai quindici anni. Castello molto semplice, quello di Solza, oggi completamente trasformato da un restauro coraggioso, dovuto forse al moderno impiego di parte dell’immobile.

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La seconda è il Castello di Cavernago, insieme fortezza e residenza di piacere, con begli affreschi ed eleganti prospettive, passata dal Colleoni al genero Gherardo Martinengo, marito dell’amata figlia Ursina, e poi ai Giovannelli, ai Mazzotti-Biancelli e oggi ad un erede dei Gonzaga di Vescovato. La terza casa certo la più importante e amata, è il Castello di Malpaga, scelto come espressione del prestigio e del potere raggiunti da un principe rinascimentale, mecenate sensibile all’arte, al bello e alla cultura. Attorno, terre fertili e ben amministrate, e qui il vecchio, indomito leone, trascorse i giorni della vecchiaia, fino alla morte, annunciata da salve di cannone, che si rincorsero da Pontoglio a Brescia, a Verona e Vicenza, fino alla laguna, dove le campane di San Marco suonarono a lutto. Uno spazio particolare occupava la Casa civile, nel cuore di Bergamo Alta, dove il Capitano soggiornava ogniqualvolta passava dalla città, ma esistevano anche altre sue dimore civili a Martinengo, a Romano di Lombardia o a Brescia, dove aveva voluto un palazzetto per ospitarlo con la famiglia. Una storia a parte merita poi l’ultima dimore, la deliziosa cappella funeraria costruita dal genio dell’Amadeo, per custodire il suo riposo eterno.

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Il racconto Tutti i giorni di Valentina Scelsa

utti i giorni, più o meno alla stessa ora, Marta Gimondi faceva il suo ingresso nel bar Vinci, ordinava un caffè lungo e lo sorseggiava con fare aristocratico seduta possibilmente difronte alla vetrata laterale, quella che permetteva di godere a pieno del paesaggio circostante: il fiume Adda correva sotto i ponti, spettinava la vegetazione sul quale scaraventava le proprie acque e si dirigeva altrove senza troppa esitazione. Marta Gimondi lo adorava. Non era un’amante del caffè ed in particolar modo non apprezzava quello del bar Vinci, un po’ troppo forte per il suo palato dai gusti raffinati, ma la vita è bizzarra e lo era anche la signora Gimondi che preferiva quel luogo poiché soltanto attraverso quella vetrata avrebbe trovato la giusta ispirazione per i propri pensieri. Era una donna solitaria, lo avevo capito. Io la osservavo senza preoccuparmi di essere discreto, la fissavo con ostinazione, mi affascinava l’eleganza con la quale si guardava attorno e l’indifferenza che riservava a qualunque individuo le si parasse innanzi, lei era interessata solamente al fiume, era attratta dal suo moto perpetuo e non dal lento incedere di noi esseri viventi. Osservava, ma solo perché si trovava sulla traiettoria dei suoi pensieri, un artista di strada che tutti i giorni dipingeva lo stesso paesaggio a ridosso del fiume. La noncuranza con la quale si rapportava al mondo umano mi permetteva di fissarla spietatamente senza che lei facesse caso ai miei sguardi. Una mattina, con mio immenso stupore, mi sono ritrovato davanti alla porta chiusa del bar Vinci. Improvvisamente una piccola mano ossuta aveva iniziato a scontrarsi con la mia spalla destra: “Giovanotto, oggi è chiuso. Andiamo a fare due passi? La stavo aspettando”. Mi stava aspettando? Perché? Non avevamo fatto nemmeno un centinaio di passi e mi aveva raccontato metà della sua esistenza, fatti e misfatti compresi. Non mi aveva fatto domande, non ne aveva bisogno perché, così aveva detto, di me sapeva abbastanza: era una donna che vedeva e intuiva tante cose, un po’ come la famosa Miss Marple di Agata Christie. Lei guardava il fiume, questo era vero, ma era altrettanto vero che mi vedeva nel riflesso della vetrata e aveva avuto molte ore a disposizione per “studiare la mia persona”. Camminando lungo il viale alberato con quella nonnina esile che non smetteva più di parlare, i miei pensieri si erano incagliati in un punto interrogativo di dimensioni epocali: cosa voleva da me la signora Marta Gimondi? Era arrivata al dunque prendendo la rincorsa e senza alcuna esitazione. Io le sembravo la persona adatta per aiutarla a concretizzare un piano elaborato nei minimi dettagli: nei pressi del fiume, proprio dove indirizzava quotidianamente i suoi sguardi, avveniva qualcosa di illecito. L’uomo che trascorreva ore a dipingere il paesaggio aveva, secondo la signora Gimondi, a che fare con qualcosa di losco e questo qualcosa veniva nascosto là, nel bel mezzo della vegetazione. Cosa fosse quel qualcosa lei non lo sapeva, ma aveva ben chiaro in mente che io avrei dovuto scoprirlo mentre lei si sarebbe occupata di distrarre il pittore. I guadagni sarebbero stati divisi equamente. Mi sarei solo dovuto impegnare a rovistare tra l’erba e il fango lungo il fiume. La signora Marta Gimondi, l’ho scoperto poco dopo esser stato osservato e deriso da mezzo paese mentre scavavo nel fango senza un apparente motivo, era una mitomane fantasiosa che reclutava uomini dalle sciocche abitudini per far compiere loro delle azioni insensate e per osservare i loro comportamenti in preda al panico e allo sgomento. Io, lo devo ammettere, ero stato un bersaglio davvero facile per le sue strane manie.

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www.lanostrapianura.it La Nostra Pianura lanostrapianura

Ringraziamenti Chiara Cattaneo • Cinzia Acerbis Roberto Sestini • Giovanni Grazioli • Juri Imeri Giuseppe Pezzoni • Gabriele Anghinoni Valentina Nava • Elena Riva • Paolo Riva Giorgio Cremascoli • Lia Bergamini Iole Bergamini • Eleonora Tollini • Marco Scotti Angela Luisa Lattuada • Enrico Ranghetti Federico Confalonieri • Michela Mantecca Giuseppe Leoni • Manuel Medau • Marco Micci Cinzia Paleni • Renato Cortesi • Nicola Sonzogni Mauro Bombardieri • Sabrina Monticelli Livio Breno • Giorgio Cervi • Angela Landi

La nostra pianura Periodico semestrale - N° 1

Direttore Responsabile Giovanni Volpe direzione.lanostrapianura@gmail.com

Caporedattore Ivan Scelsa redazione.lanostrapianura@gmail.com

Web & Social Federico Caiazzo Amministrazione Studio Landi - Bergamo

Redazione e Marketing Gaia Bonomelli marketing.lanostrapianura@gmail.com

Editore Guarda chi guida S.r.l.s. - Bergamo Stampa BOOST S.p.a.

Graphic & Art Director Silvia Benaglia silvia.benaglia@alice.it

Distribuzione Caielli Gianluigi

Photo Duilio Bellomo • Giandomenico Papello Matteo Mottari • Luca Cesni Fabio Conti • Ernesto Belloli • Bruno Ferri Maurizio Lorenzi

Iscrizione n. 21/14 del 17/11/2014 - Registro Stampa del Tribunale di Bergamo. Testi e materiale fotografico contenuti in questa pubblicazione, sono di proprietà esclusiva di Guarda chi Guida S.r.l.s. È pertanto vietata ogni riproduzione, anche solo parziale, non autorizzata dall’editore.

INFO e PUBBLICITÀ pubblicita.lanostrapianura.com 347 53.78.130

Contributors Gaia Bonomelli • Verena Scotti • Cristiana Ghione Carmine Voccia • Rosanna Scardi Andre Donghi • Fabio Manara Fabio Conti • Marco Carminati Valentina Scelsa • Maurizio Lorenzi

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LA NOSTRA PIANURA • COVER STORY • ISTITUTO FACCHETTI

Uomini Attualità Cultura Economia

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COLLEGIO DEGLI

ANGELI “FORMARE I GIOVANI VERSO IL FUTURO”

Periodico semestrale - Anno II - N° 1

Cover Story - Istituto Facchetti e Collegio degli Angeli

Formare i giovani verso il futuro Periodico semestrale - Anno II - N° 1 - www.lanostrapianura.it -

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