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r.g. Salvatore Forestieri

n째 147 anno XII - 30 Gennaio 2014

il Cittadino

Ass. al bilancio Guido Signorino

Messina: bocciato il Piano di riequilibrio


Primo Piano a cura di Marilena Faranda

La notta porta “Consiglio”

Bocciato il Piano farsa Ad aprire le danze degli interventi il Sindaco Accorinti: “Chiedo ad ognuno di voi un atto di responsabilità, che sta alle vostre coscienze a prescindere dalle singole posizioni, senza alzare i toni od offesa alle persone. A questo momento così critico, non siamo arrivati ora per mancanza di responsabilità. Ciascuno di noi ha lavorato, anche alcuni Consiglieri ho visto lavorare, non ci siamo risparmiati, certo che chi ha portato a tutti questi debiti non siamo noi. Abbiamo guardato ogni carpetta e su ognuna di esse di doveva approfondire, per quanto possibile passandoci le nottate, lo abbiamo fatto. Nel redigere questo Piano abbiamo contato 180 milioni di debito ed ora abbiamo accertato altri 100 milioni e 135 solo del debito passivo. Vi invito anche a criticare punto per punto questo Piano, ma invito da oggi in poi a fare un lavoro condiviso”.

Servizio fotografico di Antonio De Felice

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olti la definirebbero una farsa, qualcuno un atto dovuto quello che oggi si è consumato in Aula fino alle 00.30. Come annunciato, infatti, il piano e stato bocciato per parere negativo dei Revisori dei conti, motivato dallo scarso tempo per analizzarlo, dall’incompetenza dell’Amministrazione che l’ha presentato in ritardo, ma, come in un gioco delle parti, ognuno ha recitato la sua parte. L’Amministrazione, nelle persone del Sindaco Accorinti e del Vicesindaco/Assessore al Bilancio Signorino, hanno fatto il loro discorso non troppo accorato a votare il piano, i Consiglieri hanno avuto lo spunto per inveire e bocciarlo. Prosegue per le spiegazioni più tecniche il Vicesindaco Signorino: “Affrontare in maniera impegnativa i conti del Comune è un invito che ci ha rivolto il Sindaco. Lo sappiamo che questa città vive uno stato di difficoltà forte sotto il profilo finanziario, anche per la mala gestione. Intanto ci siamo orientati sul conteggio della massa debitoria. Le peculiarità del piano sono quelle di fare interventi mini invasivi per recuperare i 150 mila euro mancanti dall´approvazione del contratto AMAM. Fra gli interventi ci sarà la lotta all´evasione da contarsi in 30 Mila euro, anche una riforma delle zone catastali fra il 10 e 15% determinerà uno scarico fiscale con 3.8 milioni. Partendo poi dal presupposto che gli impegni di spesa sono calati del 96%”. Continua il Presidente della prima Commissione consiliare, Mondello: “Ho sentito signor Sindaco il suo intervento accorato nell´esplicitare lo stato dell´arte. In rappresentanza dell´UDC, dico, che in questo Piano non sono specificate le modalità di effettuazione, inoltre manca tutta la massa debitoria delle Partecipate, rappresentato in maniera generica ed approssimativa. Confermo, quindi, tutte le mie perplessità nell´approvazione, non ci convince questo Piano. Non so se ci saranno i tempi supplementari ai sensi del 243 bis sugli enti locali. Russo, Gruppo Misto: “Stasera si sta dichiarando il dissesto politico e la bancarotta di questa amministrazione. Questo è solo un escamotage strumentale, comunque, io mi asterrò e ritengo che anzi sia un favore all´Amministrazione”. David, Capogruppo del PD: “Io non ritengo di essere in grado di votare un Piano arrivato all’ultimo momento, ma chi lo sarebbe d’altronde? L’amministrazione non ci

Guido Signorino Franco Mondello

Antonella Russo Paolo David

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Giuseppe Santalco

Giuseppe Trischitta

Lucy Fenech

Santi Daniele Zuccarello

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doveva portare un piano dell’ultim’ora, speriamo davvero che ci siano questi 60 giorni per rimodularlo, anche se ritengo difficile che questa Amministrazione sappia fare buon uso di questo tempo. Non chiedete a noi collaborazione e senso di responsabilità, noi l’abbiamo dimostrata in più occasioni, ora sta a voi rispettarla”. Santalco, Capogrupppo di Felice per Messina: “Lei, Sindaco, ha chiesto l´asseverazione dei debiti delle precedenti partecipate, come si è fatto nel precedente Piano? Ovviamente no, questi, invece, sono numeri con l´unico benestare del Vicesindaco. Io lo volevo votare, ma proprio non posso! Qua state giocando con il fuoco. State portando allo sconquasso anche il settore finanziario. Trischitta, Capogruppo di Forza Italia: “Io insieme ai colleghi del Centro Destra e Siamo Messina, ritengo di poter dire, che questo Piano è invotabile non doveva arrivare solo ora. Io c’ero quando è stato votato il vecchio Piano di Riequilibrio, ero in aula. In una seduta successiva, però, c’è stato portato il contratto di servizio AMAM, che siamo stati costretti a bocciare per mancanza dei pareri. Adesso ci propongono un surrogato di Piano con copia e incolla da quello di Croce senza darci vere specifiche su dove troveranno i soldi. Cosa faremo tra due mesi? Per miracolo avremo questa opportunità della Corte dei Conti, saranno davvero pronti?”. Fenech, Capogruppo di Cambiamo Messina dal Basso: “L´impegno di tutti è fare di tutto per evitare il dissesto. Questo bilancio non è frutto di un lavoro di 24 ore, non è frutto di superficialità, già verso il 5 luglio si erano chiamati gli esperti Anci per avere un parere esterno. L´Amministrazione di più non poteva fare. Quindi, oltre l´operazione verità, c´è stato un impegno nel risanamento economico dell´ente con un risparmio di 3 milioni l´anno. Io ho discusso ripetutamente con i colleghi su come votare e nel rispetto delle varie anime che compongono il nostro gruppo, io voterò favorevolmente”. Zuccarello, Capogruppo dei Progressisti democratici: “In questi anni ho visto tanto teatro ed opera dei pupi e oggi questo non posso non chiamarlo che farsa. Voi oggi potevate fare quello che ci si aspettava da voi, ovvero scoperchiare i vasi di Pandora, ma non è questo che avete fatto. Quanto ancora vi concederemo scuse? Non sarà per molto. Da un rivoluzionario questo non me lo aspetto e qualche vaso lo scoperchierò io, nei prossimi giorni”.

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Amata, Capogruppo dei DR: “Trovo assurdo che si sia arrivato solo ora questo a Piano che contiene interventi che dovevano essere approvati dal Consiglio Comunale, per cui non si potevano inserire in questo Piano”. Adamo, di SiAmo Messina: “L’Amministrazione ci ha portato un Piano che non si poteva far altro che bocciare e noi siamo qui in aula per senso di responsabilità, Il Megafono come al solito è latitante e si fa bello con la nostra faccia di consiglieri che veniamo in aula e votiamo gli atti per la città. Un grazie, quindi, ritengo vada al collega Amodeo che è qui in aula”. Amadeo per il Megafono: “Questa era una delibera pasticciona e pasticciata venuta pure male. Non è altro che un balletto di cifre, non avremmo nemmeno dovuto prestarci a votarla, ma siamo qui per senso di responsabilità. E così, chi per un motivo chi per un altro, o si è astenuto o non ha votato quella delibera sul Piano come tanti si aspettavano e come una vera opposizione avrebbe dovuto fare”. Il voto, quindi, su 34 presenti è di: 20 astenuti (Pio Amadeo, Emilia Barrile, Claudio Cardile, Andrea Consolo, Simona Contestabile, Carmela David, Paolo David, Libero Gioveni, Pietro Iannello, Antonina Lo Presti, Francesco Mondello, Francesco Pagano, Maria Perrone, Ivana Risitano, Mario Rizzo, Antonia Russo, Giuseppe Santalco, Donatella Sindoni, Luigi Sturniolo, Benedetto Vaccarino), 13 contrari (Pietro Adamo, Elvira Amata, Antonino Carreri, Giovanna Crifò, Nicola Crisafi, Daniela Faranda, Antonino Interdonato, Rita La Paglia, Pierluigi Parisi, Santi Sorrenti, Fabrizio Sottile, Giuseppe Trischitta) ed un favorevole (Lucia Fenech). I Cambiamo Messina dal Basso si sono divisi solo la Fenech ha dato fiducia all’Amministrazione, gli altri per non bocciare un documento della loro Amministrazione si sono astenuti. Da notare anche l’assenza dei componenti del Megafono, tranne per la persona del consigliere Amodeo. Gli stessi avevano infatti già annunciato tramite il Capigruppo di non voler prendere parte a questa farsa. Una nota di colore nella stanchezza di una serata passata in Consiglio, la votazione dell’immediata esecutività, ma di cosa? L’atto non era stato bocciato? Forse l’immediata esecutività della bocciatura o il segnale che era l’ora di chiudere la seduta per l’ora tarda e la stanchezza?

Elvira Amata

Piero Adamo

Pio Amadeo

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di Michele Giunta

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Sommario

20-29

Attualità

32-33 Dietro le quinte

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Settegiorni

numero 147 anno XI 30 Gennaio 2014

42-43 Sicilia

54-59 Cultura

62-65 Spettacoli

Cronaca della settimana

36-37

Città Cronache urbane

38-41 Provincia News dal territorio

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70-71 Mangiare Sano


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Letizia Frisone, Marilena Faranda Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Francesco Certo, Marina Pagano Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano, Mattia Florena Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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Annunci utili a cura di Pippo Previti

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore dei programmi di investimento finalizzati al perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda, siano regolarmente costituite da almeno due anni ed iscritte nel Registro delle imprese; se si tratta di imprese di servizi, essere costituite sotto forma di società. I programmi di investimento devono essere finalizzati allo svolgimento delle seguenti attività economiche, con alcune singole esclusione previste dal decreto: a) attività manifatturiere di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007; b) produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore di cui alla sezione D della classificazione ATECO; c) attività di servizi. E’ possibile realizzare una nuova unità produttiva ovvero l’ampliamento o la diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o il cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente. I programmi ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di investimenti innovativi, ossia l’acquisizione di immobilizzazioni materiali e immateriali tecnologicamente avanzate in grado di aumentare il livello di efficienza o di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica oggetto del programma di investimento, valutabile in termini di riduzione dei costi, aumento del livello qualitativo dei prodotti e/o dei processi, aumento della capacità produttiva, introdu-

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zione di nuovi prodotti e/o servizi, riduzione dell’impatto ambientale e miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro. Investimento ammissibile non inferiore a euro 200.000,00 e non superiore euro 3.000.000,00. L’agevolazione consiste in una sovvenzione rimborsabile per una percentuale nominale delle spese ammissibili complessive pari al 75%. La stessa deve essere parzialmente restituita dall’impresa beneficiaria per una percentuale articolata, in relazione alla dimensione dell’impresa beneficiaria, come segue: a) per le imprese di piccola dimensione 70% della sovvenzione; b) per le imprese di media dimensione 80% della sovvenzione; c) per le imprese di grande dimensione 90% della sovvenzione. La parte della sovvenzione da restituire è rimborsata, senza interessi, in un periodo della durata massima di 7 anni. La parte della sovvenzione che non deve essere restituita dall’impresa beneficiaria è concessa a titolo di contributo in conto impianti. I soggetti beneficiari devono garantire la copertura finanziaria del programma di investimento apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari al 25% delle spese ammissibili complessive. Le risorse finanziarie disponibili ammontano a euro 150.000.000,00. Le domande di agevolazione possono essere presentate a partire dalle ore 10 del 27 febbraio 2014 (valutazione a sportello fino ad esaurimento delle risorse disponili).

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Programma attività 2012/2013 L’inserimento nei vari gruppi è libero e può avvenire dopo un contatto con la nostra Associazione ai numeri: 328/1022286 – 090/631761 o tramite mail al seguente indirizzo: pertedonnaonlus@alice.it Gruppi di auto-aiuto e training autogeno per sostegno psicologico conduce la dott.ssa Grazia Taca c/o sede operativa dell’Associazione (via Appennini, ex scuola materna, Villa LinaMessina) Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 17.30 ( incontri individuali su richiesta). Percorsi di tecniche yoga conduce la dott.ssa Domenica Luciano c/o il consultorio di via del Vespro-Messina Lunedì dalle ore 16.15 alle ore 17.30 c/o lo studio “yoga” della dott.ssa Domenica Luciano via Comunale Sperone, Fortuna Residence pal. X – Messina Mercoledì dalle ore 19.00 alle ore 20.15 Pilates matwwork conduce la dott.ssa Maria Ansaldo Lunedì dalle ore 17.30 alle ore 18.30 Meditazione conduce il prof. re Marcello Aragona Lunedì dalle ore 18.30 alle ore 19.30 c/o Aragona (camp.1002) Viale della Libertà is.481, n°41 pal. Palano-Messina. Prestazioni di linfodrenaggio manuale per il trattamento del Linfedema del braccio operato Dott.ssa Jessica Messina c/o studio: Via S. Ermanno n°1 Provinciale-Messina (per le prenotazioni telefonare a cell. 328/1022286). Centro estetico per le donne in trattamento chemioterapico e banca delle parrucche In corso di realizzazione. Campagna di prevenzione Visite senologiche gratuite date da stabilirsi secondo la disponibilità della L.I.L.T. sez. di Messina c/o Villa Salus. Si ricorda alle socie di raccogliere più adesioni possibili al fine di favorire una prevenzione più capillare sul territorio. Il Presidente Grazia Di Blasi

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"Puoi sostenere L'Associazione" Per te donna onlus, che : offre sostegno psicologico alle donne operate di tumore (in partucolare al seno), organizza giornate di visite gratuite per la prevenzione per una diagnosi precoce, organizza delle attivitĂ per il benessere psicofisico delle donne , destinando il tuo 5x1000. Firma la dichiarazione dei redditi nello spazio dedicato al "sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilitĂ  sociale"... ed inserisci il C.F. 97 059 660 833. E' semplice non ti costa nulla ma per l'Associazione ha un grandissimo valore. Visita il nostro sito : wwwpertedonnaonlus.it" WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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L’intervista

di Francesco Certo

Panorama Università

A colloquio con Antonino Pennisi, direttore del dipartimento CSECS

“Buoni i risultati ottenuti nella ricerca” Antonino Pennisi, direttore del dipartimento di Scienze cognitive della formazione e degli studi culturali, da tanti anni presente con incarichi di responsabilità, onori ed oneri nel rappresentare in prima persona, oltreché l’Ateneo, un dipartimento tanto variegato ed operoso? Certamente non è stata e non sarà una passeggiata. Il Dipartimento non è nato, infatti, come pura duplicazione della Facoltà di Scienze della Formazione che ho avuto l’onore di dirigere per quasi nove anni. Al contrario è nato da un progetto scientifico e didattico abbastanza inusuale per le Università italiane: quello di armonizzare in una struttura unitaria la cultura scientifica assieme quella umanistica. Il nostro è un Dipartimento con un’importante componente tecnologicoscientifica (ha molti docenti di settori informatici, statistici, biologici, psicologici e neuropsichiatrici, etc.) che si integra con le diverse altre componenti di natura umanistica (filosofi, pedagogisti, storici e geografi, sociologi, mediologi, teorici della letteratura e dell’arte, etc.). Questo ci permette di competere ad ampio raggio nel campo della ricerca più avanzata sia di base che applicata. È la filosofia delle scienze cognitive che in altri paesi è diventata ben presto il punto di riferimento delle esperienze più importanti del nuovo secolo. Come si è evoluto, negli anni, l’approccio dei ragazzi alle molteplici opportunità che i Vostri studi propongono? La percentuale di iscritti e di ragazzi che concludono l’intero corso di laurea che numeri fornisce, positivi o negativi? In questo siamo buoni eredi della Facoltà di Scienze della Formazione. Nonostante la flessione generale di iscritti che tutte le Università italiane hanno sofferto negli ultimi anni, anche a causa del drastico calo della popolazione italiana nella leva dei nati dopo gli anni novanta, il nostro trend non accenna a diminuire. Abbiamo due corsi di laurea triennali interclasse (“Scienze della formazione e della comunicazione”, classi L-19 e L-20, “Turismo Culturale e Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo – DAMS”, classi L-3 e L15) e tre corsi di laurea magistrale (di cui due interclasse, “Scienze Cognitive e Teorie della Comunicazione”, classi LM55 e LM-92, e “Turismo e Spettacolo”, classi LM-49 e LM-65, ed una monoclasse di “Scienze pedagogiche”, classe LM-85) tutti abbastanza affollati (circa 800 studenti nelle due sedi

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legali di Messina e Noto. Il Dipartimento offre l’intero ciclo del 3+2 sia che i ragazzi vogliano studiare nel campo della Comunicazione o di Scienze dell’Educazione, sia che vogliano specializzarsi in Turismo o nel DAMS magistrale. Allo stesso modo possono iscriversi, qualsiasi sia stata l’opzione triennale, nel Corso magistrale di Scienze cognitive, quello più innovativo presente solo in altre due Università italiane (Trento e Milano). La struttura interclasse fornisce poi un grande vantaggio a tutti gli studenti che vi si iscrivono, potendo ottenere due lauree con diversa valenza occupazionale, con un semplice anno integrativo (ad es. due lauree triennali in quattro anni o due lauree magistrali in tre anni). Infine è molto alto il saldo degli iscritti ai nostri Corsi di alta formazione: il Master di Scienze cognitive e pedagogiche (a Noto) che è alla sua ottava edizione e che ha superato i 50 iscritti, e quello sull’Autismo (a Messina) giunto alla sua seconda edizione. La percentuale di studenti che conclude i corsi è di circa il 50-55%: cresciuta con gli anni ma che ancora deve molto migliorare. Se potesse, utopisticamente, cambiare in un sol tocco il suo dipartimento, quale sarebbe la prima cosa che vorrebbe vedere migliorata o totalmente modificata? Mi accontento di poco: vorrei strutture logistiche migliori e più ampi, una buona mensa, locali dove collocare i prestigiosi laboratori che abbiamo faticosamente allestito in pochi anni ma che per ora sono accomodati alla meglio e, magari, due bidelli. L’Università di Messina è stata troppo spesso al centro di un fastidioso chiacchiericcio, spesso non ingiustificato, tralasciando elegantemente gli scandali che hanno coinvolto i Suoi colleghi, ci concentriamo sulla scarsa valutazione che la ricerca del nostro Ateneo ha ottenuto, come si propone il Suo dipartimento sotto questo aspetto? Che risultati si sono ottenuti e quali obiettivi Vi ponete per i prossimi anni? I risultati concreti ottenuti nel campo della ricer-

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ca dal Dipartimento CSECS in pochi anni sono buoni ma non mi lasciano ancora pienamente soddisfatto. Un buon piazzamento nella VQR (Valutazione di Qualità della Ricerca) anche se con i settori disposti a macchie di leopardo; forse il più alto numero di giovani ricercatori che hanno raggiunto nel 2013 l’idoneità nell’abilitazione scientifica nazionale (18 in totale, di cui ben 15 a professore associato); l’accreditamento di un Dottorato di ricerca in Scienze cognitive, che è l’unico del genere in Italia; l’uscita di quasi una monografia al mese su case editrici di primaria importanza (Laterza, Il Mulino, Bompiani, etc.) opera di nostri docenti; la fondazione di una rivista scientifica (Reti, Saperi, Linguaggi. Italian Journal of Cognitive Sciences) edita da Il Mulino; un’importante affermazione nell’ambito dei progetti di ricerca, con il primo posto in Italia tra quelli per le nuove start-up; infine una presenza diffusa in molti importanti newtork internazionali culminata nella presidenza del CoDiSco (Coordinamento dei Dottorati di Scienze Cognitive) che ormai ha federato più di 35 Dottorati di ricerca italiani. Per gli standard che mi prefiggo lo ritengo, tuttavia, solo un buon avvio e niente più. Molto dipenderà dai risultati che otterremo nei progetti di ricerca di ampio respiro che ci apprestiamo a varare nel 2014: per es. il progetto AREA (Accoglienza, Ricerca e tecnologie di E-healt per l’Autismo), di recente ufficialmente presentato dal CNR, e il NISC (Laboratorio di Neuroinformatica Sperimentale e Scienze Cognitive) entrambi sviluppati assieme all’IFC-CNR che crede fortemente nella Convenzione stipulata nel 2013 con il nostro Dipartimento. Anche io sono molto felice di questo rapporto scientifico che sta stimolando le migliori risorse umane a misurarsi sul terreno della ricerca applicata. Il problema principale che vedo è dovuto, al tempo stesso, alla migliore dote del nostro Dipartimento: la bassa età media dei suoi docenti. Molti dei nostri idoneati hanno meno

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di quaranta anni ed alcuni persino trenta. Ottimo per il futuro ma per il presente potremmo scontare qualche deficit di esperienza. Tra i tanti argomenti trattati nelle sue opere e monografie ci è balzato all’occhio un termine, comune all’ambito medico: “schizofasia”. Lo vorremmo usare come spunto per chiederle una sua riflessione sull’attuale situazione italiana, sia politica che lavorativa. Crede che ci sia un miscuglio di parole senza un vero significato nelle nostre istituzioni? E come questo comportamento stia azzoppando il futuro dei tanti giovani compresi quelli che da anni vede susseguirsi nel suo dipartimento? È una domanda troppo impegnativa per rispondere in breve. Nel mio libro appena uscito (L’errore di Platone. Biopolitica, linguaggio e diritti civili in tempo di crisi, Il Mulino, Bologna) ho cercato di suggerire il fondamento scientifico delle vere ragioni della crisi che sta attraversando tutto il mondo occidentale, e che vede l’Italia primeggiare al ribasso. Le dico subito che queste ragioni della crisi sono molto più profonde di quello che lei giustamente chiama “quel miscuglio di parole senza un vero significato” che le nostre istituzioni – non solo politiche ma anche intellettuali e giornalistiche – sembrano suggerire. Ci sono ragioni vere che provengono dalle viscere biologiche della storia dell’evoluzione umana: per esempio il problema delle differenze di tassi di riproduzione, quindi la demografia, e quello dei grandi spostamenti di popolazione, quindi i processi migratori. La crisi che attanaglia i nostri giovani non sarà risolubile facilmente e in breve tempo. Le economie emergenti del Sud-est asiatico e dell’America Latina, hanno più che raddoppiato la loro popolazione dagli anni 80 ad oggi: sono quasi sei miliardi. I paesi dell’ex G7 sono, invece, in profonda recessione demografica: meno di 500 milioni. Avendo oggi venti-trenta anni i bambini nati negli anni Ottanta, i paesi delle economie emergenti


dispongono di una formidabile leva di giovani che lavora in maniera incessante producendo un PIL quasi a due cifre, mentre il nostro è sotto zero da molto tempo. In più i loro consumi e il loro debito pubblico sono bassissimi, mentre i nostri sono proibitivamente alti. L’Europa, e l’Italia più di tutti, ha una composizione della popolazione completamente squilibrata sulle classi di età più avanzate: un esercito di anziani e vecchi mantenuto da pochissimi giovani. Con quale faccia possiamo ingannare i nostri pochi giovani dicendo che produrre poco, consumare tantissimo, avere un debito pubblico – quindi un welfare integrale che ci segue dalla culla alla bara – può ancora reggere di fronte a paesi che hanno pochi vecchi, producono come dannati, consumano poco e hanno ancora pochissimi diritti?! Non c’è scampo l’Europa è destinata ad impoverirsi sempre di più e potrà salvarsi solo grazie ad una nuova bio-politica tutta fondata sull’immigrazione organizzata e su una redistribuzione della gioventù. Ecco una parola di coraggiosa verità da dire anche ai giovani del nostro Dipartimento: imparate a studiare tanto, tantissimo, e cercate di costruire una nuova società più florida e onesta assieme ai vostri coetanei che giungeranno in Italia da tutti i paesi più poveri del nostro per aiutarlo a uscir fuori dalla crisi!

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Attualità

Artisti e Sindaco insieme per ricostruire un reparto del Policlinico

"Un sorriso può cambiare il mondo" Talenti messinesi insieme con Accorinti daranno vita al videoclip con l'obiettivo di raccogliere fondi per bambini terminali

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li artisti Umberto e Daniele Vita, insieme con il collettivononguardarlo, comunicano l’avvio del progetto “Un sorriso può cambiare il mondo”.

Il progetto prevede la collaborazione di tanti artisti e non, tutti messinesi, che si metteranno in gioco per quello che sarà un videoclip a sfondo solidale, con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione di un reparto del Policlinico di Messina per bambini malati terminali. Un progetto particolarmente apprezzato dal sindaco Renato Accorinti, che prenderà parte alla riprese perché fiducioso nella nuova generazione di talenti "made in Messina", città che in

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questi ultimi tempi sta dimostrando di avere maestranze e professionalità da valorizzare. A sostegno dell'iniziativa è già stato aperto un conto corrente bancario. L'originale iniziativa nasce da un'idea dei fratelli gemelli Umberto e Daniele Vita, attualmente impegnati nella conduzione di Campus Italia, programma in onda su Rai Scuola, e che nel filmato interpreteranno i cantanti. Le riprese saranno curate da Danilo Currò, giovane regista messinese messosi in luce grazie a nonguardarlo, a cui è stata affidata l’intera realizzazione del videoclip. Toccherà a Steve Flamini dunque, occuparsi della postproduzione e delle fasi di montaggio del video, che sarà girato prettamente a Villa Dante e Piazza Cairoli. Il testo è stato scritto appositamente da Lorena Brancucci, famosa paroliera e doppiatrice Disney; mentre fra gli altri professionisti coinvolti spiccano Marco Mondì (musica), Giovanni Di Dio (chitarra), Giuseppe Guerrera (tastiera) e Davide Alleruzzo (arrangiamento e mixaggio), Amitt Kelvin Darimdur (fonico), Ivan Nava e Giuseppe Messina (fotografi di scena), Ambra Cosio (backstage), Mary Formica (segretaria di edizione), Santina Laganà e Luciana Oliva (truccatrici), Giuliana Di Dio (assistente di scena), Enrico Bellinghieri (operatore) e la BN Service (service luci). Fondamentale anche l'apporto dell'agenzia Karamella, e in particolare nella persona di Antonio Grasso. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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“Palazzogiustizia Satellite”

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’Associazione MessInOpera invita l’amministrazione comunale a non perdere altro tempo nella realizzazione del “Palagiustizia Satellite”, di cui si discetta da circa trent’anni. Se non si trova una soluzione immediata, vi è la reale possibilità di non ottenere anche il residuo stanziamento ministeriale. La soluzione della “Casa dello Studente” è, a nostro avviso, per la sua vicinanza a Palazzo Piacentini, la più idonea - dopo il progetto Belgiojoso/Marino - a soddisfare, almeno nel breve periodo, le esigenze degli operatori del diritto e dei cittadini. Meraviglia alquanto leggere che proprio i rappresentanti di “Cambiamo Messina dal Basso” sono contrari a tale soluzione, individuando aree che, per la loro ubicazione, sarebbero fonte di enormi disagi per l’intera collettività. Diciamo a tali rappresentanti che, così facendo, del “Palagiustizia Satellite” si discuterà ancora per altri trent’anni, o meglio fino a quando lo stanziamento ministeriale non sarà stato definitivamente revocato. Oltretutto, il mantenimento dello “status quo” costringerà i cittadini a continuare a sopportare il gravoso onere dei canoni locativi che il Comune paga per i locali a servizio dell’attività giudiziaria. E’ doveroso, pertanto, che questa Amministrazione, la quale ha sempre proclamato di essere vicina ai cittadini, prenda una decisione immediata, anche per allontanare il dubbio che vi possano essere altri interessi che ostacolano la soluzione del problema.

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Hotel Riviera Si alla nuova casa dello studente ma non si perda altro tempo!

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foto Peppe Saya

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n qualità di rappresentante degli studenti in seno al senato accademico dell'Università di Messina mi sento in dovere di rappresentare e comunicare le tante istanze che quotidianamente mi giungono dai colleghi fuori sede, pertanto ritengo opportuno, come più volte sottolineato anche dal Magnifco Rettore, Prof. Pietro Navarra, la collocazione della casa dello studente in una sede più adeguata in virtù dell'attuale ubicazione dei nuovi Dipartimenti (Ex Facoltà), tale location ritengo possa essere individuata nello storico Hotel Riviera ubicato in Viale della Libertà, purchè come più volte sottolinetao dai vertici dell'Ateneo non si vada incontro ad una contrazione di posti letto per gli studenti. Ricordando a tutte le istituzioni che sono quasi 8 anni che l'attuale casa dello studente è chiusa, il mio auspicio, unito a quello dell'ex senatore accademico, oggi consigliere comunale, Fabrizio Sottile, è di trovare nel più breve tempo possibile una soluzione concretamente realizzabile, su questa strada ritengo si sia espresso, qualche giorno addietro, con una linea di indirizzo il Consiglio Comunale di Messina con l'approvazione a maggioranza di un ordine del giorno.

Fabrizio Sottile

Federico D'Amico

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Verso la Città Metropolitana dello Stretto Le riflessioni della CISL

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l territorio di Messina e la sua provincia vivono una condizione di disagio, di arretratezza che ha portato alla marginalizzazione ed emarginazione dal resto del Paese. Una condizione che ha compromesso, compromette e, continuando così, comprometterà il futuro produttivo dell’intera area. Riteniamo sia fondamentale attuare una serie di interventi e azioni che possano invertire immediatamente la tendenza e siano uno strumento per non rendere l’intero territorio un’area di sottosviluppo. A tal fine, la costituzione di Messina come Città Metropolitana, rappresenta una opportunità irrinunciabile per invertire la rotta e per creare sviluppo e occupazione. La necessità di realizzare la città metropolitana dello Stretto, come sottolineato dai prof. Michele Limosani e Josè Gambino, non è un salto nel buio ma una necessità inderogabile per colmare un gravissimo ritardo accumulato nell’affrontare la programmazione e la progettazione del futuro dell’area e inserirsi nei piani territoriali di nuova generazione i quali costituiscono oggetto di attenzione privilegiata da parte dell’Unione Europea. La città metropolitana dello Stretto non deve coinvolgere solo la città di Messina, ma deve essere estesa a un numero adeguato di Comuni che devono mantenere la loro vitalità istituzionale e operativa. Pensiamo ad esempio ai 51 comuni dell’ “area metropolitana di Messina”, prevista dalla legge regionale siciliana n. 9/86. L’Unione Europea, infatti, premierà in futuro quei sistemi locali a dimensione metropolitana con risorse sempre più consistenti. La Città metropolitana, quindi, si presenterebbe come un sistema a rete con gruppi produttivi diffusi su tutto il territorio e con un polo urbano,

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Messina, chiamata a svolgere non soltanto un ruolo di tipo amministrativo (giustizia, ordine pubblico, prefettura), ma soprattutto a divenire un centro strategico di elaborazione e di offerta di servizi avanzati, un centro di incubazione e di creazione di nuove imprese e di supporto alla ricerca e all’adozione di nuove tecnologie per quelle già esistenti, un nodo cruciale nei sistemi di trasporto e di comunicazioni e nella portualità, gateway per le relazioni a scala interregionale e per l’accesso ai vari distretti. Costituita la Città Metropolitana di Messina siamo convinti occorra unire – con un grande abbraccio - le città metropolitane di Messina e Reggio Calabria. Riteniamo, infatti, non sia più il tempo di pensare a “città isola” ma occorre lavorare sulle “città-rete”, come ampiamente hanno compreso già le città più avanzate del continente europeo, soprattutto quelle afferenti “Stretti di mare”. Il punto di partenza può essere la previsione dell’integrazione del sistema trasporti nello stretto. Un sistema che le specificità geografiche impongono sia pubblico, che si configuri come polo d’eccellenza intermodale dei trasporti rendendo le infrastrutture di comunicazione – viarie, ferroviarie, marittime e aeree – complementari tra loro e che risponda alla domanda di mobilità di un bacino d’utenza di oltre 500mila abitanti. Per fare ciò riteniamo che gli organi istituzionali del Comune di Messina, la Giunta e il Consiglio comunale, si esprimano positivamente su questo percorso e approvino con una delibera d’indirizzo e di condivisione la proposta avanzanzata anche con il coinvolgimento dei deputati nazionali e regionali Sollecitando che venga modificato e integrato, attraverso la presentazione di emendamenti,


la legge regionale n. 9/86 sulle città metropolitane. Per questo chiediamo un impegno formale alla deputazione regionale per la celere approvazione del documento di costituzione della città metropolitana dello stretto, che comprenda la città di Messina e i 51 comuni interessati. Chiediamo, altresi, impegno formale alle deputazioni regionali e nazionali di Messina e della Calabria per la costituzione dell’Area Metropolitana dello Stretto, che costituisce la chiave di volta per il futuro sviluppo del nostro territorio, riaffermando così il ruolo che Messina e Reggio Calabria meritano di avere nel panorama regionale, nazionale, europeo. Chiediamo pertanto alle istituzioni che si adoperino per convocare a Messina gli stati generali dell’Area Metropolitana dello Stretto così da porre, come è avvenuto per altri ben più importanti e significativi processi di integrazione, la prima pietra nella costruzione di questo ambizioso ma realizzabile ed esaltante progetto di coesione politica e territoriale. Chiediamo, infine, che si assumano tutte le iniziative politiche e di mobilitazione necessarie per contrastare il disegno in atto di ridisegno delle Autorità portuali che vede la cancellazione della struttura di Messina. Il mantenimento dell’Autorità Portuale di Messina, con competenze allargate e con pari dignità delle città dello stretto, rappresenta una soluzione geograficamente, economicamente e tecnicamente sensata per la gestione dei traffici trasportisti e di governo di sistema dei piani di realizzazione di un grande programma di infrastrutturazione per la captazione dei flussi mercantili mediterranei, che sia apripista dell’area integrata dello stretto o indipendente dalla auspicata realizzazione di essa.

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Verso la Città Metropolitana dello Stretto Le analisi della CGIL

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a Cgil di Messina che attraverso la presenza del suo segretario generale Lillo Oceano, ha partecipato al Consiglio comunale dedicato al progetto di Messina città metropolitana, presenta oggi una propria proposta a sostegno del progetto con alcune idee di fondo poste a rilanciare lo sviluppo, l’occupazione, il futuro dell’intero comprensorio. La Cgil Messina ricorda infatti che già da anni, e prima che la stessa città di Reggio venisse eletta a città metropolitana, in sinergia con la Cgil di Reggio Calabria aveva sostenuto la creazione di un’Area integrata dello Stretto. “ Su quell’idea – spiega Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina-, abbiamo ritenuto dovesse e potesse costruirsi il protagonismo e un rinnovato ruolo per un’area strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno e dell’intero Paese, con una funzione di cerniera tra Europa e Africa, Europa e Medio Oriente, centro geo politico, multiculturale, logistico del Mediterraneo. Un progetto per la realizzazione di una conurbazione di un area vasta con identiche vocazioni, risorse condivise o complementari”. Per la Cgil quindi quella che si presenta oggi è un’opportunità irrinunciabile che va sfruttata coinvolgendo sin dalla progettazione tutte le comunità potenzialmente coinvolte, i 51 comuni individuati dalla legge 9/86 e anche l’area di Reggio Calabria, zone con vocazioni e anche problemi simili che insieme possono trasformarsi in risorse dal momento che “l’Europa ha modificato il proprio approccio in materia di fondi e finanziamenti, privilegiando una attenzione nei confronti dei sistemi metropolitani, dei grandi aggregati urbani e di area vasta” osserva Oceano che sottolinea il vantaggio offerto alle città metropolitane dalla interlocuzione diretta con l’Unione europea,

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non sottovalutando il fatto che, visti i conti pubblici, la parte preponderante delle risorse per investimenti, e quindi per la realizzazione di infrastrutture, verrà solo dall’Europa”. Per la Cgil di Messina i punti nodali cui guardare per il rilancio dell’economia e dell’occupazione poi devono essere legati alle potenzialità oggi poco sfruttate dell’area dello Stretto: “Energie rinnovabili, risorse naturali, fonte alimentare, manifattura, turismo, salvaguardia dell’ambiente: dal rapporto col mare passa necessariamente un parte rilevante del nostro futuro. Il turismo deve essere pensato come filiera, un sistema organizzato. Le presenze turistiche dell’intera Sicilia- sottolinea il segretario generale della Cgil Messin-, sono


insignificanti se le paragoniamo, ad esempio a quelle delle Baleari, 4 milioni contro 42. Nonostante la ricchezza di bellezze naturali, patrimonio archeologico, architettonico, culturale. Allo stesso modo è strategico ragionare di mobilità, trasporto merci e passeggeri, trasporto nazionale e trasporto locale in maniera trasversale ad ogni attività economica e umana, realizzando quella implementazione, nella infrastrutturazione trasportistica capace di dotare adeguatamente questa parte di Mezzogiorno e ridurre eclatanti differenze esistenti tra territori italiani e europei”, spiega Oceano che individua uno snodo strategico: la creazione di un’Autorità portuale dello Stretto, da contrapporre al’ipotesi di accorpamento dell’autorità portuale di Messina con quel Palermo oggi allo studio del ministero, che assuma competenze sulle aree portuali di Messina, Milazzo, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Gioia Tauro, garantendo che, tra i Distretti della logistica, Messina, Reggio Calabria e lo Stretto abbiano adeguata considerazione. Oceano torna poi a sottolineare l’importanza che questo progetto ambizioso ma capace di rappresentare una vera svolta per l’area dello Stretto, non venga calato dall’alto, imposto alle altre comunità ma venga condiviso, ne vangano spiegate le potenzialità e le prospettive di attrazione di risorse per tutti i comuni coinvolti. Anche in quest’ottica, la Cgil di Messina che ha per altro già abbracciato la proposta dei professori Gambino e Limosani, lancia la proposta di una “Conferenza Metropolitana dell’Area dello Stretto” cui far partecipare tutti i soggetti Istituzionali, le rappresentanze sociali e professionali, le rappresentanze delle comunità locali. “Sì alla Città Metropolitana – conclude Oceano- ma servono contenuti e condivisione, partecipazione e idee. Seguire altre strade rischia di consegnarci un altro fallimento” .

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dietro le quinte di Francesco Certo

Nei secoli (in)fedele

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ome sia morta Provvidenza Grassi è ancora un mistero. Tra la gente il sentimento è confuso; c’è chi vorrebbe si sia trattato solo di un incidente, forse perché l’idea di un altro mostro non piace; c’è chi invece spera nel mostro, perché quando muore una ragazza innocente sfogare la nostra rabbia verso qualcuno e non verso il destino, ci fa sentire più leggeri. Questo, però, adesso poco importa, le indagini stabiliranno, si spera, come sono andati i fatti e come Provvidenza ci ha lasciato. La rabbia, intanto, è pronta ad incanalarsi e dar sfogo comunque. Ieri sera, durante la trasmissione RAI, “Chi l’ha visto?”, abbiamo ascoltato una registrazione, con protagonisti due carabinieri in servizio nella nostra città, che, senza vergogna, parlavano del caso Grassi con leggerezza e volgarità, una volgarità che non si regala neanche a chi meriterebbe un reale disprezzo. “Puttana”, lei, “rompicoglioni”, il padre. Così venivano apostrofati, colpevoli di disturbare i loro pomeriggi domenicali. “Allontanamento volontario”, così veniva messa a tacere una famiglia angosciata. Questo il rispetto delle forze dell’ordine verso un padre disperato? Questo il rispetto verso una ragazza scomparsa? Se di incidente si sarà trattato, i carabinieri, purtroppo, non avrebbero potuto far nulla per evitarlo, ma quelle parole, quei toni, quell’atteggiamento lasciano sgomenti e fanno pensare, a tutti, che i tanti mesi trascorsi senza notizie su Provvidenza siano il risultato di un lavoro superficiale, rozzo e volgare.

Guerra d’opinione

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er definizione, un’opinione non è più che un’idea individuale, personale non soggetta ad una visione obiettiva, rimane tale finché non diventa popolare, condivisa o accettata. In quel caso diventa altro, qualcosa di meno interessante e, paradossalmente, ampio. Perché l’opinione pubblica è greve e rozza, meno raffinata e troppo comune. Le opinioni sul “Pinelli” sono difficilmente catalogabili. Individuali o pubbliche? Nessuna delle due diciamo noi, perché non sono opinioni, sono indottrinamenti. Inutile nascondersi, la cittadinanza, quella media, quella che si terrorizza per un’isola pedonale, non sa neanche dov’è o cos’è il “Pinelli”. Non conosce spirito o anima, non sa da chi e perché viene combattuta una lotta di divulgazione delle arti, non ne capisce il fine ultimo. E’ più facile banalizzare e stereotipare, andando dietro alle sciocchezze scritte e urlate da questo o quel benpensante. Più facile credere sia l’ennesimo covo di drogatelli anarchici perdigiorno ed altre cazzate simili. Spaventa conoscere e far conoscere. Capire, forse, è troppo complicato per chi fa fatica a leggere, persino, le istruzioni dell’amato telecomando. E chi finge comprensione ed appoggio, per poi scappare al primo richiamo, non dia lezioni di stile.

Nel salotto buono

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uando il messinese vuole vantarsi della sua terra ha sempre un asso nella manica, pronto ad essere giocato in maniera spiazzante e, sicuramente, vincente, Taormina. Si, perché la perla dello Jonio, che banale definizione, è la mossa che non manca mai nell’infinita guerra tra popoli su chi abbia le spiagge più belle o il cibo più buono. Ma un momento, Taormina ha qualcosa che non va, proprio qualcosa di problematico ed irrisolvibile. Perché la cittadina non è altro che un’enorme, infinita, trafficata e ricca, isola pedonale! Si lo so, siete sconvolti, un luogo dove non si può parcheggiare in ottava fila per prendersi un caffè. Roba da matti. Però, c’è un però, i messinesi li ci vanno, ci passeggiano, si fanno dissanguare dai parcheggi multipiano, non dicono una parola e se ne vantano con gli amici del nord. Perché mai? Perché quello è il nostro salotto buono, è lì dove, banalmente, portiamo il parente forestiero o la ragazza su cui far colpo. Ma nelle case di salotto ce ne sta solo uno, e lo si tiene ordinato. In cucina invece, dove si passa gran parte della giornata, caos, spazzatura, urla ed anarchia, tanta, troppa, anarchia.

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Coordinatore Perna sfiduciato scoordinato

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arte dal Consiglio della Quarta Circoscrizione la richiesta di revoca della delega alle Politiche Culturali per l’assessore Tonino Perna. Motivo del contendere la gestione poco chiara dell’organizzazione del cartellone “Natale nei quartieri”. L’evento, già poco gradito ai consigli circoscrizionali, ha lasciato parecchi dubbi sul piano economico e le risposte arrivate dall’amministrazione non soddisfano per nulla le svariate domande poste fin qui. Poca trasparenza nell’assegnazione e nelle spese che hanno portato l’associazione “Tredici Venti” ha organizzare gli eventi durante le festività natalizie. Spese non concordate, ed ha esclusiva decisione dell’amministrazione, cosa, questa, che non è stata fatta passare in cavalleria dalla IV circoscrizione, che ora, denunciando una scarsa comunicazione dell’amministrazione comunale, chiede se non sia il caso di revocare all’assessore Perna la delega. Ribadisce come vada stigmatizzato fortemente il comportamento tenuto, poco responsabile ed oscuro nella gestione dell’assegnazione e della spesa pubblica, soprattutto in un periodo in cui le casse comunali non brillino per opulenza. Problemi di chiarezza, niente di più, si cerca di comprendere perché non arrivino risposte definitive su una spesa, creduta evitabile, dato lo sbandierare di eventi a costo zero da parte dell’amministrazione in sede di concertazione con i vari Consigli di Circoscrizione.

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n gruppo di lavoro a capo del PD messinese, sotto la spinta e la partecipazione del segretario provinciale, Basilio Ridolfo, è nato un comitato formato dai capigruppo democratici in Consiglio Comunale e dai presidenti di quartiere che fanno riferimento al Partito Democratico, tutti coordinati dal candidato sindaco, Felice Calabrò. L’esigenza nasce dal bisogno di trovare una guida al PD messinese, da mesi alla deriva e senza una vera rotta da seguire, lacerato da battaglie interne, soprattutto oggi, con Renzi nuovo leader nazionale. E’ sono proprio i “renziani” i più scettici che questo sistema possa funzionare e portare tranquillità ai democratici messinesi, il compito del coordinatore non sarà quindi facile o facilitato, i giochi di potere e le rivalse sono all’ordine del giorno all’interno del partito, ne sono l’anima. Innegabili i dissapori che il PD si porta dietro ormai da mesi, il malcelato dissenso di questi giorni sarà, forse, cancellato al momento dell’elezione del segretario cittadino, fino a quel giorno, per Calabrò il lavoro sembra arduo.

Renatino burattino

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uesto è il refrain, un po’ deboluccio, che viene rilanciato ogni qualvolta si vuole attaccare frontalmente il sindaco Renato Accorinti. Pensiero diffuso sin dal momento dell’elezione, col prof. Signorino ritenuto vero sindaco della città. All’idea di un “Accorinti simbolo” mai decisore reale si è unito Calogero Ferlisi, che all’indomani dello scontro sull’ordinanza contro i tir, si era rivolto al “vecchio amico” come ad un burattino manovrato da mani più potenti e sapienti. Ultimo a gettare ombre sul libero arbitrio del primo cittadino, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Francesco Celona, che ha accusato, con forza, il sindaco di essere probabile vittima di un potere più forte di lui nella scelta del plesso che dovrà ospitare il palazzo di giustizia satellite. La casa dello studente, dapprima designata come nuova sede, adesso non convince del tutto l’amministrazione che, come ribadito dal sindaco stesso, vuol valutare tutte le alternative prima di una decisione finale. Titubanze che non sono piaciute a Celona, che non si è lasciato scappare l’opportunità di unirsi ad un coro, sfiatato e banale. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo

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Gennaio 2014

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Lungomare di Gliaca I componenti del neo gruppo consiliare “Semplicemente Piraino”, esprimono soddisfazione per il finanziamento di € 991.838,66 ottenuto dal Comune di Piraino nell´ambito del cosiddetto Programma “6000 Campanili” (L.69/2013), inerente i lavori di riqualificazione dell´area demaniale in prossimità della spiaggia di Gliaca.

Area Metropolitana dello Stretto È stato indetto un incontro dalla presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, cui hanno partecipato una delegazione di consiglieri comunali ed i docenti dell´Università di Messina. L´Area è finalizzata a porre il territorio delle province di Messina e Reggio Calabria.

Il criminologo Picozzi nel film di Arimatea Il Centro Artistico del Mediterraneo, aggiunge il nome del noto psichiatra e criminologo Massimo Picozzi nel cast di “Ballando il Silenzio”, film del regista messinese Salvatore Arimatea, girato fra Messina, Montagnareale e Terme Vigliatore e prodotto dal CAM.

“Orientagiovani” a Milazzo Oltre 3500 presenze per l’8° edizione di “Orientagiovani”, l’ormai tradizionale appuntamento orientativo svoltosi negli ampi spazi dell’ITT “Ettore Majorana” di Milazzo, su iniziativa del dirigente scolastico, Stello Vadalà, in collaborazione con il Comune di Milazzo, Raffineria, Edipower e diverse aziende del comprensorio.

VIII Congresso nazionale dell’ANMIL Il 13-14-15 marzo l’ANMIL, vedrà coinvolti oltre 500 invalidi del lavoro da tutta Italia per l’VIII Congresso nazionale, che si svolge ogni cinque anni per il rinnovo di tutte le cariche associative.

“Mano con Mano - l´Artista e il Suo Pubblico” E´ stato illustrato al Teatro Vittorio Emanuele, il progetto teatrale “Mano con Mano - l´Artista e il Suo Pubblico”, proposto dall´associazione culturale D´aRteventi. Il progetto mira ad avvicinare e far appassionare le nuove generazioni al teatro.

Proposta per far ripartire la Metroferrovia L´Orsa invia all´amministrazione comunale uno studio di fattibilità´ che consentirebbe l´attivazione di sette corse ferroviarie A/R tra Giampilieri e Messina con partenze nelle fasce orarie di maggiore frequentazione e con un biglietto integrato, a tempo o giornaliero, che consente anche l´uso illimitato dei mezzi Atm al costo di 2 e 3 euro.


III CIRCOSCRIZIONE

Aiuole dimenticate a Provinciale

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e due aiuole spartitraffico a Provinciale presso il rifornimento di benzina, rimangono nel dimenticatoio nonostante la segnalazione di alcuni giorni fa inoltrata dal consigliere Mario Barresi. L’ultima pulizia delle aiuole in questione risale a Luglio del 2013 (7 mesi fa). Pulizia peraltro eseguita dal sottoscritto con l’aiuto di alcuni colleghi consiglieri della 3^Circoscrizione e del Presidente. In 7 mesi quindi non si è visto nessuno a pulire le due aiuole, prova ne è la selva che è cresciuta e la spazzatura che abbonda ogni giorno che passa. Oltre ad abbellire finestre e balconi, forse, prima si dovrebbero curare le parti comuni a tutta la città e forse è compito di qualsiasi amministrazione garantire l’ordinario. In questa città, dove il decentramento rimane una chimera, è davvero assurdo inoltrare segnalazioni per compiti di pulizia quotidiani. E inoltre dopo averle inoltrate dover aspettare settimane intere. Le circoscrizioni sono organi legittimati dalla volontà popolare alla pari del Consiglio Comunale ma mortificati perché spogliati di dignità istituzionale. A questo punto, come ribadito alcuni mesi fa, se non si è in grado o non vi è la volontà di attuare un vero decentramento almeno per piccoli servizi tanto, vale eliminarle e far risparmiare le casse del Comune.

IV CIRCOSCRIZIONE

Ripristino della sterilizzazione di gatti e cani randagi

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consiglieri della IV circoscrizione Caruso, Coletta, Guanta, Giannetto, Lauro, Lombardo, Mancuso, Smedile e Travisano chiedono il ripristino della sterilizzazione di gatti e cani randagi. All'indomani dell'ordinanza di sgombero dei locali del rifugio di Via Don Blasco, con la Delibera n°1-2014 il Consiglio della IV Circoscrizione aveva richiesto all'amministrazione, tra le altre proposte, di “Realizzare un programma di sterilizzazione di concerto con l’Asp in merito alle colonie feline presenti nel territorio e le migliaia di randagi da sterilizzare, rendendo pubblico con cadenza mensile, il numero degli animali sterilizzati e la loro ubicazione ed applicando la normativa che punisce maltrattamenti e reati commessi contro di loro, anche per mezzo di idonea ordinanza”. Ed invece dal 20 gennaio, ASP5 ha sospeso la sterilizzazione di gatti e cani randagi! Tutto questo, sembrerebbe, a causa dei locali che non sarebbero a norma e, soprattutto, senza alcun preavviso pubblico o comunicazione scritta alla principale autorità sanitaria che è il Sindaco, all’ass.re all’Ambiente Prof.Ialacqua ed agli operatori volontari che giornalmente concordano le sterilizzazioni con l’Asp. A tal proposito si rammenta che la legge regionale 15/2000, impone alle ASP ldella IV circoscrizione che vivono in libertà, al fine di prevenire l’incremento del randagismo, pertanto il perentorio provvedimento di sospensione del presidio veterinario presso l’ambulatorio di Viale Giostra è un atto gravissimo.

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città a cura di Marilena Faranda

Osservatorio interistituzionale

Fronte comune Antimafia

PD

Scelte più democratiche

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n un confronto informale tra iscritti, simpatizzanti ed eletti del PD con il segretario provinciale Basilio Ridolfo si è individuato un gruppo di lavoro con il compito di guidare il Partito al congresso cittadino. Il gruppo sarà composto dal segretario provinciale, dai capigruppo democratici in consiglio comunale e dai presidenti circoscrizionali e coordinato dall'avv. F e l i c e Calabrò. Il congresso cittadino del partito democratico deve essere momento di confronto e dibattito su tutte le problematiche della città, secondo gli esponenti dei Progressisti democratici Zuccarello e Barbalace. Deve essere l'occasione per far rilanciare l'attività del PD messinese che a nostro avviso non può ripartire con scelte calate dall'alto, ma solo e soltanto da un Vero congresso degli iscritti dove tutti si riconoscono. Oggi ragioni di opportunità ci portano a chiedere a Ridolfo di prendere in mano il coordinamento di questo gruppo di lavoro per la città rivedendone la forma, che deve essere necessariamente più inclusiva ed aperta.

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i è svolta, nella sala Falcone Borsellino di palazzo Zanca, una riunione finalizzata alla costituzione dell'Osservatorio Comunale Interistituzionale Antimafia, cui hanno partecipato tra gli altri il sindaco, Renato Accorinti; l'Assessore al commercio, Patrizia Panarello; la Presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile; la Presidente della III Commissione consiliare, Nora Scuderi; il Commissario straordinario della Provincia regionale, Filippo Romano; i Segretari generali di Messina della Cisl, Tonino Genovese, e della Cgil, Lillo Oceano; rappresentanti del Corpo della Polizia municipale, dell'Università degli Studi di Messina, di Confindustria, C o n f e s e r c e n t i , Confartigianato e di Addiopizzo. Introduce il Sindaco Accorinti: Dobbiamo fare fronte comune tutti, perché certi soggetti non posso-

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no arricchirsi a discapito di altri. L'Osservatorio deve avere questo obiettivo, spiega l’Assessore Patrizia Panarello: In campagna elettorale Accorinti aveva messo molti punti ed ora si sta impegnando per realizzarli, fra questi l'Osservatorio comunale antimafia che si sta costituendo. Attraverso l’Osservatorio, continua l’assessore, con un percorso condiviso, ci impegneremo in maniera costante e faremo un'analisi dei beni e all'interno del progetto che si chiamerà Asse di assistenza sociale, realizzerà dei centri sociali. Il Comune si pone come interlocutore per l'individuazione di un percorso comune di sostegno alle imprese. La presidente Barrile ha illustrato una bozza di regolamento che il Consiglio dovrebbe approvare, previo confronto con chi ha partecipato oggi alla riunione.


PD

Area Metropolitana

Incontro - dibattito dei riformisti

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a Destra a Sinistra l’imperativo categorico è ripartire dalla base, puntando sui circoli. In quasi tutti i congressi politici a livello nazionale e locale, dopo il trionfo del M5S di Grillo e la vittoria dell’”Uomo qualunque”(Renato Accorinti) a Messina, i partiti si interrogano e lo ha fatto anche il PD, in particolare i riformisti messinesi, in un incontrodibattito con il segretario provinciale del PD, Ridolfo, a Santa Maria Alemanna, su cosa hanno sbagliato. Tutti concordi gli intervenuti: Il nostro partito fino a giugno è stato un partito patronale e la gente e gli stessi esponenti dei circoli si sono stancati di

accettare questo tipo di conduzione del partito, come si è evinto dai risultati elettorali. E’ stato proposto un candidato palese espressione del padrone e la gente l’ha rifiutato. Ridolfo dimostri di essere affrancato dal potere, continuano gli esponenti del partito, e cercheremo, nel nostro piccolo, di sostenerlo.

Forza Italia

a Presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, ha convocato un consiglio aperto, per discutere dell´Area Metropolitana dello Stretto di Messina. La presidente ha introdotto la seduta leggendo la lettera aperta, corredata da una relazione, redatta dai professori del nostro ateneo: Josè Gambino e Michele Limosani. Ha poi passato la parola agli stessi docenti, perché potessero ribadire le motivazioni della loro posizione.

SEUS 118

Le rimostranze dei lavoratori

Presentazione del Gruppo

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' stato ufficializzata la nascita del Gruppo Forza Italia alla presenza del Segretario regionale, senatore Enzo Gibiino. L'incontro si è aperto con i saluti dei rappresentanti dei circoli messinesi. Poi i Consiglieri comunali Parisi, Crifò , il capogruppo Trischitta e Sottile, spiegano le ragioni della loro adesione a Forza Italia. Il Senatore Gibiino ha concluso: Messina è una città bellissima che ha potenzialità inespresse La nostra base vent'anni fa erano i Club, i cit-

Consiglio Aperto

S tadini che volevano riappropriarsi del proprio territorio, abbiamo voluto ripartire da li. Voglio vedere, idee, entusiasmo, legalità, non vogliamo più vivere in una Sicilia di assistenzialismo. Noi vogliamo fare dei progetti, fattibili, credibili, sostenibili.

i è tenuto presso la sala commissioni del Comune di Messina un incontro tra i lavoratori SEUS 118 di Messina e Provincia. Durante l’incontro si sono susseguiti gli interventi dei lavoratori e sono state ascoltate le varie rimostranze riguardanti i problemi afferenti diverse categorie.

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provincia Messina di Marilena Faranda

Trasporto studenti disabili

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seguito di un incontro tenutosi a Palazzo dei Leoni lo scorso 14 gennaio sullo scottante tema del trasporto e assistenza degli studenti disabili degli Istituti Superiori della provincia di Messina, su sollecitazione dei sindacati, il Commissario Filippo Romano ha convocato un tavolo tecnico. All’incontro sono stati invitati tutti i soggetti coinvolti nella problematica: sindacati, famiglie degli studenti, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Dirigenti degli Istituti Superiori e le cooperative affidatarie del servizio, Genesi e Consorzio Progetto Vita, per il monitoraggio e la proposta di soluzioni migliorative, per un ottimale organizzazione del servizio , volta a garantire appieno agli studenti portatori di handicap il diritto allo studio e all’inclusione sociale. Tale tavolo tecnico, così come previsto dal Commissario della Provincia, deve essere composto da quattro rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali e da quattro rappresentanti dei genitori degli utenti del servizio e le riunioni dovrebbero essere con cadenza bimestrale. Ma dietro le parole, i fatti….Il primo incontro di questo tavolo tecnico, non si può dire che sia stato “uno scambio di affettuosità”, soprattutto fra il Commissario Romano, i Sindacati e le famiglie degli studenti, il trasporto e l’assistenza degli studenti disabili a Messina è una realtà molto critica. Romano, dal canto suo, non ha fatto altro che elogiare quanto fatto finora, un “miracolo” l’aver ripristinato il trasporto degli studenti con la critica situazione finanziaria della Provincia. A chi gli obietta che necessita un ampliamento di spesa, risponde che tutt’ al più si può pensare ad una rimodulazione del servizio, in quanto siamo in tempi di crisi.

Vanno giù duro i Sindacati , con in testa Clara Crocè della FP Cgil. Denunciano che l’attuale bando, con cui è stato ripristinato il servizio ha durata di 49 giornate scolastiche, ha diviso il servizio in 5 lotti territoriali e la retribuzione è pari a 6,99 euro , cifra al di sotto del contratto nazionale. Da aggiungere a ciò la riduzione dell’orario di lavoro di molti dipendenti, altri hanno ricevuto il preavviso di licenziamento e altri ancora non sono stati richiamati in servizio. Questa situazione a dir poco devastante ha avuto gravissime conseguenze nell’erogazione del servizio e quindi a farne le spese gli studenti disabili e le loro famiglie, come lamentato dai genitori presenti. La Crocè si chiede come difronte agli sprechi che ci sono stati alla Provincia e alla Regione, non si decida di tagliare i costi inutili per garantire i servizi alle fasce deboli, anziché farli lottare fino allo stremo per i diritti costituzionalmente garantiti. Viste le gravi criticità di questa vicenda si è deciso di riaggiornarsi tra 15 giorni, per discutere cosa è ancora da chiarire. Le 49 giornate previste dal bando per la durata del servizio di trasporto stanno per scadere, ci si chiede dunque, se abbia senso a questo punto proporre dei correttivi o sia più utile pensare a cosa accadrà dopo la scadenza per evitare la dannosissima vacatio, perché “presi alla sprovvista”. Si utilizzeranno questi giorni che precedono il secondo incontro del tavolo tecnico a Palazzo dei Leoni per fare un ‘analisi oculata sugli orari di lavoro, elenchi del personale, mansioni, ecc.., per elaborare una soluzione concreta e si spera definitiva che dia la giusta dignità agli studenti disabili.

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“ELEGANTEMENTE KALÒS”

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arà inaugurata presso la GADAM (Galleria d’Arte Antonino Meli, in via Aluntina) domenica 2 febbraio alle ore 17:30, la mostra d’arte di Miriam Carini, dal titolo “Elegantemente Kalòs”. Dopo le prime due collettive, la Gadam inaugura quindi la prima mostra personale d’arte contemporanea, con le opere di una giovane ed emergente artista siciliana. La Galleria d’arte Antonino Meli è, infatti, anche un luogo d’incontro, in cui si dà voce e si promuove la creatività dei giovani talenti, che molto spesso hanno difficoltà a trovare uno spazio in cui esprimere il loro libero pensiero. La personale di Miriam Carini, curata dal professor Giuseppe Greco e che sarà possibile visitare fino al 22 febbraio 2014, è divisa in quattro sezioni espositive: pittura figurativa, ritrattistica, fotografia e paesaggi, con opere che, come si evince dal titolo della mostra, hanno tutte alla base i concetti di eleganza e di bellezza, che caratterizzano, fin nel profondo, il modo di concepire l’arte della giovane pittrice e fotografa santagatese. “Elegantemente Kalòs – ha dichiarato Mirian Carini – mi rappresenta, esprimendo la mia personalità e il mio stile in ogni opera sia fotografia sia pittorica”. Come racconta la

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Carini, la sua mostra personale nei locali della Gadam sarà “un evento che non sarà la fine, ma l’inizio del mio percorso artistico, pronto a mostrarsi ai visitatori in tutte le sue sfaccettature, mantenendo però il filone della bellezza e dell’eleganza sia sul tema della natura, della ritrattistica e della filosofia”. L’opera più importante della personale è un’installazione dal titolo “La mela della discordia”, che propone, attualizzandolo, il celebre mito di Paride, costretto a scegliere chi fosse la più bella tra tre divinità: Afrodite, Era e Atena; mito che ha poi dato il via alla guerra di Troia. Giuseppe Greco ha sottolineato l’importanza di questo lavoro, che funge da filo rosso tra le varie sezioni di “Elegantemente Kalòs”: “L’installazione narra concettualmente in forme ed eleganza la bellezza del mito. Due donne: una dea Afrodite da un lato ed Elena dall’altro lato, una storia, il mito. La Grecia contro la città di Troia, l’amore contro l’invidia: tutto ciò ci fa riflettere sul potere del potere e le molteplici sfumature e le contraddizioni che la storia ci ha tramandato, il tutto a sottolineare che la bellezza educa”.


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Sicilia a cura di Dario Buonfiglio

Difendiamo la produttivitĂ , difendia difendiamo le leggi di settore per il

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amo la pluralità, Teatro e la Musica

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’impianto della Legge di Stabilità 2014, ora in gran parte cancellata dal Commissario di Stato, e il piano per le attività musicali 2013, redatto dalla commissione speciale, condannano ancora una volta le attività culturali siciliane di spettacolo dal vivo alla scomparsa. Le già esigue risorse del 2013 per Teatro, Musica, Cinema e Danza, si sono ulteriormente ridotte portando la Sicilia all’ultimo posto tra le regioni meridionali per investimenti nel settore culturale, oggi precipitate ai livelli di 30 anni fa. Duole ancora di più assistere, nello stesso momento, al perpetuarsi di spese scandalose, clientelari e parassitarie, ad associazioni fantasma, enti a partecipazione pubblica, associazioni dilettantistiche ai limiti della decenza, che negano la professionalità del settore. Sembra quasi una sfida all’intera opinione pubblica e agli operatori culturali siciliani sani e produttivi che chiedono da mesi al Governo della Regione di intraprendere, finalmente, una politica virtuosa di rilancio del settore privato a vocazione pubblica e di tutto il settore cultura in generale. Le associazioni degli Stati Generali dello Spettacolo in Sicilia, alla luce anche delle ultime vicende sulla Finanziaria 2014, chiedono un incontro urgentissimo con l’Assessore Stancheris - per discutere di una comune exit strategy dalla situazione venutasi a creare dopo la bocciatura della Legge finanziaria - per il ritiro immediato del piano redatto dall’incompetente commissione dell’Avviso Speciale e l’affidamento agli uffici preposti di un nuovo piano redatto sui criteri della legge 44/85.

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SCIENZA & CULTURA A cura di Ignazio Rao

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Le piante della macchia mediterranea dei monti peloritani:

Lentisco I

l Lentisco (Pistacia lentiscus), è una pianta arbustiva sempreverde tra le più diffuse e caratteristiche della Macchia Mediterranea. Appartiene alla “Famiglia Anacardiaceae” di cui fanno parte anche l' Anacardio (Anacardium occidentale), il Pistacchio (Pistacia vera) ed il Terebinto (Pistacia terebinthus). Quest' arbusto può raggiungere anche l'altezza di circa tre metri ed ha la corteccia di colore rossastro, foglie coriacee e lucenti, di colore verde scuro nella parte superiore e verde più chiaro in quella inferiore ed i frutti sono delle piccole drupe, inizialmente di colore rosso che alla maturazione assumono un colore scuro tendente al nero. Incidendo la corteccia la pianta produce una particolare resina gommosa, dal caratteristico e gradevole aroma; in passato si usava masticare questa sostanza gommosa, ritenuta un valido ed efficace rimedio per rinforzare le gengive. Dai frutti maturi si ricava un olio che un tempo veniva utilizzato come combustibile per le lampade ed i rami di Lentisco vengono, inoltre, impiegati nella pesca delle seppie dagli esperti pescatori messinesi che collocano all'interno delle nasse un ramo di lentisco per attirare le seppie durante il periodo di deposizione delle uova. Le nostre nonne utilizzavano i germogli di questa pianta per tingere i tessuti di un elegante e particolare colore rosso cupo, impiegati per confezionare abiti particolarmente importanti. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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News r

ISAF Regional Comma Contingente M

Diario A

Herat, 24 gennaio 2014

Autoveicolo ad alta velocita’ contro convoglio italiano. Nessun militare ferito Questa mattina alle 10:10 locali (le 6:40 italiane), un grosso autoveicolo commerciale si avvicinava ad alta velocità ad un convoglio italiano del 4° reggimento genio guastatori della Task Force “Genio”, mentre era intento a svolgere un’operazione di route clearance per il controllo di un tratto stradale a sud di Camp Arena, la base in cui ha sede il comando multinazionale della Nato nell’ovest dell’Afghanistan. I militari italiani del convoglio hanno posto in atto tutte le procedure previste dalle regole di ingaggio per la protezione del personale e dei mezzi previste in tali situazioni, sparando alcuni colpi di avvertimento. Successivamente il mezzo civile perdeva il controllo finendo fuori strada e ribaltandosi. Il conducente è stato prontamente soccorso dal personale sanitario militare presente e trasportato all’Ospedale Militare (Role 2) di Camp Arena ad Herat, per le cure del caso. Nessun militare italiano è rimasto ferito e l’evento è al vaglio della polizia militare per stabilirne le dinamiche.

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and West – Afghanistan Militare Italiano

Afghano

1. High Way 1 luogo dell'evento 2. Task Force Genio controlla un tratto d'itinerario

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ISAF Regional Comma Contingente M

Herat, 27 gennaio 2014

Il Comandante della Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare visita il Regional Command West di Herat Si è conclusa oggi la visita, durata tre giorni, del generale di squadra aerea Maurizio Lodovisi, comandante della Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare italiana, al Regional Command West (RC-W) il comando multinazionale a guida italiana su base brigata meccanizzata “Aosta”, volta ad incontrare tutto il personale dell’Aeronautica Militare italiana che opera in Afghanistan. Il generale Lodovisi, accolto al suo arrivo dal comandante del RC-W generale Michele Pellegrino, ha proseguito la sua visita incontrando i militari dell’Aeronautica in Afghanistan. L’alto ufficiale ha, quindi, effettuato una pattuglia perimetrale per la sicurezza del sedime aereoportuale con i fucilieri dell’aria della Foward Support Base (FSB), l’unità che si occupa della vigilanza e protezione di Camp Arena. Particolarmente sentita è stata la visita al personale in uniforme azzurra che opera all’interno della Joint Air Task Force (JATF), l’unità che gestisce gli assetti aerei su ala fissa del RC-W, finalizzata ad approfondire la realtà del contesto operativo nel quale i militari sono chiamati ad operare, nonché ad un’attenta analisi dello strumento militare aeronautico presente in teatro. Prima di lasciare il teatro afghano per rientrare in Italia, il generale Lodovisi ha voluto lasciare testimonianza del suo passaggio firmando il guest book della JATF.

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and West – Afghanistan Militare Italiano

Il generale firma il guest book alla presenza del com.JATF col Agresti

Il generale Pellegrinoa ccoglie il generale Lodovisi

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ISAF Regional Comma Contingente M

Shindand, 28 gennaio 2014

Fase finale della transizione: ceduta l’ultima delle basi avanzate italiane a Shindand Camp Arena di Herat unica base in Afghanistan del contingente italiano Questa mattina la base operativa avanzata “La Marmora” di Shindand, ultima delle Forward Operating Base (Fob) italiane, è stata ceduta definitivamente alle Afghan National Security Forces. L’ufficialità del passaggio è avvenuta con una cerimonia che di fatto ha sancito il definitivo passaggio agli afgani della responsabilità della sicurezza del territorio, affidato dal 2009 ai militari italiani. Questa cerimonia segna la prosecuzione del processo di transizione e del rientro in Patria del contingente italiano, come parte del ridimensionamento che proseguirà fino alla fine del 2014. I paracadutisti del 183° reggimento “Nembo” di Pistoia hanno consegnato nelle mani del rappresentante del governatore di Herat e del governo centrale di Kabul, le “chiavi” della base, che sarà la sede della brigata aerea della nascente aeronautica militare afgana, di cui gli italiani con 35 istruttori dell’Aeronautica Militare stanno preparando piloti e controllori di volo. Alla cerimonia erano presenti il generale Taj Mohammad Jahed, comandante del 207° corpo d’armata dell’Esercito afghano, il generale di brigata Michele Pellegrino, comandante del Regional Command West (il comando multinazionale a guida italiana e su base brigata meccanizzata Aosta), il colonnello Franco Merlino, ultimo comandante di Fob “La Marmora” e del 183° reggimento paracadutisti “Nembo”, e numerose altre autorità civili e della coalizione. Il momento della firma dei documenti, che ha suggellato il passaggio formale della base italiana alle autorità afgane, è terminato con l’ammaina bandiera italiano e il conseguente alza-bandiera afgano da oggi responsabile della base. Il generale Pellegrino ha sottolineato “il prezzo del processo di transizione in termini di vite umane e l’orgoglio di lasciare nelle mani di una forza matura il controllo, la sicurezza e lo sviluppo della loro madrepatria”. Ultimo reggimento a operare nel territorio di Shindand come Transition Support Unit Center (TSU-C) è stato il 183° reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia con il concorso di una compagnia di bersaglieri del 7° reggimento di Altamura (BA), una compagnia del 4° reggimento genio guastatori di Palermo, una compagnia del 2° reggimento trasmissioni alpino di Bolzano e un nucleo di carabinieri con compiti di polizia militare. Con la cessione della FOB “La Marmora”, la Transition Support Unit Center si rischiera interamente ad Herat presso Camp Arena, sede delle Regional Command West, e unico luogo dove ormai è ridislocato tutto il contingente italiano in Afghanistan.

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Ammainabandiera italiano a Shindand

Firma della cessione di Fob La Marmora a Shindand

AutoritĂ presenti alla cerimonia di cessione di Fob La Marmora a Shindand WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Cultura

La Messina del ‘600 in una Veduta del Casembrot in mostra al Correr di Venezia

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Messina è stata inserita, unica del meridione d’Italia, oltre alle realtà campane, fra le città più rinomate nel panorama urbanistico europeo dal ‘400 al ‘700 nella mostra, curata da Cesare de Seta e organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con apertura il venerdì 7 febbraio, che prevede la convergenza di 100 rappresentazioni dell’imago urbis europea, dipinte nel corso di quattro secoli oltre ad alcuni atlanti di grosso interesse bibliografico. E’ infatti partita oggi, per l’esposizione alla interessante rassegna L’immagine della città europea dal Rinascimento al secolo dei lumi, presso il Museo Correr di Venezia una suggestiva veduta della Messina seicentesca, prima della edificazione della fortificazione stellare della Cittadella, e ancora non minata dai danni del terremoto del 1783, attribuita al vedutista Abraham Casembrot, attivo in città fino alla morte avvenuta nel 1658, appartenete alle collezioni del Museo Regionale di Messina, diretto da Caterina Di Giacomo.

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Incontro-dibattito con il Premio Oscar Giuseppe Tornatore

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i è svolto a Messina presso l’Auditorium della Gazzetta del Sud un intenso e partecipatissimo incontro con il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore. L’incontro è stato organizzato dalla Fondazione Bonino Pulejo con l’associazione culturale La Zattera dell’Arte presieduta da Ninni Panzera. Al dialogo con il regista hanno preso parte il dott. Lino Morgante direttore editoriale della Gazzetta del Sud, il dott. Piero Ortica consigliere culturale della Fondazione Bonino Pulejo, il dott. Franco Cicero critico cinematografico e vicecaporedattore della Gazzetta del Sud, lo stesso Presidente della Zattera dell’Arte ed a metà dell’incontro il Sindaco di Messina Renato Accorinti. Nostalgico ma molto significativo il cortometraggio con le scene più belle dei film di Tornatore realizzato da Fabio Schifilliti. Esaustiva l’espressione usata da Piero Orteca nel definire Tornatore ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Infatti è proprio il cinema del grande Premio Oscar che rende i siciliani tutti più orgogliosi di esserlo. E’ proprio l’onesta intellettuale di Tornatore che mostra la terra sicula così come è nonché il forte legame ad essa: imponenti nei suoi film le dinamiche del radicamento e dell’esilio, dell’appartenere e del fuggire, dell’identità e dello spaesamento. I suoi film sono, si è detto, il risultato di una fusione tra terra e linguaggio, fra paesaggio e dispositivo, fra realtà e sogno. Diverse le sue sceneggiature, i suoi documentari, le sue produzioni, le sue pubblicità (intrigante quella di Dolce e Gabbana con Monica Bellucci) le sue inter-

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pretazioni, le mostre fotografiche. In tutti i suoi lavori, fotografa la Sicilia come connubio tra mente e cuore capace di mostrare al mondo i sentimenti più nascosti di un popolo, quello siciliano che con i suoi pregi e difetti ha purtuttavia saputo fare della diversità una ragione di arricchimento e di crescita umana. Le sue radici siciliane emergono con segni particolari e profondi in tutte le sue realizzazioni cinematografiche. Alla domanda su se esista una ricetta giusta per realizzare film di successo, il grande Regista con quel tono pacato di espressione, ha risposto come bisogna saper elaborare racconti e progetti per avviare il giusto sguardo di una storia da trasferire nel linguaggio cinematografico. Ha suscitato particolare plauso del folto pubblico presente, l’affermazione secondo la quale i registi sono come contadini le cui annate buone si alternano a quelle in cui il maltempo le danneggia ma malgrado ciò, continuano a zappare con fiducia la terra per affrontare ogni avversità. Al Premio Oscar 1990 insignito anche del Premio Internazionale Bonino-Pulejo 2010, per la scienza, le lettere, le arti e la cultura, il merito di aver realizzato con i suoi film delle vere e proprie opere d’arte capaci di raccontare ogni cosa con le immagini: un autentico architetto di sogni.

“Fondamentale è portare i Classici del cinema nelle scuole così come si fa per I promessi Sposi o per altri grandi romanzi”

Silvana Paratore

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Come interpreti il mio personaggio?” è il titolo di un’originale iniziativa della Libreria Bonanzinga e dell’Ente autonomo regionale Teatro Vittorio Emanuele, in vista della fiction che andrà in onda a marzo, su Rai 1, “Il giudice meschino”, con Maurizio Marchetti e Luca Zingaretti. La storia televisiva è tratta dal libro omonimo dello scrittore calabrese Mimmo Gangemi, edito da Einaudi. Sarà proprio l’autore del romanzo a intervistare Maurizio Marchetti, sul suo ruolo di attore e su come interpreta il personaggio chiave. Un incontro singolare e interessante, che si svolgerà sabato primo febbraio alle 18, nella sala Sinopoli del Teatro Vittorio Emanuele.

Il romanzo di Gangemi racconta la storia di un magistrato indolente, costretto a diventare eroe, suo malgrado. Quelli che sembrano omicidi di 'ndrangheta forse non lo sono. Forse hanno a che fare, addirittura, con le navi dei veleni e le scorie seppellite nella "spianata dell'infamia". Un giudice muore per mano di balordi. E i balordi muoiono per mano della 'ndrangheta, che non tollera si disturbi il prosperare dei suoi affari. Almeno, cosi sembra. Alberto Lenzi, magistrato scioperato e donnaiolo, colpito dalla morte del collega e amico, si tuffa a capofitto nelle indagini. Una "commedia umana" dove si muovono personaggi verissimi, contraddittori, sfaccettati, che, inseguendo il proprio meschino tornaconto, arrivano tuttavia a svelare una realtà che va molto oltre la 'ndrangheta.

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L’ATTUALITÀ DEL PASSATO Don Luigi Sturzo: l’economista, l’educatore, il sociologo, il sacerdote “Il C.I.S.S. (Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo), è un'associazione culturale indipendente, senza alcun legame con partiti politici, che si propone di approfondire e divulgare la conoscenza organica della dottrina sociale cristiana, obbligato punto di riferimento per una buona gestione della società civile. Questa attività viene integrata dall'approfondimento e dalla diffusione dei principi etico-politici, filosofici, sociologici ed economici elaborati da Don Luigi Sturzo. Il C.I.S.S. promuove e gestisce tutte le iniziative che ritiene necessarie per il conseguimento dei suoi obiettivi: l'organizzazione di conferenze, dibattiti, seminari, gruppi di studio e di ricerca, con particolare riferimento a temi economici e sociologici connessi a problemi della società moderna. inoltre cura, in proprio o in collaborazione con altri, l'edizione di pubblicazioni, occasionali o periodiche, su temi sturziani. Organo ufficiale del Centro è la rivista inascimento Popolare.

Relatore Dott. Gaspare Sturzo Terzo incontro Sabato 1 Febbraio ore 8,30 I. T C. F.Crispi Via Campolo Giovanni 1 Palermo Gaspare Sturzo, magistrato e pronipote di Don Luigi è oggi presidente del Centro internazionale Studi Luigi Sturzo. Ha lavorato nelle procure di Termini Imerese, di Palermo, e nella Direzione Distrettuale Antimafia, occupandosi di reati finanziari contro la pubblica amministrazione. contrasto al contrabbando e alla criminalità organizzata nella gestione dei grandi appalti , mafia e riciclaggio . Ha insegnato diritto penale alla Lumsa di Roma ed ha curato pubblicazioni inerenti le normative antiriciclaggio. Oggi esercita la sua professione presso la Procura di Roma nella specifica qualità di “G.I.P.”. Profondamente convinto delle idee sturziane ha pubblicato diversi studi sul pensiero e le opere del suo avo. Collabora con la rivista ufficiale del CISS, “Rinascimento popolare”, e altri giornali. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Spettacoli

"Madeleine Suite" Domenica 2 febbraio 2014, per la 93ª Stagione Concertistica della Filarmonica Laudamo, al Palacultura Antonello, ore 18.00: Ralph Towner & Mariella Lo Sardo saranno i protagonisti di "Madeleine Suite". La pièce musicale, liberamente tratta da "Maddalena o della Salvezza" di Marguerite Yourcenar, è incentrata sul controverso e affascinante personaggio della Maddalena, recitata dall’attrice Mariella Lo Sardo in dialogo con la chitarra di Ralph Towner. Ralph Towner è unanimemente considerato uno dei maggiori chitarristi e compositori contemporanei. Sin dal 1972 i suoi dischi sono pubblicati dalla prestigiosa etichetta ECM. Ha collaborato fra gli altri con Keith Jarrett, Jack De Johnette, i Weather Report, Gary Peacock, Elvin Jones, Egberto Gismonti. Con il suo leggendario gruppo storico, Oregon, ha ottenuto riconoscimenti di ogni tipo, fra cui più nominations ai Grammy Awards. Mariella Lo Sardo, apprezzata attrice, ha studiato recitazione con Michele Perriera, debuttando in teatro con Roberto Guicciardini, e al cinema con i fratelli Taviani (Kaos). Ha lavorato con diversi registi italiani e stranieri fra cui Giorgio Barberio Corsetti, Toni Servillo, Amos Gitai, Raul Ruiz, Roberto Benigni (Johnny Stecchino), Franco Zeffirelli (Storia di una Capinera).

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“Biancaneve e …” Ad un mese dal debutto prevendite a ritmo continuo e si aggiungono due repliche

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’ a fine febbraio il secondo appuntamento di “Teatro Ragazzi” di Ascetur 2000. Il cartellone per i piccoli spettatori viaggia in parallelo rispetto alla stagione di prosa per tutti, Teatro Insieme Messina, e viaggia bene. Il primo appuntamento, “Aladino” del Centro Studi Artistici, ha sfiorato il sold out al PalaCultura di Messina in entrambe le repliche. Per il nuovo spettacolo, “Biancaneve e … un pizzico di fantasia” presentato da Diapason Eventi, ad un mese dalla prima, prevendite e prenotazioni sono tali da aver reso necessari un giorno e due repliche in più di programmazione. Cavallo di battaglia degli spettacoli per bambini e ragazzi di Diapason, nella inusuale formula della “parodia musicale” che reinterpreta la favola in chiave comica, “Biancaneve” sta raccogliendo adesioni dalle scuole di Messina e dei Comuni del circondario, entrambi i versanti, jonico e tirrenico, e andrà in scena per quattro giorni consecutivi, dal 25 al 28 febbraio, per un totale di otto spettacoli, due al giorno, con inizio alle ore 9,15 e alle ore 11. Sul palco Gisella Calì, Laura De Palma, Lara Russo, Dario Castro, Maria Carla Aldisio, Aurelio Rapisarda, Flaminia Castro, Giuseppe Albano, per la regia della folk singer Laura De Palma, che è stata, tra l’altro, cantante nel musical

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di Tony Cucchiara “Baronessa di Carini” nel ruolo di Cantastorie, in produzione nazionale al Parioli di Roma, e cantante- attrice nel musical di Gianluca e Tony Cucchiara “ Troglostory” Musiche dal vivo, personaggi che si intrufolano provenendo da altre fiabe, canzoni e umorismo fanno di “Biancaneve” un racconto “completamente nuovo”. Da tempo, d’altronde, Diapason - diretto da Flaminia Castro e supportato alla direzione artistica di De Palma - collabora con il Comune di Catania proprio con progetti rivolti all’infanzia. In repertorio rivisitazioni anche di “Cenerentola”, “I musicanti di Brema”, “La bella addormentata”. “Non ci sono trucchi del mestiere, diamo solo il massimo per far divertire il nostro pubblico”, spiega De Palma. “Semplicemente abbiamo un ottimo rapporto con i bambini. Anche perché non esiste niente di meglio della loro genuinità e spontaneità”. Ma oltre al teatro per ragazzi, l’associazione, che nasce con l’intento di recuperare tradizioni e culture siciliane, mixa artisticamente folk e popolare, e propone teatro, musical e operetta. Con tournée in Sicilia, in mezza Italia, ma anche negli Stati Uniti e in Ungheria, Finlandia, Germania, Francia e Malta, si è fatta conoscere con “La ballata dell’Isola” (2010), musical dedicato alla Sicilia, e con “Sicilia 1860” (2011), spettacolo storico di Laura De Palma e Gisella Calì, che ha ricevuto la menzione speciale al premio Angelo Musco di Milo.

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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo

CURIOSITà Bohémien, vagabondo, poeta, sottovalutato e dimenticato da critici e pubblico. Chi era Piero Ciampi non è facile da dire, banale definirlo “cantautore”, riduttivo pensare a lui come ad un incompreso della musica italiana ed internazionale, più semplice definirlo un inquieto pensatore, filosofo moderno, che mise in musica pensieri astrusi e complessi, frutto di una vita fatta di riflessioni profonde e lunghi viaggi, fisici e mentali, nei quali la scoperta di un mondo troppo imponente lo lasciavano sempre spiazzato. Poeta maledetto diremmo oggi, alcolizzato e viziato, mai vizioso, due amori, forti e imponenti, ricordati nelle sua opera “Ha tutte le carte in regola”, amori potenti ma abbandonati nella continua rincorsa al mondo, troppo grande e troppo buio per un uomo tormentato e troppo innamorato del suo dolce non essere. Vagabondo reale, perso nel mondo, vissuto nei suoi anni migliori a Parigi, non si lasciò sfuggire la possibilità di vederlo coi propri occhi quel mondo che lo ospitava, Inghilterra, Irlanda (patria della prima moglie), Svezia, Spagna e chissà dove ancora, tutte tappe di un vagare errabondo, senza meta precisa, alla ricerca di nulla in particolare, ma della vita, del mondo, anarchico vero e proprio, non politicamente, ma nell’essenza. Combatté da solo contro se stesso e contro chiunque, mai omologato e, quindi, presto dimenticato. Pagina sbiadito del mondo musicale italiano, pezzo da collezionisti, artista tormentato buono solo per gli intenditori con la puzza sotto al naso; o meglio, artista per intenditori, aperti e ammiratori della poesia messa in musica, attenti ascoltatori di pensieri e parole pesanti come macigni, brevi trattati sulla vita e sull’uomo. Piero Ciampi era questo, un alcolizzato, amante del suo essere libero, scorretto per il mondo delle etichette, poeta e filosofo. Era Piero Ciampi, era solo questo, era quello di “Adius”, quello di “Il Vino”, “L’amore è tutto qui”, “Ma che buffa che sei”, “Ha tutte le carte in regola” ed infine “Te lo faccio vedere io chi sono”. Morì a 46 anni per un tumore alla gola.

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[...]Ma che amore che sei, ma che cara che sei, quando dici:"son due le mie anime". Quel pugno che ti detti è un gesto che non mi perdono, ma il naso ora è diverso: l'ho fatto io e non Dio.[...]

Piero

Livorno, 28 settembre 1934 Roma, 19 gennaio 1980

Ciampi

Ma che buffa che sei

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parole in blu a cura di Francesco Certo

CURIOSITà Pur nascendo in una famiglia poco agiata e numerosa, Cechov potè ricevere una buona istruzione, terminato il liceo si trasferì verso Mosca, dove raggiunse il resto della famiglia, mossosi lì qualche anno prima per riprendersi economicamente dopo il fallimento delle attività del padre. Qui si iscrive all’università per studiare medicina, si laurea nel 1884 ed inizia ad esercitare come medico. Questa professione, però, non lo allontana dalla sua grande passione la scrittura. Dichiarerà: “La medicina è la mia moglie legittima, la letteratura è la mia amante”. Il suo talento impressiona favorevolmente gli intellettuali del tempo che lo introducono nel mondo della cultura russa. Il primo libro è una raccolta di novelle, "Le fiabe di Melpomene" (1884), a cui segue una raccolta di brevi e scherzosi "Racconti variopinti" (1886), tra la fine degli anni '80 e per tutti gli anni '90 Cechov si impegna in una più intensa attività di scrittura, nascono quindi i suoi più celebri racconti che dal 1887 vennero pubblicati con il nome di Anton Cechov. Nonostante i primi effetti della tubercolosi, Cechov parte per Chekhov family l'isola di Sakalin, ai confini della Siberia. Il suo scopo è quello di visitare e indagare il mondo delle carceri in Siberia, dove i prigionieri vengono deportati e conducono una vita drammatica, e il cui sistema anticipa quello dei campi di concentramento che si vedranno nell'Europa del XX secolo. Dopo un soggiorno di tre mesi Cechov pubblica uno studio - geografico, sociologico e psicologico. La pubblicazione de "L'isola di Sakalin", nel 1893, avrà per conseguenza l'abrogazione delle punizioni corporali, oggetto della sua denuncia. Nel 1897, la tubercolosi peggiora: deve ammettere la sua malattia, vendere Melikhovo, lasciare i dintorni di Mosca per il clima più secco della Crimea. Va a vivere a Yalta nel 1899. Dopo avere assistito al trionfo della sua ultima commedia, "Il giardino dei ciliegi", Cechov si reca in Germania con la moglie, alla ricerca di una possibilità di cura. Anton Cechov muore in viaggio, a Badenweiler, località della Foresta Nera, il 15 luglio 1904, all'età di quarantaquattro anni.

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"Fra "Dio c'è" e "Dio non c'è" si estende un campo vastissimo, che un autentico saggio attraversa con grande fatica" "La medicina è la mia legittima sposa, mentre la letteratura è la mia amante: quando mi stanco di una, passo la notte con l'altra."

Čechov

Taganrog, 29 gennaio 1860 Badenweiler, 15 luglio 1904

Anton

"La capacità di credere a qualcosa è una facoltà dello spirito."

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Il cioccolato non è nemico del diabete

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on "sconfigge" il diabete, come hanno titolato esagerando alcuni giornali, ma il cioccolato sembra avere un effetto molto positivo per l'elevato contenuto di flavonoidi, presenti anche in tè, frutti di bosco, uva rossa (e quindi vino) e prezzemolo. Lo "sdoganamento" del cioccolato è opera di un gruppo di ricercatori inglesi dell'Università dell'East Anglia e del King's College di Londra, che hanno preso in esame le abitudini alimentari di un campione di oltre 2000 donne osservando che quelle che tendono a consumare molti alimenti ricchi di flavonoidi hanno in media livelli di insulina più bassi e una minore resistenza all'insulina rispetto a quelle con un'alimentazione più povera di flavonoidi. «Abbiamo scoperto che chi consumava grandi quantità di cibi contenenti flavonoidi e antocianine aveva livelli di insulinoresistenza

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molto più modesti rispetto a chi invece non li assumeva» spiega Aedin Cassidy, che ha diretto la ricerca. «Inoltre abbiamo individuato che chi mangiava molte antocianine (sostanza appartenente al gruppo dei flavonoidi) era anche meno esposto all'infiammazione cronica, a sua volta associata a malattie croniche molto frequenti come diabete, obesità, patologie cardiovascolari e al cancro». Una buona notizia, quindi, anche se gli esperti sottolineano che gli effetti del consumo smodato di cioccolato e vino rimangono ben superiori ai potenziali effetti positivi in termini di prevenzione del diabete. Insomma: vino e cioccolato sì, ma senza esagerare, e possibilmente nel contesto di uno stile di vita sano, in cui si dia spazio all'attività fisica e a una dieta equilibrata.


Mangia

RE sano

La ricetta Melanzane ripiene di spaghetti alla norma Ingredienti per 4 persone • • • • • • • •

2 spicchi di Aglio 4 Melanzane tonde (polpa circa 600 gr) 12 foglie di Basilico 500 gr di Pomodori pelati 400 gr Spaghetti 200 gr Ricotta salata Sale q.b. Olio di oliva q.b.

PREPARAZIONE Per prima cosa lavate le melanzane, eliminate il picciolo con le foglie e tagliate la parte superiore delle melanzane. Scavatele delicatamente e tenete da parte la polpa, che bagnerete con un goccio di limone o di aceto per non farla annerire prima di utilizzarla. Pareggiate anche il fondo delle melanzane in modo che siano dritte in piedi e salatele. Ponete le melanzane sul cestello di una vaporiera. Se non disponete di una vaporiera, potete utilizzare uno scolapasta in acciaio. In alternativa, cuocete le melanzane al cartoccio con carta alluminio, in forno statico a 180 gradi per 15-20 minuti, controllando che non si sfaldino. Coprite con il coperchio la vaporiera e cuocetele per circa 20 minuti o fino a quando non risulteranno morbide, rigirandole con delicatezza un paio di volte. Tagliate ora la polpa della melanzana a pezzetti e cuocetela in abbondante olio d’oliva per 10-15 minuti, fino a che sarà tutto morbido e dorato. Scolate le melanzane fritte su un foglio di carta assorbente e tenetele da parte. In un’altra padella fate imbiondire gli spicchi d’aglio interi con un filo d’olio aggiungete i pomodori pelati e fate cuocere finché si ridurranno in una polpa. Ponete la polpa nel passaverdure in modo da ottenere una salsa liscia. Rimettete la salsa ottenuta sul fuoco. Aggiungete le foglie di basilico e le melanzane che avete precedentemente cotto e tenuto da parte. Cuocete ora gli spaghetti in abbondante acqua salata, una volta cotti scolateli e saltateli nella padella con il sugo, insaporite infine con la ricotta salata grattugiata. Farcite le melanzane con gli spaghetti. Grattugiate un po’ di ricotta salata anche sulle melanzane e guarnite con una fogliolina di basilico. Le vostre melanzane ripiene di spaghetti alla norma sono pronte.

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A destra il tracciato di via Cavour e quindi la zona di Piazza Antonello con il nuovo edificio della Provincia in primo piano, oltre il quale si riconoscono le nuove Poste. La strada in primo piano è la via Oratorio di S. Francesco che porta al Duomo


Amarcord


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foto Vincenzo Nicita

Numero 76 - Anno XII - 27 Gennaio 2014

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il Cittadino n. 147  

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