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Info ATiDU 45 Periodico dell’Associazione Ticinese Deboli d’Udito Nr. 45 Autunno/inverno 2017

APPROFONDIMENTO RISCOPRIRE I SUONI DI VITA SOCIALE E POLITICA A cura di Maria Grazia Buletti


SOMMARIO SOSTENITORI

Repubblica e Cantone Ticino–Fondo Swisslos Ernst Göhner Stiftung M&M Acustica Audika Centro Acustico Ticinese

INFO ATiDU

Periodico di ATiDU Ticino e Moesano, Associazione Ticinese Deboli d’Udito

REDAZIONE

Cinzia Santo, redattrice responsabile Comitato ATiDU

COMITATO ATiDU

Gianni Moresi, Presidente Dr. Andrea Ferrazzini Don Massimo Gaia Margherita Gerber Laura Giulianati Francesca Micheletti Zufferey Liliana Sabbadin-Panzeri Christian Siano

TEAM

Sabrina Bernasconi Chittaro Pia Cattaneo Cinzia Santo

3 EDITORIALE 4 APPUNTAMENTI

Inverno/primavera 2018

TV Soundbox

Assicurazione invalidità: non solo sussidi

Riscoprire i suoni di vita sociale e politica

Garanzia dei diritti acquisiti anche in età AVS

5 AUDIOTECA 6 SOCIALITÀ

8 APPROFONDIMENTO 14 NOTIZIE 16 ATTUALITÀ

18

19

L’angolo della consulenza Un vero amico

20 GENITORI E FIGLI

Costruire su tutti i sensi

Il mondo animale colora la mia vita

GRAFICA

22 TEMPO

STAMPA

26 ATTIVITÀ SVOLTE 27 INDIRIZZI UTILI

Gregorio Cascio per C-comunicazione e design Progetto Stampa, Chiasso

TIRATURA

750 copie

SEDE, INFORMAZIONI E CONTATTI

ATiDU Ticino e Moesano Salita Mariotti 2 CH-6500 Bellinzona Tel.: 091 857 15 32 E-mail: info@atidu.ch Web: www.atidu.ch

COPYRIGHT

Pubblicazione gratuita con citazione della fonte

SOMMARIO 2


EDITORIALE A cura di Don Massimo Gaia, membro di comitato

Proprio oggi un ragazzo, a scuola, mi ha chiesto come fa, un cieco, a fare le cose più elementari, se non ha la possibilità di vedere. Gli ho detto, che lui stesso avrebbe potuto trovare la risposta alla sua domanda: basterebbe alzarsi qualche volta di notte, al buio più completo, e provare ad andare in bagno. Dopo qualche bernoccolo in fronte, qualche livido sulle spalle o sulle braccia, chiunque sarebbe in grado di fare le cose più quotidiane anche al buio. Il ragazzo mi è sembrato soddisfatto della risposta, forse perché ho stimolato un po’ la sua empatia e la sua capacità di mettersi nei panni di qualcun altro. La sua domanda era scaturita dal fatto che avevo raccontato la storia dei “sette ciechi che volevano vedere un elefante”. È una storia alquanto nota, che racconta come sette ciechi si siano sforzati di “vedere” un elefante: l’unica loro possibilità era di passare attraverso il tatto. E allora qualcuno sentenziò che l’elefante era un muro (aveva toccato la pancia), che l’elefante è una corda (la coda), che l’elefante è un ventaglio (l’orecchio), e via discorrendo. Nessuno di loro, però, arrivò a vedere veramente l’elefante perché non condivise il proprio punto di vista con gli altri sei e rimase racchiuso nella propria limitata percezione. Se i sette ciechi, invece di litigare su chi avesse ragione, avessero condiviso i loro punti di vista, avrebbero potuto avvicinarsi a un’immagine più realistica dell’elefante, che non un muro, una corda, un ventaglio. Ebbene è proprio sull’empatia e sulla condivisione che si fonda il principio dell’integrazione. Empatia, perché solo con essa è possibile, non dico comprendere, ma quantomeno intuire come l’altro si senta e come cerchi di affrontare le più varie situazioni quotidiane. Condivisione, perché solo nell’aiuto reciproco ci possiamo aiutare vicendevolmente per sentirci a proprio agio quando la situazione fa invece di tutto per essere disagevole. Senza empatia e senza condivisione non c’è “societas”, società, vivere sociale. È questo il fil rouge che come un mantello raccoglie i contributi di questo numero di Info ATiDU, cominciando dall’approfondimento che propone, con ricchezza di testimonianze, il tema “La partecipazione delle persone audiolese alla vita sociale e politica”. Dai vari racconti risulta chiaramente come questa realtà necessiti di un po’ di adattamento da tutte le parti in gioco. O ancora l’“accompagnamento delle persone dagli audioprotesisti”, la “formazione degli insegnanti” che hanno a che fare con persone audiolese, il resoconto delle attività culturali, ricreative e sociali di ATiDU: tutte occasioni e situazioni in cui empatia e condivisione giocano un ruolo fondamentale. Ne va della qualità di vita di un numero considerevole di persone, ma ultimamente ne va di tutta la comunità civile, affinché sia vera e autentica “societas”.

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EDITORIALE 3


APPUNTAMENTI INVERNO/PRIMAVERA 2018 ATTIVITA` RICREATIVE

CORSI, SEMINARI E GRUPPI

Venerdì 12 gennaio 2018, ore 14.00 Visita guidata al LAC di Lugano Mostra “Sulle vie dell’illuminazione” Il Museo d’arte della Svizzera italiana, nell’ambito del progetto Focus India, dedica una grande mostra all’India e all’influenza da essa esercitata sulla cultura e l’arte occidentale nelle sue diverse espressioni. “Sulle vie dell’illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017” offre uno sguardo ampio e diversificato sul modo in cui, dall’inizio dell’Ottocento a oggi, la realtà indiana – con le sue tradizioni, religioni, paesaggi, culture e forme artistiche – ha affascinato e influenzato in maniera crescente il mondo artistico e culturale occidentale.

Corso lettura labiale Anche i più moderni mezzi ausiliari non possono compensare completamente l’alterazione dell’udito. La ricerca scientifica dimostra che la lettura labiale intensifica l’elaborazione del linguaggio del cervello. Per le persone con problemi di udito, la lettura delle labbra svolge pertanto un ruolo importante non solo nella comprensione del parlato ma pure nel processo uditivo neurale. Abbiamo quindi il piacere di segnalare che in febbraio inizierà un nuovo corso di lettura labiale. Il corso della durata di cinque incontri è rivolto alle persone deboli d’udito, ai loro famigliari, a chi è impegnato con le persone audiolese e a quanti sono interessati a sviluppare questa capacità.

Mercoledì 28 febbraio 2018, ore 14.00 Visita guidata all’Esposizione interattiva presso il Castelgrande di Bellinzona TU! Un percorso sulla diversità “Chi sono io? Chi è l’altro? Quale valore nella diversità? Ognuno di noi sperimenta l’incontro con la diversità che in alcuni casi può divenire un incontro con il limite, con la disabilità, per un periodo della vita o per sempre.” www.tu-expo.ch Venerdì 20 aprile 2018, ore 14.00 Visita guidata al LAC Lugano Esposizione “Picasso, uno sguardo differente” L’esposizione realizzata in collaborazione con il Musée national Picasso di Parigi presenta al Museo d’arte della Svizzera italiana 105 disegni e 15 sculture eseguiti tra il 1905 e il 1967. Un allestimento cronologico che indaga il contributo di Picasso allo sviluppo dell’arte del XX secolo, offrendo una prospettiva inedita sulla visione e la pratica esecutiva dell’artista.

RIASSUMENDO: Per chi fosse interessato alle nostre attività annunciarsi al più presto al nostro segretariato in quanto i posti sono limitati.

APPUNTAMENTI 4

Corso di degustazione di vini Durante la prossima primavera sarà organizzato un corso di degustazione di vini. I dettagli sono ancora da definire. Tenete dunque d’occhio il nostro sito e la nostra newsletter! Corso su “La perdita uditiva, come viverla serenamente in famiglia”. Il problema d’udito non solo influenza la persona audiolesa ma incide anche sull’equilibrio di tutti coloro che vivono accanto a lei. Vi proponiamo pertanto in primavera un primo incontro informativo per i famigliari e amici di persone deboli d’udito in cui si impara a gestire in maniera ottimale l’ambiente sociale e famigliare. Gruppo di parola per persone portatrici di impianto cocleare Come consuetudine, in primavera si riprende l’incontro di gruppo per persone che portano un impianto cocleare (IC). L’incontro ha lo scopo di condividere le esperienze, i dubbi e le gioie come pure dare valide informazioni sull’impianto a chi per la prima volta è confrontato con questa scelta.


AUDIOTECA TV SOUNDBOX A cura di Gianni Camponovo

In un articolo di Info Atidu dell’estate 2014 avevo elencato una serie di apparecchiature che agevolavano l’ascolto del televisore. Nel frattempo è apparso un nuovo apparecchio che rappresenta una soluzione interessante, innovativa e di qualità. Si tratta del TV-SoundBox della ditta Amplicomms. L’apparecchio è composto da una parte mobile con due altoparlanti HiFi e di una parte fissa che è collegata alla TV (o altra fonte di suono come cellulare, radio, impianti HiFi, ecc) che serve anche da caricatore della parte mobile. Il collegamento alla TV è molto semplice ed è eseguito con un cavetto tra la base e il televisore. Sulla parte mobile oltre al controllo del volume (che può raggiungere valori da discoteca +95db!) è possibile personalizzare la tonalità al proprio profilo acustico. Sono pure disponibili tre ulteriori entrate. La prima offre la possibilità di collegare una cuffia o un laccio a induzione, la seconda permette la connessione con un apparecchio esterno e la terza è riservata a un’alimentazione supplementare che nell’impiego normale non è necessaria visto che l’apparecchio dispone di propri accumulatori. Come detto la qualità complessiva e del suono riprodotto, la facilità d’impiego e la versatilità d’uso, fa di quest’apparecchio una soluzione molto interessante per le persone deboli d’udito. Unico eventuale difetto trovato è il prezzo che è di circa Chf 200.– . Le nostre esperienze fatte sono state oltremodo positive. Per chi è interessato a un eventuale acquisto e vorrebbe prima provare l’apparecchio può richiederlo gratuitamente alla nostra audioteca.

RIASSUMENDO: Il responsabile dell’Audioteca di ATiDU è disponibile per una consulenza telefonando al numero di telefono +41 (0)91 857 15 32.

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AUDIOTECA 5


SOCIALITÀ ASSICURAZIONE INVALIDITÀ: NON SOLO SUSSIDI A cura di Renato Rossini

Da un paio d’anni ATiDU contribuisce alla formazione dei consulenti AI. Ne abbiamo approfittato per conoscere meglio chi sono e che cosa fanno e, più in generale, per avere un’idea più completa di che cosa si occupi l’AI. Ne abbiamo parlato con la signora Fausta Panzera, capo servizio del Servizio d’integrazione professionale, che ringraziamo per la sua cortese disponibilità. In generale l’AI interviene con provvedimenti sanitari nel caso di problemi di salute congeniti (in sostituzione delle casse malati), favorisce l’integrazione professionale delle persone disabili, fornisce mezzi ausiliari ed eroga rendite d’invalidità qualora non sia possibile una reintegrazione professionale. Lo scopo di questi interventi è quello di far sì che chi ne usufruisce conservi o acquisisca il massimo d’autonomia possibile; in quest’ottica alcuni aiuti possono anche essere permanenti. Le segnalazioni possono essere inoltrate anche dai familiari, dai datori di lavoro, dai medici, dagli assicuratori sociali (es. casse di disoccupazione), dalle autorità preposte all’aiuto sociale, mentre le richieste di prestazioni devono essere inoltrate dagli assicurati stessi (per principio tutte le persone che abitano o lavorano in Svizzera lo sono). Dal 2008, quando la domanda è depositata, al richiedente viene affiancato un consulente che valuta se sia necessario un intervento tempestivo in parallelo alla fase istruttoria. In Ticino sono attivi oggi una quarantina di consulenti e ATiDU contribuisce alla loro formazione e sensibilizzazione su tutti gli aspetti che riguardano l’ipoacusia e le persone deboli d’udito. L’ intervento tempestivo, che viene deciso entro 30 giorni dal deposito della domanda, ha lo scopo di permettere a chi ne fa richiesta di mantenere il posto di lavoro ed evitare l’invalidità. Oltre all’intervento tempestivo, queste sono le altre misure a cui può ricorrere l’AI a favore degli assicurati: – adeguamento del posto di lavoro – interventi di riqualifica (corsi di formazione) – aiuto alla prima formazione – aiuto al collocamento – reinserimento socioprofessionale, per ripristinare una capacità di lavoro

AUDIOTECA 6


Sono tutte misure che possono riguardare anche i deboli d’udito. In particolare segnaliamo l’aiuto alla prima formazione. A questo proposito sono riconosciute le spese suppletive qualora superino i Chf 400.– annui, quindi ad esempio la messa a disposizione di un docente di sostegno specializzato, di microfonini per l’ascolto, ecc. I pediatri ne sono a conoscenza e quando è il caso dovrebbero sollecitare la famiglia a inoltrare una richiesta. Segnaliamo infine il sito www.iasticino.ch per un approfondimento e per scaricare i formulari con la richiesta di prestazioni. Più informazioni si inseriscono più sarà possibile per l’Ufficio AI rispondere con una certa celerità. Importante indicare in ogni caso il medico curante.

RIASSUMENDO: Vi ricordiamo il sito www.iasticino.ch per un approfondimento, al suo interno troverete tutti i formulari da scaricare. Fotografia del concoso fotografico “Sentire e capire” realizzata da Mariolina Inaudi.

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SOCIALITÀ 7


APPROFONDIMENTO RISCOPRIRE I SUONI DI VITA SOCIALE E POLITICA A cura di Maria Grazia Buletti

I problemi d’udito non devono comportare problemi di comunicazione tali da compromettere la vita sociale e politica. “Le risate dei bambini, le conversazioni, il ronzio delle api o un rubinetto che gocciola: l’udito ci mette in relazione con gli altri, ci fa percepire ciò che ci circonda e ci dà sicurezza nella vita di tutti i giorni”. Con questa sintesi dell’importanza dell’udito che ci tiene in contatto con il mondo, nel suo opuscolo “Riuscite ancora a sentire il ronzio delle api?”, Pro Senectute sottolinea l’importanza per ogni essere umano di sentirsi a proprio agio e perfettamente integrato in ogni ambito del vivere. Questo vale senza riserve anche per le persone deboli d’udito: “una condizione che presto o tardi può riguardare chiunque”. Di fatto, una persona su cinque tra gli over 65 e una su tre tra le persone di età superiore a 75 anni è colpita da una perdita d’udito dovuta all’invecchiamento. “Con il processo naturale di invecchiamento, la facoltà uditiva può diminuire già dai 40 anni”, si legge nella pubblicazione che invita a non limitarsi a prendere coscienza di questo problema, “ma occorre intervenire attivamente per rimanere indipendenti e mantenere così il legame con la vita”. Possiamo osservare che nella gestione autonoma del vivere tutti gli udenti fanno affidamento sui rumori: le parole che trasmettono informazioni, la musica che entusiasma o il clacson di un autobus che avvisa del pericolo. Molte delle informazioni importanti ci pervengono attraverso l’udito che, se danneggiato o indebolito, non ci può permettere di ricevere input essenziali per la vita quotidiana. Non è dunque certo difficile comprendere come i problemi di udito comportino facilmente possibili problemi di comunicazione in ogni ambito, compreso quello politico. E proprio della partecipazione alla vita politica vale la pena discutere per rapporto alle persone deboli d’udito: nell’approfondimento della rivista “segni amo” (agosto/ settembre 2017, da pagina 4) Sandrine Burger scrive che la politica è ancora un “terreno di conquista” per i sordi. E noi dobbiamo ammettere che molto bisogna ancora fare anche a favore delle persone deboli d’udito. La Burger afferma che le persone con problemi d’udito sono ancora oggi insufficientemente rappresentate nelle varie istanze nazionali, proprio perché l’ambito politico rimane per esse ancora difficilmente accessibile.

APPROFONDIMENTO 8

“Sta a noi cambiare le cose!”, afferma la Burger, a cui fa eco Renato Rossini (debole d’udito che partecipa alla vita politica e membro di ATiDU) convinto della necessità di migliorare la situazione dello status quo: “Dobbiamo partire dal presupposto che la partecipazione alla vita politica e a quella sociale crea il senso di appartenenza. Appurato che i problemi d’udito portano problemi di comunicazione, bisogna agire sull’accessibilità e la comprensibilità dei messaggi politici in ogni ambito e a ogni livello, proprio perché la comunicazione in politica è essenziale e importante”. La chiave di tutto risiede nell’importanza dell’accesso alle informazioni politiche: elemento essenziale affinché anche le persone deboli d’udito possano prendere parte alle decisioni politiche del proprio Paese (sia a livello nazionale, sia cantonale e comunale) ed essere così realmente partecipi e integrate nella società. A questo proposito scende in campo anche la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CDPD), nella quale si possono leggere alcuni articoli volti a difendere espressamente il diritto delle persone sorde, e dunque anche di quelle deboli d’udito, “a ottenere informazioni in forma adeguata e poter esercitare i loro diritti politici su base di eguaglianza”. Appurata l’ovvia e immensa importanza di sentirsi assolutamente integrati nella vita sociale e politica del Paese, attraverso diverse testimonianze dirette abbiamo sondato qual è la situazione nel nostro Cantone, quali sono le difficoltà maggiori e quali le soluzioni che si prospettano per le persone deboli d’udito. Nell’indagine è doveroso il distinguo fra le persone deboli d’udito che si avvicinano alla politica come cittadini (con il sacrosanto diritto di comprenderne esattamente ogni aspetto per poter partecipare democraticamente alle decisioni del Paese), e chi, pur debole d’udito, è chiamato ad un vero e proprio ruolo attivo in seno alla politica. Con queste premesse, abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni cittadini, fra i quali il pensionato Bruno Zehnder che racconta di informarsi della vita politica leggendo i giornali, ascoltando i dibattiti in televisione e radiofonici e, talvolta, partecipando a dibattiti pubblici. Egli riesce a seguire discretamente bene tutto quanto: “Non ho particolari difficoltà, poiché per la televisione mi avvalgo della cuffia (che trovo impareggiabile) e in pubblico del “Comfort duett” (per maggiori info su questi due supporti rivolgersi ad ATiDU).


“UNA NAZIONE NON DOVREBBE ESSERE GIUDICATA DA COME TRATTA I SUOI CITTADINI MIGLIORI, MA DA COME TRATTA I SUOI CITTADINI DI PIÙ BASSO RANGO” 1.

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“LA MORALITÀ DELL’UOMO POLITICO CONSISTE NELL’ESERCITARE IL POTERE CHE GLI È STATO AFFIDATO AL FINE DI PERSEGUIRE IL BENE COMUNE”

“POLITICA VUOL DIRE REALIZZARE”

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“I GIOVANI NON HANNO BISOGNO DI SERMONI, I GIOVANI HANNO BISOGNO DI ESEMPI DI ONESTÀ, DI COERENZA E DI ALTRUISMO.”

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“OVE NON V’È ISTRUZIONE NON V’È LIBERTÀ”

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Non ho perciò particolari suggerimenti per le persone deboli d’udito, se non consigliare, oltre naturalmente gli apparecchi acustici tecnologici, anche una partecipazione pubblica positiva, senza complessi e utilizzando la facoltà di chiedere la riformulazione di ciò che non si è compreso. Se del caso, non lesinare di raccontare del proprio andicap ai presenti, suggerendo loro i conseguenti accorgimenti che possono mettere in atto per favorire la comprensione: tono di voce, direzione del viso e quant’altro”. Al contrario di Bruno Zehnder, Milena Gianferrari trova “troppo stancanti” i dibattiti televisivi sui temi politici: “L’audio della televisione deve continuamente essere adeguato e se la persona non è ripresa direttamente, il labiale non è leggibile”. Per questo, Milena dice di preferire informarsi tramite Internet; mentre annovera la stanchezza fra le difficoltà a cui deve fare fronte: “I temi sono spesso molto complessi e i dibattiti (dove l’audio non è regolato o non esiste un impianto a induzione) rendono la comprensione ancora più impegnativa e complicata”. Per migliorare queste condizioni che reputa sfavorevoli, Milena Gianferrari suggerisce la messa in loco degli impianti a induzione nelle sale preposte alla politica: “È pure importante che i politici imparino a parlare uno alla volta, rispettando i tempi dell’altro senza sovrapporre il proprio discorso: dare un tempo per esprimersi a ciascuno di loro eviterebbe sovrapposizioni dei loro interventi e faciliterebbe la nostra comprensione”. Suggerisce inoltre che la “ripresa frontale e il volume dell’audio della trasmissione politica sia sincronizzato con quello delle pause pubblicitarie, in modo da non dover alzare e abbassare di continuo l’audio. Nessuna musica di sottofondo quando si prende la parola, e quando non si parla anche la musica di sottofondo non dovrebbe subire variazioni di volume”. Molto interessante anche l’intervento di Laura Kellenberger, pure debole d’udito, la quale esprime tutta la difficoltà ad avere accesso alle informazioni sui temi politici attraverso l’ascolto: “Siccome sono debole d’udito, avere accesso alle informazioni attraverso l’ascolto per me diventa problematico: non ho la certezza di “sentire” correttamente, quindi non utilizzo né radio, né televisione (per scelta personale non ce l’ho da anni, e conseguentemente non usufruisco di Teletext). Non partecipo ai vari congressi o ai dibattiti in cui ci sono ancora troppi rumori di sottofondo”. Laura sopperisce a queste limitazioni leggendo molto i giornali e avvalendosi di Internet, mezzi che da un lato forniscono informazioni precise e puntuali, ma dall’altro canto sottraggono la parte emozionale dei contenuti della comunicazione e dell’informazione politica. “A volte sento pareri diversi da persone a me vicine che possono avere opinioni su entrambi i fronti in discussione nella tematica della votazione di cui mi informo. Si discute insieme, si fanno paragoni e confronti. Così ci si forma un’idea, si articola un ragionamento sensato e logico che alla fine si concretizza nella scelta del voto da dare”, conclude Laura Kellenberger che, una volta ben compreso quanto richiesto dalla votazione, non ha problemi a esprimere la sua scelta: “Per me è importante avere buone informazioni scritte da parte

dei quotidiani e da Internet e, dovesse capitare che qualcosa non mi è proprio chiaro o comprensibile, allora ammetto che non sarei in grado di votare con cognizione di causa”, ammette Laura. I cittadini deboli d’udito, nella partecipazione alla vita politica, prediligono chiaramente le informazioni scritte, i quotidiani e televisione con teletext. Più tiepido è il gradimento dei dibattiti politici, perché più difficili da seguire. Per tutti gli interpellati, comunque, emerge l’importanza di mettere in atto strategie di comunicazione adeguate, o sempre più performanti, all’integrazione delle persone deboli d’udito in questo importante campo della vita sociale. È pure interessante scoprire quale sia la situazione per le persone deboli d’udito che di politica si occupano in modo attivo. Lo abbiamo indagato sempre attraverso alcune testimonianze che ci hanno dato anche interessanti suggestioni per i margini di miglioramento nell’adeguamento delle strutture atte alla vita politica del Paese. Renato Rossini è Consigliere comunale e a lui abbiamo chiesto come gestisce i problemi d’udito nella raccolta delle informazioni necessarie alla sua attività di politico, nei differenti momenti di lavoro come in consiglio comunale, nei dibattiti pubblici, radiofonici e televisivi, nei congressi e quant’altro: “Una parte delle informazioni sui temi all’ordine del giorno dei Consigli comunali ci giunge in forma scritta e oggi soprattutto tramite e-mail. Altre informazioni vengono acquisite nelle riunioni delle Commissioni e quelle del Gruppo politico di appartenenza. Tutte queste sedute si tengono in una sala del Municipio i cui locali sono molto alti e rendono la mia comprensione assai difficoltosa, soprattutto per il riverbero delle voci”. Egli svela che durante le sedute del Consiglio comunale i Consiglieri sono muniti di microfoni, “ma non tutti li usano in modo corretto, tenendoli vicino alla bocca. Riesco dunque a capire bene chi mi sta di fronte (Municipali, Presidente e segretario), mentre comprendo gli interventi dei colleghi Consiglieri comunali solo se sono vicini, anche perché non posso vedere in viso chi sta parlando e questo non mi aiuta”. Rossini ha assunto quest’anno la vicepresidenza e dice di vedere bene tutti i consiglieri comunali, con un conseguente netto miglioramento delle difficoltà di cui ci ha parlato. Per quanto attiene ai dibattiti nelle sale o durante i congressi egli dice: “Seguo bene chi sta al tavolo e dirige o modera il dibattito, nonché i vari oratori. Per contro, ho difficoltà a comprendere chi interviene dal pubblico”. Egli non segue dibattiti radiofonici e se li vede in tele ovvia alle difficoltà di comprensione attraverso Teletext: “Ho difficoltà a capire chi parla troppo veloce o le voci che si accavallano”. Interessante anche la testimonianza di Fredy Zueger, per quasi 15 anni Consigliere comunale a Giubiasco: “All’inizio non ho incontrato particolari problemi e dovevo solo prestare maggiore attenzione degli altri nell’ascoltare i vari interventi cercando di capire bene quanto esprimevano i vari interlocutori. In seguito, le cose però si sono complicate: sono diventato presidente delle tre Commissioni permanenti (gestione, edilizia e petizioni) e dovevo presiedere le sedute con nove

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“LA RICOMPENSA PER LA POLITICA È L’AMORE DELLA GENTE. CHI AMA I SOLDI NON DOVREBBE ESSERE ELETTO”

colleghi, discutere i vari messaggi municipali alla presenza di un Municipale accompagnato da funzionari del Comune o da qualche tecnico”. Egli racconta che queste riunioni si svolgevano: “in una grande sala il cui soffitto era molto alto e con un arredamento minimo che metteva a durissima prova la mia comprensione uditiva e dei contenuti dei discorsi, soprattutto se il Municipale di turno mi sussurrava nell’orecchio qualche spiegazioni o mi chiedeva qualche informazione particolare”. Egli racconta che non osava dire che non capiva, fino a quando ha ricevuto il tesserino giallo da ATiDU con la scritta “Sono debole d’udito”: “Da quando ho avuto il coraggio di mostrarlo la prima volta in modo scherzoso, le cose sono drasticamente cambiate, come è cambiato l’atteggiamento di quasi tutti che a quel punto si sono prodigati per mettermi a mio agio, accettando di parlare uno per volta, guardandomi bene in faccia e con tutti gli accorgimenti che oggi illustro nelle mie lezioni alla FORMAS”. Gianni Moresi (presidente di ATiDU) racconta delle sue strategie messe in atto in veste di Consigliere comunale, Municipale, candidato al Consiglio nazionale e membro di diverse commissioni a livello comunale, cantonale e federale: “Nelle sedute ho cercato di sedermi in posti “strategici”, mentre negli incontri mi piazzo in zone dove posso vedere in faccia le persone più importanti, così da riuscire a leggere le parole anche dalle labbra e comprendere meglio le discussioni. Nelle sale di conferenze dove avvengono dibattiti frontali mi siedo sempre nelle prime file, così pure nei concerti e a teatro. Ho ottimi apparecchi acustici senza la funzione T per l’induzione (ho scelto il sistema Bluetooth)”. Problemi e strategie per la loro risoluzione sono piuttosto comuni a tutti i nostri interlocutori che parlano però pure dell’importanza dei supporti di cui sarebbe ideale disporre in ogni situazione. Secondo la sensibilità comune, emerge che andrebbero incentivate e migliorate tutte le possibili strategie atte a migliorare la comprensione delle persone deboli d’udito. Rossini mette in campo pure un’altra considerazione: “Anche i deboli d’udito hanno diritto a un’attività politica attiva in qualsiasi consesso. La legge prescrive che tutti gli spazi pubblici che possono ospitare più di 50 persone siano dotati di impianti a induzione, ma purtroppo ciò non vale per le sale di Consiglio comunale dei Comuni con meno di 500 abitanti”. Dal canto suo, Cinzia Santo

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di ATiDU conferma, ad esempio, che: “A nostra conoscenza, non ci sono sale di politica cantonale attrezzate con impianto a induzione”. “Gli unici supporti sono costituiti dai propri apparecchi acustici e dall’impiego di microfoni”, le fa eco Rossini che auspica l’adeguamento delle sale dei Consigli comunali che dovranno essere equipaggiate con adeguati impianti a induzione. “La maggiore difficoltà per migliorare la situazione è proprio di natura politica – prosegue il politico – e si tratta di modificare la Legge del 1992, in modo da dotare queste sale degli appositi impianti a induzione. L’uso di microfono per gli interlocutori è peraltro pratica diffusa nelle scuole, dove ci sono bambini con apparecchi acustici o impianti cocleari. In Ticino, dove penso vi sia una maggiore propensione a nascondere la disabilità, tra gli adulti è praticamente inesistente”. L’audioprotesista Laura Giulianati supporta le testimonianze attraverso una grande conferma “tecnica”, con una premessa: “La stragrande maggioranza degli studi è d’accordo nel riconoscere l’estrema importanza delle relazioni con l’ambiente esterno per l’equilibrio psicofisico del soggetto ipoudente. In un’ottica bio-psico-sociale, appunto, la salute e le potenzialità dell’individuo devono essere considerate al primo posto, mentre la disabilità va considerata solo in relazione ai limiti che essa pone nei confronti delle normali attività della persona stessa. La finalità non è, infatti, una diagnosi ghettizzante, ma lo spunto per individuare le esigenze del particolare deficit uditivo e superare, per quanto possibile, i limiti delle restrizioni alla partecipazione sociale”. E nella partecipazione sociale un legittimo posto è rappresentato, per l’appunto, dalla partecipazione alla vita politica sia come cittadino, sia come politico attivo. Anche per la Giulianati, questo è possibile “offrendo alle persone deboli d’udito una migliore qualità di vita attraverso adeguati ausili uditivi”. L’audioprotesista spiega che, fino a 10 anni fa, i principali sistemi che aiutavano le persone ipoacusiche, anche di entità grave, a poter vivere al meglio la loro vita sociale, erano i servizi di telecomunicazione (Dts e Videotelefonino), di informazione (spazi televisivi mediante la lingua dei segni, interprete, sottotitolazione), di mobilità (segnali luminosi per emergenze), di istruzione e formazione e di lavoro. “L’approdare delle moderne tecnologie con i relativi servizi (telefonino con sms, internet con le e-mail, chat) hanno permesso


“SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE NEL MONDO”

un’interazione naturale del soggetto con problemi uditivi nell’ambiente circostante. In parallelo, citiamo l’arrivo di apparecchi acustici dotati di wi-fi e Bluetooth”. Moderna tecnologia che ha permesso alle case produttrici di protesi acustiche di poter progettare numerosi sistemi audio integrati alle stesse: “In primis, il sistema FM, soprattutto per uso scolastico, che consiste in un trasmettitore a forma di microfono ad uso dell’insegnante, e un ricevitore sulla protesi acustica che permette di sentire perfettamente la lezione come se stessimo usando delle cuffie, abbattendo completamente o quasi il rumore circostante”. Tutto questo potrebbe essere una buona opzione anche nell’ambito delle sessioni di politica. L’audioprotesista termina accennando alla tele-assistenza (“la possibilità dell’audioprotesista di poter testare il funzionamento delle protesi acustiche date ed eventualmente regolarle, sempre con un sistema wi-fi”). Fin qui tutto fila liscio, se non che: “Noi audioprotesisti possiamo fornire alla persona debole di udito la migliore tecnologia esistente sul mercato, ma se la società non attrezza gli spazi pubblici, le difficoltà permangono”. In questo modo, la Giulianati si fa portavoce della sensibilità dei nostri interlocutori: “In una società in cui si mira a una buona qualità di vita per tutti i cittadini, non dovrebbero mancare alcuni accorgimenti: così come l’abbattimento delle barriere architettoniche per mezzo dell’utilizzo di ascensori, pedane e scivoli per chi ha una carrozzina, bisognerebbe adibire gli ambienti (anche quelli preposti alla politica) in modo che le persone deboli d’udito e portatrici di protesi acustiche possano essere a proprio agio e comprendere ciò che viene detto”. Presto sciorinati gli esempi utili: “Nei teatri, cinema, sale conferenze, uffici postali, scuole e tutti i posti pubblici, l’installazione dell’induzione magnetica sarebbe d’obbligo, in modo che tutti i portatori di protesi acustiche possano percepire bene l’audio (inserendo il programma “bobina telefonica”). È importante, allora, che l’audioprotesista di fiducia si ricordi di svoltare tale programma, dalle protesi base a quelle top di gamma”. Infine, Renato Rossini riassume in poche parole il suo ottimismo per il futuro: “Spero e credo che in un futuro non troppo lontano la tecnica possa fornire buone soluzioni a questi problemi. Ad esempio, recentemente ho testato nella Cattedrale di San Lorenzo a Lugano una tecnica che faceva capo a un’apparecchiatura appositamente installata sul mio cellulare: si sen-

tiva e soprattutto si capiva benissimo in qualsiasi punto della chiesa”. Questo è auspicabile, ci ripetiamo, anche per tutto quanto attiene ai luoghi che ospitano la vita politica del Paese. Laura Giulianati conclude: “Basterebbe veramente poco per migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini ipoacusici: semplici accorgimenti o accessori per far sì che la persona con problemi di udito non si ricordi di esserlo, e possa sentire la “vita a colori”.

RIASSUMENDO: Abbiamo scelto alcuni statisti e uomini di rilievo internazionale per evidenziare, attraverso le loro parole, dei punti importanti sul rapporto tra socialità e politica. 1. Nelson Mandela 2. José Pepe Mujica 3. Alcide De Gasperi 4. Mahatma Gandhi 5. Sandro Pertini 6. Stefano Franscini

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APPROFONDIMENTO 13


NOTIZIE

Notizie da Associazioni amiche

Notizie dal SEGRETARIATO

SGB-FSS: Alexandra Nötzli è la nuova Direttrice Regionale Dopo un’attenta ricerca, Alexandra Nötzli è stata designata Direttrice Regionale della Federazione svizzera dei sordi SGB-FSS per la Svizzera italiana. Ha preso il posto dell’uscente Tiziana Jurietti a partire dal 1° giugno 2017. Alexandra Nötzli è cresciuta ad Ascona, ha poi condotto gli studi in germanistica e romanistica a Zurigo e, dopo oltre 10 anni di esperienza come Executive Assistant in diverse realtà, l’anno scorso ha concluso un Master in Business Administration (MBA).

Recupero vecchi apparecchi acustici ATiDU ritira i vecchi apparecchi acustici dalle persone che gentilmente li mettono a disposizione. Questi saranno a disposizione dei vari enti e servizi che si occupano di persone con problemi d’udito che necessitano di prestazioni ma che purtroppo non ne hanno diritto. Inoltre molte di queste persone non hanno mezzi finanziari a sufficienza per far fronte a questa spesa.

pro audito schweiz: L’AVS pagherà presto due apparecchi acustici (traduzione del comunicato del 20 settembre 2017) A metà settembre, il Consiglio degli Stati ha approvato tacitamente un aumento del contributo forfettario per le persone in età AVS che necessitano un approvvigionamento binaurale degli apparecchi acustici. Le persone in AVS che necessitano due apparecchi acustici con una perdita uditiva su entrambi i lati di almeno il 35%, riceveranno in futuro un contributo forfettario di Chf 1’237.50 che potrà coprire l’acquisto di due apparecchi acustici. Attualmente l’AVS versa un importo forfettario di Chf 630.–, sia per uno che per due apparecchi acustici. Il nuovo regolamento entrerà in vigore al più presto entro la metà del 2018. La pro audito schweiz accoglie con favore questo adattamento. La perdita d’udito dovuta all’invecchiamento interessa solitamente entrambe le orecchie per cui sono necessari apparecchi acustici per entrambe le orecchie. Gli anziani con un udito insufficiente sono esposti a maggiori pericoli e a maggiori infortuni dato che il loro udito in situazioni di pericolo é meno ricettivo. Inoltre, un deficit uditivo in età avanzata é un terreno fertile per il degrado cognitivo e la demenza. pro audito schweiz raccomanda, se possibile, di non attendere troppo per scegliere gli apparecchi acustici. Quanto più a lungo si aspetta quanto prima il cervello disimpara a capire.

NOTIZIE 14


Notizie dai media SSR amplia l’offerta per audiolesi e ipovedenti La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) amplia la propria offerta per sordi, ciechi e deboli di vista. Entro il 2022 aumenterà decisamente le trasmissioni con sottotitoli, con audiodescrizione o in lingua dei segni. Un nuovo accordo in tal senso è stato firmato dalla SSR e sette associazioni di disabili sensoriali. Una nota odierna della SSR ricorda che attualmente sono già sottotitolate circa 30’000 ore di programmi, ossia la metà del tempo di trasmissione. Entro il 2022 l’offerta aumenterà a 45’000 ore, ossia all’80%. I contenuti audiodescritti saranno diffusi per 900 ore contro le attuali 420, mentre quelli in lingua dei segni per 1000 ore contro le attuali 440. Le spese per questi servizi passeranno da 9,5 milioni di franchi, nel 2016, a 17 milioni di franchi. La SSR sottolinea che già attualmente propone un’offerta più ampia di quella prescritta dalla legge. L’accordo è stato stipulato sulla scia della Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità. I partner sono la Federazione Svizzera dei Sordi (SGB-FSS), pro audito schweiz, Sonos, la Federazione svizzera dei ciechi e deboli di vista (FSC), l’Unione centrale svizzera per il bene dei ciechi (UCBC), l’Associazione svizzera dei genitori di bambini audiolesi (ASGBA) e forom écoute. Il direttore generale della tv pubblica svizzera ha sottolineato che “la SSR e le associazioni dei disabili sensoriali difendono valori comuni, valori che permettono a tutti di partecipare pienamente alla vita sociale e con gli stessi diritti. L’inclusione è un caposaldo della nostra identità come azienda mediatica di servizio pubblico”.

Rivista terzaetà Dal settembre 2016 ATiDU ha una pagina specifica sulla rivista di ATTE Terzaetà dedicata alle problematiche uditive. Queste sono scaricabili anche direttamente dal nostro sito www.atidu.ch sotto la pagina delle collaborazioni.

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NOTIZIE 15


ATTUALITÀ GARANZIA DEI DIRITTI AC UISITI ANCHE IN ETÀ AVS Tradotto da dezibel 01.2017 da Franco Panzeri

In una sua recente decisione (90_598/2016 dell’11 aprile 2017) il Tribunale federale ha sancito che, in base alla garanzia dei diritti acquisiti, un diritto alla protesizzazione in casi di rigore può sussistere anche in età AVS, purché le premesse di tipo medico e le disposizioni dell’AI siano adempiute. Un assicurato nato nel 1942 aveva ricevuto per la prima volta un apparecchio acustico nel febbraio 1996, pagato dall’AI. Nel 2011 l’AI aveva poi assunto i costi per un impianto BAHA. Nell’ambito della garanzia del diritto acquisito, nel 2014 l’AVS gli aveva poi accordato un rimborso forfetario (Chf 1’650.-) per una protesizzazione biauricolare. Essa rifiutò tuttavia di riconoscere un importo più elevato, poiché la «disposizione per i casi di rigore nella protesizzazione con apparecchi acustici» vale per i mezzi ausiliari dell’AI ma non è prevista dalla legge sull’AVS. Il Tribunale cantonale ha criticato la mancata richiesta di un caso di rigore. Anche il Tribunale cantonale di Basilea Campagna era giunto alla conclusione che la disposizione per i casi di rigore rientra nelle prestazioni dell’AI. A differenza dell’AI, le disposizioni sui mezzi ausiliari dell’AVS non prevedono norme per i casi di rigore. Affinché potesse sussistere un tale diritto, l’ufficio AI avrebbe dovuto accordare all’assicurato un trattamento come caso di rigore già nel periodo di assicurazione per invalidità. Nel caso in esame, tuttavia, l’assicurato non ha presentato all’Assicurazione invalidità alcuna richiesta di applicazione delle disposizioni per i casi di rigore mentre era ancora assicurato presso quest’ultima. Per tale ragione egli non può invocare questa disposizione quale tutela dei suoi diritti acquisiti. Il Tribunale federale è però giunto a un’altra conclusione e ha cancellato la decisione del tribunale cantonale di Basilea Campagna. Secondo l’Alta Corte, le autorità inferiori non avevano applicato correttamente il contenuto della garanzia del diritto acquisito stabilito dall’Art. 4 OMAV. Secondo il Tribunale federale, anche gli assicurati che già prima di passare all’età AVS hanno ricevuto un rimborso dell’AI per apparecchi acustici e non hanno ancora fatto valere un diritto a un caso di rigore, possono avanzare tale richiesta quando raggiungono l’età pensionabile nell’ambito del diritto acquisito, a patto che siano adempiute le condizioni mediche (criteri audiologici) e le corrispondenti disposizioni dell’AI.

ATTUALITÀ 16

Significa che la persona interessata deve ancora esercitare un’attività lucrativa o svolgere le proprie mansioni consuete anche nell’età di pensionamento. Per tale ragione il TF ha rinviato la questione alla cassa di compensazione, affinché possa chiarire se le premesse di tipo medico e le altre condizioni preliminari sono soddisfatte. La decisione del Tribunale federale dev’essere vista di buon occhio in favore degli assicurati. Chi ha ricevuto dall’AI un rimborso per apparecchi acustici già prima di raggiungere l’età di pensionamento, può beneficiare a determinate condizioni di una protesizzazione in casi di rigore anche in età AVS. Questo perché secondo la garanzia del diritto acquisito, il diritto alle prestazioni AI va mantenuto nella medesima misura anche quando si è al beneficio di una rendita di vecchiaia.


RIASSUMENDO: ATiDU risponde volentieri a tutte le domande riguardo ai casi di rigore o ad altre questioni inerenti la gestione del problema di udito. Fotografia del concoso fotografico “Sentire e capire” realizzata da Luigi Fattorini.

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ATTUALITÀ 17


L’ANGOLO DELLA CONSULENZA Questa è una piccola rubrica dedicata alle domande dei nostri soci, rispondiamo dunque con molto piacere ai quesiti che ci vorrete far pervenire. Ho acquistato un apparecchio acustico nuovo, come è meglio procedere per assicurarlo? Per assicurare un apparecchio acustico ci sono fondamentalmente due possibilità. La prima è verificare con il proprio assicuratore se il furto o il danno all’apparecchio acustico è coperto dalla propria economia domestica, la seconda è stipulare un’assicurazione con l’audioprotesista che le ha venduto la protesi. Ogni audioprotesista ha delle compagnie di assicurazione di riferimento, di norma tutte contemplano il furto, lo smarrimento e le rotture totali dal primo mese dopo la data di fattura per i primi 4 o 5 anni a seconda delle compagnie. Le consigliamo dunque di informarsi sui due fronti e di valutare quale delle due possibilità ha più vantaggi a seconda della sua specifica situazione. Sono una persona con problemi deambulatori e non mi posso recare in un centro acustico, come posso fare per effettuare un test dell’udito e valutare se mettere degli apparecchi acustici? In seguito a questa richiesta, ATiDU ha svolto un’inchiesta rigirando la domanda agli audioprotesisti, dalle risposte giunte al segretariato abbiamo constatato con piacere che la maggioranza dei centri acustici garantisce questo servizio già da qualche tempo. Si può dunque scegliere un centro acustico, telefonare spiegando la situazione e chiedere di poter usufruire di una visita direttamente al proprio domicilio.

ATTUALITÀ 18

Mia madre è anziana e deve mettere l’apparecchio acustico, io vivo fuori Ticino e non ho la possibilità di accompagnarla e di sostenerla nei primi importanti incontri con l’audioprotesista, qualcuno della vostra associazione potrebbe accompagnarla? Nelle situazioni in cui non ci sono famigliari disponibili, o quando la situazione lo necessita, una persona del team di ATiDU o una nostra volontaria può accompagnare la persona con problemi di udito dal proprio audioprotesista. Ci rendiamo conto infatti che, soprattutto le persone anziane, hanno difficoltà nella gestione delle prime visite e il rischio di scoraggiarsi e rinunciare alla protesi è alto.


UN VERO AMICO “Unveroamico” Campagna di sensibilizzazione e informazione: diventa amico del tuo udito e di chi udire non può! Il rischio di perdita uditiva nella popolazione giovanile si colloca senza alcun dubbio tra i nuovi rischi della salute. Senza la dovuta conoscenza i giovani subiscono l’aumento degli stimoli sonori nel tempo libero e ne sottovalutano spesso le conseguenze per l’udito. “Circa 1,1 miliardi di teenager e giovani adulti sono a rischio di sviluppare una perdita di udito, per via dell’ascolto non sicuro di musica con le cuffie e per l’esposizione a livelli dannosi di rumore in eventi e luoghi di intrattenimento” così avvertiva l’Oms in occasione della giornata mondiale International Ear Care Day 2015. Ed è per questo che il monito degli esperti internazionali si rivolge soprattutto ai giovani. Per gli esperti internazionali non è un caso che oggi un adolescente su 5 lamenti un disturbo uditivo. E i numeri risultano in aumento del 30% negli ultimi 15 anni. Quanto espresso sopra indica dunque che il problema è sempre attuale ed appare quindi necessaria un’informazione adeguata e mirata ai giovani, perché possano essere i primi a cambiare le proprie abitudini con semplici accorgimenti e con un’attenzione ai rischi reali a cui si espongono. Prendersi cura del proprio udito, conoscerlo e apprezzarlo porta a proteggerlo, di conseguenza questa presa di coscienza facilita una maggior empatia e comprensione dei giovani udenti verso coloro che purtroppo già convivono con il danno all’udito. Per questo motivo ATiDU ha creato un progetto di informazione e sensibilizzazione per i giovani che ha dato vita alla campagna “Unveroamico” composta da un sito internet contenete anche un videoclip. La campagna ha avuto più fasi operative negli ultimi 7 anni. In questi anni sono state toccate più di una ventina di scuole e sommariamente più di 3’500 allievi. Importante però è mantenere acceso l’interesse per l’argomento per poter continuare a portare l’informazione anche ai giovani che ancora non conoscono il progetto e il sito e, allo stesso tempo, ricordare il tema a quelli che già lo conoscono. Inoltre con l’avanzamento della tecnologia e l’arrivo degli smartphon l’età degli utilizzatori e quindi dei giovani a rischio, si è abbassata notevolmente.

Nel suo 25esimo anno ATiDU rilancia dunque la campagna per toccare questa fascia d’età grazie ad un importante contributo finanziario del Lions Club Lugano, su iniziativa del suo Presidente Bruno Balestra. Da gennaio a giugno 2018 quindi saremo presenti in 9 scuole medie del Cantone con interventi mirati nelle classi di quarta media e con un totem interattivo installato negli atri delle scuole. L’obiettivo della campagna “unveroamico” è quello di sensibilizzare i docenti, i giovani come pure i meno giovani sui benefici del buon udito, sull’importanza e utilità di questo organo di senso nella nostra vita quotidiana. Informare dunque sui comportamenti a rischio e sui semplici accorgimenti per proteggerlo e preservarlo adeguatamente. L’idea forte della campagna è quella di dare queste informazioni con una modalità interessante per i giovani. Il sito è un prodotto concepito per la popolazione giovanile, dinamico e che contiene il videoclip, le informazioni, i consigli, le testimonianze e momenti più interattivi. Non da ultimo sollevare il tema Udito con docenti e allievi permette di comprendere meglio la problematica uditiva su più piani e di avere quindi maggiori strumenti per interagire, comunicare e integrare maggiormente chi questo problema già ce l’ha e di conseguenza facilita la creazione di ponti tra udenti e deboli d’udito. Questo tipo di sensibilizzazione facilita dunque l’inclusione di chi soffre di problemi uditivi.

RIASSUMENDO: Visitate il sito internet di “Unveroamico” per avere tutte le informazioni sui rischi uditivi legati all’ascolto della musica: www.unveroamico.ch

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ATTUALITÀ 19


GENITORI E FIGLI COSTRUIRE SU TUTTI I SENSI ASGBA Congresso dei genitori a Sursee Nuovo record quest’anno al congresso annuale, più di 350 partecipanti si sono infatti dati appuntamento il 21 e 22 ottobre 2017 a Sursee. Il tema del congresso di quest’autunno era «Costruire su tutti i sensi»; due giorni con incontri interessanti, un programma indimenticabile per i bambini, con conferenze appassionanti per i genitori. Come sempre l’accoglienza e l’organizzazione sono state perfette. Il comitato organizzativo formato da 8 coraggiose donne e il gruppo di 26 animatori, che si sono presi cura dei bambini durante i momenti in cui i genitori erano occupati nelle conferenze, ha permesso l’ottima riuscita di questo congresso. Gli animatori, le traduttrici che ci hanno accompagnato alle varie conferenze, i conferenzieri e i partecipanti hanno da subito creato un clima positivo e aperto alla comunicazione e allo scambio di idee. Questi incontri hanno un potere rigenerante e danno respiro e forza ai genitori. La conferenza introduttiva sul tema “Genitori forti – bambini forti, quello che è importante” ha messo l’accento sulle risorse dei genitori anche nei loro limiti e sullo sguardo positivo che possiamo rivolgere ai nostri figli, insistendo sull’importanza di veicolare valori chiari attraverso l’esempio pratico. In un secondo momento è stato poi presentato un nuovo progetto di Swiss txt che sembra essere molto innovativo anche se ancora in fase embrionale, non mancheremo di darvi maggiori informazioni prossimamente. Come ogni anno visitare “la piazza mercato”, dove si possono trovare varie informazioni, documentazioni, consigli e vari prodotti, è sempre arricchente. Un grazie di cuore ad ASGBA che ogni anno si impegna e investe energie per poter offrire a genitori e professionisti questi importanti incontri creando dei momenti di coesione e confronto.

Giornata formativa: “Il giovane audioleso a scuola” “La sordità viene considerata un handicap nascosto perché le problematiche connesse non sono facilmente e immediatamente percepibili dagli udenti, siano essi docenti o compagni di classe.” Già da qualche anno i servizi e le associazioni attive nell’ambito della sordità (Krisalide) hanno avviato, in Ticino, una proficua collaborazione con l’Ufficio della pedagogia speciale per concretizzare delle modalità di intervento sempre più inclusive in favore degli allievi audiolesi. È nata così la giornata di formazione “L’allievo audioleso in classe” che si è tenuta venerdì 24 novembre 2017 all’Auditorium di Banca Stato di Bellinzona. In questa giornata gli interventi sono stati vari e diversificati, offrendo così ai professionisti operanti nel settore la possibilità di osservare la tematica con gli allievi audiolesi da più angolazioni. Dopo i saluti e l’introduzione alla giornata di Massimo Scarpa e Annarita Lubreglia, è intervenuto un medico del Servizio di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Regionale di Lugano sul tema “Audioprotesi: aspetti medici e sociali”, seguito dall’intervento del Prof Francesco Pavani su “Impianto cocleare e lingua dei segni. Ipotesi di una convivenza costruttiva”. Il pomeriggio è iniziato con la conferenza “Strategie e accorgimenti per l’integrazione di allievi audiolesi a scuola” tenuta da Angela Hepting, seguita poi da quella di Claudio Baj su “L’Educazione Bilingue Italiano e Lingua dei Segni, questa realtà poco conosciuta…”. La giornata si è conclusa con le testimonianze di due allievi audiolesi inseriti nella scuola ticinese e di alcune delle figure professionali che ruotano attorno al loro inserimento.

RIASSUMENDO: Per maggiori informazioni sul congresso dei genitori consultate il sito www.asgba.ch Fotografia del concoso fotografico “Sentire e capire” realizzata da Barbara Cattaneo.

GENITORI E FIGLI 20


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GENITORI E FIGLI 21


TEMPO IL MONDO ANIMALE COLORA LA MIA VITA A cura di Annalisa Butti

Già da bambina ero interessata alla natura: animali, piante, sassi e quant’altro. Ma ciò che mi ha accompagnata durante tutta la vita, che ci sentissi bene o meno, sono stati gli uccelli. Ho sempre ammirato il loro piumaggio così delicato e ben disegnato, la loro abilità di librarsi nell’aria e, con il tempo, la loro perspicacia nell’osservare quanto si svolge attorno a loro e saperne trarre beneficio. Il primo uccellino di cui ho un ricordo era il canarino di casa che, per le sue doti canore, si chiamava Caruso in onore del grande tenore, ammiratissimo a quei tempi. Ora il nostro Caruso cinguettava indefesso per buona parte della giornata e a volte la mamma, per riposare le orecchie, era costretta a trasferire la sua gabbia nella stanza da bagno, ovviamente a porta chiusa. Molti anni dopo, quando i genitori ormai anziani non si sentivano più in grado di occuparsi di un gatto (infatti abbiamo sempre avuto gatti in casa… ma questa è un’altra storia), ho regalato loro un canarino, detto Ciccio. La sua gabbietta stava sul tavolo del tinello e Ciccio partecipava a tutto quanto vi si svolgeva. Alle 16.00 i genitori facevano merenda, sovente con biscotti e gelato. Bene, è bastato che una volta sul biscotto di Ciccio fossero aggiunte due dolci gocce perchè lui, appena vedeva comparire sul tavolo l’involucro del gelato, si preparasse sul bastoncino vicino al suo biscotto reclamando la dolce merenda. Poi Ciccio invecchiò e morì. In sua sostituzione procurai ai genitori un giovane canarino: Ciccio No.2 appunto. Trovandosi solo e non avendo ancora imparato a cantare, pigolava soltanto e di tanto in tanto tentava qualche misero trillo. Siccome Ciccio 1. cinguettava come Caruso, avevamo registrato il suo canto su cassetta. Così ci venne l’idea di proporre al piccolo i lunghi e variati trilli del suo predecessore. La mamma 85enne imparò ad azionare la musicassetta e dopo colazione il canto di Ciccio 1. riempiva il tinello. Ebbene, il nuovo canarino si mise ad ascoltare e ad imitare questo strano maestro preparandosi ogni mattina alla “lezione”. Con qualche difficoltà iniziale, ma con evidenti progressi, potemmo ben presto godere i suoi trilli armoniosi e prolungati. Per quanto riguarda gli uccelli in libertà, man mano che il mio udito si affievoliva, li percepivo sempre più debolmente. Partecipavo però volentieri alle gite ornitologiche e godevo di imparare a riconoscere i vari uccelli dal loro piumaggio e dalle loro abitudini.

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Certo che quando in una di queste uscite l’anziano Dr. D’Alessandri, grande conoscitore dei pennuti, ci disse che il cinguettio che si sentiva in quel momento era quello di una cinciallegra femmina, io rimasi a bocca aperta. Ad un tal punto non sarei certo mai arrivata! Durante un’altra gita ci hanno accompagnati ad una parete rocciosa ed in cima ad essa ci hanno mostrato il “passero solitario”, sì proprio quello cantato da Giacomo Leopardi in una delle sue odi. Fra l’altro in Francia e nei paesi del nord è conosciuto come “merlo blu”. E’ un uccello molto schivo, un po’ più piccolo del merlo comune, e dal bel colore grigio-blu. Forse cinguettava, chissà, io a quella distanza non ho potuto udirlo… Tante sono le mie esperienze con gli uccellini che animavano il nostro giardino e quelli che ho incontrato nel corso dei miei trasferimenti. Ho sempre dovuto ammirare la loro capacità di cogliere le nostre abitudini. Quando abitavo in una villetta a Bellinzona gettavo le briciole di pane e qualche seme presso il pino davanti alla casa. C’era un pettirosso che non mancava mai al banchetto. Ebbene, se alla mattina decidevo di alzarmi più tardi del solito, alzando la tapparella della camera mi ritrovavo il pettirosso sulla ringhiera della scala esterna: in attesa della colazione veniva ad attendermi lì. Ma chi glielo aveva detto che quella era la finestra della mia camera? Nel giardino di casa dei genitori c’era un grande andirivieni di passeri, cincie, pettirossi, merli. Fra gli altri spiccava un merlo con alcune penne bianche, un merlo cosidetto albino. Per noi era il nostro “merlo bianco”. E’ stato un ospite abituale per alcuni anni. In primavera veniva con moglie e figlioletti a beccuzzare le mezze mele che gli gettavamo. Era bellissimo vedere con quale impegno sia lui che la femmina imbeccavano i piccoli! Alla fine, della mela restava solo la buccia, con tante impronte puntute che sembravano ricami. Dopo alcuni anni sono arrivati altri merli, neri questi, che hanno occupato il suo territorio. Non lo vedevamo più, ma doveva essersi trasferito in qualche giardino dei paraggi. Mi è capitato alcune volte di percorrere in macchina la strada verso casa e di vedermelo volare davanti, quasi mi riconoscesse e volesse salutarmi… Nel giardino dei genitori avevamo piazzato una larga padella piena d’acqua. Fu ben presto utilizzata come piscina: vi sguazzavano a turno i passeri, il merlo e il pettirosso.


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Noi ci divertivamo osservandoli dalla finestra. I più sfacciati erano i passeri: alloggiati in “piscina” sapevano scacciare, con alcuni indiscutibili colpi d’ala, il merlo molto più grosso di loro. In zona c’erano anche delle cornacchie bigie, non troppo amate a dire il vero, soprattutto da mio padre che le tacciava da uccelli del malaugurio… Io non le apprezzavo perché scendevano in picchiata a rubare il cibo agli uccellini più piccoli. Ce n’era una azzoppata che mi faceva pena, ma non più di tanto. Ebbene, un giorno l’ho notata appollaiata sul culmine di un tetto in attesa che una compagna senza “handicap” le portasse del cibo. La solidarietà esiste dunque anche tra gli animali! Il canto dei merli lo percepisco tuttora, soprattutto quando la sera, piazzati sulla cima di un albero, trillano per delimitare il loro territorio. Ho abitato per un periodo a Breganzona e davanti alla mia terrazza vi erano tre bellissimi pini. Da un ramo un merlo cinguettava il suo canto serale: io gli rifacevo il verso e lui mi rispondeva cambiando le note della sua strofa. Io la ripetevo e così fischiavamo il nostro duetto fin che si faceva buio. In conclusione vorrei raccontare dei passeri che allietano le mie giornate di persona anziana. Da alcuni anni non ho più un vero giardino. Ora abito al quinto piano e davanti alle finestre ho una specie di aiuola pensile in cui coltivo i fiori. Mi è stato naturale porvi al mattino le briciole di pane avanzate dalla colazione. In poco tempo i passeri della zona hanno scoperto questa fonte di cibo. Dapprima erano solo 3 o 4, ora sono una decina. Abitano giù in basso, nelle siepi vicino alla strada dove vi sono rumori di macchine, di gente che parla, di operai che lavorano, di camerieri che puliscono la terrazza del ristorante.

Tuttavvia, non appena tocco la tapparella, si presentano all’appello ed attendono la colazione. Io con i miei problemi d’udito – a volte faccio fatica perfino a riconoscere subito la sirena della Croce Verde – li invidio per la capacità di distinguere un suono relativamente debole in mezzo ai rumori del mondo che li circonda. Volano su, mangiano, bevono, a volte litigano per qualche buon boccone, portano i piccoli pigolanti, sguazzano nella vasca apposita inondandomi la terrazza che oltretutto sporcano allegramente. Sono piccoli folletti svolazzanti che mi rallegrano con la loro vitalità!

RIASSUMENDO: Fotografie del concoso fotografico “Sentire e capire” realizzate da Laura Kellenberger.

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ATTIVITÀ SVOLTE 25 ANNI DI ATIDU: INSIEME SUL MONTE GENEROSO Fotografia di Gabriella Pedrazzi

Per celebrare i 25 anni di ATiDU e per onorare questa importante ricorrenza abbiamo organizzato due gite al nuovo Fiore di Pietra realizzato dall’architetto Mario Botta sul Monte Generoso. Partendo dalla stazione di Capolago siamo saliti con il trenino a cremagliera potendo godere di un panorama mozzafiato. Arrivati alla vetta, accompagnati da una guida, abbiamo potuto visitare il nuovo meraviglioso Fiore di Pietra che ha affascinato tutti per la sua straordinaria bellezza che si sposa perfettamente con la natura circostante. La prima serata è stata accompagnata da un vento molto forte e da temperature alquanto rigide, ma

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con un panorama eccezionale a 360 gradi. La seconda, invece, è stata caratterizzata dalla nebbia che purtroppo impediva la vista. Entrambe le serate, malgrado il tempo non fosse favorevole, sono state un vero successo! L’ottimo cibo, la musica e l’allegra compagnia hanno donato agli ottanta partecipanti momenti sereni e gioiosi permettendo di approfondire la reciproca conoscenza o crearne delle nuove.


INDIRIZZI UTILI

ENTI

MEDICI ORL

pro audito schweiz Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel.: 044 363 12 00 Web: www.pro-audito.ch

Dr. Joel Jermini Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 86 86

Pro Infirmis Ticino e Moesano Via dei Sindacatori 1 6900 Massagno Tel.: 091 960 28 70 Web: www.proinfirmis.ch Servizio sociale per sordociechi Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 82 72 Web: www.ucbc.ch Sonos Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel.: 044 421 40 10 Web: www.sonos-info.ch Aspeda Freiburgstrasse 21 3150 Schwarzenburg Tel.: 031 731 33 44 Web: www.aspeda.ch Federazione Svizzera dei Sordi Via Besso 5 6900 Lugano Tel.: 091 950 05 48 Web: www.sgb-fss.ch

Dr. Andrea Ferrazzini (Perito AI) Via Lugano 4 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 25 13 Dr. med. Flavio Sicurella c/o Centro Medico Viale Officina 7 6500 Bellinzona Tel.: 091 640 24 24

AUDIOPROTESISTI Dr. Francesco De Righetti (Perito AI) Via Monte Boglia 5 6900 Lugano Tel.: 091 972 88 44 Dr. Antonio Pellanda (Perito AI) Via Pioda 5 6900 Lugano Tel.: 091 923 77 06 Dr. Raffaele Pelloni (Perito AI) Via Moncucco 7 6900 Lugano Tel.: 091 968 22 12

Dr.ssa D. Soldati (Periti AI) Via Giuseppe Cattori 11 6600 Locarno Tel.: 091 751 79 77

Dr.ssa Elena Scotti Viale Castagnola 27 6900 Lugano Tel.: 091 923 36 28

Dr. Frank-Olaf Gellert (Perito AI) Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel.: 091 751 55 12/15

Dr. med. Thomas Roth c/o Centro Medico Palazzo della stazione 6900 Lugano Tel.: 091 913 76 76

Dr. Luca Ingold (Perito AI) Pal. Pax, Viale Stazione 9 6600 Locarno Tel.: 091 743 33 22

Dr. Stefano Ermanni (Perito AI) Via Nassa 21 6900 Lugano Tel.: 091 923 48 75 Via Turconi 23 6850 Mendrisio Tel.:/Fax: 091 646 63 54

Dr. Nicola Melik (Perito AI) Via dell’Ospedale 14 6600 Locarno Tel.: 091 760 06 60 Dr. Etienne Jacot Via Luigi Lavizzari 14 6600 Locarno Tel.: 091 752 04 18

Dr. Aleardo Del Torso (Perito AI) c/o Centro Medico Corso San Gottardo 6 6830 Chiasso Tel.: 091 695 17 30

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Amplifon SA Via Nassa 38 6900 Lugano Tel.: 091 923 14 09 Audio Centro Acustico Via Francesco Soave 5a 6900 Lugano Tel.: 091 225 50 24 Audika Via Motta 1 6900 Lugano Tel.: 091 922 90 10 Audiosystem group Via Besso 23a 6903 Lugano Tel.: 079 242 21 43 Belotti SA Piazza Teatro 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 81 83 Centro Acustico Ticinese Via alla Bozzoreda 37 6963 Pregassona Tel.: 091 940 30 30 Fielmann AG Via Pietro Peri 4 6900 Lugano Tel.: 091 911 95 30 M&M acustica Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel.: 091 760 06 46

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P.P.

6528 Camorino

“Vedere con gli occhi di un altro, ascoltare con le orecchie di un altro, e sentire con il cuore di un altro.” Alfred Adler ATiDU si pone all’ascolto dei bisogni delle persone deboli d’udito e dei loro famigliari al fine di migliorarne la qualità di vita. Sostieni anche tu la nostra associazione! Diventa socio! I soci di ATiDU usufruiscono di tutte le informazioni elaborate dall’associazione e partecipano a tutte le attività da essa promosse. Diventa volontario! Molte le occasioni in cui puoi dare una mano attiva alla nostra associazione. Diventa sostenitore! Doni, lasciti, contributi di ogni entità sono i benvenuti e andranno a sostenere i nostri progetti. Non esitate a contattarci per avere maggiori informazioni. ATiDU vi accoglie nella sede di Bellinzona, Salita Mariotti 2. Risponde al numero 091 857 15 32 e all’indirizzo e-mail info@atidu.ch Tutte le informazioni sul nostro sito internet www.atidu.ch

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Riscoprite i suoni di una vita sociale e politica!

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