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LA RIVISTA CHE CONSTRUISCE LA TUA VIDA

Marzo 2017 / Edizione 758

evangelístico

Campagna abortista contro la comunitá afroamericana allo scoperto

GENOCIDIO PUBBLICAZIONE OFFICIALE

MOVIMIENTO MISSIONARIO MONDIALE

TESTIMONIANZA

EROE DELLA FEDE

DEVOZIONALE

Il poliziotto pentito

L’apostolo della Nuova Zelanda

La divinità di Cristo


BIBBIA La Bibbia raccontata da un'altra prospettiva Giovedì

05:00

Grazie ai suoi 7 satelliti e Internet, Bethel Television – il canale del Movimento Missionario Mondiale – trasmette

MISSIONARIO MONDIALE 2 MOVIMIENTO América • Oceanía • Asia al• Europa mondo intero• África il messaggio della Parola di Dio attraverso la sua programmazione culturale ed educativa da Lima-Perù.


editoriale

SETE DI DIO Rev. Gustavo Martínez Presidente internazionale del MMM

“Mentre egli si trovava in una di quelle città, ecco un uomo tutto coperto di lebbra, il quale, veduto Gesù, si gettò con la faccia a terra e lo pregò, dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi». Ed egli, stesa la mano, lo toccò, dicendo: «Lo voglio, sii purificato». E subito la lebbra sparì da lui.” Luca 5: 12-13.

A

lcune persone vengono trattate come se

a Gesù, si gettò con la faccia a terra e lo pre-

fossero i rifiuti dell’umanità perché sono

gò, chiedendo aiuto, chiedendo guarigione. E

cadute nelle profondità del peccato, della de-

fu guarito e purificato, perché nel suo cuore

pravazione, dell’immoralità, dei vizi; gli altri

decise di mettere da parte gli ostacoli, di non

non vogliono trattare con loro perché pensano

lasciarsi emarginare dalla sua malattia o dalle

che non ci sia soluzione, cura oppure rimedio.

parole degli altri. Così prese la ferma decisione

Tuttavia, anche se queste persone siano cadute

e il rischio di andare a Gesù, di cercare l’aiuto e

in questa condizione e siano escluse dal resto

la misericordia di Dio, e li trovò. Gloria a Dio!

dell’umanità, non sono escluse dalla misericor-

Carissimi lettori, non ci sono ostacoli per

dia e dalla grazia di Dio. La Parola di Dio ci parla di un lebbroso, ritenuto un rifiuto della società, isolato dalla sua

chi ha sete di Dio, per chi vuole un miracolo del Signore. Se prendi la ferma decisione di andare a Dio, niente e nessuno potrà impedirlo.

famiglia, allontanato da tutti per evitare il con-

Caro amico, anche tu puoi cercare il restau-

tagio della lebbra nelle città vicine; l’uomo ave-

ro, lascia che il Signore tolga dal tuo cuore il

va perso i suoi diritti e, considerato impuro, era

peccato, i vizi e le catene che hanno legato la

stato confinato fino alla sua morte. Inoltre, non

tua anima per così tanto tempo. Se lo decidi,

c’era alcuna medicina al momento che potesse

oggi quelle catene andranno in pezzi nel nome

dargli la minima speranza di guarigione.

del Signore Gesù Cristo. Il Signore dice: “Co-

Questo uomo lebbroso venne un giorno

lui che viene a me, non lo caccerò fuori”.

Marzo 2017 / Impacto evangelístico

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evangelistico Direttore Fondatore: Rev. Luis M. Ortiz MARZO 2017 / EDIZIONE N° 758 USPS 012-850) PUBBLICAZIONE UFFICIALE DEL MOVIMENTO MISSIONARIO MONDIALE Il World-Wide Missionary Movement, Inc. è una chiesa senza scopo di lucro con la visione di piantare nuove chiese negli Stati Uniti d’America e nei suoi territori, e con la visione missionaria di piantare nuove chiese in tutto il mondo, là dove Dio apra nuove porte. PUBBLICATA MENSILMENTE DAL Movimiento Misionero Mondiale, Inc World-Wide Missionary Movement, Inc San Juan, Porto Rico Washington, D.C. Periodici affrancati a San Juan, Porto Rico 00936 POSTMASTER: Inviare i cambiamenti di indirizzo a Impacto Evangelistico P.O. BOX 363644 San Juan, Porto Rico 00936-3644 Telefono (787) 761-8806, 761-8805, 761-8903 MEMBRI DEL M.M.M. INC. Rev. Gustavo Martínez Rev. José Soto Rev. Rubén Concepción Rev. Rodolfo González Rev. Álvaro Garavito Rev. Margaro Figueroa Rev. Rómulo Vergara Rev. Humberto Henao Rev. Luis Meza

Presidente Vicepresidente Segretario Tesoriere Direttore Direttore Direttore Direttore Direttore

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Copyright © 2009 Impacto Evangelistico Movimento Missionario Mondiale, Inc. (World-Wide Missionary Movement, Inc.) Tutti i contenuti di questa rivista e di ogni successiva edizione sono regolarmente registrati presso la Biblioteca del Congresso, Washington DC, Stati Uniti d'America. Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione parziale o totale in qualsiasi forma e la traduzione in altre lingue senza il permesso del direttore sono vietate. Secondi gli accordi internazionali sul diritto d'autore è un reato punibile dalla legge. n

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• L'ispirazione della Sacra Scrittura: 2 Timoteo 3:15-17, 2 Pietro 1:19-21. • La divinità adorabile in Tre Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo: Matteo 3:16-17, 17: 1-5; 28:19 Giovanni 17: 5, 24, 26, 16:32, 14:16, 23, 18:05, 6, 2 Pietro 1:17,18; Apocalisse 5. • La salvezza mediante la fede in Cristo: Luca 24:47, Giovanni 3:16, Romani 10:13, Tito 2:11, 3:5-7. • La Nuova Nascita: Giovanni 3:3, 1 Pietro 1:23, 1 Giovanni 3:9. • La giustificazione per fede: Romani 5:1, Tito 3:07. • Il battesimo in acqua per immersione, come comandato da Cristo: Matteo 28:19, Atti 8:36-39. • Il battesimo nello Spirito Santo, successivo alla salvezza, parlare in lingue secondo: Luca 24:49, Atti 1:04, 8, 2:04. • La Guarigione Divina: Isaia 53:4, Matteo 08:16, 17, Marco 16:18, Giacomo 5:14, 15. • I doni dello Spirito Santo: 1 Corinzi 12:1-11. • I frutti dello Spirito Santo: Galati 5:22-26. • La santificazione: 1 Tessalonicesi 4:3, 5:23, Ebrei 12:14, 1 Pietro 1:15, 16, 1 Giovanni 2:6. • Il ministero e l'evangelizzazione: Marco 16:15-20, Romani 10:15. • La decima e la sostenibilità dell’Opera: Genesi 14:20, 28:22, Levitico 27:30, Numeri 18:21-26, Malachia 3:7-10, Matteo 10:10; 23:23. • Il sollevamento della Chiesa: Romani 8:23, 1 Corinzi 15:51 - 52, 1 Tessalonicesi 4:16-17. • La seconda venuta di Cristo: Zaccaria 14:1-9, Matteo 24:30, 31, 2 Tessalonicesi 1:7, Tito 2:13, Eb 14, 15. • Il Regno Millenario: Isaia 2:1-4, 11:5-10, Zaccaria 09:10, Apocalisse 19:20, 20:3-10. • Nuovi cieli e nuova terra: Isaia 65:17, 66:22, 2 Pietro 3:13, Apocalisse 21:1.


SOMMARIO Ci trovate in

www.facebook.com/impactoevangelistico

16 / INTERNAZIONALE. Un altro sistema planetario

DEVOZIONALI 40 /LA DIVINITÀ DI GESÙ CRISTO. Rev. Luis M. Ortiz

42 /IOCHEBED, UNA MADRE PER LA CRISI. Rev. Alberto Ortega

Genocidio contro la comunità afroamericana

6

Storie di vita

30 / EROI DELLA FEDE. L’apostolo della Nuova Zelanda

Intervista

28 / MUSICA. Se avessi mille lingue

Attualità

24 / LETTERATURA. La vita sociale degli ebrei al tempo di Cristo

Copertina

20 / SCIENZA. La temuta tubercolosi

L’ideologia di genere La “battaglia dei bagni” è finita

22 18

Chencho, il poliziotto pentito

34

44 - 64 / EVENTI INTERNAZIONALI. Lasciate i bambini venire a me 65 / ALTRI EVENTI.

52 / Evento.

66 / LETTERE-PROGRAMMA.

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GENOCIDIO CONTRO LA COMUNITÀ AFROAMERICANA

L

a detestabile industria dell'aborto colpisce la comunità afroamericana. Gli attivisti pro-vita affermano che centinaia di bambini afroamericani sono stati uccisi prima della nascita per il colore della loro pelle. Una realtà spaventosa che è stata tenuta nascosta per decenni.

Beatriz de la Rosa (*)

Martin Luther King Jr., il massimo difensore dei diritti civili contro la segregazione razziale, disse: “Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano”. Questa massima è stata parte del discorso della scrittrice e oratrice pro-vita (organizzazione Bound4Life) Christina Marie Bennett, che denuncia da un decennio il genocidio subito dalla comunità afroamericana. Per l’afroamericana Christina Marie, parlare dell’aborto è raccontare la propria storia. Molti anni fa, sua madre andò in ospedale per interrompere la sua gravidanza. Aveva subito un attacco di ansia perché le mancavano i mezzi finanziari e l’assistenza necessari per allevare un bambino. Allora, “il custode dell’ospedale vide mia madre piangere in sala d’attesa, le si avvicinò e le chiese se pensava che stesse facendo la cosa giusta. Mia madre annuì, e lui disse: ‘Dio ti darà la forza che non hai ora.’”, dice. “In quel momento, il medico chiamò mia madre. Quando lei entrò nella stanza, non avevano nemmeno ripulito il sangue dell’aborto precedente. Mia madre voleva uscire, aveva cambiato idea, ma il medico la costrinse a rimanere, le disse che era troppo tardi, che aveva già pagato, ma mia madre fu più coraggiosa e se ne andò”, aggiunge. “La conversazione con il custode mi salvò la vita, ma quanti bambini neri sono uccisi prima della nascita per la loro razza, per il colore della loro pelle?”, si chiede l’attivista pro-vita. Bennet denuncia lo spargimento di sangue della comunità afroamericana negli Stati Uniti e nel mondo. L’attivista dice che “si tratta di un grande genocidio di cui nessuno parla.” Ma le associazioni pro-vita hanno cominciato a rompere la legge del silenzio. MISSIONARIO MONDIALE 6 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


FOTO: AFP

copertina

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FOTO: AFP

Dalla legalizzazione dell'aborto nel 1973 negli Stati Uniti, più di 15 milioni di bambini afroamericani sono stati abortiti. In particolare, il 31% delle persone abortite nel paese sono nere; vale a dire, una media di 1876 bambini afroamericani sono abortiti al giorno in questo paese.

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copertina

Dalla legalizzazione dell’aborto nel 1973 negli Stati Uniti, più di 15 milioni di bambini afroamericani sono stati abortiti. In particolare, il 31% delle persone abortite nel paese sono nere; vale a dire, una media di 1876 bambini afroamericani sono abortiti al giorno in questo paese. Anche la comunità abortista stessa è a conoscenza della quantità di aborti di afroamericani verificati. Il Guttmacher Institute dice che le donne di colore hanno 5% in più di probabilità di abortire rispetto alle donne bianche.

CACCIA DELLA DONNA AFROAMERICANA INCINTA Questo 5% in più di probabilità non è un caso né il risultato di un corpo più debole rispetto a quello delle donne bianche; il motivo è che la popolazione di colore subisce forti pressioni dal sistema per abortire. Questo ha anche a che fare con la situazione economica e sociale della popolazione afroamericana, in

genere inferiore a quella dei bianchi. Ma niente di tutto questo è pura coincidenza, come oggi denunciano gli afroamericani pro-vita. Il grande autore di questi crimini è senza dubbio il gigante abortista Planned Parenthood. Infatti, nei suoi centri vengono interrotte 30% delle gravidanze afroamericane, cioè 266 bambini neri uccisi prima della nascita ogni giorno. La comunità pro-vita ha anche riferito che Planned Parenthood costruisce i suoi centri aborti nei pressi dei quartieri dove c’è più popolazione nera povera, ma non al fine di aiutare le donne in stato di gravidanza nella zona, ma al fine di sfruttarle, segregarle e giudicarle per il colore della loro pelle. Come già indicato dal co-fondatore della Radiance Foundation, Ryan Bomberger, durante la campagna pro-vita #BlackLivesMatter: “Solo per mettere le cose in prospettiva, Planned Parenthood uccide più neri disarmati in un giorno che la polizia accusata di uccidere in un anno”.

L’EUGENETICA NON È UN INVENTO NAZISTA La multinazionale non fa altro che seguire alla lettera lo scopo

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LE VITTIME IN AFRICA Africa è il continente che soffre di più con le pressioni delle grandi potenze che cercano di imporre un nuovo colonialismo in cambio di denaro. Gli stati Uniti esige l’introduzione dell’aborto in cambio di dollari. Così semplice. E il baratto funziona. Ciò spiega il motivo per cui l’aborto si è stabilito nella maggior parte dei paesi africani, e questo è esattamente ciò che denuncia Obianuju Ekeocha, l’infermiera ugandese che pagò cara la sua opposizione all’aborto. Produttrice del filmato Killing Africa e fondatrice di Culture of Life Africa, lei ritiene che il modo migliore per fermare l’aborto nel continente dove la vita è nata sia frenare completamente il finanziamento di multinazionali abortiste. Lei sostiene che ci sono organizzazioni pro-aborto come International Project Assistance Service che promuovono l’aborto in Africa con denaro pubblico dai contribuenti americani attraverso il quale fanno una pressione aggressiva contro i politici africani che rifiutano di legiferare a loro favore, pubblica LifeSiteNews. Ekeocha denuncia che c’è un colonialismo ancora più sanguinoso di quello delle vecchie potenze europee: il colonialismo dell’aborto. Le potenze di oggi violano la sovranità delle nazioni africane, anche se l’80% di quei paesi sono contro l’aborto. L’aborto è legale negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nella Germania, nella Francia e nella maggior parte delle nazioni più ricche del mondo. Tuttavia, più paesi africani hanno respinto queste pratiche. Per loro, la legalizzazione dell’aborto è una forma di minacciare la vita dei loro figli. Di conseguenza, se queste entità non avessero i soldi sufficienti per influenzare i politici africani, l’aborto non sarebbe legale nella maggior parte dei paesi dell’Africa. (*) Tratto da http://www. actuall.com

eugenetico e supremazista della sua fondatrice, Margaret Sanger che, da quando iniziate le operazioni di International Planned Parenthood Foundation negli anni 30, concentrò le sue attività e campagne in quartieri poveri di minoranze razziali nere e latine al fine di tenere a bada il controllo delle nascite. Lei cercava lo sterminio razziale attraverso l’aborto. La prova è che oltre il 40% degli aborti effettuati dalla multinazionale negli Stati Uniti sono di afroamericani e altre minoranze. Ma Sanger cercò di farlo sembrare un caso: “Non vogliamo che si sparga la parola che vogliamo eliminare la popolazione afroamericana”. Questo si collegava con la sua ideologia eugenetica, e quella di altri intellettuali anglosassoni della fine del XIX secolo e dell’inizio del XX secolo, tra cui il britannico Francis Galton. Tutti volevano uccidere i deboli e promuovere una razza di purosangue. Le testimonianze scritte di Sanger parlano da sole: “Siamo in uno stato in cui le nostre organizzazioni benefiche, le nostre leggi di compensazione, le nostre pensioni, i nostri ospedali e anche le nostre infrastrutture sanitari e di drenaggio tendono a mantenere in vita i malati e i deboli, a cui si permette di propagarsi e quindi produrre una razza di degenerati”. Una idea molto simile al razzismo che caratterizzò la Germania nazista e che è MISSIONARIO MONDIALE 10 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

Anche la comunità abortista stessa è a conoscenza della quantità di aborti di afroamericani verificati. Il Guttmacher Institute dice che le donne di colore hanno 5% in più di probabilità di abortire rispetto alle donne bianche.


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Planned Parenthood costruisce i suoi centri aborti nei pressi dei quartieri dove c’è più popolazione nera povera, ma non al fine di aiutare le donne in stato di gravidanza nella zona, ma al fine di sfruttarle, segregarle e giudicarle per il colore della loro pelle.

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stata camuffata nel corso degli anni in una società apparentemente democratica come la americana. Come se non bastasse, gli Stati Uniti e le Nazioni Unite cercano di esportare in Africa il genocidio attraverso i loro piani contraccettivi e abortisti, ricattando i governi di quei paesi in cambio di aiuto allo sviluppo. Gli Stati Uniti ha diffuso l’attività dell’aborto in Africa al di sopra della sovranità dei paesi africani e dei loro cittadini, in una nuova forma di colonialismo. La fondatrice di Culture of Life Africa, l’ugandese Obianuju Ekeocha, ha esposto sei punti denunciando il colonialismo nascosto e praticato dagli Stati Uniti con il finanziamento dell’aborto. I fatti sono già palesi, soprattutto negli Stati Uniti. L’organizzazione per i diritti civili Black People Against Abortion dice che negli ultimi 40 anni più persone di colore sono

morte attraverso un aborto che da AIDS, cancro, diabete, malattie cardiache e crimini violenti, compresi quelli del Ku Klux Klan. Lo scopo delle organizzazioni afroamericane pro-vita è quello di smascherare la motivazione eugenetica di Planned Parenthood e confutare l’idea che la multinazionale lotta per la salute delle donne. Non è vita facile, perché l’argomento “progressista” promosso dai film, dalla moda o dalla pubblicità vogliono farci credere che PP lotta per i diritti umani. Non aiuta che molte celebrità di Hollywood continuino a vedere Margaret Sanger o l’attuale direttrice di Planned Parenthood, Cecile Richards, come “le grandi salvatrici delle donne”. (*) Tratto da http://www. actuall.com

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Minaccia per la comunità afr Alveda King Provida “L'aborto legale ha fatto negli Stati Uniti ciò che il Ku Klux Klan non è riuscito neanche a sognare di fare: lo sterminio di un terzo dell’attuale popolazione di colore”. Nipote dell'attivista per i diritti civili Martin Luther King Jr. Fondatrice della Fondazione King of America

NORD AMERICA è il grande autore di questi aborti, come denunciano oggi gli afroamericani pro-vita.

31% MEDIA NEL MONDO

28

nel 2008

-1 rispetto al 2003 -7 rispetto al 1995 MISSIONARIO MONDIALE 14 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

19

-2 -3

dei bambini abortiti negli Stati Uniti sono di colore.

5% más

in più di probabilità di abortire rispetto alle donne bianche, secondo il rapporto del Guttmacher Institute.

AMERICA LATINA

32

Numero di interruzioni ogni 1000 donne di età compresa dai 15 ai 44 anni

-1 -5


roamericana

Provida Ryan Bomberger

“Io sono il risultato di uno stupro, ma l'adozione ha dato senso alla mia vita”.

Radiance Foundation

1876 bambini

15 milioni

Afroamericani sono abortiti ogni giorno negli Stati Uniti.

Di bambini afroamericani sono stati abortiti dalla legalizzazione dell'aborto nel 1973 negli Stati Uniti.

EUROPA

27

-1 -21

28

AFRICA

29

ASIA

-1 -5

= -4

Apartheid

L'apartheid fu un fenomeno di segregazione razziale in Sud Africa nel XX secolo, introdotto dai colonialisti britannici come simbolo di una successione di discriminazione politica, economica, sociale e razziale delle persone nere.

è stato denunciato dalla comunità pro-vita perché costruisce i suoi centri aborti nei pressi dei quartieri dove c’è più popolazione afroamericana povera.

OCEANIA

17

-1 -4

Fonti: OMS, Guttmacher Institute

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UN ALTRO

SISTEMA I

PLANETARIO

l mondo scientifico è in fermento in seguito alla scoperta di sette pianeti che fanno parte di un sistema simile al solare. Le speculazioni sulla possibilità di trovare vita su almeno tre di essi sono molte e diverse.

Ciò che ha attirato l'attenzione degli scienziati della NASA che annunciarono la scoperta del nuovo sistema planetario, il cui centro è stato chiamato Trappist-1, è la posizione e la dimensiond di tre dei sette pianeti extrasolari, che assomigliano la Terra. Questa caratteristica suggerisce che i tre potrebbero essere abitabili. La Terra ha una posizione privilegiata all'interno del sistema solare perché si trova in un luogo chiamato zona abitabile. Vale a dire, non è né troppo vicino né troppo lontano dal Sole, per cui è possibile avere l'acqua e l'atmosfera e, di conseguenza, la vita. I sei pianeti più vicini alla cosiddetta stella Trappist-1 potrebbero avere una temperatura superficiale tra 0 e 100 gradi, la gamma in cui ci può essere acqua liquida. NASA sostiene che quei tre esopianeti hanno una dimensione molto simile a quella della Terra. Infatti, il pianeta 'f ' ha un radio-diametro molto simile a quello della Terra, e alcuni scienziati si sono già azzardati a dire che è praticamente un gemello del nostro pianeta. Uno degli aspetti più interessanti della scoperta “è la complessità del sistema planetario in sé, dal momento che sono pianeti rocciosi” e sono nella posizione ideale per contenere oceani di acqua liquida, afferma David Barrado, ricercatore presso il Dipartimento di Astrofisica presso il Centro di Astrobiologia (CSIC-INTA) della Spagna. Barrado sostiene che “bisogna fare uno studio dettagliato con velocità radiale e spettrografi che sono già a terra, e che consenta di ottenere ulteriori informazioni” su questo sistema. La stella Trappist-1, nota alla NASA dal nome di catalogo 2MASS J23062928-0502285, era irrilevante fino ad un anno fa, che gli scienziati sono stati in grado di determinare la presenza di pianeti intorno ad essa grazie ad una tecnica chiamata fotometria di transito, che consiste nel rilevare pianeti lontani e quindi misurare la diminuzione di luminosità della loro stella ospitante. Con lo studio della frequenza del transito, della profondità e della forma, gli scienziati sono stati in grado di

MISSIONARIO MONDIALE 16 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

determinare le caratteristiche dei nuovi pianeti: radio, dimensioni e densità. La prima notizia importante su Trappist-1 fu data nel maggio dello scorso anno, quando la squadra guidata da Michaël Gillon dell'Università di Liegi, in Belgio, rivelò di aver scoperto due pianeti orbitando quella stella. Trappist-1 ha un 9% della massa del Sole, è più piccola, rossa e fredda. Se fosse un po’ più piccola, non sarebbe più una stella, ma una nana bruna, cioè una stella fredda che non può fondere l’idrogeno come il Sole. I pianeti di questo sistema scoperto hanno periodi orbitali


internazionale

FOTO: AFP

NASA sostiene che quei tre esopianeti hanno una dimensione molto simile a quella della Terra. Infatti, il pianeta 'f' ha un radio-diametro molto simile a quello della Terra, e alcuni scienziati si sono già azzardati a dire che è praticamente un gemello del nostro pianeta.

di tra 1,5 e 13 giorni solari e, secondo gli astronomi, sono di dimensioni simili a quelle che formano Giove e i suoi satelliti, sia per le proporzioni relative che per le orbite compatte e strette. Secondo un comunicato stampa della NASA, i ricercatori hanno identificato la massa di sei dei sette pianeti. La massa del settimo e più lontano è ancora da essere stimata, ma “gli scienziati credono che possa essere una palla di neve”, ma sono necessari ulteriori osservazioni. Non appena la notizia della scoperta fu comunicata, iniziarono le speculazioni sull'invio di un veicolo spaziale con equipaggio umano a quel sistema, distante 39 anni luce (più di 350

trilioni di chilometri), ma quelle idee si scontrano con la realtà scientifica corrente. “Con la tecnologia di oggi non è possibile inviare una nave spaziale a questo sistema, ma ci sono nuove iniziative che, in un futuro non troppo lontano, potrebbero riuscire a farlo”, disse David Barrado. Dopo una prima fase di “riconoscimento”, gli scienziati progettano di iniziare “osservazioni dettagliate per studiare il clima e la composizione chimica dei corpi, al fine di determinare se vi è vita su di loro”. “In pochi anni sapremo molto di più su questi pianeti e ci aspettiamo di sapere se c'è vita entro un decennio”, affermò la NASA. (Con informazioni da Internet)

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LA “BATTAGLIA DEI BAGNI” È FINITA

L

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha revocato la norma proclamata dal suo predecessore, Barack Obama, che permetteva agli studenti transgender nelle scuole pubbliche di usare i bagni e gli spogliatoi che preferivano in base al genere con cui si identificano. Secondo il procuratore generale Jeff Sessions, la misura promossa dall’ex presidente Obama provocava confusione a livello locale e non era coerente con i poteri dell’esecutivo. Il presidente Donald Trump quindi annullò il mercoledì 22 febbraio la norma che negava alle autorità locali la possibilità di stabilire l’uso dei bagni secondo la propria realtà. “La battaglia dei bagni”, come era stata chiamata la misura di Obama, fu vista come un importante passo avanti per le comunità transgender e organizzazioni correlate. Tuttavia, l’iniziativa fu anche respinta dalla critica, che sottolineava che si trattava di una minaccia alla sicurezza e privacy degli altri studenti. Senza la norma di Obama, ora le autorità locali sono libere di proclamare le proprie leggi e determinare se gli studenti possono o meno usare i bagni che preferiscono in base al genere con cui si identificano. In questo modo, Trump si mette al fianco degli Stati governati da repubblicani che sostenevano che Obama aveva oltrepassato il suo potere nel maggio dello scorso anno varando questa norma che minacciava di bloccare i fondi federali alle scuole che non l’avessero rispettata. Il procuratore generale Jeff Sessions disse in una dichiarazione che il governo di Trump aveva deciso di sospendere il provvedimento perché produceva troppa confusione a livello locale e non includeva “un’analisi giuridica sufficiente” su come l’iniziativa era coerente con i poteri che la Costituzione dà all’esecutivo. Sean Spicer, addetto stampa della Casa Bianca, aveva già rivelato che tali questioni dovrebbero essere nelle mani degli Stati e non del governo federale. Inoltre, nella sua dichiarazione, Sessions disse che il Dipartimento di Giustizia “resta impegnato” a proteggere dalla discriminazione, dall’intimidazione e dalle moMISSIONARIO MONDIALE 18 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

FOTO: AFP

e scuole pubbliche negli Stati Uniti non dovranno più consentire agli studenti transgender di utilizzare bagni e spogliatoi comuni in base al genere con cui si identificano.

lestie “tutti gli studenti”, tra cui quelli appartenenti alla comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender (LGBT). Il cambiamento di posizione del governo non avrà un grave impatto nella pratica, in quanto la misura varata da Obama era stata bloccata lo scorso agosto dal giudice federale del Texas Reed O’Connor su richiesta di 13 stati. (Tratto da www.protestantedigital.com)


attualità

RIFIUTANO

L’IDEOLOGIA DI GENERE È

finita l'imposizione dell’ideologia di genere nelle scuole pubbliche del New South Wales, in Australia. Gli insegnanti non potranno più insegnare alcuni contenuti perché il governo ne ha commissionato uno studio ad un organismo indipendente.

Nello Stato del New South Wales, nel sud dell’Australia, gli studenti non saranno più insegnati che “il genere è una costruzione sociale”. Il programma statale obbligatorio di educazione sessuale per gli alunni tra 11 e 12, in cui erano stati inclusi postulati dell’ideologia di genere, è stato finalmente

contestato dallo stesso regista della Pubblica Istruzione del New South Wales, Adrian Piccoli, che ha commissionato una revisione dei contenuti. A seguito di questa decisione, è stato sviluppato un aggiornamento in cui si ha esortato a non utilizzare alcune risorse. Sull’elenco vietato è la raccolta di 17 pagine di una guida per gli insegnanti il cui contenuto insegna ai bambini decenni su diversità sessuale. In questa guida era la storia di Joseph, un uomo sposato con tre figli che confessa di masturbarsi pensando a uomini. Viene anche menzionato l’esempio di Alex, che ha rapporti sessuali con ragazze, tra cui una adolescente, e poi con un uomo. Il governo nazionale si è rifiutato di commentare la questione. Non è chiaro neanche se il nuovo ministro dell’Istruzione australiano, Rob Stokes, sosterrà queste raccomandazioni sulla revisione del contenuto di ideologia di genere nelle scuole pubbliche. Il decreto respinto definiva il modo in cui gli insegnanti dovevano parlare, al fine di mostrare il sesso quasi esplicitamente agli studenti e condividere idee che indicano che “ci sono infinite possibilità” di identità di genere. New South Wales è lo stato più antico e più popoloso del Commonwealth dell’Australia. Si trova nella parte sud-orientale del paese. (Con informazioni da Internet)

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LA TEMUTA

TUBERCOLOSI S i tratta di una delle malattie più antiche e note nella storia della medicina ed è una delle dieci principali cause di morte in tutto il mondo. Si trasmette attraverso la saliva, che serve a trasportare i microrganismi presenti nelle vie aeree dei malati.

La tubercolosi è una malattia infettiva causata da un batterio che di solito colpisce i polmoni. L’infezione si trasmette da una persona con la malattia attiva (contagiosa) a una persona sana (esposta) tramite goccioline di saliva microscopiche che evaporano rapidamente e possono rimanere sospese in aria per diverse ore e raggiungere le vie aeree dell’altra persona. Qualsiasi persona che ha presenza di tosse persistente per più di due settimane (sintomatica respiratoria) deve essere valutata da un medico per escludere la tubercolosi, soprattutto nei paesi in cui l’incidenza della malattia è elevata. Il ritardo nel vedere un medico è una delle principali cause di infezione tubercolare, in quanto si stima che i pazienti con malattia attiva possono infettare fino a 20 persone prima di essere diagnosticati e trattati. Inizialmente, l’infezione è di solito asintomatica nelle persone sane, in quanto il loro sistema immunitario agisce come una barriera intorno ai batteri (malattia primaria). Tuttavia, le persone che hanno il loro sistema immunitario compromesso o indebolito hanno più probabilità di ottenere la malattia. La diagnosi viene fatta attraverso una buona storia medica (tosse per più di due settimane e storia di esposizione a malati di tubercolosi) ed esami ausiliari tra cui l’esame microscopico dell’espettorato o di campioni di tessuti, in cui il bacillo si rende visibile. Ci sono altri esami che, tuttavia, prendono molto più tempo, ad esempio, l’esame colturale dell’espettorato, l’esame sierologico e il PPD, che ha alcune limitazione, e l’esame radiologico, come la radiografia del torace. Esami più sofisticati e costosi vengono utilizzati quando ci sono significative evidenze cliniche ed epidemiologiche e gli esami precedenti sono stati negativi o dubbiosi. La tubercolosi è solitamente curabile; con il trattamento si cerca di interrompere la trasmissione lottando contro l’infezione e prevenire le complicanze e la morte. Il trattamento è farmacologico e il regime si basa su quattro farmaci a dosi MISSIONARIO MONDIALE 20 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

FOTO: AFP

Walter Menchola Vásquez

elevate per un tempo relativamente breve (due mesi), per poi passare ad una seconda fase più lunga (quattro mesi). La terapia direttamente osservata (DOT, in inglese) ha dimostrato di essere la migliore di tutte, perché è gestita da personale specializzato. Uno dei gravi problemi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha osservato è il fallimento dei regimi di trattamento, considerato una delle cause di insorgenza di bacilli tubercolari resistenti ai farmaci (resistenza secondaria). Questi germi possono anche mutare geneticamente e resistere da soli (resistenza primaria). La resistenza secondaria è una causa comune e grave di morte. I ceppi resistenti ai farmaci (MDR)


scienza

I PIÙ COLPITI

In America Latina, il Perù e la Guyana riportano il più alto tasso di incidenza (da 100 a 299 nuovi casi ogni 100 000 abitanti). Inoltre, si deve considerare che per diversi motivi non tutti i casi di persone con TBC attiva vengono riportati; la rilevazione della malattia raggiunge solo il 60% dei pazienti colpiti. In generale, la malattia continua a diminuire in tutto il mondo; l’obiettivo è porre fine all’epidemia entro il 2030 (OMS).

sono più difficili da trattare e richiedono un maggiore numero di antibiotici per un tempo prolungato e, in alcuni casi, anche la chirurgia. I ceppi estremamente resistenti (XDR) hanno in realtà poche opzioni di trattamento e una prognosi sfavorevole. L’OMS stima che nel 2015 circa 480 000 persone svilupparono tubercolosi multi-resistente (MDR) nel mondo. La prevenzione si basa sulla separazione dei malati attivi e su una diagnosi e un trattamento precoci. Le persone che hanno avuto contatto a casa (nello stesso ambiente ogni giorno, tre mesi prima della diagnosi) o contatto stretto (uno spazio chiuso comune spesso per lunghi periodi, come lo spazio di lavoro, per tre mesi prima della diagnosi) con questi pazienti devono

essere trattate con isoniazide per sei mesi o più, a seconda del caso (chemioprofilassi). L’isolamento respiratorio è importante. Il paziente deve coprire permanentemente le sue vie aeree con una maschera respiratoria di protezione (FFP3) quando a contatto con altre persone, che devono anche essere protette nello stesso modo. La mascherina chirurgica (FFP1) impedisce a chi l’indossa di trasmettere agenti infettivi, ma non protegge dall’inalazione di sostanze inquinanti. Fonte: Principi di Medicina Interna di Harrison; Manuale Washington di Terapeutica Medica; Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). (*) Internista e Master in Gestione e Politiche Pubbliche

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Foto: Roberto Guerrero MISSIONARIO MONDIALE 22 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


intervista

L’IDEOLOGIA DI

GENERE

L

a questione dell’ideologia di genere provoca polemiche in diversi paesi. La maggior parte alza la voce in segno di protesta contro questa iniziativa che viola le leggi di Dio e le leggi naturali. Il Rev. Margaro Figueroa, Ufficiale Internazionale del MMM, prevede quindi che questa ideologia verrà rifiutata. Il Rev. Margaro Figueroa visita diversi paesi nella sua qualità di missionario cristiano e ha assistito a molte realtà per quanto riguarda il dibattito sull’ideologia di genere. In questa intervista, lui parla di essa, nonché dell’uso della tecnologia per l’evangelizzazione e della crescita dell’Opera nel mondo. Come vede il progresso dell’Opera nel mondo? Abbiamo notato in questi ultimi anni una rapida crescita. Persone ci chiamano da diversi paesi perché vogliono che l’Opera sia presente nelle loro città, allora a volte ci chiediamo come possiamo essere in grado di raggiungere così tanti luoghi. Alle persone piace essere parlate chiaro, quindi quando parliamo loro chiaro e notano che stiamo insegnando la vera Parola, ci accolgono e si uniscono al Movimento Missionario Mondiale. Che ruolo hanno avuto i media dell’Opera in questa crescita? La gente ascolta i programmi e i sermoni e ci chiamano immediatamente perché vogliono aderirsi al Movimento Missionario Mondiale. Bethel iniziò in Perù, ma ora tutti i paesi sono collegati, anche i luoghi più remoti. Come ha raggiunto l’Opera questi luoghi? Attraverso i media. Questo è anche legato alle nuove tecnologie di comunicazione come le reti sociali, giusto? Qual è il loro contributo in questo processo di crescita dell’Opera? Ci hanno aiutato molto. Le reti vengono utilizzate a uno scopo sano e buono e, come si dice a volte, il prodotto che vendiamo è la Parola del Signore. Quando la gente ascolta le nostre parole attraverso le reti, viene, vede, è convinta e resta felice e soddisfatta. Ogni anno ci sono sfide. Io ero un uomo di impresa e business, allora so che non possiamo rimanere bloccati, bisogna andare avanti. Quali sono queste sfide? Può citarne alcuni? Il Movimento Mondiale Missionario ha sfide forti, tra cui la concorrenza; alcuni vogliono arrivare prima degli altri senza di-

rezione di Dio... Che cosa si intende per concorrenza in questo caso? Molti vogliono alleggerire la Parola e il messaggio per ottenere quello che noi abbiamo ottenuto. Essi dicono qualunque cosa per non perdere credenti, ma non insegnano la sana dottrina biblica per tenere il nostro passo. Noi andiamo avanti perché questa Opera è guidata dallo Spirito Santo. Questa è la concorrenza? Quando parlo di concorrenza, parlo di coloro che vedono altri fare qualcosa e vogliono fare lo stesso, ma essendo una semplice copia, non riescono. Qui l’originalità è la Parola di Dio; e con l’originalità e i mezzi tecnologici, raggiungeremo molti luoghi. La storia dell’Opera ebbe inizio nel Porto Rico. Io sono un prodotto di quella Opera. Ho 70 anni nel Vangelo. In un primo momento crescevamo lentamente, troppo lentamente perché non c’era la tecnologia di oggi. Ora usiamo la tecnologia, ma con molta attenzione. La tecnologia contribuisce alla crescita dell’Opera? La tecnologia ha sempre contribuito a questo fine. Come genitore, ho dovuto esaminare i contenuti della tecnologia. Quindi io dico che bisogna sapere come utilizzarla, in modo che tali contenuti non danneggino nessuno. Usiamo la tecnologia giustamente, senza danneggiare la mente, senza danneggiare la prossima generazione. La tecnologia ha tutti i tipi di contenuti, ma se usata per diffondere la Parola, sarà una benedizione. Il testo della Bibbia si applica: “Esaminate ogni cosa e ritenete il bene”. C’è una grande sfida per l’Opera, per il popolo cristiano, cioè l’ideologia di genere. Come affrontare questa offensiva? Si tratta di un attacco a livello mondiale. Gesù Cristo, per mezzo dello Spirito Santo, sapeva già che sarebbe venuto e ci diede l’antidoto: la Parola. La Bibbia dice: “Se qualcuno vi aggiunge qualcosa…”, “se qualcuno toglie qualcosa dalle parole…”. Bisogna ricordare che Dio ha creato l’uomo e la donna. L’ideologia di genere cerca di eliminare i piani di Dio, di cancellare ciò che Dio dice. Così, un rapporto senza principi e senza valori verrebbe creato, e noi che siamo già nonni, non staremmo mantenendo ciò che Dio ha stabilito. Non possiamo permettere che un governo insensibile, privo di emozioni verso la famiglia, applichi queste ideologie. La maggior parte non vende i propri valori e non venderà i propri principi. Se questi gruppi continuano con la loro idea di genere, un giorno dovranno rendere conto a Dio. In realtà, non riusciranno, perché le persone con morale e principi non cadranno in quel piccolo gioco delle tenebre. L’ideologia di genere non riuscirà.

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LA VITA SOCIALE DEGLI

EBREI

A

AL TEMPO DI CRISTO

l fine di descrivere il tempo e le circostanze in cui visse Gesù, il libro di Alfred Edersheim fornisce informazioni rilevanti per la comunità evangelica globale. Diciotto secoli e mezzo fa, la terra che ora si trova desolata — con le sue colline nude e grigie che si affacciano su valli mal coltivate oppure trascurate, con foreste distrutte, con terrazze di olivi e viti sgretolati in polvere, con i suoi villaggi colpiti dalla povertà e dallo squallore, con le sue strade insicure e deserte, e con la sua popolazione nativa quasi scomparsa, e con essa la sua industria, ricchezza e potenza —, era caratterizzata da una bellezza, ricchezza e attività quasi senza precedenti in tutto il mondo allora conosciuto. I rabbini non si stancavano mai delle loro lodi, il cui tema era la preminenza fisica o morale della Palestina. Scritta per descrivere il tempo e le circostanze in cui visse Gesù Cristo, “La vita sociale degli ebrei al tempo di Cristo” permette di vedere chiaramente ciò che accadeva in quel momento in Palestina, di entrare nei pensieri della comunità ebraica, di acquisire familiarità con le sue abitudini, i suoi insegnamenti e il suo culto. Inoltre, secondo il suo autore, Alfred Edersheim, studioso ebreo convertito al cristianesimo, fornisce una migliore comprensione di molte delle espressioni e allusioni nel Nuovo Testamento.

PROFONDITÀ SPIRITUALE Se Galilea poteva vantarsi della bellezza dei suoi paesaggi e della fertilità della sua terra, e di essere il centro di una vita attiva e di rapporti con il grande mondo al di fuori della Palestina, Giudea non desiderava né invidiava tali vantaggi. La sua pretesa era un’altra. Mentre Galilea era il cortile esterno, Giudea era come il santuario interno d’Israele. In effetti, il suo paesaggio era sterile in confronto, con le sue colline nude e rocciose e la sua landa solitaria, ma intorno a quelle grigie montagne calcaree si profilava la storia sacra, forse anche il romanticismo e la religione d’Israele. Il libro di Edersheim, pubblicato nel 1876, porta il lettoMISSIONARIO MONDIALE 24 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


letteratura

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re alla società civile del popolo palestinese durante il tempo terreno del Figlio di Dio. Attraverso una scrittura meticolosa ci fa mescolare a stretto contatto con gli uomini e le donne di quel tempo e ci aiuta a vederli nelle loro case e con le loro famiglie, a conoscere le loro abitudini e il suo stile di vita, e a seguirli nella loro vita quotidiana. Questo libro fornisce significato, colore e profondità spirituale alle parole delle Scritture. La grande distinzione che divideva l’umanità tra Giudei e Gentili non era solo religiosa, ma anche sociale. Non importa quanto fossero vicine le città dei pagani a quelle d’Israele, quanto fossero frequenti e strette le comunicazioni tra le due parti, non si poteva entrare in una città o un villaggio ebraico senza sentirsi, per così dire, in un altro mondo. L’aspetto delle strade, la costruzione e la disposizione delle case, i regolamenti comunali e religiosi, il comportamento e i costumi del popolo, le sue abitudini e il suo stile di vita e, soprattutto, la vita familiare, erano in netto contrasto con quello che potrebbe vedersi altrove.

PENSIERO RELIGIOSO Diviso in diciotto capitoli, che affrontano dalla descrizione della Palestina al tempo di Cristo fino ad una breve descrizione della antica letteratura teologica ebraica, “La vita sociale degli ebrei al tempo di Cristo” contiene informazioni rilevanti per la comunità evangelica globale. A questo proposito, Alfred Edersheim disse nel suo libro che resta ancora molto da fare: seguire l’avanzamento del pensiero religioso per quanto riguarda il canone delle Scritture, il Messia, la legge, il peccato e la salvezza. Per capire con precisione la posizione della donna in Israele, bisogna soltanto leggere con attenzione il Nuovo Testamento. L’immagine della vita sociale presentata offre una visione completa del suo luogo nella vita privata e pubblica. Non c’era quella separazione così comune sempre tra gli orientali, ma le donne si mescolavano liberamente con gli altri, sia in patria che all’estero. Invece di soffrire d’inferiorità sociale, avevano un ruolo influente e spesso preminente in tutti i movimenti, in particolare quelli di natura religiosa. La donna in Israele era pura; la casa, felice; e la famiglia, santificata. Edersheim, ministro del Signore nato il 7 marzo 1825, concepì la sua opera con l’obiettivo principale di illustrare la storia e gli insegnamenti del Nuovo Testamento. A questo

La grande distinzione che divideva l'umanità tra Giudei e Gentili non era solo religiosa, ma anche sociale. Non importa quanto fossero vicine le città dei pagani a quelle d’Israele, quanto fossero frequenti e strette le comunicazioni tra le due parti, non si poteva entrare in una città o un villaggio ebraico senza sentirsi, per così dire, in un altro mondo.

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proposito, nella prefazione al suo testo, lo scrittore cristiano disse: “Ecco i risultati di molti anni di studio… Quindi, spero innanzitutto che queste pagine potranno gettare qualche ulteriore luce sulle Scritture e offriranno rinnovata prove, e in una nuova direzione, della verità ‘dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi’”. Sarebbe stato difficile andare lontano in Giudea o in Galilea senza entrare in contatto con un individuo particolare e straordinario, diverso da tutti quelli intorno a lui e che subito attirava l’attenzione: il fariseo. Lusingato o temuto, evitato o adulato, considerato con riverenza o ridicolizzato, aveva altrettanto potere in tutto il mondo, sia ecclesiastico che politico, perché apparteneva alla fraternità più influente, più zelosa e più strettamente legata, che nel perseguimento dei suoi obiettivi non risparmiava né tempo né fatica, non temeva i pericoli e non si sottraevano alle conseguenze.

TEMPI DI CONFRATERNITE Gli ebrei e i gentili nel paese, la Galilea al tempo del nostro Signore, le strade e le locande della Palestina, le case ebraiche, l’educazione dei bambini ebrei, l’istruzione scolastica a casa in Israele, le scuole elementari in Israele, le madri, figlie e mogli in Israele, le opinioni ebraiche sul commercio, sui negozianti e sulle associazioni di negozianti, le “confraternite” dei farisei, il rapporto dei farisei con il Vangelo di Cristo e le sinagoghe sono alcuni dei principali temi affrontati da Edersheim. Per capire lo stato della società religiosa in tempi di nostro Signore, si deve sempre tenere a mente il fatto che i farisei erano un “ordine” regolare e che c’erano molte di queste “confraternite” in gran parte derivate dai farisei originali. Il Nuovo Testamento ci porta tra le scene e gli attori contemporanei, dando per scontato, per così dire, lo stato delle cose esistenti allora. Ma il fatto riferito spiega molte circostanze apparentemente strane, e getta nuova luce su tutto. I farisei erano dichiaratamente un “chavurah”, cioè una confraternita o assocciazione. Morto il 16 marzo 1889, Alfred Edersheim servì il Signore dal 1846, quando si diede alla diffusione del cristianesimo. Predicatore virtuoso e autore di diversi libri religiosi, il suo più grande contributo alla comunità evangelica globale è, dal punto di vista di specialisti in letteratura sacra, “La vita sociale degli ebrei al tempo di Cristo”. Un libro che fa notare che Gesù Cristo fatto uomo era una figura del suo tempo cresciuto in una famiglia religiosa. Ripensando al fariseismo che abbiamo descritto, c’è un detto del nostro Signore che a prima vista sembra quasi impossibile da capire, ma è chiaro ed enfatico: “Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno di osservare” (Matteo 23: 3). Ma sebbene i primi discepoli non dovessero rompere immediatamente e per sempre con la comunità ebraica, questa istruzione era assolutamente necessaria. Perché, anche se i farisei erano solo un “ordine”, il fariseismo, proprio come l’ultramontanismo moderno, non era diventato solo la direzione principale del pensiero teologico, ma i suoi principi erano anche solennemente proclamati.


literatura

Per capire con precisione la posizione della donna in Israele, bisogna soltanto leggere con attenzione il Nuovo Testamento. L'immagine della vita sociale presentata offre una visione completa del suo luogo nella vita privata e pubblica. Non c’era quella separazione cosÏ comune sempre tra gli orientali, ma le donne si mescolavano liberamente con gli altri, sia in patria che all'estero.

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SE AVESSI

MILLE LINGUE I nno scritto dal riformatore britannico Charles Wesley nel 1739, si distingue per la sua eleganza poetica e per la sua testimonianza spirituale.

Scritto il 21 maggio 1739 dal riformatore inglese Charles Wesley, in occasione del primo anniversario della sua arresa a Gesù Cristo, l’inno “Se avessi mille lingue” si distingue per la sua eleganza poetica e la sua testimonianza spirituale. Fondatore del movimento metodista con il fratello John, Wesley è un prolifico compositore cristiano che scrisse questa ode al fine di lodare il Signore. Wesley, nato il 19 dicembre 1707 in Inghilterra, compose circa seimila canzoni cristiane. La sua vasta opera musicale, secondo i suoi biografi, fu sviluppata mentre girava il paese predicando la Parola di Dio. Charles eccelleva nel suo tempo come poeta virtuoso che scriveva canzoni legate alla Bibbia, alla fede evangelica e al Creatore. “Se avessi mille lingue”, che nella sua versione originale ha diciotto strofe, fu pubblicata nel 1740 come parte di una raccolta di inni cristiani. Composta sulla base delle parole del missionario Peter Boehler, che una volta disse che se avesse mille lingue loderebbe il Signore con tutte loro, questa canzone trabocca di ricchezza poetica il cui ruolo principale è di Cristo. La testimonianza poetica di Charles Wesley sulla sua conversione si caratterizza dal controllo del linguaggio. Questo servo del Signore, che viaggiò per la Gran Bretagna condividendo la buona notizia, si valeva dell’iperbole per aumentare l’impatto emotivo della sua creazione. Inoltre, fece ricorso ad altre figure poetiche come l’ossimoro, che consiste nell’accostamento di due termine di senso opposto, e l’antitesi. Ancora cantata in tutto il mondo, “Se avessi mille lingue” sopravvive come un campione della destrezza lirica del suo autore. Nella sua versione attuale, condensata dal passare del tempo in un numero minore di strofe, brilla chiaramente la Parola Dio. La poesia rivela la gloria e i trionfi dell’amore di Dio. Allo stesso modo, viene sottolineato il ruolo liberatorio e restauratore del Signore. Negli Stati Uniti oggi, l’inno di Wesley è di solito cantato con arrangiamenti musicali del compositore americano Lowell Mason. Nella Gran Bretagna è spesso usata la musica composta dall’inglese Thomas Haweis. Con quasi 278 anni di storia alle spalle, “Se avessi mille lingue” ha ancora una forte MISSIONARIO MONDIALE 28 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


música

SE AVESSI MILLE LINGUE 1 Oh, se avessi mille lingue per cantare La lode del mio grande Redentore, Le glorie del mio Dio e Re, I trionfi della Sua grazia! 2 Mio misericordioso Maestro e Dio, Aiutami a proclamare, A diffondere in tutta la terra Gli onori del Tuo nome. 3 Gesù! Il nome che fa svanire le nostre paure, Che promette di alleviare i nostri dolori; È musica nelle orecchie del peccatore, È vita, salute e pace. 4 Egli vince il potere del peccato, Egli libera il prigioniero; Il suo sangue purifica l’empio, Il suo sangue mi ha aiutato.

attrativa internazionale e grande impatto. Charles Wesley, morto il 29 marzo 1788 nella città di Londra, gode di unanime riconoscimento nel mondo della musica gospel. La sua intensa sincerità, la sua fervida pietà, il suo acume intellettuale, la sua cultura indubbia e la spontaneità senza precedenti della sua eloquenza lo misero tra i grandi lirici gospel britannici. Un fertile poeta di Dio che ha lasciato come eredità l’inno “Se avessi mille lingue”.

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L'APOSTOLO

DELLA NUOVA ZELANDA S amuel Marsden visse tra cannibali e selvaggi al fine di predicare la Parola di Dio. Il suo lavoro per la causa di Dio è uno dei più importanti nella storia del cristianesimo.

William Pakenham-Walsh

Questa è la storia di un uomo di Dio che trascorse la sua vita tra cannibali e selvaggi al fine di conquistare anime al Signore. Il suo nome era Samuel Marsden, anche noto come “l’Apostolo della Nuova Zelanda”, ed era un servo di Gesù Cristo che non si sottraeva ai pericoli e non si scoraggiava dalle difficoltà. Proprio come altri eroi della fede, nacque in una famiglia umile in Inghilterra il 25 giugno 1765, e dopo ricevere una formazione di base nella sua città natale, entrò a far parte della Hull Grammar School. Secondo una versione, Marsden fece il fabbro per qualche tempo. Si afferma anche che fu adottato dall’Eland Society, organizzazione cristiana che cercava giovani di talento per diffondere la Parola di Dio, grazie alla quale fu inviato al Saint John College dell’Università di Cambridge. Inoltre, in gioventù predicò il Vangelo tra i detenuti in New South Wales e fece un lavoro duro e sacrificato come missionario.

LONTANO ESILIO L’1 luglio 1793 nella città di Hull, Samuel e sua moglie aspettavano la partenza della nave che li avrebbe portati al loro “lontano esilio”. Era domenica mattina, allora prima di dirigersi verso il porto, entrarono nel tempio, e proprio in quel momento il segnale della nave fu dato. Marsden e sua moglie andarono veloci al porto accompagnati da tutta la congregazione. Quel giorno, invece di un sermone, diede la sua benedizione di addio, e la nave salpò mentre tutti pregavano. Un compito difficile e forse spiacevole attendeva Marsden a Parramatta, il più antico insediamento europeo in Australia. La colonia era composta dei peggiori criminali e fuorilegge…persone viziose che erano state bandite dalle sue terre per commettere i crimini più efferati. Il lavoro a lui assegnato era sufficiente per schiacciare il cuore più forte, ma il missionario lo assunse con la fede di un uomo che credeva nella sua missione. Dopo l’arrivo a Sydney, l’insediamento più importante della prima colonia britannica in Australia, il 10 marzo 1794, Marsden subì diversi disagi nella sua opera di diffusione del cristianesimo. MISSIONARIO MONDIALE 30 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

Il missionario fu vittima d’innumerevoli abusi personali, diversi attacchi dalle autorità locali e un mare di calunnie dalla stampa australiana. Ancora e ancora, Samuel dové ricorrere alla protezione delle leggi del suo paese, ma riuscì a sconfiggere l’opposizione dei suoi critici e raggiungere l’accettazione dei suoi suggerimenti


eroi della fede

morali e spirituali.

DESIDERIO DI FEDE Marsden, nel corso di una visita in Inghilterra nel 1807 con lo scopo di presentare i suoi progetti missionari alle autorità, perorò

la causa dell’evangelizzazione della Nuova Zelanda con la Società Missionaria della Chiesa, e gettò così le basi di una delle missioni cristiane più notevoli dei tempi moderni. Quattordici anni prima, durante il suo primo viaggio in New South Wales, Samuel aveva letto “La vita di Brainerd”, che accese

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nel suo cuore una fiamma di zelo missionario. Mentre era impegnato ai suoi progetti per i coloni, non perse mai di vista i nativi australiani, e fece spesso sforzi per il loro bene, ma la sua attenzione era più particolarmente diretta ai neozelandesi, un popolo selvaggio coinvolto in guerre interne. Marsden aprì le sue porte per accoglierli e ben presto guadagnò una meravigliosa influenza su di loro. Un capotribù notevole, Tippahee, lo visitò nel 1806, e il predicatore si rese conto che il cannibale tatuato era un uomo di capacità superiore e di particolare interesse per lo sviluppo del suo popolo. Samuel lo rimandò in Nuova Zelanda con semi, attrezzi e regali utili, e così aprì la strada per la cristianizzazione del popolo neozelandese. Quando la richiesta di Samuele fu finalmente accettata dalla Società Missionaria della Chiesa a Londra, nessun missionario mostrò interesse per intraprendere l’eroico compito di diffondere il Vangelo nel cuore dell’Oceania. Con il passare dei giorni, tuttavia, due esperti meccanici furono affidati a Marsden per viaggiare in Nuova Zelanda, stabilire relazioni amichevoli con gli indigeni e predicare la Parola del Signore.

MISSIONE TURBOLENTA Sul viaggio di ritorno a Port Jackson, il missionario conobbe

Dopo l'arrivo a Sydney, l’insediamento più importante della prima colonia britannica in Australia, il 10 marzo 1794, Marsden subì diversi disagi nella sua opera di diffusione del cristianesimo. Il missionario fu vittima d’innumerevoli abusi personali, diversi attacchi dalle autorità locali e un mare di calunnie dalla stampa australiana.

Ruatara, un neozelandese malato ed emaciato che, proprio come molti dei suoi compatrioti, era stato maltrattato crudelmente dai marinai inglesi che lo avevano convinto con vane promesse di navigare con loro in Inghilterra. Marsden ebbe pietà dello sconosciuto e scoprì che era il nipote di Tippahee. Una volta ripreso, Ruatara offrì il suo aiuto a Samuel nel compito di evangelizzare il territorio della Nuova Zelanda. Dopo il loro arrivo a Parramatta, Marsden apprese notizie terribili. Un grande mercantile che si trovava nel porto era stato saccheggiato dagli indigeni e tutti i passeggeri e l’equipaggio erano stati uccisi e mangiati. Alcune baleniere, appresa la notizia, decisero di vendicare la vergogna, ma, confondendo il giusto con l’empio, ridussero in cenere il villaggio di Tippahee. Lo stato di sconvolgimento era così grande che Marsden saggiamente rinviò la sua impresa missionaria. Nel frattempo, Ruatara tornò a casa e cominciò a raccontare al suo popolo quello che aveva sentito e visto. I due nuovi missionari furono finalmente MISSIONARIO MONDIALE 32 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


eroi della fede

in grado di visitare la Nuova Zelanda e furono accolti con gioia.

EVANGELISTA AUDACE Il 19 novembre 1814, Marsden navigò con un gruppo di cristiani e selvaggi, europei e neozelandesi, donne e artigiani, insieme ad alcuni cavalli, bovini, ovini e animali da cortile. All’arrivo alla Baia delle Isole, il gruppo era nel bel mezzo di una faida tra due villaggi vicini. Samuel decise di riunirsi con i nativi più feroci che lo aspettavano lancia in mano e indossando collane di denti umani. Perplesso e sorpreso, ricevé un caloroso benvenuto dai Maori al ritmo di una danza di guerra. Grazie a Samuel Marsden, che era in grado di combinare coraggio con gentilezza, entrò il Vangelo in Nuova Zelanda. Fin dall’arrivo del missionario inglese, e per un quarto di secolo, la Parola di Dio prese possesso di questa terra che viveva con le spalle voltate alla buona notizia del Signore. Samuel condusse una guerra implacabile contro i vizi, l’ingiustizia e la violenza attraverso sette missioni. Nei suoi viaggi missionari, Marsden imparò la lingua dei neozelandesi, stabilì scuole e seminari biblici per l’istruzione del

Grazie a Samuel Marsden, che era in grado di combinare coraggio con gentilezza, entrò il Vangelo in Nuova Zelanda. Fin dall'arrivo del missionario inglese, e per un quarto di secolo, la Parola di Dio prese possesso di questa terra che viveva con le spalle voltate alla buona notizia del Signore.

popolo, risolse conflitti tra le tribù ostili, proclamò il Vangelo di Cristo e lavorò dall’alba al tramonto per estendere il regno Dio. Gli sforzi di Samuel per conquistare anime e ingrandire il gregge del Signore non furono inutili. Grazie alla sua predicazione, migliaia di indigeni decisero di correggere il corso della loro vita e si arresero a Gesù. Il settimo e ultimo viaggio di Marsden in Nuova Zelanda fu memorabile. Lui aveva 72 anni, era afflitto da malattia e la vista gli mancava, ma decise di visitare ancora una volta i suoi cari Maori. Il suo arrivo fu celebrato con una gioia indescrivibile. Ovunque era il venerato patriarca, i cristiani nativi lo salutavano con lacrime e la popolazione pagana lo accoglieva con colpi di moschetto e le loro danze di guerra. Qualche tempo dopo, il 12 maggio 1838, Samuel Marsden andò al Creatore. Lui fu coraggioso e forte fino alla fine e allegramente accettò i disegni di Gesù Cristo. “L’amico dei Maori” e dei detenuti morì in presenza dei suoi fratelli, dopo aver battuto la calunnia e l’opposizione dei suoi nemici, e sviluppare con successo una delle più grandi missioni del secolo XVIII.

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CHENCHO,

IL POLIZIOTTO PENTITO J

uan Mosquera, un ex poliziotto colombiano che servì Pablo Escobar a Medellin, si è lasciato alle spalle la sua vita di crimine, sangue e dolore grazie alla Parola di Dio. Ora vive tranquillamente con la sua famiglia. Johan Pérez Foto: Roberto Guerrero y Archivo familiar

Bellavista è una delle carceri più sovraffollate a Medellin, in Colombia, con sette mila prigionieri che, oltre alla loro libertà, ci perdono anche la dignità umana. Bellavista era anche la nuova casa di Juan Mosquera Mosquera per i prossimi 39 anni, e non era molto diversa dalla caricatura di casa che ebbe quando rimase orfano. Egli era stato un sicario di Pablo Escobar, un ex poliziotto diventato criminale e trafficante di droga la cui fedina era ragione sufficiente per non essere liberato. Juan aveva condotto una vita solitaria fin dall’infanzia, e non aveva conosciuto che sofferenza dalla nascita nel 1967, nel dipartimento di Chocó, nel nord-ovest della Colombia. Suo padre, Pedro José, non si assunse le proprie responsabilità e l’abbandonò come aveva fatto con altri 39 bambini nati da donne diverse. All’età di 10 anni, Juan perse la madre e fu cresciuto dalla sorella di suo patrigno che aveva provato compassione per lui, ma con cui ebbe una vita piena di stenti. Due anni più tardi, cominciò a coltivare banane per mantenere uno dei suoi fratelli minori. A 14 anni, decise di studiare e se ne andò in un villaggio vicino dove viveva una zia che si prese cura di lui con amore. Lei gli rivelò che il suo padre viveva nella stessa giurisdizione. La zia cercò molte volte di riunirli, ma l’incontro ebbe luogo grazie a uno dei suoi 39 fratelli, che conobbe accidentalmente. Mosquera, sopranominato Chencho, si riconciliò con il padre, che si scusò per averlo abbandonato e l’accolse nella sua casa. Chencho passò qualche tempo accanto a suo padre, e con il suo sostegno si mise a studiare. Tuttavia, un giorno, quando aveva 17 anni, fu maltrattato da lui per essere andato a giocare a calcio. Allora arrivò la delusione e decise di lasciare la casa e diventare indipendente. Lontano da suo padre, avanzò nei suoi studi e divenne uno MISSIONARIO MONDIALE 34 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


storie di vita

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studente che eccelleva per i suoi voti. In quei giorni, sognava di entrare all’università, studiare matematica e fisica, e parlare correntemente l’inglese. Tuttavia, i suoi sogni si scontrarono con una gravidanza non pianificata. Nel decimo ciclo del liceo, la ragazza con cui usciva rimase incinta. Juan promise di non commettere gli stessi errori di suo padre e si assunse la sua responsabilità con gioia.

POLIZIOTTO TRASGRESSORE Nel 1988, con una bambina in braccio e molte illusioni, decise di trasferirsi a Medellin, capitale del dipartimento colombiano di Antioquia, la città più violenta del mondo a causa dei crimini del narcotrafficante Pablo Escobar, “il Padrone”. Da quando gli venne offerta l’opportunità di unirsi alla Scuola della Polizia Nazionale della Colombia, divenne testimone dell’insicurezza che prevaleva a Medellin. Juan, un campagnolo abituato a una esistenza tranquilla, scoprì che la vita non aveva valore per i seguaci di Escobar che controllavano le strade. Molte volte era stato sul punto di morire, ma continuò a indossare la divisa della polizia molti anni ancora. Sopraffatto da vedere così tanto sangue, e dopo separarsi dalla madre di sua figlia, prese un corso alla Scuola Carlos Holguín, si unì come Prima Tromba alla banda dell’esercito della Polizia Nazionale della Colombia, e si dedicò a lavorare lontano dalla violenza. Tuttavia, dopo un periodo di calma, un collega corrotto lo convinse di lavorare per il Padrone. Juan partecipò a diverse rapine, estorsioni e omicidi. Agli inizi degli anni 90, mentre serviva il male, conobbe María Lilian Torres, la sua attuale moglie, che si innamorò di lui e sopportò stoicamente il suo comportamento sbagliato. Essendo coinvolto in un caso di estorsione a un commercian-

Nel 1995, nel corso di un'operazione montata per distruggere l'organizzazione che integrava, Mosquera fu arrestato da un ex compagno della polizia che quasi l’uccide. Dopo la sua cattura, fu mandato nella prigione Bellavista, accusato di omicidio, rapina aggravata e possesso illegale di armi.

te, Mosquera fu espulso dalla polizia e condannato a 18 mesi di prigione. Una volta rilasciato, e pieno di odio contro l’istituzione che l’aveva accolto, diventò membro di una delle bande criminali più temute nella storia di Medellín: La Terraza, un gruppo di criminali, ex soldati ed ex poliziotti che ora erano al servizio del traffico di droga. In questo modo, diventò un teppista che commetteva crimini in cambio di un pagamento mensile di due milioni di pesos colombiani (circa tremila dollari). Tuttavia, stanco di ricevere solo una manciata di soldi, lasciò La Terraza nel 1993 MISSIONARIO MONDIALE 36 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

Nel 1998, dopo essere stato condannato a 39 anni di carcere, Mosquera chiese pietà. Durante il processo, si difese personalmente davanti ai giudici del suo paese. Con un argomento di difesa basato sul codice penale colombiano, fu assolto dai crimini più gravi. Tuttavia, la giustizia lo condannò a sei anni di carcere.


storie di vita

e si alleò con altri 16 ex poliziotti, con cui scatenò un’ondata di rapine in banca, aziende e case di lusso. Nel 1995, nel corso di un’operazione montata per distruggere l’organizzazione che integrava, Mosquera fu arrestato da un ex compagno della polizia che quasi l’uccide. Dopo la sua cattura, fu mandato nella prigione Bellavista, accusato di omicidio, rapina aggravata e possesso illegale di armi.

INCONTRO CON IL SIGNORE Abituato a divertirsi con le donne di malaffare e bere brandy con latte, in carcere addottò una nuova visione del mondo a

Bellavista: il Vangelo di Dio. In un primo momento, incredulo, scherniva il pastore evangelico Óscar Osorio, che cercava di insegnargli la Parola. “Ogni matto fa il suo atto. Fai il tuo, io faccio il mio”, gli diceva. A poco a poco, la fede cristiana entrò nella sua vita. Juan non si rendeva conto che mentre lui derideva i seguaci evangelici, Gesù gli dava amore e prendeva sul serio le vicissitudini della sua esistenza. Il pastore Osorio gli aveva già detto: “Un giorno ti vedrò unito a noi”. Quando un giorno, timorato di Dio, Juan Mosquera sentì in un servizio il versetto Romani 7: 7, che parla del peccato,

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Ritenuto pazzo dai vicini e tentato di fare il male dai suoi ex complici più volte, non mollò mai e non abbandonò il Vangelo. La sua fede nel Creatore lo portò a frequentare una chiesa evangelica raccomandata da una delle sue nonne, che si era convertita ai 85 anni.

decise di cambiare la sua vita. Alcuni giorni più tardi, il 25 novembre 1995, piegò le ginocchia e si arrese a Dio. Poco dopo, inviò una lettera alla moglie in cui diceva: “Ti saluto nel nome del Signore Gesù Cristo...”. Lei non riusciva a credere a quello che i suoi occhi vedevano. Juan, nel frattempo, era determinato a cambiare e iniziò a studiare la Bibbia giorno e notte. Inoltre, chiese alla moglie di cercare Dio e trovare una chiesa da frequentare. Tale era il suo interesse per il cristianesimo che divenne un portavoce della buona notizia nel carcere Bellavista. Per i suoi molti crimini, Juan Mosquera fu portato in giudizio molte volte e fu anche trasferito in due delle prigioni più pericolose in Colombia: San Bernardo, che si trova ad ArmeMISSIONARIO MONDIALE 38 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

nia, e Villahermosa, che si trova a Cali. Nel 1998, dopo essere stato condannato a 39 anni di carcere, Mosquera chiese pietà. Durante il processo, si difese personalmente davanti ai giudici del suo paese. Con un argomento di difesa basato sul codice penale colombiano, fu assolto dai crimini più gravi. Tuttavia, la giustizia lo condannò a sei anni di carcere.

SERVO DEL SIGNORE Nel 2001, dopo essere sopravvissuto al terremoto che colpì Armenia il 25 gennaio 1999, fu rilasciato e lottò contro lo stigma di essere un cattivo poliziotto che era caduto nelle grinfie della criminalità. Per mantenere le sue quattro figlie e


storie di vita

la moglie, non ebbe altra scelta che vendere limoni in strada. Ritenuto pazzo dai vicini e tentato di fare il male dai suoi ex complici più volte, non mollò mai e non abbandonò il Vangelo. La sua fede nel Creatore lo portò a frequentare una chiesa evangelica raccomandata da una delle sue nonne, che si era convertita ai 85 anni. Oggi, Juan Mosquera Mosquera serve Gesù Cristo. Il suo obiettivo principale è che più persone che non conoscono il Vangelo fissino di nuovo lo sguardo sulla buona notizia. Lui si lasciò alle spalle quella dissipata vita che lo portò al male e alla prigione. La sua testimonianza, piena di fede, dimostra che il Signore può fare qualsiasi cosa

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LA DIVINITÀ DI

GESÙ CRISTO

“Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?» Essi risposero: «Alcuni, Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù, replicando, gli disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli…»” Matteo 16:13-17. Rev. Luis M. Ortiz

Questo versetto mostra che nel paese c’erano diverse opinioni circa la persona e l’identità di Cristo, ma tutte sbagliate, anche calunniose, come quelle dei farisei, che bollavano Gesù come sedizioso davanti alle autorità politiche, e come blasfemo davanti alle autorità religiose. L’unica risposta corretta venne dalle labbra di Pietro, data a lui per rivelazione divina.

UGUALE A DIO Nella sua preghiera di intercessione al Padre, Gesù disse: “E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro” (Giovanni 17: 10). Per riscattarci, “... pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Filippesi 2: 6-11). Gli uomini uccisero Cristo perché si faceva uguale a Dio (Giovanni 5:18), ma Dio lo risuscitò dai morti, lo rivendicò come il Suo Figlio (Romani 1: 4) e “lo fece sedere alla propria destra nei luoghi celesti, al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro. Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa” (Efesini 1: 20-22). Insieme con il Padre e lo Spirito Santo formano la Santissima Trinità, la cui evidenza biblica è schiacciante. La sua uguaglianza con il Padre è la prova della divinità di Cristo. LA SUA NASCITA E VITA Le profezie e i dettagli miracolosi sulla nascita di Cristo, che sono circa duecentosettanta, sarebbero stati umanamente impossibili da adempiere se Egli non fosse stato il Figlio di Dio Altissimo. Queste centinaia di profezie e dettagli miracolosi che si avverarono alla lettera alla sua nascita furono confermati da migliaia di miracoli e prodigi compiuti da Cristo nella sua vita e nel suo ministero, dimostrando così la sua divinità. Ad esempio, la vittoria su Satana nella tentazione nel deserto; la proclamazione da Giovanni Battista come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo; la testimonianza udibile del Padre dal cielo; la sua vita, il suo amore e la MISSIONARIO MONDIALE 40 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


devozionale

sua pazienza impeccabili in perfetto equilibrio con la sua indignazione contro l’ipocrisia; i suoi insegnamenti, la sua dottrina, la sua saggezza, la sua sicurezza, la sua autorità. Egli guariva tutte le malattie del corpo, della mente e dello spirito e scacciava demoni, e anche i demoni riconoscevano che erano davanti al Figlio di Dio. Egli calmò la tempesta, moltiplicò i pani, risuscitò i morti. Sapeva che sarebbe stato tradito, arrestato, processato, negato, condannato e picchiato, crocifisso e ucciso, ma anche che sarebbe risorto e avrebbe vinto il peccato, il diavolo, la morte. Durante quaranta giorni apparve ai suoi discepoli e poi ascese al cielo, ed è seduto alla destra di Dio. Con la sua vita impeccabile, vittoriosa e piena di opere soprannaturali lasciò abbondanti prove di essere il Figlio di Dio.

L’EFFICACIA DEL SUO SACRIFICIO “… come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti

La determinazione di oltre duecento milioni di cristiani evangelici disposti a morire come martiri durante le persecuzioni imperiali e inquisizioni religiose era uguale a quella dei primi cristiani che si rifiutarono di riconoscere la divinità di Cesare e invece proclamarono la divinità di Gesù Cristo. Loro non potevano accettare un mediatore che non fosse Cristo. gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Romani 5:12). “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23), in modo che “nessun uomo può riscattare il fratello, né pagare a Dio il prezzo del suo riscatto” (Salmo 49: 7). Quindi, al fine di riscattare l’uomo, c’era bisogno di una persona immacolata, divina e santa che potesse dare la sua vita e il suo sangue come prezzo del riscatto dell’uomo peccatore (Romani 3:10, 23). Quella persona era il nostro amato Salvatore Gesù Cristo che, secondo la Bibbia, nel proposito di Dio era immolato fin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13: 8). Grazie alla preziosità del suo sangue innocente, puro, immacolato, divino, incorruttibile ed eterno, presentato come offerta per il peccato dell’uomo, Egli rende perfetti per sempre quelli che credono nel suo nome e accettano il suo sacrificio; i peccati di queste persone Dio non ricorderà più (Ebrei 10:14-17). L’efficacia del suo sacrificio proclama la divinità di Cristo.

IL TRIONFO DELLA CHIESA La determinazione di oltre duecento milioni di cristiani evangelici disposti a morire come martiri durante le persecuzioni imperiali e inquisizioni religiose era uguale a quella dei primi cristiani che si rifiutarono di riconoscere la divinità di Cesare e invece proclamarono la divinità di Gesù Cristo. Loro non potevano accettare un mediatore che non fosse Cristo, perché la Bibbia dice: “Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2: 5). Tutto questo è possibile perché Gesù Cristo è il Signore, tutto questo proclama la divinità di Gesù Cristo.

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IOCHEBED,

UNA MADRE PER LA CRISI “Un uomo della casa di Levi andò e prese in moglie una figlia di Levi. Questa donna concepì, partorì un figlio e, vedendo quanto era bello, lo tenne nascosto tre mesi. Quando non poté più tenerlo nascosto, prese un canestro fatto di giunchi… e lo mise nel canneto sulla riva del Fiume”. Esodo 2: 1-10. Rev. Alberto Ortega

Mosè, uno dei più importanti capi della nazione ebraica, nacque da genitori che amavano Dio con tutto il cuore e gli obbedivano. Quando il Faraone, spinto da Satana, ordinò la morte dei bambini ebrei (Esodo 1: 22), alcuni decisero di non arrendersi all’editto reale (Esodo 2: 1-2), tra cui i genitori di Mosè. Questa decisione salvò la vita di Mosè, che fece uno dei ministeri più straordinari e indebolì la potenza d’Egitto. Ma come si verificò tutto questo? Grazie alla resa della sua madre, Iochebed!

RESA ALLA FEDE “Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello, e non ebbero paura dell’editto del re” (Ebrei 11: 23). Dio diede loro la fede; l’editto del Faraone richiedeva loro di cedere il proprio figlio alla morte, ma i genitori decisero invece di nascondere Mosè e sfidare le intimidazioni, anche se molti altri avevano permesso che i loro figli fossero portati via. I genitori di Mosè erano a rischio di morte, ma misero il loro bambino nelle mani del Dio vivente. Dio si prende cura dei nostri figli, della nostra famiglia. Non dobbiamo lasciare i nostri figli nelle mani di Satana. La fede in Dio vince il mondo e i suoi poteri (1 Giovanni 5: 5). RESA DEI SENTIMENTI Iochebed dové arrendere i suoi sentimenti di madre ai piedi del Signore. Le Scritture dicono: “Quando non poté più tenerlo nascosto...” (Esodo 2: 3); lei non poteva fare di più per il bambino e, anche se i suoi sentimenti sarebbero spezzato il suo cuore di madre tutti i giorni da allora in poi, lei prese una decisione. Sapeva che i suoi sentimenti non potevano salvare il suo figlio né risolvere la difficile situazione. Può una madre avere un figlio e anche dopo tre mesi non dargli un nome? Il nome “Mosè”, che significa “salvato dalle acque”, non fu dato da Iochebed, ma dalla figlia del Faraone. Come terribile deve essere per una madre. Come poté sopportarlo? Mettendo i suoi sentimenti nelle mani del Signore, lasciando Dio decidere per lei. MISSIONARIO MONDIALE 42 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

RESA ALLE ACQUE “Prese un canestro fatto di giunchi, lo spalmò di bitume e di pece, vi pose dentro il bambino, e lo mise nel canneto sulla riva del Fiume” (Esodo 2: 3). Iochebed fece in modo che il canneto su cui era Mosè fosse adatto e resistente alle acque del Nilo. I nostri figli devono nuotare in acque impetuose alla scuola, all’università e all’azienda; sono circondati da un ambiente decadente ed ostile contro tutti i concetti morali. Come genitori, stiamo facendo in modo che i nostri figli possano sopravvivere a quel fiume impetuoso e inquinato? Iochebed fece una scrupolosa scelta dei giunchi, della pece e del bitume per il canestro; non voleva che l’acqua entrasse nel letto del figlio e lui si annegasse. Lei diede al Nilo un bambino condannato a morte per decreto del re, ma la sua fede lo mise nelle mani di Dio, che guidò il canestro. Il fiume era pieno di coccodrilli affamati, ma Dio non permise che le bestie attaccassero la piccola imbarcazione. La potente mano di Dio portò il bambino verso la figlia del Faraone. Nessun posto era più sicuro in tutto Egitto della casa del Faraone che aveva condannato Mosè. Mosè passò da essere sotto minaccia di morte ad essere sotto protezione reale. Chi avrebbe avuto il coraggio di uccidere nel palazzo del re il protetto del Faraone? Dio toccò il cuore della figlia del Faraone affinché lei, senza nemmeno saperlo, restituisse alla madre il suo figlio (Esodo 2: 7-9). Miriam, sorella di Mosè, tornò a casa e disse a Iochebed di andare al palazzo a raccogliere Mosè perché la principessa aveva bisogno di una donna che allattasse il bambino. In aggiunta alla benedizione di avere di nuovo il suo figlio, la madre ricevé denaro dal governo egiziano per crescerlo. “Quando il bambino fu cresciuto, lo portò dalla figlia del faraone; egli fu per lei come un figlio ed ella lo chiamò Mosè; «perché», disse, «io l’ho tirato fuori dalle acque».” (Esodo 2:10). Iochebed ebbe il bambino con lei un paio di anni; tuttavia, arrivò il momento in cui dové lasciarlo una seconda volta. Si tratta di un’altra bellissima chiave: dové rinnovare la resa quando il bambino fu cresciuto. Iochebed dové sacrificare il suo amore di madre ancora una volta affinché gli scopi di Dio fossero soddisfatti con il suo figlio e la nazione di Israele. La scelta era dura, ma cosa era meglio, un figlio vivo in altre mani o un figlio morto tra le sue? Nel processo di resa e sofferenza nascono le grandi liberazioni; un popolo schiavo stava ricevendo la liberazione da una madre che rinnovò la sua resa. Iochebed diede al fiume un bambino condannato, uno strumento scelto da Dio, e il Signore diede a Israele un salvatore. Grandi cose produce l’arrendersi a Dio!


devozionale

Mosè non negò mai il nome dato dalla figlia del Faraone, ma si identificava pienamente con quel nome. Lui si arrese completamente agli scopi di Dio perché sua madre seppe come prevalere nella crisi. Forse noi non abbiamo avuto le migliori condizioni nella nostra vita, ma non dobbiamo vivere amareggiati, risentiti, frustrati, ma aperti all’utilità che il nostro Dio ci darà. Egli può fare grandi cose con noi e i nostri figli.

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Una breve relazione del lavoro sviluppato tramite il lavoro del movimento del mondo missionario sulle strade d’America e nel mondo. La Santa Bibbia ci dice: “E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio… Il Signore aggiungeva al loro numero ogni giorno quelli che venivano salvati.” (Atti 2:46, 47).

VIVI IL CAMBIAMENTO, CERCA LA TUA SICUREZZA IN

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GESÙ

l MMM in Bolivia tenne il suo 18° Convegno Nazionale tra lodi, marce e testimonianze sorprendenti.

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Foto: Marcos Nina

evento

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La città di Cochabamba, la terza per importanza economica della Bolivia, ospitò dal 26 al 29 gennaio i membri del Movimento Missionario Mondiale che parteciparono al 18° Convegno Nazionale dell’Opera di Dio in quel paese. Sotto il tema “Vivi il cambiamento, cerca la tua sicurezza in Gesù”, l’evento si tenne in due MISSIONARIO MONDIALE 46 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

turni presso il Coliseo Universitario Mayor de San Simón. Con la presenza di importanti capi internazionali e nazionali del MMM, il 18° Convegno Nazionale dell’Opera di Dio in Bolivia ebbe inizio con una giornata piena di spiritualità, preghiera e lode al Signore. Durante la cerimonia di apertura,

il Rev. Gustavo Martínez, Presidente Internazionale del Movimento Missionario Mondiale, predicò il Vangelo ed esortò il popolo boliviano a seguire la strada della responsabilità. Il secondo giorno, tra preghiere e lacrime del pubblico, i fedeli, gli operai e i capi del Movimento Missionario Mon-


evento

diale condivisero diverse testimonianze. Si tenne inoltre una marcia evangelica, in cui il popolo di Dio, guidato dai ministri di Gesù Cristo, annunciò il Vangelo del Signore per le strade di Cochabamba. Il terzo giorno, il Rev. José Soto, Vicepresidente Internazionale del MMM, condivise la buona notizia e evangelizzò

i credenti con un messaggio che permise la Parola di Dio di toccare i cuori di molte persone. Nel suo discorso, il pastore Soto disse che “attraverso la Parola riceviamo santificazione, purificazione e restauro nella nostra vita”. Durante la chiusura del 18° Convegno Nazionale dell’Opera di Dio in Bolivia, si

tenne la promozione di operai. 13 predicatori laici, 5 predicatori abilitati e 2 ministri ordinati furono riconosciuti. Nel servizio di chiusura, il Rev. Gustavo Martínez riconobbe il lavoro svolto dal Rev. Ciro Soto, Supervisore Nazionale del MMM in Bolivia tra il 2002 e il 2016, e nominò come sostituto il Rev. Mario Lima Vacaflor.

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FAI E FACCIAMO I

l MMM in Argentina tenne il suo 16° Convegno Nazionale nella città di Rosario, con delegazioni provenienti da Paraguay, Cile e Uruguay. MISSIONARIO MONDIALE 48 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

UNO SFORZO Il 16° Convegno Nazionale del Movimento Missionario Mondiale in Argentina riunì i seguaci del Signore dal 9 al 12 febbraio in due turni presso lo stadio del Club Atlético Newell’s Old Boys di Rosario, nella capitale della

provincia di Santa Fe. Il convegno vide la partecipazione del Rev. Gustavo Martínez, Presidente Internazionale dell’Opera di Dio; del Rev. José Soto, Vicepresidente Internazionale del MMM; del Rev. Gerardo


eventi

Foto: Ricardo Benites

Martínez, Supervisore Nazionale del MMM in Cile e Supervisore Missionario del Sud America; e del Rev. Luis Rivera, Supervisore Nazionale del MMM in Paraguay. Vi anche parteciparono delegazioni di fedeli provenienti da Paraguay, Cile e Uruguay. Al servizio inaugurale, il Rev. Gustavo Martínez predicò la Parola di Dio attraverso un messaggio dal titolo “La responsabilità della decisione”. Basato su Matteo 27: 11-22, il Presidente

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MISSIONARIO MONDIALE 50 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


eventi

Internazionale del MMM disse che “la responsabilità è anche un valore che ha a che fare con le conseguenze che le nostre decisioni possono generare nella nostra vita e quella di coloro intorno a noi”. Inoltre, il pastore Martínez aggiunse che “agli uomini di ogni età, fin da Adamo, Dio diede responsabilità; Egli disse loro ciò che dovevano fare e non fare e ciò a cui dovevano obbedire. Si noti che, fin dal primo momento, l’uomo prese decisioni sbagliate e ne pagò le conseguenze. Questo ci porta a vedere che Dio ha dato responsabilità a tutti gli uomini”. All’inizio del secondo giorno, la buona notizia del Onnipotente fu annunciata dal Rev. Luis Rivera, che tenne una conferenza sul tema “Senza responsabilità non c’è fuoco”, basata su Daniele 1: 8. Nel servizio notturno, il Rev. José

Soto predicò la Parola attraverso un messaggio intitolato “Possiamo pregare per essere benedetti,” sulla base di 1 Cronache 4: 9-10. Al servizio di mattina del terzo giorno, il Rev. Fabio Mosquera, pastore in Uruguay, presentò il tema “La responsabilità di essere chiamati re e sacerdoti”, sulla base di Apocalisse 1: 6. Più tardi, la notte, il Rev. Gerardo Martínez evangelizzò attraverso un sermone intitolato “Gli effetti distruttivi del peccato nascosto”. L’ultimo giorno, un servizio missionario ebbe luogo con la partecipazione del Rev. Soto, che condivise il messaggio di Dio attraverso un intervento dal titolo “Appello a una nuova generazione”. Inoltre, si tenne la promozione di operai, attraverso la cui alcuni fratelli furono riconosciuti e promossi.

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Foto: Yessica Quechuyante

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eventi

LASCIATE I BAMBINI

VENIRE A ME

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l MMM in Cile tenne una campagna di evangelizzazione per bambini nella regione di Los Ríos. Una giornata di sana dottrina. Il Movimento Missionario Mondiale in Cile tenne il 4 febbraio una campagna di evangelizzazione per bambini nel comune di Panguipulli, situato nella provincia di

Valdivia. Il tema: “Lasciate i bambini venire a me e non impediteglielo”. Durante la campagna si svolsero diverse dinamiche, tra cui giochi e predicazioni della Parola di Dio. I bambini del comune, che fa parte della regione di Los Ríos, furono cristianizzati e riceverono la sana dottrina che insegna l’Opera di Dio in tutto il mondo. Grazie all’entusiasmo del fratello Francisco Saavedra e sua moglie, la sore-

lla Jane Flores, i bambini parteciparono a un’attività il cui scopo era quello di far loro conoscere il Vangelo di Gesù Cristo e il lavoro del Movimento Missionario Mondiale per l’espansione della Parola. Alla fine dell’evento, gli organizzatori ringraziarono il sostegno fornito dai membri del MMM in Cile e sottolinearono il loro impegno con il Signore. Inoltre, si impegnarono a tornare a predicare la Parola di Dio ai più giovani membri del comune.

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FAMIGLIA, IL TUO TEMPO È ORA

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enova ospitò una Confraternita per la Famiglia organizzata dal MMM in Italia. Molte persone furono salvate. Il Movimento Missionario Mondiale in Italia, una delle filiali più attive dell’Opera di Dio, tenne dal 20 al 29 gennaio una Confraternita per la FamiMISSIONARIO MONDIALE 54 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

glia presso il tempio centrale a Genova. Vi parteciparono molte famiglie cristiane, riunite in questa chiesa che si trova in Corso Ferdinando Maria Perrone 20, 16152. Il Rev. David Echalar, Supervisore Nazionale del MMM in Italia, condivise la buona notizia del Signore durante la Confraternita per la Famiglia. Anche la moglie, la sorella Janeth Ibarra, evangelizzò il popolo di Dio che si riunì a Genova.

Durante la Confraternita, numerose testimonianze vennero condivise per mostrare l’amore e la pace che Cristo offre a tutti coloro che confidano nella Sua Parola. Inoltre, molte vite furono restaurate durante l’evento. Il Vangelo venne trasmesso in una festa spirituale che portò alla trasformazione di molte persone che vivevano lontane da Gesù. Inoltre, venne mostrata la crescita dell’Opera di Dio a Genova.


eventi

Foto: Noemi Pacheco y Antony Paredes

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LEADERSHIP È ASSUMERSI LA LA

RESPONSABILITÀ

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l MMM in Puerto Rico tenne un Ritiro di Leader sull'Isola dell’Agnello con una importante partecipazione. In un clima di preghiera e fede, il Movimento Missionario Mondiale in Porto Rico tenne il suo Ritiro di Leader il 28 gennaio nella città di San Juan con la presenza del suo corpo ministeriale. L’evento vide la partecipazione speciale del Rev. Rubén Concepción, Segretario Internazionale dell’Opera di Dio, che esortò i seguaci di Gesù Cristo a continuare a lavorare per il cristianesimo e la diffusione della Parola del Signore. Nel Ritiro di Ñeader furono presentati i capi delle confraternite del Movimento Missionario Mondiale in Porto Rico: il fratello José Villegas, leader di uomini; la sorella Elizabeth Peña, leader di donne; la sorella María Alicea, leader di bambini; e il Rev. Juan Casiano, leader di missioni. Il Rev. Albert Rivera, Supervisore Nazionale del MMM in Porto Rico, condivise la Parola attraverso il tema “I leader che si assumono le loro responsabilità”, sulla base di Ezra 10: 1-5. Nel suo intervento, il Rev. Rivera disse che bisogna assumersi la responsabilità attraverso la preghiera.

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eventi

Foto: Grabaciones Impacto

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GIOVANI RESPONSABILI CHE FUGGONO

DAL PECCATO

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l Movimento Missionario Mondiale nei Paesi Bassi tenne la sua Confraternita Nazionale di Giovani ad Amsterdam. La città di Amsterdam ospitò il 27 e il 28 gennaio la Confraternita Nazionale di Giovani del Movimento Missionario Mondiale nei Paesi Bassi. L’evento riunì molti giovani dell’Opera di Dio che durante due giorni lodarono il Signore. Il fratello Marcelo Echalar, proveniente dalla Chiesa del MMM a Genova, condivise il Vangelo di Cristo attraverso il messaggio “Chi sono io?”. Sulla base delle Sacre Scritture, lui sottolineò che Dio pensa sempre a tutti i Suoi figli e a come MISSIONARIO MONDIALE 58 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia


eventi Foto: Jackelyn Cuellar

proteggerli dal male. Inoltre, l’operaio boliviano Marcelo Echalar parlò di coloro che, fidandosi di Dio, lasciano tutto per seguirlo e vedere

le meraviglie che Egli ha per ciascuno dei membri del MMM. La Confraternita Nazionale del MMM nei Paesi Bassi permise a alcuni giovani

residenti ad Amsterdam di convertirsi al cristianesimo e lasciarsi alle spalle il male. Dio era presente all’evento e dimostrò la Sua potenza infinita.

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SIVIGLIA

CELEBRÒ IL SUO 14° ANNIVERSARIO

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l evento congregó a los principales líderes del Movimiento Misionero Mundial de España. Uno de los mensajes fue defender el territorio. Sostenuta da un lavoro permanente per il Vangelo, la Chiesa del Movimento Missionario Mondiale a Siviglia celebrò il suo 14° anniversario il 21 gennaio. Il Rev. Wilfredo Alvarado e la sorella Luisa Santiago organizzarono l’evento, che riunì i principali capi del MMM in Spagna. L’evento tenutosi a Siviglia, comunità autonoma dell’Andalusia, vide la

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eventi

Foto: Mary Zelada

partecipazione del Rev. Carlos Medina, Supervisore Nazionale del MMM in Spagna e del Blocco A Europa; di sua moglie, la sorella Marbelis Moya de Medina; e del Rev. Ovidio Romero, presbitero della Zona Sud del MMM in Spagna. Inoltre, vi parteciparono diversi ministri e operai dell’Opera di Dio in Spagna. Il Rev. Medina trasmise la Parola del Signore attraverso il messaggio “Recuperare e difendere il tuo territorio in modo responsabile”, e sottolineò che il MMM a Siviglia è una filiale attiva dell’Opera in Spagna. Inoltre, sulla base di 1 Samuele 7: 12-14, disse che la mano di Dio sostiene il Movimento Missionario Mondiale.

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PARAGUAY

TENNE IL SUO CONVEGNO NAZIONALE

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'Opera di Dio in Paraguay si riunì nella città di Itauguá. Il potere di Cristo presente in Sud America.

Dal 3 al 5 febbraio, il Movimento Missionario Mondiale in Paraguay tenne il suo Convegno Nazionale nella città di Itauguá, situata a 30 chilometri dalla capitale Asunción. Vi partecipò un folto gruppo di seguaci di Gesù Cristo, che durante l’evento religioso non si fermò di lodarlo. Il Convegno vide la partecipazione speciale del Rev. Rodolfo González, TesMISSIONARIO MONDIALE 62 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

oriere del Consiglio di Ufficiali dell’Opera di Dio; del Rev. Luis Meza Bocanegra, Direttore Internazionale del MMM; del Rev. Gerardo Martínez, Supervisore Nazionale del MMM in Cile e Supervisore Missionario del Sud America; e del Rev. Teófilo Estrada Maíz, Tesoriere del Consiglio Nazionale del MMM in Perù. Durante il Convegno, si svolse una marcia che permise i membri del Movimento Missionario Mondiale in Paraguay di scendere in piazza per annunciare il Vangelo del Signore. Inoltre, alla festa spirituale parteciparono tribù indigene che mostrarono il loro rispetto e amore per Dio. La potenza di Cristo era presente e si verificò un gran numero di conversioni al cristianesimo.


eventi

Foto: Vanessa Duarte

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EN VIVERE IN RETTITUDINE IN UN MONDO D’ILLUSIONE

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MM de Brasil llevó a cabo su Séptima Convención Nacional de Jóvenes. Días de reflexión para la nueva sangre. Dal 16 al 18 dicembre 2016, il Movimento Missionario Mondiale in Brasile MISSIONARIO MONDIALE 64 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

tenne il suo 7° Convegno Nazionale di Giovani con il tema “Vivere in rettitudine in un mondo d’illusione”. La festa spirituale, basata su Daniele 1: 8, permise di condividere la Parola di Dio con i credenti brasiliani. Il 7° Convegno Nazionale vide la partecipazione speciale del Rev. Marcos Rau, Ufficiale Nazionale dell’Opera di Dio in Perù, che si recò in Brasile per la seconda

volta fin dal 2016. Durante i tre giorni dell’evento, il pastore Rau trasmise il messaggio del Signore ai giovani brasiliani. Sostenuto dal Creatore, il ministro di Dio condivise messaggi che invitavano i partecipanti a riflettere attraverso l’analisi della vita di alcuni giovani nella Bibbia, tra cui Daniele, Davide e Timoteo.


Altri Eventi

INGHILTERRA Servizio a Londra

Dal 3 al 5 febbraio, il Movimento Mondiale Missionario in Inghilterra tenne un servizio unito nella città di Londra, supportato dalle chiese in Svezia e Danimarca. Il primo giorno, la Parola di Dio fu presentata da Morten Christensen, pastore nella città danese di Slagelse, che arrivò in Inghilterra con la sua famiglia e un gruppo di fratelli del MMM in Danimarca. Il secondo giorno, il Rev. Carlos Contreras, presbitero della Zona della Scandinavia, condivise la buona notizia di Gesù Cristo. Grazie al sermone del pastore Contreras, un gruppo di partecipanti si arrese al Signore. Durante la chiusura del servizio unito, i bambini del MMM in Inghilterra eseguirono un’attività speciale. Inoltre, il gruppo di donne della chiesa ospitante mise in scena un dramma che mostrò la realtà dei missionari in tutto il mondo. In seguito, la donna pastore Angela de Gala condivise la sua testimonianza.

INDIA Incontro di capi

Il 14 dicembre 2016, il Movimento Missionario Mondiale in India tenne uno incontro di pastori provenienti da tutte le chiese del MMM nella città di Panagudi, nello stato del Tamil Nadu. Il corpo pastorale dell’Opera di Dio in India si riunì al fine di cercare il volto del Signore. L'evento fu presieduto dal Rev. Sam Jacob, Supervisore Nazionale del MMM in India, che predicò la Parola. Dopo la giornata di fede, i partecipanti furono rafforzati e rinnovati dal ministero dello Spirito Santo. Dio trattò in modo speciale con i ministri per continuare a cristianizzare questa nazione che ha bisogno del Vangelo di Cristo.

eventi

MESSICO Ritiro di pastori

La Chiesa di Santa Inés Tecuexcomac, nello stato di Tlaxcala, ospitò un ritiro di pastori del Movimento Missionario Mondiale in Messico dal 6 all’8 gennaio. L'evento vide la partecipazione del Rev. Francisco Mejía, presbitero della Zona 1, e dei pastori in questa zona della Opera di Dio. La sera, si tennero servizi in cui la Parola di Dio fu predicata. Il 6 gennaio, il pastore Bonifacio Bautista condivise la buona notizia attraverso il messaggio intitolato “armatura spirituale”, basato su Efesini 6. Il giorno dopo, il pastore Sergio López presentò il tema “Pentimento”, sulla base di Matteo 4: 16-17. L’ultimo giorno, il pastore Joel Salas presentò un messaggio intitolato “La Parola di Dio venne a me”, basato su Giona 1: 1-3. L’evento del MMM in Messico si conclude con una cerimonia di battesimo in cui tre fratelli si arresero al Signore e promisero di predicare il Vangelo.

URUGUAY Confraternita a Paysandú

Il Movimento Missionario Mondiale tenne il 10 e 11 dicembre 2016 una confraternita nella città settentrionale di Paysandu, appartenente alla Zona 3 del MMM in Uruguay. All’evento parteciparono delegazioni dai dipartimenti di Montevideo, Artigas e San José. Durante l'evento, si tenne una marcia per le strade per annunciare il Vangelo di Cristo e invitare i residenti a partecipare. L'attività fu guidata dal Rev. Daniel Lapaz, capo della Zona 3. I predicatori della Parola del Signore furono i pastori Fabio Mosquera, missionario nella città di Bella Unión, e Freddy Pérez, proveniente dalla chiesa del dipartimento di San José.

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PROGRAMMA

CI SCRIVONO… cartas@impactoevangelistico.net RUBÉN BASTIDAS Dio vi benedica, fratelli di Impacto Evangelistico, andate avanti. Dio continui a guidare la pubblicazione di questo mezzo. Mi piace questa rivista fin da quando la lessi per la prima volta, e continuerò ad acquistarla per vedere le meraviglie che Dio fa nella sua Opera. Con Cristo siamo più che vincitori. Da La Villegas, Ecuador.

JOHANNA GUILLÉN

MANUEL ORTIZ Dio vi benedica. Io ricevo sempre la rivista Impacto Evangelistico, e ogni edizione è piena di benedizioni e argomenti interessanti. Una delle edizioni mi aiutò a visualizzare con maggiore precisione ciò che accadde al mio Signore e Re. Gesù diede la sua vita per l’umanità; un amore così solo Dio può dare. Grazie per la rivista e per il ministero che essa rappresenta. Da Bayamon, Porto Rico.

FRANCISCO AGUIRRE Dio vi benedica molto per questo lavoro così duro. La rivista Impacto Evangelistico è una grande benedizione, non solo per i figli di Dio, ma anche per i non convertiti. Sono felice di sapere che attraverso questa rivista sono state e saranno salvate molte vite. Benedizioni. Da Lima, Perù.

CLAUDIA MARTÍNEZ Benedizioni. Leggere la rivista è una grande benedizione per la mia vita. Da Santiago, Cile.

Saluti cordiali dalla città del vento negli Stati Uniti. Il Signore vi benedica e vi protegga nella Sua pace che supera ogni comprensione. Ho 25 anni e sono missionaria. Scrivo per sapere di più sulla vostra rivista e sul vostro modo di lavorare. Nel mio tempo libero io scrivo articoli per l’edificazione dei giovani, e voglio condividere i miei scritti. Da Chicago, Stati Uniti.

GLORIA HERMOSILLO Il nostro Signore continui a benedirvi. Ricevo la rivista Impacto Evangelistico ogni mese ed è stata una grande benedizione. Ho imparato molto attraverso gli insegnamenti riferiti in essa. Ringrazio Dio e il ministero del MMM per prendersi del tempo per inviarmi una rivista così benedetta. Molte benedizioni. Da Georgia, Stati Uniti.

JOSÉ LÓPEZ Dio vi benedica grandemente. Io sono il pastore José López e appartengo al consiglio Hermanos Unidos en Cristo. Qualche tempo fa, il nostro presidente, il fratello Justino Collazo, ci diede in una riunione di operai questa interessante rivista Impacto Evangelistico. La rivista è edificante per la mia vita. Da Toa Baja, Porto Rico.

GLOBALE 2017 GENNAIO 2-5 Convegno Nazionale in Puerto Rico 9-16 Convegno Nazionale in Colombia (Medellin) 26-29 Convegno Nazionale in Bolivia (Cochabamba) FEBBRAIO 3-5 Convegno in Paraguay (Asunción) 9-12 Convegno in Argentina (Rosario) 25-28 Congresso in Panama MARZO 2-5 Convegno in Honduras (San Pedro de Sula) 9-12 Convegno in Australia (Sidney) APRILE 13-16 Convegno in Guatemala (città di Guatemala) 13-16 Convegno in Guyanas, Trinidad e Martinica (Suriname) MAGGIO 4-7 Convegno in Giappone (Hamamatsu, Shizuoka) 17-20 Convegno in India 26-28 Convegno in nei Paesi Bassi GIUGNO 21-24 Convegno in Brasile (Manaus) LUGLIO 4-8 Convegno Centramericano in Costa Rica (San José) 11-14 Convegno negli Stati Uniti (Woodbridge, Virginia) 13-16 Convegno nelle Antille Olandesi (Curacao) 16-18 Confraternita Nazionale in Canada 27-30 Convegno in Messico (Puebla) AGOSTO 3-6 Convegno di Spagna & Blocco A Europa (Madrid) 8-11 Convegno in Venezuela (Barquisimeto) 10-13 Convegno in Italia (Milano) 16-19 Convegno in Africa (Guinea Equatoriale) 24-27 Convegno in Haiti (Port au Prince) 24-27 Convegno in Ecuador (Guayaquil) 24-27 Convegno in Belize SETTEMBRE 17-19 Convegno in Perù (Lima) Sabato 30 Giornata Mondiale delle Missioni OTTOBRE 20-22 Confraternita in Madagascar 26-28 Convegno nella Repubblica Dominicana 26-29 Convegno in Cile (Santiago) 27-29 Convegno in Mauritius NOVEMBRE 9-12 Convegno in El Salvador 16-19 Convegno in Uruguay (Montevideo) 23-26 Convegno in Nicaragua DICEMBRE

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MISSIONARIO MONDIALE 66 MOVIMIENTO América • Europa • Oceanía • África • Asia

Direttore fondatore: Rev. Luis M. Ortiz Comitato di redazione: Rev. Luis Meza Bocanegra, Jacqueline Rovira, Samuel Martínez, Rev. Andrés Espejo Coordinatore editoriale: Rev. Julián Morón Caporedattore: Víctor Tipe Sánchez Redattore: Jaime Tipe Sánchez Redattore grafico: Roberto Guerrero Progetto grafico: Adolfo Zubietta Redazione: Johan Pérez Landeo, Marlo Pérez. Layout: Lesly Sánchez, Jorge Cisneros Web master e Infografica: Julio de la Cruz. Illustrazioni: Pablo Vilca. Trascrizione: Yomi Solórzano Comunity manager: Juan Becerra, Denisse Barrientos. Distribuzione: Huber Moreno.


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Gesù disse: Se due di voi si accordano a demandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio. Matteo 18:19

Lunedi a venerdì 12:00

Grazie ai suoi 7 satelliti e Internet, Bethel Television – il canale del Movimento Missionario Mondiale – trasmette al mondo intero il messaggio della Parola di Dio attraverso la sua programmazione culturale ed educativa da Lima-Perù.

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