Page 1

N.33

Vitae 2017

The AIS Toscana team’s work

Food & Wine in Progress Pairings by

Andrea Galanti, Vito Mollica Luca Martini, Valeria Piccini Massimo Tortora, Mirko Rossi Anniversary

Nobile di Montepulciano


Vendemmia 2010


grafica OPV grosseto

GUIDA VINI D’ITALIA GAMBERO ROSSO


Contents

Toscana Sommelier | Dicembre 2016 | N. 33

10 Editorial La rivoluzione culturale del food & wine The cultural revolution of the food & wine business 12 Territory people L’esperienza biodinamica del Castello dei Rampolla Castello dei Rampolla’s biodynamic experience

16

13 Territory people Antonio Arrighi. Il vino nelle anfore Wine in amphora 14 Territory people Franco Malenotti. La ricetta per un turismo ‘emozionale’ The recipe for an “emotional” tourism 15 Territory people Jean Valenti. Il re dei sommelier The King of Sommeliers 16 Harvest season Com’è andata la vendemmia? How did harvest go? 22 A good year 2008 non ti nascondere 2008, where were you hiding?

44

11

24 Vitae 2017 Il lavoro e lo stile della squadra toscana per la guida vini nazionale firmata dall’Associazione Italiana Sommeliers The work and style of the Tuscan team for the national wine guide by the Italian Sommelier Association 32 Food & Wine in Progress L’eccellenza enologica sposa l’alta cucina The marriage of wine excellence and gourmet cuisine 40 Interview Antonello Maietta e Rocco Pozzulo. Visioni e prospettive Visions and prospects 44 Pairings Sinergie perfette Perfect synergies

52

52 Anniversary Nobile di Montepulciano. Cinquanta anni di storia della Doc Fifty years of Doc history


ph. Alessandro Moggi

Tradizione chiantigiana e una moderna visione dell’enologia è la filosofia di Colle Bereto, azienda vinicola della famiglia Pinzauti. I 60 ettari di terreno della tenuta sono ripartiti sapientemente al fine di garantire un’altissima qualità: ecco che il Sangiovese, vitigno nobile del Chianti Classico, si ritrova nel Chianti Classico e nel Colle Bereto Chianti Classico Riserva, mentre il Pinot Nero ed il Merlot si esprimono al meglio ne Il Cenno e Il Tocco. Il Pinot Nero è anche protagonista della produzione dello spumante metodo classico Colle B, che grazie ad un’identità ben definita e riconoscibile è riuscito in breve tempo a ritagliarsi un posto d’onore fra gli appassionati di bollicine.

Bereto. Storia, “Colle know-how, innovazione. Quando la filosofia del buon bere diventa realtà

AZIENDA AGRICOLA COLLE BERETO di F. L. Pinzauti Radda in Chianti - Siena - Italia - Tel./Fax (+39) 0577.738083 - www.collebereto.it - colle.bereto@collebereto.it


Contents

58 Tenuta degli Dei Nata dall’amore di Roberto e Tommaso Cavalli per i cavalli da trotto, oggi Tenuta degli Dei produce tre grandi vini Born out of Roberto and Tommaso Cavalli’s passion for harness racing horses, Tenuta degli Dei now produces three great wines

58

62 Castello di Vicchiomaggio Luce sul Chianti Classico Chianti Classico in the limelight 64 Tommasi Wine Un progetto vulcanico A high-spirited project 66 Cantina I Vini di Maremma Maremma terra di vini Maremma the land of wine 68 Podere La Regola Metti l’arte in cantina Putting art in the cellar 70 Roccapesta Storia di vini e desideri A story of wine and wishes 66 La Cura Bottiglie a misura di tutti Bottles within everyone’s reach

62

74 Focus Il valore aggiunto della sommelerie nei ristoranti. La parola agli addetti ai lavori The added value sommeliers bring to restaurants. Listen to the experts

68

80 Interview Incontro con Andrea Rinaldi, responsabile AIS UK Meet Andrea Rinaldi, in charge of AIS UK

rinnovo quota associativa AIS 2017

74

E’ possibile rinnovare l’adesione all’AIS nei seguenti modi: Internet, sul sito www.sommelier.it; c/c postale n. 58623208 intestato a Associazione Italiana Sommeliers, Viale Monza n. 9, 20125 Milano, causale ‘Quota AIS 2017’; Bonifico bancario, Banca Prossima Gruppo Intesa - Conto intestato a: Associazione Italiana Sommeliers – codice IBAN IT61X0335901600100000070370. La quota associativa è di 80 euro e comprende l’abbonamento annuo alla rivista ufficiale AIS e alla guida “Vitae” edizione 2017.


Photo Lorenzo Cotrozzi

Presidente - Osvaldo Baroncelli Direttore Responsabile - Marzia Morganti Tempestini Condirettore - Matteo Parigi Bini Direttore Editoriale - Osvaldo Baroncelli Vicedirettori - Teresa Favi, Francesca Lombardi Direttore Marketing - Riccardo Berti Direttore Commerciale - Alex Vittorio Lana Rivista realizzata da: Gruppo Editoriale S.r.l.

Gruppo Editoriale

Alex Vittorio Lana, Matteo Parigi Bini Via Piero della Francesca, 2 – 59100 Prato - Tel. 0574 730203 Iscrizione al Registro degli Organi di Comunicazione (ROC): 18374 www.gruppoeditoriale.com - redazione@gruppoeditoriale.com Responsabili delle degustazioni: Massimo Castellani, Cristiano Cini, Luigi Pizzolato, Leonardo Taddei Hanno partecipato alle degustazioni: Paolo Bini, Emiliano Bogani, Luca Carmignani, Fabio Ceccarelli, Fiorella Chimenti, Maurizio Del Bravo, Roberta De Cesari, Andrea Galanti, Claudio Fonio, Angelo Marongiu, Barbara Massai, Luca Martini, Federico Rosati, Massimo Tortora, Antonio Stelli In redazione: Sabrina Bozzoni, Matteo Grazzini, Virginia Mammoli Hanno collaborato: Emiliano Bogani, Andrea Galanti, Maria Lardara, Luca Martini, Barbara Massai, Vito Mollica, Valeria Piccini, Luigi Pizzolato, Paola Rastelli, Mirko Rossi, Michela Tassi, Niccolò Tempestini, Massimo Tortora, Antonio Stelli Grafica: Martina Alessi, Chiara Bini Traduzioni: Centroservizi Traduzioni, Tessa Conticelli, NTL Traduzioni Foto: Lorenzo Cotrozzi, Dario Garofalo, Nicola Impallomeni, Martina Melchionno, New Press Photo Pubblicità: Gianni Consorti, Alessandra Nardelli Editore: Associazione Italiana Sommelier - AIS Toscana Registrazione Tribunale di Prato n.15 del 29/10/2003 DELEGAZIONI presidente regionale

Osvaldo Baroncelli - presidente@aistoscana.it vice-presidente regionale Luigi Pizzolato - delegato.elsa@aistoscana.it revisori contabili regionali

Oreste Franco Belli - franco@studiotofani.it Francesca Brazzini - francesca.brazzini@studiobrazzini.it Giovanni Luchetti - g.lucchetti@tin.it vice-presidente nazionale Roberto Bellini - champagne.robertobellini@gmail.com membro di giunta nazionale

Cristiano Cini - cristianocini0@gmail.com consigliere regionale

Cristiano Cini - cristianocini0@gmail.com responsabile regionale concorsi

Simona Bizzarri- simo.bizzarri@gmail.com CONSIGLIERI REGIONALI APUANA Lorenzo Chiappini - delegato.apuana@aistoscana.it AREZZO Massimo Rossi - delegato.arezzo@aistoscana.it FIRENZE Massimo Castellani - delegato.firenze@aistoscana.it GROSSETO Antonio Stelli - delegato.grosseto@aistoscana.it LIVORNO Paola Rastelli - delegato.livorno@aistoscana.it ISOLA D’ELBA Antonio Arrighi - delegato.elba@aistoscana.it LUCCA Leonardo Taddei - delegato.lucca@aistoscana.it PISA Guido Ferrini- delegato.pisa@aistoscana.it PISTOIA Roberto Bellini - delegato.pistoia@aistoscana.it PRATO Bruno Caverni - delegato.prato@aistoscana.it SIENA Marcello Vagini - delegato.siena@aistoscana.it VAL D’ELSA Luigi Pizzolato - delegato.elsa@aistoscana.it VERSILIA Andrea Balzani - delegato.versilia@aistoscana.it Segreteria Regionale: Francesco Ruchin - ass.toscana@aistoscana.it Stampa: Tipografia Baroni & Gori - Prato


Montalcino e Val d’Orcia Il connubio perfetto tra qualità e bellezza La massima espressione del Sangiovese espressa nei vini SassodiSole dalla famiglia Terzuoli

Società Agricola SassodiSole s.s. Pod. Sasso di Sole, 85 - 53024 MONTALCINO (SI) - TEL. +39 0577 834303 - www.sassodisole.it - info@sassodisole.it


editorial

“Un grazie speciale ai miei delegati Antonio Arrighi, Roberto Bellini, Andrea Balzani, Massimo Castellani, Bruno Caverni, Lorenzo Chiappini, Guido Ferrini, Luigi Pizzolato, Paola Rastelli, Massimo Rossi, Antonio Stelli, Leonardo Taddei, Marcello Vagini e a Cristiano Cini, consigliere regionale, per il loro insostituibile lavoro al mio fianco in questi dieci anni di presidenza� Osvaldo Baroncelli


editorial text Osvaldo Baroncelli*

La rivoluzione culturale del food & wine

Le professioni del Sommelier e dello Chef si stanno evolvendo all’insegna di una maggiore qualità del servizio Sommeliers and Chefs become increasingly sensitive to service quality In questi ultimi anni numerosi risultano i cambiamenti nel servizio di sala e nella cucina: con questi cambiamenti si sono dovuti confrontare sia lo Chef che il Sommelier. Nel passato il lavoro di sala, o la ristorazione in genere, aveva una organizzazione rigida ed un organigramma verticale. Nella cucina contemporanea non sono cambiati solo alcuni aspetti organizzativi relativi al servizio, ma sono cambiate anche le conoscenze del cliente, le sue esigenze gastronomiche. Oggi il cliente ha maggiore esperienza, viaggia ed assaggia in centinaia di luoghi diversi, si documenta. per questo motivo risultano importanti gli strumenti formativi del settore, a partire dall’alternanza scuola-lavoro, mettendo in luce il ruolo delle associazioni di categoria e professionali nell’individuare percorsi formativi tali da dare una prospettiva sempre più qualificata alla ristorazione. Anche il ruolo del Sommelier - come la nostra associazione afferma da tempo - non è più solo quello di servire in sala o gestire una cantina; egli – in un tempo di rivoluzione culturale relativa alla comunicazione – deve saper promuovere non solo il vino ed il suo terroir, ma conoscere la cucina, le materie prime, etc… Anche la formazione si è evoluta in considerazione dei nuovi mercati; ne è un esempio il master Vini italiani e mercati mondiali organizzato con la partecipazione progettuale dell’AIS, dell’Università di Pisa, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università per stranieri di Siena. Il master ha lo scopo di formare una nuova professionalità che sappia comunicare il valore identitario e culturale del vino italiano e che sia in grado di raccontarlo, divulgarlo e promuoverlo nei nuovi mercati mondiali. Proprio nel mese di novembre 2016 si è svolta in numerosi paesi del mondo – a cura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ed il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale - la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo: al centro le due figure di riferimento, quali lo Chef e il Sommelier. Con il tempo sia la cucina, la sala e la sommellerie sono riuscite a plasmarsi e ad evolversi per garantire un servizio più efficiente e professionale a passo con l’evoluzione sempre crescente di questo settore; ma questo è un percorso formativo che ci proietta già nel futuro con sempre crescenti cambiamenti. Ma è proprio questo che rende affascinante il nostro lavoro.

There have been numerous changes in recent years in dining room service and in the kitchen, that both chefs and Sommeliers have had to contend with. In the past, dining room service, or food service in general, had a rigid organization and a vertical organization chart. Not only certain organizational aspects related to service have changed. Knowledge of the customer and their food and beverage needs has also evolved. Customers today have more experience, travelling and tasting foods in hundreds of different places. Therefore, industry training tools are important, starting with the alternation between school and work, spotlighting the role of industry and professional associations in giving an increasingly qualified prospective of food service. Even the Sommelier’s role, as our association has noticed for some time, is no longer just serving in the dining room or managing a wine cellar. In this time of cultural revolution related to communication, the Sommelier must not only know how to promote the wine and its terroir, they must also be familiar with the cuisine, raw materials, etc. Training has also evolved in consideration of new markets. For example, the Master’s course, Italian wines and world markets organized with the participation of the AIS, University of Pisa, Sant’Anna di Pisa High School, and the University for Foreigners in Siena. The purpose of the Master’s course is to train new professionals to be able to communicate the identity and cultural value of Italian wine so they can discuss, explain, and promote it in new world markets. Right now, World Italian Cuisine Week is being held in numerous countries throughout the world by the Ministry of Agriculture, Food and Forestry and the Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation. It revolves around two figures, the Chef and the Sommelier. Over time, the kitchen, dining room and sommellerie have been able to shape themselves and evolve to ensure more efficient and professional service in step with the ever-growing evolution in the industry. But this is a training path that projects into the future with increasing changes. But this is what makes our work so fascinating. *presidente AIS Toscana

11


territory people text Niccolò Tempestini

Naturalmente

L’esperienza biodinamica del Castello dei Rampolla Castello dei Rampolla’s biodynamic experience Da dove nasce la volontà di produrre un vino biodinamico? L’attenzione alla vigna, ai suoi bisogni e al terroir sono prerogative che sono sempre state di primaria importanza in azienda, nel 1994 abbiamo prodotto il primo vino con caratteristiche biodinamiche completando un percorso di curiosità prima e di studio e approfondimento della materia iniziato a metà anni sessanta ed ispirato anche dalla filosofia di padre Giovanni Vannucci monaco servo di Maria del vicino convento. Questo metodo di coltivazione che benefici ha portato? Nel corso degli anni abbiamo riscontrato nei vigneti una sempre maggiore presenza di fauna locale: api, farfalle e volatili sono numerosi, tuttavia questo aumento non ha generato problemi alla vigna permettendole al contrario di diventare autosufficiente Come si pone il consumatore di fronte al biodinamico? Il consumatore apprezza il prodotto, prova ne è il crescente consumo, coltivato nella “conca d’oro” del territorio del Chianti, vallata rinominata così per l’ottimale disposizione geografica che ne favoriva la coltivazione del grano prima e oggi della vite, e frutto della sintonia dei quattro elementi cardine del terroir: terra, aria, vite e uomo, dove quest’ultimo si limita a piccoli interventi di agricoltura leggera osservando le meraviglie che la natura fa crescere da se. How did you decide to produce a biodynamic wine? The winery has always been committed to vineyard and terroirfocused winemaking. In 1994, we made our first biodynamic wine, after having studied and researched the matter since the mid-sixties, inspired also by the philosophy of Father Giovanni Vannucci, a monk from the nearby monastery. What benefits has this farming practice brought to the winery? Over the years, we have noticed an increasing presence of local fauna in the vineyards- bees, butterflies and birds-which does not cause damage to the vineyards. On the contrary, the vineyards have become self-sufficient. What is the end-user’s approach to biodynamic products? La storia del Castello dei Rampolla ha origini secolari, ma la Consumers seem to like biodynamic products, as shown by the produzione del vino ha vissuto una svolta relativamente recente. increase in consumption of products grown in the Chianti area’s A metà anni ‘60 Alceo di Napoli Rampolla decide di seguire il suo so-called Conca d’oro. This valley is known for its optimal geosogno di produrre un grande vino e lo realizza grazie all’aiuto graphical position, which made it ideal for the growing of wheat dell’enologo Tachis in the past and of vines today. Here, the terroir’s four key facCastello di Rampolla: in the mid-sixties when Alceo di Napoli tors- soil, air, vine and man- coexist in perfect harmony, reducRampolla decided to fulfill his dream of producing a great wine, ing human intervention to a minimum and leaving nature to its which he did with the help of winemaker Tachis own devices.

12


territory people text Niccolò Tempestini

Il vino nelle anfore

Un sensibile e lungimirante produttore sull’Isola d’Elba A sensitive and far-seeing wine producer from Elba Island

Perché produrre vini all’Elba? Questa terra appartiene da sempre alla mia famiglia, tra ulivi secolari da tempo produciamo vini da vitigni autoctoni per valorizzare la tipicità, ma negli anni ci siamo sempre evoluti”. Dove è arrivata questa evoluzione? Abbiamo sperimentato diversi vitigni e siamo arrivati a proporre il Tresse Rosso IGT, da uve Syrah, Sagrantino e Sangiovese caratterizzato da un lungo affinamento in anfore di terracotta da 800 litri. Avete fatto sperimentazione anche con i vini bianchi in anfora? Come hanno reagito? Bene! Molto bene, tanto che nel 2017 usciremo con un Viogner, la prima vendemmia in anfora, sono certo che sarà una esperienza unica. L’utilizzo di anfore è da considerarsi un omaggio al passato? La storia insegna sempre, ma siamo giunti a valorizzarne l’utilizzo per l’affinamento del vino in modo più empirico, con una finalità non di richiamo al passato, ma di orientamento verso il futuro. Come si arriva a riscoprire le anfore? Cercavamo un contenitore per far evolvere il vino con una micro ossigenazione, ma diverso dalla barrique la quale marca con note aromatiche proprie, un recipiente neutro capace di esaltare la varietà delle uve utilizzate. Tramite alcuni conoscenti del mio enologo abbiamo preso le anfore e una volta messe alla prova ci hanno soddisfatto a pieno, si può dire che ce ne siamo innamorati. Why do you make wine on Elba Island? This land has been my family’s property since always. Surrounded by age-old olive trees, we have been producing wines from native grape varieties for many years, in order to enhance the wine’s typicality, but we have also evolved over the years. How far have you gone? After having experimented with several grape varieties, we made the Tresse Rosso IGT wine from Syrah, Sagrantino and Sangiovese grapes, which is aged for a long time in 800-litre terracotta amphoras. Have you also experimented with white wine in amphora? How did it go? Very well! So well that in 2017 we will be releasing a Viognier-based wine, the first vintage in amphora, and I’m sure that it is going to be a unique experience. Is the use of amphoras a sort of tribute to the past? History is always a good teacher, but our use of the amphora is more of an empirical approach to wine ageing, for the purpose of looking ahead rather than back. How did you rediscover the use of amphoras? We were looking for a container that would allow us to age wine through micro-oxygenation, but without adding oak flavours like wood barrels do, a neutral container that would enhance the grape varieties used. We got the amphoras through some acquaintances of my winemaker and once we tried them out, we were so impressed with the results that we fell in love with them.

L’Isola Elba si distingue per i vini pregiati, come quelli nell’azienda di Antonio Arrighi: nove ettari vitati all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano The Elba Island is well-known for its fine wines, such as those produced by the Antonio Arrighi winery. Nine hectares planted with vineyards located within the National Park of the Tuscan Archipelago

13


territory people text Maria Lardara

Enoturismo

Franco Malenotti. La ricetta per un turismo ‘emozionale’ The recipe for an “emotional” tourism Ferve l’attesa per il MuSem, il Museo Sensoriale e Multimediale del Vino. Il Museo è pronto, aspettiamo la primavera 2017 per inaugurarlo, in concomitanza della manifestazione “T-Wine”. Ma sarebbe un errore chiamarlo solo Museo. Per quale motivo? Il Museo è solo un elemento che fa parte di un progetto più ampio, quello di creare una Wine Town di oltre duemila metri quadrati che vuole essere la risposta italiana a La città del Vino di Bordeaux . Collaborazione o concorrenza con le altre Città del Vino? La prima, nel modo più assoluto. Sto lavorando per dare vita a un consorzio che raggruppi le altre realtà importanti del circuito del turismo enogastronomico italiano: dalla Casa del Gallo Nero di Radda in Chianti al WiMu del Barolo e alla futura Città del vino di Venezia. In progetto anche un gemellaggio con La Città del Vino di Bordeaux. Il turismo enogastronomico porta i turisti nelle aziende, fa vivere l’autenticità di un territorio. Tre motivi per non perdere una visita alla Città del Vino di Bolgheri. Primo perché sarà la più grande d’Italia con i suoi oltre duemila metri quadrati di superficie, secondo per la sua formula sensoriale che la rende particolarmente innovativa: qui dentro si mangia e si beve, all’etrusca, alla medievale e alla romana, coinvolgendo tutti i sensi. Terzo, per l’apparato multimediale con i protagonisti del territorio che si raccontano in prima persona.

Amico

Gaddo della Gerardesca, è il deus “Città del Vino” al Casone Ugolino

di vecchia data di

machina del progetto

Bolgheri,

There is great anticipation for the inauguration of the MuSem, the Museo Sensoriale e Multimediale del Vino. The Museum is ready and will be inaugurated in the spring of 2017 in conjunction with the ‘T-Wine’ event. But it would be incorrect to consider it simply a museum. And why is that? The Museum is only one element of a broader project to create a Wine Town which will extend over two-thousand square meters and is planned to be the Italian version of the Wine Town of Bordeaux. Will it be a collaboration or a competition with other wine towns? No doubt the former. I’m working on creating a consortium of towns/ museums/organizations which contribute to Italy’s food and wine tourist industry, such as the Casa del Gallo Nero in Radda in Chianti, the Barolo WiMu and the future Wine Town of Venice. We also plan on twinning with Bordeaux. Three reasons for keeping an eye on the wine town of Bolgheri. First of all because it will be the largest in Italy, extending over more than 2,000 square meters. Second, because its sensorial formula is truly innovative. Here in town, you can eat and drink as people did in ancient times: in the Etruscan, medieval and Roman era. An experience that engages all of your senses. Third, because its multimedia apparatus will allow visitors to listen to local protagonists personally telling their story.

ex di

un museo sensoriale dedicato al vino che aprirà in

primavera

A

dear friend of

Gaddo della Gerardesca, he “Città del Vino” project

is the driving

Bolgheri’s Casone Ugolino, a wine museum set to open in spring 2017 force behind the

at

14


territory people text Michela Tassi

Jean Valenti, il re dei sommelier

Un ricordo dedicato al decano dei sommelier italiani, fondatore dell’AIS nel lontano 1965 In memory of the father of Italian sommeliers and founder of AIS back in 1965 Se in Italia oggi esiste una cultura del vino si deve ad un italo francese: Jean Valenti, nato a Casazza (Bg), storico fondatore dell’Associazione Italiana Sommelier (nella foto qui sopra, al centro, Valenti nel giorno della fondazione dell’Associazione Italiana Sommeliers -AIS, il 7 luglio 1965). Una necessità, a suo dire, nata per valorizzare il mondo dell’enologia attraverso una nuova abilità nel comunicare e trasmettere il valore di un territorio, un produttore, un marchio storico. Dopo una vita intera passata nei più grandi ristoranti del mondo, prestando servizio a capi di stato, presidenti, industriali, attrici di fama internazionale e principi, Jean Valenti, mentre lavora al ristorante Savini, si rende conto che la cultura della sommellerie in Italia è tutt’altro che diffusa: pur trovandosi in un ristorante prestigioso, la maggior parte del vino servito è sfuso e le bottiglie di pregio sono molto rare. E’ in questo momento che prende coscienza di come senza una scuola capace di formare dei professionisti del settore, nulla sarebbe mai cambiato: ed è su questi presupposti  che nel 1965,  egli stesso si impegna a costituire l’Associazione Italiana Sommelier. Oggi, 51 anni dopo, quella che era una passione di un singolo è divenuto il sogno di oltre 35.000 soci, facenti capo a oltre 150 sedi attive in tutta Italia. Di certo a Concorezzo (Mb), dove riposa da ottobre, sulla sua tomba non rose ma il taste vin.

15

When talking about Italy and France in relation to wine, the first thing that comes to mind is the historic rivalry between the two countries. Actually, Italy owes its wine culture to an Italian-French man, Jean Valenti, who was born in Casazza, near Bergamo, and was the founder of the Italian Sommelier Association (in the picture above, in the middle, Valenti on the day he founded the Italian Sommelier Association-AIS: July 7, 1965). In his opinion, the Association was born out of the need to promote the winemaking world through new and innovative communication tools. After having spent years working at the world’s greatest restaurants, attending to the needs of heads of state, presidents, industrialists, movie stars and royal family members, Jean Valenti realized that the sommellerie culture was far from being widespread in Italy. At the prestigious Savini restaurant, where he was working at the time, most wine was still sold by measure and fine wine bottles were very rare. It was clear to him by then that nothing would have changed without a school designed to train wine professionals. And so, in 1965, he founded the Italian Sommelier Association. Today, 51 years later, what started out as the passion of one man has turned into the dream come true of over 40,000 people, with 150 branches across Italy. His tomb in Concorezzo, in the Brianza area, where he has been lying since last October, should be embellished with tastevins rather than flowers.


Wines will have deep, complex character and long life with great elegance


harvest season text Marzia Morganti Tempestini - photo Lorenzo Cotrozzi

Com’è andata la vendemmia?

L’annata 2016 raccontata da alcuni grandi enologi attivi sul “Vigneto Toscana” Vintage 2016 described by great winemakers who are active on “Vigneto Toscana” Si profila come un’ottima annata, quella vendemmiata in Toscana nel 2016. Vini profondi, complessi, longevi, di grande eleganza, resi straordinari dalla perfetta maturazione delle uve dopo una stagione ottimale dal punto di vista climatico, forse leggermente indietro rispetto al 2015 in termini quantitativi – si parla di circa 10% in meno - ma certamente migliore dal punto di vista qualitativo. Una vendemmia operata nei tempi giusti, che promette vini indimenticabili e una stagione brillante dal punto di vista agronomico che attende solo di tradursi in altrettanto eccellente valore economico. A sostenere il sistema vitivinicolo toscano sicuramente il clima di fiducia che si respira tra i viticoltori del territorio - che nonostante la crisi non hanno mai smesso di investire - e tra gli enologi, autori di quei piccoli capolavori sensoriali che fanno da ambasciatori all’enologia della nostra regione sul panorama nazionale e internazionale. Il tutto su una terra, quella del ‘vigneto Toscana’, che rappresenta il vero valore che fa la differenza per la vite, se in più supportata da un andamento climatico ottimale produce grandi capolavori. Ad aspettarsi il risultato di un’annata a 5 stelle è Barbara Tamburini: “E’ stata una vendemmia lunga ma positiva afferma l’enologa. I risultati che riguardano i vini bianchi sono buoni, anzi in molti casi direi ottimi, vini in generale profumati e di buona freschezza. Per quanto riguarda il Merlot, in molte aree della Toscana si è raccolto tra la fine di agosto ed i primi di settembre, con ottimi risultati: i vini ottenuti si presentano netti all’olfatto e di grande struttura al palato. Le piogge di metà settembre da una parte hanno aiutato alcuni vigneti che stavano andando in sofferenza idrica e dall’altra ci hanno fatto temere per la maturità del Sangiovese, ma dove si è

17

Expectations are excellent for the grapes harvested in Tuscany in 2016. Wines will have deep, complex character and long life with great elegance: extraordinary qualities that derive from perfect maturation of the grapes after an excellent season from a climactic point of view, perhaps slightly behind 2015 in terms of quantity – they say about 10% less – but certainly superior as far as quality is concerned. A harvest conducted with good timing that promises unforgettable wines and a brilliant season from an agronomic point of view that is waiting only to be transformed into the correspondingly excellent economic value. The climate of confidence that prevails among the wine growers of this territory - who have never stopped investing despite the crisis - and the enologists - authors of those little masterpieces of sensory delight and ambassadors for the enology of our region on the national and international scenes - is a major factor in sustaining the Tuscan viticultural system. All of this on the land, the Tuscany vineyard, representing the true value that makes the difference for the vine, which if aided by excellent climactic conditions produces great masterpieces. Barbara Tamburini expects a 5-star year. “It was a long harvest, but positive,” says the enologist. “The results for white wines are good; in many cases I would say they are excellent. Wines will be aromatic in general, with good freshness. Regarding Merlot, in many areas of Tuscany the grapes were harvested between the end of August and the start of September with excellent results. The wines obtained are very clear to the nose and well-structured to the palate. The rains in mid September, on the one hand, helped some vineyards that were heading for water stress; on the other, they created concern about maturity


harvest season

aaa Una vendemmia operata nei tempi giusti, che promette vini indimenticabili e una stagione brillante dal punto di vista agronomico A harvest conducted with good timing that promises unforgettable wines and a brilliant season from an agronomic point of view

lavorato bene in vigna non ci sono stati particolari problemi, la parte vegetativa della vite è rimasta attiva fino alla raccolta. Abbiamo livelli di acidità totale superiori alle precedenti vendemmie, conclude Tamburini, valori questi precursori di tenuta nel tempo, unitamente alla maturità fenolica. Ottimo sia il Cabernet Sauvignon che il Cabernet Franc, le cui bucce hanno assicurato l’ottenimento di vini strutturati e ben equilibrati”. Enologo di professione, produttore per passione Luca d’Attoma confessa che ci sono stati momenti di sofferenza nella fase prevendemmiale con un periodo caldo con una lunga siccità che ha creato preoccupazione: “La pioggia per questa vendemmia è arrivata proprio al momento giusto. Le zone altamente vocate hanno dato risultati molto positivi, è stata una vendemmia lenta con maturazioni molto scalari, una vendemmia fatta nei tempi giusti per il Merlot mentre per il Cabernet abbiamo dovuto accelerare la raccolta perché le uve sono maturate tutte insieme. Di certo una vendemmia che avrà risultati migliori del 2015 anche se con quantità inferiori quindi positivo. I produttori - conclude - che fanno macerazioni molto lunghe, quindi con bucce belle forti, in areali come il sud della Maremma, Montalcino e parte del Chianti Classico con vendemmie tardive, potranno degustare dei sangiovesi meravigliosi”. Lady Sassicaia, l’enologa Graziana Grassini, che in occasione di Eccellenza di Toscana riceverà il “Premio Dino Casini” conferito da AIS Toscana a professionisti che si sono distinti per il loro lavoro nel mondo del vino. “In Maremma - afferma Grassini - questa vendemmia è stata la migliore degli ultimi cinque anni grazie all’andamento climatico che ha caratterizzato l’annata. Le piogge avute quasi unicamente nel periodo primaverile hanno permesso alle piante di avere

of Sangiovese, but where the vineyard was well-kept there were no particular problems and the vegetation of the vine remained active until the harvest. We have higher levels of total acidity than in previous harvests,” Tamburini concludes, “These values are indicators of longevity, together with the phenolic maturity. Both Cabernet Sauvignon and Cabernet Franc are excellent; the skins ensured the production of structured, well balanced wines”. Enologist by profession, producer by passion, Luca d’Attoma confesses that there were moments of stress in the pre-harvest phase due to a hot period with a long dry spell that created concern. “The rain arrived at just the right time for this harvest. The highly-adapted zones produced very good results; it was a slow harvest with very graduated maturation; a harvest done with the right timing for Merlot, while for Cabernet we had to accelerate because the grapes matured all together. It is undoubtedly a harvest that will have better results than 2015 although with lesser quantity and therefore positive. The producers - he concludes - who do very long maceration, with real strong grape skins in areas like southern Maremma, Montalcino and the part of Chianti Classico with late harvests will enjoy some marvelous Sangiovese.” Lady Sassicaia, the enologist Graziana Grassini, who will receive the “Dino Casini Award”, conferred by AIS Tuscany to professionals who have distinguished themselves for their work in the world of wine on the occasion of Eccellenza di Toscana, says, “This harvest was the best of the past five years in Maremma, thanks to the weather that characterized the year. Rainfall, limited almost exclusively to the spring season, provided the plants with availability of water until maturation

18


The highly-adapted zones produced very good results


harvest season

Il bel tempo di settembre ha permesso di raggiungere la perfetta maturazione delle uve che hanno potuto esprimere il loro potenziale qualitativo The fine weather in September led to perfect maturation of the grapes that were thus able to express all their qualitative potential

disponibilità d’acqua fino alla maturazione e ne hanno favorito lo sviluppo vegetativo. Il gran caldo dei mesi di luglio e agosto si è alternato a temperature più miti con significative escursioni termiche tra giorno e notte favorendo la formazione delle sostanze aromatiche e polifenoliche. Il bel tempo di settembre ha permesso di raggiungere la perfetta maturazione delle uve che hanno potuto così esprimere tutto il loro potenziale qualitativo. Stiamo parlando di un’annata che darà eccellenti vini rossi, ricchi di colore, ben strutturati e nel contempo eleganti. Non da meno, conclude, la qualità dei vini bianchi che saranno profumati e freschi”. L’enologo Stefano Chioccioli racconta che l’inverno è stato poco freddo e con piovosità regolare, mentre le abbondanti piogge primaverili hanno richiesto grande impegno nel prevenire la peronospora ed il caldo, la luce e l’assenza di pioggia durante l’estate ha favorito un riallineamento tra la spinta vegetativa iniziale un pò eccessiva e la fase fenologia. “Le viti - afferma Chioccioli - hanno cominciato ad equilibrarsi creando ‘una palizzata a verde’ molto bilanciata. La chiusura della maturazione è stata buona. La vendemmia verde per il Sangiovese, è stata ancora una volta la ‘chiave’ per ottenere la giusta maturazione aromatica, zuccherina e dei polifenoli. I vini, conclude Chioccioli, sembrano avere ad oggi ottime caratteristiche per una grande evoluzione, presentano un ottimo bilanciamento tra alcol ed acidità con colori intensi e decisi e tannini densi e granosi. La certezza di un 2016 nel segno dell’ottima qualità con l’auspicio di avere grandi rossi toscani, grandi riserve per sfidare un mercato sempre più difficile ed in continuo cambiamento”.

and favored the development of the vegetation. The great heat during the months of July and August alternated with more temperate temperatures with significant thermal excursion between day and night, favoring aromatic substances and polyphenolics. The fine weather in September led to perfect maturation of the grapes that were thus able to express all their qualitative potential. We are talking about a year that will yield excellent red wines, with great color, good structure and, at the same time, elegance. The quality of the white wines,” she concludes, “will be just as excellent, fresh and aromatic.” Enologist Stefano Chioccioli says the winter was not very cold and rainfall was regular, while the abundance of spring rains called for intensive work to prevent downy mildew. The heat, the light and the absence of rainfall during the summer favored the re-alignment of the slightly excessive initial vegetative thrust and the phenolic phase. “The vines,” says Chioccioli, “began to balance themselves by creating a very uniform ‘green wall’. Maturation finished up very well. The green harvest of Sangiovese was once again the key to obtaining the proper aromatic, sugar and polyphenolic maturation. The wines,” concludes Chioccioli, “so far seem to have excellent characteristics for a great evolution; they have an excellent equilibrium between alcohol and acidity, with intense and decisive colors, dense and abundant tannins. The certainty of a 2016 as a banner year for excellent quality and the hope to have great Tuscan reds, great reserve wines to take on a market that is always more difficult and in continuous mutation.”

20


itinerary

21


a good year text Andrea Galanti

2008 non ti nascondere

Un’annata nascosta e timida anche nelle anteprime, ma che si sta rivelando molto interessante A seemingly low-key and shy vintage starts showing potential to shine Nata dopo l’eleganza del 2006 e la potenza del 2007, questa annata si è voluta quasi nascondere, si è sempre mostrata timida durante le anteprime dei vari territori toscani, ma ad oggi secondo me possiamo parlare di una bella annata. Quei profili olfattivi nascosti e schivi, con il passare di un po’ di tempo si sono fatti avanti rivelando il loro carattere. Rimane comunque una annata eterogenea, che a macchia di leopardo sul nostro territorio ha portato fuori grandi eccellenze. Un territorio che la rappresenta meglio è sicuramente Montalcino. Brunello Il Colle: ciliegie, olive e sensazioni ematiche fanno da preambolo ad uno sfondo infinito,

Produced after the elegant 2006 and the powerful 2007, this vintage almost wanted to hide. It proved to be somewhat timid during tasting previews of the various Tuscan territories, but today I think we can say that this is a beautiful vintage. Those hidden and subtle olfactory profiles, with the passage of a little time, came forward and revealed their character. It continues to be a heterogeneous vintage, that in points here and there in our territory has brought out great excellence. The territory that best represents it is definitely Montalcino. Brunello Il Colle: cherries, olives and blood sensations pro-

un panorama di tannini ben integrati e grande acidità. Sempre sullo stesso versante incontriamo Cerbaiona, un Brunello potente che sprigiona tabacco, sigaro e moka. Rimanendo sempre a Montalcino possiamo apprezzare Podere Salicutti con il suo Brunello Piaggione. Grande ventaglio aromatico sorretto da un piacevole alcol, ritorni di incenso con tannini precisi che allungano la persistenza. Passiamo ora ad un classico che sorprende non tanto per la sua linea “tradizionale” (la riserva 2008 è super) ma per qualcosa di diverso: il Rosato di Biondi Santi. Frutta croccante con sentori di scorza d’arancia, cipria e Ginger, ma anche sapido e molto fresco.  Dirigiamoci verso il Chianti Classico, nella zona di Barberino Val d’Elsa, un territorio chiantigiano che sta

vide the preamble to an endless background flavor, a range of well-integrated tannins and great acidity. Again on the same side we encounter Cerbaiona, a powerful Brunello with flavors of tobacco, cigar and mocha. Still staying in Montalcino, we can appreciate Podere Salicutti with its Brunello Piaggione. The great aromatic range is supported by a pleasant alcohol, incense returns with precise tannins that lengthen the persistence. Let’s go on to a classic that is surprising not so much for its “traditional” line (the 2008 reserve is super) but for something different: the Rosé Biondi Santi, crisp fruit with hints of orange peel, face powder and ginger, but also tasty and very fresh.  Let’s head toward Chianti Classico country, to the Bar-

22


a good year

sempre di più portando in alto i valori di tradizione. Qui Castello della Paneretta, con il suo Chianti Classico molto old style, racconta susine e viole, grande bevibilità e note di ruggine che fanno da dolce melodia. Spostandoci verso Lamole, il Vigna Grospoli di Fattorie di Lamole racconta un altro grande terroir fatto di iris e frutti di bosco, note di un leggero tabacco, grande freschezza e tannini piacevoli. Altra perla è Camartina dell’azienda Querciabella che esprime dinamicità, uno scambio continuo di sensazioni di eucalipto, ribes, sambuco e terra bagnata; finale fresco e delicatamente sapido.

berino Val d’Elsa area, a Chianti region that is increasingly bringing the values ​​of tradition to a very high level. Here Castello della Paneretta, with its very old style Chianti Classico, speaks of plums and violets, very drinkable, and notes of rust that form the sweet melody. Moving towards Lamole, the Vigna Grospoli by Fattorie di Lamole tells of another great terroir made of iris and berries, with notes of a light tobacco, great freshness and pleasant tannins. Another gem is Camartina by the Querciabella estate, that expresses dynamism, a continuous exchange of eucalyptus sensations, currant, elderberry and wet earth; the finale is

A Montepulciano il Nocio di Boscarelli racconta un nobile rotondo e avvolgente con note di frutta matura, smalto e vernice che fanno da contorno ad una bella trama tannica sorretta da una bella freschezza. La costa toscana ha donato un Alberello di Podere Grattamacco in grande forma. Note mentolate e di mirtillo in una bocca ricca di freschezza con una piacevole persistenza che richiama note anche di sottobosco. L’eleganza dei vini di Piaggia si riscontra anche in questo Poggio dei Colli. Cassis, mentuccia e anche tartufo raccontano un profilo olfattivo complesso. Vino di sicura struttura ma con grande agilità donata da una freschezza emergente. Cara 2008 hai fatto “bomba liberi tutti”, il nascondino è finito e finalmente sei uscita allo scoperto.

fresh and delicately fruity. In Montepulciano, the Nocio by Boscarelli tells of a noble full-bodied and enveloping wine with notes of ripe fruit, enamel and paint that surround beautiful tannins supported by a nice freshness. The Tuscan coast has donated an Alberello by Podere Grattamacco which is in fine form, with menthol and cranberry notes in a rich fresh mouth with a pleasant persistence that recalls notes of undergrowth. The elegance of the Piaggia wines is also found in this Poggio dei Colli. Cassis, mint and even truffles recount a complex aromatic profile. A wine with a solid structure but with great agility thanks to an emerging freshness. Dear 2008, you have “hit the mark.” Hide and seek is over and you are finally out in the open.

23


wine guide text Leonardo Taddei

Above, the cover of the new guide, below a picture of Leonardo Taddei, who is in charge of the work done by AIS Toscana

24


wine guide photo Martina Melchionno

Vitae 2017

Il lavoro e lo stile della squadra toscana per la guida vini nazionale firmata dall’Associazione Italiana Sommelier The work and style of the Tuscan team for the national wine guide by the Italian Sommelier Association Per quattro mesi sono stati instancabili. Giudici motivati, appassionati. Hanno affinato l’olfatto, aguzzato la vista, movimentato le papille degustative. Precisione, professionalità, serietà. Le candidature, del resto, erano tante e la scelta è stata ardua: una rosa di 321 aziende selezionate, di cui 150 a un passo dal massimo riconoscimento. C’è tanta Toscana sfogliando le pagine dell’edizione 2017 della guida dell’AIS presentata al “The Mall” di Milano il 29 ottobre scorso: in testa la provincia di Siena con cinque new entry che arrivano dai territori di Pisa e Livorno. È’ la pattuglia dei toscani entrati nella guida “Vitae 2017”, quella composta da 79 produttori della nostra regione premiati con le “Quattro viti”, il giudizio più elevato. La squadra toscana dell’Associazione Italiana Sommelier fra maggio e ottobre ha lavorato sodo, capitanata per il terzo anno consecutivo da Leonardo Taddei, responsabile Guida vini AIS Toscana. Sommelier e degustatori diventano così i protagonisti di un “dietro le quinte” tutto da raccontare i cui fili si riannodano al momento in cui, agli inizi di maggio, le aziende vitinicole toscane (800 circa) vengono invitate a spedire i campioni per l’assaggio. Maggio è il mese in cui magazzino di AIS Toscana si riempie di centinaia di bottiglie, stoccate e controllate: sono i campioni che serviranno per i panel di degustazioni. La squadra è composta da dieci degustatori, affiancati dai sommelier. Attraverso le parole di Leonardo Taddei cerchiamo di ricostruire la loro giornata di lavoro, scandita dai panel di degustazione che sono costituiti da almeno tre persone: il loro compito è selezionare l’azienda testando fino a dodici tipologie di vini. Viaggio nel backstage di “Vitae 2017”. Come ha lavorato il gruppo?

For four months they have been tireless. Motivated, passionate judges. They have a heightened sense of smell, acute eyesight, lively taste buds. Precision, professionalism, and seriousness. After all, there were many nominations and the choice was difficult: a shortlist of 321 winemakers was selected, of which 150 were just a step away from the highest accolades. There are many Tuscans to see when flipping through the pages of the 2017 edition of the AIS guide presented at “The Mall” in Milan on October 29: the province of Siena is in the lead with five new entries from the Pisa and Livorno areas. This is the Tuscan patrol that was added to the Tuscan guide “Vitae 2017”, consisting of 79 producers in our region awarded the “Quattro viti,” the highest award. The Tuscan team of the Italian Sommelier Association worked hard between May and October, lead for the third consecutive year by Leonardo Taddei, head of the Tuscan AIS wine guide. Here, sommeliers and tasters become the protagonists “behind the scenes” that all starts up again when, in early May, the Tuscan winemakers (about 800) are invited to send samples for tasting. May is the month in which the AIS Toscana warehouse is filled with hundreds of bottles, stored and controlled: these are the samples that will be used for the tasting panel. The team consists of ten tasters, flanked by sommeliers. Through Leonardo Taddei’s words, we try to reconstruct their day’s work, involving tasting panels that consist of at least three people: their task is to select the estate by testing up to twelve types of wines.

25


wine Guide

La squadra toscana dell’Associazione Italiana Sommelier fra maggio e ottobre ha lavorato sodo, capitanata per il terzo anno consecutivo da Leonardo Taddei, The Tuscan team of the Italian Sommelier Association worked hard between May and October, lead for the third consecutive year by Leonardo Taddei

Fondamentale è la creazione di uno storytelling, nella misura in cui la presentazione dell’azienda con tutte le novità non deve essere mai uguale agli anni precedenti. Poi passiamo ai vini: se questi ultimi sono tanti si stila una classifica, eliminando quelli difettosi. Ma l’azienda che ci manda dodici vini non necessariamente li vedrà tutti e dodici in guida. Si scrivono le bozze, si controllano. Si crea una discussione al nostro interno, il panel si allarga e si arriva a un gruppo dalle dieci alle quindici persone che lavorano a più aziende decidendone i punteggi definitivi. Qual è lo stile di AIS nelle degustazioni per la selezione e la recensione dei vini? Da una parte facciamo ricorso alla terminologia tecnica che s’acquisisce alla nostra scuola con esami specifici per la degustazione, dall’altra abbiamo l’esigenza di uscire dai tecnicismi per raccontare meglio le sensazioni e le caratteristiche organolettiche racchiuse in un vino. Le parole hanno il loro peso nelle nostre guide, per questo le carichiamo di significato in base all’appartenenza e all’attinenza con un territorio. Un dato al quale teniamo molto su cui si giocano le prospettive future di un vino. Se una bottiglia è ottima in degustazione ma riteniamo che non abbia i requisiti per rimanere tale nei prossimi sei mesi la critichiamo fortemente, mentre magari altre guide la premiano. Il nostro è uno strumento che guarda in prospettiva, deve durare almeno per un anno. Valorizziamo i vini che hanno più stoffa per mantenersi nel tempo Qual è il fiore all’occhiello della produzione toscana emerso dal lavoro di quest’anno? Eccellenza significa raggiungere un punteggio tecnicamente molto alto: si tratta di superare bene la prova visiva, olfattiva, gustativa, rilevando un’assoluta corrispondenza territoriale e col vitigno. Contano anche la piacevolezza estrema e tutti i 79 vini toscani premiati in guida hanno emozionato.

Backstage at “Vitae 2017”. How did the group work? It’s fundamental to create storytelling, to the extent that the estate be presented with all its innovations, and these must never be equal to the previous years. Then we move on to the wines: if there are many wines, we draw up a list, eliminating defective ones. But the estate that sends us twelve wines will not necessarily see all twelve in the guide. We write the drafts and check them. We have an internal discussion. The panel is extended and we arrive at a group of ten to fifteen people who work on more than one estate deciding what their final scores will be. What kind of style does the AIS have in the tastings for the selection and review of the wines? On the one hand, we use the technical terminology acquired at our school with specific exams for tasting, and on the other, we need to leave behind the technicalities to better recount the feelings and sensory characteristics enclosed in a wine. Words have their weight in our guides, so we load them with meaning based on belonging and relevance to a territory. This is something we care about a lot, and toward which the future prospects of a wine are directed. If a bottle is excellent in taste but we think it is not qualified enough to remain so in the next six months we criticize it strongly, while other guides perhaps reward it. Ours is a tool that looks into prospects, and it should last at least a year. We value the wines that have what it takes to keep over time. What is the highlight of the Tuscan wines that have come from this year’s work? Excellence means achieving a very high score technically: it comes down to passing the visual test, the olfactory test, the

26


wine guide

Great wines of all time, the “sacred cows� are confirmed, but there is a presence aainteresting outsiders of


wine guide text Leonardo Taddei

The pleasure factor also counts and all 79 Tuscan wines awarded in the guide provided something thrilling

28


wine guide

29


wine Guide

AIS TOSCANA - I sommelier che hanno contribuito alla realizzazione di “VITAE 2017”

referente Leonardo Taddei Redattori Olimpia Bertolucci, Emiliano Bogani, Luca Carmignani, Massimo Castellani, Fabio Ceccarelli, Claudio Fonio, Angelo Marongiu, Barbara Massai, Federico Rosati, Leonardo Taddei, Clizia Zuin Sommelier DegustatorI Stefano Allegrini, Serena Becheri, Sabrina Biagini, Paolo Borgioli, Paolo Brachetti, Irene Chiarugi, Marta Da Ponte A Quarto, Gaetano Gulli’, Marco Mancini, Leonardo Mosi, Hisashi Nakashima, Davide Pagnotta, Giada Palandri, Maurizio Scortecci, Andrea Scucchi, Federico Spata, Valentino Tesi, Enrica Zanzi, Maurizio Zironi. Sommelier Francesco Arinci, Fabrizio Arrigoni, Omar Cerri, Roberta De Cesari, Maurizio Del Bravo, Lara Giannotti, Andrea Mariotti, Matteo Marliani, Francesco Pagnini, Raul Pardini, Gavino Perre, Francesco Raso, Stefano Ricciarelli, Antonio Sipala, Lorenzo Tesi, Angela Vanni. Logistica Magazzino Renzo Chiaramonti

Grandi rivelazioni e prodotti top. Fermo restando che ogni anno ritroviamo delle conferme con i grandi vini di sempre che rappresentano ormai un punto di riferimento della nostra regione come Masseto e Sassicaia, non possiamo fare a meno di notare ogni anno la presenza di outsider, quasi sempre vini di aziende che hanno, in quella particolare annata, ottenuto il massimo dalla qualità, la sfida per loro è provare a confermare l’eccellenza anche per le annate successive. Qualche esempio di “new entry”? Si tratta generalmente di piccole aziende, che non producono molte bottiglie ma sono particolarmente attente alla selezione qualitativa in vigna e in cantina, facendone una filosofia aziendale. Fenomeno bollicine. Parliamo di vini piuttosto penalizzati, che difficilmente raggiungono il massimo del punteggio. Non rappresentano una tipologia toscana ma più che altro un completamento di gamma. Il mercato delle bollicine è in crescita ma Champagne e Franciacorta continuano a rimanere galassie lontane da noi. Il boom del biologico continua? Sì, la produzione si scopre sempre più “green” anche se quest’anno abbiano premiato un numero minore di aziende votate al biologico e biodinamico. Dipende sempre dall’annata. Quest’anno la guida di AIS strizza l’occhio alla tecnologia… Esattamente. I nostri vini sono sfogliabili sull’App Vitae, seconda edizione digitale direttamente collegata al quella cartacea, che diventa uno strimento particolarmente versatile e funzionale sempre a portata di mano.

taste test, showing an absolute correspondence to the territory and the vine. The pleasure factor also counts and all 79 Tuscan wines awarded in the guide provided something thrilling. Great revelations and top products. Given that each year we often find confirmations with the great wines of all time which now represent the “sacred cows” as Masseto and Sassicaia, we cannot do without the presence of outsiders, true “meteors”. Some examples of a “new entry”? These are generally smaller estates that don’t produce many bottles but pay special attention to quality selection in the vineyard and in the winery, making it a corporate philosophy. The bubbles phenomenon. Let’s talk about wines that are somewhat penalized, that hardly reach the maximum score. They don’t represent a Tuscan but more than anything, a completion of the range. The bubbles market is growing but Champagne and Franciacorta continue to remain distant galaxies for us. Is the organic boom still going on? Yes, production is turning out to be more and more “green” although this year we awarded a smaller number of producers devoted to organic and biodynamic. It always depends on the vintage. This year the AIS guide gives a nod to technology ... That’s right. Our wines are browsable on the Vitae App, a digital edition directly connected to the paper version, which becomes a particularly versatile and functional instrument.

30


wine guide

Best Tuscan wineries

Le aziende toscane premiate con le 4 Viti, il punteggio massimo della guida “Vitae 2017” The Tuscan wineries awarded with Four Vines (top Score) by the guide “Vitae 2017”

50&50 - Capannelle ALEATICO PASSITO - Podere 414 BARON’UGO - Monteraponi BOLGHERI SASSICAIA - Tenuta San Guido BOLGHERI SUPERIORE CASTELLO DI BOLGHERI - Castello di Bolgheri BOLGHERI SUPERIORE GRATTAMACCO - Grattamacco BOLGHERI SUPERIORE GUADO AL TASSO - Tenuta Guado al Tasso BOLGHERI SUPERIORE OPHELIAH MARIA - Argentiera BOLGHERI SUPERIORE ORNELLAIA - Ornellaia BRUNELLO DI MONTALCINO - Le Potazzine BRUNELLO DI MONTALCINO - Poggio di Sotto BRUNELLO DI MONTALCINO - Salvioni - La Cerbaiola BRUNELLO DI MONTALCINO CERRETALTO - Casanova di Neri BRUNELLO DI MONTALCINO FILO DI SETA - Castello Romitorio BRUNELLO DI MONTALCINO FORNACE - Le Ragnaie BRUNELLO DI MONTALCINO LUCE - Luce della Vite BRUNELLO DI MONTALCINO PHENOMENA RISERVA - Sesti BRUNELLO DI MONTALCINO POGGIO ALL’ORO RISERVA - Banfi BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA - Canalicchio di Sopra BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA - Pietroso BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA - Poggio di Sotto BRUNELLO DI MONTALCINO SUGARILLE - Pieve Santa Restituta BRUNELLO DI MONTALCINO TENUTA GREPPO - Biondi Santi BRUNELLO DI MONTALCINO TENUTA GREPPO RISERVA - Biondi Santi BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA SCHIENA D’ASINO - Mastrojanni BRUNELLO DI MONTALCINO VIGNA SOCCORSO - Tiezzi CABERNET SAUVIGNON LIENÀ - Chiappini CABRAIA - Gualdo del Re CAMALAIONE - Le Cinciole CAMARTINA - Querciabella CARMIGNANO TREFIANO RISERVA - Capezzana CAVALLI TENUTA DEGLI DEI - Tenuta degli Dei CEPPARELLO - Isole e Olena CHIANTI CLASSICO BORRO DEL DIAVOLO RISERVA - Ormanni CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE - Tenuta di Lilliano CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE CASTELLO DI BROLIO - Barone Ricasoli CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE COLONIA - Fèlsina CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE IL PURO VIGNETO CASANOVA - Castello di Volpaia CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE

VIGNETO BELLAVISTA - Castello di Ama CHIANTI CLASSICO IL POGGIO RISERVA - Castello Monsanto CORTONA SYRAH - Stefano Amerighi D’ALCEO - Castello dei Rampolla DUEMANI - Duemani FILARE 18 - Casadei FLACCIANELLO DELLA PIEVE - Fontodi FSM - Castello Vicchiomaggio GRATIUS - Il Molino di Grace HIDE - Bulichella I BALZINI BLACK LABEL - I Balzini I SODI DI SAN NICCOLÒ - Castellare di Castellina IL BORRO - Il Borro IL CABERLOT - Il Carnasciale IL CARBONAIONE - Podere Poggio Scalette IL TOCCO - Colle Bereto L’APPARITA - Castello di Ama LE PERGOLE TORTE - Montevertine LUPICAIA - Castello del Terriccio MASSETO - Ornellaia MESSORIO - Le Macchiole MILLEEOTTANTATRE - Usiglian del Vescovo MONTESODI - Marchesi Frescobaldi ORENO - Tenuta Sette Ponti PALEO ROSSO - Le Macchiole PODERE DELLA CIVETTAJA - Podere della Civettaja POGGIO DE’ COLLI - Piaggia POGGIO DE’ PAOLI - Tenuta Lenzini RIECINE DI RIECINE - Riecine SIEPI - Castello di Fonterutoli SOLAIA - Marchesi Antinori TENUTA DI TRINORO - Tenuta di Trinoro TIGNANELLO - Marchesi Antinori TREBBIANO VITI DIMENTICHE - Monteraponi VIN SANTO DEL CHIANTI CLASSICO - Lornano VIN SANTO DI MONTEPULCIANO OCCHIO DI PERNICE - Avignonesi VIN SANTO DI MONTEPULCIANO VILLA SANT’ANNA - Villa Sant’Anna VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO GRANDI ANNATE - Avignonesi VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO I QUADRI - Bindella VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO IL NOCIO - Boscarelli VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO QUERCETONDA - Le Casalte

31


aaaaaaaa A project for the promotion and aggregation of the best Tuscan products


food & WINE IN PROGRESS text Michela Tassi - photo New Press Photo, Nicola Impallomeni

L’eccellenza enologica sposa l’alta cucina

Si rinnova per il secondo anno l’appuntamento promosso da AIS Toscana e dall’Unione Regionale Cuochi Toscana The second event promoted by AIS Toscana and the Regional Union of Tuscan Cooks Two days of delicious flavors, with food and wine. Two days in which the best of Tuscan wine meets the best catering, in the prestigious setting of the Stazione Leopolda in Florence. It has been decorated to celebrate the second edition of Food & Wine in Progress, an event promoted and organized by the Associazione Italiana Sommelier Toscana [Italian Sommelier Toscana Association] and the Unione Regionale Cuochi Toscana [Tuscan Regional Union of Chefs] and, from this year, also in collaboration with Confcommercio and Coldiretti Toscana. Not the usual tasting session, not the usual show cooking, but a project for the promotion and aggregation of the best Tuscan products, where producers, through experiences and conferences, talk about agricultural production, wine, food, quality, innovation and the development of new ideas. The real star of this event, which is highly anticipated by wine and food lovers throughout Tuscany and beyond, is the genius of the Italian food and wine industry as a whole. For the first time, a sublime manifestation of food and wine pairing at the same time: talented chefs, wines that tell the stories of their producers and territories, and innovative mixology cocktails. The most appetizing rendezvous of the season takes to the stage, enhanced by the presence of the two top chefs Gennaro Esposito and Vito Mollica, the award of the Ambassadors of Italian Cuisine prize by the National President of the Italian Chefs, Rocco Pozzulo, to the chefs Valeria Piccini, Mirko Rossi, Paolo Gramaglia, Giuseppe Di Iorio and Marco Scaglione. There are also the ethnic proposals by

Due giorni all’insegna del buon gusto, tra cibo e vino. Due giorni in cui l’eccellenza enologica di Toscana si incontra con l’eccellenza della ristorazione, in un contesto di assoluto prestigio come la Stazione Leopolda di Firenze vestita per l’occasione a festa in onore della seconda edizione di Food&Wine in Progress, manifestazione promossa ed organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier Toscana e dall’Unione Regionale Cuochi Toscana e, da quest’anno, in collaborazione con Confcommercio e Coldiretti Toscana. Non il solito tasting, non il solito show cooking, ma un progetto di promozione ed aggregazione delle eccellenze toscane tout court, in cui i produttori parlano di produzioni agricole, di vino, di alimenti, di qualità, innovazioni e sviluppo di nuove idee. Il vero protagonista di questo evento attesissimo tra i wine e i food lover di tutta la Toscana ed oltre, è il genio italiano dell’enogastronomia nel suo insieme. Per la prima volta, una manifestazione sublima il binomio cibo e vino nello stesso momento: tra chef talentuosi, vini che raccontano storie di produttori e di territori e gli innovativi cocktail di Mixology, va in scena il rendez vous più appetitoso della stagione, impreziosito dalla presenza di chef come Gennaro Esposito e Vito Mollica, dalla consegna da parte del Presidente Nazionale Cuochi Italiani Rocco Pozzulo del riconoscimento di Ambasciatori della Cucina Italiana agli chef Valeria Piccini, Mirko Rossi, Paolo Gramaglia, Giuseppe Di Iorio e Marco Scaglione o ancora, dalle proposte etniche dello chef Francesco Baroncelli del Naga Thai Bistrot di Prato e dello chef televisivo Hirohiko Shoda.

33


food & WINE IN PROGRESS

Il vero protagonista di questo evento è il genio italiano dell’enogastronomia e dell’industria del vino Real star of this event is the genius of the Italian food and wine industry

Nell’area Toscana d’Autunno, domenica pomeriggio, saranno presenti chef stellati toscani di nascita o di adozione che proporranno piccoli assaggi di piatti a base di prodotti del territorio. Ma non solo, ogni piatto cucinato nell’ambito degli show cooking si accompagna con il suo vino, scelto da un sommelier AIS come il più adatto per valorizzare il patrimonio organolettico di entrambi. Tanti live di cucina tenuti dai cuochi delle delegazioni delle varie provincie toscane, cocktail sessions tenute dai bartenders di Mixology, un’area commerciale con produttori selezionati di tipicità territoriali, 9 conferences e 13 experience in cui a parlare sono i produttori in prima persona attraverso le associazioni regionali dei macellai e dei panificatori Federcarni e Assipan Confcommercio, con dimostrazioni e interventi per mostrare al pubblico l’arte di queste due professioni e la loro evoluzione in base ai mutamenti dei consumi e, naturalmente, una selezione di prestigiose etichette che in tale contesto hanno l’onore di rappresentare una parte di quell’Eccellenza di Toscana presente nella Guida Vitae 2017 edita da AIS. ECCELLENZA DI TOSCANA Le degustazioni ai banchi d’assaggio degli oltre 140 produttori rappresentativi delle più importanti denominazioni toscane, non sono l’unico modo per rendere omaggio al frutto della vite e al lavoro dell’enologo: confermati anche in questa occasione gli AIS Wine Tour in compagnia di esperti sommelier, l’AIS Wine School per i neofiti interessati ad avvicinarsi al mondo della som-

the chefs Panida and Francesco Baroncelli from the Naga Thai Bistro of Prato and the TV chef Hirohiko Shoda. On Sunday afternoon, in the Toscana d’Autunno area, there will be Michelin-star chefs, of Tuscan origin or adopted by this region, who will offer small tasters of dishes made using local produce. Furthermore, every dish cooked during the show cooking sessions is accompanied with a wine, chosen by an AIS sommelier as the most suitable to enhance the organoleptic value of both the wine and the food. Many live cooking sessions held by the chefs of the delegations from the various Tuscan provinces - 25 in total - and also cocktail sessions held by Mixology bartenders, a commercial area with selected manufacturers of local produce, 9 conferences and 13 experiences in which the producers speak firsthand through the regional associations of butchers and bakers Federcarni and Assipan Confcommercio with demonstrations and interventions to show the public the art of these two professions and their evolution based on the changes in consumption and, of course, a selection of prestigious labels in this context have the honor of representing the Excellent Tuscan Produce present in the 2017 Vitae Guide published by AIS. ECCELLENZA DI TOSCANa The tastings at the stands of the more than 140 producers, who represent the most important Tuscan brands, are not the only way to pay homage to the fruit of the vine and the work of the enologist: the AIS Wine Tour in the company of sommeliers and the AIS Wine School for newcomers interested in approaching the world of the

34


Michelin-star chefs, of Tuscan origin or adopted by this region, will offer small tasters of dishes made using local produce


face to face

The tastings at the stands of the more than 140 producers, who represent the most important Tuscan brands

36


face to face

37


Some pictures of the 2015 event


food & WINE IN PROGRESS

Degustazioni importanti e la consegna di tre significativi riconoscimenti firmati AIS Toscana Prestigious wine tastings and the awarding of three important prizes by AIS Toscana

mellerie, a cui si aggiunge una degustazione guidata dei vini in anfora con i delegati AIS dell’Isola d’Elba Antonio Arrighi e di Lucca Leonardo Taddei, una degustazione ‘Vini dolci in Toscana’ guidata da Massimo Castellani e un dibattito sulla “Incomunicazione del vino e la capacità di comunicare il vino a modo nostro” in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino della Toscana di cui è relatore, tra gli altri, il Presidente Nazionale AIS Antonello Maietta. Durante l’evento, anche la consegna di tre riconoscimenti: il Premio “Ambasciatori Food & Wine in Italia e nel mondo” assegnato ad Andrea Rinaldi, responsabile dell’Associazione Italiana Sommelier in Inghilterra, Franco Malenotti, proprietario di Casone Ugolino per il suo progetto Wine Town e Marco Deluca per la sua attività di promozione della sommellerie a Cuba, la Borsa di Studio “I Balzini” per il trentennale AIS di Vincenzo d’Isanto, e il tradizionale Premio Dino Casini assegnato all’enologo Graziana Grassini, consulente per aziende vitivinicole toscane, pugliesi ed umbre. Food & Wine in Progress è un appuntamento per tutti, nessuno escluso, che abbraccia il tema dell’alimentazione anche nelle sue tematiche più attuali come la crescente necessità di dare risposte Gluten Free nel mondo della ristorazione: in questo caso lo fa attraverso la presentazione di un corso di specializzazione sulla cucina Gluten Free e uno show cooking a tema, curato dallo chef Marco Scaglione. Si parlerà infine di ristorazione anche sotto il profilo occupazionale e dei consumi, grazie ai dati forniti dal centro studi di Fipe e Confcommercio sul settore.

sommelier have also been confirmed for the occasion and have been added to by a guided tasting of wines in amphorae with the AIS delegates Antonio Arrighi from Elba Island and Leonardo Taddei from Lucca, tasting session of ‘Sweet Tuscan Wines’ led by Massimo Castellani and a debate on the “lack of communication of wine and the ability to communicate the wine in our own way” at which, among others, the National President of AIS Antonello Maietta will be a speaker. During the event, the three awards will also be given: the “Food & Wine Ambassadors in Italy and in the world” Prize awarded to Andrea Rinaldi, AIS manager in England, Franco Malenotti, owner of Casone Ugolino for his Wine Town project, and Marco Deluca for his promotion of the sommelier in Cuba, the “I Balzini” Scholarship for Vincenzo d’Isanto’s thirtieth AIS anniversary, and the traditional Dino Casini Prize awarded to enologist Graziana Grassini, a consultant for wineries in Tuscany, Puglia and Umbria. Food & Wine in Progress is an event for everyone, without exception, that embraces the theme of food including its most topical issues such as the growing need to find Gluten Free solutions in the restaurant world: in this case it does so by presenting a specialized course on Gluten Free food and a themed show cooking event, run by the chef Marco Scaglione. Finally, there will also be a talk about catering from an employment and consumption point of view, thanks to the data supplied by the Fipe and Confcommercio research center about the sector.

39


food & WINE IN PROGRESS text Marzia Morganti Tempestini

Visioni e prospettive I presidenti nazionali di AIS e FIC parlano del futuro delle professioni di sommelier e cuoco 4.0 The national presidents of AIS and FIC talk about the future of the professions of sommelier and cook 4.0 Antonello Maietta, romagnolo di nascita, campano di origine, ligure di adozione, ancora giovanissimo nel 1982 viene eletto Delegato AIS della Spezia, incarico che lascerà nel 1993 per assumere quello di Presidente regionale. Nel 1990 conquista il titolo di Miglior Sommelier d’Italia. Nel novembre 2010 viene eletto Presidente nazionale ed è attualmente al suo secondo mandato consecutivo. Guida un esercito di oltre 35 mila sommelier, di cui ama evidenziare la capillarità di diffusione in Italia e all’estero. Rocco Cristiano Pozzulo, cuoco lucano, dal 2015 è il presidente della Federazione Italiana Cuochi. Prima della presidenza attuale, è stato il Project Manager della FIC, per conto della quale ha organizzato congressi, assemblee, concorsi e manifestazioni, oltre che presidente dei Cuochi della Regione Basilicata. Si parla di professioni 4.0. Come cambia il cuoco in questa fase? Antonello Maietta Sono due professioni molto legate alla tradizione, poiché cibo e vino hanno tradizioni millenarie. Il rischio che si corre, tuttavia, è quello di restare ancorati al passato, che deve invece essere considerato uno stimolo per guardare al futuro e per rinnovarsi continuamente. Occorre essere molto attenti ai cambiamenti e pronti anche ad accogliere tutto ciò che la tecnologia è in grado di proporre. Rocco Cristiano Pozzulo Il cuoco oggi è una figura che deve incarnare dei valori fondamentali, a partire da quelli sociali per la responsabilità che incarna nei confronti del consumatore, ma anche verso i produttori di materie prime. Oggi inoltre il cuoco è un professionista che deve cercare aggiornamenti continui, sia attraverso il confronto con gli altri colleghi e le altre realtà internazionali, sia attraverso lo studio assiduo di tecniche applicate alla cucina. Il consumatore é sempre più attento: qual è l’approccio nei suoi confronti? A.M. Sotto questo aspetto i nostri predecessori ai vertici dell’AIS sono stati lungimiranti fin dai primi anni Settanta, quando hanno aperto a tutti le porte dei nostri corsi, fino ad allora riservati ai professionisti, accogliendo anche i semplici appassionati. Questo ha stimolato la curiosità verso il mondo del vino da parte dei consumatori, e ci ha consentito al tempo stesso di intercettare con la massima attenzione le esigenze extra settoriali. R.C.P. Uno dei doveri del cuoco di oggi è quello di pensare prima di tutto alle esigenze del consumatore in una fase in cui la cucina deve confrontarsi con il crescere di intolleranze e tendenze alimentari molto diverse dal passato. Il suo dovere è quello quindi di saper interpretare al meglio le esigenze del consumatore finale. Presidente Maietta, il futuro del sommelier? Dopo un periodo di relativa stasi, quando queste professioni erano a

Antonello Maietta, born in Romagna into a family with origins in Campania, now a long-time resident in Liguria, was elected AIS Delegate for La Spezia in 1982 when still very young. He held this office until 1993, when he became the regional president. In 1990, he had won the title of Best Sommelier of Italy. In November 2010, he was elected to the office of national president and is now serving his second consecutive term.. He leads a force of over 35 thousand sommeliers, whose widespread diffusion in Italy and abroad he is proud to highlight. Rocco Cristiano Pozzulo, a cook from Lucania, has been president of the Federation of Italian Cooks since 2015. Before taking this office, he was the Project Manager for FIC, for which he organized congresses, assemblies, competitions and events, in addition to holding the office of president for FIC in the Basilicata region. Theme: Professionals 4.0. How has the cook changed in this phase? Antonello Maietta These two professions are closely linked to traditions because food and wine have very ancient roots. The risk, of course, is remaining anchored to the past, which should instead stimulate interest in the future and continuous renewal of one’s preparation. It is necessary to pay close attention to changes and be ready to grasp everything that technology can propose. Rocco Cristiano Pozzulo Today, the cook is a figure that must represent some fundamental values, beginning with the social aspects for the responsibility regarding the consumer, but also regarding the producers of raw materials. Furthermore, today’s cook is a professional who must always seek updates, through dialogue with colleagues and other international realities and by dedicated study of applied technology in the kitchen. The consumer is becoming more scrupulous: what is your approach to your customer? A.M. From this point of view, our predecessors at the top of AIS were ahead of their time from the early 1970s when they opened the doors of our courses to all, including simple enthusiasts, while previously they were for professionals only. This has stimulated consumers’ curiosity about wine and it has also allowed us to attentively intercept requirements that regard related sectors. R.C.P. One of cook’s current duties is, first of all, to think about the consumer’s necessities in a phase when cooking has to come to terms with the diffusion of alimentary intolerances and dietary trends that are quite different from those of the past. The cook must therefore be able to successfully interpret the necessities of the end user. President Maietta, what does the future hold for the sommelier? After a period of relative calm, when these professions were erroneously considered void of nobility or, correctly, too onerous in terms of energy

40


Above, Antonello Maietta Below, Rocco Cristiano Pozzulo


food & WINE IN PROGRESS

La storia e la tradizione del nostro Paese impongono alle due categorie di marciare compatte The history and traditions of our country alone demand these two categories march forward together

torto ritenute prive di nobiltà o, a ragione, richiedenti troppe energie e sacrifici, attualmente sono sempre più numerose le persone che scelgono questo indirizzo lavorativo, in modo particolare i giovani. Probabilmente, questo è dovuto in parte alla crescente attenzione che i media riservano all’enogastronomia, in parte al rinnovato interesse generale verso questo settore trainante dell’economia. Immaginiamo quindi un futuro ricco di soddisfazioni e di gratificazioni. Presidente Pozzullo, il futuro del cuoco? Un professionista sempre più preparato e sensibile alle variazioni delle tendenze dei consumi, attento alla sostenibilità ambientale ed economica, capace di adattarsi alle tante sfaccettature di questo complesso lavoro. Pensate a un obiettivo comune da poter raggiungere facendo sinergia tra le due professioni? A.M. Al di là di scelte strategiche o di politica associativa, sono proprio la storia e la tradizione del nostro paese che impongono alle due categorie di marciare compatte, perché vino e cibo si completano a vicenda. Organizziamo sempre più eventi insieme per stimolare interesse. Marciando uniti, sarà più facile anche dialogare con le istituzioni, che mai come in questo momento si dimostrano sensibili verso le tematiche che entrambi i nostri sodalizi perseguono. R.C.P. Due figure che vanno di pari passo. Il sommelier è fondamentale all’interno dell’attività per cercare il vino che insieme al piatto ne determini la completezza dell’eccellenza proposta. Entrambi i ruoli dovranno camminare sempre di più a braccetto con l’obiettivo di promuovere le eccellenze territoriali in Italia e l’agroalimentare nel mondo.

investment and sacrifices, today more and more people are choosing this type of work, especially among the young. This is probably due, at least in part, to the growing attention the media dedicate to enology and gastronomy and, in part, to the renewed interest in general about this driving sector of the economy. We are therefore justified to imagine a future full of satisfaction and gratification. President Pozzullo, what does the future hold for the cook? The cook will have to be a professional with increasingly more refined preparation and sensitivity to consumer trends, environmental and economical sustainability, and be capable of adapting to the many facets of this complex job. Have you any thoughts about a common goal to achieve through synergy of the two professions? A.M. Leaving strategic choices and associative policies aside, the history and traditions of our country alone demand that these two categories march forward together, because food and wine naturally complement each other. We are organizing more and more events together to stimulate interest. Marching united will make it easier to talk with the institutions, which have never been as sensitive as now to the themes that both our associations are pursuing. R.C.P. Two figures that advance side by side. The sommelier is fundamental in the business to find the wine, which together with the dish, will close the circle of excellence of the proposal. Both roles will have to invest in close collaboration with the other to promote territorial specialties in Italy and Italian foods and wines around the world.

42


The two professions are closely linked to traditions because food and wine have very ancient roots


ph. Lorenzo Cotrozzi


Sinergie perfette Tre campioni della sommelierie creano intorno al piatto icona di tre maestri della cucina un abbinamento classico e un suggerimento ... in progress Three great sommeliers pair a classic wine with an icon dish by three master chefs, plus a suggestion‌ in progress by Teresa Favi


Pairing

Vito Mollica and Andrea Galanti

Agnello del Casentino in crosta di pinoli e menta - Civettaia 2012 and Gattaia Bianco 2012 VITO MOLLICA Chef del ristorante Il Palagio – Hotel Four Seasons Firenze Come si riconosce la sua firma in un piatto? Nei miei piatti cerco di mantenere l’eleganza e la visibilità completa di quello che sarà il gusto, in sintesi l’aspetto visivo di un piatto deve anticiparne il gusto. La sua filosofia in cucina in tre parole? Logica, rispetto, gusto Che cosa significa per lei cucina del territorio? La cucina del territorio per me significa autenticità, avendo questo credo le ricette possono subire le giuste personalizzazioni tecniche per essere esaltate. Territorio significa anche appartenenza e la cucina ha la grande capacità di mostrare chi siamo e da dove veniamo. La materia prima di cui non può fare a meno? L’acqua, e vorrei aggiungere l’aria e il fuoco. Progresso e futuro della cucina italiana, in quale direzione occorre guardare? La cucina in Italia è un patrimonio unico, lega tanti lavori e mantiene vivi ancora tantissimi “mestieri”. Il nostro futuro sta’ nel dare continuità ai nostri produttori di eccellenze che danno autenticità al nostro territorio e ricchezza al nostro patrimonio. Poi ogni chef deve continuare ad utilizzare le proprie filosofie e capacità. Il prodotto però deve avere una carta d’identità. Inoltre tutti abbiamo il dovere di credere nelle leve del

VITO MOLLICA Chef at the Il Palagio restaurant – Hotel Four Seasons Firenze How do you recognize your signature in a dish? In my dishes I try to keep the elegance and complete visibility of what the taste will be. Briefly, the visual appearance of a dish has to anticipate the taste. Your philosophy in the kitchen in three words? Logic, respect, taste. What does local cuisine mean to you? For me, local cuisine means authenticity. With this belief, the recipes can undergo the right technical customizations to be enhanced. Local also means belonging and cuisine has the great ability to show us who we are and where we come from. The basic ingredients you cannot do without? Water, and I’d like to add air and fire. The progress and future of Italian cuisine? Which direction do we need to look toward? Cuisine in Italy is a unique heritage. It binds together many jobs and still keeps many “crafts” alive. Our future lies in giving continuity to our producers of excellence that give authenticity to our territory and wealth to our heritage. Then each chef must continue to use their own philosophies and capabilities. However, the product must also have an ID card. Moreover, we all have a duty to believe in the future and pass on our knowledge

46


Pairing

futuro e trasmettere le nostre conoscenze e passioni. Inoltre la cucina Italiana non può fare a meno di essere rappresentata da un servizio di sala sempre più capace e ospitale. Quale piatto legato al territorio rappresenta la sua cucina in questo momento? L’Agnello del Casentino in crosta di pinoli e menta, animella glassata e cipolla farcita al pecorino. Abbinamento di ANDREA GALANTI (AIS Toscana), Miglior Sommelier d’Italia nel 2015 Classico: Nello stesso territorio, il Casentino, nasce un Pinot Nero con un futuro raggiante davanti a sé. Civettaia 2012, azienda emergente degli ultimi anni, esprime un vino dotato di un frutto croccante, velate spaziature e grande freschezza. Inoltre doti di piacevole morbidezza e tannini setosi creano un connubio ideale con il piatto proposto.  In progress: Gattaia Bianco 2012 (70% Chenin Blanc e 30% Sauvignon Blanc). Un abbinamento un po’ più innovativo vista anche la tipologia  di vitigni utilizzati in una zona che definisco “start up” per molti produttori divenuti poi noti: Il Mugello. Un vino intenso ricco di profumi agrumati, floreali, e una terziarizzazione che ricorda la Loira. Vino di struttura, grazie anche all’affinamento in legno, con una persistenza gusto olfattiva adeguata che ricalca quella del piatto.

47

and passions. In addition, Italian cuisine cannot help but be represented by an increasingly capable and hospitable service in the dining room. What local dish represents your cuisine at this time? The Casentino lamb in a crust of pine nuts and mint, glazed sweetbreads and onion stuffed with pecorino cheese. Pairing by ANDREA GALANTI (AIS Toscana), Best Sommelier in Italy in 2015 Classic: From the same area, the Casentino, comes a Pinot Noir with a radiant future ahead of it. Civettaia 2012, an emerging winery in recent years, whose wine has a crisp fruitiness, veiled spacing and great freshness. Also, its pleasant softness and silky tannins create an ideal pairing for the proposed dish.  In progress: Gattaia Bianco 2012 (70% Chenin Blanc and 30% Sauvignon Blanc). A slightly more innovative pairing also given the type of grapes used in an area I define as a “start up” for many wineries that later became known: The Mugello. This wine is intense with citrus scents, floral, and a tertiary scent reminiscent of the Loire. A wine with structure, thanks to the aging in wood, it has a good softness useful for countering some sensations in the dish and to rebalance the great freshness and pleasant flavor of the wine. An adequate olfactory taste persistence that follows that of the dish.


Pairing

Valeria Piccini e Luca Martini

Piccione con crocchette di castagne - Chianti Classico Riserva 2010 Castell’ in Villa and Sempremai, 2009, Felicitas Dory VALERIA PICCINI Chef del ristorante Da Caino a Montemerano (Grosseto) Come si riconosce la sua firma in un piatto? Dai sapori delle materie prime e degli ingredienti, che all’assaggio devono essere distinti e riconoscibili, e dalla costante presenza, in ogni piatto, dell’olio extravergine di oliva, anche se a volte non lo si nota al primo ‘sguardo’.  La sua filosofia in cucina in tre parole? Qualità (delle materie prime, che deve essere altissima), stagionalità, passione per la cucina. Che cosa significa per lei cucina del territorio? Si fa cucina del territorio quando spunti e idee vengono dalla nostra tradizione e si utilizzano prodotti della nostra terra: di conseguenza i sapori sono quelli delle nostre radici.  La materia prima di cui non può fare a meno? L’olio extravergine d’oliva, che peraltro è l’unico grasso che utilizzo. Da Caino lo trovate presente dagli appetizer ai dessert. Progresso e futuro della cucina italiana, in quale direzione occorre guardare? Mi piace usare una parola coniata da Gennaro Esposito: la cucina del presente prossimo, ma possiamo dire già di oggi, è Retroinnovativa. Significa che si guarda indietro, alla tradizione, innovandola con attenzione alle tecniche e all’utilizzo ‘alleggerito’ delle materie prime. 

48

VALERIA PICCINI Chef at the Da Caino restaurant in Montemerano (Grosseto) How do you recognize your signature in a dish? By the flavors of of the basic materials and ingredients, which on tasting must be distinct and recognizable, and the constant presence, in every dish, of extra virgin olive oil, although sometimes not noticed on first ‘look’. Your philosophy in the kitchen in three words? Quality (of the basic ingredients, which must be of very high quality), seasonality, passion for cooking. What does local cuisine mean to you? You are making local cuisine when tips and ideas come from our tradition and you are using products from our land: therefore, the flavors are those of our roots.  The basic ingredient you cannot do without? Extra virgin olive oil, which is actually the only fat I use. At Da Caino you will find it from appetizer to dessert. The progress and future of Italian cuisine? Which direction do we need to look towards? I like to use a word coined by Gennaro Esposito: the cuisine of the present future, but we can already say today, is Retroinnovative. It means that you look back to tradition, innovating it with a focus on techniques and using ‘lighter’ basic ingredients. 


Pairing

Quale piatto legato al territorio rappresenta la sua cucina in questo momento? Il Piccione con crocchette di castagne. Abbinamento di LUCA MARTINI (AIS Toscana), dal 2013 Miglior Sommelier del mondo per la World Sommelier Association Classico: Chianti Classico Riserva 2010 Castell’ in Villa Docg. Una vino di pura razza toscana, il grande Sangiovese di Castelnuovo Berardenga dai territori più vocati per esprimere la quintessenza del varietale. Dopo l’assemblaggio delle migliori vigne si riposa per tre anni in botte di rovere per essere domato ed affrontare al meglio il viaggio della vita. Il vino che appaga fin dalla vista, colori maturi, che brillano,  un naso complesso e fragrante che lascia spazio ad un gusto di frutti maturi in sinergia con un tocco minerale riconducibile al territorio . In progress: Sempremai, 2009, Igt Felicitas Dory Pratovecchio. Questo varietà ormai scomparsa “abrustine”, recuperata nell’azienda di Federico Staderini è semplicemente territoriale, per carattere e verticalità. Il naso ammalia per la sua gamma di sentori floreali selvatici, la bocca è estremamente fresca con un tannino smussato, profondo ed unico nel suo genere una scoperta gustativa unica .Come riporta in etichetta: questa vite fa un fiore profumatissimo.

49

What local dish represents your cuisine at this time? Pigeon with chestnut croquettes. Pairing by LUCA MARTINI (AIS Tuscany), from 2013 Best Sommelier in the world for the World Sommelier Association Classic Chianti Classico Riserva 2010 Castell’ in Villa DOCG. A pure thoroughbred Tuscan wine, the great Sangiovese di Castelnuovo Berardenga from the areas most suited to expressing the quintessence of the variety. After the blending of the best grapes, it is aged for three years in oak casks to be dominated and to better face its life’s journey. The wine that satisfies right from first sight, mature bright colors, a complex and fragrant nose that gives way to a taste of ripe fruits together with a mineral touch due to the territory. In progress: Sempremai, 2009, Igt Felicitas Dory Pratovecchio. This almost vanished “abrustine” variety, recovered in the winery of Federico Staderini is simply local in character and verticality. The nose enchants for its range of wild flower scents, the mouth is very fresh with smoothed tannins, the unique taste is deep and one of a kind. As reported on the label: this vine has a highly fragrant flower.


Pairing

Mirko Rossi and Massimo Tortora Inzimino di seppia - Zizzolo Vermentino 2015 Fornacelle and Durlindana 2015

MIRKO ROSSI Chef del ristorante Il Doretto a Cecina (Livorno) Come si riconosce la sua firma in un piatto? La mia firma nel piatto è sicuramente il gusto che vi si trova dentro. La sua filosofia in cucina in tre parole? La mia filosofia in cucina è sicuramente tradizione rispetto per la materia usata e la qualità della stessa che deve essere sempre la migliore e di sicura e certificata provenienza. Che cosa significa per lei cucina del territorio? La cucina del territorio per me è sicuramente usare materie di stagionalità quindi cambiare spesso il menu e soprattutto avere sempre un filo conduttore con gli insegnamenti di chi mi ha instillato la passion per questo mestiere. E qual è, dunque, la figura di riferimento in questo senso? A parte i vari chef con il quale ho lavorato sicuramente il mio primo e più importante mentore è stata mia nonna. La materia prima di cui non può fare a meno? In realtà non esiste un prodotto in particolare, mi piace cucinare tutto purché sia di stagione . Progresso e futuro della cucina italiana, in quale direzione occorre guardare? A questo proposito spero che i miei colleghi attuali e futuri restino attaccati alla genuinità e al rispetto delle materie prime utilizzate

50

MIRKO ROSSI Chef at the restaurant Il Doretto in Cecina (Livorno) How do you recognize your signature in a dish? My signature in the dish is definitely the taste that’s in it. Your philosophy in the kitchen in three words? My philosophy in the kitchen is definitely traditional respect for the material used and the quality of the ingredients which must always be the best, with a certain and certified origin. What does local cuisine mean to you? Local cuisine for me definitely means using seasonal ingredients and materials so I often change the menu and above all I always have a common thread with the teachings of those who instilled the passion for this job in me. And who is your point of reference in this regard? Apart from the various chefs with whom I’ve worked, definitely my first and most important mentor was my grandmother. The basic ingredient you cannot do without? In reality there is no particular product. I like to cook everything provided it is in season. Progress and future of Italian cuisine? Which direction do we need to look towards? In this regard I hope my current and future colleagues remain attached to authenticity and respect for the basic ingredients used to


Pairing

per le preparazioni dei singoli piatti. Insomma spero che la cucina non si trasformi in una corsa a chi fa il piatto più complicato ma con valori non consoni a quelli della cucina italiana. Quale piatto legato al territorio, rappresenta la sua cucina in questo momento? L’Inzimino di seppia perché è semplice e perché la seppia e il suo nero è una ricetta autentica della tradizione della cucina livornese. Abbinamento di MASSIMO TORTORA (AIS Toscana), secondo classificato al concorso Miglior Sommelier d’Italia 2016 Classico: Un Vermentino di Bolgheri dell’azienda Fornacelle, annata 2015. Questa annata propone con decisione la fraganza del frutto, la macchia mediterranea e le note iodate. Appagante al sorso con la sua vibrante acidità, sorretta da altrettanto sapidità che ricorda il mare, delicato e immediato nel suo esprimersi, sa equilibrare ed accompagnare il piatto. In progress: Una proprosta originale, Durlindana da vitigno Pollera Nera della Lunigiana vinificata in bianco dell’azienda Casteldelpiano con l’annata 2015, regala bellissima e vitale freschezza gustativa con fragranza del frutto e floreale che si combina perfettamente con la seppia e gli spinaci, provocando una piacevole combinazione di eleganza e piacevolezza al palato.

51

prepare individual dishes. So I hope the cuisine doesn’t become a race to see who makes the most complicated dish but with no values that are ​​consonant with those of Italian cuisine. What local dish represents your cuisine at this time? Cuttlefish in Zimino because it is simple and because the cuttlefish and its black ink is an authentic recipe from Livorno’s traditional cuisine. Pairing by MASSIMO TORTORA (AIS Toscana), second prize in the competition Best Sommelier in Italy 2016 Classic: Vermentino di Bolgheri from Fornacelle, vintage 2015. This vintage offers a decisively fruity fragrance, the Mediterranean and seabreeze notes. Satisfying to the sip with its vibrant acidity, supported by an equally balanced flavor reminiscent of the sea, delicate and immediate in its expression, it knows how to balance and accompany the dish. In progress: An original proposal, Durlindana from the Pollera Nera vineyard in the Lunigiana, a white wine by the Casteldelpiano estate, vintage 2015, offers a beautiful vital fresh taste with the fragrance of the fruit and floral notes. It combines perfectly with the squid and spinach, giving the palate a pleasant combination of elegance and pleasure.


special florence

52


special florence

Cinquanta anni di storia Una grande festa a Montepulciano per celebrare i 50 anni dal primo riconoscimento in Italia di un vino a Denominazione di Origine, il Vino Nobile di Montepulciano A great party at Montepulciano to celebrate the 50th anniversary of the first Italian wine that was granted the DOC status, Vino Nobile di Montepulciano text Luigi Pizzolato

53


A prestigious wine tasting of vintages from 1966 on, attended by wine experts from all over the world


ANNIVERSARY

The Nobile di Montepulciano and the Consortium that represents it have a rich and important history. This wine of ancient origins has had the necessary qualities to improve over time now becoming an apotheosis of real and concrete achievements. The future? Definitely brilliant! I say this because during the celebrations for the fifty years since the recognition of the DOC, the Consortium of Vino Nobile di Montepulciano organized a series of truly original and special events from October 3 to October 9, 2016, thus sanctioning the success of the festivities. It has shown excellent organizational skills and an ability to combine and link wine to the gastronomic culture of excellence and music in its most noble definition with the concert by Omar Pedrini at the Teatro Poliziano. There is a very interesting conversation about the fifty years of the DOC illustrating the Nobile’s progress from 1966 to today, ending with the brilliant performance by the Divin Orchestra. Montepulciano was festively decorated with events involving all the businesses and wineries. The most exciting and extraordinary event took place on Friday, October 7 with a tasting of historic vintages at 4 pm in the Fortezza’s Paul Harris room. Initially Alessandro Masnaghetti took the floor presenting the territory of Montepulciano and the map he had made with a passionate description of the individual areas whose vocation was tied to the denomination of origin. This was followed by the guided tasting with Fabrizio Gianni of Gambero Rosso for a small number of qualified journalists from around the world. It was here, through the tasting, that one really understood the future of the Appellation starting from the first DOC vintage in 1966, one of the top ten in Italy. The room has natural light, perfect conditions for tasting, impeccable service handled by AIS sommeliers, and the wine was served at the perfect temperature of around 16° C. The conditions for a perfect tasting were there. All that remained was to start tasting the wines starting with the oldest vintage: 1966. At that time there were only seven producers with 100,000 bottles. Today there are about eighty and they produce eight million bottles a year. This is a sign of the concrete development of the DOC with a dazzling success in Italy and abroad. The quality stages were the recognition of the DOCG status in 1980 with the status band and the increasing popularity of the wine abroad, in Europe and the rest of the world. The tasting began with the 1966 Vino Nobile di Montepulciano by

55


ANNIVERSARY

Contucci. One had to wonder if it was a wine still able to demonstrate virtues or whether it was already off. Immediately with the visual aspect you could see a thrilling, amazing brightness, which portended its ability to endure over time. The color was orange with shades reminiscent of the red orange of Sicily, with an unprecedented vibrancy. The nose presented intensity and a variety of impressive aromas. One could pick out fruity and spicy sensations with awards of prune, dried citrus fruit, bitter orange, rhubarb, china, saffron, and cinnamon. It closed with hints of licorice, leather, underbrush and dried mushrooms. On the palate it was sumptuous, then slowly the sensations dispersed with a finale that was still fresh and with echoes of candied fruit and spice. A wine whose quality excelled with a well deserved score of 95/100 throughout the denomination, in other words, the ability of Montepulciano wines not only to age, but to do it with class, elegance and charm, like a gentleman. Every other wine that was tasted continues to excite us like the fantastic 1975 by Fanetti, the clamorous 1986 by Bindella that represents the 1980s, the amazing Vigneto Caggiole by Poliziano 1988 that gives us endless emotions, and the 1995 Tenuta Gracciano della Seta, powerful and silky. All ten labels during the tasting aroused awe and interest. The portrait of the Nobile is that of a young gentleman who knows how to grow old with charm and to give us emotions.

aa

56


Since 1966, the Consortium of Wine Producers has been growing at the same rate as the quality and reputation of Vino Nobile. Currently, there are 80 wineries and a production of 8 million bottles per year


wine tasting text Antonio Stelli - photo Dario Garofalo

Tenuta degli Dei

Nata dall’amore di Roberto e Tommaso Cavalli per i cavalli da trotto, oggi Tenuta degli Dei produce tre grandi vini Born out of Roberto and Tommaso Cavalli’s passion for harness racing horses, Tenuta degli Dei now produces three great wines Racing trotter breeder and winemaker. “It’s no coincidence that here the vines share space with the paddocks,” says Tommaso Cavalli, smiling. The oldest son of the great Tuscan stylist, Roberto Cavalli, when he was a child he fell in love with the family estate in Chianti’s “Conca d’oro” in Panzano and, in 1989, at a very young age, he moved there permanently. Today Tenuta degli Dei, below the Church of San Leonino, is an oasis protected by the silence and nature of the country. It has 70 hectares of woods, olive groves, fields, and pastures, and 12 hectares of vineyards located in the highest and sunniest part of the estate. Tommaso has a true passion for wine with excellent results in the vineyard and wine cellar, earning numerous awards. His research has led him to dedicate himself to producing wine, with advice from wine consultant, Carlo Ferrini and the contribution of Gioia Cresti for the agricultural part. These are thoroughbred wines, recognized at first for their name, harmony, and the typical flavour depth found in the great Tuscan wines. We spoke to Tommaso about his flagship wine, Cavalli Tenuta degli Dei, first created with the 2004 vintage and a blend for four harvests of all varieties present in the company. Ten years ago, with an amazing vintage, he decided to make a significant change of pace with a removal operation aimed at highlighting the excellent, rigorous varieties: Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, and Cabernet France, ambassadors of a complex production philosophy. “I wanted to make an uncompromising wine, to feel the earth, and let it run free”, says Tommaso Cavalli, “to reinforce the identity of that wine, freeing the austere tones and more balsamic and mineral notes of the variety.” Le Redini, a seductive Merlot, was born at the same time. The first young, velvety, and rounded Le Redini was refined, mysterious, and magically introverted. Both followed a scrupulous, almost maniacal, production path. “Wine isn’t merely made,” explains Tommaso. “We take care of the vines, listen to the earth, and harvest what nature decides to give us. Creativity, emotion, and professionalism are required, but in a much different manner compared to my father’s profession.” There are no catwalks or glamourous lights here at Tenuta degli Dei. The most we get is the sunset behind the hill…

Allevatore di trotters da corsa e vignaiolo. “Non è un caso, infatti, se qui le viti dividono lo spazio con i paddock” dice Tommaso Cavalli sorridendo. Primogenito del grande stilista toscano Roberto Cavalli, si è innamorato da bambino della tenuta di famiglia nella conca d’oro del Chianti Classico, a Panzano, e nel 1989, giovanissimo, vi si è trasferito in pianta stabile. Oggi Tenuta degli Dei, sotto la Pieve di San Leonino, è un’oasi protetta dal silenzio e dal verde della campagna con 70 ettari di boschi, ulivi, prati, pascolo e 12 di vigneto, situati nella parte più alta e soleggiata dell’azienda. Una vocazione profonda quella di Tommaso per il vino, coronata da risultati eccellenti in vigna e in cantina, da innumerevoli premi e da un percorso di ricerca che lo ha portato a dedicarsi in prima persona alla produzione dei suoi vini, avvalendosi della preziosa consulenza enologica di Carlo Ferrini e del contributo di Gioia Cresti per la parte agronomica. Vini di razza capaci di farsi riconoscere prima ancora che per il loro nome, per l’armonia e la profondità gustativa tipiche dei grandi toscani consapevoli del territorio e dei suoi valori. Parla di questo il vino bandiera Cavalli Tenuta degli Dei, nato con l’annata 2004 e blend per quattro vendemmie di tutti i vitigni presenti in azienda, per il quale, dieci anni fa e complice un’annata strepitosa, è stato deciso un cambio di passo significativo con una operazione di sottrazione finalizzata ad esaltare i vitigni rigorosi per eccellenza: il Cabernet Sauvignon, il Petit Verdot e il Cabernet Franc, ambasciatori di una filosofia di produzione legata alla complessità. “Desideravo fare un vino senza compromessi, sentire la terra, lasciarla correre” racconta Tommaso Cavalli “rafforzare l’identità di quel vino liberando i toni austeri e le note più balsamiche e minerali del vigneto”. Nasce contemporaneamente Le Redini interprete seducente del Merlot. Raffinato,  misterioso e straordinariamente introverso il primo, più giovane, vellutato e rotondo Le Redini. La produzione per entrambi segue un iter scrupoloso, quasi maniacale. “Il vino non si fa – spiega Tommaso - si cura la vigna, si ascolta la terra, si raccoglie quello che la natura ha deciso di darti. Occorrono creatività, emozione e professionalità, ma diversamente declinate rispetto a quelle di mio padre”. Non ci sono né passerelle né luci glamour qui alla Tenuta degli Dei, al massimo, il tramonto del sole dietro alla collina…

58


Some pictures of Tenuta degli Dei and of the wine tasting conducted by AIS Toscana sommeliers. Above to the left, in the middle and below, the winery owner Tommaso Cavalli


wine tasting

2008

2009

2010

2011

2012

2013

60


wine tasting by AIS Toscana commission

2008

Il colore si aggrazia di un manto granato luminoso e profondo che prelude un bouquet variegato. Sentori tostati di caffè anticipano leggere essenze di cannella dolce, liquirizia e cardamomo, ricordi di frutti rossi in composta e note di boisé. In bocca avvolge il palato con grinta signorile, la freschezza viva sorregge un manto fruttato sottile che regala sospiri di sapidità. Tannino ancora vitale e ben integrato scivola in un finale generoso dagli allunghi mentolati. Bright and deep garnet red-colored and a variegated bouquet. Roasted notes of coffee which evolve into a range of delicate essences: sweet cinnamon, licorice and cardamom, hints of red fruit compote and wooden notes. Mouth-filling on the palate, subtle fruity flavours backed by lively freshness and sensations of savouriness. Still lively and well-integrated tannins leading to a generous, mentholated finish. 90/100

2009

Granato lucente. Il bouquet libera profumi meno esuberanti ma d’estrema finezza, l’essenza fruttata di fragole e more in confettura apre agli spunti balsamici che affiorano in successione, bel tocco affumicato e brezze mediterranee, un rigore olfattivo che trova nella freschezza una giusta simbiosi. Piacevolezza e sobrietà definiscono l’assaggio che si adagia sapido e pulito su strati di frutto rosso maturo e note minerali. Corpo definito, e al contempo sottile, dietro la regia di un tannino dolce magistralmente svolto. Bright garnet-red colored. The bouquet offers less exuberant but extremely fine aromas, fruity notes of strawberry and blackberry preserve evolving into balsamic notes in quick succession, a lovely smoky touch and a hint of Mediterranean breeze, olfactory rigour well-balanced by the freshness. Pleasant and austere on the palate, savoury and neat on layers of ripe red fruit and mineral notes. Well-defined and yet compact body, with masterfully developed sweet tannins.

94/100

2010

Il colore esplode in un rubino profondo dalla particolare vivacità. La nota boisé s’impadronisce del primo aroma, toni balsamici e minerali sfumano su richiami fruttati di mirtilli e more in composta, spunto di erbe officinali e cioccolato completano il bouquet. La freschezza gioca protagonista all’assaggio che rincorre un frutto non sopito e si acquieta sapido sul tannino coerentemente svolto. Finale pulito, asciutto, un brio minerale e balsamico che non lascia spazio ad altri. Particularly lively deep ruby-red colored. The nose opens with a wooden note, balsamic and mineral notes evolve into fruity hints of blueberry and blackberry compote, officinal herbs and chocolate complete the bouquet. Freshness stars on the palate, with fruity flavours, savouriness and consistently developed tannins. Clean and dry on the finish with prevailing mineral and balsamic notes. 94/100

ROSSO IGT CAVALLI TENUTA DEGLI DEI Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot

2011

Leggere nuance purpuree ravvivano l’intensità del rubino. L’anima profonda del bouquet libera cenni vegetali intorno ai quali affiorano subito essenze balsamiche e macchia di bosco, spezie leggere spingono su liquirizia e noce moscata, un soffio affumicato aggrazia con eleganza. La potenza dell’assaggio avvolge con generosità il palato, non demorde il filo minerale che sviluppa nella vena sapida la sua essenza. La signorilità del tannino regala nel finale una grinta appassionata. Delicate deep red nuances brighten up the intense ruby-red color. The bouquet offers vegetal notes surrounded by balsamic and underwood essences, delicate spicy notes of licorice and nutmeg and an elegant smoky hint. Powerful, generous and mouth-filling on the palate, the mineral note keeps hanging and develops into savouriness. Elegant tannins that give a powerful finish. 95/100

2012

Lumi purpurei attraversano un bel rubino luminoso. Mirtilli, fragole e cassis ancora freschi e polposi attirano l’attenzione di un bouquet raffinato, spezie leggere e tocchi balsamici emergono in successione e lasciano alle viole appassite un gentile ricordo. In bocca sorprende la sua freschezza coinvolgendo in progressione sapida, l’equilibrio incontra un tannino che guida il sorso e non arresta l’esuberanza nel lungo finale. Bright and lovely ruby-red colored with deep red nuances. An elegant bouquet offering aromas of fresh and fleshy blueberry, strawberry and blackcurrant, delicate spices and balsamic sensations appear in quick succession and lead to a hint of wilted violet. Amazingly fresh on the palate, savoury, well-balanced, lively tannins and exuberant on the long finish. 92/100

61

2013

Sfumature purpuree fendono la profondità del colore. La gioventù degli aromi ci riporta su note fruttate e vagamente balsamiche, quasi esuberante nel suo tocco vegetale che trova nella macchia di bosco l’essenza più viva. Foglie di ribes, more, mirtilli, felce, corteccia e una ventata di grafite. Un soffio affumicato e spezie appena accennate ritornano nel sorso impetuoso dalla freschezza dinamica e volge in picchi di misurata sapidità. La chiusura tannica ostenta caratteri da plasmare, una promessa prospettica di grande evoluzione. Intensely colored with deep red nuances. Youthful fruity and vaguely balsamic aromas, and a nearly exuberant vegetal note of underwood. Leaves of redcurrant, blackberry, blueberry, fern, bark and a sniff of graphite. A smoky and slightly spicy hint comes back on the palate, which offers dynamic freshness and peaks of measured savouriness. Tannins on the finish, which need to be softened but promise to evolve beautifully. 93/100


WINE TASTING

by AIS Toscana commission - photo Dario Garofalo

Luce sul Chianti Classico

“La Prima”: un cavallo di razza toscano con il 100% di Sangiovese nel pieno rispetto delle proprie origini “La Prima”: a first-rate, 100% Sangiovese Tuscan wine with a deep respect for its origins LA PRIMA Chianti Classico Gran Selezione 2013 – Castello Vicchiomaggio Sangiovese 100% Rosso rubino vivace. Ha profumo fresco, ancorato a lampone, ciliegia ed iris, circondato da note balsamiche e accenni di liquirizia, pepe e sigaro. Il sorso è teso e sorretto da tannini ancora giovani, di buona qualità e prospettiva, che cedono il passo alla sapidità con chiusura speziata. Lively ruby-red colored. A fresh bouquet of raspberry, cherry and iris aromas, surrounded by balsamic notes and hints of licorice, black pepper and cigar. Tension on the palate, supported by still young tannins of good quality and potential, which give way to savouriness and a spicy finish.

LA PRIMA Chianti Classico Gran Selezione 2012 – Castello Vicchiomaggio Sangiovese 100% Trama compatta di rosso rubino. Viola appassita e visciola matura marcano l’impatto al naso, sullo sfondo si affacciano tabacco, rosmarino e lievi ricordi di terra bagnata. Il tannino è leggermente asciugante e il finale è quasi caldo; ha piena corrispondenza di frutto negli aromi di bocca. Thick ruby-red colored. The nose opens with aromas of wilted violet and ripe sour cherry, with notes of tobacco, rosemary and hints of damp soil in the background. Tannins are slightly mouth-drying and the finish is nearly warm. Fruity flavours are consistent with aromas.

LA PRIMA Chianti Classico Gran Selezione 2011 – Castello Vicchiomaggio Sangiovese 100% Leggere nuance purpuree ravvivano l’intensità del rubino. Il bouquet libera cenni vegetali intorno ai quali affiorano subito essenze balsamiche e macchia di bosco, spezie leggere spingono su liquirizia e noce moscata, un soffio affumicato aggrazia con eleganza. La potenza dell’assaggio avvolge con generosità il palato. La signorilità del tannino regala nel finale una grinta appassionata. Deep ruby-red colored. Expressive on the nose with aromas of cocoa butter and vanilla, which develop into fruity notes of blackberry and sour black cherry, followed by a mentholated and underwood sniff. Well-balanced on the palate, with well-integrated tannins with notes of coffee and Mediterranean scrub.

LA PRIMA Chianti Classico Gran Selezione 2010 – Castello Vicchiomaggio Sangiovese 100% Rubino con luminosa sfumatura di granato. Il profumo è elegante: evoca fiori secchi, felce, marasca e arancio; poi sprigiona incenso e alloro, infine vira sulla carne cruda. Tannini perfetti impreziosiscono il percorso al palato, che si distende in lunghezza grazie alla vena sapida. Lascia una scia di rabarbaro. Ruby-red colored with bright garnet-red tinges. Elegant on the nose: dried flowers, fern, marasca cherry and orange, followed by incense and bay leaf, and raw meat at the back. Perfect tannins unbending throughout the palate, with richness of flavor leaving a trail of rhubarb.

62


WINE TASTING

VIGNA LA PRIMA Chianti Classico Riserva 2009 – Castello Vicchiomaggio Sangiovese 100% Rosso granato tenue. Ha olfatto evoluto in cui risaltano pot-pourri ed erbe essiccate sulla componente fruttata, che è mora in confettura; si allarga con pino silvestre, cioccolato gianduia ed ha un tratto fumé. Al gusto è decisamente morbido con tannini polimerizzati e finale succoso di arancio. Pale garnet-red colored. Evolved on the nose, with aromas of potpourri and dried herbs, on a fruity background of blackberry preserve, which develops into Scots pine, gianduia chocolate and a smoky note. Definitely soft on the palate, with polymerized tannins and a juicy orange finish.

VIGNA LA PRIMA Chianti Classico Riserva 2001 – Castello Vicchiomaggio Sangiovese 100% Granato profondo luminoso. Nel bouquet prevalgono profumi terziari, si percepiscono cuoio, foglia di tè, paglia, ciliegia sotto spirito, sigaro, curcuma, noce moscata, rosmarino. Protagonista al palato è l’integrità del frutto ed il sorso scorre sul binario della sapidità con tannini assolutamente vivi. Bright and deep garnet-red colored. Prevailing tertiary aromas on the nose, leather, tea leaves, straw, cherry in alcohol, cigar, curcuma, nutmeg, rosemary. Intact fruit on the palate, with savouriness and lively tannins.

VIGNA LA PRIMA Chianti Classico Riserva 1999 – Castello Vicchiomaggio Sangiovese 100% Granato trasparente. Una raffinata apertura di After Eight svela un ventaglio ricco di profumi: caramella di frutta, chiodo di garofano, humus, scorza d’arancio candita. È sottile, elegante e dinamico nella sua salinità e nella setosità dei suoi tannini. Chiude con persistenti note ferrose ed agrumate. Clear garnet-red colored. Elegant entry on the nose with an aroma of After Eight Mint chocolate leading to a rich range of scents: fruit candy, clove, soil, candied orange rind. Compact, elegant and dynamic on the palate, with saltiness and silky tannins. It ends on persistent iron-like and citrusy notes.

63


wine tasting text Emiliano Bogani, Barbara Massai

Un progetto vulcanico

I risultati notevoli raggiunti da Tommasi Wine nella Tenuta Rompicollo a Pitigliano in una orizzontale di grande charme The considerable results achieved by Tommasi Wine at Tenuta Rompicollo in Pitigliano, during a fascinating horizontal tasting Fondata nel 1902, quest’azienda è da sempre intrinsecamente legata e fusa al territorio della Valpolicella. Intorno agli anni Novanta, con l’ingresso della quarta generazione della famiglia Tommasi, cominciarono a percepire stretti i propri confini e la voglia di affrontare nuove sfide li ha portati a effettuare una serie d’investimenti e acquisizioni in varie zone d’Italia. La vasta offerta commerciale ha apportato un ampio respiro produttivo ma la profonda filosofia aziendale è rimasta inalterata e forma il carattere essenziale dei loro vini ottenuti ricercando sempre l’assoluta qualità, apportando le competenze settoriali maturate negli anni, esportandole e riadattandole alle singole realtà e vocazioni. Dopo l’ampliamento dei possedimenti nella Valpolicella Classica e nelle zone delle altre DOC di Verona, è seguito l’acquisto di nuove tenute nel trevigiano, nell’Oltrepò Pavese, in Manduria e in Toscana, in particolare a Montalcino e in Maremma. Poggio al Tufo dà il nome a un progetto ambizioso che si articola su due distinte aree tra Pitigliano, dove si trovano Tenuta Rompicollo e Tenuta Doganella, e Scansano con Tenuta Albore, per un totale di 170 ettari quasi interamente vitati. I vini degustati provengono dalla prima, cuore di tutta l’idea, i cui vigneti posti a 350 metri sul livello del mare, si estendono su terreni di origine vulcanica quaternaria, un terroir conosciuto e apprezzato già in epoca etrusca. La scelta produttiva è stata ben valutata e si è rivolta all’utilizzo di vitigni autoctoni come Vermentino e Sangiovese, affiancati agli internazionali Alicante Bouchet e Cabernet Sauvignon, definendo una gamma di vini specchio di queste zone della Maremma Toscana, dai colori vivaci, riconoscibili all’olfatto e al sorso, adatti per essere conservati nel tempo.

Established in 1902, this estate has always been inextricably tied to and fused with the Valpolicella area. In the early nineties, when the fourth generation of the Tommasi family arrived, their boundaries began to feel restrictive. With the desire to face new challenges came a series of investments and acquisitions in various parts of Italy. The broad sales opportunity brought new breathing room to production but the estate’s philosophy has remained unchanged. It forms the essential character of their wines. In the winemaking process, they continually strive for absolute quality, bringing their years of expertise and skill to the sector, exporting and adapting them to individual situations and vocations. After expanding the holdings in the Valpolicella Classica region and in other DOC areas of Verona, they purchased new properties in Treviso, in the Oltrepò Pavese, in Manduria and in Tuscany, particularly in Montalcino and the Maremma. Poggio al Tufo lends its name to an ambitious project that is located in two distinct areas of Pitigliano, where Tenuta Rompicollo and Tenuta Doganella are made, and Scansano with Tenuta Albore, for a total of 170 hectares almost entirely of grape vines. The wines that were tasted come from the first, the heart of the whole idea. Their vineyards are 350 meters above sea level and stretch over volcanic land dating to the quaternary period, a terroir that was already known and appreciated in Etruscan times. The production choice was well evaluated and the decision was made to use native grapes like Vermentino and Sangiovese, along with the international Alicante Bouchet and Cabernet Sauvignon, defining a range of wines reflecting these areas of the Tuscan Maremma, vivid colors, recognizable in the nose and sip, and suitable for preserving over time.

64


wine tasting by AIS Toscana commission

Rompicollo IGT Toscana Rosso 2014 Abv. 13% - Sangiovese 60% e Cabernet Sauvignon 40% Rubino vivace e luminoso. Apre su sentori di frutti di bosco in confettura, rosa, sottobosco, agrifoglio, felce ed erbe officinali seguite da leggere note balsamiche e tostate. Agile in bocca, sprigiona avvolgente freschezza e tannino ancora in evoluzione. Mediamente persistente, fruttato e floreale nel finale. Vivid bright ruby. It opens on notes of berry jam, rose, underbrush, holly, ferns and medicinal herbs followed by light toasted balsamic notes. Agile in the mouth, it releases an enveloping freshness and stillevolving tannins. Medium persistence, fruity and floral finish. Cabernet Sauvignon IGT Toscana Rosso 2014 Abv. 13% - Cabernet Sauvignon 100% Rubino intenso e lucente. L’impatto olfattivo varietale introduce aromi ben scanditi di cassis, mora di rovo, china, liquirizia, prugna, tamarindo e cannella. Al sorso è

intraprendente e succoso, composto e articolato, grazie alla piacevole freschezza e alla trama tannica ben integrata. Buona persistenza dagli intensi ritorni fruttati e balsamici. Intense bright ruby. The varietal olfactory impact introduces decisive flavors of cassis, blackberry, chinchona, licorice, plum, tamarind and cinnamon. The taste is dynamic and juicy, composed and complex, thanks to the pleasant freshness and the well integrated tannins. Good persistence with an intense fruity and balsamic aftertaste. Alicante IGT Toscana Rosso 2013 Abv. 13% - Alicante 100% Rubino concentrato e impenetrabile. Inizialmente rivela aromi di origano e oliva nera che si fondono dolcemente a essenze di chinotto e caucciù, incorniciati da profumi intensi di ciliegia in confettura, prugna, mora di gelso e note ferrose. Scena gustativa introdotta dalla struttura avvolgente e dominata dal vigoroso tannino, protagonista indiscusso fino al finale gustosamente saporito di china.

65

A concentrated and impenetrable ruby. Initially, it reveals aromas of oregano and black olive that blend gently with bitter orange and rubber essences, framed by intense aromas of cherry jam, plum, mulberry and ferrous notes. The taste scenario is introduced by the enveloping structure and dominated by powerful tannins, undisputed leader until the deliciously flavorful finish of chinchona. Vermentino IGT Toscana Bianco 2015 Abv. 12,5% - Vermentino 100% Paglierino scarico con accenni verdolini. Deliziosi profumi di mela e pesca bianca, erbe aromatiche, agrumi, tiglio e note salmastre. Coerente al sorso, esprime al meglio la sua tipicità esaltata dalla gustosa freschezza in un finale garbatamente sapido e fruttato. Pale straw with greenish hints. Delicious apple and white peach aromas, aromatic herbs, citrus fruits, linden and salty notes. Consistent to the sip, it best expresses its local quality enhanced by the tasty freshness in a suavely savory and fruity finish.


wine tasting text Barbara Massai, Emiliano Bogani - photo Lorenzo Cotrozzi

Maremma terra di vini

L’amore per il territorio in una degustazione orizzontale dei vini della Cantina I Vini di Maremma The love of the land in a horizontal tasting of the wines by Cantina I Vini di Maremma L’amore per il proprio territorio e la forte volontà di voler trasmettere attraverso i propri vini il fascino della Maremma Toscana, hanno guidato la crescita della Cantina I Vini di Maremma che dal 1954, anno della fondazione, è espressione della realtà cooperativistica maremmana. A oggi ne fanno parte 380 appassionati soci viticoltori, ognuno dei quali lavora in vigna effettuando una rigorosa selezione delle uve, vinificate e affinate successivamente nella sede storica in località Il Cristo, vicino a Grosseto. Grazie alla collaborazione con l’enologo Graziana Grassini la Cooperativa è riuscita a creare vini con un’identità ben precisa e dall’impronta moderna, mantenendo sempre vivo il profondo legame con la personalità storica di questo territorio vasto, eterogeneo e amaro. La Maremma con il suo clima favorevole e con i suoi suoli ricchi e vocati è scenario ideale per coltivazioni vitivinicole di grande qualità, valorizzando sia vitigni autoctoni, che internazionali. Tutte le attività di cantina sono volte a ottimizzare le risorse energetiche nel rispetto della sostenibilità ambientale. I vini bianchi riposano qualche mese sui propri lieviti, mentre i rossi maturano in vasche di cemento per un periodo di tempo che dipende dalla loro struttura tannica. Abbiamo potuto degustare in questo numero interpretazioni diverse di vitigni e di differenti denominazioni, come il Vermentino in purezza accumunato in ambedue le versioni da sfumature e profumi eleganti e vivaci. Il Cabernet Sauvignon è divenuto ormai un riferimento per quest’ azienda, trovando in questi luoghi il suo habitat naturale, utilizzato sia in uvaggio che in purezza.

Love for one’s land and a strong desire to transmit the fascination of the Tuscan Maremma through their wines is behind the growth of the Cantina I Vini di Maremma. Since 1954, the year in which it was founded, it has taken the model of a winemaking cooperative in the Maremma area. To date, 380 winemakers take part. Each one works in the vineyard, rigorously selecting grapes, later fermenting and aging them in their historic headquarters in the locality of Il Cristo, near Grosseto. With the help of oenologist Graziana Grassini, the Cooperative has managed to create wines with a very precise and modern identity, maintaining the deep bond with the historical nature of this vast, heterogeneous and harsh land. With its favorable climate and rich soils, the Maremma is an ideal setting for growing fine-quality grapes, enhancing both native and international varieties. All the winemaking activities aim at optimizing energy and respecting environmental sustainability. The whites are left to age in their own yeasts for a few months, while the reds are aged in cement vats for a period of time that depends on the structure of their tannins. In this issue, we were able to taste different interpretations of varieties and different denominations, such as pure Vermentino in both versions, with elegant and lively nuances and aromas. The Cabernet Sauvignon has now become a reference for this vintner, finding its natural habitat in these places, and used both in blends and in pure form.

66


wine tasting by AIS Toscana commission

Fior di Maremma IGT Toscana Bianco 2015 Abv.13% - Vermentino 100% Paglierino scarico dai riflessi verdolini. Profumi semplici di mela golden, banana e fiori di campo introducono il sorso sapido, caldo ed equilibrato. Media persistenza. Pale straw with greenish reflections. Simple aromas of golden apple, banana and wildflowers introduce the fruity, warm and balanced sip. Medium persistence. Làllègro DOC Maremma Toscana Vermentino 2015 Abv. 13,5% - Vermentino 100% Paglierino luminoso. Al naso note di fieno, melissa, tiglio, timo, pesca bianca e iodio. Gradevolmente equilibrato al palato, risaltano la sapidità e la nota glicerica. Chiusura di bocca agrumata e ammandorlata. Bright straw. In the nose, notes of hay, lemon balm, linden, thyme, white peach and iodine. Nicely balanced on the palate, the flavor and glycerin note stand

out. Finish in the mouth of citrus and almond. Làllègro DOC Maremma Toscana Merlot 2014 Abv. 13,5% - Merlot 100% Rubino intenso. Impatto olfattivo di piccoli frutti rossi freschi e liquirizia, glicine, sottobosco, pepe rosa e legno di cedro. La nota pseudocalorica segna l’intero percorso gustativo in un finale fruttato e di liquirizia. Intense ruby. Olfactory impact of small red berries and licorice, wisteria, undergrowth, pink pepper and cedar wood. The pseudo-warm note is present all the way along the licorice and fruity finish. Maremma DOC Maremma Toscana Cabernet Sauvignon 2013 Abv. 13,5% - Cabernet Sauvignon 100% Rubino con cenni granato. Ventaglio odoroso di macchia mediterranea, amarena sotto spirito, note balsamiche, tabacco e ginepro. Succoso e fruttato, tutte le componenti sono ben integrate confe-

67

rendo al vino piacevolezza di sapori ed equilibrio gustativo. Buona persistenza. Ruby with garnet hints. Range of aromas include Mediterranean undergrowth, black cherry in alcohol, balsamic notes, tobacco and juniper. Juicy and fruity, all the components are well integrated giving the wine the pleasantness of balance and flavor in the taste. Good persistence. Macchiaiolo DOC Monteregio di Massa Marittima Riserva 2012 Abv. 13% - Sangiovese e Cabernet Sauvignon Rubino concentrato. Bouquet elegante di frutta matura, pot-pourri, cioccolato alla menta, pepe nero e note boisé. Freschezza e tannino si fondono alla componente alcolica donando persistenza aromatica e struttura. Finale di creme de cassis. Concentrated ruby. Elegant bouquet of ripe fruit, potpourri, mint chocolate, black pepper and woody notes. Freshness and tannins blend into the alcohol component giving aromatic persistence and structure. A finish of crème de cassis.


WINE WORLD text Maria Lardara

Metti l’arte in cantina

Nuovo look per il quartier generale del Podere La Regola con omaggio agli Etruschi A new look for the Podere La Regola headquarters pays homage to the Etruscans Profuma di arte e archeologia l’uva che matura sulle colline di Riparbella. Il nuovo “quartier generale” di Luca e Flavio Nuti, titolari del Podere La Regola, celebra il matrimonio tra vino e arte, strizzando l’occhio all’ambiente. La cantina nuova di zecca inaugurata a metà ottobre scrive un altro capitolo della storia di questa azienda che per prima ha iniziato produrre vino dal 1990 nella zona, nel cuore della Val di Cecina. Due anni di lavori per realizzare uno spazio ecosostenibile che porta la firma dell’architetto Sergio Scienza, immerso tra i filari di circa dieci ettari di vigne dei venti dell’azienda, in procinto di effettuare l’impianto di altri cinque ettari. Costruita secondo i criteri della bioedilizia, la nuova cantina de La Regola racchiude l’omaggio alla bellezza e alle radici di un territorio che indissolubilmente si legano alla civiltà etrusca. Ad impreziosirla è l’arte di Stefano Tonelli che ha trasformato la barriccaia in una sala da museo con un affresco che richiama gli Etruschi ispirandosi a una vibrante danza cosmica. Ma i fratelli Nuti pensano a un progetto artistico più ampio con nuove installazioni che arricchiranno l’esterno della cantina, trasformata in un tempio della meditazione nella tranquillità delle colline della Val di Cecina, a pochi passi comunque dal mare. Il luogo ideale per immergersi nell’atmosfera del vino cogliendone tutte le fasi di lavorazione. “Abbiamo investito sulla nuova struttura – spiegano i titolari Luca e Flavio Nuti - avendo in testa due obiettivi ben precisi: realizzare una cantina che valorizzasse le nostre produzioni e, allo stesso tempo, regalare al territorio un nuovo spazio di incontro, di stimolo culturale e sociale, oltre che artistico”. Intanto la cantina è stata selezionata fra i candidati al premio “La fabbrica nel Paesaggio” istituito dalla Federazione Italiana Centri e Clubs per l’Unesco.

The grapes that ripen in the Riparbella hills have the odor of art and archeology. The new “headquarters” of Luca and Flavio Nuti, the owners of the Podere La Regola Estate, celebrates the pairing of wine and art, with a nod to the environment. The brand new winery that opened in mid-October is writing another chapter in the history of this estate that first started producing wine in the area in 1990, in the heart of Val di Cecina. It took two years of work to create a sustainable space. Designed by architect Sergio Scienza, it is located among rows of about ten of the estate’s twenty hectares of vineyards, and another five hectares is being added. Built according to eco-sustainable standards, the new La Regola wine cellar makes a tribute to the beauty and roots of a territory that is inextricably bound to the Etruscan civilization. It is embellished with the art of Stefano Tonelli, transforming the barrel room into a museum hall with a fresco that recalls the Etruscans and is inspired by a vibrant cosmic dance. But the Nuti brothers are planning a broader artistic project with new installations that will enhance the exterior of the wine cellar, transforming it into a temple of meditation in the peaceful Val di Cecina hills, just a short distance from the sea. It’s the ideal place to soak up the atmosphere of wine and take in all the winemaking stages. “We invested in the new structure,” explain the owners Luca and Flavio Nuti, “with two specific objectives in mind: to build a winery that would enhance our production and, at the same time, give the area a new space for meetings, for cultural, social and artistic stimulation.” Meanwhile, the winery has been selected as a candidate for the award “La fabbrica nel Paesaggio” founded by the Italian Federation of UNESCO Centers and Clubs.

68


Some pictures of Podere La Regola’s new winery in the hills of Riparbella, an ambitious project by architect Sergio Scienza


wine world text Teresa Favi

Storia di vini e desideri

Roccapesta nel comprensorio del Morellino di Scansano, un gioiello di 22 ettari nato 10 anni fa e oggi ancora in crescita Roccapesta in the Morellino di Scansano area, a 22-hectare gem established 10 years ago and still growing Desiderare è aspettare qualcosa, qualcosa che deve arrivare, che manca, un’attesa che prevede un percorso, una strada. È proprio il desiderio di esprimere le proprie inclinazioni, le proprie speranze che ha segnato la strada che stanno percorrendo Alberto Tanzini proprietario dell’azienda Roccapesta con la moglie Ksenia, una delle più importanti realtà vitivinicole del comprensorio del Morellino di Scansano nella Maremma Toscana. Il desiderio di regalare delle produzioni in cui la potenza del frutto, innata in questo territorio, trovi il giusto equilibrio per donarci, nel bicchiere, una straordinaria eleganza. Un equilibrio ricercato durante tutta la fase produttiva attraverso un’ attenta analisi delle esigenze agronomiche, la verifica in ogni fase fenologica della vite e pratiche enologiche sempre rispettose del frutto. Il nome dell’azienda Roccapesta è pura fantasia formato da due parole, Rocca in un doppio senso della parola, il primo quale fortezza, posto sicuro ma anche scomodo da raggiungere, il secondo quale Roccia nel significato di sicurezza, affidabilità, consistenza e Pesta come pestare l’ uva con i piedi, fare il vino nel modo più semplice e tradizionale. Un corpo aziendale formato da 22 ettari di vigneti in produzione, dislocati in quattro punti diversi della denominazione per sfruttare diversità di terroir e clima per una differenza, nel prodotto, di intensità di profumi, colore, mineralità e tannini. Nei prossimi due anni si prevede l’impianto di altri 5/6 ettari dove l’ esperienza del lavoro svolto, nei primi dieci anni, sarà determinante per la scelta dei cloni, portainnesto e preparazione del terreno, il tutto per arricchire le produzioni e aumentare le diversità, donando, negli assemblaggi sempre più equilibrio e armonia. L’azienda produce sei tipologie di vino dove il vitigno principe è il Sangiovese, accompagnato, in piccola parte, da Ciliegiolo, Petit Verdot, Alicante, Syrah e Pugnitello. Due le denominazioni prodotte, DOC Maremma Toscana con il vino Masca dal nome delle iniziali di Maremma Toscana più facile da apprezzare in campo internazionale e la DOCG Morellino di Scansano con due linee, la prima con i vini Ribeo e Roccapesta Riserva dove la semplice degustazione e fruizione, rende i due vini, adatta a tutti i tipi di consumatori invitando, nel nome, ad un nuovo assaggio e la seconda linea con i prodotti Roccapesta e Calestaia, il primo vino con il nome dell’ azienda e il secondo sinonimo della vigna vecchia, due vini vera espressione, potenza e eleganza del Morellino di Scansano, infine la nota selvaggia della Maremma con il fascino del Pugnitello. L’ osservazione attenta del vigneto, il rispetto e la contemplazione della natura, l’ amore per la vigna nelle lunghe passeggiate per capire e interpretare, strada facendo, ogni giorno, alla ricerca del sogno tanto desiderato. Buon voyage monsieur Alberto!

Wishing means expecting something, something that must arrive, that is missing; waiting that involves a path or an itinerary. It is precisely the desire to express inclinations and hopes that has traced the path that Alberto Tanzini, owner of the Roccapesta estate, one of the most important wineries in the Morellino di Scansano zone of Maremma in Tuscany, is following together with his wife Ksenia. The desire is to endow productions with the full potential of the fruit native to this territory, which will express a perfect equilibrium in the glass to grant us an extraordinary elegance. This balance is sought throughout the entire productive phase by careful analysis of agronomic necessities, assessment during each phenological phase of the vine and enological processes that are more respectful of the fruit. The name of the estate, Roccapesta, is a simple fantasy formed of two words: Rocca, with the double sense of “fortress” (a safe place that is difficult to reach) and “rock” (safety, reliability and consistence), and Pesta (like pressing grapes with the feet), making wine in the simplest and most traditional manner. The estate consists of 22 hectares of vineyards in production, situated in four different points of the zone of the denomination to exploit the differences of terroir and climate for differences, in the product, of aromatic intensity, color, minerality and tannins. The planting of another 5/6 hectares is programmed for the next two years. The experience of the work carried out in the first ten years will determine the choice of the clones, the rootstocks and preparation of the terrain, all for the purpose of increasing the diversity and donating greater balance and harmony to the blends. The estate produces six types of wine where the main variety is Sangiovese accompanied by small parts of Ciliegiolo, Petit Verdot, Alicante, Syrah and Pugnitello. Two denominations are produced: DOC Maremma Toscana with Masca wine, the name being an easy to remember elision of “Maremma Toscana” for the international community; and DOCG Morellino di Scansano with two lines. The first includes Ribeo e Roccapesta Riserva wines, where simple tasting and drinking make the two wines accessible to all types of consumers and inviting, in the name (Ribeo or “drink again”), another taste. The second line includes Roccapesta e Calestaia wines. The first carries the name of the estate, the second is a synonym for an ancient vine. Both wines are the true expression of the power and elegance of Morellino di Scansano. Finally, the allure of Pugnitello proposes the wild note of Maremma. Attentive observation of the vineyard, respect and contemplation of nature, passion for the vineyard in the long walks to understand and interpret, during the journey every day, in the search for such a precious dream: Buon voyage, monsieur Alberto!

70


Some pictures of the Roccapesta winery in the Morellino di Scansano area, in the middle Alberto Tanzini


WINE WORLD text Maria Lardara

Bottiglie a misura di tutti

L’azienda agricola La Cura firma un progetto etico con etichetta in Braille An ethical brailled wine label project by La Cura winery Il loro, è un vino speciale, senza barriere, perché dà la possibilità alle persone non vedenti di leggerne la composizione e la provenienza. Vedetta non è una bottiglia qualsiasi, è la prima in Toscana prodotta dall’azienda agricola La Cura di Enrico Corsi che ha deciso di coniugare la sua produzione vitivinicola a un progetto etico: l’intuizione è sbocciata cinque anni fa fra quei dodici ettari coltivati a vigneto, ai piedi di Massa Marittima, nella fascia delle colline metallifere. Merito dell’etichetta scritta in caratteri Braille con un “Qrcode” che fornisce notizie audio sulle caratteristiche del vino e dell’azienda La Cura. La bottiglia è pesante, così da favorirne la manipolazione e proteggerla dagli urti, dagli sbalzi di temperatura e dal contatto con i raggi ultravioletti. Il piacere di degustare un calice di nettare degli Dei non ha dunque più limiti: Vedetta è un Doc Maremma Toscana prodotto solo nelle annate migliori, frutto della migliore selezione di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Appena mille le bottiglie prodotte di Vedetta su una produzione complessiva di 50mila bottiglie spaziando tra le diverse varietà di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Ansonica, Vermentino, Malvasia, Trebbiano e Chardonnay. La Cura vede riconosciuto il suo impegno e lo sforzo verso l’eccellenza qualitativa anche dalle guide del vino italiano. Il Merlot, prodotto bandiera dell’azienda, è stato premiato al concorso italiano più importante dedicato a questa tipologia specifica che si tiene ad Aldeno in Trentino Alto Adige: primo assoluto qualificato con Merlot La Cura 2008 nella edizione anno 2010; secondo qualificato categoria DOC con Merlot La Cura 2012, nella edizione anno 2014. Altro prodotto di punta dell’azienda è Il Predicatore, un vino passito molto originale dedicato a San Bernardino da Siena, prodotto con uve da vendemmia anticipata e successivamente appassite, che ha ricevuto diverse medaglie d’oro al concorso internazionale città del vino.

Theirs is a special wine, without barriers because it gives blind persons the possibility to read the composition and origin. Vedetta is no ordinary bottle. It is the first in Tuscany produced by the La Cura estate of Enrico Corsi, who decided to wed its wine production with an ethical project. The intuition became reality a year ago, amidst those twelve hectares of vineyards at the foot of Massa Marittima, in the swath of the Metalliferous Hills. This is the merit of the label in Braille with a QR code that supplies audio info about the characteristics of the wine and La Cura estate. The bottle is heavy to favor manipulation and protect it from knocks, temperature excursions and ultra-violet rays. Thus, there are no more limits to tasting a glass of the nectar of the gods. “Vedetta” is a Doc Maremma Toscana produced only in the best years, the fruit of the best selection of Cabernet Sauvignon and Cabernet Franc. There are just one thousand bottles of “Vedetta” among the total production of 50 thousand bottles ranging through the diverse varieties of Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Ansonica, Vermentino, Malvasia, Trebbiano and Chardonnay. La Cura has gained recognition for its commitment and efforts towards quality excellence also in Italian wine guides. Its Merlot, the estate’s flagship, was awarded at the most important Italian competition dedicated to this specific type which is held at Aldeno in Trentino Alto Adige: the first ever qualification with Merlot La Cura 2008 in the 2010 edition; the second qualified in the DOC category with the Merlot La Cura 2012, 2014 edition. The winery’s other flagship product is Il Predicatore, a sweet original wine dedicated to St. Bernardino of Siena, made with grapes from an early harvest and subsequently withered. It received several gold medals at the international city of wine competition.

72


Above, Vedetta’s brailled label Below, vineyards of La Cura winery


Questioni di feeling Il valore aggiunto della sommelerie nei ristoranti. La parola agli addetti ai lavori The added value sommeliers bring to restaurants. Listen to the experts text Marzia Morganti Tempestini


The role of the sommelier in a restaurant today have acquired importance today now that the consumer’s conduct has evolved


FOCUS

Creare un equilibrio costruttivo tra cucina e sala al fine di soddisfare la crescente tendenza del cliente a ricercare in un ristorante un servizio completo in cui cibo e vino si completano l’un l’altro. Quello del sommelier all’interno di un ristorante, custode non solo della conoscenza dei migliori abbinamenti, ma altresì di ogni sfumatura organolettica, anche impercettibile, di ogni singolo vino in carta, è oggi più che mai un ruolo strategico. Se è infatti vero che per apprezzare al meglio determinati piatti, si rende necessario accompagnarli con il vino giusto spesso identificativo di un preciso territorio e con cui il piatto che ordiniamo abbia una perfetta concordanza, lo è altresì il fatto che, nei ristoranti laddove sia presente una enoteca di spessore, non è raro che sia lo stesso sommelier, con la sua approfondita conoscenza della carta dei vini e di quelle che sono le tempistiche migliori per la degustazione di un vino, a collaborare con chef per strutturare il menù. Ruolo e figura oggi più importante visto che il comportamento del consumatore si è evoluto, non più carte dei vini monumentali, come ha dimostrato un recente sondaggio dell’autorevole Wine Spectator e come hanno discusso nel recente congresso di Assoenologi, perché sono un problema per il ristoratore per la loro complessa gestione e immobilizzazione di capitale e spaventano il cliente che al ristorante va per godersi una cena nel suo complesso. Maurizio Menichetti patron e sommelier del ristorante Da Caino di Montemerano (Gr) dall’alto della sua pluridecennale esperienza afferma “La competenza di un sommelier rappresenta senz’altro per il ristorante un valore aggiunto, sia per il servizio del vino tout court sia per il suo ruolo di narratore in grado di valorizzare il territorio e i suoi prodotti. La formazione è importantissima ed è alla base di questo lavoro. Il talento purtroppo non si compra. In ogni caso sono collaterali e viaggiano assieme. Il ruolo del sommelier, conclude Menichetti, è essenziale: con il corretto abbinamento il piatto e il vino si supportano e si valorizzano a vicenda, creando una combinazione dal gusto irripetibile e perfetto”. Gaetano Trovato, chef e patron del ristorante Arnolfo di Colle Val d’Elsa (Si) afferma “Il ruolo del sommelier è di fondamentale importanza. Nel mio locale ho diviso il reparto vino, affidato a mio fratello Giovanni che, oltre ad essere il sommelier, è anche il direttore del ristorante, in due cantine climatizzate sistemate nei piani interrati di un palazzo del 1600. Il vino è complice nella cucina e il territorio deve essere l’assoluto protagonista, senza mai dimentica-

77

Creating a constructive balance between kitchen and dining room to satisfy the customers’ expectation that a restaurant will provide a complete service in which foods and wines are complementary: this is the role of the sommelier in a restaurant. Custodian not only of the best combinations, but also of all the organoleptic nuances, even the imperceptible, of every wine on the list, is a strategic role today more than ever. While the appreciation of certain dishes calls for accompaniment by the right wine, often identified with a specific territory and thus in perfect harmony with the ordination, it is also true that in restaurants with a well-stocked wine cellar it often happens that the sommelier, given the intimate familiarity with the wine list and the knowledge of the necessary timing for the best tasting experience of each wine, will collaborate with the chef to structure the menu. The role and the figure have acquired importance today now that the consumer’s conduct has evolved. Today, the lists of monumental wines are out, as a recent survey by the authoritative Wine Spectator demonstrated and as a recent congress of Italian enologists discussed, because they are complex to manage, immobilize significant capital resources and frighten the customer who goes to the restaurant to enjoy a meal. Maurizio Menichetti, owner and sommelier of the Da Caino restaurant in Montemerano (province of Grosseto), an expert with decades of experience, affirms, “The competence of a sommelier is undoubtedly a value added asset for a restaurant, for the wine service itself and for the role of narrator who can enhance the understanding of the territory and its products. Training is very important and is the foundation of this work. Talent, unfortunately, is not for sale. In any case, they are collateral and travel together. The role of the sommelier,” concludes Menichetti, “is essential. The right combination between the dish and the wine enhances them both creating a perfectly unrepeatable tasting combination.” Gaetano Trovato, chef and owner of the Arnolfo restaurant in Colle Val d’Elsa (province of Siena) says, “The role of sommelier is of fundamental importance. In my restaurant, I have divided the wine department, entrusted to my brother Giovanni who is the sommelier and director of the restaurant, in two air conditioned cellars situated in the basements of a 17th century palace. Wine is an associate of the kitchen and the territory must be the absolute protagonist, without ever forgetting to revere other particularly prestigious zones of the world, such as France. The sommelier,”


FOCUS

Il sommelier ha l’importante compito di seguire ed accudire il cliente, guidandolo nell’esplorazione degli accostamenti The sommelier has the difficult task of comprehending, case by case, the necessities of customers

continues Gaetano Trovato, “has the important task of following and caring for the customer, being the guide in the exploration of all facets of the juxtapositions. The ability of this figure develops with time. The sommelier must have extensive knowledge about the history of wines, their organoleptic characteristics, the winning combinations and their territories of origin, but also has the difficult task of comprehending, case by case, the necessities of customers, thereby creating a unique and targeted itinerary and a constructive balance between the kitchen and the dining room, between the Chef and the Customer. The touch of the sommelier,” concludes Trovato, “renders the culinary philosophy of the restaurant more tangible and concrete.” The Tenda Rossa in San Casciano (province of Florence) has always had a sommelier; today that is the role of Natascia Santandrea, the owner’s daughter, responsible for the care of customers and the wine cellar. “Most of our guests,” she says, “choose the menus with the suggested wines because they recognize background work that brings the best result to the table. Our cellar offers over 1000 wines and customers prefer our guidance except when they wish to taste a particular wine. Our reality,” she confides, “is somewhat different than the standard. I am identified as the sommelier, but people see me in the role of the host. In general, the figure of the sommelier is fundamental not so much for the certification, but as a person who can speak to the public about the bond between wine and food. Today,” Santandrea concludes, “it is important for customers to hear about the specificity of the producers. They want to hear anecdotes and stories about the producer to better interpret that wine. The sommelier must not be too technical, but give the right details and curiosities, understand the customer and play to make it clear that the wine is alive and tells the story of a territory, of a producer and of nature.”

re di premiare altre zone del mondo di particolare prestigio, come ad esempio la Francia. Il sommelier, continua Gaetano Trovato, ha l’importante compito di seguire ed accudire il cliente, guidandolo nell’esplorazione degli accostamenti in tutte le sue sfaccettature. L’abilità di questa figura si plasma con il tempo, il sommelier oltre ad avere una conoscenza molto ampia della storia dei vini, delle caratteristiche organolettiche, degli accostamenti vincenti, dei territori ai quali appartengono, ha l’arduo compito di comprendere, caso per caso, le necessità dei propri clienti, costruendo così un percorso unico e mirato e di creare un equilibrio costruttivo tra cucina e sala; tra lo Chef e il cliente. Con il suo tocco, conclude Trovato, riesce a rendere più tangibile e concreta la filosofia culinaria del ristorante”. Anche alla Tenda Rossa di San Casciano (Fi) la figura del sommelier è sempre stata presente, oggi è Natascia Santandrea, figlia d’arte ad occuparsi dell’accoglienza dei clienti e della cantina “La maggior parte dei nostri ospiti, afferma, sceglie i menu con i vini abbinati perché riconosce in queste proposte un lavoro a monte che porta in tavola il migliore risultato. La nostra cantina offre oltre 1000 vini e il cliente preferisce farsi guidare, salvo casi in cui vogliano degustare un vino in particolare. La nostra realtà, confida, è un po’ diversa da quella canonica, sono identificata come sommelier ma le persone mi percepiscono come la figura del patron. In generale la figura del sommelier è fondamentale non tanto per l’attestato quanto come figura che possa parlare al pubblico di un legame del vino con il cibo. Oggi, conclude Santandrea, è importante per i clienti ascoltare la specificità dei produttori, vogliono ascoltare aneddoti e storia del produttore per interpretare meglio quel vino. Il sommelier non deve essere troppo tecnico, ma dare notizie giuste precise e curiose, capire il cliente e giocare per far capire che il vino è vivo e racconta una storia di un territorio, di un produttore e della natura”.

78


verticale

Today, the lists of monumental wines are out because they are complex to manage, immobilize significant capital resources and frighten the customer who goes to the restaurant to enjoy a meal


interview text Niccolo Tempestini

L’evoluzione del gusto

Incontro con Andrea Rinaldi, responsabile AIS UK The evolution of taste. Meet Andrea Rinaldi, in charge of AIS UK Andrea Rinaldi, originario di Montecatini, è stato uno dei primi sommelier AIS italiani a trasferirsi a Londra per promuovere, far conoscere ed  apprezzare il vino oltre frontiera, nel 2007  è stato eletto presidente del UK Sommelier Association e dell’Associazione Italiana Sommelier UK. Testimone della crescita di consumo e di prestigio dei vini italiani all’estero, la sua esperienza lo ha portato ad ottenere numerosi riconoscimenti personali e ad essere una delle figure più apprezzate nell’enologia europea. L’enogastronomia è divenuto oggetto di costume, quanto valore e quanta cultura sta assumendo il vino nel Regno Unito? Quando sono arrivato a Londra nel ‘94 il consumo di vino era quasi inesistente.    Poi negli ultimi anni del decennio, è iniziato un crescente interesse ed in poco tempo degustare vino è divenuto uno status symbol. E’ stato soprattutto il pubblico femminile ad incuriosirsi e a divulgare tra gli amici il consumo del vino. Per l’Italia, oltre ai grandi rossi, riservati ad un pubblico già erudito, ad avere successo anno dopo anno, sono state le bollicine.  L’esposizione mediatica del cibo  e del vino  ha aumentato la competenza del consumatore? Certamente ci sono giornali e riviste specializzate che hanno contribuito ad accrescere l’attenzione verso cibo e vino creando una cultura ed una capacità di scelta verso i prodotti di qualità e verso le mete turistiche che offrono oltre ad opere d’arte anche esperienze di enoturismo di qualità.  La figura del sommelier come viene percepita negli UK e in che direzione si sta orientando? E’ una professione sempre più richiesta. I primi corsi a Londra sono stati organizzati nel 1997. Il lavoro che stiamo portando avanti anche grazie alla collaborazione con AIS Italia e a figure di riferimento come il Presidente Antonello Maietta e Roberto Bellini e la Giunta nazionale, ha creato una cultura di attenzione verso il vino. Dalla mia nomina come responsabile AIS UK, dieci anni fa, abbiamo diplomato oltre 800 sommelier.  

Andrea Rinaldi, born in Montecatini, was one of the first AIS Italian sommeliers to move to London to promote, inform and create appreciation for Italian wines abroad. In 2007, he was elected president of the UK Sommelier Association and of the UK chapter of AIS. An advocate of greater consumption and prestige of Italian wines abroad, his experience has led him to obtain many personal recognitions and to be one of the most esteemed figures in European enology. Food and wine have become a matter of mainstream culture. What is the importance and role of wine in the UK today? When I arrived in London in 1994, wine consumption was almost nil.   Later in that decade, interest began to grow and soon wine tasting became a status symbol. It was really the women who were curious to know more and began to spread wine consumption among their friends. For Italy, aside from the great red wines, reserved for the public that was already knowledgeable, bubbles were the big success year after year.  Has the media focus on food and wine deepened consumers’ competence? There are certainly specialized publications and reviews that have contributed to raising attention about food and wine, creating culture and the capacity to prefer products of quality and tourist destinations that offer excellent experiences of food and wine, in addition to works of art.  How is the figure of the sommelier seen in the UK and what direction is it taking? It is a profession with growing popularity. The first courses were organized in London in 1997. The work we are doing, with the support of AIS Italy and collaboration with persons of the caliber of President Antonello Maietta, Roberto Bellini and the National Board, has created a culture of attention to wine. Since my nomination as responsible for AIS UK, ten years ago, we have graduated over 800 sommeliers.  

80


Andrea Rinaldi, born in Montecatini, was one of the first AIS Italian sommeliers to move to London


interview

Secondo la mia ricerca di mercato il vino italiano in Gran Bretagna ha un aumento 4-6% costante tutti gli anni According to my market research, Italian wine is growing at a steady rate of 4-6% each year in the UK

I ristoranti sono consci delle possibilità e delle opportunità per i clienti che può offrire avere un sommelier in sala? Ne sono consapevoli. I sommelier formati alla nostra scuola sono i più apprezzati dai datori di lavoro, i quali riconoscono loro un’ottima preparazione, tanto che spesso non riesco a soddisfare le richieste. Molti intraprendono anche prestigiosi percorsi professionali divenendo wine broker, brand ambassador, export manager solo per citarne alcuni.   A che punto è nella cultura anglosassone la cultura e la conoscenza del vino? Al momento gli inglesi hanno sete di sapere sempre di più sul vino, testimone di questo interesse sono le numerose manifestazioni che vengono organizzate come degustazioni ed eventi sul vino. L’interesse dei londinesi è per i vini di tutto il mondo, ma il vino italiano piace molto. Secondo la mia ricerca di mercato il vino italiano ha un aumento 4-6% costante tutti gli anni.  Cosa organizzate a Londra e in Gran Bretagna? Corsi, degustazioni, eventi sul vino, seminari, master class, miglior sommelier UK, facciamo anche consulenza a ristoranti e importatori. Inoltre abbiamo anche il Club AIS Londra.  Cosa ti ha colpito nella tua esperienza del rapporto degli anglosassoni con il vino? La grande evoluzione del gusto, oggi hanno imparato ad apprezzare il vino e vogliono saperne di più e la cosa interessante è che hanno anche iniziato a produrlo.    Che futuro per il sommelier in Gran Bretagna? Positivo, ci sono sempre più richieste di sommelier soprattutto diplomati AIS.

82

Are restaurants aware of the possibilities and opportunities a sommelier in the dining room can offer to their customers? They are indeed. The sommeliers trained at our school are the most appreciated by employers, who recognize their excellent preparation. In fact, often I cannot satisfy all the requests. Many also undertake prestigious professions and become wine brokers, brand ambassadors or export managers, just to name a few.   Where is Anglo-Saxon culture with respect to knowledge and consumption of wine? At this point in time, the English are eager to know more about wine. This interest is expressed by the many events that are organized such as tastings and other wine related events. Londoners are interested in wines from all over the world, but Italian wine is very much appreciated. According to my market research, Italian wine is growing at a steady rate of 4-6% each year.  What do you organize in London and Great Britain? Courses, tastings, wine events, seminars, master classes, Best Sommelier UK...We also do consulting for restaurants and importers. We also have the London AIS Club.  In your experience, what has impressed you the most about the Anglo-Saxon relationship with wine? The great evolution of taste: today they have learned to appreciate wine and want to know more. The interesting thing is that they have also started to produce it.    What is the future for sommeliers in Great Britain? Positive, there are always more requests for sommeliers, especially those with the AIS diploma.


“la classe è acqua” “class is water”

www.sanfelice.org


RANGE ROVER SPORT

SE L’ABBIAMO CHIAMATA SPORT, UNA RAGIONE C’È.

Anzi, più di una. Range Rover Sport ha una leggera monoscocca in alluminio per darti più velocità e agilità. Il suo motore 5.0 supercharged SVR ti offre performance esaltanti: da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi. E anche diesel saprà stupirti con i motori 4.4 SDV8 da 339 CV, 3.0 SDV6 da 306 CV e 3.0 TDV6 da 249 CV, potenti e scattanti. L’innovativa tecnologia Terrain Response 2 ti farà emozionare con ineguagliabili prestazioni su strada e in off-road. Tutto questo fa di Range Rover Sport la Land Rover più agile, veloce e reattiva che abbiamo mai prodotto. Vieni a provarla in Concessionaria.

PERAGNOLI AUTO

Via Cassia Nord, 112/A, Monteriggioni (SI) 0577 318303 concierge.peragnoli@landroverdealers.it peragnoliauto.landrover.it Consumi Ciclo Combinato da 6,9 a 12,8 l/100 km. Emissioni CO2 da 182 a 298 g/km. Scopri le soluzioni d’acquisto personalizzate di LAND ROVER FINANCIAL SERVICES. Land Rover consiglia Castrol Edge Professional.

Sommelier Toscana n.33  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you