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UNITREOS

IMO

24° Anno Accademico 2013 - 2014

A cura della Presidenza

Numero 7

Maggio 2014

Sede: Piazza Sant’Agostino, 2 Osimo

Email: unitreosimocentro@gmail.com

Con questo settimo numero terminiamo la pubblicazione del giornalino. Riprenderà in Ottobre all’apertura dell’anno accademico. Il venticinquesimo. Un anniversario importante che sarà degnamente celebrato per il rispetto dovuto ai soci fondatori, ai soci che hanno frequentato assiduamente l’Associazione e che ora non ci sono più e ai soci attuali che continuano con la loro presenza a sostenere e a far vivere l’UNITRE. Che cosa è, in cosa consiste, cosa rappresenta questa organizzazione? Tre doman- Sommario: de con un’unica risposta. 1. Saluti del nostro PresiL’UNITRE organizza corsi, conferenze, gite, incontri, scambi culturali con altre dente, pag. 1; 2. Lettera del Presidente generazioni e altri tipi di associazionismo. E' aperta alle novità ma ricorda e rispetNazionale Unitre Gustata le tradizioni e le radici. E’ un’Accademia di Umanità per dirla con la nostra Prevo Cuccini, pag. 2 sidente Nazionale, ora onoraria, che è stata la fondatrice dell’UNITRE a Torino, 3. Cafe –Chantant di Rosquaranta anni fa. Noi non forniamo solamente servizi o meglio attraverso i servizi sana Giorgetti Pesaro, cerchiamo, con fatica, di creare una rete di amicizie, di compagnia, di soddisfaziopag. 3; ne fisica, morale e spirituale. Cerchiamo di stare bene insieme e parlare anche di 4. Un sassolino nella scarpa … di Rosalba Roncaargomenti personali. Vogliamo incontrarci e salutarci con un sorriso, un abbraccio glia, pag. 4; con una mente libera da tutte le tortuosità della vita. Cerchiamo di portare i nostri 5. Premiazione Concorso soci a misurarsi con loro stessi, cerchiamo di liberare le potenzialità nascoste nei di pittura e fotografia di tempi passati per svariati motivi del vivere. Vorremmo che si mettessero in discusRossana Giorgetti Pesasione in discipline che da giovani mai avrebbero immaginato di seguire. Non tutti ro, pag. 5; i soci hanno compreso ciò e ci dispiace per loro. 6. L’Unitre incontra la Per quanto riguarda la Presidenza e il Consiglio Direttivo la via è tracciata e seguiGuardia Costiera di Rossana Giorgetti Pesaro, remo la nostra rotta senza tentennamenti di sorta. Qualche volta siamo un po’ rigipag. 7; di verso alcune richieste ma non possiamo farne a meno. La nostra trasparenza, la 7. La Passiò del Burraco di nostra obiettività e il rispetto verso gli altri ce lo permettono. Il nostra Statuto è Rossana Giorgetti Pesalimpido come l’acqua che scorre nei ruscelli dell’alta montagna. ro, pag. 9, 10 e 11. L’anno accademico appena trascorso è stato ricco di avvenimenti e di soddisfazioni. L’impegno e la caparbietà è stata apprezzata da tanti soci e da personalità estranee all’UNITRE. Novità assolute: la nascita di questo giornalino; la qualificante collaborazione con l’Istituto Campana che ci riempie di orgoglio; il corso di Teatro con la creazione di una Compagnia Teatrale e con la recitazione di soci che mai avevano calcato le scene. Prova difficilissima ed esaltante. Ci riproveremo! E’ una promessa e una minaccia. Ricordo inoltre che, sponsorizzato dall’UNITRE, il nostro concittadino Valfrido Valeri, pianista, terrà un concerto il 29 giugno al Duomo di Osimo. A fine Luglio e nei primi giorni di Agosto potremo risentire Valfrido accompagnato da Nicole Frei, violinista, nella chiesa di San Marco, al Duomo e a Palazzo Campana. Buone vacanze a tutti, ci ritroveremo a metà settembre quando inizieranno le iscrizioni. Maria Antonietta MATTIOLI

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Presidente Unitre Nazionale

Gustavo Cuccini UniTre Perugia

Alle UNITRE tutte Ai Presidenti, ai Consigli Direttivi, agli Associati Docenti e Studenti, ai Volontari Amiche e amici carissimi, al volgere di questo Anno Accademico rivolgo a tutti Voi un grato pensiero per come nei luoghi più diversi d’Italia portate alta la bandiera della Nostra Associazione, con un impegno che va oltre, per dedizione e amore, lo spirito puro del volontariato. Da poco più di un mese sono stato eletto Presidente Nazionale, e già numerosi mi arrivano gli inviti a partecipare alle cerimonie di chiusura dei Corsi: non potrò essere sempre con Voi fisicamente, ma lo sarò con il pensiero. Vi ringrazio tutti di cuore e Vi auguro ogni bene. Con i colleghi più stretti dello scaduto Esecutivo, ancora in prorogatio, sto completando il lavoro per l’assunzione piena delle mie responsabilità direttive e gestionali e per la formazione del nuovo Consiglio Esecutivo, il che dovrà avvenire intorno alla metà di giugno. Il passaggio epocale sancito dall’Assemblea Nazionale del 29 marzo ci sollecita tutti ad essere ancora più attivi e impegnati nella realizzazione delle finalità del nostro Statuto, nell’ottica in particolare del dialogo intergenerazionale, nell’apertura al diverso e al volontariato sociale con gli strumenti di quella cultura viva e tarata sulla dimensione umana della persona che abbiamo a disposizione. Nelle Vostre cerimonie di chiusura vi chiedo che sia sempre vivo il ricordo del nostro Presidente Onorario Irma Maria Re, al cui instancabile e propositivo operato quasi quarantennale siamo tutti riconoscenti. Vi abbraccio con affettuosa fraterna amicizia, con l’augurio che il meritato riposo estivo possa ancora più fortificare in Voi la geniale creatività che Vi ha fatto rendere grandi le Vostre, le Nostre, UNITRE. Gustavo Cuccini Presidente Nazionale UNITRE

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CAFE’-CHANTANT” IN CHIUSURA ANNO UNITRE Rossana Giorgetti Pesaro

Alle ore 16,30 di Mercoledì 29 aprile, l’Unitre ha chiuso l’Anno Accademico 2014 con lo spettacolo di Teatro Unitre, presentato dalla docente e regista Gigliola Costantini. La presidente Antonietta Mattioli ha salutato i docenti, i soci e i simpatizzanti, elencando le molteplici attività programmate in questo anno, attività che hanno privilegiato la cultura in tutti i suoi aspetti: dal Teatro, all’Arte, all’Informazione e all’Attualità sempre con l’intento di coinvolgere culturalmente ed emotivamente gli aderenti e di consolidare l’amicizia e la solidarietà fra gli iscritti. Gli attori, sono stati tutti protagonisti, esibendosi nei ruoli a loro congeniali:  Norma Saluzzi nella dizione di alcune sue poesie e in scenette di colore locale con Luigi Egidi e Maria Strappati,  Elda Marchetti efficace nel ruolo della popolana osimana,  Giuseppe Giordano, new-entry, che ha fatto rivivere le “macchiette” del Café Chantant dei primi del 900, esibendosi in lingua napoletana con l’ausilio della “sciantosa” Giuseppina Polacco.

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Molte le risate, alle battute di Maria Strappati, molta emozione alla lettura di un brano di Umberto Graciotti, alias Medeo. Molto rammarico per non aver visto sulla scena l’esilarante Carla Rocchi, con la speranza di rivederla in scena l’anno prossimo. La serata si è conclusa con un coro degli attori che hanno dato l’arrivederci all’anno prossimo ai dirigenti e agli intervenuti, ringraziandoli per la loro presenza.


Un sassolino nella scarpa…. Rosalba Roncaglia

L’ipocrisia delle parole Quando una parola che fa parte della lingua italiana, ci sembra in qualche modo ingiuriosa, la sostituiamo con un’altra, pensando così di nobilitarne la sostanza. E’ l’ipocrisia della parole. Cominciamo da handicappato, un termine, che definisce una realtà delicata. Ma l’handicap è solo un peso di cui viene gravato il cavallo più “blasonato”, per limitarne la superiorità in modo che la gara risulti equilibrata. E’ dunque un limite ed è innegabile che tanti ne soffrano, senza nulla togliere alla loro dignità e valore di persone. Poiché la parola “handicappato” è stata spesso usata in modo dispregiativo, la si è sostituita con il termine diversamente abile, ma l’handicap definisce solo uno svantaggio iniziale e l’aggettivo derivato significa semplicemente svantaggiato. La stessa ragione, cioè l’uso di una parola assolutamente corretta in modo ingiurioso, ha portato alla trasformazione di negro in nero, termine molto più vago e generico, con buona pace di negriero o negritudine, che non si sa come sostituire. Perché non si cura di più la buona educazione e il rispetto degli altri, invece di cambiare le parole? Dico la verità ho sempre usato tranquillamente la parola “negro”, per definire le qualità di una razza, senza mai gravarla di significati negativi e come me tanti fanno fatica a dire “nero”. C’è poi, al posto dello scopino, l’operatore ecologico, che suscita nella nostra mente immagini di chimici e ricercatori. L’antico nome definiva un lavoro umile, ma dignitoso, come quello di oggi, che si avvale di macchine e strumenti più idonei, ma che resta in sostanza lo stesso. Perché cambiargli nome sfiorando il ridicolo e facendoci inciampare sulle parole? Non parliamo poi di escort, il top dell’ipocrisia. Qui tra l’altro non ci troviamo davanti a limiti imposti dalla realtà delle cose, ma a scelte di vita, che hanno meno ragione di essere protette. Ricordo che per la prima volta trovai la parola zoccola in “Porci con le ali” di Marco Lombardo Radice e Livia Ravera. I termini più correnti erano prostituta, che definiva quasi una condizione sociale, puttana, battona, troia, con connotati chiaramente più dispregiativi. Ma oggi l’ escort spesso si definisce tale senza imbarazzi o vergogne, spesso proponendosi in una veste elegante o addirittura riunendosi in cooperative manageriali. Lo fanno studentesse e casalinghe per arrotondare. Ma che cosa è cambiato dello sporco lavoro più vecchio del mondo? Finisco con la parola nano, che ha dato lo spunto alla mia lunga digressione. Una delle protagoniste de “La grande bellezza “ di Sorrentino, film che ha vinto recentemente l’Oscar come miglior film straniero, affetta da nanismo, una patologia che ha un nome difficilissimo, ha parlato con grande serenità del problema della parola. In casa la parola nano era tabù, ma per strada, a scuola, veniva pronunciata come insulto. Ha detto che lei, una donna felicemente realizzata, ma non attrice di professione, nello svolgere questo ruolo così diverso e impegnativo, ha trovato la più grande difficoltà nel pronunciare nel film la parola nana, in una battuta di autoironia. Il superamento di quel tabù le ha fatto capire che il male non è nella parola in sé, ma nell’uso che se ne fa. Lo dice una donna intelligente, che ha superato felicemente l’unico limite della sua vita e ora usa abitualmente il termine aborrito nell’associazione di bambini affetti da nanismo di cui è presidente, per aiutarli a pensare che anche la diversità ha una sua normalità di cui non vergognarsi. Certo le parole possono far male, ma invece di cambiare un termine che ha i suoi chiari connotati nella lingua italiana, cambiamo la testa e il cuore della gente, perché chi vuol ferire saprà sempre e comunque come farlo. Pagina 4


PREMIAZIONE CONCORSO NAZIONALE UNITRE Osimo

“Alla Scoperta dei Beni Culturali del proprio Paese” Rossana Giorgetti Pesaro

Sabato 10 maggio 2014, nel foyer del Teatrino Campana, si è svolta la cerimonia di premiazione del Concorso nazionale pittorico e fotografico, organizzato dall’Unitre di Osimo. Questa II Edizione ha proposto due temi: uno riguardante la Natura, l’altro i beni culturali della regione dei partecipanti del Concorso, articolato i due sezioni: A) pittorica, B) fotografica. La presidente Antonietta Mattioli, dopo aver salutato il sindaco Simoncini intervenuto, si è rallegrata con i presenti per le tante opere arrivate da tutte le parti d’Italia, congratulandosi con i vincitori. Secondo la presidente della Commissione esaminatrice, Marisa Barontini, la scelta non è risultata facile, data la buona qualità degli elaborati. Arrivato il momento delle premiazioni, la Mattioli ha proclamato i vincitori, secondo questo ordine: I° Premio a Liliana Fossati, dell’Unitre di Genova, per “L’angelo della resurrezione”; II° Premio ex equo a Emanuela Rocco, dell’Unitre di Osimo, per “Armonia tra spazio me tempo” e a Caterina Cataldi, dell’Unitre di Genova, per “La cattedrale di San Lorenzo”; III° Premio ex equo Edith Anna Viol, dell’Unitre di Ancona, per “Il mare e trabocchi” e Maria Magioncalda” dell’Unitre di Genova per “Verso dove”. Menzioni speciali sono andate a Balbina Serra dell’Unitre di Genova, per “Salita Cannoni”, a Patrizia Breccia, dell’Unitre di Orbetello, per “Pisa: piazza dei Miracoli”, e a Liliana Fioretti dell’Unitre di Osimo per “Piazza di Loreto”. Al termine della serata il sindaco Simoncini ha espresso tutta la sua gratitudine all’Unitre per la funzione culturale e sociale che svolge da più di vent’anni nella città , congratulandosi per la vitalità dimostrata quest’anno nelle tante iniziative proposte fra cui questo Concorso che ha richiamato ad Osimo tanti forestieri, fungendo così da promozione turistica.

Verbale Commissione per il Concorso:

“Alla Scoperta dei Beni Culturali del proprio Paese” La commissione presieduta dalla prof.ssa Marisa BARONTINI e composta dal prof.ssa Anna Maria DEL NERO, prof.ssa Rosalba RONCAGLIA e dal prof. Giovanni BAMBOZZI, si è riunita il 6 maggio 2014 per valutare le opere pervenute sia pittoriche che fotografiche. Dopo attento esame del valore dell’opera e della sua corrispondenza al tema proposto, la Commissione si è così espressa: SEZIONE PITTURA: 1° Premio 2° Premio ex equo 3° Premio ex equo

Silvana FOSSATI; Caterina CATALDI e Emanuela ROCCO; Edith Anna VIOL e Maria MAGIONCALDA.

MENZIONE SPECIALE Balbina SERRA , Patrizia BRACCI e Liliana FIORETTI SEZIONE FOTOGRAFICA

Le opere, anche se a volta di buon livello, non risultano attinenti al tema. Perciò si ritiene di non dover procedere ad una premiazione Pagina 5


Liliana Fossati—Genova 1° Premio

Caterina Cataldi—Genova 2° Premio ex equo

Emanuela Rocco—Osimo 2° Premio ex equo

Edith Anna Viol—Ancona 3° Premio ex equo

Maria Magioncalda—Genova 3° Premio ex equo

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L’UNITRE INCONTRA LA GUARDIA COSTIERA di Rossana Giorgetti Pesaro

Organizzata dall’Unitre, in collaborazione con l’Istituto d’Istruzione permanente Campana, il 12 maggio u.s., si è svolta l’ultima conferenza prevista nella programmazione di questo Anno Accademico. Secondo incontro con il tenente di vascello della Guardia Costiera Dott. Giuseppe Natuzzi, che dopo aver trattato precedentemente del Diritto Internazionale umanitario ha proposto all’assemblea un argomento di scottante attualità:” Il ruolo della guardia costiera nella gestione del fenomeno immigratorio”. ”L’obiettivo dell’incontro - così ha esordito il tenente Natuzzi - è un esperimento per scrollare le coscienze e far riflettere su un problema così grave come quello immigratorio” Ognuno di noi deve interrogarsi e confrontarsi su quello che si sa di questo fenomeno. Euripide nel 431 A.C. aveva sentenziato che “Non c’è dolore più grande della perdita della terra natia “ Allora perché queste persone disperate, lasciano la propria terra, i loro affetti e le usanze per venire in Italia, rischiando spesso di morire? Vari e gravi sono in motivi: le persecuzioni, le guerre, il desiderio di raggiungere i familiari e di migliorare il tenore di vita o semplicemente di sfamarsi. Dove trova origine l’immigrazione? Basti ricordare le immigrazioni bibliche degli ebrei verso l’Egitto, e quelle degli emigranti italiani nelle Americhe per capire che questo fenomeno esiste da tempo immemorabile. Bisogna vincere i pregiudizi e non farsi coinvolgere dagli slogans politici che possono condurre ad episodi di razzismo e di xenofobia. L’immigrazione é un trasferimento di donne , bambini, giovani, che chiedono aiuto ad un paese che essi considerano civile. Facciamo un esame di coscienza e cerchiamo di non considerare gli immigrati come esseri inferiori, dei “diversi” che tolgono il lavoro agli italiani e trasgrediscono le nostre leggi. E’ vero, solo un terzo degli immigrati ha un diploma o una laurea, ma se noi ci consideriamo un paese civile dobbiamo fare del tutto per dare loro la possibilità di integrarsi, non bastano i volontari, uno stato che si rispetti deve darsi delle regole per regolamentare questo continuo flusso migratorio, con una speciale attenzione agli immigrati irregolari che tanto turbano l’opinione pubblica. Qual è il ruolo della Guardia Costiera nell’affrontare questo problema? Il suo è un ruolo essenziale, essendo un corpo della Marina Militare, nello specifico si prefigge questi obiettivi come missioni: il soccorso della vita umana in mare; la polizia marittima e la sicurezza marittima. Fin dal 15 aprile 2011, quando i militari del Corpo hanno salvato 230 migranti sahariani libici a sud-est di Lampedusa, non si sono chiesti se essi avessero il diritto di entrare in Italia, ed hanno operato, con i pochi mezzi a disposizione e con stipendi irrisori, rischiando la propria vita, in nome dell’onore dell’arma. Pagina 7

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Viene spontaneo domandarci perché l’Europa non collabori con l’Italia per risolvere questo annoso problema, dato che gli immigrati non desiderano restare nel nostro territorio e perché i militari di quest’arma lavorino più del dovuto senza un compenso ulteriore. Con la convinzione che la presidenza italiana nel Consiglio Europeo faccia sentire finalmente la nostra voce. dobbiamo sperare che si formi una società globale basata sull’equilibrio dell’uomo con l’ambiente e sulla realizzazione del bene collettivo dell’individuo come elemento fondante. Grazie ad un filmato sugli sbarchi dei migranti e alla capacità espositiva del Tenente di Vascello Natuzzi, i presenti hanno compreso che bisogna entrare nella logica del confronto e della cooperazione, condividendo le risorse, le esperienze, le aspirazioni e le culture.

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Le poesie

LA PASSIO’ DEL BURRACO Rossana Giorgetti Pesaro

Adè ce gioga tutti, ma quannu no’ a Scola avemie cuminciadu erene poghi a sappecce giucà, quella che c’emparaa è Anna la prufessuressa Antunelli che abitaa giò al Borgu e c’abida ancora. So passadi diec’anni piu o menu lia è sempre più braa ce rimpe la testa de regule en continuazio’ ,ma no’, famie quellu che ce pare, l’empurtante è che ce divertimie .stamie en cumpagnia, magnamie e beemie e ce vulemie be’ e vulemie restà ancu n’altr’annu cu Te, prufessuressa nostra!! Fine Corso Burraco 2014

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IL CANTICO DEL CORPO LIBERO Rossana Giorgetti Pesaro

Altissimo, Onnipotente Bon Signore Laudato sii, per sora madre Unitre che promuove cultura e socialità Laudato sii, o Signore per sora Palestra Tygim che ospita persone di ogni età Laudato sii, o Signore per fratel Giorgio che respinge acari e impurità Laudato sii, o Signore per sora Trainer Cinzia che ci sostiene, corregge e rafforza con amorosa e ferma abilità. Laudato sii, o Signore, per nostro corpo che resiste malgrado i segni dell’età. Infin ,Te laudo o Signore, per averci dato la capacità di stare insieme in salute e serenità!

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VOCALI e COLORI

di Rossana Giorgetti Pesaro

Quante vocali abbiam pronunciato:

A come Amore ed Amicizia E come Entusiasmo ed Energia I come Impegno ed Incentivo O come Ottimismo ed Onestà U come Unione ed Umiltà Il tutto “ornamentato” di colori che hanno riscaldato i nostri cuori, li abbiam cercati nel giallo dei fiori, nell’arancio del sole al tramonto, nel cielo blu “dipinto di blu”, nel viola della melanzana così da formare un arcobaleno che ci ha uniti con una collana. Ed i respiri, li avete obliati? La pancia gonfia nell’inspirazione si sgonfiava nell’espirazione dando al diaframma quella spinta tale, da dare il via alla voce impostata. E quella sera siamo andati in scena la Noria ci ha coinvolti così tanto che ci siam sentiti dei protagonisti e tutti abbiam collaborato nel dare un senso alla nostra mansione: non siamo più personaggi-finzione ma campioni di vera umanità !! Colibrì alias Rossana Giorgetti Pesaro Pagina 11

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